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Giampaolo Pazzini esulta per i due gol segnati al Bologna: all’andata contro gli emiliani aveva realizzato tre reti


I PROTAGONISTI Chivu: «Premiato il nostro coraggio» Zanetti: «Era rigore» ROMA - Chivu ha il fiatone: « Risultato giusto per come si erano messe le cose. Nel primo tempo abbiamo rischiato di più, la Roma ha nelle ripartenza la sua qualità migliore. Nella ripresa ci siamo aggiustati a quattro dietro e siamo andati meglio. Abbiamo avuto coraggio, giocato a viso aperto. Sneijder? E’ mio amico, gli auguro tutto il bene possibile. Lui lo sa. Ma lo chiamo al telefono per dirglielo...». C’è anche Zanetti: « Avanti così, abbiamo dimostrato di esserci. Sempre. Il rigore? Per me c’era. Wes? E’ un amico. Gli auguro il massimo». STADIO - L’Inter sta portando avanti il progetto per costruire il suo nuovo stadio. Anche se l’accordo con i cinesi è di fatto saltato e adesso l’unico obiettivo in corso Vittorio Emanuele è quello di evitare una causa internazionale nonostante i contratti firmati ad agosto scorso prevedano penali abbastanza rigide se il progetto non fosse andato in porto, il presidente Moratti e i suoi collaboratori stanno guardando avanti e continuano la ricerca di un nuovo partner che possa costruire l'impianto. Erano certi che lo avrebbe fatto la China Railway Construction, ma non sarà così e per questo negli scorsi mesi il numero uno della Saras ha visitato anche la Mabetex, di proprietà dell’ex presidente della Repubblica del Kosovo, Behgjet Pacolli. Non è stato comunque questo l’unico degli incontri fatti da Moratti: sono diverse le multinazionali disposte ad accollarsi l’opera e anche in Italia le proposte di un certo livello non mancano. In questo momento però la priorità nerazzurra è quella di individuare un’area dove poter costruire l’impianto, una zona che possa soddisfare tutte le necessità nerazzurre. Perché la nuova casa nerazzurra, come tutte le strutture di nuova concezione, non comprenderà solo lo stadio, ma anche una serie di attività commerciali, residenziali e di intrattenimento. L’Inter naturalmente vorrebbe limitare l’esborso e sta valutando se concedere l’usufrutto di queste attività (in maniera parziale o totale) a chi costruirà l’impianto. Di certo c’è che il nuovo stadio dell’Inter avrà una capienza tra i 55.000 e i 60.000 posti e che costerà tra i 200 e i 250 milioni di euro. Un indizio sulla possibile location lo ha dato la China Railway Construction in un comunicato emesso a inizio agosto (San Donato, a sud di Milano), ma in realtà le aree prese in considerazione sono anche altre: la ex caserma Perrucchetti, in centro a Milano, la zona di Gratosoglio, quella di Pioltello e quella dove sorgerà l'Expo 2015. In questi anni sono stati studiati gli impianti più moderni d'Europa perché il progetto è da tempo sulla scrivania del vicepresidente Angelomario Moratti, che lo ha sviluppato con il suo team. Come introiti il top è considerato Emirates di Londra, ma piacciono molto anche il St. Jakob-Park di Basilea, l’Etihad Stadium di Manchester, il Da Luz di Lisbona e la Veltins Arena di Gelsenkirchen. Nelle prossime settimane verrà però visitata anche la Friends Arena, la casa dell’Aik Solna. L’impianto, il cui nome arriverà da uno sponsor, sarà dotato di moderni Sky Box che la società potrà sfruttare in settimana come uffici. Gli incassi rispetto a quelli attuali di San Siro (28 milioni) saranno almeno raddoppiati. and.ram. © riproduzione riservata


OLTRE 40.000 ALL’OLIMPICO Capitan Giannini sotto la Sud: cori e applausi per lui di Alberto Ghiacci

ROMA - Una serata tranquilla. La pioggia è calata di intensità e il manto dell'Olimpico, coperto per l'intera giornata con dei teloni, sembra in buone condizioni. Le due squadre, per il primo di due incontri in tre giorni, entrano in campo per il riscaldamento tra l'indifferenza degli oltre quarantamila spettatori: evidentemente la partita tra la quarta e l'ottava in classifica (prima della partita sono queste le posizioni occupate da Inter e Roma) non dà quelle sensazioni che avrebbe potuto dare se ci fosse stato un piazzamento migliore, tipo il terzo posto, in palio. Il colpo d'occhio offerto dall'Olimpico è comunque Per accendere i bellissimo: non fa freddo e la gente è arrivata numerosa. tifosi il Principe ha mimato il “3” fatto da Mazzone il 27 novembre ’94 in Lazio-Roma 0-3

CALORE - Quando manca un'ora al fischio d'inizio lo speaker dello stadio, un po' a sorpresa, chiama il capitano di un tempo: Giuseppe Giannini. Il Principe si avvia verso la Curva Sud, salutato da un lungo e caloroso applauso. Vent'anni e più di Roma, passati con la maglia dieci sulle spalle e la fascia di capitano al braccio, non si dimenticano facilmente, né da una parte né dall'altra. Il legame tra il popolo giallorosso e Giannini è ancora forte, tanto che il gesto viene quasi naturale: l'ex capitano romanista rialza le mani indicando il tre con le dita, come fece in quell'indimenticabile pomeriggio del 27 novembre 1994, quando dopo aver battuto la Lazio festeggiò proprio lì con il tecnico Mazzone e la Roma dei Balbo, dei Cappioli e dei Fonseca. PASSIONE - L'Olimpico giallorosso comincia a scaldarsi sul serio al momento dell'annuncio della formazione, con ovazioni speciali per Totti e De Rossi. Ancora ricordi, poi: la Sud dedica striscioni e cori. «Il giocatore non va divinizzato, quella che tiene il sudore è la maglia» la frase dell'ex numero uno riportata dal pubblico. Dall'altra parte, in Nord, un gruppetto di tifosi fanno sapere che «a Roma i Rioni hanno solo due colori...». I mille tifosi nerazzurri arrivati da Milano, nel frattempo, seguono con trepidante attesa: loro, seppure la squadra di Stramaccioni sia in emergenza, vedono almeno la possibilità di avvicinarsi alla coppia Napoli-Lazio, seconda a quota 43. GOL - Nel primo tempo arrivano i gol di Totti e Palacio. Il pubblico di casa, però, se la prende con l'arbitro Orsato: secondo i tifosi giallorossi sono troppe le ammonizioni e vanno tutte da una parte. Nella ripresa la Roma entra in campo senza De Rossi, mentre l'ingresso dell'ex laziale Rocchi è accompagnato da una valanga di fischi. Al contrario, pioggia di applausi per Totti. Le due squadre provano ad avere la meglio, ma i tentativi vanno a vuoto. E così si chiude con un punto a testa. E fra due giorni tutti di nuovo qui: mercoledì sera Roma e Inter si giocheranno l'andata della semifinale di Coppa Italia. © riproduzione riservata


SI CHIUDE LA TELENOVELA Interviene Moratti. Sneijder: «Felice, vado al Galatasaray» Il presidente: «Non c’è mai stata guerra, abbiamo fatto una chiacchierata». L’olandese: «Qui ho vinto tutto, vediamo» ROMA - Wesley Sneijder è un giocatore del Galatasaray e l’Inter, con il ricavato dell’operazione (7,5 milioni più bonus) e il risparmio dell’ingaggio del giocatore (30 milioni fino al 2015), è pronta a lanciare un disperato assalto a Paulinho del Corinthians. Di fatto, adesso che il dt Branca e il ds Ausilio hanno a disposizione un importante tesoretto (che potrebbe ulteriormente lievitare perché da Liverpool non escludono una proposta a rialzo per Coutinho rispetto agli 8 milioni offerti 48 ore fa, mentre Alvarez continua ad essere nel mirino di Wolfsburg, Atletico Madrid e River Plate e Jonathan è a un passo dal Flamengo), il mercato nerazzurro può prendere quota. Saranno 10 giorni intesi, tra operazioni utili per l’immediato e futuribili. DECIDE MORATTI - La svolta nel caso Sneijder è arrivata ieri all’ora di pranzo con un incontro in un hotel del centro tra Moratti e il numero 10, un faccia a faccia che ha seguito quello di venerdì scorso in cui era tornata d’attualità l’ipotesi di una spalmatura e permanenza a Milano che, per vari motivi, non convinceva nessuna delle due parti Alle 22.36 turche (Wes non era certo di “rientrare” a tutti gli effetti nel l’annuncio: è progetto e di giocare da regista; il presidente ormai Wesley Sneijder, 28 anni: oggi ufficiale Triennale da 5,5 milioni aveva preso un accordo con il Galatasaray). Tra il vola a Istanbul l’anno, Wes oggi patron e l’olandese l’incontro è stato cordiale: Wesley gli vola a Istanbul ha manifestato le sue residue perplessità, la sua volontà di attendere ancora una proposta dall’Inghilterra (proprio ieri Gerrard aveva sottolineato che sarebbe stato fantastico giocare con Sneijder), ma anche la consapevolezza che ormai il tempo stava iniziando a stringere. Moratti ha fatto il resto ribadendo di aver raggiunto un accordo con Galatasaray, definito club molto serio, e ha sbloccato la vicenda proponendo al giocatore una buonuscita tra di quasi 2 milioni netti, quello che Sneijder voleva. All’uscita volti sereni. « Abbiamo parlato molto - ha detto Wesley a Matteo Barzaghi di Sky - perché abbiamo un buon rapporto da sempre. Posso restare all’Inter o andare via. Qua ho vinto tutto e sono molto contento. Magari, tra un po’ dirò che sono stato molto contento qua e sono ancora molto contento qua, ma non lo so ancora. Quindi, andiamo avanti così e vediamo cosa succede ». Moratti è stato più risoluto: « Mi sembrava simpatico fare una chiacchierata con lui - ha affermato - perché con lui non c’è mai stata guerra. Abbiamo visto le varie volontà, se si andava verso una certa direzione e mi sembra di sì. Quale? Sorpresa... E’ sempre più vicino al Galatasaray? Credo di sì ». Nel pomeriggio poi Sneijder, il padre e il suo agente Soren Lerby hanno avuto una lunga riunione di un paio d’ore con i dirigenti del Gala: l’accordo sul contratto da 5,5 milioni (bonus compresi) a stagione fino al 2016 era già stato trovato, ma c’erano da sistemare gli ultimi particolari. L’ultima presenza di Sneijder con la maglia dell’Inter resterà la trasferta di Verona contro il Chievo del 26 settembre, la numero 116 in maglia nerazzurra (6 trofei in bacheca). VOLO E PRESENTAZIONE - Già oggi Wes volerà a Istanbul con il suo procuratore, dove è atteso da una folla oceanica e da un entusiasmo indescrivibile. La moglie Yolanthe intanto già twitta in turco. I tempi cambiano... In serata, Lerby si lasciava sfuggire: «non è fatta ma stiamo andando nella giusta direzione» . Altro indizio chiaro. Poi si chiude. Alle 22,36 turche l’annuncio sul sito del Galatasaray: «Accordo fatto, subordinato solo alle visite mediche» . Tutto vero, tutto deciso a tardissima sera: triennale da 5,5 milioni a stagione compresi i bonus (prevista nell’accordo anche una amichevole tra le squadre). Oggi Sneijder sarà in Turchia e domani - dopo le visite mediche - verrà presentato. PAULINHO, CURCI E... - Branca ieri nel primo pomeriggio è tornato a Milano per curare gli ultimi aspetti nella vicenda e, con i soldi di Sneijder in tasca, darà l’assalto a Paulinho. Probabile che parta già nelle prossime ore/giorni perché vuole una risposta dal Corinthians per il primo rinforzo che Stramaccioni vuole serve in tempi brevi. Altrimenti si tornerà su uno tra Lodi (difficile), Valdes o una sorpresa, comunque low cost. Per quel che riguarda l’esterno destro, vista la frattura in Lega che Moratti non ha gradito affatto, probabile che gli affari


vengano fatti soprattutto con le società “amiche”. Con la Fiorentina occhio alla trattativa, magari da chiudere negli ultimi giorni, per Cassani. Visto che Schelotto costa (momentaneamente?) troppo e che Jung non è facile da acquistare dall’Eintracht, i viola potrebbero risolvere il problema. E per il vice Handanovic attenzione all’opzione Curci: il Bologna, che lo ha in prestito dalla Roma, può liberarlo. E anche il club giallorosso (altro “amico”) potrebbe dare una mano all’Inter con Lotito che valuta troppo Carrizo. ENTUSIASTA - E parla già da turco Wes. Vuole convincere tutti Sneijder: « Sono entusiasta, non vedo l’ora di arrivare a Istanbul. Sono felice, mi hanno parlato benissimo di Terim. Voglio rendere il Galatasaray e i suoi tifosi fantastici orgogliosi di me. Ora devo imparare il turco... ». © riproduzione riservata


Stramaccioni: «Io emozionato ma l’Inter è viva» «Roma grande per 20’, poi noi siamo cresciuti Partita bella. Guarin? Ci trascina. Livaja cresce» di Andrea Ramazzotti

ROMA - L’Olimpico fa effetto. Lo dice subito Stramaccioni: « Non so dire le bugie. Mi emoziono. Ma sono un ragazzo semplice, certe cose mi toccano». E la partita : «La Roma è stata grande per i primi 20 minuti, poi fine primo tempo e ripresa noi siamo venuti fuori, sicuramente meglio. Siamo sempre stati vivi, i segnali arrivavano dal campo, eravamo sempre pronti a fare la nostra parte. La gara è stata bella, a tratti spettacolare. Guarin è uno dei nostri trascinatori, sa fare e può fare molto. Livaja sta crescendo, poteva segnare un eurogol. Sneijder? Aspetto di parlare con il mio presidente, l’importante è che si sia conclusa. Mercato? Se arriva un grande regista, allora va bene, sennò mi tengo i miei». PROGRAMMA - Dopo la gara di ieri sera l’Inter resterà a Roma fino a mercoledì quando è in programma la semifinale d’andata di Coppa Italia sempre contro i giallorossi. «Su Sneijder ora Stramaccioni, che sabato pomeriggio ha portato nella Capitale 25 giocatori, stasera aspetto di parlare potrebbe veder aggregarsi al gruppo anche Alvarez e Cassano. Per il momento si tratta con il presidente L’importante è che solo di un’ipotesi perché la decisione arriverà solo dopo l’allenamento che i due si sia conclusa» sosterranno anche oggi ad Appiano Gentile. Partiranno entrambi per Roma? Forse sì, forse no. L’argentino sembra aver risolto del tutto il problema alla coscia sinistra accusato con il Genoa e ha iniziato a forzare senza avvertire più dolore. In attesa di eventuali novità di mercato potrebbe andare in panchina all’Olimpico. Idem per Cassano anche se l’adduttore sinistro del barese, infortunato nel match di Coppa Italia contro il Bologna, non gli dà grandi sensazioni. Fantantonio ha preso parte anche alla partitella di fine allenamento sabato, ma non sente il muscolo tonico e sicuro. Ieri ha lavorato ad Appiano Gentile e oggi farà il bis. La logica direbbe di preservarlo per il posticipo di domenica a San Siro contro il Torino, ma il barese ci tiene parecchio ad esserci contro la sua ex squadra. Anche perché la squadra è numericamente in difficoltà in attacco. OUT SICURI - L’infermeria nerazzurra è tutto meno che vuota. Samuel è alle prese con un problema piuttosto fastidioso al tendine d’Achille, un contrattempo che lo ha costretto a saltare gli ultimi tre impegni ufficiali. L’infiammazione, che in gergo tecnico si chiama tendinopatia, è un problema piuttosto subdolo e difficile da gestire. Le strade sono due: uno stop finché il problema non è risolto oppure una gestione attenta degli impegni e dei carichi di lavoro. L’orientamento ad Appiano Gentile è il secondo anche perché i campi duri non aiutano The Wall a guarire. Difficile in questo momento dire quando rientrerà. Forse in un paio di settimane o forse avrà bisogno di più tempo. Il recupero di Chivu, che ha deciso di stringere i denti evitando (per il momento?) la terza operazione al piede destro, in quest’ottica è importante e Samuel potrà guarire con tranquillità per averlo a disposizione quando sarà al top. Anche Milito però preoccupa non poco: il Principe ha un fastidio al ginocchio sinistro, un’infiammazione piuttosto fastidiosa e persistente venuta fuori al ritorno dalla vacanze natalizie, dopo un paio di allenamenti. Inizialmente il problema non sembrava grave e, quando l’attaccante si era fermato, prima della trasferta di Udine, non c’era un’eccessiva apprensione. La situazione invece si è rivelata più complicata, tanto che Milito nel 2013 non è ancora stato convocato. E Coutinho? La parte posteriore della coscia che lo ha costretto a fermarsi prima di Inter-Genoa non è ancora a posto e, dopo la panchina per Inter-Pescara, è di nuovo out. Incerti i tempi di recupero. Forse tornerà a Siena, mercato permettendo... Lunga l’attesa per Castellazzi che tornerà solo ad aprile, ma anche Stankovic dovrà attendere almeno altre due settimane perché il tendine d’Achille sinistro sta meglio, ma non può essere eccessivamente caricato. © riproduzione riservata


Zeman: Peccato ma non molliamo la corsa alla vetta «Abbiamo avuto più occasioni di loro, ma si è sentita la stanchezza a metà campo». De Rossi deve uscire: sospetta lesione muscolare di Roberto Maida

ROMA - Zeman si rammarica un po’, ma va avanti. «Nella prima mezzora siamo andati molto bene, poi a centrocampo si è fatta sentire la stanchezza. Con la Fiorentina avevamo dato tutto. Detto questo, abbiamo avuto più occasioni di loro all’inizio e alla fine, peccato» . Il tris d’attacco, di solito il punto di forza della squadra di Zeman, ieri non è andato benissimo. Lamela un po’ spento, l’italo-argentino spesso in fuorigioco. «Osvaldo - dice Zeman rientrava da un infortunio. Lui doveva entrare dentro quindi incorrere nel rischio del fuorigioco ci sta. Anche se, senza polemica, mi pare che un fuorigioco non ci fosse. Lamela senza palla fa fatica a muoversi: ci stiamo lavorando, lui sa che i dieci gol li ha fatti proprio grazia ai movimenti senza palla. Totti deve preparare la giocata agli altri due» . Un’altra Roma rispetto a quella che incantò San Siro? Il boemo non concorda: «Lì «I 10 punti dal abbiamo fatto gol, ma l’Inter ci mise più in difficoltà» . E i dieci punti dal secondo posto secondo posto? Per me dobbiamo rendono la corsa impraticabile? «Per me dobbiamo continuare a correre con giocarcela e poi quell’obiettivo, dipenderà da noi» . Ha sofferto anche Tachtsidis. «E’ vero, ha sbagliato dipenderà da noi» qualche appoggio: ma non è stato facile entrare a freddo» . E De Rossi? «Ha avuto un problema, non ce la faceva più: bisogna capire la gravità dell’infortunio» : ma le prime notizie parlano di una sospetta lesione da verificare. DI NUOVO L’INTER - Arriva il secondo spareggio. Ancora l’Inter, ancora all’Olimpico, ma stavolta è Coppa Italia. Non si può rifiatare, il calendario ha risucchiato ogni sentimento effimero, c’è una semifinale che chiama e che la Roma non deve fallire: perché lo impone il prestigio di una possibile “stellina” rappresentativa della decima coppa vinta; perché si sta inseguendo il primo titolo della società all’americana, finora avara di soddisfazioni per i tifosi; perché la Champions League è lontana e, dovendo scegliere la porta d’accesso all’Europa di serie B, la maniglia più comoda è quella della finale di Coppa Italia, che Roma o Inter giocheranno contro Juventus o Lazio e quindi contro due squadre che si qualificheranno per l’Europa attraverso il campionato (liberando il posto destinato alla vincitrice della coppa nazionale).

FUORI QUATTRO - Mercoledì Zeman rischia di scontare un handicap sul piano disciplinare: oltre a Osvaldo, che per l’assurda gomitata di Roma-Atalanta potrebbe rientrare soltanto per l’ipotetica finale, mancheranno di nuovo Pjanic, ammonito a Firenze sotto diffida, e due riserve preziose sulle fasce come Taddei e Dodò. Ecco che allora diventa indispensabile la buona vena di Destro, capocannoniere di coppa della squadra con 2 gol. Attirerà su di sé l’attenzione dei difensori dell’Inter, la squadra che lo ha visto crescere. Potrebbe trovare spazio anche Tachtsidis, che nel 2013 ha giocato dal primo minuto soltanto a Catania: Zeman gli chiederà di aggiungere qualità al centrocampo, senza necessariamente escludere De Rossi. Ieri Pjanic ha dovuto rinunciare alla maglia da titolare dopo un provino effettuato a un’ora dalla partita ( «Non riesco a respirare» ha raccontato ai preparatori prima di arrendersi al raffreddore e alla tosse) eppure De Rossi ha giocato.

ADUNATA - La Roma si aspetta un’altra bella risposta da parte del pubblico: l’obiettivo è raggiungere quota 40.000, nonostante i tempi ristretti per la distribuzione dei biglietti. Da oggi comincerà la vendita libera, dopo la fase riservata agli abbonati (pochi finora i tagliandi staccati). Tra i Roma Store, le ricevitorie Lis Lottomatica, gli acquisti via internet e il centro servizi, i tifosi romanisti si potranno sbizzarrire per selezionare il posto preferito: stavolta anche in Curva Sud, il cuore della passione, che è esaurita in abbonamento per le partite di campionato ma lascia buoni spazi per questa semifinale di coppa. © riproduzione riservata


LE MOSSE GIALLOROSSE Bellomo, la Roma si sente in vantaggio Sabatini tratta, ci sono anche Milan e Inter in corsa. Santon si allontana. Per il futuro piace Orban ROMA - Dieci giorni alla fine del mercato, con la Roma ancora ferma. A parte la cessione di Tallo che è andato in prestito al Bari, Sabatini ha tenuto in piedi decine di trattative in entrata e in uscita senza però chiudere. E’ una strategia precisa della società, che non ritiene di dover fare grandi interventi per rafforzare la squadra e che aspetta di snellire la rosa prima di aggiungere altri calciatori al monte stipendi. Per questo i due uomini che servono a Zeman, un terzino e un attaccante esterno, dovrebbero essere ingaggiati a ridosso della chiusura.

CI SIAMO - Per l’attacco il giocatore giusto è stato individuato: è Nicola Bellomo, classe ‘91 del Bari. Lo ha segnalato direttamente Zeman. La Roma sta trattando con il ds Angelozzi e con il manager Lippi ed è convinta di essere arrivata prima di Milan e Inter. Ormai siamo ai dettagli, ogni giorno è buono per l’annuncio, anche se non è chiaro se Bellomo finirà la stagione a Bari oppure si trasferirà subito a Trigoria. DIFESA - Tra gli esterni bassi, invece Sabatini si è quasi arreso per Santon che sarebbe stato molto utile a coprire tutte e due le fasce: il Newcastle non scende dalla richiesta di 8 milioni. Praticamente impossibile anche arrivare a Isla, che la Juve non darebbe nemmeno in prestito, e Jung, che l’Eintracht Francoforte non libererà fino a fine stagione: su di lui tra l’altro c’è anche l’Inter. L’unico nome disponibile a buon mercato oggi è Cassani della Fiorentina, salvo sorprese internazionali dell’ultimo momento ideate da Sabatini, perché il brasiliano Nei (Internacional Porto Alegre) è extracomunitario e potrà essere agganciato solo a luglio.

PROSPETTIVE - Per il prossimo anno, intanto, piace il giovane centrale argentino Magallan, classe ‘93 del Boca Juniors, che ha giocato il Sudamericano Under 20, come Laxalt, regista mancino classe ‘93, compagno di Nico Lopez nell’Uruguay. Appartiene al Defensor Sporting. Sotto osservazione anche il terzino sinistro argentino Orban, classe ‘89 del River Plate in prestito al Tigre. rob.mai. © riproduzione riservata


Il debutto con Conte nel Bari Nicola Bellomo è nato a Bari il 18 febbraio 1991: 20 presenze e 6 gol per lui sinora in questa stagione in biancorosso E’ un prodotto del settore giovanile pugliese: ha debuttato tra le fila biancorosse in B a 17 anni in un Bari-Modena 4-1 con Conte in panchina. Titolare fisso per Torrente, ci sono anche 5 assist nel suo score


PUGNO DURO DELLA FIFA

Blatter: «Penalizzazioni e retrocessioni per debellare il razzismo» ROMA - Sepp Blatter, presidente della Fifa, annuncia il pugno duro contro gli episodi di razzismo: «Ne discuteremo tra tre settimane nel prossimo comitato strategico. Le sanzioni contro gli atti discriminatori devono essere molto severe. Ne discuteremo tra tre settimane nel prossimo comitato strategico. Le sanzioni finanziarie non sono efficienti e le partite a porte chiuse non sono una buona soluzione. Per chi si rende colpevole di episodi di razzismo - ha spiegato attraverso un insolito messaggio su twitter da San Pietrobugno - la pena dovranno essere penalizzazioni e retrocessioni». In Russia per un giro d'orizzonte in vista dei Mondiali 2018, Blatter ha ricordato che «il calcio è parte integrante della società, con oltre 300 milioni di persone in tutto il mondo. Noi dobbiamo dare l’esempio ma senza sanzioni più severe non cambierà nulla». ANCHE NICCHI - Sulla vicenda razzismo - che sabato ha vissuto l’ennesimo episodio a Casale Monferrato, complice ancora una volta la presenza in campo della Pro Patria (sia pure con la squadra Berrettì) - è intervenuto anche il presidente dell’Aic, Marcello Nicchi che ha criticato l’eccessiva pubblicità che la vicenda sta avendo a livello regolamentare: «In questo campo le cose sono chiarissime - ha detto a Stadio Sprint - e la Federazione ha ben spiegato quali sono le autorità preposte a sospendere eventualmente le partite. Il problema a volte è dare troppa visibilità a cose ed episodi di cui spesso si sa troppo poco. Le partite non possono essere sospese così... Non è che il primo che passa poi fa sospendere le partite. C’è un regolamento e a quello ci si deve attenere».


ROMA-INTER 1-1 ROMA (4-3-3): Goicoechea 5,5; Piris 5,5 Marquinhos 6 Castan 5,5 Balzaretti 6; Bradley 6,5 De Rossi 6 (1' st Tachtsidis 5) Florenzi 6 (23' st Perrotta 5,5); Lamela 5,5 Osvaldo 5 (36' st Destro sv) Totti 6. A disposizione: Lobont, Stekelenburg, Burdisso, Dodò, Taddei, Pjanic, Marquinho. All.: Zeman 5,5 Falli commessi: 10 INTER (3-4-1-2): Handanovic 6,5; Ranocchia 5,5 Chivu 6 Juan Jesus 6; Nagatomo 5,5 (12' st Obi 6) Zanetti 5,5 Gargano 6 (39' st Mudingayi sv) Pereira 5,5; Guarin 7; Livaja 6 (29' st Rocchi sv) Palacio 6,5. A disposizione: Belec, Di Gennaro, Silvestre, Jonathan, Duncan, Benassi, Cambiasso, Bessa. All.: Stramaccioni 6 Falli commessi: 14 ARBITRO: Orsato di Schio 5 Guardalinee: Di Liberatore e Manganelli Quarto uomo: Iannello Arbitri d'area: Damato e Romeo MARCATORI : 22' pt Totti rig. (R), 46' pt Palacio (I) ASSIST: Guarin (I) AMMONITI: per gioco falloso Ranocchia (I), Lamela (R), Osvaldo (R), De Rossi (R), Pereira (I), Chivu (I), Juan Jesus (I), Rocchi (I); per comportamento non regolamentare Handanovic (I) NOTE: spettatori 42.052, incasso totale 1.316.726 euro. Angoli 6 a 3 per l'Inter. Recupero: 1' pt, 3' st


Ranocchia su Bradley: rigore e dubbi di Edmondo Pinna

ROMA - Gara da enigmisti per Orsato. Quello che fa sembra comunque velato dal dubbio. Prendete il rigore per la Roma. O il pari dell’Inter. primo tempo - Ranocchia su Totti e Castan su Livaja: erano falli. Osvaldo di pochissimo oltre Juan Jesus: off side, ok annullare. Il rigore: scivolata di Ranocchia, intervento rischioso anche se non c’è contatto (presente il gioco pericoloso?). Contatto che arriva dopo che Bradley prova a saltarlo. Orsato, forse anche per la confusione dell’episodio, punisce l’intervento comunque scomposto del difensore col rigore (il “danno procurato” non è contemplato dal regolamento). Lamela su Pereira: giallo inesistente, prende solo il pallone. Osvaldo in gioco sul tacco di Totti, al limite la posizione di Livaja rispetto a Marquinhos. De Rossi trattiene Gargano: giallo. L’1-1, Guarin controlla il pallone fra petto e parte alta del braccio destro, l’addizionale Damato fa proseguire. secondo tempo - Mancano due ammonizioni: Livaja e Gargano, entrambi per falli di mano. Ok i gialli per Pewreira, Chivu, Juan Jesun e Handanovic. © riproduzione riservata

Ranocchia su Bradley (Sky)


HANNO PERSO UN’OCCASIONE Totti e Palacio, alla fine solo pari ma almeno l’Inter interrompe i ko in trasferta di Antonio Maglie

ROMA - L'Inter blocca «l'emorragia» da trasferta e dopo cinque sconfitte consecutive riesce a raccattare un ottimo punto all'Olimpico, ottimo perché conquistato in una situazione non facile, con una squadra decimata. La Roma come spesso le è capitato in questo scorcio di campionato si è buttata un po' via, sbagliando tanti gol e concedendosi la solita disattenzione difensiva che è costato il gol del pareggio e la vittoria. Una squadra imperfetta, quella di Zeman, con troppi giocatori ancora lontani dalla condizione migliore (Osvaldo, Lamela) e con alcune presenze che forse non hanno ancora le spalle sufficientemente robuste per indossare una maglia così pesante come quella giallorossa (Goicoechea, incerto su tutto, Tachtsidis, subentrato a un opaco e acciaccato De Rossi). Per sua fortuna, la Roma ha trovato il miglior Bradley della stagione (ha propiziato il rigore rubando palla a Zanetti, ha corso dall'inizio alla fine e, ultimo ad arrendersi all'inevitabile pareggio, ha concluso praticamente stremato). L'Inter rispolverando la sua anima «provinciale» (ma ieri sera non poteva fare altrimenti) ha rivisto un po' di luce in trasferta, mentre la Roma che regala anche momenti di gioco decisamente divertenti sembra mancare della necessaria cattiveria agonistica che spesso in campo fa la differenza. E non solo della cattivera agonistica, ma anche di quella solidità difensiva che consente di gestire anche il piccolo vantaggio di un gol. SCELTE - Con una decisione sorprendente, Stramaccioni ha deciso di mandare in campo il giovane Livaja. Buoni piedi e ottimo fisico. Ma proprio questa scelta sottolineava lo stato emergenziale dell'Inter priva di Milito, Cassano, Coutinho, Alvarez, Stankovic, Samuel, insomma, mezza squadra. Una situazione che avrebbe dovuto agevolare la Roma che rinunciava solo a Pjanic (parcheggiato in panchina) ma per il resto nella formazione migliore con De Rossi confermato dopo la prova di Firenze ma costretto ad alzare bandiera bianca alla fine del primo tempo per un problema all'adduttore. Per la squadra di Zeman il problema più grosso era il controllo di Guarin che sistemato tra le linee diventa devastante quando prende velocità. E per una mezz'oretta Bradley e De Rossi sono riusciti a limitare i danni anche perché l'Inter appariva impacciata e impaurita, molto prevedibile a centrocampo. Per trentacinque minuti i giallorossi hanno comandato il gioco, sprecando con Osvaldo e Lamela e passando in vantaggio con un rigore (trasformato da Totti) piuttosto generoso (scivolando, Ranocchia non colpiva né pallone né avversario ma attraversando la linea di corsa faceva incespicare Bradley sul suo corpo). Lì, però, le cose cambiavano. L'Inter usciva dal suo guscio, trovava un palo con Livaja (bellissimo il controllo di petto con successivo tiro di volo) e il pari con Palacio (travolgente l'azione di Guarin riprendeva il pallone respinto da Castan si fiondava in area con la sfera che sembrava toccargli il braccio destro, crossava rasoterra nonostante l'opposizione di Castan e Marquinhos trovando Palacio appostato sul vertice dell'area piccolo). GESTIONE - Alla Roma ieri sono venuti meno Lamela (si ricordano un paio di buone cose) e, soprattutto, Osvaldo che ha cominciato a cercare la porta sin dal fischio d'avvio senza trovarla e non trovandola ha finito per innervosirsi e per estraniarsi un po' dal gioco. L'ultimo colpo alle speranze di vittoria romaniste è arrivato dalla decisione di Zeman di avvicendare Totti (con Destro). Il capitano (che pure ieri sera non ha fatto la migliore partita della stagione) è fondamentale nel gioco di questa squadra perché è il vero regista avanzato: abbassandosi, distribuisce palloni, ispira «tagli» e consente ai compagni di arrivare nei pressi dell'area avversaria. Senza di lui, la Roma non è più riuscita ad arrivare dalle parti di Handanovic (peraltro preciso in tutti gli interventi). L'Inter ha gestito il risultato ottenuto alla fine del primo tempo, ha rinforzato gli ormeggi con Obi e Mudingayi, ha stretto i denti cercando il contropiede giusto che, però, non ha trovato. Stramaccioni, alla resa dei conti, può considerarsi soddisfatto: le condizioni iniziali non erano assolutamente favorevoli con tanti assenze, per giunta importanti. Ha ritrovato un punto in trasfrta su un campo difficile come l'Olimpico e questo mezzo successo può restituire qualche certezza che era andata appannandosi nel corso di questa lunga serie esterna negativa. © riproduzione riservata


Bradley piace Totti graffia Osvaldo fatica Lamela stenta Marquinhos cresce nella ripresa Castan morbido in marcatura De Rossi non riesce a incidere di Roberto Maida

Goicoechea 5,5 - Terrorizza l’Olimpico sulle uscite alte all’interno di una partita in cui l’Inter lo infastidisce poco. Piris 5,5 - Intraprendente ma confusionario. Non chiude in tempo la diagonale sull’1-1. Prima e dopo, commette qualche errore. Inclusi i due tiri decisivi contro Handanovic. Marquinhos 6 - Concede più del solito - vedi il palo di Livaja - e sbaglia per foga la scelta sull’1-1: a cosa serviva raddoppiare su Guarin sulla linea di fondo? Palacio calcia da solo in mezzo all’area. Ma è un muro nella ripresa.

L’entrata di Ranocchia su Bradley: rigore per la Roma

Castan 5,5 - Morbido in marcatura su Guarin, a cui concede una percussione troppo facile. Il secondo tempo positivo lo riabilita parzialmente. Balzaretti 6 - Azzecca quasi tutti i movimenti senza palla: non indovina mai un cross, però. Ed è il solito problema. Bradley 6,5 - Il migliore della Roma. Sul rigore non ha grandi meriti, ma nel complesso la sua diligenza paga. Stavolta si fa apprezzare anche per un paio di giocate di qualità. Crolla atleticamente solo negli ultimi minuti. De Rossi 6 - Resta lontanuccio dal concetto di calciatore decisivo: discreto in interdizione, impreciso in costruzione. Zeman lo toglie durante l’intervallo per un problema muscolare. Tachtsidis (1' st) 5 - Il verticalizzatore verticalizza male. Fallisce anche molti passaggi semplici. Florenzi 6 - Richiamato per il raffreddore di Pjanic, spende tutto nel primo tempo meritandosi gli applausi dello stadio. Un classico per lui. Esce sfinito. Perrotta (23' st) 5,5 - Prima volta da consigliere federale onorata dalla fascia di capitano. Poco altro.


Lamela 5,5 - Si vede solo a strappi: un assist a Osvaldo, una saetta che sbatte proprio sul lato di Handanovic. Nel 2013 non si è ancora riproposto ai livelli eccezionali d’autunno. Ammonito, sarà squalificato e salterà il Bologna. Osvaldo 5 - Segna subito in fuorigioco per un centimetro e si accanisce con se stesso alla ricerca di un gol buono. Ma non trova mai posizione e precisione. Era da sostituire. Totti 6 - Al minuto 22 spara in rete il gol numero 222 della sua carriera in serie A. Per il resto, limitato dagli acciacchi, si impegna in una partita di sacrifici più che di qualità. Zeman (all.) 5,5 - La sua Roma, stanca dopo Firenze e piena di gente in difficoltà fisica, non incanta pure con l’amato 4-3-3 ed esce tra i fischi dopo il terzo pareggio stagionale. Altro che Champions. © riproduzione riservata


Handanovic c’è Un super Guarin Livaja pericoloso Palacio bomber Ranocchia soffre più del solito Chivu stringe i denti. Juan Jesus gioca di forza. Obi torna e corre di Andrea Ramazzotti

HANDANOVIC 6,5 - Primo tempo senza interventi in stile Handanovic, nella ripresa salva due volte in uscita bassa, dice no a Piris, ma soprattutto evita il 21 di Lamela. RANOCCHIA 5,5 - Più sofferenza rispetto al solito, soprattutto quando dalla sua parte gli avversari arrivano in velocità. Nei duelli aerei si fa comunque sentire. CHIVU 6 - Stringe i denti con il piede destro malandato e si prende tanti fischi nel "suo" Olimpico, ma durante la gara fa tante cose giuste in chiusura. Lucido anche quando c'è da far ripartire l'azione.

Un’azione del giovane Livaja contrastato da De Rossi

JUAN JESUS 6 - Fa pesare la sua forza fisica e la sua reattività nel breve. Contro Lamela non abbassa mai la guardia e se la cava. Chiude e quando può riparte con la personalità di un veterano. NAGATOMO 5,5 - Poco coinvolto in fase offensiva, si limita a un tiretto perché il suo primo obiettivo è quello di chiudere la corsia di destra. Quando Totti si accentra e Balzaretti affonda soffre e se non riesce a spingere, meglio cautelarsi con Obi. OBI (12'ST) 6 - Torna a giocare dopo tre mesi dall'infortunio alla coscia e si piazza a destra. Buona corsa, discreta guardia su Totti quando il capitano si allarga. ZANETTI 5,5 - In mezzo al campo non è appariscente, ma è tremendamente concreto. Fa sempre una corsa per chiudere o aiutare un compagno. In avanti non si vede mai, ma è comunque utilissimo per gli equilibri. GARGANO 6 - Non è un regista, questo era noto anche quando è stato acquistato. Logicamente dà il meglio in fase di interdizione e quando ha il pallone tra i piedi si limita a giocate semplici. PEREIRA 5,5 - A sinistra si fa vedere spesso, attacca quando deve e corre molto, non solo per rincorrere chi transita da quella parte. Arriva spesso al cross, ma non sempre la mira è quella giusta.


GUARIN 7 - Semplicemente travolgente. Quando parte palla al piede e acquista velocità, chi prova a fermarlo finisce per terra o non riesce nell'intento. Nella posizione di trequartista che Stramaccioni gli ha cucito addosso, crea pericoli in serie e conclude. PALACIO 6,5 - Grazie al terzo gol in quattro partite nel 2013, è sempre più goleador nerazzurro in questa stagione. Attacca la profondità, tiene palla e si fa vedere. Non è una prima punta pura, ma ricopre bene e in modo intelligente il ruolo. LIVAJA 6 - Schierato a sorpresa perché Stramaccioni non vuole rinunciare alle due punte, lotta su tutti i palloni, corre molto, fa da sponda e colpisce anche un palo. All'esordio da titolare in Serie A, prova più volte la conclusione e si rende spesso pericoloso. STRAMACCIONI 6 (ALL.) - Per la prima volta non perde contro una romana. Non imposta una gara rinunciataria, viene premiato dal risultato e interrompe la serie negativa in trasferta. L’arbitro ORSATO 5 - Il rigore per la Roma lascia molti dubbi. Altre decisioni non convincono. © riproduzione riservata


MILAN-BOLOGNA 2-1 MILAN (4-3-3): Abbiati 6,5; Abate 6,5 Zapata 6,5 Mexes 5 Constant 7; Flamini 5,5 (36' st Traorè sv) Montolivo 7 Boateng 5,5; Niang 6,5 (32' st Nocerino sv) Pazzini 7,5 El Shaarawy 6. A disp.: Amelia, Gabriel, Acerbi, Bonera, Antonini, Emanuelson, Bojan, Robinho. All. Allegri 6,5. Falli commessi: 15 BOLOGNA (4-2-3-1): Agliardi 6,5; Garics 5,5 Portanova 5 Antonsson 5 Cherubin 5,5; Perez 6 Pazienza 5,5 (30' st Pasquato 6); Diamanti 6 Riverola 5,5 (6' st Taider 5) Kone 5,5; Gilardino 5,5 (17' st Gabbiadini 6). A disp.: Curci, Stojanovic, Sørensen, Carvalho, Motta, Morleo, Guarente, Paponi. All. Pioli 5,5. Falli commessi: 8 ARBITRO: Doveri di Roma 6,5 Arbitri di porta: Celi, Ciampi Guardalinee: Marrazzo, Liberti Quarto uomo: De Pinto MARCATORI: 20' st Pazzini (M), 37' st Pazzini (M), 39' st Mexes (M, a) ASSIST: Abate, Boateng AMMONITI: Diamanti (B), Cherubin (B), Abate (M) per gioco scorretto, Pazienza (B) per comportamento non regolamentare NOTE: spettatori paganti 6.074 per un incasso di 113.900,70 euro; abbonati 28.795 per una quota di 776.578,09 euro. Angoli: 8-1 per il Milan. Minuti recuperati: 0 pt, 4 st.


IL TECNICO NON PIENAMENTE SODDISFATTO Ma Allegri chiede più malizia ai suoi Dalla redazione Furio Fedele MILANO - Allegri contento solo a metà. Il successo sul Bologna ha rischiato di essere vanificato da un finale di partita maldestro e spericolato. «Abbiamo fornito un'ottima prestazione tecnica - ha ammesso il tecnico - quando abbiamo alzato l'intensità del gioco. Ma dobbiamo crescere in malizia...Non possiamo rischiare di compromettere partite dominate come quella contro il Bologna. Altrimenti arrivano delusioni e tensioni difficili da smaltire. Tecnicamente siamo stati un po’ troppo scolastici nel primo tempo, siamo andati meglio nel secondo» . Allegri è molto realista per la zona-Champions League: «Ci sono sei-sette «Troppi rischi dopo squadre che lottano per questo obiettivo. Noi faremo l'impossibile, ma quando cambi tanti giocatori è normale restare qualche anno lontano dall'Europa che conta. Per noi è tanto dominio. Zona Champions importante fare un bel girone di ritorno e vedere crescere la squadra che ha diversi lontana: abbiamo elementi giovani. Se non ci dovessimo arrivare in Champions quest'anno, ci penseremo cambiato molto, il prossimo, quando saremo più pronti». cresceremo»

PAZZINI - Il Pazzo è diventato il pericolo pubblico numero 1 del Bologna: «È vero mi porta bene, ho segnato una doppietta ma, soprattutto, abbiamo conquistato 3 punti. Ma non è stato bello soffrire così tanto nel finale. Anche con il Siena eravamo andati sopra di due reti e ci siamo fatti fare un gol» . Avanti tutta, quindi: «Contro il Bologna volevamo vincere, sapevamo che era importante, una partita difficile. Ma faremo di tutto per conquistare la zona-Champions League» .

EL SHAARAWY - Il Faraone continua a restare a secco in campionato (da 4 partite consecutive), ma è ben contento che il Milan continui a vincere anche senza i suoi gol: «Quelli ottenuti contro il Bologna sono tre punti importantissimi, così come quelli che faremo nelle prossime partite. Abbiamo creato diverse occasioni di gioco: siamo soddisfatti» . Stefan, però, non è soddisfatto di se stesso: «Sono un ragazzo che non si accontenta mai, cerco sempre di dare il massimo. Spiace non fare gol, avrei voluto segnare. Le occasioni le ho create ma non le ho concretizzate. A me vengono chiesti, prima del gol, il gioco e il sacrificio».

RAZZISMO - Porte aperte, a Milanello, per Fabiano Ribeiro, il giovane calciatore brasiliano della squadra Berretti del Casale che sabato è stato vittima di un insulto razzista durante una partita contro la Pro Patria. «Può essere un'idea carina invitare a Milanello il ragazzo brasiliano insultato - ha detto Allegri - anche se finché non saranno prese decisioni definitive da parte degli organi di competenza capiteranno ancora episodi del genere» .

