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la cartolina

Agata Patrizia Saccone

Eterno, Fantastico Effimero....

V

i sembra un paradosso ritenere tangibile e duraturo l’effimero? Può darsi. Punti di vista. Ma se c’è qualcosa di eterno, erroneamente confuso però con qualcosa che si consuma, quello è l’effimero (apparente!) della moda. La moda è infinita, è un fenomeno inestinguibile. Non si esaurisce, si trasforma. Sensibilizza il narcisismo che c’è in noi, risveglia il senso di bellezza, elogia l’estetica, segna le epoche. Mentre una volta erano più dilatati i tempi della moda e di solito interessavano solo la nobiltà, ora la moda è frenetica perché è il primo elemento attraverso cui una persona si rinnova. E ci si lascia influenzare dai dettami della moda perché questi conformano il singolo al modo di vestire delle persone che frequenta. Icone dell’effimero (apparente!) sono i vip, personaggi che orientano gusti ed emozioni. Sono loro i testimonial di un mondo che ha il vantaggio (e anche il coraggio) di far muovere l’economia, favorendo l’emergere di nuove ten-

denze di consumo. L’effimero (apparente!) è il vero core business dell’economia mondiale: tutto ruota attorno al senso dell’esteriorità, del buon gusto, della comunicazione. E’ un modo per inventarsi e per inventare, giorno dopo giorno. Non c’è il rischio di annoiarsi. La varietà di questo mondo ci consente, infatti, di sfruttare ogni nostro desiderio di novità, anche attraverso quel dettaglio diverso che non ci omologhi. La moda concilia i sogni, magari quella sequenza di sogni (in dissolvenza) fatti ad occhi aperti dalla popolazione femminile, più avvezza al culto del bello. Anche se oggi esiste -e non è neppure difficile da scovare- pure l’uomo “femminile”, nel senso di più relazionale, comunicativo ed empatico, il tipo che potrebbe rendere felici le donne “inascoltate”. A coloro che sottovalutano e criticano questo mondo, pertanto, consiglierei di riflettere attentamente, per rendersi conto che tutti, anche inconsapevolmente, ne facciamo parte. Ergo... se qualcuno mi vuol ora definire “musa dell’effimero”, bene, ne sono lieta ed onorata!

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SommArio ProtaGoniSta 10

L’Etòile ELEONORA ABBAGNATO di Agata Patrizia Saccone

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Preziosismi LA PERLA A tinte forti CUSTO BARCELONA Le star ai suoi piedi, le sue scarpe viceversa DIEGO DOLCINI In nome di GIANFRANCO FERRè La vie en plein-air LUISA BECCARIA Camaleontica woman PAOLA FRANI La Summer Attitude di ALESSANDRA CLO’ Dettagli by VINCENZO CHISARI

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“La Sicilia è di Moda” - ASS.REG.TURISMO “Prodotti di Sicilia, garanzia di qualità” - ASS.REG.AGRICOLTURA “Investiremo sulle nostre risorse” - PROVINCIA REG. DI CATANIA Rotta su Catania - AUTORITA’ PORTUALE Nasce l’Agenda dell’Ateneo catanese

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Nati senza camicia di Catena Fiorello

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“Dopo Catania, la moda va in vacanza” Story CATANIA, TALENTI & DINTORNI OPINIONI: La GENTE di TALENTO di Cinzia Malvini - di Marco Liorni

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Lo stile e l’impegno MATTEO MARZOTTO

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BOLLICINE: Caccia all’Happy Hour di Mariella Caruso ECONOMY: Rosario Messina - “Il design? Un’opera d’arte...” PALCOSCENICO: Massimo R.Piparo - “Ma che musicaL, maestro” CINENOSTRUM: I 100 volti di Carlo Verdone CIAK: Antonio Catania, cuore “Mediterraneo” SU 2 PIEDI: Narcisi & Felici di Francesca Marchese VIAGGIART: Graffiti Preziosi di Antonella Gurrieri

MoDa

iStitUZioni

in PUnta Di PEnna l’EVEnto

l’intErViSta

PEoPlE & SHoW

in copertina: abito La Perla collezione A/I 2008/09

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THANK YOU

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contribUtorS

SmS CINZIA MALVINI

“Prima di partire per le vacanze ricordiamoci di chi ha bisogno di noi: i nostri nonni ma anche i nostri amici a 4 zampe che ci hanno regalato amore e compagnia tutto l’anno”.

CATENA FIORELLO

“Tutti possiamo fare a meno di una relazione infelice, ma di questi “tutti” solo “pochi” si rendono conto che farlo è più facile di pensarlo e di rimandare inutilmente”.

centosessanta caratteri

MARCO LIORNI “Fai solo ciò che ti piace. E ascolta la tua voce interiore”.

ANTONELLA GURRIERI

“Quando hai la sensazione di non riuscire ad afferrare ciò che vuoi, voltati indietro e se ti accorgi che non ti è sfuggito nulla dai un bacio alla vita”.

IL MAGAZINE

periodico di moda, design, spettacolo, turismo, attualità Anno 1 n°1 (luglio 2008) Direttore Responsabile AGATA PATRIZIA SACCONE Editore PRODUCTION MODA E SPETTACOLI Sede: Piazza Trento n°2 – CATANIA Tel. 095/0930622 Email: info@productionmodaspettacoli.it Progetto grafico: www.latobi.com Stampa: Arti Grafiche MORA srl – Zona industriale II Fase - Ragusa Registrazione presso il Tribunale di Catania n°7 del 12/3/2008

MARIELLA CARUSO

“Perché continuare a tenere i piedi per terra quando è possibile volare sulle ali dell’entusiasmo facendosi cullare dalla brezza leggera di una sana follia?”

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cHi è

Eleonora Abbagnato

Donna di Classica eleganza e stella dell’opéra.

mille possibili e facoltosi compagni, quale quello vero... di Agata Patrizia Saccone

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protagonista

è

l’Etoile per antonomasia. Un’etoile siciliana, che danza da principessa all’Opéra National de Paris. Eleonora Abbagnato, diva mondiale, è palermi-

tana, anche se i colori sono quelli di una nobildonna nordica. Vive in Francia da 18 anni, ma non ha mai reciso le radici con la Sicilia, anzi. “Sono arrivata in Francia all’età di 12 anni. Iniziamente vivevo nelle regioni del sud, poi, a 14 anni mi sono trasferita a Parigi, dove mi sono integrata benissimo. Oggi, dopo tantissimi anni, mi sento un po’ parte di questa nazione. Sono prima ballerina del teatro più importante d’Europa e i francesi mi coccolano tantissimo”. - Quasi sette ore al giorno di allenamento. E’ dura però la vita dell’etoile... “La vita da ballerina, in generale, è dura e comporta grandi sacrifici. La compagnia dell’Opéra prepara ogni anno 140 spettacoli, che ci comportano sei ore e mezzo di allenamento al giorno. Ma l’Opéra, per me, è una grande passione. Al punto che se sto ferma due giorni già sento la necessità di rimettermi al lavoro”. - Sei spesso in giro per il mondo, della Sicilia sei ormai una bandiera. Ti rende felice essere testimonial della tua terra? “Certo! Io parlo sempre della mia terra, delle mie vere amiche, della mia famiglia, degli odori della Sicilia. Un legame che resiste ed è forte”. - Forse ti fa meno piacere che si chiacchieri, spesso in maniera frettolosa, dei tuoi amori e delle tue amicizie famose... “Non amo parlare della mia vita privata, non amo svelare il mio amore. L’unica cosa da svelare e che tutti i flirt che i giornali mi hanno attribuito, da Lapo a Matteo, non sono veri, sono soltanto dei miei carissimi amici, cui voglio molto bene”. - La moda è un settore che con la danza spesso forma un binomio di successo. A te è capitato anche di sfilare in passerella, per beneficenza, e di posare per importanti stilisti. Un mondo che ti affascina e un’esperienza che ti diverte? “Sì, mi diverte molto. Del resto i miei genitori fanno parte di questo mondo. Renzo Rosso, caro amico di famiglia, mi ha vista nascere. Ho conosciuto tanti stilisti, da Valentino a Karl Lagerfield. Gli stilisti sono degli artisti geniali. Ho fatto diverse sfilate e dei video per beneficenza perché amo dare a coloro che sono stati meno fortunati di noi”. - Tra gli stilisti in assoluto, con chi hai il miglior rapporto? “Con Dolce e Gabbana. Sono delle persone semplici, vere. Adoro ciò che fanno.” - E’ vero che a 40 anni potresti decidere di smettere di ballare? “Forse anche prima, per lasciare spazio agli altri e poi anche per costruirmi una famiglia ed avere dei figli da accudire ed educare. Proprio come è capitato a me, essere cresciuta dai miei, senza nessuna baby sitter!”

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moda

Preziosismi La Perla

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a matrice artigianale, il know-how del corpo, la fusione tra innovazione e tradizione, la ricerca continua della qualità: questi elementi hanno trasformato un piccolo laboratorio di corsetteria, fondato a Bologna nel 1954, in un’azienda leader nei settori dell’underwear e del beachwear. Tutto comincia quando la bustaia Ada Masotti di Bologna apre un laboratorio di corsetteria e lo battezza La Perla. Il figlio, Alberto Casotti, presidente del gruppo La Perla, riesce a trasformare un piccolo atelier in una grande impresa con filiali in Francia, Germania, Spagna e Stati Uniti e negozi sparsi in ogni angolo del pianeta. L’amore per il particolare accurato, le lavorazioni preziose e i materiali pregiati sono perseguiti in un’ottica di recupero “aggiornato” del migliore patrimonio italiano. Un’alchimia prestigiosa rivolta all’esaltazione della bellezza femminile: una filosofia di stile perché ogni prodotto sia innanzitutto un’emozione da indossare. Atmosfera nouvelle vague per la collezione La Perla pret-à-porter autunno inverno 2008/09: il nero recita un ruolo di primo piano, ma lascia spazio alle paillette dorate, pronte ad accendere le sere d’inverno. La collezione accoglie anche lampi di beige, interventi di giallo quarzo e verde tormalina. Il pizzo, la sottoveste, lo chiffon, le trasparenze sono protagonisti di un dialogo tra fluidità e precisione. Inclinazione sartoriale e interpretazioni libere dello stile couture anche negli abiti da gran sera che esibiscono balze puntate come fossero appena spillate e pannelli plissettati che si aprono all’infinito. Come accessori i Franric Bijoux, collari e fasce in tulle ricamati di perle, cristalli e fiori d’organza. Da portare anche uno sull’altro. Con assoluta nonchalance. La Perla Cruise è la collezione beachwear autunno/ inverno 2008: è dedicata a chi adora stendersi al sole anche in inverno, nonostante i raggi siano più tenui. Il

nero è il colore assoluto, illuminato con file di cristalli e pendenti gioiello. Spirito sartoriale per i fiocchi piatti che donano un allure iper-femminile ai costumi in Lycra cangiante, alcuni mossi da sofisticati drappeggi. Ispirati allo stile atelier anche gli scenografici motivi a onde e gli effetti a rilievo che incorniciano il décolleté. Uno stile prezioso interpretato con sensibilità contemporanea, dove ogni costume si trasforma in una creazione esclusiva.

