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www.gazzetta.it giovedì 10 gennaio 2013 1,20 €

REDAZIONE DI MILANO VIA SOLFERINO 28 TEL. 0262821 REDAZIONE DI ROMA PIAZZA VENEZIA 5 TEL. 06688281 POSTE ITALIANE SPED. IN A.P. D.L. 353/2003 CONV. L. 46/2004 ART. 1, C1, DCB MILANO

ITALIA

anno 117 ­ Numero n Anno 8

QUI INTER IL PRESIDENTE FAVOREVOLE ALLA CESSIONE

LA TENTAZIONE IL TECNICO HA GIA’ RILANCIATO CASSANO

Moratti a Sneijder «Offerta interessante»

Mazzarri chiama Balotelli al Napoli

«La proposta del Galatasaray è importante. Ora tocca a Wes decidere. Lodi? No». Per ora

«Mario mi ha lasciato una buona impressione. Bello poter lavorare con lui. Più assi ci sono...»

3 Massimo Moratti, 67 anni PHOTOVIEWS

3 Mario Balotelli, 22 anni, attaccante

DALLA VITE A PAGINA 11

G. MONTI A PAGINA 9

COPPA ITALIA I BIANCONERI VANNO SOTTO MA POI VINCONO CON GIOVINCO E VUCINIC (2­1)

JUVEPIGLIATUTTO ELIMINATO AI SUPPLEMENTARI UN BUON MILAN

La squadra di Conte rimonta El Shaarawy. In semifinale con la Lazio Mercato: i rossoneri offrono Amelia per Stekelenburg e 15 milioni per Destro, no della Roma. Per luglio preso Saponara (Empoli) DA PAG. 2 A PAG. 7, COMMENTO DI VERNAZZA A PAG. 21

NUOVE NORME VARATE DALL’OSSERVATORIO

Razzismo: stop ai primi buu Deciderà tutto un poliziotto PICCIONI A PAGINA 15

SCOMMESSE BARI, CONTE MAI INDAGATO

Chiesti 32 rinvii a giudizio Match venduti per 7 mila euro Mirko Vucinic, 29 anni, realizza la rete della vittoria della Juve battendo Amelia al 6’ del primo tempo supplementare. Con questo gol regala la semifinale di Coppa Italia alla Juve ANDREOLI

GALDI A PAGINA 16

IL ROMPI PALLONE DI GENE GNOCCHI

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L’addio di Pato ha lasciato un grande vuoto in casa Milan: i medici non sanno come tirar sera.

INIZIATIVA IN EDICOLA IL 1957

F.1 NUOVE REGOLE PER LA STAGIONE 2013

CICLISMO FRA UNA SETTIMANA NEGLI USA

I MITI DI CAROSELLO DOMANI IL 2° DVD

Meno Drs e ali più rigide così cambiano le Formula 1

Armstrong da Oprah Winfrey In tv per 90’: confesserà?

PIOLA A PAGINA 23

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 10 GENNAIO 2013

COPPA ITALIA QUARTI DI FINALE

6’ p.t. supplementare Vucinic decide la sfida Veloce ripartenza della Juventus, Vucinic supera Amelia IMAGE SPORT

6’ primo tempo Il momentaneo vantaggio rossonero Il destro di El Shaarawy che ha sbloccato la gara, dopo passaggio di Boateng e velo di Pazzini LAPRESSE

12’ primo tempo Magia di Giovinco per l’1-1 La magia su calcio di punizione di Giovinco che ristabilisce la parità: tocco morbido sopra la barriera che beffa Amelia AFP

Avanti JuVucinic

Il Milan cade solo ai supplementari Apre El Shaarawy, poi Giovinco. Il montenegrino entra e decide: ora in semifinale c’è la Lazio DAL NOSTRO INVIATO

LUIGI GARLANDO TORINO

Come un anno fa, ci sono voluti i supplementari e un Vucinic precettato dalla panca per eliminare il Milan dalla coppa Italia e raggiungere la Lazio in semifinale. Gol decisivo del montenegrino. I rossoneri hanno sorpreso la Signora in avvio con un dispetto dello splendido El Shaarawy: riguardatevi un suo recupero provvidenziale su Lichtsteiner al 30’ del secondo tempo. Bello come un gol. Imbottito di giovani, il Milan ha sofferto, ma ha avuto il merito di restare vivo fino all’ultimo assalto. Difficile però scamparla con quel cuore di butto al posto della difesa. La Juve, stropicciata dalla sconfitta con la Samp, dalla strigliata di Conte e dal turnover, ha faticosamen-

te costruito la vittoria mattone dopo mattone e l’ha meritata in coda al match, quando ha richiamato in cantiere gli ingegneri: Pirlo e Vucinic. Che Faraone Il primo tempo del Milan, nel bene e nel male, è un riassunto spietato della stagione. Davanti il solito illuminato El Shaarawy; dietro, dove un tempo predicavano Nesta e Thiago Silva, la breccia di Porta Milan. I rossoneri vanno in vantaggio dopo soli sei minuti con una manovra che si srotola elegante come un tappeto. Boateng brucia Bonucci e centra basso, Pazzini stende un velo prezioso per il Faraone che controlla e imbuca l’angolino: 17˚ gol stagionale, ha timbrato in tutte le manifestazioni. Immenso. Frutta subito l’idea di Allegri: allargare il campo con il tridente per costringere i tre difensori ad usci-

re e dilatare così le maglie in mezzo. Temendo El Shaarawy, Conte gli ha opposto il solido Barzagli invece del prevedibile Caceres, ma il Faraone è fuggito in mezzo al momento buono.

perché la Juve non crea come il solito. Non è un caso che il pareggio arrivi da fermo. Deliziosa la parabola di Giovinco (12’), esagerata l’immobile sorpresa di Amelia. Juve sprecona Ma è stato scia-

Pirlo dove sei? La Juve cerca di

far fruttare la superiorità a centrocampo, ma si ostina a credere che Marrone sia Pirlo e non una cosa diversa che lo sostituisce. A Pirlo puoi consegnare la palla anche se braccato da due mediani. Marrone fa più fatica. Così la Juve stenta a far salire la palla, anche perché Bonucci, play di scorta, non soccorre come dovrebbe e manca Marchisio, altro polmone creativo di riserva. Al fianco del giovane Marrone c’è Giaccherini, esterno che fa l’interno e a sinistra Isla che di solito gioca a destra. Insomma, tutta questa precarietà spiega

gurato Acerbi a perder palla al limite e a rimediare con un fallo costato il gol. La sciagura

clic GIOVINCO FORZA 12 ORMAI É LA SUA CIFRA Il 12-12-12 ha segnato al 12’ della ripresa col Cagliari in Coppa Italia il 12˚ gol bianconero. Giovinco si è ripetuto ieri sera: gol al 12’ e sempre con il numero 12.

non è figlia unica. Al 33’ un altro svarione di Acerbi (il 13 di Nesta sulle spalle pesa come una croce) spalanca la porta a Giovinco che divora il vantaggio, dopo averlo sfiorato due minuti prima su punizione. Film con più repliche di Via col vento: la Juve conquista il centro del ring, ma senza il colpo del k.o. Il Milan fatica a reggere l’urto in mezzo al campo, tiene gli esterni bloccati e affida il pensiero offensivo alle ripartenze di Boateng e del Faraone. Allegri esaspera l’idea a metà ripresa sostituendo la torre (Pazzini) e un palleggiatore (Emanuelson) con due scattisti (Bojan e Niang). L’attacco è un arco a tre frecce che punta a colpire la Juve sbilanciata. Iniezione di classe Conte inietta progressivamente due dosi di vera Juve (Vucinic, Pirlo) perché la porta nella ripresa è

diventata ancora più inavvicinabile e il possesso ancora più sterile. Sorprende che a uscire sia Giovinco e non Matri. L’iniezione di classe entra in circolo al 6’ della ripresa. Il Milan, che covava la gloriosa ripartenza, ne subisce una a sorpresa. Giaccherini cavalca profondo, Vucinic, che non trema come Matri, colpisce al centro della breccia di Porta Milan, dove Mexes, manco a dirlo, stecca la chiusura salvavita. Paga la correzione tattica di Conte: il 4-3-3 protegge meglio le fasce e catapulta bene il contropiede. Il finale è una mitragliata di emozioni. Isla si divora il match-point, Storari fa il Buffon, ma quello vero, su una botta a colpo sicuro di Traoré e sull’ultimo tentativo di Niang. E’ il brivido che convince la Signora: la buona stella sta ancora dalla sua parte. © RIPRODUZIONE RISERVATA

le Pagelle

JUVENTUS VIDAL TIMIDO ISLA NON C’È BENE GIOVINCO Non si vede ancora il gioco fluido, ma possesso palla e occasioni non mancano

6,5 6,5 L’allenatore Conte Coraggioso nel togliere Giovinco e non Matri, ma ha ragione lui: perché nel 4-1-4-1 finale gli serviva un centravanti. Vince con merito.

h

7,5

6,5

6

6,5

6,5

6

Il migliore Vucinic

Storari

Barzagli

Bonucci

Caceres

Lichtsteiner

Vidal

Dopo una serata tranquilla, tra il 119’ e il 120’ chiude Traorè e poi Niang, guadagnandosi la semifinale. Qualche ruggine da lunga assenza quando gioca di piede.

Quando El Shaarawy si accentra per il gol, lui è troppo distante per opporsi. Non è facile reggere il ritmo del milanista: e infatti è meno impeccabile del solito.

Per un po’ gioca come se avesse Pirlo davanti, poi Marrone cresce e gli viene tutto più facile. Nelle chiusure non sbaglia, per la precisione nei lanci però meglio ripassare.

Gli basta fare «bu!» (in senso buono, eh?) a Emanuelson per anticiparlo. Sempre. Tranquillo anche quando si sposta a destra. Se avesse giocato anche contro la Samp…

Basso bassissimo per un po’, temendo forse l’asse De Sciglio-El Shaarawy, quando prende coraggio dà respiro a Vidal.

D’accordo i recuperi, ma anche gli errori sono più del lecito. Meglio di Boateng nel ritmo, ma dalla loro sfida c’era da attendersi di più. Per i suoi standard, timido.

PARATE 8 RINVII 21 USCITE 1

CONTRASTI VINTI 3/4 LANCI 1 PASSAGGI POSITIVI 42/43

CONTRASTI VINTI 4/4 LANCI 7 PASSAGGI POSITIVI 71/80

CONTRASTI VINTI 2/4 LANCI 0 PASSAGGI POSITIVI 57/61

TIRI 1 RECUPERI 4 PASSAGGI POSITIVI 13/19

TIRI 1 RECUPERI 8 PASSAGGI POSITIVI 31/37

6

6,5

5

5

6,5

6

Marrone

Giaccherini

Isla

Matri

Giovinco

Pirlo

6

Abbiamo scherzato, adesso dateci Pirlo, dice qualcuno. Invece pian piano cresce, anche se c’è da capire se è davvero play (ruolo in cui non gioca da tempo) oppure mezzala.

In velocità schianta Montolivo, poi però ci mette sempre un tocco in più e spreca. Ma la punizione dell’1-1 è sua e la ripartenza sul 2-1 idem: cose che contano. E quindi è decisivo.

Sarà ancora frenato dall’infortunio, ma non ha i tempi dell’Udinese né l’abitudine a giocare a sinistra. In più sbaglia il rigore in movimento del 3-1. Non convince.

Dov’è finito il Matri della prima stagione? Non è solo questione di schemi di Conte: qui gli errori sono gravi, a volte imbarazzanti. Sembra, in peggio, Graziani. Urge psicologo.

Bravissimo su punizione (un gol e uno sfiorato), butta però via il raddoppio due volte: in fuga la prima, «ciccando» la palla la seconda. E poi, incredibile, esce lui e non Matri.

Dentro per Marrone, non fa gli sfracelli che la mediana milanista di ieri avrebbe concesso al «vero» Pirlo. E si capisce il perché della panchina: deve rifiatare.

Grande spinta nel momento giusto.

TIRI 1 RECUPERI 7 PASSAGGI POSITIVI 33/33

TIRI 0 RECUPERI 11 PASSAGGI POSITIVI 38/48

TIRI 1 RECUPERI 1 PASSAGGI POSITIVI 27/32

TIRI 2 SPONDE 7 DRIBBLING 1/6

TIRI 4 SPONDE 1 DRIBBLING 1/4

TIRI 0 RECUPERI 3 PASSAGGI POSITIVI 17/18

TIRI 0 RECUPERI 3 PASSAGGI POSITIVI 9/11

Match-winner appena entra. Il 2-1 è suo, i break anche, notevole il sacrificio sulla fascia. Solo, ogni tanto, la tendenza a complicarsi la vita. TIRI 1 SPONDE 8 DRIBBLING 3/6

6

De Ceglie

GLI ARBITRI MAZZOLENI 6,5 Ci sarebbe il secondo «giallo» a Mexes ed è l’unico errore. Buona gestione, sempre nel gioco, ben assistito sui fuorigioco. Un paio di abbagli sulle rimesse laterali: succede. Niccolai 6,5, Grilli 6,5


GIOVEDÌ 10 GENNAIO 2013

LA GAZZETTA DELLO SPORT

3

#

4

MILAN

2

1

(3-5-2)

(4-3-3)

30 Storari; 15 Barzagli, 19 Bonucci, 4 Caceres; 26 Lichtsteiner (dal 38’ s.t. 11 De Ceglie), 23 Vidal, 39 Marrone (dal 32’ s.t. 21 Pirlo), 24 Giaccherini, 33 Isla; 12 Giovinco (dal 20’ s.t. 9 Vucinic), 32 Matri. PANCHINA 1 Buffon, 31 Branescu, 13 Peluso, 6 Pogba, 20 Padoin, 35 Beltrame, 36 Rugani. ALLENATORE Conte CAMBI DI SISTEMA dal 1’ p.t.s 4-3-3 BARICENTRO ALTO 55,1 metri ESPULSI nessuno AMMONITI Vidal per gioco scorretto, Vucinic per comportamento non regolamentare.

1 Amelia; 20 Abate, 5 Mexes, 13 Acerbi, 2 De Sciglio; 18 Montolivo, 23 Ambrosini (dal 46’ s.t. 12 Traoré), 10 Boateng; 20 Emanuelson (dal 26’ s.t. 22 Bojan), 11 Pazzini (dal 26’ s.t. 19 Niang), 92 El Shaarawy. PANCHINA 59 Gabriel, 51 Coppola, 77 Antonini, 16 Flamini, 8 Nocerino, 55 Carmona. ALLENATORE Allegri. CAMBI DI SISTEMA nessuno. BARICENTRO ALTO 56,5 metri ESPULSI nessuno. AMMONITI Mexes, Boateng per gioco scorretto, Montolivo per comportamento non regolamentare.

MARCATORI El Shaarawy (M) al 6’, Giovinco (J) al 12’ p.t.; Vucinic (J) al 6’ p.t.s.

I NUMERI

21

D

ilpersonaggio MIRKO VUCINIC

numeri& STATISTICHE

JUVENTUS

Il montenegrino è il re di coppe e aspetta Drogba

le reti segnate da El Shaarawy nelle 31 partite giocate in questa stagione: 14 gol campionato, 1 Coppa Italia, 2 Champions League, 1 in Nazionale e 3 con l’Under 21.

ARBITRO Mazzoleni di Bergamo.

10˚

NOTE spettatori paganti 38.792, incasso 598.599 euro. Angoli 8-4. Recuperi: p.t. 0’; s.t. 3’

POSSESSO PALLA JUVENTUS 44%

% CONTRASTI VINTI MILAN 56%

TIRI IN PORTA

IIIIIII

JUVENTUS 54%

MILAN 46%

TIRI FUORI

IIIIIII IIII

JUVENTUS 7

MILAN 7

MOMENTI CHIAVE PRIMO TEMPO 1-1 3’ Ambrosini da fuori, Storari in angolo. GOL! 6’ Boateng da sinistra, velo di Pazzini, El Shaarawy controlla e incrocia nell’angolino. 9’ Matri mette fuori un cross di Lichtsteiner. GOL! 12’ Punizione a giro di Giovinco dal limite. 31’ Altra punizione di Giovinco: Amelia in corner. 33’ Giovinco s’invola e sbaglia davanti ad Amelia.

BARICENTRO ALTO 55,1 metri

IIII

JUVENTUS 4

MILAN 4

SECONDO TEMPO 30’ Provvidenziale chiusura di El Shaarawy su Lichtsteiner che sta per concludere a colpo sicuro. PRIMO TEMPO SUPPLEMENTARE GOL! 6’ Ripartenza di Giaccherini, conclusa in rete da Vucinic. SECONDO TEMPO SUPPLEMENTARE 12’ Miracolo di Amelia su Isla. 14’ Riflesso prodigioso di Storari su Traorè e poi bis pochi secondi dopo su Niang.

BARICENTRO ALTO 56,5 metri

la Moviola DI M.PIE.

gol stagionale con la Juve con per Giovinco, che diventa il capocannoniere bianconero, staccando Quagliarella e Vidal fermi a quota 9.

DAL NOSTRO INVIATO

MIRKO GRAZIANO TORINO

Ancora lui. Mirko Vucinic. Uomo di Coppa. E Supercoppa. Ad agosto, a Pechino, entra e ribalta quasi da solo il Napoli: Supercoppa in bacheca. Ieri sera esce nuovamente dalla panchina per far male alla grande di turno: il Milan. Rossoneri buttati fuori ai supplementari. Come l’anno scorso. Sempre dalla zampata del montenegrino: allora in semifinale, ieri nel quarto secco. «È una casualità — sorride il 9 bianconero —, sono felice, ma conta solo aver passato il turno. Siamo in corsa ovunque, siamo primi dappertutto. Questa Juve è eccezionale, lotta dal primo all’ultimo minuto, e in questo nessuno è come noi. Qui non esistono primedonne. Lo si è visto pure stasera contro una grande squadra come il Milan. Drogba? Più siamo meglio è».

4a

volta di Juve-Milan ai supplementari in Coppa Italia; in precedenza: 1966-67 semifinale Juve-Milan 1-2, 1972-73 finale a Roma Milan-Juve 6-3 ai rigori (1-1 dts), 2011-12 semifinale ritorno Juve-Milan 2-2.

7

Mazzoleni grazia Mexes: doveva essere espulso Partita con una sola «macchia» per Mazzoleni che al 41’ del primo tempo non estrae il secondo giallo per Mexes. Il francese prende il primo cartellino al 17’ del primo tempo: entrata molto dura su Giovinco, intervento da «arancione» che manda su tutte le furie Conte (il fallo è avvenuto proprio davanti alla sua panchina) che chiede il rosso a gran voce. Mazzoleni invece opta per il giallo. Ma il rosso sarebbe dovuto arrivare 24 minuti dopo per Mexes, che dopo una parata di Storari

L’attaccante viene impiegato a intermittenza da Conte a causa di un malanno, eppure fa sentire lo stesso il suo peso. «Siamo primi dappertutto. Didier? Più siamo, meglio è»

spinge il portiere bianconero che stava per rinviare la palla, facendolo cadere a terra volontariamente. Meritava senza dubbio il secondo giallo, Mazzoleni invece fischia solo il fallo e lo grazia. Mexes rischia ancora al 30’ del secondo tempo dopo un «testa a testa» con Vidal che lo aveva spinto. Per il resto Mazzoleni gestisce bene un match corretto, giusta la distribuzione degli altri cartellini gialli (alla fine cinque), bene le segnalazioni dei guardalinee.

reti per Vucinic in questa stagione, 4 in campionato, 1 in Supercoppa Lega, 1 in Coppa Italia e 1 in Champions League; 5 i gol realizzati da panchinaro subentrante.

Il rilancio Mirko da Nikšic trova quindi il modo di rilanciare, dal punto di vista personale, una stagione finora zoppicante, piena di alti e bassi, poco convincente anche dal punto di vista realizzativo. Quello di ieri è infatti solo il settimo centro del 2012-2013, distribuiti in altrettante partite: oltre al Milan, gol contro Napoli appunto, poi Udinese, Genoa, Nordsjaelland, Atalanta e Cagliari. Sia chiaro, Vucinic sa rendersi importante a prescindere dai gol, ha classe e genialità tali da spaccare le gare anche solo con gli assist, metten-

Mirko Vucinic, 29 anni, ha portato la Juventus in semifinale LR PHOTO

dosi al servizio della squadra. Ma è evidente quanto Conte abbia bisogno di un maggior numero di reti dalle sue punte, soprattutto dai titolari del reparto. E al giro di boa uno come Vucinic non può presentarsi, coppe comprese, ben al di sotto della doppia cifra. Ma Mirko va gestito In ogni modo, gli alibi non mancano a Mirko, soprattutto da un mesetto a questa parte, cioè da quando è alle prese con problemi piuttosto fastidiosi per via di un’infiammazione tendinea che gli crea costanti problemi a una caviglia. «Dobbiamo gestirlo, c’è poco da fare», ha detto Conte alla vigilia della gara di Coppa Italia. Minutaggio ridotto contro il Cagliari prima della sosta, a lungo in panchina pure ieri. «E lui è troppo importante per noi», continuava Conte, che poi bollava come

«drammatico il rischio di perderlo a lungo. Spero che piano piano ritrovi la massima efficenza, ma ora siamo costretti a dosarlo in questo modo». Per il momento basta anche così. Grazie al suo «fuoriclasse a intermittenza», la Juve scaccia subito paure e fantasmi emersi dopo il clamoroso k.o. interno contro la Sampdoria, guadagna la semifinale di Coppa Italia (ora c’è la Lazio, ma con gare di andata e ritorno) e va a preparare con maggiore serenità la trasferta di Parma, gara da vincere per spegnare l’entusiasmo di chi insegue. Ma sarà durissima, perché da agosto ad oggi nessuno è passato al Tardini in campionato, unico caso in Serie A. E Conte, probabilmente, dovrà ancora una volta utilizzare con il contagocce il suo uomo di maggiore qualità là davanti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

di FABIO LICARI

MILAN ACERBI MALE ABATE FRENA SCOSSA BOJAN Rinuncia troppo dopo il gol ed è imbarazzante dietro. Perché Bojan tenuto fuori all’inizio?

6 6 L’allenatore Allegri In difesa gli alibi lo assolverebbero da un omicidio plurimo, in attacco Bojan meritava di più. Ma in società non lo aiutano a lavorare sereno.

h 7

5,5

5

5

4

6

Il migliore El Shaarawy

Amelia

Abate

Mexes

Acerbi

De Sciglio

Montolivo

Chissà perché sembra ipnotizzato da Giovinco sulla punizione-gol. Reagisce in volo sull’altro calcio piazzato dello juventino. Vucinic però è troppo veloce sul 2-1.

A questi ritmi, a due all’ora s’intende, e con l’impacciato Isla di fronte, se ingranasse la quarta potrebbe creare qualche guaio. Invece s’adegua e, alla fine, non si fa ricordare.

Cattivo su Giovinco, rischia stupidamente il secondo «giallo» per ostruzione a Storari. Nervoso oltre il comprensibile, balla parecchio. E sbaglia la chiusura sul 2-1.

Serata blackout e non solo per l’imbarazzante punizione dell’1-1. La palla ha le spine e, ad ogni errore, poveraccio, la paura aumenta. Domanda: cosa gli avrebbe fatto Drogba?

Ordinato, bella corsa, ma già la sinistra non è la sua zona e di sicuro gli consigliano di non avventurarsi troppo. Più o meno match pari con Lichtsteiner.

Spesso troppo avanti, concede ripartenze spesso sprecate da Giaccherini fino a quella che procura il 2-1. Giornata di quelle «molli», tanto per capirsi.

PARATE 5 RINVII 21 USCITE 3

CONTRASTI VINTI 1/3 LANCI 7 PASSAGGI POSITIVI 52/63

CONTRASTI VINTI 1/1 LANCI 6 PASSAGGI POSITIVI 35/40

CONTRASTI VINTI 6/7 LANCI 4 PASSAGGI POSITIVI 47/52

TIRI 1 RECUPERI 1 PASSAGGI POSITIVI 51/55

TIRI 1 RECUPERI 17 PASSAGGI POSITIVI 94/103

6

6

5

6

6,5

6,5

Ambrosini

Boateng

Emanuelson

Pazzini

Bojan

Niang

Traore

Gli imbarazzi della coppia Mexes-Acerbi gli suggeriscono un’interpretazione molto arretrata del ruolo centrale. Di mestiere, si salva.

Un guizzo, l’affondo dell’1-0 di El Shaarawy, poi tanto ballare sulle punte. Vidal non è lucidissimo ma sul ritmo ha la meglio. Trequartista no, mezzala così così…

Chi l’ha visto? Bello tranquillo nel suo angolino di destra, sempre spalle alla porta, sente i tacchetti di Caceres e si scansa. Fino all’inevitabile, e tardiva, sostituzione.

Il velo sul gol di El Shaarawy vale da solo la sufficienza. Il resto è tanto lavoro sporco e spesso vano, chiuso da Bonucci. Per un po’ gli riesce l’azione di disturbo su Marrone.

Al posto di Emanuelson. Gran movimento, anche a recuperare il pallone che non arriva da dietro. Dà l’impressione di potersi infilare tra le maglie della difesa: sarebbe servito prima.

Dentro per Pazzini. Con un’entrata di testa mette paura alla Juve sfiorando il palo. Si libera ancora ma appoggia a Storari. Poi sfiora il 2-2. Impreciso, ma vivo.

Quando subentra ad Ambrosini (alla fine dei tempi regolamentari) dimostra di saper spingere. Gli capita l’occasione finale ma Storari para.

TIRI 1 RECUPERI 8 PASSAGGI POSITIVI 52/56

TIRI 2 RECUPERI 7 PASSAGGI POSITIVI 86/95

TIRI 0 SPONDE 3 DRIBBLING 0/2

TIRI 0 SPONDE 1 DRIBBLING 6/9

TIRI 1 SPONDE 0 DRIBBLING 2/3

TIRI 2 SPONDE 3 DRIBBLING 2/8

TIRI 3 RECUPERI 1 PASSAGGI POSITIVI 16/17

Il gol è ormai un timbro, quello che impressiona è il resto, compreso il recupero su Lichtsteiner che vale un gol. Spesso troppo solo. TIRI 2 SPONDE 4 DRIBBLING 0/4

5,5

6


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 10 GENNAIO 2013


GIOVEDÌ 10 GENNAIO 2013

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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COPPA ITALIA QUARTI DI FINALE

Conte torna felice «Volevo la reazione E che bravo Storari» Il tecnico della Juve ha dimenticato il k.o. con la Samp «Bella risposta da chi ha giocato meno: ci tenevamo» DAL NOSTRO INVIATO

G.B. OLIVERO TORINO

Non doveva più accadere. E ieri non è accaduto, anche se la Juve non ha giocato una gran partita, ha sofferto per 120 minuti, è andata in svantaggio, ha saputo reagire, ha sprecato un po’. Ma alla fine ha vinto e ad Antonio Conte interessava soltanto questo: per una volta la prestazione passava in secondo piano perché troppo importante era il risultato dopo la sconfitta interna contro la Sampdoria. Battendo il Milan la Juve si è qualificata per la semifinale di Coppa Italia contro la Lazio e allo stesso tempo ha evitato che una serie di brutti pensieri si insinuassero nella mente dell’allenatore e di tutti i tifosi. Se fosse passato il Milan, per la Juventus di Conte sarebbe stata la prima eliminazione (l’anno scorso perse solo in finale la Coppa Italia e non giocò in Europa). Con Antonio in panchina i bianconeri non hanno mai perso due volte di fila e non è accaduto neanche stavolta. Il tecnico La Juve non è stata

brillante, ma orgogliosa e volenterosa. Forse dopo il duro lavoro di Vinovo durante la sosta e i numerosi cambi di formazione non si poteva pretendere di più, ma di sicuro questa non è la vera Juve: mancano velocità, circolazione di palla, inserimenti. E l’anno scorso quando in Coppa Italia giocavano le riserve il rendimento era migliore. Come dice sempre Conte, «c’è tanto da lavorare» ed è vero soprattutto per quei giocatori che per motivi diversi devono ancora recuperare la condizione. Nella semifinale con la Lazio ci sarà ancora spazio per i vari Caceres, Isla, Giaccherini, Marrone, Matri. E probabilmente, visto che l’andata all’Olimpico è in programma tra soli dodici giorni,

Antonio Conte, 43 anni, è l’allenatore della Juventus dall’estate 2011. Con i bianconeri finora ha conquistato uno scudetto e una Supercoppa italiana LAPRESSE

saranno tutti un po’ più in forma. Intanto Conte applaude il suo gruppo: «Contro il Milan noi abbiamo utilizzato giocatori che erano stati impiegati poco finora e ho avuto una bellissima risposta da parte di tutti. Ci tenevamo molto a passare il turno e anche a metterci alle spalle la brutta prova con la Sampdoria. I miei giocatori sanno che non deve più accadere e non mi riferisco alla sconfitta ma al modo in cui era maturata». Una delle riserve è stata decisiva nel finale: «Bravissimo Storari — conferma Conte —, era anche capitano e ha festeggiato in leggero ritardo il compleanno di domenica. Noi avevamo avuto alcune occasioni per chiudere l’incontro, ma la qualificazione era rimasta in bilico. Marco è stato molto bravo a evitare il 2-2». Decimo gol per Seba Dopo il ra-

pido vantaggio di El Shaarawy la Juve aveva reagito grazie a una perla su punizione di Sebastian Giovinco (che su calcio piazzato aveva segnato il suo primo gol in bianconero a Lecce il 7 dicembre 2008). Ieri, con Pirlo in panchina, Seba ha potuto calciare dal limite e ha segnato la decima rete stagionale (capocannoniere bianconero), la seconda decisiva in Coppa Italia visto che era stato un suo gol a battere il Cagliari negli ottavi. Giovinco ha giocato un buon primo tempo e avrebbe anche potuto raddoppiare. Nella ripresa si è spento ed è stato sostituito da Vucinic. Conte ha preferito tenere in campo Matri nonostante una prestazione negativa per evitargli una bocciatura e per mandare un messaggio al gruppo: alla Juve c’è davvero bisogno di tutti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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IL TABELLONE LA FINALE ALL’OLIMPICO DI ROMA

COME NEL 2012

Nell’ultima Coppa Italia Juventus e Milan si sono incontrate in semifinale. Con la partita di ieri ci sono molte similitudini ESITO La Juve anche allora eliminò il Milan, però in due partite. Avrebbe perso la finale con il Napoli PARI AL 90’ Al ritorno, a Torino, finì 2-1 per il Milan: tempi supplementari come ieri VUCINIC Il gol decisivo nei supplementari lo segnò anche allora Mirko Vucinic. E parava Amelia... FARAONEGOL Anche El Shaarawy fece gol, non al ritorno ma all’andata

GDS

IL PROTAGONISTA RITROVATO È FUORI DAL MERCATO

Caceres in risalita Il tecnico lo blocca e con Chiellini out... Per l’uruguaiano una prova positiva A centrocampo è in arrivo Roman, 16enne ceco TORINO

Sistemata, non senza fatica, la pratica di Coppa Italia, Juve proiettata verso la gara di domenica a Parma. Una trasferta da prendere con le molle, contro un avversario ancora imbattuto in casa. Antonio Conte rimetterà Pirlo tra i titolari, poi sarà staffetta tra Vucinic, decisivo nel supplementare contro i rossoneri, e Quagliarella. In difesa ballottaggio tra Caceres e Peluso. Martin c’è L’acquisto di Peluso non può essere certo piaciuto a Martin Caceres, che nella serata di Coppa si è giocato le sue carte come vice Chiellini. Buona la prestazione del difensore, contentino rispetto alle aspirazioni di inizio stagione, tanto che a lui non dispiacerebbe cambiare aria a gennaio. La

Roma ci ha provato, ma il sondaggio con il club bianconero ha avuto esiti negativi: per Antonio Conte, Caceres non si tocca. Con Chiellini fuori causa fino a marzo e il debutto di Peluso contro la Samp, non eccelso, Caceres può sperare in qualche minuto in più. Ha giocato poco in campionato, più che altro scampoli di partita. In passato però Martin è stato decisivo. Come contro il Napoli quando è entrato nel finale e ha realizzato il gol che ha spianato la strada alla vittoria. Lo scorso anno in Coppa Italia segnò a San Siro una doppietta decisiva contro il Milan. Baby ceco A proposito di mercato, mani avanti per il futuro con l’acquisto di un connazionale di Pavel Nedved, Macek Roman, centrocampista di 16 anni del Fastav Zlin. Il biondo ceco è figlio d’arte — il padre è un ex campione di pallavolo e a lungo allenatore dello Zlin — ed è stato corteggiato anche dall’Arsenal, club con il quale ha sostenuto un mese fa un provino. Però non ha avuto dubbi sulla scelta dopo il faccia a faccia con l’idolo di gioventù, Pavel Nedved. Arriverà a giugno. f.bra.


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COPPA ITALIA QUARTI DI FINALE

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«Alla pari coi migliori» Ma quanto è scomoda la panchina di Allegri

HA DETTO

S Sulla squadra «Stiamo ringiovanendo il gruppo, abbiamo chiuso con ragazzi del 1992 e del 1994. Semplicemente, ci vuole pazienza»

Campionato sfumato, fuori dalla Coppa: futuro incerto per il tecnico del Milan. «K.o. come nel 2012. Sarà il destino...» DAL NOSTRO INVIATO

ALESSANDRA BOCCI TORINO

Ai supplementari, esattamente come un anno fa. Puniti da Vucinic, come un anno fa. Stavolta il Milan doveva giocarsela in un solo match, non due, ma il risultato non è cambiato: fuori dalla Coppa Italia, eliminati dalla Juventus. L’anno scorso accadde in semifinale, stavolta nei quarti. E, considerando che il torneo era particolarmente importante per la squadra di Allegri in questa stagione, il tonfo fa ancora più male. «Non la vedo tanto bene», aveva detto Silvio Berlusconi. Era pessimista e ha avuto ragione. Il Milan non ce l’ha fatta e si ritrova a confrontarsi con una eliminazione che, anche se pronosticata e comprensibile, complica un’annata di calcio cominciata male. Fuori dalla Coppa Italia e con il Tourmalet blaugrana da scalare in Champions League, il Milan deve puntare tutto su una difficilissima rimonta in campionato, per cercare di acciuffare il terzo posto richiesto con nonchalance da Berlusconi. E le ultime dichiarazioni del presidente non aiutano a mantenere alto il livello di fiducia in se stessi appena riconquistato. Occasioni Allegri ha chiuso con il sorriso sulle labbra, e dice che non perderà il sonno per quell’ultimo tiro di Traorè parato da Storari. «L’anno scorso c’è stata un’occasione simile, sempre ai tempi supplementari, nella stessa porta. Sarà il destino…». Il destino ha voluto che il Milan trovasse la prima eliminazione della stagione contro la Juventus dopo essersi impantanato l’anno scorso con la squadra di Conte sia in campionato che in Coppa Italia. Il duello verbale questa volta non c’è stato, la serata è stata tranquilla, i due tec-

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Sugli infortuni «Purtroppo Ambrosini è dovuto uscire per un risentimento muscolare. Ma chi è entrato non ha giocato male»

1 Massimiliano Allegri, 45 anni, cerca di scuotere i suoi giocatori 2 Bakaye Traoré, 27 anni, ha sfiorato il gol del pari allo scadere dei supplementari 3 Massimo Ambrosini, 35 anni IMAGE-PHOTOVIEWS-LAPRESSE

21a GIORNATA

Tocca alla Juve e non ai rossoneri l’anticipo del 19 Strettamente legato all’esito della sfida dei quarti di Coppa Italia tra Juventus e Milan era la definizione del calendario della seconda giornata di ritorno del campionato, in particolare i due anticipi del sabato. Quindi con il passaggio in semifinale di Coppa Italia da parte di Lazio (3 0 al Catania all’Olimpico martedì sera) e Juventus, vincente ieri sera contro il Milan, il programma di sabato 19 gennaio diventa questo: ore 18 Palermo Lazio; ore 20.45 Juventus in casa contro l’Udinese.

nici non si sono punzecchiati, ma l’amaro in bocca resta. Allegri cerca di consolarsi con il tipo di gara giocata: siamo ancora ai lavori in corso e il tecnico chiede tempo. «È stata una bella partita, una partita equilibrata. Eravamo messi male nella loro ripartenza, così la Juve è andata in vantaggio. Ma parliamo di una squadra solida, una squadra che sta dominando in campionato, e noi abbiamo lottato alla pari, fino alla fine. Naturalmente sono dispiaciuto per il risultato, ma i ragazzi hanno giocato una buona partita sul piano tecnico. Sono soddisfatto». Problemi Ora il Milan deve pun-

tare tutto sulla rimonta in campionato per cercare di conquistare un posto in Europa. E i problemi non mancano: la difesa è messa male, il centro-

IL PROBLEMA

campo non bene e Ambrosini, un uomo chiave, irrinunciabile dopo l’infortunio di De Jong, è uscito dal campo acciaccato. Ha puntellato la squadra per tutto il tempo, ma alla fine si è dovuto arrendere. «Purtroppo è uscito per un risentimento muscolare, ma non posso lamentarmi di chi è entrato al posto suo». Traorè, appunto, l’uomo dell’ultimo tiro all’ultimo respiro. Allegri non ci vuole pensare, bisogna tornare subito a concentrarsi sul campionato, e sperare che il mercato porti ritocchi importanti oltre al giovane Saponara. «Stiamo ringiovanendo la squadra, non si può pensare di tornare subito in alto. In attacco abbiamo chiuso con due ragazzi del ’92 e uno del ’94. Bisogna avere pazienza». Chissà se Berlusconi ne avrà a sufficienza, con il tecnico fachiro.

Stephan El Shaarawy, 20 anni, ha segnato 14 gol in A AP

Calci da fermo altro gol preso E siamo a 11 Rispunta un difetto del Milan: l’1-1 di Giovinco su punizione. Risentimento per Ambrosini DAL NOSTRO INVIATO

MARCO PASOTTO TORINO

Vecchie abitudini, nel bene e nel male. Come El Shaarawy che, dopo essersi preso due partite di riposo, ricomincia a buttarla dentro al termine di una delle azioni rossonere più belle della stagione. E come l’ennesimo gol incassato su palla inattiva. La punizione di Giovinco corrisponde all’undicesimo, rigori (tre) esclusi. In questo caso il peccato originale è il fallo di Acerbi su Giaccherini, assolutamente evitabile, al limite dell’area. Episodio a parte, per i due centrali difensivi è stata una serata da dimenticare, infarcita di errori e incertezze. Apprensione Ma la partita di Torino, oltre all’ad-

dio alla Coppa, per il Milan rischia di portarsi dietro anche un altro fardello pesante: Ambrosini ha dovuto lasciare il campo poco prima del novantesimo per via di un problema al polpaccio sinistro. Allegri a fine partita prima ha parlato di risentimento, poi di crampo, e infine ha mormorato un poco confortante «vediamo per domenica, ha speso molto». Il capitano sarà quindi da valutare con estrema attenzione e cautela oggi, considerando che alla partita di Genova con la Samp mancano solo tre giorni. Un’eventuale assenza di Ambro a Marassi sarebbe un problema di grande entità dal momento che anche Muntari, il suo alter ego davanti alla difesa, è fermo per un guaio muscolare a un polpaccio. Una situazione figlia del lungo stop affrontato dal ghanese. Se Ambrosini non dovesse farcela, ad Allegri restano due opzioni, entrambe chiaramente un ripiego. Una è Montolivo, che personalmente non ha problemi a giocare centrale, ma ha lasciato a desiderare quando quest’anno è stato chiamato in causa in quella posizione. L’altra opzione è Strasser, che fino ad ora però ha giocato pochissimo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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ADDIO AL PRIMO TRAGUARDO L’OBIETTIVO ADESSO E’ LA ZONA CHAMPIONS

Non resta che il Barça. E uno scatto da 3 posto o

In campionato è obbligatorio un altro filotto prima della grande sfida del 20 febbraio DAL NOSTRO INVIATO

MARCO PASOTTO TORINO

Centoventi minuti infrasettimanali con la Juve non sono esattamente una spremuta di salute per proseguire la marcia di avvicinamento all’Europa in campionato, ma la missione affidata da Allegri è chiara: per puntare con credibilità

il terzo posto occorre un altro filotto come quello fra novembre e dicembre, possibilmente senza figuraccia al quinto tentativo come a Roma. La missione, dichiarata, è questa. Cinque successi di fila per rosicchiare altri punti alle sei che stanno davanti. Soprattutto a Roma (+2), Inter e Fiorentina (+5). Al traguardo mancano ancora quattro giri perché una vittoria è già arrivata, sebbene i tre punti col Siena siano poco confortanti per gioco e spirito. Prima del Barça Quando Allegri parla di filotto lo fa a ragion veduta. Sembra banale e scontato chiedere continuità alla propria squadra, ma è que-

se il Milan ha messo insieme la miseria di tre punti. Quelli di Bologna. Fine. Il resto sono stati schiaffi, due dei quali casalinghi. Il conforto arriva dal fatto che erano le prime partite in assoluto dell’anno zero. Altra squadra, altre ambizioni, altro modo di giocare. I miglioramenti da settembre, pur fra alti e bassi, sono evidenti. Lo racconta la classifica. Il terzo posto era arrivato a distare fino a dodici punti, mentre ora è a sette. Mettere insieme quattro vittorie prima che ricomincino le fatiche di Champions equivarrebbe quasi certamente a ridurre ulteriormente quel distacco.

sto il momento per tornare a spingere sull’acceleratore. Per motivi di calendario e avversarie. Di calendario perché non c’è ancora di mezzo la Champions: la prima sfida col Barça sarà il 20 febbraio e l’esperienza dell’anno scorso insegna quanto un impegno del genere possa svuotare una squadra di energie fisiche e soprattutto mentali. Poi ci sono anche motivi legati alle prossime avversarie. Nell’ordine: Sampdoria, Bologna, Atalanta, Udinese (e a voler strafare ci si può anche aggiungere il Cagliari). Distacco L’obiezione, più che lecita, è che nel girone di andata dalla Sampdoria all’Udine-

Philippe Mexes, 30 anni LAPRESSE

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Gazza

Tvf SUL NOSTRO SITO TUTTI GLI HIGHLIGHTS DELLA SFIDA DI TORINO Lo spettacolo di Juventus-Milan (nella foto El Shaarawy e Barzagli) sul nostro sito: dalle 9 alle 12 potete guardare gli highlights della sfida di Coppa Italia.


