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Vidal stringe i denti Vucinic, altre magie Niente da Di Natale POGBA PEREYRA JUVENTUS Buffon 6 - Serata di assoluto relax, gli unici brividi sono causati dal freddo. Barzagli 6,5 - Divide con Bonucci la marcatura di Muriel: lega efficacia ed eleganza. Bonucci 6,5 - Semina apprensione quando interrompe il riscaldamento, per fortuna bianconera è un falso allarme. Positivo. Caceres 6 - Confermato centrale di sinistra, cancella i balbettìi di Parma. Sfiora anche il gol quando s’avventura a cercar gloria. Lichtsteiner 6,5 - Parte così così, difatti Conte manda un “messo” dalla panchina a redarguirlo, poi s’impadronisce della fascia. Vidal 6,5 - Stringe i denti e scende in campo dall’inizio, distinguendosi al solito per combattività. Impreciso sotto rete. Pogba 8 - Supplisce con bravura all’assenza pesantissima di Pirlo, minaccia Padelli di testa, non gli lascia scampo con due tiri magnifici da fuori. Chapeau. Giaccherini 7 - Cerca l’incursione con tenacia e non manca di coraggio nell’uno contro uno. Generoso anche in copertura, non ha fortuna nelle conclusioni. De Ceglie 6 - Incrocia Basta e sovente l’aggira, cross e tagli sono frequenti benché non sempre perfetti. Vucinic 7 - Ritrova la maglia titolare e svela netti miglioramenti sul piano fisico. Bellissime giocate, qualche immancabile spreco, poi il gol e l’assist per Matri. Giovinco 5,5 - Mobile e volenteroso, tuttavia poco incisivo. Matri (1’ st) 7 - Dà peso all’attacco bianconero e trova il gol. Conte (all.) 7 - Nonostante le tante assenze, ritrova la sua Juve: affamata, autoritaria, cinica. UDINESE Padelli 5,5 - Catapultato tra i pali dall’infortunio di Brkic, si presenta bene contro Vidal e Giaccherini. S’arrende alle magìe di Pogba, infine s’imbambola su Vucinic.


Heurtaux 5,5 - Pronto a far muro quando avanza Giaccherini o s’allarga Vucinic: applicato, non sempre impeccabile. Danilo 6 - Volenteroso su Vucinic in avvio, finisce nella ripresa sulle tracce di Matri: nessuna sbavatura. Domizzi 6 - La mobilità di Giovinco gli impedisce d’abbassare la guardia, ma a conti fatti azzera i pericoli. Sufficiente nella ripresa, benché la Juve dilaghi. Basta 5 - Spesso a ridosso della propria area, cincischia nel controllo e non trascina un solo pallone. Pinzi 5,5 - Caracolla stancamente a metà campo, si nota soprattutto quando rimedia l’ammonizione. Allan 5 - Dovrebbe aggiungere sostanza al centrocampo. Dovrebbe... Lazzari 5,5 - Un filo più ordinato dei compagni di reparto. Non basta. Pasquale 5 - Soffre le accelerazioni di Lichtsteiner, non si vede una volta in fase di costruzione. Pereyra 5 - Mezza partita a luci basse, non aiuta Muriel e si sacrifica inutilmente su Pogba. Di Natale (5’ st) 5,5 - Chiaramente fiaccato, non aggiunge nulla al’Udinese. Muriel 6 - Le qualità sono impide, ma s’intravvedono appena. E’ comunque il più tenace tra i friulani. Guidolin (all.) 5 - Squadra arrendevole, non sa darle una scossa. L’arbitro Banti 6,5 - Partita senza storia, buona direzione. a.ba. © riproduzione riservata


Il francese schianta l’Udinese con due fantastiche conclusioni da fuori area. Vucinic e Matri chiudono il conto. I bianconeri ora a +5, aspettando il Napoli di Antonio Barillà

TORINO - Quattro gol nel gelo per scacciare i fantasmi, zittire le critiche, ritentare la fuga. Quattro gol per distanziare la Lazio e mettere ansia al Napoli che gioca a mezzoggiorno. Quattro gol: metà di Paul Pogba, diciannove anni di tecnica e personalità, gli altri di Vucinic e Matri per trasformare la vittoria in trionfo. RABBERCIATA - Vale doppio, questo risultato con l'Udinese, perché la Juve è a pezzi, rabberciata giocoforza. Pirlo e Marchisio non figurano tra i convocati, l'acciaccato Vidal è l'unico superstite a metà campo, in regìa va il gioiello francese e l'interno sinistro è Giaccherini. Nella linea difensiva a tre, confermato Caceres come controfigura di Chiellini: ancora fuori Peluso, fiaccato dalla febbre, candidato anche alla corsia mancina che appartiene invece a De Ceglie. In attacco, benché non sia al top, Vucinic torna dall'inizio: Giovinco è il gemello, Matri e baby Beltrame le sole alternative perché tra gli indisponibili c'è pure Quagliarella. Nell'Udinese, Di Natale non ce la fa: gli strascichi dell'influenza lo relegano inizialmente in panchina, così Guidolin schiera Pereyra dietro Muriel nel 3-5-1-1 rispolverato per l'occasione. Infortunato Brkic, tra i pali va Padelli, protetto dal consueto blocco Heurtaux-Danilo-Domizzi. L'innesto di Allan promette solidità nella mediana completata da Lazzaro e Pinzi, in realtà si rivela inconsistente come la spinta di Basta e Pasquale sulle fasce. PERCUSSIONI - L'avvio è intenso, la Juve veloce, i friulani faticano ad arginarne le discese e rischiano di capitolare in tempi brevissimi: Padelli devia in corner su legnata da fuori area di Vidal, poi allunga il piede su diagonale di Giaccherini che ignora egoisticamente lo smarcato Giovinco. Scorrendo i minuti, i ritmi sbalzano, però non cambia l'andamento del match: l'Udinese prova a svicolare con due percussioni di Muriel, tenaci ma arginate a bordo area, e Buffon deve intervenire una volta sola, per addomesticare un traversone banalissimo. SFACCIATAGGINE - Approfittando di tanta arrendevolezza, e pure di larghe maglie difensive, la Juve fa valere il possesso e affastella palle gol, inciampando però nel suo difetto più evidente, la mancanza di concretezza. Bonucci e Caceres svettano ma indirizzano fuori d'un soffio, Vucinic s'allarga troppo e poi calibra male il pallonetto, spiovono inutilmente cross e angoli, tante azioni si spezzano all'ultimo passaggio. La sensazione, in un contesto simile, è che per sbloccare occorra un'invenzione e infatti è un missile di Pogba, da trentadue metri e a oltre cento chilometri orari, a indovinare l'incrocio e scatenare gli applausi. Gesto meraviglioso: sintesi di classe, coraggio, sfacciataggine. VERONICA - L'Udinese, adesso, deve osare, cambiare qualcosa sembra il minimo, però Guidolin non attinge subito alla panca: lo fa prima Conte, avvicendando Giovinco e Matri, poi c'è la sua staffetta con Di Natale che rileva Pereyra. Nel frattempo, costruisce la prima vera azione, con Lazzari che crossa e Muriel che arriva tardi, disinnescato da un provvidenziale intervento di Giaccherini: non c'è seguito, perché stavota la qualità di Totò nulla aggiunge (in 45', solo un destro appena fuori), e perché Pogba è in vena di magìe: scaglia ancora da fuori, stavolta d'esterno dopo una veronica ai dani di Allan, e la palla s'infila nell'angolino basso. MESSAGGIO - Finisce qui. Una rimonta è fantascienza. Nemmeno il ricordo assurdo della Samp suscita timore. Resta tempo, invece, perché la vittoria diventi tripudio. Protagonista Vucinic che prima s'avventa su un pallone di Vidal e brucia Padelli (complice, come Heurtaux che devia), poi lancia Matri con uno scavetto per il poker. Prima vittoria del 2013, reazione splendida e messaggio orgoglioso a Lazio e Napoli, aspettando la Coppa Italia, martedì sera, proprio contro i biancocelesti di Petkovic. © riproduzione riservata


PRIMO POKER IN CARRIERA Del Piero, che show: 4 reti al Wellington L’ex juventino trascina il Sydney alla vittoria per 7-1 Alex felice: «Mai fatta una quadripletta in vita mia» Alessandro Del Piero non smette mai di stupire. L'ex capitano della Juventus sta vivendo una seconda giovinezza in Australia e ieri ha trascinato il Sydney realizzando una quadripletta. Grazie alle magie del numero dieci gli Sky Blues hanno battuto 7-1 il fanalino di coda Wellington e volano a metà classifica.

RECORD - Una giornata storica, da ricordare per Pinturicchio che mai in carriera era riuscito a segnare quattro gol nella stessa gara. Con la Juventus, in 19 anni, aveva realizzato "soltanto" otto triplette: 4 in serie A, 1 in Champions League, 1 in coppa Italia e due in serie B. Ma mai una quadripletta. E di fronte ai 13.000 spettatori dell'Allianz Stadium di Sydney ha sfoderato tutto il suo repertorio: giravolte, finte, dribbling, destro, sinistro, calcio di rigore e gol alla Del Piero, un vecchio marchio di fabbrica ora esportato anche oltreoceano.

LA GIOIA Alex Del Piero, 38 anni, è arrivato a 9 gol. Il Sydney Fc dopo 17 partite è settimo con 20 punti (guida il Central Coast Mariners con 35); ha infilato tre successi e un pareggio nelle ultime cinque gare (Getty)

CATTEDRA - Al 21', dopo il vantaggio iniziale di Griffith, decide di salire in cattedra aggirando il suo diretto marcatore all'altezza del dischetto del rigore: finta, giravolta e tiro di collo sinistro imparabile a fil di palo. Poi, 120 secondi dopo, firma il 3-0 su rigore spiazzando il portiere ospite ed entro l'intervallo riesce anche a timbrare il 5-0: controllo di sinistro, doppia finta e destro secco sotto la traversa. E' solo il 39' del primo tempo ma la sfida è già in ghiaccio. E il bello deve ancora venire. Al 25' della ripresa decide che è ora di far conoscere il "gol alla Del Piero" anche in Australia e rispolvera il vecchio colpo da biliardo, quello che lo ha fatto conoscere in tutto il mondo nei primi anni juventini: destro a giro imparabile sul secondo palo a togliere le ragnatele dal sette. Un gol che ha fatto venire nostalgia ai tifosi della Juventus che vedono volare il loro idolo al quarto posto della classifica marcatori della A-League con 9 gol. Una giornata da ricordare per l'ex numero 10 della Juve, uscito a sette minuti dalla fine gustandosi la standing ovation da parte di tutto lo stadio. STORIA - «Sono davvero molto contento - ha detto Del Piero a fine gara -. Non soltanto per i 4 gol, ma anche perché abbiamo giocato molto bene. E' stata una giornata meravigliosa: mi sono liberato la mente. Giornate come queste, benedette dal cielo, sono meravigliose». La gioia prosegue sul suo sito ufficiale: «Quadripletta? Una parola che non ero abituato a pronunciare: non avevo mai segnato quattro gol in una partita. Questa è una data storica per la mia carriera, me la devo segnare: 19 gennaio 2013. Una vittoria nettissima e fondamentale per la corsa ai playoff. Alla fine mi sono portato a casa il pallone, come accade a chi segna tre gol (più uno)». Marchisio, a poche ore dalla sfida con l'Udinese, gli fa i complimenti attraverso Twitter: «Grande Alex, ho visto ora i gol... stupendi». ass


«Questa vittoria ci ridà morale» La gioia di Vucinic: «Io sto bene. E ora la Lazio in coppa» TORINO - Mirko Vucinic è tornato e ha lasciato il segno, anche se Pogba, il giovane gigante Pogba, è stato decisivo con due siluri che hanno spaccato la partita. Ma è stata anche la notte di Mirko: un gol, quello del tre a zero, che ha chiuso la gara prima del quarto centro, di Matri. «Sicuramente serviva una vittoria come questa ammette Vucinic - ci dà tre punti che riportano morale. Ci voleva una gara così. Come sto? Sto migliorando giorno dopo giorno, speriamo che la condizione vada migliorando anche domani (oggi, ndr)». E ora la sfida di Coppa Italia con i biancocelesti. «Derby con la Lazio da ex giallorosso? Un derby no, ma una partita particolare sì», chiude l’attaccante. Conte: «Abbiamo Antonio Conte torna a sorridere e parla di Pogba: «Rimetterlo in panchina? Fossero tutti vinto col talento e l’organizzazione Io questi i problemi... il risultato mostra che il talento c’è, così come l’organizzazione di non ho mai sentito gioco. Pochi si sono accorti delle molte assenze che avevamo. Lo stesso Bonucci era in aria di crisi» dubbio all’inizio della gara, perché si era bloccato alla schiena, ma la Juve c’è come squadra. Io non ho mai sentito aria di crisi».

AVANTI - Nemmeno il tempo di analizzare la partita di ieri contro l'Udinese che oggi la Juventus torna di nuovo al lavoro. C'è da preparare l'importante sfida di martedì contro la Lazio e Antonio Conte deve fare la conta dei superstiti. Tra tre giorni c'è la semifinale d'andata di coppa Italia contro i biancocelesti e il tecnico juventino spera di recuperare gli acciaccati. RECUPERI - Fermo restando che Chiellini, Pepe e Bendtner rimarranno in infermeria ancora per un po', l'allenatore campione d'Italia spera di avere nuovamente a disposizione Pirlo e Marchisio. Il playmaker ex Milan contro i friulani è stato precauzionalmente risparmiato dopo l'affaticamento al muscolo soleo del polpaccio destro rimediato in settimana. Il "Principino", invece, è stato lasciato a casa a smaltire definitivamente la botta al ginocchio destro patita due settimane fa a domicilio contro la Sampdoria. Entrambi, insieme a Quagliarella, verranno valutati durante l'allenamento odierno a Vinovo. Una seduta che presumibilmente vedrà i titolari svolgere un defaticante mentre il resto del gruppo lavorerà duramente. Ovviamente anche i prossimi giorni saranno decisivi ma attualmente l'attaccante è quello messo peggio. L'infiammazione al tendine del muscolo adduttore lungo della coscia sinistra lo sta facendo tribolare e sarà difficile curarla in pochi giorni.

ACCIACCHI - E poi c'è anche da rimettere in piedi Vidal, già in forte dubbio alla vigilia della sfida di ieri per colpa di una distorsione alla caviglia destra ma costretto a scendere in campo vista la moria di pedine fondamentali nella zona nevralgica del campo. E c'è pure da gestire Vucinic: giocando due partite consecutive a distanza di pochi giorni rischia di mettere nuovamente a repentaglio la sua caviglia malconcia. Una situazione non facile da gestire per Conte che in quindici giorni dovrà affrontare quattro gare tra campionato e Tim Cup: dopo la Lazio c'è il Genoa sabato sera, poi il ritorno con i biancocelesti martedì 29 gennaio ed infine il Chievo il 3 febbraio all'ora di pranzo. ass


Ancora cori vergognosi Dopo le polemiche suscitate dalle frasi di Marchisio, allo Juventus Stadium sono risuonati distintamente nel secondo tempo alcuni cori vergognosi contro Napoli e i napoletani: non si vede purtroppo la fine a una spirale di comportamenti da condannare.


Il top è Pogba Ruggito Juve JUVENTUS-UDINESE 4-0 JUVENTUS (3-5-2): Buffon 6; Barzagli 6,5 Bonucci 6,5 J. Caceres 6; Lichtsteiner 6,5 Vidal 6,5 (34’ st Padoin sv) Pogba 8 Giaccherini 7 De Ceglie 6 (38’ st Isla sv); Vucinic 7 Giovinco 5,5 (1’ st Matri 7). A disp. Storari, Rubinho, Peluso, Beltrame, Rugani, Schiavone, Garcia Tena, Marrone, Kabashi. All. Conte 7 Falli commessi: 7 UDINESE (3-5-1-1): Padelli 5,5; Heurtaux 5,5 Danilo 6 Domizzi 6; Basta 5 Pinzi 5,5 Allan 5 Lazzari 5,5 Pasquale 5 (38’ st Da Silva sv); Pereyra 5 (5’ st Di Natale 5,5 ) Muriel 6 (28’ st Maicosuel sv ). A disp.: Pawlowski, Scuffet, Coda, Angella, Faraoni, Campos Toro, Merkel, Ranegie, Fabbrini. All.: Guidolin 5 Falli commessi: 9 ARBITRO: Banti di Livorno 6,5 Guardalinee: Dobosz e Giordano Quarto uomo: Galloni Arbitri d’area: Gervasoni e Irrati MARCATORI: 41’ pt e 21’ st Pogba, 27’ st Vucinic, 35’ st Matri ASSIST: Vidal, Vucinic AMMONITI: Vidal (J) e Pinzi (J) per gioco falloso, Muriel (U) per proteste NOTE: ricordato con un video, a dieci anni dalla scomparsa, l’avvocato Giovanni Agnelli. Spettatori 36.556 (447 ospiti) per un incasso di 1.213.005 euro (paganti 8.667 per un incasso di 339.830 euro; abbonati 27.442 per 873.175 euro). Angoli 8-5 per la Juventus. Rec.: pt 0, st 2’.


di Ettore Intorcia

Muriel-De Ceglie, fallo invertito Heurtaux di petto: non è rigore ROMA - Gara facile per Banti e i suoi collaboratori, una sola sbavatura nella ripresa. PRIMO TEMPO - Tutto piuttosto semplice nei primi 45 minuti. Al 17’ Vidal da dietro ostacola Pereyra, contatto gamba-piede poi il giocatore dell’Udinese perde l’equilibrio e va giù: non è un intervento duro ma è un fallo tattico che interrompe una ripartenza avversaria, ok il giallo. Più decisa l’entrata di Pinzi sulla caviglia di Vidal (40’): c’è il giallo che il centrocampista friulano aveva evitato in precedenza per un fallo su Giovinco atterrato pochi metri davanti l’area di rigore. SECONDO TEMPO - Al 15’ Banti ferma il gioco per un fallo di mano e ammonisce Muriel (per proteste). In realtà a commettere fallo in quel contrasto non è Muriel - il pallone gli sbatte infatti sul fianco - ma De Ceglie, che tiene il braccio destro largo e intercetta la sfera con la mano. Pochi minuti dopo (19’) Vidal invoca un fallo di mano di Heurtaux in area di rigore (nell’immagine Sky), Banti fa proseguire e vede bene: il difensore dell’Udinese ha intanto il braccio raccolto, dunque non aumenta il volume del corpo; sul tiro del cileno, il pallone lo colpisce tra petto e spalla. © riproduzione riservata


«Pogba forte ma noi non siamo questi» Sperava di festeggiare diversamente le 500 panchine in serie A, Francesco Guidolin: «Abbiamo fatto il solletico alla Juve, che ha strameritato e ha chiuso con un punteggio pesante. Nei primi quindici minuti abbiamo fatto quindici passaggi a loro... Pogba è fortissimo, ma non basta a spiegare la nostra serataccia. Bisogna rimetterci subito in piedi: noi non siamo questi qui. Bilanci? Vediamo a fine stagione».


Il Celtic vince 4-1 contro gli Hearts +9 sulla seconda Prosegue spedita la marcia del Celtic Glasgow in testa alla Premier League scozzese. Nella 23ª giornata, i prossimi rivali della Juventus in Champions hanno battuto in casa 4-1 gli Hearts of Midlothian con la doppietta di Hooper e le reti di Samaras e Nouloui. La squadra di Neil Lennon guida la classifica con 46 punti, nove in più dell’Inverness (3-0 all’Aberdeen). Mercoledì i biancoverdi sono impegnati in un recupero (sempre al Celtic Park) contro il Dundee United.


«Per Llorente siamo avanti Vidal resta qui» Marotta conferma la stretta per lo spagnolo e blinda il cileno che piace a Bayern e Real (che alla Juve potrebbe però girare Higuain) di Antonio Barillà

TORINO - Aspettando di completare l’ingaggio di Fernando Llorente per giugno - «Siamo molto avanti e sono molto ottimista» confida a Sky l’ad Beppe Marotta - la Juve continua a guardarsi attorno per ritoccare nell’immediato il reparto: quattro attaccanti (Nicklas Bendtner starà fuori a lungo) sono pochi per tre competizioni e l’assenza di Fabio Quagliarella, ieri, è diventata specchio dei rischi che si corrono. Difficile, anche se una minuscola speranza rimane, convincere l’Athletic Bilbao ad anticipare l’addio, così come è difficile immaginare il “sì” di Didier Drogba alla proposta di un semestrale da 3,5 milioni più bonus, né l’Olympique Lione sembra orientato a privarsi di Lisandro Lopez attraverso la formula del prestito, l’unica che la Juve sembra disposta a percorrere. L’argentino, venerdì sera, al termine della gara con l’Evian ha effettuato un insolito giro di campo ricevendo una standing ovation: molti hanno interpetato la scena come un saluto, ma il futuro è tutto da scrivere. Fernando Llorente, 27 anni, attaccante dell’Ahtletic Bilbao in scadenza di contratto (Ap)

RESISTENZE - E allora? In pole restano i due giovani gestiti in comproprietà, Ciro Immobile e Manolo Gabbiadini, che non sono ovviamente alternative ai top player ma obiettivi di un piano B: implementare a costi minimi l’attacco, riservandosi di arricchirlo a giugno quando arriverà Llorente a parametro zero e saranno autorizzati altri eventuali investimenti. Enrico Preziosi, patron del Genoa, conferma l’incedibilità di Immobile, ma la Juve può far breccia affiancandolo nell’ingaggio di Nicolas Castillo, gioiello cileno dell’Universidad Catolica. In piedi, nonostante le resistenze del Bologna che detiene il prestito, la candidatura di Gabbiadini, a metà con l’Atalanta. SACRIFICIO - Per gennaio, non s’intravvedono altre piste. A meno che non trovi conferma un’indiscrezione dell’ultim’ora che supporta un enorme sacrificio: a Madrid sussurrano infatti che il Real è pronto a proporre uno scambio tra Gonzalo Higuain e l’intoccabile Arturo Vidal, corteggiato anche dal Bayern. Marotta, però, smonta tutto: «La Juventus è abituata a comprare e non a vendere, dobbiamo raggiungere i nostri obiettivi sportivi e ripetere la stagione brillante dell’anno scorso. Quando abbiamo preso Vidal, abbiamo battuto sullo sprint proprio il Bayern, quindi ci sta che possa volerlo. E’ un giocatore importante, ma non è sul mercato». Per il futuro, occhio invece agli investimenti in prospettiva: dopo aver bloccato Domenico Berardi ( «E’ bravo e abbiamo un buon rapporto con il Sassuolo: anche qui sono ottimista»), la Juve punta Luis Muriel dell’Udinese, ieri sera sorvegliato speciale. «E’ apprezzato da tanti club, normale che ci siano degli interessamenti» dice a Tmw il ds Fabrizio Larini, che si sofferma anche sui tanti movimenti di mercato con la Juve: «E’ un grande club, di livello mondiale. Ci auguriamo di intrattenere sempre rapporti con gente di livello della Juventus: è una cosa che ci fa piacere e dà soddisfazione».

ANNUNCIO - In settimana, è atteso anche l’annuncio del rinnovo di Gigi Buffon: il nuovo contratto, già sottoscritto, scadrà nel giugno 2015 e l’ingaggio sarà di 4,5 milioni più bonus a stagione. © riproduzione riservata


AFFARI E TRATTATIVE Palermo: idea Llama Pescara da Farnerud Fideleff, pista Cagliari di Ettore Intorcia

ROMA - Il nome di Stefano Sorrentino (33) è stato escluso dalla lista dei convocati, la frattura con il Chievo è ormai evidente: domani l’affare con il Palermo - con Jasmin Kurtic (24) come parziale contropartita - potrebbe sbloccarsi, in un senso o nell’altro. In caso di fumata nera, Sorrentino potrebbe tornare a sperare in un nuovo sondaggio dell'Inter, ma non certo alle cifre che chiede il club veronese. L'alternativa per il Palermo è Juan Pablo Carrizo (28), nome gradito anche dall'Inter. L'uscita di Carrizo, tra l'altro, bloccherebbe la partenza dell'altro laziale Albano Bizzarri (35) che avrebbe già l'intesa con il Chievo per sostituire Sorrentino: che intrigo! Sondaggio con la Fiorentina per l'argentino Cristian Llama (26), Ma l’ex Napoli è che a sinistra, in coppia con Dossena, permetterebbe nuove soluzioni tattiche, ma sull'ex tentato dal San Catania c'è anche il Parma. E il Palermo resta in attesa di segnali per l’operazione Milan Lorenzo. Contini verso l’Atalanta, Baros (31). Lucchini a Parma. Siena: ora Agra e Calello. Chievo: Pulzetti

PESCARA E SIENA - Aspettando la presentazione ufficiale di Gaetano D'Agostino (30) domani la conferenza stampa? - il Pescara si concentra su altre due operazioni a centrocampo. Per Giuseppe Rizzo (21) in comproprietà c'è l'accordo con la Reggina ma manca il sì di Giuseppe Colucci (32) che andrebbe in Calabria a titolo definitivo. Ieri c'è stato un colloquio tra Colucci e il suo presidente, Sebastiani, per ora il ragazzo continua a riflettere. Piccoli passi in avanti nella trattativa con lo Young Boys per Alexander Farnerud (28), c'è da limare qualcosa tra domanda e offerta: domani missione in Svizzera del ds Delli Carri. L'arrivo dello svedese implicherebbe un'altra cessione nel reparto. Il Siena si concentra su Salvador Agra (21) del Betis, attaccante esterno o trequartista. Marco Livaja (19) e Jeremy Perbet (28) sono piste sempre valide, c'è anche Innocent Emeghara (23) del Lorient. Per il centrocampo in corsa Adrian Calello (25) della Dinamo Zagabria. ALTRE OPERAZIONI - L'entourage di Ignacio Fideleff (23), di proprietà del Napoli ma a Parma in prestito con diritto di riscatto per la metà, valuta la possibilità di un ritorno in Argentina, c'è il San Lorenzo. Però Fideleff sarebbe un'idea per il Cagliari nel caso dovesse sostituire uno tra Davide Astori (26) e Lorenzo Ariaudo (23), che ha un'offerta dal Dnipro. Il Parma ha già come sostituirlo: Stefano Lucchini (32) lascerà l'Atalanta non appena i bergamaschi avranno chiuso la trattativa con il Siena per Matteo Contini (32). Da vincere le ultime resistenze dei toscani ma è stata già superata la concorrenza della Samp. Il Genoa ha presentato Enis Nadarevic (25), subito convocato da Del Neri: «Sono convinto di poter fare bene, in A, lavorando con umiltà e sapendo che non si finisce mai di imparare» . Il Toro non si arrende per Sergio Almiron (32), che il Catania considera incedibile. Tra le ipotesi per il centrocampo granata c'è sempre Nico Pulzetti (28) - tra le ipotesi uno scambio offrendo Matteo Brighi (31) al Bologna - che però è sul taccuino del Chievo, pronto a inserirlo in un'operazione che potrebbe portare in Emilia uno tra Davide Moscardelli (32) e Rilando Cruzado (28). @ettoreintorcia © riproduzione riservata


Moggi rinuncia alla candidatura per le elezioni: «Devo pensare a Calciopoli» Luciano Moggi non sarà candidato alle prossime elezioni: ha rinunciato all’offerta del partito guidato da Stefania Craxi. «Ringrazio il movimento dei Riformisti Italiani - ha spiegato - ma dopo un’attenta riflessione, devo rinunciare alla candidatura, per concentrarmi al meglio sulla mia priorità, il processo di Calciopoli».


I SICILIANI Gasperini: I ragazzi mi hanno salvato

«Grande gara con l’aiuto del pubblico, ma abbiamo buttato via due punti. Bravo Dossena, ora altri rinforzi» di Paolo Vannini

PALERMO - Al fischio finale ha stretto la mano uno ad uno ai suoi giocatori. Ed alla fine una sua frase dice tutto: « La prestazione con la Lazio ha salvato me e la squadra ». Pur penultimo e staccato, Gianpiero Gasperini riparte da una vittoria sfumata, ma dalla sensazione che il Palermo sia ancora vivo. Un’altra sconfitta (sarebbe stata la quarta consecutiva) avrebbe quasi certamente segnato il suo addio alla panchina, altri 45’ giocati con la pochezza del primo tempo non sarebbero bastati. Invece il Palermo rabberciato e pieno di incognite ha messo sotto la seconda in classifica per un tempo ed ha sfiorato la vittoria con Miccoli al 93’. Tanto che Gasperini non ha mezze misure: « Data la forza della Lazio può essere considerato un buon risultato ma per come è andata la partita sono due punti persi. Anche a livello numerico le «Ci aspettano sette occasioni migliori le ha avute il Palermo e francamente faccio fatica a ricordare una parata di Ujkani. La nostra scontri diretti in casa E basta vittoria ci stava tutta ».

L’abbraccio tra i due goleador del Palermo: Arevalo Rios (di spalle) e Dybala sono stati decisivi nel pareggio contro la Lazio (Getty Images)

scorrere la rosa per capire dove intervenire»

FRESCHEZZA - Dunque Gasperini (per ora) scaccia le ombre lunghe sulla panchina ma la corsa del Palermo è ancora irta di difficoltà. Zamparini ieri era a Palermo ed ha visto la partita dalla camera d’albergo. Adesso l’imperativo è completare al più presto l’organico con le operazioni a cui da tempo la società lavora. Inoltre c’è un punto di partenza importante che il tecnico vuole sottolineare: « La voglia della squadra e l’aiuto del pubblico sono un fattore determinante per la nostra salvezza. Ci giochiamo la serie A in casa con nove gare al Barbera di cui 7 confronti diretti. Se avremo la possibilità di affrontarli con questo clima a nostro favore, avremo molte chance in più. Mai come in questa occasione il pubblico è stato di aiuto alla squadra e noi abbiamo risposto dando tutto. Credo in verità che sia successo tante volte anche se i risultati non ci confortavano. Però l’unione con la gente è un punto fondamentale ». Si va all’analisi tattica: « Sono soddisfatto perché giocavamo contro una squadra importante; nel primo tempo abbiamo sofferto la loro qualità tecnica, ma anche noi ci siamo procurati qualche buona opportunità ». Si arrabbia per il gol subìto: « Siamo andati in svantaggio su un gol abbastanza casuale per un lancio da centrocampo e non è la prima volta: prendiamo gol davvero strani. Anche il rigore su Floccari è una ingenuità, eravamo in 4 sul pallone, l'attaccante era chiuso non andava da nessuna parte, non bisognava entrare così. Forse la paura di vincere, magari qualcuno va in affanno. Eravamo riusciti a non concedere molte conclusioni all’avversario. Nel secondo tempo abbiamo mostrato freschezza, forza, anche tecnico oltre che cuore e abbiamo ribaltato la partita. Pensavamo di poterla vincere, ma la Lazio con Kozak e avanzando Mauri ha messo dentro fisicità, schiacciandoci dietro. Semmai c’erano spazi invitanti per ripartire e potevamo farlo meglio. I cambi? Ho visto Aronica un po’ in difficoltà e l’ho tolto, ma è normale che abbia bisogno di giocare per ritrovare la migliore condizione. Dossena invece è davvero un bell’acquisto e si è visto».

