Lussino28

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Dopo l’8 settembre 1943, molti lussignani subirono la prigionia nel carcere di Prico, dove in celle da tre persone ne vennero rinchiuse fino a venti. Tra queste vi erano anche molte donne. In questa nostra Isola c’era anche un altro carcere, la Villa Tarabocchia, che era stata requisita per farne la sede della polizia segreta del regime titino, l’OZNA. Lì venivano tradotti in cella uomini e donne, lì subivano il carcere, la privazione della libertà, la fame, bastonate e torture, spesso senza neppure sapere il motivo di tanto accanimento. Il segno di quei tragici anni esiste tuttora ed è il pianoterra di Villa Tarabocchia, ora Villa Perla, dove si vedono ancora le celle, i tuguri per i prigionieri; da lì provenivano le urla e i lamenti che

molti a Lussinpiccolo hanno sentito. Ma nessuno degli esuli ancora ne parla, nessuno racconta, nessuno scrive, né uomini, né donne. Forse molti sono morti, forse la paura, il ritegno, la vergogna sono ancora così intensi da rendere muti tutti coloro che hanno vissuto queste tristi esperienze. E non sono pochi! Gli altri piani di Villa Perla sono stati ristrutturati e attendono la conclusione dell’iter burocratico per divenire a tutti gli effetti sede ufficiale della Comunità degli Italiani di Lussinpiccolo Mali Lošinj. È dal 2003 che gli italiani residenti aspettano questa sede per aprire i corsi e le attività in lingua italiana, ma le pratiche procedono a rilento come se un elastico malefico trattenesse, impedisse ogni progresso, ogni rea-

Lussinpiccolo, luglio 2008

lizzazione: burocrazia, inerzia, cattiva volontà? La ristrutturazione del pianoterra cancellerebbe finalmente agli occhi di tutti quei ricordi dolorosi per dar spazio finalmente al futuro, alla cultura, alla serenità. Come mai a Fiume non si comprende tutto questo? Perché la cultura istro-veneta deve scomparire per cause intrinseche, autocollassare per l’incapacità o la non volontà di realizzare dell’Italia e dell’Unione Italiana di Fiume? Le pratiche per l’intavolazione, dopo quattro anni di stasi, stanno cominciando, ma quanto tempo sarà ancora necessario per concludere positivamente questa storia infinita, per dare inizio alla ristrutturazione e avviare la scuola materna italiana?

foto Rita Cramer Giovannini

Borsa di studio Giuseppe Favrini In occasione della festa di S. Martino, il giorno 15 novembre, abbiamo avuto il piacere di confermare e assegnare la seconda rata della borsa di studio alla bravissima Emanuela Soccolich. È questa la seconda studentessa che dal 2006 sosteniamo con la borsa di studio. La prima è stata la dott. Marianna Deganutti che tutti ricordiamo per i suoi libri, la sua attività, e per l’attaccamento dimostrato alla nostra associazione. Marianna, ormai brillantemente laureata, è ora in Inghilterra impegnata nel suo lavoro di ricercatrice. La seconda è la dott. Emanuela Soccolich che appartiene alla categoria dei bravissimi: ha superato brillantemente tutti gli esami previsti dal piano di studio; si è iscritta all’Ordine dei Dottori Commer-

cialisti e attualmente svolge un periodo di tirocinio presso uno studio professionale cittadino. Il periodo di tirocinio le sarà utile anche ai fini del conseguimento della Laurea specialistica che, secondo i piani di Emanuela, sarà nel luglio del prossimo anno. Non possiamo che essere contenti di aver dato fiducia a una così valente giovane, che già si presentava con ottime credenziali, che poi ha ampiamente confermate. Ci auguriamo e auguriamo ad Emanuela di vederla nel mese di marzo 2009, per la festa della Madonna Annunziata, per premiarla e congratularci con lei per i risultati e nella prossima festa novembrina di San Martino per premiarla ancora e augurarle uno splendido futuro.