TENSIONE - Scintille fra Constant e Diamanti nel finale di Milan-Bologna che sono stati protagonisti di un contrasto ruvido nell'ultima azione della partita. Al fischio finale si sono affrontati a muso duro, davanti alla tribuna rossa, sotto gli occhi del guardalinee Marrazzo. Constant e Diamanti sono stati divisi dai loro compagni. Il battibecco è andato avanti a distanza finché le squadre non sono rientrate nello spogliatoio. © riproduzione riservata


DOPO LA TRIPLETTA DELL’ANDATA DECIDE SEMPRE LUI La dura legge del Pazzo fa la differenza Dall’inviato Claudio Beneforti MILANO - Pazzini, sempre Pazzini, tre gol nell’andata e due gol ieri, quando l’attaccante del Milan si trova di fronte il Bologna ecco che diventa una forza della natura. Nelle due perle che hanno consentito al Milan di fare un passo avanti in classifica c’è tutta la sua abilità dentro l’area di rigore, ma va sottolineato anche come il Bologna ci abbia messo qualcosa del suo, perché sul primo gol Antonsson (non sufficientemente protetto) si è fatto sorprendere dal movimento di Pazzini e sul secondo non è stato impeccabile Portanova. Una cosa è sicura: non ha avuto alcuna responsabilità Agliardi, che martedì passato con il suo errore negli ultimi attimi aveva dato il via libera all’Inter per lo sbarco in semifinale di Coppa Italia e che ieri contro il Milan ha parato il parabile e forse qualcosa di più. Va detto subito che il Milan l’ha vinta con merito questa partita, e al di là del mezzo gol di Pasquato e della mezza autorete di Mexes che per qualche minuto l’avevano riaperta il Bologna l’ha vissuta sempre rincorrendo e in affanno. Non essendo mai stato intenso, non essendo mai stato veramente costruttivo, non essendo mai stato il Bologna vero, ecco tutto. Sì, perché di fronte a un Milan che ha sempre comandato in mezzo al campo e che dietro ha concesso poco o niente agli altri, il Bologna ha pagato tremendamente l’impegno di martedì passato sempre a San Siro contro l’Inter, quei 120 minuti carichi di sussulti la squadra di Pioli se li è portati addosso sia nella testa che (soprattutto) nelle gambe. Pensate, il Bologna ha commesso solo 8 falli nel corso dei due tempi e questo è un dato estremamente indicativo, perché la verità è una sola: quando il Bologna sa essere intenso diventa un osso per tutti gli avversari, di contro quando non si fa sentire e lascia che gli altri facciano quello che sanno fare ecco che finisce per diventare molto, troppo, vulnerabile. PAZZINI DECISIVO - Nella prima parte il Milan ha preso tanto campo, e proprio sui lati con Niang a destra e con El Shaarawy a sinistra ha creato tante ansie e difficoltà al Bologna. Anche perché Abate e Constant salivano spesso, con la conseguenza che dietro il Bologna spesso si ritrovava in inferiorità numerica, soprattutto a sinistra dove Diamanti era chiamato a rincorrere l’esterno francese naturalizzato guineiano. Il Milan ha spinto tanto e il Bologna ha fatto fatica ad arginarlo, nonostante la scelta a sorpresa di Pioli di impiegare per la prima volta in campionato il giovane Riverola (prelevato dalla Cantera del Barcellona) per regalare un po’ di palleggio e di qualità alla sua squadra. Dopo aver detto che nel primo tempo il Milan ha messo poco lucidità nei suoi assalti e che il Bologna è stato tenuto in piedi soprattutto da Agliardi e dall’organizzazione difensiva, nel secondo la squadra di Allegri ha trovato davanti a sé strade ancora meno trafficate per arrivare dalle parti di Agliardi, nonostante la decisione di Pioli di impiegare Taider al posto di Riverola. Perché in mezzo al campo Montolivo è diventato il padrone assoluto, perché sui lati Abate e Constant sono stati ancora più arrembanti, con la conseguenza che senza la necessaria protezione la difesa del Bologna è andata in crisi. Con il passare dei minuti il Milan ha sempre di più avuto il gol addosso, e non a caso è arrivato al minuto 20. DIAMANTI A SECCO- Con le energie che gli erano rimaste, il Bologna ci ha provato, ma a quel punto aveva già sostituito Gilardino e sui palloni che sono arrivati in mezzo Zapata e Mexes hanno sempre avuto la meglio. Anche dopo il raddoppio di Pazzini il Bologna non si è arreso, segnando quasi subito il gol della speranza, nelle vicinanze di Abbiati sono arrivati due o tre palloni avvelenati, ma né Gabbiadini né Diamanti hanno trovato la zampata che avevano trovato contro l’Inter. Anche perché Diamanti era rimasto ormai senza benzina ed era anche zoppicante ed è inutile nasconderlo, davanti il Bologna è figlio soprattutto delle sue giocate. © riproduzione riservata


Abate e Constant frecce Mexes, errori e autogol Gilardino soffre San Siro PAZZINI PORTANOVA MILAN ABBIATI 6,5 - Bravo su Riverola, sempre attento. Mexes, però, riesce a sorprendere anche Abbia. ABATE 6,5 - Grande corsa, inibisce Kone. In netta ripresa, merita considerazione e rispetto. ZAPATA 6,5 - Concreto e incisivo. Mette anche qualche pezza a protezione dei «buchi» causati da Mexes. MEXES 5 - Un paio di svarioni, da incubo, nella ripresa. Conclude in bellezza con l’autorete... CONSTANT 7 - Costante nell’aggredire la fascia destra bolognese. FLAMINI 5,5 - Corre tanto, si vede poco. MONTOLIVO 7 - Copre l’intero campo, si vede molto anche in fase difensiva. BOATENG 5,5 - Dopo appena 10' viene fischiato da San Siro. Viaggia a corrente alternata. Non basta. NIANG 6,5 - Vivo e continuo, imita El Shaarawy anche nella preziosa fase di recupero. PAZZINI 7,5 - Inizia nervoso, si sente perseguitato dall’arbitro. Clamoroso l’errore all’inizio della ripresa. Poi la doppietta (10 reti in campionato più 1 in Coppa Italia). Cinque gol contro il Bologna in 2 partite di campionato... EL SHAARAWY 6 - Cerca il gol, non lo trova. Continua la maledizione in campionato dove non segna da 4 partite consecutive. ALLEGRI (all.) 6,5 - La «piccola» Europa (League) è agganciata, ma non basta. BOLOGNA AGLIARDI 6,5 - Grandi parate, già nel primo tempo, su Pazzini, El Shaarawy e Constant. Incolpevole sulla doppietta di Pazzini. GARICS 5,5 - Fatica e soffre, si trova in mezzo a El Shaarawy e Constant.


PORTANOVA 5 - Pazzini lo sovrasta in occasione del secondo gol. ANTONSSON 5 - Cade come un fuscello nel contrasto con il Pazzo che segna indisturbato l’1-0. CHERUBIN 5,5 - Va a sbattere ripetutamente... contro Niang. Ammonito, in diffida, non ci sarà contro la Roma. PEREZ 6 - Reduce dalle fatiche di Coppa Italia contro l’Inter, l’uruguaiano viaggia a corrente alternata. Comunque ci mette il massimo dell’impegno. PAZIENZA 5,5 - Anche lui, squalificato, non ci sarà contro la Roma. Fa il suo compitino, ma non basta. PASQUATO (30'st) 6 - Subentra a Pazienza, ha il merito di propiziare, grazie all’autorete di Mexes, il gol dell’1-2. DIAMANTI 6 - Poco preciso, soprattutto sui calci piazzati. Anche per lui la fatica in Coppa Italia si fa sentire alla distanza. RIVEROLA 5,5 - Esordio in Serie A per lui. Impegna alla mezz’ora Abbiati, poi cede alla distanza. TAIDER (6' st) 5 - Impalpabile, non incide nonostante la presunta freschezza altetica. KONE 5,5 - Constant lo inibisce attenuando la sua corsa e l’altrettanto proverbiale aggressività. GILARDINO 5,5 - Poco servito, soffre della sindrome di San Siro (rossonero) accentuata dai fischi dei suoi extifosi. GABBIADINI (17' st) 6 - Va meglio rispetto al Gila nel finale di partita dove il Bologna si è rianimato dopo l’1-2. PIOLI (all.) 5,5 - Era lecito attendersi una prova più aggressiva. Una valida attenuante: le fatiche di Coppa contro l’Inter. L’arbitro DOVERI 6,5 - Non commette errori, anche nella distribuzione dei «gialli». fur.fed. © riproduzione riservata


di Edmondo Pinna

Doveri, altra buona gara Diamanti-Abate, gialli ok ROMA - Altre buona partita per l’arbitro di Roma 1 Doveri, alla sua 10 partita in serie A stagionale, la 33ª in carriera. E’ un giovane che può rappresentare il futuro, se riuscirà a non perdersi. Partita non complicata, però lui la gestisce bene: sempre attento, sempre vicino all’azione, i due assistenti, Marrazzo e Liberti, non lo tradiscono, così come i due additional , Celi e Ciampi. PRIMO TEMPO - El Shaarawy chiede il calcio d’angolo, ma è lui a toccare per ultimo sul batti e ribatti con il difensore avversario: rimessa dal fondo. Diamanti su Constant che stava andando via: ci può stare il cartellino giallo. Pazzini su Antonsson, il tocco arriva mentre l’attaccante sta saltando ma c’è, giusta la punizione. Flamini su Pazienza: ok punizione. SEOCNDO TEMPO - Abate diretto su Diamanti, cerca ma non trova il pallone, corretto il cartellino giallo, l’unico per i giocatori del Milan. Nel finale della partita, battibecco fra Constant e Diamanti, che però termina subito. © riproduzione riservata


Mario Balotelli, 22 anni, è cresciuto nell’Inter Con la maglia nerazzurra ha esordito in serie A Tre stagioni, dal 2007 al 2010 prima dell’addio E’ da allora che Super Mario gioca con Mancini nel Manchester City. Nella sua ancora breve carriera Balotelli ha vinto 3 scudetti, 1 coppa Italia, 1 Supercoppa italiana, 1 Champions League, un campionato inglese, 1 coppa d’Inghilterra, 1 Community Shield Kakà, 29 anni, è cresciuto San Paolo Al Milan dal 2003 al 2009 poi al Real Madrid. Nel 2002 ha vinto il Pallone d’Oro. Il suo palmares comprende uno scudetto, una supercoppa italiana, un mondiale per club e uno per Nazioni, 1 Champions League, 1 Supercoppa Uefa, una Liga, 1 coppa e 1 supercoppa di Spagna.


L’ATTACCANTE DEL CITY Allegri vuole Mario «Dipende da lui se tornare in Italia» Ricky al decollo Il sì gli è costato 12 milioni di euro «E’ un giocatore importante, che può trovare continuità». Galliani: «Se il prezzo cala, ci fiondiamo» Arriva la benedizione di Berlusconi: «Anch’io, come i tifosi, sogno il ritorno di Kakà». L’accordo è imminente Dalla redazione Furio Fedele MILANO - Ieri pomeriggio sulle bancarelle adiacenti San Siro sono spuntate le prime magliette rossonere di Kakà. Rigorosamente contraddistinte con il numero 22 (nonostante l’attuale possessore di questa griffe sia il catalano Bojan...) hanno annunciato l’attesissimo arrivo del brasiliano che potrebbe essere ufficializzato (oppure no...) già entro questa sera, al massimo domani in giornata. Quando Galliani avrà ricevuto, così si spera, l’ okay dall’ingegner Bosco Leite (padre-manager di Ricky). Kakà dovrà accettare le condizioni economiche imposte dal Milan (circa 13 milioni di euro di ingaggio spalmati su due anni e mezzo a fronte dei 25 garantiti dal Real che, comunque, interverrebbe con una buonuscita di 5 milioni di euro) L’ad rossonero per riabbracciare il «figliol prodigo» brasiliano. L’approdo di Kakà a Milanello potrebbe riapre la pista che essere seguito, già in questa sessione mercantile invernale, da quello di Balotelli che porta all’azzurro Non c’è più solo la Galliani sta marcando stretto. Anche se in questo caso il prezzo non è ancora quello... formula del prestito giusto.

BENEDIZIONE - Ieri, poco prima del fischio d’inizio di Milan-Bologna, è giunta la benedizione del presidente Berlusconi che ha ammesso (su Sky Tg 24): «I tifosi sognano il ritorno di Kakà? Lo sogno anch’io e sono ottimista perché il Real per Kakà è diventato un problema... Ricky è un grande giocatore e un grande uomo ed è rimasto nel nostro cuore» . L’ad Galliani ha ribadito ieri, prima della partita, che «per ingaggiare Kakà c’è bisogno di trovare una soluzione sui numeri. Si tratta di una soluzione difficile da perfezionare perchè c'è una grande anomalia tra la fiscalità italiana e quella spagnola. Ma bisogna anche ammettere che i tutti i giocatori che sono andati via dal Milan, nessuno ha suscitato l'effetto negativo di Kakà. Non è successo neanche con Ibra e con Thiago. Ci sono migliaia di tifosi rossoneri che sono orfani di Kakà dal 2009, tra cui il sottoscritto» .

BALOTELLI - Quali sono le quotazioni dell’ex-interista alla Borsa di Manchester? Ha spiegato l’ad di via Turati: «È chiusa fino al domani mattina (oggi; ndr). Dipende dal City... Io aspetto, sono lì pronto... Se cala la richiesta ci fiondiamo, altrimenti rimaniamo a Milano. Quanto deve calare? Non si sa» . In realtà il City valuta Balotelli 37 milioni di euro. Il Milan spera di strapparlo con la formula del prestito gratuito (un’eventualità che nella sede del Manchester viene quasi del tutto esclusa) e, comunque, El Shaarawy il club di via Turati vuole continuare a lavorare per consolidare le basi di una trattativa che chiama Ricky: «Spero che arrivi, è potrebbe concretizzarsi a giugno. il mio idolo Sogno da piccolo di giocare con lui»

ALLEGRI - Il tecnico ha ribadito ieri, a fine gara, quanto già annunciato il giorno prima a Milanello riguardo all’ingaggio di Kakà. «È normale che se devono arrivare giocatori, questi devono accrescere il valore tecnico della squadra che è già buono. Se fosse già stato preso ve lo avrebbe comunicato Galliani, è un giocatore di gran classe ma io sono contento con la rosa che ho - ha detto il tecnico - Balotelli? È giocatore del City, se lo gestisca Mancini... Sì, Mario è un giocatore importante, ha le qualità per diventare un giocatore più continuo. E' un patrimonio del calcio italiano ma dipende da lui... Lasciarsi andare e sprecare mesi e anni di carriera sarebbe un dispiacere per tutti, soprattutto per lui».

WELCOME - Sia Kakà che Balotelli sarebbero i benvenuti a Milanello. Pazzini non ha dubbi: «Kakà è un campione, ha passato dei momenti di difficoltà ma quando uno è forte è forte per sempre, non deve temere di


perdere credibilità. certo, qui a Milanello sarebbe accolto a braccia aperte.... Balo secondo me ha un 5-10% di probabilità di venire al Milan. Su Kakà sono più ottimista: gli concedo circa il 65%» .

ENTUSIASTA - Lo sarebbe, senza mezzi termini, El Shaarawy nel caso in cui potesse realizzare il sogno della sua giovane carriera: giocare al fianco di Kakà. «Sì, ci spero - ha confessato il giovane attaccante rossonero - mi auguro che si possa fare questo acquisto: Kakà è il mio idolo. Sogno fin da piccolo di giocare con lui» . Anche Niang vorrebbe provare un’emizione così forte: «Kakà è un grande giocatore, speriamo torni al Milan per alzare il potenziale tecnico di questa squadra. Arriva Balotelli, un’altra... cresta? Certo anche lui potrebbe portare gol ed esperienza. Per me è un’emozione giocare qui, spero di migliorare lavorando tutti i giorni per crescere in campo anche grazie alla presenza di questi campioni» . © riproduzione riservata


CAVANI 100 «Io ci credo» E’ la centesima rete in serie A: «Magari raggiungo pure Diego E il Napoli continua a puntare all’obiettivo che tutti vogliamo» Dall’inviato Antonio Giordano FIRENZE - I bacioni che partono da Firenze sono tenerezze consegnate tra Palermo e Napoli in sette stagioni favolose, un campionario di prodezze che conduce tra gli dei d’un mondo ormai osservato da quell’Everest e che trasformano Cavani in un eroe (calcistico) del Terzo Millennio. Il centesimo matador è d’una normalità quasi imbarazzante, palla cercata nel mucchio, fisicità che domina il caos dell’area di rigore, poi impatto prepotente e giustezza nel trovare la porta: però prima, dal 2006 al 20 gennaio del 2013, in quello «Non è un punto da spazio utilizzato per mettere se stesso al centro dell’attenzione collettiva, ci sono prodezze d’ogni genere e specie, cucchiaini e volée, punizioni e solenni esecuzioni, una miscela buttare via esplosiva di invenzioni a getto continuo. «E forse era scritto da qualche parte che la mia Abbiamo reagito subito contro una centesima rete arrivasse con la Fiorentina, ch’è stata la prima squadra alla quale ho squadra attrezzata» segnato qui in Italia. Me lo aveva detto un mio amico, prima della gara: stavolta pranzi con un gol. Ho risposto semplicemente: speriamo. Perché a me piace segnare. Ora sono felice, sono felicissimo, ma io continuo a ragionare come ho sempre fatto: per me vengono prima gli interessi del Napoli, poi quelli personali. E adesso dobbiamo andare avanti e dimostrare come sempre cosa siamo».

VOGLIA DI SCUDETTO - Si scrive Cavani, ma si pensa altrove, ad una stagione ancora viva, elettrizzante, bruciante, da attraversare a petto in fuori e a testa altissima, osservando quel primo posto che rappresenta un traguardo da inseguire con quest’uomo dei sogni che, mentre intorno è celebrazione per la sua centesima rete in campionato, non fa nulla per distogliere l’attenzione dallo scudetto, il traguardo lasciato galleggiare nell’aria e mai citato per ormai acquisita scaramanzia. «A me il punto con la Fiorentina va benissimo, perché conosco le insidie di questo torneo e di questo Paese. Qui si può perdere contro chiunque e la Fiorentina è un’ottima squadra che era passata in vantaggio. Siamo stati bravi a riprendere il match subito, arrivando al pareggio, e dunque a rendere meno complicata una sfida che si stava mettendo male. E ora «Sono felice perché dobbiamo proseguire così: dobbiamo essere bravi nel cogliere i risultati che cerchiamo, dobbiamo sempre e soltanto lottare per quello che vogliamo». amo fare gol. Ma ripeto: voglio lasciare un segno nella storia del club»

LA GIOIA - Da Cavani a Cavani, e dunque dalla Fiorentina alla Fiorentina, c’è un “centenario” da rileggere: ma il momento dell’euforia personale dura un istante, perché il campo chiama, la classifica incombe, la Juventus è a più cinque e quel pareggio va accolto con soddisfazione, spingendo la “propria” Napoli ad un’analisi equilibrata, inducendola a riflettere sul valore di un pareggio e sui suoi effetti positivi. «Non è assolutamente un’occasione persa, perché abbiamo guadagnato un punto su un campo difficilissimo e contro una squadra attrezzata. E poi non si può vincere sempre, ci sono anche gli avversari, e la Fiorentina ha fatto una bella partita. Ma noi abbiamo reagito immediatamente».

IO E IL PIBE - Cento reti in serie A e novantadue con il Napoli, con Careca (al quinto posto) che ora dista appena quattro gol, con Altafini (al quarto) che verrà raggiunto tra cinque altre prodezze, con Maradona che a quota centoquindici guida la classifica all time dei principi azzurri. E’ pure questo il Cavani-day, l’ennesimo d’un bomber che s’è regalato doppiette, triplette e persino una quaterna, e ormai il leader indiscutibile d’una squadra che ha intesta un’idea meravigliosa. «Noi pensiamo semplicemente ad inseguire quel che vogliamo ed io, invece, penso soltanto a giocare e a dare il massimo e magari anche a raggiungere Diego, che dista 23 reti. Io a Napoli sono un uomo felice e voglio dare sempre di più a questa città e a questa gente. Mi diverte segnare e in questo modo do il mio contributo a un club importante. Spero di poter continuare, perché l’ho detto e lo ripeto, io intendo lasciare il segno nella storia del Napoli e di Napoli, che mi stanno dando tantissimo» . Cento di questi Cavani, per il momento. © riproduzione riservata


CARECA «Vive per il gol come facevo io: gli auguro di superarmi» Dall’inviato FIRENZE - (ant.gio.) E se lo dice Careca. La memoria è uno scrigno e dimenticare Careca è impossibile: novantasei reti, uno scudetto, una sensazione Ma.Gi.Ca, un genio di quei tempi. Che ora sente il fiato del matador sul proprio quinto posto e non s’adombra. Anzi: «L’uruguaiano è un fenomeno e mi auguro che possa battermi, perché ciò significherebbe che il Napoli sta andando benissimo. Cavani è come ero io: segna tanto e si impegna sempre tantissimo. Vive per il gol ma non si limita solo a quello, è sempre disponibile per la squadra. Gioca in una squadra ricca di talenti, di calciatori come Hamsik e Maggio. E poi c’è lui che può tranquillamente superarmi». © riproduzione riservata


SOSA «E’ su livelli stratosferici: più di lui solo Messi e Ronaldo» Dall’inviato FIRENZE - (ant.gio.) Visto da “el pampa” Sosa, che conosce Napoli per averci giocato, che segue il Napoli per Sky come talent, che dunque è informatissimo di Cavani, siamo dinnanzi ad un «mostro». Visto da “el pampa” Sosa, quella macchina da gol che è arrivato a quota novantadue nel Napoli e che è al centesimo in serie A, non ha più centravanti con i quali misurarsi ma.... «Giocatore completo, di dimensioni universali. Cavani ha tutto quello che deve avere un grande attaccante e in questo momento, per me, dopo Messi e Ronaldo c’è lui. Oramai Cavani ha raggiunto livelli stratosferici, è dunque all’altezza di Ibrahimovic e Van Persie, e viene immediatamente dopo quei due fenomeni di Messi e Ronaldo». © riproduzione riservata


LA PRIMA RETE L’11 MARZO 2007 E’ una collezione di perle: da zero a cento in sei anni Dall’inviato FIRENZE - AAA cercasi il gol più bello, in quell’album di cento fotografie che ora sfilano veloci e che abbagliano. AAA cercasi il capolavoro, o anche il podio personalissimo di Edinson Cavani, un uomo nato per segnare, un bomber cresciuto per far sognare. AAA: cento volte A, cominciando, e ti pareva, da un Palermo-Fiorentina (era l’11 marzo 2007), che rivisto a più riprese ha un suo perché tecnico, e che volendo ci Il primo gol italiano starebbe nella galleria, se poi un bel giorno, a Utrecht, e lo segnò proprio ti ripareva, il cigno non diventò Edinson Cavani, alla squadra viola Edi ha eletto i gol segnando proprio a casa Van Basten come sapeva fare più belli: nel 2010 la Van Basten. Olanda-Urss è dell’88 ed è la finale degli sassata col Lecce e Europei; Utrecht-Napoli è ben altra cosa, è una vetrina la magia contro meno scintillante, una semplice Europa League, ma l’Utrecht quando Cavani, da sinistra, impatta al volo, quasi dal fondo, il pensiero va a quel fenomeno olandese che stregò l’Universo. Il gol più bello sarebbe quello, se non ci avesse pensato Cavani in persona a sceglierne uno che gli fa venire i brividi: è Napoli-Lecce, diciassettesima di serie A, il 19 dicembre 2010. Il regalo di Natale è una scarica d’adrenalina che al 90’ dimostra il valore d’un gioiello in piena esposizione: il Lecce ha appena sfiorato il gol, salvataggio di Grava sulla linea, quando Cavani sente che il cronometro sta correndo veloce, è quasi finito il recupero, prende palla sulla trequarti, una finta, una veronica, poi una mazzata che da trenta metri finisce dritto all’incrocio dei pali. Cento volte Cavani, cominciando con la Fiorentina e sistemando la bandierina proprio al “Franchi”, una città - ed una avversaria - nel destino: il primo gol non si scorda mai e, scovandolo negli archivi, c’è una ragione estetica. Ma Utrecht resta una rete principesca, ovviamente. ant. gio. © riproduzione riservata

Dall’alto: la prima gioia, con il Palermo contro la Fiorentina; la magia contro l’Utrecht e la sassata al Lecce (Ansa)


E’ il sesto tra i bomber del Napoli Ecco la top ten dei bomber del Napoli: 1. Maradona 115 2. Sallustro 111 3. Vojak 103 4. Altafini 97 5. Careca 96 6. Cavani 92 7. Savoldi 77 8. Vinicio e Canè 70 10. Hamsik 66


Solo in 6 in serie A oltre i 100 In serie A, tra i giocatori in attività solo altri cinque giocatori hanno segnato 100 o più gol: Totti (222), Di Natale (167), Gilardino (154), Toni (107), Cavani e Miccoli (100); a 99 c’è Rocchi.


Ha segnato alle 19 rivali di serie A Tra i suoi mille record, che Cavani sta stritolando giornata dopo giornata, anche quello di aver segnato almeno un gol a tutte le 19 rivali della serie A attuale: ultime Siena e Inter, colpite quest’anno


GESTO DI FAIR PLAY Maggio ha fatto assegnare un fallo ai viola FIRENZE - (ant.gio.) Ottavo del primo tempo di Fiorentina-Napoli, episodio apparentemente marginale della partita e però da segnalare, perché testimonianza di fair play. C’è una palla che finisce in fallo laterale e uno dei guardalinee di Bergonzi lo assegna al Napoli, prima di cambiare opinione: tutto merito di Christian Maggio, che si accusa e induce l’assistente a consegnare la rimessa in gioco a Pasqual. Maggio, ex viola (giocò a Firenze dal 2003 al 2006) è ancora uno dei grandi rimpianti del club viola, che lo lasciò andare via.


Il Napoli frena da solo: la Juve scappa di nuovo Il solito Cavani rimedia a una papera di De Sanctis Gli azzurri non pungono, la Fiorentina rialza la testa di Alberto Polverosi

FIRENZE - La Fiorentina aveva alle spalle tre sconfitte a fila e soprattutto due ore di una partita giocata mercoledì scorso. Il Napoli veniva da tre vittorie consecutive e da una settimana pulita, anzi, addolcita dalla restituzione dei 2 punti di penalizzazione. Aveva di nuovo la Juve a 3 punti, tornata a 6 sabato sera. Per questo ci aspettavamo una partita diversa, non la pochezza vista per mezz’ora nel primo tempo senza nemmeno un tiro in porta e per buona parte della ripresa. Se non gioco, ci aspettavamo ritmo e intensità dal Napoli che invece ha assecondato la Fiorentina in una sfida a marce basse. Per essere chiari: dopo i 120’ di Coppa Italia, la Fiorentina poteva giocare solo in quel modo (anche se Montella avrebbe dovuto rinfrescare di più la formazione e intervenire con maggiore prontezza nella ripresa, quando Toni non si reggeva più in piedi), il Napoli invece doveva giocare di più. Attaccare di più, provarci con più convinzione. Invece la squadra si era così abituata a una velocità modesta che quando Mazzarri ha messo dentro Insigne ed è passato al 4-2-31, non è più riuscita ad alzare il ritmo e a far valere la sua forza in attacco. Anche Montella si è messo a quattro (Roncaglia a destra, Pasqual e poi Tomovic a sinistra) e gli spazi davanti al Napoli sono nuovamente scomparsi. Sarebbero servite le idee di Hamsik e i guizzi di Insigne, invece è arrivata solo l’occasione di Pandev.

SENZA PIZARRO - Il punto per i viola non è affatto da buttare. Prima di tutto PARATONA DI NETO Goran perché arresta la caduta di questo difficoltoso inizio anno e poi perché continua Pandev, 29 anni, si è visto a tenerli in zona-Europa, anche se il Milan adesso è più vicino. Giocavano negare il gol da Neto (Lapresse) contro il Napoli e non l’hanno mai temuto: come personalità, non è poco. Però non è ancora la Fiorentina del girone d’andata, non ha la brillantezza e nemmeno la scioltezza di una manovra che aveva incantato la gente e trascinato la squadra in zona-Champions. Ha ritrovato la solidità in difesa, ma non la qualità in attacco. Se Cavani ha risolto il problema del Napoli, Jovetic non c’è riuscito nemmeno stavolta: ieri la Fiorentina ha concluso 13 volte, ma solo due nello specchio, segno di una produzione più che sufficiente come quantità, ma non come qualità. E poi c’è l’assenza di Pizarro (ne ha saltate tre e mezzo delle ultime quattro gare) che continua a pesare non solo perché alla squadra manca il ragionamento rapido del cileno, ma anche perché costringe Montella a cercare un rimedio che non ha: non può esserci il sostituto di Pizarro e infatti in quel ruolo Aquilani non ha convinto contro il Napoli così come Migliaccio non aveva convinto contro la Roma.

LA PAPERA DI DE SANCTIS - Si vedeva lontano un miglio che lo 0-0 di Fiorentina-Napoli poteva essere sbloccato o da un gol su palla inattiva o da un episodio strano. Ha prevalso l’ipotesi numero due. Il rinvio di Roncaglia, partito al di là della linea di centrocampo, è rimbalzato nell’area napoletana mentre Britos seguiva Toni e Campagnaro la traiettoria della palla. L’unico che non si sa cosa stesse seguendo era De Sanctis, che è andato a sbattere contro Britos mentre la palla entrava in rete. Per una rete così comica, Roncaglia non ha nemmeno avuto la forza di esultare. In ogni caso era il decimo gol dei difensori viola, dieci su un un totale di 38, più di un quarto di tutta la squadra.

IL GUIZZO DI CAVANI - Dopo la rete dei viola c’è stata finalmente partita. Un quarto d’ora di buona intensità, con una velocità tripla rispetto alla prima mezz’ora. Il Napoli ha pareggiato con un colpo di testa di Cavani su punizione di Hamsik e poi la Fiorentina ha avuto due buone occasioni, tutt’e due con Toni. Ma il secondo tempo è ripiombato nel grigiore. Quaranta minuti di spettacolo scadente (anche da parte di Bergonzi che ha graziato Behrami meritevole del secondo giallo per un fallo su Cuadrado), fino alla prodezza di Neto su colpo di testa da due passi di Pandev. Il pari rispecchiava bene quanto si era (non) visto in campo e forse a questo ha pensato


due passi di Pandev. Il pari rispecchiava bene quanto si era (non) visto in campo e forse a questo ha pensato Aquilani quando, in pieno recupero, ha avuto la palla buona da Cuadrado e l’ha sbagliata. No, troppo giusto il pari. Š riproduzione riservata


L’ANALISI DEL TECNICO VIOLA Montella bacchetta i suoi «A loro basta un’occasione a noi ne servono dieci» di Alessandro Rialti

FIRENZE - Vincenzino Montella promuove la Fiorentina. Perché finalmente ha saputo anche calcolare meglio le forze, perché psicologicamente ha confermato di avere spessore morale anche quando la fortuna le gira le spalle e quando la porta altrui pare diventata stregata. Ha promosso Aquilani che si è dovuto inventare regista con il rischio di rimanere in mezzo a Pandev e Hamsik, promosso l’intero gruppo perché ha confermato di avere voglia di vincere, sempre. Certo, ha poi ricordato con quel suo tono morbido e aguzzo a un tempo, da napoletano di provincia: «Alla squadra di Mazzarri bastano due occasioni e poi Cavani il suo gol lo segna, sempre. A noi per fare un gol di occasioni ce ne vogliono invece almeno dieci».

SONO ORGOGLIOSO - Ma prima della battuta al curaro Montella aveva solo sottolineato la sua soddisfazione «La Fiorentina ha per la risposta della Fiorentina che aveva nelle gambe mostrato carattere ancora i tempi supplementari della battaglia contro la Se il Napoli vuole inseguire il tricolore Roma: «Ultimamente la squadra non ha fatto un gradino deve fare di più» in più, ne ha fatti addirittura due. Ne sono orgoglioso. Ha dimostrato grande qualità morale. Ma anche ottime capacità fisiche. Orgoglioso anche per la crescita dei singoli. Certo, molto è migliorabile ma bisogna ringraziare la società per il lavoro fatto. Ripeto, questa squadra ha un grandissimo carattere». Poi un’altra battuta tagliente, composta per la verità solo di un sorriso e di un: «Non commento». Il tutto riferito al mancato secondo giallo e quindi all’espulsione di Behrami per un fallo di mano che voleva interrompere l’azione.

TANTA QUALITA’ MA RITMI LENTI Qui sopra Marek Hamsik e Alberto Aquilani. In alto l’ex viola Alessandro Gamberini contrasta Luca Toni (Mosca)

RAGIONAMENTO E CALCOLO - A Montella è piaciuta la capacità manifestata dalla squadra di osare e frenarsi a un tempo. Finalmente convinta che non si può sempre e solo attaccare: «In Italia lo può fare solo la Juve e forse neppure sempre la Juve, neppure il Barcellona può avere il predominio del gioco per tutta la partita di tutte le partite. Forse noi credevamo di potercelo permettere». Dribbling sui cori velenosi contro i napoletani: «Non li ho sentiti e comunque in Italia oramai si sentono purtroppo ovunque. A Firenze per la verità tifano sempre solo per la propria squadra». Poi di nuovo sulla gara e sulla prestazione della squadra: «Io vedo con chiarezza una fase di crescita complessiva della squadra. E Jovetic? Lo vedo che si batte e si dibatte, che corre, che accorcia sulla prima punta Toni, che cerca di aiutare i compagni. Certo tutti vorremmo che Stevan segnasse due gol a partita, ma non è così. Comunque lui dà tutto e con calma si prenderà delle grandi soddisfazioni. Lui deve continuare a partecipare così al gioco, a dare tutto se stesso, a rimanere tranquillo e prima o poi sboccerà definitivamente». Dunque, Jovetic bocciolo che ha bisogno di ultimi raggi di sole. «La strada di Stevan è questa, è la strada giusta. Ripeto, lui non è un problema» . Poi torna alla squadra: «Mi sono piaciuti la voglia e il ragionamento calcolato» . Aquilani come Pizarro: «Ovviamente sono diversi, ma Alberto è stato il massimo dell’abnegazione. E’ stato sagacia e sacrificio. Lui può essere in grado di ricoprire tanti ruoli». Una stoccatina anche al Napoli: «Se sono l’anti-Juve? Possono dare fastidio alla Juve ma per lo scudetto forse oggi avrebbero dovuto fare qualcosa in più».

SENZA GOL - Resta però il fatto che gli attaccanti viola non segnano da quattro gare. Non sarà un problema ma c’è bisogno di una riflessione: «Se verrà un attaccante? Cosa ho chiesto? Ripeto sempre le stesse cose, oggi il Napoli ha avuto due occasioni e ha segnato un gol. Noi per fare un gol abbiamo bisogno di dieci occasioni. Insomma non c’è bisogno di uno scienziato per capire» . Finalmente è arrivato Larrondo, basterà? E la voce di Lisandro Lopez che la società viola ha smentito? Vincenzino riutilizza la sua vis comica e risponde: «Lisandro Lopez? No, io preferisco Cavani» .


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Qualche lampo di Hamsik Britos non dà spazio a Toni Neto ha superato l’esame CAVANI DE SANCTIS FIORENTINA Neto 7 - E’ definitivamente sua la porta viola e stavolta la salva con una vera prodezza sul colpo di testa di Pandev. Roncaglia 6,5 - Il gol è un colpo di fortuna, ma è pure il terzo del suo campionato, qualcosa vorrà dire. Gonzalo Rodriguez 6 - Commette errori che stavolta sono veniali. Savic 6,5 - E’ sicuro, attento, preciso, spesso risolutivo. Cuadrado 6,5 - Piazza due assist (per Toni e Aquilani) che meriterebbero più fortuna. Romulo 5 - Sembra tornato quello involuto della stagione scorsa. Aquilani 5,5 - Partendo dal centro, non è Pizarro e non è nemmeno... Aquilani. Borja Valero 6 - Contro la Roma si era caricato la squadra sulle spalle, stavolta va più piano. Pasqual 5,5 - Anche lui avverte la fatica di mercoledì. Jovetic 5,5 - Si muove tanto, ma non sempre bene e soprattutto non fa risaltare la sua qualità. Non segna da 397’. Toni 5,5 - Nel secondo tempo viene sistematicamente anticipato. Montella (all.) 6 - Il punto incoraggia, il gioco un po’ meno. NAPOLI De Sanctis 4 - Forse è l’errore peggiore di tutta la sua carriera, di sicuro è il gol che lo tormenterà di più nelle prossime notti. Quando la palla di Roncaglia piomba nella sua area, non riesce nemmeno ad alzare le braccia. Campagnaro 6 - C’è una sola incertezza nella sua partita, poco dopo la rete viola, quando cincischia fra De Sanctis e Toni che riesce a tirare in porta. Britos 6,5 - E’ molto sicuro, gioca tranquillo e nella ripresa mette fuori partita lo spento Toni. In più è suo il cross, un cross alla Hamsik, che Pandev gira a rete di testa con paratona di Neto.


Gamberini 6 - Torna a Firenze e gioca con molta concentrazione. Esce per un infortunio. L. Insigne (25’ st) 5,5 - Venti minuti leggeri, senza incidere e anche con un paio di errori in fase d’attacco non degni del suo talento. Maggio 5,5 - Duello pari, e grigio, con Pasqual, suo ex compagno viola. Non accelera e non affonda mai. Behrami 6 - I fiorentini fischiano il suo ritorno, lui dà fondo alle migliori risorse atletiche e risolve diverse situazioni ingarbugliate. Dzemaili (11’ st) 5,5 - Entra solo perché Behrami rischia il secondo giallo. Fa poco davvero. Inler 6 - Dà ordine, ma non idee. Zuniga 5,5 - Il duello dei colombiani lo vince Cuadrado che ha più gamba e più guizzi. Il napoletano si vede poco in attacco. Ha solo uno spunto vincente: si procura la punizione da cui nasce il gol di Cavani. Hamsik 6 - Entra ed esce di continuo dalla partita. Il cross, su punizione per Cavani, è degno del suo piede, ma troppo spesso si assenta. Controlla Aquilani, però non si può dire che sia il viola a fargli perdere tempo. Pandev 5,5 - Mai visto per 45’, più reattivo nella ripresa, ma punge davvero una sola volta. Cavani 7 - Un palla-gol, un gol. Percentuale di realizzazione: 100 per cento. 100 come i suoi gol in A. Poi ha un’altra palla non facile da controllare, ma lui ci riesce e la gira sul primo palo dove trova Neto. Cosa si può chiedere di più a questo fenomeno? Mazzarri (all.) 6 - Ci prova nel secondo tempo anche con Insigne, ma la squadra non risponde come dovrebbe. L’arbitro Bergonzi 5 - Errori in serie: non è da ammonizione l’intervento di Behrami su Aquilani; è da secondo giallo il fallo di Behrami su Cuadrado, così come il fallo di Gonzalo Rodriguez su Cavani. a.pol. © riproduzione riservata


FIORENTINA-NAPOLI 1-1 FIORENTINA (3-5-2): Neto 7; Roncaglia 6,5 Gonzalo Rodriguez 6 Savic 6,5; Cuadrado 6,5 Romulo 5 (32’ st Migliaccio sv) Aquilani 5,5 Borja Valero 6 Pasqual 5,5 (37’ st Tomovic sv); Jovetic 5,5 Toni 5,5 (40’ st Ljajic sv). A disposizione: Viviano, Camporese, Pizarro, Capezzi, Llama, Seferovic, Lupatelli. Allenatore: Montella 6 Falli commessi: 19 NAPOLI (3-4-1-2): De Sanctis 4; Campagnaro 6 Britos 6,5 Gamberini 6 (25’ st L. Insigne 5,5); Maggio 5,5 Behrami 6 (11’ st Dzemaili 5,5) Inler 6 Zuniga 5,5; Hamsik 6; Pandev 5,5 Cavani 7. A disposizione: Rosati, Grava, Cannavaro, Fernandez, Uvini, Mesto, Donadel, Armero, El Kaddouri, Calaiò. Allenatore: Mazzarri 6 Falli commessi: 18 ARBITRO: Bergonzi di Genova 5 Guardalinee: Di Fiore e Marzaloni Arbitri d’area: Valeri e Giannoccaro Quarto uomo: Maggiani MARCATORI: 33’ pt Roncaglia (F), 42’ pt Cavani (N) AMMONITI: Behrami (N), Gamberini (N), Toni (F), Inler (N), Savic (F), Gonzalo Rodriguez (F) per gioco falloso NOTE: Spettatori paganti 15.996 per un incasso ai botteghini di euro 385.098. Abbonati 12.636 per una quota di euro 176.703. Voucher 834 per una quota di euro 6.802. Angoli: 4-3 per la Fiorentina. Minuti di recupero: 1’ pt, 4’ st


di Edmondo Pinna

Behrami e Rodriguez graziati dal doppio giallo ROMA - Male Bergonzi, non è un caso che l’Uefa lo abbia retrocesso dalla seconda alla terza categoria ad inizio gennaio. PRIMO TEMPO - Britos su Toni in area: l’attaccante cerca la posizione, il difensore tiene l’anticipo, l’arbitro opta per il “concorso di colpa”. Behrami salta con Aquilani, intervento duro ma non cattivo, non ci sono colpi proibiti particolari: Bergonzi ammonisce Behrami, sbaglia. Tocco con spalla-petto destro, non col braccio: giusto non dare il secondo giallo a Behrami. Sull’1-0 il napoli si lamenta del fallo laterale, le immagini non chiariscono se l’ultimo tocco sia di Romulo o di Inler. SECONDO TEMPO - Graziato, stavolta sì, Behrami: in ritardo su Cuadrado foto Sky in alto). Fermato Pandev in off side era solo davanti a Neto): non c’è, lo tiene in gioco Savic. Graziato pure Rodriguez: c’è il calcione a Cavani (foto Sky sotto). Jovetic in off side: molto dubbio, forse in linea con Brios. © riproduzione riservata


«Napoli, a me il punto va bene» «E’ vero, potevamo ottenere di più, in fondo il gol ce lo siamo fatti da soli. Bravo Montella» Dall’inviato Antonio Giordano FIRENZE - Meno cinque: però non c’è freddo, anzi un tiepido calore espresso dalla comprensione. Meno cinque: Madame è di nuovo a due partite di distanza, ma ne restano diciassette e Firenze e la Fiorentina sono archiviate, con un pari che addirittura scalda, che allunga la striscia positiva a quattro gare, che induce ancora a sbirciare in alto: perché il gioco continua... Il bicchiere di Mazzarri com’è? «Mezzo pieno, perché abbiamo ottenuto un pareggio sul campo di una squadra che in casa sua ha fermato anche «La Fiorentina, in la Juventus. E poi erano arrabbiati, determinati, venivano casa, ha fermato da tre sconfitte». anche la Juventus Era arrabbiata e determinata...»

E in quel bicchiere mezzo vuoto cosa c’è: aria? «Un pizzico di delusione, perché il loro gol ce lo siamo fatti da soli ed in maniera balorda. E’ stato un incidente e chi fa calcio sa che queste cose succedono. Volendomi concedere una battuta, potrei dire che la Fiorentina ha segnato senza aver mai tirato in porta, nel primo tempo». Non un gran spettacolo, stavolta. «Invece a me la gara è piaciuta, perche tutte e due abbiamo cercato di vincerla. Poi a volte ci si diverte di più, la manovra riesce ad essere più ariosa e le occasioni si sprecano. Ma nel complesso c’è stato equilibrio».

SEMPRE A DARE CONSIGLI Walter Mazzarri richiama la squadra a maggior calma e attenzione per recuperare lo svantaggio dopo il gol di Roncaglia senza esporsi al contropiede della squadra viola Con il pareggio di Firenze gli azzurri hanno perso contatto con la capolista Juventus pur restando agganciati alla Lazio, l’altra inseguitrice (Getty Images)

Il merito del suo Napoli? «Aver inardito le fonti di gioco della Fiorentina, alla quale è stata sempre riconosciuta una notevole capacità di palleggio. Con noi hanno avuto difficolta, abbiamo concesso nulla, la fase passiva direi che è stata quasi perfetta». Il demerito? «Volevamo chiuderla nella ripresa, quando abbiamo cambiato atteggiamento. E invece è venuta meno la scintilla. Ci eravamo messi a quattro, ho infilato Insigne per dare maggiore consistenza al peso offensivo: i primi cinque minuti sono stati in linea con il progetto, poi ci siamo sgonfiati». L’impressione è che «allargando» il Napoli, dandogli «ampiezza», la forza offensiva aumenti: e per far ciò, non è necessario giocare con tre punte più Hamsik. «Volevamo provare questo sistema, che altre volte ci ha permesso di riprendere le partite in corsa, e poi tenevo pronto Cannavaro per risistemarci in difesa a tre. Ma ho capito dopo «Nella ripresa noi un po’ che non riuscivamo a fare quello che volevamo: le domeniche non sono tutte volevamo chiudere uguali, ci sono avversari che incidono e umori che mutano. Ma a me il punto va bene». la partita, ma ci è mancata nel finale la scintilla giusta»

Finita una trasferta, ne comincia un’altra. «E su un campo altrettanto difficile, contro questo Parma che sta dimostrando di avere contenuti. Io spero di fare ancora meglio, di riprenderci quel qualcosa che probabilmente abbiamo lasciato. Però ricordo che rispetto alla passata stagione abbiamo sempre tredici punti in più e che comunque non mi accontento di questo dato statistico. Intendiamo migliorare, tutti. E il campionato è ancora lungo». Mercato chiuso? «Se dovesse esserci qualche occasione per uno scambio, saremmo vigili. Ma noi numericamente stiamo bene, abbiamo uomini in abbondanza in ogni settore. Bisogna solo crescere, maturare, sfruttare certe circostanze. L’ultima mezz’ora, ad esempio, potevamo fare di più, perché le nostre occasioni clamorose le abbiamo create». Infatti, la Fiorentina sembrava umanamente «cotta». «Erano stanchi, avevano giocato anche in coppa Italia, e poi aveva pressato tanto nella fase iniziale. Hanno


respirato un po’ ma hanno ripreso bene, invece». Su Cavani si è detto tutto. «Che continui così...». La Fiorentina le piace . «Mi piace il modo in cui Montella interpreta il calcio e la sua squadra mi ricorda in qualche modo la mia Sampdoria, quella nella quale c’era anche Vincenzino, che sfiorò la Champions. E i viola mi sembrano addirittura più forti. Ma non chiedetemi se Montella stia sfruttando qualche mio insegnamento, questo solo lui può dirvelo». © riproduzione riservata


IL MERCATO Intanto per Radosevic sfida aperta con il Parma Dall'inviato FIRENZE - Però non è finito ancora: perché tra le pieghe d'un mercato apparentemente chiuso, qualcosa può ancora accadere. Può succedere, ad esempio, che il progetto-prospettico decolli, in fretta, magari sin da oggi, dando una spallata alla concorrenza del Parma per portare a Castelvolturno Josip Radosevic (19), mediano e stellina dell'Hajduk Spalato che di suo ha già deciso, avendo scelto il Napoli. E' un ni che può diventare un sì in tempi brevissimi, è un affare che sembra scritto ma che ha bisogno ancora di un'offerta al club: la volontà del calciatore è servita per prepararsi il terreno, ma si parte dai tre milioni offerti dal Parma e si va al braccio di ferro. Ma sì che non s'è ancora conclusa questa tornata della fiera dei sogni, perché allo stato attuale c'è abbondanza (difensiva) in organico e Bruno Uvini, una promessa da mantenere, ha la voglia matta di mostrare d'aver qualità per non sfigurare: potrebbe farlo in Brasile ma ha qualche estimatore pure in Italia, tra Siena e la Genova doriana.

