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BALOTELLI No all’Inter E’ solo Milan di Pietro Guadagno

MILANO - Senza un colpo di scena, sarà assai complicato vedere Balotelli con indosso la maglia del Milan già entro questo mese di gennaio. Decisamente più facile, invece, che il fronte diventi davvero caldo, se non incandescente, in vista della prossima stagione. Un piccolo spiraglio, però, per questa finestra di mercato resta comunque aperto. E ha provveduto direttamente Raiola a non sbarrare del tutto la porta. «Non c'è nessuna trattativa per Mario, con nessuna squadra - ha spiegato l'agente dell'azzurro a GR Parlamento -. Il Manchester City non vuole venderlo, figuriamoci se vuole prestarlo: ci sono zero possibilità che si muova. Ma fino al 31 gennaio, chissà...» . E' bastato quel chissà, insomma, per tenere vive le speranze. Fermo restando, però, che sono molti (troppi?) i tasselli che devono trovare posto in poco più di una settimana. L’agente di Mario, Raiola, gela i nerazzurri: «La prelazione c’è ma il giocatore può scegliere un altro club». Sì, ma quando? «Fino al 31 gennaio chissà...»

PREZZO BLOCCATO - Il primo nodo, come più volte Mario Balotelli, 22 anni, del City emerso in queste settimane, riguarda i piani del City. (Epa) Non ci sono state aperture per un prestito, se non con obbligo di riscatto. E finora non risultano correzioni al ribasso rispetto alla valutazione del calciatore dell'attaccante. Anche perché poi quella cifra verrebbe investita per portare a Manchester un altro attaccante, visto che Dzeko, Tevez e Aguero non possono essere sufficienti per puntare al bis in Premier. Così, non a caso, giusto domenica, Galliani aveva detto: «Se il prezzo cala, ci fondiamo» . E ieri ha ribadito: «Mario vale sempre troppo e non credo ci saranno novità in questo senso». Tutto vero: erano stati 37 i milioni di euro chiesti la scorsa estate quando il Paris Saint Germain aveva bussato alle porte del club inglese. E sono rimasti 37 anche adesso, nonostante le ultime fibrillazioni nel rapporto tra Supermario e Mancini. Una situazione che ha indotto Raiola a sottolineare che «il City non ha mai chiesto soldi perché non ha mai messo in vendita il giocatore. I proprietari apprezzano molto il giocatore e non vogliono venderlo». PRIMA LE CESSIONI - Per puntare ad un acquisto a titolo definitivo, insomma, il Milan avrebbe bisogno di vendere un altro paio di pedine importanti del suo organico, dopo Pato. I nomi sono i soliti, ovvero Robinho e Abate. Ma per il primo occorre che il Santos si faccia nuovamente avanti e, stavolta, con una valigia contenente almeno una decina di milioni di euro. E pure lo Zenit, se davvero continua a voler regalare il terzino a Spalletti, deve effettuare un rialzo rispetto ai 10 milioni offerti un paio di settimane fa. Il Milan ha sparato una richiesta di 15, ma a metà strada potrebbe arrivare la fumata bianca. A quel punto, quindi, con almeno un'altra ventina di milioni nelle casse di via Turati, Galliani avrebbe gli argomenti per tentare un approccio diverso con il City, covando la speranza di smuovere le resistenze degli inglesi. VOLONTA' DECISIVA - Come si può ben intuire, sono davvero parecchi gli incastri da registrare, per di più nello spazio di pochi giorni. Ecco perché lo scenario attuale induce a pensare che se ne riparlerà a fine stagione. Tanto più che il desiderio di Balotelli è sempre quello di tornare in Italia e la sua preferenza resta chiaramente per il Milan. Già, ma c'è la prelazione in mano all'Inter, tirata nuovamente in ballo proprio dal club di corso Vittorio Emanuele qualche giorno fa? Ci ha pensato Raiola a disinnescarla, precisando che «esiste un accordo tra le due società, ma ciò non vieta al giocatore di scegliere un'altra destinazione». Anche la vicenda della "mala marcia", prima sollevata e poi chiarita da Berlusconi, deve essere data per definitivamente archiviata. «Tutto chiarito» , ha confermato l'agente, prendendosi però la licenza per una battuta: «Mario sa che è un momento difficile, sa che deve riconquistarsi il posto. Ma è comunque molto tranquillo, ovviamente non può essere contento di non giocare. Sta però gestendo la situazione in maniera diversa rispetto al passato, rispetto ad una mela marcia...». © riproduzione riservata


KAKA’ Beffa fiscale ma non è finita Gli esperti del Real hanno sconsigliato a Perez il prestito gratuito Galliani deluso: «Credo che non verrà». Si studia un’altra formula di Pietro Guadagno

MILANO - Kakà stop. E l'altolà, a sorpresa, è arrivato dal Real Madrid, a differenza di ciò che era emerso alla fine della scorsa settimana. «Per colpa di problemi di fiscalità, è saltata la trattativa. Rinunciamo al ritorno di Ricky» , ha annunciato Adriano Galliani ieri in serata. Il sogno rossonero si è arenato con una telefonata di Florentino Perez all'ad rossonero. Toni cordiali, ma messaggio preciso: i revisori del club Blanco non hanno dato l'approvazione all'operazione. Storia chiusa? Non si può mai dire, quando si tratta di mercato. Tutto può ancora accadere, visto che il canale tra Milano e Madrid è sempre aperto, alla luce dell'amicizia tra i due dirigenti, al momento però le probabilità di un ritorno del brasiliano sono davvero ridotte. Ernesto Bronzetti, in queste ore, proverà comunque a verificare Forse hanno l'esistenza di ulteriori margini di manovra, ma la verità è pesato anche le critiche in Spagna a che nello spazio di pochi giorni lo scenario si è tutta l’operazione. completamente ribaltato. Prima del week-end, infatti, lo Ora chiedono 20 stesso presidente delle "Merengue" aveva dato un milioni assenso di massima alla formula proposta dall'ad rossonero, vale a dire prestito gratuito fino al giugno 2015. Mentre era dall'entourage di Kakà che filtrava una certa perplessità rispetto all'idea di una sostanziosa decurtazione dell'ingaggio. DOPPIO SACRIFICIO - Perplessità venuta meno giusto ieri nel primo pomeriggio. Convinto con un enorme sforzo il padre Bosco Leite, ovvero il meno propenso a venire incontro alle esigenze del Milan, Kakà aveva infatti accettato di tagliarsi l'ingaggio da oltre 10 milioni di euro netti a quasi 6 a stagione (3 quelli per l'ultima parte di quella in corso). Doppio il sacrificio: da un lato, il club rossonero sfondava nuovamente il tetto degli ingaggi per cui era stato sacrificato Ibrahimovic la scorsa estate; dall'altro, per l'irresistibile desiderio di tornare nel luogo da cui aveva spiccato il volo, il giocatore dava il suo assenso a rinunciare ad oltre 10 milioni netti nell'arco di 30 mesi. «Ha fatto tutti gli sforzi possibili» , è stata la conferma di Galliani. TASSE In alto Ricardo Kakà, 30

OPERAZIONE INCOMPATIBILE - Già prima del sì del brasiliano, però, da anni, che pur di tornare al Milan Madrid stavano cominciando a soffiare venti poco favorevoli. Perez aveva aveva rinunciato a 10 milioni appuntamento con i suoi esperti nel tardo pomeriggio, ma qualcosa aveva netti di ingaggio. A sinistra cominciato a trapelare qualche ora prima. Senza trascurare inoltre l'atmosfera Adriano Galliani, 68 anni, che che si era venuta a creare in Spagna attorno all'operazione. Acquistato appena ieri mattina era ancora nell'estate del 2009 in cambio di 67 milioni di euro, il brasiliano stava per essere sicuro dell’arrivo del suo restituito alla squadra rossonera senza ricevere nulla in cambio. Dal punto di pupillo. Ma il problema fiscale vista mediatico si trattava di una vera e propria disfatta per il presidente del del Real ha congelato tutto Real, già sbeffeggiato da parte della stampa. Così, il parere dei revisori ha finito (Ansa) solo per chiudere il cerchio: un prestito di 30 mesi non è compatibile con il bilancio del club Blanco. Galliani, invece, aveva ipotizzato che conservando la proprietà del cartellino, le "Merengues" avrebbero potuto distribuire le perdite in base all'ammortamento, evitando una pesantissima minusvalenza. Soluzione alternativa? Che il Milan si ricompri il cartellino di Kakà (per 20 milioni?), ma è un'ipotesi al momento non percorribile. DELUSIONE E DISPIACERE - L'ad rossonero non ha nascosto la sua delusione. «C'è molto rammarico, sono giù di morale. Scusate» , ha ammesso davanti alla platea di un evento Panini a cui era intervenuto. Così, quando gli sono state fatte vedere le immagini di Kakà, Balotelli e Beckham, non ha potuto che sfoderare un


sorriso amaro, dichiarando: «Credo proprio che non arriverà nessuno dei tre» . Anche Kakà ha manifestato la sua delusione. Pensava che dimezzarsi lo stipendio sarebbe bastato per tornare a Milanello. Invece non se n'è fatto nulla. Esattamente come era avvenuto la scorsa estate. Ci sarà un altro tentativo © riproduzione riservata


A 18 ANNI Nel silenzio ecco Niang il baby promosso titolare MILANO (p.gua.) - Due gare consecutive da titolare in campionato. Per un ragazzo di appena 18 anni e un mese non è roba da tutti i giorni, soprattutto in una squadra come il Milan. Ma dopo le perplessità iniziali, dovute soprattutto a qualche eccesso di gioventù fuori dal campo, M'Baye Niang sta convincendo tutti dentro l'universo rossonero. «Voglio continuare a fare bene, sono in un buon momento e spero di proseguire allo stesso modo ha spiegato l'attaccante a Sky -. Non mi aspettavo di giocare così tanto nella mia prima stagione in rossonero, ma sono sicuro dei miei mezzi e non ho paura della pressione». Chi ha sempre avuto fiducia in lui è stato Allegri, che l'aveva gettato nella mischia la prima volta addirittura alla seconda giornata di campionato (BolognaMilan 1-3 dello scorso 2 settembre). «L'allenatore mi conosce e sa quando posso giocare. Se ha deciso di mandarmi in campo è perché crede che sia in grado di aiutare la squadra. Spero sia soddisfatto del mio contributo. Sono giovane, devo lavorare di più rispetto ad altri». Due parole sul mercato e quindi su Kakà. «E' un grande giocatore, per noi giovani sarebbe importante». A questo punto, a Niang manca soltanto la prima prodezza in campionato, dopo quella in Coppa Italia: « Speriamo di segnare presto, non ho ancora preparato alcuna esultanza particolare». p.gua. © riproduzione riservata


IL MILAN DEI SOGNI... IMPOSSIBILI?


Oggi Juve-Lazio. Strategie, ricavi, investimenti: due modi diversi di stare al vertice Dopo otto anni la sua austerity ha fatto scuola E’ secondo in A con 40 milioni di monte ingaggi e 90 di fatturato Dall’inviato Fabrizio Patania FORMELLO - Lotito combatte il calcio dei ricchi e la dittatura della disuguaglianza da quasi nove anni. «Non è più il tempo dei mecenati» disse appena entrato al comando della Lazio. Novanta milioni di fatturato, quaranta di monte-ingaggi lordo, secondo posto in classifica con 43 punti e la semifinale di Coppa Italia. La sfida totale alla Juventus di Agnelli si colora di profondi significati e fa tornare in mente uno dei suoi Spesso impopolare slogan preferiti. «L’assioma più spendi più vinci non è vero» . Lo diceva qualche anno fa, ha di fatto precorso quando era contestato ferocemente dai suoi tifosi, orfani di Cragnotti e figli di un calcio opulento e illusorio, capace di produrre debiti e stipendi non pagati. Veniva deriso e i tempi del fair play finanziario. E in criticato, le sue tesi respinte perché non ha mai risolto una campagna-acquisti staccando Lega ora lo un assegno da cento milioni, ma ne aveva altri 550 di debiti da ripianare. Oggi seguono l’imprenditore di Villa San Sebastiano è vicino all’appuntamento con la verità, la Coppa Italia e la Supercoppa del 2009 non gli bastano. Sono rimasti gli arabi del Manchester City e del Paris Saint Germain a far saltare il banco in Europa. Il calcio italiano, in termini di risultati e di gestione oculata, sta venendo dalla parte di Lotito e delle società (Napoli, Parma, Udinese, Atalanta e altre) che guardano al bilancio. Distanze ridotte perché le grandi, Juve esclusa, stanno passando al regime di austerity. Risanano, tagliano gli stipendi, persino il Milan ha cambiato schieramento nei rapporti di potere all’interno della serie A. E il processo di cambiamento è deflagrato in modo evidente Ha aperto i negozi venerdì scorso all’assemblea elettiva di Lega, quando 14 società hanno votato la ora aspetta lo stadio In due anni e conferma di Beretta. mezzo squadra rifatta con idee e competenza

INGAGG I - Agnelli all’opposizione del Consiglio di Lega, non era mai successo. E Lotito motore del governo di via Rosellini. Ma la contrapposizione, il confronto tra Juventus e Lazio vive anche nel modo di stare al vertice. La società biancoceleste è in crescita dal punto di vista economico. Ha costruito i negozi, ha aperto una radio e una televisione, aspetta di poter realizzare uno stadio di proprietà. Il fatturato è salito a 90 milioni, ma è quasi tre volte inferiore a quello della Juventus. Rispetto al famoso tetto dei 500 mila euro dei primi anni, oggi Lotito ha alzato gli stipendi. Ma si è permesso Klose, Hernanes, Marchetti e qualche altro big contenendo le spese: per il 2012-13 il monte ingaggi lordo è di 40 milioni con una crescita decisa rispetto alla stagione precedente. Le cessioni di Rocchi, Matuzalem e (forse) Zarate entro il 31 gennaio gli permetteranno di avere benefici in bilancio. Quasi 30 milioni ottenuti per Kolarov e Lichtsteiner Ne ha pagati 11 per Hernanes e Klose

MERCATO - Questa Lazio è un piccolo miracolo di ingegneria amministrativa e di competenza calcistica. La forza delle idee senza svenarsi o spendere cifre iperboliche. Il ds Tare l’ha ricostruita a partire dal gennaio 2010 pezzo per pezzo, sbagliando pochissimo, quasi niente. Una rifondazione avviata con Reja e proseguita con Petkovic. Restringendo l’analisi agli ultimi due anni e mezzo, Hernanes (11 milioni) è stato l’acquisto più costoso. Zarate, un vero flop, era stato riscattato nell’estate 2009: difficilmente, in futuro, Lotito tirerà fuori 20 milioni per un giocatore. Klose a parametro zero è l’acquisto di cui va più orgoglioso, ma anche Lulic (3,2 milioni) e Gonzalez (5) si sono rivelati degli affari. Con Biava, Dias e Ciani è stata messa su una difesa spendendo meno di 5 milioni. Quasi 30 milioni incassati con le cessioni di Kolarov e Lichtsteiner e poco più di 7 per rimpiazzarli con Konko e Lulic. Campagne acquisti e cessioni quasi sempre in equilibrio. Il sogno di Lotito: dimostrare che si può vincere anche spendendo poco, con una politica saggia e oculata. Se poi la nuova Lega otterrà la legge sugli stadi... © riproduzione riservata


Nuovo stadio e vivaio: è già un modello Non c’è solo la tradizione: Andrea ha fatto una rivoluzione. Vincente Dall’inviato Antonio Barillà TORINO - Andrea Agnelli presidente: tradizione e rivoluzione. Tradizione perché la Famiglia è legata alla Juve ormai da novant’anni e perché già avevano ricoperto la carica nonno Edoardo, papà Umberto e zio Gianni. Rivoluzione perché il suo insediamento ha coinciso con un maquillage radicale, necessario per cancellare anni di amarezze e ricostruire una squadra vincente. Subito tre mosse: l’ingaggio di Marotta forti tagli ai costi del gruppo, rifondazione con nuovi giocatori

PASSIONE - Era il 28 aprile 2010 quando John Elkann annunciò l’investitura: la Juve s’avviava malinconicamente verso il secondo settimo posto, confinata in Europa League e zavorrata da costi eccessivi, disillusa dopo un’infinità di promesse disattese. Era difficile, onestamente, immaginare un’ascesa rapida, un ritorno ai vertici del calcio, ma Andrea ci ha sempre creduto e s’è messo sotto, intrecciando passione e management. Prima mossa: Beppe Marotta al suo fianco. Seconda: smembramento di un gruppo di calciatori troppo pagati e poco decisivi. Terza: ricostruzione con eroi di provincia, base iniziale aspettando di riavere le risorse e l’appeal per sedurre i fuoriclasse. Nemmeno David Copperfield avrebbe potuto trasformare subito la zucca in carrozza, difatti la prima stagione è stata negativa. PREZZO - Un rischio calcolato, il prezzo dovuto al rinnovamento. Andrea ha insistito, non ha arrotolato il progetto, s’è fidato di se stesso e della società cambiata attorno a lui, ha ottenuto un Dal ritorno di Conte nuovo aumento di capitale e innestato nuovi campioni, li ha affidati a un giovane allenatore con la juventinità nelle vene. E ha bruciato i tempi, catturato i sogni: scudetto, alla valorizzazione zero sconfitte in campionato, finale di Coppa Italia e Supercoppa l’anno scorso; primato in della “cantera”, ha eletto la juventinità classifica, vittoria del girone di Champions, qualificazioni alle semifinali di Coppa Italia a segno distintivo quest’anno. CANTERA - Ha speso tanto, sul mercato, ma i risultati ripagano gli investimenti. E comunque non ha scialato, ha alternato buoni colpi a parametro zero, ha scelto tetti d’ingaggio rigidi (nessuno valica i 4 milioni, tranne Gigi Buffon che ne guadagna 6 per via del vecchio contratto), ha introdotto i bonus e spalmato gli esborsi, aperto una finestra sul futuro rastrellando giovani talenti: basti solo pensare, al di là dei ragazzini inseriti nella cantera, che il saldo dell’ultima campagna acquisti comprende anche le operazioni legate a Nicola Leali, Manolo Gabbiadini, Alberto Masi, Richmond Boakye... Non solo le vittorie sul campo: lo stadio porta 30 milioni di ricavi, presto sorgerà anche la cittadella

NUMERI - Gli investimenti effettuati - e questa è la vera forza di Agnelli - vanno però ben oltre l’organico: la Juve è stata la prima società italiana a inaugurare lo stadio di proprietà - un tesoro da 30 milioni a stagione -, ha aperto un museo che in sei mesi ha visto sfilare oltre centomila visitatori, è l’unico club ad aver istituito un liceo destinato ai suoi giovani calciatori, ha appena rilevato l’area della Continassa, attorno allo Stadium, per costruire la sua cittadella: comprenderà la nuova sede, un albergo-foresteria e il training center della prima squadra, ma anche una multisala, un centro fitness e residenze private. Una politica nuova, additata a modello, che già si riflette nei numeri: pur consuntivando una perdita di 48,7 milioni di euro (46,7 milioni in meno, comunque, rispetto a quella dell’esercizio precedente), il rendiconto al 30 giugno 2012 evidenzia infatti un significativo incremento dei ricavi (+24,2 per cento) e un incremento molto contenuto dei costi operativi (+5,1 per cento). © riproduzione riservata


GLI INCROCI DI MERCATO Duelli e schermaglie ma un solo affare tra i due: Lichtsteiner Dall’inviato VINOVO - In tre anni, sull’asse Lazio-Juventus s’è spostato un solo calciatore: Stephan Lichtsteiner. «Una faticaccia - il racconto divertito di Federico Pastorello, l’agente Fifa che curò la trattativa con il fratello-manager Marko - da una parte Lotito, sfuggente e ottimo negoziatore; dall’altra Marotta, uno che sta attento non al milione ma al centomila euro».

FRECCIA - Nessun’altra operazione comune. Tanti incroci, qualche abboccamento senza seguito, un’infinità di indiscrezioni non confermate, una volata vinta dalla Juve... o forse no: vinta dalla Lazio. Già, perché la prima grande sfida, all’alba della presidenza Agnelli, fu combattuta attorno a Jorge Andréas Martinez, al tempo freccia del Catania: il patron biancoceleste s’era innamorato e sembrava vicinissimo alla firma, invece si inserì Marotta e dopo un lungo braccio di ferro la spuntò. Sul momento sembrò uno smacco (nel senso buono delle dinamiche di mercato), ma l’esterno uruguaiano, complici gli infortuni, non è mai riuscito a mantenere le promesse, così, a conti fatti, è stato Lotito a sorridere riflettendo sui 12 milioni risparmiati. GOSSIP - I tabloid inglesi spingono adesso la Juve sulle tracce di Frank Lampard, abbinato ai biancocelesti, e in Francia sussurrano che Lisandro Lopez, obiettivo bianconero, piace alla Lazio. Gossip puri, schermaglie fragili: Marotta non ha mai pensato al centrocampista inglese e Lotito ha spiegato a chiare lettere di non aver «mai cercato l’attaccante argentino».

SOSPETTO - Da registrare, infine, il primo sospetto espresso dal patron biancoceleste davanti alla recalcitranza di Modibo Diakité a firmare il rinnovo: «La Lazio gli ha offerto un contratto tre volte superiore a quello che percepisce, ma lui vuole andare a Juve, Milan o Inter». «Su di noi - replicò Marotta, più che alle parole di Lotito alle supposizioni dei media - ci sono spesso titoli roboanti e ci sono state attribuite delle mosse scorrette che smentisco categoricamente. Ad esempio non abbiamo mia parlato con Diakité che è un giocatore della Lazio e non arriverà alla Juventus». a.ba. © riproduzione riservata


Santopadre «Dico grazie a Luciano: è un miracolo» ROMA - «E’ stato un miracolo». Vincenzo Santopadre, papà della piccola Giulia, risponde al telefono, ricorda quei momenti con voce tremula: «Sì, è stato un miracolo. Ringrazieremo Luciano Zauri per sempre, è impensabile non farlo. E’ stato eroico, ha dimostrato di avere un istinto paterno sviluppato. Ci siamo risentiti al telefono oggi (ieri, ndr) , non smetto di dirgli grazie». Santopadre, classe 1971, ex tennista, è marito di Karolina Boniek, figlia del celebre Zibì. Giulia è la loro piccola, è miracolata. Santopadre, come sta Giulia? «Sta bene, ma lo choc è stato fortissimo. Giulia ha dormito con me e mia moglie nella notte dell’accaduto, era spaventata. Non è andata a scuola, sa che ha rischiato la vita, ci ha detto “ho pensato di morire”». Povera piccola, ha vissuto un incubo. «L’importante è che sia andato tutto bene, ha riportato solo un graffio alla schiena. Momenti infernali». Immaginiamo il vostro spavento... «Giulia era andata in bagno, dopo poco tempo abbiamo visto la sua amichetta venirci incontro gridando “aiuto”. Ho raggiunto mia figlia, tutto mi sarei aspettato tranne che vederla sprofondata in un pozzo. Urlava “salvatemi”. C’era tanto buio, lei ne ha paura. Ho dato l’allarme». Zauri è intervenuto subito. «Era nel ristorante, mi ha sentito urlare, cercavo una corda. Non sono sceso subito nel pozzo per paura di cascare addosso alla bambina. Luciano è stato bravissimo, si è calato, si è aiutato con i piedi incastrandoli nei muri. Ha sentito dire a mia figlia “sto per morire, non ce la faccio”. Giulia aveva l’acqua al collo. Luciano l’ha fatta salire sulle sue spalle, quando l’ho abbracciata ho provato un’emozione unica». d.r. © riproduzione riservata


CONTE «Juve in crisi? Sono tranquillo Io vedo altro» Juventus-Lazio sfida per grandi Dall’inviato Antonio Barillà VINOVO - Juve a pezzi. Non ci sarà nemmeno Sebastian Giovinco. I convocati si conosceranno solo stamani, ma l'esclusione, in seguito all'affaticamento ai flessori, è scontata. Come d’altronde quella di Andrea Pirlo e dei lungodegenti Simone Pepe, Giorgio Chiellini e Niklas Bendtner: « In questo momento ho a disposizione quattordici-quindici giocatori più i Primavera - sospira Antonio Conte - dovremo fare quadrato e sopperire all'emergenza. Sono sereno, però, perché i ragazzi sanno tutti cosa fare: giochiamo sempre vincere, saremo costretti agli straordinari ma proveremo a passare il turno ». «Si giudica in base ai risultati. Leggo la classifica: siamo primi con 5 punti di vantaggio»

RIFINITURA - Le complicazioni maggiori in attacco: « Quagliarella è squalificato e dovrò valutare Vucinic, che arriva da 90' intensissimi: ho solo Matri al meglio, devo riflettere se avanzare un centrocampista con caratteristiche offensive. Pogba? In quella posizione non lo vedo... ». Nella rifinitura effettuata ieri, è stato provato Marchisio, ma va detto che il suo impiego dipenderà dall’esito di un ultimo test fisico: se tutto sarà confermato, in mediana agiranno Emanuele Giaccherini e Simone Padoin, con Pogba in regìa. L’alternativa è proprio Giaccherini che è si è visto nel finale di partitella. Sicuro il ritorno di Federico Peluso dopo il debutto in chiaroscuro con la Samp (« Ma per me ha fatto un’ottima partita » rimarca il tecnico): probabile che copra la fascia sinistra di centrocampo, con Luca Marrone in difesa accanto ad Andrea Barzagli e a uno tra Leo Bonucci e Martin Caceres. A destra, è favorito Mauricio Isla, ma interpretare la formazione, tra infortuni e acciacchi, è difficile. SPESSORE - Alla Lazio, Conte dedica belle parole: « E’ una squadra forte, compatta e ordinata, che chiude tutti gli spazi e riparte per cercare il gol: ha ottimi giocatori, di spessore ed esperienza. Lotterà fino in fondo con lo scudetto e proverà come noi ad andare avanti in Coppa Italia. «I ragazzi sanno Questa Lazio è figlia di quella dell’anno scorso di Reja, che tenne bene fino a quando tutti cosa fare Dovremo sopperire non ci furono gli infortuni: su quella base, sono stati effettuati nuovi innesti e c’è stato all’emergenza l’apporto tecnico-tattico, oltre che di mentalità, di Petkovic. Devo ammettere che non Vogliamo vincere» conoscevo il tecnico, gli invidio il fatto che abbia potuto fare tante esperienze all'estero: sta facendo bene e gli faccio i complimenti ». In campionato, allo Juventus Stadium, è finita in parità: « Meritavamo di vincere, ma lo zero a zero è anche segno della compattezza della Lazio. In Coppa hanno un leggero vantaggio perché giocheranno in casa la gara di ritorno, però non ci sono problemi per l’inversione: esiste un regolamento e va rispettato ». CLASSIFICA - La Juve si presenta rigenerata dalla larga vittoria sull’Udinese: « Leggevo la classifica - scuote la testa Conte - e mi chiedevo: ma di cosa stiamo parlando? Siamo primi con 5 punti di vantaggio, abbiamo il miglior attacco e la miglior difesa, ci aspetta la semifinale di Coppa Italia e siamo agli ottavi di Champions da primi del girone. In queste settimane, ho sentito qualche critica di troppo: qualcuno ha parlato di crisi perché non siamo riusciti a vincere le prime due partite dell’anno nonostante le prestazioni. Si giudica in base ai risultati, lo so, ma io sono tranquillo e guardo quello che abbiamo fatto. Anche l’anno scorso abbiamo rallentato a gennaio, mi auguro che quest’analogia ci porti di nuovo a vincere lo scudetto ». © riproduzione riservata


PETKOVIC «Lazio, voglio ancora di più Crediamoci» Dall’inviato Fabrizio Patania FORMELLO - Nella Coppa di Svizzera s’era esaltato e aveva cominciato a farsi conoscere guidando il Malcantone Agno sino ai quarti di finale nella stagione 2003/04. Il Bellinzona di Petkovic, quattro anni più tardi, centrò l’ingresso in semifinale. Ora Vlado con la Lazio ha messo nel mirino la finale di Coppa Italia: deve provare a eliminare la Juve, piegando Conte e i campioni d’Italia in 180 minuti. Sarebbe il primo successo per il tecnico di Sarajevo, capace di bucare la diffidenza con cui era stato accolto dal nostro calcio a luglio e di arrivare in fondo al torneo. Ci tiene e sta provando a trasmettere una fame infinita ai «Sono partite belle suoi giocatori. «Sono partite belle, emozionanti. Si gioca sui 180 minuti, si deve lottare emozionanti, sui 180’ può succedere per ogni gol segnato o non subìto. I dettagli possono essere decisivi per la qualsiasi cosa qualificazione» ha spiegato Petkovic, pragmatico, deciso a superare il turno. «Mancano Serve intelligenza» poche partite per ottenere qualcosa di importante in Coppa Italia. Vincendo possiamo garantirci la qualificazione europea, che non è poco pur essendo in corsa in tre competizioni. Ma così si può dare una bella impronta alla stagione» .

