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www.gazzetta.it venerdì 18 gennaio 2013 1,20 €

REDAZIONE DI MILANO VIA SOLFERINO 28 TEL. 0262821 REDAZIONE DI ROMA PIAZZA VENEZIA 5 TEL. 06688281 POSTE ITALIANE SPED. N A.P. D.L. 353/2003 CONV. L. 46/2004 ART. 1, C1, DCB MILANO

ITALIA

anno 117 ­ Numero n 15 Anno

IL VERDETTO RIBALTONE DELLA CORTE DI GIUSTIZIA FEDERALE

ilCommento

NAPOLI ASSOLTO Annullata la penalizzazione (­2): ora è a 3 punti Azzerate anche le squalifiche di Grava e Cannavaro E De Laurentiis respinge l’assalto Arsenal a Cavani

Paolo Cannavaro (a lato), 31 anni e Gianluca Grava, 35 LAPRESSE­ IANUALE

di RUGGIERO PALOMBO

Sentenza epocale. La responsabilità oggettiva, norma cardine della giustizia sportiva, d’ora in avanti non sarà più la stessa. Si parlerà di un prima e dopo Napoli e caso Gianello. L’ARTICOLO A PAGINA 21

D’URSO, GALDI, MALFITANO, VERNAZZA ALLE PAGINE 2­3­5

CLASSIFICA: JUVENTUS 45

MA È L’ORA DI CAMBIARE

NAPOLI 42

LAZIO 42

INTER 38

FIORENTINA 35

IL COLPO DI SCENA LA SOCIETA’ ROSSONERA GIOCA SU DUE TAVOLI PER RINFORZARSI

MILAN COPPIA D’ASSI Per arrivare a Balotelli e Kakà, Galliani punta ad un prestito. Il City comincia a pensarci. Il Real di Florentino Perez, pure. E la moglie del brasiliano twitta: «Milano, a presto» BOCCI, GOZZINI, LAUDISA ALLE PAGINE 6­7

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Juve: Gabbiadini; Inter: Icardi I nerazzurri su Cassani e per luglio assalto al sampdoriano I bianconeri per la difesa idea Diakitè DALLA VITE, DI FEO, GRAZIANO PAG. 11­14 A orso di UNIQ Il nuovo concato alla abbin r aranzia pe la polizza multigfamiglia. casa e la ed un una crociera Puoi vincere irapolvere! robot asp

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Al-Thani, il patron del Psg, sorpreso in un privé a chiedere come deve regolarsi uno sceicco per gli scambi di coppia. SU SPORTWEEK

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F.1 LO SPAGNOLO A CAMPIGLIO

CICLO L’INTERVISTA SU GAZZETTA.IT

3 Fernando Alonso, 31 anni ANSA

3 Lance Armstrong, 41 anni REUTERS

Alonso ci crede: «Ho fiducia nella nuova Ferrari. Vettel? Perchè no?»

Armstrong «Doping di tutti. Mai costretto i miei compagni»

CREMONESI, FALSAPERLA PAG. 24­25

LOPES PEGNA A PAGINA 27

RITORNO A CASA Sopra Ricardo Kakà, 30 anni. Nel 2009 è passato dal Milan al Real per 65 milioni. A sinistra Mario Balotelli, 22 anni


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PRIMO PIANO

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VICENDA E TAPPE

Matteo Gianello confessa alla Procura di Napoli che prima di Samp-Napoli 1-0, 16/5/2010, avrebbe cercato di convincere i compagni Grava e Cannavaro a «taroccare» il risultato, ottenendone un rifiuto. I due calciatori negano La richiesta Il procuratore Palazzi lo scorso dicembre chiede 3 anni e 3 mesi per Gianello (illecito), 9 mesi per Cannavaro e Grava (omessa denuncia), un punto in meno al Napoli (responsabilità oggettiva)

S La sentenza Tre anni e 3 mesi a Gianello, -2 al Napoli, 6 mesi a Cannavaro e Grava

S L’appello Ieri accolta la tesi dell’avvocato Chiacchio e derubricato il reato di Gianello (slealtà sportiva). La squalifica del portiere scende a 21 mesi. Effetto domino su Grava e Cannavaro: assolti e al Napoli tolto il -2 in classifica. Resta solo una multa di 50 mila euro. Sempre ieri restituito un punto al Portogruaro (Prima divisione)

Napoli, gol da s 1

MAURIZIO GALDI

clic

Se fossimo ancora ai tempi dei due punti per successo, questa del Napoli di ieri poteva essere paragonata alla vittoria in una partita chiave. Da ieri sera, complice la Corte di giustizia federale, il Napoli affianca la Lazio al secondo posto e si porta a -3 dalla Juventus: campionato riaperto a tutti gli effetti. Inoltre già da domenica «recupera» Paolo Cannavaro e Gianluca Grava perché dopo la derubricazione dell’accusa a Matteo Gianello (da illecito a slealtà), è saltata anche l’omessa denuncia. Il presidente dei partenopei, Aurelio De Laurentiis, ieri aveva proprio chiesto questo, di cancellare l’asterisco vicino al nome del Napoli perché era offensivo della sua storia. Accontentato. La Corte ha anche ridotto di un punto la penalizzazione del Portogruaro e respinto il ricorso di Zamboni. Da illecito a slealtà Tutto parte dal fatto che la Disciplinare non aveva accettato il patteggiamento di Matteo Gianello: la sua collaborazione non è stata determinante, aveva dichiarato l’organo di primo grado e questo aveva dato lo spunto al suo avvocato, Eduardo Chiacchio, di aprire un fronte nuovo: «in questo procedimento non c’è la prova che l’intenzione di un illecito non ha valicato la sfera personale», ha ripetuto anche ieri mattina, così come aveva detto anche in primo grado e ribadito nella sua memoria. Insomma se Gianello ha pensato nella sua testa all’illecito, ma non ha fatto nulla per metterlo in atto, al massimo si può parlare di «slealtà» e così lo hanno valutato gli undici componenti la Corte di giustizia federale a sezioni unite, presieduta da Gerardo Mastrandrea. Ma non è stata una decisione facile. Molte ore di camera di consiglio, qualche componente che si allontana, rientri e lunghe discussioni. Poi alla fine una decisione che sicuramente farà discutere tanto. Mi rimetto alla Corte E che il procedimento poteva nascondere insidie e sorprese lo si capiva sin dalle prime battute: mentre in primo grado c’erano state scintille, questa volta il dibattimento scivola via sereno. Poco più di 100 minuti per tutte le parti. In-

Nuovi scenari

SEBASTIANO VERNAZZA

E adesso le anti-Juve sono due. Il Napoli, coi due punti ritrovati, risale a meno tre dalla capolista e aggancia la Lazio al secondo posto. I campioni d’Italia braccati dal Centro-Sud. L’Inter è più staccata, sette gradini sotto i bianconeri di Antonio Conte, e oggi sembra fuori dai giochi. Più in basso ancora Fiorentina e Roma si sono avvitate su se stesse. Al momento la volata per il titolo pare uno sprint a tre.

LA PROCURA FIGC NON PUO’ APPELLARE AL TNAS LE SENTENZE CGF

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convinti che lo scudetto possa perderlo soltanto la Juve, più che vincerlo d’imperio un’altra squadra. Quella di Conte è

La Corte di giustizia federale era composta ieri da undici componenti compreso il presidente Gerardo Mastrandrea. Quella di ieri era una riunione a sezioni unite, cioè composta dai presidenti delle quattro sezioni (la prima è per la A e la B, la seconda per la Lega Pro, la terza per i Dilettanti, la quarta per tesseramenti doping e altro), più dai vicepresidenti e dai più esperti componenti delle varie sezioni. È l’organismo di appello e seconda istanza. Un eventuale appello alla sue sentenze può essere proposto al Tnas (Tribunale nazionale di arbitrato per lo sport), ma possono ricorrere solo tesserati, società e federazioni, mai la Procura federale. La Figc non ha mai fatto ricorso al Tnas.

Appello e ribaltone: via il -2 assolti Cannavaro e Grava Ora la Juve è a soli 3 punti I giudici derubricano il reato di Gianello (solo slealtà): effetto domino sugli altri imputati. Palazzi e la giustizia sportiva ne escono malissimo frammezzate dalle dichiarazioni del presidente De Laurentiis che legge due paginette nella quali comunque dà atto del caposaldo: «non critico la responsabilità oggettiva». Ma ci tiene a ribadire la storia del calcio Napoli e la voglia «di cimentarsi sul campo con gli avversari». La vera novità è però rappresentata dalla Procura federale. Palazzi ci tiene a ribadire perché in primo grado avesse chiesto un solo punto per il Napoli. E nella sue parole c’è lo stravolgimento del

Decisione presa dopo lunghe discussioni. Prima un inedito: il procuratore federale si era rimesso alla Corte sui punti da togliere al club campano

Codice di giustizia sportiva. Per la prima volta l’accusa e non la difesa, mette in dubbio come applicare la responsabilità oggettiva. Non c’è più il calciatore tesserato, ma conta il ruolo da lui ricoperto. E cosa penseranno le società che finora sono state penalizzate per un’applicazione diversa del Codice. Perché Palazzi, in corsa, cambia le regole? Alla fine della sua requisitoria deve per forza chiedere che vengano respinte le tesi difensive (non potrebbe fare altrimenti),

ma chiude — per la prima volta nella storia della Procura — con un: «per la quantificazione mi rimetto alla Corte». Insomma io avrei voluto meno, la Disciplinare ha fatto di testa sua, voi fate di testa vostra. Giustizia sportiva allo sbando. Non serve confessare Gianello aveva confessato ai magistrati di Napoli il fatto che con Silvio Giusti avesse pensato di combinare la partita Sampdoria-Napoli, lo aveva riferito anche a un

E adesso Conte è braccato dal Centro-Sud Il Napoli aggancia la Lazio al secondo posto, a meno tre punti dai campioni in carica Mazzarri e Petkovic hanno un vantaggio: affronteranno i campioni in casa

la formazione più completa. Attraversa un momento difficile, ma è normale che sia così, non si può andare al massimo per tutta la stagione. La vera insidia è la Champions, che toglierà molte energie psico-fisiche agli juventini. Anche Lazio e Napoli saranno impegnate in Coppa, però l’Europa League, la loro competizione, è meno stressante, ed è tradizione che le nostre squadre in EL facciano molto turnover. Conte in Champions sarà obbligato a schierare i migliori. Lazio e Napoli 42 La Lazio ha

Juventus 45 punti Restiamo

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già fatto molto, forse è andata oltre se stessa. Ha la spensieratezza di chi non ha niente da perdere, ma questa può essere un’arma a doppio taglio, può

causare appagamento. In più Petkovic deve misurarsi con una panchina che non è all’altezza dei «titolarissimi»: un vice Klose, per dirne una, non c’è. Il Napoli sembra più scafato, più abituato ai giochi d’alto bordo, ed più attrezzato: in avanti, per dirne un’altra, ne ha quattro di alto livello (Cavani, Hamsik, Pandev e Insigne). La Lazio e il Napoli godono di un vantaggio, nel ritorno affronteranno la Juve in casa. Inter 38 Sette punti sono tanti,

ma non troppi. In teoria l’Inter è in corsa, in pratica è difficile che bruci le altre. Troppo discontinui gli Strama-boys, e gli scudetti si vincono con la continuità di rendimento. © RIPRODUZIONE RISERVATA

gli scontri diretti Il 9 febbraio Cavani & C. a casa Lazio Bianconeri e Inter attesi al San Paolo LE SFIDE GIÀ GIOCATE 5a giornata 26 settembre 2012 NAPOLI-LAZIO 3-0 (Cavani, Cavani, Cavani) 8a giornata 20 ottobre 2012 JUVENTUS-NAPOLI 2-0 (Caceres, Pogba) 11a giornata 3 novembre 2012 JUVENTUS-INTER 1-3 (Asamoah, Milito, Milito, Palacio) 13a giornata 17 novembre 2012 JUVENTUS-LAZIO 0-0 16a giornata 9 dicembre 2012 INTER-NAPOLI 2-1 (Guarin, Milito, Cavani) 17a giornata 15 dicembre 2012 LAZIO-INTER 1-0 (Klose)

LE SFIDE DA GIOCARE 24a giornata 9 febbraio 2013 Lazio-Napoli 27a giornata 1 marzo 2013 Napoli-Juventus 30a giornata 30 marzo 2013 Inter-Juventus 32a giornata 14 aprile 2013 Lazio-Juventus 35a giornata 5 maggio 2013 Napoli-Inter 36a giornata 8 maggio 2013 Inter-Lazio


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scudetto in aula 4 1) Stefano Palazzi, 51 anni, procuratore federale dal luglio 2007 2) Matteo Gianello, 36 anni, ex portiere del Napoli dal 2004 al 2011 3) Walter Mazzarri, tecnico del Napoli, con la maglietta in sostegno di Cannavaro e Grava 4) Il difensore Paolo Cannavaro con De Laurentiis, presidente del Napoli

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HANNO DETTO

S Paolo Cannavaro «Una gioia immensa, sto piangendo dalla commozione. È stato un mese terribile, un inferno. Sono stato molto male»

S Gianluca Grava «Questa storia sembrava un incubo dal quale non riuscivo più a svegliarmi. Sono felice che giustizia sia stata fatta»

S

poliziotto che seguiva il Napoli e che ha messo a verbale dei magistrati le confessioni dell’ex terzo portiere del Napoli, ma non serve a nulla. Non sono credibili. Quella di ieri è una sentenza importantissima, quasi pari a quella che assolse tutti per Atalanta-Pistoiese (peccato che in seguito per quella combine sono arrivate delle confessioni). Tanto importante come quella che riportò indietro tutto: per avere certezze di illecito ci vuole la «pistola fumante». In que-

sto caso non serve neanche la confessione, ma serve questa decisione alle squadre che in seguito dovessero trovarsi nelle stesse condizioni. Le altre (pensiamo a Torino e Sampdoria che hanno patteggiato), si arrangino. Prossimi casi Intanto si avvicina

una decisione che la Procura deve prendere per la posizione di Mauri, Milanetto, della Lazio e del Genoa, ma anche del Lecce. «Solo prove indiziarie», sembra

sia il leit motiv che circola negli uffici della Procura federale, trasferita da via Po a via Campania. E se queste devone essere le premesse, un tana libera tutti sembra possa essere la soluzione. Con buona pace anche del capo della Polizia che si ostina ad annunciare «novità» eclatanti nel calcioscommesse. © RIPRODUZIONE RISERVATA

LEGGI IL COMMENTO di RUGGIERO PALOMBO

a pagina 21

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LA CORSA PER IL TITOLO

Walter Mazzarri «Cannavaro e Grava, due ragazzi eccezionali, hanno trascorso un brutto Natale vittime di una ingiustizia»

IL PRESIDENTE DEL CLUB

«Subito la riforma Giustizia sportiva da adeguare» De Laurentiis «La responsabilità oggettiva va adattata: la prima sentenza ci aveva ferito» ALESSIO D’URSO ROMA

Tutto l’azzurro che c’è. Spazzati i dubbi, le nubi e i cattivi pensieri, risplende il sorriso di Aurelio De Laurentiis: «La nostra coerenza è stata premiata, questa non è la vittoria del Napoli ma di tutto il calcio italiano. È come se ci svegliassimo dopo 20 anni e qualcosa finalmente comincia a cambiare».

Aurelio De Laurentiis, 63 anni, è proprietario del Napoli dal 2005 e l’ha riportato in Europa IMAGE

Riforma Raggiante lo è eccome il patron, nella sala riunioni della Filmauro, dove commenta la sentenza della Giustizia federale. Due punti ritrovati, come i suoi protagonisti Cannavaro e Grava («Dovevate vederli, piangevano dalla commozione alla notizia», ha detto il presidente). Ma De Laurentiis allarga pure l’orizzonte sul tema caldo della giustizia sportiva: «Riformiamola, adeguiamola ai tempi. C’è un problema di inadeguatezza legislativa nei singoli paesi della comunità europea. Ci vuole un pool di governi contro le mafie che spostano i loro interessi sempre più dalla droga al calcio scommesse. Non c’è ancora un riscontro unitario sul piano della pena, una legge valida erga omnes contro le scommesse illecite. Sulla responsabilità oggettiva dico che serve, ma va adeguata alle situazioni temporali e storiche, mentre in Lega bisogna eleggere i presidenti di A e dei manager per area. La mia arringa perfetta in aula? Non esageriamo, perfetta è stata quella dell’avvoca-

to Grassani, che è stato bravissimo». La festa Il presidente del Napo-

li dice anche che «un sistema di giustizia iniquo è ridiventato equo». E lo dice con rammarico, «perché la prima sentenza ci aveva ferito, senza quell’impasse psicologico e con Cannavaro e Grava disponibili col Bologna avremmo vissuto campionato e Coppa in modo diverso. Se non avessimo perso poi quei 2 punti col Torino...». Eppure ora la Juventus, con Cannavaro e Grava in più, è distante solo 3 punti e De Laurentiis immagina già lo scontro diretto del primo marzo: «Sarà la sfida di Napoli contro il resto d’Italia. Da sempre ci divertiamo con la Juve, fin da quando vincemmo il primo Trofeo Moretti e Moggi mi disse "Noi dobbiamo parlare..."». E vai È una vittoria eclatante,

come quelle del San Paolo. «È stato un inferno. ora è una liberazione, ringrazio chi mi è stato vicino», ammette il capitano Cannavaro. «Sono felice che giustizia sia stata fatta», aggiunge Grava. E da Napoli saltella di gioia anche il tecnico Walter Mazzarri: «Innanzitutto sono contentissimo per lui e per Gianluca, sono due ragazzi dai valori umani eccezionali. Hanno trascorso un Natale bruttissimo, vittime di una grande ingiustizia. Naturalmente sono felice anche per la classifica. Quei due punti ce li siamo meritati sul campo, sarebbe stata un’altra grande ingiustizia se ci fossero stati sottratti». © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’ALLARME MANGANELLI, CAPO DELLA POLIZIA, AL CONVEGNO DELL’INTERPOL

«Scommesse: novità in arrivo E la tessera penalizza i tifosi» GAETANO IMPARATO

GDS

A due passi dall’Olimpico, Poliziotti e federcalcio d’Europa, uniti per debellare il football inquinato coi ringraziamenti di Abete. Il convegno su «Calcioscommesse, il lato oscuro del bel gioco» è una due giorni organizzata da Interpol, Ministero dell’Interno e Fifa «...per permettere che chi deve dare l’esempio ai giovani non si ritrovi a vedere il mondo a scacchi da una cella» dice arguto, il Prefetto Cirillo, vice capo della Polizia.

Combine e razzismo Antonio

Manganelli, capo della polizia, sussurra novità («a breve altri colpi di scena sull’inchieste legate al calcioscommesse»), si bea della scomparsa della violenza negli stadi («Ricordo i bollettini di guerra, poliziotti feriti, dati che mi gelavano»). Sfiora l’argomento tessera del tifoso («Fu creata una normativa difficile, per prendere un biglietto serve un percorso di guerra, sogno mia zia e mia nipote da sole, allo stadio, tranquille senza dover mostrare tessere e documenti vari») incassando il plauso di Beretta che gli invierà una lettera di ringra-

ziamento. «L’obiettivo di tornare alla normalità è condiviso da tutti i club di A, pronti a collaborare». Poi le nuove piaghe: combine e razzismo: «Non prendiamo sul serio 20 imbecilli che fanno buuu senza motivo, non per ideologie anti etnie»). Progetti Ronald Noble, segretario generale Interpol, ricorda come i 20 milioni versati dalla Fifa all’Interpol servano per debellare la piaga. Interventi di Jerom Valcke (Fifa) e Gianni Infantino (Uefa): s’augurano che in tutti i 53 paesi associati la frode sportiva sia un reato. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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PRIMO PIANO

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SFIDA LANCIATA

S Arsène Wenger, allenatore dell’Arsenal: «Il nostro tesoriere vive al mio fianco ed è sempre in attesa che arrivi il giocatore giusto per mettersi all’opera»

te napoletano ad agire diversamente. E per rafforzare il principio, sottopose all’attaccante l’adeguamento del contratto fino al 2017, fissando anche una clausola rescissoria: chi avrebbe voluto acquistarlo avrebbe dovuto sborsare 63 milioni di euro. Ed è a questa clausola che si rifanno le speranze della gente, anche se Wenger ha dimostrato di non temere l’ipotetico impedimento. «Il prezzo potrebbe abbattersi negli ultimi giorni di mercato. E’ questo il motivo per cui gli affari si fanno soltanto nelle ultime 24-48 ore del calciomercato», ha detto il manager dell’Arsenal che ha da spendere i 30 milioni incassati dalla cessione di Robin Van Persie al Manchester United. L’interesse di Wenger, tuttavia, non resta l’unico. Non è una novità che Cavani sia in cima alle preferenze del Manchester City e chissà che Chelsea e Real Madrid un pensierino non l’abbiano già fatto.

Che assalto a Cavani Wenger: «Voglio portarlo a Londra» Muro del Napoli Il tecnico dell’Arsenal: «Il mio tesoriere lo sa» De Laurentiis lo gela: «Mi serve lui, non i soldi» DAL NOSTRO INVIATO

MIMMO MALFITANO CASTELVOLTURNO (Caserta)

Prove d’assalto, in attesa che arrivi la primavera per assestare il colpo grosso. Da Londra, Arsene Wenger fa sapere al mondo intero che a lui piace Edinson Cavani e che sarebbe pronto a trattarlo per portarlo all’Arsenal, il suo club. «Costa tanto, è vero, nessuno lo nega. Ma il nostro tesoriere vive al mio fianco ed è sempre in attesa che arrivi il giocatore giusto per mettersi all’opera», ha detto il manager dei Gunners. La

Gazzetta.it

notizia è piombata in città nel bel mezzo dell’attesa per la sentenza della Corte Federale, con la maggior parte dei napoletani assaliti dall’ansia di conoscere il verdetto del secondo grado di giudizio, dopo il ricorso presentato da Aurelio De Laurentiis per la vicenda Gianello, legata al calcio scommesse. Sentenza che poi è stata positiva per il club: annullati i due punti di penalizzazione e tolta la squalifica a Paolo Cannavaro e Gianluca Grava. Clausola La dichiarazione di

Wenger ha scosso non poco

l’ambiente napoletano. L’idea che Cavani possa andare via non viene nemmeno considerata dai tifosi che, anzi, proprio intorno all’attaccante uruguaiano vogliono veder crescere il progetto del club. Le resistenze del presidente, in ogni modo, rappresentano più di una garanzia per lo staff tecnico e per i napoletani. «Nella scorsa estate, rifiutai 55 milioni di euro e mi sono tenuto Cavani», ha svelato ultimamente De Laurentiis. Quella cifra da capogiro venne offerta dal Manchester City, ma niente e nessuno convinsero il dirigen-

Il no di De Laurentiis «Confido

nella professionalità di Cavani - ha aggiunto il presidente del Napoli - Lui sa che da noi è «the number one of the city»: non credo che in altri luoghi o in altre squadre più blasonate di noi possa identificarsi così con città, maglia, tifosi».

Edinson Cavani, 25 anni FOTOPRESS

Via Vargas L’attaccante cileno andrà al Gremio di Porto Alegre. I due club hanno trovato l’accordo sul prestito fino a giugno. Dopodiché, tutto dipenderà dalla posizione di Mazzarri: se dovesse restare, allora Vargas giocherà in Brasile anche la prossima stagione. Diversamente, rientrerà a Napoli. Il costo dell’operazione è di un milione e mezzo di euro. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Taccuino

Gazza

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GIUDICE SPORTIVO

Coppa Italia, un turno per sei giocatori Le decisioni del Giudice Sportivo dopo i quarti di Coppa Ita lia. Un turno di squalifica a Cuadra do e Aquilani (Fiorentina), Pjanic, Dodò e Taddei (Roma), Bergessio (Catania). Ammende a due club: diecimila euro al Bologna e duemila cinquecento alla Fiorentina.

SERIE A CALCIO A 5

Riparte il torneo Oggi due anticipi

Melissa Satta e Boateng ANSA

BOATENG E MELISSA DALLE PASSERELLE ALLE NAZIONI UNITE Boateng dalle sfilate all’Onu. Accompagnato dalla sua Melissa («un giorno ci sposeremo»), il centrocampista del Milan, ospite a "Pitti bimbo", si dice onorato dell’invito delle Nazioni Unite alla Giornata per l'eliminazione delle discriminazioni razziali (21/3).

IL SINDACO DI ROMA SOLLECITA LA LAZIO SUL PROGETTO STADIO Ieri in Campidoglio alla presentazione del Sei Nazioni di rugby, il sindaco di Roma Alemanno ha invitato la Lazio a presentare «un progetto fattibile per la realizzazione di uno stadio. Noi ci impegniamo a risolvere tutti gli aspetti burocratici nel giro di un anno».

(g.l.g.) Si riapre oggi la Serie A di calcio a 5 con due anticipi: Mar ca Pescara (ore 20.30, diretta Rai Sport 1) e Rieti Luparense (ore 21). Class. (prime posizioni): Asti 33; La zio 29; Luparense 25; Acqua&Sapone 23; Pescara 21.

MUSEO DEL CALCIO

Ingresso scontato per i tifosi del Napoli I tifosi del Napoli che andran no al Museo del Calcio di Covercia no con la tessera del tifoso e il bi glietto per la partita di domenica con la Fiorentina (al Franchi, ore 12.30) usufruiranno dell’ingresso scontato.

NAZIONALE UNDER 17

Test con la Spagna convocati in 22 Sono ventidue i giocatori convocati dal c.t. Daniele Zoratto per l’amichevole dell’Italia Under 17 con la Spagna, in programma mer coledì 23 gennaio a Coverciano (ore 15). Prima chiamata azzurra per Audero (portiere, Juventus), Bertoldi (difensore, Chievo), Ada mo (centrocampista, Roma).


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LE MANOVRE ROSSONERE

Kakà-Balotelli, su 4 Galliani al Real: Ricky

VISITE DI MERCATO

S ORE 10.05 Massimiliano Allegri arriva in via Turati: un’ora di colloquio con Galliani e Braida

S ORE 12.44 Entrano nell’ufficio di Galliani Dario e Gaetano Paolillo, manager di Kakà

in prestito per 18 mesi E patto con SuperMario Perez si riserva una risposta, ma ora serve lo sconto del brasiliano sullo stipendio. E Berlusconi promette: «Rinforzi significativi» que stabilire quanto sia durata la visita dell’agente di Balotelli: veloce o meno, il passaggio è significativo. Con Giuseppe Riso, ricevuto poco dopo, è stato mosso un altro passo in direzione Daniele Baselli, talentino per cui il Milan tratta (anzi sta per rilevare) la metà dal Cittadella.

ALESSANDRA GOZZINI CARLO LAUDISA MILANO

S ORE 12.51 La visita dei Paolillo è già terminata

S ORE 16.28 Mino Raiola sbuca in macchina da un’uscita secondaria della sede

S ORE 19.43 Galliani lascia via Turati: «Le parole di Kakà mi hanno fatto piacere, c’è stato un contatto con il Real, ma prenderlo sarà difficilissimo. Sì, ho incontrato Raiola»

S ORE 21.17 Le agenzie riportano le parole di Berlusconi a Tirreno Sat: «Nel mercato di gennaio credo ci possa essere un rafforzamento significativo del Milan»

Kakà in prestito. E magari pure Balotelli. Ieri il Milan s’è mosso sui due fronti più importanti. L’a.d. rossonero Adriano Galliani ieri ha parlato al telefono con Florentino Perez e gli ha proposto l’acquisto di Riccardino con un prestito biennale. Il presidente del Real Madrid ha preso tempo, ma non ha detto no. Evidentemente il blitz milanese del brasiliano non è servito solo a rivedere la vecchia guardia milanista, è stato un segnale al club madridista: la riprova che lui rivuole Milano. Ma resta lo scoglio del suo ingaggio. Ora Kakà guadagna 10 milioni di euro e lui ha dato la disponibilità a scendere a quota 7,5. Galliani, però, non può superare il tetto dei 5 milioni. Ma questo è un aspetto che verrà affrontato a tempo debito. Prima occorre strappare il sì di Perez. E non è facile. Nel piano di ammortamento madridista l’ex Pallone d’oro (costato 67 milioni) vale ancora 25 milioni di euro e il consiglio d’amministrazione non vede di buon occhio questa soluzione. Va detto, però, che la soluzione prospettata da Galliani elude il problema fiscale. Infatti ora Kakà usufruisce di una tassazione agevolata al 25%, mentre nel 2014 salirà al 50%. Così in caso di ritorno a Madrid non avrebbe un danno economico. Assalto a Balo Ma ieri Galliani ha acceso i riflettori anche su Balotelli. L’incontro con Mino Raiola ha sancito la pace defini-

Berlusconi In serata il riepilogo

Kakà, 30 anni, alla cena dell’altro ieri con Robinho, che ha poi messo la foto sul web ANSA

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HA DETTO

S Kakà «Non è una situazione bella nè per me, nè per il Real. Io ho dato la mia disponibilità a trovare una soluzione con il Real, se loro si mettono d'accordo con il Milan va bene per me e va bene per loro. A Milano ho vissuto dei bei momenti, ho degli amici qui»

tiva dopo il caso «mela marcia», ma soprattutto è servito a gettare le basi della strategia con il City. Da Manchester arrivano segnali paralleli d’apertura, nonostante la quotazione resti di 37 milioni. S’apre lo spazio per un prestito, anche se mancano conferme ufficiali. Sarebbe la soluzione più gradita ai rossoneri, ovvio. Tuttavia la strategia di Galliani non esclude altre mosse. Del resto SuperMario resta il preferito. E per lui ogni tentativo verrà fatto sino al 31gennaio. Il viavai Giornata da solito bollino rosso, circolazione intensa nella zona di via Turati 3, accesso diretto alla sede del Milan. Traffico iniziato già a metà mattina, con la visita di Allegri, allenatore rossonero. Colloquio di un’ora con i vertici milanisti, discussione intorno ai nomi di Kakà e Beckham: oltre alla fatti-

bilità tecnica, ne va infatti valutato l’eventuale apporto tecnico. Altro flusso intenso intorno all’ora di pranzo, in sette minuti si registrano due passaggi: alle 12 e 44 entrano Dario e Gaetano Paolillo, manager di Kakà. Varcata la soglia rossonera la news esplode: quello di Ricky non è stato un blitz a sorpresa, il suo ritorno in rossonero è una mossa su cui il Milan lavora davvero. I rappresentanti del giocatore del Real restano pochissimo: alle 12 e 51 già si muovono sul percorso inverso, uscendo dalla sede milanista. Con loro esce anche la notizia di una trattativa ufficialmente avviata. Altro transito intercettato nel pomeriggio, movimento che voleva rimanere segreto se l’auto (con dentro Mino Raiola) sbuca rapida da un’uscita secondaria, con l’obiettivo di dribblare i flash ammassati davanti all’ingresso principale. Difficile dun-

dell’a.d. Galliani chiude la giornata di andirivieni: «Non ci sono grosse notizie da dare. Le parole di Kakà? Mi hanno fatto molto, moltissimo piacere le sue parole. C’è un contatto con il Real Madrid, ma ripeto al momento non ho niente da dire. Se sarà possibile riprenderlo? È difficile, difficilissimo. Quando ci proverò? Boh... Raiola? Vero, ci siamo visti, ma è normale che un procuratore passi dalla sede di un club». Parole parecchio più decise quelle che un’ora più tardi battono le agenzie, riportando il virgolettato di Berlusconi a Tirreno Sat: «Abbiamo puntato sui giovani, ma credo che nel mercato di gennaio ci possa essere un rafforzamento significativo del Milan». Ora è sceso il buio, lo stesso che diverse ore prima aveva avvolto le parole di Kakà. Qui bisogna retrocedere alla notte tra mercoledì e giovedì, con l’ex ventidue beccato a cena con Robinho. Questo il messaggio fatto arrivare da Ricky: «Non è una situazione piacevole per me e il Real, io ho già detto che sono disponibile a trovare una soluzione con il Real, che vada bene per me e per loro. Milano mi manca? Qui ho passato momenti bellissimi, ho tanti amici ancora qui». © RIPRODUZIONE RISERVATA

QUOTE IN RIBASSO

Sognando David Bookies fiduciosi Gli scommettitori credono nel grande colpo. Lo dicono le quote di Agipronews. In picchiata, negli ultimi 3 giorni, quelle legate al ritorno al Milan di Kakà (da 10 a 2,25) e Beckham (da 17 a 1,80). Stabile invece a 3 il Balotelli in rossonero.

I DUE GIORNI IN CITTÀ DI RICKY LA VISITA AGLI AMICI: A TASTARE IL TERRENO PER UN RITORNO?

«Ma non pensavo di creare questo casino» Kakà fa il sorpreso, Robinho tiene il gioco. E la moglie scrive su Twitter: «Milano, a presto» ALESSANDRA BOCCI MILANO

Uno spot. Bianco e nero, brasiliano atipico e brasiliano classico, ragazzo che vorrebbe tornare e ragazzo che se ne vorrebbe andare... ma se ne andrebbe, Robinho, se potesse giocare con il suo fratello di

pelle diversa? «Mi piacerebbe che Kakà giocasse con me». Kakà è tornato per due giorni in Italia con la moglie Caroline e a cena non poteva che invitare Robinho, il preferito, del quale ha sempre chiesto notizie da Madrid. Quando Robinho è arrivato al Milan, Ricky era al Real da un anno. Non la stagione migliore, ma nemmeno un periodo da incubo. Dopo, è stato peggio. Ciao America Kakà era già separato in casa blanca l’estate scorsa. A New York, poco prima di incontrare il Milan in amichevole, confessava che avrebbe fatto volentieri quel che si poteva per tornare in Italia, ma

non si poteva fare niente. Mourinho lo spingeva (e lo spinge tuttora) ad accettare un ingaggio nella Mls, perché non gli garberebbe l’idea di un Kakà di nuovo determinante lontano da Madrid, ma in Europa, sotto gli occhi di tutti. E Kakà, la sera di Real Madrid-Milan, ricevette gli abbracci di tutti i milanisti e le parole del capitano Ambrosini. Parole mai rivelate, ma si può immaginare che cosa sia passato nella sua testa di Kakà in quella notte d’agosto. E le stesse cose sono passate per la testa di Ricardo l’altro ieri. E’ venuto a Milano per stare con gli amici nei due giorni liberi dagli allenamenti, ma è significativo che si sia

fermato a parlare con i giornalisti fuori dal ristorante. Non erano tutti giornalisti che conosceva, forse ha scambiato qualcuno del gruppo per tifoso o semplice curioso. Resta il fatto che si è fermato, e non sono state frasi sensazionali, ma sempre più dei silenzi di questi mesi. «Se il Real si mette d’accordo con il Milan va bene per me e va bene per loro. A Milano ho tanti amici». Che si possa fare quello che l’estate scorsa non si poteva? La situazione è difficile da risolvere, ma a Madrid adesso i problemi sono tanti, e il gradimento di Mourinho così basso, che si potrebbe trovare uno spiraglio.

Kakà con la moglie Caroline AFP

Arrivederci Difficile, ma non più impossibile, questa è l’impressione che forse Kakà ha avuto, per questo si è lasciato andare ad ammettere la nostalgia. Il Real (soprattutto Mou) gli ha messo il bavaglio per mesi e Ricardo magari sta perdendo la pazienza. Caroline, la moglie, ieri ha twittato: «Ciao Milano, a presto». Niente di compromettente, d’altra parte la coppia è sempre stata low profile. Ma i sorrisi di Kakà e la cena con Robinho raccontano molto di più. Forse Ricardo non doveva sistemare le questioni di condominio della casa che conserva a Milano: è come se fosse venuto a tastare il terreno, e se lo ha fatto ha trovato un tappeto soffice. «Non pensavo di creare questo casino», ha commentato la mattina dopo. Un casino felice. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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permercato Milan A

SOTTO TIRO

S Juventus

S Inter

Il caso

Ecco perché le nostre big sono costrette a spendere solo all’estero MILANO

S Roma

S Milan

S Chievo

S Sampdoria

S

Il Milan che fatica a prendere Bellomo dal Bari, ma si permette il lusso di sognare Kakà del Real e Balotelli del City. L’Inter che tentenna per Schelotto con l’Atalanta e poi programma l’ingaggio del costoso Paulinho dal Corinthians. La Juve che inciampa sul genoano Immobile, mentre accarezza l’idea-Drogba. Sono gli esempi più clamorosi di un’esterofilia sempre più accentuata dei nostri grandi club. Ma come perché le big sono diventate all’improvviso così avare solo sul mercato interno, preferendo investire nelle operazioni oltre frontiera? Lo scoglio Purtroppo non è un problema di mode, ma ha motivazioni esclusivamente finanziare. A causa degli elevati indebitamenti, infatti, Inter, Juve e Milan sono entrati nella lente d’ingrandimento della Co.vi.soc. (la Commissione di vigilanza sulle società) e in questa sessione di mercato devono ricorrere a degli aumenti di capitale per le operazioni in entrata in Italia. E sono in buona compagnia, visto che in una situazione simile ci sono anche Roma, Genoa, Sampdoria e Chievo. Al contrario questi club possono fare acquisti internazionali senza ricorrere a interventi diretto dei rispettivi proprietari. E ciò spiega bene perché gli obiettivi esotici catturano tante attenzioni, anche se in prospettiva costano più degli affari di casa nostra. I controlli Le norme federali si richiamano al codice civile e presuppongono che l’indebitamento di ogni società non possa superare il 33% del capitale azionario. Ragion per cui quando si supera tale percentuale si rendono necessari interventi straordinari, evidentemente non in linea con gli input del Fair play finanziario dell’Uefa. I controlli Co.vi.soc. hanno cadenza trimestrale. Quello di settembre ha effetti sulla

Genoa

Troppi debiti per Inter, Juve, Milan, Roma, Chievo, Genoa e Samp: la Covisoc impone l’aumento di capitale per gli acquisti in Italia. Comprare fuori è meno oneroso...

LA TERZA STAR NEL MIRINO IL GIOCATORE STUZZICATO DAL SECONDO RITORNO IN ROSSONERO

Beckham altro osservato speciale E l’entourage conferma l’opzione MILANO

Ventinove presenze e due gol in un campionato diviso in due, sempre dall’inverno verso l’estate, da gennaio a giugno: prima sosta nel 2009, seconda esattamente un anno dopo. Per il terzo inverno in cinque anni Beckham sbarcherà a Milano? Elenco dei pro La suggestione (così Galliani ha definito il possibile affare) resta in piedi, e a pensarci bene i punti a favore dell’ennesimo replay ci sono eccome: Becks ha autorevolezza

e carisma (doti ben esposte nella passata doppia esperienza rossonera), è fisicamente integro (anche se l’impatto del crac al tallone d’Achille di tre anni fa deve ancora essere valutato in confronti impegnativi come quelli della A), e il suo piede destro può sempre entrare sui campi della Champions (dove invece a Kaka è imposto lo stop, per aver già battuto quest’anno la competizione con il Real). Altro pro non da poco la fattibilità dell’operazione, contrapposta agli intoppi che il Milan incontra nel reperire affidabili centrocampisti sul mercato italiano. Allegri preferirebbe

forse innesti più giovani (David farà 38 anni a giugno) e di conseguenza più dinamici: con 57 presenze e 11 gol, anche se dall’altra parte dell’oceano, nei Galaxy di Los Angeles, Beckham si è comunque tenuto allenato. Entourage David tornerebbe volentieri a Milano, città scoperta nel 2009 (tappa rossonera numero uno) poi esplorata nel 2010, anno del (primo?) ritorno. Dall’entourage dell’inglese filtra assoluta apertura all’ennesimo come back: insieme si ricordano però le altre opzioni a disposizione di Beckham. In-

somma, se si decidesse per il sì, il Milan dovrebbe poi anche affondare il colpo. Altro top young Intanto, nuova identificazione nel gruppone dei baby talenti tenuti sotto osservazione: Vitor Saba, trequartista classe ’90, brasilianino del Brescia, quest’anno 11 presenze (6 da titolare) e due gol. È scuderia Raiola, ieri a colloquio con Galliani: altro giovane che interessa per la prossima stagione, quando l’imbarcata dei baby nel gruppo rossonero sarà massiccia. a.g. © RIPRODUZIONE RISERVATA

campagna trasferimenti invernale, da quello di marzo dipende la sessione estiva. Due i parametri da rispettare. Il fatturato deve superare quattro volte i debiti finanziari e almeno tre volte l’indebitamento totale (al netto delle disponibilità liquide e dei crediti con le altre società). Le mosse Nel caso del Milan non basta il pareg-

gio di bilancio appena raggiunto il 31 dicembre, un progresso ottenuto grazie alle cessioni di Ibra e Thiago Silva, visto che sui conti rossoneri pesano gli impegni per gli anni a venire. Tanto è vero che il club di via Turati dovrà immettere denaro fresco per tesserare Ricky Saponara, appena rilevato in comproprietà dall’Empoli per 3,75 milioni di euro. E già in estate l’azionista era intervenuto per l’acquisto di Acerbi dal Chievo. Ciò spiega perché ora Galliani tentenna per Bellomo. Salamon o Jorginho. E vale anche per tutti gli altri. Gli interventi di Moratti non fanno più notizia. Anche Juve e Roma sono stati di recente alle prese con ripianamenti imponenti. Ora va così negli anni delle ristrettezze. Non stupiamoci, allora, se i nostri giovani talenti rischiano di prendere altre strade. Ed è sola una delle conseguenze di questo paradosso in salsa nostrana. c.lau. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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SERIE A

Il discorso del Prince all’Onu «Sarà la partita della vita» Boateng parlerà di razzismo alle Nazioni Unite: «Ho due mesi per prepararmi Mi rivolgerò soprattutto al cuore dei bimbi. Melissa? Prima o poi la sposo» LUCA CALAMAI FIRENZE

«Aiutami con l’italiano. Non sono tranquillo, mi vergogno». Il Boa incrocia lo sguardo rassicurante di Melissa Satta. La sua compagna. Lo stand di Silvian Heach è assediato da giornalisti e telecamere. Sono tutti per lui. L’uomo che è diventato il simbolo della lotta al razzismo. Kevin Prince Boateng indossa la maglia «One world Zero differences 100% Love» ed è circondato da quindici bambini e bambine di nazionalità diverse. «Dobbiamo regalare a questi giovani un mondo migliore» dice, sospirando. E li accarezza, uno dopo l’altro. Boateng, il 21 marzo lui è stato invitato a Ginevra dall’Onu alla commemorazione della «Giornata internazionale per l’eliminazione delle discriminazioni razziali».

