Issuu on Google+


Miele, fuoco e martello, per una “comunità viva” Questa prima pagina è tradizione che sia riservata al parroco per introdurre e presentare il giornalino parrocchiale, che raccoglie un anno di… semina ma anche di abbondante raccolto. Ed io lo faccio con grande piacere, perché mi permette di poter entrare nelle vostre case, di potermi intrattenere, con calma, con ciascuno di voi, di condividere qualcosa che mi sta a cuore.

2

Per questa nostra conversazione, desidero prendere spunto dal sondaggio realizzato per trovare un nome al nostro giornalino. Come avete osservato è stato scelto dalla redazione, tra le tante proposte, “Comunità viva”. Non è chiaramente originale ma sicuramente “programmatico”, nel senso che esprime un augurio, un desiderio, un impegno, un ideale. Gli antichi romani molto più semplicemente avrebbero detto: “nomen omen”, cioè il nome è un auspicio, è un augurio. E sul sentiero di “Comunità viva” siamo già incamminati, anche se il passo è a volte un po’ stanco e incerto, i mezzi non sempre chiari, la meta ancora lontana. La mia affermazione si fonda su quattro semplici e verificabili osservazioni. Prima tra tutti la partecipazione popolare all’Eucaristia domenicale, resa ancora più bella e gioiosa dalla presenza sempre più numerosa dei bambini e dei ragazzi. La disponibilità di tanti a offrire un po’ del proprio tempo a servizio della comunità in attività che richiedono competenza ma anche in lavori umili e nascosti. Rimango sempre positivamente stupito per la grande generosità con cui la comunità risponde mensilmente all’appello per un aiuto ai poveri, le tante buste della spesa che invadono il presbiterio la prima domenica del mese; ma anche della testimonianza di amo-


re verso Gesù presente nell’Eucaristia, manifestata ogni mercoledì dalle otto e trenta alle ventuno da un interrotto pellegrinaggio. Meravigliosa fede di una comunità che sa stare in silenzioso ascolto e adorazione del Maestro e riconoscerlo e soccorrerlo nel povero. Un’ultima annotazione, il clima di fraternità, di accoglienza e di appartenenza che si respira in parrocchia, reso ancora più gioioso ed entusiasta dall’oratorio parrocchiale, dove non solo i bambini si divertono ma anche i genitori e i nonni stanno bene insieme. “Comunità viva”, è dono e impegno: presenza del Signore Risorto che ci unisce a sé e ci fa diventare comunità, Chiesa; accoglienza del dono, che diventa assunzione di responsabilità e testimonianza di vita. “Comunità viva”, è augurio e ideale, che è possibile realizzare perché il Signore Gesù è il Maestro in mezzo a noi attraverso la cattedra della sua Parola. E affinché questo augurio non rimanga lettera morta il nuovo anno pastorale sarà caratterizzato da un appuntamento settimanale per apprendere direttamente dal Maestro la conoscenza delle sua Parola. Il metodo sarà semplice: lettura e spiegazione dei tre brani della liturgia della parola della messa domenicale. Senza nulla supporre. Aperto a tutti. In trenta minuti. Così in tre anni avremmo letto, approfondito e meditato quasi tutta la Bibbia, qualificato la nostra partecipazione all’Eucaristia domenicale, edificato la comunità sulla roccia. Senza le Scritture, infatti, saremmo privi di un alimento spirituale necessario e stupendo, «più dolce del miele e di un favo stillante» (Sal 19,11). Senza le Scritture non avremmo la forza interiore per liberarci del nostro torpore, delle incrostazioni dei nostri vizi, perché la Parola di Dio «è come fuoco e come martello che spacca la roccia» (Ger 23, 29). Ma soprattutto la Bibbia è necessaria per comprendere, amare e accogliere il Signore Gesù, condizione indispensabile per accoglierci reciprocamente e diventare sempre più “Comunità viva”. p. Pino Sorrentino OMI

3


Esperienze delle nuove catechiste e ...

4

Tutta la vita e’ un dono… …almeno per me lo è stata fino ad oggi, se mi fermo a riflettere. Anche in tutti quei momenti in cui è stato più difficile crederlo. Ecco perché, ho accettato la proposta di p.Pino, il nostro parroco, quando all’inizio di quest’anno sociale mi ha chiesto la disponibilità di seguire dei “cuccioli” che iniziavano il loro primo anno di preparazione alla prima comunione. E’ se questa vita è un dono come non rispondere con un “sì” perché anche altri scoprano questo tesoro? Certo, l’impegno è stato ampiamente valutato, soprattutto in famiglia: i figli, il lavoro e le altre realtà che la vita mi ha chiamato a vivere, dovevano permettere senza particolari traumi l’inserzione di questo nuovo tassello nel mosaico. Ma la decisione, presa insieme, è stata ratificata sulla base di una frase del Vangelo: “dà e ti sarà dato”, anche il tempo. Con questa certezza e con non poco timore, mi sono avventurata. Bisogna anche dire che la protagonista principale di questa vicenda è stata un’altra catechista, che da anni, con amore e passione, dà il suo contributo in Parrocchia. E’ stato bello, perché con Antonella, nel rapporto costruito nei due anni in cui seguiva uno dei miei due figli, si è creata un’intesa particolare genitore-catechista che l’ha portata a suggerire il mio nome. E’ inutile ribadire che siamo tutti interpellati nel rispondere all’emergenza educativa di cui anche il papa sottolinea l’estrema importanza. Sento che questa scelta può essere, nel piccolo, un contributo alla formazione di “uomini nuovi” che seppur ancora “piccoli uomini”, possono trovare nell’ambiente che frequentano dei punti fermi ed un luogo dove si può sperimentare il vero amore, la vera amicizia, la vera bellezza dello stare insieme che li aiuteranno ad affrontare anche i momenti più difficili e singolari della loro esistenza. E chissà: domani qualcuno di loro potrà nuovamente ripetere, sì, tutta la vita è un dono. Daniela Io mi chiamo Suor Eliana, sono brasiliana è da sei anni che sono qui in Italia, faccio parte della Congregazione Religiosa delle suore “Figlie della Croce”. Il nostro apostolato è l’evangelizzazione e la formazione spirituale ed intellettuale della persona umana, in modo particolare dell’infanzia. È dall’ottobre del 2008 che compio il mio apostolato di catechista nella Parrocchia del SS. Crocifisso, preparando un bel gruppo di bambini per ricevere i sacramenti dell’iniziazione cristiana e per crescere sempre più nella amicizia con Gesù. È un’esperienza nuova e altrettanto positiva per me e per le famiglie che si sentono partecipi della responsabilità di essere loro stessi i primi e veri catechisti dei loro figli. Noi ci raduniamo una volta al mese alla domenica per riflettere e approfondire sul cam-


