Lussinpiccolo 64

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Quadrimestre 64 - Aprile 2021 - pagina 45

Ancora notizie su Coludarz Licia Giadrossi Glori Quello che si può dedurre dal toponimo Colludarz (1820, Catasto franceschino), Coludarz, ora Koludarac è che l’isolotto sia sempre stato legato al mondo ecclesiastico. Porto Monaco - nella memoria collettiva lussignana l’isolotto non è stato mai abitato per tutto l’anno - è stato forse molto anticamente sede estiva di qualche Kalođer, calogero, monaco greco ortodosso di Palazziol. Aldo Petrina, di antica famiglia di Lussingrande, ricorda che a San Piero dei Nembi, ancora nell’800, c’era il detto: “Sanpietrini, gente persa, fa la crose alla riversa”, cioè nel Segno della Croce gli Ortodossi partono dalla fronte e dal cuore e poi si segnano da destra a sinistra e non come i cattolici da sinistra a destra.

Croce bizantina

Poi forse un lascito l’ha donato alle monache benedettine, (Koludrice) ma di quale convento? Ossero, Cherso, Pago, Zara, Traù??? A questo proposito abbiamo ricevuto una nota da Corrado Rocconi che abita a Spinea, in cui scrive che, nei suoi ricordi d’infanzia, “Santa Maria degli Angeli si trova

in cimitero, era l’antica Basilica prima della sua distruzione da parte dei Genovesi”. Nel suo libro “Cherso Isola delle Chiese” edizione ANVGD 2001 lo storico chersino Luigi Gigi Tomaz descrive l’antica cattedrale di Ossero ora chiesa cimiteriale alle pagine 264-265 ma non cita un convento annesso. Alle pagine 266-267-268 invece, traccia i disegni della chiesa conventuale di San Pietro dentro le mura di Ossero con la ricostruzione grafica della chiesa e del convento delle Benedettine di Ossero.