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www.gazzetta.it lunedì 12 novembre 2012 1,20 €

REDAZIONE DI MILANO VIA SOLFERINO 28 TEL. 0262821 REDAZIONE DI ROMA PIAZZA VENEZIA 5 TEL. 06688281 POSTE ITALIANE SPED. IN A.P. D.L. 353/2003 CONV. L. 46/2004 ART. 1, C1, DCB MILANO

ITALIA

anno 116 ­ Numero 268 Anno

INCUBO MILAN FIORENTINA SPETTACOLO ALLEGRI APPESO A UN FILO Galliani e Berlusconi decideranno quest oggi Pato (il peggiore) sbaglia malamente un rigore DA PAGINA 10 A PAGINA 14

3 Tutta la rabbia di Abbiati REUTERS

0­0 1­6 3­2 2­2 2­4 3­2 1­3 2­0 0­0 1­0

JUVENTUS 31 INTER 27 NAPOLI 26 FIORENTINA 24 LAZIO 22 ATALANTA ( 2) 18 ROMA 17 CATANIA 16 PARMA 16 UDINESE 15

CAGLIARI TORINO ( 1) MILAN PALERMO CHIEVO PESCARA SAMP ( 1) GENOA BOLOGNA SIENA ( 6)

15 14 14 11 11 11 10 9 8 7

Fra parentesi i punti di penalizzazione.

DERBY PAPERE ED EMOZIONI: FINISCE 3­2

Lazio in paradiso De Rossi espulso Niente Nazionale Il pugno a Mauri lascia in dieci la Roma. Scatta il codice etico del c.t. Prandelli

ilCommento

MA NON E UNA RESA

DA PAGINA 18 A PAGINA 21 3 Il pugno di De Rossi a Mauri nell area biancoceleste

di ALBERTO CERRUTI

IL ROMPI PALLONE DI GENE GNOCCHI

w

Si è scoperto il vero motivo per cui Pogba non è stato convocato per la trasferta di Pescara: è iscritto alla Fiom. 3 German Denis, 31 anni

GOLF QUINTO FRANCESCO MOLINARI

e a sinistra Andrea Stramaccioni, 36 anni

SEMPRE MESSI, 76 GOL IN UN ANNO: SUPERATO PELÈ

IL NUOVO PROFUMO DI CHANEL

www.chanel.com

CLASSIFICA

ALLE PAGINE 16­17 3 Insigne festeggiato ANSA

CENITI, DALLA VITE, ELEFANTE, GARLANDO, TAIDELLI DA PAGINA 2 A PAGINA 6

9 771120 506000

PARTITE Sabato CAGLIARI CATANIA PESCARA JUVENTUS Ieri ATALANTA INTER CHIEVO UDINESE GENOA NAPOLI LAZIO ROMA MILAN FIORENTINA PALERMO SAMPDORIA PARMA SIENA TORINO BOLOGNA

Sempre Hamsik Cavani e Insigne. Mazzarri si batte il petto. Del Neri alla 4a sconfitta

I nerazzurri sono caduti dopo dieci vittorie di fila. Strama al guardalinee: «Il rigore non c era, lo sai». I bianconeri tornano a +4. Pogba chiede scusa a Conte

21 1 1 2>

Il Toro c’è, Samp al 7° k.o.

Napoli di ferro Cala il poker al Genoa

INTER STOP LA JUVE VA

L ARTICOLO A PAGINA 25

GIORNATA

L’INSEGUITRICE SUCCESSO IN RIMONTA

IMPRESA ATALANTA, DOPPIETTA DENIS

L’Inter vede nerazzurro e affonda. Festeggia la bellissima Atalanta che sale al sesto posto e gode la Juventus che torna a guardarla dal­ l’alto di 4 punti, come alla vigilia dello scon­ tro diretto. Non è una fuga, non è una resa, ma la prima sconfit­ ta in trasferta di Stra­ maccioni.

Serie A / 12“

RICCI A PAGINA 27

Manassero: che spareggio Un trionfo a Singapore COCCHI A PAG. 49 E UN COMMENTO DI CAZZETTA A PAG. 25


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 12 NOVEMBRE 2012

SERIE A IL POSTICIPO DELLA 12a GIORNATA

11’ secondo tempo Missile di Guarin: 1-1 momentaneo A inizio secondo tempo Guarin sgancia un siluro su punizione che piega le mani a Consigli. L’Inter pareggia ANSA

22’ secondo tempo Il rigore e la rete numero 3 Silvestre stende Moralez in area, per Damato è rigore. A destra la trasformazione di Denis per il 3-1 ANSA-IPP

Corsa Inter... rotta Tre sberle a Bergamo, la Juve torna a +4 Dopo 10 vittorie, i nerazzurri cadono contro l’Atalanta (ora 6a). Assalto finale inutile, finisce 3-2 DAL NOSTRO INVIATO

LUIGI GARLANDO BERGAMO

Una settimana dopo aver spezzato la lunga imbattibilità della Juve, l’Inter spezza la propria. In coda a 10 vittorie consecutive (e a 10 trasferte da 3 punti), la Strama-band cade ai piedi di un’ottima Atalanta (3-2), adesso sesta in classifica. I due eventi sono strettamente collegati perché hanno pesato tremendamente le assenze di Samuel e Ranocchia, infortunatisi allo Juventus Stadium: disastroso Silvestre che ha provato a riempire parte del vuoto. E ha pesato la fatica psicofisica del duello torinese, aggravata dal passaggio di coppa di giovedì a Belgrado. Cambiasso e Zanetti sono sembrati gli zii anziani dei due leoni argentini che hanno sbranato la Juve. Il generosissimo Palacio ha diritto a sacrosanta stanchezza.

Emergenza Inter Con una deci-

na di assenze, Strama si è arrangiato. Forse avrebbe potuto proteggere di più la squadra tatticamente, data l’emergenza, ma ha preferito non rinnegare il messaggio di coraggio spedito a Torino e ha confermato il tridente. Stavolta l’azzardo non ha pagato. Se la vittoria sulla Juve aveva fatto capire che questa Inter, quando raccoglie le forze e dà il massimo, può giocarsela con i bianconeri, Bergamo spiega perché, sulla lunga durata, i bianconeri meritano i favori del pronostico: perché hanno ricambi più affidabili, più tenuta atletica (data anche dall’età) e una maggiore facilità di manovra che l’Inter continua a sviluppare quasi solo in attacco. Napoli, Lazio e Fiorentina, forti di un’identità di gioco che l’Inter trasformista deve ancora guadagnare, si sono fatte sotto.

Atalanta perfetta L’Atalanta di Colantuono è stata perfetta. A tratti sembrava la miglior versione dell’Inter: saggia ad attendere e letale a colpire ripartendo (devastanti Moralez e Bonaventura), con un argentino spietato (Denis) e un portiere che para quasi tutto (Consigli). Esagerato paragonare l’Atalanta a una squadra di vertice? Ha fatto 13 punti in 5 partite. Voi cosa dite? Stramaccioni decide di prendere di petto l’emergenza, come fosse la Juve: conferma del tridente offensivo, nessun ripiego cautelativo nel 3-5-2, ma 4-3-3. Cambiasso resta a centrocampo. Colantuono ha costruito il match su due idee dominanti. Prima: tratteniamo l’istinto che, per costituzione, induce l’Atalanta ad aggredire gli ospiti nel loro fortino. Stavolta aspettiamoli. Regalare spazi per ripartire a Palacio e Milito è come mettergli in mano la pistola per sparare. Seconda

idea: appena si può, ripartiamo lesti, preferibilmente sulle fasce che la mediana fa fatica a coprire. Così l’Inter prende subito il pallino e abbozza qualche pericolo, ma la prima volta che l’Atalanta allunga il collo oltre la metà campo, passa in vantaggio. È Peluso che affonda a sinistra, dove Zanetti, mal protetto, faticherà tanto. Sul cross, in beata solitudine al centro dell’area, spunta Bonaventura che schiaccia in rete (9’). Silvestre conferma tutti gli imbarazzi del suo sofferto trapianto all’Inter, che per ora pare una dimora esagerata per i suo mezzi. Lo ribadisce Denis pochi minuti dopo strappando-

Tante assenze e forse il tridente è stato esagerato Ma l’Atalanta è stata perfetta

gli un tiro pericoloso. Cassano giù La reazione dell’Inter non è furibonda. Guarin ha una marcia in meno rispetto alla Juve, Cassano ha raggio d’azione ancora più ridotto del solito. Il povero Palacio, che spesso giostra da vero trequartista, arretra spesso per ricucire. Gli Strama-boys riescono ad avvicinare l’area perché l’Atalanta decide di aspettare sotto le sue mura, ma lo fa scientificamente, per compattare le due linee e impedire a Palacio, Cassano e Milito di triangolare negli spazi come amano. Infatti i tre si cercano e non si trovano in un bosco di bergamaschi. La prima palla-gol, non a caso, sgorga da corner: testa di Palacio (21’). La seconda spiega perché, nonostante cammini, Cassano stia in campo: scucchiaiata magica per Palacio che esalta ancora Consigli (41’). Ma nel mezzo Denis si era divorato il

raddoppio al capolinea dell’ennesima ripartenza di fascia. Ogni volta che l’Atalanta si allunga, fa male. Come Mou La ripresa inizia con

l’urlo di orgoglio di Guarin, cresciuto di brutto: un paio di strappi rabbiosi, poi la punizione-bomba dell’1-1 (11’). Qui molti ipotizzano il copione della grande che sorpassa la piccola spaventata dal pareggio. Ma una vera grande non si lascia strappare la partita 4’ dopo averla riacciuffata, per quanto stanca e incerottata. Invece Cambiasso sbaglia e lo scatenato Moralez assiste Denis che fa festa nelle zolle orfane di Samuel e Ranocchia (15’). Il tremebondo Silvestre provoca il rigore del 3-1. Strama pesca quel che può dalla panca, ma non va oltre il 3-2 di Palacio. Anche Mourinho ne prese 3 a Bergamo poi vinse tutto. Vista così fa un po’ meno male. Forse. © RIPRODUZIONE RISERVATA


LUNEDÌ 12 NOVEMBRE 2012

INTER

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(4-4-1-1)

(4-3-3)

47 Consigli; 77 Raimondi, 2 Stendardo, 5 Manfredini, 13 Peluso; 7 Schelotto, 17 Carmona (dal 34’ s.t. 44 Cazzola), 21 Cigarini (dal 28’ s.t. 88 Biondini), 10 Bonaventura; 11 Moralez; 19 Denis (dal 33’ s.t. 99 Parra). PANCHINA 16 Polito, 78 Frezzolini, 3 Lucchini, 9 Troisi, 25 Matheu, 28 Brivio, 32 Ferri, 91 De Luca. ALLENATORE Colantuono. CAMBI DI SISTEMA nessuno. ESPULSO Parra al 48’ s.t. per gioco scorretto. AMMONITI Carmona e Peluso per gioco scorretto.

1 Handanovic; 4 Zanetti (dal 34’ s.t. 88 Livaja), 6 Silvestre, 40 Juan Jesus, 55 Nagatomo; 14 Guarin, 21 Gargano, 19 Cambiasso (dal 28’ s.t. 11 Alvarez); 8 Palacio, 22 Milito, 99 Cassano (dal 28’ s.t. 31 Pereira). PANCHINA 12 Castellazzi, 27 Belec, 24 Benassi, 42 Jonathan, 33 Mbaye, 41 Duncan, 52 Romanò. ALLENATORE Stramaccioni. CAMBI DI SISTEMA dal 34’ s.t. 4-2-3-1. ESPULSI nessuno. AMMONITO Gargano per gioco scorretto.

MARCATORI Bonaventura (A) al 9’ p.t.; Guarin (I) all’11‘, Denis (A) al 15’ e su rigore al 22’, Palacio (I) al 39’ s.t. ARBITRO Damato di Barletta. NOTE paganti 9.727, incasso di 218.986 euro; abbonati 10.052, quota di 134.785,44 euro. In fuorigioco 4-1. Angoli 5-4. Recuperi: p.t. 0’; s.t. 4’.

POSSESSO PALLA ATALANTA 38,5%

PASSAGGI TOTALI INTER 61,5%

TIRI IN PORTA

IIII ATALANTA 4

ATALANTA 304

D ilcaso numeri& STATISTICHE

ATALANTA

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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JUVE-INTER LA SFIDA

POLEMICA A DUE VOLTI

Strama al guardalinee «Non era rigore, lo sai anche tu...» Il tecnico in campo urla contro l’assistente di Damato, poi dopo la partita decide di abbassare i toni: «Non ho parlato dell’episodio di Torino, figuriamoci se parlo ora»

INTER 512

TIRI FUORI

IIII IIIIII INTER 4

MOMENTI CHIAVE PRIMO TEMPO 1-0 GOL! 9’ Bonaventura schiaccia di testa un cross di Peluso. 21’ Angolo, sponda di Silvestre per Palacio: Consigli salva d’istinto. 35’ Schelotto da destra, Denis, tutto solo davanti alla porta, alza incredibilmente sulla traversa. 41’ Cassano scodella sulla fronte di Palacio: prodezza di Consigli.

BARICENTRO MEDIO 54,3 metri

ATALANTA 6

IIIIII INTER 6

SECONDO TEMPO 4’ Rasoterra di Guarin, Consigli in angolo. GOL! 11’ Punizione-bomba di Guarin dal limite. GOL! 15’ Errore di Cambiasso, Moralez rimette dal fondo per Denis che spinge in rete. GOL! 22’ Rigore di Denis per fallo di Silvestre su Moralez. GOL! 39’ Diagonale vincente di Palacio servito da Gargano.

BARICENTRO MEDIO 53,9 metri

la Moviola DI FRANCESCO CENITI

Silvestre molto ingenuo, ma quanti dubbi sul rigore E’ l’episodio del rigore a tenere banco a fine gara. L’Inter contesta la decisione di Damato che ha sanzionato l’entrata di Silvestre su Moralez dopo 21’ della ripresa: il difensore è molto ingenuo a rischiare il tackle da dietro, ma il penalty è dubbio. Accade questo: Maxi Moralez scatta in posizione regolare (molto bravo l’assistente Cariolato anche sul 2 1) poi dribbla il difensore saltandolo nello stretto. Silvestre tenta una disperata scivolata: con la gamba destra trova il pallone, ma in contemporanea con la sinistra tocca il polpaccio dell’atalantino.

Decisione difficile per l’arbitro che da dietro vede di sicuro il contatto, ma ha una esitazione forse perché si accorge anche del tocco sul pallone di Silvestre. La scelta opposta non sarebbe stata uno scandalo così come dare il rigore. Per il resto, nel finale rosso diretto a Parra dopo uno spintone a Guarin sotto gli occhi di Damato: forse poteva bastare il giallo. Sembra involontaria la gomitata di Raimondi a Palacio: nessun provvedimento preso. Nel recupero un paio di mischie in area dell’Atalanta: Damato le interrompe per falli poco evidenti.

DAL NOSTRO INVIATO

MATTEO DALLA VITE BERGAMO

Si dice così: prima o poi doveva succedere. E succede dopo 46 giorni di sorrisi e illibatezza, 25 gol fatti e 10 subiti e una striscia zuccherata di 10 vittorie di fila fra Italia ed Europa. Prima o poi doveva succedere che l’Inter ammainasse l’imbattibilità in trasferta (in questa stagione, prima di Bergamo, erano 10 su 10): e succede in un momento in cui c’è mezza squadra fuori (alibi che ci sta tutto) ma anche nella serata in cui la difesa viene presa a libecciate a destra e a sinistra (aggravante). Ultima sconfitta fra campionato ed Europa League? Lo 0-2 in casa contro il Siena del 23 settembre. Ultima volta di 3 gol presi in un colpo solo? Due settembre, Inter-Roma 1-3. Dati e numeri: tanto per capire che poteva capitare dopo un mese e mezzo super. «Non meritavamo di perdere — dice Strama —, ma era anche impensabile vincere tutte le partite...». Ma almeno c’è una consolazione: qui ne prese tre anche Mou. rò, Andrea Stramaccioni (in campo) perde il proprio aplomb riguardo gli arbitri: alla concessione del rigore per fallo di Silvestre, palesa tutta la propria furia con il guardalinee di Damato. «Non era rigore: lo sai anche tu...» urla. Una volta davanti ai microfoni, Strama tiene fede al fioretto di non parlare di arbitri, ma si vede che non condivide, si nota dall’espressione. «L’arbitro ha visto così... andiamo avanti. Non ho commentato quel che è successo a Torino figuriamoci se mi ci metto adesso: non voglio

Il calendario delle prime due in classifica fino alla fine del girone d’andata 13a GIORNATA 17 novembre ore 18 Juventus-Lazio 18 novembre ore 15 Inter-Cagliari 14a GIORNATA 25 novembre ore 20.45 Milan-Juventus 26 novembre ore 21 Parma-Inter 15a GIORNATA 1˚ dicembre ore 20.45 Juventus-Torino 2 dicembre ore 15 Inter-Palermo

Andrea Stramaccioni, 36 anni, interrompe la sua striscia positiva LAPRESSE

giudicare l’arbitro, voglio allenare l’Inter. Saprà il designatore cosa fare. Credo non fosse rigore ma ognuno ha i suoi occhi e comunque va bene così, complimenti all’Atalanta anche se sono convinto che se non avessimo preso quel terzo gol saremmo riusciti a pareggiare». Problema difesa Di certo si sen-

Furia Strama In tutto questo, pe-

3

te la mancanza di due come Samuel e Ranocchia (quest’ultimo forse si rivedrà domenica), soprattutto per il momento che stavano passando. E Silvestre — rigore o no — per ora non è la stessa cosa. «Abbiamo pagato l’avvio dell’Atalanta — riprende Strama —, quel gol preso quasi subito: abbiamo chiuso in ritardo su Bonaventura. Siamo rientrati in campo carichi, l’Atalanta ha trovato il raddoppio con un bella giocata e ripeto che se non avessimo preso quel terzo gol forse ce l’avremmo fatta: rispettiamo il risultato del campo, ma ho vi-

sto un’ottima Inter. Abbiamo pagato qualche disattenzione, non ho mai avuto la sensazione che l’Inter soffrisse. A volte siamo stati attratti dalle due punte, lì deve aiutare un centrocampista, ma sono errori comunque di squadra». Non meritavamo di perdere Recentemente, Strama ha considerato quella sconfitta contro il Siena come la chiave di ripartenza che ha dato stimoli a questa Inter che non perdeva più. «Faccio i complimenti all’Atalanta, ma non credo che meritassimo di perdere: con un pizzico di fortuna poteva esserci un risultato diverso. Abbiamo una settimana piena per lavorare, e in fondo era impensabile vincere tutte le partite: questa sconfitta, però, non deve toglierci l’entusiasmo, andiamo avanti a testa alta, come sempre». E lo disse anche dopo il k.o. contro il Siena. © RIPRODUZIONE RISERVATA

16a GIORNATA 9 dicembre ore 15 PalermoJuventus ore 20.45 Inter-Napoli 17a GIORNATA 15 dicembre ore 20.45 Lazio-Inter 16 dicembre ore 15 JuventusAtalanta 18a GIORNATA 21 dicembre ore 20.45 CagliariJuventus 22 dicembre ore 12.30 Inter-Genoa 19a GIORNATA 6 gennaio ore 15 JuventusSampdoria Udinese-Inter


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 12 NOVEMBRE 2012


LUNEDÌ 12 NOVEMBRE 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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SERIE A IL POSTICIPO DELLA 12a GIORNATA le Pagelle

di ANDREA ELEFANTE

ATALANTA MANFREDINI TOSTO CIGARINI OKAY 7,5 7,5 h Allenatore Colantuono Il migliore Maxi Moralez

7

Dopo Napoli e Milan, k.o. pure l’Inter: non è un caso

Scatti, incroci, frullar di gambe senza requie: veleno che intossica la fase difensiva dell’Inter e manna per Denis, che ci guadagna un assist e un rigore da trasformare.

La prima vittoria personale contro l’Inter è una vittoria di squadra. Si muovono e rimbalzano tutti come molle: un mix di organizzazione, gambe e fantasia

INTER DISASTRO SILVESTRE, MILITO SI INCEPPA 6 7 h L’allenatore Stramaccioni Il migliore Guarin

5,5 Paga assenze e stanchezza, ma non molla fino alla fine

Sceglie la linea a quattro in difesa, suo malgrado: l’Atalanta non è il Partizan, stavolta le assenze dei difensori titolari si sentono, soprattutto sul secondo gol.

Si presenta in formato rullante, si appanna per un po’, poi si ripiglia. Il tempo di prendere la squadra sulle spalle e pure la mira: «sfonda» Consigli, arremba finché può.

6,5

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Consigli

Raimondi

Stendardo

Manfredini

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Schelotto

Handanovic

Zanetti

Silvestre

Juan Jesus

Nagatomo

Gargano

Peccato che quella punizione di Guarin lo lasci un po’ lì, diciamo sorpreso. Prima, due paratone su Palacio e un no a Guarin avevano confermato il momento d’oro

Sul gol di Palacio è «uscito» sull’esterno: non ha colpe gravi se il Trenza gli sbuca alle spalle, a conferma di una gara con un solo errore e al massimo imperfezioni

Massima autorità nel gioco aereo, ma se c’è uno che può mangiargli metri sullo sprint come Palacio, non c’è da stupirsi che arrivi con un attimo di ritardo

Lui suona il flauto del gioco tosto e della concretezza, gli altri lì dietro lo seguono: ha coraggio e dà coraggio, anche uno come Milito deve girare al largo

Grande decollo compreso assist a Bonaventura poi si perde un po’: suo il fallo della punizione di Guarin, suo il passo mancato nel fuorigioco sul 3 2 di Palacio

Mette in porta Denis (che sbaglia e si prende un «vaffa») e pure Moralez, macina palloni mai banali, ma la chicca è il salva 3 3 nel finale su Livaja

Stavolta l’unico miracolo che gli riesce è negare il 4 1 a Parra: al primo rigore contro in campionato non riesce a ipnotizzare Denis

Peluso gli manda presto di traverso la serata, e mica solo lui: dalla sua parte sfondano spesso e anche volentieri. C’è da dire che davanti lo aiutano pochino (Livaja s.v.)

I timidi segnali di ripresa di Belgrado arrossiscono in fretta: quel salto a (e nel) vuoto su Bonaventura non è l’unico imbarazzo. Il rigore è dubbio, ma lui è ingenuo.

Più di una volta gli tocca aprire il gas, prendere la ramazza e spazzare l’area, ma l’impressione è la seguente: si trova meglio quando gioca a tre.

Frizzante finché può ovvero poco per non dare coraggio a Schelotto: poi gli tocca rinculare ed è una delle volte che la cosa gli costa fatica e inciampi assortiti.

Dovrebbe essere il primo a togliere aria a Moralez, ma l’Atalanta è tutta una centrifuga e lì in mezzo si rischia di sbandare. Immagina bene l’assist a Palacio.

6,5

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Carmona

Cigarini

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Denis

Biondini

Parra

Cambiasso

Palacio

Milito

Cassano

Alvarez

Pereira

Corre e fatica per tutti, il suo dna non è da distruttore di gioco, ma quando serve non disdegna: difficile che lasci palloni puliti (Cazzola s.v.)

L’organizzatore del tourbillon dell’Atalanta, quello che dà i tempi, aggiusta, rifinisce. Un esempio? Il passaggio a Maxi Moralez, prima pietra per il 2 1.

Parte da sinistra, va dove lo porta l’istinto e va bene: il primo a mandare in tilt l’Inter «sprogramman done» tutti i radar, sguazza in area per l’1 0, poi cala un po’.

Come avesse fatto a storpiare il 2 0 non si sa, ma non si butta giù: il 2 1 non si poteva sbagliare e al primo rigore a favore della stagione non ha paura di super Handa

Fa mucchio e resistenza: prova anche ma tardi ad aiutare Cazzola su Gargano, che con l’assist a Palacio fa passare all’Atalanta i 10’ finali da cuore in gola.

In meno di 15’, dal possibile 4 1 alla sfuriata di Colantuono, per un rosso che arriva dopo reazione inconcepibile: la voglia di strafare non può essere un alibi

Non fa il difensore (ma salva su Denis), a volte è quasi il quarto attaccante, poi «cade» su un guizzo di Moralez: un tributo alla stanchezza, e ci sta.

Corre per due come al solito, anche di più. Punta e (quasi) trequartista, cuce e conclude. Sette gol nelle ultime sette gare e poteva segnare anche prima: perdonato.

La macchina da gol per una sera batte in testa: gioca di sponda e poco più. Non ha occasioni, ma non se ne crea: si vede presto che non è una serata principesca.

Guarnisce un bigné per la testa di Palacio e stop: un lampo isolato in una serata grigia, disordinata, con molti errori. E alla fine sposta poco, quasi nulla.

A parziale scusante c’è che, quando entra, la partita dell’Inter è diventata un assalto anche frenetico: lui non trova la giocata che sparigli il mazzo.

Con lui e Alvarez, Strama prova a sfondare a sinistra: l’uruguaiano ci mette corsa, cattiveria e almeno fa un po’ di casino, per aiutare la squadra a salire.

GLI ARBITRI:

DAMATO 5,5 Rigore non facile da valutare, ma le immagini confermano che è tutt’altro che netto: unico dubbio, ma non veniale. Di Liberatore 6,5 - Cariolato 6,5; Russo 6 - Pinzani 6

OGGI IN GAZZETTA

Quaranta ultrà atalantini assaltano un’auto Digos

Premio Facchetti «Bello del calcio» a Javier Zanetti

Atalanta-Inter è una partita che in passato ha creato spesso problemi di ordine pubblico. Una conferma si è avuta, purtroppo, ieri sera. Attorno alle 19 una quarantina di ultrà atalantini ha circondato un’auto con a bordo due agenti della Digos della questura di Bergamo e ha tirato alcuni sassi contro i vetri, danneggiandoli. I due poliziotti sono fortunatamente usciti illesi dal vigliacco attacco all'auto che stava scortando verso lo stadio i cinque bus con a bordo i tifosi dell'Inter, appena giunti a Bergamo per seguire l'incontro. Quando i bus hanno imboccato la strada che porta allo stadio, la vettura della Digos è stata circondata dai teppisti atalantini. A quel punto gran parte dei circa 400 tifosi interisti si è riversata in strada e il gruppo di ultrà bergamaschi se l’è data a gambe facendo perdere le tracce nelle strade limitrofe. I filmati delle telecamere presenti nella zona potrebbero però aiutare la questura ed è quindi possibile che il gruppetto di ultrà atalantini venga presto individuato e identificato. A quel punto, conseguenze penali a parte, scatterebbe per tutti l’automatico Daspo di 5 anni con obbligo di firma.

HUSQVARNA RACCOMANDA

INCIDENTI

Quest’anno il premio «Giacinto Facchetti Il bello del calcio», ideato nel 2006 per la Gazzetta dello Sport da Candido Cannavò e dall’allora direttore Carlo Verdelli, va a Javier Zanetti, capace di costruire nel corso degli anni una storia limpida come atleta e come uomo.

DEFINE YOUR PRIORITIES. BECOME A RIDER.

Ospiti Stamattina alle 11, in via

Solferino a Milano, il Capitano dell’Inter riceverà in Gazzetta il riconoscimento dedicato al grande Giacinto, che lui stesso definisce un suo grande maestro. Tra gli ospiti Gianni Petrucci, presidente Coni, Maurizio Beretta, presidente della Lega e Massimo Moratti, presidente dell’Inter. Vincitori Prima di Zanetti, in

ordine cronologico, hanno vinto Julio Gonzalez (2006), il capitano dell’Iraq Younes Mahmoud Khalef (2007), Paolo Maldini (2008), Cesare Prandelli (2009), Gianfranco Zola (2010) e Michel Platini (2011).

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STASERA SU RAI3

I «Quelli che...» di Beppe Viola Segui il tuo cuore. Scegli l’affidabilità. L’ingegneria tedesca incontra lo stile italiano. Ogni giorno un piacere di guida senza fine. Nuova Husqvarna TR650 Strada e Terra: motore monocilindrico, 652cc, 58CV. TR650 Terra a partire da 6.290€ (prezzo consigliato al pubblico, f.c.). www.husqvarna-motorcycles.com Disponibile anche con ABS e nella versione per patente A2.

Stasera alle 22.40, su Rai3, «Quelli che... Beppe Viola». Viaggio nella Milano di Beppe Viola con testimoni trasversali, da Umberto Eco ed Enzo Jannacci ai fantini dell’ippodromo, passando per i cantori del calcio (Pizzul, Mura) fino ai ragazzi del Derby, Abatantuono e Teocoli.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 12 NOVEMBRE 2012

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SERIE A IL POSTICIPO DELLA 12a GIORNATA L’ATTACCANTE DELL’INTER

Milito: «Dura prendere la Juve ma noi possiamo migliorare» DAL NOSTRO INVIATO

LUCA TAIDELLI BERGAMO

E all’undicesimo turno l’Inter si riposò. La doppia striscia di dieci vittorie consecutive (assolute e in trasferta) della Strama band più che fermarsi si schianta a Bergamo, contro nerazzurri ben più tosti e riposati rispetto a Zanetti e compagni. Che pure nel finale hanno dimostrato di avere ancora benzina e comunque tanto cuore, in un inutile assalto cui ha partecipato anche Handanovic. Capitano e Principe A metterci

la faccia è proprio il capitano nerazzurro: «È stata una partita con tante occasioni, ma bisogna accettare il fatto che l’Ata-

lanta ha giocato bene — spiega a Inter Channel Javier Zanetti —. In qualche momento ci ha messo in difficoltà. Dopo il primo gol abbiamo avuto una grande reazione e abbiamo segnato. Poi in un grande momento nostro sono arrivati gli altri gol loro. Ma questo fa parte del gioco. Dopo il 3-1 abbiamo avuto un’altra reazione e abbiamo provato a portare il risultato a casa. Impegni di Coppa e sfortuna? Non i piace cercare alibi». Serata difficile anche per Diego Milito: «Noi attaccanti abbiamo sofferto, anche se alla fine di occasioni la squadra ne ha create. L’Atalanta è stata super. Ora pensiamo a fare il nostro campionato e a battere il Cagliari. Abbiamo grandi margini di miglioramento, ma la Juventus sta facendo qualcosa di straordinario. Se continua a vincere

Diego Milito, 33 anni, e Matias Silvestre, 28, sconsolati FORTE

ogni gara sarà difficile andare a prenderli. Il Milan invece resta un grande club, non mi aspettavo un inizio così difficile per loro». Servono forze fresche Da mer-

coledì («Ho concesso due giorni perché si riposino e stacchi-

no un po’ la testa») la squadra tornerà ad allenarsi in vista della sfida interna di domenica contro il Cagliari, nella speranza che l’infermeria si svuoti almeno in parte. Ma le cose per Strama vengono complicate dalle convocazioni per le varie nazionali che lo costringeranno a lavorare sino a venerdì con un gruppo ridotto all’osso. Per la partita contro i sardi potrebbero farcela Mariga e Coutinho — quest’ultimo da domani dovrebbe riprendere in gruppo —, mentre serve un mezzo miracolo per Ranocchia e Samuel. I due centrali, la cui importanza si è ben vista ieri, stanno smaltendo i rispettivi stiramenti a tempo di record, ma i loro progressi andranno verificati giorno per giorno. E di certo verrà presa ogni cautela per evitare pericolose ricadute. È una corsa contro il tempo anche quella di Sneijder, la cui cicatrice al flessore infortunato il 26 settembre consiglia di prendersi qualche giorno in più del previsto. L’olandese potrebbe tornare il 22 a Kazan o il 26 in casa del Parma. © RIPRODUZIONE RISERVATA

IL DS AUSILIO CONFERMA

È sfida ai bianconeri anche per Quintero BERGAMO (lu.tai.) La Juve torna ad allungare ma il duello potrebbe riproporsi anche in chiave mercato. Prima del match contro l’Atalanta infatti il ds dell’Inter, Piero Ausilio, non ha negato un interessamento per il centrocampista colombiano Juan Quintero, talento del Pescara in prestito dall’Atletico Nacional e che sarebbe nel mirino degli stessi bianconeri. Premesso che l’Inter non ha scoperto oggi il ragazzo classe ’93, visto che lo seguiva già prima della scorsa estate, queste le parole di Ausilio a Sky: «Se la Juve è la sfidante anche per lo scudetto o solo per Quintero? Loro sono una squadra importante, come Napoli, Fiorentina e Lazio. Poi, quando sarà il momento, se Quintero interessa faremo le giuste valutazioni». Gli altri e Stankovic Al dirigente viene anche chiesto

del centrocampista dello Shakhtar, Fernandinho, che mercoledì ha visto in azione contro il Chelsea, di Paulinho e di Balotelli. «Ero solo in aggiornamento — aggira la questione Ausilio — Non stiamo facendo valutazioni particolari. Stiamo cercando di capire cosa possa fare questa squadra, ad oggi siamo contenti. Se poi invece servirà qualcosa cercheremo di non farci trovare impreparati a gennaio e nemmeno a giugno. Non stiamo cercando un regista, Stankovic è vicino al rientro e sabato ha anche giocato un tempo con la Primavera».

Atalanta da vertigine «Ma il primo obiettivo è la salvezza» Colantuono fissa il traguardo: «Intanto arriviamo a 40 punti». Denis: «Teniamo i piedi per terra» DAI NOSTRI INVIATI

MATTEO DALLA VITE LUCA TAIDELLI BERGAMO

Ci sono il milanista, lo juventino e l’amico degli argentini. Poi ci si mette anche Maxi Moralez, un tipetto che quando è al top sembra un extraterrestre piombato su un campo di calcio. L’Atalanta piega l’Inter col tifoso del Milan Andrea Consigli che para cose possibili e impossibili, con lo juventino Giacomo Bonaventura (cresciuto nel mito di Del Piero) e con l’argentino German Denis che infila le reti numero 3 e 4 stagionali, lui che è amicissimo degli argentini interisti. Insomma, festa grande in casa-Atalanta, santificata anche dal fatto che per l’allenatore Stefano Colantuono è la prima vittoria sull’Inter. «Ma noi dobbiamo pensare sempre alla salvezza — racconta il tecnico dell’Atalanta — gli obbiettivi

restano gli stessi, cambieranno solo e soltanto quando raggiungeremo i 40 punti. Denis? Gli dico sempre di non essere ostinato a cercare il gol perché tanto prima o poi quel gol gli arriva».

sportivo dei bergamaschi Pierpaolo Marino lo definisce «Intoccabile». Il rigore? Si può dare Poi, ecco

Inter? Penso all’Atalanta Per

l’Atalanta è il quinto risultato utile di fila (quattro vittorie e un pareggio), e per Denis è tornato il tempo delle doppiette, la terza in carriera, dopo che non segnava da un mese e mezzo e dopo quell’errore a porta spalancata per il possibile 2-0 ieri sera. «Dobbiamo essere consapevoli di avere i piedi per terra, pensiamo gara dopo gara — racconta il bomber argentino —: abbiamo giocato benissimo, siamo stati bravi, davvero bravi contro una squadra fortissima. Il futuro? Non mi sbilancio: l’importante è pensare alla salvezza. I gol? Li dedico ai nostri tifosi, che mi sono stati vicini quando non

La festa a German Denis, 31 anni, autore di una doppietta. In totale è a quota 4 in campionato NEWPRESS

L’allenatore dei bergamaschi: «I ragazzi hanno giocato splendidamente»

L’attaccante è tornato al gol dopo oltre un mese: «Dedicato ai nostri tifosi»

trovavo la rete, e agli argentini. Se mi vedo bene come vice-Milito o se preferisco restare all’Atalanta? Io penso all’Atalanta». Ma è chiaro che l’Inter penserà anche a Denis (per la doppietta di ieri e non solo), anche se il direttore

ancora Colantuono che si fa i complimenti. «L’avevamo preparata in un certo modo, poi in realtà ci siamo abbassati perché il gol è arrivato subito. Comunque sia i miei ragazzi hanno fatto una partita splendida, all’Inter mancava qualche giocatore, sapevamo che Stramaccioni aveva la coperta corta ma noi tatticamente lavoriamo molto bene e ci siamo adattati al suo 4-3-3. Ora? Voliamo bassi. Il rigore su Moralez? Si può dare, è un intervento in scivolata e si può dare. Se sono l’allenatore ammazzagrandi? No, noi facciamo i punti per salvarci. L’espulsione di Parra? Beh, si vede benissimo, gli ha dato una spinta, forse è esagerata». Ma via, è festa lo stesso. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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SERIE A

la serie Le big d’Europa sono dietro, ma c’è Lucescu...

SPAGNA Barcellona (11) In Spagna, il Barcellona è in testa da inizio campionato (undici gare). La stagione scorsa il titolo andò al Real I giocatori della Juventus esultano: sono in testa da 20 giornate di fila LAPRESSE

E’ Juve Eurostar Al comando da 20 turni E Conte riprende la fuga Nei più importanti campionati continentali nessuno come i bianconeri. Soltanto lo Shakhtar ha una striscia così lunga MIRKO GRAZIANO MILANO

Gli occhi della tigre tornano a brillare sui volti Juve. Reazione violenta. Da belva ferita. Dopo il k.o. interno subito dall’Inter, sono infatti arrivate le scorpacciate contro Nordsjaelland e Pescara. Dieci reti fatte, una subita, ritmo forsennato e cattiveria agonistica ai limiti del selvaggio. Sia chiaro, il vero esame e primo spartiacque stagionale sarà il Chelsea, ma intanto Antonio Conte ha avuto le giuste risposte dal punto di vista caratteriale e fisico. Base fondamentale su cui costruire l’assalto alla seconda fase dell’Europa che conta.

Venti volte in testa E in Europa

la Juventus già primeggia a livello statistico. La banda Conte è in testa alla serie A da venti giornate consecutive: è la più sostanziosa striscia aperta a livello dei campionati di maggiore prestigio. I bianconeri balzarono al comando alla 31ª giornata dell’anno scorso, battendo il Palermo in trasferta e approfittando della sconfitta casalinga del Milan contro la Fiorentina: dunque, otto giornate fino allo scudetto più le prime dodici gare di questo campionato. In Inghilterra, il Manchester United comanda da tre turni, il Barcellona guida invece la Liga da inizio stagione, così come il Bayern Monaco in Bundesliga. A quota venti, appunto come la Juventus,

c’è invece lo Shakhtar Donetsk che balzò al comando del campionato ucraino nello stesso weekend del sorpasso bianconero al Milan. Lì era la 26ª giornata (campionato a sedici squadre però), e quest’anno la formazione di Lucescu sta dominando incontrastata con quindici vittorie in altrettanti incontri. Nuova fuga... La sconfitta dell’Inter a Bergamo garantisce oltretutto alla Juve (nuovamente a +4, come prima della sfida diretta coi nerazzurri) un’altra giornata sicuramente al comando, a prescindere da ciò che succederà a Torino contro la Lazio. Un’altra piccola fuga, che permetterà a Conte di affrontare eventualmente con più serenità

LA POLEMICA STADIO GIGI RIVA: «ADESSO RIDIAMO IL SANT’ELIA ALLA CITTÀ»

Il Questore decide su Is Arenas Indagine su Cagliari e Cellino MARIO FRONGIA CAGLIARI

«Sono contento per la squadra, i tifosi e Cellino: il suo Cagliari ha uno stadio. Finalmente potrà renderci il Sant’Elia». Gigi Riva taglia corto. E rilancia: «Col debutto all’Is Arenas Stadium, Cagliari potrà riavere le chiavi di un impianto olimpico da rimettere a disposizione di tutti i sardi. Per sport e non solo», spiega il bomber di sempre con la maglia azzurra. Riva non ha dubbi: «È fondamentale che il Cagliari abbia uno stadio di proprietà così co-

me i cagliaritani debbono riavere il Sant’Elia: riadattato, col concorso di idee proposto dalla giunta Zedda, il coinvolgimento di imprenditori e operatori, può rispondere alle esigenze di una regione». Intanto, dopo Cagliari-Catania, con la tribuna «Main Stand» interdetta dalla Questura ma occupata da un centinaio di persone, giornalisti inclusi, si attendono le decisioni del questore di Cagliari, Massimo Bontempi. I due fascicoli Oggi Bontempi incontra i funzionari del Gos, il gruppo operativo che si occupa della sicurezza degli stadi e di

Massimo Cellino allo stadio di Is Arenas sabato sera: ha deciso lui l’apertura della tribuna centrale ANSA

GIORNATA INTENSA

Oggi per Conte tifosi, campo e «Maestrelli» Giornata intensa oggi per Antonio Conte: alle 10.30 risponderà in diretta alle domande dei tifosi che gli hanno scritto sulla pagina Twitter della Juve (con l’hashtag #tlk2conte: diretta su YouTube e anche sul profilo Facebook del club), alle 15 allenamento e alle 20 il ritiro, a Montecatini Terme (Pt), del Trofeo Maestrelli.

GERMANIA Bayer Monaco (11) In Germania comanda dall’inizio il Bayern Monaco: 11 gare. Campione uscente è il Borussia Dortmund

il probabile massiccio turnover di sabato con vista Chelsea. Pepe rientra Di sicuro alla prossima di campionato non ci sarà Andrea Pirlo, squalificato. Al suo posto quasi certamente Paul Pogba, rientrato nei ranghi. E in rosa, Antonio Conte potrà contare di nuovo su Simone Pepe, protagonista di un inizio di stagione ai limiti dell’incredibile in senso negativo: prima il caos calcioscommesse (dal quale è uscito pulito), poi gli infortuni a raffica che finora gli hanno impedito di giocare anche solo un minuto ufficiale. Buono il provino di ieri in Primavera. Coccole a Quintero Sul fronte

mercato, infine, arriva un «aiuto» all’a.d. Beppe Marotta da parte dei suoi ragazzi. Sabato sera, a Pescara, più di un bianconero a fine gara è andato infatti a «coccolare» Juan Fernando Quintero, obiettivo della Juventus già a gennaio. Il 19enne centrocampista colombiano è rimasto colpito in particolare dai complimenti di Leonardo Bonucci, fra i più convinti a rendere onore alla prestazione del 19enne talento di Medellin, seguito con grande interesse anche dall’Inter. © RIPRODUZIONE RISERVATA

cui fa parte anche un rappresentante del Cagliari. Deve decidere se e come procedere verso club e presidente. Alle forze dell’ordine non è piaciuta l’apertura parziale della tribuna, vietata per ragioni di sicurezza. Insomma, un’altra pagina dagli esiti incerti. Da inserire in un capitolo aperto dalla Procura di Cagliari. Pm e investigatori sono al lavoro con due fascicoli. Uno nei confronti del patron rossoblù, legato all’invito ai tifosi di andare allo stadio, nonostante l’ordinanza di divieto del prefetto, per la gara con la Roma. L’altra inchiesta riguarda la realizzazione dell’impianto, limitrofo all’area naturalistica protetta di Molentargius. Per Cellino — che alla vigilia del match col Catania pare aver rotto col sindaco di Quartu, Mauro Contini — una partita tutta da combattere. © RIPRODUZIONE RISERVATA

INGHILTERRA Manchester United (3) Altalena United-Chelsea in Inghilterra. Ma da tre turni comanda il Manchester di Sir Alex Ferguson

UCRAINA Shakhtar Donetsk (20) Campionato meno prestigioso forse, ma lo Shakhtar ha la stessa striscia della Juventus: 20 gare consecutive in testa

L’ANTICIPO/1

L’ANTICIPO/2

Poche emozioni e nessun gol tra Pulga e Maran

Super Quagliarella: sei gol bianconeri contro il Pescara

CAGLIARI-CATANIA

0-0

CAGLIARI (4-3-1-2): Agazzi 6; Pisano 6, Rossettini 6,5, Astori 6,5, Avelar 6; Dessena 6, Conti 6, Nainggolan 6; Cossu 6,5 (dal 30’ s.t. Thiago Ribeiro 5,5); Nenè 5 (dal 19’ s.t. Pinilla 6), Sau 5,5 (dal 38’ s.t. Ibarbo s.v.). PANCHINA Avramov, Del Fabro, Perico, Ekdal. ALLENATORE Pulga-Lopez 6,5. CATANIA (4-3-3): Andujar 7; Alvarez 6, Legrottaglie 6,5, Spolli 6, Marchese 6; Izco 6,5, Lodi 6, Biagianti 6 (dal 35’ s.t. Almiron s.v.); Barrientos 6 (dal 30’ s.t. Castro 6), Doukara 6,5 (dal 21’ s.t. Morimoto 5), Gomez 6. PANCHINA Frison, Terracciano, Potenza, Rolin, Bellusci, Capuano, Salifu, Ricchiuti. ALLENATORE Maran 6,5. ARBITRO: Di Bello di Brindisi 6,5. ESPULSI: nessuno AMMONITI: Conti, Nainggolan, Dessena, Astori. Gomez, Almiron

PESCARA-JUVENTUS

1-6

MARCATORI: Vidal (J) al 9’, Quagliarella (J) al 22’, Cascione (P) al 25’, Asamoah (J) al 30’, Giovinco (J) al 37’, Quagliarella (J) al 45’ p.t.; Quagliarella (J) all’8’ s.t. PESCARA (3-5-2): Perin 5; Cosic 5, Bocchetti 5, Capuano 4,5 (dal 1’ s.t. Caprari 6); Zanon 5, Nielsen 6, Quintero 6,5, Cascione 6,5, Modesto 4,5; Abbruscato 4,5 (dal 20’ s.t. Vukusic 5,5), Jonathas 4 (dal 9’ s.t. Weiss 6). PANCHINA: Pelizzoli, Falso, Romagnoli, Soddimo, Bjarnason, Celik, Balzano, Togni. ALLENATORE: Stroppa 4. JUVENTUS (3-5-2): Buffon 6; Barzagli 6, Bonucci 6, Chiellini 6 (dal 20’ s.t. Marrone 6); Isla 7 (dal 15’ s.t., Padoin 6), Vidal 7,5, Pirlo 7,5, Marchisio 7, Asamoah 7,5; Giovinco 7,5, Quagliarella 8 (dal 23’ s.t. Bendtner6 ). PANCHINA: Storari, Rubinho, Lucio, Caceres, Vucinic, Giaccherini, Lichtsteiner, Matri, Morrone. ALLENATORE: Alessio 8 (Conte squalificato). ARBITRO: Banti di Livorno 6. ESPULSO: Stroppa al 35’ s.t. per proteste. AMMONITI: Jonathas, Modesto, Pirlo.


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Palla al centro Pogba tante scuse Vidal tante reti Il francese sarà multato dopo l’esclusione di sabato. Il cileno ha già fatto 15 gol in 50 gare que, tutto è superato, tanto che il francesino potrebbe giocare dal primo minuto già sabato contro la Lazio. Difficile, però, che posa evitare una multa. Il cileno come esempio Intanto,

proprio nel reparto di Paul, brilla sempre di più la stella di Arturo Vidal. Uno che quando è facile non si diverte. Il cileno ha bisogno di emozioni forti, di battaglie, di partite chiuse come una cassaforte. La combinazione, tanto, la trova lui. Con la maglia della Juve ha segnato finora 15 gol (7 nella scorsa stagione, già 8 in questa) in 50 partite: uno ogni 3,3 incontri. E di queste quindici reti, cinque sono arrivate sullo 0-0, sei con la Juve in vantaggio per 1-0 (quindi con risultato ancora incerto), una con i bianconeri sotto per 2-1 e una con una situazione di svantaggio per 2-0 (a Londra: dopo il timbro di Vidal pareggiò Quagliarella). I gol «sprecati», quindi, sono appena due.

Paul Pogba, 19 anni, ha saltato Pescara per motivi disciplinari PHOTOVIEWS MIRKO GRAZIANO G.B. OLIVERO MILANO

Paul Pogba ha metabolizzato la mancata convocazione per Pescara (motivi disciplinari). Il ragazzo ha già chiesto scusa a tecnico e compagni, «ma non attraverso facebook e twitter, canali che Paul non utilizza», fanno sapere da corso Galileo Ferraris. Conte si è sentito inizialmente tradito proprio da quel ragazzo che aveva rapidamente portato a ridosso dell’undici titolare, trasformandolo in interno, «ruolo dove può diventare veramente grande», aveva più volte detto fuori taccuino il tecnico leccese. Oggi, comun-

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i gol bianconeri di Pogba: il francese ha giocato 6 partite in campionato e ha segnato contro il Napoli e il Bologna

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Pogba è arrivato a costo zero a scadenza di contratto. Ma la Juve ha dato un milione come valorizzazione al Man Utd

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LEGA OGGI L’ASSEMBLEA, CON UN OCCHIO AI PAGAMENTI

Stipendi, i club in affanno Accordo-ponte sui soldi tv MARCO IARIA twitter@marcoiaria1

Altro che governance, altro che riforme. In cima ai pensieri di una bella fetta di club di Serie A c’è una data che mette i brividi: il 16 novembre. Entro quel giorno bisognerà dimostrare alla Covisoc di aver pagato gli stipendi (con relative ritenute e contributi) a tesserati e dipendenti del primo trimestre della stagione. Altrimenti scatta la tagliola della penalità in classifica. I soldi delle televisioni — che mediamente rappresentano oltre il 60% dei ricavi — sono attesi come una manna

Partenza veloce Arturo è l’uomo che spacca le partite: nove gol li ha segnati nel primo tempo e cinque di questi entro il 15’. Se l’azione si sviluppa sulla fascia sinistra, l’esterno sa che dalla parte opposta arriverà sicuramente Vidal: il tiro-cross alla cieca di Asamoah contro l’Inter ha trovato sul secondo palo il puntuale inserimento di Arturo. Ma anche una verticalizzazione o una triangolazione possono mandare al tiro Vidal, che preferisce il destro ma il gol più bello l’ha segnato di sinistro al Napoli dopo una serie di doppi passi. E intanto la quotazione cresce: in estate Marotta ha rifiutato un’offerta di 30 milioni di Real e Bayern. La prossima estate la Juve riuscirà a dire di no? Vidal è uno dei pilastri della squadra, ma non ci sono giocatori incedibili e se arrivasse un’offerta irrinunciabile i dirigenti potrebbero vacillare. Ma adesso conta il presente: quello della Juve è illuminato dai gol e dal carattere di Arturo Vidal.

soprattutto dalle piccole, perché in cassa la liquidità scarseggia. Che siano cash o crediti per ottenere anticipi dalle banche poco importa. Servono, e subito. E allora l’assemblea di oggi in Lega, dopo la fumata nera di una settimana fa, potrebbe partorire un accordo-ponte sulla ripartizione dei proventi tv del triennio 2012-15. Beninteso, le posizioni restano distanti: le 6 grandi (a Inter, Juve, Milan, Napoli e Roma si è aggiunta la Lazio) hanno respinto la proposta delle medio-piccole di eliminare la quota del 5% legata alla popolazione del comune che ospita la squadra per incrementare la fetta «meritocratica»,

cioè legata ai risultati sportivi. In più le big minacciano ricorsi alla Corte di giustizia federale perché contestano la modalità del prelievo della mutualità e del paracadute, che viene fatto proporzionalmente ai ricavi soggettivi e non in parti uguali. Soluzione transitoria Oggi si potrebbe decidere di firmare una tregua momentanea in modo da concentrarsi, poi, sulle scadenze elettorali di Lega e Figc. Come? Deliberando criteri di ripartizione validi solo per la stagione in corso, ricalcando il sistema adottato nel primo biennio di applicazione della Legge Melandri. Potrebbe pure bastare la proposta già ventilata lunedì scorso: fissare un minimo garantito di 20 milioni per tutti i club. Servirà, comunque, una votazione all’unanimità per evitare future impugnazioni. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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SERIE A 12a GIORNATA

laPanchina che scotta MASSIMILIANO ALLEGRI

Galliani aspetta Berlusconi Oggi si decide sul tecnico Stavolta niente dichiarazione di fiducia: il timore è che la squadra non abbia la forza per arrivare agli ottavi in Champions. Tassotti sembra l’unica alternativa ALESSANDRA BOCCI MILANO

La nottata non è passata. I sintomi di risveglio delle ultime partite sono svaniti al cospetto della Fiorentina. «Dobbiamo fare tante

cose per vincere una partita. Giocare ogni tre giorni per noi è difficile». La disamina di Massimiliano Allegri è amarissima, come il momento del Milan. Un momento che non finisce e anche la corazza che Adriano Galliani ha costruito addosso all’alle-

natore piano piano si incrina. Ieri sera l’amministratore delegato si è nascosto dietro un momentaneo no comment: il presidente Berlusconi è atteso in Italia (era in vacanza in Kenya) e Galliani probabilmente vuole fare il punto con lui ancora una volta prima di

dire una cosa qualsiasi in difesa dell’allenatore. Summit Oggi dovrebbe essere il giorno di uno dei tradizionali pranzi a casa Berlusconi con i figli e i manager delle aziende. Potrebbe essere il momento giusto per decide-

re. La paura maggiore è che il Milan non abbia la forza per prendersi i punti che mancano per la qualificazione agli ottavi di Champions. Fallire l’obiettivo sarebbe un brutto colpo sul piano sportivo e un immenso danno economico. Berlusconi e Galliani dovranno decidere se tenere Allegri in panchina per tentare la conquista degli ottavi o dare la scossa alla squadra esonerando l’allenatore. Visto che il candidato più gettonato è il vice di Allegri, Tassotti (ieri laconico a Sky: «Io lavoro per il Milan»), ci si chiede però se la scossa sarebbe davvero efficace. Ed è questo il nodo della questione: il Milan non deve solo decidere se esonerare Allegri, ma anche calcolare quanti siano le reali alternative per la panchina. E non se ne vedono molte. Squadra compatta Con Guar-

diola lontanissimo, Van Basten sotto contratto con l’Hee-

Allegri, è notte fonda Colpo Fiorentina, Milan senza pace I rossoneri sempre più fragili, interrotta la serie positiva. E Montella prosegue la sua ascesa NICOLA CECERE MILANO

MILAN

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Allegri, è di nuovo notte fonda. Il suo Milan crolla contro una Fiorentina in costante crescita anche di personalità e il tecnico livornese torna in bilico. Se a fine stagione Vincenzo Montella dovesse sostituirlo non si potrebbe certo parlare di sorpresa considerato che Galliani, alla vigilia, era stato chiarissimo: «Montella mi piace, fa giocare bene la squadra, come vuole il presidente». E infatti la Viola ha giocato bene, disponendo dell’avversario per tutto il primo tempo, soffrendolo solo nei 25’ iniziali della ripresa e poi chiudendo trionfalmente la sfida. Il classico successo che non lascia recriminazioni allo sconfitto: Fiorentina più forte, punto. Fiorentina in grado di puntare alla Champions, altro punto.

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(4-2-3-1)

(3-5-2)

Abbiati; De Sciglio, Mexes, Bonera, Constant; Montolivo, Ambrosini (dal 30’ s.t. Robinho); Emanuelson (dal 1’ s.t. Bojan), Boateng, El Shaarawy; Pato (dal 1’ s.t. Pazzini) PANCHINA Amelia, Gabriel, Nocerino, Acerbi, Zapata, Flamini, Niang, De Jong, Yepes ALLENATORE Allegri ESPULSI nessuno AMMONITI Mexes, Ambrosini, Bonera per gioco scorretto CAMBI DI SISTEMA nessuno

Viviano; Roncaglia, Rodriguez, Savic; Cuadrado, Aquilani (dal 20’ s.t. Mati Fernandez), Pizarro, Borja Valero, Pasqual; Toni (dal 31’ s.t. Cassani), Ljajc (dall’11’ s.t. El Hamdaoui) PANCHINA Neto, Hegazi, Olivera, Seferovic, Della Rocca, Llama, Migliaccio, Tomovic, Romulo ALLENATORE Montella AMMONITI Roncaglia, Aquilani per gioco scorretto; Pizarro, Borja Valero per proteste CAMBI DI SISTEMA 3-4-2-1 dal 31’ s.t.

MARCATORI Aquilani (F) al 10’, Borja Valero (F) al 38’ p.t.; Pazzini (M) al 14’, El Hamdaoui (F) al 42’ s.t. ARBITRO Romeo di Verona NOTE paganti 12.313 per 259.912,50 euro; abbonati. 23.867 per una quota di euro 696.251,74. Angoli 6-4. In fuorigioco 4-1. Recuperi 0’ p.t., 3’ s.t. POSSESSO PALLA MILAN 52%

PASSAGGI TOTALI FIORENTINA 48%

TIRI IN PORTA

II MILAN 2 (con 1 palo)

La carica Riconosciuti subito i

meriti del vincitore, bisogna adesso sottolineare i molti demeriti degli sconfitti. Che sono legati alle singole prestazioni, certo, ma che partono da un quadro d’assieme scoraggiante: come a Palermo, il Milan è entrato in partita solo dopo aver preso due schiaffoni in faccia. E questa fragilità mentale, prima delle scelte tecniche, chiama in causa Allegri: non è possibile che la sua squadra vada in campo così vuota di carica agonistica. Poi si può discutere se ci stava rilanciare Boateng e Pato insieme, se Mexes merita più fiducia di Yepes, se non era il caso di modificare il modulo per contrastare più efficacemente il munito centrocampo viola... Sono argomenti validissimi ai quali però non esiste controprova. Ma che ci sia il solo Ambrosini, anni 35, a moltiplicare gli sforzi pressando e spingendo come un ragazzino, beh questo è un dato che non può passare sotto silenzio nello spogliatoio rossonero: va analizzato molto seriamente dall’allenatore e dai giocatori perchè i prossimi avversari so-

FIORENTINA

MILAN 440

FIORENTINA 416

TIRI FUORI

IIIII IIIIIII FIORENTINA 4 (1 palo)

MOMENTI CHIAVE PRIMO TEMPO GOL! 10’ Toni devia di testa, Ljajc fa da sponda per l’accorrente Aquilani; inesorabile il tocco di sinistro 14’ Rodriguez in tackle respinge il tiro di Emanuelson da breve distanza 32’ Roncaglia travolge sullo stacco Pato: rigore. Dopo due minuti lo calcia il brasiliano, alto però GOL! 38’ Pasqual serve in area Borja Valero, stop e penetrazione, arriva Mexes al tackle ma viene superato: facile la successiva conclusione

MILAN 7

IIIII FIORENTINA 5

SECONDO TEMPO 5’ Boateng stacca di testa in piena area ma la deviazione sfiora il palo a portiere battuto. GOL! 14’ Cross basso di El Shaarawy, di tacco al volo Mexes devia verso la porta: palla sul palo, Pazzini anticipa i difensori e mette dentro. 32’ Mati Fernandez calcia un rigore in movimento sbagliando di parecchio la mira 41’ Palo di Cassani da pochi passi GOL! 42’ El Hamdaoui, destro dal limite: nel sette

I giocatori della Fiorentina fanno festa a San Siro dopo il gol del 2-0. Per i viola è una vittoria importante LAPRESSE

Il successo dei viola è netto. Il Milan non ha mai tirato nello specchio della porta Sul risultato pesa l’errore di Pato, che calcia alto un rigore dopo l’1-0 dei toscani

no Napoli, Anderlecht e Juve. Ammesso che ad Allegri venga concesso di affrontarli. Deciderà re Silvio, naturalmente. Mollezza Il Milan ha comincia-

to a battersi quando il tecnico l’ha corretto inserendo due elementi «vivi» al posto di due fra i più spenti. Soprattutto Pato non poteva restare in campo dopo il pacchiano errore su quel rigore spedito alle stelle sullo 0-1. Il brasiliano sa calciare alla perfezione, ergo la sua difficoltà adesso è psicologica. Si comprende come Allegri abbia voluto riproporlo per dare continuità alla rete, preziosa, rifilata al Malaga. Il Papero non ha avuto la freddezza necessaria: avesse fatto gol, la

partita si sarebbe rimessa nei binari della parità e lui avrebbe recuperato altra autostima. Predominio Contro eccellenti palleggiatori quali Pizarro, Aquilani e Valero, il Milan ha opposto il tandem Montolivo-Ambrosini che avrebbe dovuto ricevere assistenza dai rientri di Boa, Emanuelson e El Shaarawy (che resta un attaccante). Oppure dall’avanzamento sulla linea mediana, magari a turno, di De Sciglio e Constant. Questo indispensabile supporto i due centrocampisti rossoneri lo hanno ricevuto in modo assai saltuario. E l’intelligente movimento di Pizarro e Borja Valero, due ai quali il pallone non lo porti via, ha deter-

minato nei fatti una costante superiorità di manovra della Fiorentina, passata per giunta in vantaggio al primo affondo grazie a una sponda di Ljajc sull’inserimento dell’ex rossonero Aquilani. Quel tackle Sciupata l’occasionissima del pareggio sul rigore accordato per un’entrata scomposta di Roncaglia su Pato, il Milan si è fatto infilare una seconda volta in maniera intollerabile. Pasqual dalla fascia ha facilmente azionato Borja Valero in area, questi ha potuto controllare senza che Montolivo riuscisse a disturbarlo e poi ha superato Mexes con un tackle che nessun difensore può mai perdere. Grazie ai cambi e al-

l’orgoglio, il Milan ha trovato la rete della speranza con un cross di El Shaarawy deviato di tacco da Mexes: palla che sbatte sul palo, Pazzini anticipa i difensori e depone facilmente in rete. Qui il Milan ha continuato a spingere per altri 10’ senza produrre però pericoli per Viviano e quando Montella ha tolto Toni per Cassani, modificando il suo assetto tattico, la sfida è ritornata sotto il controllo degli ospiti. Certo, c’è pure la sorte (infortunio muscolare a Bonera, squadra in dieci), nell’epilogo tinto di viola. Palo di Cassani da zero metri e infine un bel tiro di El Hamdaoui a far felice la Toscana (tranne un livornese) e pure tutto il Marocco. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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renveen (per la cronaca, ieri ha perso 5-1 contro il Psv), Inzaghi acerbo, Rijkaard blindato dall’Arabia Saudita, è difficile trovare un sostituto subito. La squadra inoltre, soprattutto la parte italiana, che ha un peso maggiore, è schierata in difesa del tecnico: forse anche per questo Allegri è ancora in sella.

