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www.gazzetta.it lunedì 14 gennaio 2013 1,20 €

REDAZIONE DI MILANO VIA SOLFERINO 28 ­ TEL. 0262821 ­ REDAZIONE DI ROMA PIAZZA VENEZIA 5 ­ TEL. 06688281 POSTE ITALIANE SPED. IN A.P. ­ D.L. 353/2003 CONV. L. 46/2004 ART. 1, C1, DCB MILANO

ITALIA

anno 117 ­ Numero numero 11 Anno

IL POSTICIPO A MARASSI FINISCE 0­0. I ROSSONERI PERDONO COSI’ L’OCCASIONE DI SORPASSARE ZEMAN

Il Faraone con la cresta bassa La Samp frena la rincorsa Milan Destro flop, Roma sprecona: il Catania la punisce. De Rossi resta in panchina Il Torino ringrazia l’ex Rosina. Rimonta Cagliari, Genoa all’inferno ALLE PAGINE 14­15­16­17­20­23­25

3 El Shaarawy, sostituito, abbracciato da Allegri IMAGE SPORT

Serie A / 20ª GIORNATA PARTITE BOLOGNA­CHIEVO

4­0

CAGLIARI­GENOA

2­1

CATANIA­ROMA

1­0

INTER­PESCARA

2­0

LAZIO­ATALANTA

2­0

NAPOLI­PALERMO

3­0

PARMA­JUVENTUS

1­1

UDINESE­FIORENTINA

3­1

SAMPDORIA­MILAN

0­0

TORINO­SIENA

3­2

CLASSIFICA JUVENTUS 45 LAZIO 42 NAPOLI (­2) 40 INTER 38 FIORENTINA 35 ROMA 32 MILAN 31 UDINESE 30 PARMA 30 CATANIA 29

CHIEVO 24 TORINO (­1) 23 ATALANTA (­2) 22 BOLOGNA 21 SAMPDORIA (­1) 21 PESCARA 20 CAGLIARI 19 GENOA 17 PALERMO 15 SIENA (­6) 11

Tra parentesi i punti di penalizzazione.

INTER OGGI L’INCONTRO CON IL MANAGER Tutta la delusione di Fabio Quagliarella, 29 anni, dopo il pari a Parma REUTERS

LOTTA

SCUDETTO

LAZIO ­3 NAPOLI ­5 Conto alla rovescia 3 Wesley Sneijder, 28 anni, sabato a San Siro LAPRESSE

JUVE

CHE TI SUCCEDE?

Bloccata sul pari dal Parma (1­1) La Signora in crisi con l’attacco

3 Sotto: Insigne (Napoli) e l’abbraccio tra Hernanes e Floccari (Lazio)

Conte confessa: «Il gol del pareggio colpa mia». Intanto i biancocelesti battono l’Atalanta grazie anche a una rete irregolare E Mazzarri non molla DA PAGINA 2 A PAGINA 13

IlCommento

UN AFFARE A TRE di ALBERTO CERRUTI

Due indizi non costituiscono una prova, ma sono più che sufficienti per alimentare un dubbio: la Juventus sta finendo la benzina? E se non fosse così, che cosa le succede? L’ARTICOLO A PAGINA 25

per Wes in Turchia Scatto su Paulinho Sneijder: «Ci sto pensando». In ballo Alvarez e Coutinho per fare il colpo DALLA VITE A PAGINA 19

LA STORIA L’UDINESE MANDA K.O. LA VIOLA

Di Natale vero fenomeno Due gol all’amico Montella CALAMAI, VELLUZZI A PAGINA 21

ESTERO UN VAN PERSIE IMPLACABILE

Volano lo United e il City Il Barça va a +18 sul Real! BOLDRINI, RICCI PAG 26­27, COMMENTO DE CALÒ PAG 25

IL ROMPI PALLONE DI GENE GNOCCHI

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Terribile vendetta napoletana contro Marchisio. Ieri gli hanno piazzato Apicella sotto casa a cantare tutta la notte. BASKET VENEZIA, VITTORIA A VARESE

Milano, che fatica a Brindisi E’ Final Eight di Coppa Italia

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BARTEZZAGHI, DI SCHIAVI, ORIANI ALLE PAGINE 36­37


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 14 GENNAIO 2013

SERIE A 20a GIORNATA PARMA

JUVENTUS

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(3-5-2)

(3-5-2)

83 Mirante; 5 Zaccardo, 29 Paletta, 13 Santacroce; 7 Biabiany, 32 Marchionni (dal 37' s.t. 20 Acquah), 10 Valdes, 16 Parolo, 18 Gobbi;, 9 Belfodil, 11 Amauri (dal 23' s.t. 21 Sansone). PANCHINA 1 Pavarini, 44 De Angelis, 39 Fideleff, 4 Morrone, 20 Acquah, 87 Rosi, 77 Ninis, 19 Musacci, 88 Pabon, 17 Palladino. ALLENATORE Donadoni. CAMBI DI SISTEMA nessuno. ESPULSI nessuno. AMMONITI Paletta, Acquah per gioco scorretto.

1 Buffon; 15 Barzagli, 19 Bonucci, 4 Caceres; 26 Lichtsteiner, 23 Vidal, 21 Pirlo, 6 Pogba, 20 Padoin (dal 20' s.t. 11 De Ceglie); 27 Quagliarella (dal 23' s.t. 9 Vucinic), 12 Giovinco. PANCHINA 30 Storari, 31 Branescu, 13 Peluso, 39 Marrone, 24 Giaccherini, 33 Isla, 32 Matri, 35 Beltrame. ALLENATORE Conte. CAMBI DI SISTEMA nessuno. ESPULSI nessuno. AMMONITI Padoin per gioco scorretto.

MARCATORI Pirlo (J) al 7', Sansone (P) al 34' s.t. ARBITRO De Marco di Chiavari NOTE paganti 9.971, incasso 257.305,20 euro; 9.102 abbonati, 79.446,45 quota. In fuorigioco 3-4. Angoli 3-7. Recuperi: 0' p.t.; 3' s.t.

POSSESSO PALLA PARMA 43%

CONTRASTI VINTI JUVENTUS 57%

TIRI IN PORTA

IIIII PARMA 5

PARMA 45%

JUVENTUS 55%

TIRI FUORI

IIIIIII III JUVENTUS 7

MOMENTI CHIAVE PRIMO TEMPO 0-0 20’ Belfodil si libera in area e impegna Buffon. 21’ Ancora Belfodil: dribbla in area e mette fuori. 34’ Belfodil a colpo sicuro, Lichtsteiner salva davanti alla porta. 36’ Liberato da un rimpallo, Quagliarella si trova tutto solo: bravissimo Mirante in uscita. 39’ Mirante in angolo su punizione di Pirlo all'incrocio e tiro di Padoin dal limite.

BARICENTRO BASSO 50,3 metri

PARMA 3

IIIII JUVENTUS 5

SECONDO TEMPO GOL! 7’ Punizione di Pirlo, la deviazione di Biabiany spiazza Mirante. GOL! 33’ Paletta anticipa e lancia Sansone che vola e batte in diagonale Buffon.

BARICENTRO ALTO 54,5 metri

45’ secondo tempo Festa Parma, delusione Giovinco La gioia dei giocatori del Parma, mentre Sebastian Giovinco è molto deluso REUTERS

La Signora si è s Juve, 1 punto in 2 partite Sansone spacca scudetto Lazio a -3 e Napoli a -5 La squadra di Conte paga le assenze e il mal d’attacco Il bel Parma di Donadoni riprende il vantaggio di Pirlo DAL NOSTRO INVIATO

LUIGI GARLANDO PARMA

No, questa non è la Juve di Conte. La vera Juve non si fa strappare dai denti una vittoria a un quarto d’ora dal termine, sapendo che Lazio e Napoli stanno vincendo e si stanno avvicinando. Il vantaggio di Pirlo, in uno stadio inviolato, contro un Parma in salute, tra tante difficoltà e tante assenze, profumava quasi di gol-scudetto, avrebbe demoralizzato la concorrenza al galoppo. La vera Juve non si fa rimontare 5 punti in due partite. Questa Juve, per la prima volta, non ha reagito con una vittoria a una sconfitta. Questa Juve paga le assenze. Non è un caso che il Parma, come la Samp, abbia costruito il gol sulla fascia dove la Juve soffre la nostalgia di Chiellini, ma anche di Marchisio e Asamoah. Il carico di lavo-

ro invernale, progettato per la primavera bollente, al momento toglie brillantezza. In contingenze difficili, spesso risolvono i solisti d’attacco. Alla Juve mai. Anche ieri Giovinco e Quagliarella, non pervenuti, hanno enfatizzato il problema cronico dell’attacco. Vucinic, costretto al part-time dai suoi acciacchi, solitamente provvidenziale, stavolta ha favorito il gol altrui. «Non siamo marziani», spiegava Conte dopo la Samp. A Parma la capolista è apparsa ancora più umana. Troppo umana. Che Parma La morale è che questa umanissima Juve, in attesa di recuperare uomini e forze, sta attraversando un canyon, esposta alle frecce di Lazio, Napoli, Inter... E in questo canyon invernale si sta giocando lo scudetto. E ora onore agli indiani dell’ottimo Donadoni, che si è meritato il punto con

una prova di qualità tecnica, coraggio tattico e personalità. Con il pareggio acciuffato dal giovane Sansone, al quarto gol decisivo, il Parma ha mantenuto inviolato il suo fortino e, senza investimenti hollywoodiani, saluti a Topolino o proclami profetici, ha avvicinato la Roma del mistico Zeman. Bel..fodil Primo tempo equilibrato che il Parma ha condotto a lungo. Chi si stupisce davanti alla sofferenza della capolista, rilegga la formazione di Donadoni: due punte, più Biabiany in fascia, il play Valdes tra due interni di costruzione come Marchionni e Parolo. In due parole: tanta qualità. Che, condita all’ottima organizzazione e a una buona condizione atletica, consente al Parma di pressare e stuzzicare la Signora, appoggiandosi a Belfodil, 21enne interessante: fisico e piedi educati. Il ragazzo spaventa

un paio di volte Buffon e sta per farlo secco al 34’: Lichtsteiner salva. Il pericolo risveglia la Juve che chiude con un buon quarto d’ora. Quaglia sbaglia L’occasione più ghiotta capita a Quagliarella (36’). L’esecutore spietato che la Juve cerca al mercato scavalcherebbe Mirante con un tocco sotto. Quagliarella gli spara addosso. Mirante spegne anche Pirlo e Padoin. Non è la Juve dei giorni belli. Ritmi bassi. Poco dagli esterni. Pirlo illumina a basso voltaggio. Non sgomma Vidal e, senza Marchisio, mancano così incursori che aggrediscano la profondità. Il meglio è Pogba, che si specchia nel piccolo Marchionni, non avvezzo al ruolo: un duello da spendere per schiodare il match. Così come Giovinco, nel breve, dovrebbe strappare di più a Paletta che invece fa un figurone.

Velo impietoso All’ora del tè

la sensazione juventina è questa: o Vucinic o un calcio da fermo. La seconda. Al 6’ Pirlo manda in rete la quinta punizione del suo campionato, con la deviazione determinate di Biabiany. Botta tremenda per il Parma, che ha speso tantissimo. La partita sembra segnata, anche perché la Juve è cresciuta, soprattutto in Vidal. E siccome Pogba e Pirlo mantengono il loro buon livello, la capolista ha in mano il centrocampo e quindi il destino del match. Quando Conte immette Vucinic al posto dello spettrale Quagliarella, sembra tutto pronto per il match-point bianconero. Ma se c’è una cosa che dà fastidio al dio del pallone è passare per prevedibile. E così è proprio Vucinic, con un velo sconsiderato (suggerito da Conte?) a favorire l’antici-

po di Paletta e la cavalcata di Sansone che frutta l’1-1. Dopo la Samp, altra rimonta subita: non è vera Juve. Totò Juve Il Parma si è strameri-

tato il suo punto, per il coraggio e la qualità con cui ha giocato nel primo tempo e per l’orgoglio con cui ha creduto di poter raddrizzare una partita compromessa. Sabato la Juve ripartirà dall’Udinese di Totò Di Natale che ha appena schienato Inter e Fiorentina. L’occasione buona per dimostrare (e dimostrarsi) che nulla è cambiato, nonostante Samp e Parma. Il campionato, da quando è partito, non è mai stato così aperto. © RIPRODUZIONE RISERVATA


LUNEDÌ 14 GENNAIO 2013

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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numeri& STATISTICHE

D il problema

7’ secondo tempo La punizione di Pirlo deviata da Biabiany Andrea Pirlo, 33 anni, calcia la punizione al limite dell’area emiliana: il suo tiro viene deviato in maniera determinante da Biabiany e spiazza Mirante INSIDE

LA CRISI DELL’ATTACCO

Un gol ogni 7 tiri Serve un Top: Drogba, Llorente o Lisandro Lopez Marotta cerca al’estero o un last minute in Italia Padoin per Immobile? Gabbiadini alternativa

DAL NOSTRO INVIATO

MIRKO GRAZIANO PARMA

A Parma Giovinco non tira mai, Quagliarella si mangia un gol piuttosto semplice e Vucinic commette addirittura l’errore che costa l’1-1 finale, anche se poi la colpa se la prende Conte. La Juventus tira e attacca più di tutti in serie A, ha il baricentro più alto, offre a tratti spettacolo puro, sul campo ha segnato come nessuno (41 reti contro le 40 della Roma, che però ne aggiunge tre grazie alla vittoria a tavolino di Cagliari) e i 14 gol al passivo la lanciano al primo posto pure a livello difensivo. Altro primato: il possesso palla. Insomma, come si spiega che gli avversari-scudetto siano ancora lì, in piedi, a centro ring? Un dato dice molto, se non tutto: fino a ieri mattina, ai bianconeri servivano 7,46 tiri per fare un gol, dodicesimi su venti in serie A. Al Tardini le conclusioni sono state 14 contro le 6 del Parma: risultato, però, 1-1. Sono dati evidenziati nei giorni scorsi proprio sulla Gazzetta, «sono dati che conosciamo benissimo - spiega Conte -. Ripeto, è una situazione che andiamo ad affrontare ogni settimana. Le cose si sanno, si vedono, poi se si possono fare si fanno, altrimenti no. Soldi non ne abbiamo, quindi cerchiamo di andare su situazioni low cost. Immobile o Gabbiadini? Non torna nessuno per adesso».

33’ secondo tempo Sansone «scherza» Buffon Il bel gol del pareggio firmato in contropiede da Nicola Sansone, 21 anni: l’attaccante gialloblu in corsa si beve Pogba e poi beffa Gigi Buffon IPP

marrita IL DISTACCO L’ANDAMENTO DEL VANTAGGIO SULLA SECONDA IN CLASSIFICA

Top player e Lisandro... Invece,

GDS

top player o normal player, qualcuno là davanti arriverà. Sicuro. L’intervento è necessario.

Colpa del grave infortunio di Bendtner, della tendinopatia (caviglia destra) che fa tremare sul fronte Vucinic e anche, va detto, dell’altrettanto lungo stop di Pepe, uno che poteva garantire a Conte più soluzioni tattiche là davanti. «Manca il finalizzatore, la grande punta d’area di rigore», urla il popolo bianconero di internet. Il problema è che reperire a gennaio uno «Specialista» non è impresa semplice. La Juve ne ha messi comunque tre nel mirino: Drogba su tutti, poi Llorente, quindi Lisandro Lopez. Li aspetterà, corteggerà e monitorerà fino all’ultimo momento. Per Drogba e Llorente i paletti bianconeri sono già ben piantati. Sul tavolo dell’ivoriano ci sono 17 mesi di contratto per complessivi 5,5 milioni più bonus, ma la Juve nemmeno vuole entrare nella questione cartellino con lo Shanghai Shenhua, a meno che Drogba non dichiari ufficialmente di accettare l’offerta bianconera. Capitolo Llorente: a giugno sarà di certo a Torino, Marotta offre all’Athletic Bilbao 4 milioni per avere subito il navarro, la cifra non è però trattabile. «E dalla Spagna non arrivano ancora segnali positivi», fanno sapere da corso Galileo Ferraris. Lisandro Lopez? E’ un’idea concreta, anche se la Juve giura «di non averlo mai chiesto in prestito». Sarà più facile arrivare a uno fra Immobile e Gabbiadini, carte che comunque Marotta si giocherà solo nelle ultimissime battute del mercato. E per il rossoblù potrebbe essere girato Padoin al Genoa. © RIPRODUZIONE RISERVATA

S Lisandro Lopez, 29 anni, attaccante del Lione, sabato in campo per novanta minuti nella partita esterna contro il Troyes REUTERS


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LUNEDÌ 14 GENNAIO 2013


LUNEDÌ 14 GENNAIO 2013

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SERIE A 20a GIORNATA INCIDENTI A PARMA IN SERATA IDENTIFICATI GLI OCCUPANTI DI DUE PULLMAN «SOSPETTI»

Ultrà Juve assaltano un bar pieno di famiglie Vile attacco di 70 incappucciati a un bar vicino al Tardini: c’erano anziani e bambini DAL NOSTRO INVIATO

ANDREA TOSI PARMA

La vigilia della sfida del Tardini è stata movimentata da incidenti avvenuti in città, poco lontano dallo stadio, che hanno visto protagonisti una settantina di tifosi juventini arrivati con due pullman da Milano nella città emilia-

na intorno alle undici del mattino. I sostenitori bianconeri, in gran parte col volto coperto e armati di bastoni e altri oggetti contundenti, hanno assalito il bar Gianni, ritrovo abituale dei sostenitori emiliani, nella centrale via Duca Alessandro, devastando alcune suppellettili e la parti esterne col lancio di un paio di rudimentali bombe carta. C’è stato un momento di panico e grande paura anche perché in quel momento il bar era frequentato da anziani e famiglie con bambini, due avventori che si trovavano all’interno del locale per consumare un aperitivo, sono stati feriti. Feriti Il più grave, un 38enne

residente a Busseto che indossava una sciarpa coi colori gialloblù, ha riportato un taglio alla fronte causato da una bastonata. Condotto all’ospedale Maggiore per le cure del caso (alcuni punti di sutura), è stato dimesso nel pomeriggio senza ulteriori conseguenze. Immediatamente è intervenuta la Polizia per riportare l’ordine senza compiere fermi perché i sedicenti tifosi si erano nel frattempo dileguati. Il gestore è riuscito a limitare i danni, comunque abbastanza pesanti, abbassando la saracinesca dell’esercizio. Anche nella periferia nord di Parma, in zona San Leonardo, sono stati registrati alcuni tafferugli.

L’avvocato Conte «Sul gol dell’1-1 la colpa è mia» «Ho detto io a Vucinic di lasciarla a Giovinco Giocare su tre fronti è logorante per la Juve» DAL NOSTRO INVIATO

G.B. OLIVERO PARMA

Voce del verbo lasciare. Antonio Conte urla «lascia» a Vucinic, Mirko lascia il pallone per Giovinco, Paletta non lo lascia arrivare a Seba e lo lancia avanti, Caceres lascia passare Sansone che tira e lascia immobile Buffon. Morale: la Juve lascia due punti a Parma. E’ la storia buffa di una gara che i bianconeri avevano faticosamente aperto grazie alla punizione di Pirlo e ormai messo sotto stretto controllo. «La partita era morta» osserva un Conte troppo sereno per essere vero. «Oggi sono stato io il pip-player. Mi prendo io la responsabilità spiega l’allenatore - perché ho urlato a Vucinic di lasciare il pallone facendo velo per Giovinco. Paletta è stato bravissimo a intervenire e lanciare Sansone con un passaggio perfetto. Peccato, perché la prestazione era stata buona a differenza

Antonio Conte, 43 anni, è tornato fisicamente in panchina il 9 dicembre ANSA

di quanto era accaduto contro la Sampdoria. E ormai assaporavamo la vittoria». Altre cause Conte (che per la prima volta nella sua gestione ha conquistato 1 punto in due partite) è fin troppo onesto nell’attribuirsi le colpe di un pareggio che affonda altrove le proprie radici. Al di là del discorso

sull’attacco che non segna e comunque non risolve mai le partite intricate, nei mesi scorsi alla Juve bastava un gol per addormentare la gara. Adesso non è più così e se Conte si auto-accusa per il «lascia» gridato a Vucinic, resta il fatto che in due secondi e con un solo passaggio il Parma sia arrivato dal centrocampo fin davanti a Buf-

Dopo gara Invece un giovane

juventino, a fine gara, è rimasto contuso alla testa dopo uno scontro con un gruppo di ultras emiliani. Peraltro, il deflusso dallo stadio è stato regolare, senza ulteriori contatti tra le due tifoserie. Identificati In serata le forze dell’ordine hanno fermato due pullman di tifosi juventini e hanno provveduto all’identificazione totale. Da valutare le specifiche responsabilità da codice penale dei singoli mentre, per tutti, dovrebbe scattare un daspo di 5 anni se il gruppo risulterà essere lo stesso dell’assalto al bar. Il calcio può fare tranquillamente a meno di deficienti che, alla domenica mattina, si mettono a picchiare dei papà a passeggio con i bambini.

I poliziotti intervenuti al bar Gianni, nella zona vicina allo stadio ANSA

fon. E se fosse stato un po’ più pronto e lucido, Caceres si sarebbe immolato facendosi espellere fuori area: mancavano dieci minuti alla fine e la Juve avrebbe potuto resistere anche in dieci portando a casa una vittoria pesantissima. Buona condizione Conte spiega il calo di risultati della squadra con i molti impegni («Giocare su tre fronti è logorante») e con la necessità di costruire («Il progetto non è completo, anche noi abbiamo i lavori in corso. E senza spendere né spandere in un anno e mezzo abbiamo fatto grandi cose»). La Lazio, intanto, è sempre più vicina, ma Conte evita ogni polemica dopo il clamoroso fallo di mani di Floccari: «Ci sono episodi a favore ed episodi contro. E’ impossibile che il gol della Lazio abbia la stessa rilevanza mediatica riservata solitamente ai fischi arbitrali che riguardano la Juve. Io voglio solo equilibrio nei giudizi: quando capiterà un errore a nostro favore, mi auguro di non sentire le solite frasi e quando capiterà a me di lamentarmi non vorrei che mi si rispondesse "no, tu sei la Juve e quindi devi stare zitto"». Secondo il tecnico bianconero «a Parma non serviva la terza punta, stavamo giocando bene. Siamo solo stati imprecisi nell’ultimo passaggio, ma nonostante i supplementari di mercoledì abbiamo dimostrato di stare bene. Sappiamo che il campionato è lungo, che ci sono molti competitors anche se qualcuno (Capello, ndr) non è d’accordo. Non sarà facile rivincere il campionato». Ecco, se c’è una cosa che la Juve non vuol proprio lasciare è lo scudetto. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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HANNO DETTO

S Marchisio «Il Napoli? Parlavo di un’antipatia sportiva, faccio loro i complimenti. Non bisogna lanciare questi messaggi. Devo imparare il dialetto napoletano...»

S Bonucci «Gli inseguitori si avvicinano, sapevamo che la strada sarebbe stata molto lunga. Non credo sia determinante l’assenza di Chiellini per noi»

© RIPRODUZIONE RISERVATA

PARLA MARCHISIO DOPO LA POLEMICA

«Il Napoli? Solo antipatia sportiva Nessun odio» DAL NOSTRO INVIATO

PARMA

Paul Pogba, con la sua bella falcata, quei capelli improbabili e la voglia di far bella figura, aveva iniziato a giocare fin dal primo minuto. Quando Andrea Pirlo e Arturo Vidal a inizio ripresa hanno cambiato marcia, la Juve è diventata padrona. Il centrocampo, ancora una volta, aveva posto le basi per una vittoria scivolata via in modo stranissimo, ma questo resta un segnale importante. Contro la Sampdoria Vidal era rimasto in panchina mentre Pirlo e Pogba avevano giocato male. In attesa di Marchisio il reparto centrale di Conte ha ripreso a funzionare. Il Principino, che dovrebbe rientrare sabato contro l’Udinese, è stato intervistato dalle Iene (in onda ieri sera su Italia Uno) in merito alla polemica con il Napoli: «Purtroppo a volte le cose vengono storpiate o cambiate. Parlavo di un’antipatia solo sportiva e faccio i complimenti al Napoli, che in questi ultimi anni è diventato una grande squadra. Mi spiace che su vari siti le parole "antipatia sportiva" siano state trasformate in "odio". Non bisogna certo lanciare questi messaggi ai giovani. Devo imparare il dialetto napoletano così la prossima volta non ci saranno problemi». Speriamo soprattutto che questa storia sia finita qui. Bonucci Intanto la Juve cercherà di tornare alla vittoria sabato contro l’Udinese: «Gli inseguitori si avvicinano - osserva Leonardo Bonucci -, anche se sapevamo che la strada sarebbe stata molto lunga. A Parma abbiamo preso un gol casuale e non credo che ci siano problemi di equilibrio e neppure che sia determinante l’assenza di Chiellini». I gol di Sampdoria e Parma, però, sono arrivati tutti da quella parte. gb.o. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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SERIE A 20a GIORNATA

v identiKit & CARRIERA

ilPersonaggio NICOLA SANSONE

Dalla Germania con furore Paisà decisivo Cresciuto nel Bayern, è un emigrante di ritorno. In passato ha punito anche l’Inter, la squadra di padre e fratello: «Ho dato loro un dispiacere» Nicola Sansone, 21 anni, ha segnato 6 gol in B l’anno scorso col Crotone ANSA DAL NOSTRO INVIATO

ANDREA TOSI PARMA

I conti tornano al Parma quando Nicola Sansone accende il turbo e infila gol pesanti e di pregio, tutti decisivi, lanciando la squadra emiliana in orbita europea: 10 punti sui 30 del club sono il fatturato del 21enne attaccante di scuola tedesca. Quella di Sansone è una storia da emigrante alla rovescia, nato e cresciuto in Germania dove si è trasferita la sua famiglia originaria del Cilento, svezzato al calcio nelle giovanili del Bayern che lo ha reclutato quando era un bambino di 11 anni e lo ha svincolato due anni fa dopo un passaggio nella squadra B. Il Parma lo teneva d’occhio da tempo e il d.g. Leo-

nardi lo ha portato nella città verdiana a parametro zero mandandolo in prestito a Crotone per avviarne la carriera italiana e testarne in Serie B le qualità che subito sono emerse per talento e numeri. Così Donadoni ha voluto riportarlo a casa e non ha esitato a concedergli una chance importante, che Sansone ha sfruttato bene. «Di Nicola mi piace l’umiltà e il modo di vivere con grande professionalità questo mestiere — dice l’ex c.t. azzurro —. È un attaccante che ha grande voglia di affermarsi, non si accontenta mai e guai se fosse il contrario. I suoi gol sono solo l’aspetto più evidente delle sue qualità ma anche il suo modo di stare in campo, di fare movimento e creare spazi per i compagni, è molto importante per noi. Con

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IL NUMERO

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I gol segnati da Sansone con la maglia del Bayern Monaco II nella stagione 2010-11: uno contro il Rot Weiss Ahlen e uno contro l’Unterhaching

lui aumentiamo la competitività del reparto offensivo». Gol pesanti Quest’anno Sansone è salito alla ribalta per il gol decisivo contro l’Inter. «Quella sera ho dato un grande dispiacere a mio padre e mio fratello, grandi tifosi nerazzurri — ha detto tempo fa Nicola che secondo le bibbie del calcio nutrirebbe simpatie milaniste —. Il Bayern è stato per me una grande scuola di vita perché mi ha insegnato la cultura dello sport e della sconfitta. Sono cresciuto lì, devo molto al calcio tedesco ma mi sento profondamente italiano e sono contento di avere avuto questa possibilità di venire nel mio Paese per giocare ad alto livello». Nicola è comunque ancora oggi molto legato a Monaco dove vive la fi-

danzata Vanessa, che non ha potuto seguirlo in Italia perché è impegnata con gli studi universitari nella capitale della Baviera. Tenace e veloce Sansone viene

dipinto come un ragazzo orgoglioso, tenace, a volte molto introverso ma anche veloce con la lingua quando la circostanza lo richiede: a Bologna, dopo avere segnato il gol della vittoria, invece di esultare ha inseguito Diamanti per dileggiarlo, sembra per restituire con gli interessi una precedente provocazione, un eccesso di adrenalina che ha indotto Donadoni a sostituirlo. Peccati di gioventù che il Parma è ben disposto a tollerare e a gestire. Intanto la squadra vola coi suoi gol.

L’ANALISI DI DONADONI

«Nel 1˚tempo meglio noi Pari giusto» PARMA (a.t.) Roberto Donadoni è soddisfatto ma non si esalta per questo pareggio che mantiene inviolato il Tardini, unico campo di serie A ancora imbattuto in questa stagione: «Non guardo alla nostra imbattibilità interna, è l’ultimo dei miei pensieri, invece mi interessa di più sottolineare la prova straordinaria della mia squadra che ha saputo reggere ad armi pari contro un avversario che da un anno e mezzo sta dominando il campionato italiano», argomenta l’allenatore del Parma. Sostituzione Che aggiunge: «Penso che il risultato sia giusto e che sia il premio per la reazione dei miei giocatori bravi a non smarrirsi dopo lo svantaggio, causato anche da una sfortunata deviazione di Biabiany. Nel primo tempo abbiamo giocato meglio, creando un paio di buone opportunità e lasciando alla Juve solo alcune soluzioni da lontano. Nella ripresa abbiamo accusato il colpo della punizione di Pirlo ma col passare dei minuti ci siamo riorganizzati. Abbiamo cercato il pari e stavo anche per compiere l’ultima sostituzione inserendo Palladino per avere tre attaccanti di ruolo che sostenessero l’assalto finale ma proprio in quel frangente è arrivato il gol di Sansone che mi ha convinto a rivedere i piani sul prosieguo della gara». © RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA

le Pagelle

di LUIGI GARLANDO

7 h il migliore Paletta

PARMA

6,5

SUPER MIRANTE BIABIANY PROTAGONISTA Prima qualità e coraggio, poi orgoglio e meritata rimonta. Quarta vittoria di fila, classifica di lusso.

Non paga mai dazio allo scatto di attaccanti dal passo lesto. È già il migliore quando zompa in anticipo su Vucinic e innesca il gol di Sansone. Figuratevi dopo...

CONTRASTI 3/4 LANCI 1 PASSAGGI OK 39/42

JUVENTUS

7

6,5

Uscita capolavoro su Quagliarella. Vola all’incrocio per spegnere Pirlo. Si arrende solo a Biabiany... Meglio di Buffon. Mica poco.

Al rientro, prova solida senza soffrire. Poche vacanze offensive, per proteggere un reparto orfano di Benalouane e Lucarelli, squalificati.

PARATE 8 RINVII 20 USCITE 3

CONTRASTI VINTI 3/3 LANCI 3 PASSAGGI OK 31/35

Mirante

Zaccardo

6

MALE BUFFON VIDAL E PIRLO RINGHIANO Agguanta una partita spinosa, ma perde la presa nel finale. Non è da Juve. Attacco nullo, paga le assenze.

7 h il migliore Pogba Il più positivo e trascinante quando la Juve soffre, non cala dopo. Sfiora pure il gol. Un ’93 contro Belfodil (’92) e Sansone (’91), tutti protagonisti: bello.

TIRI 2 PASSAGGI OK 33/40 RECUPERI 9

5,5

6

Il miglior Gigi sarebbe esploso in modo diverso sul tiro di Sansone, sdraiandosi a sbarrare la strada. Dopo la Samp, altro imbarazzo.

Addomesticato Amauri, i problemi nel primo tempo sono arrivati dallo sfacciato Belfodil che partiva da sinistra in cerca di gloria.

PARATE 1 RINVII 14 USCITE 6

CONTRASTI V. 3/3 LANCI 2 PASSAGGI OK 51/54

Buffon

Barzagli

Santacroce

Biabiany

6,5

6

Marchionni

Valdes

Parolo

6

6

6

Bonucci

Caceres

5

5,5

Lichtsteiner

Vidal

Pirlo

Padoin

Prima volta da titolare, inizia con qualche sbavatura, ma si sintonizza in fretta con i compagni di barricata. Duro quando serve.

Uno dei principali protagonisti della prima bella mezzora del Parma. Travolgente a tratti. Sfortunato nella deviazione sul gol di Pirlo.

Ci mette l’anima e Pogba gliela calpesta spesso. Suo il fallo del gol di Pirlo. Ma non si arrende e combatte in un ruolo non suo.

Architetto dell’ottimo primo tempo del Parma, fa anche il muratore nella ripresa. Non abbassa mai gli occhi davanti all’ingegner Pirlo.

Strappa la sufficienza con i denti, perché nella ripresa cala vistosamente e sbaglia qualche appoggio. Ma non si nasconde mai.

Ricorderà con piacere la 400a partita da professionista. Solido presidio di fascia, nelle due fasi. Provvidenziale una chiusura su Lichtsteiner.

Con l’aiuto di Barzagli, tutto sommato, ha garantito buona protezione. A parte i guizzi di Belfodil. Poca luce in appoggio.

Sbaglia la scelta decisiva: accompagnare Sansone, invece di fermarlo, anche a costo del rosso. A poco dal termine, ne valeva la pena.

Troppi cross sbagliati, specie nel finale, poca lucidità in appoggio. Alla fine, la sua perla è un muro su Belfodil che evita il gol.

Primo tempo tiepido. Quando cresce nella ripresa, cresce la Juve. Ringhia di tackle in tackle per tenere lontano il Parma. Non basta.

Coinvolto nel primo tempo sofferto, sfiora comunque il gol e lo trova nella ripresa. Un quasi-gol da scudetto, fosse arrivata la vittoria.

Non basta essersi procurato la punizione del vantaggio per rimontare la sufficienza. Troppe omissioni e sbavature tecniche in appoggio.

CONTRASTI VINTI 3/4 LANCI 3 PASSAGGI OK 28/30

TIRI 0 PASSAGGI OK 30/33 RECUPERI 6

TIRI 1 PASSAGGI OK 27/32 RECUPERI 5

TIRI 0 PASSAGGI OK 44/48 RECUPERI 12

TIRI 1 PASSAGGI OK 44/48 RECUPERI 7

TIRI 1 PASSAGGI OK 20/33 RECUPERI 3

CONTRASTI VINTI 3/4 LANCI 7 PASSAGGI OK 54/55

CONTRASTI VINTI 2/3 LANCI 0 PASSAGGI OK 58/61

TIRI 1 PASSAGGI OK 54/55 RECUPERI 4

TIRI 0 PASSAGGI OK 50/55 RECUPERI 5

TIRI 2 PASSAGGI OK 69/76 RECUPERI 14

TIRI 1 PASSAGGI OK 33/40 RECUPERI 3

4

7,5

5

5,5

6

6,5

6,5

5

7

Sansone

Acquah

Sfida in dribbling la difesa di Buffon e la spaventa pure, più volte. Non tutti lo fanno, a 20 anni. Lichtsteiner gli mura un gol fatto.

Si trascina pesante e inutile. L’unico che stecca nel coro. Per quanto la Juve abbia problemi in attacco, non lo ha rimpianto.

Raccoglie l’assist di un cognome che ispira grande imprese. Dopo l’Inter, stende la Juve. È un 1992. Se ha spazio davanti, fa paura.

Entra bene in partita. La sua esuberanza atletica serve per contrastare la mediana della Juve cresciuta nella ripresa.

TIRI 2 DRIBBLING 5 SPONDE 9

TIRI 1 DRIBBLING 0 SPONDE 4

TIRI 1 DRIBBLING 0 SPONDE 1

TIRI 0 PASSAGGI OK 4/4 RECUPERI 2

Belfodil

Amauri

6

le reti di Nicola Sansone in questo campionato, tutte nei secondi tempi: ha segnato anche all’altra squadra torinese, il 28 ottobre scorso

Gobbi

l’allenatore Donadoni Non si specchia nel 3-5-2 della Juve per frenarlo, ma per assalirlo. Un Biabiany in fascia Conte non ce l’ha. Da questo spirito nasce l’ottima classifica del suo Parma.

6,5

5

5

6

De Ceglie

Vucinic

Bravo Mirante a chiudergli la strada, ma aveva tutto il tempo per scavalcarlo. E poi una serie impressionante di errori in appoggio.

Manca poco, serve un gol, ha la porta in faccia, invece allarga a un compagno. Un attaccante vero non fa così. La Juve ne ha bisogno.

Dà il cambio sulla fascia per sostenere la difesa del vantaggio. Da un suo passaggio intercettato nasce il pareggio. Ma non ha colpe.

Conte si costituisce: «Il velo a Mirko l’ho suggerito io». Non basta ad assolverlo. Decisivo col Milan, stavolta è entrato pigro come un gatto.

TIRI 7 DRIBBLING 1 SPONDE 4

TIRI 0 DRIBBLING 3 SPONDE 6

CONTRASTI VINTI 0 LANCI 0 PASSAGGI OK 12/14

TIRI 1 DRIBBLING 0 SPONDE 5

Quagliarella

Giovinco

5,5

7

le reti su punizione in campionato da Pirlo (record personale) che eguaglia le performance in bianconero di Platini (’84/85) e Del Piero (’08/09)

GLI ARBITRI Demarco 5,5 Non sanziona una palla raccolta da Buffon su retropassaggio di un compagno. Nega un vantaggio alla Juve nel finale. Tonolini 6-Di Liberatore 6; Tagliavento 6-Giannoccaro 6.

5,5

l’allenatore Conte Vista la resa dell’attacco, perché non osare Matri che al Tardini segnò 2 gol al Cagliari? Si prende la colpa del velo di Vucinic. Vero o no, gli fa onore.


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SERIE A LE STATISTICHE DEL BIG MATCH CIFRE E CURIOSITA’

Date un Belfodil alla Juve per curare il mal d’attacco La punta del Parma si fa notare: 9 sponde, 5 dribbling, 2 cross Delude il reparto offensivo bianconero: Giovinco, 9 palle perse ANDREA SCHIANCHI

La leggerezza dell’attacco comincia a diventare insostenibile. Perché il vero, e unico, problema della Juventus è proprio lì: per arrivare a una conclusione decente verso la porta avversaria i ragazzi di Conte devono faticare come i dannati, correre, raddoppiare, pressare, sovrapporsi, e poi per forza che sono stanchi e hanno la lingua fuori! Se là davanti ci fosse il famoso «top player», o comunque un centravanti in grado di concretizzare il volume di gioco prodotto da difensori e centrocampisti, beh allora il campionato sarebbe chiuso da un pezzo. La manovra, avvolgente o tambureggiante che sia, non trova quasi mai il terminale: l’impressione è che, quando i ritmi atletici si abbassano, la Juve torni sulla terra e non riesca a imporre la superiorità tecnica. Pensate che cosa sarebbe il meccanismo di gioco creato da Conte, con volate, sovrapposizioni e inserimenti, se in attacco ci fosse un Van Persie! In funzione Le difficoltà

dei bianconeri emergono dal confronto tra la prestazione di Giovinco e quella di Belfodil, «bisontino» che fa girare il motore offensivo del Parma. La Formica torna nel suo vecchio stadio e, forse per eccesso di gratitudine, non si mostra in condizione «atomica». Anzi: delude. Dall’altra parte, invece, pur con le doverose differenze di qualità dell’organico, va sottolineato il lavoro di Belfodil sempre in favore dei compagni. I due toccano più o meno lo stesso numero di palloni (53 Giovinco e 52 Belfodil), ma l’attaccante del Par-

diamo i numeri... POSSESSO PALLA

JUVENTUS

57% PASSAGGI POSITIVI

JUVENTUS

84,1%

la Sfida ISHAK BELFODIL 21 ANNI PARMA

SEBASTIAN GIOVINCO 25 ANNI JUVENTUS

La Juventus tiene il controllo del campo, del pallone e dunque della partita, ma senza mai riuscire a mettere k.o. il nemico. I giocatori di Conte sono molto precisi negli appoggi e nei lanci, considerando anche che effettuano ben 521 passaggi.

PALLONI TOCCATI

PIRLO

136

PALLONI TOCCATI

52

53

E’, come al solito, il re del centrocampo e, di conseguenza, dei palloni toccati: ben 136. Pirlo macina chilometri e costruisce azioni su azioni.

TIRI EFFETTUATI

2

0

CROSS

2

2

LANCI EFFETTUATI SPONDE

9

DRIBBLING RIUSCITI

5/8

BONUCCI

6 3/7

Partita combattuta tra Parma e Juventus, e anche equilibrata. Si lotta su tutti i palloni. Lo dimostra questo contrasto aereo tra Amauri e Vidal

ma incide molto di più nella manovra. Il bianconero fa arrabbiare Conte per i 9 palloni persi (anche se cerca di farsi perdonare con i 4 recuperi) e per i 4 dribbling sbagliati (3 azzeccati). La Formica non c’è, non porta briciole nella tana e, per una volta, il suo lavoro assomiglia di più a quello di una cicala: canta e cerca l’assolo senza preoccuparsi di essere intonato con il resto della squadra. Belfodil, invece, gioca in funzione dei compagni: 15 passaggi giusti su 17, 2 cross, 2 contrasti vinti e, soprattutto, 9 sponde a favore degli inserimenti dei centrocampisti e 5 dribbling azzeccati. Prestazione che consente a tutto il Parma, ben disegnato da Donadoni, di respirare quando il pallone è nei piedi del centravanti franco-algerino.

La squadra di Conte fa fatica e spreca troppe energie per arrivare al tiro

Come sempre, la Juve prova a costruire la manovra anche da dietro. E allora ci pensa Bonucci con i lanci lunghi a chiamare in azione i compagni dell’attacco.

CONTRASTI VINTI

VIDAL che, se la Juventus avesse avuto Belfodil, forse la partita sarebbe terminata con un altro risultato (a favore della squadra di Conte, ovviamente). E sostenere questa tesi non è certo un’eresia considerando che i bianconeri hanno buttato nell’area del Parma ben 18 cross e per 53 volte hanno cercato il lancio lungo da dietro. Il «bisontino», con quei palloni vaganti, si sarebbe trovato a meraviglia. E sarebbe stata un’altra storia. © RIPRODUZIONE

Teoria Verrebbe da dire

7

RISERVATA

9 Vidal non si tira mai indietro quando si tratta di lottare in mezzo al campo per riconquistare il pallone. Ben 9 i contrasti vinti dal cileno.

PALLONI PERSI

GOBBI

20

Il Parma si appoggia spesso a sinistra, su Gobbi, ma il terzino non è sempre impeccabile. Sono 20 i palloni persi


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SERIE A 20a GIORNATA le Pagelle

LAZIO CANA MOSSA DECISIVA LEDESMA C’E’ Squadra dai due volti. Abulica e imballata nel primo tempo, reattiva e cinica nella ripresa

6,5 7 l’allenatore Petkovic E’ lui a vincere la partita grazie ai cambi effettuati a inizio ripresa: Cana per Lulic e Floccari per Candreva. Rischia a giocarseli entrambi subito, ma alla fine i fatti gli danno ragione

h 7

6

6,5

6,5

6

5,5

il migliore Radu

Marchetti

Konko

Biava

Ciani

Candreva

6 Hernanes

Bene da difensore nel primo tempo, ancora meglio da laterale di centrocampo nella ripresa. Una sua percussione propizia il gol di Floccari

Non marca visita nonostante il torace gli dia fastidio. L’unica parata impegnativa (su Moralez) è a gioco fermo. Per il resto ordinaria amministrazione sotto gli occhi di un osservatore di Prandelli.

Bene soprattutto quando Petkovic lo fa salire a centrocampo. Bravo a spingere, si rende pericoloso pure in zona tiro: Consigli gli nega un gol che avrebbe potuto raccontare ai nipotini

E’ una sicurezza ogni volta che gli attaccanti atalantini provano a penetrare dalle sue parti. Cerca fortuna pure nell’area avversaria, ma non gli capita la palla giusta

Solo qualche piccola sbavatura qua e là. Nel finale si becca con De Luca e rimedia un giallo evitabilissimo, rischiando pure qualcosa di più. Con la partita chiusa non era proprio il caso

La condizione atletica non lo sorregge, la prestazione è una conseguenza. Prova a innescarsi, ma va puntualmente a sbattere contro il muro eretto dagli atalantini

Assente ingiustificato nella prima frazione, quando patisce la posizione arretrata. Cresce nella ripresa con la squadra. La traversa gli nega nel finale un gran gol su punizione

CONTRASTI VINTI 4 PALLE RECUPERATE 2

PARATE 2 USCITE 6

CONTRASTI VINTI 2 PALLE RECUPERATE 8

CONTRASTI VINTI 6 PALLE RECUPERATE 0

CONTRASTI VINTI 2 PALLE RECUPERATE 1

PASSAGGI OK 9/12 TIRI 0

PASSAGGI OK 42/47 TIRI 4

6,5

5

6

6

7

6,5

s.v.

Ledesma

Lulic

Mauri

Klose

Floccari

Cana

Cavanda

Si fa un mazzo così nel primo tempo per cercare di svegliare una squadra che fa fatica a mettersi in moto. Poi sale sul ponte di comando e dirige le operazioni con la solita intelligenza tattica

Non trova la posizione giusta, non trova il passo e sbaglia pure alcuni facili appoggi. Sembrava aver superato la crisi che lo aveva interessato in autunno, pare invece esserne di nuovo preda

Non è in gran giornata, ma riesce comunque a entrare nell’azione del raddoppio: è sul suo traversone che Brivio mette la palla nella sua porta. Meno brillante del solito, insomma, ma sempre utile

Il Totem è un po’ appannato, conclude solo un paio di volte verso la porta avversaria. Ma basta la sua presenza per mandare in tilt gli avversari. Ne sa qualcosa Brivio

Il suo ingresso cambia la partita: dà più peso all’attacco, consente alla manovra di respirare meglio. E soprattutto realizza il gol che sblocca la gara, anche se viziato da un fallo di mano.

Pure il suo ingresso ha un peso specifico importante. Puntuale in difesa e nel rilancio dell’azione, va anche vicinissimo al gol, ma Denis salva sulla linea

Entra a quattro minuti dalla fine per far rifiatare Klose e la squadra.

PASSAGGI OK 52/59 TIRI 0

PASSAGGI OK 12/14 TIRI 0

PASSAGGI OK 34/38 TIRI 0

TIRI 0 SPONDE 5

TIRI 1 SPONDE 4

PASSAGGI OK 11/11 CONTRASTI VINTI 3/4

PASSAGGI OK 3/3 FALLI COMMESSI 1

GLI ARBITRI PERUZZO 5 Decisione difficile, ma sostanzialmente sbagliata sul gol di Floccari. Passeri 6 - Iannello 6; Giacomelli 6 - Fabbri 5.

LAZIO ATALANTA

2 0

PRIMO TEMPO 0-0 MARCATORI Floccari al 22’, autogol di Brivio al 32’ s.t.

LAZIO (4-4-1-1) Marchetti; Konko, Biava, Ciani, Radu; Candreva (dal 1’ s.t. Floccari), Hernanes, Ledesma, Lulic (dal 1’ s.t. Cana); Mauri; Klose (dal 41’ s.t. Cavanda). PANCHINA Bizzarri, Carrizo, Scaloni, Zauri, Stankevicius, Kozak, Rozzi. ALLENATORE Petkovic. ESPULSI nessuno. AMMONITI Candreva per comportamento non regolamentare, Ciani per gioco scorretto. CAMBI DI SISTEMA dal 1’ s.t. 3-5-2. BARICENTRO ALTO 55,2 metri

Esultanza e proteste I laziali festeggiano, Cigarini non ci sta E’ il 22’ p.t.: Sergio Floccari ha appena segnato. I laziali esultano, l’atalantino Cigarini protesta per il mani D’ANNIBALE

ATALANTA (4-3-2-1) Consigli; Rai-

Autogol e rabbia A terra l’inconsolabile Brivio Michele Canini cerca di consolare Davide Brivio, a terra dopo il clamoroso autogol che ha chiuso la gara D’ANNIBALE

mondi, Stendardo, Canini, Brivio; Giorgi (dal 36’ s.t. Parra), Cigarini, Carmona; Moralez (dal 29’ s.t. De Luca), Bonaventura; Denis (dal 40’ s.t. Radovanovic). PANCHINA Frezzolini, Polito, Matheu, Schelotto, Troisi, Cazzola, Ferreira Pinto, Milesi. ALLENATORE Colantuono. ESPULSI Carmona per doppia ammonizione (entrambe per gioco scorretto) al 38’ s.t. AMMONITI Stendardo e De Luca per gioco scorretto, Cigarini e Raimondi per proteste. CAMBI DI SISTEMA nessuno. BARICENTRO MEDIA 53 metri ARBITRO Peruzzo di Schio. NOTE paganti 10.119, abbonati 20.484. Tiri in porta 7 (con 2 traverse) -1. Tiri fuori 5-3. In fuorigioco 0-3. Angoli: 8-4. Recuperi: 2’ p.t.; 2’ s.t.

Il controllo con la mano destra di Sergio Floccari, 31 anni, prima che l’attaccante biancoceleste infili il gol dell’1-0 FOTOLINE

Lazio più su tra i veleni S’avvicina alla Juve con il gol viziato Gli uomini di Petkovic battono a fatica l’Atalanta: tocco di mano nell’1-0 di Floccari, poi autorete STEFANO CIERI ROMA

Solida, spietata ed anche fortunata. Sì, questa Lazio targata Petkovic sembra avere davvero tutti gli ingredienti per vivere fino in fondo una stagione da sogno. Anche contro l’Atalanta, in una giornata nata male (da dimenticare il primo tempo), porta a casa i tre punti che significano quarta vittoria consecutiva in campionato e quattordicesimo risultato utile. Ma significano soprattutto distacco dalla capolista Juve ridotto a tre punti. Missione che i biancocelesti realizzano con la forza mentale delle grandi squadre, cui può bastare un solo tempo per vincere; con il cinismo di chi fiuta quando è il momento di avventarsi sulla preda; e con la fortuna che, vista dalla parte laziale,

aiuta gli audaci e, vista invece dalla sponda atalantina, aiuta e basta. Episodio incriminato Già, per-

ché l’episodio che sblocca la partita e la indirizza fa discutere a lungo. Il gol di Floccari è infatti viziato da un mani dello stesso attaccante prima del tocco decisivo. Volontario o involontario? Il direttore di gara Peruzzo e l’arbitro d’area Fabbri propendono per la involontarietà (c’è anche un labiale a testimoniarlo), ma la decisione più corretta sembrerebbe invece quella della volontarietà, più che altro per il braccio largo che ha Floccari nella circostanza. L’Atalanta, che già nella scorsa stagione ebbe modo di lamentarsi di Peruzzo per un gol subito a Firenze, protesterà a lungo, ma inutilmente. E soprattutto da quel momento tirerà i remi in barca, men-

tre ci sarebbe ancora mezzo tempo per recuperare. I cambi di Petkovic Più che la decisione di Peruzzo, peraltro, a cambiare l’inerzia della gara sono i cambi di Petkovic nella ripresa. Come già la settimana

Decisione molto discutibile: per Peruzzo e l’arbitro di porta il tocco è involontario prima contro il Cagliari, il tecnico bosniaco è bravo a cambiare in corsa la squadra. Toglie Candreva e Lulic (male entrambi), inserisce Cana e Floccari per un 3-5-2 più logico e convincente rispetto al 4-4-1-1 iniziale. E così dopo 45 minuti di nulla, nella ripresa la Lazio

legittima la sua classifica. Prima del gol contestato ci sono infatti già tre palle-gol (tiro di Floccari di poco alto, salvataggio sulla linea di Denis su testa di Cana e l’auto-traversa di Brivio sui cui sviluppi arriva poi la rete di Floccari). Insomma, anche se maturata con un gol discutibile, la vittoria dei romani è meritata. E lo diventa ancor di più nella parte finale di gara, quando i biancocelesti continuano a minacciare Consigli (c’è anche una traversa di Hernanes su punizione) prima e dopo il raddoppio che arriva per un’autorete di Brivio che beffa il suo portiere nel tentativo di anticipare Klose sul traversone di Mauri. La scelta di Colantuono Atalanta giustamente arrabbiata con l’arbitro, ma farebbe bene anche ad esserlo con se stessa. La sesta sconfitta consecutiva

esterna (cinque in campionato ed una in Coppa Italia) è infatti figlia pure di un atteggiamento troppo rinunciatario. Perfetta (ma solo per un’ora) nel distruggere il gioco avversario, la squadra di Colantuono non è capace di proporsi in fase of-

La squadra di Colantuono è apparsa comunque troppo rinunciataria fensiva né prima né dopo il gol di Floccari. Il primo (e unico) tiro in porta arriverà solo al 37’ del secondo tempo (dal piede di Denis). Eppure, specie nella fase iniziale della gara con la Lazio in evidente crisi di gioco e di idee, spazio per osare ce ne sarebbe. L’albero di Natale,

varato per l’occasione da Colantuono, convince a metà. Consente alla squadra di essere compatta, ma le fa perdere un po’ di peso in avanti. L’esperimento merita tuttavia di essere rivisto. Confini inesplorati Discorso che vale ancor più per il 3-5-2 di Petkovic. Se tre indizi (le ultime tre partite con Cagliari, Catania e Atalanta) fanno una prova, allora vuol dire che per i biancocelesti è giunto il momento di passare definitivamente alla difesa a tre e alle due punte in attacco. La squadra è più compatta, c’è maggiore spinta sulle fasce e, soprattutto, c’è un Floccari in più da sfruttare. Petkovic, pragmatico e duttile, lo sa. Come sa che quando una squadra è solida, spietata ed anche fortunata tutto è possibile. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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DI S.CIE.

ATALANTA INCUBO BRIVIO MORALEZ A DISAGIO Bene per un’ora, poi la squadra si sgretola. Il nuovo modulo non sembra adatto a Denis

5,5 5,5 l’allenatore Colantuono Prepara benissimo la fase di contenimento. Ma non è pronto a fiutare il vento positivo che c’è nel primo tempo (quando potrebbe osare di più) e non corre ai ripari quando la Lazio cambia marcia nella ripresa

h

6,5

6

6

5,5

5,5

5

il migliore Cigarini

Consigli

Raimondi

Stendardo

Canini

Brivio

Giorgi

E’ il metronomo di un centrocampo che per un’ora regge l’urto della Lazio e prova anche a ribaltare l’azione. Scompare un po’ nel finale

Si arrende solo al fuoco amico di Brivio che lo mette k.o. sia sul primo che sul secondo gol. Per il resto attento e reattivo (specie sul tiro di Konko) ed anche un po’ fortunato (vedi traversa di Hernanes)

E’ l’unico dei difensori che non va in barca dopo che la partita si complica per l’Atalanta. Unico neo il giallo (per le proteste dopo l’1-0) che lo costringerà a saltare per squalifica la partita con il Cagliari

Emozionato per il ritorno da ex e preoccupato per il duello con Klose. Per quasi un’ora riesce a limitare abbastanza bene i danni. Poi però nella mezzora finale alza bandiera bianca

Al debutto con la maglia della squadra nel cui settore giovanile è cresciuto. Si disimpegna bene nei primi 45 minuti, poi nella ripresa va in debito di ossigeno e di lucidità

Al primo tentativo sfiora il palo, al secondo centra la traversa, al terzo manda la palla in rete. Peccato che solo il primo tiro era verso la porta avversaria... A Consigli deve come minimo pagare una cena

Anche lui direttamente dal mercato al campo. Tende un po’ a nascondersi e a limitarsi al compitino. Servirebbe invece un’interpretazione della gara più propositiva

PASSAGGI OK 58/60 CONTRASTI VINTI 5/8

PARATE 2 USCITE 6

CONTRASTI VINTI 4 PALLE RECUPERATE 2

CONTRASTI VINTI 2 PALLE RECUPERATE 6

CONTRASTI VINTI 4 PALLE RECUPERATE 5

CONTRASTI VINTI 3 PALLE RECUPERATE 4

PASSAGGI OK 13/19 TIRI 0

5

5

6

6

5

s.v.

s.v.

Carmona

Moralez

Bonaventura

Denis

De Luca

Parra

Radovanovic

Lascia la squadra in dieci per due gialli giusti ed evitabilissimi. Ma anche in precedenza non lascia tracce convincenti della sua presenza. Troppa foga in mezzo a troppe pause.

Galleggia tra centrocampo e attacco senza trovare mai l’ispirazione giusta, la palla da trasformare in oro. Forse la formula ad albero di Natale non gli è troppo congeniale

E’ bravo a sdoppiarsi nel ruolo di trequartista (nella fase offensiva) e quarto del centrocampo (nella fase difensiva). Se l’Atalanta resta compatta per gran parte della partita il merito è soprattutto suo

Si fa apprezzare soprattutto in fase di contenimento: col pressing a tutto campo e col salvataggio sulla linea sul colpo di testa di Cana. Suo comunque anche l’unico tiro in porta dell’Atalanta

Entra a partita virtualmente già chiusa. Si fa notare solo per il cartellino giallo che rimedia dopo aver provocato Ciani

In campo per dieci minuti quando la frittata ormai è fatta.

Presenza buona solo per le statistiche.

PASSAGGI OK 18/21 TIRI 1

PASSAGGI OK 15/20 TIRI 1

PASSAGGI OK 30/34 TIRI 0

TIRI 1 SPONDE 2

TIRI 0 SPONDE 0

TIRI 0 SPONDE 0

PASSAGGI OK 4/4 TIRI 0

BOTTA E RISPOSTA SUL PRIMO GOL BIANCOCELESTE

5,5

iltema NUMERI E POLEMICHE

Petkovic come Eriksson E’ una media da scudetto La Lazio ha conquistato 42 punti in 20 giornate come nella stagione 1999-2000 Il tecnico: «L’Atalanta voleva una confessione, ma non possiamo fare regali» I giocatori dell’Atalanta protestano dopo il gol di Floccari BARTOLETTI

Marino: «Peruzzo ha le sue regole...» Floccari: «Forse ho sfiorato la palla» MARCO CALABRESI ROMA

Ironia o lapsus? Sentite Sergio Floccari: «Sono contento per il gol, ho dato una mano alla Lazio». Quella di Stefano Colantuono, invece, è sicuramente ironia, ma il veleno che ha in corpo non si misura. «L’arbitro ha dato una mano alla Lazio». La stessa che Sebastiano Peruzzo, ingegnere di Schio, aveva dato alla Fiorentina il 17 dicembre 2011, quando il tocco di mano di De Silvestri diventò un assist per il 2-2 di Jovetic. Stavolta la mano ha aiutato direttamente l’autore del gol, Floccari, all’Atalanta dal 2007 al 2009. Niente dietrofront Anche in virtù del suo passato, qualcuno si sarebbe aspettato l’ammissione di colpa: gli atalantini si sono divisi, metà a protestare da Peruzzo e Fabbri, gli altri (con Cigarini che ci ha provato fino al nuovo calcio d’inizio) a cercare di convincere Floccari, portato via di forza dai compagni per paura che alla fine «confessasse». Floccari (preso da parte dal responsabile della comunicazione della Lazio, De Martino, prima delle interviste flash), non lo farà neppure a fine partita: «Non so se l’ho toccata con la mano, forse l’ho sfiorata».

MIROSLAV KLOSE 34 ANNI LAZIO

1 PASSAGGI

fischio finale, è andato da Peruzzo e gli ha anche detto qualcosa: «Gli ho fatto i complimenti, se li è meritati tutti. Il fallo di mano è palese, e l’episodio ha cambiato la partita, fino a quel momento la Lazio aveva avuto una sola occasione, su calcio d’angolo. Mi è sembrata eccessiva anche l’espulsione di Carmona: sul secondo giallo, prende la palla. La Lazio è già forte di suo, non ha bisogno di questi aiuti». Il d.g. Pierpaolo Marino è ancora più duro: «Braschi e Nicchi stanno lavorando bene, ma con Peruzzo avremmo bisogno di un chiarimento. Con lui, nella nostra area, i falli di mano avversari non valgono. Quando c’è lui è sempre così: gradirei che, prima di arbitrarci, Peruzzo ci comunichi il suo regolamento, perché con noi non utilizza lo stesso che usa con le altre squadre».

9

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GERMAN DENIS 31 ANNI ATALANTA

DRIBBLING

Che rabbia Colantuono, dopo il

Magro bottino Bocche cucite tra i giocatori: parla solo l’avvocato, Guglielmo Stendardo, chiamato sotto la curva Nord dai suoi ex tifosi. «Il fallo di mano mi è sembrato netto — dice —, ma l’arbitro ha dato il gol, quindi è inutile polemizzare». Fatto sta che l’Atalanta, quest’anno, all’Olimpico tra Roma e Lazio ha perso tre partite su tre, senza mai segnare. Per questa stagione, basta e avanza.

