Lussino 60

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Quadrimestre 60 - Settembre 2019 - pagina 13

Prima interpretazione dei Ritratti di famiglia Adriana Martinoli In seguito all’articolo “Ritratti di famiglia” pubblicato nell’ultimo numero “Lussino” (n. 59, pag. 26), sono emerse alcune impressioni e osservazioni interessanti che speriamo possano aiutare ad individuare l’identità dei personaggi raffigurati nei due quadri anche attraverso gli alberi genealogici Tarabocchia e Ragusin. Il biglietto che la donna lussignana tiene in mano presenta due scritture sovrapposte. In una si legge: “Al Sig. Cap. Giovanni Tarabocchia di Zuanni Alessandria”, nell’altra è leggibile solo: “Ragusin” e “Lossingrande”. I due ritratti si potrebbero identificare così: uno con Maria Ragusin, figlia di Antonio e di Tonina Leva e moglie di G.M. Tarabocchia, l’altro con suo marito G. Tarabocchia. Questo Tarabocchia poi, vista anche la datazione dei quadri tra Sette e Ottocento, si potrebbe identificare con il cap. Giovanni Tarabocchia fu Giovanni morto a Lussingrande il 30 ottobre 1832 all’età di 64 anni (ricordiamo che a Lussingrande i Tarabocchia erano rari!). Il cap. Giovanni, che potrebbe coincidere con il comandante del brigantino Veloce citato da Tullio Pizzetti (Con la bandiera del protettor San Marco, Pasian di Prato, 1999, 1, p. 305), si sarebbe stabilito ad Alessandria e si sarebbe sposato con Maria Ragusin di Lussingrande, dove in seguito si sarebbe trasferito e dove appunto morì nel 1832. Nel registro delle nascite di Lussinpiccolo (https://www.familysearch.org) è citato proprio

Zuane Tarabocchia nato il 28 marzo 1768 da Zuane Tarabocchia di Marco e da Zuana sua consorte e battezzato il 2 aprile. Quindi tutto coinciderebbe. Dato che il cap. Giovanni Tarabocchia e Maria Ragusin non ebbero figli, i quadri rimasero agli eredi LevaLettich-Budinich (Budini), perdendo però il riferimento alla parentela. Infatti Maria Ragusin Tarabocchia ebbe per nonna materna proprio Cattarina Leva che era anche nostra antenata. È inoltre interessante notare che il capitano rappresentato nel quadro indica con il compasso nautico il tratto che va da Ceuta a Spartel (Capo Spartel) sulla sponda africana dello stretto di Gibilterra. Quel passaggio era frequentemente solcato dalle imbarcazioni: forse indicare quel luogo nel proprio ritratto aveva un significato particolare? Sembra un bel romanzo… vedremo se questi nuovi spunti aiuteranno ad individuare l’identità dei personaggi rappresentati nei due quadri e magari… perché no! verranno fuori altre notizie e altri personaggi!