Opuscolo Lusia Fertile Terra

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FEASR

... REGIONE DELVENETO

PSR VENETO

FONDO EUROPEO AGRICOLO PER LO SVILUPPO RURALE: L'EUROPA INVESTE NELLE ZONE RURALI

Comune di Lusia


La terra di Lusia annovera tra i suoi antenati Caio Mario, il con­ sole romano che fermò l'avanzata delle tribù germaniche su suolo italico con la Battaglia di Aquae Sextiae (102 a.C.) e la Bat­ taglia dei Campi Raudi (101 a.C.). I terreni furono dati ai vetera­ ni di guerra e lo stesso Caio Mario li occupò costruendo fattorie per lo sfruttamento agricolo della fertile terra. La figlia del con­ sole Maria Terzia visse nei possedimenti di famiglia nell'attua­ le Lusia, il cui nome deriva dalla Gens Luxia, imparentata con il console. Tradizione narra che l'antico castello Morosini sorgesse sui resti della villa di Maria Terzia. Villa Morosini prima del bombardamento del 20 aprile 7 945

L'antico castello di Lusia lungo le sponde dell'Adige fu opera difensiva voluta attorno al 1100 dagli Estensi in seguito alle fre­ quenti lotte tra quest'ultimi, i Carraresi e i Veronesi. li ramo fer­ rarese della famiglia estense governò in territorio lusiano dal 1354 fino al 1395: bisognosi di danaro chiesero un prestito a Venezia dando come pegno la contea di Rovigo, e quindi Lusia. Durante il domino veneziano sul Polesine vennero edificati nu­ merosi castelli e sorsero nuovi paesi attorno alle ville dei nobili veneziani, come l'odierna frazione di Ca' Zen, sorta con l'arrivo dei nobili Zeno. Nel 1600 si stabilì a Lusia la famiglia Morosini, una delle più antiche famiglie veneziane, che trasformò l'anti­ co castello nella casa di villeggiatura. In concomitanza alla tra­ sformazione della villa iniziò la costruzione lungo l'argine della chiesa arcipretale di Lusia dedicata ai Santi Vito e Modesto.


.• Mulino lungo l'argine dell'Adige in Comune di Lusia

Il campanile alto 62 metri fu eretto nel 1663. Nel 1866, dopo la terza Guerra d'Indipendenza, il Veneto entrò a far parte del Regno d'Italia. Tra la fine del 1800 e inizio 1900 fu sindaco di Lusia per trent'anni Dante Marchiori (1893-1927). Uomo amato e illustre, ricoprì svariate cariche importanti; fu nomina­ to dal re Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia nel 1893 e Cavaliere del Lavoro nel 1910. Lusia con il suo piccolo centro urbano a ridosso del fiume Adige, con la sua chiesa 3HCipretale e la villa Morosini rimase tale fino alle ore 11.30 del 20 aprile 1945 quando le forze alleate per rallentare la ritirata dei tede­ schi bombardarono il ponte stradale distruggendo più di metà paese, chiesa e castello compresi. L'opera di ricostruzione ri­ fondò Lusia a circa 300 metri dall'Adige con la sua nuova chiesa, inaugurata nel 1958. Campanile della Chiesa dedicata ai Santi Vito e Modesto

