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E’ DI DESTRO IL TIRO GIUSTO A Firenze la Roma ritrova il suo bomber. Per i viola tre pali!

Destro (6ª rete stagionale) in gol dopo un mese di Alberto Polverosi

FIRENZE - La Roma va in semifinale dove trova l’Inter, contro cui giocherà tre volte in dieci giorni. Ci va con merito, anche se i tre pali colpiti dalla Fiorentina alla fine delle due ore di sfida intensa, dura e combattuta, farebbero pensare a una qualificazione immeritata. Invece, come gioco e come occasioni la Roma ha portato a casa quanto ha meritato. Non aveva l’attacco titolare, ma ci ha pensato Destro che con questo gol pesante, segnato nel primo tempo supplementare, ha forse dato una svolta alla sua crisi. L’ha vinta anche Zeman, che ha negato la sua fede (la difesa a 4), ma ha messo bene in campo i resti della Roma.

LA NUOVA VIA A 3 - Non ci credeva nessuno, forse nemmeno i giocatori della Roma. L’uomo del 4-3-3 ha detto stop. D’improvviso, nella fredda e umida notte fiorentina Zednek Tra errori e Zeman si è presentato con la difesa a 3, Marquinhos, Burdisso e Castan da destra a occasioni il gol sinistra, poi Piris sulla fascia destra e Balzaretti su quella di sinistra. Una svolta storica partita nel primo tempo nella carriera del boemo, spinto (forse) sulla nuova via dalla disposizione tattica della supplementare Tre Fiorentina e dalla volontà di togliere ai viola l’arma delle sue ali. In effetti Cuadrado non si rossi. In 10 giorni è quasi mai visto (e non solo per merito di Balzaretti e poi di Dodò), mentre Pasqual è Roma-Inter stato un po’ più incisivo, anche se Piris non gli ha concesso troppo spazio. In assoluto, il “triplica” primo tempo della Roma più rimaneggiata della stagione (fuori Totti, Osvaldo e Lamela, il meglio della capitale giallorossa) è stato eccellente per compattezza e solidità in fase difensiva, per sveltezza e insistenza in quella offensiva. La Fiorentina ha colpito una traversa con una punizione di Aquilani, ma la Roma ha costruito più occasioni da rete manovrando palla a terra e sfruttando gli errori in uscita di Migliaccio e Savic.

SVOLTA VIOLA - De Rossi, Florenzi, Pjanic, Destro e Marquinhos hanno avuto la possibilità di piazzare il colpo decisivo, ma senza fortuna, e in una circostanza anche Neto è stato decisivo (su Florenzi). La conferma del portiere brasiliano nonostante la papera di Udine vale anche come bocciatura per Viviano e, insieme alla seconda esclusione consecutiva di Roncaglia (difficile da comprendere), segna una svolta anche in casa viola. Ieri il problema della Fiorentina era, come a Udine, nell’assenza di Pizarro. C’era solo Borja Valero a stabilire i tempi della manovra e ad arricchirla con le sue idee, Migliaccio non appartiene alla stessa linea dei palleggiatori ed era distante dal gioco, ma anche Aquilani offriva dosi minori della sua qualità. Senza la spinta sugli esterni, la manovra faticava a raggiungere Jovetic e Toni.

ERRORI DECISIVI - Nella ripresa la Roma ha sbagliato troppo in zona-gol. Neto ha fatto una prodezza su Florenzi, ma l’errore più pesante è stato di Destro a cui Gonzalo aveva spianato la strada: tiro alto in piena area. Incredibili i 3' di recupero: traversa di Borja Valero e subito dopo respinta sulla linea di Savic dopo un pallonetto di Destro. Che si è rifatto, eccome bene, nel primo tempo supplementare toccando in rete il cross di Pjanic, con tutta la difesa viola piantata in terra. Sul palo, il terzo della serata, centrato da Cuadrado si è fermata la rincorsa della Fiorentina. Per i viola è la terza sconfitta consecutiva, mentre l’ultima vittoria contro la Roma in Coppa Italia è del ‘77 e tale resta. © riproduzione riservata


FIORENTINA-ROMA 0-1 dts FIORENTINA (3-5-2): Neto 7; Tomovic 5 G. Rodriguez 5 Savic 5; Cuadrado 5 Aquilani 6 Migliaccio 5 (20' st Romulo 5,5) Borja Valero 7 Pasqual 6 (1'sts Llama sv); Jovetic 5,5 Toni 5,5 (33' st Ljajic 5). A disp: Viviano, Roncaglia, Camporese, Pizarro, Olivera, Mati Fernandez, Seferovic, Lupatelli. All: Montella 5,5 ROMA (3-4-3): Goicoechea 6,5; Marquinhos 6,5 Burdisso 6,5 Castan 7; Piris 6 (36' st Taddei 5,5) Bradley 6,5 De Rossi 6,5 Balzaretti 6 (14' st Dodò 5); Pjanic 7 (12' pts Tachtsidis sv) Destro 7 Florenzi 7,5. A disp: Svedkauskas, Lucca, Ferrante, Frediani. All: Zeman 7 ARBITRO: Rizzoli di Bologna 5,5 Guardalinee: Stefani e Faverani Quarto uomo: De Marco MARCATORI: 7' pts Destro ESPULSI: 12' sts Taddei (R) per doppia ammonizione, 16' sts Cuadrado (F) e Dodò (R) per reciproche scorrettezze AMMONITI: Florenzi (R), Burdisso (R), Castan (R), Bradley (R), Aquilani (F), Tomovic (F), Savic (F) per gioco falloso, Pjanic (R) e Neto (F) per comportamento non regolamentare. NOTE: paganti 20.003, incasso di € 304.375. Angoli: 10-8 per la Fiorentina. Recupero: 1’ pt, 3’ st, 1’ pts, 3’sts


Neto fa muro Borja Valero è ovunque Poco Jovetic Aquilani, che traversa su punizione! Gonzalo in evidente difficoltà Pasqual non molla fino alla fine di Alessandro Rialti

FIORENTINA NETO 7 - Montella sceglie e manda fra i pali il brasiliano che nella ripresa è formidabile su Florenzi. Niente da fare sulla conclusione da pochi metri di Destro. Poi ancora positivo. Il migliore della difesa. TOMOVIC 5 - Il tecnico viola prende una decisione importante anche in difesa e tiene fuori Roncaglia, poi mette Savic a destra. Gara di enorme sofferenza, meglio in attacco quando di testa fa paura alla Roma. GONZALO 5 - In un reparto che appare in evidente e progressiva difficoltà lui sembra quello più solido ma poi sbaglia clamorosamente e viene graziato da Destro che, dopo, però colpisce al cuore. Una delle sue peggiori prestazioni.

Jovetic, per lui una prova in ombra (Getty Images)

SAVIC 5 - Suo l’errore che offre a Bradley la palla che poi finisce a Destro nella migliore occasione della Roma nel primo tempo. Suo però il salvataggio sulla linea dopo la conclusione a botta sicura ancora di Destro quando mancavano trenta secondi alla conclusione del tempo regolamentare. CUADRADO 5 - E’ meno ispirato rispetto alla prima parte del campionato, però ci prova sempre. Incredibile il palo colpito che poteva valere il pari. Fuori nel finale per una mezza rissa. BORJA VALERO 7 - Da solo è mezza Fiorentina, anzi di più. Gioca ovunque e sbaglia quasi niente. Peccato che sia aiutato quasi esclusivamente dal solo Pasqual. Ma anche soletto riesce a mettere paura alla Roma e il palo in pieno recupero gli nega il gol. MIGLIACCIO 5 - Non fa gioco e appare leggero anche in fase difensiva. Una gara terribilmente anonima. ROMULO 5,5 - Si agita. E basta. AQUILANI 6 - Bellissima la punizione che si stampa sulla traversa. Meglio in attacco che nella costruzione del gioco. Ancora sotto tono. PASQUAL 6 - Un altro viola che non molla e che pare avere ancora la forza e la velocità di inizio stagione. Corre per tutto il campo e mette pressione continua. JOVETIC 5,5 - Butta via all’undicesimo un clamoroso regalo mettendo alto l’omaggio giallorosso. Poi entra dentro la partita e per fermarlo fioccano i gialli. Sbaglia molto, però è l’unico che mette pressione alla Roma. Ma da lui non ci si aspetta la corsa, l’impegno, la fatica. C’è qualcosa di sbagliato nel modo nel quale utilizza le sue qualità. TONI 5,5 - Parte benino, prova a far salire la squadra ma si spegne progressivamente e senza incidere.


LJAJIC 5 - Meno di una carta velina. MONTELLA (all.) 5,5 - Tre pali colpiti sono tanti e il rimpianto giustificato, ma è la terza sconfitta consecutiva ed è indiscutibile che qualcosa sta scricchiolando. © riproduzione riservata


di Andrea Santoni

Gol annullato a De Rossi per fuorigioco: scelta ok Primo tempo con molti fuorigioco: all’8’ Jovetic (che rischia il giallo calciando dopo il fischio di Rizzoli), poi Castan, Toni,Tomovic e Cuadrado. Al 36’ primo giallo: tocca giustamente a Florenzi per un fallo su Jovetic. JoJo che costringe al giallo Burdisso 3’ dopo. Severo il cartellino a Pjanic per proteste in chiusura di tempo. SECONDO TEMPO - Piovono gialli sulla Roma. Quello a Castan non pare motivato, quello a Bradley è corretto. Ammoniti viola: Aquilani e Tomovic, per falli su Bradley. Dubbio fuorigioco di Borja Valero, solo davanti a Goicoechea. Punizione di Pjanic, colpo di testa di De Rossi, gol ma il guardalinee Stefani vede bene: fuorigioco. Un errore clamoroso di Gonzalo lancia Destro. Il viola si attacca alla sua maglia e la lascia fuori area al momento del tiro sbilenco. Brutto finale con tre rossi.


Sesta rete stagionale per Mattia Destro, che era a secco dall’11 dicembre: per l’ex centravanti del Siena quattro gol in campionato (uno a Palermo e Pescara, due al Siena) e due in Coppa Italia (all’Atalanta e ieri alla Fiorentina). Per la Fiorentina invece è arrivata la terza sconfitta di fila, dopo i due ko in campionato, contro Pescara (0-2) e Udinese (1-3). Confermata ieri al Franchi la serie positiva della Roma in Coppa Italia nei confronti dei viola, che non battono i giallorossi dal 4 settembre 1977 (1-0 a Roma con una rete di Desolati). Da allora in sei incroci - compreso quello di ieri - hanno sempre prevalso i giallorossi.


Castan domina Grinta De Rossi Bradley attento Super Florenzi Burdisso: una prestazione da leader Pjanic ok: semplice, ma elegante Marquinhos, altro esame superato Dall'inviato Roberto Maida

Goicoechea 6,5 - Coraggioso, reattivo e amico dei legni: tre volte viene salvato da qualcuno che gli vuole bene. Marquinhos 6,5 - Con Jovetic non è facile, eppure dopo una mezz'ora di apprendistato la sua partita cresce di livello. Burdisso 6,5 - Protetto da due scudieri rende meglio perché può valorizzare le sue caratteristiche di leader.

De Rossi va in copertura su Toni (Getty Images)

Castan 7 - Prevale in quasi tutti i contrasti. E offre un contributo anche in costruzione. Piris 6 - Si inserisce poco, forse per non farsi infilare da Pasqual. Ma in fase difensiva controlla bene. Taddei (36' st) 5,5 - Non giocava da quattro mesi, aiuta la squadra a respirare ma si fa cacciare ingenuamente. Bradley 6,5 - Attento e preciso, con la solita predisposizione al pressing. Vanifica con due sciocchezze altrettanti contropiede. Ma avvia l’azione del gol. De Rossi 6,5 - Il suo rientro è efficace, tanto più in un centrocampo a quattro che gli lascia libertà nel fraseggio e tempo per il palleggio. Cala però alla distanza. Balzaretti 6 - Convive con un problema muscolare e alla lunga deve arrendersi. Dignitoso comunque. Dodò (14' st) 5 - Per poco non rimette in corsa la Fiorentina, poi è espulso. Pjanic 7 - Elegante nella sua semplicità. Più trequartista che ala, è sempre nel vivo del gioco e con il suo talento costruisce spesso la tela. Spaventa la curva Fiesole con una punizione che gira vicinissima al palo di Neto e poi la ammutolisce firmando l'assist vincente. Ammonito, sarà squalificato. Tachstidis (11' pts) sv. Destro 7 - Se l'è meritata. Litiga un po' con il pallone, spinge e ripiega, inciampa e sbaglia. Impreziosisce la partita con una giocata (tiro angolato) che avrebbe preteso più fortuna e un assist perfetto per Florenzi. Poi si guadagna un rigore che non vuole valorizzare per onestà, cadendo. Il gol toccasana che chiude l'incubo arriva nei supplementari: bentornato. Florenzi 7,5 - Preziosissimo. Attaccante per la prima volta, sceglie quasi sempre i movimenti giusti e gioca un grandissimo secondo tempo. Peccato solo che gli manchi il guizzo decisivo: a inizio ripresa spara addosso a Neto il pallone della vita.


Zeman (all.) 7 - Pizzicotto, please: difesa a tre? Aveva cambiato tante cose di sÊ nella prima parte di stagione, anche sul piano tattico, ma questa novità era davvero inimmaginabile. Un'aspirina da medico di pronto soccorso che sorprende Montella. L'arbitro Rizzoli 5,5 - Guida con rigore una partita nervosa: vista la rissa finale, non è bastato. Ben assistito sul gol annullato a De Rossi. Š riproduzione riservata


«UNA ROMA DA BATTAGLIA» Zeman: Ho visto una squadra decisa a giocarsi la partita Destro? Speriamo che questa rete lo abbia sbloccato Dall'inviato Alberto Ghiacci FIRENZE - Centoventicinque minuti - compreso il recupero - non hanno scalfito la serafica serenità di Zdenek Zeman, dopo la vittoria sulla Fiorentina: «Non eravamo tutti, però eravamo decisi di giocarci la partita. E’ normale quindi che abbiamo subìto ma i ragazzi si sono sacrificati tanto e siamo riusciti a vincere». Mattia Destro ha firmato il gol che ha fatto volare la Roma nelle semifinali dove mercoledì affronterà l’Inter all’Olimpico. Zeman ha solo parole dolci per il ragazzo arrivato dal Siena: «Destro è un giocatore importante. Ha avuto anche altre occasioni, speriamo che si sia sbloccato e che in futuro possa riuscire a fare di più». «Avevamo molte assenze e quindi abbiamo sofferto Ma i ragazzi si sono sacrificati tutti»

TOTTI, VOGLIA DI ESSERCI - Ma bisogna necessariamente procedere con cautela. Francesco Totti ha lavorato anche ieri a Trigoria: lavoro in palestra, fisioterapia e impegno per recuperare dall'elongazione al retto femorale sinistro La gioia dei giocatori della che lo ha bloccato durante il riscaldamento della partita di Catania. Al Roma: è in semifinale di Coppa Massimino il capitano giallorosso si è fermato per la prima volta in carriera durante la fase di preparazione a una partita, a pochi minuti dal fischio di inizio. E nell'occasione è stato costretto al primo forfait di questa stagione in cui fino a domenica scorsa le aveva giocate tutte. Con quella di ieri sono tre le assenze di Totti finora: una in campionato e due in Coppa Italia. LAVORO - Il numero 10 della Roma le sta tentando tutte per non far salire il numero di partite saltate e presentarsi in campo domenica sera, nel posticipo, quando all'Olimpico arriverà l'Inter di Stramaccioni. L'obiettivo è quello di provare a correre sul campo già oggi e, se tutto procede senza intoppi, unirsi al resto della squadra domani, quando mancheranno due giorni alla 2ª giornata di ritorno del campionato. La situazione relativa alla coscia sinistra di Totti sarà seguita e monitorata di ora in ora perché nessuno è intenzionato a rischiare nulla: il pericolo, in guai muscolari come quello del capitano, è di doversi trovare a gestire un infortunio più grave. PRONTO - Nel frattempo ha quasi recuperato del tutto Osvaldo. Il centravanti italo-argentino si era bloccato la settimana scorsa in allenamento, dopo un contrasto con Burdisso che gli aveva provocato un ematoma al ginocchio. Anche Osvaldo ha lavorato ieri a Trigoria e già oggi proverà ad allenarsi al pari dei compagni. La sua presenza contro l'Inter, comunque, non sembra in dubbio. Insieme a lui domenica sarà di nuovo a disposizione anche Lamela, che ha saltato la sfida di Firenze per scontare l'ultima giornata di squalifica in Coppa Italia (due turni rimediati per il rosso della scorsa stagione, quando reagì a Chiellini in Juve-Roma 3-0). Saranno di nuovo a disposizione anche Perrotta e Lobont, che ieri non hanno seguito la squadra, tra risentimenti e febbre. ZAGO - Nel frattempo a Trigoria si è visto anche Zago. Dopo aver svolto visite mediche e risolto le pratiche per essere tesserato il brasiliano sta per iniziare la sua collaborazione con la prima squadra, a stretto contatto con Zeman. Non sono state ancora chiarite le mansioni, tra collaborazione tecnica e lavoro con la colonia brasiliana. © riproduzione riservata


MERCOLEDÌ ROMA-INTER

Semifinali: si parte martedì con Juve-Lazio CHIUSI i quarti, nella prossima settimana partono le semifinali, l’unico turno della Coppa Italia che si svolge con andata e ritorno. Il programma: Martedì 22 Juve-Lazio; mercoledì 23 Roma-Inter. Così il ritorno: Martedì 29 Lazio-Juve; mercoledì 30 Inter-Roma. Il ritorno in casa della squadra col numero più basso nel tabellone, ma poiché due società col medesimo campo (Lazio e Roma) hanno concomitanza di gare all’Olimpico, secondo il regolamento quella meglio piazzata nello scorso campionato (Lazio) ha il diritto di giocare il ritorno in casa. Nelle semifinali, in caso di parità nei 180’ valore doppio alle reti in trasferta; se sussiste parità, supplementari (anche qui valore doppio alle reti esterne) ed eventuali rigori. Serie A: il 27 febbraio Roma-Cagliari CON la qualificazione dei giallorossi, diventa ufficiale il rinvio a mercoledì 27 febbraio di Roma-Cagliari della 23ª di campionato (la gara era stata anticipata a venerdì 1 febbraio perché il 3 all’Olimpico c’è Italia-Francia del Sei Nazioni di rugby). Roma-Inter 2 volte all’Olimpico in 4 giorni ROMA e Inter si affrontano all’Olimpico in campionato domenica prossima e in Coppa Italia mercoledì 23.


«BUONA FIORENTINA MA...» Montella: Bene la prestazione, però in area serviva qualcosa in più FIRENZE - Sfortuna, ma anche poca concretezza. L’analisi di Vincenzo Montella è lucida: «Solo sfortuna? Ditelo voi... So che la Fiorentina ha fatto una buonissima partita con un avversario di valore. La mia squadra ha tenuto bene il campo, ha creato delle occasioni importanti. Certo, in area servirebbe qualche caratteristica diversa rispetto a quelle che abbiamo... Nervosismo nel finale? E’ stato solo un equivoco, è scivolato uno steward e i giocatori in campo hanno frainteso» . NESSUN ACCORDO - Ma solo la consapevolezza di voler lavorare tutti nella stessa direzione, Comune di Firenze e ACF Fiorentina. E un crescente ottimismo. Il nuovo stadio, con annessa mini cittadella «Abbiamo tenuto il nell'area Mercafir, è un progetto che piace ma prima di passare alla fase operativa serve ancora tempo. Lo ha campo contro una ribadito anche il sindaco Matteo Renzi, ospite ai rivale di grande valore Nervosismo microfoni di Lady Radio: «Non possiamo parlare di nel finale? Soltanto accordo - ha detto - anche perché tra Comune e Un contrasto tra Cuadrado e un equivoco» Fiorentina c'è una procedura pubblica da rispettare. Non Balzaretti sotto gli occhi di ho ancora ricevuto una proposta dai Della Valle in Montella (Sestini) La rissa fra e Dodò, entrambi questo senso. Spero, penso e credo che ne arriverà una. Qualora ci dovesse Cuadrado espulsi (Sestini) essere, nel pieno rispetto delle procedure, il Comune è pronto a farsi in quattro per far si che tutto ciò diventi realtà. Credo che ci siano le condizioni per fare una gigantesca operazione di investimento sulla città. Lì c'è uno spazio che va oltre lo stadio, un'area nella quale poter realizzare una grande operazione economica e di investimento per la città». L'ottimismo dunque non manca. A PICCOLI PASSI - Lo aveva ribadito pure il patron Andrea Della Valle in occasione del brindisi di auguri prima delle festività natalizie. «Con il ritorno di Matteo Renzi in pianta stabile a Firenze - disse - avremo modo di parlare e di tornare a rivedere i piani per quello che riguarda un progetto che ci è sempre stato caro. Procediamo. A piccoli passi. Tempo fa eravamo al trenta per cento di possibilità, adesso siamo al cinquanta. Magari intorno a febbraio saremo al 70». Lo ha confermato pure il presidente esecutivo Mario Cognini, anche qualche giorno fa: «Stiamo monitorando la situazione. Ci sono... lavori in corso. Abbiamo volontà e determinazione». Le parti continuano a parlare e nelle prossime settimane potrebbe arrivare l'accelerata decisiva. In tal caso, si aprirebbe la gara pubblica e si potrebbe passare quindi alla fase operativa. Intanto, continuano come da programma, i lavori di ristrutturazione all'interno del Franchi. LARRONDO - E' arrivato a Firenze il suo manager per limare gli ultimi dettagli. Marcelo Larrondo al più tardi domani mattina verrà ufficializzato. Oggi Gustavo Ghezzi, l'agente del calciatore, si incontrerà nuovamente con la dirigenza viola e verrà perfezionato il tutto. Sempre oggi sarà sancito l'accordo tra Fiorentina e Genoa per Olivera. NSEREKO - Lo avevamo lasciato in Thailandia, arrestato per aver finto il proprio sequestro dal quale rimediare danaro per pagare due prostitute. Savio Nsereko è un nuovo giocatore del Viktor Colonia, squadra che milita nel corrispettivo teutonico della C2 italiana. Ha firmato un contratto fino al 2014 rescindendo dalla società viola. Atc


SERATA DI FORTI EMOZIONI ALLA FINE È FESTA PER I CENTO ROMANISTI La città risponde, ma i viola non ripartono. La Roma invece sorride con i suoi tifosi FIRENZE - Fa freddo, molto freddo. Eppure Firenze risponde presente all'appello della Coppa Italia. La Curva Fiesole è praticamente gremita, la tribuna coperta accoglie parecchia gente e anche la Maratona si difende. Ventimila spettatori di questi tempi e di queste situazioni non sono affatto pochi. E colpisce la partecipazione collettiva: tra le altre cose, è evidente la voglia di cancellare le sconfitte con Pescara e Udine riannodando il filo dei successi. Uno striscione per ricordare Julinho eroe dello scudetto del ‘56 a dieci anni dalla scomparsa

GIULIETTA SI', ROMEO NO - E proprio nella curva simbolo del tifo viola c'è spazio per due striscioni, all'insegna dell'ironia l'uno e del doveroso omaggio l'altro, entrambi firmati dal 7Bello. «Solo Giulietta, basta Romeo», recita quello che vuole mettere all'indice con ironia la direzione dell'arbitro veronese domenica a Udine. «Dieci anni sono passati, gli eroi mai dimenticati, Julinho uno di noi», quello che testimonia affetto e indelebile ricordo nei confronti del campione brasiliano, scomparso l'11 gennaio 2003, che fu tra i protagonisti più celebrati e amati dello scudetto 1956: il video sul maxischermo dedicato dalla Fiorentina a Julinho vale più di mille parole. GRIDO DI BATTAGLIA - Poi, a prendere il sopravvento è ovviamente la partita. Presenti nel settore ospiti un centinaio di sostenitori giallorossi: saranno loro a fare festa con la Roma che, dopo i lunghi supplementari, corre sotto il settore ospiti. I fischi all'annuncio della formazione schierata da Zeman sono i fischi che accompagneranno ogni azione di De Rossi e compagni, mentre è alto e continuo l'incitamento per la Fiorentina. Il coro "Forza viola alé" di tutto lo stadio dà il via alla contesa. Che scorre via equilibrata. La traversa colpita da Aquilani su punizione è il sussulto che scuote il Franchi e tramortisce le speranze di giocarsi la rivincita contro l'Inter nel bis della semifinale 2010. Ma la Fiorentina ci crede, i suoi tifosi di più e spingono, spingono i viola. Non bastano i due recenti e inattesi passi falsi in campionato per interrompere il nuovo cammino della squadra di Montella. atc


GUARDIOLA SÌ AL BAYERN Contratto triennale da 8 milioni a stagione di Enzo Piergianni

BERLINO - Clamoroso cambio della guardia sulla panchina del Bayern: dalla prossima stagione il nuovo timoniere dell'ammiraglia della Bundesliga sarà Pep Guardiola come successore del 67enne Jupp Heynckes a fine carriera. L'annuncio è stato dato ieri dall'amministratore delegato Kalle Rummenigge: «Siamo lieti di annunciare di essere riusciti ad ingaggiare Pep Guardiola che era stato contattato e blandito da molti club prestigiosi. Guardiola è uno degli allenatori di maggior successo del mondo e siamo certi che egli darà molto splendore non solo al Bayern, ma a tutto il calcio tedesco». Nelle sue parole risuonava con toni trionfali il piacere di avere lasciato con un palmo di naso gli altri blasonati pretendenti alla firma di Guardiola. «E' il tecnico più corteggiato del pianeta» , per dirla con l'enfasi della Beffati gli altri top «Suddeutsche Zeitung» che ha elencato i due club di Manchester, il Chelsea, il Paris SG club. Domani il e il Milan come i club rimasti a bocca asciutto. compleanno del tecnico e la presentazione

IL COLPO - Ha immediatamente oscurato le altre notizie del giorno, compresi i primi aiuti militari della Germania alla spedizione francese in Mali. L'intera Bundesliga freme d'orgoglio. Il Borussia Dortmund è stato il primo a congratularsi con i rivali monacensi. Il contratto è già stato firmato: triennale fino al 2016. Guardiola avrà tempo fino a luglio per imparare il tedesco. Sarà il secondo successore straniero di Trapattoni, dopo Van Gaal, anche lui ex Barcellona. Sull'ingaggio, solo indiscrezioni. Dicono che l'assegno annuo dovrebbe oscillare intorno agli otto milioni di euro. Ma non è chiaro se possa trattarsi di un compenso lordo, come in genere viene comunicato in Germania, oppure al netto delle tasse. In tal caso, non avrebbe nulla da invidiare alla retribuzione di Ancellotti e Mourinho. Comunque, tre milioni in più rispetto al lordo di Heynckes, che è il più pagato in Bundesliga. La scelta tedesca sarebbe stata determinata dalla solida struttura societaria e dalla costante crescita economica del Bayern, nonchè dal valore dei giocatori: da Ribery a Robben, Gomez, Lahm, Schweinsteiger e tutti gli altri nazionali tedeschi e stranieri. Guardiola avrebbe individuato nel Bayern l'occasione migliore per dimostrare al mondo di essere capace di conquistare i successi più prestigiosi anche senza Lionel Messi, Iniesta e soci. FIRMA SUL CONTRATTO - E’ avvenuta diversi giorni fa, ma doveva restare segreta fino al momento in cui Heynckes avrebbe ufficializzato la decisione di chiudere la carriera. Per questo si è tentato di depistare i media, al punto di smentire seccamente da parte del Bayern lo scoop di Sky Italia (evidentemente meglio informato dei colleghi tedeschi di Sky Deutschland) e di sentire, ancora l'altro ieri, Guardiola che si proclamava «incantato» dal richiamo della Premier League. Ora conosciamo la verità. Sui dettagli ci si potrà informare presto direttamente dai protagonisti, se davvero, come prevedono fonti tedesche, Guardiola domani, nel giorno del suo compleanno (42 candeline) sarà presentato alla stampa a Monaco di Baviera. IL PRECEDENTE - Guardiola ha vinto la sua unica sfida col Bayern, nei quarti della Champions 2008/09. Con i bavaresi, anche Luca Toni e Massimo Oddo. Il Barcellona vinse 4-0 in casa e pareggiò 1-1 nel ritorno all'Allianz Arena, dove però in panchina l'antagonista di Klinsmann fu Villanova, perché Pep scontava in tribuna la sua espulsione per proteste nell'andata. Per lui, l'Allianz Arena è ancora tutta da scoprire. © riproduzione riservata


UN’ALTRA MEDAGLIA PER LA BUNDESLIGA di Francesco Ufficiale Per fare un grande spettacolo servono grandi interpreti. Dopo il tempo in cui i dirigenti del calcio tedesco sono stati costretti a fare le formiche, puntando sulla valorizzazione dei vivai e sulla crescita dei giovani, è finalmente arrivato quello nel quale si può vivere da cicale. Il fine giustifica i mezzi, soprattutto nella rincorsa per diventare il primo campionato del Vecchio Continente. E con l’ingaggio di Pep Guardiola, la distanza con la Premier League inglese si può accorciare. La Germania, insomma, oltre che sul piano economico vuole essere Paese guida in Europa anche nel football. Dal punto di vista dell’organizzazione, la Bundesliga già da diversi anni è all’avanguardia. Se il calcio è lo specchio di una Nazione, in un mondo in cui ormai non si può più vivere senza internet, il sito della Bundesliga è lo specchio del calcio del futuro. «Calcio ricco mi ci ficco!», avrà pensato Guardiola quando è stato contattato nel suo «buen retiro» di New York dai dirigenti - Beckenbauer? Hoeness? Rummenigge? del Bayern, il club più facoltoso di Germania. Stadio all’avanguardia, malgrado l’Allianz Arena abbia ormai otto anni di vita, squadra che è una bella miscela di giovani e giocatori d’esperienza. E, in pasato, un tecnico, Van Gaal, che ha già insegnato a Monaco di Baviera il «fussball» in stile Barça. Pep è stato convinto dal progetto, perché sa che in Germania esso viene portato a termine, comunque. E quello del Bayern mette al primo posto la Champions League, sfuggita in casa nel maggio scorso per un rigore finito sul palo. © riproduzione riservata


HA VINTO TUTTO IN QUATTRO ANNI DI BARCELLONA Pep ha sorpreso ancora di Andrea De Pauli

BARCELLONA - Tutti lo vedevano già su una panchina nobile della Premier League, ma ancora una volta Josep Guardiola i Sala, per tutti Pep, ha scelto una destinazione meno scontata. Guardiola ha scelto il Bayern Monaco perchè « è stato il migliore progetto » che gli è stato sottoposto, ha detto il suo procuratore, Josè Maria Orobitg. « Ha scelto il Bayern perchè tra tutte le squadre che si sono fatte avanti, quella tedesca ha presentato l'offerta migliore », ha detto Orobitg alla EFE. « Il Bayern - ha aggiunto - non è il club che ha offerto di più e Guardiola ha scelto questo club per il potenziale e i suoi giocatori. Pep ha firmato prima di Natale, intorno al 20 dicembre ». PROFETA IN PATRIA - Catalano di Sampedor, che poco tempo fa gli ha dedicato lo stadio cittadino, Guardiola è nato il 18 gennaio del 1971. La porzione più rilevante e Il suo procuratore formativa della sua esistenza l'ha trascorsa a Barcellona. Entrato nel 1984 nella «Ha scelto il celeberrima cantera blaugrana, sette anni dopo era già il perno del Dream-team di Johan progetto migliore non i soldi. La firma Cruyff. 6 Ligas, 2 Coppe del Re, una Coppa dei Campioni, una Coppa delle Coppe, tra il il 20 dicembre» 1990 e il 2001, oltre all'Olimpiade domestica del 1992, i trofei più importanti conquistati da Pep, prima di un finale di carriera da giramondo, che l'ha portato sui prati di A, con Brescia e Roma, su quelli del Qatar, con l'Al-Ahli, fino alla traversata oceanica, per chiudere, in Messico, con i Dorados di Sinaloa. Se possibile, ancor migliore la carriera da tecnico. Quattro anni tutti in blaugrana, a partire dal giugno del 2008, dopo un anno di gavetta nel Barça B, coinciso con una promozione in Terza Divisione. 14 titoli sui 19 disputati, con una prima «temporada» da favola, conclusa con un irripetibile 6 su 6. 249 panchine con la prima squadra, una percentuale di vittorie del 72%, la bellezza di 638 gol realizzati contro gli appena 81 incassati testimoniano solo parzialmente la grandezza del Pep-team, la miglior squadra del nuovo millennio, riconosciuta universalmente come il miglior Barça della storia. COLPI DI SCENA - Un quadriennio intenso, ma al contempo logorante che, complice la burrascosa convivenza, nel medesimo torneo, con l'antagonista principe Mourinho, ha spinto Guardiola ha propendere per un anno sabbatico lontano dai riflettori, nel cuore di Manhattan. Nelle ultime ore, qualche maligno ha insinuato che nella scelta teutonica possano aver pesato anche le dichiarazioni rilasciate dallo Special One, alla vigilia delle semifinali di Champions dello scorso anno, quando il portoghese aveva assicurato che, non sapendo parlare tedesco, non avrebbe mai allenato in Bundesliga. La decisione di Pep, per certi versi sorprendente, è stata introdotta da altri elementi che hanno stupito, e non poco, la Spagna pallonara, ad iniziare dalla risposta a chi gli domandava proprio del Bayern, lo scorso 7 gennaio, quando a Zurigo ha annunciato il pronto ritorno. «A Monaco c'è già Jupp Heynckes. Sarebbe una mia mancanza di rispetto parlare, in questo momento, con qualsiasi squadra che abbia già un allenatore». Un'altra novità è anche la durata del contratto. A Barcellona firmava di anno in anno, ribadendo che «se fosse possibile, firmerei di sei mesi in sei mesi». Adesso si attendono le prime mosse. Il 17 giugno del 2008, quando fu presentato da Laporta, lasciò tutti di sasso, annunciando la volontà di cacciare le stelle Deco, Ronaldinho ed Eto'o. I fatti gli hanno dato ragione. Vediamo, ora, che accadrà con Ribery e Robben. © riproduzione riservata


I bavaresi volano verso il titolo n. 23 +12 sul Borussia Molto probabilmente, Pep Guardiola, erediterà una squadra fresca vincitrice della Bundesliga (e sarebbe per la 23ª volta, un record). All’inizio del girone di ritorno (che comincerà domani), il Bayern guida la classifica con 42 punti (13 vittorie, 3 pareggi e una sconfitta), 9 in più del Bayer Leverkusen, 12 in più dei campioni del Borussia Dortmund. L’undici di Heynckes ha anche il miglior attacco (44 gol) e la migliore difesa (7 reti incassate). Negli ottavi di Champions League i bavaresi affronteranno l’Arsenal.


