Lussino 60

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LussinO Foglio della Comunità di Lussinpiccolo

Storia, Cultura, Costumi, Ambiente, Attualità dell’Isola di Lussino

Quadrimestre 60 - Settembre 20192013 - Poste Italiane SPAin- Spedizione in a.p. art. 2 comma 20/c legge 622/96 - Filiale C.P.O. di Trieste C.P.O. - ViaCasale Brigata Casale Quadrimestre 41 - Aprile - Spedizione a.p. art. 2 comma 20/c legge 622/96 - Filiale di Trieste - Via Brigata Tariffa Associazioni senza fini di lucro: art. 1, comma 2, D.L. 353/2003 convertito in Legge 27/2/2004 n° 46, DCB Trieste In Trieste C.P.O. C.P.O. per per la la restituzione restituzione al al mittente mittente che che s’impegna s’impegna aa corrispondere corrispondere ilil diritto diritto fisso fisso dovuto dovuto In caso caso di di mancato mancato recapito recapito inviare inviare all’Ufficio all’Ufficio Trieste

Le Comunità Pensiero lussignano italiane "Spreco Zero"

Sparagno xè elLussingrande primo guadagno di Lussinpiccolo e di di Trieste Andrea Segrè di Licia Giadrossi-Gloria Tamaro

i miei primi studi e italiana pubblicazioni sullo l’obiettivo di Dopo rendere nota la cultura e la storia spreco alimentare, ormai vent’anni fa, un giornalista di Lussino. Mons. Nevio Martinoli aveva già iniziato mi chiese da dove veniva quell’interesse su un tema alla fine degli anni ’60 a festeggiare il patrono San Marallora assai poco affrontato. Risposi che da giovane tino e la Madonna Annunziata a Trieste e a Genova; studente di Agraria mi colpirono le immagini delle nel capoluogo giuliano i riti venivano celebrati da Don eccedenze agricole europee - pomodori, agrumi, latDario Chalvien. te… - che venivano distrutte e interrate con gli stessi Il raduno di Peschiera era invece l’occasione princitrattori che erano serviti per produrre. Poi da giovane pe per ritrovarsi da tutta Italia e dai vari continenti, e vi ricercatore negli anni Novanta avevo fatto molte misconvenivano più di 400 persone. sioni di cooperazione internazionale, soprattutto nei paesi dell’Est dopo la caduta del Muro di Berlino: lì toccai con mano lo sperpero di risorse che avrebbero dovuto promuovere lo sviluppo di quei paesi. Infine, ormai professore, vidi il “retro” di un supermercato con dei prodotti ancora buoni da mangiare ma con qualche piccolo difetto o una scadenza ravvicinata, pronti per essere smaltiti come rifiuto. Quella visione fu come una scossa per me. Mia nonna Ivetta Tarabocchia Luzzatto Fegiz lesse quell’intervista, che le aveva passato mia madre Marina (ogni volta che usciva un articolo sul suo “picio” lo mostrava orgogliosa a tutti, in primis alla nostra matriarca). La nonna mi chiamò: “Ti devo dare una cosa”, mi disse. Andai a Trieste in via Rossetti come ogni Natale e nonna Ivetta mi donò una copia del decalogo dei Lussignani. Lo lessi d’un fiato e capii tutto: da dove venivo, perché stavo studiando gli sprechi ma soprattutto come trovare rimedio a una società sprecona come la nostra. Non c’era bisogno di fare molti studi, ma solo di applicare e diffondere il decalogo. Cosa che negli anni ho cercato di fare… e per Foto Franco Pace la verità non ho ancora finito. foto Nadir Mavrović

Finalmente dopo anni di contatti sporadici, soprattutto legati alle ricorrenze annuali, le due Comunità di Lussinpiccolo e di Lussingrande di Trieste si sono ritrovate nella comune passione per l’isola natia. La Comunità di Lussinpiccolo è sorta a Trieste nel 1998 per volontà di un piccolo gruppo di lussignani: Antonio Piccini “Bepiza”, Giuseppe Favrini, Neera Hreglich, Gemma Iviani, Gianni Piccini, Marucci Pogliani Morin, Antonio Rerecich, Claudio Stenta, con

Trieste, la Primavera della Famiglia Piccini Myers

Lussingrande e Lussinpiccolo