Il ds Riccardo Bigon non molla la pista croata

VITE DA MEDIANI - E' vero, non c'è più la tensione delle settimane scorse, avendo recuperato Cannavaro e Grava, ma esistono comunque strategie da pianificare e dialoghi da avviare: con il Racing Avellaneda, non s'è mai smesso di parlare di Bruno Zuculini (19), un cervellone che sta spopolando e che rientra tra i profili richiesti da De Laurentiis, Bigon e Mazzarri. Ma c'è tempo e se ne riparlerà. Come si avrà modo di esplorare con cura l'universo difensivo, andando alla ricerca dell'erede di Campagnaro con tanto di caratteristiche e di dettagli sui costi: Andreolli (27 a giugno) fra sei mesi si svincolerà a parametro zero, mentre Neto (che a maggio ne compirà ventiquattro) avrà bisogno di ulteriori relazioni e soprattutto di un'aggiustatina sul prezzo, ritenuto elevatissimo. L'attenzione, in una settimana teoricamente piatta, è però concentrata su Radosevic, che a Bigon ha tolto pure il sonno e che in Emilia, a, Tardini e nei dintorni, faranno l'impossibile per riuscire a strappare alla concorrenza: Parma-Napoli è già cominciata e non ce ne siamo accorti. ant. gio. © riproduzione riservata


Per il tecnico quarta stagione con il Napoli Sono 4 le stagioni di Walter Mazzarri sulla panchina del Napoli. Nel suo primo anno, il tecnico di san Vincenzo ha conquistato la qualificazione in Europa League; nella seconda, terzo posto e ammissione in Champions; nella terza, vittoria in coppa Italia e anche Champions


E per lui 128 panchine in azzurro Sono 128 le panchine di Walter Mazzarri in campionato con il Napoli. Quello di Firenze, ieri, è il trentesimo pareggio. Sono invece sessantatrÊ i successi conseguiti dall'allenatore toscano da quando allena la squadra azzurra


LA SQUADRA LIGURE E’ TERZULTIMA IN CLASSIFICA Genoa, via Del Neri: torna Ballardini GENOVA - E’ costata a caro prezzo a Gigi Del Neri la sconfitta interna del Genoa contro il Catania. Il tecnico di Aquileia, infatti, al termine della gara è stato sollevato dall'incarico e sostituito in panchina da Davide Ballardini, una vecchia conoscenza per la Genova rossoblù. Nella sua gestione, durata tredici partite, Del Neri ha conquistato appena otto punti, frutto di due pareggi e altrettante vittorie. Ben nove, invece, le sconfitte, alcune molto brucianti come quella nel derby. In altre circostanze l'ex mister di Atalanta, Juventus e Sampdoria era stato in bilico, ma la La sesta sconfitta società gli aveva sempre rinnovato la fiducia. Anche le casalinga porta a prime mosse di mercato erano andate in questa un altro cambio sulla panchina dei direzione, come dimostra l'ingaggio di un suo fedelissimo rossoblù Il nuovo come il difensore Thomas Manfredini e l'acquisto di tecnico esordirà in un'ala destra (Nadarevic) per adottare con i giusti Ballardini al Genoa nella casa della Juve e stagione 2010-11 poi ospiterà la Lazio interpreti il suo tradizionale 4-4-2. L'inatteso ko casalingo contro i ragazzi di Maran, però, è stato il classico punto di non ritorno. Il Genoa, infatti, occupa la terz'ultima posizione, a tre punti di distacco dalla salvezza. E dire che appena quattro giorni fa, il presidente rossoblù Enrico Preziosi aveva parlato di «fiducia eterna» in Del Neri. Un'affermazione troppo impegnativa, considerando la repentina fine del rapporto. TIFOSERIE A FAVORE - Adesso spetterà a Davide Ballardini, ben visto dalla tifoseria e dai senatori del Genoa, provare a riportare la squadra in acque tranquille. Per lui si tratta di un ritorno, visto che nella stagione 2010-11 era subentrato a Gian Piero Gasperini, consentendo al Grifone di inanellare una importante serie di risultati positivi e di conquistare la salvezza con largo anticipo. Il tecnico romagnolo è il terzo allenatore della stagione del Genoa. Prima di Del Neri, infatti, il timone della squadra era stato messo nelle mani di Gigi De Canio che, tuttavia aveva tenuto un ruolino di marcia più che dignitoso, restando lontano dalle zone basse della classifica. Con ogni probabilità, Ballardini riproporrà il 4-3-1-2, e a tal proposito sarà da valutare la posizione di Jorquera, che sembrava destinato a partire e che invece potrebbe ricoprire a dovere il ruolo di trequartista. Da capire anche se verrà formalizzato l'acquisto di Ziegler o se invece il nuovo allenatore preferirà avere rinforzi in altri reparti. IN SALITA - Il calendario non sembra, però, salutare nel migliore dei modi il ritorno dell'ex mister di Lazio e Cagliari. Sabato, infatti, il Genoa andrà a far visita alla capolista Juventus, mentre la settimana successiva ospiterà proprio la Lazio. Dopo queste due partite, per il Grifone inizierà un nuovo campionato. Ass


Pulvirenti fa festa e attacca Agnelli: «Zitella isterica!» GENOVA - Più che il bel successo sul Genoa, in casa Catania tiene banco la fresca rielezione di Maurizio Beretta a capo della Lega di serie A. Il presidente del club etneo, Antonino Pulvirenti, nominato consigliere federale, il quale dai microfoni di Sky risponde così ad Andrea Agnelli, numero uno della Juventus: «Le sue parole sulla mia nomina? Sono state più che altro una provocazione. Ha agito come una zitella isterica, e in astinenza. Agnelli dice che in Lega non mi si vedeva da 10 anni? Una provocazione», ha poi aggiunto. «Piuttosto è stato il suo atteggiamento durante l'assemblea a risultare «Comportamento strano. Dice che non è rappresentata in Lega la maggioranza del calcio? Quattordici strano il suo durante società su 20 mi sembrano una bella maggioranza». l’assemblea di Lega» Maran: «Più lontani dalla zona calda»

SEGNALE FORTE - Rolando Maran si presenta in sala stampa con la consapevolezza di aver fornito, assieme al suo Catania, un segnale forte al campionato. La squadra rossazzurra, infatti, seppur priva di giocatori importanti come Almiron, Legrottaglie e Marchese, si è presentata al «Ferraris» con l'intenzione di non snaturare il proprio gioco e di cercare comunque il bottino pieno contro una pericolante di blasone come il Genoa. «Giocavamo contro la terz'ultima in classifica - ricorda - e aver vinto ci consente di allungare sulle squadre in lotta per non retrocedere, e questo è senza dubbio uno degli aspetti più importanti. Certo, un pizzico di sofferenza ci poteva stare, ma il modo con cui abbiamo ottenuto il risultato mi rende ulteriormente soddisfatto. Non abbiamo mai rinunciato a fare gioco e più di difendere il gol di vantaggio la nostra preoccupazione è stata quella di chiudere la partita. Avremmo potuto riuscirci prima, ma alla fine è arrivato anche il gol del 2-0, premiando così i nostri sforzi e il nostro atteggiamento propositivo». QUALITA’ TECNICHE - Il Catania è senza dubbio una squadra tecnica, che fa della velocità dei suoi attaccanti una delle sue doti migliori, ma guai a parlare a Maran di squadra disegnata per giocare di rimessa. «Tante volte si rischia di confondere una verticalizzazione con una ripartenza - mette in guardia Maran - In occasione del primo gol, abbiamo fatto due fraseggi nella metà campo avversaria prima di presentarci in area con Gomez e Bergessio. Il secondo gol, invece, è stato segnato con ben cinque nostri giocatori nell'area del Genoa e, di conseguenza, con una partecipazione offensiva quasi totale. Ciò conferma la predisposizione della mia squadra a provare a far male all'avversario in qualunque momento della partita». Ass


LA PARTITA Bergessio e Barrientos il Catania sogna l’Europa GENOVA - Il Catania sogna l'Europa, il Genoa fa i conti con l'incubo della retrocessione. La partita del «Ferraris» mette in mostra due squadre che attraversano uno stato di forma completamente diverso. I padroni di casa allo sbando e senza idee, gli ospiti in possesso di numerose armi letali, dall'organizzazione di gioco, alla velocità, senza dimenticare le notevoli doti tecniche individuali. Ne scaturisce una gara ben interpretata solo dagli ospiti, e vinta meritatamente con i gol di Bergessio e Barrientos. Per il Genoa, invece, è notte fonda e, alla luce del calendario, che presenta alle porte Juventus e Lazio, la rincorsa salvezza si complica ulteriormente. GENOA NO, CATANIA SI’ - La partita si vivacizza immediatamente e, dopo 40” dal fischio d'inizio, Borriello si rende molto pericoloso con un colpo di testa da posizione favorevole che esce di un soffio. Il Catania, invece, non ha bisogno di fare le prove generali per festeggiare il gol del vantaggio: sugli sviluppi di un'azione di contropiede, Izco serve in profondità Gomez che, entrato in area, appoggia il pallone a Bergessio: per il forte attaccante è un gioco da ragazzi appoggiare il pallone alle spalle di Frey. Non trascorre neppure un altro minuto e il Grifone si divora una gigantesca chance per ristabilire l'immediata parità: sul perfetto cross dalla destra di Sampirisi, però, Borriello calcia incredibilmente alto da una manciata di centimetri. L'intesa tra i due si conferma al 22', con il suggerimento dell'esterno siciliano per l'ex romanista, ma questa volta è bravo Andujar a distendersi e a deviare in corner. La formazione ospite si rivede alla mezz'ora con una velenosa parabola di Gomez dal limite che sorvola la traversa e con un tiro cross di Castro su cui si fonda Bergessio arrivando in ritardo all'appuntamento con il pallone. GENOA, ANCHE IL PALO - Nella ripresa il Genoa parte subito forte e sfiora l'1-1 al termine di un bel fraseggio tra Borriello e Immobile, con il tiro di quest'ultimo, complice una deviazione di Capuano, che si stampa sul palo. Sul ribaltamento di fronte, un errore in disimpegno di Sampirisi consente a Gomez di trovarsi a tu per tu con Frey, seppure da posizione decentrata. Il numero uno francese copre il primo palo e si rifugia in corner. Il Catania gestisce bene il pallone e riduce al minimo i rischi, concedendo solo qualche calcio d'angolo. L'ingresso di Biagianti (fuori Paglialunga) ha l'effetto di dare più geometrie al gioco siciliano, e tutta la squadra ne beneficia. Se il Genoa spinge senza costrutto, gli ospiti fanno paura agli avversari ogni volta che spingono con maggior convinzione. L'esempio più lampante è quello del 27', quando Bergessio elude la tattica del fuorigioco, macina metri indisturbato e, a tu per tu con Frey si divora la gigantesca palla gol calciando addosso al portiere in uscita. COLPO DEL KO - Il Genoa perde energie e lucidità, e cerca il jolly con un paio di tiri di Kucka dalla distanza da dimenticare. I ragazzi di Maran, invece, mantengono i nervi saldi, e al terzo tentativo riescono a mettere in cassaforte i tre punti. Una ripartenza da manuale, 5 contro 3, consente a Izco di imbeccare Barrientos che, da destra, lascia partire un diagonale che inganna Frey. E’ il gol che fa esplodere di gioia gli ospiti e che manda in bestia i tifosi rossoblù, in aperta contestazione con squadra e società. Ass


GENOA-CATANIA 0-2 GENOA (4-4-2): S. Frey 6; Sampirisi 5 (4' st Rossi 6) Granqvist 5,5 Manfredini 5,5 Moretti 6; Olivera 5 (12' st Floro Flores 5) Kucka 6 Matuzalem 5,5 Antonelli 6; Immobile 5,5 (25' st Nadarevic 6) Borriello 5. A disp. Donnarumma, Zima, Bovo, Bertolacci, Said. All. Del Neri 5. Falli commessi: 11. CATANIA (4-3-3): Andujar 6,5; P. Alvarez 6 Bellusci 6 Spolli 6,5 C. Capuano 6,5; Barrientos 7 Izco 7 Paglialunga 6,5 (23' st Biagianti 6); Castro 7 Bergessio 7 Gomez 7 (34' st Ricchiuti sv). A disp. Frison, Terracciano, Potenza, Rolin, Augustyn, Keko, Salifu, Doukara. All. Maran 7. Falli commessi: 16. ARBITRO: Rizzoli di Bologna 6,5. Arbitri d'area: Guida e Pinzani. Guardalinee: Faverani e Preti. Quarto uomo: Cariolato. MARCATORI: 4' pt Bergessio, 42' st Barrientos. ASSIST: Gomez. AMMONITI: Matuzalem (G), Bergessio (C) per gioco falloso. NOTE: spettatori paganti 562, abbonati 16.755, per un incasso complessivo di 178.705 euro. Corner: 6-3 per il Genoa. Recupero: 1' pt, 3' st.


di Edmondo Pinna

Regolare lo 0-1 di Bergessio Bellusci di spalla: non è rigore ROMA - Non dispiace la partita di Rizzoli a Genoa, negli episodi più controversi vede bene lui o si affida ai suoi assistenti. Che non sbagliano. PRIMO TEMPO - E’ regolare il gol dello 0-1: quando Barrientos lancia lungo per Gomez, quest’ultimo è tenuto in gioco da Manfredini (foto Sky), in questo momento in posizione non punibile di fuorigioco c’è Bergessio; poi lo stesso Gomez serve Bergessio, che è dietro la linea del pallone. Bergessio per due volte si trova a contatto con Manfredini a gomiti larghi, in entrambi i casi sembrano più frutto della dinamica dell’azione. SECONDO TEMPO - Alvarez interviene su Immobile, tocca prima il pallone. Protesta ancora il Genoa che chiede un rigore, ma il tiro-cross di Immobile finisce sulla spalla destra di Bellusci, non sul braccio. © riproduzione riservata


IZCO: CATANIA SENZA LIMITI «Prestazione perfetta. Non fermiamoci più» GENOVA - Una prestazione impeccabile, una vittoria limpida e meritata nonostante le diverse e pesanti assenze. Il Catania fa festa, e i motivi non mancano, a partire dalla classifica fino ad arrivare ai progressi costanti sotto il profilo del gioco e della gestione della partita.

IZCO PROTAGONISTA - Tra i più convincenti protagonisti dell'affermazione al "Ferraris" contro il Genoa spicca Mariano Izco, che ha messo lo zampino in entrambi i gol e che ha preso per «Il primo obiettivo mano la squadra dal primo minuto fino al triplice fischio. rimane la salvezza «Vincere in trasferta è molto importante - conferma il Ma subito dopo verificheremo le centrocampista - e riuscirci attraverso una prova così nostre ambizioni» convincente ci rende ancora più felici. Adesso, però, dobbiamo continuare sulla strada imboccata e cercare di ripeterci con continuità. Sono convinto che questa squadra disponga dei mezzi per arrivare in alto. Il traguardo che ci siamo prefissati è quello di raggiungere al più presto quota quaranta punti, poi valuteremo la classifica per capire fin dove ci si potrà spingere. La qualificazione all'Europa League? A chi non farebbe piacere. Al momento, però, preferisco non illudermi e badare al concreto». ONORE AL GRUPPO - Izco desidera dividere i suoi indiscutibili meriti con i compagni e con il tecnico Maran, a conferma che una delle forze della formazione etnea è proprio il gruppo. «Mi sono trovato bene a giocare al fianco di Castro e Paglialunga - rimarca l'argentino - ma il nostro successo è in primo luogo merito del mister: quel che lui mi dice di fare, io lo metto in pratica in quanto ho grandissima stima e massima fiducia nei suoi confronti».

ABBRACCIO A MARASSI Di lato Izco e Barrientos si abbracciano dopo il blitz a Marassi che conferma l’ottima stagione degli etnei allenati da Maran (foto in basso). La vittoria contro il Genoa ha ancora più valore perché ottenuta nonostante le assenze per squalifica di Legrottaglie e Lodi (LaPresse)

CAPUANO SUPER - Anche Ciro Capuano si dichiara soddisfatto ma non troppo sorpreso del risultato della partita di Genova. «Ho creduto sin dall'inizio in questa vittoria - dichiara Capuano: «Vittoria il difensore - e le cose sono andate nel migliore dei modi possibili. L'aspetto più cercata, sottolinea la forza del gruppo» importante è stato quello di essere riusciti a rimanere concentrati per tutti i novanta Alvarez: «Non ci minuti. Il nostro è uno spogliatoio molto solido, e anche grazie a questo fattore stiamo accontenteremo» raccogliendo risultati notevoli. Inoltre siamo riusciti sempre ad adattarci ai cambi di modulo applicati dall'allenatore del Genoa Del Neri senza nessuna difficoltà; siamo una squadra tecnica e ancora una volta lo abbiamo dimostrato. Adesso, però, non vogliamo buttare via quanto ci siamo conquistati, e il nostro scopo è quello di provare a far sognare un'intera città». CI CREDE ANCHE PABLO - Concetti condivisi e ribaditi dall'esterno destro Pablo Alvarez: «Abbiamo disputato una grande gara ottenendo un ottimo risultato. Per noi difensori quando una partita finisce con zero gol subiti è sempre una grandissima soddisfazione. Che dire del gruppo: è meraviglioso, versatile e molto compatto. Ringrazio il mister per la fiducia che dimostra sempre in me. L'obiettivo che mi piacerebbe raggiungere è quello di arrivare a 50 punti. Non mi è mai piaciuto accontentarmi e non lo farò certo questa volta in cui milito in una squadra che può pensare in grande». Ass


Izco non sbaglia niente Gomez, corsa e genialità Borriello è da dimenticare IZCO BORRIELLO GENOA FREY 6 - Incolpevole sul primo gol, piuttosto goffo sul secondo. Evita un passivo più pesante. SAMPIRISI 5 - Disorientato. Dalle sue parti il Catania sfonda con facilità. Bene solo in occasione di un paio di cross. ROSSI 6 (DAL 4' ST) - Cerca di mettere un po' d'ordine a centrocampo. GRANQVIST 5,5 - Si fa rispettare solo sui palloni alti. MANFREDINI 5,5 - Si difende con l'esperienza, ma non basta. MORETTI 6 - La solita prestazione concreta e generosa. OLIVERA 5 - Primo tempo da dimenticare. Inizia meglio la ripresa, ma viene avvicendato. FLORO FLORES 5 (DAL 12' ST) - Litiga col pallone mostrando una condizione di forma precaria. KUCKA 6 - Non tira mai indietro la gamba, ma è troppo impreciso. MATUZALEM 5,5 - Da un giocatore del suo valore sarebbe lecito attendersi maggior personalità. ANTONELLI 6 - Va a corrente alternata. Non fa comunque mancare il suo apporto. IMMOBILE 5,5 - Raramente riesce ad arrivare al tiro, e spesso sbaglia l'ultimo passaggio. NADAREVIC 6 (DAL 25' ST) - Debutto complicato. Da rivedere. BORRIELLO 5 - La brutta copia del bomber apprezzato nelle ultime stagioni. Sbaglia due gol clamorosi. DEL NERI 5 (ALL.) - La sua mano non si vede ancora, e questo è il dato più preoccupante. Incomprensibili le sostituzioni. CATANIA ANDUJAR 6,5 - Poco impegnato, si fa comunque trovare sempre pronto. Bravo su Borriello e in un paio di uscite alte. ALVAREZ 6 - Non si limita a coprire, ma fornisce un buon contributo anche in fase di spinta. BELLUSCI 6 - Qualche sbavatura non rovina una prestazione comunque convincente. SPOLLI 6,5 - Si fa valere più con il fisico che con il senso tattico. CAPUANO 6,5 - La deviazione sul tiro di Immobile vale quanto un gol. Poco appariscente ma di grande sostanza. BARRIENTOS 7 - Gioca in posizione più arretrata rispetto al solito, anche se non disdegna di inserirsi in avanti. IZCO 7 - Il vero protagonista della partita. Non sbaglia un passaggio e dai suoi piedi partono le azioni più pericolose. PAGLIALUNGA 6,5 - Giocatore duttile che può fare bene anche in prospettiva futura. BIAGIANTI 6 (DAL 23' ST) - Entra subito in partita mettendo al servizio della squadra geometrie e robustezza. CASTRO 7 - Quando il Catania riparte in contropiede, è sempre nella condizione di creare superiorità numerica. BERGESSIO 7 - Conferma le doti da bomber di area di rigore. GOMEZ 7 - Mette alle corde i difensori del Genoa con continue accelerazioni e giocate di classe. RICCHIUTI (DAL 34' ST) sv MARAN 7 (ALL.) - Nonostante le pesanti assenze, mette in campo una squadra equilibrata e compatta. L’arbitro RIZZOLI 6,5 - Partita facile diretta con autorità. Non sbaglia quasi nulla.


5Âş gol al Genoa vittima preferita di Bergessio Ieri il quinto gol di Gonzalo Ruben Bergessio al Genoa, il primo a Marassi. In precedenza, al Massimino, le reti nel 2-1 del 27 febbraio 2011, nel 4-0 del 12 febbraio 2012 e la doppietta nel 3-2 dell'andata, lo scorso 2 settembre. L'argentino ha segnato finora 19 gol in serie A ed ha giĂ eguagliato il suo record di sette reti dello scorso torneo: 5 i gol nelle 13 presenze nel 2010/11, 7 nelle 34 partite del 2011/12 e 7 in queste prime 18 presenze stagionali. Le altre sue vittime: due gol al Siena ed al Parma ed uno a testa a Palermo, Cagliari, Brescia, Roma, Juventus, Lazio, Napoli, Lecce e Novara.


SIENA-SAMPDORIA 1-0 SIENA (3-4-2-1): Pegolo 6; Neto 6,5 Contini 6 Felipe 6; Angelo 6 Della Rocca 5,5 Vergassola 6 Rubin 6; Reginaldo 6,5 (36' st Bolzoni sv) Rosina 6 (25' st Sestu 6,5); Paolucci 5,5 (19' st Bogdani 7). A disp. Farelli, Del Grosso, Coppola, Valiani, Dellafiore, Verre, Belmonte, Paci, Mannini. All. Iachini 6,5. Falli commessi: 17 SAMPDORIA (4-4-2): Romero 5,5; De Silvestri 5 (40' st Munari sv) Palombo 6 Gastaldello 5,5 Costa 5,5; Estigarribia 5 (32' st Savic sv) Obiang 6 Krsticic 5 Poli 6; Eder 5 (20' st Soriano 5,5) Icardi 5. A disp. Da Costa, Berni, Renan, Castellini, Mustafi, Tissone, Berardi, Poulsen, Rossini. All. D. Rossi 5. Falli commessi: 9 ARBITRO: Russo di Nola 6. Guardalinee: Giachero e Rubino. Quarto uomo: Passeri di Gubbio. Arbitri d’area: Giacomelli e Pasqua. MARCATORI: 26' st Bogdani. ASSIST: Sestu. AMMONITI: Bogdani (Si), Sestu (Si), Rubin (Si). NOTE: paganti 1092, abbonati 6869, incasso totale di 61.958 euro. Angoli 8-2 per il Siena. Allontanato al 48’ st Iachini.Recuperi: 2' pt, 4' st.


LE PAGELLE Astori è una garanzia Sau ha un’altra marcia Canini, l’autogol dell’ex

SAU GIORGI ATALANTA CONSIGLI 6 - Dopo la beffa di Canini, ordinaria amministrazione: brividi quando gli sfugge un pallone. FERRI 6 - L'incertezza che innesca Ibarbo è l'unica macchia della sua domenica. CANINI 5 - Pasticcione, non sfortunato, quando inganna il povero Consigli. STENDARDO 6,5 - Cattura un'infinità di palloni e scaraventa in rete quello del pareggio. BRIVIO 5,5 - Arranca dietro Sau in occasione del vantaggio sardo, impatta nel duello con Pisano. GIORGI 4,5 - Manca il pareggio, sbaglia diversi passaggi e incappa nell'espulsione. CIGARINI 6 - Diligente, ma non accende mai l'azione. BIONDINI 6,5 - Cresce a vista d'occhio, prezioso in interdizione. MORALEZ 5,5 - Si muove tanto, spesso a vuoto. PARRA (10' ST) 6,5 - Il suo ingresso aggiunge carattere, non solo fisicità. BONAVENTURA 6,5 - Tra i più attivi. Rende di più quando resta solo alle spalle delle punte. DENIS 5 - Si sbatte, però non incide. COLANTUONO (ALL.) 6 - Cambia opportunamente disegno tattico. CAGLIARI AGAZZI 6,5 - Bergamasco di Ponte San Pietro, doma l'emozione contro la squadra in cui è cresciuto. Splendido su Bonaventura. PISANO 6 - Presidio scrupoloso, centellina le discese anche per evitare sovrapposizioni con Ibarbo.


ROSSETTINI 6 - Copre bene la zona, cavandosela con mestiere. ASTORI 7 - Solido e autoritario, scava trincee e riparte con eleganza. AVELAR 6 - Buon lavoro in copertura, spinta morbida. DESSENA 6 - Nessun bagliore, tesse bene il gioco. CONTI 6,5 - Ottimo nel contrasto. Bella ma pretestuosa la rovesciata nel finale. EKDAL 6,5 - Non si nota, ma la sua ricucitura è utilissima. NAINGGOLAN 6,5 - Soffre a tratti quando incrocia Cigarini, ma rimane l'anima del Cagliari. SAU 7 - Una sua discesa propizia l'autogol di Canini. E' pungente in contropiede e costruttivo nel dialogo, esce piegato dalla fatica e acciaccato per una botta. PINILLA (24' ST) 6 - Scongelato, provoca l'espulsione di Giorgi. IBARBO 6,5 - Devastante quando interpeta le ripartenze e slalomeggia, a volte però pecca d'egoismo. PULGA-LOPEZ (ALL.) 6,5 - Prestazione incoraggiante e punto utile: il momento buio è ormai alle spalle. L'arbitro TAGLIAVENTO 6 - Direzione tranquilla, giusta l'espulsione. a.bar.


ATALANTA-CAGLIARI 1-1 ATALANTA (4-3-2-1): Consigli 6; Ferri 6 Canini 5 Stendardo 6,5 Brivio 5,5; Giorgi 4,5 Cigarini 6 Biondini 6,5 (28' st Cazzola sv); Moralez 5,5 (10' st Parra 6,5) Bonaventura 6,5; Denis 5 (46' st Radovanvic sv) A disp. Polito, Frezzolini, Troisi, Scozzarella, Matheu, Ferreira Pinto, De Luca, Milesi. All. Colantuono 6 Falli commessi: 12 CAGLIARI (4-3-1-2): Agazzi 6,5; F. Pisano 6 Rossettini 6 Astori 7 Avelar 6; Dessena 6 Conti 6,5 Ekdal 6,5 (33' st Thiago Ribero sv); Nainggolan 6,5; Sau 7 (24' st Pinilla 6) Ibarbo 6,5. A disp.: Avramov, Perico, Murru, Casarini, Del Fabro. All.: Pulga-Lopez 6,5 Falli commessi: 13 ARBITRO: Tagliavento di Terni 6 Guardalinee: Niccolai e Altomare Quarto uomo: Stefani Arbitri d'area: Massa e Di Bello MARCATORI: 2' pt Canini (A) aut., 13' st Stendardo (A) ESPULSO: Giorgi (A) per doppia ammonizione al 30' st AMMONITI: Ekdal (C), Denis (A) e Avelar (C) per gioco falloso. NOTE: spettatori paganti 3.974, abbonati 10.052, incasso totale di 144.127,64 euro. Angoli 7-2 per l'Atalanta. Recupero: pt 0, st 3'


«TUTTI UNITI PER IL CAGLIARI» Un punto a Bergamo e la promessa di Nainggolan: «Non vado via» Dall'inviato Antonio Barillà BERGAMO - « Credo che il pareggio sia il risultato più giusto: l'unico rammarico è l'ennesimo gol subìto su palla inattiva, difficilmente l'Atalanta sarebbe riuscita a segnare ». Ivo Pulga non indugia sul vantaggio fulmineo, sui contropiede ficcanti ma spesso murati, sulla superiorità numerica finale, guarda piuttosto il lato positivo del pareggio ottenuto in casa di una diretta concorrente: « Con un campo migliore, le nostre ripartenze sarebbero sicuramente state più decisive, ma va bene così: fare punti a Bergamo è sempre difficile e siamo contenti di esserci riusciti attraverso una bella prestazione. E' nella nostra indole, non saremmo capaci Anche Astori si di fare barricate ». toglie dal mercato:

L’autogol di Canini, un ex rossoblù: la palla non è ancora entrata e Biondini, sulla destra, altro giocatore con un passato nel Cagliari, già impreca mentre Sau comincia ad esultare (LaPresse)

«Ho solo un obiettivo, quello di aiutare la squadra a rimanere in serie A»

EPISODI - Già, il campo: inzuppato e pesante, nonostante le serpentine, a causa della neve che ha messo a repentaglio la partita. Il Gos ha effettuato un paio di sopralluoghi prima di dare il via libera, temendo che si potesse formare del ghiaccio sulle tribune: per consentire di metterle in sicurezza, il fischio d'inizio è slittato di mezz'ora. « Crisi superata? - continua Pulga - a dire il vero eravamo stati sempre all'altezza, ma nell'ultimo periodo alcuni episodi ed errori ci avevano ingiustamente punito. La convinzione c'è e i ragazzi non si risparmiano: adesso prepariamoci alla partita con il Palermo, fondamentale. Tornare all'Is Arenas ci darà una grossa forza ». MERCATO - Inevitabile parlare di mercato: « Se tutti vogliono i nostri giocatori, significa che ci stiamo muovendo nel modo giusto: mi auguro che nessuno vada via, perché sono grandi professionisti ». Sul tema, intervengono anche i protagonisti. « Resto al cento per cento... » rassicura Radja Nainggolan, mentre Davide Astori spiega: « Sono molto legato al Cagliari e per questo deciderei insieme alla società se arrivassero offerte concrete. Comunque non voglio pensarci, adesso l'unico obiettivo è raggiungere la quota salvezza con questa maglia ». Il difensore rivolge un pensiero all'amico Michele Canini, ex cagliaritano, autore dell'autorete (« E' stato sfortunato: dietro c'era un nostro giocatore, se non fosse intervenuto sarebbe stato sicuramente gol» ) e fa un cenno alle sua radici bergamasche: « E' sempre un piacere tornare, anche se ormai sono trapiantato a Cagliari ». In mixed zone sfila infine Daniele Dessena: « E' un pari che ci può stare, anche se dispiace subire il pareggio ancora su una palla inattiva. Abbiamo tenuto bene il campo contro una buona squadra, su un terreno davvero pesante. Penso sia un punto importante per la classifica e il morale, ma è già il momento di pensare alla gara con il Palermo: sarà uno nuovo scontro diretto e non possiamo fallirlo ». RIPARTENZE - L'Atalanta si complimenta: « Un punto guadagnato - dice Gugliemo Stendardo, bomber d'occasione - l oro sono forti soprattutto in attacco e particolarmente pericolosi in trasferta ». « Volevamo vincere - aggiunge il tecnico Stefano Colantuono - ma il Cagliari ha grandi giocatori e siamo stati bravi a non subire troppe ripartenze ». © riproduzione riservata


LA PARTITA Pulga-Lopez, ecco la strada per conquistare la salvezza Dall'inviato BERGAMO - Un'autorete fulminea e goffa di Canini stordisce l'Atalanta e manda il Cagliari in carrozza, una splendida incornata di Stendardo ristabilisce l'equilibrio che giunge intatto al 90’. Inevitabile, rivisitando il match, che un filo di rimpianto tra i sardi s'allunghi, ma il risultato è sostanzialmente giusto e il punto comunque prezioso: distanziato il Genoa, raggiunto il Pescara, avvicinate Bologna e Sampdoria. PRESSIONE - La svolta dopo una manciata di secondi, quando Sau scambia con Ibarbo e da metà campo s'invola rapidissimo: brucia Brivio, punta l'area e centra rasoterra, Canini spezza l'assist per Ekdal ma infilza Consigli con un tocco sciagurato. La partita sembra spianata, e non solo per il vantaggio: obbligata già a condurre il gioco, l'Atalanta deve accentuare la pressione, così presta il fianco al contropiede, arma letale di Pulga e Lopez. Certo, si tornerebbe punto e a capo se Giorgi non sperperasse il pari immediato: irrompe su un cross di Bonaventura respinto, indisturbato all'altezza del dischetto, però il piattone sibila fuori. PRODEZZA - Qualche buona azione, i nerazzurri la ricamano, ma troppe volte inciampano su passaggi imperfetti. Il campo, sempre più pesante, non aiuta, e il Cagliari controlla senza fatica. Non è casuale che il pericolo più grande scaturisca da una prodezza individuale: Bonaventura controlla al limite, si gira benissimo e inquadra con forza lo specchio, Agazzi però non è da meno e devìa in corner con un tuffo splendido. Un'altra ghiotta palla-gol viene confezionata in chiusura di tempo, ma Pisano interviene su Denis e Bonaventura manca la conclusione da un passo. Nel mezzo, slanci frequenti seppur infruttuosi e ripartenze fiammeggianti di Ibarbo e Sau: le due punte finiscono per essere innescate anche da un paio di disimpegni difettosi, però sbagliono mira o s'arrendono ai recuperi. PIAZZATI - Colantuono non ci sta, decide di cambiare assetto tattico: fuori Moralez, dinamico ma leggero, e dentro Parra. Niente più albero di Natale, dunque, con due trequartisti dietro Denis, adesso c'è la coppia argentina spalleggiata dal solo Bonaventura. La maggiore fisicità si fa sentire e l'azzurrino guadagna in intraprendenza, tuttavia è un difensore, Stendardo, a scovare il pareggio: sbuca sul primo palo, su azione d'angolo, e di testa in tuffo gira in rete. E' un numero da attaccante di razza, Nainggolan viene sovrastato, il Cagliari conferma per l'ennesima volta di essere vulnerabilissimo sui calci piazzati. L'Atalanta, rincuorata, prova a spingere ancora di più, ma i ragazzi di Pulga e Lopez non perdono lucidità e mantengono il presidio, Sau non approfitta di un errore di Consigli e poi esce, stremato, per far spazio a Pinilla. Conti ed Ekdal si sacrificano nel filtro, Astori è autoritario in mezzo all'area. LEVE - La battaglia prosegue, nessuno risparmia energie, si gioca essenzialmente nella metà campo sarda ma resiste un sostanziale equilibrio. Gli ultimi dieci minuti, tuttavia, invertono posizioni e stati d'animo, con il Cagliari che può permettersi maggior vigore e l'Atalanta a tratti guardinga: succede infatti che Giorgi, già ammonito, commetta fallo su Pinilla e venga espulso. Le leve di Ibarbo, le intuizioni di Nainggolan e la vena acrobatica di Conti (rovesciata bellissima ma alta d'un soffio) non bastano però a rispristinare il vantaggio. a.bar. © riproduzione riservata


SIENA-SAMPDORIA 1-0 Bogdani-gol e rissa finale. Mezzaroma aggredito SIENA - La speranza di rimonta in classifica del Siena arriva dalla panchina. Contro la Samp sono decisivi i cambi, arma vincente della gestione Iachini: dopo le due reti segnate da Paolucci contro Milan e Torino (inutili per strappare un risultato utile), anche contro i blucerchiati il gol arriva da un subentrato. Nella fattispecie da parte di Bogdani che al minuto 71 sovrasta De Silvestri su un cross di Sestu, altro elemento pescato dalla panchina. Stavolta con il gol di una "seconda scelta" arrivano anche i tre punti, i primi del nuovo corso. Se saranno sufficienti per alimentare la corsa salvezza non si sa, certo possono dare linfa alle speranze, anche se il gap dal quartultimo posto resta notevole. E il gioco approssimativo, perché il Siena fa ancora una fatica matta ad arrivare dalle parti del portiere avversario. ,Il 3-4-2-1 di Iachini punge relativamente, si rende pericoloso solo con Rubin e Reginaldo nel primo tempo, ma Romero non corre mai grossi pericoli. Sul versante opposto Pegolo vive un pomeriggio ancor più tranquillo: l'unico intervento è datato 66', quando interviene con efficacia su una sventola di Poli. Anche dopo la rete di Bogdani l'assedio finale è nulla più di un'occupazione improduttiva della metà campo avversaria. LA RISSA FINALE - Il lato più brutto della partita, a dispetto dello scarso spettacolo tecnico, arriva dopo il triplice fischio finale, anche se più che di rissa si dovrebbe parlare di parapiglia. Un nervosismo originato nei minuti di recupero da un pallone (apparentemente proveniente dalla panchina del Siena) lanciato in campo con la Sampdoria in azione. Un trucchetto che forse non si vede neppure sui campi di seconda e terza categoria. Certamente antisportivo, tanto che la reazione dei doriani era di grande nervosismo. Russo non poteva che interrompere il gioco, il capitano Gastaldello inveiva contro la panchina bianconera e in primis contro il suo ex allenatore Iachini. Russo cacciava il tecnico bianconero (che a fine partita sottolineava di essere stato allontanato « per aver oltrepassato l'area tecnica», anche se la sensazione era quella di un provvedimento punitivo a suo carico come rappresentante massimo della panchina), poi al fischio finale scoppiava la baraonda. Romero era tra i più agitati, Valiani si prendeva con un paio d'avversari, Gastaldello (trattenuto a stento da un inserviente bianconero) si fiondava contro il vice di Iachini Carillo. Attimi di tensione, ci sarà probabilmente lavoro per il giudice sportivo attraverso la prova tv. Ma alla fine solo qualche spintone e nulla più. MEZZAROMA DENUNCIA - In serata il presidente Massimo Mezzaroma ha denunciato un'aggressione subita da alcuni tifosi bianconeri. L'auto del dirigente sarebbe stata accerchiata da una ventina di sostenitori e presa a calci e pugni. Sul sito della società Mezzaroma ha affermato: « Registro con grande amarezza e sdegno quanto accaduto a fine partita, quando nonostante una vittoria importantissima in pochi hanno pensato bene di esprimere in maniera pesantissima il loro dissenso nei miei confronti all'uscita dallo stadio. È una situazione che mi deprime profondamente e che alimenta un clima negativo che non aiuta a trovare una soluzione ai problemi del Siena. A questo punto, l'episodio violento mi costringe a valutare per quale ragione il calcio possa continuare a esistere a Siena». Infopress


Bogdani da rosso ROMA (e.pi.) - Rissa finale a parte, c’è un episodio che sfugge a Russo: l’intervento di Bogdani, a gamba alta, sullo stomaco di Romero in uscita (foto sky), è pericoloso, mette a repentaglio l’incolumità dell’avversario. Insomma, ci sono tutte le caratteristiche per il cartellino rosso, esce solo il giallo, è un errore. Per la rissa finale rischiano anche Romero e Gastaldello oltre a Iachini. © riproduzione riservata


di Edmondo Pinna

Denis rischia grosso Ok il rosso a Giorgi Partita senza grandi episodi per Tagliavento, che vede bene quello che c’è. Resta solo un dubbio nella ripresa, quando al centro dell’area di rigore del Cagliari Denis reagisce (o accenna a reagire) ad una trattenuta di Rossettini, si intravvede un colpo allo sterno, Denis era già ammonito (gomitata a Conti). Corretto il secondo cartellino giallo per Giorgi: c’è la trattenuta su Pinilla. © riproduzione riservata

Il momento della reazione di Denis su Rossettini: il giocatore dell’Atalanta ha rischiato (Sky)


PESCARA-TORINO 0-2 PESCARA (4-3-1-2): Perin 6; Balzano 5,5 Bianchi Arce 5 M. Capuano 6 Modesto 4,5; Nielsen 5 (1' st Cascione 6) Togni 5 (30' st Vukusic sv) Bjarnason 5; Weiss 5; Celik 5 Jonathas 4,5 (1' st Abbruscato 6). A disp.: Pelizzoli, Falso, S. Romagnoli, Bocchetti, Colucci, Blasi. All.: Bergodi 5,5. Falli commessi: 21 TORINO (4-3-4): Gillet 6,5; D'Ambrosio 7 Glik 6,5 Guill. Rodriguez 6,5 S. Masiello 6,5; Brighi 6,5 Gazzi 6,5; Cerci 7 (40' st Verdi sv) Meggiorini 6,5 E. Barreto 6 (31' st G. Sansone sv) Santana 7 (38' st Birsa sv). A disp.: Gomis, Basha, Suciu, P. Caceres, Bakic, Vives, Darmian, Birsa. All.: Ventura 7. Falli commessi: 14 ARBITRO: Mazzoleni di Bergamo 6. Guardalinee: Schenone e Costanzo. Quarto uomo: Grilli. Arbitri d'area: Baracani e Candussio. MARCATORI: 4' pt Santana, 42' pt Cerci. ASSIST: Cerci (T), Meggiorini (T). ESPULSO: al 37' st Weiss (P) per doppia ammonizione (entrambe per simulazione). AMMONITI: Bianchi Arce (P), D'Ambrosio (T), Masiello (T), Togni (P), Modesto (P), Birsa (T) per gioco falloso. NOTE: un minuto di raccoglimento e Pescara con il lutto al braccio per la morte dell'ex presidente Piero Scibilia. Al 38' st espulso l'allenatore Bergodi (P) per proteste. Spettatori 9.721 per un incasso di 165.032,85 euro (abbonati 7.297 con un rateo di 131.258,65 euro). Angoli 3-2 per il Torino. Rec.: 1' pt; 4' st.


di Edmondo Pinna

Dainelli calpesta Sansone Al Parma manca un rigore ROMA - Manca un rigore al Parma, sfuggito anche a chi era in tribuna. Dainelli calpesta il piede destro di Sansone (foto Sky), che va giù e viene ingiustamente ammonito per simulazione. Involontario il tocco di mano (sinistra) di Paletta, pressato (spinto?) da Thèrèau mentre sta rinviando. © riproduzione riservata


CHIEVO-PARMA 1-1 CHIEVO (3-5-2): Puggioni 6; Andreolli 6 Dainelli 6 Farkas 6,5; Sardo 6 6 Cofie 5,5 Guana 6 (29' st M. Rigoni 6) L. Rigoni 6 Jokic 5,5; Théréau 6,5 (38' st Moscardelli sv) Paloschi 6 (18' st Pellissier 6). A disp: Squizzi, Provedel, Coulibaly, Vacek, Papp, Costa, Stoian. All.: Corini 6 Falli commessi: 12 PARMA (3-5-2): Mirante 6,5; Zaccardo 6 Paletta 5,5 Lucarelli 6; Rosi 6 Marchionni 5 (35' st Acquah sv) Valdes 5,5 Parolo 6 Gobbi 6; Belfodil 6,5 Sansone 6 (27' st Amauri 6). A disp: Pavarini, Bajza, Maceachen, Morrone, Santacroce, Palladino, Benalouane, FIdeleff, Ninis, Pabon. All. Donadoni 5,5 Falli commessi: 11 ARBITRO: Calvarese di Teramo 6 Guardalinee: Petrella e Posado Quarto uomo: Crispo Arbitri d'area: Peruzzo e Pairetto MARCATORI: 40' pt Belfodil (P), 11' st Paloschi (C) ASSIST: Sansone, Thérèau AMMONITI: Sansone (P) per simulazione, Lucarelli (P), Jokic (C) e L. Rigoni (C). NOTE: Spettatori non comunicati. Angoli 11-2. Recupero: 0'pt, 3'st


Bianchi Arce da rivedere Bjarnason sprecone Cerci, un assist e un gol CERCI MODESTO PESCARA PERIN 6 - Poteva essere più aggressivo su Santana, ma avrebbe rischiato rigore ed espulsione. Incolpevole sul secondo. BALZANO 5,5 - Non chiude a dovere sul primo gol, poi non demerita. BIANCHI ARCE 5 - Un Guerriero un po' troppo timido. Tiene (forse) in gioco Santana sul primo gol. Da rivedere. CAPUANO 6 - La difesa fa acqua da più parti, ma lui si salva. MODESTO 4,5 - Nomen omen. NIELSEN 5 - Il solito compitino, appena prova a fare di più va nel panico. CASCIONE (1' ST) 6 - Almeno è autorevole TOGNI 5 - Troppo attaccato alla linea difensiva, non riesce a diventare punto di riferimento in fase di impostazione. BJARNASON 5 - Bastava soffiare per spingere dentro quel pallone, non ci riesce. CELIK 5 - Non pressa, non inventa. WEISS 5 - Ci mette troppo per accendersi. Poi quelle simulazioni: tra vere e presunte, comunque esagera. JONATHAS 4,5 - Davvero impalpabile ABBRUSCATO (1' ST) 6 - Impegna di testa Gillet a 10' dalla fine BERGODI (ALL.) 5,5 - Sa allestire pranzi di nozze con i funghi, ma non sempre gli invitati gradiscono. In attesa di rinforzi. TORINO GILLET 6,5 - Balzo felino su Bjarnason (con l'aiutino dell'islandese). Plastico su Abbruscato. D'AMBROSIO 7 - Impeccabile, anche in fase di appoggio.