STILE italiano

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A

ll’inizio degli anni ottanta, di ritorno da un lungo viaggio in giro per il mondo, i fratelli spagnoli Dalmau -CUSTO E DAVID- affascinati dallo stile di vita californiano, espresso nel look dei surfisti ricco di grafismi e colori, reinventarono per la moda quanto avevano scoperto, creando un loro brand, lanciato con il nome Custo Line. I due fratelli cominciarono a specializzarsi nel graphic design, fino ad affinarsi a tal punto da inventare uno stile unico e inconfondibile. Imprevedibile la fantasia e l’immaginazione espressa nelle collezioni del marchio, oggi notissimo, di CUSTO BARCELONA. Una collezione completa, dedicata a uomini e donne tra i 25 e i 35 anni d’età, anche se in realtà il marchio piace sia ai 15enni che ai 90enni. Custo Barcelona sfila durante la settimana della moda di New York dal 1996. Ed è stato il primo brand spagnolo a partecipare alle passerelle americane. Le sue collezioni continuano a essere presentate a NY ogni stagione. Per la DONNA del prossimo autunno/inverno Custo Barcelona propone uno stile chic estremamente sofisticato. Accanto ai caratteristici mix di tessuti e stampe, punta in molti capi a valorizzare linee e forme giocando con un unico pannello di tessuto, davanti e dietro. Segno della forza di un marchio che sa evolvere mantenendo pienamente la propria identità. Ampia la proposta delle T-shirt. Accanto ai modelli basic, che si contraddistinguono per gli scolli a V, compaiono le versioni con cappuccio e spalline da vogatore. In maglia i miniabiti da portare da soli o sopra i pantaloni. E poi, camicie lunghe, tuniche e top con maniche a kimono e taglio orientale. Molte le camicie, ultrafemminili, anche con il fiocco. Grande attenzione alla foggia delle maniche: spesso a raglan o a kimono o, ancora, a sbuffo e a palloncino. Pezzi chiave di CUSTO BARCELONA gli abiti, che trovano ancora più spazio da quando la collezione si è arricchita della linea da sera, con i modelli da cocktail e gli abiti lunghi. In voga le linee orientali, i motivi pop degli abiti anni Sessanta e i volumi arrotondati. Preziosa la collezione da sera, che propone vestiti-gioiello di seta decorata con bordature di catene metallizzate, abiti con pla-

stron di mohair, sontuosi. Non mancano gli chemisier e le tuniche grecheggianti, i miniabiti hippy o ispirati agli anni Ottanta e l’abito senza maniche con collo alto. Le gonne sono corte o arrivano al ginocchio. Fra i capispalla più leggeri, giubbotti, boleri e impermeabili. Completano la collezione da sera i pantaloni di taglio maschile, di linea diritta e in tessuti ricamati. Per i CAPI MASCHILI punto forte le T-shirt con maniche lunghe e corte. Polo e camicie basiche esibiscono righe e ricami. I pantaloni giocano con le impunture in modo da ottenere cuciture stile motociclista, su tessuti lucidi e argentati. Le polo a costine si illuminano con una stampa animalier ispirato alla tigre del Bengala. Vengono proposte anche camicie a stampa unica. Le STAMPE vengono utilizzate per esaltare linee e volumi. Riproducono insegne cinematografiche, collage floreali alla Matisse, paesaggi giapponesi, dragoni cinesi, immagini Kabuki, batik indonesiani o arte naif dei Caraibi. I colori sono vibranti e profondi. Altra grande novità, l’attesissima collezione di occhiali da sole, una linea completa, maschile e femminile, in vendita a partire da settembre.

international style

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Diego Dolcini

MoDa

L

e sue scarpe incantano le donne più belle del mondo, scatenando la fantasia voyeristica di chi le guarda. Creazioni che rappresentano sogni ed emozioni. Per questo le scarpe di Diego Dolcini, shoes fashion designer napoletano, sono entrate a far parte dei guardaroba di star internazionali come Julia Roberts, Mariah Carey, Jennifer Lopez, Nicole Kidman, Salma Hayek e Madonna, quest’ultima fotografata con delle Dolcini da Jean Baptiste Mondino, sulla copertina dell’album ‘Music’. Tra le attrici italiane le abbiamo ammirate ai piedi di Maria Grazia Cucinotta (gli stivali indossati in 007, ‘Il mondo non basta’), di Monica Bellucci, Francesca Neri ed Eva Robin’s. Celebrati maestri della fotografia come Helmut Newton e David LaChapelle hanno inserito spesso nei loro scatti le scarpe Diego Dolcini per enfatizzare il potenziale erotico dei loro lavori. Lo stile carismatico Diego Dolcini si evince dai particolari: si ritrova nei tacchi a spillo vertiginosi e perfetti, o in quelli più strutturati, delle vere e proprie sculture da calzare, dal disegno sinuoso della forma che esalta la voluttuosa anatomia del piede femminile; perfettamente bilanciate sulle diverse altezze, linee essenziali realizzate con l’impiego sapiente di materiali pregiati e inediti, dalla madreperla alle piume, dai cristalli Swarovski all’oro zecchino. Diego Dolcini disegna calzature femminili che esprimono una raffinata sintesi di couture e arte, lusso e seduzione. Possono essere sensuali feticci oppure oggetti da collezione, accessori raffinati e desiderati. Dolcini vanta importanti sinergie: da Bruno Magli ad Emilio Pucci a Bulgari; e poi Tom Ford nel periodo della maison

Gucci con l’incarico di Direttore Creativo per le calzature uomo e donna; con Dolce&Gabbana come direttore creativo di un progetto innovativo per lo storico marchio Scholl. Oggi il suo impegno si divide tra importanti collaborazioni con prestigiose case di moda e il marchio che porta il suo nome, presente nel mercato del lusso sin dal debutto parigino del 1994. Dal 1997 la sede creativa ed organizzativa è a Bologna, dove Dolcini vive e progetta le sue collezioni, con il contributo di uno staff tecnico di collaboratori giovani e dinamici. A Milano ha aperto una lussuosa boutique, la prima Diego Dolcini, disegnata dall’architetto Martino Gamper. Un progetto inconsueto: non un classico concept d’arredo, ma piuttosto un’installazione site-specific. Un’interazione tra moda arte e design, che prende spunto dalla nera elegante scatola delle calzature Diego Dolcini, per trasformarla in un elemento strutturale, funzionale e decorativo. Un modulo che sembra ripetersi all’infinito, reso unico protagonista di spettacolari accumulazioni e articolazioni nello spazio.

faSHion SHoES

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storia della moda

In nome di Gianfranco Ferrè

è

stata costituita lo scorso 13 febbraio a Milano, la Fondazione Gianfranco Ferré. I fondatori sono il cavalier Tonino Perna, Presidente di IT Holding SpA e della Gianfranco Ferré SpA, ed il signor Alberto Ferré, fratello dell’architetto Gianfranco Ferré. Gli obiettivi e le attività della Fondazione sono accomunati dalla volontà di conservare, promuovere e diffondere i valori culturali, artistici ed estetici che l’Architetto Ferré ha elaborato e testimoniato nella sua vita. Presidente della Fondazione è il cavalier Tonino Perna, Vicepresidente il signor Alberto Ferré , Direttore Generale la dottoressa Rita Airaghi. La Fondazione si occupa di portare avanti tutta una serie di iniziative. Primo impegno, la conservazione e catalogazione del materiale d’archivio riguardante le collezioni e le attività di Gianfranco Ferré: abiti ed accessori, campioni di materiali e schede di lavorazione, bozzetti e disegni tecnici, immagini fotografiche e diapositive, filmati e rilevazioni televisive, cataloghi e pubblicazioni, interviste e pagine editoriali, rassegne stampa e testi vari. Quindi, la collaborazione con Università o con le istituzioni museali dedicate alla moda e al costume, per l’organizzazione di mostre o rassegne. Tra i progetti della Fondazione, la pubblicazione di libri o cataloghi, l’attribuzione di borse di studio, l’intitolazione di concorsi o corsi scolastici, premi di laurea o di master ai giovani che intendono occuparsi di moda in tutte le sue accezioni. Attività di studio e di ricerca, inoltre, che hanno come oggetto i valori artistici, culturali ed estetici affermati da Gianfranco Ferré, le sue testimonianze creative ed il significato che ha avuto nella storia della moda italiana, del costume e della cultura del nostro tempo. Il Consiglio di Amministrazione istituirà un “advisory board” con funzioni consultive, composto da personalità di spicco nei vari ambiti della vita culturale e sociale, per orientare ed ottimizzare le scelte strategiche ed operative della Fondazione.