DAVIDE STOPPINI ROMA

la Sfida

1 11

CONTRASTI VINTI

6

3

PALLE PERSE

3

3

FALLI COMMESSI

2

3

Fa un po’ strano, Petkovic che aggancia Zeman, ora che la classifica dice +10 sulla Roma del boemo ma soprattutto -3 dalla Juventus. La Lazio sogna a tinte tricolori e i numeri autorizzano il tecnico a non temere sveglie improvvise. La vittoria con l’Atalanta vale il 14o risultato utile consecutivo, quinta serie di sempre della storia della Lazio, Zeman eguagliato appunto, Delio Rossi a un passo ed Eriksson a due. «Ma questo vale solo per la storia e per chi verrà dopo di me», sorride Petkovic. Il tecnico preferisce la cronaca: sei punti recuperati alla Juventus nelle ultime nove giornate, cinque solo nel 2013. «Voi dite Lazio da scudetto? Io invece penso che la squadra del primo tempo dovrebbe fare molta attenzione a non retrocedere», dice Vlado. Cammino scudetto E allora avanti così, a fari spenti. «No, mica mi nascondo io...», sorride il tecnico. Anche perché le carte ormai sono scoperte: il parallelo con Eriksson prosegue, 42 punti dopo 20 giornate proprio come nel 1999-2000, la stagione dello scudetto. E se è vero che la Lazio era seconda in classifica alla 20a giornata anche due campionati fa con Reja in panchina (ma a -4 dalla vetta), per risalire a un andamento migliore a questo punto del torneo bisogna risalire appunto al 1999-2000, quando la Lazio era in testa. Paralleli tricolori: «Lo scudetto? Può decidere solo la Juventus, ora». E quell’ora lascia spazio al futuro: «Possiamo aspirare a qualcosa di più, la Lazio ha ancora la possibilità di crescere, a patto che abbia continuità di rendimento per tutti i 90 minuti — spiega Petkovic

loSpogliarello

Calzoncini irregolari: strip-tease Marchetti A inizio secondo tempo Marchetti rientra con calzamaglia nera sotto i calzoncini verdi; ma l’arbitro gli chiede di cambiarla, per regolamento devono essere dello stesso colore BARTOLETTI

—. E io spero di riportare presto la Lazio a giocare come fino a qualche tempo fa: solo così facendo potremo mantenere questo passo. Con l’Atalanta, invece, nel primo tempo ho visto una squadra che non aveva voglia di sacrificarsi. Nella ripresa abbiamo cambiato marcia, anche prima del gol di Floccari si è vista più testa, più qualità». Tanto che è arrivata la nona vittoria (su 11 match) all’Olimpico, 28 punti sui 33 disponibili. Caso Floccari e Lampard Una ga-

ranzia, pure quando la squadra non gira alla perfezione. E se poi anche l’episodio è a favore, leggi il fallo di mano non fischiato a Floccari, allora il quadro è completo: «Ogni tanto ci vuole un po’ di fortuna — la spiegazione di Petkovic —. Ma non si parli di regalo. Il tocco di mano di

Floccari è involontario. L’Atalanta voleva una nostra confessione, ma non possiamo essere sempre quelli che regaliamo, l’abbiamo già fatto a Napoli e nel primo tempo con Marchetti (deviazione in angolo confessata, ndr). È giusto così: sono gli arbitri che devono decidere. E Floccari era in buona fede». Tesi sposata anche dal presidente Lotito: «Il gol è regolare. Ho parlato con Sergio, lui è persona molto seria e religiosa». Questione di fede, dunque. Il mercato è profano, invece: «Lampard? No, la Lazio non ha bisogno di lampadine, qui mica è notte fonda. La ciliegina dal mercato può arrivare, a patto che sia senza osso. A patto cioè che non rovini il clima dello spogliatoio». Il giocattolo va alla grande, perché toccarlo? © RIPRODUZIONE RISERVATA


12

LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 14 GENNAIO 2013

SERIE A 20a GIORNATA DAL NOSTRO INVIATO

NICOLA CECERE NAPOLI

Il boato più grosso, i tifosi del Napoli lo hanno riservato al quarto gol. Non l’atteso centesimo in A di Cavani, sbagliato poi banalmente, ma quello realizzato da Sansone, a Parma. Era il 32’ e col successo sul Palermo, terzo consecutivo, ormai in archivio, il San Paolo si è gemellato col Tardini. Tutti a cantare «E chi non salta, è juventino» sul ritmo di «Bella Ciao». La risposta all’«antipatico» Marchisio e pure ai punti di penalizzazione, che qui nessuno ha digerito e nessuno pensa possano essere definitivi. «Siamo a -3 dalla Juve, sul campo...»: lo slogan bianconero di Calciopoli rispedito ironicamente a Torino. Insieme con un’altra dimostrazione di prolificità: la squadra di Mazzarri ha realizzato tre reti nel giorno in cui il capocannoniere Cavani è rimasto sotto il suo standard. Fallendo il bersaglio davanti a Ujkani in modo talmente grossolano da generare il dubbio che non abbia voluto mortificare la squadra che lo aveva lanciato in Italia. Gasp trema Già, il Palermo, scivolato a 4 punti dalla zona salvezza, si sta inabissando e Gasperini sente mancare il terreno sotto la sua panchina. Zamparini riflette sulle candidature Pasquale Marino-Edy Reja mentre Gasp attende sempre più impaziente un centravanti e un portiere. Se la situazione non esplode nelle prossime ore, è probabile che al tecnico subentrato a Sannino venga concessa la prova d’appello di sabato con la Lazio. La mossa I rosanero, chiusi in un realistico 5-4-1, hanno saputo impegnare gli azzurri nella prima mezz’ora, quando con Dossena e Morganella si sono

E il Napoli scala a 40 Cavani stecca Avanti con Maggio, Inler e Insigne Il Matador è appannato, ci pensano gli altri a piegare il Palermo: ora Gasperini è a rischio portati al tiro pericoloso. Gasperini, per mettere in difficoltà Mazzarri, si è inventato un doppio binario destro con il neo arrivato Anselmo piazzato davanti a Morganella, il quale prima di andare a spingere doveva dare una mano a Von Bergen, impegnato su Cavani, quando la punta si allargava a sinistra, arretrando. In questa situazione Zuniga annaspava, preso in mezzo a due avversari e lo stesso Hamsik non trovava la posizione giusta sovrapponendosi a Behrami in fase di copertura e sbagliando la misura dei passaggi che avrebbero dovuto rovesciare il fronte. Detto di un Pandev in giornata plumbea come il cielo del Golfo, a trarre d’impaccio il Napoli è stato un colpo di bravura proprio

NAPOLI

3

PALERMO

0

PRIMO TEMPO 2-0 MARCATORI Maggio al 30’, Inler al 34’ p.t.; L. Insigne al 27’ s.t.

NAPOLI (3-4-1-2)

PALERMO (5-4-1)

De Sanctis; Campagnaro, Britos (dal 33’ s.t. Fernandez), Gamberini; Maggio, Inler, Behrami, Zuniga; Hamsik (dal 42’ s.t. R. Insigne); Cavani, Pandev (dal 23’ s.t. L. Insigne). PANCHINA Rosati, Colombo, Uvini, Armero, Dzemaili, Mesto, Donadel, El Kaddouri. ALLENATORE Mazzarri. CAMBI DI SISTEMA nessuno. BARICENTRO BASSO 50,7 metri ESPULSI nessuno. AMMONITI nessuno.

Ujkani; Morganella, Von Bergen, Aronica, Garcia, Dossena; Anselmo, Rios (dal 9’ s.t. Donati), Barreto, Brienza (dal 20’ s.t. Dybala); Budan (dal 1’ s.t. Miccoli). PANCHINA Benussi, Munoz, Brichetto, Kurtic, Sanseverino. ALLENATORE Gasperini. CAMBI DI SISTEMA nessuno. BARICENTRO MEDIO 52,1 metri ESPULSI nessuno. AMMONITI Barreto e Anselmo per gioco scorretto.

ARBITRO Gervasoni di Mantova. NOTE paganti 27.777 per un incasso totale di 557.510 euro, compresa la quota abbonati. Tiri in porta 4-3 (una traversa). Tiri fuori 5-3. In fuorigioco 4-3. Angoli 8-3. Recuperi: p.t. 0, s.t. 3’.

MOMENTI CHIAVE PRIMO TEMPO GOL! 30’ Hamsik crossa, Maggio gol di testa. GOL! 34’ Inler si libera in dribbling e poi scarica un sinistro micidiale da fuori area.

ilProtagonista CRISTIAN MAGGIO

39’ Punizione a giro di Barreto: traversa. SECONDO TEMPO GOL! 27’ Inler sfonda, va a terra, si rialza e mette un rasoterra in area su cui il destro di Lorenzo Insigne non dà scampo.

dato avanti, contando sempre sulla fiducia dell’allenatore. Ora mi sta andando bene tutto e sono contento, mi godo l’affetto di mia moglie e mio figlio». Odio Juve La partita per il primo

C’è la testa giusta: terzo gol in tre gare «Juve, ti prendiamo» L’esterno ha superato il momento-no «Siamo ancora lontani dai bianconeri, ma nemmeno io firmo per il 2O posto»

MIMMO MALFITANO NAPOLI

Non vuole più fermarsi, Cristian Maggio. Tre gol, nelle ultime tre gare, non è roba di poco conto. Questi sono i numeri di un attaccante: Edinson Cavani, tanto per restare da queste parti, che ieri pomeriggio non ha segnato, però. Ed è proprio questa la vera notizia del pomeriggio insieme alla continuità sotto rete dell’esterno destro per il quale ha voluto spendere qualche parola in più Walter Mazzarri. «Io non ho mai smesso di credere in questo giocatore. Stiamo parlando di un nazionale, in ogni modo. Lui ha patito un po’ le critiche di qualche settimana fa, le ha ritenute

ingiuste. Ma io gli ho detto di impegnarsi e di non badare a nient’altro. E ora sono contento di rivederlo ai suoi livelli», ha osservato l’allenatore. E ci ha pensato lui, con uno dei soliti stacchi di testa, a sbloccare la partita dopo che il Palermo aveva sfiorato per ben due volte il vantaggio. Autunno molle Non ha avuto un inizio di stagione esaltante, tuttavia, Maggio. Quelle accelerazioni sulla fascia sono mancate per diverse settimane. E il suo calo non è passato inosservato. «Le polemiche le avete fatte voi, io non ho mai smesso di correre», ha detto ai cronisti. «Quando i risultati non erano buoni, però, le ho accettate. In silenzio ho lavorato e sono an-

posto è apertissima, soprattutto dopo il pareggio della Juve a Parma. L’ambiente napoletano ci crede, eccome. «Come ha detto Mazzarri, dobbiamo sempre ragionare partita per partita pensando solo a noi stessi. Siamo ancora lontani dalla Juve, ma ci ha fatto piacere che abbia pareggiato, perché così abbiamo ridotto le distanze. Nei primi 20’ non siamo partiti bene, però ormai sappiamo che dobbiamo tenere botta perché prima o poi un gol lo facciamo sempre. Pandev dice che non firmerebbe per il secondo posto? Condivido, poi detto da uno come lui che ha vinto tanto in carriera, è sempre incoraggiante», ha spiegato Maggio che ha difeso il suo compagno di Nazionale, Claudio Marchisio, dopo le polemiche seguite alla sua dichiarazione a proposito dell’antipatia per il Napoli. «Marchisio è un bravo ragazzo, non voleva offendere nessuno. Tra virgolette anche io odio la Juve, ma è un odio sportivo». Confederations Potrebbe essere

una primavera esaltante per lui e per il Napoli. Gli obbiettivi del club sono dichiarati: tentare per lo scudetto e, in alternativa, per l’Europa League. Ma per Maggio c’è anche la Nazionale, che a giugno giocherà la Confederations Cup, in Brasile, anteprima del Mondiale. Al di là dei risultati che riuscirà a ottenere con il Napoli, lui dovrebbe essere uno dei sicuri nella lista che compilerà il commissario tecnico. © RIPRODUZIONE RISERVATA

dell’uomo fin lì meno preciso, Marek Hamsik. Vinto un contrasto da corner con Barreto, lo slovacco recapitava sulla testa di Maggio, infilatosi nel cuore dell’area con perfetta scelta di tempo, un cross di sinistro che proprio non si poteva sbagliare. Maggio è al terzo gol nelle ultime tre partite, filotto che sancisce ufficialmente la fine del suo periodo difficile. La botta e l’esordio A dare la botta definitiva al Palermo, ecco un pezzo d’alta scuola firmato da Gokhan Inler. Penetrazione in dribbling sulla trequarti e formidabile fiondata mancina da lontano che si abbassa giusto sotto la traversa: 2-0 in 4’, sul Palermo calano le tenebre. La formazione ospite ha un sus-

4

I NUMERI

4

Le vittorie consecutive del Napoli contro il Palermo. Anche all’andata identico punteggio di 3-0

367

I minuti trascorsi dall’ultima rete segnata dal Palermo in casa del Napoli, all’83’ della partita persa 2-1 il 24 settembre 2008 (rete di Miccoli su rigore)

1

La vittoria del Napoli contro le formazioni allenate da Gasperini. Negli 8 precedenti giocati prima di ieri c’erano stati 3 pareggi e 5 vittorie delle squadre di Gasperini

sulto su punizione dell’indomito Barreto (scheggiata la parte alta della traversa) e poi a inizio ripresa l’inserimento di Miccoli procurava un’altra chance per riaprire la sfida. Ma ormai il Napoli si era impossessato del match e né l’ingresso di Donati per un Rios fuori condizione né il ricorso all’agile Dybala portavano giovamento a un Palermo al quale gli ex partenopei Aronica e Dossena non hanno avuto il tempo di trasmettere il carattere di chi deve battersi per la sopravvivenza. Così il Napoli chiude trionfalmente col sigillo di Lorenzo Insigne e il debutto di suo fratello Roberto, un ’94. In attesa del mezzogiorno di fuoco di domenica a Firenze. © RIPRODUZIONE RISERVATA

IL TECNICO ROSANERO

Gasp: «Esonero? Aspetto i rinforzi e in fretta...» DAL NOSTRO INVIATO

GENNARO BOZZA NAPOLI

La prima mezzora sembra il bis della partita con la Roma, è il Palermo a fare la parte del leone sul piano del gioco e a sfiorare due volte il gol. In particolare, sulla seconda occasione, il palo sfiorato da Morganella, si vedono almeno 12 passaggi consecutivi dei rosanero nella metà campo del Napoli, da destra a sinistra, senza che gli avversari riescano a intercettare la palla, segno evidente di una superiorità di gioco. Poi succede qualcosa di anomalo, secondo Gian Piero Gasperini, che ha da ridire sull’1-0 di Maggio: «La rimessa laterale da cui scaturisce l'angolo del primo gol era a favore nostro ed è stata invertita». Il tecnico, comunque, ha tanti altri pensieri per la testa, a cominciare dal rischio di esonero. Che però sembra ancora rinviato di una settimana. I candidati, in caso di mancata vittoria con la Lazio sono Edy Reja e Pasquale Marino. Segnali positivi I segnali che arrivano da Napoli appaiono comunque interessanti. Gasperini li mette in evidenza: «Siamo stati bene in campo per tutto il primo tempo, con due buone occasioni, e anche all’inizio della ripresa, quando Miccoli ha creato un pericolo. In generale, abbiamo avuto le stesse opportunità del Napoli, il problema è che loro ne hanno avute due nel finale del primo tempo e le hanno concretizzate. Da quel momento, la gara è stata in salita e in noi è subentrato lo scoramento». Insomma, sembra di risentire Zeman di una settimana prima. C’è l’esigenza di nuovi arrivi. «C’è tutto l'impegno di Zamparini e Lo Monaco per farlo — chiude Gasperini —, per disputare un girone di ritorno in grado di farci raggiungere il nostro obiettivo, ma purtroppo il mercato non va così veloce come le nostre esigenze». Traduzione: gli altri rinforzi potrebbero arrivare troppo tardi. Almeno per Gasperini. © RIPRODUZIONE RISERVATA


LUNEDÌ 14 GENNAIO 2013

4 Lorenzo & Roberto:

1

GLI ALTRI CASI

Numerosi i fratelli che hanno preceduto gli Insigne giocando insieme nella stessa squadra.

S

2

1 Christian Maggio, 30 anni, sblocca il risultato con un perfetto colpo di testa su assist di Hamsik; 2 La rete del 2-0 segnata da Gokhan Inler, 28 anni: il suo sinistro da fuori area non lascia scampo a Ujkani PHOTOVIEWS/AFP

Dai Varglien ai Filippini Mario e Giovanni Varglien (181 partite insieme nella Juventus tra il 1929 ed il 1942); Antonio ed Emanuele Filippini (134 p., Brescia, Lazio, Treviso e Livorno, 1997-2008); Cristian e Damiano Zenoni (27 p., Atalanta, 2000-01); Alessandro e Cristiano Lucarelli (25 p., Parma, 2004-05); Aldo e Felice Borel (16 p., Juventus, 1935-1938); Giancarlo e Silvino Becellino (6 p., Juventus, 1963-1966); Fabio e Paolo Cannavaro (3 p., Parma, 2000-01); Giacomo e Giovanni Tedesco (2 p., Salernitana 1998/99); Sandro e Ferruccio Mazzola (1 p., Inter, 1963-64)

che festa in famiglia

I fratelli Insigne giocano assieme 6 minuti: il primo segna, l’altro debutta in A. Mazzarri: «Così si valorizzano i giovani» GIANLUCA MONTI NAPOLI

È stato Walter Mazzarri a far esordire in A entrambi i fratelli Insigne. A Lorenzo era toccato il 24 gennaio 2010 a Livorno, prima ancora di andare in prestito a Foggia e Pescara. Ieri, poco meno di tre anni dopo, è stata la volta di Roberto, classe 1994, capocannoniere del girone C del campionato Primavera con 12 reti. «Così si valorizzano i giovani — ha spiegato l’allenatore del Napoli —, quando è possibile gli si concede una passerella importante e poi si alternano bastone e carota per evitare che si montino la testa. In tal modo, Lorenzo è diventato una pedina importante del nostro gruppo». Roberto, invece, è la stellina del futuro. De Laurentiis stravede per lui e gli ha già fatto firmare un contratto da professionista fino al 2017. Come da bambini I fratelli Insigne hanno giocato insieme sei minuti, recupero compreso. Sono riusciti pure a duettare, come erano soliti fare da ragazzini quando Giuseppe Santoro, attuale team manager azzurro, li portò nel settore giovanile del Napoli. Roberto ha sfruttato un assist di Lorenzo per bruciare Garcia e correre verso la porta del Palermo, poi davanti al portiere ha preferi-

I fratelli Insigne si abbracciano: Lorenzo, 21 anni, e Roberto, 18 ANSA

to servire Cavani, cosa che spesso fa anche il fratello maggiore. Aveva il pallone sul destro, lui che è un mancino naturale, così ha cercato la giocata più semplice. Con il sinistro, invece, ha sfiorato il gol in Europa League contro il Psv, anche in quel caso all’esordio. Un tiro a giro finito di poco fuori, un altro marchio di famiglia. Insomma, il talento degli Insigne c’è e si vede. Azzurro nazionale «Sono al set-

timo cielo — ha detto Roberto a fine gara —, la gioia la condivido con la mia fidanzata Rossella». Anche Lorenzo ha concesso una battuta: «Mi fa piacere per lui, io gli dico sempre di allenarsi al massimo e non mollare». Alle spalle dei fratel-

li Insigne ci sono valori solidi che aiutano entrambi a tenere i piedi ben saldi a terra. Ieri, però, papà Carmine e mamma Patrizia facevano davvero fatica a nascondere la loro emozione anche perché a fine gara sia Lorenzo sia Roberto avevano già indossato la tuta dell’Italia ed erano pronti a mettersi in auto destinazione Coverciano. Da oggi e fino a mercoledì, infatti, saranno lì per uno stage delle nazionali giovanili: Lorenzo con l’Under 21 di Mangia, Roberto con l’Under 19 di Evani. Chissà cosa avrà pensato un fratello d’arte come Hugo Maradona, ieri in tribuna al San Paolo. Nel suo caso il talento in famiglia non è stato equamente distribuito.

LA GAZZETTA DELLO SPORT

OGGI LE ELEZIONI FIGC

Abete sicuro della conferma Rinvio sui vice ROMA Alle 10.30 inizia l’assemblea elettiva della Figc. Giancarlo Abete è l’unico candidato e dovrebbe ottenere una sorta di plebiscito per la sua rielezione. Ufficialmente ha avuto la candidatura di Lega Pro, Dilettanti e Allenatori, la Lega di B ha dato la sua «piena disponibilità» e anche la Lega di A (dopo l’incontro di Beretta e Lotito con Abete) avrebbe sciolto le sue riserve ma a patto che vengano messe in cantiere le «necessarie riforme». Lo avevano chiesto anche Lega Pro e Dilettanti, ma tutto è rinviato a quando la A e la B avranno eletto presidenti e consiglieri. Solo allora (ma non oltre il 31 gennaio) si riunirà il primo Consiglio federale che nominerà anche i due vicepresidenti. E i calciatori? Ieri sera è cominciata una lunga riunione che terminerà questa mattina. Due gli argomenti da decidere: l’appoggio ad Abete (e sarebbe legato anche alla conferma di Albertini alla vicepresidenza) e il nome del quarto consigliere. Attualmente sono confermati Tommasi, Calcagno e Albertini, ma per l’ultimo nome c’è una rosa di candidati. Un calciatore in attività (anche se ormai vicino alla «pensione») così come aveva chiesto anche il Coni. Proprio sulle due vicepresidenze federali si gioca la partita più importante, ma solo al prossimo Consiglio, e c’è ancora tempo per trattare. ma.gal. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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le Pagelle

DI NI.CE.

7,5 h il migliore Inler

NAPOLI

6,5

PANDEV FLOP ZUNIGA GIOCA A SINGHIOZZO Avvio stentato, situazione tattica avversa ed errori nei passaggi. Poi però emerge la qualità dei singoli e si vola.

13

Sue le azioni di maggior pregio. La rete del 2-0 è un’invenzione balistica. Più difficile e perfetto l’assist del 3-0 con equilibrio recuperato dopo una caduta.

PASSAGGI OK 46/52 LANCI 3 TIRI 2

PALERMO

6

6,5

De Sanctis

Campagnaro

Si oppone subito in tuffo a una bordata del freschissimo ex compagno Dossena. Poi gli arrivano due tiri di Miccoli privi di insidie.

Dalla sua parte spinge più Dossena che Brienza, troppo votato alle rifiniture e perciò poco pericoloso. Lui prova anche qualche sortita.

PARATE 3 RINVII 17 TIRI SUBITI 3

CONTRASTI VINTI 5/7 LANCI 1 PASSAGGI OK 30/32

5

RIOS E GARCIA DA INCUBO MICCOLI OK Gioca 30’, i primi, su 90’. Poi emergono i limiti tecnici e pure la mancanza di un’anima da battaglia.

6,5 h il migliore Barreto Grazie a un fisico di eccezionale potenza e resistenza alla fatica, si oppone a diverse iniziative. Perde soltanto un contrasto, con Hamsik, e arriva lo 0-1.

TIRI 2 LANCI 2 PASSAGGI OK 29/34

5,5

6

Non può uscire sul cross di Hamsik, viene poi fulminato dal sinistro da fuori di Inler e pure dalla botta di Insigne. Graziato da Cavani.

Assolve bene al doppio e stancante compito di primo guastatore su Cavani e poi di assaltatore. Fallisce per sfortuna il colpo dell’1-0.

PARATE 1 RINVII 11 TIRI SUBITI 4

CONTRASTI VINTI 3/5 LANCI 1 PASSAGGI OK 33/41

Ujkani

Morganella

Gamberini

Britos

6

7

6,5

Behrami

Zuniga

6

6,5

5

Von Bergen

Aronica

6

5

6

5,5

4,5

Gli avversari non riescono a innescare Budan e pure Miccoli e Dybala, le carte della ripresa, non vengono assistiti. Quindi zero problemi.

Non appare disinvolto e sicuro quando si tratta di appoggiare il disimpegno, probabilmente deve ancora abituarsi al ruolo di titolare.

Sul gol perfetta scelta di tempo ed esecuzione impeccabile, una chiara dimostrazione di ripresa atletica. Completamente ritrovato.

Frastornato all’inizio da una situazione di inferiorità numerica nella sua zona, si riprende con tenacia e la consueta generosità.

Passa una prima mezz’ora in affanno, impegnato contro due avversari. Poi arrivano gli ordini giusti e la situazione migliora.

Inizio in affanno per un equivoco tattico e per 3 errori di fila su passaggi importanti. Ma si riscatta con l’assist per Maggio, un tiro e altre giocate.

Fuori posizione e fuori tempo su quel cross di Hamsik. Riceve aiuto da Morganella contro Cavani ma non dà mai l’idea di sicurezza.

Salutato con affetto dai vecchi tifosi, scaccia l’emozione battendosi con correttezza e puntiglio. Dovrà trasmettere grinta ai suoi.

Chissà dov’era quando Maggio va a colpire. Non riesce ad opporsi nemmeno a Inler sul 2-0 e nel finale rimedia una figuraccia con Cavani.

All’esordio in rosanero è pericoloso con un tiro di sinistro forte ma non troppo angolato: così il suo ex compagno De Sanctis è graziato.

Esegue bene sul piano tattico gli ordini di Gasperini e dà pure un bel pallone a Morganella. Però si spegne presto. Questione di fiato?

Il guerriero ostinato e rompiscatole su ogni pallone, che ben si conosce, lascia il posto a un giocatore anonimo, sbiadito. Un fantasma.

CONTRASTI VINTI 5/6 RECUPERI 1 PASSAGGI OK 43/45

CONTRASTI VINTI 1/3 LANCI 1 PASSAGGI OK 29/33

TIRI 4 CROSS 6 PASSAGGI OK 19/24

SPONDE 1 RECUPERI 5 PASSAGGI OK 54/55

TIRI 1 CROSS 1 SPONDE 1

CROSS 4 SPONDE 8 PASSAGGI OK 44/52

CONTRASTI VINTI 7/8 RECUPERI 6 PASSAGGI OK 30/35

CONTRASTI VINTI 1 RECUPERI 4 PASSAGGI OK 24

CONTRASTI VINTI 7/8 CROSS 2 RECUPERI 6

TIRI 1 CROSS 4 PASSAGGI OK 29/34

TIRI 1 CONTRASTI VINTI 6 PASSAGGI OK 14/21

CONTRASTI VINTI 1 PALLE PERSE 2 PASSAGGI OK 39/41

6,5

Maggio

Cavani

Pandev

5

6,5

s.v.

s.v.

Eh sì, il capocannoniere vive un pomeriggio da calciatore normale. Un tiro al volo respinto, una punizione a lato e un errore alla fine.

Giornata di scarsa ispirazione. Non gli riesce né un dribbling pericoloso né una delle sue ripartenze. Mai al tiro, giusto il cambio.

Al primo pallone utile, 4’ dopo l’ingresso in campo, fa centro con un destro inesorabile. Quel passaggio di Inler non andava sprecato.

Sul 3-0, col Palermo ormai rassegnato alla sconfitta, Mazzarri si ricorda di «ricaricare» questo argentino che gli potrà essere utile.

Debutta l’altro prodotto di casa Insigne, il Primavera Roberto, classe 1994, piede preferito il mancino da quel poco che si è visto.

TIRI 7 CROSS 2 SPONDE 3

TIRI 0 ASSIST 1 PASSAGGI OK 13/16

TIRI 1 LANCI 2 CROSS 3

CONTRASTI VINTI 0 RECUPERI 0 PASSAGGI OK 18

CONTRASTI 1 CROSS 1 SPONDE 1

5,5

L. Insigne

Fernandez

R. Insigne

Hamsik

Garcia

Dossena

Anselmo

Rios

6,5

5,5

l’allenatore Mazzarri

l’allenatore Gasperini

Si sbraccia molto (in giacca sotto la pioggia) per correggere un assetto che Gasperini ha messo in crisi. La squadra viene fuori al primo tiro in porta, poi si gestisce a memoria.

5,5

5,5

5,5

6

Miccoli

Dybala

Diligente e stilisticamente impeccabile viene meno quando ci sarebbe da dare maggiore concretezza all’azione. È troppo altruista.

Costretto a sgomitare in mezzo a due avversari, su palloni imprecisi, non riesce a fornire un contributo. Inevitabile il cambio.

Entra sullo 0-2 e perciò non ha un compito agevole. Però, trattandosi di un elemento esperto e tecnicamente dotato, può tornare importante.

Era dato non al meglio sul piano atletico, quando entra lo fa con vivacità e una certa pericolosità. Ma la squadra si è arresa e non lo aiuta.

Decisamente non ha fortuna, poiché pochi minuti dopo il suo ingresso il Napoli con Insigne va a realizzare il 3-0 e il match si spegne.

TIRI 1 RECUPERI 1 PASSAGGI OK 13/17

TIRI 0 CONTRASTI VINTI 3 PASSAGGI OK 9/14

LANCI 1 CONTRASTI VINTI 1 PASSAGGI OK 29/35

TIRI 2 CROSS 0 PASSAGGI OK 6/8

TIRI 0 CONTRASTI VINTI 2 PASSAGGI OK 9

Brienza

Budan

Donati

GLI ARBITRI Gervasoni 6,5 La sfida non presenta difficoltà. Lui la pilota con discrezione perdonando a Dossena una trattenutina. Barbirati 6,5 - Maggiani 6,5 ; Doveri 6 - Pinzani 6.

5,5

Prepara bene il confronto con Mazzarri, che sorprende nettamente nei primi 30’. Però la sua squadra preso l’uno-due sparisce dal campo. E un tecnico deve dare pure il carattere.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 14 GENNAIO 2013

SERIE A 20a GIORNATA

il Film Grande freddo in tribuna, pallone caldo in area: dal Boa a baby Icardi, occasioni e paratissime In tribuna Milanisti incappucciati Adriano Galliani, suo figlio e Giampaolo Pazzini si proteggono dal freddo intenso in tribuna a Marassi RATTINI

17’ secondo tempo Occasionissima/1: Boateng Combinazione tra Niang e Bojan, Romero si supera respingendo su Boateng

18’ secondo tempo Occasionissima/2: Icardi Sul capovolgimento di fronte, il Milan soffre: Estigarribia prima e Icardi poi mettono in pericolo la porta di Abbiati RATTINI

Abbiati vola, il Milan no

Servono grandi parate per salvarsi dalla Samp El Shaarawy a vuoto Il portiere decisivo nel primo tempo: il Faraone in serata no, Niang si sveglia tardi, i rossoneri creano una sola occasione DAL NOSTRO INVIATO

SEBASTIANO VERNAZZA GENOVA

l’intensità a macchia di leopardo non si va da nessuna parte. Era scritto In un certo qual mo-

Samp e Milan hanno scelto il male minore. Un punto per uno non fa male a nessuno, ma neppure ti cambia la vita. Non muta in particolare la classifica del Milan, che aveva la grande occasione di scavalcare la Roma, assestarsi sulla sesta piazza e agganciare il trenino per un posto al sole in Europa. Niente da fare. Adesso la squadra galleggia a quota 31, un gradino sopra Udinese e Parma, in una sorta di limbo. Questo è un Milan sperimentale, imbottito di giovani - si veda l’attacco da scuola materna schierato a Genova, i 60 anni in tre di Niang, Bojan ed El Shaarawy - e ieri non ha avuto la personalità di imporre a Marassi il proprio rango di grande squadra. Gli è mancato il cambio di passo, a volte sembrava che tenesse la leva del cambio sul folle. Con

do il pareggio senza reti era scritto. Gli statistici ci avevano allertato: Samp e Milan erano le uniche squadre, assieme a Inter e Roma, a non aver mai pareggiato per 0-0 nel corrente campionato. Il Milan vantava uno 0-0 con l’Anderlecht, ma in Champions. La legge dei grandi numeri ha colpito ancora, le lunghe serie sono fatte per essere interrotte. Fiammate La partita è vissuta di

fiammate. La Samp ha bruciato legna nei primi 20 minuti e Abbiati è stato costretto a dare il meglio di sé sui tentativi di De Silvestri, Poli ed Eder. Il Milan ha avuto un rigurgito di nobiltà a metà ripresa, quando ha provato a prendere in mano la partita e a tirarla dalla sua parte. Fatti i conti, però, alla voce occasioni da gol il Milan deve con-

frontarsi con un misero 1, il diagonale-assist di Bojan che Boateng quasi dalla linea di fondo ha trasformato in un tiro disattivato a fatica da Romero. Poco, pochino, pochissimo. Assente ingiustificato Boateng

latitante per novanta minuti, eccezion fatta per l’azione de-

Boateng non prende per mano la squadra: da interno sinistro fa solo il compitino scritta due righe fa. Da uno come il «Boa», che ha 25 anni ed è ormai un giocatore maturo, ci si aspetta che pigli per mano la squadra dalla cintola in su e ne diventi leader. Ieri si è limitato a fare il suo compitino di interno sinistro. Gli abbiamo visto sbagliare passaggi facili, errori

che potevano creare grossi danni. In più Prince non ha interagito con i ragazzi dell’attacco. Sembrava in perenne stand by e la situazione non è migliorata neppure verso la fine, quando la girandola dei cambi lo ha fatto avanzare di qualche metro. Non molto di più ha combinato El Shaarawy, ma nel caso del Faraone tendiamo a essere comprensivi perché ci sta che il giovane tiri un po’ il fiato dopo cinque mesi a manetta. Ambrosini ha alzato bandiera bianca a metà del primo tempo e lo ha sostituito Flamini, che si è piazzato sul centrodestra. La bacchetta del comando è così passata a Montolivo, dirottato al centro, sulla sedia del regista. Il «Monto» ha fatto il suo, nel primo tempo ha provato a scardinare la porta di Romero, con un tiraccio che il portiere ha sventato in modo curioso (sembrava in ricezione tipo pallavolo). Non può bastare, però, Montolivo per far sì che questo Milan arri-

vi terzo e resti in Champions. E in prospettiva non può essere sufficiente neppure Saponara dell’Empoli. Ci sarebbe bisogno di un innesto pesante, di qualcuno che surroghi El Shaarawy, quando il Faraone si assenta. Non si può pretendere che ELS faccia gol in ogni benedetta partita. I «bimbi» hanno bisogno di tempo per crescere e ci riferiamo al 18enne Niang, che ieri ha impiegato un’ora a entrare nella parte (un po’ troppo, ragazzo). Medicina giusta La cura Rossi

funziona. La Samp esce bene dal duro trittico che ha battezzato la nuova gestione tecnica. «Delione» ha perso in casa con la Lazio seconda, ma ha vinto a Torino contro la Juve capolista e ha pareggiato ieri contro il Milan, che bene o male resta un grande club. Quattro punti in 3 partite difficili, bottino più che accettabile. È chiaro che il Doria i mattoni salvezza deve impilarli nelle sfide con le formazioni di pari lignaggio. Niente difesa a tre, Delio Rossi è ripartito da dove aveva finito a Torino. Linea a quattro e tandem d’attacco con Eder sulla verticale di Icardi. Un basico 4-4-1-1 che ha compattato la squadra. Non è tempo di voli pindarici, occorre salvarsi e il 4-4-2 e le sue varianti sono un porto sicuro. Bello il principio di gara, quando la Samp ha preso a morsi il Milan e l’ha messo all’angolo. Era impossibile però sostenere quell’andatura e la squadra si è acquietata. Icardi ha avuto la palla dell’1-0, però solo davanti ad Abbiati si è impappinato e ha messo fuori. Sono ragazzi, ci vuole pazienza. A 19 anni si ha diritto di sbagliare un gol. © RIPRODUZIONE RISERVATA

la Sfida MAURO ICARDI 19 ANNI SAMPDORIA

M’BAYE NIANG 18 ANNI MILAN

PASSAGGI POSITIVI

7

23

CONTRASTI PERSI

6

7

PALLE PERSE

9

9

PALLE RECUPERATE

2

5

% DRIBBLING RIUSCITI

50%

60%


LUNEDÌ 14 GENNAIO 2013

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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numeri& STATISTICHE

D il personaggio 22’ secondo tempo Cambio in avanti: Robinho per El Shaarawy Allegri prova a cambiare le carte in attacco: fuori El Shaarawy, dentro Robinho, che qui colpisce di tacco RATTINI

SAMPDORIA

Tensione in campo Rossi contro il quarto uomo Momenti di tensione dalle parti della panchina di casa: Delio Rossi ha qualcosa da dire al quarto uomo Di Fiore RATTINI

MILAN

0

0

(4-4-1-1)

(4-3-3)

22 Romero; 19 De Silvestri, 28 Gastaldello, 17 Palombo, 3 Costa; 2 Estigarribia (dal 26’ s.t. 21 Soriano), 14 Obiang, 25 Krsticic (dal 42’ s.t. 8 Mustafi), 16 Poli (dal 34’ s.t. 12 Tissone); 23 Eder; 98 Icardi. PANCHINA 1 Da Costa, 32 Berni, 7 Castellini, 15 Poulsen, 35 Rossini, 5 Renan, 11 Munari, 93 Savic. ALLENATORE Rossi. CAMBI DI SISTEMA nessuno. ESPULSI nessuno. AMMONITI Gastaldello per gioco scorretto.

32 Abbiati; 2 De Sciglio, 17 Zapata, 5 Mexes, 21 Constant; 18 Montolivo, 23 Ambrosini (dal 25’ p.t. 16 Flamini), 10 Boateng; 19 Niang, 22 Bojan (dal 42’ s.t. 8 Nocerino), 92 El Shaarawy (dal 21’ s.t. 7 Robinho). PANCHINA 1 Amelia, 59 Gabriel, 13 Acerbi, 20 Abate, 12 Traoré, 28 Emanuelson. ALLENATORE Allegri. CAMBI DI SISTEMA nessuno. ESPULSI nessuno. AMMONITI Mexes e Niang per gioco scorretto.

ARBITRO Guida di Torre Annunziata. NOTE spettatori paganti 4.485, incasso di 118.860 euro; abbonati 20.059, quota di 128.236 euro. In fuorigioco 0-2. Angoli 10-8. Recuperi: p.t. 1’, s.t. 3’.

POSSESSO PALLA SAMPDORIA 40,5%

PASSAGGI TOTALI MILAN 59,5%

TIRI IN PORTA

IIIII SAMPDORIA 5

SAMPDORIA 348

MILAN 521

TIRI FUORI

III IIIII MILAN 3

SAMPDORIA 5

IIIIII MILAN 6

MOMENTI CHIAVE PRIMO TEMPO 4’ Diagonale di De Silvestri, deviazione in tuffo di Abbiati. 8’ Ci prova Poli, ma Abbiati risponde alla grande: palla in angolo. 12’ Eder su punizione, altra paratona di Abbiati. 21’ Corner di Estigarribia e da pochi passi Gastaldello di testa alza in gradinata. 28’ Bojan da fuori: pallone alto. 38’ Tiro dalla distanza di Montolivo, che Romero disinnesca a fatica in due tempi.

SECONDO TEMPO 16’ Un diagonale di Bojan si trasforma in un assist per Boateng che quasi dalla linea di fondo impegna Romero in un difficile intervento. 17’ Estigarribia costringe Abbiati a rifugiarsi in corner. 18’ Icardi lanciato davanti ad Abbiati: palla fuori di poco. 36’ Mexes di testa su corner: conclusione centrale.

BARICENTRO MOLTO ALTO 57,1 metri

BARICENTRO MEDIO 52,2 metri

0-0

il punteggio finale: la Sampdoria non chiudeva senza reti dal 3 aprile a Verona col Chievo, il Milan dal 5 febbraio in casa col Napoli

17

le trasferte consecutive nelle quali i rossoneri avevano segnato almeno una rete, per un totale di 39; ultimo digiuno il 1 febbraio, 0-2 in casa Lazio

la Moviola

CHRISTIAN ABBIATI

Tutti aspettano i ragazzi del gol Ecco il veterano

DI ALEX FROSIO

De Silvestri tocca di mano: involontario La partita fila via liscia, intensa ma tutto sommato corretta, per l’arbitro Guida, che limita al massimo l’uso dei cartellini. E fa bene, perché la gara non trascende mai. Nel primo tempo, da segnalare soltanto un intervento di Flamini su Icardi appena dentro l’area: timide proteste sampdoriane, ma il milanista arriva in leggero anticipo e tocca prima il pallone quindi giusto non fischiare nulla. La ripresa si apre con un tocco di mano di De Silvestri in area doriana: su un calcio d’angolo, il difensore della Samp è in marcatura su Niang, il braccio è aderente al corpo e il tocco sembra involontario. Al 16’ s.t. la grande occasione per il Milan: Boateng arriva in spaccata sul secondo palo, il portiere Romero riesce a intercettare con la mano aperta praticamente sulla linea, forse anche appena fuori. Guida dà un’occhiata rapida al giudice di porta (Calvarese) e correttamente fa proseguire. Al 28’ ammonito Niang che arriva con il braccio un po’ largo su Costa: il giovane attaccante milanista poco prima era stato sfiorato da un calcione dello stesso Costa, ma nel suo intervento non sembra poi così cattivo, dunque il cartellino giallo è una sanzione sufficiente. © RIPRODUZIONE RISERVATA

255

i minuti di astinenza di El Shaarawy. L’attaccante rossonero ha segnato l’ultima rete in campionato al Pescara il 16 dicembre

L’esperto portiere ha sconfitto il mal di schiena e ha risorpassato Amelia: dopo la sosta torna titolare, pure a Genova fa 4 interventi decisivi

DAL NOSTRO INVIATO

FABIANA DELLA VALLE GENOVA

Meno male che c’è il nonnetto, che ha ancora gli stessi riflessi di 13 anni e mezzo fa. Il giorno in cui Allegri ha scelto di mandare in campo dal primo minuto il tridente più giovane della stagione rossonera, Christian Abbiati ha deciso di prendersi la scena. E di mandare un messaggio a chi parla di prepensionamento per quelli della sua generazione. L’attacco baby non riesce a fare gol? Allora tocca a lui fare la differenza, almeno per quello che può. Tocca a lui impedire che dopo il colpaccio di San Siro all’andata, la Samp batta il Milan anche a casa sua. Quattro parate Dopo l’infortu-

nio e l’uscita dal campo di Ambrosini, Abbiati è rimasto l’unico 35enne in campo. Il più vecchio della compagnia, l’unico reduce della vecchia guardia. Uno che parla poco ma con le sue mani sa bene come tirare il Milan fuori dai guai. Abbiati ieri è stato decisivo per portare a casa almeno un punto e per mantenere il risultato sullo 0-0. Non era mai successo quest’anno in campionato che una partita del Milan finisse senza gol. Christian a Genova ha fatto tre interventi nel primo tempo e uno nel secondo, su De Silvestri, Poli, Eder ed Estigarribia. Poi ha tirato un sospiro di sollievo quando il pallone calciato da Icardi ha sfiorato il palo. Fiducia ripagata Abbiati ha scel-

to l’unico modo che conosce per dimostrare ad Allegri che ha fatto bene a puntare ancora

su di lui: prenderle tutte e dare sicurezza alla squadra. Così si è ripreso il posto e forse si è guadagnato anche un altro anno di contratto. Abbiati era finito in panchina dopo la partita con la Juve, fermato prima dal mal di schiena e poi dalle buone prestazioni di Amelia. «Guarisci con calma e pensa solo a lavorare, quando sarai di nuovo al top il posto sarà tuo», l’aveva rassicurato Allegri. Christian l’ha fatto e dopo la sosta natalizia è tornato titolare. Bene a Siena, ancora meglio a Genova, dove senza di lui il risultato sarebbe stato diverso. Stavolta Galliani difficilmente avrà da ridire come era successo a Napoli, quando dopo un errore del portiere si era lasciato scappare una frase da tifoso contro Christian. Abbiati ha trasformato la sua porta in una fortezza impenetrabile. Come ha già fatto tante altre volte nella sua lunga carriera rossonera. Sono state le sue mani a cucire un pezzo dell’ultimo scudetto sulle maglie del Milan, negando un gol a Thiago Motta nel derby di ritorno ma anche con un intervento miracoloso nella partita contro il Brescia. Anche se la parata che rimarrà per sempre nel cuore di Galliani fu quella che 13 anni e mezzo regalò al Milan lo scudetto di Perugia. Abbiati all’epoca era solo un ragazzino, adesso è un uomo maturo, più sicuro di sé ma con gli stessi identici riflessi. I dirigenti rossoneri sono avvisati: ok la linea verde, ma attenzione prima di rottamare gli over 35, perché a volte l’esperienza conta più della gioventù. © RIPRODUZIONE RISERVATA

S Christian Abbiati, 35 anni, è arrivato al Milan nel 1998: è alla 13a stagione in rossonero. Per lui solo tre brevi parentesi con Juventus, Torino e Atletico Madrid LIVERANI


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 14 GENNAIO 2013

SERIE A IL POSTICIPO DELLA 20a GIORNATA

A Milan, è derby infinito Siamo a gennaio Ora è pure su Schelotto e già ci sono finali Zupping

NEL MIRINO

Non bastano gli inserimenti per Lodi e Bellomo, i rossoneri si fanno avanti con l’Atalanta per l’esterno che piace all’Inter

Il rialzo E’ il pepe delle prossime puntate. Per quanto riguarda Bellomo, intanto, va segnalato che da via Turati è partita un’offerta superiore ai 2 milioni di euro per la metà del Bari a fronte della proposta da 1,8 milioni dell’Inter. Insomma, è bagarre: per la felicità di chi vende, allettato dalla prospettiva dell’asta. Dall’entourage di Moratti non ci sono reazione. La linea è quella di evitare pericolosi rialzi, ma il quadro è già cambiato. E altrettanto si può dire per la vicenda-Lodi. In questo caso il Catania sinora ha chiuso la porta in faccia a tutti, nonostante il giocatore prema per il cambio di maglia.

CARLO LAUDISA twitter@carlolaudisa MILANO

L’offensiva rossonera è ormai in grande stile. Da ieri l’Atalanta è informata che Ezequiel Schelotto è un obiettivo per gennaio. Guarda caso anche l’italo-argentino da settimane nel mirino dell’Inter che, però, sta faticando a trovare un’intesa con il club bergamasco. Sinora l’esterno destro ha detto no al Genoa e ai club stranieri proprio in attesa della soluzione nerazzurra. Ma è chiaro che la prospettiva rossonera rischia di metterlo in crisi. Anche perché l’interesse del Milan è legato alla trattativa che vede Abate diretto verso lo Zenit San Pietroburgo. Quindi anche Allegri potrebbe dargli uno spazio tecnico importante. Lo scontro A dare ancor più sapore a questa sfida di mercato tra i due club milanesi ci sono altri due indizi significativi emersi negli ultimi giorni. Innanzitutto l’ingresso in scena di Adriano Galliani per Francesco Lodi del Catania che per il giovane Nicola Bellomo del Bari. Senza dimenticare che mercoledì il Milan ha chiuso per Riccardo Saponara dall’Empoli dopo che Branca e Ausilio ave-

Ezequiel Schelotto è nato a Buenos Aires il 23 maggio del 1989 IPP

vano fatto le loro mosse con la società toscano per il gioiello dell’under 21. Insomma, da via Turati è partito un attacco concentrico che vede i riflettori puntati su tutti gli obiettivi interisti degli ultimi tempi. Come andrà a finire?

Rialzo col Bari per l’under 21 tentato da Moratti. Lodi: il Catania tiene duro per il regista

Lo scenario Completano il quadro altri sussurri di mercato per le milanesi. Infatti i rossoneri hanno posto la loro attenzione pure su Diakite della Lazio e Jorginho del Verona, guarda caso anch’essi accostati all’Inter di recente. Ma su queste due piste i riscontri sono meno chiari. Almeno per ora. Basta e avanza per concludere che il pressing milanista ha di sicuro delle motivazioni tecniche, ma ha anche un retrogusto legato alle ormai note vicende di Tevez e Balotelli. La ripicca è nei fatti. Vediamo a quali risultati porterà. © RIPRODUZIONE RISERVATA

IL TECNICO DI CASA IL BLUCERCHIATO SODDISFATTO: «SONO CONVINTO CHE POSSIAMO SALVARCI»

Rossi: «Samp un buon gruppo Icardi? Un’altra gran partita» ALESSIO DA RONCH GENOVA

Elogio della bugia. Rossi sa spargere cortine fumogene, o cambiare idea in fretta. Fatto sta che è riuscito a rilanciare la Samp, perché i 4 punti conquistati con Juve e Milan hanno il sapore del rilancio. Alla vigilia aveva annunciato il 3-5-2, lo stesso utilizzato a Torino. Poi ha stoppato il Milan con il 4-4-2, il suo modulo preferito: «Perché qui alla Samp non ci sono i giocatori per farlo e io mi

devo adattare a loro». La differenza, in ogni caso, più del modulo l’hanno fatta il carattere, l’applicazione, la determinazione. Juventus e Milan rischiavano di non consentire valutazioni precise dell’organico blucerchiato. «Ma io — aveva sottolineato — penso di saper leggere tra le righe». Ha fatto di più, ha messo in cascina punti importanti e si è fatto dare dai suoi risposte interessanti. «Dal punto di vista del carattere – sottolinea – la squadra mi è piaciuta. Siamo un buon gruppo. Ero curioso di vedere come avremmo

Delio Rossi, 52 anni LAPRESSE

reagito dopo la vittoria sulla Juve e per oltre 60’ abbiamo fatto bene. Noi avremo un modulo base con qualche variante; stavolta però non potevo proprio esimermi dalla difesa a 4, visto il tridente del Milan. A un certo punto ci siamo abbassati troppo, ma non potevo pretendere troppo. A Icardi è mancato solo il gol, anche stasera una gran partita». Una delle risposte migliori è arrivata da De Silvestri, in campo per la squalifica di Berardi e col compito più difficile: controllare El Shaarawy, un duello stravinto: «Ho cercato di togliergli profondità, gli ho consentito solo di ricevere palla dal terzino. Ho dimostrato di sapermi far trovare pronto. Per il resto vado avanti come sempre: lavorando sul campo». © RIPRODUZIONE RISERVATA

DI VINCENZO CITO

S A 18 turni dal termine, Christian Maggio Francesco Lodi 28 anni Centrocampista del Catania, ha giocato anche con Empoli, Vicenza, Frosinone e Udinese

S Nicola Bellomo 21 anni Centrocampista del Bari. Ha sempre giocato in biancorosso a eccezione della stagione 2010-11, in prestito al Barletta

infrange il primo record stagionale con questa frase detta alla Rai «Dobbiamo affrontare le partite che mancano come fossero altrettante finali, poi alla fine faremo i conti». Il primato precedente spettava ad Adriano Galliani che utilizzò le stesse parole nel febbraio 2009, quando di partite ne mancavano 14. «Una partita che sfida la pioggia, che sfida anche le leggi del terreno di gioco!» (Lucio Rizzica, Cagliari-Genoa, Sky) Angelo Mangiante (diretta gol Sky) «C’è una svolta sul piano della lotta al razzismo negli stadi. L’Osservatorio del Viminale ha stabilito che in caso di insulti discriminatori nei confronti di giocatori in campo, l’arbitro deve investire il dirigente addetto all’ordine pubblico». Occhio per occhio. «Domenica sportiva» (Rai Due), la prima scritta per il primo allenatore intervistato: «Zdenek Zeman». Era Rolando Maran. Per scarsi ascolti, spacchettato «Cielo che gol», ora spalmato in due fasce. Dalle 21.30 in poi Alessandro Bonan, per i commenti alla giornata e al posticipo, dalle 17 alle 18.30 Simona Ventura che in attesa di mostrare i gol in chiaro, intervista gli allenatori nel dopo-partita. Il problema è che parla quasi sempre lei, ignorando chi in studio ne sa molto di più. Paolo Beretta (Eurosport) «Guardate Spredeman che padronanza di movimenti, che finte, deve trovare lo spiraglio giusto, deve fare gol per dare ossigeno alla nazionale statunitense. Perché di questo punto la sua nazionale ha bisogno come dell’aria, come dell’ossigeno. Mamma mia, sembrava che il tiro stesse filtrando in porta! E alla fine c’è il gol! 5-3!» Champions League? Serie A? Calcio a cinque? Macché, Coppa del Mondo di calciobalilla, in diretta da Nantes! twitter@VincenzoCito © RIPRODUZIONE RISERVATA

Taccuino IN TV/1

Bonucci a «Mondo Gol» su Sky Stasera su Sky Sport 1 e SuperCalcio alle 19 andrà in onda «Mondo Gol», rubrica settimanale di calcio internazionale. Immagini, highlights, news e curiosità dai principali campionati europei: in studio il difensore della Juventus, Leonardo Bonucci.

IN TV/2

Gattuso a «Undici» su Italia 2 Stasera su Mediaset Italia 2, alle 21.30, torna «Undici», programma di approfondimento sportivo. Ospite il centrocampista del Sion, ed ex giocatore di Milan e Nazionale, Gennaro Gattuso. Il centrocampista della Roma, Alessandro Florenzi, reciterà le poesie di Trilussa.


LUNEDÌ 14 GENNAIO 2013

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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SERIE A 20a GIORNATA

Allegri sereno: «Siamo giovani ma in crescita»

Gazzetta.it

ISTANTANEE ROSSONERE 1

2

Gazza

Tvf

Il tecnico: «Non si può chiedere malizia con 4 ragazzini in campo. Niang mi ha convinto» 3 ALESSIO DA RONCH GENOVA

Il pareggio stavolta è un pantano impossibile da evitare. Vi affonda il tridente baby, vi si smarrisce il centrocampo che perde subito Ambrosini, vi rallenta tutto il Milan. Dopo 17 trasferte consecutive con almeno un gol arriva lo 0, ma Massimiliano Allegri preferisce guardarla da un’altra prospettiva. Per la prima volta dopo 15 sfide filate la porta rossonera è rimasta immacolata. «Mi piace evidenziare proprio il fatto che non abbiamo preso gol dopo tante partite — dice il tecnico del Milan —. Questi non sono punti gettati via, potevamo pure perdere su quell’errore di Mexes nel secondo tempo, ma è stata l’unica volta che è successo in quella parte di gara. La Samp aveva appena battuto la Juve e nel primo tempo, pressando, è riuscita a crearci parecchie difficoltà. Nel secondo, la parte di gara che temevo di più dopo i 120 minuti di mercoledì con la Juve, siamo andati

«

Campionato molto equilibrato, possiamo rimontare molte altre posizioni MASSIMILIANO ALLEGRI SULLA CORSA AL 3˚ POSTO

«

Crediamo alla qualificazione in Champions, l’importante è continuare così RICCARDO MONTOLIVO CENTROCAMPISTA MILAN

meglio, abbiamo spinto di più, purtroppo non siamo stati precisi negli ultimi trenta metri». Tridente ok Allegri, in ogni caso, resta particolarmente sereno su quello che deve restare l’obiettivo principale del Milan: «Possiamo recuperare posizioni, perché rispetto allo scorso anno c’è molto più equilibrio. Ci sono molte squadre dif-

ficili da affrontare e con le quali diventa difficile vincere. Lo sarà per noi, ma anche per gli altri. In questa Serie A nessuno riuscirà a infilare lunghe serie positive e a rendersi imprendibile. La strada, quindi, resta percorribile. Sarà fondamentale crederci sempre». Fari puntati su un tridente baby troppo opaco. «Non è così. La squadra secondo me sta crescendo in tanti aspetti. Dobbiamo semplicemente cambiare prospettiva nel giudicarla. Bojan quando gioca da solo davanti fa un po’ fatica ma ha fatto buone cose. Sono contento di lui. Niang mi ha convinto: non era facile esprimersi per un ragazzino così giovane in una partita così controllata». La delusione, probabilmente, è arrivata da El Shaarawy, l’uomo più atteso: «Lui — continua Allegri — era sottotono, ma gioca da tantissime partite e lo fa in modo molto generoso. Oggi è stato al di sotto delle sue possibilità». Obiettivo Champions L’obietti-

vo del Milan resta comunque chiaro: il terzo posto. «Ci cre-

Manchester United in festa ANSA

IL MEGLIO DEL CALCIO ESTERO CON «EXTRA TIME» E LA PREMIER

1 L’abbraccio tra Max Allegri ed El Shaarawy dopo la sostituzione del Faraone, in serata no; 2 Niang cerca la concentrazione; 3 Il rammarico di Bojan dopo un’occasione sciupata LIVERANI/AFP/REUTERS

diamo ancora — puntualizza Montolivo — anche se nove punti di distacco sono tanti. Però dobbiamo restare concentrati sulla meta da raggiungere finché la matematica non ci condannerà. Di sicuro questa squadra ha qualche problema, altrimenti non ci ritroveremmo al settimo posto, però veniamo da buoni risultati, dobbiamo continuare su questa strada e contro il Bologna, do-

ve dobbiamo vincere per forza. Oggi di positivo c’è stato il fatto di non aver preso gol. Dispiace: serviva un po’ più di concretezza in attacco». Anche De Sciglio la pensa allo stesso modo: «Siamo convinti che possiamo risalire e arrivare al terzo posto. È appena iniziato il girone di ritorno. Ora conosciamo di più gli avversari e sarà più facile affrontarli».

Il meglio del calcio internazionale nella vIdeo -rubrica di Stefano Cantalupi «Extra Time», con le immagini e gli approfondimenti sui campionati inglese, spagnolo. Sul nostro sito anche gli highlights di tutte le partite di Premier.

INTERVISTE AL TARDINI E I DANNI DEGLI ULTRA’ AL BAR DI PARMA I commenti di Conte, Bonucci e Donadoni dopo l’1-1 di Parma. Il tecnico della Juve si assume la responsabilità del pari, mentre Bonucci si carica col pericolo laziale. E dalla cronaca l’assalto degli ultrà bianconeri al bar vicino allo stadio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

le Pagelle

SAMPDORIA

6

DE SILVESTRI CHE SERATA BRAVO POLI Quattro punti fra Juventus e Milan sono un capitale prezioso da cui attingere fiducia e autostima.

6

di MARCO PASOTTO

7 h il migliore Eder Riesce a coprire da solo trenta metri in altezza e quaranta in larghezza. Fa ammattire mezzo Milan, mediana compresa.

TIRI 3 DRIBBLING 2 SPONDE 5

6,5

7,5 h il migliore Abbiati

MILAN

6,5

6,5

Romero

De Silvestri

Il superlavoro è un’altra cosa, ma nelle tre occasioni in cui serve (Montolivo, Niang e soprattutto Boateng) lui c’è e trasmette sicurezza.

Una delle note più liete della serata blucerchiata. Attentissimo su El Shaarawy, che affida ai compagni quando si sgancia, e bene.

PARATE 5 RINVII 16 USCITE 4

CONTRASTI VINTI 0/0 LANCI 0 PASSAGGI OK 16/16

5,5

BOJAN NON C’È BRIVIDO MEXES BENE ZAPATA A corrente alternata, come spesso è accaduto lungo l’anno. Questa volta «l’effetto secondo tempo» non c’è.

Il ballottaggio con Amelia probabilmente termina qui: Christian sbarra la porta con quattro interventi decisivi (De Silvestri, Poli, Eder, Estigarribia).

PARATE 5 RINVII 17 USCITE 1

6,5

6

De Sciglio

Zapata

Centrale col Siena, a sinistra con la Juve, a destra ieri: repertorio completo per questo ragazzo che ha le idee chiare che gioca bene a pallone.

Mette in evidenza le sue qualità migliori: senso della posizione e tempi corretti. Riesce a non farsi puntare troppo da Eder, che ha un altro passo.

CONTRASTI VINTI 2/3 LANCI 0 PASSAGGI OK 57/63

CONTRASTI OK 10/10 LANCI 4 PASSAGGI OK 35/35

Gastaldello

Palombo

6,5

5

Costa

Estigarribia

Obiang

5,5

6

5,5

5,5

6,5

Montolivo

Ambrosini

6

4,5

Boateng

Niang

Sta a galla senza difficoltà e non potrebbe essere diversamente: Bojan gioca da finto centravanti, talmente finto che non passa quasi mai dalle sue parti.

Una piccola, grande favola: fuori rosa per sei mesi, rientro al centro della difesa contro Juve e Milan. Vertigini? Macché, la Samp ha preso un solo gol, su rigore.

Quando Niang decide che è ora di svegliarsi, va in difficoltà. La musica non cambia con De Sciglio. Le incursioni più pericolose del Milan sono dalla sua parte.

Moto (quasi) perpetuo, manda in seria difficoltà Constant e costringe El Shaarawy al raddoppio. Cala alla distanza e cede il passo a Soriano.

Una marcia in meno rispetto al solito. Tenta qualche incursione a testa bassa e va a sbattere contro il muro rossonero.

Nulla di mirabolante, ma offre ordine e solidità davanti alla difesa (anche perché deve proteggere le spalle a Obiang), più un paio di buone imbeccate.

Regalare palla a Eder sulla trequarti non è granché come idea. E’ l’unico vero svarione, ma poteva costare carissimo.

Estigarribia è un cliente scomodo, e quando viene puntato il francese va in difficoltà. Meno disinvolto del solito in fase di spinta.

L’infortunio di Ambrosini lo sposta davanti alla difesa. Interpreta molto bene la fase difensiva, dando una grossa mano senza paura di metterci la gamba.

Era uscito affaticato già dallo Juventus Stadium. Un turno di riposo lo avrebbe rimesso in sesto e non lo avrebbe costretto a fare la doccia dopo 25 minuti.

D’accordo che fare la mezzala lo intristisce, ma un po’ più di convinzione non guasterebbe. Si limita ad appoggi di pochi metri, spesso sbagliati. Un solo lampo in 90 minuti.

Il battesimo da titolare all’inizio lo intimidisce. E non è da lui. Poi si scrolla di dosso la tensione e trova alcuni buoni spunti. Là davanti è lui il più attivo.

CONTRASTI VINTI 3/3 LANCI 1 PASSAGGI OK 34/35

CONTRASTI VINTI 5/5 LANCI 5 PASSAGGI OK 36/39

CONTRASTI VINTI 3/3 LANCI 2 PASSAGGI OK 21/23

TIRI 1 PASSAGGI OK 15/20 RECUPERI 3

TIRI 0 PASSAGGI OK 35/38 RECUPERI 7

TIRI 0 PASSAGGI OK 26/29 RECUPERI 5

CONTRASTI VINTI 4/7 LANCI 1 PASSAGGI OK 46/49

CONTRASTI VINTI 4/4 LANCI 2 PASSAGGI OK 54/57

TIRI 2 PASSAGGI OK 74/80 RECUPERI 10

TIRI 0 PASSAGGI OK 10/11 RECUPERI 5

TIRI 2 PASSAGGI OK 30/35 RECUPERI 3

TIRI 2 DRIBBLING 3 SPONDE 4

6

5

5,5

Soriano

Tissone

s.v.

s.v.

Largo a sinistra si ritrova un po’ sperso, ma bisogna ammettere che si dedica a un grande lavoro di copertura. Abbiati gli nega il gol di classe.

Quello vero è rimasto a Torino. Poco movimento, pochi tagli e sulla coscienza un gol sbagliato con Abbiati in uscita nel secondo tempo.

Entra al posto di Estigarribia, rispetto al quale ha un altro passo. Nessuna pecca particolare, ma la Sampdoria da quella parte perde intensità.

Per un pelo non combina il frittatone nel finale.

Un ingresso buono giusto per tabellino e almanacchi.

TIRI 1 PASSAGGI OK 20/24 RECUPERI 7

TIRI 1 DRIBBLING 1 SPONDE 6

TIRI 0 PASSAGGI OK 4/5 RECUPERI 2

TIRI 0 PASSAGGI OK 4/5 RECUPERI 0

CONTRASTI VINTI 0/0 LANCI 0 PASSAGGI OK 0/0

Poli

Icardi

Mustafi

Krsticic

Mexes

Constant

6

6,5

6

l’allenatore Rossi

l’allenatore Allegri

Stessi uomini impiegati nell’impresa contro la Juve, diverso sistema di gioco: passa dal 3-5-2 a un 4-4-1-1 che ingabbia bene il tridente del Milan.

5

5

5,5

Flamini

Robinho

5,5

s.v.

Il movimento non manca, la lucidità però sì. E la precisione pure, sia al momento di tirare, sia quando cerca i compagni. Chilometri corsi più o meno a vuoto.

Avere vent’anni appena compiuti non equivale a correre sempre come Forrest Gump. Stephan tira un po’ il fiato, il problema è che se latita lui, sono guai.

Quando esce Ambrosini va a fare la mezzala destra al posto di Montolivo. I minuti nelle gambe sono pochissimi, fa l’ordinaria amministrazione.

Largo a sinistra, scarica in area un paio di palloni interessanti, ma poi finisce risucchiato dalla confusione generale degli ultimi minuti.

Ultimi spiccioli di gara che gli permettono di arrivare a 200 presenze in Serie A.

TIRI 3 DRIBBLING 2 SPONDE 5

TIRI 0 DRIBBLING 0 SPONDE 4

TIRI 0 PASSAGGI OK 40/46 RECUPERI 2

TIRI 0 DRIBBLING 0 SPONDE 0

TIRI 0 PASSAGGI OK 5/5 RECUPERI 0

Bojan

El Shaarawy

Nocerino

Si ritrova una squadra con i 120 minuti di Torino nelle gambe. Dimostra coraggio col baby-attacco, ma la strada è ancora lunga. Nell’arco di una partita serve più continuità.

