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Vucinic: Juve continua così «Ci tenevamo tanto a passare il turno. Ora siamo in corsa in tutte e tre le competizioni» di Antonio Barillà

TORINO - Un gol al Milan, un gol alla sfortuna. Mirko Vucinic, strappato alla panchina e decisivo, dimentica così i problemi alla caviglia: obbligato al parttime, risorsa preziosa comunque, dimostra d'essere in via di guarigione e rincuora così i tifosi bianconeri. Imprescindibile, il montenegrino. Per come interpreta il gioco di Antonio Conte e non solo per come lo finalizza. COMPETIZIONI - Sorride, a fine partita, sfilando tra telecamere e taccuini: «E' stata una partita difficile, come immaginavamo: il Milan è una grande squadra. Ci tenevamo, però, a passare il turno ed è importante esserci riusciti». Semifinale con la Lazio: l'ha prenotata lui. Avanti in Coppa Italia come in Champions League, «Partita difficile mentre in campionato il primato è saldo nonostante la perché il Milan è una grande squadra caduta con la Samp: «Siamo davanti in tutte e tre le Drogba? Più siamo competizioni, adesso dobbiamo continuare così». meglio è per tutti»

COINCIDENZA - Mirko entra per Sebastian Giovinco, solitamente suo gemello, autore del pareggio pesantissimo perché rapido, cruciale per scacciare le streghe e restituire serenità alla Juve finita sotto in un lampo. Dopo quella punizione maligna, però, il gioco bianconero non trova sbocchi e il Milan finisce in difficoltà però controlla, così l'allenatore, pur fedele alla promessa di premiare in Coppa Italia i gregari, s'affida alla qualità relegata in panchina: Mirko, appunto, e subito dopo Andrea Pirlo. Storie differenti: il regista non scende in campo per turnover. L'attaccante no, lui deve essere «monitorato e gestito», parole di Conte che si concede al massimo di aumentare il minutaggio. E lo fa anche perché non sfugge ai supplementari: il gol-partita arriva soltanto a quel punto, così alla fine Mirko raccatta un'ora di gioco. «Anche l'anno scorso - ricorda - avevo segnato la rete decisiva contro il Milan in Coppa Italia. Una coincidenza...». SPONDE - Raccatta un'ora di gioco. Un'ora di sponde, di corridoi (bellissimo quello per Stephan Lichtsteiner, effettuato poco dopo l'ingresso), di lanci (perfetto quello per Mauricio Isla che si lascia ipnotizzare da Marco Amelia). Un'ora per dimostrare quanto sia importante per il gioco di Conte, al quale costa tanto rinunciare per lunghe fasi al suo genio soprattutto in questo momento in cui mancano per infortunio altri campioni, da Giorgio Chiellini a Claudio Marchisio. D'altra parte, non può rischiare di peggio: «Voglio arrivare - le parole del tecnico a schierarlo dall'inizio senza paura, senza correre il rischio che dopo novantacinque minuti in campo possa fermarsi per un mese-un mese e mezzo. Sarebbe un disastro...». STAFF - Sarebbe un disastro perché Mirko è il top player dell'attacco. Perché anche se la media gol non è altissima compensano gli assist, i ripieghi, i sacrifici. «Ma non ho lottato solo io. Abbiamo lottato tutti dal primo all'ultimo minuto». Lui ha anche affondato gli artigli, schiodato il risultato, griffato il successo. E rivelato un altro passo avanti verso il ritorno a tempo pieno, attesissimo: «Sto migliorando giorno dopo giorno, devo ringraziare lo staff sanitario che mi sta gestendo veramente bene». IVORIANO - Cenno finale a Didier Drogba, candidato a impreziosire l'attacco di cui è leader. Nessun problema, nemmeno un'ombra di gelosia: «Più siamo, meglio è...» giura il match-winner. Si vedrà nei prossimi giorni, l'ivoriano riflette sull'offerta bianconera: intanto c'è la certezza Vucinic, il top player che la Juve schiera già. © riproduzione riservata


Allegri: Milan un ko ingiusto «Buona prestazione, meritavamo un altro risultato. Tante occasioni non sfruttate, come un anno fa...» Dall’inviato Furio Fedele TORINO - Primo obiettivo fallito. Il Milan ha già interrotto alla fine della seconda tappa la sua corsa verso la finale di Coppa Italia. L’uno-due contro la Juventus (dopo il successo in campionato, 25 novembre 2012, 14° turno, 1-0 rete di Robinho su rigore) non è riuscito. Con conseguenze piuttosto pesanti anche sul morale di un Milan che non riesce a dare continuità di rendimento in una stagione molto complicata, sotto tutti i punti di vista. Allegri ha confessato a fine gara, a Rai Sport, i suoi sentimenti. Non del tutto negativi, anche se il suo Milan continua a incassare gol sicuramene evitabili.

ERRORE - Il tecnico rossonero ha messo in evidenza c h e «è stata una bella partita, equilibrata. Abbiamo, «Sul secondo gol non eravamo messi però, sbagliato nell’occasione del gol (di Vucinic, quello bene sulla loro dell’1-2; ndi), eravamo messi male sulla loro ripartenza. ripartenza Non c’era Poi abbiamo avuto diverse occasioni per segnare ma la punizione sulla non siano riusciti a pareggiare. Sono dispiaciuto per il quale è nato l’1-1» risultato ma contento per la prestazione dei ragazzi. Ambrosini ha avuto un risentimento al polpaccio ed è dovuto uscire, ma chi è entrato (Traorè; ndi) ha fatto bene. La squadra sta crescendo abbiamo finito la partita con tre ragazzi ( Bojan, El Shaarawy e Niang; ndi) in attacco e ci vuole un po’ di pazienza. Stiamo giocando discretamente bene ma si può migliorare. Meritavamo altro e dispiace per il risultato» .

Massimiliano Allegri, tecnico del Milan. Al centro, l’esultanza dei bianconeri dopo il 2-1 di Vucinic. A sinistra i due gol della Juve realizzati da Giovinco (1-1) e dall’attaccante montenegrino (LaPresse, Ap, Getty)

RECRIMINAZIONI - Quelle di Allegri sono molte, anche se almeno una è diretta alla sua difesa. O meglio alla fase difensiva. «Abbiamo sbagliato anche sul primo gol, ma l’errore più grave è stato sul secondo - ha continuato il tecnico rossonero - e nel finale abbiamo avuto delle importanti occasioni da rete che non siamo riusciti a sfruttare, così come era successo nella semifinale nella passa stagione» . Qualcosa da ridire anche sulla direzione arbitrale: «E’ vero, Acerbi pecca un po’ d’esperienza, fra Chievo e Milan ha totalizzato non più di 30 presenze in Serie A. Ma il contatto fra lui e l’avversario (Giaccherini; ndi) che ha causato la punizione per il gol, in realtà, non c’è stato» .

CONSEGUENZE - Bisognerà vedere quale sarà adesso la reazione del presidente Berlusconi che già alla vigilia della sfida contro la Juve aveva manifestato non poche perplessità sulle possibilità del suo Milan di superare il turno. A Milanello l’aria è pesante. Le continue “picconate” del numero 1 di via Turati rischiano di aver minato pesantemente, ben oltre gli infortuni e i risultati spesso negativi, le fondamenta di una squadra già piuttosto fragile caratterialmente in campo e fuori. Oltre alle eventuali (ma scontate) dichiarazioni del Cavaliere, bisognerà vedere anche come reagirà la squadra in campionato dove è impegnata in una rimonta che deve condurre a tutti i costi al terzo posto, l’ultimo valido (pur attraverso il rischioso turno preliminare) per accedere alla Champions League edizione 2013-2014.

EMERGENZA - Questa mattina a Milanello Allegri verificherà le condizioni di Ambrosini e anche di Muntari che, sulla carta, dovrebbe sostituito domenica sera a Marassi contro il Genoa. Ma l’ex-interista è in ritardo di condizione. Difficilmente sarà disponibile. Come del resto marcheranno ancora una una volta visita sia Bonera che Mexes. Per Zapata si attende un verdetto definitivo già ma potrebbe essere positivo perchè Allegri già ieri ha


confessato di poterlo avere a disposizione contro la Sampdoria. Š riproduzione riservata


TECNICI CONTRO Allegri-Conte lo spettacolo si sposta in panchina TORINO - Ieri, ancora una volta, lo Juventus Stadium era tutto esaurito. Di fronte per il big match di coppa Italia c’era di nuovo il Milan, un mese e mezzo dopo il ko patito a San Siro, dieci mesi dopo il gol fantasma di Muntari. La tensione la si respira in campo, ma anche sulle panchine. TENSIONE - Tutti e due i tecnici vivono la partita in piedi nella propria area tecnica, ma mentre Conte è una furia, si sbraccia, da consigli alla squadra e detta il passaggio giusto a chi è seduto in panchina alle sue spalle, Allegri è più tranquillo. Qualche fugace scambio di opinioni con Tassotti e nulla più. Dopo sei minuti il tecnico bianconero viene freddato dal gol di El Shaarawy ma passano altri trecentosessanta secondi e il ghiaccio su di lui si scioglie. E’ Giovinco a farlo esultare con la sua punizione che s’infila alle spalle di un Amelia non proprio incolpevole.

Conte “dialoga” con il quarto uomo

ESPULSIONE - Poco dopo lo stesso Conte rischia di essere buttato fuori. Mexes prende a calci il piccolo attaccante juventino proprio davanti ai suoi occhi e lui va su tutte le furie. Il direttore di gara lo affronta a muso duro, Ambrosini riesce a placarlo: tra capitani ci si intende. Poco prima della mezzora tutto lo stadio applaude El Shaarawy che con fair play ammette di essere stato l’ultimo a toccare il pallone e di non aver subito fallo da Barzagli. A dodici minuti dalla fine mani nei capelli per il mister campione d’Italia: Giovinco a tu per tu con Amelia si mangia il raddoppio nonostante il regalo di Acerbi. A cinque dall’intervallo è ancora il biondo francese a far saltare i nervi alla panchina bianconera: il rossonero commette fallo di ostruzione su Storari impedendogli di ripartire. Conte, sbigottito, chiede il secondo giallo al quarto uomo ma non viene ascoltato. Nella ripresa entrambe le squadre sono stanche: pochi sussulti, pochi gesti di stizza. Ass


L’AGENTE DA OGGI A MILANO Robinho contro la Samp Ma Raiola non s’arrende... Dall'inviato TORINO - Ieri sera ha guardato la partita in tv, ma da domenica Robinho tornerà nell'elenco dei convocati di Allegri per la trasferta di Genoa contro la Sampdoria. Le speranze del brasiliano di tornare a giocare in patria sono state decisamente ridimensionate dalla scelta del Milan di dire no alle proposte arrivate per lui e dalle recenti dichiarazioni della coppia Galliani-Allegri che ha tolto Binho dal mercato. Nei 20 giorni che mancano alla chiusura della finestra invernale le sorprese non sono certo da escludere a priori, ma la scelta del club di via Turati in questo momento è chiara: Robinho non si muove. A lui si erano interessate più o meno timidamente l'Atletico Mineiro, il Gremio e il Flamengo, ma il giocatore non ha mai nascosto di tifare per il Santos, il club della città dove vivono i suoi familiari nonché sua squadra del cuore. Durante le vacanze natalizie in Brasile Galliani ha parlato spesso con la dirigenza alvinegra per cercare di chiudere la trattativa e prima di rientrare in Europa ha detto no anche all'ultimo rilancio del Santos che era arrivato a mettere sul piatto 9 milioni di euro, appena 1 in meno rispetto ai 10 che il Milan chiedeva per cedere il cartellino del suo attaccante. Margini di trattativa? Non siamo a zero, ma rispetto al passato sono molto ridotti perché Galliani punta molto sul Binho e rifiutando 9 milioni pensa che sia lui... l'acquisto del mercato di gennaio rossonero, un investimento importante per tornare in corsa per la qualificazione alla prossima Champions. RAIOLA CI PROVA - Da oggi comunque a Milano arriverà anche Mino Raiola che sia la scorsa estate sia a inizio anno ha cercato di chiudere la trattativa per la cessione di Robinho. Colpi di scena? Impossibile escluderli, ma in questo momento il numero 7 rossonero è decisamente più vicino a restare a Milanello almeno fino a giugno piuttosto che a partire immediatamente. and.ram. © riproduzione riservata


LA SODDISFAZIONE DEL TECNICO Conte: Questa squadra non sbaglia due gare di fila TORINO - La Juventus ha battuto il Milan e in un solo colpo ha vendicato la sconfitta patita a San Siro un mese e mezzo fa e quella di domenica subita a domicilio dalla Sampdoria. Ma non è stato facile. Ci sono voluti i tempi supplementari per accedere alle semifinali di coppa Italia dove i bianconeri incontreranno la Lazio vittoriosa sul Catania. QUALIFICAZIONE - « E’ sempre una gara importante tra squadre forti che hanno vinto tantissimo nella storia esordisce Antonio a fine gara - la risposta da parte dei miei giocatori è stata importante perché ne ho schierati diversi che hanno avuto meno spazio mentre loro sono scesi in campo con i titolari. E’ l’ennesima dimostrazione dell’ottima qualità di questo gruppo. Tutti danno il massimo e si fanno sempre trovare pronti alla bisogna. Questo è un gruppo maturo che sa quando sbaglia e difficilmente fallisce due gare consecutive. Ci tenevamo a passare il turno e ce l’abbiamo fatta. Per il secondo anno consecutivo raggiungiamo le semifinali della competizione e siamo contenti ». POLEMICA - Dopo il ko contro i liguri ci voleva: « Una prestazione come quella di domenica non deve più ricapitare, ma non voglio parlare del campionato. Abbiamo sempre cinque punti di vantaggio sulle inseguitrici e stiamo facendo qualcosa di straordinario. Qui c’è sempre la tendenza a vedere il bicchiere mezzo vuoto. Sarebbe invece il caso di guardare quello mezzo pieno. Il Milan? Non esiste il gap con noi. In una gara secca ci sta di perdere: potevamo succedere a noi. Se fosse successo sarei rimasto comunque soddisfatto per la prestazione». VUCINIC - Ancora una volta Vucinic è stato decisivo: « Mirco è un giocatore importante come ce ne sono tanti in questa squadra. Se Giovinco non segna l’1-1 non arriviamo nemmeno ai supplementari, così come se Storari non fa quella parata al 120’ andiamo ai rigori ». Ass


Spetta alla Juve giocare sabato 19 (contro l’Udinese) La vittoria della Juventus in Coppa Italia certifica l’anticipo dei bianconeri della 21ª giornata: sabato 19 la Juventus riceverà in casa l’Udinese, alle 20.45 (l’anticipo delle 18 vedrà invece di fronte il Palermo e la Lazio, avversario della Juventus nelle semifinali). Il Milan invece giocherà regolarmente domenica alle 15, in casa contro il Bologna. La Juve anticiperà al sabato (20.45) anche la gara della settimana successiva, in casa contro il Genoa, mentre la Lazio riceverà il Chievo all’Olimpico (ore 18)


RIGORE E FERMEZZA NEL DOPO-BOATENG Razzismo, adesso ci si ferma Sarà un dirigente di pubblica sicurezza, su segnalazione dell’arbitro, a decidere se sospendere la gara Dall'inviato Andrea Ramazzotti TORINO - Polizia e Figc sono fianco a fianco nella lotta contro il razzismo nel calcio. Dopo la riunione di martedì, l'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive ieri ha diffuso un documento in quattro punti per continuare in maniera ancora più efficace la guerra ai razzisti. Regole precise per la sospensione della partita che saranno spiegate con attenzione anche alle squadre, pene più dure per i responsabili di gesti vietati dalla legge e campagne di sensibilizzazione contro la piaga del razzismo: ecco il menù dell' offensiva orchestrata dalle forze dell'ordine in sinergia con la Federazione. Adesso le parti dovranno far rispettare in maniera ancora più efficace un regolamento che c'era già e che conferiva al dirigente del Gli autori di atti di servizio di ordine pubblico l'autorità di sospendere una gara, su segnalazione dell'arbitro razzismo saranno (attraverso il quarto uomo) o di un rappresentante della Procura Federale, in presenza di colpiti da Daspo e da misure segnali di razzismo, intolleranza o antisemitismo. Il documento, intitolato «Gioco di squadra giudiziarie contro il razzismo», ribadisce dunque che non deve essere il direttore di gara, di sua iniziativa, a interrompere (momentaneamente o definitivamente) un incontro, ma che tale responsabilità, magari dopo aver diffuso attraverso gli altoparlanti messaggi di ammonimento alle tifoserie, spetta a un rappresentate delle forze dell'ordine. Massimo rigore e fermezza nei confronti di coloro che si renderanno protagonisti di episodi di razzismo che, se identificati, saranno colpiti da Daspo (severi) e da provvedimenti giudiziari. Per prevenire episodi disdicevoli come quello di Busto Arsizio (l'Osservatorio ha annotato che si tratta comunque di fenomeni in calo e riferibili a ristretti gruppi) sono state programmate campagne di sensibilizzazione negli stadi. BOATENG A BUSTO - Per il centrocampista rossonero, intanto, è probabile una convocazione come persona offesa dal reato nell'inchiesta sui «buu» razzisti che hanno portato all'interruzione dell'amichevole con la Pro Patria del 3 gennaio. Il pm Mirko Monti, titolare del fascicolo che vede indagati 6 tifosi della Pro Patria per il quali il gip ha convalidato l'obbligo di firma per la durata di cinque anni, la sta prendendo seriamente in considerazione. Tra i colpiti da Daspo c'è anche l'ex assessore, dimissionario, del Comune di Corbetta, Riccardo Girittini, che ha rimesso la delega allo Sport al sindaco. Per tutti, indagati per istigazione all'odio razziale, potrebbe celebrarsi in tempi brevi il processo per direttissima. Ieri sera allo Juventus Stadium c’era anche il sindaco di Busto Arsizio, Gigi Farioli, nel tentativo di parlare con Boateng. «E' stato un episodio sgradevole - ha ribadito il presidente della Lega, Maurizio Beretta - che ha provocato una forte reazione del mondo del calcio e che si trasformerà in un vero e proprio spartiacque. D'ora in avanti ci saranno atteggiamenti di tolleranza zero verso situazioni di questo genere che fanno male non solo al calcio, ma a tutta la societa». Più soft a Radio Sportiva Rino Gattuso ( «I cori verso Boateng? Erano quattro ragazzi... Non credo ci sia un problema razzismo in Italia» ), contraddetto da Lady Boateng, Melissa Satta, che su Radio Montecarlo ha spiegato: «Se succedono certe cose, evidentemente qualcuno razzista c'è: che siano 1, 10, 50 non lo so, ma secondo me bisognerebbe educare tutti da bambini a queste cose che nel 2013 non possono succedere». © riproduzione riservata


LE ALTRE DUE SFIDE Martedì 15 Inter-Bologna Mercoledì 16 Fiorentina-Roma I QUARTI si completeranno martedì 15 con Inter-Bologna (ore 21 Rai2) e mercoledì 16 con Fiorentina-Roma (ore 21 Rai2). Gara unica: in caso di parità al 90’, supplementari ed eventuali rigori. l SEMIFINALI - Andata: martedì 22/1 Lazio-Juventus, mercoledì 23/1 vinc. Fiorentina/Roma-vinc. Inter/Bologna. Ritorno: martedì 29/1 Juventus-Lazio, mercoledì 30/1 vinc. Inter/Bologna-vinc. Fiorentina/Roma. Semifinali con andata e ritorno: gioca il ritorno in casa la squadra contrassegnata dal numero più basso nel tabellone. Se due società che disputano le gare interne sul medesimo campo hanno concomitanza di gare in casa, quella meglio piazzata nello scorso campionato ha il diritto di giocare il ritorno in casa, mentre l’altra gioca in casa l’andata. l ALBO D’ORO - La Coppa Italia 2011-12 è stata vinta dal Napoli. La Juve e la Roma vantano 9 successi. Seguono: Inter 7; Fiorentina 6; Lazio, Milan e Torino 5; Napoli e Samp 4; Parma 3; Bologna 2; Atalanta, Genoa, Vado, Venezia e Vicenza 1.


Il Faraone brilla Mexes e Acerbi troppi errori Pazzo s’inceppa Bojan latita, Niang entra con carattere. Emanuelson poco concreto. Boateng sparisce Dall’inviato Furio Fedele

AMELIA 6 - Immobile sulla punizione di Giovinco. Non si fa beffare per la seconda volta. Nel finale evita la goleada. ABATE 5 - Cerca la collaborazione di Emanuelson, non la trova. Gioca con rabbia, c’è aria di divorzio... Ma perde De Ceglie che può tranquillamente assistere Vucinic per il gol del 2-1. MEXES 4,5 - Fallaccio su Giovinco, se la cava con un’ammonizione. Rischia il secondo «giallo» per ostruzione su Storari. Entra a vuoto su Vucinic, lasciandolo scorrere verso la porta per il gol del 2-1.

Duello spettacolare tra Niang e De Ceglie Getty Images

ACERBI 4,5 - Erroraccio quando lancia... Giovinco verso la porta di Amelia. Nella ripresa si riabilita parzialmente. DE SCIGLIO 5,5 - Allegri lo sposta a sinistra, è meno reattivo rispetto alla sua solita collocazione sulla corsia opposta. MONTOLIVO 5 - Nella sua normalità è un vero e proprio...fenomeno. Non regala mai buone idee, tanto meno emozioni. AMBROSINI 5 - I crampi lo tritano al termine dei tempi regolamentari. Fa bene la «diga», ma quando aggredisce fa fatica. TRAORE’ (46' ST) 5,5 - Si era visto la prima e unica volta il 26 settembre 2012 (Milan-Cagliari 2-0). Nel finale fallisce il pareggio. BOATENG 5,5 - Prende la rincorsa da metà campo per servire con un perfetto assist El Shaarawy, Cala insieme al Milan, su fa anche ammonire. Sparisce del tutto nei tempi supplementari. EMANUELSON 5 - Impalpabile, poco concreto. Non incide mai. BOJAN (26' ST) 5 - L’effetto-sorpresa questa volta non c’è. Il catalano latita, non entra mai in un’azione decisa e decisiva. PAZZINI 5 - «Velo» di tacco per il gol del Faraone. Poi, però, sparisce. Non dà mai profondità all’azione. Si inceppa dopo aver segnato due gol consecutivi (Roma e Siena). NIANG (26' ST) 6 - Entra con forza e carattere, sfiora il gol di testa.


EL SHAARAWY 6,5 - Perfetta l’esecuzione per il gol n. 17 in questa sua fantastica stagione. Incredibile recupero difensivo (32'st) su Lichsteiner in piena area di rigore. ALLEGRI (all.) 5,5 - Evidentemente il presidente Berlusconi aveva ragione a essere pessimista alla vigilia della sfida contro la Juventus. Ieri sera meno grande del solito, ma questo Milan è davvero piccolo, piccolo... Il primo obiettivo stagionale è stato fallito. L’arbitro MAZZOLENI 5 - Due gravi errori già nel primo tempo: non c’erano il fallo di Acerbi su Giaccherini e la conseguente punizione vincente di Giovinco; era da «giallo» (il secondo della partita) il fallo di Mexes su Storari. © riproduzione riservata


Guerriero Vidal Bravo Storari Giaccherini ok C’è poco Matri Bonucci si muove “alla Pirlo” Marrone prima soffre, poi cresce Vucinic, come si sente la classe Dall'inviato Andrea Ramazzotti

STORARI 6,5 - Subito attento su conclusione di Ambrosini, sbaglia un rinvio, poi ordinaria amministrazione. Decisivo nel finale BARZAGLI 6 - Fatica contro la velocità di El Shaarawy. Capisce che la serata potrebbe essere difficile e cerca di non farsi trovare fuori posizione provando a stoppare sul nascere le accelerazioni del Faraone. BONUCCI 6,5 - Senza Pirlo, è lui a impostare la manovra alternando lanci lunghi ad aperture laterali. Anticipa spesso Pazzini e si riprende in fretta da un inizio incerto.

Vidal ha lottato come un leone: qui con Boateng (Getty)

CACERES 6 - Deciso in chiusura dopo un'incertezza iniziale. Dà una mano a far circolare la palla, recupera e pensa a non farsi trovare impreparato. LICHTSTEINER 5,5 - Poco cercato e frenato nel primo tempo. Leggermente più propositivo, ma comunque non produttivo nella ripresa. Sottotono. DE CEGLIE (39' ST) 6,5 - Prova a dare più spinta a sinistra e nonostante debba guardarsi da Niang, è lui a inserirsi per servire l'assist del 2-1. VIDAL 7 - Il solito guerriero quando c'è da riconquistare la palla. Nei contrasti è una furia: 120' di sostanza, corsa, grinta, ma anche intelligenza calcistica per confermarsi leader della mediana. MARRONE 6 - In fase di possesso nel primo tempo è in difficoltà perché Pazzini lo "copre" e lui non riesce a ricevere il pallone. Acquista personalità con il passare minuti e nella ripresa fa spesso la cosa giusta. PIRLO (32' ST) 6 - Regia attenta, ma senza squilli. Serata "normale". GIACCHERINI 7 - L'intensità che mette in campo manda in crisi Montolivo. Recupera palloni e riparte come un indemoniato. Difende e riparte: nell'azione del 2-1 c'è la sua firma. ISLA 5,5 - Davanti ha Emanuelson e il suo primo pensiero è quello di non rischiare niente in fase difensiva. Non prova mai la giocata e quando spinge non arriva mai al cross pericoloso. D'accordo, a sinistra non si sente... a casa, ma i tempi dell'Udinese per ora sono lontani. MATRI 5,5 - I palloni gli arrivano, magari non sempre come li vorrebbe lui, ma non riesce quasi mai a fare la cosa giusta. L'inizio di 2013 non è dei più promettenti dopo la fine del 2012 con i botti. GIOVINCO 6,5 - Pareggia la partita con una bella punizione che gli vale il decimo gol stagionale, poi sbaglia


un'altra facile occasione. Luci e ombre, ma comunque importante. VUCINIC (20' ST) 7 - Da un po' non è al top e Conte lo usa con il bilancino. La classe però non è un optional ed è lui a decidere la partita e la qualificazione. CONTE (ALL.) 7 - Indovina i cambi e si guadagna la semifinale di Coppa Italia. Juve in corsa su tutti i fronti: il modo migliore di dimenticare il ko con la Samp. © riproduzione riservata


ALLA FINE BASTA VUCINIC Entra e decide la gara nei supplementari. Per Conte ora c’è la Lazio


Punizione dell’1-1 che dubbi! Mexes graziato dal rosso di Edmondo Pinna

ROMA - Partita macchiata da quale errore per Mazzoleni. primo tempo - Matri per Giovinco: ok, oltre Acerbi. Dubbi sulla punizione dell'1-1: l’entrata di Acerbi è sul pallone e questo colpisce prima che poi, per la dinamica dell’azione, Giaccherini finisca giù. Giaccherini per Vidal, fermato in off side: ok l’assistente Grilli. Manca il giallo per Lichtsteiner per un calcio a Boateng. Dura entrata di Mexes su Giovinco, arriva il cartellino giallo, gli va di lusso. Rischia molto Mexes: già ammonito, va diretto su Storari che stava rinviando il pallone. secondo tempo - Grande lavoro per l’assistente numero uno, Niccolai, sempre puntuale e preciso: ferma per fuorigioco Giovinco, due volte Matri e due volte Vucinic (e la seconda volta il montenegrino gli dice: «Hai sbagliato», ma non è vero). Bonucci su Bojan: manca il giallo. supplementari - Vucinic è dietro la linea del pallone toccato da De Ceglie (partito regolare): ok il 2-1. Ammoniti Montolivo e Vucinic. © riproduzione riservata

Mazzoleni ammonisce Boateng (LaPresse)


JUVENTUS-MILAN 2-1 JUVENTUS (3-5-2): Storari 6,5; Barzagli 6 Bonucci 6,5 Caceres 6; Lichtsteiner 5,5 (39' st De Ceglie 6,5) Vidal 7 Marrone 6 (32' st Pirlo 6) Giaccherini 7 Isla 5,5; Matri 5,5 Giovinco 6,5 (20' st Vucinic 7). A disposizione: Buffon, Branescu, Pogba, Pirlo, Peluso, Padoin, Beltrame, Rugani. Allenatore: Conte 7 MILAN (4-3-3): Amelia 6; Abate 5 Mexes 4,5 Acerbi 4,5 De Sciglio 5,5; Montolivo 5 Ambrosini 5 (45' st Traorè 5,5) Boateng 5,5; Emanuelson 5 (26' st Bojan 5) Pazzini 5 (26' st Niang 6) El Shaarawy 6,5. A disposizione: Gabriel, Coppola, Antonini, Flamini, Nocerino, Carmona. Allenatore: Allegri 5,5. ARBITRO: Mazzoleni di Bergamo 5 Guardalinee: Niccolai e Grilli Quarto uomo: Romeo MARCATORI: 6' pt El Shaarawy (M), 12' pt Giovinco (J), 5' pts Vucinic (J) AMMONITI: Mexes (M), Boateng (M) e Vidal (J) per gioco falloso; Vucinic per comportamento non regolamentare NOTE: spettatori 40.008 (1.216 ospiti) per un incasso di 598.599 euro. Angoli 13-2 per la Juventus. Recupero: pt 0', st 3'


El Shaarawy sale: 21 reti nella stagione Ventunesimo gol stagionale (a -6 dal primo posto di Cavani) per il milanista El Shaarawy, il primo segnato in Coppa Italia: l’attaccante rossonero ha anche segnato 14 reti in serie A, 2 in Champions League, una in Nazionale A e tre con l’Italia Under 21


Vucinic decide ai supplementari come un anno fa Vucinic sbatte fuori il Milan dalla Coppa Italia esattamente come un anno fa, ai supplementari. L’anno scorso 2-1 per i bianconeri nella semifinale d’andata, stesso risultato per i rossoneri allo Juventus Stadium (Mesbah e Maxi Lopez dopo Del Piero). Al 6’ pts la rete decisiva di Vucinic: Juve in finale.


