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Maggio 2019

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IED FIRENZE I Creative Days sono workshop gratuiti rivolti agli studenti delle classi 4^ e 5^ delle Scuole Medie Superiori e offrono l’opportunità di tradurre la creatività in un progetto reale. Sperimenta l’attività didattica e i laboratori IED nelle nostre sedi e non perdere l’occasione di metterti alla prova! FIRENZE | MILANO | BARCELONA | CAGLIARI | COMO | MADRID | RIO DE JANEIRO | ROMA | SÃO PAULO | TORINO | VENEZIA


Da non perdere

Sipario

Birdwatching Fiorentino

Letture d'autore

Di petalo in petalo Best Travel 2019 Event Horizon

Agenda di Maggio

Accadde a Maggio

Un giro al cinema Esseri Urbani Undici Proverbi Fiorentini

Casa Jazz

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Aperture di primavera Florence Cocktail Week

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Parla come mangi Gole Profonde

Lessico Elettorale

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Frastuoni

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Tutto torna... o quasi Il tempo delle cose

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Casa Siviero

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Erasmus mon amour

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Editoriale

Oroscopo

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Potere e Virtù di GABRIELE AMETRANO

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on poteva essere migliore il titolo della LXXII edizione del Festival del Maggio Musicale Fiorentino, che inaugurerà il suo programma il 2 maggio, proprio il giorno in cui ricorrono i cinquecento anni dalla morte di Leonardo Da Vinci. “Potere e virtù” racchiude nel suo significato la potenza della musica, l’evocazione della composizione, l’educazione della cultura, il genio. Un titolo che prendo in prestito per andare oltre perché nei prossimi giorni Firenze troverà in queste parole la sua migliore rappresentazione. Ci prepariamo al voto delle elezioni amministrative, a quello per le europee, allo sbocciare dei fiori, all’inizio del lungo cartellone dell’Estate Fiorentina. Sarà un turbinio di responsabilità ed emozioni, tra scelte civiche e culturali. La politica è cultura, e la cultura politica.

Non credo ci siano confini tranne che negli aspetti formali che le distinguono. Mettere una croce sulla scheda dentro l’urna non è certo vibrare alle note di una sinfonia di Mahler, ma comporta la stessa partecipazione e la stessa necessaria responsabilità. Forse a me piace sognare ma sarebbe meraviglioso che ci fossero code davanti ai seggi e poi la stessa immancabile voglia di seguire uno dei tanti appuntamenti culturali dell’Estate. Sarebbe sintomo di responsabilità, di coscienza di quel potere che donano i diritti dei cittadini ma anche di comprensione della virtù, che nella nostra città veste gli abiti della cultura. Potremmo finalmente in questi giorni - e spero anche in quelli a venire - dichiararci liberi perché alla fine anche quel Gaber tanto amato lo diceva: “libertà è partecipazione”.

IN COPERTINA

Respira la primavera di Alexandra Wong

Iscrizione al Registro Stampa del Tribunale di Firenze n. 5892 del 21/09/2012 N. 73 - Anno VIII - Maggio 2019 - Rivista Mensile ISSN 2612-2294

Alexandra Wong è un'illustratrice cinese-americana di Milwaukee. Dopo essersi laureata in belle arti ha scelto di abitare a Firenze dove vive oramai da 5 anni, durante i quali si è imbattuta in un'altra laurea, un marito e un cane. web: alexandrawongart.com instagram: @alliealliewong

Proprietario: Associazione Culturale Lungarno Editore: Tabloid Soc. Coop. • Firenze • N. ROC 32478 Direttore Responsabile: Gabriele Ametrano Stampa: Tipografia Baroni e Gori srl • Prato

Nessuna parte di questo periodico può essere riprodotta senza l’autorizzazione scritta dell'editore e degli autori. La direzione non si assume alcuna responsabilità per marchi, foto e slogan usati dagli inserzionisti, né per cambiamenti di date, luoghi e orari degli eventi segnalati. PER INFO E PUBBLICITÀ tel. 055 6587611 e-mail: commerciale@tabloidcoop.it

I contenuti di questo numero sono a cura dell'Associazione Culturale Lungarno. Per la loro realizzazione hanno collaborato: Gabriele Ametrano, Mattia Guidi, Alessandra "Luchadora" Marianelli, Jacopo Aiazzi, Matteo Azzaroli, Alba Parrini, Marco Pistoia, Martina Vincenzoni, Brando Niccolai, Marta Pancini, Riccardo Morandi, Tommaso Chimenti, Caterina Liverani, Michele Baldini, Marielena Fabris, Enrico Prosperi, Serena Conforte, Francesca Corpaci, Lafabbricadibraccia, Selene Mattei, Giacomo Alberto Vieri, Luca Starita, Giulia Focardi, Gabriele Gustini, Raffaella Galamini, Marta Staulo, Tommaso Ciuffoletti, Lavinia Ferrone, Francesca Arfilli, Alexandra Wong. Coordinamento: Riccardo Morandi Editor: Arianna Giullori Progetto grafico: Francesca Arfilli L'Associazione Culturale Lungarno ringrazia la Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze per il contributo a sostegno delle attività culturali svolte.


Lessico

ELETTORALE di MATTIA GUIDI illustrazione di ALESSANDRA MARIANELLI

ELEZIONI COMUNALI Le elezioni comunali servono ad eleggere il consiglio comunale (l’assemblea che approva gli atti del comune) e il sindaco − che, prima del 1993, veniva scelto dai consiglieri comunali dopo il voto, e non direttamente dai cittadini. La legge elettorale per le comunali prevede che il sindaco eletto, che nominerà la giunta comunale con i vari assessori, si veda assegnata automaticamente una maggioranza in consiglio. Tutte le liste che vogliono eleggere rappresentanti in consiglio comunale devono essere associate ad un candidato sindaco. Le liste che hanno appoggiato il candidato sindaco che risulta vincitore si dividono proporzionalmente il 60% dei seggi in consiglio, mentre il restante 40% viene assegnato proporzionalmente alle liste che hanno appoggiato altri candidati. Per l’elezione dei consiglieri comunali è possibile indicare fino a due preferenze per candidati di diverso genere (vedi sotto) sulla scheda. Nei comuni sotto i 15.000 abitanti, è eletto sindaco il candidato che ottiene più voti. Nei comuni con più di 15.000 abitanti, da un candidato non basta ottenere più voti degli altri per diventare sindaco; bisogna anche che questi rappresentino più del 50% degli elettori che hanno partecipato al voto. Se nessun candidato ottiene almeno il 50% dei consensi, per eleggere il sindaco si va al ballottaggio (vedi sotto) fra i due candidati che hanno ottenuto più voti.

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ELEZIONI EUROPEE Le elezioni europee si tengono ogni cinque anni per rinnovare il Parlamento europeo, che è uno dei due organi che approvano le “leggi” dell’Unione Europea (l’altro è il Consiglio, dove siedono i ministri degli stati membri). Il Parlamento europeo è attualmente composto da 751 europarlamentari (saranno 705 con l’uscita della Gran Bretagna) ed è l’unico organo dell’Unione eletto direttamente dai cittadini. Anche se le elezioni politiche nazionali normalmente attraggono più interesse, i risultati delle europee hanno effetti importanti sulle nostre vite: il Parlamento europeo, infatti, approva i regolamenti e le direttive europee, che influenzano quasi tutte le leggi approvate dai parlamenti nazionali, e deve approvare la composizione della Commissione europea. Queste elezioni, quindi, avranno un impatto forte sulle politiche europee e nazionali dei prossimi cinque anni. Per questo voto, ogni paese elegge un numero fisso di rappresentanti, che dipende dalla sua popolazione: per l’Italia saranno 76, circa l’11% degli europarlamentari. Il sistema elettorale che l’Italia usa per le europee è di tipo proporzionale (i seggi sono divisi proporzionalmente rispetto al numero di voti ottenuti dai partiti) con uno sbarramento al 4% (che vuol dire che una lista che ottiene meno del 4% non otterrà nessun seggio) e la possibilità di esprimere fino a tre preferenze (vedi sotto).

BALLOTTAGGIO Il ballottaggio è un sistema per assegnare la vittoria in un’elezione in cui si debba eleggere una persona per una carica (presidente, sindaco, etc.). Lo scopo del ballottaggio è evitare che il vincitore sia rappresentativo di una parte troppo piccola di elettori. Specialmente se ci sono molti candidati, può accadere che il candidato con più consensi abbia comunque raccolto una percentuale relativamente bassa di voti (per esempio il 20%). Per questo si prevede un secondo turno a cui accedono solo i due candidati più votati. Di solito, la soglia che fa “scattare” il ballottaggio se non superata è quella del 50% dei voti espressi. Fuori dall’Italia, il ballottaggio è usato per alcune elezioni presidenziali − vedi il caso recente del Brasile, o le presidenziali in Francia, Austria, Portogallo. In Italia, il ballottaggio è previsto solo nelle elezioni comunali (vedi sopra), per i comuni con più di 15.000 abitanti. Non è previsto per le elezioni regionali − con l’eccezione della Toscana, che ha modificato la sua legge elettorale nel 2014, prevedendo un ballottaggio per l’elezione del presidente se nessun candidato ottiene più del 40% dei voti.

PREFERENZE Le preferenze sono un sistema per decidere quali candidati debbano essere eletti in un’assemblea (consiglio comunale, consiglio regionale o parlamento) quando si vota con un sistema proporzionale. Se facciamo l’esempio di un’assemblea dove ci sono 10 seggi da assegnare, e tre partiti che hanno ottenuto rispettivamente il 50%, il 40% e il 10%, i seggi da assegnare saranno rispettivamente 5, 4 e 1. I candidati che ottengono il seggio, normalmente, sono “pescati” da una lista presentata dai partiti. In assenza di preferenze, il primo partito elegge i primi 5 candidati della lista, il secondo i primi 4 e il terzo solo il primo. Le preferenze permettono all’elettore di cambiare l’ordine di lista deciso dal partito, scrivendo sulla scheda il nome del candidato che vorrebbero fosse eletto. In Italia le preferenze sono usate per le elezioni comunali, regionali ed europee − non per le elezioni politiche. Le preferenze sono viste positivamente da alcuni, come uno strumento che dà più potere all’elettore, mentre i critici sottolineano come possano incentivare il voto clientelare e accentuare le divisioni all’interno dei partiti. È un dato di fatto che in Italia siano molto più usate dagli elettori del sud che da quelli del centro e del nord.

