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Didier Drogba, 35 anni


Rigori e fortuna Conte infuriato «Alla Lazio è andata bene anche stavolta. Il fallo su Vucinic? Era netto, ma al prossimo aiuto per noi non voglio polemiche» TORINO - Il gol di Peluso. La prova dei giovani. Invece, l’episodio finale ha scritto una storia diversa. Antonio Conte non nasconde la delusione che, con le parole, diventa prima ironia e poi rabbia, seppure controllata: «Eravamo in totale emergenza e nonostante questo la squadra ha fatto una grande partita. Meritavamo molto, molto di più, c’è stato anche un episodio di Vucinic in area da rivedere». Gli mostrano le immagini sul monitor e Conte sorride beffardo: «Era rigore, dai, di che cosa stiamo parlando, diciamo che hanno sbagliato contro di noi, spero che la prossima volta che ci sarà una decisione pro Juve non scoppi la polemica, non voglio sentire niente. E’ la prova che gli arbitri sbagliano senza guardare la maglia». Resta il pareggio. «Mauri è stato bravo a metterla «Meritavamo molto dentro. C’è stata la spizzicata di Vucinic che ha mandato tutti fuori tempo, dispiace perché c’è stata di più. Nonostante fossimo in un’ottima prestazione. Magari al ritorno avremo più emergenza, fortuna noi e meno loro. Tra campionato e Coppa Italia abbiamo messo (altro sorriso nervoso, ndr) dobbiamo dire che la Lazio è sotto gli avversari stata molto fortunata, resta una grande squadra ma va Peccato l’errore detta la verità. Le è andata bene anche stavolta». finale»

TOUR DE FORCE - Una gara ogni tre giorni. La Juventus nel prossimo mese dovrà farci l'abitudine. D'altronde a metà febbraio ricomincia pure la Champions League e la Signora sarà impegnata nel doppio confronto con il Celtic per approdare ai quarti di finale della competizione. In mezzo ci saranno tre gare di campionato e il ritorno in coppa Italia contro la Lazio di Petkovic nella capitale. Un mese pieno di impegni, sperando che l'infermeria si svuoti in fretta.

A destra l’azione del gol di Mauri (Ansa); a sinistra Antonio Conte (AP)

ACCIACCHI - A nemmeno 24 ore dalla semifinale andata di Tim Cup contro i biancocelesti, i campioni d'Italia oggi torneranno di nuovo ad allenarsi a Vinovo. All'orizzonte c'è l'ennesima notturna contro il Genoa, la terza partita casalinga nell'ultima settimana: un filotto a domicilio che ha fatto tirare un sospiro di sollievo ad Antonio Conte. Visti i numerosi acciaccati e i tre infortunati (Chiellini, Pepe e Bendtner) non effettuare trasferte lunghe ed estenuanti è stato un bene. Il tecnico bianconero nell'ultima settimana ha avuto a che fare con una coperta insolitamente corta. Mai dal suo arrivo sotto la Mole era stato costretto a giocare "mono-punta" con un Marchisio nell'insolito ruolo di trequartista. E l'emergenza non è ancora terminata.

RIENTRI - Vucinic, che ieri s'è accomodato in panchina, ha appena ripreso ad allenarsi e a giocare con continuità dopo un mese e mezzo in cui ha avuto a che fare con un tendine infiammato e bisogna continuare a gestirlo senza esagerare. La caviglia di Vidal, invece, è a posto. Lui gioca. La nota positiva di ieri sera è stata senza ombra di dubbio il rientro di Marchisio, tornato a disposizione a tempo pieno dopo la forte contusione al ginocchio rimediata contro la Sampdoria che gli ha fatto saltare gli ottavi contro il Milan e le sfide contro Parma e Udinese. Ora il principino è tornato a ruggire in mezzo al campo dove sabato ritroverà Pirlo. Pure il playmaker juventino ieri sera è stato tenuto precauzionalmente a riposo (nemmeno convocato) ond'evitare che il fastidio al polpaccio si trasformasse in qualcosa di peggio. Ed entro fine settimana torneranno a disposizione anche Giovinco e molto probabilmente Quagliarella. Il primo ha praticamente smaltito l'affaticamento ai flessori mentre l'ultimo dovrebbe riuscire a recuperare dall'infiammazione alla coscia dopo aver scontato l'ultimo turno di squalifica in coppa Italia. IMPEGNI - Tutti ritorni graditissimi per la Juventus che da oggi fino a metà febbraio dovrà giocare sei gare: tre di campionato contro Genoa, Chievo e Fiorentina, la semifinale di ritorno contro la Lazio e l'andata di Champions a


Glasgow contro il Celtic. Il tecnico avrĂ  di nuovo l'imbarazzo della scelta sperando che la dea bendata torni a guardare verso Vinovo e lasci stare i muscoli dei suoi calciatori. Ass


SUGLI SPALTI Pogba ormai è una star Tutti aspettano i suoi colpi TORINO - Lo Juventus Stadium, come in altre occasioni, per esempio con l’Udinese, non è tutto esaurito ma è come se lo fosse stato. Il tifo è incalzante come sempre ed è tutto uno sventolare di bandierine colorate: bianche e nere in curva, tricolori in tribuna per una coreografia degna di un grande palcoscenico come la semifinale di coppa Italia. PROBLEMI - A sorpresa Conte decide di non far riposare Bonucci nonostante il problema alla schiena e lo sposta sulla destra con Barzagli a sinistra e Marrone al centro. Alle spalle dell'unica punta Matri, invece, c'è Marchisio, tornato dopo il guaio al ginocchio patito contro la Sampdoria. Mai dal suo avvento sotto la Mole Conte ha dovuto fare i conti con una moria di attaccanti tale da giocare mono-punta. GIOVENTU' - Pogba è il più acclamato dopo la doppietta di sabato contro l'Udinese e si conferma uno dei migliori in campo. Ogni volta che gli capita il pallone tra i piedi ai 30 c'è subbuglio sugli spalti. Il francesino, quasi alla mezzora del primo tempo, sbaglia il suo primo pallone e dal settore ospiti sopra di lui, dove sono assiepati poco più di un centinaio di tifosi laziali, partono dei timidissimi buu razzisti che immediatamente si spengono. FURIA - La Juve è assatanata e dopo 40 secondi Marchisio si trova già a tu per tu con Marchetti. Vuole subito mettere in chiaro chi è che comanda e far capire alla Lazio che sarà una serata molto difficile. Gli ospiti sono frastornati e ci mettono 20 minuti prima di reagire ma poi riescono a ribattere colpo su colpo. La partita s'ingolfa al centro del campo: le due squadre giocano a specchio (3-5-1-1) e dieci uomini a centrocampo sono troppi. Matri e Floccari sono troppo isolati e la partita si gioca a diversi metri da loro. Hernanes patisce la gabbia PogbaVidal e decide di spaziare per tutto il campo. ALTRO KO - Poco prima del'intervallo la Juve è costretta a cambiare la difesa. Bonucci è costretto ad uscire, claudicante, per un problema alla coscia destra: dentro Caceres. E' Mauri, con un gesto di fair play, a permettergli di uscire: ferma il gioco e mette fuori nonostante la ripartenza dei suoi. Un altro ko che va ad aggiungersi ad una situazione già critica. Le sue condizioni verranno valutate nelle prossime ore. CASUALITA' - La fortuna ci mette lo zampino nel gol del vantaggio bianconero. Conte decide di togliere Peluso per inserire Vucinic e tornare al 3-5-2. La lavagna luminosa è pronta, il montenegrino ha già tolto il giubbino. Il quarto uomo fa le prove ed appare un 13 fugace, ma il tecnico juventino decide di aspettare. C'è un calcio d'angolo. E proprio di testa l'ex atalantino porta in vantaggio i suoi. Conte esplode ed esulta abbracciando Vucinic, che se la ride e si risiede in panchina. Entrerà più tardi. La Lazio, però, è furiosa. Marchetti sbraita con il guardalinee, Petkovic allarga le braccia e i tifosi rumoreggiano: Peluso ha affossato l'avversario, appoggiandosi sulle sue spalle. Gol irregolare. Nel finale Mauri mette le cose a posto. Ma non finisce qui. Martedì prossimo si replica, questa a volta a "campi invertiti": si gioca all'Olimpico di Roma per decidere chi approderà alla finalissima. Ass


«Il pareggio è meritato» Petkovic si gode il sedicesimo risultato positivo di fila «Abbiamo sofferto, ma ci abbiamo sempre creduto» Dall’inviato Fabrizio Patania TORINO - Finisce con i giocatori della Lazio che vanno sotto lo spicchio occupato dai tifosi della Lazio. Un grazie per esserci stati in questa notte che regala un altro risultato positivo ai biancocelesti. Il sedicesimo di fila. Uno a uno, finale a portata di mano. Petkovic è soddisfatto: «Penso che il risultato sia giusto, abbiamo creduto fin dall’inizio in questa partita. La Juve ci ha schiacciato nella ripresa, ma avevamo fatto bene nel primo tempo e alla fine meritato. Merito di Marchetti e di tutti i ragazzi. Spero che nella gara di ritorno ci sia un grande pubblico». Stefano Mauri ha messo la firma nel pareggio, quando ormai pochi ci speravano. Ora dice: «Un risultato positivo, nella ripresa abbiamo sofferto parecchio, Federico (Marchetti, ndr) ha fatto molte parate. Il nostro gol è stato fortunoso? Mah... loro sono una grande squadra, ma Mauri decisivo nel alla fine direi che il pareggio è meritato. Ora penseremo al campionato, al Chievo, poi ci finale: «Marchetti è stato fondamentale concentreremo sulla sfida di ritorno». Adesso pensiamo soltanto al Chievo»

MIRO - Il risultato positivo non scaccia una piccola ombra. Quella di Miro. Sembrava una sciocchezza, si sta rivelando una contrattura faticosa da assorbire. Miroslav Klose ha saltato la semifinale di andata di Coppa Italia, ma non ci sono ancora totali certezze sulla possibilità di recuperarlo per l’anticipo di campionato sabato allo stadio Olimpico con il Chievo. Petkovic ha preferito risparmiargli la notturna e il gelo dello Juventus Stadium e ha avuto ragione: la Lazio ha retto benissimo. Il tedesco si era allenato soltanto lunedì, veniva considerato a rischio stiramento. In questi giorni cercherà di rodare e migliorare la condizione atletica e sarà lui stesso, abilissimo a gestirsi, a valutare se pronto o meno per tornare in campo contro il Chievo. Qualche calcolo forse lo farà anche Petkovic in previsione degli impegni ravvicinati: martedì prossimo all’Olimpico si giocherà la partita di ritorno con la Juventus, un appuntamento che vale l’ingresso alla finale di Coppa Italia, e allora Klose potrebbe allenarsi e prepararsi in funzione della sfida con i bianconeri. Quattro giorni dopo, domenica 3, la Lazio sarà di scena a Marassi con il Genoa di Ballardini, il 6 arriverà la convocazione della Germania (sono previste le amichevoli delle nazionali), il 9 è in calendario il big-match all’Olimpico con il Napoli e poi scatteranno i sedicesimi di Europa League con il Borussia Moenchengladbach. Un ciclo terribile di impegni che fa comprendere come sia necessario gestire e dosare le forze del fuoriclasse tedesco, che nella passata stagione si era fermato nel momento decisivo della volata verso la Champions.

DIFESA - Se Klose resterà in dubbio, Petkovic conta di recuperare almeno due difensori per la partita di sabato con il Chievo. Gli esami clinici hanno scongiurato l’ipotesi di lesioni muscolari per Konko. Il francese, però, lunedì avvertiva ancora dei fastidi e così è stato escluso dalla lista dei convocati per Torino. Per lo staff medico è abile e arruolabile, dipenderà dalle sue sensazioni. Il tecnico di Sarajevo spera di ritrovarlo subito a disposizione, ma qualche punto interrogativo (considerando i precedenti) è logico mantenerlo. Di sicuro potrà contare su Andrè Dias: scontata la squalifica in Coppa Italia e assorbito l’ultimo infortunio muscolare sopportato con il Cagliari, il brasiliano è pronto a riprendere il suo posto di titolare. Mancherà, invece, Lorik Cana: era diffidato, a Palermo ha preso un altro cartellino giallo, il giudice Tosel lo ha squalificato. © riproduzione riservata


LA GUIDA Nel ritorno alla Lazio basta lo 0-0 Le semifinali di Coppa Italia proseguono oggi con Roma-Inter (20.45 Rai1). Così il ritorno: martedì 29/1 Juve-Lazio mercoledì 17/4 Inter-Roma La finale è in programma domenica 26 maggio all’Olimpico di Roma (data di riserva sabato 1 giugno). l REGOLAMENTO - In caso di parità nei 180’, valore doppio alle reti in trasferta, se sussiste parità, supplementari (anche qui valore doppio alle reti esterne) ed eventuali rigori. Alla Lazio basta quindi uno 0-0 nel ritorno della prossima settimana. Con l’1-1 si andrebbe ai supplementari, ogni altro tipo di pareggio favorirebbe la Juve. l MARCATORI - 3 reti: Thiago Ribeiro (Cagliari); Filippini (1 rig.) (Cremonese); Dionisi (1 rig.) (Livorno); Clemente (1 rig.) (Perugia). l ALBO D’ORO - La Coppa Italia 2011-12 è stata vinta dal Napoli. La Juve e la Roma vantano 9 successi. Seguono: Inter 7; Fiorentina 6; Lazio, Milan e Torino 5; Napoli e Samp 4; Parma 3; Bologna 2; Atalanta, Genoa, Vado, Venezia e Vicenza 1.


OGGI CONFERENZA STAMPA BUFFON FIRMA FINO AL 2015 Il portiere si è tagliato lo stipendio: 2 milioni in meno all’anno di Antonio Barillà

TORINO - Juve per sempre. Gigi Buffon comunicherà oggi pomeriggio il rinnovo contrattuale con il club bianconero: nuova scadenza giugno 2015, contratto da 4 milioni a stagione più bonus. Due anni in più e magari ci sarà ancora un supplemento: il portierone, onestissimo, ha preferito evitare un legame più lungo per valutare con serenità, stagione dopo stagione, il rendimento, però il tramonto è lontano anni luce e la sensazione è che questa non sarà l'ultima firma. ORGOGLIOSO - La conferenza stampa è fissata per le 15. Accanto a Gigi, a Vinovo, siederà il presidente Andrea Agnelli. Una presenza che sintetizza l'importanza dell'accordo, la forza di un legame che va oltre la professione. Gigi è il capitano, il simbolo bianconero, il trait-d'union tra due epoche vincenti che ha attraversato trascurando le ambizioni personali. Poteva andar via, da campione del mondo, nell'estate del 2006 arroventata da Calciopoli: macerie bianconere, campioni in fuga, lui corteggiatissimo ma pronto a seguire il cuore: il numero uno al mondo, il vice Pallone d'oro, che scende in serie B senza boria né tristezza, orgoglioso di dare una mano per riportare la Juve ai vertici del calcio. ALLEATO - Il campionato vinto con Didier Deschamps, vecchio compagno di spogliatoio, e il ritorno immediato in Champions con Claudio Ranieri illudono il mondo bianconero: in realtà sono luccichii d'oro falso, la risalita è fatta di amarezze e contestazioni. Fino all'arrivo di Andrea Agnelli, l'uomo che sarà al suo fianco oggi per spiegare il ruolo bianconero di Buffon, la sua capacità di annodare tradizioni antiche con ambizioni finalmente riabbracciate. L'incipit del nuovo ciclo, in realtà, è complicato. Gigi è costretto a operarsi alla schiena, la convalescenza lunga e la ripresa faticosa, qualche incomprensione fa temere uno strappo ma tutto torna a posto. E insieme, lui e la squadra, tornano grandissimi. Dopo una stagione buia con Gigi Del Neri, è un altro vecchio compagno di spogliatoio, Antonio Conte, ad afferrare le redini, e il portiere, con l'eterno Alex Del Piero e con Andrea Pirlo, appena arrivato dal Milan, diventa alleato prezioso per ripristinare la mentalità vincente. RIFLESSI - Il contratto s'avvia intanto a scadenza: è l'ultimo che prevede un ingaggio old style (6 milioni di euro), sottoscritto dalla vecchia gestione quando non c'erano tetti d'ingaggio e comunque i tempi erano diversi. Nessun problema, per il rinnovo. E nessun problema per accettare una decurtazione. Unico nodo, quell'improvviso desiderio di firmare per una stagione sola (alla fine si è trovata la mediazione del biennale) dettato dalla volontà di valutarsi anno dopo anno. Esagerazione, seppur ammirevole: Gigi compirà trentacinque anni tra pochi giorni, conta 648 partite ufficiali di cui 423 con la Juve, ma ha i riflessi e l'entusiasmo di un ragazzino. C'è tempo, per meditare l'addio: Dino Zoff, antenato campione del mondo, con la stessa maglia valicò i quarant'anni, e Silvano Martina, il suo storico manager, presente anche oggi, s'è fermato a trentotto... © riproduzione riservata


Scolari convoca Hernanes Qualche nome a sorpresa nelle prime convocazioni di Felipe Scolari, dopo il ritorno sulla panchina del Brasile: ci sono Ronaldinho e Julio Cesar, rientra dalla porta principale anche Hernanes, lanciato dalle grandi prestazioni nella Lazio. Tra i convocati per l’amichevole del 6 febbraio a Wembley contro l’Inghilterra, la conferma per il giallorosso Leandro Castan. Scolari ha invece per il momento lasciato fuori Kakà.


Celtic, poker al Dundee e +12 sulle seconde Vola verso il suo 44º titolo di Scozia il Celtic, prossimo avversario della Juventus negli ottavi di Champions League (andata 12 febbraio a Glasgow, ritorno il 6 marzo a Torino). Ieri ha battuto per 4-0 il Dundee United in un incontro di recupero. I gol sono stati realizzati nel primo tempo al 19’ da Hooper e al 33’ da Wanyama, nella ripresa al 35’ ancora da Hooper e al 39’ da Brown. Terza vittoria di fila, ore il Celtic può vantare 12 punti di vantaggio su Inverness e Motherwell.


Boom di ascolti su Mediaset per Del Piero MILANO (a.ram.) - Alex Del Piero fa la differenza. Non solo in campo, dove nell'ultima partita ha firmato quattro reti, ma anche in tv. Le gare del suo Sydney si stanno rivelando un vero e proprio affare per Mediaset Premium che le trasmette nel weekend: nonostante vengano giocate - per via del fuso orario - alle 7 o alle 8 della mattina italiana, riescono sempre ad ottenere almeno 1% di share con 70.000 spettatori incollati davanti alla tv.


Vidal non molla mai Marchisio pericoloso Peluso riscatta con il gol una prova poco convincente. Grave errore di De Ceglie. Pogba si conferma Dall’inviato Andrea Ramazzotti

STORARI 5,5 - Rischia l’erroraccio su un’uscita alta e su un’incomprensione con Marrone. Sull’1-1 non mette una pezza. BONUCCI 6 - Acciaccato dopo una ventina di minuti, prova a stringere i denti, ma si vede che non è al top. Prima del 45’ deve alzare bandiera bianca per un problema muscolare che preoccupa. CACERES (42’ ST) 6 - Entra a freddo, ma si disimpegna bene e senza sbagliare niente.

Un contrasto tra Marchisio e Hernanes (AP Photo)

MARRONE 6 - Al centro della difesa, inizia con un briciolo di apprensione non tanto quando ha il pallone tra i piedi, ma quando deve chiudere. Rischia parecchio in un paio di occasioni, ma si riscatta con alcuni lanci da applausi. BARZAGLI 6,5 - Prima sul centro sinistra, poi torna a centro destra senza dimenticare la consueta sicurezza. Sbroglia un paio di situazioni complicate e rischia poco o niente. ISLA 6,5 - Un paio di sbavature in fase difensiva nel primo tempo, buone iniziative quando deve attaccare durante tutti in 90’. Arriva pericolosamente al cross e costringe Lulic sulla difensiva. VIDAL 7 - Tampona su Hernanes depotenziandolo e poi riparte infilandosi negli spazi. Non esce mai dalla gara, non tira mai indietro la gamba e nella ripresa colpisce un palo e sfiora due volte il 2-0. Inesauribile. POGBA 7 - Vice Pirlo con tanta personalità, idee chiare e... nuovo taglio di capelli. Alterna lanci lunghi ad aperture intelligenti e si merita gli applausi dello stadio. Fa pesare il fisico nei contrasti e in mezzo al campo è una diga. Pochi riescono ad abbinare le due fasi come lui in questo momento. Finisce acciaccato. GIACCHERINI 6 - E’ spesso il primo a portare il pressing ed è continuamente in movimento tanto da impedire gli inserimenti di Gonzalez. A tratti gli manca un briciolo di concretezza. Batte l’angolo dell’1-0.


PELUSO 6 - Poca spinta e poca convinzione. Subisce Cavanda che lo attacca in continuazione e lo costringe ad abbassarsi. Il gol dell’1-0, il suo primo in bianconero, riscatta una prova opaca. DE CEGLIE (25’ ST) 5 - Grave l’errore sull’1-1 della Lazio. MARCHISIO 6,5 - Torna alle origini, al ruolo che aveva ricoperto quando era ragazzo, e gioca alle spalle di Matri. La sua vocazione a inserirsi negli spazi lo favorisce; crea diverse azioni pericolose anche partendo qualche metro più avanti del solito. MATRI 6 - E’ l’attaccante più in forma e non a caso, anche se là davanti è spesso isolato, fa spesso buoni movimenti. Conclude una volta pericolosamente, in altre occasioni viene fermato. CONTE (ALL.) 6,5 - Gli infortuni lo costringono a un massiccio turn over e a inventarsi Marchisio trequartista. La sua Juve però tiene bene il campo e crea molto. © riproduzione riservata


MARCHETTI LEDESMA Mauri, gol e fair play Floccari dà sostanza Biava è dovunque, Cana prudente ma concreto. Ciani migliora ancora Gonzalez lotta, Ledesma soffre Dall’inviato Fabrizio Patania

Marchetti 8 - Compie una prodezza sul tiro di Matri, il palo lo salva sul destro di Vidal, toglie dalla rete il colpo di testa del cileno. Vale come un gol per la Lazio. Biava 7 - Peccato abbia un’età, ma non la dimostra. Petkovic si augura che si mantenga così sino alla fine della stagione. C’è su quasi tutti i palloni. Cana 6,5 - Resta molto a guardia, forse troppo, Petkovic ogni tanto lo invita a uscire, ma l’albanese ha il merito di salvare di testa un cross di Isla che scavalcherebbe Marchetti per un probabile gol. Ciani 6,5 - Meglio, molto meglio rispetto alla prestazione di Palermo. Fisico impressionante, da marcatore di sinistra rende più che da centrale. Bene nell’appoggio alla manovra. Di testa non fulmina Storari su angolo di Hernanes. Cavanda 6,5 - Determinato, attento, feroce come vuole Petkovic senza far venire meno le sue proprietà di palleggio. Dalla sua parte la difesa non soffre e il belga-angolano si propone con insistenza in avanti. Gonzalez 7 - Incrocia Giaccherini, torna dopo un infortunio muscolare e non è al top, ma il suo passo corto è fondamentale nella terra di nessuno per rispondere all’aggressività bianconera. Ledesma 5,5 - L’ampiezza del gioco juventino e il cambio di modulo della Lazio lo costringono a correre molto più del solito, abbandonando la bussola davanti alla difesa. Fatica e sbaglia tanti passaggi, a corto di lucidità viene sostituito.

Floccari in azione con Barzagli (LaPresse)

Candreva (24’ st) 6 - Dipinge l’angolo del pareggio, nel finale il suo fraseggio serve.


Hernanes 6 - Vidal lo tampona e lo mette in difficoltà, lo costringe all’ammonizione. Il Profeta si impegna anche nella fase difensiva, ma non è il suo mestiere. La sua partita diventa più bella quando governa il gioco la Lazio e il brasiliano funge da ispiratore. Lulic 5,5 - Molto impreciso, sbaglia tantissimi passaggi che non permettono di rifinire l’azione. Soffre la spinta di Isla, non lo contiene quasi mai. Spinto e sovrastato da Peluso in occasione del gol. Mauri 7,5 - Fa il pendolo dietro a Floccari, pressa Pogba, per un soffio viene anticipato da Barzagli quando Storari e Marrone perdono palla a un metro dalla linea di porta. Da applausi il gesto di fair play: ferma il contropiede quando Bonucci s’infortuna. Firma il pareggio con un guizzo da opportunista. Floccari 6,5 - Produce un lavoro importante proteggendo il pallone e facendo salire i centrocampisti, ma non gli arriva quello buono da mettere in rete. Petkovic (all.) 7 - Un’ora di grande Lazio, venti minuti di sofferenza, la reazione e un passo verso la finale di Coppa Italia. L’arbitro Damato 5 - Scatena le proteste di Ledesma e Mauri per diverse interpretazioni non condivise. Il gol di Peluso è palesemente irregolare e condiziona la partita. © riproduzione riservata


JUVENTUS-LAZIO 1-1 JUVENTUS (3-5-1-1): Storari 5,5; Bonucci 6 (42' pt Caceres 6) Marrone 6 Barzagli 6,5; Isla 6,5 Vidal 7 Pogba 7 Giaccherini 6 Peluso 6 (25' st De Ceglie 5); Marchisio 6,5 (31' st Vucinic); Matri 6. A disposizione: Rubinho, Gagliardini, Padoin, Lichtsteiner, Beltrame, Rugani, Schiavone, Garcia Tena, Kabashi. Allenatore: Conte 6,5 LAZIO (3-5-1-1): Marchetti 8; Biava 7 (37' st Radu sv) Cana 6,5 Ciani 6,5; Cavanda 6,5 Gonzalez 7 Ledesma 5,5 (24' st Candreva 6) Hernanes 6 (37' st Brocchi sv) Lulic 5,5; Mauri 7,5; Floccari 6,5. A disposizione: Bizzarri, Carrizo, Scaloni, Kozak, Rozzi, Zauri, Candreva. Allenatore: Petkovic 7. ARBITRO: Damato di Barletta 5 Guardalinee: Di Fiore e La Rocca Quarto uomo: Guida MARCATORI: 18' st Peluso (J), 41' st Mauri (L) AMMONITI: Hernanes (L) per gioco falloso, Ciani (L) per comportamento non regolamentare. NOTE: spettatori 32.277 (156 ospiti) per un incasso di 610.544 euro. Angoli 8-7 per la Juve. Minuti di recupero: pt 3', st 3'


Peluso, fallo su Lulic L’1-0 era da annullare di Edmondo Pinna

ROMA - C’è un errore grande, decisivo, non da Damato, arbitro internazionale magari non eccelso ma mai incline a simili scivoloni. Il gol di Peluso è palesemente irregolare, ci sono mille indizi che uno esperto come il pugliese avrebbe dovuto cogliere. Domanda: quanto sarebbe servito l’arbitro d’area? L’ERRORE - Partiamo, allora, dal gol di Peluso: sugli sviluppi di un corner, il bianconero stacca altissimo, in maniera quasi innaturale (possibile che Damato non abbia colto neanche questo) ed infatti per riuscirci si appoggia sulle spalle di Lulic, affossandolo ed impedendogli di saltare. PRIMO TEMPO - Mauri, controllo con la mano sinistra: arriva dopo uan Peluso salta su Lulic per l’1-0 carambola, ma è lo stesso capitano biancoceleste ad ammettere il tocco. (Rai) Cavanda-Peluso, ultimo tocco del bianconero con il piede destro: ok l’angolo (bravo l’assistente Di Fiore). Pogba di testa, il pallone sbatte sulla nuca di Mauri: era angolo. Lulic su Bonucci in ritardo, poteva starci il giallo, anche per il bianconero che lo chiede (ma prima della stagione, qualcuno non aveva detto che gli arbitri sarebbero stati inflessibili?). Hernanes carica il tiro, Giaccherini lo anticipa, l’impatto è inevitabile quanto non volontario. Grande gesto di Mauri: si accorge che Bonucci non ce la fa e nonostante la Lazio sia in fase d’attacco, butta il pallone fuori dal terreno di gioco. Hernanes su Vidal da dietro: giallo. SECONDO TEMPO - Peluso su Cavanda, l’intervento è in ritardo: manca l’ammonizione. Occasione di Matri, partito in posizione regolare. Biava-Vucinic, contatto in area della Lazio, ma il difensore tocca prima il pallone, lascia ferma la gamba e Vucinic se la trova in mezzo alle sue e la prende a forbice. Sul gol dell’1-1, Mauri segna nonostante la trattenuta di De Ceglie, che aveva perso l’avversario. Ciani intercetta di mano: giallo (c’è il passaggio fra un avversario e l’altro), ma il braccio era vicino al corpo. © riproduzione riservata


