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INTERROGAZIONE (risposta scritta urgente)

N. 0061 - Contributi alle Unioni dei Comuni

DESTINATARI: Al Presidente della Regione, all’Assessore per l’economia.

TESTO Rilevato che i fini delle Unioni dei Comuni sono: promuovere l'integrazione dell'azione amministrativa tra i Comuni, garantire un coordinamento delle politiche di programma e di sviluppo del territorio migliorando la qualità dei servizi erogati ai cittadini, sviluppando nel contempo economia di scala; Considerato che le recenti innovazioni normative a livello nazionale, che dovranno essere obbligatoriamente recepite dalla legislazione regionale, art. 14 d.l. 78/2010 conv. in L 122/2010, artt. 19 e 20 d.l. 95/2012 conv. in L 135/2012 che dettano importanti ed obbligatorie disposizioni in tema di esercizio associato di funzioni fondamentali da parte dei Comuni fino a 5.000 abitanti da gestirsi anche attraverso le Unioni di Comuni; che la Regione Siciliana, da ultimo con bando della Funzione Pubblica - Dipartimento delle assessoriale n.510 del 26.08.2011 ha concesso Unioni di Comuni utilizzando trasferimenti associative tra Enti locali;

dell'Assessorato delle Autonomie Locali e Autonomie Locali approvato con decreto contributi, a valere per l'anno 2010, alle dello Stato quale incentivo alle forme

Visto che nel corso dell'esercizio finanziario 2011 tale incentivo statale è andato· perduto per il mancato obbligatorio cofinanziamento da parte della Regione Siciliana che nel corso del corrente esercizio finanziario il Ministero dell'Interno ha già stanziato circa € 2.000.000,00 quale sostegno alle Unioni dei Comuni di questa Regione.


L’interrogante chiede con risposta scritta e urgente se è intendimento di questo Governo Regionale prevedere nel bilancio dell’esercizio finanziario 2012 idoneo stanziamento per la concessione di contributi a favore delle Unioni dei Comuni della Regione Siciliana a parziale copertura delle spese di gestione in considerazione, anche, della natura obbligatoria che vede le Unioni dei Comuni quale idonea e più adeguata forma associativa per la gestione associata di funzioni fondamentali. Si rimane in attesta di un cortese riscontro.

20 Dicembre 2012 Firmatari: Stefano Zito (M5S) Cancelleri Giovanni Carlo Cappello Francesco Ciaccio Giorgio Ciancio Gianina Ferreri Vanessa Foti Angela La Rocca Claudia Mangiacavallo Matteo Palmeri Valentina Siragusa Salvatore Trizzino Giampiero Troisi Sergio Venturino Antonio Zafarana Valentina

INTERROGAZIONE (risposta scritta)


N. 0000 - Revoca dei mandati ai commissari ad acta dei comuni ed ATO Idrico 8 per la consegna degli impianti al gestore privato Sai8

DESTINATARI: Al Presidente della Regione, all’Assessore per l’energia e i servizi di pubblica utilità TESTO Premesso che: Il procedimento di gara finalizzato all’affidamento del SII in provincia di Siracusa è risultato inequivocabilmente illegittimo in base alla sentenza del CGA n. 290 /11 del 15 dicembre 2010, depositata il 30 marzo 2011; che tale sentenza ha ravvisato nella vicenda di tale affidamento elementi che potrebbero essere di competenza di altra magistratura, ossia della magistratura penale; che la citata sentenza, tra altre mille considerazioni condivisibilissime in merito alla perniciosità di un affidamento che non garantisce affatto la parte pubblica, lasciando a carico della stessa l’alea della gestione economico-finanziaria, afferma che, nel caso in ispecie, l’annullabilità non può dissociarsi dalla riconosciuta e sentenziata illegittimità, in quanto – citazione letterale - “La valutazione dell’assetto degli interessi pubblici da perseguire rimonta infatti al Legislatore, il quale ha ammesso la possibilità di una scissione tra illegittimità e annullabilità soltanto nelle circoscritte ipotesi delle illegittimità non invalidanti (di cui all’art. 21-octies della L. n. 241/1990), i cui presupposti certamente non ricorrono nel caso di specie”; che la successiva sentenza ad ottemperando (n. 19/12, del 18 ottobre 2011, depositata il 2 gennaio 2012), inspiegabilmente, dissocia dalla precedente, sopra citata, la necessaria ed ineludibile conseguenza della caducazione del contratto, citando fonti normative non nuove ma già in vigore al momento della formulazione della prima sentenza; che la strana circostanza meriterebbe forse un approfondimento da parte della magistratura per un accertamento delle motivazioni che, al variare di qualche elemento della commissione giudicante, hanno portato ad una tale difformità e ad un tale insanabile contraddizione del giudicato; che la società di gestione SAI8 non ha prodotto nei quattro mesi graziosamente concessi dall’ATO la prescritta fidejussione per 14 milioni di euro, inottemperanza contrattuale foriera di necessarie conseguenze risolutorie “per responsabilità esclusive del concessionario” secondo quanto indicato espressamente all’art. 7 del contratto di affidamento; che il presidente della Provincia di Siracusa, Nicola Bono, fu colpito da dure accuse da parte di SAI8 e raggiunto da informazione di garanzia subito dopo (e solo dopo) la sua decisione di spiccare contro il gestore la diffida finalizzata all’avvio dell’azione risolutoria; che tale circostanza ebbe come effetto l’autosospensione del presidente Bono dalla presidenza dell’ATO, al fine di evitare di essere sospettabile di poter reiterare il reato di cui fu accusato;


che tale autosospensione portò al commissariamento dell’ATO; che il commissario regionale, dott. Gustavo Cardaci, subito dopo il suo insediamento, non diede seguito alla delibera dell’Assemblea dei sindaci che aveva dato mandato al CdA di approntare gli atti finalizzati alla risoluzione del contratto di affidamento; che anzi egli ha annullato tale delibera, compiendo forse in tal modo un abuso di potere mentre avrebbe dovuto dar corso al dettato di essa o, in caso di sua perplessità sulla legittimità dell’atto deliberatorio, avrebbe dovuto adire la magistratura amministrativa per chiederne l’eventuale annullamento, non essendo lui giudice ma, in quanto commissario, figura sostitutiva del presidente e non essendo potere del presidente quello di annullare un atto deliberativo dell’Assemblea dei sindaci anche nel caso di mancata condivisione di esso; che i sindaci dei Comuni iblei non hanno consegnato gli impianti idrici al gestore, dopo che questi (pur avendo partecipato alla gara per l’affidamento del servizio in tutti i comuni dell’ATO e/o della Provincia) si dichiarò non in grado di assumere da subito il controllo dell’intera gestione e chiese (ed ottenne graziosamente) di poter prendere in consegna gli impianti nell’arco di un triennio in tre tranche successive; che tale mancata consegna (richiesta dal gestore incapace di gestire) diede l’opportunità ai sindaci, che poi avrebbero giustamente opposto resistenza alla consegna, di constatare gli innumerevoli inconvenienti emersi nei Comuni gestiti sin dal primo anno, di prendere atto delle gravi inadempienze contrattuali (fidejussione e mancato pagamento del canone di gestione), di apprendere che nei Comuni passati sotto il controllo della società SAI8 la stessa percepiva le tariffe senza pagare l’energia elettrica consumata per il pompaggio dell’acqua dai pozzi trivellati, ancora sino ad oggi rimasta a carico dei Comuni stessi (e cioè dei cittadini, che in tal modo pagano l’acqua due volte) malgrado i provvedimenti legali di riscossione coatta da questi avviati, senza esito, nei confronti di SAI8; che il precedente governo ha ripetutamente tentato di forzare la mano ai sindaci resistenti alla consegna degli impianti idrici al gestore SAI8, nominando dei commissari ad acta; che la nomina di tali commissari, effettuata in modo amministrativamente errato, è stata impugnata con successo davanti al TAR dai sindaci resistenti; che l’ultimo tentativo di favorire il gestore mediante nuovi commissari ad acta è stato perpetrato dal governo Lombardo, ormai moribondo, con nomine effettuate a cavallo del 4 agosto e firmate dal dott. Claudio Torrisi (nominato assessore di un governo in agonia) che si è affrettato a compiere un estremo tentativo di consegna degli impianti alla società di cui è amministratore delegato il di lui figlio, ing. Salvatore Torrisi, circostanza che, a modesto avviso dell’interrogante, avrebbe dovuto sconsigliargli, se non altro per decenza, di compiere un atto in cui sembra ravvisabile una forma di favoritismo e forse anche un vago sentore di concussione; che i sindaci dei Comuni iblei, affiancati da altri loro colleghi dei Comuni già passati sotto la gestione di SAI8 e da schiere di cittadini, hanno opposto ancora resistenza in modo gandhiano, facendosi trovare schierati in fascia tricolore davanti ai palazzi comunali, pubblici ufficiali responsabili dell’acqua pubblica di fronte ad un pubblico ufficiale inviato da un potere bieco e subdolo a imporre la consegna del servizio ad un gestore tale in conseguenza di un procedimento illegittimo, inadempiente agli impegni contrattuali e, purtroppo, ancora in sella a causa della lentezza e delle complicazioni delle procedure giudiziarie avviate;