mino di fede che ogni cristiano deve fare per seguire le orme di Cristo Gesù, gli incontri sono ben preparati per favorire la partecipazione in modo efficace dei bambini e dei loro genitori, perché la famiglia e al centro della catechesi, intorno alla Parola di Dio che è luce che illumina il cammino di ogni realtà famigliare. Suor Eliana Sono mamma di tre bambini Leonardo, Tommaso e Beatrice e sono sposata da 14 anni con Massimo. Lo scorso anno Padre Pino mi ha chiesto di fare la catechista. A dire il vero la cosa mi spaventava un pochino visto che non ho una grande preparazione teologica. In seguito ho pensato che sarebbe bastato essere se stessi e trasmettere, anche con la preghiera, il modo per imparare a conoscere Gesù ed i suoi insegnamenti per poi metterli in pratica nella vita quotidiana. Oltretutto, è molto piacevole trascorrere del tempo con i bambini che, con la loro spontaneità, arricchiscono anche noi adulti, Mi piace pensare che noi seminiamo nei cuori dei piccoli qualcosa che loro raccoglieranno nel futuro e questo è un piccolo dono che noi catechisti facciamo a Dio.

Raffaella

Salve a tutti, mi presento; sono Paola, ho 46 anni, sono moglie, mamma e donna che lavora come la maggior parte delle donne del mondo e della nostra Comunità. A dirla così sembra una cosa facile ed invece, soprattutto al girono d’oggi fare bene, o comunque cercare di fare bene tutte queste tre cose non è semplice e scontato. Essere donna è una grande responsabilità ed una grande fatica sia fisica che mentale. Seguire i figli, i vari problemi di lavoro, i problemi di coppia richiede un impegno costante che se non accompagnato alla fede e quindi dalla presenza di Dio, a volte fa si che ci si arrende davanti alle difficoltà della vita. La fede per me è un fatto importante che non significa essere conoscitori della Bibbia, ma cercare di comportarsi nella vita quotidiana come Cristiani. Vivere da cristiano significa far capire quanto Dio ci ama e quanto noi attraverso il nostro modo di essere trasmettiamo questo amore agli altri. Non è facile, a volte anche io mi faccio prendere dallo sconforto soprattutto se la vita ci sottopone a delle prove. L’anno scorso proprio dopo aver superato un momento difficile ho avuto la proposta da parte di Padre Pino, con la complicità di mia figlia, di diventare catechista. Certo è stata una decisione difficile da prendere per i vari impegni della vita, ma poi ho pensato che se sono riuscita a trasmettere l’amore per Dio a mia figlia forse riuscirei a farlo anche con gli altri bambini. Spiegare la Fede ai bambini di oggi è difficile, perché sono impegnati in tante cose che non permettono loro di riconoscere Dio quando lo si incontra. Sta a noi catechisti far scoprire loro Dio, ma ci vuole anche l’aiuto dei genitori che sono alla base della crescita di un bambino. Noi catechisti in un’ora alla settimana diamo l’input, come si dice nel gergo moderno, ma sta ai genitori rielaborare questo input e far si che diventi pratica di vita quotidiana. La Fede, lo ribadisco è vivere in un certo modo , e senza la famiglia è più difficile scoprirla. L’esempio per i bambini è sempre stato il punto di partenza per la crescita anche spirituale. Far parte della Comunità Cristiana è molto impostante, vivere la Messa domenicale tutti insieme per un Cristiano è fondamentale. Il catechismo

5


deve essere un punto di partenza per conoscere Dio e non un punto di arrivo al sacramento della Comunione. Quindi genitori aiutate i catechisti!! E fare che questo sia un inizio di un cammino per voi e per i vostri figli che mai finirà. Saluti a tutti ci vediamo in parrocchia. Paola Mi chiamo Anna Maria ,sono madre di quattro figlie e nonna di cinque splendidi bimbi ai quali dedico quasi tutti i miei pomeriggi;vivo da soli due anni nel territorio della Parrocchia del SS. Crocifisso che ho subito trovato molto accogliente e poiché era tanto che avvertivo l’esigenza di uscire dal guscio familiare e di dedicare un po’ del mio tempo anche agli altri, ho assecondato la spinta che mi è stata data da una vecchia conoscente che presta il suo servizio in qualità di catechista, mi sono fatta coraggio e mi sono proposta al Parroco,Padre Pino,al quale ho riferito di aver diretto una Segreteria scolastica e di avere,quindi,una certa esperienza in merito. Ed eccomi qui a svolgere lavoro nella Segreteria parrocchiale due giorni a settimana,felice con la Grazia di Dio di poter dare un piccolo contributo alla Chiesa e ai Sacerdoti alleggerendoli di qualcuno dei tanti impegni quotidiani Ma per essere sincera fino in fondo,chi trae vantaggio da tutto questo sono io che ho la possibilità di arricchirmi spiritualmente nel contatto giornaliero con i Padri e con la miriade di persone che si affacciano nell’Ufficio a raccontare le loro storie e ad esprimere le loro necessità. Perciò, grazie, Padre Pino, di questa opportunità. Anna Maria

6

Quest’anno ho creduto di poter rendere un piccolo servizio alla nostra Comunità parrocchiale e quindi, su proposta del parroco, padre Pino, ho volentieri aderito all’invito di fare la catechista di un gruppo di bambini che inizia il percorso di preparazione alla prima comunione. L’esperienza è un pò particolare e sicuramente, a mio parere, molto interessante. Incontriamo i bambini una domenica al mese, dalle 9 del mattino sino alle 15,30: in queste ore trascorse insieme non c’è solo il catechismo nel senso tradizionale ma c’è anche lo stare insieme, imparando a conoscersi, a parlare, ad ascoltare; poi ci sono anche i momenti della gioia, del canto, del pranzo, dei giochi, che uniscono ancora di più i bambini tra di loro e con gli adulti, sia catechisti che genitori. I veri catechisti in realtà sono i genitori i quali durante il mese continuano, con l’aiuto di padre Pino, il percorso che noi catechisti tracciamo. Insieme a Cristina, Raffaella e suor Eliana costituiamo uno staff di catechiste; ci incontriamo per preparare gli incontri e ciascuno di noi offre la propria esperienza di lavoro, di vocazione, di madre, di studio, per creare un incontro a misura dei bambini di oggi. Per ogni incontro occorre trovare modalità diverse che possano aiutare il bambino a conoscere Gesù: un percorso che si esprime attraverso esempi, giochi, supporti multimediali, animazioni, preghiere, canti. Condividere tra noi catechiste queste idee e tradurle in pratica è molto utile a noi stesse. La positività di questa esperienza conferma, secondo me, che i primi e migliori educatori alla fede sono proprio i genitori e che tocca comunità cristiana offrire loro supporto ed accoglienza. Carla Paterniti


