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Cavani: Napoli sei senza limiti «Qualcuno pensava che fossimo finiti. Ma questo gruppo si è dato un proprio obiettivo: arrivare più in alto possibile» di Rino Cesarano

NAPOLI - Tanto aveva chiesto alla Befana, tanto ha ricevuto. Mettendoci del suo, ovviamente. Cavani porta via il pallone della sfida con la Roma che equivale ad un’altra tripletta realizzata in maglia azzurra, la settima della serie, la seconda stagionale. Ormai a casa Cavani non c’è più spazio per conservare quei palloni che Edi guadagna sul campo e stanno a significare prestazioni super. Dopo la Lazio, castiga anche la Roma alla stessa maniera. E vola a sedici reti in sedici gare in campionato. Venticinque su ventitrè presenze, comprendendo Europa League, Supercoppa Italiana e Coppa Italia. Numeri da «mostro» delle aree di rigore. « Sono andato a raccogliere il pallone della partita perché volevo proprio quello con il quale avevo giocato - racconta come un bambino felice a fine gara «Al titolo di E’ un risultato importante per noi perché tutti pensavano capocannoniere io tengo che dopo due risultati negativi di fila fossimo crollati. relativamente. Se Invece abbiamo dato una prova di grande faccio così tanti gol professionalità e questo gruppo merita di andate avanti lo devo ai miei e di lottare per qualcosa di prestigioso ». compagni. Adesso Cavani è visibilmente raggiante. Come lo fu, la sera calma per andare avanti» dopo aver rifilato addirittura un poker al Dnipro e spinto il Napoli ad avviarsi verso i sedicesimi di finale di Europa League. Dalle vacanze in Uruguay, trascorse tra una battuta a pesca nel fiume che scorre poco distante da Salto ed un allenamento sul campetto vicino casa, Cavani è rientrato più determinato di prima. Non gli bastava il rigore trasformato a Siena che pure aveva consentito di scacciare le ombre di una crisi. Cavani voleva vincere al San Paolo. O perlomeno tornare a vincere dopo i kappaò con il Bologna. E vi è riuscito alla sua maniera, siglando tre reti una diversa dall’altra, facendosi trovare al posto giusto nel momento giusto ed anche fallendo qualche altra ghiotta occasione da rete. Ma non vuole guardare tanto più in là. Per il protagonista della serata, che non smette mai di pensare agli amici Cannavaro e Grava colpiti da una squalifica così pesante, c’è ancora tutto un girone di ritorno da giocare. Ed il Napoli, in attesa che la Corte di Giustizia Federale possa restituire i punti tolti dalla Disciplinare, può dire la sua fino in fondo: « Non dobbiamo abbassare la testa, ma solo cercare di mantenere la calma ed andare avanti perseguendo il nostro obiettivo che sappiamo bene qual è ». Che è quello di insidiare il primato della Juventus ma soprattutto afferrare la Champions League e così ritornare nell’Europa che conta. La stessa Europa che lo vede sul tetto dei bomber in Europa League e gli strizza l’occhio in continuazione. Manchester City, Paris Saint Germain, e tanti altri club ancora stanno già valutando come fare per arrivare a quella clausola rescissoria fissata da De Laurentiis su richiesta specifica dei suoi procuratori (Triulzi ed Anellucci): sessantatrè milioni di euro. Ma lui, per ora, ci tiene al Napoli più di ieri e meno di domani. E neanche De Laurentiis crede ad un suo possibile , imminente, distacco. Per i tifosi, poi, neanche a parlarne: Cavani è il Napoli e non si tocca. CAPOCANNIERE - Ma la tripletta di ieri sera fa volare il Matador anche in testa alla classifica dei cannonieri italiani, un titolo non ancora afferrato ma davvero per poco: « Lo sapete, io a quel titolo ci tengo relativamente. L’obiettivo è quello di arrivare più lontano possibile con il Napoli perchè io faccio parte di una squadra e non gioco da solo. Se faccio tanti gol lo devo anche ai miei compagni. Siamo un gruppo unito e possiamo fare solo meglio. Ormai quel momento di appannamento è passato e possiamo guardare avanti con grande ottimismo ». E dopo Pandev ed Hamsik sta per arrivare anche un altro formidabile assist-man: Pablo Armero dall’Udinese. © riproduzione riservata


«Ma la Roma mi è piaciuta» Zeman: Sono contento della prova della squadra ma abbiamo fallito troppe occasioni in avanti Dall'inviato Roberto Maida NAPOLI - «Cavani non sai mai dove aspettarlo: spunta da tutte le parti» . La profezia della vigilia di Zeman diventa la fotografia di una partita che la Roma non riesce a spiegarsi: a lungo ha tenuto in scacco il Napoli, eppure se ne torna a casa con quattro gol sul groppone che rimettono in discussione le certezze acquisite prima della pausa. La Champions League si è allontanata a cinque punti, il Milan si è riavvicinato a due. Da incubo. QUANTI SBAGLI - Come sempre insufficiente è stata la fase difensiva, che ha costretto Goicoechea a una serie di figuracce, ma stavolta gli errori sono venuti anche in attacco. A volte incredibili. Il caso e la chirurgica qualità di Cavani hanno completato una partita di sprechi. Zeman non drammatizza: «Sono contento della prestazione della squadra. Il passo indietro c'è stato dal punto di vista del risultato, «Destro? Ha fatto bene, gli è mancato non nel gioco. Nel calcio contano i gol. Noi non li abbiamo fatti e il Napoli sì, anche se solo il gol. In difesa ha costruito meno. Però siamo riusciti a mettere spesso in difficoltà il nostro avversario, abbiamo sbagliato creando sei o sette palle gol, quindi non posso rimproverare molto ai miei giocatori» . La sul calcio d’angolo» stanchezza per il viaggio in Florida non è un alibi: «Non ha influito. Ha influito più il terreno, che non era in buone condizioni: sono felice che nessuno tra i miei giocatori si sia rotto i crociati... Se guardiamo anche la reazione della squadra, nessuno ha mollato fino alla fine. Purtroppo abbiamo commesso degli errori e li abbiamo pagati contro Cavani» . L'ANALISI - Non si riferisce però al primo gol, che ha orientato la partita dopo pochi minuti: «E' stata un'azione verticale, da applausi. Sono stati bravi loro, a noi le verticalizzazioni non sono riuscite molto. Abbiamo preferito restare più bassi, meno aggressivi, perché volevamo evitare di lasciare Cavani nell'uno contro uno: avrebbe vinto sulla corsa sia contro Burdisso che contro Castan. Purtroppo così abbiamo lasciato troppi spazi al Napoli» . Qualche appunto merita invece il terzo gol: «Difendendo a zona sui calci piazzati non siamo andati a cercare la palla sull'angolo. Ci ha provato solo Burdisso ma era lontano da Cavani. Cose che succedono» . Non ha visto comunque una Roma squilibrata: «A me sembra che i nostri centrocampisti abbiano tenuto palla più degli avversari. E il Napoli è stato meno pericoloso di noi» . Dall'altra parte del campo, Destro non è riuscito a segnare nonostante quattro occasioni limpide: «A me è piaciuto per come si è proposto. Mi dispiace che non abbia sfruttato le occasioni che ha avuto. Ma punto su di lui e spero che ci dia una mano in futuro» . De Rossi gli è piaciuto meno: «Non ha ripetuto la buona partita che aveva fatto con il Milan. Anche lui è stato penalizzato dal terreno in fase di costruzione della manovra» . LA CLASSIFICA - Se avesse vinto, la Roma sarebbe salita al terzo posto. Cioè in zona Champions. Ora invece tutto sembra più buio: «Ogni volta che non si fanno punti è un'occasione persa. Ma il campionato è lungo e l'atteggiamento che ho visto qui è giusto: io voglio una squadra che giochi sempre per vincere. Dobbiamo lavorare duro per migliorare e non commettere certi errori, soprattutto davanti, ma io già così sono contento» . Si augura che questa sconfitta non abbia ripercussioni: «Spero proprio che continueremo sulla nostra strada. Hanno perso anche altre squadre nell'alta classifica. L'ho detto, siamo competitivi e possiamo dare fastidio a tutti. Ci mancano dei punti in classifica, un po' per colpe nostre e un po' per decisioni sbagliate. Dobbiamo provare a riprenderceli» . © riproduzione riservata


Cavani: 25 gol in 23 presenze E 99 in serie A Edinson Cavani continua la sua stagione pazzesca: con la tripletta di ieri (la seconda stagionale dopo quella rifilata alla Lazio, la settima in carriera con il Napoli: ma c’è stato quest’anno anche il poker al Dnipro), è arrivato a 16 reti in 16 presenze in campionato e soprattutto a 25 gol in 23 partite in stagione (16 in A, 7 in Europa League, 1 in Supercoppa, 1 in Coppa Italia). In assoluto, El Matador ha segnato 99 reti in serie A: 65 con il Napoli, 34 con il Palermo


Totti al decimo posto nelle presenze in A A parte la battuta d’arresto, un altro bel traguardo per Francesco Totti: ieri sera a Napoli ha raggiunto Giuseppe Bergomi al decimo posto nella classifica di presenze all time in serie A. I due sono ora appaiati a quota 519. Il prossimo obiettivo è Gianni Rivera, arrivato a 527 in 21 stagioni, le stesse che ha giocato Totti finora. Il primo di questa speciale lista è Paolo Maldini, che si è fermato a quota 647.


IL SAN PAOLO RITROVA IL SOGNO Cannavaro e Grava in curva si godono la notte del riscatto NAPOLI - (Atc) E' il San Paolo, si legge Cavanilandia. Tre graffi, tre morsi di una belva feroce formato attaccante: è suo, di Edinson Cavani, il segno sul primo derby del Sud della stagione. Un gran bel derby, una partita vera, da Champions, firmata in calce dal tris del Matador. Anzi, altro che Matador: un toro scatenato, Edi; uno che quando vede le squadre di Roma si esalta manco avesse davanti la bandiera rossa. Par condicio sulla Capitale: tripletta alla Lazio e tre gol ai cugini. One man show uruguaiano. L'AVVIO - E allora, cronaca di una notte esaltante di calcio. Due scuole di pensiero a confronto: Walter Mazzarri contro Zdenek Zeman. Due modi diversi di interpretare il gioco e tanti campioni a correre e a inventare. Che sarebbe stata una partita esaltante, beh, il San Paolo lo ha intuito subito: bastano Icardi e il primo Cavani a riaccendere il fuoco del popolo azzurro. Sì, proprio così: l'eco della vittoria della Samp rimbomba ancora nel cielo del campionato, e l'1-0 del Matador al quarto minuto è come un fulmine in quello di Fuorigrotta. Il pubblico è abbagliato ed esplode: "Chi non salta bianconero è". Una costante. Una rivalità perenne. E un sogno, una chimera che per un attimo veste la Befana napoletana di tre colori. Poi, fuoco e fiamme dal campo: Cavani e Destro, Hamsik e Lamela, Pandev e Totti. GRAN GALA' - Parola ai quarantacinquemila. Parola a un pubblico da gran galà per una grande partita. Uno spettacolo vero, sia in campo sia in tribuna, che ha anche meritato un inviato di Al Jazeera al seguito: in gioco c'è una fetta di Champions, tre punti che Napoli e Roma vogliono a tutti i costi per dare continuità alle ultime vittorie del 2012. Fondamentale ma nata nel grigiore di Siena, quella pre natalizia degli azzurri; griffata a colpi di fioretto e sciabola e bagnata dallo champagne, quella dei giallorossi con il Milan all'Olimpico. CAVANI COME RONALDO - L'arena di Fuorigrotta, però, ha offerto ben altro avversario alla squadra di Zeman. A una Roma gagliarda e intraprendente, come sempre a tamburo battente, ha risposto un Napoli attento, concreto e micidiale in contropiede, ispirato dal genio di Pandev e trascinata dallo strapotere di re Cavani. Goduria vera, il Matador, per il popolo azzurro: 25 gol in 23 partite dall'inizio della stagione, proprio come il candidato al Pallone d'Oro, Cristiano Ronaldo. E ancora: 16 reti in campionato e lo scettro della classifica dei marcatori strappato dalla mano destra di El Shaarawy. OTTANTA GLADIATORI - Cenni storici a go-go, nella notte del San Paolo: la successione del Faraone, certo, ma anche i gladiatori. Cioè gli ottantatre - 83 - irriducibili tifosi giallorossi provenienti da Roma che hanno affollato - si fa per dire - il settore dello stadio riservato agli ospiti. Pochi, un gruppo, arricchito da un'altra trentina di affezionati. CAPITANO IN CURVA - E ancora. In curva B, in mezzo alla gente, ci sono anche due tifosi speciali: Paolo Cannavaro e Gianluca Grava. Squalificati ma appassionati come e più di prima. Per il capitano, tra l'altro, s'è trattata della prima nel suo stadio dopo le decisioni del caso-Gianello. Bella storia. Come bello è anche lo striscione dedicato a Zeman dalla curva A: "Al boemo il nostro rispetto. Voce di un calcio pulito ormai sparito".


MAGO EDINSON NE VALE 3 Tre gol di Cavani, Maggio chiude i giochi: Napoli terzo Dall’inviato Antonio Maglie NAPOLI - Il Napoli questa volta non si lascia sfuggire l’occasione. Batte la Roma, aggancia il terzo posto (cioè la zona Champions) nell’attesa di un “rinforzino” in classifica da parte della Corte di Giustizia che dovrà decidere il prossimo 17 gennaio sulla penalizzazione. A trascinarlo all’inseguimento della Lazio e della Juventus provvede ancora una volta un gigantesco Cavani (da ieri sera capocannoniere) autore della sua settima tripletta napoletana, la seconda in questo campionato, la prima la fece alla Lazio: evidentemente le squadre della Capitale lo ispirano. Una mano gliel’ha data anche la Roma con le sue dissennatezze difensive. La squadra di Zeman (abbracciato calorosamente prima della gara dall’allievo Insigne) si è buttata un po’ via regalando in avvio il vantaggio-sprint napoletano con un contropiede, poi il raddoppio con una molle difesa di una palla in area il raddoppio e infine la tripletta con un errore in coabitazione di Burdisso e Goicoechea. Azzurri subito avanti Raddoppio in Poi, quando ancora la situazione era recuperabile grazie alla rete di Osvaldo entrato al posto di Destro solo 11 avvio di ripresa. Espulso Pjanic, la minuti prima, i giallorossi si sono ulteriormente suicidati L’URLO DEL MATADOR Roma trova solo la regalando la superiorità numerica al Napoli (espulsione L’esultanza di Edinson Cavani: rete di Osvaldo di Pjanic). Il Napoli ha avuto un approccio più deciso alla sale a quota 25 gol stagionali (Reuters) gara, la Roma ci ha messo un po’ a macinare il suo solito gioco. Ma se a livello offensivo i giallorossi sono stati pericolosi anche in dieci, a livello difensivo sono stati troppo fragili anche in undici. Uno squilibrio evidente che spiega il risultato finale, severo per la mole di gioco sviluppata dalla Roma ma giustificabile per via di questi evidenti limiti. IN SALITA - Il Napoli ha avuto l’abilità (e anche la buona sorte) di mettere la partita della Roma immediatamente in salita. Quattro minuti e la difesa giallorossa ha elargito il solito dono facendosi prendere in contropiede (tre contro due) con Pandev che mandava a vuoto Bradley e partiva verso l’area cercando con un assist in verticale il compagno Cavani e trovandolo anche perché Burdisso e Castan non erano né troppo reattivi né troppo veloci. Il tocco dell’uruguaiano veniva leggermente deviato da Goicoechea in uscita con il piede sinistro ma la deviazione non impediva al Napoli di passare in vantaggio. Per una buona mezz’ora la squadra di Mazzarri è stata molto ordinata trovando la fonte di gioco soprattutto in Pandev che aveva un passo diverso rispetto ai difensori romanisti. Per un paio di volte, il macedone provava a rimettere Cavani davanti a Goicoechea ma l’uruguaiano si faceva un po’ sorprendere o partendo in ritardo o sbagliando il controllo. In mezzo al campo Behrami andava a caccia di tutti i palloni possibili. La Roma, però, dopo lo choc, riordinava le idee e cresceva trovando spazi interessanti soprattutto sul centro-destra dove Inler faticava enormemente a tenere i ritmi alti. Totti, poi, non dava punti di riferimento: spesso si accentrava e arretrava per consentire a Destro e Lamela di andare a puntare l’area. Gli assist migliori arrivavano dal Capitano, i pericoli maggiori li produceva Destro obbligando De Sanctis prima a una uscita da kamikaze e poi a una parata in presa non semplice. Pjanic, nel frattempo, provava a perfezionare la mira dalla distanza. TRAMORTITI - Gli affanni del Napoli nel finale del primo tempo (ieri sera si è esaltato anche De Sanctis, soprattutto nella ripresa con un doppio intervento miracoloso), lasciavano presagire una ripresa equilibrata ma la squadra di Mazzarri (e la Roma) replicava il copione dell’avvio di gara consentendo a Cavani di raccogliere e girare verso la rete un pallone tolto dai piedi di Pandev e malissimo aggredito dai difensori romanisti (Balzaretti ci metteva anche una leggera deviazione). La Roma come da istinti zemaniani andava all’assalto e si lasciava le spalle scoperte lasciando al Napoli un paio di ottime occasioni in contropiede e, alla fine, affondandosi di nuovo su un angolo battuto da Pandev: pallone girato comodamente di testa da Cavani con Burdisso che evitava di alzarsi in volo e Goicoechea che pasticciava sulla linea di porta. Lì la storia è finita anche perché lo sforzo di Osvaldo (bellissimo l’assist di Pjanic, un po’ dormiente Britos) veniva frustrato da Pjanic che si faceva espellere e da Maggio che al 45’ sfruttava un’altra prateria lasciata dalla difesa giallorossa che si concedeva anche il dribbling sul portiere. Cantava il San Paolo mentre i ragazzi di Zeman uscivano a testa bassa: una sconfitta così non la subivano dalla trasferta di Torino, contro la Juventus. © riproduzione riservata


NAPOLI-ROMA 4-1 NAPOLI (3-4-1-2): De Sanctis 7; Campagnaro 7 Britos 5,5 Gamberini 6; Maggio 6,5 Inler 6 (19' st Dzemaili 6) Behrami 7 Zuniga 6,5; Hamsik 6,5 (43' st Insigne sv); Pandev 7,5 (36' st Mesto sv) Cavani 8,5. A disp: Rosati, Colombo, Uvini, Fernandez, Dossena, Donadel, El Kaddouri, E. Vargas. All.: Mazzarri 7,5 Falli commessi: 16 ROMA (4-3-3): Goicoechea 5,5; Piris 6 (37' st Florenzi sv) Burdisso 4,5 Castan 5,5 Balzaretti 5,5; Pjanic 5,5 De Rossi 5 Bradley 5; Lamela 5 Destro 5 (17' st Osvaldo 6,5) Totti 6. A disp: Lobont, Stekelenburg, Marquinho, Perrotta, Dodò, A. Romagnoli, Tachtsidis. All.: Zeman 5. Falli commessi: 14 ARBITRO: Tagliavento di Terni 6,5 Guardalinee: Tonolini e Giordano Quarto uomo: Musolino Arbitri d'area: Rocchi e De Marco MARCATORI: 4' pt, 2' st e 25' st Cavani (N), 27’ st Osvaldo (R), 45’ st Maggio (N) ASSIST: Pandev (N) ESPULSI: 29' st Pjanic (R) per doppia ammonizione (tutte e due per gioco falloso) AMMONITI: Campagnaro (N), Totti (R), De Sanctis (N), Maggio (N) NOTE: spettatori 42.091 incasso di euro 998.308,06. Angoli 9-8 per la Roma. Recupero: - pt, 4' st.


di Edmondo Pinna

Pjanic e quel giallo... Non c’è rigore su Cavani ROMA - Gara da brividi, Tagliavento la interpreta bene. PRIMO TEMPO - Pandev per Cavani, Balzaretti e Burdisso lo tengono in gioco, ok l’1-0. Cavani in fuorigioco su lancio di Pandev: ok, oltre Burdisso e Castan. Tre gialli in rapida serie: ok quello di Pjanic su Zuniga, ci può stare quello di Campagnaro su Totti (ma c’era di più Maggio su Castan), non c’era quello di Totti che non vede arrivare Behrami. Lamela in ripartenza, Cavani lo ferma, Tagliavento fischia la punizione: se c’è, manca l’ammonizione. De Sanctis in uscita su Destro che lo anticipa: non c’è fallo. SECONDO TEMPO - Hamsik guadagna un angolo ma quando calcia su Piris il pallone è ampiamente fuori: arbitro d’area e assistente? Campagnaro (già ammonito) allontana il pallone mentre Totti (già ammonito) lo spintona: rischio. Pjanic per Osvaldo, tenuto in gioco da Britos: ok il 3-1. Secondo giallo per Pjanic (su Dzemaili): severo ma ci può stare. Pandev per Cavani, in off side: ok annullare. Goicoechea su Cavani: prima il pallone (foto Sky), non è rigore. © riproduzione riservata


Totti regala tre assist Piris ci prova Burdisso crolla Destro, quanti gol sbagliati Lamela è troppo isolato Bradley e Pjanic, troppi errori Dall'inviato Roberto Maida

Goicoechea 5,5 - Incenerito da Cavani, poco indulgente nei confronti del quasi coetaneo nato a 500 chilometri da casa sua. Una sconfitta tutta uruguayana. Piris 6 - Non teme lo scontro diretto con l'attaccante: se c'è da contrastarlo avanza e non arretra, come vuole Zeman. Il suo coraggio salva spesso la squadra. Burdisso 4,5 - Dignitoso per un'ora, poi sprofonda nel duello aereo con Cavani.

Il romanista Totti inseguito da Behrami (Ansa)

Castan 5,5 - Non può prendere Cavani in velocità in occasione del primo gol e non è certamente il più colpevole nella circostanza. In seguito le sue chiusure e le sue intuizioni aiutano a sostenere la difesa. Nel finale cede anche lui. Balzaretti 5,5 - Puntuale nei ripiegamenti, impreciso con la palla al piede. Sta succedendo troppo spesso in questa stagione. Pjanic 5,5 - Pieno di buoni propositi, aggiunge qualità a un centrocampo povero di idee. Con due tiri da lontano spaventa il San Paolo e a giochi chiusi firma l'assist per Osvaldo. Ma in fase difensiva (specie sul secondo gol) la Roma paga dazio dalla sua parte. E non è un caso che venga espulso per due falli piuttosto evidenti. De Rossi 5 - Stenta a trovare il suo posto e il suo ritmo, sbagliando movimenti e passaggi. Bradley 5 - Si lascia infilare sull'1-0, facendo perdere equilibrio alla squadra. E commette altri errori banali, compreso un gol comodo con De Sanctis a terra. Peccato perché si propone sempre e non si stanca mai di partecipare. Lamela 5 - Ammira da lontano la notte di Cavani senza far molto per rovinargliela. E' troppo isolato sulla destra, dove Zeman lo ha sistemato per allargare la difesa del Napoli, e non sa mai scrollarsi di dosso i suoi controllori. Destro 5 - Tanta fatica per niente, là davanti. Nel primo tempo gli capitano tre occasioni, non le sfrutta. Nella ripresa spreca ancora, meritando la sostituzione. Osvaldo (17' st) 6,5 - Entra e semina il panico. Troppo tardi, però. Il gol serve soprattutto per restituirgli fiducia dopo le polemiche sul suo mancato viaggio in Florida. Totti 6 - Debilitato dal raffreddore, non sempre riesce a comandare il gioco della Roma. Ma i tre piatti prelibati serviti a Destro sono così belli da offuscare il ricordo di tante pause.


Zeman (all.) 5 - Vive una serata di rimpianti in uno stadio che gli dedica uno striscione di «rispetto». Il risultato è cattivo verso la Roma, abbattuta da Cavani più che dal Napoli, ma la fase difensiva è tornata molto scadente. L'arbitro Tagliavento 6,5 - I napoletani lo criticano per la gestione della partita, che invece è complessivamente corretta. © riproduzione riservata


Grinta Behrami Pandev inventa Hamsik leader Sprint Maggio De Sanctis super. Inler ordinato Zuniga attento alla fase difensiva Britos si perde Osvaldo sul gol Dalla redazione Antonio Giordano

DE SANCTIS 7 - E’ strepitoso su Destro per due volte, in uscita e tra i pali, lo è pure su Pjanic all’incrocio. Ma la magia che chiude la partita è in due secondi su Lamela e di nuovo su Pjanic. CAMPAGNARO 7 - Il più reattivo (sempre) sia che gli tocchi Destro, sia che arrivi Totti. Gli uomini veri non conoscono distrazioni, pensano alle diagonali e non al futuro (in nerazzurro). BRITOS 5,5 - S’immola su Totti versione danubiana e funge da cerniera nel mezzo di un’area nella quale bisogna avere intuito per andare chiudere, seppur faticosamente. Si perde su Osvaldo e macchia un pochino la sua serata.

L’azzurro Pandev braccato da Castan (Mosca)

GAMBERINI 6 - Si ritrova solo, «abbandonato» da Lamela, e in una zona che la Roma ignora. Uno scarabocchio, poi si limita a rispettare le indicazioni ed a governare quell’appezzamento. MAGGIO 6,5 - Il primo sprint è accecante, ma alla distanza rimane sulle gambe, non cerca ripertenze avventurose per non sguarnire la fascia, osserva Balzaretti, lo subisce e poi lo sovrasta andando a sistemare la ciliegina sulla torta. INLER 6 - Rimane a palleggiare con regale distacco, ma con un’intelligenza che emerge nella lettura della gara. Gioca in semplicità e il Napoli lo lascia fare. DZEMAILI (19’ st) 6 - Entra per contenere, per sistemare le coperture, per dare il proprio contributo alla festa. BEHRAMI 7 - Interditore allo stato puro, vietato chiedergli spruzzate di fosforo: va al corpo a corpo con Pjanic, sgobba come un matto, dà energia fresca nei momenti di appannamento. ZUNIGA 6,5 - C’è Lamela che gli toglie il sonno e anche la corsa: privilegia la copertura, per non lasciar campo, e devitalizza la fase offensiva. Stavolta neanche una danza, soltanto senso pratico. HAMSIK 6,5 - Si allarga a sinistra per contenere Piris, resta a danzare nella terra di nessuno, apparentemente un po’ estraneo alla sfida ed invece assai tattico. PANDEV 7,5 - Dispensa assist «sontuosi» nel corso d’una partita che lo restituisce al Napoli come tenore. Ogni giocata è da lasciar senza parole, da applausi. CAVANI 8,5 - Il signore del gol non si smentisce mai: quattro minuti e siamo a ventitré, con perfida dolcezza. Un principe azzurro, pur nell’umile lavoro da gregario, al quale si dedica con dedizione. E poi, ops, scusate, siamo a ventiquattro, pardon, a venticinque. Se non è un fenomeno questo.


MAZZARRI (all.) 7,5 - In pressing altissimo, sin dal via, abbassando Zuniga per non rischiare l’uomo contro uomo e modificando il proprio modo di essere. La zona Champions è di nuovo tutta da coltivare. I sogni continuano. © riproduzione riservata


Conte: C’erano altri due rigori «Ora siamo in credito, così quando capiterà qualcosa a favore nostro... Dovremo zappare la terra per ripeterci» di Antonio Barillà

TORINO - Antonio Conte ha un filo di voce, mille pensieri e l'espressione corrucciata: fatica per carattere a metabolizzare le sconfitte, figurarsi questa ai confini della realtà, con la Samp ridotta in dieci per un'ora che riesce a ribaltare il risultato. «C'è molta amarezza, molta delusione - sospira - , ma è una partita che ci deve far riflettere e crescere: fa capire che dobbiamo zappare la terra per cercare di confermarci quest'anno, se qualcuno pensa che è fatta incontreremo grandi difficoltà». PASSO - Le contemporanee cadute di Inter e Fiorentina offrono una consolazione minuscola, soltanto la Lazio ha rosicchiato punti e comunque è a meno cinque: «Ma sappiamo di dover lottare tanto per ripeterci: Lazio, Inter, Napoli, Roma e Milan, la stessa Fiorentina che sta facendo un grosso campionato, potranno crearci problemi. Dobbiamo fare tesoro degli errori e rimanere sempre con in piedi per terra, siamo una squadra giovane che sta imparando a vincere, che cammina con passo spedito forse anche più delle sue possibilità. Guai ascoltare le sirene che ci dipingono come marziani: siamo tutti terreni e se siamo arrivati fin qui è per la voglia, la ferocia, la determinazione e il lavoro» . E' la sua prima "vera" sconfitta, perché quelle con Inter e Milan le ha vissute da squalificato in tribuna, «però anche in quelle occasioni ho perso io: ci sono stato e ci sarò sempre, nel bene e nel male».

«Non siamo marziani, ma una squadra giovane che va molto veloce, forse troppo»

BUFERA - Conte fa i complimenti alla Sampdoria: «E' stata brava a non deprimersi e ha disputato una grande partita. Noi non abbiamo approfittato dell'uomo in più e questo deve farci pensare. La condizione fisica? Non c'entra nulla: abbiamo sempre attaccato e preso due gol in contropiede, ma tanto il calcio è fatto di luoghi comuni... Stavamo dominando, la verità è che non doveva arrivare il pareggio: ci ha innervosito, fatto perdere la lucidità e le distanze, siamo stati imprecisi come in occasione della traversa di Vucinic. Di sicuro non è stata una partita memorabile, perdere in superiorità numerica

non esiste» . Il tecnico bianconero lamenta anche un paio di sviste arbitrali: «Ci sono due episodi con altrettanti rigori: quello su Matri mi è sembrato netto già in campo e infatti ho chiesto spiegazioni al quarto uomo, penso sia ineccepibile come dinamica; quanto a Bonucci, riguardando le immagini, si vede la cintura di Gastaldello: avesse simulato, sarebbe stato ammonito. Come già era successo a Parma contro il Cagliari, è andata in modo particolare: da allenatore faccio considerazioni su altri problemi e non vado ad appellarmi a situazioni pur chiare, però mettiamole nell'armadio per quando capiterà qualcosa a favore nostro. Che non ci sia la solita bufera, il solito processo mediatico. Andiamo a credito, certi episodi ci stanno...». GARANZIE - Fa discutere l'esclusione di Arturo Vidal. in panchina per scelta tecnica: «Dopo la partita con il Cagliari mi era stato fatto notare che era giù e sarebbe stato opportuno sostituirlo, adesso mi si chiede perché non ha giocato: rispondo che in mezzo al campo ho giocatori forti e ci deve essere un processo di crescita, Pogba dà ampie garanzie. A gara in corso, poi, ho preferito innestare Giaccherini per sfruttarne l'abilità nell'uno contro uno: contro la Samp che s'era abbassata, ritenevo fosse più utile dell'intensità di Vidal» . Conte assolve infine Federico Peluso ( «Per me ha disputato un'ottima partita, magari non ci ho visto: si tende a rompere ai nuovi, Giovinco e adesso Peluso...» ), poi volta pagina lasciando balenare una lieve preoccupazione: «I prossimi due mesi saranno delicati a causa di infortuni e acciacchi: un conto è giocare con due o tre calciatori fuori, con quattro o cinque cambia il discorso. Dovremo stringere i denti e dare tutto». © riproduzione riservata TORINO - Illusa da un rigore di Giovinco, tradita da un erroraccio di Buffon, accecata due volte da Icardi, bastonata dalla Samp ridotta in dieci: la Juve chiude malissimo un girone d'andata dominato, rincuorata da un vantaggio comunque cospicuo (la Lazio, seconda forza, è a -5) ma obbligata a riflettere su inattese mollezze


tattiche, caratteriali e fisiche. Inammisibile con un uomo in più per un'ora, contro una squadra inchiodata sul fondo della classifica, sbattere contro un muro e consegnarsi al contropiede, anche se vanno sottolineati il coraggio di Delio Rossi e la generosità dei suoi ragazzini terribili. QUALITA' - Squalifiche e infortuni ridisegnano le squadre. Conte spedisce subito in mischia Peluso - scelta discutibile: il ragazzo appare spaesato -, affida le fasce a Padoin e De Ceglie non potendo contare su Lichtsteiner e Asamoah, schiera Matri perché Vucinic è acciaccato, preferisce Pogba a Vidal: questa è una scelta tecnica, dettata dall'imminenza della sfida di Coppa con il Milan, e sinceramente non è facile comprenderla visti i cerotti sparsi e le qualità del cileno. Più delle verticalizzazioni, in una partita così, farebbe comodo la sua aggressività. Anche Rossi fa i conti con assenze pesanti - Maxi Lopez, Pozzi, Maresca... -, ma non si limita a individuare controfigure, plasma finalmente la Samp ereditata da Ferrara. COLPA - La prima novità è il modulo: 3-5-2. La seconda è Palombo scongelato e piantato nel cuore della difesa. La terza è... Icardi precettato, sottratto al Mondiale Sub 20 per il bene doriano. E se l'innovazione tattica dovrà essere rivista - per mezz'ora funziona, certo, però il rosso di Berardi la sconvolge -, l'esperienza del vecchio centrale e l'intraprendenza della giovane punta si rivelano decisive per l'impresa. Eppure, per come si mette, non ci sarebbe da scommettere neanche un centesimo. Colpa di Berardi, appunto, che prima falcia Marchisio in area (rigore lampante, che Giovinco trasforma, e ammonizione), quindi entra scompostamente su Barzagli guadagnando il secondo giallo e gli spogliatoi. RATTOPPO - Resta un'ora di gioco, ma per la Samp è buio pesto. Anche perché il primo rattoppo (difesa a quattro con Estigarribia terzino) non argina sufficientemente la Juve, già pericolosa con Giovinco (ottimo Romero) e adesso arrembante con Matri e Bonucci. Il centravanti reclama il rigore per uno sgambetto di Palombo, il difensore per una cintura di Gastaldello, ma l'arbitro sorvola e la Samp regge fino al the, stuzzicando addirittura Buffon con una punizione di Estigarribia. ARRUFFONA - La svolta nell'intervallo. Rossi, infatti, non sfila un attaccante, sacrificando invece Estigarribia per inserire De Silvestri, e opta per un 4-3-1-1 che trasuda intraprendenza e speranza. Come si dice? La fortuna aiuta gli audaci... Difatti Pirlo, opaco in assoluto, perde il pallone e Kristicic imbecca Icardi da lontano, il diagonale è lesto ma Buffon s'imbambola e il pareggio è una frittata del portiere. Mancano ancora quaranta minuti, la Juve avrebbe modo e tempo per ripartire, invece non metabolizza il gol, diventa arruffona, nervosa e disunita, rischia il tracollo con Poli che indirizza fuori da buona posizione e lo subisce quando Icardi, servito da Obiang, infilza ancora Buffon sul primo palo. Peluso è a spasso anche stavolta, ma dormono un po' tutti e non soltanto dietro: il 4-3-3 costruito da Conte, richiamando Matri e De Ceglie per innestare Vucinic e Quagliarella, non rende, anche perché il montenegrino non brilla per mira, cogliendo una traversa clamorosa potendo inquadrare lo specchio e poi mancando la deviazione su incornata di Quagliarella. L'ultimo tentativo è di Marchisio, che si fa male al ginocchio ma si trascina in campo finché può: poi s'arrende e guarda l'inutile assedio, fino all'incredula gioia doriana. a.bar. © riproduzione riservata


Buffon: Sì è colpa mia L’errore sul tiro di Icardi ha innescato la rimonta Samp «Ho compromesso una vittoria che sembrava sicura» TORINO. La maledizione della Befana. Se due indizi fanno una prova, non si può che chiamarla così. Per la seconda volta consecutiva, la Juve perde in casa la prima gara dell'anno nuovo giocata il 6 gennaio. Era accaduto due anni fa con il Parma (1-4), in una partita infausta anche per il gravissimo infortunio occorso a Quagliarella. E' successo nuovamente ieri con la Sampdoria, anche se con modalità differenti. Bianconeri in vantaggio (rigore di Giovinco), blucerchiati in dieci (espulso Berardi) ma capaci di ribaltare il punteggio. Nella trama del match ci sono stati anche infortuni fisici (Marchisio) e... tecnici. Nel senso dell'errore di Gigi Buffon sul tiro del pari di Icardi che ha dato il via alla rimonta. Insomma una giornata storta in tutti i sensi. «Subiti troppi contropiede con l’uomo in più Sbagli così non si possono fare»

EQUILIBRIO - Come da abitudine, il numero uno bianconero non si sottrae alle responsabilità: « Sono cose che capitano, mi dispiace perché il mio errore ha compromesso una vittoria che sembrava certa. E' il bello del calcio. Per gli altri, però: quando capita a te non ti sembra così bello... ». Gigi sorride amaro, poi analizza l'intervento errato: « Secondo me, ho sbagliato quando è partito il tiro, stavo ancora indietreggiando con i piedi, per cui avevo una condizione precaria di equilibrio ed è una cosa che di solito non commetto. Riesco quasi sempre a farmi trovare con i piedi ben piantati per terra ». Anche al migliore del mondo può capitare di sbagliare, nessun dramma. Sul raddoppio doriano (gran tiro ravvicinato sotto la traversa, da destra verso l'alto) l'analisi è differente. « Per prendere un tiro così devi fare una grandissima parata: la palla che va dal basso verso l'alto è realmente difficile da da leggere ». OROLOGIO - Il rammarico più grande è per il risultato. « Dovevamo e potevamo fare meglio perché era una domenica importante visti i risultati degli altri. Ci è mancata la lucidità per fare le cose giuste al momento giusto, anche se non abbiamo affrontato la gara in modo rilassato. Anzi, nell'intervallo ci eravamo ripromessi di chiudere in fretta il discorso, di chiudere il match il prima possibile, perché non potevamo ulteriormente prolungare la gara e correre il rischio di non vincere. Nello spogliatoio avevamo sentori nefasti che poi purtroppo si sono verificati ». Ancora: « Abbiamo preso due gol e lasciato altre tre o quattro occasioni in contropiede, nonostante fossimo 11 contro 10. Una squadra come la nostra, questo tipo di errori non li deve commettere. E' chiaro che dei due gol, il primo l'ho fatto io e sicuramente non ci ha aiutato. E' anche vero che ho guardato l'orologio e ho visto che era il 52’ e speravo riuscissimo ugualmente a vincere. Invece, ogni volta che sbaglio io, non c'è modo di vincere e la cosa mi disturba un pochino di più ». CASUALITA' - Così come Conte, Buffon difende il nuovo arrivato Peluso, dal cui lato sono arrivati entrambi i gol della Samp. « Penso sia stata una fatalità, perché alla fine il primo gol l'ho fatto io e nel secondo è stato molto bravo l'attaccante ». Nel complesso, è stata la Juve a non essere la solita soprattutto nella ripresa: certo, se Vucinic non avesse colto la traversa da pochi metri e fallito un'altra occasione da due passi, forse le cose sarebbero andate diversamente. Le opportunità da gol i bianconeri le hanno create comunque, perciò anche su questo Buffon non fa drammi e non ritiene necessario un intervento sul mercato: « Non abbiamo urgenze, i numeri dicono che abbiamo il secondo attacco della serie A. La società deciderà la soluzione migliore ma non abbiamo difficoltà a segnare ». Ass


di Edmondo Pinna

Ma i penalty richiesti non sono affatto netti ROMA - Partita complicata, anche per l’andamento. L’internazionale Valeri non commette errori blu, ma ci sono un paio di dubbi da approfondire. PRIMO TEMPO - Marchisio in area, Berardi lo falcia da dietro, non ci possono essere dubbi, non ne ha Valeri: rigore e giallo. Pogba fa fallo su Estigarribia, l’arbitro concede un ottimo vantaggio, poi mostra il giallo allo juventino. L’azione si conclude con la carica di Icardi su Buffon in uscita, il tocco in rete di Eder arriva a gioco fermo. Mischia davanti a Romero, l’ultimo tocco è di Matri, il portiere blucerchiato (che copre col corpo il pallone: è l’arbitro d’area?) blocca sulla linea. Berardi su Barzagli è da giallo pieno, è il secondo e dunque rosso. I due dubbi: contatto Palombo-Matri (partito regolare) che va giù. Siamo davvero al limite. Pro rigore: Matri è in vantaggio rispetto a Palombo, è davanti e sta per calciare. In questo caso, oltre al penalty, anche il rosso per chiara occasione da gol. Contro il rigore: Matri mette il piede destro sul destro di Palombo che è già a terra, si sbilancia a tal punto che quando arriva il contatto con la coscia sinistra è già in avanti col busto. Valeri non dà il penalty e non ammonisce Matri (non tutti i contatti sono da rigore ma non tutti i “non rigore” sono simulazione). Abbraccio di Gastaldello su Bonucci, anche qui doppio rischio: il blucerchiato il rigore (il contatto c’è), il bianconero il secondo giallo (la caduta è molto accentuata). SECONDO TEMPO - Costa controlla con il tacco destro, il pallone finisce sulla mano, ovviamente involontario. Vucinic tira a botta sicura, pallone sulla traversa e poi ancora in campo, non c’è gol fantasma. Giovinco protesta prima per un presunto tocco di mano in area, poi per un eventuale fallo ai suoi danni: non ci sono gli estremi per il penalty, in entrambi i casi. © riproduzione riservata


Samp senza uomo Juve senza nerbo Un’ora in inferiorità numerica non ha impedito ai doriani di colpire con Icardi. Discutibili alcune scelte di Conte JUVENTUS-SAMPDORIA 1-2 JUVENTUS (3-5-2): Buffon 4,5; Barzagli 6 Bonucci 6 Peluso 5; Padoin 6 Pogba 5,5 (26' st Giaccherini 5,5) Pirlo 5 Marchisio 6 De Ceglie 5,5 (16' st Vucinic 5); Matri 5 (16' st Quagliarella 5) Giovinco 5,5. A disp. Storari, Branescu, Caceres, Vidal, Isla, Marrone. All. Conte 5 Falli commessi: 16 SAMPDORIA (3-5-2): Romero 6,5; Gastaldello 6,5 Palombo 7 Costa 6; Berardi 4,5 Obiang 7 Poli 6,5 Kristicic 6,5 (35' st Tissone sv) Estigarribia 6 (1' st De Silvestri 6,5); Eder 7 (32' st Munari sv) Icardi 7,5. A disp. Da Costa, Berni, Renan, Castellini, Mustafi, Poulsen, Rossini, Savic. All.: D. Rossi 7,5 All. Rossi Falli commessi: 11 ARBITRO: Valeri di Roma 5,5 Guardalinee: Di Fiore e Costanzo Quarto uomo: Bianchi Arbitri d'area: Celi e Ostinelli MARCATORI: 24' pt Giovinco (J) rig., 7' st e 24' st Icardi (S) ASSIST: Kristicic (S), Obiang (S) ESPULSO: Berardi (S) al 31' pt per doppia ammonizione AMMONITI: Poli (S), Pogba (J), Bonucci (J), Kristicic (S) e Peluso (J) per gioco falloso; Romero (S) per comportamento non regolamentare; Icardi (S) e Pirlo (J) per reciproche scorrettezze NOTE: spettatori 39.400 (999 ospiti) per un incasso di 1.223.565 euro (paganti 10.959 per un incasso di 350.390 euro; abbonati 27.442 per un incasso di 873.175 euro). Angoli 14-3 per la Juventus. Recupero: pt 1', st 4'

Giovinco


PELUSO SBAGLIA IL DEBUTTO L’ex atalantino non era ancora pronto. Palombo e Obiang comandano

ICARDI BUFFON di Antonio Barillà

JUVENTUS Buffon 4,5 - Il primo gol è un pasticcio, un gentile regalo. Per evitare il secondo, ci vorrebbe un miracolo. Barzagli 6 - Perde la posizione in un paio di circostanze, però chiude i varchi e propone interventi limpidi. Bonucci 6 - Se la cava nel controllo e cura il rilancio, peccato per qualche cenno di nervosismo. Peluso 5 - La gaffe di Buffon e la bravura di Icardi sono attenuanti, ma i gol doriani scaturiscono dalla sua fascia. Debutto da tregenda, probabilmente affrettato. Padoin 6 - Ordinato e diligente a destra, fila gioco e trova il cross di frequente. Cala alla distanza. Pogba 5,5 - Caracolla a metà campo, lasciando solo intravvedere qualità cristalline. Giaccherini (26' st) 5,5 - Ci mette cuore, non riscrive il destino del match. Pirlo 5 - L'errore da cui sboccia il pareggio è il fermo-immagine di una partita inferiore ai suoi standard. Marchisio 6 - Non brilla, però conquista il rigore. E combatte sempre, anche quando il ginocchio fa un male cane. De Ceglie 5,5 - Incipit vivace: corre a perdifiato, poi s'incarta.

