Lussinpiccolo 64

Page 71

Quadrimestre 64 - Aprile 2021 - pagina 71

Aspetti della vita cittadina e del paesaggio di Lussingrande nella prima metà del 1800 Rita Cramer Giovannini Ho ricevuto in prestito dall’amico Renato Antoni una splendida guida turistica: “Guida d’Italia”…del 1834! “Ma come - ho immediatamente esclamato - quella volta l’Italia neppure esisteva!” Eppure in quella guida c’è proprio tutta l’Italia, quella di oggidì: da Torino ad Agrigento, da Genova a Trieste. Ci sono le piante delle città più importanti, e vengono addirittura descritti gli itinerari per recarsi da una città all’altra, e proseguendo anche oltre le Alpi, che segnano il confine naturale dell’Italia geografica. Certamente, non sono riportati i tempi di percorreza dei vari itinerari, dato che in quell’epoca ci si poteva spostare solo con cavalli e carrozze, ma vengono scrupolosamente indicati i luoghi di posta in ogni itinerario.

gusto, perché si pretende avervi quell’imperatore svernato con la sua flotta. Trovansi in quest’isola alcune inscrizioni romane.” E questo è tutto per quanto concerne Lussino. Ma quanto ci piacerebbe conoscere di più, poterci immaginare la vita nei due paesi dell’isola nel primo ‘800! Una piccola e gustosa descrizione di Lussinpiccolo, proprio all’epoca in cui è stata stampata questa guida, l’abbiamo a suo tempo ottenuta grazie allo scritto dello storico Antonio Battistella (Vedi Lussino 54, pag. 40-41, “A Lussinpiccolo nell’estate 1832”). Avevamo potuto cogliere gli sguardi concupiscenti delle lussignane acconciate con bendizze, che occhieggiavano due baldi forestieri, loro che da mesi erano sole e derelitte sull’isola mentre gli uomini tutti solcavano i mari. Per quanto concerne Lussingrande, ci viene in soccorso un documento vergato con scrittura elegante e chiarissima nel 1835, a firma Antonio Maria Budinich, Podestà, che ho ricevuto anni addietro da Bruno Bianchi, caro amico e collezionista di documenti lussignani purtroppo scomparso nel 2015. Si tratta della divisione del territorio di Lussingrande in 12 Contrade, della istituzione della figura di Capo Contrada e delle disposizioni e doveri a cui questi funzionari pubblici dovevano attenersi. Vista la nitidezza e leggibilità del testo, riporto di seguito le fotografie delle tre pagine di cui consta il documento.

Guida d'Italia 1834

E viene menzionato il “Viaggio LVIII, da Trieste all’Istria ed al Golfo Carnario”. L’itinerario via terra si spinge molto più in giù, arrivando fino a Cattaro, e sono segnalate tutte le fermate necessarie alle stazioni di posta, per un totale di 50 poste e 3/4 da Trieste a Cattaro. Da Fiume, tuttavia, viene raccomandato di lasciare il percorso di terra, terribilmente accidentato, preferendo quello marittimo. Ed è a questo punto che sulla guida viene descritto il Golfo Carnario, detto così perché circondato dalle Alpi Carniche, e le sue isole maggiori. Le prime a essere citate sono Cherso e Lussino, che nella guida viene denominata Ossero, come la città omonima che invece è sull’isola di Cherso. Si dice che l’intera isola conta 600 abitanti o poco più. “Capitale di questa è Lossin grande (Lossinium), di cui non è minore Lossin Piccolo, poche miglia distante, posto in luogo ameno detto la Valle d’Au-

Antonio Maria Budinich ritratto da Giuseppe Tominz proprietà famiglia Budinich-Martinoli