E Rijkaard (ex Barça) è stato cacciato dall’Arabia Saudita Frank Rijkaard non è più il ct della nazionale dell'Arabia Saudita. L'olandese, ex stella del Milan ed ex tecnico del Barcellona, è stato esonerato ieri, a causa dell'eliminazione della Coppa del Golfo già al primo turno. Rijkaard era in carica da luglio 2011, quando aveva firmato un triennale in cambio di una cifra totale di 6,8 milioni di euro. Il suo contratto prevedeva un indennizzo di 3 milioni di euro in caso di esonero, che il «patron» di tutto lo sport saudita, il Principe Nawaf Ben Fayçal, si sarebbe detto «ben felice» di pagare all’olandese.


MOU TENTA IL DIAVOLO Secondo il Sun sostituirà Allegri. Intanto ora Rijkaard è libero Dalla redazione Furio Fedele MILANO - Tanto clamorosa quanto difficilmente realizzabile, dall’autorevole «Sun» è rimbalzata ieri la notizia che Mourinho potrebbe diventare il nuovo allenatore del Milan nella prossima stagione. Un’ipotesi suggestiva, è vero, che però si scontra, almeno in questo momento, contro due ostacoli difficilmente superabili: l’ingaggio (1 milione netto al mese) percepito attualmente dal tecnico portoghese al Real Madrid e la dichiarata fede...nerazzurro dello Special One che ha sempre giurato amore eterno e fedeltà assoluta all’Inter di Moratti. A queste due situazioni bisogna aggiungere che Allegri è ancora sotto contratto con il Milan fino al 30 giugno 2014 Mourinho lascerà il (5 milioni di euro lordi il suo compenso). Real: probabile però al momento un suo ritorno in Inghilterra

OUT&IN - Quindi nel giorno dell’annuncio di Guardiola nuovo allenatore del Bayern Monaco, ecco che la leadership delle preferenze milaniste per la prossima stagione è stata abbandonata da Pep e prepotentemente occupata da Mourinho. Almeno per quello che lo riguarda una cosa è certa: a fine stagione lascerà il Real Madrid, anche se la destinazione più probabile sembrava ancora una volta quella della Premier League, con il Manchester City in vetta alle preferenze del tecnico portoghese.

RIJKAARD - Ma è sempre di ieri la notizia di un’altra minaccia che potrebbe turbare i sonni di Allegri. L’Arabia Saudita ha esonerato Frank Rijkaard. L'ex-campione milanista era in carica dal luglio 2011, quando aveva firmato un triennale in cambio di una cifra totale di 9 milioni di dollari (circa 6,8 milioni di euro). Il suo contratto prevedeva una clausola che stabiliva un indennizzo di 4 milioni di dollari (circa 3 milioni di euro) in caso di esonero. Il nome di Rijkaard era stato accostato più volte al Milan lo scorso autunno quando la panchina di Allegri era in bilico, ma l’ingaggio importante riconosciutogli dall’Arabia Saudita era fuori dalla portata del club di via Turati. Inoltre Rijkaard, in caso di dimissioni volontaria, avrebbe dovuto a sua volta pagare una penale altissima.

PERICOLO - Sicuramente le quotazioni di Allegri sono improvvisamente risalite lunedì scorso dopo la pubblica riabilitazione (fatta su Sky Tg 24) da parte del presidente Berlusconi che ha negato, dopo averlo messo pericolosamente in bilico una settimana in prima, che il destino di Allegri sia esclusivamente legato ai risultati ottenuti questa stagione. Quello minimo dal quale non vuole prescindere il club di via Turati è rappresentato dal terzo posto, l’ultimo disponibile per poter partecipare, seppur affrontando il turno preliminare, alla Champions League 2013-2014.

LISTA - Quella dei possibili pretendenti alla panchina di Allegri è sempre piuttosto robusta. Mourinho e Rijkaard, almeno in questo momento, dividono il podio dei «grossi calibri» insieme a Spalletti. Donadoni appare l’ outsider più pregiato e probabile ma non sono da sottovalutare le candidature del cittì dell’Under 21 Mangia (sponsorizzato da Arrigo Sacchi), di Seedorf, di Gattuso e di Van Bommel. Ma tutto dipenderà dal risultato finale di questa stagione. Allegri vuole restare e farà di tutto per ottenere questo obiettivo... © riproduzione riservata


IL RITORNO IN ROSSONERO DIPENDE DAL BRASILIANO Sorpresa Kakà: a cena con i milanisti Dalla redazione MILANO - Anche quella di ieri è stata una giornata interlocutoria sul fronte del mercato invernale del Milan. L’ad Galliani ha lasciato in serata il suo ufficio in via Turati al termine di una serie di incontri dove si sono avvicendati il consulente per il mercato spagnolo Ernesto Bronzetti, l’agente Fifa Paolillo (che cura gli interessi di Kakà), il presidente dell’Empoli Corsi (è stato perfezionato l’accordo per Saponara) e il diggì del Bari Angelozzi (per Bellomo). IPOTESI - Galliani è stato abbastanza chiaro affrontando i cronisti, anche se la situazione mercantile milanista appare ancora magmatica. «Beckham è solo una suggestione, ma è “no” al 99,9% - ha detto l’ad milanista Kakà invece costa troppo, il problema è il suo stipendio. Bellomo? Con Saponara ci fermiamo qui. Se non parte nessuno non arriva nessuno, Abate è stato tolto dal mercato (attenzione, però, al rilancio dello Zenit a 12-15 mln di euro; ndr) . Santon? Era un'ipotesi percorribile ma tutto è tramontato. Ci sono offerte per altri nostri giocatori, ma preferiscono stare qui. Robinho? Resta. Voleva solo ritornare a casa (Santos; ndr) non voleva andare via. Guardiola? Me lo stra-aspettavo, il calcio tedesco ha una potenza superiore a quella del calcio italiano».

PROSPETTIVE - In realtà Galliani con Bronzetti ha ridiscusso ancora una volta la possibilità di ingaggiare (a parametro zero) il difensore portoghese Ricardo Carvalho che non trova più posto nel Real Madrid. Il club spagnolo, fra l’altro, avrebbe deciso di concedere il prestito gratuito a Kakà che è in aperta rotta di collisione con il nervosissimo Mourinho. Ma il problema, come al solito, è rappresentato dal mega-stipendio (1 milione di euro al mese) che praticamente rende il brasiliano prigioniero di se stesso. Ma Kakà deve fare i conti anche con il suo futuro. Rischia di perdere i Mondiali del 2014. Se fosse disposto a un sacrificio il Milan potrebbe concedergli una chance. Ma ieri sera il brasiliano è stato visto a Milano a cena con alcuni compagni del Milan. Un segnale evidente della sua volontà. GIOVENTU’ - Comunque il club di via Turati continua a perlustrare nuove piste che conducono a giovani prodotti del calcio italiano. L’ultimo in ordine cronologico che è stato messo nel mirino rossonero è il regista difensivo Baselli (classe 1992) del Cittadella che in comproprietà fra il club veneto e l’Atalanta. Viene paragonato a Verratti. Piace anche l’attaccante dell’Ascoli Simone Zaza (21). Ha la stessa età e sta facendo altrettanto bene l’algerino Belfodil del Parma. Ieri sera Galliani avrebbe dovuto incontrare a cena il presidente Ghirardi, ma l’appuntamento è stato rinviato a domani quando i due si vedranno in Lega per la votazione del presidente. E’ possibile che possa esserci uno scambio fra Saponara e Belfodil in vista della prossima stagione. Domani Galliani dovrà discutere con Ghirardi anche la seconda metà dell’attaccante dell’Empoli che la società emiliana ha acquistato per 1,8 milioni di euro. fur.fed. © riproduzione riservata


Piace Salamon Brescia disposto alla trattativa Bartosz Salamon, centrocampista polacco del Brescia (classe ‘91) adattato difensore centrale, interessa al Milan. L’ha confessato il presidente Gino Corioni che ha ammesso la disponibilitĂ a trattare.


TORNEO INTERNAZIONALE ROMA CAPUT MUNDI: BATTUTA L’ALBANIA

Con il cuore e i rigori, vince l’Italia LND Oggi sfida che vale tutto con la Russia, in palio c’è la finale LARIANO (RM) - Con una grande prova di carattere l'Italia ha superato anche la prova dell'Albania. La formazione balcanica è una squadra tenace e ben organizzata, che tra le sue fila può vantare numerosi giocatori di buone speranze come Tom Siku, difensore dell'Udinese Primavera. Finisce 8-7 per gli azzurrini della Lega Nazionale Dilettanti dopo un'estenuante sequenza dei rigori, al termine di una gara intensa, accompagnata da un tempo da lupi. Neve, grandine e pioggia: nulla è mancato sul sintetico di Lariano, sede della sfida valida per la seconda giornata del torneo Roma Caput Mundi. Al vantaggio di Bongemino e Canestri esultano Enis Gavazaj, siglato nel finale del primo tempo, ha risposto Giovanni dopo il gol del pareggio Bongermino, quasi negli ultimi dieci minuti della ripresa, in una fase del match azzurro che ha consentito alla dove l'Italia è riuscita a trovare la forza d'animo e la concentrazione per Nazionale LND di spuntarla poi spezzare le trame dei solidi albanesi, chiudendo il match in dieci, a causa ai rigori dell'espulsione di Canestri. Dal dischetto, dove si è calciato a oltranza, decisivo è risultato il penalty di Marco Crocchianti, classe 1996, della Nuova Tor Tre Teste (Lazio), unico juniores regionale della comitiva azzurra, che ha regalato la vittoria all'Italia, tenendola in corsa per la finale in attesa del confronto di oggi con la Russia, in programma alle 14.30 al “Comunale” di Artena. LA GARA - Pochi minuti dopo il via l'Italia si rende pericolosa. Al 3' Torelli effettua in cross insidioso dalla sinistra, ma nessuno arriva sottorete. Dopo aver preso le misure agli azzurri, la squadra di Strakosha si protende in avanti con continuità. Dalla corsia occupata da Marku e dai suoi piedi arrivano i pericoli maggiori, con traversoni precisi che tagliano l'area di porta difesa da Medioli. Al 16' l'Italia costruisce la prima grande occasione: Bongermino si libera di due avversari e pennella un cross per la testa di Lima, ma la traiettoria risulta fuori di poco. La gara è intensa sotto il profilo atletico, ma avara di giocate interessanti. Sicuramente non ha facilitato il compito la pioggia incessante, mista a neve per buoni tratti, e un campo reduce da un'intensa grandinata prima del match. Fanno eccezione due iniziative di Torelli, la seconda delle quali si conclude con un tiro basso e teso ma indirizzato oltre il palo alla destra di Gjonkaj. Al 34' Bongermino, ben servito da Lima, viene fermato in fuorigioco al momento della conclusione nell'area piccola. Al 36' l'Albania passa con Gavazaj: servizio di Vuthaj dalla sinistra per il rasoterra angolatissimo del numero 7 balcanico, una conclusione che non lascia scampo a Medioli. SECONDO TEMPO - La ripresa si apre con una grande opportunità per l'Italia: Saba realizza il passante per Bongermino che tenta di sorprendere il portiere albanese con un colpo di tacco, ma Gjonkaj riesce a bloccare a terra. Al 7' la deviazione di Crocchianti su un tiro dal limite di Ymeraj rischia di regalare agli albanesi il raddoppio. Gli azzurri si scuotono. Dalla panchina viene richiamato Torelli: al suo posto Canestri. Al 12' proprio Canestri si rende pericoloso con una conclusione dalla distanza. Poco dopo è Bongermino a dare i brividi alla retroguardia albanese. Al 29' il pareggio italiano. L'ottimo Canestri (purtroppo espulso pochi minuti dopo) guadagna una punizione da posizione vantaggiosa. Angelucci s'incarica della battuta e pennella un cross per l'incornata vincente di Bongermino. Gli azzurri in dieci devono stringere i denti. I tempi regolamentari si concludono in parità e la sfida viene decisa ai rigori. La prima sequenza si chiude sul 4-4 per gli errori dal dischetto di Siku e di Bottino. Si procede ad oltranza e, solo dopo altri quattro tiri e la parata di Medioli sul penalty calciato da Mekshi, Crocchianti insacca il rigore decisivo. Albania-Italia 1-1 (7-8 dcr) ALBANIA: Gjonkaj, Mekshi, Marku, Siku, Gavazaj (37' st Bunjaku), Ymeralilaj (21' st Grabova), Ymeraj, Vuthaj (1' st Gjoshi), Cekici (11' st Llagami), Qose. A disp.: Strakosha, Kalaja, Tabaku; All.: Strakosha. ITALIA: Medioli (Fidenza), Brabieri (Ostiamare), Tuniz (Sandonajesolo), Crocchianti (Nuova Tor Tre Teste), Carminucci (Sambenedettese), Angelucci (Sporting Terni), Torelli (Vis Pesaro, 11' st Canestri - Villabiagio), Bongermino (Taranto, 36' st Bottino - Fidentina), Lima (Lucchese, 1' st Santandrea - Imolese), Galelli (Darfo Boario, 33' st Boschi - Imolese), Saba (Torres). A disp.: Berti (San Giovanni Valdarno), Ladu (Porto Torres), Boni (Solbiasommese). ARBITRO: Pashuku di Albano Laziale MARCATORI: 36'pt Gavazaj (A), 29'st Bpngermino (I) ESPULSO: Canestri (I) AMMONITO: Llagami (A)


SEQUENZA RIGORI: Siku (parato), Boschi (gol), Ymeraj (gol), Angelucci (gol), Qose (gol), Saba (gol), Bunjaku (gol), Bottino (fuori), Gjoshi (gol), Tuniz (gol), Lulaj (gol), Carminucci (gol), Mekshi (parato), Crocchianti (gol).


I COMMENTI Magrini: «Ottima la nostra gara» Mambelli: «Organizzazione ok» LARIANO (RM) - La sfida tra le due formazioni under 17 è stata seguita da un buon numero di spettatori, compresa una nutrita rappresentanza di sostenitori albanesi residenti in Italia, oltre che da un interessato drappello di osservatori di squadre prof e dal dg della Lazio Igli Tare. Presente anche il ct della nazionale maggiore albanese Gianni De Biasi, con gli occhi puntati addosso ai più promettenti calciatori della selezione diretta da Strakosha. Presenza che è stata notata con piacere dallo staff della Lega Nazionale Dilettanti e che ha ispirato le dichiarazioni lusinghiere del suo vicepresidente vicario e capo delegazione, Alberto Mambelli: «La presenza del commissario tecnico dell'Albania, grande uomo di calcio, è la conferma del valore di questa manifestazione. E' un dato che dimostra la qualità degli atleti che vi prendono parte e che rende merito all'impegno della Lega Nazionale Dilettanti e del Comitato Regionale Lazio che dal 2005 organizza questa competizione internazionale». Soddisfatto per la prova della selezione azzurra il supervisore delle rappresentative LND, Giancarlo Magrini: «La squadra mi è piaciuta molto. Nel primo tempo ha subìto il gol forse nel suo momento migliore in termini di gioco, ma nella ripresa, con le dovute accortezze in chiave tattica, ha confermato di possedere una buona struttura nonostante questi ragazzi si conoscano a malapena. Tutti i reparti mi sono sembrati ben assortiti e ben organizzati. Se con l'Albania è stata dura contro la Russia non mi aspetto di meno. Speriamo di far bene anche contro i prossimi avversari, e di conquistare la finale di un torneo che abbiamo vinto solo una volta in sette edizioni». LE GARE DI OGGI - Ed infatti oggi sarà una giornata di sfide decisive, in ossequio alla formula compressa e avvincente del Roma Caput Mundi, per decretare le due squadre che si contenderanno il trofeo 2013. Oltre alla gara tra Italia e Russia ci sarà quella tra la Romania, campione in carica, e i sorprendenti juniores del Comitato Regionale Lazio diretti dall'ex di Lazio e Juventus Giuliano Giannichedda. Stessi punti, stessi risultati e quindi identica differenza reti tra romeni e laziali, che al “Caslini” di Colleferro lotteranno per un posto in finale. La terza giornata di gare avrà anche un'appendice conviviale, con la cena ufficiale organizzata a Fiuggi dal Comitato Regionale Lazio ed alla quale parteciperanno tutte le delegazioni delle nazionali coinvolte nel torneo. Il programma (oggi ore 14.30) GIRONE A Romania-C.R. Lazio (al “Caslini” di Colleferro) San Marino-Inghilterra (al “Tozzi” di Colonna) CLASSIFICA: C.R. Lazio e Romania punti 6, Inghilterra e San Marino 0 GIRONE B Russia-Italia (al Comunale di Artena) Grecia-Albania (al Comunale di Supino) CLASSIFICA: Russia punti 6, Italia 5, Albania 1, Grecia 0 SABATO (ore 10) Finale – Stadio “Anco Marzio” di Ostia


NIANG «Milan, sarò il tuo Cavani» «Lui è il mio idolo. E spero di sfidare Messi in Champions» Dalla redazione Furio Fedele MILANO - Forever Niang. Si spera sia così qui a Milanello. Dove il francesino (da nemmeno un mese maggiorenne) fa passi da gigante, in campo e fuori. Studia da campione e da uomo. Si applica in allenamento, non si concede troppo svaghi lontano terreno di gioco studiando l’italiano e il codice della strada... È diventato subito amico di uno che di strada ne ha fatta già tanta (El Shaarawy), riconoscendo la sacralità e le leggi di Milanello, luogo di culto rossonero per eccellenza. Niang ha voluto il Milan, ricambiato dalla società di via Turati che intravede in lui i pregi di Balotelli ma non i «Vorrei giocare un difetti. Sedati ed estirpati quasi subito, con un paio po’ di più, spero di di sedute nell’ufficio dell’ad Galliani che non ha essere inserito nella lista Uefa» bisogno di tante parole per spiegare al diretto interessato di turno (chiedere a Cassano...) i rischi che si corrono quando si contravviene al decalogo rossonero. Mbaye Niang è pronto a sfidare Messi nell’ottavo di finale di Champions League, esordendo nell’olimpo eueropeo dopo che Allegri aveva ritenuto più giusto escluderlo dalla prima lista-Uefa della stagione. Vorrebbe, finalmente, segnare un gol di testa cercando soprattutto di giocare di più, con maggiore continuità. Considera Allegri un maestro di calcio, non ha problemi ideologici o di altro tipo nello schierarsi nel tridente d’attacco. Nel derby della cresta con El Shaarawy lascia al Faraone il primato assoluto ma spera di avvicinarlo, in tempi brevi, nella classifica dei marcatori. E’ nato e cresciuto nel mito di Ronaldo (quello brasiliano, tende a precisare...) ma vorrebbe diventare Cavani quando si materializza davanti alla porta. Il sorriso gli sporge spontaneo quando incrocia quello del presidente Berlusconi che l’ha già consacrato, al pari di El Shaarawy, il nuovo baby-boom milanista. © riproduzione riservata Buongiorno Niang, come si sta qui al Milan? «Bene, molto bene. Meglio di quanto potessi prevedere». Contento di questa scelta? «Sì, non ho mai avuto dubbi. Era il mio primo obiettivo vestire la maglia rossonera». «Con Allegri c’è un ottimo rapporto Mi dice che devo sempre migliorare»

Come mai questa attrazione così forte? «Perchè si tratta di un club che ha già vinto molti trofei, è il più titolato del mondo».

Che bilancio fa di questi primi 6 mesi? «Decisamente positivo. Il mio ambientamento è stato immediato, non ho avuto alcun tipo di difficoltà». Merito di... «.... Boateng, Ambrosini, Robinho... Grandi giocatori e grandi uomini. Mi stanno aiutando molto, li ringrazio».

M’Baye Niang, 18 anni. In alto, il francese festeggia con El Shaarawy (Getty)

Vuole già esprimere un desiderio milanista? «Vorrei giocare un po’ di più, ma mi rendo conto che dipende solo da me». Domenica scorsa a Genova ha esordito da titolare. «Sì questo è già stato un traguardo importante. Spero di poter concedere il bis a breve». Allegri l’ha collocata sulla destra del tridente d’attacco. Va bene così?


«Sì, io in realtà non ho particolari preferenze. Posso giocare in qualsiasi posizione, mi adatto bene a ogni situazione». Cosa sta imparando a Milanello? «Di tutto, di più. Non solo calcio, ma anche come bisogna comportarsi». Eviterà di rifare certi errori? «Certo. Ho sbagliato, ma mi rendo conto che il Milan ha un suo stile molto preciso. Anche fuori dal campo esiste uno stile-Milan». E’ meglio tenerlo sempre presente. «Penso che quello che impari qui a Milanello ti serva sempre e comunque anche nella vita di tutti i giorni». Cosa sta imparando con maggiore attenzione? «In campo penso di fare bene, di applicarmi molto. Anche con l’italiano inizio a cavarmela». «Mai fatto gol di testa in carriera: imparerò Messi non è alto e ci riesce. Ma lui è lui...»

Che maestro è Allegri? «Eccellente. Mi parla molto, mi insegna, mi corregge, abbiamo un ottimo rapporto».

Un pregio di Allegri. «Ha un culto maniacale del lavoro. E’ instancabile, un perfezionista. Ha una decisa predisposizione nei confronti dei giovani. Gli piace insegnare calcio». Un tormentone di Allegri. «Gli sento ripetere a El Shaarawy che deve continuare a lavorare, che deve perfezionarsi. Anche con me batte sempre sullo stesso chiodo: mi impone, giustamente, miglioramenti continui, dice che non devo mai adagiarmi». Su cosa non transige? «Pretende la massima concentrazione in allenanento, anche perchè dice che quando sei giovane diventa più facile capire, apprendere, assorbire gli insegnamenti sul campo». Chi è il suo compagno di banco preferito a Milanello? «El Shaarawy, non ho dubbi. E’ un ragazzo eccezionale. Ha solo due anni più di me, ma è già molto maturo e concreto». Che cosa le piace di Stefan? «Ha saputo restare umile nonostante sia riuscito a imporsi, in pochissimo tempo, in una grande squadra come il Milan». Cosa la impressiona di lui? «Il fatto che abbia già segnato 14 gol in campionato (17 quelli complessivi; ndi) in pochissimo tempo. Eppure non fa il fenomeno, è un bravissimo ragazzo». Chi vince, fra voi due, il derby della cresta? «La sua è davvero bella ma troppo impegnativa per me. Io preferisco averla più bassa». «Sono nel club più titolato al mondo: imparo lo stile che mi serve nella vita»

Ma chi ha iniziato prima ad alzarla? «Io l‘avevo già fatto quando ero in Francia».

Cosa dovrebbe imparare, quanto prima, Niang? «A fare gol di testa. Non mi è mai successo nella mia carriera». Strano, riesce a segnarli anche Messi che non è proprio un gigante. «Sì, ma lui è il giocatore più forte del mondo e la fortuna di farlo in una squadra eccezionale». Quale potrebbe essere il suo segreto? «E’ un professionista esemplare. E poi è insaziabile, vuole giocate tutte le partite e non è mai stanco di vincere». Il Milan riuscirà a superare il Barcellona in Champions League? «Io sono fiducioso, abbiamo a disposizione 180' e tutto è possibile».


Anche contro Messi in queste condizioni di forma? «Lionel è un campione straordinario, ma è sempre uno solo. Non bisogna pensare a fermare solo lui». Niang ha paura di Messi? «No, non mi fa paura, spero di poterlo dimostrare affrontandolo nell’ottavo di finale». Ci sarà il nome di Niang, questa volta, nella lista-Uefa di fine gennaio? «Sì, io ci spero, sta facendo di tutto per convincere Allegri». Come si può battere Messi? «Qui a Milanello sto imparando che la concentrazione e la convinzione sono armi fondamentali. Allegri non perde occasione per ricordarlo a tutti». Che cosa pensa di Messi? «E’ un tipo simpatico, l’ho incontrato la scorsa settimana qui a Milano da Dolce&Gabbana. Abbiamo scambiato qualche battuta. Sicuramente fra i tanti pregi ha quello dell‘umiltà». «El Shaarawy è già maturo e concreto Ha segnato tanto ma è rimasto umile»

Niang potrebbe diventare il Messi del Milan? «Non penso, abbiamo caratteristiche differenti. Lionel ha un’intera squadra a sua disposizione, io preferisco mettermi al servizio dei miei compagni».

Proprio come fa El Shaarawy, che è inesauribile anche in fase difensiva. «Sì, Stefan è incredibile, non si risparmia mai. Anch’io penso che sia necessario essere produttivi in tutte le fasi della partita». Chi è l’idolo attuale di Niang? «Non ho dubbi: Cavani. E’ un attaccante incredibile, ha un senso del gol fantastico». Qual è la sua qualità migliore? «Vede sempre la porta, ti dà la sensazione che possa entrare anche lui in rete insieme al pallone». Addirittura? «E’ talmente potente, coordinato e astuto che quando calcia è devastante, incontrollabile». Questo Napoli puà vincere lo scudetto con i suoi gol? «Se la Juventus non riparte subito ma, soprattutto, se Cavani segna alla media di un gol a partita tutto è davvero possibile». Il Milan inseguendo da tanto tempo Balotelli. Ma Niang è già il suo clone? «No, io devo crescere molto, non posso essere paragonato a Balotelli che è un campione già affermato e che ha ottenuto importanti risultati a livello personale». Quindi il Milan fa bene a seguire e inseguire Balotelli? «Non saprei. Galliani e Braida sono due ottimi dirigenti, sanno benissimo cosa serve a questo Milan. Una cosa è certa: io non posso essere considerato al suo livello, almeno non ancora». «Lionel è simpatico l’ho visto a Milano Però è uno solo: si può battere il Barça»

Da bambino Mbaye voleva diventare? «Ronaldo, quello brasiliano. In questi anni ho fatto il tifo anche per Ibrahimovic, Robinho e Pato».