Mauro Icardi abbracciato dai compagni di squadra (Ansa)

Vucinic (16' st) 5 - Gli capitano due palle gol grandi così: la prima finisce sulla traversa nonostante lo specchio libero, l'altra rotola fuori da nemmeno un metro. Matri 5 - Invoca inutilmente un rigore, è sfortunato quando Romero ne intercetta il tiro sulla linea. Null'altro. Quagliarella (16' st) 5 - Un'incornata e un paio di progressioni senza sbocco.


Giovinco 5,5 - Dinamico, benché a tratti impreciso, e freddo dal dischetto nel primo tempo. Desaparecido nella ripresa. Conte (all.) 5 - I risultati orientano i giudizi, d'accordo, ma almeno un paio di dubbi sono legittimi: perché rinunciare alla verve di Vidal e perché tanta fretta di schierare Peluso? SAMPDORIA Romero 6,5 - Una bellissima parata su Giovinco e tanta sicurezza. Gastaldello 6,5 - La "cintura" a Bonucci in area è l'unica macchia di una partita autoritaria. Palombo 7 - Rispolverato e riciclato centrale difensivo, trascina la Samp con la sua esperienza. Costa 6 - Nessun guizzo, nessuna sbavatura. Berardi 4,5 - Imperdonabile: le sue ingenuità potrebbero costare carissime. Obiang 7 - Lotta a metà campo e s'inserisce con efficacia, ricama l'assist del gol-partita. Poli 6,5 - Tiene a bada Pirlo ed è attivo in costruzione, manca di lucidità quando cerca il tiro. Kristicic 6,5 - Non conosce pause, è bravissimo quando lancia Icardi per il pari. Estigarribia 6 - Volenteroso da esterno di centrocampo, concentrato da terzino. De Silvestri (1' st) 6,5 - Il suo ingresso riequilibra la Samp ridotta in dieci. Eder 7 - Parte come gemello di Icardi, poi va alle sue spalle: minaccia la Juve in contropiede. Icardi 7,5 - Deve ancora compiere 20 anni, ha fiuto e piede del bomber di razza. Non mandarlo al Sudamericano Sub 20 è lungimiranza, altro che egoismo... Rossi (all.) 7,5 - Seconda panchina doriana e già si nota la sua impronta. Ha il merito di crederci sempre. L'arbitro Valeri 5,5 - Il rigore su Marchisio è nitido, l'espulsione di Berardi evidente, i contrasti in area su Matri e Bonucci lasciano qualche dubbio. © riproduzione riservata


USCITO IN LACRIME Marchisio, soltanto una forte contusione TORINO - Giornata storta, di quelle da dimenticare per la Juve. I bianconeri hanno perso la prima gara del 2013 e sono incappati nella terza sconfitta stagionale, la seconda allo Juventus Stadium. Ma non solo. La Vecchia Signora ha dovuto fare i conti con un Buffon che ha regalato il gol che ha rilanciato le velleità della Sampdoria con una clamorosa topica e soprattutto con un Marchisio costretto ad uscire in barella (e in lacrime) dopo essersi fatto male al ginocchio destro. Proprio una giornata no per i E’ il risultato della campioni d'Italia, l'ultima del girone d'andata. risonanza magnetica. Salterà di sicuro la sfida di coppa col Milan

CAMBI - E pensare che il «capitan futuro» bianconero aveva già sentito male alla mezz’ora della ripresa: un normale scontro di gioco con Eder sulla fascia sinistra, un colpo alla rotula e una torsione anomala del ginocchio. Qualche minuto a terra, dolorante, e poi il rientro, claudicante. D'altronde Conte aveva già effettuato i tre cambi a disposizione e, per non lasciare in dieci la sua squadra, lo aveva convinto a rientrare. Ma anche il numero 8 juventino, troppo generoso, aveva deciso di stringere i denti e di dare una mano ai compagni dopo il vantaggio doriano di Icardi. CONTUSIONE - Poi, in pieno recupero il movimento innaturale dell'articolazione nel tentativo di arpionare un pallone respinto a campanile dalla difesa avversaria e la fitta che ha costretto il ragazzo ad uscire tra le lacrime, in compagnia dei barellieri. La situazione lasciava intuire un infortunio non di lieve entità che per fortuna è stato scongiurato dalla risonanza magnetica effettuata subito dopo la sfida: soltanto una forte contusione al ginocchio in questione, nessuna lesione. La Juve può tirare un sospiro di sollievo. Certamente non verrà rischiato mercoledì in Coppa Italia contro il Milan. Ass


I BLUCERCHIATI Gioia Icardi: «La mia gara più importante» TORINO - E' arrivato a Genova da nemmeno un mese ed è già riuscito nell'impresa di battere la Juventus a domicilio, una cosa riuscita solo all'Inter finora. Delio Rossi, nonostante la sua Sampdoria fosse in 10 contro 11 già dal 30' del primo tempo, ha deciso di giocarsela fino in fondo senza togliere un attaccante: «Sono molto contento perché è stata un'impresa che entrerà negli annali - ha detto il tecnico doriano a fine gara - Eravamo sotto di un uomo in casa della capolista, una squadra fortissima, e ci Rossi: Abbiamo voleva tutta la bravura possibile per recuperare questa gara. Certamente la Juve non era fatto un’impresa che resterà negli in una delle sue migliori giornate ed è stata meno arrembante rispetto ad altre volte, ma i annali della miei ragazzi hanno fatto una gara perfetta. Lo scudetto? Può perderlo solo la Juve». Sampdoria

GIOVENTU' - Icardi, che con la sua doppietta ha ribaltato il risultato, ha rischiato di non esserci per un Sudamericano Under 20 con l'Argentina: «Trovavo sciocco mandarlo a giocare quel torneo - conclude il tecnico doriano - quando ha avuto la possibilità di affrontare Lazio e Juve da titolare. Ljajic? Ho già chiesto scusa mille volte, ma se volete possiamo continuare a fare i moralisti. Come quelli che promettono di smettere di fumare e poi lo fanno di nascosto». Lo stesso attaccante argentino è incredulo. Un giorno potrà raccontare ai suoi nipotini questa giornata: «E' la gara più importante da quando sono qui ed è stata una gara incredibile per me. Certamente dispiace non essere con l'Under 20, la società ha deciso così ma a giugno ci sarà il mondiale e giocherò quello. La cosa importante era vincere per me e per la squadra». Ass


Strama nero se la prende con gli arbitri «Troppe decisioni e cartellini contro l’Inter. Su Palacio rigore e espulsione: dopo sarebbe stata un’altra partita» Dall'inviato Andrea Ramazzotti UDINE – La rabbia di Andrea Stramaccioni è evidente. Sia per la sconfitta sul campo sia soprattutto per l'ennesimo arbitraggio che non gli è piaciuto. Il tecnico nerazzurro ha messo sotto accusa Giannoccaro per un contatto in area bianconera tra Domizzi e Palacio lanciato a rete, ma anche per la gestione dei cartellini. L'Inter ancora una volta si sente accerchiata dopo i torti subiti, da novembre in poi, contro Juventus, Atalanta, Cagliari, Napoli e Lazio. « Sicuramente non siamo fortunati nelle decisioni arbitrali – ha iniziato - perché l'episodio su Palacio nel primo tempo avrebbe cambiato la partita: quello era rigore ed espulsione. Il nostro attaccante taglia la strada al loro difensore, è davanti e viene sbilanciato. Non capisco perché non sia stato fischiato il fallo. Il direttore di gara evidentemente non l'ha visto... Sospetti o cattivi pensieri? No, nessuno. Non credo nella malafede, ma in questo periodo ci sono delle valutazioni sfortunate. A ripensarci era meglio se fosse stato ravvisato il fuorigioco di Palacio». Finito? Neppure per sogno. « In ogni partita sbagliano i calciatori e gli allenatori. E' logico che possa succedere anche gli arbitri. Per me quello era un rigore sacrosanto perché Palacio è stato danneggiato al PENSIERI Andrea momento di concludere da un contatto sulla spalla destra. Questa è stata una CATTIVI Ramaccioni, 37 anni decisione che ci ha penalizzato come tante altre nell'ultimo periodo. Ho detto dopodomani, cupo a Udine all'assistente che sono 10 partite in cui i fischi 50 e 50 vanno sempre a nostro (Lapresse) sfavore. Dispiace perché quello di oggi non era 50 e 50, ma 80 e 20 o addirittura 90 e 10». Intende dire che ieri, a suo giudizio, prendere la decisione giusta e fischiare il rigore era più facile rispetto al passato. « E non mi è piaciuta neppure la distribuzione dei cartellini gialli nel primo tempo: Allan ha commesso un fallo duro su Guarin e non è stato ammonito. Il cartellino gli è stato mostrato nella ripresa quando avrebbe dovuto essere espulso». BUONA PROVA – A dispetto del ko, però, Stramaccioni si è detto fiducioso. « Globalmente penso che abbiamo fatto un buon primo tempo e commentare una sconfitta così è difficile perché il 3-0 non rispecchia l'andamento dell'incontro anche se l’Udinese ha meritato. Fino all'espulsione avevamo fatto bene e se fossimo rimasti in dieci avremmo potuto rimontare. Il rosso a Juan Jesus invece ci ha tagliato le gambe e ci siamo smarriti: non ho fatto a tempo a inserire Silvestre e tornare alla difesa a tre che abbiamo subito il raddoppio. Per 65' comunque ho visto una buona Inter e Guarin è andato bene in fase di raccordo tra attacco e centrocampo. Perdere 2-0 o 3-0 per me cambia poco. Se fossimo passati in vantaggio con Jonathan e Palacio, l'incontro sarebbe andato in modo diverso». INFORTUNI E MERCATO – Stramaccioni ha ammesso « che il momento è difficile perché ci sono tanti infortuni e in panchina avevo quasi solo Primavera». Poi ha parlato della rosa che verrà rinforzata ulteriormente dopo l'arrivo di Rocchi: « Alla fine del mercato estivo avevamo in mente un'Inter diversa e avevamo sottolineato che ci mancava solo un cambio della punta centrale. Rispetto ad allora abbiamo modificato modo di giocare (dal 43-1-2 al 3-4-1-2, ndi) e giocando così è normale che in qualche ruolo possiamo perfezionare l'organico». I dirigenti ci proveranno per puntare alla Champions. « Non abbiamo iniziato bene l'anno e nel girone d'andata ci è mancato qualche punto perché abbiamo chiuso tante partite con rammarico e non ricordo invece gare in cui abbiamo conquistato punti che non meritavamo. Nell'ultimo periodo c'è stata una leggera flessione, ma adesso dobbiamo prepariamoci con le unghie e coi denti alla partita contro il Pescara». © riproduzione riservata


UDINESE-INTER 3-0 UDINESE (3-5-1-1): Brkic 7; Heurtaux 6 Danilo 6,5 Domizzi 6; Basta 6,5 Pereyra 6,5 Allan 6 Lazzari 7,5 Pasquale 6; Muriel 7,5 (36’ st Maiconsuel sv); Di Natale 8 (43’ st Ranegie sv). A disp. Padelli, Pawlowski, Angella, Faraoni, Coda, Gabriel Silva, Willians, Zielinski, Merkel, Barreto. All. Guidolin 7,5. Falli fatti: 15 INTER (3-4-1-2): Handanovic 6; Samuel 5,5 Cambiasso 5 Juan Jesus 4; Jonathan 4,5 (33’ st Rocchi sv) Zanetti 5,5 Gargano 5 (29’ st Duncan sv) A. Pereira 5; Guarin 6,5; Cassano 6,5 (37’ st Silvestre sv) Palacio 5. A disp. Belec, Di Gennaro, Mbaye, Mariga, Benassi, Bessa, Livaja. All. Stramaccioni 5,5. Falli fatti: 11 ARBITRO: Giannoccaro di Lecce 5,5 Guardalinee: Nicoletti e La Rocca Arbitri d’area: Guida e Palazzino Quarto uomo: Paganessi MARCATORI: 18’ st Di Natale, 30’ st Muriel, 34’ st Di Natale ASSIST: Lazzari (U), Basta (U), Lazzari (U) ESPULSO: 20’ st Juan Jesus (I) per doppia ammonizione (entrambe per gioco falloso) AMMONITI: Pereira (I), Danilo (U), Palacio (I) e Maicosuel (U) per simulazione, Allan (U) per cnr. NOTE: spettatori 21.000 (abbonati 11.644, paganti 9.356), incasso 270.043 euro; calci d’angolo: 9-4 per l’Inter. Rec.: 1’ pt, 2’ pt.


di Edmondo Pinna

Palacio parte in off side poi il contatto con Domizzi ROMA - Un episodio soltanto per Giannoccaro da rivedere e rivedere alla moviola. Il rallenty non sembra dargli torto, anche se un errore c’è. Parliamo dell’episodio che ha visto protagonisti Palacio e Domizzi (Foto Sky), con proteste dell’Inter per la mancata concessione del rigore. Partiamo dalle cose certe: Palacio, quando parte servito da Cassano, è in fuorigioco. Non clamoroso ma c’è, è oltre Domizzi, che poi lo affronta. Contatti non ce ne sono, la dimostrazione è nell’atteggiamento di Palacio che trascina subito la gamba destra alla ricerca di un eventuale tocco. L’unico dubbio è in quella mano di Domizzi appoggiata sulla spalla destra dell’avversario. Tocco minimo, come il dubbio. © riproduzione riservata


ALLE RADICI DELLA QUARTA SCONFITTA ESTERNA IN CAMPIONATO Zanetti: Non siamo più quelli di Torino Dall’inviato UDINE - L’Inter capace di vincere allo Juventus Stadium non c’è più. A certificarlo è stato Javier Zanetti, l’unico giocatore che ieri si è presentato davanti alle telecamere: «Dopo il successo di Torino - ha spiegato - non siamo stati più compatti e abbiamo avuto un calo fisico. Ci sono stati degli infortuni, la panchina è diventata corta e non sempre le cose ci sono girate per il verso giusto. Adesso, però, sta a noi reagire e arrivare tra le prime tre in campionato. Sono convinto che ce la faremo. E’ il momento di ripartire e di continuare a credere in quello che facciamo correggendo gli errori» . Già, gli errori: dopo il 3-1 di Torino l’Inter ne ha commessi tanti e li sta pagando. Scarsa brillantezza attaccanti in crisi troppi infortuni e nervosismo: c’è tanto da migliorare

INFORTUNI E PESCARA - Se Stramaccioni ha dovuto quasi azzerare il turn over la colpa è dei numerosi problemi muscolari. Non siamo sui livelli dell’era Benitez, ma negli ultimi 2 mesi si sono fermati Milito (ieri assente per la prima volta dopo 18 gare da titolare in A), Alvarez, Nagatomo, Duncan, Samuel, Ranocchia, Mudingayi, Coutinho e Guarin. Stankovic, Chivu e Obi, invece, l’allenatore li ha avuti solo per una manciata di minuti dall’inizio della stagione. Troppi stop di natura non traumatica e tempi di guarigione molto lunghi. Da sabato contro il Pescara qualcuno rientrerà (magari Mudingayi, forse Nagatomo), ma in difesa sarà emergenza con Ranocchia e Juan Jesus squalificati più Chivu dolorante. CONDIZIONE ATLETICA - A dicembre la squadra era in flessione. La sosta natalizia poteva dare una mano e invece lo spogliatoio ha “imposto” una vacanza di 10 giorni. Stramaccioni avrebbe preferito riprendere il lavoro con 2-3 giorni di anticipo, ma ha prevalso la tesi della fiducia ai giocatori, molti volati in Sudamerica o negli Emirati con programmi di lavoro. Ieri dopo il 65’ l’Inter è crollata: questione di testa (rosso a Juan Jesus) o di gambe? Lo capiremo nelle prossime partite. Certo è che Guarin, che ha fatto le feste a Milano, è stato quello che ha corso di più... ATTACCO IN CRISI - In avanti Milito ha firmato un gol nelle ultime 7 giornate di campionato, Cassano è a secco in A dal 21 ottobre (Inter-Catania 2-0) e da 9 partite (più 2 saltate per squalifica...) non batte il portiere avversario, ma anche per Palacio dopo Inter-Cagliari 2-2 (18 novembre) è calata la notte (6 match di campionato a digiuno). Stramaccioni si aspetta che il nuovo acquisto Rocchi dia una mano perché in trasferta gli ultimi gol risalgono all’11 novembre. NERVOSISMO E KO - Ieri intanto ha fatto capolino anche il nervosismo. Cassano si è lamentato più volte per una punizione che Guarin gli ha “scippato” ( «Dovevo batterla io. Lui fa come vuole» ha urlato), Stramaccioni si è lamentato per il rigore non dato a Palacio gridando: «E’ incredibile». Gli episodi arbitrali dell’ultimo mese hanno contribuito ad aumentare la frustrazione, ma intanto l’Inter in trasferta è a quota 5 sconfitte: 4 in campionato, cosa mai successa dal 2000 in poi. Infine i gol subiti: nelle ultime 10 gare di campionato solo una volta i nerazzurri hanno tenuto la loro porta blindata, mentre nelle ultime 5 trasferte le reti al passivo sono addirittura 11. and.ram. © riproduzione riservata


LA PARTITA L’Inter sparisce nella ripresa Dall’inviato UDINE - L’Inter in versione trasferta non funziona più. Al Friuli i nerazzurri hanno incassato la quinta sconfitta consecutiva lontano da San Siro (la quarta in campionato) e la striscia di 10 affermazioni esterne di inizio stagione sembra lontana anni luce. L’Udinese ha meritato il successo per l’intensità che ha messo in campo e perché è sembrata avere più benzina nelle gambe (Zanetti e compagni hanno ripreso gli allenamenti il 2 gennaio, dopo 10 giorni di vacanze, i friulani il 30 dicembre...), ma per quello che si è visto nella prima ora (abbondante) di gioco, il 3-0 finale è una punizione eccessiva per la formazione di Stramaccioni che ha sprecato almeno in 2 clamorose occasioni per portarsi in vantaggio nel quarto d’ora iniziale della ripresa. Gli errori di Jonathan e Palacio, abbinati alle parate di Brkic, hanno fatto girare Nerazzurri con poca la partita e hanno fatto da preludio al micidiale tris della coppia Di Natale-Muriel, implacabili nell’evidenziare con benzina nelle la loro rapidità gli errori avversari. gambe rispetto ai friulani Di NataleMuriel non perdonano

CHE CALO - L’Inter, che non perdeva la prima partita dell’anno dal 1999 (ko a Parma), ha recriminato per un contatto (lieve, quasi impercettibile) in area di rigore di Domizzi su Palacio lanciato a rete dopo essere partito in posizione di fuorigioco non ravvisata e non ha gradito la distribuzione dei gialli nella prima frazione (graziato Allan che Totò Di Natale, 35 anni, scherza poi è stato ammonito nella ripresa), ma l’arbitraggio di Giannoccaro, che con Luis Muriel, 21: sono stati peraltro non è stato disastroso, non può bastare a spiegare la resa di una loro a schiantare l’Inter (Ansa) squadra che quando è rimasta in dieci, di fatto è sparita dal campo permettendo ai bianconeri di dilagare. I numeri nerazzurri sono preoccupanti: dopo l’impresa dello Juventus Stadium, 8 punti nelle ultime 8 partite; 0 gol segnati lontano da San Siro negli ultimi 366', l’Europa League compresa; 35 punti alla fine del girone d’andata esattamente come la scorsa stagione. Se non ci sarà un’inversione di tendenza, difficile pensare di andare in Champions League. L’Udinese viceversa può tornare in corsa per le coppe europee se continuerà a giocare come ieri. CASSANO CREA - Fin dall’inizio i padroni di casa sono sembrati più in palla, con più corsa, più energie e idee più chiare. Forse perché le lunghe vacanze, abbinate con le tante assenze (9 infortunati tra cui Milito, neppure in panchina, più lo squalificato Ranocchia e Sneijder), hanno ulteriormente inceppato i meccanismi di un’Inter che fatica a far gioco per la nota assenza di un regista alla quale Branca e Ausilio stanno provando a porre rimedio (obiettivo Lodi). Il problema ieri è sembrato ancora più evidente perché è mancata la spinta sulle corsie laterali (out Nagatomo) e così Stramaccioni è stato costretto a chiedere a Cassano di arretrare per creare pericoli visto che Guarin da solo non sempre è riuscito a fare la differenza tra le linee. Guidolin, che in casa in Serie A ha perso solo la prima gara contro la Juventus (dopo 4 successi e 4 pari), ha impostato una partita attenta, ha lasciato agli avversari l’iniziativa (60% di possesso palla nerazzurro al 45', ma palleggio lento e prevedibile) nella speranza che Muriel e Di Natale, cercati anche con lanci lunghi, prendessero fuoco negli spazi. La strategia si è rivelata vincente alla lunga, ma anche nella prima frazione era stata l’Udinese a rendersi più pericolosa con una punizione di Di Natale respinta dalla traversa e un tiro di Muriel parato da Handanovic. SUPER TOTO’ E LA RESA - Nella ripresa l’Inter si è appoggiata all’ispirato Cassano e se fosse passata in vantaggio con Palacio o Jonathan, avrebbe probabilmente potuto invertire la tendenza negativa in trasferta. E invece è stata l’Udinese a segnare con un bellissimo lancio di Lazzari sfruttato alla perfezione da Di Natale. I nerazzurri hanno avvertito il colpo e l’espulsione di Juan Jesus li ha messi ulteriormente in ginocchio. La formazione di Stramaccioni è sparita dal campo nonostante il tecnico abbia provato a ridisegnarla con il 4-3-2 e a buttare poi nella mischia l’esordiente Rocchi. L’Udinese ha affondato sfruttando la superiorità numerica e una condizione fisica migliore. Così sono arrivati i gol di Muriel e Di Natale, ma a quel punto l’Inter non c’era già più. and.ram. © riproduzione riservata


Inter ko dopo 13 anni nella prima dell’anno Clamorosa inversione di rendimento in trasferta dell’Inter: dopo aver vinto le prime sei partite dell’anno, ha perso le ultime quattro. E tra l’altro, non segna fuori da due mesi: l’ultimo gol realizzato in trasferta risale al 2-3 in casa dell’Atalanta, l’11 novembre, compresa la trasferta di Kazan. Il digiuno fuori casa è ora di 366 minuti. L’Inter tra l’altro ha perso la prima gara dell’anno solare dopo una serie sì di 14 anni: l’ultimo ko risaliva al 6 gennaio 1999, 0-1 a Parma.


ORA L’INTER DEVE MUOVERSI Dopo Rocchi, altri 3 o 4 innesti: niente spese folli, a meno che non parta Sneijder Dall’inviato Andrea Ramazzotti UDINE - La quinta sconfitta di fila in trasferta, l’ennesima gara con almeno un gol al passivo, la rosa ridotta all’osso dagli infortuni, gli 8 punti conquistati nelle ultime 8 giornate e la paura di vedersi sfuggire per il secondo anno di fila la Champions (che vale 30 milioni pesantissimi per il bilancio...) spingeranno l’Inter a rinforzarsi ancora sul mercato. Rocchi non rimarrà dunque l’unico innesto della campagna trasferimenti invernale ed è probabile che arrivino altrI 3-4 innesti. La parola d’ordine sarà niente spese folli, a meno che non parta Sneijder e che la cifra incassata dal suo addio non permetta di fare un nuovo tentativo per Paulinho, operazione comunque difficile. Stretta per Andreolli e per Schelotto Nei prossimi giorni l’appuntamento con l’agente di Wes

IL CHIEVO E MORATTI - Di certo una chiacchierata nei prossimi giorni è in programma con il Chievo. Sarà RITORNO AMARO Samir Moratti a parlare con il collega Campedelli per definire le Handanovic, 28 anni, si operazioni che le società hanno in ballo, ma già oggi ripresentava a Udine dove è potrebbero esserci contatti tra Branca-Ausilio e Sartori. A Verona andrà l’ex esploso: non è stato un ritorno Primavera Bianchetti, mentre a Milano arriverà Andreolli. Resta solo da capire fortunato (Ansa) se l’ex prodotto del settore giovanile nerazzurro tornerà alla base subito o a giugno. In caso di partenza di Silvestre, probabile che sbarchi immediatamente sotto la Madonnina. L’altro nome caldo è quello di Sorrentino che vorrebbe tentare un’avventura in una grande: «Troppo giovane per fare il vice di Handanovic? Alcune scelte sono personali e comunque tutti vorrebbero andare in una grande squadra. E’ stata la mia ultima partita al Chievo? Non so niente, ma se così sarà, avrò lasciato un buon ricordo» ha detto ieri il portiere. Il tecnico Corini è stato altrettanto possibilista: «Spero che Stefano rimanga, ma c’è anche la possibilità che vada» . Lo cercano pure il Palermo (che ha offerto come contropartita Ujkani) e il Bologna, ma Sorrentino vorrebbe l’Inter. SCHELOTTO - In settimana è previsto un colloquio anche con l’Atalanta per l’esterno destro che ieri è partito dalla panchina salvo poi entrare al posto dell’infortunato Bellini. «La sua situazione va affrontata subito, perché queste voci possono disturbare» ha detto Colantuono dopo il ko di Verona. Inevitabile qualche chiamata sull’asse Bergamo-Milano a breve, ma attenzione anche al Genoa. L’Inter spera di ottenere Schelotto in prestito con diritto di riscatto, ma ha capito che l’Atalanta non vuole cedere a queste condizioni. La comproprietà di Livaja può permettere di aprire un discorso anche se poi ci sarà da trovare un accordo sui soldi perché Silvestre, che Marino vorrebbe, ha uno stipendio troppo alto e non accetta il trasferimento a Bergamo. LODI - Aperto pure il discorso legato al regista del Catania che Pulvirenti non vuole mollare. La prima offerta, presentata attraverso un agente Fifa (2 milioni più la comproprietà di 2 giovani), non ha scaldato nessuno in Sicilia, ma è stata utile per intavolare una specie di dialogo a distanza. Se Lodi continuerà a premere per lasciare l’isola, magari qualcosa potrebbe accadere. WES E LE CESSIONI - In settimana attenzione infine a un summit tra i dirigenti e l’entourage di Sneijder: l’appuntamento con Lerby è nell’aria da giorni e permetterà di capire se esiste un minimo margine per rivedere l’olandese in nerazzurro (magari da regista) o se la cessione è l’unica soluzione. Il problema è che di offerte concrete per lui al momento non ce ne sono. Diversa la situazione per Coutinho (occhio a Southampton e Aston Villa) e Alvarez (Wolfsburg, Galatasaray, Porto e River più Espanyol). © riproduzione riservata


LA GIOIA DEI FRIULANI Pozzo promette il rinnovo a Totò di Guido Gomirato

UDINE - Ha vinto la squadra più cinica, quella che ha concretizzato le occasioni da gol. E’ un concetto che evidenzia Francesco Guidolin che, però, rende il giusto merito ai vinti. «Sino a quando non siamo passati in vantaggio dopo lo splendido gol di Di Natale, su altrettanta splendida azione al volo con passaggio conclusivo di Lazzari a Totò, l’Inter ci ha reso la vita difficile, all’inizio della ripresa ha avuto un paio di opportunità per segnare - ha detto il Guido - Comunque sapevo che avrebbe vinto la squadra che per prima sarebbe riuscita a trovare la fiammata e, quello di Di Natale, lo ripeto ancora, è stato un gran gol». CHE MURIEL! - Certo è che con il recupero di Muriel l’Udinese ha trovato più potenzialità Il patron: Gli ordino là davanti. «Muriel è un ragazzo del ‘91 che deve solamente migliorare e diventare un di arrivare a 200 gol attaccante moderno; ovvero deve fare bene entrambi le fasi, deve applicarsi sempre di Per Stramaccioni più, ma credo che il futuro sarà suo. Non sempre utilizzerò le due punte, dipende anche c’era un rigore? Si dal sistema di gioco cui mi affiderò, in ogni caso credo che Muriel, che sta migliorando metta gli occhiali sotto il profilo fisico, che ha qualità, lo utilizzerò tutte le volte che mi sarà possibile. Sicuramente l’attaccante dovrà essere complementare a Di Natale, ma non posso pretendere da Totò, che ha 35 anni, che indietreggi anche in difesa, ma questo compito deve garantirmelo Luis che è ancora un ragazzo» . EPISODI - Poi a chi gli ha chiesto quanto abbiano influito sul 3-0 gli episodi, il tecnico di Castelfranco è stato categorico. «Nella mia carriera ho ingoiato numerosi bocconi amari per situazioni che ci hanno sfavorito o sfortunate, quindi commento per quello che ho visto in campo, come fa l’arbitro che a volte ti fischia a favore, altre volte contro, ma sbagliano anche loro come i calciatori». Ora a quota 27 l’Udinese può guardare al girone di ritorno con fiducia, ma il Guido ancora una volta tira il freno a mano. «Ai miei ragazzi prima del match ho detto che l’eventuale successo non avrebbe dovuto essere etichettato come risultato prestigioso, ma avrebbe dovuto essere considerato come importante in chiave salvezza per consentirci anche essere più sereni. Non modifico la mia tesi: davanti a noi ci sono sette squadre che lottano per l’Europa; le altre tredici, tra cui l’Udinese, hanno un obiettivo comune». POZZO - «Abbiamo festeggiato benissimo la Befana - ha dichiarato il patron dei bianconeri - E’ stata una splendida partita di calcio. Sapevamo che non avremmo avuto vita semplice: dall’altra parte c’era l’Inter. Ma l’Udinese è stata bravissima. Stramaccioni lamenta il rigore su Palacio? Si metta gli occhiali». ». Poi i due hanno anche avuto anche un simpatico siparietto lontano dalle telecamere. Per l’Udinese di fatto un successo corposo, maturato dopo aver assorbito senza danni alcuni rischi. «Ci sono stati momenti difficili, anche loro potevano fare gol, però la nostra vittoria è meritata». Con due perle del solito immenso Di Natale, arrivato a 165 reti in A. «Un giocatore straordinario. Può arrivare tranquillamente a 200 gol. Anzi, glielo ordino! Il suo futuro? Faccia quel che vuole, io sono pronto ad allungargli il contratto per un altro anno» . Giro di boa a quota 27: prospettive? «Le solite, arriviamo prima possibile ai 40 punti e poi vediamo se possiamo coltivare qualche altro piccolo sogno?». © riproduzione riservata


Un Lazzari sontuoso Juan Jesus naufraga DI NATALE JUAN JESUS UDINESE BRKIC 7 - Risponde alla grande a Guarin e Palacio. Parate importanti in momenti importanti del match. HEURTAUX 6 - Soffre solo quando Cassano va dalla sua parte. DANILO 6,5 - Il più sicuro della difesa. Discreto anche in fase di impostazione con diversi lanci lunghi e precisi. DOMIZZI 6 - Limita gli errori anche se qualcosa concede. BASTA 6,5 - Limita bene Pereira e riparte. Gara in crescendo fino all’assist per il 2-0. PEREYRA 6,5 - Tampona e smista palla, utile in mezzo al campo. ALLAN 6 - Fatica a contenere la fisicità di Guarin e commette molti errori nei passaggi. Meglio nella ripresa. LAZZARI 7,5 - Sontuoso l’assist dell’1-0, bello quello del 3-0. In mezzo una prova diligente, con inserimenti puntuali. PASQUALE 6 - Contro Jonathan non soffre, ma quando spinge la misura del cross è sbagliata. In difesa una sbavatura che poteva costar cara. MURIEL 7,5 - Quando accelera fa male. Tenta sempre la giocata e spesso gli riesce. Provoca l’espulsione di Juan Jesus e inizia il 2013 come aveva finito il 2012 ovvero segnando. DI NATALE 8 - Due gol per salire a quota 165 in Serie A, una traversa e tanti scatti nonostante il flessore destro faccia le bizze. Sesta rete contro l’Inter, 12 reti nel girone d’andata. Il solito leader. GUIDOLIN (ALL.) 7,5 - Terza vittoria nelle ultime 4 gare contro l’Inter. Si difende e riparte: successo costruito, voluto e meritato. INTER HANDANOVIC 6 - Rimanda di qualche minuto il 2-0 con una grande uscita su Di Natale, poi para il parabile. SAMUEL 5,5 - Inizia male, con qualche errore di troppo. Con la difesa a tre limita Di Natale, ma il finale è un calvario.


CAMBIASSO 5 - Primo tempo discreto, ripresa da incubo: o non mette una pezza agli errori altrui o si perde l’avversario. JUAN JESUS 4 - Esce per “prendere” Muriel, ma non riesce a fermarlo se non con falli che gli costano i due gialli. Sull’1-0 Di Natale lo sorprende, poi arriva l’espulsione. JONATHAN 4,5 - Uno sciagurato errore sottoporta sullo 0-0 e nessuno spunto degno di nota in fase di spinta. ZANETTI 5,5 - Da interno di centrocampo fa soprattutto la fase di non possesso. Più vivo quando si allarga sulla fascia. GARGANO 5 - Corre parecchio, ma quanti errori in fase di impostazione... In chiusura latita nell’azione dell’1-0 e non solo. PEREIRA 5 - Partita senza guizzi e senza sprint. Non attacca Basta e non convince quando deve coprire. GUARIN 6,5 - Trequartista per mettere pressione ad Allan, usa il fisico e la tecnica per inserirsi in zona gol. Giocate importanti e di personalità. Aiuta anche in difesa. CASSANO 6,5 - E’ lui ad accendere l’Inter con le sue giocate. Arretra per servire palloni invitanti e si arrabbia parecchio quando Guarin lo... anticipa battendo una punizione. PALACIO 5 - Chiede un rigore, si muove molto, ma quando c’è da concludere latita. Pesante un errore sullo 0-0 un minuto prima della rete di Di Natale. STRAMACCIONI (ALL.) 5,5 - Le troppe assenze lo zavorrano, ma la manovra è lenta e in trasferta continuano ad arrivare sconfitte senza gol segnati. L’arbitro GIANNOCCARO 5,5 - La gestione dei cartellini non convince. and.ram. © riproduzione riservata


CHIEVO-ATALANTA 1-0 E’ Cofie che ci mette la firma VERONA - Era ora che venisse infranto il tabù. Finalmente un pieno, al battesimo del nuovo anno, come non accadeva dal 2007. Vitale per il Chievo, capace di garantirsi un giro di boa senza patemi, raggiunto un punteggio che è lo stesso del campionato scorso. Alla quarta vittoria nelle ultime cinque gare miete una vittima, l'Atalanta, che in trasferta non sembra più in grado di imbroccarne mezza: con questa diventano quattro, le uscite a vuoto consecutive lontano da Bergamo. Una flessione generale che, ad occhio, gli eventuali scompensi del mercato possono solo peggiorare. Ed il sorpasso è servito, grazie alla zampata mortifera di Isaac Cofie a rompere equilibri davvero sottili. MISCELA GIUSTA - Costruito con una buona dose di pazienza, l'1-0 che matura al Bentegodi passa attraverso l'ennesimo stravolgimento della fase offensiva che Corini applica al Chievo. Per l'occasione Luciano, al rientro dopo un mese, viene dirottato a sinistra nel tridente in cui il piccolo Stoian recita una parte significativa. Si confondono le acque, con il risultato di giocare senza punte di ruolo, poggiando in ogni caso su una linea mediana che sa il fatto suo. Guana è un baluardo, lotta nel mezzo senza mollare un centimetro mentre Cofie si muove tra le linee in maniera quasi inosservata. Soprattutto per chi, in chiusura di frazione, si dimentica colpevolmente di buttargli un occhio nel momento in cui il pallone recapitato da Théréau non chiede di meglio che essere spinto dentro: la difesa dell'Atalanta si muove in massa verso la porta e il ghanese è libero per la battuta a incenerire Consigli. Ed il Chievo trova la doppia cifra quanto a giocatori andati a segno in stagione, dopo la prima rete gialloblu del centrocampista. Sarà la vista del nerazzurro che gli sovviene qualche pensiero di mercato futuribile, ma a cavallo del gol decisivo Sorrentino si prende la sua bella fetta di merito per i tre punti gialloblu. Se passo d'addio con il Chievo dev'essere, il portiere lascia con un marchio indelebile quale l'istintivo riflesso su Raimondi e in particolare il prodigio che nega a Bonaventura un gol praticamente fatto. Le recriminazioni finali di Colantuono su come i bergamaschi producano di più non tengono conto degli sprechi gialloblu in fase di ripartenza: Théréau va due volte a un passo dal raddoppio, Stoian e Guana per questione di centimetri non chiudono il discorso anzitempo. Con una retroguardia rabberciata come quella atalantina Stendardo e Ferri non hanno mai giocato insieme dall'inizio - la contabilità delle occasioni non raggiunge livelli esagerati da parte del Chievo. ATALANTA SPENTA - Molto Bonaventura e nient'altro, i nerazzurri presentatisi a Verona. Un esterno multiuso chiamato a suonare la sveglia una volta capito che è difficile cavare un ragno dal buco, ma alla lunga predica nel deserto. L'attenuante generica delle molte defezioni lascia il tempo che trova, e nemmeno insistere su De Luca si rivela redditizio. Impalpabile sia lui che Denis, a fronte di una predisposizione tutt'altro che bellicosa a centrocampo. L'invettiva, in mancanza d'altro, dovrebbe sgorgare da uno come Radovanovic, che viene invece tenuto basso: una progressiva rinuncia a guardare il Chievo dritto negli occhi. E nemmeno l'ingresso di Cigarini serve ad alimentare il tasso di qualità, con un Moralez rimasto fuori per novanta minuti. Anche se Schelotto, buttato dentro per necessità prima dell'intervallo per l'infortunio di Bellini, mantiene l'Atalanta su livelli tali per cui si potrebbe raddrizzare la baracca. Soprattutto perché da quel momento l'argentino puntella la corsia con un filo di continuità, complice lo scivolamento in difesa di un Raimondi deludente, anche se la resistenza di Jokic fatica a crollare. Così ci si ferma alla prodezza di Sorrentino su Bonaventura ad inizio secondo tempo ma, sostanzialmente, è una squadra a corto di idee per meritarsi il pari. ass


CHIEVO-ATALANTA 1-0 CHIEVO (4-3-3): Sorrentino 7; Sardo 5 Dainelli 6,5 Andreolli 6 Jokic 6,5; Guana 7 L. Rigoni 6,5 Cofie 6,5; Stoian 6,5 (38’ st Di Michele sv) Théréau 6 (45’ st M. Rigoni sv) Luciano 6 (18’ st Cesar 6). A disposizione: Puggioni, Viotti, Moscardelli, Vacek, Farkas, Pellissier, Papp, Paloschi. Allenatore: Corini 7 Falli commessi: 18 ATALANTA (4-4-2): Consigli 6; Bellini 5,5 (42’ pt Schelotto 6) Stendardo 6 Ferri 6 Brivio 5,5; Raimondi 5,5 Biondini 5 (1’ st Cigarini 5) Radovanovic 5,5 Bonaventura 6,5; De Luca 5 (21’ st Parra 5,5) Denis 5. A disposizione: Polito, Frezzolini, Troisi, Moralez, Matheu, Cazzola. Allenatore: Colantuono 6 Falli commessi: 14 ARBITRO: Mariani di Aprilia 6 Guardalinee: Faverani e Dobosz. Quarto uomo: Padovan. Arbitri d’area: Russo e Tommasi. MARCATORE: 37’ pt Cofie. ASSIST: Théréau. AMMONITI: Biondini (A), Brivio (A), Raimondi (A), Dainelli (A) per gioco falloso. NOTE: Spettatori paganti, abbonati e incasso non comunicati. Angoli: 7-4 per l’Atalanta. Recupero: 3’ pt, 5’ st.


Corini: Una grande vittoria del gruppo Eugenio Corini, allenatore dei veronesi: «Il Chievo risponde sempre ad ogni battuta d’arresto. E’ stata una vittoria del gruppo, un'ottima risposta dopo la sconfitta con il Torino. Siamo stati bravi a soffrire e colpire alla prima occasione che ci è capitata. Li abbiamo attaccati in velocità, dando pressione a centrocampo con la tecnica»


Colantuono: Le occasioni vanno sfruttate Stefano Colantuono, allenatore dell’Atalanta: Non abbiamo potuto cambiare molto a livello tattico, il computo delle occasioni ci ha reso superiore a loro ma non basta il dominio territoriale. Dobbiamo recitare il mea culpa: siamo stati anche sfortunati, ma la fortuna va cercata con quella cattiveria che oggi non abbiamo avuto.


MILAN-SIENA 2-1 MILAN (4-3-3): Abbiati 7; Abate 6 De Sciglio 6 Acerbi 5 Constant 5 (18’st Antonini 6); Montolivo 5,5 Ambrosini 6 Nocerino 6 (11’st Bojan 7); Boateng 6 Pazzini 6,5 El Shaarawy 6,5. A disp.: Amelia, Gabriel, Muntari, Strasser, Flamini, Cristante, Emanuelson, Niang. All.: Allegri 6,5. Falli commessi:16 SIENA (3-5-2): Pegolo 6; Neto 6 Paci 5 Felipe 5,5; Angelo 6 Valiani 6 (35’st Paolucci 6) D’Agostino 5,5 (25’st Bolzoni 5,5) Vergassola 6 Del Grosso 5,5; Rosina 5,5 (13’st Reginaldo 6) Bogdani 5. A disp.: Farelli, Coppola, Dellafiore, Verre, Belmonte, Rodriguez, Contini, Rubin, Nannini. All: Iachini 5,5. Falli commessi: 12 ARBITRO: Calvarese di Teramo, 5. Guardalinee: Posado e Altomare. Arbitri d’area: Damato e Irrati. Quarto uomo: Barbirati. MARCATORI: 22’ st Bojan (M), 35’ st Pazzini (M) su rigore, 42’ Paolucci (S). Assist: Boateng, Angelo. AMMONITI: Ambrosini (M), Pazzini (M), Angelo (S), Felipe (S) per gioco falloso; Vergassola (S), Neto (S), Del Grosso (S) per comportamento non regolamentare. NOTE - Spettatori 30.404 (incasso 855.203,89 euro). Angoli: 5-3 per il Milan. Minuti di recupero: 1’ pt, 3’ st.


Il Siena si sente ormai accerchiato Mezzaroma: Altri errori arbitrali... di Furio Fedele ed Ettore Intorcia

Rabbia Siena. Palpabile, evidente, ormai diventata impossibile da gestire in maniera intima e poco corrosiva dal club bianconero. Gli errori arbitrali di ieri a San Siro (fallo di De Sciglio su Bogdani in occasione del primo gol milanista; il rigore inesistente di Felipe su Pazzini; un giallo ad Angelo per gioco falloso, con il senese che in realtà era scivolato...) hanno scatenato le ire della dirigenza toscana.