GLIK 6,5 - Mai impensierito. RODRIGUEZ 6,5 - E' involontariamente complice dell'espulsione di Weiss. MASIELLO 6,5 - Per tre quarti di gara il suo territorio è sgombro da visitatori. BRIGHI 6,5 - Fa diga di centrocampo. GAZZI 6,5 - L'altro muro. CERCI 7 - Funambolico e concreto. Assist e gol. MEGGIORINI 6,5 - Si muove tanto, manda in porta Cerci, colpisce un palo al 90'. BARRETO 6 - Molto attivo, buon esordio. SANTANA 7 - Marchia la partita. Ottimo stop di petto e aggiramento a Perin. VENTURA (ALL.) 7 - Vince con il suo credo tattico. L'arbitro MAZZOLENI 6 - Fischiatissimo, ma non stravolge il regolamento e non incide sul risultato. g.f./GieffePress


SEBASTIANI: DUE ACCUSE «Il Pescara ha sbagliato atteggiamento: così non va L’arbitro? Davvero scandalosa l’espulsione di Weiss» di Giancarlo Febbo

PESCARA - Anche lui comincia a doversi accontentare di poco. «L’occasione di Bjarnason al quarto d’ora del secondo tempo è stata abbastanza clamorosa. Se avessimo fatto gol lì, la partita sarebbe cambiata» . Ma è solo un attimo. Subito dopo Cristiano Bergodi, con l’onestà intellettuale che lo contraddistingue, ammette che per il suo Pescara è stata davvero una giornatano. Il problema è cercare di capire i motivi, compito davvero non facile. «Nel primo tempo siamo scesi in campo senza quella determinazione che per noi è indispensabile. Siamo rimasti sorpresi anche sul primo gol del Torino, eppure avevamo studiato bene le loro percussioni esterne con i “veli” degli attaccanti. E’ mancata la necessaria aggressività. Diciamo che c’è da migliorare l’aspetto caratteriale, perché poi quando Anche Bergodi nel secondo tempo è tornato il furore agonistico si è scuote la squadra: «E’ mancata vista un’altra squadra» . l’aggressività proprio in uno scontro diretto Adesso bisogna reagire»

L’INTERROGATIVO - Ma la domanda più importante resta inevitabilmente inevasa: perché? «Già, perché? Mazzoleni espelle Weiss, reo di Eppure siamo ben consapevoli che senza un approccio due simulazioni (LaPresse) diverso non si va lontano. Non posso credere che sia subentrato l’appagamento prima di uno scontro diretto. Purtroppo non lo so, non sto nella testa dei giocatori. Può darsi che abbia sbagliato anch’io qualcosa. Dovrò lavorare molto sull’aspetto psicologico» . Ci sarebbe anche qualche interrogativo tattico, ma su questo aspetto Bergodi è categorico e non rinnega le sue scelte. «Weiss parte molto largo sull’esterno, di una o dell’altra fascia, dal momento che è in questo modo che si esprime al meglio. Anche così possiamo reggere le due punte. Piuttosto non siamo riusciti a tenere palla lì davanti» . IL RICORDO - L’amarezza del tecnico biancazzurro è acuita anche dalla scomparsa del suo ex presidente, Pietro Scibilia. «L’ho conosciuto quando ero ancora un ragazzo, la sua morte ha rappresentato un grande dispiacere, di lui conserverò un ottimo ricordo» . Infine, la sua espulsione. «Lo definirei un semplice allontanamento, non credo di essere squalificato. Non ero d’accordo sul secondo cartellino a Weiss, abbiamo rivisto le immagini e non c’era simulazione, perché Rodriguez lo ha toccato. Ma non mi sono sbracciato, nessuna protesta plateale visto che avevo le mani in tasca» . LA POLEMICA - Domenica prossima a Genova, in casa della Sampdoria, Bergodi sarà (salvo colpi di scena) regolarmente in panchina. E spera di dirigere una squadra con un altro spirito. Quello di ieri non è piaciuto proprio a nessuno, in particolare al presidente Daniele Sebastiani. «No, così non ci siamo. Chi lotta per salvarsi e affronta uno scontro diretto in casa deve scendere in campo con il coltello tra i denti, altrimenti diventa tutto difficile. Il primo tempo è stato davvero negativo, nella ripresa ci sono stati dei miglioramenti, però non è sufficiente» . Ma Sebastiani è anche inviperito con Mazzoleni di Bergamo. «C’è stato quel gol in fuorigioco, per non parlare dell’espulsione di Weiss, davvero vergognosa» . Tutto lo staff del Pescara ha rivisto l’azione in tv constatando che lo slovacco prima di cadere è stato toccato. Con le nuove indicazioni, la simulazione può esserci anche dopo un contatto se la pressione non viene giudicata sufficiente alla caduta, però è chiaro che l’arbitro è stato molto fiscale. Questioni che, sull’altro fronte, non guastano il pomeriggio di Ventura. «La classifica è confortante, ma di punti dobbiamo sempre farne 40. Non credo che il Pescara non avesse voglia, più probabilmente è stata la nostra prestazione a inibirlo. Abbiamo concesso solo una mischia, per il resto abbiamo sempre fatto noi la partita, tanto che il risultato finale avrebbe anche potuto essere più rotondo» . g.f./GieffePress


BIANCAZZURRI IN LUTTO E’ morto Pietro Scibilia Presidente per 18 anni fu amato e contestato PESCARA - Se n'è andato il giorno della partita. Al mattino, per dare il tempo ai tifosi biancazzurri di preparare gli striscioni per ricordarlo. Pietro Scibilia avrebbe compiuto 84 anni il prossimo 1° maggio, è stato il più longevo presidente del Pescara, quasi 18 anni al timone attraversando tutte le categorie, dalla serie A alla C, nella quale è caduto ma immediatamente risalito. Era nato in Calabria, a Gioia Tauro, ma da troppo tempo viveva a Giulianova per non considerarlo abruzzese. Proprietario della Gis Gelati, la sua gestione del club adriatico, condivisa con il genero Antonio Oliveri, è sempre stata caratterizzata da un rapporto controverso con la piazza. Poco celebrato, spesso contestato, ma in fondo molto amato, anche se non in maniera plateale. Soprattutto è stato rivalutato dopo il suo abbandono dalle scene, nel 2004, quando il Pescara ha cominciato a guardare il calcio dalle retrovie, fino alla rinascita con la dirigenza attuale. Scibilia è stato un precursore, il primo che ha cominciato a parlare di bilanci in un'epoca in cui si discuteva ancora solo della gesta tecniche dei calciatori. Uomo d'altri tempi, per lui una stretta di mano valeva una firma. I funerali si svolgeranno oggi alle ore 15, a Giulianova, e saranno in tanti a dare l'ultimo saluto al Commendatore. g.f./GieffePress

Pietro Scibilia aveva 83 anni


LA PARTITA Santana gela l’Adriatico. Ed è paura PESCARA - Tornano a volteggiare le streghe sullo stadio Adriatico. D'altronde si resta in tema, perché il Pescara è un fantasma, approccia questo delicatissimo scontro diretto con la consistenza di un'ombra. C'è l'attenuante del gol a freddo di Santana in sospetta posizione di fuorigioco, però si tratta di millimetri. I tre biancazzurri che lo circondavano (Balzano, Nielsen e Bianchi Arce, che lo teneva in gioco con i piedi, un po' più in là) sono rimasti paralizzati, altrimenti quel traversone di Cerci, che si è trasformato in assist, sarebbe rientrato nell'anonimato. Ovvio che dopo un avvio così morbido gli uomini di Bergodi siano rimasti a vivere il resto della partita con l'incubo del contropiede. Che poi si è materializzato nel finale della prima frazione. Ma non era un contropiede. Semplicemente Cerci ha preso palla sulla trequarti e ha fatto il comodo suo, prima di triangolare con Meggiorini e infilare Perin con un preciso diagonale. Detto che gli ospiti avrebbero potuto anche arrotondare (palo di Meggiorini al 90'), il Pescara del secondo tempo aveva un po' di vitalità in più e se al quarto d'ora (16' st, per la precisione) Bjarnason non si fosse impappinato a zero metri zero dalla linea di porta, facendo fare un figurone a Gillet, magari nell'ultima mezz'ora qualcosa poteva succedere. Invece, solo un colpo di testa di Abbruscato, ben bloccato dall'estremo difensore granata. LE MOSSE - Tatticamente il 4-2-4 di Ventura è stato esemplare nell'applicazione, sfruttando anche l'inconsistenza degli abruzzesi nei duelli personali. Bergodi si è messo a specchio ai rivali solo nell'ultimo quarto d'ora, ma se anche lo avesse fatto prima non sarebbe cambiato niente. Piuttosto, Weiss trequartista così decentrato e Togni play troppo basso hanno agevolato il compito degli ospiti, padroni della fasce per superiorità tecnica e del centrocampo per quella numerica (una voragine lì in mezzo). Non che fosse discutibile l'impostazione, perché cosi il Pescara aveva battuto il Catania e vinto a Firenze, ma lo è stata l'interpretazione dei singoli. Jonathas non è ha beccata una, Celik incostante, Weiss si è acceso a sprazzi prima di farsi espellere per due simulazioni in pochi minuti, Bjarnason e Nielsen sono apparsi frastornati di fronte alla solidità dei dirimpettai. Se non fosse che da oggi entrano in ballo anche D'Agostino e Caraglio, ci sarebbe da preoccuparsi. g.f./GieffePress


CHIEVO-PARMA 1-1 BELFODIL E PALOSCHI, DUE LAMPI Squadre prudenti. Il Chievo rifiata, 5º risultato utile di fila per Donadoni VERONA - Al Bentegodi finisce con gol per tempo targati Belfodil e Paloschi in una gara prudente, forse troppo, che non perde la sua inerzia nemmeno dopo il vantaggio dell'algerino, alla settima rete in campionato. Il grande ex della partita, Paloschi, si vede pochissimo ma nell'unico tiro va a segno. Dopo il pari contro la Juventus capolista, Roberto Donadoni cambia poco con l'unica eccezione di Biabiany, indisponibile per una botta presa sabato in allenamento, e di Amauri che parte dalla panchina ma entra nel finale. Gli uomini dunque sono gli stessi, ma applicati a un 3-5-2 con Sansone e Belfodil a tentare di sorprendere i clivensi. Sulla sponda Chievo a guardia dei pali viene messo Puggioni e non Sorrentino, al centro del mercato e ai ferri corti con la società. In difesa manca Cesar e nella linea a tre viene inserito lo slovacco Farkas, all'esordio in serie A, Jokic e Sardo sono avanzati a dare una mano al centrocampo privo di Hetemaj, infortunato e rimpiazzato da Guana. In avanti, chiamati a scardinare le linee avversarie, Thérèau e Paloschi.

LA SFIDA - Dopo il pareggio strappato alla Juve ci si aspettava un Parma carico a molla e invece il gioco degli ospiti è prudente, quasi attendista. I ducali iniziano a marce basse, gestiscono la palla con calma e faticano a proporsi in avanti, grazie anche al centrocampo solido e coeso allestito da Corini. Il Chievo è leggermente più dinamico, tenta di affondare in contropiede con Thérèau che fa e disfa, crea tanto e altrettanto sbaglia. Il francese affronta più di una volta Mirante, bravissimo a rispondere colpo su colpo, ma pecca di precisione e si lascia scappare occasioni davvero ghiotte. Paloschi, al contrario, non si vede mai. Al 37' è da sottolineare un contatto in area tra Dainelli e Sansone con il secondo che finisce a terra: l'arbitro estrae il giallo per simulazione. Il gialloblù sono stanchi e si vede, ma sono bravissimi e cinici nel colpire duro alla primissima occasione: al 40' Sansone allunga una palla in profondità per Belfodil che infila a fil di palo un diagonale sinistro imprendibile per Puggioni. Buona la prima, e sembra un colpo da ko. Si torna in campo con lo stesso atteggiamento ma il Chievo riesce ben presto a togliersi dagli impicci grazie a un lampo di Paloschi, che si sveglia dal torpore trasformando l'assist calibratissimo di Thérèau con un pregevole colpo di testa (11' st). Subito dopo la marcatura Corini lo sostituisce, dando spazio a Pellissier. Poco dopo Mirante, nell'occasione del gol in leggero ritardo, si rifà con due paratone sui tiri di Thérèau, Andreolli e Rigoni. BILANCIO - Il pari accontenta soprattutto il Chievo che viene dalle quattro sberle prese a Bologna e dalla netta sconfitta di Torino: la classifica sorride, aiutata anche dai capitomboli ai piani bassi. Ora però arriva un tris di partite caldissime con Lazio, Juve e poi Inter e Corini dovrà farsi trovare pronto. Donadoni invece incassa il quinto risultato positivo consecutivo. Il Parma ha puntato sul fraseggio, faticando a trovare sblocchi a centrocampo e il leggero passo indietro è giustificabile anche con la stanchezza. Con un po' di convinzione in più, però, si poteva portare a casa il punteggio pieno. ass


di Edmondo Pinna

Solo un dubbio sullo 0-1 Rischia Togni, Weiss-rosso ROMA - Sufficiente la partita di Mazzoleni, bravi i due assistenti, in particolare Costanzo. PRIMO TEMPO - C’è appena appena un dubbio sul gol dello 0-1: al momento del cross di Cerci, Arce sembrerebbe tenere in gioco Santana, forse oltre solo con la testa. Siamo ai millimetri. Balzano di petto-spalla sul cross di Cerci: non c’è fallo di mano, neanche rigore. Sicuramente buono (bravo l’assistente numero 2, Costanzo) lo 0-2: nello scambio Meggiorini-Cerci, Barreto si disinteressa e comunque era tenuto in gioco da Balzano. SECONDO TEMPO - Rischia Togni, che (già ammonito) colpisce Barreto. Weiss espulso per doppia simulazione: la prima dopo una spintarella di D’Ambrosino (giusto il giallo), la seconda per un contatto con Rodriguez (ammonizione non così chiara, Weiss protesta molto, pericolo lunga squalifica). © riproduzione riservata


Palermo-Lazio 2-2 PALERMO (3-4-1-2): Ujkani 5,5; Von Bergen 6 Aronica 4,5 (1' st Munoz 5) Garcia 6; Morganella 5,5 (20' st Anselmo 5,5) Kurtic 6 Arevalo Rios 6,5 Dossena 6; Ilicic 6,5 (34' st Malele sv); Dybala 7 Miccoli 6. A disposizione: Benussi, Brichetto, N. Viola, Donati, Sanseverino, Bollino. All.: Gasperini 6 Falli commessi: 14 LAZIO (3-5-1-1): Marchetti 6; Biava 6,5 Ciani 5 Radu 6 (28' st Candreva sv); Cavanda 5,5 Ledesma 6,5 (35' st Kozak sv) Cana 6,5 Hernanes 6 Lulic 5,5 (24' st Gonzalez 5,5); Mauri 6,5; Floccari 7,5. A disposizione: Bizzarri, Carrizo, Dias, Scaloni, Rozzi, Brocchi, Zauri. All.: Petkovic 6 Falli commessi: 12 ARBITRO: Rocchi di Firenze 5 Guardalinee: Nicoletti e De Luca Quarto uomo: Paganessi Arbitri d'area: De Marco e Tommasi MARCATORI: 11' pt Floccari (L), 25' st Arevalo Rios (P), 26' st Dybala (P), 39' st Hernanes (L) rig ASSIST: Ledesma (L), Dossena (P), Miccoli (P) AMMONITI: per gioco falloso Garcia (P), Cavanda (L), Lulic (L), Von Bergen (P), Cana (L); per proteste Miccoli (P) NOTE: spettatori paganti 12.128, incasso di euro 76.176; abbonati 9.286 per una quota di euro 203.563. Angoli 6-2 per il Palermo. Recupero: - pt, 3' st.


Juventus-Udinese 4-0 JUVENTUS (3-5-2): Buffon 6; Barzagli 6,5 Bonucci 6,5 J. Caceres 6; Lichtsteiner 6,5 Vidal 6,5 (34’ st Padoin sv) Pogba 8 Giaccherini 7 De Ceglie 6 (38’ st Isla sv); Vucinic 7 Giovinco 5,5 (1’ st Matri 7). A disp. Storari, Rubinho, Peluso, Beltrame, Rugani, Schiavone, Garcia Tena, Marrone, Kabashi. All. Conte 7 Falli commessi: 7 UDINESE (3-5-1-1): Padelli 5,5; Heurtaux 5,5 Danilo 6 Domizzi 6; Basta 5 Pinzi 5,5 Allan 5 Lazzari 5,5 Pasquale 5 (38’ st Da Silva sv); Pereyra 5 (5’ st Di Natale 5,5 ) Muriel 6 (28’ st Maicosuel sv ). A disp.: Pawlowski, Scuffet, Coda, Angella, Faraoni, Campos Toro, Merkel, Ranegie, Fabbrini. All.: Guidolin 5 Falli commessi: 9 ARBITRO: Banti di Livorno 6,5 Guardalinee: Dobosz e Giordano Quarto uomo: Galloni Arbitri d’area: Gervasoni e Irrati MARCATORI: 41’ pt e 21’ st Pogba, 27’ st Vucinic, 35’ st Matri ASSIST: Vidal, Vucinic AMMONITI: Vidal (J) e Pinzi (J) per gioco falloso, Muriel (U) per proteste NOTE: ricordato con un video, a dieci anni dalla scomparsa, l’avvocato Giovanni Agnelli. Spettatori 36.556 (447 ospiti) per un incasso di 1.213.005 euro (paganti 8.667 per un incasso di 339.830 euro; abbonati 27.442 per 873.175 euro). Angoli 8-5 per la Juventus. Rec.: pt 0, st 2’.


Pogba, spot di un mercato intelligente di Antonio Barillà

Ha imparato in provincia l'arte di arrangiarsi, di sopperire con tempestività e fiuto a risorse economiche limitate. Ne fa tesoro adesso che è ai vertici del calcio, amministratore delegato della Juve, perché la società è solida ma non ha sceicchi alle spalle e, in assoluto, il momento è delicato. Cerca occasioni, Marotta: rovista tra parametri zero e campioni smarriti per costruire una squadra vincente nel rispetto del budget. Paul Pogba, 19 anni, 18 presenze e 4 gol in bianconero (Lapresse)

STERLINA - Paul Pogba, oggi, è lo spot migliore: strappato appena maggiorenne al Manchester United, coinvolto nel progetto bianconero, arruolato senza scucire una sterlina perché in scadenza di contratto. In verità, un milioncino è costato, tra indennizzi dovuti e compromessi accettati in nome dei buoni Da Pirlo a Llorente, rapporti tra club, ma con cifre così si scommette al massimo su bambinoni o si smerciano tra parametri zero e pedatori di paese, non talenti destinati al top, «a diventare tra i migliori al mondo» come ripete Antonio Conte. Lo sosteneva anche Alex Ferguson, che ha fatto di tutto per svendite stile Barzagli, l’abilità di trattenerlo e adesso fatica a dominare il rimpianto. Marotta nel rispetto del budget

ORGOGLIO - Pogba è lo spot migliore, ma la Juve low cost ha tante facce. Innanzitutto Andrea Pirlo, diventato bianconero dopo dieci anni di Milan, lasciato incredibilmente libero perché giudicato al tramonto e collocato invece da Marotta al centro del proramma. Arrivò tra sguardi dubbiosi e sussurri maligni, il solo fatto che il Milan l'avesse scaricato alimentava perplessità sulla tenuta fisica, e Andrea Agnelli non riusciva a capacitarsi come l'ingaggio di un top player scivolasse inosservato. Ha trovato la giusta eco dopo un grappolo di partite, base di uno scudetto inatteso: Pirlo onnipresente e determinante con i lanci, le geometrie e il carisma, Pirlo che sposta gli equilibri e il tricolore, che lo festeggia in lacrime come un anno prima però per orogoglio e non più rabbia. FANTASIA - Ancora prima di Pirlo, c'era stato Barzagli. Che era solo vicino allo svincolo, ma ormai rotolato ai margini del Wolfsburg. Fidandosi di Del Neri, primo tecnico della sua gestione. L'ad lo rilevò a gennaio per appena trecentomila euro, per capirci, meno del portierino Branescu rilevato sedicenne nel Valcea: è diventato un punto di forza della difesa meno perforata d'Italia, ha riconquistato l'azzurro e moliplicato infinitamente il suo valore. PLUSVALENZA - Prima di Barzagli, c'era stato Sorensen: 140 mila euro al Lyngby tra prestito oneroso e riscatto, 2,5 incassati per la comproprietà dal Bologna. Certo, in altre circostanze, non è andata altrettanto bene. Ziegler non ha mai trovato spazio, ma la quotazione è valida e la plusvalenza, in caso di ricollocazione sul mercato (attualmente è in prestito) garantita. Come già accaduto per Pazienza, passato da Torino senza lasciare tracce: i parametri zero di livello, hanno infatti una duplice valenza, rinforzare l'organico o assicurare guadagni da reinvestire. Altro esempio, in tal senso, è Troisi: prelevato dopo la rescissione dal Kayserispor, è stato valutato 2 milioni per la metà nell'operazione che ha permesso di acquisire dall'Atalanta la comproprietà di Gabbiadini. Poca fortuna, infine, ha avuto Lucio: dove essere il Pirlo della difesa e invece s'è rivelato una meteora, comunque la Juve non ci ha rimesso un euro. AVANTI - Non è finita. Il prossimo parametro, contesissimo, zero è dietro l'angolo. L'ha confidato Marotta stesso, preannunciando Fernando Llorente: «Siamo molto avanti e sono molto ottimista». Adesso è anche più facile, perché la Juve ha ritrovato appeal internazionale, in ogni caso per strappare campioni così importanti occorrono tempestività, diplomazia, forza di persuazione, serietà. E non finisce qui: a Tolosa giurano che anche la Juve prova a sedurre Moussa Sissoko. © riproduzione riservata


DOMANI SERA NELLA PRIMA SEMIFINALE CONTRO LA LAZIO Matri-Giovinco, tandem di Coppa TORINO. Di nuovo in fuga. Lo show di Pogba e i pareggi di Lazio e Napoli fanno volare la Juve a+ 5 sulla coppia di inseguitrici. Distanze ristabilite, dunque, per i bianconeri che possono così affrontare con maggiore serenità domani la semifinale d’andata di Coppa Italia proprio contro la squadra di Petkovic. TURNOVER - Come d’abitudine, Conte darà spazio a chi è stato finora meno impiegato, dovendo anche far fronte alle assenze come già accaduto sabato sera. Occhi puntati sull’attacco, dove sicuro del posto è Matri, tornato al gol con l’Udinese dopo la doppietta al Cagliari prima di Natale. Come partner è favorito Giovinco: nessun problema per lui nonostante sia uscito dopo un tempo sabato per un affaticamento al flessore. Tutto ok anche per Vucinic, che ha giocato per la prima volta 90 minuti dopo aver convissuto per settimane con un’infiammazione tendinea alla caviglia. Il montenegrino potrebbe essere risparmiato, almeno dall’inizio e partire dalla panchina. Quagliarella, anch’egli alle prese con fastidi muscolari, non sarebbe comunque disponibile perché squalificato. Potrebbe tornare fra i convocati Marchisio, che verosimilmente partirà dalla panchina, mentre Pirlo dovrebbe restare ancora a riposo. In mezzo al campo dunque, spazio ancora allo straordinario Pogba, questa volta come interno visto che in regia dovrebbe toccare a Marrone. Possibile un turno di riposo per Vidal, che con l’Udinese ha stretto i denti nonostante per un fastidio alla caviglia: pronti Giaccherini e Padoin. Quest’ultimo potrebbe anche rilevare Lichtsteiner a destra, mentre sul lato opposto si candidano per un posto Isla e Peluso, con quest’ultimo che potrebbe anche essere riproposto nella linea a tre in difesa. IMPRESSIONE - Chi sarà certamente titolare domani sera è Marco Storari, come l’anno scorso portiere di Coppa, già protagonista del successo ai quarti contro il Milan. Il vice-Buffon racconta l’impatto di Pogba sul mondo bianconero. «Paul ci ha impressionato fin dall’inizio - ha dichiarato ai microfoni di Sky - E’ un ragazzo giovane, che ha fatto sempre bene sin da quando è arrivato. Si è impegnato molto e penso che sia stato un ottimo investimento da parte della società. Speriamo continui così. E’ un ragazzo serio e colgo l’occasione per fargli i complimenti, perché non se ne trovano così giovani e così seri». Sulla corsa scudetto, il vice-Buffon spiega: «Napoli e Lazio stanno facendo molto bene, fino all’ultimo ci daranno fastidio. Per noi sarà difficile ripeterci, però ce la mettiamo tutta e speriamo di arrivare in fondo, come l’anno scorso». Ass


MINO RAIOLA «Paul deve rinforzarsi e lavorare: ma è già... come un quadro di Dalì» di Andrea Ramazzotti

Raiola, cosa ha pensato quando ha visto i due gol di Pogba sabato? «Mi ha fatto piacere, ma sapevo già che lui certi colpi li aveva. Concordo con Conte: elogiarlo adesso non ha senso». Può diventare un top player? «Ha fatto vedere che ha grandi possibilità, ma deve lavorare, rinforzarsi fisicamente e crescere rimanendo con i piedi per terra. Poi potrà diventare uno dei più forti al mondo nel suo ruolo e in assoluto. Come tutti i grandi giocatori, il suo unico limite è... sé stesso». Cosa avrà pensato Ferguson dopo quella doppietta di Pogba all’Udinese? «Non lo so. Forse avevano sottovalutato la sua forza mentale e quando Paul ha capito che non lo valorizzavano, ha deciso che a Manchester era finita. Sentiva che andar via gli avrebbe fatto bene». Prima che firmasse per la Juve quanti altri club le avevano chiesto Pogba? «Il Bayern Monaco, il Barcellona, il Real Madrid e altre squadre inglesi». Anche l’Inter? «Sì, ma poi ha preferito rispettare un accordo con lo United facendo un favore a qualcun altro». Quando ha capito che Pogba sarebbe diventato un grande giocatore? «L’ho visto con la nazionale giovanile francese e l’ho preso in procura due anni fa, ma è stato scoperto da uno scout, Oualid Tanazefti, che lo ha visto a 13 anni al Torcy quando era più magro di un ramo di un albero e aveva i capelli come i figli dei fiori. Lo ha portato al Le Havre dove non gli hanno fatto firmare il contratto perché era stato bocciato a scuola... Così è andato al Manchester». La Juve si è assicurata il dopo Pirlo? «Paul può giocare al posto di Pirlo, ma anche fare la mezzala o in futuro pure il difensore centrale come Rijkaard a fine carriera. Ha grande intelligenza tattica». Pogba merita di giocare di più? «Quello che sta facendo alla Juve è merito di Conte che non ha paura di mettere in campo i giovani e di dar loro un ruolo importante». Se Pogba continua così, magari dalla Juve la chiamano per rinnovare subito il contratto... «Non c’è fretta di rinnovare. Quando è arrivato a Torino abbiamo preso accordi precisi: sappiamo come e quando muoverci per il rinnovo. Ora è presto». Se Balotelli è come la Gioconda, Pogba è come... «Un quadro di Dalì. Le opere d’arte sono rare e valgono perché la gente le apprezza. Paul è una di queste». © riproduzione riservata


COPPA ITALIA Domani Juventus-Lazio (Rai1, ore 20.45) ROMA - Domani torna la Coppa Italia, con l’andata delle semifinali. Il programma: l Domani JUVENTUS-LAZIO (ore 20.45, Rai1) l Mercoledì ROMA-INTER (ore 20.45, Rai1) Così invece il programma del ritorno: l Martedì 22 gennaio LAZIO-JUVENTUS* l Mercoledì 17 aprile INTER-ROMA* *= orari ancora da stabilire La finale si giocherà a Roma il 25 maggio o primo giugno


«HERNANES NON SI TOCCA» Il presidente Lotito blinda il brasiliano: «Non lo vendo E anche Petkovic resterà a lungo alla guida della Lazio» di Daniele Rindone

ROMA - Presidente, non ancora onorevole: «Io ho dato la mia disponibilità. Lunedì (oggi, ndr) escono le liste, vediamo, dipende anche dai contesti» . Lotito in politica, la verità potrebbe conoscersi oggi, alle 20 scadranno i termini per la presentazione delle liste per la Camera e il Senato. Lotito presidente della Lazio, vale per oggi e per domani, non ci sono dubbi. E da patron biancoceleste ha già esposto parte del manifesto programmatico. Petkovic ed Hernanes non si toccano, chiaro? «Hernanes non si vende, non è sul mercato. Resta anche Petkovic, non è vero che ha il contratto più basso d’Europa. C’è chi guadagna meno» . Parola del presidente, i gioielli resteranno, la Lazio dei grandi non sarà mai piccola. Lotito non lo permetterà, si mettano l’anima in pace tutti. Petkovic ed Hernanes Stoccata a Zarate: fanno parte del futuro, del progetto. Il tecnico sarà «Sono deluso da lui». Mercato: occhi blindato presto, la società vuole proporgli il rinnovo sino sull’esterno Rolan al 2016 (ha il contratto in scadenza nel 2014). Hernanes del Defensor ha firmato sino al 2015, i primi colloqui non sono andati Sporting Hetemaj bene, ne saranno programmati altri a breve. Lotito è sempre in corsa stato chiaro, presto entrerà in azione. Il centrocampista brasiliano Hernanes, 27 anni, è alla Lazio dal 2010. Ha un contratto sino al 30 giugno del 2015

LA FILOSOFIA - Ci sono gioielli e gioielli, quelli che meritano di essere salvaguardati e quelli che hanno perso valore. Il presidente ieri è stato ospite di “Cielo che gol!” su Sky, ha affrontato il tema Zarate: «Foscolo parlava di corrispondenza d’amorosi sensi. Ecco, con Zarate non è che ci sia stata grande corrispondenza. Sono rimasto deluso da alcuni comportamenti...» . Lotito si svenò per acquistare Maurito, oggi è in guerra con lui, è rimasto male per il suo atteggiamento. Nella Lazio non c’è posto per tutti, non basta avere un nome altisonante per meritare la maglia biancoceleste: «Se prenderei Balotelli? Io ho sempre detto che per arrivare alla Lazio ci vogliono tre parametri: potenzialità atletico-agonistiche, morali e compatibilità economico-finanziaria e io credo che, in questo caso, un paio di questi vengano meno» , ha spiegato Lotito rispondendo ad una domanda legata al talento del City.

HETEMAJ - Petkovic ed Hernanes da blindare, la Lazio da rinforzare. Il mercato chiuderà il 31 gennaio, mancano 10 giorni al gong. Lotito e Tare lavorano per sfoltire l’organico, ma hanno in mente uno-due colpi, la loro definizione dipenderà dalle uscite. Vlado potrebbe avere una pedina in più a centrocampo: occhio alla pista Hetemaj, col Chievo sono in corso colloqui. I veronesi vogliono Bizzarri (o Carrizo in alternativa), i biancocelesti potrebbero lanciare l’assalto al centrocampista progettando un acquisto alla Candreva (arrivò nel finale del mercato invernale 2012).

GLI ALTRI - La caccia al mediano è partita: la Lazio s’è informata su Jorginho, il regista del Verona. E’ tra le rivelazioni della serie B, è giovane, è nato nel 1991. Può giocare come mezzala, si scatenerà un’asta a giugno. L’Hellas lo valuta 7 milioni e non lo farà partire a gennaio, punta a fare cassa. Il sogno si chiamerebbe Nainggolan, ma il Cagliari chiede 10 milioni per il suo pupillo. Solo la cessione di Zarate permetterebbe alla Lazio di investire sul centrocampista belga. Un affare potrebbe essere Kuzmanovic, spinge per tornare in Italia, è in scadenza a giugno. Il suo manager nega contatti con la Lazio, alcune valutazioni sono state fatte.

ROLAN - Attacco, tra i nomi più gettonati c’è sempre quello di Abdellaoue dell’Hannover. Petkovic ne ha parlato in conferenza venerdì scorso, è informato sulla sua stagione, potrebbe far bene in Italia, è stato questo il commento del tecnico. A sorpresa può prendere corpo la candidatura di Diego Rolan, esterno offensivo classe


1993. Gioca nel Defensor Sporting, è uruguaiano con passaporto comunitario. Costa circa 3 milioni. Š riproduzione riservata


AFFARI E TRATTATIVE Siena: Agra Pescara prova per Farnerud di Ettore Intorcia e Fabio Massimo Splendore

ROMA - Gaetano D’Agostino (32) ieri era in tribuna a salutare i suoi nuovi tifosi (certo, un risultato diverso avrebbe reso più piena la festa). Oggi il ds Delli Carri andrà in Svizzera per sondare direttamente le possibilità di chiudere un accordo con lo Young Boys per Alexander Farnerud (28) con cui c’è già un accordo di massima. Con gli svizzeri si era parlato di prestito con diritto di riscatto. Oggi il Siena conta di ufficializzare l’arrivo di Salvador Agra (21), l’attaccante esterno portoghese che arriva in La punta del Betis prestito dal Betis Siviglia: quest’anno dieci presenze e un gol (contro il Real) per lui. In da Iachini in settimana verrà accelerata anche la trattativa con la Dinamo Zagabria per il prestito Poi Calello e forse Emeghara. centrocampista Adrian Calello (25), argentino con passaporto italiano: anche lui in Atalanta e Samp su prestito. E poi, se arriveranno altre cessioni in attacco, potrebbe arrivare Innocent Contini Emeghara (23) del Lorient. Per Neto (24) è arrivato anche lo Zenit: ma il ds Antonelli, d’accordo con il presidente Mezzaroma, su Neto proverà a resistere fino alla fine del mercato di gennaio. LE ALTRE MOSSE DEL PALERMO - La pista Milan Baros (31) si è complicata ulteriormente: il Galatasaray libererà il giocatore, che ha il contratto in scadenza, ma non darà una mano a pagare un ingaggio che supera i 3 milioni di euro l’anno. All’estero spunta Fernando Cavenaghi (29) e poi c’è sempre Hugo Almeida (28), da tre anni al Besiktas; in Italia l’unica pista percorribile sembra Robert Acquafresca (25), anche se per lui c’è un’offerta importante del Levante.Con la Fiorentina si sta parlando di due giocatori: se per Cristian Llama (26) possono esserci degli spiragli, pur dovendo fare i conti con la Abruzzesi a casa concorrenza del Parma, per il brasiliano Romulo (25) i viola continuano a dire no. E, dello Young Boys oltretutto, le strategie dei due club potrebbero collidere su un obiettivo comune, ancora un per avere la mezzala. Eriksson brasiliano, quel Marquinho (26) che con Zeman ha rotto e che non si è ancora trasferito consigliere tecnico al Gremio nonostante una trattativa che sembrava ben avviata. dell’Al Nasr di Zenga

BIANCHI E CONTINI - Urbano Cairo, presidente del Toro, è tornato a parlare ieri del futuro di Rolando Bianchi (29), in scadenza di contratto con il club granata: «Bianchi? Io eseguo quello che dice Ventura. Se ci saranno le basi io rinnoverò volentieri il suo rinnovo perché è un giocatore a cui sono affezionato» . Il nome di Bianchi può ancora essere una soluzione anche per il Palermo. E avrebbe comunque tanto mercato per la prossima stagione. Il Siena resiste, ma anche le pressioni per Matteo Contini (32) aumentano: Samp e Atalanta aspettano. ESTERO - Dopo aver cortesemente declinato all’invito del Monaco 1860 che lo avrebbe voluto come direttore tecnico, Sven Goran Eriksson (54) ha detto sì all’Al-Nasr allenato da Walter Zenga e ne diventerà consigliere tecnico. Oggi arriverà l’annuncio di questa nuova esperienza professionale del tecnico di Roma, Fiorentina, Lazio e Samp, stavolta negli Emirati Arabi. Giocherà invece in Qatar l’attaccante ex Lazio Djibril Cisse (31): la squadra è l’Al Gharafa. @ettoreintorcia @fabiosple © riproduzione riservata


STRETTA FINALE PER IL PORTIERE Palermo, è il giorno di Sorrentino di Paolo Vannini

PALERMO - Stavolta si spera davvero che sia l’ultima puntata. La telenovela Sorrentino-Palermo dovrebbe concludersi in queste ore, anche se la vicenda ha vissuto così tanti colpi di scena da non poter escludere nulla. La rottura fra il portiere e il Chievo è ormai certificata. Sorrentino non si allena più con i veronesi e lo stesso tecnico Corini, che non lo ha convocato per la gara col Parma, si è augurato che la situazione si sblocchi presto. L’accordo fra calciatore e Palermo c’è già (contratto fino al 2015), ma il tira e molla economico fra le società prosegue. L’offerta finale dei rosa sarebbe di 3,5 mln di euro con Lo Monaco è la possibilità di inserire un giocatore (Brienza?) fra le contropartite. Il Chievo prima di dare pronto a definire l’affare: Brienza può il sì finale potrebbe volersi cautelare con un portiere. Da qui il timore che l’ok slitti ancora. andare al Chievo. Nel frattempo anche Lo Monaco ha una carta di riserva ed è pronto a virare su Carrizo, Attacco: Baros o ieri in panchina al Barbera con la Lazio. Cavenaghi

ZAMPARINI OTTIMISTA - Zamparini è apparso ottimista, sostenendo che in settimana arriveranno altri due rinforzi, appunto il portiere e l’attaccante. Anche in questo caso, rosa sempre più ristretta: sembra certo che la punta possente fisicamente debba giungere dall’estero e al nome di Baros (che al Galatasaray prende uno stipendio molto elevato e a questo punto sembra sempre più difficile possa arrivare in rosanero), si è aggiunto quello di Fernando Cavenaghi, argentino con passaporto italiano. L’ex bomber di River Plate e Bordeaux, 29 anni, attualmente nella Segunda Division spagnola al Villareal, è stato offerto al Palermo. Ma nel mercato le svolte possono arrivare anche in extremis e i rosa continuano a monitorare la situazione Genoa: adesso che è cambiato l’allenatore (Ballardini per Del Neri), magari potrebbe mutare qualche gerarchia. Oggi sarà intanto ufficializzata la cessione in prestito di Budan all’Atalanta. Altro segnale che indica che il Palermo comprerà al più presto una prima punta. La prova con la Lazio infine cambierà probabilmente il destino di Arevalo Rios: il centrocampista uruguaiano sembrava fuori dal progetto societario, ma da “reprobo” è tornato titolare. Dopo il suo gol, il secondo stagionale, potrebbe essere tolto dal mercato anche per la difficoltà a piazzarlo in Sudamerica a cifre importanti. © riproduzione riservata


SERIE BWIN: MERCATO, AFFARI & TRATTATIVE ASCOLI SU NOCCHI. FERREIRA PINTO PER CASTORI La Reggina in pressing su Colucci. Il Modena presenta Piscitella. Crotone a un passo da Del Prete di Tullio Calzone

ROMA - Reggina sempre in azione. In attesa di definire l’affare Giuseppe Colucci (32) e di trovare una nuova sistemazione a Vincenzo Sarno (24) a scadenza di contratto, e ad Alessio Viola (22) per il quale c’è un’offerta del Carpi, al presidente Foti è stato proposto di verificare la posizione di Simone Tiribocchi (35). Ma l’esperto bomber di Fiumicino difficilmente si muoverà e se ciò dovesse accadere, molto probabilmente, non lo farà per la Reggina. Che confida di poter ufficializzare oggi l’ingaggio di Colucci che sta riflettendo sulla trattativa che dovrebbe portare Giuseppe Rizzo (22) al Pescara. Dopo la Reggina potrebbe ritornare su Il Grosseto ha Federico Piovaccari (27). blindato Sforzini. C’è Terlizzi per Atzori. Calori ora spera che a Brescia arrivi almeno Cascione

ECCO PISCITELLA - Oggi, intanto, il Modena presenta Giammario Piscitella (19), l’attaccante arrivato dalla Roma via Genoa dove era approdato la scorsa estate nell’operazione che ha portato da Zeman il centrocampista greco Panagiotis Tachtsidis (21). Non è da escludere che contestualmente i dirigenti del Modena, il dg Alessio Secco e il ds Peppino Cannella, annuncino anche il perfezionamento dell’intesa già raggiunta da tempo con l’Udinese per il ritorno di Andrea Mazzarani (23), l’esterno offensivo già in gialloblù due stagioni fa e in grado di corroborare le ambizioni da play off degli emiliani.

EMULO DI BUFFON Il portiere della Juve Stabia, Timothy Nocchi (22). E' cresciuto nella Juventus

UN PORTIERE PER L’ASCOLI - Ceduto Enrico Guarna (27) allo Spezia e in attesa di qualche altra uscita, l’Ascoli potrebbe giovarsi dei buoni rapporti con la Juve per arrivare al portiere Timothy Nocchi (22) in luce nella prima parte della stagione con la Juve Stabia di Piero Braglia che ha sempre in organico un talento come Andrea Seculin (22). Le Vespe sono ancora alle prese col caso Gael Genevier (30), il centrocampista francese che ha manifestato la volontà di cambiare aria. Dal Novara potrebbe, già oggi, trasferirsi a Crotone il difensore Lorenzo Del Prete (27). Il ds Ursino confida, intanto, di accordarsi col Grosseto per trasferire da Menichini Pedro Correia (27) e Francesco Checcucci (23). Ha, invece, rifiutato il trasferimento in Calabria Giulio Donati (22). A proposito dei maremmani è forte la corte a Ferdinando Sforzini (28) anche dello Spezia che pensa a potenziare la difesa possibilmente con Christian Terlizzi (33). RINFORZI PER CASTORI - Prova a rinforzarsi anche il Varese. Intanto con l’ingresso in società di due nuovi soci: Raffaele Fabbozzi e Paolo Vitiello. Poi alimentando la trattativa per l’argentino Juan Antonio (25), già ad Ascoli con Castori. Il tecnico marchigiano potrebbe avere anche il centrocampista brasiliano Adriano Ferreira Pinto (33) così da compensare la partenza del centrocampista bosniaco Enis Nadarevic (25) che ieri ha debuttato con il Genoa contro il Catania. Calori spera di avere almeno Emmanuel Cascione (29) in prestito dal Pescara (ma c’è la concorrenza del Padova) per compensare le uscite di Bartosz Salamon (21) e, probabilmente, di Fabio Daprelà (21). © riproduzione riservata


PSG, LACRIME E CUORE Vince a Bordeaux e dedica i tre punti al preparatore scomparso Bordeaux-Paris SG 0-1 BORDEAUX (4-2-3-1): Carrasso; Mariano, Henrique, Sané, Tremoulinas; Plasil, Sertic; Ben Khalfallah (30’ st Bellion), Obraniak (29’ st Sacko), Servete; Gouffran. All. Gillot. PARIS SG (4-2-2-2): Sirigu; Jallet, Camara, Sakho, Maxwell: Verratti, Matuidi; Luca Moura (24’ st Chantomè), Lavezzi (30’ st Pastore); Menez (43’ st Armand), Ibrahimovic. All. Ancelotti. ARBITRO: Lannoy. MARCATORE: 43’ pt Ibrahimovic. Per la squadra di Una vittoria per riappropriarsi della testa della classifica e tornare a fare la voce grossa, Ancelotti ancora per far capire chi è che comanda. La Ligue 1 torna ad appannaggio del Paris Saint decisivo Ibrahimovic (rete n. Germain, che grazie al successo per 1-0 maturato a Bordeaux torna in testa alla classifica 19) e primo posto in compagnia del Lione (fermato venerdì sullo 0-0 dall’Evian), un punto sopra il Marsiglia ritrovato assieme al che sabato aveva battuto 3-2 in rimonta i campioni di Francia del Montpellier. Lione Salgono Nizza e Rennes

COMMOZIONE - Obbligato a scendere in campo, nonostante il lutto per la morte del preparatore atletico Nick Broad in seguito a un incidente stradale, ricordato con un minuto di silenzio all’inizio del match, il Paris SG ringrazia ancora una volta, nemmeno a dirlo, Zlatan Ibrahimovic, che su assist di Moura ha messo a segno la sua marcatura numero 19 in stagione consolidandosi come principe dei goleador. Carlo Ancelotti brinda al successo, ottenuto grazie ad un'ottima tattica di gioco: senza Thiago Silva (al suo posto Camara), l'ondata di «italiani» - veri e provenienti dalla serie A - era formata da Sirigu, Maxwell, Verratti, Lavezzi, Menez e Ibrahimovic. Nella ripresa spazio anche per Pastore, che non è riuscito a far cambiare faccia ad un match molto equilibrato e teso. Ancelotti e Ibra sorridono, il PSG è tornato quello di prima delle feste ed ha riabbracciato anche un ottimo Lavezzi. Per il Bordeaux, forse, l'ultimo treno utile per tornare a dire la propria nelle zone nobili della classifica. Il Nizza e il Rennes, vincitori entrambi rispettivamente sul campo del Bastia e su quello del Lilla, sentitamente ringraziano. Ass


INGHILTERRA Dempsey, gol al 92’ City a -5 dallo United Chelsea, festa derby Tottenham-Manchester Utd 1-1 TOTTENHAM (4-4-2): Lloris; Naughton (19' st Assou-Ekotto), Dawson, Walker, Caulker; Lennon, Dempsey; Parker (35' st Huddlestone), Bale; Defoe; Dembele. All. Villas-Boas. MANCHESTER UNITED (4-3-3): De Gea; Rafael, Vidic, Ferdinand, Evra; Jones, Kagawa (27' st Rooney), Carrick, Cleverley (39' st Valencia); Welbeck, Van Persie.All. Ferguson. ARBITRO: Foy. MARCATORI: 25' pt Van Persie (M), 47' st Dempsey (T). di Gabriele Marcotti LONDRA - Un gol di Clint Dempsey a tempo scaduto evita al Tottenham la sconfitta ma costa al Manchester United due punti rispetto al City. Perché grazie ai tre punti ottenuti contro il Fulham sabato, la squadra di Roberto Mancini accorcia a cinque le lunghezze di distanza dal primato. La capolista viene stoppata in extremis a White Hart Lane dopo il vantaggio in apertura di Van Persie, nel suo 22° gol stagionale (17° in Premier). Lo United protesta per un rigore su Rooney ma sono i padroni di casa ad avere le migliori occasioni, che si concretizzano quando Dempsey trova la conclusione che ristabilisce la parità e di conseguenza riapre la corsa alla Premier League. «Avremmo dovuto chiudere la partita prima - le parole di Sir Alex Ferguson - Ma il pareggio è giusto. Il campionato è aperto, il vantaggio minimo». BLUES TERZI - Nell'altro posticipo della domenica, giocato anch’esso sotto una fitta nevicata, il Chelsea consolida il terzo posto superando nel derby di Londra l'Arsenal. A Stamford Bridge pratica risolta già nei primi minuti per la squadra di Benitez ha messo subito il cappello andando in rete al 6' con Mata e raddoppiando al 16' con Lampard, su rigore per fallo di Szczesny su Ramires. L'Arsenal ha provato a reagire nella ripresa, costruendo buone occasioni con Giroud, Mertesacker e Walcott, che è riuscito a battere Cech al 13', ma i Blues hanno resistito, portando a casa tre punti preziosi in chiave Champions League. © riproduzione riservata


SPAGNA Ronaldo e Di Maria «manita» del Real Atletico, Falcao stop Valencia-Real Madrid 0-5 VALENCIA (4-2-3-1): Diego Alves; Ricardo Costa, Rami, Víctor Ruiz, Guardado; Gago (1' st Barragán), Tino Costa; Piatti (27' st Bernat), Banega, Jonas; Soldado (20' st Valdéz). All. Valverde. REAL MADRID (4-2-3-1): Casillas; Arbeloa, Varane, Albiol, Fabio Coentrao; Khedira (30' st Callejón), Xabi Alonso (13' st Essien); Di María, Ozil (22' st Modric), Ronaldo; Higuaín. All. Mourinho. ARBITRO: Teixeira Vitienes. MARCATORI: 8' pt Higuaín, 34' pt Di María, 36' pt e 42' pt Ronaldo, 45' pt Di María.. di Andrea De Pauli All’indomani della prima sconfitta liguera del Barça di Tito Vilanova, si ritrova improvvisamente il Real Madrid, a dir poco devastante al «Mestalla», dove realizza addirittura 5 gol nei primi 45'. Merengues a -15 dalla vetta. Decisamente più vicini i cugini dell'Atletico, che superano il Levante e si riportano a -8, ma potrebbero perdere, per un po', Radamel Falcao. TRAVOLGENTI - La lancetta dell'orologio pare tornata indietro di un anno intero di fronte all'esibizione dei madridisti, intensi e precisi come nella scorsa stagione. Già all'8', i blancos si portano in vantaggio con un vertiginoso contropiede, giostrato dagli ottimi Ozil e Di María e finalizzato da Higuaín. Poco dopo la mezz’ora Cristiano Ronaldo serve su un piatto d'argento la palla del raddoppio al redivivo «Fideo», che non fallisce. Tra 36' e 42', poi, lo stesso CR7 si toglie la soddisfazione di confezionare la sua doppietta, prima battendo Diego Alves sul primo palo, poi incrociando un destro di prima intenzione, al termine di una giocata corale. E sono già 18 le reti in Liga per il portoghese. Proprio allo scadere della prima frazione completa la «manita» di Di María, imbeccato dall'ennesima verticalizzazione di Ozil. Due ore prima, l'Atletico ha superato il Levante con Adrián e Koke. Si ferma però, Falcao, che esce dopo un'ora a causa di un malanno muscolare. Si parla di tre settimane di stop. © riproduzione riservata


PREMIER LEAGUE (23ª giornata) SABATO: Liverpool-Norwich 5-0, Manchester City-Fulham 2-0, Newcastle-Reading 1-2, Swansea-Stoke 3-1, West Ham-Queens Park Rangers 1-1, Wigan-Sunderland 2-3; West Bromwich-Aston Villa 2-2. IERI: ChelseaArsenal 2-1, Tottenham-Manchester United 1-1. OGGI: ore 21 Southampton-Everton. CLASSIFICA: Manchester United 56; Manchester City 51; Chelsea 47; Tottenham 41; Everton 37; Arsenal 34; West Bromwich 33; Liverpool 31; Swansea 30; Stoke 29; West Ham, Norwich 26; Fulham, Sunderland 25; Newcastle, Southampton 21; Aston Villa, Wigan 19; Reading 16; Queens Park Rangers 14. MARCATORI - 17 reti: Van Persie (Manchester United); 15 reti: Suarez (Liverpool); 14 reti: Ba (ChelseaNewcastle). LIGA (21ª giornata) VENERDI’: Espanyol-Maiorca 3-2. SABATO: Granada-Rayo Vallecano 2-0, Real Sociedad-Barcelona 3-2, Getafe-Siviglia 1-1, Malaga-Celta 1-1. IERI: Osasuna-Deportivo 2-1, Valladolid-Saragozza 2-0, Atl. MadridLevante 2-0, Valencia-Real Madrid 0-5. OGGI: ore 21.30 Betis Siviglia-Athl. Bilbao. CLASSIFICA: Barcellona 55; Atl. Madrid 47; Real Madrid 40; Betis Siviglia 34; Malaga 32; Rayo Vallecano 31; Levante, Valencia 30; Real Sociedad 29; Valladolid 28; Getafe 26; Siviglia 23; Saragozza 22; Espanyol, Athl. Bilbao 21; Granada 20; Celta 19; Osasuna 18; Maiorca 17; Deportivo La Coruña 16 MARCATORI - 29 reti: Messi (Barcellona); 18 reti: Falcao (Atl. Madrid), Ronaldo (Real Madrid). BUNDESLIGA (18ª giornata) VENERDI’: Schalke-Hannover 5-4. SABATO: Hoffenheim-Borussia Moenchengladbach 0-0, WolfsburgStoccarda 2-0, Magonza-Friburgo 0-0, Bayer Leverkusen-Eintracht Francoforte 3-1, Bayern-Greuther Furth 2-0, Werder Brema-Borussia Dortmund 0-5. IERI: Norimberga-Amburgo 1-1, Fortuna Dusseldorf-Augsburg 2-3. CLASSIFICA: Bayern 45; Bayer Leverkusen 36; Borussia Dortmund 33; Eintracht Francoforte 30; Schalke 28; Friburgo, Magonza 27; Borussia M. 26; Amburgo, Stoccarda 25; Hannover 23; Werder Brema, Wolfsburg 22; Fortuna Dusseldorf 21; Norimberga 20; Hoffenheim 13; Augsburg 12; Greuther Furth 9. MARCATORI - 13 reti: Kiessling (Bayer Leverkusen); 12 reti: Meier (Eintracht Francoforte); 11 reti: Mandzukic (Bayern), Lewandowski (Borussia Dortmund). LIGUE 1 (21ª giornata) VENERDI’: Lione-Evian 0-0. SABATO: Sochaux-Reims 1-0, Marsiglia-Montpellier 3-2, Ajaccio-Valenciennes, 1-1 Brest-Saint Etienne 0-1, Lorient-Troyes 3-2, Tolosa-Nancy 2-1. IERI: Bastia-Rennes 0-2, Lilla-Nizza 0-2, Bordeaux-Paris SG 0-1. CLASSIFICA: Paris SG, Lione 42; Marsiglia 41; Nizza, Rennes 35; Lorient 34; Bordeaux 32; Saint Etienne 31; Tolosa, Lilla, Valenciennes 30; Montpellier 29; Bastia 25; Brest 24; Sochaux 22; Ajaccio 21; Evian 20; Reims 19; Troyes 13, Nancy 12. N.B.: Ajaccio, 2 punti di penalizzazione. MARCATORI - 19 reti: Ibrahimovic (Paris SG); 12 reti: Cvitanich (Nizza); 11 reti: Gomis (Lione).