SONDAGGI / EXIT POLL I voti veri si contano alle elezioni, ma i partiti e coloro che seguono la politica (per passione o per professione) hanno spesso interesse a stimare il consenso dei partiti in altri momenti − questo è lo scopo dei sondaggi elettorali. Per fare questa stima, si chiede l’intenzione di voto a un campione (cioè a un sotto-insieme) della popolazione. Perché la stima sia affidabile, il campione dev’essere il più possibile rappresentativo della popolazione − deve cioè essere il più possibile simile alla popolazione, anche se in scala ridotta. In Italia, la legge vieta la pubblicazione di sondaggi elettorali nelle due settimane che precedono il voto − un divieto che a molti sembra ormai fuori dal tempo (con i sondaggi che comunque continuano a essere realizzati nel periodo di divieto, e diffusi più o meno “clandestinamente” sulla rete). Un particolare tipo di sondaggio è rappresentato dagli exit poll, che vengono realizzati il giorno dell’elezione per poter dare una stima dei risultati appena i seggi sono chiusi (visto che passano diverse ore prima che i risultati ufficiali siano disponibili). Gli exit poll, come dice la parola, sono realizzati all’uscita dei seggi, da incaricati delle società di rilevazione che chiedono agli elettori appena usciti da un seggio per quale partito o candidato abbiano votato.

Mattia Guidi è docente di scienza politica presso il Dipartimento di scienze sociali, politiche e cognitive dell’Università di Siena. In precedenza, ha svolto ricerca e insegnato presso il Collegio Carlo Alberto (Torino), la LUISS (Roma), e la Scuola Normale Superiore (Firenze). La sua attività di ricerca riguarda principalmente le politiche economiche e di regolazione, a livello nazionale ed europeo.

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ERASMUS di JACOPO AIAZZI foto di MATTEO AZZAROLI

L’

Unione Europea oltre ad avere il grande merito di aver prosciugato i conflitti tra gli stati del continente, è riuscita nel tempo a creare amore tra i popoli, e persino nuova vita. Letteralmente. Tutto questo anche, se non soprattutto, grazie all’Erasmus ovvero la possibilità per gli studenti universitari europei di trascorrere un lasso di tempo - dai 3 mesi ad un anno - presso un altro paese proseguendo il proprio percorso di studi e conoscendo nuove persone e nuove culture. «L’Erasmus ha creato la prima generazione di giovani europei. Io la chiamo una rivoluzione sessuale, un giovane catalano incontra una ragazza fiamminga, si innamorano, si sposano, diventano europei come i loro figli», disse Umberto Eco. In poco più di tre decenni di Erasmus (iniziato il 14 maggio del 1987, ndr) circa 5 milioni di ragazzi sono andati a studiare oltreconfine, aggiungendo anche gli scambi tra giovani, gli studenti dei professionali, i docenti, i volontari e il personale Erasmus Mundus, la cifra arriva a circa 10 milioni. E oltre un milione di bambini sarebbero nati da coppie conosciutesi durante il soggiorno di studi all’estero. Solo nell’Università di Firenze nel biennio 20152016, secondo le rilevazioni dell’agenzia Erasmus+/ Indire, ci sono stati oltre mille studenti in partenza per un’esperienza all’estero, mentre l’Università di Pisa poco più di 800 (entrambi gli atenei si trovano nella ‘top 10’ d’Italia, al settimo e ottavo posto, ndr.). Le destinazioni più ambite sono Spagna, Germania, Francia e Portogallo per la mobilità a fini di studio. Ma la Toscana, in particolare Firenze, è soprattutto una meta privilegiata per gli studenti stranieri: nel biennio 2015-2016 risultano 1.713 studenti ospitati di cui il 70% studentesse, arrivati da Spagna, Germania e Francia. Ad attirare gran parte degli studenti stranieri è la ricchezza di arte e architettura presente nel nostro territorio. E fu proprio una studentessa straniera di architettura a farmi conoscere “l’effetto Erasmus”. Nei primi anni del 2000, mentre la moneta unica si consolidava, conobbi il mio primo grande amore giovanile. In una casa di viale dei Mille vivevano tre ragazze spagnole e una lituana, tutte impegnate nell’esperienza estera di studi, e due italiane fuorisede. Ricordo che le ragazze spagnole lamentavano il grande carico di lavoro dell’università italiana, mentre la lituana si godeva una sorta di vacanza stupendosi del fatto che molti studenti di Architettura del secondo anno ancora non sapessero disegnare a mano un palazzo. Scoprii presto che Estonia-Lettonia-Lituania non erano solo la filastrocca imparata a memoria alle scuole me9

die durante le ore di geografia. La ragazza lituana si chiama Renata. Da quando aveva 16 anni ha vissuto fuori dalla casa dei genitori pagandosi un affitto e studiando, fu lei a farmi conoscere i primi social network, la zuppa di funghi servita dentro un cestino di pane nero e la loro “rivoluzione cantata” del 1988 per l’indipendenza dei Paesi Baltici da Mosca, dove da Tallinn a Vilnius, passando per Riga, i cittadini dei tre paesi realizzarono una gigantesca catena umana tenendosi per mano e riunendo così le tre capitali dell’est Europa. Dopo i 6 mesi di Erasmus lei tornò in Lituania e continuammo a stare insieme visitandoci di tanto in tanto. Feci il bagno nel mar Baltico, sulle spiagge ricoperte da piccoli frammenti di ambra, visitai Vilnius durante un coloratissimo festival di musica di strada, ammirai la statua del lupo meccanico che apparve in sogno al fondatore della futura capitale lituana e mi stupii dei supermercati aperti h24 (a quel tempo erano più assurdi del lupo meccanico). Dopo alcuni anni, si trasferì ad Oslo e la nostra storia finì. Sempre a Firenze Francesco conobbe Kristina, anch’essa studentessa Erasmus di Architettura, ma la loro storia andò diversamente dalla mia. “Ci siamo conosciuti una decina di anni fa - racconta Francesco - e dopo qualche anno ci siamo trasferiti a Londra, un po’ per cercare più opportunità lavorative un po’ perché Kristina voleva vivere in una grande metropoli. A Londra ci siamo sposati e dopo poco abbiamo avuto due gemelli, Karl e Nicholas, che oggi hanno un anno e mezzo e la cittadinanza italiana. A breve faremo richiesta anche per quella lituana”. Anche per Lucia e Alberto, Firenze è stata una meta importante: lei studiava da fuorisede, lui in Erasmus dalla Spagna. Si sono conosciuti e innamorati ad una festa universitaria e oggi vivono a Barcellona. “Maria, nostra figlia, ha tre anni. Vorremmo avesse la doppia cittadinanza, ma il governo di Madrid concede la cittadinanza spagnola solo se si rinuncia a quella precedente, per questo ha solo quella italiana. Ma sta comunque crescendo come cittadina europea, proprio come ci sentiamo noi, nonostante la cittadinanza”. Maria, Karl, Nicholas e tutti i bambini nati per “l’effetto Erasmus” sono forse la prima generazione di cittadini veramente europei, quelli che probabilmente non riusciranno mai a pensare all’Unione come ad un groviglio di confini, frontiere e muri. Ma c’è anche chi vede altri aspetti della stessa medaglia, finendo per ribattezzare il progetto Erasmus in “Orgasmus”, ovvero un semplice insieme di feste a base di sesso e sbronze in una sorta di nevrosi dissociativa (“The Ultimate Erasmus-Orgasmus Experience” è il titolo di un post apparso sul sito The Oxford Student, solo per fare un esempio tra i tanti). Insomma, solo fattori positivi.


DAL 2 MAGGIO AL CINEMA STENSEN

7 GIORNI E 8 NOTTI DI MUSICA E BALLI NELLA CAMPAGNA FRANCESE

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Di petalo di ALBA PARRINI

“Sei bella come un fiore di maggio” “Se son rose fioriranno!”

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“È tutto fiori e baccelli!” o, non siamo improvvisamente impazziti. Vi abbiamo solo citato alcuni dei modi di dire più comuni riferiti al mese di maggio. Tradizionalmente questo mese è dedicato alla Madonna, ma in generale alle donne e alle rose. Se avete letto un certo Dan Brown, sapete che nell’iconografia religiosa, la rosa è Maria stessa. Questo fiore iconico infatti sbocciava soltanto a partire da maggio. Non a caso “appendere un maggio” ovvero lasciare un fiore sulla porta di una fanciulla, vuole dire omaggiarne la sua bellezza. Quale momento migliore per partecipare quindi a un’infiorata? Le infiorate sono degli eventi spot che di solito durano soltanto un weekend, in cui un paese viene “vestito a festa” con sculture, mosaici e composizioni floreali che invadono il borgo per un lasso di tempo della durata del bocciolo. La prima in ordine di importanza è l’infiorata di Noto Primavera Barocca: “Veni ca ti cuntu” questo il titolo dell’edizione di quest’anno, la quarantesima, prevista dal 17 al 19 maggio, dedicata alle storie di siciliani emigrati in America. Immaginate una lunga strada in salita, affiancata da palazzi barocchi, un tappeto fiorito che arriva fino alla sommità del pendio, fino alla facciata della chiesa di Montevergini. Immaginate un mosaico profumatissimo, dove gerbere, gerani, fiori di campo, danno luogo a scene che omaggiano la Madonna. Tutto questo è Noto Barocca, nata dall’incontro con gli artisti di Genzano che più di 200 anni fa, per devozione, cominciarono a cospargere di fiori il tragitto che portava al corpus Domini.