I RINFORZI - Ora sono attesi altri ritocchi. Gasperini lo fa capire: « Qualcosa succederà, basta scorrere la rosa e si può capire dove avremmo bisogno di contare su qualche altro elemento (in attacco soprattutto, ndc). La società sta facendo di tutto in un mercato difficilissimo, poi si vedrà il 31 gennaio ». Gasperini però difende chi ha tirato la carretta sino ad ora: « Devo dire che il Palermo ha quasi sempre fatto prestazioni come questa, le prove del tutto negative sono state davvero poche. Siamo arrivati tante volte vicino alla vittoria che poi abbiamo sprecato; e nell’ultimo periodo abbiamo affrontato le migliori del campionato. Ripartiremo come sempre dalla prestazione, cercando di fare di più e meglio soprattutto sul piano pratico dei punti conquistati ». © riproduzione riservata


Cuore Palermo questa volta la Lazio frena Biancocelesti non all’altezza delle ultime prestazioni i rosanero hanno dimostrato di credere nella salvezza Dall'inviato Antonio Maglie PALERMO - Questa volta Petkovic un po' esagera con i rimescolamenti tattici. Forse non mettendo nel conto le «distrazioni» del signor Rocchi di Firenze e le imprecisioni del collega De Luca che è riuscito a vedere un fuorigioco di Floccari praticamente impossibile da vedere semplicemente perché non c'era e non ci poteva essere per come l'azione si era sviluppata. Quel gol sarebbe stato il raddoppio e sotto di due gol difficilmente il Palermo sarebbe riuscito a risalire la china. Detto questo, però, va anche sottolineato che da un lato la Hernanes si è confermato squadra siciliana ha avuto il gran merito, pur nella modestia delle risorse infallibile dagli undici metri: In tecniche a disposizione, di buttare sul terreno di gioco cuore, determinazione e tre stagioni di serie A, sei gol corsa riuscendo, così, per la prima volta in questa stagione a rimontare un dal dischetto su sei tentativi risultato (ma anche, nel finale, a farsi rimontare). Così come bisogna evidenziare che l'eccesso di «movimentismo» tattico di Petkovic ha prodotto nella ripresa il solo effetto di dare campo agli avversari (Ciani da centrale difensivo è passato sul centro-destra; Cana dalla linea di centrocampo è subentrato a Ciani; Lulic si è abbassato mentre Radu che prima faceva il marcatore, ha avanzato il suo raggio d'azione e si è accentrato). Da un 3-5-1-1 che in fase offensiva diventava un 3-4-2-1 con Hernanes che avanzava e si defilava verso sinistra, la Lazio è passata a un 3-5-2 quasi classico con Mauri che si è quasi allineato a Floccari e Hernanes che si teneva sempre di più sulla linea dei centrocampisti. L'ingresso di Gonzalez al posto di Lulic ha fatto saltare qualche automatismo tanto è vero che il pari del Palermo è arrivato un minuto dopo il suo ingresso in campo. SICUREZZA - Forse la Lazio ha peccato un po' di presunzione. Fondata, peraltro, perché nel primo tempo solo una volta (con il duo Dybala-Miccoli), i siciliani si sono presentati pericolosamente dalle parti di Marchetti. Per il resto tutto molto facile per i ragazzi di Petkovic, gol del vantaggio compreso realizzato da Floccari ma agevolato da un pessimo piazzamento di Ujkani (sorpreso con una «palombella») e una evidente disattenzione di Aronica (l'attaccante laziale si è infilato tra lui e Von Bergen). Certo, Ciani in mezzo ai due marcatori (Biava e Radu) sembrava a volte incerto, ma la Lazio così sistemata appariva padrona del campo, superiore nella qualità tecnica, nell'occupazione degli spazi e nella fisicità. FOLLIA - Poi sono arrivate le scelte di Petkovic e la squadra ha cominciato ad arretrare concedendo campo al Palermo. Quindi sono diventati protagonisti Rocchi e De Luca. Infine, sono arrivati i due minuti di follia. Sfruttati con grande tempismo dal Palermo, agevolato da una serie abbastanza incredibile di errori difensivi della Lazio, una delle squadre che subisce meno. Prima ne ha approfittato Dossena che perso da Cavanda ha messo rasoterra in area una palla che attraversandola tutta è finita sul piede di Arevalo Rios spuntato alle spalle di un disattento Ciani. Poi ancora Cavanda si è dimenticato di fare la diagonale su Miccoli che solo in area ha potuto comodamente appoggiare su Dybala che si inseriva centralmente in area. Insomma, due minuti non in linea con la Lazio vera che della solidità difensiva ha fatto il suo tratto caratterizzante. A quel punto Petkovic ha deciso di cambiare ancora, spedendo in campo Kozak, ritornando alla linea difensiva a quattro e trovando il gol ancora su uno spunto di Floccari (molto ingenuo Munoz, peraltro non nuovo a queste intuizioni geniali) che si faceva stendere in area al termine di un dribbling secco. Hernanes dal dischetto rimetteva le cose parzialmente a posto. La dinamica della gara, però, qualche riflessione dovrà sollecitarla in casa laziale. Il Palermo tira un piccolissimo sospiro di sollievo che probabilmente allunga l'esperienza di Gasperini in terra siciliana ma che lascia le cose a livello di classifica invariate. Dybala «promette» bene ma per ora i «rinforzi» invernali non è che abbiano cambiato il volto alla squadra. © riproduzione riservata


PALERMO-LAZIO 2-2 PALERMO (3-4-1-2): Ujkani 5,5; Von Bergen 6 Aronica 4,5 (1' st Munoz 5) Garcia 6; Morganella 5,5 (20' st Anselmo 5,5) Kurtic 6 Arevalo Rios 6,5 Dossena 6; Ilicic 6,5 (34' st Malele sv); Dybala 7 Miccoli 6. A disposizione: Benussi, Brichetto, N. Viola, Donati, Sanseverino, Bollino. All.: Gasperini 6 Falli commessi: 14 LAZIO (3-5-1-1): Marchetti 6; Biava 6,5 Ciani 5 Radu 6 (28' st Candreva sv); Cavanda 5 Ledesma 6,5 (35' st Kozak sv) Cana 6,5 Hernanes 6 Lulic 5,5 (24' st Gonzalez 5,5); Mauri 6,5; Floccari 7,5. A disposizione: Bizzarri, Carrizo, Dias, Scaloni, Rozzi, Brocchi, Zauri. All.: Petkovic 6 Falli commessi: 12 ARBITRO: Rocchi di Firenze 5 Guardalinee: Nicoletti e De Luca Quarto uomo: Paganessi Arbitri d'area: De Marco e Tommasi MARCATORI: 11' pt Floccari (L), 25' st Arevalo Rios (P), 26' st Dybala (P), 39' st Hernanes (L) rig ASSIST: Ledesma (L), Dossena (P), Miccoli (P) AMMONITI: per gioco falloso Garcia (P), Cavanda (L), Lulic (L), Von Bergen (P), Cana (L); per proteste Miccoli (P) NOTE: spettatori paganti 12.128, incasso di euro 76.176; abbonati 9.286 per una quota di euro 203.563. Angoli 6-2 per il Palermo. Recupero: - pt, 3' st.


di Ettore Intorcia

Floccari in gioco, era 2-0 Fallo di Munoz: rigore ok ROMA - Un solo errore evidente, nel secondo tempo, che però incide sullo sviluppo del match: Rocchi è tradito dal guardalinee. PRIMO TEMPO - Dossena calcia via il pallone dopo un fischio arbitrale, rischia il giallo (5’). Regolare la posizione di Floccari (10’) nell’azione del primo gol: l’attaccante laziale è tenuto in gioco da Aronica. Al 42’ timide proteste rosanero per un contatto in area tra Arevalo Rios e Cavanda, Rocchi vede bene e fa proseguire il gioco. SECONDO TEMPO - L’episodio incriminato al 18’: Mauri detta l’assist per Floccari, la bandierina dell’assistente De Luca va su ma in realtà l’attaccante della Lazio è tenuto in gioco da Aronica (nell’immagine Sky). La Lazio chiede un rigore al 31’ ma, sul cross di Floccari, la mano di Munoz è chiaramente dietro la schiena e il pallone colpisce il fianco: vede bene l’arbitro. Von Bergen su Hernanes rischia e se la cava con il giallo. Nessun dubbio sul rigore concesso al 39’ alla Lazio: Munoz in scivolata prende nettamente il piede di Floccari. Poteva starci il giallo, certamente non il rosso. © riproduzione riservata


Palermo, solo tre vittorie in campionato Il Palermo resta la squadra della serie A ad aver vinto il minor numero di partite, tre (tutte in casa). L’ultimo successo rosanero risale al 24 novembre scorso (3-1 al Catania), poi ha ottenuto solo due punti in sette partite. Terzo gol in campionato per Dybala, secondo per Arevalo Rios.


Lazio, sono 15 i risultati utili di fila A Palermo la Lazio - che aveva vinto le ultime quattro gare in serie A - ha ottenuto il quindicesimo risultato positivo di fila: 10 in campionato, tre in Europa League e due in Coppa Italia. Per Floccari, cinque gol nella stagione e seconda rete consecutiva in campionato.


Dybala-Ilicic, prova da applausi Ledesma sempre in prima fila Aronica e Cavanda deludono FLOCCARI ARONICA Dall’inviato Antonio Maglie PALERMO Ujkani 5,5 - La «palombella» di testa di Floccari lo coglie decisamente impreparato. Per poco, però, non gli riesce il «miracolo» sul rigore di Hernanes. Von Bergen 6 - Non del tutto esente da colpe in occasione della rete di Floccari ma nel complesso fra i tre difensori è quello che si batte meglio. Aronica 4,5 - Da regista difensivo non si rende conto che Floccari taglia alle sue spalle in occasione del gol. Munoz 5 (dal 1' st) - Vanifica gli sforzi della sua squadra causando il rigore del pari. Garcia 6 - Molto falloso in avvio di partita, si va praticamente a cercare il cartellino giallo. Poi si calma un po' e non demerita. Morganella 5,5 - Non riesce ad approfittare di una giornata non particolarmente felice di Lulic. Anselmo 5,5 (dal 24' st) - Pochi tocchi e molti errori, anche su facili appoggi. Kurtic 6 - Senza infamia e senza lode. Arevalo Rios 6,5 - Si fa trovare pronto quando quel pallone scorre nell’area della Lazio. Dossena 6 - Riesce a crossare con precisione un paio di palloni. Uno trova a pochi passi dalla linea di porta Arevalo Rios. Ilicic 6,5 - Offre il suo contributo su tutti e due i gol. Dybala 7 - Il più attivo nell’attacco palermitamo. Il gol è un premio al grande impegno. Miccoli 6 - Di notevole l’assist per Dybala. Ma nel finale butta al vento una grande occasione. Gasperini 6 (all.) - Ha salvato la panchina. Ora deve provare a salvare il Palermo.


LAZIO Marchetti 6 - Una buona parata su Miccoli. Incolpevole sui gol. Biava 6,5 - Decisamente il più convincente nel confronto con i colleghi. Ciani 5 - Sul gol di Arevalo Rios si fa sorprendere alle spalle. Appare troppo spesso incerto. Radu 6 - Prima fa il difensore, poi quando si sposta Cana, avanza in mezzo al campo. Cavanda 5 - Dossena, autore del cross in occasione del primo gol, spunta dalla sua parte. Sul secondo, poi, si dimentica di coprire le spalle a Biava lasciando Miccoli incustodito. Cana 6,5 - Buona partita. Convincente soprattutto nel primo tempo quando agiva in mezzo al campo. Perché mai cambiargli posizione? Ledesma 7 - Suo l'assist per Floccari. Fornisce il solito apporto tanto in quantità quanto in qualità. Hernanes 6 - Ha il merito di realizzare il rigore del pari. Ma non ha fornito una prestazione super. Lulic 5,5 - Prestazione nel segno della mediocrità. Gonzalez 5,5 (dal 24' st) - Il suo ingresso in campo sembra far saltare qualche meccanismo tanto è vero che il Palermo trova subito il pari. Mauri 6,5 - Buona prestazione. Petkovic gli aggiorna continuamente la posizione in campo. Floccari 7,5 - Non doveva far rimpiangere Klose: impresa riuscita visto che ha segnato un gol e propiziato un rigore. Nel mezzo anche una bella rete annullata ingiustamente. Petkovic 6 (all.) - Forse eccede nel trasformismo tattico. Ieri, sinceramente, avrebbe potuto cambiare meno e ottenere di più. L’arbitro Rocchi 5 - Brutta prestazione. Qualche fischio fuori luogo e soprattutto quel gol annullato. © riproduzione riservata


PETKOVIC: GLI ARBITRI POSSONO SBAGLIARE «Il 2-0 di Floccari era regolare, ma difficile da vedere» Dall’inviato Fabrizio Patania PALERMO - Fa fatica a sorridere, perché si era abituato a vincere e la Lazio aveva in pugno anche questa partita. Ha rischiato di perderla, l’ha ripresa con la forza e il carattere che appartiene alle grandi squadre, ma i rimpianti sono enormi: il raddoppio di Floccari, annullato per un fuorigioco inesistente, avrebbe permesso di chiudere il conto. E forse questa volta le mosse di Petkovic non hanno funzionato: in apertura di ripresa, arretrando Cana dalla linea mediana alla difesa, la Lazio ha perso campo e controllo del gioco. Ecco perché il tecnico di Sarajevo ieri sera faceva davvero fatica a sorridere. Voleva agganciare la Juventus, pensava alla «Inutile alimentare quinta vittoria consecutiva, la settima nelle ultime nove polemiche: giornate. A Palermo ha centrato il quindicesimo risultato considerando tutto quello che è utile consecutivo (comprese le Coppe), ma è stato successo, credo costretto a rallentare la marcia. Una settimana fa, dopo che il pari sia le proteste dell’Atalanta per il gol di Floccari, aveva giusto. Il nostro risposto con signorilità, ricordando come in altre difetto? Non occasioni a sfavore (segnatamente la trasferta di giocare 90’ sullo Firenze) non si fosse pronunciato, e ieri ha confermato di stesso livello» essere coerente. «No, dubbi non ce ne sono. Il gol, rivedendo le immagini, era regolare. Ma difficile da vedere in campo. Hanno deciso i centimetri. Gli arbitri possono sbagliare, succede, ma adesso è inutile creare o alimentare polemiche» ha spiegato chiudendo subito l’argomento e cercando di cancellare, per quanto possibile, i suoi rimpianti.

GRINTA E ORGOGLIO Contrasto di gioco tra Michael Ciani e Santiago Garcia (Ansa)

MOSSE - Dal raddoppio negato al sorpasso del Palermo per finire con il rigore di Hernanes e un caotico finale di partita. «Considerando tutto quello che è successo e come è andata, credo che il pareggio sia giusto. Nessuna delle due squadre avrebbe meritato di perdere. Abbiamo avuto la possibilità per chiudere prima la partita, ma poi ci siamo abbassati troppo, perdendo ritmo. E così non siamo riusciti a prendere i tre punti». Petkovic aveva vinto con le sue mosse dalla panchina le partite con Cagliari e Atalanta. Ieri ha sorpreso la scelta di arretrare Cana dopo l’intervallo in difesa, passando di fatto ad una linea a cinque e togliendo consistenza al centrocampo. La Lazio si è abbassata troppo. Petkovic non era d’accordo e ha spiegato perché. «Il Palermo aveva due soli centrocampisti e noi ci eravamo abbassati troppo sul finire del primo tempo. Volevo spingere di più sulle corsie esterne e ci siamo anche riusciti. Dopo l’intervallo, siamo usciti dagli spogliatoi con l’idea di segnare il secondo gol, ma senza concretizzare. Poi il Palermo ha segnato una doppietta. Credo fossero due gol evitabili. Il nostro difetto è stato quello di non riuscire a giocare novanta minuti sullo stesso livello, ma nel finale mi è piaciuta molto la reazione della squadra. Ha cercato e trovato il pareggio con grande carattere».

REAZIONE - Arrivato il rigore trasformato da Hernanes, ci sarebbe stato tempo e possibilità di segnare il terzo, ma il finale è stato caotico. Petkovic è stato sincero sino in fondo: «Grande reazione, avrei voluto che la mia squadra osasse prima dei due gol del Palermo, abbiamo osato alla fine per cercare il gol vittoria ma senza usare troppo la testa». © riproduzione riservata


CAVANI MATADOR INIZIÒ A FIRENZE La prima rete in maglia azzurra la segnò ai viola Dall’inviato Antonio Giordano FIRENZE - Dentro o fuori? La domanda sorse spontanea, su quel pallone «intraducibile» caduto dal cielo al di qua o al di là della linea bianca; ma l’interrogativo, ventinove mesi dopo quel 29 agosto del 2011, è vigorosamente cambiato: voi l’avreste detto? Si scrive Cavani, si rileggono i suoi novantanove gol in serie A, le sue novantuno reti «partenopee», il suo famelico impatto sulle partite, la bramosia che lo ha reso unico, la sua fisicità straripante e quel senso del dovere che ne ha fatto un leader: Fiorentina-Napoli, di nuovo, e quando el matador ricominciò la sua rincorsa L’uruguaiano verso quota cento - avviata con il Palermo - spingersi a contro i toscani ha previsioni del genere sarebbe stato complicato, forse fatto anche il suo primo gol in A con esagerato. la maglia del Palermo

IL PRIMO EDINSON - I fatti, separati dalle opinioni, raccontano l’esplosione attraverso quel crescendo «cavaniano» irresistibile, cominciato in rosanero con cautela, quasi con ritrosia - due reti nella sua prima stagione - poi scandito da una maturazione sostenuta dalla capacità di migliorarsi, di arrivare a quota cinque come antipasto della doppia cifra che l’eleva a centravanti moderno e di prospettive. Cavani si mostra per quel che è solo in parte, però, e comunque dà cenni di sé con quattordici gol nella sua terza annata siciliana e con tredici autografi (in campionato) nella stagione della separazione, del colpo dell’estate confezionato da De Laurentiis e Bigon su pressione di Mazzarri: è un capolavoro anche economico.

CHE AFFARE! - Già: chi l’avrebbe detto che el matad’or sarebbe arrivato a quadruplicare (quasi) la sua valutazione in meno di tre stagioni. Quando De Laurentiis e Zamparini s’accomodano per trattare, la cifra diviene un dettaglio, perché è la formula di pagamento che balza all’occhio e che dà la dimensione della novità ed anche dell’intuizione: il Napoli versa 17 milioni di euro al Palermo, però lo fa con quattro comode rate, la prima nell’estate del 2011, l’ultima quindi da riconoscere tra diciotto mesi. Intanto, Cavani ha Domenica scorsa si rinnovato, ha un contratto in scadenza nel 2017 a circa quattro milioni e mezzo di euro. è concesso un “riposo” con i rosanero. Oggi può toccare quota 100 nella massima serie

BOOM - Però il boom è scritto negli astri, è illustrato immediatamente da Cavani, che a Boras, mentre infuria la contestazione per la cessione di Quagliarella alla Juventus, si carica il Napoli sulle spalle e guadagna la qualificazione ai gironi d’Europa League, battendo l’Elfsborg. Da quel momento, è una marcia trionfale che conduce dritto al terzo posto e dunque alla Champions: trentatré reti (ventisei in campionato), una stagione stellare e diffidenze che si dissolvono, perché Sua Maestà ha deciso di non fermarsi più, anzi di bissare, di ripetersi, di farne altri trentatré, di sfiorare la qualificazione ai quarti di Champions, di vincere la coppa Italia.

IL BOSS - L’ingordo è lui: non si accontenta e ha deciso di concedersi ogni cosa. Cavani c’è sempre, persino quando è assente, come un angelo che si allunga sul Napoli. Il terzo anno, eccolo qua: siamo a sedici reti in campionato - e un rigore sbagliato, contro la Lazio - però siamo sul gradino più alto della classifica dei cannonieri, titolo che gli aggrada assai. Ma le sue ambizioni non hanno frontiere: perché il principe del gol ne segna sette in Europa League, dov’è il dominatore, terra di conquista personale, con una quaterna contro l’Aik Solna. Affinché nessuno si dispiaccia, tripletta pure con la Roma e reti a raffica tra dicembre e gennaio, per sette partite consecutive. Clamoroso al san Paolo: domenica scorsa s’è fermato, ossequiosamente, dinnanzi al «suo» Palermo. E stavolta c’è Fiorentina-Napoli: sessantaquattro reti dopo, il «boss» è lui. © riproduzione riservata


IN PANCHINA ALTRI DUE ATTACCANTI DOC Insigne e Calaiò, pronti! Dall’inviato FIRENZE - E stavolta forse diventerà l’ultima vigilia senza dover vivere in quel limbo ch’è l’incertezza: perché poi, il gioco tornerà a farsi duro, essendo arrivati un bel po’ di duri per giocare. I «fratini» sparsi sull’erba indicano ch’è fatta, largo ai titolarissimi, quelli investiti nel ruolo da Mazzarri, quelli ritrovatisi il 18 dicembre ad agire (quasi) in emergenza, quelli rimasti «soli» e dunque senza concorrenti: domani è sistematicamente un altro giorno e figuratevi un po’ cosa accadrà a Parma, quando Cannavaro e Grava, Armero e Calaiò diventeranno effettivi, abili e arruolabili?

COLPO DI FEBBRE - Fiorentina-Napoli è alle porte e le squadre che vincono (soprattutto in sequenza) non si ritoccano d’una virgola: formazione annunciata, aspettando però il bollettino medico e i consigli che consegnerà la notte di Zuniga, improvvisamente reattivo e sorridente, assolutamente dimentico dell’influenza e per nulla preoccupato di effetti debilitanti. Si parte (realmente in treno) e si va a velocità moderata solo sulla corsia di sinistra, l’unica fascia in L’attaccante Lorenzo Insigne, cui sia concesso perdersi in valutazioni, legate alle condizioni di Zuniga, il 21 anni prescelto - a prescindere, verrebbe da dire - di un allenatore che non ha mai nascosto, neanche pubblicamente, l’ammirazione per quel fluidificante «ricostruito» con le mani proprie.

SEMPRE LORO - De Sanctis tra i pali e davanti al portiere una linea a tre che non prevede Paolo Cannavaro, lasciato con Grava in panchina per fargli assaporare gradualmente le sensazioni appannate dall’ultimo «terribile» mese, ma Campagnaro-Britos-Gamberini, il blocco monolitico che tra Siena, Roma e Palermo ha offerto prova della propria consistenza; la destra è di assoluta competenza di Maggio, la mediana del tandem Behrami-Inler; mentre lì, sul versante mancino, alle spalle di Zuniga, scalpitano Mesto (prima opzione per una eventuale sostituzione) e poi Armero, che sta entrando gradualmente in condizione.

SI RICOMINCIA «DAI TRE» - Il resto è sinfonia allo stato puro, è un calcio offensivo restituito ai legittimi interpreti del ruolo di tenori: Hamsik se ne andrà a danzare tra le linee o a cercare da solo i palloni, con quel cervello ch’è una calamita; poi Pandev e Cavani a completare il reparto, per irrobustirlo di razioni di fosforo e di potenza, tenendo Insigne già candidato - come abitudine - ad entrare e stavolta però in competizione con Calaiò, il partner d’una linea offensiva rispettabilissima. ant. gio. © riproduzione riservata


In questa stagione è a 25 gol Le reti segnate da Edinson Cavani nel corso di questa stagione: sedici in campionato, sette in Europa League, una in finale di supercoppa a Pechino con la Juventus e una con il Bologna in coppa Italia. Ventiquattro invece le presenze dell’attaccante sudamericano, che dunque segna piÚ di una rete a partita.


Cinque reti il distacco da Careca Le reti che separano Edinson Cavani da Antonio Careca, nella classifica dei cannonieri azzurri di tutti i tempi. L’uruguayano è al sesto posto in quella specialissima graduatoria guidata, ovviamente, da Maradona che nelle sue stagioni partenopee segnò centoquindici gol.


La squadra è partita in treno per la trasferta in Toscana, tra i cori dei tifosi La comitiva del Napoli è partita in treno per raggiungere Firenze I tifosi azzurri hanno salutato i giocatori con cori speciali, soprattutto per Cavani che ha risposto con un cenno di assenzo. C’è chi durante il viaggio ha passato il tempo ascoltando musica in cuffia, chi leggendo o consultando l’i-Pod, ma tutti già concentrati alla sfida ai viola che si giocherà oggi a ora di pranzo. (Mosca)


LOTITO «Né padroni né vassalli la nuova Lega è di tutti» «Ha vinto il rinnovamento, i club hanno pari dignità I voti sono uguali, è rappresentato l’intero territorio» Dall’inviato Fabrizio Patania PALERMO - Più di otto anni fa, appena entrato nel mondo del calcio e cominciando a conoscere gli altri presidenti, diventò subito scomodo, perché interrompeva la liturgia silenziosa e fatta di piccole opportunità in cui si trasformavano spesso le assemblee di Lega. Da una parte i forti a dettare legge, dall’altra i deboli a limitare i danni oppure a vivere di amicizie e protezioni. Lotito si mise in mezzo, a volte litigando furiosamente, in altre occasioni facendosi scudo. Da antipatico ad ascoltato, in quanto temuto, infine contestato due giorni fa perché capace di ribaltare, o forse solo riequilibrare, i rapporti di potere all’interno della serie A con la forza di altre 13 società al suo fianco. C’è voluto del tempo, qualche battaglia dolorosa (si ricordi su tutte il contratto di lavoro dei calciatori e l’abolizione del Collegio Arbitrale dopo il caso Pandev), un percorso tracciato per provare a cambiare il mondo del calcio, come reclama da tempo e oggi con la condivisione dello stesso progetto da parte di molti Claudio Lotito, presidente della «Non si è spaccata altri presidenti. Questo era un passaggio delicato, Lazio, sarà uno dei due la Lega: siamo noi ad aver fatto saltare forse epocale. Il numero uno della Lazio era il più rappresen- tanti delle società di un piano delineato deciso sostenitore della candidatura di Beretta, A nel Consiglio Federale, con cariche già rieletto al vertice della Lega. Il calcio italiano si è insieme con Pulvirenti del ripartite. E’ stata spaccato. Alcune big (Juve, Inter, Roma, Fiorentina) Catania Venerdì l’assemblea di una svolta epocale: sono rimaste fuori dall’accordo. Ci sono state tante Lega ha confermato al timone il calcio sta polemiche. Ieri pomeriggio, in viaggio verso Maurizio Beretta, che ha avuto cambiando» 14 voti su 20. Contro di lui si Palermo, Lotito ci ha raccontato tutto. sono espresse Juventus, Alla fine l’ha spuntata Lotito... Politicamente è stato il suo successo. Roma, Inter, Fiorentina, «Non l’ha spuntata Lotito, non è stato il successo di Lotito, ma di tutti quei Sampdoria e Pescara presidenti che volevano essere artefici e protagonisti del progetto della Lega e (Bartoletti) di un’opera di rinnovamento del calcio italiano. Noi abbiamo condiviso un programma basato sui meriti, sulla pari dignità di ogni club. C’è, invece, chi voleva dipingere un calcio italiano, figlio del passato, con i padroni delle ferriere e i vassalli». Il calcio è italiano s’è spaccato, 14 società da una parte. Juve, Inter, Roma, Fiorentina dall’altra. Sarà facile governare? «Non è vero che si è spaccato il calcio italiano: 14 voti significa prendere i due terzi dei voti, la maggioranza era a 11. Beretta è stato eletto democraticamente. Ognuno è libero di scegliere. La differenza è che una volta i voti si “pesavano”, oggi invece si contano, perché tutti hanno pari dignità, pari rispetto, pari considerazione. I voti sono uguali, non hanno pesi differenti. Nessuno vuole depauperare il ruolo delle società, che viene esercitato in assemblea. Il Consiglio esprime la rappresentanza di chi ha vinto le elezioni e rappresenteremo tutti. Ci sono stati diversi presidenti che già due giorni fa a Milano sottolineavano come si respirasse un’aria nuova». Andrea Agnelli sostiene che questo governo rappresenti soltanto il 30% del calcio italiano. «E’ totalmente falso e destituito di ogni fondamento. Dovrebbe ricordarsi quando in cinque società (Napoli-JuveInter-Milan-Roma) non erano riuscite a trovare un accordo per i diritti televisivi e le altre 15 tesero una mano. Oggi Milan e Napoli si sono schierate dall’altra parte. Questo Consiglio di Lega ha una rappresentanza geografica e territoriale che in precedenza non si era mai vista. Il ruolo di presidenti di club si esercita in assemblea. Nel Consiglio cercheremo di sviluppare i progetti e le idee per migliorare il calcio italiano e riformarlo sul serio». Fenucci, ad della Roma, ha parlato di spartizioni delle cariche. Cosa risponde? «Una volta in Consiglio andavano le prime cinque società per fatturato. Vi sembra giusto? E le altre? Oggi c’è la rappresentanza effettiva del territorio. E il criterio dell’alternanza. Un criterio democratico. Sino in fondo abbiamo cercato di raggiungere la condivisione più ampia possibile. Volete «Tre riunioni sapere la verità? Non si è spaccata la Lega, abbiamo spaccato noi qualcos’altro e chi ha mensili, ci sarà da orecchie ascolti... E per qualcos’altro intendo il piano che era già stato delineato, con fare: riscrivere lo Statuto riformare la certe cariche ripartite. Ma pensate che non avessero già stabilito un organigramma, come giustizia sportiva


giustizia sportiva sollecitare la legge sugli stadi e la revisione della legge 91»

peraltro è giusto? Certo che sì. Ma ha vinto il programma per riformare davvero il calcio. Sui meriti. Oggi l’80 per cento dei presidenti in Consiglio produce utili e non perdite...».

Ha vinto una vecchia mentalità, come sostiene il figlio di Moratti, o si va verso un nuovo calcio? «Io sono contento perché ho visto tanti presidenti contenti, a cui è stato restituito un ruolo e una parte decisiva nel processo di riforma del calcio. L’epoca dei magnager sta finendo. Questa è stata una svolta epocale. Sinora l’errore dei presidenti era stato quello di delegare a manager che poi si sono rivelati i veri artefici dello sfascio e dei debiti del calcio italiano. Oggi stiamo cambiando». E’ un caso che il Milan, sposando un regime di austerity, abbia cambiato schieramento e si sia messo con il resto del calcio italiano? «No, lo dicevo prima. Guardate, nella stagione corrente, quali sono le società che hanno prodotto le maggiori perdite e capirete tutto». Beretta presidente a tempo e Galliani al vertice della Lega tra pochi mesi? «No, perché? Galliani è il vicepresidente. Beretta è il presidente, mi auguro per l’intero mandato. Poi vedremo tra due o tre anni a che punto saremo del programma». L’incarico di Beretta è compatibile con il ruolo di responsabile della comunicazione di Unicredit? «Sì, perché sono due ruoli diversi. Molti non capiscono la differenza. La presidenza della Lega è un organo di rappresentanza delle società, non di gestione». Ha sorpreso la presenza di Pulvirenti nel consiglio federale. In Lega a Milano si era visto pochissimo. «Ha dato la sua disponibilità. Il modello di gestione del Catania è un esempio, hanno costruito anche un centro sportivo che è diventato un fiore all’occhiello. Non capisco dove sia il problema. Il progetto è stato firmato e condiviso da 14 società, è basato sulla condivisione e sul consenso. Ci tengo a chiarire un altro aspetto. Non è vero che il Pescara era contrario, anche Sebastiani ha sposato la nostra proposta». Quali sono le riforme più urgenti da studiare per il rilancio del calcio italiano? «Il Consiglio s’è già insediato e ha stabilito che si riunirà i primi due lunedì e il terzo venerdì del mese. Tre riunioni mensili. E’ un onere lavorare in Lega, non un onore. Siamo per la politica del fare». Quali riforme? «Intanto bisogna riscrivere lo Statuto della Lega, andare avanti con la riforma della giustizia sportiva e del criterio della responsabilità oggettiva. E poi il calcio italiano dovrà rapportarsi meglio con le istituzioni. Parlo di Governo e Parlamento. Abbiamo necessità di una nuova legge per la costruzione di nuovi stadi e di una revisione della legge ‘91». Si andrà verso il modello inglese della Premier? «Il calcio italiano andrà verso il rinnovamento. Lo dicevo prima: non esisteranno più i padroni delle ferriere che comandano e i vassalli. Tutti avranno pari dignità. Questa è la vera vittoria dell’assemblea di venerdì». © riproduzione riservata


IL TECNICO VIOLA Montella carica «Ce la giochiamo ma ci servono altri rinforzi» FIRENZE (a.rial.) - Un esame importante per la Fiorentina contro il Napoli e una vigilia trascorsa ad ascoltare le parole di Montella, che parla di tutto, lanciando messaggi alla società e anche a Jovetic. Sul mercato: « Ho solo detto che se vogliamo migliorare questa classifica dobbiamo fare qualcosa in più, altrimenti possiamo accontentarci anche così...». A chi gli chiede se è dispiaciuto che ci siano stati dei ritardi nell’ingaggio di Larrondo, risponde: « Siete veramente perspicaci, avete capito tutto prima di fare la domanda». Su Jovetic: « Ci aspettiamo di più in termini di gol e di gioco, ma non posso rimproverargli nulla. Sta troppo lontano dalla porta? Fa parte delle sue caratteristiche, pensa di essere più pericoloso arrivando da dietro: forse ha ragione, ma qualche volta non sono d’accordo». Sul dualismo Neto-Viviano: « Avrebbero bisogno di giocare entrambi, Viviano è stato scelto da tutti in estate, anche da me. E’ stato fuori ma non si tratta di una scelta definitiva, io non ho problemi con lui, c’è dialogo. Il fatto è che chiunque io scelga, scontento per forza l'altro che, di conseguenza, può covare buoni motivi per avercela con me. Emiliano è il nostro portiere, a me non dà fastidio che stia qui, eventualmente dovesse andarsene sarebbe una sua scelta». Infine sul Napoli: « Gli hanno restituito i punti di penalizzazione? Evidentemente gli spettavano. Domani (oggi, ndr) faremo di tutto per portargliene via tre. Ci manca la vittoria e vogliamo riprendercela».


MAZZARRI: TUTTO PUÒ ACCADERE «Lo scudetto? Questa squadra punta sempre al massimo» Dall’inviato Antonio Giordano FIRENZE - Ci sono cose che non si confessano neppure sotto tortura: e però, in quel linguaggio subliminale in cui ci si può rifugiare, ci sono traguardi che si possono lasciare intravedere, spalancando gli occhi e sognando. C’è Fiorentina-Napoli e però c’è un mondo «migliore» in cui galleggiare, con due punti in più che spingono a umanissime fantasie, e due calciatori al fianco, che inducono a tenerissime attenzioni. Azzurri, il pomeriggio è tutt’azzurro, però su sfondo tricolore. Mazzarri, qualcosa è cambiato? «Abbiamo ritrovato Paolo e Gianluca, che sono due ragazzi eccezionali. E ci sono stati restituiti i due punti che avevamo conquistato. Altro, sulla vicenda, non aggiungo». «Io ho la testa soltanto alla Fiorentina. Sarà dura. Ma anche prima della sentenza eravamo convinti dei nostri mezzi»

Ma il campionato è riapertissimo. «Io so che giochiamo a Firenze, su un campo difficilissimo sul quale la Juve ha pareggiato. E giochiamo contro una squadra che esprime un gran bel calcio. Dunque, sarà dura».