GERMANIA Van der Vaart è un fantasma Amburgo, è pari a Norimberga Augsburg, boccata d’ossigeno BERLINO (Enzo Piergianni) - La crisi coniugale di Rafael Van der Vaart ha frenato l'Amburgo nel posticipo a Norimberga (1-1, reti di Rudnevs e Pekhart). Lo sottolinea il gossip nella cronaca della partita sulla «Bild online», che critica la scialba prestazione del campione olandese : «Non lo si è quasi mai visto, dopo il caos sentimentale con la moglie Sylvie non è più quello di prima». In effetti, l'Amburgo ha dominato, ma gli è mancato il consueto contributo di estro e di tiro di Van der Vaart. Così è andata bene all'allenatore Wiesinger esordiente sulla panchina del Norimberga. Risultati positivi anche per gli altri due tecnici al debutto dopo la sosta: Keller vittorioso con lo Schalke e Kurz che ha interrotto contro il Borussia M. la striscia di 6 ko di fila dell'Hoffenheim. Nell'altro posticipo, boccata d'ossigeno per l’Augsburg che passa a sorpresa 3-2 a Dusseldorf. © riproduzione riservata


COPPA D’AFRICA BADU E ASAMOAH GOL INUTILI Ghana fermato sul 2-2. Oggi in campo Zambia e Nigeria Anche il Ghana stecca la «prima» in Coppa d'Africa. Una delle squadre favorite per il successo finale viene fermata sul pareggio (2-2) dall'intraprendente Repubblica Democratica del Congo. Le Black Stars mostrano una proprietà di palla superiore, portandosi in vantaggio di due reti. In rete Badu dell'Udinese (40') e Asamoah, in forza alla Juventus (50'). Sembra tutto deciso e, invece, i Leopardi reagiscono, trovando l'incredibile pareggio con i gol di Mputu (53') e, su calcio di rigore, di Mbokani. Nel finale, occasioni da entrambi le parti ma il risultato non cambia, per la disperazione dei tifosi del Ghana, indispettiti per l'esito del match. Nell'altra sfida del girone, successo, al fotofinish, del Mali sul Niger (1-0). Meglio Le Aquile nella prima frazione con Daouda sempre attento. Il Mali, anche nella ripresa, è padrone del campo. Keita, al 54', chiama Daouda al miracolo. C'è spazio anche per l'ex juventino Sissoko (assente in Nazionale da tre anni). Dopo un incrocio, all'84' Keita trova, meritatamente, la rete che decide il match (21ª in Nazionale per l'ex Barcellona). Oggi tocca al Gruppo C. Esordio per i campioni in carica dello Zambia , attesi dall'Etiopia. A seguire Nigeria-Burkina Faso. l GRUPPO B (1ª giornata) - Ghana-RD Congo 2-2, Mali-Niger 1-0. l GRUPPO C (1ª giornata) - OGGI ore 16 Zambia-Etiopia; ore 19 Nigeria-Burkina Faso. Diretta Eurosport. Ass


PSG, che serata: dalla commozione per la morte di Broad ai 3 punti firmati Ibra

La partita che il Paris Saint Germain non voleva giocare per la morte in un incidente stradale di Nick Broad, preparatore atletico e fedele compagno di avventure di Carlo Ancelotti - è stata poi disputata. E dopo le lacrime e l’abbraccio della squadra al tecnico di Reggiolo, è arrivata una vittoria amara ma preziosa, firmata da Ibrahimovic


Il Barletta con il cuore il Pisa deve arrendersi Barletta-Pisa 1-0 BARLETTA (4-2-3-1): Liverani 6; Calapai 6 (34' st Pippa sv) Burzigotti 6,5 De Leidi 6,5 Romeo 6; Piccinni 6,5 Allgretti 6,5; Carretta 6 Meduri 6,5 (41' st Albanese sv) Dezi 7; La Mantia 5,5 (25' st Barbuti 5). A disp.: Pane, Mazzarani, Di Bella, Cicerelli. All.: Novelli. PISA (4-4-2): Sepe 6; Sbraga 5,5 (1' st Rizzo 5,5) Carini 6 Sabato 6 Pedrelli 6; Gatto 6 Buscè 6 Mingazzini 6 Favasulli 6 (37' st Fondi sv); Scappini 5,5 (23' st Peres 5) Tulli 5,5. A disp.: Pugliesi, Rozzio, Colombini, Barberis. All.: Pane. ARBITRO: Sacchi di Macerata. Guardalinee: Camillucci e Bellagamba. MARCATORE: 4' st Dezi. ESPULSO: 47' st Gatto per doppia ammonizione. AMMONITI: Sabato (P), Tulli (P), Romeo (B), Favasulli (P), Piccinni (B). NOTE: Spettatori 1605 per un incasso di 6.628 euro. Angoli 3-2 per il Pisa. Recupero, pt 0', st 3'. di Giuliano Rotunno BARLETTA - Il Barletta conquista la terza vittoria sul proprio campo in questo campionato e risale di un altro gradino la classifica. Nel frattempo il ventenne Dezi (prestito del Napoli) segna il gol- vittoria e si conferma bomber della squadra con quattro reti. Il Pisa, pur avendo perso, resta in zona play off. PUNTI PESANTI - Il match era importante per le due squadre, che volevano far punti, utili per i rispettivi obiettivi. I limiti del Barletta sono accentuati dai meriti del Pisa, che si dispone in campo in maniera da non concedere spazi all'avversario, affidandosi al contropiede. E in due occasioni spaventa il Barletta con Buscè: al 28' e al 41', due azioni personali sulla destra da dove fionda due tiri in diagonale che sfiorano il palo opposto. Un minuto prima Favasulli aveva tentato di sorprendere invano Liverani con un tiro da fuori. Ripresa che si apre con un Barletta più deciso, che passa dopo 4' con Dezi: servito da Meduri, entra in area dalla sinistra, dribbla un difensore e davanti al portiere piazza la sfera nell'angolo opposto. © riproduzione riservata


ALLARME VIOLENZA UNA DOMENICA DA DIMENTICARE di Roberto Di Gianfrancesco Calma! E’ il momento di dire un chiaro no alla violenza. Ieri si sono registrati alcuni episodi che devono fare scattare subito l’allarme. Ad Aversa i fatti più gravi con i tifosi della Salernitana che hanno cercato di entrare in contatto con i supporters avversari alla fine del primo tempo. Ancora più incomprensibile il gesto di Francesco Montervino: l’attaccante granata, 34 anni, quindi non un calciatore di primo pelo, ha pensato bene di festeggiare il suo gol insultando i tifosi di casa davanti agli occhi di un esterrefatto Francesco Ghirelli, dg della Lega Pro, che ha chiesto provvedimenti adeguati e l’intervento dell’Assocalciatori. Aria pesante anche a Gubbio, dove un gruppetto di teppisti ha aggredito il presidente del Perugia, Santopadre, e altri dirigenti biancorossi. A Chieti i calciatori del Fondi hanno accusato un guardalinee di averli addirittura minacciati. E’ il momento che tutti si facciano un esame di coscienza. Troppo facile salire in cattedra, parlare di cultura della non violenza per poi riempire di mazzate il malcapitato di turno. © riproduzione riservata


Perugia, il derby è tuo Fioriti sferza il Gubbio Il patron rossoblù annuncia provvedimenti. Aggrediti i dirigenti perugini Gubbio-Perugia 2-3 GUBBIO (4-3-3) Venturi 5,5; Cancellotti 6 Briganti 5,5 Bartolucci 6,5 Belfasti 6; Sandreani 6 (23' st Nappello 6) Palermo 5,5 Guerri 5 (7' st Baccolo 6); Caccavallo 7 Galabinov 4,5 Bazzoffia 6,5. A disp.: Farabbi, Regno, Carroccio, Malaccari, Grea. All.: Sottil. PERUGIA (4-3-3) Koprivec 6; Cangi 5,5 Cacioli 6 Russo 6 Liviero 6; Moscati 6,5 (49' st Di Tacchio sv) Esposito 6 Nicco 6; Politano 7 Ciofani 6 (22' st Tozzi Borsoi 6) Fabinho 7 (36' st Rantier 6,5). A disp.: Giordano, Garcia, Lerbran, Moneti. All.: Camplone. ARBITRO: Ghersini di Genova. Guardalinee: Pentangelo e De Troia. MARCATORI: 1' pt Galabinov (G, aut.), 36' pt Ciofani (P, rig.), 3' st Caccavallo (G), 40' st Rantier (P), 46' st Baccolo (G). ESPULSI: 38' st Lebran (P) dalla panchina per proteste. A fine gara Palermo (G) AMMONITI: Cangi (P), Caccavallo (G), Moscati (P), Tozzi Borsoi (P), Nicco (P), Belfasti (G). NOTE: spettatori 3 mila circa con 766 tifosi del Perugia. Allontanato il vice allenatore Dicara (P). Angoli: 12-4 per il Gubbio. di Massimo Boccucci GUBBIO - Servono i derby al Perugia contro il Gubbio, che non lo vince dal 1948, per tirarsi su il morale e la classifica. Dopo l'andata ecco il colpo nel ritorno che riporta i grifoni in orbita play off, dopo il tonfo col Barletta, lasciando invece nei guai i rossoblù alla quarta sconfitta di fila con un solo punto e 15 gol presi nelle ultime 6 giornate. Il presidente locale Marco Fioriti alla fine ha tuonato coi suoi: «Non mi sono piaciuti al di là degli episodi. Servono provvedimenti, ci rifletteremo». E' stata una partita combattuta, sotto il diluvio nella ripresa proprio come l'ultimo precedente di 25 anni fa. Il goffo autogollampo di Galabinov, che di testa ha deviato nella sua porta la punizione dalla destra di Politano, ha lanciato il Perugia.

IN PRIMA FILA In alto, il francese Julien Rantier, 29 anni, ha messo la firma nel successo del Perugia nel derby (Arcieri) A lato, l’allenatore Guido Carboni compie 50 anni domenica 27 e lui si è fatto un regalo anticipato (Mosca)

BATTI E RIBATTI - Si è accesa subito la sfida, in campo e sugli spalti. Moscati, Politano e Ciofani hanno punzecchiato, e il Gubbio con gli spunti di Caccavallo e Bazzoffia si è reso più volte pericoloso sfiorando il pari con Sandreani e Palermo. Quando Briganti ha frenato Fabinho e l'arbitro ha indicato il dischetto ci sono state le proteste rossoblù e per tutta risposta l'ex Ciofani ha raddoppiato sotto la curva dei tifosi perugini. Partita chiusa? Niente affatto. Galabinov e Bazzoffia hanno sprecato prima del riposo, e il secondo tempo si è aperto con la parabola perfetta di sinistro di Caccavallo, sull'assist di Bazzoffia, che ha riaperto i giochi. BATTAGLIA NEL FANGO - Sotto la pioggia incessante il Gubbio ha dato l'anima per pareggiare mettendo paura a Koprivec con Caccavallo (5'), Bazzoffia (22') e qualche mischia. Rantier, da poco entrato, ha colpito di sinistro su punizione. La reazione rabbiosa del Gubbio ha portato al gol di Baccolo di testa nel recupero. A fine gara tensione alle stelle in campo tra i giocatori, mentre all'uscita dalla tribuna sono stati aggrediti i massimi dirigenti del Perugia, Santopadre e Moneti, con Politelli dell'ufficio marketing colpito a un ginocchio. (m.b./infopress)


Benevento, la magia di Carboni Giallorossi trasformati: Mancosu e Germinale stendono il Catanzaro Benevento-Catanzaro 2-0 BENEVENTO (4-3-1-2): Gori 6; D'Anna 6,5 (36' st Signorini sv) Siniscalchi 6,5 Mengoni 7 Anaclerio 6,5; Davì 7 Rajcic 7 Montiel 6,5 (38' st Cristiani sv); Mancosu 7,5; Marchi 6 (29' st Germinale 6,5) Marotta 7,5. A disp.: Mancinelli, Bolzan, Carotti, Cipriani. All.: Carboni. CATANZARO (4-4-1-1): Pisseri 7; Catacchini 6 Conti 6 Papasidero 5,5 Squillace 5,5; Fiore 6 Castiglia 5,5 (38' pt Ulloa 6) Quadri 5,5 (1' st Pompeu 5,5) Benedetti 6 (9' st Masini 5,5); Russotto 6; Fioretti 5,5. A disp.: Faraon, Bacchetti, Sabatino, Carboni. All.: Cozza. ARBITRO: Marini di Roma. ASSISTENTI: Orsini e De Filippis. MARCATORI: 29' pt Mancosu, 31' st Germinale (su rig). ESPULSO: 17' st Russotto (C) per frase offensiva nei riguardi dell'arbitro AMMONITI: Squillace (C), Papasidero (C), Anaclerio (B), Catacchini (C), Conti (C), Cristiani (B), Ulloa (C). NOTE: spettatori 2.500 circa. Prima della gara i giocatori del Benevento hanno mostrato uno striscione con su scritto "Carmelo non mollare", dedicato a Carmelo Imbriani. Al 17' st allontanato il tecnico Cozza (C). Angoli 4-3 per il Benevento. di Franco Santo BENEVENTO - Carboni assicura di non essere in possesso di bacchette magiche e che il suo Benevento ha solo fatto leva su una ritrovata serenità. Il fatto è che una partita così la squadra giallorossa non la giocava da tempo e di questo va dato merito al presidente Vigorito di aver guardato lontano. Rovistare nella mente dei calciatori è la cosa più difficile da fare, comprendere che era il momento di cambiare è stata l'intuizione più giusta. LE MOSSE - Il successo sul Catanzaro è ancora più netto di quanto dica il risultato finale. Il Benevento fa la partita che voleva, Carboni muove due-tre pedine fidandosi delle tante volte in cui ha visto all'opera la squadra giallorossa e si affida al modulo per cui questa squadra è stata costruita. Cozza sull'altro versante cerca di ritrovare un'identità dopo il guazzabuglio della partita col Latina, ma ha la sfortuna di affrontare una squadra che non sbaglia quasi nulla. Mancosu tra le linee è il grimaldello per scassinare la cassaforte calabrese, il sardo duetta con disinvoltura col nuovo arrivato Marotta ed è lui stesso a raccogliere il frutto di una prestazione da applausi. VANTAGGIO - Il vantaggio del Benevento arriva poco prima della mezz'ora, dopo che la squadra giallorossa ha più volte messo i brividi ad un Pisseri attento e reattivo. Tutto nasce da una ripartenza micidiale della squadra sannita, Mancosu fa breccia centralmente, finta l'appoggio sulla sinistra a Marotta, poi esplode un destro siderale che si infila a mezza altezza alla destra del portiere catanzarese. Un gran gol, che premia la squadra di Carboni, carica e propositiva come mai. Cozza prova a cambiare qualcosa, toglie Castiglia (che esce con aria polemica) e mette Ulloa, ma non riesce a cambiare l'inerzia della partita. RIPRESA - Già in avvio di ripresa il Benevento potrebbe chiudere i conti con lo scatenato Marotta. Azione da cineteca al 5': il napoletano aggancia di tacco un cross di D'Anna e al volo spedisce nella porta calabrese. Il riflesso di Pisseri è incredibile, la respinta prodigiosa. Il gol arriva però lo stesso. Col Catanzaro ridotto in dieci per l'espulsione di Russotto. E' Germinale a chiudere i conti su rigore, concesso per un mani di Conti. © riproduzione riservata


L’Avellino a Pagani per andare al comando PAGANI - Si ritorna a giocare in diretta tv dopo il "buco" contro il Latina. Nonostante le condizioni climatiche avverse, stavolta si spera che il campo tenga per evitare altre brutte sorprese. Out per infortunio l'esterno mancino Agresta e gli ex di turno il portiere Marruocco e il cursore destro Calvarese (insieme al brasiliano Babù e il mediano Romondini). Nunzella sarà probabilmente il sostituto dello squalificato Ciarcià a destra, con Tortori sulla corsia opposta.

AVELLINO - ( l.p.) L'occasione è ghiotta per l'Avellino. In caso di vittoria gli irpini diventerebbero aritmeticamente primi, con otto punti di vantaggio sul Frosinone, terzo. Il tecnico Rastelli deve rinunciare soltanto allo squalificato De Angelis. Non è scontato l'utilizzo di Millesi al suo posto nella posizione di trequartista, possibile variazione tattica con passaggio al 4-4-2. In avanti gli unici attaccanti disponibili, Castaldo e Biancolino, 16 gol insieme. Torna pure Catania che parte dalla panchina. Lps

Così in campo (ore 20.45 diretta Raisport 1) PAGANESE (3-5-2): Robertiello; Perrotta, Fernandez, Fusco; Nunzella, Scarpa, Romondini, Soligo, Tortori; Girardi, Caturano. A disp.: Pergamena, Puglisi, Pepe, Babù, Neglia, Franco, Fava. All.: Grassadonia. AVELLINO (4-3-1-2): Fumagalli; Zappacosta, Izzo, Fabbro, Pezzella; D'Angelo, Massimo, Angiulli; Millesi; Biancolino, Castaldo. A disp.: Orlandi, Bittante, Giosa, Bariti, Arini, Catania, Herrera. All.: Rastelli. ARBITRO: Ros di Pordenone (Leali-Maspero)


Sorrento mai in partita Carrarese di goleada Belcastro ne firma tre Carrarese-Sorrento 5-0 CARRARESE (4-2-3-1): Piscitelli 6; Lanzoni 7 Benassi 7 Anzalone 7 Vannucci 8 (35' st Bregliano 6); Pestrin 7,5 Corrent 7; Venitucci 7 (21' st Orlandi 6,5) Belcastro 8 Mancuso 7; Makinwa 8,5 (42' st Tognoni sv). A disp.: Cicioni, Melucci, Ciciretti, Merini. All.: Di Costanzo. SORRENTO (3-5-2): Rossi 5; Ciampi 5 Di Nunzio 5,5 Balzano 5; Di Dio 5 (41' pt Corsetti 5) Esposito A. 5 Beati 5,5 Ferrara 5 (10' st R.Esposito 5,5) Arcuri 5; Musetti 5,5 (19' st Schenetti 5) Bernardo 5. A disp.: Polizzi, Ansalone, Terminiello, Goitto. All. Bucaro. ARBITRO: Paolini di Ascoli Piceno. Guardalinee: Carovigno e Pignone. MARCATORI: 6' pt Makinwa, 31' pt, 2' st e 7' st Belcastro, 40' st Makinwa. AMMONITI: Lanzoni, Pestrin, Balzano, Ciampi e Beati. CARRARA (Atc) - Gigi Buffon si gode un'altra goleada. Stavolta è la sua Carrarese a sfoderare una prestazione scintillante. Travolto il Sorrento con una cinquina che consente di tornare alla vittoria dopo tre ko consecutivi e scalcavare i campani lasciando l'ultimo posto in classifica. Una Carrarese in stato di grazia. Di Costanzo ripresenta Piscitelli tra i pali, Benassi preferito a Melucci e debutto di Vannucci e Belcastro trequartista. In attacco Makinwa che dopo 6’ sigla un gol spettacolare dopo uno scambio stretto in velocità con Venitucci e con la punta del piede anticipa Rossi. Il nigeriano sfiora il secondo gol, ma dopo un dribbling ubriacante con un pallonetto serve un pallone d'oro a Belcastro che in semirovesciata mette la partita in discesa. Il Sorrento non entra mai in partita e crolla ad inizio ripresa. Il 3-0 arriva già al 2' con Belcastro che disegna un diagonale da trenta metri che centra il palo e si infila in rete con Rossi immobile. Vannucci pesca Belcastro in area e fa centro per la sua tripletta personale. Ma lo show della Carrarese non è finito. C'è spazio per la doppietta di Makinwa che dopo una palla gol al 10' su un traversone di Orlandi devia in rete per il 5-0. Il pesante ko mette a rischio la panchina di Bucaro: ore decisive, il Sorrento prenderà una decisione sulla posizione del suo tecnico.


Napoli e Tiboni (due gol) regalano il derby al Prato Il Viareggio chiude in otto Prato-Viareggio 3-0 PRATO (4-3-1-2): Layeni 6; Corvesi 6 Malomo 6,5 Ghinassi 6,5 Beduschi 6,5; Casini 6,5 Cavagna 6 Romano' 6,5 (46' st Bisoli sv); Disabato 6 (11' st Tiboni 7); Napoli 7 Silva Reis 6,5. A disp.: Brunelli, Bagnai, Kostadinovic, Cristofari, Essabr. All.: Esposito. VIAREGGIO (3-5-2): Gazzoli 5; Lamorte 5 Tomas 5 Trocar 6; Pellegrini 6 Pizza 6 Maltese 6 Calamai 6,5 (30' st De Vena sv) Peverelli 6; Giovinco 6 (14' st Sorbo 5) Magnaghi 5,5 (33' st Gerevini sv). A disp.: Furlan, Conson, Fiale, Sandrini. All.: Cuoghi. ARBITRO: Soricaro di Barletta. Guardalinee: Coli e Bonafede. MARCATORI: 13' st Napoli (su rig.), 40' st su rig. e 41' st Tiboni. ESPULSI: al 12' st Lamorte (V) per fallo da ultimo uomo, al 39' st Sorbo (V) per fallo da ultimo uomo; al 43' st Tomas (V) per gioco violento. AMMONITI: Pizza (V), Cavagna (P), Giovinco (V), Malomo (P), Calamai (V), Sorbo (V), Beduschi (P). di Massimiliano Martini PRATO - Vittoria di rigore per il Prato nel derby con il Viareggio, che chiude la partita in otto uomini. Succede tutto nella ripresa. I padroni di casa si portano in vantaggio al 13' con Napoli che prima si guadagna il tiro dal dischetto, atterrato da Lamorte in area, e quindi trasforma. In questa occasione, il Viareggio resta in dieci uomini per l'espulsione del suo difensore, reo di aver commesso un fallo sulla chiara occasione da gol dell'avversario.

RISULTATO AL SICURO - Il raddoppio del Prato avviene in conseguenza ad una analoga decisione del direttore di gara che al 39' decreta un nuovo penalty: Sorbo, che Cuoghi aveva inserito dopo il rosso di Lamorte per irrobustire la difesa del Viareggio, atterra Tiboni in area in un’altra chiara occasione da gol. Rossi diretto al difensore e un minuto dopo sul dischetto va lo stesso attaccante e segna il 2-0. Pochi secondi e arriva anche il 30. Silva Reis lancia Tiboni che sigla il 3-0 e la sua doppietta personale. Il Viareggio chiude in 8 per l’espulsione anche di Tomas Scintille, poi, nel dopopartita con il tecnico Cuoghi ed il presidente Dinelli che lanciano pesanti accuse nei confronti dei padroni di casa e del direttore di gara. © riproduzione riservata


L’Andria ride su rigore ma al Frosinone è mancata la grinta Andria-Frosinone 1-0 ANDRIA (4-4-2): Rossi 6,5; Tartaglia 6,5 Migliaccio 6,5 Zaffagnini 6,5 Malerba 6,5; D'Errico 6,5 (44' st Loiodice sv) Giorgino 7 Larosa 6,5 Taormina 6,5 (17' st Cutrupi 6); Maccan 6,5 (37' st Guariniello sv) Innocenti 6,5. A disp.: Sansonna, Scrugli, Lorenzini, Dumitru. All.: Cosco. FROISINONE (4-3-3): Zappino 6; Guidi 5 (13' st Frabotta 6) Bertoncini 6,5 Biasi 6,5 Blanchard 6; Carrus 6 Gucher 5,5 (25' st Ganci 6) Frara 6; Rogero 5,5 (13' st Aurelio 6) Santoruvo 6 Cesaretti 6. A disp.: Vaccarecci, Amelio, Gori, Marchi. All.: Stellone. ARBITRO: Cifelli di Campobasso. Guardalinee: Guarino e D'Amato. MARCATORE: 24' pt Innocenti rig. AMMONITI: Guidi (F), Larosa (A), Cesaretti (F), Maccan (A), Migliaccio (A), Gucher (F), D'Errico (A). NOTE: Spettatori 1.512 per un incasso di 6.510 euro. Angoli 4-2 per il Frosinone. Recupero, 0' pt, 4' st. di Michele Zito ANDRIA - Cade il Frosinone per la terza volta in questo campionato. In trasferta era capitato addirittura alla seconda giornata, a Gubbio, anche allora era stato un rigore a decidere la gara. Al di là dell'episodio che ha indirizzato la partita, il Frosinone ha perso in aggressività contro i più convinti padroni di casa. L'azione che ha portato all'atterramento di Taormina da parte di Guidi è stata bella, veloce e articolata. Si può discutere su dove sia iniziata l'entrata in scivolata del difensore del Frosinone, forse qualche centimetro fuori dal vertice dell'area. Ma il fallo sembra essersi concretizzato in zona proibita. Rigore trasformato impeccabilmente da Innocenti. Prima del gol c'erano state un paio di avvisaglie dalle parti di Rossi, sempre pronto alla risposta. La più importante è stata sicuramente l'insidiosa inzuccata di Santoruvo all'11' su cross in area direttamente da calcio piazzato. Nella ripresa Stellone decide di conferire maggiore incisività alla linea avanzata. Arriva a schierare persino 4 attaccanti con gli ingressi di Aurelio e Ganci. Ma, oltre ad una costante pressione nella metà campo avversaria, peraltro ben arginata, va vicino al pareggio soltanto una volta su calcio piazzato dal limite di Blanchard, ma la traversa dice no alle speranze del Frosinone. © riproduzione riservata


GIOCATA SABATO Latina-Nocerina 1-1 LATINA (4-3-3): Bindi 6 (24' st Ioime 6); Milani 6 Cottafava 6 De Giosa 6 Bruscagin 5,5; Gerbo 7 (31' st Tulli 5,5) Cejas 6 Sacilotto 6; Barraco 7 Jefferson 5,5 (11' st Ricciardi 5) Agodirin 6. A disp.: Cafiero, Agius, Burrai, Angelilli. All.: Pecchia. NOCERINA (4-3-3): G. Russo 5,5; Daffara 5,5 Baldan 5,5 Scardina 5,5 Giuliatto 4; Corapi 6,5 Gorobsov 6 (1' st Garufo 6) De Liguori 6; Mazzeo 7 (45' st De Franco sv) Evacuo 7 N. Russo 6 (14' st Rizza 6). A disp.: Aldegani, Crescenzi, Chiosa, Gavilan. All.: Auteri. ARBITRO: Minelli di Varese. Guardalinee: Calò e Grillo. MARCATORI: 9' pt Mazzeo (N, rig.), 24' pt Barraco (L). ESPULSI: 44' pt Giuliatto (N) per doppia ammonizione. AMMONITI: N. Russo (N), Scardina (N), Gerbo (L), Baldan (N), Rizza (N), G. Russo (N). NOTE: allontanati per proteste al 2' st Pitino (d.s. Nocerina) e al 38' st Sperduti (tm Latina). Angoli: 6-1 per il Latina.


Il Carpi non trova la chiave del bunker del Portogruaro Carpi-Portogruaro 0-0 CARPI (4-4-2): Sportiello sv; Pasciuti 6,5 Letizia 6,5 Terigi 6 Sperotto 5,5; Cortesi 6,5 (24' st Potenza 5) Concas 5,5 Perini 7 Di Gaudio 5; Arma 5 Kabine 5 (12' st Melara 6,5). A disp.: Trini, Fusar Bassini, Negri, De Bode, Gagliolo. All.: Tacchini. PORTOGRUARO (4-3-2-1): Tozzo 7,5; Chesi 5,5 Patacchiola 6,5 Moracci 6,5 Pondaco 5,5; Herzan 6 Sampietro 5,5 Salzano 5,5 (12' st De Sena 6); Martinelli 5,5 (36' st Pisani sv) Cunico 6 (22' st Licata 6); Corazza 5,5. A disp.: Bavena, Blondett, Pignat, Magrassi. All.: Madonna. ARBITRO: Bietolini di Firenze. Guardalinee: Hager e Defina. AMMONITI: Kabine (C), Sampietro (P), Cortesi (C), Martinelli (P), Potenza (C), Corazza (P), Morucci (P). NOTE: spettatori 700 circa. Angoli 14 a 0 per il Carpi. CARPI - Al Carpi non basta un secondo tempo giocato per intero nella metà campo degli avversari per avere la meglio del bunker eretto dal Portogruaro. Perini e compagni sono così costretti a rimandare l'appuntamento con la prima vittoria del 2013. La partita si gioca tutta nei secondi 45’, dopo un primo tempo soporifero, fatto prevalentemente di schermaglie a centrocampo. Dopo la pausa, infatti, i padroni di casa alzano l'intensità del pressing e costringono gli avversari a chiudersi a difesa di Tozzo, bravo nelle poche volte in cui i biancorossi riescono ad concludere verso la porta. Come al 3' su Pasciuti, al 18' su Arma o nei minuti di recupero su due conclusioni di Potenza. Infopress


Treviso-Trapani 2-3 TREVISO (4-4-1-1): Merlano 7; Cernuto 6 Stendardo 6 (26' pt trizzolo 7) Zammuto 5 Beccia 5,5; Videtta 6 Komac 6,5 (5' st Madiotto 6,5) Fortunato 5,5 Spinosa 5; N. Tarantino 5 (26' st Piccioni sv); Kyeremateng 5,5. A disp: Tonozzi, Brunetti, Rosaia, Topopan. All: Ruotolo TRAPANI (4-4-2): Nordi sv; Lo Bue 6 Filippi 5,5 Pirrone 6,5 (23' st Tedesco) Rizzi 6; Basso 6 Pagliarulo 6,5 Spinelli 6 Madonia 6,5 (18' st Pacilli 6); Abate 6,5 Gambino 7 (13' st Mancosu 5,5). A disp. Morello, Priola, D'Aiello, Giordano. All. Boscaglia. ARBITRO: Serra di Torino Guardalinee: Caliari e Rizzato MARCATORI: 24' pt Pagliarulo (TP), 38' pt Gambino (TP), 30' st Strizzolo (TV), 35' st Madiotto (TV), 42' st Pacilli (TP) ESPULSI: 46' st Beccia per somma di ammonizioni. 47' st Kyeremateng per proteste. AMMONITI: Pirrone, Rizzi, Lo Bue, Pagliarulo, Tedesco (TP); Beccia (TV) NOTE: Spettatori 898, incasso 6423 Angoli: 6-1 per il Trapani. Recupero: pt 3'; st 3' di Silvano Focarelli TREVISO - Come all'andata, ma stavolta tutto è accaduto nel finale dopo che il Trapani si era installato con grande merito sul 2-0 già nel primo tempo con un gol di rapina di Pagliarulo dopo il palo colpito da Filippi e una rasoiata in diagonale di Gambino. Nel secondo situazione sotto controllo granata per mezz’ora, poi improvvisa doppia fiammata trevigiana con gran sinistro del neo acquisto Strizzolo e girata sotto misura di Madiotto. Ma il Trapani ha davvero mille risorse ed è andato a colpire quasi allo scadere anche lui con l'ultimo arrivato: il Treviso perde palla, Pacilli parte come un treno senza che nessuno riesca a contrastarlo, rasoterra angolato dal limite e amen. Come se non bastasse tutto ciò, nel finale a nervi scoperti il peggiore in campo, Serra, ne caccia due del Treviso infiammando ancor più l'ambiente. Facile capire che nel freddo e nella pioggia del Tenni ci si è tutt'altro che annoiati. Trapani che festeggia doppiamente visto che ora ha operato il sorpasso sul Lecce per la gioia della sessantina di ultras granata saliti fin quassù. Treviso chiaramente inferiore tecnicamente ma, anche con gli ultimi innesti, capace di cambiare marcia e sfiorare la grande impresa, dimostrando che i play-out sono ampiamente alla sua portata. © riproduzione riservata


Trapani allo sprint sorpassa il Lecce I siciliani sbancano Treviso, pugliesi travolti San Marino-Lecce 3-1 SAN MARINO (4-3-3): Vivan 6,5; Pelagatti 6,5 Fogacci 6,5 Ferrero 6 (44' st Crivello sv) Mannini 6; Capellini 7 (22' st Calvano sv) Lunardini 6,5 Poletti 6,5; Doumbia 6,5 Coda 8 Casolla 6 (16' st Ferrari 6,5). A disp: Migani, Pigini, Chiaretti, Defendi. All: Acori. LECCE (4-2-3-1): Benassi 5,5; Vanin 5 (30' st Chevanton sv) Esposito 5,5 Di Maio 6 Legittimo 5,5; Memushaj 6 Zappacosta 6 (45' pt Derose 6,5); Chiricò 7 Gambino, 29 anni, (11' st Foti 5,5) Bogliacino 6,5 Pià 5,5; Jeda 6. A disp: Gabrieli, Martinez, Salvatore centrocampista del Trapani Tomi, Vinicius. All: Lerda. (Arcieri) ARBITRO: D'Angelo di Ascoli Piceno Guardalinee: De Franco e Tolfo MARCATORI: 5' pt Capellin (SM), 25' pt Coda (SM), 38' pt Bogliacino (L), 22' st Coda (SM). AMMONITI: Lunardini (SM); Legittimo, Derose, Pià (L). NOTE spettatori 900 circa. Angoli: 8-4 per il Lecce. Recupero: pt 1', st 4' SAN MARINO - Il San Marino inizia bene e finisce alla grande una partita che il Lecce poteva recuperare. Alla fine a esultare sono i Titani che vanno subito in vantaggio di un gol grazie a Capellini, bravo al 5' a insaccare sul secondo palo l'assist di Capellini. Il Lecce davanti dà l'idea di poter far male sempre, ma il trio dietro a Jeda, questa volta formato da Chiricò, Bogliacino e Pià, si accende solo a sprazzi. La squadra pugliese prova a fare gioco ma la pressione del San Marino è asfissiante e la reazione è relativa, quasi innocua. Invece del pari arriva il 2-0: merito di Coda, che schiaccia il colpo di testa in rete al 25'. A questo punto il Lecce reagisce, ci prova con Chiricò e Memushaj, poi arriva al gol con Mariano Bogliacino, botta e lampo di classe che riapre totalmente i giochi. Il Lecce ci prova, sfiora il pareggio con Pià e inizia la ripresa con tanta fiducia. Il San Marino esce dal guscio ed è chirurgico a passare sul 3-1 al 22' con Coda, bravo a ribattere in rete la respinta di Benassi sulla saetta di Ferrari. Il Lecce non sembra crederci più, il San Marino sfiora il 4-1 con un Coda imprendibile (Benassi salva) e con Poletti a qualche minuto dal 90', ma il sinistro del giocatore del San Marino finisce sull'esterno della rete. Finisce con un 3-1 meritato per il San Marino, il Lecce paga caro l'inizio shock e la mezz’ora successiva al gol di Bogliacino, periodo nel quale avrebbe potuto pareggiare. Infopress


L’AZ Gold Woman fa il vuoto, Montesilvano secondo Sinnai e Sporteam, botta e risposta. Real Statte, nuovo show. Vince la Roma, sale la Pro Reggina di Antonio Galluccio

Sinnai, Az Gold Women e Real Statte avanzano a gran ritmo: le tre capolista brillano nella terza di ritorno della Serie A femminile. GIRONE A - Il Sinnai supera tra le mura amiche il Pcg Bresso e mantiene il fase di Virtus Romaprimato con un punto di vantaggio sulla Sporteam United immediata inseguitrice Una Aranova Ceprano (Adriano vittoriosa, davanti al proprio pubblico, contro il Real Lions Ancona. Il Città di Marini/Divisione Calcio a 5) Breganze passa in Piemonte contro il Torino Futsal Femminile ed è terzo da solo dopo la sconfitta interna della Lupe contro il Portos Femminile che affianca al quarto posto la formazione veneta. L'Isolotto Fondiaria Firenze pareggia in trasferta contro la Casalgrandese. Vittoria casalinga per la Kick Off Femminile contro l'Areasport Verona. Risultati: Casalgrandese-Isolotto Fondiaria Firenze 3-3; Kick Off Femminile-Areasport Verona 4-0; Lupe-Portos Femminile 1-3; Torino Futsal Femminile-Città di Breganze 3-4; Sporteam United-Real Lions Ancona 8-3; SinnaiPcg Bresso 8-0. Classifica: Sinnai 34; Sporteam United 33; Città di Breganze 29; Lupe e Portos Femminile (-1) 27; Isolotto Fondiaria Firenze 26; Kick Off Femminile 21; Real Lions Ancona 13; Torino Futsal Femminile 9; Pcg Bresso 8; Casalgrandese 7; Areasport Verona 6. Girone B - Va alla Az Gold Women il confronto al vertice contro la Futsal Ternana: ora è avanti di undici punti la formazione abruzzese dove, all'esordio, realizza una tripletta Gayardo, prima del gol finale di Garcia Reyes. Il momentano pareggio della Futsal Ternana è di Madonna, con la squadra umbra raggiunta in seconda posizione dal Città di Montesilvano, che piega al PalaRoma della città abruzzese la Nuova Focus Calcio Foggia. Torna al successo la Virtus Roma al Pala To Live della capitale contro la Ls Aranova Ceprano. L'Atletico Ardea Futsal conquista il risultato pieno in Umbria contro il Perugia e il Città di Pescara vince in Campania contro il Real Sorrento. Non disputata, a Roma, la gara tra Lazio e Woman Napoli. Risultati: Az Gold Women-Futsal Ternana 4-1; Città di Montesilvano-Nuova Focus Calcio Foggia 4-3; LazioWoman Napoli non disputata; Perugia-Atletico Ardea Futsal 1-3; Real Sorrento-Città di Pescara 4-7; Virtus Roma-Ls Aranova Ceprano 2-1. Classifica: Az Gold Women 38; Città di Montesilvano e Futsal Ternana 27; Lazio* 26; Virtus Roma 23; Ls Aranova Ceprano e Woman Napoli* 19; Atletico Ardea Futsal 18; Nuova Focus Calcio Foggia e Perugia 15; Città di Pescara (-3) 7; Real Sorrento 0. * = una gara in meno. GIRONE C - Super Real Statte: la squadra tarantina vince la supersfida di Montemesola contro l'Ita Salandra e rimane l'unica squadra della categoria a punteggio pieno con quattordici vittorie. Per la formazione lucana sblocca Fragola. Quindi la rimonta del Real Statte con tripletta di Dalla Villa più le reti di Nicoletti, Moroni e Bianco. La Pro Reggina vola in Basilicata contro il Cus Potenza segnando diciotto gol e riconquista il secondo posto raggiungendo l'Ita Salandra. Successo interno per lo Sporting Locri Femminile contro la Jordan Aufugum e trionfo esterno del Martina Calcio Femminile contro la Nuova Atletica Giovinazzo. Bene in casa Five Molfetta e Vittoria Calcetto contro Parrocchia Ganzirri e Cus Palermo. Risultati: Cus Potenza-Pro Reggina 0-18; Five Molfetta-Parrocchia Ganzirri 4-3; Nuova Atletica GiovinazzoMartina Calcio Femminile 3-7; Real Statte-Ita Salandra 6-1; Sporting Locri Femminile-Jordan Aufugum 4-3; Vittoria Calcetto-Cus Palermo 2-1. Classifica: Real Statte 42; Pro Reggina e Ita Salandra 36; Jordan Aufugum 25; Cus Palermo e Parrocchia Ganzirri 18; Five Molfetta e Vittoria Calcetto 16; Sporting Locri Femminile 14; Martina Calcio Femminile 13; Nuova Atletica Giovinazzo 9; Cus Potenza 0.


Entella-Albinoleffe 2-0 VIRTUS ENTELLA (4-3-1-2): Paroni 6,5; De Col 6,5 (45' st Falcier sv) Cesar 7 Russo 7 Zampano 6,5; Staiti 6,5 Raggio Garibaldi 6,5 (25' st Ballardini 6) Volpe 6,5; Vannucchi 7; Cori 6,5 (45' st Argeri sv) Rosso 6,5. A disp.: Otranto, Cecchini, Serlini, Hraiech. All.: Prina. ALBINOLEFFE (4-3-3): Offredi 6,5; Salvi 5,5 M.Belotti 5,5 Allievi 5,5 Regonesi 6; Gazo 5,5 (10' st Pirovano 5,5) Taugordeau 5,5 Maietti 5,5; A.Belotti 6,5 Pesenti 6 (29' st Diakite 5,5) Pontiggia 5,5 (34' st Personè sv). A disp.: Amadori, Ambra, Ondei, Calì. All.: Pala. ARBITRO: Pagliardini di Arezzo. Guardalinee: Cecconi e Raspollini. MARCATORI: 12' pt Staiti; 27' st Russo rig. AMMONITI: Russo, Cesar, Staiti, Volpe, Pesenti, Maietti e Diakite.