TESTA - Servirà una Lazio tonica e decisa per l’intera partita. Niente distrazioni. «Voglio una squadra disciplinata, ben organizzata, consapevole e pronta a sfruttare le occasioni da gol che si presenteranno. Occorre una partita intelligente, ma senza chiudersi troppo indietro. Vogliamo centrare un buon risultato per provare ad andare avanti» ha aggiunto. «La Juve è la squadra più forte del campionato, l’ha dimostrato e ora è anche tornata in forma. Ma la Lazio sta andando bene: abbiamo due punti di media a partita, è un ottimo cammino, da quindici partite non perdiamo e prendendo in considerazione i risultati delle ultime dodici giornate di campionato saremmo primi in classifica. Per quanto siamo riusciti a fare, dico chapeau alla Lazio dei miei ragazzi, ma vogliamo ancora di più» . «Fuori o in casa la prima sfida non fa differenza. Noi dobbiamo avere spirito battagliero»

GIOCO - Dovrà cercare di strappare un bel risultato per giocarsi la qualificazione tra una settimana all’Olimpico. «Fuori o in casa la prima partita non fa differenze. Centrando un buon risultato nella semifinale d’andata, si può anche calcolare qualcosa per il ritorno e in casa, se hai bisogno, è più facile spingere, ma saranno due partite di novanta minuti e alla fine passerà il migliore. Cercheremo di essere migliori della Juve in questi 180 minuti» . Due mesi fa aveva resistito, strappando lo 0-0 allo Juventus Stadium. Difesa compatta, tre parate super di Marchetti, ma niente occasioni. Questa volta sarebbe il caso di aggiungere la prestazione al risultato. «Il risultato è importante, ma anche a Palermo sono soddisfatto di come la squadra ha tenuto il campo per sessanta-settanta minuti. Contro la Juve dovremo avere la massima concentrazione e giocare sempre a testa alta. Rispetto alla partita di campionato, spero che la Lazio riesca a proporre più gioco ed a confermare lo stesso spirito battagliero» .

TRASFERTE - Quattro vittorie esterne in campionato, fuori casa la Lazio deve migliorare, non esibisce ancora la stessa personalità dell’Olimpico. «A Palermo ci sono stati errori individuali, forse abbiamo sbagliato ad attaccare troppo alto con la linea difensiva. Abbiamo perso le marcature nel momento decisivo. Ci sono tante squadre che hanno fatto più punti della scorsa stagione, ci sono più squadre che lottano per entrare in Champions. Fuori dobbiamo migliorare, ma è normale, tutte in casa danno più pressione». © riproduzione riservata


LA FORMULA Il programma delle semifinali l ANDATA - Oggi Juventus-Lazio (20.45 Rai1). Domani: Roma-Inter (20.45 Rai1), arbitro De Marco di Chiavari; guardalinee Bianchi-Padovan, IV uomo Celi. l RITORNO - Martedì 29/1 Lazio-Juventus. Mercoledì 17/4 Inter-Roma. l REGOLAMENTO - In caso di parità nei 180’, valore doppio alle reti in trasferta, se sussiste parità, supplementari (anche qui valore doppio alle reti esterne) ed eventuali rigori. l FINALE - 26 maggio 2013 (o 1 giugno), gara unica allo Stadio Olimpico di Roma. l MARCATORI - 3 reti: Thiago Ribeiro (Cagliari); Filippini (1 rig.) (Cremonese); Dionisi (1 rig.) (Livorno); Clemente (1 rig.) (Perugia). l ALBO D’ORO - La Coppa Italia 2011-12 è stata vinta dal Napoli. La Juve e la Roma vantano 9 successi. Seguono: Inter 7; Fiorentina 6; Lazio, Milan e Torino 5; Napoli e Samp 4; Parma 3; Bologna 2; Atalanta, Genoa, Vado, Venezia e Vicenza 1.


LE ULTIME JUVENTUS A disposizione: 1 Buffon, 34 Rubinho, 19 Bonucci, 26 Lichtsteiner, 23 Vidal, 11 De Ceglie, 29 Vucinic, 35 Beltrame, 36 Rugani, 37 Schiavone, 38 Paul Garcia Indisponibili: Bendtner, Chiellini, Giovinco, Pepe, Pirlo (infortunati); Asamoah (Coppa d'Africa). Squalificati: Quagliarella. Diffidati: Vidal, Vucinic. l ULTIMISSIME - Conte diramerà stamani l'elenco dei convocati. Pirlo non recupera e anche Giovinco resta fuori. Ha una sola punta: Matri. LAZIO A disposizione: 1 Bizzarri, 84 Carrizo, 26 Radu, 5 Scaloni, 78 Zauri, 32 Brocchi, 6 Mauri, 25 Rozzi, 18 Kozak Indisponibili: Konko, Stankevicius, Ederson, Onazi, Klose. Squalificati: Dias. Diffidati: l ULTIMISSIME - Klose e Konko si sono arresi, Radu è entrato in lista ma resta in dubbio e forse andrà in panchina. Petkovic orientato per la difesa a tre: Hernanes, Mauri e Candreva si giocano due posti tra i titolari. l PREZZI - Euro 25, 20.


IL DIFENSORE RACCONTA I MOMENTI CON LA PICCOLA NIPOTE DI BONIEK Zauri: Ho salvato Giulia, poteva essere mia figlia di Daniele Rindone

ROMA - Non ha i poteri di Superman né il mantello di Batman, ha coraggio e un cuore grandi. Festeggiava il suo trentacinquesimo compleanno, era a pranzo. Ha salvato una bambina di sette anni, la piccola Giulia Santopadre, figlia di Vincenzo (ex tennista italiano) e Karolina Boniek (erede di Zibì, l’ex campione polacco). E’ successo tutto domenica nel ristorante “Met” a Ponte Milvio, l’eroe è Luciano Zauri: «Non voglio prendermi meriti. La bimba è stata eroica, ha lottato fino alla fine, mi ha ascoltato» , ha raccontato ieri il difensore della Lazio, ex capitano biancoceleste. Giulia, dopo essere andata in bagno, è sprofondata in un pozzetto di quattro metri a causa del cedimento di un’asse posta provvisoriamente sul pavimento. Si stava specchiando, era insieme ad un’amichetta, s’è ritrovata «Piangeva, aveva immersa nell’acqua sino al collo. Zauri è intervenuto paura ma è stata dopo aver udito le urla dei genitori della piccola, è stato bravissima e lucida» I proprietari prontissimo. Giulia ha riportato alcune escoriazioni, è del locale si sono stata medicata al Policlinico Gemelli, sta bene. scusati

IL RACCONTO - Zauri ha rivissuto quell’incubo ieri, parlando a Lazio Style Radio: «Mi sono trovato in mezzo a una situazione particolare, per fortuna si è risolta nel migliore dei modi. Avevamo quasi finito il pranzo, ad un certo punto nel ristorante si è scatenato il panico. Alcune persone correvano verso il bagno gridando “è caduta una bambina”. Sotto il lavandino si era aperta una voragine, la piccola era sprofondata, urlava, piangeva, era tutto buio. Una scena incredibile, non la scorderò mai» . Luciano è rimasto lucido: «Ho cercato di vedere cosa si potesse fare senza compiere gesti inconsulti. Ho provato a calarmi giù appoggiandomi con la schiena e aiutandomi con le travi. Col telefono ho illuminato il pozzo, la bambina aveva solo la testa fuori dall’acqua. EROE PER UN GIORNO La piccola, una ragazzina super intelligente, si è aggrappata a me, le ho fatto Luciano Zauri, 35 anni mettere i piedi sulle mie spalle. Quando è uscita ha potuto abbracciare il padre» . La famiglia Santopadre ringrazierà sempre Zauri, è stato protagonista di un gesto coraggioso: «E’ stato un gesto istintivo, fatto anche con un pizzico d’incoscienza, ma bisognava farlo. Ho preso la piccola per un braccio, lei è venuta verso di me, l’ho abbracciata e rassicurata prima di farla salire sulle spalle» . Il gesto di Luciano ha fatto il giro del Paese, tutta l’Italia ieri l’ha cercato per intervistarlo: «In quei momenti non ragioni molto, la bimba urlava, piangeva. Ho una figlia di 4 anni e mezzo, è come se in quel pozzo avessi visto lei. Ho fatto ciò che tutti avrebbero fatto. Ho ricevuto tanti ringraziamenti, è l’ultima cosa da dire, tutti volevamo che Giulia stesse bene. E’ andata benissimo per fortuna» .

IL MET - Il ristorante “Met” ieri ha diffuso una lettera di scuse: «Quali proprietari del Ristorante Met esprimiamo tutta la nostra solidarietà alla famiglia Santopadre per quanto accaduto domenica pomeriggio alla piccola Giulia. La circostanza è avvenuta in modo assolutamente imprevedibile in quanto la porzione di pavimento che è crollata si trovava sotto ad una consolle all’interno del bagno delle signore, pertanto in un’area non calpestabile. Stiamo ovviamente facendo di tutto, di concerto con vigili del fuoco e polizia municipale, al fine di ripristinare e mettere in sicurezza l’area nella quale non sapevamo ci fosse un pozzo e proprio per questo stiamo verificando le eventuali responsabilità. Vogliamo esprimere tutta la nostra gratitudine a Luciano che ha consentito l’immediato recupero della piccola Giulia prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. A Vincenzo e Karolina chiediamo pubblicamente scusa per quanto accaduto confermando la nostra completa disponibilità per qualunque cosa si ritenga necessaria» . © riproduzione riservata


LA JUVE E CASTILLO TRATTANO Il bomber del Cile U.20 può sbloccare Immobile o Borriello: atteso il manager Dall’inviato Antonio Barillà VINOVO - L’annuncio è sempre più vicino, Fernando Llorente vestirà di bianconero. «Non ci nascondiamo - conferma l’ad Beppe Marotta - : abbiamo informato l’Athletic Bilbao del nostro interesse e sono ottimista, comunque giocherà con noi dal primo luglio». Niente da fare, dunque. Il presidente basco Josu Urrutia non vuol saperne di anticipare l’addio: pazienza se è l’ultima occasione per raggranellare qualcosa da un calciatore ormai perduto. Niente da fare: la Juve insiste ma non s’illude. Come per Didier Drogba, al quale ha fatto pervenire una proposta chiara (sei mesi con ingaggio di 3,5 milioni più bonus: «La Juve proverà fino all’ultimo» garantisce Davide Lippi, che ben conosce la realtà cinese) e per Lisandro Lopez, raggiungibile soltanto se l’Olympique Lione accetterà la Se arriva l’ok, al formula del prestito. ragazzo verrà proposto il Genoa Resiste la pista Drogba E Marotta conferma: «Llorente da noi a luglio»

SCUDETTO - E allora? Cosa succede a gennaio? «Spero che questa finestra di mercato sia abolita - sibila Marotta, proseguendo la sua chiacchierata a Radio 24 perché le trattative vanno avanti per un mese e creano dinamiche sbagliate, con i procuratori che cercano di sistemare i loro assistiti Ignacio Castillo è nato che giocano poco» . Poi sintetizza: «La Juventus farà qualcosa se avremo la Nicolas a Santiago del Cile il 14 possibilità di migliorare un gruppo che ha vinto lo scudetto». Il fatto è che una febbraio 1993: gioca punta serve con il pane. Stasera, contro la Lazio, l’unico abile arruolato è nell’Universidad Catolica (Ap) Alessandro Matri, e se Antonio Conte glissa ( «Non penso ai rinforzi: sono concentrato sulla Coppa Italia, poi penserò alla partita di campionato» ), l’ad e il coordinatore dell’area tecnica Fabio Paratici lavorano sodo per completare, se non impreziosire, il reparto. Contatti con il Genoa che suggerisce due opzioni: il ritorno in prestito di Marco Borriello, di proprietà romanista, oppure di Ciro Immobile, gestito in comproprietà. Peccato che il presidente Enrico Preziosi alzi un muro: «Ho parlato chiaro con Marotta - confida a Sky - e ho detto che ne parleremo a giugno. Immobile è importantissimo per il Genoa, così come Borriello, quindi non voglio neanche discutere: non cediamo nessuno, casomai cercheremo una quarta punta».

RESISTENZE - Eppure, uno spiraglio c’è ancora. Perché Genoa e Juve potrebbero definire congiuntamente l’ingaggio di Nicolas Castillo, gioiello dell’Universidad Catolica e del Cile Sub 20: nei prossimi giorni è atteso in Italia il suo agente Alejandro Santisteban e se l’operazione dovesse andare a buon fine, con il ragazzo destinato al Genoa, le blindature di Borriello o Immobile potrebbero incrinarsi. Candidato anche Manolo Gabbiadini, in compartecipazione tra Juve e Atalanta, però bisogna fare i conti con le resistenze del Bologna che lo detiene in prestito. MANAGER - Decisivi i prossimi giorni, anche perché la partita di campionato tra Juve e Genoa offrirà una nuova occasione d’incontro ai dirigenti. Nel frattempo, l’ad bianconero tiene i rapporti con i manager che hanno ricevuto mandato per approfondire le posizioni di Llorente (subito), Drogba e Lisandro Lopez. Se dovessero sfumare, il top player sarà rinviato a giugno, quando oltre a Llorente, se ci sarà la possibilità di investire, saranno fissati altri obiettivi: da Luis Suarez ad Alexis Sanchez. Di sicuro, non Edinson Cavani: «E’ imprendibile per noi come per qualsiasi squadra italiana: può essere preso solo da arabi e russi» . Nel frattempo, l’ad si gode Paul Pogba ( «Ha fatto vedere di che pasta è fatto, ora subentra la testa: però garantisco per lui, è un ragazzo per bene, con cultura sportiva» ) e definisce importanti rinnovi: per primo (l’annuncio è questione di ore), quello di Gigi Buffon fino al 2015. © riproduzione riservata


DOPO LE AVVISAGLIE LANCIATE DAL CAPO DELLA POLIZIA MANGANELLI ABETE: SCOMMESSE, ALTRI MESI IMPEGNATIVI Il presidente federale: «Dovremo ridisegnare il quadro normativo, se non fossi preoccupato sarei irresponsabile» di Antonio Maglie

ROMA - Giancarlo Abete apre l’ombrello perché sul fronte delle “scommesse” nei prossimi mesi diluvierà. L’annuncio lo aveva dato il capo della polizia, Antonio Manganelli. Ieri il presidente federale ha confermato dai microfoni di “Radio anch’io-lo sport”: «Ci attendono altri mesi impegnativi». La tempesta continua fra tuoni fulmini e saette. Abete prova a tenere la rotta confermando, comunque, che questo scandalo cambierà il sistema della giustizia sportiva. Lo dice senza reticenze: «Si sta creando una giurisprudenza sul fenomeno che poi ci consentirà di ridisegnare il quadro normativo». Lo aveva anticipato nel corso dell’assemblea che lo ha confermato al vertice di via Allegri. Nell’attesa di nuove regole, il presidente rinforza gli ormeggi: «Se non fossi preoccupato sarei un irresponsabile». Chi pensava si fosse giunti alla coda della tempesta, dovrà ricredersi: la fine non è vicina. «Noi conviviamo con le indagini da venti mesi», dice Abete un po’ sconfortato. © riproduzione riservata

MESSAGGIO - Ma il presidente federale ci tiene a lanciare un messaggio a Simone Farina, l’ex giocatore del Gubbio che ha contribuito a scoperchiare questo pentolone ribollente e maleodorante. Alla Federazione è stata contestata una certa insensibilità per il fatto che il ragazzo sia stato costretto a emigrare per trovare lavoro: «Per lui le porte della Federazione sono aperte». E per azzerare definitivamente le critiche ha aggiunto: «Abbiamo bisogno di persone di qualità e ancora prima che facesse la sua scelta era consapevole che qui c’è una Federazione su cui può contare».

FRENATA - Ma questi sono giorni di polemiche sul fronte del razzismo. Il caso lo ha fatto deflagrare Boateng fermando l’amichevole con la Pro Patria. Ma dopo le solidarietà immediate, ora subentrano i ripensamenti. Anche perché la scelta di Boateng ha fatto scuola inducendo il Casale ad abbandonare il campo dopo il presunto insulto a Ribeiro. Ora il calcio ha paura che subentri l’anarchia, che si comincino a fermare con eccessiva disinvoltura le gare. E così il presidente federale ricorda che il potere di fermare una partita «spetta al responsabile dell’ordine pubblico non all’arbitro». E in maniera ancora più chiara sottolinea: «E’ stato comprensibile il gesto di Boateng ma dobbiamo ricordare che esiste una norma: si tratta di una circolare ministeriale, non di una regola sportiva. L’interruzione definitiva di una partita non può essere decisa soltanto dall’arbitro». © riproduzione riservata


LA SUA CARRIERA

Nicola, nuovo re di Bari ha conquistato con i gol Torrente e anche Mangia BARI - Nicola Bellomo nuovo re di Bari, ma soprattutto re di se stesso. Sta bene nei suoi panni, si sente al posto col mondo. Di sicuro è ormai dimenticata la “scappatella” dalla Lucchese, dove era stato mandato in prestito, per non lasciare sola la mamma. Orfano di padre che non aveva fatto in tempo a conoscere venne subito perdonato trovando il suo trampolino di lancio a Barletta con 33 presenze e sei gol. Riportato a Bari Bellomo ha avuto un rendimento altalenante nella scorsa stagione (16 partite, 6 gol) maturando quest'anno sotto tutti gli aspetti. Non solo trovandosi in una squadra che sbaglia montagne di gol ha realizzato la bellezza di sei reti in sole venti gare, un bottino pesantissimo per un centrocampista con tutti i compagni pronti a fargli un bell’altarino. Una vita non facile (è orfano di papà) è un bravo ragazzo: unisce simpatia al grande talento

LO SGARBO A ZEMAN - Le sorti del Bari, questo Bari, costretto a fare i conti con ben sette punti di penalizzazione, sono state in gran parte affidate ai suoi piedi. Perché gira e rigira il problema di tutte le squadre è sempre quello: avere davanti qualcuno che anche da fuori area la butta dentro. Ne sa qualcosa Zeman che l’anno scorso vide il suo Pescara, frastornato dalla scomparsa di Franco Mancini, battuto da una straordinaria prodezza di Bellomo che beffò il portiere da cinquanta metri. Torrente che di giovani se ne intende, facendo di necessità virtù, lo ha utilizzato spesso davanti, ma lo considera essenzialmente un regista avanzato con un destro al bacio. CHE TIFO A SCUOLA - Sempre più uomo simbolo di un Bari-simpatia, Bellomo è uno dei giovani più estrosi del nostro campionato. Non poteva sfuggire a Devis Mangia che dopo averlo seguito nell’Under 20 gli ha spalancato le porte dell’Under 21. La consacrazione ufficiale del suo indiscusso valore. Invocato dai tifosi appena rimesso piede in città venne accompagnato dal diesse Guido Angelozzi e dall’addetto stampa Fabio Foglianese alla scuola elementare "G. Rodari" del rione Japigia facendo il giro delle classi accompagnato dalla direttrice Anna Maria Lagattolla. Il sogno di Dennis, uno scolaro di 10 anni. A lui e e a Riccardo, entrambi con problemi psichici, Bellomo ha regalato due maglie autografate. Poi tutti in palestra, che era tappezzata da disegni sul Bari a libera interpretazione. ANCHE AZZURRINO - Bellomo non dimentica il suo debutto a Terni nell’Under 21 arricchito anche da un gol che dovrebbe portarlo a far parte della ristretta lista degli azzurrini per il campionato europeo di categoria in programma in Israele a giugno. vera. Una grande gioia che lo portò a raccontarsi con piacere. « E’ logico che fossi un po’ emozionato, ma poi mi sono sciolto. Ho fatto gol, credo di aver giocato una buona partita. E’ mancata solo la vittoria, ma ci sta. Sinceramente non pensavo di rimanere in campo per tutti novanta minuti. Meglio cosi perché ho avuto maggiori possibilità di mettermi in mostra ». Adesso però è pronto a rimettersi il Bari sulle spalle per portare la squadra ad una placida salvezza. Il Bari è pronto a cedere la sua metà ma solo a condizione che il giocatore venga lasciato a Torrente sino alla fine del campionato. ant.gui.


OGGI NUOVI ESAMI De Rossi ko c’è la lesione Ora rischia di star fermo per un mese ROMA - Niente Inter e purtroppo già si era intuito domenica notte, osservandolo zoppicare mentre usciva dallo stadio. Ma la notizia del giorno è che Daniele De Rossi sicuramente non giocherà nemmeno a Bologna e, salvo prodigiosi recuperi, contro il Cagliari venerdì primo febbraio. LESIONE - De Rossi ha una lesione ai muscoli flessori della gamba destra. Nella parte posteriore della coscia, per essere più chiari. La sua gravità verrà accertata oggi attraverso gli esami strumentali, che daranno una sentenza inappellabile. Non è stato possibile sottoporlo ieri ai macchinari perché quando si tratta di infortuni muscolari i medici della Roma preferiscono aspettare 48 ore. Ma se fosse accertata una lesione di primo grado, un piccolo stiramento, lo stop sarebbe di un paio di settimane. Se invece la lesione fosse più seria, De Rossi dovrebbe fermarsi circa un mese. CIRCOSTANZE - La coscia si è bloccata durante un allungo nel finale del primo tempo. Oltre al danno, per la Roma c’è stata anche la beffa visto che l’Inter ha segnato all’ultima azione quando De Rossi aveva già chiesto il cambio. «Si era fatto male un minuto prima» raccontano a Trigoria. Chissà cosa sarebbe successo se Zeman fosse riuscito a sostituirlo o se, al limite, Balzaretti avesse buttato il pallone in fallo laterale per permettere i soccorsi. Magari Guarin non sarebbe andato via a Castan e Marquinhos e Palacio non avrebbe pareggiato. Rimpianti inutili ormai. RINCORSA - Inutili anche per De Rossi, che ha già cominciato la fisioterapia per ritrovare al più presto l’efficienza agonistica. Ieri già camminava abbastanza bene, pur sentendo dolore, e questo è un segnale che fa ben sperare. Ma il suo obiettivo credibile, al momento, è la partita del 10 febbraio in casa della Sampdoria. rob.mai. © riproduzione riservata


LA TRATTATIVA

Lotta a due con l’Inter giallorossi in vantaggio è solo questione di ore di Roberto Maida

ROMA - Non ha ancora 22 anni e nemmeno un eloquio da star. Eppure è il giocatore che, in tempi di crisi, più eccita il mercato italiano d’inverno: Nicola Bellomo, classe ‘91, arrivato da poco nel giro dell’Under 21, è finito al centro di un’asta che oppone le duellanti della semifinale di Coppa Italia di domani: Roma e Inter. LA SITUAZIONE - La Roma è ancora in vantaggio nella corsa, grazie alla segnalazione di Zeman che ha convinto Sabatini a muoversi con l’amico del Bari, il ds Guido Angelozzi. Sabato, anzi, sembrava che l’affare fosse stato chiuso a 2 milioni per la comproprietà più il prestito del terzino Frascatore (ora Sabatini si è mosso al Sassuolo) che si aggiungeva a quello di Tallo, già passato al Bari. Invece un intervento improvviso dell’Inter, che aveva appena ceduto Sneijder al Galatasaray monetizzando una col ds dei pugliesi cifra importante, ha trovato terreno fertile nelle simpatie di Bellomo, che è tifoso interista, e Angelozzi e può partire per Milano del procuratore Davide Lippi, che tratta con tutti senza chiudere la porta a nessuno: per chiudere «Stiamo lavorando...» dice. Ci mancherebbe: la Roma, con Zeman, mica sarebbe male. INTRIGO - Sullo sfondo c’è il Bari a sollecitare le offerte. Angelozzi adesso ha fissato il prezzo a 5 milioni, o 2,5 per la metà, chiedendo se possibile di trattenere Bellomo fino alla fine del campionato di serie B, in cui ha già segnato 6 gol. Chi si avvicina di più alle richieste, si porta a casa il ragazzo. Nelle scorse settimane avevano provato a inserirsi anche il Genoa, con un’offerta respinta da 1,8 milioni per la metà, e il Milan, che ha fatto un sondaggio e aspetta di capire le mosse delle rivali. Ma ormai sembra una lotta a due, con la Roma avvantaggiata dal fatto di essersi mossa prima con convinzione sul giocatore: di sicuro Bellomo non si opporrebbe alla prospettiva di crescere con Zeman, che già lo aveva cercato per il Foggia nel 2010. A Trigoria sono convinti che l’Inter, distratta dal caso Sneijder, sia entrata in scena troppo tardi. Pochi giorni, forse poche ore, e sapremo. IL TERZINO - Ieri Sabatini era a Roma ma è pronto a partire per Milano dove potrebbe esserci l’appuntamento definitivo per le firme del contratto. Ma non sarà l’unica operazione: sul suo block-notes, già dalla scorsa estate, è rimasta evidenziata la necessità di un terzino che sarà colmata entro il 31 gennaio. Ieri alla Roma sono stati offerti due giocatori, che sono in corso di valutazione: il tedesco Andreas Beck dell’Hoffenheim (’87), già nel giro della Nazionale, e lo svizzero Philippe Koch (’91), che gioca nello Zurigo e nella sua Under 21. Si vanno ad aggiungere alla lista dei giovani che Sabatini ha fatto seguire. In Italia invece rimane l’opzione Cassani, che però la Fiorentina non lascia partire in prestito gratuito. Abbandonata per ragioni di budget sembra la pista Santon (Newcastle). USCITE - Tra le possibili cessioni, Stekelenburg e Marquinho sono in freezer mentre sono tantissime le offerte per Nico Lopez, che ha attirato l’attenzione con i 5 gol segnati nel Sudamericano Under 20. Lo vogliono Torino, Udinese, Catania e Cska Mosca. La Roma lo darebbe, in prestito. Ma solo se arrivasse subito Bellomo. © riproduzione riservata


LA SUA STORIA

Lui come Cassano dalla città vecchia al calcio dei grandi di Antonio Guido

BARI - Per uno che è cresciuto col mito e nel regno di Cassano ritrovarsi nel mirino di Roma e l’Inter, la prima e l’ultima squadra di FantAntonio, deve essergli sembrato un sogno. Ma adesso che si è aperta l’asta per assicurarsi la metà del suo cartellino che appartiene al Bari Nicola Bellomo non sta più nella pelle. Ma proprio sul più bello gli hanno proibito di esprimere tutta la sua gioia. Fatale l’innocente ammissione di aver tifato da piccolo per l’Inter. « In tempi non sospetti l’avevo sempre detto di essere stato da bambino tifoso nerazzurro ». Ma ora che per il talento purissimo di Bari Vecchia si è fatta avanti anche la Roma che col club biancorosso ha sempre avuto rapporti eccellenti, la storia si fa seria. Negli ultimi tempi dalla Giocava per strada Roma sono arrivati diversi giovani che hanno trovato in è cresciuto così e ora vuole scalare in Puglia la loro valorizzazione come Stoian, Crescenzi, fretta la classifica Sabelli ed ora si è aggiunto anche Tallo. All’idea di poter per cercare gloria finire con Zeman gli occhi di Bellomo ieri brillavano di contentezza. « In questo momento - ha ripetuto spesso penso solo al Bari, il mio grande amore. Voglio fare bene con questa maglia poi quel che verrà verrà ». UGUALI E DIVERSI - Cassano spesso e volentieri girava le spalle a cronisti e Nicola Bellomo da Bari Vecchia proprio come Antonio fotoreporter, a Bellomo invece gli hanno consigliato di tenere la bocca chiusa Cassano. Qui sotto una nel momento in cui il mercato si diverte a disegnare le più svariate strategie. A immagine di Nicola con la voler essere pignoli si potrebbe anche dire che Bellomo, a differenza del suo maglia del Bari; in basso illustre concittadino, non sbaglia un congiuntivo. Libri e pallone. Oltre a giocare FantAntonio ai tempi del Bari, il ragazzo ha conseguito anche un diploma in Elettronica e Telecomunicazioni. siamo nel 2000. Poi arriveranno Cresciuto nella citta vecchia, come il "pibe de Bari" a inseguire palloni tra i vicoli la Roma e il Real Madrid e le chanche di Pazza Odegitria, ha sempre rifiutato paragoni scomodi. « Sì, è vero anch’io ho imparato a giocare per strada per poi passare nelle giovanili biancorosse proprio come Antonio. Lo conosco, lo stiamo, ma siamo profondamente diversi... ». Bellomo vive ancora a Piazza San Pietro poco distante c’è strada San Bartolomeo meta di continui pellegrinaggi quando si andava alla scoperta delle radici di Cassano. Ora i santuari del tifo saranno due. L'ORO DI BARI - Dalla vendita della seconda metà del cartellino di Bellomo il direttore sportivo Guido Angelozzi spera di ricavare 2, 5 milioni di euro per permettere alla società di pagare a metà febbraio gli stipendi senza incorrere in una nuova penalizzazione che farebbe sentire pesantemente i suoi effetti sulla classifica con tutte le conseguenze facilmente immaginabili. Bellomo aveva già salvato il Bari all’inizio della stagione quando sempre Angelozzi ricavò dal Chievo 1 milione e 750 mila euro dal Chievo (compreso il cartellino di De Falco) in un momento in cui non c'era un centesimo in cassa. Gli storici non di calcio ricordano che c’è stato un altro Nicola Bellomo, nato cento anni prima del calciatore (1881 e sempre di febbraio). Era un generale distaccato nel 1941 alla difesa territoriale di Bari, poi fucilato dagli inglesi, che combattè i tedeschi fino all’arrivo degli alleati. Un accostamento irriverente, una semplice curiosità nel momento in cui Bari si prepara a vivere una favola di nome Bellomo. © riproduzione riservata


I SALUTI Wes-mania a Istanbul: «Grazie Milano»