Per dirla a modo suo, con i numeri, Fiorentina reduce da due sconfitte e con problemi offensivi. «Ma ho visto la gara con il Pescara e mi è parso un autentico incidente di percorso. Lo sottolineo con il rispetto che si deve al Pescara. Ma pure a noi è successo di perdere in casa con il Bologna in un certo modo». Napoli a 42 punti e reduce da 5 affermazioni esterne: qualcosa vorrà dire? «Io faccio fatica a scrutare gli orizzonti. Ora ho la Fiorentina nella testa e sto pensando a come batterla. Non sarà semplice. Né sono in grado di dirvi se la sentenza potrà incidere sul piano psicologico. Ma noi già ci sentivamo a 42 punti». Visto che la parola scudetto non le piace, si può dire ora ch’è meno impossibile coltivare sogni elevatissimi? «E’ chiaro che tutto può succedere, se il Napoli dovesse continuare a viaggiare a questi ritmi. Ma il girone di ritorno è appena cominciato, restano per noi 18 partite e quella che ci tocca subito non è invitante. Ricordo che all’andata, nel primo tempo, la Fiorentina ci ha messo in difficoltà. Mi dite che stanno vivendo un momento poco felice: spero che continui almeno per un’altra gara. E però devo anche sottolineare che hanno un allenatore bravissimo: era un fuoriclasse da calciatore, e ha ricevuto meno riconsocimenti pubblici di quelli che avrebbe meritato, ha cominciato alla grande questa sua nuova carriera». Il Napoli si è rialzato dopo il dicembre un po’ così: e sono state 3 vittorie. «Ma a me la squadra è piaciuta sempre, anche a Torino, quando abbiamo perso in maniera netta nel risultato. Offriamo sempre calcio, creando. Ci crediamo. E poi i calcoli si fanno alla fine. Non guardo al passato, penso a ciò che sta per accadere: e la Fiorentina è una preoccupazione seria». Però sarà soddisfatto? «Stiamo crescendo in maniera vertiginosa, offriamo segnali di miglioramento di partita in partita, ma guai cullars. Il bilancio vero è quello che chiuderà la stagione. I numeri dicono che questa squadra può puntare al massimo». Dunque l’ha detto? «Tutto può succedere. Tutto». © riproduzione riservata


SERIE A DONNE Az-ternana e real statte-ita salandra, che sfide! Terza giornata di ritorno oggi nei tre raggruppamenti della Serie A femminile. l GIRONE A - La capolista Sinnai e lo Sporteam United immediata inseguitrice ospitano il Pcg Bresso e il Real Lions Ancona. Il programma (ore 16): Casalgrandese-Isolotto Fondiaria Firenze (ore 15); Kick Off FemminileAreasport Verona; Lupe-Portos Femminile; Torino Futsal Femminile-Città di Breganze; Sporteam United-Real Lions Ancona; Sinnai-Pcg Bresso (ore 14.30). l GIRONE B - A Chieti Scalo sono di fronte Az Gold Women e Futsal Ternana ovvero prima contro seconda separate da otto punti. Il programma (ore 16): Az Gold Women-Futsal Ternana (ore 17); Città di MontesilvanoNuova Focus Calcio Foggia; Lazio-Woman Napoli; Perugia-Atletico Ardea Futsal (ore 15); Real Sorrento-Città di Pescara; Virtus Roma-Ls Aranova Ceprano (ore 15.30). l GIRONE C - Supersfida a Montemesola fra il Real Statte primo con il massimo dei punti e l'Ita Salandra secondo a tre lunghezze. Il programma (ore 16): Cus Potenza-Pro Reggina (ore 15); Five Molfetta-Parrocchia Ganzirri (ore 17); Nuova Atletica Giovinazzo-Martina Calcio Femminile (ore 17); Real Statte-Ita Salandra; Sporting Locri Femminile-Jordan Aufugum (ore 17); Vittoria Calcetto-Cus Palermo. a.gal.


SERIE B (2ª DI RITORNO) Il Forlì non si ferma Orte, prima sconfitta Seconda giornata di ritorno ieri in Serie B dove il Forlì si conferma a punteggio pieno. Prima sconfitta per l'Orte sul campo della Paolo Agus Sestu. All'Aesernia la sfida d'alto rango contro lo Sporting Sala Marcianise. I risultati. l GIRONE A: Bra-Atlante Grosseto 5-3; Castellamonte-Prato 5-6; Cus Pisa-Carmagnola 1-2; Futsal BolognaPoggibonsese 1-3; Pistoia-Imola 3-11; Sangiovannese-Terranuovese 1-4. Classifica (prime posizioni): Carmagnola 37; Prato e Bra 28; Atlante Grosseto e Imola 25; Castellamonte 19... l GIRONE B: Arzignano-Came Dosson 4-7; Carioca-Real Cornaredo 4-5; Carrè Chiuppano-Atletico ArzignanoCornedo 0-5; Hdi Trento-Domus Bresso 4-5; Jesolo-Palmanova 4-3; Pcg Bresso-Bubi Merano 6-2. Classifica: Came Dosson e Jesolo 32; Atletico ArzignanoCornedo (-1) 27; Real Cornaredo 26; Pcg Bresso 23; Arzignano... l GIRONE C: Forlì-Portos 3-2; Futsal Barletta-Barletta 7-4; Manfredonia-Real Dem Montesilvano 7-1; Porto San Giorgio-Cus Ancona 5-8; Vis Lanciano-Salinis 1-14. Ha riposato: Buldog Lucrezia. Classifica: Forlì 36; Futsal Portos 25; Futsal Barletta 24; Porto San Giorgio 21; Salinis 19; Manfredonia e Cus Ancona 16... l GIRONE D: Aesernia-Sporting Sala Marcianise 5-2; Csg Putignano-Giovinazzo 4-3; Real Molfetta-Azzurri Conversano 6-0; Monte di Procida-Five Campobasso 4-1; Virtus Monopoli-Futsal Bisceglie 3-8. Ha riposato: Sammichele di Bari. Classifica: Aesernia 33; Futsal Bisceglie 27; Sporting Sala Marcianise 25; Real Molfetta 22; Monte di Procida 15; Sammichele e C.S. Giovanile 14... l GIRONE E: Capoterra 2000-Elmas 3-2; Gala Five Orvietana-Prato Rinaldo 1-5; L'Acquedotto Roma-Real Torgianese 1-4; Paolo Agus Sestu-Orte 7-3; Torrino-Futsal Isola 0-4. Ha riposato: Carlisport Ariccia. Classifica: Orte 28; Futsal Isola 27; Paolo Agus Sestu 25; Elmas 22; Capoterra e Real Torgianese 18; L’Acquesdotto 16... l GIRONE F: Atletico Catanzaro-Libertas Scanzano 3-7; Avis Policoro-Mirto 4-1; Fabrizio Corigliano-Real Team Matera 10-3; Fata Morgana-Melilli 6-4; Odissea 2000 Rossano-Calabria Ora Cosenza 5-3; ViagrandeMelito 6-3. Classifica: Avis Policoro 34; Libertas Scanzano 32; Odissea 2000 Rossano 27; Viagrande 26; Fabrizio Corigliano 20; Catanzaro 18... a.gal.


L’Asti vince, la Lazio risponde L’Acqua & Sapone passa a Napoli e sale al terzo posto. Ok Montesilvano e Genzano Asti-Kaos Futsal 3-1 ASTI: Kiko, Lima, Edu Dias, Fortino, Cavinato, Celentano, Vampeta, Garcias, Garbin, Ramon, Cannella, Casassa All.: Tabbia. KAOS FUTSAL: Laion, Jeffe, Salerno, Scandolara, Vinicius, De Cillis, Drago, Ferreira, Tuli, Zannoni, Urio, Sapia All.: Capurso. ARBITRI: Merenda (Reggio Calabria), Aresu (Cagliari). MARCATORI: pt 6’37” Vampeta (A), 16’00” Cavinato (A), 17’56” Andrè (KF); st 16’28” Vampeta (A). Una conclusione di Vampeta Lazio-Verona 7-2 LAZIO: Barigelli, PC, Ju. Salas, Foglia, Bacaro, Ja. Salas, Marchetti, Ippoliti, dell’Asti (Pletosu/Div. C5) Dimas, Miranda, Pica Pau, Patrizi All.: D’Orto. AGSM VERONA: Fontaniello, Otero, Tres, Anzolin, Fedele, Cecchini, Sachet, De Oliveira, Carone, Peruzzi, Rotondo, Forgiarini All.: Langè (squalificato). ARBITRI: Scali (Pinerolo), Iuliano (Lamezia Terme). MARCATORI: pt 2’14’’ Bacaro (L), 6’29’’ Ippoliti (L), 7’36’’ Rotondo (V), 16’38’’ Foglia (L), 18’10’’ e 19’23’’ Dimas (L); st 0’35’’ Foglia (L), 13’22’’ Pica Pau (L), 17’06’’ Sachet (V).

Montesilvano-Putignano 8-1 MONTESILVANO: Mammarella, Tosta, Calderolli, Junior, Cuzzolino, Fragassi, Burato, Velazquez, Bocao, Di Pietro, Scordella All.: Ricci. PROMOMEDIA SPORT FIVE PUTIGNANO: Pagliarulo, Lattarulo, Manghisi, Gigante, Lucas, Serio, Fanizzi, Miccolis, Giannandrea, Fauzzi, Detomaso, Cervellera All.: Giannandrea. ARBITRI: Peroni (Città di Castello), D’Angeli (Pesaro). MARCATORI: pt 4’18’’ Manghisi (P), 12’59’’ Tosta (M), 13'35’’ Fragassi (M); st 3’24’’ Fragassi (M), 7’09’’ Burato (M), 7’50’’ Calderolli (M), 9’38’’ Fragassi (M), 13’01’’ Cuzzolino (M), 18’37’’ Junior (M). Napoli-Acqua&Sapone 5-7 NAPOLI: Garcia Pereira, De Luca, Sartori, Emer, Bico, Guerra, Frosolone, Pizetta, Bellico, Campano, Melise, Ranieri All.: Tarantino. ACQUA&SAPONE FIDERMA: Zaramello, Chaguinha, Zanchetta, Delpizzo, Murilo Ferreira, Ficili, Caetano, Coco Schmitt, Di Matteo, Montefalcone, Bassani, Tatonetti All.: Bellarte. ARBITRI: Bedendo (Rovigo), Zago (Este). MARCATORI: pt 13'05’’ Zanchetta (A), 13’43’’ Caetano (A), 16’35’’ Bico (N), 18’32’’ Emer (N); st 12’49’’ Delpizzo (A), 13’11’’ Murilo Ferreira (A), 13’27’’ aut. Delpizzo (N), 14’31’’ Murilo Ferreira (A), 18’23’’ Chaguinha (A), 18’47’’ Guerra (N), 19’11’’ Murilo Ferreira (A), 19’23’’ rig. Campano (N). Venezia-Genzano 2-6 FRANCO GOMME VENEZIA: Dal Cin, Daga, Dan, Penzo, Almir Rossa, Belsito, Callegarin, Zanatta, Bruno Rossa, Cantagallo, Ortolan, De Leo All.: Pagana. COGIANCO GENZANO: Diogo, Romano, Rescia, Mauricio, Crema, Grana, Giasson, De Bella, Mentasti, Paulinho, Saul, Miarelli All.: Musti. ARBITRI: Albertini (Ascoli), Ragalà (Bologna). MARCATORI: pt 9’09’’ Mauricio (G), 18’47’’ Cantagallo (V); st 5’36’’ Paulinho (G), 6’11’’ Saul (G), 11’04’’ Romano (G), 12’52’’ Saul (G), 15’08’’ Penzo (V), 19'45’’ Rescia (G). Marca-Pescara 5-4 (giocata venerdì) Rieti-Luparense 5-4 (giocata venerdì) Classifica: Asti 36 punti; Lazio 32; Acqua & Sapone 26; Luparense 25; Marca 24; Montesilvano e Genzano 23; Pescara 21; Napoli e Kaos 19; Rieti 17; Verona 7; Venezia 6; Putignano 0. Prossimo turno (martedì 22): Acqua & Sapone-Lazio, Genzano-Napoli, Kaos Bologna-Marca, Luparense-Asti, Pescara-Venezia, Putignano-Rieti, Verona-Montesilvano. Cannonieri: 14 reti: Lima (Asti), Kakà (Bologna); 13 reti: Cavinato (Asti).


SERIE A2 (1ª DI RITORNO) Il New Team allunga Martina e Napoli ok di Antonio Galluccio

Prima giornata di ritorno ieri in Serie A2 tra novità e conferme. GIRONE A - La New Team supera a San Vito al Tagliamento il Civitanova e resta in vetta da sola. Il Cagliari, infatti, pareggia a Zanè contro il Vicenza dopo otto trionfi di fila ma porta a dieci i risultati utili consecutivi in una gara emozionante: la squadra sarda chiude il primo tempo avanti di due gol, la formazione veneta rimonta durante la ripresa segnando quattro reti e il Cagliari recupera, fino a ristabilire l'equilibrio. Marco Vacca presidente del Cagliari: « Punto importante per il morale». Davide Giuriato presidente del Vicenza (tripletta per Vieira): « Meritavamo di vincere». Pari anche ad Aosta tra Aosta e Reggiana. Vittorie interne per PesaroFano, Toniolo Milano e Gruppo Fassina contro Canottieri Belluno, Villorba e Lecco. Risultati: Aosta-Reggiana 5-5; Gruppo Fassina-Lecco 6-5; New Team-Civitanova 7-4; PesaroFano-Canottieri Belluno 4-0; Toniolo Milano-Villorba 3-2; Vicenza-Cagliari 4-4. Classifica: New Team 28; Cagliari 26; Vicenza 25; Reggiana 23; Aosta 20; PesaroFano e Toniolo Milano 17; Canottieri Belluno e Gruppo Fassina 15; Lecco 12; Civitanova 4; Villorba 1.

GIRONE B - La capolista LC Poker X Martina Franca vola con undici reti nella vittoriosa trasferta contro il Palestrina e mantiene le cinque lunghezze di vantaggio sul Napoli Futsal Santa Maria che passa a Chieti Scalo contro il Cus Chieti. Il Futsal Potenza piega l'Acireale nell'unica vittoria casalinga e accorcia sull'Augusta sconfitta davanti al proprio pubblico dal Latina. Successi esterni pure per Loreto Aprutino e Brillante Roma contro Fuente Foggia e Modugno. Risultati: Augusta-Latina 2-4; Cus Chieti-Napoli Futsal Santa Maria 1-6; Fuente Foggia-Loreto Aprutino 2-5; Futsal Potenza-Acireale 7-4; Modugno-Brillante Roma 1-9; Palestrina-LC Poker X Martina Franca 4-11. Classifica: Martina Franca 34; Napoli Santa Maria 29; Augusta 23; Futsal Potenza 22; Latina e Loreto Aprutino 21; Brillante Roma 17; Fuente Foggia 12; Palestrina 10; Acireale e Cus Chieti 7; Modugno 4.


PANINI TOUR 2013

Le stelle Miccoli e Ilicic le figurine più ambite PALERMO - Una piccola oasi di serenità rilancia l'immagine del Palermo in un momento particolarmente delicato. Il vento di positività si concentra sul Giardino Inglese, location scelta per inaugurare il “Panini Tour 2013” che sino al 5 maggio si snoderà attraverso oltre cento siti distribuiti lungo la Penisola. In un ambiente decontestualizzato dall'andamento del campionato, i rosanero recuperano terreno in termini di popolarità guadagnando diverse posizioni nella scala di gradimento degli appassionati delle mitiche figurine. UNO SCENARIO DIVERSO - Nonostante la delicata posizione in classifica, il Palermo mantiene comunque un certo appeal testimoniato dalla frenesia con la quale molti teenagers, protagonisti assoluti ieri nel “villaggio” allestito all'interno del giardino, “sgomitavano” alla ricerca dello scudetto rosanero o della figurina di Miccoli ed Ilicic piuttosto che di Totti, Pirlo e Cavani. L'iniziativa promozionale, che terminerà oggi alle 20 e che nella giornata di ieri ha richiamato una media di 300 persone, rispetto agli ultimi anni ha garantito più spazi per i collezionisti attratti da aree specifiche adibite per lo scambio di figurine e da un intenso programma con attività di intrattenimento (gare di rigori, slalom e palleggi) e quiz a premi. La Panini ha fatto anche da prologo alla gara Palermo-Lazio. Prima del fischio di inizio i due capitani Miccoli e Mauri hanno esposto il poster delle due squadre nell'ambito di una iniziativa con finalità benefiche per le popolazioni dell'Emilia colpite lo scorso maggio dal terremoto. Lps


Dossena: Palermo ci devi credere «Manca ancora qualcosa, bisogna gestire meglio i momenti difficili» di Paolo Vannini

PALERMO - Il ragazzino e il debuttante. Paulo Dybala, vivo, determinato e tornato al gol, e Andrea Dossena, che ha finalmente offerto al lato mancino rosanero quella qualità che si cercava da inizio stagione. E’ stato suo l’assist a Rios per il gol dell’1-1 più altre proiezioni offensive. Un ottimo esordio di fronte al Barbera. A Dossena resta il rammarico di non averlo festeggiato col successo pieno: « Sono due punti persi - sostiene il 31enne esterno - peccato perché la prestazione è stata molto positiva, come voglia, carattere determinazione. Ci manca ancora qualcosa per arrivare alla vittoria. Dobbiamo saper portare gli episodi a nostro favore; dopo il 2-1 abbiamo sbagliato ad abbassare il baricentro, finendo per subire troppo. Nello spogliatoio dopo il primo tempo, ci eravamo detti che era possibile rimontare ». Dossena, da ultimo arrivato, ha vibrazioni positive e confida in una ulteriore crescita della squadra: « La Dybala felice a metà: «Peccato che prima mezzora di Napoli ha mostrato che la squadra c’è, dopo la mia rete oggi (ieri per chi legge, ndc.) abbiamo tenuto per 90'. non abbiamo vinto Devo dire che da quando sono arrivato qui, ho visto la Spero di poter voglia di reagire, tanto lavoro e applicazione anche se aiutare la squadra a ci manca qualcos’altro per arrivare alle vittorie. Già a risalire» Cagliari domenica dovremo andare per vincere, senza tabelle o calcoli da fare. Solamente con la testa ai tre punti. Abbiamo tutto per risalire, c’è l’allenatore, c’è la squadra, che è apparsa viva anche nel modo di protestare e non darsi per vinta a ciò che accadeva in campo. Ci sono voglia e risorse per riprendersi, non molleremo certamente ». Dossena è andato calando solo nel finale ed è lui stesso a spiegare perché. « Non sono ancora al top come condizione fisica ma lo sapevo. Non giocavo una gara intera da molto. Il mio auspicio è di arrivare a 90' di autonomia sin dalla prossima partita, per ora sto centellinando le forze ». Il suo impatto col nuovo pubblico è stato positivo: « Sono felice della mia prestazione, scegliendo Palermo mi sono voluto rimettere in discussione dopo l’esperienza di Napoli. Adesso sono qui e contribuirò alla rimonta. Troppi gol presi nel finale? Non penso sia un problema di concentrazione, semmai di avere le spalle larghe e saperci prendere le nostre responsabilità. Dobbiamo imparare a saper gestire i momenti difficili ».

A destra: Fabrizio Miccoli festeggia insieme ai compagni il primo gol (LaPresse) Accanto: il gol del pareggio di Arevalo Rios (LaPresse) In basso: Il gol del temporaneo vantaggio realizzato dal giovane Paulo Dybala (Getty Images)

SAPORE AMARO - Paulo Dybala parla in spagnolo con un traduttore ma l’importante è come si è mosso sul campo. Veloce, mai domo, spietato sottorete quando ha avuto la palla giusta. Ma anche lui sperava di festeggiare una vittoria: « Peccato per non aver centrato i tre punti che sarebbero stati molto importanti. Sono contento del gioco, ma alla fine il risultato ha un sapore amaro perché eravamo in vantaggio. I miei progressi? Lavoro tanto in settimana per seguire le disposizioni del mister, è lui che decide spero di soddisfarlo ». Un Dybala così può servire moltissimo e dunque le voci che parlavano di una sua possibile cessione in prestito a gennaio dopo ieri sera vanno in soffitta. « A Palermo sto molto bene - afferma il giovanissimo argentino - voglio restare, è bello sentire la gente acclamare il mio nome e ricambiare il loro affetto segnando un gol ». Che mancava da 8 giornate per lui. « Ho sofferto nel periodo in cui non segnavo, per un attaccante è significativo andare in rete. Ora spero che i miei gol servano al Palermo ».

CHE BEL PUBBLICO - C’è un’altra partita che merita un commento ed è quella della folla. Straordinaria. Presente nel momento del bisogno (curve quasi piene, oltre 21.000 spettatori, anche grazie al ribasso dei prezzi), caloroso, vicino alla squadra, trascinante. E generoso alla fine quando, nonostante l’ennesima rimonta subìta dal


Palermo, ha applaudito a scena aperta i giocatori che almeno ci hanno provato fino all’ultimo, hanno ribaltato il risultato in un minuto (era la prima volta che succedeva nella stagione) e hanno sfiorato il successo. E’ un punto di partenza importante, considerando che nella volata salvezza che attende i rosanero ci sono altre 9 gare al Barbera, la maggior parte delle quali contro rivali dirette. Un pubblico che ci crede come ieri sera può rappresentare un’arma in più. © riproduzione riservata


CAMPIONATO PRIMAVERA Ruisi punta su Bollino e Malele per scardinare la difesa laziale PALERMO - Il weekend rosanero è scandito dalla sfida con la Lazio. Il match disputato ieri al “Barbera” avrà una sorta di “appendice” questa mattina al Centro sportivo di Formello dove alle ore 11 (diretta su Sportitalia 1) la Primavera del Palermo affronterà i capitolini nel posticipo della seconda giornata di ritorno del Girone C. Un banco di prova molto importante per i ragazzi di Ruisi che, reduci dal successo casalingo contro il Vicenza, impreziosito da un gesto di fair-play valorizzato anche al di là dei confini del settore giovanile, cercano una vittoria di prestigio contro una diretta concorrente nella corsa per una collocazione stabile nei piani alti della classifica. Quarti a quota 28 punti, ad una lunghezza di distanza dai biancocelesti e a cinque dalla capolista Napoli, i baby rosanero vogliono dare slancio al proprio percorso creando i presupposti per legittimare le proprie ambizioni e ribadire la candidatura per un ruolo da protagonista tra le big del torneo. Privo del centrocampista Cerniglia, out per squalifica, Ruisi potrebbe rinunciare al collaudato 4-3-3 optando per il modulo 3-4-2-1 in linea con l'orientamento tattico del tecnico della prima squadra Gasperini. LA SPOLA DEI BIG - Contro i capitolini, che nella scorsa stagione punirono in casa i rosanero con un perentorio 7-0, il Palermo dovrebbe proporre in prima fila l'artiglieria pesante: a parte Sanseverino, ormai aggregato definitivamente alla prima squadra, salvo novità dell'ultim'ora non marcheranno visita i big Bollino e Malele (il nazionale svizzero under 18 è entrato nel quarto d’ora finale al posto di Ilicic) che, con ogni probabilità, raggiungeranno in extremis la comitiva della Primavera pronti per scendere in campo. Sicuro del posto da titolare è Bentivegna, convocato (assieme a Pirrello) nell'Under 17 per l'amichevole contro la Spagna in programma mercoledì prossimo a Coverciano. Probabile formazione PALERMO (3-4-2-1): Fulignati; Goldaniga, Kosnic, Monteleone; Aquino, Petermann, Giacomarro, Rojas; Bollino, Bentivegna; Malele. A disp.: Fazzino, Accardi, Bonura, Morello, Patti, D'Amico, Sosa, Asta, Canzoneri. All. Ruisi. Lps


ZEMAN PUNGE ANCHE L’INTER «Ha in rosa giocatori importanti ma pochi giovani Se ne avesse presi di più, sarebbe venuta meglio...» di Roberto Maida

ROMA - L’assalto parte dalla coda, mentre l’uditorio ha già imboccato la via d’uscita della sala conferenze di Trigoria e fuori ha ripreso a piovere. Zeman sceglie quel momento di bassa tensione per pizzicare l’Inter, alla vigilia della prima di due sfide determinanti per il suo cammino. «Oggi le società puntano sui giovani - spiega con un filo di voce - ed è meglio così. L’Inter ha tanti giocatori importanti ma non mi pare che abbia tanti giovani. Anzi ne ha pochi. Se ne avesse avuti di più sarebbe venuta meglio...» . In sostanza la squadra che Moratti ha costruito non gli piace, né adesso né in prospettiva, E sfida Moratti anche se di Stramaccioni gli hanno parlato bene: «Lo conosco più dai racconti degli altri anche sul mercato «Bellomo mi piace che dalla carriera. E sono relazioni positive sia sui metodi di lavoro che sulla Lo volevo avere preparazione. Sicuramente ha qualità» . pure nel Foggia»

DUELLO - Oltre che in campo, Roma e Inter si stanno affrontando anche sul mercato per Nicola Bellomo, trequartista del Bari che tifa Inter ma ammira Zeman. «Confermo, lo seguo dai tempi di Foggia - ammette L’avrei voluto tre anni fa ma aveva il problema di dover tornare a casa tutte le sere e la distanza da Bari era complessa. Per questo lo mandarono a Barletta, che era più vicino. Ha tecnica, è un ragazzo valido» . Sabatini sta lavorando su questa trattativa da diverse settimane e spera di arrivare prima dei colleghi interisti per acquistare il giocatore già a gennaio. Diciotto anni fa invece Zeman stava per strappare Zanetti all’Inter: «Ho pensato di portarlo alla Lazio. E anche lui ci pensava. Poi è diventato una bandiera della sua squadra ed è bello così. Credo sia un esempio per gli altri calciatori, come Totti. O meglio, pure per Totti (sorride, ndr) visto che ha qualche anno in più» . RISALITA - Ma a Zeman ora interessa soprattutto recuperare i punti persi in campionato: «Per me la Coppa Italia oggi non conta, non ci penso. Anzi, il bilancio della stagione Gli piace Strama dipenderà dal piazzamento in campionato più che dalla conclusione della Coppa Italia. «Le relazioni sui metodi di lavoro e di Mancano 18 partite dobbiamo puntare sempre in alto per raggiungere chi ci sta davanti. preparazione Per me lo siamo sempre stati ma è il campo a doverlo confermare. Da subito. L’Inter è dicono che è una squadra di vertice e va rispettata: spero di rivedere la stessa voglia e la stessa bravo» concentrazione del primo tempo di Firenze. Non il secondo: abbiamo sofferto troppo difendendo a cinque» . Anche per questo tornerà al classico 4-3-3. DELUSIONE - Guardando fuori dalla finestra, invece, Zeman giudica con amarezza il caso Armstrong: «Purtroppo il doping esiste, soprattutto negli sport individuali» . Già ma nel calcio? «Non lo so» , risponde dopo una pausa, per poi aggiungere: «Non ho avuto la sensazione che qualcuno corresse troppo nel girone d’andata, ma ho notato che Pavoletti del Sassuolo è stato trovato positivo» . Brutte storie, che lo deludono almeno quanto la rielezione di Beretta in Lega a dispetto del voto contrario della Roma: «Chi ha provato a proporre qualcosa di nuovo è rimasto fuori. Non solo noi ma anche Inter e Juve. Fa impressione. A parole tutti vogliono migliorare ma poi rimane tutto come era prima» . Anche le polemiche sulla giustizia sportiva, che ha riabilitato il Napoli sul calcioscommesse: «Anche qui si era detto che ci sarebbero state punizioni e invece si è fatto poco. Da noi c’è un regolamento eppure hanno giudicato senza curarsi del regolamento: il principio della responsabilità oggettiva non è stato applicato» . © riproduzione riservata


LA TATTICA Stasera torna al 4-3-3 «I grandi non cambiano» ROMA - Non intende farne un’abitudine. Firenze è stata un’eccezione e non la regola. Fidatevi del 4-3-3 e della coerenza dei grandi. Con un discorso incisivo che conferma un credo indistruttibile, Zeman cerca l’empatia fideistica dei romanisti. Sentitelo qui, alla vigilia di Roma-Inter, quando reagisce al solito epiteto ( «integralista») che un po’ lo imprigiona e un po’ lo inorgoglisce: «Io continuo e pensarla a modo mio. Le squadre che hanno fatto la storia del calcio hanno sempre proposto il loro gioco. Il Barcellona gioca un certo tipo di calcio e non ha mai cambiato, il Real Madrid dei tempi d’oro ha sempre giocato il suo calcio senza adattarsi all’avversario, l’Ajax dei tempi d’oro è sempre andato per la sua strada. Vorrei che anche la mia squadra imparasse a esprimere un calcio suo». Solo che il calcio si fa con i calciatori e la Roma non ha raggiunto il livello del Real Madrid di Di Stefano e Puskas, cinque volte campione d’Europa tra il 1955 e il 1960, o dell’Ajax di Cruyff degli Anni 70, né tanto meno del Barcellona dominatore di Pep Guardiola. «Ma la tattica un fatto soprattutto mentale contesta Zeman - , i giocatori devono capire di potersi adattare a un determinato sistema di gioco». rob.mai. © riproduzione riservata


Soltanto i rigori negano il trofeo all’Italia Finale intensa, primo tempo per la Romania e ripresa tutta azzurra OSTIA - La Romania si aggiudica il torneo Roma Caput Mundi, la quarta volta in sette edizioni della competizione internazionale organizzata dal Comitato Regionale Lazio della Lega Nazionale Dilettanti. L'Italia, rappresentata dagli under 17 selezionati tra i migliori dei campionati di Serie D ed Eccellenza, si arrende ai calci di rigore, dopo aver condotto una gara generosa contro l'undici romeno, che poteva vantare tra le sue fila diversi elementi appartenenti ad importanti club professionistici nazionali del calibro di Steaua e Dinamo Bucarest. I ragazzi di Giancarlo Magrini non hanno avuto fortuna dal dischetto, Un’azione del giovane attaccante della Torres Alfredo dove Angelucci e Torelli hanno fallito due dei cinque tiri a disposizione. La sfida si è giocata ieri all'Anco Marzio di Ostia, davanti ad un buon numero di Saba, che si è distinto anche spettatori e di osservatori che hanno sfidato il freddo pungente e la pioggia che, con l’azzurro della LND in finale ieri a Ostia per ha martellato il campo anche durante la gara. «Mi dispiace per aver mancato il trofeo che avrebbe ripagato i sacrifici di questi ragazzi - ha ammesso il supervisore Giancarlo Magrini alla fine del match - ma giocare quattro gare in cinque giorni non è semplice, e in finale abbiamo pagato molto in termini di stanchezza. Nonostante tutto la squadra mi è piaciuta, specialmente nella ripresa, quando ha saputo aggredire e mettere in difficoltà un avversario ben organizzato. La sconfitta dai rigori ci può stare, però resta quanto di buono fatto da questa selezione nel torneo. Non dimentichiamoci mai che il nostro compito è quello di valorizzare i giovani». LA GARA - La partenza della Romania è convincente, ma all'8' si fa vedere l'Italia con Galelli: l'attaccante del Darfo Boario intercetta un pallone al limite dell'area romena per poi scagliare un tiro che termina di poco a lato. Ma la squadra di Augustin non si scompone, al 16' Serban sfiora il vantaggio ed è Crocchianti, con incredibile scelta di tempo, a togliere la palla dai piedi del numero 10 romeno al momento del tiro nell'area piccola. Gli azzurrini appaiono in difficoltà, ma allo scadere costruiscono una buona occasione con Bongermino, il cui passante non trova l'aggancio di Canestri leggermente fuori traiettoria. IL SECONDO TEMPO - La ripresa si apre con la Romania di nuovo in avanti. Al 4' Serban serve Gradinaru che con un traversone cerca la testa di Rotariu, appostato sul secondo palo, ma l'impatto con la sfera non è preciso. L'Italia prova a cambiare le carte: entra Lima che dopo un minuto tenta la conclusione sotto-misura in area romena. La manovra dei ragazzi di Magrini si fa più decisa. All'10' su angolo di Torelli, Crocchianti colpisce bene di testa ma non riesce ad inquadrare la porta. Si arriva alla mezzora, con le due squadre sempre meno lucide anche a causa del campo pesante e delle quattro gare giocate in cinque giorni. Al 34' un eccesso di confidenza tra Tuniz e Medioli rischia di offrire un gran pallone a Zdroba al centro dell'area piccola, ma il portiere azzurro in due tempi riesce a bloccare a terra. Lo spettro dei calci di rigore si avvicina. Le due panchine danno avvio alla girandola dei cambi, inserendo forse altri rigoristi. Al 38' la Romania sfiora il colpaccio, con l'ottimo Serban che va a lambire il palo alla destra di Medioli con una conclusione dal limite dell'area. E' l'ultima occasione del match. La finale si decide dal dischetto, fatale agli azzurrini della LND. La Romania sbaglia un solo rigore, con Serban, l'Italia fallisce due volte con Angelucci (alto) e con Torelli (parato). Romania-Italia 0-0 (4-3 dcr) ROMANIA: Valceanu, Bajan, Cornea, Bocsan, Hodorogea, Boboc, Gradinaru, Popescu (37' st Tudorache), Serban, Rotariu (19' st Radu), Barbut (30' st Zdroba). A disp.: Niczuly, Krausz, Dumitrascu, Covalschi; CT.: Augustin; ITALIA: Medioli (Fidenza), Barbieri (Ostia Mare), Tuniz (Sandonajesolo), Ladu (Porto Torres, 34' st Angelucci Sporting Terni), Crocchianti (Nuova Tor Tre Teste), Carminucci (Sambenedettese), Torelli (Vis Pesaro), Bongermino (Taranto, 34' st Boni - Solbiasommese), Galelli (Darfo Boario), Canestri (6' st Lima Porto Torres), Saba (Torres, 23' st Santandrea - Imolese). A disp.: Berti (San Giovanni Valdarno), Boschi (Imolese), Bottino (Fidentina). Ct.: Magrini. ARBITRO: Tucci di Ostia. SEQUENZA RIGORI: Serban (R) parato, Crocchianti (I. gol), Tudorache (R. gol), Angelucci (I. alto), Hodorogea (R. gol), Santandrea (I. gol), Boboc (R. gol), Lima (I. gol), Gradinaru (R. gol), Torelli (I. parato).


