Page 1

2 of 248


3 of 248


GENOA-NAPOLI 2-4 GENOA (4-1-4-1): S. Frey 6; Sampirisi 5 Canini 5 Granqvist 5,5 Moretti 6; Tozser 5,5 (16 st Seymour 5,5); Jankovic 6 Kucka 6,5 Bertolacci 7,5 (25 st Merkel 5,5) Antonelli 6,5 (37 st Piscitella sv); Immobile 7,5. A disposizione: Tzorvas, Said, Krajnc, Melazzi, Hallenius, Borriello, Donnarumma. Allenatore: Del Neri 6,5 Falli commessi: 16 NAPOLI (3-4-1-2): De Sanctis 6,5; Campagnaro 5,5 (5' st Mesto 7,5) Cannavaro 6,5 Gamberini 6; Maggio 6 Dzemaili 6 Behrami 5,5 (28 st Inler 6,5) Dossena 6; Hamsik 7,5; Pandev 5,5 (38 pt Insigne 7,5) Cavani 7,5. A disposizione: Rosati, Grava, Britos, Aronica, Fernandez, Donadel, E. Vargas, Colombo. Allenatore: Mazzarri 7,5 Falli commessi: 18 ARBITRO: Rizzoli di Bologna 6 Guardalinee: Faverani e Stefani Quarto uomo: Marzaloni Arbitri darea: Orsato e Velotto MARCATORI: 23 pt Immobile (G), 9 st Mesto (N), 10 st Bertolacci (G), 34 st Cavani (N), 45 st Hamsik (N), 49 st Insigne (N) ASSIST: Insigne (N), Antonelli (G), Hamsik (N), Mesto (N), Cavani (N). AMMONITI: Gamberini (N) e Immobile (G) per proteste, Dzemaili (N), Behrami (N) e Merkel (G) per gioco falloso. NOTE: Spettatori paganti 3.790 per un incasso ai botteghini di 105.063. Abbonati 16.791 per una quota di 179.323. Angoli 3-2 per il Napoli. Recupero: 2 pt, 4 st.

4 of 248


di Edmondo

Pinna

Sampirisi trattiene Cavani: era rigore ROMA - Cè chi ama il brivido forte: riproporre Rizzoli (che era arbitro darea a Pechino) e la coppia Faverani Stefani (gli stessi assistenti della Supercoppa) al Napoli è rischiare la sorte.

PRIMO TEMPO - Cè qualcosa da chiarire sul gol di Immobile. Che è regolare e lo sarebbe stato comunque. Perché, sul tiro di Bertolacci, Cannavaro devia con il fianco più che col braccio destro che è, comunque, vicino al corpo. Dunque, non sarebbe stato rigore. Cera, invece, ed è questo lerrore grave di Rizzoli e dellarbitro darea Velotto, per una trattenuta per la maglia e per il braccio sinistro di Sampirisi su Cavani (foto Sky).

SECONDO TEMPO - E regolare la rete di Bertolacci ad inizio ripresa: quando Immobile serve Antonelli, che poi crosserà per il centro dellarea, cè Cannavaro che è lultimo difensore azzurro. E, invece, Sampirisi che tiene in gioco Cavani, servito da Hamsik, sul 2-2.

5 of 248


Edi, uno show: 6 gol in 8 giorni Dal Torino a Marassi e in mezzo il Dnipro: se cè lui, è tutto diverso Nella rincorsa al primo posto, è sempre il bomber luomo dei sogni Dall'inviato

Antonio Giordano GENOVA - Aggiornate gli almanacchi: penna, carta e calamaio, perché la giostra del gol procede freneticamente, senza un attimo di sosta, nè una partita buttata via. Dal Torino al Dnipro e dagli ucraini al Genoa: tre gare, otto giorni e sei gol, esibiti variando sempre, perché il modulo-Cavani prevede divagazioni, la classe pura e cristallina da mostrare su calcio di punizione, la padronanza dei fondamentali per aggiustare un pallone perso, il tap in, il contropiede a campo largo. Ottanta reti in due anni e qualche mese con la maglia del Napoli, il principe del gol contemporaneo che va incontro alla storia, insegue Careca e Maradona, è Segna la rete del lui: e quando il gioco si 2-2 e ispira i fa duro è lui che rimette compagni Dà in gioco le emozioni e lassist e carica la conduce il Napoli oltre squadra: la Juve il vuoto pneumatico nel non è poi lontana quale è piombato.

SORPRESA! - Clamoroso a Marassi, per unora Cavani è addirittura umano, riesce persino a sbagliare quattro passaggi (ma sì), manca un piattone in corsa di sinistro che potrebbe valere il pari, però intanto serve un assist che Maggio si starà ancora chiedendo come ha fatto a sciuparlo. Sono cose che capitano, persino un Cavani normalissimo fa notizia: ma lui, che ne aveva saltate due, s'era già rimesso in discussione atletica andando in campo con il Torino e il Dnipro per complessivi centottanta minuti. E alla terza, secondo la logica-Mazzarri, qualcosa si paga.

Qui a fianco iI gol di Ciro Immobile che aveva illuso Del Neri ma a Marassi in un quarto dora è andato in onda il finimondo. Per il Genoa nel frattempo ha segnato anche Bertolacci, ma Mesto, Cavani, Hamsik e Insigne hanno fatto la differenza. A destra la rete di Insigne che ha messo il sigillo sul 4-2 finale del Napoli

SPECIAL ONE - Poi chissà cosa gli succeda dentro, perché mentre la partita sta per finire e sembra quasi morta, a rivitalizzarla provvede il solito matador, uno che quando vede il rossoblù evidentemente sinfuria: una rete (inutile) nel 3-2 rossoblù della passata stagione, però anche una doppietta in quel 6-1 pre-natalizio che spalancò le porte della fantasia. Luomo dei sogni ha ben chiaro cosa serva, al Napoli: serve la sua fisicità, la capacità 6 of 248


di andarsi a cercare la prateria, la rapidità, quel passo potente e però danzato che trascina, e listinto famelico di chi sa stare sul filo del fuorigioco, però evitando che il guardalinee alzi la bandierina. Genoa 2 e Napoli 1, ma Cavani non è ancora realmente sceso in campo: dettagli marginali al pomeriggio, ma il graffio, lautografo, è ancora congelato. Palla sulla propria trequarti, per una punizione che Cannavaro batte immediatamente su Inler: è un disegno cinico, letale, e si intuisce dai movimenti. Cavani è largo a destra, la palla sta scorrendo verso Inler, che scarica su Hamsik, che vede il movimento, taglia la difesa con un passaggio che s'infila come un coltello caldo nel burro. C'è il matador che è partito ed ha rimesso in discussione qualsiasi refolo di diffidenza: perché lui non è abituato a restare nascosto tra le pieghe d'un match. E' 2-2 e sta per cominciare una nuova sfida, che dura poco ma che è vibrante: 3-2 Napoli, con il Genoa che spinge e il Matador che appostato nella periferia chiede solo di vederlo, servirlo, ispirarlo, prima che lui mandi in porta anche Insigne per il 4-2 che restituisce lucentezza alla classifica e buon'umore alla città da lui scelta sino al 2017: « Perché io qui sono felice e lo è la mia famiglia ». Perché lui è l'oro di Napoli.

7 of 248


«Il nostro cuore è grande così!» «Non è una battuta, ma la salute è delle migliori. Questa squadra mi esalta. Cè tanto cammino da fare, però possiamo essere contenti» Dallinviato

Antonio Giordano GENOVA - Cuore e batticuore: ma in quell'abbraccio collettivo, quellonda anomala e travolgente, cè il balsamo che lenisce le ferite del campo e spinge a dotarsi di sana autoironia. Genoa-Napoli sa dattacco mirato alle coronarie duno stadio intero: ma quando Hamsik provvede a metterci la cresta, ciò che resta dun pomeriggio dun giorno da cani è lespressione fiera e un colorito rassicurante che fa di Mazzarri un altro uomo. Come se la passa, adesso, lallenatore del Napoli. «Io sto bene, benissimo. Un semplice controllo è diventato argomento di discussione, ma la «Allinizio abbiamo salute è delle migliori». sprecato, eravamo E pure lumore, per contratti. Stiamo non dire della provando il 4-2-3-1 classifica. a volte ci viene «Stiamo facendo bene» qualcosa di eccezionale, viaggiamo con nove punti di vantaggio sulla passata stagione, quando abbiamo lottato per il terzo posto sino allultima di campionato. Fuori casa abbiamo vinto la terza partita, su un campo difficilissimo e contro unavversaria complicata». Due facce della stessa squadra. «Abbiamo cominciato contratti e sprecato tanto: avevamo avuto occasioni pure nella fase iniziale della gara, ma le abbiamo sciupate. Siamo andati due volte sotto e siamo stati capaci di ribaltare, come contro il Dnipro. Ho un gruppo straordinari, formato da uomini veri e anche da campioni. Sono orgoglioso di allenare questi ragazzi». Il Napoli della ripresa ha cambiato non solo uomini: 4-2-3-1, le piace? «Ci stiamo provando, avevamo già tentato questa strada in Europa League. A partita in corso e in certe situazioni difficili, ci viene bene. Allinizio, forse abbiamo ancora nella testa meccanismi diversi. Ma in sostanza nei primi quarantacinque minuti qualcuno ha tardato a entrare in partita. Per me è normale che possa accadere». Cavani non sbaglia un colpo. «La fatica di giovedì sera forse si è fatta sentire e ha perso in lucidità. Ma è il prezzo che bisogna pagare a tanti impegni in rapidissima sequenza. Lui è il nostro terminale offensivo, è fondamentale e lo sappiamo, ma è un atleta strepitoso, è venuto fuori alla distanza, eppure pareva stanco». Come fa a pensare di frenare lentusiasmo popolare? «Siamo ancora nella fase ascendente della stagione, cè tanto cammino. Però

8 of 248


possiamo essere contenti di ciò che stiamo realizzando, del calcio che stiamo proponendo. E poi non molliamo mai, crediamo sempre in noi stessi e nella vittoria». Vi tocca sempre qualche schiaffo... «In campo ci sono anche gli avversari». Fuori Inler, come mai? «Era diffidato come Behrami, non ho voluto rischiarne due». Se consente la battuta, una squadra che ha un cuore... «Gliela passo. E però anche unorganizzazione, direi. La capacità di rimontare dimostra la saldezza dei nervi e anche i contenuti tattici. Bravi davvero nel modificare latteggiamento tattico. Sono felice dalle risposte che ho ricevuto da tutti, sono contento dellinserimento graduale di Mesto». La tentazione dell'anno sabbatico resta? «Ma lasciateci godere per questa vittoria... Poi ne riparleremo». Il sorriso abbonda.

9 of 248


VERSO L ANTICIPO Per Behrami niente Milan Pandev è ko Zuniga dubbio Dallinviato GENOVA - Stavolta la palla passa al medico sociale, che si esprimerà in giornata, o forse domani, perché è inutile andar di fretta: il Milan arriva al San Paolo sabato prossimo, c'è tempo per decidere, anche se qualcosa sarà già possibile intuire in giornata, quando il corpo trasmetterà segnali che saranno percettibili ai diretti interessati. Il Napoli cambia, per necessità e per ordini che arriveranno dal giudice sportivo: il giallo costerà a Behrami la sfida contro i rossoneri, per cumulo di ammonizioni, e dunque in mezzo, si può anche azzardare, spazio ad Inler e Dzemaili, la coppia che ha chiuso il match di Genova in crescendo. I problemi fisici riguardano invece Pandev e Zuniga: il macedone ha rimediato una distorsione alla caviglia destra, è dovuto uscire e ieri sera zoppicava ancora; mentre il colombiano, che si fermato nella partita con il Chievo, pensa e sogna di recuperare anche per consentire un agevole turn-over sulla sinistra, dove Dossena è stato costretto a fare gli straordinari (e a giocare le ultime quattro gare). Per la formazione bisogna aspettare, e ci mancherebbe, ma stavolta prim'ancora che una lavagnetta, per disegnare gli schemi servirà il bollettino medico.

ant.gio.

10 of 248


L A P A R T I T A Il ribaltone in un quarto d ora Genoa due volte avanti. Mesto, Cavani, Hamsik e Insigne lanciano il Napoli Guarda sul nostro sito i video delle interviste e le foto dei tifosi in festa Dallinviato

Alberto Polverosi GENOVA - Il finimondo in un quarto dora, quando sul campo di Marassi si sono rovesciati i fenomeni del Napoli. Hanno ripreso e sorpassato il Genoa, vinto la partita e realizzato unimpresa, anzi, lhanno ripetuta nello stesso identico modo di giovedì scorso. Allora, per passare dall1-2 al 4-2 di fronte al Dnipro cera voluta la quadripletta di Cavani, mentre stavolta il Matador ha trovato la fantastica complicità di Hamsik e Insigne, oltre a quella di un altro fenomeno per loccasione, Giandomenico Mesto. Per tutti e quattro, un gol e un assist a testa. Per Insigne, anche una traversa. Quando un insieme di campioni trova una giornata come questa, il calcio diventa il gioco più giusto e naturale del mondo e si concede soddisfatto ai suoi padroni. Chi ha la qualità, vince.

CUORE E GIOCO - Se giovedì il Napoli aveva messo sotto una squadra limitata sul piano tecnico, ieri ha vinto una partita che ha rischiato anche di perdere per il ritmo e la rabbia del Genoa e per la traversa di Bertolacci sull1-0. Sono stati quei tre protagonisti a fissare la differenza, ma la squadra di Mazzarri lha giocata accettando lo stesso terreno di combattimento del Genoa, la corsa e lintensità. In più, ci ha messo il cuore e la compattezza, lordine e lorganizzazione. Ha saputo soffrire e reagire, creando un bel numero di occasioni da gol prima che lattacco straripasse nellarea genoana. Non era una partita facile per una serie di ragioni: perché il Napoli veniva da quattro sconfitte esterne a fila, perché in trasferta non segnava su azione dal 26 agosto (stavolta quattro gol e tutte quattro su azione), perché la Juve era a 8 punti e non vincere a Marassi avrebbe significato attardarsi troppo dallo scudetto. Premesse terribili che una squadra forte dentro, convinta, sicura, piena di rabbia e di campioni, di idee e di forza ha saputo cancellare.

IL CAMBIO DI MAZZARRI - Lhanno voluta vincere a tutti i costi, da De Sanctis a Mazzarri che ha fatto il cambio giusto, sia di uomini che di assetto, dopo 5 minuti del secondo tempo. La prima sostituzione, decisiva pure quella, è arrivata per linfortunio dellimpalpabile Pandev: con Insigne i pericoli sono aumentati. Il secondo cambio ha ribaltato la partita, portandola dalla parte napoletana. Il tecnico aveva inizato la ripresa con la difesa a quattro, con Campagnaro terzino destro, ma largentino ha preso la via dello spogliatoio dopo 5', al suo posto è entrato Mesto e la squadra è passata al 4-2-3-1, con Maggio e Dossena esterni, con Dzemaili-Behrami (poi Inler) davanti alla difesa e Mesto-Hamsik-Insigne dietro a Cavani.

11 of 248


NAPOLI BOOM - Mesto, con uno slalom in area dopo un sombrero di Insigne, ha pareggiato subito il gol del primo tempo di Immobile, solo che il Genoa è tornato davanti dopo un minuto con la rete di Bertolacci (in anticipo su Dossena) su cross di Antonelli. Era il 10', da quel momento è stato quasi tutto Napoli. Traversa di Insigne, occasione per Mesto e poi la raffica dei gol, uno più bello dellaltro. Hamsik per Cavani, Mesto per Hamsik, Cavani per Insigne. Il Genoa è rimasto tramortito sotto quei colpi tremendi e non ha più trovato la forza per reagire. Era andato bene nella seconda parte del primo tempo, legittimando il vantaggio di Immobile con 20 minuti di ottimo calcio, pur con il solito orientamento tattico: ripararsi nel proprio centrocampo e ripartire. La rete di Immobile aveva invece disorientato il Napoli che si era ripreso solo nel finale di quei 45 minuti. Poi il cambio di Mazzarri, il dominio del suo fuoriclasse (Cavani) assistito da Insigne e Hamisk e lannuncio forte e chiaro alla Juve e allInter: per lo scudetto cè anche il Napoli. Oggi più di ieri.

12 of 248


E a quota 80 gol con il Napoli Cavani è una fabbrica del gol: ne ha segnati 6 negli ultimi otto giorni. Ieri uno a Marassi, giovedÏ quattro contro il Dnipro in Europa League e domenica scorsa uno col Torino al San Paolo. E arrivato a quota 80 col Napoli e 91 in serie A

13 of 248


14 of 248


15 of 248


16 of 248


17 of 248


18 of 248


19 of 248


20 of 248


21 of 248


22 of 248


23 of 248


24 of 248


25 of 248


26 of 248


27 of 248


28 of 248


Bertolacci una certezza Kucka spinge Canini soffre Frey, quei quattro gol sono tanti ma è bravo a salvare su Insigne Jankovic e Granqvist, che fatica! Dallinviato

Alberto Polverosi

S. Frey 6 - Lo schiantano con quattro gol, ma non ce nè uno su cui la sua responsabilità sia evidente. Anzi, merita applausi per la deviazione della sventola di Insigne sulla traversa.

Sampirisi 5 - Quando entra Insigne, cominciano i suoi problemi. Prima rischia un calcio di rigore rigore per una trattenuta a Cavani. Bertolacci segna il gol del Canini 5 - E fuori posizione nei momenti caldi e momentaneo 2-1 del Genoa decisivi della partita: non dà protezione e nemmeno sicurezza al reparto. In più commette un errore nellazione del terzo gol napoletano, è lui che svirgola un rinvio e fa partire Mesto a destra.

Granqvist 5,5 - E incaricato dei lanci dalla difesa, alcuni sono ben calibrati, altri molto meno. Ma quando cè da difendere, quando cè da chiudere, va in difficoltà e tutta la squadra soffre.

Moretti 6 - Una volta perde il contatto col suo diretto avversario (Mesto) e quello non lo perdona, ma il resto della sua partita è eccellente.

Tozser 5,5 - Se deve guidare il gioco, non può sbagliare la misura dei lanci e degli appoggi come invece gli succede.

Seymour (16' st) 5,5 - Il cambio non produce alcuna variazione sul piano del gioco. Si attarda in area col la palla al piede e si fa murare da Dossena. E una palla-gol.

Jankovic 6 - Non soffre Dossena, anzi, lo tiene a debita distanza. Ogni tanto prova anche ad attaccare, anche se non è sempre incisivo.

Kucka 6,5 - La squadra sale di tono quando lo slovacco alza il ritmo. Spinge la squadra, dà intensità e arriva anche al tiro. Gli manca un po di precisione.

29 of 248


Bertolacci 7,5 - Finché resta in campo, il Genoa è sempre pericoloso. Immobile segna luno a zero dopo un suo tiro smorzato da un braccio di Cannavaro (se non fosse arrivato il gol, Rizzoli avrebbe fischiato il rigore); poi colpisce una traversa e segna il gol del 2-1. Del Neri lo toglie al 25' del secondo tempo e il Genoa cala di brutto fino a crollare.

Merkel (25' st) 5,5 - Entra nel momento decisivo della gara, quando la sua squadra non riesce a più a chiudere i varchi.

Antonelli 6,5 - Un assist e una buona ripresa. Poi esce sul 2-2 per fare spazio a Piscitella e sulla fascia da lui presidiata fino a poco prima parte lazione del 3-2 del Napoli.

Immobile 7,5 - Gol, movimento, scatti, lassist (di tacco) per la traversa di Bertolacci, il...pre-assist per la rete dello stesso Bertolacci. E un attaccante che da solo sa tenere in ansia tutta la difesa del Napoli.

Del Neri (all.) 6,5 - Quarta partita, quattro sconfitte, ma da questa gara, per come gioca e combatte, può ripartire il campionato del Genoa. Non convincono però i cambi.

30 of 248


Da Insigne ad Hamsik fino a Mesto gara perfetta De Sanctis festeggia le 150 partite con il Napoli e salva su Bertolacci Pandev ko ma non aveva convinto

De Sanctis 6,5 - Ora sono 150 partite con la maglia del Napoli. Festeggia con una vittoria alla quale contribuisce con un grande intervento su Bertolacci.

Campagnaro 5,5 - Appare e scompare dalla partita e non dà mai la sensazione di essere padrone del proprio settore.

Mesto (5' st) 7,5 - Entra e imperversa. E il giocatore con cui Mazzarri cambia la squadra e anche la partita. Segna 4 minuti dopo il suo ingresso in campo, poi piazza lassist (cross perfetto) per il colpo di testa di Hamsik. Quando si dice un cambio azzeccato.

La rete di Mesto che vale l1-1 del Napoli (LaPresse)

Cannavaro 6,5 - E il più sicuro, il più deciso e il più attento nella difesa napoletana che, in generale, non è esente da colpe.

Gamberini 6 - Si fa ammonire per proteste al 39' del primo tempo e questa è una sciocchezza per un difensore centrale che da quel momento deve stare attento agli interventi. In occasione del gol di Bertolacci chiude in ritardo sul cross di Antonelli. Tutto il resto, però, lo fa bene.

Maggio 6 - Inizia la partita e, su cross di Cavani, sbaglia un gol non si sa come. Poi spinge e difende con i tempi giusti.

Dzemaili 6 - Ogni tanto ritarda i tempi di gioco, a volte cincischia, indugia. Ma mette il cuore davvero su ogni pallone.

Behrami 5,5 - Come cuore, di più. Come gioco, di meno, molto di meno. Corre tantissimo, ma al Napoli in certi momenti servirebbe anche una dose in più di qualità.

Inler (28' st) 6,5 - Forse sbagliamo, ma in mezzo al campo deve starci lui, non gli altri. Entra e porta ordine, idee, tempi di gioco, lanci. Gioca soltanto ventuno minuti, recupero compreso, e sono i minuti della rimonta napoletana. Ci chiediamo: sarà un caso?

31 of 248


Dossena 6 - Non è un pericolo quando attacca, ma difende con sveltezza e salva un gol su Seymour.

Hamsik 7,5 - Gioca bene anche quando il Napoli fatica, nel primo tempo. Nella ripresa il suo calcio diventa esplosivo: lassist per Cavani è un gioiello, il gol (di testa in tuffo) di più.

Pandev 5,5 - Esce per una distorsione della caviglia, ma in mezzora combina davvero poco.

Insigne (38' pt) 7,5 - Va fuori il macedone ed entra il ragazzino e, forse, questo diventerà il cambio della stagione. Gioca una partita praticamente fantastica, parte da sinistra e mette in croce Sampirisi che non sa come e dove prenderlo.

Cavani 7,5 - Sesto gol in 8 giorni. Ma non è tutto, anzi, forse è la parte meno vistosa almeno per questa partita, dove è presente in ogni istante, in difesa, a centrocampo e in attacco. E troppo, troppo forte.

Mazzarri (all.) 7,5 - E padrone della squadra che ha pensato e creato. Così allena un grande tecnico. Larbitro

Rizzoli 6 - Non vede il rigore su Cavani, altri errori non ce ne sono.

a.pol.

32 of 248


33 of 248


34 of 248


35 of 248


36 of 248


STRAMACCIONI: A TESTA ALTA «Non meritavamo di perdere. Questo ko non ci toglierà entusiasmo»

Dallinviato

Claudio Beneforti BERGAMO - Lo guardi in faccia e capisci che la sconfitta ce lha addosso, anche se Andrea Stramaccioni fa di tutto per nascondere lamarezza che ha dentro. « Faccio tanti complimenti allAtalanta che ha fatto una partita importante e che ha davanti gente rapida che sa puntare luomo e saltarlo, ma lInter cè, ha Andrea Stramaccioni dimostrato di esserci anche stasera (ieri sera, accarezza Guardin mentre esce ndi) nonostante la sconfitta. Ecco, direi che ci ha dal campo. Ieri ha perso dopo ammazzato il terzo gol, quello di Denis su rigore, una lunga serie positiva perché sono convinto che sotto solo di un gol «Abbiamo pagato il lavremmo pareggiata questa partita. Dico di più: a quel punto loro inizio e ci ha non cerano due gol di differenza tra noi e loro». Gli chiedono piegato il terzo gol del rigore su Moralez, Stramaccioni accenna un sorriso ma Sapevo che era non cade nella trappola. « Non ho parlato dopo la partita di una trasferta dura» Torino contro la Juventus figuratevi se parlo ora. Ecco, preferisco analizzare la partita e sottolineo come si sia messa subito male per noi, perché lAtalanta con il gol di vantaggio ha potuto giocare sfruttando quelle che sono le sue caratteristiche. Il fatto di aver dovuto concedere tanto campo allAtalanta ci ha creato problemi, inutile nasconderlo, anche se aggiungo che sono stati superiori i meriti dellAtalanta ai nostri demeriti».

SCONFITTA DI SQUADRA - Inutile nasconderlo, Stramaccioni sapeva che quella di Bergamo contro lAtalanta sarebbe stata una domenica complicata, e una volta in campo ha avuto la conferma. « Ma attenzione, lInter non ha mai mollato, per tutta la partita è stata sul pezzo e fino agli ultimi attimi ci abbiamo dato dentro. Lo so che è un discorso che non porta punti, ma sono straconvinto che se la partita fosse durata cinque minuti di più, no, noi non avremmo perso a Bergamo. Dove abbiamo creato tanto. Non meritavamo di perdere». Qual è il pensiero dellallenatore dellInter su questo argomento? « Non è vero che ha giocato male la difesa, la verità è che contro lAtalanta abbiamo perso di squadra. Punto e basta. Sì, sul primo gol, quello di Bonaventura, abbiamo commesso un E Colantuono: «Noi errore grave, perchè abbiamo perso il giocatore che si in Europa League? inseriva». Poi ecco che difende anche Silvestre, che contro Non scherziamo lAtalanta ha fatto fatica. « Io non lho visto mai in grande dobbiamo soltanto difficoltà, lo ripeto, qua non si tratta di colpevolizzare questo salvarci in fretta» o quello, non sarebbe giusto, ribadisco che a Bergamo ha perso lInter». Se hanno pesato gli impegni europei? Non va alla ricerca di alibi Stramaccioni. « Guardate, al di là di Cambiasso e di Juan Jesus che hanno chiuso un po affaticati, non parlerei di stanchezza, anche perché vi invito a rivedere il nostro finale di partita e non mi sembra che lInter abbia dato limpressione di essere stanca».

37 of 248


UN GIORNO DI... REGALO - Più lo guardi e più ti convinci che Stramaccioni prenda questa sconfitta solo come un incidente di percorso, continuando a credere fortissimamente in questa Inter. « Sapevo che sarebbe stata difficile questa partita, forse più difficile di quella di domenica passata contro la Juventus, ma come non ero euforico allora, sono sereno oggi, perché lInter non esce assolutamente ridimensionata da Bergamo, dove tra laltro ha perso anche il Napoli. In questo momento dobbiamo fare di necessità, virtù. E stare a testa alta, questa sconfitta non ci toglierà entusiasmo». Qual è lultimo pensiero di Stramaccioni? E un regalo allInter: « Ho dato a tutti due giorni di riposo, voglio che stacchino un attimo dopo le tante fatiche di queste settimane». Sorride Colantuono, lammazzagrandi con la sua Atalanta. «Noi da Europa League? Non scherziamo, fateci salvare in fretta...».

38 of 248


LInter si ferma dopo 10 vittorie consecutive

Si interrompe a 10 la striscia di vittorie consecutive dellInter tra campionato ed Europa League. Lultimo ko dei nerazzurri era stato lo 0-2 in campionato con il Siena dello scorso 23 settembre. Da allora, erano arrivati i successi contro Chievo, Fiorentina, Milan, Catania, Bologna, Sampdoria e Juve in campionato; contro Neftchi Baku e Partizan Belgrado in Europa League. Contro lAtalanta è maturata la terza sconfitta in campionato: lInter era stata battuta a San Siro anche dalla Roma.

39 of 248


Primo ko esterno dopo 10 vittorie in 10 trasferte

Si ferma a 10 anche la serie di vittorie esterne consecutive. Fuori casa lInter aveva sempre vinto: Hajduk Spalato e Vaslui nei preliminari di Europa League, poi Pescara, Torino e Chievo in campionato, ancora Neftchi Baku in coppa, derby con il Milan, Bologna e Juve fino alla vittoria trasferta di Belgrado con il Partizan. A Bergamo è arrivato il primo ko esterno della stagione. Lultima sconfitta il 13 maggio, Lazio-Inter 3-1.

40 of 248


LA DELUSIONE NERAZZURRA Zanetti: Non era rigore

«Abbiamo reagito sull1-3, Atalanta brava». E intanto pensa di rinnovare Dall'inviato

Andrea Ramazzotti BERGAMO - La rabbia dell'Inter è grande e quasi tutti i giocatori se ne vanno sul pullman senza parlare. Perché la sconfitta contro l'Atalanta, l'autentica bestia nera di Zanetti e compagni (2 pari e 2 ko nelle ultime 4 gare a Bergamo), non solo mette la parola fine alla striscia di vittorie, ma riaccende la polemica sugli errori arbitrali. Dopo quelli allo Juventus Stadium, il rigore inesistente con conseguente 3-1 di Denis: inevitabile la rabbia in panchina con il team manager Cordoba attivo anche dopo il 90' Handanovic nellarea con il quarto uomo. E i dellAtalanta (Ap) giocatori? Diversi Gargano giura: hanno protestato, poi «Silvestre ha preso Zanetti davanti a Inter il pallone, il terzo Channel ha spiegato: «Per l'arbitro era rigore, per noi no gol ci ha dato un perché Silvestre ha preso la palla. Dopo il 3-1 abbiamo avuto bel colpo un'altra reazione e abbiamo provato a portare il risultato a Ripartiremo: alla casa, ma sotto di due gol era dura» . Poi sulla partita: «Ci Juve vogliamo dare sono state tante occasioni, da entrambe le parti, ma bisogna fastidio» ammettere che l'Atalanta ha giocato bene e ci ha messo in difficoltà. Non date però la colpa all'Europa League perché non ha inciso: senza le parate di Consigli sarebbe finita diversamente» . Il numero 4 nerazzurro intanto sta seriamente pensando di rinnovare il suo contratto e di non appendere le scarpe al chiodo a giugno. L'Inter gli dà ampia facoltà di scelta. In questo caso diventerà vice presidente nel 2014.

NON MOLLARE - Amareggiato Gargano: «Il rigore su Maxi Moralez non c'era assolutamente: ero lì vicino e ho visto che Silvestre ha toccato il pallone. Non mi lamento mai degli arbitri, ma stavolta ha sbagliato perché Moralez è caduto prima. Il 3-1 ci ha dato un bel colpo e ora lavoreremo per riprenderci da questa sconfitta» . Adesso l'Inter è di nuovo a -4 dalla Juve: «Noi vogliamo dare fastidio ai bianconeri e ci proveremo fino alla fine. Loro stanno facendo una grande stagione e se continueranno così sarà dura. Il loro 6-1 comunque non ci ha condizionati. L'Atalanta è stata brava. Il rigore? Non c'era, me ne sono accorto subito. Speriamo che la prossima volta non succeda» .

NAZIONALI - Gli allenamenti ad Appiano Gentile riprenderanno mercoledì mattina. Da oggi molti nerazzurri partiranno per disputare le amichevoli con le rispettive nazionali: Handanovic giocherà contro la Macedonia a Skopje, Guarin volerà in New Yersey per sfidare il Brasile (non convocato Juan Jesus), Alvarez e Palacio a Riyad affronteranno

41 of 248


l'Arabia Saudita, Gargano e Pereira se la vedranno con la Polonia a Danzica, Duncan con il suo Ghana a Lisbona punta all'esordio con Capo Verde. L'unico match ufficiale e valido per le qualificazioni ai Mondiali 2014 sarĂ quello del Giappone di Nagatomo in trasferta contro l'Oman.

42 of 248


43 of 248


CHIEVO-UDINESE 2-2 CHIEVO (4-3-3): Sorrentino 6; Sardo 6 Dainelli 6 Andreolli 6,5 Jokic 6,5; Guana 6 (21' st Vacek 6) L. Rigoni 6,5 Hetemaj 6; Luciano 6,5 (26' st Paloschi 6,5) ThÊrèau 6 Pellissier 5 (15' st Samassa 6). A disp: Puggioni, Viotti, Cruzado, Moscardelli, Cofie, Di Michele, Farkas, Papp, Stoian. All. Corini 5,5 Falli commessi: 15 UDINESE (3-5-1-1): Brkic 5,5; Angella 7,5 Danilo 5,5 Coda 6 (1' st Hertaux 6); Basta 7 Pereyra 6,5 Allan 6,5 Lazzari 6 (24' st Faraoni 6) Armero 6,5; Maicosuel 5,5; Di Natale 5,5 (20' st Ranegie 6). A disp.: Padelli, Favaro, Barreto, Fabbrini, Berra, Reinthaler, Zielinski. All. Guidolin 6 Falli commessi: 14 ARBITRO: Doveri di Roma 5 Guardalinee: Ranghetti e Di Fiore Quarto uomo: Rosi Arbitri darea: Merchiori e Manganiello MARCATORI: 38' pt Andreolli (C), 42' pt Angella (U), 43' st Paloschi (C, rig.) 46' st Angella (U) Assist: Pereyra, Basta ESPULSI: 42' st Danilo (U) per doppia ammonizione AMMONITI: L.Rigoni (C), Hetemaj (C), Lazzari (U), Ranegie (U) e Pereyra (U) (gioco falloso), Allan (U) (proteste). NOTE: Recupero: pt 2', st 5'. Al 24' st Luciano (C) ha fallito un rigore. Al 43' st allontanato Guidolin (U) per proteste.

44 of 248


CI CASCA ANCHE LINTER Dopo il Milan e il Napoli, lAtalanta ferma Strama

Dallinviato

Claudio Beneforti BERGAMO - Dopo dieci vittorie di fila in trasferta, lInter ha perso a Bergamo contro unAtalanta che lha tramortita con le sue continue ripartenze, costringendola almeno per ora a perdere di vista la Juventus. Andata subito in svantaggio, gol di Bonaventura, lInter si è fatta valere quando aveva il pallone tra i piedi, anche se è stata troppo leziosa nella finalizzazione, ma ha sofferto quando il pallone lo giocavano quelli dellAtalanta. Che hanno fatto sempre la loro partita, anche quando sono stati raggiunti da Guarin: in pratica, lAtalanta si è messa lì, in attesa che la bufera passasse, e quando è passata ha steso lInter in 7 minuti, due volte con Denis. LInter ha protestato (e a ragione) per il rigore del 3-1, ma cè da riconoscere che sia nellarea dellAtalanta che in quella sua ha sbagliato troppo.

TROPPO LEZIOSI - A quattro dietro, con tre centrocampisti e con i suoi tre uomini di attacco (più che con i suoi tre Guarin rimette in attaccanti, considerato il lavoro che fanno), lInter è stata corsa i suoi, Denis intensa da subito, prendendo più campo possibile e creando li piega in 7 Inutile affanni allAtalanta nelle vicinanze di Consigli, ma è successo il 2-3 di Palacio E che alla sua prima ripartenza lAtalanta ha fatto gol con ora la distanza Bonaventura, dopo un pallone messo in mezzo da Peluso e dalla Juve in vetta una mezza dormita di Silvestre, e da quellattimo in poi la torna a -4 partita è stata un continuo susseguirsi di sussulti. Perché lInter ha dato limpressione di poter fare gol tutte le volte che si avvicinava allarea dellAtalanta e al tempo stesso ha dato anche limpressione di poterlo prendere tutte le volte che lAtalanta si riproponeva. Con la rapidità di Moralez tra le linee, certo, ma soprattutto ripartendo sui lati con Peluso e Bonaventura a sinistra e con Raimondi e Schelotto a destra, le cui sovrapposizioni mandavano in crisi la difesa nerazzurra, priva di Samuel e di Ranocchia, ma anche perché non sempre i centrocampisti rincorrevano i propri avversari. Va detto subito che, al di là delle sue ansie difensive, lInter ha evidenziato la sua personalità e la sua qualità davanti, anche se spesso Palacio, Milito e Cassano sono stati troppo leziosi, dando la sensazione di voler andare addirittura in porta con il pallone, quando invece avrebbero dovuto essere più concreti e cattivi. In pratica, la partita è stata vissuta soprattutto nelle due aree di rigore, dove è accaduto di tutto e di più, sia in quella dellAtalanta che in quella dellInter. I tre davanti dellInter, che si sono scambiati la posizione per non dare punti di riferimento e a turno sono rinculati per dare una mano nella fase di costruzione del gioco, hanno creato mezzo mondo, ma ecco che davanti a Consigli è come se si fossero smarriti, anche se va sottolineato come Consigli ci abbia anche messo tanto del suo. Di contro, davanti a unAtalanta molto organizzata in tutte e due le fasi del gioco, sempre rognosa, sempre pronta a morderti e a starti addosso per renderti difficile anche la giocata più semplice, lInter ha ballato terribilmente dietro, tanto è vero che al minuto 34' Denis si è mangiato un gol che sembrava fatto.

LA FASE DIFENSIVA - Nella seconda parte lInter ha continuato a fare la partita (60% contro 40% nella prima), ma dopo aver raggiunto il pareggio con un gol su punizione

45 of 248


di Guarin si è ripetuto quanto accaduto in precedenza, nel senso che non è stata brava a concretizzare nelle vicinanze di Consigli e ha concesso troppo campo allAtalanta, che quando è ripartita le ha fatto male due volte nel giro di una manciata di minuti. Prima Denis ha trafitto Handanovic su assist di Moralez, che sette minuti più tardi è stato atterrato in area da Silvestre. Rigore di Denis e 3-1. E vero che dietro soprattutto Silvestre ne ha combinate di tutti i colori, ma è altrettanto vero che lInter è mancata nella fase passiva del gioco, perché Gargano non ha garantito la giusta copertura e perché, come nel primo tempo, Guarin è stato efficace nella costruzione del gioco ma ha consentito di avere troppa libertà ai centrocampisti dellAtalanta nei contrattacchi. Sotto di due gol lInter ha sbandato, e nonostante i cambi di Stramaccioni ha passato una quindicina di minuti senza significati, rischiando addirittura di subire un altro gol, fino a quando Palacio a ridosso del minuto quaranta ha firmato la rete del 2-3, riaprendo la partita. Da quellattimo di speranza fino al termine lInter ci ha provato, ma lAtalanta ha saputo chiudersi davanti a Consigli, regalandosi una grande vittoria.

46 of 248


ATALANTA-INTER 3-2 ATALANTA (4-4-1-1): Consigli 7; Raimondi 6 Stendardo 6,5 Manfredini 6 Peluso 7; Schelotto 6,5 Cigarini 7 (28' st Biondini sv) Carmona 6,5 (39' st Cazzola sv) Bonaventura 7; Moralez 7,5; Denis 7,5 (33' st Parra 4). A disp: Polito, Frezzolini, Lucchini, Brivio, Ferri, Matheu, Marilungo, De Luca, Troisi. All: Colantuono 7,5. Falli commessi: 16 INTER (4-3-3): Handanovic 6; Zanetti 5,5 (34' st Livaja sv) Silvestre 4,5 Juan Jesus 5,5 Nagatomo 5; Guarin 6 Gargano 5,5 Cambiasso 5,5 (28' st Alvarez sv); Palacio 6,5 Milito 5 Cassano 5 (28' st Pereira sv). A disp: Castellazzi, Belec, Jonathan, Benassi, Mbaye, Duncan, Romanò. All: Stramaccioni 5,5. Falli commessi: 11 ARBITRO: Damato di Barletta 5 Guardalinee: Di Liberatore, Cariolato Quarto uomo: Giachero Arbitri darea: Russo, Pinzani MARCATORI: 9' pt Bonaventura, 11' st Guarin (I), 15' st e 22' st (rig.) Denis (A), 39' st Palacio (I) ASSIST: Peluso, Moralez, Gargano ESPULSI: 48' st Parra (A) per gioco falloso AMMONITI: Carmona (A), Gargano (A), Peluso (A) per gioco scorretto NOTE: Spettatori totali 19.779 (paganti 9.727, abbonati 10.052), incasso totale 353.771 euro. Angoli: 7-7. Recupero: 0 pt, 4 st.

47 of 248


di Edmondo

Pinna

Silvestre-Maxi Moralez non cera il rigore del 3-1 ROMA - Un solo errore per Damato, che fino a quel momento aveva diretto bene. Però.... Il rigore allAtalanta è molto dubbio, il minimo tocco di Silvestre non giustifica la caduta di Maxi Moralez.

PRIMO TEMPO - Nellazione che ha preceduto il gol di Bonaventura, in area atalantina leggera trattenuta di Stendardo su Cambiasso, che resta in piedi. Consigli su Cassano: pallone netto, non cè rigore. Carmona falcia Cassano: giallo. Schelotto su Cassano: a forbice, a repentaglio lincolumità dellavversario, era almeno da giallo. Almeno....

SECONDO TEMPO - Raimondi col destro al volto di Palacio, sembra più per forzare il blocco di Cambiasso. Gargano col gomito su Maxi Moralez: giallo. Scivolata di Silvestre su Maxi Moralez: con la gamba di richiamo sfiora sul polpaccio lavversario, quando questi sembra già sbilanciato (foto Sky), quasi contemporaneamente colpisce il pallone. Damato non è convinto, non era penalty. Silvestre-Parra: non è rigore. Parra su Guarin: rosso, ma....

48 of 248


di Edmondo

Pinna

Doveri tradito da Ranghetti Angella gol ok, Thereau off side ROMA - Ancora una buona partita di Doveri, peccato sia tradito due volte dallassistente numero uno, Ranghetti, della Can B, sezione di Chiari.

PRIMO TEMPO - Al momento del cross di Allan, Thereau tiene in gioco Angella in maniera netta, Ranghetti segnala, Doveri non può che annullare, indotto nellerrore.

SECONDO TEMPO - Due rigori, ci sono entrambi: ma se sul primo non ci sono contestazioni (netta la trattenuta sul braccio nascosto??, il sinistro, di Danilo su Dainelli), sul secondo Thereau, che subisce il fallo di Danilo (ok secondo giallo), parte ben oltre Heurtaux. Era off side.

49 of 248


CHIEVO-UDINESE Pozzo è una furia: «Arbitro devastante»

2-2

VERONA (ass) - Tutti si aspettavano che la peggior difesa del campionato, quella del Chievo, venisse fatta a fette dalla classe di Di Natale. Ed invece a regalare in extremis il 2-2 all'Udinese è stato Gabriele Angella, difensore, che prima della doppietta di ieri non aveva mai segnato in A (un solo gol in carriera con la Reggina). Non fosse stato per un fuorigioco inesistente segnalato a Lazzari i friulani avrebbero fatto bottino pieno. E infatti il patron Pozzo a fine gara è una furia: «La direzione del signor Doveri è stata devastante. Penso che lUdinese non avrebbe mai potuto vincere. Credo che, chi sceglie gli arbitri, debba fare una profonda riflessione, perché così è impossibile andare avanti».

DOPPIO PARI - Il risultato si sblocca al 37': corner di Luciano, Brkic con l'aiuto della traversa respinge come può al centro dell'area, Andreolli scaraventa in rete. La reazione degli uomini di Guidolin è immediata. Calcio d'angolo, Allan viene servito sul vertice destro dell'area e crossa in mezzo dove Lazzari è lesto ad insaccare di testa, ma il gol viene annullato. Passano 180 secondi, identico schema, Allan per Angella che segna con una precsia inzuccata. A metà ripresa contatto in area tra Danilo e Dainelli: Doveri indica il dischetto. La conclusione di Luciano sbatte sulla traversa e finisce sul fondo. Il Chievo beneficia di un secondo penalty (giusto assegnarlo, ma Therau era partito in fuorigioco): segna Paloschi. Guidolin protesta e viene espulso, così come Danilo, autore del fallo. In pieno recupero Angella, servito dalla destra da Basta, segna il 2-2.