Nuovi tifosi impazziti per Sneijder, l’olandese incontra Terim: «Una scelta di vita» Dalla redazione MILANO - Travolto dall'affetto dei suoi nuovi tifosi, Wesley Sneijder ha abbandonato l'aeroporto di Istanbul, dove è atterrato alle 15,30 italiane, solo grazie alla presenza di un fitto cordone di polizia che ha tenuto a bada le migliaia di sostenitori del Galatasaray che si erano radunati per salutarlo. «Grazie a tutti per la caldissima accoglienza» ha scritto su twitter dopo aver posato con la sua nuova maglia, la numero 14 scelta in onore di Cruijff. Ieri l'olandese non ha perso tempo e, in attesa della presentazione ufficiale in programma per oggi, ha sostenuto le visite mediche e ha avuto il primo contatto con Terim che lo aspettava in «Tutto è finito bene sede: «Sono felicissimo di essere qui - ha detto - e molto orgoglioso di essere un giocatore del Galatasaray. Mi sono incontrato con l'allenatore e abbiamo avuto una io e la società abbiamo quello che breve conversazione in italiano, ma voglio imparare il turco il prima possibile» . volevamo» Il tweet Logicamente molto felice l'ex allenatore della Fiorentina e del Milan: «Siamo molto felici di Yolanthe: del suo arrivo perché si tratta di un calciatore importante come conferma il suo «Tristezza e gioia» curriculum. Non sarà difficile adattarsi al nuovo campionato grazie all'amore di questi tifosi e all'aiuto dei nuovi compagni fin dal primo allenamento di domani (oggi, ndr)» . CIAO MILANO - I suoi saluti all'Inter Sneijder li ha inviati attraverso twitter: «Ciao Milano, grazie di tutto... Sempre nel mio cuore!!! Grazie a tutti i tifosi» ha scritto intorno alle 12 quando già era all'aeroporto milanese dal quale decollano i voli privati. Ha firmato le maglie di un paio di tifose e poi ha concesso una battuta anche ai giornalisti presenti: «Sono molto contento per come è andata: è finito tutto bene per me e anche per la società che ha avuto ciò che voleva. Vado in una piazza importante, dove c'è molto entusiasmo. E' stata una scelta di vita» . Con lui alcuni amici, i dirigenti del Galatasaray, che in precedenza avevano incontrato Moratti e Branca negli uffici della Saras per le ultime formalità ( «Il presidente dell'Inter è un vero signore e ho molta ammirazione per lui. Spero di poter collaborare con lui anche in futuro» ha detto il numero uno turco Unal Aysal), l'agente Vigorelli, che ha condotto in porto la trattativa, e naturalmente la moglie Yolanthe che non si è fatta mancare i suoi tweet: «Sono stati quattro anni belli, in una città incredibile: Grazie a Milano! Io ti amerò per sempre! Grazie a tutti i fan: l'Inter sarà nel mio cuore. Una lacrima di tristezza e di gioia... Istanbul arriviamo!» . SALUTO MORATTI - Anche Moratti ha salutato con affetto l'olandese dopo aver risolto la vicenda incontrandolo domenica mattina: «Nei confronti di Sneijder, come gli ho detto, non c'è solo affetto ma anche riconoscenza. Rimarrà sempre tra le immagini più importanti della storia dell'Inter e siamo stati fieri di averlo con noi. Sneijder ci ha messo tempo per decidere perché si trattava di una scelta importante e io sono soddisfatto di come si è conclusa la vicenda. Merito anche della grande correttezza del Galatasaray» . and.ram. © riproduzione riservata


MORATTI VOTA PER PAULINHO «Uno così è sempre utile, ma...» Dalla redazione Andrea Ramazzotti

José Paulo Bezerra Maciel Júnior, meglio noto come Paulinho, 24 anni, centrocampista del Corinthians primo obiettivo dell’Inter indicato da Stramac- cioni. Ha vinto una LIbertado- res e un mondiale per club nel 2012

MILANO - «Un giocatore del genere, con quelle caratteristiche, è sempre utile, ma c'è anche un fatto di costo» . Massimo Moratti ieri ha confermato che l’Inter farà almeno un tentativo per provare ad acquistare Paulinho, la prima richiesta di Stramaccioni per il mercato invernale. Mentre il dt Branca ieri a Milano ha chiuso la vicenda Sneijder, un agente Fifa molto noto in corso Vittorio Emanuele soprattutto per le operazioni in Sudamerica ha ripreso a lavorare sulla pratica Corinthians sfruttando i buoni uffici del nuovo procuratore del centrocampista, Riaperta la trattativa Bertolucci. Il primo nodo da sciogliere è quello della clausola rescissoria: ammonta a 15 milioni come sanno all’Inter o, complice il cartellino frazionato e le commissioni, sale fino a con il Corinthians. Però ci sono diversi 20? La forbice non è di poco conto. L’Inter comunque sa bene che la cessione di Sneijder nodi da sciogliere: il da sola non basta a finanziare l’operazione Paulinho e per questo sta cercando una primo è la clausola collocazione anche ad Alvarez. In Sudamerica, dove il giocatore non vorrebbe tornare, rescissoria però, non ci sono club disposti ad offrire 8 milioni, mentre in Europa il Wolfsburg non si fa sotto. Difficile invece che venga fatta cassa con Coutinho. Al giocatore è stata garantita la permanenza a Milano e non a caso ieri sera il brasiliano ha detto: «L’Inter ha fiducia in me e voglio dimostrare qui il mio valore» . Senza nuove cessioni l’assalto decisivo per Paulinho (che inizia a scalpitare...) non può andare in scena o comunque difficilmente avrà successo. Per il momento comunque i dirigenti nerazzurri non hanno preso veramente in considerazione altre trattative onerose per il centrocampo. Magari nei prossimi giorni ripiegheranno su Valdes del Parma, ma intanto Paulinho è la priorità perché l’investimento sarebbe importante anche in prospettiva futura. Altrimenti la caccia alla mezzala brasiliana sarà rimandata a giugno. BIGLIA E CASTILLO - L’eventuale arrivo di Valdes è però ostacolato dal veto di Moratti a La sola cessione di concludere affari in Italia. Varrà anche per il Parma, società con la quale da sempre ci sono buoni rapporti? Forse sì perché la spaccatura in Lega potrebbe farsi sentire. Il Wes non basta, Alvarez sulla lista di presidente intanto ieri ha spiegato: «Mercato bloccato? Non lo so, dipenderà dal fatto se partenza. Offerto vale la pena o no fare un’operazione. In Italia vedo che ogni cosa costa molto, quindi non Biglia, piace Castillo credo proprio che verrà fatto qualcosa» . Dall’estero è stato offerto il ventiseienne Schelotto: «Io ci centrocampista argentino Biglia dell’Anderlecht. Per la corsia di destra occhi a Jung spero» dell’Eintracht (pare che i tedeschi impressionati dalla prova di Livaja a Roma lo abbiamo richiesto nuovamente ieri) e a Peruzzi del Velez. Dal Sudamericano Under 20 relazioni positive su Nicolas Castillo: il cileno dell’Universidad Catolica piace alla Juve e anche l’Inter non è indifferente. SCHELOTTO SPINGE - Intervenuto a un evento organizzato dalla Nike, l’esterno dell’Atalanta ha provato a “spingere” perché Inter e Atalanta riaprano l’affare. Per il momento al suo agente, Bozzo, ha chiesto di non prendere in considerazione altre offerte perché lui vuole andare a Milano e ieri lo ha confermato: «Spero che le società riescano a trovare un accordo in un modo o nell’altro perché voglio tornare a giocare. Zanetti è un amico e ci mandiamo sms. La casa? L’avevo già comprata un anno fa. Domani (oggi, ndr) sarò a Zingonia ad allenarmi» . In questo momento in corso Vittorio Emanuele fanno sapere che non ci sono i margini per riaprire una trattativa con l’Atalanta. Mossa studiata o verità? Vedremo.

BENASSI OK - Risolta la comproprietà col Modena: 800.000 euro più alcuni bonus legati alle presenze del giocatore andranno al club gialloblù, mentre al giocatore contratto fino al 2017. © riproduzione riservata


LA GRANA Samuel è ancora ko Un guaio pure... futuro Dalla redazione MILANO - Il tendine d'Achille di Walter Samuel preoccupa l'Inter, ma anche il diretto interessato. L'argentino si è fermato il 6 gennaio dopo la trasferta di Udine e da allora ha già saltato tre gare. Quante altre ne vedrà dalla tribuna? Mistero perché la tendinopatia è un male subdolo ed è fondamentale la risposta alle terapie per capire quali saranno i tempi di guarigione. Il problema, nel caso di Samuel, è che anche il doppio intervento chirurgico al crociato ha lasciato i segni sul fisico di The Wall. Pochi lo sanno, ma spesso l'argentino, anche quest'anno, ha fatto l'impossibile per scendere in campo e solo uno con la sua forza di volontà sarebbe riuscito a giocare (con quel rendimento...) certe gare. Allo Juventus Stadium, per esempio, un difensore "normale" avrebbe dato forfait, lui invece è stato sontuoso. Già, ma quanto tempo ancora Samuel potrà andare avanti a stringere i denti? L'età (35 anni a marzo) non è ancora da pensione, ma a fine stagione Walter rifletterà. Perché il prossimo anno ha "solo" un'opzione con l'Inter e sarà lui eventualmente a decidere di esercitarla o no. Dipenderà da come si sentirà. Ad Appiano Gentile tutti fanno il tifo per averlo un'altra stagione, anche solo part time, ma Wally sceglierà solo tra qualche mese, in base alle risposte del suo fisico. I tifosi incrociano le dita. ZANETTI AI MONDIALI - Per il rinnovo del capitano tutto fatto: ufficialmente si vedrà a fine stagione, ma voci sempre più insistenti danno l'accordo già firmato (in gran segreto) tra il giocatore e il presidente Moratti. Zanetti così giocherà oltre i 40 anni in Serie A. E a proposito di Serie A, altre 2 presenze e diventerà il secondo di tutti i tempi con più gare disputate nel massimo campionato (592) affiancando Pagliuca. Davanti così avrà solo Maldini (647). Continua intanto il suo sogno Mondiale 2014: il ct Sabella, che lo stima molto («E' un orgoglio nazionale» ha detto) gli ha fatto sapere che potrebbe portarlo in Brasile come capitano non giocatore. and.ram. © riproduzione riservata


L’ARMA IN PIU’ Guarin-Palacio, tandem vincente Dalla redazione MILANO - In attesa dei rinforzi del mercato e dei recuperi di Milito e Cassano (quest'ultimo tornerà domenica contro il Torino, mentre per il Principe i tempi sono più lunghi), per la semifinale d'andata di Coppa Italia domani sera l'Inter si aggrappa ancora a Guarin e a Palacio, i due nerazzurri più in forma, quelli che possono tenere acceso il sogno qualificazione alla Champions League. I numeri dei due nuovi acquisti sono sotto gli occhi di tutti e la prova di domenica all'Olimpico ha solo confermato. ANTI CRISI - Dopo la sconfitta di Udine, nella prima gara del 2013, l'Inter aveva conquistato 8 punti in 8 gare di campionato e lo spettro della prima crisi dell'era Stramaccioni era dietro l'angolo. Contro il Pescara, nella partita della svolta, Palacio e Guarin hanno risolto l'incontro segnando In gol contro Pescara, Bologna in entrambe le reti e nel match dei quarti di finale di Coppa Italia erano stati ancora loro a firmare le reti dell'1-0 e del 2-0 prima del pareggio del Bologna e del gol vittoria di coppa Italia e Roma: ecco la Ranocchia nei supplementari. Domenica all'Olimpico la storia si è ripetuta: azione coppia che sta travolgente del colombiano, assist e tocco ravvicinato dell'argentino per l'1-1. Ancora loro, restituendo ancora decisivi. serenità all’Inter. E pensare che erano quasi giallorossi

QUASI ROMANISTI - Palacio e Guarin sono accomunati anche dal mancato passaggio in giallorosso: nell'estate 2011 la Roma aveva spedito un fax al Porto offrendo 10 milioni di euro per il colombiano che in quel momento aveva vinto tutto con la formazione di Villas Boas. Risposta negativa. L'Inter è arrivata nel gennaio 2012, dopo che la Juventus aveva frenato perché cercava un giocatore pronto subito da mettere nel suo centrocampo. Moratti, pur sapendo che era infortunato al polpaccio destro, decise di aspettare il Guaro e di investire su di lui: mossa azzeccata. E Palacio? La scorsa estate la Roma lo voleva fortemente e lo aveva in pugno. Poi, su sollecitazione di Stramaccioni, una chiamata del presidente nerazzurro al collega Preziosi ribaltò il rapporto di forze, il club giallorosso fu sorpassato al fotofinish e Guarin firmò con l'Inter. CURIOSITA' - Palacio, dopo un periodo con tanti gol di fila tra ottobre e novembre, è stato quasi 2 mesi senza battere il portiere avversario, dal 18 novembre al 12 gennaio. Preoccupato? Neppure per sogno perché El Trenza sa che tradizionalmente questo è il periodo dell'anno meno prolifico per lui. Così ha continuato a lavorare, sentendo la fiducia di tutto l'ambiente e i risultati gli hanno di nuovo dato ragione. E Guarin? Lui, autore di 7 gol nelle ultime 13 partite giocate, ha in testa un obiettivo chiaro e ce lo ha svelato il suo agente, Ferreyra: «Insieme all'Inter vogliamo trasformarlo nel miglior "volante" al mondo e Fredy ne ha le potenzialità. Ha sempre avuto il sogno di giocare all'Inter e adesso lo ha realizzato. E' felice e in campo si vede» . Guarin si diverte a buttare giù a spallate le difese avversarie e poi a mimare il gesto della spallata con Palacio come in occasione dell'esultanza dell'1-1 di domenica all'Olimpico. I tifosi interisti si augurano di vedere ancora quelle celebrazioni. GIOVEDI' STANKOVIC - Il serbo, ieri sera presente al nuovo negozio Nike di Materazzi e Mancinelli, ha annunciato il suo prossimo ritorno in gruppo: «Giovedì riprenderò a lavorare con i compagni e spero in dieciquindici giorni di essere pronto per giocare. Ho grande voglia di aiutare la squadra e di tornare in campo al più presto per dare il mio contributo» . and.ram. © riproduzione riservata


Sono quattro i bonus pro Inter per Sneijder Sono 4 i bonus previsti nel contratto di cessione di Sneijder. L’Inter incasserà subito 7,5 milioni più 4 bonus divisi tra questa e la prossima stagione: avranno tutti il valore di 250.000 euro e saranno vincolati 2 alla qualificazione in Champions e 2 alla vittoria del campionato. Previste anche 2 amichevoli da giocare nei prossimi 3 anni. Sneijder guadagnerà 5 milioni più bonus e ha preso dall’Inter anche lo stipendio del mese di gennaio.


Alvarez ieri s’è aggregato con i nerazzurri MILANO (and.ram.) - Ricardo Alvarez ieri mattina è arrivato a Roma e si è aggregato alla squadra nerazzurra, rimasta nella Capitale dopo il match di domenica sera. Sarà disponibile per il match di domani dopo aver smaltito il problema alla coscia accusato il 22 dicembre. Cassano invece è rimasto a lavorare alla Pinetina. Ieri pomeriggio i giocatori non utilizzati domenica si sono allenati al Flaminio, gli altri hanno fatto palestra e terapie in hotel. Oggi ci sarà la rifinitura.


IL GIUDICE SPORTIVO Cori offensivi, 10.000 euro alla Juve MILANO - Sono 10 i calciatori squalificati in serie A dal giudice sportivo, tutti per un turno. Si tratta di Weiss (Pescara) e Giorgi (Atalanta) che erano stati espulsi e di Behrami (Napoli), Bergessio (Catania), Cana (Lazio), Cherubin e Pazienza (Bologna), Garcia (Palermo), Lamela (Roma) e Modesto (Pescara). Una giornata di squalifica inflitta anche vice all'allenatore del Siena, Giuseppe Carillo. Nell'elenco dei diffidati figurano Rigoni e Jokic (Chievo), Vidal (Juventus), Avelar (Cagliari), D'Ambrosio (Torino), Gamberini (Napoli), Osvaldo (Roma), Pereira e Handanovic (Inter), Sestu (Siena), Von Bergen (Palermo), Sansone (Parma) e Romero (Sampdoria). Diffidati anche l'allenatore del Pescara Bergodi e il dirigente Delli Carri e l'allenatore del Siena Iachini. Le intemperanze verbali di una parte dei tifosi juventini nei confronti dei rivali napoletani durante Juventus-Udinese di sabato scorso, sono costati alla società bianconera un'ammenda di 10.000 euro. La sanzione è stata attenuata perchè la società ha «concretamente operato con le forze dell'ordine a fini preventivi e di vigilanza». DOPO PRO PATRIA-MILAN A Busto il laboratorio antirazzismo BUSTO ARSIZIO - Si terrà lunedì 28 gennaio la prima riunione del laboratorio antirazzismo creato dal Comune di Busto Arsizio dopo la sospensione lo scorso 3 gennaio della partita amichevole Pro Patria-Milan a causa dei cori razzisti di alcuni tifosi della squadra di casa. L'iniziativa ha l'obiettivo di lanciare progetti per "combattere il razzismo dentro e fuori dagli stadi", riunendo intorno a un tavolo sindaci, associazioni e società sportive. INGHILTERRA Zola assicura: «Non penso al Chelsea» LONDRA - Gianfranco Zola per il momento accantona il sogno di allenare il Chelsea, nel suo futuro immediato c'è solo il Watford. Il tecnico italiano, una ex leggenda di Stamford Bridge, è tra i candidati più probabili per guidare i Blues il prossimo anno. Il suo nome è accostato a quello di Mourinho, Klopp, Simeone e Laudrup per i bookmakers. Da agosto sulla panchina del Watford, Zola è in piena corsa per un posto nei play-off per la promozione in Premier. «Sono concentrato - le sue parole - Il mio unico pensiero è fare bene finchè resterò al Watford».


CARRIZO-SORRENTINO: INTRIGO! Scelta al fotofinish: il Palermo vira sul laziale, ma sente che il Chievo può mollare

Il Torino non vuole cedere Sansone Ma Samp, Pescara e Atalanta pressano di Fabio Massimo Splendore

Un intrigo? Meglio ancora, una telenovela come abbiamo scritto più volte. Fatto sta che lunedì è passato e, come l’ad del Palermo Lo Monaco aveva detto, l’ultimatum per il Chievo sembrerebbe scaduto. Il condizionale è d’obbligo. Cosa sta succedendo? Che il club rosanero fa sapere di virare su Juan Pablo Carrizo (28), ma la porta per Stefano Sorrentino (33) resta socchiusa. Il Chievo a questo punto, con il giocatore scontento, rischia di restare all’angolo. A leggere tra le righe però si Se sarà l’attuale vede che i veneti, prendendo Felipe Seymour (25) dal estremo difensore Genoa (prestito e diritto di riscatto della metà), si sono dei veneti a vestire il rosanero, via al arresi all’idea che Jasmin Kurtic (24) - un nodo giro di portieri: all’interno della trattativa-Sorrentino - resti a Palermo. Albani al suo posto, Può essere che se Zamparini deciderà di versare i 4 Ujkani a Firenze e milioni in un’unica soluzione (e non 3 più 1), l’affare si Viviano a Bologna. risblocchi e definitivamente. Per l’attacco, effettuato un Seymour va da sondaggio per Amauri (32) - che però resta a Parma - in Corini piedi la pista Hugo Almeida (28), con Milan Baros (31) sempre più sfumato. IL GIRO DEI PORTIERI - Se alla fine sarà Sorrentino a muoversi, Albano Bizzarri (35) andrà al Chievo, Emiliano Viviano (27) tornerà a Bologna e Samir Ujkani (24) approderà a Firenze. E a proposito di Fiorentina, il centrocampista Rafal Wolski (20) potrebbe arrivare subito dal Legia Varsavia e non a giugno.

Gianluca Sansone, 25 anni. Il Torino sta resistendo (e ieri il presidente Cairo ha ribadito la volontà di tenerlo), ma qualcosa si è rotto nel rapporto: lo vuole, e tanto, la Samp, ma ci sono anche Atalanta e Pescara in agguato (Lapresse)

UNA CORSA A DUE - Tornando al Palermo, il club rosanero segue gli sviluppi del futuro di Cristian Llama (26), in prestito alla Fiorentina dal Catania. Ma anche il Siena è in corsa. LA PUNTA PER IACHINI - E’ Salvador Agra (21) l’attaccante del Siena che oggi farà le visite mediche e poi firmerà. Domani arriverà il centrocampista Adrian Calello (25) dalla Dinamo Zagabria. In difesa emerge l’ipotesi Bruno Uvini (21) dal Napoli. E se uscirà un’altra punta può arrivare Innocent Emeghara (23). Siena: oggi Agra, domani Calello e sfida al Palermo per Llama Wolski subito: Firenze in pressing Genoa, c’è l’intesa con Portanova Pescara: Rizzo. E ora Farnerud

LE MOSSE DEL PESCARA - Da Bergodi arriva Giuseppe Rizzo (21) in comproprietà, con Giuseppe Colucci (32) e un conguaglio economico alla Reggina. Sempre aperta la strada che porta ad Alexander Farnerud (28).

PERLE DAL SUB 20 - Continua a crescere l’attenzione attorno a Diego Rolan (19), l’attaccante uruguaiano che piace al Bologna (il club rossoblù potrebbe prenderlo insieme al Milan), ma anche al Parma e alla Lazio. E poi ci sono due paraguaiani: Cecilio Dominguez (18), attaccante alla Di Vaio, anche lui osservato dal Bologna e dal Chievo, che nella stessa nazionale segue anche il difensore Gustavo Gomez (19). ALTRE OPERAZIONI - Ufficiali Igor Budan (32) all’Atalanta e Gaetano D’Agostino (30) al Siena. Daniele Portanova (34) ha l’accordo con il Genoa. La società veneta continua la sua politica su operazioni minori: ha preso anche Giampaolo Sirigu (18), il fratello di Salvatore, il portiere del Psg: è un difensore centrale che gioca nel Budoni, era stato anche al Palermo. Sirigu junior resterà al Budoni fino a giugno poi deciderà Sartori. E da ieri il Parma è entrato sulla metà del Savona di Francesco Virdis (26), attaccante che, come Sirigu adesso, era


stato portato un anno fa al Chievo Verona su segnalazione di Bruno Grillo, osservatore che ora lavora per il club gialloblù sui talenti di queste categorie (negli ultimi anni Grillo ha lavorato a Parma e a Bergamo). Restando al Parma, alla società gialloblù è stato proposto Yordy Reyna (19), attaccante peruviano dell’Allian Lima. © riproduzione riservata


Radosevic è in arrivo l’offerta Il centrocampista croato ha scelto il Napoli che ora deve parlare con l’Hajduk Spalato NAPOLI - L'Hajduk Spalato aspetta l'offerta del Napoli: magari già oggi. E nel frattempo aspetta con ansia anche Josip Radosevic. In Croazia, a Spalato, con le braccia conserte e la voglia di sentire l'azzurro sulla pelle: subito o da giugno. Non ha partecipato al ritiro della squadra in Turchia, questo giovanissimo centrocampista alla dinamite che, all'improvviso, è diventato un uomo copertina del mercato italiano, e il suo telefono squilla in continuazione: tutti lo chiamano, tutti gli chiedono cosa farà. Il Napoli lo ha seguito e conosciuto con fascino attraverso i racconti degli uomini-mercato di De Laurentiis, ed è per questo che la sua scelta, la sua preferenza è per il club di Hamsik e Cavani; l'Hajduk, però, fino a ieri non aveva ancora ricevuto un'offerta ufficiale, proprio come quella recapitata dal Parma: schermaglie Resterà fino a giugno nel club che tipiche, tira e molla congeniti delle trattative. Fatto sta che lui, Radosevic, ha le idee molto chiare: vuole il San lo ha cresciuto. Zuculini resta Paolo. Lo avrà ancora, almeno fino alla fine della un’alternativa E stagione, anche Antonio Rosati, il vice di De Sanctis: era Rosati non parte stato richiesto dal Bologna, ma a gennaio non si muoverà da Napoli. LA STELLA - E allora, le ultime novità. Poche, a dire il vero, quelle venute fuori dal lunedì del dopo-Fiorentina. Una giornata di chiacchierate, di informazioni e poco più, prima di entrare nel vivo del mercato di gennaio. Il fronte più stuzzicante, sul fronte acquisti, è relativo al centrocampo: sistemato l'attacco, e in attesa di sistemare la cessione (o le cessioni) in difesa e dunque studiare un successivo nuovo ingresso, è il reparto dei mediani a creare un pizzico di suspance. La questione più in voga, dicevamo, è relativa a Radosevic, 19 anni il 3 aprile, le luci della ribalta a Spalato, dove viene trattato come un astro nascente, e gli occhi di tanti osservatori addosso: il mediano dell'Hajduk, uno che in patria qualcuno ha anche accostato a Gattuso nel grande gioco dei paragoni, è conteso dal Napoli e dal Parma, con gli azzurri in netto vantaggio perché forti del gradimento del giocatore. Della sua voglia di giocare con gente come Hamsik, Cavani e Pandev, e di approdare in un club che punta allo scudetto o quantomeno a ritornare in Champions. OBIETTIVO MONDIALE - Ecco, la questione dell'ambizione è fondamentale, in questo affare: perché Radosevic, seppur giovanissimo, ha già esordito in Nazionale e anzi è considerato tra i papabili selezionati al Mondiale brasiliano 2014. Ci crede eccome, Josip, ed è per questo che il Napoli per lui sarebbe la squadra ideale: un trampolino di lancio verso la consacrazione proprio come fu per Hamsik, Cavani e Lavezzi. Non resta che attendere il contatto definitivo tra la dirigenza azzurra e quella croata. Mediato dal manager e scopritore del giocatore, l'ex attaccante, Eupremio Carruezzo.

Josip Radosevic, 18 anni, ha giocato nell’agosto scorso contro l’Inter in Europa League. In basso, Federico Fernandez, 23 anni, in questa stagione è sceso in campo con il Napoli 11 volte: 2 in campionato (Ansa, LaPresse)

L'ARGENTINO - Non soltanto il mediano dell'Est, però, nella lista: anche l'Argentina, infatti, offre un alter ego molto considerato, Bruno Zuculini del Racing Avellaneda. Un mediano tosto e talentuoso quanto il collega, e pressoché suo coetaneo: compirà 20 anni il 2 aprile, Bruno, e dunque è più grande di appena un anno e un giorno di Radosevic. Il suo manager, Dario Decoud, ha ammesso un contatto con il Napoli (e il Milan) attraverso Filippo Fusco, avvocato-manager napoletano e suo socio italiano.

IL PORTIERE - Tra un paio di giovani possibilità in evoluzione, anche una conferma: Rosati non lascerà il Napoli a gennaio. No, il ventinovenne portiere e vice di De Sanctis non si muoverà per il momento: avendo trovato


spazio esclusivamente in Europa League, e tra l'altro con poca fortuna, s'era fatta strada l'ipotesi di una sua cessione, ma il club azzurro non ha intenzione di cederlo. Negli ultimi giorni, soprattutto il Bologna aveva chiesto informazioni su di lui. Se ne riparlerĂ , magari. A giugno. Atc


IN PARTENZA Giorni decisivi per Fernandez NAPOLI - Il mercato della difesa è chiuso? Neanche per sogno: è pronto a riaprirsi presto, molto presto, perché Federico Fernandez sta per salutare. «Adios o hasta luego» , addio o arrivederci a giugno, beh, non è ancora chiaro, fatto sta che il Napoli e l'entourage del giocatore argentino stanno lavorando alla cessione. Il desiderio di Fernandez è chiaro - giocare - e Mazzarri ha anche dato il via libera: le richieste non mancano, soprattutto in Argentina, Spagna e Inghilterra, ma il Napoli preferirebbe scambiarlo in Italia. Il suo manager, Gustavo Goni, è in arrivo: giorni caldi. In piedi anche la cessione, in prestito, di Bruno Uvini: il giovanotto ha La società vorrebbe mercato in Italia (Siena) e anche all'estero (Brasile e Francia). cederlo in Italia, lui ha richieste dall’estero Il Siena vuole Uvini ma c’è anche il Gremio

FUORI LISTA - E allora, il sospetto è diventato certezza: la partenza di Fernandez prende forma, basata sulla volontà del ventitreenne centrale della provincia di Buenos Aires di tornare a respirare l'aria della continuità e, soprattutto, di non perdere la Nazionale. La Seleccion, di cui è un titolare: lui sì, Campagnaro invece alterna. Eppure, nel Napoli la storia è esattamente inversa, e anzi peggiore se possibile: perché il collega, pur non avendo rinnovato e pur essendo un promesso sposo dell'Inter, fa parte della lista dei titolarissimi di Mazzarri, mentre Fede non ha trovato spazio neanche nel mesetto di squalifica di Cannavaro. LA FORMULA - Il ritorno del capitano, insomma, non ha fatto altro che eliminare anche l'ultimo dubbio. Le ultime perplessità di Fernandez e del suo manager, Gustavo Goni: «Aspettiamo e vediamo. I prossimi giorni saranno decisivi». Il Napoli spinge per cederlo in Italia, magari scambiandolo con un sostituto, ma Federico è richiesto anche in Argentina, Spagna e Inghilterra. A prescindere dal club che lo prenderà è la formula a intrigare: «Potrebbe essere un prestito secco di sei mesi». Ma anche un'operazione in stile Victor Ruiz. Fatto sta che Fernandez vuole giocare e salvaguardare l'investimento personale chiamato «Seleccion»: il Mondiale è dietro l'angolo e lui non vuole perderlo. IL BRASILIANO - Oltre all'argentino, c'è anche un altro sudamericano che non disdegnerebbe assolutamente di andare a collezionare qualche presenza e ad accumulare un po' di esperienza: Uvini. Il brasiliano. Il paulista di 22 anni che in azzurro ha esordito in Europa League: lo cercano il Siena, in Francia e in Brasile (Gremio con convinzione), ma tutto dipenderà da un incontro in programma nei prossimi giorni tra Bigon e il suo manager, Stefano Castagna. IL RINNOVO DI ZUNIGA - Anche un altro incontro è in agenda: quello tra il ds azzurro e Riccardo Calleri, il manager di Camilo Zuniga. Sul piatto c'è sempre il rinnovo del colombiano, in scadenza nel 2013: offerta e domanda sono ancora distanti, il rischio è di creare un problema serio a giugno. «Noi siamo ben disposti a restare a Napoli, il giocatore è felice e il club ambizioso, ma alle giuste condizioni rapportate al valore del calciatore». Guardato a vista dal Barcellona. Atc


L’AGENDA EUROPEA

Coppa di Lega, domani la missione impossibile del Chelsea a Swansea l INGHILTERRA (23ª giornata-posticipo) - Southampton-Everton 0-0. l INGHILTERRA (Coppa di Lega-ritorno semifinali) - OGGI: ore 20.45 Aston Villa-Bradford (and. 1-3). DOMANI: Swansea-Chelsea (and. 2-0). l SPAGNA (21ª giornata-posticipo) - Betis Siviglia-Deportivo 1-1. l SPAGNA (Coppa del Re-ritorno quarti) - DOMANI: ore 19.30 Siviglia-Saragozza (and. 0-0); ore 21.30 Valencia-Real Madrid (and. 0-2). GIOVEDI’: ore 20 Betis Siviglia-Atl. Madrid (and. 0-2); ore 22 MalagaBarcellona (and. 2-2). l FRANCIA (Coppa-sedicesimi) - OGGI: ore 19 Fontenay-Troyes, Sedan-Lorient; ore 20 Vertou-Evian; ore 20.55 Rouen-Marsiglia. DOMANI: ore 14.15 Nizza-Nancy; ore 17 Montpellier-Sochaux; ore 19 Meaux Academy-St. Etienne; ore 19.30 Bastia-Brest, Moulins-Bordeaux; ore 20.55 Paris SG-Tolosa. GIOVEDI’: ore 20.55 Plabennec-Lilla.