AFFARI E TRATTATIVE GENOA: PORTANOVA E MARCHESE Offerta per il difensore del Bologna, il laterale del Catania gratis a luglio di Ettore Intorcia e Fabio M. Splendore

ROMA - L’argentino Milton Caraglio (24) è sbarcato ieri a Milano - «Sono molto contento di essere qui, aspettiamo di vedere come va a finire. Ci sono squadre interessate a me, come Pescara e Catania» ha detto a Sky Sport 24 un indizio in più del suo imminente passaggio al Catania. Ieri solo contatti telefonici con il suo entourage, l’incontro decisivo è fissato per domani. Ai Rangers di Talca il Catania ha già formulato un’offerta (prestito e diritto di riscatto tra i 2,5 e i 3 milioni) che è stata sostanzialmente accettato. Però il Catania vuole che sia il club cileno a preoccuparsi di ripartire la somma con i vari impresari che vantano diritti D’Agostino, ultima verifica con il Siena: sul giocatore. In giornata, intanto, può essere annunciato il Pescara lo aspetta il passaggio di Takayuki Morimoto (24) all’Al-Nasr di Della Rocca da Zenga. Per Mario Paglialunga (24) due offerte Iachini con dall’Argentina.

Daniele Portanova, 36 anni, capitano del Bologna (Getty)

Larrondo viola

COLPO GENOA - Nella notte tra martedì e mercoledì il Genoa si è tirato fuori dalla corsa a Ezequiel Schelotto (23), dopo aver però concluso uno scambio con l’Atalanta. Thomas Manfredini (32) in rossoblù (definitivo), Michele Canini (27) a Bergamo in comproprietà. Ma il Genoa ha già piazzato il colpo per la prossima stagione: ha l’accordo con Giovanni Marchese (28) che è in scadenza di contratto con il Catania. Ancora in stand-by l’uscita di Andreas Granqvist (27) verso la Dinamo Kiev: serve un sostituto, proposto a Daniele Portanova (34) un ricco contratto fino al 2016 e anche un futuro da dirigente. Si valuta il paraguaiano Richard Ortiz (22), paraguaiano dell’Olimpia di Asuncion, nelle score settimane proposto anche al Napoli.

RUSH FINALE - Il Siena mette in pista una serie di operazioni che tra oggi e domani si chiuderanno: giornata chiave per il passaggio di Gaetano D’Agostino (30) al Pescara: è previsto un incontro ravvicinato tra il giocatore e la dirigenza bianconera per capire quali siano le intenzioni del regista. Subito dopo, se si dovesse sbloccare la situazione, toccherà al Pescara trovare l’intesa con D’Agostino. E oggi dovrebbe chiudersi anche la vicenda Marcelo Larrondo (24) a Firenze con Francesco Della Rocca (25) e conguaglio al Siena. Resta in stand by Ruben Olivera (29). Infine Emanuele Calaiò (31): il Siena ha deciso di accettare solo una cessione a titolo definitivo, la valutazione è tra 2,5 e 3 milioni. Il Palermo sarebbe pronto, il Napoli finora ragionava sul prestito, entro 48 ore la verità. ALTRE OPERAZIONI - Il Chievo avrebbe già l’intesa con Albano Bizzarri (35) in caso parta Stefano Sorrentino (33) a gennaio. Del portiere, oltre che con l’Inter, il club veronese continua a parlare con il Palermo, cui ha chiesto notizie di Franco Brienza (33). Il rosanero Egidio Arevalo Rios (30) ha ammesso, parlando a Olè, il contatto con il Boca Juniors: è spinto anche da motivi familiari, la moglie non può raggiungerlo in Italia, la trattativa è molto ben avviata. L’Udinese è sull’attaccante colombiano Brayan Perea (19), detto Coco Perea, del Deportivo Calì. © riproduzione riservata


DALL’ESTERO Lewandowski verso il Bayern Hoarau in Cina L’indiscrezione arriva dalla Germania: Robert Lewandowski, centravanti del Borussia Dortmund in scadenza di contratto, avrebbe raggiunto un accordo con il Bayern Monaco. Intanto Guillaume Hoarau - 5 presenze con la Francia - saluta il Paris Saint-Germain. L'attaccante di Ancelotti - impiegato solo in sei gare quest’anno, per un totale di 118 minuti e un gol - era chiuso in avanti da Ibrahimovic, Gameiro e Menez ed ha firmato per tre anni con il club cinese del Dalian Aerbin dopo quattro stagioni e mezzo trascorse sotto la Torre Eiffel. A Parigi si sta allenando invece Nicolas Anelka, ma solo per questioni di amicizia con il club francese. L’attaccante vuole lasciare il club cinese dello Shanghai Shenhua e sarebbe in trattative con l’Al-Arabi, club del Qatar. Chiusa la turbolenta esperienza al Besiktas, in Dubai ha trovato invece casa Ricardo Quaresma, ex interista, che ha firmato per l’Al Ahli.


Milan-Saponara, sì E’ atteso per luglio Dall’inviato Furio Fedele TORINO - Il Milan è già proiettato nel futuro, nella stagione 2013-2014. Ieri nella sede di via Turati l’ad Galliani e il presidente dell’Empoli Corsi hanno sottoscritto l’accordo che prevede l’acquisto da parte dei rossoneri del 50 per cento (valore 4 milioni di euro) di Riccardo Saponara, la giovane (‘91) ala offensiva che sta facendo molto bene (17 partite, 8 gol) in questo inizio di stagione. L’Empoli aveva già trovato l’accordo con il Parma per la cessione della prima metà (1,8 mln). Saponara resterà con i toscani fino al termine della stagione. Poi sarà aggregato a Milanello. Galliani ha commentato così l’operazione: « È un giocatore che mi Accordo con piace molto. Stiamo portando avanti una nuova politica. l’Empoli per metà cartellino a 4 Saponara per esempio rientra nei parametri con cui milioni. Il talento vogliamo far crescere il Milan» . dell’Under 21 resterà in Toscana 6 mesi. Anche il Southampton su Astori. Benatia per il futuro

Riccardo Saponara, 21 anni, prenotato dal Milan (Lapresse)

DONADONI - L’ingaggio di Saponara, in comproprietà con il Parma, e il possibile scambio Zaccardo-Mesbah ( «Vediamo...» ha commentato ieri Galliani apparso possibilista dopo aver ricevuto la visita dell’agente del franco-algerino) rappresentano due indizi che indicano in Donadoni un concreto e accreditato pretendente alla panchina rossonera del dopo-Allegri. Infatti Saponara è stato indicato da Donadoni al Parma e Zaccardo è uno dei tanti giocatori che l’ex-campione milanista ha ampiamente rivalutato nella sua brillante esperienza sulla panchina gialloblù.

RAMIREZ - Ieri il manager Claudio Vigorelli è volato a Londra dove ha incontrato gli emissari di Southampton e Newcastle. L’ex-Bologna Ramirez piace molto al Milan ( «Ramirez? Per ora numericamente siamo a posto così, solo se parte qualcuno dei nostri arriva qualcun altro» ha ribadito Galliani) ma il Southampton sta trattando un obiettivo...sensibile milanista: il centrale del Cagliari Astori. Il quale, però, potendo scegliere tornerebbe molto volentieri ad allenarsi a Milanello. Il Southampton offre 10 milioni a Cellino che, però, ne pretende almeno 2-3 in più. Vigorelli rappresenta anche gli interessi dell’ex-interista Santon (Newcastle). Abate (Zenit) e Antonini (Galatasaray) scalpitano perchè vogliono partire. Santon è intercambiabile sulle fasce come del resto De Sciglio.

PATO - Ieri, a sorpresa, è passato in sede Pato in partenza per San Paolo. E’ stato ricevuto da Galliani. I due si sono confrontati per oltre 40'. Si ha sempre più l’impressione che quello del «papero» sia da considerare un arrivederci, viste anche le modalità della sue cessione dal Milan al Corinthians che prevede la cessione del 40 per cento del «cartellino» allo stesso attaccante brasiliano.

BENATIA E BALO - Il quotidiano francese L’Equipe ha raccolto una confidenza dell’ entourage di Mendhi Benatia (Udinese) che dà il Milan in vantaggio per il suo acquito. Il club rossonero sta studiando la possibilità di opzionare il nazionale marocchino per lasciarlo in prestito all'Udinese sino al termine dell'attuale stagione. Galliani ieri ha dribblato la vicenda-Balotelli ( «Non commento le parole del presidente Berlusconi» ) mentre Gattuso non ha avuto dubbi: «Balotelli è l’ideale per il Milan. Come del resto Montella: ha la faccia pulita, è un ottimo allenatore» . © riproduzione riservata


Pirlo lancia un’idea a Lampard: la Juve di Antonio Barillà

TORINO - Andrea Pirlo ha seguito la partita dalla panchina, rincorrendo emozioni e ricordi. Juve-Milan, per lui, non sarà mai una partita qualsiasi, perché dieci anni in rossonero non si resettano: a Torino è felice, ma forse si interroga ancora sull'addio, come d'altronde Silvio Berlusconi che parla di «ferita aperta». Forse è per questo che, attraverso il Daily Mail, il regista "avvisa" il Chelsea deciso a lasciar partire Frank Lampard: «Sono pazzi a sbarazzarsene, mi piacerebbe vederlo alla Juve» . STIMA - Non è un consiglio all'ad Beppe Marotta, né un retroscena svelato, soltanto stima verso il nazionale inglese in scadenza di contratto: «Posso solo fare commenti su quello che Dalla stampa vedo e Lampard è ancora uno dei migliori inglese parole attribuite al regista centrocampisti centrali al mondo. Se volesse provare a della Juve «Frank giocare in Italia, sarebbe di sicuro ben accolto alla in Italia farebbe Juve. In Italia, Frank potrebbe disputare altri tre-quattro bene mi piacerebbe campionati alla grande» . vederlo con noi» E

Frank Lampard, 34 anni, in scadenza con il Chelsea (Ansa)

intanto Drogba riflette

STORIA - L'apprezzamento è reale, difatti esternato già in passato, sulle dichiarazioni attribuite dal tabloid invece c'è chi nutre dubbi. In ogni caso, Lampard ha altre pretendenti e tra i campioni che hanno scritto la storia dei Blues il più ambìto dai dirigenti bianconeri è Didier Drogba. Da Abu Dhabi, dov'è il centravanti è in ritiro con la Costa d'Avorio, giungono conferme sull'offerta bianconera (semestrale da 3 milioni di euro) e sulle sue riflessioni: vorrebbe un anno di contratto in più e un minore sacrificio del contratto faraonico percepito allo Shanghai Shenhua, ma è consapevole che al momento soltanto la Juventus può restituirgli il grande calcio e avvicinarlo alla famiglia rimasta a Londra. COSTO - La risposta non tarderà, nel frattempo gli agenti incontreranno i più stretti collaboratori del presidente Zhu Jun per mettere a fuoco la reale posizione contrattuale: a loro giudizio, Drogba puà svincolarsi e trattare autonomamente, per il club cinese non c'è invece automatismo perciò dovrebbe essere coinvolto. La Juve, che ha fissato un budget e non ammette strappi, è pronta comunque a rilevarlo in prestito anziché a parametro zero, l'importante è che non lieviti il costo dell'operazione. TENTATIVO - Nell'attesa, si lavora sull'alternativa Fernando Llorente: l'attaccante spagnolo è già prenotato per giugno, quando sarà libero dall'Athletic Bilbao, ma ai vertici di corso Ferraris non dispiacerebbe anticipare l'arrivo. Dura, perché il presidente Josu Urrutia s'è impuntato, ma un ultimo tentativo per persuaderlo sarà effettuato. Se anche lui dovesse sfumare, niente follie: rientrerà, per completare l'attacco, un giovane tra Ciro Immobile e Manolo Gabbiadini. Quest'ultimo ha molte richieste, ma l'agente Silvio Pagliari spiega a Sportitalia 24 che «resta a Bologna o va alla Juventus. So che le due dirigenze si sono incontrate, ma è una situazione in divenire e al momento non ci sono novità» . Quanto a Immobile, il ds genoano Rino Foschi è categorico su radio Crc: «A gennaio non si muove» . L'alternativa è il prestito di Marco Borriello: anche lui è blindato, ma l'interesse della Roma per Martin Caceres potrebbe agevolare la trattativa. © riproduzione riservata


AMORE A PRIMA VISTA Quei due giorni di Mario a Napoli... Proprio due anni fa in occasione del premio ritirato a Sorrento, Mario Balotelli volle fermarsi un paio di giorni a Napoli e la sua visita in città non passò inosservata. In sella ad uno scooter, fu avvistato nelle zone più a rischio, come nel quartiere di Scampia e ai Quartieri Spagnoli. Poi fece un salto anche allo stadio San Paolo. Ma nel risalire su uno yacht ormeggiato al circolo Posillipo per una gita nel Golfo, perse a mare un bracciale tempestato di diamanti del valore di venticinquemila euro. Qualche giorno dopo venne rinvenuto dai fratelli Amato, proprietari dell’ormeggio, che tuffandosi recuperarono il monile chiamando poi Balotelli per restituirglielo. Quel gesto colpì l’attaccante: «Napoli è una città che mi ha sempre attirato per la sua generosità e la sua giovialità. Nel rivedere il San Paolo, poi, ho provato un’emozione unica».


RISPETTO E AMMIRAZIONE Un feeling spontaneo tra il ragazzo e la città La prima volta che Mario Balotelli giocò al San Paolo fu il due marzo del 2008. Il Napoli di Reja, neo promosso in A, al cospetto dell’Inter di Mancini, prima in classifica nonchè reduce da una lunghissima serie positiva. Balotelli aveva esordito tre mesi prima in serie A ed era stato già beccato dal alcuni cori razzisti. Quella sera il Napoli riuscì a battere i neroazzurri grazie ad un pallonetto di Zalayeta a Julio Cesar e per Supermario non ci fu un coro ostile, anzi solo apprezzamenti. L’anno dopo, idem. Stesso risultato, solita accoglienza. E persino quando ha fatto gol in Champions con la maglia del Manchester City, il 22 novembre del 2011, dagli spalti non si è levato un insulto mentre lui dal suo canto esultava con grande compostezza. Insomma, un feeling nato spontaneamente e che dura già da un pò.


«A me fece una buona impressione. Stimolante allenare un talento così» «Un po’ di esperienza ce l’ho. Poi non so come andrebbe a finire...» Due anni fa SuperMario «Sarebbe bello giocare nello stadio di Maradona» di Rino Cesarano

NAPOLI - Estate 2010, hotel Parco dei Principi a Sorrento. Mazzarri e Balotelli erano lì per ritirare un premio, il «Golden Goal». Fu l’attaccante ad avvicinare il tecnico al bar dell’albergo, prima della premiazione: «Mister, piacere di conoscerla, complimenti per il campionato del Napoli, ha fatto davvero un bel lavoro». Pronta la risposta dell’allenatore toscano: «Complimenti a te per quanto hai fatto nell’Inter, continua così che puoi arrivare a grandi traguardi». Tra i due, lo scambio di battute durò pochi minuti, poi ognuno per la propria strada. Ma Mazzarri rimase colpito da quel gesto di umiltà. Non si aspettava che un giocatore, all’epoca già dipinto come una «testa calda», s’avvicinasse a lui spontaneamente e si presentasse con tanta educazione. E ieri il tecnico del Napoli, ospite da Teocoli a radio Montecarlo via telefono, quando gli è stato chiesto di Balotelli ha ricordato proprio quell’incontro: «Non lo conosco direttamente - ha detto Mazzarri - Gli ho parlato una volta, due anni fa mi sembra, a Sorrento quando lo volevamo prendere anche noi. A me fece una buona impressione, però solo chi lo allena sa quali problemi eventuali possa creare. Un po’ di esperienza ce l’ho ed un talento del genere sarebbe stimolante allenarlo da parte mia, poi non so come potrebbe finire». UNA SFIDA - Mazzarri l’ha buttata lì. Non sapendo di aver scatenato la fantasia dei tifosi napoletani ed anche aperto una strada ad un possibile ritorno in Italia di SuperMario. Tra l’altro, lui sa bene come «governare» quei calciatori esuberanti, quelli che amano vivere border line e che non digeriscono le regole. Il tecnico toscano riesce a carpirne la loro fiducia attraverso colloqui continui e consigli da fratello maggiore. Fece così con Cassano alla Sampdoria, riportandolo in auge dopo l’amara esperienza spagnola. Ha ottenuto il massimo anche da Lavezzi. E prima di loro due ne aveva messo in riga altri. Mazzarri accetterebbe anche la sfida-Balotelli, perchè no, lui che fa della psicologia una delle sue qualità migliori per gestire un gruppo. Quello di ieri è più di un ammiccamento all’attaccante della Nazionale italiana, una strizzatina d’occhio come a dire: Visto che devi lasciare il Manchester City, perchè non vieni da noi. Del resto non sarebbe la prima volta che il «bad boy», come lo chiamano gli inglesi, viene accostato all’azzurro del Napoli. Domenica ha provato Aurelio De Laurentiis a lanciare una pietra nello stagno: «Il City vuole Cavani. Semmai vedrei bene Balotelli insieme con lui». Ed in passato era stato proprio il giovanotto che tanto fa imbestialire Mancini a mandare messaggi d’amore all’azzurro del Napoli: «Che bello sarebbe giocare al San Paolo, nello stadio che fu di Maradona», disse proprio due anni fa in un suo breve soggiorno in città. GRADIMENTO - Per ora, resta un’ipotesi. Un’idea, peraltro neanche tanto vaga dal momento che il Napoli ha sempre più voglia di pensare in grande. E nel calciomercato, quello che oggi sembra impossibile tra qualche mese potrebbe tramutarsi in realtà. L’importante è dichiararsi disponibili, allargare le braccia, dichiararsi pronti ad accogliere un talento del calcio che ha bisogno solo della guida giusta e dell’habitat ideale per maturare ed esplodere. Mazzarri ed il Napoli, intanto, hanno espresso il loro gradimento ad accogliere Supermario se si dovessero verificare le possibilità. «Stimolante», l’aggettivo usato da Mazzarri. «Idea suggestiva, nonchè intrigante», per milioni di tifosi. Altro che “mela marcia”, a Napoli, Balotelli è già una mela “annurca”, quelle che solo in Campania sanno come far maturare: lentamente e con la tecnica giusta. © riproduzione riservata


CONTROINDICAZIONI Le spine: caso Fico e l’ingaggio alto Tormentata invece la love story con la napoletana Raffaella Fico da cui è nata la piccola Pia. Tra Balotelli e la show girl partenopea ne è nata una telenovela, spesso sfociata in liti furibonde tra i due. Addirittura sono intervenuti i genitori adottivi dell’attaccante invitando attraverso una lettera aperta la Fico a rispettare la privacy sul rapporto con Mario anche per rispetto della bambina. Insomma una storia che vede impegnati anche i legali delle parti per tutelare i rispettivi interessi e che ha turbato non poco il calciatore del Manchester City, spesso irascibile anche per questo motivo. Il caso ancora aperto con la Fico, oltre all’ingaggio percepito dal calciatore, potrebbe rappresentare uno degli impedimenti ad un eventuale arrivo di Balotelli a Napoli. Semprechè non si risolva pacificamente la questione.


Quest’anno 12 presenze e 1 gol col City Tra un litigio e l’altro, solo 12 presenze e solo 1 gol per Mario Balotelli (22 anni) in questa stagione con la maglia del Manchester City


Mazzarri ha già “domato” Cassano Avendo avuto già a che fare con Cassano ai tempi della Samp, Mazzarri pensa di poter tenere a bada anche un altro caratterino niente male come Balotelli


LAZIO, PASSO DA SCUDETTO E’ la più continua tra le squadre di alta classifica. Due mesi da... primato

Festa biancoceleste all’American Circus per il 113° anniversario della fondazione di Antonio Maglie

La regolarità. Ecco “l’arma letale” della sorprendente Lazio. Da quattro mesi a questa parte, cioè dall’ultima sconfitta, contro il Catania, la stessa squadra che poi ha sconfitto l’altra sera guadagnando l’accesso alle semifinali di Coppa Italia, i ragazzi di Vlado Petkovic hanno un rendimento da scudetto: regolare ed equilibrato, senza tentennamenti in casa, comunque con pochi cedimenti in trasferta. La Lazio ha mantenuto sempre lo stesso passo. Al contrario della Juventus che nel suo stadio sembrava inabbordabile e che invece negli ultimi due mesi ha ceduto quattro punti, uno proprio alla Lazio ma addirittura tre alla Samp. Per non parlare dell’Inter che in trasferta all’inizio della stagione andava come un rullo compressore e che, Venti punti nelle invece, nelle ultime otto quelle fuori le ha perse tutte. La ultime otto partite, Lazio è un’auto che viaggia a velocità costante. Non solo nessuno ha fatto meglio. Squadra in campionato ma anche in Europa perché ai sedicesimi solida, difficile da della competizione di competenza Klose e compagni ci affrontare con sono arrivati trionfalmente, allungando una serie positiva super Klose in zona di tredici risultati utili. gol DIFESA - L’impennata (e la stabilizzazione) di rendimento è visibile soprattutto se la si guarda da «dietro», cioè dalla difesa. Il reparto juventino resta sempre quello meno battuto ma è un primato conquistato soprattutto nella prima parte del campionato, prima di quell’ideale confine che la Lazio ha piantato a Catania. Nelle ultime otto partite, infatti, intorno a Biava è nata una difesa granitica che ha incassato appena quattro gol, uno in meno dei i bianoneri, sette in meno rispetto al Napoli. Petkovic da quando è arrivato in Italia ha predicato equilibrio. La sua è una squadra che non segna tantissimo ma quel che produce lo fa fruttare a livello di punti: tra reti realizzate e incassate la differenza fa più otto ma nel calcio a volte i successi si costruiscono proteggendo bene la propria area e attaccando decentemente quella avversaria.

Tutta la Lazio ieri sera ha festeggiato il suo 113° compleanno all’American Circus. Nelle foto, l’allenatore Petkovic e sua moglie in mezzo ai tifosi e poi quadretto di famiglia con Biava, signora e figlioletta. La Lazio festeggia al culmin di un momento davvero positivo: secondo posto e qualificazione alle semifinali di Coppa Italia

PRIMATO - Una cosa è certa: in questi due mesi la Lazio ha tenuto un ritmo da primato. E mentre l’Inter crollando in trasferta (conquistati appena un terzo dei punti messi in palio), si faceva sorpassare in classifica, la Lazio lasciava agli avversari soltanto le briciole (un punto alla Juventus, un altro punto al Bologna). Venti punti in otto partite, nessuno ha fatto meglio, neanche il Milan che pure è riuscito in qualche maniera a invertire la sua rotta, soprattutto nemmeno la Juventus che all’improvviso si è scoperta vulnerabile. Petkovic ha saputo dare una organizzazione alla squadra, una organizzazione «mobile» nel senso che nel corso della partita spesso il modulo viene modificato, aggiustato, sistemato, secondo le esigenze e le cercostanze. Ciò che non cambia è l’atteggiamento: la Lazio anche nei momenti più complicati della partita non dà mai l’impressione di essere in difficoltà, ad esempio contro il Cagliari, sabato scorso. Solidità e realismo, sono facce della stessa medaglia. A volte la Lazio non «ruba» l’occhio ma affrontarla non è mai semplice. Solidità difensiva, equilibrio a centrocampo e, infine, l’efficacia realizzativa di Klose: questi gli ingredienti di una ricetta che sta regalando ai tifosi della Lazio grandi soddisfazioni. © riproduzione riservata


IL MERCATO DELLA LAZIO C’è Casemiro nel mirino di Lotito

Pronta un’offerta di 6 milioni per il giovane centrocampista del San Paolo di Daniele Rindone

ROMA - Un mediano in più, è una necessità di mercato. La Lazio è seconda in campionato, ha chiuso il girone di Europa League al primo posto, ha conquistato le semifinali di Coppa Italia. Petkovic lotta su tre fronti, avrebbe bisogno di una-due pedine in più per puntare grandi traguardi. Può essere l’anno giusto, si creda nel salto di qualità. Un centrocampista occorre perché Ederson è soggetto ad infortuni, Cana è sempre più difensore, Onazi sarà impegnato in Coppa d’Africa, Brocchi accusa ancora qualche fastidio al piede destro. Ledesma, Gonzalez ed Hernanes non possono bastare. Occorrerebbe anche un’ala destra a Petkovic, un giocatore capace di dare il cambio a Candreva.

CASEMIRO - Centrocampisti, è rispuntato Casemiro del San Paolo, gioiellino brasiliano classe 1992. La Lazio provò a prenderlo l’anno scorso, pensò di intavolare un’operazione col Genoa, non se ne fece nulla. Lotito ha rapporti diretti con il San Paolo, ha acquistato Hernanes e Andrè Dias. Casemiro è un centrocampista totale, attacca e difende, possiede fisicità (è alto 1,84), è abile nel gioco aereo. In passato è stato paragonato a Toninho Cerezo per le sue capacità di inserimento. Il centrale è gestito da Joseph Lee, il manager cinesebrasiliano che segue anche il Profeta. Ha confermato i contatti con Lotito e Tare: non è stata intavolata una trattativa, si riflette sulla possibilità di farlo. Casemiro ha una valutazione più bassa rispetto a dodici mesi fa, costava 10 milioni, la Lazio vorrebbe offrirne 6 per strapparlo al San Paolo. Lotito sarebbe interessato al prestito con riscatto. Prima però bisogna sfoltire la rosa, vendere.