50 of 248


51 of 248


TANTO DENIS PALACIO SOLO Due gol per latalantino che si fa perdonare un grave errore nel primo tempo Lex genoano tiene a galla lInter, poco Milito-Cassano. Silvestre disastroso

D E N PARRA

I

S

Dall'inviato

Andrea Ramazzotti ATALANTA

CONSIGLI 7 - Due grandi parate su colpo di testa di Palacio. Dice di no anche a Guarin. Sui gol può poco.

RAIMONDI 6 - Una sbavatura allinizio, poi cresce con il passare dei minuti piazzando anche un paio di buoni cross.

STENDARDO 6,5 - Respinge diversi pericoli e lotta contro Milito. Sul 3-2 interista non riesce a chiudere.

MANFREDINI 6 - Un paio di volte Palacio lo mette in difficoltà, ma non molla mai.

PELUSO 7 - Sulla sinistra difende, recupera e riparte con la forza e l'intensità. Lassist per l1-0 e altre giocate interessanti. Ammonito e diffidato, sarà squalificato.

SCHELOTTO 6,5 - Contro Nagatomo deve sudare, ma arriva spesso al cross e sulla destra è inesauribile.

CIGARINI 7 - Regia attenta e buon lavoro per tamponare. Ha personalità e la mostra arrivando al tiro o provando il lancio in profondità.

CARMONA 6,5 - In mezzo al campo si fa sentire e non tira mai indietro il piede. 52 of 248


BONAVENTURA 7 - Nel giorno della sua centesima presenza tra i professionisti segna il terzo gol stagionale e a sinistra fa un gran lavoro, soprattutto nel primo tempo.

MORALEZ 7,5 - Tanto pressing per non consentire a Gargano di impostare. Nella ripresa diventa imprendibile e spacca in due la difesa dellInter con un assist e un rigore procurato.

Linterista Palacio contrastato da Schelotto (Ap)

DENIS 7,5 - Si mangia un gol fatto, ma si fa perdonare segnando una doppietta, la prima stagionale. Disorienta Silvestre, fa bene da sponda vincendo ampiamente il derby argentino con Milito.

PARRA (33ST) 4 - Sbaglia un gol e si fa cacciare.

COLANTUONO (ALL.) 7,5 - Stende l'Inter con intensità e gioco sulle fasce. Dopo i ko inflitti a Milan e Napoli, si conferma ammazza grandi. INTER

HANDANOVIC 6 - Prima volta con tre gol al passivo. Evita il 4-1 su Parra e chiude da attaccante.

ZANETTI 5,5 - Contro Peluso e Bonaventura e senza gli aiuti di Guarin nel primo tempo va in difficoltà.

SILVESTRE 4,5 - In costante affanno, è protagonista in negativo su tutti e tre i gol avversari. Gli manca sicurezza e quando ha il pallone tra i piedi ha paura di giocarlo.

JUAN JESUS 5,5 - Dietro tiene e di testa sbroglia diverse situazioni, ma le incertezze del reparto lo mettono in difficoltà.

NAGATOMO 5 - Bello il duello contro Schelotto. Soffre parecchio in chiusura e sul 2-1 è sorpreso da Moralez. Chiude da terzino destro.

GUARIN 6 - Si libera spesso al tiro inserendosi con forza e tempismo. La punizione dell1-1 è un bolide imparabile, ma in fase di non possesso fa poco e sbilancia la squadra.

GARGANO 5,5 - Davanti alla difesa, non riesce a dettare i ritmi dellazione perché

53 of 248


sempre pressato e sulle ripartenze avversarie soffre. Tocca molti palloni ma in maniera prevedibile. Lassist per Palacio non basta per la sufficienza.

CAMBIASSO 5,5 - Copre in mezzo e corre molto, ma gli atalantini hanno una marcia in piĂš. Meno efficace del solito.

PALACIO 6,5 - In attacco è il piÚ vivo, arretra per far gioco e si butta dentro. Dopo due palle gol non finalizzate, fa centro. La settima rete nelle ultime 7 partite non basta per salvare l'Inter.

MILITO 5 - Leroe della vittoria di Torino stavolta stecca. Non gli arriva il pallone giusto e non trova spazi per far male.

CASSANO 5 - Meglio nell'ultimo passaggio che in fase di conclusione. Serata di scarsa vena.

STRAMACCIONI 5,5 (ALL.) - Il ritorno alla difesa a 4 non paga: fine della striscia di vittorie e proteste vibranti per il rigore del 3-1 con il quarto uomo Giachero. Larbitro

DAMATO 5 - Sbaglia ad assegnare il rigore del 3-1. Altri errori meno gravi.

54 of 248


TROFEO MAESTRELLI A MONTECATINI Premi a Conte, Ghirardi e Bigon MONTECATINI - Questa sera al Lido Le Panteraie di Montecatini la consegna dei riconoscimenti per il XXXI Trofeo Maestrelli edizione 2011-2012. Migliore allenatore della serie A nella scorsa stagione è stato votato Antonio Conte della Juventus che verrà con Marco Baroni, il tecnico della Primavera premiato come migliora allenatore di settore giovanile. Il presidente del Parma Tommaso Ghirardi e il direttore sportivo del Napoli Riccardo Bigon, gli altri due premiati. Non ci sarà Giovanni Trapattoni, impegnato con lIrlanda, e votato come allenatore allestero. AUSTRALIA Troppo stress, via lallenatore di Del Piero MELBOURNE - All'indomani della quarta sconfitta in sei partite di campionato, l'allenatore del Sydney Fc, Ian Crook, si è dimesso, adducendo l'eccessiva pressione e attenzione dei media sulla squadra conseguente all'arrivo di Alessandro Del Piero. Con la presenza dell'ex capitano della Juventus, « tutto si è ingigantito, c'è un grosso peso sulle mie spalle, non sono riuscito a gestirlo bene», ha detto il 49enne tecnico inglese. RUSSIA Spalletti vince e sale al secondo posto MOSCA - Quinta vittoria di fila per lo Zenit di Luciano Spalletti, che ha vinto 2-1 (gol di Anyukov e Kerzhakov al 90) in casa del Nizhny Novgorod. In classifica ha raggiunto lAnzhi (1-1 contro la Lokomotiv) al secondo posto, a tre punti dal Cska Mosca.

55 of 248


BERGAMINI, CASO APERTO: COSENZA RICORDA

COSENZA - Ieri Cosenza ha ricordato Denis Bergamini, il centrocampista rossoblù morto 23 anni fa in circostanze sulle quali sta indagando la Procura di Castrovillari. Era presente la sorella del calciatore, Donata, che ha ricevuto fiori e una targa dal presidente Guarascio e dal ds Fiore e poi ha seguito in curva Cosenza-Gelbison. Sul terreno del San Vito alcuni ragazzi con dei cartelli che componevano la scritta «Verità per Denis» (foto Liopress)

56 of 248


UltrĂ atalantini circondano auto della Digos

(Ansa) Tafferugli nei pressi dello stadio di Bergamo nel prepartita. Una quarantina di ultrĂ atalantini ha circondato un'auto con a bordo due agenti della Digos e ha tirato alcuni sassi contro i vetri, danneggiandoli. Illesi i due poliziotti. L'auto stava scortando verso lo stadio i cinque bus con a bordo gli 800 tifosi dell'Inter appena giunti a Bergamo per seguire l'incontro.

57 of 248


Palacio: 5° gol consecutivo in quattro gare

Rodrigo Palacio ha realizzato a Bergamo il quinto gol consecutivo nelle ultime quattro partite. Lattaccante argentino ha segnato contro Sampdoria e Juventus in campionato, poi ha trovato la doppietta a Belgrado contro il Partizan in Europa League, blindando la qualificazione dei nerazzurri ai sedicesimi di finale. Quindi si è ripetuto a Bergamo siglando la seconda rete del 2-3.

58 of 248


59 of 248


«CHE LAZIO! CHE GIOIA!» Petkovic esalta la squadra: «Noi superiori sotto tutti i punti di vista»

di Fabrizio Patania ROMA - Lha studiata bene, con i palloni lunghi a rovesciare la difesa ballerina di Zeman e la pioggia, che in casa Lazio ha portato anche lo scudetto del Duemila, ha soltanto favorito il copione tattico. Ha stravinto Petkovic: al debutto nel derby, il tecnico di Sarajevo ha allungato la doppietta di Reja e sè messo a inseguire Maestrelli, che ne vinse quattro di fila in due Vladimir Petkovic, 49 anni, alla campionati. Poteva vincere più largamente, ha prima stagione sulla panchina sofferto sino allo scadere dei quattro minuti di della Lazio e al suo primo recupero. «Quando Rocchi ha fischiato, non ho derby Reuters pensato a niente. Ero soltanto sicuro di aver vinto la partita. Abbiamo sofferto troppo alla fine» ha confessato Petkovic. «E stato un lavoro della squadra, in diversi momenti abbiamo saputo interpretare la partita, alternando il gioco con palloni lunghi oppure con il fraseggio corto. La Lazio mi è piaciuta: sul piano mentale, per impegno e voglia di vincere, ha dimostrato tutte le sue «Abbiamo meritato qualità» . Sotto di un gol, questa volta la Lazio ha preso in di vincere. Il loro pugno la partita e ha rimontato. «Abbiamo pagato anche gol era anche episodi discutibili. Il gol di Lamela era viziato da un fallo, irregolare E una lespulsione di Mauri non cera. Sapevamo che la Roma inizia emozione tra le più bene, parte forte. Dovevamo contenere, invece abbiamo forti della vita» subito preso gol. Poi è cominciata la pioggia, ma la squadra ha capito di giocare con i palloni lunghi, andavamo bene sulla seconda palla, così abbiamo fatto la differenza» . Ha teso la mano a Zeman, il rivale. «Una partita non cambia i pensieri e le opinioni. Era molto difficile. Siamo scesi in campo con unemozione positiva, forse avevamo anche troppa carica. Dovevamo calmare i miei giocatori: il derby, dopo la sconfitta di Catania, portava da solo le motivazioni. Sono stati bravi i ragazzi a restare calmi e ad aspettare il loro momento» .

TESTA - LEuropa League e limpegno con il Panathinaikos alla fine si sono trasformati in un vantaggio. «Abbiamo preparato bene tutte e due le partite, giocando con 20 uomini, la squadra ha tenuto un buon livello di gioco e conquistato due vittorie molto importanti. Vittoria meritata. Abbiamo dimostrato di più, siamo stati bravi ad adattarci al campo pesante, interpretando i diversi momenti» . Si poteva chiudere prima segnando il quarto gol, ma Petkovic ha sorvolato. Giusto così. «Non voglio neanche ricordarlo, correggere o pensare a cosa poteva succedere. Era importante anche per me arrivare con il piede giusto, superare il derby per rimanere a Roma. Abbiamo sofferto episodi discutibili. Anche prima del secondo gol, loro non avevano creato niente. La Lazio ha interpretato bene la partita, ha giocato meglio» . Gioia misurata, ma palpabile. «E stata una delle più forti emozioni della mia carriera» , ha aggiunto Petkovic: «E stata la vittoria della squadra, ha saputo mettere in pratica quello che avevamo preparato, ha cambiato marcia dopo 15 minuti e poi anche nella ripresa.Bisognava sfruttare meglio il contropiede. Sono contento e orgoglioso del mio gruppo ».

60 of 248


TATTICA - Contava la testa, questo aveva spiegato sabato a Formello. La squadra lo ha seguito: «Siamo abituati a cambiare atteggiamento dopo la pressione negativa avvertita per la sconfitta di Catania. La squadra è rimasta con i piedi per terra, con la testa a posto, mentalmente ha strameritato la vittoria». Un altro gol preso su calcio piazzato. Vlado ha assolto i suoi: «E successo una volta in novanta minuti. E sul gol di Lamela cera un fallo, si vede bene in tv» . Questa volta la Lazio non sè sbriciolata. Ha rimontato. «Siamo riusciti a recuperare, stavamo bene in campo e abbiamo affrontato una Roma molto forte, come ha dimostrato per 15 minuti. Abbiamo rischiato, ma è stato un rischio calcolato» . Il pensiero è per Lotito e Tare. «Dedico questo successo nel derby alla società che ha creduto in me, ai giocatori che valgono e che possono competere ad altissimo livello. Ora speriamo di continuare» . I lanci lunghi erano un tema studiato alla vigilia. La Lazio avrebbe giocato così, anche senza pioggia. «Il nostro modo di giocare è variabile, volevamo cercare di più lattacco in verticale, in altre partite il gioco era stato più orizzontale. Sono cose che prepariamo e alleniamo, questa volta hanno fatto la differenza».

61 of 248


GRANDE PROTAGONISTA Klose, uomo derby a modo suo «Non mimporta il gol ma vincere»

Guarda sul nostro sito i video delle interviste e tutte le foto del derby ROMA - Uomo del sorpasso, signore del gol, pescatore di derby. Un altro 2-1 firmato da Miroslav Klose, centravanti pazzesco. Una favola, quasi come il 16 ottobre di un anno fa, quando il tedesco inchiodò Stekelenburg sotto la Nord, portò Reja in trionfo al novantesimo, interrompendo la maledizione romanista che durava da cinque partite. Anche ieri ha lasciato il segno, stendendo la Roma nel momento decisivo del derby, ad un soffio dallintervallo. Quando Hernanes è partito in percussione, Klose ha chiamato il pallone con un cenno, vedeva lo spazio tra Marquinhos e Balzaretti, sè infilato nel mezzo, quasi telecomandando quel tiro sbagliato, sporcato dalle pozzanghere. Non lha preso nessuno Miro, stop di destro e sinistro rapidissimo, rubando il tempo a Goicoechea in uscita. Gol della svolta della partita, il secondo in tre derby. Li ha vinti tutti e forse non è un caso che la Lazio, da quando è arrivato il tedesco, riesca a imporsi. «Questa vittoria è molto importante per i tifosi, per la società, per la squadra. Su un campo difficile abbiamo giocato una grande partita» ha raccontato Klose. «Uomo derby? No. Per me la squadra è sempre al numero uno. E molto importante che facciamo tutto bene e oggi abbiamo fatto tutto bene. Ho segnato un gol, ma non me ne frega niente... Limportante era soltanto che la squadra vincesse con la Roma».

MULLER - Ha festeggiato a lungo sotto la Nord, si sente laziale ormai. «Ora è meglio che rientri nello spogliatoio. Piove. Due giorni fa ho avuto un po di febbre. Quindi sono andato sotto la Curva e mi sono cambiato la maglia... I nostri tifosi sono meravigliosi». Venerdì sera era stato a cena con Loew, ct della Germania, ieri in tribuna Monte Mario. Come Otto Rehhagel, suo antico maestro, il tecnico che nel Duemila laveva lanciato in Bundesliga con il Kaiserslautern. Sono andati via insieme dopo la partita. Ma Klose ha parlato di Petkovic, vero mago della Lazio. «E stata una partita bellissima. Sono molto felice. Dove possiamo arrivare? Il campionato è ancora lungo, abbiamo una grande squadra e un pubblico meraviglioso, ma dobbiamo guardare di partita in partita. Squadra più forte? Anche lanno scorso avevamo una grande squadra, il tecnico è molto bravo e abbiamo voglia di fare bene. Futuro? Ho ancora un anno e mezzo di contratto, vediamo cosa succederà dopo». Ora un altro esame, sabato con la capolista bianconera a Torino. «E il mio secondo gol nel derby, ma era fondamentale portare a casa la vittoria. Ora aspettiamo la partita con la Juventus». Prima di misurarsi con Antonio Conte, Klose cercherà di battere un altro record. Gli manca un solo gol per raggiungere Gerd Muller, leggenda del calcio tedesco, diventando lattaccante più prolifico di sempre della Germania. Ci proverà mercoledì sera allAmsterdam Arena, allOlanda ha sempre fatto gol. Come alla Roma.

f.p.

62 of 248


PIU FORTE DELLE POLEMICHE Super Mauri: «Onore ai tifosi e a De Rossi»

di Alberto Abbate ROMA - Più lo mandi giù, più si tira su: Stefano Mauri, qualità e gusto. Una predilezione per la Roma, il suo piatto preferito. Da un anno e mezzo sbircia giallorosso, ha una fame di Lupi. Li divora con ferocia e poi si lascia sbranare dagli applausi della Nord. Seconda rete consecutiva nei derby, standing ovation per Mauri: «E io giro questa vittoria a tutti i tifosi laziali. Se la meritano, perché ci hanno sempre sostenuto e dato una grande mano. Questo successo, è giusto dedicarlo a loro». Provoca e rimedia unespulsione, Stefano. Non si fa mancare nulla. Neppure la promessa post-partita «E bellissimo segnare nel derby. E unemozione particolare, a maggior ragione far gol sotto la Curva. Ora punto quello di ritorno». I romanisti continuano a invocarne la squalifica, Mauri non si pone il problema: è certo di esserci, si sente innocente. Il dolore lha fortificato, adesso ha licenza di godere». Risorti dalla bomba di Candreva, dalla profezia di Hernanes, dalla pesca di Klose, dalla solita sberla di Mauri: «Adesso ci godiamo per una settimana questeuforia, poi andremo a Torino a giocarcela contro la Juve. Non sarà facile, ma cercheremo di racimolare punti». Mica è sazio.

SCENDE LA PIOGGIA - Arcobaleno sulla Lazio, merito della pioggia: nella capitale diluvia solo sulla Roma. Nuvole scomparse a Formello, persino Mauri è sereno variabile. Prima o poi arriverà un fulmine, oggi è ancora lui a scagliare le saette. A cambiare persino il volto del derby, a regalare ai compagni la superiorità numerica. Si becca un cazzotto da De Rossi, è una carezza in un pugno: «E stato espulso giustamente - assicura Stefano a Lazio Style - ma gli fa onore che mi abbia chiesto subito scusa». Doppio regalo suo più grande.

63 of 248


Con Maestrelli lultimo tris della Lazio

Petkovic ha completato il tris aperto nella stagione scorsa da Edy Reja vincitore due volte della Roma con un doppio 2-1. Dopo quarantanni la Lazio è riuscita cosÏ a vincere tre derby di fila in campionato: era successo lultima volta tra il 1972 e il 1974 (1-0 e 2-0 nel 1972/73 poi, dopo lintermezzo di uno 0-0 in Coppa Italia, doppio 2-1 nel 1973/74), con Tommaso Maestrelli in panchina. Nel 1997/98 la Lazio di Eriksson vinse quattro derby (due in campionato e due in Coppa) contro la Roma di Zeman.

64 of 248


Tredici derby Ledesma ha raggiunto Rocchi

Tredicesima presenza nel derby per Ledesma, che ha raggiunto Rocchi al primo posto tra i biancocelesti in attività (e subito dietro cè Mauri, a quota 12). Per Ledesma 6 vittorie, 6 sconfitte e un solo pareggio, per Mauri seconda rete di fila nella stracittadina: il centrocampista della Lazio firmò - sempre sotto la Curva Nord - il 2-1 del 4 marzo scorso. Klose e Marchetti, infine, da record: tre derby giocati e tre vittorie. Il bomber tedesco, poi, è sempre stato decisivo, con due reti segnate e un rigore provocato.

65 of 248


66 of 248


L A L T R O C A S O Pjanic e il labiale verso la panchina dopo il gol «La mia rabbia? No, non ce lavevo con Zeman«» ROMA - (a.ghi.) Il derby perso era soltanto linizio. Perché il peggio per la Roma è arrivato dopo. Soprattutto per quanto riguarda la gestione di quello che immediatamente era stato battezzato come caso Pjanic??. «Non ce lavevo con Zeman» ha detto il bosniaco a Roma Channel. Eppure il centrocampista, ripreso dalle telecamere dopo lo straordinario gol, rivolto verso la panchina e guardando verso il tecnico ha usato parole pesanti, insulti nella sua lingua madre. I primi tentativi di traduzione del labiale hanno individuato che di mezzo cera la mamma di qualcuno. E poco conta cosa Pjanic ha detto di preciso: bastava la faccia per comprenderne lumore. La conferma che ce lavesse con Zeman è arrivata poi dal secondo del tecnico giallorosso, Vincenzo Cangelosi: in panchina lallenatore ha chiesto al collaboratore se Pjanic parlasse proprio a lui e Cangelosi ha annuito rispondendo sì. Linterpretazione di tutti coloro che hanno visto la scena, dal vivo o in tv, è stata questa. E la versione di Pjanic, «non ce lavevo con Zeman» è arrivata soprattutto per scelta della società.

67 of 248


DE ROSSI, PUGNO IN FACCIA A TUTTI Colpo a Mauri. Zeman: «Lo temevo»

di Roberto Maida ROMA - Facile appropriarsene dopo, ma il dettaglio era stato impossibile da ignorare anche in tempo reale: gli occhi. Stanchi, gonfi, rossi. Pieni di tensione e di sonno perso. Occhi impauriti invece che concentrati. Daniele De Rossi li ha mostrati alla Curva Sud per la prima volta nel riscaldamento. E lì chi lo conosce bene ha capito: qualcosa sarebbe andato storto.

LO SCONTRO - La carica cera ma era tarata male. Il resto, conseguenza annunciata, è capitato a fine primo tempo, mentre Zeman rimuginava su una partita che stava pattinando verso la Lazio sul campo sdrucciolevole. Mauri ha tirato la maglia numero 16, De Rossi è andato in corto circuito più velocemente dellimpianto di illuminazione dellOlimpico. Un colpo in faccia, forte, poi un altro più tenue, come per liberarsi, IL FATTACCIO Lattimo di follia per scuotersi, per sfogarsi dopo tante settimane di Daniele De Rossi ai danni di di silenzioso (e dignitoso) disagio. Più che un Mauri gesto violento, è stato un moto di ribellione. Ogni tanto, davanti a quegli occhi, De Rossi vede un McBride, un Srna, un Bentivoglio che lo spoglia dai freni inibitori.

SCUSATE - De Rossi ha capito quasi subito di averla fatta grossa. Quando Rocchi gli ha mostrato il cartellino rosso, ha sparato un vaffa?? che era riferito più a se stesso che al censore del torto. Poi si è allontanato con calma, incassando una pacca sulla spalla piena di empatia da Klose e unaltra da Ledesma, che queste cose, queste cavolate, le ha già pagate. Negli spogliatoi, infine, è andato a chiedere scusa a Mauri. Negli spogliatoi lhanno descritto imbambolato, quasi inerte.

LA SCELTA - Non era nelle condizioni nervose di giocare un derby? Forse no. Troppa pressione, troppe voci sul futuro che adesso torneranno ad alzare il tono minacciose, troppe punture verbali da Zeman e che lui non giudica preciso?? per la squadra. Non è bastato restituirgli il ruolo che ama, quello di mediano davanti alla difesa. «Non credo di averlo punzecchiato - ha spiegato Zeman - anzi, a parte lesclusione da una partita mi pare di averlo sempre aiutato. Gli avevo detto di non reagire alle provocazioni, non è riuscito a controllarsi e ha fatto un gesto brutto: evidentemente teneva tantissimo al derby. Capisco che non sia stato convocato da Prandelli: se cè un codice etico, è giusto applicarlo».

LA SOCIETA - Sarà, ma in questo inizio di stagione non cè stato un momento in cui De Rossi si sia sentito supportato. Dallallenatore, come dalla società. «Forse è in un

68 of 248


momento difficile, deve ritrovare equilibrio» ha ammesso Burdisso, che è suo amico. Ieri, soltanto ieri, Baldini ha lanciato un messaggio di vicinanza: «Forse con il senno di poi non avrei dovuto parlare delle offerte perché la gente non vuole sentirsi dire le cose come sono... Comunque siamo orgogliosi di Daniele e non abbiamo né intenzione né necessità di cederlo. Contro la Lazio aveva tanta voglia e ha commesso qualcosa di cui si è già scusato con Mauri e di cui presto si scuserà anche con i tifosi romanisti». Lo pagherà anche in termini economici: a seconda della durata della squalifica, potrebbe essere multato fino a 30.000 euro. Aspettando gennaio e un mercato che può sconvolgere la Roma.

69 of 248


LE SCELTE DEL CT PER ITALIA-FRANCIA E Prandelli lo esclude Promosso Florenzi El Shaarawy sì, ma...

di Andrea Santoni ROMA - Niente De Rossi, nuovamente punito da Prandelli come già due volte nella primavera 2011, vittima delle proprie lunghe ombre agonistiche e delle regole etiche azzurre, mentre la Roma vede Alessandro Florenzi, classe 91, avvantaggiarsi?? da questa scomoda situazione e cambiare destinazione: dalla Under 21 (domani in campo a Siena contro la Spagna), alla Nazionale, ultimo deb della lunga lista prandelliana (arrivata a quota 42 dei 74 azzurri da lui scelti in 32 partite). Tra i 25 nomi dellelenco del ct in vista di Italia-Francia, in programma a Parma il prossimo 14 novembre, cè nuovamente Davide Santon, difensore del Newcastle (ultima presenza, la settima, il 29 marzo 2011 a Kiev), in sostituzione di Abate ko, . Rispetto a un mese fa, restano fuori Gilardino, Ogbonna, ancora convalescente e Ranocchia, infortunato, sostituito nel pacchetto arretrato da Astori. Ci sono, come previsto, 4 portieri, il blocco Juve (8), Verratti e Candreva (solo crampi a fine derby), destinati a giocare titolari (il gioiellino del Psg potrebbe iniziare anche alto con Pirlo centrale e il laziale e Marchisio interni).

DUBBI - Oggi a Parma, dove gli azzurri si raduneranno entro le 12, dovranno essere valutate invece le condizioni di Osvaldo (caviglia contusa) e probabilmente indisponibile), Balzaretti (anche lui non al meglio ma recuperabile) e soprattutto di El Shaarawy. Il giovane attaccante del Milan ieri ha giocato (male) contro la Fiorentina con un ginocchio mal messo. Nella testa di Prandelli quella contro la Francia deve essere la volta del Faraone in coppia con Balotelli. In caso di forfait del milanista (e di Osvaldo) super Mario partirebbe con Giovinco.

PUGNO DURO - Resta da dire del caso del giorno: la nuova esclusione azzurra di Daniele, che le cose migliori in questa sua difficile stagione zemaniana le ha fatte vedere proprio in Nazionale (a segno nelle ultime due partite, 3 reti in 4 presenze 2012/13, entrato, a quota 82, tra i primi dieci azzurri di sempre). « La mancata convocazione non è una scelta tecnica, e mi dispiace dirlo. Ho spiegato dal primo giorno che non mi piacciono i giocatori che in campo usano gomiti, pugni o sputano. Per De Rossi la porta della Nazionale è sempre aperta. Basta solo che ritrovi la sua serenità». Così Cesare Prandelli, il 30 maggio dello scorso anno, spiegò il taglio del romanista, che lui aveva già lasciato a casa in precedenza, a marzo, dopo le sue 3 giornate di squalifica Uefa per una gomitata rifilata al croato Srna, durante il match di Champions, a Donetsk contro lo Shakhtar.

LA LISTA - Portieri: Buffon, De Sanctis, Sirigu, Viviano. Difensori: Maggio, Santon, Barzagli, Chiellini, Astori, Bonucci, Criscito, Balzaretti. Centrocampisti: Pirlo, Candreva, Marchisio, Verratti, Diamanti, Florenzi, Giaccherini, Montolivo. Attaccanti: Balotelli, Destro, El Shaarawy, Giovinco, Osvaldo.

70 of 248


Zeman, 5ÂŞ sconfitta (in sette derby) sulla panchina della Roma

Peggiora il ruolino di Zeman nei derby da allenatore della Roma: in sette partite, una sola vittoria (3-1 l11 aprile del 1999) con cinque sconfitte e un pareggio. Male anche Pjanic, malgrado la rete messa a segno ieri: tre sfide giocate e tre sconfitte. Due ko su due gare per Osvaldo, Lamela e Marquinho.

71 of 248


Per la quarta volta Roma ko dopo essere stata in vantaggio

La Roma resta in vantaggio nel computo dei derby: in totale (63 vittorie a 49, con 60 pareggi) e in serie A (48 a 37, 54 i pareggi). I giallorossi hanno la peggiore difesa del campionato (23 gol al passivo, come Chievo e Pescara), e per la quarta volta hanno perso dopo essere stati in vantaggio: era giĂ successo con Bologna, Udinese e Parma.

72 of 248


73 of 248


74 of 248


LAZIO, IL DERBY DELLA TRIPLETTA Terza vittoria di fila sulla Roma: Lamela-gol, poi è festa con Candreva, Klose e Mauri

di Antonio Maglie ROMA - Non è stato un derby. E stato un romanzo. Con il lieto fine per la Lazio, con un finale tragico per Zeman sconfitto, tradito da De Rossi, insultato da Pjanic e abbandonato da una squadra senza una logica difensiva e con limitato carattere. Per Petkovic un piccolo capolavoro: ha invertito in mezzo al campo Gonzalez e Hernanes e le cose sono cambiate consentendo al brasiliano di diventare un trascinatore e al klose ancora decisivo I tecnico bosniaco di vincere la sua prima sfida giocatori della Lazio cittadina. La Lazio ha vinto con il carattere e con festeggiano Miroslav Klose una condotta tattica estremamente diligente. autore del gol del vantaggio Avevano cominciato male, i ragazzi di Petkovic, Per lattaccante tedesco è la in svantaggio dopo appena nove minuti (angolo seconda rete nel derby dopo di Totti, testa di Lamela che bruciava?? Lulic quella della scorsa stagione anche con un fallo furbetto ma prima a subire nella gara di andata (LaPresse) una spinta era stato Burdisso). Sembravano soffrire gli inserimenti centrali (di Florenzi in particolare) e le sovrapposizioni laterali. Poi è arrivato il diluvio. Il terreno di gioco ha premiato la Lazio, squadra che può mettere sul terreno di gioco qualche chilo in più e che, al contrario della Roma, ha gli uomini per alzare il pallone. Ma è stato lesto Petkovic che accorgendosi delle difficoltà di Hernanes, dirimpettaio di Florenzi, ha invertito le posizioni dei due centrali di centrocampo spostando sul centro-destra Gonzalez.

FOLLIE - La partenza veloce ha illuso la Roma che si è impantanata sul terreno di gioco mentre la Lazio diventava padrone, soprattutto in mezzo al campo. La gara per i giallorossi è diventata un calvario condita da errori clamorosi (individuali e di fase difensiva) e da scelte incomprensibili. Prima ha provveduto Goicoechea a buttarsi in rete un pallone calciato da Candreva (punizione da venticinque metri): tiro forte, ma centrale e a mezza altezza. Il giovane portiere ci è andato con i pugni tremanti; la palla, viscida, gli è schizzata alle spalle. Poi è arrivato il raddoppio: un capolavoro del duo Hernanes-Klose, un disastro di fase difensiva romanista (coinvolti un po tutti da Bradley e Piris che non andavano a chiudere sul brasiliano consentendogli una corsa tranquilla di una trentina di metri; di Marquinhos che dormicchiava in mezzo e, soprattutto, di Balzaretti che sbagliava la diagonale facendosi superare da Klose). A questo punto, è intervenuto lattimo di follia. Angolo con De Rossi che in area dava un cazzotto a Mauri. Espulsione e Roma in dieci per un tempo, quarantacinque minuti in cui in parità numerica la squadra di Zeman avrebbe avuto la possibilità di pareggiare. A complicare le cose, poi, provvedeva pure Piris con un altro orrore: toccava un pallone verso il centro dellarea (un errore che non si commette nemmeno nelle scuole calcio) di fatto confezionando un assist per Mauri.

BLACK OUT - Il black out elettrico che ha lasciato parzialmente al buio lo stadio Olimpico è stata in qualche maniera la metafora dellinterruzione di idee che ha colpito

75 of 248


la Roma. Perché, al di là dellespulsione di De Rossi, se Petkovic dalla panchina è riuscito a risistemare la squadra trovando il bandolo della matassa, Zeman (alla sua quinta sconfitta su sette derby giocati alla guida dei giallorossi) quel bandolo lo ha perduto. E quando casualmente lo ha ritrovato mettendo Pjanic si è visto vomitare addosso un Caterpillar di insulti. Il bosniaco non sopporta il declassamento (lo scorso anno titolare e rivelazione, ora solo panchinaro). Ha scaricato la rabbia beffando su punizione Marchetti (mal posizionato, troppo avanti rispetto ai pali) e dando alla tifoseria giallorossa la speranza della rimonta. Realizzato il gol, prima si è rivolto verso la panchina insultando Zeman, poi si è girato verso la curva per dedicare il gol alla tifoseria, quindi ha riversato verso il tecnico un altro carico?? di invettive. In quei secondi, in quella smorfia ironica e sofferta che si disegnava sul volto dellallenatore, cera tutta la crisi della Roma, tutta la crisi di un tecnico che appare sempre meno in sintonia con la sua squadra. Non saranno contenti i proprietari americani che non hanno ancora vinto un derby (ne hanno giocati tre), anzi li hanno persi tutti. La felicità è tutta di Petkovic e della Lazio al terzo successo consecutivo nella stracittadina. Certo, come contro il Milan, i biancoazzurri hanno sofferto nel finale (anche perché hanno perso negli ultimi nove minuti Mauri: espulso pure lui), hanno temuto di essere raggiunti al 49 (Osvaldo ha anticipato Marquinho su un pallone che il brasiliano avrebbe potuto colpire più comodamente), ma hanno dimostrato di avere qualità tecniche e carattere. Insomma, altra cosa rispetto alla Lazio di Catania.

76 of 248


LAZIO-ROMA 3-2 LAZIO (4-1-4-1): Marchetti 5; Konko 6,5 Dias 7 Biava 6,5 Lulic 6,5 (14 st Radu 6); Ledesma 7; Mauri 7 Hernanes 7,5 (30 st Brocchi sv) Gonzalez 7 Candreva 7 (38 st Cana sv); Klose 7. A disp.: Bizzarri, Carrizo, Ciani, Scaloni, Onazi, Floccari, Rocchi, Zarate, Kozac. All.: Petkovic 7 Falli commessi: 14 ROMA (4-3-3): Goicoechea 4,5; Piris 4,5 Marquinhos 5 Burdisso 5 Balzaretti 4; Bradley 5 De Rossi 3 Florenzi 5 (18 st Marquinho 5,5); Lamela 6 (1 st Tachtsidis 6) Osvaldo 5 Totti 6 (25 st Pjanic 6). A disp.: Svedkauskas Taddei Dodò Castan Romagnoli Perrotta Lopez. All.: Zeman 4,5 ARBITRO: Rocchi di Firenze 5 Guardalinee: Padovan e Tonolini Quarto uomo: De Luca Arbitri darea: Mazzoleni e De Marco MARCATORI: 9 pt Lamela (R), 35 pt Candreva (L), 43 pt Klose (L), 2 st Mauri (L), 41 st Pjanic (R) ASSIST: Hernanes (L) ESPULSI: 47 pt De Rossi (R) per gioco violento; 40 st Mauri (L) per doppia ammonizione. AMMONITI: Klose (L), Bradley (R), Burdisso (R), Lulic (L), Candreva (L), Tachtsidis (R), Marquinho (R). NOTE: Spettatori paganti 38.518, abbonati 12.943 (incasso e quota non comunicati dalla società ). Black out elettrico al 5 pt, gara interrotta per 3. Angoli 7-7. Recupero: 3 pt, 4 st

77 of 248


LE PAGELLE HERNANES DORO, DISASTRO BALZARETTI Ledesma, Dias e Gonzalez da applausi. Totti ci prova, male Goicoechea e Piris

h e r n a n e s de rossi LAZIO

Marchetti 5 - Una prestazione nel segno dellinappuntabilità sino a quella beffarda punizione di Pjanic.

Konko 6,5 - In avvio soffre parecchio (è dalla sua parte che nasce lazione che si trasforma in un angolo e porta al gol del vantaggio romanista). Poi, però, prende le misure giovandosi anche dello spostamento di Gonzalez in mezzo.

Dias 7 - Un paio di suoi recuperi risultato, alla resa dei conti, decisivi.

Biava 6,5 - Giocatore dal grande rendimento, anche ieri ha dato sicurezza al reparto.

Lulic 6,5 - La partenza è scioccante: gli scappa Lamela (che si aiuta anche con un falletto) ma cresce con il trascorre dei minuti.

Radu (14 st) 6 - Subentra a Lulic, aggiunge solidità difensiva.

Ledesma 7 - La continuità di rendimento è il suo marchio di fabbrica.

Candreva 7 - Emozionato, al primo derby contro la squadra che sembra essere stata in gioventù al centro del suo cuore. Il gol lo scuote. Un infortunio lo mette fuori gioco.

Gonzalez 7 - Si sistema inizialmente sul centro sinistra e la Lazio soffre un po. Repentinamente spostato, le cose vanno meglio .

78 of 248


Hernanes 7,5 - Determinante nel successo laziale. Un altro giocatore rispetto alla spenta copia visto allopera contro il Catania.

Mauri 7 - Lespulsione macchia un po la sua prestazione. Ma ha il merito di mettere in sicurezza?? il successo approfittando di uno svarione di Piris.

Klose 7 - Forse non è stata la sua migliore partita con la maglia della Lazio. Molto egoista alla mezzora quando preferisce la conclusione a un compagno libero ma quando ha loccasione realizza il suo settimo gol.

Petkovic (all) 7 - Primo derby, prima vittoria: ottima gestione della gara. ROMA

Goicoechea 4,5 - Alcune buone parate ma lerrore sul tiro di Candreva è clamoroso.

Piris 4,5 - Giocatore ancora indefinibile. A prestazione buone alterna prestazioni deludenti. Ieri il pendolo ha oscillato in senso negativo: banalissimo e evitabile lerrore che ha praticamente chiuso la gara.

Burdisso 5 - Prova a dare carattere a una squadra che ha anche momenti di gioco spettacolari (ieri soprattutto nella parte iniziale) ma è nel cuore di un reparto che non funziona.

Marquinhos 5 - Troppo giovane per una partita così complicata. Non ci sono dubbi che abbia qualità ma vanno perfezionate. Nel raddoppio laziale, appare sonnolento e Klose ne approfitta.

Balzaretti 4 - Veramente disastroso. Si propone molto in fase offensiva ma non produce un cross degno di questo nome. Sbaglia la diagonale su Klose nel secondo gol. Spesso libera?? mettendo la palla verso il centro dellarea.

Bradley 5 - In avvio un bellinserimento che vanifica con una pessima rifinitura. Poi anche lui si impantana.

De Rossi 3 - Si scusa con Mauri. Gesto lodevole ma che non può guadagnargli lassoluzione, soprattutto quella della sua squadra. Il derby lo rende nervoso.

Florenzi 5 - Lavvio è confortante ma poi un po si spegne dovendo fare i conti con uno veloce come Gonzalez.

79 of 248


Marquinho (18 st) 5,5 - Ci mette un po di cuore e per poco anche il gol del pareggio.

Lamela 6 - Il suo gol illude la Roma. Il terreno di gioco non lo agevola (soprattutto nella fase difensiva). Poi paga linferioritĂ numerica e torna in panchina.

Tachtsidis (1 st) 6 - Attento e geometrico, non demerita.

Osvaldo 5 - Non combina nulla di rilevante.

Totti 6 - E lanima della squadra. Ma a volte sembra un predicatore nel deserto.

Pjanic (25 st) 6 - Domanda: ma insulti a parte, di questo giocatore la Roma può fare a meno?

Zeman 4,5 - Gli errori difensivi sono tanto marchiani da indurre a pensare che su questo versante a Trigoria ci si addestri veramente poco (o male). Larbitro

Rocchi 5 - Due espulsi, sette ammoniti. Ma molte cose gli sfuggono.

a.m.

80 of 248


di Edmondo

Pinna

Lamela trattenuto: gol ok Mauri col braccio: dubbio ROMA - Un derby difficile, quasi ottimo per Rocchi, se non fosse per un paio di episodi. In particolare, il fallo di mano di Mauri, che porta al secondo giallo e che gli viene chiamato?? dal quarto De Luca. Altre decisioni, però, sono allaltezza delle sue ultime prestazioni.

PRIMO TEMPO - Contatto leggero Ledesma-Lamela in area della Lazio: bravo Rocchi, non cè rigore. Problema alle luci, linternazionale di Firenze dice: «Per me si può giocare». Protesta la Lazio per la spinta di Lamela a Lulic sul gol dell1-0, altra buona chiamata visto che è il laziale che per primo trattiene il giallorosso (foto Sky). Manca il giallo per Florenzi, ne arriva uno affrettato per Burdisso. Hernanes per Klose, in posizione ok: buono il 2-1. Burdisso rischia, a gamba alta su Mauri (che a sua volta alza la gamba): il gioco però era già fermo. Candreva su Osvaldo: giallo al limite delarancione. De Rossi e Mauri si trattengono, il giallorosso reagisce con un pungo: rosso inevitabile.

SECONDO TEMPO - Ci sta il primo giallo per Mauri (su Bradley), dubbi sul secondo: il fallo di braccio (sinistro) lo chiama il quarto De Luca, Rocchi fa giallo visto che interromperebbe un passaggio fra Bradley e Piris, in verità Mauri potrebbe aver colpito col deltoide (foto Sky) e non col la parte superiore del braccio. Marquinho protesta dopo un fallo su Brocchi: giallo.

81 of 248


82 of 248


ALLEGRI, TOCCA A BERLUSCONI Galliani lascia San Siro infuriato, contatti nella notte col presidente Il tecnico sorprende tutti: «Con la Fiorentina una partita equilibrata»

di Pietro Guadagno MILANO - Ancora una volta e come sempre, è tutto nelle mani di Berlusconi. Sarà lui a decidere il destino di Allegri dopo la disarmante e sconcertante sconfitta con la Fiorentina. La situazione è davvero in bilico. E prova ne sia il fatto che, finora, dopo ogni caduta, Galliani era sempre apparso davanti a telecamere e taccuini per confermare il tecnico e rinnovargli la fiducia della società. Stavolta invece non è accaduto, con l'ad rossonero che ha abbandonato San Siro senza rilasciare dichiarazioni. Non l'ha potuto fare perché, non avendo avuto modo di parlare con il Cavaliere e, quindi, senza riscontri sulle sue intenzioni, non aveva senso esporsi in un senso piuttosto che nell'altro. Ambienti Di ritorno dal vicini a Berlusconi, ieri Kenya, il patron sera, lo davano di rossonero deciderà rientro da Malindi, in sul futuro Kenya, dove era dellallenatore. Ogni nuovamente volato ipotesi è possibile dopo essere riapparso allo stadio per Milan-Malaga martedì. Sarebbe stato questo, dunque, il motivo del mancato collegamento con Galliani. Di qui le lunghe ore di attesa, con una decisione che con ogni probabilità è stata presa nella notte e verrà comunicata oggi, anche perché l'ad rossonero nel pomeriggio è atteso all'Assemblea di Lega e in mattinata dovrebbe partecipare ad un altro evento.

Max Allegri, 45 anni, durante il match coi viola (Reuters)

ERRORI INACETTABILI - La sensazione, comunque, è che la misura sia colma, ma allo stesso tempo anche che non è immediatamente pronta una soluzione alternativa. Ecco perché può accadere di tutto. Di sicuro, Allegri non sembra più avere il controllo della situazione. Tanto da ostinarsi a dipingere una realtà diversa da quella che tutti hanno avuto modo di vedere pure ieri: «Nel primo tempo la gara è stata equilibrata, non ho visto una squadra in difficoltà. Insomma, non c'è stata bravura da parte dell'avversario. Senza voler togliere meriti alla Fiorentina, non si possono prendere gol del genere, su rimessa laterale, che è la situazione più semplice da gestire. Bisognava essere più attenti e più cattivi». Colpa degli episodi, quindi, secondo il tecnico rossonero, e non di una squadra messa in difficoltà dal palleggio di Borja Valero e compagni. «Siamo stati troppo bassi, dovevamo andare ad attaccarli più avanti. Ma di vere occasioni, nella prima parte, non ce ne sono state».