che non appare tollerabile lasciare usare il potere amministrativo a vantaggio del gestore privato in questa contesa morale e giuridica che vede contrapposti da una parte sindaci e cittadini e dall’altra una società di gestione illegittima, inefficiente, inadempiente agli impegni ed insolvente; che anche i Comuni agrigentini, attraverso pubbliche iniziative e procedimenti giudiziari, si sono opposti e si oppongono alla richiesta di consegna delle proprie risorse idriche, delle relative reti e degli impianti al gestore privato “Girgenti acque s.p.a.” ; che la magistratura amministrativa ha valutato positivamente le ragioni dei sindaci resistenti; che Ella, signor Presidente assieme all’assessore competente, giustamente sensibili alle richieste del Forum regionale per l’acqua ed i beni comuni, certamente farà quanto in suo potere per riavviare da subito il disegno di legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione del servizio idrico, sottoscritto e sostenuto anche da oltre 140 Consigli comunali e da qualche Consiglio provinciale; che favorire gli interessi dei gestori privati proprio quando sta per concretizzarsi in legge la volontà popolare sarebbe come riproporre la politica tortuosa, ambigua e proditoria del precedente governo; che il 12 e 13 giugno del 2011 il 95% degli italiani partecipanti al voto, manifestando il loro Sì ai due referendum per l’acqua bene comune, si sono implicitamente espressi anche per la liberazione dell’acqua da una logica di mercato e di profitto; che recentemente la Corte costituzionale ha giustamente bloccato i tentativi dei governi Berlusconi e Monti di vanificare il risultato referendario; che la volontà dei cittadini, la negativa esperienza delle privatizzazioni già effettuate e delle angherie e dei disservizi subiti, l’indignazione generale contro le innumerevoli illegittimità e gli abusi perpetrati dai gestori, impongono un deciso e immediato cambiamento di rotta rispetto al passato; tutto ciò premesso e considerato, per sapere se non ritengano opportuno: disporre immediatamente la revoca dei mandati conferiti ai commissari ad acta, se non altro per una legittima suspicione in merito all’uso che qualcuno ha tentato di fare del potere amministrativo, forse solo al fine di dare manforte ad una società di gestione fortemente criticabile, considerata dai sindaci e dai cittadini inaffidabile, che tutto ha a cuore fuorché la giustizia e l’interesse pubblico dei cittadini. In attesa che la giustizia faccia il suo corso e dipani la complessa matassa di accuse e controaccuse, l’interrogante chiede quindi se non ritengano giusto e doveroso revocare i commissari ad acta (per non consentire un uso distorto del potere sostitutivo a vantaggio della parte meno affidabile di questo conflitto) e se non ritengano vi siano gli estremi per una rimozione del commissario Cardaci, ora che è stato chiesta l’archiviazione delle accuse (con tutta probabilità strumentali) mosse strategicamente contro il presidente della Provincia di Siracusa e dell’ATO8, forse solo per impedire lo svolgimento dell’iniziativa risolutoria. (L’interrogante chiede lo svolgimento con urgenza).


(22 dicembre 2012 )

Firmatari: Stefano Zito (M5S) Cancelleri Giovanni Carlo Cappello Francesco Ciaccio Giorgio Ciancio Gianina Ferreri Vanessa Foti Angela La Rocca Claudia Mangiacavallo Matteo Palmeri Valentina Siragusa Salvatore Trizzino Giampiero Troisi Sergio Venturino Antonio Zafarana Valentina

INTERROGAZIONE (risposta scritta urgente)


N. 0000 - Situazione attuale e programmazione futura degli strumenti software in dotazione alla Pubblica Amministrazione nella Regione Siciliana. DESTINATARI: Al Presidente della Regione, all’Assessore per l’economia,

Premesso che: nelle pubbliche amministrazioni il software libero open-source sta giocando un ruolo sempre più importante e lo sviluppo di software sicuro, con codice liberamente accessibile, ricopre un ruolo centrale nelle iniziative europee; il Parlamento della Germania ha basato la propria infrastruttura tecnologica su GNU/Linux ed il Comune di Monaco di Baviera ha annunciato la migrazione di 14.000 postazioni al medesimo sistema operativo. Anche in Italia stanno aumentando le esperienze di migrazione da software proprietario a software libero in molte pubbliche amministrazioni (ad esempio in quella di Bolzano). Considerato

che:

I motivi che rendono attuabile e conveniente la migrazione al software libero sono, oltre che economici (dovuti all'abbattimento dei costi delle licenze proprietarie) e di sicurezza, come già enunciato, anche strettamente legati all’alta adattabilità dello stesso, in quanto la capacità di poter visionare il codice sorgente consente alla pubblica amministrazione di apportare modifiche e migliorie al software, attingendo alle competenze interne senza dipendere necessariamente da terze parti o compagnie proprietarie. Già molte amministrazioni comunali stanno adottando applicazioni e sistemi di telefonia vocale basati su protocollo Internet IP (VoIP) che consentono, sia al cittadino che all’amministrazione, di effettuare e ricevere anche chiamate gratuite attraverso la rete. Rilevato che: Molte Regioni e Provincie hanno varato leggi, a favore dell'open source come ad esempio la Provincia di Bolzano, che ha adottato il software libero in circa ottanta scuole pubbliche, riducendo i costi da 269 mila a 27 mila euro o La Regione Piemonte che ha usato software open per smaterializzare 3 milioni di documenti dal 2008 a oggi (ultimo dato disponibile dicembre 2012). Nazioni europee quali Spagna, Portogallo, Germania e Francia hanno cominciato da tempo ad adottare soluzioni software open source. Ritenuto ancora che:


il Decreto Legge 18 ottobre 2012, n. 179 recante "Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese" (c.d. Decreto Crescita 2.0), presenta le linee guida da tenere in considerazione per l'acquisto di nuovo software per la pubblica amministrazione e specificatamente così recita: Sezione II AMMINISTRAZIONE DIGITALE E DATI DI TIPO APERTO (( Art. 9 bis. Acquisizione di software da parte della pubblica amministrazione )) ((1. All'articolo 68 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, il comma 1 è sostituito dai seguenti:)) ((« 1. Le pubbliche amministrazioni acquisiscono programmi informatici o parti di essi nel rispetto dei principi di economicità e di efficienza, tutela degli investimenti, riuso e neutralità tecnologica, a seguito di una valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico tra le seguenti soluzioni disponibili sul mercato:)) ((a) software sviluppato per conto della pubblica amministrazione;)) ((b) riutilizzo di software o parti di esso sviluppati per conto della pubblica amministrazione;)) ((c) software libero o a codice sorgente aperto;)) ((d) software fruibile in modalita' cloud computing;)) ((e) software di tipo proprietario mediante ricorso a licenza d'uso;)) ((f) software combinazione delle precedenti soluzioni.)) ((1)bis. A tal fine, le pubbliche amministrazioni prima di procedere all'acquisto, secondo le procedure di cui al codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, effettuano una valutazione comparativa delle diverse soluzioni disponibili sulla base dei seguenti criteri:)) ((a) costo complessivo del programma o soluzione quale costo di acquisto, di implementazione, di mantenimento e supporto;)) ((b) livello di utilizzo di formati di dati e di interfacce di tipo aperto nonché di standard in grado di assicurare l'interoperabilità e la cooperazione applicativa tra i diversi sistemi informatici della pubblica amministrazione;)) ((c) garanzie del fornitore in materia di livelli di sicurezza, conformità alla normativa in materia di protezione dei dati personali, livelli di servizio tenuto conto della tipologia di software acquisito.)) ((1-ter. Ove dalla valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico, secondo i criteri di cui al comma 1-bis, risulti motivatamente l'impossibilità di accedere a soluzioni già disponibili all'interno della pubblica amministrazione, o a software liberi o a codici sorgente aperto, adeguati alle esigenze da soddisfare, è consentita l'acquisizione di programmi informatici di tipo proprietario mediante ricorso a licenza d'uso. La valutazione di cui al presente comma e' effettuata secondo le modalità e i criteri definiti dall'Agenzia per l'Italia digitale, che, a richiesta di soggetti interessati, esprime altresì parere circa il loro rispetto».))

PER SAPERE: − Di quanti computer (desktop, notebook, server) con software proprietario installato dispone la regione Sicilia; − A quanto ammonta la spesa per licenze di software proprietario, suddivisa per tipologia di software (ad esempio: antivirus, sistema operativo, pacchetto office, ecc.) affrontata annualmente dalla regione; − Se sia stato inserito nei programmi di riqualificazione informatica per i dipendenti regionali anche l'impiego del sistema operativo Linux e di altri prodotti open-source; − Come il governo regionale intende dare attuazione all'art. 9 bis del Decreto Legge 18 ottobre 2012, n. 179; − A quanto ammonta la spesa per la telefonia fissa, affrontata annualmente dalla regione Siciliana;


− Se è previsto per i dipendenti regionali l’uso di sistemi “Voip” per la telefonia. (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza) (14 Febbraio 2013) Firmatari: Stefano Zito (M5S) Cancelleri Giovanni Carlo Cappello Francesco Ciaccio Giorgio Ciancio Gianina Ferreri Vanessa Foti Angela La Rocca Claudia Mangiacavallo Matteo Palmeri Valentina Siragusa Salvatore Trizzino Giampiero Troisi Sergio Venturino Antonio Zafarana Valentina

INTERROGAZIONE (risposta scritta urgente)


N. 0000 - Chiarimenti in merito ai Piani di Emergenza Comunali.

DESTINATARI: Al Presidente della Regione, All’Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica, all’Assessore per le infrastrutture e la mobilità, all’Assessore per il territorio e l’ambiente

TESTO

PREMESSO CHE: −

Con Decreto Legge n.59 del 15 maggio 2012 convertito con modificazioni dalla

legge n.100 del 12 luglio 2012 recante Disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile , veniva modificato l’art. 15 in materia di “Piano di emergenza comunale”; −

Il predetto articolo dispone che “Entro 90 giorni dal 14 luglio 2012, data di entrata

in vigore di questa legge, ciascun comune approva, con deliberazione consiliare, il piano di emergenza comunale - redatto secondo i criteri e le modalità riportate nelle indicazioni operative del Dipartimento della Protezione Civile e delle Giunte regionali - e provvede alla verifica e all'aggiornamento periodico di questo strumento. Copia del piano deve essere trasmessa alla Regione, alla Prefettura-Ufficio territoriale del governo e alla Provincia territorialmente competenti”; CONSIDERATO CHE: −

Dalle

notizie

pubblicate

dal

Dipartimento

comunicazione su: www.protezionecivile.gov.it

della

Protezione

Civile

con

al 19 Agosto 2013 è stato fornito il

numero complessivo e l’elenco dei comuni che si sono dotati di un piano di emergenza tutte le Regioni Italiane, ad esclusione della Sicilia e delle Provincie Autonome di Trento e Bolzano;


Il piano di emergenza rappresenta un indispensabile strumento per la prevenzione

dei rischi e pertanto il Dipartimento intende monitorare con attenzione, attraverso le Regioni e le Provincie autonome, l’attività di realizzazione e di aggiornamento dei piani da parte dei Comuni; PER SAPERE −

Se la Regione sia già in possesso delle copie dei piani di tutti i Comuni Siciliani;

Se la Regione abbia già provveduto ad inviare al Dipartimento di protezione Civile l’elenco dei comuni che hanno inviato le copie dei piani;

Se non ritengano opportuno sollecitare i Comuni inadempienti ad inviare copia dei piani alla Regione;

(12 Settembre 2013)

Firmatari: Stefano Zito (M5S) Cancelleri Giovanni Carlo Cappello Francesco Ciaccio Giorgio Ciancio Gianina Ferreri Vanessa Foti Angela La Rocca Claudia Mangiacavallo Matteo Palmeri Valentina Siragusa Salvatore Trizzino Giampiero


Tancredi Sergio Zafarana Valentina

INTERROGAZIONE Risposta scritta

N. 0000 – Chiarimenti sulla modalità di nomina del Commissario Straordinario ARAN Sicilia. DESTINATARI: Al Signor Presidente della Regione Premesso che con Delibera di Giunta n. 109 del 24 aprile 2012 veniva nominato a Commissario Straordinario dell'Agenzia per la rappresentanza regionale della Regione Sicilia (ARAN SICILIA) l'Avv. Alongi Claudio con le funzioni del Comitato direttivo e del Presidente dell'Agenzia; tale designazione pare sia stata istruita dall'allora Capo di Gabinetto Patrizia Monterosso, la quale, con nota prot. n. 3156 del 6 marzo 2012 trasmetteva gli atti alla Segreteria Generale affermando e attestando di aver valutato e verificato positivamente la sussistenza dei requisiti prescritti dalla vigente normativa in capo al designato Avvocato; Considerato che la procedura ivi seguita risulterebbe viziata da diverse anomalie ed irregolarità posto che: −

ai sensi dell'art. 6 bis della L. n. 241/1990 è disposto che “Il responsabile del procedimento e i titolari degli uffici competenti ad adottare i pareri, le valutazioni tecniche, gli atti endoprocedimentali e il provvedimento finale devono astenersi in caso di conflitto di interessi, segnalando ogni situazione di conflitto, anche potenziale” e ciononostante il soggetto de quo risulterebbe legato da rapporto di coniugio con la Dott.ssa Monterosso;