SOSPETTO -Il Siena, trapela da ambienti societari, si sente accerchiato e vive ormai nel sospetto di un disegno preciso, che vorrebbe la società toscana vittima predestinata alla retrocessione. Il Siena, in altre parole, sente di dover giocare non solo contro la penalizzazione di 6 punti che sta pesando maledettamente, ma anche contro chi lo ha considerato da subito “spacciato”. «Non possiamo subire tutte le domeniche errori arbitrali imbarazzanti», l’urlo del club che si sente chiamato a disputare un campionato “estremo”. Ieri sera il presidente Mezzaroma, che non ha potuto seguire la squadra a Milano, è intervenuto a Sky Sport: «Abbiamo incassato due reti a seguito di decisioni arbitrali discutibili, soprattutto in occasione del rigore. E' difficile farsi sentire nelle sedi competenti perchè non esiste un ambito nel quale gli arbitri possano spiegare alcuni episodi che francamente continuo a non capire. La classifica è brutta ma noi non ci arrendiamo, purtroppo anche i risultati delle dirette concorrenti ci penalizzano, avremmo meritato almeno un punto». © riproduzione riservata


Allegri rinato Ha un passo da scudetto Dalla 9ª giornata i rossoneri hanno fatto più punti di tutti «Ma non montiamoci la testa» «La Champions resta un obiettivo proibitivo, intanto la classifica ora è sistemata...» di Pietro Guadagno

MILANO - Altro che zona Champions, se il campionato fosse cominciato alla nona giornata il Milan sarebbe addirittura primo in classifica. Nessuno, infatti, né la Juventus, né la Lazio, né tantomeno la Inter, è riuscito a fare meglio. Solo la Fiorentina è stata in grado di mettere insieme lo stesso bottino dei rossoneri, vale a dire 23 punti in 11 gare. Il risultato è che il traguardo che per lunghe settimane sembrava un miraggio irraggiungibile, ovvero un posto nell'Europa che conta, adesso è a sette punti. Ancora molti ma alla portata, insomma, se gli uomini di Allegri continueranno a mantenere lo stesso ritmo con cui hanno cominciato a marciare dallo scorso 27 ottobre (Milan-Genoa 1-0): da allora, lo score è stato di 7 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte. «Arrivare in Champions quest'anno sarebbe un'impresa, ma anche un risultato importantissimo», ha sottolineato il tecnico rossonero, che sa perfettamente come cambierebbero giudizi, valutazioni e anche le prospettive sul suo lavoro, nel caso in cui davvero, contro tutti i pronostici, la squadra rossonera chiudesse il torneo sul podio.

COPPIA Pazzini con il pallone del rigore, sullo sfondo Bojan, autore della rete dell’1-0 (LaPresse)

URLACCHIATE - Attenzione, però, perché anche illudersi può essere pericoloso. E il Milan lo ha già assaggiato sulla sua pelle. «Non montiamoci la testa - è stato l'avvertimento di Allegri -. Per come siamo partiti la Champions resta un obiettivo quasi proibitivo. E' vero che adesso abbiamo sistemato la classifica, ma è obbligatorio infilare un altro filotto. Altrimenti diventa tutto molto complicato». Il primo filotto rossonero si era infranto prima di Natale con la sconfitta in casa della Roma. «Ma quella è stata una caduta che fa parte del percorso di crescita della squadra», ha precisato il tecnico, che ha pure affermato di aver visto qualcosa di positivo nell'ennesimo deludente primo tempo dei suoi giocatori, chiuso in mezzo ai sonori fischi dell'intero stadio. «E' vero abbiamo giocato male - ha ammesso -. Ma la squadra ha comunque mostrato maggiore maturità rispetto al passato, nel senso che non si è innervosita e non ha concesso nulla al Siena. Altre volte, invece, ci era capitato anche di andare sotto prima dell'intervallo. Nella ripresa siamo entrati in campo con maggiore aggressività, siamo migliorati sia sul piano tecnico sia su quello della corsa, costruendo diverse occasioni e meritando la vittoria». A proposito di meriti, qualcosa ci deve aver messo pure Allegri se Galliani ha parlato di «urlacchiate» decisive dell'allenatore durante l'intervallo. «Ho solo chiesto maggiore intensità», ha replicato Allegri, trincerandosi dietro un eloquente sorriso.

DUE FACCE - La Champions, comunque, è impressa anche nei pensieri di Galliani. E non solo in vista della sfida con il Barcellona per gli ottavi dell'attuale edizione... «Il nostro è stato un girone di andata a 2 facce - ha spiegato il dirigente rossonero -. Nelle prime 8 giornate abbiamo raccolto soltanto 7 punti, nelle altre 11 la nostra media è stata superiore ai 2 punti a gara. Che è poi quella che ti porta in Champions e che è poi in linea con il ritmo che abbiamo tenuto anche negli ultimi 2 campionati. La verità è che siamo partiti con un handicap pesante e che è diventato difficile da recuperare. Il rammarico è soprattutto per le 2 sconfitte con Sampdoria ed Atalanta. Con tutto il rispetto non si può perdere in casa contro Sampdoria e Atalanta». L'ultimo pensiero è stato per la Befana, che evidentemente ha portato bene al Milan. «Abbiamo vinto e altre grandi che ci precedono in classifica (Juventus, Inter e pure Fiorentina, ndr) hanno perso. Diciamo che è stata una buona Befana». Il tutto accompagnato da un gran sorriso. © riproduzione riservata


LA PARTITA Quanta fatica, ma il Milan va

Rossoneri fischiati nel primo tempo, poi Bojan gol, rigore generoso e brividi finali Dalla redazione Furio Fedele MILANO - Non poteva iniziare meglio il nuovo anno per il Milan di Allegri. Un calcio di rigore a dir poco «generoso» concesso dall’arbitro Calvarese per un presunto fallo di Felipe su Pazzini ha spianato la strada per il successo sul Siena dove i 3 punti si sono rivelati preziosissimi. I rossoneri, complici le due sconfitte di Fiorentina e Inter, rivedono un po’ meno lontano il terzo posto. Anche se ancora una volta Allegri ha dovuto alzare la voce nell’intervallo per scuotere la sua squadra. L’intero primo tempo è stato, come spesso accade, regalato all’avversario, un Siena umile e concentrato che, però, ha giocato quasi sempre con il freno a mano tirato nonostante l’impianto difensivo rossonero fosse tutt’altro che impeccabile. Nella ripresa i toscani non si sono ripetuti, anche perchè vessati ancora una volta da decisioni arbitrali assolutamente discutibili come il rigore contro. L’ingresso dell’ex romanista spacca la partita. I rossoneri volano nonostante le molte fragilità

FARAONE - Un Milan per lunghi tratti pessimo, è stato sorretto nei 45' iniziali dal solito El Shaarawy. Due sue conclusioni (13' e 34') sono state vanificate da un’uscita di Pegolo e da un pizzico di imprecisione. Fra gli assenti ingiustificati, ha insospettito la svogliatezza e la superficialità di Boateng. Che ieri, reduce dal pomeriggio di follia di Busto Arsizio, si è preso un paio di bordate di fischi dai tifosi del Milan indispettiti dal suo rendimento nel primo tempo. Allegri ha rivisto e corretto il Milan all’11' della ripresa quando ha richiamato in panchina Nocerino per dare spazio a Bojan. Frizzante e costante con cambi di marcia improvvisi che hanno messo in difficoltà il sonnecchioso Siena, il catalano ha avuto anche il merito di risvegliare Boateng che gli ha servito l’ assist per il gol dell’1-0. I rossoneri con l’entrata di Bojan hanno abbandonato l’ormai consolidato 4-3-3 per passare a un più incisivo 4-2-3-1. I due gol propiziati da una maggiore concretezza offensiva si sono rivelati pesantissimi non solo per il Milan ma anche per gli stessi autori. Bojan ha firmato la sua seconda rete consecutiva (la terza in questo campionato). Pazzini ha concluso il girone d’andata con 9 reti (8 in Serie A, 1 in Coppa Italia) che dimostra quanto sia sempre efficace.

BRIVIDI - Non sono stati certo di freddo, considerata la temperatura mite che avvolge Milano da sabato scorso, quelli che hanno angosciato Allegri e i tifosi rossoneri nel finale di una gara fin troppo sofferta. Dopo che Abbiati aveva salvato su Rosina (sullo 0-0), i rossoneri hanno incassato il solito immancabile gol ( assist di Angelo per il nuovo entrato Paolucci che si è fatto beffa di testa della difesa avversaria in versione... presepe) a 3' dalla fine ai quali ne sono stati poi sommati altri 3 di recupero. La rabbia di Allegri, palpabile per tutto il secondo tempo, è nuovamente esplosa in occasione del gol del Siena. Allegri fa bene a non fidarsi di questo Milan. Volubile, imprevedibile, inaffidabile e tormentato dagli infortuni. Diventano impellenti e fondamentali i correttivi del mercato di gennaio.

DEA BENDATA - Sicuramente Galliani e Allegri non possono lamentarsi del trattamento riservato loro dalle «cinquine» arbitrali che si sono succedute in quest’ultimo periodo. Come detto il rigore concesso dal teramano Calvarese per il tocco di Felipe ai danni di Pazzini grida vendetta. Ma la fortuna non può e non deve essere infinita. Questo Milan ieri ha dimostrato di essere troppo fragile, nonostante nel finale del girone d’andata abbia riconquistato punti in classifica e un credito internazionale che potrebbe farlo approdare nuovamente alla zona che vale la Champions League a fine campionato. COPPA ITALIA - Intanto mercoledì il Milan affronterà la Juventus nel quarto di finale (partita unica) della Coppa nazionale. Allegri recupererà quasi certamente Zapata (sempre che la forma influenzale sia stata definitivamente debellata) e Mexes, ieri squalificato. «Stop» in vista, invece, domenica contro la Sampdoria per Pazzini che ieri, diffidato, è stato ammonito. © riproduzione riservata


Con la media delle ultime 11 gare, arriva a 70 Settanta è la quota di punti con cui il Milan finirebbe il campionato, conservando la media delle ultime 11 giornate, vale a dire 2,1 a partita. Facendo un raffronto con la classifica finale dello scorso torneo, 70 punti sarebbero stati sufficienti per conquistare la terza piazza, visto che l’ultimo gradino del podio fu dell’Udinese con 64. E il rterzo posto è appunto l’obiettivo (minimo) che il Milan si è prefissato ora.


In 10 anni, solo una volta fuori dalla Champions Nelle ultime 10 stagioni, ovvero dal 2002/03, il Milan è rimasto fuori dalla Champions soltanto in un’occasione, nel 2008/09. L’anno precedente, infatti, chiuse il campionato soltanto al quinto posto e gli uomini allora allenati da Ancelotti parteciparono all'Europa League. Peraltro, dopo aver vinto il trofeo nel 2007, i rossoneri solo nell'ultima edizione hanno superato gli ottavi di finale.


di Edmondo Pinna

Rigore Felipe su Pazzini Il tocco è davvero minimo ROMA - Ci sono tre episodi per Calvarese a Milano. Partiamo dall’ultimo, il rigore. Che sembra essere abbastanza generoso, pur se non privo di qualche appiglio tecnico: il contatto (foto Sky) di Felipe su Pazzini (che sfrutta al meglio questa sua propensione: aspetta l’avversario e poi va giù) è appena accennato, il rossonero cade con una certa disinvoltura. Appena prima, c’era stato un battibecco fra Felipe e Pazzi, con mani in faccia e accenni di testate, con giallo solo per l’attaccante rossonero. Sul gol di Bojan, l’azione parte da un fallo di de Sciglio su Bogdani, poi però il pallone finisce a Rosina che lo perde, possibile il vantaggio. © riproduzione riservata


Già 24 difese schierate da Allegri Sono 24 le difese schierate da Allegri in 26 partite. Fra squalifiche e infortuni, il tecnico è stato costretto a un continuo turnover. Imprevedibile quella di ieri con De Sciglio al fianco di Acerbi. Il baby rossonero, dopo una manciata di partite, ha già interpretato tutti i ruoli difensivi.


Gli striscioni e i cori dedicati a Pato: zero! Zero striscioni, cori, ringraziamenti o sentimenti dedicati dai tifosi del Milan a Pato congedatosi in settimana. Il “papero” è stato...archiviato, dopo 5 anni e mezzo e oltre una cinquantina di gol, come l’ultimo degli sconosciuti. Un addio senza lacrime, forse qualcuna di spietata gioia...


Nainggolan e Strootman: rivoluzione Milan, oggi vertice di mercato tra Allegri e Galliani Nel mirino i due centrocampisti. Attacco: Matri di Pietro Guadagno

MILANO - L'appuntamento è per oggi pomeriggio. Galliani e Allegri si vedranno per un vertice di mercato in piena regola, improcrastinabile dopo il rientro dal Brasile del dirigente, che è riuscito a perfezionare la cessione di Pato, ma non quella di Robinho. I programmi (e la location) potrebbero subire una modifica solo in caso di disponibilità di Berlusconi, che, comunque, dovrebbe dare il suo contributo alla riunione almeno via telefono. Saranno diversi gli argomenti da affrontare, anche perché un Milan con la zona Champions nel mirino spinge a intervenire e a rafforzare l'organico. Centrocampo e difesa, al momento, dovrebbero rappresentare la priorità. Peraltro, con i soliti nomi a circolare, a meno che proprio oggi non ne escano di nuovi. Quindi Nainggolan e Strootman, assieme a Kucka, per la linea mediana; Astori e la soluzione low-cost Carvalho, per la retroguardia. ATTACCO - Senza il denaro incassato da Robinho, però, i margini di manovra saranno inevitabilmente ridotti. «L'abbiamo ritirato dal mercato», ha spiegato Galliani, che si è presentato a San Siro poche ore dopo essere atterrato alla Malpensa, aggiungendo che «il brasiliano non voleva andare via dal Milan, ma MARATONETA Radja solo tornare a casa. E casa sua è il Santos. E' vero che altri club avrebbero Nainggolan, obiettivo accontentato noi e il giocatore, il Gremio ad esempio mi ha chiamato ieri rossonero (LaPresse) (sabato, ndr), ma non potendo andare al Santos, Robinho preferisce restare al Milan. Quando è saltata la trattativa, ho parlato con Berlusconi e devo dire che era contento». Lo scenario, comunque, potrebbe mutare nel caso in cui proprio il Santos si rifacesse nuovamente vivo, soddisfacendo finalmente le richieste del Milan. Può ancora accadere visto che gennaio è ancora lungo. E nel caso diverrebbe difficile trattenere Robinho. «C'è grande rimpianto per Pato. E' rimasto con noi per 5 anni solari e i primi 2 sono stati stratosferici. Poi sono cominciati gli infortuni... Ad ogni modo, rimaniamo con 5 attaccanti», ha poi garantito Galliani. Ma, a prescindere dalle sorti di Robinho, il gradimento per Matri (che però non può giocare in Champions) è intatto e potrebbe trasformarsi in qualcosa di più. Mentre è tutto da capire cosa potrebbe accadere se da Manchester, sponda City, dovessero arrivare determinati segnali in merito a Balotelli. PRIMA LE USCITE - Ad ogni modo, forse ancor prima delle entrate, oggi Allegri e Galliani dovranno affrontare il discorso delle uscite. «Se non va via nessuno, non arriva nessuno», ha avvisato l'ad rossonero. Mentre Allegri ha spiegato che «siamo in 31 in rosa e faccio fatica ad allenarne tanti. Durante le sedute capita che alcuni elementi debbano fare lavori diversi. Non si tratta di voler mandar via qualcuno, ma di volerli mandare a giocare da qualche parte». Ebbene, in via di dismissione ci sono i soliti Traorè, Mesbah e Strasser. Mentre in bilico restano Flamini, Acerbi (per dare spazio a un centrale in più) e Gabriel (solo al'estero visto che è complicato scovare una squadra di serie A che gli possa affidare la maglia da titolare). Peraltro è difficile un addio di Abate, nonostante i 10 milioni di euro messi sul tavolo dallo Zenit Sanpietroburgo, senza la possibilità di individuare un adeguato sostituto. Per Didac Vilà, infine, c'è l'incognita delle condizioni fisiche. MESSAGGIO - Ciò che Allegri si aspetta, comunque, sono rinforzi all'altezza e non pedine utili soltanto a far ulteriormente numero. «La società sa benissimo dove questa squadra può essere migliorata. Chi deve arrivare deve poter dare qualcosa di più, altrimenti non avrebbe senso fare degli innesti. La verità è che in Italia ci sono tanti bravi allenatori, ma per vincere ci vogliono i grandi giocatori. Io sono felice di aver vinto lo scudetto al mio primo anno al Milan, ma quella era una grande squadra». Più chiaro di così... © riproduzione riservata


LA SQUADRA Pazzini: Il rigorista sono io Dalla redazione MILANO - Quando Bojan ha scaraventato in rete il gol dell’1-0, tutti i milanisti sono corsi verso Boateng, autore dell’ assist vincente, per abbracciarlo. E’ stato un ulteriore segno di solidarietà dopo il terribile pomeriggio di Busto Arsizio. A dire il vero i tifosi milanisti, di ogni ordine e grado, ieri non hanno manifestato la stessa sensibilità a parte un applauso iniziale al ghanese quando la squadra è entrata in campo per il riscaldamento pre-partita... Il Boa , comunque, a fine gara ha affidato all’immancabile twitter le sue immediate emozioni: «Congratulazioni alla squadra. E’ un bene iniziare il 2013 con una vittoria!» . Bojan sente fiducia «Dobbiamo essere pronti per le scelte del tecnico. Restare? Mancano 5 mesi...»

BOJAN - Il catalano ha firmato ieri la sua terza rete milanista. In perfetta media, al termine del girone d’andata, con il ruolino di macia registrato nella passata stagione indossando la maglia della Roma (7 gol in 20 partite). Bojan ha apprezzato la scelta di Allegri di concedergli ancora una volta la giusta ribalta partendo dalla panchina: «Noi siamo una squadra compatta e ognuno di noi deve essere pronto per le scelte del tecnico... E’ ovvio che anche a me piace giocare sempre, ma in queste ultime partite ho messo una marcia in più» . La matrice blaugarana è sempre molto evidente: «Tutta la mia vita calcistica si è sviluppata nel Barcellona. Qui al Milan sto migliorando molto in un campionato difficile. Il mio riscatto a fine stagione? Io l’ho detto già dall’inizio che sto bene qui, mancano 5 mesi alla fine della stagione, poi vedremo cosa succede» .

PAZZINI - Domenica di felicità anche per Pazzini che ieri ha griffato la nona rete stagionale, l’ottava in campionato (1 in Coppa Italia), la terza su calcio di rigore. Anche lui ha confidato a Milan Channel che «il rigorista sono io, mi prendo questa responsabilità volentieri. Nel primo tempo abbiamo fatto male: eravamo prevedibili e lenti. Ci voleva poco per fare meglio nella ripresa, ma volevamo questa vittoria: salviamo il risultato ma non la prestazione» . Domenica contro la Sampdoria a «Marassi» il Pazzo non ci sarà perchè squalificato: «Mi spiace non esserci, tengo a questa partita... Siamo in ritardo in classifica, dobbiamo sempre vincere e dare maggior continuità possibile alla nostra rimonta. Quando rincorri non ti puoi mai permettere un errore, ma ci crederemo fino alla fine per guadagnare più punti e posizioni possibili. I 3 punti contro il Siena sono preziosi, ci avvicinano al terzo posto» . DE SCIGLIO - Il baby -difensore rappresenta ormai una certezza. Ieri ha voluto anche spiegare la metamorfosi fra il primo e il secondo tempo: «Abbiamo iniziato sottotono, abbiamo faticato a trovare gli spazi e a manovrare bene. Nella ripresa siamo entrati in campo con maggior voglia di vincere, abbiamo alzato il ritmo e così si è giocato meglio. Bojan quando è subentrato è diventato il vertice alto di centrocampo ma dietro a Pazzini e penso sia stata quella la sua posizione che ha portato vivacità al gioco» . © riproduzione riservata


UN AVVERSARIO IMPREVISTO Tra Milan e Blatter gelo sul razzismo MILANO - Contro il razzismo, ma anche contro la scelta di abbandonare il campo per rispondere agli insulti. «Non penso che sia la soluzione - ha tuonato il presidente della Fifa Joseph Blatter, dalle colonne del quotidiano di Dubai "The National", con riferimento a quanto accaduto giovedì a Busto Arsizio -. Non penso che un giocatore possa andare via, perché altrimenti scatta la sconfitta a tavolino. È una questione molto delicata, serve tolleranza zero e l'unica soluzione è essere duri con le sanzioni, servono penalizzazioni o qualcosa di simile» .

LA RISPOSTA - Il club rossonero, però, non ci sta e, in serata, ha risposto con un comunicato ufficiale: «L'A.C. Il segretario Fifa Milan ribadisce il proprio più fermo dissenso nei boccia la scelta di lasciare il campo I confronti di ogni forma di razzismo, comunque rossoneri: «Noi manifestata, e invita gli organi sportivi competenti, abbiamo fatto nazionali e internazionali, ad adottare e applicare ogni bene» idonea ed efficace misura» . In sostanza, la società di via Turati non poteva accettare di essere criticata per la sua reazione, quando chi doveva intervenire - nello specifico l'arbitro, che avrebbe dovuto sospendere l'incontro, lanciando un avvertimento al pubblico tramite altoparlante - ha evitato invece di adottare le misure previste e consentite dal regolamento. RAPPORTO DETTAGLIATO - Per la verità, Blatter ha pure precisato che «la Federcalcio deve ancora fornirci il rapporto dettagliato su quanto è esattamente successo. Ad ogni modo, quanto accaduto dimostra che gli spettatori devono comportarsi bene perché altrimenti i giocatori lasciano il campo, non si può andare avanti con gli insulti» . Ma dopo la gara con il Siena, alcuni rossoneri avevano voluto replicate direttamente al presidente della Fifa. «Sappiamo che ci sono delle regole ma abbiamo voluto mandare un segnale. Inoltre sarebbe giusto che esistano norme univoche, visto che in questo momento in Italia esiste un sistema e in Europa un altro» , ha sottolineato Ambrosini. «Chi se ne importa di Blatter. Era giusto dare un segnale. Basta parlarne, però. Sono 4 giorni che lo facciamo e si rischia di dare troppa importanza ad un episodio» , ha aggiunto Pazzini. «Il Milan non ha sbagliato» , ha concluso Bonera. DALLA PARTE DEL BOA - Ma ciò che è emerso in maniera più che evidente da San Siro e dall'intero universo rossonero è che tutti sono dalla parte di Boateng. L'intera squadra, ad esempio, è sbucata dagli spogliatoi per il riscaldamento, indossando la classica maglia a strisce rossonere, con sulle spalle la scritta la doppia frase, in italiano e inglese, "Ac Milan contro il razzismo", "Ac Milan against racism". Il pubblico ha apprezzato, applaudendo convinto. Anche se poi, durante la gara, non ha risparmiato i fischi allo stesso ghanese, in occasione dei suoi errori. «Medita di lasciare l'Italia? Ma no, il suo è stato solo uno sfogo, provocato dall'amarezza» , ha commentato Allegri. p.gua. © riproduzione riservata


Abbiati decisivo De Sciglio record Neto da seguire bojan PACI Dalla redazione Furio Fedele

MILAN ABBIATI 7 - Galliani l’ha definitivamente riabilitato dopo la provvidenziale parata su Rosina. ABATE 6 - Lievita nella ripresa dopo un primo tempo insufficiente. DE SCIGLIO 6 - Ha già battuto un record di Maldini: dopo una ventina di partite ha già giocato in tutti i ruoli della difesa. Ma non c’è quando Paolucci colpisce il pallone di testa per l’1-2. ACERBI 5 - Incerto, spesso vittima di pericolosi errori personali. CONSTANT 5 - Corre a vuoto, Angelo lo inibisce. Viene sostituito per evitare guai peggiori. ANTONINI (18’ st) 6 - Tampona le falle lasciate da Constant. C’è un po’ di ruggine ma si batte bene. MONTOLIVO 5,5 - Impresentabile nel primo tempo, si rianima nella ripresa. AMBROSINI 6 - Stringe i denti, ma in campo dovrebbe farsi sentire come Allegri nell’intervallo. NOCERINO 6 - Viene «sacrificato» per fare posto a Bojan. Ma non ha demeritato. BOJAN (11’ st) 7 - Dà il meglio di sè quando entra a partita in corso. BOATENG 6 - Inizia male, si propone meglio con Bojan. PAZZINI 6,5 - Ottavo gol in campionato (terzo su rigore). EL SHAARAWY 6,5 - Gli manca solo il gol, ma è l’unico che fa sempre la differenza. ALLEGRI (all.) 6,5 - Si barcamena con quello che ha ma pretende un salto di qualità dal mercato. SIENA PEGOLO 6 - Bravo su El Shaarawy nel primo tempo, incolpevole sul gol di Bojan.


NETO 6 - E’ l’anello meno debole della difesa senese. PACI 5 - Perde clamorosamente Bojan in occasione del gol. FELIPE 5,5 - Impreca, a ragione, per il «non» rigore su Pazzini. Ma talvolta è distratto. ANGELO 6 - Offre l’ assist per il gol di Paolucci. Ammonito, in diffida, sarà squalificato. VALIANI 6 - Nel primo tempo coordina con giudizio la manovra a centrocampo. PAOLUCCI (35’ st) 6 - Segna un gol che crea ansia al Milan. D’AGOSTINO 5,5 - E’ lecito attendersi di più dalla sua cabina di regia. 25'st BOLZONI 5,5 - Grande corsa ma poca sostanza. VERGASSOLA 6 - Da manuale il primo tempo, cala nella ripresa. DEL GROSSO 5,5 - Spinge ma non convince. ROSINA 5,5 - Solo un lampo, ma Abbiati non resta... accecato. REGINALDO (13’ st) 6 - Tardivo il suo ingresso. BOGDANI 5 - Macchinoso. IACHINI (all.) 5,5 - Non osa quando nel primo tempo si trova di fronte la brutta copia del Milan. L’arbitro CALVARESE 5 - Grave l’errore di valutazione del fallo di Felipe su Pazzini: non era calcio di rigore. © riproduzione riservata


Milan e Pro Patria doppio messaggio prima delle gare I giocatori del Milan hanno effettuato il riscaldamento indossando alcune magliette create per ribadire il no a razzismo già dimostrato nei fatti a Busto Arsizio. La Pro Patria, impegnata a Savona, ha voluto a sua volta chiedere scusa per quanto successo a causa di un gruppo di suoi ultras: si sono presentati allo stadio esibendo un grande striscione “No racism” ma non con i volti dipinti di nero. La gara si è svolta regolarmente. (Ap, Ansa)


FIORENTINA-PESCARA 0-2 FIORENTINA (3-5-2): Neto 5,5; Roncaglia 4,5 Tomovic 5 Savic 6; Cuadrado 6 Aquilani 5,5 Pizarro 6 (20' st Mati Fernandez 5,5) Borja Valero 5,5 Pasqual 5,5 (33' st Seferovic sv); Toni 5,5 (15' st Ljajic 5,5) Jovetic 5,5. A disp: Viviano, Lupatelli, Cassani, Della Rocca, Llama, Migliaccio, Madrigali, Romulo. All: Montella 5 Falli commessi: 13 PESCARA (4-3-2-1): Perin 8,5; Balzano 6 Terlizzi 7 M. Capuano 6,5 Modesto 7; Nielsen 6,5 Togni 6 (25' st Colucci 6) Bjarnason 6,5; Weiss 6,5 (38' st Bocchetti sv) Celik 7; Jonathas 7 (40' st Abbruscato sv). A disp: Pelizzoli, Falso, Cascione, S. Romagnoli, Vukusic, Caprari. All: Bergodi 7 Falli fatti 23 ARBITRO: Giacomelli di Trieste 5 Guardalinee: Marrazzo e Vuoto Quarto uomo: Passeri Arbitri d’area: Romeo e Nasca MARCATORI: 12' st Jonathas, 46’ st Celik. AMMONITI: Togni (P), Celik (P), Jonathas (P), Terlizzi (P), Modesto (P), Borja Valero (F) per gioco falloso. NOTE: spettatori paganti 10.267 per un incasso di 165.836 euro, abbonati 13.528 per un incasso di 195.328 euro. Angoli: 8-1 per la Fiorentina. Recupero 0 pt, 6' st.


PERIN: GRAZIE A BUFFON «Ogni tanto capitano giornate così, ho anche sfruttato i consigli di Gigi» FIRENZE - Il grande protagonista è lui, Mattia Perin, un passato in Toscana, con l'ex viola Mareggini. Ieri ha volato ovunque e parato l'impossibile. Al punto che qualcuno nella tribuna vip a Della Valle grida: « Prendi lui in porta ». Lui, Mattia, ringrazia: « Ogni tanto capitano queste giornate. Oggi abbiamo ottenuto un grande risultato, è andata bene così. Come mi ha suggerito anche Gigi Buffon, devo essere sempre sereno e rimanere spensierato, e così ho fatto. Devo ringraziare Mareggini, col quale sono stato all'età di 14 anni alla Pistoiese. Io il dopo Buffon? Come lui ne nasce uno ogni 50 anni, e fra di noi ce n'è solo 20 di differenza... ». Sui viola: « La Fiorentina vista dal campo è fortissima. L'avevo vista in tv e me l'immaginavo forte, ma non così. I giocatori in mezzo al campo sono fantastici, mai visti. E' solo una giornata Bergodi: Siamo storta per loro, i tifosi viola non si devono preoccupare. Quando abbiamo creduto di poter stati bravi e fortunati. Per noi è vincere? Io solo sul 2-0, sul quale ho esultato a differenza del primo gol ». un risultato clamoroso, che vale più di tre punti...

L'IMPRESA - Non ci sono dubbi, Cristiano Bergodi ha fatto bene al Pescara. Specialmente sul piano della concretezza. Ieri il tecnico degli abruzzesi ha avuto quello che chiedeva: logica, resistenza, voglia di combattere sempre, di non arrendersi. « Sicuramente - ha spiegato l'allenatore subentrato da poche settimane a Stroppa - Perin ha fatto una prestazione sopra le righe e certamente noi, nel primo tempo, siamo stati fortunati nel rimanere imbattuti, nonostante le diverse occasioni costruite dai viola. Però poi, nella seconda frazione, siamo stati bravi a ribattere colpo su colpo ed ha centrare due gol su azioni di rimessa ». Bergodi, allenatore del Pescara (che per la prima volta in undici incontri ufficiali ha espugnato il Franchi), ha esultato anche sotto il settore ospiti. Non si è nascosto, così come aveva cercato di guardare il bicchiere mezzo pieno alla vigilia della gara, tenendo la squadra viva, decisa ottimista: « Psicologicamente per noi questo è un risultato importantissimo, che va oltre il significato dei tre punti in classifica. Stiamo con i piedi per terra ma indiscutibilmente questo è l'inizio del 2013 perfetto. Jonathas? Lo avevo visto bene, il ragazzo mi ha ringraziato. Mi sembrava giusto concedergli un'altra opportunità, mi serviva un giocatore che desse fastidio ai tre dietro della Fiorentina e lui ha fatto un ottimo lavoro, oltre al gol che è stato determinante ». Un giocatore recuperato, rilanciato, che potrebbe diventare utile per la stagione. PRIMO GOL IN A - E lui, il brasiliano Jonathas ha ringraziato tutti, emozionato per il suo primo centro in serie A, un gol che gli riapre la strada al calcio italiano, che gli restituisce ottimismo e la speranza: « E' stata un vittoria incredibile. Abbiamo lavorato tutti insieme. Perin? Ci aspettiamo il massimo sempre. E' giovane e talentuoso, siamo contenti per lui. Il fallo di mano (quello che gli sarebbe potuto costare il secondo giallo e conseguentemente l'espulsione, ndr)? Non era volontario, l'arbitro ha visto bene ». Poi un messaggio a tutti, con un pizzico di emozione: « Dedico il gol alla mia famiglia e a mia moglie ». Soddisfatto, entusiasta anche Capuano che racconta lo stato d'animo di tutta la squadra: « Ci abbiamo creduto malgrado sapessimo che sarebbe stato difficile battere la Fiorentina. I viola sono incappati in una giornata storta. Meglio per noi, che comunque abbiamo meritato il risultato ». atc


LA PARTITA Perin è un muro primo ko in casa per la Fiorentina di Alessandro Rialti

FIRENZE - Impresa del Pescara che a Firenze non aveva mai vinto, impresa di Jonathas che proprio nel match forse più difficile segna il suo primo gol in serie A quando pareva fosse già con le valige in mano, impresa di Bergodi che ha dato alla sua squadra un pragmatismo assoluto. Impresa di Perin che nel primo tempo della gara con i viola para l’impossibile, fantastico, efficace e di un’eleganza assoluta. Al punto che Lupatelli rientrando nello spogliatoio per l’intervallo gli chiede: « Ma che hai mangiato...?». LUCE SPENTA - Complimenti quindi al Pescara, pragmatico come non mai, ma allo stesso tempo bisogna chiedersi che cosa è successo alla bella Fiorentina del primo tempo. Possibile passare dal dominio assoluto alla confusione totale, dall’ordine sistematico all’inconcludenza e all’assopimento progressivo? Possibile che nel primo tempo gli uomini di Montella abbiano concluso contro la porta pescarese per undici volte, dieci in porta, costringendo Perin a una prestazione da Superman, per poi, nella ripresa, arrivare al tiro solo tre volte di cui due dalla distanza? Insomma, chi ha spento la luce? Diciamo la verità: se nel primo tempo i viola fossero andati al riposo in vantaggio di almeno due gol, nessuno si sarebbe sorpreso. Pareva che in campo ci fosse una sola squadra. Cuadrado si era preso la fascia destra e aveva martellato fino a togliere il respiro a tutti. Pizarro dettava i tempi, Borja Valero recuperava con Aquilani tutti i palloni e rilanciava in continuità, il Pescara pareva un pugile alle corde e con lo sguardo vuoto, perso. Occasioni per i viola con Toni minuto 3, Tomovic minuto 11, Cuadrado minuto 19, Pasqual minuto 20, Jovetic minuto 29, poi il miracolo autentico di Perin su Aquilani al minuto 31, ancora miracolo di Perin su Borja Valero al minuto 44. Ma il Pescara ha avuto l’immensa qualità di restare in piedi. Merito degli uomini di Bergodi, certo, merito di Perin, di un po’ di fortuna, anche, ma poi? Cos’è che improvvisamente si è rotto nella Fiorentina? La squadra viola pareva essere tornata dalla vacanze in perfetta forma. Colpa dell’infortunio a Pizarro? Colpa del direttore di gara troppo permissivo sulla valanga di falli, colpi duri? Forse il mancato doppio giallo per Jonathas? Non può essere solo questo. Tutto frutto del contraccolpo al primo gol del Pescara? Ai viola altre volte era successo di andare sotto, ma avevano sempre reagito bene. Non ieri, non contro il Pescara. Resta il dubbio di quel finale spento della gara. Non era la vera Fiorentina, non era la Fiorentina di Montella. E questa è stata la prima volta.

UNO-DUE - La storia della gara dal punto di vista tattico sta tutta in pochi ma sostanziali cambi. I viola hanno giocato con il solito 3-5-2 con Jovetic accanto a Toni, Cuadrado e Pasqual sulle due fasce (per qualche minuto si sono cambiati di posto), Pizzaro davanti alla difesa e ai lati Aquilani e Borja Valero. Pescara con la difesa a quattro con Modesto su Cuadrado, Balzano su Pasqual, Capuano e Terlizzi centrali. A centrocampo Bjarnason piano piano ha preso le misure su Aquilani, Togni ha sofferto su Pizarro e Nielsen è uscito alla distanza su Borja Valero. In attacco Jonathas di punta con dietro Weiss e Celik. Ma se nel primo tempo a decidere è stato Perin, nella ripresa hanno deciso Bergodi, Jonathas e... Roncaglia. Bergodi è stato bravo a sfruttare il calo progressivo dei viola, dando alla propria squadra la consapevolezza che tutto fosse possibile. C’ha creduto lui e c’hanno creduto i suoi uomini. Così il Pescara è ripartito, ha occupato il campo lasciato dai viola e ha iniziato a ripartire. Al 12' è stato Modesto ad andare a cercare Jonathas, colpo di testa superando Tomovic e Aquilani e 0-1. Poi le scelte di Montella, l’uscita di Toni per cercare con Ljajic di saltare il muro di Bergodi (ma forse Toni poteva dare di più sulle eventuali palle alte) e l’innesto di Mati Fernandez per sostituire l’infortunato Pizarro. Ma non era più la stessa Fiorentina. Così, in pieno recupero, con una squadra viola che comunque non dava mai l’idea di lottare con il coltello fra i denti, anche l’incredibile errore di Facundo Roncaglia che ha perso la palla nella propria trequarti lasciando partire solo soletto Celik. Un gioco da ragazzi per lo svedese ed è stata solo la festa del Pescara. Ai viola la rabbia, la delusione e gli applausi di un Franchi comunque generoso. © riproduzione riservata


L'ANNUNCIO DI MENCUCCI «Cara Juve, Jovetic rimane a Firenze»

Il montenegrino: «Io sto bene qui». Montella: «Sconfitta ingiusta». Pizarro ko, salta Udine e la Roma FIORENTINA - Un applauso alla Fiorentina, « perché queste sono partite in cui può succedere l'imponderabile». Il rammarico di Vincenzo Montella, semmai, è piuttosto per i pochi falli fischiati, soprattutto su David Pizarro, per l'appunto uno che fino ad oggi di gialli ne ha messi insieme dieci ed è stato costretto ad abbandonare il campo in barella. RISULTATO INGIUSTO - « Nonostante la sconfitta, devo fare i complimenti alla mia squadra - ha spiegato il tecnico viola - Abbiamo giocato un primo tempo importante, costruendo un'occasione dietro l'altra. Se rapportiamo i quarantacinque minuti iniziali con quelli nella ripresa, c'è differenza. Il fatto è che abbiamo perso armoniosità nel gioco di squadra per cercare di recuperare. Onore agli avversari: il Pescara si è difeso con molto ordine e, poi, Perin ha fatto diversi interventi straordinari. Non nei farei però un dramma, ho potuto apprezzare volontà, determinazione e generosità. Nessuno, fino all'ultimo, si è tirato indietro, non devo rimproverare niente ai giocatori. La squadra è rimasta concentrata, non si è mai disunita e questo significa molto». Montella spiega le sue mosse non senza ironia. « Perché ho sostituito Toni? Perché di mestiere faccio l'allenatore. La mia è stata semplicemente una considerazione tattica: ho cercato di inserire un giocatore che riuscisse a saltare l'uomo con facilità, visto che Cuadrado stavolta ha accusato qualche difficoltà. Jovetic, in questo modo, aveva la possibilità di muoversi a propria discrezione, del resto sa benissimo di poter sfruttare la libertà di trovarsi lo spazio migliore di manovra». E sull’arbitro? « Preferirei non dire niente in merito, però non posso soprassedere sui tanti falli che sono stati commessi su Pizarro. Credo che gli interventi volontari dovrebbero essere sanzionati con il cartellino. Quando ha dovuto abbandonare il campo non nascondo che ci eravamo preoccupati. E' stata però esclusa la frattura al perone. Non so se si tratti di una distorsione, ma di certo abbiamo escluso la diagnosi peggiore». Probabilmente però Pizarro dovrà saltare la trasferta di Udine e la gara di Coppa Italia con la Roma. JOVETIC - Il montenegrino ha voluto lanciare un segnale sul suo futuro: « Ho un contratto lungo con la Fiorentina, qui sto bene e voglio pensare solo a giocare». E l’a.d. Mencucci: « La Juve se ne faccia una ragione, l’anno prossimo Jovetica giocherà con noi...». atc


Jovetic non è ispirato. Roncaglia, che errore Terlizzi guerriero, Jonathas e Celik a segno Primi applausi per Pepito Rossi Oggi la firma sul contratto FIORENTINA NETO 5.5 - Sul primo gol e su un paio di uscite non è completamente convincente. RONCAGLIA 4,5 - Fa un errore, clamoroso, in occasione del raddoppio del Pescara. TOMOVIC 5 - Pure lui molto in difficoltà su Jonathas, ma non solo su di lui. SAVIC 6 - E’ il migliore del reparto, ma un po’ manca la grande esperienza di Gonzalo, fuori per squalifica. CUADRADO 6 - Un primo tempo incontenibile, da sette pieno, poi si spegne come una candela. AQUILANI 5,5 - Gara alterna, ma quando doveva essere la cerniera e la forza propulsiva ha finito la benzina.

Giuseppe Rossi al Franchi. Oggi la firma sul contratto

PIZARRO 6 - Colpo duro, per lui che rischia uno stop di almeno un paio di gare, e per la squadra, che senza il suo raziocinio va in netta confusione. MATI FERNANDEZ (20’ st) 5,5 - Un guizzo, due, ma affoga nella melassa viola della ripresa. BORJA VALERO 5,5 - Per lui un ottimo primo tempo e poi un’improvvisa carenza di idee. PASQUAL 5,5 - Giornata grigia, meno rapido, meno continuo. TONI 5,5 - Nel momento migliore della squadra manca una delle migliori occasioni per segnare, poi esce per far posto a Ljajic. LJAJIC (15’ st) 5,5 - Buona volontà sempre, però sembra un po’... sgasato. Un colpo di testa, una conclusione dalla distanza, ma non cambia le cose in campo. JOVETIC 5,5 - Pure per lui l’impegno è sempre al massimo, ma non ha l’ispirazione giusta. Dovrebbero essere queste le gare nelle quali fare la differenza. MONTELLA (all.) 5 - Bella nel primo tempo, ma non è una novità. La Fiorentina molle della ripresa racconta qualcosa di inedito. La sua squadra aveva sempre dimostrato di saper reagire ai colpi duri. Non ieri. PESCARA


PERIN 8,5 - E’ fantastico nel primo tempo, para tutto, para sempre, para ovunque. Tiene vivo il Pescara permettendogli poi il miracolo. BALZANO 6 - Ordinato a tenere la fascia su Pasqual e per qualche minuto anche su Cuadrado. TERLIZZI 7 - Battaglia vera e lui su quel terreno è sempre pronto. CAPUANO 6,5 - Sta al centro dove la Fiorentina prima fa male e poi sparisce. Lui prima soffre e poi ringrazia. MODESTO 7 - Viene fuori alla distanza. NIELSEN 6,5 - Prima regge Borja Valero, poi si regala anche delle buone ripartenze. Solidissimo. TOGNI 6 - Mena e suda, però non molla. COLUCCI (25’ st) 6 - Regge nel momento difficile della gara. BJARNASON 6,5 - Pure lui è costretto alle maniere forti, qualche sbandamento ma anche grande sostanza. WEISS 6,5 - Suo il cross del primo gol, lotta e moltiplica le forze. CELIK 7 - Ringrazia Roncaglia e mette il sigillo all’impresa. JONATHAS 7 - Il gigante brasiliano prima rischia l’espulsione per un fallo di mano da secondo giallo, colpisce duro Pizarro, poi segna il gol del miracolo. BERGODI (all.) 7 - Erano nove mesi che nessuno vinceva al Franchi, nessuno nell’era Montella. Complimenti. L’arbitro GIACOMELLI 5 - Dubbi su un intervento su Toni, dubbi su qualche giallo mancato. Una gara negativa. a.r. © riproduzione riservata


di Edmondo Pinna

Terlizzi su Toni: c’è il dubbio del rigore ROMA - C’è un episodio molto dubbio per Giacomelli, che non riesce a brillare dopo quell’Inter-Catania.... Nel primo tempo, dopo un angolo, cross verso l’area di Cuadrado, al centro dell’area corpo a corpo fra Terlizzi e Toni (foto Ansa), che va giù, il difensore del Pescara sembra trattenere l’attaccante. Nella ripresa: Modesto su Cuadrado: siamo fuori area. Sulla punizione susseguente di Pasqual, Togni, se tocca con il braccio, è involontario. © riproduzione riservata


PARMA-PALERMO 2-1 PARMA (4-3-3): Mirante 7; Benalouane 5,5 (11' st Santacroce 6) Paletta 6,5 Lucarelli 6,5 Gobbi 6,5; Marchionni 6 Musacci 5,5 (11' st Acquah 6) Parolo 6; Biabiany 6,5 Belfodil 7 N. Sansone 6,5 (30' st Amauri 7). A disp. Pavarini, De Angelis, Maceachen, Morrone, Palladino, Fideleff, Ninis, Rosi, Pabon. All. Donadoni 7. PALERMO (4-3-2-1): Benussi 5,5; Von Bergen 6 Aronica 6,5 Garcia 6 Morganella 6; Barreto 6,5 Kurtic 6 (34' st Malele sv) Sanseverino 6,5 (22' st Anselmo 6); Ilicic 6,5 Brienza 7; Dybala 6 (38' st Budan 7). A disp. Ujkani, Brichetto, Cetto, Viola, Milanovic, Bollino, Goldaniga. All. Gasperini 6,5. ARBITRO: Doveri di Roma 6,5 Guardalinee: Tasso e Niccolai. Quarto uomo: Iannello Arbitri d'area: Rizzoli e Giancola MARCATORI: 17' st Belfodil (Par), 40' st Budan (Pal), 47' st Amauri (Par) ASSIST: Morganella, Belfodil. AMMONITI: Dybala (Pal) e Ilicic (Pal) per simulazione, Benalouane (Par), Parolo (Par), Lucarelli (Par), Aronica (Pal) per gioco falloso, Pavarini (Par) per comportamento non regolamentare. NOTE: paganti 1557, abbonati 9102, incasso totale 91.149 euro. Ha debuttato in serie A Giulio Sanseverino, classe 1994. Angoli: 9-4 per il Palermo. Recuperi: pt 1', st 3'.