LAMPARD - Capitolo Lampard. Una tentazione per giugno, non è detto che si realizzi. I costi sono alti, il centrocampista spinge. Roma è la sua città ideale, ha lanciato segnali alla Lazio tramite il suo manager. Lotito non è convinto, ha raffreddato la pista, il giocatore compirà 35 anni a giugno, in Inghilterra percepisce 5 milioni di euro: «Noi abbiamo un gruppo solido, uno spogliatoio con degli equilibri, è la condizione per raggiungere certi risultati. Se interverremo lo faremo per accrescere il livello della squadra, ma non solo a livello tecnico», ha detto ieri il presidente. © riproduzione riservata


Yolanthe Sneijder sexy fa discutere in Turchia Il video sul nostro sito OBIETTIVO DA CENTRARE: UN REGISTA Niente Lodi, forse Quintero MILANO - Lodi stop. A meno di nuovi ribaltoni, l'Inter non prenderà il centrocampista del Catania. Lo ha spiegato Massimo Moratti, al termine del Cda nerazzurro in programma ieri sera. « Ho parlato con Pulvirenti e noi non vogliamo assolutamente creare problemi al club siciliano. Per cui il giocatore esce dai nostri obiettivi ». Prosegue, però, la caccia ad un regista, esigenza manifestata da Stramaccioni, che ieri ha compiuto 37 anni. « E' l'allenatore a determinare le scelte, in base al tipo di gioco che intende adottare. Alternative a Lodi? Stiamo guardano qualcosa che possa essere interessante a questo livello » , ha confermato il presidente interista. Così qualche nome ha cominciato immediatamente a circolare. A Moratti esclude cominciare dal 19enne Quintero, talento colombiano del Pescara, che il club di corso l’arrivo del catanese. Altri nomi Vittorio Emanuele segue da tempo e che questa estate aveva pensato di acquistare caldi: Valdes e insieme al Siena. Adesso potrebbe proporre agli abruzzesi un prestito con obbligo di Jorginho. Intanto riscatto. Da non trascurare, però, neppure le piste Valdes, visto che con il Parma i rapporti pronta una nuova sono ottimi, oppure Jorginho del Verona, altro prospetto in crescita. offerta all’Atalanta per Schelotto

STOPPATO - Intanto, l'Inter ha respinto una ricca offerta dell'Aston Villa per Coutinho. Sul tavolo c'erano 10 milioni di euro, più altri 2 di bonus, ma da Palazzo Saras è arrivato un no. Non è da escludere che la situazione possa cambiare nel caso in cui gli inglesi dovessero arrivare a 15 milioni. Cambiando fronte, già oggi dovrebbe esserci un nuovo affondo per Schelotto. L'Inter è pronta a fare un piccolo rilancio, alzando da 2 a 2,5 milioni di euro la parte economica, ferma restando l'aggiunta della comproprietà di Livaja. E' difficile però che il nuovo pacchetto sia sufficiente a convincere l'Atalanta, anche se la trattativa troverà inevitabilmente un sbocco positivo. Semmai Moratti, almeno per il momento, è rimasto piuttosto freddo rispetto all'ipotesi di inserire un nuovo difensore. « Ne abbiamo già 6 nel reparto arretrato, se qualcuno non sta bene giocano gli altri. E Silvestre per il momento rimane ». In realtà l'ipotesi di anticipare l'arrivo di Andreolli è tutt'altro che tramontata. PARTNER E SOCI - Il presidente nerazzurro ha parlato anche del nuovo stadio, nel senso che ha confermato le esplorazioni per la ricerca di un nuovo partner. Secondo alcuni media albanesi, peraltro, ci sarebbe già un accordo con il gruppo Mabetex, presso cui Moratti era andato in visita lo scorso novembre. « Esiste certamente un interesse da parte di diverse realtà e questo non può che fare piacere - ha raccontato il numero uno della Saras -. C'è interesse anche da parte mia, nel cercare di capire cosa è possibile fare in futuro. Non esiste nulla di ufficiale, però, né sono stati fatti passi concreti in una certa direzione. E' in corso però un dialogo che può svilupparsi in maniera proficua ». In realtà, i movimenti di Moratti confermano come si possa dare per tramontato (o quasi) l'ingresso degli investitori cinesi. Così, insieme a quella per un partner per il nuovo stadio, in parallelo prosegue la ricerca di novi soci, che possano dare un sostegno economico al club. p.gua. © riproduzione riservata


NUOVO KO Non c’è più difesa: fermo pure Samuel MILANO - Contro il Pescara senza difesa. Agli squalificati Ranocchia e Juan Jesus, infatti, va ad aggiungersi pure Samuel, ieri bloccato da un risentimento al tendine d'Achille, già accusato domenica scorso a Udine. A questo punto, assai difficilmente sarà a disposizione di Stramaccioni per la gara di sabato sera. Un'assenza pesante, pesantissima, quella del "Muro", ma in qualche maniera preventivabile. Perché in questi mesi è forse andato oltre quelle che dovrebbero essere le normali possibilità di un quasi 35enne (farà gli anni il prossimo 28 marzo), con 2 crociati alle spalle. Ma gli straordinari per lui sono stati inevitabili, visto che Chivu è rimasto fuori di fatto fino a Natale e, affaticato, ha finito per saltare pure la trasferta di Udine. Inoltre Silvestre, ovvero l'innesto sulla carta di peso per la difesa, si è rivelato poco affidabile. COPPIA INEDITA - Così, se non ci saranno recuperi clamorosi, contro il Pescara toccherà proprio a Silvestre e Chivu: uniche 2 apparizioni insieme contro l'Hajduk nella prima uscita stagionale e contro il Verona, in coppa Italia, con il rumeno al rientro dopo 5 mesi. La speranza è che proprio quest'ultimo, ormai in gruppo da 3 giorni, non incorra in altri intoppi fisici. Difficile, peraltro, che Stramaccioni chieda un altro sacrificio a Cambiasso, arretrandolo in difesa o che getti nella mischia un giovane, come Bianchetti, peraltro appena rientrato da un lungo stop. AGGIUNTA OBBLIGATA - Ad ogni modo, se nell'immediato Stramaccioni dovrà fare di necessità virtù, utilizzando le risorse a disposizione. Diventa quasi obbligatorio intervenire sul mercato. Silvestre è in uscita (col Napoli in attesa). L'Inter non può permettersi di temporeggiare oltre. Campagnaro e Andreolli sono già stati prenotati per l'anno prossimo, l'arrivo del secondo, però, dovrà per forza di cose essere anticipato. p.gua. © riproduzione riservata


WES, INTRIGO INTERNAZIONALE Moratti dice sì al Galatasaray, Sneijder prende tempo ma è bufera su Yolanthe di Pietro Guadagno

MILANO - E' un vero e proprio intrigo quello che si è sviluppato attorno a Wesley Sneijder. Massimo Moratti, infatti, ha confermato di aver accettato la proposta del Galatasaray (8 milioni di euro più bonus, fino ad arrivare a 10). Il giocatore, invece, ha preso tempo fino a lunedì: inizialmente molto freddo rispetto all'idea di trasferirsi in Turchia, nelle ultime ore pare sia diventato più possibilista. Ha chiesto però una buonuscita che Corse Vittorio Emanuele ha prontamente respinto. Nel frattempo, però, fonti interne al Galatasaray hanno diffuso l'indiscrezione che già domani potrebbero esserci novità positive, tanto da non escludere un annuncio ufficiale. Tuttavia, attorno all'olandese è scoppiata una bufera a causa della diffusione di un vecchio filmato della moglie Yolanthe (risale al 2006), nel COPPIA GLAMOUR Wes e la In Turchia gira un quale veste i panni di una ragazza turca musulmana che moglie Yolanthe Sneijder. vecchio film in cui, seduce il protagonista maschile. Il video ha fatto il giro Coppia affiatatissima e ora in da musulmana lei seduce il dei siti web turchi ed è stato bollato come blasfemo, mezzo alle polemiche protagonista: e scatenando un valanga di proteste. Inoltre, sono state scatta la ricordate alcune dichiarazioni dello stesso Sneijder, nei “scomunica” confronti dei tifosi turchi accorsi ad Amsterdam lo scorso settembre per l'amichevole con la Operazione a nazionale orange: « Non credo che tutti e 20mila abbiano le Clubcard Orange per rischio ma... entrare. Lo sappiamo come se li sono procurati quei biglietti, d'altronde hanno inventato loro il mercato nero ». L'OK DI MORATTI - L'Inter ovviamente si augura che non ci siano ripercussioni nella trattativa. E, ovviamente, spera che Sneijder si convinca ad accettare. « Con il Galatasaray c'è stato un incontro interessante e quello che ci hanno proposto è accettabile - ha spiegato Moratti -. Poi dipende dal giocatore. Lui ha tutti i diritti di continuare con suo il suo bel contratto, di accettare le nostre condizioni, cosa che ci farebbe più felici, oppure di scegliere un'altra società. Non ho avuto occasione di parlare direttamente con lui, se non brevemente. Peraltro, la situazione non è così drammatica. Turbative? Magari all'inizio, ora prevale il buon senso. Se potrà essere utile nel caso dovesse rimanere? Direi di sì, Sneijder non è una cattiva scelta ». IL CONTRATTO PER WES - E per il centrocampista non sarebbe una cattiva scelta accettare la proposta del Galatasaray. Sul tavolo, infatti, ci sono ben 6 milioni di euro che gli finirebbero in tasca al momento della firma e poi un contratto fino al 2017 da 3,5-4 milioni a stagione. Con l'aggiunta anche di un gettone di 25 mila euro a partita. Insomma, facendo qualche conto, non saremmo così lontano dai 6 milioni e spiccioli che gli assicura l'Inter. Il problema, naturalmente, è quello di trasferirsi in un club e in un campionato non di primo livello. Di qui la scelta di prendere tempo, con la speranza che nel frattempo si facciano avanti altre squadre, magari della Premier League. PAULINHO E I TALENTI BARESI - Corso Vittorio Emanuele, ovviamente, ha fatto scattare il pressing. Prima si decide a partire Sneijder, infatti, e prima può essere lanciato un nuovo assalto a Paulinho, così da regalarlo a Stramaccioni già a gennaio. Il brasiliano è la priorità ed è anche extracomunitario. Ecco perché, almeno per il momento, non verrà cavalcata un'altra idea, appena abbozzata, ma comunque al vaglio in queste ore. Quale? Quella di uno scambio con il Southampton tra Ricky Alvarez e Ramirez, l'ex-trequartista uruguayano (quindi extra) del Bologna. Sul giocatore, però, c'è anche il Milan, che l'ha messo nel mirino per la prossima stagione. Nella giornata di ieri, inoltre, il club nerazzurro ha voluto raccogliere informazioni sui 2 giovani talenti del Bari, Bellomo e Galano, entrambi 21enni, rispettivamente trequartista ed esterno destro, con il primo che è metà tra i pugliesi e il Chievo. Potrebbero valere come doppia risposta al Milan, che su Saponara ha bruciato anche la concorrenza nerazzurra. © riproduzione riservata


DOPO L’EXPLOIT DI FIRENZE, VERSO UN ALTRO BIG MATCH Bergodi, cinque mosse salvezza di Giancarlo Febbo

PESCARA - Dategli una scacchiera e porterà a dama il Pescara. Intanto, lo stratega Cristiano Bergodi in cinque mosse ha già restituito credibilità alla compagine adriatica. L'exploit di Firenze è il simbolo di una rinascita che affonda le sue radici nel grande lavoro psicologico del tecnico biancazzurro, capace di vincere tre delle ultime quattro partite e portare la squadra a girare a quota 20, traguardo inimmaginabile fino a qualche settimana fa. METAMORFOSI - La metamorfosi è iniziata quando Bergodi ha rivoluzionato le gerarchie motivando anche gli elementi tristemente lasciati in soffitta. Non erano cianfrusaglie, ma oggetti preziosi semplicemente da lucidare. Così i vari Celik, Bjarnason, Togni, Capuano e Jonathas, da "ripescati" tendono a moltiplicare i propri sforzi, vivono un Uomini rilanciati, momento di grande euforia e riescono a trasferirla ai più personalità, compagni. senso di appartenenza, nuovo assetto tattico, futuro: così il Pescara vola

PERSONALITA' - E' sparita la disarmante fragilità difensiva che aveva caratterizzato la prima fase del campionato, mentre la manovra offensiva è meno Cristiano Bergodi, 48 anni, occasionale di un tempo. Questione di schemi, certamente, ma soprattutto di tecnico a Pescara personalità, costruita pazientemente facendo leva sull'autostima. Bergodi sin dal giorno del suo insediamento ha lavorato sulla testa dei giocatori arrivando a convincerli che non sono "imbucati" in serie A, ma ospiti con regolare invito. Ognuno è diventato più sicuro di sé, gli stimoli si sono moltiplicati. La squadra non si vergogna più di essere inferiore qualitativamente a buona parte degli avversari, piuttosto accetta di soffrire in silenzio nella consapevolezza che prima o poi batterà un colpo. Proprio come è successo a Firenze, dove i colpi sono stati due. SENSO DI APPARTENENZA - Bergodi è laziale di Bracciano, ma anche un po' pescarese. Anzi, parecchio. E' arrivato la prima volta nella città dannunziana ad appena 16 anni, ha concluso le scuole insieme al presidente Sebastiani (erano compagni di classe), ha percorso tutta la trafila delle giovanili ed è stato protagonista del primo miracolo ai tempi di Galeone. Quando sfila quelle corse "alla Mazzone" non recita, le sue esultanze non sono costruite ma sincere. Questo suo piacere di esserci ha contagiato tutto il gruppo. TATTICA - Al suo arrivo il Pescara stava giocando con il 5-3-2. Bergodi aveva un'altra idea di calcio, ma con grande buon senso ha puntato sulla continuità del modulo per non frastornare la squadra. Poi delicatamente l'ha corretto accompagnando i suoi all'attuale 4-3-2-1, declinabile il 4-3-1-2. L'atteggiamento non è remissivo ma vigile, tutti dietro la linea della palla, eppure con la difesa non troppo bassa, reparti corti a cercare di soffocare gli avversari e poi ripartire a grande velocità una volta riconquistato il possesso. La fase difensiva parte degli attaccanti che hanno il compito di "sporcare" l'impostazione degli antagonisti. Il tutto condito da grande determinazione. PROSPETTIVE - Dopo aver espugnato il "Franchi", il Pescara non ha paura di fare visita all'Inter. La nuova prospettiva è quella di potersela giocare con chiunque, compatibilmente a rapporti di forza non esagerati. Bergodi ha cominciato ad esercitare una certa attrazione, il suo saper sfruttare le circostanze ne ha alimentato il carisma. Il Pescara è in buone mani e ne sono convinti in primis gli stessi giocatori. E' stato importante anche aver saputo individuare la cause del malessere, cioè i gol subìti a freddo. Se resiste i primi venti minuti, poi comincia un'altra storia. E non fanno paura neppure i 6 minuti di recupero visti a Firenze.


DOMENICA A MILANO Con Togni squalificato il ballottaggio chiave è tra Cascione e Colucci PESCARA - C'era una volta un Pescara che cambiava continuamente formazione. Adesso non più, è quasi sempre la stessa, ovviamente salvo cause di forza maggiore, cioè infortuni e squalifiche. Contro l'Inter si registrerà proprio un caso del genere, con la pesante assenza di Togni che, già diffidato, a Firenze ha rimediato l'ennesimo cartellino giallo. Per il delicato compito di play basso davanti alla difesa scatta, dunque, una sorta di ballottaggio tra Cascione e Colucci. Il capitano, dopo l'esplosione di Bjarnason che ha coinciso con un suo infortunio, sta trovando poco spazio da mezz'ala, ma si ricandida per un ruolo che in passato ha già occupato con discreti risultati. Colucci, da parte sua, dopo un lungo stop (quasi due mesi) è rientrato a Firenze per uno spezzone di partita proprio al posto di Togni. Questo particolare fa pendere la bilancia a suo favore, anche se le sue caratteristiche (più incontrista) sono diverse da quelle del brasiliano (più di impostazione). CONFERME - A parte questo dubbio, non dovrebbero esserci altre modifiche. Perin tra i pali, difesa con Balzano e Modesto terzini e Capuano e Terlizzi centrali. A centrocampo Nielsen e Bjarnason intermedi, oltre a mister X. Davanti Weiss, Celik e, si può ipotizzare, conferma di Jonathas che a San Siro contro il Milan è stato autore di un clamoroso autogol e stavolta vorrebbe riscattarsi nella porta giusta. Ieri, in verità, Terlizzi e Weiss hanno concluso anzitempo l'allenamento accusando entrambi mal di schiena (lo slovacco era caduto male il giorno prima), ma non dovrebbero avere problemi a recuperare. Se dovesse arrivare in tempo il transfer, a Milano potrebbe registrarsi la prima convocazione del nuovo acquisto, il difensore argentino Nicolas Bianchi Arce. g.f./GieffePress


Delegazione svedese per il nuovo stadio MILANO - A proposito di nuovo stadio, una delegazione dell'Aik Solna sarà domani a Milano. Lo ha rivelato all'Expressen il presidente del club svedese, Johan Stromberg: «Resteremo fino a domenica parleremo con Moratti e vedremo Inter-Pescara - ha spiegato -. Il club nerazzurro vuole discutere con noi dello sviluppo della Friends Arena (il nuovo e avveniristico impianto in cui gioca la nazionale scandinava, ndr). Aiuteremo l'Inter in ogni modo nella loro idea di costruire uno stadio nuovo se necessario».


BALDINI, FURIA SULLA LEGA «Roma in campo otto giorni dopo la Lazio, in Coppa tocca a noi giocare in casa» di Alberto Ghiacci

ROMA - La posizione, più o meno ufficiale, già si conosceva. La Roma, sempre attenta anche ai diritti dei propri tifosi, non era contenta da prima di Natale, da quando cioè era stato comunicato il programma dei quarti di finale di Coppa Italia. Lazio-Cagliari (già giocata martedì sera all’Olimpico) e Fiorentina-Roma (da giocare tra una settimana al Franchi): il problema è nato sull’interpretazione della parola “concomitanza” che il regolamento inserisce nel decretare che tra due squadre della stessa città quella peggio classificata nell’ultimo campionato subisca l’inversione di campo. La Roma continua a non essere contenta e già da tempo ha chiesto il parere interpretativo della norma alla Corte di Giustizia Federale: sulla richiesta però, sul tema che le partite delle due squadre della Capitale debbano giocare a distanza di oltre sette giorni e i giallorossi (che avrebbero il diritto di giocare in casa «Se oggi la Corte rispetto alla Fiorentina arrivata dietro l’anno scorso) Federale non si debbano andare in trasferta, oggi l’ultimo organo esprime, alla Lega resta un arbitrio giudicante della giustizia sportiva, probabilmente, si che non è dichiarerà incompetente.

Franco Baldini, 52 anni, ex calciatore, direttore generale della società giallorossa (Ansa)

accettabile»

CHIARIMENTO - Dunque la posizione della Roma era chiara da tempo. E ieri sono arrivate le parole del direttore generale Franco Baldini, per provare a spiegare meglio quanto accaduto da venti giorni a questa parte: «Ci tengo a ribadire una volta ancora come la posizione della Roma sia sempre la stessa, ovvero battersi per il rispetto delle regole e della loro corretta applicazione» . Questo primo concetto è lo stesso che fu sostenuto dal club giallorosso nelle ore che portarono all’ordinanza del Prefetto di Cagliari che dispose di non disputare la partita a Is Arenas. Baldini, poi, si concentra sulla Coppa Italia: «Non contestiamo il regolamento, né le competenze della Lega nel predisporre i calendari, né le esigenze televisive di chi acquista i diritti della competizione, bensì riteniamo di avere fondati dubbi su come gli stessi regolamenti siano stati interpretati. L’inversione del campo di gara costituirebbe un’eccezione alla regola principale che sancisce il diritto della Roma di giocare in casa (vale a dire il miglior piazzamento del campionato scorso, ndr). Questa eccezione è prevista in caso di concomitanza di gare, cito letteralmente il regolamento, e due gare che si giocano ad otto giorni di distanza non sono concomitanti» . Tutto assolutamente chiaro. RISPOSTA - Il calendario di Coppa Italia, come accade anche per tutte le altre competizioni ormai da anni, è fissato anche in base alle esigenze televisive. Della Rai, nel caso della Tim Cup. E il direttore di RaiSport, De Paoli, aveva detto che «la decisione è stata presa, esiste solo l’un per cento di possibilità che venga cambiata, la Rai non c’entra nulla e piuttosto, con tutto il rispetto per la proprietà statunitense, la Roma paga l’assenza di un presidente che faccia pesare la sua presenza in Lega» . A sentirsi offeso dovrebbe essere l’ad Claudio Fenucci che per la Roma si occupa anche dei rapporti con la Lega. A rispondere è ancora Baldini: «Chi sostiene che nella vicenda la Roma paga l’assenza di un presidente che faccia pesare la sua importanza in Lega rispondo che se la ragione fosse sempre di chi sbatte più forte i pugni sul tavolo ed alza la voce continueremmo ad alimentare lo stesso modus vivendi che tutti, a parole, seguitiamo invece a stigmatizzare. Abbiamo preferito rivolgerci alla Corte di Giustizia Federale, alla quale chiediamo di esprimersi sulla corretta interpretazione del regolamento, altrimenti resterebbe il problema di non potersi rivolgere a nessuno in casi come questo, lasciando alla Lega un arbitrio difficilmente accettabile in generale, qualora si compiano errori di applicazione dei regolamenti» . AVANTI - La Roma, anche per rispetto di tutti coloro che gravitano intorno all’universo giallorosso (tifosi, azionisti, tecnici e giocatori), non si ferma. Nel rispetto delle regole è intenzionata a capire cosa è successo. E, se possibile, a giocare all’Olimpico, sfruttando «la regola principale che sancisce il diritto di farlo in casa» . © riproduzione riservata


PREVISTI OLTRE 25 MILA SPETTATORI La Fiorentina tranquilla «Appuntamento al Franchi» di Alessandro Rialti

FIRENZE - La Fiorentina e i fiorentini sono convinti che la gara di Coppa Italia contro la Roma si giocherà al Franchi, che non ci sarà il temuto ribaltamento della sede del match. Tanto convinti, i viola, dall’aver messo in vendita i biglietti già da lunedì scorso e di aver già annunciato uno stadio pieno di gente, forse oltre 25mila spettatori, anche oltre. La stessa identica convinzione è stata manifestata ieri dall’amministratore delegato del club viola e collaboratore della prima ora dei fratelli Della Valle, Sandro Mencucci: «In questo caso - ha fatto sapere nel tardo pomeriggio di ieri - non si tratta di interpretare il regolamento ma solo di rispettare un regolamento che è stato predisposto dalla Lega Nazionale e quindi da tutti i presidenti di serie A». Dunque nessuna interpretazione, tutto prestabilito, tutto sancito e niente, dunque, dovrebbe poter modificare quanto è stato definito nei giorni scorsi, ovvero che si dovrà giocare al Franchi fiorentino. Da aggiungere che è stato anche lo stesso direttore sportivo viola, ed ex della Roma, Daniele Pradè, in occasione della presentazione di Giuseppe Rossi, a mostrare lo stesso ottimismo. Infatti in quella occasione aveva detto: «Noi ci atteniamo al regolamento, per questo abbiamo dato il via alla vendita dei biglietti per la gara con la Roma». E i tifosi? Paura di una decisione che possa modificare la situazione? Certo il match è molto sentito dai viola che vedono nella Coppa Italia un traguardo importantissimo (anche come possibile strada per entrare in Europa). Alcuni supporter viola fanno presente che un’eventuale modifica, un’inversione di campo, decisa oggi, metterebbe in grave difficoltà i tifosi viola che si troverebbero ad organizzare una trasferta a Roma in pochissimi giorni, un tempo assolutamente stretto per riuscire a mettere insieme mezzi di trasporto e organizzazione complessiva. Insomma l’ottimismo è forte, ma un po’ di preoccupazione sta rovinando l’attesa di un match che viene considerato fra i più importanti della stagione. © riproduzione riservata


NESSUNA INDECISIONE A MILANO «Applicato il regolamento» di Antonio Maglie

ROMA - Poche parole, uno stringato comunicato: «Abbiamo applicato il regolamento» . L’iniziativa di Franco Baldini e l’iniziativa della Roma non sembrano creare imbarazzi nella sede della Lega. Maurizio Beretta, presidente, si affida a quelle poche parole. Il resto si deciderà oggi, davanti alla Corte di Giustizia Federale chiamata a risolvere soprattutto un enigma lessicale: cosa bisogna intendere per «concomitanza»? Per Baldini, direttore generale della società giallorossa, non ci sono dubbi: due partite che si giocano nella stessa giornata. Per Beretta, invece, la concomitanza in manifestazioni come la Coppa Italia, con la necessità di garantire 14 prime serate alla Rai, non è come quella che si ha in La Lega, con un campionato, può essere solo una concomitanza di turno. Dunque non c’è stata alcuna comunicato, ha violazione delle regole nel momento in cui la Lega ha deciso di trasferire a Firenze la ribadito la sua posizione sulla disputa del quarto di finale. Il caso non è semplice. Dal punto di vista lessicale, complicato scelta della sede dare torto a Baldini ma difficilmente la Corte di Giustizia Federale si addentrerà in meandri più per linguisti che per giudice sportivi. Le previsioni della vigilia parlano di una soluzione “pilatesca”: l’organo giudicante potrebbe dichiararsi incompetente su questioni organizzative di esclusiva titolarità delle Leghe. RIVENDICAZIONE - Perché oggi tutto si giocherà sulla competenza. Alla Corte di Giustizia federale non sono attribuiti poteri di intervento che riguardano l’ambito amministrativo-organizzativo. Non solo. Nel regolamento della Coppa Italia viene più volte ribadito che la Lega da ente organizzatore ha pieni e insindacabili poteri. Insomma, per come la situazione è incardinata nelle norme, via Rosellini non ritiene di correre rischi. A Milano la consegna è quella del silenzio, a parte quelle poche righe in cui si sottolinea che sono state solo seguite le regola. Per giunta, si sottolinea nella sede della Lega, sulla questione degli orari, delle sedi, della definizione dei calendari, il presidente, cioè Beretta, ha pieni e incontestabili poteri. Sono così incontestabili che nel regolamento al centro della contesa è esclusa la «facoltà di reclamo». «Il caso è unico nel suo genere perché non è mai capitato che per una questione organizzativa ci si sia rivolti a un organo giurisdizionale. Dal punto di vista della logica, la Roma ha ragione perché è difficile pensare che vi sia concomitanza con la gara della Lazio che si è già disputata. Ma in tempi così stretti è difficile che un giudice ti dia ragione su una materia comunque controversa» , dice Mattia Grassani, avvocato bolognese esperto in diritto sportivo. PRECEDENTI - Pur parchi di parole, il vertice della Lega non manca di mostrare una certa sorpresa per l’iniziativa del club giallorosso. Il regolamento, viene sottolineato non solo è stato approvato da tutti ma non è neanche nuovo essendo in vigore già da tre anni e avendo prodotto una prima inversione già due stagioni fa, coinvolta sempre la Roma che doveva giocare contro l’Inter per l’accesso alla finale. Insomma, la strada per il club giallorosso appare in salita. Dal punto di vista della logica, Baldini non ha torto ma aprire un varco nel regolamento votato a Milano non è impresa agevole. © riproduzione riservata


IL CATANIA, DOMENICA AVVERSARIO DEI GIALLOROSSI «Niente aste per Caraglio» di Concetto Mannisi

CATANIA - «Repetita juvant» , avrebbero detto i latini. E, per questo motivo, a poche ore dalla sconfitta in Coppa Italia con la Lazio, l’amministratore delegato rossazzurro, Sergio Gasparin, non si fa pregare e torna a spiegare che, a dispetto delle voci di mercato, da Catania non andrà via nessuno dei big in questo mercato di riparazione: «Sui giornali, nei siti, alla televisione - sorride si leggono e si dicono tante cose, la verità è che per i nostri big non sono arrivate offerte e qualora ne fossero arrivate, beh, le avremmo rispedite senza problemi al mittente, nell’ottica di chi vuol portare avanti con convinzione e determinazione il proprio progetto». Fra i big rientra anche capitan Biagianti, che è stato accostato in questi giorni a più di una squadra di Serie A? « Anche in questo caso devo ripetermi: tante chiacchiere, tante voci, ma di offerte su Biagianti non ne sono arrivate. L’argentino è L’unico affare praticamente concluso riguarda arrivato ieri a Milano. Gasparin Morimoto. Il nostro attaccante ha necessità di giocare chiarisce: «L’offerta con continuità e per questo andrà all’Al Nasr di Walter c’è E noi trattiamo Zenga, negli Emirati Arabi. Tutto è pronto, non appena solo con i Rangers depositeremo la documentazione relativa alla vicenda e l’agente» renderemo ufficiale la notizia». Milton Caraglio, 24 anni Nelle condizioni di Morimoto ci sono anche altri calciatori, però. « E, infatti, cercheremo di offrire l’opportunità di andare a giocare anche a loro. Successivamente, visto che alcune uscite potrebbero rendere più esigua la rosa, lavoreremo per assicurare all’allenatore un numero di atleti congruo ad affrontare il girone di ritorno».