Le famiglie in parrocchia per preparare i figli alla I^ Comunione UNA DOMENICA PIENA DI ……………. Le famiglie in Parrocchia per preparare i figli alla Prima Comunione Un’esperienza nuova e - almeno, nei giudizi dei protagonisti - riuscita. Un gruppo di famiglie che si ritrovano periodicamente, una volta al mese per accompagnare i figli al primo appuntamento “vero” con Dio, quello della Prima Comunione. Da una parte mamme e papà che si confrontano tra loro e con Padre Pino sui testi del Vangelo, del vecchio e nuovo Testamento, sulla vita (e sulla morte) di Gesù intrecciando dialoghi, parabole e riflessioni ai temi d’attualità. Dall’altra i bambini che, accompagnati, da quattro brave e volonterose “maestre” vengono presi per mano e portati, anche loro, dentro la vita del figlio di Dio per apprendere comportamenti e insegnamenti grazie a un linguaggio ed esempi adatti a una platea così particolare. Due percorsi solo in apparenza paralleli: genitori e figli si ritrovano poi a casa per confrontarsi e applicare per quanto possibile, tra la frenesia della vita quotidiana, quello di cui si è parlato nei vari incontri. L’esperienza è riuscita, dopo un comprensibile rodaggio iniziale, perché persone che prima non si conoscevano si sono avvicinate e scambiate idee e pareri, religiosi e non. Stessa cosa per i figli che si sono conosciuti e confrontati su argomenti che non erano i compiti, i cartoni o le figurine. Un catechismo, per bambini e adulti, diverso dalla tradizione, ma comunque efficace. “La catechesi è una forma elementare di istruzione religiosa, tipicamente orale, e tradizionalmente sotto la guida di un genitore, pastore o prete, insegnante di religione, o altra persona che occupa una funzione nell'ambito della comunità cristiana che pone una serie di domande e guida gli studenti (o discepoli) verso la comprensione della risposta data”: questa la definizione di Wikipedia. Alla Parrocchia del Santissimo Crocifisso si è deciso di abbattere qualche steccato, qualche rigidità per mettersi seduti in cerchio senza guide riconosciute se non quella con maggiore esperienza “del settore”; si è deciso di stare insieme, per condividere riflessioni, letture, esperienze per provare a capire il senso della vita attraverso quella di Gesù. Stesso discorso per i bambini. Due contesti, un unico percorso comune. PS - Percorso comune che, durante la giornata vede l’ora del pranzo come il momento dello stare tutti insieme: genitori, bambini, catechiste e il nostro Padre Pino, mai timido nell’assaggiare e nel complimentarsi con i piatti prelibati che portano le mamme e frutto di tradizioni culinarie che vanno dall’Italia all’India. Non manca la giocata a carte dei papà che, all’ora del caffè, prima di riprendere il corso di catechismo, sfidano Padre Pino a briscola e scopa. E spesso perdono. Massimo

7


I bambini della I^ Comunione hanno scritto… GRAZIE GESU’ PERCHE’ MI FAI MANGIARE IL TUO CORPO Angela, Luca, Antonella e Giuliana hanno seguito per 2 anni i bambini che si preparano a ricevere la I^ Comunione; alla fine del corso hanno chiesto a tutti di scrivere un “pensierino” su questo grande incontro. Prendere l’Ostia ed entrare in comunione con Gesù è un tema così avvincente da spingere la fantasia dei bambini anche a dipingerlo con vari colori e a descriverlo con parole toccanti. Ecco alcuni spunti:  “La mia I^ Comunione sarà un po’ misteriosa, però so che incontrerò Gesù nel mio cuore e che sentendolo lo seguirò e lo ascolterò nel mio cammino”  “Festeggiare la Comunione con Lui è un cambiamento della nostra vita”  “Per me la Comunione è un’occasione per parlare con Gesù”  “Un’esperienza felice, nuova, meravigliosa”  “Ricevere Gesù nel cuore, amarlo ancora di più e pensare che lui si è fatto crocifiggere per far vivere noi”  “Grazie Gesù perché mi farai mangiare il Tuo corpo”

Verso la Cresima: 8

Chiamiamoci per… Nome! Il cammino di preparazione alla Cresima inizia dopo aver ricevuto la Prima Comunione; è un percorso che richiede costanza e pazienza per la delicata fase di sviluppo in cui si trovano i ragazzi. Quest’anno abbiamo voluto dare un nome ad ogni gruppo, in corrispondenza al percorso che si proponeva di fare. Il gruppo post-comunione si è scelto il nome di CANA per ricordare le nozze nuove che Gesù ha istaurato con il suo popolo: da qui il voler approfondire durante l’anno la S. Messa, celebrazione delle nozze di Cristo con il suo popolo. Il gruppo EMMAUS, corrispondente al I anno delle medie, si riproposto di ripercorrere il cammino dei due discepoli che, diretti ad Emmaus, vengono accostati da Gesù: sarà proprio Lui a spiegargli il senso delle Scritture e far comprendere la Sua Morte e Risurrezione. Così questo gruppo ha approfondito la conoscenza della Bibbia. A Betania, località nei pressi di Gerusalemme, Gesù si recava per ritrovare i suoi cari amici: Lazzaro con Marta e Maria. Il gruppo corrispondente alla II media ha preso il nome di BETANIA per approfondire il legame reciproco e cre-


scere nell’amicizia con Gesù. Quale nome poteva assumere il gruppo di chi si prepara a ricevere il dono dello Spirito Santo? CENACOLO, ovvio! È il luogo in cui, dopo la Risurrezione e Ascensione di Gesù, gli Apostoli con Maria hanno ricevuto il dono dello Spirito. I 26 ragazzi di III media che quest’anno ricevono la Cresima il 9 Maggio, si sono preparati nel conoscere un pò di più la Persona dello Spirito Santo.

