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Ennio De Giorgi cominciò, in quel periodo, a studiare la regolarità delle superfici minime per risolvere definitivamente il problema nel 1968 con Enrico Bombieri ed Enrico Giusti e pubblicò la soluzione generale del problema di Bernstejn. Nel 1974 iniziò l’attività a favore del dissidente ucraino Leonid Pljusc. Nel 1975 pone le basi teoriche della Gamma Convergenza, sulla quale i suoi allievi lavoreranno per decenni, nel 1985 pubblicò la Teoria ampia sui fondamenti della matematica. Socio di molte Accademie, nel 1978 fece parte del comitato tecnico ordinatore della SISSA, Scuola Superiore di Studi

Avanzati di Trieste. Nel 1983 gli venne conferita la Laurea Honoris causa a La Sorbonne di Parigi. Morì il 25 ottobre 1996. Tra le numerosissime personalità che hanno dato un contributo alla stesura del libro compaiono due triestini il prof. Stefano Fantoni, presidente del FIT, e il dr Maurizio Eliseo esperto di storia navale e della I guerra mondiale, mentre per la parte familiare la sorella di Ennio, Rosa, ha messo a disposizione lettere, foto, documenti e ricordi, lo stesso Annadina De Giorgi e i nipoti Andrea Fiocco e Giuseppina Mormando. Licia Giadrossi

Lettere e cultura

xyomenos (Αποξυόμενος), che adesso ha anche un museo a lui dedicato. Finora, ho visitato la C.I. di Lussinpiccolo tre volte: aprile 2014, marzo 2015, aprile 2016, ed in tutte e tre le visite ho consegnato libri scolastici e libri di narrativa. Per gli italiani di quel territorio, Villa Perla rappresenta un valente e funzionale punto di riferimento.

Gaetano Giuri, Bologna Desidero offrire il mio resoconto sui miei due recenti viaggi in Istria e nel Quarnaro. Avevo avuto la vostra mail da Guido Rumici, ed ero in procinto di visitare Lussinpiccolo per la prima volta; quando posso, leggo online "Lussino", periodico della Comunità di Lussinpiccolo, che trovo interessante per i tanti articoli e per l'ottima grafica. A Lussinpiccolo, poi, ho conosciuto dei veri amici ed, in particolare, la Sig.ra Anna Maria Saganić, Presidente della Comunità degli Italiani. Vivo a Bologna e sono funzionario commerciale estero in un’azienda metalmeccanica, che produce componenti per trasmissioni di potenza. Tuttavia, grazie alla mia passione per la storia, che ho fin da ragazzino, nel corso del tempo ho sviluppato un interesse ed un desiderio di conoscere la realtà di quei territori comunemente definiti dell'“Adriatico Orientale”. Sicché, fin da quando, nel 1998, ho cominciato un po’ alla volta a visitare l’Istria, il Quarnaro e la zona intorno Fiume, ho scoperto dei territori in fondo geograficamente così vicini all’Emilia, ma anche così intatti dal punto di vista naturalistico, quasi da non crederci; ho altresì conosciuto il grande patrimonio architettonico e storico-artistico che vi è custodito. Tengo a precisare che, a mio avviso, oggi, la superstite identità italiana a Lussino (come in Istria ed a Fiume) è un importante patrimonio di tutti i residenti, quale che sia la propria madrelingua. Il mio legame con Lussinpiccolo (ed, in generale con Lussino e Cherso, facenti parte dell'arcipelago delle Absirtidi,Αψυρτίδες) risale al 2004, allorché, in occasione del Raduno della Mailing List Histria a Rovigno, incontrai la delegazione della C.I. di Lussinpiccolo, composta da alcuni ragazzi e ragazze, che erano venuti a parteciparvi; poi, ho dovuto attendere fino al 2014, quando finalmente ci sono stato per la prima volta, per trascorrervi i giorni di Pasqua con la mia famiglia ed una famiglia di amici. Il risultato è stato che ho conosciuto delle persone squisite (Anna Maria, Arlen ed altri ancora), che sono Lussignani ed Italiani ed Europei, e, per chi arriva in visita dall’Italia, importanti punti di riferimento. Spero che prossimamente si scelga Lussinpiccolo, patria dell'Apo-

prima parte

Alberto Merdžo Gentili ANVGD, Società di Studi Fiumani e Comunità di Lussinpiccolo, sono un giovane fiumano, nipote di rimasti, studente di inglese e storia. Vorrei esporvi un'idea a cui penso ormai da un po' di tempo e che riguarda la preservazione dei dialetti italiani di Istria, Quarnero e Dalmazia.  L’esule fiumano signor Furio Percovich mi scriveva su Facebook qualche tempo fa: "la FIUMANITÀ dei esuli sparirà con noi ma resterà la FIUMANITÀ dei Fiumani/Rijeciani GRAZIE A VOI".  Quindi, per neutralizzare in parte questa scomparsa culturale, stavo pensando che sarebbe doveroso e anche piuttosto urgente (data l’età dei parlanti) immortalare, documentare in modo sistematico le parlate istriane, quarnerine e dalmate; ovvero creare una grande audio/videoteca di questi dialetti. Basterebbe che gli esuli sparsi per il mondo facessero delle registrazioni audio e/o video di sé e dei propri amici, familiari e parenti mentre parlano in dialetto. Conversazioni, dialoghi, monologhi, letture di testi, interviste: qualsiasi cosa andrebbe bene. Occorrerebbe poi raccogliere tramite e-mail tutte queste registrazioni e farle pervenire alle principali associazioni e istituzioni degli esuli. Così si avrebbe una preziosa mediateca dialettale, che potrebbe venir consultata anche fra 300 e più anni da linguisti, storici e curiosi. Cosa daremmo noi oggi per avere una registrazione delle antiche parlate dalmatiche (veglioto, raguseo, ecc.)! Il materiale si potrebbe inviare anche a varie altre istituzioni, sia in Italia che in Croazia e Slovenia (musei, archivi storici, dipartimenti di italianistica). Sarebbe bello anche rendere disponibile online almeno una parte di questo materiale audio/video, cosi' che tutti possano sentire queste parlate (io, per esempio, non ho mai sentito lo zaratino, e mi piacerebbe tanto). Se ritenete che questa sia una buona idea, Vi pregherei di fare qualcosa in merito. (Tramite Facebook si potrebbe diffondere l'idea in un batter d'occhio.)  Grazie della cortese attenzione.

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Lussino52  

Foglio n° 52 di Comunità LussinPiccolo Italia

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