Pazzini, Robinho a testa bassa e Mexes: lo sconforto del Milan è generale DI CIUCCIO

i gol Apre l’ex Aquilani Pazzini illude Chiude una magia di El Hamdaoui

10’ primo tempo Aquilani Il centrocampista viola si inserisce e infila Abbiati in piena libertà ANSA

38’ primo tempo Borja Valero Lo spagnolo in gol dopo aver superato con molta facilità Mexes PHOTOVIEWS

14’ secondo tempo Pazzini Il Pazzo ribadisce in rete dopo un palo colpito di tacco da Mexes ANSA

42’ secondo tempo El Hamdaoui Il colpo di grazia per il Milan arriva da un magnifico destro a giro della punta marocchina ANSA

Riflessione Il tecnico sa che la situazione è sempre più delicata. «Sono dispiaciuto perché avevamo la possibilità di fare un bel salto in avanti. Vincendo avremmo potuto essere sesti e sistemare parzialmente la nostra classifica. Invece ora abbiamo altre tre partite difficilissime fra campionato e Champions. I prossimi 15 giorni saranno importantissimi per la nostra stagione. Commentare la partita è difficile per tutti». Non a caso Galliani se n’è rimasto a bocca chiusa. Il club vuole riflettere, l’ammi-

nistratore delegato vuole capire se ci siano margini per puntellare Allegri o se Berlusconi stavolta voglia mettere davvero la parola fine. Attesa Chi ha visto Galliani

dopo la partita lo ha trovato apparentemente tranquillo, mentre Allegri all’inizio del giro di interviste tv sembrava un po’ teso. Ha snocciolato la sua litania di situazioni tattiche e attenuanti generiche e alla fine è uscito dalla sala stampa scuotendo la testa. Per passare il turno, prendersi i milioni della Champions e risalire in campionato ci vorrà la compattezza e la convinzione di tutti. Così Galliani ha deciso di aspettare prima di proclamare la solita fiducia all’allenatore. Comunque passi la notte, non sarà stata una sconfitta come le altre. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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clic L’ERRORE DI INZAGHI COSTÒ CARO A TERIM INIZIÒ L’ERA ANCELOTTI

Capita, a volte, che le situazioni delicate e le panchine pericolanti vengano sistemate o chiuse con un calcio di rigore. Dopo mesi di tentennamenti, fu fatale a Fatih Terim un errore di Pippo Inzaghi, che fallì un rigore contro il Torino (foto LAPRESSE): finì 1-0 per i granata. Era il 4 novembre 2001: il giorno dopo, Carlo Ancelotti diventò l’allenatore del Milan.


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Pato flop, difesa crac Papero e Boa due fantasmi senza identità

Bonera va k.o. I senatori duri «Milan molle»

Il brasiliano sbaglia il rigore ed è sostituito Boateng fallisce ancora e viene fischiato

Ambrosini e Abbiati: «Atteggiamento sbagliato, non siamo usciti dalla crisi»

MARCO PASOTTO MILANO

Le urla di Allegri nell’intervallo — dicono particolarmente vigorose e prolungate — e i due cambi simultanei all’inizio del secondo tempo non hanno prodotto effetti. Il problema, semmai, è un altro: essere arrivati in tali condizioni dopo soli quarantacinque minuti significa aver fatto un’altra partenza a handicap. Significa certificare errori nella scelta della formazione titolare. Della partita di ieri si salvano in pochissimi, ma ci sono in particolare due giocatori a rappresentare le macerie sotto cui è di nuovo crollato il Milan: Pato e Boateng. Il primo è stato una delle due sostituzioni all’inizio della ripresa, Prince invece è rimasto — a dispetto dell’ennesima esibizione tragica — in campo fino alla fine, nonostante le ultime partite avessero chiarito quanto fosse stato prezioso l’apporto di Bojan, ieri lasciato in panchina per «stanchezza» (parole di Allegri) dopo due gare da titolare. Timore Quando sono entrati il catalano e Pazzini, è finita la partita di Pato. Il rigore sbagliato sullo 0-1 è chiaramente l’immagine simbolo della pessima giornata di tutta la squadra, ma sarebbe sbagliato ridurre la sostituzione a una punizione per l’errore dal dischetto. Allegri ha tolto dalla scena il brasiliano perché in quella scena Pato non c’è mai entrato. Come a Palermo. E come col Malaga: al di là del gol, comunque di importanza vitale in ottica ottavi, non s’era visto null’altro. Ieri l’andazzo non è cambiato. In campo è andato un ragazzo timoroso, con tutta evidenza ancora molto bloccato a livello mentale dai tantissimi guai fisici, ma anche incapace di alzare un po’ di più l’asticella. Di nuovo piccolo trotto, di nuovo una fatica immensa a gestire la palla fra i piedi, di nuovo un atteggiamento troppo rinunciatario e di poca personalità. Pato è tornato in campo dall’ultimo infortunio il 20 ottobre, ma da allora non si registrano progressi. E il rigore di ieri pomeriggio è un macigno che incombe sulle sliding doors della partita: come sarebbe finita senza quell’errore? È interessante sottolineare che questo per il brasiliano è stato il primo tiro dal dischetto in partite ufficiali con la maglia rossonera. Perché ha calciato lui ieri? Allegri ha spiegato che i rigoristi sono Pazzini, Robinho e De Jong. Senza di loro, tocca a uno fra Pato e Montolivo. «Un rigore si può sbagliare, Pato però deve crescere. Ma tutti dobbiamo, me per primo, dare di più», ha detto il tecnico. Di nuovo al centro È stata un’(altra) occasione persa anche per Boateng. Nonostante avesse

chiarito di vederlo ormai solo da esterno, Allegri a sorpresa l’ha ricollocato trequartista centrale, posizione in cui aveva infilato un flop dietro l’altro. E il Boa, infatti, non è di nuovo pervenuto. Incapace di cambiare ritmo, di inventare una giocata. L’effetto è anche quello di far scendere ai minimi storici il feeling coi tifosi. Contro il Chievo era stato l’unico a infilarsi dritto negli spogliatoi mentre il resto della squadra salutava San Siro; ieri al termine del primo tempo si è beccato un’abbondante dose di imprecazioni cui ha replicato alzando le braccia verso la curva in segno di carica. Polemica? Non è chiaro, ma Viviano nel dubbio l’ha praticamente spinto verso il tunnel per evitare possibili conseguenze. Pato e Boateng quest’anno avrebbero dovuto essere due dei capisaldi da cui ripartire. Provarci senza di loro, diventa molto più difficile. © RIPRODUZIONE RISERVATA

FABIANA DELLA VALLE MILANO

Alexandre Pato, 23 anni, tira altissimo il rigore del possibile 1-1 AFP

Il messaggio è arrivato forte e chiaro all’inizio del secondo tempo, quando la curva ha cominciato a cantare: «Vogliamo undici leoni, tirate fuori i c....». Tradotto: l’atteggiamento del Milan, soprattutto nel primo tempo, non è piaciuto alla gente di San Siro. Squadra molle e poco aggressiva, atteggiamento rinunciatario. Gli effetti benefici del 5-1 sul Chievo sono già svaniti. Chi si aspettava un ruggito come quello nel secondo tempo contro il Malaga è rimasto deluso. La reazione stavolta è stata solo parziale e non è bastata per raggiungere almeno il pareggio. Ai tifosi non è piaciuto l’atteggiamento di alcuni giocatori, accusati di non scendere in campo con la giusta carica agonistica.

Daniele Bonera, 31 anni, costretto a uscire per infortunio LAPRESSE

La scossa dei senatori Un ap-

punto che di sicuro non si può fare a Massimo Ambrosini, sostituito dopo aver dato tutto. Il capitano però invita tutti i suoi compagni a fare mea culpa: «È una sconfitta che ci abbatte un po’. Ci serviva continuità, ma questa squadra evidentemente non è pronta. Siamo entrati in campo con un atteggiamento sbagliato, poco determinati e poco convinti, e con la nostra situazione di classifica non possiamo permettercelo. Se siamo questi vuol dire che non siamo pronti per uscire dal momento delicato. Dobbiamo guardare dentro di noi, pensavamo di esserne fuori, ma non bastano due prestazioni convincenti. Dobbiamo rimboccarci le maniche». Concetti simili sono stati espressi da un altro senatore, Christian Abbiati: «E’ un peccato perché venivamo da buone prestazioni. Ci è mancato lo spirito che avevamo avuto col Malaga, lì avevamo reagito benissimo al gol e avevamo pressato per tutta la gara. Oggi non è successo. Non è l’allenatore che deve dare la scossa, ognuno deve trovare gli stimoli dentro di sé e se indossi questa maglia non puoi non averne. Al Milan si gioca solo per vincere. Al San Paolo sarà dura, però è l’occasione giusta per ripartire. Poco pubblico a San Siro? Sta a noi convincerli a tornare a vederci». A proposito di senatori: ieri in tribuna c’era anche Alessandro Nesta: il difensore è tornato per la prima volta a San Siro da spettatore e poi è passato a salutare gli ex compagni negli spogliatoi. Bonera out: problemi in difesa

La sconfitta con la Fiorentina è un brutto colpo dal punto di vista psicologico. Il momento è delicato, 14 punti in 12 partite sono pochi e il calendario non aiuta: nelle prossime tre gare il Milan dovrà affrontare Napoli e Anderlecht in trasferta e Juventus in casa. In più dovrà fare i conti con i problemi d’infermeria: per Daniele Bonera, costretto a lasciare la squadra in 10 al 38’ s.t., si teme un lungo stop. Il centrale ha sentito un dolore molto forte al bicipite della coscia sinistra: come minimo si tratta di uno stiramento, la speranza è che non sia qualcosa di peggio e che riesca a rientrare prima della sosta natalizia. Così Allegri perde il suo punto di riferimento in difesa. Un bel problema per Napoli, visto che Mexes ieri non ha brillato e Yepes e Zapata, impegnati mercoledì con la Colombia nell’amichevole di New York col Brasile, rientreranno solo venerdì, alla vigilia della gara del San Paolo. A Napoli mancherà anche Ambrosini, squalificato, mentre si spera nel recupero di Bojan: lo spagnolo è uscito zoppicando per un problema alla caviglia sinistra. Perderlo per Napoli sarebbe un altro brutto colpo per il Milan. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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d Firenze, è delirio viola Un count down Montella: «E ora si sogna» a 75’ dalla fine Zupping

HANNO DETTO

Oltre mille tifosi in festa hanno accolto la Fiorentina in stazione Il tecnico: «Siamo invasi dall’entusiasmo. E io qui sto benissimo...» ALESSANDRA GOZZINI MILANO

to davvero molto importante». Febbraio, mese freddo e buio: è lì che El Hamdaoui aveva piazzato l’ultimo sigillo, e per raccontarlo si deve avvolgere il nastro di un altro anno. Siamo nel 2011: Ajax-Venlo. Ieri anche la sua resurrezione: «In uno stadio così è una gioia doppia. Ora la Fiorentina può puntare ai vertici del campionato».

che folla sui binari

Qui si celebrano le rinascite: un anno fa, nel sabato pre-pasquale si raccontò della resurrezione di Amauri, che infilando Abbiati tornò al gol dopo 12 mesi di penitenza, riportando alle luce la Fiorentina, che altrimenti avrebbe rischiato di scendere nell’inferno della B. La rinascita di ieri merita gli stessi toni straordinari: la Viola è tornata tra le grandi. Dopo due stagioni e mezzo in purgatorio, è ora di nuovo illuminata dalla luce dell’alta classifica. Ma non è solo una terrena questione di punti in graduatoria, quanto il fascino di ciò che esprime in campo: bel gioco e gran divertimento. Telefonata Della creazione è ar-

tefice Vincenzo Montella: «Mi ha chiamato Andrea Della Valle per i complimenti, da estendere ovviamente a tutto il gruppo. Vittoria meritata, rispetto alle prime uscite siamo diventati anche più concreti». Poi c’è l’aspetto trascendente: «Siamo invasi da tanto entusiasmo, è giusto che i tifosi sognino. Noi dobbiamo solo far si che questa spinta si trasformi in energia e non presunzione. I complimenti non ci hanno dato alla testa, è la miglior risposta che ho avu-

S L’anno scorso gli inviati di «Stadio sprint» Alberto Aquilani «Non ho esultato per rispetto ad alcuni ex compagni. Questa Fiorentina può fare tanto»

Divertimento Tre gol diversi e

Boato all’arrivo in treno: cori per tutti Oltre mille tifosi viola hanno accolto il rientro della squadra alle 21 di ieri a Santa Maria Novella. Per abbracciare i giocatori c’è chi ha attraversato i binari, creando scompiglio. Cori per tutti, giocatori e tecnico: «Montella uno di noi» LR

to. La stima di Galliani nei miei confronti? Mi inorgoglisce ma io ho un contratto e sto benissimo qui». Ritorni Nel giorno della grande rinascita ci sono altre consacrazioni. Aquilani (nuovo tattoo: un volto di Gesù sul braccio destro) battezza il ritorno in campo da titolare (prima volta dal 13 maggio scorso, ultima apparizione in maglia rossonera) con il gol che apre la partita:

«Non ho esultato per rispetto ad alcuni vecchi compagni che con me hanno condiviso momenti difficili. Questa è una squadra che può fare grandi cose, e imporre il proprio gioco ovunque». Poi è toccato a Borja Valero, rinato in viola dopo il crollo nella B spagnola: non segnava dal 12 febbraio, contro il Granada. Ieri slalom e centro, prima di condividere la gioia col gruppo: «Sono orgoglioso dei miei compagni, e il gol è sta-

nuovi, per celebrare la mediana Barça-style e un attacco che segna anche senza Jovetic (seduto in tribuna: anche se infortunato ha voluto seguire la squadra in viaggio). «Abbiamo fatto un altro scatto a livello mentale — spiega il d.s. Pradè —. La nostra miglior vittoria è il bel gioco, nessuno si aspettava facessimo così bene in poco tempo, con 18 giocatori nuovi da organizzare. E stavolta abbiamo dimostrato che nessuno è indispensabile: Jo-Jo è il nostro top player ma abbiamo vinto anche senza di lui». Poi una benedizione da chi è qui da una vita, curriculum premiato con la fascia di capitano, Pasqual: «Forse è la Fiorentina più forte in cui ho giocato. Di sicuro è la più divertente. Giocando così ne perderemo poche». Un’ora dopo la fine della lotta, il tifo viola è ancora felice dentro il terzo anello di San Siro. Lassù, come la Fiorentina.

di VINCENZO CITO

S Borja Valero «Tutti dicevano che giocavo bene ma non segnavo. Sono orgoglioso dei miei compagni»

(Rai Due) facevano due domande al loro ospite, e il conduttore Enrico Varriale tutte quelle che voleva. Una evidente sperequazione cui, nell’edizione di quest’anno, si è posto rimedio. Ora, gli inviati, di domande ne fanno una. Massimiliano Nebuloni (Sky) dopo il pareggio dell’Inter. «Mi sembra che la squadra si sia sbloccata psicologicamente e paradossalmente mi sembra più fresca che nel primo tempo. Anche Stramaccioni è contento, bene così». Riccardo Trevisani: «Cigarini a Moralez, palla dentro. Denis. Rete!» 2-1 per l’Atalanta. Il «Chievo è pronto a scendere in campo con il 4-4-3» (Luca Ginetto, Tg3 Rai) Massimo Mauro (Sky) al 17’ di Milan-Malaga: «Sì però, per esempio, Bojan lì in mezzo non sta avendo la personalità necessaria per farsi dare la palla. Sta tentando di farsi vedere tra le linee però non lo servono e quindi lui deve essere un po’ più, non so come si dice, un po’ cattivo un po’... Si deve far dare la palla sennò è uno in meno lì in mezzo». Massimo Marianella, un minuto dopo. «Spendido numero di Bojan! Grande parata del portiere!»

S Il lunghissimo conto alla rovescia di Mounir El Hamdaoui «Possiamo puntare ai vertici della classifica. Felice di aver segnato un gol molto bello»

Riccardo Gentile (Sky) durante Modena-Juve Stabia di lunedì sera: «Mancano trenta minuti più recupero alla fine del primo tempo!» Il TG2 delle 17 legge i risultati della giornata e una signora li mima per i sordomuti. Non fanno prima a mostrarli? twitter@VincenzoCito

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le Pagelle

di NICOLA CECERE

MILAN AMBROSINI LOTTA, MEXES DISASTRO 4,5 6,5 h l’allenatore Allegri il migliore Ambrosini

4,5 Sconfitta netta, senza attenuanti. Appena un tiro in porta

L’assetto di partenza non pare quello ideale contro i mediani viola, ma qui si può discutere. Quello che gli va imputato è la mancanza di carica agonistica: la squadra va in campo molle.

Sul piano agonistico, una furia. Lotta, sgomita, randella, prende un giallo inevitabile, cerca di recuperare palloni, li spinge avanti. Un esempio per tutti. (Robinho 5,5 Non incide)

FIORENTINA VALERO, AQUILANI, CUADRADO: BENE 7,5 7 h l’allenatore Montella il migliore Borja Valero

7,5

Grande e meritata impresa. Si può puntare molto in alto

Ha dimostrato con i fatti che i complimenti arrivati dalla dirigenza rossonera sono più che meritati. Piace la costante ricerca della manovra rasoterra e la difesa non va in difficoltà.

Sono in molti i viola che si esprimono su livelli di eccellenza. Abbiamo scelto l’autore della rete del 2 0, quella della sicurezza. Firmata da uno che di solito i gol li ispira.

6

5

4,5

6

6

5,5

6

6

7

6,5

7

7

Abbiati

De Sciglio

Mexes

Bonera

Constant

Montolivo

Viviano

Roncaglia

Rodriguez

Savic

Cuadrado

Aquilani

La partita non ha dato lavoro a entrambi i portieri. Il milanista ne prende tre senza colpe personali, un paio di uscite tempestive motivano la sua presenza in campo.

Non era al meglio sul piano fisico e la partita prevedeva, invece, una sua costante presenza in fase di supporto al centrocampo. Pasqual gli procura noie.

Gli diamo mezzo voto in più per quel tacco volante dal quale nasce la rete di Pazzini. Ma è inconcepibile il modo molle con cui si oppone a Borja Valero nell’azione del raddoppio.

Gli tocca un tipo ruvido come Toni e sulla prima rete deve arrendersi alla fisicità dell’avversario. Poi regge, con le buone o le cattive, sino all’infortunio muscolare

E’ quello che cerca di aiutare con maggiore puntualità i due mediani e quindi sul piano tattico appare lucido, reattivo. Deve opporsi a Cuadrado, ed è un gran brutto cliente. Limita i danni.

Attesissimo ex, non riesce a lasciare il segno. Non è reattivo in avvio sul gol di Aquilani, poi paga il maggiore dinamismo altrui. Un passo indietro dopo le ultime buone prestazioni.

Sembra impossibile eppure è la realtà: il Milan ha tirato nello specchio della porta soltanto in occasione del gol di Pazzini. Per il portiere, quindi, solo qualche uscita agevole.

Meriterebbe di più se non si fosse fatto tradire dalla foga in occasione del calcio di rigore. Un errore di temperamento che poteva cambiare la partita. Per il resto, bene.

Prestazione impeccabile: sicuro, tempestivo, determinato. Sarebbe arrivato a respingere pure il tacco stravagante di Mexes, che gli passa fra i piedi.

Anche lui non va mai in difficoltà contro le iniziative rossonere. Calmo, ordinato, trasmette tranquillità ai compagni meritando la fiducia del tecnico

In giornata di vena, semina avversari e ribalta rapidamente il fronte. Gli manca un pizzico di lucidità al momento della concretizzazio ne del suo lavoro

Va subito a bersaglio, sfruttando il lavoro dei compagni ma inserendosi con tempismo e intelligenza. Non esulta, nonostante in rossonero abbia avuto poche gioie

4,5

4,5

5,5

4

6

5,5

7

6,5

6,5

6,5

7

6

Emanuelson

Boateng

El Shaarawy

Pato

Pazzini

Bojan

Pizarro

Pasqual

Toni

Ljajic

El Hamdaoui

Fernandez

Non riesce a entrare in partita, sulla fascia destra pare emarginato. Non procura noie a Pasqual e non indovina i tempi quando c’è da dare una mano ai due mediani.

Un colpo di testa di un soffio al lato è l’unica giocata degna, il resto una grossa delusione. Non si può calcare troppo la mano perché era alla prima dall’inizio dopo la lunga assenza.

Non era al meglio sul piano atletico. Un guizzo iniziale con tiro di poco alto, poi il cross del tacco di Mexes. Pochino, insomma, rispetto al suo recente standard.

Guadagna il rigore saltando in mezzo all’area con Roncaglia in ritardo ma poi spedisce il tiro sulla Nord, che lo fischia. Inevitabile il cambio. Adesso va ricostruito psicologicamen te.

Il Milan tira in porta soltanto in occasione del suo gol: è il palo a respingere il colpo di tacco di Mexes e il Pazzo ha il merito di buttarsi per primo sulla respinta.

Porta vivacità, corsa e voglia di fare. Comincia con un buon suggerimento a Boateng, poi alimenta azioni rapide palla al piede sbagliando però importanti rifiniture.

Un primo tempo da governatore assoluto del centrocampo. Rapido, lucido, geometrico: la supremazia viola nasce in questo reparto. Cala un po’ alla distanza, ma quanto corre

E’ lui a innescare in piena area la percussione vincente di Borja Valero. Si spende con intelligenza, neutralizzando pure El Shaarawy quando cambia fascia.

Lavora soprattutto di fisico contro Bonera. Ci mette la zucca sul cross dell’1 0, va a infastidire Abbiati sui rinvii. Generoso e continuo. (Cassani 5,5: si mangia il gol)

Legge alla perfezione in piena area il possibile sviluppo della deviazione di Toni offrendo a Aquilani il facile pallone dell’1 0. Altre iniziative alle quali manca però l’acuto finale.

Affianca Toni nel momento di maggiore pressione rossonera. Tiene palla quando serve, diventa insidioso e alla fine si prende la soddisfazione di chiudere alla grande la sfida.

Entra a metà ripresa per rilevare l’ormai stanco Aquilani. Fa il suo dovere, però sbaglia grossolanamen te un rigore in movimento: forse era ancora «freddo».

GLI ARBITRI

ROMEO 6,5 Il rigore c’è, per il resto la partita non offre motivi di discussione. Lui l’accompagna con discrezione. BARBIRATI 6,5-GRILLI 6,5- CALVARESE 6-CIAMPI 6


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FURIA ANTONELLI SCOSSA INLER E CHE MESTO... GENOA 5,5 FREY 6,5 La versione stilizzata di Frey (avrà perso minimo 6 kg) funziona, come quando alza sulla traversa il tiro di Insigne. Sono i suo compari che non funzionano. SAMPIRISI 4,5 All’inizio se la cava. Con Insigne non vede palla e tiene in gioco Cavani gol. GRANQVIST 5,5 Benino nell’impostazione, ma quando si è trattato di serrare le fila, si è perso come tutti lì dietro. CANINI 5 Anche lui in giornata no. MORETTI 5,5 Parte bene. Quando il «Ciuccio» reagisce, non riesce più a tenere le briglie. JANKOVIC 6 Buon vassallo di Immobile. Sfiora il gol su punizione. KUCKA 6 Poco dietro la linea di centro. Poco «cattivo». TOZSER 6 Si distingue in regia, quando il Genoa fa la gara. SEYMOUR 5 Ha un’occasione d’oro che non sfrutta per lentezza di riflessi. Poi cincischia. BERTOLACCI 6,5 Entra nell’azione del vantaggio e firma il 2 1. MERKEL 6 Entra per mettere dei paletti. Soffre, ma non ha colpe. ANTONELLI 6,5 Una furia, imprecisa, sulla fascia. Esce stremato (Piscitella s.v.). IL MIGLIORE 7 IMMOBILE

Segna, sfiora altri gol, decisivo sul 2 1. Scatenato. Passasse di più e meglio... All. DELNERI 6 Ha tante assenze, ma si vede che la squadra tatticamente migliora. Ma non è fortunata né serena dietro.

NAPOLI 6,5 DE SANCTIS 6,5 Tiene in corsa il Napoli nel primo round, quando dice no a Immobile e alza sulla traversa la sassata di Bertolacci. CAMPAGNARO 5 Un tuffo (di testa) sbagliato. Così avvia l’azione gol del Genoa. In difficoltà sulle discese di Antonelli. MESTO 7 Il veleno dell’ex. Gol stupendo, assist per Hamsik. CANNAVARO 6,5 Che duello con Immobile. Non può fermarlo sempre ma dietro è il più attento. GAMBERINI 6 Tra anticipi e una distrazione, non fa guai. MAGGIO 5,5 Fallisce di zucca un invito d’oro di Cavani. Spinge poco. DZEMAILI 5,5 Poco lucido e poco dinamico. Sbaglia parecchio. BEHRAMI 5,5 Corsa, falli e confusione. Rapisce palloni, ma li gioca male. INLER 6,5 Quando entra lui, in mezzo è altra musica. DOSSENA 6,5 Gran salvataggio, sul 2 2, su Seymour. Pimpante.

h

Napoli 2 batticuore

I NUMERI

di FA.BI.

h

4

IL MIGLIORE

7 HAMSIK

Dei tenori, è il più lucido quando il Napoli è gramo. Poi assist a Cavani, gol del 3 2 e assist per il poker Insigne. Scusate se è poco. CAVANI 7 Sembra che abbia fatto indigestione col poker al Dnipro. Invece nel secondo round torna lui. Corre sempre e dappertutto. PANDEV 5,5 Prende un pestone e deve uscire dopo la mezzora, ma non sembrava in gran giornata. INSIGNE 7 L’uomo della rimonta. Scatenato sulla sinistra, mette il turbo al Napoli. Il gol finale è il giusto premio. All. MAZZARRI 7 Cambia la partita con gli innesti. E il suo Napoli ha di nuovo un carattere di ferro.

GLI ARBITRI: RIZZOLI 6,5 Nelle decisioni importanti non sbaglia. Faverani 7-Stefani 6; Orsato 6-Velotto 6.

le rimonte consecutive per la squadra di Mazzarri, anche in Europa League con il Dnipro la partita era terminata sul 4-2 dopo il momentaneo svantaggio per 1-2

42

i giorni trascorsi dall’ultima vittoria in trasferta del Napoli, 1-0 in casa della Sampdoria lo scorso 30 settembre; da allora quattro trasferte e quattro sconfitte tra campionato e Coppa

4

le reti segnate in trasferta dai campani, non ci riuscivano dal 25 settembre 2010 quando avevano espugnato il campo del Cesena vincendo per 4-1

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Il Genoa avanti Hamsik+Insigne: è gran ribaltone Per 60’ Delneri mette alle corde gli azzurri Cavani fa 2-2, poi nel recupero i gol vittoria DAL NOSTRO INVIATO

FABIO BIANCHI twitter @fabiowhites GENOVA

Le partite noiose sono altre. Sarà che Marassi invoglia a giocare partite inglesi. Ma per intensità, ritmo e intenzioni è sembrato davvero di essere in Premier League. Bella sfida. Bel Napoli. E il Genoa migliore della stagione per almeno 65 minuti. Buoni segnali per tutti. Persino per il Grifo, nonostante perda la quarta gara di fila sotto la gestione Del-

neri. Merito di un Napoli vecchio stile. Quello che non si arrende mai, quello che sa ribaltare le situazioni brutte, quello che non molla la corsa scudetto, quello che i suoi tenori, Insigne incluso e con l’aggiunta di Mesto, fanno la differenza. In quattro si sono scambiati assist e gol. Seconda rimontona, e secondo poker, di seguito nel giro di 4 giorni. Dopo il Dnipro, il Genoa. Ancora decisivi i cambi. Bravo Mazzarri, bisogna dirlo. Bravo Cavani, nonostante la «partenza falsa». Bravi Hamsik e il peperi-

no Insigne, che mettono sotto una squadra che sembrava essersi ritrovata, con distanze e ritmi giusti. Risultato pesante per il Grifone. Pesano gli errori di una difesa troppo tenera per le fauci del Napoli. Under in vetrina Ora il Genoa

langue in zona retrocessione. Però sarebbe un peccato se Delneri dovesse essere messo in discussione (qualche voce circola): non è un’eresia dire che ora è sulla strada giusta. La squadra è apparsa più convin-

L’abbraccio dei giocatori azzurri dopo il 4-2 di Insigne, che ha la palla sotto la maglia per omaggiare la fidanzata in dolce attesa ANSA

ta e unita nei reparti. Qui, dopo un avvio incerto, dove il Napoli sembrava prendere il pallino, si è scatenata e ha dominato il primo round. Merito dei baby Immobile e Bertolacci, sostenuti dal pressing dei compagni. Il Napoli non trovava spazi, loro due hanno colpito alla prima occasione: tiro di Bertolacci, respinta di Cannavaro (con la mano) e mezza rovesciata vincente del centravanti Under 21. Poi è stato fondamentale De Sanctis quando ha detto no a Immobile e ha alzato

Ilpersonaggio IL TECNICO AZZURRO

i punti in più per il Napoli rispetto alla scorsa stagione quando era sesto con 17 punti

Il mago Mazzarri cambia la formula: 5 oplà, altra vittoria

le sconfitte consecutive per il Genoa, per Delneri è la quarta di fila, le precedenti tutte con il punteggio di 0-1, era subentrato a De Canio che aveva perso con lo stesso punteggio di ieri in casa contro la Roma

L’allenatore abbandona la difesa a 3 e passa al 4-2-3-1: «È fondamentale sapere interpretare più moduli. La mano sul petto? Sto bene, era per elogiare lo spirito del gruppo»

DAL NOSTRO INVIATO

MIMMO MALFITANO GENOVA

Quella mano poggiata sul cuore, al gol vincente di Marek Hamsik, non è passata inosservata. Se l’è battuta tre volte sul petto, da condottiero orgoglioso della sua truppa. No, nulla a che vedere con quel ricovero per accertamenti in una clinica avellinese. «Tranquillizzatevi, sto benissimo», ha detto Walter Mazzarri, abbozzando un mezzo sorriso, in sala stampa, dopo la partita. «Con quel gesto ho voluto significare l’unione di questo gruppo, l’affetto che lega tutti noi», chiudendo l’argomento e aprendo all’analisi della gara. D’altra parte, se non fosse stato in buona forma, non sarebbe stato in panchina, giovedì sera, contro il Dnipro.

Intuito vincente Quindici minu-

ti, devastanti. In quel quarto d’ora il Napoli ha ristabilito le gerarchie in campo, cancellando la buona volontà del Genoa che, fino a quel momento, aveva retto il confronto. Poi, la crescita dei talentuosi e l’avversario non ha più retto. Edinson Cavani ha concretizzato l’enorme lavoro svolto per buona parte della partita, pareggiando i conti, mentre Hamsik s’è riservato il colpo a sorpresa, quando il Genoa pregustava il primo punto della gestione Delneri. E c’è ancora una volta il grande intuito di Walter Mazzarri dietro questa vittoria. Se l’è preparata nell’intervallo, ridisegnando il suo Napoli, passato dal 6’ della ripresa al 4-2-3-1 che ha esaltato la spinta di Mesto sulla destra e gli inserimenti di Hamsik, Cavani e di Insigne. «È importante che i ragazzi imparino

a conoscere nuovi atteggiamenti tattici», ha spiegato l’allenatore nel dopo partita lasciando intendere che deciderà di volta in volta quale potrà essere il miglior modulo da attuare. Mazzarri leader Il riconoscimento gli è arrivato direttamente dai suoi giocatori in occasione della rete di Hamsik, quella del definitivo vantaggio. Cannavaro, Inler, Maggio l’hanno stretto in un abbraccio infinito, imitati dal team manager, Giuseppe Santoro, l’uomo che condivide con lui le gioie e le preoccupazioni. Un’emozione unica, che il tecnico ha vissuto con grande intensità: «Questo è un gruppo eccezionale, la maggior parte dei ragazzi li alleno da tre anni, tra di noi c’è grande affetto. Nell’intervallo ho detto loro di stare tranquilli, che saremmo riusciti a ribaltarla la parti-

Walter Mazzarri, 51 anni, 4a stagione alla guida del Napoli. Dopo il gol di Hamsik s’è battuto tre volte il pugno sul cuore NEWPRESS

ta. E abbiamo avuto ragione». In quattro trasferte, il suo Napoli ha ottenuto 3 vittorie (Palermo, Sampdoria e Genoa) ed un pareggio (Catania): un rendimento da grande squadra. «Abbiamo 9 punti in più dello scorso campionato, oltre a un’anima. Questi ragazzi non mollano mai, ci credono sempre. E questo loro modo di essere m’inorgoglisce», ha detto l’allenatore che ha voluto esaltare la prestazione di alcuni singoli. «Cavani è stato meno lucido rispetto a giovedì (contro il Dnipro, ndr) fino a quando la squadra non si è sciolta, non ha cominciato ad alzare il ritmo. A quel punto, anche lui è migliorato ed è stato determinante. Così come è stato utilissimo Mesto, oltre al gol ha anche assistito Hamsik in occasione del gol partita», ha concluso Mazzarri. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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GENOA NAPOLI

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ALTALENA DI EMOZIONI APRE IMMOBILE, CHIUDE INSIGNE: NEL SEGNO DELL’UNDER 21

PRIMO TEMPO 1-0 MARCATORI Immobile (G) al 23’ p.t.; Mesto (N) al 9’, Bertolacci (G) all’10’, Cavani (N) al 34’, Hamsik (N) al 45’, Insigne (N) al 49’ s.t.

GENOA (4-5-1) Frey; Sampirisi, Granqvist, Canini, Moretti; Jankovic, Kucka, Tozser (dal 16’ s.t. Seymour), Bertolacci (dal 25’ s.t. Merkel), Antonelli (dal 37’ s.t. Piscitella); Immobile. PANCHINA Tzorvas, Donnarumma, Melazzi, Krajnc, Hallenius, Borriello, Said. ALLENATORE Delneri. CAMBIO DI SISTEMA nessuno. BARICENTRO MEDIO 53,6 metri ESPULSI nessuno. AMMONITI Merkel per gioco scorretto, Immobile per proteste. NAPOLI (3-4-1-2) De Sanctis; Campa-

23’ primo tempo Guizzo di Immobile Il Genoa passa: Campagnaro rinvia male, Bertolacci calcia su Cannavaro e Immobile fa gol LAPRESSE

9’ secondo tempo Mesto e la legge dell’ex Prima volta da ex per Mesto a Marassi: entra e dopo 3’ trova il pari dopo un’azione di Insigne LAPRESSE

10’ secondo tempo Bertolacci e il Genoa sorpassa... Immobile per Antonelli, che da sinistra entra in area e serve Bertolacci: tocco a porta vuota, è 2-1 ANSA

34’ secondo tempo Il segno del Matador Il Napoli trova il pari col suo fuoriclasse: Cavani, servito da Hamsik, scarta Frey e deposita in rete LAPRESSE

45’ secondo tempo La cresta di Marekiaro Sembra finita, ma il Napoli passa al 90’: cross di Mesto da destra, Hamsik in tuffo di testa infila il 3-2 ANSA

49’ secondo tempo Insigne si unisce alla festa Genoa tutto in avanti a caccia del pari. Cavani riparte e serve Insigne: destro vincente e inizia la festa ANSA

gnaro (dal 6’ s.t. Mesto), Cannavaro, Gamberini; Maggio, Dzemaili, Behrami (dal 28’ s.t. Inler), Dossena; Hamsik; Cavani, Pandev (dal 38’ p.t. Insigne). PANCHINA Rosati, Colombo, Grava, Donadel, Britos, Aronica, Fernandez, Vargas. ALLENATORE Mazzarri. CAMBIO DI SISTEMA dal 6’ s.t. 4-2-3-1. BARICENTRO BASSO 47,9 metri ESPULSI nessuno. AMMONITI Gamberini per proteste, Dzemaili e Behrami per gioco falloso. ARBITRO Rizzoli di Bologna. NOTE paganti 3.790, incasso di 106.063 euro; abbonati 16.791, quota di 179.323 euro. Tiri in porta 6-9. Tiri fuori 3-5. In fuorigioco 6-3. Angoli 2-3. Recuperi: 2’ p.t., 4’ s.t.

Immobile e Bertolacci portano due volte avanti il Grifone che s’illude Mesto decisivo: dà la scintilla. Ora i partenopei sono a un solo punto dall’Inter

sulla traversa una fiondata di Bertolacci. Col 2-0 la gara avrebbe preso un’altra piega. Cambi decisivi Invece poi il Na-

poli ha suonato un’atra musica. Insigne era già entrato a fine primo round causa k.o. di Pandev, che non aveva combinato molto fin lì. Mazzarri ha inserito subito Mesto per Campagnaro cambiando il sistema in un 4-2-3-1. E il Napoli ha cominciato a giocare. Insigne largo a sinistra ha ubriacato il povero Sampirisi, Hamsik in mezzo ha diretto l’orchestra e Me-

sto è entrato come un fulmine nella sfida: dopo 3 minuti ha firmato il pari con uno stupendo tiro sotto la traversa grazie alla giocata da circo di Insigne. Il Genoa si è riportato subito in vantaggio con una grande azione di Immobile che ha pescato Antonelli in area: palla in mezzo e tocco fatale di Bertolacci in anticipo su Dzemaili e Gamberini. Ma è stato un fuoco di paglia. Il Napoli macinava gioco e occasioni, spinto anche da un Cavani impreciso ma inesauribile. Dopo un tiro di Insigne mandato sul-

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le reti ufficiali realizzate da Edinson Cavani con la maglia del Napoli (57 quelle messe a segno in campionato)

la traversa da Frey, è arrivato il 2-2 del Matador lanciato da Hamsik (bravi Rizzoli e Faverani a vedere che Cavani era in posizione regolare, tenuto in gioco da Sampirisi). Ottantesimo gol per lui col Napoli. E qui il Genoa ha cominciato a tremare. Uno-due da k.o. Soprattutto in difesa. Delneri aveva cambiato, per stanchezza, Tozser per Seymour e Merkel per Bertolacci. I cambi non hanno giovato al contenimento e il Napoli al tramonto della sfida ha tro-

vato i colpi vincenti con Hamsik (tuffo di testa su assist dalla destra di Mesto) e Insigne, freddo nel battere Frey in uscita lanciato da Cavani nel deserto del centrocampo del Genoa, tutto avanti alla ricerca del pari. Niente da fare: quando le cose possono andar male, vanno peggio. Ma questo Genoa per lunghi tratti ha giocato alla pari con un Napoli che ha ancora qualcosa da dire a Juve (sempre a 5 punti) e Inter (ora un solo punto sopra). © RIPRODUZIONE RISERVATA

SPROFONDO ROSSOBLÙ QUINTO K.O. CONSECUTIVO

Delneri confermato accusa Immobile «Sia meno egoista» THE NEW PENN-RICH.COM

«Ci sbloccheremo anche quando Ciro avrà al fianco il vero Borriello. Io resto ottimista» ALESSIO DA RONCH GENOVA

Un punto, di solito, segna la fine di qualcosa. Quello che idealmente Gigi Delneri piazza sul foglio posato davanti sul tavolo della sala stampa, con la classifica del momento, vuole invece segnalare un inizio: «Quando Immobile giocherà in questo modo, con un po’ di egoismo in meno, avendo al fianco uno come Borriello... punto. Mi fermo lì». E da lì dovrebbe ripartire il suo Genoa, quello che venti giorni fa, quando Preziosi lo aveva chiamato, aveva immaginato di realizzare sul campo: 4-4-2, una coppia di attaccanti come Borriello e Immobile, Jankovic e uno tra Rossi e Vargas sulle corsie laterali. Da domani, quando riprenderà gli allenamenti, Delneri avrà quasi tutti questi elementi a disposizione. Per questo osserva la classifica senza timori, per il Genoa e per se stesso. Applausi importanti «Dopo questa partita — sottolinea — sono ottimista, perché ho visto parecchi errori, soprattutto

Luigi Delneri, 62 anni LAPRESSE

quando la stanchezza si è fatta sentire, ma anche il carattere, l’attenzione e la determinazione che volevo. E’ una sconfitta che fa male per come è venuta, ma che ci darà coraggio. In questo modo i risultati arriveranno. La squadra è viva e vivace. Sì, ora posso dire che siamo sulla strada giusta. Da questa sfida poi torniamo con più fiducia nei nostri mezzi, un’autostima che ci ha regalato il pubblico, quando, a fine gara, ha applaudito la squadra, nonostante il risultato». E nonostante il quinto k.o. di fila della squadra (quarto del tecnico). «Ma ora — chiude Delneri, sempre saldo al suo posto — è troppo presto per guardare la classifica. Anche vincendo non avremmo cancellato i nostri problemi. Sistemiamoli sul campo, e ci sarà tutto il tempo per risalire». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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SERIE A 12a GIORNATA 3

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1 La Lazio festeggia la vittoria sotto la curva nord insieme con l’aquila Olympia GRILLOTTI 2 Le luci accese dai tifosi sulle tribune durante il blackout dovuto al nubifragio EIDON 3 Miroslav Klose segna il gol del momentaneo 2-1 con cui la Lazio ribalta il punteggio ANSA 4 Il fermo immagine di Sky mostra il pugno di Daniele De Rossi al volto di Mauri al 48’ p.t. 5 Rocchi vede tutto ed espelle il centrocampista PIERANUNZI 6 De Rossi esce dal campo rincuorato da Klose REUTERS 1

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Derby folle, vai Lazio Blackout, pugno di De Rossi, diluvio d’errori e gol: Zeman k.o. Roma avanti con Lamela, replicano Candreva e Klose, poi il vice capitano si fa cacciare: per i giallorossi è buio. Rete di Mauri, ma per poco non finisce 3-3 RUGGIERO PALOMBO ROMA

Tuoni, fulmini, saette e mini blackout. E poi secchiate d’acqua, di emozioni, di errori e di orrori. È il derby della Capitale, bello e maledetto, prendere o lasciare. Lo vince la Lazio perché ha i nervi più saldi e commette meno sciaguratezze. Su tutte, quella che spacca il match più di un Hernanes sontuoso: il pugno con cui De Rossi stende Mauri ponendo fine alla propria partita con un tempo d’anticipo. Si è già sul 2-1 per la Lazio di rincorsa, dal gol di Lamela a quelli di Candreva con paperissima di Goicoechea e di Klose, e rimettere in piedi il derby diventa un’impresa impossibile. La Roma ci va vicino, pur regalando a Mauri (grazie a Piris) anche il 3-1 all’inizio della ripresa: la palla del 3-3, dopo la punizione da metà campo di Pjanic, la papera stavolta di Marchetti e la sopraggiunta (fiscale) espulsione di Mauri, finisce sui piedi di Osvaldo e Marquinho in pieno recupe-

ro. Ma i due si ostacolano, ne esce un tiro molle e pure impreciso e la Lazio porta a casa il 3-2, risultato assai caro (si fa per dire) alla Roma che lo subisce per la quarta volta in questa stagione. Messi insieme tutti gli elementi del puzzle, è giusto così. Orrori De Rossi non è nuovo a vivere troppo sopra le righe il derby. Figurarsi al termine di una settimana che lo ha visto protagonista tra questioni di mercato (il Baldini che lo dichiara cedibile), battutine di Zeman che lo osserva allenarsi di più e stucchevoli questioni tattiche, centrale o intermedio, di cui si discute da mesi. Schierato in mezzo, come piace a lui, De Rossi comincia bene come tutta la Roma ma si capisce subito, dalle entrate che fa su un campo presto fradicio di pioggia, che ha troppa adrenalina in corpo. La telecamera lo scova dopo che la Roma ha completato il suicidio, dalla grottesca non-parata di Goicoechea sulla punizione di Candreva al gol del sorpasso di Klose con slalom di Hernanes e dormita generale di centrocam-

po e difesa: gli si legge sul viso (e sul labiale) che l’implosione è vicinissima. Detto fatto, il gancio sinistro al volto di Mauri per il quale basta l’arbitro Rocchi e non c’è bisogno della prova tv. Per uno alle soglie dei 30 anni, un errore imperdonabile: la successiva esclusione di Prandelli dalla Nazionale è un’ovvia conseguenza. Errori Il campo imbevuto d’ac-

qua tiene bene, ma le trappole sono disseminate un po’ ovunque. La Lazio le aggira con un modello di gioco semplice: difesa bloccata, palla a Ledesma e lancio lungo che cerca la pozza o il rimbalzo giusto per Klose, Candreva e Mauri che si scambiano le corsie esterne. In alternativa, i coast to coast di Hernanes che da buon Profeta sull’acqua sembra camminare, anzi correre, senza che Bradley riesca a stargli dietro. Per contro, la Roma parte benissimo, segna sul primo corner di testa con Lamela che si aiuta un po’ ma non troppo per spostare l’ingenuo Lulic, ma non appena si aprono le cateratte si perde: ri-

LAZIO

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ROMA

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PRIMO TEMPO 2-1 MARCATORI Lamela (R) al 9’, Candreva (L) al 35’, Klose (L) al 43’ p.t.; Mauri (L) al 2’, Pjanic (R) al 41’ s.t.

LAZIO (4-5-1)

ROMA (4-3-3)

Marchetti; Konko, Biava, Dias, Lulic (dal 15’ s.t. Radu); Mauri, Gonzalez, Ledesma, Hernanes (dal 30’ s.t. Brocchi), Candreva (dal 38’ s.t. Cana); Klose. PANCHINA Bizzarri, Carrizo, Ciani, Scaloni, Onazi, Floccari, Rocchi, Zarate, Kozak. ALLENATORE Petkovic. CAMBI DI SISTEMA nessuno. BARICENTRO MEDIO 51,7 metri ESPULSO Mauri al 38’ s.t. per somma di ammonizioni (gioco scorretto e comportamento non regolamentare). AMMONITI Klose, Lulic e Candreva per gioco scorretto.

Goicoechea; Piris, Burdisso, Marquinhos, Balzaretti; Bradley, De Rossi, Florenzi (dal 18’ s.t. Marquinho); Lamela (dal 1’ s.t. Tachtsidis), Osvaldo, Totti (dal 26’ s.t. Pjanic). PANCHINA Svedkauskas, Taddei, Dodò, Castan, Romagnoli, Perrotta, N. Lopez. ALLENATORE Zeman. CAMBI DI SISTEMA nessuno. BARICENTRO MEDIO 51,2 metri ESPULSO De Rossi al 48’ p.t. per un pugno al volto di Mauri. AMMONITI Bradley, Burdisso, Tachtsidis e Marquinho per gioco scorretto.

ARBITRO Rocchi di Firenze. NOTE paganti 38.518, abbonati 12.943, incasso e quote non comunicati. Tiri in porta 8-4. Tiri fuori 4-4. In fuorigioco 5-0. Angoli 8-7. Recuperi: p.t. 3’; s.t. 4’.

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le vittorie consecutive per la Lazio. Nel girone unico ci riesce per la 3a volta (nelle 2 precedenti i successi furono 4).

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le giornate consecutive a segno per Lamela (7 reti totali): in giallorosso meglio solo Volk (7 partite di fila a segno)

cerca costante e a quel punto inopportuna del fraseggio stretto, difesa comunque alta, inadattabilità di taluni comprimari (Balzaretti, Piris) a cavarsela sul terreno pesante. Un handicap che finirà col pagare presto anche Totti. Chiaro che, non cambiando spartito, il match passi da una mano all’altra, e il risultato dallo 0-1 al 3-1 con gli errori di Lulic, Goicoechea, Balzaretti (che tiene in gioco Klose) e Piris. Zeman & Petkovic Coerenti. Zeman alla Roma di sempre, che torna ad avere (in comproprietà col Pescara) la peggior difesa di A pur avendo giocato una partita in meno, a Cagliari. Sei volte in vantaggio nei primi 20 minuti, quattro di queste (con Bologna, Udinese, Parma e Lazio) puntualmente sconfitta. Non può essere un caso. Petkovic coerente al proprio pragmatismo, squadra compatta, concentrata e riposata, coi soli Ledesma, Gonzalez e Marchetti impiegati giovedì in Europa League, ma sempre col fiato grosso nel finale. Poco convincente, sull’uno e l’altro fronte, la gestione dei cambi: Zeman toglie l’incolpevole Lamela (per Tachtsidis) causa inferiorità numerica e poi aggiunge Marquinho (per Florenzi) e troppo tardi Pjanic per Totti, e finire con Piris e Balzaretti entrambi in campo fa davvero uno strano effetto. Prima Radu, poi Brocchi (per Hernanes, che eresia!) e poi Cana, Petkovic si copre troppo e alla fine rischia grosso, come contro il Milan. Ma il primo derby, che non è una partita come le altre, è ugualmente suo. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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ilpersonaggio IL CAMPIONE NELLA BUFERA

Daniele ci (ri)casca Scuse, squalifica e niente Nazionale Il romanista tra mercato e problemi di ruolo Zeman: «Male, giusto perdere l’azzurro» Baldini: «Lo assolvo, ma ascolto offerte» 6 MASSIMO CECCHINI ROMA

Mettetevi nei panni di James Pallotta. Si siede in poltrona nel suo elegante studio di New York al termine di una settimana che ha visto il riconfermato Obama alla presidenza Usa (e già questo...) pensare all’aumentare dell’1% della tassazione sugli «hedge fund» — cioè sul «core business» del magnate — e invece di potersi rilassare, che cosa gli tocca vedere? La Roma incassare la 21a sconfitta (in 53 gare) della gestione americana, finendo k.o., per la terza volta in 3 derby. Non basta. Deve vedere anche il giocatore più pagato, Daniele De Rossi, perdere la testa, dare un pugno a un avversario (Mauri) e finire fuori a metà gara, indirizzandola verso il baratro. E allora come sorprender-

si se alla fine la telefonata ai dirigenti riveli delusione e (forse) voglia di un blitz a Roma insieme all’a.d. Pannes? Multa & Recidività Non è un caso, perciò, che il d.g. Baldini dica dolente. «La stanchezza c’è, ed è normale quando non ci sono i risultati, Ogni messaggio che vuoi trasmettere è chiaro che si svuota di contenuto». Ma persino l’amarezza di Pallotta passa in secondo piano dinanzi al caso De Rossi. Il centrocampista ha ricevuto il «rosso» diretto per un gancio sinistro a Mauri, e questo gli costerà per la 3a volta la Nazionale (codice etico), una pesante squalifica (forse 3 turni) e una mega multa. A a fine gara Daniele va a scusarsi con Mauri, ricevendo gli elogi sia del collega («è un gesto che gli ha fatto onore»), sia di Lotito (è una persona perbene e pulita»),

Caso Pjanic: gol, insulti e smentite E Pallotta fa sapere che è deluso dai risultati ma questo non nasconde il momento difficile. Detto che in carriera De Rossi ha già avuto sanzioni pesanti per falli violenti — la gomitata a McBride (Mondiale 2006) e quelle a Srna dello Shakhtar nella (Champions 2011) e a Bentivoglio (Serie A 2011) i casi più eclatanti — è chiaro come il pugno per divincolarsi dalla trattenuta sia la spia di un malessere che va oltre il derby, giocato peraltro nella posizione prediletta (regista). Non a caso, dopo il raddoppio laziale, il labiale di Daniele rivela un suo: «Non è possibile». Di-

ce Baldini: «Lo assolvo, rimane fondamentale: la troppa voglia l’ha reso nervoso. Il mercato? Col senno di poi ammetto che ci sono cose da non dire, ma non abbiamo né la necessità né la volontà di venderlo: ho solo detto che valuteremo le eventuali offerte, perché questo fa parte del lavoro. Ma siamo orgogliosi di averlo». Più severo invece Zeman. «Ill gesto è brutto. Bisogna partire dall’inizio però: è stato tenuto per la maglia e purtroppo ha reagito in modo sbagliato, Io lo punzecchio? No, tranne una volta quando l’ho lasciato fuori per motivazioni chiare. Poi ho sempre parlato bene di lui e ho cercato di aiutarlo. Sapeva da una settimana che avrebbe giocato e negli ultimi due giorni gli ho detto che non si deve reagire. Al derby bisogna cercare di tenere i nervi a posto e purtroppo non tutti ci riescono. Se Prandelli segue un codice etico, è giusto non convocarlo». Caso Pjanic Ma che sia un periodo nero lo certifica anche il caso Pjanic. Il bosniaco segna e libera pesanti insulti nella sua lingua (tradotti via etere da un collega slavo). Tutto lo stadio individua in Zeman il destinatario e lo stesso boemo chiede al vice Cangelosi: «Dice a me?». E l’altro conferma. A fine partita l’ufficio stampa prova a convincerlo a spegnere il caso che monta («sta succedendo un casino»), ma Pjanic non vuole farlo e si allontana. A questo punto c’è chi dice che il bosniaco sia obbligato alla retromarcia, mentre il club specifica che è il giocatore (tramite sms) a rendersi disponibile a un chiarimento al solo canale tematico. «Ho detto qualcosa dopo il gol, ma ero arrabbiato per la situazione. Non mi sarei mai permesso di insultare il mister. Non gioco ma faccio il massimo, forse mi devo adattare». E provare a essere più felice. Ma meglio che non chieda consigli a De Rossi.

I CONVOCATI AZZURRI

Torna Santon Florenzi sale ai piani alti Il ritorno di Santon e la prima volta di Florenzi. Sono le novità delle convocazioni di Cesare Prandelli in vista dell’amichevole di mercoledì a Parma contro la Francia (ore 20.50, diretta Raiuno). De Rossi fuori per violazione del codice etico. Il 21enne Santon è stato chiamato per le buone prestazioni nel Newcastle in Premier League e perché c’è bisogno di terzini. Probabile che l’ex interista sia provato sulla destra. Il 21enne Florenzi è uno dei giocatori più positivi e continui della Roma e si è guadagnato la promozione dall’Under 21. In attacco il c.t. potrebbe provare il tandem Balotelli-El Shaarawy. Ieri, a Manchester, Mancini ha spedito SuperMario in tribuna per scelta tecnica. In preallarme il difensore Peluso dell’Atalanta. Oggi il professor Castellacci valuterà le condizioni del laziale Candreva, che dopo il derby soffre per affaticamento muscolare. Portieri: Buffon (Juve), De Sanctis (Napoli), Sirigu (Psg), Viviano (Fiorentina). Difensori: Astori (Cagliari), Balzaretti (Roma), Barzagli, Bonucci e Chiellini (Juve), Criscito (Zenit), Maggio (Napoli), Santon (Newcastle). Centrocampisti: Candreva (Lazio), Diamanti (Bologna), Florenzi (Roma), Giaccherini, Marchisio e Pirlo (Juve), Montolivo (Milan), Verratti (Psg). Attaccanti: Balotelli (Manchester City), Destro (Roma), El Shaarawy (Milan), Giovinco (Juve), Osvaldo (Roma).

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le Pagelle

di RU.PA.

LAZIO LEDESMA INGEGNERE,

6,5 Pragmatica, organizzata, cinica. Ma attenzione ai cali finali

6,5 l’allenatore Petkovic I lanci di Ledesma, le volate di Hernanes, difesa bloccata, sa trovare il giusto antidoto alla pioggia e al terreno pesante. Ma coi cambi s’incarta un po’. Il brasiliano non doveva uscire.

RADU ANNASPA 7 h il migliore Hernanes Spacca la partita quasi come il pugno di De Rossi, sui cui piedi va a giocare ogni volta che lascia in surplace Bradley. Decisivo nell’azione del 2 1, impegna due volte Goicoechea.

ROMA GOICOECHEA E PIRIS

5,5

5

Psicanalista cercasi. Parte bene e poi regala, solita storia

l’allenatore Zeman

DISASTROSI 6,5 h il migliore Lamela

Se due indizi fanno una prova, qui di indizi ce ne sono in quantità industriale. Sbaglia i cambi, perché togliere Lamela e non Totti a disagio nel diluvio? E in difesa s’inventi qualcosa

Sarà che in certi casi hanno ragione gli assenti: segna subito ed è la sesta volta consecutiva, Zeman lo toglie nell’intervallo e non è una buona idea, anche se sul 2 1 pure lui sta a guardare

5

6

6

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6

4,5

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6

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5

5,5

Marchetti

Konko

Biava

Dias

Lulic

Mauri

Goicoechea

Piris

Burdisso

Marquinhos

Balzaretti

Bradley

Sul gol di Lamela può poco, ma sulla punizione da metà campo di Pjanic staziona fuori porta e si fa beffare. Salva su Totti, Osvaldo lo grazia nel finale e gli va davvero di lusso.

Il primo a suonare la riscossa laziale con un colpo di testa di poco alto. Soffre Totti solo all’inizio, poi l’acqua e il fisico lo aiutano a domarlo. Finale difficile con Marquinho.

Qualche splash non proprio da cineteca, ma rischia poco con un Osvaldo bene intonato, che gli ruba il tempo su un paio di palloni ma senza mai riuscire a inquadrare la porta.

Vedendo quel che succede dall’altra parte verrebbe voglia di premiarlo oltre i propri meriti che sono quelli di tenere la posizione e di guidare il reparto. Ma sull’1 0 se ne sta altrove

Si perde Lamela sul gol, quello si aiuta ma grande e grosso com’è non dovrebbe farsi spostare. Macina la fascia sinistra ma soffre il fondo pesante. Ammonito, va in squalifica

Sfrutta l’errore di Piris e mette in cassaforte il derby. Piedi buoni tra i tanti lega con Hernanes e scambia fascia con Candreva. Espulso nel finale, ma non meritava il primo giallo.

Va bene che diluvia, ma proprio per questo mettere i pugnetti come fa sul tiro di Candreva vuol dire suicidarsi. Poi para su Hernanes, ma è tardi, troppo tardi per finire assolti.

L’assist con cui consegna il 3 1 a Mauri dopo un innocuo lancio di Ledesma è da manuale del calcio alla rovescia. Non nuovo a simili disastri: sarà, come dice Zeman, iellato.

Cerca di far funzionare una difesa che non ne vuole sapere. Non è imputabile sui gol, ma la Lazio guadagna troppe punizioni dal limite. Ammonito, va in squalifica.

Klose lo castiga sul diagonale di Hernanes spuntandogli alle spalle. Non il maggior colpevole, ma quasi. Per il resto lotta come suo solito, ma senza mai emergere.

Comincia benino, ma quando piove a dirotto è tra i primi a pasticciare. La condizione fisica non sembra buona. Tiene in gioco Klose sul 2 1, errore da matita blu.

Perde il duello che lo oppone a Hernanes ma è quello che fa il fenomeno. L’errore grave è sul gol del 2 1, per il resto si difende e cerca anche di rifarsi, suo il cross del possibile 3 3.

6

7

6,5

7

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5,5

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6

5

6

6,5

Gonzalez

Ledesma

Candreva

Klose

Radu

Brocchi

De Rossi

Florenzi

Osvaldo

Totti

Tachtsidis

Pjanic

Fa legna e riscalda i cuori biancocelesti. Chiude davanti a Marchetti una pratica complicata e fa a gara con Florenzi su chi ha più fiato. Finisce pari, ma il derby se lo piglia lui.

Sempre più ingegnere che geometra, è il primo a capire che sotto il diluvio bisogna andare per le spicce. Lanci lunghi e via. Giocatore sottovalutato, vera anima di questa Lazio.

Vecchio cuore giallorosso (o no?), non ha pudore nello scaricare la punizione diritta tra gli occhi di Goicoechea. Quello fa il resto e lui esulta. (Cana s.v.)

Mette la sua firma anche su questo derby, col solito gol rapinoso ma facile solo in apparenza. Lotta su tutti i palloni, anche con cattiveria, e si conferma irrinunciabile terminale.

Sostituisce Lulic e lo fa rimpiangere. La Lazio comincia ad arretrare e lui, dopo il buon rientro in Europa League, ad annaspare. Non ancora pronto per una partita e un campo così.

Subentra a Hernanes ma non è colpa sua. Cerca di far legna ma la Lazio perde in un attimo metri, incanto e ispirazione e finisce con il rischiare una impensabile rimonta. Salvo.

Che dire? Fin quando non perde la testa sarebbe tra i migliori della Roma, ma questo aggrava la sua posizione. La squalifica lo aiuterà a riflettere. Si spera.

Fa a corse con Gonzalez e non demerita, ma il ragazzino champagne delle prime giornate è già un ricordo. Preoccupato, e si vede. (Marquinho 6 entra sul 3 1 e fa benino).

Fino all’ultimo dà l’idea di quello che con la sua zampata può cambiare la (solita) storia del match perso in rimonta. Non trova la porta di testa e di piede, ma si batte da leone.

Non è il suo campo e molto presto non è la sua partita. Zeman non se la sente di toglierlo nell’intervallo e non lo aiuta. Resta in campo, inutile, fino al minuto 71. Troppo.

Subentra al De Rossi espulso al posto (sic!) di Lamela e mette un po’ di ordine in una metà campo disastrata. Ammonito, sarà squalificato pure lui e sono problemi.

Poco più di 20’ al posto di Totti, segna da metà campo, polemizza di qui e di là, mette quasi da solo paura alla Lazio. Chiaro che doveva giocare di più, magari con Lamela

GLI ARBITRI

ROCCHI 6 Match non facile da gestire, se la cava bene anche se l’1-0 di Lamela è al limite e il primo giallo a Mauri non esiste. Padovan 7-Tonolini 6; Mazzoleni 6-De Marco 6.