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Torre Morosini

Chiesa dedicata a San Lorenzo, in Cavazzana, riedificata nel 7 796


Veduta della nuova Chiesa parrocchiale in centro città

Lusia si estende su una superficie di 17,72 Km2; con le frazioni di Bornio, Cà Morosini, Cà Zen e Cavazzana conta più di 3600 abitanti. La Torre Morosini, lungo l'argine, rimane a testimoniare un passato in cui uomini e famiglie gloriose vi abitarono; si sviluppa sul basamento a tronco di piramide su tre livelli. Con un coronamento a merlatura si erge al cielo, 22 metri d'altezza, faro ai bordi del fiume da cui osserva­ re i segni lasciati dall'uomo e dalla natura. Al suo fianco, nel Parco delle Rimembranze in via XXV Aprile, la base della vecchia chiesa arci­ pretale dei Santi Vito e Modesto e i resti del campanile trasformato in cappella votiva. Poco lontano si trova il centro città con la sede comu­ nale e la nuova chiesa parrocchiale dei Santi Vito e Modesto, nel cui piazzale è posta la colonna annodata a quattro fusti che era sita da­ vanti alla villa Morosini; secondo la tradizione popolare è arrivata a Lusia su di una nave veneziana di ritorno da Costantinopoli. A Cavaz­ zana, frazione di Lusia, si erge la chiesa di San Lorenzo riedificata nel 1796. Al suo interno si trova un coro in noce e un pulpito di legno di­ pinto con bassorilievi rappresentanti la vita di Gesù; nell'oratorio de­ dicato a Santa Lucia è custodito un altare in legno che ospita la statua lignea della Santa databile intorno al 1600. Resti del campanile nel Parco delle Rimembranze (in alto) Colonna annodata a quattro fusti (di lato)


Veduta dell'Adige a Lusia, al tramonto (sopra) e a//7mbrunire

Torre Morosini al di lĂ de/l'argine


Il fiume Adige nel suo lungo cammino dal Passo Resia in Val Venosta al Mar Adriatico in cui sfocia incontra e fa da confine al Comune di Lusia, rendendosi testimone della sua storia e com­ plice del sole e della vegetazione in scenari suggestivi che su­ blimano gli occhi. Le passeggiate o pedalate lungo i suoi pos­ senti e maestosi argini sono accompagnate dagli alberi che s'improvvisano ora musicisti, quando il vento ne accarezza i rami e sfiora le foglie, ora cornici di quadri appesi al cielo che abbracciano i mutevoli volti della natura. Si possono ammirare il susseguire degli orti dalle svariate tonalità di verde a tratti coperti da veli color crema, armature contro la grandine, l'ar­ gento delle serre in cui si specchiano e infrangono i raggi del sole, la bianca Torre e il rosso Campanile. L'acqua, simbolo di purificazione e rinnovamento, portatrice di distruzione e rina­ scita, nei secoli passati ha fatto sentire tutta la sua potenza, come un gigante impazzito, rompendo gli argini e allagando tutto ciò che incontrava nel suo cammino. Al contempo ha la­ sciato sui terreni strati di sabbia, conferendo loro una partico­ lare predilezione alla coltivazione di ortaggi dalle peculiari ca­ ratteristiche e sapori, risultando risorsa fondamentale per lo svolgimento delle attività. Panoramiche lungo l'argine



Campi di aglio

La terra è sinonimo di sopravvivenza, è fonte di nutrimento. La campagna di Lusia è anche un invito a lasciare la città e i suoi ritmi per rigenerare il corpo e lo spirito, spostandosi tra strade e sentieri che la percorrono, perdendosi in un 'immagi­ ne che viene alla mente: mani veloci ed esperte di donne che cuciono tra loro variopinti quadrati di lana per realizzare una calda coperta. Immagine suggerita nell'osservare gli orti lu­ siani e le diverse gradazioni cromatiche degli ortaggi che traggono nutrimento da questa terra. La varietà di colori dei prodotti dei campi è dovuta alle diverse caratteristiche del terreno che passa da ricco di sabbia vicino al fiume, a tessitura mista verso l'entroterra, permettendo la coltivazione di sva­ riati tipi di ortaggi. Campo di lattuga

Qui si produce tutto l'anno grazie alle caratteristiche dei terre­ ni sciolti a medio impasto e dotati di buona permeabilità che permette il defiuire dell'acqua piovana. Un sistema di canali mantiene irrigata la falda superficiale, garantendo costante la disponibilità di acqua, e rende possibile la lavorazione del pro­ dotto in tutte le stagioni. L'acqua del terreno ricca di sali mine­ rali conferisce al prodotto la sua peculiare sapidità tale da po­ terla consumare senza aggiunta di sale. La rapida espansione dell'orticoltura, specialmente dell'insalata, portò negli anni '50 del Novecento alla creazione della Centrale Ortofrutticola di Lusia per gestire al meglio gli scambi tra produttori e com­ mercianti, visto il numero crescente di questi ultimi che acqui­ stavano direttamente in campagna.