Face to face Ritiro Cresimandi 21-22 Febbraio 2009 È sempre nuova esperienza per loro, per i ragazzi quando si incontrano per condividere le loro vite. Per i 23 ragazzi che si preparano alla Cresima, questo ritiro è stata un’esperienza nuovissima: per molti era la prima volta che pernottavano fuori casa… e poi conoscere ancora meglio i loro amici che da anni condividono il percorso verso la Cresima. Sono stati due giorni intensissimi: il titolo è stato face to face, faccia a faccia! Già, non è necessario cercare amicizie virtuali attraverso la rete: qui abbiamo voluto simulare un’incontro virtuale-reale. Eccoli allora a compilare la loro home page, la stessa che compilerebbero su internet per farsi conoscere da potenziali amici. Qui la sorpresa è stata quella di… averli accanto gli amici! E poi condividere i propri interessi, gusti musicali, foto, ecc… In tutto ciò abbiamo scoperto come anche lo Spirito Santo voglia farsi conoscere e abbiamo visto alcune sue caratteristiche: i suoi sette doni! Voilà, velocemente i due giorni passano e qualcosa di nuovo è successo in noi: non siamo più quelli di prima: adesso, nelle nostre vite, portiamo anche qualcosa di chi abbiamo imparato a conoscere di più… faccia a faccia!

Preparazione alla cresima Forse la “partenza, era iniziata come gioco, ma andando avanti con i vari incontri ho continuato a fare e continui tutt’ora ad essere un catechista. Sono 3 anni ormai che un pomeriggio a settimana sono impegnato a formare quelli che saranno poi i nuovi soldati di Cristo e devo dire che questa attività non mi pesa per niente. La sensazione più bella che provo ogni volta che inizio un incontro, andando a trattare un nuovo argomento, è quello di ritornare in un qualche modo sempre alle radici della fede, ritrovandomi ad annunciare il Vangelo come fosse la prima volta. F. Guida

9


Esperienze del gruppo Cresima per adulti PER RITROVARE UNA VECCHIA AMICIZIA Riscoprire un “mondo” che ormai sembrerebbe lontano; ricominciare uno stile di vita abbandonato negli archivi dell’adolescenza; riprendere la via maestra dopo avere seguito percorsi non consentiti dal codice stradale: sono, queste,in sintesi le impressioni trasmesseci dal gruppo che si è preparato per ricevere la CRESIMA in vista ,per alcuni, del prossimo matrimonio. DIEGO: sono molto soddisfatto di aver scelto di frequentare il corso perchè mi ha fortemente riavvicinato alla Chiesa e al suo mondo. Mi ha permesso di conoscere gente nuova, mi ha fatto capire tante cose piccole e grandi della vita

10

GIULIA: Sinceramente non immaginavo che una cosa del genere potesse darmi tanto e invece mio ricredo, per diversi motivi. Anzitutto mi ha riavvicinata a Dio e a un mondo da cui mi ero un po’ allontanata, ho ricominciato a pregare spesso, a sperare e sono andata a messa. Inoltre gli incontri mi hanno fatto riflettere sui temi più vari, soprattutto su me stessa ma anche sul rapporto con Dio e con gli altri, sulla mia famiglia, tutte cose a cui, presa dalla frenesia di tutti i giorni, non mi ero mai soffermata a pensare. L’incontro al Convento poi è una di quelle esperienze che secondo me tutti dovrebbero fare, mi ha lasciata senza parole, nel senso buono però. NOEMI: Per me il corso è stato veramente un Percorso che mi ha fatto avvicinare molto al mondo spirituale, prima a me sconosciuto. Devo ancora percorre molta strada per arrivare ad una conoscenza accettabile ma sono sicura che prima o poi ci arriverò grazie anche a questo corso e alle persone che mi hanno accompagnato e che sono state molto unite e aperte ad ogni genere di discussione. FRANCESCO: I pensieri che mi vengono in mente ripensando al Corso per la Cresima, sono molteplici e diversi. Inizialmente mi sono avvicinato in maniera molto cauta, come p nel mio carattere, sia perché non conoscevo nessuno all’interno della parrocchia sia perché erano molti anni che mi ero allontanato dalla religione. Mi sono piaciute l’attualità dei temi svolti e la semplicità con cui sono stati trattati. Un altro fatto che mi ha colpito è stata la visita presso le Suore di clausura a Via della Nocetta; regalandomi un rosario mi hanno spinto a conoscere meglio questa pratica scoprendo la possibilità di vivere giorno per giorno, con i diversi misteri, la vita di Cristo. ANDREA: il Corso mi ha permesso di riscoprire un mondo dal quale mi ero allontanato ma che, nonostante tutto, ho sentito sempre vicino. In tal modo ho vissuto un passaggio


fondamentale della mia esistenza e cioè la preparazione al matrimonio. Inoltre credo di poter affermare che l’esperienza della cresima, in età non adolescenziale, sia stata molto più proficua, almeno nel mio caso, perché ho avuto la possibilità di poter ragionare su fatti, eventi e testi sacri con maggiore conoscenza della vita e consapevolezza della sua bellezza e difficoltà. NOEMI: personalmente sono molto contenta di aver deciso di fare quest’anno il corso per la cresima e sono felicissima del gruppo in cui sono capitata. Con il passare del tempo abbiamo preso più confidenza e ciò ha reso gli incontri ancora più divertenti e ricchi di battute e risate..!! in effetti il corso è diventato un appuntamento settimanale atteso con emozione e un pizzico di impazienza perché si è trattato di un momento di serenità e riflessione, un lavoro di introspezione mai stancante o stressante, un’ora dedicata anche a conoscere meglio noi stessi e gli altri MANUELA: Non mi aspettavo di trovare un gruppo affiatato come quello in cui invece mi sono ritrovata..è bella l'idea di sapere di avere un "progetto" comune da portare a termine insieme. Mi sono sempre piaciuti i "lavori" di gruppo più che quelli individuali.. Sono contenta anche perchè credo che il clima che si è respirato durante le lezioni abbia aiutato e facilitato il dialogo, la comprensione e il confronto su argomenti che nella vita di oggi sono sicuramente molto distanti da noi e difficili da considerare. Non sempre mi sono trovata d'accordo con ciò di cui si discuteva delle volte mi sembra che la "Chiesa" sia troppo restrittiva nei confronti delle persone..il "con me o senza di me" non mi è mai piaciuto moltissimo in nessun campo della mia vita..e quindi trovo difficoltà ad accettare certe imposizioni, che poi imposizioni sono per coloro che le ritengono tali, ovviamente. Per concludere: sono contenta della scelta che ho fatto di frequentare il corso di Cresima, delle persone che ho conosciuto, delle cose che ho imparato e delle esperienze che ho vissuto.

