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Quadrimestre 44 - pagina 3

Volontari Giuliano Dalmati nella Grande Guerra di Sergio Colombis Il 13 giugno 1878 Bismark convocò un congresso a Berlino con gli stati europei per ratificare la proclamazione dell’Impero Tedesco, avvenuta nella reggia di Versailles e formalizzare lo status quo dell’Europa. Le nazioni colonialiste si spartirono il mondo. Donarono ai padroni di casa tre pezzi d’Africa e un arcipelago nel Pacifico, a re Leopoldo del Belgio, suocero dei regnanti di mezza Europa, regalarono il cuore dell’Africa, il Congo. Per ammansire le piccole nazioni come la Serbia, la Grecia e il Montenegro, si pianificò la cacciata dell’Impero Turco dai Balcani. Alla fine del congresso si ebbe in Europa una cosa mai vista dopo la Pax Romana: quasi cinquant’anni di pace, Balcani a parte, dove la guerra è endemica. In questo clima di reciproca tolleranza tra le nazioni malgrado molte etnie rimanessero separate dalla nazione madre, si formarono delle associazioni patriottiche a sfondo irredentista, tollerate e rispettate dai governi ai quali si opponevano. In Italia, a Roma, avevano sede la società Dante Alighieri e la Lega Marca della Lega Nazionale, quest’ultima oltre ai susNazionale sidi di Roma, si finanziava con la vendita di marche chiudi lettera. La pacifica convivenza terminò il 28 giugno 1914 quando a Sarajevo l’irredentista serbo-macedone Gavrilo Princip sparò due colpi di pistola che uccisero l’erede al trono austro-ungarico Franz Ferdinand fecendo precipitare l’Europa nella Grande Guerra, successivamente definita Mondiale. I giovani delle nostre Isole che si trovavano in patria il 28 luglio, quando l’Impero Austro Ungarico dichiarò guerra alla Serbia, vennero prontamente arruolati e spediti sul fronte orientale. Quelli che per motivo di lavoro, studio od altro si trovavano in Italia, preferirono rimanervi e quando l’Italia il 24 soldati Toich e Stanich da maggio 1915 dichiarò guerra Ustrine

all’Austria Ungheria molti si arruolarono come volontari nel Regio Esercito Italiano. I volontari Giuliano Dalmati arruolati, rischiando la pena di morte se presi prigionieri, furono in totale 2008. Tra questi, 16 provenienti dalle nostre isole: 7 da Lussinpiccolo, 2 da Lussingrande, 1 da Neresine e 6 da Cherso. Lussinpiccolo Bellich Bartolomeo soldato CIEO 1897, Giadrossich Antonio S. Tenente CIEO, 1886, Martinolich Riccardo soldato fanteria 1891, Nicolich Lino G.M.R.M. 1896, Plank Vladimiro Aspirante CIEO Scopinich Caponi Luigi Tenente Artiglieria 1886, Villani Alessandro S. Tenente CIEO 1895 Lussingrande Cossovich Pellegrini Rocco Tenente fanteria 1897, Ragusin Giovanni Capitano R.M. 1897 Neresine Rimbaldo Leopoldo soldato CIEO 1896 Cherso Carvin Marco S. Tenente artiglieria 1894 m. 6.6.1916, Castellan Antonio Soldato CIEO 1897, Francesco Colombis S. Tenente CIEO 1886, Ivanossich Francesco Soldato CIEO 1883, Petranich Nereo S. Tenente CIEO 1887, Rossi Giulio Soldato CIEO 1884 Tra i non combattenti merita un ricordo Elio Bracco da Neresine, segretario comunale ad Ossero. Frequentava i circoli irredentisti di Cherso e di Lussino, era molto attivo nella “Casa degli Italiani” di Neresine, sede della Lega Nazionale e della Società Dante Alighieri. Per questi motivi era inviso alle autorità filo austriache, delle isole di Cherso e Lussino, per lo più di etnia croata. Poco dopo lo scoppio della guerra venne arrestato e incarcerato per due anni a Graz e quindi destinato al campo di Feldbach dove si ricongiunse con la famiglia. Elio Bracco è il fondatore delle In- 1968 raduno dei Dalmati a dustrie Farmaceutiche Bracco di Milano. Treviso

Foglio44  

Foglio Lussino n° 44

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