83 of 248


SCELTE - Il Milan ha cambiato volto nella ripresa, come atteggiamento - durante l'intervallo, fuori dallo spogliatoio, si sentivano gli urlacci di Allegri - e come uomini, dentro Pazzini e Bojan, a posto di Pato ( «Chi sono i rigoristi? Pazzini, Robinho e De Jong, se sono in campo. Altrimenti Pato o Montolivo. Ma un errore può accadere. Poi non so come sarebbe andata a finire se avesse segnato...» ) ed Emanuelson. «Perché quella formazione? Perché ho pensato di puntare sulla fisicità di Boateng, con l'idea poi di inserire Bojan. Mexes? Aveva fatto bene con il Malaga, non si possono cambiare troppi uomini. Abbiamo disputato una buona ripresa come reazione, ma non poteva bastare».

OCCASIONE PERSA - Resta il mistero di un approccio del tutto sballato e non adeguato all'importanza della sfida ( «Sono molto dispiaciuto perché vincendo avremmo potuto raggiungere il sesto posto» ). Possibile che il gruppo non se ne sia reso conto? O che il messaggio non sia stato inviato? Sono domande che restano in sospeso. Le risposte di Allegri sono annacquate dai tentativi di difendere ciò che non è più difendibile: «I giocatori stanno facendo il massimo, il fatto è che paghiamo caro ogni errore. Se qualcuno gioca contro? Non credo, nella ripresa la squadra ha giocato e pressato».

84 of 248


I ROSSONERI «QUESTA SCONFITTA CI FA MALE» Ambrosini spietato: «Non siamo pronti a giocare con continuità, ora dobbiamo lavorare»

Guarda sul nostro sito i video delle interviste e le foto più belle Dalla redazione

Furio Fedele MILANO - I fischi, di rabbia, dei tifosi già alla fine del primo tempo. Le urla di Allegri nellintervallo. I cori allinizio della ripresa per esortare i giocatori. Lindifferenza generale, alimentata da un primo accenno di esodo al terzo gol viola, di San Siro milanista che si svuota dilaniato dalla delusione. Una domenica bestiale quella rossonera che avrà ripercussioni per tutta la settimana ad altissima tensione. Napoli (sabato al San Paolo), Anderlecht (mercoledì a Bruxelles), Juventus (domenica 25 a San Siro): il Milan non può fallire uno solo di questi appuntamenti per Abbiati guarda alle evitare un tracollo prossime sfide: «A Massimo Ambrosini (Reuters) totale. Anche il sito Napoli sarà una societario ( bella partita, anche acmilan.com ) non ha se non è facile manifestato grande ottimismo dopo il terribile kappaò contro giocare al San la Fiorentina intitolando lhome-page: «Un pomeriggio da Paolo Dobbiamo dimenticare» . ripartire subito»

AMBROSINI - Il capitano milanista è apparso più convinto del poco convincente Allegri che a fine gara ha manifestato concetti ( «Il primo tempo è stato equilibrato... Discreto Boateng» ) decisamente discutibili. «Quella contro la Fiorentina è una sconfitta che ci abbatte - ha detto Ambro - perché avevamo bisogno di trovare continuità, ma evidentemernte questa squadra non è pronta. Dobbiamo lavorare tanto ma se si commettono questi errori vuol dire che non siamo ancora preparati per uscire da un momento così difficile. Pensavamo di esserci riusciti (5-1 contro il Chievo; ndr) ma evidentemente non abbiamo lavorato abbastanza. Non bastano 2/3 prestazioni soddisfacenti, dobbiamo rimboccarci le maniche» .

ABBIATI - Il portiere rossonero ha accettato di manifestare le sue convinzioni in un dopo-partita dove cera poca voglia di parlare. Abbiati, subito dopo la sconfitta, aveva già voglia di pensare al futuro. «A Napoli sarà una bella partita - ha sentenziato anche se non è facile giocare al San Paolo. Ma abbiamo lobbligo di ripartire subito. Non stiamo facendo un'ottima stagione e la gente preferisce stare a casa piuttosto che venire a San Siro» . La classifica è più che mai deficitaria, ma Abbiati invita a non... guardarla: «In questo momento dobbiamo pensare solo a noi stessi. Non è facile indossare la maglia del Milan ma chi lo fa deve giocare per vincere» .

85 of 248


INFERMERIA - Non accenna a migliorare la situazione medica. Ai difensori già degenti a Milanello (Abate, Antonini, Didac Vilà e Mesbah) da ieri si è aggiunto anche il centrale Bonera che ha rimediato nel finale un problema al bicipite femorale della coscia sinistra. Un inconveniente che verrà esaminato con maggiore attenzione fra qualche giorno anche se appare scontata la sua assenza contro Napoli, Anderlecht e Juventus. Ansia anche per Bojan: il catalano è uscito dal campo a fine partita accusando un problema alla caviglia sinistra. Anche nel suo caso sarà necessaria una verifica più approfondita.

86 of 248


Dal Napoli allo Zenit, mese verità

MILANO - Quella della Fiorentina è stata solo la prima tappa di un tour de force che, davanti a rossoneri, ora presenterà in successione Napoli (17 novembre), Anderlecht (21), Juventus (25), Catania (venerdì 30) e Zenit (4 dicembre). In meno di un mese, i rossoneri si giocheranno le residue speranze di dare un senso alla loro stagione.

87 of 248


Quarto ko a San Siro in stagione

MILANO - I successi contro Genoa e Chievo avevano illuso che il tabù San Siro fosse ormai archiviato. Invece, la Fiorentina è stata la 4ª squadra (su 7), dopo Sampdoria, Atalanta e Inter a mettere sotto il Milan in casa sua. Con la sconfitta di ieri, inoltre, i rossoneri hanno spezzato la serie di 3 gare consecutive senza sconfitte in campionato.

88 of 248


89 of 248


«IO A FIRENZE SONO FELICE» Montella: Siamo meno belli ma più concreti

di Pietro Guadagno MILANO - Dall'altare alla polvere. A volte il passo è veramente breve. Ed era proprio ciò che temeva Montella, dopo un'intera settimana vissuta tra complimenti ed elogi. Invece, la sua Fiorentina ha dimostrato la maturità di una grande squadra, di un gruppo che non si siede sugli allori, ma che ha fame di crescere e di continuare a salire. L'esame con il Milan nascondeva insidie, ma è stato superato brillantemente. Di contro, perdere significava precipitare nel gruppone, alimentando nel contempo le speranze rossonere di risalita. Abbiati sfoga la rabbia: tre gol Invece, con quello di San Siro, sono diventati 4 i viola, tremendo ko (Reuters) successi consecutivi e in classifica i viola occupano solitari la quarta piazza, a sole 2 lunghezze dalla terza, che a fine campionato significherebbe Champions League.

Dopo i complimenti di Galliani sul suo gioco, il tecnico tranquillizza i tifosi: «Cè un bel progetto su cui lavorare»

INTERPRETAZIONE - Insomma, c'è davvero l'imbarazzo della scelta nel trovare i motivi per sorridere. «Al di là della vittoria, però, io sono contento soprattutto per come la squadra ha gestito la partita, per come ha saputo interpretarne i vari momenti, tanto che non abbiamo mai veramente sofferto contro una squadra come il Milan racconta Montella - . Eppure i rischi non mancavano, dopo i molti complimenti di questi giorni. Ma evidentemente ha prevalso la voglia di legittimare questo inizio di stagione».

ORGOGLIO - Gli elogi avevano investito in prima persona lo stesso tecnico viola, incensato anche Galliani, che giusto giovedì aveva riportato i giudizi di un Berlusconi, incantato dal gioco della Fiorentina. «No, il patron del Milan non mi ha chiamato dopo la partita e non poteva essere altrimenti - precisa l'allenatore campano -. Piuttosto è stato Della Valle a chiamarmi, per complimentarsi con me e con la squadra. Siamo orgogliosi per noi e per i nostri tifosi. Da parte mia, posso aggiungere che sono felicissimo di lavorare a Firenze. C'è un bel progetto di lavoro e condivisione su tutto. Se la vittoria di oggi (ieri, ndr) è il punto più alto della mia carriera? Non lo so, mi sento ancora acerbo come allenatore. In qualche maniera è come se dovessi ancora cominciare. Ad ogni modo, gli elogi di un dirigente come Galliani devono essere allargati anche a tutti dirigenti viola, dato che hanno saputo costruire una squadra cosi competitiva».

PIU' CONCRETI - Montella, comunque, resta uno dei segreti della rinascita di una squadra capace, ieri, di gestire anche un'assenza pesante come quella di Jovetic. «Stiamo iniziando a segnare con tanti uomini, questo toglie anche delle responsabilità

90 of 248


a Stevan. Non so dove potremo arrivare, credo sia ancora troppo presto per dirlo, ma non dobbiamo porci limiti». Si parla anche di vittoria-svolta per la stagione, nel senso che il livello delle ambizioni potrebbe anche salire davanti a una simile classifica. In questo senso, però, il tecnico viola preferisce circoscrivere il discorso al terreno di gioco. «Abbiamo fatto un ulteriore passo in avanti. Adesso, forse, siamo meno spettacolari rispetto all'inizio, ma certamente più concreti».

GESTIONE - Lo si è visto nella capacità di punire immediatamente gli errori e le disattenzioni dei rossoneri, in particolare sulle reti di Aquilani ( «Non si trova ancora in condizioni buonissime e quindi non si poteva chiedergli oltre rispetto a quello che ha fatto. Ma in prospettiva da lui mi aspetto di più» ) e Borja Valero. «Nel primo tempo abbiamo giocato più alti - ha raccontato Montella -. Nella ripresa, invece, il Milan è entrato in campo con la forza d'urto della grande squadra, ma ci ha creato problemi solo all'inizio. Non tanto per i cambi di Allegri, che ha messo dentro Pazzini e Bojan. Semmai, eravamo noi ad essere calati dal punto di vista fisico e stavamo pagando qualcosa. Poi, con i cambi, abbiamo recuperato energie e abbiamo ripreso in mano la partita. E' vero che abbiamo avuto un pizzico di fortuna, ad esempio sull'infortunio di Bonera, che ha costretto il Milan a chiudere la gara in 10. Noi, però, potevamo chiudere i giochi in anticipo» .

91 of 248


ENTUSIASMO VIOLA «OGGI IL MILAN ERAVAMO NOI» Il ds Pradè: «La classifica? Eccome se la guardiamo, ma serve realismo»

MILANO - Tra i molti volti di felicità della Fiorentina c'è pure quello di Daniele Pradè, ovvero uno degli architetti di una squadra capace di issarsi al quarto posto (solitario) in campionato. «Oggi (ieri, ndr), siamo stati noi a fare il Milan», così il dirigente viola ha fotografato la gara: parole che hanno trasmesso in maniera eloquente l'enorme soddisfazione di un'intera società. «E' vero, lo siamo veramente. E non potrebbe essere altrimenti, soprattutto alla luce degli ultimi 20-25 minuti, durante i quali si è vista una squadra che ha giocato con grande facilità. Ciò significa avere qualità importanti». Da sottolineare, peraltro, che a San Siro non c'era Jovetic, costretto a fermarsi per un guaio muscolare. Tuttavia, la formazione viola è riuscita a non perdere la sua pericolosità. «Si sono sbloccati tutti - ha sottolineato ancora il dirigente -. Ognuno porta il proprio mattone e tutti si rivelano utili». A questo punto, diventa quasi lecito sognare. O, per lo meno, il popolo viola lo sta già facendo: «La classifica la guardiamo, il campionato è spezzato in due tronconi. Ci sono le prime 5, poi inizia un altro torneo». Significa che l'obiettivo di tornare in Europa, stabilito a inizio stagione, non era un azzardo, tutt'altro. E, con 2 soli punti di distacco dalla terza piazza occupata dal Napoli, allora la possibilità di rientrare nelle Coppe dalla porta principale (vale a dire la Champions) non può essere trascurata. «Dobbiamo rimanere con i piedi per terra, ci piace essere realisti», è stata la chiosa di Pradè.

p.gua.

92 of 248


Montella, 4ÂŞ vittoria di fila. Aquilani in gol dopo 14 mesi

A Milano la Fiorentina ha conquistato la sua quarta vittoria consecutiva, dopo quelle ottenute con Lazio (2-0), Genoa (1-0) e Cagliari (4-1). Nelle ultime sei giornate la squadra di Montella ha ottenuto 16 punti (unico mezzo passo falso, l1- in casa del Chievo dellottavo turno). Dopo sei partite i viola occupavano la sesta posizione, adesso sono quarti dopo aver scavalcato Sampdoria e Lazio. Prime reti ÂŤitalianeÂť per Borja Valero e El Hamdaoui, Aquilani invece non segnava in serie A dal 18 settembre 2011 (Napoli-Milan 3-1). La Fiorentina adesso ha la migliore difesa del campionato: 9 reti subite come Juventus e Napoli.

93 of 248


94 of 248


95 of 248


TORINO-BOLOGNA 1-0 TORINO (4-2-4): Gillet 6; Darmian 6,5 Glik 6,5 G. Rodriguez 6,5 DAmbrosio 7; Basha 7 (28 st Brighi sv) Gazzi 6,5; Cerci 7 Bianchi 5 (19 st Meggiorini 5,5) Sansone 6 Vives 5 (1 st Santana 6,5). A disp. Gomis, Di Cesare, Sgrigna, S. Masiello, Agostini, Verdi, Birsa. All. Ventura 6,5 Falli commessi: 13 BOLOGNA (5-3-1-1): Agliardi 5,5; Garics 5 Antonsson 5 (28 st Gabbiadini sv) Sorensen 6 Cherubin 5 Pulzetti 5 (1 st Motta 5,5); Guarente 5,5 Perez 5,5 (13 st Krhin 5,5) Taider 5; Diamanti 6; Gilardino 5,5. A disp. Curci, Lombardi, Abero, Paponi, Riverola, Pazienza, Radakovic, Kone, Pasquato. Pioli 5 Falli commessi: 15 ARBITRO: Gervasoni di Mantova 6 Guardalinee: Posado e Bianco Quarto uomo: La Rocca Arbitri darea: Peruzzo e Roca MARCATORI: 20 st DAmbrosio ASSIST: Santana (T) AMMONITI: Garics (B), Pulzetti (B), Perez (B), Gazzi (T), Sorensen (B) e Motta (B) per gioco falloso; Darmian (T) per simulazione. NOTE: spettatori 13.723 per un incasso di 213.100 euro. Angoli 6-3 per il Torino. Rec: pt 1, st 3

96 of 248


torino-bologna 1-0 Entra Santana e il Toro cambia ritmo Diamanti lotta, ma non trova il gol di Antonio Barillà TORINO - Punto e a capo, quinta sconfitta in sei gare: il Bologna sarrende al Toro, che non vinceva in casa dal primo settembre, e lo fa con una prestazione arrendevole. Zero tiri nello specchio, giusto un paio duscite di Gillet: bastano questi dati per fotografare la partita e smentire Pioli che difende la squadra.

STANDARD - Sostiente, lallenatore emiliano, che la differenza sta nel gol di DAmbrosio, che la fame sui due fronti era identica e latteggiamento non rinunciatario. Sarà, ma già al «pronti via» cambiano i numeri che sintetizzano il modulo: centrocampo a cinque? Per favore... La linea lunga è difensiva e tre rossoblù sono in mediana. Paradossalmente, il primo tentativo è di Diamanti (botta fuori), ma tutto finisce qui e il resto è marca Toro. Ora, intendiamoci, non si assiste ad alcun assedio, ma da una gara molto tattica, sostanzialmente equilibrata nel possesso, emergono solo guizzi granata: Basha, preferito a Brighi, e Gazzi che laffianca in mediana, impostano con intelligenza senza mai mollare linterdizione, mentre Cerci fa quel che gli pare a destra, incontrando Pulzetti che sembra finito lì per caso.

SOFFIO - La difesa regge, il centrocampo si disunisce: è anche merito del pressing torinista che impone raddoppi e tackle, demolendo ancora di più la costruzione. Taider, in particolare, non mette a disposizione quella qualità che risulterebbe preziosa per ribattere, così la squadra finisce per allungarsi, isolando Diamanti e Gilardino. Il trequartista, ripiega a cercare palloni, ma non può da solo cambiare il destino, perciò in area granata si sonnecchia mentre dallaltra parte si sommano insidie: Agliardi vola su Sansone dopo una deviazione da brividi di Cherubin, Bianchi viene prima anticipato dun soffio e poi spedisce alto da buona posizione.

SINTESI - Custodito il pari per metà gara, Pioli sottrae Pulzetti alla contesa. Motta va meglio, ma si rivela più efficace il cambio di Ventura: fuori Vives e dentro Santana, si moltiplicano velocità e inventiva. Un supporto per Cerci, che resta attivo ma non trova più autostrade, e una risorsa in più per le offensive granata. Non casualmente il vantaggio sboccia da un cross di Santana, con DAmbrosio che infila Agliardi di testa. Antonsson è bruciato, Motta non alza scudi, persino il portiere potrebbe far meglio: quasi una sintesi della mollezza rossoblù. Adesso cè Krhin, che mette un po dordine ma non accende il gioco: il Toro continua a spingere affidandosi a Meggiorini (entrato al posto dun Bianchi spuntato), poi piano piano sarriccia a protezione del vantaggio. Troppo importante dopo tre sconfitte interne.

POSSESSO - Il Bologna non ne approfitta. Nonostante innesti Gabbiadini per Antonsson, modellando il 4-3-1-2, cementa il possesso ma non confeziona occasioni. Sannotano unaltra bordata di Diamanti, una discesa di Sorensen bloccata e una girata debole di Gila, mentre un erroraccio di Garics scatena il contropiede granata con Cerci che crossa e Meggiorini che dilapida, in realtà in posizione di off side. Finisce qui, e la

97 of 248


classifica rossoblù è tremenda: penultimo posto, e solo perché il Siena aveva lhandicap.

98 of 248


parma-siena 0-0 Tra Donadoni e Cosmi poche emozioni Solo Amauri e Reginaldo ci provano PARMA - Per vincere le partite bisogna fare di più. A volte gli episodi e la fortuna vengono in aiuto, ma alla base ci devono essere carattere, condizione fisica, quantità o qualità, dipende dalla squadra. Ecco, al Tardini ieri pomeriggio si è visto poco di tutto questo, la conseguenza è stata di quelle partite che di certo non saranno inserite nella storia del calcio, tanto meno della serie A. Il Parma non ha dato prova di riscatto dopo la brutta sconfitta di Pescara: imprecisione, idee confuse, lincapacità cronica di reggere ritmo alto e agonismo per tutti i 90 minuti. Il Siena, invece, ha impostato la gara solo sul controllo e le ripartenze, lunica giustificazione sono le assenze e gli infortuni (due anche ieri). Il bilancio non è cosa da matematici. La squadra di Donadoni conserva limbattibilità al Tardini per lundicesima gara consecutiva, la classifica rimane positiva ma poteva essere migliore. La comitiva di Cosmi, invece, non riesce a schiodarsi dallultimo posto, e dire che fuori casa aveva impensierito la Juve e battuto lInter. Le due squadre escono dal campo con un punto che muove la classifica, ma con qualche rammarico di troppo.

SUSSULTO E FISCHI - Non è servito neppure il timido raggio di sole che ha bagnato il Tardini per ravvivare un match iniziato al rallentatore e terminato poco più veloce. Serviva carattere, avevano detto alla vigilia entrambi gli allenatori. Agonismo che però è stato prevaricato dalla disposizione tattica delle due squadre, con un centrocampo che più intasato non si poteva. Il Siena, in ogni caso, avrebbe potuto passare dopo appena un quarto dora: un rigore in movimento per Reginaldo, che però non è riuscito ad angolare il tiro. Donadoni ha confermato le attese: Musacci playmaker al posto dellinfortunato Valdes. Al giovane ex Empoli manca però la personalità sufficiente per provare lassist vincente. Un modulo quasi speculare anche per Cosmi, con lex Valiani (applaudito) come jolly sulla trequarti per dare fastidio ai palleggiatori crociati. Un Siena ordinato, tutto qui. Insomma, le due squadre hanno pensato a studiarsi più che a pungere. Ne ha perso lo spettacolo, un dazio da pagare mal digerito, e manifestato con i fischi, dal pubblico del Tardini. Poche le emozioni: di Reginaldo si è detto, poi un diagonale debole di Amauri (10) e un destro a giro di Parolo (35).

BILANCI MAGRI - Lago della bilancia, alla fine della fiera, pende comunque a favore di Cosmi. Che ha perso in corso dopera anche Paci nel riscaldamento (stiramento) e poi Reginaldo (spalla lussata), oltre alle assenze di Rodriguez, Rosina e DAgostino (ancora non al top). Donadoni, invece, non si può dire non ci abbia provato. Lo ha fatto cambiando modulo ad inizio ripresa: 4-3-3 con Belfodil nel tridente. Con pochi risultati concreti: un assist a Biabiany (poi ammonito per simulazione in area), i tiri di Musacci (11) e Zaccardo (18), Felipe che salva sulla linea alla fine. Insomma, il ritmo è stato più intenso, ma alla fine il più pericoloso è stato un giocatore del Siena, Valiani (anticipato allultimo in uscita da Mirante). Il punto è più utile al Siena, che al Tardini non ha mai vinto e continua a non farlo. Il Parma ci ha provato e questo gli va dato atto.

ass

99 of 248


PARMA-SIENA 0-0 PARMA (3-5-2): Mirante 6,5; Zaccardo 6 Paletta 6 Lucarelli 6 (1 st Belfodil 6); Rosi 5,5 Marchionni 5,5 Musacci 5 (23 st Acquah 6) Parolo 6 Gobbi 5,5; Biabiany 5,5 Amauri 5,5 (34 st Sansone sv). A disp.: Pavarini, Bajza, Benalouane, Maceachen, Fideleff, Morrone, Ninis, Palladino Pabon. All.: Donadoni 5,5 Falli commessi: 12 SIENA (3-4-2-1): Pegolo 6; Neto 6,5 Contini 6 Felipe 6; Angelo 5 Vergassola 6,5 Bolzoni 6 Del Grosso 5,5; Valiani 6,5 (22 st Mannini 6) Reginaldo 5 (43 pt Sestu 6,5); Calaiò 5 (44 st Bogdani sv). A disp.: Farelli, Campagnolo, Dellafiore, Rubin, Coppola, Verre. All.: Cosmi 6 Falli commessi: 8 ARBITRO: Celi di Bari 6,5 Guardalinee: Rubino e Musolino Quarto uomo: Liberti Arbitri darea: Cervellera e Pairetto AMMONITI: Biabiany (P) per simulazione; Marchionni, Zaccardo (P), Mannini (S) per gioco scorretto. NOTE: spettatori totali 10.840 per un incasso di 88.411 euro. Angoli: 6-4 per il Parma. Recupero: 3 pt, 3 st.

100 of 248


MILAN-FIORENTINA 1-3 MILAN (4-2-3-1): Abbiati 5; De Sciglio 5 Mexes 4 Bonera 5 Constant 4,5; Ambrosini 5 (30 st Robinho sv) Montolivo 5,5; Emanuelson 5 (1 st Bojan 5,5) Boateng 4,5 El Shaarawy 5; Pato 4 (1 st Pazzini 6). A disp.: Amelia, Gabriel, Yepes, Acerbi, Zapata, Flamini, Nocerino, De Jong, Niang. All.: Allegri 4. Falli commessi: 18 FIORENTINA (3-5-2): Viviano 6,5; Roncaglia 6 Gonzalo 7 Savic 6,5; Cuadrado 7 Aquilani 7,5 (20 st Matias Fernandez 6) Pizarro 7 Borja Valero 7,5 Pasqual 6,5; Toni 6,5 (31 st Cassani 6,5) Ljajic 6,5 (12 st El Hamdaoui 7). A disp.: Neto, Hegazy, Olivera, Seferovic, Della Rocca, Llama, Migliaccio, Tomovic, Romulo. All.: Montella 8. Falli commessi: 8 ARBITRO: Romeo di Verona 5. Guardalinee: Barbirati e Grilli. Arbitri darea: Calvarese e Ciampi. Quarto uomo: Viazzi MARCATORI: 10 pt Aquilani (F), 38 pt Borja Valero (F), 14 st Pazzini (M), 43 st El Hamdaoui (F). AMMONITI: Bonera (M), Mexes (M), Roncaglia (F), Toni (F) per gioco falloso; Pizarro (F), Borja Valero (F) per proteste. NOTE: Spettatori 38.625 (incasso 1.051,076,24 euro). Al 32'pt Pato sbaglia un rigore calciando il pallone alto sulla traversa. Angoli 6 a 4 per il Milan. Rec: 0 pt - 3 st.

101 of 248


MONTELLA AFFONDA IL MILAN Che lezione ad Allegri: tris viola con Aquilani, Borja Valero ed El Hamdaoui

Dalla redazione

Furio Fedele MILANO - Duemila fiorentini in festa a San Siro. Il terzo anello della curva Nord sembrava la Fiesole. Entusiasti, orgogliosi e anche un po increduli per aver espugnato alla grande San Siro, i tifosi viola hanno salutato in visibilio la quarta vittoria consecutiva di una Fiorentina autoritaria e concreta. Nel primo tempo ha annichilito il Milan (quarta sconfitta casalinga). Nel secondo ha gestito nel migliore dei modi la prevedibile reazione dei rossoneri per poi concludere in bellezza. Palo di Cassani, euro-gol di El Hamdaoui, beffardo «torello» con i rossoneri in 10 per linfortunio di Bonera: Milan umiliato e schiantato, Fiorentina in paradiso, quarta forza di un campionato esaltante e avvincente.

ESAME - Quello superato ieri da Montella vale Giornata no Kevin-Prince una laurea. A San Siro il tecnico viola ha Boateng, 25 anni, uno dei avvalorato il giudizio importante di metà peggiori in campo (LaPresse) settimana di Galliani che ne aveva magnificato le qualità esaltando il bel gioco delle sue squadre. In particolar modo di questa Fiorentina rifatta, rivoluzionata, impreziosita anche da campioni troppo presto dimenticati e trascurati: Aquilani, Pizarro, Toni. Lex-milanista, ha preferito non esultare dopo aver portato in vantaggio la Fiorentina. Eppure solo qualche mese fa era stato sedotto e abbandonato con il cinismo di chi ha voluto mercanteggiare anche sulla sua carriera, altalenante e fragile fino alla splendida resurrezione viola. Prima partita da titolare e primo gol per lui.

SCIAGURA - La situazione del Milan è ingiustificabile. Lalibi della qualità non eccelsa dellorganico non regge più. Il Milan ha subìto i primi due gol ancora su azioni innescate da palle inattive, questa volta su altrettanti falli laterali. Con Mexes, il peggiore dei peggiori, imbarazzato e imbarazzante. In occasione del pallonetto di El Hamdaoui il difensore francese vagava, senza senso e senza meta, a centrocampo. Constant nel primo tempo è stato stritolato da Cuadrado. Il giovane De Sciglio ha spesso «balbettato», Bonera si è fatto risucchiare nel marasma generale e linfortunio muscolare lo terrà lontano quasi certamente nel «trittico» Napoli-Anderlecht-Juventus che vale una stagione. Ammesso che sia Allegri ad affrontarlo. Galliani ieri non era nelle condizioni di poterlo riconfermare. Ha dovuto chiedere lumi a Berlusconi.

102 of 248


APPROCCIO - Sbagliato, sbagliatissimo, come ha confermato capitan Ambrosini, il modo con cui il Milan ha affrontato la Fiorentina. Solo Allegri ha visto «un sostanziale equilibrio nel primo tempo, fatta eccezione per i due gol della Fiorentina». Ma Montella ha dato al suo collega livornese una vera e propria lezione di calcio. Ha costretto i rossoneri a restare schiacciati in uno spicchio di campo a ridosso dellarea di rigore. Cuadrado e Borja Valero hanno fatto a pezzi le poche idee milaniste. Toni ha giganteggiato creando spazi. Aquilani ha dettato i tempi, vincendo il duello con Montolivo. Lex-romanista merita di rivedere lazzurro...

REAZIONE - Quella rossonera si è manifestata solo allinizio del secondo tempo. Dopo che Pato aveva contribuito a rendere tutto più difficile sbagliando (sullo 0-1) un calcio di rigore per un fallo ai suoi danni dellirruento Roncaglia. Pallone sul primo anello, brasiliano sotto terra... Pazzini ha firmato il suo quinto gol milanista dopo che Mexes aveva colpito, con un colpo di tacco, il palo del sorpresissimo Viviano. Una rete utile, solo per una manciata di minuti, per sperare in unaltra disperata rimonta. Riuscita a Palermo (da 0-2 a 2-2), fallita a Roma contro la Lazio (da 0-3 a 2-3). Dove Allegri ha puntualmente sbagliato formazione cercando di correggerla, con il solito affanno, con i cambi nel secondo tempo.

103 of 248


LE PAGELLE Pato e Boateng deludono ancora

Il brasiliano sbaglia un rigore, il ghanese gioca fuori ruolo m o n t e l l a pato MILAN

ABBIATI 5 - Non è più molto reattivo, potrebbe fare di meglio sullo 0-2 di Borja Valero.

DE SCIGLIO 5 - Timido, intimidito, è uno dei primi a farsi travolgere dallo tsunami viola.

MEXES 4 - Di male in peggio su tutti i 3 gol viola. Impresentabile.

BONERA 5 - Si arrende per un infortunio muscolare dopo aver tentato di resistere alla furia viola.

CONSTANT 4,5 - Cuadrado lo annienta. Lex-Chievo non è in grado di fare il minimo filtro.

AMBROSINI 5 - Perde Aquilani sul gol, ma era impensabile l assist di Mexes...

MONTOLIVO 5,5 - Martoriato dai tifosi viola sugli spalti, impotente in campo.

EMANUELSON 5 - Esausto e poco concentrato meritava un turno di riposo.

BOJAN (1 st) 5,5 - Meglio lui di Boateng come fionda per la prima punta.

BOATENG 4,5 - Viene ripresentato da Allegri in un ruolo che non gli compete.

104 of 248


EL SHAARAWY 5 - «Cotto», con il ginocchio in disordine: è al limite, bisogna fermarlo per evitare un nuovo caso-Pato.

PATO 4 - Gli tremano le gambe quando si presenta sul dischetto.

PAZZINI (1 st) 6 - Suona la carica, lotta, schiuma rabbia. Unaltra scelta sbagliata di Allegri: lo fa partire dalla panchina.

ALLEGRI (all.) 4 - Sbaglia ancora una volta la formazione iniziale, la corregge in corsa. Sbaglia lapproccio alla partita. Montella gli dà una bella lezione di calcio. FIORENTINA

VIVIANO 6,5 - Si esalta a San Siro. LInter non gli manca, Firenze è casa sua.

RONCAGLIA 6 - Commette uningenuità sul rigore, Pato era inoffensivo.

GONZALO 7 - E un perfetto direttore dorchestra, la fase difensiva non «stecca» mai.

SAVIC 6,5 - Non corre rischi, apprezzabile il suo contributo anche in fase offensiva.

CUADRADO 7 - Travolge Constant, inesauribile per almeno un tempo. Cala nella ripresa.

AQUILANI 7,5 - Una bella rivincita alla prima da titolare. Una scommessa vinta da Pradè.

MATIAS FERNANDEZ (20 st) 6 - Subentra allex-romanista ma senza grandi guizzi.

PIZARRO 7 - Poteva essere un buon acquisto per il Milan. Ma con De Jong si puntava a uno dei primi 3 posti...

BORJA VALERO 7,5 - Esaltante, un campione vero. Piedi pensanti, grinta e forza.

PASQUAL 6,5 - Spinge sulla sinistra dove trova poco resistenza.

TONI 6,5 - Conquista un sacco di palloni, dispensa e riceve colpi più o meno proibiti.

105 of 248


CASSANI (31 st) 6,5 - Colpisce un palo clamoroso, entra molto bene in partita.

LJAJIC 6,5 - Toni gli apre molti spazi, non li sfrutta fino in fondo.

EL HAMDAOUI (12 st) 7 - Un euro-gol, il Milan gli porta bene

MONTELLA (all.) 8 - Da incubo diventerà un sogno realizzabile per i tifosi milanisti? Quelli viola lo adorano. Larbitro

Romeo, 5 - Bonera meritava di finire prima la partita per un altro «giallo», il secondo, per un fallaccio su Toni.

fur. fed.

106 of 248


di Edmondo

Pinna

Bonera trattiene Toni Era da secondo giallo ROMA - Non se la prenda, Romeo. Però, se Bonera (già ammonito) trattiene Toni che stava andando via a centrocampo e non estrae il secondo giallo... Per il resto, però, larbitro di Verona non commette altri errori. Roncaglia su Pato, lo travolge: ci stava il calcio di rigore, è regolare la battuta. Ok il gol di Pazzini: quando Mexes tocca di tacco, il Pazzo è tenuto in gioco sia da Rodriguez, che è vicino a lui, sia da Pasqual, che è in alto e protesta chiedendo loff side. Mexes su Toni: giallo. Toni tocca appena sulla schiena Bonera al momento delluscita di Viviano: non sembrano esserci gli estremi per assegnare il calcio di rigore.

107 of 248


108 of 248


PALERMO-SAMPDORIA 2-0 PALERMO (3-4-2-1): Ujkani 6,5; Munoz 7 Donati 7 Von Bergen 6,5; Morganella 6 E. Barreto 7 Kurtic 6 Garcia 6; Ilicic 6,5 (38' st Bertolo sv) Brienza 7,5 (27' st Zahavi 6); Dybala 7,5 (46' st Budan sv). A disp. Benussi, Brichetto, N. Viola, Milanovic, Labrin, Arevalo Rios. E. Pisano, Aquino. All. Gasperini 7. Falli commessi: 22. SAMPDORIA (4-4-1-1): Romero 5,5; Mustafi 5,5 Rossini 5 (38' st Juan Antonio sv) Gastaldello 4,5 Costa 5; Munari 5,5 Maresca 6 Obiang 5,5 Poulsen 5 (1' st Estigarribia 5); Soriano 5 (14' st Icardi 6); Eder 6. A disp. Berni, Renan, Castellini, Tissone, De Silvestri, Savic, Falcone. All. Ferrara 5. Falli commessi: 13. ARBITRO: Giannoccaro di Lecce, 6,5. Guardalinee: Petrella-Vuoto. Quarto uomo: Nicoletti. Arbitri di porta: Guida-Abbatista. MARCATORI: 7' st e 26' st Dybala. Assist: Brienza (2). AMMONITI: Gastaldello (S) e Munoz (P) per gioco falloso; Eder (S) comp. non regolamentare. NOTE: Spettatori 13.423, abbonati 9.286; incasso totale Euro 159.953. Angoli 8-5 per il Palermo. Recupero pt 1', st 3'. Esordio in serie A per il sampdoriano Shkodran Mustafi, tedesco dorigine albanese, classe 92.

109 of 248


SERIE BWIN: IL POSTICIPO (14ª GIORNATA) Torrente e Dionigi si giocano il futuro

Il Bari recupera Caputo, ma è senza Bellomo e Iunco. Reggina decimata e con tanti dubbi di Antonio Guido ed Eugenio Marino Posticipo da brividi questa sera al San Nicola. Bari e Reggina si giocano il futuro. Ed è davvero vietato sbagliare perché la classifica si è fatta davvero brutta. Davide Dionigi, 38 anni (Mosca) QUI BARI - In 13 giornate non ha ancora avuto un rigore a favore, ma adesso per il Bari vincere con la Reggina è davvero di rigore. «Dobbiamo - intima Torrente ai suoi - tornare a far punti. E' arrivato il momento di essere meno belli e più concreti anche se di solito quando giochi bene, il risultato arriva. Ma dobbiamo migliorare, prendiamo troppi gol». Classifica bugiarda per entrambe. «Bari e Reggina meritavano di più. Si assomigliano anche per il gioco. La Reggina crea tanto, ma come noi commette ingenuità. Non bisogna dimenticare però che il Bari ha fatto 19 punti. Ora, invece, si parla di un Bari in difficoltà, di risultati ma non di prestazioni».

IUNCO NO - E' un Bari che ritrova Caputo, ma perde Bellomo e Iunco. «Caputo sta bene. Il capitano è importante. Mi dispiace non avere Bellomo e Iunco. Fedato? Un ragazzo interessante. Sto valutando anche Defendi e Aprile. Bisogna aver pazienza. Si può anche vincere alla fine. Dobbiamo giocare con l'equilibrio che negli ultimi tempi è venuto un po' meno». E' un Bari tra le squadre che tirano di più ma di rigori neppure l'ombra. «Sono successi episodi, come il rigore sul tiro di Galano contro l'Empoli, che lasciano perplessi. Io mi chiedo - si domanda Torrente - Perchè non far parlare gli arbitri? Fanno le partite tra di loro quando forse sarebbe più utile farli allenare nelle gare dei club del giovedì per educare anche i giocatori».

QUI REGGINA - Dionigi torna da ex a Bari con tanti dubbi. Intanto quelli prodotti da squalifiche e infortuni, poi quelli legati alle scelte degli uomini e al modulo. «In ogni caso - dice Dionigi - la squadra sarà compatta e motivata. Il momento è difficile, la classifica è precaria. A questo punto bisogna essere concreti e realizzare punti su ogni campo. A partire da Bari».

SCELTE - Una settimana complicata dopo gli errori arbitrali subiti col Varese e la mannaia del giudice sportivo. Lunga la lista degli indisponibili con gli squalificati Adejo, Rizzo e Barillà oltre agli infortunati Rizzato e Campagnacci e con Freddi non pronto

110 of 248


per giocare titolare. Recuperato Di Bari, ma non al meglio. Le novitĂ saranno Lucioni in difesa, Di Bari a centrocampo con D'Alessandro pronto a subentrare. Forte l'idea di confermare il 3-4-1-2, ma Dionigi non esclude di optare per la difesa a quattro e rinunciare al trequartista. La prima soluzione porterebbe Lucioni, Ely e Bergamelli davanti a Baiocco. In mediana, con Di Bari per Rizzato, ci saranno Melara a destra con Armellino e Hetemaj centrali. Sarno dietro le punte Comi e Ceravolo. Una Reggina piĂš protetta, ma non certo rinunciataria, porterebbe Sarno in panchina. Il 4-4-2 vedrebbe la linea difensiva con D'Alessandro, Lucioni, Ely e Bergamelli. Confermati i 4 centrocampisti e la coppia d'attacco anche se sono apparse in rialzo le quotazioni di Fischnaller con Ceravolo.

111 of 248


LESPLOSIONE DI DYBALA Largentino si sblocca e conquista il Barbera: «E il mio momento più bello»

di Paolo Vannini PALERMO - Adesso non ci si chiederà più se quella valutazione che poteva schiacciarlo (12 milioni di euro, la cifra che Zamparini afferma di aver pagato per portarlo a Palermo) è esagerata o meno. O meglio, resta esagerata ma almeno si è capito che Paulo Dybala le stimmate del potenziale campione ce lha davvero. E le ha tirate fuori nel momento giusto, per regalare al Palermo tre punti pesantissimi e aprire nuovi scenari al futuro della squadra. Perché adesso che si è sbloccato, Gasperini ha qualche certezza in più ( «da oggi avremo un giocatore con molto più entusiasmo» ha dichiarato il tecnico) e un attaccante con caratteristiche adatte ad una squadra che gioca in velocità. «Voglio proseguire così» Gasperini è raggiante: «Il ragazzo ha PER MIO PADRE - La storia di Paulo è bella e umana. E carattere una anche il boom di ieri arriva nel periodo giusto. Dybala qualità da campioni compirà 19 anni (appena!) giovedì prossimo e ha anticipato Non si monterà la la sua festa di compleanno. Il calcio ha voluto dire molto per testa» lui, che, dopo aver perso il padre a 15 anni, andò a vivere nel pensionato del club per cui giocava, lInstituto de Cordoba. E a suo padre Dybala ha dedicato i primi gol rosanero: «La doppietta è un mio personale regalo a papà che non cè più - ha spiegato il giovane di Laguna Larga - se lo merita per quello che ha fatto per me» . Dybala a Palermo vive assieme alla madre ed è ritenuto molto maturo per la sua età. Gasperini ne ha sottolineato questaspetto: «E un ragazzo che ha carattere, lo vedi nel suo sguardo. E questa è una qualità dei campioni. Nellintervallo dopo un primo tempo nel quale aveva fatto qualche errore sotto porta, non ho dovuto caricarlo neanche un po perchè era tranquillo e convinto. Ho dovuto spronare di più Ilicic dopo il gol sbagliato.... Paulo non è neppure uno che si monta la testa, lo vedrete» .

IL SECONDO - Lintegrazione procede bene, la lingua la capisce ma non la parla ancora fluentemente. Così nel dopo partita, le domande sono in italiano e le risposte in spagnolo. Dybala racconta i suoi gol: «Mi è piaciuto di più il secondo, che è stato più difficile. Ed ho subito ringraziato Brienza, che mi sta dando una grande mano, in campo e fuori. Anche Miccoli è stato determinante coi suoi consigli, pur non giocando oggi. Mi è stato vicino, mi ha detto gioca tranquillo e senza pressione. Sono felice soprattutto per la vittoria, perchè questi tre punti erano decisivi. Il Palermo ha imboccato la strada giusta. Gli applausi del Barbera quando sono uscito? Fanno piacere, ringrazio la gente che crede in me. Questo è il momento più bello della mia breve carriera» . Il gol per un centravanti è tutto. E Dybala non segnava da oltre 6 mesi quando le sue 17 reti hanno fatto sognare lInstituto de Cordoba che ha disputato i play off per arrivare nella massima serie argentina. Zamparini stravede per lui: «Sono consapevole della fiducia che il presidente mi dà, è un motivo di soddisfazione per me. Ora voglio proseguire così. Gasperini? Si è congratulato con me, ma io resto a sua disposizione per qualunque evenienza. Non discuto le scelte, accetterò tutto» . Tanto il futuro è suo e se queste sono le premesse, potrebbe coniugarsi benissimo con il futuro del Palermo.

112 of 248


113 of 248


L A E un altro Palermo Torna il successo

P A R T I T A

PALERMO - In attesa di scoprire se è nata una nuova stella argentina, il Palermo torna a vincere dopo oltre un mese e sorpassa la Sampdoria, amplificandone la crisi. Non è solo il settimo ko di fila a preoccupare, ma limpressionante pochezza degli ospiti, che pure Ferrara aveva rivoluzionato mischiando coraggio nelle scelte (il debuttante Mustafi preferito a De Silvestri) e timidezza nel modulo (Eder praticamente abbandonato davanti, due esterni di centrocampo che non si sono mai proposti). I rosanero hanno dominato la partita dal 1', riprendendo il filo smarrito nella notte dellOlimpico, ma per 50' hanno palesato il solito limite già emerso in passato. Scarsa capacità di finalizzare una manovra aggirante alla quale manca luomo decisivo, capace di trovare lacuto che indirizza una partita. Poi è esploso il bimbo doro Dybala, con due gol nel giro di 20' che ne hanno evidenziato il sinistro cristallino e labilità sotto porta. Ma sulla vittoria cè unaltra firma decisiva, ed è quella di Franco Brienza. I suoi 33 anni non si avvertono affatto: è stato lui ad armare?? il piede del ragazzino con due deliziose serpentine, che hanno fatto seguito ad altre giocate di fino non adeguatamente sfruttate. In assenza di Miccoli, Gasperini ha scoperto che può contare comunque su giocatori in grado di fargli vincere i match che contano per portare il Palermo fuori dalle secche del pericolo.