«Sono emozionato. Anzi, impaurito. Parlerò per 15 minuti davanti a un mondo che non conosco. Sarà la partita più importante della mia vita. Non so ancora cosa dirò. Ho due mesi di tempo per prepararmi. Voglio lanciare un messaggio chiaro contro il razzismo. Do-

DOPO I FATTI DI BUSTO

spogliatoi. Un gesto d’amicizia che non dimenticherò mai».

La Lega Pro si costituisce parte offesa

Il giudice sportivo ha avuto il buonsenso di non punire il Milan per essere uscito dal rettangolo di gioco.

BUSTO ARSIZIO (f.b.) La Lega Pro ha reso noto che i propri legali «hanno depositato presso la Procura di Busto Arsizio la dichiarazione di persona offesa dal reato e la nomina del difensore per i fatti di Pro Patria-Milan». Nell’occasione è stata inoltre depositata la documentazione di Lega riguardante la gara. Intanto ieri cinque dei sei indagati per istigazione all’odio raziale (tra cui l’assessore allo Sport di Corbetta, Grittini), hanno scelto di non rispondere alle domande del pm. Boateng dovrà presentarsi entro fine gennaio.

vrò essere perfetto. Penso che mi rivolgerò ai bambini per spiegare loro che in questo mondo siamo tutti uguali». Le capita di ripensare a quel pomeriggio di Busto Arsizio?

«Quello è il passato. Il mio è stato un gesto d’istinto, ero molto

«Sarebbe stato assurdo penalizzare una squadra che ha dimostrato solidarietà. Anche Uefa e Fifa fanno tante cose per combattere il razzismo. Il mio gesto ha toccato il cuore di molti, ma va combattuto a 360 gradi dando buon esempio, inviando messaggi positivi, non solo uscendo dal campo quando qualcuno viene offeso. Noi vogliamo giocare a calcio, non tornare negli spogliatoi». Famiglia Melissa se lo mangia

Kevin Prince Boateng, 25 anni, e Melissa Satta, 26, indossano la T-shirt contro le discriminazioni razziali disegnata da Silvian Heach Kids

arrabbiato. Non avrei mai creduto di diventare un simbolo così importante. E’ stato bello vedere che il mondo del calcio si è schierato compatto al mio fianco. Ho ricevuto tanti messaggi di solidarietà da grandi campioni».

Berlusconi ha detto che la prossima volta usciranno tutti, anche i dirigenti.

«Ho parlato con lui. L’ho ringraziato dieci volte. E a Ginevra rappresenterò pure la società rossonera. A Busto mi sono commosso vedendo i miei compagni accompagnarmi negli

con gli occhi. «Sono orgoglioso del suo gesto». La coppia Satta-Boateng ha scelto Pitti Bimbo per la prima partecipazione in coppia a un evento. C’è spazio anche per il gossip. «Quando ci sposeremo? Un giorno ci sposeremo. Vero Kevin?». Il giocatore rossonero sorride. «Vogliamo sposarci ma dobbiamo aspettare il momento giusto. Entro il 2013? Vedremo. Se vogliamo dei figli? Io ho già un bambino di cinque anni. Però voglio avere un figlio anche con Melissa, vogliamo creare una famiglia». © RIPRODUZIONE RISERVATA

GOL E ASSIST

Niang vola in amichevole Bene Robinho MILANELLO (Va) La crescita prosegue spedita. E siccome per un ragazzo di 18 anni sono fondamentali anche le amichevoli infrasettimanali, ieri Niang si è ritagliato un ruolo da protagonista nel test a Milanello contro la SolbiaSommese (Eccellenza). A M’Baye è bastato il primo tempo (poi è stato sostituito) per fare un gol, partecipare attivamente ad altri quattro (due assist) e prendere un palo. Allegri l’ha piazzato largo a destra come a Genova, in un tridente composto anche da Pazzini e Robinho. Il tecnico rossonero l’ha richiamato di frequente, dettandogli le giocate (l’ha «invitato» spesso a giocare palla più velocemente) e dimostrando quindi di seguirlo con particolare attenzione. Per domenica col Bologna si profila un ballottaggio con Robinho, la sensazione è che al momento Niang sia favorito sul brasiliano. Che comunque si è mosso abbastanza bene, trovando qualche numero e pure una doppietta. Per la cronaca, la partita è finita 10 1. Gli altri marcatori sono stati Pazzini (tris), Nocerino, Bojan, El Shaarawy, Flamini e Tino per gli ospiti. Montolivo ha giocato davanti alla difesa. Nel secondo tempo si sono rivisti Bonera (che domenica potrebbe anche partire dal primo minuto), Antonini e Muntari, impiegato da mezzala sinistra. m.pas. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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SERIE A MERCATO CAMBIANO LE STRATEGIE BIANCONERE PER L’ATTACCO

Immobile lontano, si punta su Gabbiadini Conte dice sì ma il Bologna fa muro... Buffon: a giorni la firma sul rinnovo biennale concordato prima di Natale GIULIO DI FEO MIRKO GRAZIANO

Davanti al secco no di Preziosi sul fronte Immobile, tornano inevitabilmente a salire le azioni di Manolo Gabbiadini, giocatore in prestito al Bologna e in comproprietà fra Juventus e Atalanta. E indagando un pizzico più a fondo si viene a scoprire quanto Antonio Conte sia molto attento alla crescita del 21enne attaccante di Calcinate. Il tecnico bianconero è rimasto favorevolmente colpito dalle ultime prestazioni di Gabbiadini, dal-

la duttilità tattica di un attaccante davvero moderno sotto ogni punto di vista: qualità senza le quali non si riceve il pass per il pianeta Conte. Insomma, Gabbiadini non va comunque considerata l’ultima scelta di questo mercato. Anzi, una volta a Vinovo non sarebbe sorprendente vederlo velocemente scalare posizioni là davanti. Detto questo, il Bologna al momento resiste, spera che la Juventus peschi altrove, ma fra una settimana (non di più) potrebbe trovarsi costretto a studiare, naturalmente insieme e in accordo con la dirigenza bianconera, soluzioni alternative all’altezza dell’azzurro under 21. D’altronde i rapporti fra i due club sono stretti stretti: in rossoblu giocano parecchi ragazzi legati al club torinese, come per esempio Sorensen, Pasquato e Taider. Gennaio al risparmio Per qualche giorno ancora, comunque,

l’amministratore delegato Beppe Marotta e il direttore sportivo Fabio Paratici attenderanno notizie dai vari Drogba, Llorente e Lisando Lopez, tenendosi allo stesso tempo pronti a cogliere eventuali occasionissime dell’ultimo momento (smentito Baros), anche se all’orizzonte non si vedono grandi attaccanti in rotta con questo o quel club, e quindi pronti a cambiare aria a basso (bassissimo) costo. E di soldi la Juve non ne spenderà a gennaio. Giusto così. Il progetto deve andare avanti senza «scatti economici» improvvisi e attualmente insostenibili. Mattone dopo mattone, dirigenti e Conte stanno allestendo una società solida, una squadra tecnicamente competitiva e un vivaio sempre più importante, già in grado di bussare alla porta della prima squadra. Il top player arriverà, ma è l’ultimo step del progetto nato sotto la regia di

Andrea Agnelli. Il grande investimento è previsto in estate, quando fra l’altro arriverà di sicuro (e a costo zero) il nazionale spagnolo Fernando Llorente. Il Bayern e la Bundesliga in generale insegnano quanto sia fondamentale programmare e crescere senza scorciatoie. Ha ragione Conte quando dice che «al momento per noi è fondamentale confermarci in Italia. Rivincere lo scudetto sarebbe già un’impresa straordinaria». Imminente Buffon, e Diakité...

Nel frattempo, gli uomini mercato della Juventus continuano a setacciare il mercato degli svincolati, e nelle ultime ore sta prendendo corpo l’idea Diakitè. Il 25enne gigante francese di origini maliane è infatti in scadenza con la Lazio e non sarebbe insensibile ai campioni d’Italia. Infine, in questi giorni verrà finalmente ufficializzato il rinnovo biennale (fino al 2015) di Gigi Buffon, accordo praticamente già trovato e ufficiosamente annunciato dallo stesso giocatore a inizio dicembre. Manolo Gabbiadini, 21 anni, attaccante, prima stagione al Bologna AP

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Juve, centro di guai Vidal, Marchisio, Pirlo Uomini chiave a rischio

Scatta l’emergenza a centrocampo prima delle 4 partite in 10 giorni. Non solo: il tecnico dovrà centellinare anche le punte PERCENTUALI PIU’ SPERANZE PER VIDAL, RECUPERO DIFFICILE PER I DUE AZZURRI Gioca

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Così domani? Insomma, sono in arrivo quattro gare in dieci giorni. E di fatto Conte (che oggi non terrà la conferenza stampa della vigilia) dovrà centellinare pure il reparto avanzato. Vucinic, infatti, ha sì dato buoni segnali nelle ultime sedute, ma non può ancora considerasi completamente al riparo dall’infiammazione al tendine d’Achille che lo ha condizionato negativamente questo inzio di 2013. Nel peggiore dei casi (ovvero nessun giocatore recuperato), domani sera potremmo vedere un centrocampo con Marrone in regia, Pogba e Giaccherini interni, Lichtsteiner e Padoin sulle fasce. Dietro, ballottaggio Caceres-Peluso: se gioca l’uruguaiano, Barzagli si sposta sul centro-sinistra. In avanti Giovinco-Vucinic, con Alessandro Matri eventualmente pronto a prendere il posto del montenegrino. Pirlo tra i top Intanto, Andrea

Arturo Vidal, 25, seconda stagione alla Juve LR DAL NOSTRO INVIATO

MIRKO GRAZIANO TORINO

Juventus minata alle fondamenta. Acciacchi preoccupanti per Vidal e Pirlo, mentre Marchisio ieri ha lavorato solamente in parte con il gruppo. Contro l’Udinese, Antonio Conte rischia di dover ridisegnare completamente il reparto più affidabile e prolifico della sua banda. Restano la seduta di questo pomeriggio e la rifinitura di domani mattina per verificare i margini di recupero, che francamente sembrano scarsi. Trauma contusivo distorsivo alla caviglia destra

Claudio Marchisio, 27 anni domani PHOTOVIEWS

per Vidal, mentre Pirlo è alle prese con un affaticamento al polpaccio destro. Marchisio? Lavora per smaltire il problema al ginocchio emerso nel finale della gara casalinga contro la Sampdoria. Difficili i recuperi dei due azzurri, qualche speranza in più per il cileno. Rischia anche Quaglia A rischio

anche la presenza di Fabio Quagliarella, che proprio ieri ha lasciato l’allenamento per un’infiammazione al tendine del muscolo adduttore lungo della coscia sinistra: forfeit praticamente certo per il 29enne di Castellammare di Sta-

Andrea Pirlo, 33 anni, alla Juve dal 2011 LORENZINI

Quagliarella si ferma in allenamento: non ci sarà contro l’Udinese E Pirlo ringrazia i tifosi che lo hanno votato nella top 11 dell’Uefa

bia. Sono tutte situazioni che vanno monitorate con grandissima prudenza, anche perché proprio domani sera scatta un periodo intenso di gare per la Juventus: dopo l’Udinese, ci sarà la semifinale d’andata di Coppa Italia (martedì prossimo, contro la Lazio), quindi il Genoa fra otto giorni (sempre a Torino) e il 29 (in trasferta all’Olimpico) ritorno con la Lazio. Fabio Quagliarella, 29 anni, attaccante della Juve REUTERS

Pirlo ha festeggiato attraverso il sito ufficiale della Juventus la sua presenza nella top 11 Uefa: unico giocatore italiano e rappresentante della serie A in generale. E pensare che nell’estate del 2011 Marotta lo pescò gratis, lasciato libero dal Milan. «Far parte della squadra ideale della Uefa per il 2012 è una grande soddisfazione - racconta il 33enne fuoriclasse bresciano -. Lo scorso anno, in effetti, è stato molto bello a livello personale, ma anche per tutta la squadra: abbiamo vinto e giocato indubbiamente un gran calcio. Però non ci basta e vogliamo ripeterci. Il segreto? Per rimanere a certi livelli, così in alto, ci vuole sicuramente voglia, determinazione di raggiungere sempre degli obiettivi e passione, quella che mi tiene attaccato a questo sport. So che siete stati in tanti a votarmi (tifosi di tutta Europa, ndr) e vi ringrazio uno per uno. Grazie». © RIPRODUZIONE RISERVATA

INFORTUNATO

Chiellini: «Ci rivediamo tra un mese» TORINO La sua assenza pesa eccome. Al suo posto la Juve ha alternato Peluso a Caceres, ma non è la stessa cosa: Giorgio Chiellini (foto Lapresse) è insostituibile. Lui lavora ancora a parte per guarire dalla lesione a un polpaccio, l'obiettivo è tornare col Siena (24 febbraio), il sogno alzare la Coppa Italia. «La mia riabilitazione procede bene ha ammesso il difensore, testimonial dell'iniziativa "Non fare autogol" promossa dall' Associazione italiana di oncologia medica , spero di rientrare il prima possibile, ma ne avrò ancora per un mese. Senza di me la Juve fatica? Un singolo non può cambiare gli equilibri di una squadra». Diplomazia e voglia di rivincita. «Voglio sollevare la decima Coppa Italia della storia della Juventus, è un obiettivo importante come gli altri, anche perché la finale persa l'anno scorso non ci è andata giù». Contro l'Udinese sabato sera serve una reazione: «Ho piena fiducia nei miei compagni, è stato un gennaio sfortunato, proprio come l'anno scorso. Abbiamo perso qualche punto importante ma speriamo di riprenderci già sabato sera». Nessun rimpianto: «Se non avessi fatto il calciatore, avrei studiato medicina». Alberto Mauro


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All’andata sostituì Brkic al 14’: ora il k.o. del collega lo rilancia titolare nell’Udinese dopo aver superato, indenne, la vicenda scommesse FRANCESCO VELLUZZI

La Juventus. Prima per emergenza, adesso per ripartire. Lo scorso 2 settembre Daniele Padelli dopo quattordici minuti di Udinese-Juventus aveva dovuto indossare i guanti per sostituire Zeljko Brkic espulso per un fallo dubbio da rigore che aveva dato la svolta alla partita (poi persa 1-4 dai friulani), ora si prepara ad affrontare di nuovo la squadra capolista da titolare perché anche stavolta Brkic è fermo ai box per infortunio.

di Guidolin. Juve, Siena, Milan, Torino e Genoa non gliele leva nessuno. «Devo sfruttare la mia occasione. Sapere di poter scendere in campo per più partite è importantissimo. La continuità è fondamentale per un portiere», ha detto mercoledì intervistato da Udinese

Channel. Proprio la fiducia del club e dei compagni può essere un’arma in più per il ventisettenne portiere comasco: «Questa fiducia la sento e ringrazio tutti di cuore. Questa è la dimostrazione di quale club sia l’Udinese. Una vera famiglia. Le parole che si sentono

«

Svolta Da allora Padellino ha

giocato quella fastidiosa contesa con la Juve e, bene, quella successiva con il Siena. Poi ha avuto fiducia nella partita (ininfluente per i friulani) con il Liverpool in Europa ed è stato il migliore in campo. Quindi, ha retto domenica con la Fiorentina. Insomma, se si considerano le occasioni avute, fin qui (a parte una gara non perfetta con la Juve) il secondo portiere bianconero se l’è cavata egregiamente. Ora ha davanti almeno cinque partite di campionato, peraltro decisive per il futuro della squadra

Sul gol di Sebastian Giovinco nella partita di andata pesò l’errore di Padelli che non trattenne un facile tiro di Marchisio: Daniele entrò dopo 14’ per Brkic, espulso, e la Juventus segnò quattro reti a Udine (finì 4-1). Per la squadra di Conte a segno anche Vidal, su rigore, Vucinic, e ancora Giovinco. Ora, da titolare, Padelli non vede l’ora di riscattarsi REUTERS

Barreto scalda il Toro «Ti salvo coi miei gol» Ventura vuole lanciare la punta già con il Pescara FRANCESCO BRAMARDO TORINO

Vitor Barreto, 27 anni LAPRESSE

no al 2016 con l’Udinese alla riscossione delle ultime pendenze, martedì scorso, prima del viaggio a Torino mercoledì pomeriggio con la firma del contratto alle 22. Ieri mattina il via libera dallo staff sanitario dopo le visite mediche. Poco dopo le 14 Vitor Barreto ha varcato i cancelli della Sisport per il saluto ai compagni e al tecnico che lo ha inseguito dopo aver-

l’allenamento Neve a Casteldebole Il Bologna si scalda spalando il campo (n.z.) Una giornata particolare a Casteldebole. Il meteo ha sconvolto i piani di Pioli, che per poter preparare i suoi — nella foto si riconoscono Kone e Perez — alla seconda trasferta della settimana a Milano si è armato di pala contribuendo in prima persona a ripulire un campo di calcio a 5. L’allenamento si è però trasformato in una battaglia a colpi di palle di neve

ne saggiato le qualità a Bari, 14 gol nella stagione 2009-10. Cairo Soddisfatto Urbano Cairo

per la chiusura «della più lunga trattativa per un calciatore da quando mi occupo di calcio. Barreto è in buona salute — continua il presidente — gli manca la partita ma si allena regolarmente da mesi…». A fine stagione dovrà riscattarlo per 1,8 milioni di euro. Con Pozzo, patron dell’Udinese, Cairo ha fatto anche un tentativo per portare Giovanni Pasquale a Torino. Raggiante Vitor Barreto che, in poche ore, rischia di trovarsi catapultato dalla tribuna del Friuli al campo dell’Adriatico. A Pescara, con Bianchi squalificato, Diop infortunato e Sansone non al meglio, il brasiliano potrebbe venir utile anche subito. «Sono pronto — dice — ho atteso tanto questo momento, non vedo l’ora di giocare e comunque sono qui per dare una mano e centrare l’obiettivo salvezza». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Sapere di poter scendere in campo per più partite è importantissimo Questo club è una vera famiglia. L’unica società che ha mostrato interesse per me

za alcuna chance da giocarsi. La telefonata dell’Udinese gli ha ridato il sorriso che troppe volte nella passata stagione, per colpe non sue, gli era sparito. Ora la paura torna, ma perché domani dovrà impedire agli attaccanti di Conte di segnare. Se ci riuscirà, la sua carriera cambierà.

Quell’errore su Giovinco all’andata

PUPILLO DI VENTURA VISITE OK. IL BRASILIANO SARÀ RISCATTATO A FINE STAGIONE

Con il contagocce, da dosare con cura. Dopo un anno e mezzo di corteggiamento tra il Torino e Vitor Barreto, il matrimonio si è finalmente celebrato. Ma non poteva consumarsi tutto in una notte. Sette giorni dopo l’accordo tra le società, tra Pozzo e Cairo, il pupillo di Giampiero Ventura verrà presentato oggi ufficialmente ai media allo stadio Olimpico. Nel mezzo la telenovela si è arricchita di nuovi capitoli, dal prolungamento del contratto fi-

to dimenticato quanto la società bianconera gli sia stata vicina nel periodo, triste, del calcioscommesse, vicenda dalla quale è uscito pulito: «L’Udinese è stata l’unica società che ha dimostrato un vero interesse nei miei confronti anche in un periodo per niente facile. Infatti, quando mi si è prospettata la possibilità di tornare non ho esitato un attimo. In Friuli mi trovo benissimo». E ora il bello della squadra, quello che fa impazzire le ragazzine della città, sembra anche aver trovato l’amore. Quindi, al momento, non c’è spazio per le, tante, aspiranti fidanzate. Padelli, a giugno 2012, era tornato alla Sampdoria per fine prestito. Era chiuso, faceva il terzo sen-

«

ilprecedente

v

Scommesse Padelli non ha cer-

identiKit & CARRIERA

Il secondo chiude la porta Padelli, ti ricordi la Juve?

spesso non sono gettate al vento».

Daniele Padelli, 27 anni, cresciuto nel Como PETRUSSI

ROSSI SORRIDE

Samp, riecco Maxi Lopez dopo il k.o.

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giudizio del Tombo DI DANIELE TOMBOLINI

Convince la linea verde Ok Di Bello, Guida e Massa Rocchi conferma la leadership. Dolenti note per Peruzzo che non fischia il braccio di Floccari 20ª

Maxi Lopez, 28 anni LAPRESSE BOGLIASCO (f.g.) Chi si rivede: settantaquattro giorni dopo la sua ultima partita, torna Maxi Lopez, che ieri ha disputato di nuovo una partitella (in famiglia) al «Mugnaini», appena ottenuto il via libera dai sanitari che due mesi e mezzo fa l’avevano operato per «regolarizzare» il menisco esterno del ginocchio sinistro. Assai improbabile la convocazione per Siena, ma il momento del suo rientro ufficiale è ormai vicino. Una buona notizia per Rossi, che se da una parte sta scoprendo tutto il talento del giovane Icardi, dall’altra è ancora in cerca di un cannoniere vero, che sin qui ai blucerchiati è mancato parecchio. La cooperativa Lo dicono (anche) i numeri, visto che la Samp (insieme al Pescara, con Weiss e Celik), è la squadra di A con il più basso numero di reti segnate (appena tre) dai suoi capocannonieri (Icardi, Maresca e Maxi Lopez). Ben undici, però, i giocatori della Samp andati sinora a segno. © RIPRODUZIONE RISERVATA

GIORNATA

PARTITA

ARBITRO

BOLOGNA-CHIEVO

MASSA

BONUS ERRORI

1

-

PUNTI

INTER-PESCARA

CELI

1

-

1

TORINO-SIENA

DI BELLO

2

-

2

CAGLIARI-GENOA

ROCCHI

2

-

2

CATANIA-ROMA

DAMATO

2

-

2

LAZIO-ATALANTA

PERUZZO

2

-3

-1 2

1

NAPOLI-PALERMO

GERVASONI

2

-

PARMA-JUVENTUS

DE MARCO

2

-

2

UDINESE-FIORENTINA

ROMEO

2

-5

-3

SAMPDORIA-MILAN

GUIDA

2

-

2

LEGENDA Bonus gara facile 0; gara insidiosa 1; gara difficile 2; gara difficilissima 3. Errori su un gol -3; su un rigore -2; su un’espulsione -1

Ottime notizie dalla linea verde della squadra di Braschi, convincono i giovani Di Bello, Guida e Massa, buone le prestazioni di De Marco, Damato e Gervasoni; Rocchi conferma la leadership dirigendo in scioltezza la sfida CagliariGenoa. A Udine, invece, Romeo è male assistito dai suoi collaboratori che non gli segnalano due fuorigioco importanti: il primo è di Domizzi nell'azione del rigore (-2), il secondo quello di Di Natale in occasione del terzo gol (-3) segnato ai viola. Note dolenti anche per Peruzzo che all'Olimpico di Roma non si accorge dello stop di braccio di Floccari, convalidandone la rete (-3) ai danni dell'Atalanta.

CLASSIFICA GENERALE ARBITRO

ROCCHI RIZZOLI ORSATO GIANNOCCARO TAGLIAVENTO DAMATO VALERI BANTI DE MARCO MAZZOLENI BERGONZI MASSA CALVARESE ROMEO GERVASONI PERUZZO CELI RUSSO GUIDA GIACOMELLI DI BELLO TOMMASI MARIANI OSTINELLI PINZANI IRRATI DOVERI

GARE

PUNTI

9 9 10 10 8 10 9 10 10 9 9 8 8 10 10 8 9 8 9 8 3 2 1 2 1 2 9

18 15 15 14 13 12 11 10 10 9 9 9 8 6 6 5 5 4 4 3 3 2 2 1 1 1 1


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SERIE A MERCATO MORATTI RIBADISCE: «NOI E IL GALA ABBIAMO UN ACCORDO, SNEIJDER DECIDA IL PRIMA POSSIBILE». I TURCHI: «E’ UN DISCORSO FRA WES E L’INTER DA 2 MILIONI»

No Schelotto? C’è Cassani Idea Cigarini, a giugno Icardi L’italo-argentino resta la prima scelta, ma i nerazzurri si cautelano con il viola e pensano al regista dell’Atalanta. Passi avanti per la punta della Sampdoria MATTEO DALLA VITE MILANO

Partiamo da destra: Ezequiel Schelotto è in cima alla lista apparecchiata da Andrea Stramaccioni sul tavolo del mercato interista. Ma quella lista è lunga: se è vero che è stato proposto Van der Wiel (Psg, ma non può fare il terzo trasferimento), se è realistica la non-nuova pista che porta a Jung (Eintracht, ma ha rinnovato il contratto da poco), ecco chi è la vera alternativa all’argentino dell’Atalanta: si chiama Mattia Cassani, il classe ’83 della Fiorentina che in questo campionato non sta

trovando grande spazio. Ex Palermo, e fino a poco tempo fa nel giro della Nazionale, Cassani arriverebbe con la formula più in voga in questo momento: prestito con diritto di riscatto. Il tutto naturalmente se per Schelotto la situazione non dovesse sbloccarsi: ad ora la forbice fra richiesta e offerta per Ezequiel è larga (l’Inter offre 2,5 milioni più la metà di Livaja e di un altro baby), ma la voglia di avere in fretta un esterno potrebbe accelerare i tempi per l’uno o e per l’altro. Ovviamente, Jonathan saluterebbe: per lui il Flamengo offre 2 milioni. Pensiero (difficile) su Cigarini

Lodi. E poi Valdes. E poi? E poi

Mauro Icardi, 19 anni ANSA

Mattia Cassani, 29 anni LAPRESSE

La soap Inter-Roma va di nuovo in onda: 3 puntate in 11 giorni Come una telenovela: «audience» in calo da 2 stagioni ma ora si giocano treno Champions e finale di Coppa Italia DAL NOSTRO INVIATO

LUCA TAIDELLI APPIANO GENTILE (Como)

Luca Cigarini: dopo i due «no» ricevuti per i giocatori di Catania e Parma nella (utile) ricerca di un regista basso, ecco che l’Inter ha cominciato a fare un sondaggio per il ventiseienne titolare inamovibile dell’Atalanta. Ma proprio la sua centralità nella squadra di Colantuono rende l’affare difficile. La formula? Sarebbe quella del prestito con diritto di riscatto, la stessa con la quale adesso Cigarini è all’Atalanta perché di proprietà del Napoli. Ci vorrebbe la risoluzione anticipata del prestito con virtuale rientro del giocatore allo stesso a Napoli per poi essere girato ai nerazzurri: un supergiro, e fra l’altro l’Atalanta è bottega tutt’altro che morbida. Sul regista, l’Inter potrebbe anche riprovarci a giugno. Wes e quei 2 milioni E l’affare-Sneijder? Massimo Moratti è stato intercettato da NTVSpor: «Abbiamo firmato dei contratti con il Galatasaray su tutto - dice il numero uno nerazzurro -. Ora aspettiamo la decisione di Sneijder. Non so quando prenderà la decisione, ci aspettiamo che la dia il più presto possibile». Wes attende

della finale secca, sempre all’Olimpico. Nel 2008 la spuntano 2-1 i giallorossi (Mexes, Perrotta, Pelè). Dopo quattro stagioni di affari loro, piccola pausa nel 2009. Ma duello rinnovato l’anno seguente, quando Milito esorcizza il tabù nerazzurro del 5 maggio all’Olimpico. Nel finale Totti perde la testa e si fa cacciare per un calcione da dietro a Balotelli.

L’effetto Calciopoli La cosa buf-

fa è che i nerazzurri sono allenati da un romano che dalle squadre della sua città finora ha preso solo schiaffi e sulla panchina dei giallorossi siede un tecnico per cui Moratti non ha mai nascosto la sua stima. Gli episodi complessivi sono 188 (compresa la finale Uefa del 1991), ma è negli ultimi nove anni che gli intrecci si infittiscono. Con una sorta di duopolio tra campionato, Coppa Italia e Supercoppa. Soprattutto tra il 2006 e il 2010, quando Calciopoli ha piegato le gambe alla Juve e un po’ anche a Milan e Lazio. Un duello che vede in vantaggio l’Inter, che per tre volte su tre ha pre-

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il Film Sfida infinita Dal 2005 al 2010 coppe e scudetti sono affare loro

che il campionato in quegli anni era affare loro, in parallelo le due squadre si sono contese la Supercoppa italiana. Che ha detto Inter nel 2006 (4-3 ai supplementari), 2008 (8-7 ai rigori, la prima di Mourinho) e 2010 (3-1, con Benitez). La Roma l’ha spuntata invece nel 2007 grazie a De Rossi. ma, anche il subcomandante Marcos, noto tifoso interista come ricordato ieri dal sito nerazzurro, che ha ripreso un discorso ufficiale del rivoluzionario

Finale Coppa Italia 2005 12 giugno 2005 Adriano segna il 1˚di due gol all’Olimpico. La Coppa va all’Inter dopo 23 anni GMT

Nerazzurri in ritiro per cinque giorni nella Capitale da domani a mercoledì

L’Inter resta a Roma Tanto che i

nerazzurri rimarranno nella Capitale cinque giorni a Roma, da domani pomeriggio a mercoledì prossimo. Non è un ritiro punitivo, ma «logistico». Una volta avuta la certezza di dover giocare all’Olimpico per due volte nel giro di quattro giorni, Stramaccioni ha scelto di evitare alla squadra un rientro a Milano quasi all’alba di lunedì per tornare a Roma martedì, alla vigilia del match di Coppa. Gli allenamenti e la rifinitura probabilmente si svolgeranno al Flaminio.

Icardi a giugno Per Mariga si è fatto avanti il Torino, mentre per giugno non va sottovalutata una voce che saprebbe sì di rinnovamento: l’Inter è in pole-position rispetto alla Roma per il sampdoriano italo-argentino Mauro Icardi, bomber classe ’93 che recentemente ha abbattuto la Juventus. Ha un contratto fino al 2015, non vuole rinnovare e anche il Monaco di Ranieri avrebbe offerto 5 milioni per averlo: sull’ex Barça il club nerazzurro starebbe puntando tantissimo.

In Supercoppa è 3-1 Visto che an-

Tifo da Subcomandante Insom-

La Beautiful del calcio italiano. Inter-Roma è come una soap opera senza fine. E la saga, che nell’ultimo biennio ha accusato un calo di audience, nei prossimi dieci giorni regalerà tre puntate da non perdere tra campionato e Coppa Italia.

sempre notizie dalla Premier, ma per il ds del Galatasaray tutto sarebbe definito tranne quella (possibile) buonuscita-Inter di 2 milioni. «Ho incontrato Wesley - dice Turun -: non ci sono problemi tra noi e lui, con il Galatasaray gli accordi ci sono. Il problema è di natura economica con l’Inter, per 2 milioni di euro». Poi viene citata una fantomatica clausola fino al 5 febbraio (il mercato in Turchia chiude il 1˚ febbraio alle 23). Mah.

Il gran destro con cui Milito, 33 anni, il 5 maggio 2010 decide la finale di Coppa Italia tra Roma e Inter. Il triplete nasce quella sera, visto che poi il Principe firmerà lo scudetto, il 16, e la Champions, il 22 FOTOLINE

valso nel testa a testa per lo scudetto, in tre occasioni su cinque ha soffiato la Coppa ai giallorossi e in tre su quattro l’ha spuntata nella sfida secca che assegnava la Supercoppa. Che duelli in Coppa La finale di

Coppa del 2005 tra l’altro ha segnato l’inizio del ciclo nerazzurro dopo anni di carestia, così come quella del 2010 ha dato il la allo storico triplete. Il 12 giugno 2005 l’Inter ipoteca il trofeo vincendo l’andata all’Olimpico con una ciclonica doppietta di Adriano. Nel ritorno decide una punizione telecomandata dell’ex Mihajlovic. Il bis undici mesi dopo: 1-1 a Roma, 3-1 a Milano. Nel 2007 la Roma si rifà con gli interessi: 6-2 e gara di ritorno che diventa un pro forma. Poi si passa alla formula

A ROMA CI SARA’, MA UTILIZZATO CON CAUTELA

Cassano oggi farà un test: è più facile l’impiego in Coppa che in campionato APPIANO GENTILE (a.e.) Ultime di ieri: Mudingayi era solo affaticato e un po’ acciaccato ma a Roma ci sarà, Nagatomo è pronto a tornare titolare, Benassi non è stato una meteora ma dà garanzie di affidabilità e condizione atletica. E Cassano? In considerazione del doppio impegno, partirà per Roma anche lui. Il fatto che non ci sia lesione, ma solo un risentimento all’adduttore lungo, è incoraggiante in prospettiva recupero, perlomeno per la Coppa Italia: ed è proprio

perché l’Inter dovrà giocare quattro partite in 11 giorni che verrà usata cautela. Anche perché Milito ha ancora fastidio al ginocchio e resta a fortissimo rischio perlomeno per le prime due gare con la Roma. Cassano ci terrebbe molto a sfidare la sua ex squadra già in campionato, ma è proprio la sua importanza che indurrà tecnico e staff medico, dopo il test di oggi (proverà a correre: ieri solo cyclette), a valutare bene pro e contro del suo utilizzo domenica. Più probabile, nel caso, partendo dalla panchina.

Gli allenamenti e la rifinitura probabilmente saranno al Flaminio messicano, rischia di stancarsi di questa sfida infinita. Anche perché nel conto va messa la tenzone scudetto, con un testa a testa in tre stagioni su quattro. Nel 2006-07 il braccio di ferro dura sino a dicembre, poi l’Inter allunga sino a chiudere a +22. Poi è thrilling vero. La stagione successiva, a 45’ dalla fine del campionato erano in testa i giallorossi, poi nel secondo tempo di Parma-Inter entra Ibrahimovic e segna la doppietta scudetto. Nel 2009-10 la Roma recupera all’Inter 14 punti e la sorpassa alla 33ª giornata. Ma dopo due turni si suicida in casa con la Samp. E a ridere sono i milanesi. Che però da allora hanno perso due volte e pareggiato una. Domenica la saga riparte. © RIPRODUZIONE RISERVATA

E la Roma gioca a tennis... 9 maggio 2007 Perrotta segna uno dei 6 gol giallorossi nella finale d’andata del 2007 RICHIARDI

Il calcione di Totti 10 maggio 2010 Finale secca di Coppa: decide Milito, rosso a Totti per un calcione a Balotelli ANSA

L’ultimo blitz in campionato 2 settembre 2012 Florenzi apre di testa il 3-1 con cui la Roma sbanca San Siro all’andata ANSA


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Zeman con la difesa a 3 Ma la svolta è già finita Dopo la prima uscita della sua Roma con il nuovo sistema apprezzato dalla dirigenza, il boemo chiude: «A me non piace» MASSIMO CECCHINI ROMA

Ma perché siamo tutti così sorpresi? Se è vero che la vita comincia a quarant’anni, Zdenek Zeman è appena un venticinquenne con gli ormoni vibranti e la testa piena di idee diverse fra di loro. Con queste premesse, nessuna meraviglia che due giorni fa il boemo abbia schierato la Roma con la difesa a tre, ottenendone una partita ricca di qualità offensiva e, nel contempo, limitando quasi al minimo sindacale i rischi difensivi (come dire, ciò che ogni tifoso vorrebbe per la propria squadra). Rivoluzione a metà Invece la fin-

zione finisce qui. L’età anagrafica è incisa nelle rughe di ciascuno di noi, e così tutti salutano uno Zeman che, per la prima volta in carriera, ripudia la «sua» retroguardia a quattro per privilegiare quella a tre, pronta a volte (spesso) a trasformarsi a cinque. Una rivoluzione provata pochissimo in allenamento, dicono i giocatori, e che ieri ha lasciato di stucco tutti i suoi ex giocatori sparsi per il mondo. A questo punto, due sono state le domande che si sono rincorse a Roma: 1) il boemo ha fatto tutto di testa sua oppure la dirigenza, al-

la luce dell’emergenza offensiva, lo aveva consigliato di cambiare qualcosa? 2) Contro l’Inter, che solitamente gioca a tre dietro come la Fiorentina, Zeman concederà il bis? Sul primo punto, circolano più sussurri che certezze. Di sicuro i dirigenti, non solo non sono stati colti totalmente di sorpresa, ma hanno anche apprezzato la duttilità «finalmente» dimostrata dall’allenatore, soprattutto perché ha a disposizione un gruppo molto competitivo. Detto questo, la sensazione generalizzata è che quella contro la Fiorentina sia stata una sorta di «botta e via» e perciò contro l’Inter il tecnico tornerà ad agire secondo gli schemi consueti. D’altronde, le sue parole in merito sono state chiare: «Può essere che la difesa a tre possa essere riproposta, ma a me non piace. Vorrei tornare a giocare a quattro. A Firenze c’era emergenza, perciò abbiamo giocato così per sfruttare le caratteristiche dei giocatori». Con tutti cambiamenti del caso, soprattutto vedendo Piris spostato in mediana (ma c’è stato poco) e Florenzi in attacco (ma praticamente ha fatto tutti e tre i ruoli sulla fascia sinistra).

valsa su chi lo considerasse immutabile come l’espressione di Breznev sulla Piazza Rossa, un effetto collaterale è stato il disgelo con De Rossi che, dopo aver detto come quel modulo gli piaccia, nel viaggio di ritorno in pullman ha a lungo scherzato con Zeman, arrivando a proporre lui, a nome della squadra, di dormire tutti a Trigoria per allenarsi subito la mattina. Un segnale positivo, anche se il centrocampista ai microfoni si era detto dispiaciuto per le critiche di una piccola parte dei tifosi, commentando: «Forse dopo undici anni si sono stufati di me». Carica dei 50.000 Detto che Cangelosi, vice di Zeman, è stato squalificato per la prima semifinale contro l’Inter per frasi irri-

«Si può bissare, ma l’ho fatto solo per emergenza». Totti: difficile il recupero per l’Inter

Zdenek Zeman, 65 anni, allenatore della Roma

ANSA

ADESSO DIETRO E’ UNA ROMA A DUE FACCE

Disgelo De Rossi Se chi è vicino al tecnico dice come la scelta sia stata vissuta anche come una ri-

GDS

guardose dette sull’arbitro, per la sfida di domenica contro l’Inter — la prima del trittico in dieci giorni — la prevendita sta andando molto bene, tant’è che si prevedono cinquantamila spettatori. Fra questi, però, potrebbe esserci anche capitan Totti che, dopo l’elongazione accusata al retto femorale della gamba sinistra, ieri ha ricominciato a correre. L’impressione è che per la gara di campionato possa essere solo convocato, mentre per rivederlo in campo dovremo attendere mercoledì, quando si consumerà (sempre all’Olimpico) il primo atto della semifinale di Coppa Italia. E chissà se, quella notte, Zeman riuscirà a sorprendere anche lui.

il retroscena

Il conclave dei giocatori: «Si fa così...» (ma.cec.) Che nell’aria ci fosse qualcosa di strano, lo avevano capito dopo la convocazione pomeridiana. Il rito delle partite serali prevede la riunione tecnica la mattina, poi più nulla fino alle formazioni, a ridosso del match. Stavolta invece Zeman, all’ora della merenda canonica, ha convocato la squadra per annunciare la novità: «Contro la Fiorentina si gioca con la difesa a tre». Colpo di scena. Sì, c’era stata qualche prova, ma niente che lasciasse presagire la rivoluzione. Per questo tutti sono stati ad ascoltare le indicazioni del boemo che però, inevitabilmente, non potevano essere del tutto esaurienti. E allora, uscito l’allenatore dalla stanza, i giocatori sono rimasti a parlare, a confrontarsi, a pensare a che cosa fosse meglio fare. I sussurri raccontano dell’autorità mostrata da Burdisso, De Rossi, Balzaretti e Pjanic, ma non sono stati i soli: il gruppo stavolta si è sentito coinvolto. E in campo, perciò, i giallorossi hanno parlato tanto, sentendosi molto più responsabilizzati rispetto all’utilizzo del Dogma Immutabile. Domanda: che sia questa, in fondo, la vittoria più bella? © RIPRODUZIONE RISERVATA

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CRISI OFFENSIVA MIRACOLI DEL PORTIERE AVVERSARIO, TORTI ARBITRALI E SFORTUNA (TRE LEGNI CONTRO LA ROMA) NON BASTANO A GIUSTIFICARE IL TREND NEGATIVO

Fiorentina, che fine hanno fatto i tuoi gol? Nel 2013 a segno solo con un’autorete: Jovetic e Toni latitano, non basta aspettare Larrondo LA TENDENZA GLI ATTACCANTI INCIDONO SEMPRE MENO: L’ULTIMO CENTRO PRIMA DI NATALE

DARCO

si è spostata sulla questione arbitrale, e nella terza partita dell’anno, quella di mercoledì in Tim Cup contro la Roma, i tre legni colpiti hanno fatto imprecare verso la sorte. Tutto vero. Ma i numeri vanno oltre la sfortuna ed il terzo indizio, da proverbio, fa una prova. Il trend negativo imboccato dagli attaccanti gigliati, se non desta allarme, almeno fa riflettere. Ne hanno parlato ieri mattina in un mini summit Andrea Della Valle, Pradè e Montella. Anche se la priorità resta trovare un centrocampista.