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SERIE A LE STATISTICHE DEL BIG MATCH CIFRE E CURIOSITA’

Il «verbo» di Hernanes 6 tiri, 5 dribbling, 1 assist Il brasiliano domina a centrocampo: 56 tocchi, solo 5 errori Totti non brilla: 11 passaggi sbagliati sono davvero troppi ANDREA SCHIANCHI

Se lo chiamano il Profeta un motivo dev’esserci, e non necessariamente di origine religiosa. Hernanes, in una delle due partite più importanti del campionato (l’altra è il derby di ritorno...), dimostra di possedere il verbo e di saperlo diffondere. Vederlo giocare è uno spettacolo: imposta, corre, rallenta, accelera, dirige, assiste e tira. Eccome se tira! Ben 6 le conclusioni verso la porta romanista, 4 nello specchio e 2 fuori. Non è un regista, non è semplicemente una mezzala e non è nemmeno un classico fantasista: diciamo che Hernanes è un bravo giocatore, e basta. E i bravi giocatori stanno in qualsiasi modulo, senza bisogno che gli si appiccichino addosso scomode etichette. A centrocampo la Lazio vince la sfida contro Zeman e a centrocampo il Profeta domina e illumina. Per la legge transitiva, che però nel calcio non sempre funziona, si potrebbe affermare che Hernanes batte Zeman. Esagerazione, d’accordo, ma giustificata da una prestazione d’alto livello. Pochi errori A parte il numero delle conclusioni, della prova del brasiliano restano negli occhi anche 2 cross, 1 assist, 1 sponda, 1 passaggio filtrante. Su 56 tocchi effettuati Hernanes sbaglia soltanto 5 passaggi (16 quelli giusti). Se proprio si deve trovare un difetto, andiamo a vedere i palloni recuperati: 2. Pochi, troppo pochi per uno che gioca lì in mezzo. E troppe le palle perse: ben 11. Ma sono dettagli, piccolezze, di fronte alle quali Hernanes può opporre anche i

diamo i numeri POSSESSO PALLA

ROMA

55,1 CONTRASTI VINTI

LAZIO

77

la Sfida ANDERSON HERNANES 27 ANNI LAZIO

FRANCESCO TOTTI 36 ANNI ROMA

A che serve tenere il pallone tra i piedi se poi non sai che farne? Domanda da rivolgere alla Roma: idee troppo confuse. I derby si vincono anche con la grinta. La Lazio dimostra di averla: 77 contrasti vinti contro i 55 della Roma.

PALLONI RECUPERATI

BIAVA

8

PALLONI TOCCATI

56

54

Che il miglior recuperatore di palloni sia un difensore centrale (Biava) significa una cosa sola: la Lazio ha atteso, ha pazientato ed è ripartita.

TIRI EFFETTUATI

6

1

PALLONI RECUPERATI

2

2

PALLONI PERSI DRIBBLING RIUSCITI

5

PASSAGGI SBAGLIATI

5

TOTTI

0 11

Si volteggia alla ricerca del pallone in mezzo alla bufera. Klose e De Rossi lottano, saltano, si avvitano... E sembrano due ballerini... ANSA

5 dribbling riusciti (su 6 tentanti). Difficile trovare un centrocampista che cerchi così spesso l’uno-contro-uno, punti l’avversario e gli vada via regolarmente.

Il laziale è al centro del gioco: corre, imposta e salta gli avversari come birilli

Tanti errori Tanto per fare un

paragone, per di più con un giocatore che si muove in posizione più avanzata rispetto a quella del Profeta, prendiamo la prestazione di Totti: il capitano cerca il dribbling soltanto 3 volte e per 3 volte gli avversari gli portano via il pallone. Inoltre sbaglia tantissimo: 11 passaggi consegnati al nemico cui si devono aggiungere i 4 contrasti persi. D’accordo, il campo dell’Olimpico ridotto a una palude non aiuta Totti, che fa della tecnica la sua arma migliore: però anche Hernanes ha piedi dolci e tocchi felpati, e il fango non lo ha certo penalizzato. Dunque, pri-

18 Le condizioni del campo non lo aiutano, ma da uno come Totti non ci si aspettano tanti errori e tanti palloni persi: 18 sono davvero uno sproposito.

CROSS EFFETTUATI

BALZARETTI ma di attaccarsi a certi particolari (tipo la pioggia, il prato scivoloso e via dicendo), meglio riflettere. Totti calcia verso la porta una sola volta, confeziona 2 cross, 3 sponde e 2 assist. Ma poi si spegne, minuto dopo minuto. E la sua prestazione, sicuramente non brillante, è certificata dai 18 palloni persi. Hernanes è padrone assoluto del campo. Totti, invece, va al traino: non impone la sua legge, si limita a giochicchiare, non azzanna, nemmeno morde. Per vincere un derby serve di più. Molto di più. © RIPRODUZIONE RISERVATA

6 Il gioco di Zeman prevede che si vada sulle fasce a mille all’ora e Balzaretti rispetta il diktat, anche se soffre in difesa.

SPONDE EFFETTUATE

MAURI

6

La manovra della Lazio prevede l’utilizzo di un centrocampista (Mauri, spesso) per far da sponda a un compagno.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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SERIE A 12a GIORNATA

Klose, un uomo chiamato derby Il tedesco ancora decisivo: con lui tre vittorie su tre per la Lazio: «Siamo stati fenomenali» STEFANO CIERI ROMA

omaggio a Gabbo

L’uomo di ghiaccio stavolta si è sciolto. Potere del derby romano che, se lo vivi da dentro, è capace di coinvolgere emotivamente anche i campioni più navigati, quelli che hanno segnato centinaia di gol e vinto ad ogni latitudine. Miro Klose è uno di questi. Eppure, anche uno come lui, quando arriva la stracittadina romana, si trasforma. Ha segnato (ancora) e ha esultato come raramente gli capita: agitandosi, lui che di solito si limita a fare il gesto dell’o.k. con la mano. E ha festeggiato, come ancor più raramente è uso fare, andando sotto la curva laziale al fischio finale. Tre su tre Ma soprattutto ha vinto il terzo derby su tre disputati. E ancora una volta lo ha vinto da uomo decisivo. Come nella stracittadina di andata della scorsa stagione, quando al 93’ realizzò il gol che interruppe la serie di 5 vittorie consecutive giallorosse e regalò un successo alla Lazio che mancava da due anni e mezzo. Decisivo lo fu anche nel derby di ritorno quando dopo dieci minuti si procurò il rigore che causò l’espulsione di Stekelenburg e consentì a Hernanes di aprire le marcature dagli undici metri. Decisivo lo è stato di nuovo ieri quando, poco prima dell’intervallo, si è avventato sulla palla calciata da Hernanes per trasformarla nel gol del sorpasso definitivo ai danni della Roma. Febbre da derby E pensare che

ha rischiato di non esserci. «Ho avuto un po’ di febbre alla vigilia — ha rivelato il tedesco —, anche per questo motivo alla fine ci ho messo un po’ ad andare a festeggiare: ho volu-

INCIDENTI

Un tifoso accoltellato e tre fermati ROMA Il bilancio del derby parla di un accoltellato e di 3 fermi (2 minorenni e un maggiorenne che ha ricevuto il Daspo di 3 anni), nonostante gli oltre mille uomini delle forze dell’ordine messi in pista dalla Questura. Nelle operazioni di bonifica la polizia aveva scovato vicino all’Olimpico un vero e proprio arsenale: una trentina di armi improprie tra coltelli, cacciaviti, manici di piccone, molotov e materiale pirotecnico. Già intorno alle 12 erano state identificate dalla Digos 11 persone, poco dopo la tifoseria laziale ha provato (invano) a forzare il cordone di sicurezza vicino a Ponte Duca d’Aosta per raggiungere i supporter giallorossi. Due tifosi della Roma, però, ne hanno fatto le spese lo stesso: uno è stato accoltellato a un gluteo (ma non è in pericolo), l’altro ha preso un pugno in faccia. La reazione della tifoseria romanista si è scatenata sulle forze dell’ordine, con lancio di oggetti e di molotov. «Che sia il derby dell’amicizia», aveva chiesto il sindaco Alemanno ieri mattina. Non lo è stato, neppure stavolta. Pugliese-Stoppini

Tutti per Sandri Cinque anni dopo È stato un derby in ricordo di Gabriele Sandri, a 5 anni dalla morte. I tifosi della Lazio gli hanno dedicato la coreografia, i 22 giocatori hanno indossato una maglia con il numero 81 (l’anno di nascita di Gabbo) e il nome Gabriele. E prima del match il fratello, Cristiano, è andato sotto la curva Nord con il figlio di tre anni e mezzo, chiamato Gabriele proprio come Gabbo EIDON

to prima cambiare la maglietta». La febbre da derby l’ha fatta venire al pubblico laziale con il settimo gol in questo campionato. «Della mia rete mi interessa relativamente. L’importante era vincere, questa è una partita troppo importante per noi giocatori, per la società e soprattutto per i nostri tifosi che sono unici. Abbiamo fatto una grande gara, non era facile giocare su un campo così pesante e non era facile prevalere dopo essere andati sotto». In passato, quando Klose non era ancora biancoceleste e quando la Lazio i derby li perdeva sistematicamente, la rimonta sarebbe stata probabilmente impensabile. Ma quando hai davanti un totem chiamato Klose tutto diventa

più facile. E si può anche sognare: «Il campionato è ancora lungo, dobbiamo vivere alla giornata. Ma siamo una grande squadra, guidata da un grande allenatore, e abbiamo tifosi straordinari». E ora Gerd E Petkovic, esaltato

dal suo cannoniere, ha ricambiato i complimenti, estendendoli però a tutta la squadra: «Grande Klose, ma grandi tutti senza alcuna eccezione. Sono orgoglioso di questo gruppo: mi ha regalato una delle soddisfazioni più grandi della mia carriera». A fine derby Petkovic non è stato l’unico allenatore a coccolarsi il tedesco d’acciaio. All’Olimpico c’erano infatti anche due tecnici cui Klose è particolarmente lega-

to: il c.t. tedesco Joachim Low e il santone Otto Rehhagel, ex allenatore di Werder e Kaiserslautern ed ex c.t. della Grecia. In serata Miro è partito con loro direzione Germania. Mercoledì sarà infatti in campo ad Amsterdam per Olanda-Germania. Un’amichevole come tante altre? Assolutamente no. Per Klose può essere la partita dell’aggancio se non del sorpasso a Gerd Muller. Il bomber degli Anni 70 lo precede di un solo gol (68 contro 67) al primo posto della classifica dei marcatori di tutti i tempi della nazionale tedesca. Dopo il terzo derby vinto su tre disputati l’uomo di ghiaccio avrà un’altra occasione per sciogliersi. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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SERIE A 12a GIORNATA le Pagelle

TIFOSI CONTRO A GENOVA

È contestazione Ciro: «Non lascio»

L’argentino Paulo Dybala, 19 anni giovedì, abbracciato da Brienza ANSA

Doppio Dybala Samp caos: con Ferrara record di k.o. Risorge il Palermo: 7a sconfitta di fila per i doriani, ma il tecnico farà il derby PALERMO SAMPDORIA

2 0

PRIMO TEMPO 0-0 MARCATORI Dybala al 7’ e al 26’ s.t.

PALERMO (3-4-2-1) Ujkani; Munoz, Donati, Von Bergen; Morganella, Barreto, Kurtic, Garcia; Ilicic (dal 38’ s.t. Bertolo), Brienza (dal 28’ s.t. Zahavi); Dybala (dal 46’ s.t. Budan). PANCHINA Benussi, Brichetto, Pisano, Viola, Milanovic, Giorgi, Labrin, Rios, Aquino. ALLENATORE Gasperini. CAMBI DI SISTEMA nessuno. BARICENTRO ALTO 55,6 metri. ESPULSI nessuno. AMMONITI Munoz per gioco scorretto.

SAMPDORIA (4-4-2) Romero; Mustafi, Gastaldello, Rossini (dal 38’ s.t. Juan Antonio), Costa; Munari, Obiang, Maresca, Poulsen (dal 1’ s.t. Estigarribia); Soriano (dal 14’ s.t. Icardi), Eder. PANCHINA Berni, Renan, Castellini, Tissone, De Silvestri, Savic, Falcone. ALLENATORE: Ferrara. CAMBI DI SISTEMA Dal 38’ s.t. 3-4-1-2. BARICENTRO BASSO 51 metri ESPULSI nessuno. AMMONITI Gastaldello per gioco scorretto; Eder per comportamento non regolamentare. ARBITRO Giannoccaro di Lecce. NOTE Spettatori paganti 4.137 incasso 159.953 euro; abbonati 9.286 quota 127.387 euro. Tiri in porta 10-3. Tiri fuori 8-2. In fuorigioco 2-2. Angoli 8-5 . Recuperi p.t. 1’; s.t. 3’.

DAL NOSTRO INVIATO

FRANCESCO CARUSO PALERMO

Ma che bella festa di compleanno. Mancavano giusto le candeline, sostituite da una magnifica doppietta sulla torta verde del Barbera. I primi gol italiani di Paulo Dybala arrivano in coppia. E il 18enne attaccante argentino li dedica teneramente al papà che non c’è più e a se stesso come regalo per i 19 anni che compirà giovedì. A Palermo è nata un’altra stella sudamericana: dopo Pastore, ancora un argentino. Due reti, una più bella dell’altra, che permettono al Palermo di tornare al successo quasi un mese e mezzo dopo la goleada al Chievo (4-1 il 30 settembre). E le reti potevano essere pure 3 se Romero non avesse neutralizzato l’ultimo tentativo della nuova joya (gioiello) dei rosaneri, visto che anche Abel Hernandez ha lo stesso soprannome. Per una

Samp contestata a Genova da circa 50 tifosi, che hanno atteso la squadra all’uscita dall’aeroporto. Applausi di scherno e qualche insulto nei confronti del pullman blucerchiato. La ripresa degli allenamenti in vista del derby è fissata per domani pomeriggio a Bogliasco. Con Ciro Ferrara: «Le responsabilità sono tutte mie — ha detto a fine partita — ma le dimissioni non rientrano nel mio carattere».

le Pagelle di F.C.

BRIENZA ISPIRA MALE ROSSINI OBIANG LEONE PALERMO 7 UJKANI 6 Due sole parate. MUNOZ 6,5 Un intervento provvidenziale in area su Eder. DONATI 6,5 Recuperato in extremis, registra bene la difesa.

stella che sorge, un’altra che si appanna, quella di Ciro Ferrara, il tecnico che ha perso più volte di fila in Serie A e ha messo in bacheca un tristissimo record: 7 sconfitte consecutive come mai nella storia blucerchiata. Un nero primato che sembrava destinato a porre fine all’esperienza genovese dell’ex c.t. dell’Under 21. Ma un po’ a sorpresa il d.s. doriano, Pasquale Sensibile, ha annunciato che Ferrara rimane al suo posto. Anche perché il derby bussa alle porte e il club di Corte Lambruschini evidentemente non vuole prendersi la responsabilità di una brusca inversione a U a pochi giorni dalla partita che vale mezza stagione.

VON BERGEN 6,5 Pochi problemi con Soriano prima e Icardi dopo.

Confusione Rimane il fatto che la Samp vista alla Favorita è una larva di squadra, un’accozzaglia di giocatori confusi. Ferrara abiura al 4-3-3 in favore del 4-4-2 mischiando inutilmente le carte. Il Palermo, privo di Miccoli, trova invece una nuova strada verso la vittoria. Che non è fatta solo dai gol di Dybala, ma è ispirata soprattutto dalle giocate imprevedibili di Brienza, il migliore in campo. Il piccolo e immarcescibile talento di Ischia fa ammattire la difesa blucerchiata spedendo davanti alla porta di Romero ora Ilicic ora il più giovane dei tanti argentini d’Italia. Ed è già un miracolo se la Samp va al riposo sullo 0-0. Un paio di volte sbagliano gli avanti rosanero, qualche altra ci mettono una pezza (e un piede) Gastaldello e lo stesso Romero, ma è evidente che di questo passo il fortino blucerchiato è destinato a capitolare. Accade infatti in avvio di ripresa quando Brienza salta come birilli Mustafi e Gastaldello e porge in area a Dybala che scarica un bolide sotto la traversa. La risposta della Samp non va oltre un paio di punizioni di Eder e Maresca. E i padroni di casa trovano il bis, sempre con Dybala, assistito ancora da Brienza: il diagonale stavolta s’infila sul palo più lontano. Allo scadere il piccolo argentino potrebbe fare tris, direttamente su rinvio di Ujkani, ma stavolta Romero ci arriva. Dalla cenere sampdoriana è risorto il Palermo.

DYBALA 7,5 Primi gol italiani e prova molto buona (Budan s.v.).

© RIPRODUZIONE RISERVATA

MORGANELLA 6 Usa la fascia un po’ meno del solito.

di G.L.O.

CERCI SCATENATO SANTANA CORRE GILA, CRISI NERA TORINO 6,5 GILLET s.v. Zero tiri in porta, un paio di tuffi per seguire la palla che esce.

Danilo D’Ambrosio, 24 anni, salta di gioia dopo il gol decisivo LAPRESSE

Il Torino vince dopo 40 giorni Bologna: 0 tiri rabbia Diamanti Decisivo il gol di D’Ambrosio. L’azzurro: «Ci vuole più attaccamento alla maglia» TORINO BOLOGNA

BARRETO 7 Difficile contare il numero di palle recuperate.

PRIMO TEMPO 0-0 MARCATORE D’Ambrosio al 20’ s.t.

KURTIC 6 Di fronte a sé ha uno dei doriani più attivi, Obiang: ne esce uno scontro alla pari.

TORINO (4-2-4)

GARCIA 6 Ingaggia un duello con Munari che lo mette in difficoltà. ILICIC 6 Manca un gol facile in avvio, non è in giornata di grazia. (Bertolo s.v.) IL MIGLIORE h 7,5 BRIENZA Ispiratore prezioso per Ilicic e per Dybala, che approfitta due volte dei suoi assist. ZAHAVI 6 Entra a risultato acquisito e fa il suo.

ALL. GASPERINI 7 Una prestazione convincente.

SAMPDORIA 4 ROMERO 5,5 Qualche responsabilità sul primo gol, che s’infila sul «suo» palo. MUSTAFI 6 Svolge il compitino. GASTALDELLO 6 Provvidenziale in un paio di salvataggi anche se si fa superare sul primo gol. ROSSINI 5 Uno dei peggiori, sbagli a raffica (Juan Antonio s.v.). COSTA 6 Con prudenza prova a mettere la testa fuori dal guscio.

h

IL MIGLIORE 6,5 MUNARI

Fra i più intraprendenti tenta di movimentare l’azione. OBIANG 6 Lotta senza arrendersi. MARESCA 6 Qualche flebile iniziativa. POULSEN 5 È il fianco debole. ESTIGARRIBIA 6 Meglio del danese ma non sposta gli equilibri. SORIANO 5 Non incide. ICARDI 5,5 Trova la conclusione ma senza impensierire Ujkani. EDER 5,5 Una buona iniziativa in area e un tiro. ALL. FERRARA 5 Mette in campo una squadra senza capo né coda.

ARBITRI GIANNOCCARO 6,5 Nessuna decisione complicata, svolge bene l’ordinarietà. Vede bene anche sul secondo gol di Dybala, in posizione regolare.

Petrella 6,5-Vuoto 6,5; Guida 6-Abbattista 6.

1 0

Gillet; Darmian, Glik, Rodriguez, D’Ambrosio; Basha (dal 29’ s.t. Brighi), Gazzi; Cerci, Bianchi (dal 19’ s.t. Meggiorini), Sansone, Vives (dal 1’ s.t. Santana). PANCHINA Gomis, Di Cesare, Masiello, Agostini, Verdi, Birsa, Sgrigna. ALLENATORE Ventura. CAMBI DI SISTEMA nessuno. BARICENTRO MEDIO 52,2 metri ESPULSI nessuno AMMONITI Gazzi per gioco scorretto, Darmian per comp. non regolamentare

BOLOGNA (5-3-1-1) Agliardi; Garics, Antonsson (dal 29’ s.t. Gabbiadini), Sorensen, Cherubin, Pulzetti (dal 1’ s.t. Motta); Taider, Perez (dal 14’ s.t. Krhin), Guarente; Diamanti; Gilardino. PANCHINA Curci, Lombardi, Radakovic, Riverola, Kone, Abero, Pazienza, Pasquato, Paponi. ALLENATORE Pioli. CAMBI DI SISTEMA 4-3-1-2 dal 29’ s.t. BARICENTRO MEDIO 51,9 metri ESPULSI nessuno. AMMONITI Motta, Sorensen, Perez, Garics e Pulzetti per gioco scorretto ARBITRO Gervasoni di Mantova NOTE paganti 5.184, incasso 98.585 euro, abbonati 8.539, quota 114.515 euro. Tiri in porta 3-0. Tiri fuori 4-8. In fuorigioco 3-5. Angoli 6-3. Recuperi p.t. 1’, s.t. 3’

brosio con Agliardi e Motta non impeccabili. Ma fino a quel momento il Toro aveva faticato molto per buttare giù il muro rossoblù. Sapendo che Pioli avrebbe schierato un centrocampista in più (Guarente) e un attaccante in meno (Gabbiadini), Ventura punta sul 4-2-4 mascherato con un’ala in meno (Santana) e Vives, un mediano, sulla sinistra con il compito di accentrarsi per garantire la parità numerica nella zona chiave. Preoccupazione inutile, perché il Bologna schiera una blindatissima difesa a 5 e stavolta non c’è neppure l’imbarazzo tattico di decidere dove stanno gli esterni in fase di non possesso: stanno in linea con i tre centrali e spingono pochissimo. Il Toro capisce subito che ci sarà da soffrire, si arma di pazienza, comincia a ruminare gioco affidando al folletto Cerci il compito di fare l’apriscatole. Suoi i due assist che l’irriconoscibile Bianchi, più tardi sostituito da Meggiorini, butta alle ortiche; suoi i dribbling che fanno impazzire lo stralunato Pulzetti. Partita incartata. E allora all’inizio del secondo tempo Ventura chiede a Santana, che non ha ancora i 90 minuti nelle gambe, di fare come Cerci dalla parte opposta. Mossa giusta e produttiva.

DAL NOSTRO INVIATO

GUGLIELMO LONGHI TORINO

È il pomeriggio dei digiuni che s’interrompono: quello del Torino che torna a vincere dopo 40 giorni, in casa dopo oltre due mesi. E dei digiuni che continuano: quello del Bologna, all’asciutto dal 30 settembre, da quando (che coincidenza) non segnano Gilardino e Bianchi. E continuando nella metafora calorica: è il Toro che dimostra di avere molta più fame, e per questo viene premiato. Pioli, invece, continua la dieta retrocessione: quinta sconfitta nelle ultime sei gare. Decisive le ali Non è stata una partita che passerà alla storia. Un dato su tutti: il primo tiro in porta (punizione di Sansone) arriva al minuto 20 della ripresa, e subito dopo c’è il gol, cross di Santana da sinistra e colpo di testa di D’Am-

Zero tiri Incassato il gol, Pioli cambia modulo passando al 4-3-1-2 con Gabbiadini al posto di Antonsson e Diamanti dietro le punte. Mossa giusta ma inutile. La squadra finalmente lascia il fortino e comincia a spingere, ma senza lucidità, restando lontano dall’area dei granata e chiudendo con il poco invidiabile bilancio di zero tiri in porta. Pioli, che dopo la partita ha parlato col presidente Guaraldi e al momento non sembra rischiare, si è detto soddisfatto (!): «La differenza l’ha fatta il gol e comunque la salvezza passa dal Dall’Ara». Sottinteso: si può anche perdere sul campo del Torino, dove in effetti il Bologna non vince da 32 anni. Ma Diamanti, lasciato troppo solo da un centrocampo di velina, è andato giù duro: «Ci vuole più attaccamento alla maglia. E se serve bisogna fare di più i figli di puttana». © RIPRODUZIONE RISERVATA

DARMIAN 6 Presidia la fascia aspettando pericoli che non arrivano. GLIK 6 Gilardino non gli dà molte preoccupazioni. RODRIGUEZ 6 Pomeriggio tranquillo per il vice Ogbonna. D’AMBROSIO 7 Al di là del gol, spinge con continuità. BASHA 6,5 Sostiene con sicurezza il peso del 4 2 4 BRIGHI 6 Entra nel momento più delicato. GAZZI 6 Con Basha forma una coppia affidabile.

h

IL MIGLIORE

7 CERCI

Devastante sulla destra nella prima mezz’ora, si (ri)scatena nell’ultima dopo aver tirato il fiato. BIANCHI 5 Litiga con se stesso, si mangia due occasioni. Capitano depresso. MEGGIORINI 6,5 Un tiro da fuori che per poco non sorprende Agliardi. SANSONE 6 Spalla di Bianchi, fatica a ritagliarsi lo spazio. VIVES 5 Finto esterno o finto centrocampista? Nel dubbio, finge di giocare. SANTANA 6,5 Corsa e creatività: spariglia le carte sulla sinistra. ALL. VENTURA 7 La squadra tira poco, ma l’idea di gioco è ben definita.

BOLOGNA 5 AGLIARDI 5,5 Incerto sul gol, bene in un paio di occasioni. GARICS 5 Non spinge e quando lo fa non lascia tracce. ANTONSSON 6 Come i colleghi di reparto, regge fino al 20’. GABBIADINI 5 Preso il gol, Pioli si affida a lui. Inutile. SORENSEN 6 Vince alla distanza il duello muscolare con Bianchi. CHERUBIN 6 Si occupa in particolare di Sansone. Così e così. PULZETTI 5 Va in totale confusione contro l’esuberanza di Cerci. MOTTA 5 Si perde la marcatura di D’Ambrosio nell’azione dell’1 0. TAIDER 5 Latita ai margini del gioco, si sveglia tardi. PEREZ 5 Torna dopo un mese e mezzo: male. Esce per una botta. KHRIN 5 Ha il compito di tirare su la squadra. Non ci riesce. GUARENTE 5 Il centrocampista in più che doveva fare la differenza. Non pervenuto. IL MIGLIORE h 6,5 DIAMANTI Lui c’è sempre: quando il Bologna pensa solo a difendersi e quando prova ad attaccare. GILARDINO 5 Solo una girata in area: crisi nerissima. ALL. PIOLI 5 Sceglie un modulo troppo rinunciatario. La squadra, molle e senza idee, non lo aiuta.

ARBITRI GERVASONI 6,5 Partita non proibitiva: vede bene sui cartellini gialli. Non è da calcio di rigore il contrasto tra Bianchi e Sorensen. Posado 6-Bianchi 6; Peruzzo 6-Roca 6.


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Udinese furiosa Ci pensa il Chievo a sistemare tutto Luciano sbaglia un rigore, Paloschi lo segna Due gol di Angella sigillano un pari contestato DAL NOSTRO INVIATO

ladedica

PIERFRANCESCO ARCHETTI VERONA

Il Chievo è rispettato per il comportamento leale, la correttezza dei tifosi e l’assenza di particolari inimicizie, a livello di Serie A. Contro l’Udinese cerca addirittura di attutire i tuoni delle polemiche che si sentono vicini già a partita in corso, perché la catena di destra della squadra arbitrale non azzecca mai le decisioni fondamentali e figurarsi se la passerà liscia davanti a microfoni e moviole. Per una volta, il Chievo ha dei vantaggi evidenti e forse teme che arrivi la vendetta dei fischietti nei prossimi turni, quindi fa in modo che gli avversari pareggino sempre e subito. Beneficia di un fischio che fa annullare una rete valida? Dopo due minuti piglia il pari in un’azione identica. Va a tirare un rigore che non sembra esserci? Luciano lo butta tra traversa e cielo. E quando, quasi allo scadere, un altro penalty nasce da un fuorigioco non visto, chiede ai friulani di perdonare il killer Paloschi (senza ritegno, segna) offrendo il fianco (sinistro) per il 2-2, quando già è iniziato il recupero: «Abbiamo dominato, toglierei solo quei 5 minuti fra proteste e disattenzioni che hanno riportato in parità l’Udinese» spiega Eugenio Corini, che tenta di non far vedere quanto gli girino

Angella: «Doppietta per Morosini» La dedica di Gabriele Angella: «Questi due gol sono per Morosini: giocavamo insieme a Udine, abbiamo passato 6 mesi sempre vicini. Lui mi dà la forza per continuare e migliorare».

CHIEVO

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UDINESE

2

PRIMO TEMPO 1-1 MARCATORI Andreolli (C) al 38’, Angella (U) al 42’ p.t.; Paloschi (C) su rigore al 44’, Angella (U) al 46’ s.t. CHIEVO (4-3-3) Sorrentino; Sardo, Andreolli, Dainelli, Jokic; Guana (dal 22’ s.t. Vacek), L. Rigoni, P. Hetemaj; Luciano (dal 27’ s.t. Paloschi), Thereau, Pellissier (dal 15’ s.t. Samassa). PANCHINA Puggioni, Viotti, Farkas, Papp, Cofie, Cruzado, Stoian, Moscardelli, Di Michele. ALLENATORE Corini CAMBI DI SISTEMA nessuno BARICENTRO MEDIO 52,4 metri ESPULSI nessuno AMMONITI L. Rigoni, P. Hetemaj per gioco scorretto.

UDINESE (3-5-1-1) Brkic; Angella, Danilo, Coda (dal 1’ s.t. Heurtaux); Basta, Pereyra, Allan, Lazzari (dal 25’ s.t. Faraoni), Armero; Maicosuel; Di Natale (dal 20’ s.t. Ranegie). PANCHINA Padelli, Favaro, Zielinski, P. Barreto, Fabbrini, Berra, Reinthaler. ALLENATORE Guidolin CAMBI DI SISTEMA nessuno BARICENTRO MEDIO 52,6 metri ESPULSI Danilo al 42’ s.t. per doppia ammonizione (entrambe per gioco scorretto), Guidolin e Carnevale (dirigente) per proteste AMMONITI Lazzari, Ranegie, Pereyra, Allan per gioco scorretto.

ARBITRO Doveri di Roma NOTE spettatori n.c. Tiri in porta 5 (2 traverse)-4. Tiri fuori 10-4. Fuorigioco 2-4 Angoli 5-2. Recupero 2+2’ p.t., 5' s.t.

POCO SPETTACOLO LA SQUADRA DI DONADONI È TROPPO PREVEDIBILE

Il Parma non sa graffiare Il Siena prende un punto PARMA SIENA

0 0

PARMA (3-5-2) Mirante; Zaccardo, Paletta, Lucarelli (dal 1’ s.t. Belfodil); Rosi, Marchionni, Musacci (dal 23’ s.t. Acquah), Parolo, Gobbi; Amauri (dal 34’ s.t. Sansone), Biabiany. PANCHINA Pavarini, Bajza, Maceachen, Morrone, Palladino, Belaouane, Fideleff, Ninis, Pabon. ALLENATORE Donadoni. CAMBI DI SISTEMA dal 1’ s.t. 4-3-3. BARICENTRO ALTO 56.5 metri ESPULSI nessuno. AMMONITI Biabiany per comportamento non regolamentare, Marchionni e Zaccardo per gioco scorretto.

ARBITRO Celi di Livorno. NOTE paganti 1.509, incasso 6.874 euro; abbonati 9.102, quota 79.446,45 euro. Tiri in porta 5-2. Tiri fuori 8-5. In fuorigioco 2-2. Angoli 6-4 Recuperi p.t. 3’, s.t. 3’.

Bufera Se Gianpaolo Pozzo dif-

fonde via satellite il suo pensiero pesante («Dilettanti impresentabili»), Francesco Guidolin cerca di essere comprensivo con gli arbitri, ma il senso della massa di errori gli sfugge: «Io e il guardalinee eravamo vicini, davanti a Thereau quando parte in fuorigioco. L’abbiamo vista da un metro, non ho bisogno di replay. Poi ho solo detto "guardi che era fuorigioco". L’ho ripetuto con gentilezza. Sono stato espulso». Dallo stesso arbitro che lo aveva cacciato il 7 ottobre a Napoli, ultima sconfitta dei friulani, al quinto risultato utile di fila. Il protagonista principale delle convulsioni post match non è Doveri, ma l’assistente Ranghetti: sbandiera un offside su rete di Lazzari in linea; capovolge un fuori per il Chievo indicando il corner da cui nasce l’1-1 (Corini lo sottolinea); non ferma la scena del secondo penalty, che costringe Danilo al doppio giallo. Mentre il primo rigore — contatto tra il brasiliano e Dainelli, lieve — sembra essere una cooperazione Doveri-Merchiori, giudice di porta. Altri sbagli Anche le squadre però sbagliano tanto. Il Chievo vince il premio per l’iniziativa, non quello per le realizzazioni: il dominio iniziale non porta al gol, nonostante un continuo approdo in area. Allora Brkic ne combina un’altra buttando sulla traversa un corner di Luciano prima del tap in di Andreolli. I due pareggi di Angella, ai primi centri in A, sono furiosi corpo a corpo soprattutto con Sardo. L’Udinese, con 7 assenze, è fiacca a sinistra e mai bruciante davanti: l’ennesima settimana con tre gare ha stancato Di Natale più degli altri. Anche il suo omologo Pellissier viene cambiato perché Corini cerca peso e freschezza con Samassa. Il Chievo ha la peggior fase difensiva del campionato (-23, come la Roma e il Pescara) eppure fa entrare in area i rivali per poco tempo. Che signorilità.

Un intervento di Paletta su Calaiò, sotto gli occhi di Mirante LAPRESSE DAL NOSTRO INVIATO

senza il suo direttore.

MIMMO CUGINI PARMA

Moduli speculari Donadoni deci-

Poco gioco, zero gol e un punto per parte. Un brodino che con i primi freddi e l’umidità del Tardini scalda più il Siena che il Parma, ancora convalescente dopo la figuraccia di Pescara. Toccherebbe alla squadra di Donadoni cercare di fare qualcosa per vincere, ma non c’è Valdes in mezzo al campo e il Parma è come un’orchestra

de di far giocare Biabiany seconda punta al fianco di Amauri, con Rosi esterno a destra, ma il Siena è sempre bravo a rimanere compatto e così la manovra del Parma nel primo tempo non trova sbocchi. Del Grosso chiude la fascia sinistra, Angelo blocca le avanzate di Gobbi dall’altra parte. E in mezzo al campo Valiani e Reginaldo, arretrando di qualche metro nella

le Pagelle

di P.F.A.

IL PRIMO SIGILLO DI ANDREOLLI BASTA, GRANDE CONTINUITÀ CHIEVO

5,5

SORRENTINO 6 Evita il sorpasso a Lazzari, inchiodato da Angella. SARDO 5 Perde i duelli decisivi in area, impreciso nelle discese. ANDREOLLI 6,5 Primo gol stagionale. DAINELLI 5,5 Subisce Ranegie sul secondo pari. JOKIC 5,5 Talvolta ferma Basta, ma dal suo corridoio nasce il 2 2. GUANA 6 Corre per tre, alcuni sbagli. Esce al limite fisico. VACEK 6 Mezzora senza abbagli. L. RIGONI 6 Viene ammonito dopo 8’: riesce a gestirsi. P. HETEMAJ 6 Sradica avversari (11 recuperi), rischia sui falli. LUCIANO 5,5 Col Chievo sono 300: applausi, ma il rigore pesa. IL MIGLIORE h 6,5 PALOSCHI Perché torna ed è glaciale sull’unico tiro: infila il rigore del 2 1. THEREAU 6 Elegante e impreciso. PELLISSIER 5,5 Due colpi di testa, tanto girare a vuoto. Sostituito. SAMASSA 5,5 Tre giocate, non proprio esatte. All. CORINI 6 L’occasione per vincere c’era, i suoi vanno in tilt.

UDINESE 6 BRKIC 5 Per aumentare dubbi e insicurezze, un pasticcio sull’1 0. IL MIGLIORE h 7,5 ANGELLA Il miglior attaccante: il raddoppio è da centravanti inglese. Dedicato a Morosini. DANILO 5,5 I due gialli sono viziati, ma prima non è a livello. CODA 6 Un tempo dignitoso, esce in barella per giramenti di capo. HEURTAUX 6 Non fa rimpiangere Coda. BASTA 6,5 Continuo e si sente. PEREYRA 6 Entra nel film del 2 2. ALLAN 6 Due cross uguali per le reti del primo tempo, buon piede. LAZZARI 6 Gli tolgono una rete, l’altra se la mangia lui. FARAONI 6 Giochicchia. ARMERO 5,5 La flessione degli ultimi tempi si conferma. MAICOSUEL 5 Forse sarà stato il tempo o il campo: non c’è. DI NATALE 5,5 L’unico stadio di A in cui non ha segnato resta tale. RANEGIE 5,5 Botte più che utilità. All. GUIDOLIN 5,5 I superstiti della sua Udinese sbagliano ma hanno carattere. Però la terza espulsione stagionale…

GLI ARBITRI: DOVERI 5 Ha colpa sul primo rigore, poi si fida di Ranghetti. Ranghetti 4-Di Fiore 6; Merchiori 5- Manganiello 6

NEL DOPOGARA IL PRESIDENTE FRIULANO

Pozzo si sfoga: «Direzione devastante Ci sono in giro arbitri molto pericolosi» VERONA «Quello che è successo a Verona non l’avevo mai visto in 27 anni di calcio». Il patron Gianpaolo Pozzo è uno che non le manda a dire: «Arbitraggio devastante, non mi era mai capitato di assistere a così tanti errori. È stata superata qualsiasi immaginazione. Un gol valido annullato, due rigori inesistenti, con l’azione del secondo viziata da fuorigioco,

due espulsi. Non capisco come possano mandare ad arbitrare certi direttori di gara, in giro ce ne sono 3 4 pericolosi, e poi il designatore Braschi mi dice di stare calmo. Ma come faccio? Non so come abbiamo fatto a non perdere. I ragazzi sono stati bravissimi. E un applauso ad Angella, non gioca da molto e si sta mettendo in mostra». Giancarlo Tavan

© RIPRODUZIONE RISERVATA

fase difensiva, consentono a Vergassola e Bolzoni di non soffrire. Anche perché il Parma pressa poco e male, ma soprattutto non trova mai i varchi giusti. Passivi Marchionni e Parolo, con poca personalità Musacci. Pochi palloni giocabili per Amauri, che per altro non è che si sbatta tanto. Il Siena che perde Paci nel riscaldamento (dentro Contini) e si trova già senza Rosina e Zè Eduardo non può che aspettare (molto) e ripartire (poco). Nel primo tempo solo due tentativi da fuori di Amauri e Reginaldo controllati da Pegolo e Mirante. Donadoni cambia A inizio ripre-

SIENA (3-4-2-1) Pegolo; Neto, Contini, Felipe; Angelo, Vergassola, Bolzoni, Del Grosso; Valiani (dal 22’ s.t. Mannini), Reginaldo (dal 42’ p.t. Sestu); Calaiò (dal 43’ s.t. Bogdani). PANCHINA Farelli, Campagnolo, Coppola, Dellafiore, Verre, Contini, Rubin. ALLENATORE Cosmi. CAMBI DI SISTEMA nessuno. BARICENTRO MEDIO 53.2 metri ESPULSI nessuno. AMMONITO Mannini per gioco scorretto.

per la vittoria buttata.

sa Lucarelli lascia il posto a Belfodil e Donadoni passa al 4-3-3. Il Parma si butta in avanti, ma resta troppo prevedibile, anzi lascia qualche pericoloso spazio per le ripartenze. In un paio di occasioni Calaiò manda platealmente a quel paese i compagni che sbagliano la rifinitura. Difficile dargli torto, la situazione tattica da metà ripresa in poi sembra ideale per il contropiede e portare a casa i 3 punti che alla classifica servirebbero eccome. Invece il Siena rischia seriamente di perdere la partita quando Pegolo (40’), fino a quel momento il migliore in campo, perde palla su un innocuo cross dalla bandierina e si salva grazie all’intervento sulla linea di Felipe che ribatte il colpo di tacco di Biabiany. E allora lo 0-0 è inevitabile. © RIPRODUZIONE RISERVATA

le Pagelle

di M.C.

PALETTA SICURO IN DIFESA CALAIÒ GIOCA NEL DESERTO PARMA 5

SIENA

6

IL MIGLIORE h 6,5 MIRANTE

PEGOLO 6,5 Tre parate decisive, ma un errore nel finale.

Respinge due tiri da fuori pericolosi di Reginaldo e Sestu.

NETO 6 Chiude bene gli spazi, non sempre preciso negli appoggi.

ZACCARDO 5,5 Qualche errore in impostazione, non pare brillante.

CONTINI 6 Sa di giocare all’ultimo secondo, non delude.

PALETTA 6 Sicuro in difesa, un po’ lento nell’avviare l’azione.

IL MIGLIORE h 6,5 FELIPE

LUCARELLI 6 Sacrificato per motivi tattici a fine primo tempo.

Attento su Amauri, respinge sulla linea il tiro di Biabiany.

BELFODIL 5,5 Parte bene, poi si impantana.

ANGELO 5,5 Solo quantità.

ROSI 5 Del Grosso gli chiude la fascia, molti errori al cross.

VERGASSOLA 6 Il capitano è una garanzia: corre e tampona.

MARCHIONNI 5 Mai un guizzo.

BOLZONI 6 Meglio in difesa.

MUSACCI 5,5 Si impegna, ma non ha la personalità di Valdes.

DEL GROSSO 6 Tatticamente impeccabile, chiude su Rosi e riparte. Errori di precisione.

ACQUAH 5,5 Non fa meglio di Musacci, troppo confusionario. PAROLO 5,5 Primo tempo anonimo, poi ci prova da fuori. GOBBI 5,5 Avrebbe spazio per affondare, ma non ne approfitta. AMAURI 5,5 Un tiro da fuori nel primo tempo, poi esce di scena. (Sansone s.v.).

VALIANI 6 Più mezzala che trequartista, corre e pressa. MANNINI 5,5 Che errore: Calaiò è solo, lui serve Angelo a destra. REGINALDO 6 Parte bene, ma si fa male e deve uscire. SESTU 6 Impegna la difesa.

BIABIANY 6 Cerca spazi che non ci sono, Felipe gli nega il gol.

CALAIO’ 6 Quasi abbandonato. Mannini non lo vede e allora parte il «vaffa». (Bogdani s.v.)

All. DONADONI 5,5 Parma spento, prova a rianimarlo con il 4 3 3, senza successo.

All. COSMI 6,5 Il Siena tatticamente è impeccabile, ma davanti non ha qualità.

GLI ARBITRI: CELI 7 Tutto facile, partita gestita in scioltezza. Rubino 6-Musolino 6; Cervellera 6-Pairetto 6


24

LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 12 NOVEMBRE 2012

SERIE A 12a GIORNATA la situazione RISULTATI

la classifica

MARCATORI

ATALANTA-INTER 3-2 Bonaventura (A), Guarin (I), Denis (A), Denis (A) rigore, Palacio (I)

CAGLIARI-CATANIA 0-0 CHIEVO-UDINESE 2-2 Andreolli (C), Angella (U), Paloschi (C) rigore, Angella (U) GENOA-NAPOLI 2-4 Immobile (A), Mesto (N), Bertolacci (G), Candreva (N), Hamsik (N), Insigne (N) LAZIO-ROMA 3-2 Lamela (R), Candreva (L), Klose (L), Mauri (L), Pjanic (R) MILAN-FIORENTINA 1-3 Aquilani (F), Borja Valero (F), Pazzini (M), El Hamdaoui (F) PALERMO-SAMPDORIA 2-0 Dybala (P), Dybala (P) PARMA-SIENA 0-0 PESCARA-JUVENTUS 1-6 Vidal (J), Quagliarella (J), Cascione (P), Asamoah (J), Giovinco (J), Quagliarella (J), Quagliarella (J) TORINO-BOLOGNA 1-0 D'Ambrosio (T)

PARTITE SQUADRE

PUNTI

IN CASA

RETI

FUORI

TOTALE

IN CASA

FUORI

RIGORI TOTALE F.

S.

DIFF. RETI

FAVORE

CONTRO

PUNTI POSIZIONE 2011-2012 STAGIONE E DIFF. 2011-2012

G.

V.

N.

P.

G.

V.

N.

P.

G.

V.

N.

P.

F.

S.

F.

S.

T.

R.

T.

R.

JUVENTUS

31

6

5

0

1

6

5

1

0

12 10

1

1

13

5

16

4

29 9

+20

4

3

2

2

26 (+5)

1

INTER

27

5

3

0

2

7

6

0

1

12

9

0

3

8

8

16

5

24 13

+11

3

3

1

1

17 (+10)

6

NAPOLI

26

6

5

1

0

6

3

1

2

12

8

2

2

12

4

8

5

20

9

+11

3

2

0

0

17 (+9)

6

FIORENTINA

24

6

5

1

0

6

2

2

2

12

7

3

2

11

2

8

7

19

9

+10

2

0

4

2

13 (+11)

13

LAZIO

22

6

4

1

1

6

3

0

3

12

7

1

4

12

7

7

10 19

17

+2

1

1

4

2

22 (=)

4

ATALANTA (-2)

18

6

4

0

2

6

2

2

2

12

6

2

4

8

9

5

6

13 15

2

1

1

3

1

14 (+4)

13

ROMA

17

6

2

2

2

6

3

0

3

12

5

2

5

13 10 15 13 28 23

+5

2

1

2

2

17 (=)

6

CATANIA

16

6

4

1

1

6

0

3

3

12

4

4

4

11

4

4

12

15 16

1

1

1

1

1

17 ( 1)

6

PARMA

16

6

3

3

0

6

1

1

4

12

4

4

4

9

5

5

11

14 16

2

3

2

7

3

15 (+1)

10

UDINESE

15

5

2

2

1

7

1

4

2

12

3

6

3

6

7

10

11

16 18

2

3

3

4

3

24 ( 9)

2

CAGLIARI

15

6

2

2

2

6

2

1

3

12

4

3

5

7

8

4

9

11

17

6

5

2

2

0

14 (+1)

13

TORINO (-1)

14

6

2

1

3

6

1

5

0

12

3

6

3

5

6

8

4

13 10

+3

3

2

2

2

in B

in B

MILAN

14

7

3

0

4

5

1

2

2

12

4

2

6

9

7

9

9

18 16

+2

2

1

3

3

24 ( 10)

2

PALERMO

11

6

2

3

1

6

0

2

4

12

2

5

5

9

7

2

10

11

17

6

1

1

0

0

19 ( 8)

5

PROSSIMO TURNO

CHIEVO

11

7

3

2

2

5

0

0

5

12

3

2

7

10

9

2

14

12 23

11

4

3

0

0

15 ( 4)

10

13 GIORNATA sabato 17 novembre JUVENTUS-LAZIO ore 18 NAPOLI-MILAN ore 20.45 domenica 18 novembre, ore 15 BOLOGNA-PALERMO CATANIA-CHIEVO FIORENTINA-ATALANTA INTER-CAGLIARI SIENA-PESCARA UDINESE-PARMA SAMPDORIA-GENOA ore 20.45 lunedì 19 novembre, ore 20.45 ROMA-TORINO

PESCARA

11

7

2

1

4

5

1

1

3

12

3

2

7

6

15

3

8

9

23

14

0

0

4

2

in B

in B

SAMPDORIA (-1)

10

5

1

1

3

7

2

1

4

12

3

2

7

4

6

9

12

13 18

5

2

2

5

4

in B

in B

GENOA

9

7

1

2

4

5

1

1

3

12

2

3

7

9

14

3

5

12 19

7

3

1

1

1

15 ( 6)

10

BOLOGNA

8

5

1

2

2

7

1

0

6

12

2

2

8

8

8

4

10 12 18

6

2

1

1

1

11 ( 3)

17

SIENA (-6)

7

6

2

3

1

6

1

1

4

12

3

4

5

5

4

7

10 12 14

2

3

1

2

1

14 ( 7)

13

a

CON MATERAZZI

Il caso De Rossi a Gazza Offside LIVE dalle 9.45

Il futuro di De Rossi e quello di Allegri. I numeri del Napoli che ha ripreso una marcia da scudetto e la straordinaria Juventus di Pescara. E poi la super Lazio, la crisi Samp e le immagini del posticipo Atalanta-Inter. È il menu di Gazza Offside, in onda dalle 9.45 su Gazzetta.it. Come ogni lunedì ci saranno i gol più belli, i servizi sulle partite della serie A e i retroscena dei temi caldi della giornata con il commento di Nino Morici e Alberto Cerruti, e le incursioni di Marco Materazzi. In più il focus dedicato alle statistiche di rendimento della Magic +3

U CHAMPIONS U PRELIMINARI DI CHAMPIONS U EUROPA LEAGUE U RETROCESSIONE

La classifica tiene conto di quest'ordine preferenziale: 1) punti 2) minor numero di partite disputate 3) differenza reti 4) maggior numero di gol segnati 5) ordine alfabetico. Le ultime tre retrocedono in serie B.

laMoviola DI FRANCESCO CENITI

L’Udinese è penalizzata: manca un gol a Lazzari, 2-1 viziato dal fuorigioco De Rossi rischia 3 turni Una partita da cancellare, molte altre da ricordare. La domenica degli arbitri ha un saldo positivo nonostante Chievo-Udinese infarcita di errori: Verona è «fatale» soprattutto per il giovane assistente Sergio Ranghetti di Chiari, considerato uno dei più bravi della Can B. Due segnalazioni sul fuorigioco sbagliate: la prima difficile da individuare (gol buono annullato a Lazzari), la seconda invece è difficile da giustificare (la posizione irregolare di Thereau è sotto i suoi occhi). In ogni caso è da censurare la reazione del presidente Pozzo che ha parlato di «tre/quattro arbitri pericolosi». C’è una sola risposta possibile: il deferimento. Per un assistente che sbaglia, però, ce ne sono altri che hanno fatto grandi cose: su tutti Faverani spettacolare nel tenere giù la bandierina sul 2-2 di Cavani. Bravo anche Padovan all’Olimpico. CHIEVO-UDINESE 2-2 Doveri di Roma E’ la partita da «cancellare». Nel

primo tempo Ranghetti segnala un fuorigioco di Lazzari, ma un giocatore dell’Udinese riesce a rimettersi in posizione regolare (è in linea con Thereau) con un movimento all’indietro. Non era facile, ma la svista c’è. Nella ripresa ci mette del suo anche Doveri fischiando un «rigorino» per una leggera spinta di Danilo su Dainelli (già in caduta). Molto più grave quello che accade dopo: Thereau scatta in fuorigioco (evidente) proprio nei pressi di Guidolin e Ranghetti, ma l’assistente lascia continuare. L’attaccante entra in area e subisce fallo da Danilo: rigore e secondo giallo giusti, ma l’azione andava fermata prima. Guidolin protesta ed è espulso. GENOA-NAPOLI 2-4 Rizzoli di Bologna Rischia Sampirisi per una leggera trattenuta su Cavani in area. Nella ripresa è regolare il 2-2: bravissimo Faverani perché Cavani non è in fuorigioco di pochissimo sull’incrocio con Sampirisi.

Il fuorigioco di Thereau non visto dal quale nasce il rigore per il Chievo SKY LAZIO-ROMA 3-2 Rocchi di Firenze C’è una spintarella di Lamela sul vantaggio della Roma, ma anche Lulic si aiuta prima con le braccia e in contemporanea c’è un blocco da rigore di Dias su Burdisso (e poi anche un calcetto). Insomma, aver lasciato giocare non è uno scandalo. Bravo Rocchi a vedere senza l’aiuto del giudice di porta la follia di De Rossi (rischia tre giornate di stop). Ok il 2-1 di Klose ed è da regolamento il secondo giallo (ci sarebbe da ridire sul primo) per Mauri: un tocco di mano (o di avambraccio) che impedisce al pallone di arrivare a un avversario

Il pugno a Mauri costerà caro al romanista Bravo Faverani sul 2-2 di Cavani

Altra giornata ricca di reti, in questo weekend sono state realizzate 34 reti, lo stesso bottino della scorsa giornata e del secondo turno, si tratta di record stagionale eguagliato. Questa la classifica marcatori aggiornata dopo la 12ª giornata: 8 RETI: El Shaarawy (Milan); Cavani (2) (Napoli); Lamela (Roma) 7 RETI: Milito (3) (Inter); Quagliarella (Juventus); Klose (Lazio); Di Natale (3) (Udinese) 6 RETI: Jovetic (Fiorentina); Osvaldo (1) (Roma) 5 RETI: Gilardino (Bologna); Cassano (Inter); Vidal (2) (Juventus); Hernanes (Lazio); Pazzini (1) (Milan) 4 RETI: Denis (1) (Atalanta); Gomez (Catania); Palacio (Inter); Giovinco (Juventus); Hamsik (Napoli); Miccoli (1) (Palermo); Totti (Roma); Calaiò (Siena); Bianchi (1) (Torino) 3 RETI: Bonaventura (Atalanta); Diamanti (1) (Bologna); Nené (1) (Cagliari);Bergessio e Lodi (1) (Catania); Pellissier (1) (Chievo); Toni (Fiorentina); Borriello (1) e Immobile (Genoa); Pirlo (Juventus); Candreva (Lazio); Amauri (2) (Parma); Weiss (Pescara); Maxi Lopez (Sampdoria) 2 RETI: Cigarini (Atalanta); Sau (Cagliari); Barrientos (Catania); Thereau (Chievo); Rodriguez (Fiorentina); Kucka e Jankovic (Genoa); Guarin (Inter); Asamoah, Pogba e Vucinic (1) (Juventus); Mauri (Lazio); Montolivo (Milan); Insigne e Pandev (Napoli); Dybala e Giorgi (Palermo); Belfodil, Parolo e Rosi (Parma); Florenzi (Roma); Eder, Maresca e Munari (Sampdoria); Paci e Vergassola (Siena); D'Ambrosio (Torino); Angella e Maicosuel (Udinese) 1 RETE: Carmona, De Luca, Moralez e Raimondi (Atalanta); Cherubin, Guarente, Kone e Taider (Bologna); Casarini, Dessena, Ekdal, Nainggolan, Pinilla (1) e Thiago Ribeiro (Cagliari); Castro, Marchese e Spolli (Catania); Andreolli, Cruzado, Di Michele, Luciano (1), Paloschi, M. Rigoni e Stoian (Chievo); Aquilani, Borja Valero, Cuadrado, El Hamdaoui, Ljajic, Pasqual, Romulo e Roncaglia (Fiorentina); Bertolacci e Merkel (Genoa); Cambiasso, Coutinho, Pereira, Ranocchia, Samuel e Sneijder (Inter); Caceres, Giaccherini, Lichtsteiner, Marchisio e Matri (Juventus); Ederson, Ledesma (1) (Lazio); Bojan, De Jong e Emanuelson (Milan); Dzemaili, Maggio e Mesto (Napoli); Brienza, Ilicic e Rios (Palermo); Galloppa, A. Lucarelli, N. Sansone, Valdes (1) e Zaccardo (Parma); Abbruscato, Caprari, Cascione, Celik, Quintero e Terlizzi (Pescara); Bradley, Destro, Lopez, Marquinho e Pjanic (Roma); Costa, Estigarribia, Gastaldello e Pozzi (1) (Sampdoria); Bogdani, Reginaldo, Valiani e Ze Eduardo (1) (Siena); Basha, Brighi, Gazzi, Glik, G. Sansone, Sgrigna e Stevanovic (Torino); Basta, Domizzi, Lazzari, Pinzi e Ranegie (Udinese) RETI: in questo turno: 34 (2 rigori). Totali: 320 (31 rigori, 3 a tavolino)

vale sempre l’ammonizione in qualsiasi parte del campo. MILAN-FIORENTINA 1-3 Romeo di Verona Nessun dubbio sul rigore dato al Milan: Roncaglia affossa Pato. Rischia Bonera (già ammonito) per una irregolarità su Toni. PALERMO-SAMPDORIA 2-0 Giannoccaro di Lecce Tutto facile per Giannoccaro. Non c’era fuorigioco sul 2-0 di Dybala. PARMA-SIENA 0-0 Celi di Bari Ingenuo Biabiany: ammonito per simulazione, si ripete anche dopo un non contatto con Angelo. Gli va bene.

Erik Lamela, 20 anni LAPRESSE

CONCORSI N. 91

TORINO-BOLOGNA 1-0 Gervasoni di Mantova Il Toro reclama un rigore per una trattenuta su Bianchi, ma anche l’attaccante tira giù Sorensen: giusto fischiargli fallo contro. Atalanta-Inter a pagina 3

DELL’11/11/2012 TOTOCALCIO - COLONNA VINCENTE X-2-1-2-X-1-X-1-1-X-X-1-2-1 TOTOGOL - COLONNA VINCENTE 2-3-14-4-1-7-10

SERIE BWIN IL POSTICIPO DELLA 14a GIORNATA (ore 20.45)

Tra Bari e Reggina assenti e polemiche CIRICI-VITTO

E’ derby del Sud stasera tra Bari e Reggina, due squadre che si ritrovano nelle zone basse della classifica e con molte recriminazioni. Qui Bari Torrente cambia per interrompere la serie negativa che dura da 5 turni. Privo dello squalificato Bellomo e dell’acciaccato Iunco, non c’è nemmeno Sabelli, convocato dall’Under 20. «Deve trovarsi a mezzogiorno a Milano — osserva contrariato il tecnico del Bari — ma che colpa abbiamo noi se

giochiamo il posticipo? In casi del genere, sarebbe giusto concedere un permesso di qualche ora». Torrente sta pensando a una difesa a 4, con il rilancio di uno tra Altobello e Borghese (riposo per Ceppitelli) e un maggior filtro a centrocampo sull’asse Romizi-Filkor. Ma la novità più ghiotta potrebbe essere l’esordio di Gustavo Aprile, 24enne esterno uruguaiano, destinato a sostenere con Galano e Sciaudone la punta Caputo. Squalificati Bellomo e De Falco. Diffidati Caputo, Iunco e Sabelli. Qui Reggina A Bari non vince

dal 1975-76 (2-1) in C, ma la Reggina è in emergenza. Dionigi solo a poche ore dal match deciderà modulo e uomini. Tutto è legato alle condizioni di Di Bari, che si è allenato poco per un problema muscolare: se non dovesse farcela (come sembra), la soluzione sarebbe D’Alessandro a sinistra con Melara a destra. Probabile la difesa a 4, con l’inserimento di Freddi accanto ad Ely centrali, con Lucioni e Bergamelli ai lati. Dionigi è anche un ex di turno: «A Bari ho giocato 6 mesi, quando arrivai io eravamo penultimi, poi abbiamo sfiorato i playoff per andare in A. Ma non mi aspetto applausi, visto che poi sono stato sia calciatore che allenatore del Taranto...». Squalificati Barillà, Adejo e Rizzo. Diffidati Bergamelli, Comi ed Hetemaj. © RIPRODUZIONE RISERVATA

BARI REGGINA

IL RINFORZO

BARI (4-2-3-1) 1 LAMANNA 20 RISTOVSKI 26 ALTOBELLO 3 DOS SANTOS 14 POLENTA 29 FILKOR 4 ROMIZI 7 GALANO 8 SCIAUDONE 24 APRILE 18 CAPUTO All. TORRENTE

REGGINA (4-2-3-1) 22 BAIOCCO 27 D’ALESSANDRO 7 LUCIONI 3 ELY 4 BERGAMELLI 11 MELARA 14 HETEMAJ 8 ARMELLINO 7 SARNO 9 CERAVOLO 26 COMI All. DIONIGI

PANCHINA 12 Pena, 5 Borghese, 23 Ceppitelli, 25 Defendi, 16 Rivaldo, 19 Fedato, 9 Grandolfo.

PANCHINA 1 Facchin, 5 Freddi, 21 Di Bari, 15 Castiglia, 20 Fischnaller, 23 Bombagi, 10 Viola.

ARBITRO Ostinelli di Como GUARDALINEE Ciancaleoni-Bolano PREZZI da 13 a 50 euro TV Sky Calcio 1 HD e Premium Calcio

Varese, arriva l’italo-tedesco Pezzoni Lasciò il Colonia per minacce di morte VARESE Un nuovo difensore al Varese: oggi si aggrega al gruppo di Castori il tedesco di origini italiane Kevin Pezzoni, che a settembre era stato al centro di un caso in Germania perché costretto a lasciare il Colonia dopo essere stato minacciato di morte dai tifosi dello stesso club, inferociti per la sconfitta con il Cottbus. Pezzoni ha 23 anni e può essere tesserato a gennaio (il trasferimento è gratuito). PADOVA: K.O. VIVIANI Quattro settimane di stop per Viviani: al centrocampista del Padova è stata diagnosticata una lesione del menisco esterno e una parziale lesione del legamento collaterale esterno del ginocchio sinistro. Viviani, in accordo con lo staff della

Roma (proprietaria del cartellino), verrà sottoposto ad artroscopia. LA SITUAZIONE La classifica dopo 14 giornate: Sassuolo p. 34; Verona 31; Livorno 29; Modena (-2), Brescia, Juve Stabia e Cittadella 21; Varese (-1) 20; Padova (-2) e Spezia 19; Ternana 16; Ascoli (-1) e Empoli (-1) 15; Crotone (-2) 14; Vicenza e Cesena 13; Bari* (-7) e Lanciano 12; Pro Vercelli 11; Reggina* (-3) e Novara (-4) 10; Grosseto (-6) 7. (*una in meno). Venerdì 16 (ore 20.45): VeronaCesena; sabato 17 (ore 15): EmpoliGrosseto, Lanciano-Bari, LivornoVarese, Modena-Ascoli, PadovaCittadella, Pro Vercelli-Crotone, Reggina- Ternana, Spezia-Juve Stabia, Vicenza-Novara; domenica 18 (ore 12.30): Brescia-Sassuolo.


