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L’ANALISI A Roma e Firenze più gente allo stadio Incremento spettatori: +9% all’Olimpico e +12,7% al Franchi ROMA - La notizia è una ed è buona. Sono aumentati gli spettatori negli stadi e in questi tempi di crisi generale e di dominio delle tv, può essere davvero una prima pietra su cui ricostruire il futuro. Il dato invita alla prudenza ma resta l’ottimismo perché se nel grafico la linea sale e non scende più vuol dire che il motore si è rimesso a girare. Lo dice l’ultimo report dell’Osservatorio del calcio italiano: rispetto al dato finale dello scorso campionato (23.214) alla 23ª giornata di questa stagione la media presenze delle squadre della nostra serie A ha registrato un incremento dell’1.3 per cento, siamo ora a 23.523 spettatori. E’ il primo risultato positivo nelle ultime cinque stagioni. I precedenti riscontri avevano infatti tutti segno meno: -0,8 dal 2008-2009 al 2009-2010, -2,6 dal 20092010 al 2010-2011 fino al -6,7 dal 2010-2011 al 2011-2012. Addirittura c’è un decremento dell’8,7 per cento se si confronta il dato del torneo in corso con il valore definitivo del 2008-2009. Ma qualcosa si muove e anche in direzioni ben precise. I numeri parlano di un incremento a Roma e a Firenze, in assoluto è la Fiorentina la squadra che si ritrova col miglior dato attivo: il club viola ha un +12,7 per cento sulle presenze al Franchi. Può sorridere anche la Roma che ha un aumento all’Olimpico di +9 per cento essendo passata dai 36.219 spettatori del 2011-2012 ai 39.506 della stagione in corso. La Serie A Tim guarda al suo futuro e spera di continuare a leggere cifre positive anche se bisogna rimboccarsi le maniche soprattutto al Sud per invertire il trend negativo. Perché se a Bergamo, Bologna, Parma e Napoli i dati sono in linea con il campionato scorso, ci sono “vuoti” pericolosi in altre zone d’Italia. Per esempio il -10 per cento al Barbera di Palermo, il -11,9 per cento al Massimino di Catania, il -10,4 per cento di Udine, il -9,7 per cento di Marassi fronte Genoa e il -7,1 di Siena sono ferite da rimarginare in fretta. f.fan. © riproduzione riservata


LA POSIZIONE DEI ROSSONERI Berlusconi media: «Noi siamo educati andiamo nell’Isola» Dall’inviato CARNAGO - Nemici mai. Non potrebbe essere diversamente fra Cagliari e Milan, considerati anche gli ottimi rapporti fra Cellino e Galliani. Un’ulteriore conferma di questo rapporto idilliaco si è avuta ieri dal presidente Berlusconi che, intervenuto all’emittente sarda Videolina, ha manifestato amicizia e solidarietà ai tifosi e alla società rossoblù. «I tifosi milanisti hanno sempre avuto un rapporto ideale con quelli del Cagliari. Non ricordo, a mia memoria, una sola situazione che abbia dato luogo a dei contrasti, a dei fatti spiacevoli» ha detto il Cavaliere intervistato prima della decisione di giocare a Torino. Di fronte alla possibilità che la partita si potesse disputare a porte chiuse a Is Arenas, Berlusconi aveva auspicato che «assolutamente si arrivi a giocare. Davvero non vedo come si possa dire sì ad una squadra come il Napoli e non al Milan. Tra l'altro il Milan ha dei tifosi che sono considerati i più educati in Italia, dopo quelli del Cagliari, arrivo a dire... Ma comunque non credo che ci possano essere occasione di disordini. Quindi auspico che il Milan possa giocare la sua partita. Sul risultato non faccio auspici perché ho un interesse troppo personale...».

SOLIDARIETA’ - Attestati di stima nei confronti della tifoseria cagliaritana. «Colonna Rossonera», su Twitter, ha puntualizzato che «non siamo la Juve, per noi la partita va giocata, in Sardegna... Siamo con voi!».

SUSPANCE - La notizia dello spostamento a Torino è giunta a Milanello durante l’amichevole contro il Sant’Angelo 1907. L’organizzazione milanista aveva già predisposto più soluzioni di viaggio: aereo (Cagliari o Trieste) e Frecciarossa (sulla Bologna-Firenze-Roma). Allegri e i suoi giocatori partiranno invece in pullman per Torino domani. fur.fed. © riproduzione riservata


LE TAPPE Caos Is Arenas: dal rinvio contro la Roma al sì col Napoli CAGLIARI - In principio è stato Trieste, dalla 31ª di campionato dello scorso anno, dal 7 aprile, il Cagliari aveva dovuto prendere atto dell’inagibilità del Sant'Elia, casa del Cagliari dall’anno successivo alla conquista dello scudetto e quindi dal campionato ‘70/71, e fare le valigie verso il «Nereo Rocco» di Trieste. LO SCORSO TORNEO - L’ultima sfida che è stata giocata nello stadio cagliaritano è quella contro l’Atalanta che, dopo lo risoluzione della convenzione che legava la società rossoblù con l’amministrazione comunale, sarà anche l’ultima in assoluto su quel campo. Ma a fine dello scorso campionato, quello che sembrava un momentaneo allontanamento in attesa di una soluzione definitiva, si è trasformato in un abbandono totale visto che il Cagliari è stato costretto a giocare al Rocco le ultime quattro sfide che hanno chiuso la stagione passata contro Inter, Catania, Chievo e Juve. Sembrava una questione provvisoria anche perché contemporaneamente all’abbandono del Sant’Elia stava prendendo piede la Karalis Arena. NUOVO STADIO - Cellino, dopo aver cercato invano prima di ricostruire il Sant’Elia ex novo e poi di poter edificare da qualche altra parte in città il suo nuovo stadio, era stato costretto a rivolgersi all'hinterland puntando su Elmas. Ma anche qui le complicazioni non sono mancate perché l’ENAC ha puntato i piedi impedendo, di fatto, che venisse costruito uno stadio a pochi chilometri dall'aeroporto. Una presa di posizione che aveva spiazzato lo stesso patron rossoblù che non solo aveva già acquistato i terreni sui quali sarebbe dovuto sorgere l’impianto, ma aveva già dato il via ai lavori per la realizzazione dei prefabbricati. Di fronte al niente di fatto, Cellino ha investito su Quartu Sant’Elena, cercando di compiere quello che avrebbe dovuto essere un vero e proprio miracolo sportivo e tecnico: la costruzione di uno stadio in quattro mesi. Cellino ha dovuto lottare contro i mulini a vento per cercare di ottenere l’agibilità di Is Arenas. LE PARTITE - Una partita a porte chiuse contro l’Atalanta, il rinvio deciso dal Prefetto, della gara contro la Roma, la capienza limitata per le sfide contro Pescara, Bologna e Siena, fino a una progressiva apertura contro Catania e il via libero definitivo per la gara contro il Napoli. Tutto sembrava risolto ma prima della sosta natalizia era arrivata la doccia fredda del nuovo esilio a Parma per la partita contro la Juventus e dopo due giornate di relativa tranquillità nell'ospitare Genoa e Palermo, si è tornati a vivere l'incubo dell’inagibilità. g.a. © riproduzione riservata


PROTESTE ROSSOBLU’ Tifosi furiosi sperano nel colpo di scena di Giuseppe Amisani

CAGLIARI - C’è chi voleva subito mettere in scena un clamoroso sit-in dalle parti della Prefettura, chi ha puntato sull’attualità e ha minacciato, per protesta, di strappare la tessera elettorale e recapitarla al Sindaco di Quartu Sant’Elena, ma anche chi ha lanciato la proposta provocatoria di non far scendere in campo il Cagliari a Torino o in alternativa opporre ai rossoneri i giovani della Primavera. La tifoseria cagliaritana ha vissuto la vicenda di questa settimana come un vero e proprio scippo: tutt’altro che teneri i commenti che hanno invaso la rete. Nel mirino dei tifosi sono finiti un po' tutti e le proteste sono diventate man mano sempre più clamorose, almeno nelle intenzioni, per l’ennesima delusione del campionato. FIATO SOSPESO - La rabbia è cresciuta con il passare delle ore e la tifoseria si è schierata decisa accanto al presidente Massimo Cellino il cui messaggio è stato chiaro fin dai giorni scorsi: « O si gioca a Is Arenas o non si gioca». La società rossoblù non ha alcuna intenzione di farsi carico dei costi e delle difficoltà logistiche di gestire in fretta e furia una trasferta che non era certo in preventivo. E i sostenitori cagliaritani sono sempre più convinti di aver subito una grande ingiustizia. Il pericolo, dopo aver perso la sfida contro la Juventus, di non poter assistere anche ad una delle gare più attese, quella contro i rossoneri dell’ex Allegri, ha fatto andare in ebollizione la tifoseria. A parte qualche eccezione, come ad esempio i Cagliari club del nord Italia che si sono già mobilitati per dare man forte alla squadra in caso venisse confermata la sede di Torino, per il resto il sentimento comune è quello di far sentire il proprio disappunto e di non prendere parte ad una trasferta faticosa e costosa. IL SINDACO - Uno degli obiettivi delle critiche feroci dei tifosi cagliaritani è stato il primo cittadino di Quartu Sant'Elena che, considerato il parere favorevole del Milan, potrà ancora dare un barlume di speranza tenendo accesa la possibilità di una sua autorizzazione in deroga. Un via libera però tutt'altro che semplice anche perché ci si trova vicini alla gara e soprattutto perché la Prefettura ha lanciato un messaggio preciso non ritenendo l'impianto a norma. « Quella di non far giocare il Cagliari allo stadio di Is Arenas - si legge in un comunicato del Sindaco Contini - è una posizione dell'autorità preposta a garantire l'ordine e la sicurezza pubblica... ciò nonostante lancio il mio appello a tutte le istituzioni e i soggetti coinvolti perché si trovi una soluzione che possa comunque consentire lo svolgimento a Is Arenas di Cagliari-Milan, seppure con le necessarie limitazioni del caso». Uno spiraglio c'è ma fino a quando non verrà messo nero su bianco, i tifosi resteranno sul piede di guerra perché la loro pazienza sembra giunta al limite. © riproduzione riservata


L’ha deciso il Prefetto dell’Isola, ma oggi si tenterà una mediazione Il presidente Cellino tace e conta sugli «amici»: tempi e soluzioni ci sono di Antonio Maglie

La farsa è servita: Cagliari-Milan si dovrà giocare a Torino, allo stadio Olimpico, a meno di colpi di scena dell’ultim’ora propiziati dagli appelli di Silvio Berlusconi e del sindaco di Quartu e dal pressing di Lega (molto attivo Claudio Lotito, consigliere federale) e Viminale. La decisione è stata comunicata ieri pomeriggio da Maurizio Beretta, ma in realtà è stata presa dal Prefetto di Cagliari, Alessio Giuffrida, che non ha tenuto in alcun conto le valutazioni dell’Osservatorio sulle manifestazioni sportive, organismo che, al pari del prefetto, risponde al Ministero dell'Interno. Un «balletto» stranissimo con due organismi dello Stato in contraddizione (ma l’ultima parola è del Prefetto). CELLINO TACE - Milano ieri non ha potuto che prendere atto, facendo trapelare, alla fine di una serata a dir poco curiosa, il « proprio rammarico». « Abbiamo atteso sino all’ultimo perché volevamo che la gara si giocasse a Is Arenas», hanno fatto sapere da via Rosellini. Ora la palla passa a Massimo Cellino che ieri ha praticamente interrotto le comunicazioni (sfogando la rabbia sulla chitarra insieme con il suo gruppo rock) con il mondo esterno confidando nel successo dei «mediatori». Il Cagliari aveva fatto sapere che non avrebbe preso in considerazione sedi alternative, ma la possibilità di giungere a una soluzione favorevole in extremis ha consigliato prudenza. CONFLITTO - Alla base di quest’ultimo colpo di scena l’irrigidimento del Prefetto per il quale la gara non si può svolgere a Is Arenas per «motivi di ordine e sicurezza pubblica». Eppure le condizioni per giocare a Cagliari c’erano tutte anche perché i soggetti interessati erano pronti a compiere qualche sacrificio. Si attendeva con ansia l’indicazione dell’Osservatorio che è arrivata mercoledì sera ed è stata anche ampiamente favorevole perché lo stadio di Is Arenas dall’organismo che sovrintende alla sicurezza delle manifestazioni sportive è stato dichiarato a norma già nello scorso mese di ottobre.

IPOTESI - Con uno stadio a norma (da non confondersi con l’agibilità che consente l’apertura senza condizioni di tutti i settori) si possono organizzare le partite quanto meno alla presenza degli spettatori «fidelizzati», cioè dotati di tessera del tifoso. Quella indicazione conteneva un messaggio: tra giocare fuori dalla Sardegna e aprire tutto lo stadio ci può essere una terza via. E quella terza via è stata prospettata autonomamente dalla Lega e dal Cagliari con il sostegno dell’Osservatorio: consentire l’ingresso dei soli supporter sardi evitando ‘'afflusso di quella tifoseria avversaria considerata dal Prefetto «numerosa e ostile» (per quanto attiene ai rapporti con quella cagliaritana). Ma nemmeno quella disponibilità preventiva è servita. Per tre volte in questi giorni dalla Prefettura è partito un «no» chiaro e forte (l’ultimo, ieri, verbale). Dunque, Is Arenas resta chiuso. Per ora. SPERANZE - L’ultima a morire è la speranza. A ravvivarla ha provveduto ieri sera Silvio Berlusconi con una dichiarazione a Videolina: « Non credo che ci possano essere occasioni di disordini. I tifosi del Milan sono considerati i più educati d'Italia, addirittura dopo quelli sardi, arrivo a dire. Auspico che si giochi in Sardegna». Cellino ha accolto con soddisfazione la presa di posizione del presidente del Milan. Dal punto di vista dei tempi, considerato che c'è la disponibilità rossonera ad attendere sino all’ultimo, le condizioni per organizzare la gara a Is Arenas ci sono. Lo ha sottolineato anche il sindaco di Quartu, Mauro Contini, che dopo essere stato bersagliato dalle contestazioni ha lanciato un appello per far giocare la gara in Sardegna: « Lo si è fatto anche con l'Atalanta». Oggi si disputeranno i supplementari di questa partita. © riproduzione riservata


Milan-Juve è la gara più seguita

La partita più vista della stagione è stata finora MilanJuventus con 77.023 paganti, per l’Inter il record stagionale è stato stabilito con il Napoli (57.374 paganti). Nel derby tra le due milanesi quest’anno in vantaggio c’è l’Inter con 44.201 presenze seguono il Milan a 40.876 e la Roma a quota 39.506 tifosi. Di sicuro rilievo anche il dato della Fiorentina. L’anno scorso il Milan ha collezionato il miglior dato definitivo con 49.020 spettatori chiudendo davanti all’Inter.


E Balotelli fa la prima balotellata A Linate per prendere la fidanzata belga, parcheggia l’auto in sosta vietata e viene fermato da Carabinieri e Polizia. Due multe. Il Milan: «Nessun diverbio» Dall’inviato Furio Fedele CARNAGO - Prima o poi doveva capitare. La «balotellata», a dire il vero, non era nell’aria perchè nella sua prima settimana milanista Balo aveva mostrato il meglio di sé. Impeccabile nella conferenza-stampa di presentazione a San Siro, ha firmato al primo colpo la doppietta contro l’Udinese che ha consentito al Milan di agganciare l’Inter al quarto posto della classifica, portandosi a 3 soli punti dalla zona-Champions League. Ieri a mezzogiorno, reduce da un breve sonno di ritorno dall’Olanda dopo la prova in maglia azzurra, l’ex-interista è stato protagonista della sua prima «grana» milanese da... milanista. FANNY - Balotelli si è recato a Linate per ricevere la fidanzata, la modella belga Fanny Robert Neguesha (22 anni). In attesa del suo arrivo ha parcheggiato la potente Audi RS4 aziendale nell'area-arrivi in sosta vietata. Una pattuglia della Polizia Locale ha invitato l’auto a spostarsi. Come riferito dalla pattuglia, Balotelli è partito «sgommando» alla ricerca di un altro parcheggio. Non trovando altro posto, però si è riposizionato nello stesso sito. Gli agenti a questo punto sono nuovamente intervenuti. A loro si è unita una pattuglia di Carabinieri. Alla precisa richiesta di esibire i documenti il calciatore ha prima riferito di non averli e poi mostrato una patente di guida inglese. DOPPIA MULTA - Polizia e Carabinieri hanno approfondito gli accertamenti. È stato riscontrato che il calciatore non aveva esposto il talloncino dell'assicurazione. Alla fine dei controlli Balotelli ha ricevuto due contravvenzioni da 24 e 41 euro: una per la mancanza del certificato assicurativo e l'altra per la mancata esposizione del tagliando. Non è stato multato per il divieto di sosta, invece, in quanto non aveva mai abbandonato la vettura tecnicamente, realizzando solo una «fermata». Balotelli è poi ripartito con la fidanzata e una sua amica. TUTTO OK - Il Milan sull'accaduto ha diffuso una nota ufficiale: «Oggi (ieri; ndi) all'aeroporto di Linate una pattuglia della polizia locale ha effettuato un normale controllo sull'autovettura Audi in uso a Mario Balotelli. Contrariamente a quanto riportato da alcune fonti di informazione, non vi è stato alcun litigio e al termine del controllo Mario Balotelli si è recato regolarmente a Milanello per partecipare all'allenamento pomeridiano». RAIOLA - La lunga giornata di Balotelli è continuata a Milanello dove l’attaccante ha svolto un breve allenamento defaticante assistendo, per qualche minuto, a bordo campo all’amichevole che ha visto protagonista la squadra rossonera contro i dilettanti dell’Sant’Angelo 1907. Le 9 reti (a 2) milaniste sono state firmate da Nocerino, Robinho e Niang con altrettante doppiette alle quali si sono aggiunti i gol di Bojan, De Feo e Muntari. Balo si è presentato in campo con il suo agente Mino Raiola che è venuto anche a salutare un altro suo assistito, il polacco Salamon, che verrà presentato alla stampa oggi a Milanello. A fare visita ad Allegri, che in mattinata aveva posato il primo... mattone per al costruzione della «cantera» rossonera, c’era anche Giovanni Galeone. PROBLEMI - Il tecnico milanista da oggi potrà progettare con maggior certezze la squadra che dovrà affrontare il Cagliari. Nel pomeriggio Allegri rivedrà Zapata e Yepes reduci dalla inutile (i due milanisti sono rimasti sempre in panchina) amichevole di Miami dove la Colombia ha battuto per 4-1 in amichevole il Guatemala. L’infortunio di Bonera (una forte contusione alla coscia sinistra) e l’indisponibilità, per una botta alla caviglia, del nuovo arrivato Salamon mettono in difficoltà Allegri che, almeno finora, non aveva mai utilizzato Yepes e Zapata da titolari reduci da trasferte intercontinentali. Quindi si prospetta l’inedita coppia di centrali Zaccardo (all’eventuale esordio in


maglia rossonera) e Mexes. Š riproduzione riservata


GRANDE SUCCESSO PER «CALCIATORINCAMPO» Tutti a caccia dei campi della Panini di Massimo Grilli

ROMA - Tutti pazzi per le bustine Panini. Sì, avete letto bene, abbiamo scritto bustine e non figurine. Infatti, se il successo dell’ultima collezione dedicata ai calciatori non fa quasi più notizia, ma è «solo» l’ennesima medaglia sul petto dell’azienda modenese - capace anche quest’anno di proporre un prodotto moderno nel solco di una tradizione che dura da mezzo secolo – è davvero incredibile invece - e probabilmente insperato - il riscontro che sta avendo in tutta Italia l’operazione «Calciatorincampo», legata proprio all’ultima raccolta di figurine (gli interessati possono fare riferimento all’indirizzo http://www.calciatoripanini.it/2012-13/concorso/ ). Parteciparvi è molto semplice, si tratta infatti di Tra i comuni e gli raccogliere e spedire alla Panini le bustine vuote della enti prosegue a raccolta dei calciatori. Tra coloro che invieranno 15 gran ritmo la raccolta delle bustine vuote, verranno estratte 5 coppie di abbonamenti ad una squadra a scelta di serie bustine vuote di A per il prossimo campionato e 1000 palloni ufficiali Nike della serie A. Ma non basta: tutti figurine: in palio tre gli enti e le organizzazioni a scopo sociale o benefico che invece - sempre entro il 31 campi di calcio a 5 maggio - invieranno 12mila bustine vuote riceveranno un kit per allestire un campo da calcio (comprendente 2 porte regolamentari, 4 bandierine del calcio d’angolo, 10 palloni, tappetini per esercizi a terra, casacche da allenamento, una borsa di pronto soccorso completa, e molto altro). Tra questi enti, poi, verranno anche estratti tre campi da calcio a 5 in erba artificiale 100% riciclabile (dimensioni 40X20), prodotti da Limonta Sport, compresa la loro messa in opera. Proprio la possibilità di ricevere un campo in erba artificiale ha scatenato in tutta Italia una clamorosa voglia di calcio. E così, dal Comune di Pralormo, in provincia di Torino, all’oratorio Don Bosco Woytila di Siracusa, tra istituti scolastici, associazioni sportive, parrocchie, oratori, è partita la caccia alla bustina vuota. Erba, Castel San Giorgio, Sarzano, Desio, Signa, Piombino, Bagheria, Vittoria - questi i primi comuni mobilitati ma l’elenco cresce giorno dopo giorno - si è mossa l’Italia dei mille campanili, quella dove magari la passione per il calcio è soffocata dalla crisi economica di questi tempi magri, radiografia sincera di una provincia italiana nella quale - se non esistono le strutture per garantire ai giovani la pratica dello sport - non manca mai lo spirito di iniziativa e la voglia di sfruttare qualunque occasione. « Vincere questo concorso per noi sarebbe una manna dal cielo - scrivono dall’Unione Sportiva Città di Fasano - visto che in città mancano le strutture idonee per fare attività giovanile e il manto erboso dello stadio Curlo è praticamente distrutto ». « Se aderiremo numerosi a questa iniziativa, sono certo che Gallipoli saprà vincere questa simpatica sfida - ha detto Giovanni Fiore, assessore allo sport della cittadina ionica - che potrà garantire materiali di supporto per una disciplina sportiva amata da tutti ». « A Fontanetto Po manca un impianto per giocare a calcio - sospira Riccardo Vallino, sindaco della cittadina in provincia di Vercelli - per questo ho subito detto sì all’idea di partecipare al concorso, vincere un campo sarebbe una bella fortuna... ». E così, nelle scuole, nei locali delle varie associazioni, ma anche semplicemente nelle edicole e cartolerie, si sono moltiplicati i contenitori per raccogliere le bustine vuote. Ultima cosa, ma non meno importante: l’ambiente non deve temere nulla da questa invasione di bustine vuote, la Panini si è infatti impegnata a smaltirle tutte. Un altro gol per l’azienda modenese. © riproduzione riservata


I bambini da salvare, per Montella, stavolta non sono Jovetic o Lijaic ma quelli malnutriti dell’Etiopia. E’ per questo che il tecnico della Fiorentina ha deciso di scrivere la storia di Ettore, una fiaba per Save The Children, l’Ong che si occupa dei bambini, la vera emergenza mondiale. Vincenzo Montella racconta «Un gioco da ragazzi», l’avventura di un bambino, Ettore, che su un campo di calcio trova quelle risposte che la vita reale spesso gli confonde. Che cosa succede a un ragazzino timido, quando per gli altri, piccoli e adulti, è «solo» il figlio di un personaggio famoso? Accompagnata dalle belle illustrazioni di Valentina Mai, la fiaba è raccolta in un libro, «Sogni da raccontare», in cui altri illustratori e personaggi, tra cantanti, attori, cabarettisti e famosi chef, affrontano la difficile sfida di raccontare una storia ai bambini. Arisa, Francesco Facchinetti, Teresa Mannino, Davide Oldani, Francesco Renga e Valeria Solarino. Il libro è in vendita per 10 euro in tutti gli store di OVS ma sono previste anche, on-line, versioni e-book e audio-libro. L’intero ricavato andrà a finanziare progetti di assistenza per bambini e madri in Etiopia di cui si occupa direttamente Save The Children, l’Ong che, tra l’altro, ha stretto da tempo una collaborazione proprio con la Fiorentina. Ma non è per questo che è stato scelto Montella: il tecnico viola è un personaggio rassicurante, ironico, calmante come un personaggio fiabesco, e un volto bambino su cui la magia del cortile è ancora evidente. Ettore, che guarda caso porta il numero 9, ci consegna un messaggio universale sulla forza dello sport: la capacità di affrontare il mondo anche se alla velocità di un pallone.. Consiglio, non richiesto, per chi acquisterà questo libro: si prenda il tempo per poterlo leggere ai propri figli magari la sera, prima di andare a letto, per trasmettere non solo la potenza del racconto, ma offrire qualcosa di molto più importante: il tempo da dedicare a un bambino, il bene più prezioso. Sia per quelli che hanno genitori famosi, come il personaggio descritto da Montella, sia per quelli speciali di tutti i giorni. © riproduzione riservata


Un gioco da ragazzi di Vincenzo Montella

Ettore a una prima occhiata poteva sembrare un bambino come tutti gli altri: magro, minuto, portava magliette a righe e aveva le scarpe quasi sempre NUMERO 9 Vincenzo Montella, slacciate. Era timido e ci metteva un po’ per rispondere alle domande che gli facevano, 38 anni, tecnico della come se dovesse cercare dentro di sé. Nonostante fosse così riflessivo, o forse Fiorentina, ha scritto una favola proprio per questo, Ettore otteneva risultati eccellenti a scuola, praticamente in per Save The Children. Qui le illustrazioni di Valentina Mai. La tutte le materie. La cosa non stupiva granché i suoi insegnanti perché, ora vendita del libro (10 euro, negli dovete saperlo, Ettore era figlio di un famosissimo scrittore (cosa che gli store OVS) finanzierà progetti complicava non poco la vita): il minimo che ci si potesse aspettare da lui era di assistenza ai bambini e le che fosse un allievo esemplare. E lui lo era. «Boralevi come lo scrittore?», gli madri in Etiopia. dicevano quando pronunciava il suo nome e cognome per presentarsi o in altre simili occasioni. «E’ mio padre» rispondeva piano, sconsolatamente, e da lì cominciavano un coro di «Nooooo, davvero? Ma dai! Ooh» e chi più ne ha più ne metta. Un giorno Ettore era caduto in giardino e sua nonna, che l’aveva raggiunto per raccoglierlo da terra, gli aveva detto: «Non piangere: sei un Boralevi, ricordatelo». Ettore aveva cercato di essere forte. Una mattina a scuola la maestra aveva portato uno dei libri di suo padre, e gli aveva chiesto se poteva farglielo autografare davanti a tutti i suoi compagni. Ettore era arrossito e aveva abbassato la testa, ma aveva dovuto dire di sì. Anche Agata, una sua compagna con le treccine corte che aveva invitato a casa sua un pomeriggio di primavera, dopo aver fatto i compiti e la merenda gli aveva bisbigliato: «Mia madre dice che tuo padre è famoso, è vero?». Ettore aveva risposto: «Non lo so, è uno scrittore», e lei aveva ribattuto: «Ma va anche in televisione?». Insomma, avrete già capito che Ettore, nonostante fosse benvoluto dai compagni e vivesse in una grande casa, con un padre famoso e una stanza tutta per sé con giochi rarissimi che nessuno dei suoi compagni aveva (né probabilmente si poteva permettere), non per questo era felice. C’era solo una cosa che lo faceva stare bene: giocare a calcio con la sua squadra. Ci andava in bicicletta ogni giovedì pomeriggio, perché così aveva stabilito la madre (una donna aristocratica perlopiù assente), la quale aveva una scala di priorità molto diversa da quella del figlio (ad esempio per lui il calcio era la prima cosa, per lei


l’ultima). Quando Ettore arrivava al campetto con la sua sacca sulle spalle (era più grande di lui, ma facevano un bel vedere lo stesso) e in spogliatoio si metteva la maglietta (aveva scelto quella con il numero nove), i calzoncini, i calzettoni e le sue scarpe coi tacchetti, sentiva di essere al posto giusto e gli pareva che tutto, finalmente, andasse bene. Lì non era figlio di nessuno, tutti lo chiamavano Bora, non solo per abbreviare il suo cognome, ma anche perché correva veloce come il vento, ed era imprendibile in volata. E, visto che era così agile e veloce sulla palla, giocava come attaccante e sempre a perdifiato e al massimo delle sue possibilità. Tecnicamente era un fantasista, una specie di inventore di gioco. Il campo metteva tutti sullo stesso piano, contava solo chi eri e come sapevi giocare. E lui, che nella vita quasi sempre esitava, perché gli sembrava che davanti a sé si aprissero ogni volta troppe possibilità e conseguenti strade, quando entrava lì dentro ritrovava coraggio e se stesso. Là non c’era più tempo per pensare, la palla era troppo veloce, proprio questo gli piaceva del calcio. Diversamente da suo padre, non gli piaceva tanto raccontare il mondo: preferiva affrontarlo, anche se questo significava spesso rischiare di fallire. Quello che ancora ignorava (ma che avrebbe capito più tardi, neanche molto più in là) è che ognuno deve trovare la sua forma di presenza, e che anche lui, come suo padre, aveva trovato la sua.