GIOVANNI SARDELLI FIRENZE

La porta si restringe, i pali aumentano di volume. E la Fiorentina non segna. Il 2013 viola parte senza il botto offensivo dopo che un botto di mercato, Giuseppe Rossi, aveva fatto sognare. Nelle tre gare giocate nel nuovo anno infatti, nessun calciatore gigliato ha trovato la via del gol. L’unica rete siglata è stata segnata di testa da Brkic, portiere dell’Udinese sfortunato nella carambola vincente. Considerando le occasioni create la mancanza di centri comincia a preoccupare. Inceppati Contro il Pescara l’eroica prestazione di Perin ha mascherato qualche problema di mira degli avanti di Montella. Con l’Udinese l’attenzione

L’attaccante della Fiorentina, Stevan Jovetic, 23 anni, montenegrino ANSA

Cifre e JoJo Nelle ultime 8 partite giocate tra campionato e Coppa Italia, in ben 5 circostanze nessun attaccante è andato a segno. In alcuni casi ci hanno pensato difensori e centrocampisti certo, ma il dato è particolare. Anche perché in contro-

Altri L’astinenza del fuoriclasse

ad altre problematiche. Toni è a secco da un mese. E dalla gara contro l’Atalanta del 18 novembre scorso (due mesi fa), ha segnato solo nel match contro il Siena (doppietta). L’ultimo gol di El Hamdaoui è datato 8 dicembre. Complice la Coppa d’Africa, servirà un bel po’ per averlo nuovamente a segno. Peggio è andata a Ljajic e Seferovic. Il primo ha un bottino di due reti stagionali, uno in Coppa Italia e l’altro in campionato. Che risale addirittura al 28 ottobre scorso, avversaria la Lazio. L’unica rete di Seferovic in maglia viola, porta alla sfida di Coppa Italia (contro la Juve Stabia). Risolte le pendenze con il Siena, oggi Larrondo sarà ufficializzato (ieri si è già allenato). Ma sono i big a dover tornare a centrare la porta. Il prima possibile.

montenegrino si accompagna

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Ieri mini vertice fra Della Valle, Montella e Pradè per parlare dell’involuzione tendenza con quanto accaduto nella prima fase di campionato. Analizzando ancora più a fondo i numeri, ve ne sono alcuni degni di nota. Il primo riguarda Jovetic: dal 4 novembre scorso, JoJo ha segnato soltanto in una gara, a Palermo (doppietta). L’infortunio ha influito, e molto. Ma i viola hanno bisogno del miglior Jovetic. Quello visto ad inizio anno non può bastare. E da lui Montella si aspetta il cambio di marcia.


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Lazio punto e capo Petko-rivoluzione per volare ancora A Palermo il tecnico cambia modulo e uomini Klose e Gonzalez a riposo: tornano con la Juve DAL NOSTRO INVIATO

STEFANO CIERI FORMELLO (Roma)

Un’altra Lazio per continuare a volare. Vlado Petkovic ha deciso: a Palermo (nell’anticipo di domani) si cambia. Un po’ per necessità, di più per convinzione. Perché il modulo con la difesa a tre si sposa meglio con le caratteristiche della sua squadra e perché alle viste c’è una semifinale di Coppa Italia con la Juve da affrontare nelle condizioni ideali. E allora meglio far rifiatare qualche giocatore domani per averlo fresco tre giorni dopo. Nuovo modulo... Difesa a tre ed

esterni alti. E’ un chiodo fisso che il tecnico di Sarajevo ha già da prima di Natale. Forse addirittura dallo scorso autunno, quando pure il 4-5-1 che fin qui è stato il modulo-base filava che era un piacere. Nell’ultimo mese e mezzo, invece, quel sistema di gioco qualche scricchiolio lo ha palesato. Ed allora meglio salutarlo e passare ad altro. Anche perché le tre partite disputate dall’inizio del 2013 sono state tutte vinte grazie al nuovo modulo. Nelle due di campionato con Cagliari e Atalanta la Lazio è venuta fuori (vincendo poi in entrambe le occasioni) solo nella ripresa quando Petkovic ha mollato il 4-5-1 per passare al

Vladimir Petkovic, 49 anni, prima stagione da tecnico della Lazio ANSA

IL SISTEMA BASE

COSÌ A PALERMO

GDS

3-5-2. In quello di Coppa Italia col Catania, invece, tutto è andato bene proprio perché sin dall’inizio la squadra era stata schierata col 3-5-1-1 (variante del 3-5-2). Sarà così anche a Palermo, e stavolta dall’inizio. Perché Petkovic si è convinto che questa è anche l’unica strada per sottrarsi alle contromisure che sempre più spesso gli avversari adottano per neutralizzare il gioco della sua Lazio. Ed anche i giocatori si sono ormai persuasi che sia questa la strada da seguire per continuare a stupire. ...e nuovi interpreti Giocatori che domani non saranno gli stessi delle ultime uscite. Una scelta dettata da qualche acciacco di troppo all’interno della rosa biancoceleste, ma anche dalla necessità di fare ricorso ad un minimo di turn over in vista dell’impegno di Coppa Italia di martedì con la Juve. Anzi, da entrambe le cose. E’ il caso di Klose, per esempio. Il tedesco ieri è tornato ad allenarsi, sia pur a ritmo blando, dopo il risentimento muscolare a una coscia che lo aveva bloccato nei giorni scorsi. Domani a Palermo non giocherà (ma potrebbe comunque essere convocato): decisione che sarebbe certamente diversa se non ci fosse da giocare un’altra partita tre giorni dopo. Ragionamento che vale pure per Konko (ieri bloccato da un risentimento a un polpaccio) e Gonzalez (in miglioramento dopo la contrattura a un polpaccio). Via libera quindi a Floccari in attacco (per Klose), Cavanda sulla fascia (per Konko) e uno tra Brocchi e Lulic a centrocampo. Candreva, che ieri è tornato ad allenarsi dopo la febbre dei giorni scorsi, agirà alle spalle di Floccari. Il modulo sarà infatti il 3-5-1-1. Quello con cui Petkovic ha già superato un’altra squadra siciliana, il Catania. Quello con cui il tecnico vuole modellare la sua Lazio 2.0. Aggiornata nel software per continuare a sorprendere. E volare.

GDS

A

ECCO LE NOVITA’

QUANDO L’ITALIA ATTINGE DAL BARÇA

Keita-Tounkara I nuovi Icardi ce li ha Lotito

S Floccari Dopo il gol (contestato) con cui ha deciso la gara di domenica scorsa con l’Atalanta, l’attaccante calabrese a Palermo giocherà titolare. Sarà la prima volta in questo campionato

S Cavanda Il laterale belga di orgini angolane torna titolare domani a Palermo. Quest’anno ha già disputato 13 partite di campionato, 7 di Europa League e 2 di Coppa Italia

Keita Balde Diao, 17 anni, e Mamadou Tounkara, 16 GIULIO DI FEO

Pioggia di meteore dalla galassia Barça. E nemmeno così tanto meteore, perché Icardi alla Samp pare più un astro nascente. I prossimi invece potrebbero uscire dalla Lazio, che coltiva altri due ragazzi strappati a La Masia. E uno, il più promettente dei due, da Lotito è capitato per uno scherzo. Keita Balde Diao, classe 1995, due anni fa pensò bene di infilare del ghiaccio nel letto di un compagno, e il Barça per punizione lo prestò al Cornellà. Poi, un po’ perché preferirono lanciare Dengou e Deulofeu, un po’ perché fino a 16 anni i ragazzi in Spagna non possono essere contrattualizzati, ai blaugrana non tornò più. Lo volevano Juve e Real, lui preferì la Lazio. Figlio di genitori senegalesi ma nato in Spagna (in estate avrà anche il passaporto), dopo le lungaggini burocratiche Fifa del caso l’hanno appena tesserato come extracomunitario: prima gara gol e assist, ambidestro, panterone di razza con un tocco speciale, ha altri due anni di contratto. L’altro ha un anno di meno, anche se non si direbbe: Mamadou Tounkara ha 16 anni ma è 1.88, numero 9 puro, meno talento di Keita ma muscoli che fanno provincia, lotta, segna e fa salire la squadra. Pure lui senegalese di Spagna, pure lui arrivato quest’estate dal Barça nella stessa maniera, ma stavolta senza scherzo: era in prestito, e la Lazio ne ha approfittato. Entrambi sono in Primavera con meno anni del dovuto, e per Lotito «Keita è già pronto per la prima squadra». Ah, Keita a Barcellona ha pure un fratellino che si chiama Mamadou Junior. Ha 11 anni e coi bimbi del Barça ne ha appena fatti 150 in un anno. Se la catena degli ex blaugrana continua, va tenuto d’occhio.

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L’INTERVISTA PARLA IL TECNICO SUBENTRATO A COSMI SULLA PANCHINA DEL CLUB BIANCONERO

identiKit & CARRIERA

v Iachini: «Io il Siena lo salvo col bel gioco»

«Mese terribile? Solo per i punti persi. Da De Sanctis ad Abbiati, contro di noi i migliori sono sempre stati i portieri» ALESSANDRA GOZZINI MILANO

Finale da schiantare, k.o. in serie con Napoli, Milan e Torino, considerando anche la coppa Italia, alla lista si aggiunge la sconfitta+eliminazione davanti alla Lazio. Eppure non è la fine: «Non posso non dire che la situazione sia oggettivamente difficile, ma sono confortato dalla grande disponibilità di tutto il gruppo. E altro fattore che mi fa ben sperare sono le prestazioni: in tutte le partite ci è mancato solo il risultato, non il gioco. La riprova? Che i migliori in campo siano stati De Sanctis, Abbiati, Gillet, insomma i portieri avversari». Iachini, è seduto sulla panchina del Siena da appena un mese: ok le buone partite, ma come si risolleva la classifica?

«Facendo conto che la penalizzazione non esista. Cosmi, professionista che stimo, mi ha lasciato una squadra in ottime condizioni, solo molto turbata, psicologicamente da rinforzare. Non ho fatto e non ho intenzione di fare rivoluzioni, solo metterci qualcosa del mio. Se negli ultimi cinque anni ho centrato 3 promozioni in Serie A,

ora mi posso augurare di portare questo gruppo a confermarsi in questa categoria».

rà da avversario. Messaggi da consegnargli?

«L’ho fatto esordire io l’anno scorso, aveva già cominciato a segnare. Si era subito messo in luce, ora sta continuando».

Dal mercato potrà ricevere un bell’assist, anche se finora lampeggiano le cessioni, specie in attacco: Larrondo e, soprattutto, Calaiò. Possiamo dire che le manca un bel pacchetto di gol?

Brescia, Samp, ora Siena. Perché ultimamente trova spazio solo in corsa?

«Se lo dite voi, si. Normale che, dopo le uscite, qualcuno entri. Lo stesso vale per il centrocam-

«Nel calcio ci sono cose che si spiegano in tante maniere, io spero solo che alle squadre di

«

«

Se negli ultimi anni ho centrato tre promozioni in A, posso sperare di salvarmi ora GIUSEPPE IACHINI SULL’OBIETTIVO FINALE

po dopo la partenza di D’Agostino, serve qualcuno con la stessa qualità. Pozzi per l’attacco? Lo conosco e ne apprezzo le qualità, ma non posso aggiungere altro, se non che al 31 gennaio saremo completi». Domenica, per la prima volta dopo l’addio, ritroverà la Samp. Siederà sull’altra panchina però, visto che in estate le hanno preferito Ferrara.

Mercato? Dopo le uscite, arriverà qualcuno. Samp? Faccio il tecnico, non l’attore GIUSEPPE IACHINI TRA PASSATO E PRESENTE

Giuseppe Iachini, 48 anni. L’anno scorso ha portato la Samp in A. Ora ha sostituito Cosmi alla guida del Siena FORNASARI

«Resta una grande sorpresa per il lavoro che avevamo svolto insieme, per i record raggiunti, miglior difesa, miglior attacco, per la promozione in risalita, per i giovani valorizzati. È stata fatta un’altra scelta, segno che a livello professionale non è la meritocrazia ad assegnare i posti. Io ho la coscienza pulita, e soprattutto sento ancora l’affetto e la stima, condivise, con la piazza e la proprietà.

È stato detto che si cercava un allenatore con profilo internazionale, ma io non faccio l’attore: lavoro sodo, ma solo sul campo. Ripeto, dispiace per come sono andate le cose, ma il legame con Garrone e i tifosi resta e resterà per sempre, magari un giorno tornerò». Magari ritroverebbe anche Icardi, che ha iniziato la fase del boom e che intanto incroce-

Iachini siano riconosciuti i risultati, il buon gioco, un’impronta che deriva dal lavoro sul campo, la valorizzazione dei ragazzi». Mix impegnativo, specie stavolta che riparte dal fondo.

«Ora infatti pensiamo solo a riagganciare gli altri in classifica. L’obiettivo salvezza è lì: ci proviamo e ci crediamo». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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SERIE A AFFARI E TRATTATIVE AFFARI IN BALLO I PROTAGONISTI DELLE TRATTATIVE 1

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MERCATO LE DATE

Il finale La sessione del mercato invernale iniziata lo scorso 3 gennaio terminerà il 31 gennaio alle ore 19 2

5

1 Rafal Wolski, 20 anni, colpo della Fiorentina AFP 2 e 3 Mario Sampirisi, 20 anni, e Igor Budan, 32: obiettivo vicino e nuovo centravanti dell’Atalanta FOTOPRESS 4 Gaetano D’Agostino, 30 anni, va a Pescara FOTOPRESS 5 Milan Baros, 31 anni, lo vuole il Palermo IPP

Atalanta: Budan Palermo-Baros sì Wolski a Firenze Ma Sorrentino si allontana dai rosanero Olivera è del Genoa. Siena: Pozzi e Naldo CALVI-DI CHIARA-RUSSO

A piccoli passi, ma continuano a muoversi le trattative. L’Atalanta ha praticamente piazzato un altro colpo, stavolta in attacco: c’è l’intesa col Palermo per il ritorno di Igor Budan in nerazzurro. Sempre l’Atalanta ha in mano l’accordo con Sampirisi (Genoa, possibile chiusura lunedì) e corteggia ancora Contini (Siena), sul quale c’è anche la Sampdoria, che ha ripreso Gavazzi dopo il prestito a Vicenza. Altro affare fatto di giornata: il Pescara ha chiuso per D’Agostino (Siena), che domenica sarà in città, e resta su Farnerud (Young Boys). Intanto, segue sempre Sansone (Torino) e Sforzini (Grosseto). Resta in piedi l’affare con la Reggina: mezzo Rizzo in Abruzzo, Colucci e soldi in Calabria.

Alt Sorrentino Un’altra trattati-

va molto avviata, invece, si è arenata: l’incontro tra il Chievo e l’agente di Sorrentino si è concluso con una fumata nera. Non c’è accordo per il passaggio al Palermo, per il momento Sorrentino resta a Verona. Probabile, a questo punto, che il Palermo valuti altri obiettivi. I rosanero, intanto, vanno di corsa per Baros (oggi Lo Monaco è in Turchia), ma hanno chiesto anche Paulinho al Livorno: no di Spinelli. Resta attuale il nome di Faurlin (Qpr). In uscita, quasi definito il passaggio di Lores Varela al Cska Sofia. L’attaccante uruguaiano classe ’94 Sebastian Sosa va al Central Espanol, per Cetto si avvicina il Sochaux, per Rios ci sono offerte ma le parti sono lontane. Capitolo Fabbrini: restano vive le piste che portano a Chievo, Samp e proprio Palermo.

Pescara: preso D’Agostino, avanti per Rizzo, davanti idee Sansone e Sforzini Napoli in pressing per Radosevic United: Vogliacco piace. Torino: Benussi o Coppola Punto Fiorentina, Genoa e Parma

La Fiorentina piazza il colpo Wolski, centrocampista del ’92 per 2,5 milioni più bonus. Il Legia Varsavia però vuole tenerlo fino a giugno. In dirittura l’ufficialità per Larrondo, Vecino arriva a Firenze tra lunedì e martedì, ma è difficile ottenga il passaporto comunitario a gen-

naio. Respinta l’offerta del Rubin per Roncaglia. Il Genoa prende Olivera proprio dalla Fiorentina: prestito con riscatto a 1 milione.Il Parma invece ha chiesto Lucchini all’Atalanta, ma anche qui è derby con la Samp. Sempre il Parma continua a lavorare sottotraccia per Boly. La trattativa, interrotta dall’Auxerre la scorsa settimana, è ripresa. L’accordo col giocatore c’è, si discute sulla formula: i francesi vorrebbero al massimo il prestito con obbligo di riscatto. Intanto Pabon annuncia su Facebook di aver firmato per l’Independiente. Siena, Udinese e Toro Oggi si de-

cide sulla trattativa Pozzi-Siena. Tra le alternative, l’ultima idea è Viatri (Boca), già nel mirino del Palermo. In difesa, possibile il prestito di Naldo, ex Gremio, dall’Udinese. Proprio l’Udinese ha fatto un’offerta agli egiziani dell’Enppi per il regista Gomaa (1993). Il Torino avrà un portiere: Benussi (Palermo) o Coppola (Milan), già avuti da Ventura. Altro Il Napoli è sempre su Radosevic, centrocampista croato ’94 dell’Hajduk che piace anche al Parma. Paglialunga del Catania ha detto no, per ora, al prestito con riscatto al Colo Colo. Alla voce rinnovi, molto lontano quello di Icardi alla Sampdoria, ottime probabilità invece per Cavanda alla Lazio. Macheda, che piace al Bologna, è vicino allo Stoccarda. Comincia a muoversi addirittura lo United per Alessandro Vogliacco, 14 anni, difensore centrale del Bari che piaceva a tanti in A.

La tre giorni Il 29, 30, 31 gennaio si apriranno le trattative all’Hata hotel Executive di Milano Il mercato chiuderà il 31 gennaio anche in Inghilterra, Francia, Germania, Spagna, Olanda e Portogallo Svincolati Possono trovare una squadra entro il 31 marzo Altri Paesi Scadenze 4 febbraio Uruguay 11 febbraio Argentina 15 febbraio Svizzera 24 febbraio Russia 15 aprile Brasile

L’ULTIMO ACQUISTO DEL GENOA

Nadarevic story dai dilettanti alla A grazie al tribunale LUCA BIANCHIN

«Un giorno stava scappando in auto in Germania, per andare in un Paese in cui potesse giocare. Lo abbiamo fermato in tempo». Enzo Montemurro, a.d. del Varese, racconta un momento della vita di Enis Nadarevic, appena passato al Genoa. La scena dell’auto è una metafora ma non troppo, perché Nadarevic nella seconda parte del 2010 è stato un giocatore prigioniero delle regole. Il Varese lo aveva comprato dalla Sanvitese, squadra non professionistica friulana, ma non poteva farlo giocare. Secondo il regolamento Figc, infatti, un giocatore extracomunitario acquistato da una squadra italiana dilettantistica influisce sul numero (limitato) di extracomunitari tesserabili da un club pro. Proprio come se il giocatore arrivasse da un Paese straniero. Il Varese, assistito anche dall’avvocato Vittorio Rigo, andò in tribunale e vinse la causa. Anche se la norma Figc non è mai cambiata. I progressi Ventiquattro mesi dopo, Nadarevic è in Serie A. Faceva l’attaccante esterno del 4-3-3, con Sannino ha iniziato da seconda punta e ora è un’ala da 4-4-2. Era un mancino un po’ incostante, ora ha fisico e una pericolosità riconosciuta al tiro. A inizio di stagione ha fatto parlare per qualche uscita notturna, ma nelle ultime settimane ha messo la testa a posto. Al punto da dimostrare riconoscenza al Varese, con cui non ha trovato l’accordo per il rinnovo del contratto, in scadenza a giugno. Enis aveva più di una offerta ma ha scelto il Genoa. E il Varese ha incassato un indennizzo, che a fine stagione non avrebbe avuto. © RIPRODUZIONE RISERVATA

IL CASO

Campos Toro all’Udinese Arrivò in Italia sfruttando un taroccatore di partite Campos Toro dal Siena all’Udinese è notizia da pastone di mercato, se non fosse per il problemino etico che si porta dietro. Riassunto: in agosto l’Udinese vuole acquistare l’esterno cileno dal Granada, altro club dei Pozzo, ma non può perché ha già acquistato due giocatori senza passaporto Ue, Willians e Maicosuel. Chiede allora l’aiuto del Siena, che ha come d.s. Stefano Antonelli, già consulente di mercato proprio a Udine. Anche i toscani non possono inserire in rosa altri extracomunitari, a meno che non giochino già in Italia. Così si trova uno stratagemma: si tessera lo svincolato Joelson e lo si scambia con Campos Toro (esce un extracomunitario e ne entra un altro, così si può). Tutto regolare. Peccato, però, che nel momento in cui viene tesserato (25 luglio) Joelson sia reduce dagli arresti domiciliari e reo confesso per il calcioscommesse, già sicuro di una lunga squalifica (che arriva in settembre, 30 mesi). L’operazione si fa, senza che nessuno si indigni (neppure in Figc). Joelson a Granada non ha messo piede, ovvio, e sarebbe interessante sapere se abbia ricevuto soldi per il «favore». Campos Toro, che a Siena ha giocato appena 15 minuti, ora può passare all’Udinese, contratto fino al 2017. Disse Antonelli al Corriere della Sera: «E’ l’Udinese che ha curato l’affare, a me non interessava che il giocatore fosse implicato nel calcioscommesse, ma solamente di liberare un posto da extracomunitario». Con buona pace dell’etica. Roberto Pelucchi

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ELEZIONI

La Lega torna al voto: si studia un governo ponte Lotito rilancia Beretta ma Inter, Juventus e Roma vogliono un tecnico Spunta Campoccia MARCO IARIA twitter@marcoiaria1

Una Lega spaccata rincorre oggi quella faticosa concordia che le consentirebbe di sedere al tavolo del governo del calcio italiano e partecipare da protagonista alla corsa alle poltrone. L’assemblea delle ore 13, an-

ticipata da un consiglio mattutino, è l’ultima occasione (ma ci sarebbe il tempo per convocarne un’altra) per rinnovare i propri organi prima del consiglio federale che Abete convocherà entro fine mese per formare il nuovo «esecutivo» di via Allegri, con la Serie A che ambisce a una delle due vicepresidenze. Quattro votazioni andate a vuoto, i candidati Abodi e Simonelli evaporati, e oggi riprende la disfida sul presidente di Lega. Visto che è impossibile trovare un nome nuovo in così breve tempo, l’unica cosa certa è che — se fumata bianca sarà — si opterà per un governo ponte, della durata di sei mesi, con l’obiettivo di riscri-

vere lo statuto ridando potere al consiglio e, magari, restituendo ai dirigenti di club la possibilità di occupare lo scranno presidenziale («a rotazione», il suggerimento di De Laurentiis). La scadenza naturale, beninteso, resta la fine del quadriennio olimpico, ma una lettera di dimissioni a giugno sarebbe l’escamotage per far nascere un governo a tempo. Divergenze Claudio Lotito ha rilanciato Maurizio Beretta, che a marzo 2011 annunciò le dimissioni per l’incarico assunto in UniCredit. Il patron della Lazio, evocando pure il rischio commissariamento, è sicuro di arrivare

ai fatidici 14 voti e medita — sostiene qualche voce maliziosa — di far fuori Juventus e Inter dal futuro consiglio di Lega. Proprio le due società che guidano il fronte opposto e che, incassata la sconfitta di Abodi, non ne vogliono sapere di mantenere la continuità con «un’agenda di Lega che ha fallito diversi obiettivi». L’ipotesi già lanciata nell’ultima assemblea da Andrea Agnelli resta sul tavolo: una presidenza «tecnica», super partes, fino a giugno. Sono stati fatti i nomi del d.g. Brunelli e dell’avvocato Stincardini ma nelle ultime ore è spuntato anche quello di Stefano Campoccia, che dovrebbe lasciare la vicepresiden-

za dell’Udinese, uno di quei club che si sta mantenendo equidistante e il cui pronunciamento sposterà gli equilibri da una parte o dall’altra. Con Juventus e Inter, infatti, ci sono Roma, Sampdoria, Pescara, Siena e Catania, forse Atalanta. Voti sufficienti per stoppare Beretta, anche se qualche società potrebbe vacillare. A complicare il quadro ci sono le altre nomine: un vicepresidente e 9 consiglieri di Lega e due consiglieri federali. Su questi ultimi posti un’intesa potrebbe nascere attorno al riconfermato Lotito e alla new entry Angelomario Moratti, vicepresidente dell’Inter. Maurizio Beretta, 57 anni LAPRESSE

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SERIE A LA GUIDA

21

a

V

N

ATALANTA (4-3-2-1) CAGLIARI (4-3-1-2)

CHIEVO (4-3-1-2) PARMA (4-3-3)

DOMANI ore 18 ARBITRO Rocchi (0-3)

DOMANI 20.45 ARBITRO Banti (4-1)

DOMENICA h 12.30 ARB. Bergonzi (1-2)

DOMENICA h 15 ARB. Tagliavento (1-1)

DOMENICA h 15 ARB. Calvarese (0-2)

1

ANSELMO KURTIC 14 28

9 DYBALA

RETI P

F

S

JUVENTUS 45 20 14 3 3 41 14 NAPOLI 42 20 13 3 4 40 18 LAZIO 42 20 13 3 4 30 19 INTER 38 20 12 2 6 32 22 FIORENTINA 35 20 10 5 5 37 24 ROMA 32 20 10 2 8 43 34 MILAN 31 20 9 4 7 36 27 UDINESE 30 20 7 9 4 32 27 PARMA 30 20 8 6 6 28 26 CATANIA 29 20 8 5 7 27 27 CHIEVO 24 20 7 3 10 21 33 TORINO (-1) 23 20 5 9 6 23 24 ATALANTA (-2) 22 20 7 3 10 18 30 BOLOGNA 21 20 6 3 11 25 26 SAMPDORIA (-1) 21 20 6 4 10 22 28 PESCARA 20 20 6 2 12 17 37 CAGLIARI 19 20 5 4 11 19 36 GENOA 17 20 4 5 11 21 32 PALERMO 15 20 3 6 11 16 32 SIENA (-6) 11 20 4 5 11 19 31 ■ CHAMPIONS ■ PRELIMINARI CHAMPIONS ■ EUROPA LEAGUE ■ RETROCESSIONE La classifica tiene conto di quest’ordine preferenziale: 1) punti; 2) a parità di partite giocate, differenza reti; 3) gol segnati

MARCATORI 16 RETI Cavani (3) (Napoli) 14 RETI El Shaarawy (Milan); Di Natale (4) (Udinese) 10 RETI Klose (Lazio); Lamela e Osvaldo (2) (Roma) 8 RETI Gilardino (Bologna); Jovetic (1) (Fiorentina); Milito (3) (Inter); Pazzini (3) (Milan) 7 RETI Denis (2) (Atalanta); Sau (Cagliari); Hernanes (Lazio); Hamsik (Napoli); Bianchi (2) (Torino) 6 RETI Bergessio (Catania); Toni (Fiorentina); Palacio (Inter); Giovinco (1) e Quagliarella (Juventus) ; Belfodil (Parma); Totti (Roma)

1

UJKANI

8 DOSSENA

27 ILICIC

87 CANDREVA LULIC LEDESMA CAVANDA 19 6 24 8 39 MAURI HERNANES 26 3 20 RADU DIAS BIAVA

(3-2) (1-0) (1-1) (0-2) (1-3) (3-2) (2-2) (2-0)

11 DOMIZZI

15 RONCAGLIA RODRIGUEZ SAVIC M. FERNANDEZ BORJA VALERO 10 11 14 20 23 CUADRADO PASQUAL AQUILANI

24 MURIEL

PINZI 66

3 ALLAN

BASTA 8

32 FERRI

2

27 ARMERO

7

27

CAVANI

PANDEV

17

18

11 88 HAMSIK 85 BEHRAMI MAGGIO INLER

14 55 28 GAMBERINI CANNAVARO CAMPAGNARO

5 75 DANILO HEURTAUX

2 STENDARDO 21

8 15 AVELAR ROSSETTINI

DE SANCTIS 1

AGAZZI

13 ASTORI

14 PISANO

2

SARDO

3

13

DAINELLI ANDREOLLI

25 VACEK

16 RIGONI L. 56 HETEMAJ

14 COFIE

BELFODIL 9

BIABIANY 7

43 PALOSCHI

77 THÈRÈAU SANSONE 21 PAROLO 16

VALDES MARCHIONNI 10 32

GOBBI LUCARELLI 18 6

1

JOKIC

PALETTA ZACCARDO 29 5

MIRANTE 83

PANCHINA 30 Storari, 31 Branescu, 13 Peluso, 11 De Ceglie, 23 Vidal, 33 Isla, 21 Pirlo, 8 Marchisio, 27 Quagliarella, 32 Matri. ALLENATORE Conte. BALLOTTAGGI Giovinco-Matri 60-40%, Marrone-Pirlo 60-40%, Giaccherini-Vidal 60-40%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Chiellini, Marchisio, Barzagli, Vucinic, Peluso. INDISPONIBILI Asamoah, Pepe, Bendtner, Chiellini, Rubinho.

PANCHINA 1 Viviano, 12 Lupatelli, 40 Tomovic, 31 Camporese, 21 Migliaccio, 92 Romulo, 7 Pizarro, 19 Llama, 17 Seferovic, 22 Ljajic. ALL. Montella. BALLOTTAGGI Mati Fernandez-Pizarro 60-40%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Jovetic, Tomovic, Migliaccio, Borja Valero. INDISPONIBILI Cassani, Hegazi, Rossi.

PANCHINA 16 Polito, 78 Frezzolini, 92 Milesi, 25 Matheu, 8 Radovanovic, 44 Cazzola, 23 Scozzarella, 7 Schelotto, 79 Ferreira Pinto, 9 Troisi, 91 De Luca, 99 Parra. ALLENATORE Colantuono. BALLOT. Biondini-Radovanovic 55-45%, Ferri-Schelotto 55-45%. SQUALIFICATI Carmona (1), Raimondi (1). DIFFIDATI Bonaventura, Cigarini, De Luca, Moralez. INDISP. Capelli, Marilungo, Lucchini, Bellini.

PANCHINA 54 Sorrentino, 18 Squizzi, 33 Papp, 26 Farkas, 6 M. Rigoni, 8 Cruzado, 22 Dettori, 10 Luciano, 39 Stoian, 31 Pellissier, 9 Moscardelli. ALLENATORE Corini. BALLOTTAGGI Vacek-Luciano 55-45%. SQUALIFICATI Cesar (1). DIFFIDATI Guana, Dramé. INDISPONIBILI Frey, Dramè, Samassa, Guana.

PANCHINA 1 Bizzarri, 84 Carrizo, 21 Diakite, 2 Ciani, 27 Cana, 5 Scaloni, 78 Zauri, 32 Brocchi, 18 Kozak, 25 Rozzi. ALLENATORE Petkovic. BALLOTTAGGI Brocchi-Lulic 80-20 %, Dias-Ciani 80-20%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Biava, Cana, Dias, Konko, Ledesma. INDISPONIBILI Gonzalez , Klose, Konko, Ederson, Stankevicius.

PANCHINA 93 Pawlowski, 4 Angella, 16 Coda, 6 Faraoni, 37 Pereyra, 51 Merkel, 31 Fabbrini, 77 Maicosuel, 13 Ranègie. ALLENATORE Guidolin. BALLOTTAGGI Allan-Pereyra 70-30% SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Coda, Angella, Di Natale, Maicosuel. INDISPONIBILI Brkic, Benatia, Badu.

PANCHINA 22 Rosati, 2 Grava, 21 Fernandez, 3 Uvini, 16 Mesto, 4 Donadel, 20 Dzemaili, 13 El Kaddouri, 9 Calaiò, 24 L. Insigne. ALLENATORE Mazzarri. BALLOTTAGGI Campagnaro-Britos 60-40%, Gamberini-Britos 60-40%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Vargas, Dzemaili, Britos, Pandev, Behrami, Campagnaro, De Sanctis, Calaiò. INDISPONIBILI Zuniga.

PANCHINA 25 Avramov, 24 Perico, 34 Del Fabro, 29 Murru, 32 Casarini, 19 Thiago Ribeiro, 51 Pinilla. ALLENATORE Pulga-Lopez. BALLOTTAGGI Avelar-Murru 60-40%; Ibarbo-Pinilla 60-40%. SQUALIFICATI Cossu (1). DIFFIDATI Cossu, Dessena, Nainggolan, Nenè. INDISPONIBILI Nené, Eriksson, Ariaudo.

PANCHINA 1 Pavarini, 91 Bajza, 13 Santacroce, 28 Benalouane, 4 Morrone, 7 Acquah, 87 Rosi, 77 Ninis, 19 Musacci, 88 Pabon, 17 Palladino, 11 Amauri. ALLENATORE Donadoni. BALLOTTAGGI Marchionni-Acquah 60-40%, Belfodil-Amauri 55-45%. SQUALIFICATI nessuno. DIFF. Galloppa, Rosi, Zaccardo, Acquah. INDISPONIBILI Galloppa.

GENOA (4-4-2) CATANIA (4-3-3)

MILAN (4-3-3) BOLOGNA (4-2-3-1)

PESCARA (4-3-1-2) TORINO (4-3-3)

SIENA (3-5-2) SAMPDORIA (3-5-2)

ROMA (4-3-3) INTER (3-5-1-1)

DOMENICA 15 ARBITRO Rizzoli (2-3)

DOMENICA 15 ARBITRO Doveri (3-1)

DOMENICA h 15 ARB. Mazzoleni (0-3)

DOMENICA 15 ARBITRO Russo (1-2)

DOMENICA h 20.45 ARB. Orsato (3-1)

1

32 ABBIATI

FREY

GRANQVIST MANFREDINI 31 5 21 SAMPIRISI 7 ROSSI

KUCKA 33

MATUZALEM 27

24

MORETTI 13

ANTONELLI

2

SALIFU 30

GOMEZ 17 IZCO 13

17

DE SCIGLIO BONERA

19 NIANG

77 21

ZAPATA CONSTANT

16 18 FLAMINI MONTOLIVO

22 BORRIELLO

17 IMMOBILE

25

10 BOATENG

11 92 PAZZINI EL SHAARAWY

10 GILARDINO 18 33 23 GABBIADINI KONE DIAMANTI 4 15 PEREZ GARICS CHERUBIN KRHIN 21

5

90

ANTONSSON

PORTANOVA

8

AGLIARDI 25

25 PEGOLO

PERIN

14 88 5 11 BALZANO TERLIZZI CAPUANO MODESTO 20 21 8 NIELSEN TOGNI BJARNASON 17 WEISS 80 10 JONATHAS CELIK 86 69 BIRSA MEGGIORINI 4 BASHA

33 BRIGHI

17 2 25 MASIELLO RODRIGUEZ GLIK GILLET

13 24 18 PACI FELIPE NETO VALIANI VERGASSOLA 6 7 8 3 14 ANGELO DELLA ROCCA DEL GROSSO 27 9 ROSINA PAOLUCCI 98 23 EDER ICARDI DE SILVESTRI ESTIGARRIBIA TISSONE 2 16 12 14 19 OBIANG POLI

11 CERCI 14 GAZZI 36 DARMIAN

1

3 COSTA

17 28 PALOMBO GASTALDELLO

ROMERO 22

13 GOICOECHEA 23 3 5 PIRIS MARQUINHOS CASTAN 15

16

PJANIC DE ROSSI 8

9

LAMELA OSVALDO

11 TADDEI

48 FLORENZI 22 DESTRO

PALACIO GUARIN 8 14 NAGATOMO PEREIRA GARGANO 4 55 31 19 21 ZANETTI CAMBIASSO 23 40 26 JUAN JESUS CHIVU RANOCCHIA HANDANOVIC 1

PANCHINA 30 Tzorvas, 32 Donnarumma, 31 Sampirisi, 3 Bovo, 19 Jorquera, 28 Tozser, 91 Bertolacci, 9 Melazzi, 18 Piscitella, 23 Said, 83 Floro Flores. ALLENATORE Delneri. BALLOTTAGGI Bertolacci-Floro Flores 70-30%. SQUALIFICATI Pisano (1), Seymour (1). DIFFIDATI Jankovic, Antonelli. INDISP. Vargas, Jankovic, Ferronetti.

PANCHINA 1 Amelia, 59 Gabriel, 20 Abate, 13 Acerbi, 5 Mexes, 77 Antonini, 12 Traoré, 4 Muntari, 8 Nocerino, 28 Emanuelson, 7 Robinho, 22 Bojan. ALL. Allegri. BALLOTTAGGI Bonera-Mexes 60-40%, Niang-Robinho 60-40%. SQUALIFICATI nessuno. DIFF. Ambrosini, De Jong, El Shaarawy. INDISPONIBILI De Jong, Didac Vilà, Ambrosini, Strasser, Yepes, Mesbah.

PANCHINA 1 Pelizzoli, 2 Zanon, 15 Bocchetti, 4 Cascione, 26 Blasi, 18 Colucci, 99 Caprari, 9 Abbruscato, 22 Vukusic, 19 Caraglio. ALLENATORE Bergodi. BALLOTTAGGI Jonathas-Caraglio 60-40%, Celik-Vukusic 60-40%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Quintero, Celik, Jonathas, Modesto. INDISPONIBILI Cosic.

PANCHINA 12 Farelli, 88 Marini, 17 Belmonte, 15 Dellafiore, 33 Rubin, 22 Contini, 5 Coppola, 36 Bolzoni, 77 Sestu, 91 Reginaldo, 81 Bogdani. ALL. Iachini. BALLOTTAGGI Della Rocca-Bolzoni 60-40%; Paolucci-Reginaldo 60-40%. SQUALIFICATI Vitiello (9/09/2016), Terzi (9/02/2016). DIFFIDATI Rosina, Paci, Pegolo. INDISPONIBILI nessuno.

PANCHINA 24 Stekelenburg, 1 Lobont, 29 Burdisso, 42 Balzaretti, 27 Dodò, 20 Perrotta, 7 Marquinho, 4 Bradley, 10 Totti. ALLENATORE Zeman. BALLOTTAGGI Taddei-Balzaretti 60-40%, Castan-Burdisso 60-40%. SQUALIFICATI Guberti (agosto 2015). DIFF. Bradley, Destro, Lamela, Balzaretti, Pjanic e Totti. INDISPONIBILI Romagnoli (20 giorni).

PANCHINA 1 Frison, 31 Terracciano, 2 Potenza, 18 Augustyn, 33 Capuano, 5 Rolin, 16 Paglialunga, 24 Ricchiuti, 27 Biagianti, 26 Keko, 35 Doukara. ALLENATORE Maran. BALLOTTAGGI Bellusci-Rolin 60-40%, Castro-Biagianti 60-40%. SQUALIFICATI Lodi (2), Legrottaglie (1). DIFFIDATI Castro, Alvarez, Barrientos, Bergessio. INDISP. Almiron, Sciacca.

PANCHINA 1 Curci, 32 Stojanovic, 43 Sørensen, 45 Carvalho, 11 Motta, 3 Morleo, 20 Abero, 13 Pulzetti, 17 Guarente, 30 Pazienza, 77 Pasquato, 24 Paponi. ALLENATORE Pioli. BALLOTTAGGI Antonsson-Sørensen 55-45%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Antonsson, Cherubin, Garics, Pazienza, Taider. INDISPONIBILI Natali, Gimenez, Acquafresca, Taider.

PANCHINA 23 L. Gomis, 3 D’Ambrosio, 5 Di Cesare, 15 Caceres, 8 Suciu, 20 Vives, 18 Bakic, 19 Stevanovic, 77 Verdi, 10 Barreto, 24 Sansone. ALLENATORE Ventura. BALLOTTAGGI nessuno. SQUALIFICATI Bianchi (1). DIFFIDATI Cerci e Meggiorini. INDISPONIBILI Diop, Ogbonna, Santana.

PANCHINA 1 Da Costa, 32 Berni, 13 Berardi, 7 Castellini, 5 Renan, 35 Rossini, 11 Munari, 15 Poulsen, 21 Soriano, 8 Mustafi. ALLENATORE Rossi. BALLOTTAGGI nessuno. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Obiang, Eder, Poli. INDISPONIBILI Krsticic, Pozzi, Maresca, Juan Antonio.

PANCHINA 27 Belec, 77 Di Gennaro, 6 Silvestre, 42 Jonathan, 16 Mudingayi, 17 Mariga, 20 Obi, 24 Benassi, 41 Duncan, 18 Rocchi, 82 Bessa, 88 Livaja. ALLENATORE Stramaccioni. BALLOTTAGGI Gargano-Rocchi 80-20%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Guarin e Palacio. INDISPONIBILI. Castellazzi, Samuel, Stankovic, Alvarez, Coutinho, Milito.

