Lussino 63

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Quadrimestre 63 - Ottobre 2020 - pagina 5

Il 13 settembre 1882, inaugurato il cenotafio alla base del campanile, in memoria dei fratelli don Giovanni e don Stefano Vidulich e del Dott. Bernardo Capponi, il giornale L’Istria del 23 settembre ne dava un’ampia e particolareggiata relazione riportando integralmente il discorso fatto dal Dott. Nicolich”…… l’autore della storia dei Lussini Dott. Matteo Nicolich parlò poscia da par suo commovendo tutto l’uditorio…” Il discorso finiva con queste parole: “Dalla morte dei tre antesignani è trascorso più di mezzo secolo. Possano le loro virtù servire di esempio e di emulazione a noi tutti ed essere di sprone e di guida al bene operare e all’amor patrio.”

A Don Stefano Vidulich Morto l’8 febbraio 1836, parroco decano, consigliere, professore di nautica, ispettore, socio dell’Accademia del-

le Scienze di Padova ed agli indefessi suoi due compagni Abate Don Giovanni Vidulich e Bernardo Dott. Capponi, medico, che pieni d’amore per questa terra, istituendo gratuite scuole normali, ginnasiali e nautiche e colla voce e coll’esempio spronando ai commerci e alla navigazione lontana, a floridezza la condussero i parrocchiani e gli alunni per conservare ai posteri delle doti loro, delle virtù memoria, questo segno posero.

E per chiudere Una storiella che sicuramente tutti conoscono: Due fratelli Hreglich navigavano insieme, erano un po’ burberi e di poche parole. Dopo mesi di navigazione, arrivati in porto, quello a poppa disse: “Fondo all’ancora!” E l’altro rispose: “Maledette le ciacole!”

Sergio Anselmi: Storie di Adriatico Un viaggio nel tempo fra le due sponde in compagnia di personaggi immaginari, ma non troppo.

Giusy Criscione Sergio Anselmi è ricordato soprattutto come storico economico e dell’agricoltura per i suoi studi sulla mezzadria e per la profonda conoscenza del territorio delle Marche, regione dove era nato: più precisamente a Senigallia. Professore di storia economica all’Università di Urbino e di Ancona fu anche direttore del centro di Studi storici dell’Ateneo Statale della Repubblica di San Marino. Socialista convinto dedicò un periodo della sua vita alla politica attiva. Amico di Fernand Braudel1, ha contribuito in maniera determinante alla moderna conoscenza storica delle Marche, dell’Adriatico e della Dalmazia pubblicando un numero considerevole di saggi, oltre 270 lavori e ricerche con le riviste “Quaderni storici” 2e “Proposte e ricerche”. Curò il volume: Marche della “storia delle regioni” di Einaudi nel 1987. Così scrive di lui Ercole Sori3 in un ritratto che fece dopo la sua morte: «Intellettuale nobile, molti i profili che

si succedono e si sovrappongono: studente inquieto negli anni della guerra, interprete presso le truppe alleate4, militante socialista, giornalista, docente di storia e filosofia, amministratore comunale e assessore alla cultura, professore universitario, animatore dell’associazionismo di base, promotore di musei, riviste storiche e centri di ricerche.»5 Anselmi era anche un grande cultore dell’Adriatico 6e i racconti Storie di Adriatico (1996) Ultime storie di Adriatico, (1997) Mercanti, corsari, disperati e streghe (2000) e in parte anche Perfido Ottocento, (2002)7 lo testimoniano. I Quattro libretti editi tutti dal Mulino, permisero al grande pubblico di apprezzare l’Anselmi scrittore. La sua conoscenza del territorio, era nata in parte dalla passione di andare per mare, aveva una barca a vela, Irene, di cui, a detta del figlio, era orgogliosissimo… e con essa attraversava l’Adriatico, spingendosi spesso sulle coste dalmate.

1 «L’opera di Fernand Braudel la lessi molto presto, mi entusiasmò e fui felice che essa avesse come implicito riferimento la linea –guida della longue durée, da noi tradotta e pubblicata sul primo fascicolo della rivista “Quaderni storici delle Marche”. Potrei aggiungere che mi influenzò in maniera determinante. Poi quando conobbi l’uomo si instaurò tra noi un’amicizia che è durata fino alla sua morte ». in Sergio Anselmi, Conversazioni sulla storia, a cura di V.Conti Affinità Elettive Edizioni, Ancona 2003, p.6 2 Anselmi creò insieme a Alberto Caracciolo i quaderni storici delle Marche, sulla falsa riga degli Annales di Braudel. 3 Ercole Sori, professore di Storia economica alla Facoltà di Economia di Ancona e prosecutore della rivista “Proposte e

Ricerche” fondata dallo stesso Anselmi. 4 Partigiano e traduttore per le truppe inglesi 5 Ercole Sori, Sergio Anselmi, storico dell’economia, delle Marche, dell’Adriatico in «Storia e problemi contemporanei » a.34 settembre 2003 p.1 6 Appassionato di marineria, creò l’Associazione amici del molo per conservare le tradizioni della pesca di Senigallia e delle Marche in genere. Era profondo conoscitore dei termini marinareschi, dei differenti tipi di pesca: scrisse a tale proposito un manuale per la pesca dei cannolicchi, una sorta di trattatello scientifico pieno di minuziosi dettagli. 7 scritto un anno prima della morte.