Il Panini Tour a Reggio Calabria Bari e Livorno

Continua il “Panini Tour 2013”, la grande iniziativa promozionale dedicata a tutti gli appassionati delle figurine dei Calciatori, che domani e domenica fa tappa in quattro città: a Bari (Largo Giannella), Reggio Calabria (centro commerciale Porto Bolaro), Bergamo (centro commerciale Orio Center) e Livorno (centro commerciale Fonti del Corallo). Giovani animatori accoglieranno il pubblico, intrattenendo bambini e ragazzi con giochi e concorsi a premio. Sarà anche possibile scambiare figurine tra collezionisti e con gli addetti della Panini. Il tour toccherà fino a fine maggio oltre 100 tra piazze e centri commerciali, percorrendo tutta la penisola da sud a nord.


CONTE trappola viola Ecco perché la Fiorentina può dare fastidio alla Juve e fare un regalo al Napoli Montella ci crede e se la gioca alla pari servizi di Alberto Polverosi Può la Fiorentina pensare di fermare la Juventus a Torino? Intendiamo: può oggettivamente pensarlo? Ha gli strumenti per riuscirci? Ha l’energia, la forza, la voglia, la rabbia, la condizione per farcela? La nostra risposta è sì, ha quello che serve per giocare alla pari sul campo dei bianconeri, puntando su alcuni aspetti interessanti che oggi sono a favore della squadra di Montella. La Fiorentina si sta caricando in queste ore d’attesa. Nella bella intervista che Toni ha rilasciato al nostro giornale c’è un passaggio in cui l’ex bianconero immagina ventimila (ma di sicuro si accontenterebbe anche della metà) tifosi viola ad aspettare la squadra dopo una vittoria (ma forse si accontenterebbe anche di un pareggio) a Torino. Anche il portiere-ultrà Viviano ha pensato alla stessa festa. Il sentimento è positivo, anche se la storia dice che la Fiorentina da Torino (versante bianconero) torna molto spesso a mani vuote. Alla Juve mancheranno Bonucci e Chiellini e anche per queste assenze nella testa di Montella, la cui vocazione è già quella di un allenatore offensivista, si è fatta ancora più spazio l’idea di portare a Torino una formazione che attacca. Vuole giocare alla pari dei campioni d’Italia in casa loro. © riproduzione riservata

Antonio Conte, i tifosi viola, Toni e Jovetic, Pizarro


QUI JUVENTUS MARCHISIO VA IN PANCHINA Lui e Giovinco saranno risparmiati per il Celtic TORINO - Prosegue la marcia di avvicinamento alla Fiorentina. Ieri Conte ha finalmente potuto lavorare con il gruppo quasi al completo potendo contare sui giocatori rientrati dalle rispettive nazionali. Gli unici a mancare all'appello erano gli infortunati ed Asamoah che difficilmente riuscirà ad essere a disposizione per la trasferta Champions martedì a Glasgow dovendo giocare la finale di coppa D'Africa per il terzo posto. MARCHISIO - Per sabato Lichtsteiner (cervicale) e Barzagli (leggero fastidio muscolare), rientrati acciaccati, Lichtsteiner e ci saranno. Giovinco e Marchisio, invece, dovrebbero Barzagli sono recuperare ma quasi certamente partiranno dalla rientrati con qualche problema panchina. Conte non vuole rischiarli in vista della sfida ma dovrebbero europea. Le prossime 48 ore per il centrocampista essere in campo. saranno decisive: «Il recupero procede bene, ma Oggi il responso sul ricorso per Bonucci abbiamo qualche giorno per valutare se ci sono le condizioni per rientrare già con la Fiorentina o con il e Marotta Celtic», ha detto ieri a margine del progetto Nike 'The Chance' che ieri ha portato a Vinovo 16 giocatori tra i 17 e 20 anni, selezionati Claudio Marchisio, 27 anni tra 100 mila aspiranti giocatori provenienti da 55 Paesi. Dopo i viola ("altra partita importante") martedì torna la coppa: «E' un nostro obiettivo come lo è il campionato, peccato essere usciti dalla Coppa Italia. L'Europa non ci toglie energie: quello che fa la differenza sono la voglia di andare avanti e le motivazioni. L'importante è mantenerle per questo periodo: se molli un attimo rischi di perdere occasioni importanti. Poi la Champions è così: non ti lascia il tempo di recuperare». ANTI-JUVE - Dopo Fiorentina e Celtic c'è la sfida con il Napoli. I partenopei al momento sono l'anti-Juve: «Fino all'ultimo se la giocheranno con noi per lo scudetto. Più gli inseguitori sono vicini e più le nostre motivazioni aumentano: ha ragione Buffon. Sabato scorso, con il Napoli che ci aveva momentaneamente raggiunti in vetta, abbiamo giocato alla grande contro il Chievo. Il momento no di gennaio? Ora stiamo bene. Speriamo sia definitivamente passato. Gli infortuni? Quest'anno giochiamo ogni tre giorni e recuperare dagli acciacchi diventa difficile». Dà il bentornato a Balotelli («L'Italia ritrova un grande campione») ed esalta Verratti («Può diventare l'erede di Pirlo»). RICORSO - Oggi la Juve riceverà il responso sul ricorso per le squalifiche di Bonucci e l'inibizione di Marotta. Ass


QUI FIORENTINA ADESSO TOCCA A ROMULO L’unico vero dubbio riguarda Cuadrado FIRENZE - Montella in sala stampa (ore 10), poi rifinitura, infine partenza per Torino: Juventus-Fiorentina, ci siamo. E’ il momento di una sfida che può dire molto sul futuro delle due squadre. E a questo punto resta da capire come Vincenzo Montella avrà risolto i dubbi residui di formazione, il più importante dei quali è legato al rientro di Tomovic e Cuadrado dopo gli impegni con le rispettive Nazionali. Ovviamente, maggiore attenzione è dedicata al colombiano che ha giocato a Miami contro il Guatemala Se l’esterno e si aggrega al gruppo in extremis. colombiano non risentirà del doppio viaggio per l’impegno in nazionale sarà in campo. In difesa c’è Roncaglia favorito su Compper

VALORE CUADRADO - Se l'esterno sudamericano non risente del doppio, lungo viaggio (in campo soltanto un tempo), il posto da esterno destro è sicuramente suo perché il tecnico napoletano non ha alcuna intenzione di rinunciare alla corsa e alla fantasia dell'ex Udinese, altrimenti è un guaio dal momento che a centrocampo le risorse sono già limitate a causa delle assenze degli squalificati Aquilani e Migliaccio, e dell'infortunato Matias Fernandez. A proposito: il cileno continua ad avere problemi al retto femorale, tanto da aver consigliato lo staff medico di fermarlo per altre due settimane in modo da permettergli il recupero graduale ma completo grazie ad una serie di accorgimenti posturali. ROMULO, CHE OCCASIONE - E allora accanto a Pizarro e Borja Valero ci sarà Romulo (provato da interno ancora nell'allenamento di ieri), sempre che Cuadrado non accusi la fatica dell'impegno oltre oceano (però in tal senso il report del dottor Manetti ha accertato le buone condizioni atletiche del calciatore), altrimenti Montella è costretto a spostare il succitato brasiliano sulla fascia e ad inventarsi qualcosa (Wolski?) in un centrocampo che sarà completato come al solito da Pasqual a sinistra. Rimangono difesa e attacco. Davanti scelte fatte per Montella: Toni con Jovetic, 16 gol in due e voglia infinita di aumentare la cifra contro la Juventus. Dietro, Roncaglia pare essere il favorito per la terza maglia accanto a Gonzalo e Savic, ma Compper sta scalando la classifica delle preferenze. atc


Per i viola è il derby dell’anno La rivalità è storica Quella contro la Juve è da sempre la partita più sentita dai tifosi Se il campionato fosse ridotto a due squadre e una fosse la Fiorentina, sapremmo bene quale club i tifosi viola vorrebbero incontrare: quello che incontreranno domani pomeriggio a Torino. E’ la storia di sempre, la storia di una città che ha il desiderio di battere la Juve assai più dell’Inter, del Milan, della Roma e del Napoli. E’ così da oltre mezzo secolo, da quando la più grande Fiorentina di sempre (parliamo degli Anni ‘50), quella di Montuori e Julinho, vinse molto meno (un solo scudetto) di quanto avrebbe meritato perché si trovò di mezzo proprio la Juventus. Non c’è mai stato un momento di tregua (e lasciamo perdere la pace), in campo e fuori c’è sempre stata una profonda, sentita e ricambiata inimicizia. Il caso-Berbatov è solo l’ultimo di una serie interminabile. Una serie che ha visto coinvolti anche i proprietari dei due club, con le polemiche fra i Della Valle e gli Agnelli. E se sono loro a becchettarsi, figuriamoci cosa può succedere fra i dirigenti (Marotta e Pradè se le sono dette chiare chiare dopo la storia del bulgaro), fra i giocatori e lasciamo perdere fra i tifosi. Peraltro, la Fiorentina ha anche un ricordo recente da cancellare, uno 0-5 al Franchi che ha rappresentato il punto più basso nella storia dell’ultimo fallimentare campionato viola. All’andata la partita è stata tutta dei viola, ma non il risultato. Che adesso la Fiorentina vuole con tutta se stessa. © riproduzione riservata


Toni, un ex con qualcosa da dire... E Jovetic vuol farsi notare Così diversi, così bravi in zona gol. Saranno loro la chiave del match? In attesa del ritorno in campo di Giuseppe Rossi (si parla di aprile), la coppia d’attacco resta quella di inizio stagione: Toni-Jovetic. Sette reti per l’indistruttibile Luca, nove per il talentuoso montenegrino. Montella ha provato anche con Ljajic, una volta con Seferovic e in qualche occasione con El Hamdaoui, ma sono loro i titolari, sono loro che nel tardo pomeriggio di domani porteranno allo Juventus Stadium la forza di tutta la squadra. Toni è un ex a cui non è piaciuto il finale dell’esperienza juventina. Un ex non proprio avvelenato (ormai Luca è un uomo soddisfatto della propria carriera), ma quantomeno deciso a ricordare a Conte come sono andati i fatti di Torino. Ha detto che alla Juve avrebbe tolto volentieri Barzagli, che invece è l’unico presente dei tre difensori. In realtà, l’assenza di Bonucci e Chiellini potrebbe favorirlo. Jovetic, invece, non dovrà pensare alle assenze, ma ad essere presente a se stesso. Ha qualcosa da dimostrare a Torino. Ai tifosi viola deve far vedere che lui gioca libero, convinto, sicuro, magari anche accanito (calcisticamente parlando) contro la squadra che molti indicano come il suo futuro: visto? io sono ancora dei vostri. Ai tifosi bianconeri deve dimostrare che il loro club, se davvero ha intenzione di puntare su di lui, non sbaglia. In entrambi i casi, deve giocare da Jovetic, non come a gennaio, ma come ha fatto nel girone d’andata, quando volava e segnava, padrone della squadra e del momento. © riproduzione riservata


C’è la Signora? Non si cambia Avanti con la forza del bel gioco Possesso palla, manovra votata all’attacco ragionato Montella se la gioca così Il ricordo e la lettura della partita d’andata serve più a Conte che a Montella. Nel senso che a Firenze il tecnico juventino ha capito come non si deve giocare contro la Fiorentina. Se fosse possibile, Montella vorrebbe invece ripetere lo stesso tipo di gara: primo tempo alla pari come gioco, secondo tempo con la Juve chiusa e stretta nel proprio centrocampo, incapace di evadere non tanto dal pressing, quanto dal palleggio della Fiorentina. Come condizione fisica, atletica e psicologica era il periodo migliore dei viola. Che domani attaccheranno, perché questa è la natura montelliana. Se da una parte mancheranno Bonucci e Chiellini, dall’altra non ci saranno Aquilani e Migliaccio, ma il tecnico viola non ripenserà un’altra squadra con un altro gioco. Andrà avanti sulla stessa strada, fidandosi come sempre dei due giocatori che hanno contrassegnato la linea della squadra: Pizarro e Borja Valero. E’ con questi due centrocampisti che imposterà la partita, sperando di poter recuperare in extremis Cuadrado, di rientro dagli States dopo l’amichevole con la Colombia. Anche Conte aveva più di un giocatore in giro per l’Europa e non avrà tempo per recuperarli in pieno come sarebbe stato necessario: sono dettagli che possono incidere sui 90 minuti di domani. Finito il terribile mese di gennaio, recuperato Pizarro, la Fiorentina è tornata a vincere e a giocare. Adesso c’è di nuovo la stessa condizione della partita d’andata. © riproduzione riservata


di Ettore Intorcia

Il sussulto d’orgoglio nel momento più critico, il calcio italiano finalmente in grado di riportare a casa i suoi gioielli: Balotelli è tornato a imperversare a San Siro grazie al Milan; Pepito Rossi ritroverà presto la Serie A, merito del blitz della Fiorentina. All’appello ora manca Marco Verratti, protagonista del paradosso più eclatante nella stagione della fuga dei talenti: l’erede designato di Pirlo in maglia azzurra non ha ancora mai giocato un minuto nel nostro campionato di A e potrebbe non farlo per i prossimi quattro anni e mezzo se dovesse rispettare fino all’ultimo giorno il contratto che lo lega al Psg fino al 2017. La realtà è un’altra, però: anche se la stella di Verratti è andata a brillare nel cielo di Parigi, il pupillo di Zeman resta fortemente nei pensieri dei top club italiani, Juve e Napoli innanzitutto, senza trascurare la Roma, sebbene a Trigoria il ciclo del Boemo, suo principale sponsor, sia finito. VOGLIA D’ITALIA - «Un giorno mi piacerebbe tornare in Italia», ha spesso ripetuto in questi mesi Verratti commentando i continui rumors di mercato. Che non si sono mai placati, così come non è mai svanito l’interesse delle nostre big nei suoi confronti. Rumors che un po’ hanno indispettito Carlo Ancelotti, che ieri ha dato vita a un botta a risposta a distanza. Il tecnico del Psg, intervenuto in conferenza stampa dopo la fine dell’allenamento, ha detto a proposito delle ultime indiscrezioni: «Se Verratti non sta bene qui non ha che dirlo. Ma dalle ultime notizie che mi arrivano lui è contento, quindi il problema non si pone». La risposta di Verratti è arrivata nel giro di pochi minuti dal ritiro azzurro: «Sto benissimo a Parigi. Non ho detto che voglio venire a giocare in Italia, ho detto che in prospettiva tornare nel campionato italiano mi piacerebbe. Ma ho cinque anni di contratto qui e non mi muovo. Venire a giocare a Parigi è stata una mia scelta, fatta mentre altre squadre italiane mi cercavano». ANCORA JUVE - Quelle squadre che lo cercavano in estate, in realtà, non hanno mai smesso di pensare a lui. Coltivano ancora il sogno di riportarlo in Italia, facendo attenzione ai piccoli segnali che possono arrivare dalla Francia, dai possibili ripensamenti del ragazzo (peraltro mai espressi, anche ieri ha ribadito di essere convinto della scelta fatta in estate) fino a mutamenti repentini nelle strategie del Psg, legate anche ad un possibile cambio di panchina. Con la consapevolezza che i costi dell’operazione, dopo un anno, saranno ben più alti: il Psg ha sborsato 12 milioni più 2 di bonus. La Juve, dunque, non ha accantonato l’idea: Verratti ha il gradimento di Conte, potrebbe crescere al fianco di Pirlo, del quale è considerato da tutti l’erede, e un dualismo con il giovane Pogba non sarebbe certo un ostacolo, anche perché il francese ha fatto molto bene da intermedio e un trio Marchisio-Verratti-Pogba garantirebbe alla Juve l’ossatura del centrocampo per i prossimi dieci anni o quasi. In estate la Juve era stata vicina a Verratti: aveva il sì del giocatore e del Pescara, tutto è saltato perché Troisi e Bouy, le due contropartite, hanno rifiutato il trasferimento. RILANCIO NAPOLI - Ma nella corsa a Verratti la Juve dovrebbe ancora fare i conti con il Napoli. Sì, il club di De Laurentiis è stato quello più vicino a Verratti in estate. Diciamo pure che l’affare era fatto, Verratti è stato virtualmente del Napoli: il club azzurro l’avrebbe pagato cash, rilevando metà cartellino e lasciandolo un anno a Pescara. Poi è arrivato il Psg che ha cambiato le carte in tavola. De Laurentiis però non si è mai arreso, l’idea di portare al San Paolo il nuovo Pirlo resta intrigante. E con il Psg l’affare Lavezzi ha aperto un canale importante. @ettoreintorcia © riproduzione riservata


DOPO IL DELUDENTE PARI DI AMSTERDAM Prandelli pensa positivo: «Calma e faremo delle cose meravigliose AllegriAncelotti, coppia azzurra» ROMA - « Faremo cose meravigliose». Alle prossime elezioni potremmo candidare lui, Cesare Prandelli da Orzinuovi. Ci darebbe quanto meno una scossa, una spinta verso l’ottimismo, a patto che il futuro sia molto diverso dal recentissimo passato, rappresentato dalla misera partita di Amsterdam. Per fortuna del calcio italiano, Prandelli non è un leader che parla per prendere voti e se dice che faremo cose meravigliose significa che quanto meno ha individuato la strada da percorrere: il rinnovamento. «Sì, la strada è questa. Dobbiamo rinnovare. Sarà un processo lento, ma il futuro sarà bellissimo. Adesso abbiamo una base di partenza importante e non dimentico che fino a un paio di anni fa si diceva che non c’erano giovani...».

CERCI E SAPONARA - Il rinnovamento di cui parla il ct si fonda su un gruppo Cesare Prandelli, 55 anni, di ragazzi già molto forti. El Shaarawy, ma anche Insigne che mercoledì ha fatto commissario tecnico della è alla guida della il fenomeno nella Under 21 contro la Germania, e poi De Sciglio, Verratti, Nazionale: squadra azzurra dal 2010 Florenzi, per finire al...vecchio Balotelli. La Nazionale sarà ringiovanita sul (Ansa) piano tecnico, ma anche tattico. Prandelli è convinto di dover tentare ancora la strada del 4-3-3: a Parma, contro la Francia, si era intravisto qualche aspetto interessante, ad Amsterdam no. «Stiamo cercando gli uomini giusti per il 4-3-3: serve un’ala destra forte. I prossimi mesi di Balotelli ed El Shaarawy con Allegri saranno molto importanti». Non l’ha convinto Candreva in quella posizione, ben sapendo che nella Lazio gioca lì, ma è un adattato. Il ct e i suoi uomini stanno seguendo Cerci, che con Ventura sta facendo bene e che Prandelli ha conosciuto nel breve periodo in cui ha allenato la Roma, ma al granata manca la continuità: Balotelli-Cerci possono fare tutto e il contrario di tutto. Poi ci sono Pepe (che ancora è fuori) e Schelotto (che nell’Inter potrebbe crescere), per arrivare ai giovani Sansone e Saponara, un grande talento ma per il dopo-Brasile.

EL SHAARAWY E MARIO - Nella testa di Prandelli il 4-3-3 è la novità, ma il rombo è casa. Per questo il cambiamento potrebbe riguardare i giocatori più che il modulo. E del resto Balotelli-El Shaarawy possono giocare insieme anche più stretti, senza che il faraoncino si allarghi sulla fascia, con quattro centrocampisti alle spalle. «Mario era nervoso perchè avrebbe voluto continuare con lo stesso rendimento dell’esordio col Milan. Ora il suo percorso sarà questo: abituarsi a sopportare le pressioni, che saranno sempre crescenti. Oggi è un giocatore di riferimento per la Nazionale e questo aumenta quelle pressioni, i non milanisti lo fischieranno e lo provocheranno. Balotelli-El Shaarawy? Se guardo il panorama mondiale non c’è una coppia così, capace a 20 anni di lasciare la sua impronta: bisogna solo dar loro un po’ di tempo». Sembra non averne bisogno Verratti. «Ha una fortuna sfacciata: è allenato da uno dei migliori tecnici del mondo, segua tutto quel che gli dice Ancelotti, lo ascolti, e diventerà il grande giocatore che tutti ci aspettiamo». Battuta: «Allegri-Ancelotti, sono loro la mia coppia azzurra». Appuntamento a Ginevra col Brasile: «Fra chi ha vinto 5 mondiali e chi ne ha vinti 4, non può mai essere un’amichevole». a.pol. © riproduzione riservata


PUO’ LASCIARE LIVERPOOL Dall’Inghilterra: per Suarez corsa Juve-Real-Bayern Il futuro per l’attacco è già presente e si chiama Fernando Llorente. Ma tra le suggestioni c’è anche una vecchia tentazione mai messa realmente da parte, almeno non del tutto: Luis Suarez. L’uruguaiano scalpita, continua a immaginare un futuro lontano da Liverpool e ieri il Daily Mirror nell’edizione cartacea - dopo le prime anticipazioni on line - è tornato a sostenere con forza l’ipotesi di un assalto della Juve, chiamata a sfidare Real Madrid e il Bayern che sarà di Guardiola per l’attaccante sudamericano. Che ovviamente ha tanti estimatori nella stessa Premier League, a partire dal Chelsea. Il problema è semmai capire chi avrà la capacità di affrontare un investimento da oltre 30 milioni di euro: nonostante i malumori del giocatore, il prezzo del suo cartellino non è destinato a subire sconti sensibili, anche in virtù di una scadenza contrattuale piuttosto lontana nel tempo (2018). I malumori di Suarez sono legati essenzialmente alla competitività del Liverpool. «Sono contento, per adesso. Vediamo a fine stagione la posizione del Liverpool. Questo non è più il vecchio Liverpool» aveva spiegato Suarez in un’intervista a Radio Marca a poche ore dalla sfida tra Spagna e Uruguay. Il vero nodo è la qualificazione alla prossima Champions, sempre meno probabile per il Liverpool.


L’ISTINTO DI BALO E LA RAZIONALITA’ DI VERRATTI di Alberto Polverosi Per l’anagrafe Balotelli ha due anni in più di Verratti, per il campo ha invece qualche anno in meno. Al di là dei ruoli, delle caratteristiche tecniche e della statura, c’è una differenza ancora più netta: la testa. Verratti ha quella del giocatore, Balotelli quella della pop-star. Questo non vuol dire che il parigino diventerà più forte del milanista, vuol dire però che il primo continuerà a crescere passo dopo passo, perchè il suo calcio è mettere insieme conoscenze diverse fino a sintetizzarle come ha fatto Pirlo, mentre il secondo andrà avanti a strappi, perché il suo calcio è istinto. Verratti e Balotelli giocano come sono: uno è riflessione, l’altro è reazione. Tutti noi dovremmo maneggiare con più cura Mario Balotelli. Per noi intendiamo la stampa, i tecnici e i dirigenti. Invece la stampa lo tira su e lo tira giù secondo i giorni e i momenti, lasciandolo però sempre in prima pagina; i tecnici lo esaltano e lo sculacciano secondo il rendimento e i risultati; i dirigenti lo definiscono una mela marcia e poi riaprono la campagna abbonamenti per sfruttarne l’impatto sulla gente. Mario crede di essere al centro del mondo, invece è un balocco nelle mani di chi ha più potere di lui. Avrebbe bisogno di uno scudo, ma lui conosce solo se stesso come scudo. Non ci sono vie di mezzo, non c’è continuità, non c’è una crescita costante, ancorché punteggiata da momenti altalenanti. O è quello della doppietta di Germania-Italia a Varsavia o è quello che spara le pallonate sui tabelloni pubblicitari dell’Arena di Amsterdam perché sa che sta giocando male. Non gli basta stare dentro la partita: o è “la partita”, o è fuori partita. In Nazionale ha giocato 17 gare, ma solo tre volte è stato Balotelli: nell’amichevole in Polonia, nella semifinale di Euro 2012 e più di recente contro la Danimarca a Milano. Adesso ha pure problemi di condizione, problemi nascosti con la doppietta al suo debutto milanista, ma dovremo abituarci a fragorose esplosioni seguite da deludenti esibizioni. Il suo istinto decide quando fare Balotelli e quando fare balotellate. E’ l’unico inaffidabile a cui nessun allenatore può rinunciare. © riproduzione riservata


Dopo Balotelli e Rossi un altro talento può tornare in Italia: è sfida tra le due rivali scudetto Ancelotti punge: «Stufo di Parigi? Lo dica» E Conte e Mazzarri lo schiererebbero così Ha visione di gioco per sostituire Pirlo E la grinta giusta per affiancare Inler di Andrea Santoni

ROMA - La stagione scorsa a destra aveva Matti Lund Nielsen, appena passato al Verona, e a sinistra Emmanuel Cascione. Era il centrocampo del Pescara delle meraviglie, ideato da Zdenek Zeman. Certo, davanti Sansovini, Immobile e Insigne facevano l’inferno. Ma tutto girava intorno a Marchino Verratti, impostato centromediano dal boemo che in un piccolo trequartista aveva visto un regista con la musica del calcio nei piedi. Bene, adesso Verratti, venti anni, fa muovere alla grande il Psg: fino a dicembre centrale tra Chantome e Matuidi nel 4-3-3, adesso (dopo il ko di Thiago Motta) in coppia con quest’ultimo, nel nuovo 4-2-4 tutta qualità di Ancelotti, con Lavezzi e Pastore esterni e Ibra e Menez in avanti; mercoledì sera poi si è ritagliato la sua gloria azzurra segnando all’Olanda il suo primo gol in Nazionale da vice Pirlo, rubando la scena agli attesissimi Balotelli & El Shaarawy. Un’impresa, quella del ragazzo abruzzese, che per forza ha riacceso la passione dei due club che, la scorsa estate, erano arrivati vicinissimi a prenderlo prima del blitz milionario del club francese. Juve e Napoli avevano visto giustissimo e proveranno, ognuna per proprio conto, a ritessere la tela strappata. IL DOPO PIRLO - I bianconeri in particolare possono guardare all’ex pescarese come la pedina giusta per il dopo Pirlo, comunque da programmare. Verratti, tifossimo bianconero, in particolare di Del Piero, avrebbe potuto già essere a Torino se Ouasim Bouy, olandese di sangue marocchino, nato proprio ad Amsterdam (!), altro giovane centromediano di talento, e James Troisi, italo-australiano, avessero accettato di passare dalla Juventus al Pescara nel quadro dell’operazione di mercato. Ma questa ormai è storia. Il futuro potrebbe vederlo nelle vesti di regista juventino, tra Marchisio e Pogba (o Vidal), in un centrocampo dinamico, tecnico e potente. «Il modulo che preferisco è il 4-3-3 ma mi so adattare» spiegava Verratti mercoledì notte nel ventre sempre accogliente dell’Ajax ArenA. CON INSIGNE - Certo, uno come Pirlo, è una montagna da scalare. Per esempio, dal punto di vista del gol, Verratti deve ancora crescere moltissimo, dato che va a segno una volta all’anno. Quello all’Olanda è il primo sigillo dopo quasi dieci mesi (sempre in azzurro, 25 aprile 2012, Scozia-Italia Under 21 1-4) mentre in due stagioni a Pescara ha segnato una sola rete (29 maggio 2011, a Cittadella). Ha anche il giallo facile (10 l’anno scorso, già 8 in Francia in 16 presenze), Marcolino. Segno di personalità, anche. Un carattere e un talento che a Mazzarri piace molto. E in mezzo al campo il tecnico di San Vincenzo non ha mai fatto questione di centimetri: Gargano per esempio è stato una pedina fondamentale nella passata stagione. E che dire di Insigne adesso? Verratti, a dispetto dell’altezza, vale sia con che senza palla, sapendo leggere l’azione con naturalezza nelle due fasi. Sicuro che in coppia con Inler garantirebbe al Napoli un ulteriore salto di qualità. © riproduzione riservata


HAMSIK, EFFETTO OLIMPICO A Roma 4 gol e prestazioni da leccarsi i baffi. Lazio avvisata

E Marekiaro diventa anche un murales d’autore Dalla redazione Antonio Giordano NAPOLI - Strike: perché il calcio, in versione goleador, di Marek Hamsik va dall'Atalanta all'Udinese, senza esclusione di colpi, segnando a raffica e mettendoci il piedino o la cresta e comunque la materia grigia. Bingo: perché in cinque anni e qualche spicciolo, in quella sontuosa cavalcata che l'ha trascinato tra le star, dall'Atalanta all'Udinese c'è la serie A tutta compresa, una mattanza avviata silenziosamente e poi esplosa fragorosamente e infine completata con il Catania, l'ultima «vittima» per completare l'appello. Si scrive Hamsik e poi si rilegge tutto d'un fiato quel capolavoro che nasce nel settembre del 2007 a Marassi, ma che all'Olimpico produce una serie di capitoli da applausi, l'essenza pura del La Capitale lo fuoriclasse che «sente» uno stadio e se ne impossessa esalta ed è in un dall'alto d'una genialità indiscutibile, peraltro sottolineata momento di forma invidiabile dopo i da quel palcoscenico mozzafiato, stupito con traccianti gol contro il Parma sensazionali, con veroniche e incursioni che sanno di e il Catania blitz, con soluzioni balistiche da lasciar senza parole.

