Lussino 62

Page 31

Quadrimestre 62 - Aprile 2020 - pagina 31

Giovanni Martinolli, nato a Lussinpiccolo il 7 dicembre 1902, ucciso il 9 dicembre 1944 il figlio Giovanni Capo reparto nelle Officine Aereonautiche di Monfalcone, condannato a morte il primo dicembre e ucciso brutalmente il 9 dicembre da elementi comunisti titini dopo una settimana di angoscia e di passione, benché totalmente estraneo al regime fascista, ma solo perché italiano.

Il figlio e i familiari lo ricordano con perenne e struggente amore, pregando Dio perché nasca negli autori di un così efferato e assurdo crimine il prodigio del pentimento. L’ideologia, falsa e bugiarda “intrinsecamente perversa” (“Divini Redemptoris”-Pio XI), che ha colpito lui e la famiglia tutta, è fallita lasciando ferite profonde ancora oggi negate e censurate. Mio figlio Marco ricostruisce, anni dopo, gli ultimi momenti della tragedia del nonno con uno scritto che intendeva come introduzione della sua storia. In effetti, fu una tragedia terribile e con i segni diabolici del comunismo: terrorizzare, umiliare, ingannare, distruggere. Il primo dicembre 1944 a Giovanni giunse un anonimo messaggio terribile: sei condannato a morte.