Peccato che il “papero” non ci sia più. «Gli auguro tutto il bene possibile e immaginabile. Pato è un grande campione, lo è sempre stato». Come è stato l’impatto di Niang con il campionato italiano? «Buono, non ho giocato tantissimo, ma mi sembra che di “catenaccio” se ne veda davvero poco». E’ più spettacolare e vivace di quanto sembra all’estero? «Tutti vogliono giocare, non ho visto situazioni così negative. Meglio così». Mbaye è già diventato l’idolo di Berlusconi. «Quando viene a Milanello il presidente mi parla sempre, manifesta un grande interesse per me. Mi fa piacere la


sua fiducia, è una cosa importante per un giocatore ancora così giovane e inesperto». © riproduzione riservata


DOPO L’EPISODIO CON LA PRO PATRIA Boateng all’Onu contro il razzismo Soddisfazione del club. A Busto Arsizio via agli interrogatori Dalla redazione MILANO - Un altro riconoscimento alla legittimità del comportamento di Boateng e del Milan in occasione dei cori razzisti registrati lo scorso 3 gennaio al 25’ del primo tempo dell’amichevole contro la Pro Patria, è stato sancito addirittura dall’Onu che ha voluto invitare il centrocampista ghanese a un importante appuntamento caposaldo della lotta al razzismo. Infatti Boateng sarà ospite delle Nazioni Unite alla commemorazione della Giornata Internazionale per l’eliminazione delle Discriminazioni Razziali che si terrà il 21 marzo al Palazzo delle Nazioni di Ginevra.

SODDISFAZIONE - L’evento è un importante momento di riflessione che quest’anno si concentra sul tema «Sport e razzismo: diamo un calcio al pregiudizio». Si tratta di un appuntamento che viene organizzato dal 1966 nelle medesima data e coinvolgerà sia il quartier generale dell’Onu a New York sia quello di Ginevra, dove parteciperà Boateng. «Questo evento - è intervenuto con evidente soddisfazione il Milan sul proprio sito - segue in ordine cronologico la storica decisione del Giudice sportivo (che ha assolto con formula piena il Milan e i suoi giocatori per aver abbandonato il terreno di gioco a Busto Arsizio; ndr) . Sul piano dei principi e dei valori si tratta di un ulteriore attestato di vicinanza al Milan e al suo giocatore dopo i fatti di Busto Arsizio e riempie d’orgoglio tutto il club rossonero e tutti i suoi tifosi».

Kevin Prince Boateng, 25 anni (Ansa)

INTERROGATORI - Saranno interrogati tutti e sei questa mattina dal pm di Busto Arsizio, Mirko Monti, i tifosi della Pro Patria, indagati per istigazione all’odio razziale per i cori razzisti nei confronti dei giocatori di colore del Milan. Il misfatto si riferisce all’amichevole fra le due squadre dello scorso 3 gennaio. Tra gli interrogati ci sarà anche Riccardo Grittini, 21 anni, ex assessore leghista allo Sport del Comune di Corbetta, che ha rimesso le deleghe dopo il suo coinvolgimento nell’inchiesta. Kevin Prince Boateng, che dopo i cori scagliò un pallone in tribuna e, con i suoi compagni, lasciò il campo di gioco interrompendo l’amichevole, sarà invece sentito come testimone entro la fine di gennaio. È probabile che siano convocati in procura anche altri giocatori rossoneri. © riproduzione riservata


COPPA DI SPAGNA (andata quarti) Non basta Messi il Barcellona fa 2-2 Barcellona-Malaga 2-2 BARCELLONA (4-3-3): Pinto; Montoya, Puyol, Mascherano, Adriano; Thiago (33' st Xavi), Song, Iniesta; Sanchez (29' st Fábregas), Messi, Tello (29' st Pedro). All. Vilanova MALAGA (4-2-3-1): Kameni; Jesús Gámez, Sergio Sánchez, Weligton, Eliseu; Nacho Camacho, Iturra; Portillo (1' st Monreal), Buonanotte (23' st Duda), Seba Fernández; Saviola (20' st Santa Cruz). All. Pellegrini ARBITRO: González González MARCATORI: 25' pt Iturra (M), 29' pt Messi (B), 30' pt Puyol (B), 45’ st Camacho (M) ESPULSI: 30' st Monreal (M) di Andrea De Pauli BARCELLONA - A tre giorni dalla vittoria liguera della «Rosaleda», il Barça non va oltre il 2-2 interno con il Malaga nell'andata dei quarti di Coppa del Re. Dopo il tributo del «Camp Nou» a Messi per il quarto Pallone d'Oro, sono gli andalusi ad andare in vantaggio, al 25', con Iturra, che approfitta di un'incertezza di Thiago. Pochi minuti dopo, però, i catalani rifilano un terribile uno due, con il caparbio Leo e capitan Puyol, che vale il momentaneo sorpasso. Alexis Sánchez spreca l'impossibile e gli andalusi, in dieci per l'espulsione di Monreal, trovano l'insperato pari, allo scadere, con Camacho. Coppa del Re (andata quarti di finale): Real Madrid-Valencia 2-0, Saragozza-Siviglia 0-0, Barcellona-Malaga 2-2. OGGI: Atletico Madrid-Betis Siviglia (ore 22). l FRANCIA, COPPA DI LEGA - Semifinali: Rennes-Montpellier 2-0. Finale con il St.Etienne il 20 aprile a Parigi.


C’È CASTILLO PER IL FUTURO I bianconeri lavorano in prospettiva e entrano nella corsa al bomber del Cile U. 20 di Ettore Intorcia e Fabio Massimo Splendore

Immobile, fermo lì, come il suo cognome, stretto nel no del Genoa che accetta di parlare, ma fa muro: come chi forse sta cercando soluzioni alternative convincenti prima di poter aprire ad una cessione importante. O forse terrà duro fino all’ultimo. Di certo il presidente Preziosi, che su questo capitale ha investito 4 milioni per la metà, non intende indebolire la squadra di cui sta patendo a livello emozionale il momento delicato. Però Conte vuole Immobile, Immobile alla Juve andrebbe/tornerebbe. Vedremo. Mentre per Gabbiadini la chiusura del Bologna sembra ermetica. E poi... Portare a casa Llorente subito ormai E’ sfida a Milan, Inter e Napoli anche somiglia tanto a un sogno irrealizzabile: quanto sarà realizzabile averlo a luglio. E monitorare Drogba è un esercizio che i dirigenti bianconeri non faticano a fare: ma le per il difensore Lichnovsky Occhio condizioni devono essere quelle note, fino a giugno. E Drogba per ora ha altre idee. Come ai baby italiani ha altre idee il Lione che non dà Lisandro Lopez in prestito. Ridolfi e Torelli (Vis Pesaro) oltre a Berardi del Sassuolo. Immobile in standby

I FRATELLINI DI VIDAL - Il futuro è al Sudamericano Under 20 d’Argentina. Lì la Juve ha i suoi uomini, lì sta monitorando i talenti migliori per valutare gli investimenti più giusti da fare. E ci sono due talenti nel Cile su cui la società bianconera si è tuffata provando a sbaragliare la concorrenza che è agguerritissima: solo in Italia si parla di Udinese e Palermo, ma soprattutto di Napoli, Milan e Inter. Operazioni su cui ragionare in prospettiva. Parliamo di un attaccante, Nicolas Castillo, classe 1993, e di un difensore, Igor Lichnovsky, papà austriaco e nonno sloveno e un passaporto comunitario pronto. E’ Castillo quello su cui si sono puntati di più i riflettori: è cresciuto nell’Universidad Catolica e ha chiuso il 2012 con 8 gol in 27 partite ufficiali alla sua prima vera stagione in prima squadra. E’ una prima punta, magari non imponente sul piano fisico (è alto 177 centimetri) ma molto compatto, dotato di una grande forza esplosiva, che all’occorrenza sa adattarsi a giocare anche come attaccante esterno.è cresciuto nell’Universidad de Chile, ha debuttato a 17 anni in prima squadra. Lichnovsky è un giocatore dotato di grandi mezzi fisici, aveva iniziato come attaccante ma poi è stato trasformato in difensore centrale. Forte nel gioco aereo, può ancora crescere sul piano tecnico. In questo senso l’avventura in Europa potrebbe essere un importante banco di prova oltre che un’occasione di crescita.

IN ITALIA - La Juve continua a pensare giovane anche in Italia: piace Domenico Berardi del Sassuolo, l’attaccante esterno diciottenne. Così come ci sono due gioiellini della Vis Pesaro sotto osservazione: il diciottenne Giacomo Ridolfi, qualità e quantità (come Pirlo era trequartista ed è stato convertito in regista) e Alberto Torelli, 17 anni, un altro centrocampista che la scorsa estate ha effettuato un provino con il City. @ettoreintorcia @fabiosple © riproduzione riservata


IL RICONOSCIMENTO Pirlo tra i grandi d’Europa TORINO - Andrea Pirlo tra i grandi d'Europa. Lo ha decretato la Uefa che lo ha inserito nella squadra dell'anno attraverso la votazione dei tifosi del Vecchio Continente. Una gran bella soddisfazione per il centrocampista della Juventus che era stato prima inserito tra i 23 candidati e poi escluso dai finalisti per il pallone d'Oro Fifa vinto da Leo Messi per la quarta volta consecutiva. RICONOSCIMENTO - Un riconoscimento meritatissimo per lo juventino, unico italiano in una formazione composta per il 90% da giocatori militanti nella Liga Spagnola. E' la degna chiusura di un 2012 straordinario in cui il numero 21 bianconero è stato determinante sia con la Signora che in Nazionale. Prima ha trascinato la Juve verso uno scudetto conquistato da imbattuta e la finale di E’ l’unico italiano coppa Italia, poi ha portato l'Italia fino alla finale dell'Europeo perso contro la Spagna ed presente nella infine ha trainato i bianconeri alla conquista della Supercoppa italiana. Un premio che formazione dell’anno votata dai conferma ancora una volta le grandi doti dell'ex milanista che ha avuto l'ardire di invadere tifosi del Vecchio l'egemonia firmata Barcellona-Real Madrid. Continente. Lo juventino con Iniesta, Xavi e Ozil nel centrocampo delle meraviglie

STELLARE - Pirlo compone il centrocampo delle meraviglie insieme ad Iniesta e Xavi del Barcellona e Ozil del Real Madrid in una formazione stellare che include anche Casillas (R. Madrid) in porta, Ramos (R. Madrid), Piquè (Barcellona), Thiago Silva (Milan/Psg) e Lahm (B. Monaco) in difesa, Cristiano Ronaldo (R. Madrid) e Messi (Barcellona) in attacco. SODDISFAZIONE - Pirlo è soddisfatto: «Come si fa ad essere il fulcro del gioco? Devi saper fare un po’di tutto - ha commentato sul sito Uefa.com - Devi sapere come difendere, come dirigere il gioco, conquistare i palloni e segnare gol. Personalmente provo a dare il meglio di me in ogni allenamento prima delle partite. Più diventi vecchio, più diventa importante allenarsi bene curando ogni dettaglio. Per restare in forma il più a lungo possibile» . MILAN - Il Milan ancora oggi si mangia le mani per aver lasciato partire un vero e proprio fenomeno del centrocampo permettendogli di accasarsi a parametro zero tra le fila dei rivali numero uno per lo scudetto. Una perla di mercato portata sotto la Mole dal lungimirante Marotta. Un gioiello che dalla passata stagione splende sempre di più e fa brillare di luce riflessa anche la Juventus. Un giocatore imprescindibile per Conte che lo ha lasciato in panchina soltanto per farlo riposare. Le statistiche parlano chiaro. Il playmaker juventino ha saltato soltanto cinque gare finora: tre di campionato e due coppa Italia, titolare inamovibile in Champions League. Totale: 66 gare su 71. CALCI PIAZZATI - L'anno scorso s'è fermato a quota tre gol, quest'anno ne ha già realizzati cinque, tutti su punizione, e manca ancora tutto il girone di ritorno. Il calcio di rigore non è la sua specialità, ma poco importa. Pogba e Marrone hanno provato a sostituirlo ma con scarsi risultati. D'altronde è impossibile sostituire uno dei giocatori più forti d'Europa. ass.


CAMPIONATO: IL RECUPERO Chelsea-Southampton 2-2 CHELSEA (4-2-3-1): Cech; Azpilicueta, Cahill, Luiz, Cole; Ramires, Lampard (35' st Torres); Oscar, Mata, Hazard; Demba Ba. All. Benitez SOUTHAMPTON (4-4-2): Boruc; Clyne, Yoshida, Hooiveld, Shaw; Cork, Steven Davis (22' st Chaplow), Schneiderlin, Puncheon; Do Prado (29' st Ramirez), Rodriguez (10' st Lambert). All. Adkins ARBITRO: Oliver MARCATORI: 25' pt Demba Ba (C), 45' pt Hazard (C), 13' st Lambert (S), 30' st Puncheon (S) di Gabriele Marcotti LONDRA - Avanti di due gol il Chelsea si fa rimontare nella ripresa da un ottimo Southampton che strappa un meritato punto. Una frenata che allontana il secondo posto: i Blues inseguono il Manchester City a -6. Benitez preferisce ancora una volta Demba Ba a Torres dal primo minuto e l'ex attaccante del Newcastle lo accontenta subito, quando prima della mezz'ora sblocca il risultato con una mezza rovesciata: rete numero 14 in campionato, terza con i londinesi. Subito prima dell'intervallo ci pensa Hazard a segnare il raddoppio. Poderosa conclusione dopo la traversa di Ramires, per il belga sesto gol in campionato. Nella ripresa però i londinesi si addormentano e restano in balia dei ragazzi di Adkins. Che azzecca la sostituzione quando richiama dalla panchina Lambert: passano tre minuti e il neoentrato firma di testa la sua decima rete in Premier. Il Chelsea ha un sussulto di paura, entra l'ex Bologna Ramirez e un suo controllo impreciso si trasforma in un assist per Puncheon: è la definitiva parità. l Premier League, recupero 17ª giornata: Chelsea-Southampton 2-2. Classifica (prime posizioni): Manchester United 55 punti; Manchester City 48; Chelsea 42; Tottenham 40; Everton 37; Arsenal 34...


ESTERO - INGHILTERRA IL CHELSEA SI BUTTA VIA, ROONEY TORNA E SEGNA Benitez si fa rimontare da 2-0, in Coppa avanti Manchester United e Arsenal

F.A. CUP: REPLAY 3º TURNO LONDRA - Solo un gol allo scadere regala all'Arsenal una sofferta qualificazione al quarto turno di Coppa d'Inghilterra. Per piegare un ottimo Swansea - nel replay dell'Emirates stadium - i Gunners devono soffrire per 87', fino a quando Wilshere ottimizza al meglio lo scambio tra Cazorla e Giroud. Ma fin lì la squadra di Laudrup aveva retto benissimo il confronto, a maggior ragione perché Wenger aveva deciso di schierare una formazione di esperienza e non la solita infornata di ragazzini. I padroni di casa hanno maggior predominio territoriale, ma difettano sotto porta: il solito limite. Di contro i gallesi non sfigurano, anzi. Nella ripresa l'Arsenal alza i ritmi, e Walcott colpisce una clamorosa traversa. Ma è Wilshere a trascinare i suoi: Vrom è superbo quando si oppone per negargli il gol. Ma nulla può il portiere dello Swansea quando il centrocampista inglese trova il colpo del ko che vale la trasferta a Brighton nel prossimo turno. Incontrerà invece il Fulham, ancora all'Old Trafford, il Manchester United che di misura regola il West Ham nel suo replay. Matchwinner Rooney, che sblocca il risultato nel primo tempo, alla sua prima da titolare dopo l'infortunio subito lo scorso 23 dicembre. Ferguson lo schiera al fianco di Hernandez, concedendo una serata di riposo a Van Persie. E l'attaccante inglese rompe l'equilibrio dopo che gli Hammers hanno colpito una traversa con Bartley. Nella ripresa lo United si limita a difendere il vantaggio. Dopo aver sprecato in contropiede una colossale occasione con Nani, i Red Devils possono archiviare la pratica ma Rooney spreca un calcio di rigore (fallo di mano di Spence), senza però pregiudicare la qualificazione. g.m. l Coppa d’Inghilterra, replay terzo turno: Manchester United-West Ham 1-0, Arsenal-Swansea 1-0.


SUDAMERICANO U.20 Ok Colombia e Cile, spera l’Argentina MENDOZA (ecp) - Un gol all'ultimo minuto del Cile (superato il Paraguay 3-2) ha mantenuto ancora vive le poche speranze dell'Argentina di qualificarsi all'esagonale finale del “Sudamericano Sub 20”, ma per riuscirci la Seleccion non solo oggi dovrà battere la Colombia, ma anche sperare in un risultato favorevole in ParaguayBolivia. Già qualificate per l'esagonale finale oltre al Cile, anche la Colombia che ha travolto 6-0 la Bolivia, con un Boja scatenato, autore di una tripletta. l 4ª giornata - GIRONE A: Colombia-Bolivia 6-0; Paraguay-Cile 2-3. Ha riposato: Argentina. Classifica: Cile 12; Colombia 6; Paraguay 3; Argentina, Bolivia 1. GIRONE B: giocate ieri Brasile-Venezuela; Ecuador-Perù. Ha riposato: Uruguay. Classifica: Uruguay 5; Perù 4; Venezuela 3; Ecuador 2; Brasile 1. l 5ª giornata (ultima della prima fase) - GIRONE A: oggi Paraguay-Bolivia; Argentina-Colombia. Riposa Cile. GIRONE B: domani Uruguay-Venezuela; Brasile-Perù. Riposa Ecuador.


IL CLUB SUL MERCATO CON UN ATTIVISMO SPROPORZIONATO di Antonio Maglie Llorente, Drogba, Lisandro Lopez e Immobile. Difficile capire cosa abbiano in comune (ruolo a parte), soprattutto come possano inquadrarsi in una logica politica di irrobustimento di una squadra già molto forte come la Juventus. Il mondo del calcio è proprio cambiato: le Grandi, normalmente, evitavano di imbarcarsi in un mercato invernale in cui i prezzi salgono e la qualità dei giocatori trattabili scende con il trascorrere delle ore. Preoccupata per i tanti appuntamenti e inquieta per gli ultimi risultati, la società bianconera si è tuffata sul mercato esibendo un attivismo in qualche misura sproporzionato (rispetto alle qualità della «rosa» già a disposizione di Antonio Conte). Certo, se ci fosse l’occasione, un bravo dirigente come Beppe Marotta dovrebbe prenderla al volo. Ma occasioni se ne vedono poche e la migliore (Llorente), sarà comunque conquistabile a giugno. Per il resto scommesse o alternative che avrebbero un senso se accompagnate anche da una convenienza economica. Convincere l’Athletic Bilbao a mollare anticipatamente Llorente avrebbe avuto un senso. Ma i baschi avendo, comunque, perso il giocatore (e non da oggi) hanno deciso in qualche maniera di fargliela pagare: dunque, se la Juve lo vuole deve allargare i cordoni della borsa, altrimenti resta, a bagnomaria, a Bilbao. Ci sarebbe voluta una offerta più «generosa» da parte del club bianconero ma a quel punto l’effetto parametro zero sarebbe andato perduto. Sembra quasi che la Juve sia vittima dei suoi desideri e delle sue incertezze. Vorrebbe rafforzarsi ma non può eccedere nelle spese; ha capito che l’Europa può dare soddisfazioni ma non è certa di poterle cogliere con l’attuale «rosa». Immobile è un giovane di ottime qualità ma alla sua prima stagione in serie A: che senso ha portarlo in una squadra in cui giocherebbe poco e dovrebbe, in compenso, far fronte a molte pressioni? Sembra mancare una bussola in questa navigazione mercantile, si va da attaccanti maturi come Llorente, a «vecchi marpioni» come Lisandro Lopez e Drogba e si vira sul giovane di belle speranze. Al momento di sicuro c’è solo l’attesa, una attesa che può anche avere conseguenze destabilizzanti sulla squadra, soprattutto sugli attaccanti attualmente a libro-paga. © riproduzione riservata


Sei presenze e due gol nell’Under 20 Nicolas Ignacio Castillo Mora, 19 anni, è una prima punta forte fisicamente, abile con entrambi i piedi e dotato di un'eccellente tecnica individuale. Cresciuto nell’Universidad Catolica, nella stagione in corso vanta sei presenze e due gol nella Coppa Sudamericana U. 20. Nel 2011 è stato giudicato il miglior giocatore della Coppa del Cile under 17


Marchisio in panchina con l’Udinese Sabato nell’anticipo del campionato contro l’Udinese (ore 20.45), Peluso prenderà il posto di Caceres in difesa. A centrocampo Lichtsteiner rientra dopo la squalifica; Marchisio ha recuperato dalla contusione al ginocchio ma partirà dalla panchina. In attacco al fianco di Giovinco ci sarà Matri che prenderà il posto di Quagliarella.


Tevez nei guai: patente sospesa per sei mesi Patente sospesa per i prossimi sei mesi per Carlos Tevez che non ha risposto a due contestazioni che la polizia di Manchester gli ha mosso per eccesso di velocità . Ribadendo la sua estraneità ai fatti in quanto non era lui al volante della vettura, Tevez, 28 anni, si è giustificato sostenendo di non aver compreso che le lettere recapitategli a casa provenivano dalla Manchester Magistrates' Court. L'attaccante argentino dovrà anche pagare una multa di quasi duemila euro.


NAPOLI, PARTITA DA DUE PUNTI Oggi il verdetto della Corte di Giustizia Federale sulla penalizzazione del club di Antonio Maglie

ROMA - Oggi il consigliere di Stato Gerardo Mastrandrea potrebbe rendere decisamente appetitoso il pranzo di Aurelio De Laurentiis. Il Napoli oggi, intorno alle 13 capirà se potrà contare su una ulteriore riduzione di due punti della sua distanza in classifica dalla capolista Juventus. La Corte di Giustizia Federale oggi deciderà se la Disciplinare ha ecceduto nelle punizioni inflitte per la storia di Samp-Napoli del 16 maggio di tre anni fa o se i giudici di prima istanza hanno e Roberto Insigne: i applicato in maniera equa il «tariffario sanzionatorio» previsto dai codici Lorenzo due fratelli sono pronti a far sportivi. Gli avvocati Mattia Grassani e Virgilio D’Antonio riproporranno la linea sognare il Napoli e le Nazionali difensiva che nel primo processo non ha prodotto azzurre (Mosca) risultati aopprezzabili tanto è vero che Sergio Artico Presente a Roma decise di raddoppiare la «pena» nei confronti del club (il anche il presidente De Laurentiis: ecco procuratore federale, Stefano Palazzi aveva chiesto un punto, la corte moltiplicò per due). la strategia dei Prospettive? Circola un certo cauto ottimismo nell’entourage napoletano. La cautela è legali della società. giustificata proprio dalla china che la situazione prese in occasione del giudizio della Possibile un terzo Disciplinare che applicò una sorta di par condicio rispetto ad altre situazioni più o meno atto al Tnas del simili. Artico e compagni decisero che la stranezza del caso non meritava una valutazione Coni un po’ più prudente. NOVITA’ In queste vicende si cerca di trarre delle indicazioni anche dai segnali minimi. Il fatto che Mastrandrea abbia deciso di organizzare per il solo caso-Napoli un processo a sezioni riunite lascia presagire un’ analisi un po’ più approfondita del Caso che merita di essere valutato in maniera diversa rispetto ad altre situazioni. Trattengono il fiato Paolo Cannavaro e Grava, squalificati per sei mesi: se venissero tolti oggi tutti e due i punti di penalizzazione, i due giocatori verrebbero immediatamente restituiti a Mazzarri. Spera anche Matteo Gianello, il terzo portiere che ha aperto il caso dicendo aver proposto di “combinare” la partita con la Samp ottenendo, secondo le sue dichiarazioni, un netto rifiuto da Cannavaro e Grava. Il suo avvocato, Eduardo Chiacchio, proverà ad alleggerire la sanzione (tre anni e tre mesi di squalifica) chiedendo la trasformazione del reato da tentato illecito a slealtà sportiva. Se ci riuscisse, darebbe indirettamente una mano anche al Napoli, a Cannavaro e a Grava. PRESENTE - Aurelio De Laurentiis ha deciso che non poteva abbandonare il club in un passaggio così delicato. Sarà presente oggi nell’aula allestita in un albergo nella centralissima via Veneto e prenderà la parola per spiegare che la responsabilità oggettiva contestata al Napoli non ha ragione di esistere perché non ci sono stati né accordi né offerte di accordi (Cannavaro e Grava smentiscono Gianello). I legali, a loro volta, metteranno in evidenza le contraddizioni del giudizio di primo grado e i danni subìti da quel pronunciamento: mai in questa lunga stagione di processi era accaduto che la Disciplinare aumentasse la sanzione chiesta dall’accusa; da un mese due giocatori non sono utilizzabili pur protestando la loro innocenza, pur essendo accertato che quella partita si svolse in maniera regolare. I precedenti inducono a pensare che oggi la Corte Federale potrebbe dimezzare la sanzione nei confronti del Napoli restituendo un punto e praticare uno “sconto” di due mesi a Cannavaro e Grava. Se le cose andranno così, il caso manderà in scena un terzo atto: al Tnas del Coni. © riproduzione riservata


CALCIOSCOMMESSE Oggi vertice dell’Interpol ROMA - Ci saranno tutti. Rappresentanti delle forze di polizia e del calcio di tutto il mondo parteciperanno oggi a Roma alla conferenza internazionale dell'Interpol che avrà per argomento «Calcioscommesse: il lato oscuro di un bel gioco» e che si concluderà domani. In partenariato con il Ministero dell'Interno, la Fifa e l'Uefa, quindi con tutti gli organismi internazionali e mondiali del pallone in collaborazione con chi è deputato a garantire la sicurezza dentro e fuori gli stadi, l'evento, che si svolge sotto gli auspici dell'Unità per l'Integrità nello Sport dell'Interpol nell'ambito dell'Iniziativa congiunta Interpol/Fifa per la Formazione, l'Istruzione e la Prevenzione, si svolgerà presso la Scuola Superiore di Polizia, via Pier della Francesca, 3, a Roma. La sessione inaugurale, dalle 10 di oggi, prevede diversi interventi sul tema del calcioscommesse che negli ultimi tempi ha preso particolarmente piede in alcune aree del calcio. Previsti, tra gli altri, il contributivo fattivo del Prefetto Antonio Manganelli, Capo della Polizia - Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, il Segretario Generale dell'Interpol Ronald K. Noble, il Segretario Generale della Fifa Jérôme Valcke e il Segretario Generale della Uefa Gianni Infantino. Alle 12 invece si terrà una conferenza stampa per la quale verrà apprestato un servizio di traduzione simultanea in inglese, francese, spagnolo, italiano, tedesco e russo.


«Mazzarri per noi è un secondo papà» Il più piccolo è anche il più alto e il più simpatico, almeno così dice lui e a vederli insieme, i fratelli Insigne, forse ha ragione. Roberto, come dicono dalle sue parti, non si mette “scuorno” di niente, ha una bella faccia napoletana, di quelle che ti sfottono con uno sguardo. A Coverciano c’era anche Riccardo Bigon a godersi i fratellini, che hanno appena finito di giocare il triangolare con le nazionali giovanili, Lorenzo con l’Under 21, Roberto con la 19. Non c’è stato il duello in famiglia perché il più vecchio (22 anni da compiere...) ha giocato contro l’Under 20 e il più giovane contro la 21, ma quando suo fratello era già sotto la doccia. E poi metterli contro non sarebbe stato facile. «Ogni ragazzo ha un suo idolo e il mio idolo è lui, mio fratello Lorenzo», dice Roberto, accanto all’altro Insigne, mentre inizia la prima intervista in coppia. Nessuno dei due ha segnato, Lorenzo c’è andato vicino, l’altro invece ha giocato esterno sinistro. Si raccontano divertiti nella settimana della prima partita insieme in A e della prima volta insieme a Coverciano. I giorni che gli Insigne non dimenticheranno mai. a.pol.


Lorenzo e Roberto: «Ci ha fatto debuttare in A, viviamo il nostro sogno» di Alberto Polverosi

Chi è il più bravo? Lorenzo sorride perché tocca a lui rispondere per primo. Per la verità, dicono che il più bravo dei quattro fratelli Insigne fosse Antonio, il maggiore, ma non ha sfondato e gioca nei dilettanti. Loro, Lorenzo e Roberto, invece ci sono riusciti: convocati (e poi schierati in coppia negli ultimi 3' contro il Palermo) prima da Mazzarri, poi da Mangia (ma in tribuna c’era anche Prandelli) e da Evani per lo stage delle Under azzurre a Coverciano. Restringiamo il campo dei fratelli: chi è il più bravo fra voi Lorenzo: Roberto due? «Roberto è forte, ha dei grandi colpi, anche se finora non l’ho mai visto giocare ha dei grandi colpi perché quando va in campo la Primavera io sono in ritiro con la prima squadra. Chi lo ed è forte. Giocare insieme è vede, mi dice che è fortissimo. Domenica scorsa abbiamo giocato insieme e spero che si bellissimo ripeta in futuro. Sarebbe bellissimo». Roberto è lì accanto, ascolta, incassa i complimenti e li restituisce: «L’emozione del debutto in A è stata forte davvero. Avevo due sogni da bambino, giocare al San Paolo, lo stadio della mia città, e accanto a mio fratello. Domenica li ho realizzati».

LE NAZIONALI - Li unisce l’azzurro del Napoli e delle nazionali, hanno un percorso chiaro da seguire, una storia che sembra già scritta. Lorenzo spiega a suo fratello quanto sia importante giocare anche qui a Coverciano, con la maglia di una nazionale. A lui è capitato sia con quella della Under 21 che con quella di Prandelli. «Per i giovani questi sono passaggi fondamentali, dobbiamo continuare a lavorare giorno per giorno per arrivare nella Nazionale maggiore». Insigne senior sembra il motivatore di Insigne junior, che davanti a tutti dice quello che pensa di Lorenzo: «E’ il mio idolo, in campo e fuori. Lo devo ringraziare per tutti i consigli che mi dà». Quale consiglio? «E’ sempre lo stesso: “continua così, non mollare mai, Roberto: Siamo una bella famiglia Il guarda sempre avanti lavorando sodo, senza montarti la testa, perché questo è solo calcio piace a tutti l’inizio e la strada è lunga assai”». anche a mamma

LA FAMIGLIA - Quattro fratelli, tutti giocano a calcio: Antonio, Lorenzo, Roberto e Marco. Una famiglia calcisticamente molto speciale. «Vediamo se saremo davvero speciali», dice Roberto. «Tutti sanno che anche mio padre Carmine ha giocato a calcio, ma nessuno sa che pure mia madre Patrizia ogni tanto gioca. Siamo una bella famiglia». Che ha vissuto questi giorni in una specie di festa senza fine. Ogni ora una soddisfazione: la convocazione di Roberto nel Napoli, il gol di Lorenzo contro il Palermo, il debutto di Roberto in A, la convocazione doppia dei fratellini a Coverciano. «I nostri genitori ci sono stati vicini in qualsiasi momento, fin da piccoli. Se siamo arrivati fin qui, è per merito loro. La nostra è una famiglia unita e Roberto ed io siamo orgogliosi di farne parte».