CARAGLIO - Nomi? I bene informati assicurano che a Roma, contro la Lazio, potrebbe essere stata l’ultima partita in rossazzurro sia diRicchiuti sia di Capuano. Intanto, dopo le voci circolate nei giorni scorsi, alcune anche estremamente inesatte, Gasparin spiega nel dettaglio la vicenda legata a Milton Caraglio, l’attaccante argentino che il Catania vorrebbe acquistare come vice Bergessio e che da ieri si trova in Italia, a Milano, forse per approdare definitivamente nel nostro campionato dopo un tentativo andato a vuoto un paio di stagioni fa (fu scartato dal Catania per non avere superato le visite mediche). «Caraglio è un giocatore comunitario ed è quindi tesserabile dalla nostra società, che con gli acquisti di Rolin e Castro non può tesserare extracomunitari in questa stagione. Il problema è che il suo tesserino, come spesso accade in Sudamerica, è “polverizzato” fra più società ed è impossibile trattare con tutti questi interlocutori. Noi abbiamo fatto un’offerta e intendiamo discutere soltanto con la società di appartenenza di Caraglio, i cileni del Rangers, nonché con il suo agente. Se l’entourage dell’attaccante, con cui potremmo incontrarci nelle prossime ore, magari in occasione del mio arrivo a Milano per l’assemblea di Lega (in programma domani, ndc), accetterà la nostra offerta, beh, noi siamo pronti a mettere nero su bianco, viceversa si cambierà obiettivo e punteremo su altri giocatori. Una cosa è certa: il Catania non intende partecipare ad aste per questo né per altri giocatori». LA ROMA - Ultimata la questione mercato, c’è tempo di parlare di calcio giocato, della sconfitta con la Lazio e della prossima gara con la Roma. Possibili analogie? «Nessuna - garantisce Gasparin - Roma e Lazio sono due squadre molto diverse sul piano del gioco e della forza fisica e non c’è mai una partita uguale all’altra. Prendete la gara di campionato giocata dal Catania con la Lazio: abbiamo vinto dominando. A Roma, in Coppa, è stata tutta un’altra musica. Dico non siamo stati schiacciati e il 3-0, se si considerano le occasioni avute dal Catania, è punteggio severo. Però la Lazio ha avuto l’abilità di fare gol e noi no. Cosicché, alla fine, sono stati loro a festeggiare. Se la botta può lasciare strascichi? Di sicuro perdere 3-0 non è come perdere 1-0, ma questa squadra è stata capace di risollevarsi dopo il tonfo di Bologna (0-4), non vedo perché non debba farlo anche in questa circostanza». © riproduzione riservata


C’È MIGLIORE PER LA DIFESA L’esterno del Crotone se partità uno fra Rossettini e Astori richiesto dal Milan. Si prova a trattenere Pinilla e Nené di Giuseppe Amisani

CAGLIARI - Tre partite per decidere il futuro del Cagliari ma non solo, visto che nei prossimi incontri in programma nel mese di gennaio, la società cercherà di capire come poter procedere nel mercato di riparazione. MASSIMA CAUTELA - Le risorse sono poche e per riempire di nuovo le casse rossoblù bisognerebbe privarsi di qualche pezzo da novanta, opzione che il Cagliari cercherà di evitare fino all'ultimo momento. Ecco perché proprio ieri è stata rispedita al mittente un'offerta del Milan per Nainggolan che, così come Astori, piace parecchio ai rossoneri. Ma il direttore generale rossoblù Francesco Marroccu non molla la presa e anzi, è alla finestra per capire se ci sono giocatori in cerca di riscatto e pronti a mettersi in discussione, soprattutto sotto il profilo dell'ingaggio, per Dianda (Ternana) sposare la causa cagliaritana. La strategia di mercato osservato speciale del Cagliari è molto chiara: aspettare che si disputino i Rispedita al mittente un’offerta tre scontri salvezza in programma e poi fare un bilancio DAL 2010 IN CALABRIA (DAL rossonera per di dove la squadra può arrivare e come dovrà affrontare GIULIANOVA) L’italo-francese Nainggolan la parte finale della stagione. Il 27 gennaio, dopo Francesco Migliore, 24 anni Cagliari-Palermo, sarà il momento delle decisioni e per (LaPresse) questo le trattative si intensificheranno negli ultimi quattro giorni. Fino a quel momento la società rossoblù starà alla finestra, cercando di resistere alle richieste, tanto che il dg cagliaritano molto spesso evita proprio di rispondere ai suoi interlocutori. La linea del fair play rossoblù riprenderà dopo che sarà passata la tempesta e probabilmente Marroccu andrà a scusarsi con quanti sono stati «murati» in questi giorni, ma il momento è talmente delicato che non ci si può concedere nemmeno il minimo tentennamento. Tutto, insomma, si deciderà nell'ultima settimana di mercato quando, con una classifica si spera migliore, il Cagliari potrà fare le sue scelte. OBIETTIVI - Resta il fatto che la società non può aspettare all'ultimo momento per muoversi ed ecco perché gli operatori di mercato sono ben vigili per capire cosa accade. Scartata l'ipotesi Kozak per il reparto avanzato, l'obiettivo principale resta quello di trattenere Pinilla e Nenè, con il conseguente prolungamento del contratto di quest'ultimo, in scadenza a giugno. Per la difesa, dove almeno uno, forse Rossettini ma con il dubbio Astori, potrebbe partire, è spuntato il nome nuovo del difensore del Crotone Francesco Migliore. Per lui, così come per Dianda della Ternara, il Cagliari è sembrato molto attivo ma la società isolana non vuole scoprire troppo le sue carte. Scartata l'ipotesi di un possibile ritorno, come quello di Acquafresca, le attenzioni sono rivolte soprattutto verso la serie cadetta che può sfornare qualche interessante elemento da far esordire e che fondamentalmente non costi troppo. CABRERA - La trattativa meglio avviata resta, comunque, quella del centrocampista uruguaiano Matias Cabrera attualmente in forza al Nacional Montevideo. Il giocatore piace parecchio al Cagliari e già l'estate scorsa la presenza di Paco Casal in alcune amichevoli della squadra sarda aveva fatto pensare ad un accordo già fatto. Il procuratore sudamericano, però, deve prima risolvere alcune questioni legate alla proprietà del cartellino del giocatore con il suo collega Pablo Betancourt e solo dopo potrà trattare con il Cagliari che non ha fretta di concludere. Anche perché l'arrivo di Cabrera sarà proiettato alla prossima stagione visto che si libererà a parametro zero a giugno e la società di Massimo Cellino non ha fretta di portarlo in Sardegna. © riproduzione riservata


Sau-Pinilla il tandem scacciacrisi CAGLIARI - Diego Lopez prepara il suo esordio in panchina (per la squalifica di Pulga) ed è pronto ad affidarsi alla coppia di attaccanti Pinilla-Sau per cercare di mandare al tappeto il Genoa e tornare ad una vittoria che manca dallo scorso 31 ottobre (4 a 2 al Siena). OPERAZIONE RISCATTO - Dopo le sei sconfitte consecutive, non sono solo i tifosi ad avere una grande voglia di rivalsa contro un campionato che quest’anno ha regalato solo amarezze. Uno dei pochi motivi di soddisfazione dei supporters cagliaritani è stato Marco Sau che alla sua prima stagione nel calcio dei grandi e con la maglia del Cagliari che lo ha allevato nelle giovanili, è già riuscito a Lopez si affida alla fantasia del sardo e realizzare sei gol, tutti su azione di gioco. Lopez punterà sull’entusiasmo e sulle qualità del suo attaccante, ma cercherà di stimolare al meglio la voglia di riscatto di Mauricio Pinilla ai colpi del cileno per un successo che frenato dai rispettivi problemi fisici, non è riuscito a lasciare il segno come avrebbe che manca dal 31 voluto. L’anno scorso di questi tempi, il suo arrivo aveva cambiato il volto di una squadra ottobre che rischiava di sprofondare nel baratro. Quest’anno, dopo un’andata molto travagliata, si sperava che proprio la punta cilena fosse l’uomo in più. Il resto lo faranno le motivazioni degli undici in campo che dopo la sconfitta dell’Olimpico, hanno una gran voglia di mettere a tacere tutte le polemiche sui presunti torti arbitrali e festeggiare un successo scacciacrisi. ASTINENZA DA GOL - Per farlo serviranno le reti degli attaccanti che, Sau a parte, non se la passano certo bene. I numeri sono impietosi e dicono che il Cagliari ha messo a segno appena diciassette gol (così come hanno fatto Pescara e Siena) ed ha fatto meglio solo del Palermo fermo a quota sedici. Inutile girarci attorno: senza un reparto offensivo efficace, la strada per la salvezza sarà sempre più impervia. Gli attaccanti rossoblù non ci stanno e cercheranno da subito il riscatto puntando sulla coppia Sau-Pinilla che è quella sulla quale il presidente Massimo Cellino aveva scommesso in avvio di stagione. Per un motivo o per un altro, i due hanno giocato poco assieme, ma domenica contro il Genoa avranno la ghiotta occasione di mettere in mostra tutto il loro potenziale. Non ci sarà Cossu a lanciarli a rete, ma chi occuperà il ruolo di trequartista, che sia Nainggolan o Thiago Ribeiro, avrà vita facile perché sarà sufficiente far arrivare la palla a due punte che hanno nelle loro corde la straordinaria capacità di vedere la porta avversaria. E questa è l’ultima chiamata per dimostrarlo. g.a. © riproduzione riservata


UN PREMIO ALLA SUA SERIETA’ E FEDELTA’ Fiorentina-Toni, un altro anno insieme Pronto il rinnovo fino a giugno 2014 e un futuro da dirigente. «Ne parlerò con il presidente tra marzo e aprile» di Alessandro Rialti

FIRENZE - Un nuovo anno di contratto per Luca Toni, fino al giugno 2014 e poi forse anche un’offerta per restare nella società viola: chi dà tutto, nella Fiorentina trova poi la porta aperta. Quando questa estate il club viola era rimasto verde di rabbia davanti ai giochini di Berbatov e all’intromissione della Juve (strappo mai più rammendato), Andrea Della Valle e Daniele Pradè avevano deciso di ricorrere all’ultima carta a disposizione, scartate altre possibili opzioni del mercato, ovvero il vecchio Toni. Luca era appena uscito da una terribile vicenda familiare, la perdita di un bimbo, mentre era sfinito dal calcio fatto... lontano dal calcio, fra le dune del Dubai. Luca accettò, anzi convinse per primo proprio l’amico Andrea Della Valle, poi Pradè e infine Montella. Luca si presentò che era meno di due chili oltre il peso forma, entrò in squadra in punta di scarpini, ma con una forza interiore contagiosa. CON PEPITO E JOJO - L’idea guida, il sogno dei Della Valle è quello di poter schierare il prossimo anno la coppia Rossi-Jovetic. Una coppia capace di illuminare l’intera progettazione del club viola, certo che Toni come... testimone del possibile matrimonio tecnico appare perfetto. Toni come diverso grimaldello. Un attaccante vecchio stile ma anche moderno nella sua capacità di diventare bomber e formidabile difensore aggiuntivo. Toni fa gol sempre, dentro e fuori dal campo. Lo fa persino alle sfilate di moda, passeggiando tra gli stand di Pitti Immagine Uomo e divertendosi con battute - «il più elegante è Lupatelli, ha grande fascino ed è pure un bell'uomo» condite da quel timbro emiliano che ti fa simpatia sempre. «Ero convinto fin da dall'inizio che questo sarebbe stato un anno in cui ci saremmo potuti togliere delle soddisfazioni - ha detto intervistato da Radio Blu - La squadra e l'ambiente tutto erano reduci da due anni da dimenticare, ma ho trovato fin da subito un gruppo con grande voglia di fare». Per questo sta pensando anche di restare oltre. «Ne parlerò con il presidente tra marzo e aprile. Se ci sarà entusiasmo da entrambe le parti non ci saranno problemi. Non è una questione economica: io qui mi diverto e cerco, con la mia esperienza, di dare una mano ai giovani che hanno bisogno di crescere». ha collaborato Atc © riproduzione riservata


ARMERO AL NAPOLI LO HA «LIBERATO» Dossena oggi al Palermo di Paolo Vannini

PALERMO - Andrea Dossena diverrà oggi ufficialmente un giocatore del Palermo. La chiusura dell’affare Armero a Napoli sblocca definitivamente la lunga attesa rosanero. Il giocatore non è riuscito a prendere il volo di ieri sera per raggiungere la sua nuova destinazione, ma s’imbarcherà col primo aereo della mattinata. Effettuerà le visite mediche e nel pomeriggio potrebbe finalmente disputare l’allenamento con la nuova maglia. A questo punto, il suo esordio domenica proprio a Napoli contro la sua ex squadra, diventa più che una probabilità. La società partenopea, anche in virtù dei buoni rapporti fra presidenti, non ha posto altri ostacoli per il trasferimento anche se si ritroverà subito contro il giocatore. Dossena Visite mediche e firmerà un contratto col Palermo fino al 2015 e percepirà primo allenamento lo stesso ingaggio previsto a Napoli ma «spalmato» in un In rosa fino al 2015 Per l’attacco anno in più. Un innesto importantissimo per la squadra. Bianchi e Calaiò più Lo stesso calciatore, contattato da Stadionews24, ha gettonati confermato che tutto ormai è a posto: « Il Napoli mi ha dato l’ok - le parole di Dossena - sono felice di questa nuova esperienza e spero di mettermi subito a disposizione di Gasperini ».

STAND BY - Quella dell’esterno mancino è una importante casella occupata ma ce ne sono altre cui il Palermo sta lavorando alacremente. La situazione Andrea Dossena, 31 anni relativa a portiere e centravanti però ha vissuto una giornata di stanca. Lo (Mosca) Monaco ha più obiettivi nel mirino ma anche l’esigenza di concludere in tempi veloci. Rolando Bianchi e Calaiò sono ancora i nomi più gettonati fra le punte, ma le trattative non sono semplici. Nel primo caso, c’è l’incertezza del calciatore, nel secondo la concorrenza del Napoli. Per quanto riguarda il portiere, s’innesca l’ennesima sfida fra Palermo e Chievo, che in questi anni hanno discusso molto spesso e in modo estenuante per parecchi giocatori. E’ il turno di Sorrentino, ma il Chievo chiede molto, non avrebbe accettato l’offerta del Palermo (3 milioni cash o 2 milioni più Ujkani) e rilancerebbe chiedendo 5 milioni o 3,5 più la comproprietà di Kurtic. Un guazzabuglio tipico del mercato invernale, che sta portando Lo Monaco a sondare anche altre piste. Una di queste è il romanista Lobont. Intanto a Napoli, con tutta probabilità verrà rilanciato fra i pali Ujkani.

RIOS - Oltre a comprare il Palermo deve sfoltire. Cedendo i calciatori su cui non punta più e risparmiando così anche su ingaggi pesanti. A parte il caso di Budan, sono in ballo le situazioni di Zahavi e Arevalo Rios. Per l’israeliano c’era un discorso aperto per il rientro in patria all’Hapoel o al Maccabi ma per adesso è stato tutto congelato. Per Rios, tornato a Palermo in ritardo dopo le feste natalizie e punito dalla società, è sorta l’ipotesi Boca Juniors, caldeggiata dallo stesso centrocampista uruguayano. «S o dell’interesse del Boca - ha commentato Rios all’emittente sudamericana Radio 9 - sicuramente per me è un orgoglio, vista la storia del club argentino. Mi auguro si possa definire tutto il prima possibile ». Se lo augura anche il Palermo, che non vuole più puntare sul giocatore acquistato appena la scorsa estate. © riproduzione riservata


PREMIO BULGARELLI Anche Pirlo tra i finalisti ROMA - C'è anche Andrea Pirlo tra i finalisti del secondo «Premio Bulgarelli Number 8»: lo juventino si contenderà il riconoscimento con l'ivoriano Yaya Tourè (Manchester City) e lo spagnolo Xavi Alonso (Real Madrid). Nella prima edizione si affermò Xavier «Xavi» Hernandez (Barcellona). URLO’ «SCIMMIA» A UN AVVERSARIO In Brasile un anno a Danilo (Udinese) RIO DE JANEIRO - Il difensore brasiliano dell'Udinese Danilo è stato condannato a un anno di carcere per razzismo. La condanna si riferisce a un episodio occorso nel 2010 tra Danilo, che all'epoca giocava per il Palmeiras, e Manoel, difensore dell'Atletico Paranaense. Durante un incontro di Coppa del Brasile, l'ex Palmeiras avrebbe sputato in faccia all'avversario dandogli della «scimmia». Danilo dovrà scontare un anno ai domiciliari, oltre a pagare una multa. Il calciatore potrà sostituire la pena con il pagamento di 500 salari minimi (circa 130 mila euro) che saranno destinati a un'istituzione di carità. TORINO Diop va ko, doppia distorsione TORINO - Infortunio in allenamento per il giovane attaccante del Torino Abou Diop. La prima diagnosi è di distorsione del ginocchio e della caviglia destra, ma la valutazione sarà approfondita nei prossimi giorni. MEMORIAL GRANATKIN L’Italia Under 18 contro il San Pietroburgo ROMA (infopress) - Oggi l'ultimo incontro del girone per l'Italia Under 18 di Alberigo Evani al Memorial Valentin Granatkin: gli azzurrini affrontano i padroni di casa del San Pietroburgo (alle 16 ora italiana), dopo le vittorie su Belgio (1-0) e Bielorussia (2-1), e con un pareggio approdano in semifinale. LA «VIAREGGIO CUP» Sorteggiati ieri i gironi VIAREGGIO ( infopress) - Sorteggiati, i 12 gironi, ripartiti in 2 gruppi, della 65ª Viareggio Cup, in programma dall'11 al 25 febbraio. GRUPPO A: Girone 1: Juventus, Maribor (Slovenia), Avellino, Apia Leichhardt (Australia); Girone 2: Inter, Nogoom El Mostakbal (Egitto), Virtus Entella, Melbourne Phoenix (Australia); Girone 3: Torino, Honefoss (Norvegia), Città di Marino, Deportes Concepcion (Cile); Girone 4: Sampdoria, Libia Under 18, Varese, All Boys (Argentina); Girone 5: Genoa, Rijeka (Croazia), Parma, Santos Laguna (Messico); Girone 6: Rappresentativa Serie D, Anderlecht (Belgio), Reggina, Csna Y Guayaquil (Ecuador). GRUPPO B: Girone 7: Atalanta, Belasica Strumica (Macedonia), Siena, Pakhtakor (Uzbekistan); Girone 8: Fiorentina, Nordsjaelland (Danimarca), Padova, Club Nacional (Paraguay); Girone 9: Milan, Newcastle (Inghilterra), Empoli, Congo Under 17; Girone 10: Napoli, Honved Budapest (Ungheria), Lecce, Liac New York (Usa); Girone 11: Roma, Spartak Mosca (Russia), Spezia, Long Island (Usa); Girone 12: Lazio, Stella Rossa (Serbia), Juve Stabia, Mutual Uruguaya A-Net (Uruguay).


Biglietti anche domenica dalle 9 alle 15 I tifosi sembrano aver accolto l'appello. Domenica a Is Arenas ci sarĂ il pubblico delle grandi occasioni. Con i botteghini dello stadio chiusi, sarĂ  possibile acquistare i tagliandi, oltre che nelle rivendite Lottomatica, nei Cagliari Point di Viale La Playa e Via San Paolo e presso il Kappa Store di Piazza Repubblica, aperti anche domenica (9-15).


Riconsegnate al Comune le chiavi del S.Elia Il Cagliari ha restituito al Comune le chiavi del Sant'Elia. Lo ha fatto a dicembre inviando un plico con raccomandata al Municipio. Ma al momento l'amministrazione non può intervenire nella struttura in attesa della procedura di accertamento del Tribunale sulla situazione all'interno dell'impianto.


Tre punti fuori casa per i rosa Napoli tabù I numeri non confortano il Palermo già avvilito dalla classifica. Domenica nuova trasferta terribile, al San Paolo di Napoli, per una squadra che fuori casa ha il ruolino peggiore della A: 3 punti conquistati (a col Genoa, Siena ed Udine) e 4 gol fatti. Il Palermo non vince in trasferta da 8 mesi e mezzo: l’ultima volta 3-1 a Bologna (1-4-2012). Ci riproverà sul campo tabù: in questi anni i rosa non hanno mai vinto, un solo gol segnato (Miccoli su rigore nel 2008).


LA COPPA DI LEGA INGLESE (ANDATA SEMIFINALI) Michu castiga anche il Chelsea Chelsea-Swansea 0-2 CHELSEA (4-2-3-1): Turnbull; Azpilicueta, Ivanovic, Cahill, Cole; David Luiz, Ramires (25' st Lampard); Mata, Oscar (38' st Marin), Hazard; Torres (35' st Ba). All. Benitez SWANSEA (4-3-3): Tremmel; Rangel, Chico, Williams, Davies; Britton, Ki, De Guzman; Routledge (18' st Tiendalli), Michu (39' st Graham), Hernandez. All. Laudrup ARBITRO: Taylor MARCATORI: 39' pt Michu, 45' st Graham NOTE: Ammoniti Pablo Chico Ba di Gabriele Marcotti

Torres a terra, un’immagine emblematica del Chelsea di ieri sera

LONDRA - Un bomber spagnolo protagonista a Stamford Bridge, ma non è Torres bensì Michu, il ragazzo di Oviedo che è costato un venticinquesimo dell'ex punta del Liverpool e guadagna un ventesimo del suo ingaggio. Il Chelsea capitola, 2 a 0. Il ritorno - in programma mercoledì 23 - non sarà insormontabile, ma sicuramente difficilissimo. Ad Abramovich i trofei piacciono - ne ha vinti tanti da quando, nel 2003, è atterrato in Premier, anche se poi i tecnici li caccia lo stesso - e quindi per Benitez poco o niente turnover. Il secondo Turnbull rileva Cech tra i pali per il resto è più o meno il Chelsea migliore di questi tempi (a parte Capitan Terry, la cui assenza per infortunio comincia a dilungarsi alimentando le voci delle malelingue). David Luiz confermato a centrocampo con lo scudiero Ramires (Lampard è in panchina), poi il tris delle meraviglie (Mata-Oscar-Hazard) dietro al solito Torres. Il tiki-taka di Laudrup confonde un po' le idee ai Blues nel primo tempo. I padroni di casa sono caricatissimi, il problema è che quando perdono il pallone ci mettono un po' a recuperarlo. Stupenda l'azione corale del Chelsea al 10' che libera al tiro l'uomo sbagliato, Ramires, il più... scarpone dei Blues. Mata ci prova con un'insidioso diagonale, ma proprio mentre sembra che il Chelsea stia per prendere le misure della gara arriva il patatrac: Ivanovic cincischia sul pallone al limite dell'area, De Guzman lo castiga rubando palla e servendo Michu, il quale fulmina Turnbull. LA RIPRESA - Le cose non migliorano per i padroni di casa in avvio di secondo tempo. Anzi, le ripartenze dello Swansea fanno paura. Benitez gioca la carta Lampard, osannato dal pubblico. E, poco dopo, richiama l'inutile Torres (fischi per lui) e gioca la carta Ba. Ma il Chelsea non è lucido, forse perch[ deve spendere troppo in fase di non-possesso palla per frammentare i triangoli dei vari Barnett, Pablo e De Guzman. In pieno recupero un altro erroraccio di Ivanovic permette a Graham di raddoppiare. E così lo Swansea trova una vittoria improbabile che complica non poco il ritorno per Benitez. Merito dei giocatori e di Laudrup, autentico tecnico rivelazione quest'anno. Ha azzeccato gli acquisti (Michu su tutti, ma anche Pablo e De Guzman) e fa sognare la metà rossa del Galles. IL MIRACOLO BRADFORD - Intanto, l'Inghilterra festeggia il piccolo Bradford City che martedì sera, nell'altra semifinale, ha piegato l'Aston Villa per 3 a 1. Il Bradford, ex-squadra di Benny Carbone, è la classica nobile decaduta, più volte sfuggita in extremis al baratro della bancarotta. L'undici schierato da Phil Parkinson è costato in tutto 7500 sterline, cioè meno di 10mila Euro, cioè meno di quanto guadagna Darren Bent, centravanti dell'Aston Villa. Bisogna ancora giocare il ritorno, naturalmente, ma una cosa è certa: al di fuori di Birmingham, tutta l'Inghilterra tiferà Bradford. © riproduzione riservata


LEONARDO NON SI NASCONDE «CR7 A PARIGI? TUTTO È POSSIBILE» «Se lascerà Madrid, saremo tra le 4 o 5 squadre che potrebbero permettersi il colpo» In questo momento, tutto è possibile, o quasi, per il rampante Paris Saint Germain, compreso lo strabiliante acquisto di Cristiano Ronaldo. Ad assicurarlo è stato nientemeno che Leonardo, attraverso le pagine dell'«Equipe». Il direttore sportivo del PSG, che con l'arrivo di Lucas Moura considera chiuso il mercato invernale, ora è impegnato a smaltire l'ampia rosa attualmente a disposizione di Ancelotti, ma con la mente è già rivolto alla prossima estate, in cui è intenzionato a rafforzare ulteriormente la squadra, attraverso un budget che potenzialmente gli permette di chiudere qualsiasi affare, ad eccezione dell'acquisto di Leo «Mourinho al PSG? Messi. Ancelotti sta facendo un ottimo lavoro Non vincere sarebbe però un fallimento»

PORTE APERTE A CR7 - « Il PSG si è trasformato nel club in cui tutto possibile », ha spiegato il dirigente brasiliano, prima di un approccio prudente alla questione CR7. « Ronaldo è legato da un contratto ancora lungo con il Real e non è così semplice per un giocatore lasciare a cuor leggero Madrid. Non c'è nulla di concreto, al momento, non ci siamo sentiti ». Dopo le dovute premesse, però, Leonardo parte all'attacco, verso la nuova preda. « Quando escono delle voci sul possibile addio di un grande giocatore come lui, si aprono le porte di quattro o cinque club nei quali può arrivare e il PSG è sicuramente uno di questi ». Difficile valutare le cifre della possibile operazione, in considerazione dei 96 milioni sborsati dal Real Madrid al Manchester United nell'estate del 2009 per assicurarsi le giocate e, soprattutto le reti, del ragazzo di Madeira, che nel frattempo ha continuato a segnare a raffica (171 gol in altrettante uscite con la camiseta merengue), aumentando ulteriormente il suo valore. Discorso chiuso in partenza, invece, per quanto riguarda Messi: « Non lascerà mai Barcellona ». OBIETTIVI - Chi, almeno secondo Leonardo, non cambierà aria, nel breve termine, nonostante lo stato d'assedio degli ultimi tempi, è José Mourinho, che nel corso del passaggio a vuoto autunnale vissuto dai parigini, costato lo sperpero di diversi punti in classifica, era stato accostato più volte alla società dello sceicco Al Thani. « Non vedo Mourinho che lascia il Real e, comunque, noi abbiamo Ancelotti che sta facendo un ottimo lavoro ». Il tecnico di Reggiolo, insomma, può stare tranquillo, anche perché gli obiettivi stagionali fissati dalla società paiono ampiamente alla portata della squadra. « La mancata conquista del campionato sarebbe un fallimento e lo stesso può dirsi per la Coppa di Francia - ha spiegato il ds - per quanto riguarda la Champions, il Barça è il chiaro favorito ». Ciò non significa che all'ombra della Tour Eiffel si rinunci al colpo grosso. « In questo momento, siamo a sette partite dalla vittoria finale ». A pochi giorni dal galá della FIFA, poi, Leo ha espresso il suo sconcerto per la composizione della squadra ideale stabilita dall'autorevole giuria. « Non so chi abbia votato, però vedere undici giocatori e che tra loro non ci sia Thiago Silva non mi pare possibile ». Leonardo, infine, ha speso parole di stima per il discusso Pastore. « Lo hanno crocifisso a causa del prezzo del suo cartellino (42 milioni). Ha sofferto molto per questo, ma nelle ultime settimane le cose vanno decisamente meglio. Continuo a credere fermamente nel suo talento ». an.d.p.


