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Importanti scoperte archeologiche nei pressi di Puntacroce di Carmen Palazzolo È il titolo dell'articolo di Andrea Marsanich comparso sul quotidiano di Trieste "Il Piccolo" del 7 agosto 2016. Lo scritto poi così prosegue: "Ancora un importante rinvenimento archeologico nel Quarnero, regione ricca di storia sia sulla terraferma, che sulle sue isole. Un gruppo di ricercatori ha scoperto nei pressi di Punta Croce, sull'isola di Cherso, i resti di un importante complesso antico e poi paleocristiano. Il sito si trova in prossimità dell'insenatura di San Martino, lungo le coste occidentali dell'isola ed è venuto alla luce grazie agli scavi riguardanti un tempio più grande della chiesetta, eretto nel corso del V secolo. Questa chiesa veniva menzionata dall'accademico croato Andrija Mohorovicic già nel 1953, ma non si sapeva a chi fosse stata consacrata, cosicchè le è stato dato il nome di San Martino. È una struttura particolarmente ricca e importante, costruita ai margini di un grande complesso abitativo. All'epoca, circa quindici secoli fa, non si era risparmiato in fatto di marmi, con il pavimento - sacrestia compresa - coperto da mosaici, che ora pian piano si stanno rivelando nella loro bellezza. Quest'anno è stata scoperta la mensa dell'altare, che era stata costruita in marmo proveniente dalla Grecia. L'anno scorso gli archeologici hanno riportato in superficie un Cristogramma o monogramma di Cristo, ottimamente conservato. Contattata dai giornalisti, la responsabile della squadra di archeologi,  Morana Causevic Bully, ha manifestato soddisfazione per quanto riemerge dopo secoli di oblio: «La grande chiesa di San Martino è stata in funzione per un lungo periodo di tempo e presenta tanti particolari di eccezionale importanza. Nelle sue vicinanze, ad una quarantina di metri di distanza, abbiamo rinvenuto un grande complesso antico risalente al II secolo, e una chiesetta di datazione sconosciuta, che abbisogna di ulteriori ricerche e studi».

Isola di Cherso, Sant'Antonio di Punta Croce

Gli scavi a Punta Croce vengono eseguiti da un team di archeologi croati e francesi, composto dal consorte della Causevic Bully, Sebastien Bully  e da  Lucija Dugorepec, Ivan Valent, Thomas Chenal, Jessy Crochat e Valentin Chevassu. I lavori hanno il supporto finanziario del ministero croato della Cultura, Città di Lussinpiccolo, Regione del Quarnero e Gorski Kotar, ministero francese degli Esteri, Scuola francese a Roma e di fondazioni private". Anche nel passato, i grandi storici di Cherso – come Silvio Mitis e Nicolò Lemessi - hanno fatto cenno alle antichità dell'isola. In particolare Nicolò Lemessi, nella sua monumentale opera in 5 volumi Note Storiche Geografiche Artistiche sull'isola di Cherso, nel V volume, al capitolo Chiese dirute dell''isola, sotto la voce "Puntacroce" ( il nome corretto del paese è una parola sola, com'è documentato dallo stesso Colombis e dai documenti anagrafici e scolastici di mia madre e miei) sono citate le chiese di S. Giovanni di Murtovnich, il convento di S. Antonio di Parhavaz e S. Damiano di Lussari. Lussari era la tenuta dei Lemessi all'estremità meridionale dell'isola di Cherso. Delle rovine del convento di S. Antonio e di quelle della chiesa di S. Damiano di Lussari il Lemessi fa pure un disegno ma non si dilunga in descrizioni. I ruderi di queste chiese sono disegnati anche da Luigi (Gigi) Tomaz nella sua ultima pubblicazione Cherso isola delle chiese, che sarà presentata a breve all'IRCI di Trieste; alle chiese menzionate dal Lemessi il Tomaz aggiunge il disegno della chiesa di S. Michele e quello di un sacello solitario e stazione del calvario. Nel 2009 la chiesetta di S. Antonio di Parhavaz fu restaurata a cura degli abitanti di Puntacroce.

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Lussino52  

Foglio n° 52 di Comunità LussinPiccolo Italia

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