Lussino 62

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pagina 22 - Quadrimestre 62 - Aprile 2020

Tinzetta Martinoli, spia suo malgrado Licia Giadrossi Gloria Tinzetta Martinoli nasce a Lussinpiccolo il 23 gennaio 1925 nella villa di Cigale e viene battezzata con il nome della nonna materna Caterina Gerolimich, detta Tinza.

Era difficile da gestire, tremenda, disobbediva sempre, però veniva spesso affettuosamente difesa da Marina Straulino e dal marito, il farmacista D’Agostini, - molto amici dei genitori - che credevano in lei.

La villa dei nonni Marco Umile e Marietta

Villa Martinoli a Cigale

La mamma è Dora Hreglich, il papà Nicolò Martinoli, lei è la secondogenita, dopo Mariangela nata nel 1923 e prima di Doretta nata nel 1936. I parti erano stati 5 ma solo tre andati a buon fine; nessun erede maschio per i Martinoli Colonich. Trascorse l’infanzia nella bella valle di Cigale e frequentò la scuola elementare con la maestra Giuseppina Ivancich. Ricorda con piacere due compagne di Mariangela: Dora Darpich e Marì Rode, tutte e tre nate nel 1923. Frequentò la scuola media - nell’edificio della scuola Nautica - con Fiorella Cassini, Armida Marcev, Fulvia Premuda. Mariangela studiava pianoforte, Tinzetta doveva studiare violino ma proprio non le piaceva, anche se nella vicina Villa Stenta si faceva musica: Ugo Stenta suonava il violoncello, Maricci il pianoforte, Claudio per un po’ il violoncello, ma smise presto per incompatibilità con la musica in generale, Mucki, medico,“rugbista”, genialoide, suonava qualsiasi strumento. Nei pomeriggi da quella casa la musica inondava la valle di Cigale. Sin da piccola Tinzetta non accettava alcuna imposizione, quindi neppure il violino, amava la libertà e giocare nei boschetti vicino a casa, in mezzo alla natura, nell’ambiente profumato della valle.

Nel 1900 i nonni Marco U. e Marietta Martinoli comprarono un grande terreno dai canidolesi a Zabodaski, 24 ettari, con1000 ulivi, dove poi costruirono su disegno di un architetto austriaco una grande villa che, durante e dopo la guerra la seconda guerra mondiale, venne sistematicamente depredata di tutto per cui andò in rovina e ora è distrutta. La nonna inventò una piccola fattoria a uso proprio con “armente da latte, tacchini, galline, oche, maiali e la mula Lola” che venivano gestite a mezzadria, prima della guerra, da due famiglie di contadini veneti e durante la guerra dalla famiglia Gaglianich di Punta Croce.

Zabodaski Villa dei nonni Marco U. e Marietta Martinolich

Villa dei nonni Marco U e Marietta