MARCHETTI (RI)FERMA LA JUVE Miracoli del portiere come in campionato. Mauri firma il pari di Antonio Barillà

TORINO - Un'unghiata di Mauri ai titoli di coda agguanta la Juventus e ripara a un'ingiustizia. Il vantaggio bianconero, griffato da Peluso, è viziato infatti da un fallo nitido su Lulic: l'arbitro Damato, però, lascia correre, e rischia di mortificare l'ottima prestazione laziale. La svista orienta il risultato comunque, ma la sconfitta sarebbe stata un'autentica beffa. Adesso appuntamento all'Olimpico per decidere chi raggiungerà la finale. MOVIMENTI - La Juve è rattoppata, zeppa di riserve: gli infortuni esasperano il turn-over di Coppa. Nel cuore della difesa c'è Marrone, con Bonucci dirottato sul centro-destra, le fasce sono assegnate a Peluso e Isla, in attacco il gemello di Matri è.. Marchisio. Già, perché il centravanti è l'unico abile arruolato del reparto, con Giovinco ko, Quagliarella squalificato e Vucinic ancora da gestire. Conte valuta per un momento il lancio di Beltrame, poi decide di riadattare il Principino: 3-5-1-1, benché i movimenti non si discostino molto da quelli abituali del modulo a due punte. Speculare il sistema di gioco di Petkovic, ormai convertito alla difesa a tre. Una sola novità rispetto a Palermo, Gonzalez in campo e Radu in panchina, con Floccari ancora controfigura di Klose e Mauri schierato alle sue spalle. SCIABOLATA - Partono di slancio i bianconeri, mentre la Lazio cerca il giusto assetto, ma in tempi brevi la partita s'equilibra, è intensa pur senza grandi emozioni. Vidal percuote finché Hernanes non prende le misure, Giaccherini è dinamico ma Gonzalez fa argine, Pogba ricama con costrutto, Marchisio rispolvera i primi passi compiuti da attaccante, Matri sgomita ma finisce in gabbia. Morale: la Juve gestisce palla e si distende, ma non riesce mai a impensierire davvero Marchetti: l'intervento più impegnativo al tramonto del tempo, quando s'accartoccia su sciabolata di Giaccherini, prima amministra giusto due tirucci e sospira di sollievo per alcune buone azioni spezzate. Decisivi, in particolare, i recuperi Ciani e Cana. RIPARTENZE - La Lazio è ordinata e autoritaria, cresce con il passare dei minuti, controlla attentamente e scatta appena può. A sua volta, confeziona qualche buona occasione, favorita in verità dalle amnesie bianconere: Storari trema quando perde palla su conclusione di Floccari, poi Marrone pasticcia su incursione di Ledesma, irrompe Mauri ma Barzagli sventa. Il resto sono ripartenze veloci e presidi scrupolosi in cui la Juve s'incaglia. PRESSIONE - Prima del the, abbandona il campo Bonucci: entra Caceres e va sul centro-sinistra, mentre Barzagli trasloca sul lato opposto. Peluso, presentato come alter ego di Chiellini, cincischia invece sulla corsia mancina di centrocampo. S'impegna, ma Cavanda è solido: ben più attivo, dall'altra parte, Isla opposto a un intermittente Lulic. Nella ripresa, riparte forte la Juve. Cerca ancora d'aggirare il fronte con i due esterni o perforarlo con le verticalizzazioni dei mediani, tuttavia, trovando pochi sbocchi, prova più spesso anche a scavalcarlo con lanci lunghi. La pressione bianconera si traduce in due belle occasioni - Marchetti è bravissimo su Marrone, Biava mura provvidenzialmente Ciani sottoporta -, ma il vantaggio scaturisce da un cross di Giaccherini e dall'incornata viziata di Peluso che Damato lascia correre. VORAGINE - Il vantaggio colora la partita dell'ultimo arrivato e oscura l'umore della Lazio, mettendo a repentaglio un'ottima partita. Petkovic inserisce Candreva al posto di Ledesma, apparso sottotono, ma la mossa non vivacizza subito la squadra, che anzi, allungando la linea difensiva (per un pezzo soltanto: torna a tre negli ultimi minuti) finisce a tratti in confusione tattica. Rischia il raddoppio, infatti, due volte con Vidal che prima colpisce il palo, dopo essersi insinuato in una voragine, e poi di testa - su assist del nuovo entrato Vucinic esalta Marchetti che compie un'autentica prodezza. I biancocelesti, però, hanno il carattere e non solo le qualità tecniche delle grandi: non si arrendono, guadagnano freschezza ed equilibrio con Radu e Brocchi, trovano il pareggio con Mauri che anticipa De Ceglie su angolo di Candreva allungato da Vucinic. E reggono fino al termine, con Marchetti ancora sugli scudi. Tra sei giorni, a Roma, si deciderà la finalista. © riproduzione riservata


JUVE NEL FUTURO: CEVALLOS Primo colpo dal Sudamericano Under 20. Il trequartista ecuadoregno ha 18 anni

di Antonio Barillà

TORINO - La Juve di domani parlerà decine di lingue, o forse semplicemente l'italiano insegnato ai talentini nel liceo di Vinovo. La Juve di domani avrà campioni scovati in tutto il mondo, seguiti e completati nella crescita dai maestri bianconeri, allevati per la prima squadra sul modello Barcellona: forse anche per questo il termine vivaio è demodè, soppiantato dallo spagnolo cantera. KERMESSE - L'ultimo acquisto è José Francisco Cevallos Enríquez, 18 anni compiuti da pochi giorni, centrocampista offensivo della Liga Deportiva Universitaria de Quito (Ldu) e della nazionale ecuadoregna under 20. L'operazione, svelata da Radio la Red de Quito e confermata in ambienti vicini a corso Ferraris, è pressoché definita - mancano ormai piccoli dettagli - e prevede il prestito Affare quasi gratuito con diritto di riscatto alla cifra prefissata di 1,7 milioni di euro. Cevallos è uno dei definito E ora gioielli messi in mostra dal campionato sudamericano Sub 20, e per questo è finito al Llorente subito o uno tra Drogba centro di un'asta prestigiosa che ha coinvolto diverse società europee: la Juventus è stata Lisandro, Immobile favorita dalla tempestività, essendo finita sulle sue tracce ben prima della kermesse Borriello e argentina. Gli 007 dell'ad Beppe Marotta e del coordinatore dell'area tecnica Fabio Gabbiadini Paratici lo avevano notato nell'Under 17 e nelle prime apparizioni con i Los Albos, che l'avevano scoperto bambino nel Panamà: le relazioni erano state positive, Javier Rivalta capo degli osservatori con Claudio Sclosa - lo aveva personalmente visionato e il responsabile del settore giovanile, Giovanni Rossi, lo aveva inserito tra i primi obiettivi per gennaio. VENE - Cevallos, soprannominato Panchito, ha il calcio nelle vene: papà José Francisco, oggi ministro dello sport, è stato (in realtà gioca ancora...) un leggendario portiere (78 presenze in Nazionale, la partecipazione al mondiale 2002 e a quattro Copa America, tre scudetti vinti con il Barcellona di Guayaquil) e anche nonno Alex volava tra i pali in Priméra. Lui, però, ha spezzato la tradizione del ruolo: è un centrocampista offensivo dall'ottima tecnica, possiede visione di gioco e capacità di tiro, ha un bel fisico e una personalità spiccata, può agire indifferentemente da centrale o trequartista. Deve migliorare, forse, sulla rapidità d'esecuzione, ma i margini sono notevoli. PROSPETTIVA - Un nuovo colpo in prospettiva, dunque, dopo la prenotazione dell'italiano Domenico Berardi, di un solo anno più grande di Cevallos ( «Abbiamo buoni rapporti con il Sassuolo, sono ottimista» le parole di Marotta). e non è finita, perché la Juve lavora anche su un altro contesissimo talento sudamericano: Nicolas Ignacio Castillo Mora, classe '93, attaccante dell'Universidad de Cile e della Roja Under 20. Potrebbe rilevarlo


insieme con il Genoa, in modo da smuovere uno tra Ciro Immobile e Marco Borriello, sempre che il Bologna non si ammorbidisca per Manolo Gabbiadini o non giungano buone nuove per anticipare l'ingaggio di Fernando Llorente, strappare il «sì» a Didier Drogba, convincere l'Olympique Lione a cedere Lisandro Lopez in prestito. Perché la Juve guarda lontano, ma deve anche, nell'immediato, rattoppare, se non arricchire, l'attacco. Ma su Castillo occhio alla concorrenza dell’Inter. © riproduzione riservata


IL MERCATO - AFFARI E TRATTATIVE Palermo, l’idea è Ferreyra di Ettore Intorcia e Fabio M. Splendore

ROMA - Una voce dall’Argentina per il nuovo attaccante del Palermo: Facundo Ferreyra (21) del Velez, che Pietro Lo Monaco conosce bene e voleva portare già a Catania: lo ha seguito anche l’Inter. E circola pure il nome di Alejandro Darmian Dominguez (31) del Rayo Vallecano. Per Stefano Sorrentino (33) l’ultimo ostacolo rimasto sembra essere la formula di pagamento. Oggi la fumata bianca? AFFARI VIOLA - Rafal Wolski (20) è della Fiorentina e arriverà oggi per le visite a Firenze: lo dicono in Polonia. Dalla sede di viale Fanti aspettano la mail definitiva. Oltre al centrocampista del Legia Varsavia, per il quale la Fiorentina è arrivata ad offrire poco meno di tre milioni di euro (tra i 2,6 e i 2,8), però, sta arrivando pure un difensore. Si tratta di Marvin Compper (27) di nazionalità tedesca (e Un’altra pista porta passaporto francese, visto che il papà è nato a Guadalupa), mancino puro, capace di a Dominguez giocare nel mezzo della difesa così come a sinistra. Finirà in scadenza di contratto il (Rayo) Sorrentino più vicino Wolski prossimo giugno, ma la sua avventura all’Hoffenheim è già finita. E’ stato retrocesso nella subito viola Siena: squadra B. Emeghara

LA PUNTA PER MARAN - Edgar Çani (23) torna in Italia: lo ha preso il Catania, dopo che l’attaccante albanese aveva rescisso il suo contratto con il Polonia Varsavia a dicembre. La prima volta era arrivato nel 2006 al Pescara, per poi passare a Palermo e quindi giocare tra Ascoli, Padova, Piacenza e Modena. Il contratto con gli etnei scadrà nel 2016. IL DESTINO DI AMAURI - Richieste dal Brasile (Santos e Flamengo) e dalla Cina, dopo quella resa pubblica da Zamparini del Palermo. Ma alla fine è possibile che Amauri (32) resti in Emilia, dove sta bene. Però un bel po’ di pressing sull’italo-brasiliano c’è. E oggi è prevista una riunione tra il manager del giocatore, Giampiero Pocetta, e l’ad Leonardi con il capo dell’area tecnica Preiti. ALTRE OPERAZIONI - Gianluca Sansone (25) ha un accordo con la Sampdoria: è stato raggiunto dopo un incontro della dirigenza doriana con il manager del giocatore, Donato Di Campli. Ora manca solo il sì dei due club comproprietari del cartellino: Torino e Sassuolo. Il Siena ha anticipato l’arrivo di Innocent Emeghara (23), altra pedina per l’attacco. Sta arrivando anche il centrocampista Adrian Calello (25). E ora avanti per Cristian Llama (26). Robert Acquafresca (25) non va più al Levante: si rifà sotto il Chievo che con il Bologna può mettere in piedi uno scambio con Davide Moscardelli (32). Il Pescara si prende 48 ore per capire se Alexander Farnerud (28), mezzala dello Young Boys, è un’operazione possibile. Ma il ds del club svizzero ha detto: «Non vogliamo cederlo» . DALL’ESTERO - Federico Macheda (21) è molto vicino allo Stoccarda. Il pupillo di Ferguson, cresciuto nella Lazio da cui scelse di andare via, 22 presenze e 4 gol in Premier League e 7 gare in Champions, piace non da ora al club tedesco che attraverso il suo ds Bobic ha confermato l’affare. Il manager del ragazzo, Giovanni Bia, è in Germania per chiudere. Ashley Cole (32) ha rinnovato per un altro anno con il Chelsea. Il difensore uruguaiano Diego Lugano (32) ha raggunto il Malaga dopo aver lasciato il Psg. Ricordate Mapou Yanga Mbiwa (23)? Lo voleva il Milan, il presidente del Montpellier pose il veto: il difensore naturalizzato francese è andato al Newcastle, che ha preso anche l’attaccante del Bordeaux Yoan Gouffran (26) e il difensore Massadio Haimara (20), che era stato proposto anche alla Roma. @ettoreintorcia @fabiosple © riproduzione riservata


CALCIOSCOMMESSE - Tre citazioni per Bari-Lecce BARI - Citazione diretta a giudizio per i tre imputati nel procedimento sul presunto derby truccato Bari-Lecce di serie A del 15 maggio 2011, secondo la Procura di Bari comprato dal club salentino per 230.000 euro. Il processo comincerà il 10 maggio a Bari. A giudizio con l'accusa di frode sportiva l'ex presidente del Lecce Pierandrea Semeraro, l'imprenditore Carlo Quarta e Marcello Di Lorenzo, amico dell'ex difensore del Bari Andrea Masiello. LE FRASI CONTRO AGNELLI - Deferito Pulvirenti ROMA - Il Procuratore Federale ha deferito dinanzi alla Commissione Disciplinare il presidente del Catania Antonio Pulvirenti, e la società medesima a titolo di responsabilità diretta, per aver « espresso pubblicamente giudizi e rilievi lesivi della reputazione del presidente della Juventus, Andrea Agnelli ». C. ITALIA PRIMAVERA - Oggi Torino-Juve e Napoli-Roma ROMA - Si gioca oggi l’andata delle semifinali della Coppa Italia Primavera: alle 14.30 Torino-Juventus ( diretta Sportitalia1) e Roma-Napoli. Mercoledì 30 il ritorno. USSI-PUGLIA - Antonio Guido rieletto presidente BARI - Antonio Guido è stato rieletto all'unanimità presidente dell'USSI-Gruppo Pugliese Giornalisti Sportivi. Vicepresidenti: Franco Cirici (vicario) Vito Scisci e Pasquale Scarano, tesoriere Paolo Aquaro, segretario Giancarlo De Peppo.


L’ANNUNCIO DI BALDINI «Totti merita il rinnovo giorno dopo giorno» ROMA - Totti fino a quarant’anni. E’ più di un’idea, è quasi realtà. Presto cominceranno le trattative per il rinnovo del contratto, che scade nel 2014, perseguendo il sogno di farlo arrivare da giocatore all’inaugurazione dello stadio di proprietà. La conferma arriva da Franco Baldini, ospite degli studi di Raisport: «Francesco si sta meritando sul campo giorno dopo giorno il rinnovo. C’è ancora tempo, ne parleremo quando sarà il momento...» . Nel gergo del dirigente è un sì, senza più alcun dubbio. Del resto anche Pallotta, il presidente, aveva lasciato capire che la presenza di Totti sarebbe stata «Ne parleremo, c’è determinante per lo sviluppo della società anche nei prossimi anni. ancora tempo. Anno fallimentare? I conti alla fine, squadra e tecnico sono ottimi»

OTTIMISMO - Sarà festa allora. Ma senza distogliere l’attenzione dall’attualità. Nonostante i mugugni, Baldini difende il suo lavoro e le ambizioni della Roma. Per la Coppa Italia e non solo: «Mi aspettavo di avere dei punti in più. Ma questa squadra è ottima e ha un ottimo allenatore. Eppure non ha ancora ottenuto risultati. Forse anche io ho avuto delle responsabilità, come il tecnico, perché non sono riuscito a creare un ambiente favorevole e a convincere i giocatori del percorso da intraprendere. Ma le conclusioni le tireremo a fine campionato. Questa società ogni giorno fa qualcosa per crescere. Adesso si parla di fallimento ma quando certe cose saranno valutate con maggiore obiettività (e non dal suo punto di vista?, ndr) scopriremo che la Roma con due o tre innesti potrà competere ad altissimi livelli» . IL FUTURO - Non crede che il giudizio su società e squadra possa essere appeso al piazzamento finale, anche se proprio Baldini aveva indicato sotto gli occhi di Pallotta la Champions League come obiettivo della stagione: «Arrivare in Europa è importante, naturalmente. Ma secondo me il lavoro di un manager si valuta su quello che ha lasciato, che ha costruito. Indipendentemente da Baldini o da Sabatini, la Roma ha delle forti basi. Su cui bisogna investire» . Anche indipendentemente da Zeman: « Il cambio tecnico è un’ipotesi che in questo momento non voglio nemmeno considerare. Mi rifiuto di pensare che il campionato possa finire così. Sono convinto, qualcuno dirà ciecamente, che potremo raggiungere una posizione diversa da quella che occupiamo adesso». rob.mai. © riproduzione riservata


Roma, sorpresa Torosidis Blitz di Sabatini, battuta la concorrenza del Fulham: arriva il terzino greco dell’Olympiacos di Roberto Maida

ROMA - E’ greco come Tachtsidis e fa rima con Piris, a cui contenderà il posto sulla fascia destra: a sorpresa, dopo un blitz che ha eliminato dalla corsa il Fulham, Vasilis Torosidis ha firmato per la Roma. Classe ‘85, terzino dell’Olympiacos e della nazionale greca, è costato solo 400.000 euro visto che si sarebbe svincolato a giugno. Guadagnerà 700.000 euro netti a stagione più i premi fino al 2015. Curiosamente, il suo arrivo non è stato annunciato da una nota sul sito internet o dalla voce di un dirigente ma da un cinguettio su Twitter: è l’ultima frontiera della comunicazione della Roma. INCREDIBILE - Torosidis era stato offerto anche in estate a Sabatini, che lo aveva incontrato prima di scegliere Piris ma poi aveva preferito non chiudere la trattativa. Adesso, dopo aver constatato di non poter agganciare Jung e Santon, ha virato la prua sul Pireo, sfruttando i buoni Già trattato in rapporti stabiliti l’estate scorsa nel corso dei colloqui per il trasferimento (praticamente estate costa gratuito) di Leandro Greco all’Olympiacos. Il profilo del giocatore risponde alle 400.000 euro (contratto fino al caratteristiche richieste: disponibilità a coprire più ruoli, una certa esperienza (54 partite in 2015) «Sono felice, Nazionale, 20 in Champions League) e il prezzo accessibile. Baldini, intervistato da Rai per me è una Sport, ha spiegato: «Era un giocatore quasi necessario, anche se non prevedevamo di grande chance» prenderlo, per affiancare i due terzini Piris e Balzaretti, che ci hanno dato grandi soddisfazioni ma sono stati tormentati dagli infortuni. Ci serviva un ricambio, buono sia per la fascia destra che per quella sinistra» . LA GIORNATA - Torosidis ha già superato le visite mediche e ha incontrato i nuovi compagni a Trigoria, primo tra tutti Tachtsidis con il quale aveva parlato di questa ipotesi nei giorni scorsi. «Sono molto felice, sapevo che la Roma era interessata e quando è capitata l’occasione ho detto subito di sì» ha rivelato Torosidis, che si esprime in un ottimo inglese. IL COMMIATO - La notizia ha scosso i tifosi greci, molto legati al loro giocatore che dal gennaio 2007 correva su e giù sul lato destro e che anche in questa stagione aveva segnato un gol importante in Champions League a Montpellier. Tanto che Torosidis ha pubblicato un comunicato sul sito del club per salutare la sua gente: «Non avrei potuto giocare in un’altra squadra greca, visto che ero nel club più importante del Paese, ma ho deciso di continuare all’estero la mia carriera. Non è una questione economica ma di stimoli e prospettive. Ringrazio il presidente e la mia società che mi hanno permesso di andare via» . I PRECEDENTI - Torosidis è il quinto greco della storia romanista: in precedenza, avevano frequentato Trigoria l’attaccante Choutos, il difensore Dellas, il portiere Eleftheropoulos e ovviamente Tachtsidis, che è stato acquistato a luglio in comproprietà dal Genoa. Proprio Dellas, ex compagno di Torosidis in nazionale, ha approvato la scelta della Roma. «Vasilis è un terzino destro molto offensivo - ha spiegato a Radio Ies - e ha sufficiente esperienza per sfondare in Italia. In più è una persona seria. Ha fatto bene la Roma a prenderlo. L’unico problema sarà l’ambientamento. Ma la presenza di Tachtsidis potrà aiutare sia lui che Panagiotis a vivere meglio la serie A» . LE CONDIZIONI - Ieri ha dormito a Trigoria e stamattina potrebbe già allenarsi con un preparatore. Stasera dovrebbe essere allo stadio per Roma-Inter. Poi potrebbe mettersi a disposizione della nuova squadra, ancora prima del trasloco da Atene. Teoricamente, una volta ottenuto il transfer dalla federazione greca, Torosidis potrebbe giocare: anzi, Zeman sembra intenzionato a convocarlo già per la trasferta di Bologna. In questo inizio di 2013 ha già fatto novanta minuti in campionato il 6 gennaio contro il Pae Veria e la settimana dopo contro il Levadiakos. E’ un acquisto pronto all’uso. © riproduzione riservata


DIFESA A TUTTO CAMPO Zeman: Non fischiate Tachtsidis ROMA - La Roma si schiera compatta al fianco del greco triste, Tachtsidis. E’ il caso di tirarlo su di morale visto che stasera, senza la chioccia Torosidis, giocherà titolare. Del problema ha parlato Baldini in televisione, «nonostante il nostro tifo maturo» , dopo che anche Zeman era intervenuto per proteggere il pupillo all’ora di pranzo. Criticando in modo esplicito il pubblico che domenica, prima della sostituzione di De Rossi, ha sparato fischi quasi all’unisono. «E’ una cosa che non capisco, che ritengo assurda - ha detto l’allenatore a Roma Channel - un conto è fischiare la squadra alla fine, se non si è contenti dello spettacolo che abbiamo offerto. Un conto invece è fischiare un giocatore che indossa la maglia «Assurdo della Roma e che non è ancora entrato in campo» . contestare un giovane prima che entri in campo Colpa del dualismo con De Rossi...»

RIVALITA’ - Domenica i tifosi erano convinti, quando hanno visto Tachtsidis alzarsi dalla panchina, che Zeman volesse sostituire De Rossi e che non fosse obbligato a farlo. Il risultato è stato che Tachtsidis non ha azzeccato un passaggio in tutto il secondo tempo: «Molta gente è più attaccata a De Rossi, che oggi è il concorrente di Tachtsidis. Purtroppo si è creato un dualismo (l’ha creato Zeman in realtà, ndr) che ha provocato questo momento particolare. Tachtsidis è un ragazzo sensibile e ci è rimasto male» . Delle qualità tecniche del giocatore, Zeman non ha dubbi ancora adesso tanto da lanciarsi in un paragone ardito: «Sento accusare Tachtsidis di provenire dalla serie B. Poi però tutti vogliono Verratti che l’anno scorso giocava nello stesso campionato. Io ho la massima fiducia in Tachtsidis e gli ho detto di stare tranquillo. Ora però lui deve reagire per dimostrare anche agli altri, non solo a me, quello che vale» . RILANCIO - Come Tachtsidis, Zeman dovrebbe rilanciare Stekelenburg nella semifinale di stasera contro l’Inter: «Avevo pensato di farlo giocare anche a Firenze ma poi è stato male. Il ragazzo ha avuto un po’ di sbandamento dopo aver perso il posto da titolare ma oggi come oggi è tornato come prima e merita una possibilità ». LA PREPARAZIONE - Sulla seconda sfida contro l’Inter, la sua analisi è semplice: «Tatticamente dobbiamo fare qualcosa di diverso rispetto a domenica» . Quando la squadra a suo parere aveva pagato la stanchezza per i centoventi minuti di Firenze: «Servirà più aggressività nella loro metà campo. Le statistiche mi dicono che la Roma ha avuto molte occasioni da gol e l’Inter solo due. Ma qualcosa di più bisognerà fare» . Senza alibi per le tante assenze: «Ho sempre detto che la rosa mi lasciava tranquillo. Quindi chi entrerà in campo darà quello che può» . LA CHAMPIONS - Senza per questo considerare la Coppa Italia come l’unico obiettivo rimasto: «Io non scelgo. Abbiamo due competizioni da onorare e vogliamo giocarle al meglio delle nostre possibilità» . Anche se la classifica condanna la Roma delle prime ventuno giornate: «Se la squadra si esprimerà al meglio, sono sicuro che potremo recuperare posizioni. Certo che se una volta gioca male uno, una volta gioca male un altro, diventa difficile...» . rob.mai. © riproduzione riservata


LA VIGILIA De Rossi salta anche Bologna e Cagliari

Lesione di primo grado alla coscia sinistra: stop di due settimane ROMA - Quindici giorni. Tutto sommato poteva andare peggio: Daniele De Rossi salterà soltanto tre partite. Quella di Coppa Italia di stasera, la trasferta di Bologna domenica e l’anticipo della quarta giornata di ritorno contro il Cagliari, venerdì primo febbraio. «Purtroppo il calendario non ci aiuta, con un paio di giorni in più...» sussurrano a Trigoria, chiarendo che l’obiettivo di De Rossi è tornare in campo domenica 10 febbraio in casa della Sampdoria. GLI ESAMI - E’ stata la risonanza magnetica, effettuata in mattinata proprio mentre Torosidis faceva le visite mediche, a scongiurare l’ipotesi più pessimistica: la lesione ai flessori della coscia sinistra ( «muscolo semitendinoso» ) è di primo grado, quindi è Avviate le terapie poco profonda. De Rossi domenica sera, alla fine di per tornare in Roma-Inter, era uscito zoppicando come se il danno campo il 10 febbraio in casa fosse molto più serio. Fortunatamente per lui e per la della Samp. Stasera Roma, invece, la situazione è sotto controllo: sono già gioca iniziate le terapie per accelerare il recupero.

SFORTUNATO Daniele De Rossi, 29 anni: una stagione piena di problemi per Capitan Futuro (LaPresse)

Stekelenburg?

RIMPIANTO - La sorte non sembra essergli molto amica di questi tempi. Se non si fosse infortunato, De Rossi avrebbe giocato titolare anche oggi e sarebbe stato molto prezioso per la Roma. Nonostante quella battuta ( «Pjanic è squalificato quindi non giocherò» ) che era una replica ironica alle considerazioni tattiche di Zeman, tutti e due si erano messi al lavoro nell’interesse comune per cercare di superare la crisi relazionale. L’ULTIMA PAROLA - Chissà però che effetto avrà la frase pronunciata ieri da Zeman, che ha certificato un dato di fatto piuttosto fastidioso per De Rossi: «Daniele in questo momento è il concorrente di Tachtsidis» . Se avesse detto queste parole prima del via del campionato, qualsiasi tifoso avrebbe pensato a uno scherzo. FORMAZIONE - Stasera in Coppa, intanto, Zeman ha un solo dubbio: chi schierare tra Burdisso e Castan in difesa al fianco del giovane prodigio Marquinhos. In porta toccherà probabilmente a Stekelenburg, con Goicoechea in panchina. Con quattro squalificati (Pjanic, Osvaldo, Taddei, Dodò) le scelte sono quasi obbligate. In attacco, con Lamela e Totti si rivedrà Destro nel ruolo di centravanti mentre il contestato Tachtsidis sarà il regista. Convocati venti giocatori, compresi due Primavera che non erano mai andati in panchina con la prima squadra: il terzino sinistro Massimo Sammartino, classe ‘95, e il centrocampista Federico Ricci, classe ‘94, gemello di Matteo che pure gioca nella Roma dei piccoli. Aggregato a sorpresa anche Luca Antei, difensore centrale del 1992 reduce da un lunghissimo stop: Sabatini lo aveva riscattato dal Grosseto la scorsa estate per 100.000 euro all’indomani del grave infortunio al ginocchio. Ristabilitosi dall’operazione Antei ha provato anche l’incubo della pubalgia, che ne ha ritardato il rientro. Ex Under 21, convocato da Luis Enrique per il ritiro estivo 2011, era considerato una grande promessa. Ora Zeman lo vuole monitorare, prima di decidere se lasciarlo andare in prestito entro la fine del mercato. PUBBLICO - Capitolo biglietti: ne sono stati venduti 23.000. E’ esaurita la Curva Sud ma non ci sarà il pienone all’Olimpico per il secondo atto di Roma-Inter. rob.mai. © riproduzione riservata


Ha 54 presenze in Nazionale Vasileios Torosidis è nato a Xanthi il 10 giugno del 1985. Cresciuto nello Soka Xanthi, nel 2007 è passato all’Olympiacos club nel quale ha disputato 132 gare con 12 gol, vincendo 5 campionati, 3 coppe di Grecia e 1 supercoppa con 20 presenze in Champions League. Sempre nel 2007 ha debuttato con la Nazionale greca con la quale ha totalizzato 54 presenze e 7 reti


Totti: Abbraccio Taxi, la Roma è una cosa sola Francesco Totti da capitano vero ha voluto dare il suo personale sostegno al compagno di squadra Tachtsidis, fischiato addirittura prima di entrare in campo domenica contro l’Inter: «Voglio abbracciareTaxi, il suo momento di difficoltà è il nostro momento quando sarai chiamato a giocare, so che sarai applaudito perché vesti la maglia giallorossa, quindi siamo tutti una cosa sola... la Roma!»