ESTERO - SPAGNA BARCELLONA, VILANOVA DÀ UN ALTRO FORFAIT Il tecnico sarà assente a Malaga nel ritorno di Coppa del Re: andrà a New York per nuove cure di Andrea De Pauli

BARCELLONA - Momento delicato per il Barça, che all'indomani della prima sconfitta liguera, si ritrova nuovamente senza Tito Vilanova, volato a New York per sottoporsi al primo ciclo di terapie oncologiche. Giovedì prossimo, a Malaga, sulla panchina blaugrana si accomoderà Jordi Roura, con l'obbligo di sovvertire il 2-2 del «Camp Nou», per centrare le semifinali di Coppa del Re, in cui, salvo sorprese, ad attendere i catalani ci sarà il Real. E nel momento di maggior difficoltà per la capolista, proprio gli eterni rivali, dopo un inizio temporada a dir poco altalenante, si ritrovano improvvisamente, rilanciando la propria candidatura al trofeo dedicato a Sua Maestà e, soprattutto, alla «Décima» Champions. CALCIOTERAPIA - Clima malinconico nella cittadella sportiva di San Joan Despí, ieri pomeriggio. Alle 18, quando Jordi Roura ha dato il via alla sessione, i 25 giocatori blaugrana, per la prima volta tutti a disposizione, hanno realizzato davvero che dovranno rinunciare, almeno per un po', a Vilanova. In principio, si parla di una decina di giorni, ma l'ultima parola spetta al luminare Timothy A. Chan e al suo staff del ospedale «Memorial Sloan Kettering», ubicato a New York, che lo sottoporranno a un primo ciclo, definito «aggressivo» di radio e chemioterapia. In base alle risposte del paziente, verranno stabilite le successive fasi del trattamento. In particolare, lo scorso 20 dicembre, giorno in cui l'erede di Guardiola è stato sottoposto al secondo intervento al collo, erano state annunciate 6 settimane di cure specifiche. Non è da escludere, quindi, come ha annunciato il presidente Rosell, che il tecnico catalano stia pianificando di fare la spola tra i due lati dell'Oceano, per alternare questioni di salute a questioni professionali. D'altro canto, proprio Tito, pochi giorni fa, aveva ammesso candidamente: «La miglior terapia, per me, è il calcio». TUTTI PER TITO - Se non dovessero esserci intoppi, quindi, Vilanova, nell'ordine, oltre alla delicata trasferta copera di Malaga, si perderà il match interno di campionato con l'Osasuna e, in caso di passaggio di turno, l'andata delle semifinali di Coppa del Re, fissata per il 30 gennaio, probabilmente contro il Real, che riparte dal 20 interno sul Valencia, ridicolizzato con una «manita» corsara solo domenica scorsa. A mandare un messaggio di conforto allo sfortunato allenatore, prima della seduta di ieri, ci ha pensato il pupillo, Andrés Iniesta. «Il miglior regalo che possiamo fare a Tito è continuare a dare l'anima per vincere, a iniziare da giovedì». RESURRECCIÓN - Chi ha un grande bisogno di un nuovo Clásico, è proprio il Real Madrid, per confermare gli straordinari miglioramenti degli ultimi tempi. Alzata virtualmente bandiera bianca sul fronte liguero, le merengues hanno bisogno di proseguire nella crescita esponenziale delle ultime giornate, attraverso vittorie rotonde, come quella del «Mestalla», per riacquistare la fiducia smarrita e puntare all'obiettivo principale della stagione, ovvero la Champions. Il cambio di velocità è coinciso con la riconquista della titolarità di Casillas, che non incassa un gol da 375’, con l'exploit goleador di CR7, autore di 7 reti in questo inizio 2013 e con la resurrezione di due soggetti smarriti come Ozil e Di María. SOSPIRO FALCAO - Intanto dalla sponda opposta del Manzanarre giungono buone notizie sul fronte Radamel Falcao, costretto ad abbandonare l'ultima esibizione del «Calderón», a causa di un malanno muscolare. La risonanza magnetica ha evidenziato «una lesione di I-II grado dell'ischiotibiale della gamba sinistra». Un problema minore, che potrebbe dimezzare i tempi di recupero del «Tigre». © riproduzione riservata


COPPA D’AFRICA Lo Zambia campione fermato dall’Etiopia Delude la Nigeria La terza giornata della Coppa d'Africa s'inaugura con il debutto dei campioni in carica dello Zambia che si vedono fermare dall'ottima Etiopia, che mancava da 31 anni dal torneo e che strappa un meritatissimo pareggio nonostante un rigore mancato al 24' del primo tempo dal goleador Said e l'espulsione al 35' del portiere Jamal infortunatosi dopo un durissimo scontro con Chisamba. I Chipolopolo trovano così il momentaneo vantaggio al 48' grazie a Mbesuma poi però si spengono nella seconda frazione. Gli etiopi, in inferiorità numerica trovano al 19’ la rete del pareggio con Adane, rapidissimo nel finalizzare un contropiede. Nel finale Mulenga ha la palla della vittoria ma spara alto sopra la traversa. Nell'altra sfida, la Nigeria, tra le favorite della competizione, dopo 22’ si concretizza con il gol di Emenike dello Spartak Mosca. Le Super Aquile sono più ordinate e incisive degli Stalloni d'Africa. Nel finale l’espulsione di Ambrose, lascia la Nigeria in 10 e il Burkina Faso ne approfitta al 94’ con un gol di rapina di Traorè. Oggi in campo il gruppo D con il big match tra la Costa d'Avorio, finalista dell'ultima edizione, e il Togo. A seguire Tunisia-Algeria. Ass l GRUPPO C (1ª giornata) - Zambia-Etiopia 1-1, Nigeria-Burkina Faso. l GRUPPO D (1ª giornata) - OGGI: ore 16 Costa d'Avorio-Togo; ore 19 Tunisia-Algeria. Diretta Eurosport.


SUDAMERICANO U.20 Colombia, Uruguay Paraguay: inizio ok Cile, brutta sorpresa MENDOZA (ecp) - E’ stato il Paraguay a regalare la prima sorpresa nel giorno d'inizio dell'esagonale conclusivo del Sudamericano Under 20. Contro il Cile, che si presentava come l'unica formazione ad aver vinto i quattro incontri della prima fase, l'«Albirroja» si è concessa anche il lusso di andare sotto di un gol, realizzato su punizione da Castillo, il bomber della Universidad Catolica inseguito anche dai grandi club italiani, a cominciare dalla Juve e Napoli. La «Rojita», una volta rimasta senza il centrale Lichnovsky, ha subìto la rimonta avversaria con Gonzalez (al suo quarto centro nel torneo) Perez e Lucena, che dal 14' al 36' della ripresa hanno messo a segno le reti del 3-1 finale. Con lo stesso risultato l'Uruguay ha avuto la meglio sul Perù: in vantaggio con Formiliani la Celeste si è fatta raggiuingere da un gol di Reyna, poi il «golazo» del romanista Lopez (capocannoniere del torneo, cinque gol in altrettante partite) ha riportato la Celeste in vantaggio, incrementato da Rolan. Il terzo successo della 1ª giornata l'ha firmato la Colombia sull'Ecuador: 2-1 Nieto e Quintero per i «Cafeteros», mentre Parrales ha reso meno dura la sconfitta per gli ecuadoriani. l ESAGONALE FINALE - (1ª giornata): Cile-Paraguay 1-3, Perù-Uruguay 1-3, Colombia-Ecuador 2-1. CLASSIFICA: Paraguay, Uruguay, Colombia 3; Ecuador, Cile, Perù 0. (2ª giornata) - DOMANI: Cile-Ecuador; Perù-Paraguay; Colombia-Uruguay. N.B.: Le prime quattro si qualificano per il Mondiale in Turchia.


A Radosevic manca ancora il primo gol in una gara ufficiale Josip Radosevic, cresciuto nell’Hajduk Spalato, è alla sua seconda stagione da professionista. Ha esordito nel massimo campionato croato il 26 novembre 2011 in casa del Sibenik (2-1 per l’Hajduk). Alla fine del torneo ha totalizzato 7 presenze. Nella stagione in corso, il centrale è sceso in campo 17 volte, partendo sempre titolare e venendo sostituito una sola volta all’89’! Quattro le presenze in Europa League. Non ha ancora segnato una rete «ufficiale».


Cirigliano (21 anni) monitorato già dall’estate 2012 Non soltanto Radosevic e Zuculini: il Napoli monitora anche Ezequiel Cirigliano, 21-enne centrocampista del River Plate, molto apprezzato anche dai due club di Manchester. Cirigliano è stato seguito attentamente durante l’estate scorsa e un emissario della società partenopea lo ha visto all’opera anche in occasione del recente viaggio in Argentina per il Sudamericano Under 20. Il costo del cartellino si aggira intorno ai 5 milioni di euro.


LA SCHEDA

Antonino Pulvirenti, 50 anni, iniziò la propria avventura nel calcio come presidente del Belpasso, squadra dell’Interregionale, il paese della provincia di Catania. Nel campionato 1998-1999 fa il primo salto: rileva l'Acireale in C1. Nel maggio 2004, quasi a fine campionato di C1, Pulvirenti abbandona improvvisamente l'Acireale e diventaò la presidente del Catania. Al termine della stagione 2005-2006 il club rossazzurro conquista la promessa promozione in Serie A.


IERI LA PRESENTAZIONE A MILANO Panini, la passione porta Balo in rossonero Dalla redazione Andrea Ramazzotti MILANO - La cornice mozzafiato di una prestigiosa “terrazza” con vista Duomo. I protagonisti del grande calcio di ieri e oggi. E un album, che nel corso degli anni è diventato un mito per i collezionisti, l’album Panini. Si è svolta ieri a Milano la presentazione bis (quella a Roma è andata in scena qualche giorno fa) della collezione riservata ai calciatori 2012-13, una raccolta (la cinquantaduesima) piena di novità che, a giudicare dalle vendite di questi giorni, sta riscuotendo un grande successo. «Innovazione e tradizione: sono queste le parole chiave del nuovo album - ha detto Antonio Allegra, direttore vendite della Panini - che ogni anno ha qualcosa di diverso. Quest’anno lo abbiamo realizzato sotto l’egida Fra le mitiche di tutto il calcio che conta e comprende pagine dedicate figurine anche quella di Balotelli, alla Lega Calcio, alle formazioni Primavera e tante altre Sheva e Kakà con novità da scoprire» . la maglia del Milan Alla serata di ieri sera hanno partecipato l’ad rossonero Galliani: «Ne avevo Galliani insieme ai giocatori Emanuelson e Niang, il dg una me l’hanno interista Fassone con Coutinho, i presidenti di Genoa e rubata a Madrid...» e Niang alla Panini Torino, Preziosi e Cairo, il presidente della Lega Beretta, Emanuelson (Ansa) Albertini, Suarez, Collovati, Costacurta e il figlio di Facchetti. Tutti sorridenti, anche Galliani al quale sono state mostrate le figurine in maglia rossonera di Kakà, Shevchenko e Balotelli. «Credo che nessuno dei tre arriverà al Milan. Che figurina tengo nel portafoglio? Una ce l’avevo, ma me l’hanno rubata a Madrid» . Chiaro il riferimento a quella di Kakà, con la trattativa per il brasiliano che l’ad rossonero ha dichiarato saltata. Sarà vero o i collezionisti possono sognare per il loro album la figurina di Ricky di nuovo milanista? VETRINA GIOVANI - Le squadre Primavera non sono l’unico richiamo a un calcio che si sta rinnovando puntando sui giovani: «In ogni formazione, oltre al focus sul presidente, c’è quello su un giovane. Chi abbiamo scelto per la Juventus? Pogba e mi sembra che per il momento ci abbiamo indovinato» ha proseguito Allegra che stima in 4 milioni il numero degli album prodotti: 741 le figurine che servono per completare la raccolta, centinaia di milioni i pacchetti in vendida (6 figurine in ognuno). In copertina, oltre alla storica rovesciata di Parola, ci sono i simboli di tutte le associazioni calcistiche e le foto di alcuni dei protagonisti del nostro campionato, da Pirlo a Milito, passando per El Shaarawy, Di Natale, Jovetic, Totti, Klose e Hamsik. Tutte le figurine sono corredate da informazioni sempre più ricche sul calciatore: in pratica si tratta di una carta d’identità. Ogni squadra ha a disposizione 4 pagine e non mancano gli spazio dedicati alla serie B, alla prima e seconda divisione di Lega Pro, alla serie D e alla serie A femminile e ai tifosi. Torna anche la rubrica «Lo show dei gol» in collaborazione con Sky: 4 pagine e 10 figurine dedicate ai gol più belli dell'attuale campionato che possono essere visti sul web grazie al retro delle figurine. Non mancano infine le figurine (12) sulle innovazioni del regolamento, una sezione denominata “Il calcio che cambia”. Ed ecco allora che i collezionisti troveranno quella relativa al giudice di porta, che aiuta il direttore di gara nei gol fantasma e che quest’anno è finito spesso al centro di polemiche, il cosiddetto “occhio di falco” che è stato sperimentato dalla Fifa nel Mondiale per Club in Giappone, ma anche la panchina lunga e lo “lo spray evanescente” che serve per evidenziare la posizione corretta della barriera. © riproduzione riservata


«Io, Agnelli e il mio Catania che sa stupire» «Deferito per la risposta a uno sfottò? Ma se c’è chi ha offeso le istituzioni e.... Guai a parlare di Europa. Salviamoci» di Concetto Mannisi CATANIA - Euforico, questo sì, ma sempre con i piedi ben piantati per terra. Misurato anche nella polemica a distanza con il presidente bianconero Andrea Agnelli, il massimo dirigente rossazzurro e fresco consigliere federale non si lascia prendere la mano. Anzi, senza infervorarsi spiega il suo punto di vista: «La mia è stata semplicemente una risposta a uno sfottò provocatorio che il presidente della Juventus ha inteso riservare al presidente del Catania: una società virtuosa, gestita in modo virtuoso, che il sottoscritto rappresenta in Consiglio federale a pieno Elezioni in Lega? Ricordo che i voti si titolo. Mi trovo ormai da anni nel mondo del calcio. Il contano, non si giudizio sul mio operato di consigliere dovrà essere pesano... conseguente a ciò che sarò stato capace di fare durante il mio mandato. Per il momento vorrei limitarmi soltanto ad osservare che in Lega si respira una buona aria e sembra che ci siano tutti i presupposti per fare qualcosa di buono per il calcio italiano» . Chiude la polemica così? Ma se qualcuno ha ipotizzato un suo deferimento! «Ho letto e sentito anche questo, ma non mi sembra che tale atteggiamento sia stato assunto da questi stessi soggetti nei mesi scorsi, ovvero quando nei confronti delle istituzioni e di chi le rappresenta sono stati rivolti apprezzamenti sgradevoli e, talvolta, pesanti. A proposito delle elezioni in Lega, c’è chi ha parlato di voti più o meno pesanti: i voti in democrazia si contano, non si pesano. E la conta questa volta ha dato un risultato inequivocabile». Una soddisfazione in più, per lei, che sta certamente gongolando per il rendimento del suo Catania. Vi migliorate, anno dopo anno: il segreto? «La cultura del lavoro. In campo per quel che riguarda staff tecnico e atleti, dietro le scrivanie per quel che riguarda la società. Ciascuno ha un ruolo e ciascuno porta il suo contributo alla causa». Erano in molti certi del vostro naufragio dopo l’addio con Pietro Lo Monaco. «Sono la persona meno adatta per affrontare questo argomento. Diciamo che in questo Il nostro segreto è il momento la risposta sta arrivando dai fatti». E che fatti! Neanche nel primo anno di Serie A, con quel girone d’andata lavoro. L’addio di straordinario di Pasquale Marino, il Catania era stato capace di fare così bene nelle Lo Monaco? I risultati sono qui prime ventuno giornate. «A me non interessa sapere dove siamo adesso, a me interessa che il Catania possa trovarsi in posizioni di classifica di rilievo quando il girone di ritorno sarà concluso. Non sarà una passeggiata. Per questo mi auguro di raggiungere al più presto la quota salvezza. A quel punto, per lo meno, saremmo al riparo da cattive sorprese». Vada per la scaramanzia, ma oggi la classifica dice altro: Catania in corsa per l’Europa. «I numeri dicono questo e sono incontrovertibili, ma fino a quando non arriveremo a quota 40 qui si deve parlare solo di salvezza. Anche se aver iniziato il 2013 con una vittoria, speriamo di non fermarci qui». Qual è stato il momento più bello vissuto a Genova? «Non ho dubbi: l’applauso riservato dalla gente della “Gradinata Nord” alla squadra dopo l’azione che ha portato Barrientos al raddoppio. Vi confesso che mi sono venuti i brividi. Non capita spesso che una tifoseria locale si comporti così nei confronti della squadra ospite». Sorpresa: la scelta dell’allenatore all’inizio dell’estate. «Nessuna sorpresa, non non è stata di sicuro casuale: lo conoscevamo. Eravamo certi che Maran avrebbe fatto ottime cose sia per le sue qualità sia perché in questa società sappiamo bene come fare per tirare fuori il meglio dai nostri tecnici. Anche la vicenda di Maran ne è la A me interessa dimostrazione». dove saremo a fine Già, Maran dopo Montella, ovvero l’uomo che incrocerà il passo con quello del torneo Subito la salvezza poi Catania domenica prossima. Vi eravate lasciati un po’ male, ma lo strappo è stato vedremo.... ricucito. «E’ vero che Montella mi ha chiamato per gli auguri di Natale: è stato un gesto che mi ha fatto molto piacere. Domenica prossima lo incontrerò volentieri e, magari, avremo modo di chiarire alcune cose rimaste in sospeso dal giorno in cui è andato via da Catania». La Fiorentina è a pochi punti da voi: domenica sarà scontro diretto.


«Cercheremo di affrontare la gara nel modo migliore. Ci teniamo a fare bella figura ed a conquistare altri punti da spendere nella corsa alla salvezza». L’assenza di Bergessio peserà? «Ne sono certo. Stiamo parlando del nostro attaccante principe. Ma il Catania, come si è visto a Genova, può contare su una rosa competitiva, su gente di carattere che sa mettersi a disposizione del tecnico». Non è che in settimana accelererete una certa operazione di mercato? «Non credo proprio. Il sostituto di Bergessio sarà scelto dall’attuale rosa di giocatori. Faremo però qualcosa, dopo la cessione di Morimoto all’Al Nasr, ma sempre pensando la futuro». Quale è stato l’affare dello scorso anno in entrata e quale sarà quello della prossima estate in uscita? «Gli acquisti che abbiamo fatto, giocatori di prospettiva ma che già hanno avuto modo di mettersi in mostra – Castro, Rolin, Salifu, Frison e lo stesso Doukara – sono tutti degli affari. I prossimi dovranno avere le loro caratteristiche. In uscita? Difficile ipotizzarlo. Di sicuro c’è che non Maran non è una smobiliteremo, così come, a fronte di offerte adeguate, prenderemo in considerazione sorpresa. Non vendiamo nessuno l’ipotesi di cedere alcuni dei nostri elementi migliori». fino a giugno Di offerte ne avete avute anche in questo mese: non si pente di non averle accettate? «No, perché il nostro progetto è quello che vado ripetendo da un mese. Abbiamo aumentato il nostro capitale sociale di nove milioni di euro nell’ottica di una crescita costante. Non si vende fino a giugno, perché qui si vuole crescere ancora». E non teme di gestire i malumori di chi, a fronte di una offerta irrinunciabile (Lodi conteso dalle milanesi, lo stesso Almiron), è preoccupato che il treno non possa passare più? «Un buon giocatore non deve avere questo genere di problemi. Se si esprime come sa avrà offerte importanti anche nel prossimo mese di giugno. Non mi sembra l’atteggiamento di un campione». Concludendo: salvezza nel mirino, ad appena otto punti di distanza. Possono bastare le prossime tre partite – Fiorentina in casa, Napoli ed Atalanta in trasferta – per arpionarla? «Può darsi. Questa squadra ha qualità. Perché non crederci?» © riproduzione riservata


LA REPLICA Marotta: «La dialettica di Pulvirenti si qualifica da sè» «Il livello della dialettica politica espressa da Pulvirenti si qualifica da sè. Non c'è altro da dire». L'ad della Juventus Giuseppe Marotta, intervistato da Radio 24, replica così alle parole sul presidente Andrea Agnelli da parte del massimo dirigente catanese. E sulle elezioni in Lega: «Non parlerei di sconfitta, ma di elezione democratica. Non abbiamo nulla da rimproverarci. Pensiamo che sia necessaria una riforma. Serve il rinnovamento. Non condividiamo il metodo con cui si è arrivati alla rielezione di Beretta e al governo del calcio».


Il 4 febbraio vi regaliamo le prime figurine Per completare l’album Panini serviranno... “Il Corriere dello Sport-Stadio” e “Tuttosport”. La speciale sezione denominata “Il film del campionato” comprende infatti 16 figurine che saranno distribuite in abbinamento con i due giornali il 4 febbraio (quelle relative ai momenti più importanti del girone d’andata) e il 17 giugno (quelle del girone di ritorno). A marzo e a luglio saranno poi ordinabili gratuitamente al servizio mancanti della Panini.


Del Piero: «Che strano non esserci più nell’album» «Sono io il primo a divertirmi con le figurine degli album Panini, guardando i cambiamenti nel tempo. Le basette, i capelli... Dopo tanti anni non ci sono più nell'album, è una sensazione strana». Raggiunto in Australia da Sky, che lo ha intervistato, Alessandro Del Piero racconta: «La prima volta che sono apparso sull'album Panini ero insieme a Fontana, al Padova. La prima con la maglia della Juventus non la dimenticherò mai»


Biglietti per Cagliari-Roma: Cellino deferito ROMA - (Ansa) - Il presidente del Cagliari Massimo Cellino è stato deferito per aver messo in vendita i biglietti della gara interna con la Roma del 23/9/12 “nonostante lo stadio Is Arenas avesse il nulla osta solo per lo svolgimento delle gare a porte chiuse”, per l’invito i suoi tifosi, titolari di biglietto e abbonamento, a recarsi allo stadio e “per aver tentato di dedicare il settore della Curva Nord del nuovo stadio ad un noto gruppo ultras”. Deferita la società a titolo di responsabilità diretta.


COPPA ITALIA C1 NAZIONALE Lions Potenza ospita la Virtus Rutigliano Lodigiani con il Foligno O ggi si completa la prima giornata dei triangolari e l'andata degli accoppiamenti per la fase nazionale della Coppa Italia di Serie C1 riservata alle vincenti regionali: la squadra che si aggiudica il trofeo va in B. Il programma e gli arbitri. Prima giornata triangolari. Girone C: Faventia-Tenax Sport Club (ore 15): Mezzadri e Parrella. Riposa: Isolotto Fondiaria Firenze. Girone D: Partenope-Bassa Atesina (2-4, giocata ieri). Ha riposato: Asd 5 Diavoli. Girone F: Civitella Sicurezza-Sparta (ore 15): Di Vito e Pennese. Riposa: Venafro. Andata accoppiamenti: Atiesse Quartu-Saints Pagnano (ore 14.45): Pani e Sanna; Blue Orange Calcio-I Bassotti (ore 21.30): Croci e Cammarano; Sporting Lodigiani-Mounting Foligno (ore 19.45): Fratangeli e Pisani; Lions Potenza-Virtus Rutigliano (ore 15): Marino e D'Alessandro; Atletico Belvedere-M&M Futsal Club San Giovanni La Punta (ore 15): Ursetta e Filippis. REGOLAMENTO - La seconda giornata dei triangolari si disputa il 29 gennaio mentre la terza giornata e il ritorno degli accoppiamenti sono il 5 febbraio. Ai quarti la prima classificata di ciascun triangolare e le vincenti degli accoppiamenti. ALTRE DATE - Quarti: andata 19 febbraio e ritorno 5 marzo. Semifinali: andata 19 marzo e ritorno 9 aprile. Finale: andata 23 aprile e ritorno 7 maggio. a.gal.


futsal: Seconda giornata di ritorno del campionato di Serie A (ore 20) Luparense-Asti, la sfida che buca il video In diretta tv su Raisport 2, i campioni d’Italia contro la capolista a Bassano del Grappa. C’è anche Acqua & Sapone-Lazio di Antonio Galluccio

T urno infrasettimanale stasera in Serie A con la seconda giornata di ritorno. Che s'annuncia entusiasmante partendo dalla supersfida di Bassano del Grappa tra la Luparense, quattro volte campione d'Italia, e l'Asti, attuale capolista imbattuta in campionato. C'è la diretta tv, come l'11 marzo 2012 per la finale di Coppa Italia vinta dalla squadra astigiana al PalaFabris di Padova, il 22 Una conclusione del "Cholo", settembre per lo spettacolare pareggio con dieci gol nella seconda giornata di Juan Salas: la sua Lazio gioca andata al PalaSanquirico del capoluogo piemontese, il 4 dicembre per la in trasferta contro Supercoppa Italiana conquistata ai rigori dalla formazione veneta sullo stesso l'Acqua&Sapone in uno dei bigcampo della gara odierna. Insomma, Luparense e Asti hanno contribuito a match del turno scrivere la storia recente del futsal italiano dove ora ripartono, entrambe, per infrasettimanale (Cassella/Div. consolidare le rispettive posizioni in graduatoria. La Luparense del tecnico Calcio a 5) Fulvio Colini vuole riscattare la sconfitta esterna di venerdì scorso contro il Real Rieti. «Una gara - spiega Colini - di cui dobbiamo far tesoro, subito, perchè di fronte abbiamo una squadra fortissima. L'Asti merita il primo posto e di sicuro verrà a Bassano del Grappa per consolidarlo. Dovremo essere bravi a limitarne il raggio d'azione. Ormai le due formazioni si conoscono: tra campionato e Supercoppa ognuna ha mostrato bravura e spessore. Vincere sarebbe importante per riprenderci quanto abbiamo perso contro il Real Rieti». EX DI TURNO - Ex di turno Fortino e Vampeta nell'Asti che attraversa un buon momento. La formazione allenata da Sergio Tabbia ha brillato anche sabato in casa contro il Kaos Bologna. Adesso il confronto con la Luparense dopo undici vittorie e tre pareggi in quattordici partite. «Speriamo - commenta Tabbia - di allungare la serie utile. C'è lo spirito giusto per misurarci contro una grande squadra come la Luparense che, davanti al suo pubblico, vorrà rifarsi. Finora siamo stati sempre all'altezza e sarà così pure stavolta. Gli stimoli vengono da soli. Occorrono impegno, volontà, concentrazione, qualità con cui abbiamo conquistato il primo posto che ci auguriamo di mantenere a lungo». match clou - Gara d'alto rango è, inoltre, quella di Città Sant'Angelo, con l'Acqua & Sapone Città Sant'Angelo, terza forza, che ospita la Lazio, in seconda posizione: la squadra abruzzese proviene dall'importante successo di Cercola contro il Napoli mentre la formazione biancoceleste vince da sei gare ed è imbattuta da nove. Insegue la quarta vittoria interna il Kaos Bologna, a Ferrara, contro la Marca Futsal che rincorre, invece, il terzo trionfo consecutivo con l'allenatore Julio Fernandez. Avanza da cinque partite il Real Rieti che affronta la trasferta pugliese contro il Promomedia Sport Five Putignano. Quasi uno spareggio per i play off scudetto, a Genzano di Roma, tra la Cogianco Genzano e il Napoli. Tra prime posizioni e salvezza in palio punti preziosi al Palarigopiano di Pescara e al Palasport di Verona, con il Pescara e il Verona che ricevono il Venezia e il Montesilvano. ARBITRI - Le partite e gli arbitri: inizio ore 20. Acqua & Sapone Città Sant'Angelo-Lazio: Delpiano e Giada; Kaos Bologna-Marca Futsal: Casale e Ciciarello; Cogianco Genzano-Napoli: Tupone e Barbera; Luparense-Asti (diretta tv su Raisport 2): Frasconi e Daidone; Pescara-Venezia: Calaprice e Di Gregorio; Promomedia Sport Five Putignano-Real Rieti: Donati e De Poli; Verona-Montesilvano: Muccardo e Vocca. Classifica: Asti 36; Lazio 32; Acqua & Sapone Città Sant'Angelo 26; Luparense 25; Marca Futsal 24; Montesilvano e Cogianco Genzano 23; Pescara 21; Napoli e Kaos Bologna (-1) 19; Real Rieti 17; Verona 7; Venezia 6; Promomedia Sport Five Putignano 0. MARCATORI - 14 reti Lima (Asti), Kakà (Kaos Bologna); 13 reti Cavinato (Asti). © riproduzione riservata