GLI ARBITRI GUIDA 6,5 Corretta la decisione di giudicare involontario un mani di De Silvestri in area. Giusta la distribuzione dei cartellini per una gara nervosa ma mai cattiva. Paganessi 6-Bianchi 6; Calvarese 6-Irrati 6


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 14 GENNAIO 2013

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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SERIE A

personaggio Sneijder con l’Inter: A ilMARCO BENASSI conti alla rovescia La generazione e scatto su Paulinho Stramaccioni: CHI PUO’ USCIRE

S

Il no 1 del Galatasaray: «E’ fatta al 95%». Wes: «Ci sto pensando». Colpo subito? In ballo Alvarez o Coutinho MATTEO DALLA VITE MILANO

SUBITO IN CAMPO

nel mirino

Pereira, naso rotto Domani la Coppa contro il Bologna

Istanbul aspetta. E anche Sneijder aspetta. E figuriamoci se pure l’Inter non attende una risposta che possa dare la sterzata violenta al proprio mercato: e verso Paulinho. Ecco i tre modi diversi di vivere il Tormentone.

Alvaro Pereira è uscito da Inter-Pescara rinfrancato da una prova in buona crescita, ma anche con il naso malconcio. Pare necessario, a questo punto, un intervento di correzione al setto nasale, da effettuare questa settimana o forse la prossima, dopo Roma-Inter. Nulla, comunque, che dovrebbe impedirgli di giocare: ormai le maschere protettive consentono di essere utilizzati anche in questi casi.

«E’ fatta». «Vi dirò» In Turchia,

il presidente del Galatasaray Unai Aysal dice «E’ fatta al 95%», in Italia Sneijder racconta che «incontrerò il mio manager Lerby e poi vi dirò», e qualche passo più in là Moratti attende la conclusione della vicenda per dare a Strama il regalo più gradito: Paulinho. Anche se l’uscita di Wes non sarebbe bastante.

21 su Rai2), l’Inter torna in campo contro il Bologna nei quarti di Coppa Italia. Con Juve e Lazio già in semifinale, il programma sarà completato mercoledì sera con Fiorentina-Roma (21, Rai2).

Vedo Lerby e poi dico Perché

Wes sta riflettendo molto: la Champions da poter giocare subito e gli emolumenti (5,3 milioni con allegati bonus fino al 2016) cominciano a far breccia nel suo scetticismo. Dai portali turchi, filtrano queste frasi che Sneijder avrebbe detto ai dirigenti-Gala: «Cambiare Paese non è certo facile: ora vedrò mio padre e poi domani (oggi,ndr) anche il mio procuratore Lerby coi quali discuteremo della questione. A quel punto, farò sapere la mia decisione». Bella Istanbul Nel frattempo,

l’altroieri, Yolanthe ha risposto ai tweet di alcuni fan del

il caso

ANDREA ELEFANTE

Le previsioni meteo delle ultime ore non danno in arrivo alla Pinetina un temporale Cassano. Così pare, perlomeno: perché con il tempo, si sa, c’è sempre il rischio di non azzeccarci. Se il battibecco con Guarin a Udine era stata un’ordinaria disputa per tirare una punizione, l’uscita dal campo scorbutica di sabato sera dopo la sostituzione, scostando bruscamente il team manager Cordoba e senza salutare Stramaccioni, dovrebbe essere stato solo uno sfogo

Sopra, Paulinho, 24 anni, interno del Corinthians: è il sogno dell’Inter che lo insegue dall’estate scorsa. Costa 15 milioni di euro REUTERS

Gala: «Istanbul è bellissima, Kuyt? Sì, amo la sua famiglia». Kuyt gioca nel Fenerbahçe. Fatih e Paulinho E in Turchia?

Detto dell’ottimismo del presidente del Gala, ecco Fatih Terim, l’Imperatore, il tecnico: «Se Sneijder vuole venire da noi lo deve fare sapendo che il Galatasaray è una prima scelta, non un’alternativa o un ripiego». Insomma, tutti attendono il benestare del giocatore. Compresa l’Inter, ovvio, che coi soldi (10 milioni) che incasserebbe più quelli risparmiati sull’ingaggio dovrebbe aggiungere un’altra cessione per dare l’assalto all’incursore dei desideri: Paulinho del Corinthians, la cui clausola rescissoria è di 15 milioni. E’ sempre più lui il Grande Obiettivo, ed eventualmente gli altri (come detto: Cirigliano o Valdes) sarebbero ripieghi. Ma per abbracciare Paulinho, Branca e Ausilio dovrebbero lavorare anche sulla cessione di Alvarez. E ci lavorano da un po’.

Alvarez, anche l’Atletico E infat-

ti è Ricky l’argentino il maggior indiziato a partire: ha dimostrato di non avere i tempi del calcio italiano e di possedere fibre fragili, per lui si è fatto avanti il River Plate (inizialmente solo per il prestito), poi il Wolfsburg e adesso l’Atletico Madrid. Alvarez (per la precisione) è stato pagato non 12 milioni come si ipotizza da tempo ma 5,5 inizialmente più il 25% di tasse e tre bonus a presenza per un totale di 9,7. Cou via è l’alternativa Ma attenzione: se la cessione di Alvarez non andasse in porto (è comunque più facile il sì), ecco che l’Inter comincerebbe a valutare le richieste per Coutinho. Sul brasiliano si è fatto avanti prima l’Aston Villa (con 10 milioni di euro) e poi il Southampton (12 milioni). Il suo agente, nei giorni scorsi, aveva parlato di non-cedibilità: aggiungendo «al momento».

Classe ’94, i complimenti di compagni e Moratti: così il modenese si è fatto largo destro nel sette. Il Napoli s’arrende in semifinale. E Benassi griffa anche l’epilogo contro l’Atalanta.

S Ricky Alvarez può essere l’altra pedina che - se ceduta - può avvicinare l’Inter a Paulinho: lo vogliono Atletico Madrid, Wolfsburg e River Plate

S Su Coutinho si sono mosse due squadre inglesi: Aston Villa e Southampton. Sarà lui il sacrificato nel caso in cui non ci dovesse essere la cessione di Alvarez

S Jonathan Cicero, laterale destro brasiliano: il Flamengo ha offerto 2 milioni di euro, c’è anche l’Internacional. La sua cessione apre a Schelotto

Marco Benassi è veloce in tutto tranne che nel prendere la patente. Ecco perché dalla Pinetina deve farsi dare un passaggio da chi abita come lui vicino a Interello, quartier generale delle giovanili nerazzurre, periferia nord ovest di Milano. Risposte pronte Il ragazzo che sabato ha stregato tutti è un modenese doc, schiavo dei tortellini, amante dei film d’azione e maturo ben oltre i suoi 18 anni. Non a caso è il rigorista della Primavera di Bernazzani e quando Stramaccioni sabato pomeriggio gli ha comunicato che col Pescara sarebbe stato titolare non ha dovuto aggiungere consigli particolari. Il «Bena» infatti è nato pronto e dopo la trafila nelle giovanili del Modena, nel gennaio 2011 è arrivato a Milano in comproprietà. Segnalato da Ciccio Romano, il «professore» del primo scudetto del Napoli di Maradona, è finito all’Inter malgrado la concorrenza di Juve e Fiorentina grazie ai buoni rapporti che Fausto Pari, d.s. degli emiliani, aveva sia con Piero Ausilio (suo compagno nei corsi a Coverciano) sia con Marco Branca, sodale in blucerchiato nel ’90-91. Benassi inizia negli Allievi Nazionali, ma nella stagione scorsa salta un giro ed è già nella Primavera di Strama. Colleziona 20 presenze (13 da titolare) e in maggio è tra gli artefici dello scudetto Berretti. Alla prima gara importante in nerazzurro, Benassi lo svelto impiega 4’ per saltare due avversari, scambiare con Garritano - altro gioiellino pronto ad esplodere - e scaricare un gran

I complimenti di Moratti Que-

st’anno Strama lo aggrega spesso alla prima squadra, ma il ragazzo continua a sentirsi un Primavera. In 12 presenze segna 4 reti e in NextGen fredda il Borussia con un destro a giro alla Del Piero. Decisivo nella qualificazione agli ottavi. Lui non sfigura nemmeno nelle due uscite con i grandi, in Europa League. Nel cuore del gioco contro Rubin e Neftçi, strappa però l’occhio alla prima in campionato, subito dopo il rinnovo sino al 2017. Personalità, grinta, dinamismo, tempi giusti («Facile, con uno Zanetti al fianco» dirà agli amici) e il primo passaggio sbagliato al 39’... A fine match era stremato, ma a Massimo Moratti che è entrato negli spogliatoi per complimentarsi ha dedicato un sorriso a pianoforte. Tutto bellissimo, come i compagni che al triplice fischio l’hanno accerchiato. Primi tra tutti Cambiasso e Zanetti, chiocce e compagni di camera in alcuni ritiri. L’ultimo invece l’ha passato con Rocchi, mentre l’appartamento lo divide col coetaneo Simone Pasa. Presto per convivere con la fidanzatina milanese di cui preferisce non dire il nome. Le dediche sono per i genitori e per Strama, il chiarimento è per quel poster di Trezeguet che lo ha fatto passare come juventino. Anche perché ha iniziato da trequartista, in camera da piccolo aveva anche quelli di Ronaldo, Robi Baggio e Zidane. Gente speciale per un ragazzo (per ora) normale. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Cassano, un tuono senza temporale? Con Strama una scommessa in ballo estemporaneo, un tuono in lontananza. Ieri giocatore (comunque di buon umore) e tecnico non si sono né incontrati né, dunque, parlati, ma già al termine di Inter-Pescara fra i due era andato in onda un incrocio... non pericoloso. E comunque da parte di Fantantonio non c’era stata nessuna mancanza di rispetto e dunque Strama — che pure aveva la faccia di uno che non c’è rimasto benissimo — ha preso per buona (anche nel senso che non gli dispiace) la tesi della voglia di stare in campo. E magari di segnare. Già, perché la tendenza dava oc-

l’ultimo talento lo voleva la Juve LUCA TAIDELLI MILANO

Domani la Coppa Domani (ore

Chiedo gennaio e... Partiamo

dal versante Sneijder: sabato sera Wes ha incontrato velocemente Massimo Moratti prima di Inter-Pescara. Al presidente, Wes avrebbe chiesto lo stipendio di gennaio (il Galatasaray lo pagherebbe dal 1˚ febbraio) e una buonuscita, pretesa che nei giorni scorsi era stata smentita ma che nelle ultime ore chissà. Resta il fatto che l’ultimo baluardo alla conclusione dell’operazione sarebbe proprio rappresentato dalle richieste in denaro del giocatore nei confronti dell’Inter.

Wesley Sneijder sta decidendo se accettare l’offerta (per ora l’unica) del Galatasaray: su di lui c’è stato anche un interessamento del Liverpool prima di Natale

casioni gol in aumento, il Pescara era (e resta) l’unica squadra di A a cui Antonio non ha mai fatto questo tipo di sgarbo, e poi c’è sempre la storia dei bonus economici per gol e assist che ha il suo fascino, mentre Cassano è ben poco affascinato dal fatto di non riuscire a timbrare in campionato dal 21 ottobre (Inter-Catania). Ma è proprio questo il punto: Stramaccioni ha altre esigenze. Gli serviva iniziare a dare spazio a Rocchi in una partita a San Siro già in discesa e allo stesso tempo gli va benissimo se Cassano riserva le energie apparse in evidente crescita

nel primo tempo per far segnare gli altri. Morale: sarebbe un peccato, dopo che per mesi tutto è filato liscio a dispetto di attese e previsioni pessimistiche sulle turbolenze di Cassano, se proprio ora, invece che la luce di certe giocate nerazzurre, Antonio diventasse la spia di un allarme-scontento. Lui e Strama hanno fatto una scommessa reciproca: la stanno vincendo, ecco perché sarebbe assurdo buttare la posta per una sostituzione al minuto 68 della 15ª gara da titolare su 18. Anche se c’era un gol nell’aria.

L’ANTICIPO/1

L’ANTICIPO/2

Palacio, gol e assist Decide super Gila INTER-PESCARA

2-0

MARCATORI Palacio (I) al 31’ p.t.; Guarin (I) al 9’ s.t. INTER (3-4-1-2) Handanovic 6; Silvestre 6,5, Cambiasso 6,5, Chivu 6; Jonathan 6, Benassi 7, Zanetti 6,5, Pereira 6,5; Guarin 6,5 (dal 33’ s.t. Mudingay 6); Palacio 7 (dal 42’ s.t. Milito s.v.), Cassano 6,5 (dal 23’ s.t. Rocchi 6). ALLENATORE Stramaccioni 6,5. PESCARA (4-4-2) Perin 6; Balzano 5, Terlizzi 5, Capuano 5,5, Modesto 5; Nielsen 5 (dal 19’ s.t. Cascione 5,5), Colucci 5,5, Bjarnason 6, Weiss 5 (dal 37’ s.t. Caparari s.v.); Jonathas 5, Celik 5,5 (dal 32’ Abbruscato s.v.). ALLENATORE Bergodi 5. ARBITRO Celi di Bari 6. NOTE ammoniti Palacio, Benassi, Celik, Balzano

BOLOGNA-CHIEVO

4-0

MARCATORI Kone al 13’, Gilardino al 44’ p.t.; Gilardino al 14’, Gabbiadini al 44’ s.t. BOLOGNA (4-2-3-1) Agliardi 6,5; Garics 6, Portanova 6,5, Antonsson 6,5, Cherubin 6; Krhin 6,5, Perez 7,5; Diamanti 6,5 (dal 42’ s.t. Sorensen s.v.), Kone 6,5 (dal 40’ s.t. Pazienza s.v.), Gabbiadini 7; Gilardino 7,5 (dal 33’ s.t. Acquafresca s.v.). ALLENATORE Pioli 7,5. CHIEVO (4-3-3) Sorrentino 5; Sardo 5, Andreolli 4,5, Cesar 4,5, Jokic 5; Guana 6 (dal 18’ p.t. Paloschi 5,5), L. Rigoni 5, Cofie 5; Vacek 5, Thereau 6 (dal 20’ s.t. Luciano 5,5), Stoian 5 (dal 7’ s.t. Pellissier 5). ALLENATORE Corini 4,5. ARBITRO Massa di Imperia 6,5. NOTE ammoniti Kone, Antonsson, Cesar, Cofie, Jokic, L. Rigoni, Paloschi.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 14 GENNAIO 2013

SERIE A 20a GIORNATA

Rometta degli sprechi E Gomez la punisce Destro e Bradley graziano Andujar, poi viene fuori il Catania Senza Totti (infortunio) e De Rossi (scelta tecnica) è l’8˚ k.o. DAL NOSTRO INVIATO

MASSIMO CECCHINI CATANIA

Alle 14.55 l’«ultim’ora» scandita dall’altoparlante sancisce che il senato romano stavolta non governa. Daniele De Rossi finisce in panchina per scelta tecnica e, dopo un inutile tentativo, anche capitan Totti si arrende a un problema muscolare, lasciando il posto a un Marquinho con la valigia (destinazione Gremio). Nessuna meraviglia che la rivoluzione popolare proposta da Zeman partorisca esiti imprevisti, ovvero il successo del Catania grazie alla rete nella ripresa di Gomez, che condanna la Roma all’ottavo k.o. e la lascia a ruminare rimpianti (per il paio di ottime occasioni sciupate nel primo tempo), misteri (per la quasi letterale scomparsa nella ripresa) e nervosismi (per i «casi» conclamati). Detto che il boemo è costretto a rinunciare anche a Pjanic per squalifica e Osvaldo per infortunio, è giusto sottolineare come i giallorossi abbiano in campo ben otto giocatori nel giro delle rispettive nazionali (più un veterano come Burdisso), mentre il Catania soltanto uno (Andujar), ma l’imprecisione di Destro e l’evanescenza di Lamela consegnano la Roma alla seconda gara senza gol segnati e nel contempo riaprono la porta al Catania, abile a ritrovare la rete dopo ben 295’. Rock argentino I due 4-3-3 che

si specchiano mostrano però tendenze diverse. Se i siciliani scelgono di lasciare campo agli avversari per poi ripartire con verticalizzazioni a beneficio di Bergessio e Gomez, la squadra di Zeman non blocca i difensori esterni e così, grazie a Piris e soprattutto Balzaretti, sulle fasce trovano spesso la superiorità numerica, costringendo Barrientos e lo stesso Gomez a restare assai bassi in fase di non possesso palla. Non solo, mentre Maran decide di lasciare il volenteroso (e poco più) Tachtsidis libero di giocare tanti palloni, in avvio i

le Pagelle

BARRIENTOS UOMO OVUNQUE GRIGI TACHTSIDIS E LAMELA CATANIA 7 ANDUJAR 6,5 Due respinte difettose ma una gran parata allo scadere su Dodò salva i 3 punti. BELLUSCI 6 Festeggia le 100 da professionista ingaggiando un bel duello con Marquinho: finisce in parità. Diffidato, salterà il Genoa. LEGROTTAGLIE 6,5 Riesce a giocare d’anticipo sugli avanti giallorossi. Ammonito anche lui non ci sarà a Marassi. SPOLLI 6,5 Chiude gli spazi con tempismo, le occasioni giallorosse in area arrivano solo su corte respinte di Andujar. MARCHESE 6,5 Argina bene Lamela e non lesina le abituali scorazzate sulla fascia. IZCO 6,5 Inizia a destra, uscito Almiron fa il regista e se la cava. ALMIRON 6 La sua gara dura 36’, gioca stringendo i denti e si vede. CASTRO 6,5 Gioca in mezzo, da il meglio quando si sposta in avanti. SALIFU 6 Bradley gli crea qualche difficoltà, ci sta il cambio. PAGLIALUNGA 6 Aiuta la squadra nel rush finale. BARRIENTOS 6,5 Gioca quasi a tutto campo retrocedendo fin dentro l’area per dare una mano. BERGESSIO 6,5 Disegna l’assist del vantaggio, manca d’un soffio il raddoppio.

h

Il pallonetto di «Papu» Gomez che scavalca Goicoechea e consente al Catania di battere la Roma ANSA

CATANIA ROMA

1 0

PRIMO TEMPO 0-0 MARCATORI Gomez al 16’ s.t.

CATANIA (4-3-3) Andujar; Bellusci, Legrottaglie, Spolli, Marchese; Izco, Almiron (dal 36’ p.t. Castro), Salifu (dal 16’ s.t. Paglialunga); Barrientos, Bergessio, Gomez (dal 33’ s.t. Ricchiuti). PANCHINA Frison, Terracciano, Alvarez, Potenza, Augustyn, Rolin, Capuano, Doukara, Keko. ALLENATORE Maran ESPULSI nessuno AMMONITI Bellusci, Legrottaglie, Marchese e Bergessio per gioco scorretto. CAMBI MODULO 4-2-3-1 dal 33’ s.t. BARICENTRO MOLTO BASSO 47,6 metri

ROMA (4-3-3) Goicoechea; Piris (dal 12’ s.t. Marquinhos), Burdisso, Castan, Balzaretti; Bradley, Tachtsidis, Florenzi; Lamela, Destro, Marquinho (dal 26’ s.t. Dodò). PANCHINA Stekelenburg, Lobont, Taddei, De Rossi, Perrotta, Totti. ALLENATORE Zeman ESPULSI nessuno AMMONITI Balzaretti e Castan per gioco scorretto, Destro per comportamento non regolamentare. CAMBI MODULO nessuno BARICENTRO MEDIO 54,4 metri ARBITRO Damato di Barletta. NOTE spettatori 13.614, paganti 4.622, per un incasso di 108.125 euro; abbonati 8.992, quota non comunicata. Tiri in porta 5-3, tiri fuori 9-9, angoli 6-4. Fuorigioco 3-1. Recuperi: 1’ p.t., 3’ s.t.

giallorossi danno sempre fastidio a chi imposta, cioè Almiron prima e Salifu e Izco poi. Infatti, mancando Lodi in regia, spesso Gomez e il subentrato Castro tendono ad accentrarsi per dare una mano nello smistamento della palla. Che sprechi Il risultato è un pri-

mo tempo in cui la Roma ha la prevalenza e può rammaricarsi per due nitide occasioni sprecate. Al 35’ e al 38’ Andujar non trattiene due tiri (di Florenzi e Destro) ma sulle respinte prima lo stesso Destro e poi Bradley non centrano la porta da tre metri. Il centravanti, soprattutto, si sbatte molto in mezzo all’area senza però la lucidità chirurgica che occorre. Il Catania, sia pure più accorto, invece sa farsi pericoloso con Gomez, che al 31’ impegna Goicoechea in una goffa deviazione. Ribaltone Nella ripresa, però,

la Roma evapora. Merito del cambio in regia tra gli etnei, che culmina nel passaggio al 4-2-3-1 conclusivo, e della buona sorte, che priva i giallorossi di Piris proprio quando aveva preso le misure a Izco. E

dal suo lato, infatti, dove va il debilitato Marquinhos in un ruolo non suo, Gomez s’inserisce bene per ricevere un bell’assist di Bergessio e battere Goicoechea con un pallonetto. È però appena il 16’, e perciò chi si aspetta una sfuriata giallorossa rimane deluso. Fino al 44’ — quando cioè il redivivo Dodò inserito al posto di Marquinho (che esce prendendosela col vice di Zeman) non impegna Andujar da due passi — la Roma non trova più sbocchi, cosicché è il Catania a rimpiangere un paio di buone occasioni capitate a Bergessio nel finale. E De Rossi? Insomma, per il Catania finisce in gloria, mentre la Roma mastica amaro e si pone un paio di domande: davvero si può rinunciare a De Rossi in qualsiasi ruolo della mediana? E perché Destro è vittima (come certificato da Zeman) di un blocco mentale? Tutte domande a cui occorrerà rispondere subito, visto che tra due giorni il match «dentro o fuori» con la Fiorentina in Coppa Italia sarà decisivo. Il fallimento stavolta incombe davvero.

di FRANCESCO CARUSO

IL MIGLIORE

7 GOMEZ

Va due volte pericolosamente al tiro nel primo tempo, impeccabile sul tocco sotto da 3 punti. RICCHIUTI 6 Un quarto d’ora di tutta utilità. ALL. MARAN 7 Carica i suoi nell’intervallo, bravo a cambiare modulo in corsa.

ROMA 5 GOICOECHEA 6 Non ha colpe sul gol di Gomez che lo brucia sull’uscita. PIRIS 6 Soffre molto Gomez, ma è fuori dal campo nell’azione del gol. MARQUINHOS 5,5 Inserito sulla fascia, fuori posizione, soffre. BURDISSO 6 Il meno peggio della retroguardia, Prende lui qualche volta Gomez, con successo. CASTAN 5 Partita nervosa, solo per grazia ricevuta evita il rosso dopo il vantaggio del Catania. BALZARETTI 5,5 Non perde di vista Barrientos ma spinge poco. BRADLEY 5,5 Ha il torto di dimenticarsi Gomez (Marquinhos è fuori campo in quel momento) sul gol. E manca una rete facile facile. TACHTSIDIS 5 Prestazione impalpabile, nella zona nevralgica del campo: nessuna traccia.

h

IL MIGLIORE

6 FLORENZI

Prova a far ragionare i suoi disegnando gioco che le punte nel primo tempo sprecano, da una sua conclusione nasce l’occasione che Destro spreca. LAMELA 5 Annullato da Marchese, l’ombra dell’argentino che tutti apprezzano. DESTRO 5 Nel primo tempo sbaglia l’impossibile e apre la strada al successo etneo. MARQUINHO 6 Non risparmia grinta ed energie ma non basta. DODO’ 5,5 Gioca una ventina di minuti, il tempo di sprecare la palla del possibile pareggio. ALL. ZEMAN 5,5 Non è colpa sua se le punte falliscono occasioni clamorose, ma quel De Rossi in panchina suona beffardo.

GLI ARBITRI DAMATO 6 Commuta con un «giallo» un fallo che sarebbe da rosso di Castan, per il resto facile gestione di una partita che fila via abbastanza liscia. Grilli 6,5 - La Rocca 6,5; Mazzoleni 6 - Baracani 6

IL TECNICO ROSSAZZURRO

Maran euforico: «Una grande vittoria Grazie ai sacrifici di chi gioca poco» (g.f.) La mossa di Castro, attaccante aggiunto al tridente dopo 36 minuti al posto di Almiron che va k.o., ha trasformato l’emergenza in vittoria. Dice Maran: «La vittoria del gruppo si spiega con il sacrificio di chi, come Paglialunga e Ricchiuti, pur avendo giocato pochissimi spezzoni in questa stagione, entrano subito nel vivo e incidono su un match difficile, che nel primo tempo avevamo a tratti messo in forse, perché la Roma andava spesso al tiro. Ma la seconda parte è tutta di marca rossazzurra: gol a

parte, abbiamo tenuto il campo senza rischiare molto, a parte l’intervento di Andujar su Dodò». I complimenti al tecnico di casa arrivano anche da Zeman. Ma chi fa volare alto il Catania, magari verso posizioni di respiro europeo, viene stroncato dallo stesso Maran: «Mancano una quindicina di punti per la salvezza, poi forse potremo intavolare discorsi diversi dal nostro primo obiettivo. Certo, se la squadra si sacrifica, resta compatta e gioca a viso aperto con tutti, arriveremo presto a destinazione».

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IL TECNICO NERVI TESI IN CASA GIALLOROSSA, L’ALLENATORE SUL MANCATO UTILIZZO DEL CENTROCAMPISTA: «MI SERVIVA DI PIÙ TACHTSIDIS»

«De Rossi? Non si vince solo coi più pagati» Zeman punge anche Lamela: «Partiva da solo e non arrivava mai». Ansia per Totti DAL NOSTRO INVIATO

ALESSIO D’URSO CATANIA

Un «monumento» a Mattia Destro è l’ironica proposta dei tifosi del Catania a fine gara: grazie Mattia, sei un amico, se la ridono. All’ennesimo spreco sottoporta dell’attaccante azzurro s’inceppano i meccanismi d’attacco della Roma, cui non basta un notevole sforzo offensivo per venire a

capo del match. Nervi scoperti Il flop di Destro,

il giocatore più costoso della scorsa estate, e la rabbia silenziosa di De Rossi, panchinaro da 6 milioni di euro a stagione, sono al centro di una domenica giallorossa ad alta tensione. Durante il secondo tempo s’innervosisce pure Castan, inviperito con gli avversari per non aver fermato il gioco con Marquinhos fuori campo prima dell’1-0 e per la loro esultanza giudicata scomposta: sono scintille con Spolli, poi il brasiliano rischia il rosso per un fallo su Bergessio. Altro episodio il «vaffa» di Marquinho, arrabbiato per il cambio, nei confronti del vice di Zeman, Cangelosi.

per il futuro. Destro? Ha un blocco mentale: se si crea quattro palle gol vuole dire che c’è, forse gli manca un po’ di convinzione».

Allarme Totti E adesso scatta

pure l’allarme-Totti. Il capitano, indisponibile ieri per problemi al quadricipite, si sottoporrà oggi a nuovi test e resta in forse per la sfida di mercoledì di Coppa con la Fiorentina (da valutare anche le condizioni del febbricitante Piris), cui non parteciperanno per squalifica Osvaldo e Lamela. Un’emergenza-attacco che complica non poco i piani giallorossi. Problema gol Sconfitta pesante dopo quella di Napoli, ma Zeman non si scompone: «Ci è mancata la fase realizzativa e forse ci siamo un po’ innervositi. Totti aveva un problema al quadricipite, non se la sentiva non tanto per il Catania, ma

Caso De Rossi Zeman non fa sconti: «Lamela? Partiva da solo e non è mai arrivato, lo stesso vale per Dodò che avevo messo dentro per sfondare. E poi Marquinho non ha messo piede in area. De Rossi? Se facciamo la squadra con chi guadagna di più non lo so se poi vinciamo. Mi serviva di più Tachtsidis». Scelta difesa dal direttore generale Franco Baldini: «Zeman ha la legittimità di fare le scelte che ritiene opportune, tra cui quella di usare o meno De Rossi. Incontri con Guardiola? Ne ho avuti molti con lui. Siamo molto amici e spesso ci sentiamo. Noi però abbiamo fiducia nel progetto Zeman».

La delusione di Mattia Destro, 22 anni, a fine gara: ha sbagliato molto ANSA

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SERIE A 20a GIORNATA IL FILM DELLA GARA AQUILANI PESTA IL DISCHETTO PRIMA DEL RIGORE: DI NATALE SE NE ACCORGE E... SI VENDICA

le Pagelle di L.CAL.

DANILO GIGANTE MURIEL A SEGNO TOMOVIC MALE JO-JO DOVE SEI? UDINESE 7 21’ primo tempo: l’autogol di Brkic Beffardo il vantaggio della Fiorentina. Sul corner di Valero, Gonzalez centra la traversa, palla sulla testa di Brkic e poi in rete LAPRESSE

47’ primo tempo: lo scavetto e il calcio Aquilani smuove una zolla vicino al dischetto prima che Di Natale calci il rigore. Totò s’innervosisce e lo scalcia, poi non sbaglia SKY

22’ secondo tempo: Neto, che papera La paperissima di Neto che vale il 3-1 friulano: sul tiro di Muriel il portiere della Fiorentina è tutt’altro che impeccabile ANSA

Sgambetto Di Natale Montella va al tappeto Un’autorete spinge la Fiorentina, poi Totò firma sorpasso e 300a vittoria dell’Udinese in A. Irregolari due gol bianconeri DAL NOSTRO INVIATO

LUCA CALAMAI UDINE

Vai a fidarti degli amici. Vincenzo Montella è da mesi che corteggia Totò, una specie di fratellino minore. Il centravanti che oggi manca da morire alla sua Fiorentina. Ma Di Natale da Udine non si muove. Neppure se è l’aeroplanino a chiamare. A quota 149 Lui ha altre idee per la testa e, nel frattempo, continua a scaraventare palloni in rete a ritmo industriale. L’ultima doppietta di Totò regala all’Udinese una vittoria — la trecentesima in Serie A nella storia del club — che permette ai bianconeri di riavvicinarsi alla zona-Europa. Per l’attaccante è il gol numero 149 con questi colori. Numeri da capogiro. E’ normale che questo fenomeno non abbia nessuna intenzione di fare le valigie. Udine è la sua casa, il suo presente e anche il suo futuro. Il patron Pozzo, tra qualche anno, gli chiederà di scoprire in giro per il mondo un altro Di Natale. E non sarà un’impresa facile. La rabbia della Viola L’uno-due di Totò arriva quando la Fiorentina è in vantaggio grazie a una sfortunata autorete del portiere Brkic che, di testa, ribatte in rete una conclusione di Gonzalo Rodriguez respinta dalla traversa. La doppietta di Di Natale matura grazie a decisioni arbitrali che scatenano la rabbia di Montella e della dirigenza viola.

Jovetic appannato... L’amarez-

...e il problema portiere Altro tormento: il portiere. La terza rete dell’Udinese, firmata da Muriel, è una papera clamorosa di Neto. Dopo aver bocciato Viviano, ora la squadra viola si trova nei guai anche con il portiere di riserva. Chi andrà tra i pali contro la Roma? Si ripartirà da Viviano? Era invece prevedibile che la Fiorentina perdesse in qualità a causa dell’assenza di Pizarro. Aquilani ha provato a sostituire il cileno ma senza grande successo. In più a fine gara Borja Valero ha avvertito un fastidio muscolare che mette in dubbio la sua presenza nella gara di Coppa Italia contro la Roma. Per l’Udinese, invece, è in arrivo la sfida con la Juve, nell’anticipo del sabato. Totò Di Natale va in cerca del suo gol numero 150. Conte è avvisato.

za della Fiorentina quindi ha

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Antonio Di Natale, 35 anni, segna il rigore del momentaneo 1-1. Poi arriverà la stoccata del vantaggio LAPRESSE

UDINESE

3

FIORENTINA

1

PRIMO TEMPO 1-1 MARCATORI Brkic (U) autorete al 21’, Di Natale (U) su rigore al 47’ p.t.; Di Natale (U) al 21’, Muriel (U) al 22’ s.t. (3-5-2) Brkic (dal 41’ p.t. Padelli); Heurtaux, Danilo, Domizzi; Basta, Pereyra (dal 1’ s.t. Allan), Pinzi, Lazzari, Pasquale; Muriel (dal 32’ s.t. Gabriel Silva), Di Natale. PANCHINA Pawlowski, Angella, Coda, Faraoni, Merkel, Maiconsuel, Fabbrini. ALLENATORE Guidolin. CAMBI MODULO dal 32’ s.t. 4-5-1. BARICENTRO MEDIO 52,2 metri ESPULSI nessuno. AMMONITI Lazzari per gioco falloso; Di Natale per proteste.

(3-5-2) Neto; Savic, Gonzalo Rodriguez, Tomovic (dal 26’ s.t. Toni); Cuadrado (dal 32’ s.t. Romulo), Aquilani, Migliaccio, Borja Valero, Pasqual; Jovetic, Ljajic (dal 32’ s.t. Seferovic) PANCHINA Viviano, Lupatelli, Roncaglia, Llama ALLENATORE Montella CAMBI MODULO dal 26’ s.t. 3-4-3. BARICENTRO ALTO 54,9 metri ESPULSI nessuno. AMMONITI Gonzalo Rodriguez, Migliaccio e Borja Valero per gioco falloso; Aquilani per comportamento non regolamentare.

L’1-1 arriva al 46’ del primo tempo grazie a un rigore, ma la Fiorentina contesta sia la posizione di Domizzi, sia il contatto Migliaccio-Domizzi che viene punito, su indicazione dell’arbitro di porta, con la massima punizione: recriminazioni giuste perché Domizzi era in fuorigioco dopo il tocco di Pereyra. Non solo, anche il 2-1 è viziato da un fuorigioco di partenza (pochi centimetri) di Di Natale: Totò scatta sul lancio di Lazzari (stessa azione che la settimana scorsa ha condannato l’Inter) e realizza con un potente diagonale. Una rete da annullare.

ARBITRO Romeo di Verona. NOTE paganti 2.812, incasso di 28.103 euro; abbonati 7.338, quota non comunicata. Tiri in porta: 6-3; tiri fuori: 4-8; angoli: 5-5; fuorigioco: 4-2. Recuperi: p.t. 3’; s.t. 3’

un fondamento concreto. Ma questi pur gravi errori arbitrali non bastano a giustificare il secondo kappaò consecutivo dei viola. Un doppio passo che allontana la squadra di Montella dalla zona Champions. Cosa si è inceppato nei meccanismi di quella che era considerata la squadra più divertente del campionato? E’ solo un caso che Montella, anche alla guida del Catania, abbia vissuto un gennaio da incubo? Contro l’Udinese sono venuti clamorosamente a galla due problemi che la Fiorentina si porta dietro dall’inizio del campionato. Ad esempio, la mancanza di un centravanti di ruolo. Toni ha «nascosto» questo handicap con una serie di partite ad alto livello ma Lucagol è nella fase conclusiva della carriera e il neo acquisto Pepito Rossi tornerà in campo solo a fine stagione. Basterà Larrondo, in arrivo nelle prossime ore, a dare solidità al reparto? Probabilmente no. Montella deve augurarsi di ritrovare prima possibile lo Jovetic che ha fatto incantare il mondo spingendo dei club a offrire 35 milioni per il suo cartellino. Lo Jo-Jo di oggi è «solo» un buon giocatore.

RUGGINI UN ANGOLO CONTESTATO FA INFURIARE MONTELLA. GUIDOLIN: «IN PARTITA SONO UN ANIMALE». POI LA PACE

IL MONTENEGRINO

Scintille tra gli allenatori nel finale

Jovetic è sicuro: «Le mie reti arriveranno...»

DAL NOSTRO INVIATO

FRANCESCO VELLUZZI UDINE

«Smettila. Hai segnato due gol in fuorigioco, stai vincendo e ti lamenti per una rimessa laterale». A Vincenzo Montella sono girate parecchio e allo staff viola pure. La sconfitta non è stata digerita. E il tecnico non le ha mandate a dire a Francesco Guidolin. Battibecco al fischio finale, discussione tra il «Guido» e Aquilani, Pasqual che esce infuriato e Carnevale che ha da dirgli qualcosa (duro Guerini, club manager viola: «Di Natale non ha bisogno di aiutini, gara falsata»). Poi tutto si placa e sono gli stessi tecnici a spiegare. Lo sconfitto: «Ero un po’ arrabbia-

to con Guidolin perché a 10’ dalla fine ha sindacato su un calcio d’angolo non dato e, dopo quello che avevo visto, mi sembrava troppo protestare. Dopo ci siamo chiariti». Il vincitore dà meno peso: «In panchina sono un animale. Se mi si chiede di essere calmo si pretende un po’ troppo. Ma cerco di essere sempre educato: di questo in tanti anni credo di aver fatto uno stile di vita». Attenti a quei due Guidolin poi si sofferma sulla seconda vittoria di fila con una big («La squadra migliore vista al Friuli», ha aggiunto Pozzo): «Stavamo soffrendo, poi abbiamo avuto due fiammate. Merito di Di Natale e Muriel». Precisa Pinzi: «Con quelli davanti tut-

to può accadere: se non hai chi ti fa la differenza, partite così non le vinci». Insomma l’Udinese rivede, seppur da lontanissimo, l’Europa: «È presto — dice il tecnico —. La coppia d’attacco deve dialogare meglio». Ma ora i gol in bianconero di Totò sono 149, Muriel ne ha fatti tre di fila. Sabato c’è la Juve e Guidolin fa 500 panchine in A. «Sarebbe bello festeggiare insieme io e Totò», dice. Ma l’Udinese dovrà provarci senza Brkic: per lui frattura e lussazione del secondo dito della mano destra. E il gesto più bello lo ha fatto Viviano, portiere triste viola (ma dopo l’erroraccio di Neto, sente aria di rientro per la gara col Napoli), che è andato a consolarlo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Vincenzo Montella e Francesco Guidolin all’ingresso in campo ANSA

UDINE (fr.vell.) All’andata con due gol Jovetic aveva steso l’Udinese. Ieri è toccato a Di Natale, desiderio di Montella, stendere la Viola. Ma qui si sono sentiti i primi mugugni sul montenegrino: «Segna poco» (8 gol, 6 nelle prime 11 gare, poi la doppietta al Palermo prima di Natale, ndr) e il tecnico lo ha sottolineato: «Stevan deve dare di più in fase realizzativa». Girata la domanda all’interessato ecco la risposta: «È vero, ma i gol arriveranno. Ho giocato un tempo da prima punta come mi ha chiesto Montella, poi con Toni ho cambiato». Ma lei è prima o seconda punta? «Assolutamente seconda».

BRKIC 6 Prima l’autorete con un colpo di testa in tuffo involontario, poi la frattura a un dito della mano destra, prodotta da un intervento scomposto di Cuadrado che lo obbliga a chiedere la sostituzione. Una domenica maledetta. PADELLI 6 Trattiene il fiato su un siluro di Jo-Jo fuori di poco. Il resto è normale amministrazione. HEURTAUX 6 Una prova senza lampi ma anche senza errori. DANILO 7 Imposta, recupera e quando serve, esce palla al piede dalla sua area di rigore. Un gigante. DOMIZZI 6 Si fa bruciare da Gonzalo sull’azione del gol viola. È lui a conquistare il rigore. BASTA 6,5 Un corridore dai piedi buoni. PEREYRA 5,5 Da un suo lancio nasce l’azione che frutterà il rigore del pareggio. Troppo poco per arrivare alla sufficienza. ALLAN 6,5 Recupera palloni a ritmi industriali e salva la porta dell’Udinese respingendo con il corpo una conclusione ravvicinata di Borja Valero. Un cambio azzeccato. PINZI 6 Meno lucido del solito in cabina di regia. LAZZARI 6,5 Confeziona l’assist per Di Natale. PASQUALE 6,5 Vince il duello con l’ex Cuadrado. MURIEL 6,5 Neto gli «regala» un gol. Ma il ragazzo continua a crescere come presenza in campo. GABRIEL SILVA s.v. Solo pochi minuti a far muro a centrocampo.

h 7,5 ILDIMIGLIORE NATALE

Continua a sfornare magie. Una doppietta che mette in ginocchio l’amico Montella. All. GUIDOLIN 7 Il cambio Pereyra-Allen incide sul risultato.

FIORENTINA 5 NETO 4 Si fa sorprendere dal tiro di Muriel. Una papera che rimette in discussione la maglia da titolare. SAVIC 5,5 Meno sicuro del solito. MIGLIORE h 6,5 ILGONZALO RODRIGUEZ

Propizia il gol con uno splendido colpo di testa che centra la traversa e che Brkic poi devia in rete. È il «centravanti» più in forma della Fiorentina. TOMOVIC 5 Pasticcia nell’azione del rigore. TONI 5,5 Montella lo lancia nella mischia quando ormai l’Udinese è scappata via. Lucagol non lascia traccia della sua presenza. CUADRADO 5,5 Mai visto così impacciato. ROMULO s.v. Non ha il tempo di entrare nel cuore della partita. AQUILANI 6 Dovrebbe sostituire l’infortunato Pizarro in cabina di regia: operazione fallita. Sfiora il gol. MIGLIACCIO 5 Suo il fallo da rigore su Domizzi. BORJA VALERO 6,5 Confeziona l’assist per Gonzalo e prova a dare un senso logico alla manovra viola. Rischia l’espulsione per un brutto intervento su Di Natale. Esce con un problema muscolare da valutare. PASQUAL 5 Sembra aver finito la benzina. JOVETIC 5,5 Un paio di conclusioni dalla distanza. Da Jo-Jo, alla 100a gara in viola, tutti aspettano qualcosa in più. A cominciare da Montella. LJAJIC 5,5 Non lascia il segno in fase conclusiva. SEFEROVIC s.v. Un cambio che non produce risultati. All. MONTELLA 5,5 Perché rinunciare a Roncaglia? E perché non inserire prima Toni? Scelte che non convincono. GLI ARBITRI Romeo 5 Di Natale è in fuorigioco nell’azione che porta al secondo gol. E anche il rigore di Domizzi è viziato da una posizione irregolare. Padovan 5 -Musolino 5; Banti 6 - Mariani 6


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 14 GENNAIO 2013


LUNEDÌ 14 GENNAIO 2013

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SERIE A 20a GIORNATA le Pagelle

le Pagelle

di FI.GRI.

Il capitano del Cagliari Daniele Conti, 34 anni, festeggia il gol del 2-1 LAPRESSE

Sau più Conti: gioia Cagliari Il Genoa torna all’inferno

di F.BRA.

THIAGO RIBEIRO E’ DECISIVO KUCKA A VUOTO SEYMOUR MALE

D’AMBROSIO OK MOTORE BASHA PAOLUCCI C’È VALIANI FA POCO

CAGLIARI 6,5

TORINO 7

AVRAMOV 6,5 Senza colpe sul gol, sicuro fra i pali. F. PISANO 6 Fa 200 nel Cagliari, ma è giornata senza gloria. ROSSETTINI 5,5 Molte incertezze, tanti errori. ASTORI 5,5 Qualche vistoso sbandamento. AVELAR 6 Compitino, ma batte la punizione del raddoppio. DESSENA 5,5 Polemico per il giallo, ma in campo ringhia. THIAGO RIBEIRO 6,5 Quando entra lui, il Cagliari accelera. CONTI 6,5 Inizio pessimo: due falli in sei minuti. Poi si ritrova e segna il suo pesantissimo primo gol stagionale. EKDAL 6 Fatica a non abbassarsi troppo (Nené s.v.) NAINGGOLAN 6 Trova il corridoio giusto per l’assist del pareggio. MIGLIORE h 6,5 ILIBARBO 6,5

Giochi di prestigio. Regala spettacolo, il finale è devastante. SAU 6,5 E fanno sette. Una scheggia impazzita (Casarini s.v.). All. LOPEZ 6,5 Azzecca i cambi e ribalta un risultato che sembrava segnato.

Rimonta sarda nel match-salvezza: non GENOA 5,5 basta al Grifone il primo gol in A di Pisano FREY 6,5 Brillante, parata super CAGLIARI GENOA

2 1

PRIMO TEMPO 0-0 MARCATORI E. Pisano (G) al 2’, Sau (C) al 10’, Conti (C) al 37’ s.t.

CAGLIARI (4-3-1-2) Avramov; F. Pisano, Rossettini, Astori, Avelar; Dessena (dall’11’ s.t. Thiago Ribeiro), Conti, Ekdal (dal 36’ s.t. Nenè); Nainggolan; Ibarbo, Sau (dal 42’ s.t. Casarini). PANCHINA Anedda, Perico, Del Fabro, Pinilla. ALLENATORE Lopez (Pulga squalificato). CAMBI DI SISTEMA dal 13’ s.t. 4-2-1-3. BARICENTRO MEDIO 53,1 metri ESPULSI nessuno. AMMONITI Dessena e F. Pisano per gioco scorretto, Conti per proteste.

GENOA (4-5-1) Frey; E. Pisano, Granqvist, Manfredini, Moretti; Rossi (dal 1’ s.t. Piscitella), Kucka, Matuzalem (dal 13’ s.t. Seymour), Bertolacci (dal 27’ s.t. Floro Flores), Antonelli; Borriello. PANCHINA Tzorvas, Donnarumma, Bovo, Sampirisi, Jorquera, Tozser, Melazzi, Said. ALLENATORE Delneri. CAMBI DI SISTEMA dal 16’ s.t. 4-4-1-1, dal 28’ s.t. 4-4-2. BARICENTRO BASSO 49,2 metri ESPULSI Seymour al 39’ s.t. g. scorretto. AMMONITI E. Pisano per comportamento non regolamentare, Antonelli e Granqvist per gioco scorretto. ARBITRO Rocchi di Firenze. NOTE spettatori 10 mila circa, paganti, incasso, abbonati e quota gara non comunicati. Tiri in porta 5-5 (con una traversa). Tiri fuori 6-2. In fuorigioco 3-2. Angoli 6-5. Recuperi: p.t. 1’, s.t. 4’.

DAL NOSTRO INVIATO

FILIPPO GRIMALDI QUARTU SANT’ELENA (Cagliari)

Sorpasso con vista sull’inferno. Il Cagliari ricaccia nei bassifondi della classifica un Genoa a due facce, che crolla nella ripresa e permette ai sardi di ribaltare il risultato. S’interrompe nel modo più rocambolesco la discesa a precipizio della squadra di Cellino (sei sconfitte consecutive e solo due punti nelle precedenti nove partite), che scavalca un Genoa costretto a interrompere la sua serie utile (cinque punti in tre gare) dalla vigorosa reazione dei padroni di casa. Gli ospiti prima illudono Gigi Delneri e poi vanno al tappeto, complice l’uscita dal campo di Bertolacci, la follia di Seymour (espulso per un inutile fallo su Ibarbo) e un pizzico di malasorte (la traversa di Kucka al 48’).

I veleni alle spalle Una bella sfi-

da, più vivace nella ripresa quando la bufera d’acqua ha lasciato Is Arenas e i padroni di casa hanno schiacciato sull’acceleratore per rimediare al gol di Eros Pisano (il primo in serie A) proprio all’inizio del secondo tempo. La squadra di Lopez ha pagato dazio a causa di una formazione forse troppo leggera, con Sau rimasto a lungo imprigionato in una difesa genoana di giganti. Il Genoa — per necessità — ha scelto un modulo che sin qui fuori casa aveva già dato buoni frutti, con Borriello unica punta e un centrocampo foltissimo, nel quale Bertolacci, il migliore dei suoi, era sempre pronto a salire per affiancare Borriello. Un 4-5-1 variabile, ma è indubbio che alla fine la prestazione globale non ha pagato anche a causa di un vistoso calo fisico. Viceversa il Cagliari ha avuto la forza, anche mentale, di lasciarsi alle spalle una serie di disastrosi risultati, oltre ai veleni per le vicende di Is Arenas, tutt’altro che concluse: c’è un’inchiesta giudiziaria in corso e manca ancora l’agibilità definitiva del nuovo impianto. Una situazione ancora ingarbugliata. Uno-due Il Genoa pensava di

avere chiuso i conti, invece Sau è stato bravo a infilare Eros Pisano sfruttando una verticalizzazione di Nainggolan, ridando fiato alle speranze sarde. Frey ha evitato il patatrac su Sau, prima del finale-thrilling: Conti ha invocato (a ragione) un rigore per un contatto con Antonelli, e subito dopo ha firmato il raddoppio su una punizione di Avelar. Il Genoa ha tentato una vana reazione, ripiombando tuttavia in zona-retrocessione, con mille problemi in campo e pure fuori. Gli ultrà, infatti, sembrano di nuovo sul piede di guerra. Si annunciano giorni durissimi per il povero Grifone al quale i tifosi rimproverano una cena organizzata da Floro Flores insieme a tutta la squadra. © RIPRODUZIONE RISERVATA

su Sau nella ripresa. E. PISANO 6 Il gol è da bomber vero, ma pesa la disattenzione fatale sul pari sardo. GRANQVIST 6,5 Il solito baluardo difensivo. MANFREDINI 6 Buon debutto, perde efficacia nel finale. MORETTI 6 Recupero decisivo su Ibarbo nel primo tempo. ROSSI 6 Sbuffa e soffre, ma deve arrendersi dopo un tempo. PISCITELLA 5,5 Non dà profondità al gioco sulla sua fascia. KUCKA 5,5 Prestazione opaca. La traversa gli nega il gol. MATUZALEM 6 Ancora alla ricerca della migliore condizione. SEYMOUR 4,5 Non incide, fino all’assurda espulsione. BERTOLACCI 6,5 Grande senso tattico, sbaglia pochissimo. Quando esce, il Genoa spegne la luce. FLORO FLORES 5 Mai pericoloso, non si vede quasi mai. ANTONELLI 6 Convince soprattutto nel primo tempo. BORRIELLO 5,5 Un paio di buoni spunti, ma serve ben altro. All. DELNERI 5,5 Battuta a vuoto pesante, i cambi non convincono. GLI ARBITRI ROCCHI 5,5 Molti dubbi sul contatto Borriello-Conti in area genoana. Giuste le ammonizioni e regolare il gol di Sau. Stefani 6 - Manganelli 6 Rizzoli 6 - Candussio 6

IL TECNICO GENOANO

Delneri furioso: «Matuzalem camminava» QUARTU (Ca) «Una vittoria importantissima. Tornare a giocare davanti al nostro pubblico ci ha dato la spinta indispensabile». Daniele Conti, i muscoli del capitano. E la gioia del bomber: Marco Sau, settimo sigillo: «Finalmente un mio gol che porta punti». Da qui, dopo 6 k.o. di fila, qualche sorriso in casa Cagliari. «Preso il gol, abbiamo reagito. Forse dice Diego Lopez - non c’è stato bel gioco. Pazienza, godiamoci i 3 punti». Infuriato Gigi DelNeri: «In tanti sottotono. Matuzalem? Camminava. E da Kucka e Floro Flores mi aspetto di più». Mario Frongia

h

IL MIGLIORE

7 GILLET

Una sbavatura sul gol di Reginaldo, salva la porta con due voli alla Batman.

La rete del 2-1 realizzata dal bomber Rolando Bianchi, 29 anni LRPHOTO

L’ex Rosina grazia il Toro Rigore fuori e Siena k.o. Granata ok con Brighi, Bianchi e Cerci La rimonta toscana si ferma all’89’ TORINO SIENA

3 2

PRIMO TEMPO 3-1 MARCATORI Brighi (T) 5’, Reginaldo (S) 32’, Bianchi (T) 38’, Cerci (T) 47’ p.t.; Paolucci (S) 30’ s.t.

TORINO (4-2-4) Gillet; D’ Ambrosio, Di Cesare, Rodriguez, Caceres; Basha, Brighi; Cerci, Sansone (dal 34’ s.t. Meggiorini), Bianchi, Birsa (dal 34’ s.t. Suciu). PANCHINA L. Gomis, Bakic, Stevanovic, Cinaglia, Verdi, Gatto. ALLENATORE Ventura CAMBI DI SISTEMA nessuno BARICENTRO BASSO 45,2 metri ESPULSO Sullo (vice allenatore) al 45’ s.t. per proteste AMMONITO Bianchi per gioco scorretto

SIENA (3-5-2) Pegolo; Neto, Paci, Felipe; Belmonte (dall’11’ s.t. Sestu), Valiani (dal 41’p.t. Paolucci), Bolzoni (dal 27’ s.t. Della Rocca), Vergassola, Del Grosso; Reginaldo, Rosina. PANCHINA Farelli, Marini, Coppola, D’Agostino, Dellafiore, Contini, Rubin, Mannini, Bogdani. ALLENATORE Iachini CAMBI DI SISTEMA 3-4-2-1 dal 41’p.t. BARICENTRO ALTO 59,8 metri ESPULSI nessuno AMMONITI Reginaldo, Del Grosso, Paci e Neto per gioco scorretto ARBITRO Di Bello di Brindisi NOTE paganti 2.244, incasso di 51.625 euro; abbonati 8.539, quota di 114.515 euro. Tiri in porta: 3-7. Tiri fuori: 2-6. Angoli: 0-12. In fuorigioco: 3-1. Recuperi 2’ p.t. 4’ s.t.

FRANCESCO BRAMARDO TORINO

Vince un Torino graziato a un passo dal fischio finale da un calcio di rigore dell’ex, Alessandro Rosina, tirato a lato. Tre punti che valgono doppio per i granata, senza otto titolari tra squalifiche e infortuni. Spareggio salvezza Toro cini-

co, tre gol con tre tiri nello specchio della porta nei primi 45’ contro 9 calci d’angolo a zero, tre punizioni e un gol in mischia per gli ospiti. «È la partita della svolta, una pagina che passerà alla storia del club: nell’emergenza si è visto un gruppo, una squadra», enfatizza Ventura alla fine. Anche se i granata nella ripresa soffrono, rinunciano a giocare con l’unico obiettivo, chiudere la gara in contropiede, come sul terzo gol firmato da Brighi. Ci sarà però da soffrire fino alla fine

per il pubblico di casa, perché Birsa e compagni calano di condizione, troppi i giocatori con pochi minuti nelle gambe nella prima parte della stagione. Il Siena nella ripresa con Paolucci prima punta, Rosina e Reginaldo a ridosso, trova il bandolo della matassa. Super Gillet Arriva però troppo

tardi, alla mezz’ora della ripresa, la rete di Paolucci che regala speranze alla squadra di Iachini. Vero che il gol in apertura di Brighi dopo 5’ manda a gambe all’aria i piani di Iachini, ma è pur vero che il Siena per oltre un’ora usa una sola arma, palloni a mucchio sparati al centro dell’area di rigore. Magra consolazione per i bianconeri le due grandi parate-partita di Gillet (che domani attende la nascita del primo figlio), nota positiva per il girone di ritorno dei toscani la voglia di lottare e reagire fino all’ultimo. Valgono il prezzo del biglietto quattro dei cinque gol, fortuito e con un tocco dubbio quello di Reginaldo (braccio/spalla). Apre le marcature dopo 5’ Matteo Brighi, a lungo in panchina, a lui preferiti Gazzi e Basha, un centrocampo di interditori. Bella la girata del centrocampista servito in area da D’Ambrosio. Il Toro attende l’occasione per il contropiede e il Siena trova il pari con Reginaldo da calcio d’angolo. Al 38’ liscio di Neto su Sansone, palla a Birsa, cross in area per Bianchi che, tutto solo, di testa batte Pegolo. Iachini allora cambia tattica e giocatore: fuori Valiani dentro Paolucci per un 3-4-2-1. Gillet salva nel finale su Paci e un tiro ravvicinato di Bolzoni. Nel secondo minuto di recupero da un angolo del Siena D’Ambrosio spazza e pesca Cerci a metà campo, fuga dell’ex viola, dribbling su Pegolo in uscita e 3-1. Gillet dice no a Rosina ma non può nulla alla mezz’ora quando Paolucci lo infila in uscita. Niente fino al rigore sbagliato da Rosina al 44’, tiro fuori, penalty procurato dalla troppa foga di Brighi su Della Rocca, defilato. © RIPRODUZIONE RISERVATA

D’AMBROSIO 6,5 Serve il gol sui piedi di Brighi e innesca il contropiede di Cerci. DI CESARE 6 Duella con Reginaldo, beffato da un gol sporco. RODRIGUEZ 6,5 Non fa rimpiangere la lunga assenza di Ogbonna. CACERES 6 Emozionato. Al debutto stagionale ci mette l’anima. BASHA 6 Corre per due, in debito di ossigeno nel finale. BRIGHI 6,5 Si toglie con il gol la polvere dalle spalle dopo tanta panchina. CERCI 7 Taglia la difesa in due, gran gol in contropiede. SANSONE 6,5 Torna titolare, lotta e sgomita. (Meggiorini s.v.) BIANCHI 6,5 Rete numero 73: ammonito, salta Pescara. BIRSA 6 Cala nel finale dopo un tempo di spinta. (Suciu s.v.) All. VENTURA 7 In emergenza piena inventa una squadra.

SIENA 5,5 PEGOLO 6 Tre tiri-tre gol ma può farci ben poco. NETO 5 Sbaglia troppo anche in fase di impostazione. PACI 5 Si perde Bianchi sull’incornata di testa. FELIPE 5 Fa a gomitate con Bianchi ma ha la peggio. BELMONTE 5 Spinge poco soprattutto quando Birsa cala. SESTU 6 Troppo tardi perché i suoi traversoni velenosi incidano. VALIANI 5,5 Poco filtro e spinta, cambio tattico.

h

IL MIGLIORE

6 PAOLUCCI

Peso, profondità, un gol dal sapore particolare per uno cresciuto a Vinovo.

BOLZONI 5,5 In affanno su Brighi costringe Gillet al miracolo. DELLA ROCCA 6 Alza un muro a centrocampo, frena le ripartenze degli avversari. VERGASSOLA 5,5 Predica nel vuoto ma soffre Basha. DEL GROSSO 6 Sventaglia in area palloni pericolosi. REGINALDO 6 Gol sporco, tanto fiato e gioco di sponda. ROSINA 5,5 Grande partita, ma sbaglia il rigore del pari. All. IACHINI 5 Azzecca i cambi, ma butta via un tempo. GLI ARBITRI DI BELLO 6 Ha sventolato qualche cartellino di troppo o, quando ci sarebbe stato in un paio di casi, qualcuno di meno. Rosi 6 - Cariolato 6 Orsato 6 - Borriello 6

OGGI ARRIVA BARRETO

Gillet: «Ogni tanto ci vuole anche una botta di c...» TORINO Jean François Gillet è la personificazione della sincerità: «Ogni tanto una botta di c... ci vuole». Il tecnico del Siena, Iachini, ingoia amaro: «C’è rammarico, ma la prestazione, lo spirito e l’intensità ci sono stati. Purtroppo ci troviamo di fronte portieri super». Il presidente del Torino, Urbano Cairo, non dirada le nubi su Bianchi e Brighi. «Col capitano ci siamo abbracciati a fine partita, prima o poi ci vedremo per il contratto. Brighi? Se non giocasse da noi lo andrei a cercare: se vuole rimanere sono contento». Oggi il deposito del contratto di Barreto.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 14 GENNAIO 2013

SERIE A la situazione RISULTATI

CLASSIFICA

BOLOGNA-CHIEVO 4-0 Kone (B), Gilardino (B), Gilardino (B), Gabbiadini (B) CAGLIARI-GENOA 2-1 E. Pisano (G), Sau (C), Conti (C) CATANIA-ROMA 1-0 Gomez (C) INTER-PESCARA 2-0 Palacio (I), Guarin (I) LAZIO-ATALANTA 2-0 Floccari (L), Brivio (A) autorete NAPOLI-PALERMO 3-0 Maggio (N), Inler (N), L. Insigne (N) PARMA-JUVENTUS 1-1 Pirlo (J), N. Sansone (P) SAMPDORIA-MILAN 0-0 TORINO-SIENA 3-2 Brighi (T), Reginaldo (S), R. Bianchi (T), Cerci (T), Paolucci (S) UDINESE-FIORENTINA 3-1 Brkic (U) autorete, Di Natale (U) rigore, Di Natale (U), Muriel (U)

MARCATORI PARTITE

SQUADRE

PUNTI

IN CASA

RETI

FUORI

TOTALE

IN CASA

FUORI

RIGORI TOTALE

FAVORE

CONTRO

PUNTI POSIZIONE 2011-2012 STAGIONE E DIFF. 2011-2012

G.

V.

N.

P.

G.

V.

N.

P.

G.

V.

N.

P.

F.

S.

F.

S.

F.

T.

R.

T.

R.

JUVENTUS

45

10

7

1

2

10

7

2

1

20 14

3

3

20

7

21

7

41 14

+27

7

4

4

4

44 (+1)

1

LAZIO

42

11

9

1

1

9

4

2

3

20 13

3

4

22

9

8

10 30 19

+11

3

2

5

2

36 (+6)

4

NAPOLI (-2)

40

11

8

2

1

9

5

1

3

20 13

3

4

28 11

12

7

40 18

+22

5

4

0

0

29 (+11)

7

INTER

38

10

6

2

2

10

6

0

4

20 12

2

6

16 12 16 10 32 22

+10

3

3

1

1

35 (+3)

5

FIORENTINA

35

10

7

2

1

10

3

3

4

20 10

5

5

21

+13

7

4

5

3

25 (+10)

10

ROMA

32

9

5

2

2

11

5

0

6

20 10

2

8

23 14 20 20 43 34

+9

3

2

3

3

32 (=)

6

MILAN

31

10

6

0

4

10

3

4

3

20

4

7

16

20 18 36 27

+9

5

4

3

3

43 (-12)

2

UDINESE

30

10

5

4

1

10

2

5

3

20

7

9

4

19 12 13 15 32 27

+5

4

4

7

4

38 (-8)

3

PARMA

30

10

6

4

0

10

2

2

6

20

8

6

6

17

8

11

+2

5

3

7

3

24 (+6)

11

9

8 9

S.