LUNEDÌ 12 NOVEMBRE 2012

ilPersonaggio di STEFANO CAZZETTA

go first. Vado prima io. La tv ci ha conseIefficace gnato la sintesi estrema, la più pura ed di Matteo Manassero. Era il momento del sorteggio per affrontare il play off. Davanti aveva Louis Oosthuizen, sudafricano, numero 10 del mondo, vincitore di un Major, secondo quest’anno al Masters, battuto sì allo spareggio, ma solo da un certo Bubba Watson. A chiunque, e a maggior ragione a un ragazzo di 19 anni, sarebbero tremati i polsi. E forse anche altro. A tutti, non a Matteo, detto Manny. I go first. Vado prima io. Perché questo è il motto dei numeri uno. Dei pre-

IlTema

di LUCA CALAMAI

a sconfitta con l’Inter è scivolata via come un L normale pit-stop di F.1. Cambi le gomme e torni in pista ancora più veloce. E’ quello che è successo alla Juve. La ripartenza della squadra di Conte merita una riflessione. La facilità con la quale i bianconeri hanno voltato subito pagina e ricominciato a vincere non è frutto del caso. E’ figlia di una serie di «perché». Ne abbiamo individuati ben sei. Eccoli: 1) Perché la Juve ha trasformato un brutto risultato in una nuova sfida e probabilmente Chiellini e compagni per rendere al meglio hanno bisogno di avere sempre «nuovi nemici». Strama e l’Inter, almeno fino a prima dell’Atalanta, si sono calati in maniera perfetta in questo ruolo. 2) Perché la scelta dei dirigenti bianconeri di punire il ritardatario Pogba ha dato ancora più forza dentro lo spogliatoio al già fortissimo Conte. Ma Antonio aveva bisogno di questo riconoscimento pubblico. Per reggere il doppio binario Champions-scudetto deve chiedere ancora di più ai suoi giocatori, in campo e fuori dal campo. E lo sta già facendo. Senza accettare il minimo compromesso

con nessuno dei suoi allievi. Siano essi campioni o talenti emergenti. 3) Perché nel momento in cui tutti invocano un top-player in attacco da acquistare nel prossimo mercato di gennaio il gruppo ha dimostrato a suon di reti (dieci in due partite, scusate se è poco...) di avere già a disposizione ottime armi in fase conclusiva. E l’autostima di uno spogliatoio è sicuramente un valore aggiunto. Fondamentale ora che la stagione entra nella fase decisiva. 4) Perché Pirlo, alla faccia dell’età e di chi non lo riteneva in grado di giocare ogni tre giorni, non manca quasi mai e fa sempre la differenza. Anche ora che ha nelle gambe due mesi e mezzo di Champions, campionato e, non dimentichiamolo, di nazionale. Un segnale importante visto che nel triangolo magico del centrocampo bianconero Pirlo è il lato indispensabile. 5) Perché Quagliarella, alla faccia di un rapporto non semplice con il suo allenatore, ha dimostrato di essere un titolare vero. La prima alternativa alla coppia Vucinic-Giovinco. E che alternativa. Anche Isla è in fase di decollo a conferma che i milioni versati in estate all’Udinese sono stati soldi spesi bene. 6) Perché Giovinco ha fatto la differenza sia contro i danesi del Nordsjaelland che contro il Pescara. La Formica Atomica sta cominciando a non sentire più il peso della maglia bianconera. Un salto di qualità mentale che gli viene riconosciuto anche dai compagni che lo cercano, durante la partita, con sempre maggior frequenza. Chi ha dei dubbi vada a riguardare le ultime due gare della Juve. I prossimi impegni, di ben altro spessore, diranno se questa Juve che è ripartita come se fosse la somma di Red Bull e Ferrari basterà a superare il turno di Champions e a difendere il primo posto in classifica (dove ha 4 punti sull’Inter). La doppia sfida Lazio-Chelsea sarà già un buon banco di prova. Ma la sensazione è che, sparita l’imbattibilità (un onore ma per certi versi anche un peso), la squadra di Conte si sia scoperta più ricca. Per alternative tattiche e motivazioni. Più ricca quindi più forte.

Fabio Quagliarella, 29 anni, tre gol al Pescara ANSA

PRANDELLI COERENZA DA APPLAUSI MA IL CODICE NON È UN DETERRENTE di SEBASTIANO VERNAZZA

i è ricascato. Ogni tanto Daniele De Rossi C cede alla tentazione del colpo proibito. Al Mondiale del 2006, contro gli Stati Uniti, venne espulso per gomitata all’americano McBride: quattro giornate di squalifica. In Champions, nel 2012 e contro lo Shakhtar, stesso trattamento al croato Srna: tre turni di sospensione. Ieri, nel derby, il pugno a Mauri: in arrivo due o tre giornate di stop. Tre indizi fanno una prova. De Rossi è uno di quei calciatori che non ce la fanno a reprimere rabbia e frustrazione. Chi ha giocato sa che in certe situazioni il furore acceca, toglie lucidità. Non vogliamo giustificare De Rossi, ma neppure crocifiggerlo. Certe dinamiche sono incontrollabili, anche se ti chiami De Rossi e sei persona intelligente. Il fattaccio di ieri costa a De Rossi la convocazione in Nazionale. Il codice etico instaurato da Cesare Prandelli è implacabile: chi si rende protagonista di atti violenti o anti-sportivi e chi non tiene comportamenti consoni salta un giro di azzurro. De Rossi era già incappato nella tagliola del c.t. a marzo del 2011, quando non venne chiamato per le partite contro Slovenia e Ucraina in seguito alla gomitata di Champions. All’epoca, contro gli sloveni, ci si giocava un pezzo

destinati. Nessuna paura, nessun tentennamento, un guanto di sfida lanciato con il sorriso in faccia all’avversario. Nel golf di alto livello esistono i buoni giocatori, gli ottimi giocatori, i fuoriclasse e i fenomeni. Matteo Manassero appartiene all’ultima categoria. Se non si confermerà nel futuro, sarà perché è accaduto qualcosa. Non certo perché ci eravamo sbagliati o perché ci ha imbrogliati.. Chi vince 3 volte sul tour europeo da teenager è toccato dalla grazia del talento. Poi, ovvio, ci deve mettere del suo. Che, tradotto, significa, lavoro, sacrificio, rinunce, applicazione costante. I go first. Vado prima io. Era una par 5, e dun-

di STEFANO FROSINI

della qualificazione a Euro 2012 e comunque a Lubiana, in Slovenia, si vinse lo stesso con gol di Thiago Motta. Oggi la mancanza di De Rossi è indolore, alle porte c’è l’amichevole contro la Francia. Niente più che una partita di prestigio. A Prandelli va riconosciuta coerenza, il c.t. ha sempre applicato il suo codice etico senza riguardi per alcuno. Nessuna eccezione, neppure di fronte a impegni importanti. De Rossi il più colpito, ma in differenti occasioni anche Cassano, Balotelli e Osvaldo ne hanno fatto le spese. Giusto alla vigilia dell’Europeo, in pieno scandalo scommesse, il c.t. si incartò sul caso Bonucci — la situazione del quale non era molto differente da quella dell’escluso Criscito —, però la vicenda era complicata, di difficile interpretazione. Nulla da dire sull’applicazione del codice etico da parte di Prandelli, anche se permane un po’ di mistero su Balotelli: che cosa ha combinato SuperMario negli ultimi giorni al City, visto che ieri Mancini l’ha spedito in tribuna? Ultima riflessione: il codice etico non è un deterrente, i giocatori continuano a peccare, a farsi sorprendere da arbitri e telecamere in pose degne di arti marziali. Perché professionisti superpagati si comportano come certi trentenni alla partitella del giovedì sera? Forse perché il calcio rimane un gioco in cui a volte si ritorna bambini. © RIPRODUZIONE RISERVATA

que lui, giocatore non particolarmente lungo, partiva svantaggiato. Discorsi nostri, che non lo hanno minimamente sfiorato. Manassero non si fida del proprio gioco: lo sfida. Sposta più in là l’asticella. Ecco perché ha sempre cercato il green con il secondo colpo; ecco perché non ha giocato conservativo (la sua strategia, a rigor di logica), ecco perché ha stressato ogni cellula del proprio corpo. Ed ecco perché ha vinto, addirittura con un eagle. Solo i grandi non tremano quando tocca a loro tirare il putt decisivo. Uno sguardo e via. Palla in buca e vittoria nel Barclays Singapore Open. Perché lui è così: non ha tempo da perdere. I go first. © RIPRODUZIONE RISERVATA

dallaPrima

Inter, la frenata non è una resa però così fa male La Juventus si riallontana quando era a un passo. E il Napoli può crederci

TwitTwit

IL CINGUETTIO DEL GIORNO

GIORGIO CHIELLINI Difensore della Juventus

Ho raggiunto 260 presenze entrando a far parte dei 50 giocatori con piu presenze nella storia della Juve

Marik Hamsik, 25 anni trascinatore del Napoli e Christian Maggio, 30 ANSA

@chiellini

di ALBERTO CERRUTI

MAX BIAGGI Iridato di Superbike: si è ritirato

Tempo terribile a Valencia. Peccato per @lorenzo99 !! Era in formissima. Forza Campeon! Ora si torna a casa. @maxbiaggi

MARCO BALDINI Conduttore radiofonico

Voi Juve sarete anche la squadra che corre di piu' ma secondo me le tre che giocano il calcio piu' bello sono: Inter, Catania e Fiorentina @baldiniofficial

© RIPRODUZIONE RISERVATA

casoDe Rossi

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MANASSERO, IL FENOMENO DEL GOLF CHE SA DOMARE ANCHE LA PAURA

laVignetta

JUVE, I SEGRETI DELLA RIPARTENZA DAI NEMICI A QUAGLIA: ECCO 6 PERCHÉ

LA GAZZETTA DELLO SPORT

ipseDIXIT

«

A fine partita Buffon mi ha detto che devo essere spensierato MATTIA PERIN portiere del Pescara

Buffon è il mio mito ma con l’età non ci vede più da lontano e dalla sua porta non si è accorto che io spensierato lo sono già stato per tutta la partita contro la Juventus. Ancora di più i miei in difesa: sei pappine abbiamo beccato. VINCENZO CITO

Inter vede nerazzurro e L' affonda. Festeggia la bellissima Atalanta che sale al sesto posto e gode la Juventus che torna a guardarla dall'alto di 4 punti, come alla vigilia dello scontro diretto. Non è una fuga e non è una resa, ma la prima sconfitta in trasferta di Stramaccioni, che interrompe la doppia serie di 10 vittorie consecutive esterne e in assoluto tra campionato e coppe, fa ancora più male, proprio perché adesso la capolista torna lontana, quando invece sembrava, ed era, più vicina. E' vero che anche nel primo anno di Mourinho l'Inter era crollata (1-3) a Bergamo, ma allora era in testa davanti alla Juve staccata di tre punti, già in volo verso lo scudetto. Stavolta la situazione è diversa, perché mai aveva incassato più di un gol lontano da San Siro e il fatto che ciò accada nella sera in cui mancano Samuel e Ranocchia non è una semplice coincidenza, ma un campanello di allarme visto che non torneranno presto. Alle spalle della Juventus, e dell’Inter sempre seconda malgrado il kappaò, vincono le altre tre in zona europea, a cominciare dal rabbioso Napoli che rimonta due volte lo svantaggio sul campo del Genoa. Dallo 0-1 all'1-1 e soprattutto dall'1-2 al 4-2 finale, il ritorno al successo in trasferta dopo le sconfitte contro Juventus e Atalanta offre due risposte importanti: in generale che il Napoli ha ancora il diritto di credere allo scudetto, in particolare che Cavani è l'uomo in più, ma non l'unico, di una squadra vera, come dice Mazzarri, capace di segnare quattro gol con quattro marcatori, dal primo di Mesto all'ultimo di Insigne, senza scordare quello del sorpasso di Hamsik. Mentre il Napoli vince soffren-

do, la Fiorentina a San Siro stravince passeggiando su ciò che rimane del Milan e anche in questo caso senza dipendere soltanto da un giocatore, il suo capocannoniere Jovetic, la cui assenza passa quasi inosservata perché i gol del successo sono i primi stagionali di Aquilani, Borja Valero e del panchinaro El Hamdaoui. E’ la quarta vittoria consecutiva che conferma lo straordinario lavoro di Montella, capace di assemblare una squadra inizialmente con 9 giocatori nuovi contro i 2 (Constant e Montolivo) del Milan, eppure già in grado di giocare il miglior calcio del campionato e di puntare sempre più in alto, non a caso l'unica a non aver concesso nemmeno un tiro in porta alla Juventus, nello 0-0 dell'unico pareggio della capolista. Tre gol li segna anche la Lazio, che ribalta la Roma (quarta sconfitta per 3-2) e vincendo il primo derby con Petkovic scava un solco tra le cinque di testa e tutte le altre, tra le quali torna ad annaspare il Milan. Soltanto chi si lascia ingannare dall’apparenza dei risultati poteva pensare che i rossoneri fossero guariti dopo i due successi in casa contro Genoa e Chievo, attorno al pareggio in rimonta a Palermo, tutti avversari in lotta per la salvezza. Appena si rialza l'asticella, il Milan precipita perdendo la sesta partita in campionato, quarta in casa, la prima con più di un gol di scarto. E stavolta senza alibi, perché la squadra di Allegri centra lo specchio della porta avversaria soltanto in occasione dell’inutile 1-2 di Pazzini, entrato troppo tardi al posto del fantasma di Pato, che sbaglia nel modo peggiore il rigore del possibile 1-1. Morale: 10 punti meno dell’anno scorso, con la triste prospettiva di evitare il terzo posto in basso, invece di puntare al terzo posto vero. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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MONDO

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Balotelli è out!

PREMIER LEAGUE

In tribuna, scelta tecnica Mancini pensa di venderlo SuperMario punito perché in allenamento è sembrato svogliato Il City ha poi battuto il Tottenham in rimonta con Aguero e Dzeko MANCHESTER CITY TOTTENHAM

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

STEFANO BOLDRINI LONDRA

Retroscena Il punto di partenza della vicenda è una riunione nelle stanze del City, poche ore dopo il 2-2 con l’Ajax: il nuovo direttore sportivo Begiristain, l’amministratore delegato Soriano e Roberto Mancini. Un confronto per chiarire le strategie del club in vista di una provabilissima uscita di scena dalla Champions. I nuovi dirigenti venuti dalla Spagna hanno rassicurato Mancini: i due non stanno preparando il terreno per Guardiola. Mancini è uscito dal colloquio determinato: non si fanno più sconti. L’esclusione di Balotelli è la logica conseguenza di questo ragionamento. Mario in allenamento è sembrato svogliato e Mancini lo ha mandato in tribuna. Mercato I siti dei giornali ingle-

si si sono scatenati, prefigurando scenari di mercato, ma stavolta non sembra la solita forzatura dei tabloid. C’è qualcosa di vero. I rapporti tra Mancini e Balotelli sono al punto più basso della storia. Il City deve aggiustare i conti: l’attivo in bilancio del Chelsea, in vista del fair play finanziario, è un segnale. Dopo anni di spese folli, bisogna vendere qualche pez-

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PRIMO TEMPO 0-1 MARCATORI Caulker (T) al 21’ p.t.; Aguero (MC) al 20’ e Dzeko (MC) al 43’ s.t..

Una tribuna che stavolta può dire tante cose. Mario Balotelli è stato il grande escluso di Manchester City-Tottenham. Mancini non lo ha portato neppure in panchina e questa decisione, dove non ci sarebbero questioni comportamentali, ma sarebbe figlia di una scelta tecnica, può rappresentare una svolta nei rapporti tra l’attaccante italiano e il City, con sviluppi di mercato che potrebbero animare il mercato di gennaio. Balotelli ha seguito la gara con l’aria corrucciata, avvolto da un giubbotto nero per proteggersi dal freddo.

MANCHESTER CITY (4-2-3-1) Hart 6,5; Zabaleta 6, Kompany 6, Nastasic 5,5 (dall’11’ s.t. Maicon 6), Clichy 6; Silva 7, Barry 6; Yaya Touré 6, Kolarov 6, Tevez 5,5 (dal 28’ s.t. Dzeko s.v.); Aguero 6,5 (dal 45’ s.t. Garcia sv). PANCHINA Pantilimon, K.Touré, Sinclair, Razak. ALLENATORE Mancini 7. TOTTENHAM (4-2-3-1) Friedel 5,5; Caulker 6, Gallas 5,5, Walker 6 (dal 33’ s.t. Dawson sv), Vertonghen 5; Sandro 6, Huddlestone 6,5; Lennon 6 (dal 42’ s.t. Naughton s.v.), Dempsey 6, Bale 6; Adebayor 5,5 (dal 35’ s. t. Defoe s.v.). PANCHINA Lloris, Sigurdsson, Carroll, Livermore. ALLENATORE Villas Boas 5. AMMONITI Zabaleta (MC), Walker (T) e Adebayor (T) per gioco scorretto. ARBITRO Oliver 6. NOTE Spettatori 47.208. Tiri in porta: 8-2. Tiri fuori: 7-3. Angoli 8-2. In fuorigioco: 8-1. Recuperi: p.t. 1’; s.t. 5’.

Un’immagine d’archivio: Roberto Mancini sgrida Mario Balotelli. I rapporti tra l’allenatore e l’attaccante del Manchester City non sono più buoni

zo da novanta per impostare il mercato. Il City ha una batteria di attaccanti di valore mondiale: con Tevez, Aguero e Dzeko, può rinunciare a Balotelli. Paradossalmente, nonostante il carattere, Mario è una delle pedine più vendibili. Se il Milan dovesse bussare alla porta per Balotelli, il City sarebbe pronto a trattare.

EPA

2-1 in rimonta della squadra di

Rimonta In questo quadro, il

Mancini sul Tottenham non è cosa da poco. Le chiavi del successo sono state il ritorno di Silva, firma dei due assist, e l’inserimento di Dzeko. Il bosniaco ha confermato di essere bravissimo ad entrare a gara in corso: un gol sfiorato di testa, il via ad un’azione pericolosa e, al terzo tentativo, il 2-1, ispirato da un colpo di genio di Silva. Bello anche il pareggio di Aguero, un rasoterra da biliardo dopo 40 minuti ad insegui-

IN CHAMPIONSHIP

GAFFE CON L’ATTORE

Millwall: arrestati sei tifosi per uno striscione razzista

Ferguson invita James Bond, che però tifa Liverpool

LONDRA Sei tifosi del Millwall sono stati arrestati per aver esposto ieri uno striscione razzista contro Marvin Sordell, attaccante del Bolton, in occasione della gara di Championship (la seconda divisione inglese) che ha visto la squadra di casa superare 2 1 il Derby County al «New Den Stadium». Sordell era stato già insultato dai tifosi del Millwall in occasione della partita con il Bolton il 6 ottobre. L’attaccante era stato vittima di insulti razzisti anche in Serbia con l’Under 21.

MONDIALI CALCIO A 5

re il Tottenham, passato con Caulker. Gli Spurs hanno sfiorato il 2-0 con Huddlestone e sull’1-1 Bale ha avuto il pallone del colpaccio, ma il City ha avuto il merito di crederci di più, di giocare meglio e mostrare più carattere. Mancio si gode i tre punti: «Vittoria importante perché stiamo vivendo un momento delicato. Ho rivisto lo spirito dello scorso anno». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il Sun ha rivelato che Alex Ferguson ha offerto alla madre di Daniel Craig (foto) i biglietti per far entrare l’attore (oggi è lui James Bond) alla partita del Manchester United, ottenendo un rifiuto perché Daniel è tifoso del Liverpool.

11a giornata Risultati Sabato: Arsenal-Fulham 3-3; EvertonSunderland 2-1; ReadingNorwich 0-0; SouthamptonSwansea 1-1; Stoke-Queens Park Rangers 1-0; WiganWest Brom 1-2; Aston VillaManchester United 2-3. Ieri: Manchester City-Tottenham 2-1; NewcastleWest Ham 0-1; ChelseaLiverpool 1-1. Classifica Manchester United 27; Manchester City 25; Chelsea 24; Everton e West Bromwich 20; West Ham 18; Tottenham 17; Arsenal 16 e Fulham 16; Newcastle 14; Swansea 13; Stoke e Liverpool 12; Wigan e Norwich 11; Sunderland e Aston Villa 9; Reading 6; Southampton 5; Qpr 4. Prossimo turno Sabato 17: ArsenalTottenham; LiverpoolWigan; Manchester CityAston Villa; NewcastleSwansea; Queens Park RangersSouthampton; ReadingEverton; West BromChelsea; NorwichManchester United. Domenica 18: FulhamSunderland Lunedì 19: West HamStoke City

Stamattina Italia-Egitto: chi passa va ai quarti DAL NOSTRO INVIATO

MARCO CALABRESI BANGKOK (Thailandia)

Al gol di tale Ktirisada Wongkaeo, il Nimibutr Stadium di Bangkok è venuto giù. Una valanga di coriandoli, dopo che per tutta la partita i 5 mila tifosi thailandesi non avevano smesso di tifare. C’era un solo problema: la Spagna era già avanti 6-0 (la partita è finita 7-1), ma per la Thailandia è stata comunque festa. Avanti la Colombia (2-1 all’Iran), che nei quarti affronterà l’Ucraina (6-3 al Giappone). Tocca all’Italia L'altra qualificata di ieri, il Portogallo, aspetta che l’Italia faccia il suo dovere per provare a prendersi la rivincita dei quarti dell’ultimo Europeo. Alle 10, a Nakhon Ratchasima, gli azzurri di Menichelli affrontano l’Egitto in una gara sulla carta abbordabile, considerando anche che ai Faraoni mancheranno anche gli squalificati Mizo e El Darwj. Nell’Italia, che invece ritrova Romano, è ancora in dubbio Merlim (nella foto sopra), e il suo impiego verrà deciso soltanto in mattinata. «Sarà fondamentale imporre da subito il nostro gioco», spiega il c.t. Vampeta, unico giocatore di movimento ancora mai andato a segno, è più perentorio: «È una partita che non possiamo sbagliare». E l’Italia ha bisogno anche dei suoi gol. PROGRAMMA OTTAVI DI FINALE IERI: Paraguay-Portogallo 1-4, Ucraina-Giappone 6-3, Spagna-Thailandia 7-1, Iran-Colombia 1-2. OGGI (tra parentesi l’orario italiano): ITALIA-Egitto (10, diretta RaiSport 1 e Eurosport), Brasile-Panama (12.30), Russia-Rep. Ceca (12.30), Serbia-Argentina (15).

LA SQUADRA DI DI MATTEO BLOCCATA SUL PARI DAL LIVERPOOL E IL CAPITANO SI INFORTUNA SERIAMENTE

Taccuino

Il Chelsea s’inceppa, Terry k.o.: niente Juve

IL CLUB DI DEL PIERO

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

LONDRA

La frenata del Chelsea continua: dopo l’1-1 con il Liverpool, ora la squadra di Di Matteo è terza, scavalcata anche dal Manchester City. I Blues non vincono in campionato dal 4-2 sul campo del Tottenham, il 20 ottobre: da allora, il k.o. a Stamford Bridge con lo United e due pareggi, con Swansea e Reds. Ancora una volta il Chelsea ha pagato l’assenza di un attaccante del valore di quelli di United e City. Torres ha divorato un paio di occasioni, Mata ha fallito il 2-0, ma prendersela con lo spagnolo, tra i più vivi e ispiratore

CHELSEA-LIVERPOOL 1-1 PRIMO TEMPO 1-0 MARCATORI Terry (Ch) al 20’ p.t., Suarez (L) al 27’ s.t.

dell’1-0 di Terry di testa, sarebbe assurdo. La partita è stata bella, all’inglese: senza respiro. Il Chelsea, ripreso da Suarez su bambola della difesa, è stato fortunato: lo stesso uruguayano è stato murato da Cech in uscita e una parata del portiere ha salvato i Blues al 93’. Il Chelsea ha pagato l’uscita di Terry, tornato dopo i 4 turni di squalifica. Il capitano ha firmato il gol e poi è crollato a terra dopo uno scontro casuale con Suarez: ginocchio e caviglia saranno sottoposti alla risonanza magnetica, rischia un lungo stop. Di sicuro non ci sarà in Champions League con la Juve, a Torino la prossima settimana. bold

CHELSEA (4-2-3-1) Cech 7; Azpilicueta 5,5, Ivanovic 5,5, Terry 6,5 (dal 38’ p.t. Cahill 6), Bertrand 5,5; Ramires 5,5, Mikel 6; Mata 6,5, Hazard 6, Oscar 5,5 (dal 32’ s.t. Moses s.v.); Torres 5 (dal 37’ s.t. Sturridge sv..). PANCHINA Turnbull, Ferreira, Marin, Romeu. ALLENATORE Di Matteo 5,5.

John Terry ha lasciato Stamford Bridge con le stampelle

Crook si dimette Sydney senza tecnico SYDNEY (Australia) Dopo la quarta sconfitta in sei partite di campionato, l’allenatore del Syd ney FC, Ian Crook, si è dimesso: ec cessiva pressione e attenzione dei media sulla squadra, ha spiegato, dopo l’arrivo di Alessandro Del Pie ro. Con la presenza dell’ex capitano della Juventus, ha detto il 49enne tecnico inglese, «tutto si è ingiganti to, c’era un peso sulle mie spalle e non sono riuscito a gestirlo bene».

LIVERPOOL (4-2-3-1) Jones 6,5; Johnson 6, Agger 6, Carragher 6, Enrique 6,5; Sahim 5,5 (dal 15’ s.t. Suso 6), Allen 6,5; Wisdon 6, Gerrard 5,5, Sterling 6,5; Suarez 7. PANCHINA Gulacs, Coates, Cole, Henderson, Downing, Assaidi. ALLENATORE Rodgers.

OLANDA

ARBITRO Webb 6,5. NOTE Spettatori 41.627. Ammoniti Mikel, Allen, Gerrard e Johnson per gioco scorretto. Recuperi: 5’ p.t.; 4’ s.t.

Il Feyenoord batte 5 2 il Ro da, e il protagonista assoluto è Gra ziano Pellè: sua la doppietta iniziale per la squadra biancorossa.

Doppietta di Pellè e il Feyenoord vola


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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MONDO MAIORCA BARCELLONA

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LA SITUAZIONE

Torna l’Atletico: stende il Getafe e resta a 3 punti

PRIMO TEMPO 0-3 MARCATORI Xavi (B) al 28’, Messi (B) al 44’, Tello (B) al 45’ p.t.; Pereira (M) al 10’, Victor (M) su rig. al 13’, Messi (B) al 25’ s.t.

(f.m.r.) Dopo i k.o. con Valencia e Academica, l’Atletico Madrid vince 2-0 col Getafe. Reti di Adrian e Arda Turan e secondo posto confermato a -3 dal Barça. 11a GIORNATA Ieri: Athletic Bilbao Siviglia 2 1, Maiorca Barcellona 2 4, Atletico Madrid Getafe 2 0, Levante Real Madrid 1 2. Classifica: Barcellona 31, Atletico 28, Real Madrid 23, Betis 19, Malaga 18, Levante 17, Rayo Vallecano 16, Valladolid, Valencia, Siviglia, Saragozza 15, Athletic Bilbao 14, Real Sociedad, Getafe 13, Maiorca, Granada 11, Celta, Deportivo, 10, Espanyol 9, Osasuna 8.

MAIORCA (4-2-3-1) Aouate 4; Ximo 5 (dal 37’ s.t. Marc Fernandez s.v.), Geromel 7, Conceiçao 5.5, Bigas 6; Martí 6 (dal 28’ s.t. Fontas 6), Pina 6,5; N'Sue 6,5, Víctor 7,5, Pereira 7; Hemed 5 (dal 1’ s.t. Alfaro 6). PANCHINA Calatayud, Kevin, Arizmendi, Brandon. ALLENATORE Caparros 6.5

BARCELLONA (4-3-3) Valdés 6; Dani Alves 6.5, Piqué 6, Mascherano 5 (dal 39’ s.t. Bartra s.v.), Jordi Alba 6 (dal 42’ s.t. Montoya s.v.); Xavi 7, Busquets 6,5, Fàbregas 5,5; Villa 5,5 (dal 21’ s.t. Sanchez 6.5), Messi 7,5, Tello 7. PANCHINA Pinto, Song, Iniesta, Pedro. ALLENATORE Vilanova 7 ARBITRO Iglesias Vilanueva 5,5 NOTE ammoniti Martì (M), Busquets (B). Spettatori 15.000 circa Tiri in porta 2-5, tiri fuori 1-4, angoli 3-4, fuorigioco 2-2 Recuperi 1’ p.t. e 3‘ s.t.

L’argentino Lionel Messi, 25 anni, segna uno dei suoi due gol al Maiorca AFP

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«O Rei» Messi 76

I NUMERI

i gol totali di Messi nel 2012 tra Liga (48), Champions (11), Supercoppa (2), Coppa del Re (3) e nazionale argentina (12)

S Lionel Messi, 25 anni: ha debuttato nel Barcellona nell’ottobre 2004

Leo trascina il Barça e batte il record di Pelé L’argentino fa doppietta e raggiunge quota 76 gol nel 2012 I blaugrana stendono il Maiorca (4-2): 10 vittorie in 11 giornate DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

FILIPPO MARIA RICCI Twitter @filippomricci MADRID

Un’altra epoca, un altro calcio, altre difese e difensori. Però il talento è lo stesso, immenso, ed è quello che accomuna Pelé e Messi, ben oltre il dato statistico. Ieri sera il Barça ha vinto 4-2 a Maiorca eguagliando la miglior partenza della Liga, 10 vittorie e un pari, stabilita in precedenza per ben 3 volte dal Real Madrid, l’ultima nel 1991. Messi e Pelé Dei 4 gol del Barça, due sono di Messi, che è arrivato a 15 in questa Liga, a 20 stagionali ma soprattutto a 76 reti nell’anno solare 2012, tra club e nazionale. Nel 1958 Pelé si fece conoscere al mondo: aveva 17

anni quando segnò 6 gol al Mondiale vinto dal Brasile in Svezia, e chiuse l’anno arrivando alla maggiore età e a 75 reti: 9 con la nazionale, 66 col Santos segnati tra il campionato Paulista e quello Rio-San Paolo. Il brasiliano fece i suoi 75 gol in 53 partite. Messi e Muller Cinquantaquat-

tro anni dopo, Messi lo ha superato e ora insegue Gerd Muller: il tedesco tra Bayern Monaco e Germania Ovest nel 1973 segnò 85 reti. Leo, che a 76 gol è arrivato in 59 gare, ha a disposizione prima che si passi al 2013 altre 6 partite di Liga e due di Champions. Difficilmente giocherà in Copa del Rey, a meno che al Barça non decidano di approfittare della partita con l’Alaves per dargli una mano a battere il record. Classe ed errori I due gol di Mes-

si sono serviti prima ad indirizzare e poi a consolidare una vittoria del Barça meno placida di

Meglio di Leo ha fatto solo il tedesco Gerd Muller: 85 reti nel 1973 Catalani mai partiti così forte: 31 punti su 33. E in trasferta sono a 6 successi su 6 quanto possa sembrare. Ben irretita dal Maiorca, la squadra di Vilanova ha approfittato al meglio di classe propria ed errori avversari per continuare la sua serie immacolata in trasferta, dove in questa stagione ha sempre vinto. In vantaggio grazie a una punizione magistrale di Xavi, palla che scavalca perfettamente una barriera troppo affollata, il Barça ha segnato due volte in due minuti poco pri-

ma dell’intervallo: il primo gol di Messi è una papera di Aouate, il portiere avversario, il diagonale di Tello è preciso e letale. La partita sembra chiusa, il Barça rilassato, il Maiorca però ha altre idee: è assatanato e capace di portarsi sul 3-2 con un gol di Pereira propiziato da Victor, che ruba palla a un distratto Mascherano. Tempo due minuti e lo stesso Victor si procura un rigore e lo trasforma. Siamo al 13’ della ripresa e al Maiorca manca solo un gol per l’incredibile rimonta. La paura blaugrana però dura poco: Sanchez, entrato da poco al posto di David Villa, serve di petto Messi che brucia Aouate col cileno che resta in fuorigioco sulla traiettoria della palla. Il Barça continua la sua corsa, trascinato da Messi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

FRANCIA SOTTO DI UN UOMO, VA IN VANTAGGIO CON MAXWELL MA SUBISCE L’1-1 E NON STACCA IL MARSIGLIA IN CLASSIFICA

Psg, fallisce il piano di fuga Senza Ibra è pari a Montpellier DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

ALESSANDRO GRANDESSO Twitter @calciofrancese MONTPELLIER (Francia)

Dopo una manciata di minuti, per il Psg di Carlo Ancelotti si era messa male: in 10 contro 11 davanti al Montpellier campione in carica, certo in crisi, ma determinato a non regalare nulla ai predestinati al titolo. Un Psg indebolito dall’assenza di Ibrahimovic, squalificato per due turni dopo il calcio volante al portiere del Saint Etienne, ma che ha offerto una prova di carattere. Non ab-

bastanza per approfittare dei pareggi di Marsiglia e Lione. Rosso Poteva comunque anda-

re peggio, perché l’arbitro, già all’11’, espelle Sakho per una trattenuta al limite su Charbonnier. Il Psg, con Thiago Motta titolare, non perde la testa. Ancelotti toglie il vice Ibra, Hoarau, e affida l’attacco a Menez e Lavezzi. E da loro, al 37’, nasce il gol del vantaggio con un contropiede feroce finalizzato dall’ex giallorosso su Maxwell. La ripresa però cambia volto anche perché Verratti rimedia subito un giallo e viene rim-

piazzato da Chantome. E il Montpellier spinge di più, sfruttando il leggero calo degli ospiti. Al 14’ arriva il pari: Matuidi davanti all’area si fa soffiare palla da Cabella che dal limite, di sinistro, batte Sirigu. Poi però una mano al Psg gliela dà, letteralmente, Belhanda che già ammonito blocca il pallone con l’avambraccio e si fa espellere. In 10 contro 10, torna l’equilibrio. Ma al Psg serviva proprio Ibra. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Verratti del Psg (a sinistra) pressato da Belhanda AFP

12a GIORNATA Nancy-Rennes 1-3; Lilla-Brest 1-0; Bastia-Valenciennes 2-3; Reims-Evian 1-2; St Etienne-Troyes 2-0; Tolosa-Ajaccio 2-4; Marsiglia-Nizza 2-2; Lorient-Bordeaux 0-4; Sochaux-Lione 1-1; Montpellier-Psg 1-1 Classifica: Psg, Marsiglia 23; Lione 22; St Etienne, Valenciennes, Bordeaux 21; Lilla 20; Tolosa, Rennes 19; Reims, Lorient 15; Ajaccio, Bastia 14; Montpellier, Nizza, Brest 13; Evian, Sochaux 11; Troyes 7; Nancy 5

4

I NUMERI

75

i gol complessivi di Pelé nel 1958 (anno solare)

IL REAL CON IL LEVANTE

La cantera salva Mou Morata-gol a 6’ dalla fine

9

le reti siglate da O’Rey in quell’anno con la maglia della nazionale brasiliana

58

i centri del campione verdeoro con il Santos nel campionato Paulista ’58

8

le marcature di Pelé con la maglia del Santos nel Torneo Rio-San Paolo dello stesso anno

S Pelé, qui in maglia Santos, ha compiuto 72 anni il 23 ottobre

Ronaldo medicato per il taglio ANSA MADRID

Acqua, sangue, confusione, errori, traverse e un gol di un canterano che tiene in vita il Madrid. Mou vince per la prima volta sul campo del Levante una partita affogata dal diluvio e piena di sofferenza. Già senza Benzema e Higuain dopo 2’ il Real vede squarciarsi l’arcata sopraccigliare sinistra di Ronaldo, colpita da una gomitata di Navarro che per l’arbitro non è nemmeno fallo. Il portoghese si fa cucire e quando rientra segna un gran gol, ma cede nell’intervallo, e Mou lo cambia con Albiol. Non Morata, la punta, o Modric, o Kakà. Un difensore, che si sistema a centrocampo. Millimetri Casillas decisivo su Juanlu dopo pochi secondi della ripresa, Pepe e Ramos colpiscono la traversa. Il Real domina, spreca e viene punito da Angel, servito da Oba Martins in millimetrico fuorigioco. Altri millimetri: Navarro stende Callejon appena fuori dall’area, l’arbitro fischia rigore ma Xabi Alonso se lo fa parare. Entra Morata, e segna subito di testa. Un canterano molto poco considerato salva la Liga di Mou, che resta a -8 dal Barça. f.m.r. RIPRODUZIONE RISERVATA

LEVANTE-REAL MADRID 1-2 MARCATORI Ronaldo (R) al 21’ p.t.; Angel (L) al 17’, Morata (R) al 39’ s.t. LEVANTE (4-2-3-1) Munúa 8; Pedro López 6, Ballesteros 6.5, D. Navarro 5, Juanfran 6; Diop 6.5 (dal 41’ s.t. Ruben s.v.), Iborra 6; El Zhar 5 (dal 10’ s.t. Angel 7), Barkero 6 (dal 41’ s.t. Michel s.v.), Juanlu 6; Martins 6.5. All. Martinez 7. REAL MADRID (4-2-3-1) Casillas 7.5; Arbeloa 6 (dal 25’ s.t. Kakà 6), Pepe 5, Sergio Ramos 6.5, Coentrao 6; Essien 6.5, Xabi Alonso 5.5; Di Maria 7, Ozil 5 (dal 37’ s.t. Morata 7), Callejon 7; Ronaldo 7 (dal 1’ s.t. Albiol 5). All. Mourinho 5. ARBITRO Muñiz Fernandez 4 AMMONITI Ballesteros (L), Ronaldo (R), Juanlu (L), Juanfran (L), Pedro Rios (L)

BRASILE QUARTO TITOLO NAZIONALE

Il Fluminense è campione grazie ai rivali del Vasco (m.can.) Il Fluminense conquista il suo quarto scudetto brasiliano con tre turni d’anticipo: 76 punti in 35 giornate! Il 3 2 sul Palmeiras e l’1 1 del suo concorrente Atlético Mineiro col Vasco da Gama garantiscono il titolo. La retrocessione del Palmeiras, che non gioca a San Paolo perché ha il campo squalificato, non è matematica ma sembra inevitabile. L’eroe del titolo è Fred, capocannoniere del campionato con 19 reti. Prima sblocca il risultato al 45’ p.t. su respinta del portiere Bruno. Poi crossa il pallone che sbatte sul difensore Maurício Ramos prima di entrare in porta all’8’ s.t. (autogol). Il Palmeiras reagisce: accorcia le distanze con Barcos al 16’ s.t. e poi pareggia con Vieira al 19’ s.t. Ma il Fluminense sigla il 3 2 al 42’ della ripresa nuovamente con Fred. Il Flu ringrazia il rivale Vasco da Gama che dopo sei sconfitte di fila pareggia con l’Atlético Mineiro di Ronaldinho (gol su rigore. A tre turni dalla fine, il vantaggio del capolista Fluminense sul Grêmio, che col 2 1 sul San Paolo arriva al secondo posto, è di 10 punti e 11 sull’Atlético, terzo.


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PRIMA DIVISIONE GIRONE A 11a GIORNATA Ebbene sì, il Lecce ha il suo punto debole: la Lombardia. La squadra di Lerda ha battuto tutti, ma a Como e Pavia ha ottenuto un doppio 2-2, mentre a Lumezzane è stata fermata dalla neve (il recupero è mercoledì). Un segno del destino per i Tesoro, nuovi proprietari del club che in questa regione non hanno lasciato buoni ricordi nelle precedenti esperienze con Como e

l’Analisi di NICOLA BINDA twitter@Nickbinda

E’ il Pisa la squadra copertina

soprattutto Pro Patria? Ok, lo ammettiamo: ci stiamo aggrappando a tutto per dare un po’ di sale a un girone piuttosto monotono. Senza voler rimarcare l’argomento, voltiamo in fretta pagina perché il girone B ogni volta ci regala qualcosa di sorprendente. Il solo fatto che non ci siano stati pareggi (tre nelle sei gare giocate nel girone A...) è la prova dell’agonismo che

Lecce umano quando gioca in Lombardia Belle doppiette di Beretta e Bogliacino A Pavia altro pari, mercoledì il recupero PAVIA

2

LECCE

2

MARCATORI Bogliacino (L) all’8’, Beretta (P) al 30’, Bogliacino (L) al 46’ p.t.; Beretta (P) su rigore al 13’ s.t. PAVIA (5-3-2) Kovacsik 6; Capogrosso 5,5, D’Orsi 6, Fasano 6, Reato 6,5, Zanini 6; Statella 6,5 (dal 23’ s.t. Lussardi 6), La Camera 6,5, Di Chiara 6 (dal 43’ s.t. Losi s.v.); Cesca 6, Beretta 7 (dal 26’ s.t. Meza Colli 6). (Teodorani, Meregalli, Turi, Romano). All. Roselli 7. LECCE (4-2-3-1) Benassi 6; Diniz 5,5 (dal 23’ s.t. Semenzato 6), Di Maio 6, Esposito 5,5, Tomi 5,5; Giacomazzi 5,5, Memushaj 6,5; Falco 5 (dal 44’ p.t. Pià 6), Bogliacino 7, Chiricò 7; Foti 5 (dal 26’ s.t. Jeda 6). (Petrachi, Zappacosta, De Rose, Legittimo). All. Lerda 5,5. ARBITRO Aureliano di Bologna 4. NOTE paganti 1.044, abbonati 292, inc. di 17.597 euro. Amm. Reato, Di Chiara, Fasano, La Camera, D’Orsi e Tomi. Angoli 10-2.

DAL NOSTRO INVIATO

MATTEO BREGA PAVIA

La B prende Pavia-Lecce, la tiene stretta, la lucida, la rende appetitosa. La B è quella di Giacomo Beretta e Mariano Bogliacino, i firmatari della petizione a favore delle partite vibranti, mai banali. Il Lecce rallenta per la seconda volta in campionato, ancora in LombarLUMEZZANE

1

CUNEO

2

Ferrario e Cristini: nella nebbia il Cuneo piazza il colpaccio Male il Lumezzane MARCATORI Ferrario (C) al 43’ p.t.; Cristini (C) al 1’, Torri (L) al 39’ s.t. LUMEZZANE (4-3-3) Vigorito 6; D’Ambrosio 6, Mandelli 6, Dametto 5, Possenti 6; Gallo 5,5, Marcolini 5,5, Giorico 5 (dal 6' s.t. Dadson 6); Pintori 6 (dal 27' s.t. Baraye 6), Samb 5 (dal 13' s.t. Kirilov 6), Torri 6. (Coletta, Zamparo, Sabatucci, Sevieri). All. Festa 5. CUNEO (4-3-1-2) F. Rossi 7; Di Lorenzo 6, Carretto 6 (dal 34' s.t. Sentinelli s.v.), Scaglia 6, Donida 6,5; Cristini 6,5, Longhi 6,5 (dal 28' s.t. Danucci 6), Lodi 6; Garavelli 6; Ferrario 7, Fantini 6,5 (dal 42’ s.t. Serino s.v.). (Negretti, Passerò, Palazzolo, Di Quinzio). All. E. Rossi 7. ARBITRO Soricaro di Barletta 6,5. NOTE spettatori 400 circa, paganti, abbonati e incasso non comunicati. Ammoniti Gallo, Samb, Cristini, Di Lorenzo e Donida. Angoli 5-2. LUMEZZANE (Bs) Nella nebbia del Comunale spunta a sorpresa il Cuneo che pone fine all’imbattibilità interna del Lumezzane e si porta in una posizione di classifica più tranquilla. Due colpi ben assestati di Ferrario e Cristini tra la fine del primo tempo e l’inizio del secondo stendono un Lumezzane inferiore alle attese e che per il momento non ha tratto beneficio dal ritorno di Pintori. La partita L’esterno sardo si è mosso bene sin quando le energie l’hanno sorretto, ma è stata la squadra nel complesso a mancare. Gara quasi invisibile nel primo

dia. La stazione questa volta, dopo Como, si chiama Fortunati, lo stadio del Pavia. Ed è un pareggio dalle mille sfaccettature. La partita Sulla carta due punti

buttati da Lerda. Il 4-2-3-1 e la qualità del gruppo non sembravano offrire margini di manovra al 5-3-2 «invernale» (coperto) di Roselli. Il quale senza Redaelli, Ferrini e Scampini si è inventato una mediana a tre con La Camera centrale (è una mezz’ala) affiancato da Statella (un esterno puro) e Di Chiara (un terzino). La partita invece ha fornito una lettura diversa. Il Lecce parte forte, soprattutto a sinistra con Chiricò, e alla prima occasione passa: destro sporco di Diniz, Kovacsik non trattiene, Bogliacino passa tra D’Orsi e La Camera e infila. Non cala il buio dopo 8 minuti per il Pavia. Perché Kovacsik respinge meglio su Chiricò 3 minuti dopo e perché il piano-Roselli inizia a funzionare. Soprattutto sugli esterni, dove Zanini (bene) e Capogrosso (ansioso per Chiricò) aiutano Statella e Di Chiara. Sale il baricentro pavese nonostante al

tempo a causa della nebbia, che concede un po’ di tregua solo nel finale del primo tempo quando Ferrario, dopo essersi procurato altre due occasioni in precedenza, firma il meritato vantaggio del Cuneo con un gran sinistro dal limite dell’area. In avvio di ripresa la difesa del Lumezzane si fa sorprendere da Donida che rimette al centro un pallone sul quale si avventa il liberissimo Cristini che non ha problemi a realizzare il 2-0 per gli ospiti. La reazione del Lumezzane arriva ma è troppo tardiva. Torri manca l’1-2 dopo 9 minuti solo davanti a Rossi, poi alla mezzora Dadson segna, ma il suo gol viene annullato per la posizione irregolare di Possenti nei pressi della linea di porta. E il gol di testa di Torri a sei minuti dalla fine non basta per evitare la sconfitta, a pochi giorni dal recupero di mercoledì contro la corazzata Lecce. Sergio Cassamali

IL RINVIO

Tra Alto Adige e Feralpi Salò solo pioggia Il maltempo vince a Bolzano. La partita tra Alto Adige e Feralpi Salò non è stata disputata per la pioggia che ha reso impraticabile il terreno del Druso. L’arbitro Rapuano di Rimini ha constatato l’impossibilità di far giocare la partita e l’ha rimandata a data da destinarsi.

si vive sotto questa latitudine: la sensazione è che tutti possano battere tutti e quindi ogni volta succede qualcosa di stupefacente. Stavolta la copertina è tutta del Pisa, che è riuscito ad agganciare in vetta la coppia Frosinone-Latina. Bravo Pisa, società che è stata rianimata da un presidente semplice e umano e pacato come Carlo Battini, che siede su una poltrona

che storicamente ha sempre avuto personaggi bizzarri, almeno da Anconetani in poi: Battini è tutt’altro, è un imprenditore tifoso che fa le cose seriamente spendendo il giusto, puntando sui giovani, senza mai urlare e cercando di riportare il grande pubblico all’Arena. E’ giusto che il dio del calcio guardi giù e regali gioie a personaggi così. Imitatelo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Trapani, giusto pari Ma il Como protesta

Giacomo Beretta, 20 (a sin.) RONA

centro si soffra. Bogliacino costringe sempre un centrale a seguirlo e le alternative (altri piedi buoni) sono intorno a lui. Il pareggio di Beretta arriva al 30’. Cross di La Camera per il giocatore scuola Milan che di testa prende in contro tempo Benassi. Ma un quarto d’ora dopo il Lecce ripete a memoria la lezione: Chiricò salta Capogrosso, traversone per Bogliacino e 1-2.

COMO

2

TRAPANI

2

MARCATORI Mancosu (T) all’11’, Lisi (C) al 41’ p.t.; A. Donnarumma (C) al 37’, Basso (T) su rigore al 50’ s.t. COMO (4-3-3) Micai 5,5; Ambrosini 6, Schiavino 6, Luoni 6, Marchi 6; Giampà 6,5, Ardito 6,5, Tremolada 5,5 (dal 28’ s.t. Scialpi s.v.); Cia 5,5 (dal 39’ s.t. Velardi s.v.), A. Donnarumma 6,5, Lisi 6,5. (Twardzik, Del Pivo, D. Donnarumma, Gammone, Fautario). All. Paolucci 6. TRAPANI (4-4-2) Nordi 6; Lo Bue 6 (dal 40’ s.t. Docente s.v.), Pagliarulo 6,5, D’Aiello 6, Rizzi 6 (dal 40’ s.t. Filippi s.v.); Basso 6,5, Spinelli 6,5, Caccetta 6,5, Madonia 6 (dal 24’ s.t. Romeo s.v.); Mancosu 7, Abate 6. (Morello, Lo Monaco, Pirrone, Tedesco). All. Boscaglia 6. ARBITRO Bindoni di Venezia 5. NOTE paganti 654, abbonati 482, incasso di 9.901,35 euro. Ammoniti Spinelli, Basso e Ardito. Angoli 3-2.

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La cronaca Padroni di casa in

Risultato giusto La spartizione

difficoltà nella prima parte, e da un corner arriva il gol di Abate che davanti alla porta infila Micai. Il Como però prima dell’intervallo pareggia, con Lisi che entra in area palla al piede sulla sinistra, il portiere cerca di contrastarlo, lui è bravo a difendere il pallone e a calciare da posizione molto laterale. Nella ripresa il Como è più padrone del campo, anche se le occasioni da rete per una buona mezz’ora non si vedono, nè da una parte nè dall’altra. La partita però resta intensa. Da un corner battuto da Scialpi arriva il gol di testa di Alfredo Donnarumma. Risponde con un colpo di testa che colpisce l’incrocio dei pali D’Aiello. Grande occasione ancora per Donnarumma già nel recupero. Quindi, il rigore finale. Nell’insieme, è giusto così.

del risultato è comunque giu-

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LILLIANA CAVATORTA COMO

Finale da brividi Si va negli spo-

gliatoi. Al rientro l’evento che potrebbe cambiare il match: Zanini trattiene Chiricò in area, è rigore. Foti spara sulla traversa. È il 9’: quattro minuti dopo Esposito ferma Cesca sempre in area. Altro rigore che però trova degna conclusione. Beretta griffa la doppietta e il Pavia torna a galleggiare. Foti, due volte Memushaj e il gol annullato a Jeda per fuorigioco illudono Lerda, il quale trema nel finale. Meza Colli al 43’ prende la traversa ed Esposito gioca a pallavolo in area. Il rigore c’era. Alla fine è 2-2 e il Lecce mercoledì recupera a Lumezzane.

sta. Anche a livello di episodi, visto che nel primo tempo è stato annullato ad Abate, per fuorigioco, un gol assolutamente regolare. Ma giusto è anche il verdetto per quanto si è visto sul campo. Como artefice di una buona partenza ma infilato centralmente dopo poco più di dieci minuti. Tiro di Spinelli, respinta di Micai sui piedi di Mancosu, gol del Trapani. E poco dopo gli ospiti rischiano di colpire ancora il Como sorprendendolo allo stesso modo.

Bagarre finale intorno all’arbitro Bindoni. Finisce con un rigore fischiato a favore del Trapani, e segnato al 50’ della ripresa da Basso, per un leggero contatto tra Marchi e Mancosu. Di sicuro non un intervento eclatante, i siciliani forse non avrebbero neppure protestato se la decisione fosse stata diversa. Invece l’arbitro ha indicato il dischetto e, tra le vibranti proteste del Como, è entrata in rete la palla del pareggio. E subito dopo l’arbitro ha fischiato la fine della partita.

PORTOGRUARO

1

TRITIUM

0

ENTELLA

1

ALBINOLEFFE

1

Il solito Corazza illude il Portogruaro Ci pensa Marchi a salvare l’Entella

L’AlbinoLeffe passa all’ultimo respiro La Tritium è beffata: Magoni parte male

MARCATORI Corazza (P) al 14’, Marchi (E) al 21’ s.t. PORTOGRUARO (4-3-1-2) Tozzo 6; Blondett 5,5, Patacchiola 6, Moracci 6, Pondaco 5,5; Herzan 6 (dal 22’ p.t. Coppola 6), Sampietro 6, Martinelli 5,5 (dal 13’ s.t. Salzano 5); Cunico 7; Della Rocca 6,5, Corazza 6,5. (Bavena, Zampano, Licata, Rolandone, Magrassi). All. Madonna 6. ENTELLA (4-3-2-1) Paroni 6; De Col 6, Cesar 6, Russo 6, Fantoni 5 (dal 20’ s.t. Argeri 6,5); Staiti 6, Volpe 6,5, Hamlili 6 (dal 20’ s.t. Garin 6); Vannucchi 6,5, Guerra 6 (dall’11’ s.t. Rosso 5,5); Marchi 6,5. (Conti, Falcier, Wagner, Serlini). All. Prina 6. ARBITRO Fiore di Barletta 6. NOTE paganti 117, abbonati 170, incasso di 3.400 euro. Ammoniti Marchi, Cunico, Fantoni, Martinelli, Russo e Coppola. Angoli 3-5. PORTOGRUARO (Ve) Quando va sotto non molla mai e recupera. Anche a Portogruaro l’Entella si dimostra squadra di carattere. Provvidenziali i cambi di Prina: al 20’ della ripresa entra Argeri, che dopo un minuto pennella per la testa di Marchi ed è 1-1. In un match così prevedibile, ci voleva l’estro a sbloccarlo. Il timbro lo mette l’ispirato Cunico: in un fazzoletto il capitano granata si beve Fantoni e mette in mezzo e per Corazza è un gioco da ragazzi, al 14’ s.t., siglare il gol del vantaggio. Nel primo tempo i ragazzi di Madonna faticano a imporre il gioco e a trovare spazi, crescono nella ripresa ma non creano grossi pericoli. Come l’Entella che ci prova con le incursioni sulla fasce ma non conclude. Alberto Francescut

MARCATORE Martinovic al 46’ s.t. TRITIUM (4-2-3-1) Nodari 5,5; Martinelli 6, Cusaro 5, Bossa 6 (dal 39’ s.t. Fioretti s.v.), Teoldi 6,5; A. Arrigoni 6, Corti 6; E. Bortolotto 6,5, T. Arrigoni 5,5 (dal 20’ s.t. Nardiello 6), Casiraghi 5,5; Chinellato 5 (dal 10’ s.t. Spampatti 5,5). (Paleari, Torno, Riva, Monacizzo). All. Magoni 6. ALBINOLEFFE (4-3-1-2) Offredi 6; Salvi 4,5, M. Belotti 6, Allievi 6,5, Regonesi 6; Taugourdeau 6, Girasole 6, Maietti 5,5; Pacilli 6 (dall’11’ s.t. Pirovano 6); Cisse 6,5 (1’ s.t. Diakite 6,5), A. Belotti 6 (30’ s.t. Martinovic 6,5). (Amadori, Ondei, Gazo, Corradi). All. Pala 6. ARBITRO Melidoni di Frattamaggiore 6. NOTE paganti 350, abbonati 120, incasso non comunicato. Espulso Salvi al 9’ s.t.; ammoniti Bossa e Allievi. Angoli 3-5. MONZA Prosegue la rimonta dell’AlbinoLeffe, che con un colpo di coda batte (e avvicina) la Tritium e scavalca il Treviso, che gioca stasera. Inizia male l’avventura di Magoni sulla panchina della Tritium che ha subìto il gol nel primo dei tre minuti di recupero: Diakite ha rubato palla a Cusaro e ha sparato in porta, pronta la ribattuta di Nodari, la palla è finita a Martinovic che ha calciato verso la porta e la palla ha colpito lo stesso portiere ed è carambolata in rete. Il primo tempo aveva visto una leggera superiorità dell’AlbinoLeffe che, una volta rimasto in dieci (espulso Salvi), si è chiuso in difesa. Al 27’ l’occasione più ghiotta è sulla testa di Nardiello ma la palla è finita fuori. Nel recupero, pi, è arrivata la beffa. Pierfranco Redaelli

IL POSTICIPO ORE 20.45, SU RAI SPORT 1

Carpi-Treviso, il testacoda in tv Stasera il Carpi può avvicinare il Lecce: arriva il Treviso, oggi ultimo dopo il sorpasso dell’AlbinoLeffe. Emergenza per Tacchini e Cioffi: infortunati Concas, Lollini, Gagliolo e De Bode, squalificati Terigi e Bianco, non sono al top Pasciuti (pronto Cortesi), Kabine e Di Gaudio; letizia si sposta al centro, debutta dal 1' Papini. Il Treviso ha ufficializzato gli ingaggi di Zammuto (ex Avellino) e Kyeremateng (ex Montichiari), che stasera vanno i panchina, ma è squalificato Pierangelo Tarantino e sono out Videtta e Salvi. Così in campo stasera (inizio ore 20.45, diretta su Rai Sport 1): CARPI (4-4-2) Sportiello; Pasciuti, Letizia, Poli, Sperotto; Potenza, Papini, Perini, Di Gaudio; Ferretti, Arma. (Guerci, Furini, Fusar Bassini, Cenetti, Cortesi, Teggi, Kabine). All. Tacchini-Cioffi. TREVISO (3-5-2) Campironi; Cernuto, Bini, Stendardo; Beccia, Spinosa, Rosaia, Esposito, Brunetti; Fortunato, N. Tarantino. (Merlano, Toppan, Garofalo, Kyeremateng, Zammuto, Rizzo, Sy). All. Ruotolo. ARBITRO D’Angelo di Ascoli Piceno (Villa-Lanotte).

girone A CLASSIFICA SQUADRE

PT

LECCE

PARTITE RETI G V N P F S 26 10 8 2 0 23 11

CARPI

17 9

5

2

2 11 6

ENTELLA

17 11 4

5

2 20 16

TRAPANI

15 10 4

3

3 16 12

ALTO ADIGE

15 9

4

3

2 13 10

PORTOGRUARO

15 10 3

6

1

COMO (-1)

14 10 3

6

1 15 11

PAVIA

3 10 10

11 8

14 11 3

5

CREMONESE (-1) 12 10 2

7

1

9

CUNEO

12 11 3

3

5

9 13

LUMEZZANE

11 10 2

5

3

8

FERALPI SALO'

11 9

3

2

4

9 13

SAN MARINO

10 9

3

1

5 11 15

REGGIANA

9

2

3

4

8 12

TRITIUM

4 10 0

4

6

6 15

ALBINOLEFFE (-10) 3 10 2

7

1 10 8

TREVISO (-1)

2

8

9

1 10 0

6 8

7 22

U PROMOSSA U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSA

RISULTATI ALTO ADIGE-FERALPI SALO' CARPI-TREVISO COMO-TRAPANI LUMEZZANE-CUNEO PAVIA-LECCE PORTOGRUARO-ENTELLA SAN MARINO-REGGIANA TRITIUM-ALBINOLEFFE ha riposato CREMONESE

rinviata stasera 2-2 1-2 2-2 1-1 stasera 0-1

PROSSIMO TURNO DOMENICA 18 NOVEMBRE ore 14.30 ALBINOLEFFE-LUMEZZANE CREMONESE-PAVIA (venerdì 16, ore 20.30) CUNEO-SAN MARINO ENTELLA-CARPI FERALPI SALO'-PORTOGRUARO REGGIANA-TRITIUM TRAPANI-ALTO ADIGE TREVISO-COMO riposa LECCE

MARCATORI 7 RETI Foti (Lecce). 6 RETI A. Donna rumma (1, Como); Guerra (Entella). 5 RETI A. Belotti (AlbinoLeffe); Rosso (1, Entella); Beretta (1, Pavia); N. Tarantino (4, Treviso). 4 RETI Le Noci (1, Cremonese); Bogliacino (Lecce); Corazza e Della Rocca (Portogruaro); Madonia (4), Mancosu (Trapani).

girone B CLASSIFICA SQUADRE PISA FROSINONE (-1) LATINA (-1) GUBBIO AVELLINO VIAREGGIO PRATO PAGANESE NOCERINA BENEVENTO PERUGIA (-1) ANDRIA (-1) CATANZARO BARLETTA SORRENTO CARRARESE

PT 19 19 19 17 16 16 15 15 14 13 13 12 8 6 6 3

G 10 10 10 9 10 10 10 10 10 10 10 10 10 10 10 9

PARTITE V N P 5 4 1 6 2 2 6 2 2 5 2 2 4 4 2 4 4 2 4 3 3 4 3 3 3 5 2 4 1 5 4 2 4 3 4 3 2 2 6 1 3 6 1 3 6 1 0 8

RETI F S 19 11 15 8 12 10 7 5 12 8 14 11 12 7 12 8 12 12 13 10 14 14 8 8 13 21 9 16 5 13 3 18

U PROMOSSA U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSA

RISULTATI BENEVENTO-PAGANESE CARRARESE-GUBBIO FROSINONE-PISA NOCERINA-AVELLINO PERUGIA-CATANZARO PRATO-LATINA SORRENTO-BARLETTA VIAREGGIO-ANDRIA

2-0 rinviata 1-2 1-0 2-4 4-0 1-2 1-0

IL POSTICIPO INIZIO ORE 20.30

PROSSIMO TURNO

C’è anche San Marino-Reggiana

DOMENICA 18 NOVEMBRE ore 14.30 ANDRIA-CARRARESE AVELLINO-GUBBIO BARLETTA-PAGANESE CATANZARO-PRATO LATINA-BENEVENTO NOCERINA-VIAREGGIO PERUGIA-FROSINONE PISA-SORRENTO (lunedì 19, ore 20.45)

Le elezioni di ieri a San Marino hanno fatto slittare a stasera la partita con la Reggiana. I dubbi per Acori sono tutti in difesa: con Ferrari squalificato, Farina e Fogacci ancora infortunati, il tecnico potrebbe affidare la fascia sinistra all'under Mannini, favorito su Crivello, mentre Del Sole si è ristabilito e va in panchina. Zauli cambia ancora per ritrovare la vittoria che manca da quasi due mesi: in difesa torna Cossentino al posto di Zini (non convocato) e debutto stagionale per Magliocchetti; a centrocampo torna Parola. Così in campo stasera (inizio alle ore 20.30): SAN MARINO (4-3-3) Vivan; Pelagatti, Ferrero, Galuppo, Mannini; Pacciardi, Lunardini, Poletti; Mella, Coda, Doumbia. (Migani, Crivello, Del Sole, Capellini, Defendi, Casolla, Chiaretti). All. Acori. REGGIANA (4-3-1-2) Tomasig; Bani, Mei, Cossentino, Magliocchetti; Ardizzone, Parola, Viapiana; Alessi; Rossi, Matteini. (Bellucci, Iraci, Panizzi, Bovi, Antonelli, Sprocati, De Cenco). All. Zauli. ARBITRO Abisso di Palermo (Abbruzzese-Lobozzo).

MARCATORI 5 RETI Barraco (1, Latina); Favasuli (4), Perez e Tulli (Pisa). 4 RETI Castaldo (1, Avellino); Altinier (Benevento); Fioretti (1, Catanzaro); Evacuo (Nocerina); Scarpa (1, Paganese); Politano (Perugia); Magnaghi (Viareggio).