Corso Caritas 2008-2009 COME HO SCOPERTO I CENTRI DI ASCOLTO A settembre 2008 ho chiesto al parroco della mia parrocchia S.S. CROCIFISSO di voler partecipare più da vicino alle attività di carità (non avendo mai offerto il mio servizio né in parrocchia né in nessun altra associazione di carità), avendo avuto già da diversi anni il desiderio di partecipare attivamente donando un po’ del mio tempo a coloro che sono in difficoltà o semplicemente hanno il bisogno di un amico. Il parroco attento alla mia richiesta, mi ha consigliato di frequentare un corso “OPERATORI DEL CENTRO D’ASCOLTO della CARITAS DIOCESANA DI ROMA. Ho iniziato il corso il 22 ottobre 2008 e l’ho terminato il 17 dicembre 2008. Questa esperienza, unica per me, che venivo dal mondo di madre, moglie e cattolica praticamente domenicale, mi ha aperto gli

11


occhi sul mondo della carità, visto non solo come aiuto materiale ma, soprattutto, come supporto morale e psicologico nei confronti di chi ha bisogno. Il corso si è diviso in diverse fasi e operatori pazienti e competenti ci hanno insegnato come affrontare e svolgere il compito di operatore d’ascolto. Da questa esperienza ho tratto che il volontario non è colui che svolge un servizio, ma colui che accompagna con coscienza e amore amichevole le persone bisognose mettendosi a loro disposizione e coinvolgendo spesso anche la comunità parrocchiale, sempre in maniera discreta e silenziosa, pur sapendo che spesso può solo offrire una parola, un sorriso, una carezza Sonia

Preparazione

al Matrimonio

12

Anche quest’anno, la nostra parrocchia ha riproposto il percorso di preparazione al matrimonio, da gennaio ad aprile, e una quindicina di coppie hanno aderito e partecipato con interesse. Quando si inizia si è sempre un po’ timidi ma cammin facendo ci si conosce di più e i dialoghi diventano più aperti, il confronto più schietto e ci si arricchisce dei contenuti che di volta in volta vengono proposti. Si comprende più a fondo il mistero a cui si è chiamati nella vita di coppia e da quale fonte esso scaturisce. Alla fine quasi dispiace che sia già finito e non doversi più rivedere, almeno così di frequente. Ci sarà comunque l’occasione, altri momenti di vita di coppia in cui ci si potrà ritrovare. E intanto il giorno delle nozze si avvicina. Auguri!

Giovani sposi: L’Avventura continua Lanciati nella nuova avventura del matrimonio, una dozzina di coppie che negli ultimi due anni hanno frequentato il corso di preparazione al matrimonio nella nostra parrocchia hanno deciso di continuare a vedersi, periodicamente, per condividere e confrontarsi sulla vita. Così una volta al mese ci si incontra in parrocchia e pian pianino… si cominciano a sentire i pianti dei primi piccoli e le pance arrotondate di alcune spose annunciano l’imminente arrivo di nuove creature. L’avventura continua.


Un Mercoledì ... " Gesù, fonte d'amore, ti lodo e ti ringrazio per la tua presenza eucaristica tra noi. Gesù, fonte d'amore, aiutami a credere di più, ad amare di più, rendi eucaristica la mia esistenza per seguire Te guida e maestro nel cammino verso lo Spirito Santo e il Padre ". Entro in chiesa, c'è una penombra diffusa che l'avvolge tutta e che invita al silenzio e alla contemplazione, ma sull'altare, illuminato da un raggio di luce c'è Gesù nel disco di pane del quale LUI ha detto " Questo è il mio Corpo" . E' sull'altare esposto alla vista di tutti, anche alla mia, e cerco di avviare una preghiera , una conversazione. Mi fermo. Sono i minuti in cui gli lascio spazio per parlarmi. Io prego, parlo a LUI e LUI ha modo di parlare a me. Nel silenzio, anche se vari pensieri che non sono di preghiera o adorazione frullano in testa, mi raggiunge il sussurro di Gesù. No, no, non sono parole chiare, non le sento , non le capisco in questi minuti. Saranno percepite, chiare, dopo, nei passaggi della vita quando la mia volontà esprimerà la volontà di Gesù, quella che mi ha soffiato nel silenzio. Gesù, disco di pane, è sempre sull'altare, ma tra un po’, al termine della giornata rientrerà, sarà riportato nel piccolo alloggio che gli abbiamo riservato, il tabernacolo (un piccolo getsemani) e così lo saluto:"Gesù, mio Dio e fratello, amico e Signore, sono con te per rinnovare la tua preghiera : << Sia fatta, Padre, la tua volontà >> ". Eleonora e Antonio

Isole Umane Un gruppo di Filippini nella nostra Parrocchia L’arcipelago filippino è formato da oltre 7.100 isole; i Filippini sparsi in tutto il mondo, vere “isole umane” sono migliaia e migliaia. Hanno tutti, però la voglia di sentirsi legati spiritualmente alla loro terra e al loro mare. Il principale motivo dell’emigrazione è legato alla disoccupazione.. Un gruppo, “Madre della divina Grazia di Bravetta” vive e si incontra nella nostra parrocchia. “Il nostro obiettivo – dicono Hanry e Ariel, coordinatori - è quello di formare una comunità, senza scopo di lucro, per svolgere insieme attività di carattere religioso, sociale, culturale, sportivo e di solidarietà verso le missioni che si prodigano di portare aiuto ai fratelli bisognosi. A Roma, 50 chiese ci hanno aperto le loro porte; al Santissimo Crocifisso ci vediamo tre volte al mese, siamo circa 70 e siamo felici di sentirci integrati nel vostro, ora anche nostro, territorio parrocchiale”. “Anche noi – gli dico – siamo contenti; quelle che ci portate sono buone notizie che ci fanno respirare lo spirito del Vangelo”. Antonio