Sempre più nel cuore dei tifosi napoletani, ecco Marek Hamsik festeggiato da Pandev dopo il al Catania e, qui a fianco, protagonista stilizzato di un bel murales firmato da Raffo, un artista non nuovo a queste performance, visto che aveva già realizzato quello con Cavani protagonista

«CASA» SUA - Un gol alla Roma e poi un altro ancora ai giallorossi, uno alla Lazio e poi uno alla Juventus nella finale di coppa Italia: in cinque stagioni, quattro volte Hamsik, per sottolineare che l'Olimpico è fonte d'ispirazione con l'erba ch'è sempre più verde, ch'esistono luoghi incantati, fatati, in cui l'energia sgorga gioiosa. Hamsik è il calcio in versi declamato in ogni zona del campo ed a qualsiasi latitudine: ma Roma ha la magìa incontrollabile ed ingovernabile che ne sublima il talento ed un fluido che ne esalta l'intuito da bomber. CHE GOL - Si gioca e i replay riproducono l'Hamsik della Capitale in versione sensazionale, un mezzo cucchiaio che nel 2010, su assist di Quagliarella, strega chiunque, lo slovacco compreso, sorpreso nell'esultanza ad agitare la manina per caratterizzare quel gesto sublime: «Mamma mia, che gol». E' sempre l'ora e mezza di Marekiaro, al Foro Italico e dintorni: lo è per alzare al cielo la coppa Italia che lo manda in estasi o per regalarsi qualche gemma utile per completare l'opera di approdare alla Champions; lo è per calarsi in un'atmosfera regale o per concedersi un destraccio in un 4-4 a dir poco rocambolesco nella sua prima annata partenopea. «SONO FELICE» - E poi esiste l'opinione (sua personale) separata dai fatti, la scelta di vita di resistere ad oltranza alle lusinghe del mercato, la firma su un contratto che zittisce qualsiasi illazione («io qua sono felice e lo è anche la mia famiglia») e che spinge persino Mino Raiola ad intravedere orizzonti sempre azzurri per quell'Hamsik così fuori dai tempi: «Io credo che lui non lascerà mai Napoli: conosco molto bene Marek, lui è diverso da tantissimi calciatori. Si è affezionato alla città, alla società, ed è legatissimo al presidente De Laurentiis. Penso che da qui non si muoverà».

DA RECORD - E poi Hamsik è tant'altro ancora: è un rendimento costante che l'ha spinto sempre in doppia cifra; è la continua ricerca della perfezione e del miglioramento; è un affamato che insegue sogni; è un goleador sopraffino tra i centrocampisti, il più prolifico, che nella sua prima annata è arrivato a quota dieci, nella seconda, nella terza e nella quinta è atterrata a dodici, nella quarta «addirittura» a tredici: e ora che sta a quota otto - però con la partecipazione attiva all'autorete di Borja Valero - le intenzioni lo conducono ovviamente al di là di quella «barriera» ch'è già stata sormontata sistematicamente e che stavolta vorrebbe superare di slancio, battendo se stesso. © riproduzione riservata


UN RECUPERO IMPORTANTE PER MAZZARRI Maggio corre verso la Lazio NAPOLI - La pioggia, il vento: e però va bene ugualmente, perché nel chiuso dell'albergo romano, ci sono praticamente tutti. Mancano i colombiani, Pandev è atterrato in serata: ma gli altri, Radosevic compreso, si sono allenati per quel che hanno potuto e comunque hanno avuto modo di studiare la Lazio, di seguire Mazzarri e le sue indicazioni. Le partite si giocano pure così, sulla carta, seguendo i suggerimenti e la Oggi il test decisivo, lettura tattica, lanciando gli input giusti: poi, vada come vada. Andrà a finire, ad esempio, che su Christian Maggio si deciderà (chiaramente) in giornata e quindi in extremis, proprio ma c’è ottimismo. dopo la rifinitura: le perplessità esistono, ma vanno scemando, e c'è ottimismo per Ballottaggio in difesa: l'esterno, che ha saltato il Parma e pure il Catania e che all'Olimpico vorrebbe esserci. Poi, Campagnaro vago ballottaggio difensivo: ma i precedenti inducono a credere che Campagnaro possa favorito su battere Gamberini. Il resto del Napoli è annunciato: rientra pure Britos, che va in difesa sul Gamberini. In centro-sinistra; in mezzo ci stanno Behrami ed Inler, con Dzemaili che osserverà da mezzo torna la squalificato dalla tribuna. Poi Hamsik sulla trequarti e Pandev e Cavani a completare il coppia Behramiterzetto di tenori. Inler SORPRESA - Il primo giorno del ritiro è scandito da alcune abitudini: lavoro di scarico per i Nazionali che hanno speso parecchio nel «loro» mercoledì, argomentazioni tattiche per tutti gli altri, applicandosi soprattutto sugli schemi difensivi, avendo gli uomini a disposizione, e aspettando la composizione della «triade» offensiva per passare alla seconda parte della lezione. La tre giorni romana è cominciata all'alba, con trasferimento in pullman, ed è stata utilizzata da Mazzarri innanzitutto per evitare ai dieci calciatori in giro per il Mondo di atterrare a Fiumicino, arrivare a Napoli e poi dover rientrare su Roma. Dunque, un modo per «guadagnare» un paio d'allenamenti. E per imbattersi nella visita, chiaramente a sorpresa, degli ispettori federali dell'antidoping: test riservato a quattro azzurri. Poi è divenuta di nuovo la lunga vigilia. ant. gio. © riproduzione riservata


GLI ARBITRI A Roma c’è Orsato Mazzoleni a Torino ROMA - Questi gli arbitri designati per le gare della quinta giornata di ritorno della Serie A. Domani l JUVENTUS FIORENTINA (ore 18): Mazzoleni di Bergamo (guardaline Dobosz e Tonolini; quarto uomo Di Fiore; arbitri d'area Doveri e Calvarese). l LAZIO-NAPOLI (ore 20,45): Orsato di Schio (guardaline Liberatore e Manganelli; quarto uomo Padovan; arbitri d'area De Marco e Gervasoni) Domenica (ore 15) l PARMA-GENOA (ore 12,30): Peruzzo di Schio (guardaline Rosi e Stefani; quarto uomo Faverani; arbitri d'area Damato e Nasca) l ATALANTA-CATANIA: Massa di Imperia (guardaline Crispo e De Luca; quarto uomo Marzaloni; arbitri d'area Mariani e Palazzino) l BOLOGNA-SIENA: Giacomelli di Trieste (guardaline La Rocca e Passeri; quarto uomo Giordano; arbitri d'area Romeo e La Penna) l CAGLIARI-MILAN: Giannoccaro di Lecce (guardaline Bianchi e Musolino; quarto uomo Viazzi; arbitri d'area Baracani e Pinzani) l PALERMO-PESCARA: Irrati di Pistoia (guardaline Cariolato e Preti; quarto uomo Niccolai; arbitri d'area Tagliavento e Gavillucci) l SAMPDORIA-ROMA: Celi di Bari (guardaline Barbirati e Galloni; quarto uomo Petrella; arbitri d'area Rizzoli e Borriello) l UDINESE-TORINO: Banti di Livorno (guardaline Marrazzo e Paganessi; quarto uomo Rubino; arbitri d'area Di Bello e Abbattista). l INTER-CHIEVO (ore 20,45): Guida di Torre Annunziata (guardaline Vuoto e Posado; quarto uomo De Pinto; arbitri d'area Rocchi e Pairetto)


Segna da due giornate consecutive

246 le presenze complessive di Marek Hamsik con la maglia azzurra: lo slovacco ne ha collezionate duecentotrÊ in campionato e le altre, invece, sono il frutto di prestazioni nelle altre varie manifestazioni nazionali e internazionali. Hamsik è reduce da due reti consecutive: una al Parma e una al Catania.


Il numero 17? Per lui è un portafortuna

Ormai, è napoletano dentro: però è atipico, con connotazioni assai personali. Hamsik sembra impermeabile ad ogni forma di scaramanzia, infatti: per lui il 17 non è un numero da cui stare alla larga, anzi, ma quello che da sempre porta sulla maglia. E, viste le prestazioni, i gol e l'esplosione, i fatti gli stanno dando ragione.


COMMISSIONE UE Mercato squilibrato a favore dei grandi club, la proposta: tassa “fair play” per le piccole BRUXELLES - Cartellino giallo della Commissione Ue al mondo del pallone. Troppi squilibri nel calciomercato che ogni anno muove 3 miliardi di euro, che però girano solo tra i club più ricchi mentre meno del 2% arriva alle società più piccole che i giocatori li allevano. Una situazione che altera gli equilibri dello sport. È questa la fotografia che emerge da uno studio pubblicato ieri da Bruxelles, che ad aprile proporrà controlli sulle transazioni finanziarie, una «tassa fair play» a favore dei piccoli club, un tetto alle rose e nuove regole sui contratti. Lo studio, realizzato da un consorzio composto dai think tank Kea European Affairs (Belgio) e Centro per la legislazione e l'economia dello sport dell'Università di Limoges (Francia), registra che i trasferimenti nel calcio europeo «sono più che triplicati nel periodo 1995-2011, mentre gli importi spesi dalle società per i trasferimenti sono aumentati di sette volte». Una situazione che, secondo l'esecutivo di Bruxelles, «esaspera gli squilibri», mentre il livello di ridistribuzione del denaro, invece di compensare i costi della formazione dei giovani calciatori, è «insufficiente a consentire» ai club più piccoli e «sottrarsi al controllo esclusivo che le società più grandi continuano a esercitare sulle competizioni sportive».


IL PROPOSITO Mauri: L’azzurro? Prima risolvo altri problemi di Michele Marchetti

ROMA - Il capitano non solo non abbandona la nave, ma anzi invita tutti ad avere fiducia perché il vascello biancoceleste non è affatto in secca. Stefano Mauri interviene ai microfoni di Sky Sport24 per illustrare la situazione sua personale e della Lazio all’antivigilia della sfida verità contro il Napoli.

LE PAROLE - « Sto facendo il mio lavoro, in attesa di scoprire come si evolveranno altre situazioni. Spero sempre al ritorno in Nazionale: è normale che bisogna fare bene con la propria squadra e confidare in una chiamata. Si dovranno prima risolvere altri problemi, poi si vedrà ». Il nuovo corso di Prandelli potrebbe trovare in Mauri un elemento decisivo di qualità in mezzo al campo. Prima però con grande «Penso sempre al onestà ammette lo stesso calciatore andranno risolte le ritorno in azzurro: delicate questioni legate al calcioscommesse. per sperare in una chiamata di Prandelli è necessario però un super rendimento con la Lazio»

Mauri, 33 anni, capitano della Lazio (Lapresse)

SFIDA VERITA’ - Domani arriva il Napoli che ha scavalcato la Lazio in classifica ed è la prima concorrente per la Champions. All’andata la Lazio fu piegata dalla furia Cavani. Il ritorno, è la speranza di Mauri, sarà svolto su uno spratito molto diverso. « Il Napoli? Vogliamo vincere anche perché brucia ancora la sconfitta dell'andata (un pesante tre a zero)». LA REAZIONE - Lazio sulle gambe? « Non abbiamo alcun calo fisico e il secondo tempo di Genova lo ha dimostrato ». Vero, anche se gli ultimi dieci minuti della partita (gol di Rigoni compreso) i biancocelesti, in apnea, sono stati messi alle corde... « Sicuramente non stiamo correndo come all’inizio del campionato ma se una squadra compie una rimonta come la nostra a Genova significa che non sta male fisicamente » ribadisce Mauri.

RICORDI DOLCISSIMI - Nello scorso campionato Mauri contro il Napoli siglò uno splendido gol in rovesciata. I tifosi non se lo sono scordato. Ricordi? « Mi vengono in mente tante cose, inevitabile che la prima cosa che penso è il gol in rovesciata. Ma penso anche alla gara di andata che ci ha fatto male e brucia ancora tanto. Abbiamo voglia di rifarci ».

L’ANALISI - Da buon capitano, non smette di pensare alla squadra. « Veniamo da un periodo dove non stiamo giocando ai nostri livelli: un solo punto nelle ultime tre giornate è troppo poco. Vogliamo dimostrare di essere una grande squadra e, nei momenti di difficoltà, abbiamo sempre tirato quel qualcosa in più. Vogliamo rimanere in alto ».

MENTALITA’ - E per farlo bisognerà cambiare registro contro le piccole con cui si sono persi punti per strada. « E’ più un problema di approccio alla partite. E’ un problema che dobbiamo migliorare contro la squadre di medio bassa classifica »

L’ABBRACCIO - Il pensiero va al compagno Brocchi, reduce dall’operazione al piede: « A Cristian faccio un grosso in bocca al lupo e spero di rivederlo presto in campo. Ha un grande carattere e grande forza di lottare e non credo sinceramente che smetta così. Penso che lo rivedremo in campo anche se non so tra quanto, ma


sono sicuro che la sua carriera non finirà così. Certamente in questo periodo per uscirne ci vorrà grande forza di volontà ma a lui non manca di certo e lo dimostrerà ancora una volta ». © riproduzione riservata


SAHA NON SI SENTE PART-TIME Lavora per entrare subito in forma e aiutare i biancocelesti: sogna la conferma di Daniele Rindone

ROMA - Magia? No, un colpo di scena. L’arrivo di Saha alla Lazio non sarà utile solo a Petkovic, ha aperto un nuovo fronte di mercato. Lotito ha stupito un’altra volta col tesseramento di un attaccante svincolatosi durante la finestra invernale dei trasferimenti e accasatosi (alla Lazio) dopo la chiusura della stessa. S’è scatenato un dibattito giuridico, coinvolge club e dirigenti, avvocati e procuratori, non ha sfiorato la società laziale sicura com’è di aver agito nel rispetto delle regole Fifa e di aver incassato tutte le autorizzazioni necessarie.

L’UTILITA’ - Saha oggi sarà inserito nella lista dei convocati per il match contro il Napoli, domani sera s’accomoderà in panchina, si terrà pronto per esordire in corsa. Potrà essere utile in attesa del ritorno di Miro Klose (due mesi di stop secondo il programma dei medici tedeschi e laziali): «Saha, se è in forma, può fare la differenza», è il pensiero che trapela dallo stato maggiore biancoceleste. E’ una giusta riflessione. Il francese ieri ha effettuato il secondo allenamento a Formello, non è al top fisicamente, conta di entrare in forma entro un paio di settimane, è il primo obiettivo da centrare. Maglia 28 sulle spalle, esperienza internazionale e una scia di successi ad accompagnarlo. Saha è un uomo record: è suo il gol più veloce realizzato in una finale di Fa Cup. Nel 2009 segnò dopo 24 secondi dall’inizio del match contro il Chelsea. E’ la rete più veloce di sempre firmata nel nuovo Wembley Stadium, il francese migliorò il primato fissato da Pazzini in Inghilterra-Italia under 21 (anno 2007). Saha non si sente di passaggio a Roma, vuole conquistare fiducia, proverà a strappare la conferma per la prossima stagione.

L’AIUTO - Ha firmato un contratto sino a giugno, ha scelto la Lazio, ha rifiutato accordi più lunghi. E’ reduce da due stagioni deludenti, è stato frenato da vari problemi: al Tottenham arrivò a gennaio, non riuscì ad ambientarsi, si demoralizzò. Scelse il Sunderland, si scontrò col tecnico O’Neill, non lo considerò titolare. Saha non s’è mai arreso: «Ho sette vite», disse una volta. Vuole rinascere a 34 anni e mezzo. A Roma s’è presentato al meglio: «Sono qui per aiutare la Lazio e per vincere tutto il possibile». S’è messo sotto col lavoro, ha bisogno di mettere benzina nelle gambe. Ha dato l’addio al Sunderland il 30 gennaio, negli ultimi dieci giorni non si è allenato. E’ a corto di fiato, contro il Napoli potrebbe giocare solo uno spezzone di partita. Lo staff tecnico ha messo a punto un programma specifico per metterlo a regime.

IL PERSONAGGIO - «E’ una persona di qualità», l’ha descritto così Lotito. Louis Saha è un ragazzo umile, la gioia per lui è avere «una famiglia felice». E’ simpatico, non perde mai il sorriso. Una volta gli hanno chiesto quale fosse il suo posto preferito: «Amo il mio letto, ma non direi mai cosa faccio», dichiarò ridendo. S’è raccontato spesso in Francia attraverso varie interviste. Ha vinto molto con la maglia del Manchester United, vanta 20 presenze con la Francia, è stato un top player, vuole tornare ad esserlo. «Onestà e spontaneità», sono parte delle sue virtù. I difetti? «Sono molto sospettoso», disse una volta. Si riconosce una qualità su tutte: «Puoi fidarti di me». Ama la musica, in particolare il reggae, il reggaeton, l’R'n'B, è un anti-hard rock, gli piace la creatività. Legge Dan Brown e ha iniziato a scrivere di suo pugno. Ammira un personaggio storico, è Muhammad Alì. Non cambierebbe la sua data di nascita, gli piacere vivere l’epoca moderna: «Francamente preferisco la nostra, prima era molto più difficile. Oggi siamo figli di papà». Ha due eroi: «Mio padre e mia madre, ho grande rispetto per loro e per i miei nonni». E’ pazzo di Denzel Washington, gli piace mangiare il pollo. Nuota, ma non si tufferebbe mai in mare aperto, nel mezzo dell’Oceano. Odia serpenti e millepiedi. E’ sposato, ha due figli, se dovesse andare su un’isola deserta porterebbe la sua famiglia. Non sopporta la disonestà, l’ingiustizia, la povertà, la discriminazione. © riproduzione riservata


COME CAMBIA IL MERCATO Affari gratis tutto l’anno? di Ettore Intorcia

ROMA - Il tempo dirà quanto forte sarà l’impatto del precedente Saha sulle dinamiche di mercato per quel che riguarda il tesseramento, fuori dalle finestre canoniche, di calciatori svincolati in arrivo dall’estero dopo aver risolto in corsa, durante la stagione, il proprio contratto. C’è un certo fermento tra gli operatori di mercato, agenti e direttori sportivi: riflessioni fatte finora sotto voce, soprattutto da parte delle società, approfondimenti per capire se davvero la Lazio ha avuto ragione ad appellarsi alla normativa Fifa e sul come sfruttare, a questo punto, le nuove opportunità. Magari andando anche oltre l’operazione Saha e ampliando ulteriormente gli orizzonti, in senso geografico (come mercato di provenienza) e temporale (la data di scadenza o risoluzione degli accordi). Il precedente Saha può avere ricadute importanti per i club Da sfruttare le date sfalsate dei calendari

PECULIARITA’ - Attenendosi al precedente Saha in senso stretto, per ora la ricerca si deve limitare a giocatori che all’estero si siano svincolati durante la finestra di mercato di gennaio, quindi in un periodo compatibile con le date della nostra sessione invernale. Un po’ di nomi ci sono, ma è inutile sperare di trovare giocatori di primissima fascia, provenienti da top club europei. In questo senso, il caso Saha sembra più unico che raro. Semmai possono esserci delle chance per squadre di fascia medio-bassa che si trovano a fronteggiare un’emergenza improvvisa o che semplicemente durante la sessione di mercato non sono riuscite a chiudere qualche incastro. Proviamo a fare qualche nome. Lucian Goian (30 anni), romeno, difensore centrale, fratello di Dorin che gioca da noi in B nello Spezia, a gennaio si è liberato dai cinesi del Tianjin Teda, ha maturato anche una breve esperienza europea quando giocava con la Dinamo Bucarest, poteva essere un’occasione a costi molto contenuti, come lo sarebbe stata Jean-Claude Bozga (28 anni), congolese naturalizzato romeno, che ha trovato squadra in Danimarca nelle ultime 48 ore (ha firmato con il Vestsjaelland) dopo essere stato visionato da un po’ di operatori, sembra anche italiani. Le rescissioni a gennaio non sono così insolite in Europa, però bisogna tenere gli occhi aperti. Sebastian Leto (26 anni), argentino senza passaporto comunitario, centrocampista, ha stracciato il contratto con il Panathinaikos il 10 gennaio, ma dietro quell’addio ci sono problemi fisici (ginocchio, è stato in visita anche in Italia) che nel corso delle ultime settimane si sono rivelati sempre più gravi. Per dire: occhio ai trappoloni.

MERCATO PERPETUO - Un’interpretazione più estesa delle norme Fifa, che a questo punto hanno scavalcato le circolari Figc sulle sessioni di mercato, in teoria può aprire la strada ad un mercato perpetuo: si potrebbe sempre pescare all’estero ingaggiando calciatori con contratto scaduto o risolto. Magari lavorando molto sulle differenti scadenze contrattuali imposte dai differenti calendari. In ambito Uefa, le date sono completamente diverse in Paesi come Russia e Ucraina, o in Finlandia, dove il mercato chiude più tardi (30 aprile) e dove i contratti scadono a dicembre. Per non parlare del Sudamerica, dove non solo i calendari sono sfalsati rispetto all'Europa ma c'è anche la prassi che i calciatori, che restano di proprietà di privati, società o fondi d’investimento, vengano tesserati per periodi non standardizzati. Prendiamo il Brasile, la scadenza tipo sarebbe 31 dicembre (l’equivalente del nostro 30 giugno) ma in una stessa squadra, per esempio l’Internacional, possono esserci giocatori con contratti in scadenza a maggio, luglio, novembre o gennaio. Un “caos” da sfruttare, a questo punto. @ettoreintorcia © riproduzione riservata


IL REGOLAMENTO Regole Fifa e “vuoto” Figc Perché è nato il caso-Saha di Edmondo Pinna

ROMA - C’è una circolare datata 2002. Ci sono due articoli del Regolamento Fifa sullo Status e Trasferimento dei calciatori: l’articolo 1 e l’articolo 6. C’è il commentario che spiega e interpreta quegli articoli. C’è una sorta di vuoto normativo, se così vogliamo riassumere la situazione italiana, che dovrà essere regolamentato e nel quale ognuno, oggi, fa le proprie valutazioni secondo da quale punto di vista guarda la vicenda Nelle Norme interne Saha. Il fatto è noto: Saha si è svincolato, con la rescissione consensuale del contratto con il Sunderland, entro la fine della finestra di mercato italiana (31 gennaio). Da ieri è un della Federcalcio giocatore della Lazio, ed ha potuto farlo sulla base del regolamento della Fifa. Torniamo non c’è nulla che vieti quello che la all’inizio. L’articolo 1 dice, fra l’altro, che «le seguenti disposizioni sono vincolanti a livello Fifa ha stabilito ma nazionale e devono essere recepite, senza alcuna modifica, nei regolamenti delle neanche nulla che Federazioni» . Fra le disposizioni citate, anche gli articoli dal 2 all’8. Compreso il 6 che lo permetta recita «I calciatori possono essere tesserati esclusivamente durante uno dei due periodi annuali di tesseramento stabiliti dalla Federazione nazionale. In deroga a tale principio, un professionista il cui contratto sia giunto a scadenza prima del termine del periodo di tesseramento può essere tesserato al di fuori di tale periodo» . Arriviamo in Italia. Nelle NOIF (art. 117) e nella circolare 150/A (Termini di tesseramento) non c’è nulla che vieti quello che è successo. Così come non c’è nulla che lo permetta, lo autorizzi. E questo è il problema. E che qualcosa non vada, nelle norme che regolano il trasferimento dei giocatori, c’è scritto nelle 300 pagine di uno studio in materia pubblicato proprio ieri dalla Commissione europea, la cui sintesi è: così non si può, dovete cambiare. La vita, a volte, è fatta di coincidenze. Il caso vuole che proprio oggi a Roma, cominci la seconda edizione del Master in diritto e organizzazione aziendale dello sport, organizzato dal Sports Law and Policy Center. Si partirà con il caso-Saha.... © riproduzione riservata


IL NUOVO BUNKER LA DIFESA DELL’UNDER 21 PARLA NERAZZURRO Dall'inviato APPIANO GENTILE - Il successo della nazionale Under 21 contro la Germania è stata un po' la vittoria del settore giovanile dell'Inter. L'intera difesa degli uomini di Mangia, quella che ha tenuto a secco di gol i tedeschi, era composta da ragazzi provenienti dal vivaio del club di corso Vittorio Emanuele ovvero dal portiere Bardi, dal terzino destro Donati, dai centrali Bianchetti e Caldirola e dal terzino sinistro Biraghi. Tutti titolari per 90', eccezion fatta per Bianchetti, uscito a 10' dalla fine per far posto a Romagnoli. E visto che nell'ultimo quarto d'ora anche l'attaccante Longo è entrato in campo per sostituire Immobile, il totale dei baby nerazzurri schierati sale a 6. FUTURO IN CASA - I 6 giovani troveranno spazio anche nell'Inter del futuro? Alla Pinetina sono sicuri di sì e non a caso, mentre in passato alcuni ragazzi sono stati ceduti a titolo definitivo per abbassare l'esborso cash, gli azzurrini sono tutti controllati dal dt Branca e dal ds Ausilio. Bardi, dopo essere stato interamente acquistato dal Livorno, è in prestito al Novara e la prossima stagione potrebbe giocare nella massima serie visto l'ottimo rendimento avuto finora. Donati è in prestito al Grosseto, Biraghi è stato mandato a farsi le ossa al Cittadella, mentre Bianchetti è stato dirottato al Verona. Diverso il discorso per Caldirola, in comproprietà con Cesena, ma qualche settimana fa tornato al Brescia, in prestito. L'Inter li sta facendo monitorare dai suoi osservatori esattamente come fa con gli altri ragazzi lasciati partire per far esperienza (Pecorini, Crisetig e Duncan, solo per fare qualche esempio). E Longo? Lui è tutto nerazzurro e attualmente è in prestito all'Espanyol. L'addio di Livaja sembrava il preludio a un ritorno immediato alla Pinetina e invece rientrerà solo in estate. and.ram. © riproduzione riservata


L’ESTERNO ROSSAZZURRO Capuano carica: «Catania, reagisci» CATANIA (Lps) - Definirlo un gregario è probabilmente un complimento. Di sicuro Ciro Capuano è un elemento su cui far affidamento. Quando Rolando Maran l'ha coinvolto un po' a sorpresa, l'esperto laterale partenopeo non si è tirato indietro dando un buon contributo nelle ultime gare. «Vogliamo rimanere in alto e sappiamo di dover effettuare una buona prestazione per conquistare punti nella prossima trasferta dura e impegnativa» , afferma il sostituto naturale di Marchese che aggiunge: «A Bergamo sarà una gara tosta. Dobbiamo dimenticare in fretta il ko di Napoli e proiettarci in un impegno molto dispendioso dal punto di vista atletico. Sarà complicato pure cimentarsi su un terreno di gioco sicuramente allentato per le condizioni climatiche avverse. E' un momento «Il ko contro il Capuano, 31 anni, di particolare per noi e misurarci al cospetto di un Ciro Napoli ci ha tolto Napoli esterno del Catania entusiasmo, ma noi avversario che vuol vincere può andare anche a nostro (Getty Images) vogliamo rimanere favore». in alto A Bergamo La battuta d'arresta del San Paolo non ha lasciato troppi sarà dura, rimpianti: «Perdere fa sempre male ma non abbiamo smesso di credere nei nostri mezzi. dobbiamo credere Sicuramente mancherà un po' di entusiasmo. Siamo consapevoli della nostra forza e in noi» molto dipenderà dall'approccio psicologico».

STORIA - Da quattro stagioni e mezzo è in pianta stabile della rosa etnea: «Non ho mai notato scetticismo nei miei confronti. Sento, in questo momento, la fiducia dei miei compagni. Le chiacchiere non contano, i fatti parlano. Sono consapevole di far parte di un organico molto forte. Posso dire con tutta onestà di aver scritto buona parte della storia recente del Catania. Chi arriverà dopo di me, dovrà avere la consapevolezza di scrivere pagine altrettanto significative» , ribadisce Capuano che non avverte il dualismo con Marchese: «La fiducia va conquistata sul campo. Giovanni (Marchese, ndr) ci è riuscito nel tempo. Il pubblico è arrivato dopo, sostenendolo. Ora tocca a me e spero che facciano altrettanto partita dopo partita».