Roma-Cagliari fissata il 27 febbraio Cellino sbotta: «A noi non va bene» Tra Roma e Cagliari in questa stagione proprio non c’è pace. La squadra di Zeman si è qualificata per le semifinali di Coppa Italia, il cui ritorno è previsto il 30 gennaio. E allora Roma-Cagliari, in programma venerdì 1 febbraio, sarà posticipata al 27 febbraio. La partita era stata anticipata al venerdì per l’indisponibilità dell’Olimpico che il 3 febbraio sarà utilizzato dall’Italia del rugby impegnata nel Sei Nazioni. Cellino ha già fatto sapere che la data non va

88

20

PANCHINA 99 Benussi, 22 Brichetto, 29 Garcia, 7 Viola, 23 Donati, 20 Rios, 50 Sanseverino, 19 Budan. ALLENATORE Gasperini. BALLOTTAGGI nessuno. SQUALIFICATI Barreto (1). DIFFIDATI Garcia, Aronica. INDISPONIBILI Brienza, Hernandez, Mantovani.

NUOVO CASO LA PARTITA ERA STATA ANTICIPATA AL VENERDÌ A CAUSA DEL SEI NAZIONI DI RUGBY

MARIO FRONGIA ASSEMINI (Ca)

1 PUGGIONI

28 13 CANINI BRIVIO

GIORGI CIGARINI BIONDINI 10 11 BONAVENTURA MORALEZ 19 DENIS 23 27 SAU IBARBO 4 NAINGGOLAN 20 5 21 EKDAL CONTI DESSENA

30 TONI

JOVETIC

PADELLI 25

ANDUJAR 21

(3-1) (3-1)

PASQUALE 26 21 LAZZARI

4

8

9 VUCINIC

10 DI NATALE

MARCHETTI 22

MARCHESE SPOLLI BELLUSCI ALVAREZ 12 3 14 22

22a GIORNATA Sabato 26 gennaio LAZIO-CHIEVO (ore 18) JUVENTUS-GENOA (ore 20.45) Domenica 27 gennaio, ore 15 BOLOGNA-ROMA (ore 12.30) ATALANTA-MILAN CAGLIARI-PALERMO CATANIA-FIORENTINA PARMA-NAPOLI SAMPDORIA-PESCARA UDINESE-SIENA INTER-TORINO (ore 20.45)

BARZAGLI

GIACCHERINI 24 20 39 PADOIN LICHTSTEINER MARRONE 12 GIOVINCO

47 CONSIGLI

89 NETO 15

POGBA 6

26

99 FLOCCARI

CASTRO 19

PROSSIMO TURNO

BUFFON

19

CACERES BONUCCI

10 MICCOLI

BARRIENTOS BERGESSIO 28 9

Edinson Cavani, 25 anni AFP

4

3 25 ARONICA VON BERGEN

MORGANELLA

PARTITE G

FIORENTINA (3-5-2) NAPOLI (3-4-1-2)

89

Classifica PT

JUVENTUS (3-5-2) UDINESE (3-5-2)

6 MUNOZ

GIORNATA SQUADRE

PALERMO (3-4-1-2) LAZIO (3-5-1-1)

bene al Cagliari «perché arriva nel bel mezzo di due sfide delicate per la salvezza, il 24 con il Torino e il 3 marzo con il Bologna». In verità, quella di Cellino sembra una ripicca per il 3-0 a tavolino dell’andata, quando la Roma era ripartita da Cagliari immediatamente dopo la pronuncia del giudice sportivo che aveva vietato la disputa della gara. Qui Assemini La vittoria col Genoa, comunque, ha rinfrancato il Cagliari. Non passa inosservata la lunga vacanza del patron: Cellino è a Miami dal 22 dicembre. Così come fa specie la con-

IL PROTAGONISTA vocazione del Cda per il 24 gennaio, che dibatte, tra l'altro, di «valutazione della sessione mercato gennaio». Dopo l’sos finanziario di Marroccu e la Regione che frena sul rimborso-sponsor, sembra un assist per cedere i gioielli di famiglia. Pinilla e stadio Il cileno, in pan-

Massimo Cellino, 56 anni, presidente del Cagliari ANSA

ca domenica, taglia corto: «Sto bene e col Genoa ero al 100%. Sono rimasto fuori per scelta tecnica. Vuol dire che i compagni hanno lavorato meglio di me. Devo fare autoanalisi, ma non casino. Il calcio è fatto di momenti. Ho entro rabbia positiva». Passi avanti per lo stadio: il Cagliari ha consegnato al Comune i documenti per avere la licenza d’uso annuale. La Questura martedì vedrà in Commissione di vigilanza le modifiche apportate al progetto. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Sansone, oro di Parma «Ma la strada è lunga» PARMA Se non ci fosse stata la neve che ha costretto il Parma ad allenarsi in palestra e poi sul sintetico, sarebbe stata la settimana perfetta. Morale a mille dopo il pari con la Juve, infermeria vuota (eccezion fatta per Galoppa). E i giovani sugli scudi. Nicola Sansone su tutti. Lui, il castiga grandi (gol a Inter e Juventus) ma anche l’uomo del derby (gol vincente al Bologna). Uno che ha firmato ben 10 dei 30 punti del Parma. Roba non da poco. «Ma non ho fatto nulla. Sono contento, ma non è il caso di adagiarsi sugli allori». Lui, nato in Germania ma italiano dalla testa ai piedi, mette in mostra un carattere che sfiora la sfrontatezza: «Mi fa piacere che i miei gol abbiano tanto peso specifico, ma la cosa più importante è il Parma. E ora vietato sottovalutare il Chievo. Si sa che quando fai bene con una grande, la partita difficile è quella dopo. Il nostro obiettivo è la salvezza, dopo penseremo ad altro. Per ora l’Europa League è un sogno». Sandro Piovani © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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MONDO SPAGNA IL CILENO FISCHIATO DAI TIFOSI E MASSACRATO DAI CRITICI TROVA IL SOSTEGNO DEL SUO TECNICO

LIGA

Sanchez è un caso. Vilanova: «Va protetto»

Oggi un anticipo Barcellona in campo domani

E’ stato uno degli acquisti più costosi: solo 3 gol segnati in questa stagione

Stasera comincia il girone di ritorno nella Liga. In campo Espanyol e Maiorca. Domani tocca alla capolista Barcellona che ha 11 punti di vantaggio sull’Atletico Madrid impegnato domenica in casa con il Levante. Il Real Madrid (terzo a 18 dal Barça), sempre domenica, va a Valencia. Il programma. Oggi Espanyol Maiorca. Domani Granada Rayo Vallecano; Real Sociedad Barcellona; Getafe Siviglia; Malaga Celta Vigo; Domenica: Osasuna Deportivo La Coruna; Valladolid Saragozza; Atletico Madrid Levante; Valencia Real Madrid; Lunedì: Betis Athletic Bilbao.

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

FILIPPO MARIA RICCI Twitter @filippomricci MADRID

Lui, disperato. Il pubblico, spazientito. Il Barça, preoccupato. I giornali, duri. I due gol sbagliati in maniera clamorosa da Alexis Sanchez nel 2-2 del Barça col Malaga in Copa del Rey hanno riportato alla ribalta l’evidente disa-

gio del cileno più caro della storia. In Italia, un fenomeno. In Spagna, un costoso caso. Tredici reti in una prima stagione col giudizio complessivo aiutato dal noviziato, appena 3 nelle prime 22 apparizioni in questa. Tanti spezzoni, è vero, però 2 delle 3 reti sono arrivati col Cordoba. In Liga 691’, zero gol, Villa, il ’competitor’, in campionato è già a 5 in 480’, e a 10 nelle 22 presenze stagionali. Le 3 reti di Sanchez e sono sommerse da difficoltà, ansia, insicurezza, errori. Una settimana fa contro il Cordoba in Copa del Rey l’ex Udinese ha sbagliato un gol a porta vuota. Il Camp Nou aveva commentato la cosa con una risata e una partita senza

sprint per arrivare sotto porta. E’ uno dei nostri, dobbiamo proteggerlo, far sì che provi a esprimere il suo calcio. Se non lo aiutiamo tutti insieme potrebbe finire col farsi sempre più piccolo, il Camp Nou si è già mangiato centinaia di giocatori». La preoccupazione che un investimento da 26 milioni di euro più 11 variabili si trasformi in un flop è legittima. «Alexis ci fa disperare» titolava ieri Sport, stesso concetto utilizzato dal Mundo con un gioco di parole tra la disperazione provocata e quella personale del giocatore: il cileno timido, a disagio nella comunicazione più ancora che sotto porta,

storia aveva contribuito a togliere peso all’incidente. Mercoledì col Malaga altri due sbagli assurdi: Alexis, come lo chiamano qui, con la faccia tirata, gli occhi lucidi tra incredulità e paura, il Camp Nou che prima fischia, poi, sollecitato dal gran capitano Puyol, applaude cercando d’incoraggiare il cileno triste. Poi altri fischi, non esagerati, al momento del cambio. La difesa di Tito «Bisogna provare ad aiutarlo - ha detto Vilanova - E’ giovane e vuole fare tutte le cose del mondo. Nell’intervallo gli ho detto che i tifosi perdonano tutti gli errori ma non chi non ci prova. Se sbaglia è perché si è fatto lo

Alexis Sanchez, 24 anni REUTERS

Guardiola: «Mi è mancata la partita. Il resto no» Il neo tecnico del Bayern: «Si vive bene anche senza calcio». Rummenigge: «Resterà a New York a imparare il tedesco» MATTEO PIERELLI

SCHALKE-HANNOVER

Dopo un mese stasera riparte la Bundesliga

Oggi Pep Guardiola compie 42 anni. Festeggerà a New York, dove ha scelto di vivere l’anno sabbatico dopo aver lasciato il Barcellona. A Manhattan, ha cominciato a studiare anche il tedesco e così farà nei prossimi mesi: il nuovo allenatore del Bayern non ha nessuna intenzione di diventare un fantasma ingombrante per l’attuale tecnico Jupp Heynckes e verrà presentato in estate, poco prima di assumere l’incarico. «Posso smentire totalmente le voci di un arrivo venerdì (oggi n.d.r.) a Monaco di Guardiola» ha detto ieri Karl-Heinz Rummenigge. «Sono convinto che il 1˚ luglio il problema della lingua non esisterà» ha aggiunto l’a.d. dei bavaresi che ha confermato che Guardiola arriverà a Monaco con due assistenti, anche se non ne ha rivelato il nome.

Dopo la pausa invernale (stop di un mese) e con un Guardiola in più, stasera torna la Bundesliga con la prima di ritorno, si gioca l’anticipo tra Schalke e Hannover. Domani la capolista Bayern affronta il fanalino di coda Greuther Furth. Programma: Oggi Schalke Hannover. Domani Leverkusen Eintracht; Hoffenheim Borussia Mönchengladbach; Wolfsburg Stoccarda; Mainz Friburgo; Bayern Greuther Fürth; Werder Borussia Dortmund. Domenica: Norimberga Amburgo; Fortuna Dusseldorf Augsbourg. Classifica: Bayern 42; Leverkusen 33; Borussia Dortmund e Eintrecht 30; Friburgo e Mainz 26; Schalke 04, Stoccarda e Borussia Mönchengladbach 25; Amburgo 24; Hannover 23; Werder 22; Fortuna Dusseldorf 21; Norimberga 20; Wolfsburg 19; Hoffenheim 12; Augsburg e Greuther Furth 9.

Le parole di Pep Il sito della Fifa

ieri ha pubblicato un’intervista all’allenatore catalano, raccolta il 7 gennaio, durante la premiazione del Pallone d’oro a Zurigo. Guardiola non aveva ancora rivelato la sua destinazione, ma visto che aveva già firmato raccontava dell’insolita vita senza pallone: «Del calcio mi è mancata la partita, il vedere come gioca una squadra, il cercar di capire come puoi vincere e il poter decidere su quali giocatori puntare. Questa è l’unica ragione per cui mi trovo ad allenare in questo sport, di tutto il resto non ho un bisogno costante, posso vivere senza: si può stare bene anche in mancanza del calcio. Tutto quello che circonda il nostro sport mi è mancato poco o niente». Sul futuro nella nuova squadra aveva detto che «Farò quello che ho sempre fatto, anche da giocatore: attaccare nel miglior modo possibile, tenere palla e passarla a qualcuno che abbia la stessa maglia. L’anno sabbatico? La mia famiglia aveva bisogno di una maggior presenza rispetto a quella degli ultimi anni, adesso stiamo provando un tipo di vita molto diverso. Ma sono giovane e tornerò ad allenare».

Pep Guardiola, 42 anni, dal 1˚ luglio allenerà il Bayern Monaco EPA

Pep non verrà presentato subito per evitare interferenze ad Heynckes Wenger: «Sono sorpreso, mi aveva detto che voleva venire in Inghilterra»

Entusiasmo in Germania Così è stato e l’arrivo del tecnico spagnolo, che ha firmato un triennale da 8 milioni all’anno, è atteso con grande entusiasmo dalla squadra. L’ingaggio dell’ex allenatore del Barcellona è «un risultato regale, giù il cappello per il lavoro dei nostri manager» ha commentato Philipp Lahm, capitano dei bavaresi. Ma è tutto il movimento tedesco a gonfiare il petto: «Una pubblicità straordinaria e un gran colpo, non solo per il Bayern, ma per l’intera Bundesliga», ha proseguito Lucien Favre, allenatore del Borussia Moenchengladbach, mentre secondo Christian Seifert, il Ceo della Bundesliga, «il fatto che Guardiola venga a Monaco conferma la rinomanza internazio-

nale del Bayern e la considerazione internazionale di cui gode la Bundesliga». Più velenoso Juergen Klopp, allenatore del Borussia Dortmund. «Sono felice di poterlo conoscere, spero solo che abbia l’obbligo di presentarsi agli allenamenti. I tecnici stranieri in Bundesliga non lo fanno spesso. Spero che lui sia un’eccezione». Sorpreso, invece, Arsene Wenger: «Mi ha detto più volte che gli sarebbe piaciuto venire in Inghilterra, quindi sono sorpreso che sia andato in Germania. Il Bayern è un club importante, la Bundesliga un campionato interessante. Non è un passo indietro, la Germania, assieme alla Spagna, ha forse il miglior vivaio in Europa». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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LA SITUAZIONE

Questa la situazione dopo le partite della scorsa notte (BrasileVenezuela 1-0 ed EcuadorPerù 2-1).

SUDAMERICANO UNDER 20

Il Brasile evita il fallimento Per il momento...

I detentori del titolo piegano il Venezuela solo su rigore S L’Argentina è già eliminata

Gruppo A Programma ParaguayBolivia 5-1; Argentina-Colombia giocate nella notte. Classifica Cile 12 punti; Colombia, Paraguay 6; Bolivia e Argentina 1.

S Gruppo B Programma VenezuelaUruguay e Brasile-Perù stanotte. Classifica Uruguay ed Ecuador 5; Perù e Brasile 4; Venezuela 3.

S Regolamento Passano alla fase finale (da domenica fino al 3 febbraio) le prime tre di ogni girone. Il titolo verrà assegnato a chi avrà fatto più punti nel girone a sei in cui tutti si sfideranno una volta.

ADRIANO SEU

A novanta dal termine della prima fase è volata a cinque per gli ultimi tre posti disponibili nel girone a sei finale, con il Brasile che si gioca l’ultima opportunità di evitare il fallimento. Il successo di misura contro il Venezuela, nella notte tra mercoledì e giovedì, consente alla «Canarinha» di restare in corsa per la difesa del titolo conquistato nelle ultime tre edizioni, ma la contemporanea vittoria dell’Ecuador sul Perù (2-1) lascia aperti i giochi nel gruppo B, dove nessuno ha ancora guadagnato la qualificazione aritmetica, e dove, al contrario l’Argentina è clamorosamente fuori, condannata dal successo del Paraguay sulla Bolivia. Brasile operaio Se i progetti brasiliani di jogo bonito continuano a non dare risultati, con il rischio di rimediare una clamorosa eliminazione, non resta che puntare al sodo. Anche a costo di snaturare il proprio Dna. E’ quanto ha deciso di fare il tecnico Emerson Avila, riuscendo quantomeno a portare a casa un «sudato successo», come lo ha definito, grazie a un rigore trasformato da Felipe Anderson. Quattro cambi rispetto all’undici delle prime due uscite, con la bocciatura del talentino Adryan e del neo acquisto del Chelsea, Wallace, forse il peggiore visto finora. Un Brasile operaio, che continua a scontentare stampa e tifosi, ma che ha evitato il peggio sotto lo sguardo del presidente federale José Maria Marin. Il quale, con la sua presenza allo stadio Bicentenario di San Juan, ha fatto chiaramente intendere quanto conti la qualificazione alla fase finale del Sudamericano U-20. Anche perché in ballo c’è l’accesso ai prossimi Mondiali di categoria in Turchia. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Taccuino FRANCIA/1

Ibra cambia maglia: avrà il 10 PARIGI Il Paris Saint Germain ha un nuovo nume ro 10: Zlatan Ibrahimovic. Lo svedese, che fin qui ha in dossato la maglia 18, erediterà il numero che appartene va a Nenè, ceduto in Qatar. Il cambio di maglia sarà però valido solo per la Ligue 1 mentre in Champions continue rà a vestire il 18.

FRANCIA/2

Stasera Lione-Evian Stasera (ore 20.30) via alla 21ª giornata del cam pionato francese con l’anticipo Lione Evian. Classifica: Lione 41, Psg 39, Marsiglia 38, Bordeaux, Rennes e Niz za 32, Lorient 31, Lille 30, Montpellier e Valenciennes 29, Saint Etienne 28, Tolosa 28, Bastia 25, Brest 24, Ajaccio 20, Reims, Sochaux e Evian 19, Troyes 13, Nancy 12.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

VENERDÌ 18 GENNAIO 2013


VENERDÌ 18 GENNAIO 2013

svoltaMercato di LUCA CHIABOTTI

ol ritorno di Leon Radosevic, la Milano del C basket ha concluso il restyling e si presenta da domenica con la formazione che dovrebbe finire il campionato (a parte Gentile, infortunato). Cosa cambia in serie A con la «nuova Armani», dopo un girone d’andata insufficiente? La prima considerazione è banale: col ritorno di JR Bremer, scaricato perché in estate avrebbe chiesto troppo, e del giovane lungo Radosevic, dato in prestito per evitare che lui e Melli si togliessero spazio a vicenda, la squadra ricalca per 8/11 la Milano del girone di ritorno della passata stagione, dove collezionò 12 vinte e 4 perse con

una striscia di 17 successi consecutivi, playoff compresi, fino alla finale con Siena. Ovvio, restano grandi differenze: la principale è che non c’è più Stefano Mancinelli nei pressi del canestro e non è stato sostituito. La seconda, è che uno dei problemi irrisolti finora, la convivenza di Hairston e Langford, i due migliori realizzatori ma, anche, giocatori per molti versi simili (Langford è stato ingaggiato la scorsa estate quando il club dava ormai per perso Hairston), resta. Assieme producono solo 3 assist a partita, cioè coinvolgono poco i compagni, e anche nel successo di domenica a Brindisi, co-

di ROBERTO PELUCCHI di SANTIAGO SEGUROLA Adjunto al director di «Marca», quotidiano sportivo spagnolo

f

GUARDIOLA COL BAYERN, SCELTA GIUSTA HA BISOGNO DI UN CLUB NON DI MAGNATI l Bayern Monaco, un club storico e in piena Iabbondano regola, non uno dei prodotti artificiali che nel calcio attuale, rappresenta il futuro di Pep Guardiola. È così svelata una delle due incognite più gustose della stagione. L'altra ha per protagonista Mourinho, che sta vivendo giorni incerti al Real Madrid. Ma questa, con tutte le inevitabili conseguenze del caso, si risolverà in un altro momento. Durante gli ultimi mesi si è a lungo speculato sopra una decisione che si è finalmente risolta nella forma più logica possibile. Si tratta di una scelta che ben si addice al percorso e alle idee calcistiche di Guardiola. Il Bayern sembra una destinazione più che naturale per un allenatore che vive il calcio in una maniera assai particolare. Forgiato nel Barça, una squadra che affonda le radici nelle profondità del football, Guardiola ha qualcosa del personaggio all'antica. Dà valore al ruolo delle grandi istituzioni, alla storia, al senso d'appartenenza, mette le esigenze al di sopra dei capricci, tutto quello che la nuova razza di gerarchi — sceicchi arabi, oligarchi russi e impresari statunitensi — disprezza profondamente. È difficile che Guardiola si potesse sentire a proprio agio con i nuovi proprietari dei grandi club inglesi. Proviene da un'altra cultura, da una tradizione calcistica che guarda con diffidenza la figura del magnate che entra nel calcio per fare affari, per ostentare ricchezza o per pura vanità. Questi individui rappresentano l'esatto opposto del concetto di club che tanto difende Guardiola. Il Bayern è un'altra cosa, è un'istituzione eccezionale che niente ha a che vedere con i grandi squali finanziari che cominciano a spadroneggiare nel calcio mondiale. È un club che ancora si identifica con il calcio puro e duro, con quell'imponente immagine che lo stesso Bayern associa ai suoi grandi miti: Beckenbauer, Breitner, Rumenigge o Uli Hoeness. Questo rispetto per la storia e per il calcio fa del Bayern una

delle squadre al mondo con l'identità più marcata. Al Bayern non c'è mai niente di sconcertante, improvvisato, snob o capriccioso. È un' istituzione prestigiosa e profondamente esigente. Da questa prospettiva, la decisione di Guardiola è perfettamente in linea con il suo percorso nel calcio. E sembra avvincente anche la sfida calcistica. Il Bayern possiede molte delle qualità che apprezza Guardiola. È una squadra giovane, ambiziosa, con diversi giocatori di prima fascia: Ribery, Robben, Schweinsteiger, Müller, Kroos e Alaba, tra gli altri. Sembrano tutti adatti allo stile particolare che propugna Guardiola. Formano una base estremamente solida per dare inizio a una grande avventura, che per la prima volta permetterà all'allenatore di misurarsi fuori dell'orbita Barcellona. La scelta ha il dono dell'opportunità. Il Bayern è la squadra più forte del campionato più sano del mondo. La Bundesliga ha i conti in salute, i migliori stadi d'Europa, e quel rispetto per il tifoso che si è perso in quasi tutta Europa, Spagna compresa. Se tutto è come sembra, il futuro è in Germania, e lì, quasi sempre, comanda il Bayern. Tutto lascia pensare che Guardiola abbia preso una saggia decisione, nella quale, per di più, il criterio calcistico si è imposto su tutti gli altri. Dall'altro lato, l'accordo risulta per il Bayern favorevole sotto tutti i punti di vista. Ha ingaggiato l'allenatore più quotato sul mercato, e ha migliorato notevolmente la sua posizione tra i club di riferimento in Europa. Con Guardiola, gran parte dell' attenzione mediatica e calcistica si sposta su Monaco e, di riflesso, sulla Bundesliga. È un momento di grande importanza per la storia del calcio europeo. Due potenze si riuniscono per la prima volta: il mitico allenatore, che ha fatto del Barça una delle migliori squadre che si ricordino, e l'orgogliosa squadra tedesca che punta a sfidare l'egemonia del calcio spagnolo.

Juve, un punto in due partite: si comincia a sentire l'assenza di Conte in tribuna.

C

on i quarti di finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Roma cade l'ultimo baluardo dell’integralismo tattico del calcio italiano. La notizia del giorno è che Zdenek Zeman è passato dalla difesa a 4 alla difesa a 3. Il boemo, ultimo tecnico fino all'altra sera fedele o prigioniero della sua filosofia di gioco, per anni non ne ha voluto sapere di allontanarsi dai suoi dogmi tecnici. Insomma da innovatore a conservatore, con la certezza che il 4-3-3 garantisse la migliore soluzione per un gioco d’attacco avvincente. Contrariamente alle certezze del tecnico giallorosso è andata la tendenza degli allenatori più giovani di non sposare un modulo ma di proporre, anche in corso di gara, più sistemi di gioco. In passato i tecnici si legavano ad una disposizione tattica, oggi adeguano il sistema alle caratteristiche dei giocatori a disposizione. Questa inversione di tendenza va letta in primis, con una moderna impostazione da parte dei tecnici, della preparazione delle partite. Oggi gli incontri vengono studiati e preparati stabilendo, a livello teorico, quali sono i punti di forza e le debolezze strutturali dei sistemi di gioco delle squadre da affrontare.

Quando con le squadre che ho allenato giocavo con il 4-4-2 contro il 4-3-3, chiedevo alle giocatrici se giocare con un centrocampo a 4 ci avrebbe permesso di essere in superiorità numerica, mi rispondevano che era ovvio. Le invitavo allora ad approfondire il concetto ed a riflettere sul fatto che sì, saremmo state in superiorità numerica sulle fasce ma era altrettanto palese la superiorità numerica del centrocampo a 3 nella zona centrale del campo. Il mediano davanti alla difesa ci avrebbe messo in difficoltà se non avessimo preparato una contromossa. Mettere a confronto i moduli di gioco, aiuta noi tecnici a preparare in anticipo le partite, stabilendo in anteprima quali sono le zone dove dobbiamo prevedere raddoppi e scalate. Se la squadra avversaria è sempre uguale, preparare la partita, è più facile. In anticipo stabiliamo di sviluppare le azioni offensive laddove il modulo avversario presenta una minore densità di giocatori. Possiamo prevedere scalate e raddoppi laddove siamo in inferiorità. Anche un'altra ragione spinge i tecnici a non fossilizzarsi in un solo sistema di gioco: il mercato lo fanno sempre di meno i tecnici che, oggi hanno nella costruzione della squadra un'importanza inferiore rispetto agli equilibri ed ai bilanci finanziari. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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dallaPrima

Il bello e il meno bello della sentenza Napoli E’ l’ora di cambiare!

di VALERIO MARINI

Paolo Cannavaro, 31 anni. Capitano del Napoli ANSA di RUGGIERO PALOMBO

entenza epocale. La responS sabilità oggettiva, norma cardine della giustizia sportiva,

TwitTwit

IL CINGUETTIO DEL GIORNO

LEBRON JAMES Stella del basket Nba

La cosa più importante per me è che non sarei stato nulla senza i miei compagni di squadra di questi ultimi 10 anni. Grazie ragazzi. Siete il meglio. #20k #5k @KingJames

DANILO GALLINARI Giocatore Nba (Denver)

laMister

di CAROLINA MORACE

me già con Cantù e Varese per citare le ultime gare, i quintetti con loro due in campo contemporaneamente hanno perso. Ma c’è un nuovo regista, Marques Green, sicuramente migliore del predecessore Cook nel dare velocità, pericolosità e circolazione di palla. Pur con dei nodi irrisolti (un altro riguarda il basso rendimento di Fotsis, ultimamente compensato dalla crescita di Melli), l’EA7 oggi è migliore di quella del girone d’andata a patto che accetti la sfida della velocità e dell’aggressività. Cosa cambia in serie A? Niente. Nonostante i balbettamenti, Milano resta una favorita. In Coppa Italia, a febbraio, in casa, sapremo se oltre che cambiata è anche guarita.

laVignetta

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ZEMAN E IL NUOVO MODULO IN DIFESA VARIARE IL SISTEMA DI GIOCO PAGA

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ADESSO L’EA7 È DIVENTATA PIÙ FORTE MA RESTANO NODI DA RISOLVERE

laPuntura

Marca la differenza

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Appena finito un libro.., super... ve lo consiglio @gallinari8888

MIKE TYSON Ex campione di boxe

Buon compleanno a Muhammad Ali, che divide la festa con il suo mentore Cus D’Amato. @MikeTyson

JASON LEZAK Nuoto: sfaffettista Usa che si ritira

Grazie a tutti per come mi avete sostenuto, alla mia famiglia, agli amici e ai fan di questo lungo viaggio. Ora un nuovo capitolo. @JasonLezak

JORGE LORENZO Campione del mondo Motogp

Qui siamo a -11 gradi!!! Però Livigno è uno spettacolo. Troppo freddo , ma che bellezza. @lorenzo99

d’ora in avanti non sarà più la stessa. Si parlerà di un prima e dopo Napoli e caso Gianello. Il campionato ringrazia, anche se dirigenti e tifosi della Juventus avrebbero qualche buona ragione per dissentire, ripensando a storie antiche e anche relativamente recenti, a pesi e misure che cambiano. Quelli della Lazio meno, perché se i due punti restituiti al Napoli vogliono dire non essere più soli al secondo posto, è chiaro che ora il futuro del caso Mauri, con buona pace delle ulteriori indagini della non sempre brillantissima Procura di Cremona, viaggia sereno verso l’archiviazione. Il campionato ringrazia perché comunque si riparte ad armi (punti) pari e sulla classifica non pesano storie relative a una partita come Sampdoria-Napoli del campionato 2009-2010, tre anni fa, preistoria. Questo, e la verginità riacquistata nel breve volgere di qualche settimana da Cannavaro e Grava, due che prove alla mano non si erano prestati al patto scellerato di Gianello, è il bello della sentenza della Corte di Giustizia federale, che così evita (e forse non è un caso) ulteriori interventi in terzo grado del Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport presso il Coni. Il brutto, o se la parola è troppo forte chiamiamolo «meno bello», è tutto il resto: 1. Sentenza politica. Checché ne dicano alcuni autorevoli membri della Cgf, qui non si è trattato di «vivisezionare» le dichiarazioni di Gianello per scoprire che sono contraddittorie e dunque poco attendibili, così da far diventare un tentato illecito in una non meglio precisata (ce lo diranno le motivazioni) slealtà. C’è un bel verbale della Procura di Napoli, poi solerte di suo nell’allungare il brodo del buonismo, che dice tutto: è del 15 giugno 2011 e ci sono dentro reticenze e mezze reticenze di Gianello ma soprattutto intercettazioni. Quelle, e solo quelle, di fronte alle quali Gianello è costretto giocoforza a fare qualche

ammissione. Per la giustizia sportiva di una volta, un caso semplice ed esemplare di tesserato alle prese con un tentato illecito uso scommessa. E allora? La verità, che aleggiava nelle stanze federali e anche nei palazzi del Coni già prima delle feste natalizie, è che con il Napoli (e la Lazio di Lotito in potenziale arrivo) di mezzo, il problema della responsabilità oggettiva applicata a società «colpevoli» di avere al loro interno qualche incontrollabile mela marcia, non poteva più essere procrastinato. E andava in qualche modo, in qualunque modo, risolto. 2. Muore il patteggiamento. E pure Scommessopoli non sta tanto bene. Sampdoria e Torino, per casi pressoché analoghi, hanno patteggiato l’estate scorsa beccandosi un punto di penalizzazione ciascuna anziché i due cui è andato incontro in prima istanza il Napoli scegliendo altra strategia. Rivelatasi alla prova dei fatti vincente (complimenti agli avvocati e a De Laurentiis che se li è scelti). Quel punto Samp e Torino non lo riavranno più indietro. E questo non è giusto. 3. Giustizia sportiva fuori controllo. Che ci fosse molto da rifare, sia quanto a riscrittura del codice che quanto a una nuova e magari diversa individuazione dei team chiamati a indagare e giudicare, era noto da tempo. Ora, di sentenza in sentenza, assistiamo a un rosario di decisioni sempre più contraddittorie e sempre meno comprensibili. Il Tnas crocifigge la Cgf su Gervasoni e il caso Fontana, la Cgf s’incazza e nel frattempo sputtana la Disciplinare su quello Gianello. Tutto nel nome di una giustizia più giusta, sia chiaro. E il neorieletto Abete, in tutto questo, conferma tutto e tutti, a cominciare da quel Palazzi che ormai non s’azzarda nemmeno più, come ha fatto ieri, a quantificare le proprie richieste. S’era detto fin qui, tutto andrà rivisto ma a bocce ferme e a Scommessopoli finita. Beh, visto che le bocce più che ferme sono attualmente state fatte in mille pezzi, meglio, molto meglio mettersi subito all’opera. Per costruire una giustizia sportiva credibile e, come si diceva una volta, «uguale per tutti». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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VENERDÌ 18 GENNAIO 2013


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SERIE BWIN ASSEMBLEA DI LEGA

Abodi-bis all’unanimità «Al lavoro per i tifosi» Rieletto il presidente: «Bisogna capire che B vuole la gente Novità sul format del torneo, si giocherà ancora nelle feste» NICOLA BINDA MILANO

la scheda

Il figliol prodigo è tornato a casa. A differenza di quello del Vangelo, Andrea Abodi non ha sperperato ricchezze, e non ha nemmeno deluso le aspettative di chi lo ha iniziato a una carriera. La Lega di B ha accolto il suo presidente a braccia aperte, lo ha rieletto all’unanimità e riparte con lui. Il mese di stacco per cavalcare la candidatura alla Lega di A è alle spalle: «E’ stata una parentesi formativa, anche a 53 anni si può maturare».

ANDREA ABODI 52 ANNI PRESIDENTE LEGA DI B

Nato a Roma il 7 marzo 1960, è laureato in Economia e commercio (profilo di marketing) alla Luiss. E’ stato il primo presidente nella storia della Lega di B, dopo la scissione dalla Serie A: è stato eletto a luglio del 2010. Inizia come direttore marketing della filiale italiana del Gruppo McCormack, specializzato nell’organizzazione di grandi eventi. Tra gli altri incarichi ricoperti, è stato consigliere di amministrazione di Coni Servizi, vice presidente esecutivo e d.g. della Baseball World Cup 2009. Come direttore marketing ha seguito la candidatura olimpica e paralimpica di Roma per i Giochi del 2004.

Il nuovo consiglio Con Abodi è

stato rieletto Salvatore Gualtieri (Crotone) come vice-presidente, mentre tra i consiglieri c’è la conferma di Gianluca Sottovia (Padova), Francesco Ghelfi (Empoli) ed Enzo Montemurro (Varese); le novità sono Carlo Accornero (Novara) e Andrea Corradino (Spezia). Confermato il d.g. Paolo Bedin e pure il presidente del Collegio dei revisori, quell’Ezio Simonelli che è stato rivale di Abodi nella corsa alla A: «Ho proposto la sua conferma — spiega — perché noi vogliamo unire, non dividere».

Andrea Abodi, 53 anni a marzo, rieletto presidente all’unanimità LIVERANI

«

Ciao A Abodi era riuscito a uni-

re anche Juventus e Inter, alleate nel sostenere la sua candidatura alla A: «Ma io speravo in una squadra di 20 società. Quando due anni e mezzo fa sono stato eletto alla Lega di B ero partito con 10 voti. Con la A è stato diverso, non c’è il senso di appartenenza che ha la B, la dimensione economica non lo consente. Io ero pronto a salire sul palco a spiegare il mio programma, ma non ci sono stati i presupposti. Ora mi

La Lega di A non ha il senso di appartenenza della B: lì conta il peso economico ANDREA ABODI PRESIDENTE DI LEGA

auguro che la A possa trovare un presidente per riprendere il discorso di collaborazione». Novità Abodi non è certo un conservatore: «Al Consiglio parteciperanno anche i coordinatori delle nostre quattro commissioni: una sportiva, una per le strutture, una per il

marketing e una per le questioni legali e fiscali. Al vertice ci saranno dirigenti di società per allargare il numero di club coinvolti». La prima cosa che gli sta a cuore però è la fidelizzazione dei tifosi: «Lavoriamo in loro funzione, cerchiamo di capire che campionato vogliono, dobbiamo crescere e gli obiettivi sono ambiziosi. Vogliamo essere utili al sistema, non siamo presuntuosi. I tifosi sono la stella polare, poi ci sono la crescita dei giovani, le strutture e i bilanci». Sul tavolo anche la riforma del format del campionato: «La B a 20 squadre? Dobbiamo trovarci con la Figc e le altre componenti: meglio fare una riforma

sul campo, non perché ci sono società che non riescono a iscriversi». Si studia anche la possibilità di fare playoff e playout allargati a più squadre: «Si arriverà a 50 partite stagionali, dopotutto i giocatori sono pagati 12 mesi e fanno tante ferie» dirà alla fine un illuminato dirigente. In attesa dei progetti, Abodi anticipa: «Si giocherà ancora per Santo Stefano e prima di Capodanno. Vedremo con l’Aic se giocare anche per l’Epifania e fare dopo la sosta fino a fine mercato». Lui dopo un mese di stacco è tornato bello carico. Sarà così anche per le squadre dopo questo lungo stop? © RIPRODUZIONE RISERVATA

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COSÌ DOPO 22 TURNI CLASSIFICA Sassuolo p. 51 Livorno 47 Verona 43 Empoli (-1) 33 Modena (-2) 32 Brescia* 31 Varese**(-1) 30 Juve Stabia 30 Padova (-2) 30 Cittadella 30 Spezia 28 Ascoli (-1) 28 Ternana 25 Bari (-7) 24 Novara (-2) 22 Reggina (-3) 22 Crotone (-2) 22 Lanciano 22 Cesena 21 Vicenza 19 Pro Vercelli 15 Grosseto*(-6) 11 (*gare in meno) DOMANI (ore 14.30) VareseGrosseto (8’ da giocare sul risultato di 3-0): arbitra Castrignanò di Brindisi MARTEDÌ 22 (ore 18.30) Varese-Brescia (recupero della 21a giornata) VENERDÌ 25 (ore 20.45) CrotoneSassuolo (1-2) SABATO 26 (ore 15) Bari-Ascoli (3-1); CesenaVicenza (1-3); Empoli-Novara (2-2); GrossetoCittadella (1-2); ModenaTernana (1-0); PadovaLivorno (2-3); Pro VercelliReggina (0-1); Spezia-Verona (1-1); VareseLanciano (2-1) LUNEDÌ 28 (ore 20.45) Juve StabiaBrescia (0-2)

MERCATO FARIAS RESTA AL PADOVA

Verona, arriva pure Bianchetti Assalto Spezia Daprelà e Salamon da Atzori? Il Cittadella va su Piovaccari BINDA-RUSSO

Il Verona aggiunge un altro difensore: si tratta del giovane Bianchetti (nella foto IPP) dell’Inter; a questo punto Fatic può prendere la strada di Bari. La Pro Vercelli ha ufficializzato Filkor dal Milan (era a Bari) e Cristiano dall’Empoli (dove va Casoli). La novità più curiosa l’ha annunciata Aldo Spinelli dopo l’assemblea di Lega: il nuovo centrocampista del Livorno dovrebbe essere Abdul Razak del Manchester City («Ne ho già parlato col Mancio»), ora in Coppa d’Africa con il Ghana; l’alternativa è Crimi (Grosseto), mentre Spinelli ha detto di aver rifiutato una proposta del Palermo per Paulinho. Mosse Spezia Giornata intensa per lo Spezia a Milano. Come portiere è in arrivo Guarna dall’Ascoli. Niente da fare per Capuano (Catania) e sondato Romagnoli (Pescara), per trovare esterno sinistro e difensore centrale è partita una decisa offensiva con il Brescia, offrendo 3.750.000 euro per Daprelà e Salamon (in comproprietà). Con il Parma inoltre sono stati fatti passi in avanti per Musacci. L’ex d.s. Nelso Ricci ha invece trovato un’altra sistemazione: è diventato consulente del Grosseto. Altre Il Padova, dopo un incontro col Chievo, ha

deciso di tenere Farias (potrebbe acquistare la metà) e Silvestri; no all���arrivo di Scognamiglio, alla Juve Stabia potrebbe comunque andare De Vitis, oltre a Verdi (Torino), e lo stesso club valuta Pompilio del Varese (era a Pavia) e ha ceduto Maury al Dudelange (Lussemburgo). Si muove il Cittadella: ceduto Maah al Cluj, si cerca un accordo con il Novara (e la Samp) per il ritorno di Piovaccari, che con questa maglia è stato capocannoniere della B nel 2010-11 (24 reti). Il Varese aspetta Juan Antonio (Sampdoria) e punta anche Ferreira Pinto (Atalanta). Il Lanciano tratta Kosnic (Palermo), Plasmati (Vicenza) e Chiaretti (Pescara). Si riparla di Ravaglia (Cesena) al Vicenza, che oggi annuncia Bojinov. Modena vicino a Piscitella del Genoa. © RIPRODUZIONE RISERVATA

LEGA PRO IL MERCATO

Il Benevento esonera Ugolotti E’ Carboni il nuovo tecnico BINDA-GUIDI

Colpo di scena al Benevento. Esonerato il tecnico Ugolotti (oltre al suo vice Andreozzi), che aveva preso il posto di Martinez dopo 7 giornate: la situazione non è cambiata, la squadra è sempre rimasta distante dai playoff, ma qualche altro problema deve essere sorto, forse a causa del mercato. La società ha poi affidato la guida della squadra a Guido Carboni. Per il nuovo allenatore esordio subito nella delicata partita contro il Catanzaro. Altre di Prima Il Latina ha scelto

l’esterno sinistro che mancava: si tratta di Giallombardo (Ascoli), che ha superato in volata Legittimo (Lecce). Anche il Carpi sta sistemando la fascia (destra, in questo caso): l’obiettivo è sempre Melara, e dopo un incontro con la Reggina oggi arriva anche la firma, mentre nei prossimi giorni dovrebbe esserci anche il sì di Carotti (Benevento). La Nocerina sta per

A

VIA DOPO 10 GARE

S Guido Ugolotti 54 anni, esonerato ieri, era subentrato a Martinez alla guida del Benevento soltanto a metà ottobre ARCHIVIO

piazzare il colpo Danti (Vicenza). Il Treviso sta cercando di convincere da diversi giorni Motta del Novara, ma l’attaccante dopo l’esperienza di Trieste vuole riflettere. Dopo Cancellotti (Pro Vercelli), il Gubbio ha ufficializzato anche l’arrivo di Belfasti (ex Modena) dalla Juventus. La Cremonese ha rinunciato ad Altinier (Benevento): adesso l’obiettivo è Eusepi (Varese). Seconda divisione Il Castiglione capolista si rinforza: arriva l’attaccante Fabbro, in cambio di Tonani che va al Fano. L’Aprilia piazza un bel colpo: arriva Hanine dall’Ascoli. Un giovane al Savona: è Mannoni del Cagliari. Invece Fantoni (Entella) rientra al Brescia e da qui viene girato alla Giacomense. Infine il Gavorrano, come al solito molto attivo, ha accontentato il tecnico Buso, che vorrebbe rilanciare il suo ex allievo Carraro (era con lui alla Fiorentina), ora ai margini della Pro Vercelli. © RIPRODUZIONE RISERVATA

PRIMA DIVISIONE

Sconto Portogruaro Nocerina-Prato il 26 Domani grande sfida La Lega Pro ha fissato le date dei recuperi: Nocerina-Prato sarà giocata sabato 26 alle 14.30 (il campionato riposa il 27); in Seconda invece Fano-Bellaria del 27 è anticipata a sabato 26, mentre il recupero di L’Aquila-Teramo sarà giocato sabato 9 febbraio (il torneo riposa il 10). Questa la situazione nei due gironi della Prima divisione, con la classifica del girone A modificata dopo che al Portogruaro è stato restituito un punto dalla Corte di Giustizia. GIRONE A Così dopo 19 giornate: Lecce p. 34; Trapani 32; Alto Adige e Carpi 30; Pavia 29; Entella 27; San Marino* 25; Lumezzane* e Cuneo 23; Cremonese (-1) 22; Portogruaro** (-1) 19; Reggiana e Feralpi Salò* 18; Como** (-1) 17; AlbinoLeffe (-10) 16; Tritium* 9; Treviso (-1) 8. (** ha riposato, * una partita in meno). Così domenica (ore 14.30): Carpi-Portogruaro (0-2); Como-Tritium (2-2); Cuneo-Reggiana (0-2); Entella-AlbinoLeffe (1-3); Feralpi Salò-Cremonese (0-2); Lumezzane-Pavia (0-0); San Marino-Lecce (0-2); Treviso-Trapani (2-3); riposa Alto Adige. GIRONE B Così dopo 17 giornate: Latina (-1) p. 36; Avellino 35; Frosinone (-1) 30; Pisa 27; Nocerina* 26; Perugia (-1) 24; Viareggio 23; Prato*, Gubbio e Paganese 22; Catanzaro 21; Benevento 20; Andria (-2) 17; Sorrento 12; Barletta 11; Carrarese 10. (*una partita in meno). Così domenica (ore 14.30); Andria-Frosinone (1-2), Barletta-Pisa (2-2), Benevento-Catanzaro (2-1), Carrarese-Sorrento (0-2), Gubbio-Perugia (0-2), Latina-Nocerina (1-0; domani, ore 16), Paganese-Avellino (1-1; lunedì, ore 20.45), Prato-Viareggio (1-1).