PER L’INTER NON E’ SOLTANTO UN MERCATO DI RIPARAZIONE di Andrea Ramazzotti Per alcune squadre il mercato di gennaio è un mercato di riparazione. Per l'Inter è qualcosa di più, una campagna trasferimenti che rischia di condizionare e segnare, in un modo o nell'altro, il futuro del club. I movimenti nei prossimi 8 giorni potrebbero decidere una buona fetta delle ambizioni nerazzurre per il 2012-13, ma anche per il 2013-14. Perché in ballo, nelle rimanenti 17 partite di Serie A, c'è la qualificazione alla Champions, un obiettivo che la società non può permettersi di mancare visto il peso economico che ha per il bilancio. Per chi ha ricavi pari a 180-185 milioni, i circa 30 milioni che la Uefa garantisce con la Champions permetterebbero di superare quota 200 e di avvicinare la Juventus che grazie allo stadio è tornata a guidare la classifica degli introiti al netto delle plusvalenze. E a questo punto scatta la domanda: l'Inter attuale può arrivare almeno terza? Forse sì, forse no. Di sicuro il mercato invernale potrebbe dare una mano perché la squadra manca di un regista di centrocampo (o in alternativa di una mezzala di qualità) e di un esterno destro. E' il momento delle scelte: o si decide di scommettere sul rientro degli infortunati, si tutela il bilancio in vista dell'avvento del fair play finanziario e si fanno solo correzioni low cost oppure si cerca di fare un salto di qualità e si investe su 1-2 giocatori che possono fare la differenza non solo nei prossimi 4 mesi, ma molto più a lungo termine, elementi che si aggiungerebbero a una struttura futuribile (ad alto livello) e composta tra gli altri da Handanovic, Ranocchia, Juan Jesus, Nagatomo e Guarin. Nelle scorse ore l'Inter ha perso Sneijder, da qualche mese ai margini della rosa, ma fino al 26 settembre il top player intorno al quale era costruita la squadra. L'operazione con il Galatasaray ha alleggerito il monte ingaggi (che comunque rimane il secondo della Serie A...), ma tecnicamente ha impoverito una squadra che a centrocampo ha corridori e non geometri che possano innescare Guarin e le punte (3 delle quali over 30). Per questo l'Inter è davanti a un bivio e deve scegliere senza sbagliare: in gioco c'è la prossima Champions. © riproduzione riservata


LE STRATEGIE NERAZZURRE Idea Belhanda, oggi l’incontro

Il marocchino è in uscita dal Montpellier. No del Napoli per Dzemaili. E Paulinho... di Ettore Intorcia e Andrea Ramazzotti

Ieri sera Massimo Moratti ha convocato negli uffici della Saras il dt Marco Branca e Rinaldo Ghelfi, il ministro delle finanze nerazzurre. Si è parlato anche di stadio ma la presenza di Ghelfi suggerisce un vertice per fare il punto sul budget e su come ripartire le risorse fra gennaio e luglio per un grande colpo. Il nome caldo, ovviamente, è quello di Paulinho. L’Inter ha in mano l’accordo con il centrocampista brasiliano, ma oggi sembra più dura spuntarla con il Corinthians alla luce di una richiesta di 20-25 milioni di euro appena ribadita ai dirigenti nerazzurri e sicuramente più alta rispetto al previsto. Sul giocatore oltretutto c’è il Chelsea Il Corinthians spara che viene considerato molto avanti nell’operazione. alto e il Chelsea è in agguato Proposti Jonas e Kuciak Occhi sul cileno Castillo Liverpool su Coutinho

IDEA BELHANDA - L’Inter, nel frattempo, continua a lavorare sulle alternative per il centrocampo. E oggi avrà un incontro per il marocchino (con passaporto francese) Younès Belhanda, 23 anni tra poche settimane, messo sul mercato dal Montpellier. Le ultime indiscrezioni arrivate ieri dalla Francia vorrebbero addirittura l’Inter in vantaggio su una concorrenza piuttosto nutrita e agguerrita, costituita essenzialmente da Tottenham e Fenerbahçe, senza dimenticare altri club europei di prima fascia. Sì, anche italiani: nei giorni scorsi l’Equipe aveva accostato il nome di Belhanda anche al Milan. L’ultima offerta del Fenerbahçe, stimata in circa 7 milioni di euro, è stata già rispedita al mittente dal Montpellier. E a quel no vanno aggiunte le parole, poche ma chiare, pronunciate dal presidente del club francese, Louis Nicollin: «Vendo sempre i miei giocatori in Inghilterra o in Germania per ricavare di più» . Belhanda può essere un’idea ma è un trequartista più che un centrocampista. L’Inter, invece, cerca un intermedio da affiancare a Gargano. DZEMAILI E VALDES - Uno come Dzemaili, per esempio, che con Gargano ha giocato a Napoli: il club di De Laurentiis, però, ha risposto no alla richiesta di un prestito formulata dall’Inter. Tra le opzioni c’è quella di uno scambio con il Parma, Mariga a in Emilia (il giocatore sarebbe comunque disponibile al prestito per poter giocare con continuità dopo lo stop) per Valdes, anche se il cileno non corrisponde del tutto all’indentikit tracciato da Stramaccioni. Per il centrocampo c’è anche Biglia, l’agente spinge per portarlo in Italia. ALTRE OPERAZIONI - L’Inter cerca anche un esterno: per Schelotto c’è da superare la fase di stallo legata alle differenti valutazioni che l’Atalanta dà dell’italoargentino e di Marko Livaja, contropartita per i bergamaschi. All’estero seguiti Jung (Eintracht) e Peruzzi (Velez) ma ai nerazzurri (e al Napoli) è stato proposto Jonas del Vasco da Gama, che può liberarsi gratis ma è extracomunitario (e l’Inter vorrebbe sfruttare la casella per Paulinho). Piace Nicolas Castillo (attaccante, Universidad Catolica). seguito già dalla Juve, si valuta Valber Huerta (difensore, Universidad de Chile). Proposto il portiere slovacco Dusan Kuciak (Legia Varsavia). Infine, il Liverpool si è rifatto sotto per Coutinho e attende una risposta dell’Inter entro 24 ore: l’Inter vorrebbe tenerlo e il brasiliano vuole restare, ma se l’offerta fosse importante... © riproduzione riservata


Strama certifica l’Inter migliore Poco turn over e niente calcoli: «In campo una squadra che lotterà per vincere. Assenze in attacco, la nostra spinta» di Ettore Intorcia

ROMA - L’Inter migliore, o quasi. Senza calcoli, con un turn over minimo, indispensabile dopo i supplementari con il Bologna di una settimana fa e il posticipo di domenica con i giallorossi. Stramaccioni non snobba la Coppa Italia, vuole arrivare sino in fondo, regalandosi una finale che potrebbe voler dire andare a giocarsi tutto in casa della Lazio (un derby molto personale per lui) o guardare negli occhi la Juve, ora troppo distante per pensare, nell’immediato, ad un testa a testa in chiave scudetto. «Fin dall’inizio della stagione abbiamo chiarito che per noi ogni competizione era importante. Siamo arrivati fin qui, vogliamo onorare questa semifinale» , confida il tecnico romano ai microfoni di Inter Channel durante l’intervista La finale obiettivo per il prestigio e per realizzata allo stadio Flaminio, per due giorni quartier generale nerazzurro. avere una porta aperta per l’Europa del prossimo anno

DOUBLE - No, Strama non snobba la Coppa Italia. Sa bene che il trofeo tricolore, con la finale lontana solo centottanta minuti, il suo senso ce l’ha eccome, permetterebbe di cancellare l’amaro sapore da zero tituli che l’anno scorso l’Inter ha provato per la prima volta dopo le abbuffate con Mancio e Mou: era dalla stagione 2003-04 che nella bacheca del club nerazzurro non c’era bisogno di fare posto a un nuovo trofeo. Oltretutto, arrivare in finale e alzare la Coppa Italia avrebbe importanti ripercussioni sulla prossima stagione: se proprio l’Inter non dovesse qualificarsi per la prossima Champions - un rischio che ad Appiano Gentile vogliono assolutamente scongiurare, per il prestigio ma soprattutto per le ricadute che avrebbe su ricavi e quindi mercato - avrebbe almeno la garanzia di entrare in gioco nella prossima Europa League direttamente nella fase a gironi. Dribblando così il trappolone dei turni preliminari che indubbiamente ha condizionato la preparazione estiva dei nerazzurri. «Ogni competizione è importante» , ribadisce Stramaccioni. E il pensiero va anche a questa edizione della Europa League: le due coppe e l’idea intrigante di un double sono l’obiettivo concreto della sua prima vera stagione al timone nerazzurro. Aspettando di correre verso l’Amsterdam Arena (finale di Europa League il 15 maggio), Stramaccioni vuole intanto la finale dell’Olimpico. Per questo, spiega, «andrà in campo un’Inter che vuole vincere e che lotterà per farlo. Cercherò di mettere in campo la migliore formazione possibile, non è assolutamente una gara nella quale c’è da effettuare turn over. Credo che la Roma giocherà per otto-nove undicesimi con gli stessi giocatori utilizzati domenica» .

LUI E ROMA - Domenica sera all’Olimpico ha sfatato due tabù: ha fatto per la prima volta risultato contro le squadre della Capitale (veniva da tre ko, uno contro i giallorossi) e all’Olimpico (due ko con la Lazio). Ora sogna il primo acuto, per spianarsi la strada aspettando il ritorno a San Siro nel frattempo slittato ad aprile: «Mi aspetto una partita a viso aperto, come in campionato, perché con la Roma da un punto di vista tattico è sempre una gara spregiudicata. Ci sono tante assenze nel reparto offensivo ma questo ci darà la spinta a fare ancora meglio» . @ettoreintorcia © riproduzione riservata


LE ULTIME Cambiasso con Zanetti Dubbio Chivu ROMA A disposizione : 13 Goicoechea, 1 Lobont, 19 Antei, 5 Castan, 41 Sammartino, 45 F. Ricci, 47 Lucca, 20 Perrotta, 7 Marquinho. Indisponibili: De Rossi, Romagnoli, Lopez. Squalificati: Pjanic, Osvaldo, Dodò, Taddei. Diffidati: Florenzi, Burdisso, Castan, Bradley l ULTIMISSIME: Tachtsidis è il vice De Rossi, Destro il sostituto di Osvaldo. In porta torna Stekelenburg. INTER A disposizione : 27 Belec, 77 Di Gennaro, 26 Chivu, 33 Mbaye, 55 Nagatomo, 24 Benassi, 16 Mudingayi, 21 Gargano, 20 Obi, 11 Alvarez, 18 Rocchi, 82 Bessa. Indisponibili: Castellazzi, Samuel, Stankovic, Coutinho, Cassano, Milito. Diffidati: Pereira, Ranocchia, Mudingayi, Guarin, Silvestre. l ULTIMISSIME: Ricky Alvarez è tornato in gruppo. In difesa Silvestre farà rifiatare Chivu, a centrocampo Zanetti-Cambiasso favoriti su Mudingayi, Gargano e Benassi. In attacco con Livaja più Palacio che Rocchi. Duncan e Bianchetti hanno lasciato il ritiro ieri sera: passano al Livorno e al Verona.


LE SCELTE Ballottaggio Palacio-Rocchi Più soluzioni a centrocampo ROMA - In un’ora di lavoro o poco più in uno stadio Flaminio blindato, l’Inter ha lavorato in tre condizioni climatiche diverse: nell’alternarsi di un timido sole e di un cielo nuvoloso, all’improvviso, roba di un paio di minuti, eccom una lieve grandinata. Che non ha certo scoraggiato un gruppetto di tifosi interisti in paziente attesa dell’uscita del pullman. Accoglienza calorosa soprattutto per Andrea Stramaccioni, romano ed ex romanista: si è avvicinato al cancello, ha firmato autografi e ha incassato anche qualche daje come se allenasse ancora nella Capitale... Nel ritiro fissato a due passi dall’Olimpico, all’Hilton Cavalieri, il tecnico nerazzurro è tornato con una buona notizia, il rientro in gruppo di Ricky Alvarez. Un suo impiego dall’inizio questa sera è comunque da escludere: Strama avrebbe voluto che lavorasse almeno due giorni con il gruppo prima di prendere in considerazione la candidatura dell’argentino, peraltro sempre in Andrea Stramaccioni, 37 anni, predicato di partire (ipotesi di un ritorno al Velez), e, oltretutto, vuole ricorrere il tecnico dell’Inter (Ansa) meno possibile al turn over. «Valuteremo alcune situazioni individuali», ha spiegato a Inter Channel dopo l’allenamento al Flaminio. Il riferimento è soprattutto a un paio di dubbi che riguardano difesa e centrocampo, dove ci sarà la necessità di gestire le energie alla luce della sfida di campionato con la Roma di domenica sera e dei precedenti supplementari con il Bologna nei quarti di Coppa Italia.

DIFESA - L’ideale per Stramaccioni sarebbe la conferma in blocco del trio proposto domenica sera, con Chivu in mezzo tra Ranocchia e Juan Jesus. Il romeno, però, deve essere utilizzato con attenzione: dopo il lungo stop per il fastidioso problema al piede, è tornato in campo contro il Pescara e domenica sera ha giocato dopo aver saltato la sfida di Coppa Italia contro il Bologna di una settimana fa. La prudenza suggerirebbe per lui un turno di riposo. Ipotesi più probabile l’innesto di Silvestre con Ranocchia al centro, ricomponendo il terzetto già proposto con il Bologna. A meno di una sorpresa con Cambiasso di nuovo arretrato sulla linea dei difensori.

NUOVA COPPIA - Nagatomo non è al top, sugli esterni le scelte sono obbligate: Pereira a sinistra, proprio come domenica sera, con Jonathan riproposto dall’inizio sulla destra. Il brasiliano non ha convinto contro il Bologna ma se non altro, giocando fuori casa, non dovrà reggere la pressione ambientale di San Siro. In mezzo, cinque per due maglie. Cambiasso e Mudingayi possono dare il cambio a Zanetti e Gargano, in più c’è anche l’opzione Benassi.

TESTA A TESTA - Davanti le certezze sono due. La prima è l’elemento dal quale l’Inter non può prescindere in questa fase della stagione, Guarin: al colombiano, ancora schierato dietro le due punte, Stramaccioni chiederà assist, inserimenti e, perché no, anche un contributo in zona gol. La seconda è Livaja: è in condizioni atletiche che gli permettono di giocare la seconda gara in quattro giorni e domenica sera contro i giallorossi, nella sfida di campionato, non ha demeritato, colpendo anche un palo. Il suo partner verrà fuori dal ballottaggio tra Palacio e Rocchi: l’argentino avrebbe bisogno di rifiatare ma anche domenica ha saputo essere decisivo, mentre l’ex capitano della Lazio sogna una notte da titolare nel suo Olimpico. E magari da protagonista. et.in. @ettoreintorcia


Delvecchio e Vieri ancora ballerini ROMA - Una nuova avventura televisiva grazie alla passione per il ballo. È quella che attende Christian "Bobo" Vieri e Marco Delvecchio, entrambi ex interisti, in partenza per Vienna, seconda tappa di un nuovo programma televisivo, "I re del ballo" è il titolo provvisorio, che andrà in onda su SkyUno da marzo. I due calciatori, dopo l'espe-rienza su Rai Uno di "Ballando con le stelle", si cimenteranno ancora in veste di ballerini. «È una nuova avventura per noi - dice Vieri - dopo esserci divertiti tantissimo a “Ballando con le stelle”: con Marco siamo amici, ci conosciamo da oltre 20 anni, dai tempi dell'Under 21 ed ora ci unisce la passione per il ballo e ci entusiasma vivere ques-ta nuova esperienza».


Materazzi: Ibra insultava tutti Ci massacrava PARIGI - Marco Materazzi critica Zlatan Ibrahimovic. Alla domanda sul perché, dopo un idillio, iniziale, i rapporti fossero peggiorati, Materazzi risponde: «Non so.... dovreste chiederglielo. Quando è arrivato all'Inter, la nostra relazione era buona, ma poi tutto è cambiato. Quando un compagno di squadra è in difficoltà, lo dobbiamo aiutare, e non massacrarlo. E’ uno dei cinque più grandi calciatori al mondo, ma si è davvero grandi quando ci si mette anche a disposizione del gruppo. Se insultava i compagni? Spesso. Succedeva costanteme-nte. Vuole sempre vincere. Per lui, le cose sono talmente facili che non ammette che gli altri facciano degli errori. Ma non può essere così».


Sneijder: Mou mi ha spinto qui Inter, troppi cambi Sneijder “il sul-tano”, è felice: «Mi sono sentito orgoglioso quan-do ho visto tutti quei tifosi ad ac-cogliermi. So si aver fatto la scel-ta migliore. Il Ga-latasaray è un top club ancora in Champions. La mia decisione è stata facile e veloce. Mourinho e Van Gaal mi hanno dato la spinta decisiva. L’Inter? Ripetersi è quasi impossi-bile. Sono cambiate troppe co-se, inclusi molti allenatori».


Bruscolotti: Paolo dovrebbe cedergli la fascia. Come feci io con Maradona Dalla redazione NAPOLI - Da (ex) capitano a capitano: «Secondo me Paolo dovrebbe cedere la fascia a Cavani, così come feci io con Maradona. Questa potrebbe essere una specie di investitura per il futuro: Edinson ama ed è amato, può essere il trascinatore». Il messaggio a Cannavaro arriva da Beppe Bruscolotti, che parlando a Radio Goal, s’è sbilanciato ed ha suggerito al suo erede una mossa staregica per legare el matador in azzurro: «Ma anche perché Cavani con la sua voglia può essere d’esempio a tutti gli altri».


IL COLPO DI MERCATO Radosevic, domani l’annuncio Il croato arriverà a giugno: «Sono felice». Baby Medina: acquistata la metà dall’Udinese NAPOLI - Dobro. Bene, l’affare è praticamente fatto. Concluso o quasi. Poche cose ancora da sistemare, qualche dettaglio e poi, probabilmente già domani, il Napoli potrà annunciare l’ingaggio della stellina croata, Josip Radosevic. Che arriverà a giugno. Sarà fatta la sua volontà e anche quella del ds Bigon, che lo ha seguito a lungo e alla fine è riuscito a strapparlo a una concorrenza molto agguerrita sia in Italia sia in Europa. Anche perché lui, Josip, non voleva altro che la maglia azzurra: «Per me è un sogno».

IL BLITZ - E allora, il racconto dell’incontro clou andato in scena ieri a Spalato. Negli uffici dell’Hajduk, la squadra in cui il diciottenne Radosevic è nato e cresciuto. Il club che l’ha lanciato fino alla Nazionale. Decisivo il viaggio di due emissari del Napoli e dunque l'incontro con il presidente croato, Marin Brbic: affare definito con un investimento poco superiore ai due milioni e mezzo di euro, contratto quinquennale al ragazzo e sei mesi di parcheggio ai box di Spalato. Nel senso che Josip arriverà in Italia a giugno. A fine stagione. «La trattativa è molto ben avviata, il ragazzo vuole soltanto la maglia azzurra. La distanza tra domanda e offerta è minima. Speriamo di chiudere entro un paio di giorni». Così parlò il signor presidente dell’Est. Sensazioni confermate in maniera informale anche da queste parti, quelle di Brbic.

Josip Radosevic, 18 anni, croato

COLPO DI FULMINE - Poche ore ancora, insomma, e poi saranno tutti felici. Tutti: il Napoli, convinto di essersi assicurato un talento vero; e il giocatore, che ha voluto fortemente non soltanto l'Italia, ma proprio il club che fu di Maradona e che oggi ha Cavani come alfiere e Hamsik e Pandev tra le stelle. Un amore nutrito davanti al televisore, quello di Josip, che affonda le radici nelle notti di coppa: chi lo conosce racconta di lui, tifoso a incantato dal popolo del San Paolo e dal Napoli gagliardo ed entusiasmante di Champions. Un colpo di fulmine.

CHE ONORE - Passione vera, insomma, coltivata a distanza ma assolutamente intensa: «Che gioia: volevo la serie A, l’Italia, e alla fine ci sono riuscito. Per me sarebbe un sogno, un onore giocare con tanti campioni. A partire da Cavani». Poche frasi, pochissime, tradotte da chi parla la sua lingua: Josip, infatti, non mastica né inglese e tantomeno italiano, però in campo sa farsi capire perfettamente. Scoperto da Eupremio Carruezzo, ex attaccante e oggi manager, in Croazia lo paragonano a Gattuso. CORRE E PREGA - Il suo è il profilo di un giocatore perfetto per ogni allenatore: serio e professionale fino al midollo, serate in casa. Ha 18 anni (ne compirà 19 il 3 aprile) ma non ha la patente, ed è sempre accompagnato da suo fratello Antonio, una sorta di bodyguard e manager. Cattolica fervente, la famiglia Radosevic, quattro fischi maschi, mamma e papà. Josip prega ogni giorno, come Cavani, e non salta la messa della domenica neanche in trasferta: in occasione di una partita a Zagabria, saltò giù dal letto alle 8, andò in chiesa e poi si presentò puntuale alla colazione con la squadra.

LA NAZIONALE - In attesa di giugno, Mazzarri e i futuri compagni potranno conoscerlo meglio nell'amichevole Croazia-Corea del Sud, in programma a Londra nello stadio del Fulham. Per inciso: Radosevic è stato il più giovane debuttante in Nazionale della storia del calcio croato (11 settembre 2012 con il Belgio nelle qualificazioni mondiali).


TUTTO FATTO - Intanto è stata acquistata la metà del cartellino di Miguel Medina Miranda, attaccante paraguaiano, ventenne, che gioca nella Primavera dell’Udinese (finora sei gare). Atc


NOLA - L'uomo dei sogni ha occhi spalancati che scrutano lontano: e in quell’orizzonte immenso in cui si scovano i desideri, l’idea meravigliosa resta avvolta in una bandiera verde, bianco e rossa, infarcita d’azzurro qua e là. Il «centenario» è un evento riservato a pochi eletti, un club assai esclusivo abitato dagli dei del calcio: e in quella hall of fame in cui Edinson Cavani è piombato con la dolce prepotenza del suo football stellare, ammaliante, inconfondibile, l’oro di Napoli brilla e acceca, inorgoglisce e rapisce, fino ad agghindare il futuro. «Perché io voglio vincere qua». Il potere di sintesi è innanzitutto nei sedici metri, in quell’area ristretta e dominata dall’alto e dal basso, in lungo e in largo, però poi è persino nelle parole, l’espressione d’un sentimento condiviso con una città innamorata pazza d’un eroe senza macchie e ormai senz’alcuna paura: «Perché questa squadra può battere chiunque». Il Cavani forza cento è un bomber ad orologeria che sa come far esplodere la mania collettiva, l’ossessione di massa: e se in serie A è arrivato lassù, nell’Olimpo, nel Napoli è già a novantadue, in campionato è a diciassette, in Europa League è a sette, domina ovunque e pure con la lingua s’esprime da capo(cannoniere). El Matador, alè. © riproduzione riservata


Dall’inviato a Nola Antonio Giordano

«Fidatevi di me scrivo la storia» «L’ho già detto ma mi ripeto: spero di lasciare un segno in questa squadra. La gente sogna e io voglio aiutarla Insieme vinceremo ancora» NOLA - Cento volte Cavani, niente male come traguardo. «Sono soddisfatto di ciò che ho fatto, ma resto ambizioso e continuo a sperare di poter lasciare un segno nel Napoli e nella mia Nazionale e, se permettete, anche nella storia del calcio. I gol mi caricano, mi entusiasmano». Come nasce Cavani? «Vorrei cominciare con una premessa: io devo tanto, tantissimo, alla società e ai miei compagni. Senza il loro sostegno e la loro fiducia, non saremmo a tanto. Di mio c’è l’impegno costante, la volontà di dare sempre il massimo, di non arrendermi mai. E in questo non sono mai solo». I propositi del Matador non cambiano. «Lottare fino in fondo per qualcosa di importante. L’unione ci ha reso forti all’inizio del mese di dicembre, quando c’è capitato qualche incidente di percorso. E la dimostrazione «I cento gol hanno si è avuta tra il Siena, la Roma, il Palermo e la Fiorentina». tutti grande valore ma il più bello resta A proposito, ripensando a Firenze: è un’occasione perduta? quello della finale di «Era una partita difficile già prima, che poi si è complicata perché ci siamo trovati in Coppa Italia» svantaggio. Ma noi siamo stati bravi a riprenderla in fretta. Giocavamo contro una grande squadra. Dunque...». Dunque, come lei sa, la gente crede allo scudetto. «Siamo appena usciti da un momento difficile, reagendo e vincendo tre delle ultime quattro partite, abbiamo dato un segnale». Non ha risposto, prendiamola larga... Il primo marzo arriverà la Juventus al San Paolo, ma questo Napoli la può battere? «Noi possiamo vincere con chiunque... E possiamo anche perdere contro qualsiasi avversaria, perché il livello della serie A è alto e l’equilibrio è riconosciuto. Ci vuole sempre la giusta intensità». Scusi l’insistenza, ma lei sa cosa sogna Napoli. «Credo che nella vita si possa e si debba sognare. Però sono molto realista, vivo il presente: stiamo facendo passi in avanti assai importanti, però, è anche vero che possono succedere tante cose da qui alla fine». Torniamo agli «effetti» personali: Maradona è a ventitré gol di distanza. «Io non penso ai numeri, a quello che potrei fare nel tempo: io voglio regalare gioia con il Napoli, in questo momento penso solo a questo e non ad altro. Questa città non finisce mai di stupirmi, mi dà grande forza, mi trasmette energia, mi rende felice. Credo si veda, io sto bene. Posso solo ripagare a modo mio». Un bomber - e un leader - del genere si lascia mai lusingare dalla fascia di capitano? «Il capitano del Napoli è Cannavaro, che per noi ha un’importanza fondamentale: continuerà a esserlo lui ancora a lungo perché ha un ruolo importante in campo, all’interno dello spogliatoio e nell’ambiente. E poi l’uomosimbolo, soprattutto adesso ch’è passato il mese terribile della sua vita, non può che restare Paolo. Poi, un giorno, chissà». «Il capitano per noi è Cannavaro e così Il tormentone, perdoni, è quella clausola rescissoria da 63 milioni di euro: un incubo popolare. sarà a lungo. Kakà e Balotelli? «Il mondo del calcio è fatto così e io lo conosco: c’è sempre qualcuno che vuol lasciarsi Sarebbe unico andare con i pensieri. Ma io non dimentico ciò che ho fatto nella mia vita, come e grazie a sfidarli» chi l’ho fatto, né ciò che voglio. Non avverto le pressioni, riesco a essere me stesso, sono contento di aver realizzato l’aspirazione che avevo da bambino. E soprattutto so cosa chiedere al futuro». Lei sa che quando gioca, al di là dei gol, trasmette allegria? «So che amo il calcio. So che mi diverto tanto. Mi godo questo momento, non mi spingo oltre». S’è rivisto i cento gol in tv? «No e non ce n’è neppure bisogno: li ricordo tutti, dal primo all’ultimo. Ne conservo il valore di ognuno». Ne scelga una... «Credo che quella segnata alla Juventus, nella finale di coppa Italia a Roma, sia la più speciale, perché ci ha aperto le porte per la conquista del trofeo. Indimenticabile». Dicono di lei: viene dopo Messi e Ronaldo; e ancora: per arrivare al pallone d’oro, deve conquistare qualcosa di significativo con il proprio club. «Accetto i complimenti con gran piacere, ma non mi soffermo. Io voglio regalare emozioni ai tifosi del Napoli e per farlo c’è un solo modo». Chiarissimo: siete convinti di voi?