moda

Luisa Beccaria

La vie en-plein air

S

uggestioni mediterranee. I giardini di equium, rose pierre de ronsard e bouganville. I limoni e i peperoni dell’orto. Una solarità sontuosa e sensuale per la primavera-estate 2008 firmata Luisa Beccaria. Uno stile femminile e sensuale quello della nobildonna Luisa Beccaria, stilista milanese apprezzatissima dalle dive, che alla Sicilia è legata da un filo doppio: il marito è un importante imprenditore siciliano e nell’isola, nella sua casa di campagna di Castelluccio, trascorre molto tempo con tutta la famiglia (la signora Luisa è madre di 5 figli, i cui nomi cominciano tutti con la lettera L). Lei ha l’aspetto dell’artista, donna elegante ed eterea. Forse perché il suo è uno stile romantico, dove prevalgono i colori tenui della tavolozza. Ma come nasce la passione per la moda? “E’ una passione che mi accompagna sin da bambina –racconta Luisa Beccaria-. Ai tempi dell’Università presentai la mia prima collezione nel contesto di una mostra all’interno di una galleria d’arte: fu proprio lì che mi resi conto del successo delle mie creazioni. Successivamente cominciai a fare le sfilate-evento, ho aperto il mio primo negozio a Milano nel 1984, un altro nell’87 e cosi via. Man mano, da più parti del mondo, mi accorgevo, cresceva sempre di più l’interesse per le mie collezioni. Cosa che avrebbe dovuto comportare una produzione industriale del prodotto, ma io non volevo assolutamente. Intanto partecipai all’Alta Moda a Roma, finché venni chiamata a sfilare a Parigi. È da quel momento che la mia carriera conobbe la svolta sul piano internazionale, in quanto iniziai a ricevere una pioggia di proposte che arrivavano da tutto il mondo”. Questa collezione è ricca di sofisticati abiti prendisole di sangallo con ruches e pizzo, tailleur di tulle intarsiato con

applicazioni di nastri in rafia, abiti di tulle ricamato a pratelline, di organza tramata a telaio effetto cestino, chemisier con gonne costruite ad alte balze fermate, eleganti abiti di satin e chiffon drappeggiati a tinta unita e ancora sottane a ruota in organza e gazar stampati. Pencil dresses in broccato a fiori. Per la gran sera crinoline e abiti sirena, impeccabilmente disegnati e aderenti alle linee del corpo. Le stampe digitali su tessuti di cotone e seta riprendono e declinano in chiave pop immagini fotografiche di fiori, piante, cesti di ortaggi. La palette è a tinte decise, piene, estive, dal giallo all’arancio, dal verde al pervinca, dal fucsia al rosa con accenni luminosi, freschi di perla ed ecrù. Motivi vichy micro e macro si alternano con il fascino mediterraneo del nero. Giocata su armonie e contrasti, dettagli couture e vie enplein air. La collezione si accompagna con cestini di paglia da “dejeuner sur l’erbe” foderati con tessuto stampato di seta e sandali stringati con alto tacco di rafia. Accessori che ne sottolineano la poeticità, il gusto evocativo e al tempo stesso attuale, eccentrico. Oggi “Luisa Beccaria” è una griffe affermata ed in forte espansione nel mercato estero. Piace alle attrici di Hollywood e tra le sue clienti ci sono Gwyneth Paltrow, Uma Thurman, Madonna, Sarah Jessica Parker, Jennifer Lopez, Drew Barrymore, Sandra Bullock, Nicole Kidman. Alle sue figlie ha trasmesso l’amore per il mondo della moda... “Mia figlia Lucilla, a soli 25 anni, già lavora all’interno dell’azienda. È molto creativa e fattiva. Mentre mia figlia Lucrezia, che di anni ne ha 21, studia a Londra: lei, oltre che essere creativa, ha uno spiccato senso commerciale. Luna la vedo proiettata verso l’universo bambino, ritengo che un giorno possa disegnare una sua linea ad hoc”.

fashion dinasty

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MODA

Paola Frani

camaleontica

U

woman

n nuovo stile, tra incontro e sovrapposizione. Una creatività libera e consapevole definisce il nuovo incantesimo della moda, audace ed edonistica, esplorando livelli sovrapposti fino ad appropriarsi del maschile per scandire il femminile. Una donna sospesa nel tempo, quella di Paola Frani, che viaggia tra suggestioni e citazioni iconiche. Immagini e suggestioni si incrociano in fluttuazioni libere di cui l’abito si fa interprete diventando così luogo di accadimenti, trasformazioni e metamorfosi, espressione metafisica della contemporaneità e veicolo di messaggi totalmente nuovi, la cui carica di suggestione è immediata ed evidente. Anche il camaleontismo di forma e materia è assoluto e le trame delle stampe si intrecciano fino a confondersi su rasi, charmeuse e twill, come su tele dipinte da Sigmar Polke. Virtuosi esercizi d’atelier citano l’haute couture dettando una poetica ricercata ed eclettica e scoprono una nuova dimensione, volubile e composita, in cui i volumi soft e rarefatti di jersey velo, cady marocain, crepe, organza e panama di seta incontrano la densità di ottoma, velluti strech e anguilla nel gioco degli opposti. L’eleganza, si trasfigura e diventa sharp-chic. A definirla è il contrasto delle perle black/white che decorano gli abiti. A sedurla sono le sfumature intense dei cabochons che decorano capi e ankle boots. A marcarla le applicazioni evanescenti di piumaggi sfumati e frange di organza che spuntano dagli orli. Ad amplificarla papillon ultramaschili che diventano iperfemminili appoggiati su colli e decolleté. In questo gioco libero e imprevedibile i colori sono estremi e totali. I bianchi e i neri, ridondanti ed assoluti, si annullano declinati in varianti incolori pallide e cipriate dei beige, dei carne e dei tortora. In alternativa le tonalità intense e determinate, accese dalla brillantezza dei tessuti, del malwa e del wine, dei blu avio e zaffiro, del forest e del british green. Maxi bags e superclutches sono gli accessori e interpretano il nuovo mood incontrando nuove varianti. La Pear si rinnova in versione coccodrillo, sfumato e unito. La Lilí folding bag e la Big Folding Bag si ammorbidiscono rivelando una nuova allure con le applicazioni di cabochon tono su tono e di bottoni imbottiti. I Borselli maschili sussurrano femminilità nelle versioni maxi con fibbia, avvolta nella pelle, e logo, con l’applicazione di ganci e borchie metalliche. La Lulu, mantenendo la classica presa a manico, diventa enorme. La Graphic Shopper Bag torna reinterpretata con la stampa pitone su velluto.

glamour

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MoDa DESiGnEr

la

summer attitude di

Alessandra Clò

Il beach a porter della stilista bolognese che ama le località esclusive, da Capri a St. Tropez... passando per la Sicilia

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uando faceva la modella frequentava già Miami, Bali e St.Barth. E’ per questo, probabilmente, che si ritiene cittadina del mondo, Alessandra Clo, bolognese di nascita. E’ lei che firma la linea mare “Poisson d’Amour”, creata nel 2001, che riflette la sua summer attitude innata, moderna e vibrante. Habitué di località esclusive e “cutting edge”, esperta conoscitrice del fashion system e amante di località esotiche, la filosofia mare che sta alla base dello stile di Alessandra Clo è sempre la stessa: fun, fashion & wild vacation. La sua linea di costumi e coordinati sono rivolti al target giovane e dinamico. I suoi slip mare, ormai inconfondibili, conoscono proporzioni mini, fatte apposta per sentirsi liberi di apparire, giocare e di interpretare la moda in maniera personale . Il suo beach à porter, cortissimo e sempre perfettamente abbinato, reinterpreta modernamente linee e volumi per uno stile “world wild”. La sua donna, bella sexy e internazionale rivive il mood della “Lolita”, scegliendo sempre accessori e particolari nuovi, scoperti durante i frequenti viaggi. Per l’Estate 2008 si fondono l’eleganza di Capri e l’esclusività di Saint Tropez, peculiarità di una collezione ricca di seduzione e femminilità. Dal 2002, Alessandra Clo per Poisson d’Amour vanta una collaborazione con il colosso americano Victoria’s Secret che ne intuì la grande creatività innovativa e sensualità, tanto da portare in giro per il mondo questa firma del made in Italy nelle migliori boutique di tendenza e nelle più importanti fiere internazionali tra cui Londra, Lione e Miami.

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CATANIA - Via Umberto, 30

“rieSotto i vestiti o sotto il sole, soprattutto Montalto. La lingepiù raffinata, la moda mare che valorizza la tintarella, gli accessori più trendy rubati alle maison.”

Chi adora la ricercatezza non scende a patti con il proprio stile e lo trova nella boutique di viale Libertà 221a, nel cuore della Catania che conta. Una scelta condivisa dai siciliani, che possono contare sul marchio Montalto anche a Siracusa (via Tirso 20), Trapani (via Errante 14) e Messina (via Garibaldi 21). Le novità dell’estate, anche per lui e per i bimbi, insieme alle proposte glamour che accendono la seduzione: La Perla, C.Dior, Dolce&Gabbana, Giorgio Armani, Moschino, Calvin Klein sono alcune delle griffe tra cui perdersi e ritrovarsi. Preferire corsetti e culottes, parigine e bustier, infatti, è un vero gesto di bellezza che va al di là dello shopping: via libera alla fantasia, va in scena l’intimo piacere di prendersi cura di sé. Per un’occasione davvero unica - tante le spose che affidano a Montalto la loro prima notte di nozze - o per una serata speciale ad effetto sorpresa. Persino la rivista ‘Linea Intima’ ha premiato il negozio catanese con il prestigioso riconoscimento ‘Le stelle dell’intimo 2007’. Un’attenzione in più per la moda giovane: in via Umberto 30, nel salotto buono della città etnea, lo store “Montalto Young” colora le spiagge frequentate dalle teenagers, le più attente alle nuove proposte anche nel segno della tradizione. Con Miss Sixty, D&G, Blugirl, e ancora Energie, Diesel, Just Cavalli, Sundek, Billa Bong. Le stesse firme che si trovano nel “piano affari”, l’outlet qualche scalino più in su: la passerella è quella dell’anno scorso, ma il guardaroba ci guadagna pure in qualità. E quella non passa mai di moda.