Cuneo-Reggiana CUNEO- ( Ass) Rinviata per neve Cuneo-Reggiana. Per l'inagibilità delle tribune dello stadio coperte dalla nevicata e la precaria condizione delle strade, la partita verrà recuperata a data da destinarsi. Chi avesse acquistato il biglietto potrà chiedere il rimborso dal 21 al 25 gennaio presentandosi presso gli uffici di Corso Monviso 21 a Cuneo. I biglietti saranno comunque validi anche per il giorno in cui verrà recuperata la partita.


Lumezzane-Pavia 2-0 LUMEZZANE (4-4-2): Coletta 7; D'Ambrosio 7,5 Possenti 6,5 Giorico 6 Dametto 7; Mandelli 6 Gallo 6,5 Dadson 6 Inglese 7,5; Kirilov 6 (27' st Samb 6), Carlini 6 (17' st Pintori 6,5). A disp.: Sambo, Zamparo, Sabatucci, Sevieri, Torri. All.: Festa. PAVIA (4-4-2): Kovacsik 5,5; Capogrosso 5,5 Meregalli 6 La Camera 5,5 D'Orsi 5,5; Fasano 6 Statella 5,5 Di Chiara 5,5 Cesca 6 (41' st Turi sv); Beretta 5 (1' st Meza Colli 5,5), Lussardi 5,5 (34' st Redaelli 5,5). A disp.: Previti, Lisi, Ferrini, Bracchi. All.: Cerri. ARBITRO: Baldicchi di CittĂ di Castello. Guardalinee: Sgheiz e Lipizer. MARCATORI: 22' st Inglese, 39' st D'Ambrosio. AMMONITO: Giorico (L). NOTE: Angoli 5-4 per il Pavia. Recupero,1' pt, 3' st.


IN BREVE Domani torna la serie A (tutte le partite alle 20) Luparense-Asti in Tv Domani c'è la Serie A con il turno infrasettimanale valevole per la seconda giornata di ritorno: tutte le gare alle ore 20. Le prime quattro di fronte: la Luparense quarta forza ospita l'Asti capolista in diretta tv su Raisport 2 mentre l'Acqua & Sapone Città Sant'Angelo al terzo posto riceve la Lazio seconda. In trasferta Montesilvano, Marca Futsal, Napoli, Real Rieti e Venezia rispettivamente contro Verona, Kaos Bologna, Genzano, Putignano e Pescara. COPPA ITALIA SERIE B - Sabato prossimo, fermo il campionato di Serie B, comincia la Coppa Italia con la prima giornata dei triangolari 1, 2, 3, 4, 7 e 8. I triangolari 5 e 6 scattano invece il 26 febbraio. COPPA ITALIA NAZIONALE SERIE C1 - Con l'anticipo di stasera, a Monfalcone, tra Partenope e Bassa Atesina, valevole per la prima giornata del triangolare D, inizia la fase nazionale della Coppa Italia di Serie C1 riservata alle vincenti la fase regionale: la squadra che conquista il trofeo è promossa in Serie B. La gara, che comincia alle ore 21, sarà diretta dagli arbitri Hager di Trieste e Bertolo di Pordenone. Riposa l'Asd 5 Diavoli. Domani le altre partite. a.gal.


OBIETTIVO SULLA A2 Il Loreto ci crede sempre Quarta vittoria consecutiva e zona play off agganciata Ha innestato la marcia giusta il Loreto Aprutino nel girone B del campionato di Serie A2. « Dopo un avvio nel quale non ci siamo espressi al meglio», spiega Antonello Delle Monache, presidente della squadra abruzzese, con sede nell'omonimo centro a pochi chilometri da Pescara, che durante la scorsa annata ha sfiorato la finale per la Serie A. « Mancava un secondo e mezzo - ricorda Delle Monache - al termine del secondo tempo supplementare nella semifinale di ritorno contro il Cagliari che segnò su tiro libero passando il turno. E' stata pure presentata la domanda di ammissione al massimo campionato ma non ce l'abbiamo fatta. Da qui siamo ripartiti per inseguire nuovamente il salto di categoria che sarebbe un traguardo storico: per un paese di circa settemilasettecento abitanti è già un miracolo essere in Serie A2». POKER DI VITTORIE - Dunque ha ripreso a correre il Loreto Aprutino agganciando, sabato scorso, la zona play off, con il successo di Lucera contro la Fuente Foggia, il quarto consecutivo nella scia di quelli collezionati contro Latina, Acireale e Brillante Roma, dodici punti dalla nona alla dodicesima giornata. « La squadra - aggiunge il presidente - c'è sempre stata. Solo che tra pali, traverse e rigori sprecati, abbiamo perso un pò di terreno dalle zone nobili della graduatoria. In più ci si è messa la sfortuna con alcuni pareggi di troppo e qualche sconfitta per un gol di scarto: in trasferta contro il Modugno eravamo sul 5-2 per noi ed è finita 5-5, in casa contro il Futsal Potenza stavamo vincendo 5-3 e abbiamo perso 6-5, sul campo della capolista LC Poker X Martina Franca siamo andati tre volte avanti, prima 2-0, poi 3-1, quindi 4-2, perdendo 6-5. Adesso ci siamo rimessi in carreggiata e la recente conquista della quinta posizione ci fa ben sperare per il prosieguo della stagione». ARRIVI - La svolta nel mercato di dicembre. « Con l'arrivo degli universali Correia dal Pescara e Terenzi dal Latina abbiamo completato la rosa. La squadra ha ricominciato a vincere risalendo la classifica. Ci crediamo tutti: la società con i dirigenti, il gruppo con l'allenatore Piero Marrone, i tecnici e giocatori, l'ambiente con gli sportivi presenti in gran numero sugli spalti del PalaSablanico durante le partite casalinghe e che hanno seguito la squadra anche a Lucera contro la Fuente Foggia. Peccato solo per la mancata qualificazione alla Final Eight di Coppa Italia che, con qualche punto in più, avremmo potuto raggiungere. Ormai guardiamo avanti, convinti di poter confermare il buon momento, sperando di allungare la serie utile e avvicinarci ancora di più alle prime posizioni. Siamo contenti, inoltre, per i risultati conseguiti nel settore giovanile, con la formazione under 21 che sta disputando un ottimo campionato. Insomma, ci sono tutti i presupposti per continuare così, con entusiasmo, passione, volontà, impegno, convinzione. Saremo protagonisti - conclude Delle Monache - fino alla fine». a.gal.


Como-Tritium 4-0 COMO (4-2-3-1): Perucchini 6,5; Luoni 6,5 D. Donnarumma 6,5 Marchi 6,5 Migliorini 6; Ardito 6,5 Verachi 6,5 (25' st Scialpi 6); GiampĂ 6,5 Tremolada 6,5 Lisi 6 (34' st Fautario 6); Mendicino 7,5 (15' st Torregrossa 6,5). A disp: Micai, Ambrosini, Tapinetto, Grandi. All: Paolucci. TRITIUM (4-3-3): Nodari 6; Martinelli 5,5 Teso 5,5 Pedroni 5,5 Riva 5,5; Corti 6 Monacizzo 5,5 (14' st Casiraghi 5,5) A. Arrigoni 6; E. Bortolotti 6 Grandolfo 5,5 (35' st Cremaschi 5,5) Cogliati 5,5 (19' st Stampatti 6). A disp: Paleari, T. Arrigoni, Cusaro, Chinellato. All: Magoni. ARBITRO: Cangiano di Napoli Guardalinee: Carovigno e Semperboni MARCATORI: 20' pt Mendicino, 27' pt Marchi, 38' pt Mendicino, 33' st Torregrossa AMMONITI: Mendicino, Migliorini, Verachi, Tremolada (C); A. Arrigoni, Riva (T)


FeralpiSalò-Cremonese 1-0 FERALPISALO' (4-3-3): 6,5 ; Tantardini 6 Malgrati 6 Leonarduzzi 6,5 Cortellini 6; Milani 6 Castagnetti 6,5 Schiavini 6(30'st Ilari 7); Montella 6,5(33'st Bracaletti 6) Miracoli 6 Tarana 6 (41'st Magli sv). A disp.: Gallinetta, Caputo, Finocchio, Bentoglio. All.: Remondina. CREMONESE (4-3-1-2): Viotti 6; Sales 6 Tedeschi 6 Cremonesi 5,5 Visconti 6; Baiocco 6 Buchel 5,5 Nizzetto 5.5; Caridi 5,5(41'st Magallanes sv); Le Noci 5,5(24'st Filippini 6) Djuric 6. A disp.: Grillo, Moi, Armenise, Degeri, Nardi. All.: Scienza. ARBITRO: Benassi di Bologna Guardalinee: Santoro e Tudisco MARCATORI: 38' st Ilari. AMMONITI: Branduani (F), Sales (C), Djuric (C), Cortellini (F), Tantardini (F). NOTE: Allontanati al 28' st il ds Zocchi (C) e al 35' st l’allenatore Scienza (C).


Salernitana, a Aversa si scatenano i tifosi Gli incidenti a fine primo tempo. Brutto gesto di Montervino Aversa Normanna-Salernitana 0-1 AVERSA NORMANNA (4-1-2-3): Gragnaniello 6; Avagliano 5,5 Bova 6,5 Campanella 6,5 Fricano 6; De Martino 6; Marano 6,5 (12' st Guarracino 6) Ricci 6 (22' st Polani 6); Manco 6 Scalzone 6 Gagliardi 6,5 (22'st Gatto 6). A disp.: Esposito, Panarelli, Caldore, Vanacore. All.: Romaniello. SALERNITANA (4-3-1-2): Iannarilli 6,5; Luciani 6 Rinaldi 4,5 Molinari 6,5 Piva 6; Montervino 5 Zampa 6,5 Mancini 7; Mounard 5,5 (6' st Tuia 6) Guazzo 5,5 (13' st Capua 6) Ginestra 5,5 (23' st Vagenin 6). A disp: Dazzi, Cristiano Rossi, Ricci, Vettraino. All.: Perrone. ARBITRO: Mangialardi di Pistoia. Guardalinee: Stasi e Di Salvo. MARCATORE: 39' pt Montervino Francesco Montervino, 34 anni ESPULSI: al 4'st Rinaldi (S) per doppia ammonizione; al 10'st Montervino (S) (Mosca) per doppia ammonizione; al 43'st Avagliano (A) per doppia ammonizione. AMMONITI: Fricano (A), Scalzone (A), Piva (S), Manco (A), De Martino (A), Campanella (A). NOTE: spettatori 2000 circa, di cui oltre mille ospiti. Angoli 4-2 per l'Aversa. AVERSA - (Lps) E' un derby macchiato che assegna alla Salernitana la vittoria sul campo, ma una sonora sconfitta ai suoi tifosi protagonisti degli scontri nell'intervallo con le forze dell'ordine. Gli oltre mille supporter granata si sono scatenati al termine del primo tempo, tentando di venire a contatto con quelli di casa, brandendo anche alcuni estintori e facendo esplodere petardi al limite del terreno di gioco dove si trovavano i fotografi e i piccoli raccattapalle dell'Aversa. Questo sarà ricordato in negativo anche come il derby di Montervino che dopo la rete della vittoria invece di esultare, si è lanciato contro i sostenitori locali, rivolgendo loro frasi provocatorie e tenendo un atteggiamento scorretto. LA GARA - I padroni di casa, al ritorno in panchina di Romaniello, nonostante l'ultimo posto in classifica, osano con un 4-1-2-3 con De Martino in regia e Scalzone a guidare l'attacco. I salernitani rispondono con un 4-3-1-2 con Mounard dietro le due punte Ginestra e Guazzo. Partita interessante fin dai primi minuti con l'Aversa Normanna che in campo si affida a grinta e cuore azzerando, di fatto, le distanze con la capolista. Al 3' il tiro di Ginestra è parato a terra da Gragnaniello. Al 10' Mounard conclude di poco alto sulla traversa. L'Aversa risponde al 12' con Scalzone, impreciso. Dopo una fase di stallo Montervino (39') infila Gragnaniello nell'angolo dove non può arrivare. Ingiustificabile il comportamento post-segnatura. Stesso copione nella ripresa con l'Aversa protagonista al 7' con un colpo di tacco di De Martino in area che termina fuori. La Salernitana resta in nove in 6' per le espulsioni di Rinaldi e Montervino. L'undici di Romaniello, allora, si fa sotto con una punizione di Ricci e un tiro debole di Scalzone al 17'. Gli sforzi dei casertani si concretizzano al 21', ma la rete di Guarracino è annullata per fuorigioco. Nel finale da segnalre un tiro di De Martino (41') è deviato da Iannarilli e un tentativo di Manco. Poi la Salernitana controlla intascando l'ottava vittoria di fila.


Bassano-Monza 1-1 BASSANO (4-3-3): Cano 6; Toninelli 6 Bertoli 6 Ghosheh 6 Stevanin 6; Mateos 6 Correa 6,5 (37' st De Gasperi sv) Proietti 5,5; Berrettoni 6 Furlan 6 (10' pt Carteri 6) Gasparello 5,5 (1' st Maistrello 6). A disp: David, Barbieri, Carteri, Conti, Bizzotto, Maistrello, De Gasperi. All: Rastelli. MONZA (4-3-1-2): Castelli 6; Franchino 6 Anghileri 6 Cattaneo 5,5 Franchini 5,5; Valagussa 6 Calliari 6 Grauso 6; Vita 6,5; Finotto 6 (24' st Laraia sv) De Cenco 6 (34' st Ravasi). A disp: Pazzagli, Fronda, Giorgi, Morao, Puccio. All: Asta. ARBITRO: Ceccarelli di Rimini Guardalinee: Ceravolo e Granci MARCATORI: 27' pt Vita (M), 20' st Correa (B, rig.) ESPULSO: 40' st Stevanin (B) AMMONITI: Grauso, Vita, Cattaneo (M); Carteri, Cano (B)


Bellaria-Casale 2-0 BELLARIA (4-4-1-1): Rossini 7; Rosseti 6,5 Maccarone 6,5 Gerolino 7 Masullo 6,5; Thiam 6,5 Pacini 6 Ulzio 6 Tattini 7 (45' st Zaccagni sv); Nicastro 7,5 Fall 6. A disp.: De Bellis, Venneri, Fabi Cannella, Meacci, De Luca, O'Neal. All.: Osio (squalificato). CASALE (4-2-3-1): Ruzittu 6; Capelli 6 Monaco 5,5 Silvestri 6 Steri 6; Giunta 6 El Kamch 6 (32' st Di Prisco 6); Taraschi 6 (26' st Tulimieri 6) Pani 6 Siega 5,5; Cinque 6 (26' st Curcio 6). A disp.: Bibba, Moretto, Gridi, Sicurella. All. Perra. ARBITRO: Ferrari di Mestre Guardalinee: Viello e Forte MARCATORI: 21' st Nicastro, 28' st Nicastro. AMMONITI: Masullo (B), El Kamch (C ), Maccarrone (B). NOTE: Spettatori 800 circa. Angoli 5-3 per il Bellaria Recupero: 2' pt; 3' st.


Giacomense-Castiglione 1-2 GIACOMENSE (4-4-1-1): Poluzzi 6; Calori 6 Cenerini 4 Sirri sv Fantoni 6,5; Landi 5,5 Lazzari 6 (82' Pandiani sv) Capellupo 6,5 (65' Dalrio sv) Rossi 6 (56' Ferrara 6); Protti 5; Varricchio 7. A disp.: De Marco, Paloni, Bettati, Draghetti. All.: Rossi. CASTIGLIONE (4-1-3-2): Iali 7; Marongiu 6 Solini 6,5 Notari 6 Pini 5; Sandrini 7; Talato 6 (82' Borghetti sv) Mangili 6 Faroni 6; Maccabiti 7 (21' Varone 6) Ferrari 7 (85' Fabbro sv). A disp.: Bason, Chiazzolino, Radrezza, Mor. All.: Ciulli. ARBITRO: Rocca di Vibo Valentia. Guardalinee: De Candia e Donvito. MARCATORI: 18' Ferrari (C) (rig), 25' Varricchio (G), 27' Ferrari (C). ESPULSI: 18’ pt Sirri (G), 35’ st Notari (C), 43’ st Pandiani (G). NOTE: 43’ st allontanato il tecnico Rossi (G).


Chieti ok con Del Pinto, il Fondi accusa: minacce da un assistente Chieti-Fondi 1-0 CHIETI (4-3-1-2) Feola 6; Bigoni 6,5 Pepe 6,5 Gigli 6 (22' st Rinaldi 6,5) Di Filippo 6,5; Verna 6 (22' st Gandelli 6) Vitone 6,5 Del Pinto 7; Mungo 6,5; Alessandro 6,5 (37' st Cardinali sv) De Sousa 6,5. A disp.. Cappa, Barbone, La Selva, Capogna. All.: De Patre. FONDI (4-3-3) Capecchi 6,5; Pacini 6 Cirina 6 Palumbo 5,5 Iovinella 5,5; Rossini 6 Giannusa 6 Romano 5,5 (23' st Giardina 6); Guidone 6 Prisco (28 st D'Anna 6) Paganini 6. A disp.. Cacchioli, Rizzo, Cuomo, Cannoni, Bernasconi. All.: Provenza. ARBITRO: Formato di Benevento. Guardalinee: Calcopietro-Culicelli. MARCATORI: Del Pinto al 33' st. AMMONITI: Iovinella (F), Romano (F), Rinaldi (C). NOTE spettatori 700 circa. Ammoniti. Angoli 7-4. Recupero: 1' e 3'. CHIETI - Il gol di Del Pinto regala al Chieti la quarta vittoria consecutiva tra le mura amiche. I neroverdi superano il Fondi e cancellano la sconfitta di Salerno. Dall'altra parte, i laziali protestano per due episodi dubbi: un presunto fallo commesso in area ai danni di Guidone, quando il risultato era fermo sullo 0-0, e un gol annullato (nel finale) per fuorigioco allo stesso attaccante ospite. Il tecnico Provenza annuncia: «Presenteremo una denuncia in Procura Federale. Abbiamo ricevuto della minacce da parte del primo assistente». Dopo un primo tempo senza grandi emozioni (Alessandro colpisce un palo), nella ripresa il Chieti spinge con più insistenza. Il gol decisivo porta la firma di Del Pinto, che piazza la deviazione vincente su un cross di Rinaldi. GieffePress


Ferrari e Calderini ci provano ma L’Aquila batte l’Aprilia L'Aquila-Aprilia 1-0 L'AQUILA (4-3-3): Testa 6; Rapisarda 6 Pomante 6,5 Mucciante 6,5 Ligorio 6; Agnello 6 Iannini 6,5 Carcione 6,5; Ciotola 6 (20' st Triarico) Infantino 7 (26' st Colussi sv) Improta 7 (43' st Ripa sv). A disp.: Modesti, Ingrosso, Marcotullio, Menicozzo. All.: Ianni. APRILIA (4-4-2): Di Vincenzo 7; Mariotti 6,5 Stankovic 6 Sembroni 5,5 Carta 5,5; Criaco 6 (28' st Ferri Marini sv) Hanine 6,5 Croce 6,5 Corsi 6 (14' st Comini 6); Gomes De Pina 6,5 (14' Calderini 6) Ferrari 5,5. A disp.: Caruso, Cane, Fabiani, Marfisi. All.: Vivarini. ARBITRO: Rapuano di Rimini. Gurdalinee: Zuccaro-Sbrescia. MARCATORE: 46' pt Infantino. ESPULSO: 34' pt Sembroni (A). AMMONITI: Corsi (A), Carcione (LA), Gomes (A), Pomante (LA), Infantino (LA), Calderini (A). L'AQUILA - Festa grande per L'Aquila che torna alla vittoria dopo quattro turni, mentre c'è molto rammarico per l'Aprilia. I rossoblù aquilani, infatti, sono riusciti a concretizzare, con Infantino, un'azione pericolosa sulle tante costruite. Comunque L'Aquila ha meritato i tre punti anche per il palo colpito da Carcione al 30' del primo tempo. Inoltre la strada per l'Aprilia si è fatta tutta in salita anche per l'espulsione di Sembroni che al 34' del secondo tempo ha commesso un fallo da tergo su Improta. Al 46' Agnello servi Infantino che scatta sul filo del fuorigioco e batte l'incolpevole portiere Di Vincenzo. Nella ripresa L'Aquila prova a raddoppiare, ma Di Vincenzo è insuperabile. L'Aprilia prova a reagire, ma il colpo di testa di Ferrari (25') e il tiro di Calderini (48') vanno fuori di poco. GieffePress


Hinterreggio-Pontedera 0-3 HINTERREGGIO (3-5-2): Mengoni 5,5; Ungaro 5 Franceschini 5 Anzilotti 5; Angelino 5 (32' st Febbraio sv) Vicari 5,5 Lavrendi 5,5 Kras 5 (1' st Khoris 5) Marguglio 5; Carbonaro 5,5 (32' st Trentinella sv) Cruz 6. A disp.: Parisi, Borghetto, Condomitti, Figliomeni. All.: Venuto. PONTEDERA (3-5-2 ): Leone 6,5; Pezzi 6 Gonnelli 6 Capitano 6; Ortolan 6 Esposito 6 (21' st Gregorio 6) Caponi 6 Di Noia 6 Regoli 6,5 (31' st Remedi sv); Arrighini 7 (43' st Cherillo sv) Grassi 7,5. A disp.: Lenzi, Barbetta, Fedi, Giacomelli. All.: Indiani. ARBITRO:Brasi di Seregno. Guardialinee: Grispigni e Garito. MARCATORI: 9' pt Arrighini (P), 40' pt Regoli (P), 48' st Grassi (P). AMMONITI:Franceschini (H),Cruz (H),Esposito (P), Regoli (P), Remedi (P).


Poggibonsi-Campobasso 2-1 POGGIBONSI (4-3-1-2): Menegatti 6; Bronchi 6,5 Salvatori 6 Panariello 6,5 Paparusso 6; Scicchitano 6 (23' st Miniati 6) Passiglia 6 Settembrini 6,5; Ilari 6 (17' st Giunchi 6) Pera 7 Bianconi 6 (33' st Ambrogetti sv). A disp.: Bellomo, Tafi, Roveredo, Tazzari. All.: Polidori. CAMPOBASSO (4-4-2): Iuliano 5,5; Petrassi 5,5 Minadeo 5,5 Boi 6 Pascucci 6 (33' st Iovine 6); Fella 6 Curcio sv (6' pt Di Libero 6) D'Allocco 6 Esposito 6; Bussi 5,5 Majella 6,5. A disp.: Nunziata, Grillo, Palmiero, Mauriello, Konate. All.: Vullo. ARBITRO: Olivieri di Palermo. MARCATORI: 31' pt Majella (C), 39' Pera (P) rig.; 2' st Panariello (P). ESPULSO: Minadeo all'11' st e Petrassi al 47' st, entrambi per doppia ammonizione. AMMONITI: Bianconi e Boi.


Arzanese-Gavorrano 1-0 ARZANESE (4-3-3): Aprea 6,5; Tommasini 6,5 Caso 6,5 Riccio 6 Funari 6,5; Improta 6 Tarascio 6,5 Visone 7; Sandomenico 7 (37' st Castellano sv) Figliolia 6,5 (48' st Gori sv) Elia 6 (31' st Laezza sv). A disp: Moggio, Liccardo, Maschio, Fragiello. All: Rogazzo. GAVORRANO (4-4-2): Lanzano 5,5; Mazzanti 6 Alderotti 6 Fatticcione 6 (35' st Rolando sv) Romiti 6; Zane 6 Nicoletti 6,5 Della Latta 6 Nocciolini 5,5; Gurma 5,5 (25' st Moscati sv) Lo Sicco 5,5 (35' st Grifoni sv). A disp: Addario, Miano, Rosati, Tognarelli. All: Callai (Buso squal.). ARBITRO: Fanton di Lodi Guardalinee: Raparelli e Vettorel. MARCATORE: 30' st Sandomenico AMMONITI: Visone (A), Figliolia (A), Nocciolini (G), Aprea (A). NOTE: spettatori 200 circa. Rec: pt 2'; st 3'


Rimini-Pro Patria 1-1 RIMINI (3-5-2): Scotti 6,5; Brighi A. 6,5 Rosini 5,5 Vittori 5,5; Palazzi 6,5 Brighi M. 6 Maita 5,5 Onescu 6,5 Baldazzi 5 (43' st Mandorlini sv): Taddei 6 (38'st Valeriani sv) Zanigni 6,5 (33' st Maio 6). A disp.: Semprini, Ferrari, Gasperoni, Marras. All.: D'Angelo. PRO PATRIA (4-3-1-2): Sala 6; Andreoni 5.5 Nossa 6 Polverini 6.5 Pantano 6; Bruccini 6 Calzi 5.5 Viviani 6.5 (31' st Vignali 6); Giannone 5.5; Serafini 6.5 Falomi 5 (38' st Artaria sv). A disp: Vavassori, Bonfatti, Botturi, Greco, Giorno. All. Firicano. ARBITRO: Baroni di Firenze 6. Guardalinee: Servilio e Cipolloni MARCATORI: 31' pt Zanigni (R), 43' st Serafini (P). AMMONITI: Brighi M. (R ), Bruccini (P), Baldazzi (R ), Palazzi (R). ESPULSO: al 43' st Vittori (R).


Milazzo-Fano 1-2 MILAZZO (4-3-3): Tesoniero 6 (25' pt Durantini 6); Alongi 5,5 (30' st Prestia 6) Buzzanca 5,5 Strumbo 5 Compagno 5,5; Morina 6 (1' st Guerriero 5) Chiappone 5,5 Simonetti 5,5; Urso O. 5,5 Suriano 6 D'Amico A 6,5. A disp.: Giunta, Benenati, D'Amico G, Traviglia. All.: Tudisco. A.J. FANO (4-3-1-2): Proietti Gaffi 5,5; Colombaretti 6,5 Merli Sala 6 Boccaccini 6,5 Petti 6; Trillini 6 (29' st Proia sv) Evangelisti 6,5 Urso F. 6,5 (20' st Allegretti 6); Berretti 7; Del Core 6 Marolda 6,5 (44' s.t. Romito sv). A disp.: Conti, Muratori, Forabosco, Mittarelli. All.: Gadda. ARBITRO: Strocchia di Nola. Guardalinee: Monetta e Robilotta. MARCATORI: 15' pt D'Amico A. (M), 33' pt Marolda (F), 28' st Berretti (F). AMMONITI: Compagno (M), Guerriero (M), Petti (A), Urso F. (A)


Mantova-Valle d'Aosta 0-0 MANTOVA (3-5-2): Portesi 6; Girelli 6,5 Farina 6 Bersi 6; Bertin 6 Spinale 6 Corso 6,5 (28' st Spezzani 6) Galassi 5,5 Guarco 5 (38' st Carfora sv); Del Sante 6,5 Franchi 6 (20' st Pietribiasi 6). A disp: Maggio, Bini, Vecchi, Cerone. All: Brucato. VALLE D'AOSTA (3-5-2): Frattali 7; Benedetto 6 Emiliano 6 Fiore 6; Isoardi 6 Jidayi 6,5 Amato 6 Nocciola 6 (25' st Panepinto 6) Furno 6; Sinato 5,5 (34' st Kanoutè 6) Temelin 5,5 (18' st Esposito 5,5). A disp: Costantino, Miceli, Aracri, Cuneaz. All: Carbone. ARBITRO: Lacagnina di Caltanisetta Guardalinee: Piazza e Della Valle AMMONITI: Guarco, Corso, Galassi, Spezzani, Carfora (M); Jidayi, Sinato, Temelin, Emiliano, Kanouté (V) NOTE: Angoli: 7 a 5 per il Mantova. Recupero: pt 0’, st 5'


Alessandria-Forlì rinviata ALESSANDRIA - ( Ass) Era un match d’alta classifica ma ha vinto la neve. La partita tra Alessandria e Forlì è stata rinviata a data da destinarsi. In relazione al persistente protrarsi delle nevicate negli ultimi giorni, già domenica mattina la società di casa aveva chiesto il rinvio della gara, formalmente ufficializzato dall'arbitro Petroni dopo il canonico sopralluogo delle ore 12 allo Stadio Moccagatta. È probabile che la partita venga recuperata il prossimo 9 febbraio.


Venezia-Santarcangelo 2-1 VENEZIA (4-3-1-2) - Zandrini 6,5; Cabeccia 6 Giovannini 6 Battaglia 6 Bertolucci 6 (26' st D'Elia 6); Margarita 6 (36' st Crafa sv) Taddei 5,5 Maracchi 6,5; Lauria 7; Godeas 7 D'Appolonia 7 (31' st Marconi sv). A disp.: Bonato, Masi, Tonelli, Bardelloni. All. Sottili SANTARCANGELO (4-3-1-2): Nardi 6; Baldinini 6,5 Beccaro 6 Del Pivo 5,5 Rossi G. 6; Zavalloni 5,5 Obeng 6 Rossi P. 6,5; Canini 6 (38' st Locatelli sv; Anastasi 5,5 (34' st Pieri sv) Graziani 7. A disp.: Ruffato, Fabbri, Bazzi, Oliboni, Parodi. All. Masolini. Arbitro: Vesprini di Macerata (Loni - Della Dora) Reti: 8' st D'Appolonia (V), 14' st Graziani (S), 48' st Godeas (V) su rigore. AMMONITI: Margarita (V), Rossi P. (S), Taddei (V), Graziani (S) e Obeng (S).


Savona-Renate 3-2 SAVONA (4-4-2): Aresti 7; Molino 6,5 Marconi 6,5 Miale 7 Taino 6,5; Gentile 6,5 Agazzi 6,5 Carta 6 (27' st Mazzotti 6) Cattaneo 6 (19' st Scotto 6); Romero 6 (19' st Gallon 7) Virdis 6,5. A disp: Gozzi, Belfiore, Antonelli, Cancelloni. All: Corda. RENATE (4-4-2): R.Galli 6; Adobati 6 Gavazzi 6 Bergamini 6 Morotti 6; Gualdi 6,5 Cavalli 6 (10' st Mastrototaro 6) Mantovani 6,5 Gaeta 6 (13' st Mattaboni 7); Brighenti 6,5 Zanetti 7. A disp: Santurro, Zita, Adorni, Gattin, Cioffi. All: Sala. ARBITRO: Pelagatti di Arezzo Guardalinee: Mondin e Dal Cin MARCATORI: 27' pt Zanetti (R); 34' st Mattaboni (R), 39' st Miale (S), 42' st Gallon (S), 44' st Miale (S). AMMONITI: Miale, Molino, Virdis (S); Gualdi, Cavalli, Mattaboni (R).


Foligno-Melfi 0-0 FOLIGNO (3-5-1-1): Piacenti 6; Biondi 7 Cotroneo 6,5 Verruschi sv (18' pt Pupeschi 6); Costanzo 5,5 (13' st Desole 5,5) Menchinella 6 Borgese 5,5 Fiordiani 5 Rampi 5,5; Vassallo 5,5 (22' st Fondi 6); Balistreri 5,5. A disp.: Beni, Gatti, Colombi, Gesuele. Al.: Monaco 6. MELFI (5-3-2): Scuffia 6; Spirito 6 Dermaku 6 Benci 5,5 Gennari 6 Bonasia 5,5; Cuomo 5,5 (35' st Locci sv) Muratore 6 Simeri 5 (37' st Conte sv); Suarino 6 Improta 5 (44' st Caira sv). A disp.: Volturo, Giglioi, Orlando, D'Angelo. All.: Bitetto 6. ARBITRO: Pierro di Nola 6. AMMONITI: Fiordiani (F), Benci (M), Cuomo (M). NOTE: Spettatori: 460 (abbonati 182, paganti 180, per un incasso di 3093 euro). Angoli 4-4. Recupero, pt 1', st 5'.


Lamezia-Borgo A Buggiano 2-1 VIGOR LAMEZIA (4-2-3-1): Forte 5; Marchetti 6 Monopoli 6 Gattari 8 Crialese 7 (33' st Di Maira 5); Cerchia 6 Giuffrida 6; Rondinelli 5 (9' st Longoni 6) Catanese 5,5 (29' Cascione sv) Zampaglione 6,5; De Luca 6. A disp.: Zelletta, Castaldo, Castaldo, Martino, Giacinti. All.: Costantino. BORDO A BUGGIANO (4-4-2): Tonti 6,5; Annoni 6,5 Checchi 6 Garaffoni 6 Pastore 5 (1' st Manganelli); Nolè 6 Maretti 6 Cagliagli 6 Forte D. 6 (29' st Settepassi sv); D'Antoni 6 Dimas 6,5 (16' st Fioretti 5). A disp.: Gaffino, Rolando, Settepassi, Fioretti, Butini, Del Porto. All.: Masi. ARBITRO: Capilungo di Lecce. Guardalinee: Fazio e Oliveri. MARCATORI: 36' pt Dimas (B), 28' st Crialese (l), 48' st Gattari (l). AMMONITI: Pastore (B), Garaffoni (B), Annoni (B), Giuffrida (l), Nolè (B).


Teramo-Martina 3-0 TERAMO (4-3-3): Serraiocco 6; De Fabritiis 6,5 Ferrani 7 Speranza 7 Choveti 6,5; Righini 7 Coletti 7 Novinic 6,5; Ambrosini 6,5 (28' st Caidi sv) Bucchi 6,5 (1' st Olcese 7) Petrella 7,5 (34' st De Stefano sv). A disp.: Santi, Scipioni, Di Paolantonio, Patierno. All.: Cappellacci. MARTINA FRANCA (4-4-2): Perina 5,5; Dispoto 5 Filosa 5 Gambuzza 5,5 Di Dio 5,5 (7' st De Lucia 5,5); Provenzano 5 Mangiacasale 5 Marsili 5,5 Petrilli 5,5 (7' st Rana 5,5); Gambino 5,5 Ancora 5 (33' st Anaclerio sv), A disp.: Pugliese, Bagaglini, Scarsella, Memolla. All.: Di Meo. ARBITRO: Tardino di Milano. Guaralinee: Grossi e Squarcia. MARCATORI: 29' pt Petrella (T), 28' st Olcese (T), 45' st Ferrani (T). AMMONITI: Ferrani (T), Petrella (T), Righini (T), Di Dio (M), Disposto (M), Marsili (M), Rana (M).


Il Castel Rigone torna in vetta Il Palazzolo batte la Vibonese Marino-O. Agnonese 0-2 MARINO (4-2-3-1): Cimmino 6; Noviello 5,5 Langella 6 Esposito G. 6 Mirante 5,5 (38' st Capuzzimati sv); Esposito V. 5,5 Scarlato 5; Ciaramelletti 6,5 Casimirri 6 (38' st Arcobelli sv) Jimenez 6,5; Pignalosa 6,5. A disp.: Striano, Tomassoni, Congiu, Serra, Saccavino. All.: Mariani. O. AGNONESE (4-4-2): Biasella 7; Patriarca 6 Di Bernardino 6,5 Pifano 6,5 Litterio 6; Di Lollo Lucio 6,5 (35' st Cadaleta sv) Partipilo 5,5 Ricamato 6 Mancini 6 (46' st Carpentino sv); Sivilla 7 Keita 7 (37' st Orlando sv). A disp.: Esposito, Marcovecchio, Di Lollo Ruggero, Partipilo. All.: Urbano. ARBITRO: Pasciuta di Agrigento. MARCATORI: 20' pt Keita; 34' st Mancini NOTE: espulso Scarlato al 41' st e Partipilo al 45' st del secondo tempo entrambi per doppia ammonizione. Ammoniti G. Esposito, Casimirri, Marcovecchio (dalla panchina), Noviello, Jimenez, Partipilo, Sivilla, Mancini. Angoli 11-4. Palazzolo-Vibonese 1-0 PALAZZOLO (4-3-3): Scordino 7; Liga 6 Chiariello 6 Perricone 5,5 Miraglia 6,5; Calabrese 6 Lo Pizzo 6 Caputa 5,5; Aperi 7 (15' st Peluso 5,5) Mazzeo 5,5 (25' st Ike 6) Sarli 6,5. A disp.: Oliva, Mastria, Costanzo, Martines, Gennarini. All.: Pidatella. VIBONESE (4-4-2): Saraò 6; Bria 6 (26' st Spanò sv) Zegatti 6,5 (33' st Bruzzese sv) Kalambay 6,5 Caterisano 7; Barreca 6,5 Da Dalt 6 (29' st Saturno sv) De Cristofaro 6,5 Cosenza 6; Marasco 6 Traini 5,5. A disp.: Peschechera, Cibelli, Brescia, Calzolaio. All.: Soda. ARBITRO: Curti di Milano. MARCATORE: 39' pt Aperi. NOTE: spettatori 600 circa. Ammoniti: Da Dalt (V), Marasco (V), De Cristofaro (V), Lo Pizzo (P). Angoli: 7-2 per il Palazzolo. Castel Rigone-Spoleto 3-1 CASTEL RIGONE (4-3-1-2): Zucconi 6,5; De Pasquale 6, Sbaraglia 6, Gimmelli 6, Nonni 6,5 (27’st Cerbini 6); Montanari 7, Gai 8, Ubaldi 7; Coresi 7,5 (43’st Liurni sv); Di Paola 7,5, Tranchitella 7,5 (32’st Santarelli 6). A disp.: Franzese, Pobega, Pirchi, Agostinelli. All.: Giunti VOLUNTAS SPOLETO (3-4-1-2): Pasquini 5,5; Cann 5 (1’st Castellazzi 5,5), Guastalvino 6, Schettino 6; Maulini 5 (1’st Galli 6), Falzone 7, Francesconi 6, Settimi 7; Piernera 5,5; Di Giuseppe 6, Gammaidoni 5 (7’st Cavitolo 7). A disp.: Lazzarini, Gjata, Cesari, Morena. All.: Brevi ARBITRO: Rossi di Novara 7 MARCATORI: 26’pt Di Paola, 7’st Coresi, 24’ st Piernera, 30’st Tranchitella NOTE: ammoniti Cerbini (C), Schettino e Maulini (V). Flaminia-Pierantonio 2-3 FLAMINIA CIVITA CASTELLANA (4-3-1-2): Panarello 5,5; G. Pieri 6 Gilardi 5,5 Bricchetti 5,5 Cota 5,5; Camerlingo 6 D'Antoni 6 (26'st Rovinetti 6) Luciani 6 (45'st Sporea sv); Taverna 6; Sciamanna 7,5 M. Pieri 5,5 (13' st Scortichini 6). A disp.: Mercurio, Borromei, Letteriello, Puccica. All.: Puccica. PIERANTONIO (4-4-2): Di Leo 6; Kuci 6 Montefusco 6 Sasso 6 Bonifazi 6,5; Mattesini 6 Tomassoni 6,5 (38' st Sparano sv) Biondi 6 Felici 7,5; Berradi 6,5 (24' st Stirati 6) Longobardi 7 (48' st Cerbella sv). A disp.: Tassi, Fiorucci, Efrati, Iannazzo. All.: Fiorucci. ARBITRO: Scatigna di Taranto. MARCATORI: 10' pt Felici (P); 10' st Felici (P), 32' st Sciamanna (F), 40'st Longobardi (P), 48' st Sciamanna (F). NOTE: ammoniti M. Pieri, Cota, Berradi, Kuci. Quattordici gare rinviate ROMA - A causa del maltempo sono state rinviate quattordici gare. Per cinque di queste è stato già fissato il recupero mercoledì 30 gennaio.


SAMB BATTICUORE CADE IL COSENZA Derby ad Arezzo e Civitanovese. Termoli bloccato SAMBEBEDETTESE-SAN CESAREO 3-3 I rossoblÚ rimontano tre gol SAMBENEDETTESE (4-3-3): Barbetta 6,5; Camilli 5,5 Marini 6,5 Aquino 5 Djibo 6; Carpani 7 Scartozzi 5 (1'st Puglia 6) Onesti 5; Forgione 5 (8' st Pazzi 5) Shiba 5 (26' st Santoni 5,5) Napolano 6. A disp.: Piagnerelli, Ianni, Disanto, Carminucci. All.: Palladini. SAN CESAREO (4-4-1-1): Del Duchetto 5,5; La Rosa 7 Mucciarelli sv (30' pt D'Andrea 5,5) Galluzzo 5,5 Bernardi 6; Siclari 7 Mancini 6 Crescenzo 5 Vona 6,5 (12' st Hrustic 5,5); Delgado 6,5; Tajarol 6,5. A disp.: Bravetti, Vincenzo, Cossa, Sabatino, Del Vecchio. All.: Ferazzoli. ARBITRO: Zanonato di Vicenza. MARCATORI: 24' pt Scartozzi (Samb) aut., 37' pt Vona (SC); 15' st Tajarol IL PARI SUL FIL DI LANA Alex (SC), 25' st Carpani (Samb), 35' st Djibo (Samb), 46' st Marini (Samb). Marini, 29 anni, difensore NOTE: spettatori 4.797 paganti per un incasso gara di 50.665 euro. Ammoniti Marco della Samb Napolano, La Rosa, Del Duchetto, D'Andrea, Onesti. Espulsi 35' st Pazzi (Samb) e Crescenzo (SC). Angoli 11-6. Rec.: pt 2'; st 5'. SAN BENEDETTO DEL TRONTO (GieffePress) - In un 'Riviera' tutto esaurito il confronto diretto al vertice termina con un pazzesco 3-3 che consente alla capolista di mantenere la vetta. La Samb, infatti, sotto di 3 reti riesce a riprendere negli ultimi 20' la gara e conquista un pari che vale come una vittoria: si presenta, infatti orfana di Traini a centrocampo e modificata in avanti con l'eccezione Forgione al posto di Pazzi tenuto in panchina. E il San Cesareo, non per nulla a 43 punti in classifica, detta il gioco agevolato dagli errori degli avversari. Il primo gol è frutto di una autorete di Scartozzi e sugli altri due (firmati Vona e Tajarol) ci sono errori difensivi della Samb. La Samb si gioca il tutto per tutto e sfruttando al meglio tre calci piazzati trova un 3-3 insperato.


CIVITANOVESE-MACERATESE 1-0 Ekani decide il big match CIVITANOVESE (4-4-2): Perozzi 6,5; Botticini 6 Ekani 7 Gadda 6,5 Sensi 6; Torta 6 Digno 6 Moretti 6,5 Covelli 6,5; Biso 6,5 Ridolfi 6 (17' st Galli 6). A disp.: Ticchi, Bubalo, Balzamo, Boateng, Monti, La Vista. All.: Cornacchini. MACERATESE (4-4-2): Marani 6,5; Castracani 6 (35' st Negro sv) Russo 6,5 Arcolai 6 Lusi 6; Capparuccia 6 Romanski 6 Sagarelli 5,5 (11' st Marcatili 6) Melchiorri 6,5; Carboni 6 Eclizietta 5,5 (17' st Orta 6). A disp.: Carfagna, Montanari, Ciabattoni, Piergallini. All.: Di Fabio. ARBITRO: Mastrodonato Di Molfetta. MARCATORE: 4' st Ekani. NOTE: spettatori 1700 circa. Gara sospesa per due minuti per lancio di petardi. Ammoniti Russo, Sensi, Capparuccia, Botticini, Covelli, Romanski, Biso. Angoli 11-4 per la Maceratese. Recupero pt 1'; st 7'. CIVITANOVA MARCHE (atc) - La Civitanovese fa bottino pieno nel derby contro la Maceratese. I padroni di casa sfiorano il vantaggio al 36' con il calcio di punizione di Biso che si stampa sulla traversa. Il gol-partita arriva al 4' della ripresa, quando Ridolfi di testa fa sponda per Ekani che insacca da due passi. Al 10' Moretti vicino al raddoppio, ma la palla colpisce di nuovo la traversa. Poi i rossobl첫 controllano la gara conquistando tre punti pesantissimi.


TERMOLI-JESINA 1-1 Miani scaccia-incubi TERMOLI (4-4-2): Imbimbo 5,5; Viteritti 6 Corazzini 5,5 (1' st Maglione 6) Giuliano 6 Cianni 6; Falco 6,5 Bordi 6 (37' st Caravaglio sv) Di Mercurio 6 D'Angelo 6; Mandorino 5 (1' st Miani 6,5) Bartolini 6. A disp.: Turco, Di Lullo, Marchesano, Panariello. All.: Giacomarro. JESINA (4-4-2): Tavoni 6,5; Campana 6 M. Cardinali 6,5 D'Aniello 6 Tafani sv (19' pt Sebastianelli 6); Marotta 6 Frulla 6,5 (34' st Carnevali sv) Strappini 6 Stefanelli 6; Rossini 6,5 A. Gabrielloni 6,5 (15' st Sartori 6). A disp.: Giovagnoli, Lucarini, Pierandrei, T. Gabrielloni. All.: Amaolo. ARBITRO: Parrella di Battipaglia. MARCATORI: 43' pt A. Gabrielloni (J); 42' st Miani (T) NOTE: ammoniti Mandorino, Marotta, Frulla. Recupero pt 2'; st 3'. TERMOLI (atc) - Il Termoli strappa un pareggio contro la Jesina. Gli ospiti sfiorano il gol con Rossini al 34', poi al 43' Alessandro Gabrielloni approfitta di una papera della difesa locale (scontro tra Imbimbo e Corazzini) per insaccare con un pallonetto. Al 19' della ripresa Cianni, su calcio di punizione, va vicino al gol del pareggio per il Termoli, che arriva nel finale di gara: cross dalla destra di Falco per Miani che mette in rete di testa.


NISSA-SAVOIA 0-4 Doppietta di Guarro NISSA (4-4-2): Ammendola 6,5 (42' st Lo Monaco sv); Cobisi 5 Koffi 5 Mangiavillano 5 D. Di Marco 6; Lupi 5,5 Lo Piano 5 (36' pt Amdouni 6) Ventura 5,5 Y. Di Marco 6; Piazza 5,5 Augeri 5,5 (33' st Jarrar sv). A disp.: Boato, Iacona, Celestino, Campo. All.: Fama. SAVOIA (4-2-4): Vitiello 6; Viscido 6,5 Catalano 7 Salvatore 6,5 Di Capua 6,5 (1' st Nasto 6); Fontanarosa 6,5 (1' st Amoruso 6) Padulano 7; Pallonetto 7 (10' st Malafronte 6) Vicentin 7,5 Guarro 7,5 Savarese 7. A disp.: Loccisano, Falanga, Scudieri, Lettieri. All.: Amura. ARBITRO: Marini di Trieste. MARCATORI: 5' pt e 7' pt Guarro, 9'pt Catalano, 28' st Savarese. NOTE: ammoniti Di Capua (S), Pallonetto (S). Angoli: 5-3 per il Savoia. Rec.: 1' pt; 3' st. CALTANISSETTA (Lps) - Un Savoia cinico e risoluto ha chiuso dopo appena nove minuti la sfida esterna con la Nissa realizzando tre gol con Guarro (doppietta per lui) e Catalano. Nella ripresa è toccato a Savarese servire il poker da parte di un Savoia che non ha in alcun modo sottovalutato i giovani della Nissa che ben poco hanno potuto contro i campani.