La delegazione Lazio promossa a pieni voti Grande successo di pubblico e di osservatori: applausi al CR OSTIA - La settima edizione del torneo Roma Caput Mundi ha fatto registrare un successo di seguito e di pubblico che ha confermato la qualità generale della competizione e che ha premiato gli sforzi degli organizzatori. «Sono ovviamente dispiaciuto per il risultato del campo ma contento per la perfetta riuscita del torneo - ha dichiarato a caldo il vicepresidente vicario della LND, Alberto Mambelli, che ha consegnato il trofeo nelle mani del capitano romeno Serban - e per questo devo rivolgere un plauso al Comitato Regionale Lazio che ha saputo ideare una competizione che di anno in anno si sta affermando tra le più interessanti a livello di calcio giovanile internazionale». Presenti anche il consigliere federale Giuseppe Caridi ed il presidente del CR Lazio, Melchiorre Zarelli. «Sono soddisfatto per la riuscita della manifestazione – ha affermato il numero uno del calcio regionale – abbiamo ricevuto l'apprezzamento di tanti addetti ai lavori, sia per il livello delle squadre coinvolte sia per l'organizzazione. Devo ringraziare tutti i collaboratori del nostro comitato, che hanno svolto un lavoro impeccabile con passione ed impegno». Apprezzamento che è arrivato anche dall'amministrazione romana: «Vedere così tanti giovani atleti, provenienti da diversi Paesi, partecipare a questo torneo ed averli ospitati in Campidoglio ci riempie di orgoglio, soprattutto alla luce dello spirito internazionale di questa competizione - ha dichiarato il delegato alle Politiche sportive di Roma Capitale, Alessandro Cochi - la kermesse rappresenta un momento importante di aggregazione tra atleti di diverse nazionalità, un'occasione unica di confronto tra culture calcistiche differenti, che può arricchire e contribuire alla crescita sportiva e umana dei ragazzi che vi partecipano». UNA NAZIONALE MOLTO SOCIAL - Il racconto dell'avventura della Nazionale Dilettanti alla settima edizione del torneo Roma Caput Mundi è stato affidato in modo significativo ai new media, con un'attenzione particolare verso i social network. La LND sta infatti incoraggiando all'utilizzo di strumenti quali Facebook, Twitter e Pinterest, con l'obiettivo dichiarato di alimentare il senso di appartenenza alla “più grande famiglia dilettantistica d'Europa”. Questo il claim che campeggia sulla pagina istituzionale della LND su Facebook (www.facebook.com/LND.paginaufficiale) e che negli ultimi tempi, grazie alla partnership con TIM, il brand di telefonia mobile di Telecom Italia, è sottoposta ad una dose massiccia di attività, tutte rivolte ad esaltare i comportamenti positivi del gioco del calcio così come a dare massimo risalto alle storie dei suoi tantissimi protagonisti. ALBO D'ORO DEL TROFEO 2005 Romania 2006 Paraguay 2007 Romania 2009 Italia L.N.D. 2010 Grecia 2012 Romania 2013 Romania


L’INTER CI PROVA SENZA CASSANO Arriva da cinque ko esterni, è fragile negli ultimi 15’: 17 gol subiti in 32 gare Numeri da sfatare ma squadra in emergenza, con Fantantonio che si arrende Dall’inviato Andrea Ramazzotti APPIANO GENTILE - Senza Cassano, costretto a dare forfait dopo l’ultimo allenamento perché l’adduttore sinistro non gli dà ancora sensazioni positive e il rischio di una ricaduta è dietro l’angolo, l’Inter affronta un importante esame Champions League decisa a sfatare il tabù trasferta, dove perde e non segna dall’11 novembre. Per riuscirci, però, è fondamentale prestare più attenzione alla fase difensiva, in particolare nell’ultimo quarto d’ora perché dal 75' in poi per Zanetti e compagni diventa tremendamente difficile mantenere la loro porta inviolata, soprattutto perché di fronte ci sarà il miglior tridente del campionato. E fuori casa non segna da 366 minuti: senza Cassano (salta anche la Coppa?) e Milito, l’Inter si affida a Palacio e Guarin

QUARTO D’ORA FATALE - Che l’Inter tendesse a subire qualche gol di troppo negli ultimi 15' era già noto da tempo ad Appiano Gentile. In particolare il trend negativo si era accentuato da fine novembre in poi, in corrispondenza con il periodo di massima emergenza degli infortuni e di appannamento fisico della rosa. Allora i nerazzurri avevano incassato nel quarto d’ora finale 2 reti dal Rubin Kazan in Europa League, una (decisiva per la sconfitta) a Parma, una contro il Neftçi in Europa League, una (anche questa decisiva per il ko) a Roma con la Lazio più un’ altra con il Genoa. Il 2012 si era così chiuso con 13 gol al passivo dal 75' in poi in 29 incontri ufficiali. Stramaccioni ha lavorato parecchio su questo aspetto, ma l’inizio del 2013 non è stato incoraggiante perché a Udine, nel 3-0 per i bianconeri, i gol subiti nell’ultimo quarto d’ora sono stati 2 e perché in Coppa Italia martedì con il Bologna ne sono arrivati altrettanti che hanno costretto a uno sforzo supplementare prima di passare il turno. Troppe 17 reti incassate nei 15' finali in 32 partite: Stramaccioni è alla ricerca di una soluzione. E stasera avrà un esame non facile anche perché l’ultima trasferta nell’Olimpico giallorosso per l’Inter è stata un calvario: 40 per la Roma e tanti saluti. SEI? NO, GRAZIE - L’Inter è reduce da 5 sconfitte di fila in trasferta e fuori casa ha pareggiato l’ultima volta il 22 aprile scorso a Firenze (0-0). Nelle successive 18 gare esterne, 11 affermazioni e 7 ko. Sei battute d’arresto di fila lontano da San Siro i nerazzurri le hanno collezionate solo nel 1923-24 e nel 1947-48, mentre le due strisce record di 7 risalgono al 1998-99 e al 1931-32. Quanto a gol segnati, Zanetti e compagni sono a secco in trasferta da 366': il tabù proveranno a romperlo Guarin e Palacio, i due migliori realizzatori stagionali. A loro il compito di non far rimpiangere Cassano (potrebbe raggiungere domani sera la squadra in ritiro nella Capitale, ma è più probabile che rientri tra 7 giorni con il Toro) e Milito (il cui ginocchio sinistro preoccupa). Chivu e i rientranti Ranocchia e Juan Jesus, invece, dovranno mascherare il forfait di Samuel e cercare di tenere imbattuta la porta di Handanovic: in trasferta all’Inter non ha subito gol l’ultima volta il 7 ottobre, Milan-Inter 0-1. Considerato che la Roma in casa segna da 32 gare di fila, l’impresa non sarà facile. © riproduzione riservata


UN EX SPECIALE Per Stramaccioni è la prima da rivale in casa della Roma Dall’inviato APPIANO GENTILE - La prima volta da allenatore nerazzurro nell’Olimpico giallorosso Andrea Stramaccioni vorrebbe festeggiarla con un successo perché forse è vero, come dice il tecnico romano, «che non è una partita da dentro o fuori, un match decisivo» , ma Roma-Inter è comunque «uno scontro diretto per la Champions League e noi negli scontri diretti non abbiamo mai sbagliato l’approccio». Anche Strama però sa che le difficoltà non mancheranno perché «contro questa Roma «Non è decisiva ma devi disputare 90' di grande attenzione. Loro attaccano con molti giocatori e possono segnare in qualsiasi momento. Mi aspetto che se la giochino a viso aperto» . Per resta una sfida Champions Gare Stramaccioni sarà una sfida speciale: «Tutta la mia vita l'ho trascorsa a Roma, eccezion che noi non fatta per la pausa in cui sono stato a Bologna. Dentro l'As Roma (dice proprio così, ndi) sbagliamo mai» ho tanti amici, persone che mi vogliono bene». ULTIMATUM GALA - Ieri Stramaccioni prima della rifinitura ha parlato a lungo con Moratti e con il dt Branca. E’ stata l’occasione per affrontare nuovamente l’argomento Sneijder: «Nessuno dovrebbe pensare di essere più grande di questo club. Né io, né il presidente, né possibili obiettivi di mercato». Strama, però, in conferenza stampa si è sforzato/ha finto di essere comprensivo: «Wesley ha un contratto lungo con noi e ha tutto il diritto di prendere la sua decisione con calma». Se ne riparlerà da domani, anche se i turchi vogliono una risposta entro martedì. Brendan Rodgers, tecnico del Liverpool, ha lasciato aperta una porta: «Abbiamo soldi da investire e a volte acquistare elementi di esperienza aiuta a far rendere meglio anche i giovani». Non è però da escludere che i Reds facciano un nuovo tentativo per Coutinho che l’Inter sostituirebbe opzionando Darko Zoric, trequartista del FK Celik Niksic. CASSANI E SCHELOTTO - Se entreranno i soldi della cessione di Sneijder sarà assalto a Paulinho. Per l’esterno destro la frattura in Lega non aiuta la definizione dell’affare Schelotto che piace al Wolfburg. Più facile che una mano all’Inter la dia l’alleata Fiorentina col prestito di Cassani, magari negli ultimi giorni. Jung piace di più di Cassani, ma l’Eintracht chiede 6-7 milioni. Quintero, rappresentato in Italia da Dozzini e seguito dall’Inter, è nel mirino della Lokomotiv Mosca. Domani firme per Benassi: al Modena 800.000 euro, al giocatore contratto fino al 2017. and.ram. © riproduzione riservata


GENOA-CATANIA ORE 15 Maran: Catania, usa sciabola e fioretto

«Genoa forte fisicamente, bisognerà combattere usando la testa» di Concetto Mannisi

CATANIA - Sciabola o fioretto? Rolando Maran non ha dubbi: «Utilizzeremo entrambe le armi». L’allenatore trentino sa perfettamente che quella di oggi a Marassi potrebbe essere, per la sua banda rossazzurra, la gara della svolta; per questo motivo chiede ai suoi un atteggiamento all’insegna della grande compattezza, ma in cui il Catania dovrà stare attento a non snaturarsi: «E’ esattamente così - spiega - giocheremo contro una squadra che fa della fisicità uno dei suoi punti di forza. Guai a pensare di giocare sulle punte, evitando di stare con i piedi ben piantati per terra. Ci sarà da combattere in tutte le zone del campo, ma ci saranno anche alcuni momenti in cui il Catania dovrà provare a far pesare sul piatto della bilancia le proprie caratteristiche tecniche, che non sono certo di secondo piano». Maran non si dice preoccupato dalle assenze che hanno ridotto gli uomini a sua disposizione. Fra questi Giovanni Marchese, che in tanti vogliono in orbita Genoa per la prossima stagione e che è stato colpito da un attacco febbrile nella notte fra venerdì e sabato: «Troveremo una soluzione. E’ ovvio che avere più uomini disponibili è un vantaggio, ma in fin dei conti la rosa permette alcune varianti. Se cambierò il modulo? Io non credo che sia questo il fattore più importante, semmai quello che conta è che il Catania scenda in campo con atteggiamento battagliero e senza snaturare la nostra mentalità, che rispetto al passato non deve cambiare. Ciò anche se a Marassi andranno in campo giocatori che hanno fatto qualche partita in meno, rispetto ai compagni di squadra». IL RICORDO DI PESCARA - Teme che il Catania possa ripetere, guardando la classifica non proprio lusinghiera dei rossoblù, la prova di Pescara? «Da un lato mi augurerei la ripetesse, perché io a Pescara non ho visto un brutto Catania. Anzi, avevamo anche segnato il gol del 2-1, regolare e che c’è stato annullato. Poi in quel finale un po’ così è maturata la sconfitta, ma queste sono cose che nel calcio possono accadere». E quindi in un ambiente infuocato come quello rossoblù? «Mi aspetto di vedere la mia squadra, in grado di interpretare bene la partita, l’andamento della gara e, se possibile, colpire al momento opportuno per portare a casa un risultato positivo». Tante voci sul futuro di Paglialunga, che avrebbe dichiarato di voler andare a giocare altrove. «Per me non si tratta di un problema. L’ho visto allenarsi bene e se un giocatore ha voglia di giocare vuol dire che è motivato. Mi preoccuperei, piuttosto, se accettasse la panchina senza protestare». © riproduzione riservata


Finisce 0-0? Allora ti ridò la puntata... Vietato lo 0-0 in Roma-Inter. Alcuni bookmakers inglesi pagano questo risultato 30 volte, mentre PaddyPower rimborsa addirittura la giocata fatta se il match finirà così


Per Rocchi 5 gol segnati nei derby Sono cinque i gol segnati da Rocchi nei derby contro la Roma. L’ex laziale, acquistato da pochi giorni e ancora a caccia dela centesima rete in A, stasera partirà dalla panchina


GIRONE H L’Ischia non fa sconti e vince anche a Pozzuoli Puteolana-Ischia 0-2 PUTEOLANA (4-4-2): Ciccarelli 6; Imbriaco 6 Signore 6 Luongo 6 D'Ascia 5,5; Napolitano 6 (27' st Lo Preso sv) Scognamiglio 6 Conte 5 Loiacono 5,5 (11' st Murolo 5,5); Letizia 6 Borrelli 5,5 (35' st Riccio sv). A disp.: Alcolino, Di Mase, Savia, D'Agostino. All.: Sorrentino ISCHIA (4-3-3): Mennalla 6,5; Di Lizio 6,5 Cascone 7 (27' st Pulci sv) Rainone 6,5 Tito 7,5; Magnanelli 7 Nigro 6,5 Ausiello 6,5 (16' st Alfano 6); Longo 6,5 (35' st Galizia sv) Cunzi 6,5 Masini 6,5. A disp.: Incarnato, Mora, Conci, Perna. All.: Campilongo. ARBITRO: Proitetti di Terni. MARCATORI: 30' pt Cascone, 33' st Tito. NOTE: spettatori 650 circa, di cui 250 ospiti. Espulso al 27' st Conte (P) per doppia ammonizione. Ammoniti Loiacono (P), Signore (P), Ciccarelli (P), Letizia (P), Rainone (I), Galizia (I), Mennella (I). Angoli 6-3. POZZUOLI (Lps) - Non si ferma la capolista Ischia che raccoglie la decima vittoria nelle ultime undici partite. Ctl Campania-Monopoli 1-1 CTL CAMPANIA (4-4-2): Vigliotti 7; Pellini 7 Russo 7 Cavallini 6,5 Bosco 6; D'Agostino 6,5 Di Palma 7 Lopetrone 6,5 Narciso 6; Di Matteo I 6,5 (16' st Trematerra 6,5) Di Matteo II 7 (30' st Carnicelli 6). A disp.: Lima, D'Alterio, Sommella, Puca, Keita. All.: Bosso (Campana squal.). MONOPOLI (4-3-3): Di Gennaro 5,5; Lacriola 5,5 Allegrini 6 Amato 5,5 (16' st Colella 6) Paviglianiti 5; Lanzillotta 6,5 Marini 5,5 Guacci 6 (16' st Majella 7); Montaldi 5,5 Strambelli 6 De Tommaso 6. A disp.: Orizzonte, Grazioso, Cuoccio, Camporeale, Pereyra. All.: De Luca. ARBITRO: Garoffolo di Vibo Valentia. MARCATORI: 32' pt Di Matteo II (C), 25' st Majella (M). NOTE: partita giocata a porte chiuse. Ammoniti Cavallini (C), Di Matteo I (C), Carnicelli (C), Lacriola (M), Paviglianiti (M), Lanzillotta (M). Angoli 4-3.


«PRONTI AD ABBRACCIARE KAKÀ» Allegri: «Sarebbe un grande ritorno». Società, squadra e tifosi lo aspettano Dall’inviato Furio Fedele CARNAGO - C’è fermento a Milanello. Le prossime saranno ore decisive per il futuro di Kakà. Che è diventato, in apparenza, ancora più rossonero da ieri pomeriggio quando Galliani ha svelato i nuovi retroscena di una trattativa resa più difficile dalla differenza fiscale esistente fra Spagna e Italia. Kakà, dopo aver guadagnato 35 milioni di euro nei tre anni e mezzo trascorsi nel Real, dovrà rinunciare a una sostanziosa parte dei 25 mln ancora garantiti dal contratto a Madrid in scadenza il 30 giugno 2015. Il Milan è disposto a riconoscerne non più di 12-12,5 spalmati in due anni e mezzo, la durata del maxi-prestito Ricky non convocato dal Real che condurrebbe il brasiliano a fine contratto con il club madridista. Che potrebbe offrirne altri 5-5,5 come buonuscita al brasiliano. Kakà per conquistare la libertà e, soprattutto, la Madrid E intanto Balotelli avrebbe maglia rossonera dovrebbe accettare un sacrificio di 7-8 milioni di euro. disdetto la casa di Manchester...

DOWN&UP - L’ad ieri ha trascorso una giornata a Milanello densa di emozioni. E’ passato da un momento down ( «E’ durissima. Serve un grande sforzo da tutti, Milan, Real e Kakà: molto dipende dal suo sacrificio economico» ) a un momento up dopo una consulenza fiscale sui passaggi di lavoratori da un paese all'altro che ridurrebbe di poco lo sforzo economico rossonero. Kakà è disposto a un considerevole sacrificio economico pur di “scappare” da Madrid. Ieri non è stato convocato per la sfida odierna col Valencia quale punizione per aver rilasciato le dichiarazioni sul suo futuro ai 3 cronisti che l’avevano scovato in un ristorante di Milano insieme a Robinho.

PAPA’ BOSCO - Galliani teme solo il padre-manager di Ricky che in più di un’occasione in passato aveva negato la possibilità di uno sconto pur di accontentare il figlio. L’ad rossonero ha coinvolto nella “crociata” per riportare Kakà al Milan anche «i circa 15.000 orfani di Kakà, che non sono più venuti allo stadio continuativamente dalla sua cessione: per loro fu uno choc tremendo» . Anche Allegri ha dato il suo benestare all’operazione: «Sarebbe un grande ritorno: se Kakà verrà, vedrò dove piazzarlo. Regista davanti alla difesa? Può imparare tutto. Al fianco dei giovani servono giocatori con qualità, carisma, che trasmettano sicurezza».

BALOTELLI - Galliani continua a trattare anche Balotelli ma «alla Borsa di Manchester era quotato ancora 37 milioni di euro alla chiusura di venerdì, vediamo lunedì. A queste condizioni resta al City» . Il Sun ieri mattina ha dato per certo l'addio dell'attaccante ai Citizens (24 mln di euro l’offerta del Milan). Balotelli avrebbe già dato la disdetta dell'affitto della sua casa di Manchester. © riproduzione riservata


GARA BERRETTI A CASALE Altri insulti razzisti a un avversario: Pro Patria nel caos Dalla redazione MILANO - Ancora la Pro Patria (dopo l’episodio dell’amichevole sospesa col Milan per i cori razzsiti a Boateng) protagonista di un episodio di intolleranza. La squadra Berretti della società lombarda, ieri in trasferta a Casale per una gara del campionato di categoria, era in vantaggio per 2-0 quando (38' pt) Fabiano Riberio, calciatore della squadra di casa, sarebbe stato insultato da un avversario per il colore della sua pelle. Fabiano ha reagito colpendo il giocatore della Pro Patria con un pugno ed è stato espulso. Si è poi scatenata una rissa, col Casale che ha abbandonato il campo di gioco in segno di protesta. La partita è stata quindi interrotta. LEGA PRO - In relazione ai fatti avvenuti, la Lega Pro ha comunicato «di trasferire gli atti inerenti l'accaduto agli organi competenti per le indagini necessarie. Se al termine dell'inchiesta, risultasse che s’è compiuto realmente un atto di razzismo, la Lega Pro prenderà tutti i provvedimenti per condannare l'increscioso gesto».

MACALLI - Il presidente della Lega Pro ha dichiarato: «Tali comportamenti non possono essere più ammessi e tollerati. Se realmente dovesse trattarsi di un atto di razzismo la Lega Pro si schiererà, ancora una volta, con fermezza. Porteremo avanti una lotta “senza quartiere", non sono questi i valori che il calcio e la società devono trasmettere». fur.fed © riproduzione riservata


LA PARTITA Niang, debutto dal 1’ a S. Siro Allegri a Pep: «Ottima scelta» Dall’inviato CARNAGO - Il Bologna, evidentemente, è nel destino di Mbaye Niang. Lo scorso 1° settembre, esordì in Serie A al Dall'Ara subentrando nel recupero. Oggi di fronte allo stesso avversario, l'attaccante francese potrebbe esordire a San Siro dal 1’. Partendo sulla destra, dovrebbe completare il tridente d’attacco dove al centro ci sarà il rientrante (dopo la squalifica) Pazzini e il solito (stanco?) El Shaarawy.

«BRAVO PEP» - A Pep Guardiola, a lungo sognato dal presidente Berlusconi alla guida del Milan dalla prossima stagione, sono giunti anche i complimenti dello stesso Allegri: «Su Guardiola non c'ha beccato nessuno, ha scelto un campionato (la Bundesliga, alla guida del Bayern Monaco; ndi) che diventerà fra i più importanti al mondo per gli stadi, le strutture delle società e le risorse economiche. Guardiola ha spiazzato tutti. Rimettersi in gioco non è mai una scelta comoda». Quindi c’è un concorrente in meno per Allegri anche se il tecnico è sicuro che «ci sono ancora molti aspiranti alla mia panchina, è giusto che ci sia così. Ma io ho un contratto con il Milan....». fur.fed. © riproduzione riservata


MILANO, ore 15 Sky Sport 1 e Calcio 1 Mediaset P Calcio 1


di Biagio Angrisani

ROMA - Con gli otto anticipi di ieri, sipario alzato sulla terza giornata (quarta per i girone B e C) del campionato di Serie D. Nel programma odierno cinque gare sono state rinviate a causa del maltempo: Virtus PavulleseCamaiore (D), Derthona-Trezzano (girone A) e Celano-Ancona (girone F). Nel girone B Sant’Angelo-Voghera e Castellana C.-Atletico Montichiari. I recuperi sono stati fissati per mercoledì 30 gennaio. Il big match del girone F è Sambenedettese-San Cesareo. Occhio anche ai derby Civitanovese-Maceratese (F) e Foggia-Taranto (H). La sfida pugliese non vedrà sulle tribune la presenza dei tifosi ospiti per ordinanza prefettizia. Stesso divieto per Nissa-Savoia e Agropoli-Messina. Il Cosenza in trasferta a Noto. L’Arezzo al Comunale riceve la capolista Sansepolcro. Da non perdere LuccheseFortis Juventus, Spal-Fidenza e Massese-Tuttocuoio.

CAMBI DI ORARIO - Tre gare inizieranno alle 15: Sestri Levante-Chieri e Verbano-Lavagnese (A), Fiesolecaldine-Lanciotto Campi (E). © riproduzione riservata


PROGRAMMA E ARBITRI - INIZIO GARE ORE 14.30 ROMA - Terza giornata di ritorno (4ª gironi B e C). Inizio gare ore 14.30. GIRONE A Borgosesia-Folgore Caratese (0-0, ieri); Bra-Tortona Villalvernia (Oggioni di Monza); Chiavari-Bogliasco (4-0, ieri); Derthona-Trezzano (rinviata al 30/1); Gozzano-Santhia (Andreini di Formia); Imperia-Asti (Suaria di Milano); Sestri Levante-Chieri (Montanari di Ancona, ore 15); Verbania-Novese (Accomando di Olbia); Verbano-Lavagnese (Fourneau di Roma, ore 15). Classifica: Lavagnese 42; Bra 41; Santhia 40; Chieri 37; Borgosesia 36; Verbania, Chiavari 31; Folgore Caratese 30; Bogliasco, Gozzano, Sestri Levante 24; Derthona 22; Tortona Villalvernia 20; Trezzano, Asti 17; Verbano, Novese 13; Imperia 10. GIRONE B Aurora Seriate-Alzano Cene (Marchi di Bologna); Castellana-Atl. Montichiari (rinviata al 30/1); Darfo Boario-St.Georgen ( Fabbro di Roma); Fersina Perginese-Caronnese (Schirru di Nichelino); LeccoCaravaggio (Marchese di Cosenza); Mezzocorona-Pro Sesto (Mansi di Nocera I.); Pontisola-Pergolettese (Luciano di Lambrate); Sant'Angelo-Voghera (rinviata al 30/1); Seregno-Olginatese (Massimi di Teramo); Trento-Mapellobonate (Agostini di Bologna). Classifica: Pontisola 48; Pergolettese 45; Caronnese 44; Olginatese 41; Voghera 38; Lecco (-3) 35; Castellana 34; Atl. Montichiari 33; Mapellobonate, Caravaggio 31; Alzano Cene, Aurora Seriate 28; Seregno 26; Darfo Boario (-1) 24; Pro Sesto, St.Georgen 21; Fersina Perginese 20; Sant'Angelo, Mezzocorona 13; Trento (-1) 11. GIRONE C Belluno-Este (Minafra di Roma); Cerea-Clodiense (Pedretti di Brescia); Giorgione-Montebelluna (Sozza di Seregno); Real Vicenza-Delta Porto Tolle (Capone di Palermo); San Paolo Padova-Trissino (Marchetti di Ostia); Sambonifacese-Legnago (D'Annibale di Marsala); Sandonajesolo-Pordenone (De Luca di Ercolano); Sanvitese-V. Vecomp Verona (Boggi di Salerno); Tamai-Sacilese (Moraglia di Verona); Union Quinto-Kras Repen (Bruni di Fermo). Classifica: V. Vecomp Verona, Sambonifacese 44; Pordenone 42; Real Vicenza 41; Delta Porto Tolle 40; Sandonajesolo, Sacilese 35; Este, Belluno 31; Tamai, Trissino Valdagno 30; Legnago, Clodiense 29; Giorgione 28; S.Paolo Padova, Montebelluna 27; Cerea 20; Sanvitese 14; Union Quinto, Kras Repen 8. GIRONE D Atl. Castenaso-Mezzolara (Pasqua de L'Aquila); Bagnolese-Formigine (Bertolino di Perugia); Forcoli Valdera-Rosignano (Michieli di Padova); Lucchese-Fortis Juventus (Robilotta di Sala Consilina); Massese-Tuttocuoio (Sprezzola di Mestre); Pistoiese-V. Castelfranco (Rognoni di Arco Riva); RiccionePro Piacenza (Affatato di Domodossola); Spal-Fidenza (Sartori di Este); V. Pavullese-Camaiore (rinviata al 30/1). Classifica: Pro Piacenza 43; S.M. Tuttocuoio 39; Massese 36; Lucchese 35; Pistoiese, Spal, Fidenza 33; Mezzolara 30; V. Castelfranco, Fortis Juventus 26; Formigine 24; Atl. Castenaso 21; V. Pavullese 19; Camaiore 18; Forcoli 15; Rosignano, Riccione (-1) 14; Bagnolese 12. GIRONE E Arezzo-Sansepolcro (Zuliani di Vicenza); Bastia-Casacastalda (Capasso di Firenze); Castel Rigone-V. Spoleto (Rossi di Novara); Deruta-Sp. Terni (Scarica di Castellammare di Stabia); FiesolecaldineLanciotto Campi (Magrini di Città di Castello, ore 15); Flaminia-Pierantonio (Scatigna di Taranto); Pianese-Viterbese (Gualtieri di Asti); Pontevecchio-Scandicci (Chindemi di Viterbo); Todi-Trestina (Cenami di Rieti). Classifica: Sansepolcro 35; Castel Rigone 34; Deruta 32; Viterbese 31; Casacastalda 30; Fiesolecaldine, V. Spoleto 29; Sp. Terni, Pianese 28; Pontevecchio 26; Trestina 25; Bastia, Lanciotto Campi, Scandicci 23; Arezzo 21; Pierantonio 19; Todi 17; Flaminia 14. GIRONE F Celano-Ancona (rinviata al 30/1); Civitanovese-Maceratese (Mastrodonato di Molfetta); Fidene-Astrea (Chiavaroli di Pescara); Isernia-S.Nicolò (Cipriani di Empoli); Marino-Ol. Agnonese (Pasciuta di Agrigento); Recanatese-R.C. Angolana (Lombardi di Brescia); Samb-San Cesareo (Zanonato di Vicenza); Termoli-Jesina (Parrella di Battipaglia); Vis Pesaro-Amiternina (1-1, ieri). Classifica: Sambenedettese 43; San Cesareo 42; Termoli, Maceratese 37; Ancona 34; Vis Pesaro 33; Ol. Agnonese 30; Astrea 28; Jesina 27; Fidene 23; Amiternina 22; R.C. Angolana, Civitanovese 20; Isernia 19; Celano 18; Marino 15; Recanatese 13; San Nicolò 12. GIRONE G Arzachena-Budoni (Marcolin di Schio); Civitavecchia-Isola Liri (Gironda Veraldi di Bari); Lupa FrascatiTorres (Fabbri di San Giovanni V.); Ostia Mare-Anziolavinio (3-1, ieri); Porto Torres-Torre Neapolis (Saccenti di Modena); Real Hyria-Casertana (Guidi di Imola); Sarnese-P. Sant'Elia (Mazzei di Brindisi); Selargius-San Basilio P. (Vitulano di Livorno); Sora-Cynthia (Giuliani di Teramo). Classifica: Torres 41; S.Basilio P. 35; Sarnese, Casertana, Torre Neapolis 33; Lupa Frascati 32; Ostia Mare 31; Sora 30; Budoni 26; Arzachena, Cynthia 24; Anziolavinio 23; Portotorres 20; Selargius, Isola Liri 19; Real S.Hyria 16; P.C. Sant'Elia


14; Civitavecchia (-1) 13. GIRONE H Battipagliese-Fortis Trani (Sassoli di Arezzo); Bisceglie-Grottaglie (Maria Marotta di Sapri); BrindisiNardò (Camplone di Pescara); Ctl Campania-Monopoli (1-1, ieri); Foggia-Taranto (Tesi di Pistoia); Matera-Pomigliano (La Posta di Frosinone); Potenza-Francavilla in Sinni (Calogiuri Di Stefano di Brindisi); Puteolana-Ischia (0-2, ieri); S.Antonio Abate-Gladiator (Calogiuri di Lecce). Classifica: Ischia 52; Bisceglie, Gladiator 41; Matera 40; Monopoli 37; Battipagliese, Foggia 28; Nardò 26; Ctl Campania 25; Pomigliano 24; S.Antonio Abate (-1), Brindisi, Puteolana 22; Taranto, Francavilla in Sinni 21; Grottaglie 13; Fortis Trani 8; Potenza 6. GIRONE I Acireale-Ragusa (2-2, ieri); Agropoli-Messina (Strippoli di Bari); Città di Messina-Pro Cavese (Capezzi di Valdarno); Montalto-Sambiase (0-1, ieri); C. Normanno-Gelbison (Mei di Pesaro); Nissa-Savoia (Marini di Trieste); Noto-Cosenza (Cesaroni di Pesaro); Palazzolo-Vibonese (Curti di Milano); Ribera-Licata (Ranaldi di Tivoli). Classifica: Messina 44; Cosenza 41; Gelbison 35; Montalto, Città di Messina 31; Savoia, Licata 30; Ragusa 29; Ribera 28; Vibonese 27; C. Normanno Paternò 26; Agropoli, Sambiase 23; Palazzolo 20; Pro Cavese 18; Acireale 12; Noto (-3) 8; Nissa (-1) 7.


GIRONE I C. Montalto-Sambiase 0-1 MONTALTO (4-4-2): De Lucia 5,5; Tommaseo 6,5, Crispino 6, Occhiuzzi 5, Scarnato 5,5 (26' st Valeriani sv); Seck 5, Okoroji 6,5 (28' st Mirabelli sv), Cosentini 5,5 (33' st Crescibene sv), Poltero 6; Salandria 6, Piemontese 6. All.: Tortelli. SAMBIASE (4-4-2): De Sio 6; Cristaudo 6,5, Aguglia 7, Porpora 7, Curcio 6,5; Lio 5,5 (42' st Putortì sv), Cordiano 6, Guerreri 6,5 (47' st Carrozza sv), Casciaro 7 (24' st Calidonna sv); Manfrè 6,5, Savasta 7. All.: Mancini. ARBITRO: De Angelis di Abbiategrasso. MARCATORE: 19' st Savasta. NOTE: ammoniti Cristaudo, Aguglia, Porpora, Crispino. Acireale-Ragusa 2-2 MARCATORI: 35' pt D.Arena (R); 10' st Bonarrigo (R), 42' Romano (A), 52' Rabbeni (A).