ai sensi dell’art. 56 Contratto Collettivo della Dirigenza Regionale, in combinato con l'art. 6 del Codice di Comportamento allegato al Contratto Collettivo, la Dott.ssa Monterosso nella qualità, avrebbe dovuto comunque astenersi dal partecipare all'adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere interessi propri ovvero: di suoi parenti entro il quarto grado o


in ogni altro caso in cui esistano gravi ragioni di convenienza. Si precisa al riguardo che l’applicazione del Contratto Collettivo della dirigenza regionale anche ai soggetti esterni incaricati di funzioni dirigenziali è stata affermata dall’apposito parere dell’ARAN Sicilia n. 62 emesso in data 21 gennaio 2013, a firma proprio del Commissario Straordinario Avv. Alongi Claudio, circostanza sulla quale si esporranno separate considerazioni; −

ai sensi dell'art. 25 comma 4 della legge regionale n. 10/2000 istitutiva della stessa ARAN, “Non possono far parte del Comitato direttivo persone che rivestono incarichi pubblici elettivi o cariche in partiti politici o in organizzazioni sindacali o che ricoprono rapporti di collaborazione o di consulenza con le predette organizzazioni o con le amministrazioni locali” e dalla lettura del curriculum dell'avvocato Alongi risultano copiose le consulenze e gli incarichi affidatigli da Enti pubblici e segnatamente Enti Locali;

in conseguenza del punto precedente si segnala che la fattispecie potrebbe avere rilievo anche ai sensi dell’art. 479 cod. pen. sulla "Falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici", in quanto, considerato che l'Alongi risulterebbe non possedere i requisiti negativi stabiliti dall'art. 25 comma 4 della L.R. n. 10/2000, non si comprende in qual modo la Dott.ssa Monterosso, nella qualità di Capo di Gabinetto pro tempore del Presidente della Regione possa legittimamente sostenere di aver correttamente valutato e verificato positivamente la sussistenza dei requisiti prescritti dalla vigente normativa in capo al designato Avvocato,

Visto che la delibera di giunta di cui sopra con la quale veniva nominato l'Avv. Alongi in qualità di Commissario straordinario, sanciva che tale carica non sarebbe durata più di sei mesi, nell'attesa della nomina degli organi normalmente preposti alla presidenza e alla direzione dell'Agenzia, e che dall'aprile 2012 ad oggi sono stati abbondantemente superati; al contrario, con successiva Delibera di giunta n. 403 del 22 ottobre 2012 l'Avv. Alongi veniva ancora una volta nominato Commissario straordinario dell’ARAN Sicilia, questa volta senza limiti di tempo;


conseguentemente l'Avv. Alongi in qualità di Commissario straordinario dell’ARAN Sicilia provvedeva al rilascio del citato parere n. 62 del 21 gennaio 2013 riguardante lo stato giuridico ed economico dei soggetti esterni incaricati di funzioni dirigenziali, tra cui figura anche egli medesimo, pertanto venendosi a trovare nella medesima posizione dubbia in relazione sugli obblighi di astensione, nella quale era già incorsa la Dott.ssa Monterosso, nella qualità di Capo di Gabinetto pro tempore del Presidente della Regione, Per sapere se non ritenga opportuno: verificare la gravità ed illegittimità dei fatti esposti, in relazione agli atti compiuti dalle due suindicate figure dirigenziali cd. “esterne”, provvedendo ad adottare le conseguenti misure di ripristino della legittimità e sanzionatorie ove di ragione; in tempi brevi ricondurre nell'alveo della regolarità e della trasparenza la prassi generale delle nomine e degli affidamenti di incarichi dirigenziali presso l’Amministrazione regionale e gli enti pubblici regionali; provvedere alla nomina del Presidente e del Comitato Direttivo dell'Agenzia per la rappresentanza regionale della Regione Sicilia (ARAN SICILIA).

(22 Ottobre 2013)

Firmatari: Stefano Zito (M5S) Cancelleri Giovanni Carlo Cappello Francesco Ciaccio Giorgio Ciancio Gianina Ferreri Vanessa Foti Angela La Rocca Claudia Mangiacavallo Matteo Palmeri Valentina Siragusa Salvatore Trizzino Giampiero Tancredi Sergio Zafarana Valentina


INTERROGAZIONE (risposta scritta urgente) N. 0000 – Richiesta chiarimenti sulla gestione della Provincia Regionale di Siracusa. DESTINATARI: Al Presidente della Regione, all’Assessore per l’economia, all’Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica. TESTO Premesso che: - Sul giornale “La Civetta di Minerva” del 17 marzo 2013, a pag. 12, si legge testualmente: Paola Di Gregorio (FP Cisl) : “molti lavoratori si sono rivolti a noi lamentando un clima di terrore all’interno della Provincia regionale”. L’articolo sembrerebbe denunciare un modo di agire da parte della Provincia regionale di Siracusa antisindacale e discrezionale. I punti riportati nell'articolo sono: 1) aumento del monte ore lavorativo di alcuni dipendenti a tempo indeterminato part-time in assenza di contrattazione sindacale, senza una griglia di valutazione oggettiva che tenesse conto dei principi meritocratici e senza alcun atto formale; 2) fondo efficienza servizi -che comprende una voce fissa di 500mila euro sulle posizioni organizzative- approvato con il parere contrario della Cisl e dell’Ugl che invece ne proponevano la decurtazione; 3) “piano dei progetti-obiettivi” alla luce del fatto che la Provincia regionale di Siracusa non ha ancora approvato il piano delle performance. Pare infatti che alcuni dirigenti, in maniera del tutto arbitraria abbiano manipolato gli atti non attribuendo le specifiche responsabilità necessarie per premiare il merito a lavoratori che invece ne avrebbero avuto diritto (come dimostrerebbe la determina n. 44 corretta a mani); 4) assegnazione delle posizioni organizzative, che, in mancanza di nucleo di valutazione, vengono conferite senza graduazione e senza criteri. Esisterebbero addirittura casi paradossali di posizioni organizzative di se stesse, perché non dotate di risorse umane, il tutto con evidente danno erariale per l’ente. Dallo stesso articolo emergerebbe, inoltre, che: - oltre cento dipendenti hanno firmato una petizione in cui lamentavano tutte le storture dell’amministrazione provinciale. A tale petizione avrebbe fatto seguito una mail intimidatoria (della quale tuttavia lo scrivente non ha avuto modo di verificare il contenuto) di un titolare di posizione organizzativa inoltrata a tutte le posizioni organizzative in cui venivano ridicolizzate le espressioni di protesta dei firmatari della petizione e venivano invitati i colleghi a togliere il saluto ai dipendenti firmatari della stessa; - è stato presentato un esposto riguardante presunte irregolarità in ordine alla posizione di una dirigente della Provincia Regionale di Siracusa che continuerebbe a percepire sia l’indennità dirigenziale sia quella di direttore generale, con annesse indennità di risultato, senza avere dato ancora le dimissioni. Rilevato che:


- l'art. 108 comma 1 D.lgs 267/00 stabilisce che: “ Il sindaco...e il presidente della provincia possono nominare un Direttore Generale, al di fuori della dotazione organica e con contratto a tempo determinato e secondo i criteri stabiliti dal regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi...”. - con nota prot. n. 15972 del 5.11.2013 l'Assessorato delle autonomie locali e della funzione pubblica ha ritenuto che non è possibile “... la cumulabilità dell'incarico dirigenziale con l'incarico di Direttore Generale e correlativamente la possibilità di affidare al Direttore Generale funzioni dirigenziali...”. e che “... trattandosi di applicazione di norme finalizzate al contenimento di spesa pubblica, potrebbe configurarsi in capo agli amministratori provinciali, responsabilità per danno erariale”. - Da alcune segnalazioni anonime pervenute allo scrivente, non verificabili direttamente dallo stesso, risulterebbe che i compensi derivanti dal Fondo Miglioramento Servizi sarebbero stati, negli anni passati indebitamente corrisposti anche a personale (dirigenti e posizionati) che già percepiva l'indennità di risultato, con conseguente danno erariale; - a seguito di una diffida presentata all'Ente da un gruppo di lavoratori a tempo indeterminato parttime tutti dipendenti dell'Ente stesso, in forza al Nucleo di Guardie Particolari Giurate del X Settore, emergerebbe che, dopo aver loro riconosciuto un allineamento a 36 ore settimanali, l’Amministrazione Provinciale non ha proceduto a modificare, nel rispetto dei principi di correttezza e di buona fede, i contratti di lavoro individuali, recependo l’estensione oraria acquisita mediante partecipazione alla procedura concorsuale. In tal modo l'Amministrazione provinciale avrebbe posto in essere una condotta elusiva delle norme inerenti la trasformazione del lavoro a tempo parziale in lavoro a tempo pieno; - a seguito di una diffida di un dipendente all'Ente (prot. 40159 del 16/09/2013) e di un esposto presentato alla Procura della Repubblica di Siracusa in data 26/06/2013 è emerso che la Provincia Regionale di Siracusa avrebbe da un lato riconosciuto in sede conciliativa una superiore qualifica ad un dipendente del Servizio Parchi e Riserve, con relativo verbale depositato presso la cancelleria del Giudice del Lavoro competente per territorio, in probabile violazione del principio della concorsualità obbligatoria; dall'altro la stessa provincia, pur facendo di fatto svolgere mansioni superiori ad un altro lavoratore, non gli avrebbe mai riconosciuto il trattamento retributivo corrispondente all'attività svolta, in violazione del diritto del lavoratore ad una retribuzione proporzionata alla qualità e quantità del lavoro prestato. - nonostante l'art. 16 l.135/12 abbia previsto che “nelle more dell'attuazione delle disposizioni di riduzione e razionalizzazione delle Province è fatto comunque divieto alle stesse di procedere ad assunzione di personale a tempo indeterminato”, pare che nel 2013 (Decreto Dirigenziale n.7 di approvazione della graduatoria pubblicato sull'albo pretorio on-line in data 08/01/2013) la Provincia Regionale di Siracusa procedeva ad assumere il Dirigente del Settore Avvocatura il quale avrebbe provveduto, tra l'altro, ad adottare determine dirigenziali istitutive di Posizioni Organizzative senza alcuna programmazione; - con nota prot. 13618 del 18/09/2013 (confermata con pec con protocollo regionale del 05.11.2013 e protocollata nell'ente provincia il 07/11/2013), l'Assessorato Regionale delle autonomie locali e della funzione pubblica ha confermato il parere del Segretario Generale della Provincia regionale di Siracusa, esprimendosi in senso favorevole alla soppressione della figura del Direttore Generale ex art. 5 comma 2 L.R. 7/2011. Rilevato inoltre che: - nonostante ciò, a tutt'oggi la figura del direttore generale risulterebbe essere ancora mantenuta in organico presso il suddetto ente locale; - nonostante l'obbligo di comunicazione degli atti amministrativi on-line (l.190/2012) pare che non tutto venga pubblicato sul sito web della Provincia Regionale di Siracusa oltre al fatto che mancherebbe anche un archivio storico.


Considerato che: − quanto sopra descritto sembra evidenziare una discrezionalità che, giammai dovrebbe caratterizzare l’operato della pubblica amministrazione a fronte dei principi di trasparenza e buon andamento della stessa e nella violazione del principio della concorsualità obbligatoria, funzionale al buon andamento della P.A. a cui non si sottraggono i passaggi a una fascia funzionale superiore, in quanto anche in tali passaggi è ravvisabile una forma di reclutamento; − l’eventuale riconoscimento di mansioni superiori si pone, inoltre, in stridente contrasto con il comma 5 dell’art. 52 del Dlgs 165/2001, il quale prevede, tra l'altro, che “il dirigente che ha disposto l’assegnazione risponde personalmente del maggior onere conseguente, se ha agito con dolo o colpa grave”. Tenuto conto che: - vi sono state numerose richieste di incontro tra i dipendenti della provincia di Siracusa, le OO.SS. e i deputati regionali per numerosissime segnalazioni per i mancati accreditamenti degli stipendi; − lo stesso scrivente ha depositato un'interrogazione parlamentare, la n. 1181 con oggetto: "Interventi finalizzati all'erogazione delle somme per la continuità retributiva del personale della Provincia regionale di Siracusa", per chiarire quali erano i motivi per cui alcuni dipendenti della Provincia di Siracusa non avevano ricevuto lo stipendio; − vi sono stati, inoltre, numerosi incontri con le famiglie dei disabili, con le cooperative, con alcuni studenti per la mancata erogazione di diversi servizi; - alla luce di quanto emerso nell'articolo di giornale citato e da varie segnalazioni l'interrogante ha predisposto una richiesta di accesso agli atti in cui si chiedeva: a) Elenco e copia delle determine dirigenziali di tutti gli incarichi e delle posizioni organizzative del personale dell'ente dall'insediamento del commissario straordinario, Elenco e copia delle determine del commissario straordinario dal suo insediamento ad oggi. b) Quadro Complessivo (su foglio excel) del personale incaricato o con posizioni organizzative degli ultimi 5 anni con: Nome, Cognome, Titolo di studio, Qualifica o Categoria, tutte le Indennità percepite (divise per posizione, risultato, accessorie, etc), incarico attribuito (dirigenziale, di posizione e/o di staff), riferimenti alla determina (n. determina, data, settore). c) Determine dirigenziali (gestione presidente Bono) e commissariali (gestione Giacchetti) degli incarichi dati al direttore generale ed a tutti dirigenti negli ultimi 5 anni. d) Spese mensili sostenute dall'ente, divise per indennità, vitto, alloggio, missioni e altre voci (specificandole), del commissario straordinario. e) Bilancio consuntivo del 2012 (con relativi allegati) ed il bilancio preventivo 2013 (ove possibile in formato digitale). f) Relazione sulla gestione degli atti dell'ente, sull'archivio storico on-line (qualora ve ne sia uno in uso) e se tutti gli atti per cui la legge prevede la pubblicazione nell'albo pretorio sono tutti regolarmente pubblicati on-line. Tenuto conto altresì : - che a tutt'oggi nessun riscontro è stato dato circa le richieste in ordine alle determinazioni dirigenziali relative al 1°, 2°,3°,5° e 6° settore così come si legge nella nota prot. n.3691 gab del 04-12-13 con oggetto: richiesta accesso agli atti amministrativi dell'On. S. Zito (nota prot.gen.le n.39261 del 09/09/2013. Pervenuta all'URP in data 27/09/2013. Sollecito). Nella nota si sollecitano il dirigente del V Settore ed il dirigente del I,II,III e VI Settore al rilascio delle copie degli atti ammninistrativi. Per sapere se: − siano a conoscenza di quanto sopra riportato; − nelle more del riassetto normativo delle Province e al fine di eliminare ogni rischio di


eventuali sprechi e conseguenti danni erariali non ritengano necessario e urgente avviare controlli per chiarire: 1) le modalità di gestione delle posizioni organizzative all'interno della Provincia regionale di Siracusa; 2) Verificare se si è proceduto alla soppressione della figura del Direttore Generale ed della sovrapposizione con il ruolo di Dirigente; 3) la posizione dei lavoratori del Nucleo di Guardie Particolari Giurate del X settore; 4) se il riconoscimento in sede conciliativa di una superiore qualifica ad un dipendente del Servizio Parchi e Riserve sia avvenuta in violazione dei principi di concorsualità; 5) se vi siano stati violazioni all'art. 16 l.135/12 con assunzioni successive all'entrata in vigore della legge. − nell'ipotesi in cui gli ispettori mandati dall'assessorato dovessero effettivamente riscontrare le suddette anomalie e danni erariali, non ritengano opportuno adottare i conseguenti provvedimenti di legge, al fine di ripristinare ordine e legalità all'interno dell'Ente Provincia regionale di Siracusa. (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza) Palermo ,23 Dicembre 2013