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COPPA ITALIA PROGETTI ROSSONERI

Le strategie per gennaio

Offerti 15 milioni per Destro e Amelia per Stekelenburg: il «no» della Roma è doppio In attesa di Abate allo Zenit c’è il sì di Mesbah al Parma, con Zaccardo rossonero ALESSANDRO RUSSO MILANO

Linea calda sull’asse Milan-Roma. Ieri i rossoneri, al lavoro per ridisegnare la squadra con in testa il presente, ma anche il futuro, hanno presentato un’offerta per Mattia Destro, sul gradimento del quale si è espresso pubblicamente anche Silvio Berlusconi. I dirigenti del Milan hanno messo sul piatto una proposta di 15 milioni per portare l’attaccante sin da subito ai rossoneri. Offerta che la Roma ha respinto, ritenendo Destro, tra l’altro rilevato solo la scorsa estate dopo una logorante trattativa, un giocatore cardine del fron-

te offensivo giallorosso di Zeman. La sensazione è che la partita, nonostante il muro giallorosso, non sia del tutto chiusa. Restano infatti in campo una serie di varianti e di circostanze che lasciano aperte delle chances rossonere. In primis vanno tenuti in debita considerazione i malumori del giocatore che, non facendone un mistero, non gradisce la collocazione che lo vede spesso in panchina per scelta tecnica. Scelte che hanno raffreddato il rapporto con l’allenatore. In ogni caso il Milan non molla la presa. In alternativa a Balotelli il giallorosso rappresenta un colpo che va nell’ottica delle operazioni di ringiovanimento della squadra, certificato an-

Destro, 21 anni FORNASARI

Stekelenburg, 30 anni FOTOPRESS

che con il prossimo l’arrivo di Saponara. La Roma, comunque, resta ferma sulle sue posizioni oltranziste a difesa di Destro. Porte girevoli Il Milan di pari

passo lavora per mettere in sicurezza la porta rossonera. E le mosse studiate sono diverse in attesa di verificare se il rinnovo del contratto di Abbiati vada realmente a buon fine. In quest’ottica è vivo un canale ancora con la Roma che prevede una ipotesi di scambio tra Amelia e Stekelenburg. Il portiere, tra l’altro, gradirebbe molto la destinazione Milan. Il discorso, dopo un primo approccio di qualche settimana fa, è tornato d’attualità in queste ore. Siamo ancora alle prime battute, con la Roma che conferma il suo «no» al Milan, con l’obiettivo di monetizzare con la cessione del portiere olandese. Trattativa comunque solo all’inizio, con il Fulham sullo sfondo, interessato a dare la maglia da titolare a Stekelenburg e la Roma (che pensa a Sorrentino del Chievo) che attende nel fine settimana novità concrete da Londra.

to, va ricordato uno snodo importante per il futuro titolare della porta del Milan. In programma un incontro tra Galliani e il presidente del Genoa Preziosi. Probabile che si parli anche di Mattia Perìn, per il quale nei mesi scorsi il Milan aveva fatto una proposta di 1,5 milioni per la metà. Nel frattempo, però, la quotazione del giocatore è lievitata per le positive prestazioni del portiere che si sta ben disimpegnando col Pescara. Su Perìn, comunque, vanno segnalate le attenzioni del Napoli. Nell’incontro odierno, Galliani chiederà a Preziosi ancora la disponibilità di avere subito Kucka, ma la sensazione è che il Genoa non sia disposto a privarsene. Mesbah verso Parma Ieri poi il Milan ha incassato dall’agente Lucci la disponibilità di massima di Mesbah ad accettare la destinazione Parma. Primo passo che, nel caso lo Zenit faccia lievitare a 12 milioni l’offerta per Abate, darebbe il via libera allo scambio tra lo stesso Mesbah e Zaccardo. Resta sempre aperta, infine, l’ipotesi della partenza di Antonini, corteggiato da Galatasaray, Spartak Mosca e Rubin Kazan.

Vertice con Preziosi Oggi, intan-

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Milan acqua e Saponara «Cresciuto col mito Kakà Ho pianto per la gioia» L’azzurrino ha saputo dell’affare dai compagni in allenamento «Non temo il salto, ma resto volentieri a Empoli fino a giugno» ALESSANDRA GOZZINI MILANO

Il pomeriggio della vita, raccontato da Empoli, la città e la squadra che ne hanno valorizzato il talento. Complimenti rossoneri: Riccardo Saponara, è felice di essere un nuovo giocatore del Milan?

«Alt, fermi: non è ancora ufficiale, la notizia mi è arrivata solo da chi era davanti alla tv e internet». Confermiamo noi. Faccia conto, per un attimo, di esser già a Milanello. Sensazioni?

«Se davvero fosse così sarebbe straordinario, non avrei mai pensato di poter raggiungere un traguardo simile. Ma torniamo a Empoli...». Okay, ma davvero ci vuol dire che è stato un allenamento assolutamente normale?

«Per me si. Poi vabbé io ero in campo quando tutti i miei compagni, che avevano letto o ascoltato la notizia, sono corsi ad abbracciarmi. Giuro che ho chiesto: "Ma che volete? Che sta succedendo?"». Alla fine li avrà anche salutati.

«No! Ho sempre detto che mi piacerebbe chiudere qui la stagione, per raggiungere gli obiettivi. La penso ancora così, all’Empoli sono legato». Ci ha convinto, ora il suo pensiero è in Toscana. Ma in esta-

te atterrerà su Milano. Provi per una volta a sbilanciarsi.

«Il Milan per me è IL calcio. Non potevo chiedere di più, è un sogno, sono incredulo. Kakà è sempre stato il mio idolo, l’ho sempre seguito. Me lo faccia ridire: per me il Milan è IL calcio». Il presidente Berlusconi ha parlato di giovani di prospettiva come parte del futuro del Milan. Ovvio che includesse anche lei. Che effetto le fa?

«Cavolo... Lui è una potenza, se davvero aveva in mente anche me è una lusinga pazzesca... È incredibile, ne sarei orgogliosissimo». Sentimento che sarà condiviso da chi le vuole bene.

«Mio papà Luciano mi ha chiamato, sembrava non capire niente. Mi ha detto che, sentita la notizia, non riusciva ad alzarsi dal divano per la gioia. Mia mamma Paola e mia sorella Enrica, che era a scuola per le lezioni, credo abbiano passato un pomeriggio più tranquillo, senza sapere nulla». Suo padre è poi riuscito a dirle qualcosa?

«È il primo a cui potrò dedicare questo traguardo. Per me ha fatto mille sacrifici e rinunce. Spesso ha lasciato il lavoro per seguirmi, ripagarlo così è una soddisfazione enorme. Anche mia mamma mi è stata sempre vicina: per aiutarmi a finire gli studi, ha chiesto un part-time al lavoro. Ovvio che condivida con

«

Berlusconi ha pensato a me? È una lusinga, pazzesca, il Milan è il calcio

loro quello che provo. Con loro, con chi mi vuole bene e con due persone speciali: Roberto Civitarese, il mio mental coach, ed Eldo Bencini, che mi ha scoperto nello Sporting Forlì. Non fosse stato per il suo intuito, non racconterei questa giornata». Già che ci siamo, provi a immaginarsi al primo allenamento con i suoi nuovi compagni.

«Non ci casco. Chi mi conosce bene sa che ho i piedi per terra, resterò quello che sono perché è così che mi sono sempre guadagnato tutto. Fatemi ripetere: io ora penso all’Empoli e agli obiettivi da raggiungere in campionato. Poi non posso non esser sincero. Chiaro che un pomeriggio così lo ricorderò tutta la vita. Quando mi è arrivata la voce mi sono messo a piangere. Potere chiederlo a Valdifiori, il mio compagno che era lì con me».

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E’ LA STAR DELLA B

Riccardo Saponara è nato a Forlì il 21 dicembre 1991. Ha iniziato con Sammartinese e Sporting Forlì, nell’estate 2007 è passato alla Primavera del Ravenna

S IL CALCIO PRO Saponara nel 2008-09 ha giocato 3 partite in Prima divisione con il Ravenna, poi nel gennaio 2009 è passato all’Empoli. Nel 2010-11 17 presenze in B, nel 2011-12 30 partite e 1 gol sempre in B, quest’anno 18 gare e 8 reti

preso per luglio

Un pezzo pregiato strappato all’Inter L’uno contro uno la sua specialità LUCA BIANCHIN FILIPPO DI CHIARA MILANO

Ricky Saponara, come si fa chiamare su Twitter, fin da bambino ha avuto simpatie milaniste. Non solo, ha sempre detto di avere come riferimento Kakà, che studia regolarmente su internet. Suona naturale che sia (quasi) un giocatore del Milan, bravo a nascondere il suo interessamento fino a ieri, quando Galliani e Braida hanno incontrato l’Empoli a Milano: acquistata la metà del cartellino di Saponara per 2,1 milioni, a Riccardo 350 mila euro per 5 stagioni. Ora manca un sì del Parma, che mesi fa ha trovato un accordo verbale per acquistare il 50% del giocatore dall’Empoli per circa 1,8 milioni. Il Milan ha già chiamato in Emilia e trovato un assenso di massima: lunedì o martedì le due società si vedranno e il Parma dovrebbe dare il via libera. Saponara resterà a Empoli fino a fine stagione, poi si trasferirà a Milano. Il mental coach L’operazione ricorda quella del

«Me lo auguro davvero...».

2011 per El Shaarawy, altro giovane che piaceva all’Inter e che Galliani soffiò a Moratti. Saponara gioca sulla trequarti, parte da destra o da sinistra per accentrarsi, usando l’uno contro uno e il tiro. La progressione di Riccardo, certo, è strana: nelle prime due stagioni di B non ha quasi segnato, quest’anno è già a 8 gol. Abbastanza per convincere Galliani: «Sì, Saponara mi piace molto — ha detto ieri —. Stiamo cercando di fare una politica di giovani e lui rientra in questa strategia». Probabilmente Ricky (come Kakà...) piace anche per il profilo da ragazzo serio, tranquillo, per qualcuno timido. Tre stagioni fa il papà, molto attento, sentì che Borini era migliorato con un mental coach, Roberto Civitarese. Allora organizzò un incontro e Ricky iniziò questa collaborazione, che oggi lui stesso considera uno dei suoi segreti: «Il grande pregio di Riccardo è l’insoddisfazione — dice Civitarese —. Non è contento anche quando fa due gol. Poi è molto serio, come Marrone». Un amico che il 2 gennaio gli scriveva: «Grande Ricky, sei un grande campione». Galliani sembra d’accordo.

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Lacrime di gioia o di paura?

«Nessun timore, mi sento pronto. Ora devo solo finire di meritarmi questa occasione con altri sei mesi al massimo. Non snobberò certo i prossimi impegni: si è capito che finché non mi sarò trasferito avrò ho la testa qui?». Si, chiarissimo. Ma intanto riveda i numeri di Kakà con il Milan, potrebbero servirle. Che ne direbbe di fare la sua stessa carriera?

S NAZIONALE Saponara ha giocato con diverse nazionali giovanili ed è nel giro dell’Under 21 di Mangia


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GIOVEDÌ 10 GENNAIO 2013


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L’UOMO PIU’ DISCUSSO

Mazzarri chiama Balotelli a Napoli «Sarebbe bello lavorare con lui»

Il retroscena

Sfida al Milan che è in pista E Galliani fa il mediatore

L’allenatore: «Mario mi ha lasciato una buona impressione, poi non so come andrebbe a finire. In avanti, più assi ci sono e meglio è»

Raiola, agente di Balotelli IPP

A destra Mario Balotelli, 22 anni, con la maglia (rossonera) del City. In basso Walter Mazzarri, 51 anni, al Napoli dal 2009 IANUALE e REPORPRESS

GIANLUCA MONTI NAPOLI

Una terrazza davanti al golfo di Sorrento. Hotel Parco dei Principi, 7 giugno 2010: Walter Mazzarri e Mario Balotelli si sono conosciuti in una cornice molto suggestiva. Stavano per ricevere il premio Golden Goal e al tecnico azzurro era riservata una stanza vicino alla palestra dell’albergo. E’ lì che incontra SuperMario, presente anche il team manager del Napoli, Giuseppe Santoro. Un paio di bicchieri di limoncello, evidentemente, sono bastati per far scoccare la scintilla: «Ho conosciuto Mario Balotelli due anni fa, quando lo volevamo prendere — ha confessato ieri Mazzarri a Radio Monte Carlo —. Mi ha fatto una buona impressione, però solo chi lo vede ogni giorno al campo sa quali problemi può eventualmente creare. Comunque, io una certa esperienza ce l’ho e sarebbe stimolante allenarlo, anche se poi non so come potrebbe andare a finire». Mazzarri ha restituito Cassano al calcio italiano, potrebbe fare lo stesso con Balotelli. Di certo, l’idea stuzzica sia l’alle-

natore toscano che il presidente De Laurentiis e, probabilmente, non dispiacerebbe neppure al giocatore che con Napoli ha un rapporto speciale. Il giorno dopo l’incontro con Mazzarri, Balotelli fece il suo famoso, oltre che chiacchierato, tour a Scampia e napoletana è anche Raffaella Fico, che da poco ha dato alla luce Pia, la primogenita di Mario.

chefesseria

«Mario, affidati a uno psichiatra» In Inghilterra sul Daily Mail l’editorialista Martin Samuel si chiede se «Balotelli non abbia bisogno dell’aiuto di uno psichiatra, che possa riscontrare nei suoi comportamenti estremi una malattia e quindi anche la cura che ne consegue, su base scientifica»

Il City e Cavani Nell’estate del

2010 le condizioni per portarlo in azzurro non c’erano: allora Balotelli fu pagato dal Manchester City quasi il doppio di quanto il Napoli versò al Palermo per Edinson Cavani (28 milioni contro 16). Oggi il Matador vale 63 milioni mentre l’ex interista non sta vivendo il momento più esaltante della sua carriera. Entrambi, però, potrebbero essere grandi protagonisti del mercato estivo. A De Laurentiis piacerebbe vederli insieme, logicamente con la maglia del Napoli, ma proprio il Manchester City è tra le poche società che possono permettersi di pagare la clausola rescissoria dell’uruguaiano. Ogni sviluppo è possibile, di certo Mazzarri non sarebbe spaventato dall’idea di far coesistere Balotelli e Cavani: «Oggi il termine top player è abusato, ma per assestarsi a certi livelli più giocatori di qualità ci sono in attacco e meglio è». Rincorsa scudetto Intanto, con

Cavani, Pandev e Insigne il Napoli è a sette punti dalla vetta: «Credo la Juventus negli ultimi due anni abbia fatto un mercato pazzesco, ha giocatori abituati a vincere e sta facen-

do un grande campionato — continua Mazzarri —. Io alleno un bellissimo gruppo che non si accontenta mai e quindi cercherà di vincerle tutte. Viviamo alla giornata, poi alla fine vedremo cosa sarà successo». A maggio si saprà chi vin-

«

Vorrei avere Cavani con Balotelli, due big con diversi atteggiamenti

DE LAURENTIIS presidente del Napoli

cerà lo scudetto, poco dopo si conoscerà il destino di Mazzarri (in scadenza di contratto con il Napoli), di Balotelli e di Cavani. Il mercato invernale è appena iniziato, ma tra qualche mese saranno fuochi d'artificio.

«Riportiamo Balotelli in Italia». Lo spot è servito per i prossimi mesi. La suggestione di Walter Mazzarri asseconda le aspirazioni di Aurelio De Laurentiis e pone in maniera esplicita la candidatura del Napoli per il talento del Manchester City. E non è casuale che la nomination azzurra segua di poche ore l’esternazione di Silvio Berlusconi su SuperMario. Evidentemente il club azzurro vuole giocare sul feeling con l’attaccante per spiazzare i rivali rossoneri. Una carta giocata con tempestività. Indubbiamente una bella mossa in vista di un’estate in cui il possibile sacrificio di Cavani renderebbe indispensabile un colpo in entrata. E a Napoli sanno bene che l’idea di uno scambio Balotelli-Cavani fa i conti proprio con i piani milanisti in direzione Manchester. Tuttavia in via Turati non stanno con le mani in mano, a dispetto delle esternazioni in negativo del presidente. La riprova viene dalla replica soft di Mino Raiola dell’altra sera. Di sicuro l’a.d. milanista Adriano Galliani martedì ha avuto più di un contatto con l’entourage del bresciano. Magari con lo stesso SuperMario. L’intervento diplomatico è la riprova che l’interesse è intatto. L’unico scoglio è il costo del cartellino: 37 milioni di euro. Ma le porte restano aperte. Carlo Laudisa © RIPRODUZIONE RISERVATA

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L’EX ROSSONERO

Gattuso lo manda al Diavolo: «Balo non si discute» «Può far solo bene se limita il suo lato animalesco. E mi piace Montella, uomo perbene»

Vuoi vedere che il nuovo Milan passa da Sion? Potrebbe, perché Gennaro Gattuso, colonna del centrocampo degli svizzeri così come in 13 stagioni rossonere, ha le idee chiare. E due nomi. Il primo è Montella: «È giovane — dice Rino in un’intervista a Sky —, una persona perbene con una mentalità nuova, e fa giocare bene le sue squadre. Da Milan, insomma». Il secondo, manco a farlo apposta, è Balotelli: «Berlusconi ha detto che è una mela marcia? Lui e Raiola sono

stati bravi a non rispondere. Per me al Milan può solo migliorare e fare bene. E’ un giocatore incredibile, non si discute il suo valore, deve solo mettere da parte il suo lato animalesco, imparare a contare. Se lo allenassi io? Rischieremmo di fare come con Mancini ogni settimana...». Il futuro A proposito, ma Gattu-

so che fa? É stanco o no? «Qui mi trovo bene, è una bella esperienza, sono a contatto con ragazzi più giovani ma ho passio-

Gennaro Gattuso, 35 anni ieri, 17 presenze e 1 gol quest’anno al Sion ANSA

ne e ancora mi diverto a giocare a calcio, quindi poi vedremo». Un po’ come Del Piero, solo che Ale a Sidney qualche difficoltà la sta incontrando: «Anch’io nel mio piccolo ne ho. Quando, come me e lui, per dieci anni sei stato abituato a fare un’altro sport, è difficile. Da solo spesso non ce la fai, serve impegno e una società solida. Tante volte io qui litigo col presidente, non sono venuto per soldi ma per costruire qualcosa di importante. Nella quotidianità ci sono tanti piccoli problemi e si fa fatica, ma io ho preso un impegno e resto qui». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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TRA SERIE A E MERCATO ALLARME PER INTER-PESCARA CON RANOCCHIA E JUAN JESUS SQUALIFICATI, STRAMACCIONI POTREBBE DOVER ADATTARE DI NUOVO CAMBIASSO

Difesa a pezzi: a forte rischio pure Samuel Risentimento al tendine d’achille Disponibili solo Chivu e Silvestre DAL NOSTRO INVIATO

APPIANO GENTILE (Como)

La ripresa del lavoro dopo le vacanze natalizie finora ha portato soprattutto imprevisti e la speranza di Stramaccioni di aver scollinato domenica a Udine l’ultima grave emergenza è svaporata dopo l’allenamento di ieri: sabato sera contro il Pescara almeno un’emergenza difesa probabilmente ci sarà. E neanche pic-

cola. Dopo gli stop a Chivu e Milito di sabato scorso, ieri si è prospettato infatti il forfeit di Walter Samuel. Con Ranocchia e Juan Jesus già squalificati, Stramaccioni rischia di non avere nessuno dei tre centrali sui quali ha edificato il muro difensivo del periodo d’oro delle sette vittorie di fila in campionato: sei volte su sette c’erano loro tre davanti ad Handanovic e i gol subìti furono appena tre; solo contro la Samp mancò Juan Jesus.

rato due volte al crociato e dunque tende naturalmente a «caricare» più sulla caviglia che sul ginocchio. Lo stop di ieri, dopo il riacutizzarsi del fastidio, è stato soprattutto precauzionale, ma a questo punto, come ha ammesso ieri anche il presidente, «è difficile che possa recuperare per sabato». L’incognita Silvestre In caso di

Un problema già accusato Sa-

muel ieri non si è allenato per un risentimento al tendine d’Achille. Fastidio già accusato a volte in passato, «e pure a Udine», ha precisato ieri Moratti: comprensibile e forse inevitabile per un giocatore che si è ope-

Walter Adrian Samuel, 34 anni, gioca nell’Inter dal 2005 NEWPRESS

Inter, mai più in testacoda così se vuoi risalire Grande con le grandi, piccola con le piccole e con Pescara, Torino e Siena all’orizzonte.... DAL NOSTRO INVIATO

LA TENDENZA

ANDREA ELEFANTE APPIANO GENTILE (Como)

Per quanto genio ci sia stato nei 40 giorni d’oro fra fine settembre e inizio novembre, la sensazione dopo il girone d’andata dell’Inter è che ci sia stata (almeno) altrettanta sregolatezza. Squadra grande con le grandi (la migliore) e piccola con le piccole (la peggiore). Per credere, basta guardare le due classifiche qui a fianco: quasi incredibili, se non fossero verissime. Un tris da non sbagliare Com’è

D’ARCO

vero che i motivi dell’attuale -9 dalla Juve vanno ricercati anche, se non soprattutto, in questo testacoda: che ha origine nella sconfitta in casa con il Siena (ma fu proprio dopo quello scivolone che Stramaccioni cambiò modulo difensivo, svoltando con la difesa a tre), ma in realtà ha fatto davvero sbanda-

re e rallentare la macchina dell’Inter nelle ultime otto partite. Ora, l’avvio del girone di ritorno propone Pescara, Torino e Siena (intervallate dalla trasferta all’Olimpico contro la Roma), cioè squadre al momento fuori dalla zona pericolo, ma sicuramente ancora non salve: per non perdere ulteriormente terreno dalla zona Champions League, la tendenza va per forza cambiata. Perché sì Se la gara con il Paler-

mo, una delle quattro squadre che occupano gli ultimi posti della classifica, portò comunque in qualche modo (ovvero soffrendo molto) i tre punti, i pareggi contro Cagliari e Genoa sono stati mezzi passi falsi fatti a San Siro. Ovvero dove l’Inter avrebbe dovuto garantirsi totale invulnerabilità (qualità completamente persa da un certo punto in poi in trasferta). Ma come si spiega un rendimen-

sua assenza, a meno di sorprese in extremis dal mercato, a Stramaccioni resterebbero due soli difensori di ruolo, al di là del giovane Bianchetti: Chivu, che come previsto ieri è tornato in gruppo, e Silvestre, che però è da considerare un giocatore potenzialmente in uscita. E al di là delle spiegazioni tattiche date da Strama per il suo man-

cato utilizzo a Udine («Avevo lavorato sulla marcatura di Samuel su Di Natale e, senza Chivu, ho ritenuto più adatto Cambiasso di Silvestre nel ruolo di regista centrale dei tre»), anche questo fattore ha inciso sulla sua iniziale esclusione. Arretra ancora Cambiasso? L’ul-

teriore opzione è arretrare in difesa Cambiasso, per la sesta volta in questa stagione. Magari contando sul recupero a centrocampo, che ormai pare assodato, di Mudingayi, che da due giorni si allena con i compagni. Convocabili per sabato, sulla base anche del lavoro di ieri, a questo punto sono pure Milito e appunto Chivu; più difficile che Stramaccioni possa reclutare Obi e Coutinho, che ieri hanno fatto progressi, ma ancora lavoro in parte differenziato. a.e. © RIPRODUZIONE RISERVATA

to di livello così diverso contro squadre sulla carta di livello così diverso? E’ evidente che contro Juve, Milan, Napoli e pure Fiorentina l’Inter ha trovato motivazioni speciali, ma anche opportunità tattiche favorevoli per sfruttare le sue caratteristiche tecniche e di gioco. Senza contare che furono avversarie (forse con l’eccezione del Napoli) affrontate in un momento particolarmente felice a livello di condizione atletica, e soprattutto con molti meno problemi di organico rispetto alla situazione attuale. Perché no Da metà novembre in

poi, quando il calendario teoricamente autorizzava pensieri di ulteriore slancio, è aumentato invece il numero degli assenti o comunque degli acciacchi e la squadra ha pagato una specie di crisi di rigetto dovuta al dispendio fisico e mentale richiesto dalla rincorsa alla prima posizione (da -6 a -1 sulla Juventus). Ma le difficoltà successive vanno ricercate anche nelle caratteristiche delle avversarie (squadre che, lottando per salvarsi, tendono a chiudersi e a puntare sul contropiede) e proprie: a Strama manca un giocatore di qualità che consenta di aprire spazi, ma anche di cucire i reparti e «accompagnare» la palla dalla fase difensiva a quella offensiva; a Strama nel momento-no sono mancati uomini per fare turnover e così rendere la difesa più impermeabile grazie al sostegno di un centrocampo più fresco e robusto; ma anche il contributo degli attaccanti, sia nel lavoro di prima copertura che nella lucidità in zona gol. © RIPRODUZIONE RISERVATA

23 settembre, Inter-Siena 0-2 La delusione di Coutinho, la gioia dei giocatori allora allenati da Cosmi: i gol di Vergassola e Valiani segnarono la seconda sconfitta dell’Inter in quattro gare, dopo quella dell’Olimpico contro la Roma

3 novembre, Juventus-Inter 1-3 L’esultanza di Milito (doppietta) e Palacio, che con i loro gol lanciarono l’Inter verso la vittoria più esaltante della stagione, interrompendo l’imbattibilità casalinga della Juve dopo 49 gare


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TRA SERIE A E MERCATO

«Offerta interessante» Moratti mette Sneijder con le spalle al muro Il presidente e i 10 milioni dal Galatasaray: «Ora sta a lui, noi felici se resta alle nostre condizioni. Lodi? No». Forse MATTEO DALLA VITE MILANO

Mai dire mai: perché se da una parte c’è un Wesley Sneijder non particolarmente attratto dalla meta-Istanbul, dall’altra c’è l’Inter che - soddisfatta dalla proposta del Galatasaray - sente di poter dare una sterzata positiva alla trattativa. Nessuna forzatura, ma il Gala insiste con argomenti importanti e il presidente Massimo Moratti - dopo il Cda nerazzurro - fa capire che Wes deve decidere: «Quello col Galatasaray è stato un incontro interessante e accettabile, poi adesso dipenderà dal giocatore». Insomma, fra Inter e Gala c’è una sorta di patto: Wes avrà la forza di farlo saltare?

Già: ma il giocatore cosa ha in testa? Ripetiamo: non è esaltato dal campionato turco ma sa che davanti alla situazione attuale nell’Inter e a nessun’altra richiesta all’altezza, potrebbe vivere una seconda fase di campionato difficile, da giocatore che ha fatto saltare una trattativa ora avviatissima. Attenzione, allora, ai tempi: tutto potrebbe avere un epilogo a fine mese quando Wes deciderà. Se dovesse restare solo la Turchia allora potrebbe trasferirsi a Istanbul, ma nel frattempo attenderà di capire se arriverà qualche proposta buona dalla Premier (il Liverpool non gli ha offerto abbastanza sterline). Il tutto senza dimenticare un’opzione: il Los Angeles Galaxy, una sorta di prepensionamento considerando la voglia di calcio-top.

S Juan Pablo Carrizo 28 anni Portiere argentino, cresciuto nel River Plate, è arrivato in Italia ingaggiato dalla Lazio nel 2011

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Wesley Sneijder, 28 anni, trequartista olandese È arrivato all’Inter nell’estate 2009 PHOTOVIEWS

Lerby arriva a Milano In tutto

questo, Moratti riprende il discorso: «Con Wesley abbiamo parlato velocemente, anche perché la sua situazione non è drammatica. Lui ha tutti i diritti di continuare con noi col suo bel contratto o di cambiare, ma ci farebbe anche più felici se proseguisse con noi alle nostre condizioni. Gli abbiamo lasciato questa libertà. Se restasse sarebbe una turbativa? Le turbative sono quando iniziano le cose, dopo se si è di buon senso si riesce a superarle. Poi però non so come lui la pensi. Se restasse tornerebbe utile eccome a livello tecnico». Verso fine settimana, Soren Lerby dovrebbe essere a Milano. Borsa, bonus e benefit Ma i turchi cosa offrono in realtà? Dieci milioni all’Inter, 6 netti a Wesley subito poi 3,5 più

25.000 euro a partita, 500.000 se il Gala vince il titolo e altri 500.000 se raggiunge la semifinale di Champions. In più, tutti i bonus tipo casa, auto, biglietti per tornare in Olanda e quant’altro. Il Gala gioca tosto: annunciare alla Borsa turca (ieri mattina) l’inizio della trattativa è roba serissima. Lodi no, forse... Poi, ecco ancora Moratti sul mercato: «Lodi? Escludiamolo come possibilità perché ho parlato con il presidente Pulvirenti e assolutamente non vogliamo creare alcun problema nella maniera più assoluta al Catania». Postilla: in verità l’idea legata al catanese potrebbe non essere completamente chiusa, dipenderà dai risultati dei siciliani (senza Lodi) da qui a fine mese. © RIPRODUZIONE RISERVATA

PIACCIONO GLI UNDER 21 JORGINHO E BELLOMO

POSSIBILI RINFORZI

Jorge Luiz Frello Jorginho 21 anni Centrocampista di origini brasiliane del Verona, è cresciuto nel club gialloblù

A fine settimana Lerby a Milano Per Wes, 6 milioni subito e poi 3 più svariati bonus Occhio anche a Los Angeles

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Marco Andreolli 26 anni Difensore, cresciuto proprio nell’Inter, ha giocato con Roma, Vicenza e Sassuolo. Dal 2010 è del Chievo

Ezequiel Schelotto, 23 anni, esterno dell’Atalanta, vicino all’Inter IPP

Il Genoa si defila Inter-Schelotto ora c’è via libera MILANO

La strada che porta Ezequiel Schelotto ora ha meno caselli di mezzo: ieri si è autoescluso il Genoa dalla battaglia, e anche l���interesse del Fulham pare essersi afflosciato. Restano in due, Inter ed Everton (che offrirebbe all’Atalanta solo cash): il giocatore, che non disdegnerebbe l’idea di giocare in Premier, ha come priorità l’Inter del suo idolo Zanetti. Il club nerazzurro e l’Atalanta lavorano di continuo: i primi offrono 2 milioni, la metà di Livaja (cercato anche dal Siena) e un altro giovane in comproprietà da scegliere in una certa lista. I bergamaschi riflettono: tutto lascia pensare che l’affare si farà. Alvarez e Ramirez Nel frattem-

po, esce un’indiscrezione: l’Inter starebbe pensando a uno scambio Alvarez-Ramirez con il Southampton. L’indiscrezione, per ora, non trova conferme. Trova invece una sponda l’interesse del Galatasaray per lo stesso Alvarez: sarebbe l’alternativa nell’eventualità in cui l’idea-Sneijder non andasse in porto. Cou-Villa: per ora no... Intanto,

l’Aston Villa punta Philippe Coutinho. Il suo agente Barbosa chiude ma non troppo: «Lo vogliono, ma con tutto il rispetto per la proposta fatta a Philippe, in questo momento non c’è ancora nulla di concreto per pensare ad un suo addio». Difficile che l’Inter possa cederlo, però...

Jorginho e Bellomo Di pari passo

con la voce legata a Coutinho, eccone un’altra che è risultante di una serie di resoconti degli osservatori interisti: il club è molto interessato a Jorge Luiz Frello detto Jorginho, classe ’91, centrocampista centrale (ma con doti anche offensive) del Verona. Il giocatore sarebbe un prospetto più per luglio che per gennaio ma niente è da escludere. Di origine brasiliana, Jorginho ha ottenuto da poco il passaporto italiano ed è stato anche convocato da Mangia nell’Under 21. Degli azzurrini piace anche Nicola Bellomo, 20 gare e 6 gol quest’anno, in comproprietà tra Bari e Chievo. Ieri a Milano il d.s. Ausilio ha incontrato il suo agente, possibile che l’Inter punti a rilevarne ora la metà, lasciandolo Bari. Carrizo, Andreolli, Fernando Sul

fronte-portiere trova conferme l’interesse per Carrizo: la pista Sorrentino è troppo complicata (il Chievo chiede 4 milioni), l’argentino della Lazio - come anticipato ieri - diventa il più serio candidato a diventare il vice-Handanovic. Questione-difesa: a Massimo Moratti viene chiesto di Andreolli viste le defezioni. «Se seguissi l’emergenza dovrei comprare 12 giocatori! Non seguiamo l’emergenza. Silvestre? Per ora rimane». Anche perché dovrebbe giocare contro il Pescara: una sua cessione (si parla anche di Napoli, club dal quale potrebbe arrivare Campagnaro a giugno) aprirebbe la porta ad Andreolli. Interessa anche Fernando (interno del Gremio). m.d.v. © RIPRODUZIONE RISERVATA

STRATEGIE MORATTI CONTINUA A LAVORARE PER UNA NUOVA CASA DELL’INTER E PRESTO INCONTRERÀ I DIRIGENTI DEL CLUB SVEDESE

Si studia lo stadio dell’Aik, il modello resta l’Allianz Budget di 250-300 milioni e capienza da 60 mila posti Entro giugno sarà scelta la sede MARCO IARIA twitter@marcoiaria1

Non c’è uno straccio di legge, la congiuntura economica è quella che è, tra burocrazia e finanze ci si può rassegnare facilmente. Eppure Massimo Moratti continua a coltivare l’idea di dare all’Inter un nuovo stadio, tutto suo. Il tramonto

del sogno cinese è stata una delusione non da poco, anche perché gli accordi di agosto parevano blindatissimi. Ma non ci si è arresi e si sono cominciate a sondare altre piste, stando attenti a tutti gli aspetti che la progettazione e la gestione di un impianto di proprietà comportano. Mentre procede la ricerca della location, con relativi incontri politici, da parte del d.g. Fassone, si guarda all’estero per assorbire esperienze, studiare modelli. Come quello della Friends Arena, lo stadio dove giocano l’Aik Stoccolma e la nazionale svedese (proprio la fantastica rovesciata di Ibrahimovic da 30 metri contro gli inglesi tenne a battesimo l’impianto

il 14 novembre). Ci sono stati contatti con l’Aik: i dirigenti svedesi verranno a Milano e quelli nerazzurri ricambieranno la cortesia visitando il loro stadio. La Friends Arena, che ha rimpiazzato lo storico Rasunda, ha una capienza di 50 mila posti, il tetto retrattile e quando ospita i concerti può accogliere fino a 65 mila persone. Dettagli In realtà, l’impianto svedese non è il principale punto di riferimento per l’Inter. Che ha già nel cassetto uno studio progettuale: il modello è l’Allianz Arena, cioè la casa del Bayern, sia per la conformazione sia per i servizi. L’Inter punta ad avere uno stadio da 55-60

mila posti con un budget tra i 250 e i 300 milioni. È a caccia di un partner che non si limiti solo al ruolo di costruttore, perché è ben cosciente dell’impossibilità di autofinanziare l’operazione. «C’è l’interesse di diversi gruppi a fare questa cosa — ha spiegato Moratti —, e sono tutti seri. Di passi ufficiali non ce ne sono ma c’è un dialogo che si può sviluppare». Tutto ruota sull’accordo che si riuscirà a ottenere con l’amministrazione comunale (quella di Milano o di qualche comune limitrofo) per le licenze d’uso. L’obiettivo della dirigenza è di individuare la location e sancire un’intesa politica entro giugno. La Friends Arena, stadio dell’Aik Stoccolma e della nazionale svedese AFP

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TRA SERIE A E MERCATO LA SUGGESTIONE L’INGAGGIO E’ UN OSTACOLO MA IL MANAGER E’ STATO INCARICATO DI PRENDERE CONTATTI

SUL DAILY MAIL

Lampard manda segnali d’amore Gli piacerebbe giocare a Firenze

Pirlo: «Io vedrei molto bene Frank alla Juve»

ALESSANDRA GOZZINI MILANO

Idea: e se Firenze si accendesse di nuovo con Lampard? L’illuminazione, in questo caso, pare sia venuta allo stesso lord Frank. La bacheca personale è già abbastanza splendente, in banca luccica un già ricchissimo conto corrente: ora pare che il giocatore abbia espresso al suo mana-

ger (incaricato di prender contatti) un desiderio che farebbe scintillare l’orgoglio dei fiorentini. Firenze e la Viola sarebbero il miglior posto dove proseguire la carriera. Abituato alla City, il capitano del Chelsea, punterebbe Palazzo Vecchio per continuare ad affacciarsi sulla storia. Lo stesso concetto che vale per il gioco di Montella: non sarà un’opera d’arte, ma pare che il giocatore apprezzi comunque moltissimo.

Il club smentisce Belli gli Uffizi

e Piazza Signoria, ma questi non entrano nel portafoglio. Per far rotta in Toscana, Lampard vorrebbe un corrispettivo adeguato al suo valore, magari anche qualcosa in meno dello stipendio megagalattico attuale, ma comunque un ingaggio da top: cifre troppo alte per la Fiorentina, che pure ha rivitalizzato alla grande le proprie ambizioni. Per questo dal club allontanano l’ipotesi: la stima per il giocatore c’è ma i parametri economici non consentono il botto. Ma se la società smentisce, dall’entourage dell’inglese filtra invece voce di un imminente incontro tra le parti. An-

che di Giuseppe Rossi in fondo si seppe poco fino all’ultimo. Rinascimento Viola La busta pa-

ga di Lampard sembra stavolta un ostacolo davvero insormontabile. Ma la suggestione resta: Lampard, già accostato nelle ultime settimane a Inter e Lazio (e Lotito resta alla finestra per un nuovo ritorno sul centrocampista), sognerebbe la Fiorentina. Comunque un dato che racconta il rinascimento Viola: qui, fino a poco tempo fa, c’era il fuggi fuggi, tutti parevano voler cercare gloria altrove. Ora, va prestata molta più attenzione agli arrivi.

Frankie Lampard, 34 anni

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INFOPHOTO

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Neto vola alto «Fiorentina, è la nostra ora Ti porto io in Champions» «Ho aspettato due anni in panchina, adesso darò il 200 per cento Toni e Jovetic sono due campioni. E punto anche alla Seleçao» rà un’altra battaglia. Muriel e Di Natale sono due grandi attaccanti».

LUCA CALAMAI FIRENZE

Un anno fa è stato sul punto di arrendersi. Norberto Neto dopo tante promesse si era ritrovato come sempre in panchina. Da vice-Frey, a vice-Boruc. «Ero prigioniero della tristezza». A salvarlo è stato il sorriso di Maira, la fidanzatina che lo ha accompagnato a Firenze e che lo ha aiutato ad accettare questo passaggio delicato della sua carriera. «Presto ci sposeremo» spiega il portiere viola. E sorride. A dire il vero anche questo campionato era cominciato con la stessa «recita». Viviano titolare e Neto in panca. Poi, la svolta. Inattesa. Viviano, il ragazzo della curva Fiesole, in crisi e lui, il brasiliano misterioso, finalmente titolare. «E ora con le mie parate voglio aiutare la Fiorentina a conquistare un posto in Champions. Dopo due anni senza giocare sono pronto a dare il 200 per cento pur di non perdere questo treno che finalmente è passato».

Viviano».

Cosa le resta di due stagioni da panchinaro?

Un passo indietro: i «miti» di Neto ragazzino.

«Una lezione di vita. Ho imparato che è sbagliato volere tutto e subito. Che la sofferenza aiuta a crescere. Oggi sono più forte rispetto al Neto sbarcato a Firenze nel gennaio del 2011 fresco di convocazione nella Seleçao. Sono più maturo».

«Mio padre Beto, che è stato portiere del Botafogo; Taffarel e Gigi. Si, Gigi Buffon. Quando ero in Brasile mi capitava di vedere in tv le partite della Juve e restavo incantato per le sue prodezze».

Come vive il rapporto con Viviano?

«Non siamo due sfidanti ma due professionisti che cercano di fare bene il proprio lavoro. Sono stato due anni ad aspettare senza dire niente e senza fare cose sbagliate. Mi aspetto lo stesso comportamento da

Qualcuno le ha attribuito responsabilità sul gol di Jonathan.

«Forse perché non ha visto la deviazione involontaria con la faccia di Aquilani che ha cambiato traiettoria al pallone. Con le vecchie regole sarebbe stata autorete». Ci descriva Jovetic visto dalla porta.

«E’ uno che pensa veloce. Per questo brucia sul tempo gli avversari. E poi ha una potenza di tiro che «rompe» le mani ai portieri». E Toni?

«E’ decisivo in campo e dentro lo spogliatoio». L’attaccante più forte del campionato?

Protagonista Norberto Neto, 23 anni, dopo 2 anni di panchine si è preso la porta della Fiorentina DAPRESS e PLP

Domenica torna a Udine dove è iniziata la sua «seconda vita».

«Ricordo di aver pregato tanto quel pomeriggio prima di scendere in campo. La fede è una compagna di viaggio che non tradisce mai. In Coppa Italia è andata benissimo a cominciare dalla parata sul colpo di testa di Di Natale. Domenica sa-

«Cavani. E’ bravo anche quando si traveste da terzino per rincorrere il difensore avversario». E il portiere più forte del mondo?

L’ESPERTA PUNTA VIOLA

Toni: «Io, Rossi e Jo-Jo? Bello» E Pizarro sta fuori per 10 giorni FIRENZE «Viviano è grande perché per lui non è facile giocare in una piazza in cui lo conoscono tutti. C’è chi non vede l’ora di dargli addosso e chi gli vuole bene. Lui si sta comportando benissimo anche nello spogliatoio. Gli ho fatto i complimenti». Così Luca Toni a Radio Blu. «Il mio contratto? Ne parlerò a marzo con Andrea Della Valle. Se saremo felici, andremo avanti. Montella è bravissimo e anch’io prenderò il patentino di allenatore. Io, Rossi e Jovetic insieme? Quelli bravi devono giocare, la posizione si trova». Intanto David Pizarro è a rischio per la trasferta di Udine: il cileno sta continuando le terapie dopo l’infortunio alla caviglia nel match col Pescara. Dovrebbe fermarsi una decina di giorni: potrebbe tornare con la Roma in Coppa.