Così il 15 dicembre Varese-Grosseto 3-0 sosp. 37' st VARESE (4-4-2): Bressan 6; Fiamozzi 6, Carrozzieri 7, Rea 6,5, Grillo 6; Zecchin 6, Damonte 7,5, Filipe Gomes 7 (27'st Kone 6), Nadarevic 6,5; Martinetti 7,5 (19'st Neto P. 6), Ebagua 6. A disp.: Bastianoni, Pucino, Troest, Tripoli, Momentè. All.: Castori 7. Falli commessi: 16. Fuorigioco fatti: 1. GROSSETO (4-3-1-2): Lanni 6; Antonazzo 5,5, Olivi 5,5, Iorio 5, Som 6 (32' st Bonanni sv); Obodo 5 (45' pt Foglio 6), Ronaldo 6, Crimi 6; Jadid 5 (9' st Lanzafame 5,5); Lupoli 6, Sforzini 6. A disp.: Franza, Donati, Padella, Quadrini. All.: Magrini 5,5. Falli commessi: 12. Fuorigioco fatti: 3. ARBITRO: Castrignanò di Rm (Cucchiarini-Valeriani/Oliveri). MARCATORI: 19' pt Damonte, 42' pt Damonte, 2' st Martinetti. AMMONITI: Carrozzieri (V), Sforzini (G), Fiamozzi (V), Jadid (G), Martinetti (V), Olivi (G) gf. NOTE - Spettatori 3.000 circa. Angoli: 3-1. Rec. pt 2'.


ATALANTA-CAGLIARI (ORE 15) Cagliari all’assalto, mistero Pinilla di Giuseppe Amisani

CAGLIARI - Ha sofferto come un leone in gabbia andando avanti e indietro per tutta la tribuna centrale fino a trovare posto vicino alla curva sud, ma ora Ivo Pulga è pronto a tornare in panchina dopo il turno di squalifica rimediato per l'espulsione all'Olimpico. «Una vera sofferenza».

LA SVOLTA - «Siamo passati dalle ceneri all'altare con un successo che mi ha dato una gioia immensa. Eravamo un po' stufi di giocare bene e non portare a casa nemmeno un punto e finalmente siamo riusciti ad ottenerne tre contro una diretta concorrente». Pulga: E’ in forma La squadra ancora una volta è stata protagonista di una buona prestazione ma in più ed è fortissimo ma altri attaccanti rispetto alle ultime uscite è arrivata una vittoria importante che ha caricato a dovere stanno facendo l'ambiente in vista della gara di questo pomeriggio. «Ora ci attende un'altra finale» taglia altrettanto bene corto Pulga che sa bene quanto sarà lunga la strada. «Il successo ti permette di lavorare con maggiore serenità perché dà morale, ma ancora sappiamo di non aver fatto nulla perché ci mancano all'appello ben ventuno punti e da qualche parte dovremo andare a prenderli. Le partite diventano sempre meno e per questo non possiamo più perdere altro terreno». Serviva una partita della svolta per mostrare il vero carattere dei cagliaritani ed è arrivato un successo che, costruito in rimonta, rende ancora più importante l'impresa, anche se ci sarà da subito da rimboccarsi le maniche. «L'Atalanta viene da due sconfitte consecutive e l'ultima ha lasciato pure qualche polemica quindi troveremo una squadra carica e avvelenata che sarà sospinta da un pubblico caloroso. Loro giocano molto corti e aggressivi, oltre ad essere molto ben organizzati. Dovremo esser bravi a non prendere le loro ripartenze e fare la nostra solita partita. Denis il più pericoloso? Sicuramente è un «L’avversario sarà carico e avvelenato grande giocatore ma temo maggiormente Cigarini che è la vera fonte del gioco per noi è un’altra dell'Atalanta». finale. Cigarini è più pericoloso di Denis»

LA FORMAZIONE - Sul fronte rossoblù poche novità in vista per quanto riguarda l'undici che affronterà almeno inizialmente i bergamaschi. «Dietro saranno gli stessi che hanno giocato contro il Genoa mentre per il resto stiamo vedendo ma è una soluzione possibile la conferma di tutta la squadra». Rischia così di restare fuori, e sarebbe la seconda volta consecutiva, Mauricio Pinilla che in settimana ha chiarito ogni equivoco sul suo stato di forma. «Domenica - aveva spiegato il giocatore - ero al cento per cento e se non ho giocato è stato per scelta tecnica». E Pulga ha confermato quando detto dall'attaccante aggiungendo che «tutti hanno grande voglia di giocare e noi contiamo tanto su Pinilla ma dovrà aspettare il suo turno che potrebbe arrivare contro l'Atalanta ma anche successivamente». Un modo come un altro per mandare un chiaro segnale al giocatore che potrebbe non partire dal primo minuto anche perché i suoi compagni di reparto si stanno comportando ottimamente. «Pinilla sta molto bene, ha da due settimane un ottimo ritmo ed è un giocatore fortissimo, ma ci sono ora altri attaccanti altrettanto forti che stanno facendo bene». © riproduzione riservata


BIANCHI ARCE: RESTEREMO IN A Il «Guerriero» al debutto: «Sono emozionato, ci salveremo col sostegno dei tifosi» di Giancarlo Febbo

PESCARA - Se i compagni lo chiamano «Il Guerriero» un motivo ci sarà. E se si è ricavato il bellicoso soprannome dopo appena tre settimane di allenamenti, non osiamo immaginare cosa potrà combinare in una partita vera. Comunque lo sapremo presto, perché oggi Nicolas Bianchi Arce inaugurerà la sfilata delle new entry biancazzurre (a breve lo seguiranno Caraglio e D'Agostino, ndc). L'argentino "sfrutta" l'infortunio di Terlizzi per anticipare l’esordio. « Sono pronto - ha dichiarato ieri mattina facendo sfoggio della maglia col numero 28, il giorno Nicola Bianchi Arce mostra la del suo compleanno - per me è un vero piacere arrivare a giocare nel maglia n.28 (Gieffe) campionato italiano che noi argentini consideriamo uno dei migliori al mondo. La mia specialità è il colpo di testa, mi ispiro a Samuel anche se il mio idolo è Montero. Qui ci sono attaccanti fortissimi, il migliore credo che sia Cavani. In questi giorni ho parlato con alcuni connazionali, Barrientos e Lavezzi». Bianchi Arce ha origini abruzzesi, della provincia dell'Aquila: « Ringrazio tutti nel Pescara per avermi messo a mio agio. Ai tifosi dico che la squadra è convinta di potersi salvare e ha bisogno del loro sostegno. Sono emozionato al pensiero di esordire in uno scontro diretto». IL TORO SECONDO BERGODI - Il tecnico Cristiano Bergodi dei granata sa tutto. « Hanno un gioco ben definito a immagine e somiglianza del loro allenatore. Ventura si conosce e si rispetta. Sapremo come comportarci. L'importante è non disunirsi e, al tempo stesso, cercare di imporre il nostro gioco. Loro sono offensivi, ma pure noi. In questi casi la differenza la fanno i dettagli e ognuno spara le sue cartucce, magari gli lasci due giocatori oltre la linea della palla e li rendi più difensivi costringendoli ad abbassarsi. Insomma, un conto sono le intenzioni, un altro le mosse sul campo». Non ci sono segreti da svelare o strategie particolari da setacciare, piuttosto recrudescenze da eliminare. « Quello che non voglio assolutamente rivedere - intima l'allenatore pescarese - è l'atteggiamento passivo di San Siro. Comunque, ne abbiamo parlato a lungo e credo che su questo aspetto non ci sia il rischio di una ricaduta. Vogliamo "fare" la partita e provare a vincerla, ovviamente sempre usando la testa. E' il primo di cinque scontri diretti consecutivi e non andremo allo sbaraglio. Sì, anche un pareggio sarebbe un risultato positivo. Non ci metterei la firma prima, però ricordiamoci che lottiamo per la salvezza». g.f./GieffePress


SERIE BWIN: MERCATO, AFFARI & TRATTATIVE Ternana, idea Bradaschia. Piscitella va da Marcolin

Il Bari supera l’esame Gattuso (battuto il Sion con un gol di Galano). Ora il difensore per Torrente: Franco o Fatic? La Reggina aspetta Colucci di Tullio Calzone e Michele Marchetti

ROMA - Annunciato da settimane e atteso a braccia aperte da Dario Marcolin, l’attaccante di origini nocerine Giammario Piscitella (19) vestirà la maglia del Modena almeno sino a giugno. La società emiliana ha ufficializzato l’accordo per il prestito dell'attaccante, il cui cartellino è a metà tra Roma e Genoa. Piscitella sarà presentato domani, quando è probabile che venga reso noto l'accordo per Andrea Mazzarani (23).

Giammario Piscitella, 19 anni, passa dal Genoa al Modena

NUOVE IDEE - La Ternana non si accontenta di Fabio Ceravolo (25) per rinforzare il proprio attacco: il nome nuovo che circola è quello dell’ex tarantino Daniel Bradaschia (23), di proprietà dell’Udinese, ora al Koper (Serie A slovena). Sempre vigili con Padova e Spezia su Simone Romagnoli (22), umbri più defilati nella corsa ad Alessandro Crescenzi (21), difensore in uscita dal Pescara che interessa a Cesena e Novara. Per Danilo Soddimo (25), Gastòn Brugman (20) e Lucas Chiaretti resiste l’ipotesi di una sistemazione a Lanciano. Sul primo ci sono pure Pro Vercelli e Grosseto. OPERAZIONI ANNUNCIATE - La Reggina ha ufficializzato la cessione di Fabrizio Melara (26) al Carpi in prestito con diritto di riscatto. Da definire il passaggio agli emiliani di Alessio Viola (22), valutato dalla Nocerina. E’ attesa tra oggi e domani, ma non del tutto scontata, l'ufficialità del passaggio di Giuseppe Colucci (32) alla Reggina. L’esperto centrocampista, che sta riflettendo sulla proposta formulata dal presidente Foti e che non vorrebbe perdere la Serie A, arriverebbe a titolo definitivo dal Pescara. Il sì di Colucci libererà Giuseppe Rizzo (21) per gli abruzzesi. il BARI BATTE GATTUSO - Superato l’esame col Sion di Gennaro Gattuso, battuto ieri in amichevole con un gol di Galano, il Bari aspetta notizie sul fronte Nicola Bellomo (22) seguito da Milan, Inter, Fiorentina, Roma e Genoa. Servirà un esterno sinistro: nel mirino Paolo Frascatore (21), Ivan Fatic (23) e Michele Franco (21). SEMPRE LIVORNO - Blindati i suoi gioielli, il Livorno attende il sì dell’Inter per il mediano ghanese Alfred Duncan (20). Sondaggio per Damjan Djokovic (22). Tentativo col Grosseto per Marco Crimi (22) agevolato dalla mediazione di Nelso Ricci nuovo consulente di mercato maremmano. Ma non è da escludere un tentativo con il Parma per Stefano Morrone (35) su cui resiste l’interessamento del Padova. L’amichevole tra Vicenza e Cittadella (0-0) ha impostato lo scambio tra il baby biancorosso Mattia Minesso (23) e il granata Tommaso Bellazzini (25). Dopo il prestito al Treviso di Enrico Tonozzi (19), sarà aggregato al Novara il giovane portiere Lorenzo Montipò (17). © riproduzione riservata


VARESE-GROSSETO 4-0 Ebagua arrotonda Castori al 4º posto Varese-Grosseto 4-0 VARESE (4-4-2) : Bressan; Pucino, Troest, Rea, Grillo (44' st Lazaar); Kink, Kone, Corti, Oduamadi; Ebagua, Neto Pereira. A disp.: Milan, Fiamozzi, Carrozzieri, Zecchin, Momentè, Eusepi. All.: Castori. Falli commessi: 2. Fuorigioco fatti: 0. GROSSETO (4-4-2): Lanni; Donati, Padella, Iorio, Calderoni; Falzerano, Asante, Crimi, Quadrini; Lupoli, Sforzini. All.: Menichini. Falli commessi: 1. Fuorigioco fatti: 0. ARBITRO: Castrignanò di Roma. Guardalinee: Cucchiarini e Valeriani. Quarto uomo: Bruno. MARCATORI: 43' st Ebagua (V). NOTE - Spettatori 1.000 circa. Angoli: 0-1. Rec.: 2' e st 3'. Prima dell’interruzione al 37’st per nebbia, il Varese era andato in gol con Damonte 19' pt e 42' pt e con Martinetti 2' st. VARESE (Giampaolo Mentasti) - Biancorossi al 4º posto, dopo lo scontato successo sul Grosseto (4-0). Un mese fa, la nebbia aveva rinviato la festa del Varese. Ora, dopo 11’ di gioco (8’+3’), arrivano 3 punti d’oro. E' Ebagua (9ª rete) ad arrotondare il punteggio. Il debuttante Oduamadi serve il nigeriano che entra in area e fulmina Lanni con un diagonale sinistro (43' st). Il presidente varesino Antonio Rosati annuncia importanti novità societarie. «Siamo contenti di portare in consiglio - sostiene - due amici napoletani, l'avvocato Paolo Vitiello e Raffaele Fabozzi». I entraranno in società con una quota intorno al 10%. Paolo Viganò, ex Inter, sarà consulente dell'area comunicazione.


IL BARÇA S’INCHINA Primo ko nella Liga con la Real Sociedad Real Sociedad-Barcellona 3-2 REAL SOCIEDAD (4-2-3-1): Bravo; Carlos Martínez, Mikel Gónzalez, De la Bella; Bergara, Illaramendi; Griezmann, Xabi Prieto (34' st Rubén Pardo), Castro (29' st Ifrán); Carlos Vela (39' st Agirretxe). All. Montanier. BARCELLONA (4-3-3): Víctor Valdés; Dani ALves, Piqué, Puyol, Jordi Alba; Xavi, Busquets, Fábregas (14' st Mascherano); Pedro (44' st Adriano), Messi, Iniesta. All. Vilanova. ARBITRO: Undiano Mallenco. MARCATORI: 7' pt Messi (B), 25' pt Pedro (B), 41' pt e 18' st Castro (R), 46' st Agirretxe (R). ESPULSI: 11' st Piqué (B) per doppia ammonizione. AMMONITI: Martínez (R), Iniesta (B), Busquets (B), Illaramendi (R), Griezmann (R). di Andrea De Pauli

Come l’anno scorso blaugrana rimontati da 2-0 (Messi e Pedro) al 2-3 al 91’. Confermata la lite fra Mou e Ronaldo

Prima sconfitta liguera per il Barça targato Tito Vilanova, che si porta in doppio vantaggio all'«Anoeta» di San Sebastiano, per esporsi, poi, a un'incredibile «remontada». Decisiva l'espulsione di Piqué, che a inizio ripresa si guadagna il secondo cartellino giallo.

Lionel Messi esce a capo chino dal terreno di San Sebastiano (Gi)

FOSCHI PRESAGI - E dire che non poteva iniziare meglio la trasferta basca per i catalani, che si portano in vantaggio, già al 7', con una botta dal limite di Messi, che due minuti prima si era divorato un gol, calciando fuori, solo davanti a Bravo. Centro n. 29 per il «Pichichi» del torneo, che eguaglia il record del «Fenomeno» Ronaldo, capace di segnare in dieci partite di fila nella sua stagione barcellonese. I blaugrana, in formazione tipo, poco prima del quarto d'ora colgono un palo clamoroso con una parabola a scendere di Pedro. La gioia, per il calciatore canario è rimandata di appena una decina di minuti, quando raddoppia in spaccata, su un devastante centro di Dani Alves. La partita sembra ormai in discesa, ma la capolista ha la colpa di non chiudere definitivamente il risultato, al 39', quando Messi, ancora una volta a tu per tu con Bravo, colpisce il secondo palo della sfortunata serata. Nel frattempo, l'illuminazione dello stadio basco fa le bizze, annunciando i più foschi presagi per il Barça, che appena due minuti dopo subisce il 2-1, realizzato dal Chory Castro, con un preciso diagonale. ROSSO PER PIQUE’ - Ma è poco dopo il 10' della ripresa che la partita cambia davvero, con Piqué che si fa cacciare ingenuamente, per uno sciocco fallo a centrocampo. Vilanova getta nella mischia Mascherano al posto di Fábregas, per rattoppare il pacchetto arretrato, ma proprio il «Jefecito», con una sciagurata deviazione su un tiro del solito Castro, spiazza il furibondo Víctor Valdés per il pari. I ragazzi di Montanier, a questo punto credono nella vittoria, che arriva in pieno recupero grazie a una zampata del subentrato Agirretxe. Prima sconfitta di campionato per il Barça. A fine gara, Vilanova si complimenta con la Real: «Secondo me, il risultato è stato più merito loro, che demerito nostro. Anche sul 2-0 sapevo che non sarebbe stato facile. Ci stavano pressando moltissimo». Quello che non è andato giù all'erede di Guardiola, invece, è stata l'espulsione di Piqué. «Lo avevo avvertito. Al primo fallo ti cacciano ed è puntualmente avvenuto. Durante la partita ci sono stati duecento falli come questo». ADDIO KAKA’ - Stasera, intanto, si celebrerà il secondo dei tre confronti in appena una settimana, tra Valencia e Real, che dopo lo scontro liguero si danno l'ultimo appuntamento per il ritorno dei quarti di Coppa del Re. Ancora una volta Mou non si è presentato alla conferenza stampa della vigilia, mandando in avanscoperta Albiol, che ha confermato la recente scaramuccia verbale tra lo Special One e CR7. «Sono due persone vincenti e ambiziose. E’ stato un semplice scambio di opinioni». Non accompagnerà la squadra, al «Mestalla», Kaká, ormai prossimo al trasferimento al Milan. © riproduzione riservata


PREMIER LEAGUE (23ª giornata) IERI: Liverpool-Norwich 5-0, Manchester City-Fulham 2-0, Newcastle-Reading 1-2, Swansea-Stoke 3-1, West Ham-Queens Park Rangers 1-1, Wigan-Sunderland 2-3; West Bromwich-Aston Villa 2-2. OGGI: ore 14.30 Chelsea-Arsenal; ore 17 Tottenham-Manchester United. DOMANI: ore 21 Southampton-Everton. CLASSIFICA: Manchester United 55; Manchester City 51; Chelsea 41; Tottenham 40; Everton 37; Arsenal, West Bromwich, Liverpool 34; Swansea 33; Stoke 29; Sunderland 28; West Ham 27; Norwich 26; Fulham 25; Newcastle, Southampton 21; Aston Villa 20; Wigan, Reading 19; Queens Park Rangers 15. MARCATORI - 17 reti: Van Persie (Manchester United); 16 reti: Suárez (Liverpool); 14 reti: Ba (Chelsea/Newcastle). LIGA (21ª giornata) VENERDI’: Espanyol-Maiorca 3-2. IERI: Granada-Rayo Vallecano 2-0, Real Sociedad-Barcelona 3-2, GetafeSiviglia 1-1, Malaga-Celta. OGGI: ore 12 Osasuna-Deportivo La Coruña; ore 17 Valladolid-Saragozza; ore 19 Atl. Madrid-Levante; ore 21 Valencia-Real Madrid. DOMANI: ore 21.30 Betis Siviglia-Athl. Bilbao. CLASSIFICA: Barcellona 55; Atl. Madrid 44; Real Madrid 37; Betis Siviglia 34; Malaga, Rayo Vallecano 31; Levante, Valencia 30; Real Sociedad 29; Getafe 26; Valladolid 25; Siviglia 23; Saragozza 22; Espanyol, Athl. Bilbao 21; Granada 20; Celta 18; Maiorca 17; Deportivo 16; Osasuna 15. MARCATORI - 29 reti: Messi (Barcellona); 18 reti: Falcao (Atl. Madrid); 16 reti: Ronaldo (Real Madrid). BUNDESLIGA (18ª giornata) VENERDI’: Schalke-Hannover 5-4. IERI: Hoffenheim-Borussia Moenchengladbach 0-0, Wolfsburg-Stoccarda 20, Magonza-Friburgo 0-0, Bayer Leverkusen-Eintracht Francoforte 3-1, Bayern-Greuther Furth 2-0, Werder Brema-Borussia Dortmund 0-5. OGGI: ore 15.30 Norimberga-Amburgo; ore 17.30 Fortuna DusseldorfAugsburg. CLASSIFICA: Bayern 45; Bayer Leverkusen 36; Borussia Dortmund 33; Eintracht Francoforte 30; Schalke 28; Friburgo, Magonza 27; Borussia M. 26; Stoccarda 25; Amburgo 24; Hannover 23; Werder Brema, Wolfsburg 22; Fortuna Dusseldorf 21; Norimberga 20; Hoffenheim 13; Augsburg, Greuther Furth 9. MARCATORI - 13 reti: Kiessling (Bayer Leverkusen); 12 reti: Meier (Eintracht Francoforte); 11 reti: Mandzukic (Bayern), Lewandowski (Borussia D.). LIGUE 1 (21ª giornata) VENERDI’: Lione-Evian 0-0. OGGI: Sochaux-Reims 1-0, Marsiglia-Montpellier 3-2, Ajaccio-Valenciennes, 1-1 Brest-Saint Etienne 0-1, Lorient-Troyes 3-2, Tolosa-Nancy 2-1. DOMANI: ore 14 Bastia-Rennes; ore 17 LillaNizza; ore 21 Bordeaux-Paris SG. CLASSIFICA: Lione 42; Marsiglia 41; Paris SG 39; Lorient 34; Rennes, Bordeaux, Nizza 32; Saint Etienne 31; Tolosa, Lilla, Valenciennes 30; Montpellier 29; Bastia 25; Brest 24; Sochaux 22; Ajaccio 21; Evian 20; Reims 19; Troyes 13, Nancy 12. N.B.: Ajaccio, 2 punti di penalizzazione. MARCATORI - 18 reti: Ibrahimovic (Paris SG); 12 reti: Cvitanich (Nizza); 11 reti: Gomis (Lione). COSI’ IN TV OGGI: ore 14.30 Chelsea-Arsenal (Sky Calcio 8); ore 16 Ghana-Congo (Coppa d’Africa, Eurosport); ore 17 Tottenham-Manchester United (Sky Sport 3, SC e Calcio 8); ore 17 Lilla-Nizza (SportItalia); ore 17.30 AjaxFeyenoord (Olanda, diff. Mediaset Premium Calcio 1); ore 19 Mali-Niger (Coppa d’Africa, Eurosport); ore 21 Bordeaux-Paris SG (SportItalia)..


FRANCIA Paris SG obbligato a giocare a Bordeaux, malgrado il lutto per la morte del preparatore Nick Broad non ce l'ha fatta, in seguito all'incidente stradale sulla tangenziale parigina che lo ha coinvolto due giorni fa. Ed il Paris Saint Germain piange il proprio preparatore atletico, scomparso a 38 anni nella notte tra venerdì e sabato poche ore dopo essere arrivato in ospedale. Da quattro anni fedele a Carlo Ancelotti - i due erano insieme nel Chelsea - Broad aveva seguito il tecnico italiano nell'avventura al PSG esattamente un anno fa. «Una notizia terribile... riposa in pace Nick. Un abbraccio grande a tutta la sua famiglia», ha postato ieri pomeriggio Lavezzi attraverso la propria pagina Facebook. Nulla di fatto, però, circa la richiesta (avanzata già venerdì, quando le condizioni di Broad erano critiche) di rinviare la partita in casa del Bordeaux: la Lega francese ha confermato l'obbligo dei parigini a giocare, tra lo sbigottimento generale. Questa sera, con i giocatori di Ancelotti che se non altro scenderanno in campo con il lutto al braccio, si cercherà di perfezionare l'operazione di aggancio in vetta al Lione, bloccato sullo 0-0 dall'Evian. Ass


INGHILTERRA SILVA METTE PRESSIONE ALLO UNITED City a -4 con la doppietta dello spagnolo. Capolista in casa del Tottenham Manchester City-Fulham 2-0 MANCHESTER CITY (4-2-3-1): Hart; Zabaleta (18' st Nasri), Kompany, Nastasic, Clichy; Barry, Garcia; Milner, Silva (43' st Lescott), Tevez (36' st Aguero); Dzeko. All. Mancini. FULHAM (4-4-2): Schwarzer; Hangeland, Richardson (22' st Briggs), Hughes, Riether; Duff, Sidwell, Karagounis, Ruiz; Berbatov, Dejagah (28' st Petric). All. Jol. ARBITRO: Moss. MARCATORE: 2' pt e 24' st Silva. di Gabriele Marcotti Due acuti di David Silva, uno per tempo, assicurano al Manchester City la vittoria sul Fulham, e - in attesa dell'impegno della capolista United in casa del Tottenham - accorcia il suo ritardo dalla vetta della Premier League. Oggi pomeriggio i Red Devils scendono in campo sapendo che i Citizens sono tornati a -4, una pressione in più per gli uomini di Sir Alex Ferguson che però non perdono a White Hart Lane dal maggio 2001. Vittoria in nome del pragmatismo all'Etihad stadium dove l'equilibrio si spezza dopo appena 95 secondi. Il Fulham, due sole vittorie nelle ultime 14 uscite, si vede solo per un palo colpito di testa da Steve Sidwell prima che Silva firmi il raddoppio. Con il minimo sforzo il City fa sua la posta pienas, rinunciando anche a Mario Balotelli, che resta in panchina per tutta la partita. Oggi derby fra il Chelsea di Benitez e l’Arsenal. ZOLA E DI CANIO OK - Doppia vittoria casalinga per Gianfranco Zola e Paolo Di Canio. In Championship, il Watford ha travolto 4-0 (doppietta di Vydra, salito a 14 gol, rigore di Deeney, e gol di Battocchio) l’Huddersfield, restando al 6° posto. In League One, lo Swindon ha superato 2-0 lo Shrewsbury ed è salito in 3ª posizione, anche grazie al maltempo che ha fermato molte delle rivali. © riproduzione riservata


GERMANIA MANDZUKIC, DUE MESSAGGI A GUARDIOLA A Leverkusen gli ultras dell’Eintracht fanno interrompere la gara di Enzo Piergianni

BERLINO - Dopo i «fuochi» di Gelsenkirchen, con l'ubriacante altalena di gol (5-4) nell'anticipo in casa Schalke, ieri a Leverkusen gli ultras dell'Eintracht Francoforte hanno acceso i fuochi veri trasformando il loro settore nella BayArena in una rampa di lancio per razzi, petardi e fumogeni. Al 15' del primo tempo l'arbitro Stark (sempre lui quando qualcosa va storto!) ha sospeso la partita sullo 0-0. Una nuvola pestilenziale si è addensata nello stadio, ma il pubblico di casa non si fa provocare. Steward e polizia pronti ad intervenire. Dopo 7' la visibilità si normalizza e Stark richiama i giocatori che avevano cercato riparo negli spogliatoi. E lì è finita la protesta degli ultras francofortesi contro le nuove norme anti-violenza varate in dicembre dalla Federcalcio. La coda disciplinare si svilupperà nei prossimi giorni e farà scuola. Le quattro settimane di sosta invernale non hanno raffreddato i fanatici del caos («Chaoten»). BAYER A RITMO BAYERN - Dopo l'interruzione, la squadra di Voeller è ripartita più forte di prima e ha chiuso di fatto la partita in 2’ con Boenisch e il capocannoniere Kiessling al 13° centro. Nella ripresa Schurrle fa 3-0 e Meier accorcia al '78. Quindi, distacco invariato (-9) dal Bayern capolista che ha festeggiato il prossimo arrivo di Guardiola col minimo sindacale (2-0: doppio Mandzukic con assist di Muller e Kroos) contro il fanalino di coda bavarese Greuther Furth. Ha salvato lo spettacolo il primo show di Ribery nel nuovo anno (115 palloni giocati). Vittoriosa anche la terza tedesca in Champions: il Borussia Dortmund passa a casa Werder. Aprono Reus (su punizione) al 9’ e al 19' in contropiede Goetze, che al 3' st serve il 3-0 di Santana di testa. Chiudono la cinquina i polacchi Lewandowski e Blaszczykowski. © riproduzione riservata


COPPA D’AFRICA Sudafrica e Marocco a secco Partenza senza il botto per la 29ª edizione della Coppa d'Africa. Inizialmente prevista in Libia, la kermesse si è trasferita in Sudafrica, causa guerra in terra libica. Un ritorno in un Paese che, solo tre anni fa, ha ospitato la Coppa del Mondo. La gara inaugurale, al ritmo delle tradizionali vuvuzela, è andata in scena all'FNB Stadium di Johannesburg (impianto dove andrà in scena anche la finalissima della manifestazione) dove i padroni di casa del Sudafrica hanno affrontato, per il primo match del gruppo A, Capo Verde, nazionale esordiente nel torneo, diventata famosa per Nessuna rete nelle aver eliminato il Camerun. Una sfida terminata a reti prime due gare Capo Verde ferma i inviolate. Nel primo tempo, Bafana Bafana decisamente padroni di casa pregevoli a livello tattico ma inconcludenti in attacco. Oggi tocca al Ghana Ben più concreti i giocatori di Capo Verde. L'occasione migliore della prima frazione capita proprio alla compagine degli Squali Blu con Platini che, tutto solo davanti al portiere sudafricano Khune, sparacchia a lato (14'). Ad inizio ripresa il copione del match non cambia con i Bafana Bafana a fare la partita e gli Squali Blu a Il viola El Hamdaoui (Marocco) puntare sulle ripartenze. All’11' proteste sudafricane per un contatto tra Parker contrastato da Quissanga (Ap) e Varela in area capoverdiana. I padroni di casa alzano il proprio baricentro, Il folkloristico tifo dei mettendo in difficoltà la difesa della squadra di Capo Verde. Vozinha ha il suo sostenitori del Sudafrica bel da fare per evitare pericoli in area capoverdiana. Al 27', tuttavia, è la (Reuters) squadra di Antunes a sfiorare il vantaggio: gran colpo di testa di Heldon con Khune che devia in angolo. Lo 0-0 fa felici gli ospiti, al primo, storico, punto in Coppa d'Africa. BLOCCATO EL HAMDAOUI - Nell'altro match di giornata, il Marocco non va oltre al pareggio con l'Angola (0-0 il finale), al termine di una partita non molto esaltante, con poche occasioni da gol. Partenza lanciata della squadra marocchina (chance per Assaidi del Liverpool). Il Marocco gioca meglio ma, di palle gol, se ne vedono con il contagocce. Nella ripresa, meglio le Antilopi Nere. Lamyaghri, portiere del Marocco, non si fa trovare impreparato e, alla fine, complice anche poca precisione da parte delle punte angolane, il risultato resta inchiodato sullo 0-0. Oggi in campo, a Port Elizabeth, il gruppo B con le sfide Ghana-Repubblica Democartica del Congo e Mali-Niger. Grande attesa soprattutto per il Ghana, una delle nazionali più quotate per il successo finale. l GRUPPO A (1ª giornata) - Sudafrica-Capo Verde 0-0, Angola-Marocco 0-0. l GRUPPO B (1ª giornata) - OGGI: or 16 Ghana-RD Congo; ore 19 Mali-Niger. Ass


SUDAMERICANO U. 20 Vincitore delle ultime tre edizioni il Brasile è eliminato: clamoroso! SAN JUAN (ecp) - Non era mai successo nella storia del calcio: dopo 83 anni e 66 tornei organizzati dalla Fifa, sia a livello di nazionale maggiore che giovanile, maschile e femminile, al prossimo Mondiale Under 20 che si svolgerà in Turchia non ci sarà nessuna delle due super potenze del calcio sudamericano. Dopo l'Argentina infatti anche il Brasile, 11 volte campione del Sudamericano Under 20, vincitore delle ultime tre edizioni, è stato eliminato nella prima fase, in maniera netta, sconfitto 2-0 dal Perù, messo sotto dai gol di Reyna e Flores. Fuori i due Paesi simbolo dalla fase finale del «Sub 20» (quella che consegnerà i quattro visti per la Turchia) evento questo che non era mai capitato in precedenza.

La delusione di Rafinha dopo l’eliminazione del Brasile (Ap)

URUGUAY AVANTI - Così dopo che nel girone A si erano qualificate per l'esagonale conclusivo Cile (a punteggio pieno), Colombia e Paraguay, dal gruppo B sono passate Perù, Uruguay (pareggio 2-2 con il Venezuela nell'ultima giornata della prima fase con un altro gol del romanista Lopez) ed Ecuador. Da oggi a Mondoza via alla fase finale che si concluderà il 3 febbraio. E a questo punto difficile fare anche pronostici: il Cile (che non ha mai vinto in precedenza) per i risultati ottenuti e l'Uruguay (sette successi, ma l'ultimo nel 1981) per l'elevato tasso tecnico appaiono le nazionali favorite per il successo finale, con Perù e Colombia a ruota. l GIRONE B (5ª giornata) - Uruguay-Venezuela 2-2, Brasile-Perù 0-2, ha riposato Ecuador. CLASSIFICA: Perù 7; Uruguay 6; Ecuador 5; Brasile, Venezuela 4. l GIRONE A - CLASSIFICA : Cile 12; Colombia, Paraguay 6; Argentina 4; Bolivia 1. N.B.1: Qualificate le prime tre di ogni girone. l ESAGONALE FINALE (1ª giornata) - OGGI: Cile Paraguay; Perù-Uruguay; Colombia-Ecuador. N.B.2: al Mondiale di categoria in Turchia le prime quattro classificate.