GASPERINI: SERVONO RINFORZI «La classifica è preoccupante, se poi non vinci queste partite...» PARMA - Il vecchio ex e il giovanotto alle prime armi. Ecco, nemmeno l'ottima giornata degli "estremi" rosanero ha permesso al Palermo di conquistare la prima vittoria in trasferta. O perlomeno un pareggio, con la possibilità di muovere la classifica. I due protagonisti sono Igor Budan e Giulio Sanseverino. A ben guardare, Gasperini poteva aggrapparsi solo ad un loro exploit per tentare l'impresa al Tardini. Il tecnico non aveva a disposizione gli infortunati Donati e Miccoli (nemmeno in panchina) e lo squalificato Munoz. Insomma, era emergenza. Eppure per lunghe fasi di gara i rosanero sono stati più che mai in partita. Così nel primo tempo, così anche nella ripresa dopo il gol del primo vantaggio del Parma. Il pareggio, c'è poco da fare, sarebbe stato il risultato più giusto, ma vallo a dire a Brienza, con il gol sbagliato clamorosamente nel «Gara sfortunata finale (con paratona di Mirante). ma siamo stati troppo distratti Per tornare in alto ritocchi necessari»

ILICIC SALTA - Bocche cucite, in casa Palermo, per i giocatori. Parla solo Gasperini. « Siamo stati sfortunati, però con un po' più di attenzione nel finale avremmo potuto ottenere un punto importante. La sensazione è che alla squadra manchi pochissimo per puntare ad altre zone di classifica, l'obiettivo è disputare un girone di ritorno caratterizzato da maggiore concretezza ». E sul mercato? Il tecnico confida molto nel lavoro della società. Lo ripete ora: « Sicuramente i ritocchi saranno finalizzati a migliorare il rendimento quanto a punti. Le prestazioni, infatti, sono già di alto profilo ». Nel calcio, però, conta solo la classifica: il Palermo ora è penultimo, sempre a quota 15 punti. La prossima, fra l'altro, sarà un'altra trasferta impegnativa, al San Paolo contro il Napoli (e mancherà Ilicic per squalifica). Gasperini non si scompone: « La classifica è preoccupante, ma con i tre punti è più facile recuperare. Il problema è che se non vinci queste partite... La situazione è molto delicata ma non deve subentrare la sfiducia ». SORRISI - Si diceva di Sanseverino e Budan. Per il primo, 19 anni da compiere in febbraio, era l'esordio ufficiale in prima squadra. Il debutto in serie A non l'ha però spaventato: è stato uno dei migliori, con tanta personalità nei disimpegni e nelle scelte di gioco. Insomma, il numero 50 ha un futuro radioso davanti a sé. Con lui hanno esordito anche i nuovi acquisti Aronica e Anselmo. Gasperini: « Sono stati più che positivi. C'era emergenza, ma commentare una sconfitta così fa male... Sanseverino? È un giocatore pronto, ma la serie A è un campionato difficile e qualcosa sul mercato dovremo comunque fare. Benussi? Ha fatto pochissimo, non è giudicabile ». Igor Budan, invece, è l'altro ex della gara - come Amauri - ad averci messo lo zampino. Ha giocato a Parma tra 2006 e 2008, segnando una ventina di reti: stesse date e stessi numeri di Amauri al Palermo. E proprio contro i rosanero, in maglia crociata, Budan segnò la rete decisiva negli ultimi secondi di gara in un match di campionato al Tardini del marzo 2008. Coincidenze del destino. Per l'attaccante croato si tratta del primo gol stagionale, il primo dopo il dramma della morte della figlia avvenuta in luglio. Budan non rilascia dichiarazioni, ma transitando in zona mista saluta tanti vecchi amici di Parma. In campo, invece, in lacrime ha abbracciato Gasperini subito dopo la rete. Il tecnico rivela: « Non doveva nemmeno venire con noi. E poi è entrato senza riscaldamento segnando dopo venti secondi... ». Gasperini punterà anche su di lui per rilanciare il Palermo. Le sconfitte ora sono quattro nelle ultime cinque partite, ma la voglia di risalire è forte e la prestazione del Tardini l'ha dimostrato. ass


LA PARTITA Sfida da ex: Amauri sorpassa Budan E Donadoni vola di Adalberto Scemma

PARMA - Budan e Amauri sbucano nel finale dal cappello a cilindro e Parma-Palermo trova a sorpresa un esito fuori copione. Decisivi gli ingressi dalla panchina, con due antiche torri offensive pronte a capitalizzare d'istinto i pochi minuti a disposizione. Prima la sortita in acrobazia del croato - un gol il suo che esorcizza un'annata piena di guai - poi la girata rabbiosa di Amauri a riportare avanti il Parma dopo il vantaggio iniziale di Belfodil. Per Donadoni, alla terza vittoria consecutiva, una situazione di classifica che è la migliore in assoluto della gestione Ghirardi; per Gasperini la conferma che soltanto le operazioni di mercato possono ridare tono a un Palermo generoso ma fragile. Palermo senza complessi nel primo tempo, con Barreto metronomo ispirato (qualità ma anche quantità, nessuno ha toccato tanti palloni quanto lui) e con Aronica pronto a blindare una difesa molto più reattiva del consueto. Là davanti si muove bene Dybala, al di là delle prevedibili ingenuità, ma lungo le corsie esterne è Ilicic a dare la scossa con un paio di conclusioni degne di nota: la prima al 34', un diagonale maligno che costringe Mirante a una strepitosa deviazione in angolo, la seconda al 44', un sinistro portato d'istinto, spalle alla porta, con Mirante capace anche stavolta di superarsi per togliere il pallone dall'incrocio. La maggiore incisività del Palermo, che ha buoni palleggiatori a centrocampo e che tiene molto larghi gli esterni offensivi (sugli scudi Sanseverino, debuttante non ancora diciannovenne), induce Donadoni ad arretrare spesso in copertura anche le punte ma è soprattutto la mobilità di Brienza, uomo-dovunque, a rendere talvolta indecifrabile il tema tattico. E nel mirino finisce soprattutto Benalouane, costretto ad accentrarsi e a cedere di conseguenza spazio all'elettrico Sanseverino. Finché non tocca a Belfodil rompere finalmente l'assedio con un paio di sortite orchestrate in tandem con Sansone (22') e con Biabiany (29') ma le conclusioni di questi ultimi, troppo approssimative, non lasciano il segno. Ben più saettante, con pallone a fil di palo, la botta di destro di Parolo (39') dopo uno stop elegante con il sinistro. Già in apertura di ripresa il Parma cambia decisamente marcia, sviluppa il tema offensivo con maggiore continuità sfruttando gli incroci tra Belfodil e Biabiany e portando sempre più spesso Gobbi e Marchionni a sostegno ma il Palermo ha cuore da vendere e ribatte colpo su colpo. Poi arriva, quasi consequenziale, il gol di Belfodil, una deviazione in spaccata nell'area piccola su calcio d'angolo (17') che sembra chiudere la partita. Ma è solo l'inizio dei fuochi d'artificio, propiziati dai cambi sempre appropriati suggeriti dai tecnici: è Budan, solidissimo ex, a piazzare in rete il pallone del pareggio (40') dopo aver calamitato di testa un lancio dalla destra di Morganella, ed è Amauri, altro sempreverde ancora legatissimo a Palermo, a trovare nei minuti di recupero (47') il guizzo risolutore dopo un traversone calibrato di Belfodil. Decisiva, tuttavia, la complicità di Benussi, scattato in colpevole ritardo, unico errore nell'arco della sua partita. L'esito mortifica l'orgogliosa reazione del Palermo, capace soltanto tre minuti prima di sfiorare il colpaccio con Brienza, inesauribile sino allo stoicismo. Il Parma di oggi però è un diesel capace di imperiose accelerazioni, unica squadra imbattuta in casa in questa stagione (ma il Tardini è inviolato dal marzo scorso, sono ormai 15 i turni utili consecutivi). (ass) © riproduzione riservata


LE PAGELLE Belfodil super, Mirante ok Aronica regala esperienza Sanseverino, bel debutto BELFODIL BENUSSI PARMA MIRANTE 7 - Due interventi decisivi. Sempre reattivo, padrone dell’area. BENALOUANE 5,5 - Si accentra invece di spingere in fascia. Incerto. SANTACROCE (11’ st) 6 - Disciplina tattica e nerbo. In crescita. PALETTA 6,5 - Un rientro corroborante. Imbattibile nel gioco aereo. LUCARELLI 6,5 - Punto di riferimento continuo. GOBBI 6,5 - Doppia fase di gioco interpretata con intelligenza. MARCHIONNI 6 - Presidia la sua zona senza correre rischi inutili. MUSACCI 5,5 - Personalità in formazione. Da rivedere. ACQUAH (11’ st) 6 - Sfrutta le doti fisiche per fare argine nella zona centrale. PAROLO 6 - Difetta di continuità. Sfiora il gol con un tiraccio a fil di palo. BIABIANY 6,5 - Copre l’intero fronte offensivo. Utilissimo. BELFODIL 7 - La solita marcia in più. Terzo gol nelle ultime tre partite. SANSONE 6,5 - Generosissimo, anche se difetta nelle conclusioni. AMAURI (30’ st) 7 - Determinante. Una carta pesante per il girone di ritorno. DONADONI (all.) 7 - Azzecca tutte le soluzioni tattiche. PALERMO BENUSSI 5,5 - Brucia nei secondi finali il bonus di credibilità acquisito durante l’intero incontro. VON BERGEN 6 - Diligente, ma niente di più.


ARONICA 6,5 - Un contributo di esperienza essenziale. GARCIA 6 - Non è al meglio ma resiste stoicamente. MORGANELLA 6 - Alti e bassi. Più proponibile quando è chiamato ad affondare i colpi. BARRETO 6,5 - Qualità e quantità. Gioca con intelligenza un sacco di palloni. KURTIC 6 - Buon primo tempo, cala nella ripresa. SANSEVERINO 6,5 - Debutta senza pagare pedaggio all’emozione. ANSELMO (22’ st) 6 - Non compie errori. E tanto basta. ILICIC 6,5 - Gesti tecnici pregevoli. Ma anche tanta corsa. BRIENZA 7 - Lotta come un leone. Sfiora il gol nel finale. DYBALA 6 - Fiammate iniziali prima di spegnersi nella ripresa. BUDAN (38’ st) 7 - Un addio con un gol da applausi. GASPERINI (all.) 6,5 - Fa il meglio del possibile. L’arbitro DOVERI 6,5 - Autorevolezza. Interventi sempre oculati. Ad.Sc./ass


GENOA-BOLOGNA 2-0 GENOA (4-4-2): S. Frey 6; E. Pisano 6 Granqvist 6,5 Canini 6 Antonelli 6; Rossi 6 Kucka 6,5 Matuzalem 6 (15' st Seymour 6) J. Vargas 6 (1' st Moretti 6); Immobile 6,5 (34' st Floro Flores sv) Borriello 7,5. A disposizione: Tzorvas, Donnarumma, Sampirisi, Tozser, Melazzi, Said, Piscitella. Allenatore: Del Neri 7. Falli commessi: 20 BOLOGNA (4-3-2-1): Agliardi 5,5; Garics 5 Sørensen 5 Portanova 5 Cherubin 6; Taider 5 Krhin 6 (15' st Diamanti 5) Guarente 6; Pasquato 5,5 (32' st Acquafresca sv) Kone 6 (38' pt Morleo 5); Gilardino 5. A disposizione: Curci, Stojanovic, Antonsson, Carvalho, Motta, Pulzetti, Pazienza, Paponi. Allenatore: Pioli 5. Falli commessi: 12 ARBITRO: Banti di Livorno 6. Guardalinee: Giachero e Marzaloni Quarto uomo: Maggiani Arbitri d’area: Gervasoni e Peruzzo MARCATORI: 12‘ st e 28' st Borriello. ASSIST: Immobile ESPULSI: 47' st Guarente (B) per proteste AMMONITI: Kone (B), Morleo (B), Krhin (B), Immobile (G), Portanova (B), Antonelli (G) per gioco falloso, Pisano (G), Guarente (B) per proteste. NOTE: Spettatori paganti 1.299 per un incasso di 27.977,00 euro. Abbonati: 16.791 per una quota di 179.323 euro. Angoli: 3-1 per il Bologna. Minuti recuperati: 2 pt, 3 st.


GENOA-BOLOGNA 2-0 DOPPIO BORRIELLO, PIOLI NEI GUAI Il Genoa non vinceva a Marassi da agosto, Bologna quintultimo Dall’inviato Claudio Beneforti GENOVA - Una domenica tremenda, per quello che il Bologna ha combinato contro il Genoa e anche per quello che ha saputo fare la concorrenza, vedi Pescara e Sampdoria. In pratica, negli ultimi 180 minuti il Bologna ha perso il tesoretto che si era messo da parte e prima contro il Parma e ieri a Genova è tornato a evidenziare tutti i suoi limiti. Tra l’altro, a Genova è riuscito nell’impresa di far sembrare una squadra vera anche il Genoa, che non vinceva a Marassi da agosto, quando nella prima di campionato aveva battuto il Cagliari, 2-0 allora, 2-0 ieri. L’unico alibi che può coltivare il Bologna è l’infortunio (pare anche serio) capitato a Kone nel finale della prima parte, anche perché fino ad allora il giocatore greco era stato il rossoblù che aveva creato più affanni al Genoa. In questa domenica da dimenticare per il Bologna ci ha messo del suo anche Pioli, soprattutto non ha convinto la sua decisione di togliere dal campo Krhin una volta in svantaggio, anche perché Krhin era quello che si faceva più valere nella fase di non possesso palla e che costruiva quanto meno un po’ di calcio vero nella fase di possesso. GUAIO KONE - Da subito il Bologna ha dato l’impressione di poter fare male al Genoa con le sue ripartenze, anche perchè riusciva con una certa facilità a trovare Kone e Pasquato tra le due linee, con la conseguenza che il Genoa faceva tremendamente fatica ad arrivarci in tempo, nonostante i suoi centrocampisti giocassero sufficientemente bassi. Ma come il Bologna è stato bravo nella costruzione bassa del gioco ecco che è mancato nella finalizzazione, arrivando spesso a fare trenta ma mai trentuno. Primo perché sul più bello non ha confezionato il passaggio giusto, secondo perché i due centrali del Genoa Granqvist e Canini hanno fatto bene su Gilardino. E’ stata una prima parte estremamente intensa, con il Genoa che ha preso tanto campo per attaccare e che soprattutto da sinistra con Vargas ha messo in mezzo più di un pallone avvelenato, ma dietro il Bologna ha sbagliato poco o niente. Ecco, solo in una circostanza, precisamente al minuto 22, ha corso un pericolo quando Krhin ha agganciato in area Immobile: il rigore, però, non c’era. Al minuto 38 il Bologna ha perso il giocatore che mai avrebbe dovuto perdere, e cioè Kone, quello che fino ad allora aveva creato più ansie al Genoa con i suoi strappi. DENTRO DIAMANTI - Con Moretti dentro al posto di Vargas, il Genoa è passato in vantaggio con Borriello, assist di Immobile: è giusto sottolineare quanto siano stati bravi i due del Genoa, ma dietro il Bologna è rimasto troppo a guardare, soprattutto quando sai che davanti a te hai tanta qualità servono più attenzione e decisione. A questo punto Pioli ha deciso di togliere Krhin per buttare nella mischia Diamanti, ma il Bologna ha fabbricato solo confusione. Dall’altra parte Del Neri ha sostituito Matuzalem, rimasto senza benzina, per fare entrare Seymour. Facile immaginare come e quanto il Bologna ci abbia dato dentro alla ricerca del pareggio, ma ha finito per far fare bella figura solo ai saltatori del Genoa. E così al minuto 28 Borriello ha fabbricato un’altra perla, firmando il secondo gol, e anche in questo caso dietro il Bologna non è stato impeccabile. Nelle ultime tre partite il Bologna ha incassato sempre 2 gol, e forse non è solo una casualità. Pioli ha impiegato anche Acquafresca (per Pasquato), nel Genoa Floro Flores ha rilevato Immobile. La partita si è chiusa senza particolari sussulti, con Frey che è potuto rientrare negli spogliatoi senza essersi sporcato neanche la maglia. © riproduzione riservata


di Edmondo Pinna

Minimo, ma c’è off side Budan, gol da annullare ROMA - Poco lavoro per il romano Doveri, ancora un’altra buona partita per lui che, però, sembra perseguitato da una maledizione: quella degli assistenti. L’unico episodio, infatti, vede protagonista il numero uno, Tasso, che non coglie il fuorigioco (minimo, un piede e un pezzetto di gamba) di Budan (foto Sky) al momento del cross di Morganella. In quel momento, infatti, l’attaccante rosanero, che realizzerà il momentaneo 1-1, è oltre Paletta, ultimo difensore gialloblù. © riproduzione riservata

GIOIA E DOLORE La delusione dei rosanero, l’abbraccio del Parma ad Amauri (Ansa)


di Edmondo Pinna

Krhin-Immobile non sembra penalty ROMA - Partita non semplice anche per Banti, che tutto sommato se la cava senza grandi svarioni. PRIMO TEMPO - Tutto ruota sul contatto fra Krhin e Immobile. A nostro avviso, minimo, il tocco sul piede sinistro è minimo, le immagini non mostrano grandi contraccolpi. Banti non assegna il rigore, forse vede giusto, anche se siamo davvero al limite. SECONDO TEMPO - Immobile su Morleo, intervento duro: arriva il giallo, se la cava. Guarente su Floro Flores, arriva il giallo, poi le proteste e il rosso diretto: rischia due giornate (come da Codice di Giustizia sportiva). Š riproduzione riservata


COPPA ITALIA Da domani i quarti: apre Lazio-Catania mercoledì il clou con Juventus-Milan Quarti di Coppa Italia l Domani LAZIO-CATANIA (ore 21, Rai2) l Mercoledì 9 JUVENTUS-MILAN (ore 20.45, Rai1) l Martedì 15 INTER-BOLOGNA (ore 21, Rai2) l Mercoledì 16 FIORENTINA-ROMA (ore 21, Rai2) NB: partite in gara unica


PARLA L’AD ROSSAZZURRO Gasparin: Il Catania c’è e non vende i suoi big di Concetto Mannisi

CATANIA - Senza neanche un attimo per tirare il fiato e per riflettere su quanto accaduto sabato sera nell’incredibile anticipo con il Torino. Quello stesso anticipo in cui il Catania si sarebbe voluto esibire in una imponente accelerazione in classifica, quello stesso anticipo in cui i rossazzurri hanno giocato per un po’ a complicarsi la vita, mettendo quindi le basi per la seconda sconfitta consecutiva fra Natale e l’Epifania, ma pure quello stesso anticipo che ha certificato il valore di una squadra che non si dà mai per vinta e che, come era accaduto con il Napoli all’inizio del girone d’andata, è stata capace non soltanto di evitare la sconfitta giocando per quasi due tempi in inferiorità numerica (quella volta era stato Alvarez a meritarsi il rosso per un intervento su Cavani dopo una manciata di minuti), ma persino di sfiorare una vittoria che, come e più che contro il Napoli (chi ha dimenticato il palo di Gomez a pochi secondi dal termine, con De Sanctis battuto?), sarebbe stata indiscutibilmente meritata. ORGOGLIO - «Cuore e generosità - commenta l’amministratore delegato Sergio Gasparin - Questa squadra conferma di essere dotata di qualità importanti e se resta l’amaro in bocca per essere rimasti in dieci uomini ed avere giocato gran parte della gara in inferiorità numerica, beh, c’è anche la soddisfazione per la prova offerta e per avere fatto strabuzzare gli occhi a chi ha seguito il match. In quanti hanno compreso, eccezion fatta per una ventina di minuti nella ripresa, ovvero prima delle sostituzioni di Maran, che il Catania stava giocando in dieci uomini?». MERCATO - Gasparin, prendendo spunto dall’espulsione di Lodi, non perde occasione per puntualizzare sul mercato: «Non credo che Lodi sia stato distratto da voci di mercato, anche perché sono soltanto voci. E anche se di voci non si trattasse, il discorso è chiuso a prescindere, perché da qui a giugno i titolari non si muovono. La nostra strategia è chiara e qualcosa la faremo anche in entrata, ma vi posso garantire che a breve non accadrà alcunché. Si va avanti così». COPPA - Avanti verso la partita di domani con la Lazio, in Coppa Italia, in cui Lodi giocherà di sicuro (visto che contro la Roma scatterà la squalifica) e in cui non ci sarà, piuttosto, il portiere Mariano Andujar, che lascerà spazio al suo “vice” Alberto Frison, protagonista nella lotteria dei rigori, negli ottavi di finale, a Parma. Provate, però, a chiedere ad Andujar di parlare della sfida di domenica prossima, in campionato, con la Roma: «La squadra di Zeman? Mi sembra che noi abbiamo un altro impegno prima. In casa della Lazio andremo a giocarci l’accesso alle semifinali di Coppa Italia. E, statene certi, non vogliamo fallire». © riproduzione riservata


IL MERCATO DI SERIE BWIN La Reggina pensa a Piovaccari Crotone: Diop. Ternana: Eusepi di Tullio Calzone

Un rinforzo di qualità per la Pro Vercelli di Braghin. Ieri il ds del club piemontese, Giancarlo Romairone, ha chiuso l’accordo con la Juve Stabia per l’ingaggio dell’esterno argentino Oracio Erpen (31). Molto attiva anche la Reggina. Il presidente Foti, che ha avviato diverse trattative, lavora per rinforzare l’attacco di Dionigi, vero punto debole della compagine amaranto. Proposto Claudio Coralli (29), la scorsa stagione all'Empoli. Obiettivo più convincente è Federico Piovaccari (28) segnalato in uscita dal Novara e valutato anche dalla Ternana. Sempre viva la pista che porta al talento del Milan Mattia Valoti (19), Foti non molla centrocampista di qualità nonché figlio d’arte nel mirino di altri club cadetti. In partenza c’è Valoti Antei verso Ivan Castiglia (25) che potrebbe approdare al Catanzaro. Manuel Fischanaller (20) è Livorno Il Cesena insiste per Renan. seguito da Siena e Pescara e da diversi sodalizi di B. Nessuna novità per il rinnovo del Ciano va da Di contratto di Fabio Ceravolo (25). Roberto La Florio, agente del calciatore in scadenza di Francesco contratto a giugno, ha chiarito che sono diverse le società interessate all'attaccante: Samp, Genoa e Pescara in A, e Verona e Spezia in B. A proposito degli umbri, c’è da aggiungere che il ds Cozzella lavora anche per l'arrivo del bomber Umberto Eusepi (23) dal Varese. Già oggi potrebbero esserci novità per il passaggio della punta Abou Diop (20) dal Torino al Crotone. Una trattativa che potrebbe subire un’accelerazione in vista della possibile cessione di Camillo Ciano (22) molto probabilmente al Sassuolo. Il Lanciano ha da tempo definito l’ingaggio di Antonio Piccolo (24) e potrebbe privarsi del cecchino Mohamed Fofana (27) che piace al Benevento per sostituire Cristian Altinier (29) richiesto dalla Cremonese. Il Livorno proverà a convincere la Roma a cedere il difensore Luca Antei (20). Al Cesena piace Garcia Renan (26) della Samp. Definito, intanto, l'accordo con il Siena per l'ingaggio del portiere Andrea Campagnolo (34). Davide Di Michele (34) è sempre inseguito dal Vicenza. Il Bari continua a ricevere sondaggi da club di A per i suoi gioiellini, in particolare per Nicola Bellomo (21) e Cristian Galano (21). Atteso in settimana il vertice con la proprietà per definire la strategia da adottare: rinforzare il gruppo per tentare una rincorsa ai play off ancora nelle possibilità di Torrente, o fare cassa e puntare a una salvezza non del tutto scontata nonostante un convincente girone d’andata condizionato dalla pesante penalizzazione. © riproduzione riservata


PER PETKOVIC È L’ANNO GIUSTO Continuità, gioco e carattere: caccia alla Juve di Daniele Rindone

ROMA - Diciannove giornate, trentanove punti, meno cinque dalla Juve. E poi gioco, carattere, fame infinita, continuità. La Lazio vince e fa paura, la Lazio ci creda nel ruolo di anti-Juve, pur non dicendolo. E’ il suo anno. Il girone di andata ha emesso i suoi verdetti: i bianconeri restano di un altro pianeta, ma qualche volta steccano. Sono caduti davanti a Delio Rossi, un amico di famiglia, e al bomber Icardi (un obiettivo di mercato, ma la Samp l’ha blindato, il giocatore ha annunciato che rimarrà a Genova). La Lazio è sul secondo gradino, le altre concorrenti seguono a ruota. Il Napoli c’è, ma si è fermata la Fiorentina (per mano di un altro amico laziale, Bergodi del Pescara) e si è fermata l’Inter. La Lazio si senta l’anti-Juve, ma non lo faccia fissando l’obiettivo scudetto. Il tecnico non fissa traguardi, ma si può Nel calcio non si sa mai, tutto può succedere, la formula sognare. E i numeri “anti-Juve” deve servire innanzitutto come stimolo per sono migliori mantenere allenata l’ambizione. Petkovic ha inanellato la rispetto a tutte le terza vittoria di fila (quinta consecutiva in casa), viaggia avversarie ad un ritmo diverso rispetto alle maggiori inseguitrici. La Lazio funziona, è organizzata, è di ferro. La Lazio vince quando gioca bene, quando è in difficoltà, ci riesce anche quando va sotto (era già successo nel derby). La Lazio corre, ha collezionato venti punti nelle ultime otto giornate: sei vittorie (Roma, Udinese, Parma, Inter, Sampdoria, Cagliari) e due pareggi (Juventus e Bologna). Petkovic, 49 anni, tecnico della Lazio (Ansa)

LA MENTALITA’ - Petkovic guarda avanti, è il suo modo di essere. Le sue ambizioni non sono fissate dai traguardi, è una bella filosofia. Il gruppo l’ha assorbita, la applicata in campo. La Lazio non è seconda per caso e su quel gradino può restarci a lungo. In tanti continuano a sottovalutare i biancocelesti, è un bene. Meglio andare avanti a fari spenti, meglio sentirsi poco considerati e farsi valere in partita. «Siamo l’anti-nessuno, siamo pro Lazio» , ha detto Petkovic venerdì scorso. I suoi modelli verbali sono calzanti, la Lazio fa bene a pensare a se stessa, a vivere alla giornata. Ma ci creda, creda nella sua forza, si convinca sempre più delle sue qualità, guardi là davanti. LA STRISCIA - Petkovic sta stupendo e non ha intenzione di fermarsi. Ha totalizzato 39 punti nel girone d’andata, se riuscisse a ripetere lo stesso cammino taglierebbe traguardi impensabili ad inizio stagione. La Lazio sta viaggiando al ritmo della Lazio scudettata versione 1999-00: Eriksson alla ventesima giornata vinse, lo stesso può fare Petkovic, domenica prossima arriverà l’Atalanta all’Olimpico. Vlado, tra campionato e coppe, ha centrato il dodicesimo risultato utile, ha superato Maestrelli (11 risultati di fila), punta Delio Rossi (15 risultati) e Eriksson, il primato appartiene a lui (17 partite senza sconfitte). E il calendario può dare una mano ai biancocelesti: prima l’Atalanta, poi il Palermo in Sicilia, ancora dopo il Chievo in casa e il Genoa in Liguria. Sono queste le sfide che aspettano la Lazio in serie A prima del big match contro il Napoli (9 febbraio). Ci creda la Lazio, continui a farlo, mantenga lo stesso atteggiamento, aumenti la sua consapevolezza. La mentalità vincente è un’arma in più, è una dote rara. E la continuità di risultati può fare la differenza in un campionato equilibrato dal secondo posto in giù. La Juve è più vicina, ma è ancora lontana. Si gira la boa, da domenica in poi inizierà un nuovo torneo. I valori dovranno restare. In tanti si stanno rinforzando e continueranno a farlo. La Lazio è vigile, interverrà se lo riterrà opportuno. © riproduzione riservata


AFFARI E TRATTATIVE Pescara, blitz per Cornelius Toro, c’è Rivas di Ettore Intorcia

ROMA - Le prossime quarantotto ore saranno molto importanti, se non decisive, per ridisegnare l'attacco del Pescara: Bergodi avrà due innesti importanti. Oggi nuovi contatti con l'Udinese per Paulo Vitor Barreto (27) - la base di accordo è uno scambio di comproprietà, con il brasiliano e soldi per Juan Fernando Quintero (19) - e domani quelli con il Palermo per Igor Budan (32). In Italia l'altra pista concreta è quella che porta a Ferdinando Sforzini (28), che garantirebbe fisicità ed esperienza. Ma all'estero si lavora per un grande investimento in prospettiva: Andrea Cornelius (19), centravanti del Copenaghen e Il centravanti danese è seguito da della Danimarca Under 21, un giocatore che ha già una valutazione molto importante. Serve un blitz per strapparlo alla concorrenza di rivali europee. top club europei. Oggi vertice per Barreto, domani incontro per Budan

CENTROCAMPISTI - Al Pescara servono anche uno o due innesti nella linea mediana. Gli abruzzesi sono più che mai coinvolti in un intreccio che lega le sorti di diversi centrocampisti e club. L'ultima idea è Marco Biagianti (28) ma l'obiettivo più vicino per la società del presidente Sebastiani è Gaetano D'Agostino (30) che il Siena farà uscire non appena avrà messo le mani su Ruben Olivera (29), che è anche un obiettivo dello stesso Pescara e del Cagliari (su di lui pure Besiktas e Hannover). In giornata il Siena potrebbe fare un decisivo passo in avanti per l'uruguaiano, chiudendo con la Fiorentina l'operazione che porterà in bianconero anche Francesco Della Rocca (25) in cambio di Marcelo Larrondo (24). Quanto al Cagliari, il club sardo sta sondando anche altre piste: è tornato a lavorare su Matias Cabrera (26) del Nacional Montevideo, già sondato in estate e all'epoca accostato anche al Toro, e sta valutando Salif Dianda (25) della Ternana, sul quale c'è anche lo stesso Toro e la Samp. Olivera-Siena: sprint Cagliari tra Cabrera e Dianda. Zaccardo e Bellusci per Genoa Icardi sarà blindato

ICARDI BLINDATO - La doppietta segnata dall'argentino allo Juventus Stadium dà un ulteriore impulso alla trattativa tra Mauro Icardi (19) e la Sampdoria per un rinnovo di contratto che servirà a blindare l'attaccante. L'idea a cui il club blucerchiato sta lavorando è quella di allungare l'attuale contratto fino al 2016, con un sensibile ritocco dell'ingaggio. «Io sto bene qui e non voglio parlare del futuro» , ha ribadito ieri il giocatore. Per Fernando Tissone (26), intanto, pista tedesca: il Bayern Monaco lo vuole per la prossima stagione e lo farà "testare" per sei mesi all'Augsburg.

ALTRE OPERAZIONI - Il Genoa continua a lavorare sulla difesa. Non molla l'ipotesi di scambio con il Parma, con Cesare Bovo (29) pedina per arrivare a Cristian Zaccardo (31). Ma i rossoblù valutano anche Giuseppe Bellusci (23), sotto contratto con il Catania fino al 2014, un nome accostato anche alla Sampdoria. Resta in stand-by l'opzione Matias Silvestre (28), per il quale ci sarebbe già da tempo l'intesa con l'Inter per una comproprietà a 3,5 milioni di euro: andrebbe però superata la concorrenza del Napoli - che però può avere subito Neto (24) dal Siena - e, soprattutto, convinto l'argentino. Nel mirino rossoblù c'è sempre Ezequiel Schelotto (23) sul quale però c'è il pressing dell'Inter. L’Atalanta è pronta a soffiare Luigi Giorgi (25) a Toro e Chievo. I granata trattano Emanuel Rivas (29) con il Verona nell’operazione che porterà da Mandorlini l’attaccante Alessandro Sgrigna (32) e il difensore Alessandro Agostini (33). @ettoreintorcia © riproduzione riservata


DOPO IL KO DELL’OLIMPICO Cagliari, silenzi e sospetti di Giuseppe Amisani

CAGLIARI - Con il Cagliari avvelenato e in silenzio per quello che i rossoblù hanno vissuto come uno scippo in piena regola, il giorno dopo uno dei pochi commenti rimbalzati sulla rete è stato quello di Davide Astori che ha dovuto seguire la gara alla tv per il turno di squalifica impostogli dal giudice sportivo. «Peccato? Bella partita ma zero punti. Meglio non polemizzare e rimboccarci le maniche» . GUARDARE AVANTI - Anche perché non ci sono altre alternative alla luce di quanto è accaduto ieri, soprattutto nel pomeriggio. La vittoria del Genoa ha fatto perdere al Cagliari l’ultima posizione di relativa tranquillità occupata prima dell’ultimo turno di campionato e così Conti e compagni sono scivolati nella poco confortante terz’ultima piazza in graduatoria. Una posizione che significa allarme rosso per «Meglio non polemizzare» scrive la squadra isolana che è ancora avvelenata per quanto accaduto sabato sera. Le bocche, così come è successo al termine della gara contro la Lazio, sono rimaste assolutamente Astori sul web. Il club insiste con il cucite e ieri la giornata di libertà è trascorsa per cercare di smaltire l’amarezza per il torto basso profilo ma i subito del calcio di rigore assegnato ai padroni di casa. Probabilmente a stretta norma di tifosi si scatenano regolamento, il penalty si poteva concedere anche se la presunta azione fallosa di Agazzi E c’è chi grida al non ha impedito a Klose di completare la sua giocata. Nessun danno, infatti, il portiere complotto... rossoblù ha procurato al suo avversario, ma non è stato dello stesso avviso il direttore di gara che ha concesso il calcio dagli undici metri e sventolato sotto il naso dell’estremo difensore cagliaritano il secondo cartellino giallo nel giro di appena trenta secondi. Un torto quello vissuto dai rossoblù che si somma ad una direzione di gara non certo impeccabile come quella della sfida contro la Juventus, giocata a Parma prima della sosta natalizia. TIFOSI IN FERMENTO - Giocatori e società hanno scelto la linea del fair-play anche per evitare che le continue polemiche possano tenere la squadra nell’occhio del ciclone, ma lo stesso non si può dire dei tifosi che sui social network hanno manifestato tutto il loro disappunto. I commenti sull’operato di Orsato non sono stati certo teneri, ma la voglia principale è quella di voltare pagina alla svelta. Dopotutto con la squadra nella zona caldissima della classifica, è meglio pensare solo ad incitare la squadra perché la stessa venga fuori quanto prima dalla pessima situazione. Non sono mancati, però, quelli che si sono spinti un po’ più in là e che hanno gridato al complotto, indicando come possibile ipotesi quella di un disegno per spedire il Cagliari tra i cadetti dopo le vicende che hanno coinvolto la squadra sarda in questo campionato, legate soprattutto al nuovo stadio. Una visione troppo pessimistica e non basata su alcun dato di fatto ma che la dice lunga su quanto siano stanchi i sostenitori rossoblù che sperano di uscire da questo momento al più presto. RIMONTA - Il mese di gennaio offrirà una ghiotta occasione per provare a risalire la china a partire dal prossimo turno quando a Is Arenas, finalmente agibile e pronto a ricevere il pubblico in tutti i suoi settori, sarà di scena il Genoa. La trasferta di Bergamo e la gara interna contro il Palermo, completeranno il quadro di un trittico di gare da non fallire. Difficile che almeno per la prima sfida possano arrivare rinforzi di mercato ma probabilmente avere già un po’ di chiarezza interna sui giocatori che sono corteggiati da parecchi club, potrebbe contribuire a ridare serenità all’ambiente e nuova linfa ad una squadra che ora sa di non poter più fare il minimo passo falso. © riproduzione riservata


IL REAL MADRID SUPERA 4-3 LA REAL SOCIEDAD E Casillas ringrazia... l’arbitro Real Madrid-Real Sociedad 4-3 REAL MADRID (4-2-3-1): Adán; Essien, Varane, Ricardo Carvalho, Arbeloa; Khedira, Xabi Alonso; Callejón (8' pt Casillas), Ozil (39' st Modric), Ronaldo; Benzema (28' st Higuaín). All. Mourinho. REAL SOCIEDAD (4-2-3-1): Bravo; Estrada, Mikel González, Iñigo Martínez, De la Bella (37' st José Ángel); Rubén Pardo, Zurutuza (27' st Elustondo); Carlos Vela, Xabi Prieto, Griezmann; Diego Ifrán (12' st Castro). All. Montanier. ARBITRO: Iglesias Villanueva. MARCATORI: 2' pt Benzema (RM), 9' pt Xabi Prieto (RS, Mourinho esclude rig.), 35' pt Khedira (RM), 40' pt Xabi Prieto (RS), 23' st e ancora Iker, che 25' st Ronaldo (RM), 31' st Xabi Prieto (RM). entra dopo 5’ per l’espulsione di ESPULSI: 5' pt Adán (RM), 35' st Estrada (RS). Adan Ronaldo, due Se il buon giorno si vede dal mattino, ci sarà da divertirsi gol al «Bernabèu» in questo 2013, che si apre con un pirotecnico 4-3 per il Real Madrid di Mou, che esclude nuovamente Casillas dall'undici titolare, per poi essere costretto a gettarlo nella mischia, dopo appena una manciata di minuti. In inferiorità numerica per quasi 80', i madridisti strappano un successo fondamentale per il morale blanco, dopo il grigio finale dell'anno appena concluso.

José Mourinho carica Iker Casillas prima del suo ingresso in campo al posto di Adan, espulso (Ansa)

DI TUTTO E DI PIU’ - Due minuti e la partita delle merengues pare subito in discesa, grazie all'immediato vantaggio di Benzema, liberato in mezzo all'area da un'intuizione di Khedira. Al 5', però, quello che non ti aspetti. Il vice Casillas, Adán pasticcia con Carvalho e termina la giocata atterrando Vela. Rosso diretto e rigore per la Real Sociedad, che Xabi Prieto insacca alle spalle di San Iker, entrato a freddo, al posto del sacrificato Callejón. I padroni di casa, a differenza delle ultime opache uscite, non si buttano giù, ma continuano a pungere, trovando il nuovo vantaggio con un geniale colpo di tacco di Khedira. Allo scadere della frazione, però, Prieto riacciuffa nuovamente il pari, prima di un clamoroso palo di Benzema. Nel secondo tempo sale in cattedra Cristiano Ronaldo, che dopo essersi dannato l'anima in ogni settore del campo, mette a segno un terribile uno-due, a metà frazione, grazie a un preciso tocco incrociato e a una spettacolare punizione. Il subentrato Higuaín, che torna in campo dopo essersi perso 11 partite, centra la traversa, prima che il solito Xabi Prieto completi la sua tripletta e fissi il risultato sul definitivo 4-3. © riproduzione riservata


COPPA DI FRANCIA Lavezzi fa l’Ibrahimovic Psg avanti con il brivido Lione eliminato ai rigori Per chi volesse vedere il super Paris Saint-Germain di Carlo Ancelotti vincere a mani basse, la destinazione è forse un'altra stagione. No, in questa in corso il club, nonostante una campagna acquisti faraonica, non riesce proprio ad imporsi nei confronti degli avversari e vincere a mani basse. Anche ieri sera, nella sfida valida per i 32esimi di finale della Coppa di Francia, la formazione parigina ha sofferto, vincendo alla fine sul campo dell'Arras, formazione che milita addirittura nella 5ª Divisione (paragonabile alla nostra Eccellenza), soltanto con il punteggio finale di 4-3. Una gara condotta dal Psg sempre in vantaggio, ma di fronte a dei dilettanti in senso letterale, era lecito aspettarsi una prova d'orgoglio e soprattutto di forza da parte dei parigini.

IBRA A RIPOSO - Ancelotti lascia in tribuna Sirigu, Van der Wiel, Thiago Silva, Ibrahimovic, Menez e molti altri, lanciando dal 1' Maxwell, Verratti, Pastore, Gameiro e Lavezzi. Dunque, una squadra con un tasso tecnico comunque elevato, che fa subito vedere di avere numeri da capogiro: dieci minuti e il Psg è avanti 2-0, grazie alle reti di Lavezzi e Matuidi. L'Arras non molla e torna in gara con Mustapha Ait Bouhou (26'), prima del 3-1 a firma Camara che chiude il primo tempo. Tutto facile, ma il Psg si rilassa e subisce il 2-3 a firma di tale Arnaud Despres (52'), prima di un'altra invenzione di Lavezzi per la sua doppietta personale. All'83', poi, la marcatura del 3-4 finale per Sebastien Bernard. L'Arras ci ha provato, ma il Psg è risultato troppo forte. Anche se lo Stade de L'Epopée, alla fine, ha applaudito i suoi dilettanti, che hanno tenuto testa ai pluridecorati (e pagati) giocatori della capitale.