LUNEDÌ 12 NOVEMBRE 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

31

PRIMA DIVISIONE GIRONE B 10a GIORNATA

Doppio Tulli Pisa: aggancio al primo posto La punta stende il Frosinone capolista La squadra di Pane si candida per la B FROSINONE PISA

1

DAL NOSTRO INVIATO

2

MASSIMILIANO ANCONA FROSINONE

MARCATORI Tulli (P) al 19’ p.t.; Tulli (P) al 29’, Frara (F) al 41’ s.t. FROSINONE (4-3-3) Zappino 6; Catacchini 5,5 (dal 48’ s.t. Paganini s.v.), Guidi 5,5, Biasi 5,5, Blanchard 5,5 (dal 27’ s.t. Cesaretti s.v.); Bottone 5 (dal 10’ s.t. Marchi 5,5), Gucher 5,5, Frara 6,5; Aurelio 6,5, Santoruvo 5,5, Ganci 5. (Vaccarecci, Bertoncini, Frabotta, Gori). All. Stellone 5,5. PISA (3-5-2) Sepe 6; Sbraga 6,5, Colombini 6,5, Sabato 6; Buscé 6,5, Barberis 6 (dal 27’ s.t. Fondi 6), Mingazzini 7, Favasuli 6,5, Rizzo 5 (dal 16’ s.t. Carroccio 6); Perez 5, Tulli 7,5 (dal 42’ s.t. Scappini s.v.). (Pugliesi, Rozzio, Gatto, Lucarelli). All. Pane 7,5. ARBITRO Saia di Palermo 6. NOTE paganti 884, abbonati 1.211, incasso di 12.755,80 euro. Espulso Perez al 45’ s.t.; ammoniti Bottone, Sabato, Aurelio, Marchi, Perez e Ganci. Angoli 4-3.

PERUGIA

2

CATANZARO

4

Il Catanzaro rialza la testa Perugia: salta Battistini MARCATORI Fioretti (C) al 13’ su rigore e al 31’ p.t.; Clemente (P) su rigore al 18’, Tozzi Borsoi (P) al 34’, Quadri (C) al 38’, autorete di Lebran (P) al 46’ s.t. PERUGIA (4-3-3) Koprivec 5; Anania 6 (dal 30’ s.t. Tozzi Borsoi 6,5), Cacioli 5, Lebran 4,5, Martella 6; Moscati 6, Esposito 6, Di Tacchio 5 (dal 1’ s.t. Carloto 6,5); Fabinho s.v. (dal 12’ p.t. Giordano 4,5), Ciofani 5,5, Clemente 6. (Russo, Jefferson, Rantier, Moneti). All. Battistini 5,5. CATANZARO (3-5-2) Pisseri 6; Borghetti 6,5, Sirignano 5,5, Papasidero 6; Fiore 6,5, Benedetti 6,5 (dal 34’ s.t. Orchi s.v.), Quadri 6,5, Ulloa 6, Squillace 6; Russotto 6,5 (dal 23’ s.t. D’Alessandro 6), Fioretti 7. (Faraon, Maisto, Carbonaro, Cruz, Masini). All. Cozza 7. ARBITRO Lanza di Nichelino 6. NOTE paganti 1.074, abbonati 3.047, incasso di 27.304 euro. Espulsi Koprivec al 12’ p.t. e Sirignano al 44’ s.t.; ammoniti Di Tacchio, Ulloa, Sirignano, Clemente, Lebran, Fioretti e Quadri. Angoli 6-5. PERUGIA Il Catanzaro risorge sotto la pioggia dopo 4 sconfitte mettendo nei guai il Perugia, al secondo stop di fila: oggi la società dovrebbe esonerare Battistini, chiamando al suo posto Camplone, già difensore del Grifone. Meglio in avvio gli umbri, poi la squadra di Cozza è passata con il rigore di Fioretti e concesso per l’intervento di Koprivec su Russotto, che si era trovato davanti al portiere in seguito a un errore di Lebran. Con l’uomo in più i calabresi hanno giocato di rimessa, raddoppiando con Fioretti, che sul cross di Squillace ha

Al comando irrompe il Pisa. Una doppietta di Giacomo Tulli permette ai toscani di vincere (2-1) al Matusa di Frosinone e agganciare proprio i ciociari e il Latina (sconfitto a Prato) in testa alla classifica. Risultato ineccepibile. Al cospetto del peggior Frosinone della stagione — fermatosi per la prima volta in casa dopo una striscia di sette gare utili — il Pisa di Alessandro Pane mostra una superiorità maggiore del 2-1 finale, anche a causa degli errori di Perez, che sbaglia almeno tre palle-gol prima di finire anzitempo la gara per due gialli in poco più di un minuto. girato in rete, con la palla poi toccata da Ulloa quando aveva già passato la linea. Nella ripresa il Perugia è rientrato trasformato nello spirito e nel gioco. Ha segnato con Clemente il rigore concesso per fallo di Sirignano su Ciofani e ha pareggiato con Tozzi Borsoi dopo punizione di Esposito. Ma il sogno del pari è svanito su un corner di Quadri, che Giordano ha smanacciato e ha poi clamorosamente accompagnato nella propria porta. Un colpo durissimo per gli umbri, che nel finale hanno subìto anche la maldestra autorete di Lebran per il 2-4. A Perugia da oggi si volta pagina, mentre il Catanzaro festeggia e riparte con una novità: Armando Ortoli (ex Frosinone) è il nuovo d.g. Antonello Menconi

L’ANTICIPO

Decisivo Evacuo La Nocerina sale Avellino altro k.o. Venerdì sera si è giocato in anticipo uno dei derby della Campania. La Nocerina ha sconfitto 1 0 in casa l’Avellino grazie alla rete messa a segno da Felice Evacuo (uno degli ex più attesi) dopo 23’. Così la squadra di Auteri risale bene in classifica, mentre la posizione del tecnico irpino Rastelli comincia adesso ad essere messa in discussione.

serie D

GIRONE A

11a giornata

RISULTATI

Solo 3 le imbattute Gelbison, che colpo

BOGLIASCO-IMPERIA BRA-DERTHONA GOZZANO-CHIAVARI LAVAGNESE-TREZZANO NOVESE-CHIERI SANTHIA'-FOLGORE CARATESE TORTONA-ASTI VERBANIA-BORGOSESIA VERBANO-SESTRI LEVANTE

Giacomo Tulli, 25 anni TERRUSO La chiave Squadra corta e accorta, il Pisa, il cui 3-5-2 gira intorno a Mingazzini e che ha in Tulli (5 gol stagionali come i compagni Favasuli e Perez) il risolutore di giornata. Frosinone troppo brutto per essere lo stesso ammirato nell'ultimo mese. Lento. Indeciso. Lungo. Il cui 4-3-3 viene sovrastato a centrocampo da un Pisa che blocca Gucher e Frara e sa approfittare della scarsa vena di Bottone, sostituito da Marchi dopo 55' di stenti. Nel grigiore generale, solo Aurelio a destra crea qualche grattacapo al Pisa, con Rizzo che non lo prende mai sino al sacrosanto avvicendamento con Carroccio dopo un'ora. L'avvio Si vede che il Frosinone non è in giornata. Il Pisa lo BENEVENTO

2

PAGANESE

0

Il Benevento si riscatta Paganese non pervenuta MARCATORI Mancosu su rigore al 10’, Marchi al 17’ s.t. BENEVENTO (4-4-2) Gori 6; Pedrelli 6 (dal 13’ s.t. D’Anna 6), Siniscalchi 6, Mengoni 6,5, Bolzan 6; Buonaiuto 6,5, Davì 6, Montiel 6, Mancosu 7,5; Cipriani 6,5 (dal 24’ s.t. Montini 6,5), Marchi 6,5 (dal 20’ s.t. Rajcic 6). (Mancinelli, Rinaldi, Falzarano, Altinier). All. Ugolotti 6,5. PAGANESE (4-4-2) Robertiello 5,5; Calvarese 6 (dal 23’ s.t. Puglisi 6), Fusco 6,5, Fernandez 6,5, Nunzella 5; Ciarcià 6,5 (dal 15’ s.t. Fava 5,5), Soligo 6, Romondini 6, Scarpa 6 (dal 28’ s.t. Neglia 5,5); Girardi 5,5, Tortori 6. (Pergamena, Pepe, Franco, Orlando). All. Grassadonia 6. ARBITRO Bietolini di Firenze 6. NOTE paganti 740, abbonati 1.723, incasso non comunicato. Ammoniti Davì, Girardi, Montiel e Puglisi. Angoli 6-5. BENEVENTO Torna il sorriso al Benevento, che vince il derby campano con la Paganese mettendosi alle spalle la contestazione dei tifosi e le tre sconfitte consecutive interne, ma non il ritiro che proseguirà anche questa settimana. La squadra di casa ottiene il risultato pieno anche grazie ad una formazione letteralmente rivoluzionata da Ugolotti che, alla fine, ha risposto in pieno alle sue reali aspettative. Due pali Dall’altra parte la Paganese, reduce da due vittorie esaltanti, non è riuscita a esprimere il suo gioco, perché schiacciata dall’avversario che sin dai primi minuti ha fatto balbettare

GIRONE B 2-1 2-1 2-2 2-1 0-1 2-1 1-3 0-2 2-2

aggredisce. Isola Santoruvo e Ganci, chiuso da Buscè e Sbraga. Fino all'1-0 (19') di Tulli (destro da fuori con Zappino in fatale ritardo) ci sono soltanto gli ospiti in campo. Il Frosinone si scuote. Aurelio prima colpisce la traversa (24') in seguito a un'uscita alta a vuoto di Sepe, poi mette in mezzo un pallone (26'), che Sbraga allontana. Il Pisa non sta a guardare. L'onnipresente Mingazzini serve Tulli, che sfiora il 2-0 (27'). Mentre al 45' è Perez (respinta di Zappino) a fallire il match-point offertogli da una scivolata di Biasi. La ripresa Si attende il Frosino-

ne. Marchi fallisce l'1-1 sotto porta su assist di Santoruvo (8') e sigilla una gara insufficiente. Il suo sostituto Marchi (17') non riesce a correggere in gol un cross di Frara. Il Pisa sa soffrire, ma poi riprende il comando. Fallisce il 2-0 con Perez (bravo Zappino), poi raddoppia con Tulli, che raccoglie l'ennesima respinta di Zappino su tiro ravvicinato di Perez. Prima Favasuli, poi ancora Tulli sfiorano il terzo gol. Finale convulso con Frara che di testa (41') su corner di Ganci accorcia le distanze e il doppio giallo a Perez. Finisce 2-1. Se il Pisa è questo, vale la promozione in Serie B. © RIPRODUZIONE RISERVATA

la difesa. Iniziando dal 7’, quando il giovane Buonaiuto si è trovato tra i piedi il pallone del vantaggio, ma l’emozione l’ha tradito e a porta vuota ha centrato il palo. Idem anche all’11’ quando il palo l’ha colpito un rinato Cipriani, mentre al 14’ una punizione di Mancosu ha costretto Robertiello in angolo. Nella ripresa il Benevento ha trovato i gol: al 9’ Marchi è stato affondato in area da Nunzella, rigore che Mancosu ha trasformato, mentre al 17’, dopo una azione di Mancosu, Marchi ha siglato il 2-0. La Paganese è rimasta a guardare, non è riuscita a entrare in partita e per assistere al suo primo tiro si è dovuto aspettare il 30’, quando Tortori ha sfiorato l’incrocio. Antonio Buratto

IL RINVIO

Vince la pioggia tra la Carrarese e il Gubbio Il maltempo che ha colpito il Nord e il Centro dell’Italia ha portato anche al rinvio della partita tra Carrarese e Gubbio a data da destinarsi. Già in mattinata era evidente che non si sarebbe potuto giocare e dopo mezzogiorno i rappresentanti delle due squadre insieme all’arbitro Martinelli di Roma hanno deciso per il rinvio dell’incontro di Carrara.

a

(13 giornata)

E’ un Prato travolgente Latina, un pesante stop PRATO

4

LATINA

0

MARCATORI Disabato al 18', Napoli al 26', Tiboni al 34', Silva Reis al 44' s.t. PRATO (4-3-1-2) Layeni 6,5; Corvesi 7, Malomo 6,5, Ghinassi 6,5, Carminati 6,5; Casini 6,5, Disabato 8 (dal 33' s.t. Bisoli 6), Cavagna 7; Silva Reis 8; Napoli 6,5 (dal 47' s.t. Saitta s.v.), Tiboni 7,5 (dal 44' s.t. Cristofari s.v.). (Brunelli, Kostadinovic, Benedetti, Basilico). All. Esposito 7,5. LATINA (4-3-3) Bindi 4; Agius 5, Cottafava 4,5, De Giosa 5, Milani 5; Gerbo 5,5 (dal 14' s.t. Cejas 5), Sacilotto 5 (dal 25' s.t. Angelilli 5), Burrai 5; Barraco 5,5 (dal 23' s.t. Tulli 5), Tortolano 5, Kolawole 6. (Ioime, Bruscagin, Ricciardi, Pagliaroli). All. Pecchia 5. ARBITRO Minelli di Trieste 6,5. NOTE paganti 405, abbonati 182, incasso di 3.826,59 euro. Ammoniti Ghinassi, Corvesi, Disabato, Milani, Sacilotto, De Giosa e Carminati. Angoli 5-3.

PIERO CECCATELLI PRATO

Superba partita del Prato e tonfo della capolista Latina, che torna in Toscana (dove ha vinto solo a Viareggio) e subisce la seconda sconfitta dopo quella del debutto a Pisa (3-0). La squadra di Pecchia è parsa impacciata contro un Prato aggressivo, spavaldo e a proprio agio sul terreno allen-

tato; nel primo tempo gli ospiti hanno hanno retto (palo di Kolawole), poi nella ripresa dopo una punizione di De Giosa che ha sfiorato l’incrocio, sono stati travolti. Le reti Il Latina è andato in barca dopo il gol che Disabato ha firmato al 18' con un colpo da biliardo nell'area affollata. Dopo lo svantaggio il portiere Bindi ha prima regalato il calcio d'angolo che Napoli ha trasformato in gol saltando nel cuore di una difesa immobile, poi, con una sciagurata uscita sulla trequarti, ha fatto omaggio a Tiboni di un pallone che l’attaccante ha spedito nella porta sguarnita con un pallonetto da quasi 40 metri. La rete che Silva Reis ha firmato con una botta dal limite dopo azione di Cavagna ha certificato la supremazia di un Prato autoritario, maturo e in gran condizione e il dissolvimento di un Latina psicologicamente fragile. Pecchia eviterà processi accollando a sé ogni responsabilità. E si riferirá a un presunto rigore negato (mani di Malomo) per trovare un piccolo alibi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

VIAREGGIO

1

SORRENTO

1

ANDRIA

0

BARLETTA

2

De Vena all’ultimo respiro Viareggio ok con l’Andria

Sorrento: sconfitta e fischi Barletta, è la prima vittoria

MARCATORE De Vena al 47’ s.t. VIAREGGIO (3-5-2) Gazzoli 6; Carnesalini 7, Fiale 7, Tomas 6; Peverelli 5,5, Pizza 6, Maltese 5,5, Calamai 5,5 (dal 31’ s.t. Gerevini 6,5), Pellegrini 6; Giovinco 6, Magnaghi 6 (dal 15’ s.t. De Vena 6,5). (Furlan, Conson, Sorbo, Sandrini, Gerevini). All. Cuoghi 6,5. ANDRIA (4-3-3) Rossi 6,5; Scrugli 6, Migliaccio 6,5, Zaffagnini 6, Contessa 6; Arini 6, La Rosa 6,5 (dal 24’ s.t. Maccan 5,5), Giorgino 6; D’Errico 6 (dal 40’ s.t. Mascolo s.v.), Innocenti 6, Taormina 6 (dall’11’ s.t. Comini 6). (Sansonna, Tartaglia, Lanteri, Nocerino). All. Cosco 5,5. ARBITRO Morreale di Roma 6. NOTE paganti 161, abbonati 405, incasso di 3.967 euro; ammoniti Fiale, Giovinco, Maltese, De Vena, Migliaccio e Zaffagnin. Angoli 6-5. VIAREGGIO (Lu) Un lampo di Alessandro De Vena, al primo gol stagionale, ha deciso la sfida fra Viareggio e Andria. La rete del giovane attaccante di scuola Napoli ha rotto l’equilibrio di una partita non bellissima caratterizzata da poche emozioni. Meglio l’Andria nel primo tempo con l’ex Taormina e D’Errico molto pericolosi nelle ripartenze. Il Viareggio è apparso poco preciso e con poche idee: Cuoghi ha azzeccato i cambi, fuori gli appannati Calamai e Magnaghi, dentro Gerevini e De Vena. Proprio Gerevini al 38’ costringeva ad un miracoloso intervento Rossi con una conclusione da 20 metri. Il gol decisivo al 47’: punizione di Giovinco, colpo di testa di De Vena, il pallone veniva deviato da Rossi contro la traversa ma poi finiva in rete. Giovanni Lorenzini

MARCATORI Schenetti (S) al 1’, Dezi (B) all’8’, Calapai (B) al 16’ s.t. SORRENTO (4-3-1-2) Polizzi 5; Balzano 5,5, Nocentini 6, Di Nunzio 6, Bonomi 6; A. Esposito 5,5 (dal 24’ s.t. Guitto 5), Zanetti 6,5, Arcuri 6,5; Iuliano s.v. (dal 16’ p.t. Di Dio 6); Zantu 4,5 (dal 1’ s.t. Schenetti 6,5), Corsetti 6. (Frasca, Ferrara, Ciampi, Beati). All. Bucaro 5,5. BARLETTA (3-5-2) Pane 6; De Leidi 6, Burzigotti 6, Romeo 6,5; Mazzarani 5,5 (dal 12’ s.t. Calapai 7), Molina 6, Piccinni 6, Dezi 6 (dal 32’ s.t. Meucci 6), Petterini 6; Simoncelli 6, La Mantia 5 (dal 12’ s.t. Ferreira 6). (Liverani, Menegaz, Meduri, Castellani). All. Stringara 6,5. ARBITRO Fanton di Lodi 6,5. NOTE paganti 190, abbonati 109, incasso di 3.188 euro. Ammoniti Corsetti, Burzigotti, Di Nunzio, Molina e Zanetti. Angoli 5-1. SORRENTO (Na) Il Barletta conquista la prima vittoria stagionale con una ripresa intensa. Il Sorrento, fischiato alla fine dai suoi pochi tifosi, s’illude con il repentino gol del nuovo entrato Schenetti (destro di prima su appoggio di Arcuri) all’inizio del secondo tempo. All’8’ il portiere Pane para un altro tiro di Schenetti ed effettua un lungo rinvio: la difesa sorrentina è distratta e Dezi pareggia. Al 16’ il Barletta confeziona la vittoria in rimonta con un gol incredibile: Calapai, sull’out destro, effettua un tiraccio da almeno 40 metri e il pallone, sospinto dal vento di scirocco, inganna Polizzi. Il Barletta è più grintoso e nel recupero prima Corsetti e poi Schenetti sprecano due ghiotte palle gol. Antonino Siniscalchi

GIRONE C

(13a giornata)

GIRONE D

CLASSIFICA

RISULTATI

CLASSIFICA

RISULTATI

CLASSIFICA

RISULTATI

CLASSIFICA

Chieri p. 27; Bra 24; Santhià e Lavagnese 22; Verbania 20; Borgosesia 18; Tortona 17; Bogliasco, Chiavari e Folgore Caratese 14; Sestri Levante e Derthona 13; Verbano 12; Trezzano 11; Asti 10; Gozzano 9; Imperia 6; Novese 3.

ALZANO CENE-ATLETICO MONTICHIARI 2-1 CARAVAGGIO-PRO SESTO 1-0 DARFO-CASTELLANA 1-1 FERS NA PERGINESE-MEZZOCORONA rinviata LECCO-SERIATE 2-1 PERGOLETTESE-OLGINATESE 2-0 PONTISOLA-CARONNESE 3-4 SAN GIORGIO-MAPELLOBONATE 3-1 SANT'ANGELO-SEREGNO 0-4 VOGHERA-TRENTO 4-1

Caronnese p. 32; Pergolettese 30; Pontisola 27; Voghera 26; Olginatese 24; Lecco (-3) 21; Caravaggio 19; Mapellobonate 17; Seriate e Pro Sesto 16; Seregno e Alzano Cene 15; Atletico Montichiari 14; Darfo (-1) e San Giorgio 13; Mezzocorona* 12; Castellana 11; Sant'Angelo 10; Fersina Perginese* 9; Trento 7 (* una gara in meno)

BELLUNO-GIORGIONE 2-2 CEREA-TAMAI 0-5 CLODIENSE-PORDENONE 1-0 ESTE-TRISSINO VALDAGNO 1-1 KRAS REPEN-LEGNAGO 0-0 REAL VICENZA-SANDONA' JESOLO rinviata SACILESE-MONTEBELLUNA 2-1 SANVITESE-SAMBONIFACESE 1-2 UNION QUINTO-PORTO TOLLE 1-2 VIRTUS VECOMP-SAN PAOLO 2-1

Virtus Vecomp p. 29; Sambonifacese 28; Pordenone 26; Porto Tolle 25; Real Vicenza* 24; Clodiense 23; Este, Trissino Valdagno, Sandonà Jesolo* e San Paolo 20; Sacilese 19; Legnago, Giorgione e Montebelluna 16; Cerea 15; Tamai e Belluno 14; Sanvitese e Kras Repen 7; Union Quinto 1. (* una gara in meno).

BAGNOLESE-CASTENASO 0-0 FIDENZA-PRO PIACENZA 2-4 FORCOLI-PISTOIESE 0-5 FORMIGINE-CAMAIORE 2-1 FORTIS JUVENTUS-CASTELFRANCO 0-0 LUCCHESE-RICCIONE rinviata MEZZOLARA-MASSESE 0-0 ROSIGNANO-TUTTOCUOIO 1-2 SPAL-PAVULLESE 2-1

Mezzolara, Pro Piacenza e Tuttocuoio p. 22; Pistoiese, Spal, Lucchese* e Castenaso 19; Formigine 18; Fidenza e Fortis Juventus 17; Massese 15; Camaiore 12; Rosignano e Forcoli 10; Castelfranco e Pavullese 9; Bagnolese 8; Riccione (-1)* 0. (* una gara in meno).

Ci sono state 5 gare rinviate e 2 sospese per il maltempo: probabili recuperi il 21. Prima sconfitte per Verbania, Olginatese e Ancona: sono imbattute Chieri, Gladiator e Torre Neapolis. Rivoluzione nel girone I: nel big match il Gelbison batte il Cosenza, va in vetta e il Messina è secondo a -1.

PROSSIMO TURNO

PROSSIMO TURNO

PROSSIMO TURNO

PROSSIMO TURNO

Domenica 18 novembre ore 14.30: Asti-Lavagnese; Borgosesia-Verbano; Chiavari-Verbania; Chieri-Santhià; Derthona-Tortona; Folgore Caratese-Bogliasco; Imperia-Gozzano; Sestri Levante-Bra; Trezzano-Novese.

Domenica 18 novembre ore 14.30: Atletico Montichiari-Pergolettese; Caronnese-Alzano Cene; Castellana-Lecco; Mape lobonate-Voghera; Mezzocorona-Sant'Angelo; Olginatese-Caravaggio; Pro Sesto-San Giorgio; Seregno-Darfo; Seriate-Pontisola; Trento-Fersina Perginese.

Domenica 18 novembre ore 14.30: Giorgione-Cerea; Legnago-Clodiense; Montebelluna-Kras Repen; Pordenone-Este; Porto Tolle-Sacilese; Sambonifacese-Belluno; San Paolo-Real Vicenza; Sandonà Jesolo-Sanvitese; Tamai-Union Quinto; Trissino Valdagno-Virtus Vecomp.

Domenica 18 novembre ore 14.30: Camaiore-Mezzolara; Castelfranco-Fidenza; Castenaso-Spal; Massese-Bagnolese; Pavullese-Lucchese; Pistoiese-Rosignano; Pro Piacenza-Formigine; Riccione-Forcoli; Tuttocuoio-Fortis Juventus.

GIRONE E

GIRONE F

GIRONE G

GIRONE H

GIRONE I

RISULTATI

CLASSIFICA

RISULTATI

CLASSIFICA

RISULTATI

CLASSIFICA

RISULTATI

CLASSIFICA

RISULTATI

CLASSIFICA

CASTEL RIGONE-BASTIA rinviata DERUTA-PONTEVECCHIO 2-1 PIANESE-FLAMINIA 2-1 SANSEPOLCRO-FIESOLECALDINE 1-1 SPOLETO-PIERANTONIO rinviata SPORTING TERNI-LANCIOTTO 1-0 TODI-AREZZO 0-1 TRESTINA-CASACASTALDA 1-3 VITERBESE-SCANDICCI sospesa

Sansepolcro p. 26; Casacastalda 20; Deruta 18; Viterbese*, Sporting Terni, Trestina e Pontevecchio 17; Lanciotto, Fiesolecaldine e Pianese 16; Castel Rigone*, Arezzo, Pierantonio* e Spoleto* 13; Bastia* 10; Scandicci* 9; Todi 8; Flaminia 6. (* una gara in meno).

ANCONA-AMITERNINA 2-3 ASTREA-VIS PESARO sospesa CELANO-ISERNIA 2-3 CIVITANOVESE-RECANATESE 1-1 JESINA-RENATO CURI 3-0 MACERATESE-SAN NICOLO' 4-1 MARINO-FIDENE 1-2 OLYMPIA AGNONESE-SAN CESAREO 2-2 TERMOLI-SAMBENEDETTESE 2-1

San Cesareo p. 24; Maceratese 22; Termoli e Sambenedettese 21; Astrea* 20; Olympia Agnonese 19; Ancona e Isernia 18; Vis Pesaro* e Amiternina 17; Jesina 16; Fidene 11; Renato Curi 10; Civitanovese 9; Recanatese 8; Celano e San Nicolò 5; Marino 4. (* una gara in meno).

BUDONI-SORA 1-0 CASERTANA-ANZIOLAVINIO 3-1 CIVITAVECCHIA-OSTIA MARE 0-1 HYRIA NOLA-SARNESE 0-3 ISOLA LIRI-CYNTHIA 1-1 PALESTRINA-TORRES 1-1 PORTO TORRES-LUPA FRASCATI 3-3 SELARGIUS-ARZACHENA 1-3 TORRE NEAPOLIS-SANT'ELIA 1-1

Sora e Torre Neapolis p. 25; Sarnese e Lupa Frascati 22; Casertana e Torres 19; Budoni 18; Porto Torres, Arzachena e Palestrina 15; Isola Liri 12; Anziolavinio e Ostia Mare 11; Sant'Elia 9; Civitavecchia (-1), Selargius, Cynthia e Hyria Nola 8.

BATTIPAGLIESE-CTL CAMPANIA 1-1 FOGGIA-BRINDISI 2-1 FORTIS TRANI-NARDO' 0-0 FRANCAVILLA-POMIGLIANO 1-1 GLADIATOR-MONOSPOLIS 1-0 ISCHIA-BISCEGLIE 1-0 POTENZA-INTERNAPOLI 0-1 SANT'ANTONIO ABATE-MATERA 1-4 TARANTO-GROTTAGLIE 4-1

Ischia e Gladiator p. 27; Matera 22; Monospolis 20; Bisceglie 19; Foggia 18; Internapoli e Pomigliano 16; Battipagliese 15; Brindisi, Ctl Campania, Nardò e Francavilla 14; Taranto 11; Sant'Antonio Abate (-1) 10; Fortis Trani 8; Potenza 5; Grottaglie 3.

ACIREALE-COMPRENSORIO NORMANNO 0-1 AGROPOLI-CITTA' DI MESSINA 2-2 COSENZA-GELBISON 1-2 LICATA-PRO CAVESE 2-2 MESSINA-SAMBIASE 1-0 NISSA-PALAZZOLO 0-3 NOTO-COMPRENSORIO MONTALTO 1-3 RAGUSA-VIBONESE 0-0 SAVOIA-RIBERA 1-1

Gelbison p. 24; Messina 23; Cosenza 22; Comprensorio Montalto e Città di Messina 20; Savoia 19; Comprensorio Normanno e Ragusa 18; Ribera 17; Agropoli 15; Pro Cavese e Licata 13; Sambiase e Vibonese 11; Palazzolo e Acireale 8; Nissa (-1) e Noto 4.

PROSSIMO TURNO

PROSSIMO TURNO

PROSSIMO TURNO

PROSSIMO TURNO

PROSSIMO TURNO

Domenica 18 novembre ore 14.30: Arezzo-Castel Rigone; Bastia-Pianese; Casacastalda-Sansepolcro; Fiesolecaldine-Todi; Flaminia-Deruta; Lanciotto-Viterbese; Pierantonio-Trestina; Pontevecchio-Sporting Terni; Scandicci-Spoleto.

Domenica 18 novembre ore 14.30: Amiternina-Maceratese; Fidene-Termoli; Isernia-Ancona; Recanatese-Celano; Renato Curi-Olympia Agnonese; Sambenedettese-Civitanovese; San Cesareo-Astrea; San Nicolò-Jesina; Vis Pesaro-Marino.

Domenica 18 novembre ore 14.30: Anziolavinio-Torre Neapolis; Arzachena-Porto Torres; Cynthia-Casertana; Lupa Frascati-Hyria Nola; Ostia Mare-Isola Liri; Sant'Elia-Palestrina; Sarnese-Civitavecchia; Sora-Selargius; Torres-Budoni.

Domenica 18 novembre ore 14.30: Bisceglie-Potenza; Brindisi-Taranto; Ctl Campania-Foggia; Grottaglie-Fortis Trani; Internapoli-Sant'Antonio Abate; Matera-Battipagliese; Monospolis-Francavilla; Nardò-Gladiator; Pomigliano-Ischia.

Domenica 18 novembre ore 14.30: Città di Messina-Ribera; Comprensorio Montalto-Agropoli; Comprensorio Normanno-Noto; Gelbison-Ragusa; Licata-Savoia; Palazzolo-Acireale; Pro Cavese-Messina; Sambiase-Cosenza (sabato 17, ore 14); Vibonese-Nissa.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 12 NOVEMBRE 2012


LUNEDÌ 12 NOVEMBRE 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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SECONDA DIVISIONE 11a GIORNATA girone A

Castiglione, è sorpasso: Savona contro l’arbitro La Pro Patria va a raffica Il Castiglione si aggiudica la sfida al vertice contro il Savona (privo del capocannoniere Virdis) e, infilando la sesta vittoria consecutiva, vola al comando dopo una partita decisa nel primo tempo: nei primi 10’ l’arbitro Marini assegna due penalty, uno per parte, realizzati da Romero e Ferrari, poi la rete di Talato; dopo la gara il solito sfogo polemico di Ninni Corda, tecnico del Savona: «Partita condizionata da un arbitraggio scandaloso, meglio che il signor Marini si prenda un mese di sosta prima di tornare a dirigere una gara». Una novità anche il terzo posto: adesso lo occupa la Pro Patria, travolgente contro il Mantova dopo

la doppietta di Del Sante dopo 36’; con queste 5 reti, la squadra di Aldo Firicano ha il miglior attacco di tutta la Seconda con 24 gol. Cade il Renate sul campo del Bellaria (decisiva la doppietta del senegalese Ameth Fall), pareggia in casa il Forlì nel derby con il Santarcangelo, così si avvicina ai playoff anche il Bassano, che vince il derby con un Venezia deludente grazie all’ex veronese Berrettoni. Nelle altre partite si segnala una bella vittoria della Giacomense, che ha superato il Casale (domenica c’è il deby con l’Alessandria) anche grazie alla doppietta dello scatenato Max Varricchio, salito adesso a quota 9 reti.

CASTIGLIONE

2

SAVONA

1

MARCATORI Romero (S) su rigore al 6’, Ferrari (C) su rigore al 10’, Talato (C) al 32’ p.t. CASTIGLIONE (4-4-2) Iali 7; Marongiu 6,5, Solini 6, Notari 6,5, Pini 7; Prevacini 6,5, Chiazzolino 6,5, Sandrini 6,5, Talato 7 (dal 24’ s.t. Avanzini 5,5); Ferrari 7 (dal 39’ s.t. Maccabiti 6), Tonani 5,5 (dal 19’ s.t. Mangili 6). (Bason, Morandi, Faroni, Radrezza). All. Ciulli 7. SAVONA (4-4-2) Aresti 6; Taino 5,5 (dal 5’ s.t. Gallon 6), Miale 6, Antonelli 6, Marconi 5,5; Demartis 5,5, Quintavalla 6, Agazzi 6,5, Carta 6,5 (dal 30’ s.t. Vuthaj 6); Romero 7, Cattaneo 6,5 (dal 34’ s.t. Baglione 6). (Secondelli, Balzaretti, Belfiore, Cantatore). All. Corda 6. ARBITRO Marini di Roma 5,5. NOTE spettatori 600 circa, incasso di 1.445 euro. Ammoniti Prevacini, Marconi, Quintavalla, Ferrari, Talato e Carta. Angoli 4-4. (d.c.)

girone B

Salernitana travolgente: Aprilia, prima sconfitta Pontedera a tutto Grassi Fragoroso capitombolo della capolista Aprilia che incassa la prima sconfitta sul campo della Salernitana (8.000 spettatori all’Arechi) e subisce 3 reti (il portiere Di Vincenzo cade dopo 393’) dopo averne subìte solo 4 nelle precedenti 10 partite: la squadra di Perrone (9 risultati utili consecutivi) adesso è la squadra più prolifica del girone (22 reti) dopo aver scavalcato proprio l’attacco dell’Aprilia. Si avvicina alla vetta il Pontedera, che vince il derby toscano contro il Borgo a Buggiano: decisivo il capocannoniere Grassi, che ha segnato 8 reti; lui e Arrighini (5) hanno segnato 13 gol dei 14 della

squadra di Indiani. L’altro derby toscano è invece andato al Gavorrano, che ha stoppato (e agganciato) il Poggibonsi grazie a due reti in 2’ e ottenuto la prima vittoria casalinga della stagione. Importanti colpi in trasferta per Martina (debutta male Vullo sulla panchina del Campobasso) e Chieti (decide l’altro capocannoniere De Sousa). Seconda vittoria di fila e prima in casa per la Vigor Lamezia, che sul suo campo non vinceva dal 29 aprile (col Perugia): Mangiapane in rete 4 volte nelle ultime 5 gare. E sorride anche la Normanna, che è tornata alla vittoria dopo due sconfitte di fila e ha salvato la panchina all’allenatore Romaniello.

SALERNITANA

3

APRILIA

0

MARCATORI Ginestra su rigore al 7’, Guazzo al 13’ p.t.; Perpetuini al 51’ s.t. SALERNITANA (3-5-2) Iannarilli 6; Tuia 6, Molinari 6,5, Rinaldi 6,5; Chirieletti 6 (dal 27’ s.t. Lanni s.v.), Capua 6, Perpetuini 6,5, Mancini 7,5, Cristiano Rossi 6,5; Ginestra 6,5 (dal 21’ s.t. Gustavo 6), Guazzo 6,5 (dal 35’ s.t. Zampa s.v.). (Dazzi, Adeleke, Vettraino, Ricci). All. Perrone 7. APRILIA (4-2-3-1) Di Vincenzo 6; Cane 6, Sembroni 5, Stankovic 5, Carta 5,5 (dal 32’ s.t. Gomes s.v.); Croce 5,5, Amadio 6; Corsi 5, Ferri Marini 6,5, Sassano 5,5 (dal 14’ s.t. Marfisi 5,5); Ferrari 5 (dal 7’ s.t. Calderini 5,5). (Caruso, Tundo, Salese, Criaco). All. Vivarini 5,5. ARBITRO Giovani di Grosseto 6,5. NOTE spettatori 8.000 circa, incasso non comunicato. Espulso Corsi al 39’ s.t.; ammoniti nessuno. Angoli 7-5. (g.v.)

PRO PATRIA

5

FORLÌ

0

BELLARIA

2

BASSANO

1

PONTEDERA

1

CAMPOBASSO

0

GAVORRANO

2

HINTERREGGIO

0

MANTOVA

2

SANTARCANGELO

0

RENATE

1

VENEZIA

0

BORGO A BUGGIANO

0

MARTINA

1

POGGIBONSI

0

CHIETI

1

FORLÌ (3-4-3) Ginestra 6,5; Arrigoni 6,5 (dal 9’ s.t. Scarponi 6), Orlando 6 (dal 17’ s.t. Renzi 5,5), Martini 6; Sampaolesi 6 (dall’8’ s.t. Bergamaschi 5,5), Mordini 6,5, Evangelisti 6, Sabato 6; Filippi 5, Buonaventura 6, Petrascu 5,5. (Casadei, Sozzi, Ferri, Oggiano). All. Bardi 6. SANTARCANGELO (4-4-2) Nardi 6; Fabbri 6,5, Cola 6, Benedetti 6, Locatelli 5,5; Baldinini 6, Obeng 6,5, P. Rossi 5,5 (dal 37’ s.t. Bazzi s.v.), Saporetti 5,5 (dal 14’ s.t. Pieri 6); Beatrizzotti 6 (dal 30’ s.t. Parodi 6), Anastasi 5. (Andreani, Beccaro, G. Rossi, Canini). All. Valentini 6 (Masolini squalificato). ARBITRO Baroni di Firenze 5,5. NOTE spettatori 1.500 circa, incasso non comunicato. Espulso Filippi al 21’ p.t.; ammoniti Mordini, P. Rossi e Obeng. Angoli 2-3. (g.c.)

MARCATORI Del Sante (M) al 17’ e al 36’, Cozzolino (PP) al 40’ p.t.; Serafini (PP) su rigore al 27’, Giannone (PP) al 32’, Serafini (PP) al 38’, Falomi (PP) al 42’ s.t. PRO PATRIA (4-3-1-2) Sala 5,5; Bonfanti 6, Nossa 5,5, Botturi 6,5, Pantano 6; Bruccini 5,5 (dal 21’ s.t. Falomi 6), Calzi 6, Viviani 6 (dal 26’ s.t. Vignali 5,5); Giannone 6,5; Serafini 6,5, Cozzolino 7 (dal 40’ s.t. Artaria s.v.). (Vavassori, Beccaro, Greco, Giorno). All. Firicano 6,5. MANTOVA (5-3-2) Festa 6; Bertin 6, Giordani 5,5, Farina 5,5, Girelli 6, Bersi 4,5; Galassi 6, Spinale 6, Mattielig s.v. (dal 13’ p.t. Burato 6); Del Sante 7, Colonetti 6 (dal 17’ s.t. Franchi 6). (Maggio, Vecchi, Esperimento, Corso, Cerone). All. Frutti 5. ARBITRO Mainardi di Bergamo 5,5. NOTE spettatori 1.000 circa, incasso di 7.452 euro. Espulso Bersi al 24’ s.t.; ammoniti Bertin, Calzi, Cozzolino, Spinale e Nossa. Angoli 2-5. (a.r.)

MARCATORI Fall (B) al 17’ p.t.; Fall (B) all’8’, Santonocito (R) al 43’ s.t. BELLARIA (3-4-1-2) Rossini 6,5; Maccarrone 6, Fantini 6,5, Gerolino 6; Rossetti 7, Mariani 6, Perrino 6 (dal 29’ s.t. Bongoura 6), Masullo 6; Fiore 7; Fall 8 (dal 40’ s.t. Ulizio s.v.), Bernacci 6 (dal 28’ s.t. Nicastro 6). (Cavallari, Tattini, Raparo, Liguori). All. Pepe 7. RENATE (4-3-3) Santurro 6; Adobati 5, Gavazzi 5,5, Bergamini 4,5, Morotti 5,5; Gualdi 5,5 (dal 16’ s.t. Santonocito 6), Cavalli 6, Mantovani 6; Gaeta 5 (dal 40’ s.t. Malivojevic s.v.), Brighenti 6,5, Zanetti 5,5. (R. Galli, Zita, Adorni, N. Galli, Storari). All. Sala 5. ARBITRO Colarossi di Roma 5. NOTE spettatori 200 circa, incasso non comunicato. Ammoniti Masullo, Perrino, Bernacci, Adobati, Cavalli, Gualdi e Santonocito. Angoli 2-7. (a.p.)

MARCATORE Berrettoni al 36' p.t. BASSANO (5-3-2) David 6,5; Toninelli 6, Bertoli 6,5, Basso 5, Ghosheh 7, Stevanin 6,5; Mateos 6,5, Correa 7, Proietti 7 (dal 46' s.t. Carteri s.v.); Gasparello 6,5 (dal 18' s.t. Longobardi 6,5), Berrettoni 7,5. (Ambrosio, Barbieri, Furlan, Conti, De Gasperi). All. Rastelli 7. VENEZIA (4-3-1-2) Moreau 7; Cabeccia 5, Battaglia 7, Giovannini 7, Bertolucci 5,5; Maracchi 6, Princivalli 6,5 (dal 18' s.t. Godeas 5,5), Taddei 6; Lauria 6 (dal 24' s.t. Margarita 6); Marconi 6,5 (dal 30' s.t. D'Appollonia s.v.), Franchini 5,5. (Bonato, Dascoli, Scardala, Campagna). All. Zanin 6,5. ARBITRO Capilungo di Lecce 6. NOTE spettatori 600 circa, incasso non comunicato. Espulsi Basso al 17' s.t. e Cabeccia al 44' s.t.; ammoniti Correa, Berrettoni, Toninelli, Longobardi, Bertolucci, Taddei e Margarita. Angoli 7-5. (v.p.)

MARCATORE Grassi al 46’ p.t. PONTEDERA (3-5-2) Leone 6; Gonnelli 6,5, Vettori 6,5, Capitanio 6,5; Ortolan 5,5 (dal 31’ s.t. Gregorio s.v.), Esposito 6,5, Caponi 6,5, Carfora 6, Regoli 6,5; Grassi 6,5 (dal 47’ s.t. Cherillo s.v.), Arrighini 6 (dal 43’ s.t. Fedi s.v.). (Bibba, Di Noia, Firenze, Zini). All. Indiani 6,5. BORGO A BUGGIANO (4-3-1-2) Gaffino 5; Manganelli 6 (dal 34’ s.t. Annoni s.v.), Di Giusto 6,5, Settepassi 6,5, Pastore 6; Maretti 6, Caciagli 6,5 (dal 34’ s.t. Candiano s.v.), Nolè 6; Santini 5,5; Del Porto 5,5 (dal 27’ s.t. D’Antoni 5,5), Dimas 6,5. (Ristori, Checchi, Baccarin, Butini). All. Nenci 6 (Masi squalificato). ARBITRO Ceccato di Bassano 5. NOTE spettatori 300 circa, incasso di 3.061 euro. Espulso il tecnico Nenci al 46’ p.t.; ammoniti Settepassi, Caponi, Maretti, Grassi, Manganelli, Nolé, Vettori e D’Antoni. Angoli 6-4. (s.l.)

MARCATORE Gambuzza al 2’ p.t. CAMPOBASSO (4-4-2) Iuliano 7; Candrina 5,5, Marino 5, Minadeo 5, Esposito 6; Di Libero 6, Rais 6,5, D’Allocco 6,5, Di Bartolomeo 5 (dall’11’ s.t. Colantoni 5,5); Konate 7, Morante 4 (dal 25’ s.t. Bussi 5). (Cattenari, Boi, Modica, Mazza, Santaguida). All. Vullo 5,5. MARTINA (4-3-3) Leuci 6; Dispoto 6,5, Gambuzza 7, Filosa 6,5, D’Addato 6 (dal 19’ s.t. Bruni 5,5); Mangiacasale 6,5, Marsili 6, Scarsella 5,5; Gambino 7, Provenzano 5,5 (dal 1’ s.t. Fiorentino 6), Ancora 5,5 (dal 19’ s.t. Memolla 5,5). (Perina, Bagaglini, Lattanzio, Anaclerio). All. Di Meo 6. ARBITRO Verdenelli di Foligno 6,5. NOTE spettatori 400 circa, incasso di 3.750 euro. Ammoniti Marino, Rais, Konate, Leuci, D’Addato, Dispoto e Provenzano. Angoli 7-4. (a.d.l.)

MARCATORI Nocciolini al 33’, Fatticcioni al 34’ p.t. GAVORRANO (4-3-1-2) Addario 7; Mazzanti 6,5, Alderotti 7, Fatticcioni 6,5, Tognarelli 6 (dal 24’ s.t. Romiti 6); Della Latta 6, Zane 6,5, Nicoletti 6,5; Lo Sicco 6,5 (dal 20’ s.t. Messina 6); Gurma 6,5, Nocciolini 7 (dal 39’ s.t. Rosati s.v.). (Lanzano, Peluso, Grifoni, Moscati). All. Buso 6,5. POGGIBONSI (4-4-2) Menegatti 5,5; Bronchi 5, Panariello 5,5, Salvatori 5, Paparusso 6; Ambrogetti 6,5 (dal 31’ s.t. Cicali s.v.), Giunchi 6, Scicchitano 5 (dal 1’ s.t. Miniati 6,5), Moscarino 5 (dal 1’ s.t. Ilari 6); Pera 5, Dal Bosco 5,5. (Rosiglioni, Tafi, Roveredo, Bianconi). All. Fraschetti 5,5. ARBITRO Serra di Torino 6,5. NOTE spettatori 250 circa, incasso di 1.336 euro. Ammoniti Alderotti, Salvatori, Zane, Nocciolini, Addario e Bronchi. Angoli 5-8. (a.f.)

MARCATORE De Sousa al 23’ p.t. HINTERREGGIO (3-4-1-2) Mengoni 7; Ungaro 5,5, Franceschini 5,5, Impagliazzo 5,5; S. Cutrupi 6,5 (dal 17’ s.t. D. Cutrupi 6), Vicari 6 (dal 39’ s.t. Aliperta s.v.), Pensalfini 6, Marguglia 5,5; Borghetto 6 (dal 7’ s.t. Febbraio 6); Zampaglione 5,5, Khoris 5,5. (A. Cutrupi, Trentinella, Condomitti, Broso). All. Venuto 6. CHIETI (4-3-3) Feola 7; Bigoni 6, Pepe 5,5 (dal 17’ s.t. Barbone 6), Gigli 6, Di Filippo 6,5; Mungo 6, Del Pinto 6,5, Verna 6; Rinaldi 6 (dal 17’ s.t. Alessandro 6,5), Capogna 6,5 (dal 27’ s.t. Cardinali 6), De Sousa 6,5. (Cappa, Rovrena, Di Properzio, La Selva). All. De Patre 6,5. ARBITRO Guccini di Albano Laziale 5,5. NOTE spettatori 350 circa, incasso di 1.178 euro. Ammoniti Franceschini e Mungo. Angoli 3-2. (l.v.)

ALESSANDRIA

0

GIACOMENSE

3

RIMINI

1

MILAZZO

1

L’AQUILA

1

NORMANNA

1

VIGOR LAMEZIA

1

ARZANESE

1

MONZA

0

CASALE

1

FANO

1

VALLE D’AOSTA

1

MELFI

1

TERAMO

0

FONDI

0

FOLIGNO

1

ALESSANDRIA (4-3-1-2) Servili 6; Gambaretti 6, Barbagli 6, Viviani 6, Mazzuoli 6; Caciagli 6 (dal 24’ s.t. Fanucchi 6), Roselli 6, Mora 6; Degano 5,5; Ferretti 6, D. Rossi 6 (dal 24’ s.t. Bianchi 5). (Pavanello, Boron, Cammaroto, Tanaglia, Bertocchi). All. Cusatis 5,5. MONZA (4-3-3) Castelli 6; Franchino 6, Franchini 6 (dal 22’ s.t. Cattaneo 6), Polenghi 6, Anghileri 5; Valagussa 6, Grauso 6 (dal 28’ p.t. Puccio 6), Calliari 6; Vita 6 (dal 34’ s.t. Desole s.v.), Gasbarroni 6,5, Finotto 6. (Pazzagli, Fronda, Ravasi, Laraia). All. Asta 6. ARBITRO Paolini di Ascoli Piceno 5,5. NOTE spettatori 1.000 circa, incasso non comunicato. Espulso Anghileri al 33’ s.t.; ammoniti Barbagli, Mazzuoli, Mora, Bianchi, Vita, Calliari e Puccio. Angoli 6-10. (n.p.)

MARCATORI Cenerini (G) al 16’, Varricchio (G) al 22’, Grieco (C) al 24’, Varricchio (G) al 27’ p.t. GIACOMENSE (4-2-3-1) Poluzzi 7,5; Paloni 5,5 (dal 36’ s.t. Gorini s.v.), Bettati 6, Cenerini 6,5, Masina 5,5; Capellupo 7, Landi 7 (dal 40’ s.t. Ferrara s.v.); Pandiani 6 (dal 26’ s.t. Lazzari s.v.), Dal Rio 7,5, M. Rossi 7; Varricchio 8. (De Marco, Caidi, Nazzani, Metta). All. Gallo 7. CASALE (4-2-3-1) Ruzittu 5; Silvestri 6, Moretto 5, Cirina 5, Monaco 5,5; Molino 5 (dal 5’ s.t. El Kamch 6,5), Sicurella 5,5; Guccione 5,5 (dal 40’ p.t. Cristiano 5,5), Grieco 6 (dal 5’ s.t. Cinque 7), Siega 6,5; Curcio 6,5. (Dinaro, Russo, Giunta, Steri). All. Rodolfi 5,5. ARBITRO Tadino di Milano 6,5. NOTE spettatori 250 circa, incasso non comunicato. Ammoniti Molino, Capellupo e M. Rossi. Angoli 2-6. (e.m.)

MARCATORI Berretti (F) al 38’ p.t.; Zanigni (R) al 27’ s.t. RIMINI (3-5-2) Scotti 6,5; A. Brighi 5,5, Rosini 6,5, Vittori 6 (dal 18’ s.t. Marras 6,5); Gasperoni 5 (dal 28’ s.t. Palazzi s.v.), Spighi 6,5 (dal 1’ s.t. Valeriani 6), Maita 5, M. Brighi 5, Baldazzi 5,5; Morga 5,5, Zanigni 6. (Dini, Ferrari, Onescu, Maio). All. Drudi 5,5 (D’Angelo squalificato). FANO (5-3-2) Beni 6,5; Cazzola 6,5, Merli Sala 6, Romito 6, Cossu 6, Colombaretti 6,5; Urso 6 (dal 39’ s.t. Proia s.v.), Giannusa 6, Berretti 6,5; Fabbro 5 (dal 29’ s.t. Marolda 6), Allegretti 5,5 (dal 23’ s.t. Forabosco 5,5). (Proietti Gaffi, Bartolucci, Muratori, Evangelisti). All. Gadda 6. ARBITRO Di Martino di Teramo 5,5. NOTE spettatori 1.000 circa, incasso non comunicato. Espulso Rosini al 43’ s.t.; ammoniti Cazzola, Rosini, Merli Sala e Colombaretti. Angoli 7-4. (g.b.)

2a DIVISIONE GIRONE A

RISULTATI

SQUADRE

PT

CASTIGLIONE

24 11 7

3

SAVONA

23 11 7

2 2 21 9

PRO PATRIA

20 11 6 2 3 24 18

FORLI'

19 11 5 4 2 19 8

ALESSANDRIA-MONZA BASSANO-VENEZIA BELLARIA-RENATE CASTIGLIONE-SAVONA FORLI'-SANTARCANGELO GIACOMENSE-CASALE MILAZZO-VALLE D'AOSTA PRO PATRIA-MANTOVA RIMINI-FANO

RENATE

19 11 6

BASSANO

18 11 5 3 3 14 11

PROSSIMO TURNO

ALESSANDRIA

17 11 5 2 4 18 8

MANTOVA

15 11 4 3 4 16 20

VENEZIA

14 11 3 5 3 13 12

BELLARIA

14 11 3 5 3 12 13

MONZA (-4)

12 11 4 4 3 16 12

DOMENICA 18 NOVEMBRE ORE 14.30 CASALE-ALESSANDRIA FANO-BASSANO MANTOVA-RIMINI MONZA-FORLI' RENATE-MILAZZO SANTARCANGELO-PRO PATRIA SAVONA-GIACOMENSE VALLE D'AOSTA-CASTIGLIONE VENEZIA-BELLARIA

PARTITE RETI G V N P F S

1

1 16 5

0-0 1-0 2-1 2-1 0-0 3-1 1-1 5-2 1-1

4 19 17

SANTARCANGELO 12 11 2 6 3

7

9

GIACOMENSE

11 11 2 5 4 13 14

RIMINI

9 11 1

6 4 9 15

MARCATORI

FANO (-1)

7 11 1

5 5 15 24

VALLE D'AOSTA (-1) 6 11 1

4 6 13 25

12 RETI Virdis (1, Savona). 9 RETI Varricchio (Giacomense). 8 RETI Brighenti (3, Renate). 7 RETI Degano (1, Alessandria); Ferrari (1, Castiglione). 6 RETI Del Sante (Mantova); Gasbarroni (2, Monza); Falomi e Serafini (2, Pro Patria).

MILAZZO

6 11 0 6 5 10 29

CASALE (-5)

4 11 1

6 4 12 18

U PROMOSSE U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSE

MARCATORI Kanoute (VdA) al 35’ p.t.; D’Amico (M) su rigore al 15’ s.t. MILAZZO (4-4-1-1) Tesoniero 6,5; Gherra 5,5 (dal 7’ s.t. Cartone 5,5; dal 41’ s.t. Bellich s.v.), Pepe 6, Strumbo 5,5, Salustri 6; Urso 5,5, Simonetti 6 (dal 23’ s.t. Campanaro 6), Cuomo 6, Calcagno 6; Suriano 6,5; D’Amico 6,5. (Previti, Pergolizzi, Candia, Rasà). All. Perrone 6 (Tudisco squalificato). VALLE D’AOSTA (3-5-2) Frattali 6; Benedetto 6, Jidayi 6, Emiliano 5,5; Furno 6 (dal 46’ s.t. Sbravati s.v.), Nocciola 6, Amato 6, Aracri 6,5 (dal 32’ s.t. Raimondo s.v.), Di Dio 6 (dal 23’ s.t. Cuneaz 6,5); Sinato 6, Kanoute 6,5. (Pomat, Varricchio, Ropolo, Noro). All. Carbone 6. ARBITRO Gentile di Lodi 5. NOTE partita giocata a porte chiuse. Espulso Urso al 40’ s.t.; ammoniti Benedetto, Di Dio e Suriano. Angoli 3-8. (a.i.)

REGOLAMENTO

Promosse in sei: quattro dirette Scendono in nove Ecco il regolamento della Seconda divisione. PROMOZIONI Salgono dirette le prime due dei rispettivi gironi, più le due vincenti dei playoff: sono ammessi terza, quarta, quinta e sesta. RETROCESSIONI Scendono dirette le ultime tre dei due gironi e altre tre dopo i playout: si sfidano quartultima e quintultima di ogni girone (andata e ritorno) e chi perde retrocede, le due vincenti si affrontano (andata, ritorno e rigori) e chi perde retrocede.

MARCATORI Conte (M) al 10’ p.t.; Agnello (LA) al 27’ s.t. L’AQUILA (4-3-3) Testa 6; Rapisarda 6, Pomante 6, Mucciante 5 (dal 42’ p.t. Ingrosso 6), Ligorio 6; Carcione 5,5, Iannini 5,5, Agnello 6,5; Ciotola 5,5 (dal 25’ s.t. Triarico 5,5), Infantino 6, U. Improta 5,5 (dal 37’ s.t. Colussi s.v.). (Modesti, Petta, Menicozzo, Marcotullio). All. Ianni 5,5. MELFI (3-5-2) Scuffia 6; Benci 6, Dermaku 6, Gennari 6; Spirito 6, Muratore 6, Porcaro 6, Giglio 6, Bonasia 6; G. Improta 6, Conte 6,5 (dal 35’ s.t. Caira 5,5). (Volturo, D’Angelo, Signorelli, N. Lombardi, A. Lombardi, Simeri). All. Bitetto 6. ARBITRO Spinelli di Terni 5,5. NOTE spettatori 700 circa, incasso di quasi 3.300 euro. Ammoniti Carcione e Agnello. Angoli 9-0. (a.f.)

MARCATORE De Martino al 22’ p.t. NORMANNA (4-3-3) Gragnaniello 6,5; Fricano 6, Bova 6, Campanella 6,5, Avagliano 6; Viola 6, De Martino 6,5, Gatto 6; Guarracino 5,5 (dal 33’ p.t. Sellitti 6), Polani 6,5 (dal 34’ s.t. Scalzone s.v.), Iovene 6,5 (dal 22’ s.t. Poziello 5,5). (R. Esposito, Visone, Pezzullo, F. Esposito). All. Romaniello 6,5. TERAMO (4-3-3) Serraiocco 6; De Fabritiis 5,5 (dal 35’ s.t. Scipioni s.v.), Ferrani 5,5, Speranza 6, Chovet 5,5; Coletti 6, Valentini 6, Novinic 5,5 (dal 14’ s.t. Iazzetta 6); Petrella 6, Patierno 6, Foglia 5,5 (dal 28’ s.t. De Stefano s.v.). (Santi, Caidi, Giannetti, Righini). All. Cappellacci 5,5. ARBITRO Vesprini di Macerata 6. NOTE spettatori 400 circa, incasso non comunicato. Ammoniti De Fabritiis, Speranza, Fricano, Iovene, Poziello e Gragnaniello. Angoli 2-3. (g.ar.)

MARCATORE Mangiapane al 19’ p.t. VIGOR LAMEZIA (4-2-3-1) Forte 6; Marchetti 7, Gattari 7,5, Castaldo 6,5, Crialese 6; Giuffrida 6,5, Cerchia 6,5; Giacinti 6, Mangiapane 7,5 (dal 39’ s.t. Rondinelli s.v.), Catanese 6 (dal 31’ s.t. Catalano s.v.); De Luca 7,5. (Zelletta, Monopoli, Cascione, Petrilli, Rana). All. Costantino 7. FONDI (4-1-4-1) Gasparri 6; Marotta 6, Fedi 6,5, Palumbo 6, Naglieri 6; Rossini 6 (dal 35’ s.t. Prisco s.v.); Bernasconi 5 (dal 30’ s.t. Salvini s.v.), Cucciniello 5,5, Cannoni 5, D’Anna 5; Guidone 6. (Caccioli, Chiarini, Mucci, Vaccaio, De Giorni). All. Provenza 6. ARBITRO Brodo di Viterbo 6,5. NOTE spettatori 900 circa, incasso di quasi 4.500 euro. Ammoniti Castaldo, Marotta, Palumbo, Giacinti, Gattari, Prisco e Cerchia. Angoli 8-6. (f.c.)

2a DIVISIONE GIRONE B

RISULTATI

SQUADRE

PT

APRILIA

26 11 8 2

1 21 7

PONTEDERA

24 11 7 3

1 14 7

SALERNITANA

21 11 6 3 2 22 14

MARTINA

21 11 6 3 2 14 11

ARZANESE-FOLIGNO CAMPOBASSO-MARTINA GAVORRANO-POGGIBONSI HINTERREGGIO-CHIETI L'AQUILA-MELFI NORMANNA-TERAMO PONTEDERA-BORGO A BUGGIANO SALERNITANA-APRILIA VIGOR LAMEZIA-FONDI

GAVORRANO

18 11 4 6

PARTITE RETI G V N P F S

1 16 10

CHIETI (-1)

18 11 6

POGGIBONSI

18 11 5 3 3 12 11

L'AQUILA

17 11 4 5 2 20 17

TERAMO

14 11 4 2 5 10 14

NORMANNA

13 11 3 4 4 16 18

1

1-1 0-1 2-0 0-1 1-1 1-0 1-0 3-0 1-0

4 17 12

VIGOR LAMEZIA 12 11 2 6 3 7

7

MELFI

12 11 2 6 3 8 9

ARZANESE

12 11 3 3 5 13 20

FOLIGNO

11 11 2 5 4 13 16

BORGO A BUGGIANO 7 11 1

4 6 16 22

FONDI

6 11 1

3 7 12 19

HINTERREGGIO

6 11 1

3 7 6 13

CAMPOBASSO (-2) 5 11 1

4 6 6 16

U PROMOSSE U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSE

PROSSIMO TURNO DOMENICA 18 NOVEMBRE ORE 14.30 BORGO A BUGGIANO-CAMPOBASSO CHIETI-L'AQUILA FOLIGNO-HINTERREGGIO FONDI-ARZANESE MARTINA-GAVORRANO MELFI-SALERNITANA POGGIBONSI-NORMANNA TERAMO-VIGOR LAMEZIA

MARCATORI 8 RETI De Sousa (2, Chieti); Grassi (4, Pontedera). 7 RETI Improta (3, L'Aquila); Ginestra (1, Salernitana). 6 RETI Ferrari (2, Aprilia); Guidone (2, Fondi).

MARCATORI Roghi (A) al 31' p.t.; Cotroneo (F) al 19' s.t. ARZANESE (4-3-3) Aprea 6,5; Laezza 6, Albanese 6, Tarascio 6, Caso 6; Riccio 6, Florio 5,5 (dal 33' s.t. Figliolia s.v.), Maschio 5,5; Lacarra 5, Sandomenico 5,5 (dal 43' s.t. Elia s.v.), Roghi 6 (dal 22' s.t. Pettrone 5,5). (Moggio, Tommasini, Piscopo, Liccardo). All. Rogazzo 5,5. FOLIGNO (3-5-2) Piacenti 6,5; Pupeschi 6, Petti 6, Cotroneo 6,5; Barbetta 6,5, Rampi 6 (dal 13' s.t. Costanzo 6), Fiordiani 6, Borgese 6,5, Balistreri 6 (dal 35' s.t. Gesuele s.v.); Vassallo 6,5 (dal 25' s.t. Menchinella 6), Gaeta 7. (Zandrini, La Rosa, Padoin, Gatti). All. Monaco 6,5. ARBITRO Piscopo di Imperia 6. NOTE spettatori 300 circa, incasso non comunicato. Espulso Lacarra al 44' s.t.; ammoniti Lacarra e Albanese. Angoli 4-5. (a.v.)

UNDER 20

L’Italia mercoledì gioca a Frosinone contro la Russia L’Italia Lega Pro scende in campo mercoledì a Frosinone contro la Russia (ore 14.30) per l’ultima partita del girone A dell’International Challenge Trophy, valida per le qualificazioni alle semifinali. Nei primi due incontri la squadra di Valerio Bertotto ha pareggiato in trasferta 2 2 in Belgio e 1 1 in Inghilterra: va ricordato che li azzurrini sono tutti under 20, mentre le altre selezioni sono composte da giocatori under 23. Oggi il raduno per i 18 convocati.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 12 NOVEMBRE 2012

MOTOMONDIALE GP VALENCIA DICIOTTESIMA E ULTIMA GARA DEL 2012

4 il Film

SUBITO TEST Oggi inizia il 2013. In mattinata test per i piloti della Moto2. Domani (e dopo) tocca alle MotoGP, con la grande incognita di due giorni di pioggia che hanno portato a cercare delle alternative. La Yamaha, infatti, proverà solo mezza giornata, per poi trasferirsi ad Aragon mercoledì (dove c'è anche la Ducati Sbk) col campione Lorenzo (e la moto 2013) e Valentino Rossi. Fine mese La Honda, che avrà Marc Marquez al posto di Stoner, se non dovesse girare a sufficienza qui, a fine novembre porterà in Malesia anche Dani Pedrosa, nel test che in origine è stato programmato solo per il debuttante compagno di squadra. La rossa Grande attesa per la Ducati che mette in pista il nuovo squadrone: privo dell'infortunato Ben Spies (sostituito da Michele Pirro), ma con le novità di Andrea Dovizioso e Andrea Iannone, che affiancano il veterano Nicky Hayden.