DIFF. RETI

16 16 37 24

18 28 26

CATANIA

29

11

7

2

2

9

1

3

5

20

8

5

7

18

9

9

18 27 27

0

2

1

2

2

24 (+5)

11

CHIEVO

24

10

5

3

2

10

2

0

8

20

7

3

10 12

9

9

24 21 33

-12

5

4

0

0

24 (=)

11

TORINO (-1)

23

10

4

2

4

10

1

7

2

20

5

9

6

14 14

9

10 23 24

-1

3

2

7

4

in B

in B

ATALANTA (-2)

22

9

5

1

3

11

2

2

7

20

7

3

10

11

12

7

18

18 30

-12

2

2

3

1

23 (-1)

14

BOLOGNA

21

10

4

3

3

10

2

0

8

20

6

3

11

18

11

7

15 25 26

-1

4

3

1

1

21 (=)

16

PROSSIMO TURNO

SAMPDORIA (-1)

21

10

3

2

5

10

3

2

5

20

6

4

10

8

10 14 18 22 28

-6

4

3

6

5

in B

in B

21 GIORNATA Sabato 19 gennaio PALERMO-LAZIO ore 18 JUVENTUS-UDINESE ore 20.45 Domenica 20 gennaio, ore 15 FIORENTINA-NAPOLI ore 12.30 ATALANTA-CAGLIARI CHIEVO-PARMA GENOA-CATANIA MILAN-BOLOGNA PESCARA-TORINO SIENA-SAMPDORIA ROMA-INTER ore 20.45

PESCARA

20

10

4

1

5

10

2

1

7

20

6

2

12 10

17

7

20 17 37

-20

1

0

5

3

in B

in B

CAGLIARI

19

10

3

2

5

10

2

2

6

20

5

4

11

10 15

9

21

19 36

-17

6

3

5

2

23 (-4)

14

GENOA

17

10

2

3

5

10

2

2

6

20

4

5

11

14 19

7

13

21 32

-11

3

1

2

2

27 (-10)

8

PALERMO

15

9

3

3

3

11

0

3

8

20

3

6

11

12 12

4

20 16 32

-16

1

1

4

4

27 (-12)

8

SIENA (-6)

11

10

3

3

4

10

1

2

7

20

4

5

11

8

11

19 19 31

-12

4

1

7

4

19 (-8)

17

a

(0-3) (4-1) (1-2) (1-1) (0-2) (2-3) (3-1) (0-3) (1-2) (3-1)

GAZZA OFFSIDE

La frenata Juve e la lotta riaperta Diretta alle 9.45

La Juve di Conte frena tenendo aperto il discorso scudetto: e non è un caso. Le chance della Lazio di Petkovic? Reali e concrete per restare in corsa, così come quelle del Napoli di Mazzarri, non più Cavani-dipendente. In Gazza Offside, come ogni lunedì alle 9.45, troverete i temi più importanti della giornata di campionato commentati da Alberto Cerruti, Nino Morici e Marco Materazzi. Spazio anche al calciomercato, all’Inter, tornata a vincere con il caso Sneijder e il mal di pancia di Cassano sullo sfondo, e al Milan, con il commento al posticipo di Genova contro la Sampdoria

12

U CHAMPIONS U PRELIMINARI DI CHAMPIONS U EUROPA LEAGUE U RETROCESSIONE

A parità di partite giocate, la classifica tiene conto di quest’ordine preferenziale: 1) differenza reti generale; 2) maggior numero di gol segnati; 3) ordine alfabetico Le ultime tre retrocedono in serie B

laMoviola di FRANCESCO CENITI

fceniti@gazzetta.it

Floccari, gol da annullare Fiorentina penalizzata: Domizzi e Di Natale erano in fuorigioco Ancora una volta è l’Olimpico il «campo centrale» per la squadra di Braschi. Il gol di Floccari, col tocco di braccio giudicato involontario da Peruzzo e company, stamani terrà banco nei vari bar sport d’Italia. In casi simili l’arbitro deve valutare la volontarietà, ma se avesse fermato il gioco probabilmente neanche la Lazio avrebbe protestato. Ecco, questa semplice lettura, al di là del regolamento, forse spiega meglio di tante parole il perché lo consideriamo un errore. Per il resto, fondate le lamentale della Fiorentina: i primi due gol viziati da fuorigioco. CAGLIARI-GENOA 2-1 Rocchi di Firenze Protesta Delneri, ma il gol di Sau è regolare: Moretti lo tiene in gioco. Rischia Borriello che spinge Conti: ci poteva stare il rigore. Okay il rosso a Seymour: brutta entrata su Ibarbo. CATANIA-ROMA 1-0 Damato di Barletta Fermata, per un fuorigioco inesistente di Gomez, un’azione importante.

Domizzi in fuorigioco sul tocco di Pereyra: poi ci sarà il rigore SKY

Regolare il gol dello stesso Gomez che evita l’offside. Castan con la gamba tesa in modo pericoloso su Bergessio: ammonito, ma il rosso non era fuori luogo. LAZIO-ATALANTA 2-0 Peruzzo di Schio La Lazio sblocca il risultato nella ripresa con una rete molto contestata: Brivio sfiora l’autogol, ma la sua deviazione si stampa sulla traversa e ritorna in campo dove Floccari la stoppa con il braccio e poi insacca facilmente. L’arbitro e il giudice di porta valutano il tocco involontario e il regolamento assegna a loro questa discrezione. Si punisce solo la volontarietà (in teoria è possibile anche segnare con il braccio se è considerato causale). Ci sono, però, alcuni parametri che vengono in soccorso dei direttori di gara per dirimere casi dove non c’è certezza. Tra questi c’è il movimento del braccio e se aumenta il volume del corpo. Floccari forse cerca di colpire con il ginocchio, ma nello stesso tempo allarga anche il braccio destro:

quando colpisce la palla è molto distante rispetto al corpo. Ecco perché, anche se i dubbi sulla volontarietà sono tanti, fischiare la punizione per l’Atalanta sarebbe stata la scelta più giusta. E di sicuro anche la Lazio non avrebbe protestato più di tanto. Okay il doppio giallo a Carmona: fallo su Mauri. NAPOLI-PALERMO 3-0 Gervasoni di Mantova Facile per l’arbitro. Ci poteva stare un rigore per il Napoli: trattenuto Cavani. PARMA-JUVENTUS 1-1 De Marco di Chiavari Manca una punizione a due in area per il Parma perché Buffon sull’appoggio

Regolare la rete di Gomez. Buffon graziato: c’era una punizione a due per il Parma

di Lichtsteiner sbaglia il rinvio di piede e poi anticipa Biabiany bloccando il pallone, ma sul retropassaggio non può usare le mani e non significa nulla il fatto che prima ha già colpito col piede. Rischia il secondo giallo in avvio di ripresa Padoin: scivolata in ritardo su Biabiany. TORINO-SIENA 3-2 Di Bello di Brindisi Pochi problemi, giusto il rigore dato al Siena per fallo su Della Rocca. UDINESE-FIORENTINA 3-1 Romeo di Verona Viziati i primi due gol dell’Udinese. Sul momentaneo pari c’è Domizzi in fuorigioco sul tocco di Pereyra, poi il difensore subisce fallo da Migliaccio (rigore giusto). Sul secondo, Di Natale parte il leggero fuorigioco (pochi centimetri, comunque). Nell’occasione del rigore, Aquilani scava una buchetta e rimedia il giallo e un calcetto da Di Natale: rischia l’attaccante, ammonito anche lui. Entrata da arancione di Valero su Di Natale: giallo anche qui. (Sampdoria-Milan a pagina 15)

16 RETI Cavani (3) (Napoli) 14 RETI El Shaarawy (Milan); Di Natale (4) (Udinese) 10 RETI Klose (Lazio); Lamela e Osvaldo (2) (Roma) 8 RETI Gilardino (Bologna); Jovetic (1) (Fiorentina); Milito (3) (Inter); Pazzini (3) (Milan) 7 RETI Denis (2) (Atalanta); Sau (Cagliari); Hernanes (Lazio); Hamsik (Napoli); Bianchi (2) (Torino) 6 RETI Bergessio (Catania); Toni (Fiorentina); Palacio (Inter); Giovinco (1) e Quagliarella (Juventus) ; Belfodil (Parma); Totti (Roma) 5 RETI Diamanti (2) (Bologna); Gomez (Catania); Paloschi (2) (Chievo); Rodriguez (2) (Fiorentina); Borriello (1) e Immobile (Genoa); Cassano (Inter); Pirlo e Vidal (2) (Juventus); Miccoli (1) (Palermo); Amauri (1) (Parma) 4 RETI Bonaventura (Atalanta); Gabbiadini (1) (Bologna); Lodi (1) (Catania); Pellissier (1) (Chievo); Aquilani (Fiorentina); Guarin (Inter); Marchisio e Vucinic (1) (Juventus); Candreva (1) (Lazio); Inler, Insigne e Maggio (Napoli); Ilicic (Palermo); N. Sansone (Parma); Destro (Roma); Calaiò (Siena) 3 RETI Kone (Bologna); Nené (1) (Cagliari); Barrientos e Castro (Catania); Thereau (Chievo); El Hamdaoui (Fiorentina); Jankovic (Genoa); Matri (Juventus); Bojan (Milan); Valdes (2) (Parma); Celik e Weiss (Pescara); Icardi, Maresca (1) e Maxi Lopez (Sampdoria); Reginaldo (Siena); Angella e Muriel (Udinese) 2 RETI Cigarini (Atalanta); Dessena e Pinilla (2) (Cagliari); Almiron (Catania); Andreolli e Stoian (Chievo); Roncaglia e Savic (Fiorentina); Bertolacci e Kucka (Genoa); Cambiasso (Inter); Asamoah, Lichtsteiner e Pogba (Juventus); Mauri (Lazio); Montolivo, Nocerino e Robinho (1) (Milan); Pandev (Napoli); Dybala e Giorgi (Palermo); Parolo e Rosi (Parma); Abbruscato e Terlizzi (Pescara); Florenzi e Pjanic (Roma); Eder (1), Munari e Poli (Sampdoria); Paci, Paolucci, Valiani e Vergassola (Siena); Brighi, Cerci, D'Ambrosio e Gazzi (Torino); Danilo, Maicosuel e Pereyra (Udinese) 1 RETE Carmona, De Luca, Moralez, Peluso e Raimondi (Atalanta); Cherubin, Guarente, Portanova, Soerensen e Taider (Bologna); Casarini, Conti, Ekdal, Nainggolan e Thiago Ribeiro (Cagliari); Legrottaglie, Marchese, Paglialunga e Spolli (Catania); Cofie, Cruzado, Di Michele, Luciano (1) e M. Rigoni (Chievo); Borja Valero, Cuadrado, Ljajic, Pasqual, Pizarro (1) e Romulo (Fiorentina); Granqvist, Merkel, E. Pisano e Said (Genoa); Coutinho, Pereira, Ranocchia, Samuel e Sneijder (Inter); Caceres e Giaccherini (Juventus); Biava, Ederson, Floccari, Gonzalez, Konko e Ledesma (1) (Lazio); Boateng, De Jong e Emanuelson (Milan); Dzemaili, Gamberini e Mesto (Napoli); Brienza, Budan e Rios (Palermo); Biabiany, Galloppa, A. Lucarelli, Marchionni, Palladino e Zaccardo (Parma); Bjarnason, Caprari, Cascione, Jonathas, Quintero, Togni e Vukusic (Pescara); Bradley, Burdisso, Castan, Lopez, Marquinho e Perrotta (Roma); Costa, Estigarribia, Gastaldello, Krsticic e Pozzi (1) (Sampdoria); Bogdani, Neto, Rosina e Ze Eduardo (1) (Siena); Basha, Birsa, Glik, G. Sansone, Santana, Sgrigna e Stevanovic (Torino); Basta, Domizzi, Lazzari, Pasquale, Pinzi e Ranegie (Udinese) AUTORETI Astori (Cagliari) pro Inter; Bovo (Genoa) pro Sampdoria; Garcia (Palermo) pro Inter; Rodriguez (Fiorentina) pro Sampdoria; Abbruscato e Jonathas (Pescara) pro Milan; Sardo (Chievo) pro Torino; Brivio (Atalanta) pro Lazio; Brkic (Udinese) pro Fiorentina RETI in questo turno: 26 (1 rigore, 2 autoreti) Totali 547 (51 rigori, 9 autoreti, 3 a tavolino)

CONCORSI N˚ 2 DEL 13 GENNAIO 2013 TOTOCALCIO COMBINAZIONE VINCENTE NON COMUNICATA TOTOGOL COMBINAZIONE VINCENTE NON COMUNICATA

SERIE BWIN IL MERCATO

Pro Vercelli su Scozzarella Bogdani, c’è anche il Varese BINDA-D’ANGELO

Questa mattina a Roma, al Consiglio di Lega che fisserà la data per l’assemblea elettiva, si parlerò molto di mercato. Si apre infatti una settimana molto importante, l’ultima senza campionato: dalla prossima si penserà (anche e soprattutto) a giocare. Le mosse Attesa per il Livorno

dopo l’annuncio di Spinelli che vuol prendere due giocatori: come centrocampista c’è un’apertura dell’Inter per Duncan, ma il suo arrivo sarà co-

munque sarà difficile e quindi si valuta Djokovic del Cesena; in difesa si registra la frenata per Romagnoli (Pescara), così oggi si torna alla carica con la Roma per Antei (ora al Grosseto); intanto è stato preso il giovane Gonnelli del Pontedera (dove torna Remedi), che arriverà comunque a luglio. La squadra più attiva è la Pro Vercelli, che oggi dovrebbe chiudere l’arrivo di Cristiano (con Casoli all’Empoli), a breve lo seguirà Cocco (Verona), mentre si registra un sorpasso sulla Ternana per Scozzarella. Oggi dovrebbe essere anche il giorno di Delvecchio al Cese-

S Erjon Bogdani, 35 anni, attaccante albanese del Siena, è richiesto dal Vicenza e adesso anche dal Varese

na: Gessa ha detto sì al Grosseto, che sta per prendere anche De Franco della Nocerina. Il Bari segue sempre Frascatore, terzino sinistro del Sassuolo. Il Varese ha chiesto all’Inter il ritorno di Bianchetti, mentre in attacco s’è inserito nella corsa a Bogdani (Siena) sul quale sta lavorando da giorni il Vicenza; i veneti stringono per Milanovic (Palermo) e hanno chiesto Montini al Benevento. La Reggina invece ha bussato al Cittadella per Paolucci e potrebbe dare Alessio Viola al Lanciano (se non arriva a Ciano del Crotone). Prima divisione Oggi può andare in porto un importante scambio di bomber: Altinier alla Cremonese, Marotta al Benevento. © RIPRODUZIONE RISERVATA

lostriscione

Padova, i tifosi contro Vantaggiato Uno striscione con la scritta «Vantaggiato vattene» è stato appeso ieri, durante l’allenamento del Padova, da alcuni tifosi contrari al ritorno in rosa dell’attaccante dopo i 6 mesi di squalifica per omessa denuncia. Lo striscione è stato tolto dai compagni di squadra e Colomba ha minimizzato.

LA SITUAZIONE

Il torneo riparte venerdì 25 La classifica in Serie B dopo 22 giornate: Sassuolo p. 51; Livorno 47; Verona 43; Empoli (-1) 33; Modena (-2) 32; Brescia* 31; Varese**(-1), Juve Stabia, Padova (-2) e Cittadella 30; Spezia e Ascoli (-1) 28; Ternana 25; Bari (-7) 24; Novara (-2), Reggina (-3), Crotone (-2) e Lanciano 22; Cesena 21; Vicenza 19; Pro Vercelli 15; Grosseto*(-6) 11. (**due partite in meno; *una partita in meno). LE PARTITE MANCANTI Sabato 19 (ore 14.30) Varese-Grosseto (8 minuti da

giocare sul risultato di 3-0). Martedì 22 (ore 18.30) Varese-Brescia (recupero 21a). PROSSIMO TURNO Venerdì 25 (ore 20.45) Crotone-Sassuolo (1-2). Sabato 26 (ore 15) Bari-Ascoli (3-1); Cesena-Vicenza

(1-3); Empoli-Novara (2-2); Grosseto-Cittadella (1-2); Modena-Ternana (1-0); Padova-Livorno (2-3); Pro Vercelli-Reggina (0-1); Spezia-Verona (1-1); Varese-Lanciano (2-1). Lunedì 28 (ore 20.45) Juve Stabia-Brescia (0-2).


LUNEDÌ 14 GENNAIO 2013

exSqualificati di PIER BERGONZI

che la Cucinotta e la Bastianelli torneranno ad essere convocabili per Mondiali e Olimpiadi. A noi, la retroattività della misura, era apparsa eccessiva, ma la posizione di intransigenza legata ad un momento di emergenza aveva raccolto gli applausi internazionali e aveva posto la federciclo in prima fila nella battaglia etica che deve essere combattuta perché il ciclismo abbia futuro. A Di Rocco va riconosciuto il merito di aver tenuto duro anche se l’impopolarità della norma, unita ad altre scelte contestate (come l’abolizione dei primi nelle categorie giovanili) gli è costata parecchio in termini di

ciato una scelta che appare come una carezza, se non una concessione, alla componente più «vecchia» (intesa come mentalità) della base. Nella notte di Levico Terme ha annunciato che proporrà al prossimo consiglio federale di annullare la retroattività della norma etica che nelle ultime 2 stagioni ha vietato a tutti gli squalificati per doping (con sanzioni superiori ai 6 mesi) di vestire la maglia azzurra. Tanto per capirci, Basso, Petacchi, Pellizotti, Di Luca, Scarponi, ma an-

laVignetta

IL MILAN DELLA GRANDE RIVOLUZIONE PER ORA È UN PATCHWORK INCOERENTE di PAOLO CONDÒ

l problema del Milan è che questa era la domenica perfetta per dare una botta di vita alla staIgione. Con tre punti a Genova avrebbe infatti scavalcato la Roma e avvicinato con decisione la Fiorentina, e dunque il confine dell’Europa League; ma avrebbe anche mantenuto le distanze da Napoli e Inter nell’inseguimento al Sacro Graal di questa sua strana e sofferta stagione, il terzo posto, dogana di una Champions che varrebbe l’amnistia collettiva all’esagerato braccino (okay, si dice spending review) di Berlusconi, all’incerto mercato di Galliani e alla lenta ricostruzione di Allegri. L’insulso pareggino in casa Samp, invece, ribadisce la necessità del binocolo per osservare le targhe di chi corre per i traguardi «da Milan», blocca sul nascere il filotto che l’allenatore invocava per provare a pensare in grande, e conferma che la situazione tecnica in casa rossonera è un patchwork di livelli del tutto incoerenti fra loro. Nel Milan della grande rivoluzione convivono El Shaarawy, che un giorno lotterà per i grandi pre-

Prince Boateng e un deluso Allegri a Genova AFP

mi individuali, e un reparto centrale di difesa che, a prescindere dagli interpreti, oscilla sempre fra l’emozionante e il rovinoso; convivono bravi giocatori che hanno però raggiunto il loro massimo come Montolivo e superstar mai capaci di mantenere le promesse come Robinho; convivono bimbi di talento ancora alle prese con l’abc del mestiere come Niang e presunti fenomeni che hanno ballato una sola estate come Boateng; convivono giovani in crescita esponenziale come De Sciglio, travet del rettangolo verde come Constant e Flamini, «vorrei ma non posso» persino irritanti come Bojan. Costruire una buona squadra partendo da un materiale coerente è un lavoro che può essere rapido; farlo pescando in dispensa caviale scaduto e salame ammuffito, un calice di champagne e acqua di rubinetto resa effervescente con le bustine, può essere un’opera improba perché appena lo champagne ti molla — ieri sera El Shaarawy ha sbagliato partita, ed è perfettamente normale che possa accadere anche a lui — il gusto dell’insieme scade nel mediocre. Quando sarà il momento di scrivere la storia di questa stagione rossonera andrà chiarito il vero momento in cui Berlusconi ha tagliato i fondi, perché dovendo cedere Thiago Silva sarebbe stato saggio allungare di un anno il contratto a Nesta, in modo che dietro ci fosse un tutor di classe e carisma, se non più di gamba, a dare tranquillità alla crescita dei pupi. Galliani è stato bravo a fare due cose: dare via Cassano per aprire spazi a El Shaarawy, e difendere Allegri — che al capo non risulta simpatico — perché dal Faraone a De Sciglio è lui quello in grado di valorizzare ciò che ha trovato in cantina dopo il grande repulisti. Però dev’essere chiaro che un settimo posto non può bastare nemmeno partendo da condizioni così. Abbiamo assistito a stagioni di transizione del Manchester United e del Barcellona, mica succede soltanto al Milan: ma la personalità di cui certe maglie sono intrise non va mai perduta. © RIPRODUZIONE RISERVATA

loSpunto

di ALESSANDRO DE CALÒ

olandese che decide le sorti della Premier è stato per molti anni un talento inespresL’ so, una promessa incompiuta. Arsene Wenger, che nel 2004 l’aveva prelevato dal Feyenoord all’età di 21 anni, ha tentato di far crescere Robin van Persie con la pazienza che conosciamo e la voglia di insegnargli, passo passo, dove migliorare. Figlio di uno scultore e di una pittrice, Van Persie ha raccontato diverse volte di non avere la stessa visione del mondo dei genitori. «Loro — diceva — se guardano un albero vedono anche qualcos’altro, da scolpire o da dipingere. Io no, io vedo un albero». Cresciuto a Kralingen, periferia residenziale di Rotterdam dove a fine Ottocento l’alta borghesia si era insediata in ville con grandi giardini, RvP non è riuscito a rispondere coerentemente alle aspettative di chi vedeva in lui un nuovo Van Basten. Artista del pallone con le caviglie di cristallo, Van Persie non ha saputo dare la continuità di un romanzo alla sua avventura nel football: tanti racconti interrotti da infortuni hanno segnato la parabola all’Arsenal. Lo stesso Wenger, prima di affidargli il ruolo di centravanti-boa che era stato di Henry, ha provato Adebayor e persino Bendtner. Poi Robin van Persie si è convinto che, per recuperare il tempo perduto, doveva cambiare qualcosa nella sua vita e nel modo di prepararsi a scendere in campo. Wenger ha digeri-

di LORENZO CASTELLANI

to male la partenza di Cesc Fabregas: ancora adesso, in questi giorni, assicura che l’asso catalano potrà tornare a giocare con i Gunners. Certo è che, quando Cesc va al Barça, il tecnico francese promuove Van Persie capitano, fa dell’olandese il suo nuovo Henry. La svolta è evidente: lo scorbutico e indisciplinato RvP diventa un leader assoluto. I 37 gol segnati nei 48 match giocati nella stagione scorsa con i Gunners lo fanno diventare oggetto dei desideri di tutte le grandi squadre, nell’ultima estate, dopo il rifiuto dell’olandese di allungare il contratto con l’Arsenal. Alla fine della corsa, Sir Alex Ferguson si aggiudica lo sprint, con uno scatto finale che dissolve le velleità del Manchester City e fa infuriare Roberto Mancini. Con le 17 reti segnate in 22 giornate (21 nei 27 match stagionali con lo United), Van Persie è il capocannoniere della Premier ma anche la mosca cocchiera dei Red Devils che, presto o tardi, riusciranno a ritrovare il vero Wayne Rooney. Intanto, anche nel grande incrocio di ieri si è visto quanto incide il Top Player olandese: un gol e un assist, contro il Liverpool. Fosse rimasto all’Arsenal, avrebbe reso il pomeriggio molto più duro al City. Ha ragione Mancini, dunque, a esaltare Van Persie. In fondo serve a far scattare l’orgoglio dei suoi. «Quegli elogi sono uno stimolo», assicura Tevez. Vedremo se lo stimolo basterà a colmare il gap. © RIPRODUZIONE RISERVATA

consensi. Avrebbe potuto cambiare la norma prima dell’assemblea elettiva e invece lo ha fatto solo col terzo mandato già in tasca. Lo ha fatto perché si è reso conto che la stragrande maggioranza dei delegati, degli atleti e dei tecnici era per la revisione. Non ci sia però, da oggi in poi, nessun passo indietro sulla linea di rigore che aveva imboccato. Di Rocco è uscito ancora più forte dal Congresso di Levico e deve mantenere la lotta al doping come primo punto della sua agenda politica. Sulla via della credibilità siamo ai primi chilometri di una corsa ancora lunga... © RIPRODUZIONE RISERVATA

dallaPrima

Juve-Lazio-Napoli la corsa scudetto è un affare a tre Il dubbio: la capolista è a corto di benzina oppure sta preparando lo sprint finale?

TwitTwit

IL CINGUETTIO DEL GIORNO

MAX BIAGGI Iridato di Superbike: si è ritirato

L’esultanza dei giocatori del Napoli, ora a -5 dalla vetta AFP di ALBERTO CERRUTI

Capitan Uncino per la gioia dei miei piccoli?? #ilbellodiesserebambini @maxbiaggi

FLAVIA PENNETTA Giocatrice di tennis

Buongiorno ragazzi, ultimo allenamento della settimana...aleeeeeeeeee. Vi devo lasciare il mio fisio (Max) mi sta guardando male ufffi! @Flavia_Pennetta

LA PREVALENZA DI ROBIN VAN PERSIE FATTORE DECISIVO NELLA PREMIER

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DI ROCCO, UNA «CONCESSIONE» AZZURRA MA NESSUN PASSO INDIETRO SUL RIGORE

enato Di Rocco, dopo aver incassato il terzo successo elettorale e aver ottenuto sia i viceR presidenti sia il consiglio che voleva ha annun-

ilCommento

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ipseDIXIT

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Francamente non so se ho toccato la palla con la mano... SERGIO FLOCCARI ATTACCANTE DELLA LAZIO

«Mi avevano chiesto di dare una mano alla squadra e io ho fatto del mio meglio. Non dovete dubitare della mia sportività. Se l’ho toccata con il braccio, è stato a mia insaputa. Quindi ora lasciatemi andare a festeggiare con l’ex ministro Scajola». ROBERTO PELUCCHI

ue indizi non costituiscono una prova, ma sono D più che sufficienti per alimentare un dubbio: la Juventus sta finendo la benzina? E se non fosse così, che cosa le succede? Perché non è da squadra di Conte andare due volte in vantaggio, contro la Sampdoria e il Parma, chiudendo soltanto con un punto, invece di sei. Parlare di crisi sarebbe eccessivo, come era eccessivo considerare chiuso il campionato mentre Buffon e compagni festeggiavano l'arrivo del 2013, stappando il vantaggio-record di 8 lunghezze sulla Lazio. Intanto, però, quel tesoretto prezioso anche in vista della Champions si è ridotto a un margine sottilissimo di 3 punti, sempre sugli uomini di Petkovic. E allora, prima di addentrarci nei problemi della capolista, è giusto sottolineare i grandi meriti di questa Lazio rivelazione, che dopo lo 0-0 nello scontro diretto a Torino era nove punti dietro la Juventus. In sette partite ne ha poi recuperati sei, salendo dal quinto al secondo posto, con l'accelerazione di quattro vittorie consecutive contro l'Inter, la Sampdoria, il Cagliari e l'Atalanta. E tutto questo, malgrado abbia il peggior attacco delle prime sette, a testimonianza di una squadra equilibrata, con la terza difesa del campionato, capace di capitalizzare al massimo i gol realizzati da Klose e compagni, senza farsi raggiungere, o peggio scavalcare. Come sempre, però, nemmeno il salto in alto della Lazio, che ai 19 punti nelle prime 10 giornate ne ha aggiunti 23 nelle successive 10, potrebbe bastare ad accorciare la classifica se la padrona del campionato non avesse innestato un'inattesa retromarcia. Ai 28 punti nelle prime 10 giornate, infatti, la Juventus ne ha poi aggiunti ap-

pena 17, con ben 3 sconfitte. Numeri che testimoniano un calo evidente, da attribuire non soltanto all'assenza di un grande goleador tipo Trezeguet, ma anche a molte altre cause: il dispendio di energie in Champions; un'inconscia inappetenza dopo la fame arretrata di un campionato fa; un altrettanto inconscio peccato di presunzione per la buona partenza; clamorosi errori individuali, a cominciare da Buffon nel primo gol della Sampdoria; infortuni come quello di Chiellini tanto rimpianto anche ieri; e addirittura il suggerimento sbagliato di Conte, reo confesso per l'azione del pareggio del Parma. Il tempo dirà se la Juventus sta davvero finendo la benzina, oppure se il lavoro dopo Natale è servito per riempire un nuovo serbatoio in vista dello sprint finale, come l'anno scorso. Anche allora, infatti, dopo l'1-0 a Lecce all'inizio di gennaio, la squadra di Conte frenò bruscamente vincendo soltanto 3 delle successive 10 partite, con quattro pareggi consecutivi che favorirono il sorpasso (provvisorio) del Milan. Un precedente che da una parte tranquillizza la Juve, ma dall’altra incoraggia la rincorsa della Lazio e anche del Napoli, capace di battere il Palermo segnando tre gol, senza la firma di Cavani come non gli era mai successo, dimostrando una volta di più i grandi meriti di Mazzarri. Lo scudetto, specie se verrà annullata la penalizzazione della squadra di De Laurentiis, sembra un affare per tre, con l'Inter come possibile guastafeste, mentre la volata per gli altri posti in Champions è aperta a tutti. Anche se il Milan, con il primo 0-0 in campionato contro la Sampdoria, fallisce il sorpasso sulla Roma, allontanandosi a 9 punti dal Napoli, terzo. Tanti, per alimentare i sogni di una disperata rimonta. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LUNEDÌ 14 GENNAIO 2013

MONDO

Barça dei record Tre gol a Malaga Chiude l’andata con 55 punti su 57, va a +11 sull’Atletico. Messi, Fabregas e Thiago in gol MALAGA BARCELLONA

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PRIMO TEMPO 0-1 MARCATORI Messi (B) al 27’ p.t.; Fabregas (B) al 5’, Thiago (B) al 37’, Buonanotte (M) al 44’ s.t.

MALAGA (4-2-3-1) Caballero 7; Sergio Sánchez 5,5, Demichelis 5, Weligton 6, Monreal 5,5; Camacho 4,5, Toulalan 5 (dal 24’ s.t. Iturra 6); Joaquín 6 (dal 38’ s.t. Portillo s.v.), Isco 6,5, Eliseu 5,5 (dal 17’ s.t. Buonanotte 6,5); Santa Cruz 5. PANCHINA Kameni, Onyewu, Seba Fernandez, Saviola. ALL. Pellegrini 5 AMMONITI Camacho per gioco scorretto

Leo assistman Dopo una pri-

BARCELLONA (4-3-3) Valdés 7; Dani Alves 7, Piqué 6,5, Mascherano 6, Jordi Alba 6,5; Xavi 6,5, Busquets 7, Fabregas 7 (dal 28’ s.t. Thiago 7); Pedro 6,5 (dal 33’ s.t. Sanchez 6), Messi 8, Iniesta 8. PANCHINA Pinto, Adriano, Puyol, Song, Tello. ALL. Vilanova AMMONITI Fabregas, Busquets per gioco scorretto ARBITRO Delgado Ferreiro 7 NOTE Spettatori 30.000. Tiri in porta 2-5, tiri fuori 2-4, angoli 2-4, fuorigioco 1-2. Rec.: 0‘ p.t. e 2‘ s.t.

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

FILIPPO MARIA RICCI Twitter @filippomricci MADRID

Se c’era qualche timore, qualche incognita sulle possibili conseguenze del passaggio di consegne da Guardiola a Vilanova, questo girone d’andata ha spazzato via

so un errore grave, che lancia in gol Messi: Caballero rinvia, colpo di testa a ritroso, altro, sciagurato, passaggio indietro di Camacho sul quale si avventa Messi: Caballero scherzato e Barcellona in rete per la 37a giornata consecutiva, altro record. Non è un record, ma ci stiamo arrivando, anche quello di Messi, che segna da 9 turni di fila in Liga e chiude il girone d’andata con 28 gol, uno in meno di tutto il Malaga che pure non è una brutta squadra e prova sempre a giocare un calcio offensivo. È che la Pulce è di un altro pianeta... Il Barcellona è con Vilanova in panchina e 9 canterani sul campo (più Alves e Mascherano, preferito a Puyol). Pellegrini ha scelto Santa Cruz e non l’ex blaugrana Saviola in attacco, e non gli è andata granché bene.

Messi e Fabregas entrambi a segno nel Barça a Malaga REUTERS

ogni dubbio. Un anno fa il Barça aveva chiuso a -5 dal Madrid, oggi doppia la boa a +18 (e lascia l’Atletico, secondo, a -11). Ieri i catalani hanno vinto 3-1 a Malaga chiudendo con 55 dei 57 punti disponibili la prima parte della Liga. Mai nessuno era arrivato a tanto nella storia del torneo.

L’errore La differenza di stile, passione e intensità tra Osasuna-Real Madrid e Malaga-Barcellona è imbarazzante. Alla Rosaleda tutti provano a giocare, Iniesta poi balla per 90 minuti con eleganza e classe sovrannaturali, e ne esce una gara aperta e ininterrotta, piena di cose. Compre-

ma parte vibrante la partita si è chiusa rapidamente: al 5’ della ripresa Messi ha offerto a Fabregas il suo settimo (splendido) assist dell’anno: controllo col sinistro, tiro incrociato col destro, gran gol della coppia che, con Piqué, giocava agli ordini di Vilanova già nelle giovanili del Barça. Gente che gioca a memoria, e lo fa con un piacere immenso. Nel finale il 3-0 di Thiago, dopo un doppio dribbling e un triangolo con Messi, e il calcio di punizione perfetto di Buonanotte. Chiusura adeguata di una notte di grande futbol. Mercoledì si ripete: il Malaga va al Camp Nou per l’andata dei quarti di Copa del Rey. Difficile che cambino le cose se il Barça continua a giocare in maniera tanto celestiale. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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LIGA IL PUNTO 19a Giornata

Venerdì: Ath. BilbaoRayo 1-2; Sabato: ValladolidMaiorca 3-1; EspanyolCelta 1-0; OsasunaReal Madrid 0-0; ValenciaSiviglia 2-0. Ieri: BetisLevante 2-0; Real SociedadDeportivo 1-1; Atletico MadridSaragozza 2-0; MalagaBarcellona 1-3. Oggi: Getafe-Granada. CLASSIFICA Barcellona 55; Atl. Madrid 44; Real Madrid 37; Betis 34; Malaga, Rayo 31; Valencia, Levante 30; Real Socied. 26; Valladolid 25; Getafe 24; Siviglia, Saragozza 22; Ath. Bilbao 21; Celta, Espanyol 18; Maiorca 17; Granada, Deportivo 16; Osasusna 15.

FRANCIA LUNGO STOP PER L’EX MILANISTA

Il Marsiglia cade Il Psg respira ma Thiago è k.o. ALESSANDRO GRANDESSO PARIGI

Così la pillola è meno amara e il pareggio di venerdì contro l’Ajaccio per il Psg di Carlo Ancelotti (0-0) vale due punti persi solo nei confronti del Lione, nuovo leader dopo il 2-1 a Troyes. Peggio del Psg, che però rischia di perdere Thiago Silva per quattro settimane, fa il Marsiglia placcato dal Sochaux, squadra operaia che sogna la salvezza (3-1). Linee Inattesa visto l’avvio timido che diventa

prepotente con il gol di Privat al 18’, di testa su corner. Poi la neve congela le idee del Marsiglia e il raddoppio scocca al 40’, ancora su calcio piazzato, con Dias che impegna Mandanda sulla linea. Sauget raccoglie girando su Bakambu che spara dentro. Le linee rosse non orientano il Marsiglia nella ripresa, che concede il tris su autorete di Morel (1’). Inutile il gol di J. Ayew (10’). Il Psg resta in scia del solo Lione, ma le prime indiscrezioni su Silva, infortunatosi a una coscia con l’Ajaccio, evocano un lungo stop. Merito Il Nizza invece si gode Cvitanich, argentino dal gol facile, alla seconda doppietta. Dopo l’Evian (3-2), l’ex punta dell’Ajax, costato solo 450mila euro, affonda il Valenciennes (5-0) con un assist e due gol che portano a 12 il bottino personale, alle spalle di Ibrahimovic (18). Per il Nizza, sesta vittoria interna consecutiva e quinto posto meritato. 20a GIORNATA St. Etienne-Tolosa 2-2; Psg-Ajaccio 0-0; Troyes-Lione 1-2; Evian-Brest 0-2; Montpellier-Lorient 2-0; Nancy-Lilla 2-2; Rennes-Bordeaux 0-2; Reims-Bastia 1-2; Nizza-Valenciennes 5-0; Sochaux-Marsiglia 3-1. CLASSIFICA Lione 41; Psg 39; Marsiglia 38; Bordeaux, Nizza, Rennes 32; Lorient 31; Lilla 30; Montpellier, Valenciennes 29; St. Etienne 28; Tolosa 27; Bastia 25; Brest 24; Ajaccio 21; Reims, Sochaux, Evian 19; Troyes 13; Nancy 12. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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MONDO INGHILTERRA

E dopo 37 anni il City vince a casa Arsenal Risultato al sicuro dopo 32 minuti. Poi l’espulsione di Kompany fa infuriare Mancini, che promette ricorso ARSENAL MANCHESTER CITY

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PRIMO TEMPO 0-2 MARCATORI Milner (MC) al 21’, Dzeko (MC) al 32’ p.t.

ARSENAL (4-2-3-1) Szczesny 7; Sagna 6,5, Koscielny 5, Vermaelen 5,5, Gibbs 5; Diaby 5,5 (dal 16’ s.t. Ramsey 6), Wilshere 6; Oxlade-Chamberlain s.v. (dal 12’ p.t. Mertesacker 5,5), Cazorla 5, Podolski 5,5 (dal 12’ s.t. Giroud 4,5); Walcott 5. PANCHINA Mannone, Santos, Coquelin, Jenkinson. ALLENATORE Wenger 5,5. ESPULSO Koscielny al 9’ p.t per fallo da ultimo uomo. AMMONITI Vermaelen e Wilshere.

MANCHESTER CITY (4-2-3-1) Hart 6,5; Zabaleta 6,5, Kompany 6,5, Nastasic 6, Clichy 6; Javi Garcia 6, Barry 6,5; Milner 7, Tevez 5,5 (dal 32’ s.t. Lescott s.v.), Silva 6,5 (dal 46’ s.t. Kolarov s.v.); Dzeko 5 (dal 43’ s.t. Balotelli s.v.). PANCHINA Pantilimon, Rekik, Suarez, Sinclair. ALLENATORE Mancini 7. ESPULSO Kompany al 30’ s.t. per g.s. AMMONITI Garcia, Milner, Clichy e Barry. ARBITRO Dean 5. NOTE spettatori 60.107. Tiri in porta: 3-7. Tiri fuori: 3-7. Angoli 2-7. In fuorigioco: 2-1. Recuperi: 3’ p.t.; 5’ s.t.

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

STEFANO BOLDRINI LONDRA

Le partite del Manchester City non finiscono mai, neppure quando arriva uno storico successo sul campo dell’Arsenal, atteso da ben 37 anni: Roberto Mancini ha già annunciato il ricorso contro l’espulsione di Kompany, cacciato dall’arbitro Dean al 30’ della ripresa. Mike Dean, 44 anni, è uno dei tanti fischietti mediocri che popolano la Premier. Il 26 dicembre 2012 è entrato in rotta di collisione con Ferguson in United-Newcastle. Ieri, azzeccata la decisione di espellere Koscielny per fallo da ultimo uomo dopo 9’ e concedere un rigore che Dzeko ha calciato malissimo, ha visto di nuovo rosso quando Kompany è entrato in scivolata su Wilshere. Intervento regolare, sul pallone, ma Dean ha allontanato il capitano del City, regalando un quarto d’ora di emozioni in una partita che i campioni d’Inghilterra avevano messo in naftali-

Edin Dzeko, 26 anni, segna il gol dello 0-2. In basso, Roberto Mancini, 48 REUTERS

na nel primo tempo. L’Arsenal non ha però avuto la forza di riaprire il discorso e si è consegnato ai fischi di un pubblico dove serpeggia il malumore. Sarà difficile, per Wenger e la sua banda, arrivare tra le prime 4. Il film L’ultima impresa del City

in casa dei Gunners risaliva ai tempi del glorioso Highbury: 3-2, il 4 ottobre 1975. Ieri fatica minore: 2-0 dopo appena 32 minuti. Il City è partito benissimo, piantando le tende nella metà campo dell’Arsenal e quando Koscielny ha abbattuto Dzeko lanciato verso la porta, si è capito che questa poteva essere la giornata giusta per rompere il digiuno. In assenza di Balotelli, il primo rigorista è Tevez, ma Dzeko ha preceduto tutti: tiraccio respinto da Szczesny con i piedi, pallone addosso al palo e poi, dopo la carambola, bloccato dal portiere polacco. Il City non si è scomposto e al 21’, su assist di Tevez, tiro in corsa di Milner: 1-0. L’Arsenal, dove Wenger ha inserito in difesa Mertesacker al posto di Oxla-

de-Chamberlain, è crollato. Sono affiorati i nervi: brutta la manata di Podolski a Zabaleta. Il City ha aumentato la velocità e dopo gli sprechi di Milner e Tevez, ecco il 2-0 di Dzeko: deviazione facile, ad un metro dalla porta. La ripresa è stata un festival dello spreco del City e solo l’espulsione di Kompany ha dato un guizzo ad una gara morta e sepolta. Giroud, subentrato a Podolski, ha mostrato ancora una volta i suoi limiti, divorando di testa l’occasione per riaprire il discorso. Tevez, lanciato verso il 3-0, è stato stoppato da Szczesny.

ADRIANO SEU BUENOS AIRES

Un torneo dai valori e dalle gerarchie stravolte. Questo, almeno, è quanto si evince dalle prime battute del Sudamericano U-20, che per il momento vede annaspare le due principali candidate al titolo. Se infatti l’Argentina trema, temendo una precoce eliminazione dopo le due sconfitte incassate in altrettante uscite, non se la passa meglio il Brasile, reduce da un pareggio al debutto e un k.o. (3-2) contro l’Uruguay del romanista Nico Lopez, autore del gol decisivo. Record negativo Un Brasile «ir-

riconoscibile», «senza un’idea di gioco» e «con troppa poca qualità per essere vero». I commenti impietosi e le analisi spietate della stampa verdeoro riassumono chiaramente il clima di sconcerto attorno alla «Canarinha», protagonista del peggior avvio di sempre nel Sudamericano U-20, che invece ha dominato nelle ultime 3 edizioni. La sconfitta contro l’Uruguay ha messo a nudo tutti i problemi di una squadra ricca di talenti promettenti ma, probabilmente, priva di stelle vere e proprie. La coppia d’attacco Ademilson-Adryan manca d’incisività, a centrocampo serve un direttore d’orchestra, e le corsie laterali mancano totalmente di spinta. Uno dei pochi

RIVALITÀ OSPITI A PEZZI. VAN PERSIE ANCORA IN GOL

PREMIER IL PUNTO

22a Giornata Sabato: QPRTottenham 0-0; Aston VillaSouthampt. 0-1; EvertonSwansea 0-0; FulhamWigan 1-1; NorwichNewcastle 0-0; ReadingWBA 3-2; StokeChelsea 0-4; SunderlandWest Ham 3-0. Ieri: Man. UnitedLiverpool 2-1; ArsenalMan. City 0-2. CLASSIFICA Man. United 55; Man. City 48; Chelsea 41; Tottenham 40; Everton 37; Arsenal 34; WBA 33; Liverpool 31; Swansea 30; Stoke 29; West Ham, Norwich 26; Fulham, Sunderland 25; Southampton, Newcastle 21; Wigan, Aston Villa 19; Reading 16; QPR 14.

Corsi e ricorsi Il City resta a me-

no 7 dallo United, ma non molla. Mancini crede alla rimonta: «La stagione è lunga. Lo United sta giocando benissimo e merita il primato, ma non potrà sempre viaggiare a questa velocità. Vincere qui è importante, però l’espulsione di Kompany è assurda. Faremo ricorso e sono sicuro che vinceremo». © RIPRODUZIONE RISERVATA

SUB 20 IL CILE BATTE 2-1 LA COLOMBIA: QUINTERO GOL, MA NON BASTA

Nico Lopez affonda un Brasile mediocre Allarme Argentina

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Robin Van Persie, 29 anni, dopo la 17a rete stagionale in Premier REUTERS

Troppo United per questi Reds Liverpool a -24 La banda di Sir Alex domina per un’ora e raccoglie il nono successo nelle ultime 10 gare DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

LONDRA

Per fortuna c’è il City di Mancini, altrimenti il Manchester United avrebbe già ucciso la Premier. La squadra di Ferguson supera 2-1 il Liverpool nel derby d’Inghilterra, conquista la nona vittoria nelle ultime dieci partite di campionato e sale a quota 55 punti, la migliore di sempre dopo 22 turni. I Red Devils sono un caterpillar: 18 successi e un pareggio, più 27 nella differenza reti, Van Persie capocannoniere cinico con 17 sigilli. Il fuoriclasse olandese, con l’1-0 cucinato con un sinistro da biliardo, ha firmato il decimo gol nelle ultime 10 gare. I 29 milioni di euro pagati la scorsa estate per strapparlo alla concorrenza, su tutti proprio il City, sono stati già ammortizzati. Il copione Lo United ha dominato per un’ora. Il 2-0 di Vidic, deviazione fortuita su capocciata di Evra, ha dato però la scossa al Liverpool e Sturridge, alla seconda rete di fila con i Reds dopo l’addio al Chelsea, ha riaperto il

discorso. Un tiro ad effetto di Borini ha fatto tremare lo United, ma alla fine, dopo un’occasione fallita da Sturridge, la squadra di Ferguson è riuscita a gestire il vantaggio. Il santone scozzese gode: «È un successo che premia la nostra volontà di ferro. Ci sono momenti in cui si soffre e bisogna sapersi difendere. Battere il Liverpool è sempre una gioia, questa non è mai una partita come le altre». Già, basta chiedere ai tifosi dei Reds, a pezzi dopo l’ennesimo ko all’Old Trafford. E ora i punti di distacco dai rivali eterni sono 24. bold

MAN. UNITED-LIVERPOOL 2-1 MARCATORI Van Persie (MU) al 19’ p.t., Vidic (MU) al 7’ s.t., Sturridge (L) al 12’ s.t. MANCHESTER UNITED (4-2-3-1) De Gea 6,5; Rafael 6,5, Ferdinand 5,5, Vidic 6 (dal 34’ s.t. Smalling s.v.), Evra 6,5; Carrick 5,5, Cleverley 6, 5; Young 6 (dal 1’ s.t. Valencia 5), Kagawa 6 (dal 32’ s.t. Jones s.v.), Welbeck 6,5; Van Persie 6,5. PANCHINA Amos, Anderson, Giggs, Hernandez. ALL. Ferguson 6. AMMONITO Evra per gioco scorretto. LIVERPOOL (4-3-2-1) Reina 5,5; Wisdom 5,5, Agger 5,5, Skrtel 6, Johnson 6,5; Gerrard 6,5, Allen 6 (dal 35’ s.t. Henderson s.v.), Lucas 5,5 (dal 1’ s.t. Sturridge 6,5); Downing 5,5, Sterling 5,5 (dal 17’ s.t. Borini 6); Suarez 6. PANCHINA Jones, Carragher, Robinson, Shelvey. ALL. Rodgers 6. AMMONITI Johnson, Agger, Skrtel e Lucas. ARBITRO Webb 6,5. NOTE spettatori 75.501. Tiri in porta: 10-5. Tiri fuori: 5-7. Angoli 3-1. In fuorigioco: 2-1. Recuperi: 4’ p.t.; 4’ s.t. © RIPRODUZIONE RISERVATA

PORTOGALLO FINISCE 2-2 LO SCONTRO AL VERTICE

a salvarsi dal naufragio generale, finora, è l’obiettivo juventino Doria, che tuttavia non può tenere in piedi l’intera difesa. Il gol allo scadere del Conejo Lopez, a segno appena tre minuti dopo l’ingresso in campo, complica il cammino verdeoro verso la seconda fase, «ma nulla è compromesso, basta mantenere la calma», ha garantito il tecnico Emerson Avila.

Al Porto non riesce il colpaccio Il Benfica rimonta MANUEL MARTINS DE SÁ LISBONA

La situazione Ieri sera terza vit-

toria di fila per Cile, che liquida la Colombia per 2-1 e si assicura la qualificazione alla fase successiva. Per la Rojita gol di Cuevas e Lichnovsky, nella ripresa accorcia le distanze il pescarese Quintero su rigore. In nottata la sfida tra Argentina e Bolivia, entrambe a zero. Questa sera invece torna in campo il gruppo B, con il Brasile (1 punto) a riposo. Prima il Perù (1 punto) se la vedrà con il Venezuela, reduce da un successo al debutto, successivamente l’Uruguay capolista (4 punti) sfiderà l’Ecuador (1 punto). © RIPRODUZIONE RISERVATA

Si scontravano le due sole squadre finora imbattute: Benfica (35 punti) e Porto (32 con una gara da ricuperare). Questo pareggio rinvia il discorso al girone di ritorno. Il Braga, terzo, è già lontano 10 punti. Il tecnico del Porto, Vítor Pereira, ha dovuto fare a meno di James Rodriguez, il faro della squadra, e di Maicon, pilastro della difesa, entrambi infortunati. A sua volta Jorge Jesus non ha potuto contare sul difensore Luisão e sull’attaccante Rodrigo. Sorpresa tattica: al posto di James il Por-

to schiera sull’ala destra il centrocampista Defour, quando tutti si aspettavano il russo Izmaylov, acquistato proprio questa settimana dallo Sporting per coprire la falla aperta dalla partenza dell’asso colombiano. Fuochi d’artificio Inizio fantasti-

co, trepidante, con quattro gol nei primi 16’. Al vantaggio del Porto risponde immediatamente il Benfica. L’intensità di gioco permea una partita giocata sul filo dei nervi, e proprio con la tensione si spiegano gli errori madornali dei portieri, da cui scaturiscono il secondo e il quarto gol. Nella ripresa la partita si inasprisce,

ma l’arbitro sceglie di lasciar correre. A differenza degli assistenti, che invece intervengono spesso a sproposito, nella maggioranza dei casi a danno degli ospiti. Circostanza che contribuisce a spiegare l’impressione della partita: il Porto avrebbe meritato di più. BENFICA-PORTO 2-2 PRIMO TEMPO 2-2 MARCATORI: Mangala (P) all’8’, Matic (B) al 10’, Jackson (P) al 14’, Gaitan (B) al 16’ p.t. BENFICA (4-1-3-2) Artur 4; Maxi Pereira 5, Garay 5, Jardel 6, Melgarejo 5,5; Matic 7; Salvio 6.5, Enzo Perez 6 (dal 12’ s.t. Carlos Martins 6), Gaitan 6 (dal 42’ s.t. Ola John s.v.); Lima 5,5 (dal 24’ s.t. Aimar 6), Cardozo 5,5. All. Jorge Jesus 6 PORTO (4-3-3) Helton 4,5; Danilo 6, Otamendi 6, Mangala 6,5, Alex Sandro 6; Lucho 6 (dal 45’ s.t. Castro s.v.), Fernando 5,5, Moutinho 6; Defour 6 (dal 30’ s.t. Izmaylov 6), Jackson 6,5, Varela 5,5 (dal 42’ s.t. Abdoulaye s.v.). All. Vítor Pereira 6,5 ARBITRO João Ferreira 5 AMMONITI Fernando (P), Matic (B), Maxi Pereira (B) NOTE 60mila spettatori circa © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LUNEDÌ 14 GENNAIO 2013

PRIMA DIVISIONE GIRONE A 19a GIORNATA Sud, Sud, sempre più Sud. Non poteva essere una Prima divisione più sbilanciata. Alla faccia di chi temeva che, facendo i gironi misti, salissero in B quattro squadre della stessa zona, con la divisione orizzontale rischiamo di avere proprio quel risultato. L’anomalia sta nel fatto che nel girone a Nord ci sono Lecce e Trapani: i primi a causa del calcioscommesse (hanno

l’Analisi di NICOLA BINDA twitter@Nickbinda

E’ sempre più il campionato del Sud

preso il posto del Vicenza), i secondi perché — unica squadra della Sicilia — qui hanno meno disagi nelle trasferte. E proprio queste due stanno comandando, sempre che stasera il Carpi non riesca a ritrovare il secondo posto a spese di quel Trapani che ha il miglior attacco del torneo (37 gol). Nel girone B invece il vanto del Sud è rappresentato da Latina, Avellino e Frosinone,

Torna il Lecce con i gol di Pià e Bogliacino Il Cuneo domina per 45’, ma non segna Lerda ritrova la vittoria dopo 5 partite LECCE

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CUNEO

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MARCATORI Pià al 6’, Bogliacino su rigore al 43’ s.t. LECCE (4-2-3-1) Benassi 6,5; Vanin 6, Esposito 5,5 (dal 1’ s.t. Vinicius 6,5), Di Maio 6, Legittimo 6; De Rose 6, Zappacosta 6,5; Pià 6,5 (dal 39’ s.t. Semenzato s.v.), Bogliacino 6,5, Chiricò 5; Chevanton 5,5 (dal 1’ s.t. Jeda 6). (Petrachi, Palumbo, Di Mariano, Foti). All. Lerda 6. CUNEO (4-1-4-1) F. Rossi 6; Di Lorenzo 6,5, Carretto 6, Scaglia 5, Donida 6; Danucci 6,5 (dal 26’ s.t. Longhi 5,5); Ferrario 6, Cristini 6,5, Palazzolo 6,5, Di Quinzio 6 (dal 15’ s.t. Garavelli 5,5); Martini 5 (dal 35’ s.t. Leonardi s.v.). (Negretti, Ferri, Serino, Arcari). All. E. Rossi 6,5. ARBITRO Merlino di Udine 5,5. NOTE paganti 1.420, abbonati 2.878, inc. 30.527,54 euro. Espulso Scaglia al 42’ s.t.; amm. Vinicius e Palazzolo. Angoli 7-5.

GIUSEPPE CALVI LECCE

tentica luce), destandosi nella ripresa con i gol di Pià e dello stesso Bogliacino su rigore da un pericoloso letargo, «disturbato» dai fischi dei tifosi per la prestazione dei primi 45’. Ma la capolista sfoglia passivamente il manuale della sopravvivenza, soffrendo dinanzi al dominio tattico della formazione dell’ex Ezio Rossi, bella a vedersi però innocua in area avversaria. «La sconfitta è nata nel primo tempo, non siamo stati incisivi: al posto nostro, il Trapani si sarebbe portato sul 3-0», è il flash acceso dal tecnico del Cuneo, messo k.o. dopo 5 turni utili (e 427’ di imbattibilità di Rossi). Martini no gol Con Chevanton e

Quando il Cuneo s’arrende alla sua incapacità di sfruttare, segnando almeno un gol, la netta superiorità espressa per un tempo, entra in scena il Lecce, che esibisce esperienza e concretezza. La squadra di Lerda vince dopo 5 partite di astinenza (non a caso, durante l’assenza di Bogliacino, auPAVIA

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ALTO ADIGE

1

Cesca e Statella fanno volare il Pavia Stop all’Alto Adige: non basta Maritato MARCATORI Cesca (P) al 1’, Maritato (A) al 6’, Statella (P) al 18’ s.t. PAVIA (4-4-2) Kovacsik 6,5; Capogrosso 6, D’Orsi 5,5, Fasano 5,5, Meregalli 5,5; Statella 6,5, La Camera 7 (dal 44’ s.t. Redaelli s.v.), Di Chiara 6,5, Lussardi 6; Beretta 6, Cesca 6,5. (Teodorani, Losi, Bracchi, Ferrini, Mangiarotti, Meza Colli). All. Roselli 7. ALTO ADIGE (4-3-3) Marcone s.v. (dal 7’ p.t. Grandi 6); Iacoponi 6, Cappelletti 5,5, Bassoli 5, Martin 5,5; Furlan 5,5 (dal 22’ s.t. Ahmedi 5,5), Bertoni 6, Uliano 6; Thiam 6, Maritato 6 (dal 33’ s.t. Bocalon s.v.), Fink 6. (Kiem, Tagliani, Bontà, Candido). All. Vecchi 5,5. ARBITRO Reni di Pistoia 5. NOTE paganti 323, abbonati 292, incasso di 4.290 euro. Espulso il tecnico Roselli al 32’ s.t.; ammoniti La Camera, Statella, Fink, Uliano, Di Chiara, Capogrosso e Beretta. Angoli 4-7. PAVIA Grande inizio d’anno per il Pavia. La squadra di Roselli, dopo aver vinto 3-0 in trasferta contro la Feralpi Salò, batte anche l’Alto Adige e consolida il quinto posto in classifica. In una sfida che profuma di playoff, partono meglio i padroni di casa, che sfiorano il vantaggio dopo appena un minuto con Di Chiara. Qualche istante più tardi Cesca si presenta solo davanti a Marcone, ma la sua conclusione viene deviata in angolo dal portiere. Al 21’ ci prova La Camera, ma il suo destro termina di poco sul fondo. Al 34’, sugli sviluppi di un corner, si rendono pericolosi anche gli ospiti con un colpo di testa di Iacoponi, a lato. Il

Bogliacino titolari, il Lecce punta a sprigionare la vocazione offensiva del 4-2-3-1. Invece, ben presto i giallorossi restano imbrigliati nel 4-1-4-1 del Cuneo, che esalta il senso della posizione di Danucci e il dinamismo di Palazzolo e Cristini, bravo a liberarsi per colpire di testa. La prima della classe assiste alla lezione tattica della creatura di Ezio Rossi,

primo tempo si chiude con un’azione di Beretta che salta un uomo, entra in area e cade dopo un contatto con Bassoli: per l’arbitro non è rigore. Al rientro in campo il Pavia sblocca subito il risultato con un gran destro da fuori area di Cesca. L’Alto Adige pareggia dopo appena cinque minuti, quando Furlan intercetta un disimpegno errato di Meregalli e serve Maritato, che da due passi supera Kovacsik. Gli uomini di Vecchi potrebbero anche raddoppiare con Thiam, ma il suo tiro è smorzato dal portiere. Al 18’ sono i padroni di casa a riportarsi in vantaggio con Statella, che raccoglie un cross da destra di La Camera, approfitta in un mancato intervento di Furlan e di piatto sinistro deposita in rete. Il Pavia al 32’ perde il tecnico Roselli (espulso per proteste) e rischia di subire il 2-2 proprio all’ultimo minuto, quando un tiro-cross di Fink tocca la parte alta della traversa e si spegne sul fondo. Michele Lanati

L’ANTICIPO

San Marino ok Tritium giù: c’è Grandolfo Sabato il San Marino ha stravinto sul campo della Tritium: 5-2 con reti segnate nel primo tempo da Cogliati (T), Coda (SM), Doumbia (SM), E. Bortolotto (T), Poletti (SM) su rigore e Doumbia (SM), poi nella ripresa ha chiuso la gara Capellini (SM). La Tritium corre ai ripari e si rinforza: dal Bari in prestito arriva l’attaccante Grandolfo.

che marciano spediti in attesa della Nocerina, fermata dal maltempo e attesa sabato sul campo della capolista (anticipo per la diretta su Sportitalia). In questo girone l’unica alternativa al Sud sembra il Pisa, ma non di certo per la promozione diretta. In ogni caso la situazione più chiara si avrà a partite completate. Mancano un posticipo e tre recuperi, ed

entro la fine del mese tutte dovrebbero essere giocate. Ma manca anche la parola fine sull’incredibile vicenda di Paganese-Latina. Siamo fermi allo 0-3 a tavolino del giudice sportivo, il club campano è in attesa degli atti per fare il ricorso, e quindi i tempi si allungano. Sono punti che potrebbero assegnare il primo posto: chi deve giudicare, lo sappia... © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’attaccante Inacio Pià, 30 anni LEZZI

che punge male con Martini e Di Quinzio, fermati da Benassi. Manca lo stoccatore e la manovra è efficace solo sino alla trequarti del Lecce, che resiste senza arrivare in zona-tiro. Firme sudamericane In avvio di

ripresa, per sua fortuna il Lecce scopre un’altra... America, con le facce di Jeda (subentrato a Chevanton, poco intraprendente), Pià e Bogliacino, ora più vivaci. Invocato invano un rigore per fallo su Zappacosta, la squadra di Lerda al 6’ trova la svolta. E’ merito di Pià, che segna con un sinistro a giro dal limite dell’area. Il Cuneo non reagisce, la sua azione è ancora più elaborata e presta il fianco alle incursioni di Chiricò, sempre troppo egoista. Il Lecce poggia sulle ripartenze di Zappacosta e sulle iniziative di Bogliacino e al 43’ chiude il conto su rigore (fallo su Jeda commesso da Scaglia, espulso), trasformato da Bogliacino. Lerda incarta il successo e attende magari qualche intervento sul mercato dei Tesoro. © RIPRODUZIONE RISERVATA

4

FERALPI SALO’

1

MARCATORI Filippi (T) al 4’, Abate (T) al 14’, Pirrone (T) al 25’, Abate (T) al 27’, Montella (FS) al 42’ p.t. TRAPANI (4-4-2) Nordi 6,5; Lo Bue 7, Priola 7, Filippi 7, Rizzi 6; Basso 7,5, Pirrone 7, Caccetta 7,5 (dal 40’ s.t. Giordano s.v.), Madonia 6; Abate 7,5 (dal 33’ s.t. Docente s.v.), Gambino 7 (dal 20’ s.t. Mancosu 6). (Morello, Spinelli, Daì, Tedesco). All. Boscaglia 7. FERALPI SALO’ (4-3-3) Gallinetta 5; Tantardini 5, Malgrati 5, Magli 5,5, Cortellini 5; Milani 6, Castagnetti 5,5, Ilari 5,5 (dal 1’ s.t. Finocchio 5); Bracaletti 5,5, Montella 6 (dal 25’ s.t. Falasco 5), Tarana 5,5 (dal 18’ s.t. Bentoglio 5). (Branduani, Caputo, Fabris, Miracoli). All. Remondina 5,5. ARBITRO Greco di Lecce 6,5. NOTE paganti 1.139, abbonati 1.347, incasso di 18.482,75 euro. Ammoniti Filippi, Gambino e Caccetta. Angoli 7-3.