Uno dei due gol di Lavezzi

SOPREPESE E DIFFICOLTA’ - Nelle altre gare di Coppa di Francia, desta scalpore l'eliminazione del Lione, estromesso dalla coppa nazionale per mano dell'Epinal: la squadra allenata da Remi Garde non riesce ad imporsi contro la penultima della terza serie transalpina e saluta con largo anticipo la manifestazione. La sconfitta, per i detentori del titolo, arriva ai rigori: 3-3 al termine dei 120': sotto per 2-0 a causa della doppietta dello sconosciuto Boubaya, l'OL accorcia le distanze con Gomis, prima del 2-2 siglato da Fofana. Vantaggio lionese con il rigore trasformato da Lisandro Lopez, prima della rete di Focki per il 3-3 finale. Dopo i supplementari la lotteria dei rigori che premia l'Epinal. Avanzano a fatica Marsiglia (ai supplementari 2-1 al Guingamp, doppietta di Gignac) e Bordeaux (3-2 esterno con lo Chateauroux). Passano il turno anche Montpellier (2-1 sul Bourg Peronnas con i gol di Herrera e Camara) e St. Etienne (3-2 in casa del Caen). l TRENTADUESIMI (eliminazione diretta) - Bourg Peronnas-Montpellier 1-2, Caen-St. Etienne 2-3, Chateauroux-Bordeaux 2-3; Epinal-Lione 3-3 dts (4-3 rig.), Lens-Rennes 2-1, Marsiglia-Guingamp 2-1 dts, Metz-Nizza 2-3 dts, Dieppe-Nantes 2-3, Arras-Paris SG 3-4. N.B.: in nero le squadre qualificate. In caso di parità, ripetizione a campi invertiti. Ass


BARÇA, POKER SERVITO PER TITO Con Vilanova in panchina i blaugrana scatenati segnano quattro reti in 29 minuti! Barcellona-Espanyol 4-0 BARCELLONA (4-3-3): Víctor Valdés; Dani Alves, Piqué, Puyol, Jordi Alba; Xavi (18' st Thiago), Busquets, Fábregas (21' st Villa); Pedro (30' st Sánchez), Messi, Iniesta. All. Vilanova. ESPANYOL (4-2-3-1): Casilla; Javi López, Colotto, Héctor Moreno, Capdevila; Forlín, Víctor Sánchez; Baena (15' st Christian Alfonso), Verdú (17' st Stuani), Simao (32' st Albín); Sergio García. All. Aguirre. ARBITRO: Gil Manzano. MARCATORI: 10' pt Xavi, 15' pt e 27' st Pedro, 29' pt Messi (rig.). di Andrea De Pauli

Xavi, due volte Pedro e un rigore di Messi danno il bentornato al tecnico. E’ la 17ª vittoria in 18 turni!

BARCELLONA - Non poteva iniziare meglio l'anno nuovo per la capoclassifica Barça, che saluta il recupero lampo di Tito Vilanova, regolarmente al suo posto sulla panchina blaugrana a soli 17 giorni dal delicato intervento alla gola, con una sontuosa prestazione nella stracittadina con l'Espanyol, conclusa con un sonante 40.

«GRAZIE, E’ TUTTO OK» Tito Vilanova, 43 anni, rassicura i tifosi culè sulle sue condizioni di salute (Reuters)

MEZZ’ORA DA URLO - Decisi a regalare un tardo pomeriggio di tutto relax al loro allenatore, i culé partono con l'acceleratore premuto, archiviando il risultato in appena una mezz'oretta. Dieci minuti, e Xavi trova già il vantaggio con un tocco sotto porta, sorto da una giocata corale, che nasce sul settore destro di Dani Alves, per concludersi con un centro dal lato opposto d'Iniesta. Cinque giri di lancette e Pedro raddoppia, deviando d'istinto un tiro cross di Messi. Il canario si ripete, al 27', con un morbido pallonetto mancino di prima intenzione, favorito da un lancio con il contagiri di Busquets. Pochi istanti dopo, Fàbregas si guadagna un contestato rigore, franando dopo aver anticipato il portiere périco Kiko Casilla. Dal dischetto, Leo Messi realizza il primo gol del 2013, consolidando il suo ruolo di Pichichi del torneo, a quota 27 reti. Non è ancora scoccato il 30' e il poker è servito. Il Barça, nella ripresa, gestisce senza rinunciare a pungere, come confermano le due reti annullate per fuorigioco allo scatenato Pedrito e la spettacolare traversa centrata da Leo su calcio piazzato. Soddisfazione e gesti d'affetto sulla panchina barcellonese per Vilanova, che mantiene l'imbattibilità liguera, inanellando il diciasettesimo successo in diciotto esibizioni. E i punti di vantaggio sull’Atletico Madrid (a secco Falcao), raggiunto nel finale a Maiorca (1-1), sono saliti a 11! l 18ª GIORNATA - VENERDI’ : Saragozza-Betis 1-2. SABATO : Levante-Athl. Bilbao 3-1, Granada-Valencia 1-2, Deportivo-Malaga 1-0, Siviglia-Osasuna 1-0. IERI : Celta-Valladolid 3-1, Real Madrid-Real Sociedad 4-3, Barcellona-Espanyol 4-0, Maiorca-Atl. Madrid 1-1. OGGI : ore 20 Rayo Vallecano-Getafe. CLASSIFICA : Barcellona 52; Atl. Madrid 41; Real Madrid 36; Malaga, Betis 31; Levante 30; Valencia 27; Real Sociedad, Rayo Vallecano 25; Getafe 24; Valladolid, Saragozza, Siviglia 22; Athl. Bilbao 21; Celta 18; Maiorca 17; Granada 16; Espanyol, Deportivo 15; Osasuna 14. MARCATORI - 27 reti : Messi (Barcellona); 17 reti : Falcao (Atl. Madrid); 16 reti : Ronaldo (Real Madrid). © riproduzione riservata


COPPA D’INGHILTERRA Swansea: Michu e Graham costringono l’Arsenal al replay di Gabriele Marcotti

LONDRA - Ancora una volta lo Swansea riesce a beffare l'Arsenal, e con un gol allo scadere costringe i Gunners al replay nel terzo turno di Coppa d'Inghilterra. Spettacolo, colpi di scena e finale thriller al Liberty Stadium dove i padroni di casa sbloccano il risultato dopo un'ora di gioco. Ci pensa il solito Michu, appena entrato, a firmare il vantaggio dello Swansea. Il digiuno di trofei dei londinesi di Arsene Wenger, che dura ormai da sette anni, sembra destinato a prolungarsi ma nel giro di tre minuti l’Arsenal ha un sussulto d'orgoglio che basta per ribaltare il punteggio. Il pareggio porta la firma di Podolski, un altro panchinaro entrato a gara in corso, quindi è uno spettacolare diagonale al volo di Gibbs ad illudere l'Arsenal della qualificazione. Perché, poco dopo, Graham ristabilisce la parità e rimanda alla ripetizione il verdetto su chi sarà la prossima avversaria del Brighton.

Suarez si aggiusta la palla con la mano (Ap)

IL SOLITO SUAREZ! - Nell'altro posticipo rispetta i pronostici il Liverpool che supera in trasferta i semiprofessionisti del Mansfield tra le polemiche. Perché dopo il vantaggio di Sturridge (al primo gol con la nuova maglia dei Reds), il raddoppio della squadra di Brendan Rodgers arriva grazie a Luis Suarez. Ma il suo gol - come confermato anche dalle immagini tv - è viziato da un netto fallo di mano. Inutili le proteste dei padroni di casa che pure non si demoralizzano e con Green dimezzano lo svantaggio. Brividi e pericoli fino al 90' ma la difesa del Liverpool regge e stacca il biglietto del quarto turno di FA Cup dove lo attende l'Oldham. Stabiliti anche gli altri accoppiamenti per il prossimo turno: il Manchester City attende di scoprire - con lo svantaggio del fattore campo - chi tra Crystal Palace e Stoke passerà il turno, così come il Chelsea, sorteggiato in trasferta contro la vincente tra Southend-Brentford. l TERZO TURNO - Swansea-Arsenal 2-2; Mansfield-Liverpool 1-2. OGGI: ore 21 Cheltenham-Everton. N.B.: in nero le squadre qualificate. In caso di parità, ripetizione a campi invertiti. © riproduzione riservata


DIRETTA SU SKY DALLE 18.30 Oggi il Pallone d’Oro Tutto pronto per il trionfo da record di Messi ZURIGO - Oggi si assegna il Pallone d'Oro per il 2012 (speciale dalle 18.30 su Sky Sport 1 e SuperCalcio). Da Zurigo non trapela nulla, ma i giornali di Barcellona, non solo per spirito di parte, scrivono che il vincitore sarebbe di nuovo Lionel Messi. Se fosse davvero così, il fenomenale argentino, autore di ben 91 gol nell'anno solare 2012, vincerebbe il premio di miglior calciatore del mondo per la quarta volta consecutiva, stabilendo un record mai riuscito neppure a fuoriclasse del passato come l'attuale presidente dell'Uefa Michel Platini e i due “monumenti” olandesi Johan Cruyff e Marco Van Basten, tutti fermatisi a tre. Rischia così ancora di restare a bocca asciutta Andres Iniesta nonostante abbia trascinato la Spagna alla vittoria ad Euro 2012. Il terzo finalista non fa parte del Barcellona, come gli altri due, ma degli arci-rivali del Real Madrid: è ovviamente Cristiano Ronaldo, che ha conquistato il Pallone d’Oro del 2008 e che, in caso di mancato successo si riterrebbe defraudato di un trofeo che ritiene di meritare dopo aver vinto la Liga con il Real Madrid, a scapito del Barça delle meraviglie, e condotto il Portogallo fino alla semifinale (persa soltanto ai rigori contro la Spagna) dell'ultimo Europeo. Oggi a Zurigo si assegna anche il premio di miglior allenatore del 2012, e qui sembrano non esserci dubbi, al punto che uno dei tre finalisti, Josè Mourinho, ha già fatto sapere che non sarà a Zurigo, mentre Pep Guardiola potrebbe fare lo stesso rimanendo nel suo esilio dorato di New York. Tanto il vincitore sarà, meritatamente, Vicente Del Bosque, così la Spagna bi-campione d'Europa potrà consolarsi se davvero Messi brucerà in volata Iniesta per il riconoscimento che più conta.


Santoruvo sale in cielo per battere la Carrarese Carrarese-Frosinone 0-1 CARRARESE (4-2-3-1): Cicioni 6,5; Alcibiade 5,5 Melucci 6,5 Anzalone 5 Bregliano 6,5 (20' st Ciciretti 5); Pestrin 6 Venitucci 6 (30' st Pedrelli sv); Partipilo 6 (38' st Orlandi sv) Belcastro 6 Mancuso 6; Makinwa 6,5. A disp.: Piscitelli, Battistini, Corticchia, Tognoni. All.: Di Costanzo. FROSINONE (4-3-3): Zappino 7; Frabotta 6,5 Guidi 6,5 Biasi 6,5 Blanchard 6,5; Carrus 6,5 (42' st Marchi sv) Gori 6,5 Frara 6; Aurelio 5 Santoruvo 7 (32' st De Onofre sv) Ganci 5,5 (18' st Cesaretti 6). A disp.: Vaccarecci, Amelio, Bertoncini, Gucher. All.: Stellone. ARBITRO: Adduci di Paola. Guardalinee: Bonafede e Sgheiz. MARCATORE: 23' pt Santoruvo. ESPULSO: 40' pt Anzalone (C) per doppia ammonizione. AMMONITI: Belcastro, Cicioni, Santoruvo, Alcibiade, Gori, Pedrelli e Pestrin. NOTE: Spettatori 573 per un incasso di 4.783 euro. Angoli 10-1 per il Frosinone. Recupero 3' pt, 5' st. CARRARA (Atc) - Indubbiamente per la Carrarese l'espulsione di Anzalone è stato il colpo del k.o. giunto sul finale del primo tempo. Ridotta in inferiorità numerica, la formazione di Di Costanzo, che già precedentemente aveva incassato il gol di Santoruvo, non ha avuto la forza fisica e psicologica per riprendersi e riequilibrare il difficile match. La Carrarese ha sciorinato un'ottima prima parte di gara, quando è riuscita anche a collezionare diverse occasioni da gol sventate da Zappino e vanificate dallo scarso cinismo messo in evidenza dal collettivo apuano. Una volta assorbite le veementi ma poco concrete iniziative offensive dei locali il Frosinone ha trovato il vantaggio al 23' quando Santoruvo è stato implacabile nel colpo di testa vincente che ha potuto eseguire perchè lasciato liberoi. Il colpo del ko per i padroni di casa arrivava però dall'arbitro Adduci quando, al 40', espelleva Anzalone dopo che quest'ultimo era stato colpito in volto da un gomitata del ciociaro Ganci. Un'espulsione davvero ingiustificata che ovviamente ha condizionato in negativo il resto della partita per la Carrarese. Per il Frosinone quindi, non è stato difficile, portare a casa il successo.


Latina-Pisa alle 20,45 un posticipo per palati fini LATINA (Infopress) - Gli agguati alla concentrazione solitamente dettati dalle lunghe soste di campionato non saranno un problema. In questi giorni Fabio Pecchia ha tenuto sulla corda il suo Latina, ecco perché in casa nerazzurra sono tutti convinti che questa sera al Francioni si affronterà il Pisa con l'approccio giusto e il solito atteggiamento aggressivo e battagliero. L'unica incognita è legata alla formazione, visto che il nuovo arrivato Schetter non è in condizioni ottimali e visto che Cejas è parso debilitato dopo l’influenza. L'assetto di partenza dipenderà molto dall'eventuale recupero dell’argentino: in sua assenza il tecnico arretrerebbe Alberto Gerbo in mediana al fianco di Sacilotto e Burrai, lanciando in attacco uno tra Jefferson e Tulli con Kola e Barraco a sostegno. PISA (Atc) - Il debutto del difensore Carini (prelevato in settimana dal Modena) è la novità nerazzurra. Pane deve fare i conti con le assenze per squalifica di Favasuli, Colombini e Sabato). Mentre recupera Lucarelli che sarà in panchina. Il Pisa arriva in casa della vicecapolista del girone dopo il bruciante ko interno contro l'Avellino. Due punti nelle ultime quattro gare per la formazione toscana. Così a Latina (20,45 diretta RaiSport 1) LATINA (4-3-3): Bindi; Milani, De Giosa, Cottafava, Bruscagin; Sacilotto, Burrai, Gerbo; Barraco, Kola, Jefferson. A disp. Ioime, Agius, Giacomini, Cejas, Tortolano, Schetter, Tulli. All. Pecchia. PISA (3-5-2): Sepe; Carini, Sbraga, Rozzio; Benedetti, Fondi, Mingazzini, Buscè, Rizzo; Tulli, Perez. A disp.: Pugliesi, Lucarelli, Barberis, Gatto, Scappini, Bianchi, Strizzolo. All.: Pane. ARBITRO: Chiffi di Palermo (FIcarra-De Troia)


Nocerina, blitz da play off con Evacuo L’attaccante piega l’Andria. Poi Innocenti spreca la palla del possibile pari Andria-Nocerina 0-1 ANDRIA (4-3-3): Rossi 6; Scrugli 5 (1' st Loiodice 5,5) Migliaccio 6 Zaffagnini 6 Contessa 6; Arini 6 Larosa 6 Giorgino 6,5; D'Errico 6 Innocenti 6 Taormina 6 (3' st Lanteri 5,5). A disp.: Sansonna, Tartaglia, Bruno, Nocerino, Malerba. All.: Cosco. NOCERINA (4-3-3): Russo G. 6; Baldan 6 Andelkovic 5 Scardina 6 Daffara 6; Garufo 6,5 Bruno 6,5 (44' st Rizza sv) Corapi 6; Mazzeo 6 Evacuo 7 Negro 6,5 (36' st Chiosa sv). A disp.: Aldegani, Aprile, Gorobsov, Russo N., De Franco. All.: Auteri. ARBITRO: Tardino di Milano. Guardalinee: Croce e Serpilli. MARCATORE: 37' pt Evacuo. ESPULSO: 11' st Andelkovic (N) per somma di ammonizioni. AMMONITI: Larosa (A), Negro (N), Daffara (N), D'Errico (A), Bruno (N) per comportamento non regolamentare. NOTE: Spettatori paganti 1.993 per un incasso pari a 11.034,00 euro. Circa 400 sostenitori della Nocerina presenti sugli spalti. Angoli 3-2 per la Nocerina. Recupero: 2' pt e 6' st. di Michele Zito ANDRIA - Un regalo con triplice fiocco per la Nocerina, confezionato per l'occasione da Scrugli che in fase di disimpegno difensivo ha servito Negro al limite dell'area. L'attaccante campano ha accolto l'omaggio offerto dall’avversario, calciando di prima intenzione, Rossi si è opposto, il palo lo ha graziato, ma Evacuo con un intervento di petto è riuscito a mettere in rete. È il gol che ha deciso una gara che per quasi tutto il primo tempo aveva detto poco o nulla, scialba nella sostanza e giocata, tra l’altro, su un terreno di gioco di fatto pessimo per le condizioni a cui l’aveva rifotto il recente maltempo. TANTA NOCERINA - È stata la Nocerina a menare la danza con lunghi fraseggi che però non erano sufficienti a superae il limite dell'area dei padroni di casa. Niente rischi inutili e tanto equilibrio, in attesa della ripartenza giusta che avrebbe potuto capovolgere l’inerzia del march a proprio favore. L’ANDRIA NON PUNGE - L'Andria ha provato ad agire di rimessa, senza mai pungere l’avversario tra l’altro bene organizzato dal tecnico Auteri, espertissimo della categoria e tutt’altro che rassegnato al ruolo della comparsa. Cosicché, quello che sembrava un pareggio scritto, si è tramutato in una grande opportunità. Infatti l'errore ha sbloccato l'incontro. Soltanto tre minuti dopo il gol, l'Andria ha costruito la più bella azione che ha portato Contessa a calciare quasi dal fondo. Il colpo di testa di Innocenti a due passi dalla porta non è di quelli che si possono ricordare. Palla a lato e pareggio sfumato. Ancora un episodio nella ripresa a scuotere la gara: l'espulsione dell'ingenuo Andelkovic sorpreso in simulazione nell'area dell'Andria. Cambia il volto della gara. TRAZIONE ANTERIORE - L'Andria prova a mettere in campo tutti gli attaccanti a disposizione, ma fa soltanto moltissima confusione e nulla di più. Molto concreta, invece, la strategia messa in campo dalla Nocerina che trova immediatamente l'assetto migliore e porta a casa una vittoria decisamente preziosa che rilancia le ambizioni della compagine molossa in chiave play off a metà campionato. © riproduzione riservata


Fioretti lascia il segno e spinge il Catanzaro Il Barletta è nei guai Barletta-Catanzaro 0-1 BARLETTA (3-4-3): Liverani 7; Mazzarani 5 Burzigotti 6 Romeo 5,5; Meduri 5,5 (23' st Barbuti 5,5) Piccinni 6 (8' st Meucci 5,5) Allegretti 6 Molina 6; Carretta 6 (30' st Simoncelli 5) La Mantia 5 Dezi 6. A disp.: Pane, Angeletti, Petterini, Cicerelli. All. : Novelli. CATANZARO (3-5-2): Pisseri 7; Conti 6, Squillace 7 Orchi 6 (1' st Quadri 6); Papasidero 6 Fiore 6 Ulloa 6 (1' st D'Alessandro 6) Sirignano 7 Benedetti 6,5; Fioretti 7 (31' st Masini 5,5) Russotto 6,5. A disp. : Faraon, Bacchetti, Carboni, Sabatino. All.: Cozza. ARBITRO: Maresca di Napoli. Guardalinee: Atta e Squarcia. MARCATORE: 15' st Fioretti (rig.) ESPULSO: 37' st Mazzarani. AMMONITI: Orchi, Ulloa (C), Burzigotti (B), Benedetti (C), Russotto (C), Dezi (B), Quadri (C), D'Alessandro (C), La Mantia (B). NOTE: Spettatori 1.827 di cui oltre 200 di Catanzaro per un incasso di 10.549 €. Angoli: 6-5 per il Barletta. Rec.: pt 0', st 3'. di Giuliano Rotunno BARLETTA - Vittoria preziosa per il Catanzaro, che inguaia il Barletta, sempre più fanalino di coda. Primo tempo da dimenticare. Squadre contratte, che temevano di perdere. La posta in palio era molto importante. Più vivace la ripresa, anche in virtù del vantaggio del Catanzaro scaturito da un rigore concesso molto generosamente dall'arbitro. Siamo al 15': Fioretti, che s’era visto parare due palle-gol dal bravo Liverani, opera un tiro-cross, che sbatte sulla mano, attaccata al corpo, di Burzigotti. Batte lo stesso Fioretti e segna. Il Barletta reagisce e ottiene un calcio d'angolo. Nella mischia, che segue, la palla sbatte sul braccio di un difensore. Ma l'arbitro non usa la stessa misura e sorvola. I barlettani s'innervosiscono e perdono il bandolo del gioco e anche Mazzarani, che commette un brutto fallo e prende il rosso. Al 37'. Il Catanzaro gestisce la gara con personalità e concede poco al Barletta, che nel finale ha due occasioni per pareggiare con Dezi al 38' e al 47', ma Pisseri salva il risultato. © riproduzione riservata


Corsetti si esalta colpo del Sorrento in casa del Gubbio Gubbio-Sorrento 1-2 GUBBIO (4-3-3): Venturi 6; Regno 5 Briganti 5 Galimberti 6 Bartolucci 5; Palermo 6,5 Guerri 5 (1' st Malaccari 5) Baccolo 5 (23' st Carroccio 6); Caccavallo 6 (28' st Bazzoffia 5) Galabinov 5 Manzoni 5. A disp.: Farabbi, Pambianchi, Grea, Scardina. All.: Sottil. SORRENTO (4-4-2): G. Rossi 7; Balzano 6,5 Ciampi 6,5 Terminiello 6,5 Bonomi 6,5; Di Dio 6 (36' st Ferrara sv) A. Esposito 6 Beati 6 Arcuri 6,5; Bernardo 6 (28' st Musetti 6,5) Corsetti 7,5 (45' st Schenetti sv). A disp.: Frasca, R. Esposito, Iuliano, Guitto. All.: Bucaro. ARBITRO: Cifelli di Campobasso. Guardalinee: De Filippis e Lanotte. MARCATORI: 30' pt Corsetti (S, rig.), 44' st Musetti (S), 50' st Galabinov (G). ESPULSI: 22' st Briganti (G) fallo su chiara occasione da gol. AMMONITI: Ciampi (S), Guerri (G), Palermo (G), Arcuri (S), Bernardo (S), Di Dio (S), G. Rossi (S), Carroccio (G). NOTE: al 10' st Galabinov (G) sbaglia un rigore (palo). Spettatori paganti 403, abbonati 1.245, per un incasso globale di 12.238,00 euro. Angoli: 6-3 per il Sorrento. Rec.: 2' pt, 3' st. di Massimo Boccucci GUBBIO - C'è scappata la sorpresona, perchè al Barbetti il Gubbio era imbattuto e il Sorrento in trasferta aveva sempre perso con 13 gol subiti e uno solo fatto. In una partita si è ribaltato tutto e Bucaro ha salvato la panchina. Corsetti, già a segno nell'ultimo successo esterno dei campani il primo aprile 2012 a Lumezzane, s'è scatenato tra il vantaggio su rigore (fallo di Guerri su Terminiello) e una traversa con bel tiro da fuori in avvio di ripresa (un'altra l'ha poi presa Beati al 24'). All'esordiente Musetti è bastato poco per colpire davanti la porta. Agli umbri (un punto in 4 gare) sono rimaste le grosse occasioni sprecate all'inizio (l'ex Galabinov ha esaltato Rossi, quindi è mancata la stoccata a Caccavallo, ancora il bulgaro e Manzoni) e il rigore che Galabinov ha fallito (Di Dio ha fermato Caccavallo con proteste sorrentine). La gara ha registrato un eccesso di cartellini per gli 8 ammoniti e l'espulsione di Briganti che ha bloccato Corsetti lanciato da solo verso la porta. m.b./infopress


Ancora una volta Ciofani bestia nera del Benevento E il Perugia mette le ali Benevento-Perugia 0-1 BENEVENTO (4-4-2): Gori 6; D'Anna 6 Signorini 5,5 Mengoni 6 Bolzan 5,5 (21' st Pedrelli sv); Buonaiuto 6 (10' st Cristiani 6,5) Davì 6,5 Carotti 5,5 Mancosu 5; Marchi 5 (42' pt Montini 6) Cipriani 7. A disp.: Mancinelli, Siniscalchi, Rinaldi, De Risio. All.: Ugolotti PERUGIA (4-3-3): Koprivec 6; Cangi 6 Lebran 6,5 Russo 6,5 Liviero 6; Moscati 6,5 Esposito 6,5 Di Tacchio 6 (18' st Nicco 6); Politano 6 (34' st Fabinho sv) Ciofani 7 Rantier 6. A disp.: Giordano, Garcia, Moneti, Barra, Tozzi Borsoi. All.: Campione ARBITRO: Benassi di Bologna ASSISTENTI: Stasi e Di Salvo MARCATORE: 37' pt Ciofani AMMONITI: Davì (B), D'Anna (B), Di Tacchio (P), Cipriani (B), Mengoni (B), Signorini (B), NOTE: spettatori 2500 circa di cui 731 paganti e 1723 abbonati. Angoli 4-3 per il Perugia. Recupero, pt 2', st 4'. di Franco Santo BENEVENTO - La bestia nera del Benevento colpisce ancora. Daniel Ciofani manda la strega all'inferno mentre Camplone si gode la vittoria dell'ex. Tra i bolognesi Benassi (arbitro) e Cipriani (centravanti giallorosso) è sfida personale. Il bomber sannita reclama tre rigori, di cui uno clamoroso, ma se li vede sempre negare Per 25 minuti è solo noioso traccheggio a centrocampo. Il Perugia attende sornione, fa mucchio in mezzo, lascia l'iniziativa agli avversari. Al 28' i giallorossi si vedono negare dall'arbitro un rigore nettissimo: Russo cintura Cipriani in area fino a franargli addosso. Benassi a due passi soprassiede. Dal possibile vantaggio giallorosso a quello reale perugino passano nove minuti: Ciofani estrae la prodezza dal suo repertorio riuscendo a colpire di testa in mezzo a tre avversari e a fare secco Gori. Sul finire del tempo i sanniti perdono anche Marchi per un brutto colpo al rene. La squadra di Ugolotti cambia passo nella ripresa, ma anche con uno spirito diverso non riesce a cavare un ragno dal buco. L'ultima azione clamorosa è ancora del Benevento. Dopo qualche carambola in area, il pallone finisce a Montini che avrebbe il tempo di stoppare e provare il tiro. Invece il giovane attaccante giallorosso affretta il colpo di testa e Koprivec para sena difficoltà. © riproduzione riservata


CHE AVELLINO IMPRESA TRAPANI LECCE RINGRAZIA di Vincenzo Sardu L’Avellino ha lanciato un acuto che stasera a Latina le big nerazzurre del girone B della Prima Divisione non potranno ignorare. La capolista ha sbancato Prato con un perentorio 3-0 che costringe le inseguitrici a rispondere; il Pisa a dire il vero ha l’ulteriore svantaggio dei 3 punti in meno rispetto ai laziali, c’è da scommettere che in Irpinia si faranno le macumbe per vedersi concretizzare un pareggio. Nel girone A il Trapani ha tirato uno sgambetto mica da ridere al Carpi (battuto a domicilio) e la cosa è costata il primato, che s’è ripreso il Lecce in solitudine. Il pareggio di Cremona va pure stretto ai salentini, che però potranno cercare un nuovo allungo nel prossimo turno quando il Carpi dovrà misurarsi con la disperazione della Reggiana mentre al “via del mare” arriverà il Cuneo. In Seconda Divisione continua senza sosta la danza della Salernitana che ieri ha espugnato il campo de L’Aquila, imitata dall’Aprilia che ha fatto festa in casa dell’Arzanese. La caduta del Pontedera sembra suggerire che da qui alla fine il discorso primato sarà una poltrona per due. © riproduzione riservata


Biancolino spiana la strada all’Avellino Rigore contestato. Millesi ed Herrera battono il Prato che chiude in 9 uomini Prato-Avellino 0-3 PRATO (4-3-1-2): Layeni 5.5; Corvesi 6 Malomo 6 Beduschi 6 De Agostini 5.5; Casini 6 Disabato 5.5 (13' st Essabr 6) Cavagna 6 (38' st Bisoli sv); Silva Reis 6.5; Napoli 6 Tiboni 6 (29' pt Carminati 5.5). A disp.: Brunelli, Saitta, Cristofari, Benedetti. All.: Esposito. AVELLINO (4-3-1-2): Fumagalli 6; Bittante 6 Izzo 6.5 Fabbro 6 Pezzella 6; D'Angelo 6 Panatti 6 Angiulli 6 (27' st Millesi 6.5); De Angelis 6 (30' st Bariti sv); Biancolino 6.5 (39' st Herrera 6.5) Castaldo 6. A disp.: Orlandi, Zappacosta, Bianco, Ricci. All.: Rastelli. Arbitro: Pezzuto di Lecce. Guardalinee: Calò e Grillo. MARCATORI: 26' pt Biancolino (A, rig.), 31' st Millesi (A), 48' st Herrera (A). ESPULSI: De Agostini (P) al 24' pt per fallo su chiara occasione da gol e Carminati (P) al 23' st per somma di ammonizioni. AMMONITI: Cavagna (P), Napoli (P), Izzo (A), Malomo (P), Carminati (P), De Angelis (A). NOTE: spettatori 1.137, incasso 9.142 €, angoli 5-5. Rec.: pt 3', st 4'. Al 25’pt allontanato il vice allenatore del Prato Poli per proteste. di Massimiliano Martini PRATO - L'anno e il girone di ritorno si aprono per l'Avellino con una netta vittoria esterna, la 4ª consecutiva in campionato. I lupi consolidano così il 1º posto. Ma sullo 0-3 pesano le decisioni arbitrali di Pezzuto di Lecce, che hanno fatto arrabbiare e non poco il Prato ed i suoi tifosi. Ai fini dell'andamento del match è risultato infatti decisivo l'episodio del 24' pt che ha permesso all'Avellino di passare in vantaggio e di giocare il resto della partita con un uomo in più ma che è stato contestato dalla squadra di casa. RIGORE E ROSSO - L'arbitro ha infatti decretato un rigore per l'atterramento dell'attaccante Castaldo da parte del capitano del Prato De Agostini, che è stato anche espulso per aver commesso un fallo sull'avversario lanciato a rete. Per i padroni di casa, fallo da rigore e chiara occasione da gol non erano però così evidenti. Il rigore trasformato da Biancolino al 26'pt ha spianato la strada dell'Avellino, agevolato da un secondo fatto che ha scatenato altre forti proteste. Il Prato ha optato per il silenzio stampa di allenatore e giocatori, lasciando il compito di commentare la gara al solo ad Paolo Toccafondi. SECONDA ESPULSIONE -L'episodio in questione è la seconda espulsione comminata ad un giocatore biancazzurro, Carminati, allontanato dal campo con il secondo giallo nel giro di pochi minuti, al 23' della ripresa, e che ha costretto il Prato a giocare in nove uomini l'ultima parte della gara, nella quale l'Avellino è riuscito ad arrotondare il risultato grazie alle reti segnate dai nuovi entrati Millesi e da Herrera al termine di rapide azioni di rimessa. Fino al rigore-espulsione di De Agostini, si era vista una gara equilibrata ed aperta ma anche dopo aver subito lo 0-1 il Prato, in particolare con Napoli che al 46’pt ha colpito il palo, era andato vicino al pari, mantenendo viva la partita. Al 16' della ripresa era stato invece l'Avellino a sfiorare il raddoppio con Izzo, che su angolo, di testa, aveva colpito un legno. © riproduzione riservata

GOL PESANTI Dall’alto il Pitone Biancolino autore del primo gol dell’Avellino a Prato, su rigore. Di lato l’esultanza dei giocatori della Nocerina, dopo la rete di Evacuo che ha consentito ad Auteri di battere l’Andria e salire in classifica (Arcieri-Mosca)


ESPULSO GRASSADONIA Paganese-Viareggio 1-1 PAGANESE (3-5-2): Robertiello 6; Puglisi 6 Fusco 6 Pepe 6,5; CiarciĂ 5,5 (43' st Pastore sv) Franco 6,5 Soligo 5,5 Scarpa 7 (30' st Romodini sv) Agresta 6; Girardi 6,5 Caturano 6 (24' st Tortori 6,5). A disp.: Pergamena, Perrotta, Neglia, Fava. All.: Grassadonia VIAREGGIO (3-5-2): Gazzoli 6,5; Carnesalini 6 Tomas 6,5 Trocar 5,5; Pellegrini 5,5 Pizza 6 Maltese 7 Calamai 5,5 (14' st Gerevini 6) Peverelli 6,5; Giovinco 6 (14' st Magnaghi 6) De Vena 5,5 (40' st Sandrini sv). A disp.: Furlan, Conson, Fiale, La Morte. All.: Pinna (Cuoghi squal.). ARBITRO: Brasi di Seregno. Guardalinee: Dal Cin e Mondin. MARCATORI: 12' st Scarpa (P, rig.), 50' st Maltese (V). AMMONITI: Agresta (P), CiarciĂ  (P), Maltese (V), Puglisi (P), Fusco (P), Giovinco (V), Robertiello (P), Pellegrini (V). NOTE: Allontanati al 38' st l'allenatore Grassadonia (P) e al 45' st il vice allenatore Criscuolo (P) per proteste.


Lecce, basta un punto però Lerda non ci sta Di nuovo in vetta da solo, ma un rigore fa infuriare il tecnico Cremonese-Lecce 1-1 CREMONESE (4-3-1-2): Grillo 5,5; Sales 6,5 Moi 4 Tedeschi 6,5 Visconti 6,5; Buchel 6,5 Baiocco 6,5 Degeri 5,5 (40' pt Cremonesi 6,5); Carlini 7; Djuric 5,5 (29' st Le Noci 6) Marotta 5 (9' st Nizzetto 5,5). A disp.: Quaini, Armenise, Magallanes, Filippini. All.: Scienza. LECCE (3-5-2): Benassi 6,5; Vanin 5,5 Diniz 4 Esposito sv (17 'pt Vinicius 5,5);Tomi 6 De Rose 5 Memushaj 6,5 Zappacosta 7 (36' st Semenzato sv) Di Maio 5,5; Falco 6,5 Foti 5,5 (17' st Jeda 5,5). A disp.: Petrachi, Palumbo, Giacomo Zappacosta, 24 anni (Arcieri) Bustamante, Legittimo. All.: Lerda. ARBITRO: Ghersini di Genova Guardalinee: Bonafede e Sgheiz MARCATORI: 12' pt Zappacosta (L), 11' st Carlini (C. rig.) ESPULSI: 35' pt Moi (C) per doppia ammonizione, 39' pt Diniz (L) per gioco scorretto. AMMONITI: Tedeschi (C), Memushaj (L), De Rose (L), Di Maio (L), Tomi (L), Buchel (C). NOTE: spettatori oltre tremila con 200 tifosi del Lecce, paganti 3.091 per un incasso globale di 14.259 euro. Angoli 6-3 per il Lecce. Recupero, pt 3', st 3'. di Massimo Malfatto CREMONA - Un punto che accontenta tutti, pur con qualche rammarico del tecnico dei pugliesi che ha contestato il rigore concesso alla Cremonese. Il pareggio dello "Zini", al termine di una partita all'altezza del blasone delle due squadre, fa comunque comodo al Lecce che, grazie alla vittoria del Trapani a Carpi, riconquista la vetta solitaria della classifica. Non vince da oltre un mese la squadra di Lerda, ma stavolta può recriminare per la sciocchezza di un suo giocatore che si è fatto mandare fuori con la squadra in vantaggio e con un uomo in più. Pareggio meritato quello ottenuto dalla Cremonese che ha giocato una delle migliori partite del campionato, ha costruito le occasioni migliori, ma ha sprecato al momento di concludere. Inizia bene la formazione pugliese e passa in vantaggio al primo affondo: punizione di Memushaj, di testa la sponda di Foti per Zappacosta che tutto solo batte Grillo. Reagiscono i grigiorossi con Djuric che impegna Benassi. Poco dopo la formazione lombarda rimane in dieci per una sconsideratezza di Moi che, già ammonito, commette un ingenuo fallo e viene mandato anzitempo negli spogliatoi. La superiorità numerica per il Lecce dura solamente quattro minuti, perché Diniz strattona Carlini e per il difensore giallorosso cartellino rosso. IL RIGORE - A inizio ripresa Lecce va vicino al raddoppio con un colpo di testa di Zappacosta che finisce sul palo. Il pareggio grigiorosso (contestato) arriva su un errore di De Rose che perde palla e Carlini con furbizia si procura un rigore che lui stesso trasforma. Ora è un'altra Cremonese, mentre il Lecce soffre e viene "salvato" prima da Nizzetto che si mangia un clamoroso gol e quindi dal suo portiere Benassi che respinge alla grande tiri di Carlini e Le Noci. Finale ricco di emozioni con Tedeschi che in mischia sfiora il vantaggio, Carlini che si presenta solo davanti al portiere ma calcia a lato. © riproduzione riservata


IN BREVE La selezione di Albani a valanga (15-1) nel primo test in Thailandia La selezione italiana allenata da Raoul Albani ha vinto per 15-1 la prima amichevole in Thailandia, a Trang, contro una rappresentativa All Star: triplette di De Oliveira dell'Asti e Sgolastra della Reggiana, doppiette di Castrogiovanni dell'Augusta e Milucci del Napoli Futsal Santa Maria, gol di Terenzi del Loreto Aprutino, Sanna della Brillante Roma, Senese della Reggiana, Tonidandel del Gruppo Fassina e Ruggiu del Cagliari. Per la formazione locale rete di Supphachock. Prima della gara la squadra azzurra ha partecipato ad una riunione di futsal con allenatori e cinquecento bambini thailandesi. Oggi, alle 16 ora locale, le 10 in Italia, seconda amichevole contro la nazionale della Thailandia che, a novembre, ha disputato l'ultimo mondiale. AMICHEVOLI - I risultati di alcune amichevoli: Imola-Young Line 7-4; Capoterra 2000-Cagliari 2-4; LC Poker X Martina Franca-Libertas Scanzano 2-3; Futsal Barletta-Futsal Bisceglie 2-5. MERCATO SERIE B - Nel girone F della Serie B il Fabrizio Corigliano ha ingaggiato il portiere Giuseppe Sibilia (22) proveniente dal Futsal Potenza. a.gal.


Mancosu scatenato, Trapani fa un bel balzo verso la vetta Carpi-Trapani 1-3 CARPI (4-4-2): Sportiello 5; Letizia 6 Poli 6 Terigi 7 Sperotto 5; Cortesi 6,5 (25' st Potenza 5,5) Pasciuti 5,5 Perini 6,5 (41' st Teggi sv) Di Gaudio 6; Arma 6 Kabine 6. A disp.: Trini, Fusar Bassini, Cenetti, De Bode, Negri. All.: Tacchini-Cioffi 6. TRAPANI (4-4-2): Nordi 6; Lo Bue 7 Pagliarulo 6,5 D'Aiello 6,5 Rizzi 5,5; Basso 6,5, Pirrone 6,5, Caccetta 6,5, Madonia 6 (25' st Tedesco); Gambino 6 (16' st Mancosu 8) Abate 6 (38' st Filippi sv). A disp.: Morello, Daì, Priola, Docente. All.: Boscaglia 7. ARBITRO: Minelli di Varese 6. Guardalinee: Tolfo e De Franco. MARCATORI: 26' pt Madonia (T) rig., 15' st Arma (C), 22' st Mancosu (T), 43' st rig. Basso (T). AMMONITI: Lo Bue (T), Nordi (T), Pasciuti (C) , D'Aiello (T), Basso (T). NOTE: spettatori 965 circa con una cinquantina di tifosi ospiti (abbonati 400), per un incasso globale di € 5.500. Angoli: 4 a 4. Recupero: pt 3', st 3'. CARPI - Un Trapani cinico infrange l'imbattibilità stagionale del Cabassi e compie un passo verso la vetta. La squadra di Boscaglia, raggiunta dopo l'iniziale vantaggio, ha saputo trovare le risorse per affondare di nuovo i colpi. Il Carpi recrimina per le occasioni fallite, oltre che per un rigore non concesso sul finire del primo tempo. Il rigore dopo 20’ rompe l’equilibrio: Sperotto aggancia Lo Bue: realizza Madonia. Al 44' è sospetto il contatto in area siciliana tra Di Gaudio e D'Aiello, ma l’arbitro lascia proseguire. Al 15' st Arma colpisce al volo in area il preciso cross da destra di Cortesi e realizza il pari. Il Trapani sembra all'angolo, ma reagisce punendo in contropiede con Mancosu, che prima infila Sportiello con un piatto e poi conquista un secondo rigore realizzato da Bosco. Infopress


Il San Marino fatica per un tempo ma nella ripresa surclassa il Como San Marino-Como 3-0 SAN MARINO (4-2-3-1): Vivan 6,5; Pelagatti 6 Fogacci 6,5 Galuppo 6 Mannini 6,5; Lunardini 6 Pacciardi 6,5; Mella 6,5 (21' st Casolla 7) Doumbia 7,5 Crivello 6,5; Chiaretti 5,5 (10' st Coda 5,5). A disp.: Migani, Ferrero, Capellini, Pigini, Poletti. All.: Acori. COMO (4-2-3-1): Micai 6; Ambrosini 5,5 Migliorini 6 (30' st Cia 5,5) Marchi 5,5 D. Donnarumma 5,5; Giampà 6 Ardito 5 (15' st Verachi 5,5); Lisi 5,5 Tremolada 6 A. Donnarumma 5,5; Grandi 5 (26' st Mendicino 5,5). A disp.: Perucchini, Luoni, Del Pivo, Benvenga. All.: Paolucci. ARBITRO: Di Martino di Teramo 6,5. Guardalinee: Muto e Robilotta. MARCATORI: 46' pt Doumbia, 37' st e 49' st Casolla. ESPULSO: 31' st Bencivenga (C) dalla panchina per proteste. AMMONITI: A. Donnarumma (C), Migliorini (C), Chiaretti (SM), Pacciardi (SM), Lunardini (SM). NOTE: al 7’ st allontanato il vice tecnico Dalla Costa (C) per proteste. Spettatori 500 circa, incasso non comunicato. Angoli 3-2 per il San Marino. Recupero, pt 2', st 4'. SAN MARINO - Un San Marino trasformato tatticamente domina la partita ma sfonda solo a fine primo tempo. Dopo qualche tentativo da fuori, a sbloccare ci pensa Doumbia al 46', che insacca dal limite dopo un contropiede di Pacciardi. Chiaretti manca il raddoppio a inizio ripresa, poi il Como viene fuori con Verachi ma non concretizza e così il San Marino chiude i conti con la doppietta di Casolla. I due gol arrivano al 37' su azione personale e al 49' di testa su cross di Coda. Infopress


FUTSAL - PRIMA GIORNATA DI RITORNO NELLA SERIE A DONNE Sinnai sorpasso. Real Statte: 12 su 12! AZ Gold Woman e Lazio, continua il duello. Salgono Kick Off, Ternana e Pro Reggina di Antonio Galluccio

Dopo i due anticipi di sabato s'è completata, ieri, la prima giornata di ritorno nei tre raggruppamenti del campionato nazionale di Serie A femminile. GIRONE A - Sorpasso in vetta, dove il Sinnai si riprende il primato superando Manuela Nicoli, autrice di una tra le mura amiche la Lupe, scavalcata sul podio più alto al termine di una tripletta nel 6-3 del Breganze supersfida bella e appassionante. La squadra padovana, inoltre, viene agganciata al secondo posto dallo Sporteam United vittorioso in casa contro la Pcg Bresso. Bene anche il Città di Breganze e il Futsal Portos che piegano in trasferta, rispettivamente, l'Areasport Verona e la Casalgrandese. Impresa della Kick Off Femminile che vince davanti al proprio pubblico contro l'Isolotto Fondiaria Firenze. Sabato il successo esterno del Real Lions Ancona contro il Torino Futsal Femminile. Risultati: Areasport Verona-Città di Breganze 3-6; Casalgrandese-Portos Femminile 1-5; Kick Off FemminileIsolotto Fondiaria Firenze 2-1; Sinnai-Lupe 5-3; Sporteam United-Pcg Bresso 4-1; Torino Futsal Femminile-Real Lions Ancona 1-6 (giocata sabato). Classifica: Sinnai 28; Sporteam United e Lupe 27; Città di Breganze 26; Isolotto Fondiaria Firenze 22; Portos Femminile (-1) 21; Kick Off Femminile 18; Real Lions Ancona 10; Torino Futsal Femminile 9; Pcg Bresso 7; Areasport Verona 6; Casalgrandese 5. GIRONE B - Vincono le prime tre: l'Az Gold Women, capolista, a Chieti Scalo contro la Woman Napoli, la Lazio, seconda forza, in Umbria contro il Perugia, e la Futsal Ternana, terza da sola, al Pala To Live di Roma contro la Virtus Roma. Vola l'Atletico Ardea Futsal che espugna il campo del Città di Montesilvano, avanza la Ls Aranova Ceprano con il successo interno contro il Città di Pescara, brilla la Nuova Focus Calcio Foggia che conquista tre punti preziosi in Campania contro il Real Sorrento. Risultati: Az Gold Women-Woman Napoli 4-2; Città di Montesilvano-Atletico Ardea Futsal 0-1; Ls Aranova Ceprano-Città di Pescara 5-4; Perugia-Lazio 2-7; Real Sorrento-Nuova Focus Calcio Foggia 2-8; Virtus RomaFutsal Ternana 1-3. Classifica: Az Gold Women 32; Lazio 26; Futsal Ternana 24; Città di Montesilvano 21; Virtus Roma e Ls Aranova Ceprano* 19; Atletico Ardea Futsal 15; Nuova Focus Calcio Foggia 14; Woman Napoli* 13; Perugia 12; Città di Pescara (-3) 4; Real Sorrento 0. * = una gara in meno. GIRONE C - Vola il Real Statte: la formazione pugliese passa in Sicilia contro il Vittoria Calcetto, conquista il dodicesimo successo in dodici gare disputate, resta a punteggio pieno e si riprende l'esclusiva del primo posto, in condominio, per un giorno, con l'Ita Salandra, vittoriosa sabato al PalaPoli di Molfetta contro il Five Molfetta. La Pro Reggina vince in Puglia contro il Martina Calcio Femminile. Successi importanti in trasferta pure per la Jordan Aufugum, contro il Cus Potenza, e per la Parrocchia Ganzirri, contro la Nuova Atletica Giovinazzo. Un punto in Calabria per Sporting Locri Femminile e Cus Palermo. Risultati: Cus Potenza-Jordan Aufugum 3-6; Five Molfetta-Ita Salandra 3-4 (giocata sabato); Martina Calcio Femminile-Pro Reggina 1-6; Nuova Atletica Giovinazzo-Parrocchia Ganzirri 0-1; Sporting Locri Femminile-Cus Palermo 1-1; Vittoria Calcetto-Real Statte 2-9. Classifica: Real Statte 36; Ita Salandra 33; Pro Reggina 30; Jordan Aufugum 24; Parrocchia Ganzirri 18; Cus Palermo 15; Five Molfetta e Vittoria Calcetto 13; Sporting Locri Femminile 11; Nuova Atletica Giovinazzo 8; Martina Calcio Femminile 7; Cus Potenza 0. ANTICIPO OTTAVA DI RITORNO - Per lo spostamento della Final Eight di Coppa Italia all'1, 2 e 3 marzo, l'ottava giornata di campionato, prevista per il 3 marzo, verrà anticipata al 17 febbraio.


