Lussinpiccolo 64

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Quadrimestre 64 - Aprile 2021 - pagina 47

la cità di Ossero” separata da Cherso da “un canal con un ponte largo tanto che può passar una gallera senza remi” (e ciò dopo lo scavo ulteriore fatto fare appositamente dalla Signoria di Venezia nel 1553). L’importanza e la notorietà di Porto Munighe di Lussino, quale principale porto di rifugio sull’isola erano tali che in una carta secentesca (contenuta nell’atlante “Arcano del Mare” di Ruberto Dudleo (Dudley), Duca di Northumbria e Conte di Warwich, stampato a Firenze nel 1661) l’isola stessa è designata come “Isola Munigo”. Così ancora nel Portolano di Gasparo Tentino nel tardo XVII secolo, redatto specialmente ad uso delle galere e intitolato “Instruttione distintissima di tutto il Golfo di Venetia, principiando dal Porto del Lido costeggiando la Terraferma fino al Saseno” viene menzionato, nel tragitto previsto per il Levante solo l’isola di Cherso, sulla quale comunque non sono previste soste regolari. (BCT, Arch. Diplomatico, RP-MS 2-34). Alla chiusa Val d’Augusto veniva preferito il porto di San Pietro dei Nembi che, ampio e riparato, consentiva facile entrata e allontanamento. J. Van Loon, nella sua “Description des toutes les havres…” pubblicata ad Amsterdam nel 1689, indica sull’isola di Lussino solo “Porto Monigo” e quindi “San Pedro de Nino” (San Pietro dei Nembi) e nessun abitato: solo le città di Cherso e Ossero. J.N. Bellin (Description géografique du Golf de Venise e de la Morée, Paris 1771) nomina: une très grande e belle baie, qu’on nomme Valle Copsagna, qui forme un excellent port, ou’ toute une flotte porrait mouiller en sureté, à l’abris de tous vents; on y entre par deux passes.>>

Nota di Aldo Petrina Ho visto il libretto croato dedicato alla chiesa di Ossero di Santa Maria degli Angeli. Da una rapida scorsa del testo non ho rilevato collegamenti con un insediamento di monache sull’isola di Colludarz. Se dovessi trovare qualcosa di interessante, ti farò avere la traduzione in italiano della parte relativa al tuo interesse. Ho una tesi un po’ fantastica: siamo sicuri che il termine monache (munighe per la Serenissima) si riferisse a un convento o comunque a delle religiose e forse non fosse collegato con la presenza, rilevata anche ai nostri giorni, di alcuni esemplari della foca monaca? Ci sono stati parecchi avvistamenti anche di recente proprio a Cherso e anche a Lussino e, a pensarci bene, l’isolotto di Colludarz può consentire a quel genere di animali sia un rapido accesso al mare aperto che la possibilità di fruire della abbondanza di cibo sempre collegata alla presenza dell’uomo. Mi scuso per la “fantasia”, ma lo storico non deve disdegnare anche percorsi improbabili.

Don Anton Budinić Il lussignano Don Anton Budinić, figlio di Madina Hofmann e di Silvano Budinić di Ciunschi, studia a Roma. È venuto a Lussinpiccolo per la Santa Pasqua ad aiutare in parrocchia durante la Settimana Santa e ha celebrato la messa del Giovedì Santo. Auguri, auguri, auguri al giovane sacerdote!

Foto Marinella Jerolimić