Firmatari: Stefano Zito (M5S) Cancelleri Giovanni Carlo Cappello Francesco Ciaccio Giorgio Ciancio Gianina Ferreri Vanessa Foti Angela La Rocca Claudia Mangiacavallo Matteo Palmeri Valentina Siragusa Salvatore Trizzino Giampiero Tancredi Sergio Zafarana Valentina


XVI LEGISLATURA ARS (risposta scritta urgente) INTERROGAZIONE N. 0000 - Adesione di tutte le Biblioteche Siciliana al Sistema Bibliotecario Nazionale (SBN)

DESTINATARI: Al Presidente della Regione, all’Assessore ai Beni culturali PREMESSO CHE: Il Servizio bibliotecario nazionale (SBN) è la rete delle biblioteche italiane costituita sulla base di un protocollo di intesa del 30 maggio 1984 tra il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, le Regioni e le Università e coordinata dall'Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche (ICCU). SBN è stato realizzato con l'obbiettivo di superare la frammentazione delle strutture bibliotecarie italiane ed è oggi costituito da biblioteche statali, di enti locali, universitarie, scolastiche, di accademie e istituzioni pubbliche e private, operanti in diversi settori disciplinari. Al 2013, vi aderiscono 5.148 biblioteche (organizzate in 84 poli) e la base dati bibliografica contiene 12.757.321 notizie bibliografiche, corredate da 66.173.998 localizzazioni (ossia, indicazioni della biblioteca che le possiede). Il catalogo collettivo comprende diverse tipologie di documenti: materiale antico (monografia a stampa dal XV secolo fino al 1830), materiale moderno (monografie, registrazioni audio e video, archivi elettronici, periodici e altri materiali a partire dal 1831), musica manoscritta, musica a stampa e libretti, materiale grafico e cartografico. Gli accessi al catalogo sono compresi fra i 4,5 milioni e i 6,5 milioni al mese. Il progetto di un Servizio Bibliotecario Nazionale nasce dopo la Conferenza nazionale delle biblioteche italiane, tenutasi dal 22 al 24 gennaio 1979 a Roma. Il Servizio bibliotecario nazionale collega biblioteche statali, di enti locali, universitarie e private operanti in diversi settori disciplinari. Le biblioteche partecipanti sono raggruppate in poli locali, collegati a loro volta all'Indice SBN, che contiene il catalogo collettivo del patrimonio posseduto dalle biblioteche aderenti al servizio. L'adesione al Servizio implica per la biblioteca o per il polo locale di biblioteche la sottoscrizione di un accordo con l'ICCU, per definire i rispettivi impegni nello sviluppo di SBN e dei servizi connessi.


Una tra le funzioni fondamentali del Servizio Bibliotecario Nazionale è la catalogazione partecipata fra le biblioteche aderenti: ogni record bibliografico (libri, codici di autorità o altro) viene descritto una sola volta dalla biblioteca o dal polo di biblioteche che per primo lo acquisisce. Le altre biblioteche si limitano a riportare nel proprio catalogo il record già registrato nell'Indice, aggiungendo solo l'indicazione che anch’ esse sono in possesso di quel dato record. Le singole basi dati dei poli, tuttavia, condividono la sola descrizione bibliografica di un record, mantenendo così totale autonomia riguardo alla possibilità di aggiungere ulteriori informazioni (come la collocazione locale di un libro, gli ordini di acquisto, chiavi di ricerca più specifiche, eccetera). Le biblioteche hanno piena autonomia anche per quanto riguarda le scelte organizzative e gli investimenti per hardware e software. RILEVATO CHE: la Regione siciliana, in forza della sua autonomia, decide di creare un proprio Sistema bibliotecario regionale (SBR) facendosi carico anche dell’acquisto di macchinari (impianti, software etc) collocati all’interno della Biblioteca centrale della Regione siciliana di Palermo, oggi Biblioteca A. Bombace e probabilmente mai messi in funzione, ipotizzando anche che questo sistema facesse nascere dei mini-sistemi bibliotecari provinciali coordinati dalle singole Soprintendenze siciliane. Ogni singola Soprintendenza negli ultimi 10/15 anni ha avviato singoli bandi per creare isolati sistemi bibliotecari provinciali, non collegati gli uni con gli altri a causa di software diversi forniti dalle diverse ditte vincitrici delle varie gare, che hanno prodotto,oltretutto, una ulteriore diversità in ordine ai canoni di manutenzione. Nel frattempo il Sistema nazionale ha proceduto a pieno regime avendo messo a punto sistemi di software e servizi. Più volte in questi anni il Ministero BB.CC. ha sollecitato la Regione ad aderire in modo definitivo, con un accordo strategico, ad una convenzione stabile che prevede dei costi assolutamente irrisori rispetto alle cifre folli che si continuano a sperperare in Sicilia ogni anno. Non si comprende il motivo per cui la Regione Siciliana, tramite le singole Soprintendenze che mai lavorano in rete ma sempre nell'isolamento di ogni singola realtà, non abbia aderito in modo chiaro, netto e strategico al Sistema nazionale insistendo sempre sui poli provinciali e sulle funzioni di comando di ogni singola Soprintendenza. Non è mai nato un ufficio centrale/regionale della Regione che faccia da guida e coordinamento nell’ambito del sistema bibliotecario regionale. Esiste presso la Biblioteca centrale della Regione un ufficio SBN, con eccellenti funzionari e dirigenti che non ha competenze su base regionale, che sembra essere un generico osservatorio o un mero punto di aggancio con il ministero e che ha lavorato in questi anni per garantire una maggiore partecipazione delle biblioteche della regione al Sistema nazionale. La biblioteca centrale della Regione siciliana da anni tenta senza successo di frenare questo sperpero e fornisce utilissimi pareri all'assessorato BB.CC. in questo senso, anche invitandolo a sospendere queste gare di livello locale.