Altro “fiore all’occhiello” l’evento che si svolgerà a Pietra Ligure l’11 e 12 maggio. Un tripudio di arte, culture, profumi, colori ed emozioni: “Pietra Ligure inFiore”, rassegna Internazionale delle Infiorate Artistiche, giunta alla sua sesta edizione. Quest’anno la cittadina sul Tigullio ospiterà ben 42 delegazioni internazionali. Portogallo, Spagna, Germania, Belgio, Austria, Ungheria, Polonia e Lituania saranno gli ospiti d’onore della grande infiorata che è diventata un punto di riferimento e un eccezionale momento di festa per tutta la Riviera dei Fiori. In questo viaggio floreale lungo la penisola, facciamo anche tappa vicino casa, a Scarperia. L’evento più atteso della primavera mugellana, previsto il 25 e 26 maggio, è un’occasione unica per vedere il bellissimo centro storico di Scarperia, uno dei Borghi più belli d’Italia, completamente invaso da una moltitudine di petali colorati. L’evento a ingresso gratuito, si snoderà lungo la via principale del centro storico, Via Roma, e nelle due piazze, Piazza dei Vicari e Piazza Clasio, tra la sera del sabato e la mattina della domenica. Scuole, associazioni, commercianti e cittadini si riuniranno per realizzare quadri floreali enormi e coloratissimi. Concludiamo questo breve viaggio con un evento tutto fiorentino. A maggio infatti è imperdibile una visita al Giardino dell’Iris, che ogni mercoledì, fino al 20 maggio, propone propone anche un corso per imparare a disegnare i fiori dal vivo. Pronti a essere ispirati?

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BEST IN TRAVEL 2019 Pianeta Solitario? Beh, non proprio. Siamo certi che la Lonely Planet infatti non sarà poi tanto solitaria a Villa Bardini, il 21 maggio alle ore 18.30, nell’evento che presenterà in esclusiva i “Best in travel Europe 2019”, nell’ambito degli incontri “Talk a Villa Bardini” a cura della Fondazione CR Firenze e in collaborazione dell’Associazione Culturale Wimbledon. È proprio sul belvedere con la vista più strepitosa di Firenze che la storica guida, divenuta ormai punto di riferimento per tutti i viaggiatori del mondo, ha deciso di svelare le mete “must-see” del 2019 in Europa. Bocca chiusa da parte di tutti gli speaker e gli autori della Lonely Planet stessa su quali saranno le mete segnalate. Europee certamente, italiane chissà. Un appuntamento imperdibile per tutti i backpackers, i viaggiatori zaino in spalla, ma non solo per loro. È infatti la prima volta che questi luoghi vengono annunciati pubblicamente con un evento e Lonely Planet ha scelto Firenze, sottolineando come la città si avvii a grandi passi verso un’ospitalità del turismo consapevole e non più turismo mordi e fuggi. E allora, zaino in spalla verso Villa Bardini! A.P.


San Patrignano Work in progress Dopo la Triennale a Milano, Palazzo Drago a Palermo, il Maxxi di Roma e Santa Giulia a Brescia, dal 26 ottobre al 3 novembre 2019, la mostra itinerante “San Patrignano. Work in progress” sarà ospitata anche a Firenze, nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio. Annunciata in conferenza stampa il 18 marzo, la collezione nasce per volontà della Fondazione San Patrignano e raccoglie le opere di artisti contemporanei donate alla Comunità di recupero nel 40° anno della sua nascita, avvenuta nel 1978 grazie a Vincenzo Muccioli, da collezionisti, gallerie e dagli artisti stessi. Con questo nuovo progetto sono stati pensati nuovi possibili investimenti di natura straordinaria molto importanti per lo sviluppo delle attività e per il mantenimento delle attuali strutture, che già oggi accolgono gratuitamente oltre 1300 giovani in percorso. Prendendo ispirazione dalle grandi fondazioni anglosassoni, è stato intrapreso il primo modello di sovvenzione tramite collezioni di opere d’arte contemporanea come riserva patrimoniale, coinvolgendo artisti, galleristi e collezionisti che hanno creduto e credono nel progetto e

www.cittametropolitana.fi.it/category/cultura/

che apprezzano il lavoro svolto dalla comunità. Le relazioni tra gli artisti stanno dando vita anche ad attività di collaborazione tra gli artisti stessi e i ragazzi e le ragazze di San Patrignano. Inoltre, in una prospettiva di comune condivisione e sensibilità, le opere affrontano i temi al cuore della comunità di San Patrignano: l’emarginazione, il disagio sociale, l’accoglienza, la rinascita. Questa quinta esposizione quindi, è un’ulteriore conferma di un vivace percorso nato da un’intuizione che reinventa il rapporto tra pubblico e privato sociale che diviene un sistema virtuoso a beneficio dell’individuo. Sponsor dell’iniziativa BMW Group e Gruppo Salvatore Ferragamo. La mostra sarà aperta gratuitamente al pubblico e proporrà una selezione di una ventina d’opere. Fra gli artisti in esposizione si possono citare Vanessa Beecroft, Alessandro Busci, Giorgio Griffa, Agnes Martin, Davide Monaldi, Yan Pei Ming, Michelangelo Pistoletto, Julian Schnabel, Sandro Chia, Silvio Wolf ed Enzo Cucchi.

A cura della Città Metropolitana di Firenze


RODOLFO SIVIERO LO

007 dell’arte di MARCO PISTOIA

S

ebbene Firenze sia meta di globali pellegrinaggi volti ad ammirare contemplare e fotografare lo sterminato patrimonio artistico cittadino, oscura e sconosciuta ai più è la storia dell’uomo che, con determinazione, sfrontatezza e coraggio, lo ha difeso. Il suo nome è Rodolfo Siviero. Agente segreto fascista ma detective partigiano, raffinato salottiero e rustico segugio, topo da biblioteca e inguaribile sciupafemmine. Di nome Rodolfo come Valentino, il suo amore per il gentil sesso era secondo solo a quello per l’arte. Fascista della prima ora, viene arruolato come agente segreto nel Sim (Servizio Informazioni Militari). Sotto la copertura di una borsa di studio in storia dell’arte nel 1937 il governo lo spedisce in Germania a spiare i non ancora alleati tedeschi. Di stanza a Berlino, studia e conosce i metodi del Kunstschutz, corpo militare addetto alla protezione del patrimonio artistico nazionale. Preoccupato dalla crudeltà e spregiudicatezza nazista, che bolla come “feroce e stupida”, di ritorno in Italia allaccia i primi contatti con gli Alleati e con i movimenti antifascisti. Costituisce una fitta rete d’informatori e d’infiltrati e dal suo quartier generale – un villino su Lungarno Serristori - inizia l’attività di sabotaggio di acquisti illegali e di ruberie di opere d’arte in atto da parte

dei nazisti. Ora può finalmente mettere insieme le sue due anime principali: appassionato d’arte e spia sotto copertura. Se non può entrare nella storia dell’arte da protagonista, adesso se ne può ergere a paladino. Innumerevoli le sue mirabolanti avventure. Con astuzia e inganni recupera a Fiesole la collezione privata di Giorgio De Chirico e a San Giovanni Valdarno un’Annunciazione del Beato Angelico, destinata alla collezione provata di Göring. La sua attività doppiogiochista è tanto ardimentosa quanto pericolosa. Nel 1944 viene catturato dalla Banda Carità, imprigionato e torturato a Villa Triste, al n. 67 di Via Bolognese. Terminato il conflitto, il Governo gli affida ufficialmente il compito di recuperare le opere d’arte trafugate e Siviero viene designato “Capo Ufficio Recuperi”. Nel 1948 ottiene la modifica dell’art. 77 del Trattato di Pace di Parigi e negozia la restituzione delle opere d’arte acquistate illegalmente dai gerarchi nazisti prima dell’armistizio. Tra queste la Danae di Tiziano, la Leda di Tintoretto, il Discobolo Lancellotti e la celebre Madonna del Solletico del Masaccio. Il suo passato chiaroscurale e i suoi metodi spregiudicati hanno generato nei suoi confronti invidie e antipatie bipartisan. Comprensibile, per un agente segreto fascista e antifascista insieme, che disinvol-

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to si faceva fotografare con un ritratto del ‘400 nella mano sinistra e una sigaretta in quella destra. Che si atteggiava a signore del Rinascimento circondandosi a casa delle opere recuperate, trattenute un po’ presso di sé prima di riconsegnarle ai legittimi proprietari. Se gran parte del nostro patrimonio artistico è ancora integro e ammirabile dai nostri occhi e da quelli delle future generazioni grazie alla spettacolare opera del Siviero, questi non è mai stato assunto con contratto regolare e si è visto riconoscere la pensione solo da morto. Rodolfo Siviero muore nel 1983 e la sua salma riposa nella Cappella San Luca del Convento della Santissima Annunziata. Tra il Cellini e il Pontormo giace Siviero, ultimo a ottenere il privilegio di essere sepolto accanto agli artisti. La traccia tangibile del suo temerario percorso oltre che agli Uffizi, a Palazzo Pitti e in altri numerosi musei sparsi per la penisola, si può ancora ammirare nel Villino sul Lungarno Serristori, donato con disposizione testamentaria alla Regione Toscana, che ne ha ricavato il Museo Casa Siviero. Vagando per le stanze eleganti zeppe di opere d’arte, ci si può affacciare dalla finestra del suo piccolo studio e ammirare Firenze. La stessa raffinata e artistica Firenze che lui ha protetto e difeso con visionario coraggio.