IL PERSONAGGIO La Brillante ora vola grazie ai gol di Sanna «Ma il merito è di tutti» Q uello con il Modugno non era certo uno scontro diretto per la Brillante, ma realizzare sette reti in una sola gara non è impresa da tutti i giorni. A compierla è stato uno dei giocatori che da anni è tra i più prolifici del campionato di Serie A2 e che anche in questa stagione si sta confermando ai vertici della classifica cannonieri del girone B, in cui milita la formazione capitolina. Rafael Sanna è entrato di prepotenza nel tabellino dei marcatori della sfida esterna con il fanalino di coda del raggruppamento, segnando appunto sette gol nel 9-1 finale; reti realizzate in tutti i modi, in cui sono compresi anche tre tiri liberi. DA INCORNICIARE - Ma la palma della marcatura più bella va ad un gol su azione: «Il migliore è stato quello del 6-0 – afferma il pivot – che è arrivato con un “cucchiaio” a scavalcare il portiere». Un successo fondamentale quello della Brillante in terra pugliese, che rimette in corsa la formazione di Fiore verso i play-off, distanti ora 4 lunghezze. «Questo è il nostro obiettivo – spiega Sanna -, perciò sabato scorso era obbligatorio vincere, dopo la brutta sconfitta per 7-0 col Loreto Aprutino. Abbiamo lavorato bene, preparato la sfida nei minimi particolari e, in campo, abbiamo fatto tutto ciò che ci ha indicato il mister: alla fine il risultato conferma la nostra ottima prestazione». NUOVO TEST - E ne servirà un’altra sabato prossimo, perché al PalaRamise arriva il Futsal Potenza quarto della classe e lontano cinque punti. «Gara importante per noi: giochiamo in casa e non possiamo farci sorprendere come all’andata; però stavolta è diverso: adesso conosciamo la loro formazione, sappiamo come giocano e possiamo prepararci studiando i minimi dettagli. Non dobbiamo sbagliare se vogliamo arrivare ai play-off». BOMBER - Con il settebello di Modugno, tra l’altro, Sanna ha guadagnato il 2º posto solitario nella classifica marcatori del girone B di A2, a quota 20 reti e a sole quattro marcature di ritardo da Noro del Napoli Futsal S.Maria. «All’inizio della stagione un giocatore non si pone obiettivi personali, perché bisogna pensare soprattutto al bene della squadra. Ma è normale che fa sempre piacere segnare, soprattutto per un pivot; sono contento di essere lassù in classifica, anche se sarà dura raggiungere Noro, perché lui continua ad andare in rete ogni sabato. Ma se sono lì devo ringraziare i miei compagni». Ma quest’inizio di 2013, per Sanna, non porta solo i colori della Brillante. Il pivot a gennaio ha fatto anche il suo esordio in azzurro, nella Nazionale sperimentale di Raoul Albani, composta di nove Under 21 e di sei Under 25. «La trasferta in Thailandia (dove l’Italia ha collezionato due larghi successi) è stata un’esperienza fantastica, che porterò con me per il resto della mia vita, sperando di avere altre occasioni in futuro di vestire di nuovo la maglia azzurra. E tutto questo è stato possibile grazie alla mia società, al mister Martin Fiore e ai miei compagni, ma anche all’apporto di mia moglie Marcela che ogni giorno mi dà la forza. A tutte queste persone va il mio grazie». Ass


Nainggolan-Conti grinta e carattere per alzare la testa Nei 4 punti presi a Genoa e Atalanta c’è tanto dei due big. Ma serve anche aiuto dal mercato di Vincenzo Sardu

I punti fanno sempre la differenza. I quattro racimolati fra Genoa e Atalanta sono stati così benefici e taumaturgici per la classifica (passata dal terzultimo posto al quintultimo, con un più 3 sulla zona B, agganciando una concorrente e avvicinandone altre due a un soffio) che viene da mordersi le mani a pensare alle sei sconfitte di fila che hanno caratterizzato il periodo compreso fra la fine del novembre scorso e l’alba del 2013. Rimangono da sistemare buona parte dei problemi che hanno favorito la parabola discendente (attacco che segna poco, difesa allegra sulle palle inattive, difficoltà nel rendimento di alcune importanti pedine), ma ci sono anche segnali incoraggianti sui quali fondare le speranze e incanalare gli sforzi necessari a garantire la permanenza Soltanto un’offerta di almeno 15 milioni in serie A. Il gioco, innanzitutto: la squadra crea parecchie soluzioni offensive, la penuria di gol dipende Daniele Conti, 34 anni, alla 14ª potrebbe spostare Radja o Astori Si dalla scarsa vena degli attaccanti escluso Sau. E il stagione con il Cagliari cerca una punta gioco, insegnano i maestri di calcio, è alla base dei successi o degli insuccessi di qualsiasi squadra. Nel caso del Cagliari, quindi, non si parte da zero. Il carattere, elemento pure quello peso a randellate dai ripetuti insuccessi, ha mostrato però provvidenziali capacità di resistenza e di reazione. Il fatto che nelle ultime due uscite siano emerse chiaramente le personalità di Conti e Nainggolan, non è casuale. La squadra ne ha tratto beneficio, importante. LA SPINTA - Ma deve essere chiaro, quanto fatto negli ultimi 180’ va considerato una spinta per ripartire, non la fine della crisi, perché la classifica resta delicata e perché arriva un jolly da sfruttare. Il calendario porta a Is Arenas il Palermo mentre manda il Pescara in casa della Samp e il Genoa dalla Juve: battere i siciliani potrebbe allargare la forbice fino a sei punti fra i rossoblù e la terzultima e magari mettersi alle spalle qualche altra rivale. Non meno importante questo dettaglio appare soprattutto gettando lo sguardo più avanti, quando nelle successive due giornate il Cagliari dovrà andare in casa della Roma e ricevere il Milan: meglio sistemare un po’ di fieno in cascina, non si sa mai. MERCATO - Nel frattempo, arriva alla fase calda il mercato di gennaio. Finora, gli uomini deputati al caso (il dg Marroccu ma soprattutto lo stesso Massimo Cellino), hanno “seminato”. Contatti, abboccamenti, trattative nel massimo riserbo: nessuno si aspetti chissà quale clamorosa mossa, sia chiaro, tanto in entrata quanto soprattutto in uscita. Che i nomi dei rossoblù circolino di bocca in bocca - altrui - è naturale: vuol dire che sono apprezzati, significa che sono validi. Ma di cedere i gioielli il presidente non ha alcuna intenzione a meno che non arrivino offerte a doppia cifra e con la seconda diversa dalle prime quattro. I presupposti affinché i vari Astori e Nainggolan restino dove stanno ci sono tutti, perché cambi qualcosa deve esserci davvero una straordinaria convenienza che, sentita l’aria in giro, è assai difficile che capiti. Ciò che potrebbe maturare in entrata è soprattutto da attendersi a fine mese quando starà per suonare la campanella della fine delle trattative. Non per Matias Cabrera, il 27enne uruguaiano che orbita nella sfera di interessi di Paco Casal, abile manager sudamericano con il quale Cellino ha ottimi rapporti che vanno al di là degli interessi professionali. Lecito attendersi un centrale difensivo e un attaccante d’area, in quest’ultimo caso a condizione che si ceda prima uno o due delle punte in organico. © riproduzione riservata


TORNA LA PAURA Il Pescara deve cambiare passo di Giancarlo Febbo

PESCARA - Mille interrogativi hanno affollato ieri la mente di Cristiano Bergodi. Il tecnico biancazzurro ha trascorso l'intera giornata a cercare di analizzare le cause del clamoroso passo indietro nella sfida diretta con il Torino. Potrebbe essere stato un black out passeggero, quindi niente di gravissimo. Ma se si tratta di un ritorno al passato, cioè a quel Pescara indisponente, inconcludente e inconsistente anche dal punto di vista mentale di inizio stagione, allora sono guai. Almeno all'epoca c'era l'attenuante dei tanti stranieri che dovevano ambientarsi e non conoscevano ancora la lingua, agivano con un individualismo esasperato, perciò non riuscivano ad essere organici al progetto, tantomeno a rendersi davvero conto di cosa sia la serie A italiana. I ko con Inter e Bergodi, chiamato a succedere al dimissionario Stroppa, ha scosso il gruppo come una Torino scarica di adrenalina fino alla clamorosa vittoria di Firenze. Poi, buio totale. Che l'effetto preoccupano: mercato più sia già svanito, il primo a non poterci credere è proprio lui. Perché, al di là delle questioni correttivi tattici e di tecnico-tattiche, la base su cui aveva costruito la rinascita era soprattutto psicologica. rendimento devono Possibile questa ricaduta così virulenta? Cosa non ha funzionato nella cura? raddrizzare la china

IL MERCATO - Quesiti destinati a restare sospesi, visto che da oggi cambieranno tante cose. Intanto, ci sono i nuovi acquisti. Oltre a Bianchi Arce, che ha già esordito, ecco l'ex senese D'Agostino, che sarà presentato ufficialmente alle ore 14,15 e al quale verranno consegnate le chiavi del centrocampo, e il centravanti argentino Caraglio, quello su cui vengono riposte le maggiori speranze. Rinforzi di spessore, anche se per fare il vero salto di qualità servono ulteriori elementi. Bergodi non lo dice, ma in queste ore è in fibrillazione. La classifica regge ancora, i 20 punti a fine girone di andata erano un ottimo bottino in prospettiva, però bisogna immediatamente dare seguito alle premesse, considerando che gli inseguitori hanno ridotto sensibilmente le distanze. NELLA MISCHIA - I nuovi verranno subito gettati nella mischia, già domenica a Marassi contro la Samp dell'ex Delio Rossi si vedrà un Pescara diverso. Un po' per necessità (Weiss e Modesto sono squalificati), molto per scelta. Bergodi, a dire il vero, alla terapia d'urto avrebbe preferito degli inserimenti graduali, ma si è reso conto che non c'è un minuto da perdere. Il tecnico è rimasto sconcertato dall'atteggiamento arrendevole in una partita così importante, peraltro in casa. Riteneva che almeno le basi di aggressività e concentrazione fossero state memorizzate e che bastasse aggiungere solo un pizzico di qualità e qualche gol per risolvere la pratica salvezza senza troppi patemi. Invece, il Pescara ha smarrito la retta via, è tornata ad essere la squadra meno prolifica, più battuta e più perforata del campionato. Con la società piuttosto attiva sul mercato i presupposti per recuperare ci sono, a condizione che sull'aspetto caratteriale non si debba ricominciare daccapo. g.f./GieffePress


PRESENTATO IL NUOVO ATTACCANTE «A FIRENZE PER IMPORMI» Larrondo spiega: «E’ una chance da non sprecare» FIRENZE - Fame di rivincita, di dimostrare a tutti che fino ad oggi è rimasto ai margini perché non ha mai avuto troppa fiducia intorno. « Voglio diventare qui, a Firenze, quel giocatore che non ho potuto dimostrare di essere a Siena. Questa è un'opportunità grandissima, che voglio sfruttare». Marcelo Larrondo, argentino di Tununya, vorrebbe non deludere mai. Né dentro né fuori dal campo. « Io ho voglia di crescere, di esplodere, di mettermi in mostra. Questo è un grande sogno e sono contento di poterlo realizzare. A Siena sono maturato, ma qualcosa non è andato come speravo. Ora so che dipende da me». RICOMINCIARE - E' arrivato in prestito oneroso e la Fiorentina potrà decidere, a fine stagione, se riscattare la metà del cartellino o se acquistarlo definitivamente. Non ci saranno paracaduti: Larrondo non può sbagliare. Lui vuole tornare a segnare. « Perché un attaccante vive per il gol, e poi perché voglio ricominciare». Sì, ricominciare. Il coinvolgimento nell'inchiesta del calcioscommesse e il successivo patteggiamento lo hanno segnato. E' l'unico momento in cui la sofferenza vissuta gliela leggi in faccia. «Sono stati tre mesi durissimi ammette - anche perché io sono rimasto coinvolto mio malgrado». L'amarezza trasuda in ogni parola. Ma se davvero era soltanto una vittima, perché allora patteggiare? E' una risposta che spiazza la sua: « Perché così sarei potuto tornare a giocare prima, senza aspettare il mese di febbraio. Io del calcio ho bisogno». I GOL. SUBITO - Larrondo torna a sorridere ripensando al pallone, alla sua posizione in campo e soprattutto ai gol . «Io voglio segnare sempre, contro il Milan, l'Inter, la Juve, la Roma. Contro tutte le squadre, indistintamente. Anche contro la mia ex squadra. La concorrenza? La Fiorentina ha tanti giocatori fortissimi là davanti, da Jovetic a Cuadrado senza dimenticare Toni, dal qualche cerco già di carpire qualche segreto, ho solo bisogno di fiducia». CHI SONO - E' il classico centravanti argentino, cresciuto nel mito di Gabriel Omar Batistuta. «Il mio passaggio è stato rallentato dal fatto che le due società non trovavano l'accordo, già dalla prossima gara sarò a disposizione». Non c'è scaramanzia dietro la scelta della maglia numero 18 - « era libera, speriamo mi porti fortuna» - ma assoluto divertimento nell'aver arricchito la colonia argentina di questa squadra (Larrondo è il 23° argentino della storia viola): « Io sono tifoso del River - ha detto ridendo - ma ho subito legato con Roncaglia tifoso del Boca, e Gonzalo del San Lorenzo. Mi sono sentito subito a casa. L'aggressione denunciata dal presidente del Siena Mezzaroma? Ho parlato con i miei ex compagni, faranno di tutto per conquistare la salvezza». Atc


ORA AREVALO RIOS È INDISPENSABILE Doveva essere un leader ma è arrivato a un passo dalla cessione. Il gol segnato alla Lazio ha cambiato tutto: la squadra ha bisogno di lui di Paolo Vannini

PALERMO - Strana la storia di Egidio Arevalo Rios detto el Cacha, centrocampista uruguagio dalla carriera di livello internazionale che il Palermo ha cercato per un anno prima di portarlo in rosanero, utilizzando peraltro uno dei posti per tesseramento di extracomunitari. Fortemente voluto ed anche ben pagato (2,8 mln di euro ai messicani del Tijuana), “sponsorizzato” da un procuratore importante come Pablo Betancourt, che convinse Zamparini puntando sul fatto che la sua presenza avrebbe rilanciato il giovane connazionale Abel Hernandez, ma mai pienamente convincente. Centrocampista di corsa e sostanza, lottatore perfetto per l’Uruguay di Tabarez che con lui in squadra è giunto quarto ai Mondiali ed ha vinto la Copa America 2011. Doveva esser un leader, ma Esperienza e grinta sono doti essenziali in un Palermo che non girava ha lasciato perplessi anche lui. Gioco monocorde e sempre orizzontale, per risalire la china Gasperini: «Finché alterno nel rendimento, forse bisognoso di adattarsi al sta qui, lo utilizzo» calcio europeo che non aveva mai frequentato. Soprattutto, a un certo punto è stato pesantemente bocciato dalla società: tornato in ritardo dalle vacanze di Natale, ha provocato la rabbia del direttore Lo Monaco che disse chiaramente che poteva restare in Sudamerica. Fra i problemi del giocatore anche, a quanto pare, il permesso di soggiorno della compagna. A Parma non fu convocato restando ad allenarsi per conto proprio, la sua cessione a gennaio veniva data per scontata. Invece, improvvisamente, Rios è tornato in auge: Gasperini lo ha schierato titolare prima a Napoli (altra prestazione opaca), poi ancora sabato con la Lazio. E un suo inserimento è valso il pareggio: è il secondo gol stagionale per il 30enne sudamericano, l’unico centrocampista rosanero ad essere andato in gol (il primo l’aveva fatto al Cagliari ad inizio stagione).

VUOLE ESSERE LEADER Egidio Arevalo Rios, 30 anni, centrocampista del Palermo

RESTA? - In uno scenario di mercato ancora abbastanza confuso, ci si chiede a questo punto quale sarà il futuro di Arevalo Rios. Il giocatore piace moltissimo al presidente Zamparini, convinto di avere acquistato un elemento di grande spessore. Evidentemente l’allenatore lo ritiene ugualmente essenziale tanto da non porsi il problema di una gestione ballerina. «Rios sembrava dover partire e aveva chiesto di essere ceduto ma fino a quando sta qua, io lo faccio giocare - ha chiarito il suo pensiero Gasperini - utilizzo il materiale che è a mia disposizione ». A questo punto, una sua cessione torna a essere improbabile. Sia perchè il Palermo comunque non vuole svenderlo (contratto fino al 2015, avrebbe richieste solo dal Messico ma a cifre che non entusiasmano la società rosanero), sia perchè in una squadra con moderato tasso di esperienza, la sua grinta forse può venire ancora utile. I rosa in quella zona del campo non hanno molta qualità e Rios è uno “schermo” centrale e non certo un play dai piedi buoni. Ma se la salvezza passa anche dalla durezza dei contrasti, difficilmente el Cacha si tirerà indietro. Sul campo Rios ha reagito almeno con la sua dote più nota, la combattività, abbinandovi pure la capacità di segnare, e festeggiando il gol alla Lazio con uno sguardo che dice molto. Deluso anche lui da come stanno andando le cose, ma non battuto fino in fondo e pronto a lottare se il Palermo deciderà di tenerlo. Secondo le strane leggi del calcio che spesso si divertono a sovvertire ciò che pareva scontato il giorno prima. © riproduzione riservata


IERI I SALUTI Budan: Lascio Palermo ma con affetto PALERMO - Gli attaccanti continuano a non arrivare anche se nei propositi rosanero ce ne sono addirittura due e non solo uno, e intanto il mercato rosanero nel settore propone solo cessioni. Ieri sono diventate ufficiali le partenze di Igor Budan ed Eran Zahavi, il primo girato in prestito all’Atalanta, l’altro passato al Maccabi Tel Aviv. Diverso sul piano emotivo l’addio di Budan, che ha confidato in un’intervista alla Rai le sue sensazioni: «Palermo mi ha dato tanto, basti dire che andando via mi sono limitato ad un L’attaccante va pranzo in famiglia e con gli amici più stretti perchè se no per salutare tutti coloro che mi all’Atalanta: «Da questa piazza ho hanno dato qualcosa avrei dovuto fare come a un matrimonio...» . Budan fu uno dei primi avuto tanto. Vado a giocatori portati da Zamparini nel trasferimento in massa da Venezia a Palermo: « Il mio divertirmi» rapporto col presidente è particolare e tale rimarrà. Sono dispiaciuto di lasciare una città che mi ha voluto bene, ma anche felice perchè vado a divertirmi. » . Proprio con l’Atalanta potrebbe ripresentarsi a Palermo il prossimo 3 febbraio: «Mi sembrerà strano ma sono un professionista e se giocherò al Barbera farò la mia parte come sempre» . In rosanero ormai godeva di poca fiducia: « Sono convinto che il Palermo si possa salvare, ci vuole positività d’animo ed è importante non farsi prendere dalla paura di non farcela. Il mio maggior rimpianto è il gol sbagliato con la Sampdoria che poteva regalarci la qualificazione in Champions (stagione 2009/10, finì 1-1, ndc.) . Ma chissà che questo non sia solo un arrivederci» . Nei progetti futuri di Zamparini, per Budan ci potrebbe essere un posto in società. p.v. © riproduzione riservata


Dopo l’aggressione, non cambia idea MEZZAROMA-SIENA, DIVORZIO NELL’ARIA Il patron vuole andare via, ma trovare un successore non è facile di Massimo Boccucci

Non è un sasso nello stagno ma una grossa pietra che potrebbe non restare l'unica: dopo l'esternazione rumorosa è l’ora dei contraccolpi. Massimo Mezzaroma ci è andato giù deciso e pesante, non ha retto l'ennesima contestazione, men che meno l'aggressione che gli ha rovinato la domenica dopo la bella e soprattutto importante vittoria sulla Sampdoria. Ieri ha passato lunghe ore al cellulare, senza voler tornare pubblicamente sull'argomento; ha rimuginato a lungo su quel gruppo di tifosi, una ventina secondo alcune ricostruzioni, che dopo la gara l'hanno atteso dapprima al varco 5 dello stadio Franchi, per C’è da chiarire poi dirottare all'uscita di San Domenico nell'apprendere che Mezzaroma aveva cambiato. prima la posizione Una volta aperti i cancelli, l'auto del presidente bianconero sarebbe stata raggiunta da del Monte Paschi e la situazione alcuni colpi alla carrozzeria prima che riuscisse ad allontanarsi percorrendo viale economica del club Curtatone. MINACCIA D'ADDIO - «Ritengo che il futuro della Robur sia sempre più in mano ai tifosi e alle istituzioni», ha scritto domenica sera Mezzaroma nella delusione per il trattamento ricevuto e la condanna dell'episodio parlando di "violenza ingiustificabile". Se è stato soltanto uno sfogo, per quanto forte, lo si capirà meglio strada facendo. Per ora si è alla minaccia d'addio dopo l'accaduto che segna una clamorosa rottura. Sanabile? Possibile con una presa di posizione di altri settori della tifoseria, ai quali proprio Mezzaroma ha fatto indirettamente appello quando i suoi più stretti collaboratori gli hanno detto che i contestatori più accaniti sono un'esigua minoranza. Se Mezzaroma lascerà davvero Siena, ciò non potrà avvenire prima di aver chiarito tanti passaggi che coinvolgono intanto il Monte dei Paschi e di riflesso chiamano in causa il quadro economico generale del club. Bisognerà vedere analiticamente quali sono le reali condizioni finanziarie della società e chi potrebbe succedere all'attuale vertice. IL GIORNO DI POZZI - Il "caso Mezzaroma" aleggerà anche oggi, alle 14.30, alla presentazione di Nicola Pozzi prima della ripresa degli allenamenti a Colle Val d'Elsa. Andrà vista anche la reazione della squadra dopo la vittoria e la denuncia del presidente. Così come passa in secondo piano la trattativa, che viene data in dirittura d'arrivo, per portare il centrocampista portoghese del Salvador Agra, classe 1991, dal Real Betis (10 presenze, un gol) con la formula del prestito oneroso. L'umore e il futuro di Mezzaroma contano molto di più. (m.b./infopress)


PRESENTATO IERI E SUBITO ALL’OPERA IL NUOVO TECNICO DEL GRIFONE Ballardini: Il Genoa si salva con il lavoro GENOVA - Ballardini 2, la salvezza. E’ questo quanto si augurano i tifosi del Genoa e il presidente Enrico Preziosi dopo il secondo avvicendamento in panchina della stagione dopo quello che aveva portato Luigi Del Neri a sostituire Gigi De Canio. Il tecnico romagnolo, che anche nella stagione 2010/2011 aveva preso la squadra in corsa ottenendo ottimi risultati, è l'ultima carta che si gioca la società per scongiurare il rischio della retrocessione. «Nell'organico del Genoa ci sono giocatori molto bravi - ha dichiarato il nuovo allenatore - e da qui in avanti dovranno esserlo ancora di più. Con le qualità che ci sono, comunque, l'obiettivo non può che essere uno solo: essere una squadra che gioca bene a calcio. Se riusciremo a fare ciò arriveranno anche i risultati. Mercato? Non ne ho ancora parlato con la dirigenza, ma la rosa mi sembra completa in ogni ruolo».

Davide Ballardini, 49 anni, allenatore del Genoa

LA RICETTA - Ballardini ha una ricetta semplice per provare ad invertire la tendenza: Il lavoro. Per questo motivo ieri pomeriggio, dopo la presentazione di rito, ha preferito far parlare il campo, con un allenamento subito intenso. «Io ho diviso i ragazzi in due gruppi, quello composto da chi ha giocato domenica e quello che raggruppava chi non è stato della partita. In questo momento sono certo che i primi a soffrire della situazione siano proprio i giocatori. Di conseguenza devo essere bravo a osservare e ad ascoltare, poi cercherò di dare un contributo con qualche giusto intervento». A chi gli domanda se quella attuale è la situazione più difficile in cui si sia mai trovato, Ballardini prende tempo: «Chiedetemelo tra un paio di settimane, quando avrò preso conoscenza di tanti fattori. Ritengo, comunque, che se il Genoa ha diciassette punti, significa che ha meritato questi. La lotta per non retrocedere coinvolge comunque molte squadre, e mancano ancora diciassette partite. Almeno sette o otto squadre hanno il compito di evitare la retrocessione, se non addirittura l'intera colonna destra della classifica». IN SALITA - Ma il calendario è intenzionato a rendere ancora più difficile il compito del nuovo allenatore del Genoa, considerando che sabato la squadra sarà di scena a Torino contro la Juventus. «Dobbiamo fare di tutto per presentarci all'appuntamento nelle migliori condizioni - suggerisce Ballardini - pur consapevoli che ce la vedremo con la squadra più forte del campionato. La sequenza delle partite non è mai stata un problema, e di conseguenza non ritengo uno svantaggio dover affrontare subito la prima della classe. Per ottenere risultati, da qui in avanti, servono giocatori bravi, e noi li abbiamo, ma anche solidi e capaci di diventare una squadra. Floro Flores? Con me ha stabilito il suo record di marcature in serie A. Non gioca da diverso tempo e probabilmente ha bisogno di svolgere il lavoro settimanale completo e di allenarsi bene». ass


CORDOGLIO UNANIME Cassano in lacrime «Un dolore straziante» «U n dolore straziante, oggi è uno dei giorni più brutti e tristi della mia vita. Rimarrai per sempre nel mio cuore e ti vorrò bene per sempre». Dai giorni dell’”odio” a quelli dello strazio. Antonio Cassano, che pur si era scontrato in modo violento con il presidente della Samp (scontro che aveva portato al divorzio), ieri non ha nascosto il proprio dolore davanti alla scomparsa di Riccardo Garrone. Del resto tra l’interista e la famiglia c’era già stato un ravvicinamento. « Fu indispensabile nella gestione di Cassano, Garrone era una persona saggia e ricca di valori ». Su quel particolare rapporto è intervenuto ieri l'ex ad della Samp, ora alla Juve, Beppe Marotta. « Era un imprenditore di successo e per me un punto di riferimento, lo ricorderò sempre. Se sono alla Juventus lo devo anche a lui ». I CLUB - Unanime il cordoglio dei club, diffuso attraverso i rispettivi siti: « Massimo Moratti e tutta la società nerazzurra abbracciano la famiglia Garrone in questo momento di profondo dolore». E ancora: «Profondo dolore e commozione» da parte del Genoa di Preziosi, che « ricorda le doti di grande imprenditore e l'impegno per Genova». Altro messaggio, quello del Milan, Berlusconi in testa, che si stringe « al dolore della famiglia e in particolare a tutti gli sportivi sampdoriani ». « La Fiorentina si unisce al dolore della Sampdoria. Proprietà, dirigenza, staff e squadra esprimono il proprio cordoglio alla famiglia Garrone e alla società blucerchiata». «Una grave perdita per il nostro Paese» ha detto Maurizio Beretta, presidente di Lega. STIMA - « Il calcio purtroppo perde una figura positiva, uno dei pochi personaggi del panorama calcistico che stimavo, pur non conoscendolo». Gigi Buffon ha ricordato così Riccardo Garrone: « Era molto simile a Mantovani per educazione e correttezza, il vero aristocratico nel senso nobile della parola».


