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Il Nostro progetto sei ancora tu! Con grande piacere ti presentiamo la prima edizione del Caomaggiore.it|news che in questa occasione parlerà di Piano Casa. L’iniziativa nasce dalla voglia di informare i cittadini e non dallo screditare l’operato di qualcuno. L’editoriale, che metterà in evidenza gli eventi in cui sarà protagonista la Lista Caomaggiore, sarà il frutto del nostro laboratorio informatico. Un laboratorio aperto a tutti i cittadini, in cui poter esprimere idee, opinioni ed intervenire nelle varie discussioni relative ai problemi e alle situazioni che interessano i Cintesi. Per permettere una Tua partecipazione attiva abbiamo realizzato il sito www.caomaggiore.it in cui potrai apportare il Tuo contributo ad ogni argomento trattato. In questo modo potrai partecipare ed intervenire attivamente alla discussione civica ed alla crescita del Nostro Paese. Cinzia Daneluzzi

n.1 novembre 2009

Il giorno 29 settembre 2009, il Consiglio Comunale di Cinto Caomaggiore ha approvato all’unanimità l’adozione del della L.R. 14/2009 cosidetto “Piano Casa”. La Lista Caomaggiore, assumendo uno spirito costruttivo basato sull’analisi della Legge proponeva una relazione nel quale venivano evidenziati i pregi e i difetti di questa normativa, con spunti attenti ed importanti al salvaguardia e allo sviluppo del Nostro territorio. Come al solito picche da una Amministrazione che sembra non sentire per poi smentirsi subito dopo. Spighiamoci perché forse non è così immediato comprenderlo. Alla proposta della Lista Caomaggiore avanzata nel C.C. del 29-09-2009 con la quale chiedevamo se era intenzione dell’esecutivo mettere in atto delle “operazioni ispettive” per controllare la regolarità edilizia del costruito che applicasse questa norma, il Vice Sindaco Luigi Bagnariol

dava dei Marxisti ai componenti della Nostra Lista o meglio alla nostra concezione di vigilare il Rispetto delle Leggi. Tuttavia, si apprende che da pochi giorni gira un nota informativa del comune dove si cita ”Si avverte, che la Polizia Locale vigilerà sul rispetto delle norme previste dal nominato Regolamento di Polizia Rurale applicando le relative sanzioni e ordinando il ripristino ai soggetti che si renderanno responsabili delle violazioni”. Ma non l’avevamo chiesto noi al consiglio? Bene, ora passiamo Noi dalle parole ai fatti….all’interno troverete un vademecum che illustrerà la legge. Alessandro Moro


Vademecum

«Analizzando i dati Istat sul rilascio di concessioni edilizie e sul valore aggiunto del settore costruzioni, si può stimare che nel Veneto, per aumentare dell’1% il prodotto interno lordo, sia necessario realizzare ogni anno non meno di 6,5 milioni di metri cubi di abitazioni, pari a una capacità insediativa aggiuntiva di circa 55.000 abitanti». Irreale, secondo i demografi. Tanto più se qualcuno puntasse a 55 mila neonati di «pura razza Piave». E allora? Allora «non sembra plausibile che, in una situazione di crisi del credito e di eccesso di offerta di abitazioni» la faccenda possa tradursi davvero in un affare. Se poi ci mettiamo anche le ferite che rischiano di essere inferte al patrimonio artistico e monumentale che è il tesoro dell’Italia. «dal Corriere della Sera del 20 marzo 2009» Questa premessa va a confutare la tesi condivisa da sindaco e maggioranza -per superare la crisi bisogna costruire di più-, confermando la tesi della Lista Caomaggiore che promuove la missione responsabile del piano casa: riqualificare il patrimonio edilizio italiano migliorando l’efficienza degli edifici secondo il paradigma della sostenibilità. Ampliamento fino al 20% del volume degli edifici se destinati ad uso residenziale e del 20% della superficie coperta se adibiti ad uso diverso. Tale norme riguarda edifici esistenti nonché edifici il cui progetto o richiesta del titolo abilitativo siano stati presentati al Comune entro il 31 marzo 2009. [vedi art. 2 comma 1-4] Ampliamento fino al 30%. L’ampliamento in percentuale del 20% può essere elevato di un ulteriore 10% nel caso di utilizzo di tecnologie che prevedano l’uso di fonti di energia rinnovabile. Tale norme riguarda edifici esistenti nonché edifici il cui progetto o richiesta del titolo abilitativo siano stati presentati al Comune entro il 31 marzo 2009. [vedi art. 2 comma 5] Ampliamento fino al 40% del volume se destinati ad uso residenziale e del 40% della superficie coperta, per il rinnovamento degli edifici realizzati anteriormente al 1989, se adibiti ad uso diverso nel caso di integrale demolizione e ricostruzione degli edifici, purchè situati in zona territoriale propria e solo qualora vengano utilizzate tecniche costruttive di cui alla LR 4/2007 “Iniziative ed interventi a favore dell’edilizia sostenibile”. Tale norme riguarda anche edifici demoliti o in corso di demolizione purchè all’entrata in vigore della legge non sia già avvenuta la ricostruzione.