«Casillas anche se ora non gioca. Il calcio è matto». Neto e la nazionale.

«Uscito di scena Julio Cesar la maglia numero uno della Seleçao è senza padrone. Io ci provo». In casa Fiorentina la vicenda portiere avrà uno sviluppo negli ultimi giorni del mercato invernale. L’idea della società viola è quella di andare avanti con Neto e Viviano perché una grande squadra deve avere due garanzie tra i pali. Ma senza gerarchie prestabilite. Chi non accetta questa logica verrà ceduto. Per questo motivo il Bologna tiene la porta aperta a Viviano. © RIPRODUZIONE RISERVATA

identiKit & CARRIERA

Apprezza la città e il gioco di Montella Presto ci sarà un incontro tra le parti ma resta la concorrenza della Lazio

E se l'anno prossimo si ricomponesse la coppia Lampard Drogba alla Juve? Non è fantacalcio: il Daily Mail riportava ieri un’intervista di Andrea Pirlo a una tv americana in cui il regista bianconero elogia Lampard e dichiara apertamente che lo vedrebbe molto bene alla Juventus. Secondo Pirlo, i Blues commettono un grave errore a non rinnovargli il contratto: «Io giudico da quello che vedo e vedo che Lampard è ancora uno dei migliori centrocampisti del mondo. Se volesse giocare in Italia, mi piacerebbe molto venisse alla Juve. In Italia — dice Pirlo — Frank potrebbe giocare ancora 4 anni ad alto livello».

L’INIZIATIVA

Calcio in oratorio Parte la prima «Junior Tim Cup» MILANO (m.b.) È stato presentato ieri il torneo «Junior Tim Cup — Il calcio negli oratori». L’iniziativa è resa possibile grazie al Csi (Centro sportivo italiano), alla Tim e alla Lega Serie A. La manifestazione inizierà il 2 febbraio. Con la sottoscrizione del protocollo viene istituito un fondo per promuovere il calcio negli oratori nel quale confluiranno sia parte delle ammende del Giudice sportivo di A, sia il contributo di Tim. Sarà costituito un «Comitato di garanzia» che stabilirà l’assegnazione delle risorse sul territorio. Il torneo sarà di calcio a 7 per gli Under 14 e si svolgerà nelle 16 città della A. La finale è prevista a Roma prima della finale di Coppa Italia. Ieri, tra gli altri, erano presenti Maurizio Beretta, presidente di Lega, il d.g. Marco Brunelli, Massimo Achini, presidente del Csi, e Carlotta Ventura, direttore Domestic Media di Telecom Italia. © RIPRODUZIONE RISERVATA

AL VIA L’11 FEBBRAIO

Juve-Maribor aprirà il torneo di Viareggio VIAREGGIO Juventus Maribor aprirà la 65a edizione della Coppa Carnevale, l’11 febbraio. Ecco i gironi. Gruppo A - Girone 1 Juventus, Maribor, Avellino, Apia Leichhardt. Girone 2 Inter, Nogoom El Mostakbal, Entella, Melbourne Phoenix. Girone 3 Torino, Hønefoss, Città di Marino, Deportes Concepción, Girone 4 Sampdoria, Under 18 Libia, Varese, All Boys. Girone 5 Genoa, Rijeka, Parma, Santos Laguna. Girone 6 Rappr. Serie D, Anderlecht. Reggina, Csna Guayaquil. Gruppo B - Girone 7 Atalanta, Belasica. Siena, Pakhtakor. Girone 8 Fiorentina, Nordsjæelland, Padova, Club Nacional. Girone 9 Milan, Newcastle, Empoli, Under 17 Congo. Girone 10 Napoli, Honvéd Budapest, Leccem Liac New York. Girone 11 Roma Spartak Mosca, Spezia Ny Long Island. Girone 12 Lazio Stella Rossa Juve Stabia, Mutual Uruguaya A Net.


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LA POLEMICA

Baldini contro Beretta per Fiorentina-Roma: è una Coppa di tensioni Il d.g. giallorosso: «Dubbi sulla decisione di inversione del campo» Il no 1 in Lega: «Applicato il regolamento». Tocca alla Corte federale LO SPUNTO

BOTTA AL GINOCCHIO

Allarme Osvaldo Per Catania Dani è a rischio

Norma chiara e quel dazio pagato alla tv Primo: il regolamento parla chiaro. Secondo: è stato liberamente sottoscritto dalle 20 società di A. Terzo, ma non ultimo: se quella norma esiste una ragione ci sarà. Ed è la stessa ragione per cui il calcio italiano, più di altri, è strozzato tra le maglie di un calendario senza respiro (di riduzione a 18 guai a parlarne) e le esigenze delle tv a cui i club si sono venduti, salvo poi — a turno — lamentarsi di un campo invertito, di un terreno gelato, di un programma spalmato. Dai quarti di finale di Coppa, se due squadre con lo stesso stadio hanno «concomitanza di gare dei quarti» (non di giorni), quella meglio classificata gioca in casa e l’altra va in trasferta. È un automatismo che scatta a monte, non dopo. Perché? Semplice, per non avere lacci e lacciuoli quando poi bisogna incastrare tutti gli impegni e soprattutto per dare piena libertà alla Rai, che ha appena raddoppiato l’esborso per la Coppa (da 11 a 20,5 milioni annui), di costruire i palinsesti come meglio crede. Marco Iaria

Osvaldo è a rischio per la trasferta di Catania. Ieri ha lasciato l’allenamento dopo una botta alla rotula in uno scontro di gioco con Burdisso: trauma contusivo al ginocchio destro, con l’italoargentino che si è arreso subito al dolore molto forte. Oggi Osvaldo si limiterà a fare esclusivamente fisioterapia, poi lo staff medico proverà a rimetterlo in campo nella giornata di domani. Il venerdì, tra l’altro, è il giorno in cui Zeman prova sostanzialmente la squadra per la gara di domenica. Non dovesse farcela neanche domani, le chances di vedere Osvaldo in campo al Massimino allora sarebbero davvero minime. Andrea Pugliese

Il d.g. della Roma, Franco Baldini, con l’allenatore Zdenek Zeman ANSA MASSIMO CECCHINI ROMA

Un’increspatura, poi un’onda, quindi il rumore di una tempesta. Questa è la sensazione che l’inversione di campo decisa da regolamento dalla Lega Calcio per Roma-Fiorentina — quarto di finale di Coppa Italia — ha prodotto nell’universo giallorosso, che in qualche modo ha armato il braccio della dirigenza. Ma l’impressione è che tutto sarebbe stato metabolizzato se, oltre al dan-

no, non fosse sopraggiunta l’idea della beffa, visto che Eugenio De Paoli, direttore di Rai Sport, due giorni fa ha parlato di una Roma «che paga la mancanza di un presidente che non fa pesare la sua importanza in Lega». Scuse & Pugni Inutile dire che a

Trigoria l’abbiano presa male, e le scuse di De Paoli non sono bastate per chiudere il caso. A quel punto infatti — informata la Fiorentina (con cui non c’è nessuna polemica) — il d.g. Baldini ha scritto un comunicato garbato

nella forma e duro nella sostanza, che la Corte di Giustizia Federale, chiamata oggi a decidere sull’istanza di chiarimento avanzata dai giallorossi, allegherà agli atti. Vi si legge tra l’altro: «Non contestiamo il regolamento, né le competenze della Lega, né le esigenze tv, bensì riteniamo di avere fondati dubbi su come gli stessi regolamenti siano stati interpretati. L’inversione del campo di gara costituirebbe un’eccezione... prevista in caso di concomitanza di gare, e due gare che si giocano a 8 giorni di distanza non sono

concomitanti. A chi sostiene che la Roma paga l’assenza di un presidente... rispondo che se le ragioni fossero sempre di chi sbatte più forte i pugni sul tavolo ed alza la voce continueremo ad alimentare lo stesso modus vivendi che tutti, a parole, seguitiamo invece a stigmatizzare. Abbiamo preferito rivolgerci alla Corte altrimenti resterebbe il problema di non potersi rivolgere a nessuno, lasciando alla Lega un arbitrio difficilmente accettabile qualora si compiano errori di applicazione dei regolamenti». Beretta & Mencucci Detto che la Cgf molto probabilmente si dichiarerà incompetente in materia lasciando così in piedi la decisione della Lega, la risposta di Beretta non si è fatta attendere. «Abbiamo applicato alla lettera il regolamento. Anche in passato si sono verificati casi simili e non ci sono stati problemi». Il precedente è del 2011. I primi match delle semifinali dovevano essere Inter-Roma e Milan-Palermo perché entrambe le milanesi aveva-

Beretta: «È già successo». L’a.d. viola Mencucci: «La norma è stata accettata da tutti» no un numero di tabellone peggiore delle avversarie, ma invertì l’Inter perche aveva una classifica migliore dei rossoneri, col vantaggio quindi di giocare in casa la trasferta. Risultato? Passaggio del turno con successo nerazzurro 0-1 all’Olimpico e 1-1 al ritorno. E la Fiorentina che cosa dice? L’a.d. Mencucci ha replicato così: «Non si tratta di interpretare, bensì di rispettare un regolamento approvato da tutti». Insomma, è l’antico confronto tra perfetta legalità e giustizia effettiva. Un tema su cui, ad esempio, si è discusso in merito ai 3 punti assegnati alla Roma per la mancata disputa del match di Cagliari: tutto secondo norma, ma c’è chi dice come sarebbe stato più giusto penalizzare chi ha compiuto il «reato» senza avvantaggiare una squadra a discapito delle altre. L’interesse, però, è sempre più forte della filosofia e così a Roma torna ad aleggiare lo spettro del complotto. E davvero non vorremmo essere nei panni dell’arbitro che fischierà a Firenze.

DOPO LO 0-3 A TAVOLINO

E il Cagliari prepara la «vendetta»

Massimo Cellino, 56 anni ANSA La vendetta è un piatto che va mangiato freddo, ma la pietanza al momento è solo tiepida. Tanto basta, però, perché i sussurri che giungono da Cagliari raccontino di un Cellino pronto a rivalersi sulla Roma dopo lo 0 3 a tavolino comminato dal giudice sportivo (e confermato dalla Corte di Giustizia Federale) dopo la mancata disputa del match del 23 settembre scorso, vietato da una disposizione della Prefettura di Cagliari perché il presidente del club sardo aveva invitato i tifosi a recarsi all’Is Arenas nonostante il match dovesse giocarsi a porte chiuse. Cellino è ancora arrabbiato per la mancanza, a suo dire, di fair play della Roma, che non ha voluto rigiocare la partita, e così sta pensando di mettere i bastoni tra le ruote ai giallorossi. Come? Roma Cagliari, in calendario per venerdì 1 febbraio vista l’indisponibilità dell’Olimpico utilizzato dall’Italia del rugby impegnata nel Sei Nazioni, secondo le disposizioni di Lega potrebbe essere rinviato al 27 febbraio se la squadra di Zeman approdasse alle semifinali di Coppa Italia. Ma se ciò accadesse, pare che il Cagliari sia pronto ad opporsi per non agevolare la Roma. A proposito, il Tar della Sardegna — che ha sospeso la decisione della Prefettura — il 6 febbraio potrebbe dare ragione a Cellino sul merito della questione. Una carta in più da giocarsi sul tavolo dell’Alta Corte di Giustizia del Coni, chiamata a dire l’ultima parola su quell’infinito Roma Cagliari mai disputato. ma. cec.

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FESTA TOTALE IL GRUPPO BIANCOCELESTE AL COMPLETO HA CELEBRATO I 113 ANNI DELLA POLISPORTIVA IN UNA CORNICE INSOLITA

Lazio, compleanno al circo. E Lotito: «Compro» Il presidente: «A questa squadra manca solo la ciliegina... Ora tutti applaudono Petkovic, ma in estate mi chiedevano di cacciarlo» STEFANO CIERI ROMA

Una serata speciale. Per festeggiare il 113˚ compleanno della società, ma anche e soprattutto per festeggiare lo straordinario momento che sta vivendo la squadra. La Lazio l’ha vissuta ieri all’American Circus della famiglia Togni, in questi giorni di stanza a Roma. L’insolita e suggestiva location è stata scelta per celebrare l’anniversario della fondazione del club, nato a Roma il 9 gennaio del 1900. C’erano i rappresentanti di ciascuna delle 57 sezioni di cui si compone la Polisportiva biancoceleste e c’erano anche molti dei circa 10 mila atleti iscritti alla stessa, numeri che ne fanno la più grande Polisportiva d’Europa. Lo spettacolo continua Tra tanti atleti non potevano mancare quelli della sezione più co-

nosciuta. E infatti c’era una nutrita rappresentanza di calciatori, insieme con il tecnico Petkovic, il d.s. Tare e il presidente Lotito. Osannati come non mai. Logico, visto il magic moment che sta vivendo la squadra, più che mai in lotta su tre fronti e reduce da tredici risultati utili consecutivi (terza miglior serie di sempre per i biancocelesti). «E vogliamo continuare così», ha detto Cristian Ledesma. Lui e i compagni di squadra (con mogli e figli al seguito) hanno poi assistito, divertiti, allo spettacolo circense. Petkovic, più degli altri, si sarà immedesimato nella situazione. La sua Lazio, con continui colpi di scena, sta infatti stupendo e divertendo proprio come accade al pubblico che assiste ad uno show circense. E vuole continuare a farlo fino alla fine dello spettacolo, cioè della stagione. Lotito one man show Missione

probabile aggiungendo qual-

Claudio Lotito, 55 anni, con l’aquila Olympia LAPRESSE

«Sono al timone da 9 anni e ho realizzato quasi tutto. Ora avanti con lo stadio»

Alla festa Lazio, Cristian Ledesma e famiglia LAPRESSE

che nuovo artista alla compagnia. Ossia, fuor di metafora, comprando qualche nuovo giocatore. «A questa squadra manca solo la ciliegina sulla torta — ha riconosciuto Claudio Lotito —. Ma sul mercato bisogna sempre procedere con i piedi di piombo. Se co-

munque ci saranno le condizioni per accrescere il potenziale della nostra squadra sicuramente non ci tireremo indietro». Il presidente, pressato dalle richieste dei tifosi, ha però messo le mani avanti: «Non dobbiamo inseguire il nome a sensazione, ma agire senza far-

ci forzare la mano. Ora tutti osannano Petkovic, ma la scorsa estate molti mi dicevano di cacciarlo dopo le prime amichevoli perse». Il presidente, insomma, ha ancora una volta difeso il suo modo di operare. Lo ha fatto anche al centro della pista durante la cerimonia che ha chiuso i festeggiamenti per il 113˚ compleanno della Lazio. Al suo fianco il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il presidente della Polisportiva Antonio Buccioni. Interessante il duetto col primo cittadino. «In nove anni — ha attaccato Lotito — ho realizzato tutto ciò che mi ero ripromesso di fare. Tranne una cosa: lo stadio. Che nelle mie intenzioni deve essere una casa in cui possano trovare accoglienza tutte le sezioni della Polisportiva». Pronta la risposta di Alemanno. «Attendiamo solo che la Lazio presenti il progetto. Da parte nostra siano prontissimi a sostenerlo». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 10 GENNAIO 2013

MERCATO

A

Napoli: Armero sì, oggi tocca a Calaiò e c’è l’idea Paletta

NOMI DA VETRINA

S

Dossena al Palermo. Lazio: idea Casemiro, il Liverpool vuole Diakite. Genoa su Ortiz. Udinese, sprint Perea 1

DI CHIARA-DI FEO-RUSSO

Lo corteggiava da oltre un anno, e ora l’ha preso: Armero è un giocatore del Napoli. Ieri l’accordo con l’Udinese, un milione di prestito e 3 per la metà quest’estate, oggi visite e firma a Roma. Intanto prosegue il dialogo col Parma, che vuole il centrocampista Donadel: nella trattativa gli azzurri puntano al centrale Paletta viste le difficoltà per Silvestre (Inter) e Astori (Cagliari). Oggi incontro col Siena per Calaiò: probabile il

S

Samp-Icardi, oggi incontro per il rinnovo. Larrondo a Firenze: si fa Rios verso il Boca passaggio a titolo definitivo (e i toscani vorrebbero inserire anche Neto) dovesse saltare l’affare sono pronte Palermo e Torino. Mosse Palermo L’arrivo del co-

lombiano in azzurro sblocca quello di Dossena ai rosanero. Intanto Lo Monaco è alla ricerca di un centravanti: c’è la pista Calaiò, vivi anche gli obiettivi Marica (Schalke 04) e Bianchi (Torino). E con Rios vicino all’accordo col Boca Juniors (a cui piace pure Rodriguez del Siena), potrebbe aprirsi un canale per il centravanti xeneize Viatri. Prosegue la trattativa con il Malaga per il fantasista Buonanotte, mentre Marquinho (Roma), altro obiettivo, va al Gremio. In uscita, Labrin va al Colo Colo mentre per ora Kurtic (lo vogliono Chievo e Pescara) non parte.

2

Affari Genoa Ufficiale lo scam-

bio di difensori con l’Atalanta: al Genoa arriva Manfredini in cambio di Canini, coi bergamaschi che spingono forte anche per Sampirisi. I rossoblù intanto puntano l’esterno Richard Ortiz: offerto mezzo milione per il prestito, l’Olimpia Asuncion ne vorrebbe uno. In difesa sondaggi per Rossettini (Cagliari, c’è anche l’Atalanta) e Portanova (Bologna, offerto in cambio Bovo che però non convince gli emiliani). Punto Lazio Lontani i rinnovi di

Cavanda ma soprattutto di Diakité, in scadenza a giugno e su cui c’è il Liverpool: un contatto coi suoi agenti c’è già stato. E la Lazio lavora al colpo Casemiro (San Paolo): ora o quest’estate, si può fare.

1 Pablo Armero, 26 anni, esterno mancino che è passato dall’Udinese al Napoli in prestito oneroso con diritto di riscatto della metà AFP 2 In alto a destra Gabriel Paletta, 26 anni, difensore del Parma che piace al Napoli FORTE

Altre trattative Samp, oggi in-

contro con gli agenti di Icardi per discutere il rinnovo fino al 2018. Il Bologna non molla Moscardelli: possibile uno scambio con Riverola (chiesto anche dal Novara) al Chievo. In uscita per Gimenez c’è il San Lorenzo e Rodriguez può tornare in Uruguay. Il Chievo inoltre per l’attacco segue Brienza (Palermo) e non perde le speranze per Farias (Padova). Il Torino a breve incontrerà Bianchi ma con poche speranze di rinnovo: se parte piace Nené (Cagliari). Caraglio dei Rangers Talca è da ieri in Italia, su di lui ci sono Catania, Pescara, Siena e il Qpr: oggi riprendono le «audizioni». Gli abruzzesi intanto oggi dovrebbero chiudere per Budan e aspettano che D’Agostino sistemi la sua uscita dal Siena per firmare; un emissario è a Copenaghen per il centravanti Cornelius, che però costa molto. La Fiorentina oggi può chiudere col Siena per Larrondo: l’intesa è vicina, i bianconeri potrebbero avere Della Rocca e Olivera, e per l’attacco hanno anche sondato Livaja e Acquafresca. L’Udinese ha fatto un’offerta al Deportivo Calì per la punta Perea, ma si definirà solo dopo il Sub 20. Il Cagliari valuta l’esterno destro Rüfli (Servette). Il Parma insiste per Sala (Amburgo). © RIPRODUZIONE RISERVATA

ALL’ESTERO HONDA VICINO AL PROLUNGAMENTO CON IL CSKA MOSCA

Nuovo Arsenal: Wenger vuole Villa e propone il rinnovo a Walcott MATTEO BREGA

Arsene Wenger quando si mette in testa un obiettivo fa di tutto per raggiungerlo. Per David Villa ha preso in mano il telefono e ha chiamato direttamente il giocatore, previa autorizzazione del Barça, per illustrargli il progetto dell’Arsenal. I catalani continuano a ritenere l’attaccante incedibile, ma Wenger non mollerà facilmente. Intanto c’è la proposta per prolungare il contratto di Walcott in scadenza a giugno: Alla firma 3,5 milioni, poi un quinquennale a 5,5 milioni l’anno. Francia Dopo un breve periodo di prova, Andreas Laudrup (figlio di Michael) ha convinto il St. Etienne: quindi addio al Nordsjaelland. Altre trattative Per Honda si pro-

Mauro Icardi 19 anni Attaccante argentino, seconda stagione alla Sampdoria. Cresciuto nel Barcellona

fila un rinnovo con il Cska Mosca fino al 2015 (va a scadenza il 31 dicembre 2013) con contemporaneo adeguamento dell’ingaggio da 1,3 a 2 milioni l’anno. L’Anzhi avrebbe chiesto Lombaerts allo Zenit: servono 10 milioni. La squadra di Spalletti potrebbe perdere anche

David Villa, 31 anni, attaccante spagnolo del Barcellona, il sogno di Wenger per il suo Arsenal IPP

Denisov che piace allo Spartak Mosca e che è pronto a sborasera 12 milioni. Izmailov (30) è un nuovo giocatore del Porto: il centrocampista, che lascia lo Sporting Lisbona, ha firmato un contratto fino al 2015. Hoarau vola in Cina, è ufficiale: ha firmato con il Dalian Aerbin per tre anni a 4 milioni di euro a stagione; lascerà invece la Cina Anelka che sembra attratto dai petrodollari qatarioti dell’Al-Arabi, club dove gioca anche Kharja. In Qatar potrebbe finire pure Beckham, in quale club ancora non è dato sapere: però i soldi da quelle parti non mancano e poi trasformerebbero David nel testimonial del Mondiale 2022; intanto lui dice: «Valuto 12 proposte». Boumsong (ex Juventus) si è svincolato dal Panathinaikos. Abreu divorzia con il Botafogo: va al Danubio. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Carlos Henrique Casemiro 20 anni Centrocampista brasiliano, cresciuto nel San Paolo, club nel quale gioca tuttora

S Mario Sampirisi 20 anni Difensore cresciuto tra Milan e Genoa, ha debuttato la scorsa stagione nella squadra rossoblù

S Marcelo Alejandro Larrondo 24 anni Attaccante argentino cresciuto tra River Plate e Siena. È a un passo dalla Fiorentina

le trattative delle venti di

A ATALANTA

BOLOGNA

Acquisti Canini (d, Genoa), Giorgi (c, Palermo) Cessioni Peluso (d, Juventus), Manfredini (d, Genoa) Obiettivi Contini (d, Siena), Livaja (a. Inter), Sampirisi (d, Genoa)

Acquisti Cessioni Pisanu (d, Montreal I.) Obiettivi Bizzarri (p, Lazio), Sansone (a, Torino), Sorrentino (p, Chievo), Lestienne (a, Bruges), Moscardelli (a, Chievo)

CAGLIARI

CATANIA

Acquisti Cessioni Larrivey (a, Atlante) Obiettivi Rüfli (d, Servette), Cabrera (c, Nacional)

Acquisti Cessioni Morimoto (a, Al Nasr) Obiettivi Caraglio (a, Rangers Talca), Rivas (c, Verona), Cahais (d, Racing)

CHIEVO

FIORENTINA

Acquisti Cessioni Obiettivi Kurtic (c) e Brienza (a, Palermo), Barazite (a, Monaco), Bizzarri (p, Lazio), Hensen (p, Nordsjaelland), Farias (a, Padova), Riverola (c, Bologna)

Acquisti Vecino (c, Nacional), Rossi (a, Villarreal) Cessioni Obiettivi Larrondo (a, Siena), Aubameyang (a, St. Etienne).

GENOA

INTER

Acquisti Floro Flores (a, Granada), Matuzalem (c, Lazio), Pisano (d, Palermo), Manfredini (d, Atalanta), Cessioni Merkel (c, Udinese), Canini (d, Atalanta) Obiettivi Zarate (a, Lazio), Silvestre (d, Inter), Rossettini (d, Cagliari), Portanova (d, Bologna

Acquisti Rocchi (a, Lazio) Cessioni Obiettivi Schelotto (c, Atalanta), Lampard (c, Chelsea), Lodi (c, Catania), Andreolli (d, Chievo), Sorrentino (p, Chievo), Carrizo (p, Lazio)

JUVENTUS

LAZIO

Acquisti Peluso (d, Atalanta) Cessioni Lucio (d, San Paolo) Obiettivi Doria (d, Botafogo), Drogba (a, Shanghai S.), Borriello (a, Genoa), Llorente (a, Athletic Bilbao), Immobile (a, Genoa), Gabbiadini (a, Bologna)

Acquisti Cessioni Rocchi (a, Inter), Matuzalem (c, Genoa) Obiettivi Casemiro (c, San Paolo), Lampard (c, Chelsea), Abdellaoue (a, Hannover), Xandao (d, Sporting), Hamad (c, Malmoe)

MILAN

NAPOLI

Acquisti Cessioni Pato (a, Corinthians) Obiettivi Balotelli (a, Manchester City), Strootman (c, Psv), Zaccardo (d, Parma)

Acquisti Armero (d, Udinese) Cessioni Aronica (d) e Dossena (d, Palermo) Obiettivi Andreolli (d, Chievo), Neto (d, Siena), Calaiò (a, Siena), Zaccardo (d, Parma), Silvestre (d, Inter), Astori (d, Cagliari), Paletta (d, Parma)

PALERMO

PARMA

Acquisti Aronica (d) e Dossena (c, Napoli), Anselmo (c, Genoa) Cessioni Pisano (d, Genoa), Labrin (d, Colo Colo) Obiettivi Immobile (a, Genoa), Buonanotte (c, Malaga), Sorrentino (p, Chievo), Bianchi (a, Torino), Marica (a, Schalke 04), Viatri (a, Boca)

Acquisti Boly (d,Auxerre) Cessioni Obiettivi Renzetti (d, Padova), Castellini (d, Sampdoria), Bellomo (a, Bari), Mendes (c, Sporting), Mesbah (d, Milan), Sala (c, Amburgo)

PESCARA

ROMA

Acquisti Arce (d, S. Lorenzo), D’Agostino (c, Siena) Cessioni Obiettivi Kurtic (c, Palermo), Olivera (c, Fiorentina), Ardemagni (a, Modena), Barreto (a, Udinese), Caraglio (a, Rangers T.), Cornelius (a, Copenhagen), Budan (a, Palermo)

Acquisti Tugui (c, Banatul) Cessioni Obiettivi Cassio (p, Corinthians), Sorrentino (p, Chievo)

SAMPDORIA

SIENA

Acquisti Cessioni Obiettivi Cassani (d, Fiorentina), Ziegler (d, Lokomotiv), Mesbah (d, Milan), M. Rigoni (c, Chievo)

Acquisti Cessioni Campagnolo (p, Cesena), Campos Toro (a, Udinese) Obiettivi Uvini (d, Napoli), Pozzi (a, Samp), Livaja (a, Inter), Della Rocca (c, Fiorentina), Biagianti (c, Catania), Caraglio (a, Rangers Talca)

TORINO Acquisti Cessioni Agostini (d) e Sgrigna (a, Verona) Obiettivi Barreto (a, Udinese), Rivas (c, Verona), Brienza (a, Palermo), Llama (c, Catania), Caraglio (a, Rangers Talca), Calaiò (a, Siena), Nené (a. Cagliari)

UDINESE Acquisti Campos Toro (a, Siena), Alhassan (d, Genoa), Merkel (c, Genoa) Cessioni Armero (d, Napoli) Obiettivi Ghoulam (d, St. Etienne), Marrone (c, Juve), Campos Toro (a, Siena), Malanda (c, Zulte)


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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IL CASO

Quattro mosse contro i razzisti

giudizio del Tombo

1 - LA SOSPENSIONE

2 - LA FORMAZIONE

3 - IL RIGORE

DI DANIELE TOMBOLINI

L’arbitro segnala La polizia si attiva

Agenti e steward ai test periodici

Identificazioni Nuove campagne e Daspo immediati di sensibilizzazione

In presenza di segnali di razzismo, intolleranza, antisemitismo, l’arbitro informerà — tramite quarto uomo — il Dirigente responsabile dell’ordine pubblico. Sarà lui a decidere se non far iniziare o sospendere (anche in via provvisoria) la partita e far diffondere messaggi di avvertimento agli spettatori allo stadio

Il Coordinatore del Gruppo Operativo di Sicurezza, presente in ogni stadio, organizzerà esercitazioni periodiche per testare flusso di informazioni, efficacia dei piani di emergenza e conoscenza delle procedure da parte degli steward e degli agenti di polizia. Anche Figc e Lega lavoreranno su formazione e informazione

Il Dipartimento di Pubblica Sicurezza diramerà una circolare nella quale saranno ribadite strategie di fermezza e tolleranza zero nei confronti dei tifosi protagonisti di episodi razzisti. Si procederà alla sistematica e rapida identificazione dei responsabili che saranno quindi colpiti da provvedimenti Daspo

4 - LA PREVENZIONE

L’Osservatorio del Viminale studierà nel prossimo futuro un programma che preveda nuove campagne di sensibilizzazione all’anti razzismo tra i tifosi di calcio e negli impianti sportivi, in collaborazione con l’Oscad (Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori)

Ai primi buu sarà stop E deciderà un poliziotto Giro di vite dell’Osservatorio sulle norme anti-discriminazione Boateng sarà ascoltato dai pm a Busto Arsizio come parte lesa spensione della partita» con la «diffusione di messaggi di ammonimento per le tifoserie».

VALERIO PICCIONI ROMA

Decide lui. Cioè il dirigente di pubblica sicurezza. Cioè «l’unico responsabile della decisione di sospendere la gara». È la sintesi della riunione dell’Osservatorio sulle manifestazioni sportive, tenutasi ieri a distanza di poche gare dal vertice Abete-Manganelli in cui il presidente della Federcalcio aveva chiesto al capo della Polizia un giro di vite sul problema razzismo. La riunione di ieri è servita per chiarire un’altra volta la catena delle responsabilità da utilizzare per reagire alla vergogna dei buu razzisti o a casi del genere. Nelle stesse ore in cui il presidente del Coni Petrucci dichiarava il suo totale appoggio alla linea della Federcalcio sullo stop alle partite in caso di manifestazioni di razzismo. Linea confermata D’altronde quell’andiamo via tutti di Busto Arsizio ha preso di petto un problema che negli ultimi tempi era stato in qualche modo confinato in una specie di «riduzionismo». Del tipo: meglio far finta di niente, magari quei cori spariscono da soli. Cosa che non è evidentemente accaduta e quindi ecco che l’Osservatorio - a cui ha partecipato anche il direttore generale della Federcalcio Antonello Valentini - è tornato sulla questione ribadendo in quattro punti il codice a cui ispirarsi. Che potrebbe sembrare anche un tentativo di scoraggia-

Le «esercitazioni» Il problema è

Kevin-Prince Boateng, 25 anni, si rivolge ai tifosi che lo insultano AP

re l’iniziativa del singolo giocatore o della squadra che prende e se ne va per protesta. Decide solo lui Dunque, «in pre-

senza di segnali di razzismo, intolleranza o antisemitismo - delibera l’Osservatorio - l’arbitro provvederà, anche su segnalazione dei calciatori, ad investire, tramite il quarto uomo, il dirigente del servizio di ordine pubblico, unico responsabile della decisione di sospendere la gara». Ma queste segnalazioni potranno arrivare anche dal «rappresentante della Procura federale». A quel punto, il dirigente del servizio potrà valutare il «non avviamento o la so-

IN BRASILE

Razzismo: un anno con la condizionale all’udinese Danilo RIO (m.can.) Danilo, difensore dell’Udinese, è stato condannato a un anno di galera per razzismo. Nel 2010, al Palmeiras, fu accusato di avere sputato e offeso Manoel, giocatore di colore ex Atlético Paranà. La sentenza prevede la libertà condizionata e infligge a Danilo — che può ricorrere in appello — una multa.

di capire come questa catena potrà rispondere all’emergenza della vergogna dei cori razzisti. Insomma, come controbattere a situazioni che possono sfuggire di mano e che meriterebbero invece una risposta rapida, immediata. Per questo ci saranno «periodiche esercitazioni per testare l’efficacia dei piani di emergenza. La Figc, di concerto con le Leghe, si adopererà nelle attività di informazione e formazione sul tema». Nel comunicato finale, si sottolinea comunque una flessione degli episodi di violenza. Per l’Osservatorio manifestazioni di razzismo hanno carattere «episodico». Gattuso ridimensiona Intanto sull’argomento, la differenza di opinioni fra chi alza la voce e chi preferisce un basso profilo resta sempre marcata. Alla seconda schiera si è iscritto ieri Rino Gattuso che ha parlato dell’episodio di Pro Patria-Milan: «Tante volte mi hanno fatto il verso della scimmia. A Busto Arsizio erano 15-20 ragazzini, zittiti dal resto dello stadio. Io vivo in quelle zone, e poche volte ho sentito parlare di atti di razzismo». Spiegazioni che non convincono la procura di Busto Arsizio: Boateng, persona offesa dal reato, dovrebbe essere presto interrogato. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Conferma Tagliavento Banti-Calvarese: errori Il giovane Mariani brillante al debutto di Verona Orsato fiscale, ma le sue decisioni sono corrette 19ª GIORNATA PARTITA

ARBITRO

CATANIA-TORINO LAZIO-CAGLIARI UDINESE-INTER CHIEVO-ATALANTA FIORENTINA-PESCARA GENOA-BOLOGNA JUVENTUS-SAMPDORIA MILAN-SIENA PARMA-PALERMO NAPOLI-ROMA

BERGONZI ORSATO GIANNOCCARO MARIANI GIACOMELLI BANTI VALERI CALVARESE DOVERI TAGLIAVENTO

BONUS ERRORI

1 2 2 2 2 2 2 2 2 3

-1 -2 -2 -

PUNTI

1 2 2 2 1 0 2 0 2 3

LEGENDA Bonus gara facile 0; gara insidiosa 1; gara difficile 2; gara difficilissima 3. Errori su un gol -3; su un rigore -2; su un’espulsione -1

Si conferma Tagliavento, che dirige senza patemi Napoli-Roma, bene Giannoccaro a Udine e ottimo esordio a Verona del giovane Mariani, deciso e sicuro in Chievo-Atalanta. Buona prestazione anche di Giacomelli a Firenze, ma avrebbe dovuto espellere Jonathas (-1) per il fallo su Pizarro. Ma è il capitolo rigori che fa ancora discutere. Orsato, sul rigore per la Lazio e l'espulsione del portiere Agazzi, seppure fiscale, non prende una decisione sbagliata, mentre a Genova, Banti sbaglia a non fischiare il fallo in area di Khrin su Immobile (-2) e a San Siro il penalty concesso da Calvarese per la spintarella di Felipe a Pazzini è troppo generoso (-2).

PT

JUVENTUS LAZIO NAPOLI (-2) INTER FIORENTINA ROMA MILAN PARMA UDINESE CATANIA CHIEVO ATALANTA (-2) TORINO (-1) SAMPDORIA (-1) PESCARA BOLOGNA GENOA CAGLIARI PALERMO SIENA (-6)

44 39 37 35 35 32 30 29 27 26 24 22 20 20 20 18 17 16 15 11

ARBITRO

ROCCHI RIZZOLI ORSATO GIANNOCCARO TAGLIAVENTO VALERI DAMATO BANTI ROMEO MAZZOLENI BERGONZI CALVARESE MASSA DE MARCO PERUZZO CELI RUSSO GERVASONI GIACOMELLI GUIDA TOMMASI MARIANI OSTINELLI PINZANI DI BELLO IRRATI DOVERI

GARE

PUNTI

8 9 10 10 8 9 9 10 9 9 9 8 7 9 7 8 8 9 8 8 2 1 2 1 1 2 9

16 15 15 14 13 11 10 10 9 9 9 8 8 8 6 4 4 4 3 2 2 2 1 1 1 1 1

PROSSIMO TURNO

Classifica SQUADRE

CLASSIFICA GENERALE

PARTITE

RETI

G

V

N

P

F

S

19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19

14 12 12 11 10 10 9 8 6 7 7 7 4 6 6 5 4 4 3 4

2 3 3 2 5 2 3 5 9 5 3 3 9 3 2 3 5 4 6 5

3 4 4 6 4 7 7 6 4 7 9 9 6 10 11 11 10 11 10 10

40 28 37 30 36 43 36 27 29 26 21 18 20 22 17 21 20 17 16 17

13 19 18 22 21 33 27 25 26 27 29 28 22 28 35 26 30 35 29 28

n CHAMPIONS ■ PRELIMINARI CHAMPIONS ■ EUROPA LEAGUE ■ RETROCESSIONE

La classifica tiene conto di quest’ordine preferenziale: 1) punti; 2) a parità di partite giocate, differenza reti; 3) gol segnati

20ª GIORNATA sabato 12 gennaio BOLOGNA-CHIEVO (0-2) ore 18 INTER-PESCARA (3-0) ore 20.45 domenica 13 gennaio, ore 15 TORINO-SIENA (0-0) ore 12.30 CAGLIARI-GENOA (0-2) CATANIA-ROMA (2-2) LAZIO-ATALANTA (1-0) NAPOLI-PALERMO (3-0) PARMA-JUVENTUS (0-2) UDINESE-FIORENTINA (1-2) SAMPDORIA-MILAN (1-0) ore 20.45

MARCATORI 16 RETI Cavani (3) (Napoli) 14 RETI El Shaarawy (Milan) 12 RETI Di Natale (3) (Udinese) 10 RETI Klose (Lazio); Lamela e Osvaldo (2) (Roma) 8 RETI Jovetic (1) (Fiorentina); Milito (3) (Inter); Pazzini (3) (Milan) 7 RETI Denis (2) (Atalanta); Hernanes (Lazio); Hamsik (Napoli) 6 RETI Gilardino (Bologna); Sau (Cagliari); Bergessio (Catania); Toni (Fiorentina); Giovinco (1) e Quagliarella (Juventus) ; Belfodil (Parma); Totti (Roma); Bianchi (2)(Torino)


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 10 GENNAIO 2013

CALCIOSCOMMESSE IERI SI E’ CHIUSA L’INCHIESTA SULLE PARTITE TRUCCATE sa testimonianza, ma alla fine ne hanno chiesto l’archiviazione perché «ha commesso reato per necessità». In poche parole, per evitare un’accusa di illecito in sede di giustizia sportiva ha scelto di dire il falso. Il Gip dovrà pronunciarsi su questa cosa.

Bari, 33 le richieste di rinvio a giudizio Ecco le quote: 50-70 mila euro per vendere una partita di A, 7 mila per la serie B E’ calato il sipario sul secondo filone barese del calcio scommesse incentrate soprattutto sulle partite della squadra biancorossa contro Treviso e Salernitana. I pm Antonio Laudati, Ciro Angelillis e Giuseppe Dentamaro hanno inviato la chiusura dell’inchiesta agli avvocati difensori e le richieste di archiviazione al Gip. La chiusura delle indagini riguarda 33 persone, di cui tre capi ultrà accusati di vio-

lenza privata perché erano entrati nello spogliatoio per prendere a schiaffi alcuni calciatori. Rinvio a giudizio La chiusura delle indagini riguarda 27 giocatori: Andrea Masiello, Cristian Stellini, Davide Lanzafame, Vitali Kutuzov, Angelo Iacovelli, Mark Edusei, Stefano Guberti, Cosimo D'Angelo, Luca Fusco, Massimo Ganci, William Pianu, Vincenzo Santoruvo, Nicola Strambelli, Massimo Bonanni, Vitangelo Spadavecchia, Marco Esposito, Nicola Santoni, Alessandro Parisi, Daniele De Vezze, Simone Bonomi, Francesco Caputo, Jean Francois Gillet, Corrado Colombo, Raffaele Bianco, Ivan Rajicic e Nicola Belmonte. A questo elenco vanno aggiunti Hristian

Ilievski (ancora latitante per la Procura di Cremona), il manager della Salernitana Cosimo D’Angelo e il tuttofare del Bari Angelo Iacovelli. Molto articolata anche la richiesta di archiviazione che riguarda 27 persone «per le quali non sono stati trovati riscontri obiettivi». Tra queste richieste due balzano agli occhi: una per il nome del calciatore, Ranocchia, l’altra per la particolarità della motivazione, Vives. Per quanto riguarda il giocatore dell’Inter, si partiva dalle dichiarazioni di Masiello che però non hanno trovato riscontro nella testimonianza di Esposito che materialmente si incaricò di distribuire i soldi ricevuti per Salernitana-Bari: ha escluso espressamente di averne dati a Ranoc-

chia. Ma anche Iacovelli ha dichiarato che era stato tenuto fuori perché da poco a Bari: i soldi destinati a lui furono utilizzati dai compagni per una festa. Fuori dal processo penale anche Gazzi (ora al Torino) e Barreto (Udinese). Il proscioglimento, però, non è un automatico salvacondotto davanti a Palazzi: l’omessa denuncia, ad esempio, è solo un reato previsto dalla giustizia sportiva. Caso Vives La richiesta di archiviazione per Vives - relativamente al derby Bari-Lecce - riguarda la famosa mano sulla spalla che avrebbe sancito l’accordo tra le due squadre. Carella, Masiello e Giacobbe confermano la circostanza e i pm hanno anche indagato Vives per fal-

Il prezzo delle partite Dagli atti

si risale anche a un vero e proprio listino prezzi dei calciatori baresi: dai 30.000 ai 50.000 euro a testa per perdere una gara di Serie A, 7.000 euro per una di B. Tra il 2008 e il 2011 tutti lo conoscevano e chi voleva pagava. Furono versati 360 mila euro per comprare 4 partite, due della massima serie (contro Samp e Palermo: indagati oltre a Parisi, Guberti, Iacovelli e Ilievski, anche i giocatori Marco Rossi e Simone Bentivoglio) le altre due di B. Giuseppe Vives, 32 anni, ora al Torino: è stato prosciolto LAPRESSE

Parola a Laudati «Conte e Ranocchia: due casi diversi, stessa estraneità» Il procuratore di Bari: «Il difensore non aveva peso Il tecnico della Juve mai indagato, ci è stato di aiuto» MAURIZIO GALDI

Da poco è terminata una riunione con i sostituiti Ciro Angelillis e Giuseppe Dentamaro. Il secondo filone dell’inchiesta barese sul calcioscommesse è finita e i fascicoli sono stati mandati ai difensori e alla Procura federale. Il capo della Procura di Bari, Antonio Laudati, ci concede un’intervista, ma sottolinea «senza parlare del procedimento nello specifico».