JORGE E CRUTCHLOW È AMARA LA CONCLUSIONE

La mossa al via Pedrosa scatta dai box con le slick Pedrosa, Hayden, Crutchlow e Bautista scattano dai box dopo aver deciso di passare alle gomme da asciutto EPA

La caduta del campione / 1 Lorenzo al comando perde il controllo Jorge Lorenzo si trova al comando quando prima di doppiare James Ellison, perde il controllo della M1 REUTERS

La caduta del campione / 2 A testa in giù sull’asfalto Il campione del mondo, dopo essere sbalzato in aria, cade pesantemente a terra insieme alla sua Yamaha MILAGRO

Chiusura col botto Pedrosa trionfa partendo dai box Lorenzo, che volo Dani supera il neoiridato nelle vittorie: 7-6 Vale sprofonda: 10˚ e battuto pure da Ellison DAL NOSTRO INVIATO

FILIPPO FALSAPERLA VALENCIA (Spagna)

Impossibile immaginare un finale più rocambolesco. Sembrava di aver toccato il massimo con Marc Marquez partito dall'ultima casella dello schieramento Moto2 e vincitore dopo una rimonta furiosa, anche con un paio di colpi proibiti. Ma ancora non avevamo visto la sceneggiatura della MotoGP. Perché Dani Pedrosa ha messo in scena una cavalcata da antologia causa la pioggia annunciata e più capricciosa di quanto sia solitamente. Sorpasso Dani, partito dalla cor-

sia box, ha rincorso l'avversario di sempre, Lorenzo, ma non ha

avuto nemmeno bisogno di superarlo. Perché Jorge si è trovato in mezzo alle ruote un distratto Ellison da doppiare, che lo ha costretto a mettere le gomme (slick) su una chiazza d'umido: volo terrificante, per fortuna senza danni, e sorpasso reale di Dani nelle vittorie dell'anno. Sette contro sei, con un bilancio stratosferico dalle ferie in poi: 6 centri su 8 gare, ma due cadute che hanno significato mettere su un piatto d'argento, in Australia, il titolo a Jorge. «Mentre volavo — ha detto Lorenzo — ho pensato a come sarebbe stata dura se non avessi chiuso il campionato in anticipo...». Onore a lui e al suo fiero connazionale, con cui si dà appuntamento per il 31 marzo a Losail, per mettere in scena

una nuova avventura. Incertezza Sperando che si ri-

parta da quanto visto ieri, anche se i regolamenti per equilibrare le prestazioni arriveranno solo nel 2014. Ieri, ci ha pensato quella condizione che non è né bagnato, né asciutto. Così si sono viste le Crt andare in fuga con le gomme da pioggia (Espargaro), perché Lorenzo aveva scelto già sullo schieramento le slick, mentre Pedrosa, che partiva in pole, è rientrato al box per cambiare moto. Ma anche le moto «derivate» dalla serie partite con le coperture da asciutto, che hanno insidiato i primi, con i nostri Michele Pirro, ottimo 5˚ alla fine, e Danilo Petrucci, risucchiato nel finale all'8˚ posto.

Dani Pedrosa, 27 anni, affronta l’ultima curva del circuito di Valencia: per lo spagnolo è il settimo successo stagionale MILAGRO

Sogno L'azzardo all'inizio ci ha

regalato una storia inattesa anche per lui (è arrivato nella sala conferenze e ha mimato di essere entrato lì per sbaglio...) del collaudatore giapponese della Yamaha Katsuyuki Nakasuga, addirittura secondo: roba da non crederci. Ma la gara era stata troppo strana, col primo colpo di scena nel giro di allineamento, quando Pedrosa è rientrato al box per cambiare moto (e gomme) insieme a Nicky Hayden, che poteva fare bene (era il favorito sul bagnato) ma è volato, Cal Cruchlow, lanciatosi mentre era comodamente sul podio, e Alvaro Bautista, 4˚. Addii Lo spagnolo non ha resistito alla veemente rimonta di Casey Stoner che per l'ultima esibi-

zione ha fatto quello che non ha mai osato in carriera: il ragioniere. Ah quante gare in più avrebbe vinto se lo avesse fatto prima! Aveva paura per la sua caviglia e ha scelto la prudenza, partendo con le gomme da bagnato e rientrando al box con calma, con la pista quasi asciutta. Il podio era il minimo per il ritiro. Non è stato bello invece vedere Valentino Rossi doppiato e battuto perfino da Ellison: un po' lo specchio del matrimonio non consumato con la Ducati. Che ieri, ha invece iniziato il suo 2013, annunciando la squadra Superbike, affidata a Francesco Batta, con Carlos Checa (confermato) e il nuovo acquisto Ayrton Badovini. © RIPRODUZIONE RISERVATA

QUELLI CHE... NON TE LI ASPETTI IL COLLAUDATORE YAMAHA NON FA RIMPIANGERE SPIES. RISULTATO STORICO DEL PUGLIESE: MAI UNA CRT COSÌ IN ALTO

Nakasuga, Pirro e due spinte speciali: Haruto e Sic Il giapponese si perde la nascita del figlio, ma è 2˚. Michele 5˚: «Mi ha aiutato Marco» GIOVANNI ZAMAGNI VALENCIA

Sale sul podio e quasi non ci crede: si guarda intorno, guarda gli ingegneri Yamaha piangere, vede Pedrosa e Stoner salutare la folla. Lo fa anche lui, timidamente, quasi a chiedere scusa, visibilmente commosso, soprattut-

to, dubbioso. Ma è tutto vero. Poi, Katsuyuki Nakasuga, 31 anni, di professione collaudatore, ma campione Sbk giapponese per la quarta volta quest’anno, entra in sala conferenza e la sua incredulità aumenta, invece di diminuire. Con la mano fa un gesto, come dire «Cosa ci faccio io qui?», rimane in piedi imbambolato, si gusta gli applausi, poi, finalmente, Stoner lo prende quasi per mano e lo fa accomodare alla destra di Pedrosa, davanti alla scritta «Nakasuga, secondo». E’ l’apoteosi. «E’ come un sogno» sono le uniche parole che riesce a pronunciare, naturalmente in giapponese. Poi si commuove, pensando che da

si è chiusa più di una volta davanti, ma Marcone (Simoncelli, n.d.r.) da lassù mi ha dato una mano a rimanere in piedi. Io ci credo: in questi momenti lo sento più vicino». Domani salirà sulla Ducati al posto dell’infortunato Spies, nel suo nuovo ruolo di collaudatore, ma Pirro vuole godersi appieno questo momento: «E’ stata una stagione difficilissima, non potevo confrontarmi con nessuno, essendo l’unico in sella a una FTR-Honda. Dopo ogni GP avevo sempre lo stesso dubbio: starò andando un secondo più forte o uno più piano del potenziale di questa moto?».

poche ore è diventato papà di Haruto, nato nella notte di sabato. «E’ stato un fine settimana incredibile» sussurra appena al traduttore. Poi se ne va nel box. E’ sensibile Nakasuga e va anche forte: l’anno scorso, sempre a Valencia, finì sesto come sostituto di Lorenzo, il mese scorso a Motegi ha chiuso nono come wild card a un decimo da Nicky Hayden. Storico Ma il secondo posto di ieri è un risultato storico, così come lo è il quinto di Michele Pirro: mai un pilota in sella a una Crt era arrivato così avanti al traguardo. «Come l’anno scorso (vinse in Moto2, n.d.r.) ho preso dei rischi, la moto mi

Katsuyuki Nakasuga, 31 REUTERS

Michele Pirro, 26 anni MILAGRO

© RIPRODUZIONE RISERVATA


LUNEDÌ 12 NOVEMBRE 2012

La caduta del campione / 3 La scivolata verso la via di fuga Lo spagnolo scivola, fortunatamente senza conseguenze verso la via di fuga: sfuma così la settima vittoria stagionale REUTERS

La caduta del campione / 4 La Yamaha si disintegra Al contatto con la ghiaia la Yamaha di Lorenzo si distrugge: un finale di stagione amaro dopo il titolo REUTERS

Asfalto viscido Corti disarcionato Le condizioni dell’asfalto tradiscono anche Corti, sopra, e Barbera mentre De Puniet esce di pista IPP DA TV

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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Podio perso a 8 giri dal traguardo Crutchlow dice addio al secondo posto Cal Crutchlow si conferma poco affidabile, stendendosi a 8 giri dalla fine quando ha in tasca il secondo posto IPP DA TV

4 Rossi, incubo finito

I NUMERI

7

vittorie quelle di Pedrosa nel 2012: una in più di Lorenzo e 2 in più di Stoner.

9

giri veloci Dani comanda la classifica stagionale dei giri veloci davanti a Jorge si è fermato a 5.

45

ilbacio

Successi quelli in carriera dello spagnolo della Honda che eguaglia Stoner e stacca Lorenzo: 22 in MotoGP, 15 in 250 e 8 in 125.

posto Il risultato finale di Rossi: migliora il 7o del 2011 a cura di Giovanni Cortinovis

Stoner saluta da big Il Dottore doppiato all’ultimo GP su Ducati: «Guardo avanti». Casey è terzo: «Adesso mi godrò la vita» DAL NOSTRO INVIATO

PAOLO IANIERI VALENCIA

L’ultima volta ha sapori diversi. Non lo ammetterà mai, ma sotto il casco, mentre con la mano alzata saluta i tifosi che lo applaudono, a Casey Stoner scappa la lacrimuccia. Non ha vinto la sua gara d’addio, ma una rimonta tanto caparbia quanto intelligente lo ha issato sul podio in quella che non esita a definire «la corsa più difficile della mia vita». Qualche decina di metri più in là, Valentino Rossi è talmente saturo della Ducati che chiude la sua Odissea in rosso con un giro di anticipo sugli avversari: doppiato, come mai gli era accaduto senza avere un problema tecnico (Olanda 2012) o una scivolata (Francia 2009). «Facevo molta fatica, ero lento, la linea era stretta, ho preso due-tre rischi, ho cercato di arrivare in fondo» è la triste lista delle scuse di Valentino, che pare una parodia di John Belushi, quando sprofondato nel fango di una delle scene mitiche dei Blues Brothers, il suo film preferito, cerca di salvare la pelle davanti al fucile che gli punta Carrie Fisher.

Cara ho chiuso, andiamo a casa

Emozioni Brillano gli occhi di Ca-

Il tenero bacio tra Casey Stoner e la moglie Adriana: ieri l’australiano ha colto l’ultimo podio di una carriera che gli ha fruttato 2 titoli iridati MotoGP (2007 con la Ducati e 2011 con la Honda). Ora si godrà la figlia Alessandra Maria IPP DA TV

sey, mentre la sala stampa gli tributa un lunghissimo applauso che lo imbarazza come poche altre volte e pure Dani Pedrosa al suo fianco si infila due

dita in bocca e inizia a fischiare. «Non sono un emotivo, non racconterò cosa ho pensato nell’ultimo giro — racconta Casey —. Ho cercato di assorbire quel che accadeva, forse ci verrà qualche giorno perché capisca cosa è successo. È finita una carriera nella quale ho lavorato tantissimo». Paura Racconta, però, di una gara durissima e piena di trappole. «In questo weekend abbiamo avuto solo un turno asciutto. Ogni volta che scendevo in pista ero nervoso, mi preoccupavo per una possibile caduta: con la caviglia ridotta così, ci vorrà oltre un anno per recuperare. Sono sempre stato attento a non fare errori, ero teso, non ho mai spinto al limite. Fossi stato bene avrei scelto di partire con gomme da asciutto, ma non volevo esagerare». Salire sul podio in una gara così, però, vale quasi come una vittoria. «Sono contento del risultato, anche se ero indietro ho continuato a lottare, mentre altri facevano errori. È un ottimo modo di finire». Sul traguardo, la squadra lo ha salutato con la tabella su cui c’era scritto «going fishing» ovvero "va-

Valentino Rossi, 33 anni, dopo due stagioni lascia la Ducati per la Yamaha ufficiale al fianco di Jorge Lorenzo MILAGRO

do a pescare". «Sono sicuro che molti preferirebbero fare quello che farò io da domani, ovvero nulla. Mi godrò la vita e sarò felice». Si riparte Chi invece già domani

tornerà in sella è Valentino, che conta i minuti prima di ritrovare la mai dimenticata Yamaha. «Sarebbe stato bello chiudere con un risultato, ma guardiamo avanti. Sono stato nel box a salutare i ragazzi, ho incontrato gente brava con cui mi sono divertito. In questi due anni ho fatto tre podi, quello a Misano credo sia stato il più bel momento. Di brutti ce ne sono stati di più, non saprei il peggiore». Gli scappa la battuta quando gli si chiede se Ducati gli darà la moto in ricordo. «Era nel contratto, nel caso in cui avessi vinto il Mondiale, ma non credo che ci riuscirò». Come chiusa, dà l’addio a Casey («un grande. Poteva fare ancora tanto») e dà il benvenuto a Marc Marquez: «Il nuovo Rossi? È l’unico che a 19 anni ha vinto quanto me, paragone non esagerato. Guida da MotoGP, anche se spero si dia una calmata». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LUNEDÌ 12 NOVEMBRE 2012

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LUNEDÌ 12 NOVEMBRE 2012

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MOTOMONDIALE GP VALENCIA Il trionfo di Pedrosa chiude la stagione FRANCIA 1. LORENZO CATALOGNA 1. LORENZO GRAN BRETAGNA

QATAR* 1. LORENZO SPAGNA 1. STONER PORTOGALLO 1. STONER

1. LORENZO OLANDA** 1. STONER GERMANIA 1. PEDROSA ITALIA

Si ripartirà di notte in Qatar il 31 marzo 2013 VALENCIA 1. PEDROSA

GIAPPONE 1. PEDROSA MALESIA 1. PEDROSA AUSTRALIA 1. STONER

CECA 1. PEDROSA SAN MARINO 1. LORENZO ARAGON 1. PEDROSA

1. LORENZO STATI UNITI*** 1. STONER INDIANAPOLIS 1. PEDROSA REPUBBLICA

31/3: Qatar* 14/4: Argentina** 21/4: Austin (Usa) 5/5: Spagna (Jerez) 19/5: Francia

*gara in notturna ** gara di sabato *** solo MotoGP

21/7: Usa**** (Laguna Seca) 18/8: Indy (Usa) 25/8: Rep. Ceca 1/9: G. Bretagna

2/6: Italia (Mugello) 16/6: Catalogna (Montmelò) 29/6: Olanda*** 7/7 Germania

15/9: San Marino (Misano) 29/9: Aragon (Spa) 13/10: Malesia 20/10: Australia

27/10: Giappone 10/11: Valencia * notturna ** da confermare *** sabato **** solo MotoGP

Mai visto un Vale così triste Dovizioso non ne azzecca una: anche quando cambia la moto! Si salva solo il piazzamento MotoGP

MAI SUCCESSO FINORA MONDIALE

GARA PILOTA

NAZ

MOTO

TEMPO/DISTACCO

1.

PEDROSA

SPA

Honda

in 48’23"819 media 148,955 km/h

2.

NAKASUGA

JPN

Yamaha

3.

STONER

AUS

Honda

4.

BAUTISTA

SPA

Honda

5.

PIRRO

ITA

Ftr

a 1’26"608

6.

DOVIZIOSO

ITA

Yamaha

a 1’30"423

7.

ABRAHAM

R.CEC Ducati

8.

PETRUCCI

ITA

Ioda-Suter

a 1 giro

9.

ELLISON

GB

Art

a 1 giro

ITA

Ducati

a 1 giro a 1 giro

10. ROSSI

a 37"661 a 1’00"633 a 1’02"811

a 1’31"789

11. A.ESPARGAROSPA

Art

12. DE PUNIET

FRA

Art

a 2 giri

13. AOYAMA

GIA

Bqr

a 2 giri

14. EDWARDS

USA

Suter

a 3 giri

RITIRATI: al 2˚ giro HAYDEN (USA-Ducati); al 9˚ giro BRADL (GER-Honda); al 13˚ giro LORENZO (SPA-Yamaha); al 17˚ giro CORTI (ITA-Inmotec); al 22˚ giro CRUTCHLOW (GB-Yamaha). GIRO PIÙ VELOCE: il 12˚ di PEDROSA in 1’33"119 media 154,834 km/h

PILOTI POS. PILOTA 1 LORENZO (Camp ) 2. PEDROSA 3 STONER 4. DOVIZIOSO 5. BAUTISTA 6 V ROSSI 7. CRUTCHLOW 8. BRADL 9 HAYDEN 10. SPIES 11 BARBERA 12 A ESPARGARO 13. DE PUNIET 14 ABRAHAM 15. PIRRO 16. ELLISON 17 HERNANDEZ 18. NAKASUGA 19 PETRUCCI 20 EDWARDS 21. J.REA 22 PASINI 23. SILVA 24. ELIAS 25 AOYAMA 26. RAPP 27. D.SALOM COSTRUTTORI 1. HONDA 2. YAMAHA 3. DUCATI

NAZ PUNTI QAT SPA POR FRA CAT SPA 350 25 20 20 25 25 SPA 332 20 16 16 13 20 AUS 254 16 25 25 16 13 ITA 218 11 11 13 9 16 SPA 178 9 10 10 6 10 ITA 163 6 7 9 20 9 GB 151 13 13 11 8 11 GER 135 8 9 7 11 8 USA 122 10 8 5 10 7 USA 88 5 5 8 6 SPA 83 7 6 6 7 5 SPA 74 1 4 4 3 3 FRA 62 3 3 1 R CEC 59 4 ITA 43 2 2 2 GB 35 5 COL 28 2 1 GIA 27 ITA 27 3 1 USA 27 4 GB 17 ITA 13 2 4 SPA 12 1 SPA 10 JPN 3 USA 2 SPA 1 412 386 192

20 25 10

25 20 8

25 20 9

16 25 20

20 25 9

GB 25 16 20 13 7 10 8 9 11 6 5 4 3 2 1 20 25 9

OLA GER 20 20 25 25 16 16 9 3 10 11 8 11 10 6 13 13 9 7 3 8 5 7 2 1 2 5 4 6 4 25 16 10

25 20 10

ITA 25 20 8 16 6 11 10 13 9 5 7 3 4 2 1 20 25 11

USA INDY R.CEC RSM ARA 20 20 20 25 20 16 25 25 25 25 13 13 16 13 13 16 8 11 10 16 10 9 9 20 8 11 16 13 9 10 11 10 10 9 11 11 4 7 6 6 6 5 8 7 5 6 8 7 7 2 6 1 1 1 3 2 4 7 4 4 3 2 3 3 3 5 8 9 2 4 5 5 2 1 25 20 10

25 20 9

25 20 9

16 25 20

le Pagelle

25 20 9

25 20 13

25 20 9

25 20 9

10

10

9

Voto alla stagione e alla gara: unico tra i grandi a capire la situazione e a partire con le slick. Un rischio da campione REUTERS

Quando di notte sognerà questa gara, cascherà dal letto. Bravo a gestire una situazione difficile

In altri tempi ci avrebbe fatto divertire con le sue derapate. Si è preso un margine di sicurezza EPA

9

5

Dovizioso

Rossi

Si prende un 5o posto incredibile con una moto da fondo schieramento. La Ducati ha fatto un bell’affare CANONIERO

Si salva per il piazzamento (6o), ma di più non poteva sbagliare: c'è perfino il cambio moto, con spegnimento... AFP

Doppiato in questo malo modo, Valentino non ce lo ricordiamo proprio. Speriamo che non si sia «intristito» troppo AFP

Lorenzo

Dani Pedrosa

titolo. Ieri, in condizioni difficili e con tutti i più forti in pista, ha dimostrato quanto sia cresciuto nella seconda metà di questa stagione. Ha una grande moto, ma è la sua concretezza che stupisce adesso, guardando cosa faceva negli anni passati. Ritiratosi Casey Stoner, alla Honda (e al campionato) serviva un piccolo grande pilota come Dani.

GLI ALTRI Bautista 8 Bravo a scappare e poi a non farsi prendere la mano quando Stoner gli soffia il podio. Petrucci 8 Rischia al via poi fa una bellissima gara. Abraham 7 In queste condizioni di solito cadeva, invece fa una buona rimonta. A. Espargaro 6 Primi giri da leone con le gomme da bagnato e, soprattutto, vince il titolo Crt. Crutchlow 4 È sul podio ma si butta per terra senza un vero perché... Bradl 4 Come sopra, con l’aggravante della moto ufficiale appena ricevuta. Hayden 4 Fa la scelta giusta di cambiare subito la moto, ma poi si sdraia. Ellison 4 Rischia di fare male a Lorenzo in doppiaggio: occhio... De Puniet 4 Finale in calando. H. Aoyama 4 Pessimo. Edwards 4 In condizioni così complicate torna pre-pensionato. Corti 4 Poteva fare un discreto risultato ma si sdraia. Barbera 4 Quasi niente oltre la partenza lampo. Rolfo 4 Lento e a terra. Silva 4 Come sempre malissimo.

Moto2

Nakasuga

Pirro

CANONIERO

Stoner

4

Moto3

GARA NAZ MOTO SPA Suter

2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. 15.

SPA SPA SVI SVI SPA FIN SPA SPA SPA ITA GB SPA GIA SPA

Suter Suter Suter Suter Suter Kalex Kalex Kalex Kalex Speed Up Suter Kalex Ftr Ajr

TEMPO/DISTACCO in 48’50"706 media 132,830 km/h a 1"256 a 11"372 a 13"006 a 13"825 a 27"911 a 36"338 a 38"335 a 39"419 a 39"476 a 40"207 a 41"197 a 41"768 a 41"943 a 42"303

17. CORSI (ITA-Ioda) a 49"970; 23. ANDREOZZI (ITA-Speed Up) a 59"679; 25. PASINI (ITA-Ftr) a 1’16"352 GIRO PIÙ VELOCE: il 23˚ di MARQUEZ in 1’46"440 media 135,456 km/h

PILOTA MOTO 1. MARQUEZ (Camp.) Suter 2 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. 15.

P.ESPARGARO IANNONE LUTHI REDDING KALLIO RABAT AEGERTER SMITH ZARCO CORSI DE ANGELIS SIMON CORTI NAKAGAMI

COSTRUTTORE

PUNTI 324 Kalex 268 Speed Up 193 Suter 190 Kalex 161 Kalex 128 Kalex 114 Suter 110 Tech 3 109 Motobi 94 Ftr 87 Ftr 86 Suter 79 Kalex 74 Kalex 56 PUNTI

1. SUTER (Campione)

374

2. KALEX

319

3. SPEED UP

227

MONDIALE

POS. PILOTA KENT 1.

NAZ GB

MOTO Ktm

2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. 15.

GER MAL S.AF SPA FRA R.CEC SPA FIN SPA GER SPA ITA ITA SPA

Ktm Ktm Kalex Ktm Ftr Honda Ftr Honda Ftr Honda Ftr Honda Ktm Kalex Ktm Kalex Ktm Ftr Honda Ftr Honda Ftr Honda Fgr Honda

CORTESE KHAIRUDDIN BINDER FAUBEL L.ROSSI KORNFEIL VIÑALES AJO SALOM OETTL GUEVAR ANTONELLI TONUCCI RODRIGUEZ

Espargaro due giri in testa con la Crt GIOVANNI CORTINOVIS

Complice le 8 cadute che hanno tolto di scena altrettanti protagonisti, solo 7 piloti hanno concluso la MotoGP a pieni giri: Pedrosa, Nakasuga, Stoner, Bautista, Pirro, Dovizioso e Abraham. E avrebbero potuto essere 2 in meno se Pedrosa non avesse tirato i remi in barca negli ultimi giri: a 5 tornate dalla fine, infatti, i piloti non doppiati erano solo 6 perché lo spagnolo aveva passato anche Abraham. Ma il ceco si è sdoppiato quasi subito. Al 28˚ giro i piloti a pieni giri erano nuovamente 6 perché Dani aveva passato Dovizioso che ha evitato l’onta sdoppiandosi e poi passando Abraham. Sette piloti a pieni giri si erano avuti anche l’anno scorso in Australia, quando a vincere fu Stoner. Ma in quell’occasione solo 14 presero il via, contro i 22 di ieri: nel primo caso i non doppiati furono il 50 per cento dei partenti, mentre ieri sono stati solo il 31 per cento. La gara di ieri passerà alla storia anche per i primi giri in testa di una Crt: artefice Aleix Espargaro, al comando ai primi 2 passaggi sul traguardo, con il primo concluso addirittura con un vantaggio di 1’’774 sugli inseguitori. Un’impresa non da poco considerando che quest’anno erano stati al comando solo 4 piloti: 173 giri totali per Lorenzo, 139 Stoner, 134 Lorenzo e 6 Spies. A cui si è aggiunto anche Dovizioso, balzato in testa al 3˚ giro ma rimasto davanti a tutti per una sola tornata. Così, per il secondo anno di fila, Rossi chiude la stagione senza assaporare l’ebbrezza di almeno un giro al comando. © RIPRODUZIONE RISERVATA

MONDIALE RALLY

GARA

MONDIALE

POS. PILOTA 1. MARQUEZ SIMON TEROL LUTHI AEGERTER TORRES KALLIO P.ESPARGARO ELIAS RABAT IANNONE G.REA RIVAS TAKAHASHI CARDUS

25 20 8

MAL AUS VAL 20 20 25 25 16 25 16 3 13 10 10 11 13 11 9 6 16 10 13 8 9 4 8 6 5 5 4 6 7 9 4 2 11 7 7 20 5 3 8 2 1 3 -

di FILIPPO FALSAPERLA

Firma un’impresa d’altri tempi h 10 Ha fatto un’impresa d’altri tempi davanti al pubblico del Ricardo Tormo. E, probabilmente, avrebbe vinto anche senza la caduta di Jorge Lorenzo. Lo spagnolo della Honda è il più vincente della stagione (sette successi) e si lancia nella prossima con la consapevolezza di essere diventato un vero protagonista assoluto con le carte in regola per puntare al

GIA 20 25 11 13 16 9 10 8 6 4 5 1 2 7 3 -

TEMPO/DISTACCO in 45’05"891 media 127,880 km/h a 0"056 a 0"114 a 0"431 a 4"371 a 7"605 a 14"931 a 18"495 a 23"180 a 23"245 a 27"532 a 30"331 a 31"255 a 34"660 a 50"522

18. FENATI (ITA-Ftr Honda) a 51"826 20. I.VIÑALES (SPA-Ftr Honda) a 57"930 24. PONTONE (ITA-Ioda) a 1 giro GIRO PIÙ VELOCE: il 24˚ di KHAIRUDDIN in 1’49"622 media 131.524 km/h

PILOTA 1. CORTESE (Campione) 2. L.SALOM 3. M.VIÑALES 4. KENT 5. RINS 6. FENATI 7. KHAIRUDDIN 8. OLIVEIRA 9. FOLGER 10. VAZQUEZ 14. ANTONELLI 18. TONUCCI 35. CALIA 38. RINALDI 39. GROTZKYJ COSTRUTTORE

MOTO Ktm Kalex Ktm Ftr Honda Ktm Suter Honda Ftr Honda Ktm Suter Honda Kalex Ktm Ftr Honda Ftr Honda Ftr Honda Honda Honda Suter Honda

PUNTI 325 214 207 154 141 136 128 114 93 93 77 45 2 1 1 PUNTI

1. Ktm (Campione)

346

2. Ftr Honda

306

3. Kalex Ktm

262

Loeb chiude da re ottava vittoria in Catalogna (g.r.) «È chiaro che volevo vincere…». Sébastien Loeb intasca l’ottava vittoria consecutiva in Catalogna, la numero 76 in una carriera difficilmente ripetibile, e ribadisce che ci teneva in modo particolare a imporsi nell'ultima gara della sua ultima stagione a tempo pieno nel Mondiale. L'asso della Citroën l’ha fatto regolando Jari-Matti Latvala (Ford) e il suo compagno di squadra Mikko Hirvonen. Vraig Breen (Ford), sesto, ha vinto il titolo Super2000.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 12 NOVEMBRE 2012


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MOTOMONDIALE GP VALENCIA

Dani: «Lorenzo giù? Adesso è troppo tardi» Pedrosa: «Forse si è accorto del mio recupero e si è innervosito». L’iridato attacca Ellison: «Non si è scansato» DAL NOSTRO INVIATO

PAOLO IANIERI VALENCIA (Spagna)

Se, se, se... Chissà quante volte nei giri finali del gran premio più incasinato degli ultimi anni Daniel Pedrosa si è chiesto che cosa sarebbe successo se lui non fosse scivolato al secondo giro del GP di Australia di due settimane fa che aveva consegnato a Jorge Lorenzo le chiavi per il secondo Mondiale della MotoGP. E chissà quante volte lo stesso pensiero ha attraversato la mente di un Lorenzo dolorante per lo spaventoso high side che nel corso del 14o giro durante il tentativo di doppiaggio della Crt di James Ellison lo ha estromesso da una gara che fino a quel momento stava dominando. Rammarico «Questo è stato l’errore che ho aspettato da Jorge tutta una stagione – il commento con un po’ di amaro in bocca di Pedrosa —, ma è anche vero che con il titolo già vinto forse la pressione è un po’ inferiore e questo ti porta a commettere errori che altrimenti non faresti. In ogni caso, adesso è troppo tardi per pensarci, ma posso dire di essere molto felice per la mia vitto-

ria». Che ha garantito alla Honda la conquista del Mondiale costruttori con 412 punti davanti alla Yamaha 386 e alla Ducati con 192. Prima delle Crt la Art con 100. Strategia Terminata la propria

miglior stagione a 18 punti dal connazionale, Pedrosa si toglie comunque la soddisfazione di avere battuto il rivale maiorchino nel computo di vitto-

Il vincitore: «Ho deciso per le slick all’ultima curva, Jorge andava davvero forte» rie: 7 a 6, cosa che gli permette di agganciare a quota 45 l’ormai ex compagno Casey Stoner, con Jorge fermo a 44. E nel giorno in cui Marc Marquez si prende gli applausi per avere rimontato dall’ultimo posto sullo schieramento alla vittoria, il piccolo spagnolo della Honda, se possibile, fa ancora meglio, visto che lui il successo se lo prende dopo avere deciso di scattare dalla corsia dei box per cambiare moto e montare le stesse gomme da asciutto che aveva visto

LE ALTRI CLASSI KENT CONQUISTA LA MOTO3

Eroico Marquez Che «remuntada» da 33o a primo! Il re della Moto2 «Dopo quattro giri pensavo al podio ma non credevo di poter vincere» GIOVANNI ZAMAGNI VALENCIA

Dopo due curve era già 13o, dopo un giro 11o a 3”712 dal primo, pur scattando dalla 33ª posizione: in 4.005 metri, Marc Marquez ha effettuato 22 sorpassi, più di quelli che si vedono in un intero campionato in MotoGP. Impressionante. Semplicemente impressionante. Poi, la sua furibonda rimonta sull’acqua è stata un po’ rallentata da Gino Rea e Domenique Aegerter, con il quale, per non farsi mancare niente, si è anche toccato, perdendo ulteriore terreno su Julian Simon, che in testa alla corsa provava ad andarsene. Al 12 o giro Simon aveva 11”463 che però Marquez ha annullato in 13 passaggi, fino a conquistare il comando a 8 km dalla bandiera a scacchi, per un trionfo che ha dell’incredibile. «Dopo quattro giri – dice euforico – ho capito che potevo salire sul podio, ma non pensavo certo di poter vincere. Solo quando ho visto Terol (poi terzo al primo podio in

La gioia di Marc Marquez, 19 IPP

Moto2, n.d.r.) davanti e Simon poco distante ho capito che avrei potuto farcela». Con rischi incredibili, nonostante il manager Emilio Alzamora dai box lo invitasse alla calma. «Quasi a ogni curva ho rischiato di cadere, ma non mi importava. Mi sono detto: “Se sto in sella, bene, altrimenti fa niente”. Ma non potevo lasciare la Moto2 senza vincere». In Moto3 secondo successo stagionale per Danny Kent, davanti a Sandro Cortese e Zulfahmi Khairuddin per un podio tutto Ktm. Miglior italiano, Niccolò Antonelli, 13o. © RIPRODUZIONE RISERVATA

lavorare bene sulla Yamaha di Lorenzo nel giro di allineamento. «È stata una decisione dell’ultima curva, avevo visto che Jorge era veloce con quelle gomme e che in pista si stava formando una piccola striscia asciutta. All’uscita della pit lane poi mi son visto affiancare da Hayden, Bautista e ho sentito di avere qualcun altro dietro: il momento più duro è stata la partenza, quando la moto scivolava ovunque a 30 orari, poi una volta pulita la gomma ho iniziato a recuperare, cercando di non perdere troppo tempo». Rimonta Lontano là davanti vedeva la sagoma di Lorenzo, «ma l’ho preso velocemente, fino a quando alla stessa curva dove lui sarebbe caduto il giro dopo mi è entrata la folle e sono uscito nella via di fuga perdendo tempo. Lui forse si è accorto del mio ritorno, si è innervosito ed è caduto». A quel punto, quando il box gli ha segnalato i 26 secondi di vantaggio su chi lo seguiva «la cosa più dura è stata mantenere la concentrazione, ma ho cercato di fare

Pedrosa in azione e (destra) baciato da mamma Bassi

come se si trattasse di una sessione di prove libere, concentrandomi su ogni singolo giro».

AP-EPA

dentro al box si rassicurava sulla doppia fortuna: quella di non essersi fatto nulla e di avere già messo in archivio un titolo che con il volo di ieri avrebbe anche potuto perdere. «Ho male al ginocchio destro, ma sarebbe potuta andare molto peggio — le prime parole dell’iridato —. Montare le

Paura Nel frattempo, Lorenzo

gomme slick era stata la scelta vincente, guadagnavo e giravo molto veloce, ma i doppiati mi hanno resola vita dura: la traiettoria asciutta era minima, avevo già perso tanto tempo con Barbera e, quando ho preso Ellison, volevo passare subito per evitare di essere raggiunto da Pedrosa. Non so se sapesse che ero lì, se abbia visto le bandiere blu: prima mi aveva visto ma senza darmi strada. Non si dovrebbe rischiare così per passare un doppiato». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fotodifineanno

Ecco i tre campioni 2012 in posa I tre iridati 2012: da sinistra Marc Marquez (Suter), 19 anni, re della Moto2; Jorge Lorenzo (Yamaha), 25, che ha vinto la MotoGP e Sandro Cortese (Ktm), 22, primo nella Moto3 IPP


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LUNEDÌ 12 NOVEMBRE 2012


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CICLISMO lafoto Riecco Armstrong «Sono ad Austin tra i miei 7 Tour» Per il mondo sportivo è stato cancellato. Lance Armstrong non esiste più. Ma il texano fa sempre discutere. E’ tornato dalle Hawaii nella casa di Austin, in attesa del Gp di Formula 1 domenica: «Eccomi tra i miei 7 Tour». Su Twitter, questa foto è stata vista da oltre 150 mila persone!

Nuovo mondo Nibali «Io e l’Astana, vedrete che Giro...»

Da oggi a Montecatini indossa la maglia celeste dei kazaki di Vinokourov: «Con lui mi trovo bene» Vincenzo Nibali con la moglie Rachele: festeggia 28 anni mercoledì. Terzo al Tour, ha vinto la Vuelta 2010: al Giro, 3˚ nel 2010 e 2˚ nel 2011

CLAUDIO GHISALBERTI

Vacanze finite. Da oggi comincia il 2013 di Vincenzo Nibali, il nostro uomo per le corse a tappe: 3˚ al Tour de France alle spalle di Wiggins e Froome. Il siciliano dopo 8 stagioni ha lasciato la Liquigas per la maglia celeste con il sole della steppa dell’Astana, la capitale del Kazakistan. Il primo appuntamento con la nuova realtà è a cena, a Montecatini Terme.

Non male le Maldive.

«Sì, peccato che la prima settimana c’è stato brutto tempo e sia io, sia Rachele avevamo 39 di febbre».

« «

terza squadra «italiana»?

«Perché non la prima come forza? Siamo ben 10 corridori italiani, oltre al personale (in ammiraglia non ci sarà più Guido Bontempi, ndr). C’è anche Fabio Aru che da stagista è andato fortissimo. Lo vedo molto in gamba».

Possiamo definire l’Astana la

Il capo dell’Astana è Vinokourov, personaggio nella bufera. Che rapporti ha con lui?

«Mi trovo bene. Mi ha invitato anche a Monaco alla sua festa di addio al ciclismo. Da Eddy Merckx in giù c’era tutto il ciclismo, e questo la dice lunga. La Liegi del 2010? Non l’ha vinta, l’ha stravinta. Purtroppo in questo mondo ora basta poco per fare molto rumore».

Armstrong? Per me rimane sempre Lance, quello che ha vinto i sette Tour

«Come nel 2010 e nel 2012 in Argentina, al Tour de San Luis. Giovanni Lombardi ha fatto un grande lavoro come organizzatore e ora quella è una corsa di alto livello». «Sì, il percorso mi piace, gli avversari vedremo quali saranno. A proposito, ho visto Froome: è un’altra persona, avrà almeno 6-7 chili in più addosso».

«Ho abbastanza esperienza per fare da solo».

«All’inizio mi appoggerò alla squadra, ai consigli di Martinelli, poi vedremo».

In viaggio di nozze alle Maldive, io e mia moglie ci siamo presi la febbre

Saliamo in bici. Debutto?

Grande obiettivo il Giro?

Chi le farà i programmi?

Impossibile, ci vogliono competenze specifiche.

Nibali, come sta?

«Tutto bene. Sono rientrato da meno di una settimana dal viaggio di nozze alle Maldive e ho subito ripreso a pedalare».

più importante. Ma anche per lui sarà un’avventura nuova».

Che cosa porta oggi con sé dell’esperienza Liquigas?

«Il completino (ride di nuovo, ndr). Anche l’esperienza importantissima e gli insegnamenti dei ritiri».

Si porta anche due compagni e un massaggiatore.

«Agnoli e Vanotti sono due amici veri lontano dal mondo delle corse. Michele Pallini è il mio consigliere, la persona con cui mi sfogo quando sono giù. In più conosce le mie gambe meglio di me». Lei voleva che anche Paolo Slongo, il preparatore, la seguisse: invece è rimasto con il gruppo di Amadio.

«Ha fatto le sue scelte e so che in squadra avrà un ruolo ancora

A proposito di personaggi nella bufera: che idea s’è fatto di Armstrong?

L’ANNUNCIO A ROVIGNO (CROAZIA)

Tchmil ritorna in gioco da protagonista Si candida alla presidenza della Uec Elezioni in primavera, a Parigi, nell’anno in cui si eleggerà a settembre (durante i Mondiali di Firenze) anche il nuovo presidente dell’Uci. La candidatura forte è arrivata. Andrei Tchmil, dopo l’esperienza con la russa Katusha, è tornato: il ciclismo ritrova un personaggio

carismatico e di valore. Già ministro dello sport della Moldova, Tchmil si è candidato alla presidenza della Uec, l’Unione europea del ciclismo: l’ha annunciato a Rovigno (Croazia), davanti ai rappresentanti di una quindicina di nazioni del Centro e dell’Est Europa.

«Per me resta sempre Lance, quello che ha vinto i sette Tour». Giancarlo Ferretti, il suo primo diesse tra i pro’, in un’intervista ha detto che lei è un grande, ma le manca qualcosa per diventare grandissimo. Cosa?

«Lo fortuna. Non ne chiedo tantissima, ma giusto quel pizzico che spesso cambia il risultato. Quella che tramuta la sconfitta in un’impresa». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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BASKET SERIE A: 7A GIORNATA l’Analisi di MASSIMO ORIANI

Crisi Olimpia Ora tocca al coach Milano in soli quattro giorni ha dilapidato la dote di credibilità con cui era rientrata da Siena. Del cui dominio, per assurdo, forse sente la mancanza, visto che in un certo senso le faceva da parafulmine. Della serie: «Ok, abbiamo i nostri problemi, ma tanto l’Mps è imbattibile...». Se la sconfitta con l’Olympiacos, volendo proprio fare i buonisti, ci poteva anche stare (anche se i campioni d’Europa non stanno giocando alla grande), il k.o. con Venezia con 105 punti subiti (i 101 di Avellino nel marzo 2006 l’ultima volta che in casa aveva concesso agli avversari la tripla cifra) dovrà portare a qualche conseguenza. Che non vuol dire teste che rotolano, ma semplicemente una presa di coscienza dei problemi e un’autocritica che produca qualcosa di costruttivo. Scariolo è giustamente considerato uno dei migliori allenatori d’Europa. Il roster è decisamente superiore a quello di tutte le squadre con cui ha perso in Italia. E allora tocca a lui risolvere la crisi. Se i fischi del Forum di giovedì potevano essere ingenerosi, quelli di ieri sera ci stanno tutti. Tre vittorie in sette partite non sono accettabili per una squadra così. Che però oggi si merita quel desolante Forum semideserto che faceva brutta mostra di sè in tv.

Gazzetta.it SUL SITO LE IMMAGINI DELLA 7A GIORNATA IN SERIE A E DELLA NBA Sul sito della Gazzetta da stamattina è possibile vedere gli highlight delle partite della 7a giornata di serie A. Online anche quelli delle gare Nba della notte, oltre al tempo reale, le giocate più spettacolari e la Top 10.

Milano senza difesa Venezia festeggia

RISULTATI

L’Umana segna 105 punti in casa EA7 contestata dai tifosi Scariolo: «Attacco bene, dietro siamo ignobili: chiedo scusa»

CLASSIFICA

MILANO VENEZIA

BIELLA-VARESE

(23-32, 53-59; 80-80) EA7 MILANO: Cook 7 (1/2, 1/2), Langford 23 (4/7, 2/4), Hairston 13 (1/2, 2/3), Fotsis 12 (3/3, 2/5), Bourousis 17 (5/7, 1/2); Stipcevic 14 (1/1, 3/3), Melli 6 (1/2, 1/2), Gentile 4 (2/2, 0/1), Hendrix 1 (0/2), Basile 3 (1/2, 0/1). N.e.: Giachetti, Chiotti. All.: Scariolo. UMANA VENEZIA: Clark 26 (6/7, 3/5), Young 16 (1/3, 2/3), Diawara 17 (4/5, 3/5), Fantoni 6 (2/3), Williams 4 (2/3); Bulleri 14 (2/4, 1/2), Marconato 2 (1/2), Szewczyk 8 (1/2, 2/4), Bowers 5 (2/3, 0/2), Magro 7 (3/6). N.e.: Zoroski, Rosselli. All.: Mazzon.

Oltre ai fischi, riecheggiano svariati cori: «Vergogna, vergogna», «Andate a lavorare», «Tirate fuori i...», (attributi), «Ci avete rotto il...» (attributo). Il Forum si svuota mentre Venezia supera i 100 segnati, festeggia i 140 anni dalla fondazione con la terza vittoria in campionato. La più prestigiosa in un inizio di stagione poco brillante: le prime due erano arrivate contro le due neopromossse. Milano affonda. È la quarta sconfitta in sette partite di campionato, la quinta nelle ultime sei uscite, compresa l’Eurolega. Per la prima volta in campionato, da quando allena Sergio Scariolo, l’Olimpia subisce più di 100 punti.

gue sempre, va sotto di 9 punti a fine primo quarto dopo un’azione simbolo del momento: il ripescato Rok Stipcevic commette fallo sul tentativo da metà campo di Massimo Bulleri, ex più applaudito di quando giocava qui. Tre punti regalati. Milano non sbraca grazie a percentuali elevate. All’intervallo, la Reyer ha segnato 59 punti, 16 in meno della media stagionale a fine partita. Le percentuali: 72% da due e 58 da tre. Milano è migliore: 76% da due, 62% da tre. Ed è sotto. Nei momenti in cui Milano pare reagire, in campo c’è il secondo quintetto che sarà meno talentuoso ma ci mette più energia. Stipcevic rimedia ai tre punti donati a Bulleri e segna una tripla in acrobazia che innesca la rimonta.

Ignobili «Siamo stati ignobili in difesa — dice il tecnico — purtroppo in questo aspetto non cresciamo. Di questo chiedo scusa. E mi prendo anche le responsabilità dei giocatori. Siamo stati eccellenti in attacco. Forse quando abbiamo scelto i giocatori d’estate, abbiamo guardato troppo alle caratteristiche offensive». I primi fischi erano arrivati presto, alla presentazione delle squadre, al nome di Scariolo. E dopo meno di

Keydren Clark, 28 anni: 26 punti è la miglior prestazione stagionale CIAM

Migliori

Peggiori

h 8 Clark (Venezia)

i 5 Cook (Milano)

Immarcabile per Cook e per chiunque. Legge la difesa, la carica di falli, colpisce e affonda gli avversari.

In difesa non vede mai Clark se non da dietro. Bene agli assist (6), anche tre palle perse.

h 7 Langford (Milano)

i5

Segna 10 punti nel solo terzo quarto, quando Milano torna in partita, poi 7 in 7’ dell’ultimo. Splendido solista.

Buone percentuali, ma quando i tiri si fanno importanti, scarica la palla sempre al compagno di fianco.

Fotsis (Milano)

65-56

SASSARI-AVELLINO

102-81 87-60 100-105

ROMA-SIENA

Inseguimento L’Olimpia inse-

PAOLO BARTEZZAGHI MILANO

72-55

CASERTA-BOLOGNA

MILANO-VENEZIA

ARBITRI: Lamonica, Aronne, Calbucci. NOTE - T.l.: Mil 26/31, Ven 24/30. Rimb.: Mil 23 (Bourousis 6), Ven 22 (3 con 4). Ass.: Mil 18 (Cook 6), Ven 10 (Bulleri 4). Progr.: 5’ 8-14, 15’ 39-46, 25’ 63-69, 35’ 85-92. Usc. 5 f.: Williams 30’34" (80-80), Young 37’10" (89-94), Cook 39’45" (95-101), Langford 39’46" (95-101). Tec.: Mazzon, Scariolo. Spett. 3300.

BRINDISI-PESARO

CANTÙ-CREMONA

tre minuti, Milano è già sotto di 8 punti. Altri fischi. L’immediato svantaggio dell’Olimpia nasce dalla solita mollezza difensiva che esalta i tiratori della Reyer. Keydren Clark è regolarmente una misura avanti a Omar Cook. Alvin Young, che oggi incredibilmente compie 38 anni, sfugge con facilità a Keith Langford. L’unico che non approfitta della seratona offensiva è Khouba Diawara, solitamente il miglior realizzatore della squadra. Arriverà più tardi.

100 105

60-77

MONTEGRANARO-REGGIO EMILIA 80-94

Langford Con un 10-0 a cavallo della fine del terzo quarto, in cui Langford segna 10 punti, l’Olimpia guadagna il primo e unico vantaggio della partita: 82-80 al 31’. Otto punti di fila di Diawara la ricacciano indietro. Torna a -3 in un paio di occasioni, nella seconda Bourousis sbaglia un sottomano sul lato sinistro. Clark segna 5 punti di fila, Hairston non chiude un tentativo di schiacciata al volo su assist di Langford. Non è il momento dello spettacolo. Se non per Venezia. «Ci siamo fatti tutti un bel regalo — dice Andrea Mazzon — la chiave è in due parole: concentrazione e cervello». Ciò che manca a Milano.

(OGGI, 20.30)

SQUADRE VARESE SASSARI CANTÙ SIENA ROMA REGGIO EMILIA BOLOGNA MILANO BRINDISI CASERTA VENEZIA CREMONA MONTEGRANARO PESARO AVELLINO

PT 14 12 10 8 8 8 8 6 6 6 6 4 4 4 4

G 7 7 7 6 6 7 7 7 7 7 7 7 7 7 7

V 7 6 5 4 4 4 4 3 3 3 3 2 2 2 2

P 0 1 2 2 2 3 3 4 4 4 4 5 5 5 5

BIELLA

2

7

1

6

Le prime 8 ai playoff, L’ultima in Lega 2

PROSSIMO TURNO 18/11, ore 18.15 SIENA-CASERTA VENEZIA-ROMA AVELLINO-BIELLA REGGIO EMILIA-BOLOGNA PESARO-CANTù BRINDISI-MONTEGRANARO VARESE-SASSARI (ore 20) CREMONA-MILANO (19/11, ore 20.30)

POSTICIPO IN TV

Roma-Siena alle 20.30 Mps senza Kemp (g.ni.) Stasera (ore 20.30, La7D e SportItalia2) posticipo Roma Siena. Mps con Janning al posto di Kemp. Sempre fuori Eze (menisco) e Ortner (non tesserato). Roma è invece al completo. FIBA Il Central Board della Fiba ha dato il via libera alla riforma della manifestazioni internazionali. Dopo quella del 2014 in Spagna, l’edizione successiva della Coppa del Mondo si giocherà nel 2019 (che servirà come qualificazione ai Giochi 2020), e sarà allargato da 24 a 32 squadre. Le qualificazioni si terranno in 6 periodi, durante la stagione, complicando notevolmente le cose all’Eurolega e alla Nba: novembre 2017, febbraio, giugno, settembre, novembre 2018 e febbraio 2019. Dal 2017 anche l’Europeo si giocherà ogni 4 anni.

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LEGADUE SERAGNOLI, EX PRESIDENTE FORTITUDO, TORNA DOPO 4 ANNI IN TRIBUNA PER LA BIANCOBLU’

NBA BENE ANCHE BARGNANI E BELI

Bologna e Pistoia coppia di testa

Gallinari parte con 0/10 Poi segna i punti decisivi nel successo sui Warriors

BOLOGNA-TRENTO

70-66

(24-19, 40-36; 57-48) BIANCOBLU’ BOLOGNA: Pecile 19 (2/4, 1/2), Cournooh 18 (5/9, 1/2), Cutolo 8 (2/4, 1/6), Verri 9 (0/3, 1/4), Pini 2 (1/2);Harris 2 (1/4, 0/3), Mosley 6 (3/6), Diviach (0/1), Vitali 6 (2/5 da 3). All: Salieri.TRENTO: Forray 2 (1/4, 0/2), Umeh 10 (1/4, 2/7), Elder 14 (4/8, 2/5), Garri 9 (4/5, 0/1), Dordei 18 (5/8, 0/4);Spanghero 5 (1/2, 1/4), Conte (0/1, 0/1), Pascolo 8 (4/4). All: Buscaglia. ARBITRI: Ursi, Di Giambattista, Attard. NOTE - T.l: Bol 24/28, Tre 11/16. Rim: Bol 36 (Mosley 13), Tre 36 (2 con 9). Spett. 3.033.

CAPO D’ORLANDO–TRIESTE 81-97 (26-24, 43-52; 67-72) UPEA CAPO D’ORLANDO: George 8 (3/6, 0/1), Young 32 (3/7, 6/12), Portannese (0/1, 0/1), Battle 14 (5/7, 1/4), Mathis 10 (4/7); Poletti 8 (4/5), Palermo 3 (1/1 da 3), Rullo 6 (3/4, 0/5). N.e.: Vignali, De Lise, Bontempo. All.: Bernardi. ACEGASAPS TRIESTE: Mastrangelo (0/1 da 3), Tho-

mas 35 (11/15, 3/6), Filloy 7 (3/3, 0/3), Mescheriakov 22 (7/13, 2/2), Gandini 4 (2/2); Brown 8 (1/2, 2/3), Ruzzier, Carra 17 (2/3, 3/5), Urbani, Fall, Tonut, Ondo 4 (2/2, 0/2). All.: Dalmasson. ARBITRI: Moretti, Giovanrosa e Migotto. NOTE – T.l.: Upe 13/19, Ace 11/12. Rimb.: Upe 23 (3 con 4), Ace 31 (Gandini 13). Spett. 2000. (s.p.)

SCAFATI-VEROLI

68-63 dts

(12-15, 31-26; 42-41, 55-55) GIVOVA SCAFATI: Sorrentino 5 (0/2, 1/1), Mays 15 (4/8, 2/3), Ghiacci 8 (2/8, 0/2), Slay 18 (4/11, 1/4), Baldassarre 3 (0/3); Tavernari 5 (1/1, 1/4), Bushati 8 (3/6, 0/2), Rosignoli 6 (2/2). N.e: Izzo, Maisano, Vitale. All.: Bartocci. PRIMA VEROLI: Walker 7 (1/2, 1/3), Hunter 18 (3/8, 4/10), Jurevicius 10 (4/7, 0/4), Rinaldi 11 (5/9), Infante 12 (6/6, 0/1); Stirpe, Battaglia, Carenza (0/1 da 3), Rossetti 2 (1/1, 0/2), Berti 3 (1/3, 0/3). All.: Marcelletti. ARBITRI: Caroti, Ciano, Boninsegna. NOTE - T.l. Sca 21/24, Ver 6/11. Rimb. Sca 40 (Slay 16), Ver 35 (Rinaldi 9). Spett. 1800. (m.d.c.)

BRESCIA-VERONA

80-77

(17-22, 32-50; 66-63) CENTRALE DEL LATTE BRESCIA: Fernandez (0/2), Jenkins 25 (5/10, 3/6), Giddens 21 (10/15), Barlos 14 (1/4, 2/4), Brkic 12 (6/9, 0/2); Stojkov (0/2, 0/2), Loschi 4 (0/1, 1/3), Lombardi 2 (1/3), Cuccarolo 2 (1/2). All.: Martelossi. TEZENIS VERONA: McConnell 6 (3/7, 0/3), Westbrook 14 (6/11, 0/1), Boscagin 10 (5/9), Ghersetti 15 (3/6, 3/4), Lawal 10 (4/5); Frassineti (0/1, 0/2), Chessa 17 (5/11, 2/5), Da Ros 5 (1/1, 1/3). All.: Ramagli. ARBITRI: Pasetto, Di Toro, Nicolini. NOTE - T.l.: Bre 14/17, Ver 5/8. Rimb.: Bre 39 (Giddens 14), Ver 30 (Lawal 9). Spett.: 2500.(a.ban.)

CASALE-BARCELLONA

80-82

(19-31, 37-49; 63-58) NOVIPIÙ CASALE: Ware 7 (1/6, 1/5), Green 25 (8/13, 1/2), Malaventura 18 (5/6, 2/7), Martinoni 13 (5/5, 1/2), Butkevicius 2; Ferrero, Monaldi (0/1, 0/1), Antonelli, Pierich 15 (1/1, 3/9).

All.: Griccioli. SIGMA BARCELLONA: Green 12 (2/2, 2/6), Bell 17 (3/7, 3/8), Sanders 14 (4/5, 2/3), Callahan 13 (6/8, 0/4), Cittadini 6 (2/4); Giuri 9 (3/4, 1/2), Bucci 4 (1/2, 0/3), Mocavero 2 (1/2), Eliantonio 5 (1/2, 1/1). All.: Perdichizzi. ARBITRI: Pancotto, Gagliardi, Borgo. NOTE - T.l.: Cas 16/22, Bar 9/13. Rimb.: Cas 33 (Butkevicius 16), Bar 29 (Callahan 7). (m.n.)

IMOLA-PISTOIA

75-76 d.t.s.

(24-17, 43-37, 52-55, 70-70) AGET IMOLA: Gay 12 (1/7, 3/7), Marigney 27 (2/4, 5/12), Maestrello 11 (1/4, 3/6), Zagorac 4 (2/3, 0/3), Valenti 4 (2/3); Foiera 11 (5/6, 0/4), Masoni (0/1, 0/1), Turel 2 (1/2), Chillo 4 (2/5). N.e.: Gasparri. All.: Fucà. GIORGIO TESI PISTOIA: Meini 4 (0/3, 1/3), Graves 12 (2/7, 2/4), Hicks 21 (4/10, 2/4), Toppo 13 (6/9), Galanda 15 (5/10, 0/3); Cortese 6 (1/2, 1/3), Borra 3 (0/1), Alibegovic 2 1/1, 0/2(). All.: Moretti. ARBITRI: Ciaglia, Beneduce, Paglialunga. NOTE: T.l.: Imo 10/12, Pis 20/27. Rimb.: Imo 33 (Marigney 7), Pis 43 (Toppo 10). Spett.: 1500. (p.b.)

4

SESTA GIORNATA

Venerdì: Forl’-Jesi 63-70. Classifica Bologna, Pistoia 10; Casale Monferrato, Trieste, Scafati, Brescia 8; Verona, Barcellona PdG, Jesi 6; Forlì, Veroli, Trento 4; Ferentino 2, Imola, Capo d'Orlando 0. *Le prime otto ai playoff

Dopo un avvio disastroso, con 0/10 al tiro, Gallinari si è riscattato con la schiacciata del pareggio alla fine del 1o supplementare, segnando poi 5 dei suoi 21 punti negli ultimi 36" del 2o, guidando i Nuggets alla vittoria sui Warriors. «Era frustrato — ha poi spiegato coach Karl — così gli ho detto: "Gallo, sei forte, vedrai che ti sbloccherai e segnerai quando conta". Non pensavo di azzeccarci sino a questo punto...». Bene anche Bargnani (21) nel k.o. di Toronto, e Belinelli (11 punti in 23’) nel successo dei Bulls su Minnesota. Risultati: Toronto-Philadelphia 83-93 (Bargnani 23; T.Young, N.Young, Holiday 23); Indiana-Washington 89-85 (George 20; Okafor, Beal 17); Charlotte-Dallas 101-97 dts (Walker 26; Mayo 22); Chicago-Minnesota 87-80 (N.Robinson 18; Pekovic 18); Houston-Detroit 96-82 (Harden Knight 16); Milwaukee-Boston 92-96 (Ellis 32; Pierce 25); Utah-Phoenix 94-81 (Jefferson 27; Scola 21); Portland-San Antonio 109-112 (Batum 33; Neal 27); Golden State-Denver 101-107 d2ts (K.Thompson 23; Gallinari 21).


LUNEDÌ 12 NOVEMBRE 2012

DAL NOSTRO INVIATO

VINCENZO DI SCHIAVI BIELLA

Migliori

Finisce con Varese sotto la curva in tripudio insieme ai propri tifosi e Frank Vitucci che invita alla calma, con un gesto delle mani, quando parte il coro «Vitucci portaci in Europa». Ma si fa fatica a non sognare con questa Cimberio che fa di più addirittura della Varese della stella che si fermò a sei vittorie consecutive, crollando poi in casa contro Verona.

h8

Diciotto Questa per la banda

biancorossa invece è la settima (18 vittorie di fila compreso il precampionato) e si specchia nella prestazione monstre di Dunston: 9/9 al tiro, 7 schiacciate, 8 rimbalzi, 5 falli subiti, 3 stoppate e 36 di valutazione per il giocatore, in questo momento, più dominante del campionato. «Prova monumentale la sua — ammette Vitucci —, ma la svolta è arrivata dopo l’intervallo, nel momento in cui la nostra difesa è cresciuta d’intensità» quando cioè la prima in classifica ha lasciato a Biella solo le briciole: 22 punti in due quarti. Svolta Ma negli occhi di tutti rimane la prova gigantesca del lungo varesino che stoppa, sporca i tiri e davanti, in posto basso, si mangia Mavunga e Chrysikopoulos, imbeccato con puntualità da Green, tornato il gran regista che è, dopo un primo tempo in affanno. Bastano loro due, basta l’asse play-pivot a sganciare Varese dal pantano del ritmo esoso imposto da Biella nei primi 20’, nella giorno in cui Polonara si agita (troppo) ma non conclude, Banks è reattivo solo in avvio mentre Ebi si prodiga in un lavoro oscuro (10 punti, 5 rimbalzi e 2 assist). E’ dopo il riposo lungo, sul 40-39 per Biella che esplode la supercoppia: in dieci minuti Varese arriva a +17 e tanti saluti. «Smettiamo di competere per 3-4 minuti e ci sono fatali — spiega sconsolato Cancellieri —. La difesa cala, in attacco perdiamo fiducia, le palle perse e i contropiede degli avversari si moltiplicano, caliamo d’intensità mentale e becchiamo i parziali che ci costano il match. Se continuiamo in questo modo tutto diventa molto complicato».

43

DERBY «BIANCONERO» MALE GLI STRANIERI VIRTUS

Caserta, punti d’oro contro Bologna

DUNSTON Una padronanza dell’area imbarazzante e una fisicità che in area lo rende immarcabile.

CASERTA BOLOGNA

h 7.5 GREEN

Soffre Robinson in avvio, poi prende in mano la gara: 5 assist, 7 rimbalzi e accende Dunston

65 56

(15-10, 29-26; 46-41) CASERTA: Maresca 12 (3/10, 2/5), Jonusas 8 (0/2, 1/4), Akindele 10 (5/8), Gentile 8 (0/4, 2/6), Jelovac 7 (2/3, 1/2); Mordente 14 (1/3, 2/2), Michelori 6 (2/5), Marzaioli, Cefarelli (0/1). N.e.: Marini. All. Sacripanti.

Peggiori

SAIE3 BOLOGNA: Poeta 22 (5/6, 2/4), Rocca 8 (3/7), Smith 6 (0/6, 2/5), Hasbrouck 7 (2/7, 1/6), Minard 3 (1/9, 0/3); Gaddefors, Moraschini 4 (2/3, 0/2), Parzenski, Imbrò 6 (2/6 da tre), Gigli. N.e.: Landi, De Ruvo. All. Finelli.

i 4.5

MAYUNGA Al tiro fa 0/5 ma non è quello il punto. Dunston lo massacra Sotto ogni punto di vista.