13


Visita alla Sinagoga di Roma

14

Da migliaia di anni, ogni ebreo ha l’obbligo religioso di leggere la Sacra Scrittura che è costituita dai primi cinque libri dell’Antico Testamento, raccolti sotto il nome di Torah, in ebraico dottrina, insegnamento. La Torah è interamente scritta a mano, in lingua ebraica, su pergamene che si arrotolano su due bastoni. I rotoli della Torah sono custoditi, protetti da ricchi mantelli, nel Santuario della Sinagoga, da dove possono essere presi solo per essere aperti nei momenti della lettura. Racconto ciò perché è il particolare che più di ogni altro mi ha emozionata, in occasione della interessante visita alla Sinagoga di Roma, organizzata dalla nostra Parrocchia, domenica 30 novembre. La tutela della Sacra Scrittura, del Verbo, della Parola di Dio, si avverte così forte all’interno della Sinagoga, tanto da far percepire l’intera struttura architettonica, come costruita a questo scopo. La sontuosità dell’edificio, la ricercatezza dei tessuti confezionati in tendaggi per il Santuario della Sinagoga, la preziosità dei copri bastoni realizzati in argento da artigiani ebrei. Tutto ruota attorno alla Torah, da secoli sorgente di insegnamenti religiosi, sociali ed etici per tutta la comunità ebraica. Davvero piacevole ed avvolgente la piccola Sinagoga, situata al piano inferiore, che rispecchia in modo più fedele della principale, la tradizionale architettura delle Sinagoghe, che vede i banchi disposti ai lati ed al centro l’armadio della Torah ed il tavolo di lettura. Come cristiana ho trascurato di soffermarmi sui punti di distanza dalla nostra religione e, al contrario, sono rimasta compiaciuta dal rispetto che il popolo ebraico osserva nei confronti della Parola di Dio, che è anche il nostro Dio, Unico ed Onnipotente. Alessandra Migliorelli

I Simboli degli Scout Lo Scoutismo deve la sua fortuna, e la grande attrazione che ha avuto sui ragazzi dalla sua nascita avvenuta oltre 100 anni fa, sulla novità del suo messaggio educativo e sulla capacità degli educatori, i capi, di renderlo sempre attuale al passare del tempo e al variare delle esigenze educative dei ragazzi cui è stato proposto. In questo ambito svolgono un ruolo fondamentale i simboli che lo scoutismo ha scelto come propri. Spesso vi sarete chiesti cosa c’è dietro questi simboli: alcuni saltano agli occhi, altri si notano solo dopo un’attenta osservazione degli scout nel corso delle loro attività. Uno dei simboli più forti, dal messaggio educativo più significativo, è l’uniforme, che gli scout hanno scelto per testimoniare, anche a sé stessi, la volontà di vivere in una comunità di uguali e il desiderio di costruire un mondo senza discriminazioni: partendo dalle discriminazioni nel vestire che la moda, più o meno costosa, impone ai nostri ragazzi, per finire alle discriminazioni di razza, credo religioso o paese di nascita che l’internazionalismo del messaggio scout ha voluto abbattere già nel pensiero del suo fon-


datore. Per questo motivo l’uniforme non viene chiamata “divisa”, termine che invece lascia pensare alla volontà di dividere, di separare le persone tra loro, quasi fosse la divisa di un esercito in guerra. Al di là del significato l’uniforme vuole essere uno strumento di lavoro, qualcosa che ci permette di vivere liberamente all’aria aperta e di lavorare con comodità nelle nostre sedi. Ecco: la sede. La sede in cui si ritrovano i ragazzi non è solo un locale in cui svolgere attività, ma è essa stessa uno strumento educativo, un simbolo forte che invita a sentire il proprio ambiente come qualcosa che ci appartiene, da costruire con cura in prima persona giorno per giorno, senza delegare ad altri la responsabilità, come diceva il fondatore Lord Robert Baden Powell, di “lasciarlo migliore di come lo abbiamo trovato”. E’ per questo motivo che abbiamo accolto con entusiasmo e gratitudine la disponibilità di padre Pino e di tutta la Parrocchia a realizzare la nuova sede del gruppo scout su uno dei campi di bocce dietro la chiesa. E’ l’occasione per offrire ai nostri ragazzi l’opportunità di costruire il proprio ambiente progettandolo, realizzandolo e impegnandosi a mantenerlo pulito e in ordine. E poi lo zaino. Anche questo, più che un contenitore di oggetti, è un simbolo dal forte contenuto educativo. Significa innanzitutto voler vivere con semplicità e voler guardare alle cose con spirito di essenzialità. Ecco perché gli scout portano nello zaino solo le cose necessarie (appunto, essenziali) per vivere all’aria aperta senza farsi mancare nulla delle cose veramente utili. Non immaginate quanto sia difficile prepararsi lo zaino e dover scegliere (che parola impegnativa… scegliere…) tra ciò che è essenziale e ciò che è superfluo: non è anche questa una parabola della vita? Solo quando poi lo zaino viene caricato in spalla si capisce l’importanza di cavarsela da soli, di poter sopportare con le proprie forze il risultato delle proprie scelte. E che gioia, al termine della strada e al ritorno dall’uscita all’aria aperta, constatare di avercela fatta e di aver imparato ancora meglio a distinguere tra ciò che conta e ciò che è inutile. Un discorso speciale merita, infine, la tenda in cui pernottano gli esploratori e le guide durante il loro campo estivo. Oltre che simbolo di povertà ed essenzialità, è uno strumento scelto dagli scout per sperimentare la vita semplice, apprezzando meglio ciò che si ha nella vita cosiddetta “comoda”, sperimentando di persona il senso della provvisorietà dell’uomo nel creato, che è la strada migliore per accogliere la Provvidenza del Signore.

15


Sempre più… Oratorio !