«Conosciamo la nostra forza e le potenzialità. C’è un progetto in corso che sta dando risultati. Nessuno ci ha mai regalato nulla, ma i nostri sostenitori sì, sempre: e intendiamo ricompensarli». Rimpianti per qualche risultato infelice e per quel -5 dalla vetta? «In assoluto, nessuno: si vince, si perde, non è possibile dominare sempre. Però è capitato di non riuscire a mostrare tutto la nostra fame di successo. Forse è stata la paura a penalizzarci». E’ il momento del mercato, di voci su Balotelli e su Kakà che potrebbero rientrare in Italia. «E sarebbe divertente poter giocare contro di loro, personaggi di spessore, che darebbero ulteriore importanza al nostro campionato e rappresenterebbero uno stimolo. Stiamo parlando di calciatori di un valore rilevante». Dal primo Cavani napoletano ad oggi, cos’è cambiato? «Ho ricevuto simpatia, stima, amore. Ho avuto la possibilità di capire quanto valga il calcio per questa gente». © riproduzione riservata


L’Interporto campano che location! Location speciale per Cavani: presentazione all'Interporto Campano, presieduto da Gianni Punzo, a Nola, la casa di Italo, il treno d'ultima generazione. Gianni Punzo, il patron è stato il vicepresidente del Napoli degli anni di Maradona.


Il marketing viaggia ad alti livelli Il marketing va, il club annovera un migliaio di prodotti. L'head of operation del Napoli, Alessandro Formisano, ha ribadito il felice momento d'un settore che ÂŤha al proprio fianco sponsor istituzionali che ci seguono sin dai primi passi e hanno sposato il progettoÂť


Kakà, si muove anche Berlusconi Rispunta Drogba Il presidente non si arrende ai no che arrivano da Madrid L’ivoriano chiede allo Shanghai di essere lasciato libero Dalla redazione Furio Fedele MILAN - Assalto a Kakà, scende in campo Silvio Berlusconi. Il nome del brasiliano figura nella personalissima lista di... mercato del presidente rossonero che da ieri ha ripreso i contatti con via Turati dopo un intenso periodo (a Roma) dedicato alla composizione delle liste elettorali. La giornata di ieri, dopo la bufera seguita alle dichiarazioni di Galliani lunedì sera quando si è interrotta la trattativa per Kakà, ha riservato un atteso colpo di scena: il presidente rossonero, ha deciso di intervenire direttamente nella vicenda-Kakà.

SITUAZIONE - Da Madrid continuano, però, a giungere segnali di pessimismo sull’evoluzione di una vicenda che sembrava ormai destinata a rivedere Kakà indossare nuovamente la maglia del Milan. Il brasiliano, fra l’altro, ieri ha incassato una doppia mortificazione. Il Mourinho non nuovo ct della Seleçao, Scolari, l’ha escluso dalla lista convoca il dei convocati che affronteranno il 6 febbraio a Wembley brasiliano per la Coppa del Re e l’Inghilterra nell’esordio del nuovo ciclo affidato al tecnico Scolari lo lascia campione del mondo 2002 con la Nazionale verdeoro. fuori dalla Seleçao Fra l’altro Kakà è da sempre uno dei pupilli di Scolari che con questa bocciatura ha voluto esortare Ricky a cercare una soluzione che gli consenta di giocare, da subito, con continuità per poter riconquistare la Seleçao in vista dei Mondiali del 2014.

A fianco Didier Drogba, protagonista ieri in Coppa d’Africa con la Costa d’Avorio. A destra Bartosz Salamon, 21 anni, gigante polacco in arrivo dal Brescia (Ansa, Lapresse)

MOURINHO - Anche sul fronte madridista le cose non stanno andando affatto bene. Mourinho non ha convocato per scelta tecnica Kakà per la sfida (contro il Valencia) di questa sera in Coppa del Re, lasciandolo alla ciudad deportiva ad allenarsi da solo. Insomma: la situazione di Kakà sta diventando sempre più difficile e complicata, al limite del sostenibile soprattutto dal punto di vista psicologico. Ma, a livello personale, Ricky ha fatto quello che era nelle sue possibilità (dimezzarsi l’ingaggio) mentre adesso tocca al Milan “liberarlo” dal Real Madrid.

S.O.S. - Quello lanciato da Ricky verso il Milan è stato prontamente raccolto dal presidente Berlusconi. Che, sondaggi alla mano, vede nell’operazione-Kakà un ulteriore spinta elettorale. A Madrid Ernesto Bronzetti sta mediando con Florentino Perez cercando di convincerlo a mitigare le pretese per l’indennizzo per liberare Kakà. Il presidente blanco vuole un bonifico di almeno 15 milioni di euro. Berlusconi ha rilanciato esattamente per la metà. Con Bronzetti che ha ricordato a Perez che il risparmio, cedendo Ricky al Milan, dell’ingaggio (lordo) sarebbe di 32,5 mln di euro per il Real. A questo punto si attende per oggi un nuovo riavvicinamento fra le parti, con Berlusconi assolutamente intenzionato a riportare Ricky al Milan. DIDIER - Tutto questo mentre trapela una notizia destinata a scuotere questi ultimi giorni di mercato: risulta che Drogba abbia inviato una lettera allo Shanghai Shenhua per essere liberato. Lettera inviata anche alla Fifa. Il Milan si era già mosso sull’ivoriano: la sua esperienza e la sua immagine incontrano i parametri del Milan. La Juve sembra meno convinta, vuole verificare lo scenario. E poi ci sono le spinte dalla Premier, un campionato che Drogba conosce bene.

BALOTELLI - Il numero 1 di via Turati è scatenato. La buona riuscita dell’assalto a Kakà dovrebbe essere il preludio per un altro colpo che il Cavaliere vorrebbe mettere a segno in estate. Balotelli piace molto in casa


rossonera ma non è da escludere che il presidente milanista non tenti la sortita in questo mercato invernale.

BECKHAM - Si è decisamente inaridita, invece, la pista che potrebbe ricondurre lo Spice Boy al Milan. Sven Goran Eriksson, diventato in Dubai direttore tecnico dell’Al Nasr (la squadra allenata da Zenga) ha confidato a “L’Equipe” che «se Beckham vuole venire qui a Dubai, le porte per lui rimangono sempre aperte» . © riproduzione riservata


LA SQUADRA Yepes recupera Anche Muntari vicino al ritorno Dalla redazione MILANO - Mario Yepes sembra avviato sulla strada del pieno recupero. Ieri, nell’allenamento pomeridiano che ha inaugurato la settimana in vista della gara contro l’Atalanta, il difensore colombiano ha svolto con il gruppo sia la parte atletica sia la fase di possesso palla per poi rientrare e concludere l’allenamento in palestra. Oggi è prevista una doppia seduta e Yepes verrà collaudato in maniera definitiva da Allegri che ha intenzione di concedere un turno di riposo a Mexes. Bonera sta bene, contro la Sampdoria era già in panchina mentre Yepes sta recuperando. Gode di ottima salute Zapata che sarà confermato sicuramente al centro dello schieramento difensivo.

MUNTARI - Allegri cercherà di capire fin da oggi se sarà possibile disporre, almeno dalla panchina, di Muntari. L’ex interista, reduce dall’infortunio al ginocchio della scorsa estate, sta facendo fatica a ritrovare la migliore condizione. «Io sto molto bene e il ginocchio è al 100% - ha confidato ieri a Milan Channel - ma mi manca un po' di condizione fisica. Sto lavorando con i preparatori e stiamo facendo tutto il possibile per accelerare i tempi. Io non vedo l’ora di tornare. Sono stato tanto tempo fuori a guardare i miei compagni e adesso è arrivato il momento di rientrare in squadra e di fare bene». fur.fed. © riproduzione riservata


LE ALTRE OPERAZIONI Allegri avrà subito Salamon gigante polacco del Brescia Dalla redazione MILANO - In attesa di fare chiarezza sul futuro di Kakà, il Milan sta continuando a perfezionare l’opera di ringiovanimento dell’organico. Ieri è stato depositato in Lega il contratto dell’attaccante Saponara (Empoli) che da luglio inizierà ad allenarsi a Milanello. Intanto appare ormai certo l’acquisto, da subito, dell’atletico (1,94 di altezza) centrocampista polacco Bartosz Salamon (classe 1991) del Brescia. Valorizzato da Zeman come centrocampista centrale (27 presenze e 2 gol in Lega Pro con il Foggia) può giocare anche in mezzo alla difesa, dove probabilmente vuole utilizzarlo Allegri. Al Brescia andranno 2 milioni di euro per la prima metà mentre Salamon verrà gratificato da un quadriennale da un milione di euro netti a stagione.

SANTON - Potrebbe tornare di grande attualità il nome dell’esterno difensivo che il Newcastle potrebbe rimettere sul mercato dopo aver perfezionato ieri gli acquisti del terzino sinistro Haidara (Nancy) e del centrale difensivo Yanga-Mbiwa (Montpellier). Quest’ultimo era stato inseguito a lungo la scorsa estate dal Milan. Riguardo a Santon, bisogna vedere quanto il club inglese intende valutare l’ex-interista. Circa 10 giorni fa, il prezzo del terzino, considerato esagerato dal club di via Turati, era di 8 milioni di euro. AMELIA - Carlo Pallavicino, agente che cura anche gli interessi di Marco Amelia, ha confessato ieri a GazzettaGialloRossa.it che «il Milan lo considera incedibile, ma anche se Marco sta bene a Milano, alla Roma non si dice no...». Che cosa può succedere, quindi, a questo punto? La Roma sta cercando di piazzare l’olandese Stekelenburg che il club giallorosso valuta almeno 5 milioni di euro. Non sarà facile trovargli un’altra collocazione in tempo, entro la fine della sessione invernale. Attualmente Amelia è tornato a essere il viceAbbiati. Allegri vorrebbe cercare di ridurre da 4 a 3 il numero dei portieri. Se Amelia restasse, sarebbe Coppola il maggior indiziato a trovare un’altra sistemazione.

ESUBERI - Allegri sta facendo anche i conti con un organico ancora troppo robusto (32 elementi) da dove sono annunciati in partenza Didac Vilà, Mesbah, Carmona e Valoti. Se dovessero arrivare le offerte giuste potrebbero congedarsi Emanuelson (valutato 8 milioni di euro: piace al Manchester United), Abate (per 12 milioni raggiungerebbe Spalletti allo Zenit) e Robinho che accetterebbe solo la ricca (10 milioni di euro per il Milan) corte del Santos. Sicuramente il tecnico rossonero pretende che la società gli sfoltisca l’attuale rosa. fur.fed. © riproduzione riservata


Ha debuttato a 17 anni con Cosmi Bartosz Salamon è nato a Poznan (Polonia) il 1° maggio 1991. Centrocampista (ma anche difensore), alto 1,94, è cresciuto nel Lech Poznan. Nell’estate 2006 è arrivato in Italia, acquistato dal Brescia, con cui ha debuttato a 17 anni nel 2008 (con Cosmi). Nel 2010-11 ha giocato nel Foggia di Zeman (27 presenze e 2 reti), prima di tornare a Brescia. In questa stagione 21 presenze e 1 gol in serie B. E’ Nazionale under 21.


PUNITI IL CASALE BERRETTI E IL CALCIATORE PER AVERE LASCIATO IL CAMPO Ribeiro non è Boateng: 0-3. Ma serve chiarezza di Antonio Maglie

Fabiano Ribeiro è giovane perciò forse un po’ ingenuo. Aveva capito, seguendo le cronache del caso Boateng, che in Italia il mondo del calcio aveva deciso di partire con le insegne tirate a lucido per una Santa Crociata contro il razzismo che, va detto, da tempo inquina gli stadi (al pari della società italiana, comunque). Ieri il giudice sportivo della Lega Pro gli ha fatto sapere che il viaggio dei crociati si è interrotto: va bene Boateng, ma mica si può esagerare. E per fargli capire meglio che si era trattato di una incomprensione, lo hanno pure squalificato: un turno così potrà meditare e capire che c’è modo e modo, Il giudice non ha razzismo e razzismo, vittima e vittima. Bisogna dire che esaurito il tempo degli attestati di ritenuto di avere certezze sugli insulti solidarietà nei confronti di Boateng per il suo gesto clamoroso (interruzione razzisti, dell’amichevole con la Pro Patria perché dalla tribuna gli piovevano addosso insulti sanzionando il club razzisti), è cominciata la fase dei ripensamenti. e il giocatore

MARCIA INDIETRO - L’ha avviata Sepp Blatter che ha fatto sapere, da monarca del calcio internazionale, che no, proprio non si può: non è che un giocatore possa fare in campo quel che crede, anche se lo coprono di improperi che riguardano il colore della sua pelle o gli lanciano “banane” come elemento di un messaggio non proprio subliminale. Quindi, due giorni fa, è intervenuto il presidente della Federazione, Giancarlo Abete sottolineando che non è che si può fare come un tempo si faceva all’oratorio: ti beccavi un’offesa e per reazioni prendevi il pallone e tornavi a casa. Ma stiamo scherzando? Il calcio ha le sue regole e poi la partita la deve interrompere il responsabile dell’ordine pubblico. Diciamolo con chiarezza: per questa strada l’impegno antirazzista appare quasi una barzelletta. DUBBI - Il giudice sportivo ha motivato la sua decisione sostenendo che non esiste la prova dell’insulto. Ribeiro sostiene che tutti avrebbero potuto ascoltarlo. Ma se il giudice E’ chiaro che si ha deciso così, allora vuol dire che avrà valutato con attenzione la questione, soppesato i deve evitare che si pro e i contro, analizzato prove a favore e a sfavore. Che si possa correre il rischio che abusi di certe situazioni Ma non qualcuno “abusi” della “norma Boateng” è possibile. Ma forse su un argomento così può esserci una complesso e sensibile qualche punto fermo andrebbe definito, altrimenti un giorno si doppia giustizia solidarizza con Boateng e il giorno dopo, nei fatti, si provvede a smentire quella solidarietà. Bisognerebbe decidersi, insomma. Perché in questa indecisione il sacro impegno a sconfiggere il razzismo diventa un esercizio puramente verbale. Il giudice non sembra aver avuto dubbi tanto è vero che ha inflitto al Casale (giocava contro la Pro Patria, cioè la stessa società coinvolta nella vicenda Boateng) la partita persa, un punto di penalizzazione e anche cinquecento euro di multa. Domanda: ma non è che si sia ecceduto nella direzione opposta? E’ possibile che tutta la squadra del Casale sia stata colpita da un abbaglio? Perché delle due l’una: o Ribeiro è stato insultato o ha mentito. E nel dire la decisiva bugia deve essere stato estremamente convincente visto che il Casale (la partita era valevole per il torneo Berretti) ha deciso di solidarizzare (come aveva il Milan con Boateng) con il compagno insultato. Al di là delle convinzioni incrollabili del giudice sportivo, qualche dubbio la sentenza solleva. Forse un approfondimento ulteriore non sarebbe stato disdicevole. © riproduzione riservata


La sentenza: il ko a tavolino -1 in classifica e stop al ragazzo Ecco in sintesi il comunicato ufficiale del giudice sportivo riguardo a Casale-Pro Patria del 19 gennaio nel campionato Berretti. «Il Giudice Sportivo, letti gli atti ufficiali, rileva che: al 38’ pt (...) il calciatore della Pro Patria, Luca Paganini, strattonava un avversario incorrendo nella ammonizione; il calciatore Fabiano Ribeiro del Casale, strattonato dal Paganini, colpiva quest’ultimo con una manata al volto, in reazione; a seguito di tale episodio l’arbitro procedeva all’espulsione di Ribeiro; tale provvedimento scatenava la reazione del calciatore e dei suoi compagni che lamentavano un comportamento di discriminazione razziale da parte di Paganini per il tenore delle frasi rivolte a Ribeiro; nel suo rapporto l’arbitro precisa di non aver avuto percezione di tale comportamento da parte del Paganini (...); una volta riportata la calma il capitano del Casale comunicava verbalmente (e successivamente con dichiarazione scritta) la volontà della squadra del Casale di non proseguire la gara (...). Il giudice osserva che: dagli atti non è riconducibile alcun elemento che confermi la motivazione addotta della società Casale e per la decisione assunta di ritiro dal terreno di gioco (...). Tutto ciò premesso, delibera di infliggere al Casale la perdita della gara con il punteggio di 0-3, la penalizzazione di un punto in classifica e l’ammenda di euro 500; di squalificare per un turno Ribeiro per atto di violenza verso un avversario, in reazione».


«Fermare una gara non spetta solo all’arbitro» Giancarlo Abete, presidente Figc, ha ribadito che il potere di fermare le gare «spetta al responsabile dell’ordine pubblico e non all’arbitro». E su Boateng: «Gesto comprensibile, ma esiste una circolare ministeriale, non una regola sportiva a disciplinare la materia: l’interruzione definitiva non può essere decisa soltanto dall’arbitro»


«Errore nostro: la decisione era scontata» «La decisione era scontata, se l’arbitro non ha sentito nessuna offesa razziale non poteva di certo scrivere nel referto cose che non ha udito»: è il commento del dg del Casale, Antonio Sorano. Che ha ribadito la posizione del club, da subito critico con i propri dirigenti in campo: «Hanno sbagliato a prendere una decisione senza avvisare prima i vertici del club»


«ADESSO CI DIVERTIAMO» D’Agostino: Ho grandi stimoli, farei anche il terzino... magari non spesso di Giancarlo Febbo

PESCARA - Una spruzzata di simpatia. Probabilmente quello che ci voleva per risollevare il morale dell'ambiente. Sorride Gaetano D'Agostino al primo giorno in biancazzurro, sembra felice, forse lo è davvero. Sicuramente è goloso di emozioni, «da tre anni non facevo più una conferenza stampa» . Il nuovo regista del Pescara si tuffa dentro l'avventura. «Intanto mi scuso se ho preso un po' più di tempo, dovevo risolvere alcune questioni con il Siena. Adesso finalmente sono qui e nei prossimi quattro mesi darò tutto per contribuire al raggiungimento della salvezza. Avevo proprio bisogno di nuovi stimoli, di una piazza calda, mi mancava una curva focosa, il mare. Poi, gli arrosticini. Sì, me ne hanno già parlato. Tra l'altro io di «Darò tutto per la Pescara prima avevo avuto notizie solo da Allegri e Galeone, mentre negli ultimi giorni, salvezza Atleta di Cristo? Scoprii la quando si è sparsa la voce, è uscito fuori che tanti miei amici hanno a che fare con fede grazie a questa città, chi ci ha studiato, chi ha dei parenti. Insomma, è stata una sorpresa» . Legrottaglie Dio mi ha aiutato molto ai tempi dell’Udinese»

ANALISI - Domenica scorsa era sugli spalti dell'Adriatico: non dirà mai che si aspettava di meglio. «Ogni squadra ha i suoi problemi, però per quanto ho visto contro il Torino e nelle partite precedenti, che avevo seguito con interesse, il Pescara non si disunisce e questo è molto importante» . Lo aveva visto anche a Siena, quando era dall'altra parte, e l'impressione fu diversa. «Siccome da grande non so se farò l'allenatore, preferisco non giudicare. Però mi sembra che quello attuale abbia un'altra identità» . Non ama giudicare in ossequio al suo status di Atleta di Cristo, che conferma con orgoglio, anche se ci scherza su. «Sinceramente preferirei essere chiamato semplicemente uomo di Dio, perché se quando smetterò di giocare volessi fare il diesse non credo che mi si potrebbe definire Direttore Sportivo di Cristo. Ho scoperto la fede grazie a Legrottaglie. Dio mi ha molto aiutato ai tempi dell'Udinese, quando ero nel giro della Nazionale e mi cercavano Juventus e Real Madrid, ma poi non se ne fece nulla. Confesso che le ripercussioni psicologiche furono tante, mi ero un po' smarrito. Mica mi drogavo o altro, però avevo perso un po' la strada, si sa che la carriera di un calciatore finisce a 35 anni ed ero confuso sul futuro. Comunque non ho rimpianti, in fondo i matrimoni si fanno in due. Chiaro che, fosse stato per me, quella firma l'avrei messa» . LEADER - D'Agostino si considera un sanguigno, «un terrone, per la precisione» , e a Pescara dovrà/dovrebbe diventare il nuovo leader. Una missione che lo stuzzica. «Mi sento pronto, anche se non è che uno entra nello spogliatoio e si presenta dicendo: “piacere, sono il leader”. Sono gli altri che ti devono riconoscere tale. Tatticamente preferisco agire da regista, ma pur di salvarmi farei anche il terzino. Speriamo non troppo spesso» . Infine, una rivelazione inaspettata. «Ho avuto tanti allenatori, ma il mio preferito è Zdenek Zeman. L'ho conosciuto quando a 16 anni mi aggregarono in ritiro con la Roma. Non mi fece mai esordire, ma ho un ottimo ricordo. Ovviamente, non del ritiro» ! g.f./GieffePress © riproduzione riservata


L’ALTRO NUOVO ACQUISTO RIZZO: PESCARA, AMORE A PRIMA VISTA «Esordire in Serie A è un sogno. Mi impegnerò tantissimo» di Eugenio Marino

REGGIO CALABRIA - La serie A per Giuseppe Rizzo è proprio un sogno che si realizza tra ambizioni e certezze. Il 22enne centrocampista messinese che la Reggina ha trasferito al Pescara potrà misurarsi ai livelli più alti del calcio italiano. Grande corsa, tanto carattere, forte incontrista, l'ex amaranto sa farsi valere anche nelle conclusioni da lontano. Pescara lo esalterà consentendogli di ritrovare con nuove emozioni anche le motivazioni affievolitesi dopo la parentesi Cagliari. «Credo che questa squadra e l'ambiente pescarese mi aiuteranno a crescere ancora - confida al telefono dopo aver definito ulteriori particolari del contratto che si concluderà a giugno del 2016 - Solo poche ore qui in Abruzzo per scoprire una splendida realtà con tanta cordialità e l'entusiasmo che appartengono anche alle due città dello stretto che porto nel cuore». Riuscirà a trovare, presto, spazio in prima squadra per l'esordio nel massimo campionato? «Questo è il primo obiettivo - sottolinea Rizzo - Per raggiungerlo dovrò impegnarmi moltissimo e con la collaborazione dei miei nuovi compagni cercherò di convincere il nostro allenatore». Ci sarà da lottare per conquistare la salvezza. «Sono abituato a farlo da sempre. Continuerò ad impegnarmi, su questo fronte, anche a Pescara». Dopo aver espresso la felicità per l'aggancio della serie A, l'ex amaranto ha parlato dei suoi cinque anni reggini. «Una esperienza che mi ha aiutato a crescere, scoprire i valori umani delle persone, conoscere tanti compagni con cui abbiamo condiviso momenti esaltanti ed anche difficoltà. Per ringraziare tutti dico un grazie infinito al presidente Foti e ai tifosi amaranto. Avranno per sempre uno spazio nel mio cuore». © riproduzione riservata


L’ULTIMO SALUTO ALLE 12 Oggi la Samp e il calcio danno l’addio a Garrone GENOVA - Il mondo sportivo, e non solo, si mobilita per l’ultimo saluto a Riccardo Garrone, il presidente della Sampdoria deceduto lunedì sera nella sua residenza di Grondona, in provincia di Alessandria. I funerali si terranno questa mattina alle ore 12 presso la Chiesa del Gesù e dei Santi Ambrogio e Andrea, in piazza Matteotti, nel centro di Genova e saranno celebrati dall’Arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco. Proprio oggi, Garrone avrebbe compiuto settantasette anni.

La bandiera a mezz’asta a Bogliasco, a casa Samp (Ansa)

CORDOGLIO - Mentre si moltiplicano i messaggi di cordoglio inviati alla famiglia e alla società blucerchiata, diversi esponenti di spicco dell’ambito calcistico hanno già preannunciato la loro presenza alle esequie. Tra questi anche l’ad della Fiorentina Sandro Mencucci. Restando in ambito viola, il presidente Andrea Della Valle ha ricordato così la figura del “collega” blucerchiato: «Riccardo Garrone era un vero signore. Con la sua scomparsa abbiamo perso una Palombo persona di grandissima serietà e moralità. Oltre che al calcio mancherà molto anche al commosso «Ci mancheranno i suoi mondo dell’imprenditoria». Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha detto: «Era insegnamenti» Del una persona speciale. Un gran signore, un uomo colto, raffinato e gentile». Alex Del Piero: «Addio a un Piero ha inviato un messaggio dall’Australia: «L’Italia perde un uomo di valore e il calcio uomo di valore» un grande presidente». ANCHE CASSANO - Questa mattina a Genova è atteso anche Antonio Cassano, con cui Garrone aveva instaurato un rapporto sulla falsariga di quelli tra padre e figlio. La burrascosa separazione non aveva tuttavia lasciato strascichi, e in più di una circostanza il patron blucerchiato aveva assicurato di aver perdonato il talento barese. La famiglia, intanto ha chiesto di inviare fiori ma di attivarsi in opere di bene e donazioni all’Associazione Gigi Ghirotti Onlus. L’ennesima dimostrazione della grande sensibilità e della voglia di badare al concreto, in favore di chi ha più bisogno. E PAZZINI - «Il presidente è stato una persona importante per me - ha detto l’attaccante ex doriano protagonista della stagione del quarto posto - sono stati due anni bellissimi. L’immagine che conservo è la festa per la qualificazione in Champions, quando cantava e ballava con noi». LA SQUADRA - Bandiere a mezz’asta a Bogliasco, dove la Sampdoria ha ripreso gli allenamenti. Clima surreale, volti scuri e grande tristezza in campo e fuori. Tra i giocatori maggiormente scossi Angelo Palombo e Daniele Gastaldello, due bandiere oltre che capitani della gestione Garrone. «A lui devo tutto, specialmente gran parte dei miei successi sportivi - ammette l’ex giocatore di Fiorentina e Inter - Mancherà a tutti per i valori morali che ha sempre dimostrato di avere. In questo mondo è difficile trovare qualcuno come lui. Purtroppo la malattia ce lo ha tenuto lontano negli ultimi periodi, posso dire solo che mi dispiace tantissimo e che sono addolorato. Un ricordo? L’anno del quarto posto, vederlo esultare in quel modo mi fece piacere. Con noi è sempre stato disponibile, teneva molto alle sorti della squadra e stava male quando siamo retrocessi». Anche il difensore Andrea Costa, commosso per l’accaduto, ha ricordato il presidente: «La sua morte è stato un evento improvviso, terribile. Non ce lo aspettavamo. Il mio ricordo più bello è legato alla festa a sorpresa che abbiamo organizzato per il presidente per la promozione. Non se l’aspettava e sono convinto che fosse felice. Riccardo Garrone ci ha lasciato molto, e noi abbiamo perso un gran signore». I RIVALI - Grande commozione anche nel quartier generale del Genoa, squadra considerata rivale ma non nemica dal numero uno blucerchiato. Al “Gianluca Signorini” di Pegli, bandiera a mezz’asta e listata a lutto, mentre sul sito della società è comparso un messaggio di cordoglio. Giornata in memoria del presidente blucerchiato anche al Torneo Ravano, manifestazione organizzata dalla Sampdoria, e riservata ai bambini delle scuole primarie, a cui Garrone era molto legato. Prima di ogni partita è stato osservato un minuto di silenzio, ma il gioco non si è fermato, così come avrebbe voluto il grande imprenditore. L’unico stop è previsto in concomitanza dei funerali. ass


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I ROSSOBLU’ Una gabbia per Miccoli Murru in preallarme di Giuseppe Amisani