Le biblioteche private e non direttamente dipendenti dalla Regione hanno in larga misura bypassato la Regione ed hanno aderito direttamente al Sistema nazionale, per loro fortuna, ma tutte le biblioteche dipendenti dalla Regione o molte di quelle dei Comuni sono entrate nel tortuoso meccanismo regionale. Attualmente sono state bandite gare attraverso le quali le Soprintendenze intendono individuare ditte e imprese che forniscano software e hardware e momenti formativi, per consentire la catalogazione soprattutto di volumi antichi e per inserire progressivamente i dati provinciali e regionali all'interno del sistema nazionale. Al fine di rendere il software interfacciabile con il protocollo utilizzato da SBN, l’Assessorato appalta, di volta in volta, a ditte lo sviluppo e il potenziamento dei software. Utilizzando invece uno degli applicativi creati ad hoc dal Mibac, come Sbn web, distribuiti gratuitamente dall’ICCU, le biblioteche non avrebbero bisogno di software nuovi e costosi ma solo di terminali, e agli enti locali spetterebbero solo i costi di gestione del Polo. Da mesi e mesi docenti universitari, intellettuali frequentatori di biblioteche hanno lanciato l'allarme, informando dettagliatamente i responsabili del servizio. Rilevato che: A ottobre del 2013 la Soprintendenza di Siracusa, pubblica l’ennesimo bando di gara che riguarda, per 228. 803,13 euro, iva esclusa, l'SBR e il potenziamento del software in grado di dialogare con il sistema centrale Indice Sbn. http://ted.europa.eu/udl?uri=TED:NOTICE:356615-2013:TEXT:IT:HTML&tabId=1 L'oggetto dell'appalto è: Progetto di potenziamento del Sistema Bibliotecario Provinciale polo di Siracusa (SBR). Nella descrizione del bando si legge: <<...fornitura di opportuno software per la gestione dei dati archivistici; fornitura di un software integrato con l'applicazione di gestione del catalogo bibliografico per la descrizione delle legature e degli interventi di restauro sul fondo antico al fine di rendere tali dati fruibili al pubblico di Internet e costituzione di un archivio di metadati e di immagini che sarà reso accessibile e consultabile attraverso un sito web realizzato con software CMS e tramite un provider OAI_PMH. Implementazione del software attualmente in uso presso la banca dati bibliografica di Siracusa al fine di renderlo compatibile al dialogo a livello 4 con l'Indice SBN e di adeguarlo alle evoluzioni delle rete Internet, in particolare alla nascita del cosiddetto Web 2.0 e alla diffusione dei social network, così come puntualmente descritto nel capitolato d'oneri>> Sembrerebbe che questo bando, sia stato annullato in autotutela per evitare ricorsi, perché una delle aziende partecipanti avrebbe rilevato vizi di forma. http://www.euroinfosicilia.it/bandi/progetto-di-potenziamento-del-sistema-bibliotecarioprovinciale-polo-di-siracusa-sbr/ La Soprintendenza dei BB.CC.AA. di Trapani bandisce una gara per il “Potenziamento del Servizio Bibliotecario Regionale nella provincia di Trapani” http://www.euroinfosicilia.it/bandi/bando-di-gara-potenziamento-del-servizio-bibliotecarioregionale-nella-provincia-di-trapani/ Al punto 11.1.4 viene descritto la tipologia di appalto: a) servizi di catalogazione e pubblicazione dei servizi di front office b) fornitura di attrezzature hardware finalizzate al potenziamento del SBR della provincia di Trapani.


c) fornitura software gestionale e manutenzione. Assistenza e consulenza ordinaria dello stesso. d) fornitura del software in front office e) fornitura, messa in opera e configurazione di un nuovo ambiente server L'entità dell'importo dell'appalto è di 530.556,44 euro mentre la durata dell'appalto ed i termini dell'esecuzione sono previsti per il 31-12-2015. La Soprintendenza dei BB.CC.AA. di Agrigento bandisce una gara per il “Progetto di valorizzazione e messa in rete del patrimonio archivistico e bibliografico di pregio storico-artistico in provincia di Agrigento”. http://www.euroinfosicilia.it/bandi/bando-di-gara-progetto-di-valorizzazione-e-messa-in-rete-delpatrimonio-archivistico-e-bibliografico-di-pregio-storico-artistico-in-provincia-di-agrigento/ Al punto 11.1.4 viene descritto la tipologia di appalto: <<Fornitura di opportuno software, hardware (server e scanner planetario) e di attrezzature necessarie per il funzionamento del sistema per la: Digitalizzazione di parte del patrimonio archivistico - bibliografico di pregio storico–artistico delle biblioteche aderenti all’OPAC provinciale di Agrigento al fine di rendere lo stesso fruibile al pubblico di Internet e costituzione di un archivio di metadati e di immagini che sarà reso accessibile e consultabile attraverso un sito web realizzato con software CMS e tramite un provider OAI_PMH. Implementazione del software attualmente in uso presso la banca dati bibliografica di Agrigento al fine di renderlo compatibile al dialogo a livello 4 con l’Indice SBN e di adeguarlo alle evoluzioni delle rete Internet, in particolare alla nascita del cosiddetto Web 2.0 e alla diffusione dei social network, così come puntualmente descritto nel capitolato d’oneri. Addestramento all’uso del software>>. La durata prevista è di 18 mesi. Il termine ultimo per l’acquisizione dei servizi e dei beni finalizzati alla realizzazione del progetto è fissato al 30 giugno 2015 per un importo complessivo di € 208.547,60 IVA esclusa. Il costo complessivo dei 3 bandi supera il milione di euro. Visto che: Già il D.A. 6688 del 24 giugno 1999 incoraggiava lo «sviluppo della cooperazione interbibliotecaria in ambito provinciale, ma comunque dotato di idonee e inequivocabili caratteristiche di interoperabilità con il SW di S.B.N, al fine di non pregiudicare, fin dall'attivazione delle banche dati, la prevista integrazione tra il Catalogo regionale dei beni librari, allorquando costituito, e la rete nazionale di S.B.N». Ultimo in ordine di tempo il D.A. n.1345 del 8/6/2012 che, visti i ritardi, dà all’Assessorato competente la possibilità di poter autorizzare le singole biblioteche all’accesso diretto a SBN Da allora nulla è stato fatto per uniformarsi al Sistema centrale e si continuano a sperperare soldi pubblici per dei software che non consentiranno comunque un travaso diretto dei dati dal polo locale a quello centrale, anziché aderire al sistema centrale abbattendo i costi e impiegando le risorse per la forza lavoro impiegando giovani capaci e volenterosi.

Per sapere se non ritengano opportuno: − Rendere più efficiente ed economicamente vantaggioso il sistema bibliotecario regionale aderendo al SBN con costi irrisori. −


− Dirottare i risparmi ottenuti dal passaggio dal SBR al SBN ad altre iniziative che riguardino la digitalizzazione del patrimonio librario o il miglioramento dell'efficienza tecnologica delle biblioteche pubbliche siciliane potendo così incrementare la tutela e la diffusione del patrimonio librario dell’isola, anche attraverso borse di studio a neo laureati in discipline umanistiche, con stage formativi e progetti specifici. − Verificare se vi sia un danno all'erario dovuto alla non adesione al SBN individuando i potenziali responsabili. (gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

(21 Febbraio 2014)

firmatari: Zito Stefano (M5S) Cancelleri Giovanni Carlo Palmeri Valentina Siragusa Salvatore Zafarana Valentina Cappello Francesco Tancredi Sergio Ciaccio Giorgio Ciancio Gianina Ferreri Vanessa Mangiacavallo Matteo Trizzino Giampiero Foti Angela La Rocca Claudia


INTERROGAZIONE (Risposta scritta con urgenza)

N.0000 – Incompatibilità dell’esercizio dell’attività professionale in materia di edilizia privata e pubblica da parte dell’Assessore all’urbanistica e lavori pubblici del Comune di Palazzolo Acreide. DESTINATARI: All’Assessore Regionale delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica TESTO PREMESSO CHE: Nel territorio del Comune di Palazzolo Acreide è in costruzione un’importante opera pubblica in via di ultimazione. L’opera in questione è un frigomacello, struttura in via di completamento, con proroga per la consegna a settembre 2014, che risulta realizzato con un finanziamento pubblico di circa 4milioni e 500 mila euro, di cui meno di 2 milioni con fondi della Provincia Regionale di Siracusa e la restante somma, proveniente dal Ministero dello Sviluppo Economico, per tramite il Patto Territoriale gestito dal GAL Val d’Anapo. Sin dal 12 luglio 2013, data di insediamento del nuovo Consiglio Comunale di Palazzolo Acreide, i Consiglieri Comunali del Gruppo di Opposizione “Cittadini Attivi per Palazzolo” hanno richiesto informazioni verbali e formalizzato interrogazioni di approfondimento sulla struttura stessa, segnalando, tra l’altro, alcune presunte irregolarità, insistendo, in particolare, quella della presenza in Giunta Comunale di un Assessore, con delega specifica ai lavori pubblici ed urbanistica, che è contemporaneamente Direttore dei lavori del frigomacello. Condizione, pare questa, mai emersa ufficialmente in Consiglio, anche se notoria a tutti. In particolare, nella seduta del C.C. dell’8 novembre 2013, il Segretario Generale, con nota n.10948 del 09/12/2013 avente per oggetto l’incompatibilità dell’Assessore ai LL.PP. e Urbanistica, ha chiesto a Codesto Assessorato chiarimenti e pareri, adducendo, nell’occasione, argomentazioni ed interpretazioni varie sulla normativa in materia. Seguiva, da parte degli stessi consiglieri comunali, un esposto all’Assessorato Regionale delle Autonomie locali e della Funzione pubblica, al quale si chiedeva parere risolutorio di ogni dubbio, nonché ogni utile intervento di competenza. CONSIDERATO CHE :