4 CITTÀ METROPOLITANA DI FIRENZE


EVENT HORIZON UOMINI IN BILICO SUL CIGLIO DELLE POSSIBILITÀ di MARTINA VINCENZONI

“M

foto di BRANDO NICCOLAI

a quello c’è sempre stato?”, “Oddio, pensavo si buttasse!”, e via dicendo. Ho portato una classe in piazza della Signoria pensando di parlare dei Medici e mi sono trovata, invece, a cercare risposte a domande sulle quali ero ben poco preparata. “Si tratta di una scultura di un artista che sta attualmente esponendo agli Uffizi, Antony Gormley”, ho tagliato corto. Ma la mia coscienza non poteva ignorare che in quella frase si esauriva la mia conoscenza sull’argomento. Sono corsa ai ripari e ho appreso che Event Horizon è l’ultima di una lunga serie di installazioni che hanno preso vita in diverse città del

mondo: Londra (2007), Rotterdam (2008), New York (2010), São Paulo e Rio de Janeiro (2012), Hong Kong (2015). Tutte prevedono la presenza di una figura umana in fibra di vetro, modellata sul corpo dell’artista, che si affaccia da grattacieli ed edifici particolarmente rappresentativi della città. Dovunque, gli interventi dell’artista sullo skyline delle città hanno destato stupore e preoccupazione: “Le persone si fermano. Ne notano una; immediatamente fermano qualcun altro per la strada, indicando la statua col dito. Ne derivano assembramenti di persone, e piuttosto in fretta essi si rendono conto dell’ambiente che li circonda in modo del tutto nuovo”. Lungi dal voler richiamare l’idea di suicidio, Gormley chiama in causa

piuttosto quella di terapia, in particolare l’agopuntura: “l’inserimento di una scultura è come quello degli aghi dell’agopuntura in un corpo collettivo. Il punto è proprio osservare come il corpo, inteso come un intero, reagisce a queste presenze”. Il principio è quello del rovesciamento: le persone osservano una figura che osserva; si chiedono cosa ci faccia lassù ed essa riflette la domanda uguale e contraria: e voi cosa ci fate laggiù? “Il principio dinamico dell’opera è la relazione tra immaginazione e orizzonte, coinvolgendo il cittadino in un gioco di ricerca e – forse – scoperta”. La città diventa così scenario di rêverie: “l’occasione di riflettere sulla natura umana e sul nostro posto in una più ampia prospettiva”.

M AG G I O A T E AT R O TEATRO NICCOLINI FIRENZE

TEATRO DELLA PERGOLA FIRENZE

Via Ricasoli 3 - Firenze

Via della Pergola 12/32 - Firenze

Nella rete delle parole 3 maggio ore 19 iNuovi IO NEL PENSIER MI FINGO Il manovale della carità – Cantatabetocchi progetto a cura di Sauro Albisani lettura di poesie scelte di Carlo Betocchi tratte da L’anno di Caporetto

Laboratorio d’Arte 7 / 10 maggio ore 9 / 14 ILLUMINOTECNICA PARTE II Luci e corpi illuminanti docente Samuele Batistoni corso teorico e pratico di 20 ore Iscrizioni entro il 30 aprile

10 maggio ore 19 iNuovi IO NEL PENSIER MI FINGO Chimera – Operacampana progetto a cura di Sauro Albisani lettura di poesie scelte di Dino Campana Eventi speciali 4 maggio ore 17 e 18.15 iNuovi VIAGGIO NEL COCOMERO

Museo e attività per famiglie mercoledì, giovedì e venerdì ore 10 / 12 PERGOLA GRAN TOUR Italiano / inglese 24 maggio ore 10 e 12 ATTIVITÀ YOUNG di e per un pubblico di giovani

TEATRO STUDIO SCANDICCI

Via Donizetti 58 - Scandicci

StudioTeatro 10 / 12 maggio due turni: ore 19 e ore 21 Esito per il pubblico Batignani&Faloppa COSTRUIRE È FACILE? ideazione e drammaturgia Simone Faloppa spazio scenico David Batignani 17 / 19 maggio ore 21, domenica 16.45 StivalaccioTeatro SÊMI con Sara Allevi, Giulio Canestrelli, Anna De Franceschi, Michele Mori, Marco Zoppello e con Matteo Pozzobon testo e regia Marco Zoppello

www.teatrodellatoscana.it


IL TEMPO DELLE COSE Sono tempi bui. Ecco la frase che mi viene subito in mente quando penso al periodo storico che stiamo vivendo. Tempi bui, oscuri per non dire medioevali. Tuttavia tutto scorre veloce, non ti aspetta, è un periodo in cui sembra non ci sia invece il tempo di fermarsi anche solo qualche minuto. Dire stop, mettersi a sedere su una panchina, magari durante il tramonto, respirare profondamente e trovare un attimo di pace cercata, voluta, nel frastuono quotidiano.

Gustarsi quell’attimo che è destinato a finire. I giapponesi hanno una parola per esprimerlo: Mono No Aware, ovvero quando si ha una forte partecipazione emotiva verso la natura e la vita umana, consapevoli che sono entrambe destinate ad una fine, perché in continuo mutamento. Perciò ogni momento non può essere vissuto due volte, quello spicchio di sole, quella nuvoletta che passa in cielo, quello sguardo, niente dura, niente si può ripetere. Questo commuove profondamente, perché se ci fermiamo, se prendiamo del tempo, ci troviamo di fronte all’ineluttabile verità: ogni cosa è passeggera, noi per primi lo siamo. Forse dovremmo tener presente questo che ogni attimo che stiamo vivendo ha una fine e allora gli stessi rapporti umani di cui il tempo è una metrica importante, sarebbero diversi, caduchi, ma più reali. M. P.

TUTTO TORNA ... o quasi

P

di MARTA PANCINI

untuali in questo periodo dell’anno, ovvero il passaggio dall’Inverno alla Primavera, arrivano le tendenze moda. Ogni cambio armadio è accompagnato dal pensiero ossessivo compulsivo “ma questi pantaloni andranno quest’anno? Dovrei buttarli?”. Vi rispondo con una sola parola: No! Non prendiamoci in giro, nella moda come nella vita, niente si crea e niente si distrugge: per dirla alla Giambattista Vico “corsi e ricorsi storici”. Per questo parlare di nuove tendenze è solo un modo per avere la scusa di comprare capi e accessori che è molto probabile avessimo una decina di anni fa. Ma tant’è che è più forte di noi e ci caschiamo ovviamente con entrambi i piedi. Siete pronte per la magica lista che sarà il vostro (nostro) consueto breviario? • Pantaloni bianchi, rigorosamente a vita alta e leggermente scampanati e corti. • T-shirt bianca girocollo, maniche corte in cotone sottile. • Gonne lounguette in seta (color avorio, rosa pallido, ruggine e blu). • Camicette in sangallo, meglio se con maniche importanti da portare con i jeans. • Camice ed abiti nel suddetto tessuto genovese. • Abiti cosiddetti “slip dress”: camice da notte usate anche il giorno, per le più audaci direttamente sulla pelle nuda, per le più morigerate indossate con una maglietta sotto, direttamente dagli anni 90. Cercate nei mercatini vintage ne troverete molti senza spendere un capitale e saranno anche più originali. • Onnipresenti abiti a fiorellini, corti e lunghi (vi prego per voi stesse e per chi è al vostro fianco, evitate di portarli con 16

i doc martens in pieno agosto, grazie). • Anche quest’anno le borse di paglia la faranno da padrone prendendo ogni tipo di forma dalla rotonda a quella di elefante. • A proposito di bag non può mancare nella vostra scuderia di accessori, la borsa piccola rettangolare da portare sulla spalla esattamente come usava fare Rachel Green iconico personaggio di Friends. • Abitini dalla fantasia vichy e vi togliete da ogni imbarazzo. •T  utto ciò che è vintage, purché senza i buchi dei tarli. •U  n trench che fa sempre comodo, meglio se oversize. • Scarpe ultra flat: questa nuova stagione sarà il trionfo delle ballerine, dei sandali ultrapiatti (diciamo tutti in coro addio alle nostre ginocchia), le furlane in velluto da indossare con un look easy ed informale. Piccola postilla merita la sezione spiaggia e dintorni, per cui vale il diktat “less is more”: no al trucco in spiaggia, no ai tacchi che affondano sulla sabbia e no a costumi glitterati, le maschera da sirena lasciamola alle ragazze sotto i 7 anni, no a pantere, tigri e zebre. Optiamo sempre per uno stile sobrio, magari usando un altro must di stagione, il costume intero, lineare e semplice, un bel pareo in lino grezzo e l’immancabile cappello di paglia. Il mio personalissimo consiglio è quello di fare un giro dentro il vostro armadio e quello di mamme, sorelle, zie e nonne, prima di buttarvi ad occhi chiusi nella folle ricerca del capo del momento, perché si sa che le cose più belle spesso non sappiamo di averle già.


Cinema

04  ONCERTO DEL PRIMO MAGGIO C Teatrodante Carlo Monni (Campi Bisenzio - FI) ing. € 17,00

G  IORGIA “POP HEART TOUR” Nelson Mandela Forum (FI) ing. da € 36,80  CHIMERA – OPERACAMPANA Teatro Niccolini (FI) ing. da € 9,00  COSTRUIRE È FACILE? (10-11-12/05) Teatro Studio Mila Pieralli (Scandicci - FI) ing. € 5,00  MEETIC – L’AMORE SUL WEB (10-11-12/05) Teatro di Cestello (FI) ing. € 17,50  L’ALLENATORE, O IL SENSO DELLA VITA Teatri D’Imbarco (FI) ing. € 10,00  LIAN GUODONG | LEI YAN (10-11/05) PARC ex Scuderie Cascine Firenze (FI) ing. NP

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 ASSEGNA DANCE FESTIVALFIRENZE R TuscanyHall (FI) ing. NP  ULTIMO (5-6/04) Nelson Mandela Forum (FI) ing. NP  PINOCCHI Teatri D’Imbarco (FI) ing. € 10,00  EFA YOUNG AUDIENCE AWARD 2019 Fondazione Culturale Niels Stensen (FI) ing. NP  FIERA DI PRIMAVERA Viale M. Fanti (FI) ing. libero  LAS AÑEZ PARC ex Scuderie Cascine Firenze (FI) ing. NP  HAMILTON DE HOLANDA PARC ex Scuderie Cascine Firenze (FI) ing. NP  WIM VANDEKEYBUS / ULTIMA VEZ Teatro della Pergola (FI) ing. NP