Feralpi Salo'- Pavia 0-3 FERALPI SALO' (4-3-3): Gallinetta 5; Tantardini 5,5 Cortellini 5,5 Leonarduzzi 5,5 Malgrati 5,5; Castagnetti 6 Ilari 6 Finocchio 5 (14' st' Montella 5,5); Bracaletti 5,5 (31' st Fabris 5,5) Miracoli 5,5 Tarana 5,5 (28' st Bentoglio 6). A disp.: Gargallo, Falasco, Caputo, Milani. All.: Remondina. PAVIA (4-4-2): Kovacsik 6,5; Capogrosso 6,5 D'Orsi 6,5 Fasano 6,5 (27' pt Losi 6,5) Meregalli 6; Statella 6 Ferrini 6 (13' st' Bracchi 6,5) La Camera 7 Di Chiara 6,5; Beretta 7,5 (45' st Lussardi sv) Cesca 7. A disp.: Teodorani, Mangiarotti, Radoi, Romano. All.: Roselli. ARBITRO: Piccinini di ForlÏ. Guardalinee: Pignone e Rossi. MARCATORI: 5' pt Beretta (P rig), 26' st Cesca (P), 30' st La Camera (P). AMMONITI: Leonarduzzi, Tarana, Tantardini (F); Bracchi (P). ESPULSO: 39' st Tedeschi (vice allenatore Feralpi Salò) per proteste.


SABATO TORNA LA A2 Tra Potenza e Latina quasi uno spareggio per la Final Eight Dopo la sosta per le festività natalizie e di fine anno riparte, sabato, il campionato di Serie A2. Si disputa l'ultima giornata di andata e nei due gironi restano da assegnare un titolo di campione d'inverno più gli ultimi posti per la Final Eight di Coppa Italia cui partecipano le prime quattro classificate di ciascun raggruppamento al giro di boa. GIRONE A - Una sola formazione già in Final Eight, il Vicenza capolista, che affronta la trasferta di Mareno di Piave contro il Gruppo Fassina e, vincendo, si laurea campione d'inverno. Per le altre tre posizioni di coppa sono in lizza quattro squadre, la New Team, il Cagliari e la Reggiana, seconde, più l'Aosta, terza, che insegue a tre punti. Il prossimo turno sarà avvincente perchè il calendario propone due scontri diretti proprio tra le squadre dal secondo al quinto posto: infatti la New Team ospita la Reggiana e l'Aosta riceve il Cagliari. Per centrare la qualificazione, a New Team, Reggiana e Cagliari basta un pari, l'Aosta deve vincere e sperare. Le altre partite vedranno di fronte PesaroFano e Lecco, sul campo della squadra marchigiana, Toniolo Milano e Civitanova, nel capoluogo lombardo, Canottieri Belluno e Villorba, nel palasport bellunese. Undicesima giornata: Aosta-Cagliari; Canottieri Belluno-Villorba; Gruppo Fassina-Vicenza; New Team-Reggiana; PesaroFano-Lecco; Toniolo Milano-Civitanova. Classifica: Vicenza 23; New Team, Cagliari e Reggiana 22; Aosta 19; PesaroFano 14; Canottieri Belluno 12; Gruppo Fassina e Toniolo Milano 11; Lecco 9; Civitanova 4; Villorba 1. GIRONE B - Con la LC Poker X Martina Franca campione d'inverno hanno raggiunto la Final Eight di Coppa Italia anche Augusta e Napoli Futsal Santa Maria entrambe in seconda posizione. La griglia per la manifestazione tricolore verrà completata con una tra Futsal Potenza e Latina che si affrontano al Palapergola di Potenza: la formazione lucana ha un punto in più della squadra laziale, dunque il Futsal Potenza avanza con un pari, il Latina si qualifica con una vittoria. Attesa per la supersfida del Palajonio di Augusta tra l'Augusta e la LC Poker X Martina Franca ovvero seconda contro prima: si misurano, inoltre, il miglior attacco, dell'Augusta, con cinquantuno reti, e la miglior difesa, della LC Poker X Martina Franca, con sedici gol. Punti importanti in palio pure tra Palestrina e Napoli Futsal Santa Maria, nell'impianto romano, Loreto Aprutino e Brillante Roma, in Abruzzo, Fuente Foggia e Cus Chieti, a Lucera, Modugno e Acireale, a Bari. Undicesima giornata: Augusta-LC Poker X Martina Franca; Fuente Foggia-Cus Chieti; Futsal Potenza-Latina; Loreto Aprutino-Brillante Roma; Modugno-Acireale; Palestrina-Napoli Futsal Santa Maria. Classifica: LC Poker X Martina Franca 28; Augusta e Napoli Futsal Santa Maria 23; Futsal Potenza 18; Latina 17; Loreto Aprutino 15; Brillante Roma 14; Fuente Foggia 12; Palestrina 10; Modugno, Acireale e Cus Chieti 4. a.gal.


Virtus Entella-Tritium 2-0 VIRTUS ENTELLA (3-4-1-2): Paroni 6,5; Bianchi 6,5, Cesar 6,5, Russo 6,5; Staiti 7 (44' st Hraiech sv), Volpe 6,5, Raggio Garibaldi 7 (15' st Hamlili 6,5), Zampano 6,5; Vannucchi 7; Argeri 7, Rosso 7 (48' st Serlini sv). A disp.: Conti, Falcier, Fantoni, Wagner. All.: Prina. TRITIUM (4-4-2): Nodari 6; Cremaschi 5 (9' st Cogliati 5,5), Teso 5, Bossa 5,5, Riva 5; E.Bortolotto 5,5, Corti 6 (33' st Monacizzo sv), A.Arrigoni 6, T.Arrigoni 6,5; Spampatti 5, Chinellato 5 (9' st Martinelli 5,5). A disp.: Paleari, Cusaro, Teoldi, Zanga. All.: Magoni. ARBITRO: Marini di Roma. Guardalinee: Andreoli e Dal Borgo. MARCATORI: 16' pt Cesar; 7' st Rosso. NOTE: spettatori settecento circa. Angoli 7-3 per la Virtus Entella. Minuti di recupero 0' e 4'. AMMONITI: Russo, Bianchi, Teso e Bossa.


Sudtirol-Albinoleffe 1-1 SUDTIROL (4-3-3): Marcone 6; Iacoponi 6 Cappelletti 6,5 Bassoli 7 Martin 6; Furlan 6 Uliano 6,5 Branca 6 (39' st Candido sv); Fink 5,5 (32' st Pasi sv) Maritato 6 (26' st Bocalon 6) Thiam 6. A disp.: Grandi, Kiem, Tagliani, Bontà . All.: Vecchi. ALBINOLEFFE (4-3-3): Offredi 6,5; Salvi 6 M. Belotti 6,5 Allievi 5,5 (10' st Pirovano 6) Regonesi 5; Girasole 6 Taugourdeau 6 Maietti 6; Pacilli 6,5 Pesenti 6,5 (1' st Ambra 6) A. Belotti 6 (39' st Diakite sv). A disp.: Amadori, Di Cesare, Martinovic, Pontiggia. All.: Pala. ARBITRO: Dei Giudici di Latina. Guardalinee: Villa e Gori. MARCATORI: 31' pt Pesenti (A), 42' pt Bassoli (S). ESPULSO: 40' pt Regonesi (A) per doppia ammonizione. AMMONITI: Uliano (S), Pacilli (A), Branca (S), Furlan (S), Girasole (A). NOTE: al 40’ st allontanato il tecnico Vecchi (S)


Cuneo-Treviso 0-0 CUNEO (4-3-1-2): F. Rossi 6; Di Lorenzo 6 (33' st Serino 6) Carretto 6 Scaglia 6,5 Donida 6; Cristini 6 Danucci 6,5 Palazzolo 6; Garavelli 5,5; Martini 6 (33' st Fantini sv) Ferrario 5,5 (19' st Leonardi 6). A disp.: Negretti, Ferri, Arcari, Di Quinzio. All. E. Rossi. TREVISO (4-3-3): Merlano 6,5; Brunetti 6,5 (41' st Videtta sv) Stendardo 6,5 Zammuto 6,5 Cernuto 6,5; Rosaia 6 Bini 6,5 Spinosa 6; Fortunato 5,5 (40' st Komac sv) N. Tarantino 5,5 Kyeremateng 6. A disp.: Campironi, P. Tarantino, Rizzo, Toppan, Madiotto. All.: Ruotolo. ARBITRO: Spinelli di Terni. AMMONITI: Danucci (C), Stendardo (T), Rosaia (T), Tarantino N. (T). NOTE: Spettatori circa 750, incasso totale 4.700 euro. Angoli 4-4. Recupero, pt 1', st 5'.


Lumezzane-Reggiana 2-0 LUMEZZANE (4-4-2): Vigorito 6; D'Ambrosio 6 Mandelli 6 Dametto 6 Possenti 6; Pintori 5,5 (23' st Carlini 6,5) Dadson 6 Marcolini 6,5 Baraye 7; Torri 6 (31' st Kirilov 6) Inglese 6 (42' st Samb sv). A disp.: Coletta, Zamparo, Gallo, Sabatucci. All.: Festa. REGGIANA (4-3-1-2): Tomasig 5,5; Magliocchetti 5,5 Cossentino 5,5 Aya 5,5 Bani 5 (18' st Iraci 6); Ardizzone 5,5 Arati 5,5 (8' st Viapiana 6) Antonelli 6; Alessi 6; Sprocati 6 Rossi 5,5 (20' st Ferrara 6). A disp.: Taglini, Zini, Panizzi, Matteini. All.: Apolloni. ARBITRO: Paolini di Ascoli Piceno. Guardalinee: Caliari e Rizzato. MARCATORI: 22' pt Baraye, 36' st Carlini (L). AMMONITI: Pintori, Dametto (L), Arati, Ardizzone, Bani (R). NOTE: Cielo nuvoloso, terreno in discrete condizioni. Spet. 1000 circa, incasso n.c. Angoli 3 a 3. Recupero: 3' pt, 5' st.


La Salernitana è inarrestabile Guazzo e Ginestra regolano L’Aquila che chiude in dieci L'Aquila-Salernitana 0-2 L'AQUILA (4-3-3): Testa 6; Rapisarda 6,5 Pomante 7 (38' st Triarico sv) Mucciante 6,5 Ligorio 6; Agnello 5,5 Iannini 5,5 (10' st Menicozzo 5,5) Carcione 6,5; Ciotola 5,5 (16' st Albanese 5,5) Colussi 5,5 Improta 6. A disp.: Modesti, Petta, D'Amico, Marcotullio. All.: Ianni. SALERNITANA (3-5-2): Iannarilli 6; Luciani 6 Molinari 6,5 Rinaldi 6 Piva 6; Montervino 6 (33' st Zampa sv) Perpetuini 6 Mancini 6 Mounard 6,5 (16' st Tuia 5,5) Ginestra 6 Guazzo 6 (39' st Ricci sv). A disp.: Dazzi, Cristiano Rossi, Vettraino, Gustavo. ARBITRO: Intagliata di Siracusa 5,5. Guardalinee: Garito e Raparelli. Ginestra e Guazzo decisivi a MARCATORI: 41' pt Guazzo (S) e 44' st Ginestra (S). L’Aquila (Mosca) ESPULSO: 13' st Colussi (A) per doppia ammonizione. AMMONITI: Rinaldi (S), Molinari (S), Carcione (A) e Ginestra (S). NOTE: spettatori 2 mila circa, con una folta rappresentanza ospite, per un incasso di 14.600 euro. Angoli 6-6; Rec.: pt 2'; st 3'. L'AQUILA - E sono sei. In casa dell'Aquila la Salernitana, battistrada del girone B di Seconda Divisione, ottiene la 6ª vittoria consecutiva e il 16º risultato utile di fila. I padroni di casa hanno dato filo da torcere ai più quotati avversari, ma i granata campani sono stati bravi a colpire con due ripartenze i rossoblù. Probabilmente i tre punti sono stati giustamente conquistati dai ragazzi del tecnico Perrone, anche se L'Aquila ha da lamentarsi per un rigore non concesso al 13' della ripresa, con la conseguenza dell'espulsione dell'attaccante locale Colussi, a causa del secondo cartellino estratto dall'arbitro per simulazione. E per gli abruzzesi giocare in 10 dal 13' del secondo tempo e sotto di una rete contro la corazzata campana non è stato affatto agevole. Insomma, la gara è finita lì. ANCHE UN PALO - Comunque, va evidenziato che i granata hanno colpito un palo, con il portiere Testa battuto, al 39' con Mounard. Per la cronaca, al 4' un gran tiro di Perpetuini viene bloccato da Testa. Al 17' un dribbling a rientrare di Mancini, con tiro a girare dal limite dell'area fa tremare i rossoblù ma la palla esce sul fondo. L'Aquila risponde al 21' quando, su un cross di Rapisarda, Improta stoppa spalle alla porta ma la girata deviata da un avversario è debole. FINALE CON GOL - Nel finale del primo tempo la rete della Salernitana: al 41' c'è una ripartenza granata con Mounard che serve Guazzo, il quale, dopo aver eluso l'intervento del suo diretto marcatore, in giravolta infila in diagonale. Nella ripresa, in zona Cesarini, al 44', arriva il gol che chiude la partita. Su rapido contropiede Ginestra fa tutto da solo e tira dal limite dell'area: la conclusione deviata da un difensore aquilano trafigge Testa. (Gieffepress)


Aversa N. - Borgo B. 1-2 AVERSA (4-3-3): Gragnaniello 5,5; Petrarca 5,5 Campanella 6 Castaldo 6 Avagliano 5,5; Marano 5,5 (21'st Iovene 5,5) Viola 5,5 (1'st Guarracino 5,5) Vanacore 5,5; Manco 5,5 Polani 5,5 De Martino 5,5 (3'st Gatto 5,5). A disp.: Esposito, Fricano, Scarano, Gagliardi. All.: Sergio. BORGO (4-4-2): Tonti 6; Di Giusto 6 Checchi 5,5 Garaffoni 6 Annoni 6; Santini 6 (23'st Pastore 5,5) Caciagli 6 Nolè 6 Candiano 6,5 (27'st Maretti sv) D'Antoni 6 Dimas 5,5 (34'st Del Porto sv). A disp: Gaffino Rossi, Manganelli, Lazzoni, Butini. All.: Masi. ARBITRO: Ferrari di Mestre Guardalinee: Lobozzo e Petrone MARCATORI: 4' pt Vanacore (A), 11' pt Candiano (B), 46' pt D'Antoni (B). ESPULSO: al 38'st Checchi (B) per doppia ammonizione. AMMONITI: Manco (A), Annoni (B), Campanella (A), Santini (B), Caciagli (B), Castaldo (A).


Chieti-Pontedera 2-1 CHIETI (3-5-2) Feola 6,5; Gigli 6,5 Pepe 7 Di Filippo 7,5; Bigoni 6,5 Verna 6,5 Vitone 6,5 Del Pinto 6,5 Gandelli 6,5 (11' st La Selva 6); Alessandro 6,5 (43' st Cardinali sv) De Sousa 7. A disp.: Cappa, Barbone, Rinaldi, Di Properzio, Capogna. All.: De Patre. PONTEDERA (3-5-2) Leone 5,5; Pezzi 5,5 Gonnelli 5,5 Capitanio 5; Ortolan 5 (1' st Cherillo 5,5) Esposito 5 (30' st Simonicini 5,5) Caponi 6 Carfora 5,5 Regoli 5,5 (39' st Fedi sv); Grassi 5,5 Arrighini 6. A disp.: Lenzi, Di Noia, Gregorio, Verruschi. All.: Indiani. ARBITRO: Serra di Torino. MARCATORI: 19' pt De Sousa (C), 44' pt Di Filippo (C), 5' st Arrighini (P). AMMONITI: Pepe e Vitone (C), Simonicini (P). NOTE: spettatori 1.000 circa, incasso non comunicato. Angoli 8-1 per il Chieti. Rec.: 0' pt, 3' st.


Foligno-Martina 1-1 FOLIGNO (3-5-2): Piacenti 7; Pupeschi 6 Biondi 6 Adamo 6; Costanzo 6 Vassallo 6,5 Borgese 6,5 (32' st Gatti 5) Fiordiani 6 Petti 5 (24' st Mattelli 6); Balistreri 6,5 Gesuele 5 (17' st Gaeta 5). A disp.: Zandrini, Barbetta, Menchinella, Fondi. All.: Monaco (squalificato, in panchina Barbetta). MARTINA (4-4-2): Leuci 5,5; Dispoto 6 Bagaglini 6 Filosa 6 Daleno 6; Mangiacasale 6,5 Scarsella 5,5 (5' st Provenzano 6) Marsili 6 Petilli 6,5 (30' st Anaclerio sv); Rana 5,5 (23'st Ancora 6) Gambino 6. A disp.: Perina, De Lucia, D'Addato, Memolia. All.: Di Meo ARBITRO: Morreale di Roma. MARCATORI: 20' pt Balistreri (F), 6' st Mangiacasale (M). AMMONITI: Costanzo (F), Borgese (F), Balistreri (F), Filosa (M), Bagaglini (M).


Hinterreggio-Campobasso 3-2 HINTERREGGIO (3-5- 2): Mengoni 6; Ungaro 6 Franceschini 6 Anzilotti 6; Aneglino 6 Vicari 6 (12' st Kras 6) Lavrendi 6,5 Aliperta 6 Marguglio 6; Cruz 7 (34' st Febbraio sv) Carbonaro 6,5 (20' st Khoris 6). A disp.: Parisi, Pensalfini, Borghetto, Figliomeni. All.: Venuto. CAMPOBASSO (4-3-3): Iuliano 5,5; Petrassi 5 (44' st Bussi sv) Marino 5,5 Boi 6 Pascucci 5; Rais 6 Di Vicino 6 Di Libero 6 (28' st Esposito sv); Fella 6 Majella 5,5 Konate 5,5. A disp.. Cattenari, Santaguida, D'Allocco, Palmiero, Mauriello. All.: Vullo. ARBITRO: Formato di Benevento. Guardialinee: Zuccaro e D'Amato. MARCATORI: 23' pt Cruz (H rig.), 29' pt Ungaro (H); 3' st Ungaro (C, aut.), 26' st Cruz (H), 38' st Fella (C). ESPULSO: 16' st Pascucci ( C) per doppia ammonizione. AMMONITI: Angelino (H), Carbonaro (H), Cruz (H), Febbraio (H), Iuliano (C), Di Vicino (C), Rais (C).


All’Arzanese non basta Sandomenico L’Aprilia vola con la doppietta di Ferrari Arzanese-Aprilia 1-2 ARZANESE (4-4-2): Aprea 5,5; Laezza 6 Caso 6 Riccio 5,5 Funari 5,5; Improta 6 Visone 5,5 (11' st Maschio 5,5) Tarascio 5,5 Florio 5; Elia 5,5 (26' st Figliolia sv) Fragiello 5,5 (33' st Sandomenico 7). A disp.: Moggio, Tommasini, Liccardo, Roghi. All.: Rogazzo. APRILIA (4-4-2): Di Vincenzo 6,5; Vincenzo 6 Sembroni sv (18' pt Stankovic 6,5) Diakite 6 Carta 6,5; Criaco 5,5 (13' st Ferri Marini 6) Croce 6,5 Amadio 6 Marfisi 7; Ferrari 7,5 Gomes 6 (37' st Corsi sv). A disp.: Caruso, Tundo, Sassano, Calderini. All.: Vivarini. ARBITRO: Ceccarelli di Rimini. Guardalinee: A. Cordischi e S. Cordeschi. MARCATORI: 25' st Ferrari (Ap), 38' st Sandomenico (Ar), 48' st Ferrari (Ap). ESPULSO: al 18' st Florio (A) per gioco falloso. AMMONITI: Visone (Ar), Caso (Ar), Gomes (Ap), Maschio (Ar), Sandomenico (Ar). NOTE: gara giocata sul neutro di Mugnano. MUGNANO DI NAPOLI (Lps) - Non perdona l'Aprilia con Ferrari che in extremis regala il secondo posto solitario. E' buona la partenza dei locali. All'undicesimo Di Vincenzo è straordinario su una sassata dalla media distanza di Elia. Alla mezz'ora prova ancora l'Arzanese con Fragiello, l'Aprilia si sveglia nel recupero. Sponda di Diakite per Ferrari. Il centravanti manca il colpo vincente. Nella ripresa il match cambia dopo il rosso ingenuo rimediato da Florio. Dal suo lato arriva il gol ospite al 25'. Sull'incursione di Marfisi Ferrari è libero di sbloccare il punteggio. Di Vincenzo al 29' è determinante su Riccio. Il pareggio lo firma Sandomenico al 38'. E Marfisi nel finale arma ancora lo spietato Ferrari che regala tre punti d'oro all'Aprilia.


Poggibonsi tutto facile nella ripresa Il Fondi sciupa troppo e protesta Poggibonsi-Fondi 4-0 POGGIBONSI (4-3-1-2): Menegatti 6,5; Bronchi 6,5 Dierna 6,5 Salvatori 6,5 Paparusso 6,5; Passiglia 6,5 Scicchitano 6 (23' st Cicali 6) Settembrini 7,5 (31' st Ambrogetti sv); Ilari 6,5 (12' st Giunchi 6); Dal Bosco 6,5 Pera 7,5. A disp.: Bellomo, Panariello, Roveredo, Bianconi. All.: Polidori. FONDI (4-5-1): Capecchi 5; Rizzo 5 Cirina 5 Cuomo 5 Pacini 5,5; Canonni 5,5 Romano 5,5 Giannusa 5 (27' st Bernasconi sv) Rossini 5 D'Anna 5,5 (18' st Palumbo 5,5); Guidone 5,5 (40' st Prisco sv). A disp.: Gasparri, Iovinella, Tamasi, Colella. All.: Provenza. ARBITRO: Pierro di Nola. Guardalinee: Pizzagalli e Barcaglioni. MARCATORI: 3' st Pera, 5' st Settembrini, 30' st Pera, 34' st Dierna. ESPULSI: al 3' st Romano e al 5' st Cuomo entrambi per doppia ammonizione. AMMONITO: Ilari. POGGIBONSI (Atc) - Festeggia il Poggibonsi che cala il poker ma il Fondi recrimina per qualche occasione sprecata e per alcune decisioni arbitrali contestate. In avvio di gara passa la squadra di Povenza ma la rete viene annullata per fuorigioco. Nella ripresa, dopo tre minuti, padroni di casa in vantaggio con Pera su assist di Settembrini con il Fondi in dieci per l'espulsione di Romano. In vantaggio di uomini e di gol, la squadra di Polidori affonda il secondo colpo con Settembrini che va in rete con un perfetto pallonetto. Alla mezz'ora terzo sigillo con firma di Pera servito da Cecilai e quarto gol di testa di Dierna.


Lamezia-Gavorrano 1-1 VIGOR LAMEZIA (4-3-3): Forte 6; Rondinelli 5 Marchetti 6 Gattari 6 Crialese 5; Cerchia 5 (22' st Longoni 5,5) Giuffrida 5,5 Giacinti 5; Zampaglione 6,5 (33' st Martino sv) De Luca 6 Catanese 5 (29' st Catalano sv). A disp.: Zelletta, Castaldo, Monopoli, Cascione. All.: Costantino. GAVORRANO (4-3-1-2): Lanzano 6; Mazzanti 6 Alderotti 6 Fatticcioni 6 Romiti 6; Nicoletti 7 Zane 7 Della Latta 6,5; Peluso 7 (18' st Lo Sicco 6); Gurma 6 Nocciolini 6,5 (23' st Moscati 6). A disp.: Addario, Messina, Rolando, Grifoni. All. Buso. ARBITRO: Rossi di Rovigo. Guardalinee: Tudisco e Santoro. MARCATORI: 21' pt Zampaglione (V. rig), 1' st Peluso (G). AMMONITI: Giuffrida (V), Marchetti (V), Giacinti (V), Catanese (V), Lanzano (G), Nicoletti (G), Zane (G). NOTE: Al 25' pt allontanati dalla panchina il tecnico Buso (G) e un dirigente ospite per proteste.


Teramo-Melfi 2-0 TERAMO (4-3-3): Serraiocco 6; De Fabritiis 6,5 Caidi 7 Speranza 6,5 Scipioni 7; Di Paolantonio 6 Coletti 6,5 Righini 6 (37' st Novinic sv); Ambrosini 6 (25' st Olcese 6) Patierno 6,5 Petrella 6,5 (21' st Foglia 5,5). A disp.: Zuccheri, Giannetti, Granata, De Stefano. All.: Cappellacci. MELFI (3-5-2): Scuffia 6; Porcaro 5,5 Dermaku 6 Gennari 6; Locci 5,5 (34' st Caira sv) Muratore 6 Spirito 5,5 Suarino 6 D'Angelo 5,5 (17' st Orlando 6); Improta 5,5 Conte 5,5. A disp.: Volturo, Giglio, Bonasia, Benci, Lombardi. All.: Bitetto. ARBITRO: Amoroso di Paola. Guardalinee: Maiorano-Manco. MARCATORI: 44' pt Caidi, 47' st Speranza AMMONITI: Coletti (T), Speranza (T), Olcese (T), Locci (M).


Giacomense-Monza 1-3 GIACOMENSE (4-4-2) Poluzzi 6; Paloni 6 Rossi 5,5 Capellupo 6 Buscaroli 6; Cenerini 6 Lazzari 6 Nazzani 6 Varricchio 6; Pandiani 6,5 Masina 6. A disp.: De Marco, Caidi, Bettati, Ferrara, Traghetti, Protti, Dal Rio. All.: Rossi. MONZA (4-3-1-2) Castelli 7; Franchino 6,5 Polenghi 7 Cattaneo 6,5 Anghileri 6,5; Grauso 6 (10' st Finotto 6) Valagussa 7 Calliari 6,5; Puccio 6 (26' st Nitride 6) Gasbarroni 7 Vita 6,5 (35' st Desole 6). A disp.: Pazzagli, Franchini, Ravasi, Laraia. All.: Asta 6. ARBITRO: Rasia di Bassano del Grappa Guardalinee: Di Guglielmo e Petrillo MARCATORI: 5' st Valagussa (M),15' st Puccio (M), 34' st Vita (M). 46' st Varricchio (G). AMMONITI: Cappellupo, Lazzari e Rossi (G), Gasbarroni (M). NOTE: nebbia, scarsa visibilitĂ . Spettatori circa 150, presenti una decina di sostenitori da Monza. Angoli 6-5 per il Monza. Recupero, 2' pt; 4' st.


Mantova-Forli' 2-1 MANTOVA (3-5-2): Portesi 7; Girelli 5,5 (42' st Giordani sv) Bersi 6 Vecchi 5,5; Colonetti 5 Spinale 6,5 Galassi 6,5 Cerone 6 (33' st Corso 6) Bertin 6; Del Sante 7,5 Franchi 7,5 (46' st Guarco sv). A disp.: Maggio, Esperimento, Pietribiasi, De Respinis. All.: Brucato. FORLI' (3-4-3): Ginestra 6; Arrigoni 6 Orlando 5,5 Vesi 5 (45' st Sozzi sv); Sampaolesi 6 Mordini 6,5 Evangelisti 6 Sabato 6 (33' st Filippi 6); Petrascu 7 Buonaventura 6 (29' st Ferri 6) Oggiano 6. A disp.: Casadei, Scarponi, Ingegneri, Bergamaschi. All.: Bardi. ARBITRO: Brodo di Viterbo. Guardalinee: Zinzi e Pancrazi. MARCATORI: 6' pt Franchi (M), 9' pt Del Sante (M), 13' st Patrescu (F). ESPULSO: 36' pt Brucato (M, All.) per proteste; 12' st Colonetti (M) per doppia ammonizione. AMMONITI: Sabato (F), Franchi (M), Spinale (M), Girelli (M), Vesi (F).


Milazzo-Casale 0-1 MILAZZO (4-2-3-1): Previti 6; Urso 5 Buzzanca 5,5 Cuomo 6 Salustri 6; Chiappone 6,5 (32' st Maisano sv) Simonetti 5,5; D'Amico G. 5 (1' st Suriano 6,5) Morina 6 D'Amico A. 6; Guerriero 5,5. A disp.: Durantini, Giunta, Alosi, Benenati, Traviglia. All.: Tudisco. CASALE (4-2-3-1): Ruzittu 6; Capelli 5,5 (5' st Cristiano 6) Silvestri 5 Monaco 6 Steri 6; Giunta 6 El Kamch 6; Taraschi 6 (10' st Corsino 6) Grieco 6,5 Siega 7; Curcio 5,5 (32' st Russo sv). A disp.: Chiartano, Sicurella, Santi, Moretto. All.: Perra. ARBITRO: Cangiano di Napoli. Guardalinee: Costantini e Giacomozzi. MARCATORE: 32' pt Grieco ESPULSI: 32' st Silvestri (C ) doppia ammonizione; 40' st D'Amico A. (M) proteste. AMMONITI: Cuomo (M), Simonetti (M), Capelli (C), Curcio (C), Taraschi (C), Cristiano (C), Corsino (C).


Rimini-Renate 0-1 RIMINI (3-5-2): Scotti 5,5; Brighi A. 6 Rosini 6 Vittori 6 (31' st Indelicato sv); Palazzi (39' st Ferrari) Spighi 6,5 Maita 6,5 (24' st Valeriani 6) Brighi M. 6 Baldazzi 6; Marras 6,5 Maio 6. A disp.: Semprini, Barone, Gasperoni, Signorini. All. D'Angelo. RENATE (4-3-3): Galli R. 6.5; Adorni 6.5 Gavazzi 6 Bergamini 6 Morotti 5.5; Gualdi 6 Mantovani 6.5 Cavalli 6; Zanetti 7 (43' st Zita sv) Brighenti 6 (27' st Cioffi sv) Gaeta 5 (13' st Galli N. 5.5). A disp.: Colarieti, Mastrotataro, Montalbano, Malivojevic. All. Sala. ARBITRO: Verdanelli di Foligno Guardalinee: Bisbano e De Rubeis MARCATORE: 5' st Zanetti AMMONITI: Maio (Ri), Rosini (Ri), Palazzi (Ri), Brighi A. (Ri), Marras (Ri), Spighi (Ri), Galli N. (Re), Bergamini (Re), Zita (Re).


Savona-Pro Patria 0-0 SAVONA (4-4-2): Aresti 7; Carta 6, Marconi 6, Miale 6, Taino 5,5 (23' st Belfiore 6); Demartis 5,5 (27' st Molino 6), Agazzi 6, Quintavalla 6,5, Cattaneo 6 (8' st Mazzotti 6,5); Gallon 6, Virdis 6,5. A disp. Gozzi, Antonelli, Bramati, Romero. All.: Corda. PRO PATRIA (4-3-1-2): Sala 6; Bonfanti 6, Nossa 6,5, Polverini 6,5, Pantano 6,5; Calzi 6,5 (42' st Greco sv), Bruccini 6,5, Viviani 7; Giannone 6 (25' st Artaria 6,5); Serafini 7, Cozzolino 7,5 (29' st Falomi 6). A disp.: Vavassori, Andreoni, Beccaro, Giorno. All.: Firicano. ARBITRO: Bruno di Torino. Guardalinee: Pentangelo e Coli. AMMONITI: Taino, Carta, Bruccini, Calzi, Bonfanti e Polverini. NOTE: spett. 1185. Angoli 7-4 per il Savona. Recupero 2' pt e 5' st.


Venezia-Valle D’Aosta 2-2 VENEZIA (4-3-1-2): Bonato 5,5; Cabeccia 5 Masi 5,5 Battaglia 5,5 D'Elia 5,5 (27' st Bertolucci 6); Crafa 6 Carloto 6 (18' st Taddei 6) Maracchi 6; Lauria 6,5; Godeas 7,5 D'Appolonia 6 (19' st Franchini 5,5). A disp.: Moreau, Tonelli, Margarita, Giovannini. All.: Zanin. VALLE D'AOSTA (4-3-3): Frattali 6; Isoardi 6 Jidayi 6 (22' st Fiore 5,5) Emiliano 6,5 Furno 6; Panepinto 6 Amato 6,5 Nocciola 6,5; Kanouté 7 Sinato 7 (46' st Esposito sv) De Vincenziis 6 (29' pt Cuneaz 6,5). A disp.: Costantino, Di Dio, Sbravati, Noro. All. Carbone. ARBITRO: Rizzo di Siena Guardalinee: Berti-Miceli MARCATORI: 15' pt Godeas (UV), 6' st Sinato (VA), 18' st Cuneaz (VA), 26' st Godeas (UV). AMMONITI: Cabeccia (UV), Godeas (UV), Emiliano (VA), Sinato (VA), Nocciola (VA), Carloto (UV).


Agnonese travolgente Amiternina che exploit! Civitanovese-O.Agnonese 0-4 CIVITANOVESE (4-4-2): Perozzi 5,5; Botticini 5,5 Boateng 5,5 Digno 5 (20' st Nardone 5,5) Torta 6; Mallus 6 La Vista 5,5 Moretti 5,5 Monti 6 (32' pt Filopati 6; Bubalo 5 (1' st Covelli 5,5) Galli 6. A disp.: Ticchi, Porfiri, Caporaletti, Gadda. All.: Cornacchini. O.AGNONESE (4-4-2): Biasella 6; Patriarca 6 Litterio 6 Partipilo 6,5 Di Bernardino 6; Pifano 6 Di Collo 6 (44' st Di Lollo sv) Ricamato 6,5 Sivilla 8; Keita 6,5 (35' st Orlando sv) Leonetti 6 (17' st Pizzutelli 5). A disp.: Esposito, Mancini, Sabelli, Cadaleta. All.: Urbano. ARBITRO: Sassoli di Arezzo. MARCATORI: 9', 24' pt Sivilla, 38' pt Ricamato; 34' st Sivilla. NOTE: ammoniti Mallus, Di Lollo, Filopati, Moretti. Espulsi al 21' st Botticini (C) per doppia ammonizione, 27' st Pizzutelli (OA). CIVITANOVA MARCHE (atc) - Un gol annullato a Galli in avvio di gara (fuorigioco), poi solo l'Agnonese, che inaugura il 2013 con la splendida tripletta di Sivilla e il gol di Ricamato. Vis Pesaro-Isernia 5-0 VIS PESARO (4-4-2): Foiera sv; Boinega 6 Paoli 6 (28' st Tonucci 6) Santini 6 G. Dominici 6,5; Di Carlo 7,5 A.Torelli 7 Bianchi 7 Bugaro 7,5 (39' st Pensalfine sv); Cremona 6 (24' st G. Torelli 6) Vicini 6,5. A disp.: Francolini, Pagrazi, Rossini, Pezzullo. All.: Magi. ISERNIA (4-5-1): D'Arienzo 5; Tagliamonte 5 (9' st Di Bartolomeo sv, 19' st Manocchia 5) Di Giacomo 5 Lunardo 5 Tortora 5; Allegretti 5 Mingione 5 De Giambattista 5 Nicolai 5 Miranda sv (19' pt Frascone 5); Fucci 5. A disp.: Tartaglia, Coppola, Lomabardi, Sesay. All.: Scagliarini. ARBITRO: Fabbri di S. Giovanni Valdarno. MARCATORI: 10' pt Di Carlo; 10' st Vicini, 12' st Bugaro, 18' st Bugaro, 22' Di Carlo. NOTE: Spettatori 500 circa (una ventina da Isernia). Ammonizioni Bugaro, Allegretta, Di Giacomo. Angoli 6-0. Recanatese-Amiternina 1-2 RECANATESE (4-4-2): Paniccià 6; Patrizi 6 Commitante 5,5 Morbiducci 6 Di Marino 5,5 (17' st Agostinelli 6); Curzi 5,5 Rachini 6 Marchetti 6 Brugiapaglia 6; A. Rossi 5,5 (17' st Garcia sv) Gigli 6,5. A disp.: Catinari, Ristè, Moriconi, Bartomeoli. All.: Omiccioli. AMITERNINA (4-3-3): Spacca 6; D. Lenart 6 Varchetta 6 Di Francia 5,5 Valente 6; Petrone 6, Berardi 6 (21' st Federici 6) Bocchino 5,5 (19' st Riocci 6); Gizzi 6,5 Pedalino 6,5 Costantino 6. A disp.: Napoleoni, Russano, Rotariu, L. Lenart. All.: Angelone. ARBITRO: Marotta di Sapri. MARCATORI: 12' pt Gigli (R), 32' pt Pedalino (A); 34' st Gizzi (A). NOTE: ammoniti Patrizi, Commitante, Spacca, Petroine, Berardi, Gizzi. Espulso al 15' st Di Francia (A). Bastia-Scandicci 1-2 BASTIA (4-3-3): Biscarini 6; Ciccioli 6 Mariani 6 (33'st Silvestri sv) Oresti 5,5 Bigi 5,5; Fabris 6 Galli 6 Sedivec 6,5 (33' st Battistelli sv); Urbanelli 6 Invernizzi 6,5 Colosimo 6. A disp.: Tommassini, Testa, Milletti, Arcioni, Malocaj. Allenatore: Scarfone SCANDICCI (4-4-2): Massaini 6,5; Mugnaini 5,5 (1'st Dragomanni 4) Fioravanti 7 Isibelli 6 Salvadori 6; Bellini 6 Disanto 6 Galbiati 6,5 Sanguinetti 6 (42'st Guarisa sv); Zagaglioni 6 Ammannati 6 (22' st Morelli 6,5). A disp.: Chiarugi, Tanelli, Vigni, Lastrucci. All.: Brachi. ARBITRO: De Remigis di Teramo. MARCATORI: 37' pt Fioravanti (S), 3' st Invernizzi (B), 42' st Morelli (S). NOTE: ammoniti Oresti, Galli, Colosimo, Salvadori, Sanguinetti. Espulso al 4' st Dragomanni (S).


NISSA-COSENZA 0-3 Doppietta di Mosciaro NISSA (4-5-1): Ammendola 7; Cobisi 6 Koffi 6 Mangiavillano 6 D. Di Marco 6,5; Celestino 6 Lupi 6,5 Bica Badan 6,5 Augeri 6 (34' st Boato sv) Lo Piano 6 (25' st Barrile 4); Jarrar 6 (42' st Ballariano sv). A disp.: Sciaulino, Cammilleri. All.: Fama. COSENZA (4-3-3): Cutrupi 6; Cavallaro 5,5 Sicignano 6 Parenti 6,5 Filidoro 5,5 (31' st Arcidiacono sv); Benincasa 6,5 Salvino 6,5 Fiore 6,5 (19' st Paonessa 6); Mosciaro 7 (35' st Gassama sv) Guadalupi 6,5 Foderaro 7. A disp.: Perri, Scigliano, Piromallo, Reda. All.: Gagliardi. ARBITRO: Fiorini di Frosinone. MARCATORI: 6' st Foderaro, 21' st e 33' st Mosciaro. NOTE: gara iniziata con 30' di ritardo per la protesta della squadra locale. Spettatori 90 circa. Espulsi al 40' st Barrile (N), al 42' st Bica Badan (N) per gioco fallosi. Ammoniti: Cobisi (N), Lupi (N), Parenti (C). Angoli 8-4 per la Nuova Cosenza. Rec.: 2' pt; 4' st. CALTANISSETTA (Lps) - Una Nissa imbottita di juniores ha ceduto onorevolmente alla vice capolista Cosenza dopo un primo tempo di sostanziale equilibrio. La partita è iniziata mezz'ora dopo per la protesta da parte del tecnico e dei giocatori della Nissa che hanno inteso sensibilizzare l'opinione pubblica sulla sua delicata situazione societaria. Se non ci sarà una svolta, infatti, la Nissa si ritirerà dalla serie D. I gol degli ospiti sono arrivati nella ripresa. Prima Foderaro ha realizzato con una precisa rasoiata di destro (6'), poi Mosciaro ha completato lo score prima con un bel tiro poco dentro l'area e poi con una zampata vincente in sospetto fuorigioco.