DONATI E IL PRESSING - La Samp si è consegnata troppo passivamente al predominio del Palermo, rinvigorito anche dalla presenza di Donati, recuperato in extremis. La sicurezza che infonde lex Celtic, giocando da centrale difensivo con licenza di impostare, si trasmette a tutta la squadra. Che ha operato un gran pressing alto, è arrivata sempre prima (super Barreto) su una miriade di palloni in mezzo al campo, ha neutralizzato senza problemi le pallide ripartenze doriane. Davanti però la solita solfa. Dybala velocissimo prendeva sempre sul tempo i centrali liguri, ma non era sufficientemente cattivo. Ilicic (14') falliva un gol fatto. Romero (43') impediva allargentino di completare un prodigio (eccezionale il gioco di gambe con cui si era presentato solo davanti a lui). Ancora, Ilicic concludeva verso la porta due volte nei primi 40" della ripresa. Ma la Samp non coglieva i segnali e completava la sua ennesima giornataccia con distrazioni difensive: in entrambi i gol, nati dalle illuminazioni di Brienza, Dybala poteva ricevere palla e calciare senza trovare troppa opposizione. E stavolta la nuova Joya?? (il suo soprannome è uguale a quello di Hernandez) si faceva spietata, piazzando la palla negli angoli con precisione chirurgica.

REAZIONE NULLA - Le mosse di Ferrara apparivano tardive: dentro Icardi che impegnava Ujkani, ma il Palermo congelava il risultato col possesso palla e per poco, proprio su rilancio del portiere, non regalava un hat trick?? a Dybala, che in contropiede e prima della standing ovation veniva fermato da Romero. La Samp sarà adesso giudicata dal derby, mentre la vittoria permette al Palermo di leggere la classifica con meno patemi. Fra laltro, dopo 5 tentativi in cui avevano sempre perso, stavolta i rosa hanno cancellato anche lo strano e singolare tabù delle gare giocate alle 12,30.

p.v.

114 of 248


115 of 248


SAMPDORIA CONTESTATA A GENOVA

Ferrara, 7º ko di fila «E solo colpa mia ma non mi dimetto» PALERMO (Lps) - La nave continua ad imbarcare acqua ma il comandante resta a bordo. La sconfitta contro il Palermo amplifica la crisi della Sampdoria ma, nonostante il settimo ko consecutivo (serie negativa record dei blucerchiati in A), Ciro Ferrara conserva il suo posto. Almeno fino al derby che, a questo punto, diventa decisivo per le sorti del tecnico napoletano. Al ritorno a Genova, 50 tifosi hanno contestato squadra e staff allaeroporto. «In merito alla fiducia della società - ammette il tecnico - non avevo dubbi, è questa la nota positiva. Quella negativa, invece, devo cercarla di risolvere io assieme ai ragazzi. Devo entrare nelle loro teste ma non ci sono ancora riuscito ed essendo io l'allenatore la responsabilità è mia».

SAMP AI RAGGI X - Mettere a fuoco i problemi della squadra può essere un punto di partenza: «Un'analisi completa richiederebbe almeno mezz'ora - chiosa Ferrara - ci sono state tante coincidenze ma ha influito soprattutto il fatto che questa squadra non ha potuto giocare con una certa continuità a causa di alcune defezioni determinate o da situazioni di inferiorità numerica o infortuni capitati a giocatori importanti. Questo è un dato di fatto ma non deve essere un alibi - puntualizza - il responsabile è il sottoscritto. Difenderò sempre i ragazzi che sono grandi professionisti». Ferrara, in ogni caso, non ha intenzione di alzare bandiera bianca: «Dimissioni? Non è il gesto da fare secondo me, non rientra nel mio carattere - spiega - Devo cercare di risolvere i problemi e non abbandonare la nave».

116 of 248


Ferrara, proprio una giornata nera E stato colpito da una violenta pallonata Ciro Ferrara viene soccorso dai medici della Sampdoria dopo aver ricevuto una violenta pallonata in pieno volto. Con il colpo, il tecnico doriano perde anche gli occhiali (foto Ansa)

117 of 248


118 of 248


119 of 248


120 of 248


121 of 248


ESCLUSO DALLA TRASFERTA DI PESCARA Pogba si scusa. Ma non è lui

TORINO - Un tweet per girare pagina: «Ho sbagliato, rispetto la scelta del mister». Bello, però non autentico. Paul Pogba, escluso dalla trasferta di Pescara per essersi presentato due volte in ritardo agli allenamenti, non possiede alcun profilo ed è giusto sottolinearlo anche se, per una volta, le parole inventate non creano imbarazzo. Cambia poco, comunque, perché il centrocampista francese ha riconosciuto davvero l'errore e accettato il provvedimento, Tweet non mettendosi a autentico: il disposizione con uno francese sincero, spirito nuovo: grandi svela al club di non potenzialità ma anche esserne lautore. disciplina, anche Contro la Lazio in perché non ci sono pole per sostituire dietro insubordinazioni Pirlo o comportamenti da bad boy, solo banali ingenuità legate all'anagrafe.

PRECLUSIONI - Non l'ha scritto, però l'ha detto a tecnici e dirigenti. E tutti l'hanno trovato sincero. Oggi non sarà presente all'allenamento perché risponderà alla convocazione dell'Under Paul Pogba, 19 anni (Ansa) 21, ma difficilmente, state certi, sgarrerà ancora sull'orario. Conte è sereno, sa che si cresce anche così, ed è pronto a sua volta a riaccoglierlo senza pregiudizi e preclusioni. Per questo la principale candidatura alla sostituzione di Andrea Pirlo, qualificato contro la Lazio, rimane sua.

ERRORI - Il tecnico, che stamani risponderà alle domande dei tifosi e in serata sarà premiato a Montecatini Terme, avrà per qualche giorno una squadra svuotata, come capita sempre quando giocano le Nazionali, ma è il prezzo da pagare agli organici di qualità, perciò non si lamenta nessuno. Più della parte tattica, in questo momento, conta tra l'altro quella psicologica, e il tecnico, alla luce dei dieci gol segnati nelle due partite seguite alla sconfitta con l'Inter, può essere davvero soddisfatto: «Nel calcio, come in qualunque altra cosa - rileva Gigi Buffon su Facebook - è impensabile non perdere mai o non sbagliare mai, ma la forza di un uomo, o in questo caso di una squadra, sta nel modo in cui si reagisce a una caduta. Credo che la Juventus ha dimostrato la sua vera forza, basata su un gruppo che non molla mai e che sa imparare dai propri errori».

a.ba.

122 of 248


PROBLEMI GIUDIZIARI E SPORTIVI CAGLIARI ESORCIZZA IS ARENAS Attesi per oggi i provvedimenti del Questore e della Lega su Cellino e lo stadio

di Giuseppe Amisani CAGLIARI - Se non fosse per i successi ottenuti contro Bologna e Siena, il presidente del Cagliari Cellino avrebbe già meditato di far esorcizzare il nuovo impianto di Is Arenas sul quale sembra essersi abbattuta una sorta di maledizione che il patron rossoblù spera quantomeno di aver ammorbidito con la benedizione dell'impianto fatta dal padre spirituale della squadra, Don Carlo Follesa.

Massimo Cellino insieme ai tifosi allo stadio Is Arenas (Hg)

PROVVEDIMENTI - Oggi, infatti, dovrebbe essere una giornata cruciale sul fronte dei provvedimenti che il Questore potrebbe prendere nei confronti del massimo dirigente rossoblù che, contravvenendo ad una disposizione della Questura che aveva bloccato l'apertura della Tribuna Centrale, aveva consentito l'accesso nello stesso settore di un centinaio di persone tra giornalisti e ospiti della società, tra i quali lo stesso Cellino e la sua famiglia. Il Questore Massimo Bontempi oggi incontrerà i funzionari del Gruppo Operativo di Sicurezza per capire come procedere dopo le palesi violazioni delle disposizioni. Erano stati gli stessi Funzionari del GOS a decidere, sabato poco prima delle 13, che la Tribuna non era agibile non avendo i requisiti di sicurezza non sarebbe potuta essere aperta al pubblico. L'Autorità di pubblica sicurezza si è concessa ventiquattro ore di tempo per pensare attentamente a quanto accaduto, ma considerato che la situazione è sotto gli occhi di tutti, difficilmente potrà esimersi dal prendere dei provvedimenti nei confronti di Massimo Cellino. E non sarebbero i primi guai legati al nuovo stadio per il presidente rossoblù che ha visto aprire nei suoi confronti ben due fascicoli di indagine, uno sul mancato rispetto delle disposizioni del Prefetto in occasione di Cagliari-Roma, quando il presidente invitò i tifosi ad andare comunque allo stadio nonostante l'impianto fosse stato dichiarato non a norma e quindi chiuso al pubblico, e l'altro per le possibili violazioni nella costruzione dello stadio accanto allo stagno di Molentargius.

LEGA CALCIO - E i problemi potrebbero arrivare non solo sul piano giudiziario, perché anche gli ispettori della Lega si sono subito messi in moto una volta constata la violazione. Non è escluso che possano essere adottati provvedimenti anche verso la squadra. Ancora è difficile capire se ci potrà semplicemente essere una multa, cospicua e quasi sicura, o se le la punizione della Lega colpirà anche lo stesso stadio di Is Arenas con una eventuale squalifica che complicherebbe ulteriormente le cose in casa rossoblù. Una serie di vicissitudini, insomma, che sembrano non voler abbandonare il nuovo impianto di Quartu Sant'Elena.

123 of 248


IL PRESIDENTE RIBADISCE «PESCARA, STROPPA NON SI TOCCA» Sebastiani: Con la Juve negati due rigori e il terzo gol era in fuorigioco

di Giancarlo Febbo PESCARA - Il programma non cambia. Ieri il presidente Sebastiani è andato con la famiglia ad assistere al derby capitolino, mentre questa sera parteciperà alla cena fissata da tempo a casa del suo amico Giacomino a Villa Celiera, paese famoso per gli arrosticini. Ovviamente non da solo, ci saranno anche Zeman, Stroppa e Di Giovanni Stroppa, 44 anni, 3 Francesco per i quali ormai è diventata una vittorie in Serie A (Ap) consuetudine sedersi a tavola insieme da quando le loro strade hanno incrociato il numero uno biancazzurro, un vero catalizzatore. Probabilmente non si parlerà di calcio, ogni tanto è d'obbligo staccare la spina. Sull'ingombrante esito di un Pescara-Juventus che ha lasciato l'amaro in bocca agli abruzzesi torna invece tranquillamente Sebastiani. «Sono dispiaciuto, ma per nulla arrabbiato. La sconfitta non poteva essere una sorpresa, inutile che vi dica io quanto i bianconeri siano più forti di noi. Peccato per le proporzioni del passivo. Secondo me c'entra un po' anche l'arbitro che ci ha negato due rigori netti (mano di Vidal e fallo su Weiss) e ha convalidato il loro terzo gol in evidente fuorigioco. Non che mi meravigli, finora di rigori non ce ne hanno assegnato nemmeno uno a dispetto di parecchi episodi discutibili. A parte questo, abbiamo avuto tante altre occasioni, dalla traversa di Quintero al salvataggio sulla linea di Marchisio. Diciamo che poteva finire 6-4 per loro e nessuno avrebbe battuto ciglio. Tra l'altro sarebbe stato anche un bello spot per il calcio, perché di partite aperte e con tanti gol se ne dovrebbero vedere di più, lo meriterebbero anche gli spettatori a prescindere dalla fede calcistica».

ANALISI - La sconfitta contro i campioni d'Italia era stata ampiamente messa in preventivo dal Pescara, ma si sperava che andasse meno peggio. La critica ha puntato il dito sulla troppa libertà concessa a Pirlo, Sebastiani la pensa diversamente: «Potevamo anche fare una doppia marcatura su Pirlo e seguire a uomo gli altri juventini per tutto il campo, avremmo semplicemente perso 2-0 e qualcuno si sarebbe lamentato lo stesso per non aver mai tirato in porta. Perciò io preferisco così, almeno ce la siamo giocata». Probabilmente anche il pubblico dell'Adriatico l'ha intesa allo stesso modo, visto che a fine partita ha tributato un lungo applauso alla squadra. Stroppa non c'era, già espulso per proteste ora teme la squalifica per Siena. Perciò il presidente ha un motivo in più per rincuorarlo: «Gli ho già detto di stare tranquillo, anzi approfitto per ribadire una volta per tutte che il mister non si tocca». Glielo ripeterà anche stasera, davanti a Zeman e agli arrosticini.

g.f./GieffePress

124 of 248


QUAGLIARELLA TOP PLAYER Sei gol su azione, come Cavani, ma con una media migliore: uno ogni 62

di Antonio Barillà TORINO - Se ci fosse Edinson Cavani... L'esclamazione, allo Juventus Stadium, è diffusa quanto il sold out: un rimpianto (era un obiettivo), un sogno, un riferimento ingombrante. Adesso, però, dopo la notte magica di Pescara, Fabio Quagliarella scompiglia i pensieri bianconeri: non solo perché obbliga Antonio Conte a rivedere le gerarchie dell'attacco - problema, ovviamente, all'allenatore graditissimo - ma anche perché, con la tripletta segnata, lenisce le ferite del mercato e ridimensiona i paragoni.

Fabio Quagliarella, 29 anni, 11 partite e 8 gol in questa stagione con la maglia bianconera (Getty Images)

STRAPPO - Non fa proclami, Fabio. Nemmeno replica quell'umanissimo strappo d'orgoglio londinese, quando, arpionato il Chelsea, confidò di sentirsi in forma ma di non poterlo dimostrare. Stavolta spiega che è giusto roteare, che «Conte è chiaro Numeri da record, nelle scelte e tutti a turno, siamo utili» , il massimo che a cui vanno concede è riconoscersi maggior cinismo: « Sono più freddo aggiunte 2 reti in che in passato» . Non fa proclami, Fabio. Figurarsi se Champions, che scomoda Cavani. Eppure ci sono numeri che a volte valgono obbligano Conte a più delle parole e invitano a riflessioni o addirittura a rivedere le "pentimenti": il balletto della critica è normale - il top player gerarchie manca quando la Juve fatica (raramente), non è necessario quando vince facile -, ma se un top player si misura dal numero dei gol e Cavani è un prototipo, allora Fabio può placare l'ansia bianconera.

RUOLINO - Primo dato: i gol in campionato. L'uruguaiano ne ha due in più, ma solo perché ha trasformato altrettanti rigori. Fabio non frequenta il dischetto, appannaggio di Arturo Vidal dopo l'abdicazione di Andrea Pirlo, e su azione - sei centri - ha lo stesso ruolino del Matador. Non è tutto. Il secondo dato è ancora più significativo: se si calcola l'incisività in base ai minuti giocati, il bianconero vince di gran lunga. Cavani, in campionato, ha collezionato complessivamente 886 minuti, perciò, considerando gli 8 gol, va in rete ogni 110 minuti; Quagliarella di minuti ne ha collezionati soltanto 376 (8 presenze, mai una partita intera) quindi segna un gol ogni 62 minuti.

DISPERSIONE - Numeri da record, al di là del paragone con Cavani, per altro l'attaccante che prese il suo posto a Napoli: ancora non bastano per riconquistare la Nazionale (ieri la sorpresa non c'è stata, ma se la strada è questa il ritorno sarà davvero possibile), intanto sono sufficienti per riconquistare la Juve dopo un oblìo che sembrava addirittura preludio della cessione. Non è tutto. Al conto di Fabio vanno sommate due reti siglate in Champions League, poiché al capolavoro di Stamford Bridge ha fatto seguito il gol al Norsjaellend, per un totale di 8 marcature complessive: ancora sicuri che Conte non abbia un bomber? E' vero che la Juve continua a essere cooperativa del gol (anche a Pescara, il centrocampo ha contribuito con Vidal e

125 of 248


Kwadwo Asamoah), ma non si può più sospettare che la "dispersione" sia figlia dell'evanescenza delle punte anziché, semplicemente, dell'organizzazione di gioco. Lui non fa proclami, si gode la prima tripletta e ringrazia i tifosi che l'hanno sempre sostenuto, si mette a disposizione senza accampare pretese. Però, questa Juve ritrovata, da oggi ha davvero un'arma in più. E può permettersi tranquillamente di aspettare giugno quando Fernando Llorente arriverà a costo zero.

126 of 248


GLI ANTICIPI DI SABATO

Cagliari-Catania 0-0 CAGLIARI (4-3-1-2): Agazzi 6; F. Pisano 6,5 Rossettini 6 Astori 6,5 Avelar 6; Dessena 6 Conti 6 Nainggolan 6,5; Cossu 6,5 (30' st Thiago Ribeiro sv); Sau 6,5 (38' st Ibarbo sv) Nenè 5,5 (19' st Pinilla sv). A disp: Avramov, Del Fabro, Perico, Ekdal. All: Pulga-Lopez 6. CATANIA (4-3-3): Andujar 6,5; P. Alvarez 6 Legrottaglie 6 Spolli 5,5 Marchese 6; Izco 6 Lodi 6,5 Biagianti 6 (35' st Almiron sv); Barrientos 5,5 (3' st Castro 5,5) Doukara 5,5 (21' st Morimoto 5,5) Gomez 6. A disp: Frison, Terracciano, Potenza, Rolin, Bellusci, Capuano, Salifu, Ricchiuti. All: Maran 6. ARBITRO: Di Bello di Brindisi 6. Guardalinee: Iannello-Paganessi. Quarto uomo: Costanzo. Arbitri di porta: Giacomelli-La Penna. AMMONITI: Conti (Cag), Dessena (Cag), Nainggolan (Cag), Astori(Cag), Gomez (Cat) e Almiron (Cat). NOTE: spettatori 12.000 circa (dati ufficiali e incasso non comunicati dalla società ). Angoli 7 a 4 per il Cagliari. Recupero: 0' pt; 3' st. Pescara-Juventus 1-6 PESCARA (3-5-2): Perin 4,5; Cosic 4,5 Bocchetti 4 Capuano 4 (1' st Caprari 5); Zanon 4 Nielsen 5,5 Quintero 5,5 Cascione 5,5 Modesto 4,5; Jonathas 4 (10' st Weiss 5) Abbruscato 4 (20' st Vukusic 5). A disp: Pelizzoli, Romagnoli, Soddimo, Bjarnason, Celik, Balzano, Togni. All.: Stroppa 4,5 JUVENTUS (3-5-2): Buffon 6; Barzagli 6 Bonucci 6 Chiellini 6 (20' st Marrone 6); Isla 7 (15' st Padoin 6) Vidal 7,5 Pirlo 7 Marchisio 7,5 Asamoah 7,5; Quagliarella 8,5 (25' st Bendtner sv) Giovinco 7,5. A disp: Storari, Rubinho, Lucio, Caceres, Vucinic, Giaccherini, Lichtsteiner, Matri. All.: Alessio 7 (Conte squalificato) ARBITRO: Banti di Livorno 5,5 Guardalinee: Galloni e Giallatini Quarto uomo: Altomare Arbitri darea: Valeri e Baracani MARCATORI: 9' pt Vidal (J), 22' pt Quagliarella (J), 25' pt Cascione (P), 30' pt Asamoah (J), 38' pt Giovinco (J), 45' pt e 9' st Quagliarella ASSIST: Giovinco (J) Isla (J), Nielsen (P), Quagliarella (J) 2 AMMONITI: Jonathas (P), Pirlo (J) NOTE: Spettatori 20355 (paganti 13.058, abbonati 7.297) per un incasso totale di euro 514.133; Allontanato al 29' st Stroppa (P). Angoli 8 a 3 per il Pescara. Recupero: 1' pt, 2' st

127 of 248


La firma di Pepe nel blitz a Siena della Primavera

Cè la firma di Simone Pepe nel successo ottenuto dalla Primavera della Juventus nel posticipo di ieri a Siena. Il centrocampista, in campo con i ragazzi di Baroni per ritrovare la migliore condizione, ha siglato il gol partita trasformando un calcio di rigore al 39 del secondo tempo. Nellaltro posticipo di ieri, il Milan ha vinto a Cittadella per 4-2.

128 of 248


129 of 248


B R A S I L E Fluminense campione con tre turni di anticipo. Decisivo Fred (doppietta) RIO DE JANEIRO (ecp) - Con tre giornate di anticipo il Fluminense si è aggiudicato il Brasileirao 2012, quarto titolo nazionale nella sua storia. È stato il capocannoniere Fred (19 reti in totale) autore di una doppietta, a segnare il gol del decisivo 3-2 per la vittoria e il titolo, al 43' della ripresa contro il Palmeiras (che con questa nuova sconfitta è sempre più vicino alla serie B). Grande delusione invece per Ronaldinho che con l'Atletico GM non è andato oltre l'1-1 in casa del Vasco, risultato che che lo ha fatto scendere al terzo posto in graduatoria, dietro al Gremio (che ha 10 punti di distacco dai campioni): « Adesso - ha detto amareggiato Dinho - non ci resta altro che cercare la qualificazione diretta per la Libertadores».

130 of 248


INFINITO MESSI, SUPERATO PELÈ Doppietta di Lionel nel successo del Barcellona a Maiorca: 76 gol nel 2012!

Maiorca-Barcellona 2-4 MAIORCA (4-4-2): Aouate; Ximo (36' st Marc Fernández), Geromel, Conceiçao, Bigas; Nsue, Martí (28' st Fontás), Pina, Pereira; Víctor Casadésus, Hemed (1' st Alfaro). All. Caparrós BARCELLONA (4-3-3): Víctor Valdés; Dani Alves, Piqué, Mascherano (38' st Marc Bartra), Lionel Messi, fresco papà, Jordi Alba (41' st Montoya); Xavi, Busquets, festeggia con il gesto del Fábregas; Villa, Messi, (20' st Alexis), Tello. All. ciuccio la sua doppietta al Vilanova Maiorca, mentre Fabregas lo ARBITRO: Villanueva sta raggiungendo Largentino MARCATORI: 28' pt Xavi (B), 43' pt Messi (B), ha segnato nellanno 2012 45' pt Tello (B), 9' st Pereira (M), 12' st (rig.) V. quota 76 reti (64 con il Casadésus (M), 24' st Barcellona e 12 con lArgentina) Messi (B) Nel mirino le 85 reti e insegue gli 85 gol di Gerd di Andrea De Pauli di Muller nel 1972 Il Muller nel 1972 Real Madrid vince Messi ha superato in casa del Levante Pelé, ormai lo dicono (Ronaldo e Morata) anche i numeri. Con la doppietta rifilata al Maiorca, infatti, la Pulce ha raggiunto la quota vertiginosa di 76 reti nell'anno solare 2012 (64 con il Barça e 12 con l'Argentina), lasciandosi alle spalle proprio O'Rei, che nel 1958 ne mise a segno 75 (66 con il Santos e 9 con il Brasile). Ora il recordman Gerd Müller, con i suoi 85 gol del 1972, sembra alla porta di Leo, che potrebbe ingrandire ulteriormente la sua epopea, passando dalle cifre d'altri tempi a quelle mai realizzate. I gol del Pichichi liguero (15 marcature), un sinistro dal limite non proprio irresistibile e un siluro appena dentro l'area finito nell'angolino alto hanno contribuito, insieme alla spettacolare punizione di Xavi, in apertura, e al momentaneo 3-0 di Tello, alla vittoria corsara dei blaugrana contro il Maiorca, che era riuscito a rientrare in partita, riavvicinandosi sul 3-2, a inizio ripresa, con l'uno due di Pereira e Casadesús. Tito Vilanova, così, ritocca la miglior partenza della storia culé, grazie alla striscia record di 10 vittorie e un pareggio nelle prime 11 partite. Non molla l'Atletico, che dopo la sconfitta con il Valencia, fa suo il derby con il Getafe, grazie ad Adrián e Arda Turan. Il Real di Mou sfata il tabù «Ciudad di Valencia», grazie a un gol del canterano Morata, dopo un errore dal dischetto di Xabi Alonso. Di CR7 e ??ngel, per il Levante, le altre reti. l 11ª giornata, i posticipi: Malaga-Real Sociedad 1-2, Valladolid-Valencia 1-1, Athletic Bilbao-Siviglia 2-1, Maiorca-Barcellona 2-4, Atletico-Madrid-Getafe 2-0, Levante-Real Madrid 1-2 l Classifica : Barcellona 31; Atletico Madrid 28; Real Madrid 23; Betis Siviglia 19; Malaga 18; Levante 17; Rayo Vallecano 16; Siviglia, Saragozza, Valencia, Valladolid 15; Athletic Bilbao 14; Real Sociedad, Getafe 13; Maiorca, Granada 11; Celta, Deportivo La Coruña 10; Espanyol 9; Osasuna 8. l Marcatori: 15 reti : Messi (Barcellona); 12 reti : Ronaldo (Real Madrid); 10 reti : Falcao (Atletico Madrid).

131 of 248


I N G H I L T E R R A Dzeko entra e segna all88 E il City scavalca il Chelsea LONDRA (g.m.) - Il Manchester City torna alla vittoria nel nome di Edin Dzeko che perfeziona il sorpasso ai danni del Tottenham e mantiene intatto il distacco dalla vetta della classifica. Come lo United sul campo dell'Aston Villa, anche i Citziens sono costretti ad inseguire l'iniziale rete degli Spurs con Caulker di testa. Il pareggio arriva dopo l'ora di gioco grazie a Sergio Aguero, ma la rete della vittoria porta all88 la firma dell'attaccante bosniaco che per la quinta volta quest'anno segna il gol vittoria dopo essere entrato dalla panchina in sostituzione di Tevez. Il City risale cosĂŹ al secondo posto della classifica, a -2 dalla capolista United. Scivola al terzo posto il Chelsea, evidentemente, stoppato in casa dal Liverpool: Blues in vantaggio con John Terry (poi infortunatosi), ma ripresi allo scadere da Suarez. l Premier League, 11ÂŞ giornata : Manchester City-Tottenham 2-1, Newcastle-West Ham 0-1, Chelsea-Liverpool 1-1 l Classifica : Manchester United 27; Manchester City 25; Chelsea 24; Everton, West Bromwich 20; Tottenham, West Ham 17; Arsenal, Fulham 16; Newcastle, Swansea 13; Stoke 12; Wigan, Norwich, Liverpool 11; Sunderland, Aston Villa 9; Southampton, Reading 5; Queens Park Rangers 3 l Marcatori: 8 reti : Suarez (Liverpool), Van Persie (Manchester United); 7 reti: Ba (Newcastle); 6 reti : Dzeko (Manchester City), Michu (Swansea).

132 of 248


F R A N C I A Ancelotti pareggia a Montpellier Frenano anche Marsiglia e Lione La 12ª giornata, caratterizzata dai pareggi di PSG, Marsiglia e Lione, regala una classifica sempre più serrata, con 10 squadre in 5 punti. Nel pomeriggio, l'OM si fa riacciuffare sul 2-2 dal Nizza, che segna all'88' con Abriel. Mezzo passo falso anche per l'OL, che non va oltre l'1-1 a Socheaux. Partenza tutta in salita, in serata, per i ragazzi di Ancelotti, che già privi dello squalificato Ibrahimovic, a Montpellier si ritrovano in inferiorità numerica dopo 10 minuti, per lespulsione del centrale Sarkho, ma si portano comunque in vantaggio, grazie a un bel pallonetto di Maxwell. Nella ripresa, un diagonale di Cabella vale l'1-1 ai padroni di casa, che terminano, a loro volta, in 10 per l'espulsione di Belhanda. (a.d.p.) l 12ª giornata: Marsiglia-Nizza 2-2, Lorient-Bordeaux 0-4, Sochaux-Lione 1-1, Montpellier-PSG 1-1. l Classifica : Marsiglia* e Paris Saint Germain 23; Lione* 22; Valenciennes, Saint Etienne, Bordeaux 21; Lilla 20; Tolosa, Rennes 19; Reims, Lorient 15, Bastia, Ajaccio** 14; Brest, Montpellier 13; Nizza 12; Evian*, Sochaux* 11; Troyes 7; Nancy 5; *= una gara in meno; **= 2 punti di penalizzazione. l Marcatori: 10 reti : Ibrahimovic (PSG); 8 reti: Aubameyang (St Etienne. Germania, Diego show BERLINO (e.p.) - Doppietta di Diego nel successo del Wolfsburg sul Bayer. I posticipi dell11ª giornata: Wolfsburg-Bayer Leverkusen 3-1, Stoccarda-Hannover 2-4, Greuther Furth-Borussia M. 2-4.

133 of 248


134 of 248


Il Benevento riparte nel derby Mancosu-Marchi la Paganese è ko Benevento-Paganese 2-0 BENEVENTO (4-4-2): Gori 6; Pedrelli 6 (12' st D'Anna 6) Siniscalchi 7 Mengoni 7 Bolzan 7; Buonaiuto 7 Davì 7 Montiel 6,5 Mancosu 7,5; Marchi 7 (19' st Rajcic 6) Cipriani 7 (24' st Montini 6,5). A disp.: Mancinelli, Rinaldi, Falzarano, Altinier. All.: Ugolotti PAGANESE (4-4-2): Robertiello 6; Calvarese 5,5 (22' st Puglisi 6) Fusco 6 Fernandez 6 Nunzella 5; Ciarcià 5,5 (14' st Fava 5) Soligo 5,5 Romondini 6 Scarpa 5 (28' st Neglia sv); Girardi 6 Tortori 6. A disp.: Pergamena, Pepe, Franco, Orlando. All.: Grassadonia ARBITRO: Bietolini di Firenze Guardalinee: Mariani e Fraschetti MARCATORI: 10' st Mancosu (rig), 17 st Marchi AMMONITI: Davì (B), Girardi (P), Montiel (B), Puglisi (P) NOTE: spet. 2.500, 740 pag, 1723 abb. An. 6-5. Re: 0'+4'.

di Franco Santo BENEVENTO - Col cuore, ma non solo. Il Benevento risorge dalle sue ceneri, la Paganese ritorna coi piedi per terra. Due gol, due legni, almeno altre tre occasioni limpide per rimpinguare il suo bottino, la squadra giallorossa ritrova antiche virtù. Ugolotti la ridisegna con un modulo più sobrio, rispolvera Giacomo Cipriani e si affida alla vivacità e alla grinta dei giovani Buonaiuto e Davì. La Paganese va in tilt, soffre sulle corsie esterne, non regge l'urto al centro. Mancosu fa quello che vuole. Il sardo gioca a tutto campo, segna il rigore del vantaggio e confeziona l'assist per il raddoppio. Al 7' proprio Mancosu è perfetto a servire un pallone a Buonaiuto solo da spingere in rete. Il ragazzo ha anche il tempo per prendere la mira, ma centra il palo. La maledizione dei legni torna dopo appena 4'. Stavolta è Cipriani a inventare una girata da destra che lascia di stucco il portiere paganese, ma la palla va di nuovo sul palo. La Paganese non trova sbocchi. Il successo della strega è scritto. Arriva nella ripresa: Marchi e Mancosu accentuano la pressione e vanno a raccoglierne i frutti. Il Benevento ritrova la vittoria dopo un mese e mezzo (ultimo successo a Carrara il 30 settembre) e rivede la luce.

135 of 248


Primo cin cin del Barletta Dezi e Calapai in gol a Sorrento Sorrento-Barletta 1-2 SORRENTO (4-3-1-2): Polizzi 5; Balzano 5,5 Nocentini 6 Di Nunzio 6 Bonomi 6; A. Esposito 5,5 (24' st Guitto 5) Zanetti 6 Arcuri 6; Iuliano sv (16' pt Di Dio 5); Zantu 5 (1' st Schenetti 6) Corsetti 5,5. A disp.: Frasca, Ferrara, Ciampi, Beati. All.: Bucaro. BARLETTA (3-5-2): Pane 6; De Leidi 6 Burzigotti 6 Romeo 6; Mazzarani 6 (12' st Calapai 6) Molina 6 Piccinni 6 Dezi 6 (32' st Meucci 6) Petterini 6; Simoncelli 6 La Mantia 5,5 (12' st Ferreira 6). A disp.: Liverani, Menegaz, Meduri, Castellani. All.: Stringara. ARBITRO: Fanton di Lodi. Guardalinee: Colì e Bernabei. MARCATORI: 1' st Schenetti (S), 8' st Dezi (B), 16' st Calapai (B). AMMONITI: Corsetti (S), Burzigotti (B), Di Nunzio (S), Molina (B), Zanetti (S). NOTE: spettatori 500 circa (pag. 190, abb. 109), incasso 3.188 . Angoli: 5-1. Rec.: 0'+3'.

di Gianni Siniscalchi SORRENTO - È legittima la 1ª vittoria del Barletta nella seconda partita con Stringara in panchina. Lo scontro diretto per la salvezza boccia il Sorrento, fischiato dalla curva nord. I tre gol nei primi 16' della ripresa. Il Sorrento segna subito (1') col nuovo entrato Schenetti (assist di Arcuri) e sembra avere in pugno la gara. All'8',però, dopo un tiro di Schenetti, il portiere Pane blocca la palla e la rinvia lungo: Dezi pareggia con la difesa sorrentina in vacanza. Il Barletta effettua il sorpasso con un gol fantastico (16'): Calapai, a destra, sorprende Polizzi con un destro da 40 metri. Nonostante le voci di un possibile esonero, la società campana ha confermato la fiducia al tecnico Bucaro.

136 of 248


Poco Frosinone, il Pisa vince e l aggancia Tulli (doppietta) firma il blitz al «Matusa» che vale il primato Frosinone-Pisa 1-2 FROSINONE (4-3-3): Zappino 6,5; Catacchini 5,5 (47' st Paganini sv), Guidi 6, Biasi 5,5, Blanchard 6 (27' st Cesaretti 5,5); Frara 7, Gucher 6, Bottone 5,5 (9' st Marchi 5,5); Ganci 6, Santoruvo 6, Aurelio 6,5. A disp.: Vaccarecci, Frabotta, Bertoncini, Gori. All.: Stellone PISA (3-5-2): Sepe 6; Sbraga 7, Colombini 6,5, Sabato 6; Rizzo 5,5 (15' st Carroccio 6), Buscè 6,5, Mingazzini 6,5, Favasuli 6,5, Barberis 6 (27' st Fondi 5,5); Tulli 7,5 (41' st Scappini sv), Perez 5,5. A disp.: Pugliese, Rozzio, Gatto, Lucarelli. All.: Pane ARBITRO: Saia di Palermo Guardalinee: Favia-Orsini MARCATORI: 19' pt e 29' st Tulli (P), 40' st Frara (F) ESPULSO: 44' st Perez (P) doppia ammonizione AMMONITI: Bottone (F), Aurelio (F), Marchi (F), Ganci (F), Sabato (P). NOTE: Spettatori paganti 884, incasso 6.052,00 euro più 1.211 abbonati per una quota gara di 6.703,80 euro. Angoli 4 a 3 per il Pisa. Rec.: 1' pt e 4' st.

di Amedeo Di Sora FROSINONE - Un pari sarebbe stato il risultato più giusto non tanto per la mancata concessione del calcio di rigore e il gol annullato a Ganci nei concitati minuti di recupero (pessima nel complesso la direzione di Saia), quanto perché le squadre si sono equivalse sul piano del gioco e delle occasioni create. Il Pisa torna in Toscana con tre punti pesanti ma non si può gridare allo scandalo se questa sera divide il primato con Frosinone e Latina, in attesa del recupero Carrarese-Gubbio.

POCO FROSINONE - Non è stato il solito brillante Frosinone, troppi gli errori individuali, ma se la squadra di Stellone, di cui non condividiamo alcune scelte iniziali e in corso d'opera, non è riuscita ad esprimersi al meglio lo si deve anche alla qualità degli avversari capaci di assumere le redini del match nella fase iniziale, di sbloccare il risultato con Tulli e di sfruttare l'ennesimo pasticcio difensivo dei padroni di casa per raddoppiare. Stellone le ha provate tutte per acciuffare il pareggio, prova ne sia che nel finale ha schierato ben cinque attaccanti. Ma i toscani, arroccati davanti a Sepe, seppure a fatica e correndo più di un rischio sono riusciti a difendere il vantaggio.

VANTAGGIO - La gara si sblocca al 19', scambio Mingazzini-Favasuli, tocco per Tulli che dal limite lascia partire un secco destro con pallone a fil di palo con Zappino in netto ritardo. Il portiere brasiliano si rifarà abbondantemente compiendo tre interventi straordinari nella ripresa. Il raddoppio al 29' st: Catacchini in area si fa rubare palla da Perez che conclude a botta sicura Zappino compie un prodigio ma sulla ribattuta di

137 of 248


Tulli nulla può.

TRAVERSA ED ERRORI - Il Frosinone colpisce una traversa con Aurelio, sciupa malamente due favorevoli occasioni con Bottone e Marchi a due passi da Sepe. Il gol che riapre il match arriva tardi, al 40' st: angolo di Ganci e Frara di testa insacca. Negli otto minuti finali si assiste ad un vero e proprio assalto all'arma bianca, ma Saia sorvola su un netto fallo di mani di un difensore toscano e l'assistente Orsini segnala un dubbio fuorigioco a Ganci che era riuscito a far centro.

138 of 248


Prato, che poker travolto il Latina Prato-Latina 4-0 PRATO (4-3-1-2): Layeni 7; Corvesi 7 Malomo 7 Ghinassi 7 Carminati 7; Casini 7 Disabato 8 (35' st Bisoli sv) Cavagna 7; Silva Reis 7.5; Napoli 7.5 (49' st Saitta sv) Tiboni 8 (45' st Cristofari sv). A disp.: Brunelli, Kostadinovic, Benedetti, Basilico. All.: Esposito. LATINA (4-3-3): Bindi 4; Agius 5 Cottafava 5 De Giosa 5 Milani 5; Burrai 5 Sacilotto 5 (29' st Angelilli sv) Gerbo 5 (14' st Cejas 5); Barraco 6 (25' st Tulli sv) Agodirin 5.5 Tortolano 5. A disp.: Ioime, Bruscagin, Ricciardi, Pagliaroli. All.: Pecchia. ARBITRO: Minelli di Varese. Guardalinee: Hager e Toniato. MARCATORI: 19' st Disabato, 26' st Napoli, 34' st Tiboni, 44' st Silva Reis. AMMONITI: Corvesi (P), Milani (L), Sacilotto (L), Disabato (P), Ghinassi (P), De Giosa (L), Carminati (P). Note: spettatori 650 circa. Angoli 5-3 per il Latina.

di Massimiliano Martini PRATO - Il Prato si traveste da capolista e rifila un bel poker alla prima della classe Latina. E' un crollo inatteso quello della squadra di Pecchia, che era reduce da ben otto risultati utili consecutivi. Il 4-0 dei biancazzurri padroni di casa ci sta però tutto. Forse il Latina, che resta comunque al comando della classifica per effetto del successo ottenuto a Frosinone dal Pisa, ha sofferto più del dovuto il terreno pesante su cui si è giocato, ma grande merito va riconosciuto al Prato, che ha disputato una partita impeccabile, confermando l'ottimo momento (era reduce dal successo esterno di Benevento). Il Prato vola a un solo punto dalla zona play off. La sfida del Lungobisenzio si è decisa nel secondo tempo, giocato alla luce dei riflettori, dopo che il primo si era chiuso sullo 0-0 con un certo predominio territoriale da parte dei padroni di casa ma col Latina che era andato più vicino al gol grazie ad Agodirin, che aveva colpito un palo al 30' (gli uomini di Pecchia avevano anche reclamato un rigore per un presunto fallo di mani di Malomo). Il minuto decisivo è stato il 19', quando il rientrante Disabato ha sbloccato il risultato, girando in rete un assist dalla sinistra di Carminati. Il Prato ha avuto di insistere, ottenendo il raddoppio al 26': angolo di Cavagna dalla sinistra, uscita a vuoto di Bindi e Napoli insacca da due passi a porta sguarnita. Per il Latina è un crollo verticale e al 34' concede ancora un gol incredibile al Prato: Bindi esce dalla sua area, pasticciando con un compagno e regalando la sfera a Tiboni che dalla trequarti, vedendo la porta sguarnita, non ci pensa un attimo trovando un autentico eurogol. Quindi al 44' i padroni di casa fanno poker con una staffilata dal limite di Silva Reis che trova il sette alla sinistra di Bindi.

139 of 248


La pioggia fa rinviare la gara tra la Carrarese e il Gubbio CARRARA (atc) - Un nubifragio ha flagellato la provincia di Massa-Carrara. E così la partita tra Carrarese e Gubbio è stata rinviata con una ordinanza emessa dal sindaco di Carrara, Angelo Zubbani. Una decisione sensata, condivisa da tutti, dipesa dalla straordinaria ondata di maltempo che ha colpito sabato notte tutta la provincia apuana. La comunicazione ufficiale alle ore 12. Ad certo momento sembrava che la gara potesse disputarsi regolarmente, visto che il terreno di gioco dello stadio dei Marmi non era allagato e quindi in condizioni per giocare. La stessa Prefettura aveva dato il proprio nulla osta informando anche la Croce Verde per garantire il servizio di sicurezza e di pronto soccorso all'interno dell'impianto comunale. Ma il primo cittadino è intervenuto d'autorità anche non distrarre energie dai numerosi interventi di soccorso alla popolazione. La partita è probabile che sia recuperato domenica 25 novembre, giorno della sosta del campionato, alle ore 14.30.

140 of 248


De Vena punisce lAndria nel recupero Viareggio-Andria 1-0 VIAREGGIO (3-5-2): Gazzoli 6; Carnesalini 6,5 Fiale 6,5 Tomas 6; Peverelli 6 Pizza 6 Maltese 6 Calamai 6 (31' st Gerevini 6) Pellegrini 6; Giovinco 6 Magnaghi 6 (15' st De Vena 6,5). A disp.: Furlan, Conson, Sorbo, Lamorte, Sandrini. All.: Cuoghi. ANDRIA (4-3-3): Rossi 6; Scrugli 6 Contessa 6 Migliaccio 6 Zaffagnini 6; Larosa 6 (23' st Maccan 6) Arini 6,5 Giorgino 6; D'Errico 6 (40' st Mascolo sv) Taormina 6 (11' st Comini 6) Innocenti 6. A disp.: Sansdonna, Tartaglia, Lanteri, Nocerino. All.: Cosco. ARBITRO: Morreale di Roma. Guardalinee: Raparelli e Barbetta. MARCATORE: 46' st De Vena. AMMONITI: Fiale, Maltese, Giovinco, De Vena, Migliaccio, Zaffagnini NOTE: spettatori 700 circa. Angoli 6 a 4 per il Viareggio.

di Roy Lepore VIAREGGIO - E' arrivata nel finale la vittoria del Viareggio contro l'Andria per 1 a 0 e il Viareggio è la quarta volta che segna dei minuti finali che sta a dimostrare che i ragazzi di Cuoghi non mollano mai. La partita non è stata bella anche perché l'Andria dell'ex Giovanni Taormina si è chiusa bene togliendo spazi alle zebre che però con De Vena, entrato al posto di Magnaghi ex compagno di squadra di Insigne al tempo delle giovanili del Napoli, ha segnato il primo gol stagionale che vale tre punti d'oro e lo ha dedicato alla sua ragazza Brenda e alla famiglia.

ASSETTI - Il Viareggio ha recuperato in extremis Gazzoli e Fiale e a centrocampo Pizza, premiato prima della gara per le cento gare con la maglia del Viareggio, ha fatto filtro cercando prima di togliere palloni agli avversari e poi dare una spinta, con Maltese che in cabina di regia è apparso in alcuni momenti poco ispirato per i pochi spazi a sua disposizione. Ammonizione pesante per Giovinco per un innocuo fallo di mano che gli farà saltare la gara di domenica con la Nocerina.

POCHE OCCASIONI - Poche le conclusioni in porta, da segnalare una bella bomba di Gerevini da circa 25 metri che ha trovato pronto il portiere Rossi nella deviazione in calcio d'angolo. La rete della vittoria arriva sugli sviluppi di una punizione battuta da Giovinco con la deviazione di testa di De Vena che ha mandato il pallone a sbattere sulla traversa e poi con una deviazione strana è andato in porta alle spalle del portiere pugliese per regalare tre punti davvero preziosi alla squadra di Cuoghi che voleva il riscatto dopo la sconfitta di Gubbio di sette giorni fa.