Il «Cestani&Laudano» Maltese e Beretta ok Lega Pro e La Gazzetta dello Sport hanno istituito due premi anche per la stagione sportiva 2012-13, quelli per il miglior giovane (premio Cestani) e per il miglior marcatore giovane (premio Laudano): sono ammessi i calciatori nati dal 1992 in poi, compresi prestiti e stranieri. Le classifiche verranno pubblicate sulla Gazzetta, ma anche sui siti www.lega-pro.com e www.gazzetta.it. Premio Cestani Il miglior giova-

ne viene scelto con le medie voto della Gazzetta. In caso di parità, vince il giovane che ha giocato più minuti e, in caso di parità, quello più giovane. Vengono considerati solo i giocatori che hanno giocato almeno il 50% dei minuti del campionato. Classifica Dario Maltese (1992, Viareggio, 1.217 minuti giocati) media voto 6,61; Belotti (1993, AlbinoLeffe, 1.500’) 6,53; Iali (1992, Castiglione, 1.530’) 6,47; Vassallo (1993, Foligno, 1.430’), Politano (1993, Perugia, 1.337’) e Mungo (1993, Chieti, 1.224’)

Premio Cestani Premio Laudano 6,44; Piacenti (1992, Foligno, 1.170’) 6,42. Premio Laudano Vince chi segna

più gol. In questo caso, se ci sono più giovani a parità di reti, vince quello che ha giocato meno minuti e, in caso di parità, quello più giovane. Classifica Giacomo Beretta (1992, Pavia, 1.391 minuti giocati) 8 reti; Rossi (1992, Alessandria, 869’), Mancuso (1992, Carrarese, 1.195’) e Belotti (1993, AlbinoLeffe, 1.500’) 7: Magnaghi (1993, Viareggio, 1.142’) e Politano (1993, Perugia, 1.337’) 6.


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WROOOM A MADONNA DI CAMPIGLIO

Pensieri da Alonso «Hamilton il top Io e Vettel, perché no?» «Ho fiducia nella Ferrari, 12 mesi fa c’erano dubbi sugli scarichi» DAL NOSTRO INVIATO

ANDREA CREMONESI MADONNA DI CAMPIGLIO (Trento)

Il cambiamento è netto: un anno fa Fernando Alonso aveva inaugurato l’anno presentandosi a Campiglio scuro in volto e con pochissima voglia di parlare; ieri invece è parso aver addirittura eliminato le scorie di un finale di stagione ad alta tensione. La ragione è che nel frattempo lo spagnolo ha scoperto il paradosso di twitter, ovvero che indebolire la ferrea difesa della propria privacy avrebbe azzoppato i gossip. «Ho trascorso Natale con i miei, sono stato a sciare qui vicino, ho passato Capodanno in Russia. Ma l’ho scritto io. Negli anni senza twitter scrivevano che ero sulla luna oppure in Kenya con Obama. Così adesso non ci sono più racconti di fantasia»: questo il pensiero di Fernando, che ieri è tornato sugli sci e insieme a Massa ha inaugurato una nuova pista a Campiglio. Riposo Prima di ieri Alonso era finito in letargo: «Colpa del jet-lag arrivando dal Brasile. Dormivo di giorno e stavo sveglio di notte. Ho preferito riposarmi». Anche perché ammette di non aver ancora ricaricato le batterie: «Veniamo da una stagione troppo lunga. Fosse per me farei un Mondiale con meno GP e più test». Ma i ferraristi possono stare certi: la fame dello spagnolo è intatta. «Vedere i sondaggi che dicono che sei stato protagonista di una stagione

«

Su twitter scrivo io dove sono. In passato dicevano che ero in Kenya con Obama...

perfetta aumenta la tua autostima e compensa i sacrifici. Il mio obiettivo è vincere, provarci sempre anche se non sono obbligato. Schumi ha centrato il Mondiale dopo 5 stagioni alla Ferrari? Beh, allora posso ancora saltare un anno...». Stagione Fernando sa di non po-

tersi sbilanciare sino a quando non avrà provato l’erede della F2012, ma è ottimista in vista del 2013: «Sì, perché i regolamenti sono rimasti più o meno gli stessi e mentre l’anno scorso sugli scarichi avevamo molti

interrogativi, stavolta è diverso. Potremo essere più o meno lenti dei nostri rivali ma non prenderemo più di 1" come all’inizio dell’anno scorso. Insomma peggio di allora è impossibile». Galleria Ma, avverte Alonso, guai a pensare che basti sviluppare la macchina nella galleria del vento per risolvere tutti i guai: «Non era quello o la simulazione il nostro problema principale, ma il fatto che la Red Bull aveva infrastrutture più efficenti, maggiore capacità produttiva e di inventare soluzioni. Speriamo stavolta di essere noi davanti». Qualcuno lo provoca, chiedendo se con Newey a Maranello sarebbe già stato iridato: «Non lo so, Adrian è una persona, dietro ha uno staff tecnico. Certo, la sua Red Bull 2011 ha vinto tantissimo

ed è entrata nella storia». Politica Dal campo avversario

lo hanno accusato di aver combattuto il Mondiale anche fuori dalle piste, con la «politica». «Ma io non mi sento così abile in quel ruolo — sorride Fernando —. Ho letto quelle dichiarazioni e ne sono rimasto stupito, anche perché erano un po’ contraddittorie. Dicevano che non leggevano e non sentivano, e poi hanno ammesso di aver detto al loro pilota di non tenerne conto. Evidentemente qualcuno si alzava di notte... per leggermi». Rivali E, aggiunge Alonso, non c’è nulla di politico quando dice che Hamilton è l’avversario che teme in assoluto di più: «È una mia opinione, non lo dico per indispettire nessuno. È riuscito a vincere con una McLa-

ren che era 2" più lenta a inizio stagione. E vincerà tanto anche con la Mercedes». E attenzione, sottolinea lo spagnolo, il divorzio tra l’inglese e la McLaren non renderà quest’ultima meno pericolosa: «Per esperienza e storia sono in grado sempre di costruire macchine vincenti. Bisognerà tenerli d’occhio». Vettel E poi c’è Sebastian, che al di là delle polemiche è un degno campione del mondo: «I vincitori sono sempre giusti, poi in una stagione ci sono episodi che possono cambiare il destino del Mondiale. Ma è come nel calcio, una squadra vince lo scudetto e qualcuno recrimina per i rigori, i fuorigioco». Con Sebastian potrebbe anche convivere? «Sì, perché io non ho mai avuto alcun problema con i miei compagni». © RIPRODUZIONE RISERVATA

MERCATO TECNICI

Webber cambia ingegnere di pista Kubica, test Dtm Mark Webber cambia ingegnere di pista. Ciaron Pilbeam lascia la Red Bull per andare alla Lotus. E proprio da Enstone arriva al team iridato Simon Rennie, uno dei due tecnici che hanno seguito Raikkonen nel Mondiale 2012. Intanto il 25 gennaio Robert Kubica proverà la Mercedes Classe C Dtm a Valencia. Il polacco, vittima di un grave incidente al Ronde di Andora nel febbraio 2011, quest’anno dovrebbe anche disputare una decina di gare dell’Europeo Rally con una Fiesta.


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Massa, su la testa 4 Botturi sbaglia: «Volevo smettere un’ora di penalità e addio podio L’anno più duro è stato il 2012» DAKAR LA 12a TAPPA

LE F.1 DEL 2013

Ancora poco meno di due settimane e poi inizieranno le presentazioni delle auto di Formula 1 del 2013

Felipe: «Mai così male neanche dopo l’incidente. Ma ho sempre creduto in me» FILIPPO FALSAPERLA MADONNA DI CAMPIGLIO

31 gennaio McLaren

Più che una conferenza stampa, l’incontro collettivo che ha aperto la stagione 2013 di Felipe Massa si è trasformato in una sorta di seduta psicoanalitica. C’era da spiegare il 2012 a due facce: l’orribile parte iniziale e il più che dignitoso finale. Perfino il compagno Fernando Alonso ci ha ricamato un po’ su: «Quando dicevo che Felipe è un grande pilota, vedevo dei sorrisini. Invece, adesso anche voi vi siete convinti che lo è davvero».

S 1 febbraio Ferrari e Force India

S 2 febbraio Sauber

S 3 febbraio Red Bull

S 4 febbraio Toro Rosso e Mercedes

Reazione Felipe cerca di spiega-

La rossa delle nevi Fernando Alonso, 31, Felipe Massa, 31, e la F2012 a Campiglio. Più a sinistra, ancora Alonso REUTERS-ANSA

MONDIALE RALLY SORDO È TERZO

Loeb, semi-pensionato d’oro Dà un minuto e mezzo a Ogier dopo due giorni a Montecarlo Sarà anche un semi-pensionato, ma Sebastien Loeb (Citroën) non ci pensa minimamente ad alzare il piede. Il nove volte iridato finisce in testa anche la seconda giornata dell’81o Rally di Montecarlo, lasciando a oltre un minuto e mezzo Sebastien Ogier. Il francese della Volkswagen era riuscito a metà giornata a dimezzare lo svantaggio, ma poi è sprofondato nuovamente. Sta comunque vincendo la sfida tra quelli che parteciperanno a tutto il campionato, e questo gli basta. Addirittura dice che non gli interessa nulla del suo ex compagno in Citroën che è volato via, e che l’importante è il minuto pieno di vantaggio sulla DS3 di Dani Sordo. Classifica: 1. Loeb (Fra-Citroën) in 3h16’29"1; 2. Ogier (Fra-Volkswagen) a 1’35"; 3. Sordo (Spa-Citroën) a 2’38".

Recupero Sul come ne sia uscito è ovviamente molto generico, almeno nel racconto pubblico. Impossibile sapere se è esistita una ricetta specifica. «Non devi ascoltare gli altri, devi essere concentrato su te stesso. Il 90 per cento della gente non credeva in me, io invece sì, completamente: so che posso essere vincente, diventare campione. Gli altri non li devi seguire. E il rinnovo del contratto non mi ha aiutato, anzi è stato il contrario: siccome da agosto ho iniziato ad andare forte, tutto è stato più facile per la firma». Mondiale Un finale di stagione

(data da confermare) Lotus

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DAL NOSTRO INVIATO

re il cambio di tendenza. Ma è difficile raccontarlo, perché andare forte o inspiegabilmente piano molte volte nei piloti scatta senza un vero motivo. Però è sincero quando confessa che «sì, l’anno scorso ho davvero pensato più di una volta di mollare tutto». Oppure, quando confronta le sensazioni dell’altro momento da dimenticare della sua carriera: «Dell’incidente (Ungheria 2009, n.d.r.) non ricordo nulla, se non i lunghi giorni a casa per recuperare. È stato un momento difficile, ma fine a se stesso. Invece l’inizio di quest’anno non aveva una spiegazione plausibile. Quindi sì, decisamente più dura».

Verhoeven 1˚, guida Desprès Nelle auto trionfa Roma, S Peterhansel resta in testa 28 gennaio

Questi invece i tre test collettivi prima dell’inizio del Mondiale

S 5-8 febbraio Jerez (Spagna)

S Felipe Massa, 31 anni, non vince un gran premio dal 2 novembre 2008, in Brasile COLOMBO

ad altissimo livello fa ovviamente alzare le ambizioni, partendo dalle qualità della macchina. «In questo momento non possiamo dire se l’auto sarà veloce o no. Le regole non sono cambiate, quindi Red Bull e McLaren saranno sicuramente veloci, vedremo se sapremo esserlo anche noi fin dall’inizio. Fernando favorito dalla squadra? Lui è fortissimo, ha fatto un grande campionato, ma non credo che un team lavori in modo da far andare forte solo un pilota. In ballo c’è il Mondiale Costruttori e servono i punti di tutti e due. Devo essere io ad andare forte: se dopo metà campionato sarò davanti a lottare con margine, sono sicuro che lui mi aiuterà come ho fatto io con lui, oppure io con Raikkonen e Kimi con me». Fernando conferma. © RIPRODUZIONE RISERVATA

19-22 febbraio Montmelò (Spagna)

S 28 febbraio3 marzo Montmelò (Spagna)

DAL NOSTRO INVIATO

PAOLO IANIERI COPIAPÓ (Cile)

Una traiettoria sbagliata di poche decine di metri. Tanto è bastato perché, dopo 38 ore e poco più di dolore e fatica, la Dakar di Alessandro Botturi cambiasse brutalmente faccia: da candidato al podio a grande deluso. «Ho mancato un way point — sussurra il bresciano —. È successo tutto prima del rifornimento. Mi sono impappinato, ho perso la strada, avrò sprecato dieci minuti a girare in tondo e alla sosta per la benzina mi sono accorto di aver mancato il punto di passaggio». Quando il team controlla la penalità per aver saltato il CP13, Botturi sbianca. «Nooo, un’ora», dice con la voce bassa. Zero strategia Quella di ieri, che ha portato la

carovana in Cile, era una speciale attesa con ansia da Botturi. Che ancora non è tra i migliori in navigazione. Così sarebbe stato logico che l’Husqvarna mettesse al suo servizio Joan Barreda, ottimo navigatore, che ieri partiva subito prima del bresciano. Invece niente. Risultato: adesso ai primi 5 posti della generale ci sono 5 Ktm, con Desprès 1˚. Botturi, ieri 20˚ a 14’35", con la penalità scivola al 74˚ posto di giornata a 1h14’35" e al 12˚ posto nella generale a 1h34’52". Nelle auto, invece, successo della Mini di Nani Roma, con il leader Peterhansel (Mini) 4˚. Arrivo 12a tappa - Moto: 1. Verhoeven (Ola-Yamaha) in 3h49’15"; 74. Botturi (Ita-Husqvarna) a 1h14’35". Generale - Moto: 1. Desprès (Fra-Ktm) in 37h46’59"; 12. Botturi a 1h34’52". Arrivo 12a tappa - Auto: 1. Roma (Spa-Mini) in 3h36’34"; 4. Peterhansel (Fra-Mini) a 6’03". Generale - Auto: 1. Peterhansel in 32h50’02". © RIPRODUZIONE RISERVATA

LUTTO NEL PAESE DI VALENTINO ROSSI

Si impicca Livio Morbidelli ex vice tricolore delle moto Lascia il figlio, pilota Stock TAVULLIA (PU) — L’hanno trovato impiccato ieri sera nella casa di Babbucce, una frazione di Tavullia, il paese di Valentino Rossi. È morto così Livio Morbidelli, 52 anni, ex vice campione italiano 80 e 125 e papà di Franco Morbidelli, 18 anni, che correrà nel 2013 l’Europeo Stock 600 con il Team Italia. Morbidelli senior, originario di Roma, aveva chiuso qualche anno fa la sua officina meccanica nella Capitale per trasferirsi con la famiglia in quello che considerava «l’unico luogo dove far diventare Franco un campione delle due ruote». Lo aveva messo sulla prima minimoto, costruita con apposite rotelline, a 9 mesi. E poi aveva sempre seguito la carriera del ragazzo, assieme alla moglie Cristina, di origine brasiliana. Maurizio Bruscolini © RIPRODUZIONE RISERVATA


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CICLISMO L’INTERVISTA-CONFESSIONE CON OPRAH WINFREY

Armstrong: «Doping di tutti. E non spinsi i miei compagni» Il texano ha smontato anche le accuse di essere un bullo vendicativo. Intanto il Cio gli chiede il bronzo olimpico DAL NOSTRO INVIATO

MASSIMO LOPES PEGNA Twitter @Pegnarol AUSTIN (Texas, Usa)

C’è stata l’ammissione di essersi dopato anche prima di ammalarsi di cancro nel 1996. E di aver imbrogliato per conquistare il successo nei sette Tour de France vinti di fila fra il 1999 e il 2005. Ma, come anticipato, la sua è stata una verità parziale. In attesa di saperne di più nel sequel di stasera (alle 21 ora di New York, le 3 in Italia), Lance Armstrong nella prima puntata di intervista al cospetto di Oprah Winfrey, andata in onda nella notte italiana su Own Channel, si è difeso dalle accuse più gravi che gli sono state mosse nel lungo dossier dell’Usada. Secondo le anticipazioni, ha respinto fermamente la tesi di essere il cervello dell’organizzazione che l’agenzia dell’antidoping Usa aveva definito «il programma più sofisticato e professionale di doping nella storia dello sport». Perché il doping era un fatto endemico nel ciclismo dei suoi tempi. Ha negato, inoltre, di aver mai forzato i suoi compagni alla Us Postal Service a imitarlo e usare l’imbroglio per competere ad alto livello, sostenendo che i corridori di quella squadra si dopavano già da tempo. Ha smontato, poi, la descrizione fatta dall’Usada che lo definisce un bullo vendicativo. Persino dopo che Oprah gli ha mostrato alcune clips in cui lo si vede avere un atteggiamento ostile contro chi lo aveva accusato di non essere pulito. A chi gli chiedeva se si fosse pentito, ave-

il retroscena

Altre cause Cause potrebbero es-

sere avviate proprio dopo l’intervista-confessione ad Oprah. Coloro che per anni lo hanno accusato e sono stati denigrati in pubblico potrebbero chiedergli almeno i danni morali. Il New York Times segnalava, poi, che la sua caduta ha di fatto azzerato le vendite del braccialetto giallo Livestrong, che nel 2004 aveva contribuito a raccogliere 26 milioni di dollari.

Stasera la seconda parte del faccia a faccia: «Pentito? Solo chi vedrà si farà un’idea» Lance Armstrong, 41 anni, dopo la registrazione dell’intervista con Oprah è tornato alle Hawaii

va risposto con un messaggio dalla sua residenza alle Hawaii, dove è volato subito dopo aver registrato l’intervista: «Solo chi vedrà, si farà un’idea». Responsabilità Intanto, una

schiera di avvocati continuano a sfilare in tv, cercando di definire le sue responsabilità penali e civili alla luce della confessione. E’ una danza di cifre che varia a seconda della fonte. Ci sono le note cause del Sunday Times di Londra, che si aspetta un risarcimento di 1.5 milioni di dollari, e

Gazzetta.it L’INTERVISTA IN TEMPO REALE DALLE 3 DI QUESTA NOTTE Dalle 3 di questa notte (ora italiana, le 21 di New York) il sito Gazzetta seguirà anche la seconda parte dell’intervista di Oprah Winfrey ad Armstrong. L’evento si potrà inoltre rivedere integralmente su DMAX (canale 52 digitale terrestre, canale 28 di TivùSat e canale 808 di Sky) stasera e doman sera dalle 21.15.

AUSTIN (Texas, Usa)

Cinquina Una volta anche lei era

stata una top atleta (con l’imbroglio aveva strabiliato ai Giochi di Sydney 2000: 3 ori e 2 bronzi), aveva mentito per anni sull’uso del doping ed era stata poi abbandonata dagli sponsor. Anche lei aveva affidato il suo primo pentimento a Oprah Win-

Bronzo addio Intanto il Cio ha chiesto ufficialmente ad Armstrong la restituzione della medaglia di bronzo vinta nella cronometro all’Olimpiade di Sydney 2000, medaglia che non verrà riassegnata (il quarto classificato era lo spagnolo Abraham Olano). Mentre è certo che Lance non verrà invitato a Parigi per le celebrazioni del centenario del Tour de France. «Per noi Armstrong ormai appartiene al passato» ha detto il direttore del Tour, Christian Prudhomme. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Lance e la Jones, quei due casi così uguali e così diversi

DAL NOSTRO INVIATO

La sua è una villetta come tante altre sulla Utah Flats Drive, quartiere residenziale a nord della città. Dopo essere stata «tagliata» il 21 luglio 2011 dalle Tulsa Schocks della Wnba, il massimo campionato di basket americano, Marion Jones ha riposto le ambizioni sportive. Le sue apparizioni pubbliche sono sporadiche: ormai le chiedono solo di parlare ai bambini e a eventi di beneficenza per raccontare i suoi errori. Gli stessi, o quasi, di Lance Armstrong. Perché la similitudine fra i due è sconcertante. E non solo perché risiedono nella stessa città.

della assicurazione di Dallas, Sca, che vorrebbe indietro i 7.5 milioni (più interessi) pagati come bonus per le vittorie al Tour. Senza dimenticare la richiesta del premier dello Stato del South Australia, che intende citarlo per danni di immagine: nel 2009, 2010 e 2011 partecipò al Tour Down Under. Oltre a quella molto più grave, per le conseguenze economiche, del suo ex compagno, Floyd Landis. Con il quale Lance avrebbe cercato di scusarsi personalmente, senza successo, per evitare la botta più dolorosa. A Landis si unirà anche l’Amministrazione pubblica Usa per recuperare parte dei 30 milioni frodati alla Us Postal per l’uso di sostanze illecite. Ma per il quotidiano Usa Today, sotto la False Claims Act quella cifra si triplicherebbe. Il giornale ha aggiunto che, a fronte di guadagni di 125 milioni di dollari, a Lance ne serviranno 110 per ripagare chi lo citerà in giudizio. Molti.

Marion Jones, 37 anni, in lacrime nel 2007 quando ammise di essersi dopata e di aver vinto con l’imbroglio: ai Giochi di Sydney conquistò 5 medaglie nell’atletica REUTERS

frey. Nel 2008 diventò il primo pesce grosso dello sport a essere squalificato e a finire in prigione senza aver mai fallito un test antidoping. Contro Marion c’erano testimonianze schiaccianti, come quella di Victor Conte, il fondatore del laboratorio Balco, che per anni l’aveva rifornita di anabolizzanti. Con le spalle al muro, proprio come Lance, il 5 ottobre 2007 decise di confessare. Lo fece, però, davanti a un giudice. Rischiava cinque anni, patteggiò per ottenere uno sconto fino a sei mesi: spergiuro e un altro brutto affare di assegni fal-

si, per cui pagò col carcere anche il marito di allora, l’altro olimpionico e baro Tim Montgomery. Davanti ai giornalisti, Marion si mise a piangere e chiese perdono, sostenendo, però, che le sue colpe più gravi fossero state la superficialità e l’ignoranza. Disse: «Inizialmente avevo negato di aver mai visto quelle fiale. Non era vero, le avevo sempre prese senza sapere che cosa fossero». Ha sempre raccontato il minimo indispensabile. A Oprah, dopo il carcere, aveva continuato su quella linea: «Può sembrare incredibile, ma pensavo che quel liquido fosse solo un altro dei tanti integratori che assumevo». Nuovo inizio Poi si accorse che

gli anni ruggenti erano finiti. Per questo, quando le venne offerta la possibilità di giocare a basket in Oklahoma, riammessa all’attività sportiva, la colse al volo. Al debutto, ci disse cose che assomigliavano a una sorta di pentimento: «Non parlerei di redenzione e non lo faccio certo per i soldi (guadagnava 35 mila dollari, ndr). Sono felice così

avrò a disposizione un ampio palcoscenico per divulgare la mia storia e i miei errori ai ragazzi più giovani. Definirei questo momento un nuovo inizio». Take a break È ciò in cui spera anche Armstrong. Forse lui e la sua schiera di avvocati si sono studiati proprio il caso Jones prima di uscire allo scoperto. Ma i guai di Lance sembrano alti come le Alpi francesi in confronto alle arrampicate di Marion. Per ricostruirsi una reputazione, la Jones si era inventata uno slogan che porta in giro nei suoi discorsi promozionali: «Take a Break». Spiegava: «Prima di dire bugie che possono cambiare per sempre la tua vita, devi fare una pausa di riflessione e consultarti con la famiglia e gli amici. Non abbiate paura di parlarne». Disse: «Conta ciò che fai dopo per rimediare ai tuoi errori. Ho cercato di rendermi utile alla comunità e di fare cose positive. Per me ha funzionato: qui ora mi vogliono tutti bene». Anche Lance farebbe bene ad ascoltare. M.L.P. © RIPRODUZIONE RISERVATA

4 Appunti

I NUMERI

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Le vittorie in carriera di Lance Armstrong dal ’92 al gennaio 2011, quando si è ritirato.

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I successi che gli sono stati già tolti dall’Uci per doping, a partire dal 1˚ agosto 1998. Oltre ai 7 Tour de France, il texano ha detto addio anche alla medaglia di bronzo nella cronometro all’Olimpiade di Sydney 2000, al Giro di Svizzera 2001, al Midi Libre 2002, al Delfinato 2002 e 2003.

37

I successi che al momento mantiene, fra cui il più importante è il Mondiale ’93. Salve anche le prime due tappe al Tour (a Verdun nel ’93 e a Limoges, con dedica a Casartelli, nel ’95), la Clasica San Sebastian ’93 e la Freccia Vallone ’96.

CONFLITTO DI INTERESSE

Verbruggen, no alle insinuazioni Hein Verbruggen ha respinto le insinuazioni di conflitto di interesse del Wall Street Journal, secondo cui l’ex presidente Uci si sarebbe servito fra il ’99 e il 2004 del broker Jim Ochowicz, andato poi al servizio della banca di Tomas Weisel, fondatore e proprietario del team Us Postal. «Avevo dato una piccola somma da investire al mio amico Jim ha detto l’olandese che poi è andato da Weisel. Ma io non sapevo neppure chi fosse».

DALLA GERMANIA

«Schleck dopato? Poco probabile» «Franck Schleck dopato? È poco probabile». Lo dice Hans Geyer, direttore aggiunto del laboratorio antidoping di Colonia. «L’utilizzo volontario di questo agente diuretico è praticamente impossibile. Il valore rilevato è troppo basso (100 picogrammi per millilitro). Probabile che il diuretico trovato nelle sue urine sia dovuto a un integratore alimentare contaminato».

DOPO L’INCIDENTE

Ballan in cyclette «Giorno speciale» «I'm really happy today, my first time up the bike (ciclette not road bike) after 27 days!!! Come on Ale!!!». Con questo tweet in inglese («Sono felice, prima volta in bici dopo 27 giorni. Forza Ale) Alessandro Ballan ieri ha festeggi ato il ritorno in sella dopo l’inciden te di Denia, dove perse la milza e si fratturò femore e 3 costole.

125

La stima dei guadagni di Lance ipotizzata da Usa Today in milioni di dollari (93 milioni di euro).

110

I milioni di dollari (82 milioni di euro) che, sempre secondo Usa Today, il texano potrebbero dover sborsare in totale come risarcimento.

IN GRAN BRETAGNA

Tour 2014, il via in onore di Cav Annunciate dall’Aso le prime tre tappe del Tour 2014. Via il 5 luglio con la Leeds Harrogate, dove abita la madre di Mark Cavendish: tappa di 190 km per velocisti in omaggio all’ex iridato, testimonial dell’evento. Il giorno dopo York Sheffield (200 km con 8 cotes nel finale), infine Cambridge Londra con arrivo sul Mall come ai Giochi olimpici 2012.

COPPAMONDO SU PISTA

Il quartetto azzurro vola in 4’04"516 Grande prestazione del quartetto azzurro dell’inseguimento nell’apertura della 3ª tappa della Coppa del Mondo su pista ad Aguascalientes (Messico). In qualificazione, Liam Bertazzo, Marco Coledan, Francesco Lamon (18 anni) e Michele Scartezzini hanno chiuso in 4’04"516, 3˚ tempo dietro a Russia e Svizzera.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

VENERDÌ 18 GENNAIO 2013

BASKET NBA LE STATISTICHE CHAMBERLAIN CI ARRIVÒ IN SOLE 499 GARE

Il traguardo Ventimila punti a 28 anni: nessuno come LeBron Superato Kobe, è il più giovane a riuscirci «Vuol dire che ho avuto pochi infortuni» MASSIMO ORIANI

LeBron James non ci ha messo molto per sbrigare la pratica: con 2’45" da giocare nel secondo periodo della partita stravinta dagli Heat sui Warriors a Oakland, si è alzato all’altezza della linea dei tiri liberi e ha infilato il 18o e 19o punto della sua partita, cosa ben più importante, il 20.000o e 20.001o della carriera, diventando così il più giovane nella storia (28 anni e 17 giorni) a tagliare quel traguar-

do, superando Bryant di oltre un anno (la star dei Lakers ci arrivò a 29 anni e 122 giorni). «Vuol dire tutto per me — diceva poi il Prescelto, l’unico con Kobe e Chamberlain a quota 20.000 prima del 30o compleanno — Soprattutto significa che ho avuto pochissimi infortuni e ciò mi ha permesso di stare in campo a giocare a basket, lo sport che amo. E spero di continuare a farlo per tanto tempo». Il più giovane ma non certo il più rapido. James è infatti l’ultimo ad aver beneficiato della re-

gola che sino a pochi anni fa permetteva a un giocatore di passare direttamente dal liceo ai pro’. Se non cambierà in futuro, il suo primato resterà inavvicinabile. Se parliamo infatti di partite giocate (499 rispetto a 726), Wilt Chamberlain resta inarrivabile, come potete vedere nel grafico qui sopra. Assist LeBron è particolarmen-

te orgoglioso di un’altra importante cifra, il 5000o assist, servito a Wade pochi minuti dopo la palla a due. Solo Oscar Robert-

son, mister Tripla Doppia, nella storia della lega è infatti riuscito a centrare entrambi gli obiettivi in meno gare, 671 rispetto alle 726 di LBJ, che ha battuto Jerry West (789). King James è anche il 13o con 20.000 punti e 5000 assist, uno dei 3 ancora in attività con Garnett e Bryant.

stars& stripes AUSTIN RIVERS PIEGA I CELTICS DI PAPÀ DOC

Festa Dopo la sirena i compa-

SEI FORTE PAPÀ

gni lo hanno aspettato a lungo nello spogliatoio per festeggiarlo. «Pensavo fossero tutti sotto la doccia visto che mi ero dilungato con le interviste in campo — ha poi detto LeBron — Invece erano nascosti dietro la porta e appena sono entrato mi sono saltati addosso. E’ stato bellissimo». Così, dopo essere stato il più giovane a vincere il titolo di matricola dell’anno, a mettere a segno una tripla doppia, a segnare 1000, 5000, 10.000 e 15.000 punti e a conquistare l’mvp di un All Star Game, James taglia un altro traguardo. La rincorsa a Kareem e all’intoccabile quota 40.000 punti prosegue.

Ma ti batto... Nella 4a sfida padre allenatore figlio giocatore nella storia della Nba, Austin Rivers e i suoi Hornets hanno superato i Boston Celtics di coach Doc Rivers. Per il rookie 8 punti in 23’. I tre precedenti hanno coinvolto Jan Van Breda Kolff vs. Butch (una volta), Coby Karl vs. George (1) e Mike Dunleavy vs. Mike Senior (18).

L’EX BOLOGNESE L’ex virtussino Alan Anderson è stato il miglior marcatore dei Raptors nel k.o. interno (105 107 dts) con Chicago: 27 punti con 10/18 dal campo partendo dalla panchina. Toronto è 0 19 quando concede 100 o più punti.

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Risultati: Golden State-Miami 75-92 (Jack 16; James 25); Boston-New Orleans 78-90 (Garnett 15; Aminu 18); San Antonio-Memphis 103-82 (Duncan 19; Gay 17); Atlanta-Brooklyn 109-95 (Teague 28; Lopez 22); Sacramento-Washington 95-94 (3 con 21; Beal 26); Portland-Cleveland 88-93 (Batum 23; Irving 31); Dallas-Houston 105-100 (Nowitzki 19; Harden 20); Oklahoma City-Denver 117-97 (Westbrook 32; Koufos 16, Gallinari 11); Orlando-Indiana 97-86 (Vucevic 16; George 20); Toronto-Chicago 105-107 dts (A.Anderson 27; Boozer 36, Belinelli 10).

GEORGIA DOME Zaza Pachulia, il georgiano di Atlanta (soprannominato Georgia Dome per la sua grande testa...) ha sfiorato la tripla doppia (13 punti, 11 rimbalzi, 8 assist) nella vittoria degli Hawks sui Nets, 48 ore dopo la figuraccia a Chicago con 58 punti segnati.

Eurolega

SERIE A L’EA7 HA COMPLETATO IL RESTYLING

Radosevic, ritorno a Milano «Più forti dell’anno scorso» «Ero triste all’idea di essere ceduto ma la Lituania mi ha ridato fiducia» PIETRO SCIBETTA

Il rientro di Leon Radosevic dovrebbe aver concluso il restyling dell'EA7 Milano. Rimane curiosa la rivalutazione dell' usato (tra lui e J.R. Bremer) ma è altrettanto comprensibile che la società abbia deciso di riprendersi un giocatore che aveva sotto contratto e che conosce già molto bene gran parte della squadra. Un giocatore ancora giovane, ma che nella sua esperienza lituana (9.8 punti, 3.8 rimbalzi in 21' di media in Eurolega) ha dimostrato di poter stare in campo ad alto livello. Leon, bentornato. Come ha ritrovato l'EA7?

«Sono felicissimo, è davvero bello essere tornato. Mi ha fatto molto piacere ritrovare molti dei miei vecchi compagni di squadra della passata stagione.

Devo dire che la squadra sta meglio di come me la potevo aspettare, considerando i risultati di questi primi mesi di stagione».

Ora che l'ha vista in palestra, cosa ne pensa di questa EA7?

Cosa significa questo ritorno a Milano, per lei?

«Come prima impressione, penso che quest'anno la squadra sia migliore di quella della scorsa stagione, anche se potrò rendermene conto meglio dopo qualche partita».

«Una seconda possibilità: voglio dimostrare di essere un giocatore di alto livello, questo è un mio grande obiettivo». Come reagì alla decisione della società di mandarla in prestito?

Cosa le ha chiesto Sergio Scariolo?

«All'inizio ero un po' triste all' idea di essere ceduto: avevo molti dubbi sull'andare in Lituania, ma le cose sono andate benissimo».

«Più o meno le stesse cose, come la difesa sul pick and roll, e di giocare sempre con grande intensità ed energia». Che idea si è fatto della prima metà di stagione di Milano?

Che ci dice di questi mesi al Lietuvos Rytas Vilnius?

«Ho iniziato a guardare le partite appena si è iniziato a parlare di un mio possibile ritorno. Ho visto che la squadra ha avuto un po’ di difficoltà, ma il sistema di gioco non è cambiato molto. Non credo che avrò molti problemi a rientrare».

«Una buonissima esperienza, che mi ha restituito la fiducia che avevo perso la scorsa stagione a Milano. In campo ho avuto molta libertà, posso solo ringraziare il club per aver fatto tutto il possibile per farmi rendere al meglio». Dice che aveva perso fiducia: perché?

«Niente in particolare, non ho

avuto problemi con nessuno, Ma dopo l'ultima stagione ho iniziato a farmi delle domande: "Sono davvero un giocatore adatto per le squadre importanti? Cosa posso fare in Eurolega?". Come dicevo, grazie al Lietuvos ho riacquisito fiducia, e questo aiuta a migliorare, nel senso che tutto ti riesce un po’ meglio di prima».

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Leon Radosevic, 22 anni, 2.08, l’anno scorso a Milano ha segnato 3.7 punti in 10’ di media in campo CIAM

A PAG 21 il commento

di LUCA CHIABOTTI

&

Siena, emergenza infortuni stasera contro l’Olimpiacos (g.n.) La Montepaschi affronta stasera i campioni d’Europa dell’Olympiacos al Pireo (ore 21, SportItalia 2) senza Benjamin Ortner: già assente a Sassari per un problema al polpaccio, il lungo è rimasto a Siena. In dubbio anche l'impiego di Rasic, per un perdurante problema muscolare, e di Janning, per l'infortunio al piede rimediato nella gara di lunedì a Sassari. «Siamo in un momento di evidente difficoltà complicato dagli infortuni che ci porterà alla gara palesemente condizionati — dice Luca Banchi —. L’Olympiacos è la squadra che è cambiata meno rispetto alla scorsa stagione, sarà una gara proibitiva sulla carta e l’occasione per verificare il nostro livello di competitività». Tra i greci, Josh Powell è fuori per 10 giorni per infortunio. Sempre su SportItalia 2, alle 17, sarà trasmessa Khimki-Maccabi, gara del girone di Siena. Girone E Alba Berlino-Panathinaikos Atene73-79, Bamberg-Anadolu Efes Istanbul 76-94 (Nachbar 19; Vujacic 17); Unicaja Malaga-Real Madrid 64-72 (Simon 16; Fernandez 15); Zalgiris Kaunas-Cska Mosca 73-87 (Popovic 16; teodosic 24). Classifica: Cska e Real Madrid 4 vinte 0 perse; Panathinaikos, Efes 3-1; Zalgiris, Malaga 1-3; Bamberg, Alba 0-4. Girone F Besiktas Istanbul-Barcellona 59-73 (Jarrells 17; Tomic 15). Oggi: Khimki-Maccabi Tel Aviv; Fenerbahce Istanbul-Caja Laboral Vitoria; Olympiacos Pireo-Mps Siena. Classifica: Vitoria, Siena 3-0; Barcellona 3-1, Khimki 2-1; Maccabi, Olympiacos 1-2; Fenerbahce 0-3; Besiktas 0-4. NAZIONALI Dirk Bauermann, ex c.t. della Germania è il nuovo tecnico della Polonia al posto dello sloveno Ales Pipan che allenerà il Montenegro. SCONTRI È di 19 feriti, tra cui 17 poliziotti, e 26 arresti il bilancio degli scontri di Belgrado durante la partita di Eurocup tra Stella Rossa e Galatasaray. Un agente è stato ricoverato in ospedale. I disordini sono scoppiati quando i tifosi senza biglietto, fuori dall'impianto per il tutto esaurito, hanno attaccato i poliziotti. La sfida è stata vinta dal Galatasaray per 91-74. CHASE (a.r.) Brian Chase è arrivato ieri a Cremona via Washington ed ha effettuato il primo allenamento con la Vanoli. Domenica l'esordio contro Bologna. LEGADUE Stasera, alle 20.45, anticipo televisivo di Legadue su RaiSport 1 tra Aget Imola e Acegas Trieste.