CATANIA - Viale Libertà, 221/A | MESSINA - Via Garibaldi, 21 SIRACUSA - Via Tirso, 20 | TRAPANI - Via Errante, 14


moda

è

Vincenzo Chisari dettaglio, Vincenzo Chisari, stilista catanese 31enne. Nei suoi abiti la un cultore del

ricercatezza e la precisione della tecnica si sposano con la sua creatività intrinseca e la sua grande forza innovativa. Innovazione che si evidenzia nella tecnica del ricamo e nella lavorazione a mosaico dei pizzi. Grazie ad una profonda conoscenza dei tessuti e delle tecniche di decorazione ogni abito si caratterizza con elementi di sensualità ed eleganza. Del resto è anche questo uno dei motivi per cui Chisari ha deciso di proseguire la sua attività in Sicilia. Catania rappresenta per lui il luogo dove ritrovare il know how artigianale della tradizione sartoriale isolana, le cui tecniche del ricamo e della lavorazione dei pizzi con la tecnica a mosaico sono elementi imprescindibili delle sue collezioni. Trasparenze, drappeggi e aperture lasciano intravedere le sinuosità della donna senza mai eccedere nel nude look. La donna di Chisari è una donna molto femminile, che esprime tramite le movenze del suo corpo l’essenza della femminilità. Il movimento e la linea degli abiti sono il frutto di un attento studio del modello e della sua struttura affinché si realizzi una perfetta combinazione di tecnica ed arte. Gli abiti di alta moda Vincenzo Chisari e il brand moda sposa Diamond sono distribuiti in diverse città italiane. Punto di riferimento della sua produzione è l’atelier catanese, cui si è aggiunto quello di Marsala. Questa è la visione di Vincenzo Chisari, che con la sua couture sedotta dalla sperimentazione, parte alla ricerca di nuove sensazioni mosse dalla voglia di un lusso supremo, paragonato alla libertà di espressione di ogni donna. Tessuti preziosi e tagli speciali: lunghi strascichi, balze e giochi di drappeggi, resi unici da luminosi ricami artigianali. Nel Gala della Moda di Catania, testimonial sarà Marilena Gravina, nuova icona che interpreterà la donna di Chisari. Già detentore del Premio Sicilia l’anno scorso attribuitogli sulla passerella di “Catania, Talenti & Dintorni”, Chisari recentemente ha ottenuto diversi riconoscimenti nazionali ed internazionali. E’ stato premiato ad un concorso di giovani stilisti in Cina e successivamente al Shenzhen International Garments e Fashion Show di Parigi. Ha poi realizzato un abito ispirato al tema del personaggio Arlecchino, per la Biblioteca Riccardiana di Firenze e pubblicato sul testo “Carte in scena”.

made in sicily

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TURISMO

L’opinione dell’Assessore regionale al Turismo Titti Bufardeci

“La Sicilia è di Moda”

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La promozione della Sicilia passa anche attraverso la moda. Parola di Titti Bufardeci, vice presidente della Regione e assessore al Turismo, che per rilanciare il turismo siciliano – “il principale volano per il nostro futuro”, sostiene – punta a qualificarne l’offerta e destagionalizzare i flussi, privilegiando le leve della cultura, dell’ambiente e della tradizione. Perché la Sicilia è la porta del Mediterraneo e per questo suo ruolo deve essere capace di attrarre turisti da tutto il mondo e in tutte le stagioni. - Legando l’immagine della Sicilia alla moda non c’è il ri-

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schio che una vacanza in Sicilia si possa percepire come un lusso? “Credo che il binomio moda-turismo porti dei vantaggi oggettivi. E questo accade proprio nei termini di percezione simbolica di un prodotto come è quello dell’offerta turistica. Anche perché il concetto di lusso ha perso quasi completamente il suo significato originario. Se ieri per lusso s’intendeva il possesso di un bene unico, prezioso, vistoso, ostentato, oggi per lusso s’intende un concetto, un’idea, un desiderio: anche il tempo di godere la propria vita, di prendersi una vacanza, di conoscere nuove culture


turismo

e coltivare i propri hobbies. In questo la Sicilia è veramente un lusso, con le mille diversità culturali e ambientali che offre ai suoi visitatori. La Sicilia,in fondo è un meraviglioso caleidoscopio di stile e qualità della vita”. Gli arcipelaghi delle EOLIE e delle EGADI, l’ETNA, TAORMINA, ERICE, SAN VITO LO CAPO, i Templi di AGRIGENTO e di SELINUNTE, l’unicità di MOZIA, il barocco della VAL DI NOTO, la magia di SIRACUSA e di ORTIGIA, le meraviglie di RAGUSA IBLA, la natura dei NEBRODI, i patrimoni artistici di PALERMO e CATANIA, ma anche i percorsi di Camilleri: centinaia di cartoline, ognuna con un paesaggio diverso. Come fossero tanti mondi, ma alla fine un solo mondo. La SICILIA, IL BELLO DEL MONDO. - Cosa si può fare per valorizzare ancor di più il turismo in Sicilia? “Dobbiamo partire da una considerazione molto semplice: i problemi del turismo vanno affrontati in chiave di sistema. E noi facciamo parte del sistema Italia. Le statistiche ci dicono che il mezzogiorno del paese, e vale anche per la Sicilia, non è riuscito a sfruttare in pieno la rendita di posizione del brand Italia. Ma chi analizza i dati ci dice anche che questo è il momento giusto per cambiare le cose. Di problemi ce ne sono ancora tanti: la scarsa attrattiva nei confronti del turismo straniero, il problema di accessibilità e di qualità, tanto per iniziare, ma anche la scarsa disponibilità degli italiani a fare vacanza nel Mezzogiorno. Ci sono aspetti positivi, però, che per la Sicilia possono essere il fattore critico di successo. Le vacanze, ad esempio, non sono più dettate esclusivamente dalla motivazione balneare. La scelta di una meta è legata sempre più alla scelta di percorsi artistici e culturali: in questo la Sicilia è unica. E’ di MODA”.

[1] una veduta di Lipari; [2] L’Assessore regionale al Turismo Titti Bufardeci; [3] Pescatori a Stromboli; [4] Etna in eruzione. Photo: Orazio Cristaldi

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Incontro con l’Assessore regionale all’Agricoltura, prof. Giovanni La Via

Prodotti di Sicilia, garanzia di QUALITÀ

“Per rilanciare la capacità competitiva delle nostre imprese di settore è necessario intepretare l’AGRICOLTURA come un’attività imprenditoriale. E’ per questo che è stato varato un pacchetto di interventi per ridare slancio alle filiere, anche attraverso reti di imprese e progetti di ricerca”. L’assessore regionale all’Agricoltura, prof.GIOVANNI LA VIA (nella foto a sinistra), confermato dal presidente della Regione Raffaele Lombardo nell’incarico che aveva ricoperto pure nella precedente giunta regionale, nel segno della continuità, traccia la via del definitivo rilancio del comparto, settore trainante dell’economia siciliana. “Era già stato emanato, nel piano di sviluppo rurale, un bando per incentivare forme di agricoltura a basso impatto ambientale. Buona parte delle risorse sono destinate agli imprenditori di settore che sottoscrivono impegni quinquennali. Dopo l’estate partirà la parte preponderante del piano di sviluppo, che a settembre sottoporremo al comitato di sorveglianza”.

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- A parte la ripresa, c’è una conferma, quella della buona fama di cui godono i prodotti agricoli siciliani, garantita dai MARCHI DI TUTELA... “La possibilità di fregiarsi del MARCHIO europeo costituisce per i nostri prodotti di qualità una triplice opportunità: valore aggiunto per il prodotto, protezione da imitazioni e contraffazioni, garanzia per il consumatore. Ci sono misure finalizzate a supportare il sistema di riconoscimento ai marchi e un maggior livello di aiuto pubblico per promuovere commercialmente i prodotti tutelati dai marchi comunitari. Sono rese ammissibili infatti spese di investimenti fino al 75%. I consorzi usufruiranno di queste risorse...” - Le indicazioni obbligatorie nelle ETICHETTE, vedi quelle nell’etichetta dell’olio vergine ed extravergine d’oliva, un segnale di qualità... “La battaglia sull’OLIO è vinta. Bisogna far trasparire la provenienza dei prodotti, sinonimo di qualità. Così facendo tendiamo ad esaltare il legame tra il territorio di produzione ed il prodotto, in modo che si compri il prodotto per le sue caratteristiche e anche per il suo background produttivo”. - C’è un impegno di puntare pure sulla valorizzazione degli agriturismi. Gli imprenditori, in questo senso, hanno un ruolo strategico per il territorio... “L’AGRITURISMO deve intendersi un’attività agricola a tutti gli effetti. E’ una forma di agricoltura multifunzionale. Si tratta di un settore in crescita, in termini di presenze. Esistono due misure che finanziano fino al 50 per cento la ristrutturazione di fabbricati insediati in aziende agricole per destinarli all’ospitalità e alla ristorazione. Grazie alla loro permanenza in questi luoghi, i turisti potranno scoprire la bontà dei prodotti serviti ed è una strategica chiave di promozione”. - L’agricoltura siciliana è riuscita pure a creare un binomio importante con la moda, nell’asse Sicilia-Milano.... “Da qualche anno ormai l’assessorato regionale all’Agricoltura è vicino alla MODA, altro settore trainante dell’econo-

mia. Siamo presenti a Milano in occasione della settimana della moda, a settembre e febbraio, e condiviso pure l’esperienza della vetrina del Gala di Catania, Talenti & Dintorni, ormai passerella di prestigio”.