«La giustizia deve essere credibile e per esserlo deve essere capita da tutti. Non sempre le decisioni dei tre gradi di giustizia sportiva oggi sono chiare. Poi deve cambiare anche la legislazione penale. La legge sulla frode sportiva è nata nel 1989 e sull’emotività del calcioscommesse del 1980. Si parla ancora di alterazione del risultato e si parla del fatto che ci deve essere un soggetto che mette soldi per alterare il risultato. Oggi però le cose sono diverse. Non c’è più il totocalcio, si scommette in tempo reale in tutto il mondo e su ogni cosa. La combine per scommessa la fanno due soggetti protagonisti. La nostra inchiesta e anche quella delle altre Procure, evidenzia che i calciatori si accordano tra di loro e così come è oggi la legge è difficile trovare il reato penale. Infine le sanzioni sono ridicole. A fronte di un danno di immagine, un danno patrimoniale enorme

Procuratore Laudati come è partita la vostra inchiesta?

Spesso ha sollevato il problema della responsabilità oggettiva e dell’omessa denuncia.

«Sì, ritengo che la legislazione in materia sia ormai obsoleta e vada adeguata rispetto ai tempi. Per avere la possibilità che la magistratura ordinaria possa fare i suoi riscontri, bisognerebbe mettere le persone che vengono interrogate nelle condizioni di non essere penalizzate. In questa inchiesta c’è un calciatore di cui siamo certi abbia dato falsa testimonianza, ma noi non abbiamo chiesto il rinvio a giudizio in base all’articolo 384 del codice penale "perché ha commesso il fatto per esservi stato costretto". In questo caso c’è l’ipotesi di una squalifica sportiva».

« Antonio Laudati, procuratore di Bari, che ha guidato l’inchiesta sul filone pugliese del calcio scommesse FOTOGRAMMA

Che cosa ha caratterizzato questa inchiesta?

«Il riscontro obiettivo degli elementi probatori. Non ci è bastata una semplice chiamata in correità, abbiamo fatto accertamenti patrimoniali, intercettazioni, ascoltato decine di testimoni e solo dopo abbiamo provveduto a chiedere il rinvio a giudizio».

C’è quello che ha un rapporto asettico e distaccato e chi invece è più amichevole». E in quest’ottica c’è anche la posizione di Ranocchia.

«Al tempo era molto giovane sebbene di talento, ma non aveva peso nello spogliatoio. Abbiamo chiesto l’archiviazione perché non abbiamo trovato riscontri penali».

È il caso di Conte e Ranocchia?

«Si tratta di due posizioni diverse. Conte non è mai stato indagato. Da noi è venuto come persona informata dei fatti e ci ha aiutato a capire i meccanismi dello spogliatoio. Il ruolo dei cosiddetti "senatori". Uomini che hanno un reale potere all’interno del gruppo. Poi esistono modi diversi di fare l’allenatore.

Ora l’inchiesta sportiva.

«Abbiamo consegnato tutte le carte a Palazzi e lui dovrà valutare gli aspetti sportivi. Abbiamo solo evidenziato quei casi per i quali non c’erano rilevanze penali. Il problema di valutare se ci sono rilevanze sportive, anche per le società, tocca alla Procura federale».

HA DETTO

Che cosa auspica per un rinnovamento della legislazione sia penale sia sportiva?

«

«Ci siamo trovati per caso con le frodi sportive, la nostra inchiesta era su scommesse e riciclaggio. Poi sono emerse le combine che riguardavano il primo filone e ora quelle del secondo. Solo per agevolare la giustizia sportiva abbiamo accelerato perché riteniamo che la collaborazione debba essere completa e sinergica».

d

Per essere credibile, la giustizia deve essere comprensibile Le sanzioni sono ridicole. Chi fa una combine prende come uno che ha ingiuriato

agli altri scommettitori e alle società di scommesse, la sanzione è equiparata all’ingiuria. È la stessa di quella che si becca una persona che dà dell’imbecille a qualcuno». Che cosa si può fare?

«Io so che il Coni si sta muovendo. È necessario che si operi a livello extranazionale e che ci siano leggi uguali in tutta Europa. Io sono uno che ama il calcio, ma con un calcio moderno e con l’evoluzione del fenomeno scommesse è necessario che ci sia una legislazione moderna che consenta alla magistratura ordinaria e a quella sportiva di lavorare in sinergia e soprattutto in maniera molto più rapida». © RIPRODUZIONE RISERVATA

S su Conte Ci ha fatto capire cosa avviene in uno spogliatoio e quale sia il ruolo dei cosiddetti senatori, i giocatori che hanno molta influenza sugli altri

S su Ranocchia Era un giocatore di talento già allora, ma ancora molto giovane. Non aveva dunque alcun peso nello spogliatoio

S su Palazzi Gli abbiamo consegnato le carte e ora dovrà valutare gli aspetti sportivi. Gli abbiamo segnalato i casi senza rilevanza penale

ma.gal. © RIPRODUZIONE RISERVATA

CGF TRA 7 GIORNI

Il Napoli vuole il proscioglimento Il 17 gennaio alle 10.30 si riunirà la Corte di giustizia federale per discutere l’appello del Napoli, di Paolo Cannavaro, Gianluca Grava e Matteo Gianello per la presunta tentata combine in Sampdoria-Napoli. Il collegio difensivo del Napoli, intanto si è allargato, all’avvocato Mattia Grassani si è affiancato Virgilio D’Antonio e la posizione del Napoli è sempre quella di arrivare al proscioglimento totale. Assoluzione chiede anche l’avvocato Luciano Malagnini che difende Cannavaro e Grava, che in primo grado hanno avuto dalla Disciplinare 6 mesi di squalifica. L’avvocato Eduardo Chiacchio, che difende Gianello, nella sua memoria difensiva ha ribadito quanto già chiesto, a sorpresa, al termine del dibattimento di primo rado: la derubricazione della posizione dell’ex terzo portiere da illecito a slealtà sportiva.

PARTITE TRUCCATE

Corea del Sud: 41 radiazioni internazionali La Fifa ha esteso al resto del mondo la squalifica a vita di 41 calciatori della Corea del Sud implicati nello scandalo delle partite truccate di tre anni fa. Furono cinquanta gli arrestati, fra calciatori e allenatori assieme a una dozzina di membri di organizzazioni criminali nell’inchiesta che coinvolse sei club. L’indagine appurò che furono 15 le partite manipolate nella stagione calcistica 2010 11. Lo scandalo scosse notevolmente il Paese che solo otto anni prima aveva organizzato, assieme al Giappone, il Mondiale, concludendolo al quarto posto e lasciò anche una coda di lutti. Due giocatori e un anziano allenatore finiti sotto accusa, si suicidarono. L’ultimo, in ordine di tempo, è stato il ventiquattrenne Lee Kyung Hwan, lanciatosi nell’aprile scorso dalla finestra di un edificio dopo la conferma della sua radiazione.


GIOVEDÌ 10 GENNAIO 2013

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MONDO

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Ronaldo porta la pace Tripletta e Celta k.o. Real ai quarti di Coppa

OGGI IL BARÇA

Il Bernabeu fischia Mourinho e applaude il rientrante Casillas Poi Cristiano mette tutti d’accordo con tre gol e un assist DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

FILIPPO MARIA RICCI Twitter @filippomricci MADRID

Il calmante del perturbato Madrid si materializza con un 4-0 al Celta che sbriciola il 2-1 sofferto dal Real Mou all’andata ma l’incubo dei supplementari resta nel sonno madridista fino all’87’, minuto nel quale l’immenso e insaziabile Ronaldo firma la sua tripletta. Una partita dominata e controllata dal Madrid nel primo tempo era rimasta pericolosamente aperta fino a quel momento. E Mou? Prima della gara, Mourinho ha ascoltato il boato e i cori per Casillas, ieri titolare, e i fischi che hanno seguito l’annuncio del suo nome. Nel primo tempo ha dato di matto per un paio di errori arbitrali evidenti (fuorigioco inesistente di Ronaldo solo davanti al portiere, un giallo che doveva essere rosso), nel secondo ha ascoltato per due volte il Bernabeu dividersi sulla sua persona: metà in appoggio, metà in ululato. Il passaggio del turno lo fa respirare, almeno fino a quando non deciderà di aprire un nuovo fronte di guerra, interna o esterna. Ora in Copa del Rey al Madrid tocca il Valencia. Al Barça, se non si suicida stasera, il Malaga. Poi, eventualmente, avremo un paio di Clasicos in semifinale.

REAL MADRID CELTA

4 0

PRIMO TEMPO 2-0 MARCATORI C. Ronaldo al 3’ e al 24’ p.t.; C. Ronaldo al 42’, Khedira al 44’ s.t.

S

Casillas 6,5; Essien 5, S. Ramos 6, Carvalho 6,5, Arbeloa 6; Xabi Alonso 7 (dal 1’ s.t. Varane 6), Modric 7; Khedira 6,5, Ozil 6,5 (dal 31’ s.t. Di Maria 6), Cristiano Ronaldo 8,5; Benzema 5 (dal 20’ s.t. Higuain 6,5). PANCHINA Adan, Albiol, Callejon, Kakà. ALLENATORE Mourinho 6. ESPULSI Sergio Ramos al 27’ s.t. per doppia ammonizione. AMMONITI Arbeloa.

Oggi BarcellonaCordoba (2-0) Getafe-Atletico Madrid (0-3) BetisLas Palmas (1-1)

Sergio 5; Hugo Mallo 5 (dal 47’ p.t. Roberto Lago 6), Cabral 5, Túñez 5 (dal 1’ s.t. Demidov 6), Bellvis 5; Jonathan Vila 5,5, Álex López 5; Augusto 5, De Lucas 6,5, Krohn-Dehli 6; Park 5 (dall’11’ s.t. Iago Aspas 5). PANCHINA Javi Varas, Natxo, Oubiña, Mina. ALLENATORE Herrera 4. ESPULSI nessuno. AMMONITI Túñez, Augusto.

S

ARBITRO Ayza Gamez 5.

Khedira ha segnato la quarta rete. Adesso al Madrid toccherà il Valencia

Turnover incomprensibile José ritrova Sergio Ramos, tiene Carvalho e manda in panchina Varane. Più avanti, Modric preferito a Callejon, con Di Maria sempre incollato alla panca, come il rientrante Higuain (e Kakà, ovviamente). La partita ha preso rapidamente il cammino del Madrid. L’allenatore del Celta decide di iniziare al Bernabeu con 4 degli 8 giocatori che sino-

Cristiano Ronaldo, 27 anni, abbracciato da Karim Benzema, 25 AP

ra hanno accumulato più minuti in Liga in panchina. Chiamatelo turnover, però puzza di rinuncia. Teoricamente il Celta aveva un’occasione, visti i patemi psicodrammatici del Real Mou. E tempo 123 secondi l’uomo che non si ferma mai ha già portato avanti il Madrid: rimessa laterale di Arbeloa, Ronaldo in posizione molto defilata lascia partire un diagonale arcuato che sorprende il portiere (di riserva) del Celta e s’infila al palo lontano. E quando al 24’ Cristiano raddoppia il Celta sembra condannato: taglio verticale perfetto di Modric, tocco al volo di sinistro del portoghese. Il calo Il Celta è patetico. Senza

idee, senza tecnica, annaspando per poter alleggerire anche solo per un attimo la costante pressione di un Madrid che sembra quello dello scorso anno: determinato, lucido, attento,

TRAGEDIA STRONCATO MARANHAO: ALL’ALLENAMENTO NON C’ERA DEFIBRILLATORE

Altro caso Morosini In Brasile un morto per arresto cardiaco MAURÍCIO CANNONE RIO DE JANEIRO

Tragedia in Brasile. Perde la vita Roque Alves de Lima Neto, detto Neto Maranhão, centrocampista che il 18 gennaio avrebbe compiuto 29 anni. Il giocatore è morto dopo essere stato colpito da un arresto cardiorespiratorio mentre si stava allenando con il Potiguar, in un albergo di Mossoró, nello stato di Rio Grande do Norte, regione nordest del Paese. Respinto Portato di urgenza all’ospedale Tarcísio Maia, in cui però non si trovava un let-

Neto Maranhão aveva 28 anni

to disponibile, il brasiliano non ha resistito: è infatti deceduto durante il trasferimento all’ospedale Wilson Rosado, dove avrebbe dovuto ricevere un trattamento più adeguato. Nell’albergo in cui la squadra si allenava, non era nemmeno

Michu libera il sinistro dell’1-0 davanti a Ivanovic REUTERS

Il Chelsea crolla con lo Swansea Benitez rischia Michu e Graham affondano i Blues a Stamford Bridge nella semifinale di andata ALEX FROSIO

S

CELTA (4-2-3-1)

Ribaltato il 2-1 dell’andata ma il risultato è stato in bilico fino a tre minuti dalla fine

Oggi si completa il quadro degli ottavi di Copa del Rey con le ultime gare di ritorno. Il Barça ospita il Cordoba senza Vilanova in panchina: il tecnico blaugrana è volato a New York per un consulto medico. In panchina andrà Roura. Ieri REAL MADRIDCelta 4-0 (1-2) SARAGOZZALevante 2-0 (1-0) SIVIGLIAMaiorca 1-2 (5-0)

REAL MADRID (4-2-3-1)

NOTE spettatori 55.000 circa. Tiri in porta 4-4. Tiri fuori 8-1. In fuorigioco 5-0. Angoli 5-9. Recuperi: p.t. 2’, s.t. 1’.

INGHILTERRA COPPA DI LEGA

disponibile un defibrillatore per prestare soccorso immediato al calciatore. Precedenti Si dice che Neto Ma-

ranhão avesse già subito un arresto cardiaco simile l’anno scorso, nonostante non fosse stato bocciato il suo acquisto alle visite mediche del Potiguar, effettuate recentemente. In questa stagione che sta per cominciare in Brasile, il centrocampista era una delle principali novità del club, al quale era approdato a novembre, per disputare il campionato di Rio Grande do Norte. Prima aveva giocato per Treze, Corinthians di Caicó (da non confondere con il più prestigioso Corinthians di San Paolo, squadra che ha appena acquistato Alexandre Pato dal Milan), Santa Cruz, Monte Azul, Petrolina, Campinense, Salgueiro, América Mineiro, Maranhão, con cui aveva conquistato il titolo dello stato omonimo nel 2007. © RIPRODUZIONE RISERVATA

spietato. Però il Real perde Xabi Alonso e nell’intervallo Mou inserisce Varane e sposta Essien in mezzo: danni collaterali multipli, su tutti la perdita della ferrea presa che il Real aveva sulla gara. Il Celta fa il suo primo tiro al 18’, però cresce e ancor di più con l’espulsione di Ramos. Casillas deve fare tre parate che il pubblico sottolinea con cori per il capitano, il Madrid trema, frena, si preoccupa, poi in contropiede Higuain innesca turbo-Ronaldo. Che arriva a 174 gol in 172 partite col Madrid, e sale al settimo posto nella classifica all time dei marcatori del club in 3 stagioni e mezzo. Cristiano ha segnato 7 degli ultimi 13 gol dei suoi, quattro su cinque in questa doppia sfida col Celta perché un attimo prima del fischio finale fa gol anche Khedira. Pace, momentanea, per la Casa Blanca.

Martedì VALENCIAOsasuna 2-1 (2-0) MALAGA-Eibar 4-1 (1-1) In maiuscolo le squadre qualificate ai quarti. Tra parentesi il risultato dell’andata

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I responsabili della metropolitana di Londra dovranno elaborare indicazioni più chiare del solito. Perché tra poco più di un mese rischiano di presentarsi alla finale di Coppa di Lega 60 mila tifosi che la strada per Wembley la conoscono poco o niente. È l’ipotesi più probabile dopo l’andata delle semifinali: al clamoroso 3-1 del Bradford, squadra di League Two, all’Aston Villa, è seguito il 2-0 dello Swansea al Chelsea. È un risultato storico: il club gallese aveva vinto una sola volta a Stamford Bridge, nel 1925, e perché mai era arrivato a una semifinale di Coppa. Ora è vicinissimo alla finale. Ivanovic sciagurato I meriti sono di Miki Lau-

drup, allenatore dello Swansea, che disegnando due linee molto corte ha respinto gli assalti dei Blues, ma nello specifico ci sono soprattutto le colpe di Ivanovic. Il difensore ha commesso due errori imperdonabili: il primo quando ha sbagliato il controllo facendosi rubare palla da De Guzman, che ha poi innescato il sinistro vincente di Michu, e l’altro allo scadere, quando uno sciagurato retropassaggio ha regalato il raddoppio di Graham. Il Chelsea potrà rimediare tra due settimane. Ma partite così non giovano alla panchina di Benitez, ora dato seriamente a rischio.

CHELSEA-SWANSEA

MARCATORI Michu al 38’ p.t.; Graham al 47’ s.t. CHELSEA (4-2-3-1) Turnbull; Azpilicueta, Cahill, Ivanovic, Cole; Ramires (dal 26’ s.t. Lampard), D. Luiz; Oscar (dal 38’ s.t. Marin), Mata, Hazard; Torres (dal 36’ s.t. Ba). (Hilario, Ferreira, Bertrand, Ake). All. Benitez. SWANSEA (4-2-3-1) Tremmel; Rangel, Chico, Williams, Davies; Britton, Ki; Hernandez, De Guzman, Routledge (dal 17’ s.t. Tiendalli); Michu (dal 38’ s.t. Graham). (Vorm, Monk, Dyer, Agustien, Shechter). All. Laudrup. ARBITRO Taylor. NOTE spettatori 40.172. Ammoniti Chico, Hernandez, Ba.

OLANDA

Taccuino

Nieuw Sloten in campo dopo l’aggressione al guardalinee

SCOZIA

Il Nieuw Sloten, la squadra olandese dove militavano i giovani autori dell’aggressione costata la vita al dirigente-guardalinee Richard Nieuwenhuizen, torna in campo. Il club di Amsterdam, che si era ritirato dal campionato lo scorso dicembre, nel fine settimana tornerà a giocare. Per mettere un freno alle violenze nel calcio giovanile, il club ha però prima deciso per i suoi tesserati delle «regole d’oro»: chi non le rispetterà sarà sanzionato. «In caso di violazioni gravi l’espulsione sarà immediata», afferma il presidente Wim Snoek. Sul sito della società si specifica che i suoi giocatori dovranno comportarsi in maniera corretta sia con gli avversari che con gli arbitri salutandoli e stringendo loro la mano prima del fischio d’inizio: «Non insultiamo né accusiamo. Rispettiamo le decisioni degli arbitri e dei giudici di linea», sono le linee guida espresse sul sito della società. Le indagini seguite alla barbara aggressione a Nieuwenhuizen, scaturita dalla rabbia dei giocatori per una decisione arbitrale non condivisa, hanno portato all’arresto di sei giovani e di un 50enne con l’accusa di omicidio colposo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

| 0-2

I Rangers: «Premier o addio» Il proprietario dei Glasgow Rangers, Charles Green, ha minacciato di lasciare il campionato scozze se se non si concretizzerà la riforma dei tornei elabora ta dalla Federcalcio. I Rangers sono retrocessi in Quar ta divisione dopo i problemi finanziari dell’estate e stan no dominando il campionato (con medie da 46mila spet tatori a Ibrox). Con la riforma, vorrebbero essere rein seriti in Premier. Ma se la rivoluzione non arrivasse Green è pronto a portare i 54 volte campioni di Scozia in Belgio o Olanda.

SENEGAL

Giresse nuovo ct della nazionale Alain Giresse è il nuovo ct del Senegal. Il france se arriva in sostituzione di Joseph Koto, esonerato a ottobre dopo la mancata qualificazione alla Coppa d’Africa. Giresse ha firmato un contratto di due anni.

UNGHERIA

Ricorso contro la squalifica Fifa La Federazione ungherese ha presentato ricor so contro la Fifa per la sanzione di una partita a porte chiuse per i cori antisemiti di un gruppo di tifosi duran te l’amichevole contro Israele del 15 agosto scorso. La nazionale ungherese dovrà scontare la sanzione in oc casione del prossimo incontro casalingo nelle qualifica zioni ai Mondiali 2014 contro la Romania, il 22 marzo.


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SERIE BWIN IL MOTIVO

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che ex

COSI’ LA B A RIPOSO

Anche il Vicenza (dove cominciò) gli ha proposto di tornare a casa 1982-1985 Al Vicenza Baggio comincia la carriera nel suo Veneto: 12 gol in 29 partite in C1 OMEGA

2000-2004 A Brescia A fine carriera approda alla corte di Corioni: 45 gol in 95 gettoni in A LAPRESSE

Effetto Baggio Ora è il Brescia che lo rivuole L’idea di Corioni: «E’ l’uomo immagine ideale Ma solo se in serie A e con uno stadio nuovo» VINCENZO CORBETTA BRESCIA

Gino Corioni ha 75 anni LIVERANI

Nel settembre 2000 Gino Corioni trasformò il sogno in realtà: Roberto Baggio al Brescia. Un matrimonio durato quattro stagioni, le ultime della fantastica carriera del Codino, la firma in calce a quattro salvezze consecutive in serie A (risultato mai raggiunto dal Brescia nella sua storia) con 45 gol in 95 partite. Tredici anni dopo il sogno è ancora possibile? Baggio potrebbe tornare in un altro ruolo nell’ultima società della sua storia di «ex calciatore più amato del mondo», per dirla con Corioni? Potrebbe riuscire al Brescia ciò che non è riuscito al Vicenza, il primo club di Baggio, che aveva

«

La sua presenza farebbe salire il valore del club, non è uno che deve allenare GINO CORIONI PRESIDENTE DEL BRESCIA

pensato proprio a lui come sostituto di Roberto Breda? Le condizioni «È da tempo che ci

penso — dice il presidente, 75 anni, da 21 al timone del Brescia — ma finchè saremo in questa situazione è impossibile. Prima di tutto bisogna essere in serie A e poi ci vuole lo stadio nuovo. Ce lo vedete uno come Roberto in uno schifo co-

Oggi In Federcalcio Il 4 agosto 2010 è nominato presidente del Settore tecnico della Figc EPA

me il Rigamonti? Se anche decidesse di tornare qui, sarei io a impedirgli di farsi ridere dietro. Solo un pazzo può pensare di fare l’uomo-immagine di una società che ha uno stadio a pezzi come il nostro». Il progetto Corioni è certamente solleticato dall’idea, ma è realista abbastanza per capire che il sogno, contrariamente a 13 anni fa, è destinato a rimanere tale: «Uno come Baggio non va preso per fare l’allenatore in serie B o in Lega Pro per questo all’ipotesi-Vicenza non ho mai creduto. L’ipotesi-Brescia? In due-tre anni la presenza di Baggio triplicherebbe il valore della società, farebbe conoscere il nome del Brescia e di Brescia nel mondo». Nel 2005 il Codino a Cannes prese parte alla presentazione del progetto del nuovo stadio: «E noi saremmo arrivati anni-luce prima della Juventus: quando Andrea Agnelli mi ha invitato alla presentazione dello Stadium, non ci sono andato per la rabbia, noi siamo ancora fermi dopo vent'anni». La risposta L’entourage di Bag-

gio ha parole di stima per Corioni: «Uno che Brescia dovrebbe ringraziare in eterno — dice Vittorio Petrone, manager dell’ex Pallone d’oro — con il presidente ci siamo sentiti a Capodanno e non abbiamo parlato di un possibile ritorno di Baggio. Che tra l’altro non verrebbe mai al posto di Calori, un amico che sta facendo bene». © RIPRODUZIONE RISERVATA

CLASSIFICA Sassuolo p. 51 Livorno 47 Verona 43 Empoli (-1) 33 Modena (-2) 32 Brescia* 31 Varese**(-1) 30 Juve Stabia 30 Padova (-2) 30 Cittadella 30 Spezia 28 Ascoli (-1) 28 Ternana 25 Bari (-7) 24 Novara (-2) 22 Reggina (-3) 22 Crotone (-2) 22 Lanciano 22 Cesena 21 Vicenza 19 Pro Vercelli 15 Grosseto*(-6) 11 (*gare in meno) RECUPERI VareseGrosseto (8’ da giocare sul 3-0) sabato 19 alle 14.30; VareseBrescia martedì 22 alle 18.30 SI RIPARTE Venerdì 25 (ore 20.45) CrotoneSassuolo (1-2) Sabato 26 (ore 15) Bari-Ascoli (3-1); Cesena-Vicenza (1-3); EmpoliNovara (2-2); GrossetoCittadella (1-2); ModenaTernana (1-0); Padova-Livorno (2-3); Pro Vercelli-Reggina (0-1); SpeziaVerona (1-1); VareseLanciano (2-1) Lunedì 28 (ore 20.45) Juve StabiaBrescia (0-2)

MERCATO IL LIVORNO SU BARAYE

Spezia scatenato Ceravolo a Terni Cesena, c’è Volta BINDA-CALVI

E’ inutile: è lo Spezia la squadra più attesa in questo mercato, dopo il ribaltone tecnico. Il patron Volpi vuole il salto di qualità e tra giocatori contattati, proposti e ipotizzati, i nomi sono mille. Come portiere s’è aperta un’ipotesi-Puggioni con il Chievo (se resta Sorrentino). Per la difesa si riapre con decisione l’ipotesi Terlizzi (Pescara). Per la fascia sinistra, è in arrivo Rizzato dalla Reggina. Per l’attacco è pronto un assalto a Ebagua, che a giugno va a scadenza col Varese. E come giovane è arrivato il 17enne Patrik Ciurria (Castellarano, Eccellenza emiliana). Le più attive Altre due squadre sono molto attive. In primis la Ternana, che ha trovato l’accordo con la Reggina per Ceravolo, che poi è stato nel ritiro romano della squadra per il contratto; il club umbro ha anche chiesto Farkas al Chievo, Scozzarella all’Atalanta e Abbruscato al Pescara. Poi c’è il Cesena, che oggi firma il ritorno di Volta dal Levante e poi potrà ridare Caldirola al Brescia, mentre a Milano c’è stato l’incontro con l’agente di Crescenzi e Giacomazzi: vicino il sì del difensore del Pescara (superata la Pro Vercelli), per il capitano del Lecce si tratta ancora (vuole un contratto fino al 2015), come con la Juve Stabia per Caserta (i romagnoli cercano due giocatori di esperienza a centrocampo), mentre non è escluso anche l’arrivo di Nwankwo, che il Padova ha appena restituito al Parma. Altre operazioni Il Verona, dopo aver presentato

Agostini, Ragatzu e Sgrigna, adesso sta alla finestra in attesa di definire qualche cessione (su tutte quella di Bojinov, poi anche Cocco) e poi l’ultimo botto: dovrebbe essere Brienza (Palermo), ma il nome di Giacomazzi resta sempre caldo. Un nome nuovo per il Livorno: è il fantasista Raraye del Lumezzane, che piace a Nicola. Oltre a Caldirola, il Brescia ha anche bloccato Freddi della Reggina: questo perché stanno per essere ceduti Salamon e Daprelà; lo stesso Brescia per il centrocampo ha sondato per Cascione del Pescara. L’Ascoli rimanda Drame al Padova (che poi lo girerà altrove) e nell’ambito dell’operazione ha chiesto Raimondi, che però al momento è incedibile, come Cutolo e quanto pare anche Farias (il Chievo lo rivuole). La Juve Stabia ha chiesto Suciu al Torino, che invece dovrebbe dare Verdi al Novara.

LEGA PRO IL MERCATO

SERIE D

Nocerina, assalto a Ricchiuti Catanzaro: Castiglia-Ronaldo Cremonese: è più vicino Martina Rini. San Marino: preso Calvano. L’Aquila: è fatta per Ripa

li del Lecce? L’Entella per l’attacco pensa a Cori (Empoli), il Carpi ha chiesto Turchetta al Cesena, la Cremonese è a un passo da Martina Rini (Brescia). Inoltre, il San Marino ha prelevato Calvano dal Verona, mentre è ufficiale a Salò l’arrivo di Magli (Brescia).

BINDA-D’ANGELO

Seconda divisione Oltre a Ripa,

Puntuale come il Natale, ad ogni calciomercato torna a ronzare il nome di Adrian Ricchiuti, un attaccante che piace a tutti ma ha un ingaggio molto importante a Catania. C’è però una squadra disposta a fare un grande sacrificio per lui e tentare di fare il salto di qualità: è la Nocerina, che così risponderebbe alla capolista Latina che ha preso Danilevicius e Schetter, in attesa del colpo dell’Avellino (Marotta? Zigoni?) che nel frattempo ha bloccato Arini (Andria). La stessa Nocerina inoltre sta cedendo Ripa: va a L’Aquila. Altre di Prima Altri rinforzi al Catanzaro, che ha preso in prestito Castiglia dalla Reggina e il brasiliano Ronaldo, che si è svincolato dal Grosseto. Il

Adrian Ricchiuti, 34 anni LAPRESSE

Gubbio ha chiesto Cancellotti alla Pro Vercelli. Nel girone A invece il Lecce ha l’accordo con Di Michele per il suo ritorno, ma il Chievo non accetta giocatori in cambio (Giacomazzi, Jeda o Ferrario); intanto oggi il difensore costaricano Martinez firma il contratto sino a giugno, potrebbero arrivare anche Martella (ora al Perugia ma di proprietà Samp) e Casoli (Pro Vercelli) e partire Rosafio (va al Como?). E i riva-

© RIPRODUZIONE RISERVATA

a L’Aquila arriverà anche un centrocampista tra Borgese del Foligno e Piccoli del Fano. Al Borgo a Buggiano due ragazzi del Cesena: si tratta di Fioretti (era alla Tritium) e di Forte; dal club romagnolo può partire anche Martinelli, con destinazione Foligno. Il Bellaria invece ha preso Cannella dall’Ascoli. Primo acquisto per il Poggibonsi: è l'attaccante greco Apostolos Tsipouras, classe 1994, cresciuto nell' Aris Salonicco. Al Fano torna il portiere Conti (Milazzo). Doppietta Fondi: Finizza (Sassuolo) e Paganini (Frosinone). Infine Alessio Bugno, figlio dell’ex ciclista Gianni, è tornato ad allenarsi al Monza dopo l’esperienza inglese al Carlisle United, ed è in cerca di sistemazione. © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE POLEMICHE

PRIMA DIVISIONE

recuperi

Duri attacchi dall’Avellino e dalla Feralpi

Lunedì derby tra Reggiana e Carpi in tv

Borgosesia, 6 gol per il quarto posto Svolta al Bogliasco

Due club di Prima divisione sul piede di guerra attraverso i rispettivi massimi dirigenti. L’Avellino torna sullo 0 3 a tavolino per il Latina, che l’ha fatto scivolare al secondo posto: «Siamo sbigottiti — dice il presidente Walter Taccone — non per la decisione del giudice sportivo ma per il comportamento del Latina, una società che reputo seria. Il calcio non si fa così: vi assicuro che se fosse successo a noi, non avremmo fatto ricorso. Le partite si vincono sul campo». La Feralpi Salò invece se la prende con gli arbitri, dopo la multa di mille euro per offese alla terna durante la gara di domenica persa con il Pavia: «Ricevere una multa così — spiega il presidente Giuseppe Pasini — per una società che qualche settimana fa riceveva la Coppa Disciplina non è certo piacevole. Ma capisco la rabbia dei tifosi, che hanno assistito all’ennesima direzione di gara che ha compromesso e indirizzato l’andamento della partita».

Questa la situazione nei due gironi della Prima divisione e il prossimo turno. GIRONE A La classifica dopo 18 giornate: Lecce p. 31; Carpi e Alto Adige 30; Trapani 29; Entella e Pavia 26; Lumezzane* e Cuneo 23; San Marino* 22; Cremonese (-1) 21; Feralpi Salò* 18; Como (-1) 17; AlbinoLeffe (-10), Portogruaro** (-2) e Reggiana 15; Tritium* 9; Treviso (-1) 7. (**ha già riposato; *una partita in meno). Così domenica (ore 14.30): AlbinoLeffe-Cremonese (1-1); Lecce-Cuneo (2-1); PaviaAlto Adige (1-2); PortogruaroLumezzane (1-1); Reggiana-Carpi (0-2; lunedì, ore 20.45); TrapaniFeralpi Salò (2-1); Treviso-Entella (1-4); Tritium-San Marino (1-3; sabato); riposa Como. GIRONE B La classifica dopo 16 giornate: Latina (-1) p. 33; Avellino 32; Frosinone (-1) 27; Nocerina 26; Pisa e Perugia (-1) 24; Viareggio, Prato e Gubbio 22; Paganese e Catanzaro 21; Benevento 19; Andria (-2) 17; Sorrento 11; Carrarese 10; Barletta 8. Così domenica (ore 14.30): Avellino-Carrarese (1-0); Catanzaro-Latina (0-1); Frosinone-Gubbio (0-1); Nocerina-Prato (0-0); Perugia-Barletta (1-0); PisaAndria (1-1); Sorrento-Paganese (0-2); Viareggio-Benevento (0-2).

Si sono giocati altri tre recuperi in serie D. ll Borgosesia ha firmato una goleada al Sestri Levante ed è salito al quarto posto. Vince fuori casa invece il Bogliasco, che alla vigilia aveva sostituito l’allenatore: al posto di Guido Pagliuca è stato chiamato Enrico Nicolini, che però sarà in panchina da domenica (ieri al suo posto c’era Bistazzoni). Ecco i risultati e le classifiche: GIRONE A (17a giornata) Borgosesia-Sestri Levante 6-0; Tortona-Bogliasco 0-1. Classifica: Bra p. 40; Santhià e Lavagnese 39; Borgosesia 35; Chieri 34; Verbania 31; Folgore Caratese 26; Chiavari 25; Gozzano 24; Derthona 22; Bogliasco e Sestri Levante 21; Tortona 20; Trezzano 17; Asti 14; Verbano 13; Novese e Imperia 10. GIRONE D (16 giornata) Fidenza-Fortis Juventus 1-0. Classifica: Pro Piacenza p. 40; Tuttocuoio 38; Massese 33; Pistoiese e Lucchese 32; Fidenza, Mezzolara* e Spal* 30; Fortis Juventus 27; Castelfranco e Formigine 23; Castenaso 20; Camaiore e Pavullese 18; Forcoli e Rosignano 14; Riccione (-1) 13; Bagnolese 12. (* una gara in meno). IL GIUDICE SPORTIVO Diffidato il il campo del Sant’Antonio Abate. Allenatori: tre giornate a Miani (Renato Curi), due a De Luca (Monospolis), Pinna (Porto Torres) e Passarella (Potenza). Giocatori: tre giornate a Caselli (Bagnolese), Zefi (Derthona), Armeno (Ischia), Barile (Nissa), Dragomanni (Scandicci) e Zangaro (Comprensorio Montalto).


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GIOVEDÌ 10 GENNAIO 2013


GIOVEDÌ 10 GENNAIO 2013

di RUGGIERO PALOMBO

unedì, quando rassegnerà le dimissioni da L presidente del Coni, faranno quattordici anni meno quindici giorni. Tanto è durato il regno di Gianni Petrucci, secondo, quanto a longevità, solo al leggendario Giulio Onesti. Fu vera gloria? Beh, senza stare a disturbare i mostri sacri, si può affermare che al tirar delle somme Petrucci è stato un buon presidente. Al vertice ci è arrivato per vie interne, come era già capitato a Mario Pescante del quale prese il posto perché dimissionario (merce rarissima) dopo lo scandalo del laboratorio antidoping dell’Acqua Acetosa. Presidente, autentico numero uno dello

laCoppaItalia

tus e Lazio, oggi come oggi prima e seconda della Serie A. Verdetto corretto, in linea coi valori espressi giornata per giornata dal campionato, anche se ieri sera il Milan ha trascinato i campioni d’Italia ai supplementari e questo non è dettaglio di poco conto. Battuta domenica allo Stadium dalla Sampdoria e impegnata per 120 lunghi minuti nel «quarto» di Coppa Italia, la Juve sembra essere ritornata sulla terra, tra gli umani. Una squadra che deve sudarsi la pagnotta, come è giusto che sia, e che rimane in bilico sul risultato fino agli ultimi istanti del secondo «extra-time». Non esistono formazioni invincibili. Dalla Coppa Italia arriva un messaggio di speranza a chi insegue i bianconeri ogni maledetta domenica: non mollate la presa, nulla è ancora deciso, la stanchezza è uguale per tutti. Detto ciò, resta la realtà di una Juve competitiva per la vittoria finale ovunque giochi. Prima in Serie A con cinque punti di vantaggio, semifinalista di Coppa Italia, qualificata agli ottavi di

Stephan El Shaarawy e Mirko Vucinic NEWPRESS

sport italiano, Petrucci lo è diventato poco a poco, un mattoncino dopo l’altro. Grande navigatore della politica, uomo buono per tutte le stagioni nel senso meno negativo della definizione, si è destreggiato con gran mestiere tra tre Presidenti della Repubblica, cinque capi di Governo e sette tra ministri e sottosegretari vigilanti sullo sport. Una ginnastica assai faticosa, senza mai uscirne, esercizio non facile, con le ossa rotte. Sotto di lui, il bilancio del Coni è stato due volte positivo: perché ai risultati di vertice e alla pioggia di medaglie olimpiche, che per quantità sono sempre riusciti a mascherare qualche evidente limite qua-

laPuntura

LA JUVE E’ STANCA MA NON SI SPEZZA E IL MILAN E’ A UN PASSO DAL NULLA el solco del campionato. Definita la prima N semifinale di Coppa Italia: verso la fine di gennaio si ritroveranno faccia a faccia Juven-

Champions con la prospettiva di vedersela contro l’abbordabile Celtic: per criticare i bianconeri bisogna andare a caccia di pagliuzze, negli occhi travi non ce ne sono. Antonio Conte è alle prese con un fisiologico calo di brillantezza, difficile che a Vinovo abbia sbagliato i calcoli sui consumi. Presto il serbatoio ritornerà a riempirsi e la Juve «contiana» riprenderà a correre e ad aggredire gli avversari con la ferocia che le è tipica. Per il Milan, tagliato fuori dalla lotta scudetto e destinato al ruolo di vittima sacrificale del Barcellona sull’altare degli ottavi di finale di Champions, la Coppa Italia era una ghiotta opportunità. La cara vecchia coppetta nazionale poteva servire da camera di compensazione per una stagione nata male. Niente da fare, bisognerà riposizionarsi. Nell’eventualità si dovrà spacciare per successo mostruoso il terzo posto in campionato - in effetti lo sarebbe, viste le premesse - o, ipotesi più verosimile, mandare giù col sorriso il boccone amaro della qualificazione dell’Europa League, purgatorio a cui si è auto-condannata quest’anno l’Inter. Lo scenario peggiore però prevede il nulla. Milan fuori dalla Coppa Italia e dalla Champions in corso e dall’Europa che verrà, quella della stagione 2013-2014, in caso di anonimo piazzamento in campionato. Il che sarebbe clamoroso, perché il Milan è il club più titolato al mondo, ha vocazione internazionale e nel nuovo secolo non è mai uscito dall’euro-giro: ultima esclusione dalle coppe continentali nel 1998-99, annata che fruttò lo scudetto, con Alberto Zaccheroni in panchina. Il mercato di riparazione è un’opportunità da sfruttare. Riccardo Saponara, l’affare di giornata, è investimento di prospettiva. Non è sufficiente togliere un c al nome di battesimo per far finta che sia stato ingaggiato il nuovo Kakà. Per giunta Saponara traslocherà da Empoli a Milano soltanto in estate. Ci vuole molto altro, il cesto delle mele va rimpinguato. Meglio una mela marcia che tante pere nel sacco. © RIPRODUZIONE RISERVATA

ilTormentone

f Monti, candidando la Vezzali, è stato molto astuto: vuol farci credere che le sue tasse sono soltanto fioretti.

laVignetta di VALERIO MARINI

lenza da 4 milioni. E a Wesley Sneijder (nella foto FORTE) viene quasi pareggiato l’attuale ingaggio da 6 milioni. Ma l’olandese per ora continua a fare spallucce. La sensazione è che l’opzione turca non lo convinca. E prende tempo. A questo punto s’attende che il trequartista indichi un’alternativa credibile in Premier League e s’attende con ansia l’arrivo del suo gente a Milano. Ma non v’è certezza di ciò. E il giallo diventa sempre più appassionante. Nel frattempo, infatti, Moratti e i suoi collaboratori dialogano con il Galatasaray anche per Ricky Alvarez. L’asse tra i due club è sotto gli occhi di tutti. Ciò nonostante il presumibile rifiuto di Wes rischia di vanificare questa soluzione e di irrigidire sempre più i rapporti tra il giocatore e i vertici nerazzurri. Con questi presupposti lo stallo comincia a diventare preoccupante. A poco più di venti giorni dalla chiusura del mercato le prove

di ROBERTO BECCANTINI http://www.backisback.it/

No al razzismo Si dice con i fatti non con gli slogan Nella vicenda Boateng serve più testa che pancia. Seedorf e Zeman insegnano

Boateng lascia il campo per i cori razzisti a Busto Arsizio ANSA

MICHAEL PHELPS Olimpionico (Usa) di nuoto

Ho raggiunto i 92.000 $. Bello cominciare così il primo giorno @Michael Phelps

IVAN BASSO ciclista, leader della Cannondale

Valigia pronta per gli Usa. È stata dura farci stare dentro tutto l'entusiasmo e la motivazione per un grande 2013.