141 of 248


Colpo del Catanzaro Il Perugia non c è Cozza passa al Curi. La panchina di Battistini traballa Perugia-Catanzaro 2-4 PERUGIA (4-3-3): Koprivec 5,5; Anania 6 (30' st Tozzi Borsoi 6), Lebran 5 Cacioli 4 Martella 6; Moscati 6,5 Esposito 6 Di Tacchio 6 (1' st Carloto 6); Clemente 6,5 Ciofani 7 Fabinho sv (12' pt Giordano 5.5). A disp.: Russo, Oliveira, Rantier, Moneti. All.: Battistini CATANZARO (3-5-2): Pisseri 6; Borghetti 6 Sirignano 5,5, Papasidero 5,5; Fiore 6 Quadri 6,5 Ulloa 6 Benedetti 6 (34' st Orchi 6) Squillace 6; Fioretti 6,5 (38' st Masini sv) Russotto 6 (23' st D'Alessandro 6). A disp.: Faraon, Maisto, Carbonaro, Cruz Pereira. All.: Cozza ARBITRO: Lanza di Nichelino Guardalinee: Di Salvo-Di Guglielmo MARCATORI: 12 pt Fioretti (C, rig), 31' pt Fioretti (C), 14 st Clemente (P, rig), 35 st Tozzi Borsoi (P), 37 st Quadri (C), 46 st Lebran (P, aut). ESPULSI: Koprivec (P) all'11' pt, Sirignano (C) al 33' st, Cacioli (P) al 45' st. AMMONITI: Ulloa (C), Papasidero (C), Di Tacchio (P), Clemente (P), Lebran (P), Fioretti (C), Quadri (C) NOTE: Terreno pesante per la pioggia. Spettatori 4.121 di cui 3.047 abbonati, per un incasso di 27.304 . Angoli: 5-6. Rec.: 3' + 5'.

di Clero Bertoldi

più

GIORNATA NO In alto, il portiere sloveno del Perugia, Jan Koprivec, 24 anni, ieri espulso dopo 11 minuti contro il Catanzaro. Di lato, il tecnico del Frosinone, Roberto Stellone (35), ieri battuto in casa dal Pisa di Alessandro Pane

PERUGIA - Va sotto, rimonta in inferiorità numerica e poi si lascia superare. Non esce dal tunnel nel quale si è cacciato, il Perugia. Il Catanzaro ringrazia e raccoglie al Curi qualcosa più di una boccata d'ossigeno. Il Perugia, irriconoscibile ora si interroga sul proprio destino: 2 sconfitte interne (e 2 esterne) in 10 giornate sono troppe e anche Battistini rischia grosso. «Non siamo venuti qui per questo», ha rimarcato Gianni Moneti, scuro in volto.

LA CRONACA - Al 2' Moscati taglia da sinistra al centro tutta la difesa, ma alla fine si allunga il pallone e l'azione sfuma. Battistini sgancia Martella e manda Oliveira in panchina. Dopo una lunga quarantena, capitan Giampiero Clemente torna dallinizio in campo. Cozza risponde con il modulo del 3-5-2, preferendo, in avanti, Fioretti a Masini. Al 12' l'arbitro espelle Koprivec per un fallo in uscita su Russotto e concede il rigore. Scelta obbligata: esce l'esterno offensivo Fabinho ed entra Giordano. Fioretti dal dischetto spiazza il portiere umbro. Il Perugia in inferiorità numerica tiene il pallino del gioco e cerca di infastidire la difesa calabrese (con Di Tacchio al 25'). Grazie a un pallone di Squillace, Fioretti è pronto a insaccare, sul tuffo vano di Giordano.

142 of 248


RIPRESA - Nella ripresa il Perugia tenta di ribaltare la partita. E un tiro di Clemente sfiora i legni. Al 14' fallo di Sirignano su Ciofani. L'arbitro assegna il rigore e Clemente trasforma. Ancora una palla gol, sia pure casuale, capita sui piedi di Moscati, che guadagna solo un angolo. Battistini richiama Anania per Tozzi Borsoi. Per doppia ammonizione al 33' fuori Sirignano e la parità numerica è ristabilita. Una manciata di secondi ed è gol. Cross di Esposito, incornata di Tozzi Borsoi: 2-2. La gioia biancorossa si strozza in gola: su angolo, sull'ennesimo errore del reparto arretrato, l'ex Quadri riporta avanti i calabresi. Nel recupero lautogol di Lebran. Terza vittoria di fila del Catanzaro sul Perugia di Battistini.

143 of 248


LANTICIPO Nocerina-Avellino 1-0 (giocata venerdĂŹ) NOCERINA (4-3-3): Aldegani 6; Baldan 6,5 Crescenzi 6 Chiosa 6,5 Garufo 6; Corapi 7 Bruno 6,5 De Liguori 6 (44' De Franco sv); Negro 7 (27' st Merino 6), Evacuo 7 (47' st Schetter sv), Mazzeo 6,5. A disp.: Russo G.; Russo N., Giuliatto, Sabatino. All.: Auteri. AVELLINO (4-3-1-2): Fumagalli 6; Bittante 5,5 Fabbro 5,5 Giosa 5,5 (20' st Izzo 5,5), Bianco 5; D'Angelo 5,5 (17' st Bariti 5), Angiulli 5,5 Millesi 5,5; Catania 5 De Angelis 5 (28' st Biancolino sv), Castaldo 4,5. A disp.: Di Masi, Zappacosta, Panatti, Herrera. All.: Rastelli. ARBITRO: Ghersini di Genova. Guardalinee: Gori e Cecconi. MARCATORE: 24' pt Evacuo. AMMONITI: Evacuo (N), Negro (N), Bianco (A) NOTE: paganti 3.508. Angoli: 4-1 per la Nocerina.

144 of 248


IL PISA FA SUL SERIO LOTITO FESTEGGIA ANCHE A S A L E R N O di Roberto Di Gianfrancesco

Avviso ai naviganti: il Pisa fa sul serio. Alessandro Pane indovina tutto contro il Frosinone: conosce i punti deboli della truppa di Roberto Stellone e, soprattutto, sa come approfittarne. Morale: i nerazzurri espugnano il Matusa, dove finora gli ospiti avevano raccolto le briciole, e balzano in vetta al girone B di Prima Divisione, affiancando proprio i gialloazzurri e il Latina, che incassa un pesante ko a Prato. Si compone cosÏ un inedito trio in testa, anche se la corsa per approdare in serie B è ancora tutta da scrivere. Gubbio (se vincesse il recupero della gara rinviata con la Carrarese, farebbe bingol), Avellino e Viareggio sono a unincollatura, Nocerina e Benevento si sono svegliate: il bello comincia solo ora. Nel girone A, il Lecce rallenta (bravo il Pavia a rimontare due volte), ma gli insegutori restano sempre a una distanza siderale. In Seconda Divisione invece finisce a Salerno limbattibilità dellAprilia: ottava perla per i granata, trasformati da Pochesci. Che domenica per Claudio Lotito che, con il derby capitolino, festeggia len plein.

145 of 248


146 of 248


Bogliacino bis illude il Lecce Foti sciupa il rigore del 3-1: doppio Beretta e pari del Pavia Pavia-Lecce 2-2 PAVIA (5-3-2): Kovacsik 6; Capogrosso 6,5 D'Orsi 6,5 Fasano 6 Reato 6,5 Di Chiara 6,5 (43' st Losi sv); Zanini 6 La Camera 6,5 Statella 6 (32' st Lussardi 6); Cesca 6, Beretta 7,5 (26'st Meza Colli 6,5). A disp.: Teodorani, Meregalli, Turi, Romano. All.: Roselli. LECCE (4-2-3-1): Benassi 6; Diniz 6 (23' st Mario Bogliacino, 32 anni, Semenzato 6) Esposito 6 Di Maio 6 Tomi 6,5; autore di due gol Memushaj 6,5 Giacomazzi 6; Falco 6 (43' st Pià 6) Bogliacino 7,5 Chiricò 6,5; Foti 6,5 (26' st Jeda 6). A disp.: Petrachi, Zappacosta, De Rose, Legittimo. All.: Lerda. ARBITRO: Aureliano di Bologna. Guardalinee: Ficarra e Sala. MARCATORI: 7' pt Bogliacino (L), 29' pt Beretta (P), 45' pt Bogliacino (L), 14' st Beretta (P rigore). AMMONITI: Reato, Di Chiara, Fasano, La Camera e D'Orsi (P), Tomi (L). NOTE: al 9 st Foti (L) sbaglia un rigore. Angoli 9-2 per il Pavia. PAVIA - (ass) Partita straripante di intensità ed emozioni: le strategie degli allenatori hanno vinto sull'agone atletico. Beretta risponde due volte a Bogliacino e gli azzurri rallentano la marcia dell'invitta capolista pugliese. I giallorossi di Lerda, reduci da 8 vittorie e 1 pareggio, con 8 punti di vantaggio sulla seconda in classifica ed in attesa di recuperare mercoledì la partita con il Lumezzane, ambivano al punteggio pieno. Determinante l'errore dal dischetto sul possibile 3-1: poi i padroni di casa trovano il pareggio e vanno anche vicini alla clamorosa vittoria. Quella di Lerda si conferma comunque la corazzata del campionato, quando ha la palla tra i piedi fa veramente paura. Una bella partita onorata dai contendenti. Al 7' il vantaggio del Lecce: bella azione di Chiricò sulla sinistra, la difesa del Pavia si ferma per chiedere un fuorigioco che l'arbitro non fischia, Kovacsik respinge la conclusione di Foti ma nulla può sul tap-in di Bogliacino. Il Lecce è in vantaggio, ma continua a fare la partita. Fasano al 21' recupera palla nella metà campo del Lecce, grazie al pressing alto del Pavia, serve Beretta sulla sinistra, passaggio in area per Di Chiara che tenta il passaggio in mezzo a Cesca invece di tirare, la difesa gialloblu sbroglia. Al 29' il Pavia arriva al pareggio con Beretta: La Camera avanza sulla destra e crossa tagliato, Beretta colpisce di testa incrociando il tiro, il portiere Benassi scivola e il pallone entra in rete. Il nuovo vantaggio dei salentini arriva allo scadere del primo tempo: Chiricò devastante sulla sinistra, traversone perfetto sul secondo palo e Bogliacino è ancora pronto all'appuntamento. Giallorossi avanti per 2-1. Nel secondo tempo al 9' rigore per il Lecce: nettissima trattenuta in area di Zanini su Chiricò. Foti spara sulla traversa, poi dalla distanza Giacomazzi tira fuori. Quattro minuti dopo rigore per il Pavia e pareggio: steso Cesca da Esposito, Beretta trasforma il penalty spiazzando Benassi. Partita impacchettata sul pareggio blindato. Grande Lecce e grande Pavia.

147 of 248


Il Trapani riacciuffa il Como con un rigore di Basso al 95 Como-Trapani 2-2 COMO (4-3-3): Micai 5,5; Ambrosini 6 Schiavino 6 Luoni 6 Marchi 6; GiampĂ 6 Ardito 6 Tremolada 5,5 (27' st Scialpi 6,5); Cia 6 (39' st Velardi) A.Donnarumma 7 Lisi 6,5. A disp.: Twardzik, Del Pivo, Velardi, D. Donnarumma, Gammone, Fautario All.: Paolucci. TRAPANI (4-4-2): Nordi 5,5; Lo Bue 5,5 (40' st Docente sv) Pagliarulo 6 D'Aiello 6 Rizzi 5,5 (40' st Filippi sv); Basso 7 Spinelli 6 Caccetta 6 Madonia 5,5 (24' st Romeo 6); Mancosu 7 Abate 5,5. A disp.: Morello, Lo Monaco, Pirrone, Tedesco. All.: Boscaglia. ARBITRO: Bindoni di Venezia. Guardalinee: Viello e Regazzo. MARCATORI: 11' pt Mancosu (T), 41' pt Lisi (C), 38' st A. Donnarumma (C), 50' st Basso (rig., T). AMMONITI: Basso, Spinelli (T), Ardito (C). NOTE: spettatori 1000 circa. Angoli 4 a 2. COMO - (ass) Pari e patta tra Como e Trapani. I lariani prima vanno sotto poi rimontano, ma nei minuti di recupero si fanno raggiungere dal gol di Basso su rigore. Parte forte il Trapani che al primo affondo trova la rete del vantaggio. Su un tiro di Spinelli, non trattenuto da Micai, si avventa Mancosu, siglando l'uno a zero per i siciliani. Il Como, in difficoltĂ  per circa mezzora, al 41', complice una disattenzione difensiva dei granata, arriva il rocambolesco pareggio dei lariani con Lisi. La ripresa si accende nel finale. Al 38' il Como raddoppia: dagli sviluppi di un calcio d'angolo, A. Donnarumma batte di testa Nordi. Il Trapani nei minuti finali tenta il tutto per tutto. L'arrembaggio siciliano si concretizza al 50', quando l'arbitro fischia un fallo su Romeo in area: dal dischetto Basso realizza il due a due definitivo.

148 of 248


Portogruaro avanti con Corazza Marchi firma l1-1per lEntella Portogruaro-Entella 1-1 PORTOGRUARO (4-3-1-2): Tozzo 6; Pondaco 5,5 Patacchiola 5,5 Moracci 6 Blondett 6; Herzan sv (22' pt Coppola 6) Sampietro 6 Martinelli 6 (13' st Salzano 6); Cunico 6,5; Corazza 6 Della Rocca 6. A disp.: Bavena, Zampano, Licata, Rolandone, Magrassi. All.: Madonna. ENTELLA (4-3-1-2): Paroni 6; De Col 6 Cesar 6 Russo 5,5 Fantoni 6,5 (20' st Argeri 6, 5); Staiti 6, 5 Volpe 6 Hamlili 6 (20' st Garin 6); Vannucchi 6,5; Guerra 6, 5 (11' st Rosso 6) Marchi 5,5. A disp.: Conti, Falcier, Wagner, Serlini. All.: Prina. ARBITRO: Fiore di Barletta. Guardalinee: Bonafede e D'Apice. MARCATORI: 15' st Corazza (P), 21' st Marchi (E). AMMONITI: Marchi (E), Fantoni (E), Martinelli (P), Russo (E), Coppola (P). NOTE: giornata piovosa e terreno di gioco pesante. Spettatori: 400 circa. Angoli: 2-2 PORTOGRUARO - (ass) Buon pareggio della Virtus Entella che a Portogruaro riesce a raddrizzare una partita apparsa compromessa dopo la rete subita al 15' della ripresa da uno strepitoso Corazza, abile a raccogliere un traversone dalla destra battendo Paroni. Prina corre ai ripari e la mossa gli dà ragione perché l'Entella pareggia i conti quasi subito con Marchi, il quale insacca di testa l'assist di Argeri, peraltro appena entrato. Finale convulso con la squadra di Prina più volte vicina alla rete della vittoria, ma il Portogruaro stringe i denti e il punteggio resta invariato. L'Entella mantiene il secondo posto in classifica alle spalle del Lecce.

149 of 248


Sudtirol-Feralpi sosp.i.c. BOLZANO - (ass) La partita fra Südtirol e Feralpi è stata rinviata a data da destinarsi per impraticabilità di campo. La decisione è stata assunta dalla terna arbitrale dopo un sopralluogo effettuato assieme ai capitani delle due squadre nel prepartita. Il terreno di gioco del Druso, malgrado l'intervento dei vigili del fuoco e dei custodi dello stadio che hanno prosciugato e rimosso parte delle moltissime pozzanghere, si presentava come un vero e proprio acquitrino, col pallone che non rimbalzava in più punti del campo.

150 of 248


SERIE A DONNE Real Statte e Reggina a punteggio pieno Volano Sinnai e AZ

di Antonio Galluccio Giornata importante la sesta di andata ieri nei tre gironi della Serie A femminile. l GIRONE A - Il Sinnai vince tra le mura amiche contro la Kick Off Femminile e aggancia in vetta l'Isolotto Fondiaria Firenze alla prima sconfitta sul campo dello Sporteam United. Primo trionfo per il Torino Futsal Femminile. I risultati: Casalgrandese-Città di Breganze 0-9; Lupe-Real Lions Ancona 4-0; Pcg Bresso-Portos Femminile 0-5; Sinnai-Kick Off Femminile 10-4; Sporteam United-Isolotto Fondiaria Firenze 6-3; Torino Futsal Femminile-Areasport Verona 4-1. Classifica : Isolotto Fondiaria Firenze e Sinnai 15; Città di Breganze 13; Lupe 12; Sporteam United 11; Portos Femminile (-1) 9; Areasport Verona 6; Kick Off Femminile 5; Pcg Bresso, Real Lions Ancona, Torino Futsal Femminile e Casalgrandese 4. l GIRONE B - Az Gold Women sola sul podio più alto dopo la vittoria interna contro il Città di Pescara e il pari casalingo contro la Futsal Ternana del Città di Montesilvano raggiunto al secondo posto dalla Virtus Roma che espugna Perugia. I risultati: Atletico Ardea Futsal-Woman Napoli 1-4; Az Gold Women-Città di Pescara 7-0; Città di Montesilvano-Futsal Ternana 1-1; Perugia-Virtus Roma 3-6; Real Sorrento-Ls Aranova Ceprano 0-6; Lazio-Nuova Focus Calcio Foggia 5-2 (giocata sabato). Classifica : Az Gold Women 16; Città di Montesilvano e Virtus Roma 14; Lazio 13; Woman Napoli 10; Futsal Ternana 9; Ls Aranova Ceprano e Perugia 6; Atletico Ardea Futsal 5; Nuova Focus Calcio Foggia 4; Città di Pescara (-3) 1; Real Sorrento 0. l GIRONE C - Real Statte e Pro Reggina capolista a punteggio pieno superando Jordan Aufugum in casa e Five Molfetta in trasferta. Bene l'Ita Salandra. Primo successo per Martina Calcio Femminile e Sporting Locri Femminile. I risultati: Cus Palermo-Ita Salandra 1-3; Cus Potenza-Martina Calcio Femminile 2-6; Five Molfetta-Pro Reggina 0-5; Real Statte-Jordan Aufugum 10-1; Sporting Locri Femminile-Parrocchia Ganzirri 3-0; Vittoria Calcetto-Nuova Atletica Giovinazzo 2-1. Classifica : Real Statte e Pro Reggina 18; Jordan Aufugum e Ita Salandra 15; Parrocchia Ganzirri 12; Cus Palermo e Vittoria Calcetto 6; Martina Calcio Femminile 5; Nuova Atletica Giovinazzo e Five Molfetta 4; Sporting Locri Femminile 3; Cus Potenza 0.

151 of 248


San Marino-Reggiana SAN MARINO - Si disputa stasera (ore 20.30) il posticipo San Marino Reggiana. CosĂŹ in campo (ore 20.30) SAN MARINO (4-3-3) Vivan; Pelagatti, Galuppo, Ferrero, Mannini; Pacciardi, Lunardini, Poletti; Mella, Coda, Doumbia. A disp.: Migani, Crivello, Del Sole, Villanova, Defendi, Casolla, Chiaretti. All.: Acori. REGGIANA (4-3-2-1): Tomasig; Bani, Cossentino, Mei, Magliocchetti; Ardizzone, Parola, Viapiana; Sprocati, Alessi; Rossi. A disp.: Bellucci, Zini, Panizzi, Iraci, Antonelli, Matteini, De Cenco. All.: Zauli. ARBITRO: Abisso di Palermo (Abbruzzese-Lobozzo).

152 of 248


Carpi-Treviso CARPI - Si gioca stasera il posticipo Carpi-Treviso. La gara sarĂ trasmessa in diretta tv su Raisport 1. CosĂŹ in campo (ore 20.45, diretta tv su Raisport) CARPI (4-4-2): Sportiello; Pasciuti, Poli, Letizia, Sperotto; Potenza, Papini, Perini, Di Gaudio; Kabine, Arma. A disp.: Guerci, Fusar Bassini, Gagliolo, Teggi, Furini, Cortesi, Ferretti. All. Tacchini. TREVISO (4-4-2) Campironi; Bini, Stendardo, Zammuto, Cernuto; Brunetti, Spinosa, Fortunato, Beccia; Kyeremateng, N. Tarantino. A disp. Merlano, Bianchetti, Toppan, Salvi, Rizzo, Chiavazzo, Picone. All. Ruotolo. ARBITRO: D'Angelo di Ascoli Piceno (Villa-Lanotte).

153 of 248


FUTSAL

-

IL

MONDIALE

IN

THAILANDIA

Vampeta lancia lItalia: «Non possiamo sbagliare» Gli azzurri affrontano oggi negli ottavi lEgitto (ore 10, Eurosport e Raisport 1), nei quarti ci aspetta il Portogallo E arrivò il giorno di Italia-Egitto. La Nazionale azzurra scende in campo nel pomeriggio thailandese (alle ore 10 italiane, con diretta tv su RaiSport 1 ed Eurosport) per sfidare i Faraoni negli ottavi di finale di Thailandia 2012. Dopo tre partite disputate a Bangkok, la squadra di Roberto Menichelli sarà di scena alla Korat Chatchai Hall di Nakhon Ratchasima, cittadina situata a 220 chilometri a nord-est della capitale, dove gli azzurri si sono trasferiti venerdì scorso. Gli azzurri durante Scontata la giornata di squalifica, torna a l'allenamento alla Korat disposizione Sergio Romano - con gli avversari Chatchai Hall: oggi sfidano che invece dovranno fare a meno di Mizo e El l'Egitto (Cassella/Divisione C5) Darwj, fermati per recidività di ammonizioni mentre al momento è ancora in dubbio Alex Merlim per una lieve contrattura patita al termine della gara con il Messico al flessore della coscia sinistra: il giocatore della Luparense nelle ultime ore ha evidenziato un netto miglioramento, ma staff medico e staff tecnico decideranno solo all'ultimo sul suo impiego. « E' una partita che non si può sbagliare». E' categorico Vampeta, parlando della gara con l'Egitto. « La concentrazione deve essere massima, come del resto è sempre stata finora; dobbiamo avere cura dei dettagli e questo può fare la differenza». E sul pericolo di snobbare l'avversario, il laterale dell'Asti fuga ogni dubbio. « Sappiamo di avere qualità superiore, siamo una squadra forte e compatta e ci siamo preparati al meglio per questa partita, come per il Mondiale in generale. Chi scenderà in campo farà del suo meglio, per il gruppo». L'Italia arriva da tre successi in altrettante partite, dalla vittoria del Gruppo D a punteggio pieno. « E stato importante vincere il girone, questo ci ha dato fiducia. Certo, abbiamo preso gol che di solito non prendiamo, cè stata un po di disattenzione e sfortuna. Ma ne abbiamo parlato, abbiamo visto gli aspetti da migliorare perché dora in poi questi sbagli possono essere pagati cari. Adesso dobbiamo cancellare tutto perché inizia un altro Mondiale: partite secche, ma siamo lItalia e dobbiamo dare il massimo indipendentemente dallavversario». E poi un pensiero su se stesso, visto che Vampeta è l'unico giocatore di movimento azzurro che ancora non ha trovato la via della rete. « Io sto bene, mi sento bene. Non aver segnato ancora non è un problema: mi piace fare assist e la cosa più bella è che lItalia sta vincendo: metterei la firma perché continuasse così E la cosa più importante, penso che tutti sono contenti di non segnare se comunque la propria squadra vince». Chi vince oggi, affronterà mercoledì (alle ore 12.30 italiane) il Portogallo nei quarti di finale: i lusitani hanno avuto la meglio ieri per 4-1 sul Paraguay e hanno staccato il pass per il turno successivo insieme alla Spagna - vittoriosa per 7-1 sui padroni di casa della Thailandia - all'Ucraina e alla Colombia che si affronteranno nei quarti. Gli ex sovietici hanno avuto la meglio per 6-3 sul Giappone, mentre i sudamericani hanno eliminato clamorosamente l'Iran con il punteggio di 2-1.

ass

154 of 248


CosĂŹ oggi in Tv Ore 10 ITALIA-Egitto (Eurosport e Raisport1); ore 12.30 Brasile-Panama (Eurosport2) e Russia-Repubblica Ceca (Eurosport), ore 15 Serbia-Argentina(Eurosport e Raisport1).

155 of 248


Lumezzane-Cuneo 1-2 LUMEZZANE (4-3-3): Vigorito 6; D'Ambrosio 6 Mandelli 5,5 Dametto 5,5 Possenti 6; Giorico 5 (7'st Dadson 5,5) Marcolini 6 Gallo 6; Pintori 5,5 (27' st Baraye 6) Torri 6 Samb 5(13' st Kirilov 6). A disp.: Coletta, Zamparo, Sabatucci, Sevieri. All.: Festa. CUNEO (4-3-1-2): F. Rossi 6; Di Lorenzo 6 Carretto 6 (34' st Sentinelli sv) Scaglia 6 Donida 6; Cristini 7 Longhi 6(28' st Danucci sv) Lodi 6; Garavelli 6; Fantini 6,5(43' st Serino sv) Ferrario 7. A disp.: Negretti, Passerò, Palazzolo, Di Quinzio. All.: Rossi. ARBITRO: Soricaro di Barletta. Guardalinee: Meschi e Colatriano. MARCATORI: pt 43' Ferrario (C), st 1' Cristini (C), 38' Torri (L). AMMONITI: Samb (L).

156 of 248


Tritium-Albinoleffe 0-1 TRITIUM (4-4-2): Nodari 6,5; Martinelli 6 Cusaro 6 Bossa 6 (40' st Fioretti sv) Teoldi 7; E.Bortolotto 6 A.Arrigoni 6, T.Arrigoni 6 (20' st Nardiello 6) Casiraghi 6; Corti 6,5 Chinellato 6 (10' st Spampatti 6). A disp.: Paleari, Torno, Riva, Monacizzo. All. Magoni. ALBINOLEFFE (4-3-1-2): Offredi 6, 5; M.Belotti 6 Allievi 5, 5 Salvi 5 Regonesi 6,5; Taugordeau 6 Girasole 6 Maietti 6; Pacilli 6 (11' st Pirovano 6); Cissè 6 (1' st Diakitè 6) A.Belotti 6 (31' st Martinovic). A disp.: Amadori, Ondei, Gazo, Corradi. All. Pala. ARBITRO: Melidoni di Frattamaggiore. Guardalinee: Oliveri e Cappello. MARCATORE: 46' st Martinovic (A) al 91'. ESPULSO: 9' st Salvi (A) per doppia ammonizione. AMMONITI: Bossa (T), Allievi (A). NOTE: angoli 4-3 per l'Alb. Rec.: pt 3' - st 4'.

157 of 248


158 of 248


159 of 248


160 of 248


Salernitana, e otto Aprilia, primo Ginestra, Guazzo e Perpetuini stendono la capolista

ko

Salernitana-Aprilia 3-0 SALERNITANA (3-5-2): Iannarilli 6; Tuia 6 Molinari 6,5 Rinaldi 6,5; Chirieletti 7 (27' st Lanni sv) Capua 6 Perpetuini 7,5 Mancini 8,5 Cristiano Rossi 7; Ginestra 7 (21' st Gustavo 6,5) Guazzo 7 (34' st Zampa sv). A disp.: Dazzi, Adeleke, Vettraino, Ricci. All.: Perrone. APRILIA (4-4-2): Di Vincenzo 5,5; Cane 5 Stankovic 5,5 Sembroni 5,5 Carta 5,5 (32' st Gomes 6); Sassano 5 (15' st Marfisi 5,5) Amadio 5 Croce 5 Corsi 4; Ferrari 4,5 (7' st Calderini 5) Ferrimarini 5. A disp.: Caruso, Tundo, Salese, Criaco. All.: Vivarini. Esultanza granata: la rimonta ARBITRO: Giovani di Grosseto. continua (Mosca) Guardalinee: Santoro e Tudisco. MARCATORI: 7' pt Ginestra (S, su rig.), 14' pt Guazzo, 51' st Perpetuini. ESPULSO: 40' st Corsi (A) per doppia ammonizione. NOTE: spettatori 7.296 compresi i 205 abbonati. Angoli: 6-5 per la Salernitana.

di Franco Esposito SALERNO - La Salernitana sale sull'ottovolante (tanti sono i risultati utili consecutivi della gestione Perrone), l'Aprilia resta per la prima volta ai box. I campani danno una lezione di calcio alla capolista, che perde l'imbattibilità e subisce in un colpo solo tre gol, quasi le stesse reti che aveva subito nelle precedenti dieci partite e il ventenne portiere Di Vincenzo è costretto a subire dopo dopo 353 minuti di imbattibilità. LAprilia conserva comunque il comando del girone, ma vede ridursi a solo due punti il vantaggio sul sempre più sorprendente Pontedera, mentre i granata, terzi insieme al Martina, si portano a -5 dalla vetta. La squadra di Perrone, senza il febbricitante Montervino, è stata straripante e nei primi venticinque minuti ha annientato l'avversario costruendo la meritata vittoria dinanzi ad un pubblico straordinario. Sette minuti e Corsi strattona Ginestra per la maglia. Giovani assegna il penalty che lo stesso Cobra trasforma (7'). Altri sette minuti e Guazzo stende i pontini: gran destro dai venti metri e sfera che s'infila sulla destra di Di Vincenzo (14'). L'Aprilia non ci sta e prova a reagire, ma Iannarilli salva su Stankovic in posizione sospetta (36'). Nella ripresa i campani sfiorano il terzo gol con Guazzo (5'), Capua (14') e Mancini (34') sul cui destro a giro Di Vincenzo si rifugia oltre la traversa. Vivarini rinforza l'attacco dellAprilia inserendo prima Calderini al posto di uno spento Ferrari, poi il portoghese Gomes per Carta. Perrone, col suo impeccabile gilet granata, replica sostituendo Ginestra con Gustavo e Guazzo con Zampa. La Salernitana è implacabile. Per un fallo su Lanni l'arbitro ammonisce per la seconda volta e poi espelle Corsi (40'). C'è gloria, infine, per Perpetuini, che incornicia una prestazione eccellente con un destro che s'infila all'incrocio dei pali.

161 of 248


Arzanese-Foligno 1-1 ARZANESE (4-3-3): Aprea 6; Laezza 6,5 Riccio 6,5 Caso 6 Albanese 6; Tarascio 6,5 Maschio 6 Florio 6 (33' st Figliolia sv); Sandomenico 6 (43' st Elia sv) Lacarra 5 Roghi 7 (20' st Pettrone 6). A disp.: Moggio, Tommasini, Piscopo, Liccardo. All.: Rogazzo. FOLIGNO (3-4-1-2): Piacenti 6; Pupeschi 6,5 Cotroneo 7 Barbetta 6; Rampi 5,5 (12' st Costanzo 6) Fiordiani 6 Borgese 6,5 Petti 6; Vassallo 5,5 (25' st Menichella 6); Gaeta 6 Balistreri 6 (35' st Gesuele sv). A disp.: Zandrini, La Rosa, Padoin, Gatti. All.: Monaco. ARBITRO: Piscopo di Imperia. Guardalinee: Barcaglioni e Costantini. MARCATORI: 31' pt Roghi (A), 19' st Cotroneo (F). ESPULSO: al 44' st Lacarra (A) per doppia ammonizione. AMMONITI: Roghi (A), Laezza (A), Aprea (A), Albanese (F).

162 of 248


Aversa Normanna-Teramo 1-0 AVERSA NORMANNA (4-2-3-1): Gragnaniello 6,5; Fricano 6,5 Bova 6,5 Campanella 6,5 Avagliano 6,5; Viola 6,5 Gatto 6,5; Iovene 6,5 (23'st Poziello 6,5) De Martino 7 Guarracino 6 (34'pt Sellitti 6,5); Polani 6,5 (35'st Scalzone 6). A disp.: Esposito R., Visone, Pezzullo, Esposito F. All.: Romaniello. TERAMO (4-2-3-1): Serraiocco 5,5; De Fabbrittis 5,5 (36'st Scipioni sv) Ferrani 5,5 Speranza 5,5 Chovet 5,5; Coletti 5,5 Valentini 5,5; Petrella 5,5 Novinic 5,5 (13'st Iazzetta 6) Foglia 5,5 (28'st De Stefano 6); Patierno 5,5. A disp: Santi, Caidi, Giannetti, Righini. All.: Cappellacci. ARBITRO: Vesprini di Macerata. Guardalinee: Bellagamba e Camillucci. MARCATORE: 23'pt De Martino. AMMONITI: De Fabbrittis (T), Speranza (T), Fricano (A), Iovene (A), Poziello (A), Gragnaniello (A). NOTE: angoli 3-2 per l'Aversa N. Rec.: pt 2'; st 3'.

163 of 248


Gavorrano-Poggibonsi 2-0 GAVORRANO (4-3-1-2): Addario 7; Mazzanti 7 Alderotti 7 Fatticioni 7 Tognarelli 6 (24' st Romiti 6); Della Latta 6,5 Nicoletti 6 Zane 6,5; Lo Sicco 7 (20' st Messina 6); Nocciolini 7 (39' st Rosati sv) Gurma 6,5. A disp.: Lanzano, Peluso, Grifoni, Moscati. All.: Buso. POGGIBONSI (4-4-2): Menegatti 5,5; Bronchi 5 Salvatori 5 Panariello 5,5 Pera 6; Ambrogetti 5,5 (32' st Cicali sv) Scicchitano 5,5 (1' st Miniati 6) Giunchi 5,5 Paparusso 5,5; Dal Bosco 5,5 Moscarino 5,5 (1' st Ilari 5,5). A disp.: Rosignoli, Tafi, Roveredo, Bianconi. All.: Fraschetti. ARBITRO: Serra di Torino. Guardalinee: C.Pellegrini-Orlando. MARCATORI: 33' pt Nocciolini, 34' Fatticcioni. AMMONITI: Alderotti, Salvatori, Zane, Nocciolini, Addario e Giunchi. NOTE: angoli 8-5 per il Poggibonsi. Rec.: 1' e 3'.

164 of 248


Hinterreggio-Chieti 0-1 HINTERREGGIO (3-4-1-2): Mengoni 5; Ungaro 5 Franceschini 5,5 Impagliazzo 5; Cutrupi S. 5,5 (16' st Cutrupi D. 5) Vicari 5 (39' st Aliperta sv ) Pensalfini 5 Marguglio 5,5; Borghetto 5 (7'st Febbraio 5) Zampaglione 6 Khoris 5,5. A disp.: Cutrupi A., Trentinella,Condomitti, Broso. All.:Venuto. CHIETI (4-3-1-2): Feola 6; Bigoni 6,5 Pepe 6 (17' st Barbone 6) Di Filippo 6 Gigli 6; Rinaldi 6,5 (16' st Alessandro 6) Verna 6 Del Pinto 6; Mungo 7;Capogna 6,5 (27' st Cardinali 6) De Sousa 7. A disp.: Cappa, Rovrena, Di Properzio, La Selva. All.: De Patre. ARBITRO: Guccini di Albano Laziale. Guardialinee: Agostini e LaCalamita. MARCATORI: 22' pt De Sousa ( C). AMMONITI: Franceschini (H), Mungo (C), Impagliazzo (H). NOTE: angoli 3-2 per il Chieti. Rec.: 1' pt; 3' st.

165 of 248


LAquila trova un Melfi coriaceo E Agnello risponde a Carcione L'Aquila-Melfi 1-1 L'AQUILA (4-3-3): Testa 6; Rapisarda 6 Pomante 6 Mucciante 5,5 (41' pt Ingrosso 5) Ligorio 6; Agnello 6 Iannini 5,5 Carcione 5,5; U. Improta 6 (37' st Colussi sv) Infantino 6 Ciotola 5,5 (25' st Triarico 6). A disp.: Modesti, Petta, Menicozzo, Marcotullio. All.: Ianni. MELFI (3-5-2): Scuffia 6; Benci 5,5 Dermaku 5,5 Gennari 6; Spirito 6 Muratore 6 Porcaro 6 Giglio 5,5 Bonasia 5,5; G. Improta 6 Conte 6 (34' st Caira sv). A disp.: Volturo, D'Angelo, Signorelli, N. Lombardi, A. Lombardi, Simeri. All.: Bitetto. ARBITRO: Silvia Tea Spinelli di Terni. Guardalinee: Castello e Curatoli. MARCATORI: 9' pt Conte (M), 27' st Agnello (A). AMMONITI: Carcione (A), Agnello (A). NOTE: angoli 9-0 per L'Aquila. Rec.: 2' pt, 4' st. L'AQUILA - L'Aquila e Melfi non vanno oltre il pareggio, che dagli spalti è sembrato il risultato più giusto, anche se nel dopo gara ognuno dei due allenatori sembrava convinto che la loro formazione meritava i tre punti. Il Melfi si porta in vantaggio al 9' del primo tempo approfittando di un errore di Mucciante che libera al tiro Conte. Il pareggio dell'Aquila arriva nella ripresa al 27': cross di Umberto Improta per il colpo di testa di Agnello. Non sarà la prima volta che capita, ma fa sempre effetto vedere due fratelli, Giancarlo Improta nel Melfi e Umberto nell'Aquila, giocare contro in una partita di un campionato professionistico.

GieffePress

166 of 248


Il Martina sbanca Campobasso e rende amara la prima di Vullo Campobasso-Martina 0-1 CAMPOBASSO (4-4-2): Iuliano 6,5; Candrina 5,5 Esposito 6 Marino 5,5 Minadeo 6; Di Libero 5 Di Bartolomeo 5 (11' st Colantoni 5,5) Rais 6 D'Allocco 6; Morante 5 (25 st Bussi sv) Konate 6,5. A disp.: Cattenari, Boi, Modica, Mazza, Santaguida. All.: Vullo. MARTINA (4-3-2): Leuci 6; Dispoto 6 D'Addato 6,5 (20 st Bruni sv) Filosa 6 Gambuzza 7; Scarsella 6,5 Marsili 6 Provenzano 6,5 (1' st Fiorentino 6); Mangiacasale 7; Gambino 6 Ancora 6 (20' st Memolla sv.). A disp.: Perina, Bagaglini, Lattanzio, Anaclerio. All.: Di Meo. ARBITRO: Verdenelli di Foligno. Guardalinee: Cipolloni e Vettorel. MARCATORE: 2' pt Gambuzza. AMMONITI: Marino (C) Rais (C) Konate (C) Dispoto (M) D'Addato (M) Provenzano (M) Leuci (M). NOTE: angoli 7 a 4 per il Campobasso. Recupero: 0 pt, 3' st.

di Aldo Ciaramella CAMPOBASSO - E bastato un gol lampo di Gambuzza a partita appena iniziata per dare il successo ai pugliesi e ribadire che il Campobasso, ben messo in campo dal neo tecnico Vullo, pur avendo giocato benino rispetto alle precedenti domeniche, ieri, è stato sfortunato. Minadeo si mordono le mani per la traversa colpita da Marino (30' pt) e per un paio di occasionissime, prima di Morante, splendida la parata di Leuci, e poi di Di Bartolomeo che ha sciupato solo in area avversaria un' ottima opportunità per raggiungere il pari. Il gol al 2': fallo di mano di Rais al limite dell'area rossoblù, punizione battuta da Marsili ha rinviato Iuliano e sulla ribattuta di quest'ultimo Gambuzza ha messo in rete.

167 of 248


Vigor Lamezia-Fondi 1-0 VIGOR LAMEZIA (4-2-3-1): Forte 6; Marchetti 7 Gattari 7,5 Castaldo 6,5 Crialese 6; Giuffrida 6,5 Cerchia 6,5; Giacinti 6 Mangiapane 7 (39' st Rondinelli sv) Catanese 6 (31' st Catalano sv); De Luca 7. A disp.: Zelletta, Monopoli, Cascione, Petrilli, Rana. All.: Costantino. FONDI (4-1-4-1): Gasparri 6; Marotta 6 Fedi 6,5 Palumbo 6 Naglieri 6; Rossini 6 (35' st Prisco sv); Bernasconi 5 (30' st Salvini sv) Cucciniello 6 Cannoni 5 D'Anna 5; Guidone 6. A disp.: Caccioli, Chiarini, Mucci, Vaccaro, De Giorgi. All. Provenza. ARBITRO: Brodo di Viterbo. Guardalinee: Torre e Muto. MARCATORE: 19' pt Mangiapane. AMMONITI: Castaldo (V), Marotta (F), Palumbo (F), Giacinti (V), Gattari (V), Prisco (F), Cerchia (V). NOTE: angoli: 8-6 per la Vigor. Rec.: 1' pt, 3' st.

168 of 248


Pontedera-Borgo a Buggiano 1-0 PONTEDERA (3-5-2): Leone 6,5; Ortolan 6,5 (32' st Gregorio sv), Vettori 7, Capitanio 7; Esposito 6,5, Gonnelli 6,5, Caponi 6,5, Carfora 6,5, Regoli 6; Arrighini 6,5 (43' st Firenze sv), Grassi 7 (46' st Cherillo sv). A disp.: Bibba, Di Noia, Fedi, Zini. All.: Indiani. BORGO A BUGGIANO (4-4-2): Gassino Rossi 5,5; Manganelli 5,5 (34' st Annoni sv), Di Giusto 6, Settepassi 6, Pastore 6; Maretti 6, Caciagli 6 (34' st Candiano sv), Nolè 6,5, Dimas 6; Santini 6, Delporto 6 (27' st D'Antoni 6). A disp.: Ristori, Checchi, Baccarin, Butini. All.: Masi (squalificato, in panchina Nenci). ARBITRO: Ceccato di Bassano del Grappa. Guardalinee: Piazza e Benedettino. MARCATORE: 46' pt Grassi. AMMONITI: Caponi, Grassi, Vettori, Settepassi, Maretti, Manganelli, Nolè e D'Antoni. NOTE: angoli 5-3 per il Pontedera. Rec.: 2' e 4'.

