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pagina 24 - Quadrimestre 56 - Aprile 2018

Lloyd. Questo salpò da Trieste e si diresse verso le foci del Po. Giunti oltre Venezia la nebbia cominciò ad infittirsi sempre più, tanto che la visibilità dal ponte di comando non andava oltre a qualche metro dalla prua. Il rimorchiatore avanzava lentamente facendo i prescritti segnali da nebbia col corno. Il comandante, non troppo sicuro della sua posizione in mare, diede ordine di scandagliare il fondo ogni 5 minuti. Il fondale cominciò a diminuire sempre più sino a che fu di poco superiore al pescaggio del battello. A quel punto il comandante ritenne prudente ancorarsi ed attendere un miglioramento delle condizioni di visibilità. Scese la notte e al mattino le condizioni migliorarono seppur di assai poco. Il comandante cominciò a scrutarsi attorno sinché nella nebbia riuscì a scorgere non lontano da loro la sagoma di un'altra nave di grosse dimensioni, all’ancora. Disse al collega militare che avrebbe mandato qualcuno a chiedere dove fossero, certamente gli altri conoscevano bene la loro posizione. L’ufficiale militare non voleva sentir ragioni. Era in gioco il prestigio della Marina austro-ungarica! Il comandante, vecchio lupo di mare, disse che l’orgoglio poteva andare a farsi benedire, la sicurezza del battello era preminente. Diede così ordine di calare in mare il battello di servizio e contattare l’altra nave. Due marinai presero posto e a remi si diressero verso l’altro bastimento. Dopo poco tornarono ed il comandante chiese con ansia: “allora, dove siamo?” “Comandante, non xe un bastimento xe una casa! Neanche lori sa ben che coordinate che la ga, al più i pol venderne un per de galine!”

Visita della squadra navale a Pirano

Nel 1912 una squadra navale austro-ungarica gettò l’ancora e fece sosta nella baia di Portorose. Come d’ uso il comandante della squadra si recò a far visita di cortesia al podestà di Pirano. Questi lo ricevette in Municipio e fece, davanti ai presenti, un bel discorso di benvenuto condito però di ripetuti cenni irredentistici.

Il comandante rispose ringraziando per le belle parole di benvenuto ma aggiunse: “Le ricordo però che lei è podestà di una città austriaca!” Rispose il podestà: “Purtroppo sì, eccellenza!!”

Un nobile cadetto

Alla scuola allievi ufficiali di Pola contava assai tra i cadetti il grado di nobiltà. Una buona metà era infatti discendente da famiglie nobili, l’altra dalla ricca borghesia e solo un paio di cadetti erano di origini popolane. Non serve dire che a quei tempi, sotto sotto, il grado di nobiltà o il censo della famiglia contavano molto più delle capacità personali. Tra i nobili sorgevano continue discussioni su chi fosse di più nobile casato, discussioni che non portavano a nulla e lasciavano piuttosto indifferenti gli altri. Tra i cadetti di nobile nascita ve n’era in particolare uno, un certo Merten Marius tanto presuntuoso quanto scarso nel rendimento, che non perdeva occasione per umiliare i compagni. Quelli di origine italiana lo chiamavano naturalmente Merden . Una sera, in libera uscita, un gruppo di cadetti, questo compreso, si imbatterono in una zingara che prediceva il futuro. Questi rivolto ai compagni esclamò: “adesso ci divertiamo!” Si avvicinò alla zingara e le disse: “tu puoi prevedere il futuro?” “Certo” rispose quella. “Bene allora dammi tre numeri che escano domani!” Anche allora era di moda il gioco del lotto. Questa strappò un pezzettino di carta da un giornale, con la matita vi scrisse sopra tre numeri, lo appallottolò, glielo diede e poi disse: “Mangialo, domani vengono fuori di sicuro!” Ne rise non solo l’accademia, ma tutta Pola.

El nostromo trapoler

Negli anni che precedettero il primo conflitto mondiale spesso le unità della Marina austro-ungarica fecero visita a porti di nazioni amiche limitrofe. Così lo Csepel, modernissimo cacciatorpediniere della classe “Tatra” si recò in visita al Pireo. Erano questi cacciatorpediniere il vanto della marina austriaca. Lo Csepel varato nel 1913, lungo 84 metri, dotato di due macchine alternative a vapore e di due turbine riusciva a sviluppare una velocità di 31 nodi e per breve tempo di quasi 35, che potrebbe definirsi eccezionale ancora oggi. Si ormeggiò dunque al Pireo con l’ancora a prua e la poppa a terra. Il nostromo di bordo, era noto per essere un “trapoler “terribile. Volendo tradurre in italiano la parola “trapoler”, si potrebbe dire uno che si dedicava a continui traffici, non sempre proprio limpidi. Vendeva, comprava, scambiava merce in ogni porto. Così al Pireo vendette

Lussino56  
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