Tuffatrice italiana

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laRovesciata

IL CINGUETTIO DEL GIORNO

INTER-SNEIJDER, MERCATO IN STALLO PERÒ CI DEVE ESSERE UNA SOLUZIONE offerta del Galatasaray è di quelle irriL’ nunciabili. Un contratto per l’Inter da 10 milioni di euro che permetterebbe una plusva-

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TwitTwit

TANIA CAGNOTTO

d’appello potrebbero non arrivare. E la guerra di nervi sfianca tutti. Sneijder ha di fronte la prospettiva di restare ai box: un’eternità per un calciatore, soprattutto del suo livello. Il rischio di perdere la Nazionale è concreto e in vista del Mondiale... Sull’altro fronte non è un mistero che l’Inter conti sui denari di questa cessione per finanziare la campagna di rafforzamento invernale. E se tutto finisce in una bolla di sapone il danno economico per il club è immediato. Ma non solo. V’immaginate uno Sneijder ai margini per il resto della stagione? Già ora questa rinuncia di Stramaccioni divide i tifosi, visto che i nostalgici dell’olandese sono ancora numerosi. Insomma gli strascichi tecnici sarebbero evidenti. Tutto sommato questa brutta storia non conviene a nessuno. Gli equivoci si sono sommati, con effetti anche imprevedibili solo un anno fa. Che prevalga il buon senso. Ora più che mai vale la pena ripetere l’appello, sinora rimasto inascoltato. Chi farà il primo passo? E’ questo il punto più delicato. Perché il tempo stringe. O Sneijder accetta di andar via entro il 31 gennaio oppure non è il caso che rimanga un corpo estraneo.

litativo, ha sommato, passando per la Coni Servizi prima osteggiata e poi tanto amata (al punto che continuerà a presiederla fino al 30 giugno 2014), i meriti del risanamento economico dell’Ente, affondato dall’esproprio del Superenalotto. Lotta al doping in chiaroscuro, paziente ricerca di dialogo con la scuola, un po’ meno paziente con il calcio, e una presenza internazionale non proprio epocale completano il quadro. Il finale di stagione un po’ troppo sopra le righe, la scelta magari discutibile di restare in gioco attraverso il basket, l’eccessivo protagonismo nel farsi partecipe e schierarsi nella corsa elettorale alla successione, ci piace raccontarli come peccati veniali. Che siano tali o meno, ai posteri l’ardua sentenza.

di ROBERTO PELUCCHI

@ivanbasso

di CARLO LAUDISA

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PETRUCCI, MEDAGLIE E CONTI OK

ilConi

di SEBASTIANO VERNAZZA

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Va bene se mi alleno così??;@TCagnotto

ANDREA LO CICERO Giocatore azzurro di rugby

un onore essere il testimonial della campagna 6 Nation 2013 @Federugby @andrealocicero 1

ALEX DEL PIERO Giocatore del Sydney

Oggi fa un pò caldino a Sydney... Ciao a tutti ! Ale // ... @delpieroale

orno sul caso Boateng perT ché, parafrasando Giorgio Gaber, ho paura del razzismo in me, più che del razzismo in sé. Ho paura del tasso emotivo di questo Paese, severo con i deboli, molle con i potenti. Abbiamo sospeso un’amichevole (Pro Patria-Milan), ma non abbiamo fermato Lazio-Cagliari per i buuuu a Ibarbo, sepolti sotto la solita multa d’ordinanza. Fra giovedì 3 e sabato 5 gennaio sono passati due giorni, non due mesi. Lilian Thuram, ex juventino, era favorevole allo stop. Clarence Seedorf, ex milanista, contrario. Non credo che, per questo, l’olandese vada considerato un razzista. Ha toccato il nocciolo della questione. Nessun dubbio che Massimiliano Allegri abbia dato un segnale forte. Nessun dubbio che il messaggio forte sia stato fornito in una circostanza fragile (l’etichetta «amichevole» della gara). E’ questo il punto. Alla prima verifica in serie A ho colto i soliti blablabla giustificazionisti: la maggioranza che fischia la minoranza; più o meno quello che era successo, con esiti ben più drastici, nell’arena di Busto, chiusa per un turno. Joseph Blatter, ambiguo, ha prima bacchettato il Milan («non ci si ritira») e poi sé stesso («gesto coraggioso»). E’ salito sul pulpito anche Zdenek Zeman, uno tra i più riveriti concessionari di etica: «Boateng? Un altro sarebbe stato espulso». Zeman, ribadisco. Non un iscritto al Ku klux klan. Tutti noi, al posto di Kevin Prince Boateng, avremmo tirato quella pallonata, perché anche la rabbia e la ribellione hanno bisogno di simboli istintivi e non solo di calcoli datati. Ciò premesso, il regolamento parla

chiaro: se la partita fosse stata «ufficiale», di campionato o di coppa, Boateng avrebbe rischiato il rosso. La sospensione spetta alle forze dell’ordine, all’arbitro. Rammentarlo, come hanno fatto Caino-Blatter e Abele-Zeman, non significa parteggiare per le iene. Significa appoggiare coloro che cercano di debellare il razzismo nei fatti e non attraverso la vaselina degli slogan (pugno di ferro, più daspo, più partite sospese). Il problema italiano risiede nel passaggio dallo stato impulsivo allo stato esecutivo: qui si parrà la nostra nobilitate. In base al tifo e ai bacini d’influenza, non vorrei che si arrivasse al colmo di dover introdurre negli stadi strumenti per misurare l’intensità dei buuuu, visto come gli 007 federali a bordo campo sono così svegli a catturare moccoli randagi e così distratti a trascurare certi brusii, certe nenie. Ricapitolando: questure e società conoscono nomi e cognomi dei «signori» teppisti, assessori e sindaci compresi, che introducono drappi repellenti, intonano canti osceni, brindano a Hitler. Troppo spesso abbiamo difeso il colore della maglia più ancora del colore della pelle. Innamorati persi dei colpi di teatro, è la routine che ci snerva, il ritorno al tran tran di insulti che ormai consideriamo parte dell’arredamento. Vero, in Italia non era mai successo che una partita di calcio venisse sospesa per razzismo. Il difficile comincia adesso. Non si può tornare indietro. Proprio perché odio il razzismo, sto con Seedorf, sto con Zeman: testa, non pancia. E coerenza. Non siamo gli unici, a metà dal guano: siamo i più cagionevoli, dalla scuola alle curve. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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CICLISMO DOPO LA RADIAZIONE E LA PERDITA DEI 7 TOUR

Lance Armstrong, 41, nel salotto di casa tra le 7 maglie gialle

Una vita in 90 minuti Armstrong la sua verità dal salotto di casa Lance registrerà ad Austin un’ora e mezza di intervista tv con la star Oprah Winfrey: in onda il 17 gennaio in prima serata

ieri Usa Today confermava: a metà dicembre c’è stato un incontro tra il texano e Travis Tygart, il boss dell’Usada, durato più di un’ora, in cui si è discusso della possibilità di confessione. D’altro canto, rimanere sulle posizioni attuali per Armstrong significherebbe un’emarginazione a vita dalla società (oltre che dallo sport agonistico), una situazione insostenibile che potrebbe avere ripercussioni anche sui figli. Il benessere della famiglia è proprio ciò che avrà un peso determinante sulla sua decisione.

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

MASSIMO LOPES PEGNA Twitter @Pegnarol NEW YORK

Confesserà l’uso di doping? Oppure continuerà a negare ciò che ormai è evidenza schiacciante? Qualunque sia la sua intenzione, Lance Armstrong lo farà in televisione. Davanti al microfono che gli porgerà una delle donne più popolari e potenti d’America: Oprah Winfrey. L’appuntamento è fissato per il 17 gennaio, un giovedì sera, alle 21 (le 3 di venerdì mattina in Italia): primetime. E già si parla di audience pazzesca. La chiacchierata con Armstrong durerà novanta minuti, e verrà registrata in anticipo nella residenza dell’ex campione sulle colline di Austin. Così prevede la formula del nuovo

il ritratto

Armstrong «televisivo»: qui da David Letterman...

show sul canale di sua proprietà, Own (Oprah Winfrey Network), da quando ha chiuso i battenti quello cult (The Oprah Winfrey Show) nel 2011: non sono più i suoi illustri ospiti ad andarla a trovare e accomodarsi nei comodi divani dello studio tv, ma è lei a spostarsi in giro per il mondo. Una volta a Haiti per intervistare Se-

an Penn, un’altra in New Hampshire a casa di Steve Tyler degli Aerosmith. Ora, in Texas a villa Armstrong. Scommessa Chi conosce bene Oprah è pronto a scommettere che se la First Lady della tv aprirà il suo stimato confessionale, non lo farà per fare ribadire al texano la sua totale innocenza.

Nonostante il legale Tim Herman continui a sostenere di non essere a conoscenza di una possibile ammissione da parte del suo cliente, Lance sembra intenzionato a parlare. Almeno lo scriveva l’altro giorno il New York Times con un articolo a firma di una delle «nemiche» dichiarate dell’ex vincitore di sette Tour, Juliet Macur. E

«Cercò di donare soldi all’Usada» E’ giallo intorno alla dichiarazione di Travis Tygart, il numero uno dal 2007 dell’Usada, l’agenzia antidoping americana: «Nel 2004 Armstrong aveva cercato di farci una donazione di 250.000 dollari, che era stata rifiutata». Episodio mai venuto alla luce fino a ieri, 9 anni dopo. «Non c’è niente di vero in questa storia», la replica di Tim Herman, legale del texano.

IL CASO

Katusha, slitta l’udienza al Tas Non sarà oggi l’udienza del Tas sul caso-Katusha di Purito Rodriguez, che non ha avuto la licenza World Tour. Il Tribunale dello sport di Losanna non ha ancora scelto gli arbitri, anche se ha fatto sapere di voler decidere sul tema entro fine mese. Intanto la squadra russa avrebbe chiesto all’Uci una licenza professional provvisoria per il Tour de San Luis (21-27).

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Oprah, la donna che sposta un milione di voti Da lei la pace Tyson-Holyfield dopo il morso

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

NEW YORK

Il suo show è diventato persino materia di studio alla University of Illinois. Perché non si catturano per anni 12 milioni di spettatori in orari pomeridiani se non sei una fuoriclasse. Ma non ci sono segreti, la chiave del successo di Oprah Winfrey e del suo «Oprah Winfrey Show» dal 1986 al 2011 è ciò che si vede davanti alle telecamere: il suo volto genuino e sincero. Alla fine, la spiegazione sta in una semplice frase: «Coinvolge la gente, perché è lei la prima a rimanere coinvolta». Ricrea davanti a immense platee l’intimità di casa e mette a proprio agio gli ospiti famosissimi che accettano di sedersi sul celebre divano. Chi va da Oprah finisce con il raccontare fatti personali che non avrebbe mai pensato di rivelare a un’audience nazionale. Perché è lei la prima a confidarsi, e a svelare senza pudore dettagli privati della sua infanzia. La sua empatia con i personaggi che sfilano nel suo salotto

...e sopra da Larry King al «Larry King live» AP

Testimonianza Una confessione totale e sincera potrebbe in parte ripulirgli l’immagine di «uomo nero», ma avere un pesante contraccolpo sulle finanze. Diventerebbe improvvisamente liable a una serie di cause civili ancora pendenti. Per non parlare della possibilità del carcere per falsa testimonianza. L’ipotesi più gettonata è che siano in corso febbrili trattative per arrivare a una soluzione accettabile. Con la credibilità andata a pezzi — e persi i titoli sportivi — il prezzo da pagare (anche decine di milioni di dollari, che comunque non lo lascerebbero sul lastrico) come «riscatto» per garantire una vita serena per sé, moglie e figli, potrebbe essere il modo più semplice per sanare tutti i suoi guai.

LA DENUNCIA

Oprah Winfrey, 58, abbraccia il presidente Barack Obama REUTERS

provoca boom di ascolti. Da Oprah si chiacchiera amabilmente, anche di argomenti di spessore, e lei partecipa e si emoziona con i suoi interlocutori. Love La sua intervista con Michael Jackson del 1993 è tuttora la più vista nella storia della televisione (36.5 milioni). Da lei, nel 2005, Tom Cruise si mette a saltare sulla poltrona mentre grida: «I am in love, I

am in love». Erano gli inizi della sua storia d’amore con Katie Holmes. Nel 2009, invita Mike Tyson ed Evander Holyfield che non si parlavano dal giorno in cui il primo aveva staccato a morsi il lobo dell’orecchio dell’altro durante il mondiale dei massimi del ’97. E da lei si stringono la mano e sussurrano messaggi di pace. Sempre nel 2009, Witney Houston in lacrime rivela i dettagli sulla fine del suo matrimonio con Bobby Brown e sulla loro vita di abusi, alcol e droga. E’ il Wall Street Journal a coniare una definizione che diventa un’etichetta trionfale: «Oprahfication». Ovvero la pubblica confessione come forma di terapia. Sguardo Per questo, c’è chi è certo che Lance Armstrong si lascerà ammaliare da quello sguardo dolce e comprensivo e consegnerà ad Oprah i suoi segreti più reconditi. Non per nulla Life l’ha definita la donna più potente d’America. Mentre il Ti-

me l’ha messa nella lista delle persone più influenti del mondo dal 2004 al 2011. Quando nel 2008 sponsorizza pubblicamente per la prima volta un candidato alla Casa Bianca, Barack Obama, i sondaggi stabiliscono che alle primarie democratiche abbia spostato più di un milione di voti. Viene dal nulla, un buco di paese (Kosciusko) di uno Stato del Sud (Mississippi) e tanta povertà. I suoi vestiti sono ricavati da

sacchi di patate. Viene violentata a nove anni, rimane incinta a 14, ma il figlio muore poco dopo la nascita. Un fratello, Jeffrey, muore di Aids nel 1989. Una sorella, Patricia, scompare per overdose a 42 anni. Si fa le ossa nelle radio di provincia, ma quando a Chicago le offrono un’opportunità importante il suo talk-show risale dall’ultimo posto fino a sorpassare quello di Phil Donahue, allora un’istituzione. Oprah Winfrey tra gli ex pugili Evander Holyfield (a sinistra) e Mike Tyson

La sua forza è il suo passato. Preparata sui temi forti, conosce i problemi della gente comune. E’ vera, senza paura di schierarsi. Come durante una storica puntata del 1990 quando parla dei matrimoni gay, allora temi tabù. Una spettatrice si indispettisce: «Sono stufa di certi esibizionismi da parte degli omosessuali». E lei la zittisce: «E io sono stufa di certi maschi eterosessuali che stuprano e sodomizzano giovani ragazze». La platea la applaude a scena aperta. E’ un trionfo. Gli indici d’ascolto s’impennano. Diventerà presto la più pagata (persino più di Larry King): 260 milioni di dollari in un anno. E la prima donna di colore americana a superare il miliardo di dollari. Nel 2011 chiude il suo show e s’inventa un canale tutto suo: Own (Oprah Winfrey Network). Ora è lei che entra nei salotti dei suoi ospiti. In quello di Armstrong, giovedì prossimo, tenterà di stabilire un altro primato nella storia della televisione. m.l.p. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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MOTORI

F.1 Istruzioni per l’uso GIORGIO PIOLA

È iniziato il conto alla rovescia di una delle fasi più interessanti di una stagione di F.1: quella della presentazione delle nuove monoposto, fase ricca di aspettative e sorprese paragonabile a una partita di poker. Alcune soluzioni sono prevedibili, legate alle modifiche al regolamento tecnico apportate dalla Federazione. Poche per la verità, ma pur sempre significative, quelle del 2013, in attesa della grande rivoluzione 2014. Gradino Innanzitutto c’è l’aboli-

zione del vincolo del poco estetico gradino sui musi delle monoposto. Le squadre ora hanno la possibilità di coprirlo con un pannello che ha solo una funzione estetica. Possibilità, non obbligo, con qualche team che potrebbe anche decidere di conservarlo sfruttandolo per scopi aerodinamici o altro, come potrebbe fare la Red Bull, che lì nascondeva canalizzazioni per raffreddare le centraline. Sotto la copertura, dovrà restare immutata la parte strutturale, che rispetta per ragioni di sicurezza i limiti in altezza dei musi per limitare danni ai piloti in caso di collisioni a T fra monoposto. Protezioni Sempre in tema di sicurezza il regolamento prevede un potenziamento delle strutture deformabili adibite alla protezione laterale dell’abitacolo e del roll bar. Inoltre, tutti i telai dovranno superare i crash test prima di essere utilizzati in eventi ufficiali (quindi anche i test invernali). Peso Non percepibile invece

dall’esterno l’aumento del peso minimo di 2 chili per compensare l’aggravio di peso delle nuove gomme Pirelli, studiate per garantire più spettacolo. L’aumento ha comportato un’analoga variazione dei valori nella distribuzione dei pesi per mantenere il rapporto introdotto nel 2012. Limitazioni Vi sono poi due nor-

me che penalizzeranno le prestazioni. La prima riguarda l’introduzione di un più severo controllo della flessibilità delle ali anteriori, per evitare flessioni sul piano trasversale e longitudinale, con una tolleranza dimezzata! La seconda riguarda la proibizione di utilizzare l’apertura del flap dell’ala posteriore

Drs limitato e ali più rigide Ma Newey che fa?

NO DI ECCLESTONE

Il regolamento impone una serie di novità nella costruzione delle monoposto. C’è attesa per l’«interpretazione» Red Bull La guida 1) Il peso minimo è aumentato di 2 chili (642). La distribuzione dei pesi passata a 292 chili all’avantreno e 343 al retrotreno; 2) Si potrà coprire lo scalino con un pannello; 3) Più severo il controllo sulla flessibilità dell’ala anteriore (10 mm di flessione); 4) Più severi i crash test per il roll bar e (5) le protezioni laterali; 6) Proibito il doppio comando del Drs per attivare un secondo dispositivo in simultanea; 7) Proibite le canalizzazioni per favorire l’F-Duct anteriore PIOLA

(Drs) per comandare un secondo Drs al retrotreno (come ha fatto la Red Bull da Singapore) o all’avantreno (come la Mercedes da inizio stagione). Inoltre l’utilizzo del Drs in prova e qualifica sarà equiparato a quello in gara, su espressa richiesta dei piloti che spesso hanno rischiato andando a caccia del tempo limite in qualifica. Queste ultime limitazioni dovrebbero ridurre i vantaggi in qualifica delle Red Bull, mentre il campo di battaglia si sposterà sulla possibilità di sfruttare al massimo il doppio Drs passivo, introdotto lo scorso anno da Lotus e Merce-

des ma solo come banco di ricerca per il 2013 senza averlo mai sfruttato in gara. Sorprese Questi i limiti regolamentari, ma la possibilità di vedere soluzioni sorprendenti è sempre molto alta e non tutte potrebbero essere partorite dal

Galleria del vento Ferrari: iniziati ieri i lavori di ristrutturazione a Maranello

mago Newey. Ci si aspetta infatti una reazione dalle «altre» squadre, sicuramente McLaren e Ferrari (che ieri ha iniziato i lavori di ristrutturazione della galleria del vento a Maranello), ma soprattutto Mercedes, che dopo il 3˚ fiasco consecutivo ha anticipato tutti nella progettazione. Intanto a Milton Keynes fanno sapere di essere in ritardo con la RB9 che vedremo in pista per ultima. E gli avversari tremano: se anche quest’anno Newey presenterà novità importanti, sarà difficile riuscire a controbattere velocemente.

Taccuino

Botturi 4˚ ora è la punta Husqvarna Casteu e Roma al primo centro

ELISABETTA CARACCIOLO ARICA (Cile)

La nebbia mattutina e poi il grande caldo in riva all’Oceano Pacifico di Arica accolgono David Casteu (Yamaha) vincitore della sua prima tappa alla

Dakar, una breve prova di 136 chilometri fra fesh fesh, fuoripista e discese sassose: primo davanti al compagno Olivier Pain che resta in testa alla generale proprio su Casteu. Terzo tempo per Juan Pedrero (Ktm) che ha preceduto di 27" Alessandro Botturi (Husqvarna), ormai uomo di punta Husqvarna dopo la brutta giornata di Joan Barreda, che dopo aver cambiato motore nella notte (15’ di penalità) ha rotto la pompa della benzina, arrivando al traguardo con oltre 3 ore di ritardo. Botturi ora è 7˚ assoluto a 14’ da Pain, con Jordi Viladoms, con

Nè Austria, nè Turchia e campionato con 19 GP anzichè 20. Bernie Ecclestone, intervistato dal quotidiano austriaco «Kronen Zeitung», ha escluso la possibilità che la data del 21 luglio, riservata dalla Fia per un Gran Premio in Europa, venga utilizzata. «Chi avrà quella data? Forse nessuno, resta libera e vacanze più lunghe». L'ipotesi Austria viene esclusa dal patron del circus per ragioni logistiche: «troppi pochi alberghi». Ecclestone, invece, resta fiducioso per il Gp di Germania, in programma il 7 luglio: «Non so se al Nürburgring o Hockenheim, ma non possiamo di perdere il Gp tedesco».

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34a DAKAR LA MARATONA DEL DESERTO IN CILE

Nelle moto Barreda rompe la pompa-benzina e prende 3 ore di penalizzazione

Niente GP Austria Le gare 2013 saranno solo 19

l’Husqvarna clienti 5˚. NOVITÀ MCLAREN Vai Nani Fra le auto prima vitto-

ria di Roma (Mini) sul compagno Peterhansel, sempre primo in generale, mentre i camion sono arrivati nella notte italiana. Oggi sesta tappa, da Arica a Calama, in pieno deserto dell’Atacama, con una tappona di 768 km di cui 455 di speciale. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Continua la rimonta di Alessandro Botturi, 37 anni, con la Husqvarna REUTERS

CLASSIFICHE — La 5ª tappa: Moto: 1. Casteu (Fra-Yamaha) in 1h39’42"; 2. Pain (Fra-Yamaha) a 1’09"; 3. Pedrero (Spa-Ktm) a 2’58"; 4. Botturi (Ita-Husqvarna) a 3’25"; 5. Despres (Fra-Ktm) a 4’07"; 5. Rodrigues (Por-Honda) a 4’52". Generale: 1. Pain in 11h51’29"; 2. Casteu a 1’15"; 3. Despres a 6’07"; 7. Botturi a 14’. Auto: 1. Roma (Spa-Mini) in 1h49’40"; 2. Peterhansel (Fra-Mini) a 1’23"; 3. Gordon (Usa-Hummer) a 1’41". Generale: 1. Peterhansel in 10h55’32"; 2. Al-Attiyah (Qat-Buggy) a 9’54"; 3. De Villiers (SA-Toyota) a 33’50".

Primo giorno di Perez Il pilota messicano Sergio Pe rez ha vissuto ieri il suo primo gior no di lavoro alla McLaren. «Quando si entra qui si vedono grandi nomi scritti sulle macchine», ha detto il sostituto di Hamilton, che è arrivato al volante di una McLaren MP4 12C Spider convertibile arancione.

CALENDARIO SUPERBIKE

India a rischio (p.g.) L’India, 2a prova del Mondiale Superbike il 10 marzo, è a rischio. La dogana chiede (2 setti mane prima della gara) una garan zia temporanea pari al valore del materiale importato: era successo già alla F.1, la Sbk non lo sapeva? La prossima settimana a Madrid l’orga nizzatore Dorna ha convocato a Ma drid una riunione con i team e il re sponsabile della logistica.


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MONDOMOTORI AUTO

150 NOVITÀ ASPETTANDO LA

ENZO

Parte da Detroit il sogno dell’auto per battere la crisi Dagli Usa agli altri saloni del 2013 una valanga di novità che strizzano l’occhio ai mercati europei. La supercar del Cavallino è la più attesa CORRADO CANALI

Non sarà un anno come gli altri, il 2013, almeno per l’auto. La crisi in Italia, ma più in generale in Europa, potrebbe ridurre ai minimi termini un settore che soltanto qualche anno sembrava una meccanismo perfetto: da noi il 2012 è tornato ai livelli del 1979... Non tanto tempo fa nessuno avrebbe rinunciato all’ultimo modello, anche se il prezzo della benzina andava alle stelle. Oggi invece si parla insistentemente di demotorizzazione come di un possibile tramonto per l’uso dell’auto. Prospettive Per i giovani, cioè gli acquirenti di

domani, l’auto non rappresenta più un mezzo privilegiato, così come preferiscono servirsi della rete piuttosto che consultare la vecchia carta. Ma i costruttori non ci stanno e ad ogni inizio d’anno mettono sul piatto il solito copione: tante novità, proposte innovative, una gran voglia di voltare pagina. La sensazione, però, è che manchi l’idea forte, in grado di imprimere una svolta ad un settore ormai depresso. Chissà che non arrivi dal mix di nuovi modelli, varianti inedite, strategie mirate che dal Salone di Detroit (la settimana prossima) ci accompagnerà per tutto il 2013. Sono 150, ma forse anche di più, i nuovi arrivi. Ecco i principali. Successi Cominciamo dalle «piccole», le più gettonate, almeno da noi. Il 2013 sarà l’anno dell’ampliamento dell’offerta della Fiat 500L: arriveranno infatti sia la versione a 7 posti, XL, sia il crossover urbano Trekking, già presentato negli Usa. La risposta dei francesi non si farà attendere: Peugeot ha già annunciato la 208 GTi, una versione sportiva, ma anche il crossover 2008; per Renault ecco la Clio Sporter, una familiare, ma anche la Captur, Suv compatto alternativo alla 2008. Due le new entry di Citroën: la nuova C3 Picasso e la «glamour» DS3 Cabrio. Mini, invece, punterà sulla Paceman, che al Salone di Detroit sarà proposta nella variante più corsaiola JCW. Mix In arrivo sempre più crossover compatti:

Chevrolet Trax e Ford EcoSport, mentre Volkswagen, in attesa della piccola Taigun, punterà sulla Cross Up!. Tra i Suv di dimensioni medie, invece, oltre della Ford Kuga, arriverà un’inedita Toyota Rav4, dalla Porsche la Macan, un piccolo Cayenne per il quale Walter de Silva, responsabile stile del Gruppo Volkswagen, stravede. Volvo, infine, presenterà la V40 Cross Country. Attacco È lungo anche l’elenco delle «medie»: Kia Pro Cee’d, Seat Toledo, Toyota Auris, VW Golf Gti, Gtd e Variant, ma anche il Maggiolino Cabriolet. Poi le proposte «premium» Mercedes, la berlina-coupé 4 porte CLA e, dall’autunno, l’Audi A3 berlina. Bmw cambia la numerazione introducendo la Serie 4 per i mo-

ALFA ROMEO 4 C

AUDI SQ5

BMW SERIE 4 COUPÉ

Trazione posteriore e motore centrale 1.750 a 4 cilindri. Ecco l’auto che segnerà il ritorno del marchio del Biscione negli Stati Uniti

Ecco il nuovo suv sportivo proposto dalla Casa tedesca con il motore a benzina da 354 cavalli, ma soltanto per i mercati americani e cinese

La Bmw Serie 4 Coupé, rispetto alla generazione attuale (Serie 3), avrà un abitacolo più spazioso e comfortevole grazie alla distanza tra gli assi maggiore

CORVETTE C7 CITROËN DS 3 CABRIO La DS3 Cabrio sceglie la formula della capote elettrica in tela, che mantiene inalterato il design dei montanti e dell'abitacolo a cinque posti

LE DATE DELLE USCITE

La rossa e la Quattroporte al Salone di Ginevra di marzo Ecco i mesi d’uscita delle principali novità. GENNAIO - MARZO: Citroen DS Cabrio Nuova Ferrari Enzo Ford Kuga Kia Carens Maserati Quattroporte Mini Paceman Clio Sporter Toyota Rav4 VW Maggiolino Cabrio. APRILE - GIUGNO: BMW Serie 4 Fiat 500L Trekking Kia Pro Cee'd GT Mercedes CLA Peugeot 208 GTi Renault Captur Lexus IS Hybrid VW Golf GTI e GTD LUGLIO - SETTEMBRE: Alfa Romeo 4C Fiat 500 L XL Ford EcoSport Classe E Coupé e Cabrio Porsche Macan VW Golf Variant. OTTOBRE - DICEMBRE: Audi A3 berlina Mini Paceman JCW Porsche 918 Spyder .

Si tratta dell’evoluzione della super classica «rossa made in Usa» che sarà presentata in anteprima all’imminente Salone di Detroit dove è atteso l’annuncio di un prezzo di vendita che si sussurra sarà molto interessante

delli a 3 porte della Serie 3, in attesa di passare alla trazione anteriore con un crossover compatto previsto per fine anno. Super Tanti debutti tra le «top car». La nuova

Ferrari Enzo da 900 CV, prima ibrida del Cavallino. La Porsche 918 Spyder, sempre ibrida, da 770 CV. Ancora, la Corvette C7, una «rossa made in Usa», ad un prezzo molto interessante: verrà presentata a Detroit. Sempre in tema americano, cresce l’attesa per l’Alfa Romeo 4C, una trazione posteriore che segnerà il ritorno negli Usa del Biscione. Vetrina Il Salone di Detroit aprirà al pubblico il 19 gennaio (fino al 27), ma avrà una lunga vigilia, da lunedì 14 per i top manager delle Case. Ci sarà ovviamente l’a.d. di Fiat-Chrysler, Sergio Marchionne, una «star» negli Usa. Tantissime le anteprime, che presto vedremo anche in

MERCEDES COUPÉ E CABRIO Entrambe le vetture mostreranno gli aggiornamenti estetici appena presentati sulle Mercedes Classe E berlina e Station Wagon

Europa. Una della «regine» sarà la Maserati Quattroporte, che debutta negli Usa e contemporaneamente in Europa. Scelta diversa per Audi, che propone il Suv sportivo SQ5 col motore a benzina da 354 CV solo per i mercati americano e cinese. Dodge (Gruppo Fiat-Chrysler) fa debuttare la Dart GT, una versione sportiva della «media» su pianale Giulietta. Mercedes, invece, espone sia la nuova Classe E, sia le varianti, Coupé e Cabrio. Ford presenta addirittura un furgone, il Transit Connect; Hyundai svela con una concept, HDC-14, prefigurazione per lo stile futuro dei suoi modelli «premium». Infine Lexus, il marchio di lusso più ecologico, svela la IS Hybrid, unico modello non ancora «ibridizzato» che, vista la taglia media e il prezzo accessibile, sarà temibile rivale per le auto di lusso, specie negli Usa, dove l’ecologia è ormai una delle più sentite motivazione d’acquisto. © RIPRODUZIONE RISERVATA


GIOVEDÌ 10 GENNAIO 2013

la scheda FERRARI F150 «NUOVA ENZO» PER LA PRIMA VOLTA IBRIDA OLTRE 900 CV E TECNICA DA F.1

L’erede della Ferrari Enzo, nome in codice F150, sarà presentata a inizio marzo al Salone di Ginevra, quindi in contemporanea con la rivale McLaren P1. Per la prima volta Maranello utilizza la tecnologia ibrida sul proprio modello di punta

V12 ASPIRATO La Ferrari resta fedele al motore V12 aspirato di 6,3 litri, abbinato al sistema di recupero di energia Hy Kers, per ridurre le emissioni del 40%. Potenza totale superiore ai 900 Cv (di cui 800 garantiti dal propulsore tradizionale e il resto da quello elettrico). 4 FIBRE Il telaio è progettato attorno a una vasca di carbonio costruita con 4 diverse fibre, grazie all’uso di tecnologie aeronautiche. Vi ha collaborato anche Rory Byrne. Lo stile è curato dal Centro interno diretto da Flavio Manzoni. Si parla di una tiratura in soli 500 esemplari

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TUTTE LE DATE

Le date dei saloni dell’auto del 2013. 19-27/1 Detroit 11-20/1 Bruxelles 9-18/2 Chicago 7-17/3 Ginevra 27/3-7/4 New York 29/3-7/4 Seul 21-27/4 Shanghai 11-19/5 Barcellona 20-30/6 Buenos Aires 14-22/9 Francoforte 19-27/1 Detroit 11-20/1 Bruxelles 9-18/2 Chicago 7-17/3 Ginevra 27/3-7/4 New York 29/3-7/4 Seul 21-27/4 Shanghai 11-19/5 Barcellona 20-30/6 Buenos Aires 14-22/9 Francoforte 18-27/10 Johannesburg

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TRA 8 GIORNI

Moto: pronte le nuove patenti Per i ciclomotori scatta la «AM» che sostituisce il patentino GIOVANNI CORTINOVIS

Mancano 8 giorni all’entrata in vigore delle nuove patenti. Previste dal decreto legislativo 18 aprile 2011 n. 59 hanno lo scopo di uniformare la realtà italiana al sistema degli altri paesi europei: dai 110 modelli presenti negli anni Novanta negli stati dell’Unione Europea si è infatti arrivati a una condivisione delle categorie di patenti e delle età minime per il conseguimento. Ciclomotori Partendo dal basso,

la prima nata è la patente AM che sostituisce il certificato di idoneità alla guida di ciclomotori e minicar, fermi restando i 14 anni di età minima. Con le nuove norme non hanno più valore preparatorio all’esame i corsi che so svolgevano nelle scuole. In più, essendo una patente a tutti gli effetti, la AM va rinnovata come le altre (ogni 10 anni fino a 50 anni, ogni 5 fino ai 70 e ogni 3 fino agli 80) ed è soggetta alla decurtazione dei punti in caso di sanzioni. Crescono i limiti All’invariata A1

FIAT 500 TREKKING DODGE DART La Dodge (gruppo Fiat-Chrysler) fa debuttare la Dart GT, una versione sportiva del modello realizzato sul pianale della Giulietta Alfa Romeo

La nuova Fiat 500L Trekking ha un allestimento orientato soprattutto all’uso specifico per il tempo libero. In Europa verrà presentata in occasione del prossimo Salone di Ginevra e quindi commercializzata subito dopo

MASERATI QUATTROPORTE Con la Berlina della Casa del Tridente si può scegliere anche il V8 da 530 Cv dalla Ferrari

VOLVO CROSS COUNTRY

TOYOTA RAV 4

VW MAGGIOLINO CABRIOLET

La Volvo punta sulla nuova V40 Cross Country, la versione più specializzata per il fuoristrada della gamma attualmente in produzione

La Toyota Rav4 2013 arriverà nel secondo trimestre del 2013. Per ora si sa che la versione Usa avrà il quattro cilindri benzina 2.5 da 176 Cv

Il nuovo Volkswagen Maggiolino perde il tetto e debutta oltre oceano in versione cabrio. Entro la primavera sarà disponibile anche in Europa

MINI PACEMAN PEUGEOT 2008 Con la sigla 2008 la Peugeot farà debuttare questo crossover urbano che sarà lungo soltanto 416 cm. Previsti diesel e il 3 cilindri benzina da 99 g/km di CO2

Disponibile al momento del lancio in abbinamento a motorizzazioni benzina, turbodiesel e alla trazione a due ruote motrici o integrale Mini ALL4, la nuova Mini Paceman sarà in Italia dalla primavera 2013 a partire da 24.500 euro

RENAULT CAPTURE Sta entrando in produzione e amplierà la gamma della Casa francese con un piccolo crossover sia in versione 4X4 sia a trazione anteriore

Per adeguarsi alla legislazione europea le patenti moto saranno diversificate

(per motocicli fino a 125 cmc, a 16 anni) si aggiunge la A2 che prende il posto della A ad accesso graduale: con questa si potranno guidare moto con potenza massima di 35 kW, purché il rapporto peso/potenza non superi i 2 kW/Kg e non siano derivate da esemplari che sviluppano più di 70 kW. L’aumento di 10 kW rispetto ai 25 kW della patente in vigore oggi permetterà ai diciottenni di guidare moto come la Honda NC700S e la Kawasaki W800 (35 kW) e scooter come il Gilera Fuoco 500 (29 kW), il Piaggio Beverly 500 (29 kW) e il TMax Yamaha (34 kW). La stessa A2 permetterà dopo 2 anni dal conseguimento di guidare anche le moto più potenti, ma anziché in automatico come finora la promozione sarà possibile solo dopo un nuovo esame pratico Cresce invece l’età minima, dai 21 ai 24 anni, per chi vuole prendere la patente A (cioè per motocicli senza limiti di potenza) senza essere stato prima in possesso delle sorelle minori. Non ci sono invece modifiche per le patenti B mentre vedono la luce le C1 e D1. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 10 GENNAIO 2013

BASKET UN DIRIGENTE ITALIANO NELLA NBA

Tu vuo’ fa’ l’americano MASSIMO ORIANI

Gianluca Pascucci è sempre stato «americano». Uno dei primi scout e poi manager in Italia con un occhio oltreoceano. Dopo Maurizio Gherardini, ai Toronto Raptors nel 2006, l’ex gm di Milano è ora il secondo dei «nostri» a lavorare full time negli States per una squadra pro’, gli Houston Rockets, con l’incarico di «director of player personnel». Pascucci, ci spieghi di cosa si occupa.

«La vita si divide tra ufficio e viaggi di scouting. Presto particolare attenzione ai giocatori che potrebbero essere scelti nel draft, quelli collegiali ma soprattutto europei. Ma anche ai free agent e ai possibili scambi, da qui alla deadline del 21 febbraio. I Rockets, come tutti, cercano costantemente un modo per migliorarsi, per diventare una squadra da titolo. Le giornate scorrono veloci, ci sono riunioni con tutto lo staff almeno una volta la settimana, video da visionare, allenamenti a cui presenziare». E poi tanti viaggi per lo scouting. Ce ne descriva uno tipico.

«La scorsa settimana sono partito da Houston e atterrato a Knoxville per assistere a Tennessee-Memphis. Il giorno dopo altro volo, per Dallas di prima mattina, auto a noleggio, due ore per arrivare a Waco e seguire Baylor-Texas. Poi altre due ore per tornare a Denton, periferia di Dallas, per un’altra partita, North Texas-Louisiana Monroe».

un oceano di mezzo». Ma essere lì è tutta un’altra cosa...

«Infatti, dopo 3 mesi me ne sono reso ampiamente conto. Avere giorno dopo giorno, minuto dopo minuto, il polso della situazione di tutto quanto accade in squadra è davvero speciale. E poi è anche la chance di fare un’esperienza di vita diversa». I Rockets stanno andando alla grande, 10 vittorie nelle ultime 12 gare, compresa quella coi Lakers di martedì notte.

«Stiamo attraversando un ottimo momento dopo un inizio difficile. James Harden è arrivato 3 giorni prima del via della stagione, dopo un paio di gare vinte d’istinto, è normale ci fosse bisogno di un periodo d’assestamento, soprattutto tenendo conto che nella Nba c’è poco tempo per allenarsi. Stiamo ancora crescendo, Lin è vicino al 100% dopo l’operazione estiva, Asik è uno dei giocatori più sottovalutati dalla lega, Parson è in grande ascesa. Siamo la squadra più giovane della Nba, se ci

«A Houston si è coronato il mio sogno»

IL CASO

I Rockets volano White invece resta a terra

Pascucci: «Non è stato facile lasciare Milano ma sono cresciuto nel mito della Nba»

I Rockets volano, Royce White resta a terra. Houston continua a vincere, anche senza la sua prima scelta all’ultimo draft (numero 16 assoluta). La talentuosa ala da Iowa State, che nella preseason aveva ottenuto di effettuare le trasferte in bus, per la paura di prendere l’aereo, nei giorni scorsi è stato sospeso senza paga dalla franchigia texana per aver rifiutato la retrocessione in D League con i Rio Grande Valley Vipers. White, che soffre di attacchi d’ansia, non ha ancora giocato in regular season.

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Gianluca Pascucci 40 anni. A lato James Harden

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CIAM/AFP

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Il mio lavoro si divide tra scouting, mercato e free agent Seguo con attenzione la serie A: Varese e Sassari sono ormai due realtà La famiglia si è ambientata, mia figlia di 4 anni parla già con accento texano...

Cosa l’ha spinta a questa scelta?

«Non è stato facile lasciare Milano, dove mi trovavo in una situazione privilegiata. Ma c’era la voglia e la possibilità di coronare un sogno essendo cresciuto, come tanti, con il mito della Nba. Avevo già avuto la fortuna di lavorare dall’Italia per i Rockets, che mi avevano fatto sentire loro parte integrante anche con

avessero detto alla vigilia che saremmo stati 21-14 a questo punto, ci avremmo messo la firma». Come vede il campionato italiano da lontano?

«Lo seguo, vedo molte partite. Direi che ci sono squadre

che forse dopo 3 mesi non è neppure più giusto chiamare rivelazione ma splendide realtà come Varese e Sassari. Cantù sta facendo molto bene, Siena resta solida e lo dimostra anche in Eurolega, mentre Milano sta soffrendo. Da pesarese mi piange il cuore per la Scavo, spero riesca a uscire da questo momento poco felice».

Come si spiega la crisi dei Lakers, vista da vicino?

che inizia col piede sbagliato e poi, per una serie di situazioni, tra cui la sfortuna visti i tanti guai fisici, non riesci a rimettere in carreggiata. Il problema è che a Ovest è difficile recuperare terreno, la lotta per i playoff è serrata. Spero che Mike D’Antoni riesca a fare un buon lavoro. Ma non contro di noi!».

«Sembra una di quelle stagioni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

La famiglia si è ambientata in Texas?