LA FEDE - Legrottaglie è un modello da seguire: «Ho intrapreso anch'io questo percorso e in rigoroso silenzio ho aspettato la mia possibilità. Era un po' di tempo che non giocavo tre volte consecutivamente. La fede mi ha aiutato tanto e finalmente sto entrando in condizione grazie alla continuità ritrovata. Ho visto la partita della nazionale. Santon ha fatto bene come Balzaretti che è sicuramente un titolare. Il nostro ruolo è molto complicato. Basta sbagliare un cross o un assist, perdere una marcatura sull'uomo e subire gol per compromettere il tutto». Capuano sarà in campo domenica? «Non lo so, l'allenatore deve ancora scegliere. Non credo ci sia un ballottaggio con Alvarez. E' vero, ha giocato a sinistra contro la Fiorentina ma è stata una situazione di gioco che può accadere in corso d'opera. Il mio antagonista è Marchese».

SUI GIOVANI - E i giovani come vanno gestiti? «Ai ragazzini della Primavera dobbiamo insegnare a stare coi piedi per terra. Stanno facendo molto bene e il merito è del loro tecnico, molto bravo. Cosa posso consigliare loro? Conosco le difficoltà derivante dall'età. Al primo posto metto l'insegnamento fuori dal campo. Al secondo l'atteggiamento in campo e negli allenamenti, dar l'esempio e non mollare mai. Al terzo, non rispondere mai quel che si pensa quando veniamo sostituiti». E a livello personale cosa si aspetta Capuano? «Di migliorare sempre di più insieme al Catania. Devo tornare a spingere per tutti i novanta minuti. Questo è il mio obiettivo, seguendo l'esempio di quei calciatori che dicono di non essere mai al top. Il gruppo è già rodato. La società ha cambiato poco. Rolin e Castro sono stati gli unici innesti» , conclude Capuano. © riproduzione riservata


Pista Dzeko ma è Icardi la tentazione Contatti per il bosniaco, che però costa molto Piace il talento della Samp, duello con il Napoli Dall'inviato Andrea Ramazzotti APPIANO GENTILE - L'Inter del presente ha l'obiettivo di centrare la qualificazione alla prossima Champions League anche grazie al contributo dei nuovi acquisti Kovacic, Kuzmanovic e Schelotto. L'Inter del futuro ha invece il dovere di tornare a lottare per lo scudetto. E per dare una spinta alla squadra, su precisa indicazione del presidente Moratti, il dt Branca e il ds Ausilio si sono portati avanti con il lavoro abbozzando alcune trattative Milito ha ancora un per il prossimo anno quando il lifting invernale sarà anno coi nerazzurri rifinito e completato. Il club pensa a un rinnovo al ribasso oppure alla cessione

Mauro Icardi, argentino, compirà 20 anni il 19 febbraio (Ansa)

DZEKO, ICARDI E MILITO - In un attacco con soli over 30 (Cassano, Milito e Palacio), qualcosa cambierà. Molto dipende dalle condizioni fisiche e dalle decisioni del Principe che ha un altro anno di contratto a 5 milioni netti più bonus. La società sceglierà la strada dell'allungamento con tanto di spalmatura dell'ingaggio, porterà il Principe a scadenza oppure aspetterà l'arrivo di un'offerta dall'Argentina (il Racing è interessato) per liberarlo, magari anche a parametro zero? La decisione sarà presa anche in base al rendimento di Milito in questi 4 mesi: il valore del campione di Bernal non è in discussione, ma a giugno compirà 34 anni... La qualificazione alla prossima Champions è fondamentale per tentare un assalto a Dzeko visto che il City potrebbe essere tentato di rifondare il reparto offensivo. Con l'entourage del bosniaco un contatto c'è stato e la trattativa non è semplice per le cifre sul tavolo, ma l'Inter ci crede e come caratteristiche a Stramaccioni Dzeko piace di più rispetto a Leandro Damiao dell'Internacional di Porto Alegre. Occhi puntati anche a Madrid perché Benzema potrebbe diventare qualcosa più di un'idea: dipenderà dall'eventuale nuovo tecnico delle merengues e dalle operazioni di mercato (cosa farà Cristiano Ronaldo?). Al di là del top player, però, l'Inter acquisterà anche un'altra punta: piace parecchio Icardi della Sampdoria, ma c'è da vincere Dopo Campagnaro arriva Andreolli: già la concorrenza del Napoli. trovato l’accordo con il difensore che piaceva al Milan

PAULINHO E IL REGISTA - I prossimi 4 mesi faranno capire anche quale riforzo serve alla mediana. I dirigenti hanno anticipato l'arrivo di Kuzmanovic e hanno bruciato la nutrita concorrenza per Kovacic, ma lì in mezzo la squadra resta priva di un vero regista o, se in quel ruolo sarà impostato Kuzmanovic, di un incursore. La trattativa con il Corinthians potrebbe decollare nuovamente dopo la Libertadores, ma dipenderà delle richieste del club brasiliano. Paulinho rimane tentato da un'esperienza in Italia e questo non è un particolare secondario. L'alternativa è un "architetto" di centrocampo con Lodi del Catania che è una pista sicuramente meno dispendiosa rispetto a Fernandinho, il preferito di Stramaccioni. Comprare dallo Sharkhtar però non è facile e l'Anzhi che ha pagato Willian 35 milioni. PRESO ANDREOLLI - Campagnaro è nerazzurro già da dicembre: ha trovato l'accordo per un biennale e a giugno sbarcherà alla Pinetina. Con lui anche Andreolli del Chievo che domenica giocherà l'ultima volta da avversario dell'Inter. A lui si erano interessati i russi della Dinamo Mosca, il Milan e pure il Napoli, ma il ragazzo, in virtù del passato nelle giovanili nerazzurre, ha sempre messo l'Inter in testa alle sue preferenze e nelle prossime settimane, essendo svincolato, tutto sarà messo a posto, nero su bianco. Con Andreolli e Campagnaro già sicuri sarà più facile assorbire l'eventuale mancato rinnovo per Samuel: the Wall ha un'opzione per il 2013-14 ma potrebbe non sfruttarla complici le sue condizioni fisiche. © riproduzione riservata


UN SUCCESSO IN 5 GARE Inizio d’anno da paura non succedeva dal ’96 Dall'inviato APPIANO GENTILE - Un inizio di anno così negativo sotto il profilo dei risultati in Serie A l'Inter non lo viveva da tanto tempo, per la precisione dalla stagione 1995-96, la prima dell'era Moratti. Anche allora, nelle prime 5 giornate del nuovo anno, i nerazzurri ottennero un successo, 2 pareggi e 2 ko e videro aumentare il distacco dalla vetta. Nella sua storia, però, il club di corso Vittorio Emanuele ha fatto anche peggio visto che, nel dopo Guerra, per la precisione nel 1985-86 e nel 1972-73, i nerazzurri hanno collezionato un'affermazione, 1 pari e 3 passi falsi. BATTERE IL CHIEVO - Stramaccioni non si aspettava un simile rendimento e spera di Stramaccioni vuole invertire la tendenza già domenica sera contro il Chievo. Il momento no nel 1995-96 (sconfitte contro Bari e Piacenza, pareggi con Vicenza e Parma, vittoria contro la Roma) fu invertire il trend interrotto dal 4-0 al Napoli a San Siro grazie alle doppiette di Ganz e di Branca. Succederà Contro il Chievo spazio a Kovacic anche stavolta? Il rientro di Milito, che partirà dalla panchina, darà una mano? Non certo Chance per Alvarez incoraggiante ripensando al 1995-96 è il piazzamento finale (settimo posto a -19 dal Milan campione d'Italia) e la sofferta qualificazione alla Coppa Uefa. Considerando che quest'anno l'obiettivo è la partecipazione alla Champions 2013-14, soprattutto dopo la discreta campagna acquisti invernale, l'Inter vuole scrivere una storia diversa. Migliore anche di quelle del 1985-86, quando dopo i ko contro Pisa, Atalanta e Avellino più il 2-1 all'Udinese e lo 0-0 con il Verona nelle prime 5 giornate del 1986, la squadra arrivò sesta, o del 1972-73, quando dopo le battute d'arresto con Juventus, Vicenza e Bologna, l'1-1 con la Lazio e il blitz di Firenze a inizio 1973, si piazzò al quinto posto. SI CAMBIA? - Stramaccioni ieri ha riavuto tutti i nazionali ad eccezione di Guarin, che tornerà disponibile da stamani, ma che contro il Chievo sarà squalificato esattamente come Chivu. Il tecnico si trova davanti a un bivio tattico: confermare la difesa a tre arretrando Cambiasso in mezzo a Ranocchia e Juan Jesus oppure cambiare modulo e puntare sul 4-3-3 provato ieri in allenamento. In ogni caso non mancherà Kovacic o avanzato alle spalle delle punte nel 3-4-1-2 o in mediana nel 4-3-3 che potrebbe vedere Alvarez esterno offensivo. In panchina, oltre a Milito e Stankovic, ci sarà Carrizo, ieri presentato ufficialmente alla stampa con la maglia numero 30 in onore della somma dei giorni di nascita delle figlie (il 3 giugno 2008 è nata Delfina, il 27 gennaio scorso Lola): «Con la Lazio - ha detto il portiere - mi sono lasciato bene. Avrei voluto giocare di più, ma lì ho imparato molto. Quando sono arrivato in Italia ero più giovane e impulsivo: ho commesso degli errori e ho avuto anche problemi personali. Adesso però è tutto a posto. Con l'Inter spero di far bene e di togliermi delle soddisfazioni: so che ho davanti Handanovic, ma lavorerò per farmi trovare pronto in caso di necessità. Mi auguro di restare in nerazzurro per qualche anno e di vincere. Cassano? Fa cose che non ho mai visto fare a nessuno: è magico. Kovacic? Ha talento e personalità» . and.ram. © riproduzione riservata


Icardi, sette gol in serie A

Mauro Emanuel Icardi è alla seconda stagione con la Samp: l’attaccante argentino ha segnato finora in campionato 7 gol in 1056 minuti giocatori, diciassette partite di cui undici giocate da titolare. Nella scorsa stagione, in serie B, Icardi ha disputato due gare segnando un gol.


Per l’esterno 87 presenze coi siciliani

Sono 87 le presenze in campionato con la maglia rossazzurra per Ciro Capuano, 32 anni il prossimo 10 luglio, che in questa stagione ha collezionato 9 presenze, di cui 3 consecutive. Solo due i gol realizzati col Catania in serie A: il 22 febbraio 2009 in CataniaReggina 2-0 e il 18 settembre 2010 in Milan-Catania 1-1.


SCENDONO IN CAMPO I TIFOSI Biglietti di curva a 6 euro: il Palermo si aspetta una spinta speciale PALERMO - Attacco in salsa argentina al “Barbera” per la delicatissima sfida in chiave salvezza di domenica prossima contro il Pescara. Il Palermo, infatti, si affiderà al tandem offensivo targato Boselli-Dybala per ritrovare la vittoria e tentare l’impresa dell’agognata permanenza in serie A. Non ci sarà capitan Miccoli, costretto a scontare il secondo turno di squalifica, e il tecnico Malesani sembra quindi intenzionato a schierare in avanti, nel suo 3-5-2, la coppia di connazionali. I due avranno l’occasione ghiotta per mettersi in mostra e rendersi decisivi, riuscendo a interrompere quella sterilità offensiva che resta una delle cause principali della crisi rosanero, e dimostrando finalmente di che pasta sono fatti. C’è fame di gol e Malesani ha soprattutto di vittorie al “Barbera” che, dopo il successo intenzione di ottenuto nel derby del 24 novembre scorso contro il puntare sulla coppia argentina Catania, ha smesso di essere un fortino e non regala più Dybala-Boselli: faville. fantasia e forza per dare una scossa contro il Pescara

LA SCELTA - La coppia argentina avrà quindi l’arduo compito di sfoderare prodezze e sciorinare spettacolo per far ritrovare l’entusiasmo ai tifosi e soprattutto per riaccendere la speranza che nulla è ancora scritto e che il sogno può ancora realizzarsi. Duetteranno in una cornice di pubblico sicuramente emozionante. La società, considerata l’importanza della gara, ha infatti nuovamente adottato la politica dei prezzi bassi, proponendo le curve a sei euro e tutto lascia presupporre che il pubblico palermitano, anche stavolta, risponda presente alla chiamata della squadra e riempia gli spalti per Paulo Dybala, 19 anni, 15 presenze e 3 gol (Ansa) dare il proprio preziosissimo contributo. I due attaccanti dovranno trovare l’intesa perfetta cercando di darsi una mano a vicenda, con Boselli punta avanzata, l’attaccante di peso, l’unico vero colpitore di testa del Palermo che dovrà tentare di sfruttare anche i cross provenienti dalle corsie laterali e Dybala che fungerà invece da suggeritore, il classico rifinitore in una sorta di 3-5-1-1. E a motivare Boselli, che ha origine italiane, e il folletto argentino, non c'è soltanto la responsabilità di giocarsi un ruolo da protagonista e soprattutto di riuscire a non far rimpiangere Miccoli ma anche la sete di gol. Per l’ex del Wigan c’è la forsennata voglia di tornare a segnare nel campionato italiano. L’ultima rete del bomber ha infatti un sapore speciale perché fu quella decisiva siglata con la maglia del Genoa, nel derby della Lanterna contro la Sampdoria, che si giocò l’8 maggio del 2011 e che condannò i doriani alla retrocessione. L’ESTRO - Anche il gioiellino prezioso Dybala dovrà ritrovare l’istinto giusto sotto porta per dimostrare una volta per tutte che quei dodici milioni spesi da Zamparini per il suo cartellino sono stati un ottimo investimento e mettere quindi definitivamente a tacere le voci di chi pensa che invece non sia stato un acquisto azzeccato. E il numero nove rosanero, in casa, sembra galvanizzarsi particolarmente, finora infatti ha centrato i suoi tre gol tutti al “Barbera”. Ha mandato in delirio i tifosi realizzando una doppietta nella gara contro la Sampdoria dell’11 novembre 2012, finita per 2-0 e ha trovato il gol anche nella partita contro la Lazio, del 19 gennaio 2013, conclusasi per 2-2. Un digiuno di ventidue giorni, che deve spezzarsi al più presto se si considera lo stato di crisi profonda in cui versa il Palermo. Lps


CALCIOSCOMMESSE Terzi e Vitiello, il Tnas taglia le squalifiche ROMA - Sette e nove mesi. Sono le squalifiche che il Tnas ha comminato a Claudio Terzi e Roberto Vitiello nell’ambito cel calcio scommesse. Un mezzo miracolo del loro legale, l’avvocato Paolo Rodella, considerando che partivano Terzi da 3 anni e 6 mesi per l’illecito di Albinoleffe-Siena e Vitiello da 4 anni per l’illecito di NovaraSiena e l’omessa denuncia di Albinoleffe-Siena. Terzi rientrerà in campo dall’11 marzo, Vitiello dall’11 maggio. COPPA D’AFRICA Sospeso l’arbitro di Ghana-Burkina Faso JOHANNESBURG - La Confederazione calcistica africana (Caf) ha sospeso a tempo indeterminato l'arbitro tunisino Slim Jdidi che mercoledì ha diretto la semifinale di Coppa d'Africa tra Burkina Faso e Ghana, vinta ai rigori dal Burkina Faso (domenica la finale contro la Nigeria). « La Caf non è soddisfatta del livello dell'arbitraggio di Jdidi - spiega il segretario generale Hicham El Amran - sappiamo che tutti possono commettere errori, ma ci aspettavamo un arbitraggio migliore». MONDIALE 2014 Usa ko, la Giamaica ferma il Messico ROMA - Prima giornata della quarta fase: Honduras-Stati Uniti 2-1, Panama-Costa Rica 2-2, Messico-Giamaica 0 - 0 . Amichevoli: Portogallo-Ecuador 2-3, Paraguay-Salvador 3-0, Bolivia-Haiti 2-1, Trinidad-Perù 0-2, Guatemala-Colombia 1-4. ANTICIPI PRIMAVERA Il Parma sbanca Cagliari, Livorno ok ROMA - La 5ª giornata di ritorno spalmata in quattro giorni: GIRONE A: giocata mercoledì Grosseto-Torino 0-2; giocate ieri Cagliari-Parma 1-2, Empoli-Spezia 1-1, Sampdoria-Livorno 1-3. Oggi Juventus-Fiorentina (ore 14.30), Pro Vercelli-Genoa (ore 15). Classifica: Juventus 41 punti; Torino 37; Fiorentina 35; Empoli 33; Genoa 28; Spezia 26; Novara, Pro Vercelli 23; Sampdoria, Parma 20; Siena 17; Cagliari, Livorno 16; Grosseto 9. GIRONE B: oggi Inter-Varese (ore 14.30). GIRONE C: oggi Vicenza-Reggina (ore 11), Juve Stabia-Pescara (ore 12), Ascoli-Roma (ore 14).


Quella volta di Malesani alla Favorita...

PALERMO - (Lps) C’è una curiosità che lega Alberto Malesani allo stadio “Barbera”. Il neo-tecnico rosanero era infatti alla guida del Chievo sconfitto 3-1 a Palermo in serie B l’8 giugno 1997, giorno in cui alla “Favorita” si registrò il record negativo di presenze con soli 49 paganti. Un “deserto”, dovuto alla matematica retrocessione in C della squadra, in netto contrasto con la cornice di pubblico che domenica segnerà il debutto del tecnico contro il Pescara. Scontrosalvezza per il quale, complice i prezzi ridotti per le Curve, si prevede una buona affluenza.


D’AGOSTINO, LA MARCIA IN PIÙ Bergodi lo considera il valore aggiunto: in attacco tocca a Sforzini di Giancarlo Febbo

PESCARA - Sarebbe interessante scoprire il volto definitivo del Pescara con Sculli e Zauri in campo. I due ex laziali dovrebbero garantire un contributo importante di esperienza, qualità e personalità. Per diverse vicissitudini, hanno entrambi motivazioni altissime e tali da consentire in futuro alla squadra abruzzese il passaggio a un rango superiore. Peccato che fisicamente non siano ancora pronti (Zauri lo sarà prima di Sculli), mentre il Pescara ha fretta perché si gioca quasi tutto il campionato nei prossimi dieci giorni, tra Palermo e Cagliari. IL 4-3-3 - Si comincia dalla trasferta siciliana e Bergodi, oltre ai guai che ha già di suo (Weiss in forte dubbio, Quintero che torna in sede solo oggi dopo un mese e mezzo), non può neppure Ieri pomeriggio è stato provato il 4-3- preparare la sfida “sull’avversario” visto che non sa Gaetano D’Agostino, 30 anni ancora cosa proporrà Malesani. In ogni caso sembra (Lapresse) 3 con Rizzo e Caprari sulle fasce. rientrata ‘'ipotesi di cambiare modulo per passare alla Il nodo è Weiss: difesa a tre (o cinque), un’idea sempre presente nella mente del tecnico che, però, alla oggi il test decisivo fine non si traduce mai in pratica. Nella partita di ieri contro la Berretti è stato provato un per capire i margini 4-3-3 atipico, con Rizzo (più di contenimento) a destra e Caprari (più offensivo) a sinistra. di recupero Probabilmente è solo una traccia su cui non contare troppo. L’importante è che, qualunque sia il sistema di gioco, aumenti la concentrazione nella fase difensiva. La retroguardia del Pescara, infatti, è un colabrodo. Non che in attacco le cose vadano meglio (soltanto 19 gol in 23 partite), però è lì dietro che si suda freddo. Perin è stato battuto quarantotto volte, ma la sua forza è proprio quella di farsi scivolare addosso gli episodi negativi e non c’è dubbio che da questa esperienza uscirà fortificato. D’AGOSTINO E SFORZINI - Comunque, a prescindere dai numeri, immaginando che al “Barbera” sarà una bolgia Bergodi sta lavorando soprattutto dal punto di vista psicologico. Ovvio che in questa sfida da dentro o fuori conterà molto anche la forza dei nervi. Che dovranno essere distesi, ma senza esagerare. Piuttosto occorrerà grande frenesia agonistica, quasi arroganza, mista a lucidità. Per caratteristiche i due candidati a trascinare il Pescara sembrano D’Agostino e Sforzini. L’ex senese ha (come gli altri nuovi succitati) l’handicap di una condizione atletica approssimativa, però tecnicamente è di una spanna sopra a molti centrocampisti della serie A e a giudicare dai progressi mostrati in due settimane, tra Samp e Bologna, la sua forza di volontà sta accelerando l’inserimento. Gli mancano i 90’ nella gambe, però sembra in grado di gestirsi. Per Sforzini il discorso è leggermente diverso. Fisicamente è in perfetta forma, con il Grosseto ha sempre giocato, piuttosto potrebbe pagare lo scotto del salto di categoria, ma la sua feroce determinazione è in grado di colmare il gap. Intanto all’esordio ha fatto “respirare” i suoi compagni riuscendo (finalmente) a tenere palla in avanti e a far salire il resto della squadra. Non ha segnato, ma lì è anche questione di occasioni. Nelle caselle mancanti a oggi, molto dipenderà dal provino che Weiss sosterrà questa mattina. Lo slovacco è in grado di far saltare gli equilibri, la sua assenza sarebbe pesantissima. Ma a chiunque sarà scelto non saranno consentite distrazioni, domenica c’è davvero in ballo la salvezza. g.f./GieffePress


ANDREAZZOLI TUTTE LA NOVITÀ Mezz’ora di colloquio con i giocatori: «Siete forti, ora tocca a voi» Da domenica il gruppo si dovrà assumere le proprie responsabilità di Alberto Ghiacci

ROMA - Mezz’ora di colloquio prima di andare tutti in campo. Andreazzoli, che a Trigoria è Aurelio per tutti da oltre sette anni, ha ribadito alla Roma i concetti già espressi da qualche giorno a questa parte, tra argomentazioni tecniche e comportamentali. Il gruppo giallorosso ieri era praticamente al completo. Presente anche il direttore sportivo Walter Sabatini, che si è presentato nello spogliatoio per rinnovare le “presentazioni” e allertare la squadra: i giocatori d’ora in avanti dovranno assumersi le proprie responsabilità e non saranno più fatte eccezioni nella gestione dei rapporti. Chi sbaglia, in campo o fuori, paga. Ma pagherà anche chi non darà Al gioco di Zeman l’impressione di impegnarsi al cento per cento per il bene saranno aggiunti attenzione difensiva comune. «Siete forti - ha detto il nuovo tecnico alla ed equilibrio. squadra - ora tocca a voi dimostrarlo. Nessun obiettivo Tornerà Pjanic... da è precluso, giochiamo partita dopo partita e ritroviamo trequartista l’entusiasmo delle vittorie» . NOVITA’ - E Andreazzoli cambia veste alla Roma: equilibrio e normalità per uscire da un vortice che nelle cinque partite di campionato giocate in questo inizio di 2013 ha visto i giallorossi ottenere appena due pareggi (con l’Inter all’Olimpico e a Bologna in trasferta) e ben tre sconfitte (sui campi di Napoli e Aurelio Andreazzoli, 59 anni, Catania e in casa contro il Cagliari). Andreazzoli, che si è consultato proprio ieri a Trigotia (Ansa) con il ds Sabatini e ha parlato anche con il direttore generale, Franco Baldini, ha scelto un modulo che per quanto riguarda lo schieramento è simile a quello di Zeman: quattro difensori, tre centrocampisti e tre attaccanti. Ciò che cambia è la sostanza: maggiore attenzione difensiva ed equilibrio. Tutto ciò sarà rappresentato dalla centralità del ruolo di Pjanic, trequartista unico con funzioni di raccordo tra attacco e resto della squadra. LAVORO - I due direttori della Roma, Baldini e Sabatini, hanno osservato attentamente il primo giorno a ranghi completi della nuova gestione tecnica (dal campo assente solo Perrotta, oltre a Bradley e Piris unici nazionali che rientreranno oggi). La Roma a questo punto ha la semplice e triste necessità di chiudere dignitosamente la stagione, con due o tre partite che possono fare la differenza: gli impegni veri saranno quelli di Coppa Italia, con un ritorno di semifinale da giocare in casa dell’Inter e la possibile finale all’Olimpico contro la Lazio e proprio la sfida di campionato contro i biancocelesti che può significare tanto dal punto di vista degli equilibri dell’ambiente (i tifosi aspettano con ansia una soddisfazione dopo tante delusioni). In questo quadro ci sono, per fortuna, delle certezze da cui ripartire. Totti sarà lì davanti, nelle vesti di attaccante. Il capitano farà coppia con Osvaldo, Pjanic agirà nelle vesti di suggeritore e uomo più in zona gol. EQUILIBRIO - Per il resto la ricerca dell’equilibrio arriverà dallo stesso numero di giocatori impegnati nella fase difensiva: sette uomini tra difesa e centrocampo. Sugli esterni Andreazzoli punterà molto probabilmente su Piris (a destra) e sui Torosidis (a sinistra). A metà campo c’è da fare i conti con la squalifica di Tachtsidis. De Rossi sarà di nuovo il fulcro, ai suoi lati ci saranno Bradley e Florenzi così che la squadra non mancherà dal punto di vista della corsa. © riproduzione riservata


L’INIZIATIVA E la costruzione dello stadio sarà un programma tv ROMA - La Roma, intesa come società, non si ferma. E continua sul percorso fatto di accordi, rapporti di partnership, e sponsorizzazioni: tutto volto alla globalizzazione del marchio e all’accrescimento delle potenzialità del brand giallorosso. Proprio in quest’ottica va inquadrata l’ultima idea dei responsabili del marketing della Roma: l’opera di costruzione dello stadio che sorgerà a Tor di Valle diventerà un programma tv. I contatti con Sky, emittente all’interno della quale è compreso il canale Contatti con il tematico National Geographic, sono già stati avviati. Il progetto è di alto livello e prevede canale National che la costruzione dell’impianto di proprietà della Roma sarà ripresa dalle telecamere del Geographic del bouquet di Sky programma «Megastrutture». nella serie intitolata «Megastrutture»

INTRATTENIMENTO - Grazie all’impegno della proprietà statunitense la Roma ormai muove soltanto passi importanti. Ecco perché una serie di puntate di «Megastrutture» potrà essere dedicata alla costruzione dello stadio giallorosso: a quel punto il programma farebbe il giro del mondo, come accade normalmente in casa Sky, e per il club giallorosso rappresenterebbe un ottimo viatico nel viaggio verso il maggior numero di tifosi e appassionati dell’universo romanista. Ma cos’è «Megastrutture»? Si tratta di una serie che racconta la realizzazione di opere architettoniche sbalorditive svelandone tutti i segreti della costruzione: la tecnologia, i materiali, le innovazioni che sono state introdotte. Presto toccherà allo stadio della Roma. «Megastrutture» accompagnerà come sempre lo spettatore, passo dopo passo, dall’ideazione alla progettazione fino alla realizzazione del progetto più importante di Roma da qui a 20 anni (il termine è inteso come grandezza di affare e non come tempistica per la realizzazione). a.ghi. © riproduzione riservata


Nel 2013 presi solo 2 punti su 15

La Roma nel 2013 ha raccolto solo due punti sui 15 disponibili nelle cinque partite giocate. Finora, dal 6 gennaio, sono arrivati due pareggi e tre sconfitte. La Roma ha ottenuto i due punti nei pareggi contro Inter all’Olimpico e Bologna in trasferta. Le tre sconfitte sono arrivate invece in casa del Napoli, del Catania e a Roma contro il Cagliari. Il nuovo tecnico Aurelio Andreazzoli è subito chiamato a invertire la tendenza negativa. Il primo impegno a Marassi con la Sampdoria.