T  .R. / MAGGIO ELETTRICO II – CHIARI Teatro del Maggio (FI) ing. € 5,00  ESCAPE-ISM/IAN SVENONIUS Circolo Il Progresso (FI) ing. con tessera Arci + d.p.  LEONARDO RICCI 100 (12-26/05) Ex-Refettorio di SMN (FI) ing. libero  FABIO NOVEMBRINI | ROBERTA RACIS PARC ex Scuderie Cascine (FI) ing. NP  GIOVANFRANCESCO GIANNINI PARC ex Scuderie Cascine (FI) ing. NP

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P  . PONZIANO CIARDI Teatro del Maggio (FI) ing. € 5,00  IL GIOVANE PICASSO (6-8/05) Cinema Odeon (FI) ing. € 10,00  ULP! UNA LINGUA IN PIÙ (6-11-18/05) Varie location (FI) ing. libero

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 T.R. / MAGGIO ELETTRICO I – GERMANIA Teatro del Maggio (FI) ing. € 10,00  M. COLOMBI CAVEMAN Teatro Puccini (FI) ing. da € 17,40  ELISA “DIARI APERTI” LIVE IN TOUR (11-12/05) Teatro Verdi (FI) ing. NP  MANIFATTURE FIORENTINE APERTE (11-12/05) Varie Location (FI) ing. NP  CREATIVE FACTORY (11-12/05) Piazza dei Ciompi (FI) ing. libero  CORPO, IDEOLOGIA, CONTEMPORANEITÀ PARC ex Scuderie Cascine (FI) ing. NP  TIAN TIAN PARC ex Scuderie Cascine (FI) ing. NP  ER GAO PARC ex Scuderie Cascine (FI) ing. NP

F  IORELLA MANNOIA Teatro Verdi (FI) ing. da € 35,00  TEATRO SOTTERRANEO PARC ex Scuderie Cascine (FI) ing. NP

O  RT | MARIO BRUNELLO Teatro Verdi (FI) ing. da € 15,00  TESI | VAILLANT | TROVESI Sala Vanni (FI) ing. NP

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P  HOTOSOPHY (3 - 23/05) IED Firenze (FI) ing. libero  CAMPIONATO ITALIANO GINNASTICA ARTISTICA Nelson Mandela Forum (FI) ing. da € 10,00 LA FURA DELS BAUS Stazione Leopolda (FI) ing NP  DIABLO SWING ORCHESTRA LIVE AL CYCLE Cycle (Calenzano -FI) ing. € 18,00  SOLO BANTON (FROM UK) CPA Firenze Sud (FI) ing. libero  NIKOLA PAJANOVIĆ / TEA ANDRIJIĆ Teatro del Maggio (FI) ing. da € 15,00 RACHAEL YAMAGATA Circolo Il Progresso (FI) ing. con tessera Arci + d.p.  CANTATABETOCCHI Teatro Niccolini (FI) ing. da € 9,00  IL FANTASMA DI ZAPPOLINO (3-4/05) Teatro di Cestello (FI) ing. € 17,50  LA DANZA DI SHIVA Cinema Odeon (FI) ing. € 10,00  L’ARTE SFIDA IL CONFORMISMO ETRA - Studio Tommasi (FI) ing. € 10,00  COSTIERA + LEGNO The Cage Theatre (LI) ing. € 7,00  FABBRICA EUROPA (3-12/05) Stazione Leopolda + varie location (FI) ing. NP  INA CHRISTEL JOHANNESSEN Stazione Leopolda (FI) ing. NP  OHT_LITTLE FUN PALACE (3-11/05) Stazione Leopolda (FI) ing. NP

 ANDREA PUCCI "IN...TOLLERANZA 2.0" TuscanyHall (FI) ing. da € 28,00  LIBRI A TEATRO Teatro della Pergola (FI) ing. libero  LA DANZA IN CINA FRA TRADIZIONE E CONTEMPORANEITÀ Istituto Confucio Firenze (FI) ing. NP  WU HUI (9-10/05) PARC ex Scuderie Cascine Firenze (FI) ing. NP  MICHEL PORTAL | THÉO CECCALDI Teatro della Pergola di Firenze (FI) ing.NP

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 INAUGURAZIONE STAGIONE ESTIVA Palazzina dell'Indiano (FI) ing. libero  FABIO LUISI Teatro del Maggio (FI) ing. da € 5,00  VIAGGIO NEL COCOMERO Teatro Niccolini (FI) ing. da € 3,00  VISARNO MARKET SPRING EDITION (4-5/05) Piazzale delle Cascine (FI) ing. libero  FIESOLE I FEEL SO… Piazza Mino da Fiesole (FI) ing. libero  PARATA LEONARDO Institut Français Firenze (FI) ing.libero  ARTEFACENDO Piazza dei Ciompi (FI) ing. libero  PAOLO BENVEGNÙ, I RACCONTI DELLE NEBBIE PARC ex Scuderie Cascine Firenze (FI) ing. NP  NCA SMALL THEATRE, MACCHINE Teatro della Pergola/Saloncino (FI) ing. NP  MOTTA, PAROLE E MUSICA PARC ex Scuderie Cascine Firenze (FI) ing. NP

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M  ATCH D'IMPROVVISAZIONE TEATRALE CAMPIONATO PROFESSIONISTI Auditorium Flog (Firenze- FI) ing. Da €7,00  INCONTRO CON CLAUDIO MAGRIS Università degli Studi di Firenze (FI) ing. libero  OTTONI DEL MAGGIO MUSICALE FIORENTINO Loggia dei Lanzi (FI) ing. libero  CORO DELLE VOCI BIANCHE DEL MAGGIO MUSICALE FIORENTINO Fondazione Franco Zeffirelli (FI) ing. libero  VISIONE MUSICALE PER 500 OTTONI E PERCUSSIONI DI GIORGIO BATTISTELLI Piazzale Vittorio Gui (FI) ing. libero  LUOGHI E VOLTI SHAKESPEARIANI IN TOSCANA Teatro del Maggio (FI) ing. libero  LEAR (2-5-9/05) Teatro del Maggio (FI) ing. da € 5,00  LE GRAND BAL Fondazione Culturale Niels Stensen (FI) ing. NP

Eventi

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Arte

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Teatro

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Musica

M  AGGIO MUSICALE / VALERIA SOLARINO Teatro del Maggio (FI) ing. da € 5,00

VIAGGIO NEL COCOMERO* 4 maggio, ore 17 e 18.15

www.teatrodellatoscana.it

* Teatro Niccolini - Firenze


Maggio 20 F  ESTA DELLA MUSICA Teatro del Maggio (FI) ing. libero

A  CHILLE LAURO LIVE 2019 TuscanyHall (FI) ing. NP  SGRANA E (TRA)BALLA 2019 (23-24-25/05) CPA Firenze Sud (FI) ing. libero  MYUNG-WHUN CHUNG Teatro del Maggio (FI) ing. da € 5,00  PAOLO VALLESI IN CONCERTO Teatro Puccini (FI) ing. da € 19,55  ADDIO NUVOLE… OVVERO LA GUERRA DI ANNIBALE BARCA Teatro D’Imbarco (FI) ing. € 10,00  FLORENCE MARKETING EXPERIENCE (23-24/05) Impact Hub (FI) ing. € 149,00  FRANCESCO SGRÒ Teatro Cantiere Florida (FI) ing. NP

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M  ORODER “THE CELEBRATION OF THE 80S TOUR” Nelson Mandela Forum (FI) ing. da € 34,50  WOLFRAM CHRIST Teatro del Maggio (FI) ing. da € 5,00  LES PERCUSSIONS DE TREFFORT ARCHIPÉLIQUE Limonaia di Villa Strozzi (FI) ing. € 5,00  FIERA PROMOZIONALE DELLE LIBRERIE INDIPENDENTI Piazza dei Ciompi (FI) ing. libero  FORTEZZA ANTIQUARIA (18-19/05) Piazza dell'Indipendenza (FI) ing. libero  FLOOR ROBERT / INQUANTO TEATRO (18-19/05) PARC ex Scuderie Cascine (FI) ing. NP

J  IN JU Teatro del Maggio (FI) ing. € 15,00  I MILLE VOLTI DEL PANTHEON INDU: MITI E LEGGENDE Cinema Odeon (FI) ing. € 10,00

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S  ALVATORE SCIARRINO / ORCHESTRA SINFONICA SICILIANA Teatro del Maggio (FI) ing. € 15,00

R  ICCARDO MUTI / ORCHESTRA GIOVANILE LUIGI CHERUBINI Teatro del Maggio (FI) ing. da € 15,00

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 I CAMERISTI DEL MAGGIO MUSICALE FIORENTINO Teatro del Maggio (FI) ing. € 15,00  OLIMPIA FORTUNI Teatro Cantiere Florida (FI) ing. NP

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N  U GUINEA-NUOVA NAPOLI FULL LIVE BAND Viper Theatre (FI) ing. € 18,00  ANTHONY ROMANIUK Teatro del Maggio (FI) ing. € 15,00  SÊMI (17-19/05) Teatro Studio Mila Pieralli (FI) ing. € 12,00  I’ MI’ BABBO GL’È AMERIHANO Teatro Verdi (FI) ing. € 15,00  ROMANINA, LA NASCITA DI UN CIGNO Teatri D’Imbarco (FI) ing. € 10,00  QUANDO ERO UNA “BOY” Teatri D’Imbarco (FI) ing. € 10,00  CARLO BATTAGLIA - PITTURA 1969/1979 Galleria Il Ponte (FI) ing. libero  LE MILLE MIGLIA Piazzale Michelangelo (FI) ing. libero  MICHELE DI STEFANO / MK Teatro della Pergola (FI) ing. NP

Z  UBIN MEHTA (26-30/05) Teatro del Maggio (FI) ing. da € 5,00  ORCHESTRA DA CAMERA FIORENTINA (26-27/05) Cenacolo Santa Croce (FI) ing. libero  COLLEZIONE ROBERTO CASAMONTI Palazzo Bartolini Salimbeni (FI) ing. € 10,00  VETRINA ANTIQUARIA Piazza G. Matteotti (Scandicci) ing. libero