ISERNIA-SAN NICOLO' 2-1 Sorpasso di Guglielmi ISERNIA (4-3-1-2): D'Arienzo 6,5; Ricci 6,5 Calabrese 6,5 Bianchi 6,5 Lunardo 7 (49' st Coppola sv); Mingione 6,5 (25' st Fucci 6,5) Fazio 7 Nicolai 7; Iaboni 7,5; Guglielmi 7,5 Capuozzo 6,5 (45' st Russo sv). All.: Farina. SAN NICOLO' (4-4-2): Merletti 7; Antenucci 5,5 Mottola 5,5 Fruci 5,5 Tracchia 5 (35' st Di Michele sv); Ferraioli 5 (28' st Troccoli 6,5) Zebi 6,5 De Santis 7 Petronio 6,5; Chicco 6 Paris 5,5. All.: Cifaldi. ARBITRO: Cipriani di Empoli. MARCATORI: 4' st De Santis (SN), 9' st Iaboni (I), 32' st Guglielmi (I). NOTE: Ammoniti Tracchia, Mingione, Nicolai. Angoli 6-4 per l'Isernia. Recupero pt 1'; st 3'. ISERNIA (atc) - Vince l'Isernia in rimonta. Era stato infatti il San Nicolò a trovare il vantaggio con De Santis in apertura di ripresa. Dopo cinque minuti Iaboni riportava il risultato in perfetto equilibrio prima del gol di Guglielmi che, subito dopo la mezz'ora, firmava la rete del sorpasso che regalava tre punti pesantissimi ai suoi nella corsasalvezza.


NOTO-COSENZA 3-0 Accetta colpisce tosto NOTO (4-4-2): Vezzani 7,5; Pasqualicchio 6,5 Astarita 7 Nigro 7 Intelisano 6,5; Merito 6,5 Mautone 7 Troiano 7 (19' st Ymeri 6,5) Accetta 6,5 (18' st Treppiedi 6); Trimarco 6 Pignatta 6,5 (1' st Santaniello 6). A disp.: Paladino, Montalto, Torcivia, Esposito. All.: Betta. COSENZA (4-3-3): Cutrupi 4,5; Cavallaro 5 (41' st Liotti sv) Sicignano 5 Parenti 5 Filidoro 5; Salvino 5 (1' st Gassama 5) Fiore 5 (1' st Pesce sv) Benincasa 5,5; Marano 5 Guadalupi 5,5 Foderaro 5,5. A disp.: Perri, Parisi, Paonessa, Franzese. All.: Gagliardi. ARBITRO: Cesaroni di Pesaro. MARCATORI: 5' pt Accetta, 42' pt Pignatta, 45' st Ymeri. NOTE: spettatori 700 circa. Ammoniti: Accetta (N), Merito (N), Guadalupi (C), Marano (C), Benincasa (C). Angoli: 4-3 per il Cosenza. Rec.: 2' pt; 5' pt. NOTO (Lps) - Il Noto ritrova gioco, gol e soprattutto punti pesanti in classifica, proprio nel giorno dei piÚ classici testa-coda. Il Cosenza, adesso a meno sei punti dal Messina, è sembrato quasi sorpreso dalla veemenza e la determinazione dei padroni di casa, bravi a sbloccare subito con Accetta e raddoppiare in chiusura di tempo con Pignatta (primo gol in maglia granata). Nel finale Ymeri ha poi messo al sicuro una vittoria di fondamentale importanza per il Noto.


AREZZO-SANSEPOLCRO 2-1 C’è il bis di Idromela AREZZO (4-4-1-1): Casini 6; Secci 6 Zaccanti 6,5 Pucci 6,5 La Rocca 6; Bozzoni 6 (12' st Stufa 6) Piccolo 7 Idromela 7,5 (22' st Barluzzi 6) Gentili 6 (42' st Dieme sv); Mastromattei 6; Marinucci 6. A disp.: Dolci, De Martino, Pacioni, Libertini. All.: Bacis. SANSEPOLCRO (4-4-2): Scarpelli 6; Piccinelli 6 Tersini 6 Angiolucci 6 Marinelli 6; Boldrini 6 (14' st Moretti 6) Chiasserini 6,5 Gorini 6,5 Cuccolini 6 (7' st Lacrimini 6); Essoussi 6,5 Bracalenti 6 (20' st Cappini 6). A disp.: Becci, Tavernelli, Arcaleni, Luchini. All.: Mezzanotti. ARBITRO: Zuliani di Vicenza. MARCATORI: 3’ st e 19' st Idromela (A), 45' st Tersini (S). NOTE: spettatori 500 circa. Angoli 8-0. Ammoniti Zaccanti, Stufa. Allontanato al 36' pt il tecnico dell'Arezzo Bacis per proteste. AREZZO (atc) - Su un terreno ai limiti della praticabilità Arezzo e Sansepolcro danno vita a un derby molto combattutto. I gol tutti nella ripresa. Al 3' punizione dalla trequarti di Piccolo, difesa ospite ferma e Idromela, di piatto destro, batte Scarpelli. Il centrocampista amaranto si ripete al 19'. Stavolta il cross è di Stufa, Idromela irrompe in area e, di testa, manda la palla in fondo al sacco. A pochi secondi dalla fine Tersini accorcia le distanze con un colpo di testa da centro area.


APPLAUSI AI 5.000 DEL “RIVIERA” di Biagio Angrisani L a Samb ha pareggiato in extremis contro il San Cesareo dopo un’incredibile rimonta facendo esplodere la gioia dei cinquemila spettatori del “Riviera delle Palme”. Un pubblico di categoria superiore. Del resto, è noto l’attaccamento di San Benedetto del Tronto ai rossoblù, a prescindere dalla categoria. E poi il “Riviera” è uno degli stadi più belli dell’Italia centrale: ha ospitato anche Juve, Milan, Lazio, Bayern Monaco. Costruito nella metà degli anni Ottanta del Novecento, è ben tenuto ed è dotato anche di un impianto di pannelli fotovoltaici che rendono la struttura completamente indipendente dal punto di vista energetico. L’Italia calcistica ha bisogno di modernizzare grandi e piccoli stadi: San Benedetto del Tronto è già molti passi avanti. © riproduzione riservata


PBRE BANCA CUNEO-ANDREOLLI LATINA 3-0 Decisivo Kohut CUNEO-LATINA 3-0 (25-23, 25-21, 40-38) - BRE BANCA LANNUTTI: Sokolov 15, Antonov 15, Wijsmans 16, Kohut 10, Grbic 2, Ngapeth 16, De Pandis (Libero: ric. pos. 50%; prf 50%), Della Lunga, Abdelaziz, Rossi. N.e.: Galliani, Marchisio (L). All.: Piazza. ANDREOLI: Rauwerdink 15, Patriarca 8, Jarosz 17, Noda Blanco 8, Verhees 5, Sottile, Rossini (Libero, ric.pos. 46%; prf 33%), Guemart 1, Troy 1, Fragkos 1, Cisolla. N.e.: Gitto, Prandi M. (L). All.: Prandi. NOTE: Arbitri: Castagna-Sobrero. Note: durata set: 30', 26', 46'. Spettatori 2531. Le cifre -CUNEO: bs 17; ace 6 (Sokolov 3, Ngapeth 2, Antonov 1); ric. pos 49% (prf31%); at 58%; muri 9 (Wijsmans 4, Ngapeth 2, Antonov, Kohut e Grbic 1); errori 26. LATINA: bs 12; ace 3 (Noda Blanco 2, Jarosz 1); ricezione 42% (perfetta 25%); attacco 51%; muri 9 (Rauwerdink e Verhees 3, Patriarca, Noda Blanco e Guemart 1); errori 16. Il migliore - Ngapeth e i suoi mille diversi modi di fare punto LA CHIAVE - Cuneo più lucida e finalmente più serena CUNEO - Tra i mille interrogativi della ormai cronica assenza di Mastrangelo evidentemente ormai "fuori rosa" tanto che Grbic, intervistato, afferma: « Non è a me che dovete chiedere...», la BreBanca sembra aver comunque trovato un nuovo equilibrio con Sokolov centrale e Antonov opposto. Partita vera si è avuta, di fatto, soprattutto nel terzo set, con il match ball ottenuto al servizio da Ngapeth (24-23) e Rauwerdink che lo annulla. Da lì iniziano quasi venti minuti di altalena, sette match ball uno dietro l'altro, poi otto set ball per Latina. Lo strappo arriva grazie all'uno-due di Kohut ed alla mano pesante di Wijsmans. Ass


PIACENZA VOLA, VIBO URLA La Copra tiene il ritmo di Trento e Macerata, la Callipo protesta con gli arbitri CALLIPO VIBO VALENTIA-COPRA PIACENZA 0-3 Zlatanov super, Vibo 6° ko di fila VIBO VALENTIA - COPRA ELIOR PIACENZA 0-3 (27-29, 31-33, 19-25) TONNO CALLIPO VIBO VALENTIA: Coscione 1, Klapwijk 18, Urnaut 13, Farina (L, ric. pos. 47 %, prf 33%), Kaliberda, Forni, Buti 10, Cortellazzi, Barone 3, Badawy 7, Rocamora. N.e.: Montesanti, Lavia. All.: Blengini. COPRA ELIOR PIACENZA: De Cecco 2, Fei 19, Zlatanov 17, Papi 3, Holt 6, Marra (L, ric. pos.73%, prf. 40%), Simon 14, Maruotti, Tencati. N.e.: Latelli, Corvetta, Ogurcak, Vettori. All.: Monti. ARBITRI: Puecher e La Micela. Note: durata set 34', 37', 26'. Tot.: 1h37'. Spettatori 1700, incasso 6.450,00. Le cifre - VIBO VALENTIA: ace 3, bs 15, ric. pos. 50% (32% prf), at 45%. PIACENZA: ace 12, bs 9, ric. pos. 60% (33% prf) attacco 47%. Il migliore - Il 37enne Zlatanov, Mvp, chirurgico nei momenti topici dei set. La chiave - Al di là della decisiva decisione arbitrale a fine secondo set, Piacenza ha più soluzioni in attacco e il muro maestoso di SImon VIBO VALENTIA - Si chiude coi fischi assordanti di un PalaValentia che urla "venduti" ai due arbitri per una decisione contestata a fine secondo set che Alessandro Fei, 34 anni, poteva valere il pareggio, ed invece dà la spinta a Piacenza per andare sul 2-0. sempre decisivo (Galbiati) E' un momentaccio per Vibo: nella squadra calabrese sembra essere subentrata una forma di inconsapevole appagamento dopo l'accesso ai quarti di Coppa, ed invece occorre che Blengini e la società diano la scossa. Certo, sulla sconfitta con Piacenza (degli ex Latelli, Tencati e Corvetta) pesa la decisione del secondo arbitro a fine secondo set. Accade che sul 30-29 Fei viene murato a 3: Vibo esulta e Piacenza non protesta. Ma il "secondo" La Micela vede un'improbabile invasione di Barone e così incassa un minuto di fischi e il coro "venduto" da tutto il Palasport calabrese. A quel punto la contesa finisce con Piacenza che approfitta del calo mentale di Vibo. E da qui la partita va abbastanza in discesa per Piacenza che può esultare grazie al trio Zlatanov, Papi, Fei 112 anni in tre e non sentirli. Per Vibo invece, arriva il quinto ko di fila in campionato, il sesto se si aggiunge il quarto di Coppa Italia con Trento. Peccato, per la Callipo che nei primi due lunghi set, fino al momento topico era stata nel match ed anche bene. Ma ci sono tutte le condizioni per risalire. Liopress


A2 MASCHILE 15ª giornata - Corigliano-Sora 3-0 (21, 20, 19); Monza-Loreto 3-0 (20, 19, 18); Città di Castello-Padova 3-1 (25-22, 25-21, 14-25, 25-20); Potenza Picena-Matera 2-3 (17-25, 25-21, 25-20, 22-25, 13-15); MolfettaAtripalda 3-0 (24, 20, 16); Reggio Emilia-Ortona 3-2 (21-25, 20-25, 25-20, 25-19, 15-9). Riposa: Brolo. CLASSIFICA - Città di Castello 40, Sora 33, Molfetta 30, Atripalda 27; Monza 26, Corigliano 24, Reggio Emilia e Ortona 23, Padova 22, Potenza Picena e Brolo 11, Loreto e Matera 9. PROSSIMO TURNO (27/1, ore 18) Padova- Matera; Sora-Città di Castello; Brolo-Reggio Emilia; Monza-Potenza Picena; Loreto-Molfetta; OrtonaAtripalda. Riposa: Corigliano


A2 FEMMINILE 15ÂŞ giornata - Pavia-Mazzano 3-1 (23-25, 25-15, 25-18, 25-19); Casalmaggiore-Marsala 3-0 (13, 19, 12); Soverato-San Casciano 3-2 (25-19, 22-25, 25-21, 15-25, 15-10); Montichiari-Ornavasso 0-3 (14, 22, 23); San Vito-Terre Verdiane 0-3 (23, 21, 24); Crovegli-Frosinone 1-3 (22-25, 17-25, 28-26, 23-25); Novara-Sala Consilina 3-0. Classifica: Novara 39, Casalmaggiore 37, Ornavasso 36, Frosinone 27, Pavia 24, Mazzano e Soverato 22, Montichiari 21, Sala Consilina 20, San Casciano 19, Crovegli 18, Terre Verdiane 15, San Vito 8, Marsala 7. PROSSIMO TURNO -(23/1, 20.30) - Sala Consilina-Novara; Soverato-Frosinone; San CascianoCasalmaggiore; Mazzano-Ornavasso


MARMI LANZA VERONA-SIR SAFETY PERUGIA 0-3 Petric inarrestabile VERONA-PERUGIA 0-3 (25-27, 21-25, 11-25) - MARMI LANZA VERONA: Rak, Kosmina, Ter Horst 7, Gotsev 6, Meoni, Pesaresi (L1), Gavotto 1, Peacock 1, Viafara 9, Fedrizzi 12, De Marchi 2. Ne: Bolla e Centomo (L2). All.: Bagnoli. SIR SAFETY PERUGIA: Alletti 8, Van Harskamp, Petric 21, Daldello 3, Giovi (L1), Tomassetti, Schwarz 1, Tamburo 1, Vujevic 6, Edgar 12, Semenzato 9. Ne: Pochini (L2). All.: Kovac. Arbitri: Sampaolo e Zucca. Note: durata set: 32', 28', 22'. Tot.: 1h22’. Spettatori: 2.320. Le cifre - VERONA: bs 11, ace 3 (1 Ter Horst, Peacock e Viafara), ric.pos. 59% (prf. 36%), att. 30%, muri 10 (5 Viafara), err. 16. PERUGIA: bs 14, ace 4 (2 Semenzato), ric.pos. 47% (prf. 21%), att. 53%, muri 10 (4 Petric), err. 13. Il migliore - Edgar. La chiave - L'attacco di Perugia. VERONA- Perugia vince, con merito contro un Verona apparso sfiduciato. Significativo, in questo senso, il 25-11 con cui Perugia ha chiuso terzo set e partita. Nel primo parziale, invece era stata lotta vera con equilibrio fino alla conclusione ai vantaggi che Perugia conquista grazie all'ingresso di Edgar. Sono infatti i suoi 212 cm a cambiare l'inerzia al gioco umbro. Nessun demerito, tuttavia, per Verona che risponde colpo su colpo grazie anche ad un positivo Viafara. Anche il secondo set scorre sui binari dell’equilibrio e la spunta di nuovo Perugia con Edgar e Alletti che inizia a martellare Verona in ricezione e in copertura, i punti deboli dei veneti. Poi il già citato terzo set senza storia con Perugia padrona del campo e Verona inerme agli attacchi biancorossi. Ass


LUBE MACERATA-CMC RAVENNA 3-0 Kooy sempre protagonista MACERATA-RAVENNA 3-0 (28-26, 25-21, 25-17) - LUBE MACERATA: Zaytsev 10, Stankovic 9, Travica 1, Starovic 14, Kooy 13, Podrascanin 2, Lampariello (libero, ric.pos 73%, prf 55%), Henno, Pajenk 2. N.e.: Parodi, Monopoli, Tartaglione. All.: Giuliani. CMC RAVENNA: Mengozzi 8, Owens 6, Zhukoski 3, Zanuto 9, Moro 13, Pelekoudas 5, Tabanelli (libero, ric.pos. 50%, prf. 33%), Psarras, Sirri 3, Bellei. N.e.: Mazzotti, Di Franco, Radunovic. All.: Fresa Arbitri: Goitre e Balboni. Note. Durata set 32’ 27’ 26’. Tot.: 1h25’; spettatori 2.030 per 9.075 euro Le cifre - MACERATA: battute sbagliate 12, ace 4 (2 Starovic), muri 9 (3 Stankovic), errori 5 (2 Kooy), ric.pos. 70%, (prf. 50%), attacco 62%. RAVENNA: battute sbagliate 19, ace 4 (2 Moro), muri 6 (4 Mengozzi), errori 11 (3 Owens, 3 Moro), ric.pos. 49% (prf. 32%), attacco 54%. Il migliore - Kooy, è in un gran momento. Ma un plauso al palleggiatore di Ravenna Zhukoski. La chiave - Gli errori di Ravenna nel primo set in una sfida impari. di Adelio Pistelli

MACERATA - Aveva ragione Travica. «Sarà un bel esame di maturità» diceva alla vigilia del testa-coda. Lo è stato,. A prescindere. La calma dei nervi distesi di Ravenna, il turn over della Lube (a riposo Henno e Parodi nel giorno della sua partita numero 200 in A) e quel pronostico, scontato, potevano creare (e per lunghi tratti hanno creato) qualche problema di troppo alla Giuliani band. «Sono partita particolari – è proprio Travica che parla -. Se non sei mentalmente continuo rischi di incartarti». E Ravenna che si morde la lingua per quei 4 errori 4 dal 24-24 (del primo set) che hanno aiutato la Lube a tirare il sospirone di sollievo e Macerata che ride per il successo, per l’ennesimo pomeriggio da protagonista di Kooy e per la concretezza nei momenti di evidente difficoltà. © riproduzione riservata


ITAS TRENTO-ALTOTEVERE SAN GIUSTINO 3-0 Kaziyski fa male al servizio TRENTO-SAN GIUSTINO 3-0 (25-19, 25-16, 25-21) -TRENTO: Kaziyski 14, Sintini, Birarelli 9, Juantorena 12, Raphael 1, Uchikov, Lanza 1, Djuric 8, Colaci (libero), Stokr 12, Chrtiansky 3, Bari (libero, ric. pos. 60%, ricezione perfetta 33%), Burgsthaler 1, N.e.: Valsecchi. All.: Stoytchev. SAN GIUSTINO: Fiore 9, Van Den Dreis 5, Mc Kibbin, Coali 1, Cesarini (libero, ric. pos. 25%, prf 10%), Bohme 1, Torre 2, DeTogni 2, Maric 6, Lo Bianco, Cebulj 13 N.e.: Gradi, Mattioli All.: Fenoglio. Arbitri: Piana, Braico. Note: durata set 24', 22', 24' tot 1.10' Spettatori 2736 Le cifre - TRENTO: bs 9, ace 10 (5 di Kaziyski), ric. pos. 56% (prf 28%), at. 58%, muri 9 (3 di Djuric). SAN GIUSTINO: b.s. 7, ace 3 (2 di Fiore), ric.pos. 39% (prf., 9%), at. 38%, muri 6 Il migliore - Kaziyski La chiave - Lo strapotere del servizio di Trento TRENTO- Trento alla grande, come da copione. Primo set senza troppe emozioni, giocato sostanzialmente alla pari anche se i padroni di casa hanno saputo murare meglio rispetto agli ospiti (5 ace nel primo set). Nel secondo parziale fa la differenza la forza in battuta dei ragazzi di patron Mosna, Kaziyski e Juantorena su tutti (8 gli ace complessivi in questo set). Raggiunto un certo margine di sicurezza Stoytchev ha fatto giocare qualche riserva permettendo ai titolari di riposare in previsione del match importantissimo di mercoledì in Champions. Il divario di punti tra le due formazioni sarebbe potuto essere nettamente superiore se i padroni di casa non avessero sprecato tante palle nella fase conclusiva del secondo set. Terzo parziale fotocopia del secondo, Trento riesce a staccare San Giustino e a giocare sfruttando il gap ottenuto, portando così i campioni del mondo alla vittoria del match. Tre punti fondamentali per tenere la testa della classifica. E ora la testa all’Europa. Ass


DONNE Busto piega Bergamo, è fuga vera. Modena onore e sponsor oscurati BUSTO ARSIZIO- BERGAMO 3-1 (25-14, 22-25, 25-16, 25-19) - UNENDO YAMAMAY BUSTO ARSIZIO: Faucette 13, Leonardi (L), Marcon 13, Bauer 18, Kozuch 20, Arrighetti 15, Caracuta 2, Pisani, Bisconti. N.e.: Cialfi Caterina, Brinker, Lombardo. All.: Parisi. FOPPAPEDRETTI BERGAMO: Klisura 3, Bruno, Crimes 8, Brown, Weiss, Blagojevic 6, Merlo (L), Di Iulio 13, Devetag 1, Diouf 22, Balboni, Zambelli 5. All.: Lavarini. ARBITRI: Satanassi, Boris. NOTE - Spettatori 4490, durata set: 20', 29', 26', 26'; tot: 101'. MODENA-CONEGLIANO 3-1 (25-20, 22-25, 25-17, 25-16) - ASSICURATRICE MILANESE VOLLEY MODENA: Croce (L), Valeriano 7, Paggi, Glass 3, Barazza 11, Spasojevic 23, Brussa, Aguero 20, Harmotto 11. N.e.: Scarabelli. All.: Cuello. IMOCO VOLLEY CONEGLIANO: Agostinetto 1, Maruotti, Fiorin 14, Daminato (L), Efimienko 4, Camera 1, Zanotto, Rossetto (L), Calloni 9, Nikolova 14, Crozzolin, Barcellini 12. All.: Gaspari. ARBITRI: Piersanti, Cappello. NOTE - durata set: 26', 27', 23', 23'; tot: 99'. CHIERI TORINO-VILLA CORTESE 2-3 (25-23, 23-25, 25-19, 21-25, 9-15) - DUCK FARM CHIERI TORINO: Frigo, Borgogno 10, Bechis 2, Sirressi (L), Gennari 8, Ravetta 21, Fernandez Navarro 13, Piccinini 16, Fabris, Zauri, Vindevoghel 2. N.e.: Vietti. All.: Salvagni. ASYSTEL MC CARNAGHI VILLA CORTESE: Malagurski 8, Viganò, Mojica, Klineman 18, Folie, Veljkovic 13, Garzaro 5, Barun 9, Bosetti 20, Parrocchiale (L), Rondon 1. N.e.: Nomikou. All.:Caprara. ARBITRI: Gentile, Zanussi. NOTE - Spettatori 3600, durata set: 29', 27', 27', 24', 14'; tot: 121'. PIACENZA-PESARO 1-3 (25-19, 23-25, 23-25, 20-25) - REBECCHI NORDMECCANICA PIACENZA: Leggeri 6, Turlea 24, Meijners 11, Secolo 2, Nicolini 11, Ferretti 1, Sansonna (L), Radenkovic 2, Bosetti 9, Zilio (L). N.e.: Guiggi. All.: Mazzanti. KGS ROBURSPORT PESARO: Moreno Pino 23, Valpiani, Gibbemeyer 3, De Gennaro (L), Manzano 5, Chirichella 10, Signorile 1, Tirozzi 13, Muresan 11. N.e.: Lestini, Dekani. All.: Pistola. ARBITRI: Prandi, Genna. NOTE - Spettatori 2900, incasso 5800, durata set: 26', 28', 29', 29'; tot: 112'. FORLI’ BOLOGNA- GIAVENO 3-2 (24-26, 25-23, 25-16, 22-25, 15-6) - VOLLEY 2002 FORLì BOLOGNA: Ventura 1, Stufi 17, Coriani (L), Arimattei 6, Lipicer Samec 21, Petrucci 3, Milos 15, Korukovets, Cvetanovic 33. N.e.: Carraro, Ginanneschi, Minervini, Lapi. All.: Beltrami. BANCA REALE YOYOGURT GIAVENO: Cecchetto, Togut 21, Murrey, Dall'ora 3, Saccomani, Molinengo (L), Donà 14, Luciani, Kauffeldt 13, Dalia 3, Napolitano Senkova 17. N.e.: Pincerato. All.: Napolitano. ARBITRI: Bellini, Longo. NOTE - durata set: 30', 29', 25', 28', 16'; tot: 128'.


MOTO FINALMENTE IANNONE VA ALL’UNIVERSITÀ Debutta in MotoGP con la Ducati Pramac: «La squadra esperta che non avevo mai avuto» Dall’inviato Paolo Scalera MADONNA DI CAMPIGLIO - Dei quattro piloti della Ducati solo Andrea Iannone non è titolato: Dovizioso ha vinto un Mondiale nella 125, Hayden in MotoGP, Spies nella Superbike. In compenso il lupo marsicano, al debutto nella classe regina, potrebbe rappresentare la sorpresa della stagione. «Non ho un obiettivo preciso, se non quello di imparare - ha spiegato con grande serenità al Wrooom, la kermesse di presentazione della squadra - Avrei voluto vincere un titolo prima di passare di cilindrata, non è successo, ma quando è arrivata l’offerta per correre nel team Pramac al fianco di Ben Spies ho pensato che lì avrei finalmente trovato ciò che è mancato fino ad oggi: un vero team» . «Guidare questa Vuol dire, il pilota abruzzese, una squadra di esperienza moto fa impressione Prima capace di consigliarlo ed indirizzarlo. non riuscivo a «Sì, penso che il mio principale problema fino ad oggi sfruttare al meglio i sia stato questo. Spesso ho mancato dei risultati perché mezzi disponibili» né io né la squadra abbiamo avuto le capacità di sfruttare fino in fondo il materiale a disposizione» .

Andrea Iannone, 23 anni, nato a Vasto (Chieti), ha debuttato 16enne in 125. Nelle ultime tre stagioni si è sempre piazzato terzo nel campionato di Moto2 (Reuters)

ANTICIPO - Per questo motivo il primo febbraio Andrea volerà in Malesia con largo anticipo sull’inizio dei test del 5: vuole legare il più possibile con il team. «Secondo me Ducati ha fatto un ottimo lavoro e in questi giorni è riuscita a incoraggiare ancora di più tutti i piloti. L’atmosfera è stupenda, c’è una grande motivazione nell’aria, da parte di tutti. Credo molto in queste persone e vedo il team molto bene. Con Spies non abbiamo parlato di moto, ma mi è sembrato una brava persona, sono felice di lavorare con lui» . Andrea, noto per essere un pilota esuberante, si sforzerà per avere un approccio più tranquillo alla classe regina. «Queste moto sono impressionanti - racconta - La prima volta che ho provato la Ducati al Mugello, due anni fa, rimasi letteralmente allibito dalla potenza. Attualmente sono un po’ indietro con la preparazione perché ho scoperto di avere una vertebra rotta prima dell’operazione a cui mi sono sottoposto al setto nasale. Sto cercando di rrecuperare il prima possibile, ma ancora non posso fare grossi sforzi. In Malesia dunque mi concentrerò per apprendere per gradi. Intanto spero che nei prossimi test Dovizioso e Hayden riescano a fare un buon lavoro fin da subito, dando delle indicazioni giuste per il futuro. Ce ne avvantaggeremmo tutti. A parte Nicky, nessuno di noi sa molto della Desmosedici, ma io non ho né speranze né paure. Voglio solo andare in pista e provarla. In questi giorni l’entusiasmo è cresciuto e sono pronto a lavorare a testa bassa» .

AVVERSARI - Quest’anno Andrea ritroverà il suo vecchio rivale, Marc Marquez, che molti indicano come il futuro campione del mondo. «Marquez è sicuramente un pilota da tenere d’occhio perché è molto veloce, ma la sua situazione è assai diversa dalla mia. Siede sulla moto che l’anno scorso ha vinto più gran premi, la Honda. Deve solo guidarla» . E di Valentino Rossi, di cui Iannone è amico e che ha lasciato la Ducati per la Yamaha, l’abruzzese cosa pensa? «Vale è Vale, da lui ci si aspetta sempre il massimo. Ma dovete chiedere a Dovizioso cosa ne pensa, perché è lui che ha preso il suo posto qui. Quanto a me, sono orgoglioso di guidare una Ducati» . © riproduzione riservata


LEGADUE Cade Pistoia l’Orlandina vince a Scafati 16ª GIORNATA - Venerdì: Imola-Trieste 70-58. Sabato: Biancoblù Bologna-Casale Monferrato 81-74. Ieri: Forlì-Veroli 84-73, Ferentino-Pistoia 91-85 d1ts, Scafati-Capo d’Orlando 75-80, Brescia-Jesi 99-93, Barcellona P.d.G.-Trento; rip. Verona. Classifica: Barcellona P.d.G., Pistoia, Casale Monferrato 20; Bologna, Scafati, Brescia 18; Verona, Forlì, Trieste 16; Ferentino 12; Trento, Veroli, Capo d’Orlando, Jesi 10; Imola 8. Prossimo turno - Venerdì (ore 20.45) Capo d’Orlando-Biancoblù Bologna. Domenica (ore 18.15) VeroliImola, Jesi-Verona, Pistoia-Forlì’, Trieste-Brescia, Trento-Scafati, Casale M.-Ferentino; rip. Barcellona P.d.G. La formula: Le prime otto ai play-off promozione.


SASSARI A FORZA DIENER Travis spezza l’equilibrio, Thornton e Ignerski travolgono Biella ANGELICO BIELLA - BANCO DI SARDEGNA SASSARI 72-100 Ai piemontesi non basta Laganà ANGELICO BIELLA - BANCO DI SARDEGNA SASSARI 72-100 (18-24, 4355, 56-79) - BIELLA: Jurak 17 (5/7, 1/4, 8 r.), Renzi 4 (2/4, 1 r.), Soragna 8 (1/1, 2/3), Raspino 2 (1/3, 0/1, 2 r.), Laganà 9 (1/2, 2/3, 1 r.), Rochestie 12 (3/7, 0/4, 2 r.), Mavunga 6 (3/4, 3 r.), Johnson T. 7 (2/8, 1/3, 3 r.), Amoruso, Tsaldaris 7 (0/4, 1/3, 4 r.), Slanina ne, De Vico. All. Cancellieri. SASSARI: Devecchi 2 (1/1, 0/1, 3 r.), Thornton 17 (5/7, 1/3, 5 r.), Ignerski 19 (4/4, 1/3, 2 r.), Diener T. 22 (1/3, 6/7, 2 r.), Sacchetti B. 3 (0/2, 1/2, 4 r.), Spissu 3, Diener D. 11 (3/4, 1/2, 5 r.), Vanuzzo 4 (2/3, 0/2, 4 r.), Di Liegro 7 (2/3), Easley 12 (5/6, 3 r.). All. Sacchetti R. ARBITRI: Cicoria, Lanzarini e Terreni 5. NOTE Tiri liberi: Biella 15/18; Sassari 24/33. Percentuali di tiro: Biella 25/61 (7/21 da tre, 12 ro, 14 rd); Sassari 33/53 (10/20 da tre, 8 ro, 20 rd). Cinque falli: 35’35” Soragna (63-89), 37’32” Jurak (67-94). Antisportivo: 3’17” Renzi (27-29), 32’10” Tsaldaris e Thornton (59-86). Spettatori 3416, incasso 35.198 euro. Pagelle - BIELLA: Jurak 7,5, Renzi 5,5, Soragna 6, Raspino 6, Laganà 7, Rochestie 6,5, Mavunga 5, Johnson 5, Amoruso sv, Tsaldaris 5,5, De Vico sv. Diener, 30 anni: ieri 22 All. Cancellieri 6. SASSARI: De Vecchi 6,5, Thornton 7,5, Ignerski 7,5, Diener Travis punti, la maggior parte nei T. 8, Sacchetti B. 6, Spissu 6, Diener D. 7, Vanuzzo 6, Di Liegro 6,5, Easley momenti importanti (Ciamillo) 7,5. All. Sacchetti R. 7. Il migliore: Travis Diener (26 di valutazione). La chiave: le percentuali al tiro di Sassari. BIELLA - Goleada Sassari, 100 punti tondi tondi a Biella. Il pronostico è fin troppo scontato, sulla carta la superiorità sassarese è imbarazzante, ma tra il dire e il fare c’è da affrontare una squadra che non offre punti di riferimento. Insomma non vendere la pelle dell’orso prima di averlo catturato. Il club piemontese rispolvera la ghigliottina e dopo i tagli di Moore, Chiacig e Brackins, la lama fa altre vittime illustri: Robinson, Jaramaz e Chrysikopoulos. Rinnegate le scelte estive, ormai a Biella i nuovi arrivi si susseguono con regolare cadenza settimanale: prima Rochestie, poi Tsaldaris, quindi sarà il turno di Kevinn Pinkney, per la serie “a volte ritornano”. Per questi motivi Sassari non deve dare nulla di scontato, evitando di adagiarsi sullo schiaffone rifilato lunedì scorso ai campio d’Italia di Siena (96-66, un clamoroso +30). LA PARTITA - Il quintetto laniero si affida all'entusiasmo e all’energia dei nuovi, il Banco di Sardegna imperversa sotto la plance, davanti Ignerski e Easley si fanno trovare liberi per concludere di prepotenza i giochi dettati da coach Sacchetti. Gli ospiti fanno la voce grossa con Travis Diener (12-19) e il tecnico Cancellieri decide che i tempi sono maturi per il debutto di Tsaldaris, unico ex del match, e per scommettere su Laganà. Il talento di Reggio Calabria brilla di luce propria e, a cavallo tra il primo e secondo quarto, diventa una sentenza con 9 punti di qualità. E’ il periodo migliore di Biella e la bomba di Jurak avvicina Davide a Golia (23-24).

SVOLTA - La Dinamo alza i ritmi e prova a scappare con un 2+1 di Easley e una tripla di Travis Diener (27-35). L’artiglieria pesante sgretola il muro biellese dall’arco, mentre Thornton ricama il +18 (29-47). Sul metro arbitrale (14-7 i falli) Biella avrebbe qualcosa da dire, e il pubblico ruggisce contro la terna. L’inerzia è tutta a favore del Banco di Sardegna, che mette nel forziere i due punti già in avvio del terzo quarto con i siluri di Thornton e Ignerski, seguiti a ruota dal canestro del +21 di Easley (43-64). Jurak è encomiabile, Biella tenta un timido rientro (54-68), ma Drake Diener allunga (56-79). L’ultimo giro è valido solo per le statistiche: il libero del baby Spissu vale il massimo vantaggio (+29, 67-96). Infopress


A1 FEMMINILE Colpi esterni per Lucca e Taranto 14ÂŞ GIORNATA - Ieri: Famila Wuber Schio-Lavezzini Parma 84-62, Trogylos Priolo-G.M.A. Pozzuoli 67-63, Ceprini Costruzioni Orvieto-Goldbet Taranto 54-71, Cus Cagliari-Gesam Gas Lucca 66-75; rip. Umbertide e Cus Chieti. Classifica: Schio 20; Lucca* 18; Parma, Taranto 16; Umbertide 14; Cus Chieti, Priolo* 8; Pozzuoli*, Orvieto* 6; Cus Cagliari 2 (* = una partita in piĂš). Prossimo turno - Domenica (ore 18) Cus Chieti-Schio, Parma-Cus Cagliari, Taranto-Priolo, UmbertideOrvieto; rip. Pozzuoli e Lucca. La formula: le prime otto ai play-off scudetto. A seguito del ritiro del Club Atletico Romagna non ci saranno retrocessioni.


JUVE CASERTA-EA7 EMPORIO ARMANI MILANO 69-78 Gentile & C. in riserva, Langford non perdona JUVE CASERTA - EA7 EMPORIO ARMANI MILANO 69-78 (24-12, 41-38, 58-65) - CASERTA: Jonusas 7 (2/4, 1/2, 3r), Mavraides 5 (1/6, 1/2, 1r), Akindele 15 (5/8, 5r), Gentile 10 (3/6, 0/3, 5r), Jelovac 15 (4/5, 1/3, 5r), Maresca 2 (0/1, 0/1, 2r), Mordente 7 (2/5, 0/3, 3r), Marzaioli, Marini ne, Salzillo ne, Michelori 2 (0/1, 6r), Sergio 6 (2/2 da tre). All.: Sacripanti. MILANO: Hairston 18 (5/8, 0/1, 6r), Fotsis 3 (0/1, 1/3, 3r), Bourousis 12 (5/7, 0/2, 7r), Langford 21 (2/5, 2/4, 4r), Green 8 (1/3, 2/4, 3r), Giachetti ne, Piva ne, Chiotti 6 (3/4, 4r), Melli 3 (1/2, 0/2, 2r), Bremer (0/2, 0/1, 1r), Radosevic 4 (2/2, 2r), Basile 3 (1/3 da tre). All.: Scariolo. ARBITRI: Taurino 5,5, Sahin 5,5 Pozzana 5,5. NOTE - Fallo antisportivo: Gentile al 14'19" (30-22), Melli al 32' (60-65). Fallo tecnico: Scariolo al 24'30" (45-48), Jelovac al 27'42" (50-54), Bourousis al 28'30" (52-62). Percentuali di tiro: Caserta 22/52 (5/16 da tre, 9 ro, 22 rd), Milano 25/54 (6/21 da tre, 7 ro, 25 rd). Spettatori 3340, incasso 22191 euro. Pagelle - CASERTA: Jonusas 6, Mavraides 6, Akindele 6,5, Gentile 6,5, Jelovac 6,5, Maresca 5, Mordente 6, Michelori 6, Sergio 6. All.: Sacripanti 6,5. MILANO: Hairston 7, Fotsis 6, Bourousis 6,5, Langford 7,5, Green 6,5, Chiotti 6, Melli 5,5, Bremer 5, Radosevic 6, Basile 6. All.: Scariolo 7. Il migliore: Langford La chiave: la solidità di Milano nella seconda parte di gara. di Beniamino Pescatore CASERTA - Metà gara ciascuno, prima Caserta spavalda e concreta, poi Milano con forza e maturità. Vince l'Olimpia, ottiene la settima vittoria esterna di fila, supera la Juve nel match dei ricordi. Non c'è il duello tra i fratelli Gentile, perché Alessandro, tra gli ospiti, è indisponibile. Non manca papà Nando in tribuna. In campo, altro ex è Mordente; sugli spalti Antonello Riva, già giemme bianconero e campione di Milano ai tempi di Peterson (c'è pure lui, commentatore tv). Il piano di Caserta è partire veloce. In realtà Milano è ancora assonnata, disattenta, molle in attacco. Gentile ne approfitta e nell'uno contro uno si esalta (su Hairston segna il 24-12), lanciando Sergio per la tripla del +15 a inizio secondo quarto. Scariolo ruota tutti alla ricerca di un assetto ideale, Caserta perde concentrazione e uno scatenato Langford (11 punti e 8/8) nel parziale fa la differenza annullando 12 punti di scarto (31-34). Anche a rimbalzo cala la Juve, presente fino a metà gara, mentre Milano, con Green regista in ascesa, è quasi perfetta ai liberi. Sorpassa con Fotsis, costringe la Juve ad abbassare il ritmo, Bourusis si esalta quando Akindele è a riposo e gli ospiti volano a +10 (52-62). Caserta è ormai priva di energie, registra un sussulto con Gentile (62-65) ma nei 5' finali i lombardi non sbagliano più e allungano chiudendo i giochi senza correre rischi. (b.p./Lps)


CIMBERIO VARESE-ENEL BRINDISI 83-71 Mezz’ora di super-Robinson, poi dilaga Dunston CIMBERIO VARESE - ENEL BRINDISI 83-71 (21-22, 39-39, 63-58) - VARESE: Sakota 10 (2/3, 2/3, 2r), Banks 4 (1/2, 0/1, 2r), Talts 5 (1/1, 1/2, 3r), Green 13 (4/10, 0/3, 1r), Rush 13 (2/3, 3/6, 3r), De Nicolao 14 (4/5, 2/6, 5r), Ere ne, Polonara 9 (3/7, 0/2, 10r), Dunston 15 (6/10, 7r), Ambrosini ne, Bertoglio ne, Balanzoni ne. All. Vitucci. BRINDISI: Viggiano 5 (1/2, 1/1, 3r), Robinson 18 (9/14, 0/4, 5r), Reynolds 6 (3/6, 0/1, 6r), Fultz (0/1), Simmons 8 (3/5, 7r), Gibson 16 (7/10, 0/3, 2r), Grant 2 (1/4, 4r), Ndoja (0/1, 0/3, 1r), Formenti 9 (0/2, 3/3, 2r), Zerini 7 (2/2, 1/2, 6r). All. Bucchi. ARBITRI: Seghetti 6, Sardella 6, Baldini 6. NOTE - TIRI LIBERI: Varese 13/20, Brindisi 4/5. Percentuali di tiro: Varese 31/64 (8/23 da tre, ro 10, rd 22); Brindisi 31/64 (5/17 da tre, ro 11, rd 25). Spettatori: 4.034; incasso: 50.228 Euro. Pagelle - VARESE: Sakota 6,5, Banks 6, Talts 6, Green 6,5, Rush 6,5, De Nicolao 7,5, Polonara 6,5, Dunston 8. All. Vitucci 7. BRINDISI: Viggiano 6, Robinson 7, Reynolds 6, Simmons 6,5, Gibson 6,5, Grant 5,5, Ndoja 5, Formenti 6, Zerini 6,5. All. Bucchi 6. Il migliore: Dunston La chiave: la difesa della Cimberio di Giampaolo Mentasti VARESE - La capolista c'è. Varese supera l'Enel Brindisi al PalaWhirlpool (83-71) e riscatta prontamente la sconfitta interna di domenica scorsa contro Venezia. Vitucci deve sempre fare a meno di Ere, mentre Banks naturalmente non ancora al meglio della condizione fisica - gioca per 17'. Dunston e De Nicolao sono i protagonisti del successo della Cimberio: tra gli ospiti è piaciuto soprattutto Robinson, il migliore in campo nei primi 30' di gioco. Robinson e Gibson mettono le ali agli ospiti, che al 6' hanno già otto punti di vantaggio (8-16). Si svegliano i lombardi che, grazie ad un parziale di 11-0, ribaltano il punteggio all'8' (19-16), trascinati da Dunston, dominatore sotto le plance. Al 9' Vitucci manda in campo Banks. Un recupero lampo, dopo l'infortunio alla caviglia di quindici giorni fa a Pesaro. Dusan Sakota (7 punti in 4') entra subito in partita e Varese vola a più quattro (32-28 al 14'). Robinson è devastante dal campo (8/9 in 11'30") e i pugliesi tornano in vantaggio (36-39 al 19'). Un libero di Dunston e una palla “rubata” di Polonara rimettono il punteggio in parità (39-39 al 20'). In avvio di ripresa, ritmo alto e tanti errori su entrambi i fronti. De Nicolao e Rush si ergono a protagonisti, mentre tra gli ospiti è Gibson a fare la differenza. Varese insiste (56-48 al 26'), ma Brindisi è sempre in partita (63-58 al 30'). Nell'ultimo quarto accelera la Cimberio, che al 33' raggiunge il massimo vantaggio del match (71-58 al 33', più 13). L'Enel cerca di rimettersi in gioco (75-68 al 36'), ma nel finale i padroni di casa controllano il match, incrementando il vantaggio. © riproduzione riservata


SUTOR MONTEGRANARO-SIDIGAS AVELLINO 95-71 Burns rovina l’esordio a Pancotto SUTOR MONTEGRANARO - SIDIGAS AVELLINO 95-71 (24-14,47-34,76-54) - MONTEGRANARO: Steele 12 (3/4 da 2,1/3 da 3, 3r), Cinciarini 16 (4/9, 2/2, 3r), Panzini 3 (1/1 da 3), Perini 2 (1/1, 0/1), Slay 6 (2/3, 0/2, 2r), Freimanis 2 (1/1 da 2), Campani 5 (2/2 da 2, 2r), Di Bella 6 (2/4, 0/2, 1r) Mazzola 2 (1/2, 0/1, 6r), K. Johnson 12 (2/6, 2/5, 4r), Burns 17 (3/8, 3/4, 4r), Amoroso 12 (4/11, 1/1, 7r). All.Recalcati. AVELLINO: Biligha 6 (1/4 da 2, 5r), Richardson 17 (3/6, 2/4 4r), Spinelli (0/1 da 2), Ivanov 12 (6/7, 0/2, 8r), Hardy 5 (1/6, 1/3, 3r), Dragovic 3 (0/3, 1/4, 2r), Shakur 12 (5/9 da 2, 2r), L. Johnson 8 (3/7 da 2, 3r), Dean 8 (1/3, 2/5, 5r); Ronconi ne, Tammaro ne, Riccio ne. All.Pancotto. ARBITRI: Begnis, Weidmann, Calducci 6. NOTE - Tiri liberi: Montegranaro 15/16; Avellino 13/20. Percentuali di tiro: Montegranaro 35/73 (10/22 da tre, 13ro, 29rd); Avellino 26/64 (6/18 da tre, 13ro, 24rd). Spettatori 2.316. Pagelle - MONTEGRANARO: Steele 7, Cinciarini 7,5, Slay 6,5, Freimanis 6, Di Bella 7, Mazzola 6, K. Johnson 7, Burns 8,5, Amoroso 7,5. All.Recalcati 7. AVELLINO: Biligha 6,5, Richardson 6, Spinelli 5, Ivanov 6, Hardy 6, Dragovic 5, Shakur 5,5, L. Johnson 6,5, Dean 5. All.Pancotto 6. Il migliore: Burns La chiave: il gioco di squadra e la determinazione della Sutor ANCONA - La Sutor Montegranaro si aggiudica lo scontro salvezza del PalaRossini, guadagnando 2 punti fondamentali e lasciando a proprio favore gli scontri diretti nel caso si arrivasse appaiati a fine stagione. Nel terzo quarto gli uomini di coach Recalcati, avanti sin dal primo minuto, massimizzano lo sforzo e raggiungono anche un vantaggio di 28 punti (76-48 al 8'28"). Da quel momento alla fine è solo garbage time, con la Sutor che riesce a far entrare e segnare i giovani Panzini e Perini. Da parte irpina è evidente come i giocatori siano ancora spaesati per il cambio dell'allenatore concretizzatosi solo venerdì. Prestazione sopra le righe di un monumentale Burns e di Daniele Cinciarini. Tra gli uomini del neo-coach Pancotto invece troppi individualismi. Unica nota positiva il giovane Biligha. Infopress