«Sì, si trova bene. Mia figlia di 4 anni e mezzo da quando va all’asilo non vuole più tornare a casa e parla già inglese con l’accento di qui».

stars& stripes

IL CANADESE È IL QUINTO A SUPERARE LA QUOTA

Nash, diecimila assist «Ma fatico a gustarmeli» Lakers sconfitti a Houston e festa sottotono. Kobe: «Un traguardo straordinario» «Benvenuto nel clan dei diecimila». Mark Jackson, ex play dei Knicks e ora coach di Golden State, ha così celebrato via Twitter il traguardo tagliato da Steve Nash, 38enne regista canadese dei Los Angeles Lakers, che nella sconfitta in casa dei Rockets è entrato nella ristretta élite composta da John Stockton, Jason Kidd, Jackson e Magic Johnson. «Se faccio un passo indietro è un altro esempio di una carriera da favola — ha detto Nash a fine gara — Ma in questo momento faccio fatica a gustarlo». In effetti c’è poco da festeggiare in casa gialloviola, partiti

numero minimo di gare disputate avendone giocate solo 10 per via dell’infortunio a una gamba). Il suo top sono stati gli 11.5 del 2004-05 con i Suns di Mike D’Antoni, squadra con cui ha anche conquistato due premi di mvp della stagione regolare. Kobe Anche Kobe Bryant, ap-

Steve Nash, play canadese dei Lakers, compirà 39 anni il 7 febbraio AFP

con aspirazioni da titolo con l’arrivo dello stesso regista e di Dwight Howard e che invece ora rischiano addirittura di non qualificarsi ai playoff. Percentuale Ma la crisi di Los

Angeles non può sminuire l’impresa di Nash, che è addirittura secondo tutti i tempi se si tiene

in considerazione la percentuale assist in relazione ai canestri realizzati dalla squadra con lui in campo, con il 42%, dietro a Stockton (50%) ma davanti a Magic (41%) e Jackson (39%). In stagione l’ex play di Dallas e Phoenix viaggia a 8.9 di media, potenzialmente quarto nella lega (non ha ancora raggiunto il

prodato su Twitter da pochi giorni, ha voluto congratularsi col suo playmaker: «Voglio lasciare da parte per un istante la frustrazione e fare i complimenti a Steve per questo straordinario traguardo. Peccato non avergli regalato anche una vittoria». E ora dove vuole arrivare Nash? «Ad essere sincero non so neppure chi ho davanti» ha risposto dopo la gara. Una volta informato che in vetta c’è Stockton oltre 15.000, Steve ha replicato: «Beh, allora direi che la risposta è non fino a lì». m.o. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Risultati: Minnesota-Atlanta 108-103 (Pekovic 25; L.Williams, Smith 21); Milwaukee-Phoenix 108-99 (Jennings 29; Dragic 21); Houston-LA Lakers 125-112 (Harden 31; World Peace 24); Philadelphia-Brooklyn 89-109 (Holiday 19; D.Williams 22); Indiana-Miami 87-77 (George 29; Wade 30).

TUTTI DIETRO STOCKTON GIOCATORE JOHN STOCKTON JASON KIDD MARK JACKSON MAGIC JOHNSON STEVE NASH O.ROBERTSON ISIAH THOMAS GARY PAYTON ROD STRICKLAND ANDRE MILLER

ANNI 1984-2003 1994-ATTIVO 1987-2004 1979-1996 1996-ATTIVO 1960-1973 1981-1994 1990-2007 1988-2005 1999-ATTIVO

ASSIST 15.806 11.969 10.334 10.141 10.005 9887 9061 8966 7987 7683

Gazzetta.it SUL SITO I DIECI ASSIST PIÙ BELLI DELLA CARRIERA DI NASH Oltre alle immagini salienti di tutte le partite della notte Nba, su Gazzetta.it è possibile vedere un filmato con i dieci migliori assist della carriera di Steve Nash. Inoltre, ogni mattina, risultati, statistiche e articoli di approfondimento sul campionato pro’ nordamericano.

KOBE: NESSUNO HA FALLITO PIÙ TIRI DI LUI

IL DATO Con l’ultimo errore al tiro nella sconfitta a Houston, Kobe Bryant ha superato Havlicek e ora è il giocatore che ha fallito più tiri nella storia della Nba, 15.296, playoff compresi. Ora ha 12.567 su 27.953 (45.3%).

PHIL JACKSON DICE NO Corteggiato dai Nets, l’ex tecnico di Lakers e Bulls ha dichiarato di non avere nessuna intenzione di tornare ad allenare.

IL PEGGIO I Lakers hanno subito 125 punti a Houston. Con D’Antoni hanno vinto 10 partite concedendo 95.9 punti di media e ne hanno perse 14 incassandone 109.9.

CIAO SACRAMENTO I fratelli Maloof stanno per cedere i Sacramento Kings a un gruppo di Seattle, che li trasferirebbe nella loro città.


GIOVEDÌ 10 GENNAIO 2013

BASKET SERIE A

Domenica Milano si gioca un posto tra le 8 di Coppa Italia contro l’ex già qualificato: «Sono sereno e senza rivalsa» 1

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1 Piero Bucchi, 54 anni, con J. Gibson, 25; 2 Tyus Edney, una Coppa Italia a Treviso con Bucchi nel 2000; 3 Con Lynn Greer, la Coppa a Napoli nel 2006 CIAMILLO

Domenica Brindisi ospita Milano. La neopromossa è già qualificata alle Final Eight di Coppa Italia. La grande favorita no. Due anni fa Piero Bucchi venne esonerato da Milano dopo la 3a sconfitta su 12 partite. «Sono sereno con me stesso — dice il 54enne tecnico di Brindisi — nessun dente avvelenato con Milano. Ero stato scelto per quello che avevo fatto prima, è stata un’esperienza che mi ha arricchito. Credo di aver fatto il massimo. Due finali scudetto perse contro una Siena imbattibile e con un budget superiore. Ero Piero Bucchi prima, sono Piero Bucchi dopo. L’esonero mi sorprese. L’ho superato e ho un buon rapporto con il presidente Proli. Qui mi diverto». Il presente Bucchi si gode il pre-

sente. Brindisi ha vinto 8 partite su 14, è la terza squadra per punti segnati, la prima al tiro da due, la quarta per assist. «Mi dipingono come un difensivista, è un preconcetto. La difesa è importante, ci lavoro tanto. E abbiamo vinto 7 partite delle ultime 9 partite subendo una media di 74-75 punti. Mi piace far correre la squadra, giocare in contropiede se è possibile. L’attacco diverte. Aumentando il numero dei possessi, crescono le possibilità di segnare. Dipende dai giocatori che trovi. A volte le scelte sono fortunate». I play Tyus Edney a Treviso, Ho-

race Jenkins a Roma, Lynn Greer a Napoli. Le squadre migliori di Bucchi hanno avuto come denominatore comune una guardia dalla spiccata personalità offensiva. E sopratutto Jenkins e Greer hanno vissuto con Bucchi le stagioni migliori. Ora ha Gibson, miglior realizzatore del campionato. «Mi piacciono i giocatori di questo tipo, se non sono egoisti. Dal 2000, con l’abbassamento del limite per l’azione a 24 secondi, il basket è cambiato e un play che spinge è importante. Avere due come Gibson e Reynolds ci avvantaggia. In estate mi sono fatto gli occhi quadrati davanti

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TENNIS A SYDNEY

Il presente di Bucchi «A Brindisi mi diverto altroché difensivista»

PAOLO BARTEZZAGHI

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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Gibson, Edney, Jenkins, Greer: mi piacciono questi play. E far correre la squadra PIERO BUCCHI LE SUE GUARDIE

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Strano vederla dov’è ora. Green può innescare gli altri e renderla più pericolosa BUCCHI LA MILANO DI OGGI

al video per scegliere i giocatori. Credo che un allenatore debba essere presente quando si costruisce una squadra. E mi sono divertito». Il futuro La Coppa Italia non cambia le prospettive di Brindisi. «Umiltà prima di tutto. È l’elemento che ci ha portato fino a qui. L’obiettivo era e resta la salvezza. Per due volte il club è arrivato in serie A ed è

retrocesso l’anno dopo. Quest’estate si percepiva l’entusiasmo per la promozione assieme al terrore di rivivere un’immediata retrocessione. Ho vissuto tre promozioni, con Rimini, Napoli e Brindisi. Danno una scarica di adrenalina che spinge la squadra. Per alcuni giocatori, come qui Ndoja o Formenti, c’è la voglia di dimostrare di poter stare nella massima serie. Questo è un bel gruppo, disponibile al lavoro, generoso. Deve crescere molto. Può maturare ancora di più, visto che ora deve affrontare l’euforia generata dai risultati. Rispetto alle previsioni, siamo sicuramente più avanti. Ma io avevo buone sensazioni fin dall’inizio. Abbiamo lavorato tutti insieme solo a una settimana dall’esordio a Siena. Ma in quei giorni vedevo che i ragazzi stavano bene insieme. Il futuro? L’estero mi stuzzica. Ho fatto un’esperienza in Polonia che finì perché con il presidente ci mandammo a quel paese. Qualche abboccamento stimolante c’è stato. In Cina, mercato ricco e in crescita». © RIPRODUZIONE RISERVATA

TOP 16 LA TERZA GIORNATA

Eurolega: domani a Siena c’è il Khimki Oggi il Maccabi ospita Pianigiani Oggi inizia la terza giornata delle Top 16. Il programma. Girone E Oggi: Cska Mosca Bamberg; Panathinaikos Atene Unicaja Malaga. Domani: Anadolu Efes Istanbul Alba Berlino; Real Madrid Zalgiris Kaunas. Classifica: Cska, Real Madrid 2 vinte 0 perse; Zalgiris, Anadolu Efes, Malaga, Panathinaikos 1 1; Bamberg, Berlino 0 2. Girone F Oggi: Maccabi Tel Aviv Fenerbahce Ulker Istanbul (ore 20.05 Sportitalia 2); Caja Laboral Vitoria Besiktas Istanbul. Domani: Montepaschi Siena Khimki; Barcellona Olympiacos Pireo. Classifica: Khimki, Siena, Vitoria 2 0; Barcellona, Olympiacos 1 1; Maccabi, Besiktas, Fenerbahce

0 2. Le prime 4 di ogni girone ai quarti. DONNE Oggi alle 20.30 Schio ospita le ungheresi del Sopron per l’Eurolega. Classifica: Kosice e Schio 6 vinte e 2 perse; Orenburg 5 3; Fenerbahce 5 2; Targoviste 3 5; Sopron 2 6; Arras 0 7. MERCATO (a.r.) Fuori Luca Vitali per un mese, Cremona è tornata sul mercato per un play guardia. L’obiettivo è Edgar Sosa, l’ex Biella in prova a Valladolid. A giorni Jarrius Jackson prenderà il passaporto italiano. Ufficiale l’arrivo di Taylor Rochestie a Biella. Il centro australiano Aron Baynes, 26 anni, lascia l’Olimpia Lubiana e va ai San Antonio Spurs. Ferentino (LegaDue) ha preso Marco Allegretti.

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Ma è super doppio! Sydney donne (Aus, 690.000), quarti singolare: A. Radwanska (Pol) b. VINCI 6-4 7-5; Kerber (Ger) b. Kuznetsova (Rus) 6-3 7-5; Cibulkova (Slk) b. ERRANI 6-2 6-1; Li (Cin) b. Keys (Usa) 4-6 7-6 (2) 6-2; quarti doppio: ERRANI-VINCI b. Groenefeld-Peschke (Ger-Cec) 7-5 2-6 18-16; uomini (436.630$), 2˚ turno: Harrison (Usa) b. Isner (Usa) 6-4 6-4; SEPPI b. Millman (Aus) 6-2 3-6 6-3; Istomin (Uzb) b. Verdasco (Spa) 6-3 6-3; Tomic (Aus) b. Mayer (Ger) 7-6 (4) 6-2; Benneteau (Fra) b. Stepanek (Cec) 0-0 40-15, rit; Granollers (Spa) b. FOGNINI 6-2 7-6 (4); Anderson (S.Af) b. Lopez (Spa) 6-3 6-4; Nieminen (Fin) b. Klec (Slk) 6-3 6-1. Ferrer soffre Ad Auckland (N.Zel, 433.400$, cem.), 2˚ turno: Ferrer (Spa) b. Lu (Tai) 6-4 2-6 6-3; Kohlschreiber (Ger) b. Falla (Col) 7-6 (4) 4-6 6-3; Haas (Ger) b. Sijsling (Ola) 6-3 6-4; Querrey (Usa) b. Rochus (BEL) 7-5 6-3; Lacko (Slk) b. Bellucci (Bra) 6-3 7-5; Monfils (Fra) b. Jones (Aus) 6-4 6-2; Levine (Can) b. Baker (Usa) 7-5 6-4; Malisse (Bel) b. Giraldo (Col) 7-6 (6) 6-4. Qualificazioni a Melbourne Qualificazioni azzurri per Australian Open, 1˚ turno: GHEDIN b. Klein (Aus) 7-5 6-4; Hernych (Cec) b. NASO 6-3 6-2; FABBIANO b. Bhambri (Ind) 6-3 4-6 6-4; VIOLA b. Middelkoop (Ola) 6-2 4-6 6-3; Sandgren (Usa) b. STARACE 6-4 6-4; Chiudinelli (Svi) b. GIANNESSI 6-3 5-7 6-4.

Andreas Seppi, n. 23 del mondo e 3 del torneo di Sydney, ai quarti. Di fianco, dall’alto, Sara Errani, Roberta Vinci e Fabio Fognini, eliminati. Sotto, Radek Stepanek AP/AFP

L’Italia si scioglie Rimane soltanto Seppi Mr. solidità Errani k.o. con Cibulkova, Vinci cede all’aggressiva Radwanska, stop Fognini. Andreas è nei quarti VINCENZO MARTUCCI twiter@vincemartucci

Per fortuna che Seppi c’è. Senza Mister Solidità, l’Italia, nell’infuocata Sydney dell’estate australiana, sarebbe evaporata dopo due turni di singolare. Con Sara Errani che non trova soluzioni nel match allo specchio contro trottolina Cibulkova, Roberta Vinci che deve cedere di misura alla più forte Agniewska Radwanska e Fabio Fognini che non riesce a restare agganciato da subito a Granollers. Prossimo ostacolo proprio del nostro Andreas nei quarti del tradizionale prologo degli Australian Open da lunedì a Melbourne. Risposta L’altoatesino, esentato dal primo turno quale numero 23 del mondo e 3 del torneo, deve soffrire per domare per 6-2 3-6 6-3 la wild card di casa, John Millman (191 Atp), capace di impegnare per 3 set Murray a Brisbane e di eliminare al primo turno Robredo a Sydney grazie alla battuta a 200 all’ora e al potente rovescio a due mani. Decide il colpo migliore dell’italiano, la risposta, più miglior copertura del campo ed esperienza dell’allievo di Max Sartori. Che impone il suo gioco fino a soffocare anche il tifo australiano e a qualificarsi ai quarti contro il coriaceo Granollers (n. 34) — bravo anche in doppio grazie al buon servizio —, contro il quale è 1-2 nei testa testa. Perdendoci da due set a zero agli Us Open 2010. Battaglia Agnieszka Radwanska, vincitrice di Auckland la settimana scorsa, numero 4 del mondo e 1 di Sydney, deve lottare duramente per domare Robertina Vinci per 6-4 7-5 in un’ora e mezza e qualificarsi alle semifinali. La «la nuova Hingis» per intelligenza e tocco, soffre il gioco vario della tarantina, capace di melliflui rovesci in back e repentine accelerazioni di dritto

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I NUMERI

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i punti giocati da Julien Benneteau e Radek Stepanek (foto in basso) nel 2˚ turno di Sydney prima del ritiro del ceco per guai di schiena sul 40-15 per il francese.

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le partite negli ultimi 20 anni chiuse prima della fine del 1˚ game. L’altra è Youzhny-Hernych (9 punti), Roland Garros 2007 (lu.mar.).

doppiate da discese a rete, come s’è visto dalla prima sconfitta in cinque sfide che aveva subito dall’italiana agli Us Open di settembre, e dall’ultima, equilibrata, partita vinta a Madrid in altura. E così cambia gioco, rimonta da 1-3 al secondo set, e firma il settimo successo di fila della stagione: «Ho cercato più aggressività e più discese a rete, anche qualche servizio-volée. E’ stata la chiave». Problemi Sarita Errani soffre

ancora i colpi di rimbalzo e quindi la velocità sul cemento di Dominika Cibulkova, con la quale aveva già perso 4 volte su 7 confronti, rimpiangendo di non poter giocare la partita sull’amata terra rossa dove ha più tempo e opportunità. Così incassa un duro 6-2 6-1 — da numero 7 del mondo —, peraltro contro una delle mine vaganti del circuito. Che ha appena lasciato due games a Petra Kvitova e colleziona il sedicesimo scalpo di una top 10. Per le Cichi azzurre il riscatto arriva in doppio, dove sono numero 1 del mondo, battendo il duo tedesco Groenefeld-Peschke 7-5 2-6 18-16, salvando 3 match point e decidendo al sesto. Storico Harrison vince il derby

Usa con Isner, però con le ginocchia blu e in forse per gli Australian Open. Riflettori accesi sul 0-0 40-15, con il quale Benneteau batte Stepanek per ritiro, L’eroe della prima coppa Davis di novembre della giovane Repubblica ceca, alza bandiera bianca con la schiena bloccata e determina il match con meno punti degli ultimi 20 anni, piazzando l’ennesimo punto interrogativo sulla carriera. Curioso: ha un bel gioco, ma non conquista le simpatie dei colleghi, non è un adone, eppure ha conquistato il cuore di colleghe doc, dall’ex numero 1, Martina Hingis, alla connazionale Nicole Vaidisova. Che ha sposato. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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SCHERMA E BOXE LE STORIE

Granbassi «Chiudo gli occhi e vedo Rio»

Margherita Granbassi, 33 anni: esordì in tv nel 2008 con Anno Zero BOZZANI

Ha ripreso dopo 18 mesi di stop per infortunio a un ginocchio «Non devo pensare al dolore» TIZIANA BOTTAZZO ROMA

Margherita Granbassi suda in pedana, fioretto in mano, maschera sul viso, affondi, stoccate. Da un mese l’orizzonte si è riaperto, i profili di Rio de Janeiro 2016 si sono fatti più concreti. «Chiudo gli occhi e mi viene in mente Rio. So che è difficile pensare così a lungo termine, devo rimanere con i piedi per terra».

La Torti divisa tra tribunale e ring a Milano: sabato in Belgio dà l’assalto al titolo leggeri

l’Olimpiade londinese, una passeggiata con il cane, poi un lungo allenamento con Elvis Gregory e la sfida in carrozzina con Marco Cima, medaglia di bronzo alla paraolimpiade di Londra: «Preziosa per riprendere la sensibilità del bersaglio – spiega Gregory – Margherita si fida poco di quel che potrebbe fare, ma tra un mese la metto in pedana, a fine febbraio partiamo con le qualificazioni puntando agli Assoluti di Trieste».

STEFANO ARCOBELLI

Niente politica Potenza delle

In politica come la Vezzali? Me lo chiesero due schieramenti, ma non me la sentii

donne del fioretto. Valentina Vezzali, in attesa del secondo figlio, è fresca di candidatura politica, puntando a Rio. «Valentina non smette di stupire. Una decisione coraggiosa, lei ama le sfide, mettersi in gioco, dare il meglio di se. Lo chiesero anche a me anni fa, addirittura due opposti schieramenti, ma non me la sono sentita. Non credo di averne le competenze, fare politica è un mestiere. E per noi che facciamo uno sport individuale e egoistico, non è facile cambiare prospettive».

MARGHERITA GRANBASSI FIORETTISTA

Maestri e maestre E la fuga dei

18 mesi dopo Un anno e mezzo

fa il terribile intervento al ginocchio con spostamento della rotula, autotrapianto di cartilagine e trapianto di menisco da cadavere. «Da allora non ero più entrata in una palestra, non avevo più aperto la sacca con il fio-

«

retto, il giubbotto, la maschera». Ai primi di dicembre si presenta al Club Scherma Roma all’Acqua Acetosa dal maestro Elvis Gregory, ex olimpionico cubano. «Gli dico che forse, chissà, potrei riprovarci. Lui risponde: bene, ci vediamo domani. Stavo per scappare, ma anche il professor Maurilio Marcacci che mi ha operato mi ha dato l’ok». Il bello di Elvis, confida Margherita, «è la sua positività, è il motivatore ideale per non farmi concentrare sul dolore. Che c’è e ci sarà per molto perché con la rotula spostata è cambiata la meccanica della muscolatura, il quadricipite è debole, ancora non riesco a correre». Sfide in carrozzina Sveglia alle

5 e mezza per la trasmissione quotidiana a RaiSport maturata dopo la brillante esperienza al-

Avvocato e pugile Anita vuole il mondo

DONNE

DI FERRO

maestri e dei c.t.? Lo sfogo di Arianna Errigo per Bortolaso in Russia è l’ultimo della lista? «Non è il primo caso, anche il mio Giulio Tomassini ha scelto Avignone, anche se mantiene i collegiali azzurri. Capisco il rammarico della ragazze, ma vanno capite anche le scelte di vita degli allenatori: solo un pazzo rinuncerebbe a un ingaggio in Russia. Tagliare il cordone ombelicale con un maestro può avere anche una valenza positiva». Largo alle donne: Elisa Di Francisca ha scelto Giovanna Trillini. «Grande. Le avrei proposto proprio Giovanna: è di Jesi, conosce bene la scherma, è rispettata nell’ambiente, ha ottime capacità di lettura dell’assalto. E da donna è sicuramente più in sintonia. Mi piacerebbe che entrasse nello staff azzurro. E di averla come c.t.». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Dalla legge vera a quella del ring. Sarà un sabato speciale per Anita Torti alla Sporthal Sint Pieter di Sint Truiden Limburg in Belgio, attesa da una sfida mondiale con la detentrice dei leggeri Wibf, Delfine Persoon, una belga da 21 vittorie. Anita ha meno titoli nel palmares dell’iridata ma una laurea in più. Un titolo che le consente ogni giorno di affrontare un altro ring come il tribunale: «Ho provato per sei mesi ma non potrei fare la penalista...non fa per me, così mi sono buttata sul civile». Anita ha 36 anni, è di Pavia ma vive a Milano con due amiche, Cristina ed Eleonora. Single. Il fratello Giovanni le ha trasmesso la passione per le arti marziali: «Facevo savate, poi mi sono laureata, dopo la morte di mio padre nel 2008 me ne sono andata a New York, frequentavo la palestra Gleasons di Brooklyn, ma facevo solo guanti». Mai dilettante Anita non è mai stata dilettante, e da pro’ ha dovuto chiedere la licenza kosovara: «Solo nel 2011 la federazione italiana mi ha dato il nulla osta». Tra i sei match vinto e l’unico perso ricorda questo «perché me lo hanno rubato a Berna: Nicole Boss aveva un faccione gonfio così, io non avevo preso neanche un pugno: le ho detto "ma almeno mi dai la rivincita"? E’ stato un caso». Così il manager Cavallari le ha offerto la sfida volontaria in Belgio: «E’ un azzardo, faccio dal serio dal 2009 ma non voglio farmi sfuggire l’occasione: ci proverò». Ma intanto si guarda indietro: «Quando ho cominciato non c’era nessuno, a Milano ho girato tutte le palestre. La boxe per me è una valvola di sfogo, mi diverto da morire, mi piace più di ogni altra cosa. In tribunale sono molto razionale nel far rispettare le regole, sul ring sono responsabile di me stessa». Ha preparato il con-

la scheda

la scheda

MARGHERITA GRANBASSI 33 ANNI FIORETTISTA

ANITA TORTI 36 ANNI PUGILE

Margherita Granbassi è nata a Trieste il 1˚ settembre 1979. Fiorettista dei Carabinieri, esordì in Coppa del Mondo nel 2002-03. Ai Mondiali vanta un oro (Torino 2006) e un argento individuali (S. Pietroburgo 2007); due ori (New York 2004, Antalya 2009) e un argento a squadre (Torino 2006). Bronzo individuale e a squadre ai Giochi di Pechino 2008.

Anita Torti, 36 anni di Pavia, vive a Milano dove lavora in uno studio legale e fa anche pugilato da professionista dal 2009. Saltata la carriera da dilettante, già con licenza del Kosovo, dal 2011 ha ottenuto l’affiliazione italiana. Vanta 6 vittorie con 3 ko, una sconfitta e un pari. Sabato in Belgio affronterà la belga Delfine Persoon per i leggeri Wibf.

Anita Torti, 36 anni, tra le due attività: davanti al Tribunale di Milano e sul ring BOZZANI

fronto più importante della carriera con Garcia Amadori, vuole rappresentare una Milano «dove manca un po’ di passione, la boxe è coinvolgente». Dice che non mette i guantoni per i soldi, leggero è il peso ideale per le sue caratteristiche fisiche, ed è pronta alla soluzione per k.o. ma preparata pure per arrivare al 10˚ round. «Mi piace essere sul ring una picchiatrice, ma anche dimostrare che tecnicamente anche le donne posso boxare bene, hanno belle movenze». Vorrebbe incontrare Rola El Alabi, la donna che si è vista tagliare mani e piedi dal padre. Rapida Una carriera divisa tra

tribunali e palestra è una vita tutta d’un fiato: «A volte mi alleno nella pausa pranzo. Sì, sem-

«

Sul ring sono solo responsabile di me stessa: la mia boxe è sfogo e passione ANITA TORTI SFIDANTE AL TITOLO IRIDATO

pre poco tempo per far tutto, la mia carriera è ad una svolta: vorrei fare un paio di anni all’altezza». Ha studiato a fondo la rivale belga: «So tutto di levi, il suo punto debole è che si scopre molto quando attacca ma è una che martella». Anita spera di continuare la tradizione della Bianchini e della Galassi («sono andata a vedere anche il suo ultimo match, siamo poche in Italia ma possiamo crescere, noi diamo un’immagine moderna della noble art») e rivela che all’inizio nascondeva ai colleghi dello studio la sua seconda attività professionale: «Ma poi mi hanno scoperto su Internet, e un giorno un collega mi ha portato la Gazzetta in cui si parlava di me, come potevo più negare?». Già. (ha collaborato Maria Moroni) © RIPRODUZIONE RISERVATA


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CONI IERI L’ULTIMA RIUNIONE DI GIUNTA DI UN’EPOCA DURATA 14 ANNI

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I saluti finali Petrucci punge «Partiti, dov’è finito lo sport?» «Nei programmi elettorali neanche una parola» Poi l’investitura per Pagnozzi: «Un colosso» VALERIO PICCIONI ROMA

I NUMERI

ranno nel mio collegio». Pure per sottolineare che è rimasto deluso dal fatto «che nei programmi dei partiti non c’è mai la parola sport». Tanto da fare un appello a tutte le varie parti politiche: «Parlate di progetti per la scuola e avrete successo». Il tavolo della discordia Fra tanti

«ci vediamo presto» c’è però una parentesi. Petrucci la apre davanti a una domanda sull’intervista rilasciata dal presidente juventino Andrea Agnelli e sulle sue considerazioni sul fallimento del tavolo della pace convocato al Coni per disintossicare il pallone dai veleni di calciopoli. «Mi sono dispiaciuto per quelle parole e gliel’ho anche detto personalmente. Per me il tavolo dei risultati li ha portati. E poi anche le parole sulla nostra responsabilità nella mancata approvazione della legge sugli stadi: come se fosse colpa nostra».

Ieri ha salutato la «sua» giunta esecutiva del Coni ricevendo dai suoi compagni di mattinate fra le delibere un «bell’orologio». Sabato sarà eletto presidente della Federbasket. Lunedì lascerà formalmente la guida dello sport italiano perché «non voglio essere patetico». Ecco la road map che piloterà Gianni Petrucci verso l’inizio dell’ennesima vita da dirigente sportivo. Mentre su una corsia parallela, si svolgerà la sfida per la sua successione, argomento su cui il quasi ex presidente del Coni è tutto fuorché neutrale, come dimostrano le parole con cui ha zuccherato l’investitura di Lello Pagnozzi, un vero «colosso», decisamente «più bravo di me», con cui ha avuto «un rapporto umano straordinario».

Straordinari Ma questa è storia relativamente recente. L’inizio, 14 anni fa, è decisamente più lontano. La nascita della Coni Servizi, per esempio, era di là da venire. «E io all’inizio ero contrario. Poi mi sono ricreduto». Comunque «sono stati 14 anni straordinari e penso di lasciare un Coni in buona salute con alcuni problemi che saranno risolti dal mio successore». E quanto alle Federazioni, governate da presidenti che non vanno mai in pensione, Petrucci che «tutti questi ragazzini non li vedo» e che se ci saranno «nuove leggi le rispetteremo». Cioè: nello sport non ci sono colpi di stato.

Niente politica In ogni caso non ci sono lucciconi per l’ultimo gong da presidente. «Sarebbe stato diverso se avessi lasciato lo sport». E nello sport, Petrucci su questo è categorico, resterà full time. Nessuna tentazione alla Pescante, che dopo la presidenza del Coni diventò sottosegretario allo sport. «Preferisco lo sport e non potrei fare tutte e due le cose». Basta e avanza il ruolo di sindaco di San Felice al Circeo. Dunque, niente Senato con l’Udc o lista Monti che sia, tanto per tradurre il «sapete come la penso» petrucciano.

I candidati A proposito, davanti a Sky, sfilano i candidati delle elezioni del 19 febbraio. Malagò parla di «percorsi diversi fra me e Pagnozzi, io vengo dalla società civile e dal volontariato sportivo, lui da vent’anni passati dentro il Coni». Con l’attuale segretario generale, che avrà nella sua squadra anche Fiona May, che controbatte citando il suo «vissuto» sportivo, la vela, il rugby, per poi aggiungere che comunque «le esperienze contano tutte, ma bisogna sapere cosa fare in un ruolo che presenta anche tante scomodità».

«Parlate di sport e di scuola» Tut-

tavia Petrucci di politica parla. E non solo per dire in bocca al lupo a Josefa Idem e Valentina Vezzali, impegnate in un derby olimpionico-elettorale: «Faranno fare bella figura al Paese. E meno male che non devo scegliere visto che non si presente-

Gianni Petrucci, nato il 19 luglio 1945, presidente Coni dal 29 gennaio 1999

IL CONI DEL FUTURO: SI VOTA IL 19 FEBBRAIO

Meno 40 giorni per la successione Pagnozzi è sfidato da Malagò Meno quaranta. Le elezioni del Coni sono ormai nel pieno del conto alla rovescia. L’appuntamento è infatti fissato per il 19 febbraio a Roma, quando il favoritissimo segretario generale dell’Ente

Raffaele Pagnozzi affronterà Giovanni Malagò, membro della giunta esecutiva uscente e presidente del circolo Canottieri Aniene, e Simone Gambino, presidente della Federazione Italiana Cricket.

DOPO IL TAGLIO DEI COMITATI PROVINCIALI

Lotito Eccoci dunque ai titoli di

coda. Le ultime battute. «Vi mancheranno le domande che mi facevate su Lotito? Ma in effetti ora con Lotito non litigo più». Dal capannello qualcuno risponde: «A meno di non ritrovarlo pure nel basket...» © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Olimpiadi da presidente Coni (4 estive e 3 invernali), 7 portabandiera nominati (4 uomini e 3 donne), 7 federazioni riconosciute (Taekwondo, Badminton, Triathlon, Squash, Danza Sportiva, Armi Sportive da Caccia e Pesistica), 7 Governi e 3 Presidenti della Repubblica (Oscar L. Scalfaro, Azeglio Ciampi, Giorgio Napolitano)

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medaglie olimpiche conquistate in 14 anni (49 d’oro, 42 d’argento, 59 di bronzo)

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riunioni di Giunta (10.384 delibere) e 63 di Consiglio nazionale (430 delibere)

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Ministri vigilanti sullo sport (Melandri, Urbani, Buttiglione, Gnudi) e 3 Sottosegretari (Pescante, Lolli, Crimi)

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Nuove discipline associate riconosciute, 5 enti di promozione e 4 associazioni benemerite

L’Italia sfila nella cerimonia dei Giochi di Roma 1960

Archivi sportivi rischio chiusure Difendere quelli regionali oppure creare un’unica struttura a Roma? Gianni Petrucci, nella sua ultima conferenza stampa da presidente del Coni, l’ha citato come pezzo forte della spending review del Coni, l’abolizione delle Province che altrove, in Parlamento, s’è trovata con le ruote sgonfie alla dirittura finale. Dal 31 dicembre, infatti, i comitati provinciali sono stati aboliti. Dal 23 gennaio si procederà al rinnovo di quelli regionali che designeranno i nuovi delegati provinciali. Siracusa Fin qui tutto chiaro, ma dove finirà la documentazione che racconta il percorso dello sport italiano in questi decenni? C’è qualche preoccupazione. Prendete il caso del centro di documentazione sportivo di Siracusa, che aveva la propria sede presso il comitato provinciale del Coni: «Nonostante le nostre ripetute sollecitazioni a Roma - spiega Maria Luisa Madella - non riusciamo a capire le modalità del trasloco verso la scuola regionale dello sport di Ragusa. Anche perché qui a Siracusa noi avevamo formato operatori che con la loro competenza garantivano anche la funzionalità del centro. Ora che fine faremo?». Gli Archivi Il segretario generale Pagnozzi dice

di aver presente la questione. Nelle prossime ore dovrebbe partire una lettera ai comitati regionali per assicurare la massima attenzione al problema. «Stiamo lavorando su due ipotesi, o una conservazione presso i comitati regionali o nella nuova struttura centrale a cui stiamo dedicando». È il progetto di Archivi dello Sport, che dovrebbe diventare realtà presso il centro sportivo Giulio Onesti, all’Acqua Acetosa, nei locali del vecchio laboratorio antidoping, decisamente troppo piccoli però per raccogliere tutto il materiale. Non è un problema di poco conto. Lo sport non può perdere la memoria. © RIPRODUZIONE RISERVATA

ELEZIONI

Il Pd candida Laura Coccia Annalisa Minetti con Monti Annalisa Minetti, la mezzofondista paralimpica non vedente, si candida con Monti. Laura Coccia, 26 anni e una lunga esperienza nel Comitato Paralimpico fra la velocità e il lancio del peso nella categoria dei tetraplegici, sceglie il Pd. Dopo quello fra la Vezzali e la Idem, un’altra sfida montian-bersaniana...


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GOLF IN SUDAFRICA

IL 2012 DI CHICCO

L’Open di Spagna e la seconda Ryder

CHICCO E MANNY

Un anno da ricordare il 2012 per Francesco Molinari che, a 30 anni, ha conquistato il terzo titolo in carriera vincendo l’Open

di Spagna a maggio. Ma soprattutto ricorderà la seconda Ryder Cup consecutiva, unico italiano nella squadra europea che ha rimontato e vinto negli Stati Uniti. Per il torinese attualmente numero 32 al mondo neanche un taglio in tutta la stagione.

LA STAGIONE DI MATTEO

Vince a Singapore E’ 3˚all’Open d’Italia Quella passata è stata una stagione altalenante per Matteo Manassero con un ottimo inizio col 2˚ posto all’Open de

Andalusia, una parte centrale difficoltosa e un finale tutto di rincorsa. Il 3˚ posto all’Italian Open, al Royal Park I Roveri di Torino è stata la svolta del 2012 di Matteo che a novembre ha portato a casa il Singapore Open, terzo titolo in tre anni di professionismo a 19 anni.

«Il 2013 sarà l’anno della svolta» y SU SKY SPORT2

A Durban prima uscita ufficiale della nuova stagione per Molinari e Manassero Francesco Molinari 30 anni, Nel 2009 ha vinto la Coppa del Mondo col fratello Edoardo. Tre titoli in carriera

FEDERICA COCCHI

Una vacanza con i piedi per terra, proprio come sono loro, due che volano alto ma non perdono mai il contatto con la realtà. Nemmeno il tempo di smaltire le mangiate natalizie che Francesco Molinari e Matteo Manassero sono pronti a ripartire. Via Altro giro altra corsa, a cac-

cia di nuovi obiettivi, nuove vittorie, nuovi stimoli. Il giovane e il giovanissimo, i due migliori azzurri della stagione 2012. Lui, il giovane Chicco, coi suoi 30 anni è quasi un veterano ma di strada ne vuole fare ancora tanta: «L’obiettivo è sempre fare di più, ogni anno un passo avanti. Gioco da abbastanza tempo per sapere che non sempre è facile realizzare i propri progetti sul campo, ma l’importante è non fermarsi, non accontentarsi. L’altro, il giovanissimo Matteo, a 19 anni ha già posizionato sulla mensola della cameretta tre trofei. uno per ogni anno da professionista, ha battuto quasi tutti i record di precocità (Seve compreso) e ha chiuso il 2012 sollevando il trofeo del Singapore Open e un assegno da 770.000 euro. Antipasto Oggi i nostri metto-

no da parte i panettoni e riprendono confidenza con la gara, il Volvo Golf Champions a Durban in Sudafrica, un antipasto sostanzioso di quello che sarà il 2013. Carichi, desiderosi di mettersi alla prova: «Non vedevo l’ora di ricominciare — racconta Manassero

—. Sono stato fermo sei settimane, una bel periodo in famiglia. Sono rimasto a casa e ho fatto preparazione fisica con Massimo Messina. Prendere un aereo per andare in qualche posto esotico? Non ci penso nemmeno, accumulo già miglia sufficienti durante l’anno». Prima di affrontare il percorso di Durban qualche giorno di preparazione sul campo ad Abu Dhabi insieme al suo tecnico Alberto Binaghi: «Ci siamo concentrati sul ritmo di gara, abbiamo fatto diverse volte 18 buche. E’ andata bene, sono

no solide: «Dal 2012 mi porto dietro orgoglio, fiducia e consapevolezza. Sono curioso di veder cosa potrò fare nel 2013». Anno in cui si scrollerà di dosso l’etichetta di teenager e, a 20 anni, potrà pensare da «grande»: «Vorrei riuscire a giocare tutti i i quattro major. Al momento sono qualificato al Masters e all’Open Championship. E poi all’orizzonte c’è la Ryder Cup del 2014, quello sì che sarebbe un sogno. Ma devo iniziare a raccogliere punti».

Matteo Manassero 19 anni, professionista dal maggio 2010. ha collezionato tre titoli. Il primo al Castello Masters 2010

Passato e futuro

Francesco: «Molti traguardi ancora da tagliare. Bello essere tanti italiani sul Tour» Matteo: «Un 2012 in crescendo ma non sono sazio, ora si apre un nuovo capitolo» contento e pronto a partire». Da Binaghi arrivano conferme incoraggianti: «Lo vedo già in forma e desideroso di nuovi successi». Quindi nessun appagamento per il trionfo di Singapore, ma un ulteriore slancio alla conquista di nuovi traguardi: «E’ stato bello concludere il 2012 in crescendo — continua Matteo — ma ormai la passata stagione è un capitolo chiuso. Qui a Durban se ne apre uno completamente nuovo e tutto da scoprire». Al caldo del Sudafrica le certezze di Matteo resta-

Francesco Molinari dalla sua stanza vista oceano guarda l’orizzonte e scruta il futuro. A Durban Chicco ha giocato da matricola, oggi torna da affermato professionista. Il torneo che parte oggi raccoglie i vincitori dei tornei del 2012, e lui ne fa parte a pieno titolo con il successo dell’Open spagnolo. Per non due volte convocato e vincitore della Ryder Cup con l’Europa: «Ma ci sono ancora tanti obiettivi all’orizzonte. E’ il momento di essere protagonista di un major, di cercare altre vittorie». Magari all’Open d’Italia, che quest’anno si gioca al golf Torino La Mandria, il suo circolo: «Mio, di mio fratello Edoardo e anche di Matteo Delpodio che ha preso la carta per il Tour. Sarà emozionante gareggiare lì, da professionista non l’ho mai fatto. Anche quest’anno saremo una bella truppa a rappresentare l’Italia sui green in giro per il mondo».

Il Volvo Golf Champions (European Tour) si gioca al Durban Country Club di Durban (Saf). Nel field 33 giocatori, oltre a Francesco Molinari e Matteo Manassero, partecipano tra gli altri Ernie Els Brendan Grace, Nicolas Colsaerts e Darren Clarke. Nel primo giro Manassero parte con Olazabal (12) e Molinari inizierà con Grace (12.30). Il montepremi è di due milioni, prima moneta 350.000 euro. In tv: Sky Sport 2 dalle 12

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PALLAVOLO IN ATTESA DI UFFICIALIZZAZIONI L’A-1 FEMMINILE CONTINUA ZOPPA... PER ORA

Crema, il miracolo è al capolinea Nell’anonimato si spegne la favola della squadra lombarda che aveva scalato l’A-1 SILVIO AGOSTI CREMA

Solo l’ufficialità separa il Crema Volley dalla fine anticipata del campionato di A-1. Claudio Cogorno, che da giorni è impegnato in una trattativa con un imprenditore monzese, ha chiesto e ottenuto dalla Lega una proroga all’ultimatum stabilito ieri. La risposta sul futuro violarosa verrà resa nota solo oggi, ma l’impressione è che la clamorosa ascesa sia destinata a chiudersi con un tonfo dopo soli tre mesi di massima serie. Il volo del Crema Volley è iniziato nel 2007 quando Claudio Cogorno, la stagione precedente semplice sponsor, viene nominato presidente e acquisisce il titolo di B-2 per lasciare il campionato di serie C in cui la squadra si trovava da cinque anni. Il

Taccuino COPPA ITALIA

2008 si chiude con la salvezza conquistata alla penultima giornata e in estate arriva Leo Barbieri in panchina.

mi organizzativi, nonostante i tentativi la struttura societaria fatica a tenere il passo della squadra.