FRANCIA PSG, STASERA IL BASTIA. POI ECCO BECKHAM David Beckham potrebbe fare il suo esordio con il Paris SG il prossimo 17 febbraio in casa del Sochaux. Lo ha annunciato ieri Carlo Ancelotti nella conferenza stampa pre Bastia, anticipo della 24ª giornata della Ligue 1, in programma questa sera al «Parco dei Principi». «David ha bisogno ancora di un paio di settimane di lavoro, Sarà quindi a disposizione la prossima settimana. Non ha particolari problemi, però deve solamente migliorare la condizione fisica», ha detto il tecnico di Reggiolo, il quale ha poi confermato che Beckham comincerà a lavorare con il gruppo a partire da mercoledì prossimo, il giorno dopo la gara d’andata degli ottavi di Champions League in casa del Valencia. Assente lo squalificato Thiago Motta, Marco Verratti si candida per un posto da titolare nell'anticipo di stasera con il Bastia. Partirà sicuramente dal primo minuto Ibrahimovic, reduce da 45' opachi con la Svezia, sconfitta dall'Argentina di Messi. l 24ª GIORNATA - OGGI: ore 20.30 Paris SG-Bastia (SportItalia). DOMANI: ore 17 St. Etienne-Montpellier; ore 20 Ajaccio-Bordeaux, Nancy-Reims, Nizza-Lorient, Troyes-Sochaux, Valenciennes-Brest. DOMENICA: ore 14 Evian-Marsiglia; ore 17 Rennes-Tolosa; ore 21 Lione-Lilla. CLASSIFICA: Paris SG 48; Lione 45; Marsiglia 42; Bordeaux, Nizza 38; Saint Etienne, Rennes 37; Montpellier, Lorient 35; Lilla, Tolosa 31; Valenciennes 30; Bastia 26; Ajaccio 25; Brest 24; Evian, Sochaux 22; Reims 20; Nancy 18; Troyes 17. an.d.p. © riproduzione riservata


MESSI A VITA CON IL BARÇA Firmato ieri il prolungamento del contratto: il Pallone d’Oro resterà in blaugrana fino al giugno 2018, quando avrà 31 anni di Francesco Ufficiale

Dalla gelida - ma comunque vittoriosa - notte di Stoccolma al caldo abbraccio del Barcellona al quale Leo Messi si è legato praticamente a vita. Nessuna cerimonia particolare per sancire la firma in calce a un contratto che legherà fino al 30 giugno 2018 al club catalano il migliore giocatore del mondo negli ultimi quattro anni, come da Palloni d’Oro in bacheca. Appuntamento ieri pomeriggio negli uffici del Presidente del Barça, Sandro Rosell. Una corsa la sua Maserati bianca dall’aeroporto, una stretta di mano - davanti a papà Jorge, al vicepresidente dell’Area Sportiva, Josep Maria Bartomeu, e al direttore dell’Area Sportiva del calcio, Andoni Zubizarreta - e la «Pulga» vestirà la maglia blaugrana fino all’età di 31 anni. «E’ un Messi guadagnerà 12-13 milioni netti a grande giorno. Sono molto felice di poter continuare a giocare nel Barça. Alla fine del stagione, però la 2018 tornerò in Argentina per chiudere la mia carriera in patria» , il breve commento del clausola resta di crack argentino. 250 milioni d’euro

BLAUGRANA DA 18 ANNI - Ovviamente il compenso sul nuovo contratto è stato ritoccato, anche se le cifre ufficiali non sono state comunicate dal club catalano. Dal 2009, Messi guadagnava 10 milioni e mezzo di euro netti a stagione. Con il nuovo accordo, il fuoriclasse argentino si intascherà 12-13 milioni euro netti (con una tassazione che in Catalogna è del 54%), che lo faranno diventare il secondo calciatore più pagato in Europa, secondo solo a Samuel Eto’ che dall’Anzhi di milioni ne prende 20 all’anno! Leo ha rifirmato il suo vincolo con il Barcellona per altre due stagioni (il limite precedente era stato fissato al 30 giugno 2016), ma si è rifiutato di ritoccare in alto la clausola rescissoria che resterà di 250 milioni di euro. Cifra altissima, ma lontanissima dai 1.000 milioni con i quali il Real Madrid ha «blindato» Cristiano Ronaldo. Saranno quindi 18 gli anni di permanenza di Messi al Barça, da quando nel 2000, Carles Rexach, una vera e propria istituzione - prima come calciatore, poi come allenatore e quindi come dirigente - del club «culé», fece firmare su un tovagliolo all’argentino, allora 13-enne, il primo simbolico contratto. Nel 2004, Messi debuttava in prima squadra. Da allora è cominciata la favola delle «Pulce». OPERAZIONI RINNOVI - Fra le clausole del nuovo contratto, c’è n’è una che permetterà a Messi di tenersi il 100% dei diritti d’immagine e tutti i premi per i titoli che vincerà nei prossimi cinque anni: Liga, Coppa del Re, Champions League e quant’altro. E, a giudicare da come stanno andando le cose in questa «temporada», potrebbero essere tanti! La firma del tetra-Pallone d’Oro va inquadrata comunque nella serie di rinnovi che il Barça sta portando avanti negli ultimi due mesi: significativi quelli del capitano Puyol e di Xavi, «bloccati» entrambi fino al 2016. Dopo quanto avvenuto ieri la società blaugrana si è assicurata per almeno un altro lustro la certezza di poter competere ad altissimi livelli contro vecchi - Real Madrid, Manchester United e Manchester City - e nuovi rivali, come il Bayern di Pep Guardiola e il Paris SG di Mourinho (sempre che lo Special One non decida di tornare in Inghilterra). Quello che, però, non potrà si potrà discutere è che il calciatore più forte al momento sarà ancora «culé» e lo spettacolo migliore del mondo si potrà ancora gustare al Camp Nou. © riproduzione riservata


IL CASO Ronaldo-Carbonero che lite a distanza sulla crisi del Real di Andrea De Pauli

BARCELLONA - Cristiano Ronaldo e Sara Carbonero, non è un mistero, sembrano non sopportarsi. A confermarlo, sempre che ce ne fosse bisogno, un'ampia intervista pubblicata dal quotidiano madrileno «As», che non ha perso l'occasione per stuzzicare il portoghese sulle recenti, imprudenti dichiarazioni della fidanzata di Iker Casillas, un po' troppo disinvolta nel lasciarsi andare, ultimamente, davanti alle telecamere della messicana «Televisa», descrivendo uno spogliatoio merengue fratturato e in pessimi rapporti con lo Special One. «E’ una questione delicata, non sono il più indicato per discuterne, ma La fidanzata di personalmente ritengo che non è stata opportuna» , ha ragionato il ragazzo di Madeira. « Casillas: «C’è spaccatura fra Mou Fermo restando che ciascuno è libero di dire ciò che pensa, credo che abbia fatto male, e i giocatori». CR7: perché le cose dello spogliatoio nello spogliatoio devono rimanere e non è consigliabile «Uscita fuori luogo» parlarne troppo con la stampa». PRECEDENTI - Un ruolo scomodo, in realtà, quello della bella reporter, che pare soffrire parecchio il pregiudizio di chi le attribuisce la rapida ascesa esclusivamente all'indubbia avvenenza e al celebre partner. Di qui l'ansia da scoop e le conseguenti disinvolte dichiarazioni, che spesso e volentieri hanno reso ancor più problematica la già complicata relazione tra il clan dei nazionali spagnoli e quello dei portoghesi, in cui sarebbe nettamente separato lo spogliatoio merengue. Sarita, non è nuova ad affermazioni spericolate, come avvenne nel settembre del 2010, quando nel salotto dei pettegolezzi dell'idolo delle casalinghe iberiche, Ana Rosa Quintana, prese di mira proprio Cristiano, all'epoca, al centro dei riflettori per una presunta malinconia. «A Ronaldo non sta succedendo nulla» , assicurò il volto più noto di «Telecinco». «Non è depresso e non è andato dallo psicologo. Cristiano è sempre stato così, egoista e individualista in campo» . Una sentenza che CR7 si è legato al dito e che ha decisamente raffreddato la relazione con il compagno Casillas. Non c'è troppo da stupirsi, quindi, quando interrogato sulla questione da «AS», il lusitano minimizza il peso dell'assenza forzata di San Iker per il prossimo trimestre. «Una defezione importante, però il club ha tamponato l'emergenza, contrattando Diego López, che è un grande portiere e che farà un grande lavoro anche qui da noi» . L'ex Manchester United, reduce da uno spettacolare quanto inutile gol nell'amichevole, persa mercoledì dal Portogallo con l'Ecuador, ha invece gettato acqua sul fuoco, a proposito del recente scontro verbale con Mou, che l'ha visto protagonista. «E’ una questione molto personale, che abbiamo già risolto. Tutto a posto. Ciò che accade nello spogliatoio deve rimanere nello spogliatoio». © riproduzione riservata


Ma Eto’o resta irraggiungibile con 20 milioni

Con i suoi 12-13 milioni di euro a stagione, Leo Messi sale al secondo posto nella classifica dei calciatori più pagati. Primo è Samuel Eto'o (Anzhi) con 20 milioni. Dopo la «Pulce» c’è Ibrahimovic (Paris SG) con 14,5 milioni, seguito da Rooney (Manchester United) con 13,8, Yaya Touré e Aguero (Manchester City) rispettivamente con 13 e 12,5 mln, Torres (Chelsea) con 10,8, Conca (Guangzhou Evergrande) con 10,6 e Ronaldo (Real Madrid) con 10.


CESENA-TERNANA ALL’ULTIMO RESPIRO La sfida di oggi mette in palio tre punti pesanti: i romagnoli sperano di superare gli umbri pronti ad aumentare il vantaggio di Massimo Boccucci

E' la serata giusta al Manuzzi per i guerrieri Pierpaolo Bisoli e Mimmo Toscano, gente che il freddo lo esorcizza scaldando i cuori con quel modo di fare che non passa mai inosservato. Loro sono carichi a mille, anche perché Cesena e Ternana godono ottima salute riflettendo in pieno lo spirito e la qualità del lavoro delle guide carismatiche. Dunque, ci sarà da divertirsi considerando che entrambe sono ripartite benissimo dandosi una bella spinta in classifica. L'assenza del difensore goleador Bisoli: E’ Tonucci pesa in casa bianconera, così come quella l’occasione per dell'attaccante Ceravolo non viene presa a cuor leggero metterci in una classifica più sicura dai rossoverdi (i primi accertamenti hanno escluso Mi aspetto dai miei lesioni ossee alla caviglia: oggi si sottoporrà a risonanza una grande partita magnetica). Ciascuno ha le risorse da giocarsi, ma anche le rispettive defezioni di cui avrebbe fatto volentieri a meno.

BISOLI ALL'ATTACCO - «Stiamo bene, dobbiamo provare a vincere per metterci in una posizione più tranquilla di classifica. L'occasione c'è, vediamo di prendercela», dice Bisoli, che punta sull'entusiasmo dopo i successi filati su L'allenatore padrone di casa Novara e Vicenza coi quali il Cesena ha cominciato l'anno nuovo in gran del Cesena, chiede puntispolvero. « Dovremo essere bravi a velocizzare il gioco e cercheremo di salvezza al collega della sorprenderli - riprende il tecnico - consapevoli che il valore della Ternana non Ternana si discute. Sono bene organizzati, sanno chiudersi e ripartire grazie anche a giocatori di buonissime qualità come Ragusa, Vitale, Miglietta. Dal Cesena so cosa aspettarmi: una grande partita». I suoi hanno il morale altissimo, così Bisoli incoraggia il buonumore: « Li vedo come lavorano e si applicano, non mi stupisco del fatto che le cose hanno preso un bella Toscano: Siamo a piega. Si stanno allenando tirando al massimo, così mi mettono in difficoltà nelle scelte. un bivio, possiamo capire chi siamo I nuovi si sono integrati al meglio, sono contento di avere più soluzioni. Cosa ci ha reso Dipenderà molto più competitivi? Il mercato e il lavoro durante la lunga sosta». dalle motivazioni

TOSCANO CHIEDE STRADA - I conti tornano anche a Terni con 8 punti nelle ultime 4 partite. « Ci manca qualcosa in classifica perché con la vittoria sul Bari ci saremmo presentati a Cesena ancor meglio», dice Mimmo Toscano. Questa Ternana conserva intatte certe qualità evidenziate in tante occasioni, al di là della catena di infortuni. « Ci prepariamo con grande volontà - riprende il tecnico - ma bisogna tenere le antenne alte perché il campionato resta difficile. Il Cesena sta risalendo grazie alle operazioni di gennaio e agli equilibri raggiunti. E' una squadra buona, determinata e ben guidata». La serata potrà consegnare altri elementi sullo stato di salute dei rossoverdi: « Dobbiamo capire chi siamo, questo è un crocevia. E' fondamentale riuscire a dare continuità. Loro faranno tutto il possibile per scavalcarci in classifica. Dipenderà molto dalle motivazioni che metteremo in campo. Mi dispiace per Ceravolo, evidentemente non è bastato il grosso maledetto contributo dato agli infortuni. Sono dispiaciuto soprattutto perché stava crescendo». (m.b./infopress)


VERSO MODENA Di Bari: Reggina tu sai cosa vuoi di Eugenio Marino

REGGIO CALABRIA - Già compagni di squadra a Taranto, alcuni anni orsono, Vito Di Bari e Davide Dionigi si sono ritrovati quest'anno alla Reggina. Il difensore è stato prima scelta dell'allenatore amaranto durante il calcio mercato estivo. «Un ragazzo di grandi qualità morali e un calciatore affidabile in qualsiasi momento e circostanza tattica», il giudizio di Dionigi sul centrale sinistro pugliese. Nonostante la concorrenza spietata, Di Bari è riuscito a mettere insieme 15 presenze. Da due settimane, dopo l'infortunio di Lucioni, è tornato titolare. «E' stato bravo a Vercelli e soprattutto contro il Verona», il «Il gruppo ha in giudizio di Dionigi che significa conferma anche a Modena per il 30enne difensore. mente di raggiungere la salvezza in tempi brevi. Domani sarà dura, ma otterremo il risultato a cui miriamo»

BILANCIO - Una linea positiva nel grafico del rendimento personale di Di Bari. « Sono soddisfatto di quanto dato in questa prima parte della stagione in maglia amaranto. E' un bilancio positivo - sottolinea il centrale - Superati i problemi muscolari sono rientrato trovando una squadra ulteriormente motivata grazie all'apporto di Colucci, Di Michele e Antonazzo. Anche Gerardi, ne sono convinto, contribuirà a spingere la Reggina verso posizioni di classifica più tranquille». Il difensore sottolinea l'importanza della continuità della presenza in campo. « La conferma da parte di Dionigi mi dà ulteriori stimoli per continuare a crescere creando solidità nel pacchetto arretrato e compattezza a tutta la squadra».

OBIETTIVO - Di Bari tiene saldamente uniti quello personale e della Reggina. «Il mio è quello di far bene e ripagare la fiducia concessami dalla società. Il gruppo ha in mente quello del raggiungimento della quota salvezza in tempi brevi». La linea guida degli amaranto viene indicata da Di Bari con « la continuità del rendimento cresciuto in maniera significativa sia a Vercelli che contro il forte Verona. La Reggina ha dimostrato maggiore personalità e più organizzazione di gioco. Qualità che ci aiuteranno a crescere ancora e ottenere i risultati utili per allontanarci dalle zone difficili della classifica».

MODENA - L'avversario è tosto, reduce da una serie negativa e, quindi, desideroso di riemergere. « Conosciamo bene la situazione così come le caratteristiche dei modenesi. Giocano bene e dispongono di un attacco incisivo guidato dal bravo Ardemagni. Ciò impone un'attenzione straordinaria da parte nostra per limitare il raggio d'azione di uno dei migliori attaccanti del campionato. Quindi dovremo continuare a proporci con le qualità e la continuità che hanno caratterizzato le ultime prove della Reggina. Sarà una gara difficile ma sono convinto che otterremo il risultato che abbiamo in mente». © riproduzione riservata


25 calciatori studiano da dirigenti

Sono 25 i calciatori che da ieri studiano al Centro tecnico di Novarello per diventare dirigenti sportivi. Tra gli iscritti l’attaccante del Torino Rolando Bianchi, il capitano del Novara Raffaele Rubino: “Facciamo la formazione” è il corso ideato e organizzato dall’AIC e dalla Lega Serie B, in collaborazione col Novara Calcio


IN BREVE Martedì e mercoledì seconda giornata della Coppa di serie B Martedì e mercoledì torna la Coppa Italia di Serie B con la seconda giornata in cinque triangolari per la prima fase. Il programma di martedì. Girone 1: Carmagnola-Futsal Barletta. Riposa: Jesolo. Classifica: Jesolo 3; Futsal Barletta e Carmagnola 0. Girone 2: Came Dosson-Futsal Portos. Riposa: Imola. Classifica: Imola 3; Futsal Portos e Came Dosson 0. Girone 3: Prato-Forlì. Riposa: Arzignano. Classifica: Arzignano 3; Prato e Forlì 0. Girone 4: Atletico ArzignanoCornedo-Atlante Grosseto. Riposa: Porto San Giorgio. Classifica: Porto San Giorgio 3; Atletico ArzignanoCornedo e Atlante Grosseto 0. Il programma di mercoledì. Girone 8: Sporting Sala Marcianise-Futsal Isola. Riposa: Odissea 2000 Rossano. Classifica: Odissea 2000 Rossano e Futsal Isola 1; Sporting Sala Marcianise 0. COPPA ITALIA SERIE C1 - Così martedì 19 febbraio per l'andata dei quarti nella Coppa Italia nazionale di Serie C1: I Bassotti-Atiesse Quartu; Ac 5 Diavoli-Faventia; Sparta-Sporting Lodigiani; Atletico Belvedere-Virtus Rutigliano. Il ritorno è martedì 5 marzo. ANTICIPO SERIE A DONNE - Domani, a Cosenza, ore 11, si disputa la gara tra Jordan Aufugum e Real Statte, anticipo della sesta giornata di ritorno (girone C). a.gal.


FUTSAL - DAL 28 FEBBRAIO AL 3 MARZO A PESCARA SI GIOCA PER LA COPPA ITALIA Final Eight, ecco tutte le partite Ieri il sorteggio: Lazio-Genzano (serie A), Martina Franca-Kaos Bologna (U. 21), Lupe-Lazio (donne): così scatteranno i tre tornei di Antonio Galluccio

Ieri mattina, presso la sala consiliare del comune di Pescara, si sono svolti i sorteggi per gli abbinamenti nei quarti delle Final Eight della Coppa Italia di Serie A maschile, Under 21 e Serie A Femminile. Le tre competizioni si svolgeranno, per la prima volta in contemporanea, da giovedì 28 febbraio a domenica 3 marzo sui campi del Pala Giovanni Paolo II di Pescara e del Palasport Corrado Roma di Montesilvano.

Il presidente della Divisione, Fabrizio Tonelli, con le istituzioni abruzzesi durante il sorteggio delle Final Eight al Comune di Pescara (Cassella/Divisione C5)

SERIE A - Le prime otto classificate al termine del girone di andata sono state divise in due urne: in una le squadre dal primo al quarto posto, Asti, Lazio, Luparense e Acqua & Sapone Città Sant'Angelo, nell'altra le formazioni dal quinto all'ottavo posto, Pescara, Marca Futsal, Cogianco Genzano e Montesilvano. Così, dunque, nei quarti di giovedì 28 febbraio, al Pala Giovanni Paolo II di Pescara, per i quali è prevista la diretta tv su Raisport. Ore 11: Lazio-Cogianco Genzano su Raisport 2; ore 15: Acqua & Sapone Città Sant'Angelo-Marca Futsal su Raisport 2; ore 18: Asti-Montesilvano su Raisport 2; ore 20.30: Luparense-Pescara su Raisport 1. Sabato 2 marzo le semifinali e domenica 3 marzo la finale, sempre al Pala Giovanni Paolo II di Pescara, e in tv: differita su Raisport 2 per la prima semifinale, diretta su Raisport 1 per la seconda semifinale, diretta su Raisport 2 per la finale. UNDER 21 - Sorteggio integrale, invece, per la Final Eight della Coppa Italia Under 21 alla quale partecipano Atletico ArzignanoCornedo, Asti, Kaos Bologna, Futsal Potenza, LC Poker X Martina Franca, Real Amalfi, Reggiana e Torrino, qualificate dopo il ritorno degli ottavi. Ecco i quarti di venerdì 1 marzo al Pala Giovanni Paolo II di Pescara. Ore 10: LC Poker X Martina Franca-Kaos Bologna; ore 12: Futsal Potenza-Torrino; ore 18.30: Reggiana-Real Amalfi; ore 20.30: Atletico ArzignanoCornedo-Asti. Sabato 2 marzo le semifinali al Palasport Corrado Roma di Montesilvano. Domenica 3 marzo la finale al Pala Giovanni Paolo II di Pescara. Tutte le gare saranno trasmesse in diretta streaming sul sito della Divisione Calcio a Cinque www.divisionecalcioa5.it SERIE A FEMMINILE - Le prime due dei tre gironi più le due migliori terze alla conclusione del girone di andata sono state anche qui inserite in due urne: in una le prime di ciascun raggruppamento più la migliore seconda, Lupe, AZ Gold Women, Real Statte e Ita Salandra, nell'altra le ulteriori due seconde e le due migliori terze, Sinnai, Sporteam United, Lazio e Pro Reggina. Questi i quarti di venerdì 1 marzo al Palasport Corrado Roma di Montesilvano. Ore 14: Lupe-Lazio; ore 16: Ita Salandra-Sinnai; ore 18.30: Real Statte-Sporteam United; ore 20.30: AZ Gold Women-Pro Reggina. Sabato 2 marzo le semifinali, domenica 3 marzo la finale, tutte al Pala Giovanni Paolo II di Pescara. Ciascuna gara sarà trasmessa in diretta streaming sul sito della Divisione Calcio a Cinque www.divisionecalcioa5.it. FORMULA - Per le tre Final Eight, in caso di parità dopo i tempi regolamentari di quarti e semifinali, si va subito ai rigori: solo nelle finali, se c'è parità, tempi supplementari ed eventualmente rigori. PRESENTI - Con il presidente della Divisione Calcio a Cinque, Fabrizio Tonelli, presenti, a Pescara, l'assessore allo sport del comune di Pescara, Nicola Ricotta, il sindaco di Montesilvano, Attilio Di Mattia, il presidente della provincia di Pescara, Guerino Testa, l'assessore allo sport della regione Abruzzo, Carlo Masci, il presidente del Comitato Regionale Abruzzo della Lega Nazionale Dilettanti, Daniele Ortolano, i capitani delle tre squadre abruzzesi di Serie A, Marco Zaramello dell'Acqua & Sapone Città Sant'Angelo, Stefano Mammarella del Montesilvano ed Eduardo Oliveira Morgado del Pescara.


SERIE A Oggi anticipo tra Lazio e Montesilvano (Raisport 2 alle 20.30) La Lazio per consolidare il secondo posto rincorrendo la vetta. Il Montesilvano per riscattare le ultime due sconfitte inseguendo un piazzamento importante nella griglia dei play off scudetto. C'è molto in palio stasera alla Futsal Arena di Roma, dove si disputa l'anticipo della quinta giornata in serie A: di fronte la formazione biancoceleste dell'allenatore Daniele D'Orto e la squadra abruzzese del tecnico Antonio Ricci. Ex di turno Foglia nella Lazio e Fantecele nel Montesilvano. Il calcio d'inizio è alle ore 20.30 con diretta tv su Raisport 2. LAZIO - La Lazio proviene dalla vittoria esterna contro lo Sport Five Putignano e spera nel risultato pieno pure tra le mura amiche. « Qui - ricorda D'Orto - abbiamo perso due settimane fa contro la Luparense. Dobbiamo, quindi, confermarci anche davanti al nostro pubblico, ripartendo dalle buone indicazioni emerse nelle diciassette gare di campionato fin qui disputate. Servirà un'altra prestazione importante, perchè affrontiamo il Montesilvano, che ha un organico di qualità e vorrà rifarsi dopo le due sconfitte di fila contro Real Rieti e Luparense. Per noi, invece, è fondamentale dare continuità al successo contro Putignano: bisogna rafforzare la seconda posizione. Stiamo andando bene, il gruppo dà il meglio ed è in salute, dunque bisogna proseguire su questa strada per guardare verso l'alto». MONTESILVANO - Seconda trasferta consecutiva per il Montesilvano proveniente dalla gara esterna di sabato scorso a Bassano del Grappa contro la Luparense. « Lì la partita - commenta Ricci - si è messa in salita a inizio ripresa, quando abbiamo subito altre due reti, dopo lo svantaggio del primo tempo: avessimo concretizzato le occasioni sotto porta, avremmo potuto gestire meglio l'andamento di una partita dalla quale la mia squadra è comunque uscita a testa alta. Contro la Lazio adotteremo lo schieramento ormai collaudato, sperando di muovere la classifica con una prova di carattere». PROGRAMMA - La gara tra Lazio e Montesilvano sarà diretta dagli arbitri Ciciarello, Stampacchia e Fratangeli. Cronometrista Campi. Classifica: Asti 45; Lazio 36; Luparense 31; Cogianco Genzano 29; Marca Futsal 28; Acqua & Sapone Città Sant'Angelo 27; Montesilvano e Kaos Bologna (-1) 26; Pescara 24; Real Rieti e Napoli 23; Verona 11; Venezia 9; Sport Five Putignano 0. DOMANI - Domani le altre sei partite. La capolista Asti ospita al PalaSanquirico la Cogianco Genzano, la Luparense è al PalaCosmet di Dolo per la sfida tutta veneta contro il Venezia, il Pescara riceve al PalaRigopiano l'Acqua & Sapone Città Sant'Angelo nel derby abruzzese delle ore 19 con diretta tv su Raisport 2. Kaos Bologna, Marca Futsal e Napoli sono, rispettivamente, al PalaBoschetto di Ferrara, al PalaMazzalovo di Montebelluna e al Palasport di Cercola contro Verona, Sport Five Putignano e Real Rieti. a.gal.


MOMENTO NO Gubbio, fiducia a Sottil. Scatta l’allarme «rossi» di Massimo Boccucci

GUBBIO - Dalla zona play off a metà dicembre alla zona play out dopo 5 sconfitte di fila e un punto nelle ultime 7 giornate. Cosa succede al Gubbio? Serra i ranghi il tecnico Andrea Sottil alle prese con tutta una serie di fattori negativi, come le assenze a raffica anche per i cartellini rossi. Le sentenze del giudice sportivo sono diventate dei bollettini a tinte rossoblù, vedi gli ultimi 3 squalificati (Guerri dopo Pisa ha rimediato due giornate, Briganti e Malaccari una ciascuno) che hanno fatto salire il totale a 7 espulsioni in 6 turni e addirittura 11 in 10. «Ci sta mancando una certa continuità a livello di formazione e di attenzione - spiega Sottil - , con errori individuali che paghiamo a caro prezzo oltre agli episodi sfavorevoli. Non bisogna cercare alibi, ma ci sono anche le situazioni arbitrali». Anche lo scambio di persona tra Briganti (che ci ha rimesso) e Bartolucci (che all'Arena Garibaldi ha commesso il fallo da rosso su Perez) fa capire che, quando le cose non girano, succede di tutto. FACCIA A FACCIA - Il presidente Marco Fioriti ha voluto chiamare a raccolta la squadra, presente il d.s. Stefano Giammarioli: l'altra sera oltre 90 minuti di confronto negli spogliatoi, una vera partita giocata guardando in faccia i calciatori e lasciando che ciascuno esternasse sensazioni e reazioni al brutto momento. Niente ritiro, nessun provvedimento punitivo, ma una scossa dall'interno da riversare sul campo domenica prossima nella gara delicata al Barbetti contro la Paganese. «Siamo convinti che si esce da questa situazione tutti uniti e compatti riflette Sottil - perchè il Gubbio ha i suoi valori e il senso di responsabilità per riprendere il cammino». L'avversario evoca piacevoli ricordi come la sfida dell'8 maggio 2011 vinta 3-1 che portò la matematica promozione in Serie B con quasi 5mila tifosi sugli spalti. Boisfer che segnò quel giorno ci sarà anche stavolta, mentre Radi (pronto al rientro dopo aver debellato la mononucleosi) stava sul fronte campano. MASSIMA FIDUCIA - Sottil gode della massima fiducia dei vertici societari, che con lui hanno approntato un programma biennale, e l'ambiente tiene a bada le fibrillazioni difficilmente evitabili quando le cose non vanno. «Non c'è una medicina - riprende l'allenatore rossoblù -, dobbiamo comprendere il momento e impegnarci tutti, me per primo, per superare l'impasse. Serve un esame di coscienza. Nello spogliatoio c'è un rapporto solido, siamo convinti che il giusto mix tra fame e umiltà possa farci ritrovare lo slancio che serve. In questi casi basta una scintilla, un risultato pieno, per ricominciare scrollandoci di dosso i timori e le negatività». (m.b./infopress)


IN BREVE

Coppa Italia: le date delle semifinali di ritorno FIRENZE - Due date diverse per le semifinali di ritorno di Coppa Italia: Pisa-Viareggio (and- 2-3) si disputa domenica 24/2 (ore 14.30) e Latina-Lecce (and. 27/2, ore 14.30) il 13 marzo (ore 20.45). SECONDA DIVISIONE: SABATO ALESSANDRIA-FORLÌ - Sabato (ore 14.30) si disputa il recupero Alessandria-Forlì del campionato di Seconda Divisione (girone A). Serie D: Castel Rigone-Sp. Terni, pari nel recupero ROMA - (atc) Si è concluso con un pareggio per 1-1 il recupero del girone E del campionato di serie D fra il Castel Rigone e lo Sporting Terni. Classifica: Castel Rigone 41; Sansepolcro 38; Casacastalda 37; Viterbese 36; Deruta 34; Sporting Terni, Pianese, Pontevecchio 33; Fiesolecaldine 32; Voluntas Spoleto 30; Trestina, Scandicci 29; Arezzo, Bastia 27; Lanciotto Campi 26; Pierantonio 22; Flaminia C., Todi 17. Anziolavinio: preso l’ex romanista Galasso ANZIO - (infopress) L'Anziolavinio (serie D) ha tesserato Gianluca Galasso (29), ala destra ex Salernitana, Ternana, Frosinone, Bari e Triestina. Galasso ha esordito in A con la maglia della Roma il 16 maggio 2004 in Sampdoria-Roma


TRAPANI RIVUOLE LA VETTA Mancosu: Adesso ogni partita è come una finale TRAPANI - Anche i tifosi del Trapani si sono resi conto di quanto, nel mondo del calcio, contino i centimetri. Scomodare il presidente della Roma anni '80, Dino Viola, che consegnò alla storia una frase indimenticabile ( «il calcio è questione di centimetri», al termine di un infuocato Juventus-Roma) potrebbe apparire irriverente, ma l'occasione creata e sprecata da Matteo Mancosu contro la Virtus Entella nel finale di partita avrebbe potuto ridisegnare il vertice della classifica. E lo stesso attaccante granata, con grande umiltà, lo conferma: «E' stata, intanto, una gran bella azione. L'assist in profondità fornito da Madonia è stato splendido, purtroppo non è andata come desideravo. Rimane, comunque, la convinzione di aver fatto una grande gara, giocando tutto il secondo tempo in inferiorità numerica. Il destino, evidentemente, aveva scritto l'epilogo proprio come era accaduto nel corso della partita disputata nel girone di andata a Chiavari. In quella occasione l'uomo in meno era stato fatale. Questa volta, almeno, siamo riusciti ad evitare la sconfitta».

