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Memorie di Giacomo Ragusin di Adriana Martinoli

Le Memorie autobiografiche di Giacomo Ragusin, nella pregevole veste editoriale ideata dalla Beit, casa editrice di Piero Budinich, sono state presentate il 16 gennaio presso la sede della Comunità degli Istriani a Trieste, per la ricorrenza di sant’Antonio Abate, patrono di Lussingrande. Si tratta della stampa del manoscritto contenente il diario del capitano di lungo corso Giacomo Ragusin (28 ottobre 1857- 6 marzo 1929). Il testo, datato 1925, è stato trascritto nel 1930 dalla figlia Luisa la quale con toccanti parole dedica al fratello Enrico il suo lavoro per ricordare il padre tanto amato. Nel ripercorrere le intense e aspre vicende della vita di Giacomo, mio bisnonno, e di Maria Fedrigo, mia bisnonna, confesso di essermi profondamente commossa, pur scoprendo anche il valore storico-documentale del diario che offre un esemplare spaccato della vita privata e sociale tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. Giacomo nasce a Lussingrande, il 28 ottobre 1857, da Ferdinando Ragusin († 1878) e da Luigia Sopranich († 1889). Rimasto giovanissimo orfano di padre, si occupa della madre e dei dieci fratelli con amore, responsabilità e determinazione.

Nel 1869, all’età di dodici anni, si imbarca per l’Inghilterra, poi per l’Egitto e per la Sierra Leone; negli anni successivi solca i mari più lontani: oltre all’oceano Atlantico, anche l’oceano Pacifico per raggiungere Valparaiso e Lima, ripercorrendo la rotta che il suo padrino Pietro Giacomo Leva aveva seguito doppiando per primo Capo Horn per la marina mercantile austriaca. Conclusa la scuola nautica di Lussinpiccolo, diventa tenente e in seguito capitano. Nominato negli anni 1886-1899 ufficiale presso la compagnia di navigazione del khedivè d’Egitto, per otto anni si trasferisce ad Alessandria d’Egitto da dove naviga sulle rotte mediterranee. Purtroppo nel 1899, con l’improvvisa vendita della compagnia khediviale a una inglese, la delusione e la preoccupazione per il futuro e per i suoi cari lontani lo spingono a rimpatriare a Lussino, dove gli viene offerto dalla Società dei Fratelli Cosulich prima il comando del Miramar, poi del nuovo vapore Augusta e successivamente di altri piroscafi, rimanendo al servizio della società fino al 1920. È impressionante la quantità di paesi, città e porti che egli tocca nei lunghi viaggi transoceanici per tornare

Giacomo Ragusin

Maria Fedrigo Ragusin