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Gustare arte e cultura ... C’è una TERRAZZA ricca di fascino al centro di Catania. E’ la TERRAZZA del ROYAL HOTEL, dove l’occhio si sublima ammirando il panorama barocco del capoluogo etneo, dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Una posizione privilegiata per regalare al visitatore la sensazione di dominare quell’espressione della genialità esuberante del tardo Barocco, che ha prodotto creazioni artistiche ed architettoniche di altissimo livello. E’ in questa Terrazza, dall’atmosfera magica, che ha sede l’elegante Ristorante, ideale per una cena a lume di candela o per il ricevimento delle grandi occasioni. Un luogo esclusivo, un servizio impeccabile, un menù raffinato. Odori e colori di Sicilia in una cornice straordinaria e... poi Voi, protagonisti di un affresco il cui paesaggio è rappresentato dai tetti della città di Catania, vegliata dall’Etna e accarezzata dalle onde dello Jonio. ll contesto è quello di un nobiliare palazzo del ‘700, tra via Antonino Di Sangiuliano e via Crociferi, in quella storica Salita del centro cittadino catanese che nasconde un cratere sopito da secoli. Non lontano da qui c’è la piazza con l’Elefante che guarda il Duomo. E inoltre, il Palazzo Asmundo di Gisira, il Castello Ursino, il Convento di Santa Maria dell’Indirizzo, la Casa ed il Museo di Giovanni Verga, il Teatro Massimo, il Palazzo dei principi di Manganelli, il Teatro Romano, il Museo Belliniano, le Terme Romane, il Monastero dei Benedettini. La TERRAZZA ROYAL è un posto unico, per questo scelta pure come set cinematografico. Ha ospitato celebrity, star e personaggi vip. Da domani aspetta anche Voi!

by ROYAL HOTEL Via A. Di Sangiuliano, 337 CATANIA – Tel.095.2503347


ProVincia

Il neo Presidente della Provincia di Catania GIUSEPPE CASTIGLIONE

“investiremo sulle nostre risorse” “Metterò la mia esperienza di politico e di parlamentare europeo al servizio della comunità che mi ha votato e ha creduto nel progetto presentato nel corso della campagna elettorale”. Così ha esordito il neo presidente della Provincia regionale di Catania, on. Giuseppe Castiglione (nella foto in basso), al momento del suo insediamento. Castiglione, già assessore regionale, oggi vice coordinatore regionale di Forza Italia e deputato europeo, nelle elezioni dello scorso giugno, ha ottenuto circa l’80 per cento di consensi. Adesso vuole rispondere alle aspettative. “Partirò -esordisce- da quelli che sono i punti prioritari del mio programma, vale a dire la viabilità, le scuole ma anche i servizi, compresa la problematica dei rifiuti. Su questo, in sinergia con altri enti, investiremo gran parte del nostro tempo e delle nostre energie”. - Scuola e lavoro, per formare dei giovani in grado di affermarsi nel contesto professionale e favorire lo sviluppo locale. Ma si può frenare la fuga di cervelli all’estero? “Altro tema su cui dobbiamo investire parecchio, penso ai giovani che hanno delle idee, voglia di intraprendere uno start up magari sostenuto dalla Provincia regionale. Certamente la formazione e un grande progetto culturale saranno le priorità di questa amministrazione”. - La Provincia di Catania è ricca di luoghi da promuovere. Una politica del turismo non sarà certo di secondo piano? “Assolutamente no. Noi vogliamo coniugare questo grande patrimonio ambientale e culturale valorizzando le grandi risorse della nostra terra”. - Stessa cosa dicasi per l’agricoltura locale... “In questo specifico comparto si vive la fase di una nuova politica agricola. Non bisogna più produrre a caso, ma produrre per stare sui mercati. Oggi si vive pure un’emergenza

alimentare ed è proprio su questo punto che metterò a disposizione la mia esperienza da parlamentare europeo. Sono per le imprese agricole innovative, che sanno stare sui mercati e che sanno guadagnare i mercati, promuovendo contempaneamente la ricerca. E’ un settore dove bisogna investire. La Sicilia potrebbe diventare una grande sede di trasformazione delle produzioni agricole dell’area del Mediterraneo”.

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ento le richieste di approdo di navi da crociera giunte sino ad oggi all’Autorità portua-

le per la stagione 2008. Il traffico passeggeri al porto di Catania ha raggiunto in questi ultimi anni traguardi significativi, sono aumentati sia gli approdi di navi da crociera sia il numero di passeggeri in scalo con alcuni punti di forza che fanno ritenere lo sviluppo odierno una definitiva affermazione. Più in generale lo scalo marittimo ha raggiunto importanti obiettivi per consolidare la propria crescita strutturale: sono aumentate le linee di collegamento (Livorno, Napoli, Ravenna, Malta(con transhipment fino in Libia), Civitavecchia e Genova (con transhipment fino in Spagna), è incrementato il numero di semirimorchi dirottati dalle strade alle cosiddette ”Autostrade del Mare”. In crescita il numero dei passeggeri per traghetti che insieme ai croceristi hanno oltrepassato le 300 mila unità l’anno. Nel 2007 lo scalo etneo è stato scelto quale porto di partenza ed arrivo delle crociere con oltre 800 passeggeri in imbarco la settimana. Nel 2008 oltre al traffico già consolidato della Costa Crociere, la compagnia Msc ha ribadito la centralità di Catania e della Sicilia nei piani di sviluppo della compagnia; verrà potenziato il numero di approdi delle navi nel porto etneo passando da circa 20 a 33 per la stagione in corso fino a superare quota 55 nell’anno 2009. L’attuale stagione crocieristica, che per la compagnia napoletana si è aperta il 1 aprile, prevede l’approdo della Msc Rapsody e della Msc Armonia. La prima propone un affascinante itinerario di 8 giorni nel Mediterraneo, con partenza da Genova e Livorno e scali a Salerno, Catania, La Valletta, Tunisi e Olbia.

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autorità portuale

Due invece gli scali a Catania della Msc Armonia, uno a ottobre l’altro a novembre, alla scoperta dell’Antica Grecia: partenze da Genova e scali a Napoli, Catania, Kataklon e Rodi in Grecia, Limassol a Cipro, Alessandria d’Egitto, Iraklion sull’isola di Creta e Civitavecchia. Entro il 2009 la Sinfonia, 60mila tonnellate di stazza e la Melody 40mila, scaleranno il porto etneo, oltre all’ammiraglia Msc Musica e la Msc Fantasia, portando in Sicilia circa il 70 per cento di passeggeri spagnoli. “Anche la compagnia Costa Crociere nel 2009 aumenterà il numero di approdi al porto di Catania- ha spiegato il Presidente dell’Autorità portuale Santo Castiglione (nella foto in basso con il suo staff )- oltre alla nave che nel 2008 continuerà l’approdo ogni martedì a partire da maggio e fino a ottobre ci sarà un ulteriore attracco settimanale, il mercoledì. Per garantire la concretizzazione di questi obiettivi l’Autorità portuale ha lavorato intensamente sul piano infrastrutturale. Senza oneri per l’ente è stata realizzata la stazione marittima provvisoria che insiste su di un’area di 2000 mq, con 900 mq di spazi coperti per check-in, depositi, aree sterili di security, ristoranti e parcheggi. Il parco infrastrutture dello scalo etneo sarà completato a breve con i lavori di prolungamento del molo foraneo e l’allargamento della banchina di levante”.


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inpuntadipenna

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micia a a z nati sen di Catena

Fiorello

ia”? Ne senza camic ti a ”N i d e nuovo volum ggi importa a n n n o u rs e re p e v a ri re a sc ersi interviste erché torna atore di ess 003, venti in 2 l m e o n n e o d n u e ritto anto omun avevo già sc Costanzo, S e hanno il c h io c z , ri o u s a s e M c . c tà u n is di volo racconto ti, famosi, d a della forza attraverso il z e n a h c rt o e n p o im i. rs nomi di pe fatti da sé: l’ a a 360 grad ri it lt v a i la lt re o e m d e e , solo fatto v hele Placido tante cose e rescita, non c i to a d n g Versace, Mic te e n s a in rt da to impo a mi hanno un’intervista tun momen re ta e della loro vit n ta s e tt è o ra d tare i fa iedere e ll’avventu ano raccon ia facile rich m s Per me que a te n a o s n n di e iù p le (non che perlop interessante o ti a lt p o u m c c professiona o io b o lt no scam sempre mo ersonale. U p e h c personaggi n a a o estranei) m odo del tutt m in , rò e ti propri ad p me 1, più e vissuto. e avessero micia” - volu h a c c i a g z g n a e n s esperienze o ti a to, e ltri pers erienza di “N conoscere a già intervista i o d v e o v n Dopo l’ esp a g e o h is c ersone nto il sesentito il b uello delle p dermene co q n a naturale, ho re e a il z n im e s te s percorso nno trovere ntro, è nato o tu c u a in o to p s e o o meno un u d o eq lavio iano, incontr ti giorni e ch rici, Pupo, F le C a ll così, piano p sto preparando in ques e n to na, An , che i Flavio Insin d o condo libro rn tu il tavolta sarà i beniamini. nde, e anco tr fo s o ro v p ri a lt a m i i in libreria. S molt semplic che rry Scotti e e, toccanti, te persone ll s e e b u q o i lt d Briatore, Ge o i m it ie etti ined altre storie, ordi bellissim c coprire asp ri s a re o te Conoscerete u c re e d nel loro into anvi sorpren , e mi ha sp ustodiscono c re p le ra una volta m ia e c s ffi e u g ”: la magine e mi spin nza camicia e s ti a “N oltre a un im rse è proprio questo ch i d che volume ti. Fo guardare an a e un nuovo rr te o a p v sorprenden ro ro p P ri i. o di no olta a volere ore. to di ognun a s s a p che questa v l e calderà il cu n s i v ta s a o z c z s a re n e eè ine di ten ricchezza ch sola immag a n u e h c n nel vostro...a apà! .dico...ciao p .. o d n a s n e p Io,

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story 2000 - 2002 Mario Venuti (musica) | Tiziana Lodato (cinema) | Paola Maugeri (televisione) | Robertino Zappalà (danza) | Gruppo Ferrera (moda) | Luca Madonia (musica) | Mariella Lo Giudice (teatro) | Giovanni Tomarchio (telecineoperatore Rai) | Almacesco (stilista) | Vogue Italia (giornalismo - editoria moda) | Compagnia della Bellezza (franchising) | Veronica Maccarrone (showgirl) | Marika Coco (attrice) | Dott.Michele Vecchio (medicina) 2003 Giancarlo Licata – RaiMed (giornalismo) | Flair Mondadori (editoria moda) | Paolo Buonvino (musica) | Antonio Presti (cultura) | Giuseppe Benanti (imprenditoria) | Prof. Giancarlo D’Agata (medicina) 2004 Cav.Mario Boselli (Premio alla Carriera) | Vanity Fair (giornalismo - editoria) | Marco Rossi (fashion designer) | Patty Shelabarger (moda e creatività) | Mario Opinato (attore) | Catena Fiorello (scrittrice e autrice tv) | L’Italia sul 2 (programma tv Rai 2) | Angelo D’Arrigo (sport & ambiente) | Prof.Lorenzo Pavone (medicina) 2005 Missoni (moda e creatività) | Bric’s (moda e design) | PattyShelabarger Kids (moda e solidarietà) | Dior (comunicazione & immagine) | ANNA – Dir. Roselina Salemi(editoria e giornalismo) | Massimo De Luca (giornalismo sportivo) | Sugarfree (musica) | Teresa Mannino (Zelig, rivelazione tv) | Prof.Ruggero De Maria (medicina) | Didier Grumbach – Pres.Chambre de la Couture