PUNTA DI DIAMANTE L’attaccante Matteo Mancosu, 28 anni (Giuliani)

CAMBIO DI MARCIA - Voltare pagina, tuttavia, è la parola d'ordine. Ripartire dalle certezze, e la gara contro la Virtus Entella ne ha ribadite parecchie, per affrontare i prossimi impegni, a cominciare da quello di domenica a Cuneo. Un'altra sfida senza storia, a parte naturalmente la gara d'andata, l'ennesima trasferta da sfruttare avendo spazi a disposizione. Non sarà, tuttavia, una passeggiata nonostante i piemontesi dovranno rinunciare a ben tre pedine, tutte squalificate. NUOVA DIMENSIONE - Mancosu si proietta già oltre: «Sarà fondamentale giocare come se dovessimo affrontare la prima della classe. Abbiamo capito che tutte le partite saranno altrettanti finali - spiega il giocatore - . Tutti gli avversari ci temono e contro di noi preferiscono adottare una tattica di totale copertura. Dovremo essere bravi ad attaccarli da subito e, magari, essere più attenti in zona gol». Proprio Mancosu ha accettato di buon grado il ruolo, assolutamente momentaneo, di rincalzo. Termine fuori luogo perché mai come quest'anno il Trapani può contare su venti prime scelte. L’allenatore Boscaglia ha solo l’imbarazzo della scelta quando deve decidere la formazione e Mancuso sa che questo è uno dei punti di forza della squadra siciliana. «Non è un problema. Gambino sta facendo bene e merita di giocare. Il mio dovere è quello di farmi trovare pronto quando il mister intende utilizzarmi. Sarei stato felicissimo se domenica scorsa fossi riuscito a segnare nell'occasione che mi è capitata. Pazienza, pensiamo al Cuneo ed alla possibilità di riprenderci ciò che la Virtus Entella ci ha tolto». (Lps)


UNDER 20 REGIONAL COMPETITION L’Italia Lega Pro cade a Umag

Agli azzurrini non basta il gol di Montini contro la Croazia Croazia-Italia Lega Pro 3-1 CROAZIA (4-4-2): Picak (1’ st Sluga); Vrsaljko (10’ st Gorupec), Brucic (1’ st Mitrovic), Zuparic, Calusic; Mrzljak, Jakolis (1’ st Livaja), Brozovic (1’ st Babic), Situm; Caktas, Orsic (1’ st Mitrovic). A disp.: Mocinic, Mlinar.All. Kovac. ITALIA LEGA PRO (4-4-2): Di Vincenzo; Cane (40’ st Da Lio), Paparusso, Tartaglia (4’ st Baldan), Sbraga; Agnello (17 ‘ st Marcotullio), Gatto (1’ st Mancuso), Proietti, Montini; Degeri (10 ‘ st Falco), Vita. A disp.: Iali, Stevanin. All. Bertotto. ARBITRO: Dejan Balazic (Slo) MARCATORI: 35’ pt Brozovic (C), 5’ st Caktas (C), 35’ st Montini (I), 40’ st Mitrovic (C). Note: spettatori 1200 circa, in tribuna i vertici della Lega Pro. I vice presidenti Archimede Pitrolo e Antonio Rizzo, il direttore Francesco Ghirelli. Angoli 7-5 per la Croazia. UMAG - La Croazia Under 21 si rivela un osso troppo duro per l'Italia Lega Pro Under 20. Agli azzurrini non basta una valida prestazione collettiva per evitare il ko allo stadio Gradski di Umag. E' stata una sfida equilibrata tra due formazioni competitive. La gara era valida per l'Under 20 Regional Competition, ex Mirop Cup.All'andata, a Portogruaro, gli azzurri di Bertotto si imposero per 4-2. Nel girone dell'Italia, oltre alla Croazia, c'è anche la Slovenia che affronterè la Nazionale di Lega Pro il 6 marzo. Il 27 febbraio, invece, è in programma il match Slovenia-Croazia. In classifica la Croazia di Kovac ha 6 punti, l'Italia 3 e la Slovenia 0. A Umga, gli azzurrini sono partiti bene e hanno creato varie occasioni da rete con Gatto, Montini e Vita. Ma sono stati i croati a passare in vantaggio al 35’ con un diagonale di Brozovic. Hanno poi raddoppiato al 5’ della ripresa con Caktas. L'Italia Lega Pro ha provato ad accorciare le distanze con Vita (Monza), ma il suo gol è stato annullato per fuorigioco. Al 35 st e' arrivato il gol di Montini (FeralpiSalo'), mentre al 40 st la Croazia ha siglato il 3-1 con Mitrovic.


c’è anche siena-reggio E. Quarti di finale Acea Roma-Fox Town Cantù 89-85 Cimberio Varese-EA7 Armani Milano 92-74 Banco di Sardegna Sassari-Enel Brindisi oggi ore 17.45 Montepaschi Siena-Trenkwalder Reggio Emilia oggi ore 20.30 Semifinali Roma-Varese domani ore 17.45 vinc. Sassari-Brindisi c. vinc. Siena-Reggio E. domani ore 20.30 Finale Domenica ore 18 Tv: tutte le gare in diretta su SportItalia 2 e La7d


CIMBERIO VARESE-EA7 MILANO 92-74 Green e Polonara superlativi CIMBERIO VARESE-EA7 MILANO 92-74 (66-58,46-29,21-14) VARESE: Banks 12 (5/9,0/2,2 r), Mi. Green 23 (4/11,2/4,8 r), Ere 17 (3/7,2/4,3 r), Polonara 16 (2/2,4/5,4 r), Dunston 10 (4/4,3 r), Sakota 2 (1/1), Rush 2 (1/1,0/2, 3 r), Talts 5 (2/3,0/2,5 r), De Nicolao 5 (1/2,1/2, 4 r), Balanzoni ne, Bertoglio (0/1 da 3), Cerella ne. All. Vitucci. MILANO: Ma. Green 8 (1/5,2/7,4 r), Langford 23 (5/8,4/7,3 r), Hairston 13 (3/8,1/1,2 r), Fotsis 2 (0/2, 5 r), Radosevic 8 (4/4,2 r), Giachetti ne, Chiotti 3 (1/2,4 r), Bourussis 12 (5/9,7 r), Melli (0/2,1 r), Bremer 2 (1/1, 1 r), Gentile 3 (0/2,1 r), Basile (0/1). All. Scariolo. ARBITRI: Cicoria, Chiari, Filippini 5. NOTE: tiri liberi: Varese 19/22, Milano 13/18; perc. tiro: Varese 32/63 (9/23 da 3, 10 ro 24 rd), Milano 27/59 (7/15, 11 ro 21 rd; Spettatori: 7000 circa. Pagelle - VARESE: Banks 6,7, Mi.Green 8, Ere 7, Polonara 7, Dunston 6,5, Sakota 6, Rush 6,5, Talts 6,5, De Nicolao 6,5, Bertoglio sv, all. Vitucci 8. MILANO: Green 5,5, Langford 6,5, Hairston 5, Fotsis 4,5, Radosevic 5,5, Chiotti 5, Bourussis 6, Melli 5, Bremer 5, Gentile 5, Basile sv, all. Scariolo 4. Il migliore: Mike Green, addenta e sbrana Milano. La chiave: l'esecuzione di Varese. di Pietro Guadagno MILANO - Varese esegue (quasi alla perfezione) e Milano insegue. O, per meglio rendere l'idea, la Cimberio gioca a pallacanestro, mentre l'Ea7 si dedica ad un altro sport che non è certamente di squadra. Stravince la squadra di Vitucci, dimostrando perché si trova, con pieno merito, in vetta il campionato. E pensare che l'Olimpia aveva perfino lottato per strappare l'ultimo posto utile per le Final 8. E allora che senso ha avuto se poi l'atteggiamento è stato quello di ieri sera? FUOCO DI PAGLIA - Non esistono scusanti. Milano non capisce mai nulla di questa partita. Anche la sfuriata tra il terzo e l'inizio del quarto è un semplice fuoco di paglia, frutto di qualche spallata di Bourussis (ma Dunston era in panchina con 4 falli) e delle "spingardate" fuori dagli schemi di Langford. Il resto è da encefalogramma piatto: Marques Green paga i (pochi) centimetri, Gentile si mette a strafare, mentre Fotsis è il solito fantasma. Dall'altra parte, invece, c'è lo spettacolo di Varese, con il Mike Green (quello vero?) a guidare la truppa e il giovane Polonara a esaltarsi nella tonnara dell'area e pure dal perimetro. Finisce con i tifosi di Varese che chiedono a Vitucci l'Europa e quelli di Milano che fischiano e insultano i loro giocatori. © riproduzione riservata


LEGADUE: forlì-barcellona LEGADUE (3ª giornata di ritorno) Oggi: ore 20.45 Le Gamberi Foods Forlì-Sigma Barcellona Pozzo di Gotto. Domani: ore 20.45 Tezenis Verona-Giorgio Tesi Pistoia. Domenica: ore 18.15 Fmc Ferentino-AcegasAps Trieste, Bitumcalor Trento-Prima Veroli, Upea Capo d’Orlando-Novipiù Casale Monferrato, Biancoblù BolognaFileni Bpa Jesi, Centrale del Latte Brescia-Givova Scafati. Classifica: Pistoia, Casale Monferrato 22; Brescia, Barcellona Pozzo di Gotto 20; Scafati, Bologna 18; Verona, Forlì, Trieste 16; Trento 14; Veroli, Ferentino, Capo d’Orlando, Jesi 12; Imola 8. MONTEGRANARO SCIOPERA -La Sutor Montegranaro deve rinunciare al torneo di San Martino di Lupari (Padova) previsto per oggi e domani per lo sciopero dei giocatori «a causa dell'ulteriore rinvio delle spettanze che sta generando forti preoccupazioni e incertezze all'interno della squadra». I ritardi negli stipendi, puntualizza la società, «sono quantificati in poco più di cinque settimane».


OGGI CONTRO LA “BESTIA NERA” BRINDISI Sassari allunga Sacchetti

In attesa della conferma dei Diener, il contratto del coach esteso fino al 2018 di Giampiero Marras

SASSARI - Sassari affronta la bestia nera Brindisi e la sua seconda volta nella Final Eight con una certezza: il coach Meo Sacchetti resterà sino al 2018. Il presidente Stefano Sardara ha prolungato con un quadriennale il contratto del tecnico di Altamura, che scadeva il 2014. E adesso si cercherà di confermare pure i due cugini Diener: Travis, prossimo italiano, e Drake. Sono l'anima tecnica della vicecapolista Banco di Sardegna, che propone il miglior attacco del campionato L’accordo scadeva con 88 punti di media. Non a caso, visto che "Ala-Diener" nel 2014, ma il segna quasi 17 punti e fornisce 8 assist e il cugino "Manpresidente Sardara l’ha rinnovato con Drake" viaggia a 16 punti (da 40 gare di fila in doppia un quadriennale cifra, 46 compresa l'Eurocup) e 3 assist. Romeo Sacchetti, 59 anni, allenatore di Sassari, con Travis Diener, 30 anni, (Ciamillo Castoria)

LA PARTITA - L'Enel Brindisi ha comunque il terzo attacco con 81 punti ed è stata l'unica a violare il PalaSerradimigni in questa stagione (78-90) confermando una tradizione che l'ha vista vincente cinque volte su sei. Clamorosa la tripletta nella Legadue 2009-10 quando i pugliesi tolsero primato e promozione diretta ai sassaresi di Sacchetti e li sconfissero anche nella semifinale della Coppa Italia: 105-106 con "buzzer beater" di Kemp annullato perché 46 centesimi vennero ritenuti insufficienti per il tiro. All'andata di questo campionato il fattore imprevisto fu Robinson con il suo 4/5 da tre punti (nel resto del campionato 3/24) e si fece sentire dentro l'area anche Simmons (14 punti e da quella gara sempre in starting five) che prevalse sul più leggero Easley. Le difese si equivalgono e le due squadre arrivano da una sconfitta esterna (Cantù per Sassari, Cremona per Brindisi) ma hanno saputo battere i pluricampioni di Siena. Nel Banco l'assenza di Vanuzzo (in panchina ma non recuperato dai problemi muscolari) pesa di più nelle rotazioni dei lunghi rispetto alla indisponibilità per Bucchi dell'ala Ndoja. Se Brindisi debutta nella Final Eight, per Sassari è la seconda volta, ma ora Thornton gioca nelle sue fila e non più per Siena. © riproduzione riservata


NBA: POLEMICHE A TORONTO Bargnani, rientro e fischi

Torna dopo 26 partite ma molti tifosi lo contestano MIAMI - (ecp) «I tifosi dei Raptors dovrebbero vergognarsi per i fischi rivolti a Bargnani». Ha titolato così “Toronto Star”, il quotidiano più letto del Canada. Mercoledì sera (Raptors ko con Boston) il “Mago” è tornato dopo aver saltato 26 partite per l'infortunio al gomito e quando ha messo piede in campo l'arena si è divisa: applausi da una parte ma, se non più numerosi, sicuramente più rumorosi i “buu” dall'altra. «Sono deluso - ha detto amareggiato Dwane Casey, coach dei Raptors - questo ragazzo non ha fatto nulla per meritarsi tutto ciò». Ma Bargnani (13 punti) non se l'è presa troppo: «Nessuna reazione - ha detto - mi sono concentrato sulla partita. Ho sentito applausi e fischi: non sta a me dire se questi ultimi erano giusti o sbagliati». Così mercoledì: Toronto-Boston 95-99 (Gay 25, Garnett 27); Philadelphia-Indiana 69-88 (Holiday 19, Hibbert 18); Washington-New York 106-96 (Wall 21, Anthony 31); Orlando-LA Clippers 76-86 (Nelson 18, Bledsoe 27); Cleveland-Charlotte 122-95 (Irving 22, Mullens 15); Atlanta-Memphis 103-92 (Teague 22, Randolph 20); Miami-Houston 114-108 (James 32, Harden 36); Detroit-Brooklyn 90-93 (Monroe 23, Lopez 17); New OrleansPhoenix 93-84 (Vasquez 19, Gortat e Dudley 14); Oklahoma City-Golden State 119-98 (Durant 25, Barnes e Thompson 19); Dallas-Portland 105-99 (Mayo 28, Aldridge 27); Minnesota-San Antonio 94-104 (Pekovic 21, Parker 31); Utah-Milwaukee 100-86 (Millsap e Jefferson 19, Ilyasova e Jennigs 17).


ATLETICA Cusma record indoor sui 1000 metri EAUBONNE (Francia) - Elisa Cusma migliora ancora il suo fresco record italiano indoor dei 1000 metri. Dopo aver segnato 2’44”11 lo scorso 30 gennaio ad Ancona, la mezzofondista dell'Esercito ha chiuso al 2° posto in 2’42”18 preceduta soltanto dalla marocchina Malika Akkaoui (2’41”94). Bene anche Veronica Borsi sui 60hs. L'ostacolista delle Fiamme Gialle è seconda in finale con 8”07 dietro alla russa Yiulya Kondakova (8”06) . TENNIS Lorenzi nei quarti a Vina del Mar ATP - Vina del Mar (terra rossa, 410.200 $) Ottavi: Nadal (Spa, 1) c. Delbonis (Arg) 6-3 6-2, Ramos (Spa, 5) b. VOLANDRI 6-7(5) 6-3 7-5, LORENZI (6) b. Robredo (Spa) 6-4 6-4. Quarti: oggi LORENZI (6) c. vinc. Chardy (Fra)/Garin (Cil). Tv: diretta SuperTennis oggi e domani alle 23 e alle 2, domenica alle 22. Zagabria (cemento, 467.800 €) Andreas Seppi ha dato forfait per febbre. Ottavi: Rosol (Cec) b. CIPOLLA 6-4 2-6 6-3. ATLETICA Bolt, sconto fiscale per Londra LONDRA - Per convincere Usain Bolt, tre medaglie d’oro all’ultima Olimpiade, e altri assi dell’atletica mondiale a partecipare alla tappa londinese della Diamond League, il ministro delle finanze inglese ha concesso loro la detassazione degli ingaggi e delle sponsorizzazioni. Bolt tuttavia deve ancora confermare la sua presenza. PALLANUOTO Stasera Nervi-Bogliasco ROMA - Ferma la A1 femminile (domani si giocherà Italia-Olanda, ore 20.25, Rai Sport 2) riparte la serie A1 maschile. 1ª di ritorno - oggi ore 19 Nervi-Bogliasco (Rai Sport 2). Domani ore 15: Brescia-Posillipo; Savona-Camogli; Acquachiara-Ortigia; Quartu-Lazio; Florentia-Pro Recco. Classifica: Brescia 36; Pro Recco 30; Florentia 27; Savona 22; Acquachiara 20; Posillipo 18; Bogliasco 16; Lazio 13; Ortigia 11; Quartu, Nervi 9; Camogli 1 . RALLY Svezia, Ogier il più veloce HAGFORS (Svezia) - Il francese Sébastien Ogier (Volkswagen Polo R) è stato il più veloce nella prova di qualificazione del 61° Rally di Svezia valido per il Mondiale. Dopo Ogier a 0.900 la Ford Fiesta RS del norvegese Mads Ostber; terza a 1.564 la Citroën DS3 del finlandese Finlandais Mikko Hirvonen. AUTO Aci-Csai, Minardi supervisore ROMA - Gian Carlo Minardi, fondatore della scuderia di F.1 oggi Toro Rosso, diventa supervisore della Scuola Federale Aci-Csai per giovani piloti, con l’incarico speciale di curare i rapporti con la Ferrari. Raffaele Giammaria diventa direttore del settore velocità e rally.


ROMA SI SALVA, VARESE DILAGA L’Acea batte Cantù risalita da -19, la Cimberio affonda Milano FOX TOWN CANTÙ-ACEA ROMA 85-89 Datome protagonista FOX TOWN CANTÙ-ACEA ROMA 85-89 (18-25, 44-50, 54-69) - CANTU': Tabu 24 (2/3, 5/8, 2r), Aradori 15 (3/5, 1/3, 6r), Brooks 9 (3/6, 2), Leunen 19 (2/2, 5/6, 3r), Cusin 3 (1/3, 1r); Scekic 2 (0/1, 4r), Anderson 2 (1/1, 2r), Mazzarino 9 (0/1, 3/5), Mancinelli 2 (1/3, 2r), Kudlacek ne, Abass ne, Casella ne. All. Trinchieri. ROMA: Goss 5 (1/6, 1/2, 3r), Taylor 14 (4/7, 1/3, 2r), Datome 22 (5/10, 2/3, 12r), Czyz 19 (8/11, 1/1, 7r), Lawal 17 (7/14, 9r); Jones 5 (1/3, 0/1, 2r), D'Ercole 7 (0/1, 1/3, 1r), Lorant (0/1), Tonolli, Tambone ne, Gorrieri ne, Di Giacomo ne. All. Calvani. ARBITRI: Lamonica, Lanzarini e Borgioni 6,5. NOTE - Tiri liberi: Cantù 17/22, Roma 19/28. Perc. tiro: Cantù 27/50 (14/25 da 3, 2 ro, 21 rd), Roma 32/66 (6/13 da 3, 18 ro, 21 rd). Spettatori 5.000 circa. Pagelle - CANTU': Tabu 7,5, Aradori 6, Brooks 5, Leunen 7, Cusin 5; Scekic 5,5, Anderson 5,5, Mazzarino 6, Mancinelli 5. All. Trinchieri 5,5. ROMA: Goss 6,5, Taylor 7, Datome 8, Czyz 7,5, Lawal 7, Jones 6, D'Ercole 6,5. All. Calvani 7. Il migliore: Datome, miglior realizzatore e miglior rimbalzista dei suoi. La chiave: il dominio sotto canestro di Roma Dalla redazione Andrea Ramazzotti

Luigi Datome, 25 anni, a canestro contro Cantù (Ciamillo-Castoria)

MILANO - L'Acea Roma ha iniziato con il botto le Final Eight eliminando (89-85) la testa di serie Fox Town Cantù con una gara quasi perfetta e condotta praticamente dall'inizio alla fine grazie a uno straripante Datome (22 punti e 12 rimbalzi), alla fisicità della coppia Czyz-Lawal sottocanestro e ai rimbalzi offensivi (18 contro i 2 di Cantù). Tardivo il risveglio dei lombardi. Roma è schizzata in testa fin dall'inizio (12-5 a 6'23" dalla prima sirena) grazie a Datome, ma i lombardi, privi del miglior Aradori, hanno prontamente risposto quando Trinchieri ha spedito in campo al posto dell'azzurro Mazzarino. Quest'ultimo, ben coadiuvato da Leunen (una sentenza al tiro da 3), ha regalato l'unico vantaggio del match alla Fox Town (16-14 al 7'25"), ma ancora Datome, Lawal e D'Ercole, con un break di 11-0, hanno permesso all'Acea di chiudere la prima frazione a +7 (25-18) nonostante il 4/5 da 3 degli avversari. Nel secondo quarto Roma sempre avanti e Cantù che ha limitato i danni (44-50) grazie alle brillanti percentuali al tiro (14/23 dal campo, 7/10 dall'arco). Poca difesa per gli uomini di Trincheri e troppe palle perse (11): facile ipotizzare che la Fox Town non potesse resistere. A inizio terzo quarto infatti l'Acea è scappata subito via: 56-47 grazie a Lawal, poi 65-50 con 9 punti dello scatenato Czyz e una supremazia sottocanestro diventata schiacciante (7 rimbalzi offensivi nel solo terzo parziale). Cantù nell'ultimo quarto è precipitata a -19 (54-73 al 31'02") complice lo scatenato Datome. Sembrava finita e invece dal time out di Trinchieri è uscita una Fox Town trasformata. Aradori ha segnato da 3, Tabu ha trascinato la squadra con 19 punti negli ultimi 10'. Taylor con 5 punti in 2' scarsi ha provato a spingere i compagni in riserva e a tenere a distanza gli avversari (81-71 a 4'42" dalla sirena finale), ma Leuner prima di uscire per falli sul -6 (75-81) ha fatto male da oltre l'arco. Un canestro e fallo di Brooks sembrava preludere alla beffa (Roma a +1, 82-81, a 1'43" dalla fine) e invece ancora Taylor in penetrazione, D'Ercole e Datome hanno firmato i canestri della vittoria approfittando dell'errore di Cantù che a 28" dalla fine ha perso il pallone del possibile pareggio. © riproduzione riservata


LE DUCATI ANCORA LONTANE I TEMPI DI IERI: 1. Pedrosa (Spa, Honda) 2:00.100, 2. Lorenzo (Spa, Yamaha) 2:00.429, 3. ROSSI (Yamaha) 2:00.542, 4. Marquez (Spa, Honda) 2:00.636, 5. Crutchlow (Gbr, Yamaha) 2:00.734, 6. Bradl (Ger, Honda) 2:01.003, 7. Bautista (Spa, Honda) 2:01.502, 8. B. Smith (Gbr, Yamaha) 2:02.093, 9. Hayden (Usa, Ducati) 2:02.184, 10. DOVIZIOSO (Ducati) 2:02.777, 11. Nakasuga (Jap, Yamaha) 2:02.616, 12. A. Espargaro (Spa, Art) 2:02.628, 13. IANNONE (Ducati) 2:02.864, 14. Akiyoshi (Jap, Honda) 2:03.082, 15. Laverty (Gbr, Art) 2:03.874, 16. De Puniet (Fra, Art) 2:04.066, 17. Yoshikawa (Jap, Yamaha) 2:04.137, 18. Barbera (Spa, Ftr) 2:04.211, 19. Takahashi (Jap, Honda) 2:04.288, 20. PETRUCCI (Ioda-Suter) 2:04.531... 23. CORTI (FtrKawasaki) 2:05.107.


OROPURO A 24 K FRANCIA - Ieri trotto a Vincennes: Prix Jean Le Gonidec (gruppo 2, 120.000 €, m. 2175) - 1. Oropuro Bar 12.2, 7. Owen’s Club 13.3, Omera Win Sm rp; Prix de Monsegur (58.000 €, m. 2700) - 4. Nosaka Prav 15.0, 9. Noah Bi 15.4. Ieri galoppo a Marsiglia: reclamare (14.000 €, m. 2000) - 7. Abbagliante. Oggi trotto a Cagnes: Prix J. Roucayrol (gruppo 3, 80.000 €, m. 2925) - Linda di Casei, Marlon Om, Nolimits di Pippo. QATAR - Due vittorie per Marco Monteriso a Doha tra martedì e mercoledì, ieri due (in gruppo 1 e 2!) per Pierantonio Convertino. OGGI - Ore 18.30 TQQ a Follonica (trotto, 8ª corsa, m. 1600) Favoriti: 14-16-11-4-6. Sorprese: 15-1-12. Inizio convegno alle 15. Corse anche a Varese (g, 14.15), Treviso (t, 14.25), Foggia (t, 14.40). IERI - TQQ a Torino: Tris 9-12-10, quota 240,88 € per 538 vincitori; Quarté 9-12-10-11, quota 682,71 € per 40 vincitori; Quinté 9-12-10-11-13, quota 3.101,27 € per 6 vincitori.


«SÌ, SONO RINGIOVANITO» Salta Marquez e avvicina Lorenzo: «Ogni giorno più in forma» SEPANG - Valentino Rossi è tornato sul podio. Certo, un podio virtuale, ma di quelli che scaldano il cuore. A conclusione della tre giorni di test a Sepang, Malesia, il Dottore ha avvicinato Lorenzo e si è finalmente lasciato alle spalle l’enfant-prodige della Honda, Marc Marquez, che ha anche assaggiato l’asfalto per la prima volta da che guida una MotoGP. «Sono tornato competitivo - ha detto Rossi al termine - ma per lottare con Pedrosa e Lorenzo c’è ancora da fare. Fisicamente è un po’ più difficile di quando avevo 22 anni, ma mi sento più in forma ogni «Guidare la Yamaha giorno che passa, la Yamaha mi fa ringiovanire. Sono molto soddisfatto di come andato questo test, non potevo aspettarmi un inizio migliore» . è come stare con una donna di 10 anni di meno». Lorenzo: «Ma va migliorata»

PRIMA FILA - A dominare questa prima sessione pre-campionato è stato Dani Pedrosa, che non ha mai ceduto lo scettro del più veloce in pista, chiudendo l’ultima giornata a Sepang con 2’00”100 e un miglioramento di oltre un secondo sul debutto di martedì. Secondo Lorenzo, terzo Valentino. «Sono molto soddisfatto dell’andamento dei tre giorni di prove qui in Malesia - ha aggiunto Rossi - Mi sono tolto dei dubbi, ho capito di essere ancora in grado di guidare e il fatto di essere terzo mi pone in virtuale prima fila, se domani ci fosse la gara» . Rossi ha lavorato a testa bassa in questo primo periodo di rodaggio con la Yamaha, che ha dovuto riscoprire letteralmente. «La moto è cambiata molto rispetto al 2010 e non solo per la cilindrata. Ho iniziato con la versione 2012, poi ho lavorato con una ibrida (telaio 2012 e un motore lievemente diverso; ndr) e infine oggi (ieri; ndr) con la 2013, con la quale ho fatto il tempo. Ho migliorato il mio passo e sono a 4 decimi dalla pole. Essere terzo e non quarto mi dà soddisfazione, perché ho chiuso davanti a Marquez» . Il lavoro però è solo all’inizio. «Lorenzo ha fatto una simulazione di gara di altissimo livello e io non ce l’avrei fatta, il mio feeling con la moto non è ai suoi livelli. Ma sono certo di poter arrivare a combattere con loro. Sono tornato competitivo, poi per lottare con loro due, e batterli, c’è ancora da fare. Fisicamente è un po’ più difficile, ma sto meglio giorno per giorno e starò meglio nei prossimi test. Guidare questa moto è come uscire con una donna più giovane di te di 10 anni...» . La Yamaha deve ancora crescere. «Il nuovo motore va un pochino più forte, mentre il telaio va bene» . GLI ALTRI - Lorenzo viceversa non è molto contento. «La moto deve migliorare, se vogliamo riprendere il gap con la Honda. Se avessimo un nuovo cambio più veloce, guadagneremmo qualcosina» . Ancora indietro le Ducati. Prossimo test ufficiale a Sepang dal 26 al 28 febbraio. r.m.