A tal fine la Giunta regionale integra le linee guida di cui all’art. 2 della L.R. 4/2007 prevedendo la graduazione della volumetria assentibile in ampliamento in funzione della qualità ambientale ed energetica dell’intervento. [vedi art. 3 comma 1-2] Ampliamento fino al 50% La percentuale di cui al punto precedente può essere elevata fino al 50% nel caso in cui l’intervento di demolizione e ricostruzione comporti una ricomposizione plani volumetrica con forme architettoniche diverse da quelle esistenti comportanti la modifica dell’area di sedime nonchè delle sagome e sia oggetto di un piano attuativo. Tale norme riguarda anche edifici demoliti o in corso di demolizione purchè all’entrata in vigore della legge non sia già avvenuta la ricostruzione. [vedi art. 3 comma 3] Tettoie e pensiline non concorrono a formare cubatura le pensiline e le tettoie realizzate su abitazioni esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge, finalizzate all’installazione di impianti solari e fotovoltaici, così come definiti dalla normativa statale, di tipo integrato o parzialmente integrato, con potenza non superiore a 6 kWp. Art. 5, comma 2 – Le pensiline e le tettoie di cui al comma 1 sono realizzabili anche in zona agricola e sono sottoposte a denuncia di inizio attività (DIA). [vedi art. 5] Titoli autorizzativi. Gli interventi di cui agli articoli 2, 3, 4 e 5 sono sottoposti a denuncia di inizio attività (DIA) ai sensi degli articoli 22 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia” e successive modifiche e integrazioni. [vedi art. 6] Oneri e incentivi. Immediata applicazione delle norme ad edifici residenziali destinati a prima casa di abitazione. Il contributo di costruzione è ridotto del 60%. I comuni possono stabilire ulteriori incentivi di carattere economico in caso di utilizzo delle tecniche costruttive della bioedilizia o che prevedano il ricorso alle energie rinnovabili. [vedi art. 7] Interventi a favore dei soggetti disabili. La realizzazione degli interventi di cui alla presente legge funzionali alla fruibilità di edifici adibiti ad abitazione di soggetti riconosciuti invalidi dà diritto alla riduzione delle somme dovute a titolo di costo di costruzione in relazione all’intervento, in misura del 100 per cento.


Il piano casa. futuro prossimo o passato remoto?

La Lista Caomaggiore, a fronte di un approfondito studio della L.R. 14/2009, delle leggi correlate di cui L.R. 4/2007, e decreti regionali accompagnatori che hanno definito le linee guida che fanno riferimento il Protocollo ITACA 2009*, tenendo conto dei regolamenti attuativi comunali, giudica questa misura un’opportunità importante per definire il futuro assetto del nostro aspetto in un ottica di sviluppo sostenibile. Si chiarisce che “Lo Sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni” rapporto ONU Brutland** (1987), così come recepito dal comma 2, art. 1 della L.R. 4/2007 ed in inciso “Per edilizia sostenibile deve intendersi l’osservanza di teorie progettuali che fondano l’ideazione e la realizzazione del manufatto edilizio su principi di compatibilità dello stesso con l’ambiente e di miglioramento della qualità della vita umana” e ancora dal comma 1, art. 2,

della medesima legge. Finalmente, in Italia si parla, o meglio si impone di affrontare la questione della sostenibilità di un intervento edilizio o urbanistico. Ci preme sottolineare come questo punto sia stato un cavallo di battaglia del nostro programma politico, argomento che ci allinea con soddisfazione alle politiche regionali. L’importante è chiarire al cittadino che l’aspetto veramente innovativo del Piano Casa veneto è definito dal’ art. 3 e ss. mentre per quanto concerne il comma 1, art. 2, cioè consentire “l’ampliamento degli edifici esistenti nei limiti del 20 per cento”, senza giusta e ponderata strategia, lo riteniamo in parte incoerente con le finalità della medesima legge e dannoso per il nostro territorio. Perciò pensiamo che questa legge sia un’ottima occasione per dare il via ad un percorso che porti l’attuale edilizia, in senso più ampio urbanistica, ad innovarsi secondo il paradigma della sostenibilità, argomenti per altro già trattati nel nostro paese dal gruppo Enzima. Questa legge smentisce la politica urbanistica adottata dal dopoguerra ad oggi -vedi politiche di concessione selvaggia ad libitum, senza scendere in squallidi particolari-. L’impegno della lista Caomaggiore consiste proprio nell’uscire da tale situazione adottando pro-

getto urbanistico responsabile come supporto al miglioramento della qualità della vita. A fronte di tutto ciò, ribadendo l’importanza di questa legge e le ripercussioni che essa può avere nel nostro territorio, chiediamo all’Amministrazione in carica di non rimanere impassibile davanti a tali opportunità, di non subire questa legge, ma di farla propria e usarla quale mezzo di svolta, ad esempio, mediante una profonda modifica dell’impianto regolamentare ed attuativo comunale ad oggi impreparato a tale strategia di sviluppo. gruppo urbanistica LC * http://www.itaca.org/ ** www.barivelambiente.it/ brundtland_report_1987.pdf in paese 3^ FESTA DEL TORO L’ A.P.D. VIGOR organizza, presso l’ Oratorio Parrocchiale di Cinto Caomaggiore, la tradizionale Festa del Toro con cena sabato 21 novembre 2009 ore 20,00. Prenotazione entro lunedì 16 novembre 2009 c/o: - Pigafetta 0421. 20586 - Osteria alla Scala 0421.209752 - Sut Renato 0421.209789 - Rolando Zaccagnino 0421.209731


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