2006 Diva&Donna - Direttore Silvana Giacobini (Premio Editoria) | Piero Guidi (Premio Design e Comunicazione) | Maison Curiel (Premio Fashion Dinasty) | Rosato gioielli (Premio Gold) | Lancome ( Premio Miglior Fragranza con “Hypnose”) | Stefano Dominella, presidente AltaRoma (Premio alla Carriera) | Alessandro Valenti, Direttore Retail Giorgio Armani (Premio Excellent) | Lorenzo Del Boca (Premio Giornalismo) | “Linea Blu” (Premio Televisione) | Donatella Finocchiaro (Premio Cinema) | Francesco Cafiso (Premio Musica) | Peppe Quintale (Premio Artisti TV innovativa) | Rosario Rannisi (Premio personaggi tv) 2007 Santo Versace (Premio Moda e Sociale) | Unrath & Strano (Premio Fashion Style) | Pinko (Premio Immagine Glamour) | Armani Code (Premio Miglior Fragranza) | Nara Camicee (Premio Creatività & Design) | Rosario Messina, pres.Flou (Premio Imprenditoria) | Panorama e First by Mondadori (Premio Giornalismo- Editoria) | Fashion TV (Premio Televisione) | Kaspar Capparoni (Premio Attori) | Silvia Salemi (Premio Musica)

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opinioni

La Gente di Talento di Cinzia Malvini Il 3 Luglio scorso a Parigi Giorgio Armani ha ricevuto dalle mani del Presidente Nicolas Sarkozy la Legion d’Honeur, uno dei massimi riconoscimenti della Repubblica Francese. Solo due settimane prima, sempre a Parigi, Valentino aveva inaugurato “Theme et Variations”, la grande retrospettiva sui suoi 45 anni di lavoro allestita al Musee des Arts Decoratifs che per la prima volta nella sua storia ha aperto le porte ad uno stilista italiano. I grandi protagonisti della nostra moda vanno forte e piacciono in tutto il mondo. Piacciono anche ai francesi, da sempre “allenati” ad una competizione con l’Italia giocata su più piani, dalla tavola, ai campi di calcio, alla moda, allo stile di vita. Gli italiani, dunque, lo “fanno meglio” anche se a volte sembrano invece non crederci fino in fondo. Parigi mette in scena la sua Couture e lo fa con lo sfarzo e la celebrazione che si deve ad un grande evento. L’Italia, invece, quando parla di moda lo fa sottovoce, a volte troppo, quasi fosse un peccato veniale, dimenticando i numeri della nostra industria dell’abbigliamento che rappresentano non solo un vanto ma anche il motore per l’economia nazionale. Abbiamo TALENTO, siamo bravi, i nostri creativi sono contesi sulle piazze più prestigiose. E’ necessario ricordarlo e crederci fino in fondo. Il Made in Italy, ancora oggi, è per molti, sinonimo di eleganza, di gusto, di stile di vita. Fa parte del dna del nostro Bel Paese che oltre a santi, poeti e navigatori, continua a sfornare creativi a 360 gradi: dalla moda all’architettura, dal cinema al design. E’ la nostra cultura, siamo fatti così, non possiamo farne a meno. Siamo abituati a vivere e a convivere nel bello della nostra Italia. Non possiamo e non dobbiamo sciupare (avrei voluto scrivere “sgualcire”) un’ immagine e un patrimonio così ben testimoniati dalla moda, la vera grande industria della bellezza, ma non solo.

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di Marco Liorni

Una manifestazione che premia il talento è una cosa preziosa. Abbiamo molto bisogno di persone che abbiano talento, soprattutto se hanno pure la passione, perché spesso capita che il talento non venga coltivato. E invece è questo che ci serve, vogliamo vedere il ‘fuoco sacro’ ardere, vogliamo furori creativi, persone pronte a perdere il sonno, che attraverserebbero mari e montagne per ‘arrivare’, anzi godendo già nel cammino, che si ‘arrivi’ o meno. E’ quella la gioia, la salvezza, è quello il... bello che salverà il mondo! Anche Agata Patrizia Saccone per esempio, che è colei che si è inventata questo evento e quella che ogni anno ci mette tutta se stessa, è animata dal fuoco sacro, quindi a occhio e croce è anche una persona felice perché può esprimersi. Certo, se vedi una persona di talento che lo sta dispiegando con tutta la passione necessaria, non sempre diresti che è felice: magari urla, magari strepita, magari ripete ‘machimelhafattofare’, ma è così che deve essere, il parto deve avvenire e ci sono tanti dolori, ma quello è il tuo scopo, il tuo ‘daimon’, il motivo per cui sei al mondo. Noi Italiani siamo gente di talento, e questo lo dice la Storia. Noi Italiani siamo gente abituata a farsi raccomandare e a raccomandare, eppure questo è poco discutibile. Le due cose non sempre si conciliano e questo è uno dei guai del nostro bel Paese. Abbiamo e avremo così moltissime persone al posto sbagliato, che fanno il loro lavoro senza poesia, perché non è quello che avrebbero voluto, ma quello che sono riusciti a trovare tramite ‘raccomandazione’. No, noi genitori dobbiamo aiutare i nostri figli cercando soprattutto di capire dove batte il loro cuore, insegnargli a fare le cose che piacciono loro e a farle bene, con spirito di sacrificio. E credo che ognuno -nel suo piccolo o grande- debba aiutare e premiare chi sta dispiegando il suo talento. ‘Catania, talenti e dintorni’ ha questo merito, dà luce, dà opportunità. Steve Jobs, il genio della Apple, ne ha fatto una massima di vita che sottoscrivo in pieno: “Fai solo ciò che ti piace. E ascolta la tua voce interiore”.


Sabato 26 Luglio 2008 servizio speciale trasmesso su

programma condotto da Cinzia Malvini


l’intervista

Matteo Marzotto per la FFC

Lo stile

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e l’impegno

lasse 1967. Erede della più nota famiglia del tessile italiano, top manager, ciclista, sciatore, pilota di rally, amato dalle donne. Un sorriso disarmante, di chi conosce il proprio charme, e un atteggiamento da ragazzo della porta accanto. Matteo Marzotto è una persona instancabile, soprattutto, che ama parlare del suo impegno per la Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica. - Medici e ricercatori dicono che parlare di fibrosi cistica è difficile. È una malattia che, fino ad uno stadio avanzato, non provoca conseguenze “visibili” e per questo è complicato discuterne con chi non la conosce almeno un po’. Lei affronta spesso l’argomento: che approccio utilizza? «Uso quello che potrei definire un “trucco”. C’è una cosa

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che mi stupisce sempre: la fibrosi cistica è la malattia genetica più diffusa nella popolazione di razza bianca. Ma quanti la conoscono? I numeri sono significativi, eppure non se ne parla. Per la verità non so spiegarmi questa situazione, ma ogni volta che me ne viene data la possibilità faccio perciò una sorta di scambio: accetto di parlare di me, come uomo e come imprenditore, in cambio di un po’ di spazio da dedicare alla malattia. In pratica uso la mia visibilità per parlare di fibrosi cistica.» - Propende per un approccio più deciso quando si ha l’occasione di parlare di questa malattia? «La comunicazione di marketing, se guardiamo il modello americano, è più cinica ed efficace. Il motivo è chiaro: si tratta di portare a casa un risultato in poco tempo e di sfruttare al massimo la visibilità concessa.


L’INTERVISTA

In Italia la cultura è diversa e anch’io cerco un approccio più cauto. Se però parlo ad altri imprenditori sono più diretto e cinico». - C’è un test che determina l’essere o meno portatore sano di FC, non è vero? «Sì. È un test semplice. Il rischio di essere portatori sani c’è per tutti e quando si pensa ad una nuova famiglia è necessario pianificare bene le cose mettendo in programma di sottoporsi al test, perché la fibrosi cistica è una terribile malattia.» - Lei è considerato una figura di riferimento per molti ragazzi. Come si rivolge loro? Quanto è importante far capire che, da portatori sani, si può trasmettere ai propri figli questa malattia? «Cerco di far capire loro che si può essere più o meno fortunati, ma che bisogna essere consapevoli. Un giovane che vuole formare una famiglia deve essere informato, così come accade per altre malattie, anche dell’esistenza della fibrosi cistica. Pochi ancora sanno che viene trasmessa dai genitori, il più delle volte ignari di essere portatori sani di un tratto genetico alterato. E, come vado ripetendo, in Italia sono quasi Tre Milioni le persone che a loro insaputa possono trasmettere il gene mutato ai loro figli.» - Quali garanzie offre la Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica ai potenziali sostenitori? «La FFC è un organismo “a catena corta”: c’è un Comitato Scientifico qualificato, la parte decisionale dell’impiego dei fondi è un processo agile e la trasparenza dell’impiego degli stessi è verificabile. In poche parole, sono soldi investiti bene. E se pensiamo al successo ottenuto in questi anni, i risultati positivi in termini di aspettativa di vita sono sotto gli occhi di tutti.» - I malati hanno grande fiducia in lei e nel suo impegno. Com’è il suo rapporto con loro?