MA IL QUARTO FRATELLO... - Però anche nella famiglia Insigne c’è un problema. Stavolta lo svela Lorenzo: «Sì, il problema è che il nostro fratello più piccolo, Marco (18 anni, ndr), non ha tanta voglia di giocare. Ma siccome vuole stare dietro a noi due, ha capito che deve Lorenzo e Roberto mettercela tutta». Le differenze, invece, sono descritte da Roberto. «Io sono più istintivo, «Il Napoli ha voglia di vincere, noi a volte anche un po’ impulsivo; Lorenzo invece è più riflessivo, più tranquillo. Io sono più siamo davvero simpatico di lui, perché quando ha il nervoso non gli si sta vicino». Lo dice, ridendo, fortunati» mentre Lorenzo non sente, altrimenti rischia lo scapaccione, anche se ha 20 centimetri in più.

MAZZARRI E IL NAPOLI - Adesso le strade degli Insigne si separeranno di nuovo, Lorenzo in prima squadra, Roberto nella Primavera. «Siamo in un’ottima posizione di classifica e il primo obiettivo è quello di mantenere questo posto. Poi punteremo a migliorarla. Ancora non sappiamo dove possiamo arrivare». La spinta arriva anche dal più giovane. «Mi ha colpito la forza dello spogliatoio del Napoli, della prima squadra intendo. Si vede che è un gruppo solido con una grande voglia di vincere». Quel gruppo è guidato da Walter Mazzarri, l’allenatore che ha fatto esordire in Serie A tutt’e due i fratelli Insigne. «Anche questo è un titolo di merito per noi due: è stato un grande allenatore come Mazzarri a portarci al debutto in A. E’ il nostro secondo padre».


due: è stato un grande allenatore come Mazzarri a portarci al debutto in A. E’ il nostro secondo padre». © riproduzione riservata


Triangolare tra Under: vince quella di Di Biagio che ha battuto le altre due FIRENZE - E’ la prima volta che tre nazionali giovanili, l’Under 21 di Mangia, l’Under 20 di Di Biagio e l’Under 19 di Evani, si allenano insieme per 3 giorni al centro tecnico di Coverciano ed è la prima volta che a fine stage giocano un triangolare (tre gare da 45' l’una) fra loro. L’ha vinto l’Under 20 che ha battuto sia la 19 che la 21. Questi i risultati: Under 20-Under 19 3-0 con reti di Di Lorenzo, Beltrame (che ha colpito anche un palo) e autorete di Murru. Under 20-Under 21 1-0 (gol di Belotti). Under 21-Under 19 2-0 con reti di Piscitella e Caprari. Davanti a Sacchi, coordinatore delle nazionali giovanili, e al ct Prandelli (che del gruppone dei giovani ha già convocato in Nazionale maggiore De Sciglio, Lorenzo Insigne e Fabbrini) sono piaciuti gli under 19 Lezzerini, Petermann e Sanseverino, gli under 20 Fedato, Improta Di Lorenzo, Casiraghi e Beltrame, e gli under 21 Caldirola, Fabbrini, Insigne, Zaza e Caprari, questi ultimi due impiegati nella seconda partita. Nella prima partitella, Mangia ha schierato De Sciglio a destra alle spalle di Saponara: prove del prossimo Milan.


LOTITO, BLINDA HERNANES! Quest’anno il club ha spiccato il volo tenendo i migliori: lo sforzo serve sui rinnovi di Fabrizio Patania

ROMA - I tifosi della Lazio chiedono uno sforzo a Lotito sul mercato per avvicinarsi e credere ancora di più al sogno scudetto. L’ambizione e la tentazione di giocarsela sino in fondo con la Juve sono alla base di ogni ragionamento e si può trovare una giustificazione plausibile alle richieste del popolo biancoceleste. In altre sessioni invernali di mercato la dirigenza era stata criticata e una buona dose di delusione si era avvertita anche alla fine di agosto, quando la campagna estiva si chiuse con il solo acquisto del francese Ciani, che si aggiungeva a Ederson e al riscatto di Candreva. Oggi, però, ALLA LAZIO DALL’ESTATE diventa difficile discutere il lavoro della società. La Lazio si trova a soli tre punti DEL 2010 Anderson Hernanes, dalla Juventus, Petkovic sfiderà Conte nelle semifinali di Coppa Italia, ha buone 27 anni, centrocampista possibilità di andare avanti anche in Europa League. brasiliano. La sua nuova Con una politica accorta e acquisti mirati, il ds Tare ha passione adesso è il golf. E’ Ad agosto respinto l’assalto dello Zenit costruito una squadra da primi posti. Biava, Dias e alla Lazio dall’estate 2010 Floccari. Poi Hernanes e Gonzalez. Infine Marchetti, che offriva 30 milioni per il Konko, Cana, Lulic, Klose. In due anni e mezzo è stato Profeta. Ora è quasi ricostruito un gruppo che spera finalmente di conquistare l’ingresso in Champions League. un top-player E’ difficile discutere questo lavoro, perché sta pagando sul campo con i risultati. E’ complicato migliorare un gruppo coperto in ogni ruolo e con alcune risorse ancora da sfruttare. Lotito guarda al futuro e ha avuto ragione con la riflessione posta all’inizio di settembre. Petkovic ha avuto la possibilità di sviluppare e portare avanti il lavoro di Reja perché la Lazio ha tenuto tutti i suoi giocatori migliori. E non ha venduto nessuno. Neppure Hernanes, che era stato corteggiato con insistenza ed estrema riservatezza dallo Zenit San Pietroburgo. «Ho rifiutato un’offerta da 30 milioni per il Profeta» ha dichiarato Lotito in più occasioni. Si riferiva al club russo, guidato in panchina da Spalletti.

RINNOVI - Nelle stagioni passate il mercato della Lazio si era autofinanziato attraverso cessioni eccellenti: nel 2010 il City di Mancini aveva acquistato Kolarov per 20 milioni di euro (18 cash più il cartellino di Garrido) e nel 2011 la Juve aveva preso Lichtsteiner per 10 milioni. Tutti e due gli esterni avevano chiesto a Lotito la cessione per continuare a crescere in termini di stipendio e di ambizioni sportive. Volevano giocare per lo scudetto e in Champions. Oggi tutti chiedono alla società di comprare. Certo, se Tare riuscisse a indovinare un rinforzo adeguato, farebbe comodo. Ma un vero progetto di crescita deve essere accompagnato dalla certezza di poter trattenere tutti i gioielli anche nella prossima stagione. Klose s’è rivelato un colpo straordinario, ma ha scelto di venire a Roma a chiudere la carriera. Hernanes, segnando un gol dopo l’altro, sta diventando un top player e si trova nel pieno della maturità agonistica. Le dichiarazioni di Joseph Lee, il suo manager, non sono proprio rassicurante. Sembra un gioco al rialzo, un segnale inviato alla società per avvertire che eventuali offerte a fine stagione potrebbero essere valutate. La Lazio ha intenzione di blindare e prolungare il contratto di Hernanes, in scadenza 2015, ma i primi colloqui con Lee (nello scorso settembre) non erano stati positivi. Per questo motivo, l’agente ha stoppato qualsiasi ipotesi di rinnovo. Oggi il brasiliano, compresi i premi, guadagna uno stipendio che oscilla intorno al milione e mezzo. E’ chiaro che il suo mercato può essere diverso da quello di altri giocatori. Hernanes si trova bene a Roma, con Petkovic si diverte e il vantaggio di Lotito è che difficilmente, dopo aver trovato una collocazione tattica precisa e un ruolo di primo piano, difficilmente il giocatore metterà in discussione il proprio futuro a un solo anno dal Mondiale in Brasile, suo vero obiettivo. Questo lasso di tempo permetterà anche alla Lazio di organizzarsi e di blindare a lungo termine i suoi campioni, a partire da Hernanes. Meglio spendere per i cartellini o alzare la posta del monte stipendi? Lo sforzo vero serve sui rinnovi. L’ingresso in Champions, con tanti giocatori a scadenza e l’innesti giusti da studiare, fa capire come sia più giusto pianificare a giugno il nuovo ciclo. Nel segno di Petkovic. © riproduzione riservata


AFFARI E TRATTATIVE PALERMO: BAROS DICE SÌ, IDEA ROMULO Per i siciliani e il Toro pista Orban. SienaPozzi: si decide oggi di Ettore Intorcia e Fabio Massimo Splendore

ROMA - Le prossime ore saranno decisive ma Milos Baros (31) ha già detto sì al trasferimento al Palermo. Aspetta, però, un segnale chiaro dal Galatasaray: il club ha già dato via libera alla sua uscita, per sgravarsi di un ingaggio importante, siamo sui 3 milioni di euro netti a stagione, ma l’attaccante ceco chiede una buonuscita per compensare lo stipendio più basso che percepirebbe in rosanero. Tra oggi e domani l’operazione può essere chiusa. Aspettando di risolvere il nodo Stefano Sorrentino (33), i rosanero lavorano anche sul centrocampo: chiesto il brasiliano Romulo (25) alla Fiorentina, i viola non vorrebbero farlo partire, se ne riparlerà negli ultimi giorni di mercato. Occhio, però, a un clamoroso ritorno su Marquinho (26) se non dovesse finire al Gremio. Un’idea per la difesa è Il Parma riscatta l’argentino Lucas Orban (23) del Tigre, terzino sinistro Musacci e tratta del Tigre, un nome finito anche sulla scrivania del Toro. Jansson. Bologna su Rolan e Adejo. Olivera oggi al Genoa, i rossoblù su Nadarevic e Ziegler

NUOVE FRONTIERE - Il rosanero Carlos Labrin (22) chiuderà la stagione in Cile, ma non al Colo Colo (la trattativa è saltata): tornerà al Deportivo Huachipato, il club nel quale è cresciuto. Al Colo Colo andrà invece Mario Paglialunga (24), centrocampista del Catania. Qualche problema per l’Udinese nella trattativa per Brayan Perea (19): i friulani avevano alla Samp di “appoggiare” il colombiano a Genova fino a giugno ma i blucerchiati non sono d’accordo sull’ipotesi di prestito, vorrebbero mettere le mani sulla metà del cartellino. A questo punto l’affare Diego Fabbrini (22), alla Samp dall’Udinese, deve proseguire autonomamente. Perea può essere girato al Watford o al Granada, dove sarà Milos Baros, 31 anni parcheggiato anche Juan Pablo Nieto (19). Frano Mlinar (20), in arrivo dalla Lokomotiva Zagabria, potrà essere tesserato liberamente a luglio: la Croazia entrerà nell’UE. Per luglio, invece, il Parma guarda in Svezia: piace Pontus Jansson (21), centrale del Malmoe, in estate accostato a Pescara e Cagliari, l’incontro decisivo tra oggi e domani. ALTRE OPERAZIONI - Nicola Pozzi (26) in prestito al Siena, si decide oggi. La Samp ha chiesto di inserire Matteo Contini (32) nell’affare, i toscani hanno detto no. A centrocampo Iachini avrà l’argentino Adrian Calello (25) della Dinamo Zagabria. Ai bianconeri è arrivata un’offerta della Dinamo Kiev per Neto (24), i toscani aspettano un rilancio del Napoli. Marcelo Larrondo (24) è della Fiorentina. Il Parma ha riscattato l’altra metà del cartellino di Gianluca Musacci (25) dall’Empoli - il giocatore andrà allo Spezia in prestito - e a giugno con il club toscano definirà l’acquisto della metà di Riccardo Saponara (21). L’altra metà del cartellino è stata appena acquistata dal Milan (dove il ragazzo giocherà l’anno prossimo). Paulo Vitor Barreto (27) sosterrà oggi le visite mediche al Toro: arriva in comproprietà (1,8 milioni di euro) dopo aver prolungato con l’Udinese. I granata vogliono anche Enzo Maresca (32). Chievo e Parma restano in contatto con l’Inter per avere in prestito McDonald Mariga (25). Il club veronese parla con i nerazzurri anche di Ibrahima Mbaye (18). Se parte Stefano Sorrentino (33), destinazione Palermo, il Chievo può provarci con Antonio Rosati (29) - secondo al Napoli - se saltasse Albano Bizzarri (35). L'Atalanta dovrà aspettare la prossima settimana per avere Mario Sampirisi (20) dal Genoa vista l'emergenza difesa in casa rossoblù. Del Neri aspetta comunque un esterno: si tratta Enis Nadarevic (25) del Varese, in scadenza di contratto. Aspettando Giovanni Marchese (28) per luglio, il Genoa valuta anche il prestito di Reto Ziegler (27). Per la difesa del Bologna pista Daniel Adejo (23), laterale destro (o centrale) della Reggina. I rossoblù hanno chiesto Diego Rolan (19), attaccante del Defensor Sporting. Il Malaga ha preso in prestito dal Chelsea il brasiliano Lucas Piazon (19): nel 2011 fu a un passo dalla Juve (e in visita a Vinovo). @ettoreintorcia @fabiosple © riproduzione riservata


GLI ALTRI CONTRATTI DA RINNOVARE Lulic vicino, manca Gonzalez ROMA - Non si può dire che Lotito non abbia provato sino in fondo a trattenere Diakitè: nell’ultimo incontro, che si è consumato dopo Capodanno, la Lazio ha alzato la posta e ha offerto al difensore francese un contratto di cinque anni da 820 mila euro netti (750 più premi) a stagione. Diakitè ha lasciato cadere una proposta superiore ai quattro milioni di euro complessivi ed è sinceramente incomprensibile. Dopo aver a lungo e per molti mesi congelato la trattativa sotto l’aspetto economico, perché la distanza tra offerta (600) e richiesta (un milione) era troppo ampia, adesso è attratto e affascinato da un’esperienza all’estero. Ci sono stati dei contatti con il Liverpool, che ha parlato anche con la Lazio. Diakitè in Italia andrebbe solo Incomprensibile Diakitè: ha detto no a Juve, Inter, Milan e Napoli sposando club di livello pari o superiore alla Lazio. In estate era stato tentato dalla Fiorentina (che gli offriva un milione di ingaggio) e adesso aspetta i a più di 4 milioni netti in 5 anni Reds. E’ un peccato per la Lazio perdere un difensore di soli 25 anni, cresciuto in casa, Cavanda: si tratta ma è anche complicato capire la scelta. Diakitè ha grandi potenzialità, ma non si è ancora affermato. Lo dicono i numeri della sua carriera, costellata di infortuni: 65 presenze in sei stagioni di serie A sono poche. Solo l’anno scorso (25 presenze) è riuscito a giocare con regolarità. Alla Lazio avrebbe continuato il suo percorso di crescita tecnica con un allenatore che fa migliorare i giocatori, in una squadra da primi posti, e senza un’enorme concorrenza, considerando l’età di Biava e Dias. E per uno che ambisce alla nazionale francese il tandem con Ciani sarebbe stato un bello spot. Magari riuscirà ad affermarsi in altri Paesi.

GLI ALTRI - Da Diakitè a Cavanda. Interlocutorio il primo incontro tra la Lazio e il suo nuovo agente. C’è distanza tra offerta e richiesta (o aspettativa?) del belga-angolano, che Petkovic ha appena lanciato in prima squadra. Sino all’estate scorsa rischiava il prestito in B o in Lega Pro, adesso sta diventando giocatore. Non dovrebbe essere complicato trovare in tempi brevi una soluzione soddisfacente per tutte e due le parti, ma Lotito nelle prossime settimane si concentrerà anche sui big. Hernanes è considerato il perno della Lazio del futuro, con Lulic la trattativa per un prolungamento è avviata da tempo. Il bosniaco, arrivato l’estate scorsa, chiede un adeguamento economico: percepisce 360 mila euro di stipendio e non 600-700. Ci sono stati dei passi avanti concreti prima di Natale, quando i suoi agenti a Marassi hanno incontrato i dirigenti della Lazio. Presto dovrebbe arrivare la fumata bianca. Un altro rinnovo da affrontare riguarda Alvaro Gonzalez. L’uruguaiano, arrivato nell’estate 2010, è ormai diventato un insostituibile. Reclamava da tempo un adeguamento, a cui la Lazio non si sottrarrà. Ci sono stati diversi segnali di avvicinamento, accordo in vista secondo alcune indiscrezioni, negate invece dal manager Alessandro Lucci. f.p. © riproduzione riservata


IL RETROSCENA Sorrentino-Chievo ora è rottura totale E Palermo aspetta Ora la rottura tra Stefano Sorrentino e il Chievo è totale. E va trovata la soluzione. Per il bene di tutti: del giocatore, che da quasi due anni deve andare via e resta; del club veneto, che a questo punto dovrebbe tenerlo controvoglia rinunciando ad un’offerta economica importante ad un anno e mezzo dalla scadenza del contratto. E soprattutto del Palermo, che i suoi 3,5 milioni li ha messi sul piatto. Solo due attori di questa vicenda, oltre Sorrentino, passato attraverso due gestioni manageriali, sono rimasti gli stessi: irremovibili. Il presidente Campedelli e il ds Sartori, dirigente competente, un osso durissimo nelle trattative. Dall’estate 2011 a oggi gli esiti delle schermaglie tra Chievo e Palermo per Sorrentino sono stati gli stessi: nulla di fatto. Ci sono passati quattro dirigenti rosanero: Sabatini, Cattani, Perinetti e Lo Monaco. Stiamo ai fatti: da martedì Sorrentino non si va ad allenare. Ha strappato (e forse sì, si poteva scegliere un modo migliore): ma la storia di questo anno e mezzo può prestare il fianco ad un po' di umana esasperazione. Stiamo ai sussurri: non è impazzito. Pare - e il “pare” è un eufemismo - che qualcuno al Chievo (al Chievo, non in giro per Verona) abbia chiesto al ragazzo di giocare l'ultima con il Bologna. Più di una promessa: e forse era meglio ponderarla prima di farla: « tanto da martedì non ci vediamo più». Martedì è arrivato, il tira e molla continuava... Il ragazzo, contrariato, si è ricordato di quelle parole. E non è andato al campo. Ora serve buon senso e una soluzione rapida. Ma il ds Sartori proprio l'altro ieri faceva sapere: «Può essere anche una cosa da 31 gennaio...». Può essere: ma chi se ne giova? f.m.s. © riproduzione riservata


E’ costato 11 milioni. Arriva dal San Paolo Anderson Hernanes è stato acquistato da Lotito nell’estate 2010. La Lazio, per il talento di Recife, ha pagato complessivamente 11 milioni di euro, di cui 9,5 al San Paolo e 1,5 alla Traffic, che deteneva una percentuale del suo cartellino. E’ assistito da Joseph Lee, che a sua volta deteneva una piccola percentuale attraverso la Kirin Soccer. Il Profeta ha firmato con la Lazio un contratto in scadenza 2015. Guadagna, premi compresi, uno stipendio di circa 1,5 milioni


Adesso il golf è la sua nuova passione Hernanes legge la Bibbia e i libri di chimica, ama cucinare, ha preso un brevetto per volare. E’ un personaggio pieno di curiosità. Ora si è dato al golf. E’ il nuovo hobby del Profeta, che sulla propria pagina di Facebook ha postato un messaggio e ha messo una foto. «In Brasile il mio amico Dagoberto mi ha portato a giocare a golf una volta. Ed è bastata per far sì che diventasse uno dei miei hobby preferiti Approfitto del mio tempo libero per giocare un po' a golf. Come mi piace».


SNEIJDER-MORATTI È GUERRA FREDDA L’olandese prende ancora tempo per dare una risposta al Galatasaray Il patron nerazzurro è stufo: «Pensa che gli abbia messo fretta? Va bene...» di Pietro Guadagno

MILANO - Moratti e Sneijder come Usa e Urss ai tempi della guerra fredda. Il clima ormai è quello, con le due parti che quasi si ignorano, ma che si lanciano messaggi a distanza. L'olandese ormai ha deciso di andare dritto per la sua strada, ovvero prendersi più tempo possibile prima di prendere una decisione definitiva sulla proposta del Galatasaray. Difficile che corrisponda al vero insomma la rivelazione che avrebbe fatto a un giornalista turco un fantomatico vicino di casa, secondo cui ieri ci sarebbe stata la firma sul contratto. L'obiettivo del numero 10, da un lato, è di tirare la corda fino agli ultimi sgoccioli di gennaio. Ed è anche ciò che gli sta riuscendo meglio, visto che l'empasse provocata ha paralizzato anche il resto del mercato nerazzurro. Pochi i nerazzurri dalla parte di Wes. Il Dall'altro lato, invece, vorrebbe vincere la partita, vedendo soddisfatte tutte le sue richieste. L'ultima, mercato è in stallo Irritato anche il anche se un tentativo in questo senso (respinto) era già numero uno turco: stato fatto la scorsa settimana, è una buonuscita pari al «Aspetto al suo ingaggio di qui fino a giugno, ovvero 5 mensilità per massimo 4 giorni, 2,5 milioni di euro, dopo peraltro aver cominciato a abbiamo pretendere i premi legati ai risultati della squadra alternative» nerazzurra e l'intero stipendio di gennaio. Insomma, in mezzo a giochetti vari, ogni giorno c'è una nuova. MORATTI FURIBONDO - La vera speranza di Sneijder, ovviamente, è quella che prima o poi, vale a dire entro fine gennaio, una squadra di Premier (ovviamente di suo gradimento...) si faccia avanti. Ed è pure disposto a correre il rischio che il Galatasaray possa decidere si farsi da parte. E stando alle parole del presidente del club turco, Unal Aysal, riportate da fcinter1908.it, in questo senso ci sarebbe già un ultimatum, con scadenza fissata per la fine della settimana. «Aspetteremo altri 3-4 giorni. Nel caso dovesse saltare tutto, nessun problema: abbiamo delle alternative» , ha spiegato, aggiungendo anche ulteriori dettagli sull'operazione: «Con l'Inter, l'accordo è fissato per 7,5 milioni di euro, Per quanto riguarda il giocatore conosce la nostra proposta e ora sta facendo i conti con il club nerazzurro. E' normale se prendi 6,5 milioni Wesley Sneijder, 28 anni (LaPresse) di euro e te ne offrono 4,3». Già, ma quei conti Moratti non intende ascoltarli. Gelo e profonda irritazione erano evidenti nelle dichiarazioni rilasciate ieri pomeriggio: «Quello che si sta avendo è un dialogo tra professionisti (quindi passato e vittorie non contano più, ndc) . Sneijder pensa che gli abbia messo fretta? Va bene...». DOSSIER APERTO - Come già spiegato, l'olandese è disposto a rischiare. Nel senso che il 1° febbraio potrebbe essere ancora un giocatore dell'Inter. A quel punto, aggiornerà semplicemente la sua strategia, con lo scopo finale di ottenere la risoluzione del contratto, minacciando cause e ricorsi. Il club nerazzurro sa bene che il giocatore ha già consultato alcuni avvocati esperti in materia. Ma c'è la convinzione che, al di là delle famose dichiarazioni di Branca dello scorso 24 novembre in cui qualcosa non ha funzionato, nulla possa essere addebitato. Anzi, da quel momento in poi è stato Sneijder a non avere atteggiamenti adeguati. Tanto che a Palazzo Saras esiste già un corposo dossier che raccoglie tutti i comportamenti del numero 10, con il dettaglio anche delle multe comminate in questo periodo. ALTA TENSIONE - Se possibile, anche il clima della squadra attorno all'olandese è ulteriormente peggiorato. Sono pochi ormai i nerazzurri che non hanno rotto con lui. Uno tra questi è Chivu, che davanti alle telecamere di Sky ha detto di «augurarsi che la situazione finisca al meglio per noi. Ovvero che lui rimanga qua, perché l'Inter


ha ancora tanto bisogno di lui». Ma il pensiero del rumeno è praticamente isolato nello spogliatoio. Il resto del gruppo spinge perché Wes se ne vada il prima possibile, anche perché tensioni e turbative aumentano soltanto le difficoltà. © riproduzione riservata


IL MERCATO IN USCITA PRIMA DI TUTTO Oltre a Wes, via anche Jonathan e Alvarez

Almeno tre le cessioni per fare cassa e arrivare, subito o a giugno, a Schelotto, Bellomo e Paulinho MILANO - Sneijder, ma anche Jonathan e Alvarez. Senza operazioni in uscita, di quelle che possano garantire almeno qualche spicciolo per i forzieri di corso Vittorio Emanuele, il mercato dell'Inter è bloccato. Non è possibile stabilire i margini per un rilancio con l'Atalanta per Schelotto. E' stato chiesto tempo al Bari per Bellomo, nonostante la concorrenza. E soprattutto è impensabile tentare l'assalto per portare Paulinho subito alla Pinetina. Sono tutti fronti aperti, ma il club di corso Vittorio Emanuele deve per forza temporeggiare, con Ricardo Gabriel Alvarez, 24 il rischio magari di veder sfumare qualche obiettivo. Al momento, comunque, anni, all’Inter da luglio 2011 questa possibilità non sembra essere così immediata. Schelotto, infatti, ha fatto (LaPresse) abbondantemente capire di aver scelto l'Inter (prova ne sia la nuova casa sul lago di Como), mentre con il Bari i rapporti sono tali che la "primogenitura" su Bellomo servirà per conservare il vantaggio sugli altri club interessati (Roma, Genoa e Milan che però ha allentato la presa). In caso di offerta irrinunciabile, però, dopo aver informato l'Inter, la società pugliese ha la libertà di cedere la metà del cartellino in suo possesso (l'altra è del Chievo). Per Paulinho, infine, si confidano nei discorsi e nei rapporti avviati da mesi con il suo procuratore Paolucci. USCITE - Come premesso, al di là di Sneijder, il problema riguarda pure Jonathan e Alvarez. Per il primo, sembrava che il Flamengo fosse disposto a pagare almeno un paio di milioni di euro, ma nelle ultime ore c'è stata una frenata. Per il secondo, invece, i diversi contatti avviati tra Germania e Spagna non sono ancora sfociati in una trattativa vera e propria. Tanto più che l'Inter non vuole fare una minusvalenza. E non risultano sviluppi nemmeno col Porto, protagonista di un blitz in Italia. Ci sarebbe l'offerta in doppia cifra dell'Aston Villa per Coutinho, ma la società nerazzurra l'ha respinta. Evidentemente, l'intenzione è quella di puntare anche per il futuro sul brasiliano, che è un classe '92. Sempre che le difficoltà sul mercato non impongano un cambio di rotta. TALENTI - I movimenti in uscita vanno decisamente meglio per quanto riguarda i giovani nerazzurri. Ad esempio Mbaye, 18 anni compiuti lo scorso 18 novembre, pare destinato al Chievo, che deve trovare un sostituto per l'infortunato Dramè. Con il club veneto i rapporti sono ottimi, quindi il canale preferenziale aperto da tempo verrà utilizzato anche per tenere sotto controllo la seconda metà di Bellomo. Mancano gli ultimi dettagli, infine, per il passaggio di Duncan in prestito al Livorno. A inizio mese, Stramaccioni l'aveva bloccato per non rimanere a corto di centrocampisti, ma ora l'emergenza è rientrata. Inoltre, quando chiamato in causa, Benassi ha risposto nella maniera giusta. Tanto che gli verrà dato spazio anche nelle prossime settimane. p.gua. © riproduzione riservata


BANCAROTTA Vieri, interrogatorio il 5 febbraio ROMA - E' stato fissato per il 5 febbraio l'interrogatorio di Christian Vieri e della madre, entrambi indagati nell'ambito dell'inchiesta condotta dal pm di Milano Maurizio Ascione con l'ipotesi di concorso in bancarotta con il calciatore Cristian Brocchi in relazione alla Bfc&co, costituita nel 2005 e con fallimento dichiarato nel novembre 2010. INCHIESTA «PUBLIC MONEY» A Parma indagato Ghirardi BOLOGNA - Tra gli indagati nell'inchiesta «Public Money» della procura di Parma, c'è anche il presidente del Parma Tommaso Ghirardi. Secondo le indagini, avrebbe ottenuto uno sconto sull'affitto dello stadio dal Comune in cambio della «cessione» di un addetto stampa all'ex sindaco Pietro Vignali, finito agli arresti domiciliari con altre tre persone. In un comunicato, il Parma ha sottolineato « l'assoluta estraneità del suo legale rappresentante e della società a qualsivoglia attività illecita. Il Presidente non ha ricevuto alcun avviso di garanzia e quindi non è al momento in grado di entrare nel merito di accuse che non si conoscono». L’OSSERVATORIO E I FATTI DI PARMA «Gravi atti degli ultras Juve» ROMA - Condanna unanime dell'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive per i gravi atti compiuti da molti tifosi bianconeri prima di Parma-Juventus. L'Osservatorio attende i provvedimenti che saranno adottati dalla questura di Parma, che ha identificato oltre 100 supporter juventini e valuterà l'eventuale esigenza di revocare le Tessere del Tifoso alle persone appartenenti ai gruppi coinvolti. BIERHOFF «A novembre Italia-Germania» BERLINO (.p.) - Oliver Bierhoff, manager della Germania, ha dichiarato sul sito della Federazione tedesca (DFB) di progettare amichevoli con Italia e Inghilterra nel prossimo novembre «s e la Germania avrà ottenuto la qualificazione diretta ai mondiali del 2014 in Brasile». La partita con gli azzurri di Prandelli dovrebbe restituire la visita dell'Italia a Dortmund nel febbraio 2011 (1-1 con reti di Klose e Rossi). IERI LA VISITA A BERGAMO Livorno sulla tomba di Morosini BERGAMO - La squadra del Livorno ha reso ieri mattina una visita privata - presso il cimitero monumentale di Bergamo - alla tomba di Piermario Morosini, il centrocampista bergamasco e giocatore amaranto stroncato da un malore in campo, nell'aprile scorso, a Pescara. Intanto ieri è stato assegnato all’ex giocatore Bernardo Corradi, nella sede dell'Associazione Calciatori a Vicenza, il premio di studio «Piermario Morosini», iniziativa promossa da Aic e dall'Università di Parma e San Marino. Il premio è stato creato per incentivare la formazione e lo studio di ragazzi che si siano distinti nello sport ma che intendano proseguire un percorso professionale oltre il calcio giocato.


