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Quadrimestre 59 - Aprile 2019 - pagina 19

Ci hanno lasciato Giuseppe Fulvio Cova, nato a Lussinpiccolo l’8 marzo 1926, deceduto a Livorno l’8 ottobre 2015 Bruno Giurissa, nato a Lussinpiccolo il 19 novembre 1938, deceduto a Trieste il 21 agosto 2018 Amelia Carcich, nata a Chiusi Lussignano il primo agosto 1930, deceduta a Codroipo (provincia di Udine) il 15 novembre 2018 Gabriele Haglich, nato a Lussinpiccolo il 27 febbraio 1941, deceduto a Venezia il 17 novembre 2018 Giuseppina (Ina) Krainz, nata a Lussinpiccolo l'11 aprile 1927, deceduta a Imperia il 15 gennaio 2019, amorevolmente assistita dal nipote Michele e dalla sua famiglia John Gianni Mezich, nato a San Pietro dei Nembi il 2 settembre 1947, deceduto nel New Jersey il 24 gennaio 2019 Melita Richter Malabotta, nata a Zagabria il 17 gennaio 1947, deceduta a Trieste il 1° marzo 2019 Clara Chalvien Pinesić, nata a Lussinpiccolo il 20 febbraio 1955, deceduta a Lussinpiccolo il 3 marzo 2019 Maria Grazia Hoglievina Tarabocchia, nata a Lussinpiccolo il 26 novembre 1936, morta a Lussinpiccolo il 16 marzo 2019

Commemorazioni Giuseppe Fulvio Cova Anna Licheri Cova Marito, padre, suocero, nonno amatissimo “il nonnino”. Un vero gentiluomo. Sono trascorsi 3 anni da quando ci ha lasciati: l’8 ottobre 2015. Nato a Lussinpiccolo l’8 Marzo 1926, vi frequentò le scuole sino alle medie, come il fratello Flavio. Poiché il padre Giuseppe Cova, capitano di lungo corso, diplomato alla “Nautica” di Lussinpiccolo era stato nominato comandante presso la Società di Navigazione Toscana, la famiglia si trasferì a Livorno. Fulvio terminò gli studi conseguendo la laurea in Ingegneria Navale e Meccanica presso l’Università degli studi di Genova. Ha trascorso la vita in Toscana ma Lussino è sempre stata nel suo cuore. Lussino luogo dell’anima. Ha trasmesso questo grande amore per la sua terra, per il suo mare a noi la sua famiglia; ci ha donato i suoi ricordi e portati diverse volte a Lussinpiccolo, all’Hotel Bellevue, immerso tra i secolari pini di Cigale. Ci ha condotti sulla “Riva” a vedere con suo grande dolore la casa natale, da Tito nazionalizzata, dove aveva trascorso la giovinezza lussignana; a Neresine dove era nata la madre Elisa Faresi e in tanti altri posti di sogno. Ha sempre cercato e avuto contatti con altri lussignani tra cui l’ammiraglio Tino Straulino e il prof. Giuseppe Favrini. A me, sua moglie, fece conoscere Lussino, che conoscevo solo sui libri scolastici, nel 1966 dopo che la Jugoslavia titina aveva aperto le frontiere. Ne rimasi in-

cantata, me ne innamorai, la sentii nel cuore e tuttora mi sento, io di sangue sardo piemontese, lussignana, anche se di adozione. Ora, nostro figlio Andrea ed io trasmetteremo alla piccola Aurora l’amore per questa meravigliosa terra del nonno.

Bruno Giurissa la moglie Pia Bracco Bruno si definiva orgogliosamente Lussignano anche se le sue origini non erano propriamente tali. I suo nonni materni, D’Angelo, erano sfollati dalla Puglia durante la prima guerra mondiale e facevano i fattori a Zabodaski. Il papà invece era di origine istriana e morì durante la seconda guerra mondiale, lasciando Bruno orfano molto presto. Bruno visse la sua infanzia a Lussino con la mamma, che lavorava nella Fabbrica Sardine e dopo gli studi, fece l’elettricista. Aveva una bella voce, amava cantare e suonare la chitarra e con gli amici, avevano formato un complesso musicale, esibendosi anche a teatro. Ci siamo conosciuti ad un veglione di Carnevale a Neresine e dopo due anni di fidanzamento ci siamo sposati e abbiamo vissuto a Neresine, dove sono nate le prime due figlie, in seguito siamo emigrati in Italia nel 1966 e abbiamo vissuto a Trieste dove, nel 1973 è nato il terzo figlio. Bruno ha lavorato per molti anni a Trieste nella storica officina “Marina Gomme” dei fratelli Bernabich,

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Lussino 59  

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