SUPERBIKE Aprilia mondiale, il dopo-Biaggi è qui

Presentato il nuovo Racing Team, orfano dell’iridato. Laverty: «Punto al titolo» MILANO - Il carico di responsabilità non è da poco. Ereditare quanto un certo Max Biaggi ha saputo portarsi dietro nell’Aprilia, l’alone di trionfo del quale sono rimasti orfani. Ma con un team che mantiene il proprio asse portante, agli ordini di Raimondi, la priorità è rimanere competitivi. Ora in sella alla RSV4, con una rassegna iridata dei Superbike che si avvicina, gli interpreti sono Eugene Laverty e Sylvain Guintoli. Nel vortice delle aspettative il primo c’è già finito, ripartendo con le buone credenziali di fine anno. Così il nordirlandese si trova con i riflettori puntati addosso. «Ora posso puntare a risultati importanti. Mi Laverty, 26 anni, e sono preparato bene durante l’inverno e nei primi test della stagione ho Eugene Sylvain Guintoli, 30, sulle RSV4 lavorato tanto assieme al team - anticipa Laverty, 26 anni, al comando della per il Mondiale SBK (Ansa) numero 58 - Ora attendiamo gli ultimi due test prima delle scelte definitive. La base è buona, perché già a Jerez mi sono trovato bene, e lo considero un passo avanti riguardo al mio stile di guida. Non nascondo che la mia intenzione è vincere il Mondiale. Le insidie maggiori? Credo arrivino da Melandri, Sykes e Checa, che peraltro porterà in pista una nuova moto. Ma con Guintoli ci divertiremo». Il francese, appunto. Uno che quanto a confidenza con la nuova moto si dichiara a buon punto. E nella mattinata milanese di presentazione dell’Aprilia Racing Team, il trentenne Guintoli è carico il giusto: «Sono pronto per un’esperienza come questa. Ho motivazioni nuove dopo una stagione difficile. Non ho ancora usato il massimo potenziale della moto. Devo entrarci in simbiosi, mi manca solo il feeling, sento che è efficiente e adesso devo lavorare sull’adattamento anche a livello di durata. Ma è la migliore occasione della mia carriera poter salire sulla moto campione del mondo. Continuo a trovarmi meglio sotto la pioggia, ma io guido solo per vincere». «L’anno scorso tutti i piloti che hanno portato in gara la RSV4 hanno vinto. Non solo Biaggi, anche Laverty e Davies - ricorda il il direttore tecnico e sportivo di Aprilia Racing, Luigi Dall’Igna - A Jerez abbiano visto confermate le nostre aspettative. Siamo preparati e motivati per una stagione lunga e impegnativa». Ass


il caso Un ministro accusa «Da noi in Australia doping in ogni sport» SYDNEY - Un'indagine dell'Australian Crime Commission ha concluso che il doping è diffuso nello sport professionistico australiano, al punto che ad alcuni atleti vengono somministrate sostanze non ancora approvate per uso umano. Secondo un'indagine durata un anno, è il crimine organizzato a distribuire il doping ad atleti e personale di supporto inclusi medici, scienziati e allenatori. Le sostanze proibite includono peptidi, ormoni e droghe illecite. Secondo la commissione nessuna disciplina è immune dallo scandalo: « I risultati sono scioccanti e disgusteranno i tifosi sportivi australiani - ha detto il ministro della Giustizia Jason Clare - Numerosi atleti di diversi club di sport importanti sono sospettati di usare correntemente o di aver usato peptidi, in violazione delle norme antidoping. È una frode con l'aiuto di criminali ». Il ministro ha assicurato che il governo australiano intende reprimere duramente i casi di doping e di partite truccate, e la crescente influenza del crimine organizzato sugli sport, ma si è rifiutato di fare i nomi di atleti e squadre coinvolte. È stato anche individuato un caso potenziale di partita truccata, ma non ha rivelato dettagli della partita o dello sport. Ha tuttavia sottolineato che le risultanze non sono collegate allo scandalo globale che ha colpito il calcio dopo che l'Europol ha scoperto che centinaia di partite sono state truccate da bande criminali di base a Singapore. Il presidente della Rugby League (il rugby a 13) Dave Smith, ha invece ammesso che sono implicati dei giocatori e dei club della sua disciplina.


ciclismo Tour, no alle Nazionali Armstrong collabora? Pinotti, rotte 2 costole di Ruggero Quadrelli

Gli organizzatori del Tour hanno risposto «no» al presidente della Federciclismo francese Lappartient che aveva chiesto di "restituire" la corsa alle squadre nazionali. « Non è un progetto rivoluzionario - ha risposto il direttore Prudhomme - ma una riproposizione nostalgica. Il passato del Tour per squadre nazionali è stato formidabile, ma non può essere la soluzione per l'avvenire». ARMSTRONG - L'agenzia antidoping americana Usada ha concesso a Lance Armstrong altre due settimane per decidere se voglia collaborare o meno.In cambio della testimonianza, l'Usada ha offerto ad Armstrong una possibile riduzione a otto anni della squalifica a vita: così potrebbe tornare alle competizioni. TRIS CAVENDISH - Al Tour del Qatar, terza vittoria in tre giorni e la quarta in questo avvio di stagione per Mark Cavendish. L'iridato 2011 ha consolidato il primato in classifica. In classifica il primo dei nostri è Guarnieri 18° a 42''. Oggi ultima tappa, 116 km. mediterraneo - Lars Boom (Ola) ha vinto la crono del Tour del Mediterraneo, 24 km da Agde a Mont Saint Clair, ed è il nuovo leader della classifica. Pinotti, ultimo a 13'05'', è caduto: due costole rotte con ferita alla clavicola sinistra ma è voluto andare all’arrivo. Oggi tappa annullata per disposizione del Prefetto di Marsiglia: non c’è sicurezza. cross, ROMA mondiale - L'Uci ha confermato Roma tappa nella Coppa del Mondo di ciclocross 2013-14: ippodromo delle Capannelle il 5 gennaio. BALLERINI DAY - Franco Ballerini è stato ricordato a Casalguidi, il suo paese, a tre anni dalla morte, avvenuta mentre correva un rally. Tantissima gente tra cui Alfredo Martini, la moglie Sabrina Ricasoli, gli alunni dell’istituto comprensivo Enrico Fermi.


IPPICA LA PROTESTA S’È FATTA IN QUATTRO Tangenziale bloccata a Napoli, cortei anche a Palermo, Bologna e Cesena Napoli, Palermo, Bologna, Cesena: ieri la protesta ippica si è fatta in quattro. Napoli ha surclassato le altre città per il livello della contestazione: almeno un centinaio di addetti ai lavori (compresi alcuni dipendenti dell’ippodromo) e otto cavalli hanno imboccato la Tangenziale percorrendola fino all’uscita per Fuorigrotta, imboccata per continuare a manifestare sotto la sede Rai in Via Marconi. A Palermo protesta con i cavalli nei dintorni della Favorita, a Bologna in località Cicogna di San Lazzaro, a Cesena dalle parti della A45. Questo ieri, oggi invece sicuramente torneranno in azione gli ippici milanesi: dalle 9 manifestazione autorizzata sulla Tangenziale (da Settimo Milanese a Melegnano) con i van a rallentare il traffico. Domenica, poi, nuova iniziativa a San Siro: per par condicio, stavolta la protesta avverrà in occasione dell’arrivo dei giocatori dell’Inter allo stadio, esattamente come domenica scorsa era accaduto con quelli del Milan. Sempre oggi due cortei in Sardegna sulla statale 131 fino a radunarsi ad Abbasanta per un dibattito. Insomma, un autentico tam tam in attesa dell’incontro di lunedì al Mef: sarà bene che ci siano subito buone nuove, per gli ippici che ormai da otto mesi contrario, ci sarà da temere il peggio.

IN MARCIA I lavoratori ippici napoletani in corteo lungo la Tangenziale, percorsa in marcia con alcuni cavalli da Agnano fino a Fuorigrotta, dove è stata raggiunta la sede Rai (Ansa)

non vengono pagati. In caso

CONVEGNO - Domani a Montegiorgio (ore 16.30, Hotel San Paolo) si terrà il convegno “Ippica del futuro, un’ippica nuova”.


RAISPORT 1 ED EUROSPORT (ORE 11) Ore 10 e 14: supercombinata D (diretta su RaiSport1 ed Eurosport) CAMPIONESSA USCENTE: Fenninger (Aut) FAVORITA: Maze (Slo) DA PODIO: Hosp (Aut), Zettel (Aut), Hoefl-Riesch (Ger) ITALIANE IN GARA: Daniela Merighetti, Elena Curtoni, Elena Fanchini, Sofia Goggia. Così ieri le donne nella 2ª prova di discesa: 1. Sterz (Aut) 1.53.01, 13. GOGGIA 1.54.53, 15. E. FANCHINI 1.54.63, 22. N. FANCHINI 1.55.29, 26. MERIGHETTI 1.55.40, 35. E. CURTONI 1.56.98. Così ieri gli uomini nella 1ª prova di discesa: 1. Reichelt (Aut) 2.02.98, 2. PARIS 2.03.09, 3. INNERHOFER 2.03.33, 8. HEEL 2.04.11, 21. KLOTZ 2.04.97, 22. M. MARSAGLIA 2.05.00, 36. FILL 2.06.55.


LA FERRARI SCOPRE LE CARTE Miglior tempo e segnale ai rivali. Montezemolo: «Niente euforia» I fan volevano un segnale, ma non solo loro. Lo voleva anche il presidente Luca di Montezemolo, che infatti adesso si aggrappa, com’è giusto, al freno a mano: «Dico sempre che è meglio avere il primo tempo anziché l'ultimo. Ma teniamo i piedi per terra, perché essere davanti non vuol dire niente ora. Il risultato di Massa a Jerez è una buona notizia. Però onestamente dico che sarebbe l'errore più grande pensare di essere in vantaggio quando c'è molto da lavorare» .

LO SCATTO Felipe Massa, 31 anni, sulla F138 con il caratteristico sensore ad ala. I tifosi della Ferrari aspettavano dalla nuova macchina un risultato che facesse ben sperare per il campionato, segnale arrivato ieri nella terza giornata di prove a Jerez de la Frontera (Getty)

COLLAUDI - Non significa niente, dicono tutti, eppure Felipe Massa ha piazzato ieri il miglior tempo e d’improvviso gli umori cambiano. E’ vero che sinora la Ferrari non aveva - e Il brasiliano a suo non lo ha fatto neppure ieri - cercato la prestazione. Ma agio con la F138 è anche vero che fino a quando non si stampa il giro «Andiamo nella direzione giusta» E veloce non si può essere certi di aver fatto un buon Alonso apprezza lavoro. Quantomeno adesso la Rossa potrà lavorare senza sentirsi addosso l’ovale del riflettore come un evaso una volta scavalcato il muro di cinta. Oggi è Pedro De la Rosa a chiudere la prima sessione di test e naturalmente nessuno si scandalizzerà se il collaudatore che deve solo farsi un’idea di come funzioni la macchina non straccerà tutti i record della pista. Aspettando Alonso, che scenderà in campo nella seconda sessione a Barcellona (19-22 febbraio), Massa si tiene in tasca la soddisfazione e tenta di sviare la curiosità altrove: «Continuo a dire che il vero tempone è quello ottenuto il primo giorno da Button. Gomme dure, pista sporca, macchina appena varata. Noi abbiamo senz’altro migliorato la monoposto in questi giorni. Ho trovato un buon giro, è vero, e stiamo andando nella direzione che speravamo. Però sono le corse a dare le vere risposte» . Resta il fatto che in Ferrari fino a ieri si rideva poco - probabilmente tutti erano troppo impegnati nel lavoro - e adesso c’è voglia di stare allegri. Con tutta la prudenza e le valutazioni del caso. Per esempio, ha perfettamente ragione Sebastian Vettel, tornato ieri nell’abitacolo, quando spiega che i tempi di questa sessione non dicono molto: «Jerez non è la pista che mette in fila le macchine. Il degrado delle gomme è alto, il tracciato è molto diverso da quelli sui quali si corre per il Mondiale. Mi sono divertito a riprendere in mano il volante e nulla più. Comunque questa Red Bull è più evoluta della versione precedente» . IMPREVISTI - Massa ha abbassato di quasi quattro decimi il miglior tempo realizzato mercoledì da Grosjean, quindi è andato in testacoda, ha chiuso con prove di durata, ha ricevuto le congratulazioni di Alonso via twitter e aveva già concluso proficuamente la sua giornata quando le prove sono state interrotte con lieve anticipo per un guasto alla McLaren di Button. Nico Rosberg ha finalmente strizzato all’osso la Mercedes girando quanto mai nessuno a Jerez: 148 tornate, 655 chilometri. Rossiter ha investito, senza conseguenze, un meccanico. r.m. © riproduzione riservata


PRIME “OPINIONI” AI MICROFONI DI SKY Villeneuve: Alonso, mossa giusta di Pietro Guadagno

MILANO - E' già scattato il conto alla rovescia per la prossima stagione di Formula 1. Quella che vedrà il ritorno di Sky, la quale si è accaparrata i diritti di tutti i Gran Premi, 10 dei quali saranno trasmessi in esclusiva tra alta definizione (anche il 3D nel caso ne venisse fuori la possibilità) e mosaico interattivo. Ma tra le novità c'è pure Jacques Villeneuve come voce tecnica che accompagnerà i commenti di Carlo Vanzini. L'ex-campione del mondo non avrà peli sulla lingua nei suoi giudizi, l'ha fatto capire anche i e r i . «Io sono sempre stato tifoso di Alonso, «Ha fatto bene a indipendentemente dalla Ferrari - ha spiegato - E devo saltare i primi test Lui è fortissimo dire che l'anno scorso è stato lui a tenere in piedi la meglio che riparta squadra. Per me è sempre stato un grande. Se poi con testa sgombra» dovesse commettere errori, non li nasconderemo. Anche se saranno certamente pochi. Ha rinunciato ai test per proseguire la preparazione? Se c'è poco da provare, ha fatto bene. Probabilmente ne aveva più bisogno Massa. E comunque, per lui, quello scorso è stato un campionato molto stressante: meglio che riparta con la testa sgombra» .

Jacques Villeneuve, 41 anni, campione del mondo di Formula 1 nel 1997. Sarà una delle voci tecniche di Sky per la Formula 1 (Ap)

FORTUNA - Il figlio di Gilles non si è sbilanciato sulle aspettative della Rossa. «E' difficile fare previsioni. In questi anni siamo stati abituati a vedere subito buone vetture e altre molto meno. Cosa è mancato nelle ultime stagioni? E' sempre molto difficile battere Adrian Newey, lui è un vero mago. La sua peculiarità è che, oltre ad avere idee straordinarie, riesce poi ad adattarsi allle esigenze del pilota. Per quanto riguarda l'ultimo campionato, a mio avviso Alonso non ha commesso alcun errore, ma è stato sfortunato in diversi frangenti. Mentre Vettel qualche sbaglio l'ha fatto, ma la sorte ha voluto che non pagasse in maniera eccessiva. Insomma, alla fine la fortuna conta e può fare la differenza» . VIDEOGAME - La nuova Formula 1, comunque, piace poco a Villeneuve: «Sembra un videogioco. Ci sono tanti sorpassi, è vero, ma alla realtà dei fatti servono a poco. Le vetture vanno forte, ma se cambiassero i piloti andrebbero forte comunque. Ovviamente a eccezione dei migliori. I veri top sono pochi, mentre gli altri spesso e volentieri pagano per guidare. Tanti anni fa di tasca propria, oggi invece si fanno finanziare dai padri...» . L'ultimo pensiero è stato ancora per la Ferrari: «Mi è sempre piaciuto il fatto che mettesse davanti il pilota, a differenza delle altre scuderie che puntano a far emergere innanzitutto il marchio» . © riproduzione riservata


SCI UNA GOGGIA DI SPERANZA Ai Mondiali oggi supercombinata donne: Maze strafavorita SCHLADMING - Dopo il giorno di riposo agonistico (solo prove di discesa, prima per gli uomini e poi per le donne, oggi si torna a gareggiare ai Mondiali di sci alpino a Schladming, in Austria. L’appuntamento odierno è con la supercombinata femminile, con Tina Maze che inevitabilmente sogna un secondo oro dopo quello vinto in superG. FAVORITA - In effetti tra Maze e questo obiettivo ci sono di mezzo pochi ostacoli che portano il nome della tedesca Maria Hoefl-Riesch, della statunitense Julia Mancuso e soprattutto delle austriache Anna Fenninger e Kathrin Zettel. Quest’ultime hanno il dente avvelenato, considerato che l'Austria è sull'orlo di una crisi di nervi Dopo l’inatteso nei Mondiali di casa: dopo due gare, ancora zero LANCIATISSIMA Sofia Goggia, quarto posto nel 20 anni, bergamasca, a medaglie. superG, la sorpresa si è piazzata quarta ventenne La slovena ha vinto alla grande in dicembre a St. Moritz martedì nel superG iridato a bergamasca cerca l’unica supercombinata stagionale di Coppa del Mondo: Schladming (AP) di migliorarsi viaggiando come un treno in tutte le discipline, sta letteralmente dominando le avversarie. Non dovrebbe trovare opposizione né in discesa né in slalom, le due discipline che danno vita alla supercombinata. Insomma, l’oro lo può perdere solo lei. LE AZZURRE - Per l'Italia non c'è da illudersi in una disciplina mai curata adeguatamente. In più soprattutto in slalom non ci sono azzurre in grado di competere con le migliori. Oggi la manche di discesa (ore 10) non dovrebbe essere particolarmente difficile e dunque non ci saranno distacchi troppo rilevanti. Tuttavia, come sta succedendo ormai da qualche stagione, la differenza la farà così dunque più che mai la manche di slalom speciale che è la disciplina in cui l'Italia è più debole. Il quartetto azzurro vedrà in pista quattro lombarde: Elena Fanchini, Elena Curtoni, Daniela Merighetti e la giovane Sofia Goggia. Le prime tre come slalomiste non sono granché. La Goggia invece, oltre ad essere una brava velocista (quarta a sorpresa nel superG di martedì), in slalom se la cava, come ha dimostrato in Coppa Europa, dove ha pure vinto. Con la leggerezza dei suoi 20 anni, la giovane bergamasca - che studia Scienze della Comunicazione - potrebbe così regalare all’Italia una sorpresa. «Il quarto posto in superG è stata una bella cosa, ma non vuole dire molto: niente medaglie. Adesso penso alle prossime gare, a partire da quella di oggi» , ha detto Sofia la saggia. La ragazza è stata inserita di peso nella squadra mondiale, prelevandola da quella di Coppa Europa, dal c.t. Raimund Plancker, che ha giustamente visto in lei un talento di rilievo a cui serviva un’esperienza qualificante come una competizione iridata. UOMINI-JET - Intanto gli uomini-jet azzurri, in cerca di riscatto dopo la delusione in superG, sono andati forte nella prima prova per la discesa di domani, con Paris secondo e “Inner” terzo. Ufficializzato il quartetto: con i due, al via anche Heel e Fill. r.s.


Marussia linea verde come Jordan e Minardi nel 2005 Marussia eroina per caso? Pare proprio di sÏ. In attesa di ottenere il primo punto del Mondiale, la piccola scuderia nata l'anno scorso dalla Virgin si segnala per due singolari record. In primo luogo, con il britannico Max Chilton, 21 anni, e il brasiliano Luiz Razia, 23, si presenta con la coppia piÚ giovane del Mondiale. Inoltre, tutti e due sono all' esordio in Formula 1. Si tratta di un evento decisamente raro: l' ultima volta che una scuderia ha schierato due debuttanti risale al 2005, quando la Jordan affrontò la stagione con il portoghese Thiago Monteiro e l'indiano Narain Karthikeyan e la Minardi scese in pista con l' olandese Christian Albers e l' austriaco Patrick Frisacher. Ora anche la Marussia ha scelto di abbracciare la linea verde. (g.fo.)


Con la Tv dentro gli slalom

SCHLADMING - Ai Mondiali una novità tecnica che avvicina lo sci alla F.1: una microcamera di 46 grammi, inserita nell’elastico degli occhiali fissati al casco, mostrerà la gara dal punto di vista del campione in pista. Il nuovo sistema sarà attivato nelle gare tecniche, slalom in particolare


Compatto integralista sempre SUV DA 32.750€

di Bruno de Prato

Ritorniamo a parlare di Ford Kuga perchè abbiamo avuto modo di ampliare ed approfondire la nostra esperienza con questo straordinario SUV compatto grazie alla possibilità che Ford ci ha dato di provarne la versione di più elevato livello esecutivo: Kuga 2.0 TDCI Titanium, completa di trasmissione integrale e di cambio Powershift, 6 marce automatico-sequenziale. In questa edizione di prestigio, Ford Kuga sale a livelli notevoli nel comfort, nelle prestazioni e nella sicurezza. Comune denominatore di questa somma di La nuova generazione della Ford Kuga si inserisce nel pregi è la struttura della scocca che, realizzata per il 30% impiegando acciai ad filone dei SUV compatti, cioè di altissima resistenza, vanta caratteristiche di protettività, dimensioni ridotte rispetto al in caso di incidente, che hanno superato tutti i riferimenti passato ma con identiche Grande stabilità dei test Euro NCAP conquistando abbondantemente quando non migliori doti di grazie alla trazione l’attestato della sicurezza a 5 stelle. Ma la nuova scocca versatilità 4x4 e al telaio più rigido. La nuova vanta anche una rigidità torsionale di ben il 20% generazione vale superiore alla precedente e questo significa che il nuovo autotelaio vanta qualità di guida ancora più elevate in termini di neutralità e precisione di risposta allo sterzo, per una piacere ed una sicurezza di guida che ci hanno conquistato, su tutti i tracciati.

STABILE - L’autotelaio di Ford Kuga offre prestazioni convincenti per le sue doti di stabilità e tenuta alle accelerazioni laterali in curva. Un preciso assetto di sospensioni media perfettamente fra le esigenze del comfort e quelle della guida sportiva. Kuga curva veloce, agile, senza esitazioni, con minimo coricamento nonostante l’assetto rialzato da vero SUV in grado di aggredire, con uguale sicurezza e competenza, anche percorsi fuoristrada di media difficoltà.

INTEGRALE - Il sistema di trazione integrale intelligente Ford, versatile e altamente performante, assicura a Kuga non solo una brillante capacità di muoversi in fuoristrada, ma si integra con la qualità dell’autotelaio esaltandone le doti di agilità e precisione. La superiore rigidità della struttura della scocca, infine, smorza sul nascere le risonanze e le vibrazioni, contribuendo in modo fondamentale al comfort acustico, che è degno di una berlina di classe superiore. Ad esso contribuiscono anche la perfetta insonorizzazione nei confronti delle rumorosità generate dal rotolamento e l’eccellente aerodinamica della carrozzeria e delle sue appendici, in primo luogo gli specchi retrovisori, frutto di una ricerca specifica al fine di limitare le turbolenze che essi generano.

MOTORI - Ford non teme confronti nel comparto motoristico e il turbodiesel 2.0 TDCI nella versione da 163 cv e 340Nm è una forza della natura completata dalla trazione integrale e dal cambio Powershift per generare prestazioni da applausi. Le doti di accelerazione e, soprattutto, elasticità e ripresa consentono una guida brillante, grintosa e divertente. Su un misto di montagna Ford Kuga 2.0 TDCI ci ha affascinato per il livello e la perfetta omogeneità della qualità prestazionale, forte e sicura. Davvero un grande “SUV compatto”. © riproduzione riservata CILINDRATA Turbodiesel 2.0 litri POTENZA 163 cavalli CAMBIO A doppia frizione, automatico-sequenziale 6 marce, trazione integrale VELOCITÁ MASSIMA 198 km/h ACCELERAZIONE 0-100 KM/H in 10”4 CONSUMO MEDIO 6,2 litri/100km


EMISSIONI CO2 Da 156 g/km DIMENSIONI Lunghezza m 4,524 Larghezza m 1,838 Altezza m 1,702 PREZZO Da € 32.750 COMMERCIALIZZAZIONE Febbraio 2013


ACI, 10 idee-salvezza per il popolo dell’auto ROMA - Dieci proposte per il governo che verrà per far respirare le tasche del popolo degli automobilisti - ben 34 milioni! - un peso elettorale mai considerato. A rilanciarlo, il manifesto dell’ACI con dieci proposte inviate a tutti i candidati premier. Se realizzate dal prossimo Governo permetterebbero un taglio di 26,8 miliardi di euro alle spese per l'auto, con un impatto nullo sul bilancio dello Stato. E’ la ricetta Aci annunciata dal presidente Angelo Sticchi Damiani che ridurrebbe i costi annuali per i 25 milioni di famiglie che posseggono in media 1,5 automobili, da 3.500 a 2.800 euro, con un taglio di 700 euro pari al 20% dei costi totali. Tra le proposte più importanti: a) abbassare costo carburanti (1.640 euro di spese all’anno ad automobilista) rivedendo l’accise e l’IVA; b) assicurazioni (740 euro all'anno); c) destinazione del 50% dei proventi delle multe alla sicurezza stradale; d) abolizione del superbollo; e) sostituzione del Codice della Strada con un Codice dei Conducenti con 50 articoli chiari sui comportamenti; f) patente a livellì per le auto più potenti, con l'obbligo per i neopatentati di un corso di guida sicura e di un esame pratico; g) aumento del trasporto pubblico per poter rinunciare all'uso dell'auto in città; h) istituzione di una Cabina di regia della Mobilità per il territorio.


Aventador Roadster la Lambo dei sogni A 363.000 EURO di Pasquale Di Santillo

Il sogno giusto, nel posto giusto. Va bene, è vero, la Lamborghini Aventador Roadster, non è esattamente una macchinetta che strizza l’occhio ai neopatentati con il suo mostruoso V12 da 700 cv che la fa volare fino a 350 chilometri orari. E non è nemmeno il bolide ideale da proporre per una oculata spending rewiew, visto che costa 300.000mila euro più Iva, (cioè 363mila...). Ma di fronte allo spettacolo di tecnologia, design e competenza motoristica esibita a Miami, capisci perché ne hanno già vendute 450 esemplari, cioè tutta la produzione del 2013, con lista d’attesa fino a metà 2014, e t’arrendi alla realtà.

SFIDA - Eccolo l’ultimo gioiello di San’Agata Bolognese che fa spalancare gli occhi ai turisti che affollano South Beach, la capitale del lifestyle, il luogo ideale per celebrare la macchina del cinquantenario della Casa del Toro. Stupore comprensibile, rafforzato dalla sfilata delle dodici Aventador Roadster su Ocean Drive e dalla sfida, vinta all’aeroporto di Miami contro un Boeing 737 dell’American Airlines: la Lambo è più veloce dell’aereo in decollo, con i suoi 338 km/h. Uno spettacolo assoluto con autostrada e scalo americano (il più frequentato al mondo) bloccati e tanta folla ad assistere alla sfida. Il presidente di Lamborghini, Stephan Winkelmann è entusiasta: « Siamo venuti a Miami perché per noi il mercato americano è fondamentale e ci hanno accolto bene».

OVALE - Ma l’emozione vera si prova quando ti portano al circuito di Homstead Speedway, a un’ora da Miami, un ovale rivisto e corretto per la prova di velocità. Stesso motore e prestazioni del coupé, l’Aventador Roadster si distingue per dettagli (si fa per dire) di assoluta eccellenza tecnologica totale. Intanto il tetto, te lo aspetti elettronico e invece ecco due pezzi di carbonio, dal peso complessivo di meno di 6 kg, che si tolgono a mano, in un minuto per essere sistemati nel bagagliaio anteriore, ridotto a zero. Estrema in tutto, per scelta. Poi quando canta il motore, tutto diventa accessorio: « Le novità - spiega Maurizio Reggiani capo della Ricerca e Sviluppo di Lamborghini - sono la possibilità sotto i 135 km/h che il propulsore possa girare a mezzo servizio, con una bancata sola, con sei cilindri e uno Start&Stop da 180 millesecondi per il riavvio automatico».