Facile e divertente il vecchio paroliere adesso è interattivo Non se lo spiegano neanche loro, quelli di Mag Interactive che lo hanno creato, tutto questo successo. Ruzzle è un quadrato di 4x4 lettere per lato, sintesi moderna e interattiva del vecchio paroliere. Nasce in Svezia a marzo dello scorso anno, cammina per il mondo e lo invade. Perché è un’App che gira su iPhone e sugli smartphone Android. La versione base è gratuita, ma c’è anche una versione premium che si paga. Puoi giocare come vuoi a caso, con chi conosci, con i followers di Twitter o con gli amici di Facebook, con chi ha un account Ruzzle (i vip che ne possiedono uno sono diversi...). Veloce: bastano due minuti di orologio cronometrati moltiplicati per tre round per vincere una partita. Bisogna comporre in versione touch dittonghi, verbi, parole di senso compiuto e ci sono anche le caselle bonus moltiplicano e triplicano il punteggio quando ci passi su. Una invasione di parole. Sono bastati pochi mesi: 16 milioni di utenti nel mondo hanno scaricato Ruzzle. E giocano di continuo. Perché il campanellino che squilla stridente quando hai composto la parola giusta, ormai è più di una semplice consuetudine. E’ rito. Fenomeno. Mania. Ti coinvolge e in alcuni casi è difficile farne a meno. Provateci. Anche solo una volta. © riproduzione riservata


Scrittore e figlio d’arte: Bartezzaghi, una garanzia Stefano Bartezzaghi, classe 1962, milanese, una dinastia nel segno di parole, linguistica e giochi. Uno su tutti: il papà Piero è stato il mago della pagina 41 della Settimana Enigmistica. Scrittore, critico e giornalista, laurea al Dams di Bologna con Umberto Eco, Stefano Bartezzaghi ha una naturale propensione verso tutto ciò che è innovativo e che coinvolge le tendenze della umana comunicazione. Dal 2010 insegna allo IULM a Milano, cura diverse rubriche di linguistica. Il suo ultimo libro è «Dando buca a Godot» (Einaudi-Stile Libero 2012). Dicono: è difficile immaginare di leggere il libro senza una matita e un taccuino a portata di mano. Perché il gioco linguistico, come la risata, è contagioso. © riproduzione riservata


«E’ come un virus: può essere utile» Bartezzaghi ha una teoria: «Ottimo giocattolo Allena prontezza e vocabolario e crea amicizie» di Francesca Fanelli Bartezzaghi, ma siamo tutti su Ruzzle? «Sembrerebbe...». Anche lei è cascato nella rete? «Io no, me lo hanno chiesto ma per ora ho preso tempo. Ho visto, sto seguendo. Mi sono informato. Mi hanno raccontato tante cose». Niente di nuovo, per farla breve. «Sì, è il paroliere, la tecnica è quella. Però spesso succede così. C’è un nuovo mezzo di comunicazione e si utilizzano forme vecchie. Ruzzle mette in contatto le persone, la chiave vincente è l’essere interattivo. Mi viene in mente il telequiz di Mike. Altri tempi, ma il «E’ una forma successo sembra simile». invasiva ma ha E cosa le hanno raccontato? fascino. Ti vibra in una tasca...» «C’è chi nel traffico aspetta il semaforo rosso per fare una partita o chi nelle pause sul lavoro si concede una sfida al volo. Il meccanismo è semplice, basta un nickname e giochi con chiunque. Ti prende». Cioè? «Rispetto agli altri giochi in cui magari sfidi il computer, qui hai un avversario. Mi vengono in mente le partite a scacchi di una volta, si giocava per corrispondenza e tenendo presente i tempi postali non erano veloci, però uno trovava l’inserzione e giocava. Il fascino dell’ignoto, della sfida contro qualcuno che c’è ma non sappiamo chi è. L’era di Internet ha amplificato tutto questo». Ruzzle fa giocare il mondo dicono... «In effetti è così, le cifre sono alte, milioni di utenti. Conta l’emozione di poter giocare magari con una persona che è a chilometri di distanza. E poi credo ci sia una componente fondamentale...». Quale? «Si utilizza il telefono per giocare, per cui uno ce l’ha in tasca, gli vibra e scatta la possibilità di fare una partita. Vive praticamente attaccato a noi, al nostro corpo. Certo è una forma invasiva, virale, entra in tutti i minuti della giornata, è persino difficile separarsene. E’ con noi sempre...». «Ci sono vari Una mania: Bartezzaghi lei pensa questo? aspetti: velocità e «Io farei un discorso differente. Questi giochi con il linguaggio vanno comunque conoscere più parole di altri» considerati e valutati, certo alcune volte le parole valgono e non valgono, il vocabolario è poco rigoroso, perché viene inserito da informatici. Ma è un rischio che, secondo me, oggi il linguaggio deve correre perché è plastico, variato, si adegua a fatti e situazioni. Direi che Ruzzle è un ottimo giocattolo». Quindi lei è favorevole? «Non è importante dire se uno è favorevole o meno, bisogna pensare al coinvolgimento di chi gioca. Quindi farei alcune considerazioni. C’è un aspetto della prontezza: trovare in fretta nei due minuti che si hanno a disposizione parole che usiamo tutti e quindi riconosciamo in poco tempo. E’ una questione di riflessi. Altro aspetto: conoscere più parole rispetto agli altri e riconoscerle dentro il quadro, anche qui bisogna essere bravi. E poi l’ultima variante. Mi dicono ci siano anche parole in uso, accettate ma non sempre ortodosse e questa la definirei la componente aleatoria del gioco. Il rischio. Ruzzle è anche malandrino. Aggiungo un’altra cosa: non è materialmente possibile trovare tutte le parole indicate quali possibili soluzioni. «L’istantaneità fa il Non sarebbe umano...». resto, si gioca Ma resta il fenomeno. ormai solo nei ritagli di tempo» «Assolutamente. Come il gratta e vinci. Quello lo possono fare tutti, serve una moneta per grattare e niente altro. Anche Ruzzle è una forma di lotteria istantanea, non si vince nulla, ma c’è l’immediatezza della sfida, figlia dei nostri tempi. Prima si preparava il tè e si organizzava un gioco, fossero gli scacchi o altro, adesso si gioca nei ritagli di tempo. La velocità, il brivido della piccola sfida fanno il resto. E’ un virus, una infezione mentale. Un po’ come la canzone dell’estate, a volte è carina e altre è solo una canzonetta, una scemenza. E poi la storia si fa sempre tra cacciatore e predati». Ruzzle: banale ma efficace. «Va dato merito agli sviluppatori, loro non hanno inventato niente, hanno messo dentro una App e basta. Ma


evidentemente alle spalle hanno ricerche attente di marketing. C’è chi studia le forme più comode per coinvolgere il maggior numero di persone. Ecco spiegato Ruzzle. Adesso bisognerebbe creare qualcosa sui cuochi, c’è il boom. Ma ha visto cosa sono diventati? ». © riproduzione riservata


TANTI ANCHE I VIP

Dall’ex velina Nargi al sogno tv di Scotti Ha contagiato quasi tutti. Vip inclusi. C’è a chi piace e a chi no. C’è chi lo ha confessato attraverso un tweet, tipo Federica Nargi ex velina mora di Striscia che ha chiosato così: «#ruzzle è durato 5 minuti!!! 5 minuti stupendi ma... già mi sono cancellata!!! ahahah». Anche Costanza Caracciolo, ex velina bionda, è... vittima di Ruzzle e non demorde, ha il suo nickname e sfida chiunque. Ci sono Federica Panicucci, Paola Perego e poi basta perderci un po’ di tempo e cercare. Oppure l’attore Luca Argentero che ha twittato il suo nickname, salvo evidentemente aver ricevuto una marea di inviti a giocare, perché lo abbiamo fatto anche noi e senza risposta. Almeno finora. Oppure chi come Gerry Scotti sogna già un programma tv su Ruzzle: pare siano stati già contattati gli sviluppatori. Che nel frattempo hanno lanciato un altro gioco in stile Ruzzle. E’ quiz cross, ma è tutta un’altra cosa.


PRIMAVERA La Juve vince, l’Inter frena Catania e Milan fanno 3 gol I risultati della 15ª giornata del campionato Primavera (atc): l GIRONE A - Fiorentina-Genoa 2-0: 46' pt Bernardeschi; 25' st Fossati; Grosseto-Cagliari 1-1: 9' st Barella (C), 45' Marinelli (G); Juventus-Spezia 2-1: 26' pt Lanini (J), 38' Franco (S); 25' st Lanini (J); Livorno-Torino 0-1: 28' st Parigini; Novara-Pro Vercelli 0-3: 18' st Marciano, 24' e 35' Coviello; Sampdoria-Empoli 0-0; Siena-Parma 2-1: 35' st Musi (P), 39' Benedini (S), 44' Cacciapuoti (S). Classifica: Juventus 35; Fiorentina 31; Torino, Genoa 28; Empoli 26; Novara 23; Spezia 22; Pro Vercelli 20; Siena 16; Cagliari 15; Sampdoria, Parma 14; Livorno 12; Grosseto 9. Marcatori: 10 gol Frugoli (Empoli). l GIRONE B - Bologna-Varese 1-2: 1' pt Benatti (B); 7' st Forte (V) rig., 21' Bassi (V); Cesena-Atalanta 1-1: 19' st Gravina (C), 46' Gagliardini (A); Cittadella-Udinese 0-3: 12' e 40' pt Medina; 46' st Zielinski; InterChievo 2-2: 21' pt Garritano (I); 15' st Ekuban (C), 26' Franchini (C), 44' Mbaye (I); Modena-Brescia 1-1: 17' st Stombellini (M), 20' Valotti (B) rig; Padova-Sassuolo 2-1: 1' pt Braschi (P), 25' Caporali (P); 44' st Berselli (S); Verona-Milan 0-3: 33' pt Spagnoli, 36' Petagna; 7' st Spagnoli. Classifica: Atalanta 38; Chievo, Inter 32; Milan 28; Bologna 24; Varese 23; Cesena 21; Cittadella 18; Brescia 17; Udinese, Sassuolo 14; Padova, Modena 13; Verona 6. Marcatori: 10 gol Capello e Veratti (Bologna); Gomez (Sassuolo). l GIRONE C - Catania-Bari 3-0: 5' pt Petkovic; 27' st Aveni, 30' Barisic; Reggina-Roma 1-1: 7' pt M. Ricci (Ro), 9' Mariani (Re); Ternana-Juve Stabia 1-2: 17' pt Russo (T), 27' Sorriso (J); 42' st Sorriso (J); VicenzaAscoli 1-3: 23' e 48' pt Giovannini (A); 11' st Ruzzier (A) rig., 35' Bruno (V). Napoli-Crotone 7-2 (giocata venerdì); Lanciano-Pescara rinviata; Lazio-Palermo: oggi ore 11 (Sportitalia 1). Classifica: Napoli 33; Catania 32; Lazio 29; Palermo 28; Roma, Ascoli 27; Reggina 22; Juve Stabia 18; Vicenza 15; Bari, Crotone 14; Pescara 13; Lanciano 6; Ternana 4. Marcatori: 12 gol: R. Insigne (Napoli). SERIE A DONNE - Vince il Tavagnacco ROMA - (g.fr./infopress) Il Graphistudio Tavagnacco si aggiudica il big-match contro il Brescia e lo scavalca in classifica; con questo risultato la squadra di Rossi resta sulla scia della capolista Torres vincitrice contro il Como (tripletta di Panico). I risultati (2ª giornata di ritorno): Chiasiellis-Verona Bardolino 1-2; Torres-Como 4-2; Torino-Firenze 0-4; Brescia-Graphistudio Tavagnacco 1-2; Fiammamonza-Grifo Perugia 1-2; Graphistudio Pordenone-Lazio 1-0; Napoli-Mozzanica 1-0; Fortitudo Mozzecane-Riviera di Romagna 0-8. Classifica: Torres 49; Graphistudio Tavagnacco* 40; Brescia 39; Bardolino Verona 37; Napoli e Riviera di Romagna 27; Mozzanica 25; Como e Firenze 24; Graphistudio Pordenone 19*; Chiasiellis 17; Fiammamonza 14; Grifo Perugia 12; Fortitudo Mozzecane 10; Lazio** 7; Torino 3. *Una gara in meno - **2 punti di penalizzazione.


IN VISITA NEL CENTRO STAMPA DI MONZA CON IL NOSTRO DIRETTORE DE PAOLA “Magica Cleme” al Corriere dello Sport-Stadio C’è stata una visita molto speciale, ieri, presso uno dei cuori produttivi del Corriere dello Sport-Stadio: sono venuti a trovarci, nel nostro centrostampa di Monza, gli amici della Fondazione Onlus “Magica Cleme”, associazione benefica che offre ai bambini in cura e ai loro genitori divertimento e intrattenimento, nel nome e nella memoria di una bambina coraggiosa che la sua famiglia ricorda con dignità. E’ stato il nostro direttore, Paolo VISITA MOLTO SPECIALE De Paola, ad accogliere i ragazzi, spiegando loro come nasce il nostro UNA I ragazzi della Fondazione quotidiano: dalla concezione alla stesura degli articoli, dalla loro Onlus “Magica Cleme” ieri a impaginazione alla chiusura delle pagine in tipografia, dalla trasmissione Monza con il nostro direttore digitale a tutti i centri stampa fino alla stampa vera e propria e quindi Paolo De Paola all’imballaggio dei giornali che poi vengono portati a tutte le edicole per la vendita. L’attrazione principale per i ragazzi è stata la grande rotativa, che per l’occasione è stata risvegliata di giorno dai nostri abili tecnici. Per conoscere le iniziative della fondazione Magica Cleme, si può visitare il sito: www.magicacleme.org


GIRONE A Carpi-Portogruaro (andata 0-2) CARPI (4-4-2): Sportiello; Pasciuti, Letizia, Terigi, Sperotto; Cortesi, Concas, Perini, Di Gaudio; Arma, Kabine. A disp.: Trini, Fusar Bassini, De Bode, Gagliolo, Negri, Melara, Potenza. All. Tacchini. PORTOGRUARO (4-3-3): Tozzo; Chesi, Pondaco, Patacchiola, Moracci; Salzano, Sampietro, Martinelli; Cunico, De Sena, Corazza. A disp.: Bavena, Santandrea, Blondett, Magrassi, Pignat, Licata, Pisani. All.: Madonna. lArbitro: Bietolini di Firenze (Hager-Defina). Como-Tritium (2-2) C O M O (4-2-3-1): Perucchini; Luoni, Ambrosini, D. Donnarumma Migliorini; Ardito Verachi; Giampà, Tremolada, Lisi; Mendicino. A disp.: Micai, Marchi, Fautario, Scialpi, Velardi, Gotler, Grandi. All.: Paolucci. TRITIUM (4-4-2): Nodari; Martinelli, Teso, Pedroni, Riva; E. Bortolotto, T. Arrigoni, Monacizzo, Casiraghi; Grandolfo, Cogliati. A disp.: Paleari, Cusaro, Cremaschi, Teoldi, Corti, Spampatti, Chinellato. All.: Magoni. lArbitro: Cangiano di Napoli (Carovigno-Semperboni). Cuneo-Reggiana (0-2) CUNEO (4-3-1-2): Rossi; Di Lorenzo, Ferri, Carretto, Donida; Cristini, Danucci, Palazzolo; Di Quinzio; Martini, Ferrario. A disp.: Negretti, Serino, Arcari, Fantini, Garavelli, Longhi, Leonardi. All.: Rossi, REGGIANA (4-3-1-2): Tomasig; Bani, Aya, Scappi, Magliocchetti; Antonelli, Arati, Ardizzone; Alessi; Sprocati, Matteini. A disp.: Bellucci, Zini, Panizzi, Cavalieri, Viapiana, Ferrara, Bonvissuto. All.: Apolloni. lArbitro: Colarossi di Roma (Regazzo-Novellino). Entella-Albinoleffe (1-3) ENTELLA (3-4-1-2): Paroni; De Col, Cesar, Russo, Zampano; Staiti, Volpe, Raggio Garibaldi; Vannucchi; Cori, Rosso. A disp.: Otranto, Falcier, Wagner, Serlini, Ballardini, Argeri, Guerra. All.: Prina. ALBINOLEFFE (4-3-1-2): Offredi; Salvi, Belotti M., Ambra, Allievi; Taugordeau, Maietti; Diakité; Belotti A., Pesenti. A disp.: Amadori, Calì, Gazo, Ondei, Personé, Pirovano, Pontiggia, Regonesi. All.: Pala. lArbitro: Pagliardini di Arezzo (Cecconi-Raspollini). Feralpi Salò-Cremonese (0-2) FERALPI SALO' (4-3-3): Gallinetta; Tantardini, Malgrati, Leonarduzzi, Cortellini; Finocchio, Castagnetti, Ilari; Montella, Miracoli, Tarana. A disp.: Branduani, Vacinaletti, Magli, Schiavini, Falasco, Bracaletti, Bentoglio. All.: Remondina. CREMONESE (4-3-1-2): Viotti; Sales, Moi, Tedeschi, Visconti; Buchel, Baiocco, Magallanes; Caridi; Le Noci, Djuric. A disp.: Grillo, Cremonesi, Degeri, Nizzetto, Armenise, Filippini, Nardi. All.: Scienza. lArbitro: Benassi di Bologna (Santoro-Tudisco). Lumezzane-Pavia (0-0) LUMEZZANE (4-4-2): Vigorito; D'Ambrosio, Dametto, Mandelli, Possenti; Pintori, Dadson, Marcolini, Kyrilov; Inglese, Torri. A disp.: Coletta, Gallo, Zamparo, Giorico, Sevieri, Carlini, Samb. All.: Festa. PAVIA (4-4-2): Kovacsik; Capogrosso, D'Orsi, Fasano, Meregalli; Statella, Ferrini, La Camera, Di Chiara; Cesca, Beretta. A disp.: Previti, Bracchi, Losi, Turi, Lussardi, Mangiarotti, Meza-Colli. All. Cerri. lArbitro: Baldicchi di Città di Castello (Sgheiz-Lipizer). San Marino-Lecce (0-2) SAN MARINO (4-3-3): Vivan; Pelagatti, Fogacci, Galuppo, Mannini; Capellini, Lunardini, Poletti; Doumbia, Coda, Casolla. A disp.: Migani, Crivello, Ferrero, Calvano, Mella, Chiaretti, Defendi. All.: Acori. LECCE (4-2-3-1)- Benassi; Vanin, Di Maio, Esposito, Tomi; Memushaj, Zappacosta; Chiricò, Bogliacino, Pià; Jeda. A disp. Gabrieli, Vinicius, Martinez, Legittimo, De Rose, Foti, Chevanton. All. Lerda. lArbitro: D'Angelo di Ascoli Piceno (De Franco-Tolfo). Treviso-Trapani (2-3) TREVISO (3-5-2): Merlano; Cernuto, Stendardo, Zammuto; Videtta, Komac, Spinosa, Fortunato, Beccia; Tarantino N., Kyeremateng. A disp. Tonozzi, Brunetti, Rosaia, Esposito, Piccioni, Rizzo, Strizzolo. All.: Ruotolo. TRAPANI (4-4-2): Nordi; Lo Bue, Pagliarulo, D'Aiello, Rizzi; Basso, Spinelli, Pirrone, Madonia; Gambino, Abate. A disp.: Morello, Filippi, Daì, Giordano, Pacilli, Tedesco, Mancosu. All.: Boscaglia. lArbitro: Serra di Torino (Caliari-Rizzato). Riposa: Sudtirol. CLASSIFICA: Lecce 34; Trapani 32; Carpi e Sudtirol 30; Pavia 29; Entella 27; San Marino* 25; Lumezzane* e Cuneo 23; Cremonese (-1) 22; Portogruaro (-1) 19; Reggiana e Feralpi* 18; Como (-1) 17; Albinoleffe (-10) 16; Tritium* 9; Treviso (-1) 8. * = una gara in meno. PROSSIMO TURNO (21ª giornata, domenica 3 febbraio, ore 14.30): Albinoleffe-Cuneo; CremoneseCarpi; Lecce-Treviso; Portogruaro-Como; Pavia-SanMarino; Reggiana-Feralpi; Sudtirol-Lumezzane;


Trapani-Virtus Entella. Riposa: Tritium. Cuneo: Cammarota va al Toro CUNEO - (Ass) il Cuneo ha ceduto in prestito al Torino il promettente portiere Fedrico Cammarota (17) che verrà dirottato nella formazione Primavera. Il Nardò (serie D girone H) ha tesserato l'attaccante Onofrio Abbrescia (20) ex Lecce, Bari e Matera, e il centrocampista Fabrizio De Luca (19) ex Bari.


Il sindaco Guerrini «Scende in campo l’orgoglio di una città» GUBBIO - (m. boc./infopress) Ambizioni, aspettative e volontà di rialzarsi dopo le ultime disavventure: tutto questo è il derby col Perugia, che il Gubbio in campionato ha vinto l'ultima volta il 30 maggio 1948 in Serie B, per 2-1con la doppietta di Tugnoli. Oggi c'è il pericolo maltempo, dopo una settimana passata tra pioggia e neve, con oltre tremila spettatori (un migliaio i perugini) pronti a scaldare il Barbetti fino a ieri mattina coperto dai teloni. Il sindaco Diego Guerrini ha invitato quello perugino, Wladimiro Boccali. «Scende in campo l'orgoglio di una città», ha detto Guerrini. C'è la diretta su Umbria Tv con la voce di Marco Taccucci. Ci sono Sottil e la squadra in silenzio stampa. Hanno parlato solo i nuovi arrivati Tommaso Cancellotti e Nazzareno Belfasti, presi in prestito da Sampdoria e Juventus. RITORNO A CASA - Per Cancellotti, terzino destro classe 1992, è un ritorno a casa (era partito nel 2009 destinazione Genova), con la certezza di trovare subito un posto da titolare. «E' una sensazione speciale vestire la maglia della propria città. Con un derby sarà un'emozione ancora più grande», ha detto il ragazzo. Il d.s. Stefano Giammarioli guarda al derby e al futuro: «Abbiamo previsto altri movimenti di mercato dopo la rescissione di Pacheco e l'addio scontato di Scardina». In partenza Nappello, Pambianchi, Manzoni, uno tra Caccavallo e Bazzoffia. E' attesa una punta.


Camplone: Sono finiti alibi e scuse. Bisogna vincere questa gara di Clero Bertoldi

PERUGIA - Ci siamo: oggi è una giornata campale. Andrea Camplone spolvera metafore guerresche: «Da Grifo dobbiamo tirare fuori gli artigli...». E poi aggiunge: «Non abbiamo più alibi o scuse. E' un derby che dobbiamo e vogliamo vincere per noi, per la società, per i tifosi, per la classifica». Già, la classifica. Il presidente Massimiliano Santopadre, negli spogliatoi, ha arringato la truppa: «Voglio la vittoria perché entrare nei play off è l'unico obiettivo rimasto». RISCHI - Camplone inquadra la situazione: «Non sarà una passeggiata, questo è chiaro. Sarà una partita difficile, ma non impossibile. Credo, comunque, che sia la partita giusta, nel momento giusto: abbiamo perso in casa, dobbiamo rifarci a Gubbio, dove ci seguiranno in massa i nostri tifosi. Incontreremo una squadra avvelenata, ma ripeto se giocheremo aggressivi, compatti, vogliosi, tutti requisiti che ci sono mancati con il Barletta, possiamo farcela». Sarà una giornata particolare per tutti, ma speciale per Daniel Ciofani. Non è un ex col dente avvelenato, ha segnato molti gol con la maglia rossoblù, è stato trattato come un figlio, ha lasciato in città un sacco di amici. «Non vedo l'ora di giocare - confessa -, di fare bella figura e di segnare. Per il Perugia, naturalmente». © riproduzione riservata


GIRONE A l Alessandria-ForlĂŹ (andata 1-0) Petroni di Roma (Di Lorenzo-Orlando). l Bassano-Monza (1-2) Ceccarelli di Rimini (Ceravolo-Granci). l Bellaria-Casale (2-1) Ferrari di Mestre (Viello-Forte). l Giacomense-Castiglione (0-0) Rocca di Vibo Valentia (De Candia-Donvito). l Mantova-Valle d'Aosta (3-1) Lacagnina di Caltanissetta (Piazza-Della Valle). l Milazzo-Fano (3-3) Strocchia di Nola (Monetta-Robilotta). l Rimini-Pro Patria (1-4) Baroni di Firenze (Servilio-Cipolloni). l Savona-Renate (2-1) Pelagatti di Arezzo (Mondin-Dal Cin). l Venezia-Santarcangelo (1-1) l Vesprini di Macerata (Loni-Della Dora). CLASSIFICA: Castiglione 39; Pro Patria* e Savona 37; Renate* e Bassano 32; Alessandria 31; Mantova 30; ForlĂŹ (-1) 28; Monza* (-6) e Venezia 25; Valle d'Aosta (-1) 20; Santarcangelo* 19; Giacomense e Bellaria 18; Rimini e Casale (-5) 15; Fano (-1) 11; Milazzo 8. * = una gara in meno.


GIRONE B l Arzanese-Gavorrano (andata 2-1) Fanton di Lodi (Raparelli-Vettorel). l Aversa-Salernitana (2-2, ore 15) Mangialardi di Pistoia (Stasi-Di Salvo). l Chieti-Fondi (1-1) Formato di Benevento (Calcopietro-Culicelli). l Foligno-Melfi (2-1) Pierro di Nola (Mertino-Annunziata). l Hinterreggio-Pontedera (0-1) Brasi di Seregno (Grispigni-Garito). l L'Aquila-Aprilia (0-3): Rapuano di Rimini (Zuccaro-Sbrescia). l Lamezia-Borgo a Buggiano (0-0) Capilungo di Lecce (Fazio-A. Oliveri). l Poggibonsi-Campobasso (1-1) M. Oliveri di Palermo (Di Guglielmo-D'Albore). l Teramo-Martina (1-2) Tardino di Milano (Grossi-Squarcia). CLASSIFICA: Salernitana 43; Aprilia 34; Pontedera 33; Poggibonsi 29; L'Aquila*, Teramo* e Chieti (-1) 28; Martina 27; Gavorrano 26; Foligno 25; Borgo a Buggiano e Arzanese 24; Lamezia 23; Melfi e Hinterreggio 20; Campobasso (-2) 16; Aversa 15; Fondi 12. * = una gara in meno.


LA NOCERINA RESISTE IN 10’ Al Latina non basta il gol di Barraco GIRONE B Andria-Frosinone (andata 1-2) ANDRIA (4-4-2): Rossi; Tartaglia, Migliaccio, Zaffagnini, Malerba; D'Errico, Giorgino, Larosa, Taormina; Innocenti, Maccan. A disp.: Sansonna, Scrugli, Cutrupi, Lorenzini, Bruno, Loiodice, Guariniello. All.: Cosco. FROSINONE (4-3-3): Zappino; Guidi, Bertoncini, Biasi, Blanchard; Carrus, Gucher, Frara; Ganci, Santoruvo, Aurelio. A disp. Vaccarecci, Frabotta, Amelio, Marchi, Gori, Rogero, Cesaretti. All. Stellone. l Arbitro: Cifelli di Campobasso (Guarino-D'Amato). Barletta-Pisa (2-2) BARLETTA (4-2-3-1): Liverani; Calapai, Burzigotti, De Leidi, Romeo; Piccinni, Allegretti; Carretta, Meduri, Dezi; La Mantia. A disp.: Pane, Mazzarani, Pippa, Di Bella, Albanese, Cicerelli, Barbuti. All.: Novelli. PISA (3-4-3): Sepe; Sbraga, Carini, Sabato; Buscè, Mingazzini, Favasuli, Pedrelli; Gatto, Scappini, Tulli. A disp.: Pugliesi, Colombini, Rozzio, Rizzo, Fondi, Barberis, Parez. All.: Pane. l Arbitro: Sacchi di Macerata (Camillucci-Bellagamba). Benevento-Catanzaro (2-1) BENEVENTO (4-3-1-2): Gori; D'Anna, Siniscalchi, Mengoni, Bolzan; Davì, Rajcic, Montiel; Mancosu; Marchi, Marotta. A disp.: Mancinelli, Signorini, Anaclerio, Carotti, Cristiani, Cipriani, Germinale. All.: Carboni. GOL DEL VANTAGGIO Fabio CATANZARO (4-3-2-1): Pisseri; Catacchini, Conti, Bacchetti, Papasidero; Mazzeo, 29 anni, festeggiato Castiglia, Ronaldo, Benedetti; Fiore, Russotto; Fioretti. A disp.: Faraon, dopo la rete dal dischetto Sabatino, Ulloa, Quadri, D'Alessandro, Squillace, Masini. All. Cozza. (Mosca) l Arbitro: Marini di Roma (Orsini-De Filippis). Carrarese-Sorrento (0-2) CARRARESE (4-2-3-1): Cicioni; Lanzoni, Melucci, Anzalone, Vannucci; Corrent, Pestrin; Partipilo, Venitucci, Mancuso; Makinwa. A disp.: Piscitelli, Bregliano, Benassi, Orlandi, Ciciretti. Belcastro, Merini. All.: Di Costanzo. SORRENTO (3-5-2): Rossi; Ciampi, Di Nunzio, Balzano; Di Dio, A. Esposito, Beati, Guitto, Arcuri; Bernardo, Corsetti. A disp.: Polizzi, Terminiello, Ansalone, Ferrara, R. Esposito, Schenetti, Musetti. All.: Bucaro. l Arbitro: Paolini di Ascoli Piceno (Giampetruzzi-Pignone). Gubbio-Perugia (0-2) GUBBIO (4-3-3): Venturi; Cancellotti, Briganti, Bartolucci, Carroccio; Sandreani, Guerri, Palermo; Caccavallo, Galabinov, Bazzoffia. A disp.: Farabbi, Regno, Belfasti, Grea, Malaccari, Baccolo, Nappello. All. Sottil. PERUGIA (4-3-3): Koprivec; Cangi, Cacioli, Russo, Liviero; Moscati, Esposito, Nicco; Politano, Ciofani, Fabinho. A disp.: Giordano, Zanchi, Lebran, Di Tacchio, Canay, Rantier, Tozzi Borsoi. All.: Camplone. l Arbitro: Ghersini di Genova (Pentangelo-De Troia). Latina-Nocerina 1-1 (giocata ieri) Paganese-Avellino (1-1, domani, ore 20.45, diretta tv su Raisport 1) PAGANESE (3-5-2): Robertiello; Fernandez, Fusco, Pepe; Babù, Soligo, Romondini, Scarpa, Nunzella; Girardi, Caturano. A disp.: Pergamena, Puglisi, Franco, Agresta, Neglia, Tortori, Fava. All.: Malafronte (Grassadonia squal.) AVELLINO (4-3-1-2): Fumagalli; Zappacosta, Izzo, Fabbro, Pezzella; D'Angelo, Massimo, Angiulli; Catania; Biancolino, Castaldo. A disp.: Orlandi, Giosa, Bittante, Arini, Bariti, Millesi, Herrera. All.: Rastelli. l Arbitro: Ros di Pordenone (Leali-Maspero). Prato-Viareggio (1-1) PRATO (4-3-1-2): Layeni; Corvesi, Malomo, Beduschi, Ghinassi; Casini, Cavagna, Romanò; Silva Reis; Napoli, Essabr. A disp.: Brunelli, Bisoli, Bagnai, Disabato, Cristofari, Tiboni, Benedetti. All.: Esposito. VIAREGGIO (3-5-2) Gazzoli; Lamorte, Tomas, Trocar; Peverelli, Pizza, Maltese, Calamai, Pellegrini; Magnaghi, Giovinco. A disp.: Furlan, Conson, Fiale, Sandrini, Gerevini, Sorbo, De Vena. All.: Cuoghi l Arbitro: Soricaro di Barletta (Colì-Bonafede). CLASSIFICA: Latina (-1) 37; Avellino 35; Frosinone (-1) 30; Pisa e Nocerina* 27; Perugia (-1) 24; Viareggio 23; Prato*, Paganese e Gubbio 22; Catanzaro 21; Benevento 20; Andria (-2) 17; Sorrento 12; Barletta 11; Carrarese 10. * = una gara in meno.