SUDAMERICANO U.20 Oggi tocca al Brasile e all’Uruguay di Lopez SAN JUAN (ecp) - Oggi debutterà il Brasile. I campioni in carica (vincitori delle ultime tre edizioni del torneo) e favoriti anche in Argentina, si troveranno di fronte l'Ecuador guidato in attacco dal gioiellino Cevallos. La Seleçao under 20 punterà soprattutto sul centrocampista Rafinha, mentre in attacco occhio al trio Marcos Junior (Fluminense), Ademilson (San Paolo) e Adryan (Flamengo). Scenderà poi in campo l'Uruguay (contro il Perù) guidato dal talento del romanista Nicolas Lopez. Ieri notte si sono giocate (per il girone A) Paraguay-Colombia e Argentina-Cile.


FRANCIA Laudrup Junior firma per il Saint Etienne Un figlio d'arte per il Saint Etienne, che si assicura le giocate del ventiduenne Andreas Laudrup. Convocato in prova, lo scorso dicembre, il rampollo di Miki ha convinto a pieno lo staff tecnico dei "Verts", che ha dato il visto buono per il centrocampista offensivo, proveniente dai campioni di Danimarca del Nordsjaelland, con cui ha disputato, nella presente stagione, quattro partite di Champions, sfidando anche la Juventus. Sono previste per domani le visite mediche, propedeutiche alla firma. (an.d.p.)


AFRICA Giresse è il nuovo Ct del Senegal DAKAR - Alain Giresse è stato scelto per guidare la nazionale del Senegal ed ha firmato un contratto di due anni. Lo ha annunciato la Federazione senegalese per bocca del presidente Augustin Senghor. Il tecnico francese, 60 anni, prende il posto di Joseph Koto, esonerato lo scorso ottobre in seguito all'eliminazione dei «Leoni» dalla Coppa d'Africa che sta per iniziare. Giresse, ex nazionale francese, allena dal 1995 ed ha guidato Toulouse, Paris SG ed il club marocchino del FAR Rabat. Quindi le nazionali di Georgia, Gabon e Mali.


RUSSIA Putin presenta una legge contro i match truccati MOSCA - Il leader del Cremlino Vladimir Putin ha deciso di farsi promotore di un disegno di legge che inasprisce pene e sanzioni pecuniarie per gli incontri truccati in tutti gli sport, a partire dal calcio. Il provvedimento, giĂ sottoposto al parlamento, prevede una reclusione massima di sette anni (contro gli attuali tre mesi) e multe sino a un milione di rubli (25 mila euro) o, in alternativa, lavori forzati sino a 4 anni (adesso 360 ore). La nuova normativa vieta anche le scommesse da parte di giocatori, allenatori, arbitri e dirigenti nelle agenzie dei bookmaker.


IFFHS Mourinho tecnico dell’anno Di Matteo al secondo posto BERLINO - Con 101 voti, Josè Mourinho è stato eletto miglior tecnico del 2012 del mondo dagli esperti dell'Istituto internazionale di storia e statistica del calcio (Iffhs). Per il portoghese è il quarto successo dopo quelli del 2004, 2005 e 2010. Roberto Di Matteo ha conquistato la seconda piazza con 99 voti, Diego Simeone la terza davanti a Pep Guardiola. Altro italiano in lista è Roberto Mancini, 10º con 11 voti. Nella top 15 compaiono 7 europei, 6 sudamericani, un africano e uno del centro America.


IL SUPER BOMBER Messi, maglia firmata mandata a Gerd Muller Nobile gesto di Leo Messi, che a due giorni dalla conquista del quarto Pallone Cristiano Ronaldo è salito a d'Oro, decide d'inviare una maglietta autografata a Gerd Müller, per consolarlo quota 28 gol nella stagione con dopo averlo privato, di recente, del record di reti in un anno solare. «Per Gerd il Real Müller, con rispetto e ammirazione. Un abbraccio», la dedica dell'argentino, che nel 2012 appena concluso, mettendo a segno 91 gol, ha cancellato il primato quarantennale del mitico centravanti della Germania Ovest, che nel 1972 si era fermato a quota 85. (an.d.p.).


RONALDO SHOW AVANTI IL REAL Tripletta del bomber portoghese e chiusura di Khedira Travolto il Celta Vigo (4-0), madrileni nei quarti di finale Real Madrid-Celta Vigo 4-0 REAL MADRID (4-2-3-1): Casillas; Essien, Ricardo Carvalho, Sergio Ramos, Arbeloa; Khedira, Xabi Alonso (1' st Varane); Ozil (31' st Di María), Modric, Cristiano Ronaldo; Benzema (21st Higuaín). All. Mourinho CELTA (4-2-3-1): Sergio Álvarez; Hugo Mallo (48' st Roberto Lago), Túñez, Cabral, Bellvís; Jonathan Vila, Álex López; De Lucas, Augusto Fernández, Krohn-Dehli; Park (11' st Iago Aspas). All. Herrera ARBITRO: Ayza Gámez MARCATORI: 3' pt, 24' st e 42' st C. Ronaldo , 44' st Khedira (R) ESPULSI: 27' st S. Ramos (R) di Andrea De Pauli

Intanto Mourinho incassa la sfiducia dei soci del Real: la metà non vuole la sua conferma

MADRID - Una tripletta di Cristiano Ronaldo spiana la strada alla remontada merengue, che ribalta il 2-1 di Vigo e qualifica il Real Madrid ai quarti di Coppa del Re, dove l'attende il Valencia. Sospiro di sollievo per Mourinho, che immerso nelle polemiche, starebbe perdendo decisamente punti presso i soci della Casa Blanca.

PERDITA DI CONSENSI - Dopo la sudata vittoria liguera contro la Real Sociedad, complicata non poco dalla repentina espulsione del neotitolare Adán, lo Special One decide di tornare all'antico, puntando su Casillas fin dal primo minuto. Decisione che non gli risparmia un boato di dissenso, poco prima del fischio d'inizio, quando lo speaker pronuncia il suo nome. Il «Bernabéu», così, pare confermare quanto emerso dall'annuale indagine elaborata dall'agenzia demoscopica Sigma Dos, per conto del principale quotodiano sportivo madrileno, da cui emerge che il gradimento di Mou, presso i soci votanti, che il prossimo giugno eleggeranno il nuovo presidente del club, sarebbe in caduta libera. Lo studio, in particolare, segnala come appena il 54,4% degli interpellati attualmente sarebbe favorevole alla continuità del Profeta di Setubal, contro il plebiscitario 94,4% registrato nel marzo del 2011. TRIPLO CR7 - A tranquillizzare subito il quattro volte miglior allenatore del pianeta, come ha sancito nelle ultime ore la fantomatica Federazione Internazionale di Storia e Statistica del Calcio, ci pensa subito il connazionale CR7, che allo scoccare del terzo minuto fa partire una parabola delle sue dal vertice sinistro dell'area, che s'infila alle spalle dello stupefatto portiere ospite, Sergio Álvarez. Il ragazzo di Madeira si ripete, una ventina di minuti dopo, con un sinistro sporco, su lancio verticale dell'ispirato Modric. Lo scatenato Cristiano, troverebbe, subito dopo, anche il tris, che l'assistente del Signor Ayza Gámez, però, gli nega per un fuorigioco inesistente. Gioia rimandata allo scadere del secondo tempo, quando il lusitano completa il suo hat-trick, culminando un contropiede fulminante giostrato da Higuaín. Un minuto dopo, arriva il poker finale di Khedira. Oggi tocca al Barça che riparte dal 2-0 corsaro di Cordoba. Il risultato tranquillizzante consente al vice Jordi Roura di concedere un turno di riposo ai senatori Piqué, Xavi, Iniesta e Pedro. l OTTAVI COPPA DEL RE (ritorno) - Malaga -Eibar 4-1 (andata 1-1), Valencia -Osasuna 2-1 (2-0), Siviglia Maiorca 1-2 (5-0), Real Madrid -Celta 4-0 (1-2), Saragozza -Levante 2-0 (1-0). OGGI : ore 19.30 GetafeAtletico Madrid (andata 0-3); ore 21.30 Barcellona-Cordoba (2-0), Betis Siviglia-Las Palmas (1-1).


Barcellona oggi senza Vilanova BARCELLONA - Tito Vilanova non sarĂ in panchina oggi nell'incontro di Coppa tra il Barcellona e il Cordoba perchĂŠ partito per gli Usa per sottoporsi a nuovi controlli medici. Operato per un tumore a una ghiandola salivare, aveva subito una nuova operazione il 20 dicembre. Domenica era tornato in panchina.


La Coppa ha cambiato nome 7 volte La Coppa di Lega inglese ha cambiato nome sette volte, dal 2012 si chiama Capital One Cup


Per il Liverpool otto trionfi, poi l’Aston Villa (5) La Coppa di Lega si disputa dal 1961; il Liverpool l’ha vinta 8 volte, l’Aston Villa 5


CALCIOPOLI Dondarini si dimette e attacca l’Aia

Dal primo gennaio non è più arbitro: «Da Nicchi neanche una telefonata, eppure...» ROMA - Oltre sei anni di silenzio. Da quando questa brutta storia è cominciata, anno di grazia 2006, ad un mese fa circa, il 5 dicembre, quando la Corte d’Appello di Napoli lo ha assolto dalle accuse di Calciopoli. Paolo Dondarini, ex arbitro internazionale (confermato alla Fifa nel gennaio del 2009, inviato alla Uefa a marzo con Tagliavento in vista esordio Europa League e poi dismesso per motivi tecnici a giugno dello stesso anno...), ex vice commissario della Cai (si dimise il 14 dicembre 2009, dopo la condanna in primo grado e dopo una telefonata con Nicchi) ed ex presidente della sezione di Finale Emilia (fu commissariata dal Comitato Nazionale, un episodio che non gli è andato giù), adesso ha deciso di togliersi qualche sassolino dalle scarpe. E lo ha fatto in maniera clamorosa: «Punto primo, dallo scorso primo gennaio mi sono dimesso dall’Aia. Ho consegnato una lettera con le mie dimissioni al presidente di sezione e poi ne ho inviata un’altra a Nicchi...». Ecco, questo è il secondo punto. «Pensavo che qualcuno mi chiamasse, pensavo che l’Associazione fosse contenta per l’assoluzione. Ho atteso un mese, nessuno Paolo Dondarini (Ansa) dei vertici dell’Aia mi ha chiamato. Neanche Nicchi, che mi chiamò dopo la condanna in primo grado e mi chiese di dimettermi da vice della Cai di Pacifici. Io all’epoca lo feci immediatamente.... Ho inviato una lettera anche a lui, gli ho ricordato alcuni episodi successi in questi anni...». e.pi. © riproduzione riservata


HANNO DETTO Menichelli: Bravi ragazzi, carattere super Si aspettava di soffrire, probabilmente non fino a questo punto. Dopo il 3-2 inflitto alla Repubblica Ceca a Kladno, che bissa il 4-2 di martedì a Chrudim, Roberto Menichelli elogia il carattere e il gioco dell’Italia, pur riconoscendo che ci sono ancora alcuni correttivi da apportare. « Abbiamo sempre detto che la seconda amichevole è la più complicata - ricorda il Ct azzurro - i loro gol sono nati da rilanci del portiere in situazioni evitabilissime, dovremo correggere e mettere a posto questo aspetto. Ci sono però note positive, come il gioco in generale e l’essere stati sempre in partita, questo ci ha consentito di riprendere la gara nel finale con il portiere di movimento a testimonianza che c’è una notevole forza caratteriale. E ci ha dato grande carica il messaggio che ci ha mandato Marcio Forte prima di gara 1, che è stato letto nella riunione tecnica prima di andare al palazzetto». Gabriel Lima è stato l’uomo della provvidenza, con due reti nell’ultimo giro di lancette. « Era una situazione abbastanza complicata, ma credo sia bello perché in questo modo la squadra cresce nelle difficoltà», racconta il giocatore dell’Asti, con la fascia al braccio in queste due amichevoli. « Se mi aspettavo di diventare un giorno il capitano? Devo dire che lo sognavo, ma non mi sento ancora tale perché c’è ancora Forte. Da lui ho imparato tanto e devo dirgli solo grazie».


SERIE B GIRONE F: L’INSEGUITRICE Totaro: Scanzano prenota il sorpasso Guarda verso l'alto la Libertas Scanzano. « Sul campo siamo imbattuti perchè l'unica sconfitta, esterna, contro il Viagrande, è arrivata a tavolino. Avevamo vinto 7-4, il giudice sportivo ha assegnato il 6-0, la Corte di Giustizia Federale ha confermato la decisione e, ora, siamo in attesa del ricorso all'Alta Corte del Coni. Dovessero restituirci i tre punti consolideremmo una classifica già importante» spiega Nicola Totaro, presidente della formazione rossonera allenata, per la seconda stagione consecutiva, da Angelo Bommino. « Abbiamo allestito una squadra competitiva e siamo in corsa per il salto di categoria. All'inizio volevamo capire un pò com'era il girone. Adesso non possiamo più nasconderci. Con noi e l'Avis Policoro sono in lizza per un traguardo prestigioso anche Viagrande, Atletico Catanzaro e Fabrizio Corigliano. Nella scorsa stagione ci siamo classificati al terzo posto superando i play off del nostro girone e conquistando la qualificazione al triangolare con Giovinazzo e Aloha Roma dove abbiamo perso contro la squadra romana. In un'intelaiatura collaudata sono stati inseriti giocatori di valore come il difensore Durante, ex Venafro, l'attaccante Ze Renato, dall'Acireale, e il ritorno, a dicembre, dell'attaccante Gilmar Pelentir, dal Mirto. Inoltre, sono arrivati due universali italobrasiliani under 21, Bavaresco e Gleison. Il gruppo dà ogni volta il massimo, si sta esprimendo al meglio, siamo fiduciosi. Certo, ogni partita ha una sua storia, può essere decisa dagli episodi o dalle prodezze dei singoli, conta pure la fortuna, insomma la vittoria di un campionato dipende da tanti fattori. Intanto sabato, alla ripresa, ospitiamo il Fabrizio Corigliano che si è rinforzato nell'ultima sessione di mercato. Partita, dunque, impegnativa nella quale - conclude Totaro - speriamo di fare sempre bene». a.g.


SERIE B GIRONE F: LA CAPOLISTA Persia: L’Avis Policoro pronta per la serie A2 di Antonio Galluccio

Nel girone F del campionato nazionale di Serie B brillano l'Avis Policoro, capolista, e la Libertas Scanzano, seconda forza, squadre dei due centri limitrofi in provincia di Matera. Si sono affrontate nello scontro diretto dell'ultima di andata, a Policoro, lo scorso 21 dicembre, alla vigilia della sosta natalizia, con vittoria della Libertas Scanzano per 4-2 e prima sconfitta stagionale per l'Avis Policoro in vetta, ora, con due punti di vantaggio. « E' stata una bellissima partita, davanti a oltre milleduecento spettatori, in un impianto tra i più belli d'Italia, il PalaErcole, che può ospitarne millecinquecento e dove, sia noi che loro, disputiamo le gare interne. Equilibrio quasi fino all'ultimo quando, sul 2-1 per Libertas Scanzano, abbiamo inserito il portiere di movimento e gli avversari hanno segnato altre due reti, prima del nostro ultimo gol » dice Angelo Persia, presidente dell'Avis Policoro, al secondo campionato consecutivo in Serie B dopo la promozione dalla Serie C1. « Nella passata stagione - prosegue Persia - siamo arrivati secondi dietro al Martina. Poi, nei play off, abbiamo perso contro il Bagheria. Con il direttore sportivo Davide Bisignano e l'allenatore Rocco Suriano siamo ripartiti con entusiasmo confermando gran parte dell'organico nel quale abbiamo inserito alcuni nuovi innesti ovvero il difensore Guida e l'attaccante Celano entrambi dall'Heden Policoro, gli attaccanti Creaco dalla Cadi Reggio e Scharnovski dal Colleferro più, a dicembre, il difensore Murillo Machado, ex Pescara, fratello del laterale Maicon già con noi da qualche tempo. Per la promozione diretta in A2 si deciderà in volata tra le due formazioni lucane e l'Odissea 2000 Rossano. Sabato andiamo sul campo del Real Team Matera che chiude la classifica. Un derby - conclude Persia - da affrontare con la giusta concentrazione».


Che Italia: da 1-2 a 3-2 negli ultimi 33” Soffre con la Repubblica Ceca, va sotto poi si scatena Lima... Rep. Ceca-Italia 2-3 REPUBBLICA CECA: Zdansky, Koudleka, Cupak, Slovacek, Fric, Oliva, R. Mares, Resetar, Belej, Seidler, M. Mares, Slama, Holy, Gercak Ct.: Neumann ITALIA: Putano, Lima, Leggiero, Fortino, Cavinato, Ercolessi, Romano, Delpizzo, Mentasti, De Luca, Merlim, Nicolodi, Bruno, Barigelli Ct.: Menichelli ARBITRI: Garcia Marin (Spa), Henych (Rep.Cec). MARCATORI: pt 19'11'' Cavinato (I); st 7'42'' e 12'59'' Seidler (RC), 19'27'' e 19'58'' Lima (I). La gioia di Lima Dopo il successo per 4-2 di martedì a Chrudim, la Nazionale italiana si ripete a (Cassella/Divisione Calcio a 5) Kladno nella seconda amichevole contro i padroni di casa della Repubblica Ceca. E stavolta lo fa in maniera clamorosa, ovviamente solo per il modo in cui è maturata la vittoria, con il punteggio di 3-2. A 33’’ dalla sirena, infatti, i padroni di casa erano in vantaggio 2-1, prima che si scatenasse il solito Gabriel Lima a togliere le castagne dal fuoco per gli azzurri con una doppietta. Il primo tempo, invece, era cominciato sulla falsa riga della ripresa di martedì, terminata a reti bianche. A Kladno è la squadra di Roberto Menichelli a fare gioco e gestire il possesso del pallone, ma sono i cechi a creare i maggiori pericoli alla porta difesa, stavolta, da Davide Putano. Così, dopo una buona partenza degli azzurri, che ci provano con Cavinato, Lima e Fortino, la selezione di Neumann prende coraggio e si fa pericolosa, in particolar modo al 6’, quando Slovacek colpisce la traversa. Tre minuti dopo si deve superare Putano per evitare il vantaggio locale: parata di piede del portiere della Luparense sulla conclusione di Belej. Passato il 10’ gli azzurri salgono di nuovo in cattedra: gol sfiorato prima da Cavinato in mezza girata, poi da Nicolodi che pareggia il conto delle trasversali con un tiro da centrocampo. Così, quando sembra che si debba tornare negli spogliatoi con il risultato inalterato, ci pensa Cavinato a far gioire l’Italia, mettendo dentro la sfera su schema d’angolo, a 49’’ dall’intervallo. Nella ripresa, però, la Repubblica Ceca riesce prima a raggiungere il pari, poi addirittura a ribaltare la situazione. Autore di entrambi i gol è Seidler, che approfitta di due rilanci lunghi del proprio portiere Zdansky - prima sulla correzione di Belej, poi direttamente sull’assist dell’estremo difensore - per battere Putano. La Nazionale di Menichelli prova a reagire, ma il pareggio non arriva, così, a 3’ dalla sirena, il ct azzurro inserisce Lima portiere di movimento. Ed è proprio l’universale dell’Asti a cogliere il jolly del 2-2 con un tiro dalla distanza che bacia il palo interno e si insacca. Sul cronometro mancano 33’’ al fischio finale: tutto lascia pensare che la gara debba terminare in pareggio. Invece l’Italia ci crede e ancora con Lima - stavolta in campo nel quartetto di movimento con Putano regolarmente tra i pali - ancora con una conclusione da fuori (seppur con una deviazione avversaria), colpisce per il 3-2 che sancisce la seconda vittoria in due giorni. ass


BARI CHIUDE, UN TERREMOTO Ventisette giocatori coinvolti, c’è pure Gillet (ora al Toro). Archiviato Ranocchia di Michele Pennetti

BARI - Trentasei persone coinvolte, tra cui 27 calciatori in attività o appena ritiratisi. Quattro partite agli atti, anche se su due la giustizia sportiva ha già emesso sentenza. Il Bari (di allora) dentro fino al collo, a cominciare dall'ex capitano Jean Francois Gillet, attuale portiere del Torino, e continuare con Andrea Masiello (già appiedato per 24 mesi). Un introito illecito complessivo di 360.000 euro. L'accusa, in pratica, di concorso in frode sportiva. Il secondo filone dell'inchiesta barese sul calcioscommesse, condotta dal procuratore capo Antonio Laudati e dal pm Ciro Angelillis (attaccante della nazionale magistrati), è deflagrata ieri con la notifica di tre distinti avvisi di conclusione delle indagini.

Gillet, all’epoca portiere del Bari e oggi al Torino, esce dal campo a testa bassa con l’allora ex compagno Andrea Masiello, anche lui coinvolto nello scandalo, dopo il famoso derby perso contro il Lecce (Ansa)

BUONI E CATTIVI - Ne escono con le ossa sane alcuni nomi di spicco: Antonio Conte, all'epoca allenatore dei Quattro le partite biancorossi, interrogato come persona informata dei fatti ma mai indagato; Andrea coinvolte, introiti Ranocchia, centrale difensivo dell'Inter e della nazionale, per il quale è stata avanzata illeciti per 360mila euro. Le carte già dalla Procura richiesta di archiviazione così come per l'attaccante brasiliano Paulo Vitor nelle mani di Palazzi Barreto (ora all'Udinese) e il centrocampista Alessandro Gazzi (in forza al Torino): i tre, comunque, potrebbero essere inquisiti dal procuratore federale Stefano Palazzi con l'imputazione di omessa denuncia. Di contro però, in attesa di presentare una memoria difensiva o sollecitare un interrogatorio, ci sono molti tesserati che rischiano la richiesta di rinvio a giudizio oltre che la squalifica in sede di giustizia sportiva. Tutto per due match del campionato di serie B: uno della stagione 2007-2008, Bari-Treviso, terminato 1-0 a favore dei veneti; e l'altro del torneo successivo, Salernitana-Bari, vinto 3-2 dai campani impegnati nella lotta per non retrocedere e con i pugliesi già matematicamente promossi in A. CADETTERIA MARCIA - Per perdere la gara con il Treviso - secondo i pm - dieci calciatori del Bari intascarono complessivamente 70.000 euro, consegnati dall'ex compagno di squadra Pianu a Rajcic, Santoruvo, Lanzafame, Gillet, Marco Esposito, Belmonte, Strambelli, Bonanni, Ganci e Spadavecchia. Per perorare la causa della Salernitana, invece, il team manager Cosimo D'Angelo e i giocatori Massimo Ganci (passato nel frattempo proprio ai granata) e Luca Fusco avrebbero offerto 150.000 euro a 16 calciatori del Bari e al faccendiere Angelo Iacovelli, sospettato anche di favoreggiamento reale. A detta dell'accusa, a ricevere circa 7.000 euro a testa sarebbero stati Masiello, Stellini (ex secondo di Conte alla Juventus, già fermato per l'illecito su Albinoleffe-Siena del 2011), Lanzafame, Kutuzov, Esposito, Santoni, Parisi, De Vezze, Galasso, Bonomi, Caputo (adesso capitano del Bari), Gillet, Colombo, Bianco, Edusei e Guberti. L'autore materiale della consegna dei soldi sarebbe risultato proprio Iacovelli, che li avrebbe distribuiti in parti eguali. Sempre nell'ambito della medesima sfida taroccata, per l'ex team manager barese Luciano Tarantino è stata chiesta l'archiviazione. Mentre per la formazione allenata da Vincenzo Torrente potrebbe prospettarsi un'ulteriore penalizzazione, dopo i 5 punti in meno (+ 2 per questioni amministrative) già computati nella corrente classifica. SERIE A NEL MIRINO - Chiuse le indagini inerenti anche Bari-Sampdoria (0-1) e Palermo-Bari (2-1) del campionato 2010-2011. Alcuni biancorossi incassarono 140.000 euro. Nel primo caso l'illecito fu pianificato dopo che Stefano Guberti (altro ex) offrì «in concorso con persone allo stato ignote» circa 50.000 euro a Masiello e compagni. Per perdere con i rosanero, di converso, Alessandro Parisi, Marco Rossi e Simone Bentivoglio accettarono 30.000 euro ciascuno da Hristan Ilievski, uno degli "zingari", grazie alla mediazione ancora di Masiello e Iacovelli. I patti saltarono, in quanto prevedevano in principio un successo del Palermo con più di tre gol. © riproduzione riservata


MERCATO Il Catanzaro si rinforza con Castiglia CATANZARO - Ingaggiato Ivan Castiglia, cosentino di Tarsia, 24 anni, centrocampista, rilevato dalla Reggina. In arrivo Da Silva Ronaldo (22) che ha rescisso col Grosseto. Nel mirino Catacchini (29) e Antonazzo (32). l BARLETTA SU CARDINALE (Liopress) - Il difensore Roberto Cardinale (31) è richiesto da Sorrento e Barletta. l PERUGIA: ROMANO' E PADELLA (Liopress) - Ha richieste in Lega Pro il talentuoso Alfredo Romanò (19) dell'Inter: in lizza Perugia e Como. Gli umbri vicini anche a l difensore Emanuele Padella (24). l HINTERREGGIO: LANZOLLA (Liopress) - L'Hinterreggio è interessata a Nicola Lanzolla (23) del Pisa. In uscita Trentinella (23) e Broso (24). l AL FANO IL PORTIERE CONTI (Liopress) - Dopo l'esperto attaccante Del Core, ingaggiato il portiere Andrea Conti (23).


Gli umbri su Romagnoli e Borghese A centrocampo Capuano o Laverone E’ un’asta per Crescenzi. Rivoluzione a Grosseto: anche Colucci nel mirino di Tullio Calzone

ROMA - Costretta dagli incredibili infortuni che hanno messo fuori causa diversi elementi (Nolè ultimo in ordine di tempo), la Ternana ha chiuso un’importante operazione di mercato. Dalla Reggina sbarca in Umbria Fabio Ceravolo (25), nonostante l’interferenza dello Spezia ostinata sino all’ultimo ad assicurarsi il cecchino in scadenza con Foti. Accordo per un biennale e calciatore già in ritiro a Roma a La Borghesiana dove la squadra sta preparandosi per la lunga sosta. AFFARE ABBRUSCATO - Il ds Cozzella non mollerà nemmeno Elvis Abbruscato (31) e Cristian Jonathas (23), sul primo pure il Cesena. Per la difesa, Toscano potrebbe allenare uno tra Simone Romagnoli (22), valorizzato da Zeman nelle ultime due stagioni. Sul difensore, di proprietà del Milan per la metà, rimangono attentissimi Vicenza e Livorno. L’alternativa rimane Martino Borghese (25) del Bari che ieri ha presentato Dimitri Vosnakidis (19), il baby greco e Vincenzo Chiochia (18), come Sciaudone approdato a Bari dopo il fallimento del Taranto. Tornando alla Ternana sono sempre seguiti da vicino l’esperto Ciro Capuano (31) del Catania e il duttile Lorenzo Laverone (23) che non sta trovando spazio al Sassuolo e gradirebbe un trasferimento in rossoverde. Un altro calciatore del Pescara richiestissimo, non solo in B, è Alessandro Crescenzi (21): piace a Novara, Crotone, Grosseto e Pro Vercelli in B. Ma ha richieste all’estero. RIVOLUZIONE GROSSETO - A proposito dei maremmani, il Comandante Camilli sta lavorando a una vera e propria rivoluzione dopo aver cambiato il quarto allenatore stagionale. Per il centrocampo è attuale la pista che porta all’esperto foggiano Giuseppe Colucci (32). Per Lucas Chiaretti (25), attaccante di Belo Horizonte, già a Taranto con Dionigi, difficile battere la concorrenza della Reggina che attende per piazzare il colpo gli sviluppi dell’affare relativo a Federico Piovaccari (28).