OUT MILITO, RISENTIMENTO ALL’ADDUTTORE PER FANTANTONIO E Cassano non si arrende MILANO - Speranza Cassano. Gli accertamenti effettuati ieri sera hanno confermato che, contro il Bologna, Fantantonio ha rimediato un “risentimento muscolare all'adduttore grande della coscia sinistra”. Si tratta di un guaio lieve e, a sorpresa, non sono del tutto tramontate le speranze che possa recuperare già per la sfida con la Roma di domenica sera, magari anche solo per accomodarsi in panchina. Saranno decisive le terapie a cui verrà sottoposto nelle prossime ore, con decisione finale rimandata a sabato alla rifinitura. Non dovesse farcela, il fronte temporale per lui si sposterebbe alla semifinale di andata di Coppa Italia, oppure alla gara di campionato con il Torino del 27 gennaio. Il primo ad augurarsi un recupero lampo di Cassano è Stramaccioni, già alle prese con i problemi al ginocchio sinistro di Milito e quindi con scelte e alternative ridotte in attacco. L’attaccante non Tanto più che, pur non segnando in campionato dallo scorso 21 ottobre (Inter-Catania 2vuole saltare la 0), l'ex-milanista riesce comunque ad assicurare imprevedibilità e fantasia alla manovra gara di domenica con la Roma. nerazzurra. Ad ogni modo, che recuperi o meno, non trapelano segnali riguardo a L’alternativa è modifiche nei programmi già stilati per il Principe, che in qualsiasi caso non dovrebbe Palacio unica punta essere preso in considerazione per l'Olimpico. con Guarin alle sue spalle

SOLO CRAMPI - Se alla fine non potesse contare su Cassano, è facile immaginare che Stramaccioni intenda lanciare Palacio come unica punta, contando sulla sua abilità nell'andare in profondità e nell'effettuare tagli, così da mettere in difficoltà la difesa giallorossa. E a innescarlo ci sarà regolarmente Guarin, i cui problemi accusati al termine dei supplementari con il Bologna si sono rivelati semplici crampi. «Non è stato normale - ha spiegato il centrocampista a Mediaset - giocare per 120 minuti una gara del genere. Lo è stato invece aver accusato la fatica alla fine. Ma si è trattato soltanto di quella». E il tecnico interista ha potuto tirare un sospiro di sollievo. IL MEGLIO DA NUMERO 8 - In questo momento, proprio Guarin e Palacio sono le frecce principali della squadra nerazzurra; hanno segnato in tandem sia col Pescara sia col Bologna e sono i top-scorer della formazione, 12 centri stagionali per l'argentino, 8 per il colombiano, alla pari di Milito. «Se arriva un mio gol - ha aggiunto il centrocampista - è bellissimo, ma l'importante è la vittoria della mia squadra. Mi sento bene e lavoro per mantenere questo livello e migliorare. Mi piace giocare da numero 8, in mezzo al campo con 2 compagni che mi assistono. Ho anche provato il ruolo di centrale offensivo e difensivo, ma è la prima la posizione in cui rendo di più. Adesso affrontiamo la Roma, speriamo di fare una bella partita. Solo sconfitte in trasferta dopo la vittoria di Torino in casa della Juventus? Non credo in una maledizione, ma credo nel nostro lavoro». Un piccolo accenno di mercato: «Fernando e Rolando? Se arrivano giocatori che vogliono fare bene, qui saranno i benvenuti». SCELTE - I piani di Stramaccioni saranno più chiari tra oggi e domani, ma al momento tutto lascia intendere che l'Inter si presenterà all'Olimpico con un centrocampo folto. Approfittando anche dei recuperi di Gargano e Nagatomo, che potrebbe agire sulla destra. La corsia mancina, invece, dovrebbe essere affidata ancora a Pereira, che ieri è stato operato al naso, ma grazie ad una maschera sarà regolarmente a disposizione. Qualche incertezza rimane attorno a Coutinho, anzi è più facile un forfait del brasiliano piuttosto che una sua convocazione. Mentre dovranno essere valutate le condizioni di Mudingayi, che ha chiuso la sfida con il Bologna ammaccato. p.gua. © riproduzione riservata


SCELTE DI VITA E DI SOLDI di Paolo de Laurentiis Che il mercato sia fatto di trattative è anche banale dirlo, arrivati a un certo punto però bisognerebbe avere anche la coscienza di dire basta. Sneijder invece tira la corda, convinto di poter stravincere su tutta la linea: trovare una grande squadra europea e un ingaggio adeguato, non prima di aver spremuto l’Inter fino all’ultimo giorno di mercato. Che l’olandese stia esagerando lo dimostra l’atteggiamento di Moratti, ufficialmente composto ma decisamente irritato per questo tira e molla. E dire che Moratti è un presidente che raramente nega qualcosa ai suoi giocatori, sia quando li prende che quando arriva il momento dei saluti. In questo caso invece la misura è colma, perché cercare una squadra che oggi ti dà sei (!) milioni di euro è un’utopia (soprattutto quando da qualche mese le presenze sono quelle che sono), così come non è il massimo - a fronte di un’offerta di 4 milioni e spiccioli - chiedere i due milioni che restano all’Inter sotto forma di buona uscita per pareggiare l’ingaggio attuale. Perché guai a guadagnare un euro di meno. E poi ci sentiamo raccontare la solita storia della “scelta di vita” che oggi più che mai fa accapponare la pelle. Senza andare troppo sull’impegnativo basterebbe una scelta, seria, che tiene conto che il mondo di oggi non è quello di due anni fa. Senza tanti balletti. Un bel saluto, arrivederci e grazie. © riproduzione riservata


Chivu: Resisto al dolore, per me è gestibile Avrebbe dovuto operarsi per la terza volta, ha scelto di non farlo. A Sky Chivu ha detto di non aver risolto i problemi al piede destro: Un mese fa si pensava a un altro intervento, ma ho deciso di non farlo. Non ho idea di come sia stare senza dolore. Per me esiste ed è una cosa gestibile. Poi, dipende dalla soglia di sopportazione e io credo di averla piuttosto alta.


MATHEU, L’IDEA PER LA DIFESA Rossettini in bilico: al suo posto potrebbe tornare l’argentino di Giuseppe Amisani

CAGLIARI - E' il periodo dei ritorni di fiamma in casa rossoblù. Dopo aver accarezzato, seppure in maniera molto sfumata, l'idea di rivedere con la maglia del Cagliari Alessandro Agostini, mai utilizzato dal Torino e finito a Verona, e quella di riportare in Sardegna Robert Acquafresca, la società sembra ora rivolgersi verso Carlos Matheu, altra vecchia conoscenza dei tifosi cagliaritani. DIFESA DA SISTEMARE - Se dovesse partire Luca Rossettini, per il quale le cose non sono andate esattamente come l'ex Siena aveva immaginato, l'ipotesi Matheu non sarebbe da scartare. Anche perché pur avendo giocato in Sardegna solo una stagione, nel 2008/2009, il difensore argentino ha lasciato un buon ricordo in società nonostante la partenza quasi a sorpresa, per motivi familiari, alla vigilia del nuovo ritiro precampionato. Matheu non si presentò e alla fine il Cagliari dovette Dopo i “ritorni” cedere lasciandolo libero di accasarsi nell'Independiente. sfumati per Il carattere sanguigno del sudamericano, però, deve aver Agostini e Acquafresca ora è il fatto breccia nel presidente Cellino che non lo ha mai turno del centrale perso di vista e ora che è tornato in Italia, potrebbe atalantino già in essere oggetto di interesse già da subito visto che rossoblù nel domenica i rossoblù saranno a Bergamo. 2008/2009 Stadio, Lunedì Matheu dovrebbe essere a Cagliari per sbrigare presentati i delle faccende personali, ma non è detto che non ne documenti approfitti per incontrare i dirigenti isolani e magari riuscire a trovare un accordo anche perché è un giocatore che piace a Lopez, suo compagno di squadra quattro stagioni fa. Grinta, determinazione e duttilità sono le armi del sudamericano che può essere impiegato sia come terzino destro sia come centrale.

Carlos Matheu, 27 anni, oggi all’Atalanta

ALTRE OPERAZIONI - Quella di Matheu non è, ovviamente, l'unica pista seguita dal Cagliari che continua a stare alla finestra in attesa che si sblocchi la situazione del centrocampista uruguaiano Cabrera, al centro di un braccio di ferro tra i suoi due agenti Casal e Betancourt. I rossoblù aspettano la definizione della controversia e in generale non hanno fretta di concludere prima di tutto perché comunque sarebbe un acquisto in prospettiva per la prossima stagione e poi perché prima della sfida contro il Palermo, tutte le mosse di mercato restano congelate in attesa di capire quale sarà la collocazione del Cagliari alla fine di gennaio. Tutto, quindi, si concentrerà negli ultimi giorni anche se i contatti, soprattutto per i giocatori in uscita, restano fervidi. Raffreddata la possibilità di partenza di Pinilla, resta da capire se Astori cederà alla corte d'oltre Manica oltre che a quella del Milan o se preferirà chiudere la stagione in Sardegna, così come Nainggolan. In ogni caso la società continua a studiare le contromosse e segue da vicino sia giocatori esperti, come il difensore brasiliano Fabiano (Medina da Silva) attualmente impegnato nel campionato cinese ma con un passato in Italia, sia alcuni giovani interessanti. Tra tutti il fiorentino Camporese, in cerca di rilancio dopo una stagione anonima, ma anche il giovane e talentuoso trequartista del Lumezzane, Baraye. QUESTIONE STADIO - Il Cagliari ha fatto la sua parte e, rispettando l'ultimatum dato dalla Commissione Provinciale di Vigilanza, ieri mattina ha presentato negli uffici del Comune di Quartu Sant'Elena il piano alternativo per compiere tutti gli ultimi adempimenti, legati soprattutto alla via Olimpia, alla cabina elettrica e alla torre faro, oltre che ad una serie di questioni minori. Ora il materiale passerà al vaglio della Commissione che verrà convocata per i prossimi giorni. Scongiurata l'archiviazione della pratica, che avrebbe portato a dover ripresentare per intero il progetto con il conseguente slittamento della definitiva agibilità, non resta che attendere la licenza d'uso definitiva che la Commissione di Vigilanza, se tutti i documenti fossero in regola, non avrebbe difficoltà a rilasciare, mettendo così la parola fine alla lunga telenovela. © riproduzione riservata


IL CATANIA VERSO GENOVA Tocca a Paglialunga Per l’ultima volta? di Concetto Mannisi

CATANIA - Per il momento è sempre e solo mercato in uscita. Non ha fretta il Catania del presidente Nino Pulvirenti e dell’amministratore delegato Sergio Gasparin, anche perché la squadra continua a fare bene. La vittoria contro la Roma, del resto, dimostra che il gruppo è di buon livello; inoltre se in una gara come quella di domenica si riesce a fare a meno di un giocatore come Ciccio Lodi, che in questa fase del mercato è inseguito con determinazione da Milan e Inter (più dai rossoneri che dai nerazzurri, a questo punto), beh, vuol dire che il lavoro svolto fin qui dall’allenatore Maran è più che buono e che gli automatismi sono tali da potere permettere alla squadra rossazzurra di assorbire un’assenza pesante come L’argentino quella del centrocampista napoletano. potrebbe sostituire In verità, contro la Roma, per un tempo si è ballato parecchio, ma nella ripresa gli etnei Almiron Piace all’Alicante che hanno ritrovato compattezza, trovando pure lo spunto per giocare un brutto tiro alla domenica era al squadra guidata da Zeman. Nell’occasione ha avuto modo di mettersi in luce anche Mario «Massimino» Paglialunga, centrocampista argentino che Maran sta cominciando a gettare nella mischia con una certa frequenza. Chissà che il giocatore non possa venire buono anche domenica contro il Genoa, visto che Lodi è ancora squalificato e che alla lista degli indisponibili si è appena aggiunto Sergio Almiron (uscito anzitempo in occasione della gara con i giallorossi), per il quale gli accertamenti diagnostici hanno evidenziato uno stiramento a un adduttore. LE MOSSE - Paglialunga, un gol all’attivo contro l’altra formazione di Genova, appena un mese fa, potrebbe essere sistemato davanti alla difesa oppure, eventualmente, come mezzala sinistra. Fra l’altro sul suo conto cominciano a girare voci di mercato sempre più insistenti. Si dice che lo Spezia gli abbia messo gli occhi addosso (i liguri sono vicinissimi, in ogni caso, ad Alessandro Potenza, mentre discutono per Ciro Capuano), ma sarebbero gli spagnoli dell’Hercules, riferiscono dalla Spagna, i più determinati a prenderlo. Domenica sarebbe stato presente al “Massimino” il presidente della squadra di Alicante, Jesus Garcia Pitarch, che ha visto all’opera Paglialunga e ha pensato di chiederlo in prestito. Se ne saprà di più nei prossimi giorni. Intanto, mentre da Pescara fanno sapere di un interesse verso Biagianti, non è ancora stata detta l’ultima parola in merito alla situazione contrattuale di Giovanni Marchese, in scadenza con il Catania. Dalla prossima settimana i dirigenti rossazzurri saranno a Milano in forze: potrebbe scapparci l’incontro a porte chiuse col procuratore del ragazzo, Davide Lippi, con cui provare a trovare una soluzione in extremis e rinnovare il contratto. Viceversa, specialmente se Capuano dovesse partire, il Catania sarebbe costretto a cercare un esterno difensivo sinistro da far crescere alle spalle di Marchese. © riproduzione riservata


MERCATO LUCCHESE, PRESO GALLI DAL LIVORNO (infopress) La Lucchese (D) ha preso in prestito dal Livorno il terzino Jacopo Galli (19). SAN PAOLO, INGAGGIATO PAIXAO (infopress) Il San Paolo Padova (C) ha tesserato l’esterno brasiliano Bruno Paixao (19), ex Vicenza. NARDÒ-DI PIEDI: C’È L’ACCORDO (Lps) - Il Nardò (H) ha tesserato l'attaccante Michele Di Piedi (33). La punta, ex Milazzo, esordirà nel derby contro il Brindisi.


GIRONE D Spal-Mezzolara rinviata di nuovo FERRARA (atc) - Secondo rinvio consecutivo per Spal-Mezzolara (girone D). Dieci giorni fa era stata la nebbia. Stavolta, a impedire il regolare svolgimento della partita (recupero della 18ª giornata di campionato), sono state le condizioni del campo Mazza di Ferrara decisamente allentato a causa della pioggia scesa copiosa nelle ultime ore. Il direttore di gara Volpato di Merano, dopo aver constatato l'impossibilità di giocare, ha predisposto un nuovo rinvio con data da definire. CLASSIFICA E PROSSIMO TURNO Classifica: Pro Piacenza 43; Tuttocuoio 39; Massese 36; Lucchese 35; Pistoiese, Spal, Fidenza 33; Mezzolara 30; V. Castelfranco, Fortis Juventus 26; Formigine 24; Atl. Castenaso 21; V. Pavullese 19; Camaiore 18; Forcoli Valdera 15; Rosignano S.R., Riccione (-1) 14; Bagnolese 12. Prossimo turno (3ª di ritorno 20/1): Atl. Castenaso-Mezzolara, Bagnolese-Formigine, Forcoli ValderaRosignano S.R., Lucchese-Fortis Juventus, Massese-S.M. Tuttocuoio, Pistoiese-V. Castelfranco, Riccione-Pro Piacenza, Spal-Fidenza, V. Pavullese-Camaiore. IN BREVE ANCONA, ECCO STRECCIONI - (infopress) L’Ancona (F) ha preso in prestito dal Lecce l’esterno Francesco Streccioni (19), ex Matera.

ACIREALE, PRESO TROFA. SABATO ANTICIPO CON LA NISSA E LO SHOW - (g.riz.) - L'Acireale (girone I) ha ingaggiato il centrocampista Davide Trofa, 24 anni, prelevato dall'Ischia, squadra con la quale ha disputato 160 partite in serie D e messo a segno 18 gol. I granata anticiperanno a sabato (ore 17) la gara casalinga con il Ragusa e per l'occasione il presidente Salvo Palella ha organizzato anche uno spettacolo con la presenza delle showgirl Nina Moric, Federica Nargi e Francesca Fioretti ed il concerto degli Zero assoluto.


SERIE D

GIUDICE SPORTIVO Due turni di squalifica a Gabbanini (Pistoiese) ROMA - In merito alle gare di campionato disputate lo scorso fine settimana, il Giudice Sportivo ha adottato i seguenti provvedimenti disciplinari. AMMENDE: 800 euro al Pomigliano e Palazzolo; 700 euro a Casacastalda e Lucchese; 500 euro allo Scandicci; 400 a Messina e Gladiator. ALLENATORI - Squalifica di due gare a Scirpoli (Arzachena), Campana (CTL Campania), Gabbanini (Pistoiese), Palumbo (Sarnese); una gara a Francioni (Casacastalda), Bonuccelli (Fortis Juventus), Renna (Nardò), Pedetta (Pontevecchio), Pettinicchio (Taranto) e Scotto (Casertana). CALCIATORI - Squalifica di tre gare a Baratto (CTL Campania), Buono (Flaminia), Omolade e Angiò (Ribera), Varallo (V. Castelfranco); due gare a Ingari (Ancona), Bianchini (Arezzo), Nasti (Flaminia), Laera (Imperia), Nencioli (Lanciotto C.), Cicerchia (Mezzolara), Cunsolo (Palazzolo), Ferraro (Pomigliano), Di Palma (Sarnese), Grieco (Taranto), Chiodino (Verbano); una gara a Manganaro (Acireale), Lumicisi e Toto (Anziolavinio), Pecorari e Rubecchi (Arezzo), Palazzolo, Melis e Bonacquisti (Arzachena), Fiorillo e Itri (Battipagliese), Maglione e Martinelli (Bisceglie), Zunino (Bogliasco), Tettamanti (Borgosesia), Beltrame (Bra), Scugugia e Sirigu (Budoni), Zanchi (Casacastalda), Scognamiglio (Casertana), Belli (Castel Rigone), Prizio (Chiavari), Sireno (Brindisi), Tubaro e Mallus (Civitanovese), Ramunno e Iannelli (Montalto), Piscioneri e Mftah (Derthona), Bernicchi e D’Avino (Deruta), De Marco (Fidene), Donadi (Fiesole), Simmi (Flaminia), Agostinone (Foggia), Casini (Formigine), Polvani (Fortis Juventus), Lemma (Gozzano), Danese (Grottaglie), Costantini (Imperia), Matera (Ischia), Cardinali (Jesina), Pomo (Lanciotto), Donzelli (Maceratese), Cruciani (Matera), Antico e Difino (Nardò), Prestigiacomo (Noto), Mosciaro (Cosenza), Leonetti (O. Agnonese), Lukaj, Pereyra (Pianese), La Cava (Pomigliano), Marinelli (Pontevecchio), Falchi (Portotorres), Nodari (Real Spal), Raglianti (Rosignano), Morbidelli (San Basilio Palestrina), Gabrieli (San Nicolò), Morella (Sant’Antonio Abate), Giorni (Sansepolcro), Del Signore (Santhià), Errico (Sarnese), Bellini (Scandicci), Mancosu (Selargius), Branicki (Sora), Lattarulo, Baiocco (Sp. Terni), Salvati (Torre Neapolis), Farina (V.Pavullese). FOGGIA-TARANTO Senza tifosi rossoblù ROMA - Il Prefetto di Foggia con provvedimento ha inibito la trasferta per i tifosi tarantini in vista del prossimo derby in programma domenica alle ore 14.30 allo stadio Zaccheria. CASO-ARCIDIACONO AL TNAS Verdetto a febbraio ROMA (b.a.) - Sarà il Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport a dire l’ultima parola sul caso-Arciadocono, il calciatore del Cosenza squalificato dal giudice sportivo sino al 20 luglio 2013 per aver esibito, dopo un gol nella partita Sambiase-Cosenza del 17 novembre 2012, una t-shirt con la scritta “Speciale innocente”, ritenuta blasfema perché riferita a una persona con una condanna passata in giudicato nel processo relativo alla morte di Filippo Raciti, ispettore capo della Polizia di Stato deceduto in servizio negli incidenti del derby CataniaPalermo del 2 febbraio 2007. Il 14 gennaio scorso i legali della Federcalcio hanno depositato le proprie memorie al Tnas, idem i legali del calciatore che puntano a una riduzione della pesantissima squalifica di otto mesi. Con la scelta dalle parti dei rispettivi arbitri e di un terzo di comune accordo, si è costituito il Collegio. La prassi prevede un tentativo di conciliazione (pochi precedenti in materia) con lo sconto della pena. Più plausibile che si arrivi al classico verdetto ai primi di febbraio. Difficile fare previsioni: è un caso spinoso, un gesto assurdo di un giovane calciatore, amplificato oltremodo dalle riprese tv. Ai giudici l’ardua sentenza.


gironi B-C La Sambonifacese pareggia a Pordenone ROMA - Turno infrasettimanale per i gironi B e C a venti squadre. Si è disputata la 22ª giornata. Girone B Alzano Cene-Pontisola 3-3, Atl. Montichiari-Aurora Seriate 2-1, Caravaggio-Darfo Boario 1-2, CaronneseTrento 5-2, MapelloBonate-Mezzocorona 5-4, Olginatese-Castellana C. 1-2, Pergolettese-Lecco 1-1, Pro SestoSeregno 0-2, Voghera-F. Perginese rinviata per neve, Georgen-Sant'Angelo (rinviata al 23/1). Classifica: Pontisola 48; Pergolettese 45; Caronnese 44; Olginatese 41; Voghera 38; Lecco (-3) 35; Castellana 34; Atl. Montichiari 33; Mapellobonate, Caravaggio 31; Aurora Seriate, Alzano Cene 28; Seregno 26; Darfo Boario (-1) 24; Pro Sesto, St.Georgen 21; Fersina Perginese 20; Sant'Angelo, Mezzocorona 13; Trento (-1) 11. Prossimo turno (23ª giornata, 20/1): Aurora Seriate-Alzano Cene, Castellana-Atl. Montichiari, Darfo BoarioSt.Georgen, Fersina Perginese-Caronnese, Lecco-Caravaggio, Mezzocorona-Pro Sesto, PontisolaPergolettese, Sant’Angelo-Voghera, Seregno-Olginatese, Trento-Mapellobonate. Girone C Clodiense-Belluno rinviata, Delta Porto Tolle-San Paolo PD 0-0, Este-Sanvitese 2-0, Legnago-Giorgione 0-2, Montebelluna-Tamai 1-1, Pordenone-Sambonifacese 1-1, Sacilese-Union Quinto 2-1, Trissino-SandonàJesolo 1-2, Virtus Vecomp-Real Vicenza 0-0, Nk Kras Repen-Cerea (rinviata al 23/1). Classifica: V.V. Verona, Sambonifacese 44; Pordenone 42; Real Vicenza 41; Delta Porto Tolle 40; Sandonajesolo, Sacilese 35; Este, Belluno 31; Tamai, Trissino Valdagno 30; Legnago, Clodiense 29; Giorgione 28; S.Paolo Padova, Montebelluna 27; Cerea 20; Sanvitese 14; Union Quinto, Kras Repen 8. Prossimo turno (23ª giornata 20/1): Belluno-Este, Cerea-Clodiense, Giorgione-Montebelluna, Real VicenzaDelta Porto Tolle, S.Paolo Padova-Trissino Valdagno, Sambonifacese-Legnago, Sandonajesolo-Pordenone, Sanvitese-V.V. Verona, Tamai-Sacilese, Union Quinto-Nk Kras Repen.


FINALMENTE D’AGOSTINO Oggi il sì. E piace Farnerud, che dice allo Young Boys: «Cedetemi» di Ettore Intorcia e Fabio Massimo Splendore

Tre giorni di trattativa serratissima, Gaetano D’Agostino oggi risolverà le ultime cose a Siena (personali e con il club, ma ormai siamo davvero ai piccoli dettagli) e dirà sì al Pescara. Tutti gli attori in campo in questi tre giorni, sfiniti a trovare la soluzione: da una parte il presidente del Siena Mezzaroma e il ds Antonelli, dall’altra il presidente del Pescara Sebastiani e il ds Delli Carri, il ruolo nevralgico del dirigente responsabile dello scouting del club abruzzese Gaetano D’Agostino, 30 anni, la Acri, in virtù del rapporto con la famiglia D’Agostino e con il calciatore (dai tempi sua avventura a Siena sta finendo. Ne inizierà una nuova del settore giovanile giallorosso) ha fatto un lavoro a Pescara: andrà in prestito per certosino e di cucitura dall’inizio alla fine della trattativa. aiutare la squadra di Bergodi Il giocatore del E poi il manager Alessandro Moggi e il legale nella corsa salvezza (Bartoletti) Siena ha detto al rappresentante del Siena, l’avvocato Rodella, telefono a Sebastiani di non preziosissimo nel tessere gli accordi interni. Ieri sera aver mai avuto anche una telefonata di D’Agostino a Sebastiani, per chiarire che l’attesa non era mai dubbi sul Pescara. stata legata a presunte perplessità su Pescara. D’Agostino andrà in prestito, ma dirà sì Per l’attacco formalmente solo oggi. Lui vuole rilanciarsi, Sebastiani fa un bel colpo. Acquafresca o Sansone

PISTA SVEDESE - Si chiama Alexander Farnerud, ha 28 anni, è un centrocampista di qualità e quantità e gioca nello Young Boys ed è stato campione di Germania con lo Stoccarda nel 2007: il fratello Pontus, stesso ruolo e quattro anni di più, gioca nel Goteborg. Il Pescara ha seguito Alexander nella gara di Europa League contro l’Udinese, quando ha segnato anche il suo primo gol nella manifestazione continentale. E ha formulato un’offerta al club svizzero sulla base del prestito con diritto di riscatto dell’intero cartellino. Un’operazione complessiva valutabile intorno ai due milioni di euro. La società svizzera però non dà il via libera. Mentre il giocatore aspetta e sarebbe felicissimo di approdare nel campionato italiano. «So dell’offerta del Pescara - ha detto - ne sono orgoglioso e sarei felicissimo di poter venire in Italia per misurarmi in serie A. Credo di aver dato e ricevuto tanto dallo Young Boys, ma proprio per questo penso anche che sia arrivato il momento di fare un’esperienza diversa. E questa mi stimola molto» . A metà campo in orbita Pescara c’è sempre stato anche Jasmin Kurtic del Palermo: ma gli esiti dell’operazione erano legati alla vicenda D’Agostino. SCAMBIO IN CORSO - La trattativa è aperta ma perché si concluda serve che Giuseppe Colucci sciolga la sua riserva e dica sì alla Reggina: Giuseppe Rizzo aspetta questo passaggio per potere dire il suo di sì (per la verità già detto) al Pescara. Il manager di Colucci, Claudio Peverani, ha continuato a confrontarsi con il suo assistito su questa operazione: manca quel sì. C’è anche il Grosseto che attende gli sviluppi di questa vicenda perché sarebbe interessato a Colucci. L’ATTACCO - Bisogna capire cosa accadrà per Abbruscato e Jonathas: il primo ha diverse richieste in B e se uscirà un attaccante il presidente Sebastiani ne prenderà un altro. Gira una candidatura Acquafresca, che ha comunque uno stipendio importante. E bisogna fare molta attenzione a quanto avverrà attorno a Gianluca Sansone, che è in rotta con il Torino e piace a molte squadre: dal Chievo, al Bologna, alla Sampdoria, allo stesso Pescara. @ettoreintorcia @fabiosple © riproduzione riservata


DALLE SEDI MILAN, UN MESE DI STOP PER AMBROSINI Cagliari, Ariaudo non ce la fa. Padelli in porta nell’Udinese l BOLOGNA - Il Bologna ha ricominciato a lavorare ieri mattina a Casteldebole. Difficilmente Taider e Acquafresca saranno recuperabili per domenica. l CAGLIARI - Niente da fare per Ariaudo ed Eriksson che non saranno a disposizione per la sfida di Bergamo e che ieri hanno proseguito con il lavoro differenziato. l CHIEVO - Nella doppia seduta di ieri mancava il secondo portiere Puggioni, impegnato con un esame universitario (diritto del lavoro, facoltà di giurisprudenza). Per domenica Corini recupera Dainelli dopo la squalifica e perde Cesar, sempre per squalifica. l GENOA - Lavoro differenziato per Kucka e Rossi. Si è rivisto in campo Ferronetti, che ha svolto parte della seduta assieme ai compagni. l MILAN - Lesione agli adduttori della coscia destra per Ambrosini. Previsto almeno un mese di stop. Oggi a Milanello alle 14.30 amichevole contro la Solbiasommese (Eccellenza). l PALERMO - Molto difficile per sabato il recupero di Brienza, alle prese con un risentimento alla coscia sinistra. In avanti previsto il rientro di Ilicic e l’utilizzazione di Miccoli dal 1'. l PARMA - Rientrano Lucarelli e Benalouane dalla squalifica. Non è da escludere la conferma del tandem Belfodil-Amauri. l SAMPDORIA - Krsticic non ha preso parte alla seduta pomeridiana a titolo precauzionale, complice una botta al ginocchio. Al lavoro anche Maxi Lopez, Pozzi e Maresca. l TORINO - Birsa torna ad allenarsi dopo aver smaltito l'influenza. Ancora differenziato per Sansone. l UDINESE - Allan potrebbe rimpiazzare Pereyra a centrocampo. In porta ci sarà Padelli al posto di Brikic, che dopo l’operazione alla mano destra tornerà fra cinque o sei gare.


Tutto il Pescara oggi alla presentazione del libro su Zeman Un tuffo nel passato per rinfrescare il presente. Oggi alle 18,30 il presidente Sebastiani ha dato appuntamento ai suoi giocatori presso la libreria Feltrinelli, dove verrĂ presentato il libro scritto da Oscar Buonamano e Sergio Cinquino "Il Pescara di Zeman" (Carsa edizioni), con la prefazione di Arrigo Sacchi.


Matera ko a tavolino: Bisceglie vola al secondo posto La squadra lucana aveva schierato De Vezze che non poteva giocare per una precedente squalifica in Lega Pro di Biagio Angrisani

ROMA - Brutta botta per il Matera che in un sol colpo perde il secondo posto in classifica nel girone H scivolando al quarto. Vola il Bisceglie che sale al secondo posto, in condominio con l’imbattuto Gladiator. Comunque, la capolista Ischia guarda tutti dall’alto avendo otto punti di vantaggio sulle immediate inseguitrici. ACCOLTO IL RECLAMO - Il giudice sportivo di Serie D ha accolto il reclamo del Bisceglie, ottemperato nei giusti tempi, in merito alla gara Matera-Bisceglie del 9 dicembre scorso, terminata 1-1 (autorete di Misurata del Bisceglie e pareggio di Moscelli). La squadra lucana al 27’ della ripresa utilizzava il calciatore Daniele De Vezze, ingaggiato dal Benevento, che aveva da scontare un residuo di una precedente squalifica avuta in Lega Pro. Il giudice sportivo, rilevata la posizione irregolare di De Vezze, ha accolto il reclamo della società pugliese infliggendo così lo 0-3 a tavolino al Matera. Moscelli del Bisceglie dopo il gol al Trani

GIRONE H, NUOVA CLASSIFICA - Ischia 49; Bisceglie, Gladiator 41; Matera 40; Monopoli 36; Battipagliese, Foggia 28; Nardò 26; Ctl Campania, Pomigliano 24; Sant’Antonio Abate (-1), Brindisi, Puteolana 22; Taranto, Francavilla in Sinni 21; Grottaglie 13; Fortis Trani 8; Potenza 6. © riproduzione riservata


NORME E RISORSE VALORIZZAZIONE GIOVANI E ARBITRI OGGI E DOMANI INCONTRO A FIRENZE FIRENZE - La Lega Pro continua la sua attività di valorizzazione del calcio dei giovani. E’ in programma, infatti, oggi, nella sede di Firenze, un incontro con alcuni responsabili tecnici dei settori giovanili dei club. «Illustreremo la bozza del regolamento per la distribuzione del 25% dei corrispettivi federali - dichiara Archimede Pitrolo, vice presidente della Lega Pro - e di una parte dei contributi derivanti dall’ex legge Melandri». Domani invece Stefano Farina, responsabile organo tecnico Can Pro, incontra a Firenze i componenti dell’organo tecnico della Can Pro e i presidenti delle società Prima e Secpmda Divisione. Parteciperanno anche il presidente dell’Aia, Marcello Nicchi, ed il responsabile del Settore Tecnico dell’Aia, Alfredo Trentalange.