«Non ho difficoltà a comunicare con loro, tutt’altro. Cerco di trasmettere un senso di vicinanza, partecipazione e affetto per perseguire il nostro obiettivo comune nel migliore dei modi.» - Ripensando ad Annalisa, sua sorella, dopo tutti questi anni di impegno che cosa si sentirebbe di dirle? «Parlo con lei tutti i giorni...Sono molto grato a mia sorella, è il mio angelo custode. È stata più preziosa lei per me che io per lei. Mi ha insegnato molto: tenacia, consapevolezza, umiltà. E a non mollare mai.» (intervista di Nicolò Gallio su concessione della FFC)

Nella foto in alto: Annalisa e Matteo Marzotto da bambini

Se sei un cliente Vodafone contribuisci alla ricerca sulla Fibrosi Cistica inviando un SMS da 1 € al numero 48575 dal 15 Luglio al 15 Agosto


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Design come sinonimo di Arte, questa abbinata alla Funzionalità, ma soprattutto Unicità, intesa come la capacità di una poltrona, sedia o tavolo di distinguersi dai semplici oggetti per divenire pezzi da collezione, che possano acquisire nel tempo valore e storicità. Chiara la filosofia di Rizzotti, retailer di arredi ed oggetti design che si traducono in una forma di investimento nel tempo, tali da superare l’obsolescenza delle mode ed essere piuttosto identificativi di una cultura o di una corrente, anzi trovando collocazione nei musei di arte moderna. Rizzotti come talent scout che seleziona fornitori e designers al “Salone del Mobile” di Milano, al “100% Design “ di Londra e al “Maison & Object” di Parigi. Unico obiettivo, suscitare emozioni per poter personalizzare la propria casa uscendo fuori dall’omologazione. Concetto di personalizzazione che ha spinto Rizzotti a produrre con il proprio marchio armadi e cucine con un innumerevole numero di laccature e finiture lignee, per concedere al consumatore la possibilità di possedere qualcosa di unico. Sempre più importante diventa il contract firmato Rizzotti, con la realizzazione di residences, alberghi di design & charme, studi professionali e spazi pubblici, che pragmatizzano la continua evoluzione di una storia lunga 70 anni, storia di uomini che da 4 generazioni si tramandano il piacere di arredare la case più importanti ed esclusive.


Economy

A colloquio con il presidente del Cosmit Rosario Messina

il design?

ARTE MODERNA...

Maestri precursori del design italiano furono artisti come Michelangelo, Raffaello e Leonardo. L’arte è nel dna degli italiani e i moderni designer manifestano quest’ estro anche nella creazione dei mobili”. ROSARIO MESSINA, imprenditore catanese, patron della Flou, presidente del Cosmit e della FederLegno, esalta la produzione italiana. A rincarare la dose di fiducia verso il comparto e nei confronti delle firme del futuro non sono soltanto i numeri fatti registrare quest’anno dal Salone del Mobile di Milano (dove si sono contate 348mila presenze, ben 78mila in più rispetto al 2007), ma anche la partecipazione di giovani designer al Salone Satellite, buona parte italiani, che hanno presentato interessanti progetti in cui convergevano creatività, ecologia e sostenibilità. “Il nostro è l’unico SALONE DEL MOBILE in crescita –spiega orgoglioso Messina (nella foto)-. Il successo non arriva mai all’improvviso. E’ il risultato graduale a cui si giunge dopo 47 edizioni, le ultime nove sotto la nostra gestione: il segreto è organizzare l’evento come fosse un’impresa, investendo in ricerca, pubblicità e proposte. Un’idea, ad esempio, è stata quella di invitare critici, registi, musicisti, artisti e non solo gli architetti ad immaginare la casa, come loro la vedevano. Ne abbiamo riscontrato grande creatività propositiva”. - Quali le novità del design degli anni duemila?

“Dopo gli anni ’90 all’insegna del minimalismo, ritorna lo stile italiano e la qualità raffinata degli anni ’60 e ’70. Quella era l’epoca dei grandi mobilieri, che lavorano l’ebano con straordinaria manualità per impreziosire il prodotto. Oggi si assiste ad un ritorno a quei tempi e a quel modo di pensare e creare i mobili. Il design è moderno, ma la modernità consiste nell’immagine, nella modularità e nella tecnologia. Pensiamo ad esempio ad un mobile office foderato in pelle e cassetti in ebano, interni in acciaio, predisposto nello stesso tempo per i collegamenti del computer. E’ un mobile, che si vedrà a settembre, dove sarà possibile già visivamente riscontrare com’è trattato l’ebano. Insomma, se ci rifacciamo ad un abito, dobbiamo immaginare un vestito dal taglio moderno modellato manualmente dal sarto di una volta...”. - C’è la concorrenza estera, però... “Alla fine vince il nostro design, sinonimo di arte. La Cina sta producendo ricchezza grazie all’industria di massa. L’Italia evolve anche con piccole aziende e si distingue grazie ai suoi prodotti di nicchia. Certo, alcune di queste chiudono, ma la fortuna è che il nostro settore assorbe facilmente la disoccupazione per la forte richiesta di manodopera specializzata”.

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PALCOSCENICO

Massimo Romeo Piparo

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l prossimo sarà “Hayrspray...Grasso è bello”, il musical teatrale che ha ispirato il film con un sorprendente John Travolta ingrassato ad arte ed in abiti femminili. Sul palcoscenico, per la prima volta in Italia, lo porterà Massimo Romeo Piparo, regista e autore tv messinese, ormai princìpe del musical e firma conclamata di programmi tv di successo, vedi “Ballando con le stelle” di Rai 1. “Hayrspray” sarà nei teatri da ottobre a dicembre 2008 e poi da marzo a maggio 2009. Ancora qualche mese di attesa, quindi. Per adesso Piparo, tra teatro e televisione, è impegnatissimo. Lui che ha diretto i musical “Jesus Christ Superstar”, “Evita”, “Cenerentola”, “Alta Società”, è stato in tour con “La Febbre del sabato sera”. “Il musical –spiega Piparo- è il genere che maggiormente rappresenta l’arte, poiché in esso confluiscono tutte le discipline dello spettacolo dal vivo. Sono sempre stato un’amante della danza, della musica e del teatro, per cui il musical per me è il genere che sublima tutte le mie passioni”. - Oggi è un genere anche di tendenza. Quanto il pubblico italiano risponde e apprezza? “Se guardiamo le classifiche degli incassi soffermandoci sui primi dieci spettacoli dal vivo, nove di questi sono musical. È un genere che, comprendendo più stili, coinvolge un pubblico sempre maggiore”. - La tradizione dello spettacolo in Italia affonda le sue radici nella commedia musicale di Garinei e Giovannini. Allora interpreti erano attori già di successo del teatro, oggi non mancano mai gli esordienti e alcuni si formano nel palcoscenico dei reality (vedi “Amici”). Qual è la migliore scuola? “Ormai in tutti i settori si va per le vie veloci. Oggi si diventa performer anche in una stagione, si arriva a fare i protagonisti anche in virtù di una popolarità conquistata attraverso

la televisione. Ai tempi di Garinei e Giovannini, loro prima facevano il teatro e poi portavano i bravi del teatro a fare il varietà in televisione. Adesso è esattamente il contrario: la televisione prima consacra i personaggi e dopo si portano in teatro. Non sempre questo meccanismo corrisponde alla qualità, ma il pubblico, sovrano, alla fine premia più la popolarità che la qualità...” - “Ballando con le Stelle”, “Notti sul ghiaccio”, ma anche “Stasera pago io – revolution” con Fiorello sono i programmi che l’hanno consacrayta pure come autore. Per un programma come “Ballando con le Stelle”, sotto l’egida della Carlucci, come si prestano i personaggi famosi a sottoporsi al giudizio di una gara con loro protagonisti e accanto maestri di ballo mica conosciuti dal grande pubblico”? “ “Ballando con le stelle” ha avuto il grande pregio di imporre a questi personaggi famosi di dover imparare qualcosa. Non è facile, per chi è poco avvezzo al movimento, ballare generi come il cha cha cha o il give. Si cadeva spesso nel ridicolo, però tutti hanno affrontato la sfida con grande umiltà: da Maradona a Frizzi fino alla Pivetti. Si sono create delle coppie molto solide, molto forti, vedi Hoara Borselli e Simone Di Pasquale oppure Licia Colò e Raimondo Todaro...” - Partire dalla Sicilia per una persona che vuole farsi spazio nel mondo dello spettacolo. Quali consigli dà, ad esempio, a chi si è presentato per il provino di “Hairspray”? “Purtroppo lo spettacolo è Roma-centrico, tutt’al più qualcosa a Milano. C’è sempre meno offerta di lavoro e sempre più proposta di artisti, lo spazio per emergere si restringe. Prima di affrontare il grande passo, di lasciare la Sicilia, è meglio accertarsi che sia una vera passione e che, in un esame di obiettività, si abbia la coscienza di capire prima di avere le carte in regola”.

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Che la Sicilia sia un set privilegiato, per Carlo Verdone, pochi dubbi. L’attore romano ha girato nell’isola diversi episodi dei suoi film (da “Gallo Cedrone” all’ultimo “Grande, Grosso e Verdone”), sceglie sistematicamente Catania per lanciarli e non poteva quindi non godere di un suo riservatissimo momento di gloria con il Cinenostrum di Acicatena (organizzato con il sostegno del neo sindaco di Acicatena, on. Raffele Nicotra), quest’anno a lui dedicato. “Abbiamo girato il terzo episodio del mio ultimo film interamente a Taormina, al San Domenico –ci racconta- proprio perché volevamo raccontare la coppia protagonista (Moreno ed Enza, con il loro figlio Steven) nel contesto loro meno adatto, quello in cui potevano meglio venire fuori per contrasto la loro volgarità e la loro inadeguatezza. E per due nuovi ricchi dei nostri tempi, che hanno fatto un sacco di soldi grazie ad una catena di negozi per telefonini e idolatrano il peggio dei falsi miti di oggi, il San Domenico era la location perfetta. Non c’era niente di meglio di un grande albergo di antiche tradizioni e sobria eleganza, con una clientela selezionata e silenziosa. E poi la Sicilia è un set ideale: della Sicilia amo soprattutto i colori e le luci. Inoltre, nel corso di vari incontri avuti con gli studenti dell’Università di Catania, ho sempre avuto sollecitazioni dai ragazzi per girare in Sicilia. E così li ho accontentati”. Ad Acicatena, come sfogliando un’antologia, si ritroveranno tutti i personaggi dei film di Verdone: “Con gli sceneggiatori di “Grande Grosso e Verdone” abbiamo estratto il DNA di alcuni miei personaggi e immaginato una loro naturale evoluzione nel tempo. Nell’episodio di Moreno con me c’è Claudia Gerini, che è come un’anima gemella, possiede la mia stessa capacità di osservare la realtà ed i suoi risvolti comici e surreali. Credo che la nostra intesa passi attraverso lo schermo. Ci capiamo al volo e questo è un grande aiuto”.