Barbieri Il nome del tecnico,

Declino Il presidente sembra disimpegnarsi e la presenza della società è impalpabile e questo fatto preoccupa giocatrici e staff più del ritardo degli stipendi. Il disagio viene prima raccontato in una lettera con richiesta di aiuto poi attraverso una maglietta indossata durante il riscaldamento della sfida contro la Foppapedretti. La magia dell'Icos si è spezzata, la gara interna contro Villa Cortese si chiude con le lacrime delle giocatrici che sanno d'addio. All'obbligo di giocare a Pesaro comunque e in qualunque condizione, il giorno di Santo Stefano rispondono solo in sei atlete e la società sembra giunta alla fine. Gli imprenditori locali non hanno abbastanza soldi per condurre a termine la stagione in corso, a rianimare la speranza ci pensa un industriale brianzolo che chiede a Cogorno di rilevare il sodalizio, ma pare soltanto un palliativo destinato a prolungare l’agonia fino a questa mattina.

che aveva già condotto Rivergaro dalla B-2 alla A-1, evidenzia le ambizioni del presidente e l’accoppiata si dimostra vincente. Il campionato di B-2 è una cavalcata vincente, l’anno successivo la squadra in B-1 centra il bis coppa-campionato e approda in serie A-2. E' il 2010 e Cogorno si fa conoscere nel mondo del volley con un colpo di mercato: l’arrivo di Elisa Togut, campione del mondo 2002, a Crema. La prima stagione di serie A-2 però si chiude con un anonimo settimo posto finale anche a causa dei tanti infortuni, ma l’ascensore torna a muoversi verso l’alto l’anno successivo quando l’Icos, dopo il quarto posto alla fine della stagione regolare, chiude imbattuta i playoff contro Loreto e Casalmaggiore. In sei anni il Crema Volley passa dalla serie C all’A-1 con tre promozioni conquistate sul campo grazie agli investimenti di Cogorno e alla gestione delle squadre del tecnico

Crema si ferma a metà del primo campionato di serie A-1 GALBIATI

Sfumata l’ultima trattativa per salvare il club, sarà un’A-1 a undici squadre

Barbieri, un’accoppiata che sembra inscindibile: quando, a metà della passata stagione, alcune giocatrici chiedono la testa del tecnico il presidente non esita un momento a schierarsi con l’allenatore. La squadra allestita in estate lascia presagire un’altra stagione positiva, ma la fase calante è già iniziata: i primi stipendi tardano ad arrivare e le giocatrici si lamentano per alcuni proble-

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Conegliano, la prima! (m.l.) Coppa Italia donne. Completa ta l’andata dei quarti. Cade Busto (detentrice) che erde al tiebreak con Conegliano vincente in casa per la prima volta in stagione! Imoco Co negliano Unendo Yamamay Busto 3 2 (25 14, 17 25, 25 19, 21 25, 21 19); Asystel MC Carnaghi Villa Cortese Assicuratrice Milanese Mo dena 3 0 (25 17, 25 23, 25 22); KGS Pesaro Foppapedretti Bergamo 0 3 (17 25, 17 25, 24 26). Martedì: Duck Farm Chieri Rebecchi Piacen za 0 3. Ritorno domenica (18).

MERCATO (f.c.) Soverato ingaggia la palleggiatrice 19enne Francesca Lavorenti, dall’Idea Bologna. CENTENARIO (mi.fa.) Al via le ini ziative del Centenario Callipo. Previ ste una serie di appuntamenti per ce lebrare i 100 anni del main sponsor Vibo. Oggi diretta streaming sul ca nale youtube (dalle 15 Callipovol leytv) presentazione della maglia del centenario e di "Tonnino", l'eccentri co tonno giallorosso che affianche rà nella partite casalinghe "Leo", la mascotte. CORIGLIANO (g.mazz.) Il Caffè Aiel lo Corigliano dopo la partenza dell' australiano Smith ufficializza l'arri vo dello schiacciatore Fernando Ro driguez, classe 1989, venezuelano.


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TUTTENOTIZIE & RISULTATI Rugby OGGI I 30 PER IL SEI NAZIONI

Ferraro stop 7 mesi per il pugno a Pavan Sette mesi di squalifica — cinque più due per il colpo al volto e la «vulnerabilità della persona offesa» — per Luigi Ferraro, il tallonatore del Calvisano che il 23 dicembre, in Eccellenza, ha sferrato un pugno all’ala del Viadana Riccardo Pavan, provocandogli la frattura dell’orbita destra. Il giudice si è basato sulle immagini di RaiSport: dopo un raggruppamento che aveva visto Pavan strattonarsi col 2ª linea del Calvisano Luca Beccaris («senza particolare acrimonia», scrive il giudice), con la palla già lontana, Pavan, che aveva lo sguardo altrove, è stato colpito da Ferraro con pugno «terribile, sferrato con voluta violenza». Calvisano valuterà nei prossimi giorni il ricorso. Favaro e Vosawai Squalifiche

miti invece per Manoa Vosawai e Simone Favaro: le terze di Treviso, che rispondevano di un placcaggio alto e di una ginocchiata durante l’incontro di Celtic di venerdì a Glasgow, se la cavano rispettivamente con tre e due settimane di stop e sono quindi convocabili per il Sei Nazioni. Nella lista dei 30 che verrà diramata oggi dal c.t. Brunel non ci saranno particolari novità rispetto a novembre. Occorrerà fare i conti con l’assenza per infortunio di Mirco Bergamasco (al suo posto potrebbe venir chiamato il pimpante Garcia di questo periodo) e

Ippica IN DUBAI SENZA DETTORI

Nuoto IL CAMPIONE DEI 100 SL A «PITTI»

Ira Magnini:«Se non vinci non puoi dire niente» DAL NOSTRO INVIATO

GABRIELLA MANCINI FIRENZE

Luigi Ferraro, 30 anni FAMA

con le condizioni di Lo Cicero che non gioca proprio dall’ultimo match del trittico (24 novembre). Nel caso, per un paio di partite, potrebbe toccare ad Aguero o a Perugini. In terza, col rientro di Derbyshire, possibile una chance per Ferrarini (22 anni) o Cattina. Improbabili sorprese all’apertura (Di Bernardo), con la conferma di Orquera e Burton. NUOVI INGLESI Due esordienti tra i 33 inglesi convocati dal c.t. Lancaster per il Sei Nazioni: sono il 3ª linea del Northampton Calum Clark e l'apertura/centro del Gloucester Billy Twelvetrees. EUROCOPPE Oggi le prime due partite del 5˚ turno di Challenge. Gir. 1: Mont de Marsan (Fra)-London Irish (Ing). Gir. 3: Bayonne (Fra)-Dragons (Gal).

Pallanuoto CHAMPIONS

Filippo Magnini, ospite della Gazzetta al «Pitti», sabato partirà con Federica Pellegrini per il collegiale in Thailandia, ma prima vuol togliersi qualche sassolino: «Sono incavolato nero con tutto un sistema che quando sbagli una gara ti rompono le scatole, dove se vinci sei intoccabile, e se non vinci non puoi più chiedere niente o dire niente. Non mi riconosco più nel mondo del nuoto, nel mondo sportivo, che conosco io. Amo lo sport, mi piace, e adoro nuotare ai massimi livelli, ho sempre dato il massimo. Quando ho sbagliato, come ai Mondiali di Shanghai, dove ho sbagliato una virata, l’ho detto: peccato, ero in straforma e feci un errore. Ma non è giusto prendere critiche sempre e comunque. Mi auguro che il 2013 sia uno dei miei anni, perché comunque nel 2012 ho vinto il terzo titolo europeo da trentenne. Meglio di me ha fatto solo Popov, però magari queste cose le persone se lo dimenticano». Allenatore Novità su Philippe

Lucas? «In questi giorni ci sarà un incontro per parlare di accordo, mi sto convincendo di sceglierlo anch’io come tecnico personale. Le polemiche in Nazionale? Quando una Nazionale va male è normale che

Salto MALATO A WISLA: BARDAL 1˚

DELLI CARPINI OK (si.g.) Claudio Delli Carpini, 21enne ostacolista della Riccardi studente all’università del Connecticut (Usa), ha esordito vincendo nei 55 hs indoor a Storrs in 7"56, a 13/100 dal record italiano under 23 di Abate. RIAPERTURA (si.g.) L’impianto indoor di Ponticelli (Na), che questa stagione sembrava doveva rimanere chiuso per problemi finanziari, riapre sabato e domenica con una riunione di prove multiple e gare extra, cui seguirà sabato 19 il memorial Giannattasio.

Vittorio Brumotti e Filippo Magnini

ci sia del malumore, se io perdo una gara e la perde anche Scozzoli è normale che quando ci salutiamo ci guardiamo un po’ tristi, l’umore allora era giù, ma appartiene al passato, dobbiamo girare pagina. Filippo parla anche di Fede: «Il suo pregio è che è molto dolce, un difetto che cambia umore, ah le donne! Abbiamo due caratteri simili perché siamo determinati e cocciuti». Infine, l’ex iridato dei 100 sl, chiosa sui giorni di Londra: le frasi «abbiamo sbagliato la preparazione» volevano essere «costruttive. Invece sono state interpretate come un attacco a tutta la nazionale e non era così. Vedendo come sono state interpretate, non le avrei dette».

Vela VERSO L’AMERICA’S CUP

Schlierenzaur La nuova vela no gara no record rigida di Oracle

Oggi nello splendido ippodromo di Meydan (aperto nel 2010) scatta il Dubai Carnival, il ricchissimo meeting che mette in palio 37.360.000 $. Il tutto in soli 11 convegni, che culmineranno con la Dubai World Cup da 10 milioni di dollari (la corsa più ricca del mondo) di sabato 30 marzo. Questo sarà il primo meeting senza Lanfranco Dettori, fermato sei mesi per doping alla cocaina e rimasto senza i cavalli di Godolphin che a Dubai giocano in casa. E così fra i fantini italiani ci sarà il solo Antioco Murgia (impegnato già nel convegno odierno), visto che i fratelli Demuro saranno assenti. Per quanto riguarda i cavalli, gli italiani sono Principe Adepto, Malossol, Rosendhal, Saint Bernard, Kings Messenger e Fattsota. Fra i tanti ex italiani ci sono Fanunalter, Lui Rei, Silver Ocean e Field of Dream. Oggi (gioco e diretta su Unire tv) scenderanno subito in pista Lui Rei (sui 1000 metri), Fanunalter (sui 1600 metri) e Rosendhal (sui 1400 metri).

WISLA (c.r.) In 10.000 aspettavano l’austriaco Gregor Schlierenzauer a caccia del record (è a -1) di vittorie in Coppa del Mondo (46, primato che appartiene al finlandese Matty Nykanen): ma dolori alle ossa, raffreddore e un po’ di febbre hanno costretto il n.1 del salto a rinunciare alla gara in Polonia e a rimandare il piano a sabato a Zakopane. E senza Gregor neanche un austriaco nei primi 10: non succedeva dal 2006 a Sapporo. Il norvegese Anders Bardal ha festeggiato il quinto trionfo in carriera, dopo lo schock della vigilia. La squadra norvegese è stata derubata alla vigilia della gara. Una banda di ladri ha sottratto in hotel computer, videocamere, cellulari e 6000 euro.

L’ippodromo Meydan a Dubai AP

BARCELONETA-BRESCIA 9-7 (4-2, 1-2, 2-1, 2-2) Barceloneta: Lopez, Vrlic 2, A.Martin 1, Somogyi, D.Martin 1, Minguell 2, Cabanas, F.Fernandez 1, Flores, Perrone 2, de Lera, Petkovic, Tahull. All. S.Fernandez. Brescia: Del Lungo, Valentino, C.Presciutti 2, Legrenzi, Loncar, R.Calcaterra, Mammarella 1, Nora 2, Binchi 1, Elez 1, Giorgi, G.Fiorentini, Moratti. All. Bovo. Arbitri: Haentschel (Ger) e Kun (Ung).

Nella 7a giornata dei preliminari di Champions League, il Brescia cede al Barceloneta, capolista del girone C con pieno merito, fin qui impeccabile. Dopo un brutto avvio, i lombardi di svegliano e raggiungono la parità sul 5-5. Poi vengono fuori gli spagnoli che allungano fino al 9-6 con le reti dell’ex recchese Perrone e dell’ex posillipino Minguell. La squadra di Bovo esce comunque a testa alta e con qualche recriminazione verso gli arbitri. Gir. C: Kazan (Rus)-Marsiglia (Fra) 11-9. Class.: Barceloneta 15; Kazan 9; Brescia, Marsiglia, Vojvodina (Ser) 6.

Wisla (hs134): 1. Bardal (Nor) 264.4 p. (130 + 128 m); 2. Freitag (Ger) 252.2 (131 + 126.5); 3. Velta (Nor) 251.0 (127 + 126); 4. Kranjec (Slo) 246.6; 5. Ammann (Svi) 243.6; 38. MORASSI 101.5 (115); 41. R.DELLASEGA 96.6 (110.5). CdM (12/28): 1. Schlierenzauer (Aut) 808 p.; 2. Bardal 575; 3. Freund (Ger) 556; 4. Jacobsen (Nor) 478; 40. COLLOREDO 37.

Anders Bardal, 30 anni REUTERS

VILLA LAGARINA (Tn) — Presentato il 36˚ cross della Vallagarina in programma domenica (dalle 11.40). L’uomo da battere sarà l’etiope Edris Muktar, fresco vincitore del Campaccio. Insieme a lui i keniani Peter Mateelong, fratello dell’iridato delle siepi Richard e Nail, Maraba e Ndiwa, gli ucraini Lebid e Matvichuk e La Rosa e De Nard. Tra le donne l’ungherese Toth, la polacca Chojecka e Weissteiner, S. La Barbera, Soufyane, Tchurchenthaler e Roffino. CARAVELLI (a.fr.) Dopo l’8"12 nei 60 hs di sabato ad Ancona, a 2/100 dal pass per gli Europei di Göteborg (1-3 marzo), Marzia Caravelli ci riprova domenica a Roma in una riunione regionale indoor.

Via al Carnival Spagna amara da 37,3 milioni di $ per il Brescia

Leonardo Binchi, 37 anni LAPRESSE

Atletica Cross Vallagarina Muktar il favorito

WHITE MAMMA (si.g.) La 35enne ex velocista Usa Kelli White, due ori iridati a Parigi 2003 (100 e 200) poi cancellati perché coinvolta nella vicenda doping Balco, a Wels, in Austria, è diventata mamma di Thomas. Il papà è Thomas Wagner, noto manager internazionale. MARATONA TIBERIADE Oggi, alla 36ª maratona di Tiberiade, torna il francese (ex congolese) Patrick Tamgwe, che lo scorso anno si impose in 2h07’29", miglior tempo europeo del 2012. Con lui i keniani Kotut, Mucheru e F. Kibiwott, gli etiopi Balcha e Gelana. Tra le donne la keniana L. Chelimo e le etipi Gigi e A. Tola.

Baseball NIENTE TEMPIO Nessun eletto nella Hall of Fame, ieri: porte sbarrate soprattutto per Barry Bonds e Roger Clemens, entrambi al centro di sospetti doping negli anni scorsi, ma a che per Sosa e McGwire. Non succedeva dal ’96 (75% è il minimo) senza quorum. L’ex slugger ha ottenuto il 36.2%, l’ex lanciatore il 37.6, il più vicino è stato solo Craig Biggio col 68.2 (a soli 39 voti).

Boxe ZUCCHERO PER PAULIE (r.g.) Prende sempre più consistenza la sfida tra il campione welter Wba, l’italo americano Paulie Malignaggi (32-4), e il maturo «Sugar» Shane Mosley (Usa, 46-8-1), 41 anni, un passato glorioso con tre cinture nel lungo record (leggeri, welter e medi jr.), iniziata 20 anni fa. Il match è previsto il 27 aprile a Las Vegas o New York. La Golden Boy deve far inserire lo sfidante entro i primi 15 della Wba. PRIMO MONDIALE (r.g.) Il 2 febbraio a Berlino (Ger), per Sauerland, prima sfida iridata del 2013 in Europa. Il cubano Yoan Pablo Hernandez (27-1) mette in palio per la terza volta la cintura massimi leggeri Ibf contro Eric Fields (Usa, 21-1) sfidante di tutta tranquillità. Nel sottoclou, il mediomassimo Eduard Gutknecht (24-1) kazako di Germania, difende il titolo europeo contro l’ex iridato tedesco Jurgen Braehmer (38-2), 34 anni, che tenta un rilancio internazionale. L’incontro vale anche come semifinale mondiale Wbo.

Ghiaccio Korpi, no Europei

L’arrivo della vela rigida di Oracle

(r.ra.) È arrivata a San Francisco nella base di Oracle Racing, la seconda vela rigida del team di Larry Ellison. L’ala (costruita in Nuova Zelanda e spedita via mare negli Usa) verrà montata sul catamarano statunitense che è stato riparato dopo la disastrosa scuffia di ottobre. James Spithill e i suoi uomini non vedono l’ora di tornare a navigare (si parla dell’inizio di febbraio) per recuperare i tre mesi di riposo forzato. «Sono stato ad Auckland a dicembre — ha dichiarato lo skipper — e sono rimasto molto impressionato dalla sperimentazione fatta da Emirates Team New Zealand». I neozelandesi sembrano effettivamente essere avanti agli altri team, dopo 10 anni l’America’s Cup è pronta per tornare nell’Emisfero Australe? FASTNET (r.ra.) Incredibile successo per la Fastnet Race, storica regata d’altura di 608 miglia da Cowes (Isola di Whigt) e arriva a Plymouth (Ing) dopo aver girato lo scoglio del Fastnet (Irlanda). L’edizione dell’11 agosto è aperta a 300 iscritti. I posti sono andati esauriti in 24 ore e 20 imbarcazioni si sono iscritte nel primo minuto dall’apertura.

La 24enne finlandese Kiira Korpi, sul podio nelle ultime due edizioni (bronzo a Berna 2011 e argento a Sheffield 2012), in entrambi i casi alle spalle di Carolina Kostner, non parteciperà agli Europei di Zagabria (23-26 gennaio) per un’infiammazione al tendine d’Achille sinistro. Sarà rimpiazzata da Alisa Mikonsaari.

Golf PGA TOUR Dustin Johnson ha vinto con 203 colpi (69 66 68, -16) lo Hyundai Tournament of Champions, gara d’apertura dell’US PGA Tour a Kapalua nell’isola hawaiana di Maui. Il 28enne ha ottenuto il settimo titolo nel circuito superando di quattro colpi Steve Stricker (207 - 71 67 69, -10), campione uscente.

Hockey ghiaccio

(15), Imprevisto Ral (11), Orata Jet (7) e Nougat del Cigno (6). SI CORRE ANCHE Trotto: Palermo (15.10). Galoppo: Pisa (13.45).

Judo GAMBA PER MAURIZIO (e.d.d.) Da Lignano a Legnano. Dopo gli oltre mille atleti da 13 nazioni che hanno affollato il Winter Camp a Lignano Sabbiadoro, Ezio Gamba e la nazionale maschile e femminile russa hanno incontrato altri 500 judoka nella palestra di via Parma a Legnano, dove si è tenuto un meeting per ricordare Maurizio Bignami, maestro di judo ed amico di Gamba scomparso in luglio in un incidente di volo.

Nuoto Ranfagni ottimista (al.f.) Ieri e martedì, Sebastiano Ranfagni si è sottoposto ad approfonditi esami medici all’ospedale di Padova per scongiurare la sospetta cardiopatia al ventricolo destro. Il dottor Domenico Corrado, dopo aver analizzato gli esami del sangue e gli esiti di elettrocardiogramma ed ecocardiogramma con contrasto, ha escluso la displasia ventricolare. «Sono sollevato da questa notizia: ora so che non ci sono rischi per la mia salute e potrò affrontare meglio l’attesa per le prossime visite per ottenere l’idoneità agonistica», ha detto dorsista azzurro. Il 7 febbraio, Ranfagni dovrà sottoporsi a risonanza magnetica per valutare lo spessore delle pareti cardiache; fino a tale data, dovrà ancora rimanere a riposo forzato: la commissione medica dovrebbe emettere il responso entro il 10 febbraio. RICORDANDO LONDRA (al.f.) Missy Franklin, 4 volte d’oro ai Giochi di Londra, ha incontrato il suo idolo Justin Bieber nel backstage del concerto di Denver; la 17enne di Pasadena, proprio durante l’Olimpiade, aveva rivelato di essere una fan sfegatata del cantante canadese e in questi giorni ha ripreso le gare con la sua Regis High School vincendo in vasca da 25 yard 500 sl (4’57”71) e 200 mx (2'02”10). Mentre Michael Phelps ha chiuso la prima giornata del torneo PokerStars Caribbean Adventure che di disputa a Paradise Island (Bahamas) con un attivo di 92 mila dollari, nel fine settimana (11-13/1) a Berkeley (Usa, 50 m) torneranno in vasca la campionessa olimpica degli 800 sl Katie Ledecky, Rebecca Soni e Lia Neal (bronzo olimpico nella 4x100 sl). OTTESEN KO (al.f.) Jeanette Ottesen dovrà allenarsi a ritmo ridotto per le prossime 4-6 settimane a causa della rottura del piede: la danese si è procurata l’infortunio durante una seduta di jiu-jitsu, arte marziale utilizzata come allenamento alternativo nel periodo delle festività. PER SOCHI In occasione dei Giochi invernali di Sochi 2014, l’italiana Castiglione (Myrtha pools) realizzerà un grande Acquapark con piscine ed attrazioni.

Pallamano MARTELLINI STOP Una positività in A: Mauro Martellini (Trieste), fermato per metabolita del Thc (cannabinoidi) dopo Cassano Magnago-Trieste del 15 dicembre. Sospeso in via cautelare.

Paralimpici SPECIAL OLYMPICS (c.a.) Partenza per i 14esimi Giochi di Special Olympics invernali, uno dei più importanti programmi sportivi per persone con disabilità intellettiva e relazionale, che da oggi a lunedì si svolgono a Merano con 300 atleti in sci nordico, sci alpino, corsa con le racchette da neve, snowboarding e floor hockey. L’evento anticipa i Giochi Mondiali, dal 26 gennaio a PyeongChang (Sud Corea) con oltre 3000 atleti di 113 nazioni.

Sport invernali Staffetta Ruhpolding Azzurre quinte A Ruhpolding (Aut) la staffetta femminile apre la settimana di Coppa del Mondo. Italia ottima quinta. Oggi staffetta uomini. Donne, 4x6 km: 1. Norvegia (Fenne, Flatland, Solemdal, Berger) 1h08’13"2 (0+2); 2. Russia (Glazyrina, Vilukhina, Shumilova, Zaitseva) a 54"7 (0+1); 3. Rep. Ceca (Vitkova, Soukalova, Cerna, Zvarikova) a 1’51"8 (0+7); 5. ITALIA (Wierer, Oberhofer, Gontier, Runggaldier) a 2’03"5 (0+4). COPPA EUROPA SCI (s.f.) Domani e sabato coppa Europa maschile a Wengen (Svi) con due impegnative discese. Ieri nella prima prova cronometrata 17˚ tempo per Silvano Varettoni a 1"57 da Kriechmayr (Aut); più indietro Pangrazzi, 28˚ a 2"23. Sempre in Svizzera, a Melchsee Frutt oggi e domani due slalom femminili.

SERIE A (m.l.) Si chiude oggi (ore 20.30) la stagione regolare di serie A. Definite le partecipanti al Master Round (le prime cinque, tutte ai playoff) e al Relegation Round (dal 6˚ al 10˚ posto con le prime tre ai playoff, la 9ª e 10ª al playout). Programma (36˚ turno): Renon-Milano; Cortina-Val Pusteria; Val di Fassa-Alleghe; Asiago-Pontebba. Martedì: Valpellice-Bolzano 1-2 t.s. Recupero 35˚ turno (martedì): Milano-Asiago 5-7. Classifica: Val Pusteria 78; Bolzano* 76; Renon 68; Alleghe 67; Valpellice* 62; Asiago 54; Milano 46; Cortina 40; Val di Fassa 24; Pontebba 13 (*una in più).

AZZURRI NORDICI Mentre Alessandro Pittin toglie il gesso al polso sinistro, saranno 6 gli azzurri della combinata nordica sabato e domenica per la tappa francese di Chaux Neuve, dove un anno fa il bronzo olimpico ottenne 3 vittorie di seguito. Ci saranno Michielli, Bauer, Costa, Maierhofer, L. e M. Runggaldier. A Hinterzarten (Ger) per il salto donne gareggeranno sabato e domenica Evelyn Insam, Elena Runggaldier, D’Agostina e Malsiner. Infine sarà Pellegrino-Hofer il tandem da testare domenica a Liberec per la coppa di fondo.

Ippica Roma: 12-9-10-16-14

PER LE FIAMME GIALLE Da ieri le Fiamme Gialle hanno quindici nuovi arruolati nei Nuclei Atleti. Atletica: Andrea Chiari (triplo), Eseosa Desalu (200), Lorenzo Valentini (400). Canottaggio: Elena Coletti, Giuseppe Vicino. Judo: Martina Lo Giudice (57 kg), Marta Rainero (48 kg). Nuoto: Alessia Polieri (200 e 400 mx e fa). Sci: Stefano Baruffaldi, Alessia Medetti. Fondo: Greta Laurent, Giandomenico Salvadori. Short track: Arianna Valcepina. Vela: Giovanni Coccoluto, Francesco Marrai.

8ª corsa - m 1600: 1 Ninni Rod (R. Diana) 1.14.8; 2 Nettuno Fp; 3 Ove Chip Sm; 4 Maskmar; Tot.: 5,34; 3,04, 4,82, 5,77 (124,01). Quinté: n.v. Quarté: e 5.324,82. Tris: e 773,83. OGGI QUINTÉ AD AVERSA Al Cirigliano (inizio convegno alle 14.55) scegliamo Olivia d’Alfa (16), Gipsy Men (1), Langdon Grif

Varie


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

SPECIAL THANKS TO

GIOVEDÌ 10 GENNAIO 2013

AND

9 Gennaio Ore 10.30_ LO STILE DALLA A ALLA Z. CONVERSAZIONE SU BUCCIA DI BANANA. con Diamante D’Alessio_Direttore IO Donna e Giusy Ferrè_Giornalista Ore 12.00_ L’ALTRA MODA. con Alberto Coretti_Direttore Urban e Daniel Andresen_Stylist Ore 15.00_ MODA & SPORT. con Gianni Valenti_Vice direttore Gazzetta dello Sport e Carlo Rivetti_Presidente e Ceo Sportswear Company Ore 18.00_ ISPIRAZIONE, INTERPRETAZIONE, ESECUZIONE: LA GENESI DELL’IMMAGINE MODA. con Cristina Lucchini_Direttore Amica e Giovanni Gastel_Fotografo Ore 19.30_ L’UOMO E LA MODA. con Alessandro Calascibetta_Direttore Moda Uomo IoDonna-Max-Style e Lapo Cianchi_Direttore Comunicazione ed Eventi Pitti Immagine 10 Gennaio Ore 12.00_ FASHION TALES. NUOVI MODI PER RACCONTARE LA MODA. con Maria Luisa Frisa_Direttore corso di laurea in design della moda IUAV e Simone Sbarbati_Editor in chief di Frizzifrizzi Ore 18.00_ TRA MODA E GIOIELLO. LA SFIDA DELL’INTERNAZIONALIZZAZIONE. con Giusy Ferrè_Giornalista e Roberto Ditri_ Presidente Fiera di Vicenza

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LETTERE

GazzaFocus

Il fenomeno dell’atletica spinge in là i limiti umani anche a parole

Bianco e Nero A CURA DI ANTONIO DI ROSA Fax: 0262827917. Email: gol@rcs.it

Bolt da fantascienza «Sotto i 19"00 nei 200»

I problemi di Balotelli una questione Nazionale

E’ il suo obiettivo per il 2013: «Ho vinto tutto, ora penso ai record». Ma una simile prestazione equivale a un miracolo

Balotelli è sempre un caso. Quasi tutti i giorni. In pratica se ne è andata mezza stagione ed è come se l'avesse saltata per infortunio. Continua a rimanere fuori squadra, non va neppure in panchina. L'ultima lite con Mancini è stata poco dignitosa per entrambi. E' vero che il giocatore ha sbagliato a entrare duro sulla caviglia di un compagno durante l'allenamento (ma succede quasi ogni giorno dapperttutto) ma Mancini ha sbagliato a mettergli le mani addosso. Balotelli è sovrastato da faccende interne ed esterne al mondo del calcio. Confesso che non mi è piaciuta la frase di Berlusconi "è una mela marcia". Non scherziamo. Sarà sopra le righe, sarà infantile, sarà tutto quello che volete ma le mele marce sono un'altra cosa. Mi pare che tutti facciano a gara per dargli addosso a questo ragazzo di 22 anni che non è ancora diventato un uomo. Smettiamola, lasciamolo in pace e speriamo che si concentri sul suo lavoro. Altrimenti rischia di finire in giovanissima età ai margini del grande calcio.

ANDREA BUONGIOVANNI

Ne «spara» da anni, da sempre. Per divertirsi e divertire. Ma così grossa... Usain Bolt, a Kingston, riceve dalla propria federazione lo scontato premio di miglior atleta giamaicano del 2012 (al pari di Shelly-Ann Fraser tra le donne e di Glen Mills tra gli allenatori) e, parlando di progetti, sentenzia: «Ormai ho vinto tutto il possibile, quest’anno vorrei migliorare i miei record. Nei 200, per esempio, penso di poter scendere al di sotto dei 19"00». Bang! Ecco, la sparata: se non è da fantascienza, poco ci manca. Vero è che, il 20 agosto 2009, sulla pista blu dei Mondiali di Berlino, quando portò il limite a 19"19, si migliorò in una volta di 11/100, tantissimo (esattamente un anno prima, all’Olimpiade di Pechino, ne limò due al primato che Michael Johnson deteneva da dodici stagioni). Ma pensare di arrivare a tanto, anche dopo il 19"32 col quale ha vinto i Giochi di Londra, è fuori da ogni logica.

SAREBBE COME FARE 3’20"17 NEI 1500 O 2.53 IN ALTO La tabella ungherese trasforma i risultati in punti: l’ipotetico 18"99 sui 200 ne varrebbe 1389. Su quella base, ecco a quanto equivarrebbe in alcune specialità GARA 100 200 400 1500 10.000 110 hs 3000 sp Maratona Alto Lungo Peso Giavellotto

REC. MONDO 9"58 19"19 43"18 3’26"00 26’17"53 12"80 7’53"63 2h03’38" 2.45 8.95 23.12 98.48

ATLETA U. Bolt (Giam) U. Bolt (Giam) M. Johnson (Usa) H. El Guerrouj (Mar) K. Bekele (Eti) A. Merritt (Usa) S. Shaheen (Qat) P. Makau (Ken) Y. Sotomayor (Cuba) M. Powell (Usa) R. Barnes (Usa) J. Zelezny (R.Ceca)

ANNO 2009 2009 1999 1998 2005 2012 2004 2011 1993 1991 1990 1996

PUNTI REC. EQUIPARATO 1367 9"51 1356 18"99 1293 41"77 1303 3’20"17 1325 25’40"42 1290 12"22 1293 7’32"20 1292 1h57’53" 1311 2.53 1330 9.23 1309 24.44 1334 102.28

Claudio Vanin

Il razzismo negli stadi La Gazzetta ha scritto "Siamo tutti Boateng". L'appello di solidarietà lanciato dal vostro direttore a favore del giocatore rossonero aiuta molto ma non basta. Non è la prima volta che si vedono negli stadi italiani persone che si autodefiniscono falsamente tifosi protagonisti di gesti razzisti. Per questo bisogna fare come i tedeschi della Bundesliga che alla vigilia del campionato hanno indossato una maglietta antirazzista con la scritta "Il mio amico è straniero". Solo così si può salvare la reputazione del calcio italiano nel mondo e impedire che gli sponsor se ne vadano.

Prospettive I 200 sono da sem-

pre la «sua» gara. Usain, a 15 anni, nel 2002, proprio nella capitale giamaicana, vinse già il titolo mondiale junior. E da allora, nella specialità, se non è stata dittatura, poco c’è mancato. Per chiarire: prima dei Trials olimpici del luglio scorso, quando è stato sconfitto da Yohan Blake, sul mezzo giro di pista era imbattuto dal 2007. Il sei volte oro olimpico, tempo fa, aveva anche dichiarato di volere scendere a 9"40 nei 100 e alcuni matematici, col supporto di documentati studi, avevano sostenuto che non sarebbe impossibile. E’ chiaro che in entrambi i casi servirebbero condizioni meteo favorevoli, col vento a favore ai limiti del consentito e, alla partenza, perfetti tempi di reazione allo sparo. E il talento di Bolt è talmente senza

Non sarò originale ma volevo ribadire il mio dispiacere nel vedere buttar via l'enorme potenzialità di un campione come Balotelli. Perdiamo come Nazionale un vero fenomeno. Peccato!

Rasmus Ph. Helt

Usain Bolt, oggi 26 anni, vince i 200 ai Mondiali di Berlino 2009 col record del mondo (ancora in essere) di 19"19 AFP

2.08

I metri di distacco che l’Usain Bolt da 18"99 nei 200 (37.91 km/h) infliggerebbe all’Usain Bolt da 19"19 (37.51 km/h)

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I record del mondo realizzati da Usain Bolt nella carriera: quelli attuali sono 9"58 (100), 19"19 (200) e 36"84 (4x100)

paragoni e precedenti, che tutto potrebbe essergli possibile. Ma entro certi limiti. Il segreto Perché correre sotto i 19"00 nei 200, secondo l’affidabilissima tabella ungherese, equivarrebbe a volare in 41"77 nei 400, in 3’20"17 nei 1500, in 12"22 nei 110 ostacoli, a 2.53 in alto, a 9.23 nel lungo e via di questo passo. Insomma: nemmeno i suoi 2.512.000 followers su Twitter possono credere a cuor leggero a una simile prospettiva. Forse servirebbero altre foto di Megan Edwards: secondo alcune fonti britan-

niche, il segreto degli ultimi successi olimpici di Usain, starebbe in alcuni scatti molto osè che l’ex fidanzata gli avrebbe regalato prima che la rassegne cominciasse, con le quali il fenomeno si sarebbe lustrato gli occhi prima di ogni fatica... Più realisticamente, per il bene dell’atletica, c’è da sperare che il ragazzo abbia ripreso ad allenarsi seriamente: ora, nel suo gruppo, c’è anche ufficialmente Michael Frater, secondo frazionista della 4x100 oro olimpico col record del mondo, che ha lasciato quello di Asafa Powell. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Tutte le iniziative finalizzate alla lotta contro il razzismo sono benvenute. Ma qui non bastano le parole o i gesti simbolici. Ci vuole una dura repressione nei confronti di questi nostalgici che imperversano nelle curve italiane e lanciano insulti contro i giocatori di colore e contro gli ebrei. D'altronde se un assessore comunale leghista di Corbetta (Milano)era tra i facinorosi e il sindaco dello stesso paese, non inquadrato dalla tv ma a microfono aperto, dice che non capisce il motivo per cui i buuu costituiscono un reato, di cosa possiamo meravigliarci? L'esempio dovrebbe arrivare dalle istituzioni ma non è così. La questione non riguarda il cal-

cio in sé ma la società incivile che manifesta il proprio animo intollerante dentro gli stadi. E' un problema enorme che dilagherà se non si interverrà drasticamente.

Gli argentini dell’Inter Da tifoso dell'Inter dico che essere lì in alto è un successo vista la rosa che abbiamo. Stramaccioni ha fatto molto ma a volte mi chiedo se fa lui la formazione o il gruppo di giocatori argentini. Bisogna acquistare giovani e non over 30. Massimiliano Monti

Io non credo che la formazione la decida il folto gruppo di giocatori argentini. Certamente avranno la loro influenza su Stramaccioni ma il resto lo fa il tecnico. L'Inter sconta errori del passato, lo ribadisco per l'ennesima volta. Doveva rinnovare dopo il triplete e non ha avuto il coraggio di farlo. Si cambia anche quando si vince. Il giovane allenatore romano sta gestendo bene la squadra ma deve eliminare qualche vizietto. La smetta di lamentarsi degli arbitraggi ogni settimana dopo le partite. Gli nuoce, spesso non è giustificata la protesta e poi non serve a niente. Lo stesso Moratti che è il primo tifoso dell'Inter sul 3-0 di Udine è stato netto: la squadra ha giocato male. Stramaccioni rifletta sulle parole del suo presidente.


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ALTRI MONDI

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_le stranezze del Porcellum

DI GIORGIO DELL'ARTI gda@gazzetta.it

È vero che solamente tre regioni decideranno le elezioni? Lombardia, Campania e Sicilia sono in bilico al Senato. Il Pdl per evitare il trionfo di Bersani deve conquistarle. E anche Monti ne avrebbe vantaggio Aggiorniamo il bollettino delle elezioni. Nella lista di Monti – dopo Alberto Bombassei, il direttore de Il Tempo Mario Sechi, la Vezzali, Luigi Marino (presidente di Confcooperative) e Ilaria Borletti Buitoni, presidente del Fondo Ambiente Italiano – viene sempre più accreditato il nome di Ilaria Capua, la celebre virologa del dipartimento di Scienze biomediche dell’istituto Zooprofilattico di Padova: finora la professoressa aveva escluso di entrare in politica, ma Monti, pare, l’ha tempestata di telefonate. Nel Lazio correrà alla carica di governatore per l’Udc-Fli l’avvocato Giulia Bongiorno, che ha fatto molto bene in Parlamento. In Lombardia ci si prepara a un colpo di scena, sicuro anche se non ancora ufficiale: il candidato Gabriele Albertini, che fu già sindaco di Milano e siede oggi nel Parlamento europeo, correrà come capolista al Senato per conto di Monti. Formigoni, a sua volta, che lo appoggiava convinto contro la Lega, scenderà a più miti consigli, si prenderà un posto al Senato col Pdl e comincerà ad appoggiare Maroni. Tutto l’insieme ha messo di cattivo umore Bersani.

1Perché? Bisogna fare un discorso un po’ complicato sulla legge elettorale. Alla Camera, come lei già sa, il meccanismo prevede

la commissione parlamentare

FILIPPO CONTICELLO

Ma trattarono o non trattarono? E, se trattarono, come e con chi? Sul rapporto nebuloso tra vertici dello Stato e Cosa Nostra negli anni neri delle stragi, da ieri c’è in giro un’altra versione. Autorevole, perché arriva dopo lo studio della Commissione parlamentare antimafia sull’Italia che nel 1992 seppelliva Falcone e Borsellino: «Sembra logico parlare, più che di una trattativa sul 41 bis, di una tacita e parziale intesa tra parti in conflitto», ha affermato il presidente Beppe Pisanu. Racconta che ci fu alme-

che alla coalizione vincente si dia il 54% dei seggi e dunque non esiste un problema di maggioranza. Al Senato il sistema funziona invece attraverso dei premi regionali. Per avere una maggioranza sicura è necessario vincere in tutte le Regioni o almeno non perdere in quelle che dànno il maggior numero di seggi, come la Lombardia, la Campania, la Sicilia.

2 Queste regioni sono in bilico? Perché anche il Lazio, per dire, produce parecchi senatori.

Nel Lazio, dopo gli scandali della precedente giunta, il Pd non ha problemi, nonostante la Bongiorno, e Zingaretti dovrebbe vincere in carrozza. Il caso più spinoso riguarda la Lombardia: l’accordo tra Berlusconi e Maroni ha messo in serio pericolo la vittoria di Umberto Ambrosoli, il ritiro di Albertini – se sarà ufficializzato – rischia di affossare definitivamente la vittoria del centro-sinistra. Teniamo conto del fatto che la Lombardia vota storicamente a destra e che Albertini, se continuasse a gareggiare, pescherebbe ovviamente nell’elettorato dei berlusconiani. Gli accreditavano un 12-13%, sono voti che in gran parte devono adesso ritenersi di ritorno all’asse Pdl-Lega. La Lombardia assegna 49 seggi a Palazzo Madama, cioè un se-

Michele Santoro conduttore di «Servizio Pubblico» ANSA

Silvio Berlusconi, 76 anni: il leader del Pdl, ieri ospite negli studi di «Porta a porta», ha attaccato il premier uscente Mario Monti definendolo «una persona finta» LAPRESSE

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IL NUMERO

2,21

La crescita percentuale dell’indice Ftse Mib della Borsa di Milano nella giornata di ieri: piazza Affari ha fatto registrare la migliore performance europea e ritorna così ai massimi dall’agosto 2011, raggiungendo i livelli precedenti alla crisi dello spread

sto di tutti i senatori. Un altro calcolo riguarda la Sicilia: qui Berlusconi è riuscito a portare dalla sua parte il Grande Sud di Micciché. Se Micciché alle ultime regionali non avesse corso per conto suo, il democratico Crocetta non avrebbe vinto, ma sarebbe arrivata prima, appunto, la coalizione di centro-destra. Un calcolo puramente numerico dice perciò che, per il centro-sinistra, anche la Sicilia è in pericolo.

3 E la Campania? In Campania il Pd uscirebbe indebolito dalla lista “Rivoluzione civile” dell’ex magistrato Antonino Ingroia. Rc (buffo: le stesse iniziali di Rifondazione comunista) gode dell’appoggio del sindaco De Magistris, bello e demagogo, e popolare in quella regione. L’Ipsos di Nando Pagnoncelli ha valutato che il risultato in queste tre regioni è assolutamente imprevedibile: centrodestra e centrosinistra starebbero in questo momento intorno al 32,5% a testa. Badi che il premietto di maggioranza (lo chiamo “premietto” perché regionale) viene dato alla coalizione vincente anche se ha preso un voto in più. Infine ci sono dubbi anche sul Veneto. Tutto questo sembra avvantaggiare Berlusconi, ma in realtà avvantaggia prima di tutto le fila di Monti.

4 Se non ha la maggioranza anche al Senato, Bersani dovrà mettersi d’accordo con i centristi?

Sì. La maggioranza al Senato – escludendo i senatori a vita – è di 157 voti. Perdendo Lombardia, Sicilia e Veneto e vincendo nelle altre regioni, Bersani avrebbe a disposizione 149 voti. Impossibile governare senza l’aiuto di Monti (che Vendola giudica un orrore). Se perdesse anche la Campania, entrerebbe in gioco anche il Pdl-Lega. Cioè bisognerebbe rifare un governo di grande alleanza. E a quel punto, le possibilità per Monti di rientrare a Palazzo Chigi sarebbero molto alte. Certo Berlusconi preferirà Monti a Bersani.

5 Ma esiste la possibilità di un accordo tra Monti e Bersani?

I due si punzecchiano e certe volte si attaccano. Ma con una certa circospezione, come se sapessero che dopo il voto, probabilmente si troveranno faccia a faccia. L’ingresso di Monti nel governo forse a Bersani fa persino gioco: terrà a bada in questo modo la sua ala sinistra. Il problema si porrà se ci sarà bisogno anche dell’aiuto del centro-destra: con i berlusconiani di nuovo nella maggioranza e in qualche ministero, Vendola starà a guardare?