ALTRE TRATTATIVE - E' Gianmarco Zigoni (22) il nuovo obiettivo della Juve Stabia. L'attaccante che ha trovato poco spazio a Vercelli è pronto a ritornare in Campania dopo l'esperienza ad Avellino. Il difensore Gennaro Scognamiglio (27) è vicino al Padova. Sfumato Verdi, dal Torino arriverà il centrocampista Sergiu Suciu (21). Enrico Guarna (28) potrebbe approdare in A al Siena. Il portiere è in scadenza di contratto con l’Ascoli. Ceduto in prestito il difensore centrale Fabio Cannella (19) al Bellaria. Un nome nuovo per la difesa del Livorno: si tratta di Alberto Masi (20), di proprietà della Juve. Da definire le trattative con la Roma per Luca Antei (20) e con la Fiorentina per Michele Camporese (20). Nel mirino anche Emiliano Massimo (23) dell’Avellino. Il Verona presenta oggi Alessandro Sgrigna (31), Alessandro Agostini (33) e Daniele Ragatzu (21). Il Varese ha conosciuto l'attaccante Luca Scapuzzi (22), arrivato dal Manchester City. Il Brescia stringe per Luca Caldirola (21) e Gianluca Freddi (25). © riproduzione riservata


AMICHEVOLE INTERNAZIONALE La Reggina prepara l’esame Gattuso

Con il Sion dell’ex milanista il 18 al Granillo. Tolentino: «L’obiettivo è promuovere l’immagine del club» di Eugenio Marino

REGGIO CALABRIA - La Reggina dimentica per qualche giorno gli affanni del momento e si proietta oltre i confini nazionali. Grazie all'idea coltivata da Marco Tolentino, responsabile marketing della società calabrese, la squadra di Dionigi affronterà gli svizzeri del Sion. L'amichevole si svolgerà il 18 gennaio, alle ore 18, al Granillo. «Ma non sarà solo una partita di calcio - annuncia, orgoglioso, Tolentino - Sarà una giornata di calcio internazionale. L’obiettivo è portare la Reggina ad abbracciare le migliaia di calabresi nel mondo». CURIOSITA' - La squadra svizzera ha sollecitato curiosità tra i tifosi della Reggina già in passato quando Albertino Bigon, ex tecnico amaranto, la diresse tra il 2007 e il 2008. Ora è al centro dell'attenzione dei reggini per la presenza del calabrese Gennaro Gattuso, ex Milan e campione del mondo con la maglia azzurra. GATTUSO DECISIVO - «I rapporti con Gattuso - ricorda Tolentino - maturati durante la mia esperienza in rossonero, sono serviti a concretizzare l'idea. Ringhio si è speso per rendere possibile l'amichevole. Si giocherà al Granillo che da qualche tempo sta ricevendo attenzioni per migliorarne la ricettività. Il Sion sarà ospite al Sant'Agata per la rifinitura e per una serie di incontri tra calciatori e dirigenti. Saranno gettate le basi per altre collaborazioni che aiuteranno la promozione dell'immagine della Reggina». FOTI FELICE - Dopo aver sottolineato la condivisione del presidente Foti, Tolentino ha anticipato che «i prezzi per assistere alla gara saranno contenuti perché vogliamo offrire agli appassionati di calcio la possibilità di poter rivedere Gattuso. Stiamo lavorando all’organizzazione di una serie di amichevoli in Europa per incontrare i tanti calabresi all’estero». SION - Il Sion è una delle squadre più importanti del calcio elvetico. Milita nella Super League, massimo torneo svizzero. E' 4º in classifica a 5 punti dalla capolista Grasshoppers. Ha vinto 2 campionati e per 12 volte la Coppa Svizzera, autentico record mondiale. La scorsa stagione è stato allenato, tra gli altri, da Vladimir Petkovic, attuale tecnico della Lazio. Dal 1º gennaio è guidato dallo spagnolo Munoz, già centrocampista di Udinese e Chievo, subentrato allo svizzero Schurmann. Gattuso è il capitano, Fernandes il goleador con 7 reti. © riproduzione riservata


Crisi tecnica alla Cavese via Pietropinto: c’è Chietti CAVA DE' TIRRENI (b.c.) - Nuovo terremoto tecnico alla Pro Cavese (Serie D, Girone I). Dopo la sconfitta di Agropoli, il neo presidente Manna ha reso noto l'esonero del tecnico Pietropinto e, a sorpresa, del d.s. Simonetti, voluto a Cava proprio dalla nuova dirigenza. La crisi tecnica è stata subito risolta con l'annuncio del nuovo allenatore. Si tratta di Francesco Chietti (38), ex calciatore con presenze in C2 con Puteolana ed Aversa Normanna, alla sua prima esperienza da tecnico. All'esordio anche il nuovo ds, Salvatore Casapulla (32). l KRAS REPEN, ZUPAN NUOVO TECNICO - (infopress) Terzo cambio in panchina al Kras Repen (Serie D, girone C): esonerato Dragutin Rustic, la squadra è stata affidata al responsabile del settore giovanile Branko Zupan. l PORDENONE, PANCHINA A ROSSITTO - (infopress) Il Pordenone (Serie D, girone C) ha esonerato il tecnico Giovanni Soncin. Panchina affidata all'ex giocatore della Nazionale Fabio Rossitto, già alla guida della Primavera dell'Udinese. RECUPERI Ieri 3 gare: risultati e classifica GIRONE A - 17ª giornata, Borgosesia-Sestri Levante 6-0. Tortona Villalvernia-Bogliasco 0-1. Classifica: Bra 40; Santhia, Lavagnese 39; Borgosesia 35; Chieri 34; Verbania 31; Folgore Caratese 26; Chiavari 25; Gozzano 24; Derthona 22; Sestri Levante, Bogliasco 21; Tortona Villalvernia 20; Trezzano 17; Asti 14; Verbano 13; Novese, Imperia 10. GIRONE D - 17ª giornata, Fidenza-Fortis Juventus 1-0. Classifica: Pro Piacenza 40; S.M. Tuttocuoio 38; Massese 33; Pistoiese, Lucchese 32; Mezzolara, Fidenza , Spal 30; Fortis Juventus 26; V. Castelfranco 25; Formigine 23; Atl. Castenaso 20; Camaiore, V. Pavullese 18; Forcoli Valdera, Rosignano S.R. 14; Riccione (-1) 13; Bagnolese 12. MERCATO Acireale, ingaggiato Bouallegue ACIREALE (g.r.) - L'Acireale ha ingaggiato il portiere italo-tunisino Haichel Bouallegue, classe 1994, prelevato in prestito dalla Primavera del Catania. Il giocatore ha già sostenuto ieri il primo allenamento con i granata e può essere convocato per la trasferta di Cosenza. l LA SPAL TESSERA RIZZO - La Spal (gir. D) ha ingaggiato il difensore Gianmarco Rizzo (19) in prestito dal Savoia. Al Matera (gir. H) approda l'attaccante classe '93 Gianluca Metta (20) in prestito dalla Giacomense. Il Mezzocorona (gir. C) ha preso l'attaccante Matteo Timpone (20), ex Sudtirol (un ritorno). Il portiere Stefano Chimini (20) ha firmato per la Fersina Perginese. Al Pierantonio (gir. E) si è dimesso il d.s. Pompei.


CORIONI SOGNA SEMPRE BAGGIO Il patron del Brescia non si scoraggia dopo i no a Modena e Vicenza «Un giorno lo convincerò a tornare. E magari gli lascio il mio posto» di Roberto Timpini

BRESCIA - Non sempre i sogni finiscono tutti all'alba. Qualche volta si avverano. Spesso svaniscono. Magari non all'alba, ma svaniscono. E ci sono sogni che durano tutta una vita. Come il ritorno a Brescia del Codino Roberto Baggio che da queste parti ha lasciato davvero il segno in anni indimenticabili con Carletto Mazzone in panchina, tra il 2000 e il 2004 con quattro salvezze consecutive, alcune delle quali molto sofferte, e la qualificazione alla Coppa Uefa sfiorata nel 2001. CORIONI CI CREDE - Forse qualcosa di più di un fantasma della notte la prima volta di Baggio sulla panchina della squadra che lo ha lanciato. Ma dopo il sogno di averlo a Modena, anche il sogno di Baggio a Vicenza è svanito e prima dell'alba: «Non credo proprio - sostiene il presidente del Brescia, Gino Corioni - che Baggio abbia mai preso davvero in considerazione l'idea di diventare l'allenatore del Vicenza, anzi non credo nemmeno che il Vicenza glielo abbia mai chiesto». Due bruschi risvegli potrebbero scoraggiare chiunque ma non il patron Corioni: «Un giorno - dice Corioni all'ora del tè quando la notte e i sogni sono ancora molto lontani - mi piacerebbe portare Baggio a Brescia. Con quale ruolo? Non ha molta importanza. Come allenatore o direttore sportivo o dirigente o magari come presidente. Perché no?». INDIMENTICABILE

FUTURO - Un giorno, ma non oggi e nemmeno domani: «Anche se Roberto FUORICLASSE Roberto fosse dell'idea - conferma il pres - sarei io il primo a fargliela passare. Non Baggio è nato a Caldogno il 18 credo, anzi sono sicuro che non accetterebbe mai di iniziare un'avventura così febbraio del 1967, ex calciatore importante partendo dalla serie B. E se, anche lo volesse, come potrei cercare italiano, straordinario di convincerlo - e forse non sarebbe nemmeno impossibile visto che ho sentito attaccante ha giocato nel dire che non è più tanto convinto di restare in Federazione -, quando a Brescia Brescia dal 2000 al 2004 (45 gol in 95 gare). Attualmente è non c'è uno stadio decente per fare quel calcio che da sempre vorrei portare in presidente del settore tecnico questa città? No, in questo momento, non ci sono le condizioni per un ritorno della Figc di Roberto. Ma il mio sogno, il sogno di fare grande calcio a Brescia, è iniziato il giorno in cui ho preso in mano questa società e nonostante tutto, non mi ha ancora abbandonato», sottolinea ancora il massimo dirigente delle Rondinelle che con Baggio ha mantenuto un ottimo rapporto, come con Guardiola altro campione dell’era Mazzone che da queste parti è spesso ospite ancora oggi. PRESENTE - Almeno Calori, per il momento, non deve aggiungere alla preoccupazione per il mercato, la preoccupazione per la propria panchina. E’ così presidente? «Ma quale preoccupazione - borbotta Corioni -. Anche se il mio sogno si dovesse avverare, non succederà oggi e nemmeno domani. E poi non nascerebbe certamente nessun conflitto tra Calori e Baggio». © riproduzione riservata


SITUAZIONE


MERCATO: AFFARI E TRATTATIVE Colpo Ternana Ceravolo in ritiro Reggina: Chiaretti

COLPO TERNANA L’attaccante Fabio Ceravolo 25 anni è passato ieri dalla Reggina alla Ternana


APPUNTAMENTI CONSIGLIO DI LEGA IL 14 A ROMA per i nuovi assetti della Serie B MILANO - Il Consiglio di Lega Serie B è stato convocato per lunedì 14 gennaio alle ore 9 a Roma, presso il Rome Marriott Park Hotel di via Masala 54 (la stessa location in cui si svolgerà alle 10,30 l'Assemblea federale elettiva). All’Ordine del giorno oltre al punto dopo il Consiglio federale del 10 gennaio, c’è il tema del rinnovo degli Organi elettivi della Lega Serie B, la definizione della bozza conclusiva dell'accordo collettivo Adise e l’aggiornamento sul Fondo di solidarietà. «FACCIAMO LA FORMAZIONE» - A Novarello, martedì 15, alle ore 15, appuntamento con i vertici di Aic, Lega e Novara per la presentazione del progetto «Facciamo La Formazione», iniziativa rivolta a preparare giocatori in attività a carriere professionali al termine della loro esperienza calcistica.


LEGA PRO: LA SQUADRA DEL MOMENTO Il Trapani non si accontenta più: «B diretta» TRAPANI (Lps) - In trasferta continua ad essere un autentico tritasassi e per la seconda volta consecutiva, sempre sotto le telecamere tv, il Trapani ha vinto con l'identico punteggio (3-1). "Emilia, dolce Emilia" hanno intonato i tifosi granata, sempre più convinti di poter rivivere le emozioni della passata stagione magari con un epilogo diverso. CARPI KO - Rispetto a Reggio Emilia, dove i granata avevano dominato un avversario palesemente inferiore, al "Cabassi" di Carpi il Trapani ha tenuto in scacco quella che fino a domenica scorsa era la La vittoria sul Carpi capolista del girone A con la difesa meno battuta.

Il tecnico del Trapani, Roberto Boscaglia, 44 anni (Mosca)

rilancia le ambizioni del tecnico Boscaglia «Ora non possiamo più nasconderci»

LA FORZA DEL GRUPPO - E' stato un successo costruito con certosina applicazione, figlio delle straordinarie prestazioni offerte da Caccetta, Lo Bue, Basso e, soprattutto, da Matteo Mancosu. L'ex attaccante della Vigor Lamezia in 27' ha concretizzato una splendida ripartenza e procurato l'ennesimo rigore che ha chiuso la pratica. Proprio dal dischetto il Trapani, 11 centri su altrettanti penalty, continua ad essere infallibile. Madonia e Basso, rispettivamente con 6 e 5 centri all'attivo, infondono la necessaria sicurezza, mentre a completare un reparto offensivo sempre più prolifico, 33 reti in 17 partite disputate, l'esplosivo e incontenibile Mancosu che nell'ultimo turno ha spedito in fondo al sacco il settimo gol personale. L'exploit in terra emiliana potrebbe rappresentare l'autentico spartiacque della stagione perché anche la tifoseria, oltre alla squadra, sembra aver preso piena coscienza dell'indubbio spessore tecnico. LIEVITANO LE AMBIZIONI - Le esternazioni del tecnico Roberto Boscaglia sembrano assai indicative: «Eravamo partiti per centrare i play off ma a questo punto credo che le nostre ambizioni siano levitate. Possiamo e dobbiamo lottare per la prima posizione perché abbiamo dimostrato di poter competere contro tutti. Sarà una bella lotta ma il Trapani a questo punto non può tirarsi indietro. Contro un ottimo avversario siamo stati bravi a limitarlo e colpirlo nel momento giusto. Merito di tutti i giocatori, davvero bravi a mettere in pratica ciò che avevamo preparato. Adesso siamo più continui e ritengo che possiamo puntare alla promozione diretta». MERCATO - Qualche novità potrebbe arrivare dal mercato. Si tratterà, tuttavia, di acquisti mirati e direttamente legati ad eventuali partenze. «Lavoriamo di concerto con il ds Faggiano». Le uniche stonate riguardano le squalifiche dei due centrali difensivi, Pagliarulo e D'Aiello.


«Ho detto a Newey di portarmi a Indy» L’idea pazza di Alex: la 500 Miglia con l’aiuto del Genio «Lui è super, solo la Ferrari può batterlo grazie al prestigio» di Marco Evangelisti

Si è messo a raccontare lo sport dopo averlo praticato in tutte le sue incarnazioni, quella ipertrofica della Formula 1, quella efficiente e sguaiata dell’automobilismo americano, quella abilissima degli atleti diversamente abili, molto più abili degli altri a soffrire di agonismo. Alex Zanardi, due volte campione olimpico nell’handbike a Londra, non ha affatto smesso di praticare, ma intanto racconta. A “Sfide” ha parlato della faccia in ombra dei campioni, quella più umana, e dice: «Sono ancora disposto a metterci la mia brutta faccia se mi propongono qualcos’altro di interessante». Basta poco a interessare uno come lui, che ha dato via tutti i vuoti della vita, capace com’è di riciclare ogni istante. Nel 2001, è arcinoto, ha perso le gambe in un incidente di gara. Da allora ha guidato ruote coperte e scoperte, ha disputato maratone, ha progettato biciclette. Da adesso farà praticamente tutto questo e molto altro ancora, quello che gli passa per la testa e poi «La Rossa è l’unica inevitabilmente prende forma. Alla consegna dei Caschi d’Oro di Autosprint ha cenato con Adrian squadra che può Newey, il progettista poeta, e gli ha domandato: avere il pilota più forte senza avere la qualora mi venisse in mente di partecipare alla 500 Ai Giochi paralimpici di Londra vettura migliore Mi Miglia di Indianapolis collaboreresti con me? Zanardi ha conquistato tre piace molto Newey, un altro che si è tolto il servofreno dal medaglie: oro nell’handbike a Domenicali che è il cuore, ha cominciato a elaborare e ha risposto: cronometro e nella prova su Newey dei contaci. Se lo faranno sul serio ci sarà poco da strada, argento nella staffetta a manager» meravigliarsi. La voglia di vivere di Zanardi è squadre mista (g.fo.) ORO A Alex Zanardi, contagiosa. Il nipote aveva cinque anni quando alla fine di un CRONOMETRO 46 anni, dopo l’oro paralimpico pomeriggio passato a giocare con lui disse ai genitori: da grande voglio nell’handbike a cronometro essere proprio come zio Sandro e guidare in Formula 1. «Mi sono (Reuters) In F.1 Zanardi ha commosso - ammette Sandro, che sarebbe Alex, che sarebbe Zanardi - ottenuto un solo punto in 41 Un adulto quando vede che ti mancano le gambe e hai la luna storta può presenze con il 6º posto su anche raccontarti storie. Un bambino no. Se parla bene di te vuol dire Lotus nel GP Brasile 1993. Tra il che gli sei davvero simpatico». A quello che è stato probabilmente il 1991 e il 1999 ha corso con maggior personaggio dello sport italiano nel 2012 abbiamo chiesto di quattro team: Jordan, Minardi, raccontare l’anno della Formula 1 che è stato e nei limiti dell’umano Lotus e Williams (g.fo.) quello che sarà. Lo ha fatto a modo suo, con giudizi originali, analisi imprevedibili. Da uno che ha preso in faccia tutte le correnti del destino e non se n’è fatto trascinare: ci ha nuotato contro, invece. © riproduzione riservata Zanardi, la Ferrari continua ad avere ben chiare le cose da fare sulla macchina ma non riesce a farle. E perde. «Mi sa che stiamo diventando troppo esigenti. La Ferrari perde contro la Red Bull, ma batte gli altri. E, credete a uno che ci ha vissuto in mezzo, non è banale. La McLaren per esempio è un gioiello, possiede una fabbrica all’avanguardia, dispone di quantità enormi di talento e creatività. Eppure sta dietro». Che cos’ha in più la Red Bull? «Ha quello che ha la Ferrari: soldi da spendere, meccanici altrettanto bravi, un pilota che non è inferiore ad Alonso. Di più ha un genio, Adrian Newey. Che non è soltanto un progettista di straordinaria inventiva ma anche un appassionato del suo lavoro e dello sport. Uno che apre l’officina al mattino e la chiude a chiave la sera. Ecco, se Stefano Domenicali disegnasse le macchine allora la Ferrari lotterebbe ad armi pari, perché anche lui è uno così, uno che non si stanca mai. Ma Stefano fa un altro lavoro, dirige la squadra». Dunque a Maranello perderanno anche quest’anno? «E’ dura per tutti contro la Red Bull, però bisogna riconoscere che nel 2012 la Ferrari non è stata fortunata. Ogni volta si ridistribuiscono le carte e magari questa volta usciranno nell’ordine giusto». Vettel vale veramente Alonso? «Diciamo così: non credo che Sebastian sarebbe riuscito a fare per la Ferrari quello ha fatto Fernando e d’altra parte non credo che Fernando alla Red Bull avrebbe potuto fare meglio di Sebastian. Alonso nell’ultimo campionato è stato perfetto, mai una sbavatura. Meritava il titolo. Eppure non riesco a


togliermi dalla testa la convinzione che alla fine il risultato sia stato giusto». Alonso parla troppo come sostiene la Red Bull? «A me sembra che sia stato zitto e tranquillo per tutto il Mondiale laddove altri piloti di fronte alla situazione della macchina avrebbero piantato grane a ripetizione. D’altronde questa è la forza della Ferrari, che forse vale quanto l’avere un Newey: è l’unica squadra che possa permettersi di schierare il pilota più forte senza avere la macchina più veloce». Invece Hamilton ha mollato la McLaren, casa sua, in cambio un salto nel buio con la Mercedes. «Premetto che io adoro Hamilton. Se dirigessi una squadra, sarebbe il pilota che cercherei. Però da manager dovrei anche pormi una domanda: se Lewis fa una scelta del genere è ancora Lewis o è diventato semplicemente un uomo che si aspetta di vivere due anni tranquilli incassando una barca di soldi? Il dubbio mi verrebbe». Non andrà peggio di Schumacher. «Attenzione, io non dimentico la pole di Montecarlo. E la prima parte della stagione, in cui Michael stava superando Nico Rosberg che è un ottimo pilota. A me sembra che da metà campionato in avanti sia stata la Mercedes a mollare Schumacher, non il contrario. Lui ha impegato troppo tempo per tornare competitivo, ma è riuscito ugualmente a dimostrare di esserci ancora». Aveva sbagliato a ritirarsi nel 2006? «Sì. Soprattutto a lasciarsi convincere da qualcuno che gli spiegava come fosse meglio per lui andarsene da vincente piuttosto che aspettare il declino. Se hai ancora voglia di correre devi farlo e chi se ne importa di quello che pensa la gente. Tanto alla fine quelli che ti rimangono intorno sono sempre e solo tua moglie e tuo figlio». Nel 2013 ci farà divertire anche Raikkonen? «Raikkonen non mi fa divertire neanche quando si toglie il casco. In pista gli altri mordono il coltello e lui invece se qualcuno lo stringe contro il muro alza il piede dal gas. Poi porta sempre la macchina a casa e sale in classifica. Bravo è bravo, però non m’immagino la Lotus reggere il ritmo di un campionato intero». Non è facile, in effetti. «Nulla è facile in questo sport. A tennis quando mandi la palla in rete tiri un accidente e giochi il quindici successivo. Nell’automobilismo se prendi la rete spacchi due ruote e se ne riparla due settimane dopo». Una volta sosteneva che la Formula 1 era noiosa. Ha cambiato idea? «Ero critico nel periodo in cui si cercava ostinatamente lo spettacolo con regole che si rivelavano sbagliate e poi non si aveva il coraggio di tornare indietro. Ammetto che oggi alcuni espedienti tipo l’ala posteriore mobile hanno un sapore un po’ artificiale. Però le gare sono movimentate, funzionano». Non c’entra con la Formula 1, ma c’entra con lo sport puro di cui lei si nutre: come ha vissuto la cancellazione di Armstrong dalla storia del ciclismo per doping? «Con inquietudine. Al pensiero che per scoprirlo hanno dovuto aspettare che qualcuno parlasse. Al pensiero che attorno a questi ragazzi girano persone con i capelli bianchi e in quattro e quattr’otto li convincono a barare. Quando partecipai per la prima volta al Mondiale presi 5’30” dal campione in carica. Se avessi dato retta a chi mi diceva che l’unico modo per batterlo era doparmi, pensa tu che bel pezzo della mia vita mi sarei perso». © riproduzione riservata «La Mercedes ha mollato Schumacher troppo presto e ho dubbi sull’Hamilton di oggi Raikkonen non mi fa divertire se c’è battaglia alza il piede»


DAKAR BOTTURI AI PIEDI DEL PODIO Nella 5ª tappa le rocce esaltano l’ex rugbista, specialista di enduro ARICA - Nella giornata in cui la Dakar lascia il Perù per il Cile, un italiano sfiora il podio nella classifica moto: è Alessandro Botturi, 37 anni, bresciano di Lumezzane ed ex rugbista nel ruolo di tallonatore con il Rovato, in A2. Alto uno e ottanta per novanta chili di peso, Botturi ieri nella quinta tappa prevalentemente in discesa - partenza a quota 2000, arrivo a 200 metri sul livello del mare con 136 km di prova speciale su un percorso complessivo di 410 km - da specialista dell’enduro ha affrontato al meglio la prima parte rocciosa del percorso, che invece ha creato difficoltà ai velocisti da deserto. Con la sua Husqvarna è stato preceduto da due francesi su Yamaha (Casteu e il leader Pain) e dallo spagnolo Pedrero. Botturi, il migliore tra gli italiani in gara su moto, occupa ora il settimo posto assoluto. Il piazzamento di ieri lo costringerà a partire oggi tra i primi, in una tappa che sarà una vera maratona: 729 km complessivi, di cui 438 cronometrati tra fango, sabbia e di nuovo rocce in altura. QUINTA TAPPA (Arequipa-Arica, 410 km) - Moto: 1. Casteu (Fra, Yamaha) 1h39’42”; 2. Pain (Fra, Yamaha) a 1’09”; 3. Pedrero (Spa, KTM) a 2’58”; 4. BOTTURI (Husqvarna) a 3’25”. Auto: 1. Roma (Spa, Mini) 1h49’40”; 2. Alessandro Botturi, 37 anni, in Peterhansel (Fra, Mini) a 1’23”; 3. Gordon (Usa, Hummer) a 1’41”; 5. Sainz azione nella Dakar con la sua (Spa, Buggy) a 3’41”. Quad: 1. Patronelli (Arg, Yamaha). Camion: 1. Mardeev Husqvarna In classifica è settimo (Ap) Gordon con il suo - Belyaev - Mirniy (Rus, Kamaz) 4h04’59”. CLASSIFICHE - Moto: 1. Pain (Fra, Yamaha) 11h51’29”; 2. Casteu (Fra, Hummer: capottato martedì Yamaha) a 1’15”; 3, Despres (Fra, KTM) a 6’07”; 7. BOTTURI (Husqvarna) a (Ap), terzo ieri 14’00”. Auto: 1. Peterhansel (Fra, Mini) 10h55’32”; 2. Al-Attiyah (Qat, Buggy) a 9’54”; 3. De Villiers (Saf) a 33’50”; 23. Sainz (Spa, Buggy) a 3h20’27”. Quad: 1. Patronelli (Arg, Yamaha). Camion: 1. Mardeev - Belyaev - Mirniy (Rus, Kamaz) 13h21’49”.