O  TTETTO A FIATI DELL’ORCHESTRA DA CAMERA FIORENTINA Auditorium Fondazione CR Firenze (FI) ing. €5,00

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A  TELIER DI PRONUNCIA, LA PROSODIE Institut Français Firenze (FI) ing.€ 25  MARCO MENGONI “#MENGONILIVE2019” (21-22/05) Nelson Mandela Forum (FI) ing. da € 41,40  CONTEMPOARTENSEMBLE / VITTORIO CECCANTI Teatro del Maggio (FI) ing. € 15,00  I SOLISTI DELL’ORCHESTRA DA CAMERA FIORENTINA Sala Mazzoni - Società Dantesca Italiana (FI) ing. € 15,00  LEONARDO DA VINCI: RESTAURARE I CAPOLAVORI Institut Français Firenze (FI) ing.libero  GOBLIN PARTY Teatro Cantiere Florida (FI) ing. NP

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R  AF TOZZI “AL CENTRO TOUR 2018” Nelson Mandela Forum (FI) ing. da € 30,00  ORT | DANIELE RUSTIONI Teatro Verdi (FI) ing. da € 15,00  LE SMANIE PER LA VILLEGGIATURA (16-26/05) Teatro di Cestello (FI) ing. €17,50  ARTIGIANATO E PALAZZO (16-19/05) Artigianato e Palazzo (FI) ing. NP  FEDERICA SANTORO | LUCA TILLI (16-17/05) PARC ex Scuderie Cascine Firenze (FI) ing. NP

L  E LEGGI FONDAMENTALI DELLA STUPIDITÀ UMANA (25-29-31/05) Teatro Goldoni (FI) ing. da € 5,00  ORT | ARCHI IN AMORE Villa medicea La Petraia (FI) ing. da € 12,50  KUNIHIKO OMORI DIPINGE FIRENZE Velona Antichità (FI) ing. libero  VISITA GUIDATA GRATUITA AL MUSEO Museo Zeffirelli (FI) ing. € 10,00

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J  . CONLON / ORCHESTRA SINFONICA RAI Teatro del Maggio (FI) ing. da € 5,00

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 BART VAN OORT Teatro del Maggio (FI) ing. € 15,00  ORCHESTRA DA CAMERA FIORENTINA (19-20/05) Auditorium Santo Stefano al Ponte (FI) ing. € 20,00  FIERUCOLINA DI MAGGIO Piazza Santo Spirito (FI) ing. libero

P  FM CANTA DE ANDRÉ TuscanyHall (FI) ing. NP  LA STRANIERA (14-16-19/05) Teatro del Maggio (FI) ing. da € 5,00  KLANG MUSICA SPERIMENTALE (14-16/05) Limonaia di Villa Strozzi (FI) ing. € 5,00

 I SA DANIELI, IN RACCONTAMI Teatri D’Imbarco (FI) ing. € 10,00  FESTIVAL DEL VIAGGIO (30/05-02/06) Varie Location (FI) ing. NP  COMPAGNIA VIRGILIO SIENI Teatro Cantiere Florida (FI) ing. NP

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S  TORIE CRUDELI Teatro Comunale Antella (Antella- FI) ing. € 10,00  COMPANY BLU PARC ex Scuderie Cascine (FI) ing. NP  ALEXANDRE FANDARD Teatro Cantiere Florida (FI) ing. NP

L  UDOVICA VINCENTI Teatro del Maggio (FI) ing. € 15,00  ORT | FIORI MUSICALI Giardino della Villa medicea di Castello (FI) ing. da € 12,50

Stazione Leopolda Teatro della Pergola Teatro Cantiere Florida PARC – Performing Arts Research Centre fabbricaeuropa.net


Maggio Fabbrica Europa XXVI edizione 3 maggio - 12 luglio Stazione Leopolda + varie location Fabbrica Europa affronta il 2019 con lo slancio di un nuovo inizio. Un Festival diffuso per la città animerà diversi spazi, teatrali e non, con un continuo attraversamento di gesti performativi, sonori e artistici che esprimono i segni di una geografia creativa espansa che dall’Europa arriva all’Asia, passando per il Sud del mondo. Il Festival, dopo l’inaugurazione alla Stazione Leopolda con LA FURA DELS BAUS, prosegue fino a luglio coinvolgendo altri luoghi di Firenze. Una parte significativa della programmazione si svolgerà al Teatro della Pergola e nei nuovi spazi, versatili e modulabili, del PARC Performing Arts Research Centre (Palazzina ex Fabbri e Complesso Scuderie Granducali nel Parco delle Cascine), che da quest’anno Fondazione Fabbrica Europa gestisce progettualmente e continuativamente su assegnazione del Comune di Firenze.

Leonardo Ricci 100 12 aprile – 26 maggio Ex-Refettorio di Santa Maria Novella In occasione del centenario dalla nascita di Leonardo Ricci, personalità di spicco nel panorama architettonico italiano del Secondo Dopoguerra, l’ex Refettorio di Santa Maria Novella a Firenze ospita dal 12 aprile al 26 maggio 2019 la mostra LEONARDO RICCI 100. Scrittura, pittura e architettura: 100 note a margine dell’Anonimo del XX secolo. Insieme ai materiali d’archivio dello CSAC di Parma, sono esposti per la prima volta i lavori conservati nella casa-studio dell’architetto a Monterinaldi. Schizzi di matrice espressionista, quadri di forte impatto materico e figurativo, frammenti di composizioni in mosaico, fotografie d’epoca e modelli dei progetti sono accostati ai disegni architettonici, in un collage che permette di fare luce su aspetti del lavoro di Ricci non ancora indagati, attraverso differenti livelli di espressione estetica.

Tempo Reale Festival 2019 11 - 18 maggio Sala d’Orchestra del Teatro del Maggio e Limonaia di Villa Strozzi BORDERSCAPE, la sezione X del Tempo Reale Festival, dall’11 al 18 maggio esplora il concetto di confine attraverso il suono elettronico. L’apertura nell’ambito del Festival del Maggio Fiorentino è affidata al format MAGGIO ELETTRICO dedicato alla scena emergente tedesca e ad un artista fluxus come Giuseppe Chiari, omaggiato da una sua partitura di luci e suoni del 1966. Si prosegue con gli artisti più sperimentali del momento nei set di KLANG fra cui spicca Stefano Pilia, chitarrista dei Massimo Volume, molto amato dagli appassionati del genere indipendente. In prima nazionale, LES PERCUSSIONS DE TREFFORT il gruppo francese simbolo di integrazione sociale attraverso la musica che unisce percussionisti professionisti e musicisti con la sindrome di down nel progetto ARCHIPÉLIQUE fra etnica e contemporanea.

Nu Guinea 17 maggio 2019 Viper Theatre Di base a Berlino, il duo composto da Massimo e Lucio ha saputo incrociare sonorità da dancefloor a contaminazioni multiculturali fino a ottenere un risultato unico, di una “bellezza pura” fatta di coraggio e valorizzazione delle proprie radici. Con “Nuova Napoli”, definito da critica e pubblico come una delle uscite discografiche più sorprendenti del 2018, i Nu Guinea hanno definito senza dubbio la rinascita del Neapolitan Power, riconnettendosi alla tradizione partenopea degli anni ‘70 e ‘80: chitarre funky, tastiere spaziali e percussioni afro beat sono gli ingredienti di un mix magnetico e pregno di groove. Un omaggio all’età dell’oro della musica napoletana che si tiene a debita distanza da toni retro maniaci, grazie a una produzione contemporanea e dal sapore internazionale.

Giorgio Moroder Escape-Ism / Ian Svenonius 12 maggio Circolo Arci Progresso Provocatore, rivoluzionario, uno dei migliori frontman che la scena rock’n’roll contemporanea abbia mai prodotto e responsabile di progetti seminali come The Make Up e Nation Of Ulysses: tutto questo è Ian Svenonius da Chicago. Svenonius torna a Firenze dopo tempo immemore per presentare il suo progetto solista Escape-ism, intestazione rubata all’amato James Brown di cui ricalca l’attitudine, e uscito nel 2018 con il nuovo lavoro “The lost record” su Merge Records. Una citazione di SentireAscoltare.com rende l’idea dell’uragano che vedremo sul palco del Progresso “i Suicide che si sono buttati di più sulla politica e sulla musica black cercando di prenderla un po’ meglio. Ah, e sono diventati una sola persona”.

18 Maggio 2019 Mandela Forum Si narra che una sera Brian Eno, dopo aver ascoltato il brano “I feel love” cantato da Donna Summer, entrò in sala di registrazione dove c’era David Bowie intento a registrare Heroes esclamando “Ho sentito il suono del futuro, quello che cambierà la musica da discoteca per i prossimi anni”. Quel brano proveniva dall’Italia, e precisamente da Ortisei, paesino famoso al mondo per essere la meta delle vacanze estive di Fantozzi ma anche per aver dato i natali appunto a Giorgio Moroder. Eccellenza italiana nella musica internazionale, il nome di questo canuto signore si lega a produzioni anche più famose, quali colonne sonore da Flashdance a Fuga di Mezzanotte, passando per Top Gun e La storia Infinita. Senza Moroder non esisterebbero i Daft Punk, senza Moroder non esisterebbe il pop per lo conosciamo adesso, ma soprattutto senza Moroder non sarebbe esistita “To Be Number One”, che per noi e per il mondo intero è “Notti Magiche”, il bercio Bennato/Nannini colonna sonora dei mondiali 1990. Eccolo a Firenze, c’è poco altro da aggiungere.