IDEA REGGINA ANCHE COLUCCI Rizzo al Pescara, ma bisogna convincere l’esperto centrocampista Doppio colpo per la Ternana: dopo Scozzarella, c’è Farkas in pole di Tullio Calzone

ROMA - Prende forma la nuova Reggina di Dionigi fatta anche d’esperienza. Dopo l’ingaggio a sorpresa di David Di Michele (37), ieri un tassello fondamentale per sistemare anche la difesa. Primo allenamento, infatti, per Angelo Antonazzo (31) che nei giorni scorsi aveva rescisso con il Grosseto per ricongiungersi con il tecnico emiliano che lo aveva allenato a Taranto. In uscita da definire le cessioni di Alessio Viola (22) e Fabrizio Melara (26) che piacciono al Carpi e al Trapani. Sul Preso Milanovic al primo c’è la Nocerina. Vicenza anche Bojinov? Crescenzi un’ipotesi Cesena Ma Toscano spera

SCAMBIO? - Mentre per Giuseppe Rizzo (22) c’è una trattativa con il Pescara il cui esito è tutto da verificare, anche perché gli abruzzesi vogliono inserire nell’affare Giuseppe Colucci (32), centrocampista d’esperienza già alla Reggina nel 2004-2005 che non è convinto però del trasferimento che gli farebbe perdere la A. Foti, tuttavia, confida di convincerlo. Il Lanciano insiste per riavere Vincenzo Sarno (24), ma il centrocampista si muoverà da Reggio Calabria solo per una sistemazione migliorativa.

BOJINOV PER BREDA L’attaccante Valeri Bojinov, 26 anni, potrebbe andare al Vicenza. In Italia ha giocato con Lecce, Fiorentina, Juve, Parma e Verona (Mosca)

ACCORDI - Prosegue la campagna di rafforzamento del Vicenza. Raggiunta l’intesa con il Verona per l’attaccante bulgaro Valeri Bojinov (26). Un altro rinforzo importante per Roberto Breda, confermato in panchina, dopo l'ok del Palermo per il difensore serbo Milan Milanovic (21) che potrebbe esordire già sabato nell'amichevole a Isola Vicentina contro il Cittadella. Mancano solo i dettagli per la cessione di Nicholas Giani (26) al Perugia e di Youssou Lo (20) agli sloveni del Celje. Il Grosseto si è assicurato le prestazioni di Francesco Checcucci (23) in uscita dal Crotone ma ieri in campo nel test con il Sion di Gattuso. Per Juan Antonio va da Alessandro Crescenzi (22), esterno difensivo accostato a Ternana e Livorno, c’è anche l’ipotesi di una sistemazione a Cesena che ieri è andata in pressing sul calciatore. Si Castori. Taider raffredda, invece, la trattativa per Simone Romagnoli (22) al Livorno. Ternana alla prova con Aglietti C’è De Vitis per finestra. I toscani aspettano il sì di Magnus Troest (25) e Maurizio Lanzaro (31). Per sostituire Genevier quanto riguarda gli umbri sono pronti a chiudere il difensore: Pavol Farkas o Ciro Capuano (31). Ma c’è sempre Cresenzi. Lo Spezia è prossimo a chiudere l’affare Gaetano Masucci (28). Poi assalto a Enrico Guarna (27), già accostato al Siena. ALTRI AFFARI - Registrata la richiesta di cessione da parte di Gael Genevier (30), la Juve Stabia è in pressing su Alessandro De Vitis del Padova. Ma per muovere il centrocampista offensivo dal Padova serve l’ok del Parma proprietario del cartellino del calciatore. In prova con il Novara c’è Nabil Taider (29), centrocampista tunisino formatosi nel campionato francese. Fabrizio Castori potrebbe riallenare Juan Antonio (25): il Varese ha un’intesa di massima con la Sampdoria. Ci sono Crotone e Varese per il difensore di proprietà dell'Inter ora allo Spezia, Lorenzo Crisetig (20). Un figlio d'arte per il Verona: chiuso con il Cesena per l'attaccante Gianluca Rizzitelli (19), figlio di Ruggiero ex attaccante della Roma. © riproduzione riservata


ASSEMBLEA LEGA SERIE B, OGGI A MILANO ABODI DI NUOVO PRESIDENTE MILANO - Oggi pomeriggio, a Milano, Andrea Abodi ridiventa presidente della Lega di Serie Bwin. Correttamente, il manager capitolino si era dimesso dalla carica alla vigilia della sua candidatura al vertice della Lega di Serie A, obbiettivo a cui Abodi è andato vicinissimo. Ritiratosi dalla corsa, ha poi dato la disponibilità a ricoprire nuovamente il massimo incarico alla guida delle società cadette, ricoperto negli ultimi due anni con risultati eccellenti sotto gli occhi di tutti. Oggi alle 14, proseguirà l'Assemblea sospesa lo scorso 28 dicembre che provvederà alla elezione di Abodi, di fatto all'unanimità, dei consiglieri e del vicepresidente.


Santarcangelo: show di Canini Valle d'Aosta ko: 5-0 SANTARCANGELO (4-3-1-2): Nardi 6; Baldinini 6,5 G. Rossi 7 Benedetti 6,5 Beccaro 6,5; Obeng 6 (13' st Locatelli 6) Zavalloni 6,5 P. Rossi 6 (32' st Bazzi sv); Canini 8; Graziani 7 Anastasi 7 (39' st Parodi sv). A disp.: Ruffato, A. Fabbri, Oliboni, Pieri. All.: Masolini. VALLE D'AOSTA (4-4-2): Frattali 5,5; Jidayi 5 Benedetto 5,5 Amato 5 Emiliano 5,5; Aracri 5 Kanoutè 5 (10' st De Vincenziis 5,5) Panepinto 5,5 Cuneaz 5 (26' st Sbravati 5,5); Sinato 5,5 Esposito 5 (15' st Temelin 5). A disp.: Costantino, Fiore, Isoardi, Nocciola. All.: Carbone. ARBITRO: Sacchi di Macerata. Guardalinee: Bottegoni e Petrillo. MARCATORI: 4' pt, 39' pt, 17' st e 29' st Canini, 22' st Anastasi. NOTE: angoli: 8-3 per il Santarcangelo. SANTARCANGELO - (infopress) Straripante Santarcangelo nel recupero della gara rinviata lo scorso 9 dicembre neve per il girone A di Seconda Divisione. Mattatore assoluto con un poker di reti l'attaccante Manuel Canini, classe 1993, di proprietà del Cesena. CLASSIFICA: Castiglione 39; Pro Patria* e Savona 37; Renate* e Bassano 32; Alessandria 31; Mantova 30; Forlì (-1) 28; Monza* (-6) e Venezia 25; Valle d'Aosta (-1) 20; Santarcangelo* 19; Giacomense e Bellaria 18; Rimini e Casale (-5) 15; Fano (-1) 11; Milazzo 8. * = una gara in meno. CD: ammende a sei società ROMA - La Commissione Disciplinare Nazionale ha inflitto una serie di ammende nei confronti di 6 società di Lega Pro: Valle d’Aosta (40.000 €), Ebolitana, Martina Franca e Montichiari (20.000), N. Campobasso e Tritium (10.000), tutte ritenute responsabili di violazioni all’art. 1, comma 1 del C.G.S. Sanzionati inoltre i legali rappresentanti dei club. E’ stata invece prosciolta dagli stessi addebiti la società Torre Neapolis, difesa dagli avvocati Chiacchio-Cozzone.


LA NOCERINA VA SU VIOLA Zigoni dice sì all’Avellino. Il sogno del Trapani si chiama Sarno. E il Perugia piomba su Giani di Roberto di Gianfrancesco

ROMA - Mancano solo i dettagli per il passaggio dal Vicenza al Perugia di Nicholas Giani (26). L'attaccante Alessio Viola (22) piace alla Nocerina e al Carpi. Gli emiliani hanno intanto chiuso con la Reggina per Fabrizio Melara (26), esterno di centrocampo. Il Trapani insiste per Vincenzo Sarno (24), a scadenza di contratto e corteggiato anche dal Lanciano in B. La Reggiana ha ufficializzato l'accordo con l'attaccante Antonino Bonvissuto (27), il quale vestirà la maglia granata fino al termine della stagione in corso. Proviene dalla Cremonese. Il club emiliano si è fatto avanti per l’attaccante Stefano Scappini (24), ma la dirigenza del Pisa ha risposto picche. Bruno Miguel Pacheco (20) non è più un giocatore del Gubbio. E' stata infatti firmata la rescissione consensuale del contratto con il ragazzo, che a breve partirà per l'Inghilterra. Il club rossoblù è a un passo dal terzino Nazzareno Belfasti (20) della Juventus. Adesso è ufficiale: il centrocampista Diego Vannucci (24) è di nuovo a tutti gli effetti un giocatore della Carrarese. Vannucci ha già giocato a Carrara tra il 2010 e il 2012. L'estate scorsa ha provato l'esperienza nel campionato croato, al Rijeka, da cui si è svincolato.

L’attaccante Alessio Viola, 22 anni (Mosca)

ALTRE OPERAZIONI - Gianmarco Zigoni (21) ha deciso di dire sì all’Avellino, che ha battuto così la concorrenza di Juve Stabia e Bari che avevano messo gli occhi sull’attaccante del Milan, finito ai margini della squadra nella Pro Vercelli. Manca solo la firma del giocatore attesa per mercoledì. A fare la differenza è stata la volontà dell’attaccante, che ha preferito tornare in biancoverde in prestito sino a giugno. Sul centrocampista francese Gael Genevier (30), che ha chiesto alla Juve Stabia di essere ceduto, è in pressing la Cremonese. Il Benevento ha ufficializzato l'ingaggio dell'attaccante Alessandro Marotta (27) in prestito dal Bari, fino a qualche giorno fa alla Cremonese. L’obiettivo dei sanniti è ora Maurizio Ciaramitaro (30), centrocampista in uscita dal Modena. NUOVI AFFARI - Due rinforzi per l'Andria: il difensore Edoardo Lorenzini (24) e l'attaccante Saverio Guariniello (30) dal Bassano. In lizza pure il trequartista Marc Lewandowski (24), ex Milazzo, e il centrocampista Gaetano Iannini (30), ex L'Aquila. In uscita dal Grosseto, il portiere Nicolas Bremec (37) è richiesto dal Barletta. DIETROFRONT - L’argentino Adrian Ricchiuti (34) ha cambiato idea: ad un passo dalla firma con la Nocerina ha deciso di giocarsi le sue chance col Catania. Per cui il ds Pitino si sta guardando attorno: in lizza Matteo Di Piazza (24) della Pro Vercelli; e Nicola Mancino (28) in uscita dal Grosseto. © riproduzione riservata


SECONDA DIVISIONE Due rinforzi per il Foligno

Presi Colombi e Beni. Gonnelli dal Pontedera al Livorno ROMA - Mercato effervescente anche in Seconda Divisione. Il Foligno ha preso in prestito dal Livorno il centrocampista Dario Colombi (20) e dal Fano il portiere Alessandro Beni (21), cedendo al club marchigiano sempre in prestito il difensore Alessio Petti (21). Dal club umbro è andato in prestito al Pontedera il difensore Giacomo Barbetta (21). La società toscana si è invece accordato con il Livorno a cui va con la formula della comproprietà il promettente difensore Lorenzo Gonnelli (20), che si muoverà il prossimo giugno. Proprio dal Livorno potrebbe invece ritornare subito il centrocampista Lorenzo Remedi (21), poco utilizzato dal tecnico Nicola. Il centrocampista Marco Firenze (20) tornerà a Parma, squadra proprietaria del suo cartellino. Il Verona ha girato al Mantova in prestito Mattia Spezzani (20), centrocampista prelevato di recente dal Modena. Ai virgiliani va anche l'altro ex gialloblù Filippo Pensalfini (35), da inizio stagione all'Hinterreggio dopo l'esperienza a Taranto. RIMINI - Si stringono i tempi per il passaggio di proprietà del Rimini al gruppo Bse-Sopa. Il presidente Biagio Amati ha fatto sapere ieri che c'è stato un altro incontro per andare avanti. «Si conferma - è detto in una nota ufficiale del club - la previsione di voler definire la procedura, sfruttando al contempo le opportunità del mercato di gennaio per il potenziamento della squadra». (hanno collaborato Atc, Ass, Infopress, Liopress e Lps)


L’ORDINE Moneti: Perugia, devi rialzarti nel derby

E Camplone fa autocritica: «Con il Barletta ho sbagliato anche io» di Clero Bertoldi

PERUGIA - Il gol di Meduri ha avuto l'effetto di un pugno da ko. La sconfitta col Barletta, dopo due vittorie consecutive, è arrivata del tutto inattesa. I Grifoni sono stati ricacciati di nuovo fuori dalla zona dei play off, anche se, con il sesto posto, hanno ancora la possibilità di recuperare. La società si è mossa in blocco per l'operazione tranquillità e per alzare un muro di protezione intorno ai giocatori. Gianni Moneti predica calma e sangue freddo ( «In questo momento le cose non ci riescono...»), ma assicura: «Ci riscatteremo domenica nel derby con il Gubbio». Squadra in ritiro? «Eventualità nemmeno presa in considerazione» replica secco Moneti. Il ds Roberto Goretti aggiunge: «La forza di una squadra nasce da dentro. Ci servirebbero un Gattuso o un Baiocco, ma per ora non ne vedo. Servono anche chiarezza, semplicità, trasparenza. E regole: poche magari, ma da rispettare». Addio sogni di gloria. Adesso gli obiettivi risultano ridimensionati. Ci si accontenterebbe del quinto posto: «Che è appena a -3» ricorda il diesse.

VOGLIA DI RISCATTO Andrea Camplone, 46 anni, si aspetta dal Perugia una reazione immediata dal Perugia dopo lo stop interno (Arcieri)

NIENTE PROCESSI - Anche l'allenatore Andrea Camplone cerca di ammorbidire la situazione, di renderla più soft. «Questa non è l'ora dei processi. La sconfitta è stata un fatto occasionale, un incidente di percorso, in cui abbiamo toppato tutti, io per primo» è il coming-out del tecnico. Vorrebbe voltare pagina subito e guardare al prossimo appuntamento di Gubbio. «Andiamo avanti col lavoro», chiarisce. BLACK OUT - Sulle cause che hanno portato alla dolorosa sconfitta, la sua analisi è netta: «Ha funzionato poco tutto. Può succedere, purtroppo. Soprattutto quando si affronta l'ultima in classifica, con motivazioni forti. Non c'è stata, da parte nostra, né pazienza, né determinazione. E ci è venuta a mancare la cattiveria agonistica. Ma ripeto: non facciamo troppi drammi». Il cammino di Camplone sulla panchina del Perugia è di 3 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte. Media-gara 1,5 (contro l'1.4 della gestione Battistini). NUOVO ESAME - La gara col Gubbio, domenica, diventa così una cartina di tornasole per interpretare il futuro. Gli eugubini, che sono sotto di due punti, lanceranno l'operazione sorpasso. I Grifoni dimostreranno qualità tecniche e forza d'animo tali da rintuzzare il prevedibile assalto rossoblù? Nessuno in casa biancorossa, almeno in queste ore, vuol pensare all'ipotesi di un nuovo passo falso. © riproduzione riservata


L’AMICHEVOLE COL SION C’è Gattuso, il Crotone di Drago non sfigura CROTONE (Liopress) - Comincia nel migliore dei modi il tour calabrese del Sion. Una vittoria che sa di beffa per il Crotone che ha tenuto testa ai più quotati ed attrezzati avversari guidati da Rino Gattuso, l’ex milanista applaudito dai tifosi sugli spalti come simbolo della Calabria che vince nel mondo. Il portiere Concetti non figura nella lista dei convocati. Poco prima della partita ha lamentato un risentimento muscolare al tendine d'achille e per precauzione è stato tenuto a riposo. Già da oggi dovrebbe riprendere a lavorare con i suoi compagni. EQUILIBRIO - Ci pensa Melo a rompere l'equilibrio durato mezz'ora. Appena entrato con un destro a giro beffa Caglioni. Ma il vantaggio dura poco, è evidente che almeno la prima frazione di gioco deve terminare in parità. Su calcio d'angolo di Ciano Vinetot svetta di testa e ristabilisce la parità. Il Crotone non è dispiaciuto, buoni scambi ed una velocità tutto sommato apprezzabile considerando che la squadra ha giocato il 30 dicembre la sua ultima partita ed ha nella gambe 8 giorni di ritiro con carichi di lavoro importanti. SVIZZERI CORTI - Ottima impressione l'ha destata la squadra svizzera. È rimasta molto corta passando dal 4-42 in fase difensiva al 4-2-4 in fase offensiva. Il Sion non ha spinto al massimo, ma il Crotone ha comunque frenato molte incursioni. Il Crotone gioca in dieci gli ultimi 20 minuti perché Checcucci appena entrato dà una capocciata ad Eramo ed i due sono costretti ad uscire dal campo. Il Crotone aveva già esaurito tutti i cambi ed il tecnico Massimo Drago manda il terzo portiere De Luca a fare l'esterno sinistro di centrocampo. Con un gol da cineteca, un tiro da trenta metri, Cretenand fissa il punteggio sul 2 - 1 per il Sion, un tiro sul quale Caglioni non è esente da colpe. Punteggio a parte resta un sgambata molto utile ad entrambi i tecnici che hanno tratto importanti conclusioni. Crotone-Sion 1-2 CROTONE (4-3-3): Caglioni; Matute (17' st Aalto), Vinetot (1' st Checcucci, 27' st De Luca), Abruzzese (1' st Ligi), Migliore (1' st Mazzotta); Eramo, Addae (17' st Maiello), Galardo (1' st De Giorgio); Falconieri (1' st Pettinari), Ciano (1' st Gabionetta), Torromino (1' st Calil). All: Drago SION (4-4-2): Vanins (1' st Fickentscher 24' st Deana); Vanczak (1' st Sautier), Lottici (1' st Adailton), Dingsdag (1' st Lacroix), Marques (1' st Buhler); Yoda (1' st Wuethrich), Basha (1' st Adao), Gattuso (1' st Fernandes), Margairaz (32' pt Melo, 1' st Cretenand); Ndjeng (1' st Karlen 24' st Mdja), Itaperuna (1' st Lafferty). All: Munoz ARBITRO: Adduci di Paola Guardalinee: Manco e Maiorano MARCATORI: 36' pt Melo (S), 39' pt Vinetot (C), 33' st Cretenand (S). NOTE: Spettatori 1300 circa. Angoli: 4-4. Recupero: 0' pt, 3' st. (Liopress)


SHARAPOVA, UN ALTRO 6-0 6-0! MELBOURNE - In attesa di rifilare un 6-0 6-0 a qualche avversaria anche a Wimbledon (per completare in carriera lo Slam... della “bicicletta”), Maria Sharapova ha collezionato il secondo consecutivo agli Aus Open: dopo il primo alla russa Puchkova in 55’, ecco quello alla giapponese Doi in addirittura 47’! A Melbourne l’ultima a riuscirci era stata l’australiana Wendy Turnbull nel 1985. AHI, BAKER - Davvero sfortunato Brian Baker, affacciatosi con merito nel circuito nel 2012 a 26 anni dopo tanti infortuni e ora n. 57. Ieri infatti si è rotto il menisco laterale del ginocchio sinistro nella partita contro l’altro statunitense Querrey. AUSTRALIAN OPEN (cemento, 31.600.000 dollari) - Uomini: 2º turno - Tipsarevic (Ser, 8) b. Lacko (Svc) 6-3 6-4 3-6 4-6 7-5, Djokovic (Ser, 1) b. Harrison (Usa) 6-1 6-2 6-3, Verdasco (Spa, 22) b. Malisse (Bel) 6-1 6-3 6-2, Anderson (Saf) b. Kuznetsov (Rus) 6-1 7-5 6-4, Benneteau (Fra, 32) b. Roger Vasselin (Fra) 4-6 7-5 7-6(5) 76(5), Stepanek (Cec, 31) b. F. Lopez (Spa) 6-2 6-2 6-4, Baghdatis (Cip, 28) b. Ito (Jap) 3-6 6-3 6-2 6-2, Donskoy (Rus) b. Youzhny (Rus, 23) 3-6 7-6(4) 6-2 3-6 6-3, Ferrer (Spa, 4) b. Smyczek (Usa) 6-0 7-5 4-6 6-3, Melzer (Aut, 26) b. Bautista Agut (Spa) 6-7(4) 6-3 6-7(3) 6-3 6-2, Wawrinka (Svi, 15) b. Kamke (Ger) 6-3 7-6(4) rit., Janowicz (Pol, 24) b. Devvarman (Ind) 6-7(10) 3-6 6-1 6-0 7-5, Berdych (Cec, 5) b. Rufin (France) 6-2 6-2 6-4, Nishikori (Jap, 16) b. Berlocq (Arg) 7-6(4) 6-4 6-1, Querrey (Usa, 20) b. B. Baker (Usa) 6-7(2) 1-1 rit., Almagro (Spa, 10) b. Gimeno Traver (Spa) 6-4 6-1 6-2. Doppio: 1º turno - CIPOLLA-SEPPI b. Rosol-Troicki (Cec-Ser) 6-3 6-4, LORENZI-STARACE b. Becker-Moser (Ger) 7-6(0) 6-3, BRACCIALI-Dlouhy (Ita-Cec) b. Dodig-Melo (Cro-Bra) 7-5 6-7(1) 7-6(5), BOLELLI-FOGNINI b. Brunstrom-Nielsen (Sve-Dan) 6-3 6-3. Donne: 2º turno - V. Williams (Usa) b. Cornet (Fra) 6-3 6-3, Ivanovic (Ser, 13) b. Chan (Tpe) 7-5 1-6 6-4, Watson (Gbr) b. Pervak (Kaz) 4-6 7-6(7) 6-2, Jankovic (Ser, 22) b. Koehler (Por) 2-6 7-6(5) 6-2, Sharapova (Rus, 2) b. Doi (Jap) 6-0 6-0, Cirstea (Rom, 27) b. Kr. Pliskova (Cec) 1-6 6-3 6-2, Zheng (Cin) b. Stosur (Aus, 9) 6-4 1-6 7-5, Bartoli (Fra, 11) b. Dolonc (Ser) 7-5 6-0, Makarova (Rus, 19) b. Foretz (Fra) 6-3 6-3, Keys (Usa) b. Paszek (Aut, 30) 6-2 6-1, Li (Cin, 6) b. Govortsova (Bie) 6-2 7-5, Goerges (Ger, 18) b. Oprandi (Svi) 6-3 6-2, Savinykh (Rus) b. Cibulkova (Svc, 15) 7-6(6) 6-4, A. Radwanska (Pol, 4) b. Begu (Rom) 6-3 6-3, Kerber (Ger, 5) b. Hradecka (Cec) 6-3 6-1, Flipkens (Belgium) b. Zakopalova (Cec, 23) 6-1 6-0. Doppio: 1º turno - BartyDellacqua (Aus) b. Hercog-SCHIAVONE (Slo-Ita) 6-2 6-4, ERRANI-VINCI (1) b. Arvidsson-Larsson (Sve) 7-6(3) 6-2. Tv: diretta su Eurosport dall’1 alle 14.30, su Eurosport 2 dall’1 alle 13.


«AZARENKA, LA MIA N.1» Il nuovo fidanzato, deejay e cantante, con lei anche a Melbourne

Rafa e Flavia compagni di palestra a Barcellona di Roberto Zanni

« S ono innamorato. Ho una special one. Una numero uno» . L'aveva detto l'altra settimana Redfoo e adesso in Australia è arrivata la conferma: «Siamo vicini - ha aggiunto - lei è una persona davvero speciale e io adesso sono proprio felice nella mia vita» . Chi è lei? Sì, la numero 1, del tennis: Victoria Azarenka, 23 anni, che pare abbia trovato l'amore con il signor Redfoo, 37 anni, americano di Los Angeles, che nella vita di tutti i giorni è Stefan Gordy ma in quella dello spettacolo è uno dei due componenti dei LMFAO (acronimo usatissimo nel linguaggio internet: “Laughing My Fucking Ass Off” che Redfoo, noto per i successi dei Lmfao, si può tradurre con un “ride anche il mio fottuto culo”). Un gruppo famoso nel mondo rap e non solo per “Party agli ultimi US Open era il coach di uno Rock” and “Sexy and I know it”, ma Redfoo (che ha junior giapponese partecipato anche all'half time, con Madonna, del Super Bowl 2012) oltre alla musica ha una grande passione (e l'Azarenka lo potrà confermare) per il tennis. Adesso è a Melbourne per gli Australian Open, una tappa del suo giro per il mondo assieme a Victoria, l'ha seguita anche per l'esibizione con Na Li a Hua Lin. Ma prima ancora che sbocciasse l'amore per la più giovane (di 14 anni) numero 1, Redfoo tra le sue innumerevoli attività, aveva anche quella di allenatore di tennis: agli ultimi US Open infatti era il coach di una junior giapponese, Ayaka Okuno, mentre con la sua linea di abbigliamento sponsorizza un torneo a Las Vegas. E sempre nel settembre scorso a New York, oltre a farsi vedere con Vika in conferenza stampa post-match, è stato anche nel box dell'australiana Sam Stosur, la quale poi gli ha dedicato un piccolo balletto al termine di un incontro. BULL E BUBKA... - Redfoo, che anche per la sua capigliatura (e gli occhiali) non può mai passare inosservato, nel tennis è arrivato fino al circuito junior. Poi scoperta la musica non ha lasciato da parte la racchetta: «Sono un Vika fan ha detto anche a una tv australiana - sono qui per vederla giocare» . E intanto la bielorussa con il nuovo amore ha trovato anche un altro ricco sponsor: la Red Bull, ed è anche la prima tennista messa sotto contratto (pluriennale) dal gigante dell'energy drink. E la storia con Sergej Bubka jr? Non si parla più di quello che ormai è l'ex fidanzato: il figlio del grande campione ucraino, oltre che dalle fratture subite per la caduta dalla finestra di un albergo di Parigi, adesso si dovrà riprendere anche dalla delusione d'amore con Vika. (roz/ecp) © riproduzione riservata

Victoria Azarenka, 23 anni, e Redfoo, 37 anni, nome d’arte di Stefan Kendal Gordy: a sinistra alla festa degli LMFAO tenutasi a fine ottobre a Las Vegas; sopra in un negozio mentre si prendono in giro con due tshirt molto spiritose Il rientro si avvicina per entrambi (lui a San Paolo, lei a Bogotà), intanto Rafa Nadal e Flavia Pennetta in questi giorni sono compagni di palestra a Barcellona


IL PERSONAGGIO La redenzione di De la Rosa

Sbarca a Maranello l’uomo delle e-mail proibite nella spy story Dall’inviato MADONNA DI CAMPIGLIO - Adesso la Ferrari ha una vera conigliera di piloti. I due titolari Alonso e Massa, poi Jules Bianchi, Marc Gené, Davide Rigon, Andrea Bertolini. E ora Pedro De la Rosa. Sette ufficialmente legati alla sezione Formula 1 della Gestione Sportiva. E poi si può aggiungere Giancarlo Fisichella, che guida nell’endurance ma di tanto in tanto fa la sua parte nelle attività promozionali. De la Rosa è stato preso perché non si muova dalla fabbrica di Maranello, più precisamente da quel capannone in cui si annida il ragno meccanico che simula Lo spagnolo Pedro De la Rosa, il comportamento della macchina sulle varie piste. E’ un lavoro che conosce 41 anni, ha corso in F.1 con bene dato che lo ha svolto a lungo alla McLaren, una squadra capace di Arrows, Jaguar, McLaren, costruire diverse vittorie proprio sulla precisione del proprio simulatore. Sauber e HRT (Lapresse) L’età E’ una di quelle situazioni in cui viene a proposito la capacità che il capo del di Pedro De la Rosa che, nato a team Stefano Domenicali attribuisce a se stesso: «C’è chi cerca di Barcellona il 24 febbraio 1971, è destabilizzarci a parole, ma io sono sordo». In effetti non ci sarà da stupirsi se il più vecchio collaudatore della qualcuno avrà da ridire sulla scelta di De la Rosa, coinvolto nella celebre spy F.1 in attività e il più vecchio story del 2007 nel suo compito di collaudatore della McLaren. Lì arrivavano di nella storia della Ferrari (g.fo.) straforo documenti sulla macchina e sui progetti della Ferrari e le prove sono state rintracciate in alcune e-mail esibite da Alonso davanti alla federazione internazionale. In una di essere, per esempio, De la Rosa chiedeva esplicitamente al tecnico capo Mike Coughlan che cosa sapesse sulla distribuzione dei pesi della macchina rossa, così da inserire nuovi dati nel simulatore. Ma la Ferrari crede nell’autoironia, nella redenzione e nell’acqua che passa sotto i ponti. De la Rosa, vicinissimo ai 42 anni, è già stato a Maranello diverse volte e pare entusiasta: «Non vedo l’ora di cominciare. Vado a far parte di una squadra storica e il lavoro in sé è molto stimolante». Non è mai stato un fenomeno ma un bravo collaudatore sì. Ha disputato 105 GP e il suo miglior risultato è un secondo posto in Ungheria nel 2006, allorché stava sostituendo l’infortunato Montoya sulla McLaren. L’Hrt lo aveva rimesso in pista, poi ha chiuso. Bel Paese la Formula 1, dove chi perde il lavoro lo ritrova subito. m.e. © riproduzione riservata


RALLY Montecarlo, è subito Loeb: Ogier e la Polo a 1’20”! Crugnola ok VALENCE - Superiorità. Non c’è termine migliore per definire la prestazione di Sebastien Loeb nella prima giornata del Rally di Montecarlo, segnata da alcuni problemi di cronometraggio. Il nove volte campione del mondo, a bordo della Citroen DS3 Wrc, ha chiuso al comando con un vantaggio di 1’20”3 sulla Polo di Sebastien Ogier e 1’46”3 sulla DS3 del compagno Hirvonen. La gara monegasca si era aperta con la sorprendente prestazione di Ogier, che sulla prima prova aveva strappato il miglior tempo, distaccando Loeb di 3”7. Da lì l’iridato iniziava la sua rimonta: tre speciali consecutive e nell’ultima un margine di ben 53” su Ogier. In molti pensano che la vittoria dell’alsaziano sia già scritta. Loeb però frena: «La gara è lunghissima e le condizioni meteo possono influire notevolmente». BUONA LA PRIMA - La gara monegasca ha sancito il debutto ufficiale della nuova Polo Wrc. Lo squadrone Volkswagen non ha tradito le attese. Oltre a Ogier, da sottolineare la buona prova del compagno di squadra Latvala. Il finlandese, ex Ford, è riuscito a risalire malgrado una penalità di trenta secondi. SORPRESA - E’ Andrea Crugnola. A bordo della Citroen DS3 R3, è al 16° posto assoluto. Nonostante l’inferiorità della vettura, il varesino si è lasciato dietro diverse WRC, come la Mini di Kosciuzko. Ass Classifica: 1. Loeb-Elena (Citroen DS3 Wrc) in 1h39’49”0, 2. Ogier-Ingrassia (Volkswagen Polo Wrc) a 1’20”3, 3. Hirvonen-Lehtinen (Citroen DS3 WRC) a 1’46”7, 4. Sordo-Del Barrio (Citroen DS3 Wrc) a 2’01”2, 5. LatvalaAntilla (Volkswagen Polo Wrc) a 2’32”2... 16. Crugnola-Ferrara (Citroen DS3 R3) a 13’34”0. Programma - Oggi: 6 speciali (132,5 km). Domani: 3 speciali (92 km). Sabato: 5 speciali (108,5 km), con tre passaggi spettacolari sul Col de Turini.