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GOLF IL CASO

Woods, 200 milioni a Elin per sposarla un’altra volta L’Enquirer scatena il gossip: i due si sarebbero rifidanzati a Natale Maxi risarcimento in caso di tradimento bis. E l’amore con la Vonn? FEDERICA COCCHI

Il tempo guarisce tutte le ferite, anche quelle che la moglie ti procura aggredendoti con un legno 3. Difficile trovare altre spiegazioni all’ultimo gesto attribuito a Tiger Woods. L’ex numero uno al mondo, vincitore di 14 Major, il più grande giocatore di sempre avrebbe chiesto alla ex moglie Elin Nordegren, da cui ha avuto due figli, di risposarlo. Rumors Il gossip è stato scodel-

lato sul web dal National Enquirer, lo stesso che tre anni fa aveva dato la notizia del tradimento di Tiger Woods con Rachel Uchitel, la prima (o forse l’ultima) causa del dramma familiare che ha sconvolto la vita della famiglia Woods quel 27 novembre del 2009. Il giorno che cambiò la vita, la reputazione, la carriera di Tiger che, dopo una feroce lite con Elin, ebbe un incidente con il suv e andò a schiantarsi contro un albero nel vialetto della villa di Windermere in Florida. Da lì vennero a galla i tradimenti di Tiger con 120 donne (tante risultano dall’ultimo censimento) e la sua dipendenza dal sesso. E poi il ricovero in clinica, la confessione, le scuse pubbliche e il divorzio che si concluse con una buonuscita da 110 milioni di dollari in favore di Elin, pubblicamente umiliata. La fonte dell’Enquirer avrebbe rivelato che Tiger ed Elin si sarebbero ri-fidanzati. Natale in famiglia La riconcilia-

zione sarebbe avvenuta a Natale, quando Tiger Woods avreb-

Elin Nordegren, 34 anni, e Tiger Woods 37, ai tempi del loro matrimonio durato sei anni. A destra Lindsey Vonn, 28 anni, campionessa mondiale e olimpica di sci da poco legalmente divorziata dal marito Thomas Vonn LAPRESSE/AP

be rivelato alla moglie di non avere mai smesso di amarla estraendo un superanello di fidanzamento e porgendolo alla ex. In ginocchio, come è prassi in ogni commedia romantica. La risposta di Elin? Non è dato saperla. Probabilmente sarà svenuta per lo choc, o ancora più facilmente avrà chiamato l’avvocato per stilare un sontuoso contratto prematrimoniale. Col primo divorzio la ex modella ed ex babysitter svedese ha portato a casa 110 milioni. Il minimo sindacale per lo tsunami emotivo e mediatico che le ha fatto passare il marito che, questa volta, gioca al rialzo: 200 milioni di dollari in caso di nuova separazione. Il jackpot è ghiot-

to, e la possibilità di incassarlo è alta, vista la predisposizione della Tigre a balzare da un materasso all’altro. Quindi, perché non alzare la posta? Pare che Elin abbia chiesto di inserire la cifra di 350 milioni, in caso di deviazione di Tiger dalla retta via. Sarà vero? L’Enquirer parla di fonti affidabilissime, ma alcuni conti non tornano. E Lindsey? Dopo due anni di si-

lenzio sulla sua vita privata, proprio negli ultimi giorni è esploso un altro gossip su Woods che, stando a fonti altrettanto certe, starebbe frequentando la campionessa americana di sci Lindsey Vonn. Lui e Lindsey si sono incontrati ad Aspen

e lei ha smentito che fosse per una liaison, spiegando che l’incontro è stato casuale e loro si conoscono perché il fratello è il maestro di sci dei Tigrotti. Peccato che la stessa Vonn sia stata avvistata in Florida durante la sosta della Coppa del Mondo di sci. Bisogno di sole o di calore umano? Di certo Woods non teme il freddo dal momento che a inizio settimana è stato visto e fotografato a Salisburgo in calzoncini corti e occhiali da sole sotto la neve. Guarda caso in quei giorni la Vonn gareggiava proprio da quelle parti. Insomma, c’è una bionda nella vita di Woods, si tratta solo di capire quale sia quella giusta.

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ABU DHABI PRIMO GIRO

QUANTE AMANTI

Tutto cominciò da Rachel Uchitel (foto Ap) Dalla storia con lei scoperta dall’Enquirer è scaturita la lite tra Elin e Tiger in cui lui rimase ferito. Poi la confessione e uno stillicidio quotidiano di pornostar e spogliarelliste che raccontavano nei particolari le abitudini di Woods tra le lenzuola. Alla fine saranno 120 le amanti o sedicenti tali dell’ex numero 1. Il divorzio tra i coniugi Woods, che hanno due bambini, Sam Alexis e Charlie Axel, è del 2010 nonostate un tentativo di riconciliazione e il ricovero di Tiger in un rehab per la dipendenza dal sesso.

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Rory McIlroy, 23 anni, n.1 AP

Guida Rose Tiger fatica McIlroy 83o rischio taglio Sono stati Matteo Manassero e Alessandro Tadini, al 32˚ posto con 72 (par) colpi, i migliori italiani nel primo giro dell’Abu Dhabi Hsbc Golf Championship, torneo dell’European Tour che si gioca all’Abu Dhabi GC (par 72), nell’Emirato arabo. A metà classifica Francesco Molinari, 53˚ con 73 (+1), e Lorenzo Gagli, 71˚ con 74 (+2), in bassa e a forte rischio di taglio Edoardo Molinari, 113˚ con 78 (+6). Bravo Justin Sono al comando

con 67 (-5) l’inglese Justin Rose, uno dei favoriti, e il gallese Jamie Donaldson, un titolo lo scorso anno, pochi tagli subiti ma anche relativa continuità di rendimento in quella che è stata comunque la sua stagione migliore. Seguono con 68 (-4) Thorbjorn Olesen e Pablo Larrazabal. Appannati Tiger Woods e Rory McIlroy, alla prima uscita della stagione 2013. Tiger Woods è 32˚ come Manassero e Tadini mentre Rory rischia il taglio all’83˚ posto con 75 (+3). Il numero 1 al mondo è alle prese con la nuova attrezzature: «Devo fare l’abitudine a utilizzare i nuovi bastoni in gara — ha detto —. Sono in un periodo sperimentale ed ero anche un po’ teso. Tutta questione di riprendere il ritmo». © RIPRODUZIONE RISERVATA

FOOTBALL L’ASSURDA STORIA DELLA STAR DEI COLLEGE

Vinse per la fidanzata morta: ma non esisteva! Te’o commosse gli Usa dedicando il successo alla ragazza. Vittima o complice? MASSIMO ORIANI

Manti Te’o era diventato il fidanzato dell’America sportiva. Stella del college football in uno dei più gloriosi atenei Usa, la cattolicissima Notre Dame che con i suoi placcaggi aveva contribuito a riportare in vetta dopo anni bui, e con una storia strappalacrime alle spalle, nonna e fidanzata morte nel giro di poche ore, 3 giorni prima di una partita che i suoi Irish avrebbero poi vinto proprio grazie a lui, con tanto di dedica. Sports Illustrated che gli dedica la copertina, una lunga intervista a cuore aperto su Espn, insomma, la classica storia che intenerisce l’anima, l’eroe dello sport più forte del destino. Un solo problema: l’amore della sua vita — parole di Te’o — non è mai esistita e men che meno quindi morta di leucemia...

La bomba è esplosa nella serata di mercoledì, quando il sito Deadspin ha pubblicato un dettagliato articolo in cui svelava il bluff: niente necrologi, nessuna notizia del funerale, nè certificato di morte, nessuna traccia di Lennay Kekua nei registri di Stanford, università che avrebbe frequentato, e neanche notizie del grave incidente d’auto di cui sarebbe stata vittima. Solo una foto su Twitter, di una ragazza californiana che nulla ha a che fare con Manti. Telefono Te’o è vittima o compli-

ce, allo scopo di farsi pubblicità? Lui si dichiara innocente, raccontando di aver avuto un rapporto solo epistolare (se così ancora si può chiamare nell’epoca di internet...) con la ragazza, con cui ogni sera, durante i suoi ultimi giorni in ospedale prima che si arrendesse alla leucemia, parlava per ore al telefono, restando in linea solo per sentire il suo respiro una volta che si era addormentata. Il linebacker sostiene di essere stato vittima di un crudele raggiro: «E’ molto imbarazzante per me parlare di questa vicenda — ha detto in un comunicato stampa — Ho sviluppato una relazione platonica con una ra-

giorni successivi lanciò la campagna per candidarlo all’Heisman Trophy, prestigiosissimo premio per il miglior giocatore collegiale della stagione, andato poi a Johnny Manziel, quarterback di Texas A&M, che ha preceduto di poco lo stesso Te’o. Ieri poi la situazione si è fatta ancor più confusa dopo che un giocatore hawaiano degli Arizona Cardinals, ha dichiarato d’aver conosciuto Lennay di persona in più di un’occasione. Di chi si trattava in realtà?

gazza che ho conosciuto online e nel tempo mi sono innamorato di lei. L’aver scoperto che si trattava di un volgare scherzo è umiliante e doloroso». Silenzio Te’o è venuto a conoscenza del raggiro il 26 dicembre dopo aver ricevuto una telefonata «dall’aldilà». Gli squilla il cellulare, sul display il numero della fidanzata. Perplesso, Manti risponde. E sente la voce di Lennay. Il giocatore non si è dilungato in spiegazioni su cosa si sono detti. Il silenzio sino all’altro ieri era stato probabilmente imposto da Notre Dame, che il 6 gennaio ha giocato (e perso) la finale per il titolo con Alabama, per evitare distrazioni prima del big match. Ma ci sono molti fatti che lasciano perplessi. Più volte Manti, hawaiano di religione mormone, ha detto di aver «incontrato» Lennay, conosciuta nel 2011 dopo una partita di Notre Dame a Stanford, cosa che invece ora nega. E poi, nell’era di Skype, è mai possibile che i due si siano parlati per ore senza mai vedersi in faccia? Lo stesso Te’o aveva risposto picche alla richiesta di Espn di intervistare i genitori della ragazza, negando all’emittente anche foto di

Manti Te’o, 21 anni, ex linebacker di Notre Dame, futura scelta Nfl REUTERS

La finta fidanzata, Lennay Kekua

Lennay, appellandosi alla privacy richiesta dalla famiglia, motivi che sino all’altro ieri sembravano più che legittimi ma che ora destano ulteriori dubbi. Notre Dame difende il suo ex giocatore (Manti ha terminato la carriera universitaria e sarà tra i primi giocatori scelti al draft Nfl di aprile), confermando la sua innocenza. Ma c’è chi sospetta che l’ateneo fosse a conoscenza del raggiro, visto che proprio grazie alla notorietà raggiunta dal difensore, nei

Amico La tesi della difesa, getta invece la colpa su Ronaiah Tuiasosopo, un amico di Te’o, che avrebbe orchestrato lo scherzo ai danni del giocatore, poi sfuggitogli di mano vista l’improvvisa notorietà raggiunta da Manti. Sarebbe stato lui infatti ad impersonare Lennay nelle chat online, reclutando poi un’amica per le telefonate. Un conoscente di Tuiasosopo sostiene però che «all’80%» Te’o era a conoscenza dei fatti e quindi complice del raggiro. In attesa della prossima puntata, l’America trattiene il fiato. E Lance Armstrong sorride, perché l’attenzione mediatica si è riversata tutta su Te’o, dimenticandosi di lui... © RIPRODUZIONE RISERVATA


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SCI COPPA DEL MONDO

il duello Coppa: ora divisi da 126 punti Proiezione finale: c’è il sorpasso

Nella proiezione finale sono stati aggiunti i punti delle due combinate (Wengen e Kitzbuehel) dello scorso anno (a.a.) DAL NOSTRO INVIATO

MARISA POLI WENGEN (Svi)

All’ombra del mitico Eiger il gigante di Coppa del Mondo medita il sorpasso. A Wengen, che gli ricorda la sua Norvegia per la bellezza della natura, dall’alto del metro e novanta, Aksel Lund Svindal ha l’occasione di mettere di nuovo avanti la testa nella classifica generale. Con 126 punti di svantaggio su Marcel Hirscher, il norvegese ha due gare a favore (supercombinata e discesa) rispetto al solo slalom per l’austriaco e il trend continuerà la prossima settimana a Kitzbuehel (superG, discesa e slalom più combinata). «Se le condizioni rimarranno uguali per tutti, so di poter vincere. Psicologicamente è una discesa difficile, perché non ti perdona, non c’è possibilità di recuperare» ha detto il norvegese, già primo in discesa a Lake Louise e in superG sempre sulla pista canadese e poi in Gardena.

Svindal, un gigante sulla strada dell’Italjet E’ alto 1.90, ha grinta e va veloce: a Wengen il norvegese che vive a Innsbruck con la Mancuso attacca Hirscher e sfida i nostri discesisti

La coppia Julia Mancuso e Svindal

Testa Come spiega Franz Gamper, il tecnico della Val d’Ultimo che lo allena da sette stagioni: «Quando sa di poter fare bene, lo fa anche meglio. Non si fa prendere dalle emozioni, né dallo stress. E’ diventato grande in fretta, in famiglia ha dovuto affrontare tanti problemi: la morte della mamma e di un fratellino, l’incidente all’altro fratello che ha rischiato la paralisi. Per Aksel lo sci non è la cosa più importante, sa che nella vita c’è altro e si vede. Allenarlo è un piacere, non si è mai montato la testa, fa quello che gli dici

e anche di più». Trent’anni, una relazione con Julia Mancuso più che consolidata (hanno preso casa insieme a Innsbruck), l’erede dei leggendari Kjus e Aamodt è stato tra i migliori in prova (primo e quinto), su una pista che ama senza essere troppo ricambiato (al massimo ottavo in discesa, nel 2007) e che racconta così sul suo blog: «All’inizio è larga e veloce. Dal salto dell’Hundshopf tutto cambia, dalla chicane al passaggio sotto la ferrovia, al tratto dove si raggiungono i 158 all’ora. E’ dove cominci a

Aksel Svindal, 30 anni, polivalente norvegese: 3 medaglie olimpiche (una d’oro), e 6 mondiali (4 d’oro), ha conquistato 2 Coppe del Mondo

sentire le gambe stanche, di solito dopo due minuti le altre discese finiscono, a Wengen mancano ancora 30 secondi, comprese due curve che ti sparano fuori. Ma quando scendi di qui pensi solo ad andare veloce, la gravità è il nostro motore e nessuno vuole toccare i freni». Recupero Il lavoro nel mini team con Jansrud — condividono anche lo skiman — è stato perfetto, così dice anche il tecnico azzurro Max Carca: «Ha sviluppato un materiale ottimo, si vede da come va». Nelle 11 gare portate a termine in questa stagione — ha sempre rinunciato allo slalom, visto le magre delle scorse stagioni —, oltre ai tre successi Svindal è salito sul podio tre volte, in discesa finora ha come peggior piazzamento il quinto posto in Gardena (ma fu la gara con la classifica rivoluzionata dopo il cambio di condizioni meteo), in combinata l’unica incognita è lo slalom, un po’ trascurato. «Sta facendo fatica in gigante — spiega ancora Gamper — e la ragione è vecchia di qualche mese. Non siamo potuti andare in Nuova Zelanda ad allenarci, perché non c’era neve, e il gigante è quello che ne ha sofferto di più, potrebbe andare molto meglio». In testa ora c’è la Coppa generale, sarebbe il tris dopo i successi del 2007 e del 2009. «Hirscher è il mio avversario, ma non fa combinata e discesa. Non mi resta che vincere». © RIPRODUZIONE RISERVATA

COMBINATA NORDICA RIENTRA DOPO UN MESE IN COPPA DEL MONDO A SEEFELD

Pittin rabbia e fiducia: «Ora sono mister X» STEFANO ARCOBELLI

Ritorno alle origini per Alessandro Pittin, l’asso azzurro della combinata nordica. Domani e domenica a Seefeld, in Austria, il bronzo olimpico torna dopo il recupero dalla frattura dell’ulna e del radio della mano sinistra causata da uno sfortunato atterraggio a Ramsau, in allenamento, il 10 dicembre. Oltre al gesso, all’inattività e a nessun riferimento se non il 12˚ posto nel debutto stagionale di Coppa del Mondo a Lillehammer, il friulano è armato solo di tanta pazienza. «Ho dovuto trasformare la rabbia in fiducia, spero che stavolta sia la volta buona per il ritorno, an-

che se non so davvero come sto: chiamatemi "Mister X"». Un po’ come tutta la squadra italiana, al di sotto dello standard: forse anche perché priva del suo leader, è sembrata davvero disorientata. Sfortuna Quando ripensa all’ultimo infortunio, Alessandro non può che catalogarlo sotto il segno della sfortuna. Una sfortuna ormai da esorcizzare visto quanto successo pure nella scorsa stagione, con le cadute e l’operazione alla spalla? «Quando ho ripreso a saltare— ammette Pittin — l’ho fatto all’inizio con il freno a mano, però l’ultima caduta non è stata causata da un errore mio ma per colpa dell’attacco dello

scarpone. Stavo bene in quel momento, poi fermandomi sono stato costretto a ripartire da zero: non è stato facile». Giorni di fine anno, da solo a Santa Caterina Valfurva per allenamenti quasi simulati ancorché veri e intensi solo di rabbia «perché ho perso il ritmo delle gare ma non potevo perdere del tutto la condizione fisica. Ho solo recuperato fiato, ho cercato di prenderla bene all’inizio, ma c’era in verità solo tanta rabbia perché potevo fare davvero poche cose. Per fortuna negli ultimi giorni è tornata la voglia di allenarsi ed entrare in clima gara». Salto La frustrazione di Pittin

resta forte perché quando è caduto «stavo saltando bene, ave-

vo recuperato i miei standard, le sensazioni e la fiducia. Se stai fermo un mese dal trampolino, poi è dura. Adesso vedremo a Seefeld come andrà: spero di non averne risentito dal trampolino, mentre ho perso giorni e chilometri per il fondo, negli ultimi giorni ho fatto fatica e il livello degli avversari è sempre più alto. Ma non ho davvero riferimenti». Ad un mese dai Mondiali in Val di Fiemme, Pittin sa che «ormai è una lotta contro il tempo, ho bisogno solo di fare allenamenti normali in condizioni ideali. La squadra? Deve ritrovare la fiducia, il gruppo ha alte potenzialità, spero che il mio rientro possa contagiare i compagni». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Taccuino PROGRAMMA: A WENGEN

Oggi supercombinata in tv 10.30 e 14 Prove annullate ieri a Wengen (Svi) a causa del maltempo Nella seconda prova di mercoledì il bulgaro Sveto slav Georgiev ha fatto registrare il nuovo record di velocità: 158,30 km/orari, migliorando i 156.96 di Ste fan Thanei del 14 gennaio 2005. Oggi supercombinata (discesa e una manche di slalom, ore 10.30 e 14, di retta RaiSport1 ed Eurosport): è at teso bel tempo. I pettorali: 8 Fill, 9 Marsaglia, 10 In nerhofer, 11 Ligety (Usa), 12 Paris, 16 Jansrud (Nor), 17 Kostelic (Cro), 18 Baumann (Aut), 19 Pinturault (Fra), 20 Theaux (Fra), 21 Zurbrig gen (Svi), 22 Svindal (Nor), 28 Klotz. Coppa del Mondo (18 prove): 1. Hir scher (Aut) 855; 5. Moelgg 427. Programma: domani discesa (12.30), domenica slalom (10.15, 13.15).

PER LA TV

Telecamere su caschi Test sui discesisti In gara già nella discesa della super combinata di oggi saranno provate le telecamerine sui caschi, le immagi ni saranno trasmesse in tv dalle pro ve di Kitzbuehel. Saranno gli stessi sciatori a proporsi per i test, il tecni co dei velocisti Rulfi consiglierà agli azzurri di non utilizzarla: «Si vince per 1/100, si prova in galleria del ven to l’aerodinamicità, mettersi in testa una telecamera non aiuterà...».

DONNE DOMANI DISCESA

Cortina: niente prove per la neve Come da programma ieri niente pro va a Cortina, a causa delle abbon danti nevicate gli organizzatori han no preferito preparare la pista per oggi. Sulla Olympia delle Tofane si di sputeranno una discesa (domani) e un superG (domenica).

COPPA EUROPA

Discesa a St.Anton Vince la Goggia (s.f.) Nella discesa di St. Anton (Aut) di Coppa Europa 3˚ successo per Sofia Goggia: a 20/100 la svizzera Haelen. Caroline Pichler è 3ª a 34/100, Marta Bassino 12ª a 1”12. La Goggia si avvicina alla leader, l’au striaca Siebenhofer, ora a 81 punti.

BIATHLON: AD ANTERSELVA

Sprint alla Kuzmina La Oberhofer è ottava

Alessandro Pittin, 22 anni, friulano, è bronzo olimpico 2010

La Kuzmina, vince la 7.5 km sprint di Anterselva per la Coppa del Mondo di biathlon. L’azzurra Karin Oberho fer, entra per la prima volta nelle10: 8ª e a 20" dal podio. Le 5 azzurre qualificate per l’inseguimento di do mani. Oggi 10 km maschile (14.30, dir. Rai Sport 2/ Eurosport) con L.Ho fer, Martinelli, Windisch e Dutto. 7.5 km donne: 1. Kuzimina (Slk) 20’28"6 (0); 2. Makarainen (Fin) a 16"7 (1); 3. Domracheva (Bie) a 21"9 (1); 8. OBERHOFER a 41"2 (0); 27. GONTIER a 1’25"8 (2); 29. WIERER a 1’33"2 (1); 38. PONZA a 1’58" (1); 40. A. RUNGGALDIER a 1’59"9 (1). CdM: 1. Berger (Nor) 601; 2. Domracheva (Bie) 491; 26. OBERHOFER 212.


VENERDÌ 18 GENNAIO 2013

TENNIS MELBOURNE

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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Gazzetta.it JANOWICZ, CHE SCENA LE IMMAGINI DEI BIG E AUDIO DEGLI AZZURRI

Tiri mancini inglesi Kvitova, 18 doppi falli: Robson fa festa La regina di Wimbledon 2011 ha troppi problemi fisici e di testa, la 18enne Robson ne approfitta: 11-9 al 3˚ set.

volée di rovescio di PAOLO BERTOLUCCI

Finiamola con i time-out medici finti Accetto con fastidio e fatica la continua e francamente eccessiva richiesta da parte dei giocatori del «towel» con o senza «please», ma rifiuto in toto l’assurda regola del «medical time out». L’esempio di ciò che è accaduto nell’ultima partita australiana di Monfils, preceduto da quello di Stepanek e di Tipsarevic, ha confermato ancora una volta come la richiesta per la sospensione della gara sia diventata solo una fine arma tattica per superare il brutto momento. Solo nel tennis, una piccola vescica o un leggero dolore permette all’atleta (sempre a quello indietro nel punteggio) di fermare la contesa per diversi minuti per poi, spesso, ribaltare le sorti della partita. I tabelloni dei tornei sono pieni di vittorie raccolte con l’inganno da finti moribondi che all’improvviso, dopo aver ingerito una magica pasticca o applicato un portentoso cerotto sul dito, risorgono, lasciando di stucco l’avversario. La richiesta dell’intervento del fisioterapista risulta ancora più ridicola quando il match si svolge su un campo secondario. I tempi per l’arrivo del trainer si dilatano e, tra la diagnosi e il trattamento necessario, si arriva tranquillamente a sfiorare dieci minuti di sosta. Il tutto con il malcapitato avversario che deve subire l’ingiustizia trastullandosi sulla sedia nella speranza di non perdere la necessaria concentrazione. Sappiamo che lo sport può essere ingiusto e spietato, ma il tennis ha il dovere di allinearsi alle altre discipline e prendere atto che la partita deve essere portata a termine senza lasciare la possibilità ai furbetti del circuito di sfruttare con malizia le incomprensibili lacune del regolamento.

Spaccata francese Monfils batte Delpo 59-50, vincenti Monfils doma in 5 set Lu, con 59 vincenti (29 ace, 23 doppi falli), Del Potro vince in 3, con 50 vincenti!

Futuro australiano Tomic sfida i... 250 Federer! Nel 3˚ turno, Tomic, incrocia Federer a 249 match vinti nello Slam, già record, con Connors a 233 (lu.mar.)

4 Seppi maratoneta

I NUMERI

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gli anni trascorsi dall’ultimo italiano al 3˚ turno agli Australian Open: prima di Seppi, era stato il mancino di Bari, Gianluca Pozzi nel 1999.

2

gli azzurri ancora in gara in singolare: Andreas Seppi e Roberta Vinci. Non accadeva dal 1999, con Pozzi e Rita Grande al 3˚ turno.

20

la classifica dell’ultimo italiano top 20: Renzo Furlan, il 28 aprile 1996. Seppi ci riuscirebbe, aritmeticamente, solo battendo Cilic. Altrimenti potrebbe non abbattere il tabù.

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gli anni trascorsi dalla prima partecipazione agli Australian Open di Kimiko Date, al debutto a Melbourne nel 1990, toccando gli ottavi. Ieri la giapponese è arrivata al 3˚ turno.

Vede Cilic e i top 20 con profumo Davis Andreas doma Istomin in 5 set, sotto il sole, al 3˚ turno sfida il n. 1 croato: anticipo di Torino. Avanti pure Vinci DAL NOSTRO INVIATO

RICCARDO CRIVELLI twitter@RiccardoCrivel2 MELBOURNE (Aus)

Laggiù nel campo 19, dove il sole ti spacca in quattro e i treni sferragliano lenti, pare di stare all’Ok Corral. Caldo, tanto caldo, 39 gradi, e una tensione che solo il pistolero più freddo riuscirà a far svaporare. Seppi contro Istomin non è mai una partita normale, tre set a Roma e cinque a Wimbledon nel 2012, perché il gioco speculare dei due genera scambi spesso superiori ai dieci colpi e richiede energie da maratoneti. Il colpo al cuore è di Andreas, un grande Andreas, per la 17ª volta al quinto in un match dello Slam, con 12 vittorie: alla faccia della tenerezza di carattere. Palle decisive Uno contro l’al-

tro con le stesse armi, dunque il peso della partita è tutto sui servizi, per prendere subito il controllo degli scambi e andare in progressione da fondo. Istomin, nato in Russia ma naturalizzato uzbeko, per tre set è ingiocabile: neppure una palla break concessa. Perché, come analizza l’italiano, «ha una battuta difficile da leggere» e perciò le opportunità bisogna andarle a cercare tra le pieghe dell’equilibrio esasperato. Decidono poche palle: i tre errori con cui il 50 del mondo consegna il tie-break del primo set, il break sul 6-5 del secondo — l’unico concesso da Seppi —, il doppio fallo dell’altoatesino che manda il rivale sul 5-3 nel tie-break del terzo.

Andreas Seppi felice: per la prima volta nel 3˚ turno a Melbourne, può entrare fra i primi 20. Sotto, Roberta Vinci AP

Pausa di riflessione Sotto due

set a uno, Andreas va a rinfrescarsi le idee: «La partita era dura, avevo bisogno di una

pausa e così sono andato a lavarmi la faccia. Ma non avevo paura, sapevo che dovevo rimanere attaccato al match e continuare a fare le cose giuste». D’incanto, Istomin allarga le maglie delle sue bordate, regalando una palla break sull’1-1 del quarto e due sul 2-2, però annullate con il servizio. Sogno Altro tie-break, che Sep-

pi gioca da professore, con un passante di rovescio per il 4-0 che è un lampo di classe pura. E così, dopo più di tre ore, la battaglia diventa una questione di fisico e Istomin si scioglie all’improvviso. «Sentivo che non spingeva più già dal servizio mentre io ne avevo ancora». Il dritto in rete con cui l’uzbeko cede finalmente il primo servizio sul 2-1 del quinto set è la bandiera bianca della resa e l’apoteosi dell’allievo di Max Sartori dopo 4 ore e 7 minuti che lo porta-

no virtualmente fra i primi 20 del mondo: «Era un obiettivo realistico della mia carriera, spero di consolidarlo. Certo, poi ci sarebbe la top ten, ma quello è un sogno». Intanto domani si è meritato in sorte il croato Marin Cilic, intrigante anticipo di Davis dell’1-3 febbraio a Torino: «Ci ho perso le ultime tre volte, serve benissimo e dunque dovrò cercare di sfruttare le poche occasioni che mi concederà». Vai Roby Con lui, si ritrova al terzo turno Roberta Vinci, che chiude ogni porta alla qualificata Amanmuradova, altra uzbeka, numero 199 del mondo, cui risponde bene, e non concede alcuna palla break, aggredendola appena l’altra accorcia. «Sono soddisfatta, ho giocato un buon match, negli Slam non è mai facile vincere». Alla prossima: Vesnina.

Tra le scene più gustose del 2˚ turno, non perdete (oltre agli highlights) anche la scenata del polacco Janowicz nei confronti del giudice arbitro. E ascoltate gli azzurri in audio...

Sotto

sopra

L

UFFICIALE: NADAL TORNA IL 4 FEBBRAIO OGGI VENUS-MARIA (pe. m.) Adesso è ufficiale: dopo il nulla osta dei medici dopo il test di Barcellona, Rafa Nadal sa che può forzare il ginocchio sinistro, che lo tiene fermo da Wimbledon, e ha accettato la wild card di Vina del Mar (Cile) del 4 febbraio . Anticiperà così il rientro previsto l’11 febbraio a Sao Paolo (in Brasile), sempre sulla prediletta terra rossa. Intanto, pur senza il finalista 2012, gli Australian Open si accendono oggi con la sfida di 3˚ turno di stamani alle 9, ore italiana (diretta Eurosport), che mette in campo 11 Slam fra Maria Sharapova (4) e Venus Williams (7), 4-3 i precedenti per la russa. In programma anche, fra le donne, Ivanovic-Jankovic, A. Radwanska-Watson, Kerber-Keys e, fra gli uomini, Djokovic-Stepanek, Ferrer-Baghdatis, Almagro-Janowicz, Berdych-Melzer. I duelli dei singolaristi italiani Seppi-Cilic (Cro) e Vinci-Vesnina (Rus) si disputeranno domani.

A 89 ANNI

Morta la Moran prima gonna corta

E’ morta a 89 anni Gertrude «Gussie» Goergeus (bellissima) Moran (Usa), la prima tennista a giocare in gonna corta negli anni 50

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AL PALAVELA TORINO

DOPO LA STORTA ALLA CAVIGLIA

I biglietti di Davis contro la Croazia dell’1-3 febbraio

Contrordine, Serena sta bene: serve a 207 all’ora

La sfida di Melbourne Seppi Cilic anticipa il duello dei numeri 1 di Italia Croazia, primo turno del gruppo mondiale di coppa Davis dell’1 3 febbraio al Palavela di Torino (terra rossa). Con venerdì 1 febbraio i primi due singolari, sabato il doppio e domenica gli ultimi due singolari. Biglietti online su ticketone.it o al GazzaStore di Milano in galleria S. Carlo a prezzi promozionali da 10 euro.

MELBOURNE

Allarme rientrato: la padrona è ancora in casa. Dopo averla vista a terra con la caviglia destra in fiamme durante il match di primo turno con la Gallovits, qualche ombra si era allungata sul cammino di Serena Williams, la favorita di tutti. E invece l’americana ha disposto a piacimento della giovane (classe ’93) spagnola Muguruza, muovendosi con circospezione solo nei game iniziali pri-

ma di esplodere in tutta la sua potenza e sbrigare la pratica in un ora e un quarto. «La caviglia è a posto — rassicura — pensavo di avvertire un po’ di dolore alla fine, e invece sto molto meglio di quanto pensassi. Prima di giocare ho preso una pillola, ma niente iniezioni, mi fanno paura». Racchettata Nel secondo set, ritrovato il pieno regime, Serena ha ottenuto 10 punti su 10 con la prima di servizio, chiudendo il match con una battuta a 207

all’ora. «Mi sono stupita, non immaginavo di aver tirato così forte, di solito queste cose le fa mia sorella Venus. Mi è capitato — racconta — di arrivare a 215, però era in allenamento e comunque colpivo il cielo». Evidentemente tranquillizzata, la Williams ha scherzato anche sull’incredibile infortunio occorsole durante la sfida: «Mi sono data la racchetta in faccia, penso sia capitato a tutti almeno una volta, mi sono aperta il labbro inferiore. Ma state tranquilli, non ho bisogno di

un’operazione di chirurgia estetica. Evidentemente con l’Australia non sono fortunata, negli ultimi tempi». E ce n’è anche per la nuova generazione (all’età della Muguruza lei aveva già vinto uno Slam): «Non so se ci sono giovani già in grado di ottenere un risultato simile, semplicemente il tennis è diventato molto più fisico. Quindi, più dell’età, conta se il tuo corpo è preparato a vincere sette partite consecutive». ri.cr.

Serena (a sin) e Venus Williams

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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RUGBY VERSO IL SEI NAZIONI

PALLAVOLO CHAMPIONS

Una spinta dalla storia per battere la Francia

Villa Cortese lotta ma perde Ora si fa dura La squadra di Caprara sconfitta in casa dall’Eczacibasi Istanbul di Micelli

Il 3 febbraio 400 ex azzurri premiati prima della partita Gavazzi: «Possibili 2 vittorie» coraggianti, sono salite. Gavazzi: «Spero tanto che il passo avanti venga confermato. Brunel ha fatto un lavoro molto importante, mai mi sarei immaginato di poter essere così competitivi con Nuova Zelanda e Australia. Quante ne possiamo vincere? Credo che almeno due vittorie siano nelle possibilità di questa Italia. Poi, si sa, la palla è sempre ovale… Però abbiamo davvero tanti giocatori di grande livello. Cito Zanni, Castrogiovanni, Ghiraldini, e anche Cittadini. E Gori mi fa molto ben sperare per il futuro. Gli spettatori? In base all’andamento della vendita dei biglietti, parlare di 180.000 tifosi nelle tre partite è credibile. Forse con la Francia qualcosa meno, o forse in tutto arriviamo a 200.000». Pienone sicuro il 16 marzo per Italia-Irlanda, un giorno prima di San Patrizio, perfetto per i cattolici irlandesi: sabato rugby, San Patrizio dal Papa... invasione verde garantita.

NICOLA MELILLO ROMA

La spinta per l’esordio? Da 400 ex azzurri. Il Sei Nazioni 2013 è stato lanciato in Campidoglio dal presidente Alfredo Gavazzi al debutto («Lo confesso, i 75mila dell’Olimpico per la sfida con gli All Blacks mi hanno commosso») con un’iniziativa di una bellezza formidabile. Servirà, perché la prima sarà il 3 febbraio per Italia-Francia. La più tosta delle tre in casa per il gruppo di Brunel. Brivido caps Dunque alle 10 del mattino, mentre il Foro Italico avrà iniziato a riempirsi di tifosi, al Salone d’Onore del Coni si consumerà la cerimonia della consegna dei caps agli azzurri (o ai loro eredi in caso di atleti che ci hanno lasciato). In Nazionale, dal 20 maggio 1929 al 24 novembre 2012, hanno giocato in 627. Quasi tutti percorreranno, cap in testa, i 50 metri dal Salone allo stadio per abbracciare i ragazzi di Brunel prima del match, circondando il campo al momento dell’inno. Da brividi. A Orazio Arancio, terza linea dell’Italia che conquistò a forza di vittorie memorabili, il Sei Nazioni, brillavano gli occhi: «Siamo felici che la Fir si sia ricordata di chi ha trascinato il carrettino fino ad arrivare al Torneo. Sarà una magia il nostro ingresso in campo». Il presidente Gavazzi spiega: «Il cap è uno dei simboli del mondo del rugby. La sfida con la Francia è fra le più sentite per noi. Era il match ideale per questa cerimonia: faremo respirare l’atmosfera del Sei Nazioni a chi non ha avuto la possibilità di farlo».

I conti di Pagnozzi Il segretario

generale del Coni sorride: «I tre match giocati all’Olimpico porteranno a un incremento del fatturato del 35% rispetto al 2012: da 4 milioni a 5,3 milioni di euro. Ormai uno spettatore del rugby spende sette volte quanto uno di calcio. Questi freddi conti economici dicono che il rugby è lanciatissimo nell’appeal della gente». Il sindaco Alemanno: «Il rugby allo stadio Flaminio non poteva più starci, la rinuncia è definitiva e formale». Brivido Dondi Il presidente ono-

rario Giancarlo Dondi, sorridente: «Dopo tanti anni finalmente potrò pensare solo a tifare. Non credo che il mio possa essere tifo isterico, però...».

Attese C’è un Sei Nazioni da gio-

care, e le aspettative, dopo tre test match novembrini tanto in-

PIEMONTE ALAGNA VALSESIA M.SKI ARTESINA MONDOLÈ SKI BARDONECCHIA LIMONE LURISIA PONTECHIANALE PRATO NEVOSO MONDOLÈ SKI S. GIACOMO DI ROBURENT

20/50 60/70 50/220 30/110 20/180 60/80 75/165 50/160 30/100 50/200 50/100 50/80

4/4 4/4 20/20 10/10 5/7 4/4 20/20 11/11 4/4 38/38 14/15 6/6

MARCO LOTTAROLI CASTELLANZA (VA)

Sergio Parisse, 29 anni e 91 caps, il primo nel 2002 contro gli All Blacks AFP

ALL’OLIMPICO ARRIVERÀ ANCHE IL GALLES

Italia-Irlanda verso l’esaurito Obbiettivo: 180.000 in tre gare L’Italia aprirà il Sei Nazioni 2013 domenica 3 febbraio contro la Francia; gli altri appuntamenti all’Olimpico saranno sabato 23 febbraio il Galles e sabato 16 marzo l’Irlanda, mentre il 9 febbraio gli azzurri saranno a Edimburgo contro la Scozia e il 10 marzo a Twickenham contro l’Inghilterra. Gli abbonamenti per i tre match costano da 32 a 192 euro, i biglietti per la singola partita da 15 a 192 euro e si possono acquistare su listicket.it o nelle ricevitorie LIS. EUROCOPPE Stasera alle 21 a Galway (Irl), Connacht Zebre chiude la prima Heineken Cup della franchigia italiana. Heineken. Gir. 3. Ore 21: Connacht (Irl) ZEBRE (diretta Sky Sport Extra); Biarritz (Fra) Harlequins (Ing). Class. Harlequins** 24; Biarritz 14;

Connacht 8; ZEBRE 0. Challenge. Ieri. Gir. 2: Perpignan

(Fra) ROVIGO 40 22 (p.t. 28 15; 2 m. Bacchetti, 1 Mahoney, 1 c.p. e 2 tr. Basson). Class. Perpignan *,** 25; Worcester 20; Guernica 8; ROVIGO* 0. Gir. 3: Dragons (Gal) Wasps (Ing) 19 20. Oggi. Gir. 4: Agen (Fra) CALVISANO (ore 19). (*: una in più; **: già ai quarti) HEASLIP CAPITANO Dopo 10 anni, Brian O’Driscoll non sarà capitano dell’Irlanda. Il 33enne centro lascia il testimone al n.8 Jamie Heaslip, che già aveva guidato i Verdi a novembre, quando però l’icona del Leinster era assente per infortunio. «So che il Mondiale 2015 è lontano» ha detto O’Driscoll. Intanto Ronan O’Gara (Munster) è stato graziato per il calcio alle spalle a Cox (Edimburgo) nell’incontro di Heineken di domenica.

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Bollettino della neve VALLE D’AOSTA ANTAGNOD MONTEROSA SKI BRUSSON MONTEROSA SKI CERVINIA CHAMPOLUC MONTEROSA SKI CHAMPOCHER COGNE COURMAYEUR GRESSONEY LA TRINITÈ M.SKI GRESSONEY ST.JEAN M.SKI LA THUILE PILA TORGNON

Un attacco di Darnel Neslihan elude il muro di Raphaela Folie TARANTINI

18 13 140 48 20 8 39 59 12 157 67 25

VIA LATTEA

LOMBARDIA APRICA BOBBIO VALTORTA BORMIO CHIESA-VALMALENCO COLERE FOPPOLO - CARONA LIVIGNO MADESIMO MONTECAMPIONE PONTE DI LEGNO ADAMELLO SKI PRESOLANA - MONTE PORA SAN SIMONE 10/100 3/4 12 SANTA CATERINA 30/60 8/14 34 TEMU' ADAMELLO SKI

30/100 23/23 100 45/75 15/15 80 TRENTINO 35/45 3/5 20 ALBA - CIAMPAC 10/20 2/6 5 ALPE CERMIS 30/80 8/8 27 ANDALO - F. PAGANELLA 15/40 3/8 4 CAMPITELLO/MAZZIN

Le turche dell'Eczacibasi Istanbul conservano la loro imbattibilità (7 vinte su 7) in questa Cev Champions League. Al PalaBorsani di Castellanza nell'andata dei playoff a 12 Villa Cortese ha alzato bandiera bianca dopo 3 set di grande intensità. Adesso per le ragazze di coach Caprara sconfitte 3-1 la strada appare decisamente in salita. Dalla Final Four della scorsa stagione con il 4˚ posto di Baku (Aze) allo spettro della possibile eliminazione dopo i gironi come 2 anni fa. Nulla comunque è ancora perduto e le biancoblu devono ripartire da quanto fatto vedere di buono contro una delle squadre più forti di questa edizione. Dopo un primo set giocato punto a punto e deciso per l’Eczacibasi, da Poljak, le cortesine, spinte da Klineman, Cate Bosetti e Barun, ben servite da Rondon, dominano il secondo facendo valere la prevalenza a muro (7-0 in questo set) per dare poi vita nel terzo a una rincorsa fantastica, conclusa in favore delle turche ai vantaggi dopo un'altalena di bel gioco e emozioni. Le ospiti guidate da coach Lorenzo Micelli hanno fatto valere la maggiore esperienza e il peso di Darnel, Senna Usic e Sokolova. Al ritorno a Istanbul servirà un' impresa. La gara perfetta.