FRANCO CAMMARASANA TRAPANI

Il Trapani è stato una furia, ha alzato subito il ritmo e al 4’ era già in vantaggio grazie a un perfetto stacco di testa di Filippi, che ha intercettato un preciso cross di Basso. Nel soleggiato pomeriggio del Provinciale, la Feralpi si è sciolta come neve al sole. Il Trapani ha spento con raddoppi sistematici su Castagnetti la potenziale fonte di gioco verdeblù e al 14’ si è portato sul 2-0 grazie a una invenzione di Gambino, che ha smarcato in area Basso: tiro ribattuto da un difensore sui piedi di Abate e Gallinetta non ha avuto scampo. Trapani padrone assoluto

ALBINOLEFFE

1

PORTOGRUARO

2

CREMONESE

1

LUMEZZANE

1

Segna il solito Belotti ma all’AlbinoLeffe il pareggio va stretto Cremonese, solo il gol

Cecchino Della Rocca Lumezzane affondato E il Portogruaro torna a vincere dopo 3 mesi

MARCATORI Carlini (C) su rigore al 4’ p.t.; A. Belotti (A) al 21’ s.t. ALBINOLEFFE (4-3-1-2) Offredi 6; Ambra s.v. (dal 17’ p.t. Pirovano 6), M. Belotti 6,5, Allievi 6, Salvi 6; Girasole 6, Taugourdeau 6,5, Maietti 6; Pacilli 7 (dal 31’ s.t. Diakite s.v.); Pesenti 6 (dal 15’ s.t. Pontiggia 6), A. Belotti 7. (Lazzarini, Ondei, Gazo, Personè). All. Pala 6,5. CREMONESE (4-3-1-2) Viotti 6,5; Sales 6, Tedeschi 6, Cremonesi 6, Visconti 6; Martina Rini 5, Baiocco 6, Magallanes 6 (dal 41’ s.t. Nizzetto s.v.); Caridi 6 (dal 15’ s.t. Degeri 6); Carlini 6 (dal 22’ s.t. Le Noci s.v.), Djuric 5,5. (Grillo, Armenise, Berishaku, Filippinini). All. Scienza 5,5. ARBITRO Saia di Palermo 5,5. NOTE paganti 359, abbonati 717, incasso di 1.455 euro. Espulso Martina Rini al 13’ s.t.; amm. Offredi, Girasole, Maietti, Pesenti, Pacilli, Baiocco e Carlini. Angoli 3–4. BERGAMO L’AlbinoLeffe ha pagato l’inizio balbettante con il calcio di rigore concesso per fallo di Offredi su Carlini e trasformato dallo stesso attaccante della Cremonese. Era il 4’, ma da da qui in avanti, tranne uno spunto di Djuric al 7’, gli ospiti non hanno mai tirato in porta mentre i padroni di casa hanno impegnato il nuovo portiere Viotti al 16’ con Pacilli e al 18’ della ripresa con Andrea Belotti. Al 2’ della ripresa Girasole ha mancato una clamorosa occasione, poi al 13’ c’è stata l’espulsione dell’altro nuovo arrivo Martina Rini per un fallo su Maietti. Da qui in avanti è stato solo AlbinoLeffe, compreso il pareggio di Andrea Belotti al 21’, dopo una palla non trattenuta da Viotti. Fulvio Facci

MARCATORI Della Rocca (P) al 15’ p.t.; Pintori (L) al 13’, Della Rocca (P) al 20’ s.t. PORTOGRUARO (4-3-3) Tozzo 6,5; Chesi 6, Patacchiola 6, Moracci 6, Pondaco 6; Martinelli 6,5 (dal 22’ s.t. Pignat 6), Sampietro 6,5, Salzano 5,5 (dal 47’ s.t. Licata s.v.); Corazza 6,5, Della Rocca 8, Cunico 6 (dal 33’ s.t. Zampano s.v.). (Bavena, Santandrea, Blondett, Magrassi). All. Madonna 6,5. LUMEZZANE (4-4-2) Vigorito 6; D’Ambrosio 5,5, Mandelli 6, Dametto 5, Possenti 6; Pintori 6,5 (dal 30’ s.t. Gallo s.v.), Dadson 6, Giorico 7, Baraye 6; Torri 5 (dal 18’ s.t. Kirilov 5,5), Inglese 5 (dal 36’ s.t. Samb

Soltanto un lampo La Feralpi Sa-

lò? Ha avuto un sussulto al 36’ su una bella iniziativa di Montella, che ha servito in area Tarana, ma il suo tiro è stato respinto da Nordi. Il Trapani ha allentato la morsa e prima del riposo Milani ha servito a Montella la palla del 4-1. Remondina nell’intervallo ha cercato di dare la scossa e a inizio di ripresa la Feralpi è sembrata svegliarsi dall’atteggiamento remissivo del primo tempo, anche se al 3’ la difesa ha dovuto salvarsi in extremis da una punizione di Gambino. Dopo i primi dieci minuti, però, il Trapani ha ripreso in mano il pallino del gioco, pur senza forzare, sfiorando per altre due volte il gol: al 22’ Madonia ha colpito il palo nel cercare di finalizzare un assist di Mancosu e al 28’ ha servito lo stesso Mancosu, che dopo aver superato Gallinetta in uscita, si è fatto respingere la conclusione da un difensore.

IL POSTICIPO ORE 20.45, RAI SPORT 1

Stasera il derby Reggiana-Carpi Stasera è derby tra Reggiana e Carpi, con la minaccia della neve. Un derby con il lutto per Gianni Caramaschi, storico segretario del Carpi ma anche collaboratore della Reggiana. Debutto casalingo per Apolloni e per la nuova proprietà targata Teobaldo Smerieri; due possibili novità: Viapiana per Arati, Matteini è favorito su Rossi in attacco. Nel Carpi potrebbe recuperare Letizia; mancano Pasciuti (assurda squalifica) e gli infortunati Lollini, Ferretti e Teggi, rientrano Bianco e Concas e va in panca il nuovo Diagouraga. Così in campo stasera (ore 20.45, diretta su Rai Sport 1): REGGIANA (4-3-1-2) Tomasig; Bani, Aya, Cossentino, Magliocchetti; Antonelli, Viapiana, Ardizzone; Alessi; Matteini, Sprocati. (Bellucci, Zini, Panizzi, Iraci, Arati, Ferrara, Rossi). All. Apolloni. CARPI (4-4-2) Sportiello; Letizia, Poli, Terigi, Sperotto; Concas, Perini, Bianco, Di Gaudio; Kabine, Arma. (Trini, Diagouraga, De Bode, Fusar Bassini, Cenetti, Cortesi, Potenza). All. Tacchini-Cioffi. ARBITRO Bruno di Torino (Croce-Serpilli).

SQUADRE

PT

LECCE

PARTITE RETI G V N P F S 34 18 10 4 4 29 21

TRAPANI

32 18 9

5

4 37 20

CARPI

30 17 8

6

3 19 11

ALTO ADIGE

30 18 8

6

4 23 19

PAVIA

29 18 7

8

3 21 15

ENTELLA

27 18 6

9

3 27 21

SAN MARINO

25 17 7

4

6 28 25

LUMEZZANE

23 17 5

8

4 18 15

CUNEO

23 18 6

5

7 16 17

PORTOGRUARO (-2) 18 17 4

8

5 19 22

FERALPI SALO'

18 17 5

3

9 19 30

COMO (-1)

17 17 3

9

5 20 25

ALBINOLEFFE (-10) 16 18 5 11 2 23 15

del campo e difesa gardesana che, con Magli all’esordio e priva di Leonarduzzi, è andata in affanno a ogni azione granata. Al 24’ è riuscita a salvarsi da una conclusione di Gambino, ma un minuto dopo è capitolata ancora sulla conclusione di testa di Pirrone, servito da Basso dal corner. Due minuti dopo Abate, di testa, ha praticamente chiuso la partita (cross di Gambino).

s.v.). (Coletta, Zamparo, Carlini, Sevieri). All. Festa 6. ARBITRO Melidoni di Frattamaggiore 6. NOTE paganti 99, abbonati 170, incasso di 2.900 euro. Ammoniti Pondaco, Giorico, Della Rocca e Gallo. Angoli 4-8. PORTOGRUARO La doppietta di San Della Rocca (9 gol stagionali) è una manna dal cielo: il Portogruaro torna alla vittoria al Mecchia dopo oltre tre mesi. Ora serve quella fuori dal campo per sbloccare i conti correnti della società. Lumezzane stranamente distratto in difesa. Al 15’ Cunico pesca la testa del bomber che batte Vigorito. Il pari al 13’ s.t. da calcio d’angolo: Pintori calcia sul primo palo, Cunico lascia sfilare e sorprende Tozzo. Ma 7’ più tardi Corazza ruba palla all’azzurro under 20 Dametto e serve Della Rocca che insacca. L’attaccante granata coglie due pali: al 24’ p.t. e al 35’ s.t. Due legni anche per gli ospiti, al 5’ con Torri e al 26’ s.t. con Giorico: frenata playoff. Alberto Francescut

CLASSIFICA

CREMONESE (-1) 22 18 4 11 3 19 11

Trapani a valanga Gara chiusa in 45’ TRAPANI

girone A

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TREVISO

0

ENTELLA

0

Treviso da battaglia ma manca un bomber Entella, domenica no: ora è fuori dai playoff TREVISO (4-3-3) Merlano s.v.; Cernuto 7, Stendardo 6,5 (dal 36’ s.t. Bini s.v.), Zammuto 6,5, Videtta 5; Beccia 5,5, Spinosa 6,5, Komac 6; Fortunato 6 (dal 40’ s.t. Brunetti s.v.), Kyeremateng 6,5, N. Tarantino 6. (Campironi, Toppan, Rizzo, Picone, Madiotto). All. Ruotolo 6,5. ENTELLA (3-4-1-2) Paroni 6; Bianchi 5,5, Cesar 6, Russo 5,5; Staiti 6,5 (dal 35’ s.t. Serlini s.v.), Volpe 5, Raggio Garibaldi 5 (dal 30’ s.t. Hamlili 5,5), Zampano 5; Vannucchi 6,5; Argeri 5, Rosso 5. (Otranto, Falcier, Cecchini, Wagner, Hraiech). All. Prina 5,5. ARBITRO Baroni di Firenze 6,5. NOTE paganti 325, abbonati 470, incasso di 4.707 euro. Ammoniti Raggio Garibaldi, Bianchi e Stendardo. Angoli 4-2. TREVISO Ai punti avrebbe vinto il Treviso, ma nel calcio, a differenza della boxe, vinci soltanto se segni, e il Treviso in attacco è poca cosa. Bene i due attaccanti di movimento (Kyeremateng e Tarantino), ma manca una prima punta con il fiuto per il gol. Deludente invece l’Entella, che non ha mai tirato in porta e che ha subìto la maggior determinazione e freschezza atletica dei padroni di casa. Le occasioni da gol sono state comunque poche. Al 10’ il Treviso fa capire che per l’Entella sarà una domenica impegnativa con una conclusione dalla lunga distanza di Fortunato (Paroni blocca). Nel finale del primo tempo Stendardo di testa sfiora il palo. Al 26’ della ripresa Kyeremateng entra in area e lascia partire una violenta conclusione bloccata da Paroni. Giampaolo Zorzo

REGGIANA

15 17 4

3 10 17 27

TRITIUM

9 17 1

6 10 12 33

TREVISO (-1)

8 18 1

6 11 12 32

U PROMOSSA U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSA

RISULTATI ALBINOLEFFE-CREMONESE LECCE-CUNEO PAVIA-ALTO ADIGE PORTOGRUARO-LUMEZZANE REGGIANA-CARPI TRAPANI-FERALPI SALO' TREVISO-ENTELLA TRITIUM-SAN MARINO ha riposato COMO

1-1 2-0 2-1 2-1 stasera 4-1 0-0 2-5

PROSSIMO TURNO DOMENICA 20 GENNAIO ore 14.30 CARPI-PORTOGRUARO COMO-TRITIUM CUNEO-REGGIANA ENTELLA-ALBINOLEFFE FERALPI SALO'-CREMONESE LUMEZZANE-PAVIA SAN MARINO-LECCE TREVISO-TRAPANI riposa ALTO ADIGE

(0-2) (2-2) (0-2) (1-3) (0-2) (0-0) (0-2) (2-3)

MARCATORI 9 RETI Rosso (1, Entella); Della Rocca (Portogruaro); Abate (Trapani). 8 RETI Foti (Lecce); Beretta (3, Pavia). 7 RETI A. Belotti (AlbinoLeffe); A. Donnarumma (1, Como); Madonia (6) e Mancosu (Trapani); N. Tarantino (6, Treviso). 6 RETI Arma (1, Carpi); Le Noci (3, Cremonese); Guerra (Entella); Rossi (3, Reggiana); Basso (5, Trapani).

girone B CLASSIFICA SQUADRE LATINA (-1) AVELLINO FROSINONE (-1) PISA NOCERINA PERUGIA (-1) VIAREGGIO PRATO PAGANESE GUBBIO CATANZARO BENEVENTO ANDRIA (-2) SORRENTO BARLETTA CARRARESE

PT 36 35 30 27 26 24 23 22 22 22 21 20 17 12 11 10

G 17 17 17 17 16 17 17 16 17 17 17 17 17 17 17 17

PARTITE V N P 11 4 2 10 5 2 8 7 2 7 6 4 7 5 4 7 4 6 5 8 4 6 4 6 5 7 5 6 4 7 6 3 8 5 5 7 4 7 6 2 6 9 2 5 10 2 4 11

RETI F S 25 14 27 10 25 15 26 20 23 20 24 20 25 23 17 15 18 19 15 22 25 31 23 21 15 17 10 22 14 26 14 31

U PROMOSSA U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSA

RISULTATI AVELLINO-CARRARESE CATANZARO-LATINA FROSINONE-GUBBIO NOCERINA-PRATO PERUGIA-BARLETTA PISA-ANDRIA SORRENTO-PAGANESE VIAREGGIO-BENEVENTO

2-1 1-3 2-0 rinviata 0-1 1-0 0-0 2-2

PROSSIMO TURNO DOMENICA 20 GENNAIO ore 14.30 ANDRIA-FROSINONE (1-2) BARLETTA-PISA (2-2) BENEVENTO-CATANZARO (2-1) CARRARESE-SORRENTO (0-2) GUBBIO-PERUGIA (0-2) LATINA-NOCERINA (sabato 19, ore 16) (1-0) PAGANESE-AVELLINO (lunedì 21, ore 20.45) (1-1) PRATO-VIAREGGIO (1-1)

MARCATORI 9 RETI Evacuo (Nocerina). 8 RETI Biancolino (5) e Castaldo (3, Avellino); Fioretti (3, Catanzaro); Ciofani (Perugia); Favasuli (7, Pisa). 7 RETI Mancuso (Carrarese); Galabinov (1, Gubbio). 6 RETI Altinier e Mancosu (3, Benevento); Barraco (1, Latina); Scarpa (3, Paganese); Politano (Perugia); Magnaghi (Viareggio).


LUNEDÌ 14 GENNAIO 2013

LA GAZZETTA DELLO SPORT

29

PRIMA DIVISIONE GIRONE B 17a GIORNATA

Grande Latina Il pokerissimo ora è servito

per affiancare Fioretti in avanti. Il Catanzaro passa al 3-5-2. Cambiano i cursori a metà campo, sulla destra arretra Russotto, sulla sinistra va Fiore. Altra occasionissima per il Latina: al 41’ Pisseri fa scudo sul siluro di Danilevicius. Impreca il Catanzaro al 47’: gol di Fiore annullato per fuorigioco.

A Catanzaro c’è la quinta vittoria di fila Danilevicius debutta segnando un gol 1

DAL NOSTRO INVIATO

3

NICOLA BERARDINO CATANZARO

CATANZARO LATINA

MARCATORI Kolawole (L) al 20’ p.t.; Danilevicius (L) al 29’, Ricciardi (L) al 40’, Masini (C) al 42’ s.t. CATANZARO (3-5-1-1) Pisseri 5; Orchi 5, Sirignano 6, Bacchetti 6; Fiore 5,5, Castiglia 5,5, Ronaldo 5,5 (dal 1’ s.t. Quadri 5), Benedetti 5,5 (dal 17’ s.t. Squillace 5), Sabatino 5 (dal 37’ p.t. Masini 5,5); Russotto 6; Fioretti 5. (Faraon, Papasidero, Ulloa, Carboni). All. Cozza 5. LATINA (4-3-3) Bindi 6,5; Milani 6,5, Cottafava 6,5, Agius 6, Bruscagin 6; Burrai 6 (dal 21’ s.t. Gerbo 6), Cejas 6,5, Sacilotto 6,5; Barraco 6,5, Danilevicius 6,5 (dal 37’ s.t. Ricciardi 6,5), Kolawole 7 (dal 43’ s.t. Jefferson s.v.). (Ioime, Cafiero, Giacomini, Pagliaroli). All. Pecchia 7. ARBITRO Albertini di Ascoli Piceno 6. NOTE spettatori 4.000 circa, abbonati 2.600, paganti e incasso non comunicati. Ammoniti Cottafava, Orchi, Sirignano, Castiglia, Burrai, Kolawole, Cejas e Bacchetti. Angoli 4-3.

Latina inarrestabile. A Catanzaro la capolista coglie il quinto successo esterno (compreso quello di Pagani sancito dal giudice sportivo). Quindici punti raccolti nelle ultime cinque giornate. Kolawole, Danilevicius e Ricciardi firmano un successo espresso da una gran prova sul piano tattico e dinamico. Il Catanzaro, reduce da due vittorie consecutive, toppa l’esame di maturità con una prestazione lacunosa per personalità e gioco. La chiave Nelle file calabresi, largo ai rinforzi. Dal primo minuto ecco Sabatino, Bacchetti, Ronaldo e Castiglia. Sirignano

Frecce e ripartenze Dopo l’intervallo Cozza cambia ancora il centrocampo. Fuori un altro rinforzo, Ronaldo, spazio a Quadri in regia. Calabresi più intraprendenti, ma poco incisivi. Latina sempre insidioso nelle ripartenze: Barraco e Kolawole due frecce. Catanzaro pericoloso con una punizione di Russotto deviata da Bindi. Cozza ritocca di nuovo la mediana (Squillace sostituisce Benedetti), passa al 3-4-1-2, ma il gioco non decolla. Anzi, è il Latina a segnare. Al 29’, pallone smistato da Sacilotto per il tocco, un po’ fortunoso, di Danilevicius che buca l’incerto Pisseri. Poi il tris del Latina al 40’: ripartenza con diagonale da applausi di Ricciardi, appena subentrato. Al 42’ rigore per il Catanzaro (Russotto atterrato da Cejas): il tiro di Quadri viene respinto da Bindi, in mischia insacca Masini. Un gol che riaccende qualche speranza, ma è tardi e il Latina non fa passare più nulla.

Tomas Danilevicius, 34 anni DAPRESS

torna in difesa (Conti infortunato). Anche tra i laziali c’è l’acquisto doc dal primo minuto: Danilevicius guida l’attacco (Schetter in infermeria). Squalificato De Giosa, al centro della difesa va Agius con Bruscagin a sinistra. Catanzaro frenato dal pressing alto del Latina, che si muove con una fitta ragnatela di passaggi. La formazione di Cozza ha difficoltà a centrocampo dove i tre nuovi non riescono a sintonizzarsi. Il Latina cerca lo spiraglio per colpire e lo trova al 20’: Sacilotto innesca la capocciata vincente di Kolawole che approfitta di un’indecisione di Pisseri e Orchi. Il vantaggio carica il Latina che potrebbe raddoppiare ancora con Kolawole: due tentativi sventati da Pisseri. Cozza corre ai ripari. Esce Sabatino ed entra Masini

PISA

1

PERUGIA

0

FROSINONE

2

ANDRIA

0

BARLETTA

1

GUBBIO

0

Favasuli non sbaglia mai Al Pisa basta: Andria k.o.

Barletta, che gran colpo Il Perugia va al tappeto

Frosinone ok pure in casa E oggi si rinforza: Curiale

MARCATORE Favasuli su rigore al 24’ s.t. PISA (3-4-3) Sepe s.v.; Sbraga 6, Carini 6, Sabato 6; Buscé s.v. (dal 16’ p.t. Rizzo 6), Fondi 6, Favasuli 6,5, Pedrelli 6,5 (dal 34’ s.t. Colombini s.v.); Gatto 7 (dal 34’ s.t. Barberis s.v.), Perez 5,5, Tulli 6,5. (Pugliesi, Rozzio, Strizzolo, Scappini). All. Grieco 6,5 (Pane squalificato). ANDRIA (4-4-2) Rossi 6; Tartaglia 6,5, Migliaccio 6,5, Zaffagnini 6, Contessa 4,5; D’Errico 5 (dal 10’ s.t. Loiodice 6), Giorgino 5,5, Larosa 5,5, Taormina 5,5; Maccan 5 (dal 25’ s.t. Lanteri 5,5), Innocenti 5,5. (Sansonna, Scrugli, Malerba, Bruno, Cutrupi). All. Cosco 6. ARBITRO Caso di Verona 6. NOTE paganti 1.070, abbonati 1.732, incasso di 25.160 euro. Espulso Contessa al 23’ s.t.; ammoniti Contessa, Migliaccio, Pedrelli, Rossi e Maccan. Angoli 4-1. PISA Con la novità del tridente il Pisa torna al successo dopo due mesi e tre sconfitte di fila. L’Andria resiste un tempo senza soffrire, ma si arrende alla sua pochezza offensiva: zero tentativi a rete in tutta la partita. Dopo l’intervallo, i locali passano al 4-3-3 per dare meno punti di riferimento al centrocampo pugliese e creano occasioni in serie. Tulli sfiora il gol un paio di volte, poi incredibile errore di Contessa. Il difensore su un innocuo controllo a fondo campo si fa rubare palla da Gatto e lo stende una volta in area: secondo giallo, espulsione e rigore trasformato dall’infallibile Favasuli (6 su 6 dal dischetto). In 10 l’Andria non riesce a reagire e il Pisa sfiora il raddoppio. Alessio Carli

MARCATORI Meduri al 35’ s.t. PERUGIA (4-3-3) Koprivec 5,5; Cangi 6, Russo 6, Cacioli 6, Liviero 5,5 (dal 32’ s.t. Zanchi 6); Moscati 6, Esposito 5,5, Nicco 6.5; Politano 5,5, Ciofani 5,5, Rantier 5,5 (dal 20’ s.t. Fabinho 6). (Giordano, Lebran, Garcia, Barra, Tozzi Borsoi). All. Camplone 5. BARLETTA (4-3-3) Liverani 7; Calapai 6,5, De Leidi 6,5, Burzigotti 6,5, Romeo 7; Piccinni 6,5, Allegretti 6,5 (dal 39’ s.t. Meucci s.v.), Molina 6,5 (dal 43’ s. t. Pippa s.v.); Carretta 7, Meduri 7, La Mantia 6,5. (Pane, Lorito, Albanese, Cicerelli, Barenti). All. Novelli. ARBITRO Dei Giudici di Latina 6. NOTE paganti 1.095, abbonati 3.047, incasso di 26.971 euro. Ammoniti Meduri, Allegretti, Molina, Liviero, Cacioli, Meucci. Angoli 10-2. PERUGIA Succede quello che non ti aspetti, con il Barletta che riesce nel colpo grosso al Curi grazie ad una attenta prova difensiva e sfruttando la vivacità nelle ripartenze. A decidere il match è stata la «perla» di Meduri: spalle alla porta, ha controllato di petto un traversone dell’ottimo Carretta e con una mezza girata ha mandato la palla sul palo interno, prima di finire in rete. Gli umbri sono apparsi sottotono e non soltanto perché in campo sono mancate le giocate di uno stanco Politano. Il Perugia è andato, comunque, più volte vicino al gol e quando Nicco era riuscito a superare Liverani (bravo nel finale su Ciofani), sulla linea di porta è stato Romeo a rinviare. Antonello Menconi

MARCATORI Cesaretti al 35’ p.t.; Carrus al 13’ s.t. FROSINONE (4-3-3) Zappino 6; Guidi 6, Bertoncini 6, Biasi 6,5, Blanchard 6 (dal 42’ s.t. Amelio s.v.); Carrus 7, Gucher 7, Frara 7; Rogero 6,5 (dal 30’ s.t. Aurelio s.v.), Santoruvo 6,5, Cesaretti 7 (dal 38’ s.t. Ganci s.v.). (Vaccarecci, Del Duca, Marchi, Crescenzi). All. Stellone 7. GUBBIO (4-2-3-1) Venturi 5,5; Regno 5,5 (dal 14’ s.t. Semeraro 5,5), Galimberti 5, Bartolucci 6, Carroccio 6; Baccolo 5,5, Malaccari 6; Bazzoffia 5,5 (dal 14’ s.t. Manzoni 5), Caccavallo 6, Grea 6; Galabinov 6. (Farabbi, Pambianchi, Tomarelli, Nappello, Martini). All. Sottil 6. ARBITRO Maresca di Napoli 5,5. NOTE paganti 469, abbonati 1.211, incasso di 9.247,70 euro. Espulso Galimberti al 23’ s.t.; ammoniti Regno, Blanchard, Rogero, Grea e Manzoni. Angoli 3-3.

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FROSINONE Dopo due mesi e mezzo il Frosinone torna a vincere in casa battendo 2-0 un Gubbio in formazione largamente rimaneggiata. La partita la fa la squadra di casa che avrebbe potuto rendere il risultato ancora più rotondo, ma al 20’ del primo tempo Venturi si oppone ad un violento tiro di Rogero e nella ripresa, in due occasioni, Santoruvo non centra la porta da pochi passi. Frosinone in vantaggio al 35’ del primo tempo, quando su un cross di Guidi c’è la torre di Santoruvo per Cesaretti che di sinistro sorprende Venturi con un diagonale. Due minuti prima una conclusione velenosa di Galabinov aveva impegnato in tuffo Zappino. Nella ripresa al 2’ mancato raddoppio di Bertoncini da pochi passi, mentre al 3’ una sventola di Grea è ribattuta ancora da Zappino. Al 13’ c’è il raddoppio con Carrus che sfrutta un rimpallo in area dopo una mischia e trafigge Venturi con un tiro rasoterra. Il Frosinone rinforza così il terzo posto e si butta sul mercato: dopo Lapadula (cesena) oggi firma anche Curiale (Grosseto), mentre Catacchini viene ceduto al Catanzaro. Maurizio Di Rienzo

LA GARA SALTATA

Nocerina-Prato rinviata per la pioggia NOCERA INFERIORE (Sa) (d.f.) Una pioggia torrenziale caduta durante l’intera notte e perdurata fino all’inizio del match tra Nocerina e Prato, ha reso impraticabile il terreno di gioco del San Francesco. Così l’arbitro Aversano di Treviso ha dovuto rinviare il match, dopo un sopralluogo con i due capitani De Liguori e Cavagna. Il recupero forse domenica 27, quando c’è la sosta.

Avellino inarrestabile anche nella tormenta AVELLINO

2

CARRARESE

1

MARCATORI D’Angelo (A) al 4’, Mancuso (C) all’11’, De Angelis (A) al 15’ p.t. AVELLINO (4-3-1-2) Fumagalli 6; Zappacosta 6, Izzo 7,5, Fabbro 6,5, Pezzella 6,5; D’Angelo 7,5, Massimo 6,5, Angiulli 6 (dal 13’ s.t. Arini 6,5); De Angelis 6,5 (dal 35’ s.t. Millesi s.v.); Biancolino 6, Castaldo 6. (Orlandi, Bittante, Giosa, Bariti, Herrera). All. Rastelli 7. CARRARESE (4-2-3-1) Cicioni 6; Lanzoni 5,5, Melucci 5, Benassi 6, Bregliano 5,5 (dal 25’ s.t. Merini 6); Pestrin 6,5, Belcastro 6; Corticchia 5,5 (dal 39’ s.t. Venitucci s.v.), Mancuso 7, Orlandi 6 (dal 30’ s.t. Tognoni 5,5); Makinwa 6. (Piscitelli, Alcibiade, Corrent, Margiotta). All. Di Costanzo 6,5 ARBITRO D’Angelo di Ascoli Piceno 6,5. NOTE spettatori 4.000 circa, abbonati 1.741, paganti e incasso non comunicati. Ammoniti Pestrin, Massimo, De Angelis e Bregliano. Angoli 0-4.

DAL NOSTRO INVIATO

GAETANO IMPARATO AVELLINO

Tempo da lupi, ma l’Avellino azzanna con D’Angelo e De Angelis. Il primo con uno stop di petto, dribbling (pozzanghere comprese) e staffilata dal limite con palla a fil di palo. Il raddoppio è di testa (assist di Biancolino in elevazione) dopo un cross di Massimo. Quinta vit-

SORRENTO

0

2

PAGANESE

0

Tra Viareggio e Benevento solito 2-2: che spettacolo

Pioggia e vento: un derby senza grandi emozioni

MARCATORI Mancosu (B) al 19’ p.t.; Giovinco (V) al 1’, Magnaghi (V) al 21’, Germinale (B) al 33’ s.t. VIAREGGIO (3-5-2) Gazzoli 6; Carnesalini 6 (dal 39’ s.t. Lamorte s.v.), Tomas 6,5, Trocar 6; Pellegrini 6, Pizza 7, Maltese 7,5, Calamai 6 (dal 23’ s.t. Sandrini 6), Peverelli 6,5; Giovinco 7, Magnaghi 7 (dal 38’ s.t. De Vena s.v.). (Furlan, Conson, Fiale, Gerevini). All. Cuoghi 6,5. BENEVENT0 (4-3-3) Gori 6; Siniscalchi 6, Mengoni 7, Rinaldi 6, Bolzan 6; Davì 6 (dal 33’ s.t. Bonaiuto s.v.), Rajcic 7,5, Carotti 6,5; Marchi 6 (dal 25’ s.t. Montini 6,5), Cipriani 6 (dal 15’ s.t. Germinale 7), Mancosu 7. (Mancinelli, Anaclerio, De Risio, Cristiani). All. Ugolotti 6,5. ARBITRO Lanza di Nichelino 7. NOTE paganti 307, abbonati 405, incasso di 4.534 euro. Ammoniti Carnesalini, Trocar, Bolzan e Carotti. Angoli 13-5. VIAREGGIO (Lu) Spettacolare confronto con giusto pareggio fra Viareggio e Benevento nel segno della tradizione: è la quarta volta nelle ultime stagioni che esce il 2-2. Meglio gli ospiti nel primo tempo con Mancosu che al 19’ sblocca il risultato ben servito dal Rajcic. Nella ripresa, la prima mezzora è del Viareggio: al 1’ Giovinco con un sinistro preciso da fuori area supera l’incolpevole Gori. Il Viareggio insiste e al 21’ Magnaghi firma il raddoppio di sinistro da 20 metri. Il Benevento ruggisce con i suoi attaccanti e al 33’ Germinale, in mischia si libera di Trocar e scarica in rete il pallone del 2-2. Giovanni Lorenzini

SORRENTO (3-5-2) Rossi 6; Ciampi 6, Di Nunzio 6, Balzano 6,5; Di Dio 5 (dall’8’ s.t. Schenetti 5), A. Esposito 6, Beati 6, Guitto 5 (dal 31’ s.t. Zanetti 6), Arcuri 6; Bernardo 5,5, Corsetti 5 (dal 14’ s.t. Musetti 5). (Frasca, R. Esposito, Terminiello, Ferrara). All. Bucaro 6. PAGANESE (3-5-2) Robertiello 6; Fusco 6, Fernandez 6, Perrotta 5 (dal 1’ s.t. Puglisi 6); Ciarcià 6, Soligo 5, Romondini 6,5, Tortori 5 (dal 29’ s.t. Scarpa 5), Nunzella 6; Caturano 5 (dal 33' s.t. Fava 5), Girardi 5. (Pergamena, Pastore, Anderson, Franco). All. Malafronte 6 (Grassadonia squalificato). ARBITRO Aureliano di Bologna 6. NOTE paganti 249, abbonati 109, incasso di 4.223 euro. Ammoniti Perrotta e Ciarcià. Angoli 7-3. SORRENTO (Na) Tra pioggia e vento, il pari è giusto in un derby dalle rare palle-gol. Nel primo tempo, giocato bene dal Sorrento con un avvio vivace, la ghiotta occasione viene fallita da Corsetti: l’attaccante rossonero se ne va verso la porta e il suo destro, un po’ pasticciato, supera Robertiello e sfiora il palo (19’). Il Sorrento cala nella ripresa, la Paganese gioca meglio e nel recupero, in ripartenza, Girardi divora il gol della vittoria (46’). Squadre schierate con uno speculare 3-5-2, voglia di coprirsi le spalle e non rischiare granché. Grassadonia e il suo vice Criscuolo, entrambi squalificati, hanno guidato la squadra dalla tribunetta coperta lasciando in panchina Malafronte. Antonino Siniscalchi

RISULTATI

CLASSIFICA

RISULTATI

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RISULTATI

ASTI-BORGOSESIA 1-0 BOGLIASCO-VERBANO 4-1 CHIERI-GOZZANO 2-0 DERTHONA-SESTRI LEVANTE 1-5 FOLGORE CARATESE-VERBANIA 2-1 LAVAGNESE-IMPERIA 2-1 NOVESE-TORTONA 2-1 SANTHIA'-BRA 1-1 TREZZANO-CHIAVARI 1-2

Lavagnese p. 42; Bra 41; Santhià 40; Chieri 37; Borgosesia 35; Verbania 31; Folgore Caratese 29; Chiavari 28; Bogliasco, Gozzano e Sestri Levante 24; Derthona 22; Tortona 20; Trezzano e Asti 17; Verbano e Novese 13; Imperia 10.

CASTELLANA-PERGOLETTESE 1-1 DARFO-FERSINA PERGINESE 1-1 LECCO-VOGHERA 2-0 MAPELLOBONATE-PRO SESTO 2-2 MEZZOCORONA-ATLETICO MONTICHIARI 1-2 PONTISOLA-SAN GIORGIO 3-1 SANT'ANGELO-CARONNESE 0-1 SEREGNO-ALZANO CENE 0-1 SERIATE-CARAVAGGIO 1-1 TRENTO-OLGINATESE 0-2

Pontisola p. 47; Pergolettese 44; Olginatese e Caronnese 41; Voghera 38; Lecco (-3) 34; Caravaggio e Castellana 31; Atletico Montichiari 30; Mapellobonate e Seriate 28; Alzano Cene 27; Seregno 23; Pro Sesto, Darfo (-1) e San Giorgio 21; Fersina Perginese 20; Sant'Angelo e Mezzocorona 13; Trento (-1) 11.

BELLUNO-REAL VICENZA CEREA-VIRTUS VECOMP GIORGIONE-KRAS REPEN SAMBONIFACESE-SACILESE SAN PAOLO-LEGNAGO SANDONA' JESOLO-MONTEBELLUNA SANVITESE-PORTO TOLLE TAMAI-CLODIENSE TRISSINO VALDAGNO-PORDENONE UNION QUINTO-ESTE

La pioggia fa sospendere Pro CaveseRibera al 10’ della ripresa. Sorpassi di Lavagnese (A), Sansepolcro (E) e Samb (F) dopo il crollo interno del San Cesareo. Allungano Pontisola (B), Pro Piacenza (D), Torres (G) e Ischia (H) dopo la prima sconfitta del Gladiator. Mercoledì giocano i gironi B e C.

GIRONE E

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2

19a giornata

Sansepolcro, Samb e Lavagnese prime

cede tutto in quarto d’ora, compreso il pareggio toscano con un Mancuso che scopiazza De Angelis. La posizione e la stoccata sono simili: a pelo d’erba fradicia di pioggia, con traiettoria imprevedibile, accelerata, imparabile. Una decina di fulmini delineano l’orizzonte, i 90’ sono ai limiti della praticabilità. Pozzanghere ed erba melmosa, la Carrarese viene morsa in una laguna. Acqua gelida, ma in 4.000 al Partenio. Il terreno ha condizionato una sfida che poteva essere agonisticamente gustosa. La Carrarese inizia la ripresa spavalda, insidiosa, e chiude la gara mettendo i brividi all’Avellino. Il conto delle azioni gol, però, legittima il risultato finale: 5-2, con Castaldo (10’), De Angelis (28’) e Arini (34’ al debutto, in settimana arrivato da Andria) che sfiorano il terzo gol in maniera netta mentre la Carrarese vince solo... per gli angoli.

BENEVENTO

GIRONE A

(21a giornata)

Novanta minuti nella bufera Suc-

VIAREGGIO

serie D

GIRONE B

toria di fila, ma becca gol Fumagalli (non ne prendeva da 4 gare) che comunque salva il risultato con una paratona su incornata di Mancuso a fine gara.

GIRONE C

(21a giornata) 1-3 1-2 1-0 1-0 0-1 2-0 0-2 5-1 0-2 0-0

GIRONE D

CLASSIFICA

RISULTATI

Virtus Vecomp e Sambonifacese p. 43; Pordenone 41; Real Vicenza 40; Porto Tolle* 39; Sandonà Jesolo* e Sacilese 32; Belluno 31; Trissino Valdagno* 30; Tamai, Legnago* e Clodiense 29; Este 28; San Paolo e Montebelluna 26; Giorgione 25; Cerea 20; Sanvitese 14; Union Quinto e Kras Repen 8. (* una gara in meno).

CAMAIORE-SPAL CASTELFRANCO-CASTENASO FIDENZA-ROSIGNANO FORMIGINE-FORCOLI FORTIS JUVENTUS-MASSESE MEZZOLARA-LUCCHESE PISTOIESE-RICCIONE PRO PIACENZA-BAGNOLESE TUTTOCUOIO-PAVULLESE

CLASSIFICA 0-5 2-2 2-0 0-0 0-3 2-3 1-1 3-0 2-2

Pro Piacenza p. 43; Tuttocuoio 39; Massese 36; Lucchese 35; Pistoiese, Spal* e Fidenza 33; Mezzolara* 30; Fortis Juventus 27; Castelfranco e Formigine 24; Castenaso 21; Pavullese 19; Camaiore 18; Forcoli 15; Rosignano e Riccione (-1) 14; Bagnolese 12. (* una gara in meno).

PROSSIMO TURNO

PROSSIMO TURNO

PROSSIMO TURNO

PROSSIMO TURNO

Domenica 20 gennaio ore 14.30: Borgosesia-Folgore Caratese (2-0); Bra-Tortona (2-1); Chiavari-Bogliasco (2-1); Derthona-Trezzano (0-2); Gozzano-Santhià (0-1); Imperia-Asti (1-0); Sestri Levante-Chieri (0-1); Verbania-Novese (2-2); Verbano-Lavagnese (1-2).

Mercoledì 16 gennaio ore 14.30: Alzano Cene-Pontisola (1-2); Atletico Montichiari-Seriate (1-1); Caravaggio-Darfo (1-1); Caronnese-Trento (2-1); Mapellobonate-Mezzocorona (2-3); Olginatese-Castellana (2-0); Pergolettese-Lecco (2-0); Pro Sesto-Seregno (4-1); San Giorgio-Sant'Angelo (1-2); Voghera-Fersina Perginese (1-1).

Mercoledì 16 gennaio ore 14.30: Clodiense-Belluno (0-3); Este-Sanvitese (3-2); Kras Repen-Cerea (0-1); Legnago-Giorgione (3-0); Montebelluna-Tamai (2-0); Pordenone-Sambonifacese (2-1; ore 14); Porto Tolle-San Paolo (1-1); Sacilese-Union Quinto (1-0); Trissino Valdagno-Sandonà Jesolo (1-1); Virtus Vecomp-Real Vicenza (4-0).

Domenica 20 gennaio ore 14.30: Bagnolese-Formigine (0-1); Castenaso-Mezzolara (0-3); Forcoli-Rosignano (1-2); Lucchese-Fortis Juventus (2-0); Massese-Tuttocuoio (0-1); Pavullese-Camaiore (1-3); Pistoiese-Castelfranco (3-0); Riccione-Pro Piacenza (0-7); Spal-Fidenza (1-0).

GIRONE F

GIRONE G

GIRONE H

GIRONE I

RISULTATI

CLASSIFICA

RISULTATI

CASACASTALDA-CASTEL RIGONE 1-1 LANCIOTTO-BASTIA 0-2 PIERANTONIO-TODI 3-2 PONTEVECCHIO-FLAMINIA 2-1 SANSEPOLCRO-PIANESE 2-1 SCANDICCI-AREZZO 1-0 SPOLETO-SPORTING TERNI 1-0 TRESTINA-DERUTA 2-2 VITERBESE-FIESOLECALDINE 0-0

Sansepolcro p. 35; Castel Rigone 34; Deruta 32; Viterbese 31; Casacastalda 30; Fiesolecaldine e Spoleto 29; Sporting Terni e Pianese 28; Pontevecchio 26; Trestina 25; Bastia, Lanciotto e Scandicci 23; Arezzo 21; Pierantonio 19; Todi 17; Flaminia 14.

AMITERNINA-SAMBENEDETTESE ASTREA-CIVITANOVESE ISERNIA-RECANATESE JESINA-ANCONA MACERATESE-VIS PESARO OLYMPIA AGNONESE-CELANO RENATO CURI-MARINO SAN CESAREO-TERMOLI SAN NICOLO'-FIDENE

1-3 2-0 0-0 2-1 0-0 2-0 5-0 0-5 2-1

CLASSIFICA

RISULTATI

Sambenedettese p. 43; San Cesareo 42; Termoli e Maceratese 37; Ancona 34; Vis Pesaro 32; Olympia Agnonese 30; Astrea 28; Jesina 27; Fidene 23; Amiternina 21; Renato Curi e Civitanovese 20; Isernia 19; Celano 18; Marino 15; Recanatese 13; San Nicolò 12.

ANZIOLAVINIO-ARZACHENA BUDONI-HYRIA NOLA CASERTANA-SORA CYNTHIA-LUPA FRASCATI OSTIA MARE-SARNESE PALESTRINA-CIVITAVECCHIA SANT'ELIA-SELARGIUS TORRE NEAPOLIS-ISOLA LIRI TORRES-PORTO TORRES

3-1 1-1 1-1 1-1 3-0 1-1 0-1 2-0 2-0

CLASSIFICA

RISULTATI

Torres p. 41; Palestrina 35; Sarnese, Casertana e Torre Neapolis 33; Lupa Frascati 32; Sora 30; Ostia Mare 28; Budoni 26; Arzachena e Cynthia 24; Anziolavinio 23; Porto Torres 20; Selargius e Isola Liri 19; Hyria Nola 16; Sant'Elia 14; Civitavecchia (-1) 13.

BRINDISI-CTL CAMPANIA FORTIS TRANI-BISCEGLIE FRANCAVILLA-FOGGIA GLADIATOR-TARANTO GROTTAGLIE-MATERA ISCHIA-BATTIPAGLIESE MONOSPOLIS-POTENZA NARDO'-INTERNAPOLI POMIGLIANO-SANT'ANTONIO ABATE

1-0 0-2 1-2 1-0 0-3 2-0 5-0 2-1 0-0

CLASSIFICA

RISULTATI

CLASSIFICA

Ischia p. 49; Matera e Gladiator 41; Bisceglie 39; Monospolis 36; Battipagliese e Foggia 28; Nardò 26; Ctl Campania e Pomigliano 24; Sant'Antonio Abate (-1), Brindisi e Internapoli 22; Taranto e Francavilla 21; Grottaglie 13; Fortis Trani 8; Potenza 6.

COSENZA-ACIREALE 2-1 GELBISON-COMPRENSORIO MONTALTO 1-1 LICATA-AGROPOLI 2-0 MESSINA-NOTO 2-0 1-1 PALAZZOLO-SAVOIA PRO CAVESE-RIBERA sospesa RAGUSA-NISSA 1-0 SAMBIASE-CITTA' DI MESSINA 1-2 VIBONESE-COMPRENSORIO NORMANNO 0-0

Messina p. 44; Cosenza 41; Gelbison 35; Comprensorio Montalto e Città di Messina 31; Savoia e Licata 30; Ribera* e Ragusa 28; Vibonese 27; Comprensorio Normanno 26; Agropoli 23; Sambiase e Palazzolo 20; Pro Cavese* 18; Acireale 11; Noto (-3) 8; Nissa (-1) 7.

PROSSIMO TURNO

PROSSIMO TURNO

PROSSIMO TURNO

PROSSIMO TURNO

PROSSIMO TURNO

Domenica 20 gennaio ore 14.30: Arezzo-Sansepolcro (0-1); Bastia-Casacastalda (0-3); Castel Rigone-Spoleto (0-1); Deruta-Sporting Terni (2-2); Fiesolecaldine-Lanciotto (1-2); Flaminia-Pierantonio (1-1); Pianese-Viterbese (0-2); Pontevecchio-Scandicci (1-2); Todi-Trestina (0-0).

Domenica 20 gennaio ore 14.30: Celano-Ancona (0-2); Civitanovese-Maceratese (0-1); Fidene-Astrea (1-3); Isernia-San Nicolò (0-0); Marino-Olympia Agnonese (0-4); Recanatese-Renato Curi (2-1); Sambenedettese-San Cesareo (1-1); Termoli-Jesina (3-3); Vis Pesaro-Amiternina (2-0; sabato ore 14).

Domenica 20 gennaio ore 14.30: Arzachena-Budoni (0-1); Civitavecchia-Isola Liri (0-1); Hyria Nola-Casertana (0-2); Lupa Frascati-Torres (1-2); Ostia Mare-Anziolavinio (3-4); Porto Torres-Torre Neapolis (1-1); Sarnese-Sant'Elia (2-0); Selargius-Palestrina (3-3); Sora-Cynthia (4-1).

Domenica 20 gennaio ore 14.30: Battipagliese-Fortis Trani (2-0); Bisceglie-Grottaglie (2-2); Brindisi-Nardò (2-0); Ctl Campania-Monospolis (1-3); Foggia-Taranto (2-1); Internapoli-Ischia (0-4); Matera-Pomigliano (4-0); Potenza-Francavilla (2-2); Sant'Antonio Abate-Gladiator (0-2).

Domenica 20 gennaio ore 14.30: Acireale-Ragusa (0-1); Agropoli-Messina (1-2); Città di Messina-Pro Cavese (1-1); Comprensorio Montalto-Sambiase (0-1); Comprensorio Normanno-Gelbison (1-3); Nissa-Savoia (1-3); Noto-Cosenza (1-3); Palazzolo-Vibonese (0-1); Ribera-Licata (0-0).


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 14 GENNAIO 2013


LUNEDÌ 14 GENNAIO 2013

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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SECONDA DIVISIONE 19a GIORNATA girone A

Comanda il Castiglione Pro Patria ok nel vuoto Forlì, un gran Petrascu Castiglione solo in vetta: il Venezia crolla dopo essere rimasto in dieci (chiuderà in 9 e senza allenatore). Il Savona pareggia a Casale (il cui nuovo presidente dovrebbe essere il 18enne Andrea Di Stanislao, figlio del presunto nuovo proprietario) e al suo fianco c’è la Pro Patria, che ha vinto nella partita a porte chiuse (nella foto VaresePress i tifosi fuori dallo stadio) dopo il caso-Boateng. Con la doppietta di Andrea Brighenti (12 reti) il Renate prende al quarto posto il Bassano e ha una partita in meno. Travolgente Forlì: nel primo tempo partita sospesa per 3’ per l’infortunio di un guardalinee; scatenato Sebastian Petrascu, premiato con il «Pallone

d'oro forlivese» e poi autore di una tripletta. Una perla di Gasbarroni (salta quattro uomini nello stretto prima di segnare) ha dato il via alla rimonta del Monza, che nel recupero ha steso il Rimini. Seconda vittoria in due gare per il Mantova targato Beppe Brucato.

CASTIGLIONE

3

VENEZIA

0

MARCATORI Ferrari su rigore al 35' p.t.; Ferrari al 6’, Talato al 41' s.t. CASTIGLIONE (4-3-2-1) Iali 6,5; Ruffini 6 (dal 15' s.t. Marongiu 6), Notari 6, Solini 6, Pini 6,5; Mangili 6 (dall’11' s.t. Faroni 6), Sandrini 5,5, Varone 6,5; Talato 6, Maccabiti 6 (dal 23' s.t. Radrezza 6); Ferrari 7. (Bason, Borghetti, Mor, Tonani). All. Ciulli 6,5. VENEZIA (4-3-1-2) Bonato 6; Campagna 6 (dal 27' s.t. D'Elia 6), Cabeccia 5,5, Battaglia 6,5, Bertolucci 6; Carloto 5, Taddei 5,5, Maracchi 6; Lauria 6; Godeas 5,5 (dal 40' s.t. Marconi s.v.), Franchini 5. (Zandrini, Tonelli, Masi, Crafa, Giovannini). All. Zanin 5,5. ARBITRO Casaluci di Lecce 6. NOTE spettatori 400 circa, incasso di quasi 1.000 euro. Espulsi Carloto al 30' p.t., il tecnico Zanin al 32' p.t. e Franchini al 10' s.t.; ammoniti Ruffini e Faroni. Angoli 2-4. (d.c.)

girone B

Salernitana senza rivali: Guazzo sale a quota 10 Teramo, colpo da playoff Sempre più sola in vetta alla classifica la Salernitana, che ha infilato la settima vittoria di fila (adesso è a una dal record stabilito con Viani in panchina) e porta a 17 partite la striscia positiva: prima doppietta per Matteo Guazzo che arriva a quota 10. Alle spalle della capolista crolla il casa l’Aprilia (gara iniziata con 30’ di ritardo per il maltempo), battuto da un Foligno che ha ritrovato il tecnico Monaco dopo la squalifica e che si rinforza: arriva Verruschi dal Pontedera in cambio di Barretta. Lo stesso Pontedera, che ha faticato in casa contro L’Aquila, riprende Remedi dal Livorno che in cambio ha preso il promettente

Gonnelli (chiuderà comunque il campionato alla corte di Indiani); sempre a Pontedera è stato presentato nei giorni scorsi il libro sui 100 anni del club, che si chiama il Secolo Granata. Dietro alla Salernitana soltanto pareggi, così la vittoria del Teramo sul campo del Gavorrano acquista valore: la squadra di Roberto Cappellacci adesso rivede i playoff. Importante successo in chiave salvezza per la Vigor Lamezia sul campo del Melfi, mentre il fanalino di coda Fondi ha rialzato la testa battendo la Normanna, che dopo una settimana difficile (i tifosi hanno contestato) potrebbe prendere drastici provvedimenti.

SALERNITANA

3

CHIETI

1

MARCATORI Guazzo (S) all’8’, Gustavo (S) al 33’ p.t.; Alessandro (C) all’11’, Guazzo (S) al 22’ s.t. SALERNITANA (4-3-1-2) Iannarilli 6,5; Luciani 6, Molinari 5,5, G. Rinaldi 5,5, Piva 6; Montervino 6, Perpetuini 6, Mancini 7; Mounard 7 (dal 17’ s.t. Tuia 6); Guazzo 7 (dal 41’ s.t. Topouzis s.v.), Gustavo 6,5 (dal 39’ s.t. Ricci s.v.). (Dazzi, Cristiano Rossi, Zampa, Vettraino). All. Perrone 6,5. CHIETI (3-5-2) Feola 5; Gigli 5,5, Pepe 6, Di Filippo 5,5; Bigoni 6, Verna 6 (dal 45’ s.t. La Selva s.v.), Del Pinto 6,5, M. Rinaldi 6 (dal 23’ s.t. Mungo 6), Gandelli 6; De Sousa 5,5 (dal 37’ s.t. Cardinali S.V.), Alessandro 6. (Cappa, Barbone, Rossi, Capogna). All. De Patre 6. ARBITRO Bellotti di Verona 6. NOTE spettatori 4.000 circa, incasso non comunicato. Ammoniti G. Rinaldi e Perpetuini. Angoli 2-5. (g.v.)

PRO PATRIA

3

CASALE

0

RENATE

2

FANO

1

APRILIA

0

PONTEDERA

1

MARTINA

1

GAVORRANO

1

ALESSANDRIA

2

SAVONA

0

BASSANO

0

MANTOVA

3

FOLIGNO

2

L’AQUILA

1

POGGIBONSI

1

TERAMO

3

MARCATORI Bruccini (PP) al 14’, Cozzolino (PP) al 34’ p.t.; Falomi (PP) al 7’, Fanucchi (A) al 21’ su rigore e al 28’ s.t. PRO PATRIA (4-3-1-2) Sala 6; Andreoni 6, Nossa 6,5, Botturi 6, Pantano 6; Bruccini 7, Vignali 6 (dal 47’ s.t. Beccaro s.v.), L. Viviani 6,5 (dal 30’ s.t. Artaria 6); Serafini 6,5; Cozzolino 6, Falomi 6,5 (dal 26’ s.t. Greco 6). (Vavassori, Scarabelli, Giannone, Giorno). All. Firicano 6,5. ALESSANDRIA (4-3-1-2) Servili 5,5; Gambaretti 6, Cammaroto 6, F. Viviani 5,5, Mazzuoli 5; Caciagli 5,5 (dal 19’ s.t. Ferretti 6), Roselli 6 (dal 40’ s.t. Menassi s.v.), Mora 6; Degano 6,5; Rossi 5,5 (dal 10’ s.t. Filiciotto 6), Fanucchi 6,5. (Pavanello, Pappaianni, Romano, Bianchi). All. Cusatis 6. ARBITRO Illuzzi di Molfetta 5,5. NOTE partita giocata a porte chiuse. Espulsi Cozzolino al 16’ s.t. e Mora al 39’ s.t.; ammoniti Cammaroto e Cozzolino. Angoli 6-7. (a.r.)

CASALE (4-2-3-1) Ruzittu 6,5; Capelli 7, Moretto 7, Monaco 7, Steri 7; Giunta 6,5, El Kamch 7 (dal 24' s.t. Di Prisco 6); Siega 6,5, Pani 6, Taraschi 5,5 (dal 27' s.t. Tulimieri 6); Grieco 5,5 (dal 14' s.t. Curcio 6). (Bibba, Cristiano, Russo, Corsino). All. Perra 7. SAVONA (4-4-2) Aresti 6; Quintavalla 6,5, Antonelli 7, Miale 7, Marconi 6,5 (dal 24' s.t. Mazzotti 6); Cattaneo 6 (dal 14' s.t. Gentile 6), Molino 6, Agazzi 6, Gallon 6; Romero 6, Virdis 5,5. (Gozzi, Taino, Belfiore, Bramati, Rocca). All. Corda 6,5. ARBITRO Bindoni di Venezia 7. NOTE spettatori 300 circa, incasso non comunicato. Ammoniti El Kamch, Siega, Quintavalla, Agazzi e Antonelli. Angoli 2-4. (g.m.)

MARCATORE Brighenti al 42’ p.t. e al 26’ s.t. RENATE (4-3-3) R. Galli 7,5; Adobati 6,5, Morotti 6, Bergamini 5,5, Gavazzi 6,5; Gualdi 6,5, Cavalli 6,5, Mantovani 6; Zanetti 6 (dal 16’ s.t. Mattaboni 6), Brighenti 8 (dal 41’ s.t. Zita s.v.), Gaeta 7 (dal 44’ s.t. Mastrotoraro s.v.). (Colarieti, Adorni, N. Galli, Storani). All. Sala 7. BASSANO (3-5-2) Cano 5,5; Toninelli 6, Bertoli 6, Ghosheh 6; Furlan 6,5 (dal 16’ s.t. De Gasperi 6), Carteri 6, Correa 5,5, Berrettoni 6 (dal 35’ s.t. Gasparello s.v.), Stevanin 5,5; Proietti 6 (dal 30’ s.t. Conti s.v.), Longobardi 5. (David, Zanella, Barbieri, Mateos). All. Rastelli 6. ARBITRO Di Martino di Teramo 6. NOTE spettatori 200 circa, incasso non comunicato. Espulso Longobardi al 39’ p.t.; ammoniti Proietti e Morotti. Angoli 3-5 (f.c.)

MARCATORI Del Sante (M) al 17’, Pietribiasi (M) al 25’ p.t.; Marolda (F) all’8’, Galassi (M) al 30’ s.t. FANO (4-3-2-1) Proietti Gaffi 5; Colombaretti 5,5, Romito 5, Merli Sala 5, Amaranti 5,5; Trillini 5,5, Evangelisti 6 (dal 22’ s.t. Allegretti 5), Proia 6 (dal 1’ s.t. Marolda 6,5); Urso 6 (dal 44’ s.t. Muratori s.v.), Berretti 6; Del Core 6. (Conti, Boccaccini, Forabosco, Fabbro). All. Gadda 5. MANTOVA (3-5-2) Portesi 6; Girelli 5,5, Farina 5,5, Bersi 6; Bertin 6, Spinale 7, Corso 6,5 (dal 44’ s.t. Carfora s.v.), Galassi 6,5, Guarco 6,5; Del Sante 7, Pietribiasi 7 (dal 20’ s.t. Cerone 6). (Maggio, Giordani, Vecchi, Esperimento, De Respinis). All. Benevelli 6,5 (Brucato squalificato). ARBITRO Fiore di Barletta 6. NOTE spettatori 400 circa, incasso non comunicato. Ammoniti Farina, Bersi, Amaranti e Marolda. Angoli 3-2. (g.f.)

MARCATORI Cotroneo al 41’ p.t.; Biondi al 28’ s.t. APRILIA (4-2-3-1) Di Vincenzo 6; Cane 6, Diakite 6, Sembroni 5,5 (dal 29’ s.t. Corsi 5,5), Carta 6; Croce 6, Amadio 5; Criaco 5 (dal 15’ s.t. Sassano 5), Ferri Marini 5,5, Marfisi 5,5 (dal 15’ s.t. Calderini 5,5); Ferrari 5. (Caruso, Tundo, Stankovic, Mariotti). All. Vivarini 5,5. FOLIGNO (3-5-2) Piacenti 6,5; Biondi 7, Cotroneo 7, Adamo 6 (dal 33’ p.t. Pupeschi 6); Costanzo 6,5, Menchinella 6,5, Borgese 7, Fiordani 6,5 (dal 43’ s.t. Mattelli s.v.), Rampi 6,5; Vassallo 6,5 (dal 34’ s.t. Fondi s.v.), Balistreri 6. (Rospetti, Gatti, Padoin, Brunori Sandri). All. Monaco 6,5. ARBITRO Di Ruberto di Nocera Inferiore 5. NOTE spettatori 300 circa, incasso non comunicato. Espulsi Amadio al 31’ s.t. e Sassano al 35’ s.t.; ammoniti Pupeschi, Vassallo, Menchinella e Borgese. Angoli 9-6. (f.g.)

MARCATORI Ciotola (L) al 31’ p.t.; Arrighini (P) al 24’ s.t. PONTEDERA (3-5-2) Leone 6; Pezzi 6,5, Gonnelli 6, Capitanio 6; Ortolan 6, Regoli 6, Caponi 7, Carfora 6,5, Gregorio 6 (dal 20’ s.t. Fedi 6); Arrighini 6,5 (dal 36’ s.t. Esposito s.v.), Grassi 6,5. (Lenzi, Cherillo, Di Noia, Giacomelli, Simoncini). All. Indiani 6. L’AQUILA (4-3-3) Testa 5,5; Petta 6, Pomante 6,5, Mucciante 6,5, Rapisarda 6; Menicozzo 6, Carcione 6,5, Agnello 6; Ciotola 7, Infantino 5,5, Improta 6,5 (dal 28’ s.t. Triarico s.v.). (Modesti, Ingrosso, Marcotullio, Iannini, D’Amico, Ripa). All. Ianni 6. ARBITRO Baldicchi di Città di Castello 6. NOTE spettatori 250 circa, incasso di 1.790 euro. Ammoniti Carfora, Rapisarda, Petta, Fedi e Menicozzo. Angoli 4-3. (s.l.)

MARCATORI Dierna (P) al 29’, Ancora (M) al 47’ s.t. MARTINA (4-4-2) Leuci 7; Dispoto 6,5, Bagaglini 6, Gambuzza 6, Daleno 6; Mangiacasale 6, Scarsella 6 (dal 5’ s.t. Provenzano 6,5), Marsili 6, Petrilli 6 (dal 26’ s.t. Ancora 6,5); Gambino 6, Rana 6 (dal 7’ s.t. Anaclerio 6,5). (Perina, De Lucia, Di Dio, Memolla). All. Di Meo 6. POGGIBONSI (4-4-2) Menegatti 6; Bronchi 6, Dierna 6,5, Salvatori 6, Paparusso 6; Giunchi 6 (dal 26’ s.t. Panariello 6), Passiglia 6,5, Settembrini 6, Miniati 6 (dal 18’ s.t. Roveredo 6); Dal Bosco 6 (dal 1’ s.t. Bianconi 6), Pera 7. (Bellomo, Ambrogetti, Mazzoni, Ilari). All. Polidori 6. ARBITRO Colarossi di Roma 6,5. NOTE spettatori 1.000 circa, incasso non comunicato. Espulso Daleno al 41’ s.t.; ammoniti Scarsella, Provenzano, Passiglia, Salvatori e Giunchi. Angoli 1–2. (t.m.)

MARCATORI Ambrosini (T) al 4’, Coletti (T) al 40’, Bucchi (T) al 46’ p.t.; Moscati (G) al 33’ s.t. GAVORRANO (4-3-1-2) Lanzano 5,5; Romiti 5,5, Fatticcioni 6, Miano 6, Mazzanti 5,5; Della Latta 5 (dal 42' s.t. Cretella s.v.), Lo Sicco 6, Rosati 5,5; Peluso 5 (dal 17' s.t. Rolando 5,5); Nocciolini 6, Gurma 5 (dal 17' s.t. Moscati 6). (Addario, Messina, Alderotti, Tognarelli). All. Callai 5 (Buso squalificato). TERAMO (4-3-3) Serraiocco 6; De Fabriitis 6, Ferrani 6,5, Speranza 6,5, Scipioni 6,5 (dal 13’ s.t. Caidi 6); Righini 6, Coletti 6,5, Novinic 6; Petrella 6,5 (dal 37' s.t. Giannetti s.v.), Bucchi 6,5, Ambrosini 7 (dal 27' s.t. Olcese 6). (Santi, Foglia, Di Paolantonio, Patierno). All. Cappellacci 6,5. ARBITRO Ceccato di Bassano 6. NOTE spettatori 150 circa, incasso di 748 euro. Ammoniti Lo Sicco, Fatticcioni, Peluso, Moscati, Scipioni, Ferrani e Coletti. Angoli 2-4. (m.cal.)

FORLI’

6

MONZA

2

SANTARCANGELO

0

VALLE D’AOSTA

2

MELFI

0

FONDI

2

CAMPOBASSO

2

BORGO A BUGGIANO

1

MILAZZO

0

RIMINI

1

GIACOMENSE

3

BELLARIA

0

VIGOR LAMEZIA

1

NORMANNA

0

ARZANESE

2

HINTERREGGIO

1

MARCATORI Petrascu al 34' su rigore e al 41', Buonaventura al 47' p.t.; Petrascu al 21', Sampaolesi al 33', Ferri al 46' s.t. FORLÌ (3-4-3) Ginestra 6,5; Arrigoni 6 (dal 1' s.t. Vesi 6), Orlando 6, Ingegneri 6,5; Sampaolesi 7, Mordini 6 (dal 15' s.t. Sozzi 6), Evangelisti 6,5, Sabato 6; Oggiano 6, Buonaventura 7, Petrascu 8 (dal 28' s.t. Ferri 6,5). (Casadei, Martini, Scarponi, Melandri). All. Bardi 7. MILAZZO (4-2-3-1) Tesoniero 5,5; Alongi 5, Buzzanca 4,5, Strumbo 5 (dal 1' s.t. Prestia 5), Compagno 5 (dal 30' s.t. Giunta s.v.); Chiappone 5, Simonetti 5,5; Urso 5,5, Morina 5, Suriano 6; Guerriero 5,5. (Durantini, Benenati, Maisano, G. D'Amico, Travaglia). All. Tudisco 5. ARBITRO Gentile di Lodi 6. NOTE spettatori 800 circa, incasso non comunicato. Ammoniti Compagno, Buzzanca e Mordini. Angoli 4-3. (g.c.)