RAID Dakar, Botturi in corsa per il podio. I fiumi in piena fermano le auto FIAMBALA’ - Alessandro Botturi non molla e continua a sognare il podio alla Dakar. Il pilota dell’Husqvarna ha perso terreno dal capofila francese Cyril Despres nella tappa argentina da La Rioja a Fiambalà, ma resta a tiro del podio. Malgrado la frattura al mignolo destro, il bresciano ha disputato un’ottima speciale, restando sempre con i migliori. S’è imposto, ed è la seconda volta in questa Dakar, l’americano Kurt “Special K” Caselli. Era la prima di tre tappe sabbiose, ma le piogge hanno reso più compatto il fondo, oltre a costringere gli organizzatori a tagliare i 30 km iniziali. Caselli ha sfruttato proprio queste condizioni, a lui congeniali. Despres ha rischiato in avvio per un errore di percorso, poi ha recuperato, utilizzando la scia di Caselli. Una caduta, con conseguente infortunio alla spalla sinistra, potrebbe spingere al ritiro lo spagnolo Barreda, ieri sesto davanti a Botturi. Fermata dopo 53 km la prova delle auto e dei camion. Due fiumi in piena a causa delle intense piogge hanno sbarrato la strada alle quattro ruote, quando le moto erano già passate. In serata i commissari di corsa si sono riuniti per decidere se annullare la tappa o considerare validi i tempi al momento dello stop. Oggi si rientra in Cile con una impegnativa speciale di 319 km nel deserto di Atacama. 11ª TAPPA - Moto: 1. Caselli (Usa, Ktm) 2h55:01, 2. Goncalves (Por, Husqvarna) a 4:45, 3. Despres (Fra, Ktm) a 6:24, 4. Pedrero Garcia (Spa, Ktm) a 10:18, 5. Lopez Contardo (Cil, Ktm) a 10:51, 6. Barreda (Spa, Husqvarna) a 11:09, 7. BOTTURI (Husqvarna) a 11:31. Classifica: 1. Despres (Fra, Ktm) 33h48:29, 2. Faria (Por, Ktm) a 13:16, 3. Lopez Contardo (Cil, Ktm) a 18:08, 4. Jakes (Svc, Ktm) a 23:33, 5. BOTTURI (Husqvarna) a 29:32.


L’IDENTIKIT DELLA GP13 Motore: 4 tempi, V4 a 90 gradi, distribuzione desmodromica con doppio albero a camme in testa, 4 valvole per cilindro. Cilindrata: 1000 cc. Potenza massima: oltre 235 cv. Velocità massima: oltre 330 km/h. Trasmissione: Ducati Seamless Transmission (DST). Trasmissione finale a catena. Alimentazione: Iniezione elettronica indiretta Magneti Marelli. Telaio: Al l umi ni o. Sospensioni: Forcella Ohlins 48mm upside-down ed ammortizzatore posteriore Ohlins. Pneumatici: Bridgestone, anteriore e posteriore 16.5”. Impianto frenante: Brembo. Peso a secco: 160kg.


GOBMEIER «Ripartiamo dalla Ducati di Valentino» Il nuovo d.g.: «Siamo convinti che il potenziale della GP12 non sia stato esplorato fino in fondo» IL CAPO DELLA DORNA Ezpeleta contro la crisi: «Un tetto al costo di moto e propulsori» Dall’inviato Paolo Scalera MADONNA DI CAMPIGLIO - Non vuole sentire parlare di rivoluzioni, Bernd Gobmeier, nuovo direttore generale di Ducati Corse. «Le rivoluzioni, solitamente, azzerano tutto, le cose cattive, ma anche quelle buone. Per questo nel prossimo futuro avremo un approccio più evolutivo che rivoluzionario» , ha spiegato ieri il manager tedesco di 55 anni, formatosi in BMW come ingegnere responsabile dello sviluppo del mitico motore della M3 alla fine degli anni 80, prima di passare alla Porsche, nel 1990, per poi tornare in BMW dove ha spaziato fra varie responsabilità fino ad approdare, nel 2010, al progetto Superbike. «E’ troppo presto per parlare di grandi cambiamenti, sono qui da troppo poco tempo - ha proseguito - ma ho già scoperto molte cose positive della Ducati. La più importante è che ha le caratteristiche di una grande famiglia. C’è molta coesione, e dedizione assoluta alle corse» . Sarà anche presto per parlare, ma di fatto Gobmeier ha «No a rivoluzioni Il preso il posto di Filippo Preziosi, considerato un genio, tester Pirro farà nell’ambiente. E poiché martedì scorso Dovizioso ha anche qualche GP Non voglio più una detto di aver ascoltato da lui un paio di buone idee, è moto selvaggia» lecito chiedergli quale siano. «Sono anch’io un ingegnere, ma credo che il mio compito in questo momento sia più quello di ascoltare ed indirizzare piuttosto che di proporre. Certo, ho le mie idee, ma non è ancora il momento di tirarle fuori. Non voglio creare confusione. Con Preziosi il rapporto è aperto poiché l’obiettivo comune è quello di proseguire lo sviluppo. Fra il settore corse e quello della produzione, il suo nuovo incarico, ci sarà maggiore comunicazione. Detto questo in Ducati non c’è solo lui, ci sono molti bravi ingegneri. Hanno tante idee e queste saranno sfruttate per migliorare la moto e il metodo di lavoro. Siamo convinti infatti che non sia esplorato fino in fondo il potenziale della Desmosedici GP12 che ha corso l’anno passato» .

ROSSI - Valentino Rossi non ne era affatto soddisfatto. sinistra, Stefano Domenicali, «I piloti alla fine si lamentano sempre delle stesse cose: mancanza di A 47 anni, direttore gestione aderenza, accelerazione. Non esiste una cura miracolosa per arrivare al sportiva di Maranello (Reuters). successo. Specie oggi, con le attuali regole. Gli pneumatici, per esempio, In alto, Bernd Gobmeier, 55 sono uguali per tutti e non rappresentano più una variabile. Sintetizzando, nel anni, nuovo d.g. di Ducati medio termine l’attuale GP13 sarà una base, una piattaforma. Cercheremo di Corse (Ansa). Sopra, Andrea trovare il limite dell’attuale telaio e del motore. La configurazione del secondo, Dovizioso, 26 anni, impegnato lo snowboard (Ansa) L di 90° non è in discussione, così come la distribuzione desmodromica, o lo con PADRONE Carmelo Ezpeleta, schema perimetrale in alluminio del telaio, che rende più facile operare delle 64 anni, è da quest’anno al modifiche rispetto al monoscocca. Si tratta non di sviluppare di più, bensì di timone anche del campionato sviluppare meglio» . Superbike (Reuters) Come? «Una delle nostre prime mosse è stata quella di rinforzare il test team con l’arrivo di Michele Pirro, che è un collaudatore, ma anche un pilota in grado di girare velocemente. Noi vogliamo che rimanga in “modalità racing”, per questo gli faremo fare tre gare. Il mezzo secondo, o il secondo, che cerchiamo non lo troveremo modificando un solo componente ma intervenendo su tutti: motore, elettronica,


telaio. Sappiamo che l’attuale moto non è perfetta ma siamo anche convinti che non abbia raggiunto il limite del suo sviluppo» . Sembra un processo lungo, ed in effetti Dovizioso non pare avere fretta. I tifosi pero vogliono risultati. «Con Andrea condivido l’approccio a medio e lungo termine. Non faremo dei balzi in avanti, ma dei passi. Il 2012 sarà di sviluppo, ma ovviamente cercheremo anche il risultato. Abbiamo cinque piloti in cui crediamo e l’obiettivo è quello di dare ad ognuno una moto più facile da portare al limite, ma senza copiare la concorrenza e soprattutto senza stravolgere il DNA della Ducati» .

AUDI - La Desmosedici è sempre stata ritenuta una “bestia” dai piloti che l’hanno guidata, ma in realtà ci è riuscito il solo Stoner. L’Audi vi potrà aiutare ad ammansirla? «L’esperienza di Audi è automobilistica, ma ci potrà venire in aiuto per quanto riguarda le risorse tecniche e di calcolo, e semmai umane. Nel passato i piloti sono stati confusi da troppi cambiamenti. Proveremo nuove soluzioni più a fondo, prima di passarle all’esame dei gran premi. Secondo me una moto non dev’essere “selvaggia”. Se solo Stoner è riuscita a guidarla c’è qualcosa che non va, ma non puntiamo ad una copia della Yamaha: dobbiamo solo renderla più gestibile» . Rossi se ne è andato ed alcuni sponsor non hanno rinnovato. «La situazione economica è la principale responsabile del fenomeno, più del nome del pilota. A contare oggi sono principalmente i risultati» . © riproduzione riservata


PARLA CIABATTI, NUOVO CAPO DEL PROGETTO MOTOGP «Rossi era sotto pressione» Dall’inviato MADONNA DI CAMPIGLIO - La Ducati GP13 ha un grande futuro dietro le spalle. A Borgo Panigale, infatti, sono convinti che il progetto - rivoluzionario per la Rossa - che ha portato all’abbandono del telaio monoscocca, non abbia ancora mostrato il suo vero potenziale. A confermarcelo ieri è stato Paolo Ciabatti, responsabile del progetto Superbike fino al 2007, tornato oggi a capo del progetto MotoGP dopo una breve parentesi come d.g. della Infront nel mondiale delle derivate di serie. «Nel 2012 il reparto corse ha prodotto moltissimo materiale che non è stato possibile provare in modo corretto - ha spiegato il «Parte del materiale manager torinese - Per questo torneremo a Jerez nel fine settimana con il collaudatore Michele Pirro, e poi del 2012 sarà testato ancora. dal 5 febbraio a Sepang, con i nostri quattro piloti» . Hayden avrà nuove Detta così sembrerebbe che la Ducati abbia votato una soluzioni. A Jerez la “mozione di sfiducia” nei confronti di chi questi collaudi INNAMORATI L’americano vera GP13» ha effettuato in precedenza: Valentino Rossi. Nicky Hayden, 31 anni, con la «Non si tratta di non fidarsi - la replica di Ciabatti - ma fidanzata Jackie siamo convinti che la pressione e la mancanza di risultati abbia influito sulla serenità di giudizio. Inoltre degli attuali quattro piloti, due di fatto non hanno ancora provato. Dovizioso perché, dopo il breve test di Valencia, ha avuto un problema al collo, Ben Spies perché costretto ad operarsi a una spalla. Iannone è un debuttante e deve ancora adattarsi alle gomme Bridgestone e ai freni in carbonio. Hayden è l’unico che conosce bene questa moto e infatti sarà probabilmente lui in Malesia a testare alcune soluzioni che abbiamo in cantiere» . Sembra un processo lungo... «Non posso entrare nello specifico. La GP13 è un’evoluzione della moto 2012, ma la versione definitiva sarà deliberata dopo i secondi test di Sepang, in tempo per quelli conclusivi della seconda settimana di marzo a Jerez, prima dell’inizio del Mondiale» . Cosa vi aspettate dalla Malesia? «Proveremo diverse soluzioni di telaio, modificate nella rigidezza e nelle geometrie. Contiamo di trovare una direzione verso cui indirizzare lo sviluppo. Non sentiamo la pressione di vincere, quest’anno, visto che partiamo da una situazione non felice» . L’attuale telaio è stato costruito dalla FTR in Inghilterra, ma ci sono voci che girano su un incarico simile dato anche alla Suter in Svizzera. «La Ducati ha fra i suoi fornitori sia la prima che la seconda ditta. Alcune cose arrivano dall’Inghilterra, altre dalla Svizzera» . Ci sono le risorse economiche per battersi contro le Case giapponesi, più grandi e con budget più alti? «Ezpeleta vuole intervenire sui costi, fissando un tetto alle spese. E’ un’idea interessante. Come fare poi a controllare che le Case spendano effettivamente quanto concordato è un altro problema, ma ho avuto l’impressione che all’organizzatore non interessi più di tanto. La cosa importante è avere più moto sullo schieramento di partenza, sia in MotoGP che in Superbike. Se un team sa che una moto nel primo campionato gli costerà fra un milione ed 800.000 euro e 250.000 in Superbike, sarà già stato fatto un passo in avanti» . p.s. © riproduzione riservata


Dall’inviato MADONNA DI CAMPIGLIO - Se per la Ducati il 2013 è un anno critico, lo è anche per la Dorna, la società spagnola che ora gestisce i due campionati di vertice del motociclismo, MotoGP e Superbike. La crisi economica morde e Carmelo Ezpeleta ha visto diminuire il numero degli iscritti a causa dell’aumento dei costi. «Il nostro obiettivo è diminuire i costi ed aumentare lo spettacolo - ha spiegato l’Ecclestone spagnolo, come sempre ospite di Wrooom - Per questo abbiamo già stabilito «Dal 2014 stessa i nuovi regolamenti per il triennio 2014-2016. Dal 2014 le Case ufficiali dovranno correre centralina per tutti In Superbike ogni tutte con la medesima centralina elettronica Magneti-Marelli, ma potranno utilizzare un Casa fornirà sei software di gestione proprietario. Ciò gli costerà un litro in meno di benzina, dunque 20 moto a 250.000 €» in totale. Chi utilizzerà il software fornito dall’organizzazione ne avrà 24. Inoltre ci sarà un tetto massimo per il costo delle moto vendute dai costruttori: un milione di euro. Per i soli propulsori sarà di 800.000. La Yamaha ha scelto la seconda soluzione, la Honda la prima» . Se un nuovo costruttore - Aprilia o BMW - vorrà entrare, dovrà affidarsi ad una delle squadre esistenti. Anche il regolamento della Superbike subirà un cambiamento. «Ogni Casa dovrà fornire un massimo di sei moto al costo di 250.000 euro per l’intera stagione, cadute escluse, mentre per la Supersport si parla di 100.000. Ciò basterà ad evitare la corsa alle modifiche, e saranno le stesse Case a vigilare sull’operato dei concorrenti» . Oggi una Superbike costa sugli 800.000 euro. Capitolo calendario: per la MotoGP probabilmente arriverà a 19 GP. Il maggiore ricavato della vendita dei diritti servirà ad aumentare i premi alle squadre. Bocciata l’idea di far diventare complementari i due campionati facendo correre la SBK in inverno. p.s. © riproduzione riservata


DOMENICALI «Vettel si è divertito adesso tocca a noi» «Arriva una Ferrari adatta ad un killer come Alonso Dream Team con Seb? Escluso. Red Bull coccolata perché investe tanto. Ma noi lo facciamo da 50 anni» Dall’inviato Marco Evangelisti MADONNA DI CAMPIGLIO - Il destino gli ha giocato lo stesso tiro in cui incappa la troupe cinematografica del film di David Mamet “Hollywood, Vermont”. Vanno a girare in un paesetto perché lì dovrebbe esserci un vecchio mulino ideale per la scenografia e scoprono che il mulino è bruciato. A Stefano Domenicali cinque anni fa hanno affidato una Ferrari ricca, vincente, perfetta e poi gli hanno detto della crisi economica, dei costi da tagliare, dei test da abrogare. Deve ancora vincere un titolo piloti e la faccenda comincia a pesargli sui capelli ormai radi. Lui s’inventa cose, vede gente e l’assume. Ha preso Pat Fry dalla McLaren, adesso ingaggia Pedro De la Rosa - scordiamoci passato e storie di spionaggio - per guidare il simulatore. Alla fine tutto questo agitarsi servirà a qualcosa. Domenicali ha voluto Alonso e adesso cerca di mettere lo spagnolo nelle migliori condizioni tecniche e «La monoposto è di spirito. Prima o poi verrà ripagato. Prima, c’è da sperare. Domenicali è di quelli estrema, ma senza che arriva al sorgere del sole in fabbrica e saluta per ultimo il guardiano notturno. azzardi sulle regole A noi nessuno Lo racconta Alex Zanardi, che lo conosce bene e lo definisce l’Adrian Newey dei regalerà mai nulla» manager. Se a Maranello ci fosse il Newey vero, quello dei tecnici, la Ferrari avrebbe spazzolato via diversi Mondiali in più e la testa di Domenicali sarebbe meno spoglia. Ma è ugualmente affascinante la sfida di dimostrare che la Ferrari è ed ha abbastanza per vincere anche senza Newey. Alonso e il capo della squadra si sono infilati insieme in questa sfida e insieme ne riemergeranno, vincitori o sfiniti o entrambe le cose. © riproduzione riservata Domenicali, quando arriverà la nuova macchina? «Il primo febbraio la presenteremo nella struttura che ospita gli eventi a Maranello. Alle 10.30, penso. Magari a vederla non farà una particolare impressione, dato che le regole del 2013 sono un’evoluzione di quelle dello scorso anno. Ma quel che conta è che sia vincente. L’abbiamo progettata per questo. Per vincere il Mondiale. Dopo aver perso all’ultima gara due volte negli ultimi tre anni, non vogliamo accada più». Dite sempre così. «Non è mica semplice questa Formula 1 in cui non si possono spendere fiumi di danaro a volontà neppure quando e dove servirebbe. Per questo abbiamo razionalizzato l’uso delle risorse dividendo in due gruppi l’ufficio tecnico, una parte a lavorare sulla monoposto di oggi e l’altra a progettare quella, molto più innovativa, del 2014. Sarà un campionato assai complesso anche perché mi aspetto che diverse squadre a un certo punto molleranno lo sviluppo per concentrarsi sul campionato successivo». Non ci starà dicendo che dobbiamo aspettare il 2014 per vedere una Ferrari all’altezza, vero? «Ma neanche per sogno. Ci aspettiamo parecchio dalle nuove regole: certamente il recupero del ruolo dei motoristi, che negli ultimi tempi dovevano soltanto annoiarsi a mantenere congelate le caratteristiche del propulsore; poi anche il ritorno dei test e il calo dell’importanza dell’aerodinamica. Intanto però è il prossimo campionato che vogliamo vincere, è lì che dobbiamo partire forte sin dalla prima gara. Altrimenti non avremo neppure la possibilità di gestire il tempo e i due progetti paralleli come abbiamo pianificato». Che macchina serve quest’anno? «Una che Alonso possa frustare. Una che gli permetta di sfruttare al massimo il suo istinto da assassino, il “killer instinct” che lo pervade e che lo spinge ad alzare continuamente la «La presenteremo posta. Fernando ha disputato una stagione perfetta, eppure io credo che non abbiamo l’1 febbraio. Preso De la Rosa: serviva ancora visto il suo meglio». un pilota esperto E allora perché volete mettergli accanto Vettel? nella simulazione» «Mai detto nulla di simile. Credo che anche il presidente Montezemolo sia stato chiaro al riguardo. Non sempre i Dream Team funzionano. Io penso invece che, seppure ad Alonso servisse uno stimolo, Felipe Massa nella versione vista nel finale della scorsa stagione sia in grado di fornirglielo. Mi dicono: Alonso sarà stato pure perfetto ma nelle ultime gare talvolta Massa lo ha battuto in qualificazione ed è stato più veloce in gara. E io rispondo: magari fosse stato così sin dall’inizio, perché i punti che sono mancati a Felipe ci sarebbero stati utili». Insomma, a piloti state bene così.


«Sì, con l’aggiunta di Pedro De la Rosa». De la Rosa? «Già. Entra a far parte della nostra batteria di collaudatori. Si occuperà principalmente del simulatore, uno dei settori in cui dobbiamo crescere. Lui ha vasta esperienza al riguardo». E Bianchi, Rigon, Gené che fine fanno? «Restano con noi. Dobbiamo rinforzarci, non indebolirci. Per Bianchi, in particolare, stiamo cercando un volante che gli consenta di dimostrare il suo valore in Formula 1. Ci serviva qualcosa, qualcuno che ci aiutasse a mettere a punto le nostre tecniche di simulazione». Basterà per battere la Red Bull? «Direi che loro hanno vinto abbastanza. Adesso tocca a noi». Hanno vinto anche perché nei loro confronti in certe circostanze è stato tenuto un atteggiamento indulgente da parte dei piani alti della Formula 1? «Quello che mi sento di dire è che i successi della Red Bull hanno dato un sapore diverso al campionato, che l’ultima stagione è stata eccitante e che sì, forse la Red Bull ha goduto di qualche riguardo perché è espressione di un’azienda che investe molto nello sport e oggi come oggi un impegno simile non va trascurato. Però mi permetto di aggiungere: tre anni di dominio sono tanti, sembrano infiniti, ma non dimentichiamoci di chi, come noi e i nostri partner, riversa in Formula 1 sforzi, energie e soldi da mezzo secolo». Sarà sempre Vettel l’avversario da battere? «Sì, anche perché come dicevamo prima le regole sono sostanzialmente stabili e i tecnici della Red Bull hanno fatto un ottimo lavoro nel 2012 in condizioni difficili. La McLaren deve digerire la perdita di Hamilton, la Mercedes invece è in grado di dare a quest’ultimo una buona macchina ma deve ripartire quasi da zero. Comunque sarebbe un errore sottovalutare avversari con simile potenza di fuoco». E voi? Avrete finalmente la macchina creativa, aggressiva, estrema che desiderate da anni? «Sì, è quella l’idea. Ma sempre restando nei limiti fissati dalle regole. Perché a noi della Ferrari nessuno regalerà mai nulla». © riproduzione riservata


TUTTI PER ALONSO MA LUI NON PUÒ PIÙ SBAGLIARE di Marco Evangelisti MADONNA DI CAMPIGLIO - Neppure Michael Schumacher aveva diffuso così profondamente negli animi della scuderia il pensiero unico. Forse perché di tutto era maestro il Kaiser fuorché di pensiero. Fernando Alonso è stato definito macchina da guerra ben prima che scoprisse da qualche parte su Internet l'arte del combattere e il codice del samurai. Nelle squadre dove passa lui non cresce nient'altro, ammoniva il manager di un suo compagno di squadra. Adesso la Ferrari è davvero l'Alonso Team, cucito di sartoria su misura per l'asturiano. Fallito negli anni di Raikkonen il tentativo di normalizzarsi con i piloti che facevano i piloti e non mettevano becco nelle decisioni strategiche, la Ferrari ha scelto ed eletto un nuovo uomo forte. Alonso è straordinario nel ruolo. Ha indicato Pat Fry come tecnico da ingaggiare e poi da promuovere, avendolo conosciuto alla McLaren. Ha brigato per la conferma di Felipe Massa, buon pilota e buon compagno di carte senza troppe ambizioni residue. Ha portato alla Ferrari anche Pedro De la Rosa, connazionale a cui è legato da una vecchia frequentazione e da qualche e-mail esibita davanti ai tribunali della federazione internazionale. Ha suggerito perfino qualche avvicendamento all'interno dell'ufficio stampa. Prende molto sul serio il suo ruolo di punto di riferimento. Ma ogni leader ha la sua spada penzolante sulla testa, perché è sottoposto al giudizio della storia. Raikkonen un titolo con la Ferrari lo ha vinto. Schumacher sette. Se lui continua ad arrivare secondo, resterà solo e colpevole. © riproduzione riservata


EUROLEGA Domani Siena al Pireo e su Sportitalia 2 TOP 16 (4ª giornata) GIRONE E - Ieri: Alba Berlino (Ger)-Panathinaikos (Gre) 73-79. Oggi: Zalgiris Kaunas (Lit)-Cska Mosca (Rus), Brose Bamberg (Ger)-Efes Istanbul (Tur), Malaga (Spa)-Real Madrid (Spa). Classifica: Panathinaikos, Cska, Real 6; Efes 4; Zalgiris, Malaga 2; Bamberg, Alba 0. GIRONE F - Oggi: Besiktas Istanbul (Tur)-Barcellona (Spa). Domani: Khimki Mosca (Rus)-Maccabi Tel Aviv (Isr), Fenerbahce Istanbul-Vitoria (Spa), Olympiacos (Gre)-SIENA (ore 21; diretta Sportitalia 2). Classifica: SIENA, Vitoria 6; Khimki, Barcellona 4; Maccabi, Olympiacos 2; Besiktas, Fenerbahce 0. La formula: le prime 4 di ogni girone ai play off. DONNE Cade Schio EUROLEGA (11ª giornata) Sopron (Ung)-Fenerbahce (Tur) 69-74, Nadezhda Orenburg (Rus)-Targoviste (Rom) 71-68, Arras (Fra)-FAMILA SCHIO 69-57, rip. Kosice (Svc). Classifica: Kosice, SCHIO*, Fenerbahce 14; Orenburg* 12; Targoviste 6; Sopron* 4; Arras 2 (* = una gara in più). La formula: le prime 5 dei tre gironi agli ottavi. Ekaterinburg già alla Final Eight (organizzatrice).