CAGLIARI - Il Cagliari prepara la gabbia per Miccoli, sicuramente il giocatore del Palermo più temuto e per riuscire ad arginarlo in casa rossoblù già da ieri pomeriggio sono iniziate le grandi manovre per limitarne la pericolosità. Pulga sembra intenzionato a confermare la stessa linea arretrata, ma i giovani Murru e Del Fabro hanno iniziato a bussare alla sua porta per avere spazio e dimostrare di possedere le qualità giuste per arginare il campione rosanero. NEMICO NUMERO UNO - Le attenzioni del gruppo cagliaritano si concentreranno soprattutto sulla fase difensiva che nella prima fase del campionato non ha certo regalato grandi soddisfazioni. L'obiettivo numero uno sarà registrare i meccanismi e renderli sempre più fluidi per evitare di capitolare soprattutto sulle azioni da palla inattive che fino a questo momento sono costate care ai rossoblù. Ci sarà poi l'osservato speciale Miccoli per il quale il tecnico sardo dovrà allestire una guardia particolare a cominciare dai centrocampisti che avranno il compito di tenerlo a bada quando il fantasista salentino cercherà di andarsi a prendere la palla abbassando il suo raggio d'azione. Toccherà a Conti e compagni, ma probabilmente già a Cossu, se dovesse andare in campo dal primo minuto, iniziare a dar fastidio al giocatore più temuto tra i siciliani. I centrocampisti avranno il compito di non fargli arrivare palloni giocabili nel tentativo di limitarne l'efficacia. Dovranno poi sbrigare il resto della pratica i difensori che non potranno contare sull'agilità di Ariaudo, anche ieri in differenziato e quindi molto probabilmente indisponibile. FORZA E ANTICIPO - Senza il centrale torinese, dovranno stare ancora più attenti Astori e Rossettini che con il fisico da corazzieri che si ritrovano potrebbero avere qualche grattacapo al cospetto di un brevilineo come Miccoli. In quest'ottica assumeranno un ruolo molto importante i due esterni e in particolare Pisano che fisicamente è quello che somiglia di più all'attaccante rosanero e per questo dovrà cercare di seguirlo da distanza ravvicinata. Ovviamente non potrà farlo quando il giocatore avversario si sposterà sulla sponda di sinistra della difesa del Cagliari e allora dovrà stringere i denti Avelar che non è certo un fulmine quando si tratta di subire le azioni avversarie. Le giocate di Miccoli, i suoi dribbling e la conclusione in porta non hanno certo bisogno di particolari presentazioni ed ecco perché per tutta la settimana il Cagliari lavorerà con grande attenzione per cercare di non lasciare niente al caso nel corso dei novanta minuti. A dare una mano al reparto potrebbe, comunque, essere inserito qualche giocatore più fresco in modo da contrastare in velocità e rapidità di esecuzione, le giocate di Miccoli. I giovani Murru e Del Fabro sono sul chi va là perché potrebbe toccare proprio a loro, soprattutto al primo, dare una mano alla squadra per mettere la museruola ad un giocatore capace, con i suoi piedi, di cambiare da solo l'inerzia di una gara. © riproduzione riservata


PULGA-GASPERINI IL TEMPO STRINGE Domenica la sfida che non si può sbagliare

I ROSANERO Solo due punte in rosa Lo Monaco cerca il colpo di Paolo Vannini

PALERMO - Aiuto, mi stanno sparendo gli attaccanti. Se gli ultimi giorni di mercato serviranno al Palermo per prendere uno o due punte, assolutamente necessarie per completare l’organico, anche questa settimana è cominciata per Gasperini con gli uomini contati nel reparto offensivo. Dopo le cessioni di Giorgi prima e adesso di Budan e Zahavi, che d’altronde erano ormai ritenuti non utili al progetto rosanero, a disposizione del tecnico per il reparto offensivo al momento ci sono solo Miccoli e Dybala. Più Brienza e Ilicic che non possono essere considerati però attaccanti puri ma rientrano nel novero dei trequartisti. Brienza, tra l’altro, è alle prese con un problema muscolare che gli ha già fatto saltare l’ultimo match con la Lazio ed anche ieri ha svolto una semplice riatletizzazione. Con Hernandez fermo da settembre per il grave infortunio al ginocchio (per ben che vada lo si rivedrà a metà marzo), l’attacco rosa è davvero ai minimi termini. Per contare su dei rincalzi, Gasperini fa ricorso alla formazione Primavera, in verità molto brillante ma pur sempre composta da teen ager. Ha già debuttato in A il 19enne svizzero-angolano Malele, è ormai aggregato quasi stabilmente ai titolari anche il palermitanissimo Bollino, nazionale di categoria. Ivo Pulga, 48 anni, tecnico del Cagliari (Lapresse) Gian Piero Gasperini, 54 anni, tecnico del Palermo (Ansa)

IL PERIODO PIU’ CALDO - Il fatto è che il tempo stringe: dopo le sfide alle big del campionato, per il Palermo comincia la fase più calda. Sette confronti quasi diretti, il primo domenica a Cagliari contro la quart’ultima in graduatoria, quattro punti sopra i rosa. Sono sfide che andrebbero affrontate in una situazione ideale e con una gamma di alternative, Gasperini invece fa ancora i conti con l’emergenza. Lo Monaco ha trovato ostacoli in ogni trattativa e adesso pare rivolgersi essenzialmente oltre confine: « Per l’attaccante ci stiamo muovendo - ha ribadito ieri a stadionews 24 - non è certamente facile. In Italia il mercato è quasi chiuso, stiamo guardando all’estero. Abbiamo provato per Almeyda, Baros, ora spero che per Cagliari ci siano già nuovi rinforzi in campo». La buona notizia è che il tandem quasi inedito schierato con la Lazio ha funzionato: Dybala e Miccoli hanno mostrato un’ottima intesa, procurando almeno tre palle gol. Il giovane argentino ha fatto benissimo partendo da una posizione più arretrata, con Ilicic a completare il tridente avanzato. Sembra scontata la conferma della formula a Cagliari ma anche in questo caso bisogna fare i conti con le condizioni di Miccoli. Il capitano, afflitto da un’infiammazione al polpaccio, stringe i denti ma non è al meglio.

ILICIC E KURTIC IN NAZIONALE - I due talenti sloveni sono stati convocati nella loro nazionale per l’amichevole in programma mercoledì 6 febbraio a Lubiana, proprio in mezzo alle due partite interne con Atalanta e Pescara. Da Trieste frattanto giungono conferme dull’interessamento del patron Zamparini alla società giuliana: il presidente rosanero starebbe valutando i documenti contabili della gestione del club. © riproduzione riservata


L’INIZIATIVA Astori prof per la lotta al cancro (g.a.) - Professore per un giorno contro il cancro. Davide Astori sarà il protagonista dell'iniziativa "Non fare autogol" progetto itinerante di sensibilizzazione per mettere in guardia gli studenti da fumo, alcol, sedentarietà e alimentazione scorretta. L'appuntamento con il giocatore del Cagliari è per domani alle 10 presso l'Istituto "Pertini" di via Vesalio a Cagliari.


IN TRASFERTA Appena 4 gol segnati, Miccoli ancora a secco PALERMO - Con le due reti realizzate alla Lazio, i rosa hanno segnato 18 gol totali, uno in più del Pescara (peggior attacco). In rete però la squadra ha mandato solo 7 elementi, due dei quali (Giorgi e Budan) già ceduti. Miccoli è il capocannoniere (5 gol) anche se in trasferta non è ancora andato a bersaglio. Fuori casa, il Palermo ha segnato solo 4 volte, raccogliendo in tutto tre pareggi, a Genova, Siena ed Udine.


IL CATANIA Cani si presenta, Pulvirenti attacca di Concetto Mannisi

CATANIA - E’ sempre Catania-Juventus, verrebbe da dire. Come se quella partita disputata a metà del girone d’andata e vinta dai bianconeri (un gol annullato al Catania, un altro concesso ai bianconeri, che vinsero uno a zero) non fosse mai finita. Certo, stavolta c’è di mezzo la recente elezione del presidente rossazzurro Nino Pulvirenti a consigliere federale, lo scarso gradimento per questa operazione da parte del presidente bianconero Andrea Agnelli, la replica stizzita dello stesso Pulvirenti domenica pomeriggio (la storia della zitella isterica in crisi di astinenza, precisiamo), ma la storia è sempre la stessa. I fili dell’alta tensione sull’asse Catania-Torino scintillano che è un piacere e se da una parte il direttore «Una risposta a generale della Juventus, Beppa Marotta, commenta che Marotta? Lui è un «il livello della dialettica politica espressa da Pulvirenti impiegato della Juve, cos’altro si qualfica da sé», dall’altra il massimo dirigente poteva dire?» rossazzurro ribadisce di avere risposto ad uno «sfottò Edgar Cani, 23 anni, con il provocatorio» , minaccia di «raccontare tutto quello che presidente Pulvirenti è accaduto in Lega» , infine, ieri pomeriggio durante la presentazione del neo acquisto (a sorpresa) Edgard Cani, chiosa: «Come faccio a rispondere a Marotta? Cosa poteva dire di diverso da quello che ha detto? Marotta è un impiegato della Juve e Agnelli è il suo datore di lavoro. Magari non ha detto quel che pensa». In effetti ci sarebbe spazio per un’altra dichiarazione del presidente del Catania, dopo l’annuncio del suo deferimento. Ma fino a tarda ora il suo telefono è risultato irraggiungibile. Magari se ne parlerà in questa giornata, anche se proprio ieri, al Corriere dello Sport-Stadio, lo stesso Pulvirenti aveva dichiarato che un suo deferimento sarebbe stata, in un certo qual modo, la dimostrazione che in certe situazioni « esistono due pesi e due misure» . Cani - Polemiche a parte, ieri è stato il giorno dell’albanese Edgard Cani, il vice Bergessio acquistato da una delle squadre di Varsavia, ma con una discreta esperienza italiana: ha pure giocato in Serie A con la maglia del Palermo. Cani arriva in punta di piedi, dopo una discreta inattività in Polonia, essendo stato messo fuori rosa dalla sua ex dirigenza. Risolto unilateralmente il proprio rapporto professionale con il Varsavia, il giocatore, nel rispetto dei regolamenti internazionali, ha facoltà di tesserarsi autonomamente, ma non sarà disponibile per i prossimi 20-30 giorni (così spiega il Catania), ovvero fino a quando la Fifa non rilascerà d’ufficio il transfer internazionale: «Facciamo che non tutto il male viene per nuocere - sorride l’attaccante albanese di nascita, ma italiano d’adozione - questi 20-30 giorni mi verranno buoni per recuperare la condizione e integrarmi con il resto del gruppo. Sono molto contento di essere arrivato qui - ha proseguito - e il direttore Gasparin mi ha convinto in un lampo ad accettare questa soluzione: è una grande occasione e spero di poterla sfruttare. Come ruolo spiega - sono una prima punta, ma posso anche adattarmi secondo quelle che sono le esigenze del mister. Di certo c’è che in area sfrutto la mia fisicità, ma che devo essere più duro a difendere il pallone e fare salire la squadra. Gli allenatori che mi hanno insegnato di più? Colomba e De Biasi, che mi allena nella nazionale albanese. E’ una grande emozione difendere quei colori». © riproduzione riservata


HEYNCKES attacca il bayern «Sbagliati i tempi dell’annuncio di Guardiola» BERLINO (e.p.) - Allarme di Jupp Heynckes: il clamore mediatico sollevato dal prossimo arrivo di Guardiola sulla panchina del Bayern « rischia di interferire nel lavoro di tutti i giorni ». Il tecnico in carica fino a giugno ha criticato la società « che avrebbe fatto meglio ad annunciare l'accordo con Guardiola prima di Natale, durante la sosta invernale della Bundesliga». Heynckes teme che la squadra perda la concentrazione per puntare al successo in Bundesliga, Coppa di Germania e Champions. Solidale con Heynckes il ct della Germania, Joachim Loew: « Si parla troppo poco dei meriti di Heynckes in relazione ai progressi del Bayern. Negli ultimi anni Heynckes ha fatto moltissimo per il calcio tedesco».


COPPA DI LEGA E oggi Benitez tenta la rimonta Bradford in finale! LONDRA (g.m.) - L'ostilità generale con cui è costretto a convivere dal suo arrivo non gli ha tolto un briciolo di determinazione. Perché Rafa Benitez sa di giocarsi buona parte del suo futuro nei prossimi mesi. Per evitare che l'esperienza sulla panchina dei Blues non si trasformi in un clamoroso fallimento, il tecnico spagnolo sa di dover vincere almeno una coppa da qui a giugno. Perso il mondiale per club a dicembre, fuori dalla corsa al titolo, stasera il suo Chelsea è chiamato a ribaltare la pesante sconfitta (0-2) subita all'andata contro lo Swansea. La semifinale di Coppa di Lega potrebbe rialzare il morale di un gruppo a rischio depressione. Che da una parte è oppresso dal ricambio generazionale in corso e dall'altra mortificata dai modesti traguardi da inseguire. Ma Benitez si dice sicuro di disporre di una squadra ancora piena di ambizioni e motivazioni. « Sentiamo di potercela fare, non sarà facile perchè lo Swansea potrà aspettarci e ripartire in contropiede - l'analisi di Benitez - tocca a noi fare la partita, segnare e vincere. Abbiamo le qualità per ribaltare la sconfitta dell'andata». Contro la squadra di Michael Laudrup, una delle sorprese della stagione, non ci sarà ancora Terry. E resterà irrisolto fino all'ultimo il ballottaggio tra Torres e Demba Ba, già tre gol con la maglia del Chelsea: « Assieme non possono giocare, hanno caratteristiche troppo simili, piuttosto è un opzione per gli ultimi 15' se ce ne sarà bisogno».

BRADFORD IN FINALE - Il Bradford - squadra di quarta serie - è la prima finalista della Coppa di Lega, malgrado l’1-2 di ieri in casa dell’Aston Villa. I gol: 24’ pt Benteke (AV), 10’ st Hanson (B), 42’ st Weinmann (AV). l Coppa di Lega, semifinali - Aston Villa-Bradford 2-1 (andata 1-3). Oggi (ore 20.45) Swansea-Chelsea (and. 2-0) l Premier League (recupero) - Oggi (ore 20.45, Sky Sport 1, Calcio 1 e SuperCalcio) Arsenal-West Ham.


COPPA D’AFRICA Costa d’Avorio e Tunisia subito ok RUSTENBURG (ass) - Si chiude la prima giornata della fase a gironi della Coppa d'Africa con il gruppo D che propone in prima battuta l'appassionante sfida tra la Costa d'Avorio e il Togo, due formazioni infarcite di big: Drogba e Gervinho da una parte, Adebayor dall'altra. Le stelle del calcio internazionale fanno subito scintille, a pochi minuti dal fischio d'inizio infatti è Adebayor ad avere, e sprecare, la prima occasione da gol dopo una dormita clamorosa della difesa avversaria che lancia in campo aperto l'asso del Tottenham. Un errore clamoroso che il Togo paga a caro prezzo: pochi istanti dopo infatti Battute di misura Togo (decide un gol è Yaya Tourè a mettere in rete il gol del vantaggio. La partita è apertissima con le due di Gervinho, ma che compagini a sfidarsi a viso aperto, le occasioni si ripetono grazie anche a un manto errore Adebayor) e erboso finalmente degno di tale nome. A fine primo tempo è il Togo a sfruttare un calcio Algeria (bene d'angolo e a trovare la rete del pareggio firmata da Ayité. Nella ripresa gli Elefanti si Mesbah) buttano a capo fitto nella metà campo avversaria ma il ritmo di gioco basso non facilita l'estro di Drogba e compagni. Alla fine decide tutto un gran colpo di classe di Gervinho che spiazza il portiere Agassa e archivia la pratica. In serata va in scena invece il derby del Nord con Algeria e Tunisia a contendesi la prima vittoria del girone. Per le Aquile di Cartagine l'inizio è in salita, dopo pochi minuti esce infatti Jemaa, per un infortunio al ginocchio, in pratica il miglior terminale offensivo tunisino. Ne approfitta così l'Algeria che mostra un'ottima circolazione di palla grazie soprattutto al rossonero Mesbah che, oltre a dare sicurezza alle retrovie, spesso si lancia in profondità regalando palle insidiose ai compagni. Un primo tempo frizzante che regala molte occasioni da ambo le parti. Nella ripresa la musica non cambia, il match è combattutissimo l'Algeria reclama giustamente un rigore ma alla fine, all'overtime arriva la splendida palla all'incrocio dei pali di Msakni che regala una rocambolesca vittoria alla Tunisia. Oggi va di scena la seconda giornata del Gruppo A con i match Sudafrica-Angola e Marocco-Capo Verde. l I RISULTATI (1ª giornata) - GRUPPO D: Costa d'Avorio-Togo 2-1, Tunisia-Algeria 1-0 l IL PROGRAMMA DI OGGI (2ª giornata, diretta Eurosport): Sudafrica-Angola (ore 16), Marocco-Capo Verde (ore 19). Classifica: Angola, Capo Verde, Marocco, Sudafrica 1.


COPPA DI SPAGNA Valencia e Real ancora di fronte BARCELLONA (a.d.p.) - A tre giorni dalla dolorosa manita rifilata dal Real al Valencia, le due squadre si danno un nuovo appuntamento al «Mestalla», per il ritorno dei quarti di Coppa del Re. I padroni di casa, dopo il 2-0 del «Bernabéu», saranno costretti a tentare la complicata remontada senza il bomber Soldado, infortunato. Ormai tradizionali problemi nelle retrovie per Mou, che per l'ennesima volta ha dribblato la conferenza stampa della vigilia, sostituito da Khedira. Lo Special One ha escluso ancora dalla lista dei convocati Marcelo e Kaká. Chi passa se la vedrà con la vincente di Malaga-Barcellona. l Coppa del Re, ritorno quarti - OGGI: ore 19.30 Siviglia-Saragozza (andata 0-0); ore 21.30 Valencia-Real Madrid (0-2). DOMANI: ore 20 Betis Siviglia-Atetico Madrid (0-2); ore 22 Malaga-Barcellona (2-2)


COPPA DI FRANCIA Il PSG con il Tolosa scopre l’emergenza I sedicesimi di Coppa di Francia si sono aperti, ieri pomeriggio, con la vittoria corsara del Lorient sul Sedan, decisa dalla rete dell'ex romanista Ludovic Giuly. Rinviata a causa di una fuga di gas, invece, il match tra Rouen e Marsiglia. Oggi il grosso degli incontri, tra cui spicca la sfida tra Paris Saint Germain e Tolosa (ore 20.55). Nella conferenza stampa della vigilia, Ancelotti è stato costretto a un interminabile elenco degli assenti. « Alex, Thiago Silva, Bodmer e Camara sono infortunati. Thiago Motta e Ibra sono squalificati. La squadra, nonostante le defezioni, sarà competitiva». Tra gli ospiti non ci sarà l'acciaccato Jonathan Zebina. (a.d.p.) l Coppa di Francia, sedicesimi (gara unica) Sedan-Lorient 0-1, Epinal-Nantes 1-1, 4-3 rig., Mende-Le Havre 0-3, Vendée Fontenay-Troyes 0-5, Vertou-Evian 0-2, rinviata Rouen-Marsiglia.


UN CASO IN BUNDESLIGA Hannover, a Franca mancano 9 centimetri... BERLINO (e.p.) - Un errore o una truffa ? Al 21enne brasiliano Franca mancano nove centimetri di altezza. Era stato annunciato come un gigante di centrocampo da Jorg Schmadtke, d.s. dell'Hannover, che lo ha acquistato per 1,3 milioni dal Coritiba. « Con una corporatura di un metro e 90 per 88 chilogrammi, Franca ha i requisiti fisici per esprimere un gioco vigoroso», era stato l'identikit trasmesso da Schmadtke alla società. Invece, quando il giocatore è arrivato ad Hannover l'allenatore Mirko Slomka, alto 1,87, non ha potuto fare a meno di guardarlo dall'alto in basso. « Sono rimasto sorpreso, per cui l'abbiamo misurato registrando un'altezza di 1,81». Una doppia delusione perché, rapportati all'altezza reale del giocatore, 88 chili di peso sono un pò troppi. Il risultato? Franca è stato messo a dieta.


ABRAMOVICH VUOLE SPALLETTI Mourinho si candida per un clamoroso ritorno ma il Chelsea ha altri progetti: l’ex tecnico della Roma piace sempre di più... di Gabriele Marcotti

LONDRA - Mourinho starebbe preparando il terreno per un clamoroso ritorno a Stamford Bridge, secondo quanto riferisce un tabloid inglese. In realtà è un po' la solita storia: lo Special One che resta in contatto con i suoi ex-giocatori via sms. Con una differenza però: tra gli interlocutori del tecnico del Real Madrid vi sarebbe anche Roman Abramovich in persona. Anzi, Mourinho sarebbe addirittura una specie di consulente ufficioso del magnate russo. Ma in casa Chelsea frenano non poco. Sottolineando che è abitudine dello Special One tenere i contatti con i suoi ex-giocatori ed ex-presidenti (vedi l'Inter post-Triplete). E, anche se Abramovich ci tiene ad avere buoni rapporti con tutti, è vero che non più di anno fa al patron del Chelsea non era piaciuto il comportamento di Mourinho. Lo Special One infatti aveva chiesto un «pour parler» ad Abramovich (era in odore di rinnovo con il Real Madrid, quindi avere altre piste non guastava). Invece ha rimediato solo un colloquio telefonico con Marina Granovskaya, factotum fidatissima di Abramovich, ma ovviamente non la stessa cosa. Ma l'aspetto che non è andato giù ad Abramovich era il fatto che la notizia sarebbe poi finita sui giornali, con la Granovskaya descritta come semplice «segretaria» e Mourinho che avrebbe avvertito una « mancanza di rispetto» nei suoi confronti.

Luciano Spalletti, 53 anni, allena lo Zenit di San Pietroburgo dal 2009. Ha vinto due campionati di Russia, una Coppa di Russia e una Supercoppa

REBUS PANCHINA - Resta da risolvere comunque il rebus-panchina a Stamford Bridge dopo la scelta bavarese di Pep Guardiola (obiettivo numero uno di Abramovich). Benitez, allenatore con contratto fino a fine stagione, farebbe carte false per restare anche se inviso ad una parte della tifoseria per il passato a Liverpool. Per avere la conferma - dicono - Benitez dovrebbe compiere un mezzo miracolo, cioè trasformare Fernando Torres (altro pallino di Abramovich) in quel giocatore che tutti hanno ammirato ai tempi di Anfield e, al tempo stesso, accorciare il divario dei Blues nei confronti delle due squadre di Manchester. Ipotesi assai improbabile, forse più la prima che la seconda. E allora? Dalla corte di Abramovich - formata da consulenti, leccapiedi e amici degli amici - trapelano notizie contrastanti, come sempre. Piace Jurgen Klopp, del Borussia Dortmund, piace David Moyes dell'Everton, nelle ultime ore cresce anche la candidatura di Luciano Spalletti, attualmente in Russia allo Zenit. Spalletti, del resto, era stato sondato prima di prendere Ancelotti qualche anno fa. In Russia ha vinto due campionati, quest'anno le cose vanno decisamente meno bene, ma il valore del tecnico non si discute. Però assicurano - sono solo ipotesi. I giochi si faranno un po' più avanti. E comunque, come ha sempre fatto, è facile che Abramovich cambi idea più volte. © riproduzione riservata


CITTA’ DIFFAMATA DA UN GIORNALE SVIZZERO Bari-Sion, caso internazionale

Il sindaco Emiliano: «Chiederemo i danni». Accuse anche a Gattuso di Antonio Guido

BARI - Il sindaco Emiliano non ci sta. Le deliranti accuse su Bari «città di mafia, dove non si rubano solo le partite, ma pure le auto» apparse sul quotidiano svizzero on line Blick.ch a firma dell'inviato Sandro Inguscio, dopo l'amichevole di sabato scorso contro il Sion giocata al quartiere San Pio, «famoso per le rapine», e poi le allusioni alla criminalità «di casa da quelle parti», con la ndrangheta di cui Bari sarebbe il «porto naturale» hanno fatto saltare dalla sedia il primo cittadino.

ANCHE GATTUSO - «La mamma dei cretini è sempre incinta - scrive Michele Emiliano sulla bacheca di Facebook - anche in Svizzera. Convocherò in Comune il console per consegnargli una mia lettera di protesta da dare all'ambasciatore svizzero in Italia. Affiderò ai nostri legali il compito di denunciare per diffamazione il giornalista e la testata». Gravi le dichiarazioni post gara di Gattuso: «Ci stanno prendendo in giro, conosco questo tipo di gente».

ARRIVA L’ASCOLI - Dal Sion all’Ascoli. Solo 6 volte il Bari ha tenuto la porta chiusa finora. Ceppitelli, Dos Santos e Polenta presi d'infilata. «Come tutti i giocatori più o meno strutturati - si difende Ceppitelli - la rapidità non può essere la nostra principale prerogativa, ma stiamo lavorando per migliorarci». Il Bari ha pagato dazio più dello scorso torneo pur avendo gli stessi difensori. «Il gioco è molto più propositivo e lasciamo spazio agli altri. Durante la sosta abbiamo alternato la difesa a 4 e quella a 3». L'Ascoli sconfitto in casa anche con un gol di Ceppitelli all’andata: «Speriamo di ripeterci. Non possiamo più sbagliare». Riflettori puntati su Tallo forte nel gioco aereo. «E’ agile e rapido nei movimenti. Ha fisicità e può farci comodo». © riproduzione riservata


CROTONE: DEL PRETE BROSCO A GROSSETO Duncan è del Livorno. Bianchetti va al Verona. Colombo firma per il Novara De Pinna per Di Francesco. Il Bari su Catalano. Cesena: Del Piero e Dallamano di Tullio Calzone

ROMA - E’ il giorno di Alfred Duncan (20 dall’Inter al Livorno. Annunciata da giorni, la trattativa è andata in porto proprio quando sembrava sul punto di sfumare. Dal club di Moratti si muove anche Matteo Bianchetti (19) che vestirà, invece, la maglia del Verona. Un rinforzo di prospettiva anche per il Sassuolo capolista: ieri la società emiliana ha rilevato dall’Aprilia il cartellino del promettente attaccante Alberto Gomes De Pinna (20), nazionale Under 20 del Portogallo. Si rinforza in difesa il Crotone di Massimo Drago proprio alla vigilia del delicato anticipo con la capolista Sassuolo: ingaggiato l’esperto difensore del Novara Lorenzo Del Prete (27). Contestualmente i piemontesi hanno tesseratoo Riccardo Colombo (30). Non si ferma il mercato del Cesena. In dirittura d’arrivo l’intesa con l’Inter per il giovane brasiliano Yago Del Piero (18), acquistato questa estate dal club del presidente Moratti. Da ieri si allena agli ordini di Bisoli anche l'ex bresciano Simone Dallamano (30). I romagnoli sono in pressing con il Novara anche su Alessandro Crescenzi (22). Mentre la trattativa per Guillermo Giacomazzi (35) sembrerebbe in stand by dopo il clamoroso esonero di Franco Lerda a Lecce. Per Lucas Chiaretti (25) diverse le possibilità di una sistemazione a Grosseto, nonostante l’arrivo di Federico Piovaccari (28) che potrebbe agevolare la cessione di Ferdinando Sforzini (27) allo Spezia oppure al Verona, ma c’è anche il Catania. I maremmani stanno valutando pure Danilo Soddimo (25) su cui è in pressing da qualche giorno la Nocerina. Menichini potrebbe avere l'attaccante Souleymane Doukara (22) del Catania (seguito pure dal Crotone) e il difensore Riccardo Brosco (22) della Ternana. A centrocampo invece si pensa a Stefano Morrone (35) o a Nico Pulzetti (28) del Bologna. In uscita la punta marocchina Abderrazak Jadid (30) seguito dal Novara. Un colpo in arrivo per la Juve Stabia: si tratta dell'attaccante Simone Verdi (21) del Torino. Valutato anche Gastón Brugman (20). Il Bari ha messo gli occhi sul gioiellino della Vigor Lamezia, Giovanbattista Catalano (19). In dirittura d'arrivo alla Reggina l’attaccante Andrea Arrighini (24).