MARCATORI Rosini (R) al 28’ p.t.; Gasbarroni (M) all’11’, Valagussa (M) al 47’ s.t. MONZA (4-3-2-1) Castelli 6; Franchino 6,5, Polenghi 6,5, Cattaneo 6, Anghileri 6; Valagussa 6,5, Calliari 6, Morao 6 (dal 13’ s.t. Finotto 6); Vita 6,5, Gasbarroni 7,5; Puccio 5,5 (dal 34’ s.t. Laraia 6,5). (Pazzagli, Giorgi, Franchini, Fronda, Ravasi). All. Asta 6,5. RIMINI (3-5-2) Scotti 7; A. Brighi 5, Rosini 6, Vittori 5; Palazzi 6, Spighi 6,5, Maita 5,5 (dal 23’ s.t. Onescu 6), M. Brighi 6, Baldazzi 6,5 (dal 32’ s.t. Gasperoni 6,5); Maio 5 (dal 38’ s.t. Zanigni s.v.), Taddei 6. (Semprini, Mandorlini, Valeriani, Marras). All. D’Angelo 5,5. ARBITRO Todaro di Palermo 5. NOTE spettatori 500 circa, incasso di 1.718 euro. Ammoniti Gasbarroni, Anghileri, Maita, Polenghi e Onescu. Angoli 8-8. (m.d.)

MARCATORI Varricchio su rigore all’8’, Buscaroli al 34’, Varricchio al 43' p.t. SANTARCANGELO (4-3-1-2) Nardi 6; Fabbri 5, Benedetti 5, Del Pivo 4, G. Rossi 5; Baldinini 5,5, Obeng 4,5 (dal 7’ s.t. Zavalloni 5,5), Oliboni 5 (dal 1’ s.t. Beccaro 6); Bazzi 5; Anastasi 5, Graziani 5,5 (dal 30’ s.t. P. Rossi s.v.). (Ruffato, Locatelli, Canini, Parodi). All. Masolini 5. GIACOMENSE (4-3-1-2) Poluzzi s.v.; Calori 6, Buscaroli 6,5 (dal 34’ s.t. Paloni s.v.), Cenerini 6, Sirri 6; Lazzari 6, Landi 6,5 (dal 1’ s.t. Ferrara 6), Capellupo 6,5; M. Rossi 7 (dal 1’ s.t. Masina 6); Varricchio 7, Protti 6. (De Marco, Pandiani, Draghetti, Dal Rio). All. L. Rossi 6,5. ARBITRO Martinelli di Roma 6. NOTE spettatori 400 circa, incasso non comunicato. Espulso Del Pivo al 30' p.t.; ammoniti Landi, M. Rossi, Sirri, Beccaro e Cenerini. Angoli 4-4. (c.c.)

2a DIVISIONE GIRONE A

RISULTATI

SQUADRE

PT

CASTIGLIONE

39 19 11 6 2 25 9

PRO PATRIA

37 18 11 4 3 38 22

SAVONA

37 19 11 4 4 30 15

RENATE

32 18 10 2 6 32 23

CASALE-SAVONA CASTIGLIONE-VENEZIA FANO-MANTOVA FORLI'-MILAZZO MONZA-RIMINI PRO PATRIA-ALESSANDRIA RENATE-BASSANO SANTARCANGELO-GIACOMENSE VALLE D'AOSTA-BELLARIA

BASSANO

32 19 9 5 5 27 19

ALESSANDRIA

31 19 9 4 6 31 18

PROSSIMO TURNO

MANTOVA

30 19 8 6 5 29 30

DOMENICA 20 GENNAIO ore 14.30

FORLI' (-1)

28 19 8 5 6 33 18

MONZA (-6)

25 18 8

7

VENEZIA

25 19 6

7 6 25 27

PARTITE RETI G V N P F S

3 25 14

VALLE D'AOSTA (-1) 20 18 5 6 7 24 30 GIACOMENSE

18 19 4 6 9 23 31

BELLARIA

18 19 4 6 9 20 30

SANTARCANGELO 16 17 3 7

7 12 22

RIMINI

15 19 2 9 8 18 24

CASALE (-5)

15 19 4 8 7 20 27

FANO (-1)

11 19 2 6 11 21 39

MILAZZO

8 19 0 8 11 13 48

U PROMOSSE U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSE

ALESSANDRIA-FORLI' BASSANO-MONZA BELLARIA-CASALE GIACOMENSE-CASTIGLIONE MANTOVA-VALLE D'AOSTA MILAZZO-FANO RIMINI-PRO PATRIA SAVONA-RENATE VENEZIA-SANTARCANGELO

0-0 3-0 1-3 6-0 2-1 3-2 2-0 0-3 2-0

(1-0) (1-2) (2-1) (0-0) (3-1) (3-3) (1-4) (2-1) (1-1)

MARCATORI 16 RETI: Virdis (2, Savona). 13 RETI: Varricchio (2, Giacomense). 12 RETI: Serafini (4, Pro Patria); Brighenti (4, Renate). 11 RETI: Ferrari (2, Castiglione); Del Sante (Mantova). 9 RETI: Gasbarroni (2, Monza).

MARCATORI Cuneaz al 44' p.t.; Panepinto al 49' s.t. VALLE D'AOSTA (3-5-2) Frattali 7; Jidayi 6,5, Emiliano 7 (dal 7' s.t. Fiore 6,5), Benedetto 5,5 (dal 1' s.t. Esposito 6); Isoardi 6, Nocciola 6, Amato 6,5, Panepinto 6,5, Furno 5,5; Cuneaz 7 (dal 1' s.t. Kanoute 6,5), Sinato 6. (Costantino, Aracri, Sbravati, Noro). All. Carbone 6,5. BELLARIA (4-3-2-1) Rossini 6; Rossetti 6, Maccarrone 6, Gerolino 6, Masullo 6; Perrino 6 (dal 9' s.t. Fall 6), Mariani 6,5, Pacini 5,5 (dal 9' s.t. Zaccagni 6); Nicastro 6, Tattini 6 (dal 39' s.t. Cannella s.v.); Bernacci 5. (De Bellis, Lovric, Ulizio, Thiam). All. Osio 5. ARBITRO Abisso di Palermo 6. NOTE spettatori 100 circa, incasso di 170 euro. Espulso il tecnico Osio al 30' s.t.; ammoniti Isoardi, Emiliano, Fiore, Zaccagni, Mariani, Maccarrone e Bernacci. Angoli 7-5. (a.b.)

RECUPERI

Mercoledì c’è la prima partita: ecco le prossime Mercoledì si gioca il primo dei recuperi in Lega Pro: ecco il calendario delle gare mancanti. Mercoledì 16 SantarcangeloValle d’Aosta (ore 14.30). Sabato 26 San Marino-Feralpi Salò e Lumezzane-Tritium (ore 14.30). Domenica 27 da definire Nocerina-Prato. Sabato 9 febbraio Monza-Pro Patria (ore 14.30). Domenica 10 febbraio RenateSantarcangelo e L’Aquila-Teramo (ore 14.30).

MARCATORE Rondinelli al 45’ p.t. MELFI (3-5-2) Scuffia 6; Porcaro 5,5, Dermaku 5,5, Benci 5,5 (dal 33’ s.t. Orlando s.v.); Spirito 5,5, Muratore 5,5, Cuomo 5,5 (dall’11’ s.t. Caira 5), Suarino 5, D’Angelo 5 (dal 36’ s.t. Bonasia s.v.); Improta 5,5, Conte 5. (Volturo, Gennari, Locci, Giglio). All. Bitetto 5,5. VIGOR LAMEZIA (4-2-3-1) Forte 6; Monopoli 6, Castaldo 6, Gattari 6, Crialese 6; Cerchia 6, Giuffrida 6; Rondinelli 6,5, Catanese 6 (dal 20’ s.t. Cascione 6), Zampaglione 6 (dal 33’ s.t. Longoni s.v.); De Luca 6. (Zelletta, Saclà, Martino, Ferrara, Di Maira). All. Costantino 6,5. ARBITRO Zappatore di Taranto 6. NOTE spettatori 250 circa, incasso non comunicato. Ammoniti Dermaku, Muratore e Catanese. Angoli 1-7. (g.t.)

MARCATORI Prisco al 25’, Guidone al 35’ s.t. FONDI (4-3-1-2) Capecchi 6; Pacini 6, Palumbo 6,5, Cirina 6,5, Iovinella 6 (dal 41’ s.t. Finizza s.v.); Rossini 6,5, Giannusa 7, Tamasi 6,5 (dal 44’ s.t. Cannoni s.v.); Paganini 7; Prisco 6,5, Guidone 6,5 (dal 46’ s.t. D’Anna s.v.). (Gasparri, Rizzo, Iannelli, Bernasconi). All. Provenza 6,5. NORMANNA (4-3-3) Gragnaniello 7; Fricano 6 (dal 33’ s.t. Gagliardi 5,5), Castaldo 6 (dal 16’ s.t. Vanacore 5,5), Bova 5,5, Avagliano 5 (dal 9’ s.t. Caldore 5); De Martino 5,5, Gatto 6, Ricci 6; Manco 6,5, Scalzone 5,5, Polani 5. (Finicano, Petrarca, Visone, Marano). All. Sergio 5,5. ARBITRO Marchesini di Legnago 6,5. NOTE spettatori 300 circa, incasso non comunicato. Ammoniti Polani, Avagliano, Fricano e Tamasi. Angoli 5-3. (v.a.)

MARCATORI Riccio (A) al 13’, Figliolia (A) al 20’, Di Vicino (C) su rigore al 25’, Minadeo (C) al 43’ s.t. CAMPOBASSO (4-3-1-2) Iuliano 6,5; Petrassi 5 (dal 19’ s.t. Bussi 5), Marino 6, Minadeo 7, Esposito 6; Di Libero 5, Rais 6, D’Allocco 6; Di Vicino 6; Fella 6, Maiella 6. (Cattenari, Boi, Santaguida, Grillo, Palmiero, Mauriello). All. Vullo 5. ARZANESE (3-5-2) Aprea 6; Tommasini 6, Caso 6, Riccio 6,5; Laezza 5,5 (dal 38’ s.t. Gori s.v.), Visone 6,5, Tarascio 6, Improta 6, Funari 5,5; Elia 7 (dal 46’ s.t. Sandomenico s.v.), Figliolia 6,5 (dal 24’ s.t. Liccardo 5,5). (Moggio, Gala, Lanzaro, Fragiello). All. Rogazzo 6. ARBITRO Giovani di Grosseto 5. NOTE spettatori 400 circa, incasso di quasi 3.800 euro. Espulso Di Vicino al 36’ s.t.; ammoniti Marino, Di Libero, Rais, Di Vicino e Tommasini. Angoli 5-7. (a.d.l.)

2a DIVISIONE GIRONE B

RISULTATI

SQUADRE

PT

SALERNITANA

43 19 13 4 2 39 21

APRILIA

34 19 10 4 5 28 19

PONTEDERA

33 19 9 6 4 22 16

POGGIBONSI

29 19 8 5 6 26 19

APRILIA-FOLIGNO BORGO A BUGGIANO-HINTERREGGIO CAMPOBASSO-ARZANESE FONDI-NORMANNA GAVORRANO-TERAMO MARTINA-POGGIBONSI MELFI-VIGOR LAMEZIA PONTEDERA-L'AQUILA SALERNITANA-CHIETI

L'AQUILA

28 18 7

CHIETI (-1)

28 19 9 2 8 25 23

PROSSIMO TURNO

TERAMO

28 18 8 4 6 21 20

DOMENICA 20 GENNAIO ore 14.30

MARTINA

27 19 7 6 6 20 22

GAVORRANO

26 19 6 8 5 26 23

FOLIGNO

25 19 6 7 6 22 24

PARTITE RETI G V N P F S

7 4 28 23

BORGO A BUGGIANO 24 19 6 6 7 29 28 ARZANESE

0-2 1-1 2-2 2-0 1-3 1-1 0-1 1-1 3-1

24 19 6 6 7 26 29

VIGOR LAMEZIA 23 19 4 11 4 11 10

ARZANESE-GAVORRANO CHIETI-FONDI FOLIGNO-MELFI HINTERREGGIO-PONTEDERA L'AQUILA-APRILIA NORMANNA-SALERNITANA POGGIBONSI-CAMPOBASSO TERAMO-MARTINA VIGOR LAMEZIA-BORGO A BUGGIANO

(2-1) (1-1) (2-1) (0-1) (0-3) (2-2) (1-1) (1-2) (0-0)

MELFI

20 19 4 8 7 13 16

MARCATORI

HINTERREGGIO

20 19 5 5 9 16 20

12 RETI: De Sousa (3, Chieti); Grassi (5, Pontedera); Ginestra (2, Salernitana). 11 RETI: Ferrari (4, Aprilia); Pera (6, Poggibonsi). 10 RETI: Guazzo (1, Salernitana). 9 RETI: D'Antoni (1, Borgo a Buggiano); Guidone (3, Fondi).

CAMPOBASSO (-2) 16 19 4 6 9 17 27 NORMANNA

15 19 3 6 10 18 31

FONDI

12 19 3 3 13 19 35

U PROMOSSE U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSE

MARCATORI autorete di Impagliazzo (H) al 35’, Carbonaro (H) al 39’ s.t. BORGO A BUGGIANO (4-3-1-2) Tonti 6; Manganelli 6, Settepassi 6,5, Garaffoni 6,5, Pastore 6; Nolè 6,5, Maretti 6, Candiano 6,5 (dal 43’ s.t. Delporto s.v.); Santini 6 (dal 34’ s.t. Forte s.v.); Dimas 6 (dal 45’ s.t. Butini s.v.), D’Antoni 6. (Gaffino Rossi, Barigelli, Rolando, Lazzoni). All. Masi 6. HINTERREGGIO (3-5-2) Mengoni 7; Impagliazzo 6, Ungaro 5,5, Franceschini 6; Angelino 6,5, Vicari 6, Aliperta 6 (dal 32’ s.t. Febbraio 5,5), Lavrendi 5,5 (dal 16’ s.t. Kras 5,5), Anzillotti 6; Cruz 5,5, Carbonaro 7. (Parisi, Marguglio, Broso, Trentinella, Condomitti). All. Venuto 6. ARBITRO Fanton di Lodi 5,5. NOTE spettatori 160 circa, incasso di 950 euro. Ammoniti Santini, Candiano, Manganelli, Aliperta e Vicari. Angoli 8-5. (l.s.)

REGOLAMENTO

Promosse in sei Nove vanno in D: tre dopo i playout Ecco il regolamento della Seconda divisione. PROMOZIONI Salgono dirette le prime due dei rispettivi gironi, più le due vincenti dei playoff: sono ammessi terza, quarta, quinta e sesta. RETROCESSIONI Scendono dirette le ultime tre dei due gironi e altre tre ai playout: si sfidano quartultima e quintultima (andata e ritorno) e chi perde retrocede, le due vincenti si affrontano (andata e ritorno, poi eventuali rigori) e chi perde retrocede.


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LUNEDÌ 14 GENNAIO 2013


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MOTORI ziosi, per la prima volta assente a Madonna di Campiglio.

WROOOM A MADONNA DI CAMPIGLIO

Torna il rosso Italia sulla livrea Ducati del dopo Valentino La moto 2013 verrà svelata tra le montagne delle Dolomiti: all’evento anche il neo capo Gobmeier e i 4 piloti ufficiali. Poi da mercoledì la staffetta con gli uomini del Cavallino La nuova Ducati ancora nascosta: sarà svelata nei prossimi giorni MILAGRO

Tradizione Ma c’è anche attesa per la moto, che verrà svelata nelle stesse ore. Perché quest’anno sembra essersi scatenata una inusuale guerra dei colori. Con la crisi e l’impossibilità di grandi rivoluzioni — tutte le MotoGP saranno più o meno delle semplici evoluzioni delle moto 2012 — le squadre hanno pensato di ovviare con la grafica, per necessità o piacere. Quindi la rossa si lascia alle spalle le tonalità fluo che piacevano tanto a Valentino, per abbracciare nuovamente il rosso Italia. Molto rosse saranno anche le moto del Team Pramac, diretta emanazione della Casa, con la novità delle colorazioni differenti per la presenza di sponsor diversi, uno americano (una banca?) per Spies. Rivoluzione Cambiamenti anche per le concorrenti giapponesi. Incredibilmente la ultra-conservatrice Honda aggiorna la sua grafica. Il mix di blu-rosso-arancio-bianco che dal 1995 identifica lo sponsor Repsol, diventando quasi un simbolo stesso per la Casa di Tokio, viene aggiornato dalla matita di Aldo Drudi. Non ci sono da aspettarsi novità (parlano di più spazi colorati di bianco) ma sicuramente un’immagine più accattivante. Dani Pedrosa, il grande protagonista di fine 2012, e il suo attesissimo compagno debuttante Marc Marquez la sveleranno a Madrid, il 24 di questo mese.

Novità cromatiche pure per la Honda che debutterà il 24 a Madrid. Rossi in Indonesia FILIPPO FALSAPERLA

Wrooom si parte! A Madonna di Campiglio, sotto il tetto del comune sponsor tabaccaio, Ducati e Ferrari, le rosse a due e quattro ruote, da oggi si sgranchiscono i muscoli in attesa del primo test, che (solo un caso?) scatterà il 5 febbraio: al caldo afoso di Sepang (Malesia) per le moto, nell’anticipo di primavera spagnola di Jerez per le auto.

Faticaccia I piloti Ferrari, Fer-

nando Alonso e Felipe Massa arriveranno direttamente dal Brasile, dove nel fine settimana si sono scatenati con i kart; pienone per i ducatisti, con gli «ufficialissimi» Nicky Hayden e Andrea Dovizioso, più il «team bis», con Andrea Iannone e Ben Spies. La Ducati svelerà anche la moto del dopo Rossi, che però sarà quella guidata a fine 2012 da Valentino, in attesa dell’avvio a pieno regime del nuovo corso made in Germany. La Ferrari 2013, al contrario, si

IN BRASILE LA SFIDA DELLE STELLE CON MASSA

farà vedere a Maranello nei primi giorni di febbraio: data probabile il 2 e sarà comunque resa nota come di consueto da Domenicali proprio a Campiglio. Ribaltone Se la situazione della Ferrari è decisamente stabile — la coppia Alonso-Massa è alla quarta stagione di convivenza — sarà tutta da scoprire la rivoluzione Ducati. Mercoledì parlerà Bernhard Gobmeier, messo dall’Audi alla testa del reparto corse di Borgo Panigale, al posto di Filippo Pre-

Per il momento non c’è nessuna data di presentazione per la Yamaha targata Jorge Lorenzo e Valentino Rossi. Probabilmente sarà nel secondo test di Sepang (25 febbraio), con il marchio (ma non il colore, c’è da presumere), del nuovo sponsor Monster, arrivato al seguito di Valentino. Che farà la sua prima uscita ufficiale da pilota Yamaha a fine mese, insieme al compagno Lorenzo, in Indonesia, con la filiale che appoggia fortemente la squadra. © RIPRODUZIONE RISERVATA

PROGETTO SVELIAMO LA NUOVA GESTIONE SPORTIVA

Alonso, ritiri e incidenti Ecco dove nasceranno Il re sui kart è Bianchi le Ferrari F.1 del futuro

Le stelle del «Desafio»: Fernando Alonso è secondo da destra in piedi MAURICIO CANNONE PENHA (Brasile)

Felipe Massa? Fernando Alonso? No, l’ottava edizione della Sfida delle Stelle, torneo di kart promosso da Felipe Massa a Penha, nello Stato brasiliano di Santa Catarina, è vinta da Jules Bianchi. Francese di origini italiane, 23 anni, cresciuto nel programma giovani della Ferrari, candidato al sedile della Force India quest’anno, Bianchi ha segna-

to la pole e dominato la prima batteria (sabato), arrivando 4˚ nella seconda. Abbastanza per spuntarla alla fine sui brasiliani Nasr, Di Grassi, Nelsinho Piquet e l’italiano Liuzzi. Ottavo Massa, solo 24˚ Alonso. Lo spagnolo della Ferrari si è dovuto ritirare sabato e si è toccato con un rivale ieri. Ma ha commentato: «Esperienza fantastica. Spero che il pubblico si sia divertito quanto me». Massa: «Credo che Fernando tornerà l’anno prossimo». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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34a DAKAR IL PERSONAGGIO

RIPARTE COSÌ Dopo il caos di sabato, con la tappa dei camion annullata per la pioggia e la tappa auto neutralizzata (solo 5 all’arrivo) sempre per il maltempo, ieri la 34a Dakar ha vissuto l’unico giorno di riposo. Oggi si riparte con la 9a tappa da San Miguel de Tucumán a Cordoba: 852 km dei quali 593 di speciale. È la frazione più lunga di quest’edizione. Ecco le classifiche generali dopo 8 tappe

S Moto 1. Casteu (Fra-Yamaha) in 19h56’33" 2. Faria (Por-Ktm) a 11’16" 3. Lopez (Cil-Ktm) a 12’ 4. Pain (Fra-Yamaha) a 16’10" 5. Desprès (Fra-Ktm) a 15’ 12. Botturi (Ita-Husqvarna) a 36’47"

S Auto 1. Peterhansel (Fra-Mini) in 18h31’04" 2. Al-Attiyah (Qat-Buggy) a 3’14" 3. De Villiers (S.Af-Toyota) a 44’03" 4. Novistkiy (Rus-Mini) a 48’54" 5. Chicherit (Fra-Smg) a 1h04’50"

S Camion 1. De Rooy (Ola-Iveco) in 19h26’06" 2. Nikolaev (Rus-Kamaz) a 22’08" 3. Kolomy (R.Cec-Tatra) a 41’25" 15. Biasion (Ita-Iveco) a 5h05’06"

Alessandro Botturi, 37 anni, di Lumezzane (Brescia) EPA

Gli obiettivi di Botturi: «Una tappa e il 5˚ posto» L’endurista oggi e domani trova i terreni più adatti: «L’appetito vien mangiando» DAL NOSTRO INVIATO

PAOLO IANIERI S.M. DE TUCUMÁN (Argentina)

Un giorno per ricaricare le batterie, smaltire la rabbia e dare il via alla lunga volata verso Santiago. San Miguel de Tucuman, il «giardino dell’Argentina»: qui il 9 luglio 1816 fu proclamata l’indipendenza e sempre qui, a fine Anni ’60, nacque la guerriglia contro il regime militare. Da qui oggi, nella tappa più lunga della Dakar che porterà a Cordoba, 852 km dei quali 593 di speciale, Alessandro Botturi proverà a risalire una classifica che lo vede 12˚ a 36’47" da David Casteu. «Fa rabbia aver sbagliato navigazione sabato — dice —, ma è solo il mio 5˚ rally, questa Dakar è di transizione, devo dimostrare di stare con i primi e finora l’ho fatto». Attacco Lui endurista, oggi e domani si troverà

sul suo terreno di caccia preferito, «anche se partendo indietro dovrò sperare che non ci sia troppa polvere. Però attaccherò, voglio risalire. Davanti non vedo tappe impossibili, anzi». Sul grop-

«

Desprès è il punto di riferimento e per me resta il favorito ALESSANDRO BOTTURI 12o NELLA GENERALE

Questo è il progetto della Gestione Sportiva Ferrari che sta nascendo

pone si porta i 15’ di penalità imposti dal cambio di motore; Desprès ha fatto come lui. «Abbiamo anticipato il cambio per andare sul sicuro, ma so che Lopez vuole arrivare in fondo con la sua Ktm senza cambiarlo e lo stesso faranno Casteu e Pain con le Yamaha. Si giocano la gara, ci provano. Desprès è il punto di riferimento e per me resta il favorito, ma le Yamaha vanno forte e Lopez è sempre lì. Il mio obiettivo resta il 5˚ posto, ma l’appetito vien mangiando... L’Husqvarna sta dimostrando di andare forte, abbiamo vinto tre tappe e una vorrei provare a conquistarla io».

Mondiale 2015. Nascerà nell’area che ora è adibita a parcheggio situata tra il ristorante «Il Cavallino» e l’attuale Ges. Il progetto originale prevedeva pure la realizzazione di un emisfero e di una palazzina verticale cancellati dalla rivisitazione del piano compiuta dall’architetto francese Jean Michel Wilmotte: l’intento è chiaro, in questi tempi, è meglio realizzare strutture funzionali piuttosto che cattedrali faraoniche.

Deluso Intanto nei camion, in una gara dominata dall’Iveco, Miki Biasion guarda con rammarico il compagno Gerard De Rooy, che finora ha conquistato 6 delle 7 speciali, mentre a lui, dopo il problema all’idroguida che gli ha fatto perdere 4 ore e mezza, resta solo una gara da gregario veloce. «Alla fine riuscirò a entrare nei primi 10, ma le aspettative erano altre». Nelle auto, infine, Peterhansel proverà a conquistare con la Mini la sua 11a Dakar anche per dedicarla a Jean Claude Olivier, l’ex responsabile di Yamaha Francia morto sabato in un incidente stradale in Francia. «Sono distrutto, tutta la mia carriera la devo a lui...».

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ALESSANDRO STEFANINI MARANELLO (Modena)

Un edificio dalle forme trapezoidali: ecco come appare la Gestione Sportiva della Ferrari nel progetto presentato al Comune di Maranello. La prima pietra è stata posata da Stefano Domenicali lunedì scorso e, se tutto andrà per il verso giusto, la struttura verrà inaugurata in tempo per la realizzazione della rossa che correrà il


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BASKET SERIE A: CHIUSA L’ANDATA l’Analisi

BRINDISI MILANO

RISULTATI

76 83

CHEBOLLETTA CANTÙ-SAIE3 BOLOGNA MONTEGRANARO-ACEA ROMA DTS

(17-20, 29-46; 57-57) di Massimo Oriani

Milano ottava Povera Cimberio! A Milano niente riesce facile. Rientra negli spogliatoi sopra di 16, con le Final 8 in tasca e l’unica preoccupazione che pare essere il piazzamento e l’avversaria dei quarti. E invece no. Forse apprende del successo di Venezia a Varese e si rende conto di essere costretta a vincere. Così le gambe tremano e l’Enel sorpassa. Ci vogliono le triple ignoranti di Basile e quelle «intelligenti» di Melli per salvarla. Certo, tutto è bene quel che finisce bene, anche se i 2 punti non cancellano tutte le magagne. Va però detto che Brindisi è avversaria di ben altro valore e su questo successo (sesto in fila in trasferta, peccato che la Coppa Italia si giochi al Forum...) si può finalmente costruire qualcosa. Così l’Olimpia entra nel gruppo delle 4 già presenti a Torino 2012, con Siena, Sassari e Cantù, non a caso 3 delle prime 4 in classifica, a testimonianza di un livello d’eccellenza ormai stabile. Ciò significa che ad Assago ci saranno quattro novità: Varese, Roma, Reggio Emilia e Brindisi (che prendono il posto di Pesaro, Avellino, Bologna e Venezia), a conferma di un campionato interessante ed equilibrato. E al primo turno ci sarà un affascinante Varese-Milano. Povera Cimberio: finisce prima e si becca l’Olimpia. Che tra un mese, dopo questa iniezione di fiducia, potrebbe non essere più così abbordabile.

Gazzetta.it SUL SITO LE IMMAGINI DELLA NOTTE NBA E DELL’EUROLEGA Sul sito le immagini delle partite della giornata di Eurolega. Per la Nba, le partite ogni notte in tempo reale e la mattina il riassunto, con commento in italiano, delle principali sfide con le immagini più belle.

ENEL BRINDISI: Gibson 22 (3/8, 3/7), Reynolds 14 (4/9, 2/3), Viggiano 9 (3/5, 1/5), Robinson 18 (8/13, 0/1), Simmons 10 (4/7); Fultz (0/2, 0/1), Formenti, Zerini 3, Grant. N.e.: Ndoja, Preite Rosato. All.: Bucchi.

DAL NOSTRO INVIATO

VINCENZO DI SCHIAVI BRINDISI

rese-Milano: prima contro ottava, incrocio sancito dalla tripla sulla sirena di Reynolds che chiude il match a +7 per Milano consegnandoli l’ultimo posto disponibile: «Sarà un grande derby e un grande evento per Milano — dice raggiante Livio Proli, presidente dell’Olimpia —. Abbiamo l’occasione per farci perdonare tutte le sconfitte casalinghe e rinconquistare il nostro pubblico. Bravo Scariolo, bravo Basile, ma questa è stata soprattutto una vittoria del collettivo». Appena ottenuta, Sergio Scariolo la Final Eight non la guarda neanche: «Pensiamo alla gara con Caserta e a questa, vinta scacciando i fantasmi del terzo quarto, quando Brindisi ha recuperato e noi abbiamo gettato in campo, attenzione ai dettagli, freddezza e una buona difesa». Panchina «La differenza l’ha fat-

ta la loro panchina che ha fatto 30 punti mentre la nostra 3. E lo dico con grande affetto nei confronti dei miei» dice Piero Bucchi. Quando Brindisi, nella ripresa, ricuce da -17 e comin-

RCS

Sassari-Siena (20.30) decide il 2o posto classifica avulsa (con l’arrivo a tre a quota 16) permette a Reggio Emilia di catturare il sesto posto, con Brindisi settima e Milano ottava. Le Final Eight si disputeranno al Forum di Assago dal 7 al 10 febbraio. Biglietti disponibili online su ticketone.it.

85-87

ANGELICO BIELLA-VANOLI CREMONA

59-92

TRENKWALDER REGGIO E.-CASERTA

91-72

ENEL BRINDISI-EA7 MILANO

76-83

SQUADRE CIMBERIO VARESE MONTEPASCHI SIENA B.SARDEGNA SASSARI CHEBOLLETTA CANTÙ ACEA ROMA TRENKWALDER REGGIO E. ENEL BRINDISI EA7 MILANO UMANA VENEZIA CASERTA SAIE3 BOLOGNA VANOLI CREMONA MONTEGRANARO SIDIGAS AVELLINO SCAVOLINI B.MARCHE PESARO ANGELICO BIELLA

NOTE - T.l.: Bri 11/14, Mil 12/17. Rimb.: Bri 31 (Simmons 10), Mil 29 (Bourousis 5). Ass.: Bri 10 (Reynolds 5), Mil 15 (Green 4). Antisp.: Formenti 12’40" (17-27). Tecn.: Hairston 23’05" (36-49). Progr.: 5’ 8-7, 15’ 22-39, 25’ 45-49, 35’. Spett.: 3.500.

Varese Al Forum sarà invece Va-

CIMBERIO VARESE-UMANA VENEZIA

CLASSIFICA

ARBITRI: Cicoria, Quacci, Mazzoni.

La rivoluzione milanese parte dal basso. L’Armani è alle Final Eight di Coppa Italia perché vince la gara senza domani, grazie alla panchina e a un monumentale Gianluca Basile. Brindisi cede in volata, quando mancano ossigeno e idee, dopo aver ricucito un -17. Milano, con Langford prostrato dal torcicollo, uccide così i fantasmi di una mancata qualificazione che avrebbe avuto del clamoroso e forse ripercussioni imprevedibili.

71-78 84-86

B.SARDEGNA SASSARI-MPS SIENA (OGGI, 20.30)

EMPORIO ARMANI MILANO: Green 12 (1/2, 3/5), Langford 9 (1/2, 1/2), Hairston 10 (2/5, 1/2), Fotsis 8 (1/2, 2/5), Bourousis 14 (6/7, 0/1); Basile 12 (4/6 da 3), Bremer 2 (1/2, 0/2), Melli 8 (0/2, 2/3), Chiotti 8 (4/5). N.e.: Giachetti, Restelli, Navarini. All.: Scariolo.

COPPA ITALIA COSÌ LE FINAL EIGHT

(g.d.-g.n.) Il posticipo delle ore 20.30 (diretta su La7D e SportItalia2, arbitri Lamonica, Giansanti, Bartoli) tra Sassari e Siena assegnerà il 2o posto. Cantù è comunque quarta avendo perso gli scontri diretti sia con Mps, sia con la Dinamo. La differenza canestri nella

79-64

SIDIGAS AVELLINO-SCAVOLINI B.MARCHE PESARO

PT 26 22 22 22 20 16 16 16 14 14 12 10 8 8 6 6

G 15 14 14 15 15 15 15 15 15 15 15 15 15 15 15 15

V 13 11 11 12 10 8 8 8 7 7 6 5 4 4 3 3

P 2 3 3 3 5 7 7 7 8 8 9 10 11 11 12

12

Le prime 8 ai playoff, L’ultima in Lega 2 Le prime 8 a fine andata in Coppa Italia

PROSSIMO TURNO Domenica 20 gennaio 2013 ore 18.15 CASERTA-EA7 MILANO (ore 12); SAIE3 BOLOGNA-VANOLI CREMONA; CIMBERIO VARESE-ENEL BRINDISI; ACEA ROMA-SCAVOLINI B.MARCHE PESARO; ANGELICO BIELLA-BANCO SARDEGNA SASSARI; MONTEGRANARO-SIDIGAS AVELLINO; UMANA VENEZIA-CHEBOLLETTA CANTÙ (ORE 20); MPS SIENA-TRENKWALDER REGGIO E. (21/1, 20.30)

Gianluca Basile, 38 anni, 12 punti con 4/6. Non era mai andato in doppia cifra con Milano LAPRESSE

Basile toglie la paura Milano è alle Final Eight A Brindisi, l’EA7 va +17,viene raggiunta ma si qualifica Proli: «Il derby con Varese l’occasione per farci perdonare» Migliori

h 7.5 Basile (Milano) Triple nel break Armani, triple dopo il recupero di Brindisi quando ai suoi compagni trema la mano. E poi difesa, orgoglio e tanta leadership. Per lui anche tre assist.

h7

Simmons (Brindisi)

Doppia-doppia che vuol dire soprattutto una cosa: Bourousis asfaltato. Si poteva giocare di più su di lui invece che sparacchiare da 3 quando a Brindisi è venuto il fiato corto

ciano ad aleggiare gli spettri europei di Vitoria, Basile, Melli, Chiotti, Bremer e Hairston trascinano l’EA7 fuori dalla palude in cui uno scatenato Gibson e il potere brindisino sotto canestro l’avevano fatta precipitare. «I miei hanno dato tutto e alla fine non ne avevano più — riflette Bucchi — contro una squadra lunghissima. Per questo non capisco i fischi a Fultz che è in difficoltà e va aiutato perchè noi abbiamo bisogno di recuperare le seconde linee». Triple In avvio le triple e una difesa più che decorosa tengono in corsa Milano dopo le intimidazioni iniziali di Simmons: uno stoppone su Bourousis e una schiacciata in faccia al gre-

co quasi da far venire giù il ferro. Vale il 15-12 ma qui sgorga una Milano mai vista: aiuti difensivi, letture offensive rapide e impeccabili (alla fine 15 assist), grandinata di triple (8 nei primi 20’) ma anche giocate in profondità sui lunghi. Ne esce un mega break di 22-4 con Brindisi, secondo attacco del campionato, che non vede il canestro nei primi 3’30" del 2o quarto. Avanti di 17 (22-39) sulla tripla di Green, l’Armani comincia a sbandare come in passato. Nel terzo quarto rimane senza segnare per 4’ e mezzo e Brindisi piazza un break di 18-3 che la riporta in parità. Poi le triple di Basile e di Melli e Green chiudono i giochi.

Peggiori

i 5.5 Fotsis (Milano) Timidi segnali di ripresa nel primo tempo, affogati poi da una ripresa apatica vissuta soprattutto in panchina. Gioca 16’, perde 2 palloni, chiude con -9 di plus-minus

i 4.5

Fultz (Brindisi)

In 13 minuti, zero punti, 0/3 al tiro e 2 perse. Quando Bucchi lo manda in campo, il pubblico fischia. E’ in difficoltà e si vede. Con lui nei quintetto, l’Enel ha perso di 19 punti...

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PIEGATA BOLOGNA DOPO 25’ IN EQUILIBRIO

SBANCATA AVELLINO CON BARBOUR E STIPCEVIC

Ecco Anderson E Cantù se ne va

Pesaro vince dopo tre mesi e 11 k.o.

CANTÙ

79

BOLOGNA

64

(10-21, 38-39; 61-55) CHEBOLLETTA CANTÙ: Tabu 11 (1/2, 3/7), Aradori 14 (7/8, 0/1), Brooks 5 (2/2, 0/1), Leunen 16 (2/4, 3/5), Cusin 4 (2/3); Markoishvili 11 (1/4, 2/4), Anderson 8 (1/3, 2/4), Mazzarino (0/2, 0/1), Tyus 8 (4/5), Scekic 2 (1/1), Abass (0/1), Casella. All.: Trinchieri. SAIE3 BOLOGNA: Gaddefors 15 (0/1, 3/3), Poeta 10 (2/4, 1/4), Moraschini 6 (1/6, 1/3), Gigli 7 (2/4, 0/1), Smith 7 (0/1, 1/3); Imbrò 5 (1/4, 1/4), Rocca 10 (4/7), Landi, Parzenski 4 (2/3, 0/1), Fontecchio (0/1,0/2), Sabatini. N.e.: Millina. All.: Finelli. ARBITRI: Begnis, Lanzarini, Calbucci. NOTE - T.l.: Can 7/8, Bol 19/28. Rimb: Can 38(Leunen 8), Bol 24 (Rocca 8). Ass: Can 18 (Tabu, Aradori 4), Bol 12 (Moraschini 4). Progr: 5’ 14-7, 15’ 23-28, 25’ 48-49, 35’ 73-59. Usc. 5f.: Gaddefors 33’17" (64-58). Spettatori 3700 per 46.000 euro.

CANTÙ - Durano 25 minuti (51-51) le speranze di successo di una Saie3 Bologna arrivata in Brianza priva di due americani, Hasbrouck e Minard, e con uno Smith debilitato dalla recente influenza. Diligente nello sporcare le linee di passaggio canturine, precisa sugli scarichi creati dalle scorribande di Poeta (2 recuperi e 3 assist) e Moraschini nel cuore dell’area avversaria, gli uomini di Finelli hanno per lunghi tratti messo in scacco la chebolletta (30-37 al 13’) finché gli apporti offensivi di Alex Tyus (dal 38-42 del 20’21" al 48-49 del 25’40") e quello, assolutamente energizzante di Kevin Anderson, autore di otto punti consecutivi per il 56-51 al 26’40", procuravano lo strappo decisivo per il successo degli uomini di coach Andera Trinchieri. Successo che, dopo l’uscita per falli di Gaddefors (il migliore nelle fila della Virtus), ha assunto connotati definiti con Leunen (26 di valutazione) prima della decisione, peraltro quasi simultanea dei due coach, di dare spazio alle proprie linee verdi. Pietro Terraneo

AVELLINO

71

PESARO

78

(21-21, 43-38; 61-57) SIDIGAS AVELLINO: Shakur 2 (1/3, 0/1), Dean 19 (2/5, 5/8), Richardson 6 (0/1, 2/6), Ivanov 9 (4/7, 0/2), Johnson 15 (5/7); Dragovic 9 (3/4, 1/5), Spinelli 1 (0/1 da 3), Hardy 10 (4/9, 0/3), N.e.: Biligha, Ronconi, Iurato, Salafia. All.: Tucci. SCAVOLINI BANCA MARCHE PESARO: Stipcevic 22 (4/9, 4/5), Kinsey 4 (2/7), Barbour 22 (3/6, 5/7), Flamini (0/1 da 3), Crosariol 15 (6/9); Cavaliero 8 (1/1, 2/4), Mack 4 (2/2, 0/1), Thomas 1 (0/1), Bryan 2 (1/2), Amici. All.: Markovski. ARBITRI: Chiari, Aronne, Di Francesco. NOTE - T.l.: Sid 9/13, Sca 7/12. Rimb.: Sid 38 (Johnson 8), Sca 27 (Crosariol 6). Ass.: Sid 12 (Dean 3), Sca 17 (Stipcevic 5). Progr.: 5’ 8-9, 15’ 34-26, 25’ 54-43, 35’ 66-62. Spett. 2100 per 33.500 euro. AVELLINO - La Scavolini espugna con merito il parquet di Avellino rilanciandosi nella corsa salvezza dopo 3 mesi e 11 sconfit-

te di fila approfittando di una Sidigas che fa harakiri negli ultimi 15’ delapidando 11 punti di vantaggio (54-43). La premiata ditta Stipcevic-Barbour (22 punti a testa) guida la Scavo dell’ex Markovski al successo, riuscendo a giocare di squadra cosa che non fa Avellino, dove escluso Dean e Johnson, gli altri risultano non pervenuti. «Complimenti ai miei giocatori — dice Markovski - perché nel 2o tempo hanno aggiustato la difesa riuscendo ad attaccare molto bene». Pesaro parte bene trascinata da Stipcevic (12 punti in 10’) che fa salire i suoi fino al +7 del 9’ (14-21) subito ribaltato da un break irpino di 9-0 in 2’. E’ Dean a prendersi la squadra di Tucci sulle spalle e con Johnson riesce a far mantenere agli irpini un costante vantaggio (43-38 al 20’) cui gli ospiti oppongono le triple di Barbour e un paio di penetrazioni di Kinsey. Avellino sembra essere in controllo della gara, poi al 26’ gli ospiti cominciano una esaltante rimonta tirando col 61% da tre. La Sidigas è ancora avanti grazie a Dean al 35’, poi subisce un parzialone di 13-2 che la schianta sotto un diluvio di fischi dei tifosi inviperiti. Luigi Zappella


LUNEDÌ 14 GENNAIO 2013

h

MIGLIORI

VARESE VENEZIA

4

85 87

DONNE: OK TARANTO

(19-23, 42-51; 62-66) CIMBERIO VARESE: Green 26 (3/7, 3/6), De Nicolao 15 (0/2, 5/9), Polonara 4 (2/5, 0/2), Sakota 9 (2/4, 1/2), Dunston 21 (6/10); Rush 8 (1/4, 1/4), Talts 2 (1/1). N.e.: Ambrosini, Balanzoni, Bertoglio, Ere. All.: Vitucci.

S GREEN 8 Insostituibile. Quaranta minuti in campo, gestendo tutto, squadra e anche falli personali

UMANA VENEZIA: Clark 24 (2/3, 6/11), Young 4 (2/9), Diawara 8 (2/5, 1/5), Szewczyk 27 (6/7, 2/4), Magro 2 (1/1); Bulleri 4 (1/2, 0/1), Marconato 2 (1/3), Bowers 4 (1/4, 0/1), Rosselli 10 (3/3, 1/2), Hubalek 2 (1/2). N.e.: Clemente, Candussi. All.: Mazzon. ARBITRI: Paternicò, Sahin, Duranti. NOTE - T.l.: Var 25/35, Ven 17/21. Rimb.: Var 38 (Dunston 9), Ven 35 (Szewczyk 14). Ass.: Var 18 (Green 7), Ven 19 (Clark 8). Progr.: 5’ 9-7, 15’ 32-40, 25’ 46-58, 35’ 71-74. Uscito per 5 falli: Magro 22’50" (42-51), Rosselli 34’32" (68-74). Spett. 4150 per 52.926 euro.

Kee Kee Clark, 28 anni, 24 punti con 6/11 da tre ieri a Varese CIAMILLO

S SZEWCZYK 7.5 Domina a rimbalzo ed è più continuo di Clark in attacco. Quando era infortunato, Venezia faticava

Venezia ritrova Clark: Varese decimata cede

i Prima sconfitta casalinga per la Cimberio

PEGGIORI

senza Banks e Ere: Umana fuori dalla coppa DAL NOSTRO INVIATO

PAOLO BARTEZZAGHI VARESE

S YOUNG 5 Tanti errori al tiro, palle perse. Bravo però a riconoscere i falli commessi col solito sorrisone

S MAGRO 5 Come i falli commessi in 9 minuti in campo. Tre solo nei primi 3 minuti del terzo quarto

E così la Reyer è la prima a vincere a Varese in questa stagione. Festeggia sì, ma senza esagerare perché sa che la qualificazione alle finali di Coppa Italia dipende dal risultato di Brindisi-Milano. «Siamo orgogliosi — dice Andrea Mazzon — dopo gli infortuni e i nuovi arrivi abbiamo dimostrato di essere una squadra vera». Al contrario di Varese, infatti, Venezia sta recuperando i giocatori senza i quali ha faticato nella prima parte del campionato, Szymon Szewczyk e Kee Kee Clark. Seconda Senza Ebi Ere e Adrian

Banks, cioè 32.2 punti di media a partita, la capolista subisce la seconda sconfitta stagionale, precampionato compreso. Ha il merito di non sbracare, anche quando arriva a 14 punti di svantaggio nel terzo quarto. «Abbiamo interpretato male il primo tempo — dice Frank Vi-

tucci — poi l’abbiamo raddrizzata, ma c’è sempre mancato un centesimo per fare una lira, anzi un euro». Varese rincorre per quasi tutta la partita. Sembra la solita nei primi minuti, quando vola sul 7-0 con una splendida combinazione di Andrea De Nicolao che alza per la schiacciata di Achille Polonara. Ma presto Venezia prende in

Vitucci alterna quintetti più bassi o più alti, spostando Polonara da ala piccola ad ala forte. Resiste, non crolla, torna a -4 quando Clark è in panchina (36-40). Ma ogni volta è ricacciata indietro. Szewczyk segna sulla sirena del 20’, come Clark aveva segnato da tre su quella del 10’.

RISULTATI (2a ritorno) Gesam LuccaPriolo 83-58 (Ruzickova 28; Veselovskij 15); Chieti-Cagliari 85-71 (Sepulveda 24; Arioli 21); G.M.A. Pozzuoli-Ceprini Orvieto 63-54 (Morris 22; Hampton 14); Goldbet TarantoAcqua&Sapone Umbertide 74-51 (Mahoney 22; Moss 16) Riposano: Lavezzini Parma, Famila Wuber Schio

S CLASSIFICA Schio 18; Parma, Lucca 16; Taranto, Umbertide 14; Chieti 8; Pozzuoli, Priolo, Orvieto 6; Cagliari 2.

S LEGADUE Tabellini e classifica a pagina 43.

Fatica L’ultima palla del terzo

Vitucci: «Parliamo pure dei massimi sistemi, ma abbiamo sbagliato 11 liberi» mano la situazione con Clark, alla prima partita vera dopo l’infortunio che lo ha tenuto fuori negli ultimi due mesi, segna 4 triple nella seconda metà del primo quarto. La Reyer piazza un 11-0 che la spinge fino al +12. Forzatamente meno perimetrale, la capolista cerca Bryant Dunston sul quale fatica e spende falli Daniele Magro.

AL SUPPLEMENTARE DOPO IL -16

quarto fotografa la fatica di Varese: Erik Rush riceve dalla rimessa, non trova compagni liberi, percorre il campo in palleggio, prova la penetrazione, trova un muro sul primo tentativo di tiro, recupera la palla e in qualche modo segna il -4 sulla sirena. Sotto di 9 a 6’ dalla fine, l’insostituibile e mai sostituito Mike Green firma la rimonta che si perfeziona a 2’ dalla fine (78-78). «Possiamo parlare dei massimi sistemi, ma abbiamo sbagliato 11 tiri liberi», dice Vitucci. Sul -1 a 11" dalla fine, De Nicolao sbaglia la tripla. Szewczyk e Clark chiudono ai liberi ma la coppa Italia sfugge. © RIPRODUZIONE RISERVATA

CON 33 PUNTI DI SCARTO CANCELLIERI RISCHIA

Roma, che rimonta Biella travolta La Sutor si arrende in casa da Cremona 85

MONTEGRANARO ROMA

DTS

87

(20-17, 42-29; 61-60, 73-73) MONTEGRANARO: Steele 14 (5/8, 1/5), Cinciarini 23 (6/7, 2/7), Mazzola 5 (1/2, 1/1), Amoroso 16 (1/4, 4/10), Burns 13 (4/11, 0/3); Johnson 3 (1/1, 0/3), Di Bella 5 (2/2), Freimanis, Slay 5 (1/2, 1/2). N.e.: Panzini, Campani, Perini. All.: Recalcati. ACEA ROMA: Goss 17 (6/12, 1/5), D’Ercole 6 (0/1, 2/7), Datome 18 (2/6, 4/6), Lorant 15 (4/5, 1/3), Lawal 13 (6/7); Jones 14 (4/7, 0/4), Czyz, Tambone 3 (1/1), N.e.: Gorrieri, Tonolli, Guagliardi, Taylor. All.: Calvani. ARBITRI: Cerebuch, Lo Guzzo, Terreni. NOTE – T.l: Mon 15/20, Rom 15/23. Rimb.: Mon 35 (Amoroso 5), Rom 41 (Lawal 14). Ass.: Mon 11 (Steele e Cinciarini 4), Rom 9 (Goss 9). Fallo tecnico: Calvani 16’51”, Recalcati 30’30”. Usc. 5 falli: Amoroso 40’22”. Progr.: 5’ 7-6, 15’ 29-18, 25’ 56-44, 35’ 66-67. Spettatori: 2364 per 14.133 euro.

ANCONA - L’urlo di Datome che strappa l’ultimo rimbalzo sul tiro da 3 sbagliato da Johnson è la foto di una gara giocata con orgoglio da Roma rimontando da -16 e decisa al supplementare, dove Lorant (il migliore) e Jones (fin lì evanescente) sono stati decisivi. Eppure Roma era partita male. Le tante perse e i troppi errori al tiro «fruttano» un 1-19. E’ il massimo vantaggio gialloblù al 15’38" (34-18). «Non difendevamo con la solita intensità – commenta Calvani – Ma riuscivamo comunque a prenderci buoni tiri. Siamo stati bravi a non disunirci. Aver vinto senza play (Taylor out per la pubalgia, ndr.) è molto importante per il futuro». La scossa arriva nel 3o quarto quando Datome segna 2 triple consecutive per il -7 (44-37 al 21’). «C’è rammarico – dice Recalcati – fin lì avevamo fatto una buona prova poi abbiamo sofferto la zona e lasciato rientrare Roma (14-0 con D’Ercole sugli scudi, ndr.)». Ultimo quarto con tanti errori soprattutto ai liberi. Jones e Lawal fanno 1/5 nell’ultimo minuto ma la Sutor non ne approfitta. Ai supplementari Cinciarini lotta (6 punti) ma non basta. Aaron Pettinari

BIELLA

59

CREMONA

92

(20-18, 34-36; 41-56) ANGELICO BIELLA: Robinson 6 (2/5, 0/5), T.Johnson 10 (3/7, 1/4), Soragna 7 (1/1, 1/2), Mavunga 2 (0/4, 0/1), Jurak 12 (6/9, 0/4); Rochestie 18 (4/8, 2/4), Chrysikopoulos 2 (1/1), De Vico, Renzi 2 (1/4), Raspino, Laganà (0/2, 0/3). N.e.: Jaramaz. All.: Cancellieri. VANOLI CREMONA: A.Johnson 18 (4/6, 1/3), Jackson 15 (2/4, 2/5), Harris 15 (4/7, 1/2), Kotti 4 (1/3), Peric 26 (7/14, 0/3); Ruini, Stipanovic 10 (5/9), Huff 4 (2/2, 0/2), Conti. N.e.: Speronello, Belloni, Cazzaniga. All.: Gresta ARBITRI: Taurino, Ramilli, Sardella NOTE - T.l.: Bie 11/13, Cre 30/36. Rimb.: Bie 26 (Jurak 9), Cre 43 (Peric 11). Ass.: Bie 9 (Johnson 3), Cre 11 (Johnson, Harris 3). Progr.: 5’ 11-9, 15’ 27-37, 25’ 38-44, 35’ 55-73. Antisp.: Chrysikopoulos 11’32" (23-22), Ruini 29’58" (41-56), A.Johnson 32’37" (47-63), Soragna 34’19" (52-69), T.Johnson 37’34" (55-77). F.tecn.: Cancel-

lieri 33’42" (52-66). Usc. 5f.: Jurak 37’44". Spett. 2970 per 35.911 euro. BIELLA - Il girone d’andata ha un epilogo amaro per un’Angelico ultima e travolta in casa da una Vanoli grintosa e determinata, pur priva di Vitali. La 6a sconfitta consecutiva rischia di costare cara a coach Cancellieri (Danna, Lardo, Cavina i possibili sostituti) che sembra non avere più in mano le redini della squadra. L’innesto di Rochestie, buono il suo esordio, non è bastato a scuotere un gruppo sfiduciato. Cremona (che ha preso Brian Chase) ha giocato dominato a rimbalzo (Biella cerca un lungo Usa) e sfondando sotto canestro con il miglior Peric visto in Italia. «Sono molto felice per questa prestazione, superiore ad ogni aspettativa, - dice Gresta -. Ottimo Peric, ma è stato ottimo il lavoro di squadra». Per Biella parla l’ad Atripaldi: «I giocatori di Cremona non sono fortissimi, ma sanno cosa devono fare. Grazie al pubblico che ci ha sostenuto sempre. Stendiamo un velo pietoso su tutto il resto. È in corso una riunione che andrà avanti anche stanotte. Nei prossimi giorni faremo altri ragionamenti». Gabriele Pinna

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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BATTUTA CASERTA QUALIFICATA ALLE FINAL EIGHT

Reggio Emilia La neopromossa con le 8 migliori REGGIO EMILIA CASERTA

91 72

(26-10, 51-27; 71-51) TRENKWALDER REGGIO EMILIA: Jeremic 10 (5/5, 0/2), Taylor 22 (7/14, 2/7), Brunner 12 (5/8, 0/1), Antonutti 17 (1/2, 5/5), Cinciarini 14 (5/8); James 7 (2/6, 1/1), Filloy (0/2, 0/2), Cervi, Slanina 9 (1/1, 1/1). N.e.: Silins, Veccia. All.: Menetti. CASERTA: Maresca 5 (1/2, 1/3), Jonusas 7 (0/2, 2/4), Akindele 17 (7/8,), Gentile 2 (1/6, 0/3), Jelovac 9 (2/5, 1/4); Mordente 14 (2/3, 2/2), Michelori 12 (5/6), Mavraides 4 (2/3), Sergio 2 (1/2). N.e.: Marzaioli. All.: Sacripanti. ARBITRI: Seghetti, Filippini e Martolini. NOTE – T.l.: RE 12/16, Cas 12/18. Rimb.: RE 27 (Brunner e Cinciarini 6), Cas 30 (Mordente 7). Ass.: RE 8 (Cinciarini 4), Cas 5 (Maresca 2). F.tecn.: Mordente 7’43 (18-5). F.antisp.: Taylor 20’23" (53-27), Cinciarini 31’11 (71-51). Progr.: 5’ 13-5, 15’ 36-21, 25’ 65-38, 35’ 75-61. Spett. 3500 per 47.801 euro.

DANIELE BARILLI REGGIO EMILIA

La grande notte dei sogni che diventarono realtà. E’ quella che vive la Trenkwalder. Mettendo una ciliegiona grande così sulla torta che ha cucinato in un girone d’andata memorabile e conquistando le finali di Coppa Italia. Reggio ce la fa travolgendo Caserta, in un vero e proprio spareggio. I biancorossi di Max Menetti hanno chiuso il match già nel primo quarto. Regalando una fugace illusione alla Juve che provava a scappare via sul 5-0, poi rinchiudendola nella propria gabbia difensiva, costringendola a perdere 7 palloni in pochi minuti, e punendola duramente con un violento parziale di 22-0. Più 27 Dal 22-5 la partita non è

più esistita. Reggio ha toccato a più riprese anche i 27 punti di margine (dal 55-28 al 65-38). Poi quando i campani hanno caricato a testa bassa, cercando di approfittare un po’ della stanchezza reggiana e risalendo fino al meno 14 (75-61) è stato un inarrestabile Antonutti (5/5 da 3 punti: se gioca così merita davvero la nazionale...) a chiudere definitivamente i conti con due triple. A quel punto a Reggio è esplosa la festa.

Dominic James, 26 anni CIAMILLO Felicità «E’ la vittoria — commenta un felicissimo Max Menetti — di tutta la Reggio del basket. Dalla società, allo staff tecnico, ai giocatori, fino agli sponsor e ai tifosi. Provo un’incredibile felicità perchè in un anno e mezzo siamo passati dalla possibilità di cadere tra i dilettanti, al ritorno nell’elite del basket nazionale. Lo abbiamo fatto grazie a un ambiente straordinario e a giocatori encomiabili, che hanno capito alla perfezione lo spirito della Pallacanestro Reggiana. E’ davvero una vittoria di tutti». Orgoglio Deluso ma pieno di or-

goglio il tecnico casertano Sacripanti: «Siamo stati troppo brutti per essere veri, ma la Trenkwalder è stata bravissima a metterci in difficoltà. Abbiamo fallito le Final eight, ma non buttiamo via i 14 punti conquistati fin qui superando tante difficoltà. Fatemi, però, fare i complimenti a Reggio Emilia. Questo è una piazza fantastica. Vedere il calore di questo palasport e i risultati di una società che lavora benissimo fa bene a tutto il basket italiano». Si ripete, così, la storia del 2005, quando Reggio Emilia neopromossa si qualificò alle Final Eight. Allora arrivò addirittura in finale. © RIPRODUZIONE RISERVATA

stars& stripes DOPO 10 SCONFITTE ORLANDO TORNA A SORRIDERE SBANCATA LOS ANGELES SPONDA CLIPPERS CHALMERS, 10 TRIPLE E MIAMI PASSA IN CASA KINGS

ATLANTA MURATA

RISULTATI

Il debutto stagionale di John Wall (14 punti e 4 assist in 21’) solleva i Wizards, che fermano Atlanta, al 6o k.o. nelle ultime 10 gare. LA FRASE Chris Paul, play dei Clippers: «Sto guardando una partita con mio figlio che mi dice: "Papi, fammi vedere il filmato di quando Kobe ti ha schiacciato in testa"». I Clippers hanno perso in casa con Orlando, che ha chiuso a 10 la serie negativa.

Sabato: L.A. Clippers-Orlando 101-104 (Griffin 30; Afflalo 30); Washington-Atlanta 93-83 (Price e Beal 16; Teague 19); Indiana-Charlotte 96-88 (Hill 19; Gordon 21); Philadelphia-Houston 107-100 (Holiday 30; Harden 29); Detroit-Utah 87-90 (Knight 16; Jefferson 20); Chicago-Phoenix 81-97 (Boozer 15, Belinelli 8; Scola 22); Dallas-Memphis 104-83 (Marion 20; Gay 12); Sacramento-Miami 99-128 (Thomas 34; Chalmers 34). Ieri: New York-New Orleans 100-87 (Anthony 27; Gordon 22); Toronto-Milwaukee 96-107 (DeRozan 23; Henson e Jennings 19).

TRIPLISTA Mario Chalmers ha infilato 10 triple in 13 tentativi pareggiando il record di franchigia di Brian Shaw nella vittoria di Miami a Sacramento.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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SCI COPPA DEL MONDO DAL NOSTRO INVIATO

MARISA POLI ADELBODEN (Svi)

C’è un austriaco che vince alla Tomba. Si chiama Marcel Hirscher, arriva al traguardo e chi deve scendere dopo di lui parte già con in testa il 2˚ posto. L’ultima dimostrazione è lo slalom di Adelboden, un classico che il ventitreenne vincitore della Coppa del Mondo aveva già vinto un anno fa. Con una prova di superiorità imbarazzante ha rimontato dall’ottavo posto, ha cancellato gli 87 centesimi di distacco accumulati nella prima discesa da Manfred Moelgg. Ma per l’azzurro, terzo alla fine dietro anche a Matt, è una giornata da ricordare: vale il primo podio degli slalomisti azzurri in questa stagione e rompe il digiuno del trentenne di San Vigilio di Marebbe mai più tra i primi in slalom dopo l’argento ai Mondiali di Garmisch 2011 e in Coppa del mondo addirittura da Zagabria 2009. Quarto sabato, terzo ieri, la giusta cura per uno alla Manni che quando infila la serie giusta diventa inarrestabile. Extraterrestre E’ che Hirscher per ora è su un altro pianeta. Basta vedere: ha sciato la seconda manche come nessuno. Niente paura, niente errori, tutta velocità. Come se fosse facile su una pista storica e complicata, con le trappole piazzate da Jacques Theolier nella seconda prova. «Ho sciato al massimo, quando fai così hai il 50% di possibilità di vincere e il 50 di uscire. Sabato in gigante mi è andata male, ma non ditemi che l’ho regalata, io ci provo sempre». Ma di là del secondo e 19 centesimi di vantaggio su Pinturault, fino a quel momento il migliore, l’impressione è stata che i 7 scesi dopo di lui — compreso il nostro Deville, deragliato sul

Marcel Hirscher, 23 anni, austriaco, ha conquistato il quarto successo stagionale. In carriera, 16 vittorie: 7 giganti e nove slalom AFP

Hirscher da fenomeno: rimonta alla Tomba Ancora Moelgg: terzo!

la guida Bravo Razzoli: 12˚ Fuori Deville

L’austriaco nella 2a manche stacca tutti di 1" e recupera 8 posizioni Sul podio dello slalom di Adelboden torna pure l’azzurro: «E’ battibile» ripido finale, e Myhrer, fuori pure lui — conoscessero già il finale. Quasi rassegnati a riconoscere la superiorità del fenomeno. Bravo Manni Anche Manni Moe-

lgg, al 18˚ via dal cancelletto ad Adelboden, tra amministrare e cercare di restare sul podio e provarci, dopo il miglior tempo della prima manche, alla fine ha optato per la seconda scelta. «Ho messo i bastoncini fuori dal cancelletto convinto di vincere, ma a metà tracciato due prese di spigolo troppo vigorose mi hanno tolto sicurezza e non sono riuscito a spingere al massimo come nel-

la prima manche» ammetterà alla fine, dopo aver reso omaggio a Hirscher («Supercampione, di quelli che non spuntano tutti i giorni»), con rilancio: «E’ battibile, si può fare. Non può essere sempre perfetto».

L’esperienza mi ha insegnato a non avere fretta, a rimanere tranquillo. E’ il consiglio che mi sento di dare ai miei compagni che si aspettano risultati migliori». Nella categoria incompiuti sono rimasti Gross (non qualificato dopo un erroraccio sul muro, quando si è fatto sorprendere da una lunga, esce dai primi sette) e Deville, che ha inforcato nella seconda a una decina di secondi dal traguardo. In risalita le quotazioni di Giuliano Razzoli, 12˚ alla fine di una gara affrontata senza allenamento nelle gambe e con la schiena ancora acciaccata: «Era quello che mi serviva». Bene anche Nani, 15˚ con il 40. La corsa per un posto ai Mondiali resta aperta.

200

podi nello slalom maschile azzurro in Coppa del Mondo: 72 vittorie, 62 secondi posto e 66 terzi posti

Azzurri Perfetto è stato Moelgg

nella prima manche, un altro gradino salito in questa stagione cominciata con il pettorale numero 24 in slalom e a metà strada già meritevole di voti altissimi. Due podi (in gigante a Soelden e ieri ad Adelboden), tanti piazzamenti che lo hanno già riportato nel gruppo dei migliori 7 in gigante e a un soffio dal primissimo gruppo anche in slalom. «Tante volte sono passato dal paradiso all’inferno, so come si fa — sorride —.

