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Quadrimestre 52 pagina 7

Alla riunione, con nostro grande piacere, era presente assieme ai familiari, il dott. Marco Tumia, assegnatario della V borsa di studio, e anche le sorelle Martinoli: Lucia, Marina, Adriana e Livia, mamma di Sara Santini, assegnataria della III borsa di studio. Tutta la famiglia è sempre attivamente partecipe alle attività della nostra Comunità.

Pubblichiamo di seguito uno scritto della dott. Giuliana Tumia, ora in Spagna per studio e lavoro, che mantiene ancora i contatti con la nostra Associazione e tutto questo non può che rallegrarci. Giulia Bombardi e Renata Favrini Foto Licia Giadrossi

Giuliana Tumia ci racconta i suoi primi giorni in Spagna La malaga educacion ovvero la mia esperienza Sve a Malaga CAPITOLO 1 – MA LA GA’ comincià el sve? (trad. dialetto triestino: ma ha cominciato lo SVE?) Me lo ricordo ancora quel giorno. 5 e 30 del mattino. Ore di sonno pervenute: 2. Frequenza cardiaca irregolare. Varcando la soglia di casa trascinavo con me un valigione di vestiti tra i quali si mimetizzavano maglioni pesanti di paure e dubbi, abiti colorati di entusiasmo e curiosità e la biancheria fresca e leggera dei sogni. Mi sembra sia passato tanto tempo da quel caldo mercoledì di settembre, eppure sono qui, a Malaga, da soli 18 giorni. Pochi rispetto a quelli che ho ancora davanti, abbastanza per iniziare ad assaporare una nuova esperienza. In pochi giorni una catapulta ti fionda in un altro paese, in un’altra casa tra persone nuove che parlano un’altra o più lingue. Ogni giorno costruisci nuove abitudini, ricerchi equilibri differenti e i tuoi occhi cominciano a colorarsi di facce nuove, di strade inesplorate, di emozioni forti quanto l’impatto con la tua nuova vita per i prossimi 11 mesi. Le prime persone che incontro quel giorno in aeroporto sono Belen, Alfonso e Leo con i quali lavorerò presso la Fondazione Alonso Quijano che si dedica alla promozione della lettura attraverso innumerevoli attività alle quali mi sto già appassionando: già quel giorno questi miei primi compagni di “avventura” mi fanno varcare la soglia dell’associazione, dove ad aspettarmi ci sono centinaia e centinaia di libri e sorrisi pronti ad accogliermi. Anche altri due sorrisi mi stanno aspettando a casa, Ana e Maarja, le mie coinquiline che vengono dall’Ucrania e dall’Estonia. Tralasciando il discorso “senso dell’orientamento” (sempre sia lodato Google Maps!) pian piano comincio a prendere confidenza con il programma per registrare i nuovi soci, imparo a individuare i libri da inviare in America Latina, quelli da destinare

alle minibiblioteche sparse per la città o agli eventi organizzati dall’associazione, parlo al telefono con aspiranti studenti e professori volontari per organizzare il piano orari delle classi gratuite di spagnolo per gli immigrati, vado all’ospedale materno infantile per affiancare i volontari nel loro compito di promuovere la lettura e regalare un sorriso ai bambini che si trovano lì e molto altro ancora. Tutto questo sempre affiancata da Leo, il volontario francese che condivide lo Sve con me e da Belen e Alfonso che, con pazienza e molto fiducia, ci stanno introducendo a piene mani nel loro mondo. Riassumere in qualche riga il concentrato di esperienze già vissute e in corso è praticamente impossibile ma posso dirvi che, come Alonso Quijano meglio noto come Don Chisciotte, armata di coraggio ma soprattutto di forte convinzione, “combatto” ogni giorno contro i mulini a vento azionati dal turbine di emozioni e pensieri che frastagliano la mia mente. Un gioco da ragazzi? No, ma neanche una montagna insormontabile. Imparo a scalare passo a passo quelli che mi sembrano sentieri a volte impercorribili con la mia bella imbracatura di tutto ciò che finora ho costruito ovvero me stessa, con pregi e difetti, qualità e limiti. E sapete qual è la scoperta più bella? Che quello che il giorno prima mi faceva paura, il giorno dopo lo posso guardare con soddisfazione e con un sorriso da qualche metro più sopra. Davanti a me ancora molti mesi, piccole e grandi conquiste e mi sento molto fortunata a poter “scalare” questo Sve, qui a Malaga, nella Fondazione Alonso Quijano. Al prossimo racconto, hasta pronto!

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Lussino52  

Foglio n° 52 di Comunità LussinPiccolo Italia

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