RINFORZO Il difensore della Ternana Riccardo Brosco 22 anni Il cartellino è di proprietà del pescara che potrebbe girarlo al Grosseto

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RECUPERO 21ª GIORNATA Oduamadi gol Castori piega Calori in rimonta Varese-Brescia 3-2 VARESE (4-4-2): Bressan 6; Pucino 5 (26' st Martinetti 7), Troest 6,5, Rea 6,5, Grillo 5; Zecchin 6, Corti 7, Kone 6 (32' st Scapuzzi 6,5), Lazaar 6 (1' st Oduamadi 7); Ebagua 6, Neto Pereira 7. A disp.: Bastianoni, Fiamozzi, Kink, Filipe Gomes. All.: Castori 7. Falli commessi: 12. Fuorigioco fatti: 0. BRESCIA (4-3-1-2): Arcari 5; Zambelli 6,5, Salamon 6, De Maio 5, Daprelà 6; Lasik 6, Budel 6,5, Bouy 5,5; Saba 6,5 (45' pt Caldirola 5,5); Corvia 6,5 (36' st FATALE L’UOMO IN MENO Il di Martinetti che ha Picci sv), Mitrovic 6,5 (17' st Caracciolo 5). A disp.: Cragno, Benali, Rossi, gol preceduto quello di Oduamadi: Sodinha. All. Calori 6,5. Brescia ko con l’uomo in meno Falli commessi: 23. Fuorigioco fatti: 1. ARBITRO: Irrati di Pistoia 6. Guardalinee: Chiocchi-Di Iorio. IV: Pairetto. MARCATORI: 1' pt Corvia (B), 15' pt Troest (V), 25' pt Mitrovic (B), 40' st Martinetti (V), 42' st Oduamadi (V). ESPULSI: 43' pt De Maio (B) per doppia ammonizione. AMMONITI: 9' pt Troest (V), 22' pt Saba (B), 32' pt Rea (V), 34' pt Mitrovic (B), 39' pt De Maio (B), 20' st Ebagua (V), 29' st Budel (B), 37' st Bouy (B), per gioco scorretto; 12' st Corti (V) per proteste. NOTE - Spettatori 3.500 circa (676 pag., 2.599 abb.); incasso totale: 20.768 €. Angoli: 5-1. Rec.: pt 2', st 5'. di Giampaolo Mentasti VARESE - Secondo recupero e secondo successo dei biancorossi (stavolta 3-2 sul Brescia), che si confermano al 4º posto, a - 7 dal Verona. Una vittoria rocambolesca, maturata negli utimi minuti. Con gli ospiti in vantaggio 21 (ma in dieci), il Varese ha la forza di ribaltare il risultato con Martinetti al 40' e Oduamadi al 42'. Bastano 37 secondi, invece, al Brescia per passare. Budel serve in profondità Mitrovic che si destreggia sulla fascia sinistra e crossa per Corvia che al volo di sinistro fulmina Bressan. Reagisce il Varese e pareggia al 15'. Punizione di Zecchin dalla sinistra e stacco di testa di Troest che sorprende Arcari. Ospiti di nuovo avanti al 25'. Punizione di Saba da destra, Mitrovic mette in rete di testa. Il Varese sfiora il pari con Zecchin al 27'. Brescia deciso ma al 43' De Maio incorre nelle ire dell'arbitro che lo espelle per doppia ammonizione, dopo un fallo su Neto. Calori inserisce Caldirola per Saba. Nella ripresa il Varese cerca di sfruttare la superiorità numerica. Al 40' solita punizione di Zecchin e colpo di testa vincente di Martinetti. Due minuti dopo azione personale di Oduamadi, gran tiro dal limite - deviato da Budel - e gol vittoria.


MONTERVINO FUORI SEI GARE! Pesante squalifica per il centrocampista della Salernitana dopo l’esultanza di Aversa. La società annuncia ricorso di Franco Esposito

SALERNO - Costa carissima a Montervino l'esultanza dinanzi al settore della tifoseria avversaria dopo il gol segnato domenica ad Aversa. Il capitano della Salernitana, espulso per somma di ammonizioni, è stato, infatti, squalificato per sei turni del giudice sportivo in quanto, in occasione del gol decisivo, «rivolgeva, con volgare gestualità, frasi ingiuriose verso i tifosi sputando più volte verso gli stessi. Tale comportamento provocava la reazione dei tifosi locali e l'ulteriore reazione dei tifosi ospiti con conseguenti incidenti». Per il giudice si è trattato di un comportamento «deprecabile e di particolare gravità». La Salernitana ha preannunciato reclamo. «Attendiamo di poter accedere agli atti - afferma il legale del club, Gianmichele Gentile - e valuteremo i nostri filmati». Per il comportamento dei suoi tifosi alla Salernitana è stata inflitta anche un'ammenda di 15 mila euro. Ammenda di 2.500 euro per l'Aversa Normanna. MONTERVINO - Il calciatore ha appreso la notizia mentre si stava allenando con i compagni a Eboli. Fonti vicine all'ex capitano del Napoli hanno riferito della sua profonda amarezza ma anche della grande serenità del giocatore, convinto di poter dimostrare la sua innocenza grazie alla tv. «Stanno infangando la mia carriera», avrebbe detto Montervino. La Salernitana chiederà la riduzione di squalifica e ammenda. Francesco Montervino 34 anni capitano della Salernitana E’ stato squalificato per 6 turni dal giudice sportivo in seguito all’esultanza dopo il gol all’Aversa (Mosca)

SUSINI E DAMIANI - «Per la società - afferma il responsabile dell'area tecnica, Susini - è una decisione assurda se analizziamo ciò che è successo in campo. Faccio notare, poi, che ai lati della zona in cui Montervino ha esultato non c'era nessuno che potesse sentire parole o vedere sputi. Inoltre gli incidenti non sono da mettere in relazione con l'esultanza del calciatore». Sulla vicenda interviene anche Damiano Tommasi (Aic): «Bisogna riflettere per capire dove cominciano e dove finiscono le responsabilità di Montervino». Che potrà tornare in campo il 17 marzo per Salernitana-Pontedera. Squalifica per un turno anche a Rinaldi, espulso per somma di ammonizioni. © riproduzione riservata


IL NUOVO TECNICO Toma: Lecce sei già da B Non falliremo di Elio Donno

LECCE - Presentato dall'ad Antonio Tesoro, il nuovo allenatore del Lecce, Antonio Toma, 50 anni, salentino doc (è nato a Maglie) ha di fatto preso possesso della panchina giallorossa, per nulla emozionato, ma determinato e sicuro di sé. Tesoro ha chiarito che conosce e apprezza Toma da quando tentò di portarlo alla Pro Patria e ha reso l'onore delle armi a Lerda: «Una decisione sofferta - ha detto - che però abbiamo dovuto prendere dopo la sconfitta di San Marino, per il protrarsi di uno stato di cose non tutte addebitabili all'allenatore». Toma, dal canto suo, non ha usato mezzi termini: «Il Lecce - ha detto - dispone di uno squadrone e potrebbe ben figurare anche in B. Si può giocare attaccando, con una squadra corta, tutelando il proprio portiere». Il suo modulo prevede un 4-2-4 o meglio un 4-4-2 con gli esterni alti. «Lavorerò per correggere gli errori, chiederò ai giocatori applicazione massima in tutte le fasi di gioco». Programmati due allenamenti al giorno, alternando lavagna e tecnica. «Dobbiamo attuare il nostro gioco - dice - per cui non visioneremo i filmati degli avversari. Bisogna avere una propria fisionomia». Non avrà segreti: «Io lavoro alla luce del sole. Le porte dello stadio saranno aperte anche nella rifinitura». Fa affidamento su Giacomazzi, spera di rivedere lo Jeda di inizio stagione, punta su Chevanton, vede Bogliacino attaccante e punta su tutti. Poche parole, ma taglienti, con una confessione: «Per me Lecce è un punto di partenza, vincerà e farà divertire». SORRENTO Via Bucaro: è corsa a tre: Ferraro, Papagni o D’Adderio SORRENTO - Ieri sera la dirigenza ha ufficializzato l'esonero di Giovanni Bucaro e rinviato ad oggi l'annuncio del nuovo allenatore. Curioso cambio di panchina a tappe in casa rossonera con una rosa di tre candidati alla successione: Giovanni Ferraro, Aldo Papagni, Fulvio D'Adderio. Sono i nomi sui quali, ieri, i vertici dirigenziali si sono confrontati durante un lungo summit a Roma tra il presidente Ronzi, l'ad D'Angelo e il dg Scala, senza arrivare a una scelta. Il summit dirigenziale è stato riconvocato oggi a Sorrento con la presenza dell'altro co-presidente Durante e un dibatitto ad oltranza fino alla scelta.


QUADRANGOLARE Pioggia di gol in finale le Under di 1ª Divisione S i è conclusa ieri la 1ª giornata di gare della 33ª edizione del Quadrangolare di Lega Pro, allo Stadio «S. Cabassi» di Carpi. Ad aprire il Torneo, alle ore 10.30, l'Under 21 di 1ª Divisione Girone A contro l'Under 21 2ª Divisione. E’ finita 2-2 e 8-7 ai rigori. L'Under 21 1ª Divisione A si è guadagnata la finalissima per il 1º e 2º posto di domani allo Stadio «Città del Tricolore» di Reggio Emilia. Alle 14.30 l'Under 21 Prima B contro l'Under 21 Seconda B. Primo tempo equilibrato, poi l'Under 21 Prima B ha segnato 4 reti. Ora le finali: le due squadre di Prima Divisione si sfideranno per il 1º e il 2º posto alle ore 14.30, mentre le squadre di Seconda Divisione per il 3º e 4º posto alle ore 10.30. Tutte le squadre sono scese in campo indossando una t-shirt con lo slogan «Per non dimenticare», in ricordo del tragico terremoto che lo scorso maggio ha colpito l'Emilia. U21 1ª Div/B-U21 2ª Div/B 4-0 1ª DIVISIONE GIRONE B (4-3-3): Pinti, Kostadinovic (10' st Scrugli), Amelio, Cozzolino, Minelli (6' st Sbraga), Alison (10' st Pagliaroli) Benedetti (6' st Buonaiuto), Semeraro, Cicerelli, Amedoro (1' st Gemignani), Scognamiglio (1' st Mancuso). A disp: Pergamena. 2ª DIVISIONE GIRONE B (4-3-3): Parisi, Dispoto (10' st De Fabritiis), Silvestri, Gonnelli, Fatticcioni (1' st Tundo), Catalano (6' st Sorrentino), Rossi, Colantoni (6' st Miniati), Fabbri (1' st Santini), Di Properzio (10' st Signorelli), Marcotullio. A dis.: Piacenti. All.: Bertotto ARBITRO: Chiffi di Padova (D'Apice-Defina) MARCATORI: 6' st Benedetti 1/B, 16' st Cicerelli 1/B, 36' st Pagliaroli 1/B, 45' st Buonaiuto 1/B NOTE: Carpi (MO), Stadio "S. Cabassi", presenti sugli spalti 400 spettatori circa U21 1ª Div/A-U21 2ª Div/A 8-7 dcr 1ª DIVISIONE A (4-3-3): Gebrewahid, Pirovano, Fusar Bassini, Ondei, Rondelli (21' st Garofalo), Redaelli (12' st Manuguerra), Ferrara (8' st Peli), Nardiello, Malcore (1' st Mascolo), Marino (15' st Bovi), Candido. A disp.: Amadori, Chesi. 2ª DIVISIONE A (4-3-3): David, Gambaretti, Morotti, Barone (32' st Balzaretti), Vesi (32' st Giorgi), Mangili (6' st Caddeo), Traviglia (1' st Giorno), Ulizio, Pieri, Aracri (12' st Giunta), D'Apollonia (30' Maio). A disp.: Festa. All.: Bertotto ARBITRO: Benassi di Bologna (Bonafede-Colì) MARCATORI: 8' pt Ferrara 1/A, 25' st Giorno 2/A, 28' st Peli 1/A, 42' st Pieri SEQUENZA RIGORI: Candido 1/A SI, Giorno 2/A SI, Bovi 1/A NO, Morotti 2/A NO, Mascolo 1/A SI, Ulizio 2/A SI, Nardiello 1/A SI, Maio 2/A SI, Ondei 1/A SI, Giunta 2/A SI, Manuguerra 1/A SI, Pieri 2/A SI, Peli 1/A SI, Caddeo 2/A N


GIUDICE SPORTIVO Stop a Russotto (Catanzaro), 4 giornate a Sembroni (Aprilia) FIRENZE - Questi i provvedimenti disciplinari adottati dal Giudice sportivo di Lega Pro. l PRIMA DIVISIONE: squalifica di 3 giornate a Sorbo (Viareggio), squalifica di 2 giornate a Russotto (Catanzaro), Tomas (Viareggio), Lebran (Perugia), Kyeremateng (Treviso). Squalifica per una giornata a Lamorte (Viareggio), Beccia (Treviso), Giuliatto (Nocerina), Gatto (Pisa), Palermo (Gubbio), Russo (Entella), Castaldo (Avellino), Romeo (Barletta), Cortesi (Carpi), Papasidero (Catanzaro), Ulloa (Catanzaro), Pizza (Viareggio), Gerbo (Latina), Giorico (Lumezzane), Fernandez (Paganese), Tozzi Borsoi (Perugia), Martinelli (Portogruaro).Allenatori - Squalifica di 2 giornate a Scienza (Cremonese), per una giornata a Cozza (Catanzaro), Roselli (Pavia), Dicara (Perugia). Dirigenti - Inibiti sino al 5 febbraio Zocchi (Cremonese), Sperduti (Latina). Inibizione sino al 29 gennaio a Pitino (Nocerina). Ammende - Prato 2.500 €; Carrarese 2 mila €; Andria e Barletta 1.500 €; Paganese 500 €, Latina 300 €. l SECONDA DIVISIONE - Squalifica di 6 giornate a Montervino (Salernitana); squalifica di 4 giornate a Sembroni (Aprilia); squalifica per una giornata a Notari (Castiglione), Sirri (Giacomense), Vittori (Rimini), Avagliano (Aversa), Stevanin (Bassano), Pandiani (Giacomense), Minadeo e Petrassi (Campobasso), Rinaldi (Salernitana), Fricano (Aversa), Carcione (L'Aquila), Taddei (Venezia), Emiliano (Valle D'Aosta), Petti (Fano), Calderini (Aprilia), Aprea (Arzanese), Bruccini (Pro Patria), Scalzone (Aversa), El Kamch (Casale), Nocciolini (Gavorrano), Lazzari (Giacomense), Pomante (L'Aquila), Di Dio (Martina), Cuomo e Dermaku (Melfi), Vita (Monza), Righini (Teramo), Margarita (Venezia). Allenatori - Squalifica per una gara a Rossi (Giacomense). Dirigenti - Inibito sino al 29 a Ciarlone (Fondi). Ammende - Salernitana 15 mila €, Aversa 2.500 €. CATANZARO Contratti fittizi: sequestrati atti lodi arbitrali in Lega CATANZARO - «La Lega Pro collabora con l'autorità inquirente precisando che, a fronte di qualsiasi ipotesi di reato, adotterà le iniziative necessarie a tutela delle sue società». È quanto si legge in una nota della Lega Pro circa il sequestro degli atti dei lodi arbitrali degli ex calciatori dell'Fc Catanzaro. «Dopo aver sottoposto a sequestro le somme del Catanzaro Calcio 2011 per il pagamento dei lodi, il Pm Guarascio ha disposto il sequestro dei ricorsi al Collegio Arbitrale dei calciatori indagati al fine di evitare la possibilità che i contratti vengano azionati. L'intervento della Procura mira a neutralizzare le conseguenze di illeciti penali contestati precludendo ai calciatori indagati di ottenere l'adempimento di obbligazioni derivanti da contratti che la Procura ipotizza fraudolenti».


FUTSAL - SECONDA GIORNATA DI RITORNO IN SERIE A

L’Asti vince e allunga sulla Lazio: +6 Montesilvano e Genzano scavalcano la Luparense al quarto posto. Ok Pescara, nessun gol tra Kaos e Marca Seconda giornata di ritorno: l’Asti vince 4-2 sul campo della Luparense, 15º risultato utile consecutivo + 6 sulla Lazio, fermata dall’Acqua & Sapone. Finisce 0-0 tra Kaos e Marca; Montesilvano (2-1 a Verona) e Cogianco Genzano (3-2 in extremis al Napoli) quarte, vittorie anche per Pescara e Rieti. Acqua&Sapone-Lazio 3-3 ACQUA&SAPONE: Zaramello, Chaguinha, Giansante, Ficili, Silveira, Hector, Zanchetta, Caetano, Delpizzo, Murilo Ferreira, Di Matteo, Montefalcone. All. Bellarte. LAZIO: Patrizi, PC, Salas, Bacaro, Marchetti, Tostao, Ippoliti, Dimas, Pica Pau, Foglia, Parrel, Basile. All. D’Orto. ARBITRI: Delpiano (Cagliari), Giada (Mestre). CRONO: Messina (Vasto). MARCATORI: pt 3’11’’ Bacaro (L), 9’57’’ Zanchetta (A), 18’15’’ Salas (L); st 3'37’’ Murilo Ferreira (A), 16’47’’ Delpizzo (A), 17’21’’ Bacaro (L).

Il primo gol di Bacaro (Lazio) all’Acqua & Sapone (Di Loreto/Divisione Calcio a 5)

Genzano-Napoli 3-2 COGIANCO GENZANO: Diogo, Grana, Giasson, Romano, Rescia, Mauricio, De Bella, Mentasti, Crema, Paulinho, Saul, Miarelli. All. Musti. NAPOLI: Garcia Pereira, Guerra, Frosolone, Bellico, Campano, Emer, Melise, Sartori, Pizetta, Bico, D’Avalos, Ranieri. All. Tarantino. ARBITRI: Tupone (Lanciano), Barbera (Cosenza). CRONO: Di Stefano (Albano Laziale). MARCATORI: pt 10’25’’ Saul (C); st 7’39’’ Sartori (N), 17’17’’ Mauricio (C), 19’51’’ Sartori (N), 19’54’’ Mauricio (C). Kaos-Marca 0-0 KAOS FUTSAL: Laion, Zannoni, Fadiga, André Ferreira, Tuli, Titon, Jeffe, Petriglieri, Scandolara, Kakà, Vinicius, Sapia. All. Capurso. MARCA FUTSAL: Miraglia, Ercolessi, Borja, Caverzan, Follador, Di Guida, Behluli, Bebetinho, Bertoni, Bello, Kuromoto. All. Fernandez. ARBITRI: Casale (Firenze), Ciciarello (Catanzaro). CRONO: Zanna (Ferrara) Luparense-Asti 2-4 ALTER EGO LUPARENSE: Cavicchio, Bertollo, Pedotti, Rigoni, Honorio, Merlim, Canal, Rogerio, Buonanno, Caputo, Saiotti, Putano. All. Colini. ASTI: Kiko, Lima, Garbin, Celentano, Cavinato, Corsini, Vampeta, Fortino, Patias, Garcias, Cannella, Casassa. All. Tabbia. ARBITRI: Frasconi (Olbia), Daidone (Trapani), De Coppi (Conegliano). MARCATORI: pt 8’30’’ Rogerio (L), 18’30’’ Lima (A); st 4’59’’ Cavinato (A), 12’53’’ aut. Lima (L), 14’57’’ Corsini (A), 19’45’’ Lima (A). Pescara-Venezia 5-1 PESCARA: Jukic, Ghiotti, Leggiero, De Luca, Canabarro, Schurtz, Fornari, Bruno, Sampaio, Dambrosio, Marcone, Fabiano. All. Patriarca. FRANCO GOMME VENEZIA: Dal Cin, Belsito, Daga, Zanatta, Biancato, Dan, Penzo, Bruno Rossa, Almir Rossa, Pasqualetto. All. Pagana. ARBITRI: Calaprice (Bari), Di Gregorio (Enna) CRONO: Rafaeli (Jesi). MARCATORI: pt 7’16’’ Schurtz (P), 17'52’’ Canabarro (P); 4’29’’ Fornari (P), 10’34’’ B.Rossa (V), 11’16’’ Bruno (P), 12’26’’ Canabarro (P). Putignano-Real Rieti 1-8 SPORT FIVE PUTIGNANO: Pagliarulo, Mirizzi, Lattarulo, Fanizzi, Pace, Giannandrea, Sportelli, Detomaso, Manghisi, Gigante, Lucas, L’Abbate. All. S. Giannandrea. REAL RIETI: Dell’Oso, Menini, Forte, Serilli, Caloisi, Gallinica, Fred, Abati, Marcelinho, Giustozzi, De Nichile, Mocellin. All. Ranieri. ARBITRI: Donati (Foligno), De Poli (Mestre). CRONO: Nitti (Barletta). MARCATORI: pt 7’17’’ Menini (R), 7’29’’ Lucas (P), 9’44’’ Mocellin (R), 18’06’’ Giustozzi (R); st 1’04’’ Forte (R), 2’50’’ Mocellin (R), 12’56’’ De Nichile (R), 16’06’’ Caloisi (R), 19’40’’ Giustozzi (R). Verona-Montesilvano 1-2 AGSM VERONA: Forgiarini, Martin, Cecchini, Sachet, Tres, Resner, Anzolin, Peruzzi, Fedele, Rotondo, Campagnaro, Fontaniello. All. Langè. MONTESILVANO: Mammarella, Fragassi, Burato, Tosta, Calderolli, Junior, Velazquez, Bocao, Cuzzolino, Fantecele, Di Pietro, Scordella. All. Ricci. ARBITRI: Muccardo (Roma 1), Vocca (Battipaglia). CRONO: Salvalaggio (Castelfranco Veneto). MARCATORI: pt 11’16’’ Burato (M); st 1’11’’ Calderolli (M), 17’58’’ Tres (V). ESPULSI: 6’55’’ st Tosta (M).


TRA LA A2 E LA SERIE A DONNE Martina Franca e Real Statte, la Puglia che vince di Antonio Galluccio

La Puglia che vince. LC Poker X Martina Franca prima nel girone B della Serie A2 maschile e Real Statte sul podio più alto nel girone C della Serie A Femminile. Le squadre dei due centri in provincia di Taranto rincorrono obiettivi prestigiosi. MARTINA FRANCA - Oggi, a Roma, presso la sede della Divisione Calcio a Cinque, c'è il sorteggio per gli abbinamenti dei quarti di finale nella Final Eight della Coppa Italia di Serie A2 che si svolgerà, dal 15 al 17 febbraio, proprio a Martina Franca, tra le mura del PalaWojtyla. « Aver scelto la nostra città per un evento così importante è motivo di grande soddisfazione. Mai, infatti, Martina Franca ha ospitato la Final Eight della Coppa Italia di Serie A2. Qui da noi non si parla d'altro. C'è attesa ed entusiasmo tra le istituzioni, gli addetti ai lavori, gli appassionati » spiega Cosimo Scatigna, presidente della LC Poker X Martina Franca che, con la figlia Veronica, direttore generale della società biancazzurra, sarà presente questo pomeriggio nella capitale. « Otto squadre di pari livello, Cagliari, New Team, Vicenza, Reggiana, LC Poker X Martina Franca, Napoli Futsal Santa Maria, Augusta e Futsal Potenza: si parte da una situazione di equilibrio e quindi ognuna può trionfare. Siamo in casa, abbiamo il sostegno del pubblico, dunque cercheremo di vincere il trofeo per arricchire una bacheca con tre promozioni dalla Serie C2 alla Serie B, una Coppa Italia regionale e nazionale di Serie C1, una Coppa Italia di Serie B nonchè una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana under 21. Nel girone B di Serie A2 sono cinque i punti di vantaggio sul Napoli Futsal Santa Maria ovvero l'unica squadra contro cui abbiamo pareggiato e che affronteremo il 2 febbraio a Scafati. Per il resto abbiamo sempre vinto. Sabato ospitiamo il Cus Chieti che sta facendo bene. Ancora una volta servirà il massimo impegno» commenta Scatigna. REAL STATTE - Sei lunghezze sulle più immediate inseguitrici. Vola il Real Statte del tecnico Antonio Marzella con il successo casalingo di domenica scorsa nella supersfida contro l'Ita Salandra: doppiette di Nicoletti e Moroni, gol di Bianco e Dalla Villa, nella categoria la formazione rossoblù è l'unica a punteggio pieno con quattordici vittorie consecutive, il miglior attacco e la miglior difesa. « Rispetto allo scorso campionato - dice Marzella - la differenza è nella concentrazione: finora non abbiamo avuto cali. In settimana lavoriamo anche sotto il profilo psicologico affinchè la squadra renda al meglio». Nel prossimo turno c'è la trasferta contro il Cus Palermo. « Formazione ben organizzata, che applica un'ottima difesa a zona, contro cui è difficile capitalizzare quanto si produce. Con lo spirito che ha contraddistinto il nostro cammino speriamo di allungare la serie vincente proseguendo lungo la scia dei tre scudetti, delle tre Coppe Italia e delle quattro Supercoppe Italiane che abbiamo conquistato in questi anni » conclude Marzella.


CLASSIFICA E PROSSIMO TURNO

l Classifica: Asti 39 punti; Lazio 33; Acqua & Sapone 27; Montesilvano e Genzano 26; Luparense e Marca 25; Pescara 24; Rieti e Kaos Bologna 20; Napoli 19; Verona 7; Venezia 6; Putignano 0. l Prossimo turno (sabato): Asti-Pescara, Kaos Bologna-Genzano, Lazio-Luparense, Marca-Acqua & Sapone, Montesilvano-Rieti, Napoli-Putignano, Venezia-Verona. l Marcatori: 16 reti: Lima (Asti); 14 reti: Cavinato (Asti), KakĂ  (Kaos); 13 reti: Rogerio (Luparense); 12 reti: Patias (Asti), Saul (Genzano); 11 reti: Bacaro e Salas (Lazio), Canal (Luparense), Nicolodi (Pescara).


MARCATORI Spampatti vola a quota 18 reti Salandra a 17 Tarallo sale a 16 ROMA - I principali marcatori di D. GIRONE A 14 reti: Di Paola (Santhia, 5 rig.) 13 reti: Guidetti (Borgosesia, 1 rig.); Diagnè (Bra) 11 reti: Franca (Lavagnese, 2 rig.) 10 reti: Tettamanti (Borgosesia, 4 rig.) 9 reti: Vanni (Bogliasco, 1 rig.); Rossi (Santhia, 1 rig.) GIRONE B 18 reti: Spampatti (Alzano Cene, 2 rig.) 17 reti: Salandra (Pontisola, 1 rig.) 14 reti: Castagna (Lecco, 5 rig.) 11 reti: Moreo (Caronnese); Amodeo (Perretiettese, 5 rig.); Aquaro (Trento, 1 rig.) GIRONE C 13 reti: Gherardi (Delta Porto Tolle, 1 rig.); Sessolo (Pordenone, 6 rig.) 12 reti: Zubin (Pordenone, 2 rig.) 11 reti: Belleri (Real Vicenza, 4 rig.); Della Bianca (Tamai, 2 rig.) GIRONE D 13 reti: Tosi Fe. (Camaiore, 5 rig.); Gucci (Pistoiese); Piccolo (Pro Piacenza); De Vecchis (V. Castelfranco, 3 rig.) 12 reti: Taddeucci (Massese) 10 reti: Bazzani (Mezzolara, 1 rig.) 9 reti: Villa (Mezzolara, 1 rig.) 8 reti: Piacentini (Fortis Juventus, 2 rig.); Arseno (Mezzolara); Falchini (Tuttocuoio) GIRONE E 15 reti: Porricelli (Deruta, 7 rig.) 10 reti: Vegnaduzzo (Viterbese, 4 rig.) 9 reti: Invernizzi (Bastia); Marri (Casacastalda, 2 rig.); Mussi (Fiesolecaldine, 2 rig.); Mancini (Trestina, 1 rig.) 8 reti: Tomassini (Casacastalda) GIRONE F 15 reti: Bartolini (Termoli, 3 rig.) 13 reti: Melchiorri (Maceratese); Tajarol (San Cesareo) 12 reti: Stefanelli (Jesina, 2 rig.); Shiba (Sambenedettese) 11 reti: Di Iorio (Astrea, 3 rig.); Sivilla (Ol. Agnonese) 10 reti: Pedalino (Amiternina); Napolano, Pazzi (Sambenedettese, 2 rig.) GIRONE G 16 reti: Tarallo (Sarnese, 4 rig.) 12 reti: Meloni (Torres, 1 rig.) 11 reti: Cappai (Arzachena, 2 rig.); Borrotzu (Budoni, 1 rig.); Palumbo (Casertana); Morbidelli (S.Basilio P.) 10 reti: Amassoka (Anziolavinio, 2 rig.); Branicki (Sora, 3 rig.) 9 reti: Alfonsi (1 rig.), Macciocca (Ostia Mare, 1 rig.); Sanna (Selargius) GIRONE H 12 reti: Sorrentino (Battipagliese, 2 rig.) 11 reti: Di Rito (Bisceglie, 2 rig.) 10 reti: Moscelli (Bisceglie, 2 rig.); Giglio (Foggia, 1 rig.); Cunzi (Ischia, 3 rig.); Letizia (Puteolana, 4 rig.) 8 reti: Albano (Brindisi, 2 rig.); Del Prete (Francavilla, 1 rig.); Ceccarelli (1 rig.), Di Gennaro (Matera, 1 rig.); De Tommaso (Monopoli); Tedesco (S.Antonio Abate, 2 rig.) GIRONE I 15 reti: Mosciaro (Cosenza, 5 rig.) 10 reti: Savanarola (8 C. Normanno, 3 rig./2 Messina); Corona (Messina, 1 rig.) 8 reti: Saraniti (2 rig.), Tiscione (Città di Messina); Guarro (Savoia, 4 rig.) 7 reti: Citro (Città di Messina); Galantucci (Gelbison, 1 rig.); Riccobono (Licata, 3 rig.) 6 reti: Zangaro (Montalto); Mastrolilli (C. Normanno, 1 rig.); Senè (Gelbison); Pasca (Licata, 1 rig.); Arena, Bonarrigo (2 rig.), Panatteri (Ragusa, 1 rig.); Incoronato (Savoia); Marasco (Vibonese, 1 rig.)