- Il frigomacello è in costruzione in c.da Poi, territorio di Palazzolo A. e ha goduto e gode, quindi, dei servizi dell’Ufficio Tecnico Comunale e dell’Assessore di riferimento, a partire dalla autorizzazione a costruire fino ai prevedibili controlli di competenza, ovviamente nell’ambito delle prerogative comunali; - Ancora oggi, nonostante la formale richiesta di chiarimenti in sede di interrogazione consiliare del 12/07/2013 nel cantiere mancherebbe la tabella con i previsti dati obbligatori: nome del Progettista e del Direttore dei lavori, denominazione della ditta, tempi di realizzazione dell’opera, importo dei lavori, ecc.. e non comparirebbe, tra gli altri, appunto, il nome del Direttore dei lavori. - occorrerebbe, pertanto, approfondire i motivi di tale carenza, dato che nessuna risposta, sull’argomento, è pervenuta al Gruppo interrogante; - nella stessa seduta consiliare del 12/07/2013 veniva posta agli atti del Consiglio comunale una interrogazione con oggetto “conflitto di interessi”; - nella seduta del C.C. del 07/08/2013 veniva posta agli atti un’ulteriore interrogazione recante, all’ultimo punto, la richiesta di valutazione, con ulteriore verifica, circa il sussistere di “eventuali incompatibilità o ineleggibilità in seno alla G.M.”. - né durante né dopo l’iter ispettivo sarebbe venuto fuori ufficialmente l’incarico esterno ricoperto dall’Assessore all’Urbanistica e ai Lavori pubblici, nonostante ripetute discussioni sull’argomento; - ancora oggi non sarebbero stati resi disponibili il progetto completo, le pertinenti relazioni, il disciplinare di incarico dei professionisti nè quant’altro richiesto dai consiglieri interroganti nella seduta del C.C. del 7/08/2013; - il Segretario Comunale con nota del 16/07/13 si limitava a riferire che il C.C. con atto n. 39 ha preso atto dell’assenza di reclami in materia di eleggibilità, incompatibilità fra gli eletti, compreso l’Assessore in questione, nominato dopo le dimissioni da consigliere eletto; il Segretario, inoltre, sentiti i responsabili dei settori LL.PP. e Urbanistica, dava atto che “non risulta attività professionale esercitata in materia di edilizia privata e pubblica nel territorio amministrato dall’attuale assessore competente nelle materie citate”. - A seguito di ulteriore intervento agli atti del verbale del C.C. del 03/09/13 in merito al conflitto di interessi ai sensi dell’art. 19 c. 1 L.265/99, il Segretario Generale riferiva con nota 06/09/13 n. 7794 che “la norma di cui trattasi non è ritenuta direttamente applicabile in Sicilia per come da parere n. 2000/007 del 07/11/2000 reso dall’Ufficio legislativo e legale della Regione Sicilia”. Riferiva, inoltre, che la norma “è stata abrogata dall’art. 274 del D.lgs. 267/2000”, omettendo tuttavia di considerare che l’abrogazione dell’art. 19 è avvenuta perché l’art. 78, p.3, dello stesso D. Lgs. 267 ripropone esattamente quanto previsto dall’art. abrogato e precisamente che:”I componenti la Giunta comunale competenti in materia di urbanistica, di edilizia e di lavori pubblici devono astenersi dall'esercitare attività professionale in materia di edilizia privata e pubblica nel territorio da essi amministrato e al punto 5 prevede che: “Al sindaco ed al presidente della provincia, nonché agli assessori ed ai consiglieri comunali e provinciali è vietato ricoprire incarichi e assumere consulenze presso enti ed istituzioni dipendenti o comunque sottoposti al controllo ed alla vigilanza dei relativi comuni e province.” Il Segretario Generale, con nota 09/12/2013 n.10948 sempre in tema dell’incompatibilità denunciata, confermava i dubbi in ordine all’ applicabilità in Sicilia del citato art. 78 del D.Lgs. 267, non essendo stato recepito “tout court, l’intero dettato legislativo di tale testo unico ma singole parti…”. VISTO CHE: - L’art 10 L.R. 31/1986, prevede che : “ Non può ricoprire la carica di consigliere provinciale, comunale o di quartiere: 1) […]


2) Colui che come titolare, amministratore, dipendente con poteri di rappresentanza o coordinamento ha parte, direttamente o indirettamente in servizi, esazioni di diritti, somministrazioni o appalti, rispettivamente nell’interesse della provincia o del comune, ovvero in società ed imprese volte al profitto di privati, sovvenzionate da detti enti in modo continuativo, quando le sovvenzioni non siano dovute in forza di una legge dello Stato o della Regione; 3) Il consulente legale, amministrativo o tecnico che presta opera in modo continuativo in favore delle imprese di cui ai numeri 1 e 2 del presente comma. - Alla luce di quanto previsto dalla L.R n.7 26.08.1992 all’art. 12 comma 2, “sono estese ai componenti della giunta le ipotesi di incompatibilità previste per la carica di consigliere comunale e di sindaco che devono essere rimosse, per non incorrere nella decadenza dalla carica di assessore, entro 10 giorni dalla nomina”. - persino lo Statuto del Comune di Palazzolo Acreide prevede all’art.32 – Divieto generale di incarichi e consulenze e obblighi di astensione – “Al Sindaco, al Vicesindaco, agli assessori e ai consiglieri comunali è vietato ricoprire incarichi ed assumere consulenze, anche a titolo gratuito presso il comune nonché presso enti, aziende ed istituzioni dipendenti o comunque sottoposti al controllo e alla vigilanza dello stesso”; Per sapere se non ritenga opportuno: - Verificare quanto sopra riportato e accertare con la massima trasparenza i comportamenti dell’Amministrazione comunale di Palazzolo Acreide; - Nell’ipotesi in cui dovessero ravvisarsi comportamenti illegittimi da parte dell’Amministrazione comunale di Palazzolo Acreide, non ritenga doveroso adottare gli opportuni provvedimenti, al fine di garantire il rispetto della normativa in materia. (Gli interroganti chiedono risposta in scritta con urgenza) (Palermo 21-02-'14)

Firmatari: Stefano Zito (M5S) Cancelleri Giovanni Carlo Cappello Francesco Ciaccio Giorgio Ciancio Gianina Ferreri Vanessa Foti Angela La Rocca Claudia Mangiacavallo Matteo Palmeri Valentina Siragusa Salvatore Trizzino Giampiero Tancredi Sergio Zafarana Valentina


Interrogazioni materia pubblica amministrazione  

Il lavoro del nostro Portavoce alla Regione Stefano Zito

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