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Quadrimestre 56 - Aprile 2018 - pagina 17

Olga Soletti Grusovin

Cigale, Claretta, Tinzetta, Ugo Stenta; sedute Mariangela e Doretta

pai alla lampada che stava proprio sopra alla mia testa.. Scossa elettrica mostruosa! Rimasi attaccata alla corrente e con me anche Claretta. Pochi istanti, e saremmo state entrambe fulminate. Ma lei, con tutta la forza dei suoi diciott’ anni , riuscì a fare un sovrumano salto all’indietro portando con sé bambina, lampadina, filo elettrico e un pezzo d’intonaco! Quante volte, nel corso degli innumerevoli anni che sono seguiti, abbiamo ricordato questo episodio! Claretta, con Mariangela, Sonia e Tinzetta Martinoli, altre prime cugine, furono le damigelle al matrimonio di mia madre con mio padre Piero Luzzatto Fegiz il 19 dicembre 1934. Tutti noi in famiglia abbiamo “ereditato” dalla mamma l’affetto per la Clara e per le sue figlie, in particolare Maria Cristina che abbiamo conosciuto da bambina. Sia io che mio fratello Mario siamo andati in Svezia a trovarla varie volte. La cosa che mi ha sempre colpito di lei quando la vedevo a Stoccolma, l’immensa nostalgia di Lussino, dei parenti, di tutti i lussignani. Ne parlava con un’intensità tale, che sembrava provasse un intenso quanto insopportabile dolore fisico. Naturalmente non eravamo i soli a visitarla quando abitava con suo marito Ferruccio Rossetti in un appartamento grazioso anche se non lussuoso, nel centro della capitale scandinava. Ebbene, lei aveva l’abitudine di fotografare tutti gli amici lussignani e non che la venivano a trovare seduti con loro su un divano a quattro posti del salottino. L’ho sentita l’ultima volta dopo la festa in giardino dell’anno scorso in occasione di vari importanti compleanni, tra cui il mio. Mi ha chiamato e mi ha detto: “Alice ma come hai ottant’anni? Mi sembra ieri che ti facevo il bagnetto… Anche a me sembra ieri…”.

le figlie Anna e Paola Sabato 17 febbraio, dopo una breve malattia, ci ha lasciati la “professoressa” Olga Soletti Grusovin. Nel mese di agosto avrebbe compiuto 100 anni e chi la conosceva scommetteva sul raggiungimento del traguardo. Ha avuto una vita piena e ricca di soddisfazioni, ha attraversato un intero secolo vivendo momenti a volte difficili e avventurosi ma, grazie al suo spirito e alla forza di volontà, ha sempre superato gli ostacoli che incontrava. Oltre che alla famiglia, ha dedicato la vita alla scuola svolgendo il suo ruolo di insegnante con rigore e passione educando all’attività fisica e sportiva intere generazioni di alunne dalle quali ha ottenuto grandi soddisfazioni e riconoscimenti. Unico rimpianto, costantemente dichiarato, aver lasciato la sua amata “Lussino” a cui aveva fatto ritorno fino a quando è stato possibile.

Da sinistra Mira, Olga e Lina Soletti

Si era allontanata per la prima volta dall’isola all’età di quindici anni quando, dopo aver studiato per un anno all’Istituto Nautico, si era trasferita a Parenzo per completare gli studi alle scuole Magistrali. Poi, tra lacrime ed emozioni, c’era stata la partenza per Orvieto dove aveva frequentato l’Accademia grazie anche al sostegno economico del fratello “Iosi” e per questo a lui sempre riconoscente, iniziando subito dopo, nel 1939, ad insegnare Educazione Fisica nelle scuole di Gorizia, inizialmente al Liceo Classico “Dante Alighieri” poi all’Istituto per Ragionieri “Fermi” ed infine presso l’Istituto Magistrale “Scipio Slataper”. Nel 1947 aveva conosciuto Antonio Grusovin, appena tornato dalla prigionia in Africa che però, dopo un paio d’anni, si era trasferito in Argentina, in cerca di lavoro. Nel 1950, dopo due anni di lontananza, l’aveva sposato per procura per poi raggiungerlo a Corrientes. Qui era nata Maria Teresa e dopo due anni e mezzo, durante un rientro in Italia che le aveva permesso di rivedere un’ultima volta la mamma Maria che nel frattempo aveva lasciato Lussino e si era trasferita anche lei a Gorizia, la seconda figlia Anna Maria.

Lussino56  
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