VILLA-ECZACIBASI

| 1-3

(23-25, 25-21, 29-31, 17-25) ASYSTEL MC-CARNAGHI VILLA COR-

TESE: Rondon 1, Klineman 23, Veljkovic 8, Barun 12, C. Bosetti 18, Folie 10; Parrocchiale (L), Viganò, Malagurski 2, Mojica 1. N.e. Garzaro, Nomikou. All. Caprara. ECZACIBASI VITRA ISTANBUL: Cemberci Kirdar, Sokolova 16, Cansu 9, Darnel 26, Usic Senna 16, Poljak 16; Kuzubasioglu (L), Karakoyun 1, Gumus. N.e. Petrovic, Yilmaz, Kayacan. All Micelli ARBITRI: Isajlovic (Aut) e Evgeniou (Cip) NOTE - Durata set: 30', 29', 34', 25'; totale 118'. Asystel: b.s 10, v. 10, m. 12, s.l. 6, e. 29. Eczacibasi: b.s. 7, v. 11, muri 11, s.l. 9, e. 28. © RIPRODUZIONE RISERVATA

SITUAZIONE

Il ritorno è giovedì 24 Champions donne (and. ottavi) – Cannes (Fra) Rabita Baku (Aze) 1 3, Mosca (Rus) Kazan (Rus) 1 3; Villa Cortese Eczacibasi Istanbul (Tur) 1 3, Sopot (Pol) Gunes Istanbul (Tur) 1 3; Schweriner (Ger) Busto 3 2, Azerrail Baku (Aze) Lokomotiv Baku (Aze) 3 0. Per entrambe le italiane il ritorno è giovedì 24. MODENA DONNE TREMA (p.r.) Si complica la situazione di Modena donne. Ieri incontro tra il presidente di LiuJo Marco Marchi e Rino Astarita. Il mar chio si è dichiarato disponibile a soccorrere alla società, ma con gli attuali proprietari del club non sarebbe stata trovata un'intesa. Il nodo riguardereb be la situazione debitoria della società. Modena ora dopo l'ottimismo dei giorni scorsi torna a temere di scomparire.

Dati neve di

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40/140 60/100 30/100 115/220 60/140 40/80 51/187 30/205 20/30 50/220 30/40 40/80 40/110 50/70

16/16 7/8 15/15 9/9 4/6 9/10 30/30 12/12 11/11 30/30 15/15 6/6 10/10 4/4

44 33 49 36 20 24 115 60 30 40 20 20 35 10

40/90 6/6 15 20/90 8/8 26 25/90 18/19 35 30/130 9/10 17

FOLGARIA FOLGARIDA - MARILLEVA GHIACCIAIO PRESENA LAVARONE-RIVETTA MADONNA DI CAMPIGLIO MOENA - ALPE LUSIA MONTE BONDONE PAMPEAGO-PREDAZZO-OB. PANAROTTA 2002 TONALE ADAMELLO SKI PASSO ROLLE S. PELLEGRINO-FALCADE PEJO PINZOLO POZZA-ALOCH-BUFFAURE S. MARTINO DI CASTROZZA VIGO-PERA-CIAMPEDIE ALTO ADIGE ALPE DI SIUSI ALTA BADIA ALTA PUSTERIA

BELPIANO CAREZZA CORNO DEL RENON FUNIVIE SPEIKBODEN GITSCHBERG - MARANZA KLAUSBERG LADURNS MERANO 2000 OBEREGGEN PLAN - VAL PASSIRIA PLAN DE CORONES PLOSE - BRESSANONE RACINES SAN VIGILIO SOLDA TRAFOI VAL D'ULTIMO VAL GARDENA VAL SENALES VALLELUNGA 5/65 20/23 60 WATLES

30/130 70/70 50/90 200/250 25/40 30/120 30/125 40/50 20/90 40/60 50/220 40/60 70/200 50/100 25/70 35/95 40/70 35/80

13/22 21/22 26/26 3/3 15/15 19/20 8/8 6/6 20/20 4/4 30/30 6/6 19/19 5/7 13/13 7/7 18/23 7/7

17 72 60 3 25 57 27 20 44 8 40 14 43 15 31 16 46 15

40/120 53/53 130 40/115 31/31 72

30/90 60/120 20/70 40/125 10/50 48/190 40/100 20/40 55/70 40/120 50/90 0/50 0/50 50/120 50/120 40/80 20/100 40/110 50/180 50/120 60/110

14/14 15/15 3/3 7/7 10/16 9/9 3/3 7/7 18/18 2/4 32/32 9/9 8/8 32/32 11/11 3/3 5/6 58/78 17/17 3/3 2/3

30 35 np 20 22 18 16 40 44 np 116 40 np 107 40 10 np 115 35 15 np

VENETO ARABBA MARMOLADA ALTOPIANO DI ASIAGO AURONZO MISURINA COMPRENSORIO CIVETTA CORTINA D'AMPEZZO FALCADE LESSINIA MONTE BALDO NEVEGAL SAN VITO DI CADORE SAPPADA

45/245 25/60 25/95 35/160 60/170 70/200 5/30 30/30 30/40 50/70 40/100

FRIULI VENEZIA G. RAVASCLETTO/ZONCOLAN SELLA NEVEA TARVISIO

40/65 6/7 70/190 2/10 50/90 8/11

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100/150 60/120 100/120 100/110

28/28 14/14 7/7 19/23 37/37 19/19 3/4 2/6 3/7 3/4 6/9

62 28 24 70 105 43 9 5 7 14 9

MONTE AMIATA OVINDOLI PASSO LANCIANO ROCCARASO TERMINILLO

40/100 100/200 20/30 60/150 140/180

FRANCIA CHAMONIX MONT-BLANC MONTGENÈVRE

80/325 57/59 80 100/150 31/31 np

SVIZZERA ST. MORITZ - CORVIGLIA WENGEN

35/125 23/23 141 50/135 19/34 105

28 AUSTRIA 20 KITZBÜHEL 33 SÖLDEN

ST. ANTON AM ARLBERG

15/17 42 6/15 11 14/21 35 6/7 11

2/8 10/14 1/10 17/17 4/5

1 28 np 64 36

40/145 54/54 160 10/222 29/33 148 70/190 79/79 264


VENERDÌ 18 GENNAIO 2013

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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TUTTENOTIZIE & RISULTATI Varie CONI: VERSO LE ELEZIONI

Ben 25 presidenti firmano per Pagnozzi Una vera e propria convention di tre ore all’Hotel Parco dei Principi ha sancito ieri sera a Roma l’apertura della campagna elettorale di Lello Pagnozzi per la corsa alla presidenza del Coni. Pagnozzi, che ha così giocato d’anticipo sulla conferenza stampa con la quale il suo avversario Giovanni Malagò presenterà martedì (prima ai presidenti poi alla stampa) il suo programma, ha radunato ben 33 presidenti di federazione, 9 presidenti di Enti di Promozione, mentre altri 3 (dei complessivi 14) erano rappresentati per delega. L’attuale segretario generale del Coni, che aveva fin qui incassato la dichiarazione di voto favorevole da 21 presidenti, cui c’era da aggiungere Luca Pancalli, suo delfino nella corsa elettorale, ieri è andato oltre. Un documento di sostegno alla sua candidatura è stato infatti sottoscritto, oltre che dai 22 «noti» anche da altri tre presidenti, la Dallari (Fise), Zamblera (Danza Sportiva) e Park (Taekwondo). Non hanno sottoscritto il documento, tra gli altri, Abbagnale (Canottaggio) e Giomi (Atletica). Le firme sono arrivate anche da parte dei 12 Enti di Promozione presenti o rappresentati, un consenso che dovrebbe garantire a Pagnozzi almeno 4 dei 5 voti di cui gli Enti disporranno nel prossimo Consiglio Nazionale. Pagnozzi ha quindi presentato un documento di 14 pagine, con relativo titolo-slogan di quella che sarà la sua campa-

Ippica IL FANTINO AL REALITY IN TV

Grande Fratello inglese Dettori, ma che combini?

Boxe C’è Salvini-Pisanti

Raffaele Pagnozzi IPP

Dettori travestito per i giochi e, sopra, mentre bacia Ryan Clark IPP

gna elettorale: «Innovazione nella continuità». Sport per tutti, rafforzamento della posizione internazionale, sviluppo e innovazione anche attraverso la fusione di Coni e Cip, sono i binari presso i quali si svilupperà l’azione del suo nuovo Coni. Alla fine della prossima settimana, con un piccolo anticipo sul termine di presentazione della candidatura (30 gennaio) Pagnozzi si autosospenderà dal ruolo di segretario generale e lascerà il Palazzo H del Foro Italico. La sua corsa alla presidenza proseguirà dal villino Onesti, alle pendici di Monte Mario.

Prosegue l’avventura televisiva di Lanfranco Dettori, nel Grande Fratello Vip sulla tv inglese. E prosegue anche nel modo illustrato dalle foto sopra, col 42enne fantino italiano (squalificato fino al prossimo maggio per positività alla cocaina il 16 settembre a Parigi) travestito nei modi più strani per prendere parte a dei giochi oppure immortalato mentre augura la buona notte al favorito Ryan Clark (già eroe di X Factor) con un affettuoso bacio. Tre concorrenti sono già stati eli-

minati e domenica sarà la volta della quarta eliminazione. Il vincitore verrà proclamato il 25 gennaio. MOZIONE SAN SIRO (e.lan.) Il Consiglio Provinciale ieri ha approvato all' unanimità una mozione a sostegno dell'ippica milanese, stabilendo «la volontà di preservare le aree verdi e destinate ad attività sportiva» pertinenti il trotter. Sarebbe stato forse più rassicurante per gli operatori del settore ribadire, come dichiarato mercoledì dai membri della Commissione Lavoro, la necessità di un esclusivo impiego ippico dell'area. Anche perché le voci di una vendita (addirittura quasi perfezionata) dell’area del trotter al Milan sono tornate insistenti.

Atletica/2 ALTO «VENTRALE»

Ghiaccio SHORT TRACK

Noé Hernandez non ce l’ha fatta

Addio Thomas Sfidò Brumel

Europei a Malmö Coppa al via Fontana da cinquina Pizzo si allena

ADDIO RONTINI È morto la notte scorsa a Cesena, all’età di 74 anni, Alieto Rontini, figura storica dell’Edera Forlì, vicepresidente della società dopo esserne stato prima atleta (martello, anni Sessanta) e tecnico. Come allenatore specialista nazionale dei lanci, Rontini ha condotto in pedana un gran numero di pesisti, discoboli, martellisti e giavellottisti, arrivando a scoprire il talento di Giuliana Amici. Nel periodo 1988-1994 è stato consigliere federale sotto la presidenza di Gianni Gola.

Fernandez a Sydney 2000 REUTERS

Il manager Marco Mazzieri ha reso noti 24 dei 28 azzurri per il World Baseball Classic di marzo. Sono 12 i campioni d’Europa:La Torre (ric, Fresno, AAA), Colabello (Minnesota, AA); Vaglio (2b), Anthony Granato (int), Mario Chiarini (est, capitano), Lorenzo Avagnina (est); i lanciatori Luca Panerati, Tiago Da Silva, Chris Cooper, John Mariotti, Giovanni D’Amico e Nick Pugliese. Confermati dal Classic 2006: Dan Serafini, Francisco Cervelli (NY Yankees), Nick Punto (LA Dodgers), Alex Liddi (3b, Seattle), Chris De Norfia (est, San Diego), e due lanciatori: Jason Grilli (ha firmato un biennale da oltre 6.5 milioni con Pittsburgh) e Alessandro Maestri, in NPB (la lega pro’ giapponese) con gli Orix Buffaloes. Cinque novità: Drew Butera (ric. Minnesota); Anthony Rizzo (1b, Chicago Cubs); Jeff Bianchi (int, Milwaukee), Matt Torra (lanc, Washington); Brian Sweeney (lanc, Florida). CONVENTION CON MAESTRI (m.c.) L’Hotel Parma & Congressi ospita da oggi a domenica la 28ª Coach Convention, che apre la stagione. Tra i relatori, oltre ai manager delle nazionali Mazzieri e Centrone, il presidente del Cna Moretti ha invitato l’ex ricevitore dei California Angels Darrell Miller, le ex giocatrici Usa Gina Oaks e Jenny Topping.

Atletica/1 IL MESSICANO

(si.g.) Non ce l’ha fatta Noé Hernandez, il marciatore messicano argento olimpico nel 2000 dei 20 km, ferito gravemente in una sparatoria il 30 dicembre scorso in un locale pubblico di Los Reyes La Paz, morto mercoledì nella sua casa a 34 anni per un doppio infarto cardiaco. «All’ospedale i medici hanno tentato di rianimarlo — ha raccontato Daniel Aceves, presidente dell’associazione dei medagliati olimpici messicani —. È morto durante il viaggio». Aveva perso l’occhio sinistro e doveva ritornare in ospedale per ridurre i danni dell’altro. Gli assassini, che avevano ucciso altre due persone, sono ancora sconosciuti.

Baseball World Classic: l’Italia

John Thomas nel 1960 ARCHIVIO RCS

(si.g.) È morto martedì all’ospedale di Brockton (Usa), a 71 anni, John Curtis Thomas, il rivale del sovietico Valeriy Brumel negli anni ’60, entrambi tra gli ultimi grandi della tecnica straddle, lo scavalcamento ventrale nell’alto. Fu bronzo olimpico a Roma 1960 e argento a Tokyo, Thomas ha migliorato 11 record mondiali (5 indoor), e siglò il primo primato a 17 anni, il 21/2/59, ai Millrose Games indoor di New York con 2.16. Alto 196 cm per 88 kg, stabilì il suo ultimo record nel 1960 con 2.23. Una carriera, la sua, frenata dagli infortuni. Fece poi l’allenatore e il giudice. USA INDOOR (si.g.) Due olimpionici dell’asta, Lavillenie e Suhr, in gara oggi a Reno (Usa) nel Pole vault summit, con Hooker (Aus) e Murer (Bra). A University Park. Uomini. 800: Loxsom 1’46”98. A Lincoln. Uomini. Alto: White 2.27. A Flagstaff. Uomini. Peso: Clarke 20.59. A Lexington. Donne. 60: O. Freeman 7”24 (b. 7”20); Scott 7”23. 200: Scott 23”47. A College Station. Uomini. 200: Hardy 20”78. A Birmingham. Uomini. 200: Ernest 20”80. A New York. Uomini. 300: Gordon (Tri) 32”48. A Fayetteville. Uomini. 200: Gauntlett (Giam) 20”84. A Clemson. Donne. 200: Bryant 23”52.

Arianna Fontana ci riprova: tra oggi e domenica, a Malmö, in Svezia, va a caccia del quinto titolo europeo (in sei anni), il terzo consecutivo. La 22enne valtellinese, dopo il piccolo intervento subito intorno a Natale, che l’ha costretta a saltare i campionati italiani, potrebbe però non essere al meglio. Da battere, tra le altre, l’olandese Jorien Ter Mors, la britannica Elise Christie e Martina Valcepina, bronzo nelle ultime due occasioni. Arianna, un anno fa, nella ceca Mlada Boleslav, vinse tre gare su quattro (mancò i 1000). L’Italia, in prospettiva podio, punta anche su Yuri Confortola e sulle staffette. A livello individuale pure Tommaso Dotti e Cecilia Maffei, per le staffette Andrea Cassinelli, Edoardo Reggiani, Davide Viscardi (non Antony Lobello per i regolamenti Isu sulla naturalizzazione), Lucia Peretti ed Elena Viviani. Programma. Oggi: 1500; quarti staffette. Domani: 500; semifinali staffette. Domenica: 1000; 3000 finale; finali staffette.

Arianna Fontana, 22 anni AFP

Scherma SPADA A DOHA

(g.l.g.) Titolo italiano dei piuma in palio stasera nella riunione organizzata da Giulio Spagnoli al Palatesta di Tor di Quinto (Roma). Si affrontano Emiliano Salvini romano (15-16-1) e Mario Pisanti di Cisterna (11-1-1) un derby in piena regola. Programma (dalle 20). Medi: Grimieri (4) c. Velardo (4) 6 t. Welter: Angelocore (8) c. I. Kiss (Ung. 10-6) 6 t. Supermedi: De Carolis (18-4) c. Z. Kiss (Ung. 25-11-3). Piuma (campionato italiano), 10 t.: Mario Pisanti (11-1-1) c. Emiliano Salvini (15-16-1) titolo vacante. Tv diretta Sport Italia.

Ghiaccio Pechalat-Bourzat No agli Europei Clamorosa rinuncia forzata dei francesi Nathalie Pechalat-Fabien Bourzat agli Europei di figura della prossima settimana a Zagabria. Gli allievi di Pasquale Camerlengo, campioni nella danza nelle due ultime edizioni, pagano una seria lesione a un adduttore della gamba destra di lui, patita in allenamento a Detroit il 9 gennaio. La prognosi è di diverse settimane: a rischio anche la partecipazione ai Mondiali di metà marzo in Canada. Salgono le quotazioni di Anna Cappellini-Luca Lanotte, ora candidati almeno al podio.

Hockey ghiaccio SERIE A (m.l.) Così nel primo turno della seconda fase. Milano ha ingaggiato il 23enne attaccante con passaporto italiano e canadese, proveniente dalla SM-liga, Angelo Esposito. Master round: Renon-Alleghe 5-3 (0-1, 2-2, 3-0); Bolzano-Valpellice 7-2 (1-0, 3-1, 3-1). Relegation round: Cortina-Fassa 3-2 (1-0, 0-2, 1-0; 1-0); Milano-Pontebba 3-1 (0-1, 2-0, 1-0).

Ippica Aversa: 3-12-11-2-8 8ª corsa - m 2060: 1 Prime Team (V. D’Alessandro jr) 1.16.5; 2 Poiton di Olimpia; 3 Pietro di Jesolo; 4 Pablo del Ronco; 5 Piovrasan; Tot.: 17,16; 3,26, 2,83, 1,85 (145,22). Quinté: n.v. Quarté: e 2.894,86. Tris: e 617,30.

Diego Confalonieri, 33 anni REUTERS

Si apre in questo fine settimana a Doha (Qatar) la Coppa del Mondo. I primi a salire in pedana sono gli spadisti, domani le finali individuali maschili, domenica e lunedì tocca alle donne (individuale e a squadre). Ancora assente Paolo Pizzo, che ieri ha avuto il via libera per ritornare ad allenarsi dopo il secondo intervento alla mano destra e dovrebbe ricominciare con le gare a marzo. Sempre ai box anche Matteo Tagliariol, anche lui sempre alle prese con un infortunio alla mano destra. La prossima settimana, la Coppa del Mondo di spada farà tappa a Legnano (Mi). Questi i convocati azzurri. Uomini: Diego Confalonieri, Enrico Garozzo, Francesco Martinelli, Luca Ferraris, Gabriele Bino, Matthew Trager e Andrea Vallosio. Donne: Francesca Boscarelli, Brenda Briasco, Bianca Del Carretto, Rossella Fiamingo, Marzia Muroni, Francesca Quondamcarlo, Sara Carpegna, Marta Ferrari, Giulia Rizzi e Ludovica Tucci.

OGGI QUINTÉ A FOLLONICA Al Dei Pini (inizio convegno alle 14.55) scegliamo Nostrano (17), Oviedo Or (11), Nelita Caf (13), Idolo del Nord (12), Meadow Effe (15) e My Speed Vol (9). ANCHE Trotto: Treviso (14.40) e Foggia (14.50). Galoppo: Roma (14.30). LAVEC AL CORNULIER Domenica l’indigeno Lavec Kronos sarà in pista nel Prix de Cornulier (m 2700), il campionato del mondo al trotto montato. Il compito come sempre sarà difficilissimo: negli ultimi anni gli italiani (Ghibellino nel 2008, Glen Kronos nel 2009 e La Dany Bar nel 2011) non hanno raccolto nulla.

Nuoto SUPER SERIES (al.f.) Oggi e domani a Perth (Aus) le Aquatic Super Series, primo appuntamento della stagione in vasca lunga. Si sfideranno l’Australia capitanata da James Magnussen, la selezione cinese con la bicampionessa olimpica Ye Shiwen e il Sudafrica senza Chad Le Clos, infortunato ad una spalla.

BOXE WORLD SERIES

Parrinello guida l’Italia Thunder in Germania Trasferta delicata per i Dolce & Gabbana Italia Thunder oggi a Goppingen contro i German Eagles: l’Italia si gioca il secondo posto e i tedeschi le ultime possibilità di qualificazione. Damiani schiererà quattro pugili già impiegati in questa stagione (Parrinello, Stankovic, Mc Laughlin e Yoka) più il neo acquisto Vitalijus Sabacius. Nei gallo Parrinello ritroverà l’ex compagno moldavo Veaceslav Gojan, che è stato campione europeo 2008 e all’andata ha sconfitto tra le polemiche Picardi. L’attrazione è però il mediomassimo Vitalijus Sabacius, 33enne lituano esordiente nelle WSB ma molto collaudato che dovrà fermare il tedesco Satula Abdulai, bronzo mondiale giovanile nel 2008. Nei massimi l’Italia si affiderà al francese Tony Yoka, diventato un punto fermo dei Thunder dopo la fondamentale vittoria in Kazakistan contro Nistor. Programma. 54 kg: PARRINELLO (53.7) c. Gojan (Mol, 53.8); 61: STANKOVIC (Ser, 60.9) b. Sopa (Ger, 60.8); 73: McLAUGHLIN (Irl, 71.4) c. Hartel (Ger, 72.9); 85: SUBACIUS (Lit, 84.8) c. Abdulai (Ger, 81.2); +91: YOKA (Fra, 103.6) c. Pfeifer (Ger, 103.2). In tv: dir. alle 20 Sky 3; replica 22.45 Sky Extra.

Emanuel Rieder nel singolo, ieri ai Mondiali jr di Park City è arrivata la vittoria della staffetta azzurra, con Fischnaller, Sandra Robatscher (quinta) e Gruber-Kainzwaldner (quarto). I due azzurrini ai piedi del podio anche nel doppio. Doppio: 1. Brendel-Funk (Ger) 1’28"715; 2. Loffner-Kuechler (Ger) a 0"001; 3. Andersen-Espinoza (Usa) a 0"027; 4. GRUBER-KAINZWALDNER a 0"077. Staffetta: 1. ITALIA (Robatscher-D.Fischnaller-Gruber/Kainzwaldner) 2’20"829; 2. Germania a 0"091; 3. Usa a 0"307. BOB Le donne dello skeleton (ore 9 e 10.30) e del bob (ore 12 e 13.30) aprono oggi l’8ª tappa di Coppa a Igls (Aus), valida anche come Europeo. Dir. RaiSport 2. MONDIALI SNOWBOARD Vento e -20˚ nel primo giorno dei Mondiali a Stoneham (Can): ieri nelle qualifiche dello slopestyle maschile, fuori Donzelli, Grigis, Kok. Rinviate a oggi le qualifiche femminili (Detomas). Finali dalle 17 su Eurosport 2. SKICROSS Stefan Thanei 27˚ nello skicross di Megeve (Fra). Uomini: 1. Teller (Usa); 2. Pellinen (Fin); 3. Niederer (Svi); 27. THANEI. GOBBE Giacomo Matiz 22˚ e Giorgia Bertoncini 39ª a Lake Placid (Usa), nella tappa di Coppa del Mondo di gobbe.

Tennis Open d’Australia Singolare maschile, 2˚ turno: Berankis (Lit) b. Mayer (Ger) 6-2 6-3 6-1; Kohlschreiber (Ger) b. Weintraub (Isr) 6-2 7-6 (4) 6-4; Tsonga (Fra) b. Soeda (Gia) 6-3 7-6 (1) 6-3; Murray (Gbr) b. Sousa (Por) 6-2 6-2 6-4; Raonic (Can) b Rosol (Cec) 7-6 (2) 6-2 6-3; Cilic (Cro) b. Ram (Usa) 7-5 6-2 6-4; Kavcic (Slo) b. Duckworth (Aus) 3-6 6-3 6-4 6-7 (3) 10-8; Tomic (Aus) b. Brands (Ger) 6-7 (4) 7-5 7-6 (3) 7-6 (8); SEPPI b. Istomin (Uzb) 7-6 (4) 5-7 6-7 (3) 7-6 (3) 6-2; Chardy (Fra) b. Granollers (Spa) 6-3 3-6 6-1 6-2; Del Potro (Arg) b. Becker (Ger) 6-2 6-4 6-2; Simon (Fra) b. Levine (Can) 2-6 6-3 7-6 (4) 6-2; Monfils (Fra) b. Lu (Tai) 7-6 (5) 4-6 0-6 6-1 8-6; Dodig (Cro) b. Nieminen (Fin) 6-3 6-7 (3) 6-3 6-7 (4) 6-1; Gasquet (Fra) b. Falla (Col) 6-3 6-2 6-2; Federer (Svi) b. Davydenko (Rus) 6-3 6-4 6-4.

Scacchi

Singolare femminile, 2˚ turno: Azarenka (Bie) b. Daniilidou (Gre) 6-1 6-0; Morita (Gia) b. Beck (Ger) 6-2 6-0; VINCI b. Amanmuradova (Uzb) 6-3 6-2; Kirilenko (Rus) b. Peng (Cin) 7-5 6-2; Vesnina (Rus) b. Lepchenko (Usa) 6-4 6-2; S. Williams (Usa) b. Muguruza (Spa) 6-2 6-0; Hampton (Usa) b. Kumkhum (Tha) 6-1 6-2; Tsurenko (Ucr) b. Gavrilova (Rus) 7-5 6-3; Kuznetsova (Rus) b. Hsieh (Tai) 6-2 6-1; Wickmayer (Bel) b. Cepelova (Slk) 7-6 (8) 7-5; Wozniacki (Dan) b. Vekic (Cro) 6-1 6-4; Date (Gia) b. Peer (Isr) 6-2 7-5; Suarez (Spa) b. Putintseva (Kaz) 1-6 7-6 (5) 6-2; Jovanovski (Ser) b. Safarova (Cec) 7-5 7-5; Stephens (Usa) b. Mladenovic (Fra) 6-4 6-3.

CARUANA PERDE Fabiano Caruana sconfitto da Leko (Ung) alla 40ª mossa della 5ª del torneo di Wijk aan Zee (Ola).

Volo

Pallanuoto ANTICIPO Oggi, alle 19 (dir. Rai Sport 2), anticipo dell’11ª Lazio-Acquachiara. Class.: Brescia 30; Pro Recco 24; Florentia 21; Savona 19; Acquachiara 14; Bogliasco, Lazio 13; Posillipo 12; Ortigia 11; Quartu, Nervi 9; Camogli1.

Sport invernali SLITTINO: ORO STAFFETTA JR Dopo l’oro di Dominik Fischnaller e l’argento di

ITALIA IRIDATA L’Italia ha vinto il titolo a squadra ai Mondiali di deltaplano in Australia. Nella classifica individuale, Alex Ploner secondo e Filippo Oppici terzo nella gara vinta da Manfred Rhumer (Aut).


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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VENERDÌ 18 GENNAIO 2013

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Qualche altra domanda per Armstrong

Alberto Liguori (Vietri sul Mare) Quando leggerete, sarà già noto al mondo come Lance Armstrong ha risposto alle do-

mande di Oprah Winfrey. Le sue argomentazioni, i suoi occhi, la sua verità. Ma nelle ultime ore che precedono la Grande Confessione, possiamo già dire molto su una vicenda di portata mondiale, con infiniti risvolti sportivi, politici e di costume. Tanti argomenti li abbiamo già affrontati e naturalmente tante altre riflessioni saranno riprese, modificate, approfondite. La sua proposta, signor Liguori, è comprensibile, ma di difficile realizzazione. Molto sapremo, e abbiamo già saputo, mol-

La crisi e il mercato

La storia strana di Di Natale

Si fa un gran parlare della crisi del calcio italiano, indubbiamente oramai in secondo piano rispetto a Spagna, Germania, Inghilterra. Semplicisticamente si punta il dito sugli stadi vecchi e in balia a deficienti e criminali. Certo la cosa è sotto gli occhi di tutti. Ma leggere che le tre grandi del nostro campionato stanno sognando e rincorrendo rispettivamente un bambinone viziato e strapagato che nella stagione in corso ha giocato, quasi sempre male, 12 partite segnando 1 gol ed un 34enne reduce da una stagione in Cina, non mi fa tanto ben sperare per il futuro.

Di Natale ha esordito in serie A a 25 anni: un'età da giocatore del tutto normale, il classico, anonimo giocatore di categoria. Ed esordisce nell'Empoli, una squadra decisamente piccola. Si vede che ci sa fare, e passa a una squadra più forte, l'Udinese. Nei primi sette anni di A, fra Empoli e Udinese, segna una settantina di gol in serie A. Molto, non moltissimo. E li segna nella fase della carriera che dovrebbe essere la migliore per un giocatore di calcio, fra i 25 e i 32 anni. Poi cambia ruolo, e fa qualcosa che in Italia non abbiamo mai visto, se non a opera dei soli Meazza, Piola e Nordhal: segna un centinaio di gol in serie A in appena quattro anni. E li segna fra i 32 compiuti e i 35 e mezzo: non è obiettivamente possibile che da giovane non potesse fare altrettanto, o anche meglio. Ripeto: cento gol in quattro anni, segnati molto oltre i trent'anni. E' un dato mostruoso, e mi chiedo due cose. La prima: perché il grande calcio italiano si è fatto scappare in provincia e nelle serie minori un giocatore inaudito? Oppure, ed è la seconda domanda, in realtà Di Natale è un giocatore che vale meno di quel che sembra, e

Daniele Sbalchiero (S. Tomio di Malo, Vi)

Voglio essere ottimista: si tratta di uno smarrimento-disorientamento che deriva dalla desuetudine a vivere con mezzi economici molto inferiori a quelli di un passato anche recente: con un po’ di tempo davanti, certi errori macroscopici saranno corretti. A proposito: non occorre attendere di avere nuovi impianti per fare qualcosa di concreto sul clima assurdo che si respira attorno al calcio. Questo è un grande inganno.

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TERZO TEMPO

Porto Franco

Credo sempre in ciò che faccio e tra quello che faccio c'è anche il ciclismo. Preciso che lo pratico in forma amatoriale partecipando alle gran fondo, ai cicloraduni. Ma sempre ciclismo è. Ora che il numero 1 di questo sport svela che ha imbrogliato tutti, molti osservatori, pur non giustificandolo tendono a far passare il messaggio che tutti all'epoca facessero uso di sostanze dopanti. Be’, in verità anche quando si parla tra amici o colleghi si pensa la stessa cosa. Io credo e mi auguro che questa cosa sia una grossa sciocchezza: credo in tanti ciclisti professionisti che non hanno fatto uso di sostanze dopanti e credo nelle loro storie. Allora per dare credibilità al ciclismo e a chi è stato danneggiato in prima persona dall'imbroglio, perché non elencarli, non invitarli a farsi avanti, a mettere la loro faccia e la loro firma col sangue (non dopato) sull'affermazione «Io ho corso pulito»?

LA GAZZETTA DELLO SPORT

to altro rimarrà coperto, probabilmente per sempre, se non misterioso. Io vorrei soffermarmi sull’aspetto umano-psicologico dell’affare Armstrong. Comincio a riproporre un commento-tweet di Riccardo Riccò, plurisqualificato per doping: «Non difendo nessuno ma sfido chiunque a doparsi e vediamo se riesce a vincere sette Tour di fila! Impossibile! Armstrong rimani un fenomeno!!». Non c’è nulla, e non ne siamo sorpresi, in queste 140 battute sulla pri-

non bisogna farsi impressionare dal numero (e dalla qualità spesso) delle reti che segna? Abbiamo perso un dio del calcio relegandolo ai margini del grande calcio o c'è qualcosa che mi sfugge, un punto debole che giustifica questa strana carriera? Paolo Tarabusi (Imola)

Premessa: Di Natale è a mio avviso un grande. La risposta più semplice ai suoi quesiti è: Totò è migliorato, e moltissimo, nel tempo. Ma mi convince poco, ricordando che altri fenomeni, per esempio Zola, hanno dispiegato il loro talento in forma compiuta solo dai 24-25 anni. Marchisio, che a mio avviso è uno dei tre giocatori italiani più forti, appartiene a questo gruppo. Sospetto che uno dei motivi principali di queste esplosioni ritardate, che vale soprattutto per gli attaccanti, sia la taglia un po’ ridotta: il nostro calcio continua a sottovalutare la tecnica pura a vantaggio del muscolarismo. Penso sia un grave errore.

L’appello delle calciatrici Lunedì scorso a Roma, durante l’assemblea elettiva Figc, vi è stato anche l’intervento (ignorato dagli organi di stampa) della calciatrice del Brescia Femminile,

ma, vera e grande domanda da porsi di fronte all’enormità della truffa. E cioè: come si può vivere per anni e anni nella menzogna e nell’inganno? Come si può negare, calpestare la verità, spergiurare di fronte all’opinione pubblica, ai familiari, ai figli, ai dirigenti, agli appassionati? Com’è possibile sopravvivere in questo modo virtuale, sopprimendo ogni valore morale e costruendosi una vita parallela dove vigono regole autoprodotte? Che cosa ci si racconta per atrofizzare la propria coscienza? A quali mostruosità potrebbe condurre un comportamento del genere in altri campi della nostra vita, come la politica, l’economia, la giustizia? Questa è la vera grande angoscia collettiva che lascia dietro di sé la parabola del campione smascherato. Forse Riccò e altri come lui saprebbero spiegare. O almeno cominciare a farlo. Noi non abbiamo alcun desiderio di raggiungere né Armstrong né nessuno in questa «second life» costruita nella truffa. La verità è una sola. Il resto è follia, forse nel senso più autentico della parola.

(Serie A), Sara Gama, che di fronte ai vari Abete, Tavecchio, Agnelli, De Laurentiis, Lotito, Galliani ecc. ha parlato a nome di tutte le calciatrici italiane ribadendo la situazione penosa in cui versa il calcio femminile italiano. «Fino ad ora si è parlato tanto e fatto poco - ha dichiarato l’atleta dal palco -, rimaniamo il terzo mondo del calcio femminile mondiale, e questa situazione non è tollerabile in un Paese come il nostro. Noi calciatrici, nonostante tutti i problemi che dobbiamo affrontare, siamo ancora la parte pulita del calcio, e conserviamo dei valori che per i calciatori ormai stanno scomparendo, se pensiamo ai mille scandali che sono scoppiati. Abbiamo bisogno d’aiuto e vogliamo che ci sia un rinnovamento totale del calcio femminile. Abbiamo dato la fiducia ad Abete, ci aspettiamo delle risposte concrete e giustizia». Andrea Delindati (Manerbio, Bs)

Grazie, ospitiamo volentieri il messaggio: il successo strepitoso, a suon di centinaia di migliaia di tesserate, di Svezia, Usa o Germania parlano di un siderale ritardo italiano. Eppure l’elemento femminile sarebbe straordinariamente prezioso non soltanto sui campi, ma anche sulle tribune per fare sostanziali passi avanti di civiltà e di sport.

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SCONTRI DA 2 ANNI

La situazione politica del Bahrain, arcipelago di isole del Golfo Persico a maggioranza sciita governata dalla dinastia sunnita Al Khalifa, è instabile da circa due anni. Il 14 febbraio 2011 ebbe inizio la Rivoluzione che ha portato a oltre 76 vittime negli scontri tra manifestanti e polizia nelle strade del Paese

S 22 aprile 2012 La F.1 torna a correre in Bahrain dopo una stagione di assenza. Alla vigilia della gara, ci sono un morto e numerosi feriti per i cortei di protesta

S 19 settembre 2012 Il Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani comunica le cifre della tragedia bahreinita: 717 arresti e 134 casi di tortura. Moltissimi casi, in questi anni, hanno riguardato atleti delle nazionali di calcio, pallavolo, basket e pallamano

IL CASO AD APRILE TORNA LA FORMULA 1

Raid e arresti Atleti spariti in Bahrain

Un murales in Bahrain durante il GP del 2012 REUTERS LUIGI PERNA

Hanno fatto irruzione nella sua casa all’alba, l’hanno prelevato di forza e portato in una località sconosciuta, senza dare informazioni alla famiglia sul suo destino. Il terrore in Bahrain piomba nelle vite delle persone sempre allo stesso modo. Martedì è toccato a Hussain Yacoub, giocatore della Nazionale di pallavolo, sparire nel nulla sequestrato da militari a volto coperto. È solo l’ultimo delle decine di atleti (oltre 170 secondo le stime) finiti nel mirino del Governo, che da quasi due anni sta conducendo una repressione feroce contro la popolazione che protesta a favore delle riforme democratiche sull’isola del Golfo Persico. Torna il GP Il 21 aprile c’è in calendario la nona

edizione del gran premio di F.1, già saltato nel 2011 a causa dello scoppio della «Rivoluzione del 14 febbraio», ma la situazione è la stessa di un anno fa, quando il Mondiale tornò sul circuito di Sakhir in un clima surreale, mentre nel centro della capitale Manama migliaia di persone sfilavano in corteo per manifestare contro i regnanti sunniti Al Khalifa e infuriavano le cariche della polizia con lacrimogeni e fucili a pallini. Alla vigilia della gara ci fu anche un morto nel villaggio di Shakurah: si chiamava Salah Abbas Habib. Da allora il sangue è continuato a scorrere tra le strade come il petrolio estratto dai giacimenti. Il Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani, riunito il 19 settembre a Ginevra, ha fornito le cifre: 717 arresti e 134 casi di tortura. Ma secondo il partito di opposizione Al Wefaq i casi sarebbero più del doppio, mentre il numero di morti sale di continuo: siamo a oltre 76 vittime, tra cui donne e bambini. La questione è stata discussa anche al Senato italiano, per iniziativa dei Radicali. Torturati Il sequestro di Yacoub, avvenuto nel mezzo di nuove manifestazioni coincidenti con la disputa della Gulf Cup 2013 di calcio, è uno dei 1323 raid in casa registrati nel 2012 dall’opposizione. Ma le forme di persecuzione degli sportivi vanno dall’arresto alla tortura in carcere, per estorcere confessioni. A volte basta essere famosi o fotografati in un corteo anti-governativo, come era successo all’ex iridato di body building Tariq Al Farsani, torturato e rilasciato dopo due mesi e mezzo. Oppure solo sciiti. La stella locale del calcio Ahmed Hassan, ex giocatore dell’Al-Ahly, è ancora in attesa di giudizio. Il cestista Saleh Mahdi, del Muharraq, deve scontare 2 anni e mezzo. I fratelli Ali e Mohammed Salman, nazionali di pallamano, sono stati condannati a 15 anni. L’eroe della lotta Muhammad Mirza a 10 anni. Più di venti sono ancora in carcere. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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ALTRI MONDI

Il fatto del giorno

_la guerra del terrore

IL NOSTRO DIARIO ELETTORALE

DI GIORGIO DELL'ARTI gda@gazzetta.it

Bersani duro «No a politici da cabaret» Caos Ingroia

Ma perché Al Qaeda ha voluto questa strage di stranieri?

Pier Luigi Bersani ieri a Roma AP

In alto, l’impianto per la produzione di gas in mano agli estremisti islamici. A sinistra, in un video, Moktar Belmoktar, leader della Jihad nel Sahara. A lato, il cartello di In Amenas, in Algeria, dove si trova l’impianto EPA/AP

Nel blitz al sito petrolifero in Algeria uccisi almeno 30 ostaggi. Ma restano i dubbi su un assalto legato al conflitto in Mali oppure spinto da altri interessi Il sequestro di 41 occidentali in Algeria è finito in un massacro, con almeno 30 ostaggi e 11 sequestratori uccisi in un tentativo di liberazione di cui si conosce la dinamica molto confusamente.

LA ZONA DELL’ATTACCO

1Racconti tutto dall’inizio. Avrà letto anche sulla Gazzetta che mercoledì, alle quattro e mezza del mattino, un gruppo di circa 60 terroristi ha assaltato una centrale per l’estrazione del gas a In Amenas, sito algerino poco distante dal confine con la Libia. Già questa azione è costata la vita a un inglese e a un algerino. Poi i terroristi hanno minato il campo e preso in ostaggio 13 norvegesi, 7 americani, 5 giapponesi e un numero imprecisato di francesi e inglesi, per un totale di 41 persone. Chiedevano il ritiro della Francia dal Mali (dove Parigi è intervenuta contro gli estremisti islamici che controllano il nord del Paese) e la liberazione di un centinaio di detenuti. A In Amenas lavorano la compagnia locale Sonatrach, la norvegese Statoil e la britannica Bp. I sequestratori hanno fatto indossare ai prigionieri delle cinture esplosive. È cominciata una trattativa che è durata tutta la notte, senza esito. Allora, ieri mattina, elicotteri militari algerini hanno attaccato il convoglio con cui i sequestratori stavano portando più a sud una parte dei prigionieri, e non è

Vota Antonio -36

2 Il sequestro è finito o no?

GDS

chiaro se a questo raid ne sia seguito un altro contro il sito. L’azione ha provocato almeno 41 morti, 30 tra gli ostaggi (si contano, finora, 8 vittime algerine e 7 occidentali) e 11 tra i terroristi. Sarebbe morto anche Tahar Ben Cheneb, uno dei capi del commando. Prenda le notizie che le sto dando con prudenza: sono sicuri i molti morti, ma sulle modalità dell’azione e sul resto la confusione è sovrana. Le fonti sono i media di tutto il mondo che, a loro volta, hanno costruito i servizi su informazioni contraddittorie ricavate da Al Jazeera e Al Arabiya.

Alle 22 di ieri, l’agenzia algerina Aps ha riferito che le forze speciali dell’esercito algerino hanno concluso l’operazione contro il «gruppo terroristico internazionale» per la liberazione degli ostaggi nel giacimento, senza fornire un bilancio esatto delle vittime o indicare il numero di ostaggi liberati. Fonti non ufficiali riferiscono la nazionalità di 11 ostaggi salvi: tre belgi, tre inglesi, due americani, un francese, un giapponese, un keniano.