9

podi in stagione Otto per gli uomini: 3 successi (Innerhofer, Marsaglia e Paris), 2 secondi e 3 terzi posti

Q Manfred Moelgg, 30 anni, 2 vittorie in slalom in Coppa

© RIPRODUZIONE RISERVATA

SLALOM UOMINI: 1. Hirscher (Aut) 1’51"75; 2. Matt (Aut) a 30/100; 3. MOELGG a 62/100; 4. Kostelic (Cro) a 1"12; 5. Neureuther (Ger) a 1"16; 6. Pinturault (Fra) a 1"19; 7. Pranger (Aut) a 1"71; 8. Dopfer (Ger) a 1"86; 9. Missilier (Fra) a 1"82; 10. Chodounsky (Usa) a 2"12; 11. Ligety (Usa) a 2"44; 12. RAZZOLI a 2"50; 13. Kristoffersen (Nor) a 2"69; 14. Yuasa (Giap) a 3"01; 15. Nani a 3"03; 16. Feller (Aut) e Grange (Fra) a 3"05. Rit. I manche: Thaler, Tonetti. Non qual. II m Gross. Rit. II m: Deville, Aerni (Svi), Myhrer (Sve). Coppa del Mondo: 1. Hirscher (Aut) 855; 2. Svindal (Nor) 729; 3. 676; 5.MOELGG 427. Coppa slalom (5+1 parallelo): 1. Hirscher (Aut) 520; 2. Neureuther (Ger) 386; 3. Myhrer (Sve) 330; 5. MOELGG 215. PROGRAMMA Venerdì-domenica a Wengen: combinata, discesa e slalom. SUPERG DONNE: 1. Maze (Slo) 1’16"55; 2. Fenninger (Aut) a 4/100; 3. Suter (Svi) 99/100; 4. Vonn (Usa) 1"00; 5. Riesch (Ger) 1"09; 6. Mancuso (Usa) 1"20; 7. Gut (Svi) 1"26; 8. Rebensburg (Ger) 1"30; 9. Aufdenblatten (Svi) 1"49; 10. Fischbacher (Aut) 1"52; 11. Gisin (Svi) 1"60; 12. Hronek (Ger) 1"81; 13. Rolland (Fra) 1"85; 14. Goergl (Aut) 1"94; 15. MERIGHETTI 2"04; 20. N.FANCHINI 2"55; 21. E. CURTONI 2"60; 26. BORSOTTI 3"01; 29. AGERER 3"31; 30. MARSAGLIA 3"32; 42. Cipriani. Rit.: E. Fanchini, Stuffer. Coppa del Mondo (20): 1. Maze (Slo) p. 1289; 2. Riesch (Ger) 744; 3. Zettel (Aut) 597; 17. I. CURTONI 242. Coppa superG (3): 1. Vonn (Usa) 250; 10. E. CURTONI 63. PROGRAMMA Domani slalom in notturna a Flachau (Aut, ore 17.45/20.45).

LA CURIOSITA’ DIETRO IL DOMINIO DELL’AUSTRIACO UNO STRUMENTO UTILIZZATO AL TONALE

Il segreto di Hirscher: un brevetto italiano «Ho cambiato solo 1 millimetro negli scarponi» dice Marcel. Grazie a un esame innovativo ADELBODEN

«Che cosa ho cambiato per vincere di più? Un millimetro nella preparazione degli scarponi». Dopo il successo nello slalom di Zagabria, una settimana fa, Marcel Hirscher ha svelato uno degli ingredienti di questa cavalcata pazzesca (4 vittorie e altri 5 podi in 10 gare tec-

niche in questa stagione) e dietro sembra esserci un brevetto italiano. Si chiama «Ski boot cla», è uno strumento che permette di rilevare la morfologia delle gambe e che applica questa misurazione nel canting (ovvero l’asse perpendicolare del gambaletto rispetto al terreno) dello scarpone. Utilizzato anche dall’austriaco. Come funziona «Ogni persona è diversa dall’altra, non solo, anche la gamba destra è diversa dalla sinistra, così con questa convinzione ho inventato questo strumento che permette di rilevare la morfologia delle gambe — spiega Riccardo Paganini, allenatore e maestro di sci

che lavora al Tonale originario di Busto Garolfo, ideatore dello Ski Boot Cla —. A dicembre 2010 l’ho brevettato grazie alla collaborazione con uno studio ingegneristico di Rogno, in provincia di Bergamo».

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Idea Niente di complicato,

l’idea sta tutta in un basamento, profilati in alluminio che permettono i movimenti delle parti mobili, un goniometro digitale e due puntatori laser che misurano l’angolo delle gambe degli atleti, dell’assieme caviglia/polpaccio, e poi di conseguenza regolano gli scarponi. Il tutto per avere un assetto ultra personalizzato e preciso: i benefici per la sciata sono importanti.

3 Lo Sbc è uno strumento di misura che consente una regolazione dello scarpone molto precisa e che rivela anche la differenze tra le due gambe 1 Il canting laterale dello scarpone 2 L’angolo delle gambe 3 Misura caviglia-polpaccio

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Prove L’idea ha conquistato il padre di Hirscher, Ferdinand, molto presente nelle scelte tecniche del figlio (per esempio, sembra che prima del gigante di sabato sia stato lui a suggerirgli di spostare l’attacco verso la punta degli sci per avere più maneggevolezza e velocità). E nell’estate 2011 Marcel si è sottoposto alle misurazioni a casa sua e alla regolazione dei materiali in base alla sua morfologia, per esempio l’angolazione della gamba del dominatore di giganti e slalom è più aperta della media. «Basta una sola misurazione per sapere la taratura da applicare — spiega ancora Paganini —, quindi noi interveniamo una volta sola, poi saranno gli atleti, i loro tecnici o le aziende a intervenire sui materiali». ma.po. © RIPRODUZIONE RISERVATA


LUNEDÌ 14 GENNAIO 2013

A

Maze nella storia Ora ha vinto tutto

LE ALTRE DA RECORD

S Lindsey Vonn (Usa) 28 discese 20 superG 2 giganti 2 slalom 5 combinate

Tina Maze (Slo) 29 anni e 17 vittorie: 1 discesa 1 superG 12 giganti 1 slalom 2 combinate

S A. Paerson (Sve) 6 discese 4 superG 11 giganti 18 slalom 3 combinate

DAL NOSTRO INVIATO

PIERANGELO MOLINARO ST. ANTON (Austria)

Tina Maze ha deciso: non è un’edizione di Coppa del Mondo in cui serve il fioretto ma la clava. E ieri la 29enne slovena a St. Anton l’ha usata giocando sul terreno storicamente a lei meno congeniale, quello della velocità. Una mazzata. Pareva un superG praticamente deciso quando è arrivata al traguardo Lindsey Vonn, che, a differenza della discesa di sabato ha deciso di pigiare sino in fondo sull’acceleratore, ma il sorriso dei giorni belli della statunitense è durato solo un minuto, sino all’arrivo dell’austriaca Anna Fenninger che le ha inflitto un quasi umiliante secondo di distacco. Finita? Macché. Era Tina Maze tre minuti dopo ad ammutolire il parterre austriaco con quei 4/100 di secondo di vantaggio sulla stella di casa. Era un superG difficile, veloce, su una neve mutevole a cui non è bastata una notte di freddo per diventare uniforme. Granulosa in cima, dolce a metà e ghiacciata in fondo. E veloce, molto veloce. Consapevolezza Tina è davve-

ro in una condizione splendida, fisica e psicologica, ma soprattutto nelle prove veloci ha trovato quella fiducia che non aveva la scorsa stagione. Si fida soprattutto degli attrezzi, di quegli sci che la scorsa stagione le scappavano ad ogni vera curva e che ora le permettono di tirare anche le più difficili. Merito del set-up perfetto che ha trovato il suo skiman Andrea Vianello, tecnico d’esperienza che ha lavorato pure con Tomba, Rocca, Vonn e Mancuso. «Tina la neve la deve sentire», spiega Vianello. E ora la leader di Coppa la sente davvero bene se si permette prestazioni come quella di St. Anton. «Sono contenta — afferma la Maze — perché il superG lo sento sempre più come la mia specialità. E’ la sua quinta vittoria stagionale (in 3 specialità), la 17ª complessiva in Coppa: ora ha vinto in tutte le specialità, è la sesta donna a riuscirci. Ha dovuto comunque superarsi per battere la Fenninger, un vero gioiello di talento che, senza i chili della Vonn, ha un fiuto incredibile per la velocità ed un’eleganza capace di nascondere l’aggressività. La Vonn alla

fine si è ritrovata quarta, superata anche dalla svizzera Suter. «Va bene così, sto riprendendo confidenza», afferma Lindsey. Ma prima dei Mondiali di Schladming mancano solo le due prove veloci del fine settimana a Cortina. Saprà entro l’inizio di febbraio trovare la condizione migliore? E’ una sensazione, ma forse la regina nasconde qualche problema al ginocchio sinistro, considerando come distribuisce sugli sci nelle curve verso destra.

S Pernilla Wiberg (Sve) 2 discese 3 superG 2 giganti 14 slalom 3 combinate

Le italiane Per le azzurre non

è stata una giornata di gloria. La migliore ancora una volta si è dimostrata Daniela Merighetti, 15ª e penalizzata da un pettorale alto, il 29, che non le ha permesso di percorrere le linee che avrebbe voluto. «Ma devo ancora crescere in superG — dice la bresciana con sincerità —. Non ho problemi sulle curve lunghe della discesa, mentre in questa specialità a volte devo trovare il tempo giusto per iniziare l’azione». Bene Nadia Fanchini, 20ª, che sta riprendendo dopo 3 anni confidenza con la velocità. Si sperava in Elena Curtoni, al via con il pettorale 12, «Ma ho sbagliato nella parte alta, poi ho voluto strafare», confessa. Ora Cortina, un’occasione da non perdere per le azzurre. © RIPRODUZIONE RISERVATA

S Janica Kostelic (Cro) 1 discesa 1 superG 2 giganti 20 slalom 6 combinate

S Petra Kronberger (Aut) 6 discese 2 superG 3 giganti 3 slalom 2 combinate

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SALTO L’AUSTRIACA IRIDATA CADE IN GERMANIA

Iraschko: lo schianto e l’addio ai Mondiali Rivela: «Sono lesbica» (c.r.) Una brutta caduta nell’atterraggio sabato a Hinterzarten, per la Coppa del mondo, fa rovinosamente fallire i piani di Daniela Iraschko, regina mondiale del salto. L’austriaca ha infatti uno strappo ai legamenti crociati e anche del menisco del ginocchio sinistro: sei mesi di stop e niente Mondiali per l’iridata di Oslo, è la diagnosi degli esami di ieri a Hochrum. È un brutto colpo in vista della prova mista a squadre ai Mondiali di Val di Fiemme. Senza Daniela, l’Austria è meno competitiva per l’oro: «Ma lei riprenderà, punterà sui Giochi olimpici 2014 di Sochi (dove il salto rosa debutterà, ndr)» ha sottolineato Harald Rodlauer capo-allenatore delle donne austriache ed ex dell’Italia. Coming out A 29 anni, l’austria-

La slovena si prende il superG di St. Anton: ha domato le 5 specialità

LA GAZZETTA DELLO SPORT

ca ha confessato di essere lesbica: è fidanzata infatti con una dottoressa di Innsbruck: «Non voglio più nascondere la mia omosessualità, voglio condurre una vita felice. Non mi occupo di quello che ne pensano gli altri. Dico a loro: non dovete provarlo ma vi prego di accettarlo».

Daniela Iraschko, 29 anni, in barella Insam quinta Sara Takanashi

torna al successo (quarto stagionale) su Sarah Hendrickson e l’altra austriaca Jacqueline Seifriedsberger. Evelyn Insam si conferma chiudendo 5ª: su 8 gare, sei volte ha chiuso tra le prime 7. Elena Runggaldier, vicecampionessa del mondo è 21ª, Roberta D’Agostina 30ª, la quindicenne Manuela Malsiner 32ª. Hs108: 1. Takanashi (Gia) 247.5; 2. Hendrickson (Usa) 245.9; 3. Seifriedsberger (Aut) 244.5; 4. Sagen (Nor) 242; 5. INSAM 231.2 (100.5 + 100.5); 21. E.RUNGGALDIER 190.8; 30. D’AGOSTINA 152.2; 32. MALSINER 83.8. CdM: 1. Takanashi (Giap) 670; 2. Hendrickson (Usa) 501; 7. INSAM 296.

Taccuino FONDO

SLITTINO

Sprint a coppie: fratelli Pasini sesti

Oberhof stregata Zoeggeler solo 11o

Fabio e Renato Pasini sesti nella staffetta a coppie in tecnica libera vinta da Devjatiarov-Morilov (Rus) su Bransdal-Golberg (Nor) e Pethukov/Kriukov (Rus). Eliminati in semifinale Federico Pellegrino-Fulvio Scola, complice una caduta di quest’ultimo con Miranda (Fra) e Tscharnke (Ger). Tra le donne al fotofinish vincono Oestberg-Falla (Nor) Nilsson/Ingemarsdotter (Sve) e Soemskar-Pajala (Sve). Ottave Ilaria Debertolis e Gaia Vuerich. Uomini: 1. Devjatiarov-Morilov (Rus) 21’43"8; 2. Brandsdal-Golberg (Nor) a 0"8; 3. Petukhov-Kriukov (Rus) a 0"8 ff; 4. Pettersen-Gloersen (Nor) a 0"9; 6. F. e R. PASINI a 1"3 ff; 24. SCOLA-PELLEGRINO a 1’02"3. Donne: 1. Oestberg-Falla (Nor) 11’26"2; 2. Nilsson-Ingemarsdotter (Sve) a 0"6; 3. Soemskar-Pajala (Sve) a 5"7; 8. DEBERTOLIS-VUERICH a 9"3; 17. BROCARD-LAURENT a 24"2. Sabato e domenica a La Clusaz (Fra) 10 e 15 km tc, staffette.

Ancora un trionfo tedesco nella tappa di Coppa del Mondo a Oberhof (Ger), valida anche per i 44esimi Europei: Felix Loch conquista il solo titolo che ancora gli mancava precedendo Langenhan e Ludwig, mentre Armin Zoeggeler è solo 11˚. L’Italia si consola con il secondo posto nella staffetta a mezzo secondo di distacco dalla Germania: per i tedeschi 8 podi su 9: gli austriaci Penz-Fischler, terzi nel doppio, i soli a spezzare il dominio. Uomini: 1. Loch (Ger) 1’27"257 (43"512/1˚+43"745/1˚); 2. Langenhan (Ger) a 0"390 (4˚+2˚); 3. Ludwig (Ger) a 0"519 (5˚+3˚); 4. Pavlichenko (Rus) a 0"564 (3˚+6˚); 11. ZOEGGELER a 0"890 (10˚+11˚); 16. MAIR a 1"099 (13˚+17˚). Coppa (6/9): 1. Loch 515; 2. Langenhan 435; 6. ZOEGGELER 319. Staffetta: 1. Germania (Geisenberger-Loch-Eggert/Benecken) 2’24"291; 2. ITALIA (Gasparini-Zoeggeler-Oberstolz/Gruber) a 0"461; 3. Russia (Ivanova-Demtschenko-Yuzhakov /Makhnutin) a 0"757.

RUGBY QUINTO TURNO DI HEINEKEN CUP

HOCKEY GHIACCIO DOPO LA SERRATA

Treviso, un tempo da grande a Tolosa

La Nhl al via sabato Stagione da 48 partite

Benvenuti e Botes lanciano i veneti, nella ripresa cede la mischia. Sabato con gli Ospreys (e.sp.) Nel quinto turno di Heineken, Treviso nel primo tempo tiene testa al Tolosa (14-14), nonostante le difficoltà in mischia chiusa. A inizio ripresa il giallo al neoentrato Rizzo e la successiva terza meta dei padroni di casa che al 21’ prendevano il bonus per giocarsi il primo posto domenica a Leicester, mentre Treviso ospiterà gli Ospreys.

Ai quarti A un turno dalla fine della stagione regolare, le squadre già sicure di un posto nei quarti sono sette. Quattro in Heineken: Harlequins (gir. 3), Clermont (5) e Ulster (4) come vincitrici dei rispettivi gruppi, mentre Tolone (gir. 6) a 23 punti passerebbe anche come migliore seconda. In Challenge già ai quarti Bath, Gloucester e Wasps.

TOLOSA-TREVISO

| 35-14

MARCATORI: p.t. 3’ c.p. Botes, 6’ m. Botha tr. McAlister, 10’ m. Benvenuti, 20’ c.p. Botes, 29’ m. Albacete tr. McAlister, 39’ c.p. Botes; s.t. 4’ m. Clerc tr. McAlister, 21’ m. Fritz tr. McAlister, 40’ s.t. Huget tr. McAlister. TOLOSA: Poitrenaud; Clerc, Fritz, Jau-

zion (25’ s.t. Fickou), Huget; McAllister, Burgess (23’ s.t. Doussain); Picamoles, Nyanga (23’ s.t. Nicolas), Lamboley; Albacete, Millo-Chluski (23’ s.t. Maestri); Johnston (34’ p.t. Montes), Botha (1’ s.t. Tolofua), Kakovin (39’ p.t. Steenkamp). All. Noves. TREVISO: Toniolatti; Nitoglia (32’ s.t. Semenzato), Benvenuti, A. Pratichetti, Iannone (1’ s.t. Williams); Morisi, Botes; Barbieri, Budd, Derbyshire (14’ s.t. Minto); Bernabò (32’ s.t. Fuser), Pavanello; Al. De Marchi (1’ s.t. Cittadini), Ceccato (1’ s.t. Sbaraglini), Muccignat (1’ s.t. Rizzo). All. Smith. ARBITRO: Barnes (Inghilterra). Altre. Heineken. Gir. 1: Edimburgo (Sco)-Munster (Irl) 17-26. Classifica: Saracens 18; Munster 15; Racing 12; Edimburgo 0. Gir. 2: Ospreys (Gal)-Leicester (Ing) 15-15. Class. Tolosa 18; Leicester 16; Ospreys 11; TREVISO 1. TROFEO ECCELLENZA Per il 5˚ turno del girone A del Trofeo Eccellenza, Crociati Parma-Viadana 0-26.

Benvenuti fermato da Picamoles AFP

Adesso è ufficiale: la stagione Nhl è salva. Nella notte italiana di sabato sono stati definiti anche gli ultimi accordi circa il nuovo contratto di lavoro che durerà dieci anni. Da ieri sono aperti i training camp delle trenta franchigie, ma in vista del via di sabato (13 partite, con i campioni in carica di Los Angeles in casa contro Chicago), non ci saranno amichevoli. La serrata, durata 113 giorni, ha fatto cancellare 510 partite, All Star Game compreso. In 99 giorni (la fine della stagione regolare sarà il 27 aprile), se ne giocheranno comunque 720 (48 per squa-

dra), più i playoff, al via il 30: l’ultimo possibile match per la Stanley Cup (gara-7 di finale), il 28 giugno.

Coppa Italia al Valpellice (m.l.) Al Valpellice la Coppa Italia 2012-’13, la prima nella storia dal club di Torre Pellice (To). In finale, al Palatazzoli di Torino, davanti a 2700 spettatori, Alleghe battuto 7-3. Mattatore Robert Sirianni, autore di quattro gol. Valpellice-Alleghe 7-3 (3-1, 2-1, 2-1). BOLZANO KO (m.l.) Il Bolzano chiude al 4˚ posto (con tre sconfitte) le finali di Continental Cup a Riga (Let). Ieri, nonostante una gran partita del portiere Duba, i bielorussi dello Zhlobin si sono imposti 1-0 rig. (0-0, 0-0, 0-0; 0-0; 1-0). Altro risultato: Donetsk (Ucr)-Rouen (Fra) 7-1. Classifica: Donetsk 9; Zhlobin 5; Rouen 3; Bolzano 1.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 14 GENNAIO 2013

CICLISMO LA NOVITÀ DOPO LA CONFERMA AL VERTICE DELLA FEDERCICLO, DI ROCCO FA DIETROFRONT: LA RATIFICA NEL PROSSIMO CONSIGLIO

In azzurro anche gli ex squalificati CIRO SCOGNAMIGLIO twitter@cirogazzetta

Rivedremo in azzurro corridori come Ivan Basso o Franco Pellizotti? La possibilità c’è, dopo la chiara apertura di Renato Di Rocco, fresco di terzo mandato consecutivo ai vertici Federciclismo. Il via libera a chi in passato ha subito squalifiche da sei mesi (in su) per doping dovrebbe essere ratificato dal Consiglio Federale intorno a metà febbraio. Mentre resta confermato che chi da adesso in poi subirà stop di 6 mesi (o maggiori), non andrà più in Nazionale. «E’ chiaro che la ma-

glia azzurra non la regaliamo, si conquisterà con impegno e risultati. Il progetto giovani, inoltre, è una realtà e proseguirà», ci tiene a specificare Di Rocco il giorno dopo. Intanto, si discute sull’argomento. Reazioni Ivan Basso ha ricevuto un sms da Di Rocco dopo l’elezione: «Impegno rispettato».

La norma etica resta, ma non sarà più retroattiva. Petacchi amaro: «Ormai è andata»

«Sono molto felice — dice il varesino, 35 anni —. Credo che la maglia azzurra per Firenze 2013 possa diventare uno dei miei obiettivi. Quella norma era stata presa in un momento di emergenza, e ci poteva stare. Ma credo che ora il ciclismo sia uno sport più sereno, c’è aria nuova». Nel 2011, ai sanzionati furono vietati anche i campionati italiani. Poi la pistard Annalisa Cucinotta (positiva al boldenone nel 2008 e squalificata due anni: lei si è sempre dichiarata innocente) aveva fatto ricorso alla Corte Federale, che a maggio 2012 le aveva dato ragione riguardo alla partecipazione ai tricolori: Alessandro Petacchi, 39 BETTINI

Un inizio da film: Cannondale-show a Hollywood Presentazione negli studios della Paramount Per Moser il Tour, 38 anni dopo zio Francesco

DAL NOSTRO INVIATO

LUCA GIALANELLA LOS ANGELES (California, USA)

«Io continuavo a guardarmi in giro, ero ossessionato di vedere la scritta Hollywood sulla collina. E’ tutto quello che hai sempre visto in tv e trovartici dentro è davvero figo». Moreno Moser è l’esperto di cinema della squadra. A casa oltre 500 film, «il mio idolo è Tarantino, a me piacciono quelli un po’ cerebrali. Abbiamo fatto dieci volte le prove, siamo andati negli Studios della vecchia New York ricostruita in cartongesso e plastica. Incredibile quanto siano realistici quei mattoni, ti rendi conto di cosa significhi un film. E’ tutta finzione, ma diventa realtà». Progetto L’anno zero della Can-

Bob Burbank, il numero uno della Cannondale, al centro tra alcuni dei corridori del team che ha raccolto l’eredità Liquigas. Il primo in piedi da sinistra è Ivan Basso; gli ultimi due a destra Peter Sagan e Moreno Moser

nondale nasce negli Studios della Paramount, la major californiana che nel 2012 ha festeggiato il centenario. Limousine bianca per Ivan Basso, Peter Sagan, Moser, Elia Viviani e Damiano Caruso: le punte del progetto voluto da Bob Burbank, il numero uno dell’azienda statunitense del Connecticut. Durante il Tour si è messo un gigantesco costume giallo-gallo per incitare, sul Tourmalet, i suoi Liquigas. «La nostra missione è portare l’amore per il ciclismo tra la gente — spiega —. I nostri verbi sono enjoy e fun, godete il ciclismo, divertitevi. Abbiamo una grande occasione per cambiare questo sport, c’è una grande energia positiva che viene dai giovani. E Sagan unisce meglio di tut-

una prima «breccia». «Per me — dice la friulana, 26 anni —, da quel momento ero tornata "eleggibile" anche per l’azzurro. Ma non ci sono più andata in Nazionale, e per scelta del signor Di Rocco. Finché non riceverò una convocazione, il resto è solo aria». Grazie al ricorso della Cucinotta, in ogni caso, uno come Franco Pellizotti aveva potuto prendere parte al campionato italiano, vincendolo: «Sono contento di questa apertura. L’azzurro, però, dovrò meritarlo», dice il 34enne friulano campione d’Italia. Soddisfatto anche Gianni Bugno, presidente mondiale dei corridori: «La retroattività non era ti la tecnologia con la fantasia e il divertimento in bici. Sarà un testimonial straordinario». Le corse Questa energia ha contagiato anche Ivan Basso. A 35 anni, il varesino ha ritrovato la sfida, la voglia. Parla solo inglese, ha chiesto ai compagni di dimenticare l’italiano quando si sta tutti insieme: «Uno sforzo necessario. C’è entusiasmo, siamo uniti. La Cannondale crede

Basso, Sagan, Moser, Viviani e Caruso sono arrivati su una limousine bianca Tappeto rosso, cheerleaders, pop corn: e Sagan chiude imitando Forrest Gump in noi, intorno alla squadra ci sono 15 persone che si occupano solo di marketing». Esce dalla limousine bianca e passa sul «red carpet» davanti all’ingresso degli Studios. Poi, dentro alla sala, tanto pop corn, i corridori trasformano il cinema in una pista, su e giù tra i gradini. Le cheerleaders. I capitani della squadra attori del cinema muto, e poi negli «Intoccabili». Basso punterà tutto sul Giro d’Italia e sulla Vuelta; con lui Elia Viviani, al debutto nella corsa rosa. Alla Sanremo, il trio-meraviglia: Sagan, Moser,

CICLOCROSS CINQUINA DEL BRIANZOLO CHE A VITTORIO VENETO BATTE FRANZOI E TABACCHI

Fontana capitan America È tricolore e dice sì ai Mondiali DAL NOSTRO INVIATO

MARCO PASTONESI VITTORIO VENETO (Treviso)

Era una settimana che ci pensava su. Scudo e maschera con una A sulla fronte. Capitan America. Marco Aurelio Fontana ha vinto il campionato italiano di ciclocross e da Capitan America andrà in America, a Louisville, al Mondiale. Così, con una sola botta, ha fatto un doppio colpo: titolo tricolore e sfida iridata. Effervescente Fontana è un meridionale del nord, è un terrone fra i bauscia, è sangue caldo in uno sport freddo. Occhi, capelli e muscoli: in lui tutto è così brillante, effervescente, esplosivo. Sua moglie, Elisabetta Borgia,

tre titoli italiani nel ciclocross (uno da junior, due da under 23), oggi psicologa clinica in una comunità di tossicodipendenti e alcolizzati, lo definisce «unico, inimitabile e vincente». Lui (altrimenti non sarebbe lui) nega i primi due aggettivi e concorda sul terzo. Stanno insieme, e benissimo, da una decina d’anni. Betty così razionale, Marco Aurelio così sensibile, fantasioso, addirittura «incontrollabile». Elisabetta confessa che Marco Aurelio è l’unica persona incontrollabile che accetta. «Il suo bello — spiega lei — è che riesce sempre a cambiare cose, situazioni e persone, e trovarne il lato positivo». «La vita — aggiunge lui, al quinto tricolore nel fango — è così piena di accadimenti che, se li subisci,

ne vieni travolto, ma se li cavalchi, li valorizzi e ne godi». Imperatore Marco Aurelio è un

imperatore a due ruote. Le cavalca, le valorizza, ne gode. Ciclocross e mountain bike, acrobazie e funambolismi, anche forza e resistenza. Ieri è decollato dopo il primo giro sui sentieri fangosi del Monte Altare, fra cunicoli e scalinate, trincee e camminamenti, un percorso che sapeva di Prima guerra mondiale anche per il clima invernale. Enrico Franzoi, il più titolato fra gli avversari, non ha saputo resistere a quei cambi di ritmo: ogni volta che i duellanti saltavano su e giù dalla bici, Fontana guadagnava un metro su Franzoi, e metro dopo metro s’è scavato una distanza irrag-

giusta, Di Rocco poteva anche pensarci prima». Rimpianti E chi invece si è trovato nella condizione di Alessandro Petacchi? Lo spezzino (stop per il salbutamolo al Giro 2007) è stato forse il più «danneggiato» dalla linea dura federale: il percorso iridato di Copenaghen 2011 sulla carta gli era favorevole e ora che ha 39 anni altre possibilità non se ne vedono: «Con la Nazionale non ho avuto fortuna, quella sarebbe stata una possibilità in più. Che dire — sospira Petacchi —, la decisione fu presa nell’interesse di Di Rocco, non dei corridori. Evidentemente tornava comodo, alla fine si tratta di politica. Che cosa dovrei fare adesso, ringraziarlo quando lo vedo? E’ andata cosi...» © RIPRODUZIONE RISERVATA

Viviani. Sul pavé, tutti per Sagan; alle Ardenne, la punta sarà Moser, che poi si lancerà nell’esperienza del Tour, 38 anni dopo zio Francesco, che nel ’75 indossò anche la maglia gialla. «Non mi sentivo pronto per il Giro: non vincere una tappa voleva dire fallire la stagione — spiega Moreno, 22 anni —. In Francia sarò più libero, mi farò un’esperienza importante, per tornare in Italia e magari puntare alla classifica». Al Tour anche Sagan e Caruso: per capire il suo futuro. Nuova era È la prima volta che la Cannondale, lanciata in Italia dal binomio Cipollini-Saeco negli Anni 90, diventa main sponsor. Il gruppo è quello della Liquigas di Amadio e Zani, 8 anni e 223 vittorie. Ventotto corridori, 13 nazioni di quattro continenti (manca solo l’Africa: ci sono il giapponese Masuda, il colombiano Sarmiento, il tasmaniano Wurf). «Adesso si apre la fase mondiale del team — spiega il manager Roberto Amadio —. Liquigas ha aperto una strada importante, ora tocca a noi confrontarci su scala globale. Questa è diventata una squadra senza confini, con un grande cuore italiano e un grande know-how italiano. Un orgoglio per chi lavora nel ciclismo». Peter Sagan, lui, Tour...minator o Forrest Gump in sella, chiude lo show, anzi il film. Sulla panchina, come Tom Hanks, interpreta la scena cult della scatola di cioccolatini. «Ne ho mangiati solo due... altrimenti ingrasso». © RIPRODUZIONE RISERVATA

I RISULTATI

Donne: poker della Lechner Under 23: Falaschi

giungibile. Fontana sembra non perdere più un colpo, e già prima dell’Olimpiade di Londra (3˚) e forse anche prima di quella di Pechino 2008 (5˚). «Ha margini di miglioramento — sostiene Betty, che proprio con Marco Aurelio sta cominciando anche un centro di psicologia applicata allo sport —. La sua forza sta nella testa: esplora, scopre, sfrutta energie che non sa neanche di avere». Il Mondiale di cross prima di affrontare il calendario della mountain bike è una nuova occasione per riconoscere, innanzitutto, la propria identità. Poker di Eva E se Marco Aurelio è l’imperatore del cross italiano, Eva si conferma la prima donna: quarto titolo. Eva Lechner: così elegante, così leggera, così serena. Se Marco Aurelio, giù dalla bici, sale sulle moto, Eva, giù dalla bici, sale sui cavalli. Ma, tutti e due, sempre in sella. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marco Aurelio Fontana, 28 anni, in versione capitan America BETTINI

Così i Tricolori di cross. Elite: 1. Marco Aurelio FONTANA (Cannondale); 2. Franzoi a 32"; 3. Tabacchi a 2’43"; 4. Ursi a 3’19"; 5. Visinelli a 4’43". Donne: 1. Eva LECHNER (Esercito); 2. Rossi a 1’30"; 3. Scandolara a 2’35". Under 23: 1. Bryan FALASCHI (Selle Italia Guerciotti); 2. D. Braidot a 44"; 3. Samparisi a 1’44". Under 23 D: 1. Maria Alice Arzuffi (Selle Italia Guerciotti). Juniores: 1. Gioele BERTOLINI (Selle Italia Guerciotti) Juniores D: 1. Rebecca GARIBOLDI (Lissone Mtb). Altri: Esordienti 1˚ anno: Loris Conca e Nicole Fede; 2˚ anno: Lorenzo Calloni, Valentina Iaccheri. Allievi 1˚ anno: Antonio Folcarelli, Allegra Maria Arzuffi; 2˚ anno: Giorgio Rossi, Rachele Barbieri.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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TENNIS AUSTRALIAN OPEN

4 Regina Azarenka

ECCO LA «ROSA» DI PAUL SMITH La maglia rosa 2013 verrà svelata stasera alle 19 a Milano, in viale Umbria 95, nella sede dello showroom di Paul Smith, lo stilista britannico che l’ha firmata. Presenti anche alcuni corridori attesi al via del Giro il 4 maggio a Napoli.

musica da n. 1 «Attenta Serena» Vika, tante passioni, una certezza: «Vinto il 1˚ Slam proprio a Melbourne, credo di più in me»

S Andrea Carrea (a destra), detto Sandrino, col suo capitano Fausto Coppi al Tour 1952

L’angelo Carrea ora pedala in cielo con il «suo» Coppi L’ultimo gregario del Campionissimo è morto a 88 anni: al Tour 1952 fece un giorno in giallo MARCO PASTONESI

Adesso è proprio finita. Con la morte di Sandrino Carrea, ultimo protagonista di un ciclismo mai più pedalabile, adesso è proprio finita l’epoca di Fausto Coppi. Si volta pagina. Per sempre. Carrea è morto ieri, di notte. Aveva passato il sabato come meglio, di questi tempi ricchi di galaverna e nebbia, non avrebbe potuto: a caccia. A caccia di cinghiali, o forse di ricordi. La sua passione, urgente e cosciente. Poi a casa, camicia a scacchi, stufa a legna, fame atavica, sguardi che valevano più delle parole, e a letto presto. Alle 4 si è svegliato, senza fiato, giusto quello per dire «vado», e il tempo di morire, così, senza un perché. A scacchi Si chiamava Andrea,

ma per tutti era Sandrino, e quello è stato l’unico diminutivo di una vita maiuscola. Nelle forze: esagerate. Nella generosità: infinita. Nel rigore: assoluto. Nella lealtà: esemplare. Così esemplare da ribaltarsi contro di lui. Dieci giorni fa, camicia a scacchi, stufa a legna, fame atavica, a cena nella sua cucina — un privilegio raro — confessava, con pudore, quasi vergogna, quel Giro di Lombardia 1956, quando lui, Sandrino, aiutò Andre Darrigade sul Ghisallo, poi Darrigade rientrò su Coppi e lo fulminò al Vigorelli, Coppi che scoppiò in lacrime, Darrigade che vuotò le tasche di soldi da regalare a Carrea. Ma nel 1956 Coppi era passato alla Carpano, Carrea rimasto alla Bianchi e il suo capitano diventato Darrigade. Dalla Russia Carrea sembrava

immortale. Il tempo — nato nel 1924, pedalava possente verso gli 89 anni — aveva appesantito quel corpo minerale scavato fin nelle ossa quando era riuscito a tornare dalla guerra, dalla prigionia, dalla Russia. A piedi. Faticava a raccontare quegli anni vissuti alla giornata, perché più in là del tramonto le speranze non erano autorizzate a spingersi. Poi, però, Sandrino si è rifatto. Il suo primo Coppi è stato

LANCE: «SONO SERENO» Intercettato da alcuni giornalisti mentre usciva per un allenamento ad Austin, Lance Armstrong non ha voluto anticipare cosa dirà ad Oprah Winfrey nell'intervista che verrà registrata a casa sua stasera e andrà in onda negli Stati Uniti giovedì. «Sono tranquillo, sono a mio agio e pronto a parlare apertamente» si è limitato a dire il texano, squalificato a vita per doping dall’Usada.

S

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12 ANNI TRA I PRO’ Andrea Carrea detto Sandrino (sopra in una foto recente davanti alla tomba di Fausto Coppi) era nato a Gavi (Alessandria) il 14 agosto 1924

SEI VITTORIE Professionista dal 1949 al 1960, dedicò la carriera al Campionissimo. Ma ebbe qualche giorno di «libertà» come al Tour del ’52, quando indossò per un giorno la maglia gialla, per poi cederla proprio a Coppi. Vinse anche sei corse, tra cui la Torino-Biella 1950 e una tappa al Giro di Romandia

Serse: storto di faccia e fisico, storto anche in bici, ma allegro, spensierato e donnaiolo. Serse lo portò da Biagio Cavanna, che vedeva con le mani. E quando «vide» il collo di Carrea, taurino, e le spalle, erculee, e le mani, contadine, se ne innamorò. E lo elesse angelo custode di Coppi. Se Ettore Milano era l’angelo che sapeva trovare le parole giuste per confortare Fausto, Sandrino era l’angelo che sapeva dettare le pedalate su Stelvio e Pordoi, su Bocchetta e Alpe d’Huez, là dove la strada tira in alto, verso vette, nuvole, cielo. Carrea si fermava ai cancelli del cielo. E, con quel pudore da gregario perfetto, lasciava Coppi salire da solo in paradiso. Non c’è ordine d’arrivo o classifica generale che possano rendere merito al valore di Carrea. Il suo era un ciclismo da trincea, razione K, moschetto. Cioè da sacrificio, fame, miseria. Sport di poveri per poveri. Poveri ma bellissimi. Spinone Adesso è proprio finita.

Ieri Sandrino, giacca, cravatta e stemmino degli Azzurri d’Italia, sbarbato, solenne, nella bara, all’ingresso di casa. Il suo spinone, Fara, sdraiato sotto, inconsolabile. Domani, alle 15.30, nella chiesa di San Pietro a Cassano Spinola, il funerale. Sandrino, se potesse, pregherebbe il sacerdote di farla breve. Abituato a sguardi che valgono più delle parole. Poi verrà sepolto nel cimitero di Cassano Spinola, dove ritroverà Costante Girardengo. Sandrino, che destino: vita e morte accanto ai Campionissimi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

CROSS IN EUROPA (m.gaz.) Assegnati in tutta Europa i titoli nazionali di cross. In Belgio, Sven Vantornout ha battuto i big Nys, Pauwels e Albert. Olanda: Lars van der Haar (2˚ Boom). Francia: Francis Mourey. Rep. Ceca: Zdenek Stybar (7˚ titolo). Svizzera: Julien Taramarcaz. Germania: Philipp Walsleben.

S AMISSA BONGO Debutto 2013 per la LampreMerida da oggi a domenica in Gabon nell’Amissa Bongo: in gara Bono, Cattaneo, Graziato, Palini e Wackermann. Al via pure Europcar, Lotto e Cofidis

Da sinistra, Azarenka, Tsonga, Federer, Djokovic, Serena Williams e Ivanovic all’esibizione pre-Australian Open AP DAL NOSTRO INVIATO

RICCARDO CRIVELLI MELBOURNE (Aus)

Viktoria ha un destino nel nome e una sensibilità tutta sua nella separazione tra carriera e quotidianità, ben lontana dall’ossessione monomaniacale di molte colleghe: «Ho in testa il tennis quando gioco, ma nella vita di tutti i giorni è un pensiero che non mi tocca».

vero che l’americana galoppa nei favori degli esperti, addirittura proiettata verso il Grande Slam, non c’è dubbio che la bielorussa che sta in Arizona dopo una tappa in Spagna sembra la sola, per gioco ed attitudine, a possedere l’arsenale per disinnescarla. Se sarà battaglia, lo vedremo in semifinale, con il tabellone che si è divertito a metterle dalla stessa parte. Con le dovute cautele personali. «Sì, la favorita è lei — ammette Vika —. Ma dopo

Dettaglio pericoloso Così, se in

campo la Azarenka ha risposto con il primo trionfo Slam, proprio in Australia l’anno scorso, e il numero uno del ranking alle critiche di chi malignava fosse più brava a gemere ad ogni punto che a vincere le partite che contavano, fuori diventa una ragazza del suo

«

Ha mai pensato di poter allenare una donna? Ma sei ubriaco? A casa ho 4 figlie... IVAN LENDL AL RADUNO DEI COACH

tempo che vede film e acquista abiti da sera (due anche a Melbourne) e che, da qualche giorno, sceglie con cura i saloni di bellezza. Perché, più delle avversarie, è stata una pedicure a Brisbane, ad inizio anno, a metterne a rischio la difesa della corona a Flinders Park. Un’unghia incisa troppo in profondità ha provocato un’infezione a un alluce e il ritiro prima della semifinale. «Ora sto bene, ma è la dimostrazione che tante volte il destino è legato a dettagli apparentemente insignificanti». La rivalità Quel pericoloso fastidio nato da una banalità le ha impedito allora di incrociare Serena Williams in un anticipo di quella che, nel libro dei pronostici, sarà la rivalità regina degli Australian Open, se non della stagione. Perché se è

Azarenka, 24 anni, 14 titoli Wta AP

il successo dell’anno scorso qui in Australia io credo molto di più nelle mie possibilità, ho un confine mentale che si è spostato più avanti, anche se resto legata alle emozioni del momento». Normalità Ed è forse l’unica debolezza che si concede: «Non si può cambiare il carattere, anche se ho superato quella fase in cui mi dicevano "è un’ottima giocatrice, però non vince mai". Del resto, è vero che il tennis non riempie tutte le mie giornate, riesco a non pensare al match che mi aspetta perfino durante il riscaldamento». Una consapevolezza fortificata dall’ormai leggendario dialogo di due anni fa, quando stava per smettere e la nonna operaia le cambiò le prospettive. «Da allora — dice la Azarenka — mi diverto molto di più. E quando non sono in torneo mi piace ballare, ascoltare musica e anche suonarla». Peraltro senza più il fidanzato Bubka junior, lasciato dopo la misteriosa caduta da una palazzo di Parigi la notte di Halloween. Più tempo per dedicarsi alla difesa del numero uno? «So che in tanti pensano lo meriti Serena, ma io vado in campo per vincere, mica per un numero. E comunque non mi lamento di certo se il computer la vede così». Non toccate la bionda. © RIPRODUZIONE RISERVATA

la guida Nella notte sono cominciati gli Australian Open. Diretta Eurosport all’1 e alle 9, differite alle 17.30 e 23.30. Primo turno singolare, maschile: Djokovic (Ser)-Mathieu (Fra), Hewitt (Aus)-Tipsarevic (Ser), Goffin (Bel)-Verdasco (Spa), Ferrer (Spa)-Rochus (Bel), Youzhny (Rus)-Ebden (Aus), Ramos (Spa)-Baghdatis (Cyp); femminile: Sharapova (Rus)-Puchkova (Rus), Stosur (Aus)-Chang (Tai), Ivanovic (Ser)-Czink (Ung), V. Williams (Usa)-Voskoboeva (Kaz), Cibulkova (Slk)-Barty (Aus), Li (Cin)-Karatantcheva (Kaz), Bobusic (Aus)-A. Radwanska (Pol), Dellacqua (Aus)-Keys (Usa). Gli italiani, uomini: oggi, Bolelli-Janowicz, Cipolla-Kamke, Lorenzi-Anderson, Fognini-Bautista-Agut, doma-

ni, Seppi-Zeballos, Volandri-Simon; donne: oggi, Knapp-Koehler (Por), Giorgi-Forez (Fra), domani, Errani-Suarez Navarro, Vinci-Soler Espinosa, Schiavone-Kvitova. TOMIC SALE Grazie al 1˚ successo Atp, a Sydney, il 20enne australiano Bernard Tomic diventa n. 43 del mondo (da 64). Invariati i top 10, Djokovic, Federer, Murray, Nadal, Ferrer, Berdych, Del Potro, Tsonga, Tipsarevic, Gasquet, e Azarenka, Sharapova, S. Williams, A. Radwanska, Kerber, Li. ERRANI, Kvitova, Stosur, Wozniacki. Gli italiani: 23. Seppi, 47. Fognini, 59 (57) Lorenzi, 80. Bolelli, 87. Volandri, 95. (94) Cipolla, 137. Viola, 172. (167); le altre italiane: 16. Vinci, 48. (44) Schiavone, 59. (58) Pennetta, 74. Giorgi, 124. (121) Knapp, 134. (132) Brianti.


42

LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 14 GENNAIO 2013

PALLAVOLO SERIE A-1 MASCHILE, 14a GIORNATA VERONA: 9a SCONFITTA

PONTINI E UMBRI SI CONFERMANO AL 6˚ POSTO

Latina e Perugia rimangono alla pari LATINA SAN GIUSTINO

Ultimo arrivo di Ravenna: Owens

Il capitano Wout Wijsmans è stato determinante nella netta vittoria di Cuneo a Vibo Valentia MAZZITELLO

La nuova Cuneo rovina la festa alla Calabria Piazza cambia due volte la squadra e travolge Vibo Valentia nella festa centenario MIMMO FAMULARO VIBO VALENTIA

Cuneo non fa sconti e rovina la festa di Vibo. La squadra di Roberto Piazza ammutolisce un PalaValentia gremito per il centenario dell’azienda Callipo. A Coscione e compagni (con le nuove divise) non riesce l’impresa di Santo Stefano nel quarto di Coppa. E’ un’altra Cuneo. Non c’è Mastrangelo (provvedimento disciplinare) e al centro gioca ancora Sokolov, Antonov opposto. La variante tattica di Piazza trova conferme positive anche a Vibo dove brilla più di tutti capitan Wijsmans. Capitano E’ lui a dare la scossa.

Nel primo set è iper utilizzato da Grbic. Wijsmans risponde con un ottimo 64%. Nove dei 17 punti complessivi arrivano nel primo parziale. Vibo prova a resistere con il muro (5) e paga la prestazione sottotono di Kaliberda e, soprattutto di Klapwijk, sottotono nel primo

set, nullo nel secondo, a corrente alternata nel terzo. L'olandese non va oltre un modesto 39% sottorete. Rocamora, il suo vice, è inconsistente e il solo Urnaut non basta con Cuneo. La squadra di Piazza è incontenibile nel secondo quando raggiunge percentuali d’attacco del 71%. Uno show

VIBO CUNEO

0 3

(23-25, 20-25, 23-25) TONNO CALLIPO VIBO: Urnaut 13, Buti 7, Klapwijk 14, Kaliberda 6, Barone 4, Coscione 3; Farina (L), Cortellazzi, Forni, Rocamora 2. N.e. Badawy, Lavia, Montesanti. All. Blengini BRE BANCA LANNUTTI CUNEO: Grbic 3, Ngapeth 11, Sokolov 13, Antonov 8, Wijsmans 17, Kohut 6; De Pandis (L); Della Lunga, Abdelaziz, Rossi. N.e. Marchisio, Galliani. All. Piazza. ARBITRI: Pol e Rapisarda NOTE - Spettatori 2000, incasso 6800. Durata set: 28’, 25’, 29’; tot. 82’. Tonno Callipo: b.s. 9, v. 3, m. 8, s.l. 8, e. 17. Bre: b.s. 14, b.v. 2, m. 9, s.l. 12, e. 20. Trofeo Gazzetta: 6 Wijsmans, 5 Grbic, 4 Sokolov, 3 Urnaut, 2 Ngapeth, 1 De Pandis

che gela il PalaValentia. La «partita del secolo» si trasforma in una disfatta. Nel terzo set l’orgoglio non basta. Terzo set Vibo raggiunge un

vantaggio di 6 punti. Ma lo scacco matto arriva dalla panchina: Piazza richiama Antonov, lancia Rossi al centro, riporta Sokolov bomber. E’ l’inizio della rimonta. Si passa dal 13-19 per Vibo al 24-22 per Cuneo (11 su 20 in attacco per il bulgaro). L’errore di Kaliberda fa volare la Bre Banca in Slovenia (domani Champions) con un successo schiaccia-crisi. «Questa - dice Piazza - è una vittoria importante. Sapevamo fosse dura vincere, ma rispetto alla Coppa siamo venuti con un altro piglio. Sokolov centrale? E' una soluzione. Siamo sulla buona strada». La crisi investe Vibo, alla 4ª sconfitta consecutiva in campionato. «E' un periodo - dice capitan Coscione - che siamo poco brillanti. Tutto gira male o altre soluzioni».

Con Owens e Bellei Ravenna si rilancia VERONA RAVENNA

0 3

(23-25, 17-25, 19-25) MARMI LANZA VERONA: Rak 6, Gavotto 12, Fedrizzi 10, Gotsev 3, Peacock 1, Ter Horst 4; Pesaresi (L), Meoni 1, Viafara, De Marchi 3. N.e. Kosmina, Bolla, Centomo. All. B. Bagnoli. CMC RAVENNA: Pelekoudas 6, Bellei 13, Zanuto 11, Mengozzi 12, Zhukouski 3, Owens 11; Tabanelli (L), Psarras, Mazzotti (L). N.e. Sirri, Di Franco, Moro. All. Fresa. ARBITRI: Padoan, Gnani. NOTE Spettatori 2100. Durata set: 29’, 24’, 28’; tot. 81’. Marmi Lanza: battute sbagliate 11, vincenti 4, muri 7, 2ª linea 15, errori 20. Cmc Ravenna: b.s. 11, v. 3, m. 6, 2ª l. 15, e. 20. Trofeo Gazzetta: 6 Bellei, 5 Zanuto, 4 Zhukouski, 3 Mengozzi, 2 Fedrizzi, 1 Pelekoudas. VERONA La Cmc Ravenna conquista la sua seconda vittoria stagionale, la Marmi Lanza cade nella nona sconfitta consecutiva. Solo il primo set è equilibrato, poi la Marmi Lanza paga la precaria condizione fisica di Meoni, Rak e De Marchi, tutti al rientro da diversi infortuni. I gialloblù di Bruno Bagnoli, al 43% in attacco (bravo Fedrizzi al 54 e risveglio di Gavotto al 52) concedono il 64% alla Cmc che ha Bellei (schierato bomber al posto di Moro con il 68% in attacco su 19 palloni) e Zanuto (con il 65 su 17) in gran spolvero. Zhokouski, il regista croato, giostra bene tutti e gli attaccanti romagnoli volano. Bellei apre e chiude il primo set, ribaltando il 22-21 gialloblù. Non c’è storia nel secondo parziale, ipotecato da dall’americano Owens che si sta ambientando con due ace consecutivi (7-12), con Ravenna al 75% in attacco e Bellei con 4/4 a chiudere (17-25). Nel terzo set, Fedrizzi spinge con un ace ( 6-4), poi è solo Ravenna con Bellei (mvp), Mengozzi e Owens in evidenza (19-25). Il tecnico ospite Fresa: «Bravi i ragazzi a crederci. Può essere la svolta». Bagnoli: «Partita da interpretare con maggiore aggressività. La ragione è, soprattutto, di carattere psicologico». Renzo Puliero

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3 0

(32-30, 25-23, 25-23)

(25-19, 19-25, 25-17, 25-15) SIR SAFETY PERUGIA: Daldello 3, Vujevic 12, Tomassetti 1, Tamburo 20, Petric 16, Semenzato 8; Giovi (L), Alletti 6, Schwarz 1, Van Harskamp, Tomassetti 1, Edgar 2. N.e. Van Rekom, Pochini (L). All. Kovac

ALTOTEVERE SAN GIUSTINO: Cebulj 17, De Togni 6, Van Den Dries 18, Maric 7, Bohme 5, Torre 1; Cesarini (L), Fiore, Coali. N. e. Mattioli, Mc Kibbin, Guttmann, Lo Bianco. All. Fenoglio. ARBITRI: Boris-Cesare. NOTE - Spettatori 1008, incasso: 4972. Durata set: 37’, 28’, 26’; tot. 91’. Andreoli: b.s. 15, v. 7, m. 9, s.l. 5, e. 22. Altotevere: b.s. 17, v. 2, m. 6, s.l. 7, e. 25. Trofeo Gazzetta: 6 Sottile, 5 Jarosz, 4 Torre, 3 Noda, 2 Rossini, 1 Cebulj. LATINA Il risultato finale non rispecchia del tutto l’andamento della partita: l’Andreoli non ha dominato, ma ha fatto la differenza nei momenti che contavano soprattutto contenendo il numero degli errori e approfittando di qualche ingenuità di San Giustino, che è sempre stata in gara. «Abbiamo avuto un pizzico di buona sorte nel primo set – ammette il tecnico di Latina, Silvano Prandi – e poi si sa che la partita la vince chi fa meno errori e noi abbiamo sbagliato meno nei momenti che contavano». Esce dal campo a testa alta l’ex Paolo Torre, autore in regia di una prova magistrale che però non è bastata ad interrompere la serie negativa di risultati per San Giustino, che, dopo un avvio di gara combattivo, cede a un Latina in continua crescita che infila la seconda vittoria consecutiva di questo nuovo anno. Antonia Liguori

MATTEO MARCHETTI

Una tre giorni intensa per Modena femminile. Ieri la prova di grande cuore contro Villa Cortese in Coppa Italia, finita 3-0, ma con il successo delle ospiti al golden set (un set di spareggio). Oggi, probabilmente in serata, si saprà se Marchi della Liu-Jo deciderà di salvare la società, mentre domani ci sarà l'impegno in Challange Cup ad Ankara, a cui Modena partecipa. Si respira un certo ottimismo sulla trattativa in corso con Marchi, anche se non sembra semplice trovare la forma giusta: la condizione posta da

Le finali a marzo in salsa lombarda (f.e.) Ritorno quarti Coppa Italia: Unendo Yamamay Busto - Imoco Conegliano 3-1 (25-18, 23-25, 25-19, 25-22) (and. 2-3); Ass. Milanese Modena - Asystel MC Carnaghi Villa Cortese 3-0 (25-23, 25-22, 25-20, 15-4 il golden set, and. 0-3); Foppapedretti Bergamo - Kgs Pesaro 3-1 (25-20, 19-25, 25-18, 25-19) (3-0); Rebecchi Nordmeccanica Piacenza Duck Farm Chieri 3-1 (25-16, 23-25, 25-20, 25-19) (3-0).

Marchi è quella di rilevare la società senza doversi accollare tutti i debiti precedenti. Ieri intanto hanno giocato tutte le giocatrici rimaste a disposizione, compresa l'Harmotto (14 punti), ma non Aguero ancora infortunata. In lacrime la Spasojevic per la sconfitta. Amareggiata Barazza: «Ci sentiamo prese in giro, per noi questo è lavoro, c’è amarezza anche verso noi stesse per certe scelte fatte a inizio stagione, ma c’è anche la speranza che tutto si risolva». Scambio Martina Guiggi è la nuova centrale di Piacenza. La trattativa verrà definita oggi, ma società e giocatrice sono ormai d’accordo e non dovrebbe-

3-0

MODENA-TRENTO (sabato)

3-1

PIACENZA-MACERATA (sabato)

1-3

VIBO VALENTIA-CUNEO

0-3

VERONA-RAVENNA

0-3

PERUGIA-CASTELLANA

3-1

Classifica SQUADRE

PT

TRENTO

34 14 12 2 38 12

G

V

MACERATA

34 14 11

3 38 15

PIACENZA

28 14 9

5 31 20

MODENA

27 14 9

5 31 22

CUNEO

26 14 9

5 27 20

LATINA

23 14 8

6 29 24

PERUGIA

23 14 8

6 27 26

VIBO

20 14

7 24 25

CASTELLANA

11 14 4 10 18 34

SAN GIUSTINO

11 14 3

VERONA

8

14 2 12 14 38

RAVENNA

7

14 2 12 11 37

7

P

SV SP

11 18 33

Prossimo turno Domenica 20 gennaio CUNEO-LATINA CASTELLANA GROTTE-MODENA sabato 19 TRENTO-SAN GIUSTINO MACERATA-RAVENNA VIBO-PIACENZA VERONA-PERUGIA

ro esserci sorprese dell’ultima ora. La Guiggi lascia Chieri, dove andranno Laura Frigo e Alessia Gennari, entrambe provenienti dalla Rebecchi Nordmeccanica. Incroci di mercato fra due formazioni che ieri si sono sfidate in Coppa Italia. Il 3-0 dell’andata facilitava il compito delle piacentine, che hanno chiuso la pratica aggiudicandosi 25-16 il primo. Poi la sfida si è trasformata in una sorta di amichevole, vinta 3-1 dalla Rebecchi Nordmeccanica, brava a sfruttare i 23 punti di Meijners e a qualificarsi per la seconda volta alle Final four. Frigo e Gennari salutano commosse i tifosi, la Guiggi avrà tutto il tempo di conoscerli. © RIPRODUZIONE RISERVATA

BCC-NEP CASTELLANA GROTTE: A. Ferreira 1, Yosifov 12, Falaschi 3, Casòli 9, Cester 7, Sabbi 15; Paparoni (L), Menzel 1, Dolfo 3, Krumins 2. N.e. Elia, Ricciardello, Ferreira M. All. Gulinelli. ARBITRI: Prandi e Satanassi NOTE - Spettatori 1500, incasso 2200 euro. Durata set 27’ , 27' , 26’, 27’ ; tot. 107’. Sir Safety: b.s. 13, v. 7, m. 13, s.l. 3, e. 24. Bcc-Nep: b.s. 14 , v. 3 , m. 9, s.l. 1 e. 28. Trofeo Gazzetta: 6 Daldello, 5 Vujevic, 4 Tamburo, 3 Petric, 2 Sabbi, 1 Alletti. PERUGIA Un vittoria più netta di quando dica il punteggio, con gli umbri che hanno dominato il match, concedendo solo una pausa nel secondo set, quando i pugliesi sono andati avanti sul 5-1 e sul quel margine hanno costruito il successo. La Sir ha cercato un recupero (portandosi sul 12-14), poi vanificato. Nel terzo set i pugliesi (con Dolfo al posto di Ferreira) hanno ceduto al ritorno del sestetto di Kovac (felice la scelta di presentare un più cinico Alletti al posto di Semenzato), che è tornato a dominare sotto la perfetta regia di Daldello, con un Tamburo a tratti devastante, seppur discontinuo (con un 45% in attacco) e con un Vujevic quanto mai attento in ricezione e sempre determinante nei momenti cruciali. Senza storia il quarto set Antonello Menconi

Risultati LATINA-SAN GIUSTINO

Guiggi a Piacenza, Modena in salvo TRE SQUADRE SU 4

3 1

ANDREOLI LATINA: Sottile 7, Rauwerdink 5, Gitto 3, Jarosz 23, Noda 8, Verhees 7; Rossini (L), Cisolla, Guemart, Troy, S. Patriarca 4. N.e. Fragkos, M. Prandi (L). All. Prandi.

COPPA ITALIA FEMMINILE FRA UN QUARTO DI FINALE E L’ALTRO ANCHE MERCATO E FUTURO

PAOLO REGGIANINI

PERUGIA CASTELLANA

Taccuino SERIE A-2

Sora resta in scia di Città di Castello (f.c.) Sora (con 15 punti a testa di Milushev e Paris) batte Molfetta consolidando il 2˚ posto e restando in scia di Città di Castello. Così la 2˚ di ritorno: Brolo-Padova 2-3 (25-23, 21-25, 25-23, 16-25, 13-15); Ortona-Corigliano 3-2 (17-25, 25-18, 23-25, 25-18, 15-13); Sora-Molfetta 3-1 (20-25, 25-18, 25-17, 25-14); Loreto-Reggio Emilia 2-3 (31-29, 25-20, 18-25, 18-25, 10-15). Sabato: Matera-Città di Castello 0-3; Atripalda-Potenza Picena 2-3. Ha riposato: Vero Monza. Classifica: Città di Castello 37; Sora 33; Molfetta, Atripalda 27; Monza 23; Ortona, Padova 22; Corigliano, Reggio Emilia 21; Brolo 11; Potenza P. 10; Loreto 9; Matera 7.

A-2 DONNE

Novara sul velluto (m.l.) Novara (5ª vittoria di fila) continua fa l'andatura con Casalmaggiore e Ornavasso in scia. Così la 14ª: Ornavasso-Pavia 3-0 (25-19, 27-25, 30-28); San Casciano-Casalmaggiore 0-3 (22-25, 22-25,22-25); Mazzano-Soverato 3-0 (25-20, 25-23, 25-19); Marsala-Montichiari 3-2 (25-19, 25-22, 21-25, 20-25, 15-10); Terre Verdiane Fontanellato-Novara 0-3 (19-25, 23-25, 17-25);Frosinone-San Vito 3-0 (25-14, 27-25, 25-18); Sala Consilina-Crovegli 3-2 (25-22, 25-21, 23-25, 20-25, 1510). Classifica: Novara 36; Casalmaggiore 34; Ornavasso 33; Frosinone 24; Mazzano 22; Pavia, Montichiari 21; Sala Consilina, Soverato 20; Crovegli, San Casciano 18; Fontanellato 12; San Vito 8; Marsala 7.

IN POLONIA

Bernardi e Lasko k.o.

Martina Guiggi, 28 anni, centrale

(a.a.) Sconfitte per lo Jastrzebski Wegiel di Lorenzo Bernardi, Michael Lasko (14, 50%) e Matteo Martino (assente) 0-3 (20-25, 14-25, 19-25) dalla capolista Kedzierzyn Kozle, e del Belchatow di Dante Bonifante 3-1 (15-25, 25-15, 27-25, 25-20) in casa del Bydgoszcz. Dopo 15 giornate: Kedzierzyn 34, Bydgoszcz 33, Jastrzebski 30, Resovia 28, Belchatow 27.


LUNEDÌ 14 GENNAIO 2013

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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TUTTENOTIZIE & RISULTATI Ippica USA: STEVENS COLPISCE

Football NFL: PASSA BALTIMORE

Il giorno di Yarrah Boko Manning al supplementare un norvegese a Parigi intercettato ed eliminato DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

MASSIMO LOPES PEGNA NEW YORK

Prix de Belgique: Yarrah Boko (destra) ferma Roxana de Barbray FORNI

Il norvegese Yarrah Boko sbanca il Prix de Belgique a Parigi, mentre negli Stati Uniti Gary Stevens ottiene la prima vittoria dal suo rientro. A Parigi Sorpresissima nell’ul-

timo test di preparazione all’Amérique. Assente il fenomeno Ready Cash, alla fine ha vinto a 40/1 Yarrah Boko, norvegese di allenamento (come Shan Rags, a segno nel 1995) e svedese di nascita. Tattica perfetta in sulky al figlio di Coktail Jet per Pierre Vercruysse che aveva già vinto nel 1998 con Echo. Yarrah Boko, vincitore del Luxembourg 2012, ha contenuto il finish di Royal Dream, terzo, e lo spunto di Roxana de Barbray. Mai in corsa Olona Ok (G. Minnucci), a fari spenti anche Main Wise As (T. Levesque) così come lo svedese Maharajah. Nel Prix Tenor de Baune (m 2700) assolo in 1.12.8 di Raja Mirchi (L. Kolgjini), che vinse il Trios-

si 2011. In questa corsa non piazzata Nephenta Lux (P. Gubellini). Prix de Belgique - m 2850: 1 Yarrah Boko (P. Vercruysse) 1.13.3; 2 Roxana de Barbray; 3 Royal Dream; 4 Quoumba de Guez; Tot. in Italia: 40,45; 4,40, 4,40, 1,34 (1293,58) Trio: 7.213,36.

Negli Usa Al terzo tentativo è

arrivata la prima vittoria della seconda carriera di Gary Stevens, il leggendario fantino (3 Kentucky Derby, 1 Dubai Cup, 1 Japan Cup) che si era ritirato nel novembre 2005 per problemi cronici ad un ginocchio e che è rientrato dopo oltre 7 anni il 6 gennaio a Los Angeles con un terzo. Poi ha montato ancora l’11 gennaio e infine sabato (sempre a Los Angeles) ha colpito nella prima corsa in sella a Branding. Stevens è avanzato dalla terza posizione in dirittura per prendere in breve la meglio e fare il vuoto. Ora Stevens sale a 4889 vittorie in carriera.