ACI CATENA ACI S. ANTONIO ACIREALE GRAVINA DI CATANIA RIPOSTO


ciak

antonio catania, cuore

“Mediterraneo”

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’ uno dei volti più conosciuti del cinema italiano. Al suo attivo una settantina di film. Titoli importanti, tra cui “Pane e Tulipani”, “Sud”, “Mediterraneo”, “Puerto Escondido”, “Cuba Libre”, “Vesna va veloce”, “Chiedimi se sono felice”, “L’amore è eterno finché dura”, “Il Caimano” e tanti altri. Eppure la carriera di attore di ANTONIO CATANIA, primi passi in teatro, è iniziata per caso, nel più classico dei modi: partecipare per gioco, con amici, ad un provino. “Vero, non è stata quella che potremmo definire una vocazione –racconta-. Un mio compagno, a Milano (dove giovanissimo da Acireale mi sono trasferito con la famiglia) abitava sopra la scuola del piccolo Teatro. Un giorno abbiamo partecipato ad una selezione. Io, aiutato dalla mia ironia siciliana, evidentemente ho lasciato il segno. Debbo dire anche lui, visto che siamo stati scelti entrambi. Soltanto che poi il mio amico smise, io invece ho continuato”. - Eclettico. E’ il primo aggettivo che viene in mente parlando di Antonio Catania. E’ vero che un attore non deve avere limiti e deve sapersi calare nei panni dei più disparati personaggi? “Non so se sia una regola tanto precisa. Ci sono in effetti degli attori che interpretando sempre lo stesso tipo di personaggio riescono a diventare più popolari. Io appartengo all’altra categoria. Io miro più alla qualità del lavoro e mi piace poi passare dalla televisione al cinema al teatro, PALCOSCENICO quest’ultimo che considero una palestra per un attore poiché ti dà giorno per giorno contezza delle tue capacità”. - Ha interpretato ruoli in pellicole noir, commedie e rivisitazioni d’autore firmate da autorevoli registi. C’è qualche ciak che ricorda con particolare nostalgia, “Mediterraneo” ad esempio? “Quello è un film speciale. Fare parte di quel cast lo considero un grosso bacio della Fortuna. Conoscere un posto

così magico come quell’isola della Grecia, abbinare i sapori della Grecia antica e di Turchia, ha avuto un’importanza fondamentale per la riuscita del film. Eravamo tutti giovani, all’epoca, compresi SALVATORES, ABATANTUONO e BISIO. E’ stata una grande sorpresa per tutti, poi, ritrovarsi in una pellicola che ha vinto l’Oscar. Effettivamente quel film, tra i tanti che ho girato, aveva quel tocco di magia in più”. - Gabriele Salvatores. Sicuramente importante l’incontro con questo regista... “Determinante direi, è stato colui che dal teatro mi ha portato davvero al cinema...” - Antonio Catania ha deciso di sposarsi ad Acicastello e di far nascere suo figlio a Catania. Un cordone ombelicale con la Sicilia che non è stato mai reciso... “Impossibile. La mia ispirazione l’ho trovata e continuo a trovarla nei luoghi, nei sapori e nei personaggi che ho conosciuto nella mia infanzia. Ricordi molto nitidi della mia Sicilia, una Sicilia che non so se esiste più, ma che io ho conservato andando via. E legandomi ancora di più, anzi, mi piace riscoprire le mie origini”.

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NARCISI & FELICI di Francesca Marchese

Pacchetto remise en forme, obiettivo estate supertonica anche per chi non ha mai messo piede in palestra. Silhouette da invidia e fisico da bikini? I risultati total body, dal collo fino ai piedi, si ottengono quasi senza fatica ed a costo quasi zero. Buttiamo alle ortiche macchinari ingombranti e sfiancanti step caraibici, oggi anche le celebrities limano i piccoli difetti fisici affidandosi alle novità dell’ecofitness. Con la bella stagione, tutte rigorosamente all’aperto. In giardino, al parco, in spiaggia o anche sul terrazzo di casa, continua la mania per il pilates, tecnica di “ginnastica profonda” eseguita per lo più su un materassino e con alcuni attrezzi specifici. L’aggeggio più in voga adesso per l’home training è la pedana vibrante (Madonna e Kylie Minogue usano la power-plate) che dà una sferzata al metabolismo anche con pochi minuti al giorno. Tra tutto ciò che è hip per tenersi in forma, c’è anche kinesis, un attrezzo simile alla spalliera delle palestre, ma con un sistema di tiranti elastici che assicurano tono muscolare ed una performance atletica da ventenne. Gli ambientalisti convinti possono sempre correre, meglio la mattina presto o la sera, oppure - alternativa meno sudaticcia - scendere le scale. Abbasso la fatica, altolà al sudore: l’ultima moda ginnica viene dagli Usa, dove spopola il fitwalking. Semplicemente, una passeggiata ascoltando musica (con l’mp3, per dare il ritmo giusto al passo) in media 30 minuti a giorni alterni. Per il nuovo allenamento hanno pure inventato delle scarpe speciali, con le punte rialzate, con l’avampiede che sta più in alto del tallone. Con questo “sport”, e qui le virgolette sono un obbligo, si spenderebbero 400 calorie per ogni ora di movimento, se eseguito a regola d’arte. Consigliato il contapassi, meglio se di tipo aerobico: perfette 150mila falcate a volta.

Sempre a proposito di corsa, una proposta estiva è l’ acquarunning, cioè correre sul bagnasciuga: sembra la scoperta dell’acqua calda, ma in effetti è l’asso nella manica dei guru delle riabilitazioni post-traumatiche. Una trovata tutta nuova, invece, è quella degli sci al carbonio, più corti dei soliti, da usare stavolta sull’asfalto e sull’erba. Una lunga strada in discesa si può anche trovare, una corsia di prato inclinato forse un po’ meno, ma tant’è... sciare per credere! Infine, una new entry in controtendenza, che però si adatterebbe benissimo alle nostre latitudini: l’ultima trovata dei maniaci dello yoga si chiama bikram e si fa all’interno di una stanza ad una temperatura di 40 gradi. Così, spiegano i cultori della disciplina, i muscoli sono più sciolti e si eliminano maggiori tossine. Per ristabilizzare i chakra, tuttavia, la parola d’ordine è detox: depurarsi dalle tossine, liberarsi dalle tensioni. Via libera, quindi, a succhi di frutta e verdure, tutto cucinato a vapore o ai ferri. All’occorrenza, opportuno consolarsi con soluzioni personal&luxury nei santuari del benessere: assolutamente out l’abbronzatura da Lampados, i resort a cinque stelle offrono bagni di fieno, esfoliazioni con petali di rosa e sale, impacchi al burro di mango, massaggi con pietre calde e, in pieno foot ritual, persino massaggi plantari sulle pigne. Chi non bada a spese punta sul “magnetic diamond scrub”, ossia fango nero con polvere di diamanti, oppure sulla maschera riequilibrante con sali di lava vulcanica. Anche ai piedi dell’Etna, la pelle risplenderà in pieno rebirthing.

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viaggi art

graffiti preziosi di Antonella Gurrieri

London - C’è un guerrigliero metropolitano che armato di bombolette, fantasia irrequieta e incontenibile vis polemica, a colpi di stencil, graffiti e provocatorie installazioni urbane, combatte la sua guerra contro ipocrisie e orrori delle società capitalistiche. Si fa chiamare Banksy, ed è ormai un mitico street artist britannico. Il suo vero nome dovrebbe essere Robert Banks ma nessuno può giurarci perché nessuno sa chi sia davvero. L’anonimato, conservato come misura precauzionale, ne ha fatto un personaggio davvero singolare. Anche il suo agente sostiene di non averlo mai incontrato di persona. Il merito del graffitaro più noto del momento è anche quello di aver ispirato, dagli anni ’80 in poi, migliaia di urban artist di tutto il mondo che a loro volta hanno dato vita a tantissimi movimenti e forme di arte di strada. Così, dopo aver dato vitalità e colore ai grigi e anonimi muri delle città di tutto il mondo, l’arte urbana ruba la scena ai grandi capolavori della storia, entra nei musei, appassiona irriducibili collezionisti e diventa oggetto di desiderio delle guest star. Una raccolta completa di urban art di alcuni dei più rinomati fantasisti di questa singolare tecnica è stata recentemente allestita all’interno del Department store di Londra e solletica il portafoglio di rinomati collezionisti, da Christina Aguilera ad Angelina Jolie, in corsa per aggiudicarsi all’asta alcune di queste opere. Soprattutto quelle di Mr. Banksy, ancora più ambite perché il mistero che ne avvolge l’autore le impreziosice. Sovversivo, irriverente, senza paura di irritare l’establishment ed i potenti, Bansky ha piazzato i suoi graffiti in diversi punti di Londra. Ha sparso la capitale inglese con stencil di topi, i famosi “rat”: curiosamente anagrammando questa parola si ottiene “art”. Le sue opere da sempre fanno discutere: da un lato c’è chi lo considera un genio, dall’altro chi vede i suoi graffiti come atti vandalici su spazi pubblici, da cancellare alla prima occasione. Eppure i suoi lavori si vendono cari come capolavori. Prezzi da capogiro per quadri davvero particolari: si parte da un migliaio di dollari per arrivare ad oltre 100 mila. Un lotto di dieci pezzi è poi andato all’asta per oltre 500mila sterline da Bonham’s.

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Ha detto di lui Brad Pitt: “Fa tutto ciò e resta nascosto. Penso che per questo sia fantastico. Ai giorni nostri, tutti tentano di apparire per essere famosi. Mentre lui preferisce l’anonimato!”.



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