PROSSIMO TURNO (19ª giornata, domenica 3 febbraio, ore 14.30): Avellino-Benevento; Catanzaro-Paganese; Frosinone-Prato; Nocerina-Barletta; Perugia-Andria; Pisa-Gubbio; Sorrento-Latina; Viareggio-Carrarese. Quadrangolare: i convocati di 2ª Divisione FIRENZE - Sta per finire il conto alla rovescia in vista dell’edizione numero 33 del Quadrangolare dei giovani di Lega Pro, che si disputa a Carpi e Reggio Emilia da martedì a giovedì. Ecco i convocati per i due gironi di Seconda Divisione. GIRONE A - Portieri: Festa (Mantova); Dadis (Bassano). Difensori: Balzaretti (Savona); Gambaretti (Alessandria); Giorgi (Monza); Morotti (Renate); Sbardella (Fano); Vesi(Forlì). Centrocampisti: Aracri (Valle d’Aosta); Caddeo (Giacomense); Giunta (Casale); Mangili (Castiglione); Ulizio (Bellaria). Attaccanti: D’Apollonia (Venezia); Giorno (Pro Patria); Maio (Rimini); Pieri (Santarcangelo); Traviglia (Milazzo). GIRONE B - Portieri: Parisi (Hinterreggio); Piacenti (Foligno). Difensori: Dispoto (Martina); Fatticcioni (Gavorrano); Gonnelli (Pontedera); De Fabritiis (Teramo); Silvestri (Salernitana); Tundo (Aprilia): Centrocampisti: Catalano (ìVigor Lamezia); Colantoni (Campobasso); Di Properzio (Chieti); Miniati (Poggibonsi); Sorrentino (Aversa). Attaccanti: Fabbri (Fondi); Marcotullo (L’Aquila); Rossi (Chieti); Santini (Borgo a Buggiano); Signorelli (Melfi). Latina-Nocerina 1-1 LATINA (4-3-3): Bindi 6 (24' st Ioime 6); Milani 6 Cottafava 6 De Giosa 6 Bruscagin 5,5; Gerbo 7 (31' st Tulli 5,5) Cejas 6 Sacilotto 6; Barraco 7 Jefferson 5,5 (11' st Ricciardi 5) Agodirin 6. A disp.: Cafiero, Agius, Burrai, Angelilli. All.: Pecchia. NOCERINA (4-3-3): G. Russo 5,5; Daffara 5,5 Baldan 5,5 Scardina 5,5 Giuliatto 4; Corapi 6,5 Gorobsov 6 (1' st Garufo 6) De Liguori 6; Mazzeo 7 (45' st De Franco sv) Evacuo 7 N. Russo 6 (14' st Rizza 6). A disp.: Aldegani, Crescenzi, Chiosa, Gavilan. All.: Auteri. ARBITRO: Minelli di Varese. Guardalinee: Calò e Grillo. MARCATORI: 9' pt Mazzeo (N, rig.), 24' pt Barraco (L). ESPULSI: 44' pt Giuliatto (N) per doppia ammonizione. AMMONITI: N. Russo (N), Scardina (N), Gerbo (L), Baldan (N), Rizza (N), G. Russo (N). NOTE: spettatori paganti 2.573 con 600 tifosi della Nocerina, abbonati 615, per un incasso di 22.900,00 euro. In tribuna Francesco Ghirelli, direttore generale Lega Pro. Allontanati per proteste al 2' st Pitino (d.s. Nocerina) e al 38' st Sperduti (team manager Latina). Angoli: 6-1 per il Latina. Rec.: pt 1', st 6'. di Massimo Boccucci LATINA - Non riuscire ad approfittare della superiorità numerica per l'intera ripresa è qualcosa che lascia un senso di impotenza al Latina e fa incassare alla Nocerina un bel pareggio. Alla fine l'arbitro Minelli scontenta tutti: discusso e contestato il rigore che Evacuo si prende con l'intervento in scivolata di Cejas sull'assist di Mazzeo per andare a sbloccare il risultato; invocati invano dai laziali due rigori con Agodirin (irruento Scardina al 36') e su un braccio galeotto di Mazzeo (45'). Pecchia, che non ha recuperato Danilevicius e a sorpresa ha rinunciato a Schetter ( «Non è pronto», ha detto il tecnico), ha risposto allo svantaggio modificando l'assetto dal 4-3-3 al 4-23-1 con Gerbo trequartista. La reazione del Latina è stata immediata: Barraco ha ripreso la gara con una punizione da fuori guadagnata e trasformata con un destro ad infilare la barriera piegando Russo. CARTELLINI IMPIETOSI - Qui la Nocerina ha accusato il colpo. Il pasticcio vero gliel'ha combinato l'esordiente Giuliatto: due falli plateali in un paio di minuti e per lui partita finita. A quel punto la Nocerina si è spaventata, ma nella ripresa ha retto bene. Agodirin e Sacilotto hanno avuto subito due occasioni. Auteri ha pensato alla gestione della palla con buone ripartenze, mentre Pecchia ha cercato di sfruttare gli spazi. BRIVIDI ASSORTITI - I brividi veri li hanno portati Evacuo su un passaggio di Mazzeo (16') e Barraco con una sventola deviata dal portiere sopra la traversa (21'). C'è scappato il debutto nel Latina del portiere Ioime, utilizzato in Coppa Italia, al posto di Bindi (distorsione al ginocchio). Ci sono state altre situazioni propizie per il Latina con Barraco (31'), Tulli (34') e soprattutto Agodirin su una palla svirgolata nel recupero. Ma nel finale ha fatto male pure la Nocerina con Garufo e su un angolo velenoso. (m.b./infopress)


SECONDA DIVISIONE «Campobasso, rialzati»

Vullo: A Poggibonsi è dura, ma ci proviamo di Aldo Ciaramella

CAMPOBASSO - Senza vie d'uscita. Il Campobasso, a quota 16 punti a 4 lunghezze dai play out e a 7 dalla salvezza diretta, gioca oggi a Poggibonsi con l'obiettivo di fare punti. La classifica glielo impone. Sebbene la trasferta sia tra le più ostiche, la quadra di Vullo deve ottenere un risultato che quantomeno la mantenga a breve distanza dall'area della tranquillità. Sarà, tuttavia, un undici rabberciato quello che scenderà in campo oggi a Poggibonsi, con tre squalificati importanti come Marino in difesa e Di Vicino e Rais centrocampo. GARA IN SALITA - Difficoltà che non hanno piegato però la dura scorza del tecnico rossoblù pronto a lanciare un sorta di ultimo avviso ai suoi giocatori. «E' una partita chiave - ha sottolienato Vullo - dopo un periodo in cui abbiamo fatto pochi punti. Dopo la bella reazione di domenica scorsa in casa contro l'Arzanese, mi aspetto una svolta. Qui ci giochiamo una bella fetta di salvezza. La squadra sa benissimo che ce la possiamo giocare alla pari con tutti». Assenti i tre squalificati, Vullo recupererà in difesa Boi che sarà al fianco di Minadeo e Pedrassi mentre sulle linee esterne saranno piazzati gli under Pascucci e ed Esposito. A centrocampo si rivedono Curcio Di Libero con D'Allocco di supporto del tandem d’attacco Fella-Majella. © riproduzione riservata


AL FATTORI RISCHIO NEVE L’Aquila-Aprilia duello da play off L'AQUILA - Il maltempo mette a rischio il big match del girone B di Seconda Divisione, in programma oggi pomeriggio alle 14.30 al "Fattori", tra L'Aquila e l'Aprilia. I laziali, dopo lo stop casalingo di sette giorni fa con il Foligno, sono sempre secondi ma devono guardarsi alle spalle visto che il Pontedera deve recuperare un solo punto, mentre L'Aquila, quinta in classifica, vuole ottenere una vittoria alla quale si dovrebbe aggiungere quella nel recupero casalingo nel derby con il Teramo, per sperare ancora di ottenere la piazza d'onore che equivarrebbe alla promozione diretta senza passare ai play off. OPERAI AL LAVORO - Il maltempo di questi giorni, però, ha messo a forte rischio la gara. «Dobbiamo fare un plauso agli operai del Comune del capoluogo abruzzese - dice il team manager dell'Aquila, Angelo Piccoli perché oggi pomeriggio (ieri, ndc) stanno lavorando alacremente per togliere la neve dal campo». Poi Piccoli aggiunge. «Non voglio polemizzare con i nostri "fratelli" dell'Aquila Rugby, che mercoledì hanno disputato una gara del Trofeo Eccellenza contro la Mantovani Lazio, ma hanno contribuito ad appesantire sempre di più il manto erboso dello stadio. La mia lamentela non è sul club neroverde, ma sul fatto che le due società devono utilizzare due impianti sportivi diversi per raggiungere i rispettivi obiettivi. Aspettiamo quindi con fiducia che sia ristrutturato lo stadio di Acquasanta dove noi disputeremo i prossimi campionati». E sulla gara Piccoli prosegue affermando che, «durante la settimana, anche negli allenamenti al coperto, a causa della neve caduta sul capoluogo, ho potuto notare che tutti i giocatori sono caricatissimi e vogliono tornare al successo che manca da quattro settimane. Noi vogliamo sempre arrivare a un grande obiettivo». FORMAZIONE - Passando alla squadra rossoblù, oggi il tecnico rossoblù Maurizio Ianni non potrà utilizzare i difensori Andrea Petta (squalifato) e Daniele Gizzi nonché l'attaccante Thomas Albanese (gli ultimi due sono infortunati). Solo questa mattina Ianni deciderà se l'attaccante Francesco Ripa, ingaggiato nel mercato di gennaio, esordirà dal primo minuto o entrerà in corsa. GieffePress


TACCUINO Cortina: la Vonn torna a ruggire Uomini in Svizzera DISCESA WENGEN: 1. INNERHOFER 2’29”82; 2. Kroell (Aut) a 0”30; 3. Reichelt (Aut) a 0”76; 4. Guay (Can) a 1”15; 5. Clarey (Fra) a 1”17; 6. Baumann (Aut) a 1”30; 7. Sporn (Slo) a 1”35; 8. Theaux (Fra) 1”41; 9. Poisson (Fra) a 1”42; 10. Puchner (Aut) a 1”50; 11. PARIS a 1”56; 12. Thomsen (Can) a 1”69; 13. Sullivan (Usa) a 1”72; 14. Franz (Aut) a 1”77; 15. Kueng (Svi) a 1”95; 18. FILL a 2”18; 20. HEEL a 2”30; 33. MARSAGLIA a 4”45; 35. KLOTZ a 5”00; 42. VARETTONI a 6”48. COPPA DEL MONDO: 1. Hirscher (Aut) 855; 2. Svindal (Nor) 747; 3. Ligety (Usa) 676; 6. MOELGG 427; 11. INNERHOFER 325; 14. PARIS 279. Coppa di discesa: 1. Svindal (Nor) 285; 2. INNERHOFER 233; 3. Kroell (Aut) 221; 4. PARIS 217. OGGI: ore 10.15 e 13.15 slalom (diretta su Raisport1 ed Eurosport). Coppa di slalom: 1. Hirscher (Aut) 520; 5. MOELGG 215. Donne a Cortina ACortina è tornata alla vittoria Lindsey Vonn: per lei è l’8ª vittoria sulla pista Olympia delle Tofane, tra discese e superG. Daniela Merighetti ha perso l’occasione di bissare il successo 2012 con un errore in una curva veloce. DISCESA: 1. Vonn (Usa) 1’38”25; 2. Maze (Slo) a 0”43; 3. Smith (Usa) a 0”89; 4. Rolland (Fra) a 1”08; 5. Sterz (Aut) a 1”25; 6. Fenninger (Aut) a 1”40; 7. E. FANCHINI a 1”54; 8. Gut (Svi) a 1”56; 9. Mancuso (Usa) a 1”64; 10. Ruiz Castillo (Spa) a 1”75; 11. McKennis (Usa) a 1”91; 12. Gisin (Svi) a 1”94; 13. Sejersted (Nor) a 2”10; 14. Rebensburg (Ger) a 2”36; 15. Cook (Usa) a 2”46; 17. STUFFER a 2”51; 24. N. FANCHINI a 2”79; 25. MARSAGLIA a 2”80; 28. MERIGHETTI a 3”09; 35. AGERER a 3”61; 39. CIPRIANI a 3”92; 41. E. CURTONI a 4”07. COPPA DEL MONDO: 1. Maze (Slo) 1.414; 2. Hoefl-Riesch (Ger) 744; 3. Fenninger (Aut) 630; 4. Vonn (Usa) 604; 17. I. CURTONI 254. Coppa di discesa: 1. Vonn (Usa) 340; 7. MERIGHETTI 164. OGGI: ore 11.45 superG (diretta su Raisport1 ed Eurosport). Coppa di superG: 1. Vonn (Usa) 250; 10. E. CURTONI 63.


LEGADUE: BOLOGNA SUPERA CASALE

SERIE A (16ª giornata) Oggi (ore 12) Caserta-Milano (diretta La7d e Sportitalia 2); (ore 18.15) BolognaCremona, Varese-Brindisi, Roma-Pesaro, Biella-Sassari, Montegranaro-Avellino; (ore 20) Venezia-Cantù (diretta RaiSport 1). Domani (ore 20.30) Siena-Reggio Emilia. Classifica: Varese 26; Sassari 24; Siena, Cantù 22; Roma 20; Reggio E., Brindisi, Milano 16; Venezia, Caserta 14; Bologna 12; Cremona 10; Avellino 8; Pesaro, Biella 6. La formula: Le prime 8 alla fine della regular-season ai play-off, l’ultima retrocede in Legadue. LEGADUE (16ª giornata) Venerdì: Imola-Trieste 70-58. Ieri: Biancoblù Bologna-Casale Monferrato 81-74. Oggi (ore 18.15) Forlì-Veroli, Ferentino-Pistoia, Scafati-Capo d’Orlando, Brescia-Jesi; (ore 20.45) BarcellonaTrento. Classifica: Barcellona P.d.G., Pistoia, Casale Monferrato 20; Bologna, Scafati 18; Brescia, Verona, Trieste 16; Forlì 14; Trento, Veroli, Ferentino, Jesi 10; Capo d’Orlando, Imola 8. A1 FEMMINILE (14ª giornata) Oggi (ore 18) Schio-Parma, Priolo-Pozzuoli, Orvieto-Taranto, Cus CagliariLucca; rip. Umbertide e Cus Chieti. Classifica: Schio 18; Parma, Lucca 16; Taranto, Umbertide 14; Cus Chieti 8; Pozzuoli, Priolo, Orvieto 6; Cus Cagliari.


INNERHOFER NEL CLUB DEI GRANDI A Wengen primo centro in una discesa classica: ora è con Ghedina e Plank «A l via di questa gara mi sentivo così carico e aggressivo come in rare altre occasioni. Mi sono detto: Christof, tira dentro più che puoi. È andata bene e ho realizzato un sogno». Sono state queste le parole di Christof Innerhofer che, conquistando la libera di Wengen, è entrato nel ristrettissimo novero degli azzurri che hanno vinto discese classiche: lui, Kristian Ghedina ed Herbert Plank tra Kitzbuehel, Wengen, Garmisch e la Val Gardena. La pista del Lauberhorn con i suoi 4.415 metri è la più lunga della Coppa del Mondo, alla fine della quale gli atleti arrivano con il fiato in gola e le gambe che bruciano. Per Innerhofer - soprannominato Winnerhofer dopo che ai Mondiali di Garmisch 2011 fu l'atleta più DOPO 16 ANNI Christof «Dedicata alla mia forte conquistando ben tre medaglie, una per metallo - è Innerhofer, 28 anni, ha vinto a fidanzata Martina Ora una medaglia ai il quinto successo in carriera, il secondo stagionale dopo Wengen 16 stagioni dopo l’ultimo centro di Kristian Mondiali» Oggi lo la vittoria nella discesa di Beaver Creek. slalom (Tv) Christof ha messo in riga gli austriaci Klaus Kroell e Ghedina (Getty) Hannes Reichelt. Lo ha fatto con grande scioltezza accompagnata a una determinazione assoluta. «Negli ultimi giorni la schiena ha smesso di farmi male, così sono tornato a divertirmi mentre scio. E poi - ha detto l'azzurro che l'anno scorso a Wengen era arrivato terzo questa gara e poi quella di Kitzbuehel tra una settimana mi piacciono molto. Come obiettivo mi ero dato quello di vincere una di queste due e poi, naturalmente, di prendermi una medaglia ai Mondiali di Schladming» . Ora, con due vittorie stagionali, è il numero uno della velocità. Pare un sogno anche perchè l'azzurro aveva avuto una estate travagliatissima per colpa di dolori alla schiena che non volevano andarsene. Tanto che aveva dovuto disertare la trasferta estiva di allenamento in Sudamerica. Poi, lentamente, c'è stata la resurrezione. E sul viso di Christof è tornato il sorriso. Con cielo quasi sereno e due gradi sotto zero, gli interminabili 4.415 metri della Lauberhorn sono un tracciato d'altri tempi, con condizioni di neve inevitabilmente diverse da zona a zona, salti spettacolari come l'Hundschopf, difficili curve, lunghi tratti pianeggianti di scorrimento oltre a rettilinei ripidi e molto filanti come lo Haneggschuss dove puntualmente si registra il record mondiale di velocità in Coppa del Mondo. Insomma, si può perdere molto in un tratto e guadagnare in quello successivo per perdere di nuovo subito dopo. «Sono riuscito a spingere dove si poteva e ad andare leggero e veloce negli altri punti, senza perdere velocità nei tratti pianeggianti» , ha raccontato Innerhofer che, in ritardo al primo intermedio di ben 4 decimi, è andato poi in continua progressione sino alla vittoria. «Visto che ho già dedicato vittorie ai miei genitori e ai miei tecnici ha detto Innerhofer - questa volta la dedica va alla mia fidanzata Martina» . A Wengen per l'Italia c'è stato poi l'11º posto di Dominik Paris. Più indietro Peter Fill (18º) e Werner Heel (20º). È caduto senza danni dopo 50 secondi di gara il quotatissimo norvegese Aksel Svindal atterrando male sul salto dell'Hundschopf quando, dopo il primo intermedio, era in vantaggio di quattro decimi su Innerhofer. Oggi a Wengen si gareggia in slalom speciale sulla ripida pista Maennlichen.


BASKET Fantastico Belinelli canestro alla Jordan A 3” dalla sirena, piroetta e tiro lasciandosi cadere all’indietro E Chicago espugna Boston. In premio un secchio di ghiaccio... di Roberto Zanni

E’ uno di quei tiri che rendono il basket straordinario. Spalle a canestro, ci si gira, poi lasciandosi andare all’indietro si tira. Si chiama “turnaround fadeway“, tiro girandosi in allontanamento, è la specialità dei grandi campioni. Lo faceva Michael Jordan, un mostro del “fadeway”; lo fanno Kobe Bryant, inarrestabile, e LeBron James. E’ il canestro delle superstar e realizzarlo a 3,1 secondi dalla fine di un supplementare, sotto di uno, in trasferta su quel campo impossibile ISTANTE MAGICO Marco che è il TD Garden di Boston, è davvero per pochi. Belinelli, 26 anni, scocca a tre secondi dalla sirena il tiro della «Sapevo che era un Pochissimi. Anzi, uno solo: Marco Belinelli. Rimessa di Noah, palla a Boozer, passaggio al Beli e i vittoria dei Chicago Bulls al TD tiro pazzo, ma mi è due punti della vittoria (100-99 sui Celtics). Un canestro Garden di Boston (Ap)) venuto naturale» Durant spettacolo a eroico, incredibile: «Sapevo che era un tiro pazzo - ha Dallas: 52 punti poi detto il bolognese - ma mi è venuto naturale. Mi sono buttato all’indietro e la palla è entrata» . Come faceva Michael Jordan con la stessa maglia nei momenti decisivi e, anche se il paragone può apparire improponibile, venerdì sera Belinelli in maglia Bulls per un attimo si è trasformato in MJ. Senza paura, dopo aver sbagliato un tiro da tre a 23” dalla conclusione. SENZA PAURA - «Ci ha salvato - ha detto coach Thibodeau di Belinelli - Grande tiro, grande giocata» . Ma grande anche l’allenatore dei Bulls, che non ha avuto paura di puntare sull’azzurro per quella che poi è stata l’ultima azione, decisiva, della partita. Era rimasto in campo solo 20’ il Beli e fino al canestro che ha deciso l’incontro aveva realizzato 8 punti con un 2/6 al tiro, ma la grinta, il carattere da Bulls hanno fatto diventare la guardia bolognese uno dei giocatori determinanti di Chicago. Anche se, adesso che è tornato Hamilton, deve partire nuovamente dalla panchina. «Belinelli era pronto per questo tiro - ha detto proprio Hamilton - E’ entrato in campo aggressivo, concentrato su quello che doveva fare, e l’ha fatto» . Dopo il canestro della vittoria (14° successo consecutivo in trasferta per Chicago), per Belinelli c’è stato anche l’abbraccio di tutta la panchina dei Bulls, compreso quello di... un secchio di ghiaccio che gli ha tirato il compagno di squadra Taj Gibson. 52 PUNTI - E poco dopo il canestro da favola di Belinelli, a Dallas è arrivato il record della stagione: 52 punti realizzati da Kevin Durant, impresa che rappresenta anche il proprio primato (51 il precedente). La stella di Oklahoma ha guidato la sua squadra al successo, anche qui dopo un supplementare. Ha chiuso con 21/21 dalla lunetta, segnando 9 dei 12 punti dei Thunder nell’overtime. (roz/ecp) © riproduzione riservata NBA - Così venerdì: Boston-Chicago 99-100 d1ts; Philadelphia-Toronto 108-101 d1ts; Orlando-Charlotte 100106; Indiana-Houston 105-95; Brooklyn-Atlanta 94-89; Memphis-Sacramento 85-69; San Antonio-Golden State 95-88; Denver-Washington 108-112; Dallas-Oklahoma City 114-117 d1ts.


SERIE A (16ª GIORNATA) Roma, sì ai tifosi di Pesaro

Il prefetto annulla il divieto. Alle 12 c’è CasertaMilano ROMA - L’intervento del neo-presidente federale Gianni Petrucci sblocca la trasferta dei tifosi di Pesaro a Roma. La Prefettura ha infatti revocato il divieto di vendita dei biglietti ai residenti nella provincia di Pesaro. Domani Petrucci e il presidente della Lega Basket, Valentino Renzi, incontreranno comunque il presidente dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, Pasquale Ciullo. Resta il divieto per i tifosi di Cantù di recarsi a Venezia. Divieto contro cui si è espresso il sindaco canturino Claudio Bizzozero, perché riguarda una squadra e una tifoseria, quella veneta, con i quali non sono mai insorti problemi o rivalità. PINKNEY A BIELLA - Kevinn Lamar Pinkney, 29 anni, da ieri in roster a Biella. Americano, ala-pivot di 2.08, aveva già giocato in Piemonte nel 2007-08. A CASERTA - Sfida di grande tradizione ad ora di pranzo. Al PalaMaggiò c’è Caserta-Milano, che purtroppo non vivrà sul derby in famiglia tra i fratelli Gentile. Ci sarà Stefano, play della Juve, ma non Alessandro (Milano), ancora alle prese con l’infortunio ai flessori della coscia destra patito a fine 2012 nella partita di Biella.


TENNIS Federer super Tomic va fuori MELBOURNE - Per due set e qualcosa Bernard Tomic ha giocato alla grande, ma Roger Federer ha fatto... Federer e così l’avventura del 20enne australiano è stata interrotta dal “maestro” svizzero. AUSTRALIAN OPEN (cemento, 31.600.000 dollari) Uomini: 3° turno - Murray (Gbr, 3) b. Berankis (Lit) 6-3 6-4 7-5, Federer (Svi, 2) b. Tomic (Aus) 6-4 7-6(5) 6-1, Chardy (Fra) b. Del Potro (Arg, 6) 6-3 6-3 6-7(3) 3-6 6-3, Tsonga (Fra, 7) b. Kavcic (Slo) 6-2 6-1 6-4, SEPPI (21) b. Cilic (Cro, 12) 6-7(2) 6-3 2-6 6-4 6-2, Gasquet (Fra, 8) b. Dodig (Cro) 4-6 6-3 7-6(2) 6-0, Raonic (Can) b. Kohlschreiber (Ger, 17) 7-6(4) 6-3 6-3, Simon (Fra, 14) b. Monfils (Fra) 6-4 6-4 4-6 1-6 8-6. Doppio: 2° turno - BOLELLI-FOGNINI b. Bopanna-R. Ram (Ind-Usa, 12) 6-2 7-6(3). Donne: 3° turno - Azarenka (Bie, 1) b. Hampton (Usa) 6-4 4-6 6-2, S. Williams (Usa, 3) b. Morita (Jap) 6-1 6-3, Kirilenko (Rus, 14) b. Wickmayer (Bel, 20) 7-6(4) 6-3, Wozniacki (Dan, 10) b. Tsurenko (Ucr) 6-4 6-3, Vesnina (Rus) b. VINCI (16) 4-6 7-6(4) 6-4, Kuznetsova (Rus) b. Suarez Navarro (Spa) 6-2 4-6 6-3, Stephens (Usa, 29) b. Robson (Gbr) 7-5 6-3, Jovanovski (Ser) b. Date (Jap) 6-2 7-6(3). Doppio misto: 1º turno - Hlavackova-BRACCIALI (Cec-Ita, 7) b. Dellacqua-Smith (Aus) 7-67(3) 7-6(4). Juniores - Singolare U: 1° turno - BALDI (8) b. Andrijic (Aus) 6-4 6-2. Singolare D: 1° turno - Klick (Usa, 15) b. CHIESA 6-3 6-4, Loeb (Usa) b. ROSATELLO 6-1 6-2. In Tv: diretta Eurosport ed Eurosport 2 dall’1.


PALLAVOLO Castellana la vittoria dà gli stipendi BCC-NEP CASTELLANA GROTTE - CASA MODENA 3-1 (27-25, 23-25, 28-26, 25-20) CASTELLANA GROTTE: Paparoni (L), Falaschi 5, Dolfo 1, Sabbi 26, Ferreira 10, Yosifov 19, Cester 8, Casoli 7, Krumins 1. Non entrati: Menzel, Elia, Ricciardello, Ferreira. All: Gulinelli. MODENA: Manià (L), Deroo 12, Quesque 14, Celitans 22, Casadei 2, Vesely 12, Kovacevic, Baranowicz 3, Piscopo 3. Non entrati: Catellani, Bossi, Pinelli. All: Lorenzetti. ARBITRI: Cesare e Vagni. NOTE - Durata set: 27', 26', 30', 26'; tot: 109'. Spettatori 1400 per un incasso 10.000. Yosifov decisivo Le cifre - Castellana: bs 20, ace 7, ricezione 57% (perfetta 40%), attacco 63%, errori 6, battuta Modena I dirigenti pronti a muro 10. Modena: bs 21, ace 10, ricezione 52% (prf 28%), attacco 54%, errori 4, muro 8. sbloccare le Il migliore: Yosifov, semplicemente superlativo. spettanze arretrate La chiave: la ricezione e il muro le armi in più della BCC-NEP orgogliosa e carica al punto giusto. CASTELLANA GROTTE - Grinta, cuore, tanto orgoglio e uno Yosifov in versione di grazia. Castellana schianta Modena, sconfitta dopo sette successi consecutivi, e rafforza la sua posizione in zona play-off. Non solo: adesso i dirigenti sono pronti a scongelare gli stipendi bloccati dopo la sconfitta di Perugia. Si gioca prevalentemente punto a punto con piccoli strappi a turnazione. Sul 22-20 per gli emiliani sembra fatta ma Falaschi rimette le cose a posto col muro del 23 pari. Iosifov martella e Sabbi piazza il punto del 27-25 al termine di una lunga lotta di nervi. Stesso copione nel secondo parziale. Si lotta alla pari fino al 22-22, poi Modena non sbaglia nulla e con un Baranowicz attento guardiano chiude 25-23. Il terzo set è una roulette. Falaschi con un muro stoppa Modena che si rifà con Baranowicz e Krumins. Yosifov annulla un set-point. La parità è spezzata da un pesante errore in battuta di Quesque e da un ace sporco di Yosifov aiutato dal nastro (28-26). Cala improvvisamente Modena nell'ultimo parziale. Castellana si porta sul +7 (24-17). Vengono annullati tre match-point, poi Yosifov mette il timbro su una vittoria molto preziosa. Lps


Seppi, un’altra prova di forza Agli Australian Open batte anche Cilic in 5 set: si qualifica per gli ottavi e dopo il torneo entrerà nei Top 20. Vinci fuori MELBOURNE - Andreas Seppi e Roberta Vinci hanno smesso di andare a braccetto, agli Australian Open. Solo il n. 1 degli azzurri approda agli ottavi del primo Slam stagionale, alla famosa seconda settimana, invece Robi perde con tanti rimpianti e deve accontentarsi di concentrarsi sul doppio con l’amica Sara Errani. SEPPI - Andreas, ormai davvero affidabile nel rendimento, vince un altro match al quinto set, stavolta contro il croato Marin Cilic, testa di serie n.12 e prossimo avversario dei nostri nel primo turno di Coppa Davis a inizio febbraio a Torino. Stavolta ha impiegato una mezz’oretta di gioco in meno rispetto al turno precedente (3h38’ contro le 4h07’ che erano servite contro l’uzbeko Denis Istomin), eguagliando il suo miglior risultato in carriera negli Slam (ottavi al Roland Garros 2012). «Non credo che questo sia il giorno più importante della carriera. La seconda L’esultanza di Andreas Seppi, settimana di uno Slam è sempre il mio obiettivo minimo e ovviamente sono 28 anni. L’azzurro era arrivato contento di esserci riuscito per la seconda volta, dopo quella di Parigi dello agli ottavi solo al Roland scorso anno. Di sicuro ho ottenuto una bella vittoria, ma spero proprio di non Garros (Getty Images) fermarmi qui». Prossima fermata gli ottavi contro il francese Jeremy Chardy, che a sorpresa gli ha tolto di mezzo l’argentino Juan Martin Del Potro, n. 7 del mondo e 6 del torneo, battendolo per 6-3 al quinto set. Venticinque anni, di Pau, 36 in classifica, Chardy da un po’ di tempo è allenato da Martina Hingis. Per Seppi si tratta di un avversario inedito: non ci sono precedenti tra i due. Comunque vada la sfida con il francese, con ogni probabilità il 28enne altoatesino alla fine degli Aus Open entrerà tra i primi 20 del mondo. L’ultimo italiano a esserci riuscito era stato Renzo Furlan (n. 19) nell’aprile del 1996, Seppi sarà il settimo di una lista che in ordine temporale comprende anche Bertolucci, Panatta, Barazzutti, Gaudenzi e Camporese. L’ultimo azzurro a conquistare gli ottavi degli Australian Open era stato sempre Furlan e sempre nel 1996. VINCI - Roberta invece esce tra i rimpianti, come detto in precedenza. Si è arresa alla russa Elena Vesnina dopo 2h35’ in un match finito 4-6 7-6(4) 6-4, nel quale ha sprecato un match-point sul 5-4 del secondo set, con l’avversaria però al servizio. «E’ stata una partita difficile così come lo era nelle aspettative, e non perché si trattasse di terzo turno in uno Slam. Vero, la classifica mi vede davanti, ma non era certo quello che poteva alleggerire la pressione. Il match si è anche complicato per le condizioni ambientali, con tutto questo vento, ma il guaio è stato che io non riuscita a impormi, subendo il suo gioco. Lei è una che spinge molto: sì, sbagliava tanto, come sempre, ma non era per quello che apparentemente stavo sulla difensiva. Arrancavo specie sul rovescio, ma sempre e solo perché lei comunque spingeva tanto. Le mie chance le ho avute, per tutte il match-point, ma dovevo essere più aggressiva. Brucia tanto, l’eliminazione. ora devo essere brava a smaltirla in fretta e concentrarmi sul doppio. Per rifarmi, ci saranno gli altri tornei». r.t. © riproduzione riservata


ELEZIONI Brasca nuovo n.1 della boxe ROMA - Alberto Brasca, 69 anni, bolognese di Budrio, è il nuovo presidente della Federazione Pugilistica Italiana: succede all’uscente Franco Falcinelli, per il quale è stata proposta la carica di presidente onorario. Ad Assisi, Brasca ha prevalso al ballottaggio (307 voti a 245) su Antonio Del Greco. Nel primo turno di votazione presente anche Gualtiero Becchetti (127 voti, contro i 253 di Brasca e i 191 di Del Greco). A Genova, Carlo Croce è stato rieletto presidente della FederVela con 552 voti su 599 (92,1%). Croce è anche n.1 mondiale. Ribaltone alla Federazione Sci Nautico e Wakeboard. Silvio Falcioni, in carica da due mandati, si ferma al 30% dei voti ed è sconfitto dal suo vice, Michele Dell’Olio, avvocato siciliano che è arrivato al 57%. Per Fedele Luzzeri, terzo candidato, solo il 13%.


RALLY Montecarlo il padrone è ancora Loeb MONTECARLO - Sebastien Loeb (Citroën) ha vinto il suo 7º Rally di Montercarlo, prima delle 3-4 gare che il pluricampione disputerà quest’anno, precedendo Sebastien Ogier a 1’35”9 con la debuttante Volkswagen Polo, Terzo Sordo (Citroën) a 3’15”3 davanti a Hirvonen (Citroën) a 4’24”8. Ieri ritirati Neuville (Ford), Novikov (Ford), Latvala (VW) e Hanninen (Ford). Ultime due ps annullate per ragioni di sicurezza, dopo che le forti piogge hanno spinto gli spettatori ad abbandonare la zona in massa. DAKAR Trionfo KTM: Despres SANTIAGO - Cyril Despres (14º nell’ultima tappa ieri) al 5º successo tra le moto nella Dakar, su Faria e Lopez in un arrivo che conta cinque KTM ai primi posti. Nelle auto 1º Peterhansel (Mini), nei quad Patronelli (Yamaha).