Nelle due semifinali di Conference di sabato, non c’è solo stato football e adrenalina, ma molto di più. Come il dramma di Peyton Manning, il quarterback 36enne dei Denver Broncos, che manda in malora la possibilità di vincere la decima gara di playoff, facendosi intercettare nel secondo supplementare. Ma non ci sarebbe stato errore se la gara fosse finita entro il tempo regolamentare: Denver era ancora in vantaggio con 31" al termine, coi Ravens (38-35) senza time-out e praticamente spacciati. Invece la millimetrica fucilata di Joe Flacco consegnava la palla a Jacoby Jones: era il touch down del pareggio. Ma se Manning va in vacanza, il grande Ray Lewis, che ha già annunciato il ritiro a fine stagione, avrà un’altra possibilità: la finale Afc contro la vincente di New England-Houston, disputata nella notte italiana. «La partita più folle alla quale abbia preso parte», diceva fra le lacrime dopo aver baciato il terreno di gioco. Niners ok E’ stato un giorno trionfale anche per il tecnico di Baltimore John Harbaugh che, con Jim coach dei San Francisco 49ers, forma l’unica coppia di fratelli-allenatori nella storia Nfl. Poche ore

Payton Manning, 36 anni USA TODAY

dopo vinceva pure Jim contro i Green Bay Packers (45-31). Solo poche settimane fa gli avevano dato del matto per aver panchinato il quarterback titolare Alex Smith, uno dei migliori della Lega. Inizialmente per le conseguenze di un trauma cranico, poi per scelta tecnica. Anche perché il sostituto, Colin Kaepernick, quasi una matricola, produceva cifre interessanti. E’ proprio la sua prestazione di sabato a convincere gli ultimi scettici: Kaepernick, adottato da una coppia del Wisconsin dopo aver perso due figli per problemi cardiaci, ha corso 181 yard producendo due touch down. Nessun quarterback nella storia Nfl (regular season o playoff) aveva fatto meglio. Inoltre, ha passato per 283 yard con altre due mete. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Afc: Denver-Baltimore 35-38 t.s. Nfc: San Francisco-Green Bay 45-31; Atlanta-Seattle 30-28.

Atletica INDOOR

Basket Legadue CHIUSO IL GIRONE DI ANDATA

Pista lunga EUROPEI

La Caravelli c’è I 60 hs in 8"10

Barcellona, Pistoia e Casale virano in testa

Kramer forza 6 E’ ancora d’oro

Marzia Caravelli è la prima azzurra a centrare il minimo Fidal per gli Europei di Göteborg: la friulana di Roma, ieri, a Casal del Marmo, ha corso i 60 hs in 8"10, il tempo richiesto, migliorandosi di 2/100 rispetto alla scorsa settimana ad Ancona. Nella stessa specialità cresce anche Veronica Borsi che, proprio ad Ancona, porta il personale a 8"16 (progresso di 2/100). A Roma (Casal del Marmo). Uomini. 60: Rosichini 6"87; Basciani 6"90 (b. 6"86). Donne. 60: Alloh 7"38 (b. 7"47); Salvagno 7"47; Draisci 7"49; Caravelli 7"53 (b. 7"54). 60 hs: Caravelli 8"10 (b. 8"12). Ad Ancona. Uomini. 60 hs: Mantovani 7"84 (b. 7"93). Eptathlon: Calvi 5462; Ribolzi 5228. Donne. 60 hs: Borsi 8"18 (b. 8"16; Doveri 8"53). Pentathlon: Bacciotti 3619; Derkach 3607 (alto: Cipolloni 1.81). A Modena. Uomini, Lungo: Serra 7.31; Braga (j) 7.24. Donne. Lungo: Canella 5.86. A Saarbrucken (Ger). Uomini. 60: Dal Molin: 6"71 (b. 6"74). 60 hs: Dal Molin 7"77. A Padeborn (Ger). Donne. Alto: 2. Brambilla 1.78. LICCIARDELLO KO (l.m.) Un problema al tendine d’Achille già operato nel settembre 2010 in Finlandia, costringerà a breve a un nuovo intervento il quattrocentista azzurro Claudio Licciardello che, con ogni probabilità, salterà la stagione.

Marzia Caravelli, 31 anni COLOMBO

BARCELLONA-SCAFATI 91-86 (25-16, 46-36; 65-63) SIGMA BARCELLONA: Cittadini 10 (5/7, 0/1), Bell 33 (5/12, 3/5), Green 19 (2/3, 3/5), Callahan 12 (4/6, 0/5), Giuri 4 (2/3); Bucci 9 (0/4, 3/6), Mocavero, Eliantonio 2 (1/1), Coviello 2 (1/1). N.e.: Crisafulli. All. Perdichizzi. GIVOVA SCAFATI: Mays 8 (1/2, 2/6), Porta 10 (2/4, 2/4), Baldassare 11 (4/6, 1/1), Ghiacci 11 (4/9, 0/1), Slay 32 (8/13, 2/7); Bushiati 12 (2/3, 2/2), Tavernari, Sorrentino, Rosignoli 2 (1/1). N.e.: Matrone, Izzo, Gorga. All. Bartocci. ARBITRI: Ursi, Gagliardi, Boninsegna. NOTE T.l.: Bar 24/24, Sca 15/16. Rimb.: Bar 29 (Cittadini 7), Sca 28 (George 11). Ass.: Bar 13 (Green 5), Sca 10 (Slay 3). Usc. 5 f.: Baldassare 38’27” (79-80). Progr.: 5’ 14-5, 15’ 38-24, 25’ 57-51, 35’ 76-60. Spet.: 3500. (m.i.) PISTOIA-VEROLI 70-64 (18-21, 38-36; 54-53) GIORGIO TESI PISTOIA: Meini 8 (1/2, 2/4), Toppo 10 (4/6), Galanda 6 (2/3), Cortese 7 (2/2, 1/2), Graves 10 (1/7, 2/3); Hicks 18 (4/7, 1/4), Alibegovic 2 (1/1), Borra 5 (2/2), Saccaggi 4 (0/1, 0/2), Della Rosa. All. Moretti. PRIMA VEROLI: Jurevicus 5 (1/4, 1/4), Infante 1 (0/1), Walker 11 (2/7, 2/7), Rossetti 11 (2/3, 2/3), Marigney 21 (5/8, 3/7); Bruttini 4 (2/3), Rinaldi 3 (1/3), Berti 8 (1/2, 1/1), Carenza, Savo. All. Marcelletti. ARBITRI: Bartoli, Scrima, Attard. NOTE T.l.: Pis 18/32, Ver 9/15. Rimb.: Pis 30 (Toppo 7), Ver 27 (Marigney 6). Ass.: Pis 9 (Graves 3), Ver 9 (3 da 2). Progr.: 5’ 6-10, 15’ 25-27, 25’ 45-45, 35’ 59-58. Usc.5 f: Berti 33’59" (56-58), Galanda 37’14" (65-61). Spett. 3000. (e.c.) TRIESTE-JESI 79-72 (12-19, 31-27; 50-49) ACEGAS TRIESTE: Ruzzier 3 (0/2, 1/2), Thomas 27 (6/11, 2/5) Mastrangelo 6 (3/5, 0/2), Brown 9 (2/3, 1/4), Gandini 4 (1/2); Filloy 12 (3/7, 1/3), Carra 4 (1/2, 0/2), Fall 2 (1/1), Mescheriakov 12 (5/9, 0/2), Ondo Mengue. N.e.:Cantarello, Coronica. All. Dalmasson. FILENI JESI: Sanders 8 (3/5), Hoover 13 (2/4, 3/6), Valentini 9 (0/3, 3/5), Griffin 13 (6/9), Maggioli 21 (9/13, 0/3); Santiangeli 3 (0/2, 1/3), Zanelli 3 (0/3, 1/2), Colonnelli (0/1 da 3), Gaspardo 2 (0/1). N.e.: Dolic. All. Cioppi.

ARBITRI: Materdomini, Ranaudo, Pecorella. NOTE T.L. Ace 20/22, Fil8/10. Rimb: Ace 35 (Thomas 8), Fil 30 (Maggioli 7). Ass: Ace 4 (Ruzzier 2), Fi 8 (Hoover 3). Prog.: 5’ 8-9, 15’ 20-24, 25’ 41-39, 35’ 59-57. Spet.: 2800 (lo.ga) IMOLA-CAPO D’ORLANDO 68-64 (22-13, 43-38; 63-50) AGET IMOLA: Gay 16 (3/10, 2/5), Frassineti 12 (3/6, 2/5), Maestrello (0/7 da 3), Valenti 7 (2/6, 1/2), Chillo 12 (6/9); Turel 6 (0/1, 2/2), Foiera 13 (4/4, 1/3), Masoni 2 (1/2). N.e.: Sabattani, Riga. All.: Fucà. UPEA CAPO D’ORLANDO: Passera (0/5, 0/1), Battle 17 (6/10, 0/4), Mason (0/6, 0/1), George 18 (59, 1/4), Poletti 15 (7/9); Portannese 2 (0/3, 0/3), Mathis 5 (1/5, 1/2), Pellegrino, Palermo 8 (1/1, 2/3). N.e.: Vignali, Benevelli. All.: Pozzecco. ARBITRI: Caroti, Boscolo, Noce. NOTE T.l.: Imo 6/10, Cap 13/19. Rimb.: Imo 31 (Valenti 8), Cap 42 (George 13). Ass.: Imo 18 (Gay 5), Cap 11 (Battle 4). Prog.: 5’ 8-4, 15’ 34-18, 25’ 49-42, 35’ 66-55. Tec.: George 12’48" (28-18). Ant. Frassineti 37’30" 66-59). Spett.: 1500. (p.b.) FERENTINO-BOLOGNA 88-80 (25-23, 42-39; 65-60) FMC FERENTINO: Guarino 4 (1/2, 0/3), Hamilton 11 (1/1, 3/6), Carrizo 8 (2/4, 0/3), James 28 (8/11, 3/6), Tomassini 6 (2/4); Parrillo 5 (2/2, 0/4), Gurini 10 (0/2, 2/4), Basei (0/1), Allegretti 7 (2/2, 1/2). N.e.: Roffi Isabelli, Pongetti. All. Gramenzi. BIANCOBLU’ BOLOGNA: Harris 13 (5/6, 0/8), Cutolo 12 (3/3, 2/6), Vitali 17 (3/7, 3/5), Montano 5 (1/1, 1/3), Mosley 19 (8/11); Verri 5 (0/1, 1/8), Gasparin 3 (1/1 da 3), Pini 6 (2/2). N.e.: Cournooh, Diviach, Infante, Talor. All. Salieri. ARBITRI: Pascotto, Beneduce, Niccolini. NOTE T.l.: Fer 17/18, Bol 12/14; Rimb.: Fer 28 (James 6), Bol 33 (Vitali 6); Ass: Fer 18 (Guarino 6), Bol 10 (Harris 4). Progr.: 5’ 10-6, 15’ 34-30, 25’ 59-51, 35’ 78-67. (al.bi.) Riposa: Novipiù Casale. CLASSIFICA Barcellona, Pistoia, Casale 20; Scafati 18; Bologna, Brescia, Trieste, Verona 16; Forlì 14; Trento, Jesi, Veroli, Ferentino 10; Capo d'Orlando 8; Imola 6.

Uno Sven Kramer da record: l’olandese, nella sua Heerenveen, sotto gli occhi di Jacques Rogge, presidente del Cio, conquista il sesto titolo europeo ed eguaglia il connazionale Rintje Ritsma. Tra le donne tripletta orange e oro a Ireen Wust. Francesca Lollobrigida è 14ª e, al pari di Luca Stefani, conquista l’ultimo posto disponibile per garantire all’Italia una presenza ai Mondiali. Uomini. 10.000: 1. Kramer (Ola) 12’55"98; 2. Blokhuijsen (Ola) 13’01"60; 3. Swings (Bel) 13’08"08. Classifica: 1. Kramer (Ola) 148.584; 2. Blokhuijsen (Ola) 149.259; 3. Bokko (Nor) 149.479; 4. Pedersen (Nor) 149.873; 5. Swings (Bel) 150.277; 6. Skobrev (Rus) 151.554; 17. Stefani; 19. Anesi. Donne. 1500: 1. Wust (Ola) 1’56"39; 2. De Vries (Ola) 1’57"57; 3. Valkenburg (Ola) 1’57"76; 15. Lollobrigida 2’01"95 (pb). 5000: 1. Sablikova (R.Ceca) 6’57"16; 2. Wust (Ola) 7’01"95; 3. De Vries (Ola) 7’02"77. Classifica: 1. Wust (Ola) 160.889; 2. De Vries (Ola) 162.335; 3. Valkenburg (Ola) 162.712; 4. Sablikova (R.Ceca) 162.839; 5. De Jong (Ola) 163.191; 6. Graf (Rus) 164.436; 7. Pechstein (Ger) 164.629; 14. Lollobrigida. DOPPIETTA GIOVANNINI Andrea Giovannini, nella tappa di Coppa del Mondo junior di Baselga di Pine (Tn), dopo i 3000 di sabato, conquista anche i 1500 (1’51"71) e la Mass Start.

Atletica Villalagarina Edris domina VILLA LAGARINA (Tn) — (e.b.) Conferma di Muktar Edris al 36˚ cross Eaa della Vallagarina, su nuovo percorso. Il 18enne etiope, vincitore del Campaccio, ha dominato dall’inizio, precedendo di 42" un pimpante Stefano La Rosa che ha preceduto in volata Sergei Lebid. Nelle prove giovanili doppietta dei fratelli Crippa, con l’allievo Yemaneberhan in luce. Tra le donne successo di Silvia La Barbera, ritirata l’influenzata Silvia Weissteiner. Uomini. Sr (km 9.1): 1. Edris (Eti) 26’43"; 2. La Rosa 27’25"; 3. Lebid (Ucr) 27’25"; 4. Ndiwa (Ken) 27’31"; 5. Santacruz (Spa) 27’50"; 6. Rachik 27’51"; 7. Hosea (Ken) 28’05"; 8. De Nard 28’09". Jr (km 6.2): 1. N. Crippa 20’52". All/i (km 4): 1. Y. Crippa 13’25". Donne (km 6.4): 1. S. La Barbera 22’44"; 2. Roffino 22’47"; 3. Tschurtschenthaler 23’07"; 4. Soufyane 23’23"; 5. Rungger 23’49"; 6. Toth (Ung) 23’57". Jr (km 7): 1. Stewartova (R.Ceca) 17’28"; 2. Stefani 17’30". All/e (km 3.6): 1. Hofer 13’22". BRAVO DINI (pe.m.) Nella gara junior del 70º cross de Elgoibar (Spa), successo di Lorenzo Dini tra gli junior. Uomini. Sr (km 10.7 km): 1. Kipruto (Ken) 33’15"; 2. Bett (Ken) 33’16"; 3. Lamdasem 33’17; 4. Komon (Ken) 33’21"; 5. Chepkok (Ken) 33’30"; 18. Sanguinetti 35’40". Jr (km 6.6): 1. L. Dini 21’14"; 4. S. Dini 21’35"; 5. Quazzola 21’38". Donne. Sr (km 6.6): 1. Burka (Eti) 22’53"; 2. Cherono (Ken) 22’59"; 3. Cheptai (Ken) 23’08"; 4. Diriba (Eti) 23’10"; 5. Martín 13’17". Jr (km 4.5): 1. Estevez 16’52"; 5. Fascetti 17’28". INDOOR EUROPA (si.g.) Debutto a 4.62 nell’asta della britannica Holly Bleasdale a Orleans (Fra). Uomini. Asta: Filippidis (Gre) 5.67; Clavier 5.62. A Mosca (Rus). Donne. 1000: Shchagina 2’38"38. A Cheboksary (Rus). Uomini. 800: Borzakovskiy 1’50"03. Donne. 800: Poistogova 2’01"43. 3000: Korobkina 8’51"87.

La Morelli iridata contro El Halabi Perde la Torti

Lucia Morelli, 33 anni BOZZANI (r.g.) Lucia Morelli (18-3) di San Severo (FG), residente a Offerburg (Ger), conquista ai punti il mondiale leggeri Wiba e Gbu contro Rola El Halabi (Ger). A St.Triuden (Bel), Anita Torti manca il Mondiale Wibf leggeri ai punti 10 da Delfine Persson (Bel).

GOLF EUROPEAN TOUR

Manassero e Molinari noni in Sudafrica

Baseball MORNEAU CONTRO L’ITALIA Al World Classic di marzo il Canada, battuto dall’Italia nel 2009, avrà, tra gli altri, Justin Morneau (Minnesota, mvp della American League nel 2006), Russell Martin (ex yankee, ora a Pittsburg) e Michael Saunders (Seattle). Non ci sarà la superstar di Cincinnati Joey Votto. Italia e Canada sono nel girone di Phoenix (Arizona) con Stati Uniti e Messico, dall’8 al 10 marzo.

Boxe PAZIENZA ARRESTATO L’italo-americano Vincenzo «Vinnie» Pazienza, ex campione del mondo dei leggeri Ibf e dei superwelters Wba, oggi 51enne, è stato arrestato per «danno volontario e condotta disordinata». In una pizzeria di Cranston (Rhode Island), alla richiesta di un cameriere di pagare e liberare il tavolo, ha impugnato due sgabelli, con i quali ha minacciato il cameriere e mandato in frantumi una vetrina. MONDIALE (r.g.) A Toluca (Mes) il beniamino locale Adrian Hernandez (26-2-1) mantiene la cintura minimosca WBC, battendo ai punti Dirceu Cabarca (Pan 13-7) con verdetto unanime.

Football ORLANDO RIELETTO Leoluca Orlando è stato rieletto presidente Fidaf col 679% (il rivale era Enrico Mambelli). «Ringrazio il mondo del football che mi ha rinnovato la fiducia».

Ippica OGGI QUINTÉ A TARANTO Al Paolo Vi (inizio convegno alle 15) scegliamo Obelisco Dif (20), Mister Starlight (19), Meticcio (7), Nefer Team (6), Memor Pf (16) e Icky Fox (11). SI CORRE ANCHE Trotto: Palermo (15.10). Galoppo: Albenga (15.05).

Nuoto DOPPIA COUTTS (al.f.) L’argento olimpico Alicia Coutts domina i 200 misti (2'13”41) a Melbourne (Aus, 50 m) e vince i 50 dorso (28”99). Uomini: 50 sl Targett 22”22; 100 do Treffers 54”80; 200 ra K. Watanabe (Giap) 2'13”90; 100 fa Wright 53”04. Donne: 200 sl Schlanger 1'59”10; 50 ra Katsoulis 31”52, Pickett 31”75; 200 fa Matsushita (Giap, 14) 2'13”72; 50 do-200 mx Coutts 28”99 (Hocking 29”09), 2'13”41. A Piscataway (Usa, 50 m). Donne: 50 sl Neal 25”99; 400 sl Ryan 4'10”43. ORSI DUECENTISTA (al.f.) Marco Orsi ha effettuato un test sui 200 sl: 1'48”60 il crono ottenuto dallo sprinter di Budrio alla piscina Spiraglio di Bologna (25 m). FRANCESI (al.f.) Jeremy Stravius vince 50 dorso e 200 misti a Sarcelles (Fra, 50 m). Uomini: 100 sl Trandafir (Rom) 50”27; 50 do-200 mx Stravius 25”58, 2'04”11. Donne: 100 sl Lazare 56”93; 400 sl Balmy 4'13”67.

Pallamano SORPRESA TUNISIA (pe.m.) Nella 2ª giornata del Mondiale in Spagna, ha stupito il successo della Tunisia sulla Germania (25-23). Gruppo A: Brasile-Argentina 24-20; Tunisia-Germania 25-23. Gruppo B: Cile-Islanda 22-38; Qatar-Macedonia 30-34.

Pallanuoto

Sven Kramer, 26 anni REUTERS

BOXE: MONDIALI

WORLD LEAGUE DONNE Definiti i calendari della World League donne. Il Setterosa è nel gruppo B con Olanda (esordio ad Alphen il 23 gennaio) e Russia; nell’altro girone europeo Grecia, Spagna e Ungheria. Le prime due di ogni gruppo alle finali del 3-8 giugno con le prime due della zona America e le prime due dell’Asia-Oceania.

Matteo Manassero, 19 anni AP Matteo Manassero (75 69 66 69) e Francesco Molinari (70 70 68 71) hanno chiuso al 9˚ posto con -9 il Volvo Champions a Durban (Saf, par 72). Titolo a Louis Oosthuizen (Saf) con -16 (68 64 74 66).

Scacchi CARUANA PATTA Due patte per Fabiano Caruana nei primi due turni del gruppo A al torneo di Wijk aan Zee (Ola): col nero ha imposto il pari in 39 mosse a Magnus Carlsen, n.1 al mondo; col bianco ha pareggiato contro l’indiano Pentala Harikrishna dopo 51 mosse.

Sport invernali BIATHLON A Ruhpolding (Ger), il francese Martin Fourcade completa il dominio nella 15 km in linea mentre Lukas Hofer, unico italiano al via, è 12˚ con 2 errori al poligono e un ritardo di 39"5. Uomini, 15 km: 1. M.Fourcade (Fra) 36’27"7 (0); 2. Malishko (Rus) a 0"5 (1); 3. Svendsen (Nor) a 10"6 (2); 12 HOFER a 39"5 (2). CdM: 1. Fourcade (Fra) 564; 2. Svendsen (Nor) 489; 30. HOFER 116. Donne, 12.5 km: 1. Berger (Nor) 37’14"4 (1); 2. Domracheva (Bie) a 26"7 (2); 3. Zaitseva (Rus) a 37"8 (1). CdM: 1. Berger (Nor) 574; 26. OBERHOFER 178. COMBINATA NORDICA I tedeschi Frenzel e Edelmann vincono la sprint a coppie di combinata nordica a Chaux Neuve (Fra). Hs118 +2x7.5 km: 1. Frenzel-Edelmann (Ger) 36’51.0 (2); 2. Moan-Graabak (Nor) a 1"4 (5); 3. Lacroix-Lamy Chappuis (Fra) a 1"4 (4); 15. M.RUNGGALDIER-COSTA a 2’26"8 (18); 16. L.RUNGGALDIER-MICHIELLI a 3’18"8 (19). BOB, A Koenigssee (Ger), 5ª vittoria stagionale nel quattro per Zubkov; ventesimo Bertazzo. Bob a 4: 1. Zubkov (Rus) 1’38"06 (/1˚+1˚); 2. Arndt (Ger) a 0"20 (2˚+5˚); 3. Florschuetz (Ger) a 0"30 (3˚+3˚); 20. ITALIA 1 (Bertazzo-Fontana-Ughi-Frullani) a 1"89 (20˚+20˚). Coppa (7/9): 1. Arndt 1349; 2. Zubkov 1335. SKICROSS Così nello skicross di Coppa del Mondo a Les Contamines (Fra). Uomini: 1. Fiva (Svi); 2. Flisar (Slo); 3. Kraus (R.Cec); 37. MIRIBUNG; 42. THANEI; 46. CASTELLAZ. SNOWBOARD Così a Copper Mountain (Usa). Uomini. Slopestyle: 1. Guldemond (Usa); 2. Tonteri (Fin); 3. Piiroinen (Fin); 63. GRIGIS; 81. KOK; 104. DONZELLI; 106. GRUBER. Halfpipe: 1. Johnstone (Aus); 2. Mitrani (Usa); 3. Vito (Usa); 81. PIETROPOLI.

Vela SOLDINI SU MASERATI (r.ra.) A 13 giorni dalla partenza da New York Soldini e il suo team su Maserati (impegnati nel tentativo di record New York-San Francisco) hanno percorso 4650 miglia (13.225 il totale) e si stanno avvicinando a Capo Horn. «Contiamo di arrivarci tra una decina di giorni, forse meno — ha comunicato Soldini — navighiamo a 20 nodi con 15-25 nodi di vento da nord est. Fra 24 ore dovremmo arrivare al largo di Rio, poi ci aspettiamo un grosso fronte freddo e a Capo Horn un bel po’ di iceberg».


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ALTRI MONDI

_gli ultimi sondaggi

DI GIORGIO DELL'ARTI gda@gazzetta.it

Al Pdl basta la Lombardia per vincere le elezioni? Se la sinistra perde la principale regione del Nord, rischia di non avere la maggioranza al Senato. E il Cav, così, potrebbe condizionare le scelte di governo Aggiorniamo il bollettino delle elezioni. Il centrodestra si presenta alla Camera con sette liste, capeggiate da Berlusconi (in quanto presidente del Pdl), Maroni e Tremonti per la Lega (due liste) e poi al sud le formazioni di Miccichè (Grande Sud), Lombardo (Mpa-Pds), La Russa-Crosetto-Meloni (Fratelli d’Italia-Centrodestra nazionale), Samorì (Mir), Storace (La Destra), Catone (Intesa popolare), Fatuzzo (Pensionati). Al Senato si aggiungono altre quattro formazioni: Rinascimento Italia-Lista del merito; Basta tasse; Liberi da Equitalia; Lista del Popolo. Sono sette anche le formazioni di centrosinistra: Bersani (Pd), Vendola (Sel), Tabacci e Donadi (Centro democratico), Nencini (Psi), Portas (Moderati), Theiner (Svp), Lauretta (Megafono Lista Crocetta). I montiani corrono con una sola lista al Senato (in modo da affrontare lo sbarramento meno proibitivo dell’8%), e alleati con Udc e Fli alla Camera. La formazione del premier si chiama «Scelta civica con Monti per l’Italia». I simboli in gara sono in tutto 220.

1Qualche notizia sui candidati? Il giornalista di Santoro, Sandro Ruotolo, il fratello di Elisa Claps (assassinata in chiesa, a Potenza, nel 1993), il calciatore Beppe Savoldi corrono con Ingroia. Al Senato Berlusconi presenta, in Campania, Cosentino, Cesaro e Milanese, tutti e tre indagati. D’altra parte anche il Pd ha in lista un indagato

toria di Bersani alla Camera, ma quel risultato in Lombardia dice che le probabilità di una non-maggioranza al Senato sono alte. In questo caso, nonostante Vendola dichiari di non voler avere niente da spartire con Monti, sembra molto probabile la formazione di un governo sostenuto anche dai montiani e con una certa capacità di interdizione, in ogni caso superiore alle attese, da parte di Berlusconi.

4 E per la Regione?

La bacheca allestita al Viminale con i simboli depositati dai partiti ANSA

di fresco, Nicola Caputo. Mastella corre da solo dappertutto con la sua Udeur. Albertini ha dato addosso a Formigoni, che lo ha mollato in favore della Lega per obbedienza a Berlusconi. «Non mi inquieti troppo perché posso fare dichiarazioni che lo metterebbero a terra e lui sa di cosa sto parlando» (nel pezzo sotto approfondiamo la questione). Vendola infine ha smentito notizie circolate l’altro giorno secondo cui accetterebbe di stare in maggioranza con Monti. «Io sono alternativo a Monti». Su Casini alla presidenza del Senato: «Vedremo». Casini, forse per eliminare un possibile concorrente alla poltrona di Palazzo Madama, non ha candidato Beppe Pisanu (che resta però molto chiacchierato per il Quirinale).

2 La vera notizia di ieri però riguarda Mannheimer e il suo sondaggio per il «Corriere della Sera», dal quale risulta che in Lombardia, sia a livello regionale sia nel voto per il Senato, vin-

cerebbe il centro-destra.

Le intenzioni di voto al Senato sarebbero queste. Per il centrodestra: Pdl 19,5; Lega Nord 13,9; La Destra 1,4; Fratelli d’Italia 0,9. Totale: 35,7. Centrosinistra: Pd 29,4; Sel 2,5; Altri 0,4. Totale 32,3. Montiani (tutti uniti in una sola lista con Fli e Udc): 14,7. Grillo: 10,8. Ingroia: 4,1. La Lombardia distribuisce 49 seggi (su 315, un sesto del totale). Sarebbero suddivisi così: 27 al centrodestra, 12 al centrosinistra, 6 ai montiani, 4 a Grillo. Tutti gli altri, non avendo superato lo sbarramento dell’8 per cento, restano fuori.

3 Questo risultato tanto favorevole a Berlusconi è un effetto della bella performance offerta dal Cav da Santoro?

Probabilmente sì. Lo stesso Mannheimer nota che in una rilevazione citata dal professor D’Alimonte l’8 gennaio, il centrosinistra aveva il 35,7 e il centrodestra il 32,5. Non è in discussione, almeno finora, la vit-

Risultati non dissimili. Maroni prenderebbe il 41%, Ambrosoli starebbe intorno al 38. Mannheimer ricorda però che in tutte queste simulazioni esiste un’approssimazione, in più o in meno, del 2 per cento. È più giusto dire, perciò, almeno in questo momento, che i due candidati sono testa a testa e che l’esito, sia al Senato che in Regione, è molto incerto. Aggiungo io che si deve tenere conto, però, anche dei trend. Berlusconi in questo momento sembra in forte recupero, è cioè sospinto da un vento favorevole. Molti commentatori hanno giudicato la campagna di Bersani scialba e hanno imputato al segretario del Pd un’eccessiva sicurezza. I democratici si sentono già la vittoria in tasca, discutono addirittura dei ministeri (la Puppato l’altro giorno se n’è uscita con un «Il Veneto deve essere rappresentato») e hanno dimenticato quante volte Berlusconi è stato capace di recuperare le posizioni di svantaggio.

5 Mi pare che se Albertini rinunciasse il centro-destra vincerebbe in carrozza.

Sì, l’ex sindaco di Milano raccoglie una certa quota di consensi nell’elettorato che tradizionalmente apparterrebbe a Berlusconi. Però pesca anche tra gli ex elettori di Penati, anzi gli ex elettori di Penati rappresentano una quota dell’8,4%, gli ex elettori di Formigoni del 6,7. © RIPRODUZIONE RISERVATA

LO SCONTRO L’EX SINDACO CONTRO IL GOVERNATORE LOMBARDO: «POSSO STENDERLO, MA NON È NIENTE DI PENALE»

Albertini attacca Formigoni: «Non m’inquieti, sennò parlo...» Finita la corsa per depositare al Viminale i simboli elettorali, si scopre che il Pdl ne ha 2: in tutta Italia per Camera e Senato correrà con la scritta «Il Popolo della Libertà - Berlusconi Presidente», mentre nelle circoscrizioni estere la scritta sarà «Il Popolo della Libertà - Centrodestra Italiano». Fa, comunque, discutere che nel simbolo pidiellino accanto a Berlusconi (indicato comunque come «capo della coalizione») ci sia la parola «presidente»: «Lui è il presidente solo del Pdl», ha subito messo le mani avanti Roberto Maroni. Ma a scuotere il centrodestra da ieri ci sono an-

che le parole pronunciate da Gabriele Albertini. Le ha dirette a Roberto Formigoni, colpevole di aver ritirato l’appoggio all’ex sindaco di Milano nella corsa al Pirellone in cambio di un seggio Pdl al Senato: «Non mi inquieti troppo perché pos-

«

Posso fare dichiarazioni che lo metterebbero a terra e lui sa di cosa parlo GABRIELE ALBERTINI CANDIDATO IN LOMBARDIA

Gabriele Albertini, candidato alla guida della Lombardia NEWPRESS

so fare dichiarazioni che lo metterebbero a terra e lui sa di cosa sto parlando», ha detto Albertini. Ammettendo poi che «non è niente di penale», ha pure aggiunto: «I nostri colloqui hanno riguardato alcuni argomenti molto vicini a lui. È un politico di professione, non so perché si è offeso quando ho detto la verità». Inevitabili e sparse le reazioni: lo staff di Formigoni ha fatto sapere solo che «il presidente non intende alimentare polemiche». Non ha di questi timori Matteo Salvini che ha definito quello di Albertini «un linguaggio che si usa altrove, con la coppola, per minacciare. Umberto Ambrosoli, candidato governatore in Lombardia per il centrosinistra, ha parlato di dichiarazioni «inquietanti: «O è un bluff o c’è qualcosa di rilevante di cui solo Albertini è al corrente».

d notizie Tascabili lafrase DEL GIORNO

Il fatto del giorno

Console italiano colpito dai salafiti

Bengasi, dopo l’attacco via al piano sicurezza Misure di sicurezza ulteriormente rafforzate per il console italiano a Bengasi, Guido De Sanctis, sfuggito sabato notte ad un attentato a colpi di kalashnikov grazie all’auto blindata. L’attacco è stato condannato dal ministro degli Esteri, Giulio Terzi: «Vogliono destabilizzare la nuova Libia». Per molti, la sparatoria si deve al successo della missione in Italia del capo provvisorio libico El-Mgarief e pare che gli autori siano estremisti salafiti. Ora Tripoli punta a una forza speciale per proteggere i diplomatici in Libia.

CERTI CHE L’AEREO SIA CADUTO IN ACQUA «Siamo abbastanza Attiviste ucraine fermate a Roma certi dove l’aereo può Le Femen in topless essere protestano all’Angelus caduto, bisogna «Crediamo nei gay!» cercarlo lì. Le ricerche di superficie hanno avuto la loro fase, ora bisogna fare quelle in profondità. Di ipotesi ce ne sono tante, tecnicamente Una delle ragazze del Femen bloccate a Roma ANSA è possibile che l’aereo Topless di protesta ieri durante l’Angelus sia andato del Papa in Piazza San Pietro, a Roma: giù in 40 protagoniste cinque attiviste ucraine del Femen, che dal 2009 organizza queste secondi. gruppo azioni contro le discriminazioni e la corruzione. Le ricerche In questo caso, l’obiettivo era difendere i diritti ci sono, degli omosessuali: le cinque, che sui loro corpi sistemati- avevano tracciato le scritte «In Gay We Trust!» che, («Crediamo nei gay!») e «Shut up!» («Zitto!»), efficienti: è sono state fermate brevemente dai carabinieri. un lavoro lungo, Egitto: dopo l’ergastolo all’ex rais metodico, ma bisogna I giudici su Mubarak: farlo...» «Il processo da rifare» LUCA MISSONI FRATELLO DI VITTORIO, SCOMPARSO A LOS ROQUES

La giustizia egiziana ha ordinato ieri un nuovo processo per l’ex presidente Hosni Mubarak, che aveva presentato appello contro la condanna del giugno del 2012 all’ergastolo per le sue presunte responsabilità nella repressione della rivolta del 2011 che ha fatto oltre 850 morti. La Cassazione ha stabilito che venga fatto un nuovo processo anche per i figli dell’ex rais, condannati per corruzione. L’annuncio è stato accolto al grido di «Viva la giustizia» da parte di alcuni sostenitori dell’ex presidente.

L’iniziativa in 62 città del mondo

Sul metrò in mutande: contro il gelo con ironia da New York a Milano

Una vettura della metropolitana ieri a Londra: in tutto il mondo era il giorno del 12˚ «No Pants Subway Ride» EPA Si chiama «No Pants Subway Ride» ed è nato a New York nel 2002. L’idea è semplice: una volta all’anno, fedeli allo slogan «non prendere la vita troppo seriamente», si sale in metrò in mutande, comportandosi come se nulla fosse. L’iniziativa si è ripetuta ieri in 62 città in tutto il mondo, tra cui metropoli come Londra, Berlino e Shanghai, ma anche Milano, dove i partecipanti, alcune centinaia, si sono dati appuntamento attraverso Facebook nel primo pomeriggio.


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ALTRI MONDI

STOP SPETTACOLI ACQUATICI

Svolta a Gardaland: addio al delfinario Gardaland (nella foto) dice basta ai delfini negli spettacoli acquatici. La svolta animalista del più grande parco di divertimenti italiano manda in pensione Robin,

Teide, Betty e Nau, i 4 mammiferi cresciuti lì. La decisione è stata presa da Merlin Entertainments, la società inglese proprietaria della struttura di Castelnuovo del Garda (Verona): «Abbiamo un profondo rispetto per gli animali: per questo abbiamo detto addio al nostro delfinario», ha spiegato il direttore di Gardaland.

Concordia: il dolore divora ancora l’isola

IL FILM SU BIN LADEN

La Bigelow regina al botteghino Usa È il film candidato agli Oscar con 5 statuette, il discusso «Zero Dark Thirty», della regista Kathryn Bigelow (la stessa di «The Hurt Locker») sulla cattura di Bin

COMMANDO IN AZIONE

Alle 21,45 l’isola ha iniziato a urlare il suo dolore. Le sirene di tutte le barche nel porto e le campane di ogni chiesa hanno iniziato a suonare per ricordare l’attimo in cui l’enorme scoglio delle Scole squarciò la Costa Concordia, prima che il gigante di ferro crollasse sul fianco a pochi passi dal Giglio. Esattamente un anno prima. Poi la fiaccolata e le 32 lanterne liberate nel cielo. Trentadue, come le vittime di questa tragedia. Ieri è stato il giorno dei fiori, delle preghiere, delle lacrime, delle medaglie. L’isoletta toscana ha accolto i parenti di chi lì ha perso la vita, ma anche centinaia di sopravvissuti tornati solo per dire grazie. C’era anche Susy Albertini. Avrebbe voluto salire sulla barca che ieri mattina si è avvicinata alla Concordia, imbrigliata da centinaia di funi in vista della difficilissima rimozione, ma non ce l’ha fatta. Il dolore l’ha divorata, perché in quella nave Susy ha perso Dayana, la più giovane delle vittime, morta con il papà a soli 5 anni. Ha trovato la voce solo per chiedere, ancora: «Sia fatta giustizia per mia figlia e per tutti i morti dell’incidente». C’era Elio Vincenzi. Il corpo di sua moglie, Maria Grazia Trecarichi, non è mai stato ritrovato, come quello di Russel Rebello. Proprio ieri un quotidiano online di Lucca aveva diffuso la notizia del ritrovamento dei due corpi grazie a un robot, ma purtroppo è stata subito smentita.

REUTERS

Commozione È stata una lunga

giornata. Iniziata alle 10 del mattino, quando lo scoglio conficcato nella nave è tornato sulle Scole. Un gesto simbolico, un modo per ripartire, a cui è seguito il suono delle sirene dei traghetti, 32 volte. Poi la messa nella chiesetta accanto al porto. C’era Gregorio De Falco, l’ufficiale della capitaneria di Livorno che intimò a Schettino di tornare a bordo: «Non voglio notorietà, sono qui per commemorare chi non sono riuscito a salvare». Poi la targa in bronzo, con i nomi delle vittime e la consegna delle onoreficenze alle forze di soccorso. È stato letto anche il messaggio commosso del presi-

dente della Repubblica Napolitano: «Quelle drammatiche immagini sono ancora vive nella memoria dell’intero Paese». Anche Schettino Ma in questo giorno di dignità e commozione, sono arrivate anche le parole del comandante Schettino a Domenica In: «Non era un inchino, ma un passaggio vicino all’isola pianificato con la Costa. Chi è preposto al radar doveva dire che c’era terra di fronte e se il timoniere avesse capito, non sarebbe succedo nulla. E comunque sono stato io l’ultimo a uscire dal lato sommerso». Ma le sirene al Giglio suoneranno 32 volte, per sempre.

Solo per le donne

Ictus, meno rischi per chi passeggia S Parte oggi mezz’ora al giorno

Tre colpi al petto, un’esecuzione in piena regola: così è stato ucciso, sabato sera a Cortenuova (Bergamo), Ahmed Ammerti, marocchino di 47 anni. Intorno alle 23.40, tre uomini con il volto coperto sono entrati nel pub-discobar di cui era proprietario, situato lungo la provinciale per Romano di Lombardia e hanno fatto sdraiare a terra i pochi clienti presenti, tutti nordafricani. Poi, uno dei malviventi ha ucciso Ammerti, che ha forse tentato di difendersi afferrando un oggetto e si è quindi trascinato, con le ultime forze, verso l’uscita del locale. Infine i tre sono fuggiti, a bordo di un’auto guidata, pare, da un quarto complice. Non è stata una rapina: secondo i carabinieri (nella foto Ansa, mentre controllano il locale) l’ipotesi più probabile è quella di un regolamento di conti. Da 25 anni in Italia, cittadinanza regolare, Ammerti era sposato e padre di tre bambini, Un omicidio simile è avvenuto nelle stesse ore ad Isola d'Asti, vittima il gestore di un night club di Strevi (Alessandria), Luigi Di Gianni, 51 anni, freddato mentre rientrava a casa. L’uomo è stato assassinato con due colpi di fucile da caccia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

LE SFILATE DI MILANO IN PASSERELLA UN’ESPLOSIONE DI COLORI. E MISSONI SI ISPIRA ALLA NATURA

LE NOVITÀ

L’uomo Prada è a quadretti Geometrie anche da Iceberg

La moda ai piedi Per le intemperie o le serate chic

volezza, un trench a quadretti come la tovaglia da pic-nic.

FABRIZIO SCLAVI MILANO

Ieri ingresso mozzafiato nello spazio di Prada: ogni volta un’idea diversa, ogni volta una nuova creazione. È da Miuccia che design e moda sono una cosa sola, questa volta eccoci in un immenso spazio che niente ha da invidiare alle più belle ville di Los Angeles, quelle progettate da Richard Neutra. Arredamento minimal-ricco, grandi finestre che guardano, come dalla cabina di un dirigibile, sul mondo. In passerella una moda rigorosa: pantaloni alla caviglia, golfini aderenti e corti da cui spuntano camicie a quadrettini, cappotti leggeri come spolverini, scarpe giganti, portate senza calze. Un abbigliamento perfetto anche nei colori, abbinati da chi sa di gusto, come i giovani studenti dei campus americani negli Anni 60, unica concessione alla fri-

Salute DI MABEL BOCCHI

Bergamo, marocchino assassinato nel suo pub

Lo scoglio che speronò la Concordia ieri è stato riposizionato sulle Scole. Tempi lunghi invece per la rimozione della nave, che dovrebbe essere portata a Piombino

A tutta

ZALONE A CACCIA DI ATTORI

Al Giglio un anno dopo il naufragio si prega e si piange La mamma della piccola Dayana: «Sia fatta giustizia» ELISABETTA ESPOSITO

Laden, a conquistare la prima posizione nel box office Usa del weekend. Con un incasso di 24 milioni di dollari batte il film comico «A Haunted House» (18,8 milioni) mentre al terzo posto si piazza «Gangster Squad» con Sean Penn (16,7 milioni). Scivola dal secondo al quarto posto «Django Unchained» di Tarantino.

il casting per il film «Sole a catinelle» Uscirà nella prossima stagione «Sole a catinelle», il nuovo film di Checco Zalone (nella foto), che oggi a Roma comincia il casting. A due anni di distanza dal trionfo di «Che bella giornata», che, con oltre 43 milioni di euro incassati, è il secondo film più visto di sempre in Italia (dopo «Avatar»), Zalone racconterà la storia del rapporto fra un padre e un figlio. Si gira da maggio a Roma e in Toscana, e l’intenzione è proporre sullo schermo un cast ricco di volti nuovi. Zalone, intanto, sta per diventare papà

Passeggiare per 3 ore e mezzo alla settimana riduce il rischio di ictus per le donne. Emerge da uno studio spagnolo dell’Autorità sanitaria regionale di Murcia. I ricercatori hanno analizzato 13.576 uomini e 19.416 donne, di età tra i 29 e i 69 anni. In 12 anni sono stati registrati 210 casi di attacco ischemico transitorio e 442 casi di ictus, ma per le donne che camminavano più di 210 minuti alla settimana, il rischio di morte per ictus è risultato inferiore del 43%. Sui maschi, invece, nessun beneficio.

Poteri afrodisiaci

Problemi a letto? Pillole di ginseng per otto settimane Una compressa di estratti di bacche di ginseng, presa per otto settimane, è in grado di risolvere le disfunzioni erettili. Lo scrivono, sul «Journal of Impotence Research», gli scienziati coreani del Yonsei University College of Medicine di Seul. Il miglioramento delle performance sessuale avviene grazie alla stimolazione della vasodilatazione che permette l’erezione. La radice delle bacche di ginseng è nota nella medicina cinese proprio per i suoi poteri afrodisiaci, tanto che il suo nome, tradotto, significa «radice virile».

Revival Cultura del design an-

Colori In alto, un momento della sfilata di Prada a Milano. A sinistra, un modello della nuova collezione di Iceberg ANSA/AFP

che da Iceberg: un tuffo nel passato, quando il fotografo Oliviero Toscani — per creare la pubblicità della maison — aveva fatto indossare dall’artista Andy Warhol un giacchino nero con due strisce colorate. Ora in passerella ritroviamo capi neri intarsiati con forme geometriche in giallo, rosso e azzurro. Il fascino degli spazi e della natura del Nord America è invece l’ispirazione della collezione Missoni Uomo firmata da Angela Missoni. Un inno alla vita all’aria aperta di chi vive lo sport. E poi, in cima a un grattacielo, vista mozzafiato di una bellissima Milano, entriamo in un lussuoso appartamento ricostruito da Cavalli per una collezione di pezzi stravaganti che rendono accessibile il formale e danno rigore al casual. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Percorsi difficili

La teoria di Watson

«Nuova Everest» di Santoni, in cuoio, vitello colorato, imbottitura tecnologica. La suola in gomma microporosa è adatta a qualunque impervio fondo stradale.

Gli antiossidanti nutrono i tumori: è parola di Nobel

Futurista «Robotic beat shoe» è il nome di questa nuovissima creazione di Cesare Paciotti, che coniuga la classicità della scarpa stringata con inusuali borchie cromate.

Gli antiossidanti nutrono il tumore. Specie quelli negli alimenti rinforzati e negli integratori alimentari. Lo sostiene James Watson, il padre del Dna. Per il biologo premio Nobel, la teoria che gli anti-ossidanti abbiano proprietà anti-tumorali perché combattono i radicali liberi è errata. Il motivo? Le molecole denominate «Specie Reattive dell’Ossigeno» (ROS), i radicali liberi più diffusi, sono in grado di tenere sotto controllo le cellule malate, mentre sono neutralizzate dalle proteine antiossidanti.


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ALTRI MONDI Oroscopo

22/6 - 22/7

23/7 - 23/8

Capricorno 8

Cancro 7

Leone 5,5

IL MIGLIORE Il ventaglio dei successi si apre . E premia sia ciò che/chi siete sia ciò che fate. Evoluzioni amorose utili, fatiche premiate, sudombelico milleusi.

Non siate sfigocupi. E gestitevi da soli, tanto gli altri non si muovono. Pomeriggio di fortuna e sprint, col sudombelico muy eclettico.

Il tempo libero manca, la gente intorno a voi vi stressa, il lavoro è una palla. Capite perfino Luino per suino. Fermatevi: è necessario.

21/1 - 19/2

20/2 - 20/3

Acquario 7

Pesci 6,5

L’obiettività di giudizio lascia spazio a un ottimismo forse eccessivo. Ma giustificato. Tutto inizia e procede bene, il sudombelico brinda!

Navigare in solitaria vi farà produrre: in casa, al lavoro, ovunque. Purché non diate peso a certe paranoie. Pomeriggio emoziont-suino

21/3 - 20/4

21/4 - 20/5

21/5 - 21/6

22/12 - 20/1

LE PAGELLE

Ariete 6

Toro 6

Gemelli 6

DI ANTONIO CAPITANI

La mattina appaga il vostro ego profondo e vi riempie di buone intenzioni. Nel pomeriggio applicatevi e ascoltate pure l’ormone.

Le paturnie (vostre e altrui) rendono la mattina una palla. Pomeriggio migliore. Ma il suino inside you si dà troppe arie. Forse a torto.

Dopo la mattina, serena e produttiva, gli obblighi e gli scemi potrebbero soffocarvi. Organizzatevi. Asserragliatevi. Tanto non si fornica.

24/8 - 22/9

23/9 - 22/10

23/10 - 22/11

23/11 - 21/12

Vergine 6

Bilancia 6

Scorpione 6

Progetti e rapporti si perdono in dedali complicati. E piccoli fallocefali crescono. Svicolatevi, organizzatevi, date aria al sudombelico.

Sagittario 6

Vi svegliate con la Luna storterrima. E rischiate di combinare un guaio. Occhio. Il pomeriggio olezza di fortuna, di svaghi e di suino.

Mattina di successi, serenità, appagamenti del palato, anche in senso suino. Dal pomeriggio farete venir voglia di grigliarvi: don’t romp.

ANDREA STRAMACCIONI

In mattinata sarete giulivi come un papa boy: soddisfazioni giungono! Nel pomeriggio vi verranno gli zebedei come due hangar.

L’allenatore dell’Inter è nato a Roma il 9 gennaio 1976. Con la primavera nerazzurra ha vinto nel 2012 la NextGen Series

Televisioni in chiaro RAIUNO 8.00 10.00 10.55 12.00 13.30 14.10 15.15 17.10 18.50 20.00 20.30

6.40 10.00 11.00 13.00 14.45 15.30 16.15 18.30 18.45 19.35 20.30

CARTONI TG2 INSIEME I FATTI VOSTRI TG2 SENZA TRACCIA COLD CASE NUMB3RS TG2 SQUADRA SPECIALE IL COMMISSARIO REX TG2

21.05 VOYAGER Attualità

21.10 L'ISOLA Fiction tv 23.30 1.05 1.35 1.40 2.10

RAITRE

RAIDUE

TG1 UNOMATTINA CHE TEMPO FA LA PROVA DEL CUOCO TG1 VERDETTO FINALE LA VITA IN DIRETTA CHE TEMPO FA L' EREDITÀ TELEGIORNALE AFFARI TUOI

PORTA A PORTA TG1 - NOTTE CHE TEMPO FA SOTTOVOCE RAI EDUCATIONAL

23.10 23.25 0.45 1.15 1.20

Gazzetta.it

TG2 EMOZIONI - GOLD SORGENTE DI VITA METEO 2 ANNA WINTER

8.00 10.00 11.30 12.00 13.10 14.00 15.10 16.00 19.00 20.00 20.35

CANALE 5

AGORÀ LA STORIA SIAMO NOI BUONGIORNO ELISIR TG3 LENA, AMORE... TGR - TG3 LA CASA NELLA... GEO & GEO TG3 - TGR BLOB UN POSTO AL SOLE

8.50 10.00 11.00 13.00 13.40 14.10 16.15 16.55 18.50 20.00 20.40

RETE 4

ITALIA 1

21.05 AFTER THE SUNSET Film

21.10 ZELIG CIRCUS Intrattenimento

22.40 RAI PARLAMENTO ELEZIONI 2013 - INTERVISTA 23.20 CORREVA L'ANNO 0.00 TG3 LINEA NOTTE

0.00 1.30 2.30 3.20 4.30

CARTONI EVERWOOD ER STUDIO APERTO CARTONI FRINGE WHITE COLLAR CHUCK LA VITA SECONDO JIM STUDIO APERTO C.S.I.

6.40 8.45 10.35 12.25 13.40 14.55 15.45 16.30 18.05 18.30 19.20

MATTINO CINQUE TG5 FORUM TG5 BEAUTIFUL SOAP AMICI POMERIGGIO CINQUE AVANTI UN ALTRO! TG5 STRISCIA LA NOTIZIA

21.10 IL VENDICATORE Film

PIPER TG5 - NOTTE STRISCIA LA NOTIZIA UOMINI E DONNE AMICI

CARABINIERI RICETTE DI FAMIGLIA TG4 DETECTIVE IN CORSIA LA SIGNORA IN... FORUM RESCUE SPECIAL MY LIFE AGATHA CHRISTIE TG4 TEMPESTA D'AMORE

21.10 QUINTA COLONNA Attualità

PRESA MORTALE UNDICI SPORT MEDIASET STUDIO APERTO LA GIORNATA

22.55 0.35 2.25 2.50

9.50 10.50 11.30 12.00 12.55 14.45 15.30 16.35 16.50 18.55 19.35

LA 7

23.55 0.55 1.20 2.25 4.45

TERRA! TG4 NIGHT NEWS COME SI CAMBIA CONTRO IL DESTINO ZIG ZAG

Film sul Digitale Terrestre

Lo Sport in chiaro, sul satellite e sul digitale terrestre

PREMIUM

IN DIRETTA

16.15 COME AMMAZZARE IL CAPO... E VIVERE FELICI PREMIUM CINEMA 16.50 GRIFFIN E PHOENIX MYA 18.00 IL CUORE GRANDE DELLE RAGAZZE PREMIUM CINEMA 19.30 MIDNIGHT IN PARIS PREMIUM CINEMA 21.15 FLIPPED - IL PRIMO AMORE NON SI SCORDA MAI PREMIUM CINEMA 22.53 PURE COUNTRY: IL DONO PREMIUM CINEMA

CALCIO

1.00

2.00

Amichevole Eurosport 2

20.45 REGGIANA - CARPI Lega Pro. Prima divisione. Girone A Rai Sport 1

BASKET 20.30 BANCO DI SARDEGNA SASSARI MONTEPASCHI SIENA Serie A SportItalia 2, LA7d

MEMPHIS GRIZZLIES LOS ANGELES CLIPPERS

SKY SPORT 1

14.30 SNOOKER: MASTER DI LONDRA

9.00

13

ANCONA

1

9

AOSTA

0

3

BARI

5

14

BOLOGNA

4

6

CIELO

VENTI

CAGLIARI

8

14

Sole

Deboli

CAMPOBASSO

3

7

0

15 10

CATANIA

Serie A. Highlights

10.45 CALCIO: NAPOLI - PALERMO 11.00 CALCIO: UDINESE - FIORENTINA

Serie A. Highlights

Trento -1

0 3

Torino 1

7

2

Milano

5

Venezia

4

2

2

3

4

GENOVA

4

5

Coperto

Molto forti

L'AQUILA

3

8

MILANO

3

5

ROMA

NAPOLI

7

12

11 12

12

15

Mossi

PERUGIA

5

7

POTENZA

2

6

Agitati

Nebbia

Il sole oggi MILANO

ROMA

REGGIO CALABRIA

7

15

ROMA

8

12

TORINO

1

5

-1

TRENTO

Tramonta

Sorge

Tramonta

TRIESTE

8:00

17:02

7:36

17:00

5

9

VENEZIA

4

6

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DIRETTORE RESPONSABILE ANDREA MONTI andrea.monti@gazzetta.it VICEDIRETTORE VICARIO Gianni Valenti gvalenti@gazzetta.it VICEDIRETTORI Franco Arturi farturi@gazzetta.it Stefano Cazzetta scazzetta@gazzetta.it Ruggiero Palombo rpalombo@gazzetta.it Umberto Zapelloni uzapelloni@gazzetta.it

PRESIDENTE Angelo Provasoli VICE PRESIDENTI Roland Berger Giuseppe Rotelli AMMINISTRATORE DELEGATO Pietro Scott Jovane CONSIGLIERI Andrea Bonomi C., Fulvio Conti, Luca Garavoglia, Piergaetano Marchetti, Paolo Merloni, Carlo Pesenti, Giuseppe Vita DIRETTORE GENERALE Riccardo Stilli

Testata di proprietà de "La Gazzetta dello Sport s.r.l." - A. Bonacossa © 2013

Firenze 6

11

Perugia 6

DIRETTORE GENERALE DIVISIONE QUOTIDIANI Alessandro Bompieri

Serie A

LE GALLERY Ecco tutte le foto più stuzzicanti della 20a di Serie A

SKY SPORT 2 7.30

GOLF: VOLVO GOLF CHAMPIONSHIP

9.30

BASKET: VANDERBILT KENTUCKY

PGA European Tour. Da Durban, Sudafrica

Lo sconforto di Destro a Catania, la mano di Floccari contro l’Atalanta, i fratelli Insigne in campo a Napoli e l’intervento di Aquilani sul dischetto prima del rigore di Di Natale: riguardate tutto.

NCAA

11.30 RUGBY: TOLOSA BENETTON TREVISO Heineken Cup

16.30 ZEBRE - BIARRITZ

www.gazzetta.it

Heineken Cup

Domani

Dopodomani

In Sicilia e al Sud parecchie piogge e nevicate in alta montagna. Pure in Sardegna e al Centro ci saranno piogge e neve ad alta quota, ma anche schiarite. Al Nord varie nevicate sui monti e sui colli e pioggia mista a neve in Valpadana.

Continueranno ad esserci delle precipitazioni, nevose sulle zone montane e pure in collina sulle regioni settentrionali, ma meno persistenti e consistenti. Gli annuvolamenti si diraderanno lasciando spazio a rasserenamenti anche ampi.

5

9 13

8

L’Aquila 5

7

Campobasso 6

Napoli

Bari

8

9

Potenza

11 13

4

Cagliari 9

15

9

Catanzaro

12

9

14

Reggio Calabria

Palermo

12 16

12 14

3

Sorge

CALCIO: INTER PESCARA

Ancona

5

Neve

1.30

In attesa delle sintesi dei match, su Gazzetta Tv riguardate gli ultimi attimi di relax dei protagonisti dell’Australian Open (nella foto Nole Djokovic) in un party selvaggio tra coccodrilli e canguri.

5

5

FIRENZE

PALERMO

OMNIBUS NOTTE TG LA7 SPORT MOVIE FLASH OTTO E MEZZO (R) LA7 DOC

Bologna Genova

Forti

Calmi

Australian Open: un party selvaggio e da oggi i match

4

Rovesci

Temporali

Serie A. Highlights

Sul Nordest neve sui monti e sui colli e pioggia mista a neve in pianura. Perturbato anche sul Nordovest, ma con schiarite. Al Centro sulle zone tirreniche frequenti precipitazioni, nevose in montagna. Altrove piogge intermittenti. Trieste

Moderati

MARI

22.40 CALCIO: NAPOLI - PALERMO

Oggi

Aosta

23.45 0.50 0.55 1.00 1.40

Serie A. Highlights

Nuvolo

Pioggia

Serie A

Serie A. Highlights

CALCIO: PARMA - JUVENTUS

9.15

Dal Regno Unito Eurosport

8

10.30 CALCIO: LAZIO - ATALANTA

Serie A. Highlights

20.00 SNOOKER: MASTER DI LONDRA

min max

Serie A. Highlights

CALCIO: SAMPDORIA - MILAN

Dal Regno Unito Eurosport, Eurosport 2

ALGHERO

Serie A. Highlights

10.15 CALCIO: CATANIA - ROMA

I VIDEO

COFFEE BREAK L’ARIA CHE TIRA I MENÙ DI BENEDETTA TG LA7 TOBRUK IN PLAIN SIGHT MOVIE FLASH IL COMMISSARIO... I MENÙ DI BENEDETTA TG LA7 OTTO E MEZZO

21.10 PIAZZAPULITA Attualità

Serie A. Highlights

Serie A. Highlights

Da Melbourne Eurosport 2

CALCIO: TORINO SIENA

15.00 CALCIO: FAN CLUB MILAN 15.30 CALCIO: FAN CLUB ROMA 16.00 CALCIO: FAN CLUB INTER 16.30 CALCIO: FAN CLUB LAZIO 17.00 CALCIO: FAN CLUB NAPOLI 17.30 CALCIO: FAN CLUB JUVENTUS 21.00 CALCIO: PARMA - JUVENTUS

10.00 CALCIO: BOLOGNA - CHIEVO

AUSTRALIAN OPEN

1.00

BILIARDO

Ieri

CALCIO: INTER - PESCARA

11.15

Serie A. Highlights

Da Melbourne Eurosport, Eurosport 2

NCAA ESPN America

A CURA DI

9.45

AUSTRALIAN OPEN

9.00

KANSAS - BAYLOR

GazzaMeteo

CALCIO: CAGLIARI - GENOA

Eurosport

TENNIS

NBA Sky Sport 2

3.00

9.30

19.00 DAKAR

NCAA ESPN America

17.30 COSTA D'AVORIO EGITTO

Legenda

RALLY

CONNECTICUT LOUISVILLE

9.55 11.00 12.30 13.30 14.05 15.50 16.45 16.50 18.50 20.00 20.30

Catania 11 17

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Il sole domani MILANO

La luna ROMA

Sorge

Tramonta

Sorge

Tramonta

8:00

17:03

7:35

17:01

PREZZI D’ABBONAMENTO C/C Postale n. 4267 intestato a: RCS MEDIAGROUP S.P.A. DIVISIONE QUOTIDIANI ITALIA 7 numeri 6 numeri 5 numeri Anno: e 299,40 e 258,90 e 209,10 Per i prezzi degli abbonamenti all’estero telefonare all’Ufficio Abbonamenti 02.63798520 INFO PRODOTTI COLLATERALI E PROMOZIONI Tel. 02.63798511 - email: linea.aperta@rcs.it

Testata registrata presso il tribunale di Milano n. 419 dell’1 settembre 1948 ISSN 1120-5067 CERTIFICATO ADS N. 7335 DEL 14-12-2011

La tiratura di domenica 13 gennaio è stata di 314.601 copie

Nuova Primo quarto Piena Ultimo quarto

12 gen.

19 gen. 26 gen.

3 feb.

COLLATERALI *con Aerei Collection N. 40 e 14,19 - con Calciatori Panini La Raccolta Completa N. 37 e 6,19 - con Le Stelle della NBA N. 30 e 6,19 - con Adesso Fai da te N. 28 e 6,19 - con Spider-Man N. 28 e 11,19 - con Orologi Forze Armate N. 22 e 16,19 - con l’Uomo Tigre N. 21 e 11,19 - con Cucina Italiana N. 21 e 11,19 - con Cavalieri dello zodiaco N. 12 e 11,19 - con I love travel N. 16 e 5,19 - con Tutto il trio N. 10 e 12,19 - con libro Roger Federer e 14,19 - con Michel Vaillant N. 6 e 4,19 - con Leggende del motociclismo N. 8 e 12,19 - con Bud Spencer N. 3 e 11,19 - con Wrestling Heroes N. 3 e 12,19 - con Carosello N. 2 e 6,19 - con Max e 3,50 con SportWeek e 2,70 PROMOZIONI ARRETRATI Richiedeteli al vostro edicolante oppure ad A.S.E. Agenzia Servizi Editoriali - Tel. 02.99049970 - c/c p. n. 36248201. Il costo di un arretrato è pari al doppio del prezzo di copertina per l’Italia; il triplo per l’estero.

PREZZI ALL’ESTERO: Albania e 2,00; Argentina $ 9,00; Austria e 2,00; Belgio e 2,00; Brasile R$ 7,00; Canada CAD 3,50; Cz Czk. 64; Cipro e 2,00; Croazia Hrk 15; Danimarca Kr. 20; Egitto e 2,00; Finlandia e 2,70; Francia e 2,00; Germania e 2,00; Grecia e 2,00; Irlanda e 2,00; Lux e 2,00; Malta e 1,85; Marocco g 2,20; Monaco P. e 2,00; Norvegia Kr. 22; Olanda e 2,00; Polonia Pln. 9,10; Portogallo/Isole e 2,00; Romania e 2,00; SK Slov. e 2,20; Slovenia e 2,00; Spagna/Isole e 2,00; Svezia Sek 28; Svizzera Fr. 3,00; Svizzera Tic. Fr. 3,00; Tunisia TD 3,50; Turchia e 2,00; Ungheria Huf. 600; UK Lg. 1,80; U.S.A. USD 4,00.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 14 GENNAIO 2013

Gazzetta Dello Sport 14/01/2013  

Gazzetta Dello Sport 14/01/2013

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