169 of 248


G I R O N E Castiglione, vittoria e primato Milazzo e Rimini avanti piano

A

Alessandria-Monza 0-0 ALESSANDRIA (4-3-1-2): Servili 6, 5; Gambaretti 6, Viviani 6, Barbagli 6,5, Mazzuoli 6; Caciagli 6 (24' st' Fanucchi 6), Roselli 6, 5, Mora 6,5; Degano 6; Ferretti 6, Rossi 6 (24' st Bianchi 6). A disp.: Pavanello, Boron, Cammaroto, Tanaglia, Brocchi. All.: Cusatis. MONZA (4-3-3): Castelli 6,5; Franchino 6, Polenghi 6,5, Franchini 6,5 (22' st Cattaneo 6), Anghileri 6; Valagussa 6, Grauso 6 (28' pt Puccio 6), Calliari 6; Vita 6 (34' st Desole sv), Finotto 6, Gasbarroni 6,5. A disp.: Pazzagli, Fronda, Ravasi, Laraia. All.: Asta ARBITRO: Paolini di Ascoli Piceno Guardalinee: Forte - Lipizer ESPULSI: 33' st Anghileri (M) AMMONITI: Barbagli, Mazzuoli, Mora, Bianchi (A), Vita, Calliari, Puccio (M) NOTE: angoli: 6-10. Rec.: pt 2', st 5'. Spettatori 1.100 circa. Bassano-Venezia 1-0 BASSANO (5-3-2): David 7; Toninelli 6,5 Basso 5 Bertoli 6,5 Ghosheh 6 Stevanin 6; Mateos 6 Correa 7 Proietti 6,5 (46' st Carteri ng); Gasparello 6 (20' st Longobardi 6) Berrettoni 7,5. A disp.: Ambrosio, Barbieri, Furlan, Conti, De Gasperi. All.: Rastelli. VENEZIA (4-3-1-2): Moreau 6,5; Cabeccia 5 Giovannini 6,5 Battaglia 6,5 Bertolucci 6.5; Taddei 5,5 Princivalli 5 (20' st Godeas 5) Maracchi 6; Lauria 6 (25' st Margarita 5,5); Marconi 6 (30' st D'Appolonia 6) Franchini 6. A disp.: Bonato, Dascoli, Scardala, Campagna. All.: Zanin. ARBITRO: Capilungo di Lecce. Guardalinee: De Rubeis e Della Dora. MARCATORE: 37' pt Berrettoni (B). ESPULSI: 18' st Basso (B) per doppia ammonizione, 45' st Cabeccia (V) per fallo. AMMONITI: 28' pt Franchini (V), 23' st Longobardi (B), 33' st Margarita (V) 43' pt Taddei (V), 41' st Correa (B), 4' st Toninelli (B), 40' st Berrettoni (B). NOTE: Rec.: pt 1', st 4' Bellaria-Renate 2-1 BELLARIA (4-4-2): Rossini 6,5; Maccarone 6 Fantini 6,5 Perrino 6 (29' st Thiam 7) Masullo 6; Rossetti 6,5 Mariani 6,5 Gerolino 6,5 Fiore 6; Bernacci 6 (28' st Nicastro 6) Fall 6,5 (40' st Ulizio 6). A disp.: Cavallari, Tattini, Raparo, Liguori. All.: Pepe. RENATE (4-3-3): Santurro 6,5; Adobati 5,5 Bergamini 5,5 Gavazzi 5,5 Morotti 6; Gualdi 6 (17' st Santonocito 6) Cavalli 6 Mantovani 5,5; Gaeta 6 (40' st Malivojevic sv) Brighenti 6 Zanetti 5,5. A disp.: Galli. R, Zita, Adorni, Galli. N, Storani. All.: Sala. ARBITRO: Colarossi di Roma. Guardalinee: Toffanin e Bruno MARCATORI: 16' pt e 8' st Fall (B), 44' st Santonocito (R). AMMONITI: Bernacci, Masullo, Perrino; Gualdi, Bergamini, Cavalli, Santonocito, Adobati. NOTE: angoli 5 a 2 per il Renate. Castiglione-Savona 2-1 CASTIGLIONE (4-2-3-1): Iali 6,5; Marongiu 6, Solini 6,5, Notari 6,5, Pini 6; Chiazzolino 6, Sandrini 6,5; Prevacini 6,5, Tonani 6,5 (19' st Mangili 6), Talato 7 (25' st Avanzini 6); Ferrari 7 (37' st Maccabiti sv). A disp.: Bason, Morandi, Faroni, Radrezza. All.: Ciulli. SAVONA (4-4-2): Aresti 6; Taino 5,5 (5' st Gallon 5,5), Miale 6, Antonelli 5,5, Marconi 6; Demartis 5,5, Agazzi 6, Quintavalla 6, Carta 6 (30' st Vuthaj sv); Romero 6,5,

170 of 248


Cattaneo 6(34' st Baglione sv). A disp.: Secondelli, Balzaretti, Belfiore, Cantatore. All.: Corda. ARBITRO: Marini di Roma. Guardalinee: Serpilli e Croce. MARCATORI: 6' pt Romero (S. rig.), 11' pt Ferrari (C. rig.), 32' pt Talato (C). AMMONITI: Prevacini (C), Ferrari (C), Talato (C); Marconi (S), Quintavalla (S), Carta (S). NOTE: angoli 4-4. ForlĂŹ-Santarcangelo 0-0 FORLI' (3-4-3): Ginestra 6,5; Arrigoni 6 (9' st Scarponi 5) Orlando 6,5 (17' st Renzi 6) Martini 6; Sampaolesi 6 (9' st Bergamaschi) 6 Mordini 6,5 Evangelisti 6,5 Sabato 5; Filippi 5,5 Buonaventura 6 Petrascu 6. A disp.: Casadei, Sozzi, Ferri, Oggiano. All.: Bardi SANTARCANGELO (4-4-2) Nardi 6; Fabbri 6 Cola 6,5 Benedetti 5 Locatelli 5,5; Baldinini 6 Obeng 5,5 Rossi 5,5 (37' st Bazzi sv) Saporetti 5 (15' st Pieri 6); Anastasi 5,5 Beatrizzotti 5 (30' st Parodi sv). A disp.: Andreani, Beccaro, Rossi, Canini. All.: Valentini ARBITRO: Baroni di Firenze Guardalinee: Perissinotto e Ponzeveron AMMONITI: Filippi, Mordini, Rossi, Obeng. ESPULSO: 20' pt Filippi per doppia ammonizione NOTE: spettatori 1.400 circa (400 abbonati). Angoli 2-2 . Rec.: pt 1', st 3'. Giacomense-Casale 3-1 GIACOMENSE (4-2-3-1) Poluzzi 7; Paloni 5,5 (36' Gorini sv) Bettati 6 Cenerini 6,5 Masina 5; Capellupo 7 Landi 7 (40' st Ferrara sv); Pandiani 5,5 (26' st Lazzari sv) Dal Rio 7 Rossi 7; Varricchio 7,5. A disp.: De Marco, Caidi, Nazzani, Lazzari, Metta. All.: Gallo. CASALE (4-2-3-1) Ruzittu 4,5; Silvestri 5 Moretto 5 Cirina 5,5 Monaco 6; Molino 5 (5' st El Kamch 6,5) Sicurella 5,5; Guccione 5,5 (40' pt Cristiano 5,5) Grieco 6,5 (5' st Cinque 7) Siega 6,5; Curcio 7. A disp.: Dinaro, Russo, Giunta, Steri. All.: Rodolfi. ARBITRO Tadino di Milano. Guardalinee: Loni e Di Candia. MARCATORI: 16' pt Cenerini (G), 22' e 27' pt Varricchio (G), 24' pt Grieco (C). AMMONITI: Molino (C), Capellupo (G), Rossi (G). NOTE: angoli: 6-2 per il Casale. Rec.: 2' pt; 3' st. Milazzo-Valle d'Aosta 1-1 MILAZZO (4-4-2): Tesoniero 6; Francesa Gherra 5,5 (7' st Cartone 6; 41' st Bellich sv) Pepe 6 Strumbo 5 Salustri 5,5; Urso 4,5 Cuomo 5,5 Simonetti 5,5 (24' st Campanaro 6) Calcagno 6; D'Amico 6,5 Suriano 7. A disp.: Previti, Pergolizzi, Candia, RasĂ . All.: Perrone (Tudisco squal.). VALLE D'AOSTA (3-4-3): Frattali 7; Di Dio 6 (24' st Cuneaz 6) Jidayi 6,5 Emiliano 5,5; Furno 6 (47' st Sbravati sv) Amato 6,5 Nocciola 6 Benedetto 6 Aracri 6,5 (32' st Raimondo sv); Sinato 6 Kanoute 7. A disp.: Pomat, Varricchio,Popolo, Noro. All.: Carbone. ARBITRO: Gentile di Lodi. Guardalinee: Annunziata e Manco. MARCATORI: 35' pt Kanoute (V), 16' st D'Amico (M, rig.). ESPULSI: al 40' st Urso (M) per gioco scorretto. AMMONITI: Suriano (M), Benedetto (V). NOTE: gara giocata a porte chiuse. Angoli 8-4 per la Valle d'Aosta. Pro Patria-Mantova 5-2

171 of 248


PRO PATRIA (4-3-1-2): Sala 6; Bonfanti 6,5 Nossa 5,5 Botturi 5,5 Pantano 6,5; Bruccini 6 (21' st Falomi 6,5), Calzi 6,5, Viviani 5,5 (Vignali 27' st 6,5); Giannone 7; Serafini, 7 Cozzolino 7 (41' st Artaria SV). A disp.: Vavassori, Beccaro, Greco, Giorno. All.: Firicano. MANTOVA (5-3-2): Festa 6,5; Giordani 5 Farina 6 Girelli 5 Bertin 6 Bersi 4; Spinale 6,5, Galassi 6 (44' st Corso sv) Mattielig sv (14' pt Burato 6); Colonnetti 6 (17' st Franchi 6) Del Sante 7. A disp. Maggio, Vecchi, Esperimento, Cerone. All.: Frutti. ARBITRO: Mainardi di Bergamo. Guardalinee: Novellino e Ceravolo MARCATORI 17' pt e 36 pt Del Sante (M), 41' pt Cozzolino, 27' st (su rigore) 38' st Serafini, 32' st Giannone, 42' st Falomi. ESPULSI: 26' st Bersi per fallo di reazione su Cozzolino. AMMONITI: Calzi (PP), Cozzolino (PP), Nossa (PP), Bertin (M), Spinale (M). NOTE: angoli 5-2 per il Mantova. Rec.: 2' pt, 4' st. Rimini-Fano 1-1 RIMINI (3-5-2): Scotti 6; Brighi A.6 Rosini 6,5 Vittori 6 (18' st Marras 6); Gasperoni 5 (28' st Palazzi) Spighi 6,5 (1' st Valeriani 6) Maita 5,5 Brighi M. 5 Baldazzi 5,5; Zanigni 6 Morga 5,5. A disp.: Dini, Ferrari, Onescu, Maio. All. Drudi. FANO (5-3-2): Beni 6; Cazzola 5,5 Merli Sala 6 Romito 6,5 Cossu 6 Colombaretti 6; Urso 5,5 (39' st Proia sv) Giannusso 6 Berretti 6,5; Allegretti 6 (23' st Forabosco 5,5); Fabbro 5 (29' st Marolda 6). A disp.: Proietti Gaffi, Bartolucci, Muratori, Evangelisti. All. Gadda. ARBITRO: Di Martino di Teramo. GUARDALINEE: Stasi e De Filippis MARCATORI: 38' pt Berretti (F), 28' st Zanigni (R). ESPULSO: 48' st Rosini (R ) per doppia ammonizione. AMMONITI: Cazzola (F), Merli Sala (F), Colombaretti (F). NOTE angoli 7-4 per il Rimini.

172 of 248


173 of 248


174 of 248


LAgnonese ferma il San Cesareo Montalto super Blitz dellIsernia Agnonese-San Cesareo 1-1 OLYMPIA AGNONESE (4-3-3): Leonardi 6; Pifano 6 Litterio 6,5 Partipilo 6 Scampamorte 6; Pellegrino 6,5 Di Lollo L. 5,5 (30' st Mancini S. sv) Ricamato 7; Sivilla 6 Keita 6 Pizzutelli 6,5 (46' st Leonetti sv). A disp: Esposito, Patriarca, Mancini D. Di Lollo R., Cadaleta. All.: Urbano. SAN CESAREO (5-3-2): Di Salvia 6; Sablone 6 Bernardi 6,5 Mucciarelli 6 D'Andrea 6 Galluzzo 6; Delgado 6,5 (21' st Fazi 5,5) Crescenzo 6 Del Vecchio 5,5 (16' st Tajrol 5,5); La Rosa 5,5 (1' st Mancini 6) Siclari 6. A disp: Bravetti, Cossa, Hrustic, Sibilia. All.: Ferazzoli. ARBITRO: Prontera di Bologna. MARCATORI: 10' pt Delgado (SC), 34' pt Ricamato (OA). NOTE: Spettatori 600 circa. Espulso al 40' st Sibilia (SC) dalla panchina per proteste. Ammoniti Mucciarelli, Tajrol, Crescenzo, La Rosa. Angoli 4-1. AGNONE (infopress) - Barcolla ma non molla, la capolista San Cesareo che pareggia sul campo dell'Agnonese. L'errore di Pifano che spiana la strada a Delgado dopo soli 10' è il segnale che lascia ben sperare la panchina ospite. Una sberla di Pizzutelli rianima l'Agnonese, che al 34' trova il pari con Ricamato che ben appostato sul secondo palo approfitta di una sbavatura del reparto arretrato avversario. Nella ripresa Pizzutelli (interessa a diverse squadre tra le quali il Milan) centra il palo a portiere battuto. Celano-Isernia 2-3 CELANO (4-4-2): Nutricato 5,5; Di Stefano 6 Antonelli 5 (13' st Salatiello 5,5) De Sanctis 5,5 (30' st Mascioli sv); Fuschi 6 Rea 6 Sabatini 5,5 (26' st Rotondi sv) Ferrara 6 Lazzarini 6,5; Marfia 6 Valdes 6,5. A disp: Merlini, Fazi, Vitale, Villa. All.: Pierleoni (squalificato, in panchina Morgante). ISERNIA (4-4-2): D'Arienzo 6; Ricci 6 Nicola 5,5 Ruggieri 6 Varchetta 6; Fusaro 6,5 De Giambattista 6,5 (38' st Allegretta sv) Galuppi 6 Vinciguerra 5,5 (8' st Palumbo 6); Panico 6 Artiaco 6,5 (32' st Velardi sv). A disp: Buk, Fucci, Tortora, Coppola. All.: Farina. ARBITRO: Vingo di Pisa. MARCATORI: 19' pt De Sanctis (C) aut.; 11' st Lazzarini (C), 12' st De Giambattista (I), 16' st Artiaco (I), 34' st Valdes (C). NOTE: ammoniti Lazzarini, Marfia, Valdes, Galuppi, De Giambattista. Noto-Comprensorio Montalto 1-3 NOTO (4-4-2): Fornoni 5; Prestigiacomo 5 Nigro 4 (24'st Montalto 6) Piccirillo 6 Intelisano 5; Sisalli 4 (24'st Sorrentino 6) Ymeri 6 Conti 5,5 Merito 5; Fontanella 4 Lo Giudice 4 (30'st Leone sv). A disp.: Vezzani, Graziano, El Bahja, Di Stefano. All.: Betta. COMPRENSORIO MONTALTO (4-4-2): Ramunno 6; Tommaseo 6 Okoroji 7 Catalano 7 Ginobili 6; Occhiuzzi 6,5 (30'st Paonessa sv) Salandria 6 (37'st Scarnato sv) Pistininzi 6 Crispino 6; Iannelli 5 (10'st Piemontese 6,5) Zangaro 8. A disp.: De Lucia, Seck, Mazzea, Sifonetti. All.: Giugno. ARBITRO: Valiante di Nocera Inferiore. MARCATORI: 19'st Piemontese (M, rig.), 25'st Zangaro (M), 34'st Montalto (N), 44'st Zangaro (M). NOTE: ammoniti: Fornoni (N), Piccirillo (N), Conti (N), Rammuno (M), Ginobili (M),

175 of 248


Iannelli (M). Angoli: 10-1 per il Noto. NOTO (Lps) - Continua la maledizione "Palatucci" per il Noto, sconfitto per la quinta volta di fila in casa. Vola la matricola Montalto, cinica al momento giusto.

176 of 248


MESSINA-SAMBIASE 1-0 Decide un guizzo di Leon

MESSINA (4-4-2): Cuda 6; Caiazzo 6 Chiavaro 6,5 Ignoffo 7 Di Stefano 6; Parachì 6 (36' st Cicatiello sv) Bucolo 6 Maiorano 6 Quintoni 5 (8' st Leon 6,5); Corona 5,5 (18' st Croce 5,5) Cocuzza 5. A disp.: Mangini, Leo, Ferreira, Cucinotta. All.: Catalano. SAMBIASE (4-3-1-2): Andreoli 7; Chirillo 6 Aguglia 6 Morelli 6 Curcio 6; Martello 5 (14' st Guerreri 5,5) Carrozza 6 Cordiano 5,5 (36' st Mercuri sv); Lio 6; Pirelli 5,5 (17' st Joaopaulo 5,5) Russo 5,5. A disp.: De Sio, Gerace, Fabio, Filardo. All.: Mancini. ARBITRO: Amabile di Vicenza. MARCATORE: 29' st Leon. NOTE: spettatori 2.000, con venti tifosi ospiti. Ammoniti Andreoli, Guerreri. Angoli 8-4 per il Sambiase. Recupero pt 0'; st 4'. MESSINA (atc) - Una punizione vincente di Leon sfata il tabù-Sambiase (tre sconfitte consecutive per i giallorossi) e restituisce al Messina il secondo posto, in attesa di tempi migliori. Primo tempo da sbadigli con i padroni di casa inesistenti e i lametini più intraprendenti nonostante la serie negativa dell'ultimo periodo.

SAMBIASE POCO REATTIVO - Nella ripresa il Messina dà segnali di risveglio: al 3' dribbling di Corona, che trova sulla sua strada un superlativo Andreoli. La gara si sblocca con un piazzato di Leon, che dai 25 metri pesca l'angolo basso alla sinistra di Andreoli, che nulla può fare. Inesistente la reazione degli ospiti, battuti per la quinta volta nelle ultime sei giornate.

177 of 248


ANCONA-AMITERNINA 2-3 Angelone punge Gentilini

ANCONA (4-2-3-1): D'Arsiè 6; Del Grosso 6 Labriola 5 Ciaramitaro 5 Akrapovic 4,5; Palumbo 5 (41' pt Lispi 6, 39' st Daidone sv) Ruffini 6; Alvino 5 Olcese 4,5 (23' st Borrelli 5,5) Gramacci 6; Traini 6. A disp.: Rosti, Palma, Sparvoli, Martino. All.: Gentilini. AMITERNINA (4-3-3): Spacca 5,5; Lenart D. 7,5 Di Francia 6,5 Valente 6,5 Picoli 6,5; Petrone 6,5 (35' st Del Coco sv) Berardi 6,5 Federici 6; Gizzi 7,5 (31' st Bocchino sv) Pedalino 7,5 (42' st Rotariu sv) Lenart L. 7. A disp.: Napoleoni, Miocchi, Rufini, Marronaro. All.: Angelone. ARBITRO: Provesi di Treviglio. MARCATORI: 14' pt Pedalino (AM) ,16' pt Traini (AN), 36' pt Pedalino (AM); 8' st Lispi (AN), 42' st Lenart D. (AM). NOTE: espulso al 2' st Labriola (AN) per fallo da ultimo uomo. Ammoniti Gizzi, Olcese, Di Francia, Federici, Spacca, Traini. ANCONA (infopress) - L'Ancona cola a picco, trafitta da un'Amiternina che domina la scena sotto la pioggia. I dorici (tre punti in 4 gare) perdono l'imbattibilità a causa di una difesa che fa acqua da tutte le parti.

ESPULSO LABRIOLA - La situazione per la squadra di Augusto Gentilini peggiora dopo l'espulsione di Labriola a inizio ripresa per un fallo su Gizzi lanciato a rete. Traini e Lispi tengono a galla i biancorossi con due zuccate vincenti, ma nel finale David Lenart trova l'angolino con un gol spettacolare che vale uno storico exploit per l'Amiternina e relega l'Ancona a 6 punti dalla vetta.

178 of 248


MACERATESE-SAN NICOLO' 4-1 Di Fabio cala il poker

MACERATESE (4-3-1-2): Marani 6; Castracani 6 Arcolai 6,5 Capparuccia 6,5 Montanari 6; Romanski 6 (8' st Russo 6) Luisi 6,5 Marcatili 6; Carboni 7,5; Orta 7 (28' st Piergallini 6,5) (22' st Bucci 6) Melchiorri 7,5. A disp.: Carfagna, De Cesaris, Troli, Negro. All.: Di Fabio. SAN NICOLO' (4-4-2): Biasella 4,5; Gialloreto 5,5 Coccia 5 (31' st Battista sv) Pulci 5,5 (38' pt D'Orazio 6) Antenucci 5,5; Costantino 6 Porchia 5,5 De Santis 6 (20' st Grazioso 6) Piccioni 6; Ragatzu 5,5 Capparella 6,5. A disp.: Digifilo, Guerriero, Bussoli, Marcolonni. All.: Cifaldi. ARBITRO: Serani di Monza. MARCATORI: 6' pt Orta (M), 16' pt Carboni (M), 43' pt Capparella (SN); 3' st Melchiorri (M), 47' st Piergallini (M). NOTE: Spettatori 700 circa. Ammoniti Pulci, Costantino, Carboni, Arcolai, Orta, D'Orazio, Castracani, Capparuccia. Angoli 8-5. MACERATA (infopress) - Il poker lo cala sul campo, il tris negli annali della propria stagione. Tre come le vittorie consecutive della Maceratese, che batte il San Nicolo allesordio di Cifaldi, il suo nuovo tecnico, con 4 gol e una prestazione decisamente di alto livello.

179 of 248


CIVITANOVESE-RECANATESE 1-1 Pareggia Iacoponi

CIVITANOVESE (4-3-2-1): Perozzi 6; Botticini 6 Zaccanti 6,5 Savini 6 Ekani 6; Gadda 5,5 (8' st Boateng 5,5) Biso 6 Moretti 6; La Vista 7 Nardone 5 (1' st Galli 6); Ridolfi 5,5 (38' st Spagna sv). A disp.: Gianni, Porfiri, Monti, Rossi. All.: Cornacchini. RECANATESE (4-4-2): Paniccià 6,5; Di Marino 6 Patrizi 6,5 Ristè 6 Brugiapaglia 5,5; Pagliardini 6 (29' st Garcia 6) Rachini 6 Iacoponi 7 Bartomioli 5,5; Miani 6 (39' st Curzi sv) Latini 5,5 (19' st Agostinelli 6). A disp.: Catinari, Sanseverinati, Giacchè, Guermandi. All.: Omiccioli. ARBITRO: Balice di Termoli. MARCATORI: 14' st La Vista (C), 24' st Iacoponi (R). NOTE: Spettatori 400 circa. Ammoniti Di Marino, Rachini, La Vista, Savini, Moretti, Botticini. Angoli 7-4. CIVITANOVA MARCHE (infopress) - Fa un altro passettino fuori dalla crisi la Civitanovese di Cornacchini, imbattuta per la terza gara di fila ma fermata sul pari dalla Recanatese. La pioggia condiziona la gara. La Vista in avvio di ripresa con una sventola dalla lunga distanza sorprende l'estremo difensore ospite firmando il meritato vantaggio. Che dura però lo spazio di 10 perché Iacoponi al primo tentativo fa centro: 1-1.

180 of 248


RAGUSA-VIBONESE 0-0 Soda blocca Anastasi

RAGUSA (4-3-3): Ferla 6,5; Peluso 6 Fontana 6 Raimondi 6 Gona 6; Buscema 6,5 Foderaro 6 Bonarrigo 6,5; Alma 6 (7' st Arena 6) Panatteri 6,5 Bonarrigo 6,5 Spampinato 6. A disp.: Falco, Di Vita, Iozzia, Milazzo, Nassi, Spampinato. All.: Anastasi. VIBONESE (4-5-1): Saraò 7; Gori 6 Caterisano 6 Kalambay 6 D'Angelo 6; Zegatti 6 De Cristoforo 6 Cosenza 6,5 Brescia 6 Cibelli 6,5; Marasco 6,5. A disp.: Verterame, Barreca, Campo, Bruzzese, Martino, Cosi, Mercuri. All.: Corrado (Soda squal.). ARBITRO: Zingrillo di Seregno. NOTE: ammoniti De Cristoforo (V), Marasco (V) , Bonarrigo (R), Caterisano (V), D'Angelo (V). Angoli 9-4. RAGUSA (Lps) - Pari con poche emozioni tra Ragusa e Vibonese. Nel primo tempo, al 32', ospiti pericolosi con Marasco che, al culmine di un contropiede, confeziona un rasoterra che sfiora il palo alla destra di Ferla. Poco dopo l'estremo difensore ibleo respinge di piede la conclusione a botta sicura di Cibelli. Nella ripresa, alla mezz'ora, Bonarrigo scheggia la traversa e poco prima del triplice fischio fa centro ma l'arbitro annulla, per un fallo di Panatteri su Caterisano.

181 of 248


COSENZA-GELBISON 1-2 Spicuzza para tutto

COSENZA (3-5-2): Straface 5; Sicignano 6 Parisi 5,5 Parenti 6 (1' st Varriale 5); A. Fiore 6 Piromallo 5,5 (41' st Libertini sv) Benincasa 6 Pesce 5 Liotti 5 (7' st S. Arcidiacono 5); P. Arcidiacono 5,5 Mosciaro 5,5. A disp.: Perri, Scigliano, Naccarato, Le Piane. All.: Gagliardi. GELBISON: (4-4-2): Spicuzza 7,5; Di Filippo 6 Magliocca 6 Melcarne 6 Mustone 6; Santonicola 6 Pecora 6,5 Manzillo 6,5 De Cesare 6,5; Galantucci 6 (37' st Torraca sv) Grimaudo 6 (39' st Viciconte sv). A disp.: Nappi, Manganelli, Passaro, Montariello, Santangelo All.: Erra. ARBITRO: Panarese di Lecce. MARCATORI: 25'pt Parenti (C), 35' pt Manzillo, 1' st De Cesare (G). NOTE: spettatori 2.500 per 11.500 euro. Al 49' st Spicuzza (G) ha parato un rigore a Mosciaro(C). Ammoniti Parisi (C), Mustone, Santonicola, De Cesare, Melcarne (G). Angoli 9-0 per il Cosenza. Rec.: pt 2', st 6'. Premiato Parisi: 200 gare col Cosenza. COSENZA (liopress) - Un errore del portiere Straface prima, e di Varriale dopo, spianano la vittoria alla Gelbison. Vani gli assalti dei silani che hanno trovato sulla loro strada un super Spicuzza. Apre le marcature il Cosenza con Parenti al 25' pt. Prima ancora un palo di Manzillo su punizione. Il pari ospite con Manzillo dai 30 metri con Straface avanzato (35'pt). Il gol partita di De Cesare a inizio ripresa che sfrutta uno svarione di Varriale.

182 of 248


TODI-AREZZO 0-1 La firma è di Bianchini

TODI (4-4-2): Cimarelli 6,5; Braganse 5,5 Romani 5,5 Focante 6 Coata 6; Toli 6 (29' st De Lucia 6) Morelli 6,5 Baratteri 6 Innocenti 6 (33' st Lepri sv); Antonioni 5,5 Seghetti 6. A disp.: Cozzi, De Lucia, Chiattelli, Cascianelli, Basili, Banelli. All.: Ciucarelli. AREZZO (4-4-2): Martinuzzi 6; Eramo 6,5 Pucci 6 Pecorari 6 Secci 6,5; Bozzoni 6 (29' st Dieme 6) Zurli 6 Stufa 6,5 Gentili 7; Bianchini 6,5 (36' st Raso sv) Martinez 6. A disp.: Tersigni, Pacioni, Idromela, Bezziccheri, Parigi. All.: Bacis. ARBITRO: Maggioni di Lecco. MARCATORE: 23' st Bianchini. NOTE: espulso al 46' st Secci (A) per gioco violento. Ammoniti Morelli, Toli, Gentili, Braganse, Bozzoni, Baratteri, Eramo. Angoli 9-5. TODI (infopress) - Nel festival delle assenze a fare festa è l'Arezzo, che dopo una settimana decisamente turbolenta (ma quale non lo è in casa amaranto?) trova il modo per rimettersi in carreggiata grazie a una stoccata di Bianchini a metà ripresa. Dopo tre ko consecutivi la compagine di Bacis respira, mentre si fa sempre più critica la situazione in casa tuderte, dove l'arrivo di Ciucarelli per ora non ha prodotto la scossa desiderata (un punto in tre gare e zero gol fatti).

183 of 248


BACIS

RESPIRA

ERRA,

APPLAUSI

di Biagio Angrisani

N ella roulette russa?? della Serie D restano tre squadre imbattute su 166 partecipanti: Chieri (girone A), Torre Neapolis (G) e Gladiator (H) che sono anche al comando nei loro raggruppamenti, sebbene le due squadre campane in condominio rispettivamente con Sora e Ischia. Respira Michele Bacis, tecnico dellArezzo che, dopo tre sconfitte consecutive, infila un successo cardiotonico a Todi. Aria pesante in casa dellAncona che ha perduto limbattibilità a opera dellAmiternina: adesso la strada per Augusto Gentilini è in salita. La Gelbison dei baby di qualità dopo aver battuto il Messina è andata a vincere anche al San Vito di Cosenza: nel girone I per la promozione in Lega Pro occorre fare i conti anche con la squadra di Alex Erra.

184 of 248


185 of 248


186 of 248


ANGELICO BIELLA-CIMBERIO infallibile: 9/9

VARESE

60-77

Dunston

ANGELICO BIELLA-CIMBERIO VARESE 60-77 (13-21, 38-39, 42-59) - ANGELICO BIELLA: Jurak 6 (2/4, 0/1, 2 r.), Raspino (1 r.), Laganà ne, Jaramaz 11 (3/4, 1/5, 3 r.), Mavunga (0/5, 7 r.), Johnson 17 (6/13, 1/2, 4 r.), Uglietti ne, Chiacig ne, Chrysikopoulos 5 (1/2, 1/1, 1 r.), Brackins 11 (3/8, 1/5, 9 r.), Monfermoso ne, Robinson 10 (4/8, 0/1, 4 r.). All. Cancellieri. CIMBERIO VARESE: Sakota 6 (1/1, 1/6, 1 r.), Banks 11 (4/5, 1/3, 3 r.), Rush 8 (2/3 da tre, 3 r.), Talts 2 (1/1, 3 r.), De Nicolao 5 (0/1, 1/1, 2 r.), Green 12 (4/9, 0/2, 7 r.), Ambrosini ne, Balanzoni ne, Bertoglio, Ere 10 (2/5, 1/4, 5 r.), Polonara 2 (0/3, 0/4, 1 r.), Dunston 21 (9/9, 8 r.). All. Vitucci. ARBITRI: Taurino, Weidmann e Terreni 6,5. NOTE - Tiri liberi: Angelico 10/12; Cimberio 17/28. Cinque falli: 37' 20" Rush (50-72); fallo tecnico 16' 34" Jurak (30-34). Percentuali di tiro: Angelico 23/59 (4/15 da tre, ro 9, rd 25); Cimberio 27/57 (6/23 da tre, ro 11, rd 25). Spettatori: 3.795, incasso euro 44.926. Pagelle - ANGELICO: Jurak 5,5, Raspino 5, Jaramaz 6,5, Mavunga 4, Johnson 7, Chrysikopoulos 6,5, Brackins 7, Robinson 6; Cancellieri 6,5. CIMBERIO: Sakota 6, Banks 6,5, Rush 6, Talts 6, De Nicolao 6,5, Green 7,5, Bertoglio sv, Ere 7, Polonara 6, Dunston 8,5; Vitucci 7. Il migliore : Dunston. La chiave : la forza di Varese. BIELLA - Salutate la capolista. Alla Cimberio basta il secondo tempo per dettare legge. Il testa-coda riserva qualche sorpresa, con Biella che rimonta 10 punti (11-21) e costringe Varese a fare i muscoli per scongiurare pericoli non preventivati. In avvio di terzo quarto i rossoblù, ispirati dal ritorno di Trey Johnson, mettono anche la freccia a sinistra con Robinson e due liberi di Brackins. Quando Biella accarezza il sogno dell'impresa, è l'inizio della fine. Le schiacciate del solito, irrefrenabile Dunston e la tripla di Ere riportano in fuga Varese (42-52), poi il divario s'impenna sino al +23 (46-69, 48-71, 51-74).

(Infopress)

187 of 248


SUTOR MONTEGRANARO-TRENKWALDER REGGIO EMILIA 80-94 Taylor immarcabile, Reggio Emilia vola

SUTOR MONTEGRANARO - TRENKWALDER REGGIO EMILIA 80-94 (21-16, 36-44, 58-63) MONTEGRANARO: Steele 14 (3/4, 2/2 da 3, 2r), Cinciarini 15 (4/8, 1/5, 3r), Slay 11 (1/4, 3/5, 3r), Freimanis 17 (7/8, 0/2, 5r), Campani (0/1 da 2, 2r), Di Bella (0/1 da 2) Mazzola (0/1, 0/2, 2r), Johnson 5 (1/4, 1/2, 1r), Burns 18 (9/12, 0/1, 10r); Panzini ne, Piunti ne, Perini ne. All. Recalcati. REGGIO EMILIA: Jeremic 10 (2/3, 2/2, 2r), James 6 (2/3, 0/1, 1r), Taylor 22 (4/8, 4/8, 7r), Brunner 20 (10/14 da 2, 6r), Antonutti 13 (1/3, 2/4, 4r), Filloy (0/4, 0/2, 1r), Slamina 2 (0/1 da 2, 2r), Cervi 7 (3/3 da 2, 1r), Silins (0/1 da 2, 1r.), Cinciarini 14 (4/5, 0/1, 4r.); Veccia ne. All. Menetti. ARBITRI: Chiari, Paternicò, Baldini 4. NOTE - Tiri liberi: Montegranaro 9/12; Reggio Emilia 18/24. Percentuali di tiro: Montegranaro 32/62 (7/19 da tre, 9ro, 21rd); Reggio Emilia 34/63 (8/18 da tre, 9ro, 22rd). Spettatori 2.200. Pagelle - MONTEGRANARO: Steele 6, Cinciarini 6, Slay 5,5, Freimanis 7, Di Bella 5, Mazzola 5, Johnson 5, Burns 6,5. All. Recalcati 6. REGGIO EMILIA: Jeremic 6,5, James 6, Taylor 8, Brunnes 7,5, Antonutti 7, Filloy 5, Slamina 5,5, Cervi 6,5, Silins 6; Cinciarini 6,5. All. Menetti 7. Il migliore: Taylor. La chiave: la pazienza di Reggio Emilia nel trovare i giusti varchi in attacco ANCONA - Anche la Trenkwalder sbanca il Donell Taylor, 30 (Ciamillo) Palarossini, vince uno scontro diretto in chiave salvezza e rimanda la Sutor di coach Recalcati all'inferno, con quattro sconfitte casalinghe su quattro dall'inizio della stagione. Partita che Reggio Emilia ha vinto alternando pazientemente il gioco in area (con l'ex Brunner sugli scudi) al tiro da fuori firmato Taylor, a tratti assolutamente immarcabile. Buona la prova anche dell'altro ex Andrea Cianciarini, chiamato ad uno scontro in famiglia con il fratello Daniele. Dall'altra parte non si è vista la migliore Sutor, sebbene la presenza in campo di Freimanis al posto di Andrews abbia dato più sostanza da entrambi i lati del campo. È mancato però il mordente in difesa, senza il quale difficilmente la squadra veregrense può pensare di raggiungere la salvezza. Reggio Emilia ha preso il largo nell'ultimo quarto ma, in pratica, ha sempre condotto la partita con buona lena. Nota di demerito, infine, per la direzione arbitrale, apparsa confusa e giù di tono.

infopress

188 of 248


CASERTA EROICA, BOLOGNA CROLLA In emergenza totale, la Juve trova un fantastico Akindele. Non basta Poeta JUVECASERTA-SAIE3 BOLOGNA 65-56 Pessimo Hasbrouck, grande Maresca

JUVECASERTA-SAIE3 BOLOGNA 65-56 (15-10, 29-26, 46-41) - CASERTA: Gentile 8 (0/4, 2/6, 9r), Maresca 12 (3/10, 2/5, 3r), Jonusas 8 (0/2, 1/4, 5r), Jelovac 7 (2/3, 1/2, 10r), Akindele 10 (5/8, 14r), Michelori 6 (2/5, 4r), Cefarelli (0/1), Marzaioli, Marini ne, Mordente 14 (1/3, 2/2, 4r). All.: Sacripanti. BOLOGNA: Poeta 22 (5/6, 2/4, 3r), Hasbrouck 7 (2/7, 1/6, r), Minard 3 (1/9, 0/3, 6r), Smith 6 (0/6, 2/5, 5r), Gigli (0/2, 2r), Gaddefors, Imbrò 6 (2/6 da 3, 1r), Parzenski, De Ruvo ne, Moraschini 4 (2/3, 0/2), Rocca 8 (3/7, 13r), Landi ne. All.: Finelli. ARBITRI: Cicoria, Filippini, Borgioni 6. NOTE - Tiri liberi: Caserta 15/20; Bologna 9/16. Cinque falli: Hasbrouck 38'12" (59-50). Percentuali di tiro: Caserta 21/55 (8/19 da tre, 16ro, 34rd); Bologna 20/66 (7/26 da tre, 12ro, 22rd). Spettatori 2537, incasso 15.844 Akindele, 29 anni, travolgente euro. contro Rocca e la molle difesa Pagelle - CASERTA: Gentile 6,5, Cefarelli 6, bolognese. Il centro nigeriano Maresca 7, Michelori 6, Jelovac 6,5, Mordente 7, ha catturato ben 14 rimbalzi Akindele 7, Marzaioli 6, Jonusas 6. All.: (Ciamillo) Sacripanti 7. BOLOGNA: Gaddefors 5, Imbrò 6,5, Poeta 6,5, Moraschini 5, Rocca 6, Gigli 5, Parzenski 5, Minard 4, Smith 4, Hasbrouck 4. All.: Finelli 5. Il migliore : Akindele e Mordente. La chiave : La difesa ed il cuore della Juve. CASERTA - Neanche quotata dai bookmakers italiani, la sfida del "Palamaggiò" doveva essere una passeggiata o un allenamento per la Virtus. Caserta, attualmente, ha ben altri pensieri per la testa: in crisi economica, sta cercando di trovare fondi per andare avanti senza perdere altri pezzi ed era pronta ad essere la vittima da sacrificare sull'altare delle V Nere. E' successo il contrario. La Juve, con sette giocatori (Michelori stoicamente in campo con una distorsione al ginocchio) e cinque under in panchina, batte Bologna al termine di una gara giocata con un cuore incredibile.

LA CRONACA - Col roster decimato, Sacripanti manda capitan Maresca in quintetto mentre la Juve decide di alzare il ritmo. La veemenza casertana è incredibile, Bologna tiene botta anche se approccia soft (2-3 con tantissimi errori). Finelli prende tecnico al 5' mentre Akindele e soci sono assatanati a rimbalzo. Il nigeriano (6+5) è una valanga che travolge tutti, al primo stop è +5 per i casertani mentre i tre americani bolognesi che scrivono "3" con 1/13 al tiro. Bologna capisce poco in attacco (12 punti in 14'), Smith anche meno. Una mazzata tremenda per la Juve arriva al 14' col terzo fallo di Akindele, padrone dell'area.

189 of 248


Il giovane Imbrò suona la carica e la Virtus sorpassa la Juve (17-18 e 0-8 di break) nel momento in cui Gentile va fuori giri. Entra Mordente a dare ordine, Caserta riprende a stupire con un cuore immenso mentre la SAI3 non segna mai. Allo stop lungo è +3 (anche +8) con la firma di Maresca mentre Finelli e Poeta (5 punti in 30") mettono in piedi un battibecco incredibile. Un primo tempo in cui le "V Nere" tirano 9/32 dal campo e restano in scia grazie alle 12 palle perse dei campani. Dopo due minuti di nulla, Poeta rompe il ghiaccio per il -1. Finelli deve ricorrere anche a Gigli, in dubbio fino alla vigilia, per cercare di dare una scossa ma arriva la tripla di Mordente (36-31 al 25'). La Virtus è solo Peppe Poeta (pareggio al 27' a quota 39) anche se gli attacchi iniziano a "vedere" maggiormente il canestro. Un incredibile Maresca (mostruosa prova difensiva), ben aiutato da Mordente, consente ai casertani di chiudere sul +5 all'ultimo stop. E' una Juve stoica, come mai prima d'ora, quella che vola sul +8 dopo la bomba di un Mordente da applausi. Bologna riprova ma il figlio di Nandokan riscatta una serata opaca infilando la seconda bomba consecutiva (59-47 al 37'). Di fatto finisce qui e Caserta compie un "miracolo" sportivo.

(Lps)

190 of 248


CHEBOLLETTA CANTÙ-VANOLI CREMONA 87-60 Tabu dà spettacolo

CHEBOLLETTA CANTÙ - VANOLI CREMONA 87-60 (18-16, 46-33, 66-42) CANTÙ: Scekic ne, Markoishvili 8 (4/6, 0/2, 3 r.), Leunen 8 (2/2, 0/1, 2r.), Mazzarino 9 (0/1, 3/4), Brooks 16 (3/3, 3/3, 7 r.), Tyus 5 (2/4, 6 r.), Tabu 14 (4/7, 1/3, 6 r.), Aradori 13 (5/7, 1/2, 2 r.), Cusin 6 (3/4, 4 r.), Kudlacek 6 (2/3, 0/2, 2 r.), Casella 2 (0/1), Abass 0. All. Trinchieri. CREMONA: Vitali 9 (2/5, 1/1, 2 r.), Peric 11 (5/7, 0/2, 4 r.), Kotti (0/1, 3 r.), Jackson 12 (0/5, 2/6, 1 r.), Belloni ne, Conti ne, Ruini 3 (1/1), Johnson 2 (1/4, 0/2, 1 r.), Harris 17 (7/17, 1/4, 5 r.), Huff 2 (1/3, 0/1, 4 r.), Stipanovic 4 (2/4, 3 r.), Cazzaniga ne. All. Caja. ARBITRI: Sahin, Vicino, Ramilli 6. NOTE - Tiri liberi: Cantù 13/15, Cremona 9/11. Cinque falli: Kotti. Percentuali di tiro: Cantù 33/55 (8/18 da tre, 9 ro, 28 rd), Cremona 23/63 (5/17 da tre, 12 ro, 12 rd). Pagelle - CANTÙ: Markoishvili 6,5, Leunen 6,5, Mazzarino 7, Brooks 7,5, Tyus 5, Tabu 8, Aradori 7, Cusin 6,5, All. Trinchieri 6,5. CREMONA: Vitali 5, Peric 6, Kotti 5, Jackson 6, Ruini 5, Johnson 4, Harris 6, Huff 5, Stipanovic 5, All. Caja 5. Il migliore: Tabu La chiave: lattacco trascinante di Cantù CANTÙ - Spettacolo al Pianella. La Chebolletta incanta con numeri da Nba che spiazzano una Vanoli imprecisa sotto le plance, impalpabile in difesa. A inizio gara ottimo lapporto del duo Brooks-Tabu, il primo autore di schiacciate spettacolari, il secondo di assist al bacio (9 a referto nel finale) che mandano in brodo di giuggiole coach Trinchieri. Nella ripresa cambiamo i protagonisti ma non il risultato: Cusin e Mazzarino si scambiano i favori concretizzando un corposo tesoretto (55-35). Caja sconsolato tenta di scuotere una squadra impantanata che non affonda solo grazie a Peric e alle folate di Jackson. Happy end prevedibile per i biancoblù (uno spettacolo anche le seconde linee), che asfaltano un avversario debole e in evidente stato confusionale.

(ass)

191 of 248


PIANETA NBA Lakers, il giorno più lungo

Oggi Jackson dirà se accetta la panchina. Bene Gallo e Belinelli di Roberto Zanni MIAMI - Riavranno i Lakers il grande Phil? Oggi la risposta. Si è preso un paio di giorni Zen Master dei coach dopo l'incontro di sabato con Jim Buss, vice presidente a cui fanno capo le operazioni cestistiche e Mitch Kupchak, il general manager. Come si sapeva, Phil Jackson ha chiesto la stessa cifra che percepiva fino al 2011, 10 milioni di dollari l'anno (si parlerebbe di un biennale), più un consistente potere decisionale che verrebbe sottratto al quasi cognato Jim (col quale non è mai corso buon sangue) e infine delle restrizioni per quello che riguarda le trasferte per limitare i suoi viaggi fuori da Los Angeles. Il summit si è chiuso senza un accordo, ma a questo punto tutto sarebbe nelle mani del signore degli anelli (11 i titoli vinti da Jackson, nessuno come lui): se vuole, la panchina è sua. « Phil è intrigato - ha fatto sapere il solito ben informato - ma non completamente sicuro che sia la cosa giusta da fare». Tutti a LA pendono dalle labbra di Phil Jackson. Tutti sono pronti a scommettere su un altro anello se Zen Master deciderà per il sì. Anche Jim Buss si è dovuto arrendere all'evidenza e ha accettato di consegnare parte del suo potere a Phil (e alla sorella Jeannie, la fidanzata del coach, responsabile del settore business dei Lakers) per riaverlo, per la terza volta, sul ponte di comando. Ma cosa succederà se oggi Phil Jackson dovesse dire di no alla nuova corte dei Lakers? Sempre sabato è stato contattato, ufficialmente, Mike D'Antoni (che ha come agente Warren LeGarie lo stesso dell'esonerato Mike Brown). Una chiacchierata telefonica andata molto bene, ma le ultime parole prima di chiudere sarebbero state...'tutto dipende da Phil'. In terza posizione Mike Dunleavy, 58 anni, ex coach dei Lakers (1990-92), ma anche dei Clippers (2003-10).