SAIE 3 BOLOGNA-VANOLI CREMONA 92-93 Bologna sprofonda: 6º ko di fila SAIE 3 BOLOGNA - VANOLI CREMONA 92-93 (26-33, 51-53, 69-74) - BOLOGNA: Gaddefors 3 (0/1, 1/2), Imbrò 7 (2/2 da tre), Poeta 18 (3/5, 3/5, 2r.), Moraschini 0 (2r.), Rocca 7 (2/4, 1r.), Gigli 19 (7/7, 12r.), Landi ne, Parzenski 4 (0/2 da tre, 1r.), Fontecchio ng, Minard 19 (5/6, 3/4, 3r.), Smith 10 (4/7, 0/1, 3r.), Hasbrouck 5 (2/6, 0/4, 1r.). All. Finelli. CREMONA: Peric 10 (5/7, 0/4, 7r.), Fontana ne, Kotti 0, Jackson 22 (4/4, 4/6, 6r.), Belloni ne, Chase 7 (2/4, 1/4, 3r.), Ruini 3 (0/1, 1/1), Johnson 13 (4/4, 1/1), Harris 28 (10/16, 2/6, 6r.), Conti ne, Stipanovic 10 (4/5, 6r.), Cazzaniga (0/1). All. Gresta. ARBITRI: Mattioli, Filippini, Biggi 6. NOTE - Tiri liberi: Bologna 19/27, Cremona 8/10. Percentuali di tiro: Bologna 32/56 (9/20 da tre, 5 ro, 22 rd), Cremona 38/64 (9/22 da tre, 5 ro, 25 rd). 5 falli: Johnson. Spettatori: seimila circa. Note: fallo antisportivo a Peric. Pagelle - BOLOGNA: Gaddefors 5,5, Imbrò 5,5, Poeta 6, Moraschini 5,5, Rocca 5, Gigli 6,5, Landi ne, Parzenski 6, Fontecchio ng, Minard 6, Smith 5, Hasbrouck 4,5. All. Finelli 5,5. CREMONA: Peric 6, Fontana, ne, Kotti ng, Jackson 7, Belloni ne, Chase 6,5, Ruini 6, Johnson 7, Harris 7,5, Conti ne, Stipanovic 6,5, Cazzaniga 6. All. Gresta 7. Il migliore: Harris La chiave: il pick roll di Cremona nel finale di Furio Zara BOLOGNA - Smarritasi nel fondo di un gorgo sempre più limaccioso, la Virtus perde la sesta partita consecutiva e toppa clamorosamente l'opportunità di svoltare. Vabbè il progetto tecnico da concretizzarsi in un prossimo futuro, ma questa stagione - alla prima giornata di ritorno - sembra definitivamente compromessa. Se ne valeva la pena, lo sapremo solo tra un anno. Non ora, non qui. Oggi siamo di fronte ad una squadra molle come una mozzarella lasciata in frigo troppo tempo, un gruppo tradito dagli americani (inguardabili Hasbrouck e Smith, un po' meglio Minard) cui aveva affidato - tolti i cerotti - l'illusione di una maturità che ancora non c'è. Cremona, trascinata da un Harris a tratti irresistibile, vince perché alla fine sa mantenere i nervi saldi. © riproduzione riservata


UMANA VENEZIA-CHEBOLLETTA CANTU’ 83-79 Diawara affonda Cantù UMANA VENEZIA - CHEBOLLETTA CANTU’ 83-79 (17-22, 40-44, 65-64) - VENEZIA: Clark 11 (1/1, 2/6, 6r), Bulleri (0/1, 0/2), Diawara 29 (7/13, 3/8, 9r), Marconato (1r), Zoroski ne, Szewczyk 21 (10/11, 0/2, 7r), Young 5 (2/6, 2r), Bowers 5 (2/4, 1r), Rosselli 10 (2/4, 5r), Magro 2 (1/3, 1r), Hubalek (0/1, 1r), Candussi ne. All. Mazzon. CANTU' - Abass ne, Scekic ne, Markoishvili 12 (3/8, 1/3, 2r), Leunen 13 (2/2, 3/5, 4r), Anderson (0/1, 0/3), Mazzarino 3 (1/1, 0/2), Casella ne, Brooks 8 (3/3, 2r), Tyus 15 (7/9, 5r), Tabu 15 (3/5, 2/5, 1r), Aradori 13 (2/4, 1/3, 4r), Cusin (0/1, 3r). All. Trinchieri. ARBITRI: Cerebuch 4, Aronne 5, Bettini 5. NOTE - Tiri liberi: Venezia 18/21, Cantù 16/20. Percentuali di tiro: Venezia 30/62 (5/18 da 3, 23 rd, 12 ro), Cantù 28/55 (7/21 da 3, 19 rd, 6 ro). Fallo tecnico a Diawara al 16'54" (27-34) e alla panchina di Venezia al 25'11" (51-52). Usciti per 5 falli: Tabu al 38'08" (79-77), Szewczyk al 39'55" (83-77). Spettatori: 3.411. Pagelle - VENEZIA: Clark 6,5, Bulleri 5,5, Diawara 7,5, Szewczyk 7, Young 6, Bowers 6, Rosselli 7, Magro 6, Hubalek 5. All. Mazzon 7. CANTU': Markoishvili 6, Leunen 6,5, Anderson 5, Mazzarino 5,5, Brooks 6,5, Tyus 7, Tabu 7, Aradori 6, Cusin 5. All. Trinchieri 6,5. Il migliore: Diawara. La chiave: la zona di Venezia. MESTRE - Ancora un'impresa per Venezia che, dopo aver inflitto a Varese il primo ko interno, si conferma interrompendo la striscia positiva di Cantù. Il club brianzolo vola anche a +12 nel primo tempo (28-40 al 17'), sfruttando le combinazioni di Tabu con i lunghi, ma poi subisce la rimonta con la zona. Dopo un lungo periodo punto a punto, Cantù tenta nuovamente l'allungo (73-77 a 4'34" dalla sirena finale), ma si inceppa e il 10-0 in 3' di Venezia determina la vittoria della squadra di Mazzon, trascinata da un Diawara da 29 di valutazione. Ass


DUE VIRTUS MA SOLO UNA HA UN’ANIMA di Andrea Barocci

Le due facce della Virtus. Quella bolognese ha smarrito quell’identità che si era faticosamente data la passata stagione. Gigli e Poeta remano con forza verso una direzione che, purtroppo per il coach Finelli, non è la stessa scelta da un gruppo di americani volubili, discontinui, senz’anima. Il che, per una piazza che continua ad essere malata di basket, è un peccato mortale. La Virtus romana invece fa del carattere e dell’agonismo l’arma segreta a cui ricorrere quando la palla gira male, o non funzionano i cambi difensivi. Così vedi gli stranieri buttarsi su ogni pallone, spesso consapevoli di fare da comprimari ad una stella come Datome. A qualcuno potranno sembrare piccolezze, a quelli dell’Acea sembra l’unica maniera per continuare a vincere. © riproduzione riservata


ROMA, VITTORIA CON BRIVIDO Sopra di 6 a -1’59”, regala la palla del successo a Cavaliero che non ne approfitta ACEA ROMA-SCAVOLINI BANCA MARCHE PESARO 65-64 Datome show, applausi per il baby Tambone ACEA ROMA-SCAVOLINI BANCA MARCHE PESARO 65-64 (14-16, 3335,55-49) - ROMA: Goss 5 (1/6, 1/3, 2r), Jones 4 (1/6, 0/2, 6r), Tambone 5 (1/1, 1/1, 1r), Datome 21 (5/6, 2/4, 5r), Taylor 12 (4/6, 0/3, 2r), Lawal 12 (6/11, 8r), Czyz 4 (2/2, 3r), Lorant 2 (0/2, 0/1). N.e.: Tonolli, Gorrieri, Caridà, Guagliardi. All.: Calvani. PESARO: Cavaliero 10 (2/4, 273, 4r), Stipcevic 13 (2/3, 3/9, 2r), Barbour 20 (5/7, 3/9, 4r), Thomas 1 (2r), Crosariol 8 (4/4, 7r), Flamini 0 (0/1 da tre, 1r), Mack 3 (0/1, 1/4, 3r), Bryan 2 (1/1), Amici (1r), Kinsey 7 (3/5, 0/4, 6r). All. Markovski. ARBITRI: Sabetta, Vicino e Caiazza 7. NOTE - Tiri liberi: Roma 13/17, Pesaro 3/7. Percentuali tiro: Roma 24/54 (4/14 da tre, rd 19, ro 11), Pesaro 26/55 (9/30 da tre, rd 21, ro 10). Una decina i tifosi pesaresi in tribuna. Spettatori 2656, incasso non comunicato. Pagelle - ROMA: Goss 5, Jones 4.5, Tambone 7, Datome 8, Taylor 6, Lawal 6, Czyz 6, Lorant 4.5; Calvani 6.5. PESARO: Cavaliero 7, Stipcevic 6.5, Barbour 6.5, Thomas 4.5, Crosariol 6.5, Flamini 4,5, Mack 4, Bryan 5, Kinsey 5.5; Markovski 6. Il migliore: Datome La chiave: l'errore da tre di Barbour a 4" dalla fine sul 65-64 di Andrea Barocci

SCHIACCIATA CON DEDICA Gigi Datome, 25 anni: schiacciata all’indietro con dedica al pubblico romano (Ciamillo)

ROMA - A differenza di quanto recitava il titolo di un bel film francese dell’88, la vita non è un lungo fiume tranquillo. Per nessuno. Neppure sotto i canestri di Roma, una delle formazioni più lanciate della serie A. Priva dell’infortunato D’Ercole, con Taylor non al meglio dopo dopo lo stop della scorsa settimana per un problema muscolare, la Virtus ha mostrato il suo lato meno brillante in attacco: ha sofferto le individualità di Pesaro e ha persino rischiato di essere beffata allo sprint. Eppure è riuscita a vincere ancora. Grazie ad un gruppo che continua a mostrare un carattere e un agonismo fuori dal comune, è vero. Ma soprattutto per merito dello straordinario talento offensivo di Datome e alla ottima partita difensiva del play Tambone, 18enne dalle gambe forti e veloci, che per i 18 minuti in cui è stato utilizzato ha tenuto al meglio il “folletto” Stipcevic (e a tratti anche Cavaliero) mantenendo alta la pressione e segnando peraltro 5 punti determinanti. E Pesaro? E’andata a sprazzi, tirando troppo da tre (9/30) e affidandosi spesso anche ai singoli più che ad una manovra corale. Il che, nonostante tutto, le ha permesso di ritrovarsi a 3” dalla fine con la palla della vittoria...

LA CRONACA - Fischiatissimo, l’ex Crosariol la sua onesta partita l’ha comunque fatta, iniziando bene contro un’Acea inguardabile nei primi minuti (0/5 in 3’30”) e con Kinsey che sembrava un rebus per Datome, rimandato in panca all’8’ senza aver effettuato neppure un tiro. Barbour (6 punti di fila) mandava Pesaro sul 14-16, mentre le penetrazioni di Taylor tenevano viva Roma. Era nel secondo quarto che esplodeva tutto il talento di Datome. Uno striscione recitava: “Ce pensa Gigi”. Appunto: l’ala azzurra realizzava 14 dei 19 punti romani (11 di fila) tenendo testa da solo alle bombe di Cavaliero e Barbour, mentre Goss e Jones ne combinavano di tutti i colori al tiro (0/8 in due nel quarto). Gli altri? In palese difficoltà. Andata al riposo sul +1, Pesaro sembrava perdere colpi, colpita da un ritrovato Lawal e dal solito Datome, con un Mack nullo e un Barbour che non trovava più il canestro, tanto che la Virtus raggiungeva il +8 (55-47 all’8’30”). Ma nell’ultimo periodo, proprio quando ci si aspettava che Roma prendesse il volo (65-59 a -1’39”) le palle perse di un improponibile Jones e di Lawal (2 di fila) e le bombe di Stipcevic e Barbour portavano il risultato sul 65-64. A -4” Barbour invece di cercare una penetrazione o un fallo, tentava la bomba: errore, fallo di Pesaro e Goss in lunetta per due liberi a -3”. Ma la guardia americana li falliva entrambi: rimbalzo difensivo, Cavaliero si involava a canestro e tirava in sottomano... a tempo scaduto. Segnali di vita da Pesaro, segnali di squadra vera da parte di Roma. © riproduzione riservata


NBA Questa volta a Belinelli non riesce il miracolo Chicago ko con Memphis di Roberto Zanni

Dalla gioia per il successo di Boston firmato Belinelli alle facce scure dopo il ko interno con Memphis. Per Chicago in 24 ore è cambiato tutto: l'azzurro fallisce il libero del sorpasso a 31" dalla fine dei tempi regolamentari e per la terza partita di fila i Bulls (squadra da trasferta, in casa hanno 11 vittorie e altrettante sconfitte, fuori 125) sono stati costretti all'overtime, ma a differenza delle due precedenti occasioni, questa volta è arrivato il ko interno con l'aggiunta del caso-Noah. Coach Thibodeau ha infatti tenuto in panchina il francese, cuore e anima dei Bulls, negli ultimi 22'53", supplementare compreso. «Scelta tecnica» la spiegazione dell'allenatore, mentre Noah a fine partita se n'è andato senza parlare. Il vero motivo? Un messaggio del coach dopo che i Bulls erano andati sotto anche di 17 punti e quando Taj Gibson, che aveva sostituito Noah a 5'53" dalla fine del terzo quarto, è uscito per falli nel finale del supplementare, Thibodeau ha preferito mandare in campo Mohammed, l'ultima delle riserve. TORNA ANDERSEN - Intanto gli Heat hanno ingaggiato con un contratto di 10 giorni l'ala-centro Chris “Birdman” Andersen, 34 anni, ex Denver, celebre per il suo taglio di capelli alla “moicana” e soprattutto per i suoi tatuaggi. Andersen nel maggio scorso era stato al centro di un presunto caso di pedofilia online che i suoi legali avevano descritto come un tentativo di estorsione. «Non sono l'obiettivo delle indagini» ha detto Andersen ieri al termine dell'allenamento. Phoenix invece, dopo aver licenziato Alvin Gentry, ha scelto come coach ad interim l'ex giocatore Lindsey Hunter. (roz/ecp) © riproduzione riservata I RISULTATI: Charlotte-Sacramento 93-97 (Sessions 16, Thornton 18); Atlanta-San Antonio 93-98 (Smith 21, Parker 23); Chicago-Memphis 82-85 d1ts (Butler 18, Gasol 19); New Orleans-Golden State 112-116 (Gordon 23, Thompson 29); Minnesota-Houston 92-79 (Kirilenko 21, Harden 18); Utah-Cleveland 109-98 (Foye 20, Waiters 23); Portland-Milwaukee 104-110 (Lillard 26, Jennings 30); LA Clippers-Washington 94-87 (Paul 22, Wall 24).


CICLOCROSS: BERTOLINI 3°, LECHNER 4ª (r.q.) Il belga Niels Albert, iridato della specialità, ha vinto la Coppa del Mondo di ciclocross. L'ultima prova disputata a Hoogerheide (Ola) stesso circuito dei Mondiali 2014, ha espresso un risultato a sorpresa: nessun belga sul podio. Ha vinto il ceko Bina con 7'' su Van der Haar (Ola) e 11' su Zahner (Svi), poi Nys 4° a 22'' e Albert 5° a 27''. Il percorso, completamente innevato e al limite della praticabilità, ha falsato tecnicamente la gara che non ha mai visto gli italiani nelle prime posizioni: all'arrivo 17° il tricolore Marco Aurelio Fontana a 2'07'', 20° Enrico Franzoi a 2'13''. Classifica di Coppa: 1. Albert (Bel) 540; 2. Pauwels (Bel) 515; 3. Nys (Bel) 506; ... 13. Franzoi 235. PODIO ITALIANO- Ottima gara fra gli juniores con il tricolore Gioele Bertolini terzo a 36'' dagli olandesi Mathieu Van der Poel primo e Budding secondo. Podio sfiorato invece per la campionessa italiana Eva Lechner nell'open femminile: quarta a 1'24'' dall'inarrestabile olandese Marianne Vos ma preceduta di appena poche decine di metri dall’olandese Van Paassen (seconda) e dalla francese Ferrier-Bruneau (terza).


ATLETICA La Trost fa un salto nel futuro: 1.98

Alto indoor, a 19 anni è la 2ª di sempre in Italia. «E ora voglio restare protagonista» Compirà vent’anni l’8 marzo, il giorno della Festa della donna. Ma Alessia Trost ha preferito accelerare i tempi e ieri a Udine si è regalata una gara da incorniciare. Un volo a 1.98 nell’alto annunciare che è lei la grande speranza dell’atletica italiana. Un salto realizzato di mattina, alla prima gara stagionale, senza l’adrenalina del grande appuntamento. Un salto che al coperto in Italia era riuscito solo a due regine: Antonietta Di Martino, primatista indoor con 2.04, e Antonella Bevilacqua, la stella degli anni 90, che salì anch’essa a 1.98. Alessia, che per inciso è campionessa mondiale juniores, ha superato 1.98 alla terza prova, lasciando una bella luce tra lei e l’asticella. Infine due tentativi a due metri, così, giusto per capire l’effetto che fa. Friulana di Pordenone, vantava 1.91 al coperto e 1.92 alla luce del sole. Un progresso importante e il “minimo” per gli Europei indoor di Goteborg (1-3 marzo). «Ero arrivata a Udine senza aspettative. L’anno scorso avevo sfiorato più volte Alessia Trost, 19 anni 1.95, sapevo che presto sarebbe arrivato. Ero già contentissima di esserci riuscita, ma il mio tecnico mi diceva che potevo far meglio. A 1.98 una sensazione fantastica. Sinceramente i due metri non volevo nemmeno provarli. Fanno un strano effetto e mettono anche un po’ di paura. Ma ora voglio concentrarmi sulle gare che ho davanti (il 26 a Hustopece e il 29 a Trinec; ndr) . Ho iniziato con un picco, non voglio proseguire in modo anonimo». DAL MOLIN - A Saarbrucken (Ger), Dal Molin si migliora sui 60 hs: 7”68.


ciclismo Nibali in Argentina, Gilbert in Australia Scatta con il Tour San Luis la stagione della strada, domani via al Down Under di Ruggero Quadrelli

Lampi di una sfida che si riaccende per infiammare le strade del ciclismo. Accade da oggi in Argentina con tanti italiani. E' il Tour di San Luis, una gara giovane cresciuta in fretta. Al via tanti nomi del firmamento ciclistico: da Contador a Vincenzo Nibali, da "Purito" Rodriguez a Sagan, agli ex iridati Hushovd e Cavendish e, ancora, Pozzato, Petacchi, Ulissi, Gatto, Chicchi. Sono 162 gli iscritti, 33 dei quali italiani. Per la maggioranza dei big le sette tappe di questa gara serviranno da test per capire qual è lo stato di preparazione, mentre per quanti sono più avanti negli allenamenti rappresentano già un buon banco di prova per andare a caccia dell'impresa. Nelle sei edizioni archiviate della corsa il solo Vincenzo Nibali fra i big è entrato nell'albo d'oro (2010), per il resto hanno vinto quattro volte i corridori argentini e una Leipheimer. Tappe principali mercoledì e sabato con l'arrivo in salita a più di 1500 metri d'altitudine. Oggi: 1ª tappa San Luis - Villa Mercedes km 164, arrivo intorno alle 22 ora italiana.

AUSTRALIA - Da domani (per sei giorni) anche il Santos Down Under in Australia. Fra gli iscritti l'iridato Gilbert, Greipel (che ieri ha vinto un criterium ad Adelaide, 6° e primo italiano Cimolai), Boasson Hagen, Andy Schleck, Guardini, Gasparotto, Guarnieri, Capecchi, Visconti.

ALTRE - In Venezuela l'ingegnere milanese Cristiano Monguzzi (Fantini Vini Selle Italia) ha vinto l'ultima tappa della Vuelta del Tachira vinta da Yeison Delgado (Ven). In Gabon si è conclusa la Tropicale Amissa Bongo (7 tappe) con la vittoria di Yoann Gene (Fra). Miglior italiano Andrea Palini (Lampre Merida) 16° a 6'57''. © riproduzione riservata


SCI Azzurre in crisi tutte ko a Cortina Uomini in Svizzera SLALOM: 1. Neureuther (Ger) 1’50”53; 2. Hirscher (Aut) a 0”21; 3. Kostelic (Cro) a 0”25; 4. MOELGG a 0”46; 5. GROSS a 0”62; 6. Dopfer (Ger) a 0”66; 7. RAZZOLI a 1”04; 8. Hargin (Sve) a 1”10; 9. Baeck (Sve) e Larsson (Sve) a 1”11; 11. Missillier (Fra) a 1”22; 12. Matt (Aut) a 1”26; 13. Ligety (Usa) a 1”33; 14. Grange (Fra) a 1”41; 15. Herbst (Aut) a 1”51; 17. THALER a 1”79; 19. DEVILLE a 1”97. Tra i rit. 1ª m.: NANI. COPPA DEL MONDO: 1. Hirscher (Aut) 935; 2. Svindal (Nor) 747; 3. Ligety (Usa) 696; 5. MOELGG 477; 12. INNERHOFER 325. Coppa di slalom: 1. Hirscher (Aut) 600; 4. MOELGG 265. PROSSIME GARE: 25-27 gen. superG, discesa e slalom (combinata) a Kitzbuehel (Aut). Donne a Cortina SUPERG: 1. Rebensburg (Ger) 1’16”45; 2. Schmidhofer (Aut) a 0”33; 3. Maze (Slo) a 0”34; 4. Ruiz Castillo (Spa) a 0”53; 5. Mancuso (Usa) a 0”69; 6. Smith (Usa) a 0”80; 7. Vonn (Usa) a 0”83; 8. Gut (Svi) a 0”87; 9. Marchand-Arvier (Fra) a 1”04; 10. Aufdenblatten (Svi) a 1”07; 11. Suter (Svi) a 1”09; 12. Goergl (Aut) a 1”14; 13. Sterz (Aut) a 1”19; 14. Ross (Usa) a 1”23; 15. Fischbacher (Aut) a 1”35; 20. MERIGHETTI a 1”87; 21. N. FANCHINI a 2”19; 28. CIPRIANI a 2”54; 30. AGERER a 2”70; 31. E. FANCHINI a 2”82; 34. STUFFER a 3”34; 40. BORSOTTI a 4”02; 41. MARSAGLIA a 4”11. Tra le rit.: E. CURTONI. COPPA DEL MONDO: 1. Maze (Slo) 1.474; 2. Hoefl-Riesch (Ger) 756; 3. Fenninger (Aut) 644; 18. I. CURTONI 254. Coppa di superG: 1. Maze (Slo) 290; 17. E. CURTONI 63. PROSSIME GARE: 26-27 gen. gigante e slalom a Maribor (Slo). Dramma Miller: la moglie Morgan ha perso il bambino ROMA - Morgan Beck, pallavolista moglie di Bode Miller, ha ieri annunciato di aver perso il bambino di cui era in attesa. Il campione Usa aveva da poco confermato di voler saltare questa stagione, anche per stare vicino alla moglie incinta.


IPPICA Riparte la protesta oggi manifestazione davanti all’ex Aams ROMA - Come da promessa del Mipaaf, pare proprio che in questi giorni (già da oggi?) saranno pagate a ippodromi e categorie le spettanze arretrate di fine giugno, luglio e agosto. Questo potrebbe far rifiatare anche un impianto come Tor di Valle, che a febbraio dovrebbe fermarsi, e magari portare a qualche novità su Napoli, dove in settimana ci sarà un “tavolo” con ex Unire, Mipaaf, Comune e Ippodromo Agnano. Sono però confermatissime le iniziative di protesta che intendono sollecitare la riforma delle scommesse, che da un anno si è irrimediabilmente persa nei meandri dei palazzi ministeriali o chissà dove, e certezze per un settore allo sbando. A Roma oggi alle 11.30 primo appuntamento sotto la sede dell’ex Aams, a Trastevere in Piazza Mastai. Il secondo è fissato per l’1 febbraio a Piazza della Repubblica (una delegazione chiederà di essere ricevuta al Ministero Economia e Finanze). m.v. © riproduzione riservata HONG KONG - Ancora una doppietta (terza stagionale!) per Umberto Rispoli, salito così a quota 10 successi nella stagione. Ieri a Sha Tin ha vinto con Alpha Grand (a 18/1) e Taknam (a 6/1). FRANCIA - Ieri trotto a Vincennes: Prix du Cornulier (gruppo 1, 700.000 euro, m. 2700, montato) - 1. Singalo 12.4, 2. Quarry Bay 12.5, 3. Scolie de Bassiere 12.7, 4. Tiego d'Etang 12.7. Oggi galoppo a Cagnes: reclamare (16.000 €, m. 1500) - Abbagliante; handicap (26.000 €, m. 2000 aw) - Casamassima. Oggi trotto a Vincennes: Prix de Cavaillon (58.000 €, m. 2100) - Prima Ok, Priscilla Zak; Prix de Pontrieux (37.000 €, m. 2700, montato) - Namec Rl. OGGI - Ore 18.30 TQQ a Taranto (trotto, 8ª corsa, m. 2020) Favoriti: 16-5-14-4-13. Sorprese: 9-8-12. Inizio convegno alle 15.10. Corse anche ad Albenga (g, 15.05), Palermo (t, 15.15). EQUITAZIONE - World Cup a Lipsia (Germania): Luca Maria Moneta (su Connery Moneta) 2º a nella cat. mista di salto ostacoli, Anna Cavallaro (su Harley) 1ª nel volteggio.


RUGBY Strepitosa rimonta Treviso saluta l’Europa superando gli Ospreys TREVISO - OSPREYS 17-14 (3-6) - TREVISO: McLean; L. Nitoglia (20’ st Semenzato), Benvenuti (20’ st A. Pratichetti), Sgarbi, Toniolatti; Burton, Gori; R. Barbieri (17’ st Budd), Zanni, Derbyshire (25’ st Fuser); Bernabò, Minto; Cittadini (36’ st Fernandez-Rouyet), Maistri (17’ st E. Ceccato), Rizzo (17’ st Alb. De Marchi). All. Smith. OSPREYS: Fussell; Grabham, Isaacs, Bishop, John; Biggar, Fotuali’i ; Bearman, S. Lewis, J. Thomas; King, Peers (36’ st Stowers); A. Jones (36’ st Johnstone), Baldwin, Du. Jones (23’ st Bevington). All. Tandy. Arbitro: Garner (Ing). Marcatori: 5’ cp Burton, 9’ e 15’ cp Biggar; st: 8’ drop Biggar, 19’ m. Isaacs, 35’ m. Zanni tr. Burton, 40’ m. A. Pratichetti tr. Burton. Note: spettatori 2300. TREVISO - Il dolce sta in fondo. Dopo quattro mesi e undici sconfitte, l’Italia saluta la prima vittoria stagionale in Heineken Cup a spese degli Ospreys gallesi. Una meta di Andrea Pratichetti a 10” dalla fine regala al Treviso il primo sorriso europeo a capo di una rimonta da ricordare: da 3-14 a 17-14 negli ultimi cinque minuti. A suonare la carica Valerio Bernabò e, soprattutto, Francesco Minto, eletto uomo-partita. “Yao” imposta l’azione decisiva con un break sontuoso e poi ricicla un pallone impossibile per Semenzato a capo di un contrattacco di 50 metri alimentato anche da Toniolatti. Il perfetto viatico per il Sei Nazioni. HEINEKEN CUP (6ª giornata) Girone 2: Treviso-Ospreys 17-14, Leicester-Toulouse 9-5. Classifica: Leicester (Ing) 20; Toulouse (Fra) 19; Ospreys (Gal) 12; Treviso 5. Così i quarti (5-7 aprile) Harlequins (Ing)-Munster (Irl), Clermont (Fra)-Montpellier (Fra), Toulon (Fra)-Leicester (Ing), Saracens (Ing)-Ulster (Irl). CHALLENGE CUP - Così i quarti (5-7 aprile) Bath (Ing)-Stade Français (Fra), Gloucester (Ing)-Biarritz (Fra), Perpignan (Fra)-Toulouse (Fra), Wasps (Ing)-Leinster (Irl).


DOPING Dall’Usada la conferma «Armstrong voleva donare 250.000 dollari» LOS ANGELES - Terry Madden, ex presidente dell’Usada, l’agenzia antidoping degli Stati Uniti, ha confermato che Lance Armstrong aveva cercato di donare una somma di circa 250.000 dollari alla stessa Usada nel 2004, episodio negato dal texano durante la sua confessione show in tivù da Oprah Winfrey. Terry Madden, che ha guidato la Usada nel 2004, ha detto: « Travis Tygart, l’attuale presidente, ha ricevuto una telefonata da uno dei più stretti collaboratori di Armstrong per fare una donazione all’Usada. Io ho detto a Travis di rifiutare l'offerta. Non possiamo accettare donazioni da atleti che sono sotto la nostra giurisdizione». In tivù Lance Armstrong ha negato categoricamente: « Se il pagamento fosse stato fatto, sarebbe stato registrato. Nelle mille pagine della relazione Usada non c’è nulla di tutto questo». La relazione Usada ha costituito il fondamento giuridico per togliere ad Armstrong i sette Tour vinti.

DOPING OLANDA - Dopo Thomas Dekker, anche Danny Nelissen conferma, alla tv olandese RTL Nieuws, che il doping fosse pratica abituale nella Rabobank sin dal 1996: « Si faceva, perché le altre squadre ci umiliavano». Danny Nelisen corse tra i professionisti per quattro stagioni, ritirandosi nel 1999 a soli 28 anni. Nelissen ha spiegato: « Non so dove la squadra acquistasse i prodotti ma ce li dava. Ci dopavamo con il dottor Geert Leinders». Leinders è stato medico sociale della Rabobank fino al 2008, poi è passato alla Sky, che ha risolto il contratto con lui dopo la pubblicazione del dossier USADA su Armstrong, perché si parlava proprio del doping in casa Rabobank.


Razzoli, pass per i Mondiali L’olimpionico di slalom si qualifica con il 7º posto a Wengen Moelgg 4º davanti a Gross, vince il figlio d’arte Neureuther Buon sangue non mente e così lo slalom di Coppa del Mondo di Wengen è stato vinto dal tedesco Felix Neureuther, nato da genitori che furono grandissimi nello sci: Christian Neureuther e Rosi Mittermaier. Papà Christian, che gareggiava ai tempi di Gustav Thoeni, vinse a Wengen per ben tre volte. Ora è toccato a suo figlio. Il tedesco ha preceduto il solito austriaco Marcel Hirscher e il risorto croato Ivica Kostelic che era stato secondo venerdì in supercombinata. A Wengen Kostelic si esalta: vi ha ottenuto ben 12 podi. Ma nello slalom di Wengen anche l'Italia - contrariamente alle ragazze che a Cortina sono affondate sotto una nevicata fortissima (20ª Daniela Merighetti) nel superG vinto dalla tedesca Rebensburg - ha fatto davvero una bella figura. La squadra c'è ed è ok, pronta VERSO SCHLADMING Giuliano per i Mondiali di Schladming (4-17 febbraio). Miglior azzurro è stato Manfred Moelgg, che era decimo dopo la prima manche Razzoli, 28 anni, ora potrà e ha chiuso quarto. Lo segue al quinto posto Stefano Gross mentre è finito essere convocato per i settimo Giuliano Razzoli, 14º dopo la prima manche. Razzoli ha probabilmente Mondiali (Reuters) staccato il quarto biglietto disponibile per partecipare ai Mondiali insieme a Moelgg, Cristian Deville e Gross. Il campione olimpico in questa stagione non era andato oltre un 12º posto, e per partecipare ne serviva uno tra i primi otto: a questo punto rischia Patrick Thaler, autore di un quinto posto che però risale ai primi di novembre. «Bella trasferta per l'Italia - è stato il punto del ct maschile Claudio Ravetto dopo il week end di Wengen Stupendo Innerhofer e bene gli slalomisti, sempre lì davanti a incalzare i migliori. Per il prossimo podio c'è ancora tempo: c'è Kitzbuehel e soprattutto ci sono i Mondiali, meglio arrivarci affamati. Intanto a Wengen si è qualificato anche il quinto slalomista (Razzoli, ndr) e quindi avrò problemi di abbondanza. Ma c'è ancora Kitzbuehel per giocare le ultime carte». La Coppa del Mondo maschile si sposta ora nella mitica località austriaca, tempio dello sci: venerdì ci sarà il superG, sabato la mitica discesa sulla Streif e domenica lo slalom. Gli azzurri arrivano a Kitz, ultima tappa prima dei Mondiali se si eccettua il parallelo di fine gennaio a Mosca, con un caricatissimo Innerhofer dopo la vittoria in discesa a Wengen. r.s. © riproduzione riservata


MOTO Nasce il campionato italiano disabili VERONA - Matteo Baraldi ed Emiliano Malagoli, piloti di velocità che affrontano le gare in pista nonostante le protesi, il primo al braccio destro e il secondo alla gamba destra, hanno annunciato al Motor Bike Expo 2013 la nascita del primo campionato italiano di moto per diversamente abili. Il campionato avrà inizio all’Autodromo del Levante di Binetto, nel week end del 24 marzo. DAKAR Camion: podio russo, Iveco quarta SANTIAGO - Nella classifica camion alla Dakar il team Iveco ha sfiorato il podio arrivando quarto con De Rooy. Il podio è stato monopolizzato dalla Kamaz con i russi Nikolaev, Mardeev e Karginov nell’ordine. 13º Biasion. SCHERMA Sciabola: Samele terzo in Bulgaria PLOVDIV - Italia sul podio nella prima prova di Coppa del Mondo di sciabola: Luigi Samele terzo nella gara vinta da Ibragimov (Rus), che aveva battuto l’azzurro in semifinale per 15-14, su Dolniceanu (Rom, 15-7 in finale). Quinto Occhiuzzi, battuto nei quarti da Samele (15-14). SPADA FEMMINILE A DOHA - Nella prima prova di spada donne, in Qatar, vittoria della Xu (Cin) sulla Branza (Rom) per 9-8. Quinta la Fiamingo, battuta nei quarti dalla Rembi (Fra) per 15-6. PALLAMANO Donne: Salerno e Sassari avanti tutta ROMA - 9ª giornata A1 femminile: Nuoro-Lombardi Ecologia 29-36; Artrò Globo Teramo-Jomi Salerno 1925; Sassari-Ali Mestrino 42-36. Classifica: Jomi Salerno e Sassari 24; Lombardi Ecologia Conversano 17; Alì Mestrino 9; Nuoro 3; Artrò Globo Teramo 1. Futura Roma, altra impresa in Slovenia ROMA - Sesta vittoria su sette partite per l’Esercito-FIGH Futura Roma nella Top League slovena. Le ragazze di Marco Trespidi hanno sconfitto 37-21 il Logatec con 13 reti della Gheorghe. GINNASTICA Casella, dalla Ferrari a ct azzurro ROMA - Enrico Casella, allenatore di Vanessa Ferrari, è diventato ct della ginnastica artistica femminile. L’ex responsabile Fulvio Vailati, che seguiva anche uomini e trampolino elastico (ora a Luigi Meda), si concentrerà sull’artistica maschile. A Marina Piazza la ritmica. GOLF Abu Dhabi: Donaldson brucia Rose ABU DHABI - Nell’Abu Dhabi HSBC Golf Championship, torneo dell’European Tour, vittoria di Jamie Donaldson (Gbr, 274 colpi, -14) che in un acceso finale ha battuto Justin Rose (Gbr, 275, -13); 23º Manassero (283, -5). PGA TOUR: MICKELSON SUPERA IL TAGLIO - Phil Mickelson, 53° con 205 colpi (-11), prosegue a fatica nell’Humana Challenge ma supera il taglio. La gara si disputa con formula pro-am sui tre percorsi del PGA West (La Quinta, Nicklaus Course, Palmer Course, tutti par 72) in California. Scott Stallings a 194 (66 65 63, 22) ha ipotecato il suo terzo titolo. SLITTINO Oberstolz-Gruber 50º podio WINTERBERG - Podio n.50 per Oberstolz-Gruber, terzi nella gara vinta da Linger-Linger (Aut) su EggertBenecken (Ger).


SuperDjokovic vince anche a braccio di ferro Batte Wawrinka per 12-10 al 5º set in 5h02’ MELBOURNE - Ci sono partite che non dovrebbero finire mai, o quasi. Magari senza arrivare alle 11h05’ di Isner-Mahut, ormai l’unica vera maratona del tennis mondiale. Però andare avanti finché ce n’è, con giocatori e pubblico strizzati in mondo diverso. Novak Djokovic non è nuovo a match del genere: giusto un anno fa lui e Rafa Nadal giocarono per 5h53’ sempre sulla Rod Laver Arena, in occasione della finale degli Australian Open. Stavolta negli ottavi dello Slam di Melbourne s’è trovato di fronte Stanislas Wawrinka, che è stato anche in vantaggio per 6-1 5-2 (e 30-0 sul proprio servizio!) ma alla fine s’è dovuto arrendere dopo un estenuante braccio di ferro andato avanti fino al 12-10 del quinto set (per lo svizzero anche quattro palle-break sul 4 pari nel set decisivo). Il serbo l’ha spuntata dopo 5h02’, Novak rende molto quando era ormai l’1.40 di notte. onore allo svizzero Djokovic è stato bravo a venir fuori dalla tempesta nella «Avrebbe meritato lui il successo» E quale si era infilato per una cinquantina di minuti a inizio adesso Berdych partita. Il livello di gioco è rimasto altissimo fino all’ultimo scambio nonostante la stanchezza dei due giocatori, con Wawrinka che peraltro ha continuato a battere in modo pazzesco (194 km/h la media sulla prima di servizio, 222 la punta assoluta), strappando per la prima volta in carriera un tie-break al rivale. Grazie a questo successo, il numero 1 del mondo per la 15ª volta consecutiva dal Roland Garros 2009 disputerà i quarti di uno Slam. Va detto che Djokovic non è ancora certo di restare leader della classifica dopo questo Slam: ci riuscirà se arriverà almeno in semifinale o se Roger Federer non vincerà il torneo. DJOKOVIC - Il serbo, reso grande onore al suo degno avversario ( «Stan è stato più intrapredente di me, avrebbe meritato di vincere» , dirà più tardi), è tornato a strapparsi la maglietta in mezzo al campo così come fece per la prima volta dopo la finale dello scorso anno. «Questa partita sarà anche durata meno di quella con Nadal, ma è stata un autentico flash-back: è sembrato davvero di rivivere la finale dell’anno scorso. La forza mentale è fondamentale, quando si lotta punto a punto per così tanto tempo, e sono felice per essere venuto a capo di una partita così complicata, in cui sono stato lontano dai miei migliori livelli di gioco. Sono quei match che tutti sognano di vivere. L’unica sensazione strana è sentirmi come se avessi disputato una finale e invece siamo ancora a metà torneo...» . Ora Novak nei quarti avrà il ecco Tomas Berdych, n.5 del mondo (11-1 nei precedenti). «Non mi preoccupo molto, dello sforzo sostenuto in questa partita contro Wawrinka: conto di recuperare in tempo. D’altronde l’anno scorso, prima della finale contro Nadal, in semifinale avevo giocato quasi altrettanto (4h50’ - ndr) contro Murray» .

STREMATI Sopra Novak Djokovic, 25 anni, e Stanislas Wawrinka, 28, stremati alla fine della partita dopo 5h02’ di autentica battaglia. Sotto il serbo prima strappa la maglietta, come un anno fa dopo l’altra estenuante partita contro Rafa Nadal, e poi la lancia in tribuna (AP)

WAWRINKA - Lo svizzero è uscito tra gli applausi del suo giustiziere e del pubblico, facendosi scappare qualche lacrima sacrosanta dopo una prestazione eccellente come quella di ieri. «Ho disputato la partita di gran lunga più bella della mia vita, cinque set fantastici contro il miglior giocatore del mondo negli ottavi di uno Slam. Ho fatto tutto il possibile, ho lottato come un cane (al di là delle proprie forze: è un espressione francese - ndr) , sono stato vicino alla vittoria (quattro palle-break sul 4 pari nel set decisivo - ndr) , ma non è bastato. Ho avuto le mie chance, però non le ho sfruttate. Tuttavia esco sconfitto ma consapevole di quanto ho combinato di buono, anzi di importante. Riparto da qui, per riavvicinarmi ai primi dieci (è stato 9 nel giugno 2008 - ndr) , consapevole di aver disputato un match che resterà nella storia del tennis» . © riproduzione riservata r.t.


r.t.


SHARAPOVA SCATENATA: FINORA IN 4 PARTITE HA CEDUTO APPENA 5 GAME MELBOURNE - Maria Sharapova irrompe nei quarti degli Australian Open con un ruolino di marcia esaltante: ha ceduto appena 5 game in 4 partite (4 Venus Williams nel terzo turno, 1 ieri a Kirsten Flipkens negli ottavi), ma la prima dichiarazione della russa è questa: «All’inizio non ho giocato al meglio, poi però ci ho messo più energia e ho trovato il ritmo e la grinta giusti...». Questi 5 game persi sono il nuovo record degli Aus Open dopo 4 turni (precedente gli 8 di Steffi Graf e Monica Seles), negli Slam ha fatto meglio solo Mary Pierce (con 4 al Roland Garros 1994). Tra gli uomini, ma non c’erano dubbi, conquistando un posto nei quarti David Ferrer s’è assicurato il sorpasso in classifica ai danni di Rafa Nadal. Diventerà quindi 4 del mondo e 1 spagnolo, «ma solo perché lui è ancora fermo», ricorda “Ferrù”. Con l’eliminazione del japponese Kei Nishikori, il nostro Andreas Seppi diventerà invece almeno 18 (a meno che il francese Jeremy Chardy, da lui affrontato nella notte italiana, non vinca il torneo...). AUSTRALIAN OPEN (cemento, 31.600.000 dollari) Uomini: ottavi - Djokovic (Ser, 1) b. Wawrinka (Svi, 15) 16 7-5 6-4 6-7(5) 12-10, Berdych (Cec, 5) b. Anderson (Saf) 6-3 6-2 7-6(13), Almagro (Spa, 10) b. Tipsarevic (Ser, 8) 6-2 5-1 rit., Ferrer (Spa, 4) b. Nishikori (Jap, 16) 6-2 6-1 6-4; ieri notte/oggi Chardy (Fra) c. SEPPI (21), Tsonga (Fra, 7) c. Gasquet (Fra, 8), Simon (Fra, 14) c. Murray (Gbr, 3), Raonic (Can) c. Federer (Svi, 2). Doppio: ottavi - BRACCIALI-Dlouhy (Ita-Cec) b. Stakhovsky-Youzhny (Ucr-Rus) 7-6(3) 1-6 7-6(4). Donne: ottavi - A. Radwanska (Pol, 4) b. Ivanovic (Ser, 13) 6-2 6-4, Li (Cin, 6) b. Goerges (Ger, 16) 7-6(6) 6-1, Sharapova (Rus, 2) b. Flipkens (Bel) 6-1 6-0, Makarova (Rus, 19) b. Kerber (Ger, 5) 7-5 6-4; ieri notte/oggi Wozniacki (Dan, 10) c. Kuznetsova (Rus), Azarenka (Bie, 1) c. Vesnina (Rus), Jovanovski (Ser) c. Stephens (Usa, 29), S. Williams (Usa, 3) c. Kirilenko (Rus, 14). Doppio: ottavi - ERRANI-VINCI (1) b. Hsieh-Peng (TpeCin, 15) 6-4 0-6 7-5. Doppio misto: 1º turno - Hantuchova-FOGNINI (Cec-Ita) b. Grandin-R. Ram (Saf-Usa) 6-2 6-3. Juniores - Singolare U: 1° turno - Halys (Fra) b. NAPOLITANO 2-6 6-4 6-3, QUINZI (2) b. Mousley (Aus) 6-4 6-0. Singolare D: 1° turno - Dunne (Gbr, 13) b. PAIRONE 6-1 6-2. Doppio U: 1º turno - BALDI-Stanek (ItaCec, 3) b. Kang-Lee (CdS) 6-3 6-1. Doppio D: 1º turno - ROSATELLO-Soylu (Ita-Tur, 8) b. Loeb-Peterson (Usa-Sve) 2-6 6-0 10-5, Pantuckova-MATTEUCCI (Cec-Ita) 6-2 6-1, Haddad Maia-PAIRONE (Bra-Ita) b. Adachi-Yamamoto (Jap) 6-4 6-3. In Tv: diretta Eurosport ed Eurosport 2 dall’1.


L’anno scorso contro Nadal vinse in 5h53’ M come Melbourne, per Novak Djokovic, e come match infiniti. Tuttavia le 5h02’ necessarie ieri per venire a capo di Stanislas Wawrinka sono comunque inferiori, e neanche di poco, alle 5h53’ della finale 2012 in cui batté Rafael Nadal. E questo nonostante i 55 game di allora (finì 5-7 6-4 6-2 6-7 7-5) contro i 64 di ieri.


Solo Federer imbattuto al servizio L’8ª giornata degli Australian Open (stamattina ora italiana) sarà conclusa dalla sfida tra i due bomber più caldi del torneo: Roger Federer, unico a non aver ancora mai perso un turno di battuta, e Milos Raonic, che vanta finora il servizio più veloce (228 km/h) e il maggior numero di ace (71).


Corriere Dello Sport 21.01.13  

Corriere Dello Sport 21.01.13