IL CAV FA AVVILIRE «Dopo l’attacco di Berlusconi che ha definito le tre colleghe "femministe e comuniste" sono avvilita come donna, non capisco perché si debba dileggiare una sentenza solo perché formulata da giudici di genere diverso. Non cerco polemiche, ma voglio tutelare la professionalità e la serietà delle tre colleghe che hanno preso la decisione nel rispetto di criteri indicati da una giurisprudenza consolidata» LIVIA POMODORO PRESIDENTE DEL TRIBUNALE DI MILANO A PROPOSITO DELLE PAROLE DI BERLUSCONI SULLA SEPARAZIONE DA VERONICA

to ed ha risposto energicamente». Tra le ombre Nella relazione, qua e là, cadono interrogativi pesanti come pietre. Ad esempio, Pisanu adombra il sospetto che politici siciliani abbiano scavato per indurre Cosa nostra a desistere, spinti dalla paura di fare la fine di Salvo Lima, ammazzato dai Corleonesi nel 1992. Riferimento velato a Calogero Mannino, mentre Giovani Brusca e Ciancimino indicarono in Nicola Mancino il terminale della trattativa: per tutti «le posizioni sono da definire in sede giudiziaria». Ma tremano i polsi alle voci

«Capaci» e «Via D’Amelio», tra ombre e una quasi certezza: la mafia non agì da sola. «Sulle scene degli attentati abbiamo visto figure sconosciute: da dove venivano?», si chiede Pisanu. Ingroia ha, invece, detto che il presidente della Commissione «non ha chiari i fatti», e gli ex colleghi della procura di Palermo hanno ribadito di essere arrivati a conclusioni diverse: per loro la trattativa partì da un «input politico». Quell’inconfessabile «ragion di Stato» su cui tutto è ancora da dire perché, parola della Commissione antimafia, «non si sono dissipate molte delle ombre» Il senatore Beppe Pisanu ANSA

E i «bookies» aspettano Berlusconi da Santoro L’ultimo precedente risale a 12 anni fa. Il pubblico sarà quello delle grandi occasioni con i bookmaker pronti a raccogliere quote sull’esito finale dell’«incontro». Ci sono attesa, curiosità e un po’ di fibrillazione. Lo sport, però, questa volta non c’entra: a infiammare i telespettatori e l’opinione pubblica, stasera, ci sarà il dibattito tra Michele Santoro e Silvio Berlusconi, a Servizio Pubblico su La7, (ore 21.10). «Santoro si contenga, lei è un dipendente del servizio pubblico»: era il 2001 e il Cavaliere intervenne in collegamento telefonico nella trasmissione Il raggio verde, accusando Michele Santoro di condurre «processi in diretta». Stasera i due si rivedranno con un canovaccio più definito, ma le sorprese sono dietro l’angolo. A tal punto che gli allibratori inglesi offrono a 5 l’uscita anticipata del leader del Pdl dallo studio (giocando 1 euro se ne vincono 5). C’è fiducia che resti (quota 1,12), anche se le domande di Giletti prima e della Gruber, martedì, lo hanno spazientito: «Lei ha bisogno di un otorino e mi ha attacca sempre», lo sfogo del politico con la giornalista. Che Berlusconi sia carico e orientato a una tattica poco difensiva, lo ha detto lui stesso: «Non ho paura di nessuna domanda, sono un guerriero». A stemperare la tensione ci ha pensato, però, «il nemico», Marco Travaglio, collaboratore fisso della trasmissione di Santoro: «Gli stringerò la mano, sarà una puntata normale». Ci sarebbe da scommettere anche su quello. dan. va.

Stato-mafia: la trattativa non ci fu «Ma qualcuno fece degli accordi» no un rapporto tra «uomini dello Stato privi di un mandato politico e uomini di Cosa nostra divisi tra loro, quindi privi anche loro di un mandato univoco». Tradotto: «Convergenze tattiche, ma strategie divergenti». In ogni caso, le 68 pagine fitte di nomi e riferimenti hanno alcuni capisaldi: quella stagione di sangue è stato un «episodio di strategia della tensione»; le cosche non hanno preso ordini da nessuno per mettere in ginocchio un Paese intero; i vertici istituzionali del tempo non sono stati coinvolti nel losco tentativo di intesa cucito da Ros e Vito Ciancimino. Anzi, «lo Stato non ha interloqui-

STASERA LA «SFIDA TV»

lafrase DEL GIORNO

Il fatto del giorno

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CANCELLIERE IN TRIBUNALE

Catania, avvisava il boss intercettato Arrestata la talpa Avrebbe avvertito un esponente del clan Trigila di Siracusa di intercettazioni in corso da parte della Dda di Catania. È l’accusa contestata al cancelliere del Tribunale etneo, Sebastiano Maiolino, 63 anni, arrestato per favoreggiamento personale aggravato. Indagata per rivelazioni del segreto d’ufficio, la sua convivente, Maria Pulvirenti, direttrice della cancelleria del Gip. Coinvolto pure Waldker Albergo, 51 anni, già detenuto per associazione mafiosa: avrebbe avuto da Maiolino la soffiata su intercettazioni al capoclan, Antonino Trigila.


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ALTRI MONDI

RECLUSI DAL PADRE 4 FIGLI

Francia, prigionieri in casa da 20 anni Incredibile scoperta a Saint Nazaire, nell’ovest della Francia vicino a Nantes dove una famiglia con quattro figli di

Roma un giorno senza ambulanze Sanità nel caos Colpa degli ospedali che non hanno posti letto Il ministro Balduzzi: «Ora relazione urgente»

IL DELITTO DI CREMA

Ieri sono rimaste ferme 25 ambulanze sulle 80 disponibili a Roma BENVEGNÙ

luzione definitiva. Inevitabili le polemiche, con annessa caccia al colpevole. Per il Codacons (e gran parte dei politici già in piena campagna elettorale) questa «situazione gravissima è frutto dei tagli indiscriminati nella Sanità», per la Cgil è causata «dalla cattiva organizzazione nei pronto soccorso romani», mentre il presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari regionali, Antonio Palagiano, attacca: «Questo è il paradossale risultato di una politica miope, che taglia i posti letto e investe in armamenti».

soccorsi, è stata però posta in stato di fermo. I ragazzi, un maschio e tre femmine, presentano ritardi dello sviluppo. Non sono mai usciti dalle quattro mura dell’appartamento: le pareti erano piene di muffa, i soffitti anneriti dall’umidità, c’erano lucchetti e chiavistelli alle porte dal

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lato che dà sull’esterno. A dare l’allarme sarebbe stata la madre dei ragazzi, 47 anni, fingendo un malore e chiedendo l’intervento dei pompieri. Secondo i primi elementi dell’indagine, solo il padre, 51 anni, usciva di tanto in tanto, per fare la spesa e buttar via la spazzatura.

il fungo atomico

UN TITOLO IN REGALO

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Il medico Maurizio Iori RASTELLI

Il pm chiede l’ergastolo: «Iori uccise ex e figlia»

ELISABETTA ESPOSITO

Si suppone che, se una persona arriva a chiamare il 118, tanto bene non stia. Per cui non dev’essere facile sentirsi dire: «Ci scusi, al momento non ci sono ambulanze disponibili». In Italia succede, a Roma succede molto spesso, ma ieri nella Capitale il sistema si è bloccato, riducendo la possibilità di ottenere un mezzo di soccorso solo ai casi da codice rosso. Il problema? Venticinque ambulanze su ottanta ferme in diversi Pronto Soccorso per la mancanza di posti letto, circostanza che costringe i pazienti a restare nella barella. A lanciare l’allarme è stato il direttore del 118 di Roma Capitale Livio De Angelis che in mattinata ha scritto una lettera ai responsabili dei reparti d’emergenza degli ospedali, ma anche a sindaco, prefetto, questore e Regione Lazio, chiedendo «la liberazione delle ambulanze in quanto il servizio è fortemente limitato». Il 118 ha segnalato anche che nella mattinata di ieri c’è stato un momento (non breve) in cui erano indisponibili il 100% dei mezzi di soccorso, «25 bloccati nei Dea occupati dai pazienti da ricoverare e gli altri 55 in servizio per chiamate già ricevute».

20, 19, 17 e 14 anni, viveva reclusa da anni in un vecchio appartamento (nella foto gli inquirenti sigillano una stanza). Secondo i primi accertamenti era il padre, un uomo di 51 anni subito ricoverato in ospedale psichiatrico, a tenere reclusi i figli. La moglie, che ha chiamato i

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Ergastolo e due anni di isolamento: è la richiesta del pm di Cremona Aldo Celentano per Maurizio Iori, 52 anni, il primario oculista di Crema in carcere dall’ottobre del 2011 con l’accusa di aver ucciso l’ex compagna Claudia Ornesi, 42 anni, e sua figlia Livia, di soli due anni, la sera del 20 luglio di due anni fa. Secondo il pm sarebbe stata la nascita della piccola e poi la battaglia di Claudia per garantirle una vita di pari dignità con gli altri figli di Iori a far scattare la volontà omicida del medico. Chiave del duplice delitto, secondo l’accusa, è la lettera che la Ornesi, quattro giorni prima di morire inviò a Iori: «Adesso voglio che nostra figlia abbia un padre». Per questo il medico, che ha già alle spalle un divorzio, un secondo matrimonio e altri due figli, avrebbe progettato il delitto inscenando un omicidio-suicidio. La sera del 20 luglio 2011 il medico si recò a casa della donna con la scusa di prepararle la cena, ma si portò quattro bombole di gas e alcune confezioni di barbiturici con cui avrebbe avvelenato le due vittime. Oggi la parola va alla difesa, mentre la sentenza è prevista per il 18 gennaio.

Se da Kate nasce una bimba, sarà principessa Se il principe d’Inghilterra William e sua moglie Kate (nella foto LaPresse) avranno una figlia, questa avrà il titolo di principessa. Lo ha deciso la regina Elisabetta II, come «dono» di compleanno per Kate, che ieri ha festeggiato i 31 anni. Con le regole in vigore fino ad ora, l’eventuale primogenita di William e Kate avrebbe ricevuto il titolo di «Lady» e non di «Altezza Reale», mentre solo il maschio sarebbe stato principe. L’erede al trono inglese dovrebbe nascere in giugno

Hiroshima, foto inedita scoperta in una scuola Un’immagine inedita del fungo atomico su Hiroshima, scattata nel 1945 pochi minuti dopo lo sganciamento della bomba da parte degli Usa, è stata ritrovata in una scuola elementare della città, non distante dal luogo dello scoppio. L’immagine in bianco e nero (nella foto Ap), la cui scoperta è stata resa nota dal Museo della Pace di Hiroshima è la prima scattata dal suolo giapponese. Oltre a questa, finora esisteva solo un’altra foto aerea, realizzata dai militari americani.

ALTRI DATI NEGATIVI DALL’ISTAT

Consumi: -4,4 nel 2012 «Come nel dopoguerra»

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Nel 2012 è crollato il potere di acquisto delle famiglie, calata la spesa ed i consumi sono andati a picco. A certificare le difficoltà delle famiglie è l’Istat, che rileva come nei primi nove mesi dello scorso anno il loro potere di acquisto abbia registrato una flessione del 4,1% rispetto allo stesso periodo del 2011. Nel solo terzo trimestre del 2012, è calato del 4,4% rispetto al terzo trimestre del 2011 e dello 0,1% rispetto al trimestre precedente. E la spesa delle famiglie per i consumi è diminuita del 2,2% su base annua. Dati così allarmanti che Confcommercio parla «dell’anno peggiore per i consumi dal secondo dopoguerra». Se il reddito disponibile delle famiglie, sempre tra luglio e settembre scorsi, è aumentato dello 0,5% rispetto ai precedenti tre mesi, nel confronto annuo è diminuito dell’1,9%.

notizie Tascabili

Nell’incidente 6 morti

Rapiti il 23 dicembre

Cermis, in cella il guidatore della motoslitta

Nigeria, liberati i 3 marinai italiani «Niente riscatto»

Paura tra i pendolari a bordo

È stato arrestato l’uomo alla guida della motoslitta che, in un incidente sul Cermis, in Trentino, ha provocato sei vittime nella tarda serata del 4 gennaio. Si tratta del russo Iaroslav Iagafarov Azat, di 58 anni. È accusato di omicidio plurimo colposo e lesioni personali. Fra le vittime anche la moglie del guidatore, Larissa Rafilya Pshenichnaya di 51 anni, che gestiva insieme al marito un hotel. Oltre a lei sono morti cinque turisti russi: si trovavano sul rimorchio trainato dalla motoslitta, che si è ribaltata su una pista «nera». La motoslitta non aveva però l’autorizzazione per il percorso, ma soprattutto il rimorchio non poteva trasportare persone. L’uomo è ora piantonato in ospedale a Trento.

Sono arrivati ieri in Italia sani e salvi i tre marinai italiani rapiti in Nigeria lo scorso 23 dicembre e liberati nel corso della notte. Per la liberazione di Emiliano Starita, comandante del rimorchiatore Asso 21 della società Augusta Offshore, e dei due ufficiali Salvatore Mastellone e Giuseppe D’Alessio, non è stato pagato alcun riscatto, come ha affermato il ministro degli Esteri Giulio Terzi. «Siamo dimagriti ma è tutto ok. Verso la fine abbiamo temuto di non farcela, è stata una brutta esperienza», ha raccontato D’Alessio al ritorno in Italia. I tre marinai verranno ascoltati in Procura a Roma, dove è stato aperto un fascicolo sul rapimento, per poi fare ritorno a casa.

Reazioni Immediata la reazione del ministro della Salute Renato Balduzzi che ha chiesto una relazione urgente al 118 sulla situazione. Quindi si è mossa la Regione: il presidente dimissionario Renata Polverini ha avuto un incontro con il direttore generale dell’Ares 118, Antonio De Santis, e con Livio De

L’allarme lanciato dal 118, ma la Regione corre ai ripari: «Problema risolto in due ore» Angelis, al termine del quale ha inviato un comunicato sottolineando che «dopo due ore dalla segnalazione la problematica appare del tutto risolta». La Regione ha poi istituito da oggi un tavolo di lavoro permanente tra Ares 118 e le aziende ospedaliere, per monitorare la situazione e lavorare a una so-

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New York, traghetto sbatte contro il molo: 60 feriti, tre gravi Un traghetto che trasportava oltre 300 pendolari dal New Jersey a New York è finito, ieri mattina (alle 8,40 locali, le 14.40 in Italia) contro una banchina del molo a Lower Manhattan, ferendo almeno 60 persone, di cui tre in modo grave. «Un grosso boato, sembrava fosse scoppiata una bomba. Una parte del traghetto si è aperto come una scatoletta di alluminio»: è stata la testimonianza di un’addetta alle pulizie che si trovava sulla banchina. Molte persone sono state letteralmente sbalzate dai sedili a causa dell’urto violento. Altri pendolari, che erano in piedi e si stavano preparando allo sbarco, sono stati, invece, scaraventati contro i muri. Sul posto sono intervenute decine di squadre di pompieri e di soccorritori, che hanno lavorato per diverse ore. L’impatto è stato tale da aver aperto uno squarcio

I soccorsi ai feriti dopo l’urto del traghetto ANSA sopra la linea di galleggiamento del catamarano. «Siamo caduti gli uni sopra gli altri e la gente ha reagito in maniera isterica», il commento di uno dei feriti. A causare l’incidente sarebbe stato un problema meccanico. La Guardia Costiera Usa ha rivelato che dal 2007 tali navi sono state coinvolte in 10 incidenti, sempre nelle acque di New York. Il 14 ottobre del 2003, invece, un traghetto della linea che unisce Manhattan all’isola di Staten Island era stato protagonista un urto analogo, ma il bilancio era stato tragico: in quel caso c’erano state 11 vittime.

Le novità dei prossimi 5 euro ANSA

Arrivano a maggio

Contro i falsari nuove banconote Ecco i 5 euro Arriveranno a maggio le nuove banconote da 5 euro, ma la Bce le presenta oggi. A differenziarle dalle attuali sarà il verde acceso del numero 5, un ologramma e la filigrana con un ritratto nascosto. Verranno poi diffuse le banconote degli altri tagli: fanno parte della serie Europa e saranno facilmente distinguibili dalle precedenti dopo le modifiche rese necessarie per tutelare la sicurezza.


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I PREMI PER I PEGGIORI

Twilight strafavorito per i temuti Razzie È «The Twilight Saga: Breaking Dawn Parte 2», episodio finale della saga, il "trionfatore" delle nomination per i Razzie

Awards, i premi anti Oscar riservati ai film più brutti dell’anno. Con undici candidature (tra cui peggior film e peggiori attori per Kristen Stewart e Robert Pattinson, nella foto Ap), si piazza davanti a «Indovina perché ti odio» (8) con Adam Sandler e al film d’azione «Battleship» (7).

Bova «Ultimo sta con gli ultimi Per questo è primo» Ascolti boom per la fiction E ci sarà una quinta serie FRANCESCO RIZZO

L’Ultimo che diventa primo ha il look sdrucito e ribelle di Raoul Bova, carabiniere che combatte il traffico di rifiuti tossici. La miniserie di Canale 5, in onda lunedì e martedì sera, ha toccato i 7 milioni di spettatori (24,5% di share), dati da lotta scudetto nella tv di oggi. E la Taodue annuncia, per il 2014, un quinto appuntamento con la saga basata sulle indagini di Sergio De Caprio, l’ufficiale che arrestò Totò Riina e che diceva «la nostra gloria è lavorare per i poveri, non amo chi porta la cravatta». Sdrucito e ribelle, appunto. Carabiniere e attore sono amici, poi in scena va Bova, che in carriera ha interpretato vice questori, ex parà e guardie del Papa, ma in questo ruolo è cresciuto: la prima serie risale al 1998. Il segreto del suo successo lo avrà scoperto... «Ultimo — dice Bova — incarna la lotta alla prepotenza mafiosa, sta con i deboli come San Francesco, però è anche il tipo che non abbozza davanti al capoufficio arrogante. Ha pagato con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, da cui è

«

C’è chi indossa la divisa solo per avere un’identità che, altrimenti, gli mancherebbe RAOUL BOVA ATTORE

Il signore dello share

stato assolto: diffamare è il nuovo tipo di bomba. Peggio, crea morti viventi». Eppure non sempre, in Italia, le divise sono popolari...

«C’è chi indossa la divisa dentro e difende la legalità e chi la indossa fuori e vuole solo assicurarsi un’identità. Capita pure fra calciatori e attori. Detesto il potere ottuso e ostentato, il ruolo è responsabilità». In febbraio, con «Come un delfino 2», torna al ruolo di un ex campione di nuoto che allena ragazzi difficili. Da Ultimo a padre putativo degli ultimi...

«Non mi sento né padre né insegnante: lo sport è una scuola per superare i propri limiti. E poi siamo come animali, se alimentati a odio generiamo odio. Nessuno nasce mafioso, è una cultura che ti cresce mafioso».

A FEBBRAIO RITORNA CON «COME UN DELFINO» A metà febbraio, Canale 5 manda in onda 4 nuove puntate di «Come un delfino», in cui Bova (sopra) è un ex asso del nuoto che allena ragazzi difficili

Nel 2011, la prima serie ha radunato 7,3 milioni di spettatori: cosa preparate per loro?

«Quattro puntate, non più due, con personaggi più approfonditi, l’arrivo di Giulia Bevilacqua, un tentativo di boicottarmi con una storia di doping, una svolta rosa. Abbiamo girato a Malta».

Ma non si era ripromesso di fare più commedie?

«Nel 2012 sono usciti Immaturi 2 e Viva l’Italia: recitare commedie mi toglie pesi, perché non sono un tipo spensierato, sul set risulto pignolo, fatico a smussare certi angoli e assorbo le tensioni che avverto intorno. Vivo un senso di impotenza nei confronti di tanti problemi e lo sfogo, per esempio, nuotando. Anche 4 km al giorno». La fiction italiana quale Italia racconta?

«La fiction tende a ripiegarsi su ciò che garantisce ascolti: vorrei che affrontasse in modo più diretto temi moderni e scomodi, come le coppie di fatto. Però, proprio il successo di Come un delfino, testimonia che lo sport — come protagonista di una fiction, non come pretesto — è stato esplorato poco». E Bova? Tende a ripiegarsi su ruoli da eroe? Si legge che interpreterà al cinema un sospettato di omicidio in un film inglese, «Summer Night, Winter Moon»...

«Sono in trattativa. La proposta è interessante. Chissà». © RIPRODUZIONE RISERVATA

DIECI NOMINATION AI BAFTA

«Lincoln» fa il pieno agli Oscar inglesi Sarà uno tra «Argo», «Lincoln», «Vita di Pi», «Zero Dark Thirty» e «Les Misérables» il miglior film della 66a edizione dei

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CATTOLICI CONTRO GUZZANTI

Bafta, gli Oscar britannici, il 10 febbraio. Pieno di nomination (dieci) per il «Lincoln» di Steven Spielberg. Che però non corre come miglior regista: in lizza per questo premio infatti ci sono Michael Haneke, Quentin Tarantino, Ben Affleck, Ang Lee e Kathryn Bigelow.

SCELTA IL 21 GENNAIO A WASHINGTON

Obama s’insedia Sarà Beyoncé a cantare l’inno

S Denunciato per lo show su La7: vilipendio L’Aiart, l’Associazione telespettatori cattolici, ha denunciato il comico Corrado Guzzanti (nella foto). Il motivo: «Ha offeso con battute da caserma il sentimento religioso degli italiani, vomitando insulti e falsità per oltre un’ora di spettacolo». Nel mirino c’è «Recital», in onda su La7 il 4 gennaio e, in particolare, il personaggio di Don Pizarro, sacerdote dal linguaggio aggressivo. Mentre il comico romano preferisce non commentare, la petizione in sua difesa lanciata in rete su Change.org ha già raccolto oltre 30 mila adesioni

Beyoncé ha venduto oltre 75 milioni di dischi REUTERS

L’America sfida la crisi economica, ma non quando si tratta di festeggiare: sarà la cantante texana Beyoncé, i cui cachet hanno toccato i 71 mila dollari al minuto, a cantare l’inno nazionale statunitense in onore di Barack Obama all’Inauguration Day, il 21 gennaio a Washington. La cerimonia saluterà il nuovo mandato di Obama alla Casa Bianca: Beyoncé, la preferita dalla first lady Michelle, cantò per il presidente già durante le celebrazione del primo insediamento, nel 2009. Sul palco saliranno inoltre il re del folk-rock James Taylor e Kelly Clarkson, regina del talent tv American Idol nel 2002. In salotto Il gusto per lo spettacolo, del resto, non

manca agli Obama: ieri sera il presidente ha assistito all’anteprima di 1600 Penn, una sit-com della Nbc, che debutterà in tv oggi e in Italia, su Fox, da primavera. E che racconta una tipica (e problematica) famiglia americana con i guai di tutti i giorni. Già visto? Sì, ma questa famiglia vive alla Casa Bianca. E il papà (Bill Pullman) è il leader degli Usa. Non a caso l’autore è lo scrittore Jon Lovett, già autore dei discorsi di Obama.

L’ATTORE SU «MAX» DI GENNAIO

Clooney: «Un lifting? Sì, l’ho fatto ai testicoli» È un George Clooney senza freni quello intervistato da «Max». L’attore americano, nel numero di gennaio del mensile, rivela di essersi sottoposto a una particolare operazione: «Ho speso parecchio per farmi stirare la pelle dei testicoli. È una tecnica nuova, a Hollywood la fanno tutti, si chiama ball ironing». E sulle voci riguardo la sua presunta omosessualità Clooney dice: «Non smentirò mai nessun pettegolezzo, perché non voglio che la gente possa credere che essere gay sia una cosa negativa. La mia vita privata è solo mia».


GIOVEDÌ 10 GENNAIO 2013

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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GAZZALOOK SPECIALE PITTI

Pitti uomo 2013

SPORTIVO E HI-TECH IL MASCHIO 2.0 VESTE COSÌ Nel guardaroba capi comodi e pratici ma con un tocco di unicità: gli stilisti si ispirano all’abbigliamento degli atleti

TONI ALLO STAND LOTTO

DAL NOSTRO INVIATO

STEFANIA ANGELINI FIRENZE

Il vestire sportivo non tramonta mai, si rinnova di collezione in collezione, diventando un po’ per tutte le aziende, anche quelle che nascono con un anima diversa, l’occa-

«Odio le cravatte e scelgo i vestiti in base all’umore» Non ama portare le cravatte, predilige i colori e si veste in base all’umore. Così Luca Toni va alla ricerca del look giusto. Ospite ieri allo stand Lotto al Pitti Uomo, l’attaccante della Fiorentina ha parlato anche di calcio: «Mi piace giocare qui a Firenze. Con Giuseppe Rossi, poi, abbiamo fatto un grande acquisto. Montella? È sempre un grande».

sione per realizzare linee più comode e facili da indossare. Così abbiamo cercato di capire, qui al Pitti Uomo in corso a Firenze, come l’abbigliamento tecnico degli sport riesca ad adattarsi alla vita di tutti i giorni. Due i temi citati più spesso dagli addetti ai lavori: sperimentazione e design, condizioni fondamentali per battere la concorrenza e attirare il mercato internazionale. Ce lo spiega, per esempio, Roberto Bardini, a.d. di Rrd Roberto Ricci Designs: «C’è troppa standardizzazione in giro. Troppi modelli identici con marchi diversi appiccicati. Noi pensiamo invece che l’unico modo per superare questo stallo sia puntare sulla ricerca. Per questo abbiamo voluto realizzare materiali che fossero unici». Ecco allora che l’azienda toscana che produce tavole e abbigliamento da surf ha inventato dei tessuti speciali, fatti unendo diversi strati assieme: lana, lycra, una membrana traspirante, pile e piuma. A proposito di surf: girando tra gli stand colpisce il divertente progetto nato dalla collaborazione tra Bear e Italia Independent. L’azienda che produce costumi e materiali per il surf e il marchio fondato da Lapo Elkann hanno trovato la sintonia giusta per abbinare il pantaloncino icona dello storico brand californiano e l’occhiale di design di Italia Independent. Tornando invece all’anima tecnica, spicca la collezione della nuova Conte of Florence, con una linea ispirata alla montagna e allo sci: «Abbiniamo materiali come il nylon alla maglieria, per dare ai nostri capi un effetto più portabile e caldo: tutti i modelli si possono usare per lo sci e per il tempo libero», racconta la stilista, Ilaria Biggi. Originali le combinazioni di maglioni a disegni nordici da portare con sotto K-Way impermeabili multicolor. Ricerca ecosostenibile Ma se parliamo di studio dei materiali, batte tutti il progetto presentato per la prima volta in Europa da Ecoalf, un’azienda nata tre anni fa a Madrid. In pratica, la particolarità è l’arrivo sul mercato di t-shirt, maglioni, realizzati in cotone riciclato e, novità assoluta, giacche fatte con un tessuto ottenuto da fondi di caffè, la cui lavorazione non deve essere per niente semplice. Infine, nel connubio tra sport e tecnica, ci hanno colpito anche le proposte della nuova collezione The North Face, adatte soprattutto per chi ama godersi la montagna, per gli appassionati del running o della mountain bike. Il marchio, nato nel 1966 a San Francisco, del resto, ha una vocazione super sportiva considerando che gli stilisti chiedono direttamente agli atleti testimonial (come gli alpinisti Simone Moro e Hervé Barmasse) consigli e indicazioni per realizzare i modelli e per renderli sempre più funzionali: a prova di spedizione...

IL CONCORSO GAZZALOOK

La squadra dei premiati

I capi e gli accessori più originali del Pitti sono stati premiati nella Tenda rosa della Gazzetta (tutto su www.gazzetta.it). Ecco la foto di gruppo con i vincitori: Marco Landi (ZeroSettanta Studio), Kyu Won Cho (Allegri), Giuseppe D’Amore (Blauer), Massimiliano Zeloni (Boombogie), Riccardo Coppola (Peuterey), Camilla Sonato

(Clarks), Claudia Sartor e Matteo Tugliani (Serafini), Marcello Tombolini (Tombolini), Luca Caprai (Cruciani), Valerio Ceccarini (Piero Guidi), Rubina, Guia e Serena Guardiani (Alberto Guardiani), Peter Salvagni (Woolrich), Massimiliano Sponza (Refrigue), Claudio Marenzi (Herno), Matteo Marziali (Playhat), Nicola Mercatali (New Balance)

ECOALF GIUBBOTTO IMPERMEABILE IN TESSUTO REALIZZATO CON FONDI DI CAFFÈ RICICLATI

CONTE OF FLORENCE CAPO PER LA MONTAGNA A DUE FUNZIONI: MAGLIONE A DISEGNI NORDICI E K-WAY

PIRELLI PZERO CAMICIA IMBOTTITA IN NYLON CON DETTAGLI IN FLANELLA E BOTTONI GOMMATI

ROBERTO RICCI IMPERMEABILE ANTIVENTO CON TRE TESSUTI INCOLLATI: LYCRA, PILE E PIUMA

THE NORTH FACE PIUMINO CALDISSIMO E LEGGERO, CON INSERTI IN NYLON TRASPIRANTE

BEAR E ITALIA INDEPENDENT PANTALONCINO ABBINATO ALL’OCCHIALE DI LAPO

© RIPRODUZIONE RISERVATA

LA PRESENTAZIONE Dayane: cappello Borsalino, blazer Manuel Ritz, pantaloni Brooksfield, guanti Dainese. Pedro: camicia e giacca Fred Perry, pantaloni Dainese. FOTOGRAFO GIOVANNI GASTEL

Magnini, Brumotti e Graziani per il blazer Gazzetta-City Time Il nuovo blazer Gazzetta-City Time è stato presentato ieri pomeriggio al Pitti nella Tenda rosa della Gazza. Si tratta di una giacca blu per la prossima stagione estiva che si potrà trovare da aprile nei Gazzastore (stazione Termini di Roma e Galleria San Carlo di Milano) e in tutti i

negozi che in Italia vendono il marchio City Time in Italia. Il capo, nato da una collaborazione tra la Gazzetta e la famiglia Lebole, è innovativo anche nei particolari interni. E’ stato tenuto a battesimo da tre grandi campioni dello sport: Filippo Magnini, Vittorio Brumotti e Ciccio Graziani.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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GIOVEDÌ 10 GENNAIO 2013

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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ALTRI MONDI Oroscopo

21/3 - 20/4

21/4 - 20/5

21/5 - 21/6

22/6 - 22/7

23/7 - 23/8

LE PAGELLE

Ariete 6

Toro 7,5

Gemelli 7+

Cancro 5,5

Leone 6

DI ANTONIO CAPITANI

Non siate scorbutici, fate la tara agli eventuali problemi: tutto va bene. Anche se certa gente vi griglia gli zebedei. Sorprese suine!

Avete intuizioni indovinate. E ricevete consensi lusinghieri. Il carisma cresce, le risposte arrivano, voi cuccate come rimorchiatori. Uau.

L’impiego del vostro denaro è proficuo. Anche furbo, a ben vedere. E nel lavoro siete delle superstar. Anche suinamente, lo siete.

Ci sono cricche intorno a voi più sgarupate d’una lista elettorale: non fidatevi alla leggera. Sfighette amorose, ma sudombelico birba.

Il lavoro forse annoia, ma la cura del dettaglio vi premia. E la forma fisica migliora. Fornicazione ostacolata, però. O magari solitaria.

23/9 - 22/10

23/10 - 22/11

23/11 - 21/12

22/12 - 20/1

21/1 - 19/2

20/2 - 20/3

Bilancia 5,5

Scorpione 7+

Sagittario 7

Capricorno 7,5

Acquario 6+

Pesci 7+

La Luna vi fa fumar gli zebedei come mille turchi. E né lavoro né amore v’appagano. State su, calmatevi. Fornicazione opaca.

C’è brio! Comunicazioni, idee, scritti (vostri) lasciano il segno. Positivo! Notizie bomba s’appropinquano, ma il suino in voi stenta.

Soldi e lavoro appagano le vostre aspettative. Ma oltre ai doveri potete concedervi piaceri. Pure suinerrimi. Vigore in crescita.

La giornata promette successi in società, viaggi piacevoli, notizie utili. L’astuzia vi apre poi mille porte. Anche qualche sudombelico.

Siete stanchi. E nessuno v’aiuta. Ma farete schiattare tutti d’invidia, perché sbrigherete bene ogni cosa. Esuberanze suine vi dàn lustro.

I vostri piani della giornata riescono. E dalle conoscenze potete ricavare vantaggi nel lavoro e nel privato. Gaudio amorososudombelicale.

24/8 - 22/9

Vergine 8 Sole, Luna e Venere vi rendono convincenti, qualunque cosa chiediate. Anche un po’ suina, volendo. Soldi, successo e buona fama sono in aumento! ALESSANDRO GAMBERINI

Il difensore centrale del Napoli è nato a Bologna il 27 agosto 1981: ha giocato anche con Bologna, Verona e Fiorentina

Televisioni in chiaro RAIUNO 10.00 10.55 12.00 13.30 14.10 15.15 17.00 17.10 18.50 20.00 20.30

6.40 9.40 11.00 13.00 14.00 14.45 17.00 18.30 18.45 19.35 20.30

21.10 DON MATTEO 8 Fiction Tv 23.30 1.05 1.35 1.40 2.10

RAITRE

RAIDUE

UNOMATTINA CHE TEMPO FA LA PROVA DEL CUOCO TG1 VERDETTO FINALE LA VITA IN DIRETTA TG1 CHE TEMPO FA L'EREDITÀ TG1 AFFARI TUOI

PORTA A PORTA TG1 - NOTTE CHE TEMPO FA SOTTOVOCE IN ITALIA...

Film sul Digitale Terrestre

Gazzetta.it

CARTONI SABRINA VITA... I FATTI VOSTRI TG2 SELTZ CARTONI RAI PARLAMENTO TG2 SQUADRA SPECIALE IL COMMISSARIO REX TG2

AGORÀ LA STORIA SIAMO NOI TG3 TG3 FUORI TG LENA, AMORE... TGR - TG3 LA CASA NELLA... GEO & GEO METEO 3 TG3 - TGR - BLOB UN POSTO AL SOLE

8.00 10.10 12.00 12.25 13.10 14.00 15.10 16.00 18.10 19.00 20.35

21.10 MATRIMONIO ALLE BAHAMAS

23.10 TG 2 23.25 MADE IN SUD 0.35 ANNA WINTER IN NOME DELLA GIUSTIZIA

23.05 RAI PARLAMENTO ELEZIONI 2013 INTERVISTA 23.20 SIRENE 0.00 TG3 LINEA NOTTE

23.26 1.00 1.30 2.20 3.44

CARTONI TELEFILM STUDIO APERTO SPORT MEDIASET CARTONI FRINGE WHITE COLLAR LA VITA SECONDO JIM STUDIO APERTO SPECIALE SHAKA C.S.I.

6.40 8.45 12.25 13.00 13.40 14.55 15.45 18.00 18.30 19.20 19.22

MATTINO CINQUE TG5 FORUM TG5 BEAUTIFUL CENTOVETRINE UOMINI E DONNE POMERIGGIO CINQUE AVANTI UN ALTRO! TG5 STRISCIA LA NOTIZIA

21.05 L'INFILTRATO Film

CALDO CRIMINALE TG5 - NOTTE STRISCIA LA NOTIZIA UOMINI E DONNE INSIEME...

10.50 11.30 12.00 12.55 14.00 14.45 15.30 16.35 16.45 18.55 19.35

LA 7

RICETTE DI FAMIGLIA TG4 DETECTIVE IN CORSIA LA SIGNORA IN... TG4 FORUM RESCUE SPECIAL MY LIFE HERBIE AL RALLY... TG4 TEMPESTA D'AMORE

21.10 SCONTRO TRA TITANI Film

21.10 THE CLOSER Telefilm

23.10 OUTLANDER L'ULTIMO VICHINGO 1.20 SPORT MEDIASET 1.45 THE SHIELD 2.30 THE SHIELD

23.10 1.00 1.25 2.45

9.55 11.00 12.30 13.30 14.05 15.50 16.50 18.50 20.00 20.30

IL VIDEO

COFFEE BREAK L’ARIA CHE TIRA I MENÙ DI BENEDETTA TG LA7 PROFESSIONE ASSASSINO 4 DONNE E UN... IL COMMISSARIO... I MENÙ DI BENEDETTA TG LA7 OTTO E MEZZO

15.35 IL RE SCORPIONE PREMIUM CINEMA 17.07 ELLE - L'ULTIMA CENERENTOLA MYA 17.14 MISSIONE TATA PREMIUM CINEMA 18.59 LA TALPA PREMIUM CINEMA 21.15 36 - QUAI DES ORFEVRES PREMIUM CINEMA 23.15 VOLVER - VM 14 PREMIUM CINEMA 01.20 SHOWGIRLS - VM 14 PREMIUM CINEMA 01.25 SHOWGIRLS PREMIUM CINEMA

CALCIO

12.00 VOLVO GOLF CHAMPIONSHIP

Amichevole Eurosport 2

Serie A. Highlights

20.05 MACCABI TEL AVIV FENERBAHCE Eurolega SportItalia 2

19.45 DAKAR

9.00

Staffetta maschile. Da Rupholding, Germania Eurosport

0.00

BONES TG4 NIGHT NEWS MUSIC LINE UNA NOTTE CHE PIOVE

23.45 0.50 0.55 1.10 1.15

Ieri ALGHERO

9

15

ANCONA

4

9

AOSTA

0

7

BARI

3

13

BOLOGNA

3

7

min max

CIELO

VENTI

CAGLIARI

8

16

Sole

Deboli

CAMPOBASSO

2

9

2

18

Nuvolo

Moderati

FIRENZE Rovesci

Forti

6

11

GENOVA

8

13

Coperto

Molto forti

L'AQUILA

1

9

MILANO

4

7

NAPOLI

9

14

Pioggia

MARI

Temporali

Calmi

PALERMO

14

15

Neve

Mossi

PERUGIA

5

11

POTENZA

1

7

13

16

ROMA

6

13

TORINO

2

4

REGGIO CALABRIA

-2

TRENTO

Serie A. Highlights

Tramonta

Sorge

Tramonta

TRIESTE

8:02

16:57

7:37

16:56

7

11

VENEZIA

4

8

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE PRESIDENTE Angelo Provasoli VICE PRESIDENTI Roland Berger Giuseppe Rotelli AMMINISTRATORE DELEGATO Pietro Scott Jovane CONSIGLIERI Andrea Bonomi C., Fulvio Conti, Luca Garavoglia, Piergaetano Marchetti, Paolo Merloni, Carlo Pesenti, Giuseppe Vita DIRETTORE GENERALE Riccardo Stilli DIRETTORE GENERALE DIVISIONE QUOTIDIANI Alessandro Bompieri

FOOTBALL: NOTRE DAME - ALABAMA

9.30

Serie A

OMNIBUS NOTTE TG LA7 SPORT PROSSIMA FERMATA MOVIE FLASH OTTO E MEZZO (R)

21.30 BASKET: SAN ANTONIO SPURS LOS ANGELES LAKERS NBA

1.15

RUGBY: SARACENS NORTHAMPTON SAINTS Aviva Premiership

10.00 GOLF: NELSON MANDELA CHAMPIONSHIP

Oggi Nubi più diffuse su tutto il Paese, associate anche a qualche pioggia sulle aree tirreniche, Ovest Appenniniche e sul Friuli; addensamenti con fiocchi fino a 5/700 m sulle Alpi, maggiori schiarite altrove. Trieste

Trento 1 1

Aosta 1

Milano

6

4

Torino 1

6

Venezia

7

4

8

12.00 CALCIO: PADOVA SASSUOLO

Dall’Australia la selezione delle reti più belle segnate nella A League, dove gioca Alessandro Del Piero (nella foto). La squadra dell’ex capitano della Juve, il Sydney Fc è ultima in classifica

Serie B

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IL BLOG Mercato, curiosità e aggiornamenti dal mondo Premier Si chiama «In The Box» la finestra sempre aggiornata sulla Premier e i suoi protagonisti. In questi giorni da non perdere gli aggiornamenti sul mercato delle squadre più importanti

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21.00 GOLF: VOLVO GOLF CHAMPIONSHIP

PGA European Tour. Da Durban, Sudafrica

NCAA. Finale

PGA European Tour. Da Durban, Sudafrica

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Domani

Dopodomani

Arriva una perturbazione da Nordovest con piogge diffuse al Centro e sul basso Tirreno. Piogge anche sull'Emilia Romagna e, al mattino, tra Liguria a bassa Lombardia, poi qui migliora. Locali nevicate in Appennino tra 800 e 1300 m.

Tempo migliore in giornata salvo qualche pioggia isolata sulle aree tirreniche e sulle medie e basse pianure del Nord. Peggiora la sera-notte sulla Sardegna, aree Tirreniche e al Nord con nevicate fino a bassa quota o in pianura al Nord.

9

7

Bologna Genova 9

4

6

Ancona

10

Firenze

Perugia 4

7 10

5 10

7

L’Aquila 1

6

ROMA 8

Campobasso

11

4

Napoli 9

Bari

8

8

Potenza

12

4

Cagliari

14

7

Catanzaro

11 15

8

Palermo

12

Reggio Calabria 11 16

11 16

6

Sorge

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GOLF

Ale star australiana Ecco i 5 gol più belli del campionato

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RETE 4

ITALIA 1

21.05 ZUCCHERO IN LA SESION CUBANA

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Catania 10 16

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La tiratura di mercoledì 9 gennaio è stata di 319.375 copie

Nuova Primo quarto Piena Ultimo quarto

12 gen.

19 gen. 26 gen.

3 feb.

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ARRETRATI Richiedeteli al vostro edicolante oppure ad A.S.E. Agenzia Servizi Editoriali - Tel. 02.99049970 - c/c p. n. 36248201. Il costo di un arretrato è pari al doppio del prezzo di copertina per l’Italia; il triplo per l’estero.

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 10 GENNAIO 2013

TO BREAK THE RULES, YOU MUST FIRST MASTER THEM. CONGRATULAZIONI A LEO MESSI. PRIMO VINCITORE DEL PALLONE D ’ O R O P E R L A Q U A R TA V O LTA C O N S E C U T I VA C O N 9 1 G O A L S E G N AT I N E L L’ A N N O S O L A R E . UN RECORD.

ROYAL OAK AK LEO MESS SSI IN ACCIAIO INOSSIDABILE LE E TANTALIO . CRONOGRAFO. FO.


Gazzetta Dello Sport 10/01/2013