ECCO BELINELLI - Mentre la saga dei Lakers va avanti, si continua anche a giocare. E sabato è andata abbastanza bene per il trio azzurro. Gallinari, pur continuando a litigare con il canestro (8/22 al tiro con 3/11 da tre) è stato il miglior realizzatore di Denver nella vittoriosa trasferta sul campo di Golden State. Anche Belinelli sorride: 11 punti con un 3/5 da tre e la vittoria di Chicago su Minnesota. Infine Bargnani: 23 punti (9/19 con 3/6 da tre), ma un altro ko per Toronto con Phila, quinta sconfitta in sei gare. (roz/ecp) RISULTATI : Toronto-Philadelphia 83-93 (Bargnani 23, T. Young, Holiday e N. Young 16); Indiana-Washington 89-85 (George 20, Okafor e Beal 17); Charlotte-Dallas 101-97 d1ts (Walker 26, Mayo 22); Chicago-Minnesota 87-80 (Robinson 18, Pekovic 18); Houston-Detroit 96-82 (Harden 20, Knight 16); Milwaukee-Boston 92-96 (Ellis 32, Pierce 25); Utah-Phoenix 94-81 (Jefferson 27, Scola 21); Portland-San Antonio 109-112 (Batum 33, Neal 27); Golden State-Denver 101-107 (Thompson 23, Gallinari 21).

192 of 248


LEGADUE ROMA - Continuano a rimanere a zero punti tanto Capo dOrlando che Imola, battute ieri in casa. Con il successo di ieri Pistoia si conferma in vetta alla classifica insieme con Bologna. 6ª giornata : Capo d'Orlando-Trieste 81-97, Bologna-Trento 70-66, Forlì-Jesi 63-70, Brescia-Verona 80-77, Imola-Pistoia 75-76 d1ts, Scafati-Veroli 68-63 d1ts, Casale Monferrato- Barcellona 80-82. Ha riposato : Ferentino. Classifica :Bologna e Pistoia 10; Brescia, Casale Monferrato, Trieste e Scafati 8; Verona, Barcellona e Jesi 6; Trento, Forlì e Veroli 4; Ferentino 2; Imola e Capo d'Orlando 0. A1 femminile 5ª giornata : Pozzuoli-Cagliari 69-62, Taranto-Schio 65-71, Umbertide-Priolo 61-55, Faenza-Orvieto 46-64, Chieti-Lucca 45-73. Ha riposato : Parma. Classifica : Umbertide 8; Orvieto, Schio, Parma, Lucca e Taranto 6; Pozzuoli 4; Cagliari, Chieti e Faenza 2; Priolo 0.

193 of 248


ENEL BRINDISI-SCAVOLINI BANCA MARCHE PESARO 72-55 Reynolds show, Pesaro alla deriva

ENEL BRINDISI-SCAVOLINI BANCA MARCHE PESARO 72-55 (13-8, 30-15, 53-35) - BRINDISI: Viggiano 3 (0/3, 1/3, 1r), Robinson 8 (2/5, 1/3, 4r), Reynolds 20 (7/10, 2/5, 5r), Simmons 9 (4/8, 9r), Gibson 15 (7/13, 0/6, 2r), Formenti 2 (1/2, 0/1, 1r), Fultz 2 (1/1, 0/2), Ndoja 8 (1/2, 2/4, 2r), Pacella ne, Porfido ne, Zerini 3 (1/2 da tre), Grant 2 (1/2, 3r). All.: Bucchi. PESARO: Cavaliero 8 (2/5 da tre, 5r), Clemente 6 (1/4, 1/5, 5r), Barbour 11 (2/4, 1/4, 3r), Crosariol 9 (4/6, 11r), Flamini (0/1 da tre, 2r), Tortù ne, Mack 17 (6/7, 1/2, 5r), Bryan 2 (1/2, 4r), Amici, Hamilton 2 (0/1, 0/2, 2r). All.: Ticchi. ARBITRI: Mattioli, Lanzarini e Caiazza 6,5. NOTE - Tiri liberi: Brindisi 3/5, Pesaro 12/18. Perc. tiro: Brindisi 31/72 (7/26 da tre, ro 11, rd 19), Pesaro 19/43 (5/19 da tre, ro 6, rd 33). Pagelle - BRINDISI: Viggiano 6, Robinson 6, Reynolds 7,5, Simmons 6,5, Gibson 6,5, Formenti 5,5, Fultz 6, Ndoja 6,5, Zerini 6, Grant 6. All.: Bucchi 7. PESARO: Cavaliero 6, Clemente 5,5 Barbour 5,5, Crosariol 6,5, Flamini 5, Mack 6,5, Bryan 5,5, Hamilton 5,5. All.: Ticchi 5,5. Il migliore : Reynolds La chiave : La continuità di Brindisi e le 28 palle perse di Pesaro. BRINDISI - Il secondo successo consecutivo dell'Enel Brindisi lascia sempre più al palo Pesaro, costretta alla quarta sconfitta di fila. Una gara condotta sin dall'inizio dai padroni di casa che sfruttano al meglio la serata negativa della Scavolini che riesce a perdere ben 28 palloni e a non incidere mai - salvo uno strappo nel terzo periodo - con continuità in attacco. L'avvio è ricco di errori (4 canestri nei primi 5 minuti di gioco) e il punteggio non lievita. Il 5-0 di Brindisi è presto recuperato da Pesaro che si porta avanti (6-7) prima di porgere il fianco a Reynolds che consente ai pugliesi di allungare al 10' senza tuttavia permettere il decollo al match. L'Enel non fatica in difesa a tenere lo sterile attacco dei marchigiani che trovano rari spazi e puntano sulle individualità perdendo numerosi palloni (8 in 10'). Brindisi ne approfitta senza ricorrere agli straordinari e a metà gara gli avversari sono già "doppiati" (30-15). Pesaro, che ha in Mack e Crosariol i suoi uomini migliori, ritrova confidenza con il canestro soltanto dopo la lunga pausa, quando attua la difesa a zona; la squadra di Ticchi sfrutta la migliore verve a rimbalzo (30-39 alla fine) e realizza un parziale di 2-12 (33-25); Pesaro riduce fino a -7 e al 26' Bucchi chiama time out giusto in tempo per destare i suoi. L'Enel ritrova l'aggressività di inizio gara diventando incontenibile in attacco fino a raggiungere il +18 (53-35) con un prezioso break di 8-0 confezionato dai soliti Reynolds (anche prezioso assist man) e Gibson, quest'ultimo impreciso oltre l'arco (0/6). Al 30' gara già compromessa per Pesaro, troppo molle in difesa, incapace di dare continuità al gioco d'attacco. Nel quarto conclusivo l'Enel gestisce senza difficoltà il vantaggio accumulato, registra il massimo vantaggio a +21 (64-43) mentre iniziano già a scorrere i titoli di coda.

(Lps)

194 of 248


L ombra

di

Obradovic

su

Milano

di Andrea Barocci

Eroica Caserta, che con il cuore va oltre ogni difficoltà, inguardabile Milano, ormai in caduta libera. Senza gioco, senza difesa (105 punti subiti in casa), con il celebrato Cook portato a scuola da Clark e con lumile ma combattivo Magro che in area fa piangere gente da oltre 1 milione di $ di ingaggio: lArmani è una corazzata che fa acqua da tutte le parti. Scuse? Non ci sono. A meno che non si voglia tirare in ballo le energie spese per la gara con lOlympiacos, persa per le energie spese per poter vincere con Siena... Al presidente Proli servirà grande freddezza per continuare a non sentire chi gli ricorda che il santone della panchina Obradovic è ancora libero.

195 of 248


196 of 248


197 of 248


198 of 248


199 of 248


SASSARI COME UN RULLO Travolge una spenta Avellino con i soliti Diener BANCO DI SARDEGNA SASSARI-SIDIGAS AVELLINO 102-81 Bravo Ignerski. I tifosi irpini contestano Valli

BANCO DI SARDEGNA SASSARI-SIDIGAS AVELLINO 102-81 ( 30-17; 53-36; 75-59) SASSARI: Devecchi 5 (1/1, 1/1), Thornton 16 (2/2, 2/5, 4 r.) Ignerski 15 (5/8, 1/5, 6 r.), T. Diener 13 (3/4, 2/5, 2 r.), B. Sacchetti (0/1, 0/1, 2 r.), D. Diener 20 (3/7, 4/4, 6 r.), Vanuzzo 6 (1/2, 1/2, 3 r.), Pinton 10 (2/2, 2/2, 1 r.), Diliegro 2 (1/4, 2 r.), Easley 13 (4/7, 4 r.), Spissu 2 (1 r.). All. M. Sacchetti. AVELLINO: Richardson 7 (2/4, 1/3, 1 r.), Spinelli 7 (2/4, 3 r.), Mavraides 12 (4/8, 1/4, 1 r.), Crow 2 (1/4, 0/1, 1 r.), Dragovic 5 (1/4, 1/3,), Shakur 14 (5/7, 0/2, 4 r.), Johnson 5 (2/6, 5 r.), Ebi 23 (11/18, 13 r.), Biligha 6 (2/4, 0/1, 2 r.), Salafia, ne Ronconi. All. Valli. ARBITRI: Sabetta, Giansanti e Di Francesco 7. NOTE- Tiri liberi: Sassari 19/22; Avellino 10/13. Percentuali di tiro: Sassari 35/63 (13/25 da tre, ro 10 rd 23); Avellino 33/73 (5/19, 17 ro 18 rd). Spettatori: Il polacco Ignerski, 30 anni, 4.488. anche lui tra i protagonisti del Pagelle - SASSARI: Devecchi 7, Thornton 7,5, facile successo di Sassari ieri Ignerski 7,5, T. Diener 7,5, B. Sacchetti 6, D. in casa (Ciamillo) Diener 8, Vanuzzo 6,5, Pinton 7, Diliegro 6, Easley 6; M. Sacchetti 7. AVELLINO: Richardson 4,5, Spinelli 6,5, Mavraides 5,5, Crow 5,5, Dragovic 4,5, Shakur 6, Johnson 5,5, Ebi 7,5; Valli 5 Il migliore : Drake Diener La chiave : il tiro da tre di Sassari

di Giampiero Marras SASSARI - Ma quanto corre, quanto segna e quanto fa divertire la Dinamo Banco di Sardegna! Rigenerata mentalmente dal debutto vittorioso contro il Siviglia in Eurocup, la squadra sassarese schiaccia la Sidigas Avellino e resta a ridosso della capolista Varese cui farà visita nel prossimo turno per il big match tra le due sorprese del campionato. Che, c'è da giurarci, sarà un duello vissuto a mille all'ora. Velocità consona ai biancoblù di Meo Sacchetti che nel "run and gun" sono irresistibili soprattutto quando tirano con alte percentuali da tre (13/25). Velocità invece indigesta ad un Avellino che sembra in crisi d'identità e non ha certo la stessa serenità, si è presentata a Sassari senza l'infortunato Warren. La ventina di tifosi irpini che rivorrebbe il play Green, ha contestato il tecnico già nel riscaldamento: «Giorgio Valli non ti vogliamo». Lui ribatte: «E' un momento duro per tutti e non dobbiamo disunirci».

LA CRONACA - La lezione impartita dal Brindisi è stata imparata: il quintetto 200 of 248


sassarese parte aggressivo in difesa e corre a mille all'ora. Prima un piccolo strappo (7-2 e Johnson commette il secondo fallo) poi il bombardamento di Thornton e Travis Diener per il +7, quindi le entrate che affettano una difesa colabrodo: 22-9 al 7'. Il coach Meo Sacchetti inizia ad utilizzare la panchina: +17 con canestro del capitano Vanuzzo. Il coach Valli usa anche un quintetto altissimo con Crow guardia e i due lunghi Ebi e Johnson (meglio il primo del secondo) per garantirsi la supremazia a rimbalzo, ma l'accenno di rimonta viene subito spento da un Travis Diener monumentale che con le sue finte fa sedere Shakur e poi esegue l'arresto e tiro. Al riposo il vantaggio del Banco di Sardegna è solido (53-36), la percentuale da tre ottima (7/10 contro 1/10 di Avellino) e "Ala-Diener" ha già 8 assist. Dagli spogliatoi escono le stesse squadre con la stessa intensità di gioco. Sassari arriva addirittura a +25 con la tripla di Drake Diener da otto metri, Devecchi ruba palla e schiaccia in contropiede imitando il cugino Gallinari. Gara finita con 12 minuti d'anticipo. O forse non era mai iniziata...

201 of 248


EA7 ARMANI MILANO-UMANA VENEZIA 100-105 Clark super, Milano affonda

EA7 EMPORIO ARMANI MILANO - UMANA VENEZIA 100-105 (23-32, 53-59, 80-80) - MILANO: Giachetti ne, Stipcevic 14 (1/1, 3/3 da tre), Hairston 13 (1/2, 2/3, 1 r.), Fotsis 12 (3/3, 2/5, 3 r.), Cook 7 (1/2, 1/2, 2 r.), Chiotti ne, Bourousis 17 (5/7, 1/2, 6 r.), Melli 6 (1/2, 1/2), Langford 23 (4/7, 2/4, 5 r.), Gentile 4 (2/2, 2 r.), Hendrix 1 (0/2, 4 r.), Basile 3 (1/2, 0/1). All. Scariolo. VENEZIA: Clark 26 (6/7, 3/5, 1 r.), Bulleri 14 (2/4, 1/2, 1 r.), Diawara 17 (4/5, 3/5, 4 r.), Marconato 2 (1/2, 4 r.), Zoroski ne, Szewczyk 8 (1/2, 2/4, 2 r.), Young 16 (1/3, 2/3, 1 r.), Fantoni 6 (2/3, 1 r.), Bowers 5 (2/3, 0/2, 2 r.), Rosselli ne, Magro 7 (3/6, 4 r.), Williams 4 (2/3, 1 r.). All. Mazzon. ARBITRI: Lamonica, Aronne, Calbucci 6. NOTE - Tiri liberi: Milano 26/31; Venezia 24/30. Percentuali di tiro: Milano 31/53 (12/23 da tre, 6 ro, 17 rd); Venezia 35/59 (11/21 da tre, 7 ro, 15 rd). Uscita 5 falli: Williams, Young, Langford. Spettatori: 3.900. Pagelle - MILANO: Stipcevic 6, Hairston 5,5, Fotsis 5,5, Cook 4.5, Bourousis 6, Melli 5, Langford 6, Gentile 5,5, Hendrix 4.5, Basile 5. All. Scariolo 5. VENEZIA: Clark 7,5, Bulleri 7, Diawara 7, Marconato 6,5, Szewczyk 6, Young 6,5, Fantoni 6.5, Bowers 6, Magro 6.5, Williams 5.5. All. Mazzon 7 Il migliore: Clark La chiave: Milano poco serena MILANO - Profondo rosso Olimpia. L'EA7 Milano stecca anche contro l'Umana Venezia (100-105 il finale), confermando di essere ancora una bella ma incompiuta??. Inizio titubante dell'Olimpia, fischiata dal Forum (14-6 Venezia). Hairston e Bourousis riportano a contatto i milanesi (18-17 Venezia). Gli ospiti sono impeccabili dalla lunga distanza e la Reyer riscappa nuovamente (46-37). All'intervallo, lagunari sempre avanti (59-53, con 23 punti del duo Young-Clark). Milano è piuttosto nervosa (tecnico a Scariolo). Langford riporta a contatto l'EA7 (80-80). La gara si decide nell'ultimo periodo. Diawara è indemoniato, Clark glaciale, vince l'Umana contro una Armani che non riesce a trovare una difesa decente (ben 105 punti subiti). E il Forum, per lennesima volta molto contrariato, fischia di nuovo sonoramente la sua squadra.

ass

202 of 248


E I NAZIONALI CHE GIOCANO IN NBA? La Fiba cambia tutto: World Cup a 32 squadre Europei ogni 4 anni

ROMA - La decisione era nellaria da diversi mesi, ma il Board della Fiba lha ratificata solo nei giorni scorsi a Kuala Lumpur: la Coppa del Mondo cambia radicalmente formula dal 2019. Inoltre, tutte le competizioni continentali si disputeranno ogni 4 anni e non più ogni due come è accaduto sino ad ora. Il cambiamento epocale è stato fatto per dare maggiore visibilità alle nazionali durante tutta la stagione e consentire loro di giocare un numero sempre maggiore di incontri nei rispettivi Paesi di appartenenza. Tutto bello e giusto, se non fosse che in questa maniera sarà ben difficile che gli atleti impegnati nella NBA possano dare il loro consueto apporto, specie a febbraio e novembre... Vediamo le novità.

WORLD CUP - Dopo la Coppa del Mondo in Spagna nel 2014, la World Cup si disputerà nel 2019 e non nel 2018, con 32 nazionali partecipanti invece delle classiche 24. Ma soprattutto, le qualificazioni verranno giocate in sei periodi-finestre aperti nei due anni precedenti la competizione: novembre (2017), febbraio, giugno, settembre, novembre (2018), febbraio (2019). Le squadre verranno divise in due divisioni, A e B con gruppi di 3 o 4 nazionali e con un sistema di gare di andata e ritorno. Si avranno promozioni e retrocessioni.

EUROPEI - I Campionati Europei, e quelli degli altri continenti, si disputeranno ogni 4 anni (2017-21-25) con un sistema di qualificazioni simili a quello della World Cup: le finestre?? saranno adattate durante gli anni olimpici (2020-2024).

OLIMPIADI - Le qualificazioni per i Giochi del 2020 avverranno tramite la World Cup del 2019, con il torneo di qualificazione in 4 zone differenti.

203 of 248


S C I Coppa, Moelgg sale al 2º posto LEVI - Lo svedese Andre Myhrer infila la terza vittoria consecutiva in slalom e si dimostra il più solido fra gli specialisti del circo bianco. Nella notte di Levi precede l'austriaco Hirscher per soli 6 centesimi. Il migliore dei nostri è ancora una volta Manfred Moelgg, quarto a 73 centesimi dal vincitore e a 12 centesimi dal podio. Moelgg si è completamente ritrovato anche in slalom, dopo lo splendido podio di apertura della stagione nel gigante di Soelden. Altro azzurro in grande spolvero è Patrick Thaler, decimo a metà gara e capace di risalire fino al quinto posto finale. Ancora due piazzati tra gli azzurri: Giuliano Razzoli 13º e in grado di risalire di 16 posizioni nella seconda manche, 21º il fassano Stefano Gross. Fuori nella seconda manche Cristian Deville, ottavo a metà gara. Per l'Italia di Jacques Theolier, dunque, la conferma di essere una delle squadre più forti nello slalom, insieme a Svezia e Austria. Manfred Moelgg si ritrova secondo in Coppa del Mondo con 130 punti, solo 10 in meno rispetto a Hirscher. Al terzo posto niente meno che Ted Ligety. SLALOM M LEVI: 1. Myhrer (Sve) 149??55; 2. Hirscher (Aut) a 0??06; 3. Byggmark (Sve) a 0??61; 4. MOELGG a 0??73; 5. THALER a 0??95; 6. Herbst (Aut) a 1??04; 7. Neureuther (Ger) a 1??10; 8. Kostelic (Cro) a 1??36; 9. Hargin (Sve) a 1??50; 10. Schmid (Ger) a 1??51; 13. RAZZOLI e Ligety (Usa) a 1??65; 21. GROSS a 2??14. Non qual. 2ª m.: TONETTI. Rit. 1ª m.: NANI: RIT. 2ª M.: Deville. COPPA DEL MONDO: 1. Hirscher (Aut) 140; 2. MOELGG 130; 3. Ligety (Usa) 120; 8. THALER 45. PROSSIME GARE - Uomini: 24-25 nov. discesa e superG a Lake Louise (Can). Donne: 24-25 nov. gigante slalom ad Aspen (Usa).

204 of 248


G O L F Manassero batticuore e capolavoro SINGAPORE - È un Matteo Manassero super e soprattutto gelido come un giocatore di poker quello che trionfa dopo tre spareggi alla buca 18 nel Barclay Singapore Open, conquistando il suo terzo successo nel circuito professionistico a vent'anni non ancora compiuti. A completare l'ottima giornata del golf italiano arriva anche il quinto posto di Francesco Molinari, ex aequo con laustraliano Adam Scott. Manassero si è imposto sull fuoriclasse sudafricano Louis Oosthuizen, uno dei A Singapore, dopo primi dieci giocatori del tre tie-break con mondo, vincitore Matteo Manassero, 19 anni, Oosthuizen, porta dellOpen (il più antico festeggia a Singapore (Ap) via il terzo titolo dei Majors) nel 2010 e più 788.000 euro sconfitto dopo due buche di tie-break da Bubba Watson nel Masters di quest'anno. Per riuscirci ha dovuto piazzare un eagle (due colpi sotto il par di 5) e sopravvivere al secondo spareggio, in cui Oosthuizen ha visto rotolare ad angolo retto sull'orlo della buca la palla della vittoria. E' stato in quel momento, mentre il sudafdricano esterrefatto restava con gli occhi sbarrati e fissi sull'orizzonte, che Matteo ha capito di avere in pugno la partita, alla fine di una rimonta spettacolare. Il veneto che tifa Milan e il sudafricano sono arrivati appaiati alla fine del quarto giro con 271 colpi, 13 sotto il par, al termine di una maratona di otto ore di gioco, dopo che sabato il maltempo aveva causato continue interruzioni. Così ieri sono stati disputati di seguito il terzo e quarto giro, in cui Manassero, che sabato aveva chiuso al settimo posto, è riuscito a rimontare a colpi di birdie (4 addirittura nelle prime 4 buche) fino ad arrivare sul gradino più alto del podio in questo torneo da sei milioni di dollari sul green del Sentosa G.C. Oltre a diventare il più giovane vincitore di sempre del torneo e anche il più giovane a incamerare la terza vittoria in carriera nel Tour europeo, ha anche intascato un assegno da 788.000 euro. Manassero, che da un anno esatto gareggia per il Royal Park I Roveri di Torino, aveva ottenuto i precedenti successi al Castello Masters in Spagna e all'Open di Malesia. «Sono partito forte sin dal mattino - ha detto - e questo mi ha dato tanta fiducia. È stato un momento fondamentale. L'adrenalina che pompava mi ha fatto andare avanti. Nello spareggio è stato fantastico, e un onore, affrontare uno come Oosthuizen. Sono felicissimo» .

205 of 248


206 of 248


ROSSI: DUCATI, È FINITA MALE «Solo tre podi in due anni, a Misano il più bello. Ora torno a casa»

VALENCIA (Spagna) - Finalmente è finita. L'avventura di Valentino Rossi con la Ducati si è conclusa con la gara di Valencia. Sono state 36 gare di passione in due anni, di cui solo 3 di piacere, quelle dei podi in Francia e di Misano. Si chiude, con la gara vinta da Pedrosa (con il collaudatore della Yamaha Nakasuga e con Stoner sul podio) un'era del motociclismo. Due anni di aspettative mancate, di figure non all'altezza, di screzi. Il "matrimonio del secolo" è finito con un divorzio consumato nei giorni Decimo a Valencia PAURA La caduta di Jorge precedenti a nellultima gara del Lorenzo, 25 anni, sbalzato ferragosto, con 2012. «Sceso dalla dalla sua Yamaha nel corso di l'ufficializzazione del moto, ho provato ritorno in Yamaha. un sorpasso (Reuters) un po di tristezza» Rossi ha perso anche una posizione in classifica iridata, da quinto a sesto, sorpassato da Alvaro Bautista. Due anni buttati con la Ducati, per tornare ora alla Yamaha, accanto al tanto osteggiato Lorenzo, che nel frattempo è pronto a riaccogliere Valentino con il titolo mondiale del 2012. Ma anche dalle sconfitte si può imparare, pure se le ultime stagioni hanno rischiato di affossare la carriera di Rossi. «Ho fatto tre podi, due sull'asciutto e uno sul bagnato. Il più bello quello ottenuto a Misano, che è casa mia e anche casa della Ducati - ha analizzato Rossi - per i momenti brutti non saprei dire in particolare quale, ce ne sono stati tanti». Quel che conta, adesso è ricominciare. «Ho salutato i ragazzi nel box - ha detto Valentino - tutti molto bravi con i quali ho lavorato bene. Ma adesso è tempo di cambiare. Da martedì (domani ndr) proverò la nuova moto, speriamo di avere bel tempo. Proverò certamente la Yamaha 2012, ma non so se ce ne sarà anche una in versione 2013» . Due anni importanti comunque, perchè Rossi è diventato più umano agli occhi dei suoi avversari. Se ne va sicuro di aver fatto il possibile per far crescere la Desmosedici. «Quest'anno - ha detto Valentino - da subito abbiamo cercato di capire quali fossero i problemi, io ho provato a spiegare alla Ducati «Grazie ai ragazzi ed a Filippo Preziosi (il direttore generale di Ducati corse, dei box: con messo in discussione dall'Audi in questi giorni, ndr) cosa ci Preziosi non siamo fosse da cambiare ma non ci siamo riusciti. Quando sono riusciti a a sceso l'ultima volta dalla Ducati è normale ci sia stata un pò superare i guai. Da di tristezza, ma ora bisogna guardare avanti». martedì è Yamaha»

STONER - Dice addio al mondo delle due ruote Casey Stoner. Il campione del mondo uscente della MotoGP, che ha ottenuto il suo ultimo podio a Valencia non sarà più parte del circo iridato. Stoner aveva annunciato la sua decisione durante il Gp di Francia lo scorso 17 maggio e non ha mai cambiato idea. «Non sono molto soddisfatto della gara - ha detto Stoner - ma alla fine c'è stato da combattere. Voglio ringraziare tutti quelli che mi hanno aiutato in questi anni. È strano, in effetti, pensare che non sarò più coinvolto nella vita del paddock. Qui tutti stanno già pensando ai test, io 207 of 248


invece sarò di ritorno a casa e mi riposerò». Ma il futuro di Stoner non sarà solo quello del baby pensionato. Si parla da qualche tempo di un interessamento di Stoner per le quattro ruote, nel campionato V8 australiano. «Abbiamo avuto dei contatti - ha detto l'ex pilota Honda - ma non c'è nulla di deciso ancora. Prima mi prenderò una pausa per riposarmi e non sarà breve» . Stoner è stato uno dei migliori avversari di Rossi. Valentino ha perso contro l'australiano la lotta per il titolo nel 2007, quando questi era con la Ducati.

Ansa

208 of 248


R I S U L T A T I Bautista scavalca Valentino MotoGP - Ordine d'arrivo: 1. Pedrosa (Spa, Honda) 48'23''819; 2. Nakasuga (Gia, Yamaha) a 37''661; 3. Stoner (Aus, Honda) a 1'00''633; 4. Bautista (Spa, Honda) a 1'02''811; 5. PIRRO (Ftr) a 1'26''608; 6. DOVIZIOSO (Yamaha) a 1'30''425; 7. Abraham (Cec, Ducati) a 1'31''789; 8. PETRUCCI (Ioda) a 1 giro; 9. Ellison (Gbr, Art) a 1 giro; 10. ROSSI (Ducati) a 1 giro; 11. Espargaro A. (Art) a 1 giro; 12. De Puniet (Fra, Art) a 2 giri; 13. Aoyama (Gia, Bqr) a 2 giri; 14. Edwards (Usa, Suter) a 3 giri. Ritirati : Lorenzo (Spa, Yamaha), Crutchlow (Gbr, Yamaha), Bradl (Ger, Honda), Hayden (Usa, Ducati), Barbera (Spa, Ducati), CORTI (Inmotec), ROLFO (Art), Silva (Spa, Bqr). Classifiche mondiali - Piloti: 1. Lorenzo (Spa, Yamaha) 350; 2. Pedrosa (Spa, Honda) 332; 3. Stoner (Aus, Honda) 254; 4. DOVIZIOSO (Yamaha) 218; 5. Bautista (Spa, Honda) 178; 6. ROSSI (Ducati) 163; 7. Crutchlow (Gbr, Yamaha) 151; 8. Bradl (Ger, Honda) 135; 9. Hayden (Usa, Ducati) 122; 10. Spies (Usa, Yamaha) 88; 11. Barbera (Spa, Ducati) 83; 15. PIRRO (Ftr) 43; 18. PETRUCCI (Ioda) 27; 22. PASINI (Art) 13. Costruttori : 1. Honda 412; 2. Yamaha 386; 3. Ducati 192. Moto2 - Ordine d'arrivo: 1. Marquez (Spa, Suter) 48'50''706; 2. Simon (Spa, Suter) a 1''256; 3. Terol (Spa, Suter) a 11''372...; 11. IANNONE (Speed Up) a 40''207...; 17. CORSI (Ftr) a 49''970; 23. ANDREOZZI (Speed Up) a 59''697; 25. PASINI (Ftr) a 1'16''352. Classifiche mondiali - Piloti: 1. Marquez (Spa, Suter) 324; 2. Espargaro P. (Spa, Kalex) 268; 3. IANNONE (Speed Up) 193; 14. CORTI (Kalex) 74; 31. ROLFO (Suter) 1. Costruttori: 1. Suter 374; 2. Kalex 319; 3. Speed Up 227. Moto 3 - Ordine d'arrivo: 1. Kent (Gbr, Ktm) 45'05''891; 2. Cortese (Ger, Ktm) a 0''056; 3. Khairuddin (Mal, Ktm) a 0''114...; 13. ANTONELLI (Ftr Honda) a 31''255; 14. TONUCCI (Ftr Honda) a 34''660; 18. FENATI (Ftr Honda) a 51''826; Tra i ritirati: MORCIANO (Ioda). Classifiche mondiali - Piloti: 1. Cortese (Ger, Ktm) 325; 2. Salom (Spa, Kalex Ktm) 214; 3. Vinales M. (Spa, Ftr Honda) 207; 6. FENATI (Ftr Honda) 136; 14. ANTONELLI (Ftr Honda) 77; 18. TONUCCI (Ftr Honda) 45; 35. CALIA (Honda) 2; 36. RINALDI (Honda), GROTZKYJ (Suter Honda) 1. Costruttori: 1. Ktm 346; 2. Ftr Honda 311; 3. Kalex Ktm 262.

209 of 248


IL NEO CAMPIONE IRIDATO IN MOTO 2 IMPRESA MARQUEZ: PARTE ULTIMO E VINCE Grande rimonta dello spagnolo che nel 2013 guiderà in MotoGP lHonda lasciata da Stoner

VALENCIA - Una gara da incorniciare, l'ultimo Gp della carriera in Moto2 per Marc Marquez a Valencia. Il neo campione del mondo della categoria, era stato penalizzato dalla Direzione di Gara, per un passaggio aggressivo nei confronti di Simone Corsi durante le prove libere, a partire dall'ultima posizione della griglia di partenza, dalla 33/a casella. Con una partenza da incorniciare, Marquez ha bruciato nel primo giro 23 avversari, continuando a scalare posizioni fino ad agguantare negli ultimi 5 giri la coppia di testa HA 19 ANNI Marc Marquez, 19 formata da Nico Terol e da Julian Simon (entrambi su Suter) che era ampiamente in testa. anni, campione iridato in Moto Il passo di Marc Marquez, che da domani sarà in 2 (Ansa) sella alla Honda che era di Casey Stoner in MotoGP, era ampiamente di un secondo più veloce degli altri. Arrivato alle spalle di Terol a 4 giri dalla fine, Marquez si è liberato del collega in tre curve, per poi mettere nel mirino Simon che aveva circa 3 secondi di vantaggio. Con un passaggio sul rettilineo a due giri dalla fine, si è chiusa la marcia trionfale di Marquez nella sua stagione iridata. Una rimonta che non si vedeva dal 1983, anno in cui Alan carter in 250 chiuse vincitore una gara in cui era partita dalla 31ª e ultima posizione. Il campione del mondo chiude a 324 punti contro i 268 del suo inseguitore principale, Pol Espargarò, ma con l'impresa di Valencia dimostra di meritarsi il posto in MotoGP nella squadra ufficiale Honda. Per gli italiani a Velancia nella Moto2 è una Caporetto. Il migliore è stato Andrea Iannone (SpeedUp) che non è mai entrato veramente in gara e ha chiuso undicesimo. Ha deluso, invece, Simone Corsi. Il romano nei primi giri era in lotta per il podio, ma è poi stato risucchiato dal gruppo fino a chiudere la sua ultima gara del 2012 in 17/a posizione, fuori anche dalla zona punti.

210 of 248


LA GARA: TRIONFA PEDROSA Stoner, addio sul podio Favola Nakasuga: 2° Lorenzo, volo da brividi!

VALENCIA - È andato a Dani Pedrosa (Honda) l'ultimo Gp della stagione 2012 che si è corso sulla pista di Valencia. Sul podio sono finiti anche il collaudatore della Yamaha Katsuyuki Nakasuga e il campione della MotoGP uscente Casey Stoner. La gara è stata comunque rovinata dalle condizioni meteo. Al via l'umidità a terra non chiariva le idee a piloti e tecnici che dovevano scegliere quali gomme montare. Nel giro di allineamento i primi cambi di idea, con Dani Pedrosa, Alvaro Bautista, Nicky Hayden e Cal Crutcholw che sceglievano di rientrare ai box per prendere le moto con le gomme slick. In questo modo, il pilota che ha vinto, Dani Pedrosa è scattato praticamente per ultimo, prendendo anche un rischio all'uscita dai box. Davanti a tutti nel primo giro passava in testa il pilota della CRT Aleix Espargarò (ART), che è stato in grado di sorpassare Jorge Lorenzo (Yamaha) dopo la prima curva. Con le condizioni dell'asfalto che andavano migliorando, la scelta di partire con le slick si stava rivelando vincente. Il maiorchino campione del mondo, infatti, è riuscito a fare l'andatura per 17 giri, poi è caduto. Nel momento di doppiare il pilota CRT James Allison (ART), Lorenzo ha chiuso troppo bruscamente il gas e la sua Yamaha lo ha sbalzato via, scaricandolo in una via di fuga. Con Lorenzo fuori dai giochi, Pedrosa è stato bravo a gestire il suo vantaggio sul giapponese Nakasuga, mentre Stoner riusciva a due giri dalla fine ad aver ragione di Alvaro Bautista.

211 of 248


212 of 248


ALTOTEVERE SAN GIUSTINO - LANZA VERONA 3-0 Cebulj trascinatore

SAN GIUSTINO - VERONA 3-0 (25-20, 25-15, 25-19). ALTOTEVERE SAN GIUSTINO: Mc Kibbin 1, Cebulj 22, De Togni 9, Bohme 5, Mattioli 6, Fiore 4, Cesarini (libero, 67%), Van Den Dries, Torre 1. Non entrati: Guttmann, Coali, Gradi, Lo Bianco. All. Fenoglio. MARMI LANZA VERONA VERONA: Meoni 2, Gavotto 13, Rak 5, Gotsev 5, De Marchi 10, Ter Horst 4, Pesaresi (libero, 44%), Peacock, Fedrizzi 2, Kosmina 2, Bolla 2. Non entrati: Zingel, Centomo (2 libero). All. Bagnoli. Arbitri: Satanassi e Balboni. Durata set: 26, 26, 26. Le cifre - San Giustino: 5 battute sbagliate, 4 ace, 64% ricezione (52% perfetta), 46% attacco, 11 muri (4 Cebulj, 3 Bohme, 2 De Togni), 8 errori. Verona: 14 battute sbagliate, 2 ace, 62% ricezione (43% prf), 38% attacco, 11 muri (4 Rak), 13 errori. Spettatori 1080. Il migliore - Cebulj, un martello pneumatico in attacco. La chiave - Il ritmo di gioco e la maggiore voglia di vittoria di San Giustino. SAN GIUSTINO - Dopo le prime 5 sfide di campionato con squadre fuori dalla portata tecnica di San Giustino e il derby con Perugia, arriva alla sesta la prima vittoria in campionato per Vivi Altotevere, che vince 3-0 contro la Marmi Lanza Verona. Nei primi due set San Giustino riesce a tenere alto il ritmo di gioco fin dai primi palloni. Il sestetto di casa crea anche un buon margine di vantaggio, grazie agli errori ospiti e ad un super Cebulj, schierato nell'occasione da opposto e alla fine il migliore con 22 punti. Nel terzo parziale Verona prova a rientrare in partita. San Giustino non concede spazio e il set risulta combattuto solo fino al secondo time-out tecnico, quando anche il PalaKemon dĂ il suo contributo e accompagna i suoi beniamini nello sprint finale. (Infopress)

213 of 248


CASA MODENA - CMC RAVENNA 1-3 Zhoukoski super

MODENA - RAVENNA 1-3 (22-25, 23-25, 25-20, 23-25). CASA MODENA: Baranowicz 3, Celitans 23, Kooy 13, Deroo 6, Sala 4, Vesely 1, Manià (L), Casadei, Molteni 1, Piscopo 6, Quesque 5, Catellani. Allenatore: Lorenzetti. CMC RAVENNA: Zhoukoski 10, Moro 12, Zanuto 13, Sirri 7, Creus 11, Mengozzi 12, Tabanelli (L), Psarras, Bellei. Ne Mazzotti, Ranurovic. Allenatore: Fresa. ARBITRI: Vagni e Bartolini. Durata set 28', 30', 25', 21'. Spettatori 2731, incasso di 16.922 euro Le cifre - Casa Modena bs 18, ace 4, muri 4, ricezione positiva 56%, perfetta 23%, attacco 50%, per 50 punti; Cmc Ravenna bs 23, ace 5, muri 5, ricezione positiva 46%, perfetta 25%, attacco 56% La chiave - La voglia di vincere di Ravenna, Modena sbaglia quasi tutto. Il migliore - Zhoukoski: 10 punti, 3 ace e 2 muri, il suo biglietto da visita. MODENA - Incredibile crollo interno di Casa Modena: la formazione di Lorenzetti si è fatta dominare per tre set su quattro da Ravenna che, detto per inciso, aveva vinto un solo set nelle precedenti cinque gare di campionato. Scarica, con poche idee e confuse, la squadra in maglia blu ha lasciato la partita nelle mani di Creus, un "ex" rimpianto ieri sera, e degli altri giocatori romagnoli che in tal modo hanno guadagnato con merito la prima vittoria del loro difficile campionato. A conti fatti, la gara di Casa Modena ha avuto senso solo nel terzo set, quando grazie all'ingresso in campo di Quesque ed alla qualità di Baranowicz dai nove metri, la squadra di Lorenzetti ha fatto la differenza. Per il resto, buio pesto per i modenesi, grande presenza mentale per Moro e compagni. (Infopress)

214 of 248


CASTELLANA E RAVENNA SUPER I pugliesi fermano Vibo, la Cmc espugna Modena, San Giustino travolgente BCC NEP CASTELLANA GROTTE - CALLIPO VIBO VALENTIA 3-0 I calabresi si smarriscono

CASTELLANA GROTTE-VIBO VALENTIA 3-0 (25-23, 25-21, 25-14). BCC-NEP CASTELLANA GROTTE: Elia, Ricciardello, Paparoni (libero, 56%), Falaschi 2, Sabbi 12, A.Ferreira 12, Yosifov 9, Cester 6, Casoli 8, Krumins. Non entrati: Menzel, Dolfo, M.E. Ferreira. All. Gulinelli TONNO CALLIPO VIBO VALENTIA: Coscione 2, Cortellazzi, Kaliberda 3, Farina (libero, 60%), Forni, Rocamora, Badawi, Buti 6, Klapwijk 14, Barone 7, Urnaut 5. Non entrati: Montesanti, Lavia, Presta. All. Blengini. Arbitri: Sampaolo e Gnani. Durata set: 31', 28', 24'. Tot: 1h, 23'. Le cifre - Castellana Grotte: 19 battute sbagliate, 3 ace, 80% ricezione positiva (48% perfetta), 55 % attacco, 8 muri (4 Sabbi, 2 A. Ferreira), 2 errori. Vibo Valentia: 15 battute sbagliate, 1 ace, 65% ricezione positiva (55% perfetta), 36% attacco, 10 muri (4 Klapwijk, 3 Urnaut), 11 errori. Spettatori 1300, incasso 9000 euro. Il migliore - Alexandre Ferreira. La chiave - La mancanza di lucidità in attacco di Vibo e la continuità di Castellana Grotte. Il cubano Simon non giocava CASTELLANA GROTTE - Secondo stop dal 10 ottobre 2010 (Galbiati) stagionale per Vibo che interrompe a due successi la striscia positiva crollando sotto i colpi di una Castellana Grotte tutta concretezza e continuità. I pugliesi strappano il primo set poi chiudono agevolmente gli altri due approfittando della serata negativa dei calabresi, imprecisi in battuta e nelle fasi d'attacco. L'avvio è equilibrato, si viaggia punto a punto (9-9, poi 18-18) fino al 23 pari quando al time out di Gulinelli fanno seguito gli errori in battuta di Klapwijk e il punto di Casoli che valgono il primo set. E' combattuto anche il secondo periodo, con un sussulto di Vibo prima del nuovo allungo dei padroni di casa per il 22-19. Ancora un errore di Klapwijk spiana la strada a Castellana che si vede annullare 2 di 5 palle set prima di chiudere con l'attacco di Cester. Nell'ultimo set Vibo tira i remi in barca troppo presto; fino al 15-10 gli ospiti accennano una reazione ma peccano di imprecisione nei momenti chiave, consentendo alla Bcc-Nep di sfruttare ogni errore avversario al meglio e di allungare fino al 21-13 chiudendo senza stress una gara condotta in pratica dall'inizio alla fine e mai in discussione. (Lps)

215 of 248


LUBE MACERATA - SIR PERUGIA 3-0 Starovic firma 6 ace

MACERATA - PERUGIA 3-0 (25-22, 25-14, 25-19). LUBE BANCA MARCHE MACERATA: Zaytsev 10, Parodi 15, Stankovic 8, Travica 1, Starovic 14, Podrascanin 8, Henno (libero, ricezione positiva 100%, perfetta 100%), Lampariello. Non entrati: Pajenk, Monopoli, Randazzo. All. Giuliani. SIR SAFETY PERUGIA: Alletti 6, Petric 7, Daldello, Tamburo 4, Vujevic 5, Semenzato 4, Giovi (libero, ricezione positiva 47%, perfetta 35%), Van Harskamp, Schwarz 3, Edgar 8, non entrati: Tomassetti, Pochini (libero 2). All. Kovac. Arbitri: Sobrero e Piana. Durata set: 27' 22' 26'; spettatori 2.210 per 8.940 euro tutti in beneficenza ad un bambino malato. Le cifre - Macerata: battute sbagliate 15, ace 8 (6 Starovic), muri 8 (3 Podrascanin), errori 3, ricezione positiva 72%, perfetta 48%, attacco 54%; Perugia: battute sbagliate 10, ace 1, muri 5 (2 Vujevic), errori 7, ricezione positiva 39%, perfetta 27%, attacco 42% Il migliore - Starovic, implacabile in battuta. La chiave - Macerata padrona. MACERATA - Davanti ad uno spettatore particolare e interessato (l'infortunato Savani) la Lube allunga la sua serie positiva, studiando il match contro Perugia nel primo parziale per poi lasciare pillole di pallavolo al team umbro. Prima il muro-difesa che funziona e aiuta il regista Travica a gestire impeccabili ricostruzioni per far divertire soprattutto Parodi (61%) e Zaytsev (53). Poi, al via del secondo set, è passerella maceratese contro la neo promossa formazione dell'ex Kovac (applauditissimo). Troppo lo strapotere tecnico tattico degli uomini di Giuliani; gioco a largo respiro, centrali spietati, ricezione senza particolari sbavature (100% del libero Henno) e, le battute di Starovic, schiantano definitivamente Perugia.

a.p.