Il presidente avrebbe compiuto 77 anni domani Un filo blucerchiato di grande signorilità lo legava al suo predecessore, Mantovani. Il calcio s’inchina di Antonio Maglie

Ci sono persone che hanno il proprio destino scolpito nei modi. Quando Riccardo Garrone, undici anni fa, decise di prendere la Sampdoria, la scelta apparve inevitabile a chi aveva conosciuto Paolo Mantovani. E non soltanto perché Garrone da tempo aveva unito il suo nome a quella società. Ma perché in qualche maniera, lui, Garrone, era nei modi, nei comportamenti la prosecuzione di Paolo Mantovani, il presidente dello scudetto, di Boskov in panchina, di «Vialli y Mancini». British tutti e due, come quello stadio Riccardo Garrone con Cassano straordinario sdraiato accanto al Bisanzio che ormai e in alto esultante allo stadio compare solo a tratti, spesso in secca, altre volte (Ansa) Prima sponsor doriano poi 11 anni minaccioso, quando si riempie d'acqua; British come quella maglia, forse la più calcistica tra quelle che si vedono in serie A. Austero come fa l’ingresso in società e in un Matovani. E gentile. Domani avrebbe festeggiato settantasette anni. Non ce l'ha fatta. Da mondo che ha tempo viveva le vicende della Samp in disparte, da tempo il figlio Edoardo aveva preso le attraversato con redini del club. L'ultima sua battaglia calcistica è legata al nome di Antonio Cassano che eleganza e alla gentilezza di quel presidente che lo aveva affrancato dall'oblio decise di rispondere un discrezione bel giorno con la dissennatezza che è tipica di questi giovani semidei del calcio, pieni di quattrini ma non sempre di adeguato equilibrio per capire e gestire una fortuna che è figlia solo del caso e che, perciò, bisogna meritare giorno per giorno perché in testa ti è piovuta senza merito e sacrificio. DISCREZIONE - Garrone ha percorso il mondo del calcio con discrezione e grande eleganza, una eleganza che a volte faceva un po' a cazzotti con certi sbracati atteggiamenti del mondo circostante, dell'ambiente circostante. Lui era l'espressione di una classe imprenditoriale di vecchio conio, quella degli Agnelli e dei Moratti, figlio di un'Italia che aveva costruito il Boom Economico, creato le basi di un Paese che molti tra di noi ormai conoscono solo per sentito dire, espressione di quel «triangolo industriale» (Milano-Torino-Genova) che negli anni Sessanta era quasi il centro del Mondo. Il calcio gli ha dato una vetrina che la sua avventura imprenditoriale, nel petrolio, non gli aveva dato: lui l'ha usata con la misura tipica dei suoi gesti perché se non fosse stato misurato avrebbe in qualche maniera tradito la sua nascita genovese, quella parsimonia che è stile di vita inteso come senso del limite. Suo il tentativo di ridare slancio alla tradizione sampdoriana, fino alla scommessa Cassano amaramente perduta

SFIDA - Ha preso la Samp in un momento difficile. Anzi, forse l'ha presa proprio perché il momento era difficile. Perché la squadra dopo quello scudetto, la finale di Coppa dei Campioni perduta contro il Barcellona di Ronald Koeman aveva cominciato lentamente a spegnersi, seguendo in qualche maniera la parabola esistenziale di Paolo Mantovani. Ci voleva qualcuno capace di riannodare i fili di una magìa. Lui, Garrone, lo ha fatto. Certo, in tempi diversi, profondamente diversi. Perché la Samp è stata l'ultima delle società di medie dimensioni a vincere lo scudetto. Ma tutto era diverso, tutto era più facile. Le televisioni non avevano squilibrato il mercato del pallone, messo i successi in diretto rapporto con i fatturati come spesso dice proprio uno degli attuali dirigenti della Doria, Rinaldo Sagramola. Vincere, insomma, è diventato sempre più difficile ma Riccardo Garrone ci è riuscito, a un livello diverso rispetto a Mantovani: due promozioni, la conquista della zona-Champions. CIELO BLUCERCHIATO - Il rischio è che venga ricordato solo per quella vicenda con Cassano in cui rimase vittima dell'estemporaneità dei comportamenti di un uomo troppo giovane per capire che, come pure dicevano i latini, c'è modo e modo. E tra i peggiori c'è quello di non essere grato a chi, in un momento di difficoltà, ti ha dato una mano. Tutto il calcio italiano in qualche misura oggi è un po' più povero perché in un ambiente incline all'ineleganza, a vivere immerso nei rumori di fondo, in cui si diventa scienziati dopo una vittoria e più intelligenti di Einstein dopo due, Garrone, con la sua discrezione era in qualche maniera la conferma che a volte le eccezioni sono decisamente migliori della regola. A Marassi, quando gioca la Samp, gli altoparlanti trasmettono una famosa canzone di Rino Gaetano, un omaggio ai colori della squadra e adesso anche la maniera per salutare un protagonista di questo mondo: che il tuo "cielo sia sempre più blù". © riproduzione riservata


Due promozioni in A la finale di Coppa Italia e anche la Champions GENOVA - (ass) Riccardo Garrone acquista la Sampdoria nel 2002 e l’anno successivo conquista la promozione nel massimo campionato. Nel 2004-05 la squadra si piazza al quinto posto. Nel girone eliminatorio di Coppa Uefa chiude quarta. L’anno successivo, i blucerchiati tornano in Europa attraverso l’Intertoto, ma vengono eliminati al primo turno di Coppa Uefa. Nel 2008 -09 la Samp arriva in finale di Coppa Italia perdendo contro la Lazio. Il culmine dell'avventura di Garrone alla presidenza della Samp arriva nel 2009-10, con il quarto posto e la conseguente qualificazione ai preliminari di Champions League (fu eliminata dal Werder Brema). Al termine della stagione successiva la Samp sprofonda in B, ma torna nel massimo campionato a tempo di record dopo lo spareggio play off contro il Varese.


E’ morto ieri alle 19.30 a Genova Riccardo Garrone, presidente della Sampdoria e presidente onorario della Erg. Avrebbe compiuto 77 anni domani: era nato nel 1936, si è arreso a un tumore dopo una lunga battaglia. Laureato in chimica industriale, ereditò dal padre Edoardo l’azienda di famiglia, il gruppo industriale Erg (Edoardo Raffinerie Garrone). Ha avuto sei figli: il maggiore è Edoardo, vicepresidente vicario della Sampdoria e presidente attuale del gruppo Erg. Dal 2005 ricopriva la carica di presidente della Fondazione Garrone che promuove le attività culturali e scientifiche; ha ricoperto anche cariche in Confindustria. Nel 1993 era stato nominato Cavaliere del Lavoro.


REGGINA-COLUCCI, SÌ RIZZO SI PRENDE LA A Accordo di Foti con il Pescara per lo scambio di centrocampisti. Spezia riprova per Sforzini e chiude l’intesa per Romagnoli. Atzori aspetta Crescenzi, ma il Cesena non molla. Piovaccari a Grosseto di Tullio Calzone

U n altro ritocco importante per la Reggina di Davide Dionigi. Dopo l’ingaggio di David Di Michele (37), ieri è stato ufficializzato Giuseppe Colucci (32) che ha sciolto gli ultimi dubbi ed ha accettato il trasferimento dalla Serie A in Bwin in riva allo Stretto per un contratto sino al 2015. Nell’operazione rientra la cessione in comproprietà del cartellino di Giuseppe Rizzo (22) al club abruzzese, operazione agevolata dal manager del talento messinese, Mario Giuffredi. Tra i migliori giovani degli ultimi due campionato, Rizzo era già stato vicinissimo al Cagliari, poi l’intesa con Cellino sfumò perché sorsero intoppi sulla durata e sulla consistenza del contratto. Questa volta è stato soddisfatto in pieno. Con il Pescara ha Volta si allena già con Bisoli. Paolucci firmato sino al 30 giugno 2016. Alla prima presenza in A riscatto obbligato da parte del presidente Sebastiani per l’ultimo colpo del Novara. Crotone una cifra vicina al milione di euro. La Serie A era nel obiettivo Del Prete destino del giovane talento cresciuto nel vivaio della Reggina, lanciato da Walter Novellino e valorizzato da Atzori nell’anno dei play off con il tecnico ciociaro sulla panchina amaranto. RILANCIO PER PIOVACCARI - Si allontana dalla reggina invece l’ipotesi Federico Piovaccari (28) che quasi certamente vestirà la maglia del Grosseto. Il presidente Piero Camilli, in procinto di candidarsi al Senato per il Lazio, ha di fatto chiuso l’operazione, mentre il consulente di mercato Nelso Ricci valuta le proposte di Spezia, Verona e Catania giunte per Ferdinando Sforzini (28). A Foti non dispiace il bomber del Pontedera Andrea Arrighini (24). Lo Spezia ha l’ok di Milan e Pescara per Simone Romagnoli (22), difensore esploso nelle ultime due stagioni alle dipendenze di Zdenek Zeman, prima a Foggia e poi a Pescara. I liguri hanno ufficializzato anche l’ingaggio del portiere Enrico Guarna (27) rilevato dall’Ascoli che ora sono in pressing per Timothy Nocchi (22). Certo anche l’arrivo in prestito al Cesena dal Levante di Massimo Volta (25). Ieri primo allenamento con i nuovi compagni per l’ex sampdoriano. Bisoli aspetta Alessandro Crescenzi (22), ma nelle ultime ore si è rifatto sotto lo Spezia che potrebbe spuntarla. ESPERIEZA E QUALITA’ Giuseppe Colucci, 32 anni, centrocampista foggiano in uscita dal Pescara. Ha rinunciato alla Serie A convinto dal presidente Foti che con Dionigi potrà avere un ruolo da protagonista nella Reggina (Mosca)

ALTRE TRATTATIVE - L’attaccante del Siena Michele Paolucci (26) è vicino al Novara. Tre obiettivi per il Crotone: l'attaccante Federico Gerardi (25), in uscita dall'Udinese, su cui c’è la Pro Vercelli, e il difensore Lorenzo Crisetig (20) dello Spezia, per la difesa la pista calda è quella di Lorenzo Del Prete (27). Il Bari continua a valutare il difensore Ivan Fatic (24), il cui cartellino, in prestito al Verona, è di proprietà del Chievo. La prima scelta rimane tuttavia Paolo Frascatore (21). Arturo Lupoli (25) potrebbe passare dal Grosseto alla Pro Vercelli, mentre dal Vicenza uscirebbe Mattia Minesso (23) in cambio di Tommaso Bellazzini (25). Il Lanciano ha ufficializzato il promettente difensore Carlo Zizzi (18). Ultimatum per il centrocampista atalantino Matteo Scozzarella (24). Ternana e Atalanta sono d'accordo già da tempo, ma il calciatore ha preso tempo. Torna in auge l'opzione dello slovacco Pavol Farkas (27) del Chievo. Ventura avrebbe dato il via libera al passaggio alla Juve Stabia di Simone Verdi (22). LIVORNO IN AZIONE - Il Livorno conta di presentare giovedì i nuovi acquisti. Maurizio Lanzaro (29), in prestito dal Real Saragozza, e Alfred Duncan (20) dall'Inter con la stessa formula. Prosegue la trattativa per Damjan Djokovic (23) col Cesena. Resterà Gaston Cellerino (23) e Dell'Agnello andrà all'Entella. © riproduzione riservata


VERSO LA RIPRESA Torrente ottimista: «Il Bari è pronto anche per l’Ascoli» di Giovanni Mazzilli

BARI - L'Ascoli è dietro l'angolo e il Bari si guarda attorno per completare i suoi disegni. In entrata come in uscita. La vittoriosa partita amichevole con il Sion di Gennaro Gattuso (rete vincente di Galano) ha comunque chiarito che Torrente può contare su un Tallo in più, oltre ad un ritrovato Ghezzal che a questo punto può essere il vero punto di riferimento dell'attacco barese. «Un test positivo - ha definito Torrente la gara col Sion - Ho visto fare cose buone. Resto ottimista». Una speranza concreta dunque che contro l'Ascoli e per il campionato si possa ritornare a rivedere il Bari bello e vincente. «Nel periodo di sosta - sostiene Torrente - abbiamo svolto un buon lavoro. Ho anche visto in tutti la voglia di recuperare energie per ripartire con il piede giusto». SALUTI - A salutare il Bari in questo scorcio di calcio mercato sono stati Filkor e Borghese (andati alla Pro Vercelli) oltre a Grandolfo ceduto alla Tritium. In entrata il giovanissimo centrale difensivo greco Vosnakidis (19) e l'attaccante ivoriano Tallo (21) subito in evidenza. E tra i nuovi possiamo annoverare anche Gustavo Aprile (25), centrocampista uruguaiano oggetto quasi misterioso finora. «Tallo e Vosnakidis sono due ragazzi di grandi potenzialità - sottolinea Torrente - Col Sion Tallo si è mosso secondo le mie indicazioni. Ora deve inserirsi. Benino anche Vosnakidis. Contro una squadra vera come quella del Sion ha mostrato personalità anche se può e deve migliorare ancora molto. Bene anche Aprile che ho potuto valutare contro una squadra di spessore». SOSTA BENEDETTA - Insomma la sosta sembra aver portato nuova linfa in casa Bari. In termini di entusiasmo, recupero mentale e fisico e di nuovi innesti. Manca soltanto il tanto atteso terzino sinistro e un altro centrocampista (se Bellomo andrà via) poi si potrà festeggiare l'ennesimo triplo salto mortale che consentirà di far quadrare i conti sia sotto l'aspetto tecnico che amministrativo. «In attacco siamo a posto. Al resto provvederà Angelozzi che conosce alla perfezione le nostre necessità», sotolinea l’allenatore. Intanto, ieri sera, nuovo appuntamento del Bari con i suoi tifosi. De Falco, Romizi e Ristovski sono stati al Faschion District di Molfetta. © riproduzione riservata


JUVE STABIA NELLA BUFERA Presunta combine Indagato Manniello JUVE STABIA NELLA BUFERA Presunta combine Indagato Manniello CASTELLAMMARE DI STABIA (Lps) - Francesco Manniello, co-presidente della Juve Stabia insieme con Francesco Giglio, da ieri è indagato dalla Direzione Distrettuale Antimafia per una presunta mazzetta di 50 mila euro offerta ai calciatori del Sorrento Cristian Biancone e Vitangelo Spadavecchia (entrambi condannati dalla giustizia sportiva) nel derby del 5 aprile 2009 Juve Stabia-Sorrento, terminato poi 1-0 in favore dei padroni di casa grazie a un gol di Mineo. Il reato contestato rientra nell'operazione Golden Gol 2, intenta a colpire il clan D'Alessandro, che ha coinvolto, tra gli altri, anche Roberto Amodio, ex direttore generale e amministratore delegato della Juve Stabia. La Juve Stabia ha già scontato nello scorso campionato di serie B 5 punti di penalizzazione, poi ridotti a 3 dopo tre gradi di giudizio. Stessa sorte per il Sorrento che nell'ex serie C1 partì con un handicap di due lunghezze, con 20 euro di ammenda. Secondo gli investigatori Manniello, che si è detto estraneo alla vicenda, sarebbe stato uno dei finanziatori della combine. Nel 2009 la Juve Stabia era in Prima Divisione e al termine di una stagione travagliata fu retrocessa in Seconda Divisione, prima della risalita nei cadetti. CASTELLAMMARE DI STABIA (Lps) - Francesco Manniello, co-presidente della Juve Stabia insieme con Francesco Giglio, da ieri è indagato dalla Direzione Distrettuale Antimafia per una presunta mazzetta di 50 mila euro offerta ai calciatori del Sorrento Cristian Biancone e Vitangelo Spadavecchia (entrambi condannati dalla giustizia sportiva) nel derby del 5 aprile 2009 Juve Stabia-Sorrento, terminato poi 1-0 in favore dei padroni di casa grazie a un gol di Mineo. Il reato contestato rientra nell'operazione Golden Gol 2, intenta a colpire il clan D'Alessandro, che ha coinvolto, tra gli altri, anche Roberto Amodio, ex direttore generale e amministratore delegato della Juve Stabia. La Juve Stabia ha già scontato nello scorso campionato di serie B 5 punti di penalizzazione, poi ridotti a 3 dopo tre gradi di giudizio. Stessa sorte per il Sorrento che nell'ex serie C1 partì con un handicap di due lunghezze, con 20 euro di ammenda. Secondo gli investigatori Manniello, che si è detto estraneo alla vicenda, sarebbe stato uno dei finanziatori della combine. l ACCERTAMENTI COVISOC, CESENA DEFERITO - A seguito della segnalazione della Covisoc, deferiti il presidente e l'ex vicepresidente del Cesena Igor Campedelli e Graziano Pransani per avere destinato «risorse finanziarie della societa' A.C. Cesena S.p.A. a vantaggio della societa' controllante Cesena 1940 S.r.l., in violazione del principio di corretta gestione, nonche' in violazione dell'obbligo di redigere il bilanci secondo i principi dettati dalla normativa federale». Per responsabilita' diretta deferito anche il club.


IL RECUPERO: VARESE-BRESCIA (ORE 18,30) Castori contro Calori è spareggio play off VARESE (Giampaolo Mentasti) - Archiviato il successo sul Grosseto, il Varese affronta il Brescia, nel recupero che potrebbe valere il 4º posto solitario, a meno 7 dal Verona. Prima di poter sfruttare l'inerzia di altre due gare casalinghe consecutive, contro Lanciano e Modena. Fabrizio Castori dovrà rinunciare allo squalificato Carrozzieri, oltre agli infortunati Damonte, Tripoli e Struna. Per non parlare di Nadarevic, ceduto al Genoa. In panchina Scapuzzi e Oduamadi. CASTORI PRUDENTE - «Il Brescia ha un organico di prim'ordine - sostiene il tecnico del Varese - e punta ai playoff. La partita è molto delicata e difficile. Oltre alle capacità degli avversari, bisognerà tener conto delle incognite dovute alla sosta». A differenza delle "rondinelle", il Varese ha già disputato il primo impegno ufficiale dell'anno, undici minuti contro il Grosseto che tuttavia hanno dato poche indicazioni al mister. «Difficile fare delle valutazioni su di un minutaggio così ridotto - puntualizza Castori - anche se di positivo c'è che abbiamo realizzato un gol e che abbiamo chiuso la gara senza danni». Oduamadi? «Finalmente è arrivata l'ora del suo esordio. Ha dato buoni segnali». IL BRESCIA CI CREDE (Roberto Timpini) - Dopo la cinquina rifilata al Crotone, il Brescia recupera l'ultima gara del girone d'andata vietata dalla nebbia. «Una vittoria - precisa Calori - soprattutto per noi stessi. Vincere significherebbe che la crescita continua. Il resto viene di conseguenza». Formazione blindata, ma non troppo. Caldirola, al momento unico acquisto di gennaio, partirà dalla panchina. Saba torna dietro le due punte. Caracciolo è tornato ad allenarsi, ma non è affatto scontata la presenza in campo, almeno dal primo minuto, dell'Airone. Mitrovic scalda il motore: «Caracciolo - conferma Calori - da tre giorni sta lavorando con la squadra. Tre giorni però sui ventidue della sosta. Non so se giocherà».


LE NOSTRE PAGELLE Makinwa piede caldo Bene Acori e Carboni Il risultato più fragoroso dell'ultimo turno lo ha fatto registrare la Carrarese di... Buffon. 5-0 al Sorrento come dire che il portierone della Nazionale ha ottenuto due goleade consecutive con Juve (4-0 all'Udinese) e, appunto, la squadra apuana di cui è proprietario (con la consorte alla presidenza). Fra gli azzurri comincia a dare i suoi frutti l'arrivo di Makinwa, trentenne vecchia conoscenza del nostro calcio dopo le stagioni nelle quali ha militato in serie A in ben sei squadre collezionando 118 gettoni di presenza e 16 gol. Makinwa è approdato a quota cinque reti in otto gare e, nel contempo, ha dato una solida mano a Belcastro autore di una tripletta. I due giocatori apuani, quindi, monopolizzano la fase offensiva del Girone B. In questa formazione ideale della domenica c'è tanta Toscana essendo presente anche il Prato (Tiboni, doppietta, e Ghinassi), squadra in grado di seppellire il Viareggio (3-0) nel derby. Nel Girone A tiene banco il Trapani che piazza Pirrone e Gambino nella squadra ideale della settimana santificando così il fresco primato in classifica raggiunto a spese del Lecce. Il quale Lecce ha liquidato l'allenatore Lerda proprio in una domenica nella quale sono tornati a brillare tecnici di grande risonanza come Acori (Rimini) e Carboni (Benevento). Atc


LECCE, VIA LERDA TOCCA A TOMA Esonerato l’allenatore, la squadra affidata al tecnico della Berretti: salentino doc, è stato secondo di Conte di Elio Donno

LECCE - Franco Lerda non è più l'allenatore del Lecce. Lo hanno deciso nel corso della notte, durante e dopo il viaggio di ritorno nel loro quartiere generale di Bergamo, il presidente Savino Tesoro e suo figlio, l'ad Antonio. Ma un'avvisaglia vi era stata già domenica sera quando il presidente, dopo avere attaccato pesantemente alcuni giocatori che non intendono accettare il trasferimento ad altra squadra, a specifica domanda sulla sorte del tecnico, aveva risposto: « Non gettate altra benzina sul fuoco. A questa domanda non rispondo». Poi ieri l'ufficializzazione del divorzio: «L'US Lecce comunica di aver sollevato dall'incarico il tecnico Franco Lerda. A mister Lerda vanno i più sinceri ringraziamenti». Nessun commento ufficiale da parte della dirigenza. Il Presidente Savino si è limitato ad affermare: «Abbiamo riflettuto a lungo, ho sempre difeso Lerda anche nella fase più acuta della crisi di risultati, ma poi siamo giunti alla conclusione che fosse necessaria una svolta». Il tecnico ha appreso dell'esonero, nella sua casa di Cuneo, dove si reca ogni fine settimana, dallo stesso presidente, che lo ha chiamato al telefono. « E' una cosa che mi dispiace, anche perché a San Marino squadra si è espressa bene e ha perduto per episodi, ma so che il lavoro di allenatore comporta questi rischi», ha detto Lerda, e non ha voluto aggiungere altro.

SOSTITUTO - Sul nome del sostituto non vi era alcun dubbio, anche perché Tesoro non lo aveva escluso quando, a dicembre, l'esonero del tecnico Antonio Toma, salentino doc, è sembrava probabile: è Antonio Toma. Nel pomeriggio il comunicato ufficiale: «la di Maglie, ha 50 anni allenerà il conduzione tecnica della prima squadra è stata affidata all'allenatore Antonio Lecce al posto dell’esonerato Toma, fin qui tecnico della Beretti, che in questa stagione ha collezionato 15 Lerda vittorie su altrettante gare con 74 reti realizzate e 10 subìte». Con Lerda è stato anche sollevato dall'incarico l'intero staff: l'allenatore in seconda Chini, il preparatore dei portieri Lorieri e quello atletico Giammartino. Toma, 50 anni, è un salentino doc essendo nato a Maglie. E' stato secondo di Conte nell'Atalanta, e ha allenato numerose squadre tra cui Pisa, Alghero, Taranto. Sette anni dopo un leccese torna sulla panchina del Lecce: nel 2005 infatti Roberto Rizzo subentrò a Baldini, registrando anche una storica vittoria sul Milan, ma non potè evitare la retrocessione dalla serie A, pur disputando un ottimo finale. La vicenda Toma però ha molte affinità con quella di Mimmo Renna, che 37 anni fa (’75-76) subentrò a Chiricallo durante il mercato di riparazione, arrivarono Loddi, Di Carlo, Giammarinato e il Lecce si rilanciò tornando in serie B. Se i corsi e i ricorsi valgono, c'è da sperare nel bis di quella trionfale conclusione del torneo. © riproduzione riservata


IL POSTICIPO (GIRONE B) Caturano e Scarpa umiliano l’Avellino con due doppiette Paganese-Avellino 4-1 PAGANESE (3-5-2): Robertiello 6,5; Pepe 6 Fernandez 6,5 Fusco 6,5; Soligo 7 Franco 6 (29' st Puglisi sv) Romondini 7 Tortori 6 (1' st Scarpa 7,5) Nunzella 7; Girardi 6 (20' st Fava 6) Caturano 7,5. A disp. Pergamena, Perrotta, Lulli, Babù All. Grassadonia squal. (in panchina Malafronte). AVELLINO(4-3-1-2): Fumagalli 4; Bittante 5 Fabbro 5 Giosa 5 Pezzella 5,5; D'Angelo 5,5 (31' st Herrera sv) Massimo 5 (35' st Arini sv) Angiulli 6; Bariti 6 (36' st Millesi sv); Castaldo 5 Biancolino 5. A disp. Orlandi, Zappacosta, Panatti, Izzo, All. Rastelli. ARBITRO: Ros di Pordenone. Guardalinee: Lealie Maspero. MARCATORi: 43' pt Angiulli (A), 12' st Caturano (P), 23' st Scarpa (P), 30' Caturano( P), 45' st Scarpa (P) AMMONITI: Fabbro (A), Castaldo (A), Bittante (A), Pepe (P), Fernandez (P), Scarpa (P). NOTE: Spettatori 2500 circa di cui 500 ospiti. Angoli.: 4-3 Paganese Rec.: 0' pt, 3' st di Leondino Pescatore

PAGANI - Nella buca stavolta inciampa l'Avellino: quella che aveva consentito al Latina di vincere la gara a tavolino è ancora lì, evitata dai calciatori. Proprio in quella zona, a centrocampo, la Paganese ha costruito la sua vittoria. Malafronte, terzo tecnico per le squalifiche di Grassadonia e Criscuolo, ha attuato diligentemente le disposizioni del "capo" attraverso cui la squadra di casa è riuscita a ribaltare un risultato che appariva compromesso, contro un Avellino andato in vantaggio sul finire del primo tempo (43': diagonale vincente di Angiulli) e con la migliore difesa del campionato. Nella ripresa, Grassadonia ha mandato in campo Scarpa e la partita è cambiata: sull'altro fronte Rastelli non ha saputo trovare le giuste contromisure neppure quando sono entrati Fava e Puglisi, modificando qualcosa solo dopo avere incassato il terzo gol. La squadra irpina che aveva subìto appena 10 reti in 17 partite, ne ha rimediato quattro in 35 minuti, con un'ingenuità disarmante, l'ultima addirittura da "oggi le comiche" con il portiere Fumagalli che, dopo avere contato tre reti e una traversa, ha tentato di imbastire da solo l'azione partendo dalla propria area. A metà campo è stato affrontato da Scarpa che gli ha tolto il pallone e dalla trequarti di campo ha spedito direttamente il pallone nella porta sguarnita. Grande personalità espressa da una Paganese che, su un campo pesantissimo, ha trovato la forza e la voglia per reagire adeguatamente. Al 12' st Caturano appostato sul secondo palo, ha deviato in rete un assist di Nunzella il quale al 23' ha spedito in area dall'angolo un preciso traversone per Scarpa con deviazione pure lui di testa, stavolta appostato sul primo palo. Poi il tris firmato da Caturano pronto a deviare in rete la palla ribattuta dalla traversa su tiro del nuovo entrato Fava. Infine la sciagurata iniziativa di Fumagalli che ha consentito alla Paganese di mortificare l'Avellino e i suoi numerosi e attoniti tifosi. (l.p./Lps) La classifica (girone B) Latina (-1) 37; Avellino 35; Frosinone (-1) 30; Nocerina, Perugia (-1) Pisa 27; Paganese, Prato 25; Benevento, Viareggio 23; Gubbio 22; Catanzaro 21; Andria (-2) 20; Barletta 14; Carrarese 13; Sorrento 12.


IL CASO DEL CAPITANO DELLA SALERNITANA Caos Aversa, Montervino rischia anche il Daspo

La Questura sta verificando. E la società prenderà provvedimenti. «Ma ho solo esultato» di Franco Esposito

SALERNO - «Non ho insultato nessuno né mai assunto atteggiamenti violenti contro la tifoseria locale. La mia era una semplice esultanza per un gol molto importante per la Salernitana». Francesco Montervino spiega così, al sito web della Salernitana, quanto accaduto domenica ad Aversa quando, dopo il vantaggio degli ospiti firmato proprio dall'ex capitano del Napoli, Montervino è andato ad esultare dove si trovavano i tifosi locali. «Mi dispiace per ciò che è successo e chiedo scusa alla società dell'Aversa ma il mio comportamento non voleva essere offensivo».

OSSERVATORIO - In sede Francesco Montervino dove ha appreso della nota dell'Osservatorio. Secondo l'organismo del Viminale il gesto di Montervino «ha innescato incidenti, al termine dei quali sono rimasti contusi tre carabinieri. La Questura ha avviato un approfondimento per verificare se sussistono i presupposti per il Daspo al calciatore». Gli incidenti si sono verificati nell'intervallo. L'Osservatorio auspica anche che il comportamento del calciatore trovi «una decisa e pronta risposta nella giustizia sportiva ed eventuali provvedimenti».

LOTITO - Il co-patron della Salernitana, Claudio Lotito, ha sentito al telefono ieri, il direttore generale della Lega Pro, Ghirelli. «Il calciatore - dichiara Lotito - ha soltanto esultato e sicuramente avrebbe potuto evitarlo. Ho la sensazione che sia stato enfatizzato tutto. Quanto si è verificato nell'intervallo non è assolutamente dipeso dal comportamento di Montervino ma dalla rivalità tra le due tifoserie». Il responsabile dell'area tecnica, Susini, che era in tribuna ribadisce: « Non ha detto nulla, ha soltanto esultato dinanzi all'inferriata ed ha sbagliato perché non ha riflettuto. Durante il riscaldamento quattro o cinque persone dietro la panchina gliene avevano dette di tutti i colori». Marco Mezzaroma ha precisato che la società prenderà provvedimenti nei confronti di Montervino.

TIFOSI - Dieci i tifosi denunciati dalla Polizia, sei salernitani e quattro aversani (issa aggravata, resistenza a pubblico ufficiale e violenza negli stadi). Altri due salernitani sono stati denunciati perché trovati in possesso, prima della gara, di fumogeni. © riproduzione riservata


OGGI A CARPI Scatta il Quadrangolare 72 talenti di Lega Pro sono in vetrina in Emilia Sei mesi dopo la Lega Pro torna nelle aree colpite del terremoto. Era stata con l'Italia Lega Pro a Medolla nel mese di giugno. Ritorna con i giovani calciatori, che saranno impegnati nel Quadrangolare numero 33, ma anche con una serie di iniziative. « Non dimentichiamo la tragedia del terremoto che ha colpito l'Emilia Romagna dichiara Francesco Ghirelli, Direttore della Lega Pro - e domani faremo un convegno a Novi di Modena dal titolo. Presenteremo anche il progetto gemellaggio fra 3 club di Lega Pro (L’Aquila, Cremonese, Latina) con 3 società sportive della zona colpita dal sisma (Roveretana, Novese, Massese)»..