DECOLLO - Sul banking, la curva sopraelevata dell’ovale, si comprende meglio il talento dei piloti americani. Sembra di salire in ascensore di traverso ma a velocità altissima. La Lambo col suo cambio aggressivo (ISR a 7 marce), volutamente senza doppia frizione, è violento (50 millesecondi tra una cambiata e l’altra) e solo la tecnologia - trazione integrale, pneumatici Pirelli, sospensioni push road, centralina elettronica e ripartitore di coppia - ci salva dal...decollo. E alla fine non resta che inchinarsi ai mille esagoni ispirati agli Stealth disegnati da Filippo Perini e dal suo team, e decretare il trionfo di questo gioiello in fibra di carbonio e materiali compositi. Sarà pure targata Volkswagen, ma il cuore e l’anima restano italiani. © riproduzione riservata CILINDRATA V12 cilindri da 6.498 cc POTENZA 700 cavalli CAMBIO 7 marce ISR VELOCITA’ MASSIMA 350 km/h Accelerazione 0-100 Km/H in 3” CONSUMO MEDIO 16l/100km EMISSIONI CO2


370 g/km DIMENSIONI Lunghezza 4.780 m, larghezza 2.030 m, altezza 1136 m PREZZO 363.000€ COMMERCIALIZZAZIONE 2013


Giulietta Business l’Alfa Romeo di chi lavora in macchina DA 24.250€ CILINDRATA 1.598 cc POTENZA 77 kW/105 cv a 4.000 giri/min, coppia 320 Nm a 1.750 giri/min CAMBIO Manuale a 6 marce VELOCITÀ MASSIMA 185 km/h ACCELERAZIONE 0-100 KM/H in 11,3” CONSUMO MISTO 4,4 l/100 km EMISSIONI CO2 114 g/km DIMENSIONI Lunghezza 4,35 m Larghezza 1,80 m Altezza 1,47 m PREZZO 24.250 euro COMMERCIALIZZAZIONE Febbraio 2013 di Paolo Altieri TORINO - Dopo la Veloce, Giulietta continua la sua offensiva proponendo la versione Business, variante della berlina Alfa Romeo dedicata ai clienti corporate. Una scelta giustificata, visto che nel 2012 Giulietta ha conquistato la leadership delle vetture preferite dalle flotte aziendali in Italia. Pensata dunque per coloro che trascorrono molto tempo a bordo della propria vettura, trasformata in vero e proprio ufficio viaggiante, Giulietta Business offre di serie comfort di alto livello, come Blue&Me con vivavoce Bluetooth, presa USB e AUXin, navigatore satellitare TomTom 2 Live, regolazione lombare elettrica dei sedili anteriori, cruise control e bracciolo anteriore con vano porta oggetti. Nella dotazione standard rientrano anche l’avanzato sistema audio, il volante in pelle con comandi radio e telefono e i cerchi in lega eleganti da 16’’ con pneumatici 205/55. L’allestimento Business, proposto a 24.250 euro, è disponibile solo in abbinamento al turbodiesel 1.6 JTDM 105 cv, il più richiesto dalla categoria corporate. Un propulsore che coniuga performance di rilievo (0-100 km/h in 11,3”, velocità massima di 185 km/h) a bassi consumi (oltre 27 km con un litro nell’extraurbano) e ridotte emissioni, pari a 114 g/km di CO2. © riproduzione riservata


Golf 4Motion la tecnologia della sicurezza DA 24.852€ CILINDRATA Turbodiesel, da 1.6 a 2.0 litri POTENZA Da 105 a 150 cavalli CAMBIO 6 marce manuale, trazione integrale 4Motion VELOCITÁ MASSIMA Da 187 a 211 kmh ACCELERAZIONE 0-100 KM/H Da 11”5 a 8”6 CONSUMO MEDIO Da 4,5 a 4,7 litri/100km EMISSIONI CO2 159 g/km DIMENSIONI Lunghezza m 4,255 Larghezza m 1,790 Altezza m 1,454 PREZZO A partire da € 24.852 COMMERCIALIZZAZIONE Marzo 2013 KITZBÜHEL - Sua Altezza VW Golf VII aggiorna la versione a trazione integrale 4Motion. Il sistema di trazione integrale della nuova Golf 4Motion utilizza una tecnologia raffinata che abbina compattezza e leggerezza ad una eccellente performanza anche su fondi molto problematici. Una frizione a dischi multipli e a controllo digitale Haldex di quinta generazione funge da differenziale centrale autobloccante: leggera, compatta, con tempi di reazione ultrarapidi. Due i propulsori proposti, ambedue turbodiesel: lo 1.6 TDI da 105 cv e il 2.0TDI da 150 cv. Con l’assistenza di radiali Dunlop invernali, la nostra VW Golf 4Motion 2.0TDI ha affrontato con grande baldanza e sicurezza il percorso, parzialmente innevato, da Monaco di Baviera a Kitzbühel. Golf 4Motion è la superba, elegante, raffinata Golf VII, che in più ha la capacità di muoversi con agilità e sicurezza anche su fondi a bassissima aderenza. La motricità e la gestione della coppia di 4Motion consentono una marcia precisa e sicura, anche sfruttando appieno la potenza del nuovo 2.0TDI, un motore splendido. Golf 4Motion ha un assetto rigorosamente stradale e non pretende di fare anche il SUV, ma va benissimo così. b.d.p. © riproduzione riservata


In Scozia con Canale E Furno fa il neonato ROMA - Un solo cambio nell’Italia che domani sfiderà la Scozia a Murrayfield (ore 15.30 it., diretta SkySport 2): Canale rimpiazza l’infortunato Sgarbi. Dopo la vittoria sulla Francia, quadruplicate le richieste di biglietti per Galles (23 febbraio) e Irlanda (16 marzo). Penitenza per Furno: ieri girava per l’Acquacetosa indossando una tuta da neonato rosa con tanto di paperella. ITALIA: Masi; Venditti, Benvenuti, Canale, McLean; Orquera, Botes; Parisse, Favaro, Zanni; Minto, Geldenhuys; Castrogiovanni, Ghiraldini, Lo Cicero. A disp. Giazzon, Alb. De Marchi, Cittadini, A. Pavanello, Derbyshire, Gori, Burton, Garcia. All. Brunel. BABY - Stasera a Galashiels, Scozia-Italia per il Sei Nazioni U.20 C’E’ TREVISO - Weekend di Celtic malgrado il Sei Nazioni. Stasera (ore 20.30) il Treviso gioca a Newport (Gal). Domenica Zebre-Glasgow (Sco) in diretta su Sportitalia 2 (ore 15.05).


Cento partite senza dormire «Ancora non prendo sonno prima di giocare. E neanche dopo La paura è la mia compagna, Lomu il migliore di tutti i tempi» di Marco Evangelisti

Non dimenticherò mai le mete agli All Blacks, il match più bello è quello che non ho disputato Hayman l’avversario più difficile Contro l’Australia la sfida più dura Un tizio di 140 kg mi chiama papà Lo Cicero, delle sue 99 partite in Nazionale... «Cento, se Dio vuole. Erano 99 la settimana scorsa». D’accordo, cento. Qual è la prima che le viene in mente? «Quella che non ho giocato. Nel 1999 in Coppa del Mondo. L’aspettavo col cuore in gola. Non è mai arrivata. Invece è arrivato un nuovo allenatore, Brad Johnstone. Al terzo match mi ha fatto esordire, chiedendomi semplicemente se ero pronto». E tra quelle che ha giocato? «Ce le ho tutte scolpite in testa. Anche quelle che ho perso. Certo, battere la Francia ti cambia la vita». Le è capitato di non dormire la notte prima di un match? «Non dormo mai prima di giocare». E dopo? «Neanche. Ma per altri motivi». La partita dalla quale è uscito più malconcio. «L’ultima con l’Australia, a novembre. Ho beccato due placcaggi in ritardo e ancora mi fanno male. In realtà non è che esca mai sano e salvo dal campo». Quella in cui ha giocato meglio. «Quando sei in prima linea è tutto talmente intenso che distinguere tra il giocare bene e il giocare male diventa impossibile». La meta che non dimenticherà. «Le due segnate agli All Blacks. Le più significative della mia vita. Fino a oggi». Ma quante partite vuole giocare ancora? «Non lo so. Mi vivo questa centesima, intanto. Arrivo alla fine del torneo e decido». Ha mai avuto paura? «Sempre. La paura è la mia compagna di viaggio». Davanti a chi ha tremato? «Tremato no, però mi ha impressionato affrontare Carl Hayman degli All Blacks. L’ho incontrato diverse volte e ogni volta l’ho trovato più temibile dal punto di vista fisico». Il miglior giocatore di sempre. «Jonah Lomu. Ha cambiato il rugby». La partita in cui si è divertito di più. «Mi diverto sempre. Per questo sono durato tanto». Il terzo tempo in cui si è divertito di più. «Quello della prima vittoria contro la Francia, due anni fa. Invece domenica scorsa siamo stati tutti bravi e buoni e siamo tornati presto in albergo. Rimedieremo». E come vittoria in sé? Meglio la prima o la seconda? «La seconda. Perché è stata la conferma di quello che sappiamo fare e la


«La seconda. Perché è stata la conferma di quello che sappiamo fare e la Andrea Lo Cicero, 36 anni (foto squadra ha funzionato alla perfezione». Sportit/FIR). Sotto, la fidanzata Adesso diventa tutto più facile? «No, più difficile. Sono cresciute le nostre aspettative e anche quelle degli altri. Roberta Di Fiore: si sono a una sfilata di moda Dovremo essere ancora più presenti in campo. Non abbiamo più il diritto di conosciuti alla quale partecipava anche il mollare le partite a metà». pilone azzurro Una cosa strana che le è capitata in campo. «Dimenticarmi lo schema in touche. Nebbia totale. Panico. I secondi che passano a raffica. Arriva il lancio e vai a intuito a sollevare qualcuno». La squadra più forte che lei abbia mai incontrato. «Ancora e sempre gli All Blacks. Nessuno è preparato quanto loro». E questa invece è l’Italia più forte in cui Lo Cicero abbia giocato? «Lo dico alla fine del Sei Nazioni». La Nazionale che ha sentito più sua. «Stessa risposta». Il posto più strano che ha visitato. «Il Giappone. Vanno tutti di fretta, passi di colpo dai grattacieli alle casette minuscole, vedi un palazzo di medie dimensioni e scopri che è tutto un sexy shop. Gente che gira per strada travestita, grandi magazzini che vendono solo elettronica». E il posto più bello? «Le isole Fiji. Natura selvaggia, persone che vivono nelle palafitte e hanno voglia di ridere e sono felici. L’atmosfera satura di rugby». L’arbitro pi�� odioso. «Non esistono arbitri odiosi. Esistono arbitri meno attenti di altri. Come quel francese che quando non arrivava in tempo sul posto fischiava. Inutile chiedere il nome, non lo dico». L’avversario più simpatico. «Andrew Mehrtens. Un pazzo scatenato. Ho avuto anche la fortuna di giocare con lui nello stesso club». Il compagno di squadra più simpatico. «Tra gli stranieri, Jone Qovu. Figiano, numero 8, un ragazzo che vive a Parigi, fa 140 chili, due metri e rotti e mi chiama papà». Papà? «Non parlava francese. L’ho aiutato a risolvere qualche questioncella, tra cui una visita dall’oculista. Alla fine il medico gli ha prescritto gli occhiali e gli ha chiesto 90 euro. Lui si è girato verso di me e mi ha detto: papà, paga». E lei? «Ho pagato. Mai rivisti i soldi». Lo Cicero ha avuto un papà tra i suoi tecnici? «Chiamerei papà solo mio padre. Ma provo affetto per i tecnici che rispettano i giocatori. Berbizier, che mi ha anche portato a giocare in Francia. Kirwan, che mi ha convocato in Nazionale anche quando non avevo un club». Che cosa sarebbe stato Lo Cicero senza il rugby? «Forse un buon medico». © riproduzione riservata ROMA - Le tiene tutte lì impilate. Novantanove maglie azzurre una sull’altra. Domani diventano cento. Andrea Lo Cicero scenderà in campo contro la Scozia per primo, come un capo vichingo che scende dalla nave. Lo applaudiranno gli italiani, che vanno a Edimburgo in spedizione, e gli scozzesi. Lo conoscono in tutto il mondo, anche se lui non è ancora soddisfatto di ciò che il rugby gli ha dato. Ci penserò un altro giorno, dice, e magari mi arrabbierò ancora di più. La sua storia con la Nazionale è cominciata nel 2000 dopo una mal digerita sequenza di convocazioni fini a se stesse. Non è ancora finita. Finirà alla chiusura del Sei Nazioni. Può darsi, perché in verità Lo Cicero si sente a suo agio nel rugby di oggi dopo averne assaggiati tanti, di tutti i tipi, di molte epoche e di un sacco di mondo. Sta giocando in Francia, ora come ora: al Racing Parigi. Gli dispiacerebbe smettere adesso, anche se di qui al termine del torneo presumibilmente avrà superato le 101 presenze di Troncon e sarà diventato il rugbista più azzurro di sempre. Qui accanto c’è la sua lista di momenti da ricordare perché fantastici e da ricordare perché sarebbe meglio dimenticarli. Stilata da lui. Più avanti deciderà che cosa fare della sua pila di maglie. Forse un museo, forse coperte per gli asini che alleva. Ma quest’ultima idea è solo uno scherzo. Dai, che lo è. © riproduzione riservata


Diecimila volte «Forza Napoli» Domani sera all’Olimpico ci sarà tanto San Paolo... di Fulvio Padulano

NAPOLI - Veni, vidi e vinci... Uno slogan appropriato per l'onda azzurra che sta per abbattersi sull'Olimpico. Una frase che ogni tifoso di fede partenopea vorrebbe pronunciare a cose fatte. Domani sera, un po' dopo le 22,30, quando cioè la "boccia " si sarà fermata. Il "veni" , soprattutto, è garantito e potrebbe assumere anche proporzioni bibliche. Ci sono i fatti a supporto. Fino a ieri (sul tardi) venduta la gran parte dei biglietti a disposizione per gli ospiti. Quei 5700 e passa dei distinti (sud-ovest, quando gioca la Lazio) che, verosimilmente, sino alle 19 di stasera (orario limite) andranno ad esaurirsi.

TENDENZA - E vuoi che la cosa si fermi lì? Ma no. Esperienza di sicuro docet, e quindi racconta che il trend di quelli che seguono il Già venduti i seimila Napoli in trasferta è in crescita esponenziale. D'altronde fanno fede gli ultimi assalti al Franchi e al Tardini, dove biglietti del settore per i match con Fiorentina e Parma si riversarono sugli ospite, ma altre migliaia di tifosi spalti circa 13mila supporters azzurri. Impressionante arriveranno a soprattutto il colpo d'occhio dello stadio emiliano, poiché Roma. Ancora una il colore del tifo ospite si bilanciava con quello locale: di volta un’onda napoletani forse ce n'erano la bellezza di ottomila. Tanto azzurra col Napoli che, ai gol di Hamsik e Cavani i decibel scatenati dal tifo azzurro arrivarono a livelli impensabili. Boati su boati: sorpresi per primi i tifosi ducali, attoniti ma non tantissimo, poiché abituati a quell'invasione rumorosa ma festante, già verificatasi in altre occasioni.

PREVISIONE - L'ennesima dimostrazione di un attaccamento alla squadra del cuore che non conosce ormai confini. Con la pioggia battente, il gelo (forse domani si arriverà sotto lo zero), le incognite di una trasferta da organizzare a volte in tutta fretta, e con i relativi costi. Londra, Manchester, Vila Real, ma anche in capo al mondo: niente sembra poter fermare il tifoso azzurro, tanto meno i chilometri. Spariamola così allora, con la convinzione di non discostarci di molto dal dato reale. Diecimila. Forse anche di più. Domani notte anche per il Napoli ci sarà un dodicesimo uomo. L'aquila dovrà volteggiare su ampie "praterie" dove il bianco e il celeste diventeranno molto più carichi, sino all'intenso azzurro.

Anche a Roma, per il Napoli, sarà come giocare al San Paolo. E’ pronta una maxi invasione per domani sera: è una sfida che vale, forse, una stagione: vietato mancare Treno, automobili, pullman: con ogni mezzo, destinazione Olimpico. Migliaia di Napoli domani mattina si metteranno in marcia per l’Olimpico. Sarà ancora una notte da brividi

MISURE - Va da sé che, oltre a quella porzione di distinti, i partenopei saranno un po' ovunque, ma potrebbero andare ad affollare in particolare la tribuna Tevere e la curva Sud, dove probabilmente una porzione sarà riservata al tifo ospite. Ma, a spruzzate, anche altri punti dell'Olimpico, visto che i non residenti in Campania potranno munirsi di ticket senza la Tessera del Tifoso, e fino al fischio d'inizio del match. Tanti sono stanziali nella capitale, ma tantissimi confluiranno dalle regioni limitrofe (da soli, in carovana o con i club) e pure da qualche città del nord, dove la voglia è sempre matta e sembra non conoscere distanze. Di certo, le misure antiattrito saranno ben studiate e congegnate (con massiccia presenza di steward), di certo poco sarà lasciato all'improvvisazione, tenuto conto che se per Firenze e Parma le trasferte potevano presentare un rischio assai contenuto, fra le due tifoserie in questione non sono proprio tutte rose e fiori. Da quando, negli anni 80, esisteva un gemellaggio tra napoletani e romanisti. Ma il buonsenso è d’obbligo!

STIMOLI - Beh, non sarà certo lo stimolo sublime di nove mesi fa, quello cioè che fece da catapulta a 30mila tifosi per la finale di Coppa Italia in un Olimpico da "mille e una notte" , ma il colpo d'occhio delle sfide che


contano è assicurato. Soprattutto in questo momento storico del Napoli: squadra in lotta per lo scudetto (anche se non apertamente), in salute e sempre più consapevole della propria forza. Squadra che per di più riesce a esprimersi fuori, a volte, come e meglio che in casa. Corroborata dal sostegno di un pubblico crescente, di un'onda divenuta ormai regolare. © riproduzione riservata


Per il Napoli in 40 giorni dieci partite

Il tour de force non si ferma. Nel migliore dei casi dieci match per il Napoli (sempre che si passi col Viktoria Plzen), uno ogni 3,6 giorni di media: da domani sera fino al 17 marzo, il che fa 36 giorni da Lazio-Napoli a Napoli-Atalanta. Se piace la bicicletta...


Dai tempi di Maradona che invasioni

Negli anni di Maradoniana memoria, smisurate processioni impegnavano l'autostrada A1 dirigendosi verso la capitale, per assistere ai match contro Lazio e Roma. Tra quelli che muovevano dalla Campania ed il resto d'Italia, si raggiungevano sempre cifre eccezionali, fra i 15 e 20mila


Con il Chelsea incassati piĂš di tre milioni

Il record per il botteghino del Napoli è rappresentato dai 3.153.376 euro di NapoliChelsea del 21 febbraio 2012 (ottavi di Champions), con 52.500 spettatori. Uno dei minimi storici è invece stato toccato nella stagione in corso: 9.500 presenze e pochi spiccioli per l'insignificante sfida con il Psv


IN CASA O FUORI, C’E’ POCA DIFFERENZA...

NAPOLI (ful.pad.) - C'è la corsa al biglietto per vedere il Napoli anche fuori dalle mura amiche. E' una cosa con una logica ben definita, visto che gli azzurri nelle ultime giornate hanno rafforzato la posizione in classifica, ponendosi non solo numericamente (ma anche negli atteggiamenti) in aperta concorrenza con la capolista per la vittoria finale. In principio (anche in casa) il pubblico aveva risposto in maniera altalenante, ove si pensi che Napoli-Fiorentina, ad apertura di campionato, aveva fatto registrare circa 30mila presenze, un po' più di NapoliParma. Una bella differenza con certe annate (anche di serie C) dove si arrivava a molto di più. Poco incoraggiante la risposta di pubblico per Coppa Italia ed Europa che, però, entrando nella fase calda, si dovrebbe risvegliare. Ma poi Napoli-Milan ne fece 53mila, e la media spettatori, rispetto all'inizio, ha avuto il suo decollo con gli oltre 40mila di Napoli-Roma ed i 47mila dell'ultima col Catania. Soprattutto dopo la restituzione dei due punti, e di Cannavaro e Grava.


DONATI TORNA AL SUO POSTO Malesani lo vuole in regia e conta su di lui PALERMO (Lps) - Da giocatore fuori ruolo e con le valigie in mano a pilastro portante della squadra. Il nuovo Palermo targato Malesani parte con Donati in cabina di regia. L'ha anticipato il neo tecnico nella conferenza stampa della sua presentazione e anche ieri, dalle indicazioni che sono trapelate dalla seduta d'allenamento, rigorosamente a porte chiuse, è arrivata la conferma: il neotecnico si affiderà all'esperienza del suo "pensatore". Donati infatti è stato provato sulla linea mediana e, se si considerano soprattutto le parole del mister che l'ha considerato Reinventato insieme a Miccoli uno dei punti fermi della squadra, tutto difensore da lascia presagire che il giocatore, finora utilizzato in Gasperini si era dapprima ben difesa, è destinato a tornare protagonista ma stavolta nel destreggiato per poi suo ruolo naturale. andare in difficoltà

RENDIMENTO ALTERNO - Un ruolo ballerino quello interpretato in questa stagione da Donati che, non trovando la giusta stabilità in quella posizione del campo perfettamente congeniale alle sue caratteristiche di gioco, ha alternato buone prestazioni ad altre opache. Con Gasperini infatti è stato sempre impiegato nel reparto arretrato e Donati si è messo al servizio del mister con grande spirito di sacrificio ma, dopo un avvio decisamente confortante in cui quella del tecnico si è rivelata un'intuizione geniale, ha cominciato a soffrire troppo gli attaccanti avversari e ad accusare la fatica che ne ha evidentemente condizionare il suo rendimento. Complice è stato ovviamente anche l'affaticamento muscolare ai flessori della gamba che il giocatore ha rimediato il 31 dicembre scorso e che l'ha costretto a saltare la prima gara del 2013 contro il Parma.

Massimo Donati, 32 anni il prossimo 26 marzo A Palermo è arrivato a titolo definitivo dal Bari nel gennaio 2012 firmando un contratto fino al 2014 Cresciuto nelle giovanili dell’Atalanta ha vestito anche le maglie di Milan, Parma, Torino Sampdoria e Messina Per due stagioni ha giocato in Scozia con il Celtic (Lapresse)

VOLONTA’ DI RESTARE - E anche il suo nome, in questo mercato di riparazione, è circolato nel tourbillon delle voci di mercato che parlavano di un suo possibile trasferimento nel Pescara. Sembrava quasi fatta con la società biancazzurra e invece alla fine è prevalsa la volontà del mediano, che ha preferito continuare a sposare la causa Palermo, rifiutando pare anche un'offerta dell'Atalanta. E Nel mercato di gennaio era dato in così da potenziale partente il regista da domenica avrà l'arduo compito di prendere in partenza (chiesto da mano le redini della squadra, diventando da qui alla fine del campionato uno degli Pescara e Atalanta) interpreti chiave della difficilissima sfida che si chiama salvezza. Mai come in questo ora è al centro del delicatissimo momento che sta vivendo il Palermo, infatti, sono fondamentali l'esperienza, nuovo progetto la qualità tecnica e l'apporto psicologico dei veterani per uscire dal tunnel e il centrocampista sarà chiamato a dare il suo prezioso contributo per fare la differenza. L’OCCASIONE - Con Gasperini non ha avuto modo di esprimersi al meglio, adesso con Malesani è arrivata l'occasione per dimostrare che, se può muoversi a suo agio, può rivelarsi davvero decisivo. In questa stagione è sceso in campo da centrocampista solo due volte, con Sannino alla guida della panchina rosanero. E' successo in occasione delle due gare casalinghe contro il Napoli e il Cagliari. E quindi se dovesse scendere in campo dal fischio d'inizio contro il Pescara per Donati sarebbe la terza volta con la maglia da titolare nel suo ruolo naturale. Tra gli obiettivi del centrocampista c'è ovviamente anche quello di incrementare il suo bottino di reti personali, che è fermo solo ad una. E' riuscito infatti a trovare il gol in occasione della partita d'andata del 19 febbraio del 2012 contro la Lazio, conclusasi con il dilagante risultato di 5-1 per il Palermo. In quella gara il giocatore ha realizzato l'unico gol "pulito" in maglia rosanero dopo quello che ha dovuto dividere a metà con Budan, in occasione della trasferta a Bologna.


Donati 2 gol con il Palermo (uno a metĂ  con Budan)

Sono due i gol realizzati sinora da Donati con la maglia del Paler- mo in 38 presen- ze ufficiali di cui 36 in campionato Il centrocampista friulano, ancora a secco in ques- ta stagione, ha lasciato la sua firma il 19 feb- braio 2012 in occasione del successo casalingo per 5-1 ottenuto contro la Lazio e l'1 apri- le nel blitz (3-1) a Bologna. Gol, in questo caso, da "condividere" con Budan.


Sono saliti a 7 gli argentini in rosanero

Sono sette gli argentini che militano nel Palermo. Le cessioni di Cetto e Bertolo non hanno impoverito la "galleria" giĂ  composta da Garcia, Munoz e Dybala e integrata con gli arrivi di Faurlin, Formica, Boselli e Sperduti. Solo l'esterno offensivo ex Newell's Old Boys, in attesa del transfert, non ha ancora esordito con la maglia rosanero.


PRENDE CORPO IL PRIMO PALERMO DEL NUOVO TECNICO Malesani, prove di 3-5-2 PALERMO (Lps) - Iniziano a prendere forma i tratti del Palermo "targato" Malesani. Il neo-tecnico rosanero, complice il momento particolarmente delicato, è consapevole che stravolgere la fisionomia della squadra potrebbe sortire effetti negativi sugli equilibri sottili di un gruppo alla ricerca di stabilità e di certezze. Motivo per il quale il tecnico veronese, sulla scia del lavoro condotto dal predecessore Gasperini, anche durante la seduta mattutina di ieri ha insistito sullo stesso canovaccio proposto dal giorno del suo insediamento impostando il proprio "piano d'azione" sulla difesa a tre. STRATEGIE - Un punto di partenza sul quale fare leva per mettere i giocatori a sua disposizione nelle condizioni ideali per esprimersi al meglio. In attesa di vedere all'opera tutti gli effettivi, Malesani ha Nazionali rientrati e consolidato le basi in vista della gara interna di domenica contro il Pescara. Indicazioni parziali che verranno integrate in occasione dell'allenamento odierno (in programma oggi sotto osservazione prima ancora di mattina secondo le abitudini del neo-tecnico rosanero) al quale prenderanno di decidere la parte anche i cinque rosanero reduci dagli impegni con le rispettive nazionali (dopo gli formazione svizzeri Morganella e Von Bergen, che durante la seduta mattutina di ieri hanno svolto lavoro defatigante, nel pomeriggio sono tornati in sede anche gli sloveni Ilicic e Kurtic e l'uruguaiano Rios che hanno lavorato con l'ausilio dello staff tecnico). La razione di lavoro di oggi sarà probabilmente quella "decisiva" in funzione della formazione che affronterà gli abruzzesi anche se il percorso è già stato tracciato. In base agli spunti emersi dal campo, Malesani sembra intenzionato infatti a proporre il 3-5-2 irrobustendo la linea di centrocampo sia per andare incontro alle caratteristiche dei suoi giocatori sia per adottare delle strategie compatibili con il profilo tattico del Pescara schierato di solito con il 4-3-1-2. TOTO-FORMAZIONE - Sorvolando sulla difesa, nella quale Garcia ha agito ieri provvisoriamente da centrale in attesa del recupero di Von Bergen (alle prese con una botta al costato rimediata in Nazionale che tuttavia non desta preoccupazione), i riflettori erano puntati in particolare sulla zona nevralgica del campo impreziosita dalla presenza di Donati, restituito al suo ruolo naturale dopo l'esperimento in qualità di difensore centrale durante la gestione Gasperini. Elemento d'esperienza sul quale punterà Malesani, il numero 23 rosanero anche ieri durante le esercitazioni tecnico-tattiche culminate con una partitella a ranghi misti ha agito in cabina di regia affiancato ai lati da Barreto e Faurlin che però, essendo un play, sembra il principale candidato a lasciare il posto ad uno tra Kurtic e Rios, entrambi votati all'interdizione e, di conseguenza, più adatti in questo contesto tattico alle esigenze di un collettivo da plasmare all'insegna dell'equilibrio. Sugli esterni confermati Nelson, nuovamente in vantaggio su Morganella, e Dossena. Traffico di giocatori, infine, in attacco. Senza Miccoli squalificato e con il rebus Ilicic alle prese con un affaticamento muscolare agli adduttori, Malesani con ogni probabilità punterà sul tandem composto da Dybala (in grado di rendersi utile anche arretrando un po' il raggio d'azione) e dal connazionale Boselli che, tuttavia, nelle battute conclusive del primo mini-tempo della partitella è rientrato negli spogliatoi lasciando la casacca a Fabbrini. Nelle retrovie scalpitano Formica, che nella formazione riserve è stato riproposto nel ruolo di esterno alto a destra, e Sperduti, esterno offensivo (in attesa del transfert) provato ieri a centrocampo come mezzala.



Corriere Dello Sport 08/02/2013