IL MESSINA IN FUGA COSENZA IN ANSIA Il club rossoblù rischia di perdere l’asso Mosciaro di Biagio Angrisani

ROMA - Umori decisamente opposti per Messina e Cosenza, in corsa nel girone I per la promozione in Lega Pro. Il Messina di Catalano ha allungato il passo portando a sei i punti di vantaggio sul Cosenza. Massimo vantaggio del club siciliano rispetto alla concorrenza da quando ha messo le mani sulla leadership del raggruppamento. In casa Cosenza, poi, c’è anche una certa ansia perché, I giallorossi sono a dopo aver perduto per una lunga squalifica Pietro +6, ma i silani non Arcidiacono (a febbraio l’arbitrato davanti all’Alta Corte di mollano. E oggi in amichevole Giustizia), adesso rischia di vedersi sfilare Manolo sfidano... Gattuso Mosciaro, corteggiato da Nocerina e Lecce. La società silana cerca di trattenere il forte attaccante (15 reti), ma non sarà facile allontanare le sirene del mercato.

CORTEGGIATISSIMO DALLA NOCERINA Manolo Mosciaro, 27 anni, attaccante del Cosenza

SION AL SAN VITO, INCASSO IN BENEFICENZA - Intanto questa sera alle ore 18 il Cosenza disputerà un’amichevole al San Vito contro gli svizzeri del Sion, la squadra dove gioca Gennarino “Ringhio” Gattuso, calabrese di Corigliano. L’incasso sarà devoluto in beneficenza alla popolazione di Mormanno colpita dal terremoto nell'ottobre del 2012. CINQUE RECUPERI - E oggi ore 14.30 si disputano anche cinque recuperi. Nel girone B Voghera-Fersina Perginese (arbitro Andreini di Forlì) e Castellana-Atletico Montichiari (Alfarè di Mestre), nel girone C Delta Porto Tolle-Trissino V. (Montanari di Ancona) e Clodiense-Belluno (Del Toso di Maniago), nel girone I Pro CaveseRibera (Fracassi di Campobasso). Fissate, invece, per il 30 gennaio le gare di recupero precedentemente programmate per oggi: St. Georgen-Sant’Angelo (B) e Kras Repen-Cerea (C). © riproduzione riservata


PRIMO PIANO Gladiator, record europeo Unica squadra imbattuta di Leondino Pescatore

SANTA MARIA CAPUA VETERE - Il Gladiator è l'unica squadra imbattuta in Europa dalle massime serie sino ai campionati dilettanti equipollenti di Francia, Germania, Spagna e Inghilterra. Nel girone H è seconda in classifica, a otto lunghezze dall'Ischia. La squadra del presidente Lazzaro Luce (52 anni) punta a vincere il campionato nel solco di una tradizione positiva che ha visto, in passato, il manager di una multinazionale francese ottenere una promozione con il Real Suessola, la vittoria della Coppa Italia con l'Ippogrifo e nella stagione successiva la finale playoff persa però contro il Messina. Il presidente s'è affidato ad Antonio Governucci (32), con master appena conseguito a Coverciano quale ds per allestire la squadra che vanta elementi quali Tommaso Manzo, Del Sorbo, Mario Terracciano che in serie D sono di casa, mettendo al loro fianco giovani desiderosi di mettersi in vetrina. «La forza della nostra squadra è la compattezza ma soprattutto il rispetto degli impegni da parte della società», sottolinea senza giri di parole Governucci ricordando che il Gladiator è imbattuto da 23 turni avendo conseguito due vittorie e un pareggio in Coppa Italia. «E' un record importante e prestigioso ma l'obiettivo è di agguantare l'Ischia», fa sapere il diesse trovando pienamente d'accordo il vice presidente Gianluca Marciano e il dg Orlando Santaniello. Allenatore è Luigi Squillante (48), insegnante di educazione fisica a Cassino, due lauree (scienze motorie e pedagogia) e due volte vincitore della Coppa Italia alla guida dell'Ippogrifo. «E' un vincente», assicura il presidente Luce, sicuro di centrare un altro successo. (l.p./Lps)


PANCHINE Il Pomigliano ha esonerato Foglia Manzillo POMIGLIANO (Lps) - Il Pomigliano (H) ha esonerato il tecnico Antonio Foglia Manzillo che aver racimolato due punti nelle ultime quattro partite. SANT'ELIA, PANCHINA A MEREU - (infopress) Al Progetto Sant'Elia (G) si è dimesso il tecnico Gigi Piras. Panchina affidata a Bernardo Mereu, che l'anno scorso salvò i cagliaritani in D. E' il quarto avvicendamento stagionale.

COSENZA, FIDUCIA A GAGLIARDI (f.s.) - Incontro tra la società ed il tecnico Gianluca Gagliardi dopo la pesante sconfitta di Noto. Dopo i chiarimenti ricevuti, il presidente Eugenio Guarascio ha ritenuto di confermare l'allenatore sulla panchina rossoblù. CEREA, TOCCA A FACCI - (infopress) Il Cerea (C) ha esonerato il tecnico Simone Boron. Lo sostituisce Alberto Facci, ex allenatore del Villafranca.


mercato L’Ancona prende Amoruso (Inter) e Bianchi (Samp) ANCONA (infopress) - All'Ancona (F) arrivano in prestito il difensore Nicolò Amoruso (19) dall'Inter e il centrocampista Cristian Alberto Bianchi (18) dalla Sampdoria. LEGNAGO, PRESO EMILIANO - (infopress) Il Legnago (C) ha preso dalla Pro Sesto l'esterno d fascia Denis Emiliano (19). LECCO, TESSERATO SCIANNAME' - (infopress) Il Lecco (B) ha tesserato il difensore Claudio Sciannamè (25). SPORTING TERNI, PRESO MATERAZZO - (infopress) Lo Sporting Terni (E) ha tesserato il difensore Daniele Materazzo (21), ex Savona e Montichiari in C2. SABATO IN TV Ragusa-Noto (ore 15) su Rai Sport 1 ROMA - sabato l’anticipo televisio trasmesso alle ore 15 è Ragusa-Noto (girone I).


IL CASO Domani il Matera alla Disciplinare: illecito sportivo ROMA (b.a.) - Una spada di Damocle sulla testa del Matera (H), ma l’attuale squadra biancazzurra allenata da Fausto Silipo non centra nulla perché i fatti in questione risalgono alla scorsa stagione. Eventuali sanzioni però ricadrebbero sul campionato in corso. La società lucana domani, alle ore 16, si deve difendere davanti alla Commissione Disciplinare dalla pesante accusa di tentato illecito sportivo. I fatti risalgono a quando il club si chiamava ancora Irsinese. La gara in questione del 25 aprile 2012 contro la Viribus Unitis terminò 0-0. Seconda la Procura Federale un dirigente (Ciccarone) e un calciatore (Daleno) del Matera tentarono di alterare il risultato della gara avvicinando alcuni calciatori avversari. Di ben altro avviso è la posizione degli interessati e del club lucano difeso dai legali Chiacchio-Cozzone-Fiorillo. © riproduzione riservata


HA VINTO UN’EUROLEGA CON IL BARÇA


LAKOVIC, LA NUOVA STELLA DEL SUD L’ex play di Pana e Barcellona sbarca oggi ad Avellino. Intanto Hardy se ne va di Andrea Barocci

Jaka Lakovic, 34 anni, playmaker sloveno, protagonista delle ultime stagioni di Eurolega, qui con la maglia del Barcellona (Lapresse)

ROMA - Una stella tra i lupi. I lupi dell’Irpinia. Oggi ad Avellino arriva Jaka Lakovic, ovvero uno dei principali protagonisti dell’Eurolega negli ultimi 10 anni. Playmaker di talento assoluto che ha fatto la storia di due superclub come Panathinaikos e Barcellona, a 34 anni ha raggiunto l’accordo per transare il contratto che lo legava ai turchi del Galatasaray (doveva solo essere perfezionato nella notte): concluderà il campionato alla Sidigas. E allora voi vi chiederete: come mai un regista da Oscar come lui, che sino a qualche mese fa sembrava interessare nientemeno che Siena, è finito nel sempre meno ricco basket italiano, e per di più in una solida e seria ma comunque piccola società del Sud? Il Galatasaray paga gran parte del suo ingaggio (1 milione) Shakur verso il taglio arriverà una guardia

RIVOLUZIONE - Fino alla scorsa stagione lo sloveno aveva in mano le redini del Galatasaray, ricco club turco al quale Lakovic aveva garantito in Eurolega 9,7 punti di media. Ma da ottobre coach Ataman ha deciso di cambiare tutto, e Lakovic è uscito dalla rotazioni a tal punto da raggiungere il punto di rottura. Anche perchè il play, scopertosi a ricoprire un ruolo che non è mai stato il suo, quello del panchinaro, voleva tornare ad essere protagonista nonostante i suoi 34 anni. Offerto a tutte le principali squadre europee a caccia di un regista di primo livello, per qualche tempo pareva poter interessare la Montepaschi (prima dell’esplosione totale di Brown) mentre Milano ha subito detto no, preferendo prima Bremer e poi Green. Così si è fatta avanti Avellino, che oggi vanta una proprietà molto solida con potenzialità interessanti. Lo scoglio principale ovviamente era il contratto in essere con il Galatasaray: una cifra vicina al milione di euro... Nelle ultime ore di ieri, a meno di clamorosi colpi di scena, Lakovic ha raggiunto un accordo con i turchi, che si accolleranno una gran parte del pagamento dell’ingaggio. Insomma, per la Sidigas il colpo sembra essersi trasformato anche in un mini affare a livello economico. Lakovic arriva ad Avellino con grandi motivazioni e con un obiettivo preciso: rilanciarsi. Fortuna per lui che ad accoglierlo ci sarà un coach esperto e valido come Cesare Pancotto, chiamato (con notevole ritardo...) a dare un assetto tecnico-tattico valido ad una formazione in lotta per la salvezza che ha già cambiato tre allenatori (Valle, Tucci e ora il vetrano delle panchine).

HARDY SE NE VA - I problemi però non sono finiti per Avellino. Ieri infatti Dwight Hardy ha fatto i bagagli e ha lasciato la città a causa delle differenti vedute con il club sul suo contratto. Contratto che era stato firmato prima di scoprire che l’acquisizione del passaporto congolese non sarebbe stato così automatico: la guardia americana nè è entrata in possesso solo ai primi di dicembre, quando è stato tesserato. In sostanza, Hardy ha saltato due mesi. Ed è per questo che la Sidigas chiedeva una rinegoziazione dell’ingaggio che non è avvenuta. Da qui la decisione del giocatore di abbandonare la squadra, dando il via a più che probabili strascichi legali.

UN ALTRO ARRIVO - Gli ultimi eventi hanno dunque per il momento bloccato il taglio del play Shakur, che comunque appare prossimo, visto che Avellino è intenzionata a tornare ancora sul mercato a caccia di un’altra guardia.


NEL 2007 FU SQUALIFICATO 3 MESI Hawkins ci ricasca: positivo all’antidoping ROMA - (a.b.) Qualche mese fai i tifosi del Besiktas gli chiedevano di non trasferirsi al Galatasaray, «perchè tu devi diventare una leggenda». La sua risposta su Twitter fu: «Essere una leggenda non paga le tasse scolastiche dei miei bambini». Speriamo per i piccini che qualche soldo per la scuola il loro papà lo abbia comunque messo da parte: David Hawkins infatti è risultato positivo ad un controllo antidoping fatto in Turchia il 21 gennaio dopo la sfida con il Gaziantep (la stampa locale parla di cocaina, secondo il club che ha chiesto le controanalisi ha utilizzato morfina per un dolore alla spalla). E adesso rischia due anni di squalifica. Perchè l’ex guardia di Rieti, Roma, Siena e Milano, subito sospeso dal Galatasaray, è recidivo: nel 2007, allora giocatore di Roma, venne fermato per 3 mesi, positivo alla marijuana il 5 giugno al termine della semifinale con Siena. Il presidente Toti lo aspettò, salvo poi, reincontrandolo la stagione successiva, non ricevere neppure un gesto di saluto... Fisicamente super, ma tecnicamente limitato e “dotato” di una presunzione fuori dal comune, Hawkins è di nuovo nella tempesta. REVERBERI AI GENTILE - Bel riconoscimento alla “dinastia” Gentile: papà Nando e i figli Alessandro e Stefano il prossimo mese riceveranno a Quattro Castella il prestigioso premio Reverberi. Premio speciale «impegno per il basket» al segretario generale della Fip, Maurizio Bertea.


NBA: LA GUARDIA DEI BULLS DECISIVA Lo show di Belinelli affonda Bryant

Una ex pornostar: «Un giocatore dei Clippers mi ha offerto soldi per due notti con lui» NEW YORK - Con un gran finale di Marco Belinelli i Chicago Bulls schiantano i Lakers di Bryant e D'Antoni. L'azzurro è stato protagonista assoluto dell'ultimo quarto, quando ha segnato metà del suo bottino personale di 15 punti (nel suo score spicca il 3/3 nei tiri pesanti). Ancora una prova mediocre del quintetto di Los Angeles: il migliore è stato Nash con 18 punti, mentre Bryant si è fermato a 16 con un orrendo 7/22 al tiro. D'Antoni a sorpresa è partito lasciando Pau Gasol in panchina. E con questa ennesima sconfitta, i Lakers vedono allontanarsi sempre di più i playoff. L’attrice a luci Impresa dei Brooklyn Nets che espugnano il Madison rosse: «Era pronto Square Garden battendo i Knicks con 25 punti di Joe a darmi 10.000 dollari per un week Johnson. A New York non sono bastati i 29 punti di end. Ma gli ho detto Carmelo Anthony. Continua a volare Washington che no» batte anche Portland con un canestro da tre punti sulla sirena di Jordan Crawford: è la quinta vittoria nelle ultime sette partite. Nella Conference ovest prosegue la marcia di San Antonio Spurs che si impone a Philadelphia grazie ancora una volta all’inossidabile Duncan (24 punti, 17 rimbalzi) e Tony Parker (20 punti, 8 assist). Per gli Spurs è il successo n.14 negli ultimi 17 incontri. In classifica ora San Antonio minaccia i Clippers, fermati per la terza volta in questa stagione da Golden State: per l'altra squadra di Los Angeles è la decima sconfitta. Decisivo per i Warriors il finale di Curry (28 punti con quattro triple nell'ultimo quarto). Belinelli festeggia con Gibson (Ansa)

PORNOSTAR - Intanto le pornostar continuano ad attirare gli atleti del mondo professionistico come calamite. Naturalmente ricorderete Tiger Wood, la cui passione per Joslyn James (oltre che per svariate altre ragfazze...) gli è costata il matrimonio e un patrimonio. L’ultima storiaccia l’ha resa pubblica la gentile signorina Jazmine Cashmere, che dal mondo del porno si è ritirata, ma che non smette di ricevere proposte... indecenti. L’ultima riguarderebbe una non meglio precisato giocatore dei Los Angeles Clippers, che le avrebbe mandato attraverso Twitter un messaggio privato offrendole ben 10.000 dollari per passare un week end con lui. Jazmine, fuori dal giro dei film a luci rosse da un paio di anni, ha rifiutato. Aggiungendo comunque sul suo profilo di Twitter: «Hey, però spero in ogni caso che i Clippers abbiano una buona stagione!» Risultati : Chicago-LA Lakers 95-83, Portland-Washington 95-98, Philadelphia-San Antonio 85-90, New York Knicks-Brooklyn Nets 85-88, Charlotte-Houston 94-100, Atlanta-Minnesota 104-96, Golden State-LA Clippers 106-99, Memphis-Indiana 81-82, New Orleans-Sacramento 114-105.


ATLETICA LALLI, DALL’AFRICA A ROMA Il campione europeo di cross prepara la maratona in Kenya di Franco Fava

Si era già rifugiato altre volte fin sopra i 2.400 metri di quota dell'altopiano della Rift Valley. Era lì, dove i polmoni bruciano anche quando passeggi e dormire la notte spesso è uno strazio, che Andrea Lalli aveva preparato l'autunno scorso il capolavoro di Budapest. Quando l'11 dicembre si era laureato, primo azzurro, campione europeo di cross assoluto. Un titolo arrivato dopo quello junior e nella categoria Under 23. Ora, messo da parte il cross, il 25enne fondista delle Fiamme Gialle, è tornato sull'altopiano del Kenya per macinare chilometri in Andrea Lalli, 25 anni, in occasione della vittoria agli vista del suo esordio sui 42,195 km nella maratona di Roma del 17 marzo. Europei di cross in Ungheria Lo abbiamo sentito al telefono e abbiamo scoperto la sofferenza cui è costretto, (Ansa) tra freddo, polvere, solitudine e anche la mancanza di energia elettrica. Condizioni da eremita che stanno Verso il debutto mettendo a dura prova la resistenza psicologica del campione molisano. Per ora però corre e soffre nella vince il senso di sfida verso una distanza ignota e la grande voglia di emulare le gazzelle Rift Valley: «Ma sono entusiasta di africane, imparando e correndo nel loro habitat, lassù tra le nuvole dove c'è la più alta questa nuova concentrazione al mondo di campioni. sfida» «Sono soddisfatto dei lavori che sto facendo, ma nei giorni scorsi ho sofferto un po' di depressione - ci spiega - Mi sono dovuto trasferire da Iten quando ha chiuso il campus di Gianni Demadonna (suo manager - ndr) : in un primo momento ero andato in una casetta di legno nel bosco, ma faceva freddo, ci pioveva dentro e non c'era nemmeno l'elettricità. Così non potevo andare avanti, allora sono andato in un altro villaggio, a Kapsagat, più vicino a Eldoret. Qui almeno posso allenarmi con qualche italiano» . Che tipo di allenamenti sta facendo in altura? «Corro circa trenta chilometri al giorno. Il problema è che il terreno è sconnesso, c'è poca pianura e tanta polvere» . Ma lei c'era già stato tante altre volte in Kenya per allenarsi. «Si, ma non avevo mai preparato una maratona. La distanza più lunga era la mezza. Lo scorso anno prima di correre in 1h01’11” alla Stramilano mi ero allenato sempre in Kenya. Ma stavolta è diverso. C'è l'incognita della distanza e i ritmi ovviamente sono più lenti» . Chi la segue tecnicamente? «Sono quasi sempre da solo. Ogni tanto c'è Renato Canova (tecnico torinese che vive in Kenya - ndr) che mi viene dietro con la bici: l'altro giorno ho corso con lui trentatre chilometri a 3’36” al chilometro. Niente di che, ma per me che non avevo mai corso in pianura più di ventitre chilometri...» . A Roma farà l'esordio: su che tempi vorrà correre? «Prima puntavo a 2h10’30”, ma ora mi accontenterei anche di 2h12’ come prima esperienza. Il fatto è che non vorrei che questa fosse la prima ma anche l'ultima volta in maratona. Meglio finire con ampi margine per la seconda maratona. Del resto se avessi voluto scegliere una gara in cui fare un gran tempo non avrei optato per Roma, il cui percorso non è certo tra i più veloci» . Quanto tempo resterà in Kenya? «Fino a fine mese, poi il 3 febbraio correrò con le Fiamme Gialle il cross in Coppa Campioni in Spagna. Subito dopo tornerò nella Rift Valley per altre tre settimane. Per fortuna non sarò solo, con me ci saranno anche Meucci, Pertile e la Straneo. E anche il mio allenatore Luciano Di Pardo» . Dopo quella vinta nel cross, è pronto per questa sfida alla maratona? «Io sì, sono entusiasta. E la fatica non mi fa paura. Sento che è una bella sfida. Però allo stesso tempo mi sento un po' spaesato. Per la prima volta non ho riferimenti e a volte penso che forse sto sbagliando tutto. So che non è così. E' l'ignoto che ho davanti a farmi questo effetto» . © riproduzione riservata


L’ATLETA ALESSANDRO DEL PIERO è nato a Conegliano (Treviso) il 9 novembre 1974. Capitano della Juventus dal 2011 al 2012, ha segnato 290 gol e collezionato 705 in maglia bianconera: in entrambi i casi si tratta del record assoluto. Con la Juve ha vinto sei scudetti (più uno revocato), una Coppa Italia, una Champions League (199596). In Nazionale ha disputato 91 partite ufficiali segnando 27 gol ed è diventato campione del mondo nel 2006 in Germania, oltre a contribuire al secondo posto nell’Europeo di Belgio-Olanda 2000. Dal 2012 gioca con il Sydney nel campionato australiano.


L’ARTISTA PATRICK DEMPSEY è nato a Lewiston (Maine, Usa) il 13 gennaio 1966. Da giovane ha praticato lo sci vincendo anche campionati locali. Ha raggiunto fama internazionale come attore con il ruolo del dottor Derek Shepherd nella serie Tv “Grey’s anatomy”. Nel 2007 si è piazzato secondo tra gli uomini più sexy del mondo nella classifica stilata dalla rivista “People”. Della carriera cinematografica vanno ricordati il ruolo di protagonista nel successo Disney “Come d’incanto” e le interpretazioni in “Un amore di testimone”, “Appuntamento con l’amore”, “Le regole della truffa”, “Transformers 3”.


DEL PIERO a tutto gas Campioni e motori contagiato anche Seedorf Accordo con Dempsey, attore di “Grey’s anatomy” Il loro team punta alla mitica 24 Ore di Le Mans Da quando ha smesso di giocare (per i Bulls...) Michael Jordan ha sempre fatto fatica a vincere. Se adesso con il basket, con la sua franchigia di Charlotte, pare proprio che di strada ce ne sia da fare ancora tanta, anche con le moto, l'altra sua grande passione, l’esperienza non si è rivelata facile. Nato il primo febbraio 2004, il “Michael Jordan Motorsports” ha dovuto infatti attendere addirittura sei anni, fino al 2010, prima di centrare il successo, con la doppietta di Jake Zemke, arrivata sul circuito di Daytona, all'inizio della stagione. Il team di Jordan, composto da due moto, una delle quali porta il suo numero, il celeberrimo 23, gareggia nella Ama (superbike statunitense) ed è pronto per iniziare la sua stagione numero dieci, che prenderà il via da Daytona nel prossimo marzo. Ma anche l'ex milanista Clarence Seedorf, dal 2003 al 2007, è stato proprietario di un team motociclistico, da lui stesso fondato, che ha gareggiato nel Mondiale della 125. L'anno di maggior successo è stato il 2004 con la partnership di un altro grande calciatore, il brasiliano Roberto Carlos. Con il nome di “Seedorf CR3” la squadra si è piazzata seconda sempre nella classe 125 con il pilota Hector Barbera, vincitore su quattro circuiti. Poi altri cambi, nuove alleanze, fino alla decisione di chiudere prima dell'inizio della stagione 2008. Comunque la passione per le moto ha contagiato anche l'eccentrica ereditiera Paris Hilton, la quale alla fine del 2010 ha lanciato il suo team personale, il “SuperMartxé Vip”, e il colore della moto non poteva che essere rosa... (ro.z./ecp) © riproduzione riservata


Quattro gol e cambio di marcia. Alessandro Del Piero porta il suo calcio dall'Italia all'Australia e il suo automobilismo dall'Australia agli Stati Uniti. Il suo automobilismo? Eh, già. E' un appassionato, non guiderà in gara ma sarà proprietario di una squadra alla 24 Ore di Le Mans. Insieme con l'attore Patrick Dempsey, che invece entrerà anche nell'abitacolo. Sabato Del Piero ha guidato il Sydney alla vittoria per 7-1 contro il Wellington Phoenix segnando il primo poker di gol della sua carriera. Quindi ha annunciato di volersi lanciare nel mondo delle gare automobilistiche dando vita al Dempsey/Del Piero Racing Team. Nel Alex: programma della scuderia figura appunto la prossima 24 Ore di Le Mans. «Appassionato fin Il nuovo team automobilistico farà base negli Stati Uniti, annuncia un comunicato da piccolo, voglio vincere il Mondiale» pubblicato sul sito dell'ex capitano della Juventus, e ha presentato all'Automobile Club de La star ha corso l'Ouest (Aco) la domanda per gareggiare nell'edizione 2013 della leggendaria 24 Ore. con Ferrari e Mazda Inoltre intende inoltre correre nel campionato automobilistico American Le Mans con un minimo di due vetture. «Fin da piccolo ho sempre nutrito grande passione per lo sport automobilistico. Sono elettrizzato dall'opportunità di fare squadra con Patrick. Ci aspettiamo di competere a livelli molto alti ed il nostro obiettivo sarà vincere il campionato mondiale» , afferma Del Piero. I cui variegati interessi nel mondo dello sport non si fermano qui. E' anche un appassionato di basket (segue in particolare la Nba e tifa per i Los Angeles Lakers). «Siamo entusiasti di questa alleanza con Alessandro e di competere ai livelli più alti delle gare automobilistiche - gli fa eco l'attore, che già aveva il suo team Dempsey Racing - La passione di Alessandro per la vittoria e le sue qualità di leadership saranno inestimabili e giocheranno un ruolo centrale per lo sviluppo e guida della scuderia» , aggiunge Dempsey, noto soprattutto per la serie tv “Grey's Anatomy". I piloti con i quali il “Dempsey/Del Piero Racing" intende gareggiare nella corsa in Francia sono lo stesso Dempsey, Joe Foster e Michael Avenatti. «Siamo emozionati di aver presentato la domanda di partecipazione alla 24 Ore di Les Mans ed ansiosi di ricevere una risposta dal Comitato di selezione dell'Aco» , ha detto Foster. Nelle prossime settimane il team annuncerà ulteriori dettagli riguardo a vetture, sponsor e formazione di gara. La 24 Ore di Le Mans si terrà il 23 e 24 giugno. La lista delle 56 vetture ammesse sarà resa nota a Parigi il primo febbraio. Dempsey ha già partecipato e concluso la gara nel 2009, al volante di una Ferrari F430 GT. Lo scorso anno il team ha gestito le Mazda RX-8 GT ufficiali. r.m.