ARBITRI: Cicoria, Filippini e Borgioni. NOTE - T.l.: Cas 15/20, Bol 9/16. Rimb.: Cas 50 (Akindele 14), Bol 34 (Rocca 13). Ass.: Cas 8 (Jonusas 3), Bol 6 (Poeta 2).

i5

RASPINO In quintetto ma in 11’ non lascia segno: 0 tiri, 3 falli e 1 rimbalzo. Travolto da avversari superiori

Bryant Dunston, 26 anni, 16.3 punti di media in stagione CIAMILLO

Inarrestabile Varese Un favoloso Dunston spazza via Biella Settimo successo in fila. Coach Vitucci: «La svolta in difesa» BIELLA VARESE

LA GAZZETTA DELLO SPORT

60 77

(13-21, 38-39; 42-59) ANGELICO BIELLA: Robinson 10 (4/8, 0/1), Johnson 17 (6/13, 1/2), Chrysikopoulos 5 (1/2, 1/1), Brackins 11 (3/8, 1/5), Mavunga (0/5); Jaramaz 11 (3/4, 1/5), Raspino, Jurak 6 (2/4, 0/1). N.e.: Laganà, Uglietti, Chiacig, Monfermoso. All.: Cancellieri. CIMBERIO VARESE: Green 12 (4/9, 0/2), Banks 11 (4/5, 1/3), Ere 10 (2/5, 1/4), Sakota 6 (1/1, 1/6), Dunston 21 (9/9); Rush 8 (2/3 da 3), Polonara 2 (0/3, 0/4), De Nicolao 5 (0/1, 1/1), Talts 2 (1/1), Bertoglio. N.e.: Balanzoni, Ambrosini. All.: Vitucci. ARBITRI: Taurino, Weidmann e Terreni NOTE - T.l.: Bie 10/12, Var 17/28. Rimb.: Bie 34 (Brackins 9), Var 36 (Dunston 8). Ass.: Bie 5 (Mavunga 3), Var 17 (Green 5). Tecn.: Jurak 16’34" (30-34). Usc. 5f.: Rush 38’41" (56-71). Progr.: 5’ 6-12, 15’ 26-30, 25’ 42-45, 35’ 46-69. Spett.: 3795.

Equilibrio Biella rimane così prigioniera dei propri dubbi, nonostante l’esordio positivo di Trey Johnson e un primo tempo dove il ritmo dell’Angelico

ha messo in soggezione la prima della classe, nonostante percentuali al tiro non eccelse (4/14 in avvio). «L’interpretazione della gara non ci era chiara — riprende Vitucci —. Abbiamo accettato il loro ritmo forsennato andando un po’ in confusione». Illusione Solo là, nel secondo

quarto, si è visto un illusorio equilibrio. Sotto di 8 (13-21), Biella è riemersa con l’energia di Johnston e Robinson e il gioco spalle a canestro di Brackins finendo il secondo periodo in vantaggio. Poi lo show varesino. Che abbaglia e eccita gli animi. A tal punto da sciogliere un duro come il presidente Cecco Vescovi che, 13 anni fa, quel mitico scudetto se lo è conquistato sul campo: «Sì, più passa il tempo e più rivedo in questi ragazzi lo spirito della squadra che vinse la stella».

A-1 DONNE 5A GIORNATA

Due azzurre trascinano Schio Taranto sconfitta Schio sbanca Taranto nel big match della 5a giornata in A 1 donne. Sedici punti a testa per due azzurre, Masciadri e Sottana, per le vincitrici, 19 di Cohen per le pugliesi. Risultati: Pozzuoli Cagliari 69 62; Goldbet Taranto Famila Wüber Schio 65 71; Acqua&Sapone Umbertide Priolo 61 55; Faenza Ceprini Costruzioni Orvieto 46 64; Chieti Gesam Gas Lucca 45 73. Ha riposato: Lavezzini Parma. Classifica: Umbertide 8; Taranto, Schio, Lucca, Parma, Orvieto 6; Pozzuoli 4; Cagliari, Chieti, Faenza 2; Priolo 0.

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TRAVOLTA CREMONA CON UN’OTTIMA DIFESA

MONTEGRANARO LA SUTOR NON VINCE IN CASA

Marco Mordente, 33 anni CIAMILLO

Progr.: 5’ 5-5, 15’17-16, 25’36-33, 35’54-44. F. tecn.: panchina Bologna 4’35” (5-5), Jelovac con antisportivo a Smith 12’56”(17-10). Usc. 5f.: Hasbrouck 38’12 (59-50). Spett. 2537 per 15.884 euro. CASERTA – Senza due stranieri e con Michelori miracolosamente recuperato, Caserta si aggiudica il derby delle «bianconere» con un match tutto cuore. Finelli, tecnico dei bolognesi, lo sapeva. «Mi aspettavo cuore ed orgoglio da Caserta – dice - Noi siamo stati bravi in difesa, lasciando 65 punti a Caserta, ma ne abbiamo segnati solamente 56. Non puoi vincere se fai 13/40 da due e i tre stranieri insieme fanno 3/22 da due. Senza il quintetto al completo non giriamo, ringrazio Gigli per i minuti che ha giocato». Pino Sacripanti invece sorride. «Abbiamo vinto una gara importante, che ci porta a 6 punti contro Bologna che ne ha 8, la responsabilizzazione delle persone che sanno di giocare è totale, e anche l’approccio è stato fatto in maniera corretta. Non potevamo vincere una partita del genere se non tendendo basso il punteggio basso». Con soli dieci uomini a referto, compresi i babies, Caserta ha controllato il match fin dalle prime battute, fino al 65-50 al 39’ dietro un monumentale Akindele, 14 rimbalzi, dieci punti e 23 di valutazione. Per Bologna solo Giuseppe Poeta non si è mai arreso lottando contro i play casertani con il supporto del giovane Imbrò, favorendo il recupero al 20’ sul 29-26, ma il suo cuore da solo non è bastato alla Virtus. Lucio Bernardo

DOPO IL K.O. CON BRINDISI DRAKE DIENER SCATENATO

Sassari si riprende Travolta Avellino SASSARI AVELLINO

102 81

(30-17, 53-36; 79-59) BANCO DI SARDEGNA SASSARI: T.Diener 13 (3/4, 2/5), D:Diener 20 (3/7, 4/4), Thornton 16 (2/2, 2/5), Ignerski 15 (5/8, 1/5), Easley 13 (4/7); Devecchi 5 (1/1, 1/1), B.Sacchetti (0/1, 0/1), Spissu 2, Vanuzzo 6 (1/2, 1/2), Pinton 10 (2/2, 2/2), Diliegro 2 (1/4). All.: Sacchetti. SIDIGAS AVELLINO: Shakur 14 (5/7, 0/2), Mavraides 12 (4/8, 1/4), Richardson 7 (1/4, 2/3), Dragovic 5 (1/3, 1/4), Johnson 5 (2/6); Biligha 6 (2/4, 0/1), Spinelli 7 (2/4), Crow 2 (1/4, 0/1), Ebi 23 (11/18). N.e.: Ronconi, Salafi e Iuratoa. All.: Valli. ARBITRI: Sabetta, Giansanti e Di Francesco. NOTE - T.l.: Sas 19/22, Ave 10/13. Rimb.: Sas 33 (Ignerski, D.Diener 6), Ave 36 (Ebi 13). Ass.: Sas 23 (T.Diener 10), Ave 10 (Spinelli 5). Progr.: 5’ 16-9, 15’ 42-29, 25’ 67-46, 35’ 88-69. Spett.: 4488 per 69.174 euro.

SASSARI - La Dinamo torna alla vittoria in campionato e spazza via una Sidigas mai in partita con un Drake Diener da 26 di valutazione e il totem Ebi unico a salvarsi dal naufragio. «Siamo riusciti a limitare Richardson togliendogli i punti di riferimento — spiega coach Sacchetti —. Poi il match è andato sui binari che piacciono a noi, correre e fare canestro. Tutti hanno dato un contributo e giocato meno di 30’». Sassari gioca con intensità e lascia poche soluzioni alla Sidigas. Ebi accorcia ma con Vanuzzo e Devecchi è nuovo allungo: alla prima sirena 30-17 e 53-36 alla pausa. Banco in controllo, le triple di Drake e Vanuzzo valgono il doppio +20. La Sidigas si aggrappa a Ebi (23 punti e 13 rimbalzi), «Complimenti a alla Dinamo, noi abbiamo cercato di rincorrere tutta la partita - chiude il coach irpino Valli, ex tecnico biancoblu -. Abbiamo dei problemi, non lo nascondiamo, ma non dobbiamo disunirci. Le proteste dei tifosi? Hanno ragione, vogliono vederci vincere». Si chiude 102-81, Avellino ha da riflettere, Sassari ricomincia la sua corsa e si prepara alla seconda in Europa. Giovanni Dessole

CON REYNOLDS E SIMMONS 4o K.O. PER LA SCAVO

Cantù domina Reggio Emilia, quarta Brindisi manda con Tabu e Brooks vittoria consecutiva in crisi Pesaro CANTÙ

87

CREMONA

60

(18-16, 46-33; 66-42) CHEBOLLETTA CANTU’: Tabu 14 (4/7, 1/3), Mazzarino 9 (0/1, 3/4), Markoishvili 8 (4/6, 0/2), Leunen 8 (2/2, 0/1), Cusin 6 (3/4); Kudlacek 6 (2/3, 0/2), Aradori 13 (5/7, 1/2), Brooks 16 (3/3, 3/3), Tyus 5 (2/4), Abass, Casella 2 (0/1 da 3). N.e.: Scekic. All.: Trinchieri. VANOLI CREMONA: Johnson 2 (1/4, 0/2), Jackson 12 (0/5, 2/6), Harris 17 (7/17, 1/4), Huff 2 (1/3, 0/1), Stipanovic 4 (2/4); Vitali 9 (2/5, 1/1), Peric 11 (5/7, 0/2), Kotti (0/1), Ruini 3 (1/1 da 3). N.e.: Belloni, Conti, Cazzaniga. All.: Caja. ARBITRI: Sahin, Vicino, Ramilli. NOTE - T.l.: Can 13/15, Cre 9/11. Rimb.: Can 37 (Brooks 7), Cre 24 (Harris 5). Ass: Can 19 (Tabu 9), Cre 9 (Johnson 4). Progr: 5’ 9-4, 15’ 35-25, 25’ 55-37, 35’ 74-49. Usc. 5f.: Kotti 34’08" (69-47). Spett. 3475 per 43.000 euro. CANTÙ – Dura lo spazio di pochi minuti

(9-4 al 5’) la resistenza della Vanoli contro una Chebolletta che, quando decide di alzare l’intensità difensiva, diventa un fortino invalicabile. Messo il bavaglio ai tiratori avversari come Jackson e Johnson, gli uomini di Trinchieri hanno avuto il merito di tenere Cremona complessivamente al 39% da 2 e al 29% da 3. E’ stata questa la chiave del successo canturino perchè una volta tolto l’ossigeno a un attacco diventato monocorde, il solo Harris ha provato a cambiare un copione già scritto Cantù (che ha ruotato 11 giocatori tenendo precauzionalmente a riposo Scekic), devastante in campo aperto, ha potuto sfruttare appieno la buona lena offensiva di un sempre più convincente Tabu e Brooks. «Abbiamo fatto quello che dovevamo - dice Trinchieri -. Il nostro compito in questo momento è nutrire l'entusiasmo e l’energia con partite come quelle di giovedì sera e da qui costruire qualcosa». «E’ stata una partita tra due squadre di categoria diversa - spiega Caja - Cantù ha anche segnato canestri difficili negli ultimi secondi che hanno vanificato il nostro buon lavoro difensivo». Pietro Terraneo

MONTEGRANARO

80

REGGIO EMILIA

94

(21-16, 36-44; 58-63) MONTEGRANARO: Steele 14 (3/4, 2/2), D.Cinciarini 15 (4/8, 1/5), Slay 11 (1/4, 3/5), Freimanis 17 (7/8, 0/2), Burns 18 (9/12, 0/1); Johnson 5 (1/4, 1/2), Di Bella (0/1), Campani, Mazzola (0/1, 0/2). N.e. Panzini, Piunti, Perini. All. Recalcati TRENKWALDER R.E.: A. Cinciarini 14 (4/5, 0/1), Jeremic 10 (2/3, 2/2), Taylor 22 (4/8, 4/8), Filloy (0/4, 0/1), Brunner 20 (10/14); Antonutti 13 (1/3, 2/4), Silins (0/1), Cervi 7 (3/3), James 6 (2/3, 0/1), Slanina 2 (0/1). N.e. Veccia. All. Menetti ARBITRI: Chiari, Paternicò, Baldini. NOTE – T.l: Mon 9/12, Reg 18/24. Rim.: Mon 31 (Burns 10), Reg 31 (Taylor 7). Ass.: Mont 8 (2 con 3), Reg 14 (Taylor 9). Tec.: Recalcati 18'12”. U. 5 f.: Jeremic 38'13”, Freimanis 38'51”. Progr.: 5' 13-9, 15' 28-24, 25' 49-50, 35' 64-66. Sp.: 2300. ANCONA – Corre veloce Reggio Emilia alla quarta vittoria consecutiva. Anche quan-

do Montegranaro ha provato ad impensierirla con la zona la squadra di Menetti non ha mai perso il filo e con l'ex di turno Antonutti (6 punti consecutivi del +10 a 1'29" dalla fine), ha messo in ghiaccio la partita. «Le cose migliori le abbiamo fatte negli ultimi 7’ trovando ottime soluzioni al tiro» dice Menetti. Il PalaRossini è indigesto per la Sutor, quest'anno ancora a secco di vittorie in casa, ma tutto diventa più difficile se la difesa funziona solo ad intermittenza. Eppure all’avvio la Sutor domina l'area con Freimanis e Burns (16 punti in due). Andrea Cinciarini, assieme a Taylor, ricuce lo strappo ma l’equilibrio è rotto sul fallo tecnico fischiato a Recalcati. Reggio va +11 grazie a Brunner (33-44 al 19’), Montegranaro al 27' torna in parità (54-54) con Cinciarini ma non basta perché Reggio ritrova buone percentuali e va +10. Steele prova a svegliarsi dal proprio sonno (68-73 al 35') ma Antonutti è super. «Il nostro è un problema soprattutto psicologico — dice Recalcati —. Eravamo rientrati in partita e nel momento chiave ci siamo persi. Dobbiamo riflettere sui 94 punti subiti che non sono giustificabili». Aron Pettinari

BRINDISI

72

PESARO

55

(13-8, 30-15; 53-35) ENEL BRINDISI: Gibson 15 (7/13, 0/6), Reynolds 20 (7/10, 2/5), Viggiano 3 (0/3, 1/3), Robinson 8 (2/5, 1/3), Simmons 9 (4/8); Grant 2 (1/2), Fultz 2 (1/1, 0/2), Formenti 2 (1/2, 0/1), Zerini 3 (1/2 da 3), Ndoja 8 (1/2, 2/4), Porfido n.e., Rosato n.e., Pacella n.e.. All. Bucchi. SCAVOLINI SIVIGLIA PESARO: Cavaliero 8 (2/5 da 3), Barbour 11 (2/4, 1/4), Crosariol 9 (4/6), Flamini (0/1 da 3), Clemente 6 (1/4, 1/5); Hamilton 2 (0/1, 0/2), Tortù n.e., Mack 17 (6/, 1/2), Bryan 2 (1/2), Amici. All.: Ticchi. ARBITRI: Mattioli, Lanzarini, Caiazza. NOTE - T.l.: Ene 3/5, Sca 12/18. Rimb.: Ene 30 (Simmons 9), Sca 39 (Crosariol 11). Ass.: Ene 8 (Fultz 3), Sca 8 (Cavaliero 4). Spett. 3500. BRINDISI - Secondo successo consecutivo di Brindisi, terzo stagionale. I due pun-

ti sono una boccata d’ossigeno per gli uomini di Bucchi; ma la 4a sconfitta mette in ambasce Pesaro. «Brindisi è stata brava a metterci subito le mani addosso e a non permetterci di andare al tiro - ha detto Ticchi -. Vi dico che al termine del primo tempo avevamo perso 16 palle. È spiegabile?». E’ stata la difesa di Brindisi, del secondo quarto a creare i 15 punti di disavanzo, che poi l’Enel, nonostante la zona 3-2 di Pesaro, ha saputo controllare. «Sono contento - ha ribadito Bucchi - perché abbiamo saputo mettere in pratica le migliori regole della difesa e quando tramuti le idee in fatti concreti, riesci a creare la differenza». Sono stati i secondi 20’ a riscaldare il palasport brindisino, con Reynolds e Simmons. «Ho poco da dire. Abbiamo avuto percentuali disastrose al tiro», ha chiosato Ticchi, mentre Bucchi ha concluso con un profetico: «Dobbiamo continuare a giocare per la salvezza che è il nostro unico obiettivo». Dei singoli nessuno dei due coach ha preferito parlare. Franco De Simone


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 12 NOVEMBRE 2012


LUNEDÌ 12 NOVEMBRE 2012

TENNIS IL MASTERS

CURIOSITA’

Le semifinali di doppio parlano indiano I «puri» Bhupathi e Bopanna battono Paes Nella prima semifinale del doppio al Masters erano in campo tre indiani su quattro: Paes in coppia con Stepanek e

Bhupathi con Bopanna. I primi due, i famosi «Indian Express», hanno vinto 28 tornei insieme (3 Slam) e hanno giocato tre finali

Lezione Per un’ora, però, Del

4

I NUMERI

2

le finali al Masters di Novak Djokovic: nel 2008 il serbo vinse a Shanghai battendo in finale Davydenko.

2

le finali del Masters degli ultimi 20 anni tra i primi due del mondo: Federer-Nadal nel 2010 e quella odierna tra Djokovic e Federer.

Roger Federer, 31 anni, all’ottava finale al Masters, e, sotto, Novak Djokovic, 25, alla seconda AFP

Che finale da urlo 8 Djokovic-Federer Il n. 1 contro il 2

le finali al Masters di Roger Federer: lo svizzero ne ha vinte 6 (dal 2003, 2004, 2006, 2007, 2010 e 2011) e persa una (2005 contro Nalbandian).

74

gli anni trascorsi dall’ultimo britannico a chiudere la stagione tra i primi 3 del mondo. Prima di Murray, Bunny Austin, 2˚ nel 1938 dietro Budge (lu.mar.).

del Masters (perdendole), ma l’amicizia si è guastata quest’anno all’Olimpiade, quando sia Bhupathi (il primo a destra nella foto AP) sia Bopanna si sono rifiutati di giocare il doppio con Paes. A Londra, dopo aver annullato un match point, ha vinto il duo tutto indiano. Nell’altra semifinale,

I primi due rimontano Del Potro e Murray Oggi a Londra la sfida sul tetto del mondo DAL NOSTRO INVIATO

RICCARDO CRIVELLI twitter@RiccardoCrivel2 LONDRA

Non ci sarà la finale che tutti volevano, l’atto definitivo della rivalità che ha infuocato la stagione: perché se Djokovic, che prosegue la cavalcata imbattuto, viene a capo con la solita feroce determinazione delle complicazioni della sua semifinale, nemmeno James Bond riuscirebbe a cambiare la storia quando Murray gioca contro i suoi fantasmi. Così, tocca ancora a Federer, per l’ottava volta in carriera e per inseguire il settimo sigillo. Vecchi dubbi Fino al 4-3 del primo set, c’è un solo attore in scena, lo scozzese, che aggredisce

Roger fin dalla risposta. Poi, come gli accadeva quando era macerato dai dubbi prima della cura Lendl, Andy si affloscia, regala il break del 4-4 e con il tiebreak (dove conduceva 3-1) se ne va anche la partita. Lo sciagurato si fa infatti strappare il servizio dal 40-0 nel primo game del secondo set e da lì non darà più segni di vita (11 gratuiti e tanta fretta) fino al fantastico passante di rovescio con cui Federer conquista il secondo break e in pratica la finale. Con il pubblico che, per gran parte del match, sta con lo straniero. «Il clima elettrico della gente mi ha dato grandi motivazioni — confesserà il vincitore — adesso sono soltanto felice di avere l’opportunità di chiudere alla grande con Novak».

Gazzetta.it FINALE IN DIRETTA E RIVEDETE IL MEGLIO DELLE SEMIFINALI Seguite sul nostro sito l’atto conclusivo del Masters di fine anno, in programma stasera a Londra. Preparatevi rivedendo le due emozionanti semifinali, Djokovic-Del Potro e Murray-Federer. On-line trovate i video con gli highlights delle semifinali, le interviste ai protagonisti e le immagini più belle della giornata. E a partire dalle 20.45, il live in tempo reale della finalissima

Potro si ribella a un destino già scritto e, più che da quarto incomodo, recita da vero padrone, troneggiando su un Djokovic che finisce in apnea tutte le volte che si fa dritto contro dritto. L’argentino è intoccabile al servizio, ma il vero atout è la pazienza che mette negli scambi da fondo, dimenticando per una volta l’abitudine di chiudere in fretta, riducendo al minimo gli errori (solo 6 non forzati nel primo set) e aspettando invece di aprirsi il campo, mentre Nole gli regala ben 14 gratuiti e il break sul 4-4 che vale la prima partita, chiusa da un filotto di 13 punti a 1 per Delpo. Il numero uno fatica soprattutto con la seconda, nel game d’apertura del secondo set va ancora 15-40 prima di salvarsi, ma cede la battuta sull’1-1 dopo uno scambio di 25 tiri vanificato da un dritto in rete. «Dal 4-4 del primo set e fino al 2-1 del secondo sono andato in crisi — confesserà il serbo — non mi sentivo bene tecnicamente e avevo perso il controllo del ritmo di gioco. Lui è un grande battitore, in quel momento era il migliore in campo, ma sapevo di poter rientrare se avessi cercato di mettere in campo più risposte possibili e rimanere nello scambio». Che ritorno Come sempre, la

svolta è mentale. Nel game successivo «Djoker» si procura due palle break, poi una terza con un favoloso rovescio e lì, il gaucho di Tandil spara in rete un rovescio e la speranza di ribaltare il pronostico. «Non è successo niente — spiega un po’ sconfortato JM — semplicemente lui è tornato a giocare da numero uno del mondo e io non ho più servito bene come nel primo set». Azzannato il rivale, lo squalo Djokovic non mollerà più la presa: un altro break sul 4-3 gli porge il secondo set, nel terzo non c’è più partita con Delpo che adesso è tornato molto falloso e Nole che concede solo due punti nei suoi turni di servizio e poi in conferenza stampa offre cioccolatini ai giornalisti: «E’ un grande successo, ma resta da fare ancora uno sforzo, fisicamente e mentalmente non potrò sbagliare nulla». Lo sconfitto si consola: «Ho battuto Federer, sono stato vicino a Novak: l’anno prossimo voglio essere il quinto uomo degli Slam». Ma per adesso comandano ancora i soliti noti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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SU SKY DALLE 18

Semifinali, singolare: Djokovic (Ser) b. Del Potro (Arg) 4-6 6-3 6-2; durata set 47’, 52’, 32’, totale 2h11’; Federer b. Murray 7-6 (5) 6-2, durata set 61’, 32’, totale 1h33’. Doppio: Bopanna/Bhupathi (India) b. Paes/Stepanek (India/Cec) 4-6 6-1 12-10; Granollers/Lopez (Spa) b. Marray/Nielsen (Gb/Dan) 6-4 6-3. OGGI FINALI Ore 18, doppio: Granollers/Lopez c. Bhupathi/Bopanna; ore 21, singolare: Djokovic c. Federer, precedenti 12-16. IN TV Diretta SkySport 2 dalle 18.

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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successo di Granollers/Lopez, prima coppia iberica in finale da Casal/Sanchez ’88. CANE FORTUNATO Gloria non solo per il padrone: ieri Pierre, il barboncino di Djokovic da cui il numero uno non si separa mai, ha ricevuto in regalo un ricco cesto natalizio dall’Atp.

l’Analisi di RINO TOMMASI

Testa e fisico Nole è solido da vero re Un set ed un break di vantaggio (6-4, 2-1 e servizio) non sono stati sufficienti a Juan Martin Del Potro per rovesciare il pronostico suggerito dalle gerarchie ormai consolidate del tennis maschile che garantiscono a Novak Djokovic per il secondo anno consecutivo il primo posto in classifica qualunque sia il verdetto finale di questo torneo. Pur sconfitto, Del Potro esce bene da questa sfida confermando quelle qualità potenziali che gli consentono di poter battere, nella giornata giusta, e magari sulla superficie a lui più favorevole (il cemento), tutti i possibili avversari, ma Djokovic ha ormai acquisito una solidità atletica e psicologica che il computer puntualmente registra Ieri il serbo ha pagato nel primo set il break subito sul 4 pari ed ha mancato sull'uno pari del secondo l'opportunità di staccare l'avversario ma da quel momento non gli ha più concesso l'opportunità di diventare il padrone del gioco e del punteggio vincendo undici degli ultimi tredici games dell'incontro con un parziale conclusivo di 27 punti a 8 che ha fotografato in termini aritmetici la resa di Del Potro, al quale manca la capacità mentale e fisica di allungare i periodi in cui riesce a giocare il suo tennis migliore. Alla fine Djokovic ha raggiunto la finale senza sfruttare l'opportunità che solo questo torneo concede, quella di poter anche arrivare in fondo senza perdere una partita un sollievo che potrebbe anche rivelarsi decisivo se Federer dovesse oggi obbligarlo ad una maratona.


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LUNEDÌ 12 NOVEMBRE 2012

PALLAVOLO SERIE A-1 MASCHILE, 6ª GIORNATA GRANDE ZHUKOUSKI

ANCHE SAN GIUSTINO ALLA PRIMA VITTORIA

Macerata non molla Castellana si rialza MACERATA PERUGIA

Mengozzi supera Sala ZANI

Serataccia Modena Ravenna, prima gioia

Ngapeth supera il muro di Simon e Fei: l’esordio del cubano è stato oscurato dalla prova del francese TARANTINI

Simon è in campo Piacenza no Cuneo si fa bella Gli uomini di Piazza con Ngapeth, Sokolov e Wijsmans travolgono gli emiliani col cubano DAL NOSTRO INVIATO

MARIO SALVINI CUNEO

Robertlandy Simon ha avuto più di due anni per pensare a questo ritorno. E di certo in tutto quel tempo deve aver fantasticato di una partita molto diversa dalla sconfitta che Piacenza ha rimediato a Cuneo. L’ex capitano di Cuba era fermo dalla finale del Mondiale 2010, manifestazione di cui era stato miglior centrale e miglior muratore. Forse non immaginava di trasformare Piacenza come per incanto, ma nemmeno di prendersi uno 3-0 tanto perentorio. «Ero emozionato – ha raccontato -. Sono stato troppo senza giocare, ma credevo di fare di più. Sono arrabbiato per la sconfitta e anche per come ho giocato (2 muri, 6 attacchi punto, 5 battute sbagliate, ndr). Ma piano piano migliorerò, soprattutto a muro». Su la cresta Così questa sfida che doveva assegnare il ruolo

di terza incomoda, al cospetto delle superpotenze Macerata e Trento, viste le sconfitte di Latina e Vibo si è rivelata utile anche per agganciare il secondo posto, alla pari coi trentini. E ha dato un giudizio secco: in questo momento è meglio Cuneo. In virtù soprattutto della volata nel primo parziale. In

CUNEO PIACENZA

3 0

(28-26, 25-20, 25-20) BRE LANNUTTI CUNEO: Ngapeth 12, Mastrangelo 5, Sokolov 16, Wijsmans 9, Kohut 9, Grbic 3; De Pandis (L), Abdelaziz. N.e. Antonov, Galliani, Della Lunga, Rossi. All. Piazza. COPRA ELIOR PIACENZA: Zlatanov 8, Simon 8, De Cecco 3, Ogurcak 9, Holt 2, Fei 11; Marra (L), Tencati, Papi 1, Corvetta. N.e. Vettori, Latelli, Maruotti. All. Monti. ARBITRI: La Micela e Caltabiano. NOTE Spettatori 2651, incasso 13.818. Durata set: 33’, 27’, 25’; tot. 85’. Bre: battute sbagliate 21, vincenti 1, muri 9, seconda linea 9, errori 24. Copra: battute sbagliate 14, vincenti 1, muri 2, seconda linea 6, errori 24. Trofeo Gazzetta: 6 Sokolov, 5 Ngapeth, 4 Wijsmans, 3 Kohut, 2 Grbic, 1 Ogurcak.

MODENA RAVENNA

1 3

(22-25, 23-25, 25-20, 23-25) CASA MODENA: Sala 4, Celitans 23, Kooy 14, Vesely 1, Baranowicz 3, Deroo 6; Manià (L), Quesque 5, Piscopo 6, Molteni 1, Casadei. N.e. Pinelli, Catellani (L). All. Lorenzetti. RAVENNA: Sirri 8, Creus 11, Moro 13, Zanuto 14, Mengozzi 12, Zhukouski 10; Tabanelli (L), Psarras, Bellei. N.e. Mazzotti, Radunovic, Pelekoudas. All. Fresa. ARBITRI: Vagni e Bartolini.

cui Piacenza ha sciupato una palla set e poi un attacco in rete proprio di Simon. «Abbiamo accusato troppo l’aver perso il set – ha detto Monti – poi ci siamo persi». In effetti da lì quasi solo Cuneo. Con Sokolov sicurissimo, uomo del secondo set (8 punti). Mentre Ngapeth, con la nuova cresta bionda, è stato il protagonista del terzo, tanto da meritarsi il premio di mvp. Senza tralasciare Wijsmans, capace di attaccare all’82% (9/11), sua miglior percentuale degli ultimi 4 anni. Una bella prova di forza, specie se si considera che i cuneesi venivano da due 0-3 di fila. Per Piacenza è la terza sconfitta in 4 partite. Per far posto a Simon, Monti ha tenuto fuori Tencati (miglior muratore degli ultimi 2 campionati), preferendogli Holt, seppur spostato lontano dal regista De Cecco. E lui, Simon, ogni volta che è stato superato da un primo tempo di Mastrangelo o Kohut ha dato l’idea di arrabbiarsi di brutto. Un bel segnale per il futuro.

NOTE Spettatori 2.731, incasso 16.900 euro, Durata set 26’, 30’, 26’, 31’; totale 113’. Modena: battute sbagliate 18, vincenti 4, muri 4, seconda linea 10, errori 28. Ravenna battute sbagliate 20, vincenti 5, muri 5, seconda linea 6, errori 30. Trofeo Gazzetta: Zhukouski punti 6, Zanuto 5, Mengozzi 4, Creus 3, Celitans 2, Tabanelli 1. MODENA Nell’anno della ricostruzione Modena avverte i primi crolli e quella idea di voler restare in scia al gruppo delle migliori deve già fare i conti con un inizio di stagione negativo. Il tempo dirà se questo gruppo è stato costruito con criterio, resta il fatto che ieri, senza togliere gli indubbi meriti di Ravenna, è andata in scena una delle peggiori esibizioni di Modena degli ultimi anni. Buon per i romagnoli che hanno potuto centrare la quella vittoria che mancava dalla fine dello scorso campionato. La squadra di Fresa porta così a casa tre punti vincendo una gara senza muri (9 in quattro set da dividere per due) e con le difese parecchio in difficoltà. Modena è apparsa molto nervosa, incapace di prendere il ritmo della partita, e raramente in grado di giocare una pallavolo accettabile. Strepitoso Zhukouski (83% in attacco) che ha spaccato il primo set con le sue bordate, ma sul suo stesso livello si è espresso Mengozzi (79%). Un pianto Modena: troppo impreciso Baranowicz, male tutti gli schiacciatori tranne Celitans, l’eccezione di una serataccia per Lorenzetti. Paolo Reggianini

© RIPRODUZIONE RISERVATA

3 0

CASTELLANA VIBO VALENTIA

(25-22, 25-14, 25-19)

(26-24, 25-21, 25-14)

LUBE BANCA MARCHE MACERATA: Travica 1, Parodi 15, Stankovic 8, Starovic 14, Zaytsev 10, Podrascanin 8; Henno (L), Lampariello. N.e. Monopoli, Pajenk, Randazzo. All. Giuliani.

BCC NEP CASTELLANA: Casòli 8, Cester 6, Sabbi 12, A. Ferreira 12, Yosifov 9, Falaschi 2; Paparoni (L), Elia, Ricciardello, Krumins. Ne Menzel, Dolfo, M. Ferreira. All. Gulinelli.

SIR SAFETY PERUGIA: Semenzato 4, Daldello, Vujevic 5, Alletti 6, Tamburo 4, Petric 7; Giovi (L), Van Harskamp, Edgar 8, Schwarz 3. N.e. Van Rekom, Tomassetti, Pochini (L). All. Kovac.

CALLIPO VIBO: Kaliberda 3, Barone 7, Coscione 2, Urnaut 5, Buti 6, Klapwijk 14; Farina (L). Badawii, Forni. N.e.: Montesanti (L), Lavia, Rocamora, Presta. All. Blengini. ARBITRI: Sampaolo e Gnani. NOTE Spet. 1500. Inc. 9000. D.s. 31', 28', 24'; totale 83'. Bcc Nep: b. s. 19, v. 3, m.10, 2ª l. 8, e. 3. Callipo: b.s. 15, v. 1, m. 8, 2ª l. 4, e. 14. T. Gazzetta: 6 A. Ferreira, 5 Sabbi, 4 Falaschi, 3 Yosifov, 2 Klapwijk, 1 Paparoni.

ARBITRI: Sobrero e Piana. NOTE Spett. 2210, incasso 8940 e. Durata set: 27’, 22’, 26’; totale 75’. Lube: b’s. 15, v. 8, m. 8, s.l. 10, e. 18. Sir Safety: bs. 10, v. 1, m. 5, s.l. 8, e. 19. Trofeo Gazzetta: 6 Parodi, 5 Starovic, 4 Zaytsev, 3 Travica, 2 Stankovic, 1 Podrascanin. MACERATA Sesto sigillo consecutivo della Lube che travolge Perugia con una battuta efficacissima. Davanti agli occhi dei tecnici azzurri Brogioni e Giani, si esaltano Travica, Parodi e Zaytsev, ma è Starovic a fare la differenza al servizio con 6 ace. «L’alternanza della battuta di Starovic e Stankovic — ha detto il tecnico Giuliani — è stata la chiave del nostro successo. Abbiamo scavato vantaggi incolmabili grazie al servizio. Cerco di gestire al meglio questo gruppo menomato e aver vinto rapidamente ci fa risparmiare tante energie». La Sir Safety ha tenuto botta solo nella parte iniziale del primo set. «Non siamo riusciti a tenere la battuta di Starovic — ha sottolineato l’applaudito ex Kovac — e pur con le assenze Macerata ha tante risorse nella rosa, tutte di primo livello». Mauro Giustozzi

Risultati LATINA-TRENTO

(sabato) 0-3

MACERATA-PERUGIA

3-0

CUNEO-PIACENZA

3-0

CASTELLANA-VIBO

3-0

SAN GIUSTINO-VERONA

3-0

MODENA-RAVENNA

1-3

Classifica SQUADRE

PT

G

V

P

SV SP

MACERATA

18

6

6

0 18 2

TRENTO

12

5

4

1

CUNEO

12

6

4

2 12 8

VIBO

11

6

4

2 13 9

LATINA

10

6

4

2 13 10

PIACENZA

10

6

3

3

11 11

PERUGIA

7

6

3

3

9 14

VERONA

7

6

2

4

9 14

MODENA

6

5

2

3

8 10

SAN GIUSTINO

5

6

1

5

9 15

CASTELLANA

4

6

1

5

8 15

RAVENNA

3

6

1

5

4 16

13 3

Prossimo turno Domenica 18/11 TRENTO-MACERATA VERONA-CUNEO (sabato 17) PIACENZA-CASTELLANA PERUGIA-MODENA RAVENNA-LATINA VIBO-SAN GIUSTINO

CASTELLANA (Ba) Gulinelli ritrova Yosifov, scopre il talento di Alex Ferreira, che alla sua prima da titolare assicura punti e difesa, e trascinata da un Sabbi incontenibile a muro e in attacco conquista la prima vittoria superando Vibo in un derby del Sud a senso unico. L’unico a tenere Vibo in partita è Klapwijk che firma il 21-22, ma nulla può a muro sull’attacco del 26-24 di Casòli. Nel 2˚ alla Bcc basta approfittare della prova negativa degli ospiti, in tutti i fondamentali, e con la diagonale Falaschi-Sabbi spegne le illusioni. «E’ la vittoria di una squadra che voleva riscattarsi - dice Gulinelli - e ha trovato continuità. Ferreira? Ci ha fatto vedere solo l’aperitivo, ha grandi potenzialità». «Non è un problema di vertigini - dichiara Blengini - la gara ci ha visti contratti anche per merito di un Castellana». Antonio Galizia

SAN GIUSTINO VERONA (25-20, 25-15, 25-19)

MARMI LANZA VERONA: De Marchi 10, Rak 5, Gavotto 13, Ter Horst 4, Gotsev 5, Meoni 2; Pesaresi (L), Peacock, Fedrizzi 2, Kosmina 2, Bolla 2. N.e. Zingel, Centomo (L). All. Bagnoli. ARBITRI: Satanassi e Balboni. NOTE Spettatori 1080, incasso 3600 e. Durata set 26’, 26’, 26’; tot. 78’. Altotevere: b.s. 5, v. 4, m. 11, s.l. 2, e. 14. Marmi Lanza: b.s. 14, v. 2, m. 11, s.l. 1, e. 29. Trofeo Gazzetta: 6 Cebulj, 5 De Togni, 4 Cesarini, 3 Mattioli, 2 Rak, 1 Mc Kibbin. SAN GIUSTINO (Pg) E’ arrivato il primo sorriso in campionato per gli umbri, davanti a una Marmi Lanza irriconoscibile e mai in partita. A trascinare l’Altotevere ci ha pensato Cebulj, devastante sia in attacco e anche a muro (4 vincenti), sostenuto dall’ottimo De Togni (78% in attacco). Nei primi due set (con Mattioli titolare e Van Den Dries in panchina) si è giocato su ritmi troppo alti per gli scaligeri, che solo nel terzo set hanno avuto la forza, grazie a Rak (4 muri) e solo a tratti De Marchi e Gavotto, di portarsi avanti (14-13), ma non riuscendo a trovare la continuità, tanto che l’ultima parte di gara ha permesso a San Giustino di far gioire il pubblico del PalaKemon tutto in piedi. Antonello Menconi

CLASSIFICA

Conegliano fa la festa a Villa, Piacenza in vetta

Crema sorride Bologna 4˚ ko

0 3

PIACENZA CHIERI

3 0

GIAVENO MODENA

0 3

CREMA BOLOGNA

3 1

(20-25, 21-25, 23-25)

(25-21, 25-15, 25-15)

(15-25, 22-25, 17-25)

(22-25, 25-15, 25-19, 25-20)

ASYSTEL MC CARNAGHI VILLA CORTESE: Mojica 2, C. Bosetti 14, Garzaro 2, Barun 10, Viganò 10, Veljkovic 5; Parrocchiale (L), Folie, Klineman 6, Rondon, Malagurski. N.e. Nomikou. All. Caprara.

REBECCHI NORDMECCANICA PIACENZA: Bosetti L.19, Leggeri 8, Turlea 16, Secolo 9, Nicolini 8, Radenkovic; Sansonna (L). N.e. Frigo, Gennari, Meijners, Ferretti e Zilio. All. Mazzanti.

BANCA REALE YOYOGURT GIAVENO: Grothues 8, Dall’Ora 8, Engle, Murrey 5, Kauffeldt 5, Pincerato 3; Molinengo (L), Togut 13, Donà, J. Napolitano, Luciani, Demichelis. All. B. Napolitano.

ICOS CREMA: Dalia 5, Lehtonen 13, Paolini 5, Matuszkova 20, Saccomani 11, Nucu 14; Paris (L) 1, Marc, Portalupi, Zuleta. N.e. Okaka, Nicolini. All. Barbieri.

IMOCO CONEGLIANO: Camera 2, Barcellini 13, Calloni 12, Nikolova 13, Fiorin 10, Efimienko 7; Rossetto (L), Daminato , Zanotto 1, Agostinetto. N.e. Maruotti, Crozzolin. All. Gaspari.

DUCK FARM CHIERI TORINO: Vindevoghel 4, Fernandez 9, Ravetta 5, Piccinini 8, Guiggi 8, Bechis; Sirressi (L), Borgogno, Sorokaite 6, Zauri, Potokar. N.e. Vietti e Fabris. All. Salvagni.

ASSICURATRICE MILANESE MODENA: Paggi 9, Glass 3, Rinieri 13, Barazza 8, Aguero 15, Horvath 11; Croce (L), Valeriano, Brussa, Spasojevic, Scarabelli, Mari. All. Cuello.

IDEA BOLOGNA: Petrucci 3, Cvetanovic 13, Milos 8, Ginanneschi 4, Arimattei 10, Stufi 11; Minervini (L), Severi (L), Lavorenti 1, Vece 1, Korukovets 2, Lapi. N.e. Alfonsi. All. Simone.

ARBITRI: Braico e Venturi.

ARBITRI: Longo e Frapiccini.

ARBITRI: Cappello e Gini.

ARBITRI: Zanussi e Florian.

NOTE Spettatori 1210. Incasso 6.800. Durata set: 24’, 29’, 33’; tot. 86’. Villa Cortese: b. s. 6, v. 1, m. 11, 2a l. 3, e. 18. Conegliano: b. s. 5, v. 4, muri 11, 2a l. 7, e. 15. Trofeo Gazzetta: 6 Barcellini, 5 Nikolova, 4 Calloni, 3 Camera, 2 C. Bosetti, 1 Rossetto.

NOTE Spettatori 3100, incasso 7300. Durata set: 27’, 22’, 23’; tot. 72’. Rebecchi: b.s. 6, v. 2, m. 11, s.l. 6, e. 11. Duck Farm: b.s. 6, v. 1, m. 4, s.l. 3, e. 14. Trofeo Gazzetta: 6 L. Bosetti, 5 Turlea, 4 Sansonna, 3 Sirressi, 2 Leggeri, 1 Guiggi.

NOTE Spettatori 600. D.s.: 21’, 28’, 23’; tot. 72’. Giaveno: b.s. 8, v. 0, m. 4, e. 12; Modena: b.s. 5, v. 5, m. 7, e. 3. Trofeo Gazzetta: 6 Aguero, 5 Togut, 4 Rinieri, 3 Horvath, 2 Grothues, 1 Barazza.

NOTE Durata set: 27’, 24’, 25’, 28’; totale 104. Icos b.s. 9, v. 7, m. 11, 2ª l. 3, e. 19. Idea Volley: b.s. 11, v. 6, m. 12, 2ª l. 5, e. 21. Trofeo Gazzetta: 6 Matuszkova, 5 Nucu, 4 Stufi, 3 Saccomani, 2 Paris, 1 Arimattei.

CASTELLANZA (Va) (m.l.) Perde match e primo posto Villa Cortese. Spinta da Calloni con Barcellini e Nikolova, Conegliano vola. Cate Bosetti nel 3o set (sul 7-9) cade e sbatte una spalla contro le pubblicità a bordo campo. E’ uscita, non dovrebbe essere nulla di grave.

PIACENZA (m.mar) C’è un solo momento in cui la sfida fra Piacenza e Chieri è in equilibrio: qualche scambio nel finale di primo set. Poi è un monologo emiliano, con una super Lucia Bosetti e un muro a fare la differenza: 11 punti contro i 4 delle ospiti.

GIAVENO (To) (f.t.) Troppo evidente la differenza di valori in campo a Giaveno dove Modena passa agevolmente. Le emiliane partono sparate, impongono la propria legge nel primo set e reggono anche quando Giaveno, nel secondo, cerca di riaprire la partita. Tutto inutile, Modena chiude 3-0 in poco più di un’ora.

CREMA (s.a.) Al termine di una gara dominata dalla tensione l’Icos riesce a imporsi su Bologna in rimonta. Primo set deciso dai colpi di Arimattei. Nel secondo è Matuszkova che rompe l’equilibrio in battuta e cancella le certezze dell’Idea, le emiliane non si riprendono più e lasciano via libera al Crema.

3 0

ALTOTEVERE SAN GIUSTINO: De Togni 9, Cebulj 22, Mattioli 6, Bohme 5, Mc Kibbin 1, Fiore 4; Cesarini (L), Van Den Dries, Torre 1. N.e. Guttmann, Coali, Gradi, Lo Bianco. All. Fenoglio.

A-1 DONNE: LA QUARTA GIORNATA

VILLA CORTESE CONEGLIANO

3 0

Quarta giornata: Kgs Pesaro Unendo Busto 3 0 (sab.; Asystel Mc Carnaghi Villa Cortese Imoco Conegliano 0 3; Foppapedretti Bergamo Chateau d’Ax Urbino 3 2 (sab.; Rebecchi Piacenza Duck Farm Torino 3 0; Banca Reale Giaveno Ass. Milanese Modena 0 3; Icos Crema Idea Bologna 3 1. Classifica: Piacenza 10; Conegliano 9; Villa 8; Bergamo, Modena, Busto 7; Crema 6; Pesaro, Torino 5; Urbino 4; Giaveno 3; Bologna 1. Prossimo turno (domenica): Urbino Busto; Villa Pesaro; Modena Piacenza (sabato 17); Bologna Bergamo; Torino Crema; Conegliano Giaveno.


LUNEDÌ 12 NOVEMBRE 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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SCI COPPA DEL MONDO PIERANGELO MOLINARO

Poteva andare meglio. Ma se il primo slalom della stagione nella nebbia di Levi ci lascia la bocca amara nonostante un quarto, un quinto e un tredicesimo posto significa davvero che l’Italia dello slalom è uno squadrone. Vince lo svedese Andre Myhrer (terzo successo di fila dopo Kranjska Gora e Schladming della scorsa stagione), il detentore della coppetta di specialità, davanti ad un sempre presente Hirscher e all’acrobata Byggmark. Moelgg, dopo il secondo posto nel gigante di Sölden, fornisce un’altra prova del completo recupero piazzandosi quarto a 12/100 di secondo dal podio. Alle sue spalle Patrick Thaler, quindi 13o Giuliano Razzoli, ancora lontano dal suo vero potenziale. Facile Uno slalom strano, su una pista troppo facile, con una neve «appenninica» dopo una sciroccata che ha portato anche pioggia sulla pista finlandese. Bisognava approfittare soprattutto della prima manche, quando il manto era un poco più compatto, ma non tutti hanno capito che su questa pendenza dolce nel crepuscolo polare bisognava attaccare sin dal primo metro. Quello che non hanno fatto Stefano Gross e Cristian Deville. Ambedue hanno dato l’impressione di faticare a trovare il ritmo su un tracciato che non permetteva grandi velocità. Alla fine della prima tornata con Myhrer già davanti a Hirscher e Byggmark, l’impresa la compivano Moelgg, quarto nonostante fosse al via con il 24 e il russo Khoroshilov, quinto e

al cancelletto con il 45. Ottavo Deville davanti a un Kostelic non ancora esplosivo e decimo Thaler che a 34 anni pare vivere una seconda giovinezza: veloce e aggressivo, ha sciato con una fluidità impressionante. Solo 19o invece Gross, troppo rispettoso dei pali e 29o Razzoli, un Razzoli che ha dato l’impressione di non fidarsi dei suoi materiali. Da due stagioni litiga con gli scarponi, ma su questa neve scivolosa non ha mai dato l’impressione in curva di appoggiarsi sino in fondo allo sci esterno per sfruttare tutta la sua potenza.

Un’Italia spuntata Tris di Myhrer Ma il recupero di Moelgg è vero

Riscatto Razzoli si è parzialmen-

te riscattato nella seconda discesa con il quinto tempo di manche grazie anche alla pista pulita e ha recuperato ben 16 posizioni, ma meglio di lui ha fatto l’austriaco Herbst che ne ha recuperate ben 24 (dal 30˚ al 6˚ posto). Gross non ingranava neppure in questa prova e Deville, andato in torsione subito in partenza per un bastoncino bloccato, ha inforcato dopo poche porte nel tentativo disperato di recuperare. Grandiosa ancora la prova di Thaler, ma davvero ottimo si è dimostrato Moelgg che sulla pista ormai rovinata si è buttato fra le porte con la serenità di chi ha il massimo della fiducia nei suoi mezzi. Rispetto alla scorsa stagione la sua sciata è decisamente più stabile e sicura, finalmente dopo tre stagioni difficili Manfred è tornato a sfruttare la sua straordinaria agilità e la grande indipendenza di gambe. «Ho perso il podio per 12/100 — dice — ma questo piazzamento vale più del 2˚ posto di Sölden, voglio il primo gruppo»

Nello slalom di Levi deludono Gross e Deville Manfred è quarto davanti al rinato Thaler

La prossima Non basta comun-

que questa prima prova disputata su un pista poco selettiva per delineare la scala dei valori nello slalom. Nessuno poi sembra al massimo della condizione, solo Myhrer e Hirscher danno l’impressione di essere ripartiti dall’esatto punto dove hanno chiuso la scorsa stagione. Kostelic, dopo l’ennesimo intervento al ginocchio, pare ancora lontano dalla condizione, ma soprattutto si aspettano Deville e Gross. Sarà il prossimo slalom, sulla vertiginosa picchiata della Face de Bellevarde di Val d’Isere a dire quale sarà la gerarchia delle porte strette. L’unica cosa sicura per ora è che sarà una lotta appassionante.

«Ho perso il podio per 12/100, ma questo 4˚ posto vale più del 2˚ in gigante a Sölden»

MANFRED MOELGG 30 anni

Lo svedese Andre Myhrer, 29 anni, 5 slalom vinti in Coppa, tra cui gli ultimi tre: Kranjska Gora, Schladming (ultima stagione) e Levi AP

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l’addio

Palander saluta Kalle Palander, 35 anni, apripista nella 2a manche, ha dato l’addio alla Coppa del Mondo dopo le ultime stagioni mancate per infortunio.

la guida Razzoli solo 13˚ Hirscher in testa alla Coppa SLALOM MASCHILE (Levi): 1. Myhrer (Sve) 1’49"55; 2. Hirscher (Aut) a 6/100; 3. Byggmark (Sve) 61/100; 4. MOELGG 73/100; 5. THALER 95/100; 6. Herbst (Aut) 1"04; 8. Kostelic (Cro) 1"36; 9. Hargin (Sve) 1"50; 10. Schmid (Ger) 1"51; 11. Kristoffersen (Nor) 1"55; 12. Pranger (Aut) 1"60; 13. RAZZOLI e Ligety (Usa) 1"65; 15. Brandenburg (Usa) 1"77; 16. Dopfer (Ger) 1"82; 17. Vogel (Svi) 1"96; 18. Khoroshilov (Rus) 1"97; 19. Bvalencic (Slo) 2"00; 20. Raich (Aut) 2"04; 21. GROSS 2"14; 22. Thoule (Fra) 2"15; 23. Pinturault (Fra) 2"32; 24. Palomieni (Fin) 2"34; 25. Kryzl (Cec) 2"35; 26. Ryding (Gb) 2"51; 27. Yuasa (Giap) 6"97. Non qual. II m.: Tonetti. Rit. I m.: Nani. Rit. II m.: Deville. Coppa del Mondo (2 pr.): 1. Hirscher (Aut) p. 140; 2. MOELGG 130; 3. Ligety (Usa) 120. Coppa slalom (1 pr.): 1. Myhrer (Sve) 100; 2. Hirscher (Aut) 80; 3. Byggmark (Sve) 60; 4. MOELGG 50.

Adesso l’America La Coppa del Mondo ora si trasferisce in America dove già si stanno allenando tutti i velocisti. Il circuito iridato tornerà in Europa nel secondo weekend di dicembre con le donne impegnate nelle prove veloci a St. Moritz e gli uomini con le gare tecniche a Val d’Isere. Programma 24/11 gigante donne ad Aspen (Usa) e discesa maschile a Lake Louise (Can). 25/11 slalom donne ad Aspen (Usa) e superG maschile a Lake Louise. 30/11 discesa maschile a Beaver Creek (Usa) e discesa donne a Lake Louise (Can). 1/12 superG maschile a Beaver Creek e discesa donne a Lake Louise.

IPPICA DOPO IL MANGELLI DI QUID PRO QUO STESSA MUSICA NEL NAZIONI

Troppo forte Noras Bean San Siro feudo svedese ENRICO LANDONI MILANO

«Gli svedesi mirano ad inserirsi nei quadri europei con autorità. Fra i razzatori la palma è spettata ancora a Bulwark. Nel settore guidatori, da segnalare il predominio dei fratelli Nordin: Günnar, Sören e Gösta». Così scriveva Il Trotto Italiano nell'edizione del 13 febbraio 1951, dimostrando di aver capito tutto con netto anticipo. Poco più di un anno dopo, proprio una splendida figlia del grande stallone scandinavo, Frances Bulwark, guidata dal mitico Sören Nordin, papà di quello Jan che è stato per lungo tempo supervisore della cavalleria dei Biasuzzi, avrebbe vinto infatti la prima edizione del GP delle Nazioni. Da allora, in questa classicissima sono stati molti i trionfatori svedesi. Tra questi, Victory Tilly, Peace

Corps, Meadow Road e l'indimenticabile Meadow Prophet morto in un rogo divampato all'interno del van, nella notte di Santo Stefano del 1993, di ritorno da Roma dove aveva appena vinto il Turilli. Stavolta Noras Sessant'anni do-

po il primissimo successo, ieri è stato ancora uno svedese, Noras Bean, di sette anni come Frances Bulwark, a trionfa-

Lo svedese Noras Bean (Soderkvist) piega in 1.12.1 il nostro Leben Rl DE NARDIN

re nella sessantunesima edizione del Nazioni. La superiorità mostrata in corsa è stata impressionante, specie dopo 1200 metri, quando il suo interprete in pista, il 37enne Stefan Soderkvist, ha spostato in terza ruota, dall'ultimo posto, facendo ingoiare fango agli inseguitori e lasciando a Santino Mollo e Alessandro Gocciadoro, alla guida di Leben Rl e dell'inossidabile Linda di Casei, la soddisfazione della seconda e della terza moneta. Il campione svedese, reduce da un convincente successo in Danimarca, è dunque riuscito a confermare tutto il proprio valore e a difendere soprattutto l'ottima reputazione, che si era costruito proprio in Italia, vincendo nel 2009 il Continentale e classificandosi al terzo posto, nell'ultima edizione del Nazioni.

4 World Cup a Verona

QUINTÉ A TREVISO

Oggi al Sant’Artemio (inizio convegno alle 14.55) scegliamo Lindbergh Bi (12), Narina Jet (15), Lubirino Zn (3), Marciano (5), No Man’s Land (9) e Mozart Ban (16). SI CORRE ANCHE Trotto: Roma (14.40) e Palermo (15.15). Galoppo: Albenga (15.45).

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S

7ª CORSA - GP DELLE NAZIONI - e 128.800, m 2100: 1 Noras Bean (S. Soderkvist) 1.12.1; 2 Leben Rl; 3 Linda di Casei; 4 Newyork Newyork; Tot.: 2,27; 1,78, 3,24, 4,03 (27,06). Trio: 123,42. 8ª CORSA - COPPA DI MILANO - e 23.000, M 1600: 1 Owen’s Club (P. Gubellini) 1.11.6; 2 Lover Power; 3 Look Mp; 4 Indy Kronos; Tot.: 1,34; 1,13, 1,30, 1,64 (1,80) Trio: 13,87.

PARITÀ A ROMA Parità fra Blu Constellation (D. Vargiu) e Rosendhal (S. Sulas) nel Premio Aloisi (gr. 3, m 1200).

Moneta sfiora il colpo CATERINA VAGNOZZI

Sergio Alvarez Moya, conferma il suo ruolo di leader della classifica della Rolex Fei World Cup con la vittoria del Gran Premio in sella al giovane Zipper (8 anni). Il cavaliere spagnolo ha già raggiunto un numero di punti sufficiente per guadagnare l’accesso alla finale 2012. In una prova con binomi eccezionali, un cavaliere italiano ha finalmente condiviso la scena con i mostri sacri. Luca Moneta, in sella a Neptune Brecourt, è stato autore di un veloce doppio netto e ha ottenuto la piazza d’onore davanti all’amazzone svedese Malin Bayard (H&M Tornesch). Aveva trovato accesso al barrage anche Lucia Vizzini (Qunta Roo) che ha però chiuso con 3 errori. Il cavaliere lombardo, nato a Milano nel 1967 e ultimo tra 12 fratelli, chiude in bellezza un concor-

Luca Moneta, 45 anni GRASSO

so che lo ho ha proiettato nelle alte sfere della specialità. «Sono emozionatissimo perché al di la della classifica, questo risultato mi ripaga di un grande lavoro dedicato ad un cavallo che tutti consideravano irrecuperabile. Da sempre nella mia attività di cavaliere utilizzo soggetti difficili che per altri è impossibile montare. La mia attenzione all’aspetto etologico nella preparazione dei cavalli è la dimostrazione di quanto sia importante trovare il giusto metodo di comunicazione per arrivare al risultato». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LUNEDÌ 12 NOVEMBRE 2012


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GOLF A SINGAPORE

il Film Manny da record Un successo per ogni stagione da professionista SINGAPORE 2012 Il primo successo allo spareggio Il primo playoff e contro il numero 10 del mondo. Il trionfo di Matteo Manassero allo spareggio con Oosthuizen è la conferma di quanto il ragazzo sia cresciuto AP

KUALA LUMPUR 2011 Il regalo per i 18 anni Matteo conquista il secondo titolo European nell’Open di Malesia, il 17 aprile 2011: due giorni prima della maggiore età AP Matteo Manassero, 19 anni, quest’anno 24 tornei giocati. Ha chiuso 3˚ all’Open d’Italia. SCACCINI

VITTORIA! Manassero show E’ il terzo sigillo «Sono rinato»

Nervi e talento, Oosthuizen battuto al playoff «Ho lavorato un anno per una giornata così»

4

I NUMERI

1

Matteo Manassero è il primo teenager ad aver conquistato tre titoli del Tour Europeo

13

La posizione di Matteo Manassero nella Race to Dubai grazie al successo di ieri

3

I milioni guadagnati da Manassero nella sua carriera sul Tour

3

Le stagioni consecutive in cui ha conquistato una vittoria sullo European Tour

FEDERICA COCCHI

A volte può sfuggire la sottile differenza tra un campione e un fuoriclasse. Il talento straordinario accomuna le due categorie, ma nel primo caso oltre al dono naturale c’è anche lo stile, l’educazione, il cervello. Esempio pratico: Matteo Manassero è un campione. Non è una lezione di italiano, ma una fondamentale premessa per spiegare la vittoria del veronese nel Singapore Open. Una maratona di nove ore sul campo, 36 buche, e un successo al playoff, il primo in carriera, contro il numero 10 del mondo. Tutto questo a 19 anni. Ecco, se oltre al talento innato Manassero non avesse anche cervello e nervi d’acciao a sollevare il trofeo sarebbe stato il sudafricano campione all’Open Championship nel 2010. E invece Matteo ha portato a casa il terzo successo in tre anni da pro’, unico giocatore sotto i 20 anni a riuscire nell’impresa. Trionfare con un eagle alla terza buca di spareggio. Talento, tecnica, concentrazione, fortuna?

«Un po’ di tutto, forse. Questo è il giorno che aspettavo da tanto e che ho desiderato più di qualunque cosa. Molto più di una vittoria, perché ha dato la svolta a una stagione intera». Un anno fa presentava il suo sodalizio con il Royal park I Ro-

veri e diceva ed era in crisi di risultati. Cos’è cambiato?

rischi».

«Sapevo di essere preparato, sapevo che il gioco era buono, a volte la frustrazione ti induce a perdere un po’ di fiducia ma quando finalmente arriva la vittoria, allora tutto cambia e capisci che allora eri nella giusta direzione».

E poi il playoff capolavoro. «Quando sono partito non ero per niente agitato. Ho vinto il sorteggio e ho voluto partire subito, ero onorato di potermi giocare il titolo con un grande come Oosthuizen».

E’ stata una settimana difficile per le condizioni meteo che hanno costretto a diverse interruzioni.

«Giocare a singhiozzo non è facile. Per tre mattine sveglia alle cinque, poi 36 buche in una sola giornata compreso il playoff sono state una botta. Ma a pensarci ora, guardando il trofeo, la stanchezza passa tutta d’un colpo. Sono rinato».

TwitTwit TUTTI PER MATTEO

FRANCESCO MOLINARI Vincitore in Spagna nel 2012

E’ poco credibile, in una frase avrà sbadigliato almeno tre volte.

A guardare il playoff di @ManasseroMatteo sono più nervoso che se giocassi io! #forzamanny

«La tensione che si scioglie...»

@F Molinari

L’obiettivo di fine stagione era entrare nei primi 30 della race To Dubai. Obiettivo raggiunto.

EDOARDO MOLINARI

«E superato, perché sono 13˚. Entro fine stagione spero anche di rientrare tra i primi 50 al mondo. Ho ancora due tornei a disposizione».

50˚ a Singapore

E ancora una volta grandissimo @ManasseroMatteo...playo ff da campione vero! #nonglipiacevincerefacile @DodoMolinari

Ci racconti la giornata perfetta. La sua giornata perfetta.

LORENZO GAGLI

«I quattro birdie consecutivi della mattina mi hanno messo in gioco. Giri come questo sono rari e danno una grande sicurezza. Senti che sbagli poco, hai più coraggio e prendi più

@ManasseroMatteo grazie per la fantastica serata. Ma ora forza viola! #campionevero

Azzurro di golf

@Lorenzo Gagli

La seconda buca quasi persa, poi l’errore sul putt di Oosthuizen ha rimesso in gioco tutto. In quel momento cos’ha pensato?