16

Ogni sabato pomeriggio, quando il sole spacca le pietre, come quando la pioggia scende fitta e sembra non essere intenzionata a smettere, un gruppo di ragazzi si ritrova dietro alla chiesa, nei campetti da calcio, pallavolo e basket, per passare insieme un paio d'ore all'oratorio. Con loro ci sono alcuni genitori e i seminaristi missionari. Cos'è l'oratorio? Bé, prima di tutto è uno spazio e un tempo dove crescere insieme, dove mettere alla prova non solo le proprie doti di centroavanti o di cestista, ma anche la capacità di accogliere gli altri per quello che sono e di farsi voler bene. Ciò che conta è la disponibilità a mettersi in gioco, a fare la propria parte, ad essere “squadra” in tutto ciò che si fa. Accanto al calcio e al basket ci sono alcuni momenti per i più piccoli, sempre pronti a correre come matti e a divertirsi con il pallone, con il gioco della “campana”, con i “bans” e ad ascoltare le storie della Bibbia. Il sogno è che i ragazzi stessi diventino protagonisti del loro crescere e preparare il futuro, così un giorno abbiamo chiesto: «Cosa vi piacerebbe fare per Natale?» Qualcuno ha proposto:«perché non organizziamo una festa con i nostri amici? Li invitiamo in oratorio, portiamo qualcosa da mangiare, un po' di musica, qualche canzone natalizia...». Pronti, via, i più grandi, coordinati dagli animatori e aiutati dai genitori, si sono dati da fare per organizzare il tutto, hanno invitato gli amici, procurato il cibo, portato la musica e pensato ad alcune sfide a squadre che potessero introdurre il momento di festa. I Missionari della Fede provenienti dall'isola di Samoa hanno preparato un bel power-point per presentare il loro mondo ed hanno insegnato ai ragazzi alcune danze. Quella che ha avuto più successo è stata senz'altro la “Haka”, danza Maori resa famosa dalla squadra di Rugby degli “All Blacks”. I nostri pomeriggi si concludono normalmente con un cerchio in cui si canta insieme o si ascolta il racconto del Vangelo della domenica, o si fa una danza. Tutti siete invitati come ragazzi o come genitori e animatori per cercare insieme il modo migliore in cui crescere nel fisico, nel carattere, nella disponibilità al servizio e prepararci ad essere uomini e donne che hanno qualcosa da offrire alla società di oggi e di domani. Piero Demaria i.m.c. - Carla Paterniti

Incontri in parrocchia per superare ogni barriera UN SOLO MONDO Dall’autunno dello scorso anno, un gruppo di laici della parrocchia SS. Crocifisso di Roma ha promosso un ciclo di incontri dedicati ai temi della globalizzazione, con lo scopo di riflettere insieme sui profondi cambiamenti che interessano la storia di oggi e vivere consapevolmente da cristiani con fede matura e incarnata. L’anno paolino ci ricorda che si è mis-


sionari se si sa guardare al mondo senza confini, entrare in dialogo con le culture, proporre una speranza autentica. La globalizzazione del pianeta è effettiva: assistiamo ogni giorno a movimenti di popoli ed a confronti/scontri di culture, a paure diffuse circa la perdita di identità, al dilagare dell’individualismo e della xenofobia; la crisi economica mondiale mette in luce i costi dei miti del potere, del denaro e dell’immagine; l’eccessiva fiducia nell’ottimismo liberistico e nel successo del libero scambio. Nella nostra parrocchia vivono tanti cristiani sensibili e generosi; abbiamo perciò pensato di offrire loro uno spazio di pensiero, di comunicazione, di amicizia, avviando in modo semplice ed aperto questi incontri, intitolandoli “Un solo mondo”, a significare che il mondo è unito e le vite dei popoli sono connesse le une alle altre. L’invito di Benedetto XV per “Una nuova generazione di laici cristiani impegnati, capaci di cercare con competenza e rigore morale soluzioni di sviluppo sostenibile” riassume lo scopo dell’iniziativa. Per quest’anno, il filo conduttore degli incontri è l’America Latina, continente di cui si parla poco, in cui vivono milioni di cristiani e di poveri che tentano di trovare una speranza concreta per vivere nella fraternità, nella giustizia, nella pace. E’ importante dire che “Un solo mondo” è aperto a tutti, anche nella preparazione degli argomenti; gli organizzatori sono laici “qualsiasi” della parrocchia, non costituiscono un gruppo e non appartengono a movimenti. Ci rivolgiamo perciò ai tanti laici che frequentano la Parrocchia del SS. Crocifisso e che incontriamo a Messa, al catechismo, agli incontri di preghiera: partecipate a questa iniziativa, è un modo piccolo ma concreto di tenere aperti il cuore e la mente, per condividere qualcosa di noi stessi e vivere una fede consapevole ed attuale. A.Fortino

Diamo il nostro indirizzo a Gesù

Gesù ci ama a tal punto che, quando soffriamo, vorrebbe poter stare vicino a noi per consolarci, sostenerci, farci sentire amati. Spesso però gli elementi umani ci sono di ostacolo: se non posso uscire di casa come faccio ad andare fino in chiesa ad ascoltare la Messa e poter ricevere Gesù nella Santa Eucarestia? Se sono costretta in un letto dalla mia malattia, come posso pensare di poter fare tutto ciò? Però, se do l’indirizzo di casa mia a Gesù ecco che il bel miracolo si compie: è Lui che come un caro e vecchio amico viene subito a trovarci. E’ quanto mi è accaduto di recente. Mi chiamo Fausta e sono 4 anni che sto curando un cancro. Dopo una pesante ricaduta che mi ha immobilizzata a letto, avevo chiesto a don Pino di poter ricevere qualche volta la Santa Comunione e, con mia grande gioia, mi è stato donato di ricevere la Santa Eucarestia tutti i giorni: tutti i giorni Gesù viene da me e mi sostiene, mi fa compagnia, mi allieta! Vi assicuro che è una condizione meravigliosa. Non temete di provare; è un dono che tutti dovremmo accettare dal Signore. Con simpatia e affetto Fausta

17


Attività del Centro Sportivo Italiano Finalmente, dopo quasi un anno, Il C.S.I. ( Centro Sportivo Italiano ) e la Parrocchia S.S. Crocifisso hanno permesso a 30 bambini ( ma il numero cresce ogni giorno ) di poter crescere attraverso lo sport. Dal 26 settembre è infatti partita l'attività sportiva attraverso corsi di calcio a 5 per bambini e bambine dai 6 ai 14 anni. L'obiettivo è quello di creare un gruppo di atleti - amici che possano crescere attraverso questa esperienza sia tecnicamente ma soprattutto a livello educativo, per mezzo di quei valori cristiani di vita che sono anche alla base del patto associativo del C.S.I.. L'impianto sportivo, preso in gestione dal C.S.I., oltre a usufruire di due campi da calcetto e da uno spogliatoio ha in dotazione un campo polivalente di pallavolo e pallacanestro...chi manca sono i bambini... Le iscrizioni sono sempre aperte per concludere numerosi questa stagione e per preparare quella futura. Vi aspettiamo quindi per uno sport sano e divertente!