TRATTATIVE DI MERCATO - Il portiere Pier Graziano Gori (32) resta a Benevento per un’altra stagione. L’attaccante Mattia Montini (20) passa alla Feralpi. Mentre Alessio Viola (22) va a Carpi. La Nocerina tratta l'attaccante francese Julien Rantier (29) del Perugia; l'ex Biagio Pagano (30) del Modena; e Manolo Mosciaro (27) del Cosenza (Girone D). Scambio tra Mantova e Treviso: ai virgiliani passa Francesco Bini (24), ai trevigiani il centrocampista Andrea Burato (22). Al Treviso l'attaccante Luca Strizzolo (21) in prestito dal Pisa; il centrocampista Walter Piccioni (35) da L'Aquila; il difensore centrale Federico Dal Compare (18) dalla Primavera del Milan. Ceduto il centrocampista Angelo Chiavazzo (20) al Bellaria. Il Pavia ha perfezionato l'ingaggio in prestito dal Milan del portiere Umberto Previti (22). Dopo aver ingaggiato il centrocampista Andres Bottiglieri (24) del Voghera, l'Andria ha messo in lizza il ritorno dell'attaccante francese Ousmane Sy (24) del Treviso; oltre all'attaccante Gianluca De Angelis (32) dell'Avellino. E' il giorno di Francesco Dettori (30) al Perugia. Arriva in prestito dal Chievo con opzione per il secondo anno. Si cercano ancora due difensore centrali: il primo è uno scambio tra Nicholas Giani (25) del Vicenza e Oliveira Jefferson (22), brasiliano del Perugia. A un passo dal Gubbio Matteo Di Piazza (25), centrocampista, esterno d'attacco, della Pro Vercelli. C'è anche il Prato, oltre alla Nocerina, per il difensore Gianluca Nocentini (35) che lascerà Sorrento. Siamo ai dettagli per il passaggio del portiere Nicolas Bremec (36) dal Grosseto al Barletta. La Carrarese punta ll'esterno offensivo Luca Ficarotta (21) del Trapani, nei piani anche del Barletta. A Pontedera in arrivo il laterale destro Maicon Da Silva (19) di nazionalità brasiliana dalla Reggina l RECUPERO Cuneo-Reggiana rinviata per neve sarà recuperata sabato 26 gennaio ore 14,30 l SERIE D, LA PUTEOLANA CHIEDE LA RIPETIZIONE DELLA GARA (g.m.) - La Puteolana (serie D) ha presentato ricorso al G.S. per presunto errore tecnico dell'arbitro Proietti di Terni, che nel corso del derby con l'Ischia avrebbe espulso per somma di ammonizioni il giocatore Conte, mai ammonito in precedenza. Secondo il club flegreo l'arbitro lo avrebbe confuso con Signore, ammonito nel primo tempo. La Puteolana chiede la riptezione della gara.


IL RISVEGLIO DA CAPOLISTA Pacilli: Il Trapani è un meccanismo splendido

«Il gol decisivo, l’abbraccio dei compagni e dei tifosi, non potevo fare miglior esordio» TRAPANI - Tutto in un pomeriggio. Dal sorpasso nei confronti del Lecce, alla rimonta patita per mano di un avversario capace di non arrendersi e fino ad arrivare allo splendido sinistro del debuttante Mario Pacilli. Il Trapani non si è fatto mancare davvero nulla, nemmeno i beceri cori dei tifosi del Treviso prontamente caricati sul web. La neo-capolista ha prima rischiato di surclassare i padroni di casa, tanto è stata la supremazia, poi si è specchiata troppo, incassando un tremendo uno-due e, infine, ha avuto la forza di conquistare il successo e, contemporaneamente la vetta della classifica. Felice e contento proprio l'ultimo arrivato: « Miglior esordio non poteva esseci. E' stato un gol decisivo, l'abbraccio dei compagni e dei tifosi, non potevo sperare di più. A prescindere dalla soddisfazione personale sono contento per aver firmato la vittoria, sarebbe stato davvero delittuoso tornare a casa senza i tre punti», afferma l'ex esterno dell'Albinoleffe. Prematuro guardare la classifica? « Godiamoci il primato ma è opportuno rivedere il film della partita, quel passaggio a vuoto della ripresa ha rischiato di vanificare l'ottimo primo tempo. Per fortuna non manca l'orgoglio a questo gruppo». A proposito, nessun problema si è registrato nell'inserimento con i nuovi compagni. « Assolutamente no. Il Trapani è uno splendido meccanismo, chiunque avrebbe facilità ad adattarsi». BOSCAGLIA - Ben diverso, ovviamente, il commento del tecnico siciliano. Contento sì della vittoria, l'ennesima in trasferta dove i granata sono stato sconfitti solo a Chiavari, e del primo posto ma Roberto Boscaglia è poco contento per la rimonta subita: « Abbiamo rischiato di mandare all'aria ciò che di buono avevamo fatto per oltre un'ora. Potevamo e dovevamo chiudere la partita poi, invece, abbiamo snaturato il nostro gioco e il nostro progetto. Ognuno ha giocato per sé e il Treviso ne ha approfittato. Probabilmente abbiamo pensato di aver espletato la pratica. Non è stato così e mi auguro che la lezione sia stata recepita. Non possiamo prescindere dal progetto originale, dove è il gruppo che fa la differenza». Resta la vittoria, il primato, l'entusiasmo dei tifosi e, naturalmente, i numeri sempre più pesanti: il maggior numero di punti all'attivo, i 40 gol realizzati, la terza vittoria esterna consecutiva condita da tre reti: « Non dobbiamo specchiarci - chiosa Boscaglia - perché il campionato è ancora lungo e la concorrenza resta spietata». Ciliegina sulla torta a Treviso: Luca Pagliarulo è tornato al gol, mentre il compagno di reparto, Giacomo Filippi proprio al "Tenni", dove disputò due campionati in serie B con i trevigiani, ha tagliato il traguardo delle 100 presenze con la maglia granata. Lps


UN POKER DI PROMESSE Alessia guida la carica dei baby azzurri C’è una generazione di ragazzi, o meglio di giovani, che potrebbe dare la svolta all’atletica leggera italiana. Arrivano da un po’ dappertutto, anche da Concepcion De la Vega, Repubblica Dominicana. José Reynaldo Bencosme è nato lì ma è in Italia da quando aveva un anno. Ora va per i 21, ha un personale di 49”33 sui 400 ostacoli e all’Olimpiade di Londra è arrivato fino alla semifinale. Il che non è affatto male e comunque lui all’Olimpiade ci è andato, a differenza di Alessia Trost, cioè la ragazza che completa il poker di concretissime speranze. Gianmarco Tamberi, anche lui avviato ai 21, salta in alto come la Trost, anzi di più essendo un uomo. Ha 2,31 all’aperto e 2,21 indoor. Nato a Civitanova Marche, figlio dell’ex primatista italiano Marco, si è piazzato quinto agli Europei di Helsinki, piegandosi in ginocchio a chiedere il sostegno del pubblico prima dell’ultimo salto (sbagliato di poco), quello che avrebbe potuto dargli una clamorosa medaglia. Di pochi mesi più anziano è Claudio Michel Stecchi, saltatore con l’asta nato a Bagno a Ripoli (Firenze). Ha scavalcato 5,60 e conquistato due titoli italiani consecutivi. Argento ai Mondiali junior nel 2010. © riproduzione riservata

Bencosme, 20 anni Stecchi, 21 anni Tamberi, 20 anni


di Marco Evangelisti Oggi si vola. Domani anche. Alessia Trost ha vent’anni da compiere. La vita davanti e dietro le spalle solo l’asticella. Piazzata piuttosto in alto. Lassù a 1,98 dove al coperto in Italia erano arrivate sinora solo Antonietta Di Martino e Antonella Bevilacqua. Nomi che cominciano con la vocale più aperta conosciuta dall’uomo e che ha lo stesso suono di un grido stupito. Da noi non è uno spettacolo abituale. Tre grandi saltatrici, un solo oro olimpico. Stiamo a vedere la Trost, che comincia adesso e avrebbe già cominciato se l’avessero convocata per Londra invece di affastellare le regole per sbarrarle la porta. O forse le hanno fatto del bene, perché lei è una di quelle toste che quando si sentono defraudate vengono prese dalla febbre di crescere. Sette centimetri di miglioramento da un autunno all’inverno successivo. Domenica in una gara vicino a casa, giusto lo spostamento da Pordenone a Udine. Il nuovo presidente federale Alfio Giomi capisce di avere trovato forse un’amica e certamente un tesoro e le manda un messaggio di congratulazioni. Lei gradisce: «L’ho incontrato solo due volte e ho intuito subito che ha qualcosa da comunicare. Il predecessore non mi aveva mai scritto una parola». La Trost è alta 1,88 e non le basta: «E’ arrivato il momento di salire con i carichi di allenamento. Penso di avere ancora parecchio da migliorare anche nel mio fisico». Come tutti, è stata scelta dal destino. Ma, non come tutti, ha scelto lei la direzione da dare alla propria vita. Se continuare a saltare o sedersi sui banchi di un’aula magna. Farà entrambe le cose, con particolare riguardo per gli allenamenti. Parla lieve e gentile, ma non pensate di condurla dove non vuole andare. L’inerzia non fa per lei, gli incantatori di serpenti neppure. © riproduzione riservata


La gigantessa dell’Isola Felice A nemmeno 20 anni ha saltato 1,98 e ora punta ai Mondiali «Merito della mia Pordenone. E di un padre dal nome strano» Alessia Trost, che cos’è questa storia di cambiare la rincorsa? «Mah, vediamo. Ci sono tante cose che devo migliorare. La ritmica del gesto, l’arco sopra l’asticella, la velocità in entrata, la verticalità dello stacco. Finora mi sono trovata bene con i sette passi. Andrò a nove solo se mi riuscirà naturale». Lunga la sua agenda di progressi tecnici. Dove vuole arrivare? «A dire la verità non ci ho mai pensato. Lavoro al contrario: mi alleno e poi guardo dove mi hanno portato quegli allenamenti». Finora l’hanno portata al livello della Di Martino e della Bevilacqua. E al paragone con Blanca Vlasic. «Lusingata. Anche perché non è passato molto da quando ho deciso che l’atletica deve diventare il perno del mio futuro prossimo. Probabilmente alla Vlasic mi accosta la struttura fisica, «Ho messo oltre che i risultati nelle categorie giovanili e il fatto che la l’atletica al centro Croazia è qui vicino a Pordenone. Io però mi scelgo un della mia vita Somiglio alla Vlasic altro modello: Anna Chicherova». ma mi ispiro alla Troppo facile, adesso che ha vinto le Olimpiadi. grazia della «A me piaceva anche prima di Londra. Quando era Chicherova» l’eterna seconda. L’eleganza dei suoi salti è ineguagliabile». Lei invece a Londra non c’era. «Diciamo che non ho ottenuto il minimo A». Diciamo anche altro. «Niente polemiche. Sono nella stessa situazione di altri ragazzi che avevano la chance di andare e non sono stati selezionati, come il saltatore con l’asta Stecchi. Mi dispiace perché sarebbe stata un’occasione importante per conoscere il mondo olimpico, gente diversa, un altro modo di gareggiare. Capisco i problemi economici, ma non credo che la trasferta a Londra per un atleta o due in più fosse insostenibile». Di Olimpiadi davanti ne ha tante. «Sì, però sono tutte lontane. E allora adesso mi concentro sugli Europei under 23 di quest’anno. E poi sui Mondiali di categoria e sulla partecipazione a quelli assoluti». Tutto comincia da Pordenone. «Un’isola felice. Me ne rendo conto quando vedo la fatica che fanno altri


giovani atleti italiani a trovare un posto dove allenarsi. Non smetterò mai di ringraziare il sindaco (Claudio Pedrotti) , grande appassionato di atletica. Grazie a lui abbiamo costruito un impianto indoor di prim’ordine e adesso stiamo per aprire una nuova pista indoor». Grazie a lui e a chi altri? «La Red Bull mi sostiene, le Fiamme Gialle sono diventate la mia casa. Beh, prima di tutto devo ringraziare mio padre Rudi, che ha fondato una squadra, la Libertas Porcia. Caso ha voluto che lì abbia anche incontrato Gianfranco Chessa, che è ancora il mio allenatore». Scusi, ha detto Rudi? Sta per...? «Rudi e basta. Mio padre ha un secondo nome, Ennio, ma io l’ho scoperto solo quando ho compiuto 14 anni e lui probabilmente non se ne ricorda neppure più. Se qualcuno lo chiamasse Ennio, non si volterebbe. Lui in pensione, mia madre Susanna operaia, famiglia tranquilla. Con me sfortunatissima figlia unica». «Da ragazzina venivo presa in giro In questo modo avrà tutta l’attenzione che serve a un atleta di livello. «Non posso negarlo. Ma non posso neppure negare che a me questa vita piace. E’ per la mia altezza, ho dovuto imparare faticoso allenarsi due ore e mezzo al giorno, anche tre, in certi momenti il doppio, sei giorni a non badarci Avrei su sette. D’altra parte adoro stare in mezzo ai ragazzi della mia età, correre, saltare, meritato Londra» scherzare. Ormai l’atletica per me è diventata uno stile di esistenza». Eppure aveva pensato di abbandonarla. «Non esattamente. A un certo punto ho capito che s’imponeva una scelta. Intanto ho preso la maturità in lingue e mi sono iscritta all’università per specializzarmi nello stesso campo. Inglese e tedesco, quelle più utili. E’ una passione e una faccenda pratica: parlare le lingue serve. Solo che adesso ciò che era la parte più importante della mia vita, lo studio, è passato al secondo posto. Ora c’è il salto in alto. Mi sono arruolata nelle Fiamme Gialle e provo a diventare un’atleta a tempo pieno». Un bell’impegno. «Sono pronta a cambiare prospettiva, se le cose non andassero bene». Il fidanzato che cosa ne pensa? «Si chiama Alberto e anche lui salta in alto. Ha fatto la scelta opposta: credo stia un po’ mollando l’atletica». L’amore, le piste affollate, la voglia di grandi competizioni: non ha l’aria di una che ami starsene da sola. «No, infatti. Nel giorno di stacco dagli allenamenti sto in mezzo alla gente a far passeggio. Il mio hobby preferito. Per il resto vado al cinema, leggo. Ho visto da poco “La migliore offerta”, di Giuseppe Tornatore. Mi è piaciuto talmente che ho continuato a pensarci mentre mi allenavo, mentre mangiavo e persino la notte. Mi ha tenuta sveglia». C’è un libro che le abbia fatto un effetto analogo? «”Open”, di Andre Agassi. Lui ha avuto una vita sopra le righe e da come ha reagito alle avversità ho capito che oltre a essere un grande tennista è anche persona di profondo spessore umano». Le avversità agli atleti capitano. «Lo so bene. Anche prima di diventare atleti. Io per esempio da ragazzina venivo presa in giro perché sono altissima. Mi fissavano e poi cominciavano a bisbigliare tra loro. Capita ancora adesso. Ho imparato a non darci peso». A un capo della scala Agassi, all’altra Armstrong. «Storia triste. Uno schifo, per dirla tutta. Ma un lato positivo c’è. Da come gli atleti della mia generazione hanno reagito capisco che la cultura del doping è in declino». © riproduzione riservata


Tre campionesse da raggiungere ALESSIA TROST è nata a Pordenone l’8 marzo 1993. E’ alta 1,88 e pesa 68 chili. Ha cominciato a praticare il salto in alto nella Libertas Porcia (cittadina della provincia di Pordenone). Già a 11 anni superava 1,55. Nel 2009 ha vinto la prima medaglia d’oro nella storia dell’atletica italiana ai Mondiali under 18 di Bressanone. Argento alle Olimpiadi Giovanili di Singapore 2010. Il 15 luglio 2012 si è laureata campionessa del mondo junior a Barcellona con 1,91, senza però ottenere l’1,95 che l’avrebbe qualificata per l’Olimpiade di Londra. Domenica in una gara indoor a Udine ha suèperato alla terza prova (ma largamente) 1,98: una misura che al coperto era entrata nel curriculum solo di altre due italiane, Antonietta Di Martino (primatista con 2,04) e Antonella Bevilacqua (arrivata anche lei a 1,98). Diventano naturali i paragoni della giovane friulana con queste due atlete e con la più grande specialista azzurra, Sara Simeoni.


SARA SIMEONI Nata a Rivoli Veronese il 19 aprile 1953, è stata anche lei un esempio di precocità: da junior ha stabilito il record italiano assoluto. Un oro olimpico (a Mosca 1980) e due argenti, primatista del mondo con 2,01 nel 1978, misura superata due volte.


ANTONELLA BEVILACQUA Nata a Foggia il 15 ottobre 1971, il suo miglior risultato è il quarto posto all’Olimpiade di Atlanta 1996 con 1,99. Per tredici anni ha detenuto il primato italiano indoor con la misura di 1,98, la medesima realizzata domenica dalla Trost.


ANTONIETTA DI MARTINO Nata a Cava de’ Tirreni (Salerno) il primo giugno 1978, ha battuto il record italiano della Simeoni portandolo a 2,02 e successivamente a 2,03 nel 2007. Nel 2011 ha fissato il primato nazionale indoor a 2,04. Nel suo palmarés l’argento ai Mondiali di Osaka 2007.


“DEMURONE” IERI A SEGNO A CAGNES PARIGI - Ieri una vittoria per Mirco Demuro a Cagnes con il tedesco Red Shuffle. Ieri galoppo a Cagnes: reclamare (16.000 €, m. 1500) - 8. Abbagliante; handicap (26.000 €, m. 2000 aw) - 9. Casamassima. Ieri trotto a Vincennes: Prix de Cavaillon (58.000 €, m. 2100) - 7. Priscilla Zak 13.9, 9. Prima Ok 14.4; Prix de Pontrieux (37.000 €, m. 2700, montato) - Namec Rl rp. Oggi galoppo a Cagnes: reclamare (16.000 €, m. 2000 aw) Vittoria Apuana; reclamare (15.000 €, m. 1600 aw) - Art Basel, Redona. Oggi trotto a Vincennes: Prix de Dieppe (62.000 €, m. 2700) - Mineiro As; Prix de Mirande (90.000 €, m. 2700) - Osasco di Ruggi, Oropuro Bar, Oibambam Effe; Prix de Pont Audemer (58.000 €, m. 2100) - Powell Bi, Pontiac Turbo, Pace del Rio, Pacific Model, Painkiller Va, Paolo Om, Picone, Positano d’Ete, Priest Va, Palomar Lb, Pick and Go. USA - Venerdì ad Aqueduct brutta caduta in corsa per Ramon Dominguez, con frattura del cranio per il 36enne fantino. OGGI - Ore 18.30 TQQ a Trieste (trotto, 7ª corsa, m. 2060) Jackpot: Quinté 5.747,01 €. Favoriti: 6-2-13-15-17. Sorprese: 18-4-14. Inizio convegno alle 15.30. Corse anche a Torino (t, 14.30), Roma (g, 14.40). IERI - TQQ a Taranto: Tris 5-11-14, quota 243,66 € per 500 vincitori; Quarté 5-11-14-16, quota 485,29 € per 43 vincitori; Quinté 5-11-14-16-6, n.v.


PIANETA NBA Gallinari limita Durant e vince di Roberto Zanni

MIAMI - Si può fermare Kevin Durant? Quasi impossibile, però questa volta la 'task force' di Denver ce l'ha fatta. Una difesa asfissiante sul bombardiere di Oklahoma; anche Danilo Gallinari ha dato il suo apporto, fondamentale, nel successo dei Nuggets all'overtime (121-118). Durant, reduce dai 52 punti record di Dallas, questa volta si è fermato a soli... 37: ma con la sua peggior percentuale, appena il 35% (7/20) al di sotto della propria media che è del 51,6%, con 20 punti poi che sono arrivati dalla lunetta. Il Gallo, che ha chiuso l'incontro con 18 punti, oltre a 6 rimbalzi e 3 assist, ha fatto parte della 'staffetta' incaricata di limitarere Durant, fino alla conclusione della terza frazione. «La più bella partita vista quest'anno - ha detto soddisfatto George Karl, coach di Denver che con questo successo, numero 1.099, è diventato il sesto allenatore più vincente della Nba - . Quando concedi 50 liberi agli avversari e riesci a vincere significa che di belle cose i tuoi ragazzi ne hanno fatte». Oklahoma City, che adesso guida l'Ovest assieme ai Clippers, ha perso per la prima volta ai supplementari quest'anno, dopo quattro successi, mentre Denver all'overtime è imbattuta (3 successi). BRYANT STANCO - Nei Lakers è l'unico che segna, corre e difende, ma la squadra continua a perdere e anche Bryant si è stancato: «Le mie gambe hanno bisogno di riposo - ha detto Kobe dopo il ko numero 23 della stagione, quarta peggiore franchigia dell'Ovest - i miei tiri sono corti, mi assumo la responsabilità per questa sconfitta». Ma le cose vanno male anche per un'altra grande, Boston, maltrattata a Detroit. Il mercato appare l'ultima chance. KINGS DA 525 MILIONI - Intanto Sacramento sta per perdere i suoi Kings ormai venduti per 525 milioni e che dalla prossima stagione dovrebbero giocare a Seattle con Phil Jackson e Larry Bird corteggiati per un ruolo dirigenziale. roz/ecp RISULTATI: Toronto-LA Lakers 108-103 (Calderon 22, Bryant 26); Orlando-Dallas 105-111 (Davis 24, Marion 20); Detroit-Boston 103-88 (Drummond 16, Garnett e Lee 16); Detroit-Oklahoma City 121-118 d1ts (Brewer 26, Durant 37).


BOLOGNA HA PERSO LA BUSSOLA Tradita dagli americani, lontana dai play off: la Virtus è già in balia degli eventi? di Furio Zara

BOLOGNA - La grande depressione. Virtus, dove sei? Col navigatore rotto e persa nelle rotonde senza uscita di una stagione già compromessa, costretta a fare i conti con la sesta sconfitta consecutiva, undicesima in classifica, fuori dalle Final Eight, aggrappata al miraggio di play off lontani come l’attesa di Babbo Natale a marzo, tradita dagli americani, colpita al cuore dal silenzio assordante con cui gli ottomila dell’Unipol Arena hanno Sabatini ha deciso: accompagnato l’uscita dei giocatori dopo il ko di domenica sera con Cremona; la Virtus è oggi una si continua con squadra in balia dei venti, sempre sbattuti in faccia, e coach Finelli per difendere il progetto degli eventi, sempre contrari. e i baby da lanciare

TRADITA DAGLI USA - Si va avanti con Finelli, ripete Sabatini, il coach non si tocca; c’è un progetto da difendere, tocca a lui porre le basi, ci sono giovani La guardia Kenny Hasbrouck, come Imbrò e Moraschini da far maturare e poche certezze (Gigli e Poeta) a cui 26 anni: deludente e poco tendere la mano per non sprofondare. Va da sé che ci sarebbe anche da continuo (Ciamillo) trovare un senso ad un girone di ritorno appena cominciato. Il nodo è quello, e non è facile da sciogliere. Era un pezzo che la Virtus non si trovava inchiodata ad una realtà così desolante. Il presunto valore aggiunto degli americani si è trasformato in zavorra. Il campionato di Hasbrouck (2/10 al tiro contro Cremona), Minard e Smith è una litania di promesse non mantenute. Hasbrouck alterna (poche) gare in cui fa il suo dovere, ad altre che lo vedono scivolare in preoccupanti coni d’ombra. Smith è abulico, poco funzionale alla chimica di squadra. Il matrimonio tra Minard e la Virtus è partito col piede sbagliato: Ricky è arrivato sovrappeso, ha giocato le prime partite bendato (agli occhi), ad ottobre è stato a rischio taglio (situazione gestita male dal club: lo tagliamo, anzi no, con Sabatini che chiama l’agente e lo informa del taglio a 48 ore dalla gara e poi fa retromarcia e ammette Intanto però la l’errore: non dovevo dirglielo), è risorto (da sballo con Biella: 10/12 da tre), ma è stata solo squadra segna un’illusione, una notte di luce in mezzo al buio. poco e ha delle pessime percentuali. I tifosi l’unica certezza

OGGI E DOMANI - I numeri della stagione parlano chiaro: la Virtus è ultima nella classifica dei tiri da due (48% di realizzazione), ultima nei liberi (69,2%), viaggia con una media di 72,6 punti a gara (peggio hanno fatto solo Caserta, Pesaro e Biella), ha un solo uomo (Hasbrouck con 13,8) tra i primi trenta marcatori del campionato. C’è di peggio in giro, ma al peggio a Bologna non si vogliono abituare. Il paradosso con cui tocca convivere ora è questa squadra che viaggia in direzione ostinata e contraria a fronte di un gruppo che non si è sfaldato, anzi, riesce a far convivere tre anime (i veterani, i giovani, gli americani) soltanto grazie alla saggezza di Peppe Poeta e Angelo Gigli. I due pilastri rispondono ogni volta all’appello incerottati e logorati da fastidi cronici o estemporanei che inevitabilmente ne condizionano le prestazioni; eppure la loro presenza oggi appare indispensabile perché diventa l’unico piedistallo su cui provare a dare un senso al presente e ad impostare il futuro. Senza di loro i vari Imbrò e Moraschini, Gaddefors e Parzenski, insomma la gioventù talentuosa ma ancora da farsi dei ventenni di casa Virtus; si troverebbe persa e senza la bussola. La rifondazione della Virtus riparte da loro. E dagli ottomila che ogni due settimane riempiono l’Unipol Arena. © riproduzione riservata


MERCATO Colpo Avellino: preso Lakovic AVELLINO - (l.p.) Si attende soltanto l'ufficialità: la Scandone Avellino ha trovato l'accordo con il play Jaka Lakovic (34anni), giocatore di altissimo livello. Ex Lubiana, Panathinaikos, Barcellona e Galatasaray (con il quale era in rotta), ha vinto 6 campionati nazionali, 8 trofei nazionali e 1 Eurolega con il club blaugrana. CLASSIFICA SERIE A: Varese 28; Sassari 26, Siena 24; Cantù e Roma 22; Milano 18; Brindisi, Reggio Emilia e Venezia 16; Venezia 14; Bologna e Cremona 12; Montegranaro 10; Avellino 8; Biella e Pesaro 6. Prossimo turno (27/1, h.18.15): EA7 Emporio Armani Milano-Saie3 Bologna; Banco di Sardegna SassariSutor Montegranaro; Scavolini Banca Marche Pesaro-Angelico Biella; Chebolletta Cantù-Acea Roma (h.20); Sidigas Avellino-Cimberio Varese; Vanoli Cremona-Juvecaserta; Trenkwalder Reggio Emilia-Umana Reyer Venezia; Enel Brindisi-Montepaschi Siena (28/1, h.20.30).