Campo di cavoli

Rete antigrandine



Raccolta automatizzata del germoglio in serra (di lato)

Sembrano mani giunte che pregano il cielo le serre che co­ prono le campagne di Lusia, o specchi di cristallo fissati al terreno quando la luce del sole si rifiette su di loro. Case ac­ coglienti appositamente studiate per creare un ambiente adatto in cui far crescere gli ortaggi: proteggono dal troppo caldo con sistemi di apertura, ricordando ali di farfalla che delicatamente smuovono l'aria quando si aprono e chiudono secondo lo spirare del vento, abbassando così la temperatu­ ra interna di 5 o 7 gradi rispetto l'esterna. Riscaldano l'am­ biente, durante l'inverno, con piccole bocche di drago cion­ dolanti dal soffitto, rilasciando soffici nuvole di vapore caldo che si posano delicate sulle piante. Case ospitali in cui regna la pace, in cui si respira la vita crescere pian piano in ogni momento dell'anno, dalle mura trasparenti e il riscaldamen­ to ecosostenibile al servizio dell'ambiente. Case poste al li­ mitare del tempo, a costeggiare il grande fiume o a far bril­ lare la campagna, le argentee costruzioni sembrano tunnel in grado di trasportare in epoche lontane in cui il tempo si è fermato e la vita scorre in armonie senza fine.

Vedute di serre nel Comune di Lusia


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Impianto di fitodepurazione (di lato)

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Percorso didattico

"Beato quel campetto che gà siesa con fosseto" (Beato il campo che ha fossi e siepe), dicevano un tempo i contadini e a Lusia saggezza non viene smentita anzi convalidata con or­ ticolture sostenibili. Coltivazioni che sfruttano la biodiversità sono in aumento nelle campagne del Comune, tanto da van­ tare la prima certificazione europea "Biodiversity Friend". I campi sono circondati da fossi in cui crescono piante fitode­ puranti, e da siepi con piante nettarifere per richiamare api e insetti che si cibano di quelli dannosi per le coltivazioni. Come sempre nulla è lasciato al caso: ogni pianta è a sostegno di un'altra per farla crescere, annullando l'uso dei pesticidi, ri­ dando così vitalità al terreno. L'ambiente si ripopola di insetti, come le farfalle e le libellule, e di piante, alcune in via d'estin­ zione. Aumenta la richiesta di prodotti coltivati "senza chimi­ ca". I produttori orticoli lusiani sono attenti alla sensibilizza­ zione con laboratori didattici per bambini e ragazzi, accolgo­ no operatori turistici che studiano percorsi ecosostenibili, ospitano ricercatori di facoltà universitarie che visitano le col­ tivazioni a scopo di ricerca e studio. Campi con siepi


Sono l'impegno e la tenacia degli abitanti, continuamente pronti a cogliere tutto il potenziale di questa terra con at­ tività economiche di pregio e iniziative rispettose dell'am­ biente, che fanno conoscere la tradizione, il paesaggio, le attività orticole e gustare i prodotti di Lusia fertile terra. Assaggiare l'insalata oggi I.G.P., prodotta fin dal 1836, è assaporare la storia, fermare il tempo nelle sue foglie croc­ canti, nella sua peculiare sapidità, tale da poterla mangia­ re senza sale e che la distingue dalle altre produzioni della zona. Visitare gli orti delle aziende è come aprire uno scri­ gno ed essere rapiti dall'ammaliante bellezza delle pietre in esso contenute: le carote profumate, presentate a cespi come bouquet fioriti; il bulbo bianco e brillante dell'aglio a denominazione D.O.P. che si distingue per l'accurata

lavorazione in treccia, treccione o grappolo. Il verde e bianco sedano che come pennelli stesi l'uno sull'altro aspettano le mani abili del loro pittore, i porri fieri e per­ fettamente acconciati pronti per sfilare in piazza, le diver­ se qualità di cavolfiori, il radicchio con le sfumature ora rosse ora rosa, tasselli di un antico mosaico che orna le pareti di un grande salone. Sono note che compongono la musica di questa terra, che raggiungono luoghi lontani, che allietano le sere di festa in amichevoli convitti, che ri­ conducono alle radici della nostra cultura.

