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Homeric

Oriente, di Australia e Nuova Zelanda. Nel settembre del 1971 passa nuovamente alla Finmare a Roma come direttore generale. Ma già nel dicembre del 1972 lascia la holding, stavolta definitivamente: viene infatti nominato direttore generale della compagnia di bandiera italiana Alitalia.

Alitalia

tore delegato, Alitalia vede la sua flotta trasformarsi: entrano i DC-10 e i jet, in particolare il Boeing 747, detto “Jumbo Jet”, in grado di raggiungere rapidamente le destinazioni più lontane; è nel 1973 che Alitalia inaugura la rotta verso Tokyo. Negli anni della sua presidenza entrano anche gli Airbus nella flotta italiana. Dalla metà degli anni ottanta, complice la liberalizzazione del settore e la deregulation in ambito aereo, rispetto alla quale Nordio esprime forti perplessità in qualità di advisor IATA, la crescita della compagnia di bandiera non prosegue allo stesso ritmo della decade precedente, sebbene aumenti il numero di passeggeri trasportati. Tuttavia con la gestione di Nordio, il vettore nazionale tiene testa ad una crisi che colpisce anche altre aziende di Stato, oltre la compagnia di bandiera, negli anni novanta. Nordio mantiene i conti attivi in Alitalia, ad eccezione dei due bienni della crisi petrolifera, 1973-1975 e 1979-1980, quando il prezzo del kerosene avio sale alle stelle. La ripresa degli utili dal 1981 al 1988 è costante.

Assurto alla tolda di comando dell’Alitalia, nel 1972, Umberto Nordio vi rimane fino al 1988: dal 1973 in qualità di direttore generale e da quello stesso anno, fino al 1978, anche come amministratore delegato. Dal 1978 al 1988 diventa presidente della compagnia di bandiera. Umberto Nordio arriva all’Alitalia nel bel mezzo della prima crisi energetica che colpisce Europa e Stati Uniti, a sua volta diretta conseguenza della guerra del Kippur: i governi occidentali devono quindi ridurre l’uso di greggio anche per il trasporto aereo. Tutto il settore viene colpito, con perdite considerevoli. Nonostante ciò, la compagnia di bandiera attutisce i colpi dello shock petrolifero. Nella decade precedente, l’azienda di Stato aveva registrato risultati economici discreti anche se ancora in perdita, ma si attestava tra le prime dieci compagnie al mondo per trasporto passeggeri. Con Nordio amministra- Umberto Nordio all'aeroporto di Fiumicino, 1986

Fine dell’esperienza in Alitalia Quando Nordio arriva al timone della partecipata, il settore aereo europeo è funestato da ondate di scioperi e in Italia, in particolare, i rapporti tra i management della compagnia e i sindacati sono conflittuali. Nordio si adopera per superare i contrasti e concentra l’impegno sulla razionalizzazione dei costi e il miglioramento del servizio: l’azienda chiude i bilanci in attivo e rimane competitiva fino alla fine della presidenza Nordio. Il 26 maggio del 1988, tuttavia, nel corso della riunione del comitato di presidenza dell’ente di gestione, Romano Prodi, presidente dell’IRI – azionista di mag-

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Foglio n° 52 di Comunità LussinPiccolo Italia

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