Lussinpiccolo 64

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pagina 32 - Quadrimestre 64 - Aprile 2021

Il terzo gemello Rita Cramer Giovannini No, non si tratta del romanzo di Ken Follet. È la risposta a un quesito che si sono posti molti amanti della storia della vela e delle splendide imbarcazioni costruite a Lussinpiccolo negli anni ’20. Nel numero 35 del nostro Foglio “Lussino” avevo pubblicato un articolo intitolato: “Yachts del cantiere Martinolich - I primi due americani, Lynx V e Dorello III”, dove è riportata la storia di queste due imbarcazioni. Successivamente, in base a ulteriori dati emersi nel frattempo, ho avuto modo di aggiornare la conoscenza della storia di questi due yachts gemelli in un articolo, comparso nel 2019 nel numero 77 del notiziario online del Centro Studi Tradizioni Nautiche (CSTN) della Lega Navale Italiana, facente parte di una serie di articoli dedicati agli yachts famosi del cantiere Martinolich. Riassumerò ora per sommi capi la storia della costruzione di Lynx V e di Dorello III. Nel 1925 l’architetto navale di Boston George Owen (1877-1959) progettò per conto del signor George Lewis Batchelder del New England uno yacht a cui doveva esser dato il nome Dorello III. Il magnate americano decise di portare a Lussino il progetto per farlo eseguire nel cantiere di Marco Umile Martinolich, sotto la direzione del figlio ing. Nicolò. Quando la costruzione di Dorello III era già in fase di completamento, Batchelder si lasciò convincere da Nathaniel F. Ayer, commodoro del Eastern Yacht Club, a vendergli lo yacht quasi completato. Ayer ribattezzò l’imbarcazione Lynx V, mentre Nicolò Martinoli immediatamente impostò uno yacht gemello, che sarebbe stato il Dorello III di G.L. Batchelder. Fu così che il 26 maggio 1926 venne varato il Lynx V e il 25 aprile 1927 fu la volta del Dorello III. Fin qui tutto chiaro. Un dato interessante è poi emerso successivamente, ed è l’informazione che ho riportato sul

Notiziario CSTN nel 2019. George Owen, progettista di Dorello III che aveva percepito i diritti di costruzione di una sola barca sui suoi disegni, intentò una causa legale perché le imbarcazioni costruite erano risultate due. Questa causa, che francamente non so se coinvolgesse il costruttore o il committente o entrambi, si stiracchiò per molti anni. Poi ci fu la guerra e tutto cambiò: il cantiere Martinolich non esisteva più e Lussino era passata sotto un’altra bandiera. Le scartoffie legali saranno andate in chissà quale deposito. E ora veniamo alla possibilità che, con spirito degli affari tipicamente lussignano, con un unico progetto siano stati costruiti non uno, non due, ma tre yachts. Paghi uno e compri tre! Come nelle vendite promozionali delle grandi catene di supermercati! Nel 2018 sul numero 57 del Foglio “Lussino” a pag. 24 è pubblicato il mio articolo intitolato “Il misterioso Adonita, splendido yacht del cantiere Martinolich”. Perché viene definito “misterioso”? In effetti è un’imbarcazione circonfusa da un’aura di mistero. Nonostante le dettagliate notizie tecniche della costruzione pubblicate principalmente su “La vela e il Motore” all’indomani del suo varo avvenuto il 2 settembre 1929, successivamente di questo gioiello della marina da diporto italiana, costruito per il marchese Corrado Dal Pozzo, se ne sentì parlare ben poco e solo con rapidi flash che testimoniavano la sua presenza a Napoli, Genova, Venezia. Forse fu impegnata in regate internazionali, come sarebbe stato logico, visto che si trattava di un’imbarcazione nata proprio per regatare, ma mai citata sul podio delle numerose manifestazioni sportive dell’epoca. Poi nuovamente compare a Lussino. Quindi parrebbe che nel 1931 sia passata di proprietà, modificata e ribattezzata, ma ecco che nel 1935 viene fotografata a Lussino sempre con gli stessi connotati e con lo stesso nome, Adonita, ma certamente non più di proprietà del marchese Dal Pozzo, che era deceduto.