Informazioni Utili Parrocchia 18

Parroccchia SS. Crocifisso Via Bravetta, 332 00164 ROMA Tel. 06.66153856 – Fax 06.66140506 Orari Ufficio Parrocchiale. Martedì, Mercoledì, Venerdì : 10,00 – 12,00 ; 16,30 – 18,30 Giovedì : 16,30 – 18,30; Sabato: 10,00 – 12,00 Dal 15 giugno al 15 Settembre : stessi giorni solo pomeriggio 17,00 – 19,00 Orario Sante Messe feriali e festive. Feriali: 8,00; 18,30 (19,00 ora legale) Festive: 8,00; 9,00; 10,30; 12,00; 18,30 (19,00 ora legale) Festive dal 1 luglio al 1 settembre : 8,00; 10,30; 19,00 Orario confessioni. Tutti i giorni (mattina e pomeriggio) durante le Sante Messe


Notizie Flash

4 OTTOBRE 2008 BEATIFICAZIONE P. PIANZOLA Un gruppo di parrocchiani guidati dal Parroco, Don Pino Sorrentino, partecipa alla beatificazione del Venerabile Servo di Dio, Padre Francesco Pianzola, fondatore della Famiglia religiosa delle nostre Suore Missionarie di Regina Pacis, via Bravetta, 267. Il Rito si svolge presso la Cattedrale di Vigevano e viene presieduto da Sua Emminenza, il Cardinale José Saraiva Martins, Prefetto Emerito della Congregazione delle Cause dei Santi e delegato del Santo Padre, alle ore 15,30. Il gruppo dei pellegrini raggiunge la bellissima Piazza Ducale, pure gremitissima di gente, fin dalle prime ore del pomeriggio. Il clima è quello dell’attesa dei grandi eventi, che introducono alla solennità del mistero che si fa silenzio, contemplazione, comunione e gioia inesprimibile. Già la stessa preparazione alla Celebrazione eucaristica orienta gli animi al cammino di santità come chiamata per tutti e per tutti realizzabile. Nella semplicità più vera con il rito della Beatificazione, in particolare con lo svelamento del grande poster del Beato veniamo presi e coinvolti emotivamente nella sacralità dei gesti della liturgia, in cui diventa palpabile la presenza misteriosa dello spirito ecclesiale di comunione. DONARE IL SANGUE Due volte l'anno nella nostra parrocchia c'è la possibilitàdi donare il sangue grazie all'AVIS, che mette a disposizione un'autoemoteca e personale specializzato.Donare il sangue è utile per gli altri ma anche per noi stessi, perchè proprio grazie alle analisi che vengono effettuate gratuitamente dopo la donazione, molti donatori hanno scoperto di avere delle malattie di cui non erano a conoscenza ed hanno avuto la possibilità di curarle in tempo. Un grazie particolare a tutti coloro che donando un po' del loro sangue hanno aiutato qualcuno a vivere più a lungo. Appuntamenti passati e futuri : 16 novembre 2008, 19 aprile 2009 e 22 novembre 2009 PER GIOCARE A SCACCHI Ogni sabato pomeriggio dalle 16,00 in poi l’associazione scacchistica “Alfiere” intrattiene, presso la sala parrocchiale, chi vuole imparare a giocare a scacchi o chi – superate le prime prove di apprendimento – vuole cimentarsi in un incontro ad alto livello. Per informazioni telefonare al 335/75.11.267 o direttamente in Parrocchia.

PELLEGRINAGGIO A POMPEI Il 21 marzo si è svolto un pellegrinaggio al Santuario della Madonna del Rosario di Pompei e al pomeriggio a una visita a Pozzuoli sulle orme dell'Apostolo Paolo.

19


Notizie Flash 20

GIORNATA DELLA VITA Anche quest’anno, come è ormai tradizione, la nostra parrocchia ha celebrato in modo particolare la giornata per la Vita giunta alla sua XXXI edizione e coincisa con la domenica 1° febbraio, avente per titolo:”La forza della vita nella sofferenza” secondo il messaggio emanato per l’occasione della CEI. Il gruppo parrocchiale “Vi ho chiamati amici” ha curato tutti i contatti con il Movimento per la Vita ed animato ogni aspetto della giornata coinvolgendo i bambini ai quali sono stati donati un palloncino e dei dolci in segno di festa, cose che gli stessi hanno dimostrato di gradire molto: è importante, infatti, far passare ai bambini il messaggio che la vita è collegata ad un’atmosfera di festa e di gioia. UNA DOLCE INIZIATIVA Domenica 15 febbraio all’uscita di ogni Messa, hanno potuto fruire di una gradita offerta, a modico prezzo, di torte, dolci, liquori, tutti di autentica provenienza “casalinga”. La risposta è stata gioiosa; il ricavato devoluto alle Missioni OMI nel mondo. PARROCCHIA ON LINE Vuoi conoscere le ultime sulla Parrocchia? Notizie sulla preparazione al matrimonio o ai battesimi? Qualcosa sulla storia della comunità o riguardo la festa patronale o altro? Puoi recarti personalmente presso la segreteria parrocchiale (a proposito quali sono gli orari?) o fare una visita al Sito della Parrocchia. Nato nel Marzo 2007, www.santissimocrocifisso.net vuole essere un mezzo semplice di comunicazione moderna e ha un riferimento di posta elettronica per qualsiasi richiesta e informazione: info@santissimocrocifisso.net. Il sito conta più di 100 pagine, circa 3000 files, più di 1900 immagini, 8607 collegamenti ipertestuali (per intenderci quelli che ti permettono con un click di passare ad una nuova pagina): gli addetti ai lavori capiranno che sono numeri notevoli per un sito di parrocchia anche se tanto ancora rimane da fare. Senza ardue pretese e con mezzi rudimentali vogliamo esserci anche noi in questa grande rete on line: vieni a visitarci! Hanno parlato di noi:


Si ringrazia ...

21


Si ringrazia ...

22


23



Comunità Viva