03.05 – 12.07.2019 Firenze

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STRAGE DEI GEORGOFILI 27 maggio 1993 “Sia detta per te, Firenze, questa nuda implorazione. Si levi sui tuoi morti, sulle tue molte macerie, sui tuoi molti visibili e invisibili tesori lesi nella materia, offesi nell’essenza, sulle tue umili miserie ferma, questa preghiera. I santi della tua storia e gli altri, tutti, della innumerabile corona la portino in alto, le soffino spirito e potenza, ne cingano d’assedio le stelle, i cieli, le superne stanze: « giustizia non ti negare al desiderio degli uomini, scendi in campo, abbi la tua vittoria!» Sia detta a te, Firenze, questa amara devozione: città colpita al cuore, straziata, non uccisa; unanime nell’ira, siilo nella preghiera. Vollero accecarti, essi, della luce che promani, illumina tu, allora, col fulgore della collera e col fuoco della pena loro, i tuoi bui carnefici, perforali nella tenebra della loro intelligenza, scavali nel macigno del loro nero cuore. Sii, tra grazia e sofferenza, grande ancora una volta, sii splendida, dura eppure sacrificale. Ti soccorra la tua pietà antica, ti sorregga una fierezza nuova. Sii prudente, sii audace. Pace, pace, pace”. (“Sia Detto” - Mario Luzi)

A

di RICCARDO MORANDI

Maggio

VITTORIA COPPA ITALIA

18 maggio 1996

Questa è una storia cara ai tifosi viola. È la storia di una squadra, ma soprattutto di una città che dopo venti anni tornava a toccare una coppa. È la storia di quelli che, dopo aver sofferto per anni, vedono in quel trofeo l’inizio di una nuova stagione. La squadra viola, quella dei Batistuta, dei Toldo, dei Rui Costa e della coppia difensiva Amoruso-Padalino, aveva trovato sul suo cammino avversarsi facili quali Ascoli Lecce e Palermo, fino ad imbattersi in semifinale nell’Inter. Presto detto, ci ha pensato Batigol, che con 4 gol regala la finale, ai tempi in due gare, alla squadra di Firenze. Andata, Fiorentina-Atalanta, vinta 1 a 0, ritorno a Bergamo, il 18 maggio. Biglietti ce ne sono pochi, non bastano. Allora si apre il Franchi, dove si riversano 40.000 persone per vedere un tabellone piccolo per dimensione, ma grande per emozioni. La squadra rientra alle 3 di notte, ed i 40.000 rimangono lì, in una sorta di tempio laico, ad aspettarli per il giro di campo. Questa è Firenze, questa è la Fiorentina.

ROGO DI SAVONAROLA

23 maggio 1498

Fra’ Girolamo Savonarola da Ferrara è la figura più grande della storia che impersonifica la frase fiorentina “sei andato per dare e sei tornato dato”, altro che rottamatori o falsi eroi contemporanei. Savonarola fu un arguto e onesto capopopolo, ma si fece un tantinello prendere la mano: chiamato da Lorenzo il Magnifico per dare lustro culturale a Firenze, iniziò a sparare a destra e manca contro Chiesa e corrotti. Ebbe fortuna perchè profetizzò, sparandola, l’arrivo di un uomo nuovo dal Nord Europa, e l’uomo arrivò, Carlo VIII di Francia. Piero dei Medici fu gentilmente fatto accomodare a Siena, nacque una Repubblica dove, con un’escalation serrata, il “savonarola-pensiero” arrivò a bruciare libri dipinti e vestiti (leggasi “il falò delle vanità”). Alla fine, complice il Papa, i banchieri e la gente che non poteva manco più bere un bicchiere di vino, Savonarola fece la stessa fine degli orpelli che distrusse. A ricordo del suo rogo, il 23 maggio 1498 a Firenze c’è ancora una lapide circolare. Del resto, a Firenze, gli abbiamo voluto anche bene a questo frate.

THE CLASH LIVE A FIRENZE

23 maggio 1981

Firenze nel 1981 era una bella addormentata. Ci voleva un bacio, violento, elettrico, un colpo sparato da una generazione che stava morendo. Joe Strummer in quella calda serata era il cecchino perfetto, che voltando le spalle alla Curva Ferrovia dell’allora Stadio Comunale sparava con la sua chitarra le note verso un pubblico ignaro di cosa stesse per accadere nei mesi successivi. Il punk, che i Clash avevano interpretato a modo loro, era un capitolo quasi chiuso. La musica negli stadi stava tornando, in Italia, a Firenze, come un detonatore. L’esplosivo era la generazione futura, quella della New Wave, che avrebbe visto la nostra città capitale. Sulle note di “Per qualche dollaro in più” di Morricone i Clash introdussero ai 13.000 presenti la loro bomba dal titolo “London Calling”, sapendo quasi in maniera mistica dove fossero e cosa sarebbe successo pochi mesi dopo la loro data. Lo stesso Strummer disse quella sera: “You, Florence, can consider yourself fortunate”. Era il 1981. Firenze si era svegliata.

DON MILANI

27 maggio 1923

Lorenzo Milani, Don Milani, Lorenzo. Non un nome di una strada, di una piazza o di una scuola, ma un modo di essere, di parlare, di fare comunità. Il 27 maggio 1923 nasceva a Firenze quest’uomo, la cui esistenza ancora segna un modo di incontro fra la Chiesa e la società civile. Analisi, contraddizioni, processi, ve ne sono stati fin troppi per questo sacerdote vissuto troppo poco. Rivoluzionario per aver cercato di legare cultura, istruzione e religione, per aver vissuto con gli ultimi e per gli ultimi, come molti altri parroci e uomini di Chiesa. Senza fare o dare elemosina, ma convinto che solo la cultura avesse potuto aiutare i contadini a superare la loro rassegnazione e che l’uso della parola fosse ricchezza e libertà. Il suo motto, nella comunità di 124 anime a Barbiana, fu “I Care”, mi interessa. Era il 1967, insieme agli alunni denunciò l’arretratezza dell’istruzione nella scuola. Sposò la causa dell’obiezione di coscienza. Nel suo ultimo scritto, prima di morire, si firmò solo Lorenzo, lasciando un’eredità culturale oggi più che mai attuale. “I Care”.

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POCO di TOMMASO CHIMENTI

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aggio è un mese che, teatralmente, è compresso tra la fine delle stagioni nei teatri e quella estiva delle rappresentazioni all’aperto. Maggio è anche una decompressione dall’abbuffata invernale prima di calarsi, per gli appassionati, nei festival, nelle magliette a maniche corte, nelle scarpe aperte, nei pantaloncini delle serate in piazza. Qualcosa c’è ma il programma cittadino è ridotto all’osso. Al Teatro Puccini il cartellone prosegue sul filone di tutta l’annata: leggerezza, musical, risate; ecco Maurizio Colombi che ritorna per l’ennesima volta, amatissimo, con “Caveman, l’uomo delle caverne” (ha fatto infinite repliche in questi anni in tutta Italia) ormai divenuto cult, must imperdibile per chi cerca un certo tipo di intrattenimento (televisivo) di affabulazione e racconto ridereccio. Si parla di coppia, si parla di famiglia; la comunicazione di massa e internet ne hanno fatto un fenomeno di costume in termini di numeri e repliche in questi nove anni di tournée continuativa. Al Teatro Verdi un salto all’indietro verso il vernacolo che sembrava debellato oppure soltanto resistente in certe zone ed aree ma che invece attecchisce anche per i grandi palcoscenici: “I’ mi’ babbo gl’è amerihano”, titolo che è tutto un programma dove si riderà, a denti stretti, di un

mondo che non esiste più, in maniera consolatoria, un mondo che andava lento, che potevi decifrare, lineare. Interessante invece, e di tutt’altro tenore, certamente più contemporaneo e vivo, l’esperienza del collettivo Deep Human Trail che, ancora le date e il luogo dove accadrà a maggio sono segrete e nascoste, con lo spettacolo “Levels” ci porterà dentro noi stessi, alla scoperta di tutto quell’ammasso che si muove tra coscienza, paura, sentimenti, emozioni. È uno spettacolo immersivo in cui il pubblico vive e viene coinvolto a 360 gradi in un testo, interattivamente e attivamente, grottesco di un lucido cinismo che ha firmato Leonardo Venturi per la regia di Giulia Cavallini. Testo e trama non convenzionale hanno bisogno di luoghi altrettanto fuori dall’ordinario; infatti le repliche di aprile hanno avuto luogo in un locale notturno di Santo Spirito. Anche i luoghi hanno un’anima, un respiro, una storia, sono polmoni che rilasciano endorfine e scorie di quello che hanno visto e sentito. Una delle poche cose eccitanti in questo maggio teatrale floscio.


Un giro AL CINEMA di CATERINA LIVERANI

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na storia tutta italiana quella del Giro d’Italia. La passione, la fatica, il sudore, la tenacia. Le vittorie, ma anche le sconfitte (e non solo sulla strada) dei suoi protagonisti. Uno spettacolo facilmente paragonabile alla vita ed un set che, forse, è il più bello del mondo. Cinema e tv hanno raccontato il Giro, letteralmente, con ogni registro narrativo a disposizione: film, serie tv, sceneggiati, cortometraggi e documentari. In Italia nel 1948 si pensò di inserire nella manifestazione il personaggio più popolare della commedia nazionale, già a partire dal titolo. “Totò al giro d’Italia” è un film del 1948 in cui il Principe della risata è un ordinario professore che per conquistare la sua amata, assecondando il desiderio di quest’ultima, si iscrive alla competizione con l’impossibile missione di vincerla. La serialità della televisione ha preferito piuttosto concentrarsi sulla vicenda umana dei singoli, in particolare dei due uomini che della competizione sono stati il simbolo vivente: nel 1995 esce infatti, per la regia di Alberto Sironi che ne scrisse anche il soggetto insieme a Giuseppe Tornatore, la fiction in due puntate “Il grande Fausto”, in cui la coppia formata da Fausto Coppi e la sua storica amante, che i media dell’epoca soprannominarono “la dama bianca”, è interpretata da Sergio Castellitto e Ornella Muti. Del 2006 è invece la miniserie “Gino Bartali - L’intramontabile” con, nel ruolo del grande sportivo nato a Ponte a Ema, Pierfrancesco Favino. È il cinema documentario degli anni più recenti ad aver indagato i capitoli più bui del Giro d’Italia di cui quest’anno corrono i 110 anni dalla prima corsa. La drammatica parabola di Marco Pantani detto il Pirata, a cui anche la tv aveva dedicato un film nel 2007, è raccontata nel documentario di James Erskine “Pantani: The Accidental Death of a Cyclist”. Maggiormente riferito al Tour de France, ma da non dimenticare per la luce gettata su uno dei personaggi più controversi del ciclismo mondiale, il documentario di Alex Gibney “The Armstrong Lie” (2013).