ANCONA-MACERATESE 4-1 Favo si gode il poker ANCONA (4-4-2): D'Arsiè 6; Barilaro 6,5 Labriola 7 Eramo 7 Ciaramitaro 6,5; Gramacci 7 (33' st Gagliardini sv) Bricca 7 Ruffini 7 Borrelli 7,5; Artiaco 7 (42' st Ingari sv) Bellucci 7 (40' st Palumbo sv). A disp.: Masserano, Del Grosso, Akrapovic, Sparvoli. All.: Favo. MACERATESE (4-3-3): Marani 5; Donzelli 5 (28' st Eclizietta sv) Castracani 4,5 Benfatto 5 Russo 5; Marcatili 5 (7' st Romanski 5,5) Arcolai 6 Segarelli 5; Piergallini 6 Orta 6 (29' st Negro sv) Melchiorri 5. A disp.: Carfagna, Montanari, Ciabattoni, Campana. All.: Di Fabio. ARBITRO: Strippoli di Bari 7. MARCATORI: 12' pt Orta (M), 14' pt Eramo (A), 25' pt Labriola (A), 39' pt Artiaco (A), 37' st Bellucci (A). NOTE: spettatori 2000 circa (paganti 1912 con 500 tifosi ospiti, abbonamenti non validi per la Giornata Biancorossa). Ammoniti Eramo, Arcolai, Castracani, Piergallini, Bricca, Melchiorri. Angoli 13-7. ANCONA (infopress) - La cura di Favo funziona: secondo successo di fila per il nuovo allenatore dell'Ancona, che costringe la Maceratese, penalizzata dalle assenze, ad una figuraccia nel 48° derby marchigiano. E pensare che la squadra di Di Fabio aveva trovato per prima la via del gol col missile di Orta. Poi, però, è sparita, surclassata da un'Ancona trascinata da Borrelli: suoi i tre corner da cui è nata la rimonta, avviata dai difensori Eramo e Labriola e completata dai nuovi attaccanti Artiaco (11° centro stagionale) e Bellucci, quest'ultimo subito a bersaglio all'esordio.


TERMOLI-ASTREA 3-0 Miani chiude i conti TERMOLI (4-4-2): Imbimbo 6,5; Viteritti 7 (35' st Marchesano sv) Corazzini 6 Fusaro 6 Cianni 6,5; Giuliano 6 Bordi 6 Di Mercurio 6,5 (29' st Miraglia sv) Miani 6,5 (28' st Spagna sv); Mandorino 6 Bartolini 6. A disp.: Turco, Caravaglio, D'Angelo, Falco. All.: Giacomarro. ASTREA (4-4-2): Turbacci 6; Bellini 5 (1' st Lorenzini 5,5) Mania 6 Battisti 5,5 Briotti 5,5 (21' st Della Cioppa 6); Di Fiordo 6 Mollo 5,5 Ramacci 5,5 Simonetta 6; Giuntoli 6 De Vecchis 5,5 (21' st Civita 5,5). A disp.: Paracucchi, Sannibale, De Franco, Maurizi. All.: G. Ferazzoli. ARBITRO: Tesi di Pistoia. MARCATORI: 38' pt Di Mercurio, 46' pt Viteritti; 27' st Miani. NOTE: spettatori 900 circa. Terreno in buone condizioni. Ammoniti Giuliano, Briotti, De Vecchis, Mania. Espulso al 42' pt Mollo (A) per doppia ammonizione. Angoli 4-4. Rec.: pt 2'; st 4'. TERMOLI (atc) - Il Termoli regola l'Astrea con un netto tre a zero. Di Mercurio e Viteritti vanno in rete nel finale di primo tempo, nella ripresa Miani chiude i conti contro la formazione romana.


MONTALTO-VIBONESE 1-1 Okoroji sbaglia porta MONTALTO: Ramunno 7; Tommaseo 6 Okoroji 5,5 Scarnato 6 Crispino 5; Occhiuzzi 6 (19' st Zangaro 5) Crescibene 6 Sifonetti 6 Salandria 5,5 (44' st Mazzei sv); Piemontese 7 Iannelli 6,5 (37' st Poltero sv). A disp. De Lucia, Cosentini, Pistininzi, Maestri). All.: Tortelli. VIBONESE: Peschechera 6; Bria 6 Calzolaio 6 Zegatti 6 Bruzzese 6,5; Da Dalt 6 De Cristofaro 6 Brescia 6 Cosenza 6; Traini 6,5 (31' st Eseola sv) Spanò 6,5 (45' st Saturno sv). A disp. Carnovale, Patania, Gori, Cibelli, Barreca. All.: Corrado (Soda squalificato). ARBITRO: Calogiuri di Lecce. MARCATORI: 28' pt Piemontese (M), 44' pt Okoroji (M, aut.) NOTE: gara giocata a Paola. Allontanato il tecnico Corrado (V) per proteste. Ammoniti Salandria, Crescibene e Poltero (M), Bruzzese ed Eseola (V). Espulsi: 38' st Crispino (M) per doppia ammonizione, 50' st Zangaro per scorrettezze. PAOLA (Liopress) - Pari e patta tra Montalto e Vibonese. Recriminazioni da una parte e dell'altra dopo l'1-1 finale. Al 28' il Montalto passa in vantaggio con Piemontese che prima colpisce la traversa su assist di Iannelli e poi ribadisce in rete. Poco prima del riposo la Vibonese trova il pareggio: Okoroji devia alle spalle del proprio portiere ed è 1-1.


CASTEL RIGONE-SANSEPOLCRO 1-0 Subito Montanari CASTEL RIGONE (4-3-3): Zucconi 6; De Pasquale 6 Gimmelli 6.5 Pobega 6 Nonni 6; Pirchi 6 Gai 6 Montanari 7; Agostinelli 6 Coresi 6 (30' st Ubaldi 6) Di Paola 6 (30' st Tranchitella 6). All.: Giunti. SANSEPOLCRO (4-5-1): Scarpelli 6; Piccinelli 5.5 (18' st Moretti 6) Tersini 5 Giorni 5 Angiolucci 6; Chiasserini 5 Boldrini 6.5 Gorini 6 (33' st Cuccolini sv) Cappini 6 (16' st Panichi 6) Marinelli 6; Essoussi 6. All.: Mezzanotti. ARBITRO: Scarica di Castellamare di Stabia. MARCATORE: 4' pt Montanari. NOTE: Ammoniti Chiasserini, Gimmelli. Angoli 6-4. CASTEL RIGONE (atc) - Con una rete di Montanari in apertura di primo tempo, il Castel Rigone batte il Sansepolcro nel big match e vola in testa alla classifica mentre il Sansepolcro scivola al secondo posto. Gara che ha regalato poche emozioni a parte il guizzo di Montanari che al 4' approfitta di una corta respinta di Chiasserini per ribadire in rete. Al 14' punizione di Essoussi che sbatte sulla barriera, al 39' ancora Essoussi di testa impegna Zucconi. Nella ripresa (21') Boldrini non inquadra lo specchio della porta, al 25' Panichi, di testa, manda a lato di pochissimo.


SAMBENEDETTESE-SAN NICOLO' 3-1 Sorride Palladini SAMBENEDETTESE (4-3-3): Barbetta 7; Camilli 6,5 Ianni 7 Aquino 6,5 Carminucci 6,5; Carpani 8 (40' st Tracchia sv) Scartozzi 6,5 (34' st Onesti sv) Traini 8; Shiba 6,5 Pazzi 6,5 (20' st Puglia 6) Napolano 8. A disp.: Cinquegrana, Nocera, Forgione, Santoni. All.: Palladini. SAN NICOLO' (4-1-4-1): Merletti 6; Antenucci 4 Gabrieli 6,5 Fruci 6 Mottola 6; De Santis 5,5; Padovani 5 (36' st Fizzani sv) Petronio 6 Di Michele 5,5 (31' st Girgenti sv) Troccoli 5,5 (13' st Grazioso 5,5); Chicco 5,5. A disp.: Ciccarone, D'Archivio, Marcoionni, D'Orazio. All.: Cifaldi. ARBITRO: Minafra di Roma 2. MARCATORI: 12' pt Gabrieli (SN), 13' pt Napolano (S), 23' pt Traini (S); 3' st Carpani (S). NOTE: spettatori 1965 (995 quota abbonati, 970 paganti per un incasso di 8.045 Euro). Ammoniti Scartozzi, Petronio, Gabrieli, De Santis. Espulso al 29' st Antenucci (SN) per doppia ammonizione. Angoli 5-1 per la Sambenedettese. Recupero pt 1'; st 3'. SAN BENEDETTO DEL TRONTO (Gieffepress) - La determinazione del San Nicolò, altra squadra dopo l'arrivo di mister Cifaldi, non basta a frenare la Samb, che inanella la quinta vittoria consecutiva. La squadra di Palladini, sotto di un gol, raddrizza subito la gara. Al 12' punizione di Petronio, Gabrieli devia in rete. La Samb al 13' risponde con Napolano su punizione e passa in vantaggio con Traini. Nella ripresa chiude Carpani.


AREZZO-PIERANTONIO 3-0 Rubechini spiana la via AREZZO (4-4-2): Casini 7; Secci 6 Zaccanti 6,5 Pecorari 6 La Rocca 6; Bozzoni 6 (41' st Libertini sv) Piccolo 6,5 Idromela 6 Rubechini 7 (35' st Mastromattei sv); Zuppardo 6 Bianchini 6,5. A disp.: Dolci, Pacioni, Pucci, Barluzzi, Gentili. All.: Bacis. PIERANTONIO (4-4-2): Di Leo 6; Mattesini 6 Tempobuono 6 Sasso 6 Barlozzi 5 (8' st Berradi sv); Bonifazi 5,5 Tomassoni 6 Biondi 6 Felici 5,5; Efrati 5,5 (25' st Fiorucci sv) Iannazzo 6. A disp.: Tassi, Fioriti, Montefusco, Giovannini, Cerbella. All.: Pazzaglia. ARBITRO: Marcolin di Schio. MARCATORI: 2' st Rubechini rig., 28' st Rubechini, 37' st Idromela. NOTE: spettatori 500 circa. Ammoniti: Pecorari, Secci, Mattesini, Bonifazi, Barlozzi, Tomassoni. Angoli 7-3. AREZZO (atc) - Nei primi 45’ nemmeno un tiro in porta. La partita prende una piega diversa nella ripresa per l’Arezzo. Cross dalla destra di Bozzoni, Barlozzi spinge ingenuamente Bianchini che cade. Rigore ineccepibile che Rubechini trasforma. Al 28' il raddoppio: batti e ribatti in area, la palla arriva a Rubechini che, ancora di piatto sinistro, batte Di Leo. Il terzo gol è rocambolesco: Il mediamo aretino Idromela va a saltare su azione d'angolo ma cade in area. Un difensore umbro prova a rinviare ma la palla sbatte su Idromela e si infila in porta.


CASTEL RIGONE CHE SORPASSO! di Biagio Angrisani D opo un lungo inseguimento il Castel Rigone è riuscito a effettuare il sorpasso in vetta al girone E battendo nello scontro diretto il Sansepolcro. La squadra di Mezzanotti, dopo una partenza eccezionale nella prima parte del campionato, progressivamente ha perduto colpi e adesso è lotta aperta per la promozione in Lega Pro. Il Gladiator ha iniziato il 2013 conservando l’imbattibilità: unica squadra a fregiarsi di questo score stagionale dalla Serie A alla D. L’equilibrio regna sovrano in tutti i raggruppamenti a eccezione del girone H dove l’Ischia di Sasà Campilongo sembra possedere una marcia Spal-Mezzolara 1-1... ma ha vinto la nebbia! Gara sospesa: si ripartirà dallo 0-0 e si giocheranno 90’. Questo è il regolamento in Serie D. © riproduzione riservata


COSENZA E SAMB RIPARTONO CON IL TRIS L’Ancona rimonta e vince il derby. Arezzo ok

QUINDICESIMO CENTRO IN CAMPIONATO Manolo Mosciaro, 26 anni, attaccante del Cosenza


JUNIOR: BERTOLINI 2° ROMA - 3° Trofeo Romano Scotti - Coppa del mondo élite uomini: 1. Pauwels (Bel) km 28.55 in 1.1’17”; 2. Albert (Bel) a 16”; 3. FONTANA a 22”; 11. FRANZOI a 1’12”; 18. SILVESTRI a 1’40”; 20. Nys (Bel) a 2’10”. Classifica di coppa: 1. Albert 485; 2. Pauwels 469; 3. Nys 446. DONNE: 1. Vos (Ola) km 17,15 in 39’38”; 2. Compton (Usa) a 24”; 3. Nash (Cec) a 1’08”; 10. LECHNER a 2’03”. JUNIORES - 1. Van Der Poel (Ola) km 17.15 in 38’49”; 2. BERTOLINI a 25”; 3. Budding (Ola) a 1’10”.


LOTTERIA ITALIA Tra le città fortunate Roma e Modena ROMA - Come da tradizione, la serata del 6 gennaio ha assegnato i premi della Lotteria Italia, abbinata alla trasmissione televisiva di Rai1 “La prova del cuoco”. Anche se le vendite dei biglietti abbinati a questo gioco (6.969.380 in questa edizione, per una raccolta complessiva di 34.846.900 euro) sono ulteriormente calate (-13% sul 2012), ieri sono stati assegnati 126 premi: 6 in più rispetto all’anno scorso. Una caratteristica della Lotteria Italia è quella dell'alta percentuale dei premi non ritirati: in 10 anni oltre 20 milioni di euro (2,7 soltanto nella scorsa edizione), nell'edizione 2008-09 rimase in cassa addirittura il primo premio! Come da regolamento, infatti, i premi non reclamati entro sei mesi vengono incamerati dallo Stato. Ci sono 180 giorni di tempo, dopo la pubblicazione del bollettino dell'estrazione sulla Gazzetta Ufficiale, per riscuotere le vincite presentando il biglietto, integro e in originale, presso uno sportello di Banca Intesa Sanpaolo oppure presso l'Ufficio Premi di Lotterie Nazionali. Il biglietto può anche essere spedito presso l'Ufficio Premi, a mezzo di raccomandata A/R, indicando le generalità, l'indirizzo del richiedente e la modalità di pagamento richiesta (assegno circolare, bonifico bancario o postale). Il pagamento avviene entro 30 giorni dalla data di presentazione del biglietto. Intanto ecco i biglietti estratti che al momento di andare in edicola non erano ancora stati abbinati alla categoria. I biglietti vincenti E822453 Castrocielo (FR) M811661 Vallata (AV) G255449 S. Donà di Piave (VE) A786229 Modena B025115 Roma G794560 Numana (AN)


SCI Ora le grandi classiche SLALOM M ZAGABRIA: 1. Hirscher (Aut) 1’56”17; 2. Myhrer (Sve) a 0”57; 3. Matt (Aut) a 1”09; 4. GROSS a 1”15; 5. Neureuther (Ger) a 1”31; 6. Pinturault (Fra) a 1”33; 7. MOELGG a 1”73; 8. Kostelic (Cro) a 1”78; 9. Missillier (Fra) a 2”34; 10. THALER a 2”38; 11. Dopfer (Ger) a 2”41; 12. Larsson (Sve) e Raich (Aut) a 2”55; 14. DEVILLE a 2”85; 15. Kristoffersen (Nor) a 2”89. Tra i rit. 1ª m.: TONETTI, RAZZOLI. Tra i non qual. 2ª m.: RONCI. Le classifiche COPPA DEL MONDO: 1. Hirscher (Aut) 740; 2. Svindal (Nor) 689; 3. Ligety (Usa) 552; 4. Neureuther (Ger) 441; 5. Myhrer (Sve) 334; 7. MOELGG 317; 10. HEEL 241; 12. PARIS 215; 13. MARSAGLIA 209. Coppa di slalom: 1. Hirscher (Aut) 420; 5. MOELGG 155. Le prossime gare La Coppa maschile entra ora nel periodo delle grandi classiche che precedono i Mondiali: in successione Adelboden, Wengen e Kitzbuehel. UOMINI: 12-13 gen. gigante e slalom ad Adelboden (Svi); 18-20 gen. supercombinata, discesa e slalom a Wengen (Svi); 25-27 gen. superG, discesa e slalom (combinata) a Kitzbuehel (Aut). DONNE: 12-13 gen. discesa e superG a St.Anton (Aut); 15 gen. slalom a Flachau (Aut); 19-20 gen. discesa e superG a Cortina.


SLITTINO Fischnaller, primo podio in Coppa a 19 anni come il grande Zoeggeler KOENIGSSEE - Un numero ricorrente, il 19, e una località in comune, nella speranza che l’uno e l’altra gli portino bene e siano magari da viatico per una carriera anche solo in parte ai massimi livelli come quella del mito dello slittino italiano. Ieri il 19enne Dominik Fischnaller, a distanza di 19 anni (era il 1993) dall’allora 19enne Armin Zoeggeler, ha conquistato il primo podio in carriera nella Coppa del Mondo della specialità a Koenigssee, in Germania, dove appunto l’impresa riuscì per la prima volta al suo grande capitano. Fischnaller si è piazzato terzo sul budello tedesco, una vera palestra per campioni. Il 19enne nato a Bressanone è stato splendido, dopo il quinto posto ottenuto nella prima manche ha saputo mantenere i nervi saldi e ha compiuto un'ottima seconda discesa superando i tedeschi Von Schleintz e Langenhan e salendo così sul podio. Fin qui Fischnaller aveva come migliore risultato un quinto posto ottenuto a Sigulda nel 2011, ma da tempo si attendeva in squadra Italia il gran risultato del giovane carabiniere di Rio in Pusteria. Dominiki è fratello minore del 27enne Hans Peter e cugino del 19enne Kevin, anche loro slittinisti. La gara ha fatto registrare il primo successo stagionale per il tedesco David Moeller: Fischnaller terzo a 221 millesimi, l'eterno Zoeggeler settimo a 497. Prossimo appuntamento sabato e domenica a Oberhof, in Germania. Così ieri: 1. Moeller Ger 1'39"526, 2. Demtchenko Rus a 0"064, 3. FISCHNALLER a 0"221, 7. ZOEGGELER a 0"497, 12. MAIR a 1"063. A squadre: 1. Germania 2'43"710, 2. Canada a 0"844, 3. Austria a 1"532, 6. ITALIA a 2"629. Coppa del Mondo: 1. Loch (Ger) 415, 2. Langenhan (Ger) 350, 3. Moeller (Ger) 343, 5. ZOEGGELER 285, 7, FISCHNALLER 220, 9. MAIR 152.


ATLETICA Campaccio etiope ma che coraggio Meucci (6°) e Lalli (9°) Il Campaccio resta africano. Nonostante il coraggio di Andrea Lalli, che va in testa a tirare dal primo metro, e la tenacia dell’ingegnere Daniele Meucci, rimasto agganciato al gruppo dei primi fino all’ultimo cambio di ritmo, a San Giorgio su Legnano la vittoria se la aggiudica il giovane etiope Mukhtar Edris. Lo fa grazie a una volata autoritaria negli ultimi cento metri, che gli permette di anticipare di qualche decimo (28’42”) i keniani John Kipkoech e Geoffrey Kiruy, separati solo dal fotofinish. I due italiani a quel punto si erano già staccati: Meucci è sesto in 28’59” mentre Lalli, ormai già entrato in modalità maratona (oggi riparte per il Kenya, per preparare Roma), è nono in 29’15”. Il campione europeo parte forte e, fedele alle sue caratteristiche, imposta la gara sul ritmo. Cinque chilometri temerari, che quasi illudono se non fosse per quei neri dalla corsa impalpabile che si osservano, si controllano, si studiano. Che stiano solo giocando si capisce al terzo dei cinque giri, quando Lalli lascia il timone a Meucci, forse già sentendo i primi morsi della fatica. Kirui intuisce l’andazzo, passa davanti e strappa. Meucci prova a tornare al comando, ma al quarto giro perde metri: non ha le marce del quintetto davanti. Lalli è già staccato di una decina di secondi. A giocare sono rimasti solo gli africani e alla fine dei 10 km tra i due sfidanti Kipkoech e Kirui si impone il terzo, Mukhtar Edris, classe 1994 e già iridato junior nei 5000 metri. Tra le donne la vittoria è dell’etiope Degefa Worknesh (19’26”), che si impone in volata sulla connazionale Afera Godfay. Silvia Weissteiner, prima fra le italiane, è settima in 20’22”. Ass


RUGBY Il Sei Nazioni potrebbe adottare il sistema di punteggio australe LONDRA - Il Comitato del Sei Nazioni potrebbe cambiare il sistema di punteggio nel torneo, sposando quello australe (4 per la vittoria, 2 per il pari, 1 di bonus a chi segna quattro o più mete o perde con meno di otto punti di scarto). Lo scrive il britannico “The Observer”. Una rivoluzione che potrebbe creare assurdi paradossi: 1) una squadra potrebbe perdere una partita e strappare egualmente il torneo a chi le vince tutte; 2) una squadra potrebbe perdere tutte le partite e finire penultima a spese di chi ne ha vinta una. Tutto sommato sarebbe meglio non toccare il giocattolo. Funziona da 130 anni. ECCELLENZA Prato tenta la fuga LAZIO - FIAMME ORO 17-19 (9-10) - Marcatori: 8’ m. Massaro tr. Benetti, 18’ e 23’ cp Gerber (L), 25’ cp Benetti; st: 22’ cp Benetti, 34’ m. Colabianchi (L), 39’ cp Benetti, 41’ cp Bruni (L), 43’ cp Benetti. Punti in classifica: Lazio 1, Fiamme Oro 4. PRATO - MOGLIANO 33-3 (11-0) - Marcatori: 3’ m. Ragusi, 10’ e 13’ cp Frati; st: 4’ cp Frati, 11’ cp Onori (M), 17’ m. Vezzosi, 21’ m. M. Sepe tr. Patelli, 40’ m. Lunardi tr. Patelli. Punti in classifica: Prato 5, Mogliano 0. ECCELLENZA (10ª giornata) Classifica: Prato 42; Viadana 41; Calvisano 38; Petrarca 32; Mogliano, Rovigo 27; Fiamme Oro, San Donà 20; Reggio E. 18; Lazio 17; L’Aquila 3; Crociati 2. Prossimo turno - 26 gennaio: Viadana-Lazio, L'Aquila-Crociati, Rovigo-San Donà, Fiamme Oro-Prato, Reggio E.-Calvisano. 27 gennaio: Mogliano-Petrarca (diretta RaiSport 1, ore 15). CELTIC LEAGUE (Pro12) (13ª giornata) Sabato: Munster-Cardiff 6-17. Classifica: Ulster (Irl) 52; Glasgow (Sco) 41; Ospreys (Gal), Leinster (Irl) 40; Llanelli (Gal) 38; Munster (Irl) 37; Cardiff (Gal) 28; Treviso 27; Edinburgh (Sco) 22; Connacht (Irl) 20; Newport (Gal) 14; Zebre 6.


IPPICA Papalia rilancia il suo piano: «Unico modo per riaprire presto Agnano» (m.v.) Nel gioco delle parti tra Ippodromi Agnano, ex Unire/Assi e Comune di Napoli, dopo lo sfratto disposto da quest’ultimo ecco ieri la “lettera aperta” del gestore Gaetano Papalia che ripassa il pallino all’ente ippico e al Comune riproponendo il proprio piano industriale “Agnano Forum” per una più rapida ripresa dell’attività attraverso un concordato preventivo in continuità. Questo come unica alternativa alla risoluzione anticipata del contratto di locazione da parte del Comune e alla procedura fallimentare delle società operanti ad Agnano, scelta che tra l’altro comporterebbe sicuramente un’ulteriore stop delle corse oltre che il mancato pagamento delle spettanze arretrate ai 125 dipendenti (77 della Ippodromi Agnano e 48 della Agnano Service) e il loro licenziamento. GEOX FA TRIS - Dieci anni appena compiuti e non dimostrarli. Geox si è imposto ieri, e alla grande, per la terza volta a Bologna nel GP della Vittoria. Incurante dell’handicap di 20 metri, affidato stavolta ad Andrea Buzzitta, ha preceduto nettamente Natalina Wise, la migliore dello start IERI - GP della Vittoria a Bologna: 1. Geox (A. Buzzitta) 16.4, 2. Natalina Wise 17.4, 3. Newyork Newyork 16.8, 4. Noah Bi 17.4. Non ha corso Nuvola di Poggio. Tot. 8,46 2,70 2,82 2,15 (49,47) Trio 820,19. OGGI - Ore 18.30 TQQ a Taranto (trotto, 8ª corsa, m. 2020) Favoriti: 15-14-10-13-7. Sorprese: 12-16-5. Inizio convegno alle 15. Corse anche ad Albenga (g, 15.10), Palermo (t, 15.15). FRANCIA - Ieri trotto a Vincennes: Prix de Vic sur Cere (66.000 €, m. 2700) - np Nicholson Treb nc, np Nené degli Ulivi nc, Nosaka Prav rp. SVEZIA - Sabato trotto a Bergsaker: Gulddivisionen (m. 2140) - 2. Lester 14.0. HONG KONG - Ieri ritorno alla vittoria (è la 5ª stagionale) per Umberto Rispoli a Sha Tin, alla ricca quota di 56/1 con Luffy in un handicap sui 1400 metri.


«Troppi calcoli verso i Mondiali» Il ct Ravetto accende un allarme dopo lo slalom di Zagabria in cui l’Italia ritrova Gross (4º). Hirscher vince e va in testa L'Italia sfiora il podio dello slalom con Stefano Gross, terzo a metà gara e quarto alla fine su una pista molto difficile e segnata. Da mesi il ct Claudio Ravetto aspettava "il cacciatore" a una prestazione di alto livello: «Gross è irriconoscibile - aveva detto pochi giorni fa il tecnico italiano - Non è più riuscito a ripetere le cose straordinarie che aveva mostrato negli allenamenti estivi». Ieri l’azzurro è venuto fuori in maniera prepotente, con il terzo tempo nella prima manche dominata da Byggmark e poi la chiusura ai piedi del podio. Per gli azzurri la corsa verso i Mondiali di Schladming (5-17 febbraio) è cominciata un po’ in sordina, e le sorti di molti azzurri si sono compiute nella manche d’apertura: Cristian Deville ha commesso una grave errore che lo ha RIEMERSO Stefano Gross, 26 frenato (14º alla fine) a causa della neve molto scivolosa - si è corso in anni, è riemerso dopo i tre podi condizioni meteo sfavorevoli per tutti: tre gradi sopra lo zero, cielo coperto, della scorsa stagione (Getty) nebbia diffusa, qualche goccia di pioggia a tratti e forte umidità, fondo saponoso e cedevole -, ancora più in ritardo Patrick Thaler, poi risalito 10º. Giuliano Razzoli si è fermato quasi a metà gara mentre stava sciando molto bene: ha accusato un improvviso dolore alla schiena, problema che lo sta assillando da alcuni giorni. Si è trattato di un classico colpo della strega: i medici non sono particolarmente preoccupati anche se lo sottoporranno ad accertamenti più approfonditi. Nella prima manche si è conclusa anche l’avventura di Riccardo Tonetti, ritirato dopo un errore mentre stava scendendo bene, e del debuttante romano Giordano Ronci, sceso con il pettorale 66 e non qualificatosi per la seconda manche (39º tempo). Ma gli stessi tecnici hanno parlato di una buona prova, tenuto conto delle condizioni disastrose in cui era la pista negli ultimi passaggi. Marcel Hirscher ha così superato in testa alla classifica Aksel Lund Svindal, che però risponderà nelle gare veloci. Ravetto ha voluto spronare gli slalomisti: «L'unica paura che ho è che in questo gruppo si facciano troppi calcoli in vista dei Mondiali. Più o meno i migliori cinque sono lì e non sarà certo un quarto o un quinto posto in più o in meno a farmi decidere chi portare. Dico a tutti che spingano per fare belle gare e risultati importanti, perché potrei anche decidere di premiare chi si impegna di più, piuttosto che guardare solo i numeri».


CICLOCROSS Roma come l’Olimpiade: Fontana sul podio Marco Aurelio spezza l’egemonia belga ed è terzo dietro Pauwels e il campione del mondo Albert di Nando Aruffo

ROMA - Nessuno, adesso, potrà affibbiargli ancora l’etichetta (ingiusta) di Fantozzi. Meglio l’appellativo del ragazzo dotato di riconoscenza e altruismo. Marco Aurelio Fontana è arrivato terzo come all’Olimpiade ma, a differenza di Londra, è arrivato con la bicicletta intera, quindi anche con la sella. Felice per il podio, taglia il traguardo indicando una piccola bandiera del Sudafrica fissata sulla maglia tricolore e all’arrivo spiegherà: « Giovedì è morto Burry, grande atleta e grande amico: il Sudafrica è diventato importante grazie a lui. Nell’ultimo mese sono morti due ragazzi, sulla strade ci vuole prudenza». E non si è rivolto solo ai corridori. Burry è Burry Stander, 25 anni, sudafricano, è morto investito da un taxi mentre si allenava. Nel 2009 era stato campione del mondo fra gli under 23 e lo scorso agosto era arrivato quinto nella prova di cross country dell'Olimpiade con Fontana terzo. Marco Aurelio Fontana, 28 anni, Quanto alla corsa, Marco Aurelio è tanto sorpreso quanto felice: « Ho dato tutto dedica il terzo posto al suo me stesso per salire sul podio: i belgi sono i mostri sacri della categoria e ho amico ciclocrossista Burry dimostrato di poter competere con loro. Questo era il primo cross importante Stander, investito da un’auto della mia stagione e sono molto soddisfatto». È un terzo posto meritato nonostante si sia giovato del salto di catena che ha fermato il belga Vantornout all’ultimo chilometro quando era in fuga con il compagno di squadra Pauwels, perché Marco Aurelio è riuscito a districarsi dal groviglio di partenza e ha inseguito i primi con ostinazione pari al talento che gli consente di destreggiarsi bene tra mountain bike e ciclocross. Partito in quinta fila (ognuna ospita otto corridori) Fontana è riuscito a risalire il serpentone fino a raggiungere i belgi che dettavano il ritmo alto della corsa insieme con il francese Mourey. Bene, per gli azzurri, anche la bella rimonta di Enrico Franzoi che ha strappato un decimo posto positivo. Vincendo alle Capannelle, Pauwels diventa l’avversario più pericoloso del leader di coppa e campione del mondo Albert. Nys, ancora inflenzato, si allontana e ora sarà l’ultima tappa di Hoogerheide, in Olanda, a decidere tutto.

GIOVANI - In fin dei conti, il direttore tecnico dell’Italia del ciclocross, Fausto Scotti, può essere soddisfatto: Eva Lechner non può competere con la “pigliatutto” Marianne Vos però lascia sperare molto bene il secondo posto di Gioele Bertolini, 18 anni il prossimo aprile, secondo dietro l’inarrivabile (oggi) Mathieu Van Der Poel, figlio di Adrie e nipote di Raymond Poulidor.

RAMMARICO - Tutto bene, tutto bello con il neo della diretta Rai saltata all’ultimo momento, perché Saxa Rubra riceveva dall’ippodromo delle Capannelle le immagini, non il commento audio. Senza unità d’intenti da parte di tutte le strutture che dovrebbero promuovere lo sport, il ciclocross italiano non potrà saltare le barriere che limitano il suo orticello. © riproduzione riservata


MACERATA AVVICINA TRENTO La Lube incanta a Castellana, l’Itas lascia un punto con Perugia CASTELLANA-MACERATA 0-3 (21-25, 21-25, 13-25) - BCC-NEP CASTELLANA GROTTE: Elia 8, Ricciardello (L), Paparoni (L), Falaschi 2, Dolfo 2, Ferreira M. 9, Sabbi 1, Ferreira A. 7, Yosifov 7, Casoli 3, Krumins. N.e.: Menzel, Cester. All.: Gulinelli. CUCINE LUBE BANCA MARCHE: Lampariello, Pajenk 9, Zaytsev 17, Parodi 7, Stankovic 4, Henno (L), Travica 1, Kooy 14. N.e.: Monopoli, Tartaglione, Podrascanin, Starovic. All.: Giuliani. ARBITRI: Sobrero e Zucca. NOTE: durata Set: 27', 26', 22'. Spettatori 2000, Travica alza al centro per Pajenk: una delle tante chiavi incasso 16.000 euro Le cifre - CASTELLANA GROTTE: 8 bs, 1 ace (Casoli), 9 muri (3 A. Ferreira, del successo di Macerata ieri a che consente alla 2 Elia e M. Ferreira, 1 Casoli e Sabbi), 12 er, 57% ric. pos. (32% prf), at. 43%. Castellana Lube di tenere il passo di MACERATA: 11 bs, 3 ace (2 Zaytsev, 1 Parodi), 5 muri (2 Kooy, 1 Stankovic, Trento Parodi e Zaytsev), 5 er, 73% ric.pos. (54% prf), 51% at. Il migliore - Zaytsev La chiave - La continuità offensiva e la ricezione della Lube. CASTELLANA GROTTE - La vetta adesso è più vicina per Macerata che, con la terza vittoria consecutiva, si avvicina ulteriormente alla capolista Trento. Entusiasmo incontenibile per l'arrivo dei campioni d'Italia in questa cittadina pugliese di quasi ventimila abitanti, ricerca di autografi e foto ricordo in un palazzetto da tutto esaurito con la presenza anche di un piccolo gruppo di sostenitori dei biancorossi, una decina in tutto, orgogliosi e rumorosi. La formazione di Macerata conferma l'ottimo momento peraltro sottolineato dai risultati conseguiti ultimamente e questa volta, pure modificando l'assetto tattico, la squadra campione d'Italia riesce a vincere in scioltezza contro un avversario comunque spigoloso. Formazione schierata con il modulo a tre schiacciatori, ovvero con Zaytsev (prova super la sua, 17 punti, 46% in attacco, 2 muri, 2 ace e il 75% in ricezione) posizionato in diagonale con Travica, e Kooy titolare di posto 4, unitamente a Simone Parodi. LA GARA - Zaytsev argina le iniziative dei padroni di casa e con un muro perfetto firma l'avvio ospite (11-7), con la Lube concreta in attacco e capace di colpire innescando dalle bande l'ispirato Zaytev, incisivo in ogni fondamentale. I padroni di casa tengono, ma commettono numerosi errori in attacco, cinque nel primo set che lasceranno strada agli uomini di Giuliani, abili ad approfittare delle opportunità, chiudendo il set 25-21 mentre Castellana deve rinunciare all'opposto Sabbi, uscito per un infortunio alla caviglia occorsogli cadendo dopo un muro. Al suo posto c'è Alexandre Ferreira nel sestetto casalingo di un secondo set equilibrato con i giochi punto a punto e il break firmato Kooy (20-18) e la chiusura affidata a Zaytsev e al muro di Parodi su Marco Ferreira per il secondo 21-25 del match. Non ha più la forza di contrattaccare la formazione pugliese, che nel terzo set crolla del tutto sotto i colpi dei campioni d'Italia che inscenano una autentica passerella; partono forte (2-8) conservano il distacco a metà parziale (8-16) e amministrano senza stress nelle battute conclusive mentre la squadra di Gulinelli si lascia andare a errori in attacco. Soddisfatto, a fine gara, il tecnico della Lube, Giuliani: « Abbiamo sempre tenuto alta la concentrazione, costruendo break importanti e decisivi nei primi due set. E' una fase in cui siamo chiamati a viaggiare tanto e a lavorare di più, ma non ci faremo trovare impreparati. E' stato bello non soltanto vincere ma vivere una domenica di festa per il volley in una piazza calda e accogliente come questa». Lps


DONNE BUSTO VOLA, PESARO E URBINO COLPO DOPPIO La capolista travolge Giaveno. Le marchigiane vincono con Modena e Conegliano Non conosce soste la marcia di Busto Arsizio che passa senza problemi sul campo di Giaveno e sfruttando la frenata di Bergamo nella sfida di sabato contro la grande ex Piccinini, allunga in classifica salendo a +3 sulla rivale. Nella domenica della partita rinviata, Crema-Piacenza e in attesa di conoscere il futuro di Crema appunto e Modena, spiccano i successi delle due squadre marchigiane. Pesaro riesce a piegare Modena al tie break, risultato a specchio anche per Urbino capace di espugnare un campo ostico come quello di Conegliano, per la quarta vittoria di fila. Per finire facile successo di Villa Cortese su Bologna. GIAVENO-BUSTO ARSIZIO 0-3 (23-25, 21-25, 15-25) - BANCA REALE YOYOGURT GIAVENO: Togut 17, Murrey 3, Dall'ora 5, Molinengo (L), Donà 7, Pincerato 2, Luciani 1, Kauffeldt 5, Napolitano Senkova 2, Demichelis. N.e.: Cecchetto, Saccomani. All.: Napolitano. UNENDO YAMAMAY BUSTO ARSIZIO: Faucette 8, Brinker, Leonardi (L), Marcon 11, Bauer 9, Kozuch 13, Arrighetti 13, Caracuta 1, Bisconti. N.e.: Cialfi Caterina, Lombardo, Pisani. All.: Parisi. ARBITRI: Piana, Perri. NOTE - Spettatori 1300, durata set: 29', 28', 22'; tot: 79'. PESARO-MODENA 3-2 (25-14, 21-25, 21-25, 25-16, 15-9) - KGS ROBURSPORT PESARO: Moreno Pino 16, Valpiani, Gibbemeyer 14, De Gennaro (L), Manzano 15, Dekani, Signorile, Tirozzi 20, Muresan 13. N.e.: Lestini, Chirichella. All.: Pistola. ASSICURATRICE MILANESE VOLLEY MODENA: Croce (L), Valeriano 9, Paggi 6, Glass 8, Barazza 7, Spasojevic 32, Brussa 12, Scarabelli. N.e.: Aguero, Harmotto. All.: Cuello. ARBITRI: Castagna, Valeriani. NOTE - durata set: 21', 27', 25', 21', 15'; tot: 109'. VILLA CORTESE- BOLOGNA 3-0 (25-18, 25-17, 25-17) - ASYSTEL MC CARNAGHI VILLA CORTESE: Malagurski 4, Mojica, Klineman 13, Veljkovic 10, Garzaro 8, Barun 9, Bosetti 15, Parrocchiale (L), Rondon 2. N.e.: Viganò, Folie, Sylla. All.: Caprara. IDEA VOLLEY 2002 BOLOGNA: Stufi 3, Severi (L), Lavorenti, Arimattei 6, Petrucci 2, Milos 8, Korukovets 1, Cvetanovic 11, Ginanneschi 3, Minervini (L), Lapi 1. All. Beltrami. ARBITRI: Cardaci, Pristerà. NOTE - Spettatori 1056, durata set: 24', 24', 22'; tot: 70'. CONEGLIANO-URBINO 2-3 (21-25, 25-19, 25-21, 16-25, 10-15) - IMOCO VOLLEY CONEGLIANO: Agostinetto, Fiorin 25, Daminato, Efimienko, Camera, Rossetto (L), Calloni 10, Nikolova 16, Crozzolin 8, Barcellini 21. N.e.: Maruotti, Zanotto. All.: Gaspari. CHATEAU D'AX URBINO: Negrini 14, Dugandzic 12, Van Hecke 26, Petrauskaite 18, Vallese (L), Partenio 4, Gentili 4, Dall'igna 1, Angelelli, Leggs 3. N.e.: Giombetti, Santini. All.: Radogna. ARBITRI: Gelati, Marchello. NOTE - Spettatori 2400, durata set: 27', 28', 28', 25', 15'; tot: 123'.


RAID Dakar: Sainz e Al-Attiyah non trovano la strada Peterhansel al comando PISCO - La seconda tappa ha stravolto mica poco la classifica della Dakar. Tra Valentina Arrighetti (Galbiati) le auto problemi di Gps e di navigazione per i Buggy di Nasser Al-Attiyah (arrivato a 11’37”) e Carlos Sainz (a 18’03”), e di meccanica a una ruota per Guerlain Chicherit (a 32’02”). Ne ha approfittato il campione uscente Stephane Peterhansel, che ha centrato la 60ª vittoria di tappa al raid e ha conquistato il primato in graduatoria. Tra le moto Cyril Despres ha pagato pegno (oltre 10’!) per una pessima scelta lungo il percorso e così ora è quinto a 8’50” dal nuovo leader, lo spagnolo Joan Barreda. Tra i campion due Iveco ai primi tre posti: guida Gerard De Rooy, terzo Miki Biasion. 2ª TAPPA (Pisco-Pisco, 327 km, 242 di ps) - Moto: 1. Barreda Bort (Spa, Husqvarna), 2. Pedrero (Spa, Ktm) a 3’16”, 3. Fish (Aus, Husqvarna) a 5’53”. Quad: 1. Patronelli (Arg, Yamaha). Auto: 1. Peterhansel (Fra, Mini), 2. De Villiers (Saf, Toyota) a 2’35”, 3. Chabot (Fra, Smg) a 4’52”. Camion: 1. De Rooy-Colsoul-Rodwald (Ola-BelOla, Iveco), 3. BIASION-FIORI-Huisam (Ita-Ita-Ola) a 7’52”. CLASSIFICHE - Moto: 1. Barreda Bort (Spa, Husqvarna), 2. Faria (Por, Ktm) a 5’36”, 3. Pedrero (Spa, Ktm) a 6’36”. Quad: 1. Patronelli (Arg, Yamaha). Auto: 1. Peterhansel (Fra. Mini), 2. De Villiers (Saf, Toyota) a 2’38”, 3. Chabot (Fra, Smg) a 3’46”. Camion: 1. De Rooy (Ola, Iveco), 3. BIASION (Iveco) a 11’55”.