3 L’azione di sequestrare l’impianto di In Amenas è una rappresaglia per l’attacco francese in Mali?

I rapitori, collegati ad Al Qaeda (tra loro egiziani, tunisini, libici, un maliano e un francese), hanno fatto credere che si tratti di questo, e di una ritorsione contro l’Algeria, che ha aperto i suoi cieli all’aviazione francese. Il ministro della Comunicazione algerino, Mohamed Said, sostiene che l’obiettivo fosse

coinvolgere l’Algeria nel conflitto maliano. Ma sembra più credibile l’analisi di Yves Bonnet, capo dei servizi francesi negli anni Ottanta. Secondo Bonnet, l’attacco a In Amenas non può essere legato alla guerra in Mali: «È stata un’operazione organizzata ben prima, spettacolare e bisognosa di molta preparazione. Non è stata improvvisata. Per portare tutte quelle persone nel deserto ci vogliono molti giorni».

toso di creare una via facile per l’esportazione di droga. Un’altra fonte di guadagno notevole è la vendita delle armi che costoro hanno trovato negli arsenali di Gheddafi. Se ne sono tenute una parte per fare quello che stanno facendo e con il resto si sono arricchiti. La caduta di Gheddafi ha avuto lo stesso effetto del tappo tolto al vaso di Pandora: una serie di forze che il rais libico teneva a bada, anche con la sua ferocia, adesso si stanno scatenando.

4 Si è comunque capito qualcosa 5 Noi ci andremo a infilare in quedi questi terroristi? Il governo algerino, contraddicendosi, ha dichiarato ieri sera che i guerriglieri provenivano dalla Libia. Secondo il ministro dell’Interno di Algeri, Dahou Ould Kablia, si tratterebbe di terroristi agli ordini di Moktar Belmoktar, uomo forte della guerra islamica nel Sahara. Teniamo poi conto che nel vicino Mali, con i tuareg, combattono tre organizzazioni islamiste, le quali in questi anni si sono arricchite con i sequestri dei turisti e il traffico di stupefacenti. La stessa guerra in Mali potrebbe essere solo un tentativo malavi-

sto inferno?

Il ministro degli Esteri Giulio Terzi e quello della Difesa Giampaolo Di Paola sono andati ieri a riferire alle commissioni Esteri e Difesa del Senato. Daremo ai francesi qualche aeroporto e qualche cargo aereo da trasporto. Quello che si chiama «aiuto logistico», insomma. Nessun soldato andrà a combattere. Anche i tedeschi, stavolta, sono pronti a dare una mano. La Merkel ha detto che il terrorismo africano è una minaccia per l’Europa. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Su 34 simboli ricusati tre giorni fa dal Viminale, 15 sono stati modificati e ammessi ieri. Tra questi, anche quello della Lega, ricusato inizialmente per una M maiuscola nel nome Tremonti. Esclusa definitivamente, invece, la lista-clone del Movimento 5 Stelle. Arrivano così a 234 (219 quelli ammessi subito) i simboli che parteciperanno alla competizione e, man mano che l’appuntamento si avvicina, crescono le schermaglie politiche. Ieri è stato il giorno di Pier Luigi Bersani, che ha inaugurato la campagna tra i giovani al voto per la prima volta, chiarendo un punto chiave: «Non staremo dentro a una campagna elettorale fatta solo di cabaret», ha ripetuto. Il giorno dopo l’incontro privato con Mario Monti, possibile alleato nel dopo-voto, il segretario Pd ha usato parole forti: «La personalizzazione è un tumore della politica. Usciamo da 20 anni di deriva morale di Berlusconi». Il Cav, da parte sua, ha preferito lanciare un allarme: «I pm mi vogliono a casa, come nel 1994». A sinistra, invece, Antonio Ingroia, leader di «Rivoluzione Civile», ha escluso qualsiasi patto di «desistenza» col Pd: gli arancioni correranno ovunque, anche al Senato, con proprie liste. «Siamo alternativi al montismo», ha detto Ingroia, che ieri ha però perso una pedina importante. Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo ucciso dalla mafia nel 1992, ha rinunciato alla candidatura: «Usano metodi da politica di vecchio stampo», ha detto il 70enne leader del Movimento delle Agende Rosse, irritato dal fatto che due suoi candidati siano stati scavalcati in lista da nomi cari ai partiti.


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ALTRI MONDI

UN DIFETTO ALLE BATTERIE

Soliti guasti: fermati i Boeing in carbonio Stop in tutto il mondo ai Boeing 787 Dreamliner (nella foto) dopo l’ultimo di una serie di problemi tecnici: martedì, in

Non si respira più Una città su due è troppo inquinata

Giappone, uno di questi aerei in fibra di carbonio (e non in alluminio) ha effettuato un atterraggio di emergenza per fumo in cabina. Il blocco è stato deciso negli Usa ma è esteso anche alla Ue fino al compimento delle verifiche. Le batterie agli ioni di litio sarebbero la causa dei problemi.

LA SENTENZA A TRENTO

Sta diventando un rischio, respirare. L’allarme lo lancia Legambiente nel rapporto «Mal’aria»: la normativa europea prevede che il valore medio giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo di polveri sottili si possa superare al massimo 35 giorni all’anno ma, nel 2012, 51 delle 95 città italiane lo hanno sforato più spesso. In testa alla classifica dello smog ci sono Alessandria (123 giorni oltre la soglia), Frosinone (120), Cremona e Torino (118), mentre la zona del Paese più a rischio è la Pianura Padana: Milano, per esempio, è sesta con 106. Non si scherza altrove: Napoli ha toccato gli 85 giorni, Cagliari i 64, Roma i 57. Secondo Legambiente, le cause sono «i processi indu-

Sono Alessandria, Frosinone, Torino e Cremona le maglie nere, Bari la più rumorosa striali e di produzione di energia e, in città, prevalentemente il traffico e i riscaldamenti. Bisogna intervenire con Autorizzazioni (Aia) severe per siti produttivi e centrali, politiche di efficienza, diffusione delle rinnovabili e una mobilità incentrata sul trasporto pubblico». La ricerca si è occupata anche di inquinamento acustico: i controlli effettuati nel 2012 hanno registrato, in tutte le città monitorate (Potenza, Napoli, Roma, Grosseto, Milano, Venezia e Ancona) decibel oltre la norma di legge, pure di notte. La città più rumorosa, però, è Bari.

Ilrisparmiatore

DI FRANCESCO CARLÀ*

Quanti debiti: tre soluzioni per evitare rate aggiuntive Il rapporto tra gli italiani e la finanza personale è peggiorato, nel 2012: è più difficile farsi concedere soldi per i prestiti e, per molti, di fare debiti non è proprio aria. Ecco alcuni numeri che

51 Le città italiane che, per Legambiente, nel 2012 hanno superato il limite europeo dei 35 giorni all’anno in cui si può sforare il valore medio di 50 microgrammi per metrocubo di polveri sottili. Sono più di metà delle città monitorate (95)

Asma «L’esposizione allo smog acuisce patologie come asma, bronchiti, allergie — spiega Renato Cutrera, direttore dell’Unità di broncopneumologia del Bambino Gesù di Roma —: alcuni studi rilevano poi un più alto numero di casi di tumore, ma sono dati che attendono ulteriori verifiche». Coldiretti sottolinea l’esigenza di ridurre la distanza fra luoghi di produzione e di consumo dei prodotti della terra. Un esempio? Un chilo di ciliegie dal Cile arriva in Italia dopo quasi 12mila km, con un consumo di 6,9 kg di pe-

trolio e l’emissione di 21,6 kg di anidride carbonica. E il Codacons ricorda come «gli abitanti delle città inquinate possono chiedere 2.000 euro di risarcimento ciascuno» e propone di vietare il fumo quando vengono superati i limiti di Pm 10. A Milano si limitano a prevedere 8 domeniche senza le auto, fra il 17 marzo e il 17 novembre. Ma dove si respira meno peggio? Nella classifica delle medie annuali di biossido d’azoto, in cui Firenze è la città maglia nera, l’aria più sana circola a Oristano, Ragusa e Macerata.

arrivano dalla società Crif: i prestiti finalizzati all’acquisto di un bene «durevole», dal 2008 a oggi, sono calati del 18%, giù del 4% tra il 2011 e il 2012. Il «merito» della discreta tenuta si deve ai piccoli prestiti. Il 72% degli importi richiesti non supera i 5 mila euro. Stessa tendenza per i prestiti personali. La fascia che tira di più è quella al di sotto dei 20 mila euro, 84% del totale. Il prestito medio chiesto da un italiano nel 2012 è sceso a 11.775 euro contro i 12.299 del 2011. Il 22% del totale ci metterà più di 5 anni a restituire, il 20% tra i 2 e i 3 anni. Sembra quasi che gli italiani abbiano intenzione di praticare uno dei miei proponimenti per il 2013: «Tiratevi fuori dai debiti, ma con calma. Fate un piano coinvolgendo i creditori,

spiegate le tappe che seguirete. E pagate prima i debiti a breve con i maggiori interessi passivi». Ma non è allungare il numero delle rate il modo giusto per affrontare i debiti. I sistemi possibili sono tre. Il primo: ridurre drasticamente le spese e usare il denaro risparmiato per ripianare il passivo. Il secondo: guadagnare di più e sfruttare le nuove entrare in surplus per aggredire i vecchi debiti. Il terzo: farsi prestare soldi dalle banche. È evidente che, considerati gli interessi da versare, non si dovrebbe mai ricorrere al terzo modo, se non per arginare le urgenze. E comunque, non dovrebbe essere mai utilizzato il terzo se, contemporaneamente, non viene accompagnato da almeno uno degli altri due. *Presidente www.finanzaworld.it

Marchionne su Melfi «I politici? Osceni» (co.ca.) «Siamo pronti a confermare tutti i nostri impegni per l’Italia». Lo ha detto ieri l’a.d. di Fiat e Chrysler. Sergio

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Marchionne, a Milano per il Quattroruote Day. E poi: «Ho trovato oscene le dichiarazioni dei politici sull’annuncio della cassa integrazione a Melfi». Sul mercato dell’auto, Marchionne ha bocciato le vetture elettriche: «Perderemmo 10 mila dollari per ogni auto venduta».

A notizie

IL PAPA ONLINE

Tascabili Le perquisizioni a Milano e Torino

S

Legambiente: lo smog oltre i limiti in gran parte Pausa caffè: «indecorosa» dei centri urbani. Pianura Padana zona critica a inizio turno FRANCESCO RIZZO

PER L’ANNUNCIO DI CIG

LA GAZZETTA DELLO SPORT

La pausa caffè, classico rito degli uffici italiani, viene puntualmente minacciata. Giusto un anno fa, un’azienda di proprietà svizzera con sede a Seriate, nel Bergamasco, aveva autorizzato lo stop alla macchinetta per massimo due persone alla volta e senza perdite di tempo. Ieri, un altra «tegola». Una sentenza del Tar di Trento ha respinto il ricorso contro un provvedimento disciplinare preso dalla questura cittadina nei confronti di un poliziotto: la sua colpa? Essersi allontanato dal posto di lavoro per prelevare caffè e acqua dal distributore automatico. Particolare decisivo: l’agente si è concesso la pausa all’inizio del proprio turno, prima ancora di indossare la divisa. E poi si è difeso spiegando di essersi fermato solo per tre minuti e, quindi, di non aver abbandonato il posto di lavoro ma di essersi solo temporaneamente assentato per giustificato motivo. Invece i giudici scrivono: «Non sembra certo decoroso andare a prendere il caffè immediatamente all’inizio del turno, quando si presume che una persona abbia già fatto colazione». Non solo: «Il ritiro di acqua e caffè dal distributore automatico non appare certo l’esercizio di un diritto costituzionalmente garantito ma solo un comportamento non conforme a canoni di diligenza e scrupolo professionale». Non è la prima volta che la magistratura si deve occupare della pausa caffè: nel 2012 la Cassazione l’aveva ritenuta valida se non duratura, se effettuata a metà giornata lavorativa e se si dimostri utile a recuperare le energie e lavorare meglio.

Ora scrive su Twitter anche in latino Globalizzato ma tradizionalista. Ieri su Twitter è apparso infatti il nuovo account di Benedetto XVI, questa volta in latino. Si tratta di @Pontifex_ln ed è la nona lingua scelta dal Papa che, nelle note di presentazione, dà il benvenuto ai nuovi visitatori scrivendo: «Tuus adventus in paginam publicam Summi Pontificis Benedicti XVI breviloquentis optatissimus est». Il via di questa nuova operazione è stato annunciato ieri da Radio Vaticana. Contando i vari profili papali, il Pontefice ha già superato i 2 milioni di follower. In mezza giornata l’account latino, che twitterà per la prima volta domenica, è arrivato a 2000 «seguaci»

Quote latte, parla il pm: «Leghisti indagati? No» Prosegue l’indagine della procura di Milano sulla bancarotta della cooperativa "La Lombarda", ma il procuratore aggiunto Francesco Greco ha affermato: «Non ci sono politici indagati nell’inchiesta sulle quote latte» e anche «non ci sono iscritti con l’accusa di corruzione». Quanto alle perquisizioni nelle sedi della Lega di Milano e Torino ha detto che vanno considerate come «perquisizioni personali», negli uffici delle segretarie del Carroccio, Daniela Cantamessa e Loredana Zola, precisando che «c’è stata ampia collaborazione da parte della dirigenza della Lega per fornire tutti i documenti richiesti».

L’imputato è Berlusconi

Unipol, stop al processo La sentenza dopo il voto La sentenza del processo Unipol, che vede imputato Silvio Berlusconi, è stata rinviata causa elezioni. Il verdetto atteso per il 7 febbraio, sarà pronunciato il 7 marzo. I giudici di Milano hanno così accolto la richiesta della difesa, ritenendo «motivi rilevanti» la candidatura di Berlusconi. Il pm aveva chiesto la condanna a un anno di carcere, con l’accusa di concorso in rivelazione di segreto d’ufficio (a proposito dell’intercettazione Fassino Consorte). Alcuni giorni fa il collegio del processo Ruby aveva rifiutato la sospensione, valutando che la candidatura non sia un legittimo impedimento.

Chiesta la perizia su Vantaggiato

Brindisi, prima udienza per la strage a scuola Tensione e commozione nella prima udienza del processo sulla strage del 19 maggio 2012 alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi, in cui morì la 16enne Melissa Bassi. L’attentatore reo confesso Giovanni Vantaggiato non ha risposto alle domande e la difesa ha chiesto la perizia psichiatrica. Anche da alcune intercettazioni sembra chiara l’intenzione di puntare sull’infermità mentale, ma il pm della Dda di Lecce Motta ha già detto: «Sta fingendo». In aula erano presenti anche alcune delle ragazze ferite: «Vogliamo giustizia».

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VEDRÀ NAPOLITANO

Regina Elisabetta il 6 e 7 marzo in visita a Roma Viaggio in Italia per i reali inglesi: la regina Elisabetta II e il principe Filippo saranno a Roma il 6 e 7 marzo. La conferma è giunta dal sito Internet dell’ambasciata britannica a Roma. Previsto un incontro privato con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. E in Inghilterra sottolineano le norme di protocollo da rispettare, già ricordate in occasione della visita del 2000, quando la regina si presentò con 150 valigie: è vietato indossare abiti neri o rossi, mentre il menù deve evitare l’aglio, che Elisabetta II detesta.

I genitori di Melissa Bassi, la ragazza uccisa ANSA

In un centro commerciale

L’Aquila, uccide la ex e il nuovo compagno Duplice omicidio ieri in un centro commerciale de L’Aquila. Un uomo di origini albanesi, il 48enne Kapllani Burhan, ha ucciso l’ex moglie e madre dei suoi 4 figli, Boshti Hrjeta, e il suo nuovo compagno, Hana Shpetin. È stata un’esecuzione in piena regola innescata dalla gelosia: Burhan li aspettati nel parcheggio nel centro commerciale, appena i due sono saliti in auto si è avvicinato e ha sparato alla donna uccidendola con un colpo vicino all’orecchio. Il compagno ha tentato la fuga, ma dopo un primo colpo andato a vuoto è stato colpito alla nuca. L’omicida si è poi consegnato ai Carabinieri.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

VENERDÌ 18 GENNAIO 2013

ALTRI MONDI

MESSI IN CRISI DAL DOLLARO

Il Cirque du Soleil taglia 400 lavoratori La crisi colpisce anche il Cirque du Soleil. Il circo nato in Canada ma diventato un feno meno internazionale ha annuncia

to il licenziamento di 400 dipendenti sui 5 mila totali, quasi tutti a Montreal dove lavorano 2 mila persone. La compagnia spiega che i tagli sono stati necessari a causa della rivalutazione del dollaro canadese che ha azzerato gli utili nonostante la crescita dei ricavi (un miliardo di dollari nel 2012).

SPOSTATA AL 4 FEBBRAIO

Sanremo, rinviata la presentazione Slitta la conferenza stampa della 63ª edizione del Festival di Sanremo in programma dal 12 al 16 febbraio. Inizialmente previsto

A Svolta Einaudi NELL’ALBUM 14 BRANI

Lincoln

IL RITORNO DI VASCO

Mite, astuto e «scorretto» Ecco il papà dell’America «Questa è la storia», tuona un deputato, mentre colleghi litigiosi se ne urlano di ogni. Del resto, il momento è solenne e il mondo sta sterzando di colpo: nella furibonda battaglia parlamentare per approvare il XIII emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti, quello che abolì ufficialmente la schiavitù, c’è l’epica che stuzzica Steven Spielberg. Lincoln, nuovo kolossal del maestro americano candidato a 12 Oscar, racconta il presidente più amato senza mai scollinare nell’agiografia: è un manuale di politica più che un film biografico, perché sull’eterno Abramo Lincoln 14 mila libri scritti bastano già. Il protagonista, magnifico nella maschera teatrale di Daniel Day-Lewis, è ritratto nel 1865: mentre si consumavano gli ultimi violenti fuochi della Guerra di Secessione, lui alternava astuzia e determinazione. Ecco l’inno alla politica alta che, in questi tempi disincantati, risuona più forte: la compravendita dei voti, il compromesso, la trattativa sporca

possono aver senso se aiutano un fine alto, come l’uguaglianza degli uomini davanti alla legge. Così, ieri Spielberg, di passaggio a Roma per la promozione del film, è stato trascinato in un paragone ardito: «Lincoln sembra Machiavelli: ha avuto una straordinaria occasione per unire il Paese, ma ha vissuto un tempo non ordinario e dunque si può anche capire che ha usato metodi non proprio legali per il suo scopo». E che la storia abbia dato ragione a quell’uomo illuminato, ucciso poco dopo il voto, si scopre adesso: basta osservare la pelle di chi oggi passa le giornate alla Casa Bianca. Bipartisan Lincoln celebra una leadership, ma prima ancora un papà: nell’etica pubblica e

«

Si può anche capire che ha usato metodi non proprio legali per il suo scopo STEVEN SPIELBERG REGISTA DI «LINCOLN»

nelle inquietudini private si muove sempre il padre della patria. E in questo ritratto monumentale la retorica che tanto piace all’America (il film, che in Italia esce giovedì, ha già raccolto oltre 150 milioni di dollari di incassi) a volte esonda il livello di guardia e pure la durata di quasi 3 ore pregiudica il giudizio. Lentezze a parte, trionfa la fotografia scura che indugia sui tormenti del protagonista e ha un obiettivo preciso: «Umanizzare un uomo amato e mitizzato: lui era molto vicino alla gente, un grande ascoltatore e aveva la dote di coinvolgere i suoi oppositori», hanno ripetuto ieri il regista e Day-Lewis, ospiti al Senato del presidente Renato Schifani. Mancato il Golden Globe, pochi pensano che a Spielberg sfuggirà pure l’Oscar. Nell’attesa, il maestro sembra contento delle scene di voto di scambio: sono funzionali a un messaggio luminoso ancora oggi. Obama, che studia sui discorsi di Lincoln, pare averlo capito, mentre qui in patria servirebbe un ripasso bipartisan.

L’attore inglese Daniel Day-Lewis (sotto), 55 anni, ha appena conquistato un Golden Globe per la sua interpretazione di Lincoln

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LO SHOW IN TV STASERA VA IN ONDA LA SECONDA PUNTATA DI «RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI» CON MAX GIUSTI E LAURA CHIATTI

Donatella, dall’impegno a Rai 1 «Voglio ballare come la Parisi» È una delle attrici più raffinate d’Italia, ma ora la Finocchiaro si scatena

«

ELISABETTA ESPOSITO

È probabile che venerdì scorso, tra gli oltre 4 milioni di italiani che hanno seguito il nuovo show di Max Giusti su Rai 1, qualcuno abbia sgranato gli occhi e detto: «Ma quella non è Donatella Finocchiaro, l’attrice di Terraferma? Che ci fa una che ha lavorato con Crialese, Bellocchio, Calopresti o Ferrario in un programma tv?». Donatella, 42 anni che sembrano 30, mora e sicilianissima attrice di un cinema italiano decisamente d’autore, affianca infatti con Laura Chiatti il conduttore dei "pacchi" in Riusciranno i nostri eroi, il live show sulle eccellenze italiane in onda il venerdì e premiato da ottimi ascolti al debutto. Tra balli, canti, risate e tanti ospiti (stasera anche Favino, Chiara di X Factor e Clemente Russo), per

«Più vicino ai Muse che a Mozart»

Il guru del pianoforte sul S nuovo lavoro: «Basta «Quattro show fare il giramondo, ora a giugno» mi ispiro alla natura»

Spielberg lancia il film sul vero volto del presidente che abolì la schiavitù in Usa: «Ricorda Machiavelli» FILIPPO CONTICELLO

per mercoledì, l’incontro con i giornalisti è stato rinviato al 4 febbraio. Uno spostamento, come ha detto il direttore di Rai 1, Giancarlo Leone, «legato alla necessità di fornire più elementi sull’evento». Intanto si vocifera dell’arrivo nel cast delle top model Bianca Balti e Bar Refaeli.

All’inizio ho avuto dei dubbi, poi Veronesi mi ha convinta e penso solo a divertirmi DONATELLA FINOCCHIARO ATTRICE

Donatella è stata tutta una scoperta. «Emozionante e allo stesso tempo terribile. Certo, devo capire ancora tante cose, ma per me è come salire su una giostra. Mi sono lanciata e ora voglio divertirmi». Di chi è stata l’idea?

Donatella Finocchiaro, 42 anni e Max Giusti LAPRESSE

«Di Giovanni Veronesi, anche lui al debutto come autore di uno show televisivo. Avevo lavorato per lui in Manuale d’Amore 3, una delle mie poche commedie, e i toni sono simili, leggeri e ironici».

Nella prima puntata ha condotto senza mostrare mai imbarazzo. E la Chiatti ha cantato.

«Io pure voglio cantare! E lo farò. Voglio cantare, ballare, voglio fare tutto! Ma quando mi ricapita un’occasione così? Vedrete, vi stupirò. Ho chiesto anche di fare il burlesque... Non nego che quando mi è arrivata la proposta ho avuto qualche dubbio, ma Veronesi mi ha convinto e adesso me la voglio godere. In fondo anch’io sono cresciuta con la Parisi e la Cuccarini». E ora cosa guarda?

«Ho passato gli ultimi anni a prendere appunti davanti a La Prova del Cuoco, adoro la Clerici. Poi X Factor, Crozza e Fazio e la Littizzetto. Però in tv oggi si rischia poco, si va sempre sul sicuro: l’idea di dover compiacere il pubblico è sbagliata, bisogna stupirlo». Lei ha un passato da avvocato. Lo ha mai rimpianto?

«Mai. Il tribunale mi annoiava da morire. Così ho puntato tutto sul teatro, nonostante mio padre mi ripetesse in continuazione che lasciavo una carriera assicurata. È andata bene». Molto bene». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Qualche giorno fa Vasco Rossi ha annunciato il ritorno sulle scene a giugno. Dopo mesi di voci e l’allarme dei fan per le sue condizioni di salute, il rocker emiliano è tornato così su Facebook per preparare l’evento. Ieri, per esempio, ha confermato che le date dei concerti saranno quattro. Sulla pagina ufficiale del Blasco si legge: «La redazione informa che tutte le notizie che circolano a proposito delle date sono infondate. Live Nation si sta muovendo adesso per individuare gli stadi ancora disponibili. Ve le diamo noi le date!!... Tra qualche giorno. E vi anticipiamo già che saranno quattro»

STEFANIA ANGELINI MILANO

Inorridisce all’idea di andare ospite al festival di Sanremo. Ma dice di essersi sentito molto a suo agio quando si è esibito per la Regina al concerto di chiusura all’Olimpiade di Londra, a Trafalgar Square. Ieri, nella sua casa milanese, Ludovico Einaudi (nella foto in basso) ha presentato In a time lapse, il nuovo album che esce martedì e che arriva a tre anni di distanza dall’ultimo, Nightbook, successo da 750 mila copie vendute. Ispirato da una serie di letture e animato dalla voglia di isolarsi dal mondo e ritrovare il «contatto con la natura», il maestro torinese, guru del pianoforte, ha scritto questo cd (14 brani) accompagnato da una strumentazione molto varia: oltre al piano, ci sono gli archi, le percussioni e l’elettronica. «Ero stanco di fare il giramondo: negli ultimi due anni e mezzo ho tenuto la bellezza di 200 concerti: non ero mai a casa e la mia vita era diventata frastornante. Proprio la riflessione sul tempo è il tema del disco: ci sono infatti momenti in cui ci si accorge che gli attimi scorrono per istinto e quella è proprio l’ora per pensare a riempirli con le cose migliori che possiamo fare...». Sperimentatore da sempre, influenzato di volta in volta dalla musica etnica, popolare (vista anche l’esperienza come direttore del festival «La notte della Taranta») e pure dall’elettronica, il compositore 57enne ha lavorato al nuovo capitolo della sua discografia per un anno interno, andando poi a registrare nel monastero di Villa San Fermo a Lonigo, tra Verona e Vicenza. «Per me la cosa fondamentale è variare sempre. Se mi ritengo contemporaneo? Beh di certo mi sento più vicino ai Muse che a Mozart. Definirmi classico mi limita». Dopo la pubblicazione del cd, Einaudi partirà per un nuovo giro del mondo tra i palchi più prestigiosi d’Europa, negli Stati Uniti, e in Asia. La prima tappa è italiana, al teatro comunale di Cagli, nelle Marche, il 1˚ febbraio. © RIPRODUZIONE RISERVATA


LA GAZZETTA DELLO SPORT

VENERDÌ 18 GENNAIO 2013

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ALTRI MONDI Oroscopo

21/3 - 20/4

21/4 - 20/5

23/11 - 21/12

21/5 - 21/6

22/6 - 22/7

23/7 - 23/8

LE PAGELLE

Ariete 7,5

Toro 6

Sagittario 8

Gemelli 7+

Cancro 5,5

Leone 7,5

DI ANTONIO CAPITANI

Intuito e creatività sono utili al lavoro. E il tocco della fortuna vi manda a rete ovunque. Il suino che c’è in voi si fa sperimental-poetico.

L’ormone sfigopenzola, la solitudo v’assale. Così, potreste rendere metà di quanto dovreste. Pure suinamente. Ripigliatevi, tutto è OK.

Gli assist da parte di amici e sostenitori vi mandano a rete nel lavoro, in fatto di soldi e pure di sudombelico. Siate meno tonti, però.

Siete un po’ inversi. Poco collaborativi. E suscitate la stessa simpatia di una gotta. Ussignùr, ammorbiditevi. Pure suinamente.

Nel lavoro v’arriva considerazione maxima, viaggi e p.r. con gente lontana vi premiano, l’economia respira. E voi siete figherrimi.

24/8 - 22/9

23/9 - 22/10

23/10 - 22/11

IL MIGLIORE La fortuna giunge. Su ogni piano. La vostra creatività è al top, il fascino di tutti voi è spiccatissimo, il sudombelico satollissimo. Giornatona.

22/12 - 20/1

21/1 - 19/2

20/2 - 20/3

Vergine 6

Bilancia 5,5

Scorpione 6-

Capricorno 6-

Acquario 7,5

Pesci 6,5

Il campionario di grugniti da malumore che emetterete si delinea ampio. Scarsi, invece, i grugniti di piacer suino. Ma tutto va bene.

Colloqui e trattative dànno buoni frutti, come i viaggi e le trasferte. Pure le energie rifioriscono e accrescono la resa fornicatoria. Uau.

C’è caos economico, oggi. Ma, nel complesso, il bilancio si mantiene in attivo, anche nel lavoro. Fornicazione vorace, letteralmente.

Il cattivo umore consiglia male: non ascoltatelo, non fate i Masanielli, aspettate. L’amore è tutto uno sfrugugliamento suino, però.

Giornata complessa. Organizzatevi, negoziate, fatevi rispettare. E, soprattutto, evitate gli sfigoabbattimenti. Sudombelico ambito.

FEDERICO BALZARETTI

Il lavoro si difendicchia. Ma voi dovete farvi comunque un sedere a forma di abbazia, per la fatica. E un tantino di sfiga suina aleggia.

Il difensore della Roma e della Nazionale è nato a Torino il 6 dicembre 1981 (Sagittario)

Televisioni in chiaro RAIUNO 9.00 10.00 12.00 13.30 14.10 15.15 17.00 17.10 18.50 20.00 20.30

6.40 9.30 11.00 13.00 14.40 15.25 16.10 18.30 18.45 19.35 20.30

21.10 RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI 23.35 0.35 1.05 1.35 1.40

RAITRE

RAIDUE

TG1 UNOMATTINA LA PROVA DEL CUOCO TG1 VERDETTO FINALE LA VITA IN DIRETTA TG1 CHE TEMPO FA L'EREDITÀ TG1 AFFARI TUOI

TV7 L'APPUNTAMENTO TG1 - NOTTE CHE TEMPO FA SOTTOVOCE

Gazzetta.it

CARTONI TGR - TG2 I FATTI VOSTRI TG2 SENZA TRACCIA COLD CASE NUMB3RS TG2 SQUADRA SPECIALE IL COMMISSARIO REX TG2

8.00 10.50 12.00 12.45 13.10 14.00 15.10 16.00 19.00 20.00 20.35

CANALE 5

AGORÀ CODICE A BARRE TG3 DIARIO ITALIANO LENA, AMORE... TGR - TG3 LA CASA NELLA... GEO & GEO TG3 - TGR BLOB UN POSTO AL SOLE

ITALIA 1

21.05 HAWAII FIVE-0 Telefilm

21.05 LEADER Attualità

21.10 ITALIA DOMANDA Attualità

23.25 TG2 23.40 L'ULTIMA PAROLA 1.10 ANNA WINTER IN NOME DELLA GIUSTIZIA

23.05 C'ERA UNA VOLTA ...ED UCCISERO LA FELICITÀ 0.00 TG3 LINEA NOTTE 0.10 TG REGIONE

23.30 1.30 2.00 2.50 4.00

CARTONI EVERWOOD ER STUDIO APERTO SPORT MEDIASET CARTONI TELEFILM CHUCK LA VITA SECONDO JIM STUDIO APERTO C.S.I.

6.40 8.45 10.35 12.25 13.00 13.40 14.44 16.30 18.05 18.30 19.20

MATTINO CINQUE TG5 - ORE 10 FORUM TG5 SOAP UOMINI E DONNE AMICI POMERIGGIO CINQUE AVANTI UN ALTRO! TG5 STRISCIA LA NOTIZIA

8.50 10.00 11.00 13.00 13.40 14.45 16.15 16.55 18.50 20.00 20.40

21.10 PIRATI DEI CARAIBI AI CONFINI DEL...

L'ISOLA DEI SEGRETI TG5 - NOTTE STRISCIA LA NOTIZIA UOMINI E DONNE AMICI

LE IENE SPORT MEDIASET THE SHIELD STUDIO APERTO LA GIORNATA

0.25 1.50 2.15 3.00

RETE 4

LA 7

10.50 11.30 12.00 12.55 14.00 14.45 15.40

RICETTE DI FAMIGLIA TG4 DETECTIVE IN CORSIA LA SIGNORA IN... TG4 FORUM LA STORIA DI UNA MONACA 18.55 TG4 19.35 TEMPESTA D'AMORE 20.30 WALKER TEXAS

9.55 11.00 12.30 13.30 14.05

21.10 THE CLOSER Telefilm

21.10 ATLANTIDE Documenti

23.10 1.00 1.25 2.05

BONES TG4 NIGHT NEWS MUSIC LINE UPPERSEVEN L'UOMO DA...

Film sul Digitale Terrestre

Lo Sport in chiaro, sul satellite e sul digitale terrestre

PREMIUM

IN DIRETTA

13.25 THIS MUST BE THE PLACE PREMIUM CINEMA 15.30 8 MILE PREMIUM CINEMA 17.30 LIGABUE CAMPOVOLO IL FILM PREMIUM CINEMA 19.25 HAPPY FEET 2 PREMIUM CINEMA 21.15 SHERLOCK HOLMES GIOCO DI OMBRE PREMIUM CINEMA 23.25 REPO MEN PREMIUM CINEMA 1.20 CONTAGION PREMIUM CINEMA

21.00 OLYMPIACOS PIREO MONTEPASCHI SIENA

CALCIO A 5

3.00

Prima manche femminile. Da Igls, Austria Rai Sport 2

20.30 MARCA - PESCARA Serie A Rai Sport 1

BIATHLON Sprint maschile. Da Anterselva (BZ) Eurosport

AUTOMOBILISMO 17.45 WROOM CAMPIGLIO Da Madonna di Campiglio (TN) Rai Sport 2

BASKET 17.00 KHIMKI MACCABI TEL AVIV Eurolega SportItalia 2

20.45 AGET IMOLA ACEGASAPS TRIESTE

5

10

ANCONA

1

4

-6

2

BARI

5

12

BOLOGNA

0

4

AOSTA

Legenda CIELO

VENTI

CAGLIARI

8

13

Sole

Deboli

CAMPOBASSO

1

6

9

15

-1

7

CATANIA

Nuvolo

Moderati

Rovesci

Forti

GENOVA

2

8

Coperto

Molto forti

L'AQUILA

-2

4

MILANO

1

5

NAPOLI

7

12

FIRENZE

Pioggia

MARI

Temporali

Calmi

PALERMO

12

14

Neve

Mossi

PERUGIA

1

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POTENZA

1

6

Agitati

13

15

ROMA

4

9

TORINO

-7

7

REGGIO CALABRIA

Il sole oggi ROMA

1

TRENTO

Tramonta

Sorge

Tramonta

TRIESTE

7:58

17:07

7:34

17:05

3

6

VENEZIA

0

5

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

VICEDIRETTORE VICARIO Gianni Valenti gvalenti@gazzetta.it VICEDIRETTORI Franco Arturi farturi@gazzetta.it Stefano Cazzetta scazzetta@gazzetta.it Ruggiero Palombo rpalombo@gazzetta.it Umberto Zapelloni uzapelloni@gazzetta.it

PRESIDENTE Angelo Provasoli VICE PRESIDENTI Roland Berger Giuseppe Rotelli AMMINISTRATORE DELEGATO Pietro Scott Jovane CONSIGLIERI Andrea Bonomi C., Fulvio Conti, Luca Garavoglia, Piergaetano Marchetti, Paolo Merloni, Carlo Pesenti, Giuseppe Vita DIRETTORE GENERALE Riccardo Stilli

Testata di proprietà de "La Gazzetta dello Sport s.r.l." - A. Bonacossa © 2013

Qualifiche. Da Sapporo, Giappone Eurosport 2

10.30 COPPA DEL MONDO

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DIRETTORE GENERALE DIVISIONE QUOTIDIANI Alessandro Bompieri

Slopestyle. Da Stoneham, Canada Eurosport 2

9.00

Torino 5 3

Venezia

4 4

0

1

Da Madonna di Campiglio parte la caccia della Ferrari al Mondiale 2013: Alonso e Massa raccontano ai nostri microfoni la grande voglia di riscatto personale e del Cavallino

CALCIO: SAMPDORIA - MILAN CALCIO: BOLOGNA - CHIEVO Serie A. Highlights

9.30

CALCIO: TORINO - SIENA Serie A. Highlights

AUSTRALIAN OPEN

9.45

Da Melbourne Eurosport

Migliora il tempo al Nord, sulla Sardegna e sul medio e alto Tirreno. Il maltempo si sposta sulle regioni del medio e basso Adriatico e al Sud con piogge diffuse e nevicate fino a bassa quota o anche in pianura sul medio Adriatico.

Trieste

Milano

5 2

Alonso e Massa lanciano la sfida al Mondiale 2013

Serie A. Highlights

17.45 MONDIALE

TENNIS

Super combinata maschile. Da Wengen, Svizzera Rai Sport 1

9.00 9.15

SNOWBOARD

SCI ALPINO

CALCIO: INTER - PESCARA

www.gazzetta.it

Serie A. Highlights

Domani

Dopodomani

Al mattino piogge sulla Sardegna e sulla Toscana e nevicate fino in pianura al Nordovest. Meglio altrove. Peggiora dal pomeriggio con neve diffusa al Nord fino in pianura e piogge al Centro, Campania, Nord Puglia e Lucania. Meglio altrove

Maltempo al Nord, sulla Sardegna e sulla Toscana con piogge e ancora nevicate fino in pianura sul Piemonte, a bassa quota su Alpi e Prealpi poi qui neve oltre i 7/800 m. Piogge sparse sul resto del Centro, più sole al Sud.

4

6

Bologna Genova 1

0

5

Ancona

8

Firenze 1

Perugia 1

7

4

6

3

L’Aquila 2 1

ROMA 3

Campobasso

7

0 4

Bari

1

3

Napoli

Potenza

8

1

Cagliari 7

9

1

Catanzaro

12

4

6

Reggio Calabria

Palermo

6 10

8 11

6

Sorge

DIRETTORE RESPONSABILE ANDREA MONTI andrea.monti@gazzetta.it

09.00 COPPA DEL MONDO

Trento

I VIDEO

AUSTRALIAN OPEN Da Melbourne Eurosport, Eurosport 2

SKY SPORT 1

Seconda manche femminile. Da Igls, Austria Rai Sport 2

Oggi

Aosta

La Nba sbarca di nuovo in Europa: sfida tra Knicks (nella foto, Carmelo Anthony) e Pistons a Londra. C’era anche Gazzetta.Tv, che vi propone le interviste ai protagonisti e ai tifosi

Da Melbourne Eurosport 2

1.00

La Nba a Londra: le interviste ai big l’euforia dei tifosi

10.25 COPPA DEL MONDO

SALTO CON GLI SCI

PGA European Tour. Dagli Emirati Arabi Sky Sport 2

LA 7 DOC OMNIBUS NOTTE TG LA7 SPORT SOTTO CANESTRO MOVIE FLASH

10.00 AUSTRALIAN OPEN

COPPA DEL MONDO Prima manche femminile. Da Igls, Austria Rai Sport 2

Heineken Cup Sky Sport Extra

10.00 THE ABU DHABI GOLF CHAMPIONSHIP

Dal Regno Unito Eurosport

min max

9.00

GOLF

20.00 SNOOKER: MASTER DI LONDRA

ALGHERO

18.45 DAKAR

21.00 CONNACHT - ZEBRE

Campionato Italiano. Pesi Piuma SportItalia 2

Dal Regno Unito Eurosport 2

Ieri

SKELETON

23.10 PISANTI - SALVINI

14.00 SNOOKER: MASTER DI LONDRA

LegaDue Rai Sport 2

RALLY

RUGBY

World Series Sky Sport 3

BILIARDO

Super combinata maschile. Da Wengen, Svizzera Rai Sport 1

Eurosport

20.00 GERMANIA ITALIA

23.20 0.20 1.25 1.30 2.00

14.00 COPPA DEL MONDO

CHICAGO WOLVES TEXAS STARS AHL. ESPN America

BOXE

14.30 COPPA DEL MONDO

A CURA DI

MILANO

HOCKEY GHIACCIO

12.00 COPPA DEL MONDO

Eurolega SportItalia 2

GazzaMeteo

Nebbia

BOB

15.50 16.50 18.50 20.00 20.30

L’EVENTO

COFFEE BREAK L’ARIA CHE TIRA I MENÙ DI BENEDETTA TG LA7 ATTACCO: PIATTAFORMA... IN PLAIN SIGHT IL COMMISSARIO... I MENÙ DI BENEDETTA TG LA7 OTTO E MEZZO

Catania 7

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Il sole domani MILANO

La luna ROMA

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Tramonta

Sorge

Tramonta

7:57

17:09

7:34

17:06

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La tiratura di giovedì 17 gennaio è stata di 317.277 copie

Nuova Primo quarto Piena Ultimo quarto

12 gen.

19 gen. 26 gen.

3 feb.

COLLATERALI *con Aerei Collection N. 40 e 14,19 - con Calciatori Panini La Raccolta Completa N. 37 e 6,19 - con Le Stelle della NBA N. 31 e 6,19 - con Adesso Fai da te N. 28 e 6,19 - con Spider-Man N. 29 e 11,19 - con Orologi Forze Armate N. 22 e 16,19 - con l’Uomo Tigre N. 22 e 11,19 con Cucina Italiana N. 21 e 11,19 - con Cavalieri dello zodiaco N. 12 e 11,19 - con I love travel N. 16 e 5,19 con Tutto il trio N. 11 e 12,19 - con libro Roger Federer e 14,19 - con Michel Vaillant N. 7 e 4,19 - con Leggende del motociclismo N. 9 e 12,19 - con Bud Spencer N. 4 e 11,19 - con Wrestling Heroes N. 4 e 12,19 - con Carosello N. 3 e 11,19 - con Ferrari Racing N. 44 e 14,19 - con Max e 3,50 - con SportWeek e 2,70 PROMOZIONI

ARRETRATI Richiedeteli al vostro edicolante oppure ad A.S.E. Agenzia Servizi Editoriali Tel. 02.99049970 c/c p. n. 36248201. Il costo di un arretrato è pari al doppio del prezzo di copertina per l’Italia; il triplo per l’estero.

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

VENERDÌ 18 GENNAIO 2013


Gazzetta Dello Sport 18/01/2013