AVELLINO RIPARTE CON PANCOTTO Tucci ritorna vice, la Sidigas si affida al coach di tre anni fa di Beniamino Pescatore

Nuova svolta per la Scandone Avellino. Via il 43enne coach irpino Gianluca Tucci (si è dimesso, tornerà a ricoprire il ruolo di vice), la Sidigas ha puntato su Cesare Pancotto, 58 anni, per dare una sterzata alla stagione. E' il secondo avvicendamento consecutivo in panchina per il club biancoverde; il doppio cambio di allenatore non è accaduto nei precedenti dodici anni giocati in massima serie dalla Scandone: è successo, ora, in tre mesi. Un dato che è lo specchio di una programmazione da rivedere sotto Per la Scandone è il diversi aspetti in cui gli allenatori, prima Valli, poi Tucci, hanno fatto scudo, pagando con l'esonero a evidenti terzo allenatore E problemi di costruzione del roster e di pianificazione: Sassari chiede a Meo Sacchetti di piuttosto singolare che al termine del girone di andata si restare fino al 2017 scopra la necessità di un play. PRESTO PERO' - Con molta probabilità, si attendeva l'arrivo di un nuovo allenatore per un confronto sull'innesto in regia. La Scandone è sulle tracce del play Jacopo Giachetti (30), sette stagioni con la Roma, ora all'Olimpia Milano che non avrebbe fatto resistenza alla sua partenza. L'atleta ha dato il consenso ma Avellino, che ama giocare con più carte, confondendosi da sola le idee e prendendo decisioni in extremis proprio come fatto con Pancotto, sta seguendo una pista estera per un play comunitario ancora sotto contratto e il cui nome è top secret.

terzo coach in irpinia Cesare Pancotto, 58 anni, nato a Porto San Giorgio, ad Avellino nel 2009-2010 ha ottenuto la salvezza e la semifinale di Coppa Italia (LaPresse)

ENTUSIASMO - Appena nominato head coach, Tucci, già vice di Valli, aveva portato nuova luce soltanto prendendo il posto dell'allenatore additato come primo responsabile dei problemi di gioco di Avellino e confermati anche con il nuovo arrivato. Ma due successi in otto gare sono pochi e ieri Tucci, seppure dimissionario, ha mostrato attaccamento alla causa allenando lo stesso la squadra. Tocca a Pancotto adesso imporre il cambio di rotta. Lo tenterà facendo leva sulla sua esperienza, provando a mettere ordine da manager-coach qual è. I tifosi di Avellino lo sosterranno con affetto, memori di un nono posto nella stagione 2009/2010 con raggiungimento delle semifinali di coppa Italia e play off mancati per differenza canestri con Treviso. LE ALTRE - Milano chiude il mercato di riparazione raggiungendo un accordo con il club lituano Vilnius per il ritorno, dopo sei mesi in prestito, del pivot (209 cm) Leon Radosevic (23). Il lungo statunitense Richard Hendrix (26) è in procinto di passare in prestito ai russi della Lokomotiv Kuban. Sassari, rivelazione del campionato, sta valutando di prolungare il contratto con coach Meo Sacchetti (60) fino al 2017. L'allenatore ha già un accordo fino al 2014 con il club sardo. (b.p./Lps) (Ha collaborato Giampiero Marras)


NBA Gallinari in gran forma La nonna sgrida Durant «Smettila di imprecare» MIAMI - Determinante. Come il canestro da tre realizzato nell'overtime con Portland che ha lanciato Denver verso la sesta vittoria consecutiva. Ecco Danilo Gallinari che, adesso, ha aggiunto un altro “numero” alle sue statistiche; la continuità. 25 punti martedì sera, ancora una volta top scorer dei Nuggets e un inizio dell'anno scoppiettante per l'azzurro che viaggia a una media-partita di 19,9 punti, 5,9 rimbalzi, 2,6 assist e con una percentuale al tiro del 48,1. Ma se si va a guardare il tiro da tre da dicembre è oltre il 40%. SUPER JAMES - In attesa di vedere se Wade e Bosh ritroveranno le giuste motivazioni, c'è un solo giocatore nei Miami Heat che non si ferma mai: LeBron James ovviamente e The King in nottata, nella partita con Golden State, potrebbe aver firmato due imprese: 20.000 punti in carriera (ne mancavano 18), a 28 anni il più giovane a centrare il traguardo e 5.000 assist (era a -5). SPURS IN TRIBUNALE - Un avvocato della Florida ha citato in giudizio i San Antonio Spurs per la partita del novembre scorso giocata a Miami contro gli Heat senza le tre stelle Duncan, Parker e Ginobili mandati a casa per riposarsi. Secondo il denunciante i tifosi in quella occasione hanno subito un danno economico, pagando un prezzo più alto per un big match che non c'è stato. LA SGRIDATA DELLA NONNA - « Kev smettila di imprecare così tanto, ti inquadrano quando lo fai ». La nonna di Kevin Durant manda sempre un messaggino al nipote al termine di ogni partita per congratularsi, ma questa volta è arrivato il rimprovero. « Scusa, nonna» è stata la risposta contrita della stella di Oklahoma. ro.z (ecp) I risultati - Philadelphia-New Orleans 99-111 (Holiday 29, Vasquez 23); Charlotte-Indiana 76-103 (Henderson 15, Hibbert 18); Brooklyn-Toronto 113-106 (Lopez 22, Lowry 21); Houston-LA Clippers 109-117 (Harden 23, Crawford 30); Denver-Portland 115-111 d1ts (Gallinari 25, Aldridge 28); LA Lakers-Milwaukee 104-88 (Bryant e Howard 31, Ellis17).


ciclismo Armstrong sotto assedio La confessione non basta gli sponsor chiedono danni per 76 milioni di dollari di Roberto Zanni

Questa sera alle 9: tutti davanti alla tivù, c'è Lance Armstrong. In Italia saranno le 3 di notte, ma quello che dirà l'ex eroe americano potrebbe tenere sveglia parecchia gente, dappertutto. L'intervista di Oprah Winfrey, che andrà in onda sulla propria tv, OWN, è stato un capolavoro giornalistico, tant'è vero che che negli Usa nessuno dubita che sarà la «regina dei talk show» a ottenere se non tutti, almeno la maggior parte dei benefici. Cosa ci guadagnerà Armstrong? Per ora non si sa, e la domanda più ricorrente è proprio perché si sia deciso a confessare e i rimorsi di coscienza non vengono presi in considerazione per una persona che la propria vita l'ha costruita sulla menzogna. Lance Armstrong 41 anni

REAZIONI - « Ci aspettiamo che Lance sia completamente sincero nella sua L’intervista verrà trasmessa in intervista e con tutti noi della comunità - si legge in un comunicato rilasciato Italia da DMAX canale 52 del dalla sua fondazione Livestrong - A quel punto avremo di più da dire». Ma per digitale terrestre, Canale 28 di la Wada, agenzia mondiale antidoping, non basta una chiacchierata davanti TivùSat e 808 di Sky Prima parte domani e seconda alle telecamere per ottenere l'assoluzione: « Deve deporre sotto giuramento» sabato, sempre alle ore 21.15 ha ribadito il direttore generale David Howman, mentre da San Francisco Businessweek ha riportato che il finanziare Thomas Weisel, che è stato il proprietario della squadra di Armstrong, sarebbe stato citato in giudizio dagli investigatori federali. Weisel ha sempre negato di essere stato a conoscenza del fatto che Armstrong si dopava. UNA FORTUNA - Se adesso la fortuna di Armstrong è calcolata in 100 milioni di dollari, secondo alcuni esperti la confessione in tivù potrebbe portargliene via la maggior parte a cominciare dalla causa di Landis sulla US Postal (che potrebbe vedere in aula anche il Dipartimento di Giustizia) uno dei vecchi sponsor: se persa, da sola arriverebbe a costare 60 milioni. Poi c'è l'organizzazione del Tour de France che gli chiede indietro 4 milioni di premi, quindi i 12 milioni della Sca Promotion e il governo australiano. Elenco che potrebbe allungarsi mentre è difficile, secondo David Newman della agenzia Day Pitney di Manhattan, che sponsor del calibro di Nike, Anheuser-Busch e Trek si infilino in un tribunale: « Anche se sono dalla parte della ragione, una lunga causa macchierebbe il loro nome». (roz/ecp)


PALLAVOLO Barbolini bis in Turchia dopo il Galatasaray la nazionale femminile L’ex tecnico della Italvolley rosa Massimo Barbolini è ufficialmente il nuovo c.t. della Turchia femminile. Il modenese, 52 anni, dallo scorso settembre allena il Galatasary di Istanbul e avrà un contratto sino ai Giochi di Rio 2016. UOMINI - CHAMPIONS (play off a 12, andata) Ieri: Berlino (Ger)-Zenit Kazan (Rus) 2-3, Zaksa Kozle (Pol)Noliko Maaseik (Bel) 3-0. CEV CUP (challenge round, andata) Ieri: Unterhaching (Ger)-Andreoli LATINA 0-3. CVC GABROVO - COPRA ELIOR PIACENZA 0-3 (19-25, 15-25, 20-25) - CVC GABROVO: Petkov 9, Paliyski, Vlasev 4, Vuldzhev 4, Stefanov 8, Naydenov 1, Lekov, Kichukov, Bodurov, Mitev (L), Yordanov ne, Minchev ne. All. Liubomir. PIACENZA: Marra (L), Fei 7, Ogurcak 8, Simon 9, Zlatanov 11, Holt 13, Vettori 3, De Cecco 3, Corvetta ne, Papi ne, Tencati ne, Maruotti ne. All. Monti. Arbitri: Bagde e Hulka. Note - Durata set: 25’, 23’, 27’. Gabrovo: battute sbagliate 12, ace 2. Piacenza: bs 21, ace 11. CHALLENGE CUP (ottavi, andata) Ieri: CVC Gabrovo - Copra Elior PIACENZA 0-3. SCHWERINER SC - UNENDO YAMAMAY BUSTO ARSIZIO 3-2 (11-25, 25-22, 25-17, 13-25, 15-13) SCHWERINER: Thomsen (L), Joachim, Steenbergen 18, Hatinova 7, Souza Ziegler 14, Martins Paulino, Offer, Hanke 7, Buijs 15, Brandt 7, Völker 6, Moma Bassoko. All. Buijs. BUSTO: Faucette 5, Brinker 5, Leonardi (L), Marcon 14, Bauer 16, Kozuch 20, Lombardo, Arrighetti 14, Caracuta, Bisconti, Prandi ne, Pisani ne. All. Parisi. Arbitri: Rodriguez Jativa e Miklosic. Note - Durata set: 22’, 27’, 23’, 23’, 18’. Schweriner: battute sbagliate 7, ace 6. Busto: bs 4, ace 4. DONNE - CHAMPIONS (play off a 12, andata) Ieri: Sc Schweriner (Ger)-BUSTO ARSIZIO 3-2, Rc Cannes (Fra)-Rabita Baku (Aze), Dinamo Mosca (Rus)-Dinamo Kazan (Rus) 1-3, Sopot (Pol)-Vakifbank Istanbul (Tur) 13, Azzeroil Baku (Aze)-Lokomotiv Baku (Aze) 3-0. Oggi: ore 20.30 VILLA CORTESE-Eczacibasi Istanbul (Tur).


BOXE La Procura di Trento acquisisce gli atti Fpi su Branco-Fragomeni di Mario Viggiani

ROMA - Come già preannunciato, la Procura di Trento ha deciso di acquisire tutti gli atti ufficiali della Federboxe relativi all'indecoroso epilogo del re-match tra Giacobbe Fragomeni e Silvio Branco del 15 dicembre a Riva del Garda. L'indagine della Procura porterà all'accertamento di responsabilità penali per la rissa scatenatasi sul ring a fine match, sicuramente dovrebbe comportare il Daspo (il divieto di partecipazione o presenza a eventi sportivi) per alcuni dei protagonisti della gazzarra che alla fine impedì la lettura del verdetto. Ricordiamo che per il momento il Giudice Sportivo Nazionale della Fpi ha comminato due mesi di sospensione cautelare agli allenatori Mario Massai e Maurizio Zennoni e al pugile Gianluca Branco, questo ora tesserato in Spagna. L’iniziativa della Procura ha trovato la giusta sponda in Antonio Del Greco, vicepresidente federale vicario ma anche dirigente superiore di Polizia. Il quale peraltro come coordinatore del settore professionistico in un passato recente si è battuto con profitto con l’Ebu affinché si mettesse fine alla storia delle licenze estere facili per i pugili, da rilasciare solo dietro nulla osta federale. Del Greco è uno dei tre candidati alle elezioni che si terranno sabato in Umbria (gli altri sono Gualtiero Becchetti e Alberto Brasca): nella sua squadra tra gli atleti ci sono Cammerelle e Russo. EUROPEO - La Roundzero, alla presentazione del vacante Tricolore piuma di domani a Roma tra Mario Pisanti (11+ 1= 1-) ed Emiliano Salvini (15+ 1= 16-), ha annunciato per il 16 febbraio a Civitavecchia il vacante Europeo leggeri tra Emiliano Marsili e Luca Giacon. © riproduzione riservata


IPPICA Demuro e Vargiu, botta e risposta a Cagnes Ottava di Rispoli a HK Mirco Demuro-Dario Vargiu 1-1, solo che le vittorie dei nostri top jockey ieri sono arrivate a Cagnes sur Mer, in Francia. Per “The Magic”, alla seconda giornata di ingaggi, è stato il primo successo ottenuto nella sua nuova avventura all’estero, da stanziale in Francia (è arrivata con Gotham News, promettente deb del suo allenatore francese di riferimento, Jean Claude Rouget). Per “Teschio” invece colpaccio in trasferta in sella a Touch of Luck per conto dell’allenatrice Laura Grizzetti, sfuggendo proprio alla rimonta di “Demurone” con Cruzador. In giornata a Happy Valley (Hong Kong) c’è stata anche l’8ª vittoria stagionale di Umberto Rispoli, con Danzulu a 8/1. TARANTO - L’ippodromo di Taranto ha deciso di non allestire i quattro TQQ assegnati dall’ex Unire per il mese di febbraio. MINIMI GARANTITI - Il Tar del Lazio ha stabilito che dovrà essere la Corte Cosituzionale a pronunciarsi sull’annosa controversia dei minimi garantiti delle agenzie ippiche. © riproduzione riservata OGGI - Ore 18.30 TQQ a Roma (trotto, 8ª corsa, m. 1600) Jackpot: Quinté 7.191,82 €. Favoriti: . Sorprese: . Inizio convegno alle 14.55. Corse a Firenze (t, 13.45), Aversa (t, 15.10). IERI - TQQ a Trieste: Tris 7-15-11, quota 811,07 € per 165 vincitori, quota con rit. (n. 1, 3) 64,42 €; Quarté 715-11-5, quota 12.733,87 € per 2 vincitori, quota con rit. 95,61 €; Quinté 7-15-11-5-2, n.v. FRANCIA - Martedì galoppo a Cagnes: maiden (24.000 €, m. 2000 aw) - 4, Toni Fortebracci, 5. Bijou Bijou; reclamare (17.000 €, m. 2400 aw) - 4. Sunrivaa. Ieri galoppo a Cagnes: reclamare (15.000 €, m. 1300 aw) - 1. Touch of Luck, 3. Ramble On, 8. Cavenaco. Ieri trotto a Marsiglia: Prix du Conseil Regionale (28.000 €, m. 3175) - 3. Mito Gas 17.3, 10. Iacopo Duke 18.2. DUBAI - Oggi galoppo a Meydan: handicap (120.000 $, m. 1200) - Rosendhal.


CIO Un miliardo di dollari dagli sponsor LONDRA - L'economia è in grave difficoltà in tutto il mondo ma lo sport olimpico non sembra conoscere la parola crisi. Dopo gli ottimi risultati dei Giochi di Londra, il Comitato olimpico internazionale, ha annunciato che nel quadriennio 2013-2016 i ricavi previsti dagli sponsor principali supereranno per la prima volta il tetto-record di un miliardo di dollari. SCI Miller, arrivederci a Sochi 2014 ROMA - Bode Miller rientrerà allo sci nel prossimo inverno, quando il ginocchio operato sarà di nuovo al 100%, per partecipare all'Olimpiade di Sochi. AZZURRI OK - Il francese Johan Clarey è stato il più veloce nella seconda prova cronometrata (stavolta sull’intero tracciato) della discesa di Coppa del Mondo di Wengen. I tempi: 1. Clarey (Fra) 2:34.62, 2. Theaux (Fra) a 0.08, 3. Kroell (Aut) a 0.11... 6. INNERHOFER a 0.46, 7. PARIS a 0.57. Oggi terza ed ultima prova sulla famosa pista del Lauberhorn. Domani supercombinata, sabato discesa e domenica slalom. SALTO, PITTIN RIENTRA - C'è anche Alessandro Pittin fra i cinque azzurri convocati per la tappa di Coppa del Mondo di combinata nordica, nel fine settimana a Seefeld (Aut). Il finanziere sta completando il recupero fisico dopo la frattura dell’ulna e del radio della mano sinistra patito a dicembre dopo un salto in allenamento a Ramsau. GOLF Il baby Geminiani vince torneo pro’ MIAMI - Domenico Geminiani, 16 anni, ha vinto il secondo torneo da pro’, imponendosi nel Ritz-Build Shop Classic, gara del West Florida Golf Tour, a Sarasota, in Florida. L’azzurro, nato in Martinica, ha concluso in 68 colpi (-4) e ha poi sconfitto Benjamin Palanszki alla seconda buca di spareggio. RUGBY Trofeo Eccellenza, Lazio ok a L’Aquila TROFEO ECCELLENZA (recupero) Girone B: L’Aquila-Lazio 10-22. Classifica: Lazio 20; Fiamme Oro 17; L’Aquila 9; Reggio E. 1. CHALLENGE CUP (6ª giornata) Girone 2: Perpignan-Rovigo oggi (ore 21), Worcester-Gernika sabato. Classifica: Worcester (Ing), Perpignan (Fra) 20; Gernika (Spa) 8; Rovigo 1. CICLISMO Palini sempre leader in Gabon (r.q.) Il belga Gert Dockx (Lotto Belisol) ha vinto in Gabon la 3ª tappa della Tropicale Amissa Bongo e Andrea Palini (Lampre Merida) ha conservato la maglia gialla con 3” su Haddi (Mar). TACHIRA - (r.q.) Tutta venezuelana la 6ª tappa della Vuelta del Tachira, 143 km: ha vinto Yosvang Rojas davanti a Alarcon e Briceno: Il primo degli italiani, Michele Merlo (Fantini Vini Selle Italia) nel gruppo principale. Classifica: comanda Edwin Becerra (Ven) con 20” su Chacon (Ven). BASEBALL Mercuri da Nettuno agli Stati Uniti NETTUNO - L’interbase Mattia Mercuri, 18 anni, è sulle orme di Max Liddi per sfondare nel dorato mondo della Major League americana. Il ragazzo di Nettuno ha firmato un contratto che lo lega alla squadra americana per i prossimi sette anni: «La realizzazione di un sogno che cullavo sin dalla nascita». TENNIS «Slam by Head», record di iscritti GENOVA - È in svolgimento, presso il Tc Genova 1893, il Torneo giovanile «Slam by Head» riservato alle categorie Under 10, 12, 14, 16 maschile e femminile. Iscritti record: 393 ragazzi. I partecipanti arrivano da Liguria, Piemonte , Lombardia e Toscana. Le finali sono previste per domenica 27 gennaio.


Rolando: attesa Vargas al Gremio Adesso è ufficiale, l’attaccante va in prestito in Brasile NAPOLI (Atc) - Ultime ore prima della strategia definitiva. Prima dell'eventuale, decisivo affondo per rinforzare una difesa, anzi una squadra che però attende il reintegro di Paolo Cannavaro e Gianluca Grava. Sì, tutti ci sperano. E di certo preferiscono di gran lunga ritrovare il capitano e l'alfiere, piuttosto che salutare un nuovo acquisto. Si vedrà, oggi è il gran giorno. E nel frattempo il d.s. Bigon si tiene pronto: a interrompere o a intensificare le trattative per un nuovo difensore. Uno o addirittura due, se a fine mercato dovesse andare via anche Uvini. Nel frattempo, ieri il d.s. del Gremio, Rui Costa, ha annunciato l'ingaggio in prestito di Edu Vargas, ormai pronto a partire per il Brasile: la telenovela è finita davvero.

A ROMA - E allora, prima di tutto l'affare definito. Concluso. Una cessione, eccellente, importante Oggi a Milano incontro tra Bigon e soprattutto per il clamore che il giocatore in questione ha suscitato nel corso della sua esperienza azzurra: Vargas il manager del difensore del Porto. andrà in Brasile, a Porto Alegre, per giocare nel Gremio. Ma sarà la Corte Il club che più di ogni altro lo ha inseguito e corteggiato. Federale a La formula: prestito secco di un anno, con una clausola “decidere” la fissata in favore del Napoli per riportarlo a casa, trattativa eventualmente, già a giugno. La trattativa, chiusa già da qualche giorno per linee generali, è stata definita ieri nei dettagli nel corso di un incontro andato in scena alla Filmauro, il quartier generale di De Laurentiis, con il d.s. brasiliano, Rui Costa. Felice e contento: «Abbiamo fatto un bell'acquisto. Speriamo di presentarlo nei prossimi giorni. Per questioni burocratiche, comunque, credo sia impossibile vederlo in campo già tra una settimana nell'andata della Libertadores con il Liga Quito, ma speriamo almeno di averlo a disposizione al ritorno» .

TANTI SALUTI - Quando partirà, Edu? Dopo tanti rinvii, considerando che aveva salutato tutti già una settimana fa, convinto di decollare nel weekend verso San Paolo e il San Paolo che fu di Careca, meglio un po' di cautela: accadrà presto, nelle prossime ore, magari già oggi. Di certo, a Castelvolturno ci scherzano un po' tutti, sulla storia dei saluti e della partenza di Edu: di abbracci e arrivederci con il cileno, in questi giorni, ce ne sono stati tanti, ma fino a ieri Vargas era ancora in campo a trottare.

Edu Vargas (a destra) è ufficialmente del Gremio: è stato ceduto con la formula del prestito per un anno, ma già a giugno il Napoli potrebbe riprenderlo. Nella foto accanto, Rolando, difensore del Porto La prima cena a Napoli di Armero (secondo da destra) e Zuniga (secondo da sinistra): una serata al cool "Square 28" I due sono molto amici fin da quando giocavano all’Udinese

LA LISTA - Sistemate le questioni dell'attacco, comunque, si attenderà la decisione della Corte di giustizia federale per poi eventualmente definire le strategie relative alla difesa. In occasione della presentazione di Calaiò e Armero, Bigon è stato chiaro su un punto fermo: «Se riavremo Cannavaro e Grava, il mio lavoro per gennaio potrà ritenersi concluso» . Nel malaugurato caso contrario, però, la lista è sempre in piedi. Un elenco che Mazzarri ha controfirmato partendo dal primo nome: Davide Astori, 26 anni, mancino del Cagliari che il tecnico ritiene la prima scelta. Ancora e assolutamente la prima scelta. Poi Matias Silvestre, 28 anni, dell'Inter, e Gabriel Paletta, 26 anni, del Parma. In terza fila, Marco Adreolli, 26 anni, del Chievo. L'ordine rigoroso è questo. Ma per quanto riguarda Astori e Silvestre bisognerà convincere sia il Cagliari, sia l'Inter: gli ultimi orientamenti dei due club, infatti, annunciavano l'incedibilità a gennaio. Nel mercato, però, tutto cambia da un istante all'altro.

L'ULTIMA IDEA - A Milano, dove Bigon è annunciato in giornata, andrà in scena anche l'incontro con il manager di Rolando, 27 anni, del Porto: l'ultima idea del d.s. azzurro potrebbe essere l'affare a sorpresa, anche se la


formula proposta non è stata ancora accettata (il prestito). Trattative e ragionamenti che prenderanno una strada certa soltanto dopo la sentenza. E dunque a ore.

IL TALENTO - Presente ma anche futuro. Oltre a seguire in Argentina il Sudamericano Under 20, il Napoli sta anche provando a battere il Parma sul talento croato classe '94, Josip Radosevic. Gli emiliani, però, sono favoriti nella corsa al centrocampista dell'Hajduk Spalato.


E PIACE MOLTO ANCHE ZUCULINI JR

NAPOLI (Atc) - Da un fratello all'altro. E il cognome è sempre Zuculini. Nell'estate 2010, il Napoli è stato a un passo dall'ingaggio del mediano argentino allora dell'Hoffenheim, Franco Zuculini, lasciato poi al Genoa: dopo tre anni, il club azzurro sta seguendo con vivo interesse il fratello minore, Bruno, mediano del Racing Avellaneda di 19 anni. Un giocatore molto interessante, tra l'altro nel giro della Seleccion sub 21, che a quanto pare è tenuto d'occhio con grande attenzione anche dal Barcellona e dal Real Madrid. L'uomo che ne segue le vicende europee è l'avvocato Filippo Fusco, mentre il manager argentino è Dario Decoud. Il medesimo, ovviamente, del fratello Franco. Il Napoli monitora Zuculini junior da anni, e spesso gli inviati del club sono stati segnalati ad Avellaneda o in giro per l'Argentina a visionarlo con la maglia del Racing. La sfida ai re di Spagna è cominciata. Pronta a entrare nel vivo.


Per Edu investiti 12 milioni Sono 12 i milioni di euro investiti dal Napoli un anno fa per acquistare Edu Vargas dall'Universidad de Chile. L'attaccante di Santiago, 23 anni, andrà a giocare nel Gremio, in Brasile, in prestito per un anno. Il club di De Laurentiis, però, ha una clausola per riportarlo a casa, eventualmente, già a giugno


Offerti 8 milioni per Astori Sono 8 i milioni di euro offerti dal Napoli al Cagliari per ingaggiare Davide Astori, a fronte dei circa 12 richiesti dal club rossoblÚ. Il ventiseienne centrale mancino è il prediletto della lista di Walter Mazzarri, ma Cellino tiene duro: nelle ultime ore, infatti, ha fatto sapere di non voler cedere il difensore a gennaio


Radosevic obiettivo degli azzurri Sono 18 gli anni di Josip Radosevic, il centrocampista dell'Hajduk Spalato che piace al Napoli. Il giovane mediano croato, ha già esordito in Nazionale saltando l'Under 21, è conteso anche dal Parma: per radiomercato, gli emiliani sono in vantaggio rispetto al Napoli


PALERMO E GASP TUTTO IN DUE MESI Otto partite, 5 in casa: in gioco la salvezza di Paolo Vannini

PALERMO - Dieci partite in casa sulle diciotto che restano. Quattro confronti diretti al Barbera (tenendo fuori l’Atalanta dalla lotta salvezza) di cui tre uno dietro l’altro nel giro di un mese (contro Pescara, Genoa e Siena). Il Palermo e la sua gente non vogliono ammainare bandiera bianca. La situazione è difficile e pesante, anche sul piano ambientale si coglie parecchia negatività e diffuso pessimismo. Ma le chances di ripresa ci sono eccome, anche se per farle scattare occorre un segnale positivo, una vittoria sorprendente, un atteggiamento aggressivo. Se la Il calendario può essere decisivo per squadra per ora fa fatica, in attesa del completamento necessario che deve arrivare in questi giorni dal il futuro della squadra rosanero mercato, il suo pubblico può provare ad aiutarla, a starle C’è anche un vicino, a non sentirsi già battuta. In questo senso, la doppio turno presenza dei tifosi sabato con la Lazio assume casalingo... particolare importanza. E l’abbassamento dei prezzi potrebbe essere una mano tesa da cogliere.

Gian Piero Gasperini non è ancora riuscito a dare la scossa ai giocatori rosanero dopo l’esonero di Sannino La sconfitta di domenica a Napoli ha relegato la squadra al penultimo posto in classifica Il tecnico è stato confermato ma il match di sabato contro la Lazio potrebbe essere un esame decisiso per rimanere sulla panchina del Palermo

EFFETTO BARBERA - Mai in questa stagione pur negativa il Palermo aveva perso tre volte di fila. Col ko del San Paolo è successo, ma le ultime due erano trasferte e in quella precedente l’avversario era la Fiorentina che andava a mille. Va a mille anche la Lazio prossima rivale, ma ormai il tempo stringe e i punti vanno cercati in ogni gara. Lo stadio “Barbera” , storicamente decisivo nell’ottenimento di tante imprese, può giocare il suo ruolo. Nel prossimo mese e mezzo, il Palermo giocherà 5 volte su 8 giornate davanti ai propri tifosi. Dopo la Lazio, il calendario prevede tutta una serie di confronti diretti: prima il Cagliari fuori e poi altre formazioni certamente più alla portata dei rosanero. I primi di febbraio saranno fondamentali col doppio turno consecutivo interno contro Atalanta e Pescara, poi, dopo il match esterno di Verona col Chievo, alla Favorita arriverà il Genoa; quindi la trasferta “mattutina” di Torino (si giocherà alle 12,30) e ancora un incontro da vincere assolutamente in casa, contro il Siena. E’ quella la fase davvero E si spera cruciale che il Palermo non potrà sbagliare, quella dove può raggranellare i punti nell’effetto Barbera necessari per non affondare. Il mercato allora sarà finito ed è bene che a quella fase si e nell’aiuto dei tifosi: la società per presenti finalmente un Palermo “definitivo” nelle idee e nell’organico, adeguatamente la Lazio ha messo rinforzato con giocatori di qualità, con un altro entusiasmo e con la fiducia di potercela le curve a 5 euro fare. Perchè quell’esame non prevederà appelli e va assolutamente superato.

PALERMO PER IL PALERMO - Sarà importante l’atteggiamento della squadra chiamata a trascinare i tifosi e sarà importante l’atteggiamento dei tifosi. O anche la loro sola presenza imponente. Finora i tentativi di “riavvicinamento” proposti dal Palermo con l’avvento di Lo Monaco non hanno sortito buon fine: mini abbonamenti e variazione dei prezzi hanno inciso poco. Per la sfida alla Lazio, probitiva sul piano tecnico, il club di viale del Fante ci riprova, portando le curve a 5 euro (dai 15 iniziali). Non ci sono dati ufficiali che facciano capire come procede l’iniziativa, ma sicuramente adesso c’è in città la percezione di una situazione davvero pericolosa in cui tutti devono provare a fare qualcosa. Il sostegno di una curva può aiutare a fare un gol o a ammortizzare meglio gli effetti di un errore. Anche se il primo segnale deve arrivare dal campo, dalla panchina, dalla società. Comunità d’intenti significa non pensare ai destini personali ma badare prima alla squadra. Una corsa in più, un’attenzione diversa nella marcatura, un tiro più convinto. E la voglia di non mollare. La gente chiede innanzitutto questo, il resto (leggasi tifo) verrebbe di conseguenza. © riproduzione riservata


RISENTIMENTO MUSCOLARE PER IL FANTASISTA Brienza a rischio Lazio PALERMO - La corsa ad ostacoli che identifica il cammino del Palermo in cerca di punti salvezza si articola anche attraverso gli imprevisti e le situazioni contingenti determinate dall’infermeria. Nella gara contro la Lazio in programma sabato al “Barbera”, Gasperini potrebbe essere costretto a rinunciare a Brienza, alle prese con un risentimento muscolare alla coscia sinistra rimediato domenica scorsa al “San Paolo” durante il match contro il Napoli. Le speranze di un recupero in extremis non sono svanite ma, allo stato attuale, è in forte dubbio la disponibilità del numero 21 rosanero che anche ieri non si è allenato in gruppo sottoponendosi alle cure dei fisioterapisti. STRATEGIE - L’eventuale forfait del fantasista di Cantù, se da un lato non stravolge il piano d’azione di Gasperini rinfrancato dal ritorno sulla trequarti di Ilicic, al rientro dopo il Sottoposto ancora turno di squalifica, dall’altro potrebbe creare qualche grattacapo al tecnico costretto a a fisioterapia si risolvere un altro rebus e studiare nuove soluzioni funzionali ad un reparto offensivo che, spera nel recupero L’alternativa: Ilicic in attesa di novità sul fronte mercato, in questo momento non dà garanzie di affidabilità. dietro a due punte Tenendo conto degli effettivi a disposizione, l’assenza di Brienza spiana la strada ad uno schieramento che prevede l’impiego di un solo trequartista (Ilicic) a supporto di due punte (Dybala o Budan al fianco di Miccoli). Un’opzione che, a prescindere dallo stato di forma dei giocatori chiamati in causa, rientra giocoforza in una strategia finalizzata a dare nuovi input al fronte d’attacco e che tatticamente si sposa con l’orientamento del tecnico “tentato”, in vista della sfida contro i biancocelesti, da qualche novità da introdurre nella composizione del suo scacchiere. POSSIBILE CAMBIO DI MODULO - Per consolidare la propria struttura infatti, Gasperini potrebbe rinunciare alla difesa a tre, il suo marchio di fabbrica, proponendo una linea a quattro con gli esterni Morganella e Dossena chiamati, nel caso specifico, a spingere partendo dalle retrovie. Uno strappo alla regola che, inevitabilmente, avrebbe degli effetti anche sull’assetto di un centrocampo numericamente limitato e, senza lo squalificato Barreto, con diversi punti interrogativi tra giocatori in attesa di una schiarita sul proprio futuro (in prima fila Rios, schierato titolare a Napoli, ed il “desaparecido” Viola) e altri come Donati pronti a tornare nella propria zona di competenza dopo un lungo “dirottamento” in difesa. Accorgimenti intorno ai quali ruota in questi giorni il lavoro della squadra, a colloquio ieri con il presidente Zamparini presente in città e impegnata in una doppia seduta con esercitazioni tecniche al mattino e lavoro tattico nel pomeriggio. Da sciogliere anche il nodo portiere. In attesa di sviluppi legati alla titolarità del ruolo, Ujkani può consolarsi in ogni caso con la convocazione in Nazionale per l’amichevole che l’Albania disputerà il 6 febbraio a Tirana contro la Georgia. EVENTI - L’Istituto Superiore di giornalismo rende omaggio a Renzo Barbera. L’Ente dedicherà oggi al Presidentissimo rosanero una giornata a tema durante la quale (dalle 11 alle 13) verrà presentato il libro dal titolo “Renzo Barbera. Una vita, un’epoca” scritto da Paolo Vannini e Roberto Gueli. All’evento, sarà presente oltre ad Ignazio Arcoleo anche Pietro Ruisi, nella doppia veste di palermitano con il marchio dell’esordio in A durante la presidenza Barbera negli anni Settanta e di attuale tecnico della Primavera, nobilitato dal gesto di fair-play che sabato scorso ha contraddistinto il successo casalingo dei baby rosanero contro il Vicenza. Lps


Corriere Dello Sport 17/01/2013  

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