IL PROGRAMMA Parodi oggi festeggia con Lube Macerata la partita n. 200 in A MACERATA - (a.p.) Oggi Simone Parodi, 26 anni, schiacciatore di Macerata e della Nazionale, giocherà la partita n. 200 in serie A (38 in A2 con Corigliano, 162 in A1 con Verona, Cuneo e Macerata). Da notare, ha sempre avuto l’attuale tecnico Alberto Giuliani. A1 MASCHILE (15ª giornata) Ieri: BCC-NEP Castellana Grotte-Casa Modena 3-1. Oggi (ore 17.30) BreBanca Lannutti Cuneo-Andreoli Latina (diretta RaiSport 1); (ore 18) Itas Diatec Trento-Altotevere San Giustino, Lube Banca Marche Macerata-CMC Ravenna, Tonno Callipo Vibo-Copra Elior Piacenza, Marmi Lanza Verona-Sir Safety Perugia. Classifica: Trento, Macerata 34; Piacenza 28; Modena 27; Cuneo 26; Latina, Perugia 23; Vibo 20; Castellana 14; San Giustino 11; Verona 8; Ravenna 7. A2 MASCHILE (16ª giornata) Oggi (ore 18) Corigliano-Sora, Monza-Loreto, Città di Castello-Padova, Potenza Picena-Matera, Molfetta-Atripalda, Reggio E.-Ortona; rip. Brolo. Classifica: Città di Castello 37; Sora 23; Molfetta, Atripalda 27; Monza 23; Ortona, Padova 22; Reggio E., Corigliano 21; Brolo 11; Potenza Picena 10, Loreto 9, Matera 7. A1 FEMMINILE (13ª giornata) Ieri: Rebecchi Piacenza-KGS Robursport Pesaro 1-3. Oggi (ore 18) Unendo Yamamay Busto Arsizio-Foppapedretti Bergamo, Duck Farm Chieri-Asystel MC Carnaghi Villa Cortese, Assicuratrice Milanese Modena-Imoco Conegliano, Idea Volley 2002 Bologna-Banca Reale Yoyogurt Giaveno; rip. Chateau d’Ax Urbino. Classifica: Busto Arsizio 27; Bergamo 24; Piacenza 21; Villa Cortese 20; Modena 20; Pesaro 17; Chieri, Urbino 15; Conegliano 14; Giaveno 9; Bologna 1. A2 FEMMINILE (15ª giornata) Ieri: Crovegli-Frosinone 1-3 (22-25, 17-25, 28-26, 23-25). Oggi (ore 18): PaviaMazzano; Casalmaggiore-Marsala; Soverato-San Casciano; Montichiari-Ornavasso; San Vito-Terre Verdiane; Novara-Sala Consilina. Classifica: Novara 36, Casalmaggiore 34, Ornavasso 33, Frosinone 24, Mazzano 22, Pavia e Montichiari 21, Sala Consilina e Soverato 20, Crovegli e San Casciano 18, Terre Verdiane 12, San Vito 8, Marsala 7.


Migliaia a Rimini per ricordare il Sic

Migliaia di persone ieri sera a Rimini per ricordare Marco Simoncelli (foto), che oggi avrebbe compiuto 26 anni. Intanto L'Aquila sarĂ la prima cittĂ  a intitolare una piazza al Sic: il piazzale alla base della funivia che porta al Gran Sasso, meta frequentata dai motociclisti e porta d' ingresso al Parco Nazionale d'Abruzzo, diventerĂ  "Piazzale Marco Simoncelli" (g.fo.)


SLITTINO Zoeggeler risale sul podio WINTERBERG - Armin Zoeggeler torna sul podio di Coppa del Mondo (il 98° in carriera): terzo a Winterberg (Ger) dietro ai tedeschi Moeller e Loch. Settimo David Mair. SCI DI FONDO Ritorno con vittoria per la Bjoergen LA CLUSAZ - Ritorno vincente per Marit Bjoergen nella 10 km tc, dopo quasi due mesi di stop per aritmia cardiaca. 13ª De Martin Topranin. Nella 15 km tc U successo di Poltoranin (Kaz); 9° Di Centa. PALLANUOTO Posillipo sorprende il Savona ROMA - 11ª giornata A1 maschile: Lazio-Acquachiara 8-9, Posillipo-Savona 10-9, Pro Recco-Ortigia 20-5, Bogliasco-Quartu 6-4, Camogli-Florentia 10-16, Nervi-Brescia 7-19. Classifica: Brescia 33; Recco 27; Florentia 24; Savona 19; Acquachiara, Bogliasco 16; Posillipo 15; Lazio 13; Ortigia 11; Quartu, Nervi 9; Camogli 1. DONNE - Andata quarti Coppa Len: Orizzonte Catania-Shturm 2002 (Rus) 11-15. Così in A1 (8ª giornata) Plebiscito Padova-Roma 10-4, Firenze-Rapallo 6-7, Bologna-Ortigia 12-9, Bogliasco-Messina 6-10. ImperiaOrizzonte rinviata al 31 gennaio. Classifica: Rapallo 21; Orizzonte 18; Firenze 16; Mediterranea 14; Messina 11; Plebiscito, Bologna 10; Roma, Bogliasco 6; Ortigia 0. RUGBY Treviso ospita gli Ospreys in Tv HEINEKEN CUP (6ª giornata) Girone 2: Treviso-Ospreys oggi (ore 16; diretta SkySport 2), Leicester-Toulouse oggi. Classifica: Toulouse (Fra) 18; Leicester (Ing) 16; Ospreys (Gal) 11; Treviso 1. CHALLENGE CUP (6ª giornata) Girone 3: Mogliano-Bayonne 0-54. Girone 5: Prato-Grenoble 0-45. TROFEO ECCELLENZA (6ª giornata) Girone A: Viadana-Petrarca 17-13, San Donà-Crociati 17-13. Classifica: Viadana 27; Petrarca 16; San Donà 6; Crociati 5. Girone B: Reggio E.-Lazio 21-34, Fiamme Oro-L’Aquila 32-0. Classifica: Lazio 26; Fiamme Oro 22; L’Aquila 9; Reggio E. 1. Finale: Viadana-Lazio il 24 febbraio. VELA Azzurra difende il titolo a Key West KEY WEST - (e.d.m.) Azzurra, il TP52 che corre con i colori dello Y.C. Costa Smeralda (Vascotto alla tattica e Parada al timone), scende in acqua a Key West, Florida, per difendere il titolo della Super Series vinto lo scorso anno. CICLOCROSS Fontana e Franzoi in Coppa del Mondo (r.q.) Oggi a Hoogerheide (Ola) ultima prova di Coppa del Mondo con i belgi Albert (485 punti) e Pauwels (468) favoriti. Al via anche Fontana, Franzoi, la Lechner, la Arzuffi e la Cauz. GABON, PALINI PERDE LA MAGLIA - (r.q.) Classifica rivoluzionata nella 6ª tappa della Tropicale Amissa Bongo in Gabon con Andrea Palini (62° a 4’55”) costretto a cedere la maglia gialla a Gene (Fra). Oggi conclusione. ATLETICA Tumi agli Europei: 6”61 a Modena MODENA - Michael Tumi ha ottenuto il “minimo” per gli Euroindoor di Goteboprg (Sve), correndo i 60 in 6”61 a Modena. A Fermo, record indoor jrs dell’asta per Roberta Bruni: 4.30 (prec. 4,25 della stessa).


IPPICA Wan e Cross Fade, en plein da applausi La Scuderia Vama e l’allenatore Favero conquistano i due GP alle Capannelle di Mario Viggiani

ROMA - Cielo nerissimo, tempo infame, ma Renzo Dolzan è andato via dalle Capannelle con un sorriso grosso così. Parlava e sorrideva, il titolare della meranese Scuderia Vama, dopo che prima Wan aveva dominato il Grande Steeple-Chase e poi Cross Fade aveva beffato Frammassone nella Gran Corsa Siepi. Non capita tutti i giorni di realizzare un en plein del genere, nella corsa più antica dell’ippica italiana (124ª edizione di un cross da eroi delle piste) e in quella più ricca della breve ma intensa riunione ostacolistica romana. Wan era appena alla terza uscita italiana, dopo l’acquisto a questo punto fortunato in Francia, e in sella aveva Raffaele Romano, che è riuscito ad aggiudicarsi la coppa challenge per il fantino vincitore della corsa per due volte in tre anni. Cross Fade prometteva bene, sui salti, ma un brutto incidente sembrava avergli precluso risultati importanti. Riattrezzato con pazienza, s’è ripresentato con una vittoria a Grosseto in novembre e da allora è sempre migliorato, fino a questo colpaccio (ha pagato 16,43) per il quale ha grande merito Josef Bartos, sistematosi davanti a tutti a scandire il ritmo a suo piacimento invece di subirlo dopo una prima fase di corsa sonnolenta. E così in arrivo ha fatto ciao ciao a un generoso Frammassone, secondo ma lontano dal tris. Allenatore di Wan e Cross Fade è Paolo Favero che, strano ma vero, finora non era mai riuscito a vincere la Gran Corsa Siepi ( «Era l’unico gran premio che mi mancava»). Ah, sul fronte politico vorrebbero Capannelle come sede fissa per cortei e manifestazioni di protesta: ma fateci il piacere... © riproduzione riservata IERI A ROMA (tp) 124º Grande Steeple-Chase di Roma (gr. 3, 30.000 €, m. 4270 cross): 1. Wan (R. Romano), 2. Luxury Baby, 3. Nils, 4. Age of Luck. Distacchi: 1 1/2 - lont. - lont. Tot. 2,96 1,53 1,53 (7,99) Trio 52,42. 65ª Gran Corsa Siepi di Roma (gr. 1, 70.000 €, m. 4100 siepi): 1. Cross Fade (J. Bartos), 2. Frammassone, 3. Sol Invictus, 4. Branit. Distacchi: 5 - 2 1/2 - 2. Tot. 16,43 3,59 1,52 (14,04) Trio 173,46.


OWEN’S CLUB FACILE NEL GP ENCAT TORINO - Il numero all’esterno di tutti non ha fermato Owen’s Club. Con il 7 è rimasto fuori sulla prima curva, ma di fronte è avanzato subito sui primi e il leader Nesta Effe non si è certo opposto, così da favoritissimo (solo 1,40 la sua quota!) ha fatto suo senza problemi il GP Encat. IERI - GP Encat a Torino (gruppo 2, 66.000 €, m. 2100): 1. Owen's Club (P. Gubellini) 14.0, 2. Nesta Effe 14.2, 3. Ok America 14.3, 4. Mirtillo Rosso 14.6. Tot. 1,40 1,21 1,68 1,56 (6,86) Trio 22,26. Non ha corso Linda di Casei. TQQ a Meydan: Tris 2-13-15, quota 188,41 € per vincitori, quota con rit. (n.12) 31,45 €; Quarté 2-13-15, quota 414,93 € per 36 vincitori, quota con rit. 148,62 €; Quinté 2-13-15-5-4, quota 9.155,12 € per 4 vincitori. OGGI - Corse a Firenze (t, 13.45), Pisa (g, 14), Roma (t, 14.45). FRANCIA - Oggi a Vincennes si disputa il Prix du Cornulier (gruppo 1, 700.000 euro): ben 18 partenti nell'Amerique al montato, favorito Tiego d'Etang su Save The Quick. EQUITAZIONE - Valentina Truppa (su Fixdesign Eremo del Castegno) si è piazzata 3ª nel GP e 4ª nella Kur ad Amsterdam (Olanda), 6ª tappa delle World Cup di dressage. Prima nella classifica di Coppa con 67 punti, è già qualificata per la finale di Goteborg (Svezia, 24-28 aprile).


GLI INVESTIGATORI «Lance dopato anche nel 2009» di Roberto Zanni

Tutta la verità, nient’altro che la verità? Probabilmente no, anzi quasi sicuramente Lance Armstrong ha mentito ancora. Nella prima parte dell'intervista-confessione con Oprah l'ex ciclista ha dichiarato di essersi dopato fino al 2005, affermando invece di essere stato completamente pulito nel 2009 e 2010, quando è tornato a correre. Asserzioni che non hanno trovato d’accordo alcuni investigatori che stanno lavorando sul caso. Interpellati da Abc News, hanno sostenuto che « i valori del sangue in gara nel 2009 mostrano chiaramente segni di manipolazione, consistenti in due trasfusioni, con il numero dei globuli rossi salito improvvisamente». Il motivo dell'ennesima menzogna di Armstrong, secondo chi sta indagando, sarebbe per proteggersi da eventuali incriminazioni penali. Tutto ciò che è accaduto fino al 2005, per la giustizia americana, è andato in prescrizione, compreso l'atto di spergiuro. Le autorità federali, la cui indagine è stata chiusa non senza polemiche con un nulla di fatto nel febbraio 2012 dopo un lavoro di due anni, potrebbero a questo punto guardare indietro fino “all'ultimo atto palese”, anche se non c’è volontà per ora di riaprire il caso. DOPING DALL'OLANDA - « Anche alla Rabobank il doping era una pratica diffusa dal 1996 fino all'anno scorso». L'ennesima denuncia, che questa volta coinvolge, dal 1996, la squadra per decenni sponsorizzata dal colosso bancario olandese (collaborazione sospesa nel dicembre scorso in seguito al rapporto dell'Usada su Armstrong) arriva dal quotidiano “NRC Handelsblad” soprattutto per la testimonianza di Thomas Dekker, che oggi fa parte della Garmin-Barracuda: « È stato facile essere influenzati, il doping era pratica diffusa - ha detto il ventottenne olandese - Pensavo che le trasfusioni fossero la strada giusta per vincere, tutti i grandi corridori l'hanno fatto». DALLA TV AL CINEMA - Intanto la Paramount Pictures e la compagnia di produzione “Bad Robot” gireranno un film su Lance Armstrong basato sul libro di Juliet Macur (giornalista del New York Times) che uscirà in giugno. (roz/ecp) © riproduzione riservata


DEKKER A RUOTA DI ARMSTRONG L’olandese accusa: «Anche da noi doping di squadra dal 1996» LO SHOW IN TV «Ma non merito la pena di morte» Potevano mancare le lacrime? No, anzi ci volevano per renderlo finalmente credibile. Così nemmeno Lance Armstrong si è sottratto a una delle regole fondamentali del “talk show a cuore aperto”: la commozione. «Confessione, parte II» ha così raggiunto l'apice della emotività (che in precedenza non si era avvertita quasi per nulla) quando Oprah ha toccato il tasto della famiglia, i figli. « Ho visto mio figlio Luke difendermi - ha raccontato Armstrong - Rispondere ai propri compagni di scuola che quello che dicevano su suo padre non era vero. È stato in quel momento che ho capito che avrei dovuto dirglielo, lui non me l'aveva mia chiesto, si fidava di me». Un momento di pausa, gli occhi lucidi, Armstrong si è aperto: « A Luke l'ho raccontato durante le vacanze di Natale. Gli ho detto: “Ho sempre negato tutto ma è tutto vero, non difendermi più”. È stato calmo e maturo in maniera straordinaria: “Ti voglio bene, sei mio padre, questa cosa non cambierà nulla” sono state le sue parole». Ecco allora che anche Armstrong, bersagliato dalle critiche dopo la prima parte dell'intervista concessa a Oprah Winfrey, si è riscattato (un po') nella seconda (ha negato l'offerta di una donazione alla Usada di 150.000 dollari). La prima serata su Own, il network di Oprah Winfrey, era stata vista da 3,2 milioni di telespettatori: cifra, è stato sottolineato con sarcasmo, inferiore di 1,9 milioni a chi aveva seguito Mob Doctor dramma tv subito cancellato da Fox per bassa audience.

Thomas Dekker, 28 anni, a 22 vinse la Tirreno-Adriatico (Reuters) Lance Armstrong, 41 anni, durante l'intervista con Oprah Winfrey, 59 (Ansa)

PERSI 75 MILIONI - Oprah, alla ricerca di rilanciare la sua tivù, non è riuscita a ritoccare il record stabilito l'anno scorso con l'intervista alla figlia di Witney Houston (300.000 spettatori in più) nonostante uno sforzo finanziario notevole, nemmeno ripagato dalla presenza (mancata) degli sponsor ai quali (i propri) Armstrong ha dedicato una parte dell'intervista: « 75 milioni di dollari persi in un paio di giorni, che forse non torneranno più - ha sottolineato - La Nike mi ha chiamato un mercoledì, dicendo che mi lasciava, poi l'hanno seguita gli altri sponsor». Soldi e demoni con i quali deve confrontarsi. « Mi sento umiliato e mi vergogno: devo affrontare i demoni ma siamo solo all'inizio. La fondazione, Livestrong, per me era come un sesto figlio, vorrei dire loro che capisco la rabbia e che si sentano traditi. Posso solo chiedere scusa e cercherò di far capire loro quanto mi dispiace». PENA DI MORTE... - Poi Oprah gli chiede anche che cosa voglia fare: « Vorrei tornare a gareggiare, ma non al Tour, mi piacerebbe la Maratona di Chicago quando avrò 50 anni. Competere è la mia vita, ma non sto confessando per questo. Meritavo di essere punito ma non merito la pena di morte. Ho avuto una vita complicata, non è una scusa, sto curandomi anche con uno psicologo». Poi Oprah corre tra le immagini di Lance, compresa quella con le sette maglie gialle appese al muro: « Un errore». L'ex moglie Kristin: « Una donna intelligente. Lei sapeva, ma non tutto. L'ho chiesto a lei prima di tornare a gareggiare, mi ha detto di sì, ma con la promessa di non doparmi. Non l'avrei mai delusa». Poi la mamma e il futuro: « Lei è distrutta. Io? Non so se mi rialzerò. Questa vicenda comunque ha fatto di me un uomo migliore. Mi dispiace per quello che ho fatto». ro.z. (ecp) © riproduzione riservata


Manassero «Quello che ci voleva» «Io a scuola ho sofferto, ad altri non deve capitare. Però è solo un primo passo: servono i campus» «I o sono stato fortunato a trovare insegnanti comprensivi, ma la mia vita scolastica è stata complicata: per continuare a giocare a golf mi sono dovuto ritirare dalla scuola pubblica dopo tre anni e diplomarmi da privatista». Per Matteo Manassero, il giovanissimo campione di golf, il liceo a indirizzo sportivo è un’ottima iniziativa che metterà tanti ragazzi-atleti in condizione di non trascurare la carriera agonistica a spese dell'istruzione. Come? «Intanto perché ci saranno almeno professori che conoscono il problema». Vent'anni il 19 aprile, il giovane talento veronese già a 16 era salito alla ribalta mondiale vincendo il prestigioso “The Amateur Championship”, uno dei due maggiori tornei per dilettanti, diventando il più giovane vincitore di sempre nella sua categoria. Tra tre anni a Rio, quando il golf rientrerà nel programma olimpico, Manassero aspira a una medaglia. Ma è stato difficile per lui conciliare scuola e golf: «Io, mi sono trovato nella situazione di tanti ragazzi, “puniti” a scuola perché sportivi. Ma non avevo scelta. Durante l'anno scolastico arrivavo a fare fino a 60 giorni di assenze. Era necessario per andare avanti nel golf». La vita scolastica di Manassero è stata complessa, alla pari di tanti campioni dello sport azzurro: «Tra i banchi di scuola sono rimasto fino al terzo anno, poi ho continuato diplomandomi da privatista. Per fortuna ho trovato una scuola e dei professori comprensivi che mi hanno aiutato: per restare al passo dei più grandi nel mio sport non avevo alternative, dovevo partecipare a gare di selezione e qualificazione con una certa costanza». La scuola per chi fa sport è sempre stato un tema delicato, controverso. «Anche perché quando si è molto giovani non si sa ancora quale sarà la strada che si potrà intraprendere e non si capisce quanto tempo va dedicato allo sport. Nel mio caso - continua Manassero - ho rinunciato a giorni di scuola ma anche a tanto altro. Trovo giusto che ogni atleta si senta in dovere di andare a scuola senza essere costretto a rinunciare alla propria passione agonistica. Il problema resta l'organizzazione scolastica e l'aiuto della scuola rende di certo più facile la vita degli atleti in erba». L'introduzione dei nuovi licei - e soprattutto una loro evoluzione positiva nel tessuto dell'istruzione italiana - va nella direzione già intrapresa da molti Paesi che hanno fatto dello sport un punto di forza. «In Italia siamo ancora indietro rispetto ad altre nazioni in cui esistono campus per giovani atleti, dove vengono educati e istruiti e allo stesso tempo possono continuare a coltivare il loro talento. Ma questo passo va decisamente nella direzione giusta. Se fosse arrivato qualche anno fa, avrei sicuramente sofferto meno». © riproduzione riservata

Francesco Profumo, 59 anni, ministro della pubblica istruzione (tuttora in carica per gli affari correnti) nel governo di Mario Monti (Ansa)


Ha vinto la Di Centa «L’Italia va sul podio anche nella cultura» Il primo via libera del governo ad un nuovo regolamento per l'istituzione dei licei sportivi c'era stato l'8 settembre 2011, su proposta dell'allora ministro dell'Istruzione Gelmini. Il progetto era stato proposto e portato avanti da Manuela Di Centa, campionessa ed olimpionica dello sci di fondo, nella sua veste di deputata Pdl. Oggi che il liceo sportivo è diventata realtà la più felice è proprio lei: «E' un risultato storico per quanto riguarda la scuola e lo sport: Questo indirizzo non è sportivo solo nel senso che si farà più sport, ma perché si studieranno tutte le materie in chiave sportiva. La nuova offerta risponde anche alla necessità di offrire persone preparate per le professionalità emergenti del mondo dello sport». Inizialmente la proposta prevedeva il coinvolgimento di circa 40 scuole. In questi anni è stata decisiva la spinta della Di Centa, membro della commissione Cultura della Camera ai tempi del governo Berlusconi, che tanto si era spesa, con successo, anche per il progetto che introduce l'alfabetizzazione motoria nella scuola primaria. «La riforma è stata un completamento di quella della Moratti, dove il liceo sportivo era solo ipotizzato - ricorda oggi la Di Centa - Per renderlo operativo si sarebbe dovuti passare attraverso commissioni, interpellanze e via elencando. Io invece mi sono incuneata in un percorso più stretto, inserendo lo sportivo tra i licei europei previsti gia dalla riforma». Poi il resto è stato fatto dal ministro Profumo, da sempre assai vicino alle attività multisportive del Cus Torino. «E' una conquista importante per lo sport - aggiunge la Di Centa - Che ci pone all'avanguardia. Ora si potrà dire che l'Italia ha saputo predisporre scuole che valorizzano chi ha la capacità di salire sul podio, anche dal punto di vista culturale». © riproduzione riservata


PIÙ PREZIOSO DI UN’OLIMPIADE Che lo sport, con tutto il suo bagaglio di passioni, competenze e partecipazione meritasse di più dei soliti elogi post-olimpici e post-mondiali; che aspirasse a quel riconoscimento da sempre negato dalle istituzioni quando si tratta di insegnamento e cultura, era cosa nota. Ora che il governo ha varato il decreto giusto in tempo per consentire le iscrizioni ai nuovi licei sportivi, la fantastica realtà dello sport italiano fa un grande passo in avanti. Forse più significativo di quello compiuto alla recente Olimpiade di Londra quando, nonostante le difficoltà della vigilia e una concorrenza sempre più spietata, i nostri atleti sono riusciti a confermarsi tra le dieci superpotenze mondiali dello sport. Oggi l'eccellenza, indiscussa, dello sport azzurro sale finalmente in cattedra anche nelle scuole. Dove dovrebbe essere presente da sempre. Perché stavolta in ballo non ci sono vittorie, medaglie e record da conquistare. Il liceo a indirizzo sportivo non è finalizzato infatti solo alla formazione di giovani che praticano sport a livello agonistico, ma si rivolge anche agli studenti interessati ai valori della cultura sportiva. In questo senso sarebbe auspicabile una maggiore attenzione nei programmi anche per la storia dello sport, in particolare dell'Olimpismo. © riproduzione riservata


Nasce il liceo sportivo, da domani le iscrizioni Servizi di Franco Fava Bistrattato, ignorato o semplicemente sopportato. Sempre più spesso assente dai programmi scolastici, nonostante gli sforzi del Coni di introdurre coi fatti l'alfabetizzazione motoria nella scuola primaria. Finalmente lo sport sale in cattedra e trova piena cittadinanza per la prima volta anche alle Superiori. I licei sportivi sono una realtà. Da domani sono aperte le iscrizioni valide per l'anno scolastico 2013-2014. E' arrivato finalmente al capolinea con due anni di ritardo il lungo iter, figlio della legge Letizia Moratti. Formalmente avviato dall'ex ministro Mariastella Gelmini tre anni fa, per essere rilanciato dall'attuale Francesco Profumo, il nuovo indirizzo di studi è riuscito a concretizzarsi sul filo Sopra, una lezione di atletica leggera. A destra Matteo di lana grazie al continuo sostegno dell'olimpionica dello sci di fondo e Manassero, 19 anni, numero 41 parlamentare Manuela Di Centa. L'ultimo atto del decreto che dà il via libera al della classifica mondiale di golf. liceo specializzato in scienze motorie c’è stato lo scorso 11 gennaio nell'ultima A sinistra Manuela Di Centa, 49, riunione del Consiglio dei Ministri del governo Monti. due volte olimpionica nello sci Saranno i figli del terzo millennio i primi a godere della nuova opportunità. A di fondo (Ap, LaPresse) potersi iscrivere al primo anno del prossimo ciclo scolastico sono infatti i nati nel 2000. Di che cosa si tratta esattamente? Per la prima volta nel nostro ordinamento viene inserito un nuovo indirizzo di studi nell'ambito del liceo scientifico, nel quale sono introdotte due nuove materie: “diritto ed economia dello sport” e “discipline sportive”, in sostituzione di “disegno e storia dell'arte” e “lingua e cultura latina”. La grande novità rafforza ovviamente la presenza dello sport nella scuola. Un piccolo passo verso un modello più articolato e più vicino all'Europa, che favorirà l'affermazione di quella vera cultura multisportiva di cui si sente ancora la mancanza nel nostro Paese. Il varo definitivo del regolamento da parte del CdM è anche il riconoscimento al ruolo che ricopre lo sport nella nostra società, in termini economico-sanitari, ma anche agonistici. Come così bene sintetizzato dal recente Libro Bianco del Coni. © riproduzione riservata


L’IDEA Non solo atleti Sui banchi anche futuri manager È il ministro Profumo a sintetizzare le finalità del nuovo corso: «In realtà questo liceo non è per gli atleti, ma ha un obiettivo diverso che è quello di creare una maggiore attenzione all'educazione fisica e soprattutto di avere una scuola per il management delle attività sportive». Ma Profumo ipotizza anche aperture innovative a favore degli atleti particolarmente impegnati con l'attività agonistica durante l'anno scolastico: «Credo siano necessarie altre attività di supporto, lezioni a distanza e attività di tutoraggio al rientro».


GLI SBOCCHI Obiettivo laurea in medicina e scienze motorie Il liceo sportivo è di fatto una sezione del più tradizionale liceo scientifico. Al termine dei cinque anni il diploma dà accesso a tutti i corsi universitari. Il nuovo corso di studi amplia l'offerta della scuola superiore e si prefigge di coniugare teoria e pratica. L'orario settimanale sarà di 27 ore nel primo biennio e 30 nei tre anni restanti. Mentre la scelta degli sport da studiare e praticare viene rimessa all'istituzione scolastica. Sbocco naturale le facoltà di tipo medico e paramedico e naturalmente quella di scienze motorie.


PER ENTRARE Niente selezioni Basta praticare o amare lo sport La nuova maturitĂ ai raggi X Iscrizioni aperte a tutti. Vale a dire agli studenti che hanno i requisiti per iscriversi al primo anno della scuola secondaria nell'anno scolastico 2013-2014. Per accedere non sono previste prove selettive d'ingresso. Il percorso formativo non si rivolge solo a quegli studenti che si dedicano con assiduitĂ  allo sport agonistico. Ai cosiddetti atleti quindi. Ma anche e forse soprattutto agli studenti interessati ai valori propri della cultura sportiva. Insomma, non si insegnerĂ  solo a battere, nuotare, calciare o correre.


LE MATERIE Istruttori Coni per insegnare le varie discipline Il percorso prevede lo stesso monte ore totale del liceo scientifico, ma al posto di latino, storia dell'arte e disegno, filosofia (quest'ultima non scompare ma diminuiscono le ore settimanali) introduce l'insegnamento di scienze motorie e discipline sportive, quella che una volta veniva chiamata educazione fisica. Ma ci sono anche diritto ed economia dello sport, scienze naturali. Dal secondo anno biologia e fisiologia del movimento. Inoltre vengono attivati programmi di stdio e pratica dei vari sport con l'ausilio di istruttori Coni.


GLI ISTITUTI Saranno 100 almeno uno per ogni provincia Con il decreto istitutivo il governo ha stabilito che inizialmente saranno 100 i nuovi licei sportivi che apriranno i battenti a fine anno: uno per ogni provincia. Con la possibilità di raddoppiare nei grandi capoluoghi quando si andrà a regime. Per alcune province l’avvio potrebbe slittare all’anno scolastico 2014-2015. Gli istituti che apriranno all'indirizzo sportivo dovranno disporre di impianti ed attrezzature ginnico-sportive adeguate. Gli istituti possono se necessario stipulare convenzioni con centri sportivi specializzati.


IL MODELLO È A ROMA Al “Pacinotti” in 573 studiano e corrono Il successo dell'iter legislativo che ha portato al varo dei licei sportivi è stato propiziato anche dai risultati registrati in alcuni istituti che già dal 2008, in via sperimentale, avevano avviato una sezione sportiva dei loro licei scientifici. Grazie all'autonomia scolastica l'indirizzo sportivo è già una felice realtà in alcuni istituti superiori. Primo fra tutti il Liceo Pacinotti di Roma. Aperta nel 2008 una classe di 25 studenti che ora sono prossimi alla maturità, ad oggi nell'istituto ci sono 23 classi ad indirizzo sportivo con 573 alunni tra cui spiccano ben 87 atleti a tutti gli effetti. Un'esperienza che ha fatto scuola quella del Pacinotti. Tanti i trofei vinti a livello La palestra del Liceo Pacinotti, agonistico. Tra questi quello dei Giochi studenteschi di tennis. Una sua uno dei primi a introdurre rappresentativa sbarcherà in aprile in Australia per la rassegna internazionale. l’orientamento sportivo Il Pacinotti è un punto di riferimento, oggi. La preside ideatrice del progetto, Valeria Santagata, collabora da cinque anni con il Miur ed è membro della commissione di 8 esperti coinvolta nella stesura dello schema di regolamento del liceo sportivo. «Gli studenti sono entusiasti e i risultati si vedono - racconta la Santagata - Il liceo sportivo vuol promuovere la cultura dello sport come conoscenza e quindi non si rivolge solo agli atleti. I ragazzi praticano e studiano rugby, nuoto, basket, pallavolo, tennis e tanti altri sport grazie alla collaborazione con le varie federazioni sportive che ci hanno messo a disposizione tecnici ed impianti con un contributo richiesto agli studenti di 30 euro l'anno». Proprio lo scorso ottobre il Pacinotti ha siglato un accordo di collaborazione con la Fidal regionale per la diffusione dell'atletica all'interno della scuola. Nei primi quattro mesi di quest'anno gli allievi del liceo con progetto sportivo di via Montaione seguiranno all'interno dell'impianto Paolo Rosi appositi corsi per l'avviamento all'atletica. Una collaborazione questa, tra la Fidal Lazio e il Pacinotti, che sarà ulteriormente ampliata ora con l'introduzione del corso sportivo. Oltre alle ore di scienze motorie previste dai programmi, gli studenti del Pacinotti partecipano una volta al mese allo sport day, per l'approfondimento delle varie discipline sportive. Nell'ambito del programma studi, gli allievi del Pacinotti hanno la possibilità di aggiungere 6 ore pomeridiane di pratica sportiva. Inoltre ogni disciplina nella propria programmazione annuale inserisce unità didattiche di progetto, fino al 20% del monte ore annuale. Infine, nel triennio le attività di progetto comprendono il conseguimento di brevetti per tecnico, arbitro e giudice gara in varie discipline sportive. © riproduzione riservata


Slittamento al 2014 in certe zone Il primo anno scolastico ufficiale del liceo scientifico con indirizzo sportivo è il 2013-14. Ma in alcune province l’avvio del nuovo corso di maturità potrebbe slittare al 2014-15.


36 mesi per completare il progetto L’iter per la costituzione del nuovo indirizzo scolastico è stato avviato tre anni fa dall’ex ministro Mariastella Gelmini e completato ora da Francesco Profumo.


2 istituti nei capoluoghi piÚ grandi Non è completa la lista degli istituti che adottano il nuovo indirizzo. Deve comunque essercene uno per provincia, con la possibilità di arrivare a due per i capoluoghi piÚ grandi.


Corriere Dello Sport 20/01/2013  

Corriere Dello Sport 20/01/2013

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