DAGLI SCHERMI ALLA PISTA Con Pamela la gara si fa rovente

Nella scia di Paul Newman arriva la scuderia della Anderson, la “bagnina hot” di Roberto Zanni

Un vincente, al cinema, nella vita e in pista. Paul Newman non solo è stato uno dei più grandi attori che Hollywood ricordi, ma anche uno dei proprietari di racing team che ha ottenuto più successi nella storia dell'automobilismo. Paul Newman era pilota, da giovane ma anche a settant'anni quando segnò un record diventando il più anziano a vincere una 24 Ore di Daytona. Ma il suo sigaro per decenni si è visto su tutte le piste degli Stati Uniti: per lui hanno corso anche Mario Andretti e Nigel Mansell e per un breve periodo di tempo, nel 1992, Teo Fabi. Il suo team, La Patrick, regina Newman/Hass Racing, dal 1983 al 2011, l'ultima delle donne-pilota, stagione disputata (ma dovrebbe tornare in pista si è messa in luce nella squadra di quest'anno) per otto volte ha vinto il titolo piloti di quella David Letterman che, all'inizio era la Cart (le monoposto Usa, oggi PROROMPENTE Pamela IndyCar), tagliando per primo il traguardo in 107 gare e Anderson, 45 anni, celebre per “Baywatch” (Ansa) conquistando per 109 volte la pole position. Il primo a vincere il titolo per il team di Paul Newman e Carl Haas (un ex pilota) fu Mario Andretti nel 1984, seguito dal figlio Michael nel 1991, poi due anni dopo fu l'inglese Mansell, il “Leone”, reduce dalla straordinaria stagione in Formula 1, quando divenne campione del mondo con la Williams, ad approdare alla corte di Paul Newman e con i colori dell'attore statunitense trionfò anche tra le monoposto made in Usa. LANCIATA - Il mondo dei motori da sempre ha ispirato e attirato i grandi personaggi del mondo dello spettacolo. Tra questi anche David Letterman, uno dei volti televisivi più popolari d'America. Adesso sotto il nome di “Rahal Letterman Lanigan Racing” gareggia nella American le Mans Series (che l'anno prossimo si unirà alla GrandAm), ma anche nell'IndyCar e il suo nome apparve ufficialmente per la prima volta nel 2004. Fu proprio Letterman l'anno dopo a lanciare nel mondo delle quattro ruote scoperte quella che poi è diventa la Miss America delle corse automobilistiche, Danica Patrick ovviamente. Per due stagioni la donna al volante più celebre degli States ha corso per Letterman, prima di approdare alla scuderia di Michael Andretti e poi, successivamente, fare il salto nella Nascar. C'E' ANCHE LEI - Ma diventare proprietario di un team è affascinante anche per chi ha fatto del sex-appeal il proprio marchio vincente. Così la “bagnina hot” per eccellenza, la sempre prorompente Pamela Anderson, si è data alle corse, nell'aprile scorso, lanciando il suo team “Downforce 1” che, secondo i programmi, dovrebbe fare il debutto quest'anno nella grande famiglia Nascar. (roz/ecp) © riproduzione riservata


Per Kubica a Valencia test su una Dtm Mercedes LONDRA - Robert Kubica continua il suo lento recupero dopo l’incidente quasi mortale del febbraio 2011. Dopo aver disputato e vinto qualche rally, questa settimana guiderà una Mercedes Dtm del team Hwa sul circuito di Valencia. E’ una vettura che sviluppa 500 cavalli contro i 750 di una Formula 1. «Per adesso non è in vista un test in monoposto - ha detto il nuovo responsabile dello sport Mercedes, Toto Wolff - Tutti noi desideriamo rivedere Robert al volante di una Formula 1 ma credo sia davvero troppo presto. Ciò che vogliamo è dargli l’opportunità di guidare una vera macchina da corsa e capire come il suo fisico reagisce».


chi e’ presidente dei mondiali di nuoto 2009 Giovanni Malagò, 53 anni, laureato in economia e commercio, amministratore delegato della Sa.Mo.Car. (concessonaria a Roma di Ferrari e Maserati) è medaglia d’oro al merito sportivo, membro della Giunta Coni e presidente del Circolo Aniene uno dei circoli sportivi più importanti di Roma. È stato presidente del Comitato organizzatore dei Mondiali di nuoto di Roma 2009, presidente del Comitato Olimpico Roma 2020. Alla presentazione del suo programma elettorale c’erano i fratelli Enrico e Carlo Vanzina, Antonio Matarrese, il presidente della Virtus basket Claudio Toti, tanti campioni del suo circolo (l'Aniene) la canoista e candidata al Senato Josefa Idem, Valerio Cleri, Luca Marin e in mezzo a loro Gianni Letta.


il regolamento gli elettori sono 76 Il prossimo presidente del Coni verrà eletto il prossimo 19 febbraio dal Consiglio Nazionale che sarà composto dai presidenti delle federazioni sportive nazionali; dai membri italiani del Cio che partecipano al consiglio nazionale; da un rappresentante degli Enti di promozione sportiva; da un rappresentante dei Comitati Regionali; da un rappresentante dei Comitati Provinciali. Totale 76 elettori. Una volta eletto il presidente del Coni viene nominato con Decreto del Presidente della Repubblica ed è il rappresentante legale dell’ente. RAI SPORT 1 - La sfida Pagnozzi-Malagò viene proposta da Rai Sport 1. Ieri è stato intervistato Giovanni Malagò, il 29 gennaio toccherà a Raffaele Pagnozzi, attuale segretario generale.


ciclismo


VENDETTA MODOLO, CAVENDISH KO

(r.q.) Sacha Modolo ha vinto la 2ª tappa del Tour di San Luis ed è balzato al comando della classifica. In uno sprint-capolavoro il trevigiano della Csf Bardiani ha battuto il numero uno dei velocisti, Mark Cavendish. La gara, 171 km, si è conclusa a gruppo compatto. «Ho preceduto un signor corridore - sono state le prime parole di Modolo - Mi sembra incredibile». 2ª tappa: 1. Sacha Modolo (Csf Bardiani) 3h50'08''; 2. Cavendish (Gbr); 3. Howard (Aus); 4. Debusschere (Bel); 5. Sagan (Svc); 6. Petacchi; 7. Chicchi; 8. Belletti; 9. Lasca...15. Colbrelli. Classifica: 1. Modolo; 2. Cavendish (Gbr)); 3. Howard (Aus); 4. Petacchi.. AUSTRALIA - Come l'anno scorso, il tedesco André Greipel (Lotto Belisol) ha vinto la prima tappa del Tour Down Under, 135 km pianeggianti, e ha messo in fila un gruppo di 90 corridori con una dozzina di italiani: Ponzi 4°, Ferrari 6°, Pietropolli 7°. Fra gli staccati Andy Schleck (Lus), Agnoli, Capecchi, Guardini e Guarnieri. Ogi 2ª tappa Mount Barker-Rostrevor, 116 km.


PALLAVOLO CHAMPIONS: CUNEO BATTE LUBIANA E VA AI PLAY OFF A 6

CUNEO-LJUBLJANA 3-1 (25-16, 25-21, 24-26, 25-16) - BRE BANCA LANNUTTI CUNEO: Antonov 17, Marchisio (L), Ngapeth 11, Galliani 1, Kohut 8, Grbic, Della Lunga 1, Sokolov 25, Abdel-aziz 2, Rossi 8. Non entrati: De Pandis, Wijsmans. All.: Piazza. ACH VOLLEY LJUBLJANA: Flajs 9, Lewis 4, Sket 13, Sidibe 17, Klobucar 1, Petrovic 3, Ropret, Fabjan (L), Rasic 5, Vidic. Non entrati: Moreno. All. Slabe. A NOTE - Spettatori 1066, incasso 3140, durata set: 22', 27', 29', 23'; tot: 1h41’'. Uomini CHAMPIONS LEAGUE (ritorno play off a 12) - Ieri (20,30): CUNEO-Lubiana (Slo) 3-1 (andata 3-0); Kazan (Rus)-Berlino (Ger) 3-2; Maaseik (Bel)-Kozle (Pol). Oggi (20.30): TRENTO-Dinamo Mosca (Rus) (Diretta SportItalia, andata 2-3; MACERATA-Resovia (Pol) (diretta SportItalia, andata 3-0); Belchatow (Pol)-Izmir (Tur). CEV CUP - Quarti di finale (ritorno) - Domani (20,30): LATINA- Unterhaching (Ger) (andata 3-0) CHALLENGE CUP, ottavi di finale (ritorno) - Oggi (ore 20,30): Copra Elior PIACENZA-Gabrovo (Bul) (and. 30). Donne CHAMPIONS LEAGUE (ritorno play off a 12) - Oggi: Dinamo Kazan (Rus)-Dinamo Mosca (Rus); Lokomotiv Baku (Aze)-Azerrail Baku (Aze). Domani (ore 15,30): Eczacibasi Istanbul (Tur)-VILLA CORTESE (SportItalia 2, andata 3-1); BUSTO ARSIZIO- Schweriner SC (Ger) (20.30, SportItalia2, andata 2-3); Baku (Aze)-Cannes (Fra); Vakifbank Istanbul (Tur)-Sopot (Pol). CHALLENGE CUP, Ottavi di finale (ritorno) - Oggi (ore 20): Limassol (Rom)- PIACENZA (andata 0-3). Domani (20,30): MODENA-Ibank Ankara (andata 1-3). COPPA ITALIA DI A2 DONNE - Ogg i (andata quarti di finale, ore 20.30): Sala Consilina-Novara; SoveratoFrosinone; San Casciano- Casalmaggiore; Mazzano-Ornavasso


RUGBY Sei Nazioni, convocato Bernabò ROMA - Con Antonio Pavanello (stiramento al flessore della coscia destra) e Joshua Furno (distorsione alla caviglia destra) in dubbio, il c.t. Jacques Brunel ha convocato il seconda linea romano Valerio Bernabò, 28 anni, per i primi due impegni del Sei Nazioni contro Francia (3 febbraio a Roma) e Scozia (9 febbraio a Edimburgo). SCI DI FONDO Pellegrino, oro iridato U.23 nello sprint LIBEREC - Mondiali Under 23 a Liberec (Rep. Ceca): sprint tc U - 1. Pellegrino, 2. Mikkonen (Fin), 3. Belov (Rus), 7. Rastelli; sprint tc D - 1. Soboleva (Rus), 2. Ringwald (Ger), 3. Kolb (Ger), 6. Vuerich. Oggi 5 km tl D e la 10 km tl U. SCI Prova di libera contestata a Kitzbuehel KITZBUEHEL - Il norvegese Aksel Svindal in 1.59.34 ieri è stato il più veloce nella prima delle tre prove cronometrate in vista della libera di sabato valida per la Coppa del Mondo, sui 3.312 metri della leggendaria Streif. La prova è stata disturbata dalla nebbia (anche una interruzione dopo la caduta dello sloveno Jerman) e contestata dagli atleti (che temono per le condizioni della pista). Migliore azzurro è stato Peter Fill, 7º a 1”52, Dominik Paris 8º a 1”63. Christof Innerhofer, reduce dal trionfo di Wengen, ha chiuso 16º a 2”22. Oggi e domani altre due prove, venerdì superG, sabato discesa e domenica slalom (queste due gare valide anche per la combinata). FUORIPISTA - Il 22enne Markus Eder, unico italiano al via, ha vinto ieri a Courmayeur la tappa italiana del Freeride World Tour, circuito per i più forti sciatori e snowboardisti “fuoripista”. VELA “Maserati” vola e doppia Capo Horn NEW YORK - Il Vor 70 Maserati di Giovanni Soldini ha doppiato Capo Horn controvento e le correnti dominanti ieri alle 15.37. Partito da New York il 31 dicembre nel tentativo di battere il record della storica Rotta dell'Oro, ha passato il leggendario Capo Horn dopo 21 giorni, 23 ore e 14 minuti: un tempo da primato, se si pensa che il maxi-catamarano di 110 piedi Gitana 13, detentore del record assoluto della tratta New York-San Francisco, nel 2008 ha doppiato Capo Horn dopo 22 giorni, 7 ore e 25 minuti. BRAVA AZZURRA - (e.d.m.) Azzurra a Key West (Usa) vince la prima regata della TP52 Super Series ma viene rallentata nel rush finale dalla cima di una nassa impigliata nella chiglia, nella seconda prova. Dopo due regate è terza (7 punti) dietro a Quantum (Usa, 5 p.) e Gladiator (Ing, 5 p.). IPPICA Oropuro Bar primo a Vincennes PARIGI - Ieri galoppo a Cagnes: reclamare (16.000 €, m. 2000 aw) - 2. Vittoria Apuana; reclamare (15.000 €, m. 1600 aw) - 7. Art Basel, np Redona. Ieri trotto a Vincennes: Prix de Dieppe (62.000 €, m. 2700) - 7. Mineiro As 16.3; Prix de Mirande (90.000 €, m. 2700) - 1. Oropuro Bar 14.7, 4. Osasco di Ruggi 16.1, Oibambam Effe rp; Prix de Pont Audemer (58.000 €, m. 2100) - 2. Pace del Rio 14.5, 3. Pacific Model 14.6, 4. Priest Prav 14.7, 5. Picone 14.7, 6. Paolo Om 14.7, 7. Painkiller Va 14.7, 8. Positano d’Ete 14.8, 10. Pick and Go 16.0, Palomar Lb rp, Pontiac Turbo rp, non ha corso Powell Bi. OGGI - Ore 18.30 TQQ a Roma (trotto, 8ª corsa, m. 2040-2060) Jackpot: Quinté 12.212,52 €. Non corre il n.14. Favoriti: 10-5-9-13-16. Sorprese: 2-8-15. Inizio convegno alle 14.55. Corse anche a Firenze (t, 13.45), Aversa (t, 15.15). IERI - TQQ a Trieste: Tris 11-1-15, quota 7.357,96 € per 16 vincitori; Quarté 11-1-15-14, quota 20.200,94 € per 1 vincitore; Quinté 11-1-15-14-13, n.v.


MALAGÒ: RIPARTIRE DALL’ORATORIO «Non ci potrà mai essere attività di vertice senza quella di base» di Nando Aruffo

ROMA - Giovanni Malagò lancia la sfida a Raffaele Pagnozzi per l’elezione del presidente del Coni in calendario per il 19 febbraio. Non è una corsa semplice: c’è da assumersi la responsabilità dello sport italiano dopo Gianni Petrucci, presidente per quattro mandati consecutivi, quattordici anni. Il programma elettorale di Giovanni Malagò propone un nuovo modello per lo sport italiano, l’eliminazione dei conflitti d’interesse tra Coni e Coni Servizi, più trasparenza nella gestione dello sport, e un attacco diretto al calcio, a cominciare alle scommesse che, al «Lo sport può dare ai giovani speranza pallone, sono strettamente connesse. di occupazione Combattere senza sconti il doping»

Giovanni Malagò 53 anni, insieme con Federica Pellegrini, 24, e Josefa Idem, 48 atlete di punta del Circolo Canottieri Aniene da lui diretto (Giuliani)

SCOMMESSE - « È un finto problema: se il 93,8% delle scommesse riguarda il calcio, io tifoso di calcio dico che il rapporto Coni-calcio non va bene: nella mia Giunta il calcio non ci sarà, il disastro creato dal calcio è mostruoso. Il calcio deve cambiare mentalità: se gli togliessi un milione di euro, non se ne accorgerebbe ».

LA LEGGE DEGLI STADI - « È una situazione ridicola e vergonosa. Il Coni di oggi dice: che c’entro io se i politici non si sono messi d’accordo? Io dico invece: quando vuole il Coni spinge e come. Ha una forza mediatica fortissima: La legge di stabilità ha bloccato la costruzione di palazzetti sopra i tremila posti. Io sono convinto che lo sport possa dare la speranza ai giovani di trovare occupazione ». CONFLITTI - È spietata l’analisi sul binomio Coni e Coni Servizi, società nata nel 2002 per salvare il Coni: « È inaccettabile che il presidente e il segretario generale del Coni abbiano lo stesso inarico nella Coni Servizi. La piccola riforma della Finanziaria 2006 dice che queste cariche possono coesistere. Non dice: devono. Anche la Corte dei Conti ha criticato questa gestione ».

FINANZIAMENTI - « Prima c’era il finanziamento dal Totocalcio, oggi prende 411 milioni di euro dallo Stato: non c’è autonomia dello sport se c’è il finanziamento dello Stato ». La proposta di Malagò? L’esempio della sua Aniene: « In tredici anni ho portato il circolo a sostenersi con le quote dei soci e oggi anche di diciannove sponsor ».

«Le scommesse sono un problema Nella mia Giunta non ci sarà posto per il calcio»

IL LICEO DELLO SPORT - « Una o due ore non bastano: questo nuovo liceo interessa il 10% dei plessi scolastici e bisogna spendere quattro miliardi di euro per rendere agibili gli ambienti ».

DISABILITÀ - « Sono convinto che il Comitato paralimpico debba fondersi nel Coni. Luca Pancalli, il presidente, è un mio amico e resterà tale. Ha lavorato in maniera esemplare, non importa che sia in lizza per essere segretario generale di Pagnozzi. Io sono per l’unità dello sport, non vedo problemi con lui ».

ORATORIO - Malagò ha presentato il programma elettorale non al Coni, non all’Aniene ma alla Parrocchia San Tommaso Moro. Un luogo simbolo, lo ha definito. Perché è una parrocchia fatta crescere dal niente da un suo


amico prete, don Andrea Celi: due ettari di terreno abbandonati sono diventati un campo da calcetto, uno da pallavolo, una biblioteca e una foresteria per ospitare i genitori dei bambini in cura presso il vicino Policlinico. Quanto alla squadra che punta all’elezione, annuncia: « Appuntamento il 6 febbraio in un altro luogo simbolo: una scuola. Ho in testa un palazzo di cristallo aperto a tutti, a partire dai presidenti di federazione: non devono solo votare delibere. E il Coni deve avere un bilancio sociale ». Malagò infine precisa: « Io, presidente dell’Aniene, il circolo dei belli, ricchi e famosi, non mi sento con la coscienza sporca. Io e don Andrea siamo agli antipodi: lui da prete e io da imprenditore, lui con la preghiera e io con lo sport siamo entrambi dei volontari. L’oratorio dev’essere l’architrave del sistema sportivo, senza, si sbriciola l’intera sistema sportivo: lo sport dei ricchi esiste se c’è una bella e forte piattaforma sotto. Tanto di cappello alle 27 medaglie di Pechino e alle 28 di Londra, però l’Azerbaigian tirando su i pesi a momenti ci batte ». Parte dal basso la rincorsa di Malagò, il 19 febbraio saprà se sia stata una scelta vincente. © riproduzione riservata


BLUFF E CHIUSURA PER MODENA, NON AVEVA SPONSOR! Violenta lite giocatricidirigenti: domani forse gioca in Coppa per evitare squalifiche. Dal 3 febbraio, l’A1 a 10 squadre di Pasquale Di Santillo

ROMA - Meno due, e non parliamo di temperature rigide. Ma della seconda chiusura anticipata di un club femminile, dopo quella di Crema, che il 3 febbraio costringerà l’A1 a ripartire a dieci squadre . A chiudere, stavolta è Modena, 12 scudetti, 1 Coppa Campioni, 2 Coppe Italia e altri 5 trofei continentali. Ma quello che ferisce, è la maniera, vergognosa, che sancisce l’epilogo. Con un bluff senza precedenti, che getta un’ombra ancora più triste sulla rappresentazione messa in scena dal club emiliano domenica scorsa in occasione della vittoria con Conegliano. Le giocatrici costrette a giocare - all’insaputa di tutto - con le magliette private degli sponsor, cancellati con una gigantesca “X” nera, colpevoli di non pagare. Ma gli sponsor non pagavano perché non sono mai esistiti accordi ufficiale con il presidente modenese Astarita. Una situazione confermata al sito Volleyball.it dal responsabile marketing della Datch. Mentre l’altro marchio, Assicurazione Milanese, pare avesse solo una lettera di intenti col club, dove l’eventuale corresponsione di un contributo, era legato al numero di polizze stipulate. Ovviamente, mai visti polizze e contributi. Ieri giornata caldissima al Palazzetto di Modena con un confronto molto acceso tra le giocatrici e il presidente Astarita. Le ragazze infuriate perché continuavano ad andare avanti senza stipendio, nella speranza di dare modo alla società di trovare risorse capaci di colmare un “buco” che ora dovrebbe aggirarsi oltre il milione di euro mentre il club, di fatto, le raggirava, millantando sponsor inesistenti. Fipav e Lega dovrebbero aver convinto le giocatrici a giocare la partita di Challenge Cup di domani per evitare squalifiche a livello internazionale. Poi venerdì il C.F. ratificherà la chiusura concedendo una deroga alla finestra di mercato per le atlete modenesi, anche se molti club vorrebbero fosse estesa a tutti. Nella speranza che Astarita&C. vengano squalificati a vita, consigliamo alla Lega di aggiungere ai documenti necessari per l’iscrizione ai campionati, anche gli originali dei contratti con gli sponsor... © riproduzione riservata


NAZIONALE, BETTINI TIRA LA VOLATA A SCIANDRI Il presidente federale Di Rocco: «Paolo direttore della gestione tecnica, Max guiderà i pro’» di Ruggero Quadrelli

Rieletto a capo della Federciclismo, Renato Di Rocco rompre gli indugi: « Max Sciandri alla guida della Nazionale è un'ipotesi che rientra nel nostro nuovo modello di gestione». Evidentemente a Di Rocco la proposta lanciata nei giorni scorsi da Paolo Bettini è piaciuta al punto tale da inserirla fra gli argomenti all'ordine del giorno del Consiglio federale che si riunirà in febbraio. Presto l'Italia ciclistica avrà dunque un nuovo ct dei professionisti e, più in particolare, la Federciclismo andrà a rinnovare (sembra con tante conferme) l'intera struttura tecnica che accompagnerà le squadre Nazionali a cominciare dai Mondiali di Firenze. « Il tutto - è quanto ha detto Di Rocco nella trasmissione "Fuori di bici" del web Velobike - verrà attuato con la supervisione di Bettini, che della nuova gestione tecnica federale sarà il direttore responsabile. In Sciandri vedo tanta competenza. Da tre stagioni lavora in una squadra di club ma prima si è fatto conoscere e apprezzare alla guida dei giovani della Nazionale britannica. Insomma Bettini ha visto bene nel proporre il nome di Sciandri, tant’è che alcuni altri tecnici candidati al ruolo di ct e che pure godevano di buona credibilità hanno fatto un passo indietro riconoscendo in Max competenza, professionalità e capacità». Sciandri, 46 anni, è toscano dalla doppia nazionalità, italiana e britannica. Gareggiò nei pro' fra il 1989 e il 2004 con 33 vittorie e un bronzo olimpico (gara su strada) ad Atlanta 96. Dal 2011 è nello staff tecnico della Bmc, la squadra del campione del mondo Gilbert e Ballan.

Maximilian Sciandri, 45 anni

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ERRANI E VINCI, ENORMI! Quasi eliminate (6-3 5-3), recuperano e battono le Williams in tre set MELBOURNE - Quella sconfitta a tutte e due era rimasta proprio qui, sullo stomaco. E naturalmente non si trattava della sconfitta per la sconfitta: il tennis è fatto di tante occasioni, persa una ce n’è subito un’altra. Solo però che quella a Sara Errani e Roberta Vinci era costata una medaglia olimpica. Ai Giochi di Londra le “Cichi” (che poi dovrebbero essere “Chiqui”, ma questa è ormai un’altra storia) erano teste A sei mesi dalla di serie numero 2 del mondo, dopo aver vinto uno Slam batosta olimpica (Roland Garros) e altri 6 tornei. Solo che lì appunto nei clamorosa rivincita delle n.1 del mondo quarti per la prima volta in carriera avevano incrociato su Serena e Venus Serena e Venus Williams e le sorellone, fino a quel punto insieme vincitrici di 20 tornei (13 Slam più due Olimpiadi), con un pesantissimo 6-1 6-1 avevano spazzato via la coppia azzurra. Da allora, Sara e Robi sono state capaci di conquistare un altro slam (US Open) e di diventare numero 1 del mondo nella specialità, posizione di classifica in cui sono arrivate a Melbourne per questo primo Slam del 2013. E ieri, proprio perché il tennis è fatto di tate occasioni, hanno avuto quella per APPLAUSI A sinistra Sara prendersi una rivincita sulle Williams e le azzurre non l’hanno sprecata. Davanti Errani, 25 anni, e Roberta Vinci, anni, esultano abbracciate a ben 6.000 spettatori sulla Magaret Court Arena, Errani e Vinci nei quarti degli 29 dopo il punto decisivo per la Aus Open l’hanno spuntata in tre set tiratissimi (3-6 7-6 7-5) dopo 2h36’, vittoria nei quarti. A fianco una ribaltando una partita tutta in salita, dopo aver perso il vista panoramica della primo set e aver recuperato due break nel secondo, Margaret Court Arena piena «Dimostrazione di grande personalità» l’ultimo dei quali sul 5-3 per le statunitensi! A senso fino all’ultimo ordine di posti Nella notte subito la unico il tie-break (7-1), poi ancora in difficoltà nel terzo per il doppio, e la stretta di semifinale contro set (0-3) prima di sfruttare ulteriori passaggi a vuoto di mano finale con le sorelle Makarova-Vesnina Williams, Venus, 32 anni, e Venus soprattutto al servizio e chiudere per 7-5. Il successo australiano pesa molto anche in prospettiva Serena, 31 (Ansa) Fed Cup: l’Italia ospiterà gli Stati Uniti a Rimini il 9 e il 10 febbraio e le Williams dovrebbero proprio esserci tutte e due. Intanto già nella notte italiana Sara e Roberta sono tornate in campo per la semifinale contro le russe Ekaterina Makarova e Elena Vesnina teste di serie n.4, nel 2012 battute nelle finali di Madrid e Roma sulla terra rossa. HANNO DETTO - Insomma, Errani e Vinci erano quasi in aeroporto, e invece... «Siamo state brave a restare attaccate a una partita che sembrava quasi persa, anche quando eravamo un set e un break sotto nel secondo. Questa vittoria è una grande dimostrazione di personalità e di tenacia» , il commento di Roberta. «Il torneo non è finito, adesso ci aspetta una semifinale altrettanto impegnativa. Dobbiamo quindi restare contente ma non euforiche, per arrivare il più in fondo possibile a questo torneo» , qullo di Sara. r.t. © riproduzione riservata


UOMINI: DJOKOVIC IN QUATTRO SET SU BERDYCH AUSTRALIAN OPEN (cemento, 31.600.000 dollari) Uomini: quarti - Ferrer (Spa, 4) b. Almagro (Spa, 10) 4-6 4-6 7-5 7-6(4) 6-2, Djokovic (Ser, 1) b. Berdych (Cec, 5) 6-1 4-6 6-1 6-4; ieri notte Chardy (Fra) c. Murray (Gbr, 3), oggi Tsonga (Fra, 7) c. Federer (Svi, 2); semifinali - stanotte Djokovic (Ser, 1) c. Ferrer (Spa, 4), domani notte vinc. Chardy (Fra)/Murray (Gbr, 3) c. vinc. Tsonga (Fra, 7)/Federer (Svi, 2). Donne: quarti - Li (Cin, 6) b. A. Radwanska (Pol, 4) 7-5 6-3, Sharapova (Rus, 2) b. Makarova (Rus, 19) 6-2 62; ieri notte/oggi Azarenka (Bie, 1) c. Kuznetsova (Rus), S. Williams (Usa, 3) c. Stephens (Usa, 29); semifinali stanotte Li (Cin, 6) c. Sharapova (Rus, 2), vinc. Azarenka (Bie, 1)/Kuznetsova (Rus) c. vinc. S. Williams (Usa, 3)/Stephens (Usa, 29). Doppio: quarti - ERRANI-VINCI (1) b. S. e V. Williams (Usa, 12) 3-6 7-6(1) 7-5. Juniores - Singolare U: 2째 turno - QUINZI (2) b. Kim (CdS) 6-2 6-4. Doppio U: ottavi - Kokkinakis-Kyrglos (Aus) b. BALDI-Stanek (Ita-Cec, 3) 6-3 6-1, Couacaud-NAPOLITANO (Fra-Ita) b. Grills-Guccione (Aus) 6-3 6-4. Doppio D: ottavi - ROSATELLO-Suylu (Ita-Tur, 8) b. Rischbieth-Tomic (Aus) 6-3 7-5, MATTEUCCIPantuckova (Ita-Cec) b. Ferro-Siniakova (Fra-Cec, 7) 1-6 7-5 10-5, Konjuh-Zhao (Cro-Can, 1) b. Haddad MaiaPAIRONE (Bra-Ita) 6-3 6-1. In Tv: diretta Eurosport stanotte dalle 3.30, domattina dalle 9.30. COPPA DAVIS - Questi i convocati per Italia-Croazia (1-3 febbraio a Torino), primo turno del Gruppo Mondiale della Coppa Davis 2013: Italia - Bolelli, Fognini, Lorenzi e Seppi; Croazia - Cilic, Dodig, Pavic e Veic. Oggi a Torino presentazione dell'avvenimento.


TOLTO UN PRIMATO ALLA SELES La Sharapova è un vero rullo MELBOURNE - «Sta giocando in modo incredibile, così aggressivo... Davvero difficile, cercare di contrastarla» . Così la russa Ekaterina Makarova, n.19 del mondo, dopo aver perso contro la connazionale Maria Sharapova nei quarti di finale degli Australian Open (stesso numero di game conquistati, 4, ma rimasta in campo qualcosa in meno rispetto a Venus Williams negli ottavi: 1h06’ contro 1h19’ della statunitense). La Sharapova irrompe così in semifinale con il minor numero di game persi nei 5 match In semifinale dopo precedenti (9, contro i 12 di Monica Seles nel 1991). Finora ha giocato complessivamente aver perso solo per 5h15’ e incassato 1.000.000 dollari, guadagnandone quindi 3.174,60 per ogni minuto nove game! Finora ha guadagnato di partita. Niente male, no? 3.174 dollari al minuto

GRUNT DI SUCCESSO - Niente di nuovo sul fronte musicale: già nel 2008 il rapper Lil’ Wayne utilizzò in una sua canzone, “Sportscenter”, i “grunt” della russa Elena Dementieva. Tuttavia Redfoo, nuovo fidanzato di Victoria Azarenka, sta per pubblicare un nuovo pezzo dal titolo “Sweet Baby” facendo largo uso dei gridolini agonistici della bielorussa, che ha già ascoltato in anteprima il remix preparato da Redfoo con il suo amico GoonRock. Per restare nell’ambito dei “grunt”, in questi giorni la statunitense Sloane Stephens ha raccontato che Serena Williams le ha consigliato di abbassarne... il volume! Sarà vero quello che dice Serena ( «E’ difficile essere una vera mentore quando sei ancora in piena attività» ), fatto sta che la sua protetta 19enne prende molto alla lettera i consigli della Williams. IN TV SU “CSI” - In arrivo “cameo” tennistici in un paio di episodi della serie televisiva statunitense“CSI”, seguitissima anche in Italia. Avranno come protagoniste Chris Evert e Lindsay Davenport, riprese appunto mentre giocano al Calabasas TC, in California. Alla Davenport toccherà scoprireun cadavere che poi sarà oggetto delle indagini della famosa squadra della Polizia Scientifica di Las Vegas. r.t. © riproduzione riservata



Corriere Dello Sport 23/01/2013