ANDREOLI LATINA - MARMI LANZA VERONA 3-1 Jarosz rilancia Latina LATINA-VERONA 3-1 (22-25, 25-16, 25-18, 25-22) - ANDREOLI LATINA: Rauwerdink 20, Rossini (libero, 29 % ric. prf.), Sottile 3, Verhees 9, Jarosz 24, Gitto 6, Cisolla, Troy, Noda Blanco 6, Fragkos, Guemart, Patriarca. N.e.: Prandi (libero). All.: Prandi S. MARMI LANZA VERONA: Ter Horst 18, Gotsev 14, Bolla 1, Pesaresi (libero, 17% ric. prf.), Gavotto 15, Peacock, Viafara 9, Fedrizzi 9, De Marchi 1. N.e.: Zingel, Kosmina, Centomo, Meoni. All.: Bagnoli. Arbitri: Caltabiano e Balboni. Note: durata set 28', 24', 24', 29'. Tot.: 1h45’ Le cifre - ANDREOLI: 11 bs, 10 ace (7 Jarosz, 1 Rauwerdink, Noda, Verhees), 40% ric. pos. (22% prf), 47 % at 10 muri (5 Rauwerdink, 2 Gitto, 1 Sottile, Jarosz, Verhees), 3 er. MARMI LANZA: 19 bs, 3 ace (Ter Horst, Bolla, Gavotto), 42% ric. pos. (41% prf), 41 % at, 20 muri (5 Gotsev, Viafara, 4 Ter Horst, 3 Gavotto, 2 Fedrizzi, 1 De Marchi), 10 er. Il migliore - Jarosz è stato straripante sia in attacco che al servizio. La chiave - Dai nove metri i pontini hanno costruito la vittoria. LATINA- L'Andreoli torna ad assaporare il gusto della vittoria dopo quattro turni di digiuno. Lo fa in rimonta contro un Verona ben messo in campo soltanto nel primo parziale. Poi c'è stato il monologo dei pontini che hanno ritrovato lo Jarosz delle giornate migliori. Il polacco, ormai guarito dallo stiramento alla spalla che lo aveva costretto a fermarsi nel mese di dicembre, ha messo in mostra tutto il suo repertorio, risultando decisivo ai fini della vittoria del sestetto di Prandi. Infopress


ALTOTEVERE SAN GIUSTINO-COPRA PIACENZA 1-3 Simon devastante SAN GIUSTINO-PIACENZA 1-3 (16-25, 25-21, 22-25, 18-25) - SAN GIUSTINO: Bohme 4, Mc Kibbin, Maric 7, De Togni 3, Van Den Dries 20, Fiore 3, Cesarini (Libero. 77% ric. prf) Mattioli 1, Cebulj 7, Torre, Gradi. N.e.: Coali, Lo Bianco (Libero). All.: Fenoglio. PIACENZA: Papi 8, Holt 12, Fei 11, Zlatanov 17, Simon 12, De Cecco 9, Marra (libero, 50% ric. prf.), Maruotti, Corvetta, Latelli (libero), Ogurcak. N.e.: Tencati, Vettori. All.: Monti. Arbitri: Pasquali e Sanpaolo. Note: durata: 20’, 26', 20', 22'. Tot: 1h28'. Spettatori: 1400. Incasso: 3700 euro. Le cifre - SAN GIUSTINO: 16 bs, 1 ace (Cebulj), ric.pos. 56% (42% prf), at. 43%, 5 muri (2 Cebulj, Bohme, 1 Fiore), er. 11. PIACENZA: 17 bs, 9 ace (3 Fei, De Cecco, 1 Holt, Simon, Papi), ric. pos. 71% (50% prf), at 53%, 16 muri (6 Holt, 4 Simon, 3 Zlatanov, 2 De Cecco, 1 Fei), err 9. Il migliore - Simon: quando si alza per schiacciare non dà scampo. La chiave - La concretezza in attacco e in ricezione di Piacenza. SAN GIUSTINO - Inizia bene il 2013 per Piacenza, vittorioso contro San Giustino. Per gli umbri il primo set è da dimenticare: con la testa tra le nuvole lasciano campo libero agli attacchi avversari. Fenoglio dà la scossa e San Giustino reagisce e pareggia con i punti di Van den Dries e il ritorno in campo di Cebulj, dopo il lungo infortunio. Piacenza si rifà dominando il terzo parziale mentre nel quarto gli umbri provano a tenere ritmo e continuità degli emiliani ma la progressione di Piacenza è inarrestabile e Fei è decisivo per il 3-1 finale. Infopress


CMC RAVENNA - BRE BANCA CUNEO 0-3 Nel segno di Ngapeth CMC RAVENNA - BRE BANCA LANNUTTI CUNEO 0-3 (19-25, 19-25, 22-25) - RAVENNA: Zhukouski 2, Mengozzi 7, Owens 5, Bellei 8, Pelekoudas 6, Zanuto 10, Tabanelli (libero 68%), Psarras, Moro 1, Sirri 2, Mazzotti ne, Radunovic ne, Di Franco ne. All. Fresa. CUNEO: Grbic 2, Ngpeth 10, Antonov 10, Wijsmans 13, Sokolov 12, Kohut 2, De Pandis (libero), Rossi 1, Della Lunga, Abdelaziz 1, Galliani, Marchisio ne. All. Piazza. Arbitri: Vagni, Longo. Durata set: 27’, 28’, 29’ = 1h27’. Spettatori 2000. Le cifre - RAVENNA: 14 battute sbagliate, 1 ace (Bellei), 61% ricezione, 38% attacco, 8 muri (2 Zhukouski, Owens, Mengozzi, Pelekoudas). CUNEO: 10 bs, 3 a (Ngapeth, Wijsmans, Abdelaziz), 72% ric, 35% att, 11 m (3 Wijsmans, 2 Grbic, Ngapeth, 1 Antonov, Kohut, Sokolov, Rossi). Il migliore: Ngapeth. Implacabile in attacco e positivo anche in ricezione. La chiave: L’attacco. Percentuali troppo basse per Ravenna. RAVENNA - Il PalaDeAndrè fa rinascere anche. I piemontesi, reduci da due pesanti sconfitte nel finale del 2012, passano senza Mastrangelo (sostituito da Sokolov) con un secco 3-0 a Ravenna, contro una Cmc volitiva ma nulla più.Grande equilibrio solo nel terzo set, con Ravenna che cresce in ricezione e in attacco e tiene il ritmo di un Cuneo sornione ma tutt’altro che rinunciatario. Punto a punto fino al 20 pari quando una ricostruzione chiusa da Ngapeth e un ace di Abdelaziz, appena entrato, regalano il 23-21 agli ospiti. Un attacco di Antonov e un errore di seconda linea di Moro fruttano il 25-22 finale. Infopress


ITAS DIATEC TRENTINO - SIR SAFETY PERUGIA 3-2 Perugia non molla mai ITAS DIATEC TRENTINO - SIR SAFETY PERUGIA 3-2 (25-19, 18-25, 25-20, 22-25, 15-10) - TRENTO: Kaziyski 31, Birarelli 9, Juantorena, Raphael 1, Valsecchi 2, Uchikov 8, Lanza 11, Djuric 10, Colaci (L), Chrtiansky, Bari (L, ricezione positiva 71%, ricezione perfetta 43%), Burgsthaler 6, Sintini ne, Stokr ne. All. Stoytchev. PERUGIA: Alletti, Van Rekom, Vamn Harskamp 2, Petric 24, Giovi (L, ric.pos. 65%, ric.perf. 20%), Tomassetti 12, Schwarz 9, Tamburo 3, Vujevic 11, Semenato 10, Daldello ne, Edgard ne, Pochini ne. All. Kovac. Arbitri: Gnani e Pozzato. Durata set: 22’, 23’, 26’, 29’, 15’ = 1h55’. Spettatori 3001. Le cifre - TRENTO: battute sbagliate 18, ace 7, ricezione positiva 63%, ricezione perfetta 29%, attacco 49%, muri 13 (Birarelli 3). PERUGIA: bs 8, a 7, ric.pos. 60%, ric.perf. 21%, att 42%, m 8. Il migliore: Kaziyski La chiave: Trento ci ha creduto fino alla fine. TRENTO - Trento ritorna nel suo Palazzetto con la Coppa Italia da esibire, Perugia dal canto suo arriva più riposata. Si parte subito molto forte, i ritmi sono quelli che ci si aspetta tra due formazioni che stanno disputando un buon campionato. Trento batte sempre molto forte (7 ace), pur sbagliando spesso dai 9 metri, mette in difficoltà la ricezione di Perugia e ne complica il compito di palleggiatore e schiacciatori. Perugia lotta caparbiamente su ogni palla. Il tie-break è il festival dei muri e delle battute a filo di rete. Un applauso lo merita Filippo Lanza che gioca ormai da grande tra i grandi, e permette di lasciare a riposo Osmany Juantorena. Ass


MEMORIAL BADIALI Festa e ko Tillie operato ad un dito A Falconara sono giorni in cui si ricorda il venticinquesimo anniversario della morte di Gianfranco Badiali (accadeva l'8 gennaio 1988). Prima dibattiti sulla prevenzione del melanoma, la causa della morte del gigante buono falconarese (scoperta una sua gigantografia al palasport che porta il suo nome), poi, sport dal sapore antico. Però, durante una sfida tra la nazionale Over 50 dei vari Bertoli, Lanfranco, Vecchi e una selezione della storica Kutiba, brutto incidente al francese Laurent Tillie. Il nuovo allenatore della nazionale transalpina, negli anni ottanta pilastro del team marchigiano, si è procurato una semi frattura al mignolo di una mano. Trasportato all'ospedale è stato immediatamente operato. Un incidente che ha rovinato la serata i suoi vecchi compagni arrivati per ricordare il 'Gigante buono': da Anastasi a Causevic, a Nilsson, a Sude e alle millecinquecento persone presenti per rivedere un vecchio bellissimo film. E domani, proprio al palasport, ci sarà una Santa Messa per ricordare Gianfranco. a.p. © riproduzione riservata


Cin cin, Brindisi Bologna affonda Viggiano super, quarto colpo esterno di fila dei ragazzi di Bucchi matematicamente nelle Final Eight. La Virtus perde Hasbrouck SAIE3 VIRTUS BOLOGNA - ENEL BRINDISI 75-88 (30-17, 43-34, 61-61) BOLOGNA: Gaddefors 2 (1/2, 0/1, 2 r), Imbrò 6 (0/1, 2/4, 3 r), Poeta 15 (2/6, 2/4, 1 r), Moraschini 3 (1/5, 0/1, 5 r), Rocca 6 (3/3, 2 r), Gigli 7 (3/8 8 r), Parzensky, Fontecchio, Guazzaloca ne, Minard ne, Smith 10 (3/8, 0/3, 11 r), Hasbrouk 26 (5/6, 4/7, 1 r). All. Finelli. BRINDISI: Viggiano 25 (2/2, 6/12, 4 r), Robinson 12 (6/11, 0/2, 8 r), Reynolds 5 (0/3, 1/3, 5 r), Formenti (0/1, 0/2), Fultz 3 (0/2, 1/3 4 r), Ndoja 13 (2/6, 2/4, 7 r), Simmons 8 (4/5, 3 r), Zerini 2 (1/3, 0/1, 3 r), Gibson 17 (2/4, 4/8, 2 r), Grant 3 (1/1, ). All. Bucchi. ARBITRI: Lamonica, Lo Guzzo, Martolini 5. NOTE - Tiri liberi: Bologna 15/21, Brindisi 9/15. Percentuali di tiro: Bologna 26/59 (8/20 da tre, 28 rd, 10 ro), Brindisi 32/73 (15/36 da tre, 25 rd, 14 ro). Spettatori: 6651. Pagelle - BOLOGNA: Gaddefors 5, Imbrò 5,5, Poeta 6, Moraschini 5,5 , Rocca 5, Gigli 5, Parzensky 5, Fontecchio 6, Smith 5,5, Hasbrouk 7. BRINDISI: Viggiano 8, Robinson 7, Reynolds 7, Formenti 5, Fultz 6, Ndoja 7,5, Simmons 6, Zerini 6, Gibson 6,5, Grant 5,5 Il migliore: Viggiano La chiave: la zona 2-3 di Brindisi, che frutta un parziale di 13-0 nel terzo quarto. BOLOGNA - Sprofonda Bologna, vola Brindisi. La banda di Bucchi sbanca l'Unipol Arena e può cominciare a contare i giorni che la separano dalla prima storica partecipazione alla Final Eight di Coppa Italia. Di più: si conferma tra le squadre maggiormente in forma del momento, cogliendo la settima vittoria nelle ultime nove partite, quarto successo consecutivo in trasferta. Dopo Biella, Reggio Emilia e Sassari, arriva il ratto di Bologna. Che, al contrario, sprofonda, al quarto ko consecutivo, l'ottavo nelle ultime undici sfide, esclusa dalla Final Eight per la prima volta dalla stagione 2005/06, annata in cui i bianconeri rimasero fuori pure dai playoff. Il destino potrebbe ripetersi se la banda di Finelli non cambierà rotta in fretta, ritrovando Minard (infortunio alla caviglia) e la migliore condizione degli acciaccati Poeta, Gigli e Moraschini. Nell'attesa, a tenere tutti con il fiato sospeso è Hasbrouck, fuori a quattro minuti dalla fine per un risentimento muscolare. LA GARA - Fin lì l'americano era stato il migliore dei suoi, capace di trascinare i compagni a una partenza lanciata: Brindisi l'aiuta, con quattro palle perse nei primi 4', che si trasformano in transizioni e canestri da tre punti, di Poeta ed Hasbrouck. L'allungo diventa fuga quando si accendono pure Smith, Moraschini e Rocca, che firmano il 30-14, e la Virtus sembra poter tenere. Impressione sbagliata, perché Gigli, Poeta e Moraschini vanno presto in riserva di energie e attorno i giovani non offrono la consistenza giusta, al cospetto di un Enel che esce alla distanza e nel terzo quarto, con la zona 2-3, frantuma le certezze della Saie3 con un parziale di 13-0. Viggiano, anima della rimonta con nove punti filati (14 nel solo terzo periodo), la Virtus si aggrappa ad Hasbrouck, ma non basta: così, dopo i 30 punti del primo quarto, nei successivi 25 i bianconeri ne segnano appena 34. Brindisi ringrazia: rimessa in piedi la gara nel terzo parziale, fugge nel quarto, con le triple di Ndoja Fultz, Viggiano e un ritrovato Robinson. Gibson non deve neppure fare gli straordinari. E' il trionfo dell'Enel, la Saie3 esce tra i fischi. Infopress


ACEA ROMA-ANGELICO BIELLA 67-59 Roma trema, poi festeggia ACEA ROMA-ANGELICO BIELLA 67-59 (19-5, 26-23, 36-42) - ROMA: Goss 7 (2/4,1/4,2r), Jones 14 (5/5, 0/3, 6r), Tambone 0 (0/2, 1r), D'Ercole 3 (0/2, 1/5, 5r), Datome 17 (3/4, 1/3, 4r), Taylor 12 (1/1, 2/3, 3r), Lawal 10 (3/12, 15 r), Czyz 0 (0/2, 3r), Lorant 4 (1/1, 1r). N.e.: Tonolli, Guagliardi, Di Giacomo. All.: Calvani. BIELLA: Jurak 18 (6/8, 1/3, 6r), Renzi 0 (0/2, 1r), Soragna 0 (0/1, 0/4, 2r), Laganà 0 (0/3, 4r), Jaramaz 4 (1/3, 0/6, 3r), Mavunga 4 (2/4, 6r), Johnson 23 (6/13, 2/3, 2r), Chrysikopoulos 2 (0/2 da tre, 5r), Robinson 8 (1/3, 2/3, 1r). N.e.: Raspino, Slanina, De Vico. All. Cancellieri. ARBITRI: Begnis, Sahin e Biggi 5. NOTE - Tiri liberi: Roma 22/31, Biella 12/13. Perc. tiri: Roma 20/54 (5/18 da tre, rd 27, ro 15), Biella 21/58 (5/21 da tre, rd 24, ro 9). 5 falli: Mavunga al 35' e Robinson al 37'. Spettatori 2266, incasso non Domina, ma perde comunicato. la testa: va sotto di 9, infine affonda Pagelle - ROMA: Goss 5, Jones 6.5, Tambone 6, D'Ercole 5, Datome 6, Taylor 6, Lawal Biella e vola in 6.5, Czyz 4, Lorant 5; Calvani 6. BIELLA: Jurak 6.5, Renzi 4, Soragna 4.5, Laganà 4, Coppa Italia Jaramaz 4.5, Mavunga 4.5, Johnson 7, Chrysikopoulos 4, Robinson 5; Cancellieri 6. La chiave : il ritorno ad una difesa minimamente decente di Roma nell'ultimo quarto. Il migliore : Johnson. di Andrea Barocci

ROMA - A qualcuno tre stagioni possono sembrare pochi, alla Virtus Roma le edizioni che l'hanno vista esclusa dalla passerella delle Final Eight sono sembrate un'eternità. Il ritorno in Coppa Italia, conquistato matematicamente ieri, sancisce in maniera ufficiale il netto cambio di rotta, tecnico, "filosofico" e dirigenziale rispetto al passato, e apre nuovi orizzonti tanto alla società che alla squadra. Nove vittorie e cinque sconfitte sono frutto del gran lavoro svolto assieme dalla coppia Calvani coach-Alberani gm, capace in estate di costruire in poche settimane e dal nulla un gruppo giovane, "affamato" e di bravi ragazzi. Detto questo, diciamo anche un'altra verità: la partita giocata ieri dall'Acea contro una Biella tecnicamente povera ma mai doma (oggi aspetta una risposta da Milano per il prestito di Giachetti, altrimenti andrà su un play Usa) è stata di una spettacolare bruttezza per buoni 25'. Perchè dopo un primo quarto in cui la povera Biella era stata inguardabile (19-3 al 9', 1/10 al tiro, un solo canestro su azione e -3 di valutazione), la Virtus ha pensato bene che il resto dell'incontro sarebbe stata una mera formalità. E ha smesso di giocare con la testa, cercando improbabili " uno contro uno" e dando spazio (ben 10' in totale alla fine) al giovane Tambone che tutto sommato non è dispiaciuto, specie in difesa. Risultato: 2 canestri (entrambi di Jones), parziale di 7-18 e - 1 di valutazione totale nel secondo periodo... Iniziata la ripresa sul + 3, Roma ha continuato con le stesse pessime percentuali (Datome, 6 perse) e scelte di gioco, mentre Jonson e Jurak segnavano da tutte le parti operando il sorpasso a 3'30" (28-30). Ad inizio dell'ultimo quarto, come in un incubo, Roma si ritrovava a -9 (36-45) tra palloni persi e facili canestri falliti da Lawal. Qui però veniva fuori l'orgoglio, Lawall diventava una piovra a rimbalzo, Tyaylor e Jones segnavano canestri importanti e Datome capitalizzava i liberi concessigli riportando la Virtus avanti. A -2'04 (56-50) al gm di Biella Atripaldi veniva dato tecnico (per essersi alzato durante un time out...) e la gara finiva lì, con un terrificante parziale di 22-5 per una Acea brutta per 25 minuti ma vincente. Anche questo è un segnale non da poco. © riproduzione riservata


SCAVOLINI PESARO-CIMBERIO VARESE 69-82 Incidenti prima del match SCAVOLINI BANCA MARCHE PESARO-CIMBERIO VARESE 69-82 (13-16, 38-37, 53-65) - PESARO: Cavaliero 16 (4/7 da tre, 1 r.), Stipcevic 13 (3/6, 1/8, 3 r.), Barbour 8 (1/5, 1/7, 6 r.), Thomas 5 (0/2, 1/1, 4 r.), Crosariol 2 (1/2, 4 r.), Flamini, Mack 8 (2/5, 1/6, 4 r.), Bryan 6 (3/3, 3 r.), Amici, Kinsey 11 (2/4, 1/4, 4 r.). All. Markovski. VARESE: Sakota 3 (0/1, 1/3, 2 r.), Banks 6 (1/1, 0/1, 2 r.), Rush 6 (3/6, 0/3, 4 r.), Talts 8 (1/1, 2/3, 6 r.), De Nicolao (2/3, 0/2, 2 r.), Green 17 (1/8, 2/3, 5 r.), Balanzoni ne, Bertoglio ne, Polonara 20 (6/10, 2/2, 10 r.), Dunston 18 (6/10, 0/1, 9 r.). All. Vitucci. ARBITRI: Mattioli, Giansanti e Bettini 5. NOTE - Tiri liberi: Scavolini Banca Marche 18/23, Cimberio 21/27. Percentuali di tiro: Scavolini Banca Marche 21/60 (9/33 da tre, ro 10, rd 19), Cimberio 27/58 (7/18 da tre, ro 10, rd 30). Usciti per falli: Crosariol e Talts. Fallo tecnico alla panchina di Varese e a Dunston. Infortunio a Banks al 14'. Spettatori: 3.840. Pagelle - PESARO: Cavaliero 7, Stipcevic 6,5 Kinsey 5,5 Barbour 5, Thomas 5,5, Crosariol 4, Flamini 5, Mack 4, Bryan 6. All. Markovski 6. VARESE: Sakota 5,5 Banks ng, Rush 6,5 Talts 6,5, De Nicolao 6, Green 6,5, Polonara 8, Dunston 7. All. Vitucci 7. Il migliore: Polonara La chiave: la maggior fisicitĂ nei lunghi di Elisabetta Ferri PESARO - Incidenti tra tifosi prima dell'incontro: alcuni supporter pesaresi, all'esterno dell'Adriatic Arena, hanno lanciato rudimentali bombe carta verso una trentina di tifosi varesini. Nessun ferito e a quanto pare la polizia ha giĂ  identificato alcuni autori del gesto. Poi Varese la porta a casa in sette: senza Ere, infortunato, e pure senza Banks che si fa male al 14'. La capolista parte con Rush in quintetto mentre l'innesto di Stipcevic regala alla Scavolini quel pizzico di sicurezza che in regia non aveva mai avuto: il ragazzo di Zara, contro i suoi ex, prende subito le redini della squadra e infila pure i primi due canestri che aprono il cuore al pubblico. La Cimberio si affida alle mani sapienti di Green mentre Cavaliero, a suo agio da guardia, scarica una serie di bombe sulla zona ordinata da Vitucci.


EA7 ARMANI MILANO - CHEBOLLETTA CANTU’ 76-84 Scariolo contestato EA7 ARMANI MILANO - CHEBOLLETTA CANTU’ 76-84 (19-22, 39-41, 57-61) - MILANO: Giachetti ne, Hairston 10 (4/8, 0/4, 1r), Fotsis 3 (1/2 da tre, 1r), De Bettin ne, Chiotti 6 (3/4, 3r), Bourousis 10 (5/7, 0/1, 4r), Leontini ne, Melli 17 (3/5, 3/5, 1r), Bremer (0/1, 0/4, 2r), Langford 17 (6/8, 1/2, 3r), Green 10 (2/2, 2/3, 4r), Basile 3 (1/3 da tre, 1r). All. Scariolo. CANTU’: Abass ne, Scekic ne, Markoishvili 19 (6/12, 1/3, 2r), Leunen 4 (0/1, 1/2, 1r), Anderson 2 (0/1, 0/1, 2r), Mazzarino (0/1 da tre), Casella ne, Brooks 14 (6/9, 9r), Tyus 2 (1/1, 1r), Tabu 8 (1/7, 1/2, 1r), Aradori 25 (8/11, 1/2, 8r), Cusin 10 (4/6, 6r). All. Trinchieri. ARBITRI: Seghetti, Vicino, Baldini 6. NOTE - Tiri liberi: Milano 6/7; Cantù 20/23. Percentuali di tiro: Milano 31/59 (8/24 da tre, 9 ro, 14 rd); Cantù 30/59 (4/11 da tre, 15 ro, 20 rd). Cinque falli: nessuno. Spettatori 5.300. Pagelle - MILANO: Hairston 6, Fotsis 4, Chiotti 6,5, Bourousis 6, Melli 6, Bremer 5, Langford 6,5, Green 6,5, Basile 5. All. Scariolo 5,5. CANTU’: Markoishvili 8, Leunen 6, Anderson 5,5, Mazzarino 5,5, Brooks 6,5, Tyus 5,5, Tabu 6, Aradori 7,5, Cusin 6,5. All. Trinchieri 7. Il migliore: Markoishvili La chiave: Rimbalzi e liberi pro Cantù MILANO - Il 150° Derby lombardo, in un Forum orfano del tifo canturino per il provvedimento restrittivo del prefetto, sorride a Cantù. In casa Olimpia, esordio per il nuovo play Marques Green (10 punti). Equilibrio iniziale (22-19 dopo 10’). La prima tripla in maglia EA7 di Green vale il +3 di Milano (25-22). Il tentativo di fuga dei locali viene bloccato dalla difesa canturina. All’intervallo 41-39 per Cantù (10 di Melli). Si arriva, punto a punto, all’ultimo quarto. Markoishvili sale in cattedra. Green prova a tenere a contatto Milano (75-71 per Cantù) a 90 secondi dalla sirena. Una tripla di Aradori gela il Forum. Milano al tappeto per la quinta volta consecutiva in casa. Scariolo contestato dai tifosi. Final Eight di Coppa Italia a rischio, ma se vince a Brindisi passa (e in alcuni combinazioni anche perdendo). Cantù se la ride. Ass


VANOLI CREMONA - TRENKWALDER REGGIO E. 71-87 Taylor inarrestabile VANOLI CREMONA - TRENKWALDER REGGIO EMILIA 71-87 (17-20, 29-42, 55-60) - CREMONA: Peric 14 (4/10, 2/5, 5r), Vitali 9 (1/4, 0/1, 1r), Kotti 4 (2/7, 5r), Jackson 17 (4/6, 2/6, 3r), Ruini, Johnson 3 (1/2, 0/1), Harris 14 (3/8, 1/3, 1r), Huff (2r), Stipanovic 10 (5/7, 9r), Cazzaniga ne. All. Gresta. REGGIO E.: Jeremic 11 (4/6, 1/5, 4r), James 6 (3/6, 0/2, 5r), Taylor 35 (10/15, 4/9, 7r), Brunner 13 (5/6, 0/1, 4r), Antonutti 7 (2/2, 1/1, 4r), Veccia ne, Filloy 2 (1/1, 0/3, 2r), Cervi 1 (7r), Cinciarini 12 (5/8, 7r). All. Menetti. ARBITRI: Cicoria, Weidmann, Pozzana 6,5. NOTE - Tiri liberi: Cremona 16/24; Reggio E. 9/13. Percentuali di tiro: Cremona 20/44 (5/16 da tre, 12 ro, 17 rd); Reggio E. 30/44 (6/21 da tre, 10 ro, 27 rd). Spettatori 2400. Pagelle - CREMONA: Peric 4,5, Vitali 5,5, Kotti 5, Jackson 6,5, Ruini 5, Johnson 5, Harris 5, Huff 5, Stipanovic 6,5. All. Gresta 5. REGGIO EMILIA: Jeremic 6, James 6, Taylor 8, Brunner 6,5, Antonutti 6,5, Filloy 6, Cervi 6, Cinciarini 6. All. Menetti 8. Il migliore: Taylor La chiave: i 35 punti di Taylor e la maggior determinazione di Reggio Emilia. di Massimo Malfatto CREMONA - Reggio Emilia espugna alla grande e con pieno merito il “PalaRadi” e conquista due punti importanti, se non determinanti, nella corsa alla Final Eight di Coppa Italia. In confusione Cremona, con giocate molto approssimative di alcuni giocatori che sprofondano nel finale, dopo aver ricucito una partita che sembrava persa. Avvio di gara con Reggio molto concentrata, al contrario dei padroni di casa, meno determinati del solito: alcune prodezze di Taylor, inarrestabile, che permette agli emiliani di portarsi avanti anche di 15 punti e mettere in ghiaccio l’esito della contesa. Ad inizio terzo quarto reazione d’orgoglio degli uomini di Gresta (parziale 13-0) e Vanoli avanti di uno (43-42), unico vantaggio del match. I ragazzi di Menetti non si scompongono, giocano meglio e dilagano nel quarto finale. © riproduzione riservata


L’ORGOGLIO DEL SUD E LA “SFORTUNA” DI MILANO di Andrea Barocci

L’ orgoglio del Sud colpisce ancora. Brindisi espugna una sempre più indecifrabile Bologna grazie ad una prestazione mostruosa di Viggiano, regalando l’ennesimo sorriso al bravo coach Bucchi. Caserta, fabbrica di miracoli, ferma la corsa di Sassari con un’incredibile prestazione globale (tutti i i giocatori impiegati sono andati a segno) e un Gentile da applausi. Avellino infine, sull’orlo di una crisi di nervi oltre che di risultati, passa in casa della Reyer. E così, ad un turno dalla fine del girone d’andata che promuove le prime 8 in classifica alla Coppa Italia, già sicure alle Final Eight (in programma a Milano) sono Varese, Sassari, Siena, Cantù, Roma e Brindisi. Per gli altri due posti sarà decisivo la prossima giornata. E Milano? Con l’arrivo di Green potrebbe davvero aver trovato un leader e un vero playmaker, come il discreto esordio dell’americano ha lasciato intuire. Però anche ieri è rimasta vittima del suo “non gioco”, delle sue paure, del solito giochino di provare a vincere le gare con l’uno contro uno. E anche contro una splendida Cantù è finita ko, con l’ennesima contestazione del pubblico al suo coach. Ma forse anche stavolta si è trattato di dettagli. O di poca pazienza da parte dei tifosi. O forse solo di sfortuna... © riproduzione riservata


LEGADUE Barcellona ko Capo d’Orlando ferma Pistoia LEGADUE (14ª giornata) Venerdì: Prima Veroli-Tezenis Verona 69-64. Ieri: Le Gamberi Foods ForlìBitumcalor Trento 87-84, Biancoblù Bologna-Aget Imola 73-64, Casale Monferrato-AcegasAps Trieste 81-66, Centrale del Latte Brescia-Sigma Barcellona Pozzo di Gotto 101-69, Fileni Bpa Jesi-Fmc Ferentino 72-75, Upea Capo d’Orlando-Giorgio Tesi Group Pistoia 75-70. Riposo: Givova Scafati. Classifica: Casale M. 20; Barcellona P.d.G., Pistoia, Scafati, 18; Bologna 16; Verona, Trieste, Forlì, Brescia 14; Jesi, Trento, Veroli 10; Ferentino, Capo d’Orlando 8; Imola 4. A1 DONNE Schio di misura A1 DONNE (11ª giornata) Ieri: Priolo-Chieti 82-67, Lucca-Schio 47-49, Parma-Orvieto 65-53, PozzuoliUmbertide 61-75. Riposo: Cagliari, Taranto. Classifica: Schio 18; Parma 16; Lucca 16; Umbertide 14; Taranto 12; Priolo, Chieti, Orvieto 6; Pozzuoli 4; Cagliari 2.


CASERTA PIÙ FORTE DEI DIENER Difesa e orgoglio valgono la prima vittoria su Sassari in Serie A JUVE CASERTA - BANCO DI SARDEGNA SASSARI 88-81 (22-23, 49-40, 65-52) - CASERTA: Maresca 8 (3/3, 1r), Jonusas 10 (2/3, 2/5, 1r), Akindele 9 (4/9, 7r), Gentile 12 (3/6, 1/3, 6r), Jelovac 16 (4/4, 1/4, 9r), Mordente 14 (1/4, 1/6, 3r), Marzaioli ne, Salzillo ne, Michelori 6 (2/4, 5r), Mavraides 9 (3/6, 1/1, 1r), Sergio 4 (1/1, 0/1, 1r), Cefarelli ne. All. Sacripanti. SASSARI: Thornton 5 (0/3, 1/5, 3r), Ignerski 10 (3/7, 1/9, 7r), Diener T. 25 (4/7, 5/9, 4r), Diener D. 20 (2/4, 5/8, 4r), Easley 6 (2/2, 7r), Devecchi 5 (1/1, 1/1, 1r), Sacchetti 10 (1/1, 2/4, 2r), Vanuzzo (0/2 da tre, 2r), Pinton, Di Liegro (0/1, 2r). All. Sacchetti. ARBITRI: Paternicò 6,5, Sardella 6,5, Borgioni 6,5. NOTE - Tiri liberi: Caserta 24/28, Sassari 10/15. Percentuali di tiro: Caserta 29/60 (6/20 da tre, ro 8, rd 26), Sassari 28/64 (15/38 da tre, ro 10, rd 24). Cinque falli: Easley. Fallo tecnico a Easley al 27’ (55-46). Spettatori 2902, incasso 20.654 euro. Pagelle - CASERTA: Maresca 6, Jonusas 6,5, Akindele 6,5, Gentile 7, Jelovac 7,5, Mordente 7, Michelori 6,5, Mavraides 6, Sergio 6,5. All. Sacripanti 7. SASSARI: Thornton 5, Ignerski 5,5, T.Diener 7,5, D. Diener 7, Easley 5,5, Devecchi 5,5, Sacchetti 5,5, Vanuzzo 5. All. Sacchetti 6. Il migliore: Travis Diener La chiave della gara: gli errori al tiro di Sassari (più le 17 palle perse) e lo periodo. di Beniamino Pescatore

GRUPPO Tutti per uno, uno per tutti: il segreto della Juve di Sacripanti (Ciamillo)

sprint di Caserta nel secondo

CASERTA - La Juve non smette mai di stupire. Supera Sassari (ferma la striscia vincente a 5) colpendola in rimonta, sorprendendola nel suo momento migliore con una prova d’orgoglio, caratteristica che sta spingendo Caserta sempre più in alto, con vista Final Eight. Gli uomini di coach Sacripanti hanno ottenuto la seconda vittoria consecutiva, dando seguito al successo con cui hanno chiuso l’anno scorso, nel derby contro Avellino, su un parquet dove non avevano mai gioito. Stessa storia, o quasi, con i sardi, mai battuti in serie A: ecco una nuova prima volta dei campani, che diventano una mina vagante del campionato, capace di difendere duro, mettere alle corde gli uomini di Sacchetti, favoriti, costringendoli a una serie di errori e a perdere ben 17 palloni, di cui 7 solo nel secondo decisivo parziale. Caserta, dopo un avvio sottotono, mette in scena la gara perfetta: finirà con il 58% al tiro (micidiale ai liberi: 24 su 28), mandando a segno i nove uomini utilizzati. Sassari si affida tanto ai cugini Diener, scatenati nei primi 20’, durante i quali realizzano 29 punti: chiuderanno con 45 su 81 di squadra. Il Banco è solido in avvio, segna l’intero quintetto e con Easley tocca il +9 (19-10 al 5’). Mordente guida il recupero e grazie ai palloni preziosi strappati da Michelori e Gentile (8 in due) punisce la difesa ospite. Ristabilito l’equilibrio, Caserta trova punti preziosi dalla panchina con Sergio e sul 37 pari prova a scappare via. Break di 70 per il 46-37 e tifoseria in delirio. Sassari punge con il duo Diener (15 punti su 17 nel secondo periodo). La grinta dei campani cresce dopo la pausa, Jonusas e Jelovac diventano irresistibili portando la Juve sul +15 (65-50) mentre i sardi sbagliano tanto, soprattutto dentro l’area. Nel periodo conclusivo i Diener trovano canestro da ogni lato e guidano la riscossa (73-69, poi 79-74 al 39’), ma colpisce in velocità mettendo in cassaforte la vittoria. (b.p./Lps) © riproduzione riservata


NBA: 26 PUNTI CONTRO UTAH Denver, è sempre l’ora di Gallinari MIAMI - Danilo Gallinari quasi infallibile e Denver spazza via Utah (110-91) conquistando l'11ª vittoria in 13 incontri casalinghi (è la franchigia che finora ha disputato il minor numero di partite sul proprio campo di tutta la Nba). Per l'azzurro 26 punti in quasi 32', miglior marcatore della partita, con 7/11 al tiro (63,6%), 1/2 da tre, 11/12 dalla lunetta più 5 rimbalzi e 3 assist, una prestazione quasi perfetta con solo una piccola nota stonata: le quattro palle perse. A Houston intanto prosegue senza interruzione la lotta tra i Rockets e Royce White, il rookie che soffre d'ansia e ha paura di volare: la settimana scorsa era stato spedito in D-League, ma lui si è rifutato di giocare con i Rio Grande Valley Vipers e ieri è arrivata la sospensione. Ecp I risultati: Atlanta-Celtics 81-89 (Williams 28, Pierce 26); Orlando-New York 106-114 (Nelson e Afflalo 29, Anthony 40); Indiana-Milwaukee 95-80 (Hibbert 20, Ellis 21); Brooklyn-Sacramento 113-93 (Lopez 18, Cousins 28); Cleveland-Houston 104-112 (Irving 30, Harden 29); Minnesota-Portland 97-102 (Matthews e Batum 21, Pekovic 21); Dallas-New Orleans 96-99 d1ts (Nowitzki 20, Vasquez 25); San Antonio-Philadelphia 109-86 (Parker 20, Hawes 22); Denver-Utah 110-91 (Gallinari 26, Millsap 15); Los Angeles Clippers-Golden State 11589 (Paul 27, Thompson 14).


UMANA VENEZIA - SIDIGAS AVELLINO 93-97 Spinelli e Dragovic danno la svolta UMANA VENEZIA - SIDIGAS AVELLINO 93-97 (23-14, 49-40, 63-68) - VENEZIA - Clemente, Clark 3 (1/4 da 3, 1) , Bulleri 9 (1/1, 1/4, 1), Diawara 9 (3/6, 0/3, 4), Marconato 6 (3/4, 3), Szewczyk 9 (3/5, 1/2, 2), Young 23 (6/8, 3/5, 5), Bowers 10 (5/5, 0/1, 1), Rosselli 15 (2/4, 2/3, 3), Magro 9 (3/5, 2), Hubalek (0/2 da 3, 1), Candussi ne. All. Mazzon. AVELLINO - Biligha, Salafia ne, Richardson 6 (1/2, 1/4, 4), Spinelli 13 (1/3, 2/3, 5), Ivanov 21 (5/6, 1/1, 8), Tammaro ne, Hardy 12 (5/6, 0/1), Dragovic 12 (4/5 da 3, 5), Iurato ne, Shakur 8 (1/6, 1/3, 2), Johnson 8 (4/6, 3/5), Dean 17 (4/6, 3/5). All. Tucci. ARBITRI: Cerebuch, Lanzarini, Mazzoni 5. NOTE - Perc. di tiro: Venezia 26/38 (8/24 da 3, r 23), Avellino 19/37 (12/22 da 3, 36). Tiri liberi: Venezia 17/22, Avellino 23/29. Fallo antisportivo a Szewczyk all'11'44" (27-19). 5 falli: Ivanov al 39'20" (84-90). Spettatori: 3.400. Pagelle - VENEZIA: Clark 6, Bulleri 6, Diawara 5,5, Marconato 6, Szewczyk 5, Young 6,5, Bowers 6, Rosselli 7, Magro 6, Hubalek 5,5. All. Mazzon 5,5. AVELLINO - Richardson 6, Spinelli 6,5, Ivanov 7,5, Hardy 6,5, Dragovic 7, Shakur 5,5, Johnson 6, Dean 8. All. Tucci 8 Il migliore: Dean. La chiave: il tiro da 3 punti di Avellino. MESTRE - Si ferma a quota tre la striscia di successi di Venezia, che rischia di compromettere così la rimonta verso l'accesso alla Final-Eight di Coppa Italia, pagando lo 0-5 nei confronti con le ultime cinque squadre della classifica. La vittoria dei ragazzi di Tucci matura nel secondo tempo, dopo due primi quarti in cui l'inerzia era sembrata tranquillamente appannaggio della squadra di Mazzon, sempre avanti nel punteggio anche fino a undici punti (39-28 al 16'). E anche l'unico apparente problema per gli orogranata, la situazione falli, si era sostanzialmente equilibrata a pochi secondi dall'intervallo lungo, visto che, insieme con Szewczyk, anche Johnson è andato negli spogliatoi con quattro infrazioni a carico. Ma l'indisponibilità del centro titolare ha dettato a coach Tucci la soluzione decisiva: Avellino si ripresenta alla ripresa con un quintetto in cui, a fianco dei trascinatori Dean e Ivanov, danno un valido supporto i rincalzi Spinelli e Dragovic. Così, soprattutto grazie a una grande precisione nel tiro pesante, la Sidigas prima impatta (49-49 al 22'), poi mette la freccia fino al +9 (57-66 al 28'). Venezia, come aveva fatto con Bologna e Siena, si gioca l'ultima carta con la zona e il quintetto piccolo, ma trovato il pari (74-74 al 34'), non ha poi più la forza di controbattere agli ospiti nel finale. Ass


TENNIS Murray a segno a Brisbane ATP - Chennai (cemento, 385.150 $) Finale: Tipsarevic (Ser, 2) b. Bautista Agut (Spa) 3-6 6-1 6-3. Brisbane (cemento, 436.630 $) Finale: Murray (Gbr, 1) b. Dimitrov (Bul) 7-6(0) 6-4. Auckland (cemento, 433.400 $) Qualificazioni, 2º turno: Hanescu (Rom) b. CIPOLLA 6-3 2-6 7-5. WTA - Sydney (cemento, 690.000 $) 1º turno: Cibulkova (Svc) b. Kvitova (Cec, 5) 6-1 6-1, Makarova (Rus) b. Lepchenko (Usa) 6-4 4-6 6-1, Kirilenko (Rus) b. Rogowska (Aus) 7-5 6-2, Wozniacki (Dan, 7) b. U. Radwanska (Pol) 6-1 6-2. Hobart (cemento, 235.000 $) 1º turno: Govortsova (Bie) b. Suarez Navarro (Spa, 5) 6-2 6-1, Stephens (Usa, 8) b. Robson (Gbr) 6-4 7-6(4). VELA Gli alisei rimettono in moto Soldini GENOVA - Giovanni Soldini e l’equipaggio di Maserati, impegnati nel tentativo di record nella traversata New York-San Francisco, dopo sei giorni di calma piatta hanno ritrovato il vento. Lo ha comunicato via mail lo stesso Soldini: «Siamo ufficialmente entrati nell'aliseo. Ora viaggiamo a 16-17 nodi verso l’Equatore con genoa 1, trinchetta e randa piena. Siamo bagnatissimi ma felici». Soldini e il suo equipaggio, che hanno lasciato New York il 31 dicembre, hanno finora percorso 1.900 miglia. Puntano a battere il record delal cosiddetta Rotta dell’Oro, e arrivare a San Francisco in meno di 57 giorni e 3 ore. SCI DI FONDO Legkov, vittoria triste al Cermis TRENTO - Il russo Alexander Legkov ha vinto il Tour de Ski 2013 di sci di fondo dopo la settima e ultima tappa al Cermis, in Val di Fiemme, sulla pista Olimpia teatro tre notti fa della tragedia che ha visto morire sei suoi connazionali (alla memoria dei quali l’atleta ha dedicato il successo). Legkov ha conquistato anche il primo posto nella classifica di Coppa del Mondo, con 799 punti contro i 759 di Northug (Nor). Giorgio Di Centa ha chiuso ottavo con un recupero di sei posizioni. Terzo di giornata l’altro azzurro Roland Clara. Tra le donne successo di Justyna Kowalczyk, che è anche saldamente leader di Coppa. La polacca ha controllato la rimonta della norvegese Johaug. Migliore delle azzurre Debora Agreiter, al 22º posto finale. SCI DI FONDO Zorzi vuole i Mondiali di Fiemme TRENTO - Chiudere la carriera con la 50 km a tecnica classica ai Mondiali di Val di Fiemme 2013. È il sogno, di Cristian Zorzi, oro olimpico a Torino 2006 e ai Mondiali di Sapporo 2007. «Essere convocato sarebbe il più insperato regalo della mia carriera», ha detto all’agenzia Ansa. MONDIALI RACCHETTE - Il bergamasco Alex Baldaccini e l'emiliana Isabella Morlini si sono laureati campioni del mondo di corsa con racchette da neve alla Ciaspolada della Val di Non. PALLAMANO Salerno vince la Coppa Italia donne SALERNO - La Jomi Salerno non fallisce e conquista la 22ª edizione della Coppa Italia femmminile, a capo della Final Six disputata al PalaPalumbo. Le campane battono in finale Sassari per 24-23. In semifinale: Sassari-Mestrino 27-25, Salerno-Conversano 28-25. UNDER 21 - Qualificazioni Mondiali U.21 a Gomel (Bie): Bielorussia-Italia 36-23. Azzurrini eliminati. SCHERMA Coppa U.20, vincono gli sciabolatori UDINE - Successo dell’Italia della sciabola nella Coppa del Mondo U.20 maschile a Udine. D’Armiento, Curatoli, Affede e Riccardi hanno sconfitto in finale la Germania per 45-43. Terzi i fiorettisti: 45-31 alla Francia. Finale tutta russa. HOCKEY SU GHIACCIO Stop al lockout della NHL NEW YORK - La NHL è salva, il campionato pro’ nordamericano si farà, anche se in formato ridotto. Trovato l’accordo fra i proprietari dei club e il sindacato dei giocatori dopo una “maratona” di 16 ore di colloqui e trattative in un albergo di Manhattan. La NHL dovrebbe partire il 15 gennaio, con una stagione ridotta a 50 partite per squadra contro le normali 82. L’11 sarebbe stato il termine ultimo per evitare la cancellazione del torneo.


Corriere Dello Sport 07/01/2013  

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