216 of 248


BREBANCA CUNEO - COPRA PIACENZA 3-0 Simon, debutto amaro

CUNEO-PIACENZA 3-0 (28-26; 25-20; 25-20) BRE BANCA LANNUTTI CUNEO: Ngapeth 12, Mastrangelo 5, Sokolov 16, Wijsmans 9, Kohut 9, Grbic 3, De Pandis (Libero: ricezione 67%; perfetta 44%), Abdelaziz. Non entrati: Rossi, Marchisio, Antonov, Galliani. All.Piazza. COPRA ELIOR PIACENZA: Fei 11, Zlatanov 8, Simon 8, DeCecco 3, Ogurcak 9, Holt 2, Marra (Libero: ricezione 60%; perfetta 27%), Papi 1, Tencati, Corvetta. Non entrati: Maruotti, Vettori, Latelli (L). Allenatore: Monti. Arbitri: LaMicela e Caltabiano. Durata set: 33';27';25'. Spettatori 2651. Le cifre - CUNEO: battute sbagliate 21; ace 1; ricezione 40% (perfetta 64%); attacco 59%; muri 9 (Sokolov e Kohut 3, Mastrangelo 2); errori 24. PIACENZA: battute sbagliate14 ; ace 1; ricezione 33% (perfetta 58%); attacco 46%; muri 5 (2 Simon e DeCecco 2); errori 24. Il migliore - Ngapeth, alla fine inarrestabile. La chiave - Il primo set perso ai vantaggi taglia le gambe a Piacenza. CUNEO - Dopo due partite incolori la Brebanca gioca finalmente con il giusto approccio e prova a riscrivere le gerarchie di questo inizio di stagione. Il cubano Simon (che ha appena avuto lok della Fivb per giocare dopo oltre due anni di stop) è la sorpresa della giornata, con il pubblico che osserva il gigante nero e quasi teme una replica delle ultime due brutte figure. Invece Cuneo, in formazione tipo e con tutt'altro spirito in corpo, recupera dal 14-17 (muro a tre su Sokolov) e si riporta subito in parità, per poi annullare una palla set alla Copra e chiudere al suo terzo set-ball. Piacenza accusa il colpo, De Cecco alterna, a giocate splendide, una costruzione di gioco ancora poco continua, mentre le evidenti difficoltà degli emiliani sul cambio palla si scontrano contro una squadra cuneese determinata e aggressiva. (ass)

217 of 248


A1 DONNE Riscatto Pesaro, Piacenza leader

La Robur blocca Busto, Villa ko con Conegliano, emiliane in volo. Modena va PESARO-BUSTO ARSIZIO 3-0 (25-20, 25-21, 28-26) - KGS ROBURSPORT PESARO: Moreno Pino 13, Valpiani, Gibbemeyer 14, De Gennaro (L), Chirichella 7, Signorile 7, Tirozzi 7, Muresan 7. N.e.: Lestini, Manzano, Dekani. All.: Pistola. UNENDO YAMAMAY BUSTO ARSIZIO: Faucette 3, Lloyd 2, Brinker 11, Leonardi (L), Marcon 2, Bauer 7, Kozuch 7, Lombardo, Arrighetti 10, Caracuta, Bisconti. N.e.: Pisani. All.: Parisi. ARBITRI: Piersanti, Puletti. NOTE - durata set: 31', 29', 30'; tot: 90'. VILLA CORTESE-CONEGLIANO 0-3 (20-25, 21-25, 23-25) - ASYSTEL MC CARNAGHI VILLA CORTESE: Malagurski, Viganò 10, Mojica 2, Klineman 6, Folie, Veljkovic 5, Garzaro 2, Barun 10, Bosetti 14, Parrocchiale (L), Rondon. N.e.: Nomikou. All.: Caprara. IMOCO CONEGLIANO: Agostinetto, Fiorin 10, Daminato, Efimienko 7, Camera 2, Zanotto 1, Rossetto (L), Calloni 12, Nikolova 13, Barcellini 13. N.e.: Maruotti, Crozzolin. All.: Gaspari. ARBITRI: Braico, Venturi. NOTE - Spettatori 1203, durata set: 24', 29', 33'; tot: 86'. BERGAMO-URBINO 3-2 (22-25, 25-16, 20-25, 25-22, 15-11) - FOPPAPEDRETTI BERGAMO: Klisura 1, Bruno, Crimes 13, Brown 10, Weiss 4, Blagojevic 12, Merlo (L), Di Iulio 15, Devetag 7, Diouf 13, Balboni, Zambelli 2. All.: Lavarini. CHATEAU D'AX URBINO: Negrini 8, Dugandzic 8, Van Hecke 15, Petrauskaite 26, Vallese (L), Santini 9, Gentili, Dall'igna, Leggs 7. N.e.: Giombetti, Sykora, Partenio, Angelelli. All.: Guidetti. ARBITRI: Genna, Goitre. NOTE - Spettatori 1389, incasso 11162, durata set: 29', 27', 27', 29', 20'; tot: 132'. PIACENZA-CHIERI 3-0 (25-21, 25-15, 25-15) - REBECCHI NORDMECCANICA PIACENZA: Leggeri 8, Turlea 16, Secolo 9, Nicolini 8, Sansonna (L), Radenkovic, Bosetti 19. N.e.: Frigo, Gennari, Meijners, Ferretti, Zilio. All.: Mazzanti. DUCK FARM CHIERI TORINO: Borgogno, Bechis, Sirressi (L), Potokar, Guiggi 8, Ravetta 5, Sorokaite 6, Fernandez Navarro 9, Piccinini 8, Zauri, Vindevoghel 4. N.e.: Vietti, Fabris. All.: Salvagni. ARBITRI: Longo, Frapiccini. NOTE - durata set: 27', 22', 23'; tot: 72'. GIAVENO- MODENA 0-3 (15-25, 22-25, 17-25) - BANCA REALE YOYOGURT GIAVENO: Engle, Togut 13, Murrey 5, Dall'ora 8, Grothues 8, Molinengo (L), Donà, Pincerato 3, Kauffeldt 5, Napolitano Senkova. N.e.: Luciani, Demichelis. All.: Napolitano. ASSICURATRICE MILANESE MODENA: Croce (L), Valeriano, Paggi 9, Glass 3, Barazza 8, Brussa 1, Aguero 15, Rinieri 13, Horvath 11. N.e.: Spasojevic, Scarabelli, Mari. All.: Cuello. ARBITRI: Cappello, Gini. NOTE - durata set: 21', 28', 23'; tot: 72'. CREMA-BOLOGNA 3-1 (22-25, 25-15, 25-19, 25-20) - ICOS CREMA: Paolini 5, Nucu 14, Portalupi, Dalia 5, Garcia Zuleta 3, Rossi Matuszkova 20, Lehtonen 13, Saccomani 11, Marc, Paris (L). N.e.: Nicolini, Okaka. All.: Barbieri. IDEA VOLLEY 2002 BOLOGNA: Stufi 11, Severi (L), Lavorenti 1, Vece 1, Arimattei 10, Petrucci 3, Milos 8, Korukovets 2, Cvetanovic 13, Ginanneschi 4, Minervini (L), Lapi. N.e.: Alfonsi. All.: Simone. ARBITRI: Zanussi, Florian. NOTE - durata set: 27', 24', 25', 28'; tot: 104'. SERIE A1 DONNE (4ª giornata) - Pesaro-Busto 3-0, Villa Cortese-Conegliano 0-3, Bergamo-Urbino 3-2, Piacenza-Chieri 3-0, Giaveno-Modena 0-3, Crema-Bologna 3-1. CLASSIFICA : Piacenza 10, Conegliano 9, Villa Cortese 8, Bergamo, Modena e Busto Arsizio 7, Crema 6, Pesaro e Torino 5, Urbino 4, Giaveno 3, Bologna 1.

218 of 248


Prossimo turno (18/11, ore 18) - Urbino-Busto Arsizio; Villa Cortese-Pesaro; Modena-Piacenza (17/11, 20.30 RaiSport1); Bologna-Bergamo; Chieri-Crema; Conegliano-Giaveno SERIE A2 (6ÂŞ giornata) - Pavia-San Casciano 2-3 (18-25, 25-15, 22-25, 25-23, 11-15); Crovegli-Terre Verdiane 3-0 (22, 17, 19); Mazzano-San Vito 3-0 (13, 21, 17); Marsala-Novara 0-3 (12, 27,10) Ornavasso-Casalmaggiore 3-2 (18-25, 25-23, 22-25, 25-22, 15-10); Montichiari-Soverato 3-2 (21-25, 22-25, 25-14, 26-24, 15-6); Frosinone-Sala Consilina 3-0 (18, 22, 24). Classifica : Novara 17, Ornavasso 15, Casalmaggiore 13, San Casciano 12, Mazzano 11, Crovegli e Montichiari 10, Pavia 9, Frosinone 8, Soverato e Sala Consilina 7, Terre Verdiane 5, San Vito 2, Marsala 0. Prossimo turno (18/11, ore 18): Novara-Crovegli; San Vito-Marsala; Soverato-Pavia; Casalmaggiore-Montichiari; Terre Verdiane-Frosinone; Sala Consilina-Ornavasso; San Casciano-Mazzano

219 of 248


R U G B Y All Blacks, 6 mete in Scozia E oggi sbarcano a Roma ROMA - Gli All Blacks smontano la Scozia con un gran primo tempo e otto minuti di fuoco (tre mete) e stasera (ore 18.45) sbarcano a Fiumicino per il test di sabato con gli azzurri allOlimpico. Alloggeranno allHotel Parco dei Principi, ai Parioli. Domani allenamento alla Capitolina, aperto al pubblico dalle 11, con sessione di foto e autografi. SCOZIA - NUOVA ZELANDA 22-51 (17-34) Marcatori: 2 cp Carter, 13 m. Visser tr. Laidlaw (S), 19 m. Dagg tr. Carter, 25 cp Laidlaw (S), 29 cp Carter, 30 m. Savea tr. Carter, 34 m. Jane tr. Carter, 38 m. Hore tr. Carter, 45 m. Cross tr. Laidlaw (S); st: 11 m. Visser (S), 14 cp Carter, 23 m. Savea tr. Carter, 36 m. B. Smith tr. Carter. ECCELLENZA Reggio Emilia, impresa a Rovigo ROVIGO - REGGIO EMILIA 12-16 (6-3) - Marcatori: 11 e 23 cp Basson (R), 26 cp Mantovani; st: 2 cp Basson (R), 7 cp Mantovani, 18 m. G. Sclavi tr. Mantovani, 28 cp Basson (R), 30 cp Mantovani. Punti in classifica: Rovigo 1, Reggio E. 4. SAN DONA - VIADANA 1218 (6-5) - Marcatori: 5 m. Albano, 8 e 28 cp Robuschi (S); st: 4 e 17 cp Robuschi (S), 27 m. Monfrino, 30 cp Apperley, 32 m. Cowan. Punti in classifica: San Donà 1, Viadana 4. CROCIATI - PRATO 6-29 (3-12) - Marcatori: 4 m. Vezzosi tr. Patelli, 10 m. Vezzosi, 25 cp Gennari; st: 5 m. Tempestini, 27 cp Gennari, 39 m.tecnica Prato tr. Frati, 40 m. Ngawini. Punti in classifica: Crociati 0, Prato 5. CALVISANO - MOGLIANO 30-8 (20-3) - Marcatori: 4 m. Ferraro tr. Marcato, 22 cp Marcato, 24 cp Canale, 32 cp Marcato, 33 m. Vunisa tr. Marcato; st: 12 cp Marcato, 13 m. Vilk tr. Marcato, 28 m. Lucchese. Punti in classifica: Calvisano 5, Mogliano 0. ECCELLENZA (6ª giornata) Sabato: LAquila-Fiamme Oro Roma 13-15, Lazio-Petrarca Padova 19-25. Ieri: San Donà-Viadana 12-18, Crociati Parma-Prato 6-29, Rovigo-Reggio E. 12-16, Calvisano-Mogliano 30-8. Classifica: Viadana 29; Petrarca 27; Prato 25; Calvisano 24; Rovigo 18; Mogliano 14; Lazio 11; Fiamme Oro, San Donà 10; Reggio E. 4; LAquila 2; Crociati 1. Prossimo turno - 25 novembre: Mogliano-Crociati, Viadana-Rovigo, Prato-Lazio; Petrarca-Calvisano; Fiamme Oro-San Donà; Reggio E.-LAquila.

220 of 248


ATLETICA Cross a Volpiano, La Rosa e Maraoui VOLPIANO - Iniziata la stagione nazionale di corsa campestre con l8° Cross della Volpe di Volpiano (Torino), prima indicativa (la seconda il 25 novembre a Borgo Vasugana) per la composizione della squadra azzurra per i prossimi Europei in programma il 9 dicembre a Budapest (Ungheria). Successi di Stefano La Rosa (Carabinieri) e a Fatna Maraoui (Esercito). RALLY Loeb chiude il Mondiale in bellezza MADRID - Sebastien Loeb ha chiuso in bellezza il Mondiale di cui è già campione - per la nona volta in carriera - aggiudicandosi lultima gara in calendario, il Rally di Catalogna. E previsto che dal 2013 il cannibale?? del rally corra un numero limitato di gare, sempre per la Citroën. CLASSIFICA FINALE: 1. Loeb-Elena (Citroën DS3) 4h1429??1; 2. Latvala-Anttila (Ford Fiesta RS) a 7??0; 3. Hirvonen-Lehtinen (Citröen DS3) a 146??8; 4. Ostberg-Andersson (Ford Fiesta RS) a 156??4; 5. Nikara-Kalliolepo (Mini Cooper) 1607??9; 6. Breen-Nagle (Ford Fiesta S2000) a 1810??4. MONDIALE - Piloti: Loeb (Fra, Citroën) 270 (campone); 2. Hirvonen (Fin, Citroën) 213; 3. Latvala (Fin, Ford) 154. Costruttori: 1. Citroën 453 (campione); 2. Ford 309. CICLOCROSS A Roma Luca Braidot e Vania Rossi (r.q.) Superprestige con Sven Nys dominatore. A Hamme-Zogge il belga ha vinto anche la 3ª prova con 18'' sull'iridato Albert e sull'emergente olandese Van der Haas. A Frenkendorf (Svizzera) dove Franzoi non ha preso il via per problemi bronchiali, ha vinto il campione francese Mourey. Solo 11° a 2'31'' il campione italiano Silvestri. Nella prova juniores si è imposto il valtellinese Gioele Bertolini. A Roma (Wellness village) nel Trofeo Romano Scotti vittoria di Luca Braidot (Forestale) davanti all'abruzzese Pedante (Farnese). Nella prova femminile successo di Vania Rossi (Esercito). HOCKEY SU PRATO Bra e Roma a valanga 7ª giornata: Cernusco-Bonomi 0-2; Amsicora-Catania 4-1; Suelli-Hitrac Tevere Eur 1-1; De Sisti Acea Roma-Cus Cagliari 5-0; Valverde-Bra 0-6. Recupero: Suelli-Catania 6-1. CLASSIFICA : Bra 21, Amsicora 18, De Sisti Acea Roma 15, Bonomi 13, Valverde 10, Suelli 8, Cus Cagliari 6, Catania e Hitrac Tevere Eur 3, Hockey Cernusco 2. A1 FEMMINILE - 6ª giornata: Catania-Acea San Saba Roma 1-2; Ferrini-Lorenzoni 4-5; Cus Pisa-Villafranca 6-0. Riposa: Amsicora. CLASSIFICA: Lorenzoni 15, Acea Hockey San Saba Roma 13, Pisa 10, Amsicora 9, Polisportiva Ferrini 3, Catania e Villafranca 0. BOXE Branco batte Bienias ed è campione CIVITAVECCHIA - Gianluca Branco sabato sera è diventato il campione dellUnione Europea (pesi welter) battendo ai punti, in dodici riprese, il polacco Bienias. (I punteggi: 116-113, 117-111, 117-113).

221 of 248


222 of 248


223 of 248


224 of 248


225 of 248


226 of 248


227 of 248


DIRETTA SU SKY SPORT 1 DALLE 21 MASTERS ATP (cemento indoor, 5.500.000 sterline) Semifinali: Djokovic (Ser) b. Del Potro (Arg) 4-6 6-3 6-2, Federer (Svi) b. Murray (Gbr) 7-6(5) 6-2. Doppio, semifinali: Bhupathi-Bopanna (Ind) b. Paes-Stepanek (Ind-Cec) 4-6 6-1 12-10, Granollers-M. Lopez (Spa) b. Marray-Nielsen (Gbr-Dan) 6-4 6-3. Oggi: ore 19 finale doppio Bhupathi-Bopanna c. Granollers-M. Lopez, ore 21 finale singolare Djokovic c. Federer. Tv: oggi diretta su Sky Sport 2 dalle 19, su Sky Sport 1 dalle 21. CHALLENGER ATP - Ortisei (veloce indoor, 64.000 euro) Finale: Becker (Ger, 2) b. SEPPI 6-1 6-4. A1 UOMINI - Ieri 6ÂŞ giornata. Girone 1: Forte dei Marmi-Sarnico 6-0, Aniene-Palermo 5-1, Parioli-Trento 4-2; rip. Casinalbo. Classifica: Trento 15; Forte dei Marmi 12; Aniene 9; Palermo, Casinalbo 6; Parioli (2 p. pen.) 4; Sarnico 0. Girone 2: Genova-Ca' del Moro 3-3, Castellazzo-Rovereto 4-2, Pistoia-Cagliari 1-5; rip. Bassano. Classifica: Cagliari, Genova 11; Castellazzo 10; Bassano 6; Rovereto 5; Ca' del Moro 4; Pistoia 0. A1 DONNE - Ieri 6ÂŞ giornata: Cagliari-Prato 1-3, Albinea-Mestre 0-4, Moncalieri-Nomentano 1-3; rip. Parioli. Classifica: Prato, Nomentano 12; Cagliari 8; Albinea, Parioli, Mestre 5; Moncalieri 1.

228 of 248


FINALE STELLARE Djokovic e Federer battono rispettivamente Del Potro e Murray: oggi di fronte i n. 1 e 2

di Gabriele Marcotti LONDRA - Un match in due tempi, alla fine vinto dal più forte. Superiore mentalmente ancor più che tecnicamente. Un match che porta a 74 le vittorie stagionali di Novak Djokovic, che contro Juan Martin Del Potro stacca il biglietto per la finale delle ATP Finals, la seconda in carriera dopo quella del 2008 (vinta contro Nikolay Davydenko), la prima a Londra. Raggiunta da imbattuto, quattro vittorie in altrettanti incontri. Nonostante il set di svantaggio, che ieri aveva dato l'illusione di un match segnato contro un Del Potro ispiratissimo. L'argentino, trascinato da un poderoso servizio e l'irresistibile dritto, domina il primo set in Lo svizzero, che è 47 grazie anche a 14 in vantaggio 16-12 vincenti. Nole fatica ad nei precedenti, ha arginare l'aggressività Novak Djokovic, 25 anni, già vinto sei volte il dell'argentino che forza esulta: ha battuto Juan Martin torneo di fine anno tutti i colpi per Del Potro per la settima volta in accorciare lo scambio. nove confronti (Reuters) Ma non sa approfittare delle occasioni in apertura di frazione, così è Djoker a trovare il break decisivo nell'ottavo gioco e ristabilire la parità dopo 52' grazie all'efficacia nella risposta (8 su 11 il parziale dei punti del serbo sulla seconda di servizio di Del Potro). Nel terzo set l'argentino, che voleva bissare la finale raggiunta nel 2009 (e persa contro Davydenko), accusa il giorno in meno di riposo e rallenta. Consegnando di fatto il match a Djokovic, che scappa avanti con un break nel terzo game e chiude il match con 34 vincenti e nove ace, smarrendo solo due punti nei suoi game di sevizio nel terzo set. Per il serbo di tratta della terza vittoria di fila su Del Potro (7-2 il totale), della 23ª vittoria (10 sconfitte) contro un Top 10 negli ultimi 11 mesi. Una vittoria che legittima il suo status di migliore al mondo per il secondo anno di fila. E che vale un'appendice di prestigio: l'occasione di vincere il Masters a distanza di quattro anni. «Sarà l'ultimo incontro dell'anno quindi dovrò trovare una motivazione ancora più forte. Ma sono certo che sarà una grande finale» , la promessa del serbo, lucido nell'analisi del match e presentatosi in sala stampa offrendo cioccolata ai giornalisti: «Juan è stato il miglior giocatore in campo nella prima parte del match. Ho cercato di far girare l'incontro e sono davvero eccitato di esserci riuscito. Nel secondo set ho voluto essere positivo, solido mentalmente e lottare ad ogni punto. Ho retto nel momento più difficile e poi ho ritrovato il mio gioco» .

FDEDERER - Sarà Roger Federer lavversario di Djokovic in finale. Nel match serale di ieri, lo svizzero ha battuto Andy Murray in due set dopo 1h33 di gioco molto intenso. Quasi da non crederci, dopo che Federer era andato sotto 0-2 e poi 1-3 e 0-30 nel set di apertura, servendo e giocando decisamente male nei primi game. A quel punto

229 of 248


però, invece di lasciarsi andare, il Genio ha dato il meglio di sÊ e ha ribaltato la partita: 7-6 6-2 per lui, con Murray annichilito nel secondo set. Ottava finale di Masters per Roger, che ha vinto sei delle sette precedenti, le ultime due proprio a Londra. Federer è in vantaggio per 16-12 su Djokovic nei precedenti, sono 2-2 nel 2012 (ma il serbo lha battuto sempre e solo sulla terra rossa).

230 of 248


Aloisi per due: Blu Constellation e Rosendhal ROMA - (m.v.) Un gran premio per due, ieri alle Capannelle. Tra pioggia e buio incombente, non è stata però una parità salomonica: Blu Constellation e Rosendhal non sono stati separati neppure dal fotofinish, per quanto «non cristallino» per dirla con le parole di Giuseppe Botti, sul traguardo dellAloisi??. Bene così, giusta ricompensa per il recupero agonistico di Blu Constellation, tornato volante sulla palude romana di ieri, e la consistenza di Rosendhal, già vincitore di questa corsa nel 2010 e ora destinato al Carnival in Dubai. E bravi Dario Vargiu e Salvatore Sulas, fantini dei due vincitori al 50%. Terza a ridosso la favoritissima Noble Hachy, generosa ma messa sotto nel finale. IERI A ROMA (tmp) - Pr. Aloisi (61.600 , gruppo 3, m. 1200 pd): 1. p.m. Blu Constellation (D. Vargiu) e Rosendhal (S. Sulas), 3. Noble Hachy, 4. Dagda Mor. Distacchi: parità - 3 - 1. Tot. 3,67/4,96 1,93 2,08 1,19 (34,78) Trio 97,10/115,02. OGGI - Ore 18.30 TQQ a Treviso (trotto, 8ª corsa, m. 2060) Jackpot: Quarté 16.139,12 , Quinté 4.987,64 . Favoriti: 3-11-12-1-4. Sorprese: 6-10-15. Inizio convegno alle ore 14.55. Corse anche a Roma (t, 14.40), Albenga (g, 15.45), Palermo (t, 15.15). EQUITAZIONE Alvarez alla grande VERONA - Chiusura in bellezza per la 114ª Fieracavalli, che in quattro giorni ha raggiunto i 156.000 visitatori (di questi, 12.500 per Jumping Verona??). Lo spagnolo Sergio Alvarez Moya, leader della zona europea di Coppa del Mondo, con Zipper si è aggiudicato il GP Rolex-Fixdesign: in 12 al barrage decisivo, tra questi eccellente secondo posto per Luca Maria Moneta con Neptune Brecourt, a 2??43 dal vincitore. Nellaltra gara di giornata, con HH Palouchin terzo successo veronese per il brasiliano Rodrigo Pessoa (con Viper quinto Roberto Arioldi, miglior azzurro in questa categoria a due fasi).

231 of 248


I P P I C A Nazioni svedese con Noras Bean di Antonio Lupo MILANO - Stefan Soderkvist, driver di Noras Bean, vola tra le braccia dei fan scandinavi presenti a San Siro, una piccola folla urlante che lo lancia al cielo e lo abbraccia dopo l'impresa del figlio di Super Arnie. Vittoria annunciata, un Gran Premio delle Nazioni senza storia, tutti i riflettori puntati sul favorito della Stall Asunden Hb che al gomito della curva travolge Leben Rl e si allontana tra gli applausi. Gli ospiti imperversano, nessuno spezza la serie ormai lunga e inesorabile delle vittorie straniere e i nostri crollano, uno dopo l'altro, troppo vulnerabili contro lo strapotere dei trottatori del Nord. Owen Cr finisce subito a tabellone, tenta di opporsi a Nesta Effe ma poi si disorienta e rientra a testa bassa in scuderia, Mack Grace Sm si arrende e getta la spugna ai 300 finali. Un solo grande protagonista dunque, come era nelle aspettative, terzo un anno fa in questa sfida che non perde il suo fascino, e ora sul gradino più alto del podio, perché il terreno umido di pioggia ha reso tutto facile al campione di Soderkvist. Ottima la prova di Leben Rl, e terza una splendida Linda di Casei, dal cuore immenso, venuta a precedere Newyork Newyork.

COPPA DI MILANO - Pietro Gubellini si è rifatto con Owen's Club nella Coppa di Milano, un coast to coast di quelli che non perdonano, con seconda l'altra del team Bareggio Lover Power. ? RIPRODUZIONE RISERVATA IERI A MILANO (pb) GP delle Nazioni (gruppo 1, 308.000 , m. 2100): 1. Noras Bean (S. Soderkvist) 12.1, 2. Leben Rl 12.4, 3. Linda di Casei 12.9, 4. Newyork Newyork 13.0. Non hanno corso Olona Ok e Napoleon Bar. Tot. 2,27 1,78 3,24 4,03 (27,06) Trio 123,42. 1ª batt. Coppa di Milano (15.400 , m. 1600) 1. Noemi Sidoli (M. Guzzinati) 12.6, 2. Geox 12.7, 3. Indy Kronos 13.0, 4. Nera Azzurra 13.4, 5. Orione degli Dei 14.0. Non ha corso Namec Rl. Tot. 49,75 9,01 3,22 2,82 (121,11) Trio 2.086,66. 2ª batt. Coppa di Milano (15.400 , m. 1600): 1. Owen's Club (P. Gubellini) 12.1, 2. Lover Power 12.4, 3. Look Mp 12.6, 4. Marenne Fans 12.7, 5. Opal Brown 12.8. Tot. 1,76 1,19 1,52 1,22 (5,40) Trio 19,59. Finale Coppa di Milano (gruppo 2, 55.400 , m. 1600): 1. Owen's Club (P. Gubellini) 11.6, 2. Lover Power 11.8, 3. Look Mp 11.9, 4. Indy Kronos 12.3. Tot. 1,34 1,13 1,30 1,64 (1,80) Trio 13,87.

232 of 248


233 of 248


234 of 248


235 of 248


Contro il Dnipro in Europa League, contro il Genoa ieri a Marassi: il talento di Lorenzinho ha illuminato il Napoli Dall'inviato GENOVA - La storia si riscrive e però a puntate: una pennellata di qua e una di là, colpi di tacco e palloni a giro e quella linguaggia che sa tanto (coreograficamente) di Del Piero. La storia va aggiornata, perché intanto il tempo corre via veloce come un'aquila o come quell'Insigne che danza lieve, leggero e però anche prepotente, e sa bene come si diventa un piccolo-grande eroe. La storia è la sua ed è da libro-Cuore: perché poi, a sera, standosene accomodati nel lettino di casa sua a riveder se stesso, a Lorenzinho Unico, colpi di Insigne passeranno per tacco e di genio. la testa meravigliose Poi, quella lingua idee. stile Del Piero per festeggiare tutte le sue prodezze CI PENSA LUI - I quattro giorni che servono per raccontare una favola, che poi è realtà e non ha neppure una traccia di fiction, cominciano in un giovedì amarissimo, con l'Europa League che sta sfilando via, e definitivamente, e la crisetta che pare allargarsi, E' Napoli 1, Dnipro 2, quando Mazzarri si alza e gli dice: «Va» . E lui si lascia trascinare sin dove la conduce il talento, raschiando il fondo del proprio bagagliaio tecnico, poi esagerando proprio in chiusura: perché i «fenomeni» , nel loro piccolo, avvertano l'aria e quel venticello dolcissimo che offre Hamsik alle spalle, andando in sovrapposizione. Ops, un colpo di tacco, che basterebbe da solo per ripagare dell'amarezza d'una sconfitta e in parte dalla delusione dell'eliminazione: ma nulla si fa per caso, men che meno un assist per l'assist, che Hamsik poi concede a Cavani per il 3-2.

CI RIPENSA LUI - Poi succede ancora, e stavolta a Marassi, che il Napoli soffra, dopo aver sciupato: vince il Genoa per 1-0 quando Pandev deve arrendersi ad un pestone. E' un altro «va» . E Insigne lo fa ancora a modo suo, sistemandosi nello schieramento a tre che sta tra le linee, cominciando a mandare in crisi l'apparato difensivo genoano. Un altro colpo di genio, il palleggio in area su Moretti, quello che nel gergo si chiama «sombrero» e che serve per azionare Mesto, mandarlo all'1-1. In Coppa aveva messo Hamsik in moto per il gol di MEGLIO ABBONDARE - Le storie non finiscono mai e se Cavani. Contro il c'è la possibilità di infarcirle di poesia, meglio ancora: Genoa Genoa, assist per 2 e Napoli 2, ma non basta per sentirsi autorevoli candidati al Mesto e quarta rete ruolo di anti-Juve o di anti-Inter, decidete come vi pare. Serve un guizzo o una gesto coraggioso, una randellata, 236 of 248


dopo aver preparato il destro, sulla quale ci vuole il migliore Frey e pure gli dei di fede rossoblù, che dànno alla traiettoria una svolta, quasi la indirizzano sulla traversa. E no, la sfida va avanti, con colpi bassi, di un gigante che sa essere tale a dispetto della sua natura, che intanto s'è scaricato degli effetti di una contusione e che vuole anche un pizzico di copertina. Un gol soltanto, che si perde nella notte dei tempi, alla terza giornata di campionato con il Parma; e poi il «gemellino» Immobile, quello con il quale, attraverso il 4-3-3 di Zeman, ha sventrato l'ultimo campionato di B, s'è portato il lavoro avanti, segando. Insigne preferisce rimanere nella terra di nessuno, andare a pressare come farebbe un mediano qualsiasi, perché il sacrificio - a chi è partito da Frattamaggiore per arrivare nell'Olimpo del calcio - non fa paura. Lui intuisce che ci sono possibilità, arma il sinistro, induce agli scambi e poi, sistema la ceralacca sul match, andandosene in contropiede, lui e Cavani, due contro uno, fino a quando el matadord non gli dona il pallone: «Va» . E lui, freddo e sensibile, senza tergiversare, fa ciò che sa, fa ciò che deve: la lingua al vento, in stile Alex, l'Insigne riferimento dei sogni.

ant.gio.

237 of 248


NON

DEVE

RESTARE

IN

PANCHINA

di Antonio Giordano

Il top player che t'aspetti è in quel metro e sessanta di straordinaria efficienza, lampi accecanti per illuminare Marassi e una partita cambiata da così a così: lo scugnizzo del gol è un diavoletto che non si marca, fa il centrocampista e pure l'interditore, la fase attiva e quella passiva e poi, al novantaquattresimo, va a chiudere in contropiede folgorante. Insigne e Cavani, la nuova coppia dei principi azzurri, il tandem delle meraviglie che spunta da un pomeriggio in cui le gerarchie del passato - naturali ed anche insindacabili - cominciano a vacillare ancor prima che Pandev sia costretto alla resa. La rivoluzione s'annuncia gradualmente: comincia ad intravedersi in maniera evidentissima nel giovedì con il Dnipro, diviene quasi inevitabile al termine di un match in cui le differenze (e anche la diversità) del momento sono nitide. Goran Pandev ha un passato che pesa, l'esperienza di chi ha visto il grande calcio da protagonista, la capacità di essere attaccante centrale o spalla: ma pure i grandi conoscono un periodo di eclissi. E, mentre il Napoli si scopre offensivamente al buio, la scossa elettrica che imprime Insigne alla partita risulta decisiva ed induce alla riflessione: perché mai non crederci ad oltranza e lasciare che quel monello??, sufficientemente istruito, non diventi un titolarissimo a tutti gli effetti? Il gol, nel contesto d'una sfida rivoltata come un calzino nel quarto d'ora finale, finisce per sembrare persino un dettaglio, pensate un po': perché nel contenitore della sua giornata, il gioiellino sistema non soltanto l'esuberanza, la freschezza, la capacità di leggere i movimenti della sfida e quelli del pallone, ma anche una sicurezza destabilizzante per il Genoa ed esaltante per Mazzarri. Insigne offre variazioni al tema, spinge a giocare (volendo) con un tridente che non avrebbe mai nulla d'atipico se Hamsik facesse il terzo di sinistra; o anche ad irrobustire la fantasia tra le linee avversarie, lasciando spuntare il 4-2-3-1 d'ultima generazione; e ancora: sa essere il Pandev se Mazzarri volesse restare aggrappato al suo sistema classico; e poi, tanto per gradire, consentirebbe di spruzzare spray anestetizzante negli occhi altrui, perché tra un dribbling ed una conversione, una finta ed una rasoiata dal limite, c'è sempre da chiedersi da dove sia spuntato quel piccolo diavolo.

238 of 248


Per lui un 2012 indimenticabile Dall'inviato GENOVA - E come si dimentica un anno del genere? A giugno la promozione in serie A con il Pescara, a luglio il suo ritiro vero?? con il Napoli dopo quelli affrontati da primavera??, a settembre la convocazione ed il debutto in Nazionale, a Modena. Ma c'è dell'altro, perché la vita di Insigne è emozioni a raffica: a ottobre scopre che presto diventerà papà; e lunedì scorso, il 5 novembre, la promessa di matrimonio, al comune di Frattaminore: lui è Jenny diranno sì tra un po' in chiesa e però adesso è il momento dei preparativi per il matrimonio. Vestito da sposo già cercato e trovato, ovviamente, in un pomeriggio in cui si è bloccata Marcianise, dove il bomber è andato a fare le prove dell'abito. Ma si procede calcisticamente: giovedì sera il colpo di tacco che ispira il 3-2 di Cavani con il Dnipro, liberando Hamsik per l'assist; e ieri a Genova il secondo gol in serie A, dopo quello al Parma, e la firma su una vittoria che riapre nuovi scenari. Come si fa a dimenticare un 2012 all'insegna di Insigne?

ant. gio.

239 of 248


240 of 248


«IL MIO PALERMO È SANO, VISTO?» Gasperini: Sta reagendo. Ha giocato con entusiasmo e bene, centrando anche il risultato. Sono tranquillo

PALERMO- Aveva chiesto personalità e carattere in campo per reagire dopo la debacle contro la Roma ed è stato accontentato.

SODDISFATTO - Il tecnico Gian Piero Gasperini, a fine gara, è visibilmente soddisfatto dal piglio grintoso dei suoi ragazzi e per aver ritrovato una vittoria che mancava ormai da troppo tempo. « Sono contento perché abbiamo giocato con più entusiasmo, era fondamentale avere una reazione dopo la sconfitta di Roma e questa si è vista. Questa partita è stata la fotocopia di tante altre giocate bene, ma dove non è arrivato il risultato, oggi invece «Questo 2-0 ci dà siamo stati bravi a fiducia Dybala, portare a casa anche i Donati, Brienza tre punti. Quando vedi hanno spessore che la squadra gioca tecnico di livello, sei più tranquillo, poi ma serve un buon certo ci può stare mix di squadra» anche lepisodio sfavorevole, però è importante per la fiducia giocare in un certo modo. Questo è un gruppo sano, sta reagendo positivamente. Tutte le squadre hanno patito almeno una gara, noi abbiamo patito a Roma. Poi per me è anche fondamentale conoscere meglio i ragazzi dal punto di vista della reazione, chi può dare qualcosa nei cambi, lo vado scoprendo di volta in volta».

Il tecnico rosanero Gian Piero Gasperini, 54 anni (Ap) Massimo Donati ha fatto di tutto per esserci nella partita che dovrebbe aver segnato la svolta Ha lavorato duramente per superare linfortunio e vestire la fascia di capitano orfana di Fabrizio Miccoli che ha seguito, come si vede, la partita a bordo campo, soffrendo con i compagni e facendo sentire la sua voce (foto AP e Getty Images)

LANALISI - Entra nel merito dellanalisi della gara della squadra che ritiene perfetta anche se si permette di fare solo un appunto ai suoi in merito allatteggiamento dimostrato nella gestione del vantaggio. « Questo 2-0 ci dà fiducia, per la prima volta abbiamo agganciato un treno di squadre sopra di noi. La manovra offensiva è stata di qualità, abbiamo fatto molti scambi tra i reparti. Sia i gol sia le opportunità sono arrivate su situazioni costruite. Abbiamo costruito reti di pregevole fattura per capacità balistica, più difficili delle opportunità del primo tempo. Se devo fare un appunto è sul post 2-0, perché cerano le condizioni più facili per continuare a fare bene, avevamo vantaggio e spazi su tutto il campo. Abbiamo invece cercato di difendere il risultato quando potevamo proporre ancora».

241 of 248


ELOGI - Gasperini dispensa elogi oltre che per il folletto Dybala anche per Brienza e Donati che considera una garanzia: « Hanno spessore tecnico di livello, quando hanno palla loro difficilmente si perde. Ma serve un buon mix di squadra. Oggi abbiamo concesso poco e abbiamo avuto un buon possesso, mai sterile».

VOCI - Sorride quando commenta le voci che sono circolate in questi giorni su un possibile incontro di Zamparini con Reja. « Io non le ho sentite, ma fa parte del gioco. Devo dire che Lo Monaco e Zamparini sono stati molto presenti. Abbiamo letto queste difficoltà come un problema di risultati e non di gioco. Sappiamo che il campionato è difficile ma stiamo cercando di fare del nostro meglio, valorizzando anche giovani di prospettiva come Dybala».

Lps

242 of 248


GRANDE PROVA DI ATTACCAMENTO ALLA MAGLIA Donati: Volevo esserci!

PALERMO - Il metronomo rosanero è risultato ancora una volta decisivo. Con lui l'intera squadra appare più sicura e anche la manovra se ne avvantaggia. Massimo Donati è stato a lungo in forse dopo l'infortunio mio tendineo accusato contro il Milan, ma ha voluto fortemente esserci per questa gara così delicata. La sua presenza in campo era in dubbio fino all'ultimo ma Donati è stato in grado di bruciare le tappe per il recupero. Spiega nel dopo partita. «Ho lavorato tanto « Non volevo perderla, ci tenevo tanto a giocare e così ho per recuperare. lavorato tantissimo durante la settimana e per questo devo Una partita ringraziare tutti i fisioterapisti e lo staff tecnico che mi ha brillante: vittoria rimesso in sesto. È stata una partita brillante di tutta la meritata Miccoli era squadra, eravamo determinati a prendere i tre punti, loro si a bordo campo Si coprivano molto, ma era solo un problema di sbloccare il sente anche se non risultato. Alla fine abbiamo conquistato una vittoria cè» ampiamente meritata». Senza Miccoli la sua leadership si avverte ancora di più: « L'assenza di Fabrizio è pesante, lui trascina la squadra, ha colpi decisivi ma oggi Paulo Dybala s'è sbloccato e in futuro può fare bene sicuramente. Oggi Fabrizio era a bordocampo, lui è il nostro capitano e ci ha fatto piacere che fosse lì con noi. Anche quando non c'è Miccoli si fa sentire. Adesso ci prepariamo a fare unaltra grande gara a Bologna e portare punti per la classifica perché questa si risale con le vittorie e non solo con il buon gioco».

ZAHAVI - Sostituendo Brienza nell'ultima mezzora, l'israeliano Eran Zahavi ha fatto l'esordio stagionale. Fuori per un problema al legamento del ginocchio sin dal ritiro estivo, Zahavi è tornato a giocare dopo 6 mesi, l'ultima sua presenza era stata il 6 maggio scorso col Chievo. Sul suo profilo twitter ha salutato così il rientro: « Che bello tornare a giocare, sono felice per la vittoria di oggi. Grazie a mia moglie e alla mia famiglia per il supporto durante il mio lungo infortunio».

Lps

243 of 248


Brienza, luomo in più Bentornato Zahavi Mustafi, esordio d i f f i c i l e B r i e n z a GASTALDELLO di Paolo Vannini PALERMO

Ujkani 6,5 - Poco impegnato, non sbaglia sulle rare conclusioni doriane.

Munoz 7 - Bene nei suoi compiti specifici e nei disimpegni sempre più sicuri. Decisiva una chiusura su Eder nellarea piccola.

Donati 7 - Parte con prudenza, poi quando entra nel vivo del gioco, la qualità sale. Precisi cambi di gioco di 30 metri.

Von Bergen 6,5 - Se cè una sbavatura dietro ci pensa lui, quasi sempre in scivolata.

Morganella 6 - Arrembante ma confusionario dalla metà campo in su, particolarmente attento in fase difensiva.

Barreto 7 - Svolge una tale mole di lavoro che gli va perdonato qualche errore di misura. Anche perché quando perde palla, quasi sempre la recupera subito. Corsa e pressing alto per 90'.

Kurtic 6 - Misurato e un po opaco inizialmente, cresce col passare dei minuti.

Garcia 6 - Grinta e i ripiegamenti difensivi. Ma con la palla al piede sbaglia tutto.

Ilicic 6,5 - Divora un altro gol capitatogli sul piede sbagliato, ma poi cambia marcia quando occorre. Il primo gol nasce da una sua splendida apertura.

Brienza 7,5 - Il vero uomo in più di giornata. Il Palermo domina ma non affonda, allora

244 of 248


ci pensa lui con accelerazioni irresisitibili e due meravigliosi assist per Dybala.

Zahavi (26' st) 6 - Bentornato. Può essere utile in una squadra che ama scambiare corto e veloce.

Dybala 7,5 - I suoi primi cinque metri sono da talento assoluto. E un quasi debuttante ma conclude non meno di 7 volte in porta. Non si smonta per un paio di errori e infiocchetta una doppietta strepitosa.

Gasperini (all.) 7 - Dopo la botta di Roma, la squadra torna a giocare come prima. Ha dato una mentalità, ora gli servono gli interpreti giusti. Come Dybala. SAMPDORIA

Romero 5,5 - Due belle parate su Dybala ma il primo gol è sul suo palo.

Mustafi 5,5 - Esordio difficile su un Brienza scatenato.

Rossini 5 - I centrali soffrono tremendamente la velocità di Dybala.

Gastaldello 4,5 - Dormita grave sul secondo gol che chiude i giochi.

Costa 5 - Non sale nellazione del raddoppio.

Munari 5,5 - Uno fra i meno peggio ma non è un esterno.

Maresca 6 - Prova a metterci esperienza.

Obiang 5,5 - Quando la Samp ha la palla nei piedi non combina nulla di buono.

Poulsen 5 - Tatticamente inavvertibile, fuori dopo 45'.

Estigarribia (1' St) 5 - Non fa meglio di chi ha sostituito.

Soriano 5 - Appoggio a Eder inconsistente, aiuto alla difesa limitato.

Icardi (14' St) 6 - Ci prova senza successo.

245 of 248


Eder 6 - E vivo.

Ferrara (All.) 5 - Assenze pesanti ma la Samp trasmette dallinizio una sensazione di timore. ARBITRO

GIANNOCCARO 6,5 - Lascia giocare molto e vede bene nel contatto Munoz-Eder.

246 of 248


La vittoria 42 giorni dopo...

42, i giorni da cui il Palermo non vinceva Ultimo successo il 30 settembre scorso sempre al Barbera contro il Chievo: 4-1 con tripletta di Miccoli e rete di Giorgi Da allora i rosa avevano messo assieme 4 pareggi e una sconfitta (a Roma contro i giallorossi)

247 of 248


Loperazione Dybala è costata 12 milioni

12, i milioni di euro costati a Zamparini per lintera operazione Dybala: 4 per il costo del cartellino allInstituto de Cordoba 1.140 allAfa (associazione futbol argentino) per diritti relativi al transfer il resto per commissioni a procuratori e societĂ che gestivano il giovane calciatore

248 of 248

Corriere Dello Sport 12/11/2012  

Corriere Dello Sport 12/11/2012

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you