Aglio, Carote, Sedano, Porri, Cavolfiore, Radicchio (in alto) Peperone, Finocchio, Pomodori (in basso)


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Semina, Germoglio, Strapianto, Raccolta, Confezionamento, Consegna: scandiscono il ritmo nelle terre lusiane. Le mani abili di direttori d'orchestra dirigono sinfonie sprigionate dalla terra, con capace ingegno ne misurano il tempo. Nulla è lasciato al caso, una perfetta armonia di equilibri permette alla bontà d'essere ospite delle nostre tavole. Tutte le fasi che caratterizzano il ciclo degli ortaggi, dalla semina alla distri­ buzione, avvengono nel comune di Lusia. Un'azienda vivai­ stica specializzata provvede alla produzione di germogli che le varie aziende agricole strapiantano e coltivano nelle pro­ prie terre o serre. Gli ortaggi vengono raccolti a mano nelle campagne, sottoposti ai vari processi di lavorazione fino al trasporto presso la Centrale Ortofrutticola lusiana, punto di

riferimento per la commercializzazione dei prodotti. È nel 1955 che la Camera di Commercio di Rovigo dà vita all'Azien­ da Speciale per i Mercati Ortofrutticoli di Lusia e Rosolina. Il Mercato di Lusia, facente parte di quest'azienda, pur essendo un mercato all'ingrosso di prodotti ortofrutticoli, commercia­ lizza quasi esclusivamente prodotti del territorio. Il confezio­ namento, effettuato dal produttore stesso o da ditte locali specializzate, avviene in cassette con grafica solare e accatti­ vante, specificatamente studiata per contraddistinguere la produzione di Lusia. Nei primi anni '90 ha preso forma un'azienda di trasporti, che nell'arco di un ventennio ha am­ pliato la propria attività a livello nazionale e internazionale, arrivando in Austria, Svizzera e Slovenia.



L'itinerario ciclo-pedonale porta il visitatore a conoscere le te­ stimonianze storiche di Lusia e a toccare con mano le peculiari­ tà ambientali e produttive di questo pregiato territorio. Il per­ corso completo ad anello, lungo all'incirca 5.300 metri, si snoda in gran parte sulla sommità arginale, da dove è possibile godere di una visione panoramica del centro abitato, degli orti e dei campi costellati di serre. Le tappe principali sono impre­ ziosite da cartelli segnaletici che descrivono la storia, l'arte, il paesaggio e le attività economiche del sito visitato. Il codice impresso QR rimanda al sito "www.fertileterra.it" per tuti gli approfondimenti. Torre Morosini

Partendo dal piazzale antistante la chiesa dei Santi Vito e Modesto, e procedendo in senso orario, si arriva al "Parco delle Rimembranze", simbolo della memoria storica della città. Raggiunto l'argine del fiume, si osservano i resti del ponte di legno, distrutto come metà del paese dal bombardamento del 20 aprile 1945. Poco più avanti si può ammirare la "Torre Morosini", simbolo di Lusia; nei pressi un ampio spazio inerbito con l'area picnic. Proseguendo lungo l'argine la vista spazia tra scenari di grande fascino: il fiume, i campi, gli orti e le serre.


Chiesa dei Santi Vito e Modesto. In primo piano la colonna annodata a quattro fusti

Statua di San Vito


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Valdastico

�.. Veneto ..,• .,, The Land of Venice www.veneto.eu

Iniziativa finanziata dal Programma di Sviluppo Rurale per il Veneto 2014-2020 Organismo responsabile dell'informazione: Comune di Lusia Autorità di gestione: Regione del Veneto - Direzione AdG FEASR Parchi e Foreste

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