IL POSTICIPO: SIENA-REGGIO EMILIA 64-49 Sanikidze e Ress, che show! MONTEPASCHI SIENA-TRENKWALDER REGGIO EMILIA 64-49 (19-11, 36-28, 50-41) - SIENA: Brown 8 (2/4, 0/3), Eze 6 (3/5, 7 r), Carraretto 3 (0/4, 1/4, 2 r), Rasic 2 (1/1, 0/4, 2 r), Kangur 9 (1/3, 2/3, 1 r), Sanikidze 6 (2/5, 10 r), Ress 9 (1/1, 2/2, 2 r), Lechthaler, Janning, Hackett 10 (3/3, 0/2, 3 r), Moss 11 (1/4, 3/4, 5 r). All. Banchi. REGGIO EMILIA: Jeremic 1 (0/2, 0/2, 2 r), James 4 (1/5, 0/1, 2 r), Taylor 14 (3/7, 2/9, 6 r), Brunner 6 (3/5, 9 r), Antonutti ne, Veccia, Filloy 3 (0/1, 1/1, 3 r), Slanina 1 (0/1, 1 r), Cervi 2 (1/4, 5 r), Silins 10 (1/2, 1.2, 1 r), Deguara ne, Cinciarini 8 (2/8, 0/2, 3 r). All. Menetti. ARBITRI: Chiari, Quacci, Borgioni 6. NOTE - Tiri liberi: Siena 12/19; Reggio Emilia 15/25. Percentuali di tiro: Siena 22/52 (8/22 da tre, 12 ro, 26 rd); Reggio Emilia 15/52 (4/17 da tre, 11 ro, 24 rd). Spettatori 4.000. Pagelle - SIENA: Brown 6, Eze 6,5, Carraretto 6, Rasic 6,5, Kangur 7, Sanikidze 8, Ress 8, Lechthaler 6, Janning 6, Hackett 7,5, Moss 6. All. Banchi 7,5. REGGIO EMILIA: Jeremic 5, James 5, Taylor 6,5, Brunner 7, Veccia 6, Filloy 5,5, Slanina 5, Cervi 6, Silins 6,5, Cinciarini 6. All. Menetti 6. Il migliore: Sanikidze. La chiave: la difesa della Montepaschi concede solo 49 punti agli avversari. SIENA - Sulla scia dell'entusiasmo creato dalle brillanti affermazioni in Eurolega, la Montepaschi riprende il cammino anche in campionato superando l'ostacolo proposto da Reggio Emilia per guadagnare la terza posizione solitaria in classifica all'inseguimento della fuggitive Varese e Sassari. Banchi ha potuto contare su una difesa molto arcigna della sua squadra per iniziare bene il girone di ritorno contro l'avversaria dei quarti di finale della prossima final eight di Coppa Italia a Milano. I 6 assist di Sanikidze (anche 10 rimbalzi per lui) e i recuperi di squadra della Montepaschi sono il motivo dominante dell'avvio di partita (8-2 al 5'); Reggio Emilia stenta a trovare le giuste linee di passaggio anche per il tempismo degli interventi di Moss e gli aiuti sul pick and roll di Eze. Ress, prima di essere colpito duro in un contatto sotto canestro, fa una prestazione da cento per cento al tiro. Per gli ospiti Silins dimostra una buona confidenza con il canestro (11-9 all'8'), anche se in difesa arriva con un po' di ritardo sugli aiuti ed è costretto già al terzo fallo dopo soli 8 minuti giocati. La squadra di Banchi continua imperterrita a recuperare palloni in difesa con tanta voglia di aggredire (22-13 al 13'). Brunner lavora di gomiti e di fisico sotto il canestro della Montepaschi e garantisce ai suoi alcuni extra possessi (7 rimbalzi offensivi a metà gara) per il riavvicinamento con Taylor (30-26 al 18'). Hackett e Moss recuperano tutto in difesa (42-28 al 23'), ma Reggio Emilia non demorde (48-41 al 30') anche grazie alla presenza sotto canestro del giovane lungo Riccardo Cervi, senz'altro futuribile per la nostra pallacanestro, con ampi margini di crescita. Kangur sferra il colpo finale agli avversari con micidiale precisione nelle triple (60-42 al 35'). Infopress


SUI DIVIETI ALLE TIFOSERIE Fip e Lega, accordo con l’Osservatorio ROMA - Dopo gli ultimi divieti ad alcune tifoserie di seguire le proprie squadre in trasferta, ieri il n.1 della Fip Petrucci, insieme con presidente della Lega Renzi, ha incontrato al Viminale il presidente dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive Ciullo. Con il parere positivo della Questura di Milano e dell’Osservatorio, per le gare delle Final Eight (7-10 febbraio a Milano) non ci saranno limitazioni di accesso alle tifoserie. Soprattutto, le future istruttorie dell'Osservatorio riguardanti il basket, saranno effettuate coinvolgendo sia la Fip che la Lega. In questa ottica, giovedì 24 gennaio Renzi parteciperà alla prossima riunione dell'Osservatorio. Come sempre, con il suo intervento della scorsa settimana, Petrucci ha dimostrato che tra il pensiero e l’azione... preferisce entrambi: ha aperto una nuova era della gestione di certi problemi riguardanti le tifoserie, riuscendo per la prima volta a coinvolgere in certe decisioni importanti anche rappresentati della pallacanestro. « Ho molto apprezzato la disponibilità del Capo dell’Osservatorio - ha detto il presidente della Fip -. Da ora si prenderanno certe decisioni gara per gara. Ma, ci tengo a dirlo, noi saremo sempre dalla parte delle forze dell’ordine». Singolare il comunicato in proposito della Lega, che si limita a ringraziare l’Osservatorio per aver garantito «al meglio il successo della Coppa Italia a Milano». Strano, noi pensavamo che la portata e il significato del risultato raggiunto grazie all’intervento di Petrucci, peraltro non nominato nelllo stesso comunicato, fossero leggermente più ampi... a.b. ORARI COPPA ITALIA - 7 febbraio: Cantù-Roma 17,45; Varese-Milano 20,30. 8 febbraio: Sassari-Brindisi 17,45; Siena-Reggio Emilia 20,30. 9 febbraio: semifinali alle 17,45 e alle 20,30. 10 febbraio: finale alle 18. 2 TURNI AL BARCELLONA - Il giudice sportivo ha squalificato per 2 turni il campo di Barcellona Pozzo di Gotto (Legadue)


IPPICA SCOMMESSE, CERCASI RIFORMA Protesta sotto l’ex Aams: manca sempre la firma dei ministeri di riferimento di Mario Viggiani

ROMA - A un anno dall’appuntamento precedente, questa volta solo un centinaio di addetti ai lavori, in rappresentanza della varie categorie ippiche, si sono ritrovati ieri mattina sotto la sede dell’ex Aams per protestare contro i tempi biblici della riforma delle scommesse ippiche. Quasi tutti romani, con poche presenze dal resto d’Italia. Presto alcuni di loro (Fabio Carnevali, presidente di Assogaloppo e promotore dell’iniziativa, con i rappresentanti di Uif, Unag, Fengat e Agit) sono stati ricevuti negli uffici di Piazza Mastai, a Trastevere, per venirne fuori con poche righe firmate anche da Luca Turchi e Renato Carlucci per quella che sarà l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Nelle poche righe c’è scritto che i due dirigenti «hanno assicurato l’impegno formale e sostanziale affinché in brevissimo tempo venga sottoscritto il decreto interministeriale del nuovo regolamento per le scommesse ippiche da parte del Ministro dell’Economia e delle Finanze e del Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali». Nero su bianco a significare che l’ex Aams ha fatto quello che doveva fare e tutto quanto è irrimediabilmente fermo da quel dì nei palazzi di Via XX Settembre, e che riguarda il ritorno al totalizzatore unico e il riassetto di Tris-Quarté-Quinté e V7 (meglio quelli che niente) ma non ancora il ritocco le intoccabili percentuali delle destinazioni d’uso per gli introiti derivanti dalle scommesse ippiche. Certo, così il pallino è tutto nelle mani ministeriali: si chiede la firma attuativa entro sette-dieci giorni, staremo a vedere se accadrà qualcosa di concreto prima dell’altra manifestazione prevista per l’1 febbraio (in vista della quale le categorie si ritroveranno giovedì a Roma). TRISTE ALBENGA - Intanto ieri protesta dei dipendenti della Labronica e dei sindacati davanti al Comune di Livorno. E sempre ieri ennesima immagine di malaippica ad Albenga galoppo: 38 partenti, 12 ritirati (il 31,6%!), 1 corsa annullata (la 1ª, appunto per il ritiro di 5 partenti su 6). Questo in numeri l’ennesimo, triste convegno di corse nell’ippodromo ligure. Colpa dei malanni di stagione? Del maltempo? Troppo spesso vanno così le cose, da quelle parti... © riproduzione riservata


ARMSTRONG DIVENTA UN FILM Il regista di Star Trek si è messo al lavoro sulla vita di Lance di Nando Aruffo

Gli Stati Uniti non si smentiscono mai: ogni occasione è valida per girare un film, anche la realizzazione della panna montata. Vogliamo che Lance Armstrong non possa diventare anche un protagonista del grande schermo? Giammai. Il regista di Star Trek, Jeffrey Jacob Abrams, si è assicurato i diritti cinematografici del libro « Cycle of lies: the fall of Lance Armstrong » scritto da Juliet Macur, giornalista del New York Times. Basandoci sull'assonanza fonetica tra Cycle, ciclismo e bicicletta, La pellicola non più o meno in italiano suona così: « Ciclo di bugie: la riguarderebbe le sue vittorie bensì le caduta di Lance Armstrong ». vicende legate al Abrams, meglio noto come J.J., ha una sua società di doping produzione, Bad Robot, e ha sottoscritto un accordo con la Paramount Pictures. Negli Stati Uniti non stanno a perdere tempo: la pellicola sarebbe già nelle primissime fasi di produzione e si concentrerà più sull’aspetto doping della sua vita, che non sulle vittorie e sulla sua lotta contro il cancro.

Lance Armstrong, 41 anni, al Tour 2004: celebrato anche dai fotografi

COPERTURE - Nel frattempo il quotidiano francese «Le Monde» accusa l'Uci, l’Unione ciclistica internazionale, di aver «coperto» Armstrong fin dal Tour del 1999 pubblicando il verbale dell'antidoping in cui l'americano risultò positivo ai corticoidi, noti anche come corticosteroidi e ormoni corticosurrenalici: aumentano la concentrazione di glucosio nel sangue. Purtroppo presentano una lunga serie di effetti collaterali e per questo motivo vengono prescritti solo in presenza di una patologia importante. Secondo la ricostruzione effettuata da Le Monde, l'Uci e l'allora presidente Hein Verbruggen accettarono di proposito una prescrizione medica con data falsificata per renderla valevole e coprire un controllo antidoping positivo del 4 luglio 1999, Tour de France, da Montaigu a Challans. E “Le Monde” Attenzione alla data: è la prima tappa del primo Tour vinto da Armstrong. Furono trovate rivela «Al Tour del tracce di corticoidi ma lui scrisse « Nulla » nella casella relativa a « Farmaci assunti ». Il 1999 l’Uci accettò un certificato falso 20 luglio, Le Monde annunciò la positività di Armstrong e Verbruggen si alterò per la fuga per coprire il di notizie sulla stampa, non per la positività. doping» Dopo aver negato tutto per anni, solo la settimana scorsa Armstrong ha confermato che alla ricetta fu messa una data anteriore per coprire il doping.

BIBLIOTECA - In Australia, a Sydney, una biblioteca ha prontamente spostato - e non è detto che sia un declassamento - i libri che lo riguardano dalla sezione sport a narrativa. L'aspetto curioso è che la responsabile della biblioteca si è giustificata dicendo che si è trattata dell'iniziativa di uno studente che lavora come stagista e che l'autore non sarà sanzionato. Sanzioni? Il borsista ha avuto un'intuizione geniale.

PRESCRIZIONE - Armstrong, dopo aver vinto sette Tour consecutivi, è stato incriminato dall'agenzia anti-doping degli Stati Uniti; lui ha rinunciato a difendersi, perché le prove raccolte erano inoppugnabili; gli sono stati cancellati i sette Tour vinti consecutivamente dal 1999 al 2005; è andato in tivù a raccontare banalità: non ha detto chi l’ha aiutato a doparsi ed è stato attentissimo a raccontare episodi di otto anni fa, prescritti per la giustizia sportiva. © riproduzione riservata


IN ARGENTINA Che debutto! Cavendish batte Modolo e Petacchi di Ruggero Quadrelli

Tappa d'apertura al Tour di San Luis, percorso per velocisti, arrivo allo sprint a Villa Mercedes e uno splendido podio onorato da Mark Cavendish vincitore e dagli italiani Sacha Modolo (2°) e Ale Petacchi (3°), ossia il nuovo che avanza e l'anziano leone che ancora ruggisce. Tappa caratterizzata dal caldo soffocante e tenuta sotto controllo dagli Omega Pharma Quick Step, ben intenzionati a giocarsi la vittoria con il britannico iridato 2011. E Cav, al primo appuntamento stagionale, non ha perdonato. Ma c'è soddisfazione anche in casa Bardiani Csf e Lampre Merida a conferma che Modolo e Petacchi sono già in condizione. TOUR SAN LUIS 1ª tappa San Luis-Villa Mercedes, 164 km. Arrivo e classifica: 1. Cavendish (Gbr) 3h48'04'' (media 43,150 km/h); 2. Modolo; 3. Petacchi; 4. Howard (Aus); 5. Sagan (Svc); 6. Andriato (Bra); 7. Lasca; 8. Hushovd (Nor). Oggi 2a tappa Tilisarao - Terrazas del Portezuelo, 171 km.

TIRRENO-ADRIATICO - Sarà svelato il 28 gennaio il percorso della 48ª Tirreno-Adriatico (6-12 marzo). Partenza da San Vincenzo (Livorno), arrivo (a cronometro) a San Benedetto del Tronto, sicure due tappe per velocisti, due per scattisti e una di montagna: dall'Aquila a Chieti con il Passo Lanciano.


PALLAVOLO TOFOLI SARÀ IL VICE DI MENCARELLI ALLE DONNE L’ex palleggiatore della Nazionale dei Fenomeni di Velasco affiancherà il nuovo Ct: manca solo l’annuncio di Adelio Pistelli

Manca l'annuncio ufficiale ma, ormai, è solo questione di giorni: Paolo Tofoli sarà il vice di Marco Mencarelli, nuovo allenatore della nazionale femminile dalla fine dello scorso anno. Una scelta, quella pensata e proposta ai massimi vertici della Fipav dallo stesso Mencarelli, forse inattesa dai più ma, sicuramente, una svolta ricca di fascino. Paolo Tofoli, in questo momento è su una panchina di A2 maschile a Brolo e tornerà in palestra anche al femminile, il Paolo Tofoli, 46 anni, ai tempi di pianeta che lo aveva lanciato come allenatore dopo aver chiuso la sua Pesaro (Galbiati) straordinaria carriera di giocatore. Aveva iniziato con la Scavolini Pesaro e sono stati due anni magari diversi tra loro, ma produttivi e positivi per Tofoli, a prescindere da come sia poi finita l'avventura con la società. Sempre schivo ma disponibile al dialogo, però amante dei fatti più che delle parole, ha tranquillamente archiviato le vicende pesaresi e, alla prima occasione, si è rimesso in discussione. Lo ha fatto l'estate scorsa quandoi siciliano del Brolo, per la prima volta in A2, lo hanno cercato per affidargli la panchina. Prima volta in serie A per i siciliani, prima volta al maschile per l'ex palleggiatore della “generazione dei fenomeni”. Tofoli ha convinto subito l'ambiente sulle sue qualità non solo tecniche. E, in questo momento che Brolo sta inseguendo la salvezza, obiettivo primario del club siciliano, Paolo Tofoli è impegnato solo nella ricerca dei punti tranquillità. Il tecnico marchigiano di Brolo, poi spera di utilizzare presto il nuovo opposto (che sta allenando da più di una settimana), l'argentino Federico Pereyra (uomo di punta della sua nazionale), bloccato da vicende di tesseramento. Una pedina importante nel meccanismo tecnico tattico che farebbe comodo magari domenica quando in Sicilia arriverà Reggio Emilia, allenato da Luca Cantagalli, grande amico e compagno di tante (e vincenti) battaglia con l'Italvolley. Poi, all'inizio dell'estate Tofoli andrà in palestra con Marco Mencarelli ma, fedele alla sua riservatezza non commenta l’ipotesi nazionale. Del resto, quella generazione vincitutto allevata da Skiba e portata al successo da Velasco aveva davvero qualcosa di diverso dentro, come dimostrano le carriere successive. Intanto Tofoli rileverà il posto di ve ct, che era stato di Marco Bracci. E gli altri si difendono ancora alla grande: Bernardi allena in Polonia, Giani è nello staff maschile azzurro, Gardini è il secondo di Anastasi in Polonia e Fefè de Giorgi tecnico in Russia. Alla fine, fenomeni per sempre. © riproduzione riservata


COPPE Champions, Cuneo cerca il primo pass contro il Lubiana Uomini CHAMPIONS LEAGUE (ritorno play off a 12) - Oggi (20,30): Lannutti CUNEO-Volley Lubiana (Slo) (Diretta SportItalia2, andata 3-0); Zenit Kazan(Rus)- Berlino (Ger); Noliko Maaseik (Bel)-Zaksa Kozle (Pol). Domani (ore 20.30): Trentino Diatec TRENTO-Dinamo Mosca (Rus) (Diretta SportItalia, andata 2-3; Lube Banca Marche MACERATA- Resovia (Pol) (diretta SportItalia, andata 3-0); Belchatow (Pol)-Arkas Izmir (Tur). CEV CUP - Quarti di finale (ritorno) - Giovedì (ore 20,30): LATINA- Unterhaching (Ger) (andata 3-0) CHALLENGE CUP, ottavi di finale (ritorno) - Domani (ore 20,30): PIACENZA-Gabrovo (Bul) (and. 3-0). Donne CHAMPIONS LEAGUE (ritorno play off a 12) - Domani: Dinamo Kazan (Rus)-Dinamo Mosca (Rus); Lokomotiv Baku (Aze)-Azerrail Baku (Aze). Giovedì (ore 15,30): Eczacibasi VitrA Istanbul (Tur)-Asystel MC Carnaghi VILLA CORTESE (SportItalia 2, andata 3-1); Unendo Yamamay BUSTO ARSIZIO- Schweriner SC (Ger) (20.30, SportItalia2, andata 2-3); Rabita Baku (Aze)-RC Cannes (Fra); Vakifbank Istanbul (Tur)-Atom Trefl Sopot (Pol). CHALLENGE CUP, Ottavi di finale (ritorno) - Domani (ore 20): Ael Limassol (Rom)-Rebecchi PIACENZA (andata 0-3). Giovedi (20,30): Universal MODENA-Ibank Club Ankara (andata 1-3).


FOOTBALL AMERICANO SUPER BOWL, UN AFFARE DELLA FAMIGLIA HARBAUGH Il 3 febbraio a New Orleans sfida tra John e Jim, fratelli e figli d’arte, coach di Ravens Baltimore e San Francisco 49ers di Roberto Zanni

HarBowl o SuperBaugh? Il Super Bowl XLVII è stato subito ribattezzato domenica sera non appena i Ravens di Baltimore avevano superato i Patriots New England raggiungendo San Francisco nella gran finale. E se Tom Brady e signora, la topmodel Gisele Bundchen, rimarranno fuori dalla fe,sta del 3 febbraio, per la prima volta nella storia dello sport che infiamma gli States, sulla panchina delle sue squadre finaliste, i Ravens e i San Francisco 49ers, ci saranno due fratelli, John e Jim Harbaugh. Mai accaduto prima che l'appuntamento da 100 miioni di telespettatori diventasse un'affare di famiglia, di una sola famiglia. Figli di Jack Harbaugh, ex giocatore e allenatore di college, Jim, coach di San Francisco, 49 anni, il più giovane dei due fratelli, di quindici mesi, a differenza di John, prima di intraprendere la carriera di coach è stato un giocatore, un quarterback (anche i Ravens nel 1998). E domenica, nel giro di poche ore, si sono dati appuntamento a New Orleans. Il primo a centrare il grande traguardo è stato Jim con i San Francisco 49ers, battendo gli Atlanta Falcons (28-24). E John ha sorriso quando entrando in campo per la sua partita contro i Patriots (vinta 28-13) sul grande schermo dello stadio ha visto la gioia del fratello: « Congratulazioni Jim - ha detto - l'hai ottenuto. Sei un grande coach». Poi, contro tutti i pronostici anche lui ha raggiunto il Super Bowl e subito dopo è stata la sorella Joani Crean ha mandare il messaggio della famiglia; « Piena di orgoglio per John e Jim. Meritate tutto quello che avete ottenuto. Team Harbaugh ». Jim, che nel novembre scorso ha avuto subito un piccolo intervento chirurgico a causa di una aritmia, è anche un appassionate di corse d'auto, co-proprietario di un team della IndyCar, il Panther Racing. « Non so se abbiamo mai avuto un sogno grande come questo»- ha detto John. San Francisco, favorita, è al sesto viaggio in un Super Bowl (vinti i precedenti, quattro con Joe Montana), il secondo per Baltimore (un successo). © riproduzione riservata

A sinistra Jim Harbaugh, 49 anni e il fratello John 50 (Ap)


VELA Soldini sta per doppiare Capo Horn NEW YORK - (e.d.m.) A 21 giorni dalla partenza da New York, Giovanni Soldini e il Maserati Team sul Vor 70 stanno compiendo il leggendario passaggio di Capo Horn sulla rotta che li porterà a San Francisco. Ora sono impegnati nei “50 urlanti”, i forti venti da ovest che rendono impervia la navigazione dove si incontrano l’Oceano Atlantico e il Pacifico. DAKAR-GUADALUPA – (e.d.m.) Andrea Rossi e Luca Tosi sono partiti per la Dakar-Guadalupa, 2551 miglia, a bordo di un catamarano di 6,1 metri (20 piedi). Il tempo da battere, stabilito nel 2007 dai francesi Benoît Lequin e Pierre Yves Moreau con Octo Finances, è di 11 giorni, 11 ore, 25 minuti e 42 secondi. FORMULA 1 Divorzio tra la Marussia e Glock LONDRA - La scuderia Marussia ha annunciato il divorzio consensuale col tedesco Timo Glock. La scuderia cerca un pilota pagante da accostare al debuttante britannico Max Chilton. MASSA A MARANELLO - Felipe Massa si è recato a Maranello per parlare con gli ingegneri, effettuare la prima prova del sedile e chattare con i tifosi. PALLANUOTO Acquachiara, si è dimesso Mirarchi NAPOLI - (g.m.) Maurizio Mirarchi ha rassegnato le dimissioni da allenatore della Carpisa Yamamay Acquachiara. La decisione al termine di un colloquio con Franco Porzio, plenipotenziario del sodalizio. Mirarchi dovrà sottoporsi a breve ad un delicato intervento all'occhio destro. «Ma - ha sottolineato il tecnico - alla base della decisione ci sono anche altre motivazioni. Alla squadra serve una scossa». La società si è concessa 48 di tempo per individuare il successore. SCHERMA Italia donne 4ª in Coppa del Mondo DOHA - All'esordio in Coppa del mondo, Italia della spada donne ai piedi del podio. Del Carretto, Fiamingo, Quondamcarlo e Boscarelli hanno concluso al quarto posto. Nell'assalto per il terzo posto sono state sconfitte 45-44 dall'Ucraina. La gara è stata vinta dalla Cina davanti all'Estonia. ATLETICA Domenica la Maratona internazionale NAPOLI - (g.m.) Si correrà domenica prossima la maratona internazionale di Napoli, presentata ieri. Testimonial l'olimpionico Gelindo Bordin. Già 700 gli iscritti alla maratona e altrettanti alla mezza maratona nei quartieri del centro storico. Tra i favoriti della manifestazione il 32enne keniano Nicodemus Biwott e il marocchino Cherkaoui Lalami (35 anni). HOCKEY SU PRATO Italia femminile in ritiro a Roma ROMA - (Infopress) Da domani a domenica la Nazionale Femminile si raduna all’Acqua Acetosa in vista del Round 2 della World League di Valencia in programma dal 25 febbraio al 4 marzo. Previste anche due amichevoli con selezioni Under 18 maschili regionali.


SERENA, DUE GAME ALLA KIRILENKO AUSTRALIAN OPEN (cemento, 31.600.000 dollari) Uomini: ottavi - Chardy (Fra) b. SEPPI (21) 5-7 6-3 6-2 62, Tsonga (Fra, 7) b. Gasquet (Fra, 8) 6-4 3-6 6-3 6-2, Murray (Gbr, 3) b. Simon (Fra, 14) 6-3 6-1 6-3, Federer (Svi, 2) b. Raonic (Can) 6-4 7-6(4) 6-2; quarti - ieri notte/oggi Almagro (Spa, 10) c. Ferrer (Spa, 4), Djokovic (Ser, 1) c. Berdych (Cec, 5); stanotte/domani Murray (Gbr, 3) c. Chardy (Fra), Tsonga (Fra, 7) c. Federer (Svi, 2). Doppio: ottavi - BOLELLI-FOGNINI b. Bhupathi-Nestor (Ind-Can, 5) 6-3 4-6 6-3. Donne: ottavi - Kuznetsova (Rus) b. Wozniacki (Dan, 10) 6-2 2-6 7-5, Azarenka (Bie, 1) b. Vesnina (Rus) 6-1 61, Stephens (Usa, 29) b. Jovanovski (Ser) 6-1 3-6 7-5, S. Williams (Usa, 3) b. Kirilenko (Rus, 14) 6-2 6-0; quarti - ieri notte/oggi Li (Cin, 6) c. A. Radwanska (Pol, 4), Makarova (Rus, 19) c. Sharapova (Rus, 2); stanotte/domani Azarenka (Bie, 1) c. Kuznetsova (Rus), S. Williams (Usa, 3) c. Stephens (Usa, 29). Doppio misto: ottavi - Hsieh-Bopanna (Tpe-Ind) b. Hantuchova-FOGNINI (Cec-Ita) 6-1 7-5, Hradecka-Cermak (Cec) b. Hlavackova-BRACCIALI (Cec-Ita, 7) 6-4 7-6(7). Juniores - Singolare U: 1° turno - BALDI (8) b. Wagner (Ger) 7-5 6-2. Doppio U: 1º turno - CouacaudNAPOLITANO (Fra-Ita) b. Bourchier-Norrie (Aus-Nzl) 6-3 6-2. Doppio D: 1º turno - Lottner-Routliffe (Ger-Can, 2) b. Bolsova-CHIESA (Mda-Ita) 6-2 6-2. In Tv: diretta Eurosport ed Eurosport 2 dall’1.


MURRAY CONTRO LA STORIA Nessun giocatore s’è mai ripetuto dopo aver vinto il primo Slam MELBOURNE - Chissà se Andy Murray ha ringraziato Gael Monfils. Sì, perché se Gilles Simon gli ha opposto resistenza davvero minima negli ottavi degli Australian Open, grosso merito va all’altro francese, che con Simon era stato protagonista di una estenuante battaglia di 4h45’ nel turno precedente. Contro Murray è infatti scesa in campo la brutta controfigura di Simon, così sotto tono al punto da mettere quasi in difficoltà lo stesso Andy. «In uno Slam come questo, ogni volta ti prepari a un Ieri quasi spiazzato dallo stanco Simon impegno sempre più duro, e invece stavolta è andata in «Ero poco in partita modo del tutto diverso. Me ne sono accorto dopo i primi ho pensato solo a game e così non mi sono sentito più di tanto in partita. vincere in fretta» Ho avvertito poca pressione, in questi casi bisogna solo cercare solo di chiudere il match prima possibile e così ho fatto. In ogni caso sono contento di come ho giocato nei turni precedenti ed è bene che arrivi abbastanza fresco alla fase decisiva del torneo» . Peraltro Murray è atteso da un compito difficilissimo: nessun giocatore è mai riuscito nell’impresa di vincere subito un altro Slam dopo la conquista del primo in carriera. Tuttavia nel frattempo specie sul web c’è grande entusiasmo tra i suoi fan: si sprecano, per esempio, gli “adattamenti” dei poster cinematografici di alcuni celebri film (“Il gladiatore”, “Mad Man”, “Captain America”, “Crocodile Dundee” e altri ancora), modificando i titoli con i suoi soprannomi (su tutti “Muzza”, ovvero il suo cognome modificato secondo lo slang britannic). Prossimo avversario di Murray sarà il francese Jerome Chardy, che ieri ha eliminato il nostro Andreas Seppi. Intanto i suoi fan Andy guida per 4-1 nei precedenti, ma l’ultimo è stato scatenati sul web: vinto proprio da Chardy nell’agosto scorso a Cincinnati. lo vedono come il Gladiatore o altri «Spero proprio che questo mi dia maggiori motivazioni. eroi cinematografici Se non giochi particolarmente bene, contro uno come lui perdi senza problemi» .

TUTTI PAZZI PER “MUZZA” In Gran Bretagna, nello slang il cognome Murray è modificato in “Muzza” (come Gascoigne in “Gazza”, per capirci). Ecco così che nelle locandine di alcuni film il gladiatore Massimo Decimo Meridio diventa “Muzzimus”, “Capitan America” è “Captain Amuzzica” e “Mad Man” si trasforma in “Mad Muzz”

FEDERER FA 35 - Dal canto suo, ma non c’erano dubbi, Roger Federer dopo Bernard Tomic ha buttato fuori dal torneo un altro dei protagonisti prossimi venturi degli Slam, o almeno presunti tali: Milos Raonic, sceso però in campo solo grazie a un’infiltrazione a un piede davvero malconcio. “Rogi”, che finora non ha lasciato per strada un set così come Murray, anche contro il canadese non ha ceduto un turno di battuta ( «Più se ne parla, più rischio di farmi breakkare: quindi preferisco che non se ne parli» , il commento ironico dell’ex n.1) e così per la 35ª volta di fila disputerà i quarti di uno Slam dopo il Roland Garros 2004. Federer adesso se la vedrà con Jo-Wilfried Tsonga, con il quale è 8-3 nei precedenti. «Un giocatore esplosivo, con un servizio super, per un match davvero interessante. Se continuo però a esprimermi su questi livelli, bé, penso proprio di andare avanti nel torneo» . Se tutto va come deve andare, Federer e Murray saranno avversari in semifinale. r.t.

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ELIMINATO DA CHARDY Seppi si ferma sul più bello MELBOURNE – Niente da fare. Il cammino di Andreas Seppi agli Australian Open s’è fermato negli ottavi contro Jeremy Chardy. L’azzurro, testa di serie n.21, ha ceduto in quattro set e 2h42’ di gioco al francese, che nel turno precedente era stato capace di eliminare Juan Martin Del Potro, 7 del mondo e 6 del torneo. Reduce dalle due tiratissime partite vinte contro l’uzbeko Istomin e il croato Cilic, il 28enne altoatesino ha vinto il primo set per 7-5 ma si è spento progressivamente. Chardy ha dominato secondo e terzo, poi nel quarto Seppi ha avuto l’unica occasione di allungare in match ma sul 2-1 ha fallito una pallaFallito l’assalto ai break, l’unica guadagnata dopo il primo set. A quel punto via libera per il 25enne francese, quarti: Caratti n. 36 del mondo, che ha “accompagnato” il servizio con il suo dritto micidiale. rimane l’ultimo italiano a esserci Seppi si consolerà con il best ranking in carriera: diventerà n.18, alla peggio 19 ma solo riuscito nel 1991 se Chardy, atteso ora nei quarti da Andy Murray, vincesse il torneo... Andreas non ha quindi migliorato il miglior risultato in uno Slam (ottavi al Roland Garros 2012): l’ultimo italiano a conquistare i quarti degli Aus Open resta così Cristiano Caratti, che ci riuscì nel 1991. LE SUE PAROLE - Seppi non ha recriminazioni particolari. «Sono sceso di intensità, specie nel terzo e nel quarto set. Chardy è invece cresciuto, dopo che mi aveva avvantaggiato all’inizio, quando non serviva benissimo e mi aveva dato spazio, specie sulla sua seconda. Invece dal terzo ha messo tante prime ed è stato più difficile gestire gli scambi. In definitiva lui ha giocato meglio di me e ha meritato di vincere» . Il coach Massimo Sartori dice che il suo torneo è stato da 9 e mezzo. «Forse ha un po’ esagerato - osserva Andreas con grande onestà - Ho disputato sicuramente un buonissimo torneo, centrando l’obiettivo di giocare anche nella seconda settimana. Però volevo far meglio, in questa partita, e invece così non è stato» . A Seppi è stato chiesto anche del doping. «Quello che è successo ad Armstrong, può accadere anche nel tennis. Io ne ho fatti molti, di controlli: tre a dicembre, un paio di volte si sono presentati alle 6 di mattina, e l’ultima mi è stato anche prelevato il sangue» . r.t. © riproduzione riservata



Corriere Dello Sport 22/01/2013