BASKET


PIANETA NBA Nash nell’esclusivo club dei 10.000 assist ma i Lakers vanno ko HOUSTON - Steve Nash è divenuto il quinto giocatore nella storia della Nba a superare la barriera dei 10.000 assist. Magra consolazione per i suoi Lakers, travolti a Houston (125-112), 4° ko di fila. Nash (38 anni) ha servito 10 assist toccando quota 10.005. Gli altri membri di questo esclusivo club sono Stockton (15.806), Kidd (11.969), Mark Jackson (10.334) e Magic (10.141). Risultati: Minnesota-Atlanta 108-103, Milwaukee-Phoenix 108-99, Houston-LA Lakers 125-112, PhiladelphiaBrooklyn Nets 89-109, Indiana-Miami 87-77. EUROLEGA TOP 16 (3ª giornata) - Girone E: oggi CSKA Mosca (Rus)- Bamberg (Ger), Panathinaikos (Gre)Malaga; domani Efes Istanbul (tur)-Alba Berlino (Ger), Real Madrid (Spa)-Zalgiris Kaunas (Lit). Classifica: Cska, Real 4; Zalgiris, Efes, Malaga, Panathinaikos 2; Bamberg, Alba 0. Girone F: oggi Maccabi Tel Aviv (Isr)Fenerbahce Istanbul (Tur), Vitoria-Besiktas Istanbul; domani MONTEPASCHI SIENA -Khimki Mosca (Rus), Barcellona (Spa)- Olympiacos (Gre). Classifica: Khumki, MONTEPASCHI, Vitoria 4; Barcellona, Olympiacos 2; Maccabi, Besiktas, Fenerbahce 0. La formula: le prime 4 di ogni girone ai play off. UFFICIALE ROCHESTIE - Biella ha ufficializzato ieri l'ingaggio del play Usa con passaporto montenegrino Taylor Rochestie, 27 anni, rilasciato da Vitoria. Intanto a Milano è in arrivo il lungo britannico Bensah-Bonsu, fermo da mesi per infortunio. Verrà firmato se passerà le visite mediche. ALLEGRETTI A FERENTINO - Ferentino (Legadue) ha ingaggiato l’ala Allegretti, fermo dopo l’esclusione di Napoli dal campionato. Nel frattempo l club laziale ha rescisso il contratto con Alex Righetti, infortunatosi seriamente qualche settimana fa.


di Attilio Crea

«Il mio segreto? Vinco al buio» Scopriamo l’astro nascente del nuoto, oro europeo e mondiale in vasca corta nei 100 farfalla dopo il bel 5° posto all’Olimpiade Non studio le avversarie, non conosco la tensione delle gare Il 2012 è stato un anno che se me lo avessero detto... HA COMPIUTO 23 ANNI A Londra mi ha spaventata più un piercing che la finale Adoro gli accessori per auto e SuperSic, il più grande Il mondo di Ilaria è il mondo di una ragazza con i piedi per terra e lo sguardo fermo. Ilaria Bianchi, la stella nascente delle piscine, la farfalla uscita dal bozzolo che nei 100 metri rincorre la storia e se stessa. A farfalla, appunto. Il mondo di Ilaria si sveglia la mattina presto nella bruma emiliana, in quel gioiello di paesino che è Castel San Pietro e poi corre in auto a Bologna ad allenarsi con l'amica Arianna Barbieri (dorsista di successo) sotto la guida attenta di Fabrizio Bastelli, l'uomo, il tecnico che a Ilaria ha cambiato il destino. Il mondo di Ilaria è con Nicholas, il "moroso" che fa il meccanico e le regala fanali posteriori per Natale mentre lei a lui dona cerchi in lega. Insieme è un’altra vita e «io nuoto per vivere e non vivo per nuotare» dice lei e «alle 5 stacco e al nuoto non penso più». E con questa testa qui, con questo spirito e gli occhi grandi che si porta addosso, Ilaria a luglio s’è presa il quinto posto nella finale dei 100 farfalla ai Giochi di Londra. Record italiano e tutti sbalorditi nel giorno del disastro di Federica Pellegrini e Fabio Scozzoli. Una boccata d’aria e di futuro. E mica si è fermata Ilaria, sempre con quella testa lì, senza paura o pressioni («è solo nuoto, è solo una gara») ha vinto gli Europei e i Mondiali in corta a Charteres e Istanbul, sempre a delfino, a prendere a schiaffi cento metri d’acqua clorata e a frantumare record italiani. C’è una cosa che colpisce nella vita di Ilaria: la mancanza di paura. Che, come dice Bastelli, è caratteristica dei campioni. Quel modo di caricarsi senza ansia, pura concentrazione, testa vuota e via in acqua. La vita di Ilaria è speranz per il nuoto italiano e anche per lei che se va bene a Barcellona 2013 «allora si che si sfonda». © riproduzione riservata Ilaria Bianchi, il 2012 è stato l’anno della svolta, quinto posto olimpico, oro europeo e mondiale in vasca corta e due tappe di Coppa del Mondo vinte sempre nei 100 farfalla. «E’ stato un anno fantastico, quinta ai Giochi e poi vincere Europeo e mondiale. Se me lo avessero detto un anno fa non ci avrei creduto». Com'è arrivata a questi risultati straordinari? «Lavorando sodo, lavorando bene e poi con la tranquillità». Tranquillità? «Sì, sono in grado di gestire la tensione,più che altro non credo nella tensione di gara. La vivo bene, è la mia caratteristica e anche l’arma vincente». Ci spiega meglio questa capacità di non sentire la pressione? «Io prima della gara non mi vado a vedere quali saranno le mie avversarie. Non vado su internet a vedere i risultati di tutte e manca poco che non conosca neanche i miei personali. A Mosca, in Coppa del Mondo, ho fatto il record italiano in corta ma me lo ha detto Scozzoli. Io non me ne ero accorta». Sembra strano per una che quest’anno ha sgretolato cinque primati italiani (nei 100 farfalla due volte in lunga e quattro in corta), vincendo tutto quello che ha vinto. «Sì, può suonare strano ma è così. Io vado in piscina, faccio la mia gara, cerco di fare del mio meglio senza pensare a mille cose e finisce lì. Quando mio alleno finisco alle 5 e poi del nuoto mi dimentico. Io dico sempre “nuoto per vivere e non vivo per nuotare”». Oltre alla forza mentale ci sarà stata anche la qualità del lavoro in allenamento a dare la svolta. «Vero, ho trovato finalmente quello di cui ho bisogno, al minimo dettaglio. A Istanbul (oro mondiale in corta nei 100 farfalla, ndr) nella gara dei 50 mi sentivo malissimo. Il mio allenatore mi ha detto “la tua gara è domenica, non oggi”. Era vero, quando è arrivata sapevo esattamente cosa dovevo fare». Olimpiade di Londra, i ricordi belli di Ilaria Bianchi. «Il momento in cui ho toccato la piastra in finale e ho visto il tempo (57"27, record italiano, ndr). I complimenti del mio allenatore che magari non te li fa mai e quella volta lì è obbligato».


E momenti di leggerezza? «Il piercing che ho fatto insieme ad Ariann Barbieri all'orecchio destro a Camdem Town, il quartiere punk di Londra». E com'è andata? «Arianna mi ha trascinato in un seminterrato in cui si facevano tatuaggi e piercing. Io non volevo poi ho accettato. Ho avuto molta più paura di fare il piercing che non di fare la finale olimpica...». Acquisti particolari? «Dell'intimo, ma l'ho lasciato in albergo e un paio di scarpe zebrate». Come ha vissuto le tensioni che ci sono state in squadra durante i Giochi? «Me ne sono tenuta fuori. Queste cose non mi interessano e vederle mi ha reso molto triste. In altre nazioni non esistono, solo da noi ed è abbastanza imbarazzante. Ora però siamo tornati una squadra unita». Qualcuno a detto che Ilaria Bianchi è la futura Pellegrini. «Ma non è vero, non esiste solo Federica che può andare forte. Poi caratterialmente mi sento totalmente diversa da lei». Prossima estate il Mondiale in lunga a Barcellona. «Già e se facessi quello che ho fatto a Istanbul allora sì che avrei sfondato». C'è un atleta a cui si ispira? «Non nel nuoto. A me piaceva tanto Simoncelli, era un grande campione, un atleta da cui credo tutti debbano prendere spunto. Nel nuoto l'unico che mi ha appassionato è stato Phelps». Il giorno dell'Epifania ha compiuto 23 anni. Il regalo più bello? «Il mio moroso, Nicholas, ancora me lo deve fare il regalo... per ora mi ha preso un libro che desideravo, s'intitola Wich & Wizard (Strega e Mago) di James Patteron. Sono appassionata di fantasy». E' di motori... «Sì adoro le auto ma non la velocità. Mi piacciono gli accessori. Nicholas fa il meccanico, infatti il mio regalo sarà di quel genere. A Natale mi ha montato dei fanali posteriori nuovi per il mio Golf 6. E io a lui i cerchi in lega...». Della Vezzali che si presenta alle elezioni cosa pensa? «La politica di adesso non mi appassiona molto. Credo che l'Italia abbia bisogno di rinnovamento e di una sferzata di energia e di gioventù. Quello che si vede è davvero brutto». C'è un politico che le piace? «Un politico no ma credo che il Movimento 5 Stelle possa fare delle buone cose, proprio perché non sono politici ma cittadini. I cittadini dovrebbero riprendersi le città e non lasciarle a loro che pensano solo a mangiarsi i soldi». Lei si allena a Bologna, che rapporto ha con la città? «Ci vado, mi piace ma io sono nata e vivo in un piccolo paesino e la grande metropoli mi stressa. Non ci vivrei mai». © riproduzione riservata ILARIA BIANCHI è nata a Castel San Pietro il 6 gennaio 1990 ed è tesserata per l’Azzurra’91 e per le Fiamme Azzurre. Da juniores a vinto l’oro nei 100 farfalla e l’argento nei 50 al Mondiale giovanile di Rio de Janeiro nel 2006. Ha partecipato a due edizioni dei Giochi olimpici. A Pechino 2008 ha chiuso col 7° tempo di batteria (58”12) ma è stata squalificata in semifinale. A Londra 2012 è arrivata 5ª in finale con 57”27, nuovo record italiano. Nel 2012 ha vinto l’oro europeo (Chartres) e mondiale (Istanbul) in vasca corta nei 100 farfalla e all’Europeo in lunga di Debrecen a vinto l’argento con la 4x100 mista.


La nuova vita dell’edicolante Melillo di Andrea Barocci

Ogni mattina la sveglia di Phil suona alle 5. Quando esce di casa, il freddo pungente e l’aria che sa di mare lo accolgono in un un intimo abbraccio. Lui si dirige verso il centro di Roseto, tira su la saracinesca con lo slancio del ragazzo che era, raccoglie i pacchi dei giornali appena scaricati dal solito furgone, accende il riscaldamento e inizia a lavorare. Phil Melillo, l’edicolante. E’ come un lampo, i ricordi si trasformano in un salto temporale che porta lui, italo-americano giovane, bello e fortissimo, sul parquet; e noi, adolescenti, sulle tribune del Palazzetto di Roma. E’ il 1976, la stagione che Phil chiuderà alla media di 27 punti. Ancora un balzo nel tempo: è il 1996, eccolo che sorride; coach di Verona, ha appena vinto la Supercoppa in casa Il coach: «Da 2 anni di Milano. mi sveglio sempre alle 5. E alleno anche Roseto in DNB grazie a mia moglie»

Melillo, 60 anni, in edicola: da coach ha vinto 1 Supercoppa e portato Pesaro in Eurolega. Manca in A da 10 anni

PERCHE’? La burocrazia italiana gli aveva rubato sei anni di vita da giocatore, ma la carriera di tecnico gli ha regalato tante soddisfazioni. Allora perchè Melillo non siede più su una panchina di serie A da dieci anni, da quando cioè guidò Pesaro in semifinale ottenendo il visto per l’Eurolega ? Perchè sta vendendo giornali nella Roseto dove ha scelto di vivere insieme con la sua famiglia? Phil risponde con pacatezza. E’ un uomo buono, lo è sempre stato. « E’ dipeso da me. Dopo aver fatto il vice a Boniciolli alla Virtus Bologna, nel 2008-09, mi sono detto: sto a casa mia, prendo una pausa di riflessione. Da allora ho ricevuto altre offerte, ma nulla di interessante. Poi due anni fa ho avuto l’occasione di comprare questa edicola. Cosa mi è venuto in mente? Non lo so... E’ un lavoro molto impegnativo. Mi sveglio alle 5, vado ad aprire, sto lì fino alle 8.30 quando vengono a darmi il cambio mia moglie (Mavi Fara, anche lei ex giocatrice, ndr) e mia figlia; a volte chiudo verso le 13. Vado a casa e nel pomeriggio c’è l’allenamento». PETRUCCI - Già, pochi mesi fa è stato chiamato in corsa da Roseto, la squadra che milita in DNB, la vecchia B2, e che con lui ha vinto le ultime 5 gare. Per quei ragazzi, essere allenati da Melillo è come lavorare ogni giorno con un mito. Un mito che, sessantenne, ha un fisico da marine e il palleggio dei bei tempi. Quelli che il nostro basket gli ha bruciato in volo. Doveva diventare italiano dal 1977, il ct Primo sognava di averlo in Nazionale: lo tennero fermo invece tre anni. « Fu grazie a Bogoncelli, presidente di Milano che mi aveva preso e che fece causa alla Federazione, che la situazione si bloccò in parte. Mi diede una grossa mano Gianni Petrucci, al tempo segretario generale della Fip, permettendomi di giocare per tre anni in serie C». Quando finalmente gli diedero quel maledetto passaporto, la sua gioventù e i suoi sogni erano stati ridotti in polvere: giocò a Treviso, Rieti e Roma, poi smise, diventando allenatore «Da coach ho ottenuto una promozione con Forlì, ho vinto una Supercoppa con Verona, un 7° posto con Siena, ho portato Roseto in A1 e Pesaro in Eurolega. Cosa è successo? Forse dopo Pesaro non avrei dovuto accettare di andare in Legadue con Novara, avrei dovuto aspettare una chiamata di un club di A... Sono state tutte mie scelte». Come quella di dire sì alla chiamata di Roseto, e di allenare in quel palazzetto a pochi metri dalla sua abitazione. «L’ho fatto per passione, quella passione che sentivo stava tornando. Mia moglie mi ha detto: “Provaci, ti aiutiamo noi con l’edicola”. Ora sono contento, qui mi trovo bene, Roseto è un club ben organizzato e con un buon settore giovanile. Se mi richiamasse una squadra di A?» . La domanda si perde nei ricordi, nelle speranze, nella consapevolezza di essere ancora un allenatore di livello superiore. Anche oggi si sveglierà alle 5. E sarà il primo a leggere questa intervista. © riproduzione riservata


PARLA IL SUO COACH BASTELLI «Ilaria non sa cos’è la paura: solo i campioni hanno quella freddezza» Fabio Bastelli è il tecnico che dal gennaio 2010 allena Ilaria Bianchi a Bologna nella società di cui è head-coach, l’Azzurra ‘91-Csi. Bastelli cosa ha fatto per far “esplodere” Ilaria Bianchi? «Le ho dato tranquillità e lei si può concentrare sugli allenamenti senza pensare ad altro». Qual’è il segreto di questa atleta? «Ilaria non ha paura, vive le cose con assoluta naturalezza. E’ una di quelle atlete che si esalta quando gli altri subiscono le tensioni. Ed è la caratteristica dei campioni». C’è qualcosa in cui Ilaria deve migliorare? «La qualità dell’allenamento, soprattutto a livello di andature e tenute». Su cosa ha dovuto lavorare in particolar modo? «Dove lei aveva una mancanza o un rifiuto io non l’ho assecondata. Quando è arrivata non aveva le apnee e non aveva la vasca corta. Su quelle cose abbiamo lavorato». Quali sono stati i momenti in cui lei si è emozionato di più nel corso di questa stagione straordinaria? «Sono stati due: all’Europeo di Debrecen quando Ilaria ha centrato il tempo per andare alle Olimpiadi e quando a Londra a conquistato la finale. Erano i nostri obiettivi e li abbiamo centrati». a.c. © riproduzione riservata


IL CASO Prova Tv, sette mesi al rugbista-pugile Supersqualifica a Ferraro (Calvisano), reo di un pugno «terribile» a Pavan Un mercoledì da squalificati. Il rugby non fa sconti. Chi sbaglia viene punito. Anche duramente, anche ricorrendo alla prova Tv. Tra Celtic League ed Eccellenza 33 settimane di squalifica. PUGNO - La parte del leone, ahilui, l’ha fatta Luigi Ferraro, 30 anni, tallonatore del Calvisano campione d’Italia. Il 23 dicembre, dopo appena 2’27” di ViadanaCalvisano (Eccellenza), ha colpito al volto con un pugno ( «terribile, sferrato con voluta violenza» scrive il giudice federale), e a palla lontana, l’ala avversaria Riccardo Pavan. Quest’ultimo ha riportato la frattura dello zigomo e Mauro Bergamasco, 33 anni, e della parete orbitale dell’occhio destro. Si è dovuti intervenire chirurgicamente. L’arbitro Mitrea non ha visto l’accaduto e il Viadana ha invocato la prova Tv (il Giovambattista Venditti, 22, sono stati ospiti di Eden Park a match era trasmesso in diretta da RaiSport 1). Il giudice federale, espletate le Pitti Uomo, a Firenze (FIR) indispensabili indagini e acquisito il materiale probatorio (video, referti medici, testimonianze), ha inflitto a Ferraro cinque mesi di squalifica, più due per l’aggravante del colpo in testa e della manifesta vulnerabilità della “vittima”, che non si aspettava l’aggressione. Tenuto conto che le squalifiche vengono congelate a campionato fermo (nello specifico 26 maggio-inizio settembre), difficilmente Ferraro tornerà in campo prima di metà novembre. Calvisano è incerta se presentare ricorso. Anche perché nel rugby, non di rado, le squalifiche vengono inasprite in secondo grado di fronte ad appelli che non siano chiaramente fondati. PLACCAGGIO - Fronte Celtic League. Si è svolto ieri in videoconferenza il “processo” a Manoa Vosawai e Simone Favaro (Treviso) per la partita di venerdì a Glasgow. Vosawai, espulso per un placcaggio a ribaltare (spear tackle) è stato fermato per tre settimane; Favaro, citato dal commissario di campo per una ginocchiata, con due. Saranno entrambi abili e arruolati per il Sei Nazioni.


CICLISMO Ballan è in Italia pericolo alle spalle ma recupero lungo

E Armstrong ha deciso di andare in Tv dalla Winfrey per confessare il doping di Ruggero Quadrelli

Alessandro Ballan è tornato in Italia anche se ancora in ospedale. È rientrato con un aereo messo a disposizione dalla sua squadra, Bmc, ed è subito stato ricoverato vicino a casa, a Castelfranco Veneto. Dal 20 dicembre, giorno in cui rimase coinvolto in una rovinosa caduta, l'iridato di Varese 2008 era degente all'ospedale di Denia in Spagna in quanto sottoposto a interventi chirurgici per asportazione della milza, riduzione di una frattura al femore sinistro e assorbimento di un versamento polmonare. I tempi di recupero saranno lunghi, Ballan potrà tornare a pedalare solamente in estate: « Sarò costretto a vedermi alla televisione le classiche a me tanto care quali Fiandre e Parigi-Roubaix, poi Giro e Tour. Auspico di essere pronto per la Vuelta».

ARMSTRONG - L'atleta al quale, per uso di doping, sono state revocate le sette vittorie al Tour de France, ha annunciato che il 17 gennaio si confesserà alla televisione statunitense, canale Own (Oprah Winfrey Network) o in diretta streaming sul sito oprah.com alle 21 ora della East Coast, le 3 di venerdì 18 in Italia. Stando al New York Times, il texano sarebbe pronto ad ammettere responsabilità e colpevolezza riguardo al doping.

MUSEO BARTALI - L'associazione Amici del Museo «Gino Bartali» di Ponte a Ema (Firenze) potrà continuare a tenere i cimeli appartenuti al grande campione: lo ha stabilito il tribunale civile di Firenze, che ha dato torto alla vedova Adriana e al figlio Andrea che ne chiedevano la restituzione. Gli altri figli di Gino, Luigi e Bianca Maria, invece, hanno sempre sostenuto la legittimità del museo. AUSTRALIA - Luke Durbridge (Orica Green Edge) ha vinto il campionato d'Australia a cronometro con 21'' su Rohan e 45'' su Matthews. TACHIRA - Da domani al 20 gennaio la Fantini Selle Italia sarà al via della Vuelta venezuelana. E' il debutto stagionale per una squadra italiana in una gara a tappe.


TENNIS Errani, un pesante ko a Sydney. Tra i nostri avanza soltanto Seppi WTA - Sydney (cemento, 690.000 $) Quarti: A. Radwanska (Pol, 1) b. VINCI 6-4 7-5, Cibulkova (Svc) b. ERRANI (3) 6-2 6-1, Li (Cin, 4) b. Keys (Usa) 4-6 7-6 (7/2) 6-2, Kerber (Ger, 2) b. Kuznetsova (Rus) 6-3 7-5. Tv: su SuperTennis domani finale alle 9.30. Hobart (cemento, 235.000 $) Ottavi: Barthel (Ger, 9) b. Scheepers (Saf) 7-6(3) 7-5, Vesnina (Rus) b. Shvedova (Kaz, 4) 4-6 6-2 6-1, Stephens (Usa, 8) b. Halep (Rom) 6-4 6-0, Davis (Usa) b. Cirstea (Rom, 2) 6-1 6-3, Flipkens (Bel) b. Jovanovski (Ser) 6-3 6-2, Gajdosova (Aus) b. Govortsova (Bie) 6-3 6-1, Niculescu (Rom) b. Shuai Peng (Cin) 3-6 6-4 6-4, Pironkova (Bul) b. Zakopalova (Cec, 3) 3-6 6-4 6-2. ATP - Sydney (cemento, 436.630 $) Ottavi: ieri Harrison (Usa) b. Isner (Usa, 1) 6-4 6-4, Benneteau (Fra) b. Stepanek (Cec, 6) p.r., Istomin (Uzb) b. Verdasco (Spa, 4) 6-3 6-3, Anderson (Saf) b. F. Lopez (Spa) 6-3 6-4, Granollers (Spa, 8) b. FOGNINI 6-2 7-6(4), SEPPI (3) b. Millman (Aus) 6-2 3-6 6-3, Tomic (Aus) b. F. Mayer (Ger, 5) 7-6(4) 6-2, Nieminen (Fin) b. Klec (Svc) 6-3 6-1. Auckland (cemento, 433.400 $) Ottavi: Lacko (Svc) b. Bellucci (Bra, 8) 6-3 7-5, Haas (Ger, 3) b. Sijsling (Ola), 6-3 6-4 Monfils (Fra) b. Jones (Aus) 6-4 6-2, Levine (Can) b. Baker (Usa) 7-5 6-4, Querrey (Usa, 4) b. O. Rochus (Bel) 7-5 6-3, Malisse (Bel) b. Giraldo (Col) 7-6(6) 6-4, Kohlschreiber (Ger, 2) b. Falla (Col) 7-6(4) 4-6 6-3, Ferrer (Spa, 1) b. Lu (Tpe) 6-4 2-6 6-3. Tv: su SuperTennis stanotte semifinali alle 24, domani notte finale all’1.30. AUSTRALIAN OPEN - Qualificazioni a Melbourne (cemento, 16.788.311 $) 1° turno U: FABBIANO b. Bhambri (Ind) 6-3 4-6 6-4, GHEDIN b. Klein (Aus) 7-5 6-1, Mat. VIOLA b. Middelkoop (Ola) 6-2 4-6 6-3, Hernych (Cec) b. NASO 6-3 6-2, Sandgren (Usa) b. STARACE 6-4 6-4, Chiudinelli (Svi) b. GIANNESSI 6-3 5-7 6-4. 1° turno D: oggi DENTONI c. Olaru (Rom), BURNETT c. Rodionova (Aus), CAMERIN c. Krunic (Ser), KNAPP c. Moore (Aus). Domani sorteggio. PENNETTA - «Il 18 febbraio giocherò il torneo di Bogotà». Lo ha scritto Flavia Pennetta, infortunata di lungo corso, su Twitter


IPPICA Rispoli, sesta vittoria a Hong Kong. Carnival al via senza Rosendhal HONG KONG - Umberto Rispoli ancora a segno ieri: vittoria (6ª nella stagione) in un handicap class 3 sui 1650 metri con Noble de Best, a 13 contro 1. DUBAI - Oggi primo giorno di Carnival a Medyan senza però italiani in pista: era partente Rosendhal, ma è stato ritirato per essere destinato ad altro ingaggio futuro. Da seguire quindi solo alcuni ex: Fanunalter nell'Al Maktoum Challenge R1 (gruppo 3, 250.000 dollari, m. 1600 aw), Lui Rei in handicap (120.000 dollari, m. 1000) e Il Grande Maurizio in un altro handicap (110.000 dollari, m. 1400 aw). DETTORI - Lanfranco Dettori subito in nomination a “Celebrity Big Brother”, il “Grande Fratello vip” inglese. AUSTRALIA - Ancora un fantino che lascia l'Italia: è Marcello Belli. Capolista nel 2001 e nel 2002, un record di 174 vittorie nel 2001 ma solo 27 nel 2012, a 41 anni si trasferisce in Australia: per sei mesi sarà a Melbourne, iniziando come “morning jockey”. Da quelle parti c'è anche il siciliano Giuseppe Bologna, in attesa di licenza. USA - Confermata anche in appello la squalifica per 10 anni all'allenatore Rick Dutrow, vincitore in carriera di oltre 3.700 corse, per il reiterato doping su diversi cavalli. NAPOLI - Ieri ad Agnano manifestazione di un gruppo di Verdi ecologisti per protestare contro il rischio-sfratto per i 600 cavalli alloggiati all'interno dell'ippodromo. OGGI - Ore 18.30 TQQ ad Aversa (trotto, 8ª corsa, m. 1660) Jackpot: Quinté 17.285,95 euro. Favoriti: 7-16-1512-6. Sorprese: 9-11-14. Inizio convegno alle 14.55. Corse anche a Pisa (g, 13.45), Palermo (t, 15.10). IERI - TQQ a Roma: Tris 12-9-10, quota 773,83 euro per 195 vincitori; Quarté 12-9-10-16, quota 5.324,82 euro per 5 vincitori; Quinté 12-9-10-16-14, n.v.


Bolt e il muro dei 19” «Lo sfonderò nel 2013» KINGSTON - Progetti ambiziosi di nuovi record costellano il 2013 di Usain Bolt, doppio oro olimpico dei 100 e 200 metri, eletto atleta dell’anno in Giamaica. «Uno dei miei obiettivi è scendere sotto i 19” sui 200. Ci sto lavorando», ha dichiarato l'uomo più veloce del mondo a margine della cerimonia organizzata dalla sua federatletica. Al momento il primato di Bolt sui 100 è di 9”58, quello sui 200 di 19”19. «Ho vinto tutti i titoli possibili, ma mi piacerebbe conservare quello dei 200 ai Mondiali della prossima estate». MILITARI Nuovi atleti alle Fiamme Gialle ROMA - Oggi entreranno a far parte della Guardia di Finanza 15 nuovi atleti. Alcuni dei più promettenti giovani sostituiscono chi con l’Olimpiade ha cessato l’attività agonistica. Gli arruolati: atletica Andrea Chiari (triplo), Eseosa Desalu (200), Lorenzo Valentini (400); canottaggio Elena Coletti, Giuseppe Vicino; judo Martina Lo Giudice (57 kg), Marta Rainero (48 kg); nuoto Alessia Polieri (misti e farfalla); sci alpino Stefano Baruffaldi, Alessia Medetti; sci di fondo Greta Laurent, Giandomenico Salvadori; short track Arianna Valcepina; vela Giovanni Coccoluto, Francesco Marrai. PALLANUOTO Domani il derby di Napoli in Tv NAPOLI - (g.m.) Il derby napoletano Carpisa Yamamay Acquachiara-Posillipo è l'anticipo della 10ª giornata di A1 maschile in programma alla Scandone domani sera alle 19 (diretta su Raisport 2). Il programma prosegue sabato alle 15: Brescia-Pro Recco (differita Rai Sport 1 domenica ore 22.30), Savona-Bogliasco, Ortigia-Camogli, Quartu-Nervi, Florentia-Lazio. BOXE Sabato gli Italia Thunder ad Assago MILANO - Tornano sabato le World Series of Boxing. Gli Italia Thunder saranno di scena ad Assago (Milano) contro gli Usa Knockouts (ore 21, diretta SkySport 3), ultimi nel girone B. Damiani schiererà Picardi (gallo), Suarez (leggeri), Tavares (medi), Szello (mediomassimi) e Russo (massimi). ELEZIONI - Si terrà il 19 gennaio presso il Lyrick Theatre di Santa Maria degli Angeli, ad Assisi, l’assemblea elettiva della Federpugilato. ATLETICA Domenica il cross della Vallagarina TRENTO - Si corre domenica a Villa Lagarina (TN) la 36ª edizione del cross della Vallagarina. Al via gli azzurri De Nard, La Rosa e Silvia Weissteiner. Ci saranno anche l’iridato juniores dei 5000, Mukhtar Edris (Eti) e il pluricampione europeo di cross Sergey Lebid (Ucr). BASEBALL Franchigia emiliana per la IBL ROMA - Reggio Emilia e Piacenza si fondono per creare una franchigia per l’Italian Baseball League 2013. I reggiani sono campioni in carica della A Federale mentre Piacenza lo scorso anno era in IBL2 con i Godo Knights. RUGBY Sudafrica-Italia si giocherà a Durban ROMA - Inversione di sede per due test della Nazionale nel tour estivo in Sudafrica. L’8 giugno, Sudafrica-Italia si giocherà a Durban; il 15, Italia-Samoa a Nelspruit.