VALENCIA 2010 La rivelazione di un fenomeno A 17 anni e 188 giorni conquista al Castello Masters il primo successo da pro’ stabilendo il record di precocità SCACCINI

4 Binaghi: IL TECNICO

MOLINARI CHIUDE 5˚

Barclays Singapore Open sul percorso Serapong (par 71) del Sentosa Gc. 1. -13 MANASSERO (271, 70 68 64 69, 770.000 e) alla 3ª buca di spareggio. 2. -13 Oosthuizen (Saf, 271, 70 69 65 67, 513.479e); 3. -10 McIlroy (N.Irl, 274, 70 70 69 65, 289.297 e); 4. -9 Bjorn (Dan, 275, 66 67 74 68, 231.068 e); 5. -8 F. MOLINARI (276, 69 67 72 68, 178.847 e). Scott (Aus, 71 66 69 70); 7. -7 Hansen (Dan, 277, 69 69 71 68). Chapchai (Tha, 65 73 70 69) . Wood (Ing, 70 65 70 72); 10. -6 Van Zyl (Saf, 278, 68 71 70 69); Yang (S.Cor, 68 73 68 69), Casey (Ing, 68 73 67 70). Da Silva (Bra, 72 70 66 70) 50. +3 E. MOLINARI (70 72 73 72)

«Mi sono sentito fortunato di avere un’altra chance». Quando ha sparato quel drive a 270 metri alla terza sembrava voler dire «questa è la mia grande occasione».

«Tutti i cambiamenti tecnici che ho fatto in questi mesi si sono concretizzati in quella buca. Alberto (Binaghi, il coach, ndr) sapeva che ero pronto ma alla fine in campo vado io e il nervosismo può giocare brutti scherzi. Stavolta ho fatto tutto quello per cui mi sono preparato, motivo in più per gioire». A seguirla nello spareggio c’erano Francesco Molinari e Lorenzo Gagli, tesissimi.

«Sì erano a pezzi alla fine. Chicco mi ha fatto i complimenti via Twitter, mentre con Gagli ho festeggiato a cena. In certi casi siamo una famiglia itinerante e ci supportiamo gli uni con gli altri». E adesso?

«Adesso si riparte, un aereo per Hong Kong, un campo che mi piace, molto tattico e non troppo lungo. Nel 2010 sono arrivato secondo. E poi subito Dubai, per il gran finale». Allacciate le cinture.

«Sapevo che il momento era vicino»

Alberto Binaghi, 47 anni SCACCINI

(f.co.) Il tecnico che l’ha cresciuto e che lo segue, Alberto Binaghi, ne era sicuro: «Sapevo che il momento sarebbe arrivato presto, non avevo mai visto Matteo così pronto deciso e concentrato». Il coach azzurro ha passato con Manassero la settimana prima dell’Open di Singapore preparandosi ad Abu Dhabi: «Sono stati giorni perfetti, ci siamo allenati, ma anche rilassati, abbiamo fatto tutti i giorni palestra, e visto il Gran Premio». La ricetta Il segreto di questo

successo? «Abbiamo lavorato in campo, sul ritmo di gara, perché impari a fare il suo gioco che è sufficiente a vincere e non cerchi di correre dietro agli altri. Matteo non sarà mai lungo come McIlroy, ha altre doti come la consistenza e il carattere e in una maratona estenuante come quella che ha affrontato in questi giorni sono state decisive». E poco prima dell’inizio della gara, Binaghi gli ha scritto un messaggio «premonitore»: «La ragnatela è pronta, ora deve solo entrarci qualcuno». E’ toccato a Oosthuizen.

IL N.1 FIG CHIMENTI Louis Oosthuizen, 30 anni EPA

«E’ un vero genio che può vincere pure l’Olimpiade» Il successo di Matteo Manassero nel Singapore Open è la conferma che il movimento azzurro è in costante crescita. Entusiasta il presidente federale Franco Chimenti: «Considero Manassero un genio, di quelli che nascono una volta ogni duecento anni — ha detto Chimenti dopo la gara —, e non credo che a questa età ci sia qualcuno che possa vantare vittorie così importanti come lui. La soddisfazione è massima, non solo per il golf nazionale, bensì per tutto lo sport italiano che ha un autentico fenomeno capace, a mio avviso, di raggiungere qualsiasi risultato compreso il titolo olimpico. Manassero, è un patrimonio di tutti che va preservato e amato da chiunque segua lo sport in generale».


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 12 NOVEMBRE 2012


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TUTTENOTIZIE & RISULTATI Nuoto CONCLUSA LA COPPA DEL MONDO

Rugby OGGI SBARCANO A ROMA

Hosszu, 39 vittorie per 100.000 dollari!

Blacks senza patemi Sette mete alla Scozia

La ventitreenne polivalente Katinka Hosszu, ungherese che studia e nuota negli Usa, manca solo la cifra tonda di 40 vittorie fermandosi a 39, ma centra la cifra tonda di 100.000 dollari, destinati dalla Fina al vincitore (l’australiano Kenneth To) e alla vincitrice (lei) della classifica a punti di Coppa del Mondo in vasca corta dopo 8 tappe. La magiara ha preceduto di 60 punti la connazionale Jakabos e la tedesca Steffen. Bovell perde ancora da Ervin nei 50 sl ma è secondo a punti dietro To.

(ro.pa.) Spietati All Blacks. A Edimburgo, con Carter e McCaw in campo ma anche dieci facce nuove rispetto al pareggio di due settimane fa contro l’Australia, la Nuova Zelanda concede qualche sbavatura nei primi minuti: Carter sbaglia un calcio, poi si fa intercettare un passaggio per la meta della super-ala di Edimburgo Tim Visser, ma basta un tempo per togliere ogni illusione alla Scozia, punendone tutti gli errori. Finisce 22-51, con sette mete per la Nuova Zelanda (sei dai trequarti) e tre per la Scozia, con doppietta di Visser.

Risultati. Singapore (25 m). Uomini, 50 sl Ervin (Usa) 20"99, Bovell (Tri) 21"30; 200 sl McEvoy (Aus) 1’43"40, Townsend (Saf) 1’43"50; 1500 sl Horton (Aus) 14’54"25, Randall (Saf) 14’55"80; 50 do Donets (Rus) 23"22, Delaney (Aus) 23"51; 200 do Shirai (Gia) 1’50"70, Delaney 1’51"52; 100 ra Sprenger (Aus) 57"46; 100 fa Zhang Qibin (Cina) 50"58, To (Aus) 50"76, Kameda (Gia) 50"85; 200 mx Townsend (Saf) 1’54"16, Shirai (Gia) 1’54"95. Donne, 100 sl Steffen (Ger) 52"38, Bainbridge (Aus) 53"26; 400 sl Bainbridge (Aus) 4’04"01, Ingram (N.Zel) 4’04"14; 100 do Goh (Aus) 57"34, Loh (Aus) 57"75; 50 ra Hardy (Usa) 29"96; 200 ra Kaneto (Gia) 2’20"18; 50 fa Ottesen (Dan) 25"42; 200 fa Hosszu (Ung) 2’05"85; 100 mx Jakabos (Ung) 59"73, Kotuku (Aus) 59"74, Hosszu (Ung) 59"97; 400 mx Hosszu (Ung) 4’27"96, Jakabos (Ung) 4’28"31. Classifiche finali. Uomini: 1. To (Aus) 195; 2. Bovell (Tri) 157; 3. Donets (Rus) 131. Donne: 1. Hosszu (Ung) 186; 2. Jakabos (Ung) 129; 3. Steffen (Ger) 97. SCOZZOLI BOLZANINO (al.f.) Fabio Scozzoli, a 2 settimane dagli Europei di Chartres, vince anche i 100 rana a Bolzano in 59"40 davanti al russo Lathtyukov e a Terrin. Risultati (25 m).

Boxe 1 / WLADIMIR CONTRO WACH

Katinka Hosszu (Ung), 23 anni Uomini: 50 sl Bocchia 22”04, Schneider (Usa) 22”11, Arbuzov (Rus) 22”21; 50 do Wildeboer (Spa) 23”99, Mania (Usa) 24”58, Thoman (Usa) 24”65; 100 ra Scozzoli 59”40, Lathtyukov (Rus) 1'00”03, Terrin 1'01”57; 100 fa Korotyshkin (Rus) 51”44, Verlinden (Ola) 52”53, S. Deibler (Ger) 53”06; Donne: 50 sl Kennedy (Usa) 24”78, Ferraioli 25”26, Brandt (Ger) 25”65; 50 do Toussaint (Ola) 27”83, Letrari 28”16, Gemo 28”23; 100 ra Moller Pedersen (Dan) 1'05”99, Fissneider 1'08”22, Boggiatto 1'09”57; 100 fa Di Pietro 59”50, Vandenberg (Usa) 59”80. DOTTO VIENNESE (al.f.) Azzurri a Vienna (25 m). Uomini, 50 sl Dotto 22”12, Rolla 22”16 (b. 21”99), Di Tora 22”54 (p.), Santucci 22”72; 400 sl Scherubl 3'46”45; 4. Maglia 3'48”29; 50 ra D. Gyurta (Ung) 27”04, Toniato 27”64; 200 fa Havranek (R.Cec) 1'57”20; 3. Codia 1'59”55; 100 mx Spitzer 55”17, Milli 56”05 (p.), G. Cosentino 56”99 (p.). Donne: 50 sl Di Liddo 25”78.

partita contro l’Italia, sabato alle 15 all’Olimpico di Roma, gli All Blacks sono attesi questa sera nella Capitale. Faranno base ai campi della Capitolina, con un primo allenamento domani alle 10, aperto al pubblico dalle 11, e un secondo a porte chiuse giovedì pomeriggio. Dopo la vittoria a Brescia contro Tonga (28-23), gli azzurri da oggi sono al lavoro all’Acquacetosa: prima giornata dedicata al lavoro dei reparti, con mischia e trequarti che si alterneranno tra campo e palestra. Dopo la partita di sabato non ci sono infortunati: al gruppo si è unito il centro di Treviso Andrea Pratichetti, convocato prima della partita di Brescia al posto dell’infortunato Gonzalo Canale.

Julian Savea, 22 anni: due mete AP Scozia-Nuova Zelanda 22-51 (p.t. 17-34). Marcatori: p.t. 1’ c.p. Carter (N), 12’ m. Visser tr. Laidlaw (S), 18’ m. Dagg tr. Carter, 24’ c.p. Laidlaw, 28’ c.p. Carter, 29’ m. Savea tr. Carter, 33’ m. Jane tr. Carter, 37’ m. Hore tr. Carter, 40’ m. Cross tr. Laidlaw; s.t. 10’ m. Visser, 13’ c.p. Carter, 22’ m. Savea tr. Carter, 35’ m. Smith tr. Carter. CONTEPOMI OUT Tour finito per Felipe Contepomi. Il trequarti dei Pumas, uscito nei primi minuti di Galles-Argentina 12-26, si è infortunato ai legamenti del ginocchio destro. ECCELLENZA Nella 6ª di Eccellenza, Rovigo crolla in casa contro un sorprendente Reggio Emilia. Risultati: Crociati-Prato 6-29; Rovigo-Reggio Emilia 12-16; Calvisano-Mogliano 30-8; San Donà-Viadana 12-18. Classifica: Viadana 29; Padova 27; Prato 25; Calvisano 23; Rovigo 18; Mogliano 14; Lazio 11; San Donà, Fiamme Oro 10; Reggio Emilia 4; L’Aquila 2; Crociati 1.

Hockey ghiaccio ORA INSAM?

Klitschko ok Branco II c’è ma solo ai punti Si prende la Ue

Felicita resta Novità Bianchi

L’Italia e il c.t. Ciao Cornacchia

(r.g.) Stanco ma felice, Wladimir Klitschko (Ucr, 59-3), dopo la difesa vittoriosa contro il polacco Mariusz Wach (27-1) che ha retto per 12 round, pur rischiando in diverse occasioni (7˚ e 11˚) di chiudere anzitempo. Il più giovane dei fratelli ucraini mantiene il poker iridato (Wba, Wbo, Ibf e Ibo) davanti ai 15.000 spettatori nello stadio di Amburgo, ma ammette che nessuno lo aveva impegnato come questo gigante di 202 cm e grande incassatore: «Ha assorbito colpi pesanti con disinvoltura, tentando sempre di replicare. Nella sesta ha messo a bersaglio un paio di destri precisi e questo mi ha fatto capire il suo valore». Lo sconfitto ha dato atto al campione di essergli superiore, ma ritiene che l’inesperienza abbia pesato parecchio: «Fra un anno, in rivincita, il risultato potrebbe cambiare». Per i Klitschko, nessuna intenzione di ritiro. L’emittente Rtl che pagherà 5 match 15 milioni di euro, sa che tira: il match di Amburgo ha sfiorato i 12 milioni di audience.

(al.f.) Luigi Bianchi, 50enne novarese, è il nuovo presidente della federazione italiana triathlon: con 872 voti ossia il 53,6% prende il posto di Renato Bertrandi che mantiene la carica di presidente della federazione europea (Etu). Nel segno della continuità, invece, il pentathlon moderno. Alla fine dello scrutinio è risultato vincitore, risultato che gli garantisce dunque un altro quadriennio al vertice, Lucio Felicita con il 73,76% dei voti. Lo sfidante Camillo Franchi, che aveva legato il suo nome all’organizzazione dei campionati mondiali di Roma dello scorso maggio, ha raccolto il 25,60% dei voti. Delle 138 società aventi diritto di voto hanno votato in 130. Appena eletto, Felicita, come molti sui colleghi nelle recenti consultazioni elettorali, ha pubblicizzato le sue scelte per le elezioni che verranno: «Il prossimo appuntamento sarà l'elezione del presidente del Coni: il mio voto incondizionato è per Pagnozzi».

G.Branco colpisce Bienias ROMAGNOLI

CIVITAVECCHIA (g.l.g.) Gianluca Branco ha conquistato contro il polacco Bienias la vacante cintura dell’Unione Europea dei welter. Pur lontano dal ring da un anno per infortunio in allenamento (frattura di un paio di costole), ha dimostrato di essere preparato e di avere ancora voglia di combattere e soffrire. L’avversario non era di comodo ma un pugile caparbio. Sono state 12 riprese di intensa battaglia, con il fratello Silvio, gli allenatori e Cherchi che si sgolavano a bordo ring. Gianluca ha sofferto ma è sempre stato padrone del match tranne nel 10˚, quando un diretto destro del polacco lo faceva barcollare. Ma Branco reagiva nelle ultime due riprese: ci stavano i 3-4 punti, un po’ meno i 6 di Fernandez. Risultati. Superwelter: Manco (2-0) b. Csipak (Ung, 0-4) p 6. Mediomassimi: Sinacore (2-0) b. Balatoni (7-35) kot 2’30” 2 t. Medi: Spada ( 36-4) b. Ramocsa (12-22) p 6. Welter (campionato Ue), Gianluca Branco (46-3-1) b. Krzysztof Bienias (Pol, 42-5-1) p 12. Giudici, Fernandez (Fra) 117-111, Vazquez Marcos (Spa) 116-113, Djajic (Ser) 117-113.

(pe.m.) Doppietta etiope al cross di Atapuerca (Burgos, Spa), primo Permit Iaaf della stagione, con successi dell’iridato Imane Merga e di Ayalew Hiwot, 5˚ ai Giochi di Londra nei 3000 siepi. Daniele Meucci 11˚, Nadia Ejjafini 6ª. Uomini (km 9.8): 1. Merga (Eti) 28’05"; 2. Chepkok (Ken) 28’07"; 3. E. Bet (Ken) 28’09"; 4. Medhin (Eri) 28’10"; 5. J. Kipkoech (Ken) 28’23"; 8. Lamdassem (Spa) 28’35"; 10. Higuero (Spa) 28’51"; 11. Meucci 28’54". Donne (km 7.8): 1. Hiwot (Eti) 25’01"; 2. L. Masai (Ken) 25’19"; 3. Coulson (Gb) 25’42"; 4. Britton (Irl) 25’48"; 5. Moreira (Por) 28’51"; 6. Ejjafini 25’57". CUSMA TERZA (d.m.) Al burundiano Ezekiel Nizigiyimana e alla keniana Eunice Chebet (con Elisa Cusma terza) la Asics Run di Cuneo. Uomini (km 10): 1. Nizigiyimana (Bur) 28’29"; 2. Rukundo (Rua) 28’42"; 3. Meli (Ken) 29’10"; 5. Nasef 29’20"; 6. Ricatti 29’21". Donne (km 6): 1. E. Chebet (Ken) 19’59"; 2. Fisseh (Eti) 20’27"; 3. Cusma 20’42". PISTORIUS DOTTORE (c.arr.) L’ateneo scozzese Strathclyde di Glasgow conferisce oggi a Oscar Pistorius il titolo di dottore «per aver fatto la storia competendo a Olimpiade e Paralimpiade» e per il suo impegno sociale a favore degli amputati in Africa. FREITAG ARRESTATO (si.g.) Il 30enne ex campione iridato 2003 dell’alto. il sidafricano Jacques Freitag, 2.38 di personale (2005), è stato arrestato dalla polizia per detenzione di droga: fermato dopo essere passato col rosso a Bronkhorstspruit, aveva in tasca pastiglie di metilcatinone, una sostanza sintetica vietata.

E’ morto Venini Fondò la Pro Sesto MILANO — L’atletica italiana è in lutto: è morto ieri sera, a 90 anni, Carlo Venini, figura carismatica e allenatore all’avanguardia. Nel 1957, con Luigi Messedaglia, fondò l’Atletica Pro Sesto e negli Anni Sessanta e Settanta fu un riferimento per il mezzofondo: tra i suoi allievi Francesco Bianchi e poi Antonio Ambu e Gianfranco Sommaggio.

Dopo quattro anni, l’avventura di Rick Cornacchia sulla panchina dell’Italia può considerarsi conclusa: al 62enne c.t. oriundo canadese, già in discussione dopo la retrocessione di aprile in Prima Divisione mondiale, costa caro, nonostante una rosa dimezzata, anche il flop del weekend nell’Eurochallenge di Lubiana (tre sconfitte con 5 gol fatti e 16 subiti). Al suo posto, in vista della qualificazione olimpica di febbraio, in pole position c’è Adolf Insam. Poi Stefan Mair, Brian McCutcheon o una soluzione con Fabio Polloni (attuale vice) affiancato da un assistente straniero. (m.l.) L’Italdonne non parteciperà ai Giochi di Sochi 2014: nel torneo di prequalificazioni di Valmiera (Let) le azzurre (ieri sconfitte 3-1 dalla Danimarca) hanno chiuso con un successo e due k.o. Solo la vincente parteciperà al torneo di qualificazione del 7-10 febbraio. FRANA (m.l.) A causa di una frana che ieri a Bolzano ha gravemente danneggiato l’impianto della Sill (seconda struttura cittadina), EV Bozen-Pergine di A-2 in programma al Palaonda è stato rinviata. Impossibile per la squadra locale raggiungere gli spogliatoi della Sill dov’è custodito l’equipaggiamento.

IN A-1 (m.l.) Così nel 3˚ turno di A-1: Empoli-Milano24 2-10; Vicenza-Monleale 6-6; Roma-Asiago 6-7; Cittadella-Molinese 8-4. Rip. Padova. Classifica: Milano24 9; Monleale 7; Padova* 6; Molinese*, Asiago*, Empoli, Cittadella 3; Vicenza 1; Roma 0 (*una in meno).

Judo PODI AZZURRI (e.d.d.) Vittoria di Alberto Borin a Malaga nei 100 kg all’European Cup con 250 atleti da 20 nazioni. Quattro successi per l’azzurro con ippon in finale al russo Filipp Ivanov: Lorenzo Bagnoli è 3˚ nei 90 kg; 5˚ Gesualdo Scollo (73) e settimi Giada Chioso (70) e Luca Ardizio (100).

Nuoto ORSI IN LUNGA (al.f.) Marco Orsi, alla prima gara in vasca lunga della stagione, vince i 50 sl in 23”11 a San Marino; nella doppia distanza, successo per Luca Leonardi in 49”96 davanti al velocista di Budrio che tocca in 50”40. Alice Mizzau si impone nei 50 e 100 sl in 26”98 e 56”98.

Olimpiadi Sindaco: Roma 2024 «Dobbiamo fare in modo che nel 2017 saremo pronti per riproporre la candidatura all’Olimpiade 2024 per unirla con il Giubileo 2025». Lo ha detto ieri il sindaco di Roma Gianni Alemanno al Teatro Brancaccio.

Pallavolo

SILVER E CLASSIC (mat.) Il Giappone detentore dopo Darvish non avrà Hisashi Iwakuma al World Classic. Intanto per Cuba una vittoria (1-0, hr Despaigne) e una sconfitta (1-2) a Taiwan. I Silver Slugger. American: Pierzynski (2), Fielder (3), Cano (4), M.Cabrera (5), Jeter (6); Trout, Willingham, Hamilton (e), Butler (bd). National: Posey (2), LaRoche (3), A.Hill (4), Headley (5), Desmond (6), McCutchen, Bruce, Braun (e); Strasburg (l).

A-2 MASCHILE (f.c.) Ortona (Cetrullo 23) batte Potenza Picena e aggancia al vertice Città di Castello (Van Walle 15). 7ª: Vero Monza-Tonazzo Padova 3-0 (25-19, 25-22, 25-22); Globo Sora-Sidigas Atripalda 2-3 (25-19, 25-23, 19-25, 21-25, 11-15); Aiello Corigliano-Conad Reggio Emilia 3-1 (13-25, 29-27, 25-22, 25-23); Elettrosud Brolo-Gherardi Città di Castello 2-3 (18-25, 25-21, 25-19, 21-25, 15-17); Loreto-Coserplast Matera 3-1 (25-20, 18-25, 25-20, 25-15); Sieco Ortona-B-Chem Potenza Picena 3-1 (25-22, 20-25, 25-16, 25-19). Ha rip. Molfetta. Classifica: Città di Castello, Ortona 17; Atripalda 16; Monza 13; Molfetta 12; Padova 10; Sora 9; Reggio Emilia 8; Corigliano 7; Brolo 5; Matera, Potenza Picena, Loreto 4.

MONDIALI (r.g.) A Los Angeles, il gallese Nathan Cleverly (25) si conferma titolare Wbo massimi leggeri su Shawn Hawck (Usa, 23-3-1) indiano Sioux, poco preparato, costretto a 4 kd, prima della resa all’8˚. Nei supergallo Wbc, Abner Mares (Mes, 25-0-1) respinge Anselmo Moreno (Pan, 33-2-1) ai punti. Leo Santa Cruz (Mes, 22-0-1) batte Victor Zaleta (sfi, 20-3-1) ko 9 nei gallo Ibf. A Mendoza (Arg)Juan Carlos Reveco (29-0-1) batte Julian Rivera (Mes, 13-7) e conquista il vacante mondiale Wba mosca. Nel derby di Donetsk (Ucr), Stanyslav Kashtanov (30-1) mantiene l’interim Wba supermedi per split decision contro Server Yemurlayev (22-1), verdetto fischiato.

Il c.t. Rick Cornacchia, 62 anni

Hockey in line

Baseball

Boxe

Italdonne, addio Sochi

Luigi Bianchi, 50 anni, novarese

COSSATO (To) — (e.b.) Con gli autoritari successi di Stefano La Rosa e Fatna Maraoui all’8˚cross della Volpe di Cossato (prima indicativa per gli Europei di Budapest del 9 dicembre), ha preso il via la stagione italiana tra i prati. Uomini. Sr (km 9): 1. La Rosa 28’16"; 2. Nasti 28’45"; 3. De Nard 28’50"; 4. Toninelli 28’55"; 5. Baldaccini 28’55"; 6. Carletti 28’58"; 7. Gerratana 29’03"; 8. Gariboldi 29’06"; 9. Slimani 29’17"; 10. Zanatta 29’19". Jr (km 6): 1. L. Dini 19’30"; 2. Crippa 19’51"; 3. S. Dini 19’51". Donne. Sr (km 7): 1. Maraoui 25’44"; 2. Rinicella 29’59"; 3. Pinna 26’01"; 4. S. La Barbera 26’07"; 5. Romagnolo 26’23"; 6. Roffino 26’28"; 7. Bottini 26’32"; 8. Gaggi 26’47"; 9. Bevilacqua 26’50"; 10. Del Fava 26’51". Jr (km 4): 1. Abate 15’29"; 2. Merlo 15’33"; 3. Mattioli 15’35".

Atletica LUTTO

Atapuerca: Merga ok

Pentathlon e triathlon ELEZIONI

Wladimir Klitschko con Stallone AP

Boxe 2 / WELTER: GIANLUCA IN 12

Da oggi a Roma In vista della

Atletica Il cross di Cossato a La Rosa e Maraoui

ALGERIA NELLE WSB (r.g.) Sarà la franchigia dell’Algeria a sostituire l'India nel nel Girone B delle World Series. E’ la prima volta di un’africana: domenica a Mosca contro la Russia.

Football SUPER BOWL A FERRARA Decisa la data del Super Bowl XXXIII: si giocherà a Ferrara, allo stadio Mazza, il 6 Luglio alle 20.45 con dirette Rai Sport 1 e Eurosport 1. Il Kick Off Classic, la prima di campionato, a Parma domenica 17 Marzo tra Panthers Parma e Elephants Catania

Ghiaccio PROGRAMMI KOSTNER Carolina Kostner, dopo quelle per il libero (Bolero), ufficializza anche le musiche del programma corto: saranno tratte da «A transylvanian lullaby» (da Frankenstein Junior) e da «Il trillo del diavolo». A BOLZANO Così a Bolzano nella 1ª gara nazionale di artistico. Uomini: 1. (1.2.) Giacomelli 138.73; 2. (3.1.) Zandron 135.06; 3. (5.3.) Pezzoli 129.30; 4. (2.4.) Bellomo 122.26; 5. (4.5.) Settembrini 118.85. Donne: 1. (2.1.) Russo 136.93; 2. (3.2.) Cristini 123.68; 3. (1.4.) Bressanutti 114.87; 4. (4.3.) Manni 111.63; 5. (5.5.) Lovison 103.52. VALTELLINA TROPHY A Bormio (So) al russo Sergei Prankevich e ad Arianna Fonatana il 21˚ Valtellina Trophy di short track. Uomini: 1. Prankevich (Rus) 94; 2. Beres (Ung) 65; 3. Rybakov (Rus) 52; 4. Confortola 45; 11. Compagnoni; 13. Lobello; 19. Cassinelli; 23. Dotti; 24. Viscardi; 25. Reggiani. Donne: 1. Fontana 123; 2. Heidum (Ung) 76; 3. M. Valcepina 42; 4. Peretti 29; 7. Viviani 12; 10. Maffei; 22. A. Valcepina.

A-2 DONNE (m.l.) Per Novara sono 6 vinte su 6. 6ª: Scotti Pavia-Il Bisonte San Casciano 2-3 (18-25, 25-15, 22-25, 25-23, 11-15); Crovegli-Fontanellato Terre Verdiane 3-0 (25-22, 25-17, 25-19); Sanitars Mazzano-Cedat 85 San Vito 3-0 (25-13, 25-21, 25-17); Sigel Marsala-Igor Gorgonzola Novara 0-3 (12-25, 27-29, 10-25); Siamo Energia Ornavasso-Pomì Casalmaggiore 3-2 (18-25, 25-23, 22-25, 25-22, 15-10); Systema Montichiari-Soverato 3-2 (21-25, 22-25, 25-14, 26-24, 15-6); IHF Frosinone-Puntotel Sala Consilina 3-0 (25-18, 25-22, 26-24). Classifica: Novara 17; Ornavasso 15; Casalmaggiore 13; San Casciano 12; Mazzano 11; Crovegli, Montichiari 10; Pavia 9; Frosinone 8; Soverato, Sala Consilina 7; Fontanellato 5; San Vito 2; Marsala 0.

Sport invernali BIG AIR, GRIGIS 19˚ Nel big air di Coppa del Mondo di snowboard ad Anversa (Bel), vinto dal padrone di casa Seppe Smits, buon 19˚ posto per il 18enne azzurro Marco Grigis, iridato juniores di slopestyle all’esordio nella specialità. Uomini: 1. Smits (Bel); 2. Schattschneider (Aut); 3. Burgener (Svi); 19. GRIGIS; 41. KOK; 50. GRUBER.

Tennis SEPPI SALUTA Nell’ultima partita Atp 2012, nel torneo di casa, al Challenger di Ortisei (64.000$, cemento), Seppi cede in finale a Benjamin Becker (Ger) 6-1 6-4. Nella finale di Pune (Ind, 125.000$, cem.), la 18enne Elina Svitolina (Ucr) batte 6-2 6-3 la 42enne Date (Gia).

Vela Vendee primo ritiro (r.ra.) Anche questa edizione del Vendee (giro del mondo in solitario senza tappe) si conferma durissimo. A 24 ore dalla partenza Marc Guillemot su Safran è stato costretto al ritiro per un danno alla chiglia, mentre Bernard De Broc è dovuto ritornare a Les Sables per una riparazione allo scafo dopo un incidente, lo skipper francese presto ritornerà in regata. In testa Francois Gabart primo a doppiare Capo Finisterre.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 12 NOVEMBRE 2012

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ALTRI MONDI

DI GIORGIO DELL'ARTI gda@gazzetta.it

Ma la legge elettorale potrà mai piacere a tutti? I partiti litigano sul premio di maggioranza. Con il sistema allo studio, però, la governabilità è a rischio: caccia alle alleanze La politica vive un momento di massima confusione, soprattutto perché, tolti Bersani e Grillo, stanno un po’ tutti in un range compreso tra il 5 e il 10 per cento dei consensi, col rischio cioè di non entrare affatto in Parlamento, oppure di entrarci ma risultare irrilevanti, o anche di entrarci e contare qualcosa se la legge elettorale fosse molto proporzionale. I partiti del 5-10 per cento (ci metto una lista Berlusconi e un Pdl col nome nuovo ma senza il Cav) hanno bisogno di alleanze per darsi un minimo di spessore. Fini ha provato un avance con Alfano, che ha risposto di no. Di Pietro continua a inseguire il Pd, perché restando solo il rischio di sparire di scena è concreto. La Lega segue la buffa tattica di annunciare il suo disinteresse per Roma e di puntare l’intero suo capitale sulla Lombardia, dove però i sondaggi danno al momento in testa Albertini, il quale però si guarda bene dal correre sotto le bandiere di Berlusconi.

1In definitiva, però, tutto dipende dalla legge elettorale. Vogliamo una volta per tutte definire i fondamenti dei vari sistemi, in modo da capir meglio a che tendono le attuali risse?

I sistemi elettorali appartengono a due grandi famiglie. Prima famiglia: sistemi proporzionali. Seconda famiglia: sistemi maggioritari.

2 Uno dei due deve essere migliore dell’altro.

l’8-10 per cento dei voti puoi risultare essenziale alla formazione di una maggioranza e riscuotere quote di potere enormemente superiori alla tua forza. Era il sistema del vecchio Psi che, con un seguito elettorale dell’11-12%, stava al governo e contemporaneamente in tutte le giunte italiane, con la Dc quando si trattava di fare un centrosinistra e col Pci quando bisognava varare una giunta rossa. È lo scenario che da una ventina d’anni in qua persegue Casini, un vecchio democristiano forlaniano e doroteo.

5 In che modo l’attuale scontro Pierluigi Bersani, leader del Pd e Pierferdinando Casini, segretario Udc ANSA

No, nessuno dei due è migliore dell’altro in assoluto. Ognuno dei due risponde meglio a domande diverse. Se si vuole una rappresentatività perfetta o quasi perfetta delle opinioni e delle sensibilità presenti nel Paese sarà meglio adottare il sistema proporzionale. Allo stato puro il sistema proporzionale garantisce un numero proporzionale di seggi a ciascuno. Quindi, se hai preso il 10 per cento dei voti avrai il 10 per cento dei seggi, e così via. È il sistema che abbiamo adoperato dal 1946 fino al 1993.

3 Sembrerebbe ottimo. E indiscutibile.

Sarebbe indiscutibile se scendessero in campo due soli partiti, diciamo il Partito Conservatore e il Partito Progressista. Uno prenderebbe per forza più voti dell’altro e avrebbe in Parlamento la maggioranza per governare. I guai cominciano quando al Partito Conservatore e al Partito Progressista si aggiungono il Partito Semiconservatore e il Partito Semiprogressista. E magari anche il Partito di Estrema Destra e il Partito di Estrema Sinistra. Prendono ognuno qualcosa come il

15% dei voti e per fare un governo, dopo, ci vuole un accordo per mettere insieme il 50% +1 dei seggi. Nella prima repubblica queste trattative duravano mesi, ed erano tavoli duri perché si trattava di spartirsi pezzi di potere. Quindi il guaio dei sistemi proporzionali puri è che garantiscono la rappresentatività, ma non garantiscono la governabilità.

4 Per garantire la governabilità è meglio quindi il maggioritario.

Si direbbe di sì. Nel maggioritario, i candidati si disputano ciascun seggio in un confronto diretto. Se si gioca a un turno, piglia il seggio quello che ha preso più voti. Se si gioca in due turni, i primi due vanno al ballottaggio e prevale poi quello che ha preso più voti. Questo sistema può seppellire la rappresentatività: un partito che avesse il 49% dei consensi nel paese potrebbe in teoria non avere neanche un deputato se in tutti i collegi i suoi candidati perdessero 49 a 51. I partiti, specie i partiti centristi con un seguito non eccelso (tipo l’Udc), preferiscono il proporzionale: con un pacchetto del-

sulla legge elettorale si inserisce in questa dialettica tra maggioritario e proporzionale?

Un modo per garantire la governabilità anche col proporzionale è quello di premiare chi arriva primo. Anche se non arrivi al 50 per cento, il sistema ti garantisce un numero di seggi sufficienti per governare. Il 54 o il 55 per cento. Questo trucco è già stato adottato dalla legge elettorale in vigore, il famoso «Porcellum». Come abbiamo già detto, la Corte costituzionale ha fatto capire che un regalo di seggi a chi non abbia raggiunto una soglia minima rischia di andare contro lo spirito della nostra Carta. Non si può governare il Paese col 15% dei consensi! Le forze politiche si stanno azzuffando adesso sul seguente problema: quanti voti bisogna prendere per avere diritto al premio di maggioranza? E se non si raggiunge la percentuale prevista, ci sarà comunque un premietto per il più forte? Il «Porcellum» aveva il merito di far sapere subito chi avrebbe governato. Il «Neoporcellum» verso cui navighiamo sembra reintrodurre la possibilità, dopo il voto, delle vecchie trattative estenuanti da cui può uscire qualunque governo, compreso un Monti bis. Nessuno tiene conto, a quanto pare, della forza ipotetica di Grillo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

d notizie Tascabili lafrase DEL GIORNO

Il fatto del giorno _scontro sulla riforma

Scuola: restano le 18 ore per i prof

Esodati, passo indietro Non basta la copertura Continuano le incertezze sul tema degli esodati. I relatori del ddl stabilità hanno presentato sabato un emendamento che risolverebbe il problema, salvaguardando come esodati anche i lavoratori licenziati, entro il 31 dicembre 2011. Ieri, però, la Ragioneria dello Stato ha evidenziato che la copertura prevista non è più sufficiente a causa dell’estensione della platea. Potrebbe quindi venir rivisto in modo restrittivo l’indice di rivalutazione automatica delle pensioni più alte. Buone notizie, invece, per gli insegnanti: un emendamento del governo alla legge di stabilità ripristina le 18 ore, evitando l’aumento a 24.

LEGA FUORI DA CAMERA E SENATO «Dopo la legge di stabilità e della legge elettorale, Berlusconi: tornato dal Kenya proporrò al Alfano chiude a Fini: consiglio federale che «Il Monti-bis non esiste la Lega ritiri E il Pdl cambierà nome» le proprie delegazioni da Camera e Senato. È una nuova fase che anni fa Bossi chiamò il progetto egemonico della Lega. Monti deve Silvio Berlusconi con Flavio Briatore prima di andare via, partire dall’aeroporto di Malindi, in Kenya ANSA contro di lui E’ finita la vacanza di Silvio Berlusconi in ci saranno Kenya, ospite del resort di Flavio Briatore «The azioni Lion in the Sun»: l’ex premier, un po’ concrete: sovrappeso, è tornato in Italia nella notte e oggi scioperi e lo aspettano novità sul Pdl. Intanto il segretario Alfano, ospite di «In mezz’ora» su Rai 3, proteste Angelino ha detto che già per le primarie il partito fiscali. La potrebbe cambiare nome e simbolo. Alfano ha Lombardia? poi aggiunto: «Fini di nuovo con noi? La sua Se il storia il centrodestra è chiusa. Quanto al Monti consiglio me bis, per noi non esiste, non vogliamo fare lo chiede, mi accordi con Bersani e la sinistra». candido» ROBERTO Un operaio addetto ai bagagli MARONI

SEGRETARIO DELLA LEGA

Fiumicino, schiacciato da un carrello: muore Incidente mortale ieri sera alle 19 all’aeroporto romano di Fiumicino: un addetto della società di handling Aviapartner (che si occupa di assistenza a terra), è rimasto schiacciato sotto un carrello elevatore durante le operazioni di scarico dei bagagli di un volo della Tap Air Portugal, appena giunto da Lisbona. L’uomo, un 40enne, sarebbe finito tra il carrello elevatore e il portellone posteriore del velivolo. Sono ancora tutte da chiarire le cause dell’incidente. Alla scena hanno assistito alcuni colleghi dell’uomo sentiti poi dalla Polizia giudiziaria. I passeggeri non si sono accorti di nulla.


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ALTRI MONDI

IL PIANO DI AUSTERITY

Atene, lotta ai tagli In migliaia in piazza Ancora proteste in Grecia: 15 mila manifestanti si sono riuniti ieri in piazza Syntagma, davanti al Parlamento che a tarda sera ha

Caos maltempo: frane e nubifragi Mezz’Italia è k.o.

INGENTI I DANNI AGLI EDIFICI

Sisma in Birmania Almeno 13 vittime Un sisma di magnitudo 6.8 ha colpito sabato notte la parte centrale della Birmania. Ieri c’è stata un’altra forte scossa (5.6): il

L’INCIDENTE IERI NEL LODIGIANO

Gruppo scout in bici, un’auto lo travolge e uccide una 17enne

Più di 200 gli evacuati in Liguria e nel Lazio Clini all’Ue: «Urgenti i fondi contro il dissesto» 1

approvato la legge di bilancio del 2013 che prevede altri tagli per oltre 9,4 miliardi di euro, di cui 7,6 miliardi su salari e pensioni. Misure indispensabili per ottenere un’altra tranche di 31,5 miliardi di aiuti dalla troika, (Bce Ue Fmi) di cui oggi discuteranno i ministri delle Finanze dell’Eurozona, a Bruxelles.

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Era la classica domenica con gli scout: tutti insieme all’aria aperta, stavolta con un bel percorso in bicicletta in programma. Ma è bastato un attimo. Una manciata di secondi per attraversare sulle due ruote la provinciale 159 tra Vizzolo Predabissi e Casalmaiocco, nel Lodigiano, e un attimo per essere travolta da un fuoristrada, piombato sul gruppo a forte velocità. Basti pensare che per fermare la corsa, al 50enne che era alla guida dell’auto sono serviti circa trecento metri. È così, per quell’attimo, che è morta ieri pomeriggio una ragazza di soli 17 anni. La condizioni della giovane scout sono apparse subito gravissime: dopo essere stata soccorsa in arresto cardiaco con 20 minuti di manovre rianimatorie, era stata intubata e portata in elicottero al Niguarda di Milano. Ma non ce l’ha fatta, ha smesso di respirare poco dopo l’arrivo in ospedale. Un incidente che mostra ancora una volta quanto nel nostro Paese sia diventato pericoloso muoversi in bicicletta: i dati da poco diffusi da Aci e Istat dimostrano che gli incidenti in bicicletta sono in significativo e continuo aumento. Rispetto al 2010, nel 2011 sono morti infatti il 7,2% in più dei ciclisti, mentre i feriti sono aumentati dell’11,7%. E questo a fronte di un generale calo degli incidenti stradali. Un motivo in più per continuare a promuovere il movimento Salvaciclisti, che ieri anche su Twitter ha manifestato la propria rabbia per quest’ennesimo, drammatico incidente mortale.

7,2% 1 Vigili del fuoco al lavoro per evacuare i cittadini di Massa Carrara; 2 I danni del nubifragio a Ortonovo, nello Spezzino; 3 Acqua alta a Venezia: una ragazza cerca di attraversare piazza San Marco ANSA/LAPRESSE

DANIELE VAIRA

Sono ancora una volta Liguria e Toscana a pagare il prezzo più alto della forte ondata di maltempo, con piogge torrenziali, che si è abbattuta sull’Italia. La tempesta di San Martino ha risparmiato Genova ma ha colpito più a sud, il Levante ligure (già teatro lo scorso anno di una tremenda alluvione) e soprattutto la provincia di Massa Carrara compresa la Lunigiana. E se non ci sono state vittime è stato un miracolo. A Romagnano due coniugi sono rimasti intrappolati nella loro auto travolta da un torrente in piena e solo l’intervento dei vigili del fuoco ha evitato il peggio. Stesso scenario a Pisa, dove una mamma è stata salvata insieme al suo bimbo. Gravi criticità si sono registrate a Massa Carrara, con frane, allagamenti e almeno 200 persone evacuate. Oltre mille le case danneggiate e otto i ponti distrutti. I volontari hanno lavorato senza sosta per arginare con sacchi di sabbia la furia del Serchio e a Massa sono dovuti intervenire

Migliaia di case danneggiate a Massa Carrara Acqua alta da record a Venezia

DOSSIER LEGAMBIENTE

Allerta alluvioni: l’80% dei comuni è a serio rischio La difficile situazione del territorio italiano, in termini di sicurezza, è evidenziata anche dal rapporto fatto da Legambiente insieme alla Protezione Civile. In Toscana il 98% dei Comuni (280) è a rischio frane o alluvioni, mentre in Liguria la percentuale sale al 99% (232). Secondo il dossier sono 6.633 i comuni italiani in pericolo per la fragilità del suolo del proprio territorio. Tradotto in cifre significa che 8 comuni su 10 sono a rischio di dissesto idrogeologico.

VICEDIRETTORE VICARIO Gianni Valenti gvalenti@gazzetta.it VICEDIRETTORI Franco Arturi farturi@gazzetta.it Stefano Cazzetta scazzetta@gazzetta.it Ruggiero Palombo rpalombo@gazzetta.it Umberto Zapelloni uzapelloni@gazzetta.it

PRESIDENTE Angelo Provasoli VICE PRESIDENTI Roland Berger Giuseppe Rotelli AMMINISTRATORE DELEGATO Pietro Scott Jovane CONSIGLIERI Umberto Ambrosoli, Andrea Bonomi C., Fulvio Conti, Luca Garavoglia, Piergaetano Marchetti, Paolo Merloni, Carlo Pesenti, Giuseppe Vita DIRETTORE GENERALE Riccardo Stilli

Testata di proprietà de "La Gazzetta dello Sport s.r.l." - A. Bonacossa © 2012

a Francoforte

Paura a Vicenza Il maltempo ha

colpito anche Roma, traffico in tilt e metro k.o. per colpa di un violento nubifragio. «Sott’acqua» anche Civitavecchia. Disagi in Veneto: in particolare a Vicenza, per l’esondazione del Bacchiglione con numerosi allagamenti. A Venezia, invece, eccezionale punta massima di marea, che ha toccato ieri mattina i 149 centimetri, il valore più alto in assoluto dell’anno: l’acqua ha invaso circa il 70% della città lagunare. Allerta e paura anche in Emilia Romagna, in special modo nel Modenese per la piena del fiume Panaro.

Bieber e Swift superstar Tre statuette ai premi Mtv

A tutta

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Studio su 527 donne S Figlie più fertili

Colpito alla testa un 12enne: è grave Ennesimo incidente di caccia, stavolta nel Nuorese, dove un ragazzino di 12 anni è in fin di vita dopo essere stato ferito alla testa da un colpo di fucile esploso per errore da un carabiniere in pensione di 64 anni. Il bambino stava partecipando a una battuta di caccia al cinghiale con il padre ed alcuni amici, vestito in perfetta tuta mimetica, circostanza che ha portato Francesco Paletta a scambiarlo per un animale e sparare. Il ragazzino è stato trasportato in elicottero all’ospedale San Francesco di Nuoro e sottoposto ad intervento chirurgico. Ora è in terapia intensiva ma le sue condizioni restano critiche. Il bilancio degli incidenti di caccia è di 17 morti e 50 feriti dall’inizio di settembre

Sono Justin Bieber e Taylor Swift (nella foto Reuters con Lana del Rey) i trionfatori agli Ema 2012, i premi di Mtv assegnati ieri sera a Francoforte. Tre statuette per l’idolo canadese delle teenager (miglior artista maschile, miglior cantante pop e miglior allestimento), così come per la stellina del country (best live, best look e miglior artista femminile). Per la miglior canzone («Call me maybe») premiata invece la cantautrice canadese Carly Rae Jepsen scoperta da Bieber. Gruppo rivelazione, gli One Direction.

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Salute DI MABEL BOCCHI

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con i gommoni per evacuare gli sfollati dalle case raggiunte dall’acqua. Allagamenti in Versilia, a Pisa e a Livorno dove la protezione civile ha invitato gli abitanti a non uscire di casa. Sul tema del dissesto idrogeologico è intervenuto il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, che si è rivolto all’Ue perché si sblocchino nuovi fondi: «È necessario un programma nazionale per la sicurezza e la manutenzione del territorio».

l’aumento delle vittime in bici Dal 2010 al 2011 i morti in bici sono saliti del 7,2%

bilancio provvisorio è di almeno 13 morti e una quarantina di feriti. Pesante anche la conta dei danni. A essere colpiti dal sisma sono stati numerosi monasteri, oltra a migliaia di edifici. Diversi i ponti crollati. Una miniera è collassata: decine i lavoratori che risultano ancora dispersi.

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La tiratura di domenica 11 novembre è stata di 356.573 copie

se la menopausa arriva dopo i 55 Le madri che arrivano più tardi alla menopausa hanno figlie fertili più a lungo: lo sostiene uno studio del Copenaghen University Hospital. Misurando i livelli dell’ormone Amh e il conto dei follicoli antrali di 527 donne, i ricercatori hanno stabilito che, se il termine del ciclo mestruale arriva dopo i 55 anni, una donna può contare su una riserva di ovuli più abbondante e duratura rispetto a una coetanea la cui madre ha avuto la menopausa prima dei 45.

Un mito da sfatare

Cibi senza glutine ma pieni di grassi: la bilancia piange Molti pensano che, eliminando il glutine, proteina presente nel grano, nell’orzo e in altri cereali, si possa dimagrire: è vero il contrario. Molti cibi privi di glutine sono fino a 5 volte più ricchi di grassi rispetto a quelli tradizionali. Lo evidenzia una ricerca del «Sunday Times» in Inghilterra. Preferire alimenti senza glutine è indispensabile solo se si soffre di celiachia, un disturbo scatenato da una reazione immunitaria proprio nei confronti di questa proteina.

Basterà inalarlo

Contro il diabete arriva uno spray che dura 24 ore All’università di Sunderland, in Inghilterra, è allo studio uno spray nasale per somministrare insulina ai diabetici: si tratta di una sostanza che diventa gel a contatto con le mucose nasali e trasmette così l’insulina contenuta nel farmaco. Una volta inalato, il medicinale fa effetto per 24 ore, oltre il doppio della durata di una normale dose di insulina iniettata con mini siringa. Presto comincerà la sperimentazione sull’uomo.

COLLATERALI *con Holly e Benji N. 37 e 11,19 - con War Movies N. 35 e 11,19 - con Alberto Sordi N. 46 e 11,19 con Aerei Collection N. 31 e 14,19 - con Calciatori Panini La Raccolta Completa N. 28 e 6,19 - con la Grande Storia del Giro N. 26 e 8,19 - con Lupin N. 27 e 11,19 - con Le Stelle della NBA N. 21 e 6,19 con Ferrari Racing N. 41 e 14,19 - con Adesso Fai da te N. 19 e 6,19 - con Spider-Man N. 19 e 11,19 con Orologi Forze Armate N. 13 e 16,19 - con l’Uomo Tigre N. 12 e 11,19 - con Cucina Italiana N. 12 e 11,19 - con Hall of Fame N. 8 e 11,19 - con Cavalieri dello zodiaco N. 3 e 11,19 - con I love travel N. 7 e 5,19 - con Tutto il trio N. 1 e 12,19 - con Max e 3,50 - con Sportweek e 2,70 PROMOZIONI

ARRETRATI Richiedeteli al vostro edicolante oppure ad A.S.E. Agenzia Servizi Editoriali - Tel. 02.99049970 - c/c p. n. 36248201. Il costo di un arretrato è pari al doppio del prezzo di copertina per l’Italia; il triplo per l’estero.

PREZZI ALL’ESTERO: Albania e 2,00; Argentina $ 9,20; Austria e 2,00; Belgio e 2,00; Brasile R$ 7,00; Canada CAD 3,50; Cz Czk. 64; Cipro e 2,00; Croazia Hrk 15; Danimarca Kr. 18; Egitto e 2,00; Finlandia e 2,50; Francia e 2,00; Germania e 2,00; Grecia e 2,00; Irlanda e 2,00; Lux e 2,00; Malta e 1,85; Marocco g 2,20; Monaco P. e 2,00; Norvegia Kr. 22; Olanda e 2,00; Polonia Pln. 9,10; Portogallo/Isole e 2,00; Romania e 2,00; SK Slov. e 2,20; Slovenia e 2,00; Spagna/Isole e 2,00; Svezia Sek 28; Svizzera Fr. 3,00; Svizzera Tic. Fr. 3,00; Tunisia TD 3,50; Turchia e 2,00; Ungheria Huf. 600; UK Lg. 1,80; U.S.A. USD 4,00.


LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 12 NOVEMBRE 2012

55

ALTRI MONDI Oroscopo LE PAGELLE

DI ANTONIO CAPITANI 24/8 - 22/9

Vergine 7-

23/9 - 22/10

21/3 - 20/4

21/4 - 20/5

21/5 - 21/6

22/6 - 22/7

23/7 - 23/8

Bilancia 7,5

Ariete 6-

Toro 5,5

Gemelli 7+

Cancro 6,5

Leone 6

IL MIGLIORE La vostra buona fama cresce e vi rende molto contesi. OK forma fisica, lavoro, affetti. E soddisfate pure tanti punti G, come foste grillini in tv. Uau.

Qualche decorticatore seriale di zebedei fa di tutto e di più per stressarvi. Don’t strangol him. E tutelatevi. C’è un bel clima suino, però.

Noie e impicci, specie dal pomeriggio, potrebbero rendervi idrofobi e lavorofobi. Concentratevi e tollerate. Sudombelico statico.

La creatività supplisce alla motivazione. E voi quagliate bene. Ma non sgranate come il cous cous gli zebedei altrui. Recuperi suini, però. Olè.

Il lavoro paventa rigurgiti e conati. Ma da metà giornata tornerete vispi, creativi, osannati. Ma il sudombelico sfigopenzola.

Mattinata ottima per colloqui, viaggi, lavoro. Ma nel pomeriggio non rompete con lagnanze e prepotenze. Sorprese suine aleggiano.

23/10 - 22/11

23/11 - 21/12

22/12 - 20/1

21/1 - 19/2

20/2 - 20/3

Scorpione 6,5

Sagittario 6,5

Capricorno 6+

Acquario 6+

Pesci 6,5

Mattinata non facile. Dal pomeriggio tutto andrà meglio. Grazie anche al vostro fiuto. La forma fisica consente tutto, anche di suino.

La cooperazione stamattina sarà totale e vi varrà complimenti e successi. Pomeriggio sfigostanco. Ma il sudombelico è un peperino.

La mattina potrebbe essere grigia e avara. Pomeriggio più appagante e di notizie bellerrime. Ma si festeggia poco o male suinamente.

Concentrate nella mattina i compiti più gravosi. Perché poi vi gireranno gli zebedei. Calma. Sudombelico moderatamente appagato.

Ci sarà un po’ di sfigocupezza, stamani. Poi vi rasserenerete. E produrrete con successo. Ottimi interscambi con la gente, anche suini.

DANIELE MEUCCI

I ritmi odierni appaiono piacevoli. E pure costruttivi. La polemica, però, vi rende simpatici come un foruncolo coccigeo. Stasi fornicatoria.

L’atleta italiano è nato a Pisa, il 7 ottobre 1985. Agli Europei di Barcellona, nel 2010, si è guadagnato la medaglia di bronzo.

Gazzetta.it

Televisioni in chiaro RETE 4

LA 7

CARABINIERI RICETTE DI FAMIGLIA TG4 IERI E OGGI IN TV DETECTIVE IN CORSIA LA SIGNORA IN... TG4 FORUM HAMBURG MY LIFE JULIE LESCAUT TG4 TEMPESTA D'AMORE QUINTA COLONNA Attualità 23.55 I BELLISSIMI DI R4 0.00 THE CORRUPTOR INDAGINE A CHINATOWN 2.00 TG4 NIGHT NEWS

9.55 11.00 12.30 13.30 14.05

RAIUNO

RAIDUE

RAITRE

CANALE 5

ITALIA 1

TG1 UNOMATTINA CHE TEMPO FA TG1 LA PROVA DEL CUOCO TG1 VERDETTO FINALE LA VITA IN DIRETTA TG1 CHE TEMPO FA L'EREDITÀ TG1 AFFARI TUOI TERRA RIBELLE IL NUOVO MONDO 23.15 PORTA A PORTA 0.50 TG1 - NOTTE 1.20 CHE TEMPO FA 1.25 CINEMATOGRAFO SPECIALE FESTIVAL

6.40 9.30 10.00 11.00 13.00 14.00 14.45 15.30 17.00 18.15 18.45 19.35 20.30 21.05

CARTONI SORGENTE DI VITA TG2 INSIEME I FATTI VOSTRI TG2 SELTZ SENZA TRACCIA TELEFILM LAS VEGAS TG2 SQUADRA SPECIALE IL COMMISSARIO REX TG2 N.C.I.S. LOS ANGELES Telefilm 22.40 THE GOOD WIFE 23.15 TG2 23.30 WHIP IT 1.10 RAI PARLAMENTO TELEGIORNALE

8.00 10.10 11.00 11.30 12.00 12.45 13.10 14.00 15.10 16.00 18.10 19.00 20.35 21.05

AGORÀ LA STORIA SIAMO NOI CODICE A BARRE BUONGIORNO ELISIR TG3 LE STORIE LA STRADA PER... TGR - TG3 LA CASA NELLA... GEO & GEO METEO 3 TG3 - TGR - BLOB UN POSTO AL SOLE CHE TEMPO CHE FA DEL LUNEDÌ 22.40 QUELLI CHE... BEPPE VIOLA 0.00 TG3 LINEA NOTTE 0.10 TG REGIONE 1.00 METEO 3

8.50 10.00 11.00 13.00 13.40 14.10 14.45 16.20 18.00 18.05 18.50 20.00 20.40 21.10

MATTINO CINQUE TG5 '12 FORUM TG5 BEAUTIFUL CENTOVETRINE UOMINI E DONNE POMERIGGIO CINQUE TG5 '12 POMERIGGIO CINQUE AVANTI UN ALTRO! TG5 STRISCIA LA NOTIZIA SQUADRA ANTIMAFIA 4 23.20 A CASA CON I SUOI 1.30 TG5 - NOTTE 2.00 STRISCIA LA NOTIZIA 2.50 UOMINI E DONNE 4.15 CIRCLE OF LIFE

6.40 8.45

Film sul Digitale Terrestre

Lo Sport in chiaro, sul satellite e sul digitale terrestre

PREMIUM

IN DIRETTA

14.40 IL CUORE GRANDE DELLE RAGAZZE PREMIUM CINEMA 16.15 IMMATURI IL VIAGGIO PREMIUM CINEMA 17.25 NON SOPPORTO PIÙ... I MIEI GENITORI MYA 18.15 PIRATI DEI CARAIBI LA MALEDIZIONE DEL FORZIERE FANTASMA PREMIUM CINEMA 21.15 THE BOURNE SUPREMACY JOI 21.15 FINAL DESTINATION: DEATH TRIP PREMIUM CINEMA 22.50 FINAL DESTINATION 5 PREMIUM CINEMA

CALCIO

8.00 10.00 10.55 11.00 12.00 13.30 14.10 15.15 17.00 17.10 18.50 20.00 20.30 21.10

BASKET

Lega Pro. Prima divisione. Girone A Rai Sport 1

FOOTBALL 2.30

Serie B MP Calcio, Sky Calcio 1

12.30 BRASILE - PANAMA Mondiale. Ottavi di finale Eurosport

Serie A. Highlights

ALGHERO

15

19

ANCONA

16

19

min max

6

11

BARI

12

23

BOLOGNA

12

17

CIELO

VENTI

CAGLIARI

17

19

Sole

Deboli

CAMPOBASSO

11

19

Moderati

CATANIA

12

22

FIRENZE

16

18

Serie A. Highlights

Serie A

Serie A. Highlights

Trento Aosta 6 14

Torino 7 15

10 18

Milano

Venezia

8 15

Perugia

15 19

13 17

15

10

18

MILANO

9

13

ROMA

NAPOLI

11

23

16 20

Neve

Mossi

PERUGIA

15

16

POTENZA

9

19

REGGIO CALABRIA

21

22

ROMA

17

19

TORINO

7

12

Agitati

Nebbia

Il sole oggi MILANO

ROMA

TRENTO

7

15

Sorge

Tramonta

Sorge

Tramonta

TRIESTE

7:16

16:56

6:55

16:52

15

19

VENEZIA

12

17

PGA European Tour

22.45 CALCIO: TERNANA - VERONA

Serie B

IL BLOG

Serie B

CALCIO: UNIVERSIDAD CATOLICA INDEPENDIENTE

Quella class action per la maratona saltata a New York

Coppa sudamericana

Leggi su «Operazione Gasparotto» gli sviluppi della cancellazione della maratona di New York e le notizie sul running

EUROSPORT 8.45

14.10 CALCIO: ARSENAL FULHAM Premier League

SCI ALPINO: COPPA DEL MONDO Slalom femminile. Da Levi, Finlandia.

www.gazzetta.it

Domani

Dopodomani

In Sicilia, al Sud e sulle regioni centrali tirreniche variabile senza precipitazioni. In Sardegna, sulle regioni del medio adriatico, in Emilia-Romagna e sul Triveneto qualche pioggia. Sul Nordovest nuvole, nebbie e rasserenamenti.

Su gran parte del nostro Paese le condizioni meteorologiche saranno all'insegna della variabilità per l'alternanza di annuvolamenti, qualche pioggia e zone di sereno con temperature sopra la media. Al Nord e al Centro anche delle nebbie.

Ancona

Firenze

10

23

20.45 GOLF: BARCLAYS SINGAPORE OPEN

12 14

12 17

L'AQUILA

17

Nel centro tecnico del Manchester City c’è anche un pupazzo di Balotelli (nella foto) con cui Super Mario ama scherzare

Bologna Genova

GENOVA

PALERMO

12.00 CALCIO: TERNANA VERONA

Balotelli si diverte con il suo pupazzo in versione City

Serie B

18.15 CALCIO: MANCHESTER CITY TOTTENHAM

SKY SPORT 3 PGA European Tour

IL VIDEO

16.25 CALCIO: GROSSETO SPEZIA

0.30

10.00 GOLF: BARCLAYS SINGAPORE OPEN

Per il 51% degli utenti i tecnici di Milan e Roma andrebbero esonerati. Solo il 13% si schiera per la conferma di entrambi

17 17

Molto forti

Calmi

Amichevole

Zeman e Allegri La fiducia dei tifosi è al minimo storico

13 15

Coperto

Temporali

21.45 RUGBY: IRLANDA - SUDAFRICA

Sul Nordovest nuvole, nebbie e rasserenamenti. Sul Nordest, al Centro e in Sardegna molte piogge e locali temporali, solo a tratti qualche schiarita. Sul meridione e al Sud precipitazioni meno probabili con alternanza di nubi e sereno. Trieste

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Premier League

TENNIS: MASTERS ATP Da Londra

Oggi

Forti

MARI

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1.30

Rovesci

Pioggia

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17.15

11.05 CALCIO: PARMA - SIENA

CALCIO: LAZIO - ROMA

23.45 0.50 0.55 1.30 1.35

Serie A. Highlights

16.30 CALCIO: CATANIA - LAZIO

10.55 CALCIO: CHIEVO - UDINESE

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18.20 19.15 20.00 20.30 21.10

Serie A. Highlights

16.10 CALCIO: ATALANTA - INTER

Serie A. Highlights

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9.00

9.30

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16.25 16.30

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15.45 CALCIO: LAZIO - ROMA

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21.00 MASTERS ATP

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CALCIO: PESCARA - JUVENTUS

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Da Londra Sky Sport 2

7.30

Serie A. Highlights

Serie A. Highlights

15.00 SERBIA - ARGENTINA Mondiale. Ottavi di finale Eurosport, Rai Sport 2

Serie A. Highlights

10.10 CALCIO: GENOA - NAPOLI

19.00 MASTERS ATP

9.50 10.50 11.30 12.00 12.05 12.55 14.00 14.45 15.30 16.35 16.45 18.55 19.35 21.10

SKY SPORT 2

15.15 CALCIO: MILAN - FIORENTINA

CALCIO: PALERMO SAMPDORIA

Serie A. Highlights

9.55

TENNIS

12.30 RUSSIA REPUBBLICA CECA Mondiale. Ottavi di finale Eurosport

9.40

PITTSBURGH STEELERS - KANSAS CITY CHIEFS NFL ESPN America

CALCIO A 5 Mondiale. Ottavi di finale. Dalla Thailandia Eurosport, Rai Sport 1

15.00 CALCIO: MILAN - CHIEVO

Serie A. Highlights

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10.00 ITALIA - EGITTO

23.45 0.40 2.35 3.20

Serie A. Highlights

9.25

Serie A maschile SportItalia, La7d

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10.30 12.10 12.25 13.00 13.50 15.10 16.05 16.50 18.30 19.20 21.10

CALCIO: MILAN - FIORENTINA

9.10

20.30 ACEA ROMA MONTEPASCHI SIENA

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IL SONDAGGIO

16 18

L’Aquila 12 17

Campobasso

Bari

11 17

18 23

Napoli

Potenza

16 23

11 18

Cagliari

Catanzaro

17 21

16 19

Palermo

Reggio Calabria 20 23

20 26

Catania 20 22

Il sole domani MILANO

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Sorge

Tramonta

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16:55

6:56

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Nuova Primo quarto Piena Ultimo quarto

14 nov.

21 nov. 28 nov.

6 dic.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 12 NOVEMBRE 2012

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Gazzetta Dello Sport 12/11/2012  

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