CONI


«Sport ignorato nelle elezioni» Ieri per Petrucci l’ultima Giunta da presidente del Coni «Scandaloso che nelle agende dei partiti non compaia»

Gianni Petrucci, 67 anni, lascia il Coni dopo 14 anni da presidente. E’ stato eletto sindaco di San Felice Circeo (Ansa)

di Franco Fava

ROMA - Il dono di un orologio in segno di gratitudine per il servizio prestato e tante pacche sulla spalla. Anche un po’ di commozione. Immancabile nei commiati. Così i membri della Giunta Coni hanno salutato il “pensionamento” del loro presidente dopo 14 anni sul ponte di comando dello sport italiano. Ma a 67 anni e dopo tre mandati per Gianni Petrucci non è ancora giunta l’ora della pensione. Sabato sarà rieletto alla presidenza della Federbasket (è candidato unico) e lunedì lascerà formalmente quella del Coni nelle mani del reggente Riccardo Agabio, che dovrà traghettare l’ente al Consiglio nazionale elettivo del 19 febbraio. A contendersi il


timone del Coni l’attuale segretario generale Raffaele Pagnozzi e il membro di Giunta Giovanni Malagò. Scontro dall’esito aperto per alcuni, scontato per altri. L’unica certezza è che il nuovo presidente dovrà affrontare le emergenze di sempre: finanziamento certo e ingresso dello sport nelle scuole. «E’ scandaloso che in vista delle elezioni politiche nelle agende dei partiti, dall’estrema destra all’estrema sinistra, non ci sia mai la parola “sport”, con tutto il peso che il nostro mondo ha sul Pil», la denuncia che Petrucci lascia in eredità nel giorno del suo commiato dal Foro Italico. «Ai politici chiedo più sensibilità nei confronti del nostro mondo e anche di inserire i problemi della scuola nei loro programmi», il suggerimento. Un’assenza dai programmi elettorali che rimbomba nel Palazzo dello sport, nel giorno in cui l’Istat ci consegna la fotografia di un Paese che vede crollare i consumi e accrescere la pressione fiscale a livelli record. La solita nota (stonata) di un’Italia a due facce: quella che continua ad arretrare (tra 10 anni l’economia Italia scivolerà dall’ottavo al tredicesimo posto, secondo l’istituto britannico CEBR) e quella che nei medaglieri olimpici si conferma stabilmente nella Top Ten da vent’anni (dal 9° posto di Pechino all’8° di Londra). Sport e politica. Politica e sport. Petrucci è più che favorevole alle candidature di Josefa Idem e Valentina Vezzali alle elezioni politiche. «La loro esperienza e passione per lo sport sarà utile in Parlamento e sono sicuro che altre se ne aggiungeranno (come la giovane campionessa paralimpica dell’atletica Laura Coccia, che il Pd ha candidato nel collegio di Campania2) . Io invece ho deciso di non candidarmi: non posso fare l’uno e l’altro, sono già impegnato come sindaco del Circeo e voglio dare il mio contributo al basket italiano». Petrucci lascia un Coni in buona salute, «anche se con qualche problema da risolvere, come la revisione della giustizia sportiva e non solo per l’affacciarsi di nuovi reati». Pur costellati da clamorosi casi di doping, sono stati anni di successi sportivi un po’ su tutti i fronti. «Il bilancio è senza dubbio positivo e non solo per il prestigio internazionale di cui lo sport italiano oggi gode». E anche Alemanno ringrazia Petrucci, nonostante la diversa visione sull’ipotesi di una ricandidatura di Roma ai Giochi 2024, dopo il naufragio targato Mario Monti per il 2020. © riproduzione riservata


Miami, con LeBron James alla Minetti è andata buca MIAMI - Anche Nicole Minetti (Lapresse) può prendere un due di picche. E’ accaduto in un locale di Miami, lo Story, dove la Minetti ha incontrato LeBron James, superstar della NBA. Lei ha tentato di farsi fare un autografo e una foto ricordo, ma è solo riuscita a scambiarci due parole, prima che le guardie del corpo lo trascinassero via


IL CASO Tra Idea Bologna e 2002 Forlì è crisi: ora sono separate in casa BOLOGNA - Cambia pelle il progetto Idea Volley - 2002 Forlì Bologna, con le due società protagoniste del matrimonio estivo, Idea Volley Bologna e Volley 2002 Forlì, di fatto separate in casa. Una rivoluzione che ha portato Idea Volley a riprendersi i prestiti di Vece, Alfonsi, Lavorenti (ha firmato a Soverato) e Severi che lasciano così la prima squadra, mentre la Volley 2002 ha promosso dalla squadra di B1 (girone C) in A1 la schiacciatrice Ventura, l'alzatrice Carraro (bronzo con la Nazionale Juniores agli Europei) e il libero Coriani. In attesa dell'arrivo di una giocatrice di livello che potrebbe essere annunciata nelle prossime ore.

CREMA RINVIA - Il Crema Volley chiede ulteriore tempo alla Lega Femminile per comunicare se sussistano ancora le condizioni per confermare la sua partecipazione al campionato di A1. Crema ha informato la Lega che non sarà in grado di annunciare una decisione definitiva prima di stamane. La Lega, che aveva lanciato un ultimatum alla società lombarda, ha concesso il rinvio. COPPA ITALIA Conegliano ferma Busto COPPA ITALIA FEMMINILE (quarti, andata) Martedì: Chieri-Piacenza 0-3. Ieri: Conegliano-Busto Arsizio 3-2 (25-14, 17-25, 25-19, 21-25, 21-19), Pesaro-Bergamo 0-3 (17-25, 17-25, 24-26), Villa Cortese-Modena 3-0 (2517, 25-23, 25-22). Ritorno tra una settimana. In caso di parità di quoziente-set, si giocherà un set di spareggio. A CORIGLIANO - Fernando David Gonzalez Rodriguez, venezuelano di 23 anni, è il nuovo schiacciatore del Corigliano (A2). Rimpiazza l’australiano Luke Smith.

BARBOLINI - «Sono vicino alla firma con la Turchia, i colloqui sono in stato avanzato. Percentuale che io diventi il nuovo c.t. turco? Abbondantemente oltre il 50%, quasi 100%...». Così Massimo Barbolini, ex c.t. della Nazionale femminile, in un’intervista a Radio 24.


CONTE, DINASTIA INFINITA Papà, mamma, tre figli: l’ultima, Manuela, a 16 anni è già in B1 Cognome nobile e importante, nel calcio ha tinte tricolori perché Antonio Conte è l'allenatore che ha riportato lo scudetto in casa Juventus, dopo aver conquistato titoli e coppe da giocatore. Ma anche e soprattutto nel volley, Conte è un cognome celebre ed importante, da tanti anni. Il Conte famoso è un argentino, Hugo, che ha vissuto gran parte della sua fantastica e longeva carriera di atleta nel nostro Paese. Nella pallavolo però, i Conte sono diventati una dinastia «A casa nostra da record: una famiglia composta da cinque persone, siamo tutti sportivi tutte e cinque pallavoliste. Il babbo è prodigo di consigli, mi dice Oltre a papà Hugo e mamma Sonia (a suo tempo che devo divertirmi» nazionale argentina), tutti e tre i figli: Facundo, il più celebre e già affermato, a soli 23 anni, schiacciatore della nazionale argentina e della Dinamo Krasnodar, in Russia. Poi le due femminucce, le contessine, per così dire. Manuela ha 16 anni e gioca nell'Idea Volley di Bologna, in B1, la più piccola Camila è un opposto dalla mano già pesantuccia. Nella foto a fianco vedete tutta la famiglia Conte in clima olimpico, sotto la London Tower, nella classica foto ricordo. Bologna è ultima in classifica, però Manuela si è già fatta notare. Anche iVolleymagazine , il settimanale on line della Fipav, si è occupato di lei. La sua è una squadra formata da Under 18 che punta a raggiungere le finali nazionali del campionato di categoria. In B1 si fa esperienza da mettere in cascina per il futuro. « Stiamo crescendo, impariamo a stare in campo - racconta Manuela - non è facile per noi confrontarci con un campionato nazionale dove giocano pallavoliste con tanta esperienza ». Manuela va a scuola, sui banchi del Liceo linguistico A sinistra la famiglia Conte a Enrico Mattei a San Lazzaro di Savena. Come ogni Londra: Hugo e Facundo «Nell’Idea Bologna dietro; davanti da sinistra ragazza ha i suoi sogni. stiamo imparando Manuela, Camila e la mamma La pallavolo per me « Il mio sogno nel cassetto è di diventare una giocatrice Sonia Escher. Qui sopra adesso è crescita di serie A, puntare a grandi traguardi. Lo so che la Manuela sul parquet guardata cuore e passione» strada è piena di ostacoli e di sacrifici, ma la pallavolo come uno spettatore qualunque dal papà è la mia vita ». E papà Hugo cosa pensa della sua figliola pallavolista? «Papà dice sempre che devo prima di tutto divertirmi. E' prodigo di consigli. Da lui ho solo imparare. Oltre ad essere un papà premuroso e meraviglioso, è un grande allenatore. Sarebbe una cosa fantastica per me averlo come tecnico. Sono sicura che mi farebbe giocare solo se gli dimostrassi di meritarmi la maglia da titolare». Sport e famiglia, la dinastia dei Conte tra il volley italiano e quello argentino, con l'orgoglio tipico dei sudamericani. «La nostra è una famiglia di grandi sportivi. Papà e mamma non ci fanno mai mancare nulla e ci seguono da vicino. Per le feste di Natale siamo tornati in Argentina, anche perché mio padre ora fa il commentatore del campionato per la Tv TYC». Parla bene dei fratelli. «Facundo sta confermandosi ad altissimi livelli, è un atleta straordinario. Non a caso è mio fratello... Anche Camila ha un bel braccio da opposta». Quali sono i segreti della dinastia Conte sotto la rete del volley? «Cuore e passione. È l'unica ricetta per arrivare a grandi risultati. Per me, ora come ora, la pallavolo è divertimento e crescita». c.d.s.


Papà Hugo Schiacciatore ha giocato in Italia per 15 anni, bronzo ai Mondiali 1982 e all’Olimpiade 1988


Mamma Sonia Ha giocato a Firenze e Brindisi e per 13 anni è stata punto di forza dell’Argentina


Facundo A soli 23 anni è schiacciatore della Dinamo Krasnodar e della nazionale argentina


Camila Ăˆ nata a Modena ha 18 anni gioca opposto e dicono che abbia una mano “pesanteâ€?


Preso Armero subito in campo Conclusa ieri la prima operazione di mercato. E oggi, dopo le visite mediche a Roma, sarà a Napoli. Contratto fino al 2017 NAPOLI - (Atc) Questa volta è vero. Niente rinvii, niente pathos: l'affare è pronto e definito nei dettagli e nei particolari, oltre a essere fatto. L'annuncio ufficiale è arrivato ieri intorno alle 19: "Pablo Armero è un giocatore del Napoli", la nota lieta pubblicata sul sito web ufficiale del club. E oggi, dopo le visite mediche, firmerà il contratto e poi si trasferirà in città. Al centro sportivo di Castelvolturno, dove alloggerà inizialmente, per il primo contatto con i compagni nuovi e vecchi (Inler e Zuniga), il nuovo allenatore e l'ambiente cui dovrà abituarsi in fretta. L'incontro chiave, utile a concludere l'accordo con il giocatore dopo quello con l'Udinese, è andato in scena ieri a Roma, negli uffici della Filmauro, tra i manager del colombiano, RamalhoVagheggi, il presidente De Laurentiis e il consigliere L’arrivo del laterale delegato, Chiavelli. Per un mancino che viene, un altro colombiano che va: l'acquisto di Armero, infatti, permetterà ad sblocca Dossena, che andrà a Andrea Dossena (31) di aggregarsi al Palermo. Palermo dove trova già Aronica

Pablo Armero, 26 anni, il 28 agosto 2010 passa a titolo definitivo all'Udinese dove trova i connazionali Zapata e Cuadrado. Ha esordito in Serie A il 19 settembre 2010 nella partita Udinese-Juventus (0-4)

LA FORMULA - E allora, la parola fine in calce a quella che da troppi giorni era una trattativa conclusa ma non definita: Armero e il Napoli, cioè i rispettivi rappresentanti, hanno dovuto lavorare più del previsto sia per limare l'ingaggio, sia per definire ogni aspetto legato alla cessione dei diritti d'immagine del giocatore al club azzurro. Nonostante l'accordo con l'Udinese, un milione di euro più l'obbligo di riscatto della metà a giugno versando ulteriori tre milioni, fosse cosa fatta dagli ultimi giorni del 2012. Ieri, comunque, la questione di un contratto ballerino di sponsorizzazione è stata chiusa e la società lo ha convocato per oggi a Roma: Pablito, 25 anni, si sottoporrà alle visite mediche a Villa Staurt, firmerà fino al 2017 e si metterà in viaggio per Castelvolturno. Toccherà a Mazzarri stabilire se convocarlo già domenica. ARRIVEDERCI A DOMENICA - Destino uguale ma contrario quello di Dossena. Che invece lascerà oggi l'azzurro e si trasferirà a Palermo. Al Palermo. «Sì, il Napoli mi ha dato l'okay: sono felice di questa nuova esperienza, spero di mettermi subito a disposizione di Gasperini». Poche, felici parole rilasciate a stadionews24 dal mancino che venne dal Liverpool e che, dopo tre anni tondi - da gennaio 2010 a gennaio 2013 - cambia maglia. Esordirà presto, magari già domenica, nuovo tecnico permettendo. Al San Paolo: il caso vuole che la prossima partita sia Napoli-Palermo. MISSIONE CALAIO' - Sistemata la questione legata ad Armero, il club azzurro ora proverà a perfezionare l'arrivo di Emanuele Calaiò (31) dal Siena. Anzi, il ritorno di Manu: l'attaccante è corteggiato anche dal Palermo, la squadra della sua città, e dal Torino, ma il Napoli resta in cima alla lista delle preferenze. A condizione che il suo arrivo sia in prestito con obbligo di riscatto (come negli altri casi); quantomeno di riscatto obbligato in caso di qualificazione in Champions. La questione sarà affrontata già oggi e soprattutto domani, quando in Lega s'incontreranno De Laurentiis e Mezzaroma. Che ha ribadito: «Lo cediamo solo a titolo definitivo».

LA DIFESA - Mezzaroma ha aggiunto: «Parleremo anche di Neto» . Del difensore portoghese di 23 anni che piace. Ma non quanto Davide Astori (26): il favorito di Mazzarri è lui, ma la differenza economica tra domanda del Cagliari - 12 milioni - e offerta azzurra - 8 milioni - è ancora troppa. In lista, allora, c'è Matias Silvestre, che con i comproprietari Inter e Palermo è facilmente trattabile: il problema è la concorrenza fitta, con ultimo inserimento del Malaga, e la voglia dell'argentino di lasciare Milano soltanto nel caso di notevoli chance di giocare. Ieri in sede incontro Bigon-Mazzoni, manager di Campagnaro: nulla di fatto per il rinnovo.


A Udine 90 presenze con 5 reti Pablo Armero è arrivato all’Udinese nel 2010: Ieri, dopo 90 presenze e 5 gol complessivi con la maglia dell'Udinese, si è trasferito al Napoli in prestito con diritto di riscatto della metà del cartellino


TRA I DUE COLOMBIANI SFIDA PER LA FASCIA SINISTRA Pablo, derby con Zuniga NAPOLI (Atc) - Al San Paolo Pablo Armero dovrà farsi perdonare in primis uno sgarro. Proprio come fece Inler. Uno sgarro, sì, nel senso di una giocata decisiva che il 17 aprile 2011 propiziò la sconfitta del Napoli: assist delizioso di Armero e gol della tranquillità di Denis. Dopo l'iniziale vantaggio realizzato dallo svizzero. Segni del destino. Un destino che, dopo trattative lunghe e delicate, ha tinto d'azzurro prima Inler e poi il mancino colombiano.

LA TATTICA - E allora, alla scoperta di Armero. Il nuovo cavallo da corsa della fascia sinistra del Napoli. Un tipo che fa del fisico, dell'esplosività e della progressione armi micidiali, e che Mazzarri dovrà più che altro preoccuparsi di arricchire dal punto di vista tattico. Armero, jolly dal La disciplina in fase difensiva non è il suo pregio piede mancino, principale, perché è decisamente votato al gioco deve migliorare la fase difensiva. Può offensivo, però c'è un aspetto che fa ben sperare: a fare anche la Udine ha sempre giocato nel 3-5-2, ovviamente a mezzala sinistra, e dunque è abituato a certi movimenti e a certi meccanismi. Almeno da un punto di vista generico (ogni allenatore ha le proprie peculiarità e ogni squadra i propri sincronismi).

Camilo Zuniga, 27 anni, laterale destro (o sinistro) con spiccate doti offensive

LA CORSA - Di certo, Armero è un ottimo acquisto. Potenzialmente un grandissimo colpo: devastante in fase offensiva e tecnicamente discreto, quando alle spalle ha mediani rocciosi e dinamici tipo Behrami dà il meglio di sé. Le doti fisiche, atletiche, gli consentono tra l'altro di diventare quasi inarrestabile se lanciato in profondità: sulla corsa lunga, sulla progressione, è davvero difficile da fermare. Anzi, da raggiungere.

ASSIST E PRECISIONE - Non si contano le cavalcate sulla fascia e gli assist, e neanche le volte in cui è riuscito a presentarsi davanti al portiere dopo maratone personali. Di contro, la precisione al tiro non è il suo forte, nonostante sia secco e molto potente: al San Paolo, in quella stessa notte di aprile firmata Inler-Denis (e Mascara per il 2-1 finale), sbagliò proprio davanti a De Sanctis dopo l'ennesima galoppata portentosa; e altrettanto accade con l'Arsenal nel preliminare di Champions 2012. Episodi che suscitano più che altro rammarico: discese così sontuose meriterebbero maggior successo, ma certo questo non è un problema, considerando quanti giocatori è riuscito a far migliorare Mazzarri al tiro (tipo Lavezzi).

DERBY COLOMBIANO - A sinistra, nella sua esperienza a Udine, Pablo ha giocato anche da mezzala e perfino da trequartista. Un jolly mancino, insomma, che almeno per il momento si giocherà il posto con l'amico e compagno di Nazionale, Zuniga. Con la Colombia, i due sono rispettivamente la freccia di sinistra e quella di destra, mentre in azzurro, a meno che Maggio non riposerà, la storia sarà diversa: perché Mazzarri schiera Zuniga proprio nella posizione di Armero. La concorrenza stimolerà tutti, soprattutto l'ultimo arrivato: il campionato, con 10 presenze appena, gli ha finora riservato più che altro amarezza. Come le ultime cinque esclusioni di fila: quattro panchine e una mancata convocazione (per ragioni di mercato). La sua esperienza a Udine era già finita in estate: Napoli è la nuova oasi.


Il bomber che chiede spazio In lista di partenza, il suo gol al Parma può farlo ritornare titolare domenica a Napoli di Paolo Vannini

PALERMO - La storia è bella, comunque finisca. Che Budan parta o rimanga, che aiuti a salvare il Palermo o venga ritenuto, per l’ennesima volta, non utile al progetto, e dunque ceduto a chi gli assicurerebbe (condizionale d’obbligo) una presenza più costante sul campo. E’ una storia dove l’uomo conta molto di più del calciatore e un comportamento più del risultato, che pure nel calcio è l’unica legge conosciuta.

LA LUNGA TRAFILA ROSANERO - Budan, a distanza di 10 anni, è l’unico giocatore rimasto del famoso “travaso” che fece confluire nel Palermo mezzo Venezia di Zamparini. Giovane e promettente allora, ma sempre considerato ruota di scorta, ora di Maniero, poi Zamparini lo aveva di Toni, infine di Amauri. E come tale sempre girato ad portato con sé da Venezia, ma è stato altre squadre ma poi rientrato alla base. Con Zamparini considerato sempre un rapporto ondivago, di grande affetto ma di incompleta un rincalzo fiducia tecnica, anche a causa dei mille infortuni che hanno caratterizzato la carriera del ragazzo croato. Eppure, quando il Palermo si è finalmente deciso a puntare su di lui, almeno come alternativa in attacco, non ne è rimasto deluso. Budan ha sempre fatto il suo dovere, accettando un ruolo defilato senza polemiche e quando è entrato ha spesso lasciato il segno.

ISTINTO DA BOMBER Igor Budan 32 anni fin dall’inizio della stagione il croato ha lottato per riconquistarsi la maglia da titolare Dopo il gol di domenica ha scaricato tutta la sua rabbia accumulata in questo girone di andata L’attaccante era sul mercato, ma dopo la prova di Parma potrebbe ritornare utile a Gasperini Ritorno al gol A Parma, da ex, Igor Budan ha ritrovato la via del gol La gioia per il gol del pareggio è stata macchiata dalla successiva rete di un altro ex: il brasiliano Amauri

IL GOL DI PARMA - E’ capitato anche domenica. Budan era stato inserito fra gli elementi da cedere; Gasperini non lo aveva neppure convocato nelle ultime due partite. Si dava per scontato che non servisse. Anche a Parma, dalla panchina è entrato prima il debuttante Malele, 18enne della Primavera perché Igor era considerato fuori dal progetto anche su un piano psicologico. Ma un grande professionista è tale proprio perché dà il massimo finché lavora in quel contesto, pur sapendo che il suo futuro sarà altrove. E così Budan è entrato a 7' dalla fine col Palermo in svantaggio ed alla prima palla toccata ha fatto gol, mettendo in rete di testa il cross di Morganella. Una corsa sfrenata, festeggiata dall’intera panchina scattata ad abbracciarlo, un senso di liberazione e di riscatto che rende romantiche certe vicende dello sport.

QUEL BUCO NEL CUORE - La sconfitta del Palermo, maturata al 93' in quel modo atroce, ha inevitabilmente coperto la bellezza della storia. Solo un po’, forse, perché il racconto di un uomo che si rialza opponendosi al destino resta meraviglioso. In tutto questo, infatti, Igor aveva dovuto imparare che un gol, un trasferimento, uno stipendio più o meno corposo, valgono pochissimo di fronte ad altri Gasperini, prima di eventi della vita. Come l’improvvisa e incredibile perdita di una figlia, scomparsa a soli 2 domenica, non lo anni nel luglio scorso, per una meningite fulminante. Un dolore che Budan aveva aveva convocato per due gare. Lui si ammortizzato tornando al proprio lavoro, con attorno l’affetto di tutti coloro che l’avevano è preso la rivincita conosciuto, a cominciare dallo folla del Barbera che gli tributò un grandissimo applauso quando in agosto, nell’amichevole proprio contro il Parma, Igor scese in campo e segnò pure un gol. A maggior ragione, Budan in questi mesi non ha detto una parola ma ha provato comunque a fare quanto poteva per il Palermo. E quando tutti lo avevano ancora una volta dato per finito, ha risposto con un altro gol.


COME LO SCORSO ANNO - La storia non è neppure inedita, perché a Budan successe l’identica cosa l’anno scorso. Emarginato fino a Natale, quando poi fu rilanciato da Mutti, che aveva sostituito Mangia sulla panchina rosanero. Una scelta quasi disperata, a causa dell’indisponibilità di Hernandez e dell’improvvisa rottura fra Palermo e Pinilla, con conseguente cessione del cileno al Cagliari. Budan che piano piano si ritaglia il suo spazio e che forma con Miccoli un tandem offensivo talmente brillante da produrre, ad inizio girone di ritorno, tredici gol in coppia (7 Fabrizio, 6 Igor) che valgono per i rosanero la conquista di tredici punti. Bottino che, di fatto mise la squadra al riparo da ogni pericolo. Qui siamo ancora in attesa di un finale, anche se il copione prevede al momento la partenza del croato e l’arrivo al Barbera di un centravanti di simili caratteristiche ma più “fresco” e che garantisca più gol. Il calcio percorre però spesso strade impevedibili. Budan intanto è ancora rosanero, e domenica a Napoli, data la carenza di attaccanti, ripropone la sua candidatura, sempre con la valigia in mano ma col cuore pronto a offrire il suo contributo. Chissà che la contorta favola rosanero di Igor non debba scrivere ancora qualche pagina. © riproduzione riservata


Solo 35 minuti giocati da Igor in questa stagione I minuti totali giocati da Igor Budan col Palermo nel campionato in corso: 5 spezzoni di presenze da subentrato, con un gol all’attivo, segnato domenica al Parma. Budan è partito titolare in questa stagione solo una volta, in Coppa Italia contro il Verona, giocando 58' prima di essere sostituito da Dybala.


In campionato è il 7° rosanero che è andato a segno I giocatori del Palermo che sono andati a bersaglio nel corso della stagione: Budan è stato il settimo della lista, dopo Arevalo Rios, Miccoli, Giorgi, Brienza, Ilicic e Dybala. Il Palermo è la squadra di serie A che ha mandato meno effettivi in gol. Uno di questi goleador, Giorgi, è già stato ceduto; un altro, Arevalo Rios, è in procinto di partire.


Nella sua carriera ha realizzato 69 gol, in 15 anni I gol realizzati dal 32enne attaccante croato in carriera, suddivisi per 15 anni di attività. Il suo primato di segnature è stato ottenuto nel 2006/07 a Parma, con 13 reti (più altre tre segnate in Coppa Uefa). In rosanero è a quota 14 gol totali, 12 in campionato e 2 in Coppa Italia.


Gasperini deve fare i conti con l’emergenza PALERMO (Lps) - La marcia di avvicinamento verso la trasferta di Napoli è scandita sinora dall’emergenza. Gasperini può sorridere per il recupero di Garcia che, smaltita la contusione al gemello mediale della gamba destra, ieri pomeriggio è tornato in gruppo ma, allo stato attuale, deve fare i conti con le incognite legate alle condizioni di diversi titolari. Punti interrogativi che sfiorano, di fatto, tutti i reparti.

IN QUATTRO A PARTE - Anche ieri hanno lavorato a parte sia Miccoli, ancora alle prese con un affaticamento muscolare al polpaccio sinistro, sia Donati, out a Parma a causa di un affaticamento ai flessori della gamba sinistra. Fastidio che ieri ha costretto al lavoro differenziato anche Morganella “imitato” da Brienza che non si è allenato con i compagni a causa di un affaticamento alla caviglia sinistra. Un rebus in più in un reparto che, in attesa di sviluppi sulla disponibilità di Miccoli (a digiuno in trasferta dal 4-4 di San Siro contro l’Inter datato 1 febbraio 2012), sarà condizionato dall’assenza per squalifica di Ilicic. Ujkani, inoltre, è rimasto a riposo per un’intossicazione alimentare. I rosa, che anticiperanno a sabato 19 (ore 18) la gara interna contro la Lazio in virtù della semifinale di Tim Cup dei biancocelesti in programma la settimana successiva, ieri si sono concentrati in particolare sulla tattica. Sia al mattino in aggiunta al lavoro atletico, sia nel pomeriggio in una sessione dedicata inizialmente ad esercitazioni tecniche.


Corriere Dello Sport 10/01/2013  

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