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WONDERFUL LOSERS: A DIFFERENT WORLD Una vita da gregario. Già, ma che cosa sono i gregari? «Perdenti per lavoro» suggerisce uno dei corridori intervistati nel documentario “Wonderful Losers: A Different World” del regista lituano Arunas Matelis. In realtà si tratta di elementi fondamentali per il gioco di squadra che si cela dietro ogni successo sportivo dei campioni del Giro d’Italia. Un film che si snoda attraverso le storie dei combattenti sul campo, di chi nonostante il dolore, come nell’incredibile impresa di Daniele Colli, uno dei protagonisti, che ha gareggiato per 5 tappe con il bacino fratturato senza fermarsi, continua la sua corsa. Pedalare come una missione, superando i propri limiti e scoprendosi uomini prima ancora che corridori, accettando i propri limiti. Wonderful Losers non si risparmia, proprio come i suoi protagonisti: la fatica, le ferite, le grida, il dolore e gli inevitabili incidenti tra ciclisti che fanno sembrare la strada un vero e proprio campo di battaglia. Il lavoro dei medici del Giro, capitanati dallo storico dottor Tredici, è provvidenziale: filmati da dentro la vettura a bordo della quale il personale sanitario si sposta, gli interventi diagnostici e di soccorso sono mostrati nel loro svolgersi. Si chiede al corridore di accostarsi, attaccandosi alla macchina senza fermarsi e si procede a spruzzare generosamente disinfettante sulle abrasioni, a verificare che una botta in testa non abbia fatto troppi danni con un piccolo test della memoria e ad allungare un po’ di antidolorifico o semplicemente una banana. La storia più toccante tra quelle raccontate è sicuramente quella di Paolo Tiralongo, scalatore di lusso sempre al fianco del capitano senza poter andare in fuga, che ha vissuto il suo giorno da vincitore durante la Corsa Rosa del 2011 quando tagliò il traguardo per primo davanti al campione Alberto Contador di cui era stato gregario. Il film uscito lo scorso anno al cinema, proprio come la competizione che racconta, continua a girare l’Italia con delle proiezioni speciali.  C. L.


UCCELLI FANTASTICI DOVE TROVARLI IN CITTÀ di MICHELE BALDINI e MARIAELENA FABRIS contributi di ENRICO PROSPERI e SERENA CONFORTE

DE VITA CVM AVIBUS Vi aspettereste di trovare un martin pescatore passeggiando sul Lungarno Serristori? Io no. Eppure. Firenze, si sa, è città oasi oltreché città museo e spesso non occorre allontanarsi troppo dal centro per avvistare rarità volatili. Come nel caso dei cenerini, non veri e propri esemplari da collezione ma maestosi ed insoliti concittadini: una distrazione dal flusso dei turisti su Ponte Vecchio, un punto di vista metaforico in più dal quale riflettere sul genere umano. Abbiamo provato a fornire alcune semplici indicazioni e una manciata di consigli per chi, come il sottoscritto, desidera intraprendere questo comodo ma emozionante viaggio da amatore e non da professionista, nel periodo dell’anno più appropriato.

IL KIT DEL BIRDWATCHER

• Binocolo: imprescindibile per osservare i dettagli del pennuto; Mi sono avvicinato al birdwatching studiando Federico II. Che c’entra? Beh, lo stupor mundi oltre a odiare il Papa, far costruire la rocca che domina la mia città natale (San Miniato) • Guida da campo: un aiuto essene a contornarsi di illuminati intellettuali di ogni credo e nazionalità nella sua corte ziale per destreggiarsi nel soffice siciliana, era un fine conoscitore di uccelli e abile falconiere. Suo è infatti mondo dell’avifauna ed imparare a uno dei primi trattati sull’argomento, DE ARTE VENANDI CVM AVIBUS distinguere le specie principali. Sceglie(“L’arte di cacciare con gli uccelli”), prezioso e puntuale. Ma è grazie alla te un’edizione aggiornata e ben illustrata: senilità impellente, al piacere di godersi in coppia la campagna e alla vi consigliamo Birds of Europe – Second noia verso le meschinità mondane che a poco a poco ho maturato Edition [L. Svensson, Princeton Field Guide, interesse e attenzione verso il magico mondo degli abitanti ed. or. ing.]; dell’aria, del pelo d’acqua (perlopiù stagnante) e • Pazienza: tanta. Spesso si tratta solo di dei rami. O forse perché, come si riporta stare ad aspettare e nel (probabile) caso in da Victor Hugo, «alla zampa di ogni cui non riusciate ad avvistare nulla di esotiuccello che vola è legato il filo co, mantenete la calma: anche nello sguardo dell’infinito».  M.B. vitreo di un piccione storpio potreste scorgere della poesia. M.F.

QUALI E DOVE

1) I Lungarni del centro storico offrono alcuni punti di osservazione privilegiati. Tra questi menzioniamo la Pescaia di Santa Rosa per la possibilità di sedersi sulla cascatella, magari con una birretta presa al Torrino in una mano e un binocolo nell’altra, e la spiaggetta tra Lungarno Serristori e il Ponte di San Niccolò, per la presenza di arenari, macchia e piccoli arbusti, ideale per le specie limicole. Ci è stato inoltre segnalato l’avvistamento di un rarissimo Ibis Eremita (estinto in natura, in fase di ripopolamento scientifico) in zona Cascine/Argingrosso. Per cui: occhi a palla. 2) Parco Il Boschetto (Quartiere 4), soprattutto per offrire a residenti e turisti la possibilità di godersi una delle più belle aree verdi cittadine in una zona prossima al centro storico eppure fuori dalle consuete rotte: per gli amanti del “belcanto”. Anche qui si trova un circolino fancy dove rinfrescarsi la bocca. 3) Il Lungo Mugnone (Quartiere 5), in particolare Ponte alle Riffe o l’Area Ospedaliera di Carreggi: qui le specie avvistabili sono più o meno le stesse che lungo l’Arno, con la differenza che – date le ridotte dimensioni del corso d’acqua e la minore presenza umana – la distanza con le creature è spesso ravvicinatissima.

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Undici Proverbi Fiorentini

essere URBANI

Pendolari

Icché ci va ci vòle di SELENE MATTEI

di FRANCESCA CORPACI illustrazione di LAFABBRICADIBRACCIA

C’è sempre una distanza sconcertante che ci condanna a guardare alle decisioni, almeno quelle che varrebbe la pena di prendere, con smisurata cautela, quasi il salto da fare per raggiungerle fosse troppo pericoloso, innaturale. Quindi lasciamo tutto dietro la linea delle possibilità, al riparo dal disconoscimento di un’eventuale negligenza che non potremmo azzardare. Convinti dell’idea che è bene non rischiare mai troppo, il gioco è bello che fatto, anzi, meglio ancora, non è mai partito: non valeva la candela, 0 killed. È a causa di questo istinto di autoconservazione che nasce la nostalgia? Dal rimpianto di non aver mai tentato (anche se certo, non si sarebbe potuto)? Se così fosse, il toscano ha deciso di abbassare il livello di tendenza istintuale a conservare la propria integrità: poco importa quant’è lungo il salto e se son alte abbastanza le gambe a disposizione per lanciarsi: icché ci va ci vòle. Qualcuno potrebbe dire che non è una forma d’impulso suicida, ma vero e proprio coraggio (questi sono i più nostalgici), altri che è una follia che non segue nessuna logica (quelli che hanno delle gambe davvero cortissime), ma il toscano farà le spallucce ad entrambi, perché egli non è interessato alle spiegazioni razionali. La volontà si rafforza, in lui, laddove la realtà oggettiva viene disattesa. Il toscano cammina sui trampoli, e se è vero che la gente dice che sperperare non è opportuno, per lui è tuttavia ancor più profittevole fare certe cose senza aspettarsi alcun tornaconto, e che semmai scialacquare è proprio una bella cosa, se ci fa perdere il senso delle distanze. In ultima istanza sarebbe meglio andare e vedere chi l’ha detta, questa cahata che bisogna sempre dare solo se si ha un buon motivo per farlo. Perché lo hai fatto? Ci perderai troppo. Che senso aveva? Non guadagnerai nulla. Che so? Ho deciso di decidere, icché ci va ci vòle.

Il pendolare è un animale sorprendente, un po’ come il pipistrello o l’otaria. Avete presente l’otaria? Oltre dieci quintali di debordante massa grassa, capaci di passare da simpatici pachidermi a sofisticati centometristi in base al semplice binomio dentro/fuori dall’acqua. Similmente, il pendolare si aggira incerto su ogni sorta di superficie statica; l’espressione circospetta di chi svacca con competenza sui gradini più bassi della catena alimentare. Se tuttavia posto in habitat più congeniali, quali parcheggi scambiatori, treni regionali miracolosamente risparmiati dal capitale (Frecciarossa is the new regionale?) o fermate di autotrasporti su gomma (pendolari aeroportuali, questa rubrica è forse troppo terra terra – aha – per rendere giustizia al miracolo che rappresentate) ecco che si palesa la verità. Il pendolare conosce fatti che l’uomo comune neanche sospetta. È al corrente di segreti, il pendolare, da sempre interdetti ai viaggiatori occasionali, agli studenti fuori sede, agli imprenditori in trasferta. Il pendolare sa che il mariuolo non sfila mai il portafoglio dal borsello: ne taglia il fondo col trincetto e te lo lascia così, il borsello, spaccato da parte a parte che pare stia sorridendo. Sa che il principio di ogni pandemia è da individuarsi sui vagoni Trenitalia, e che l’unico vaccino degno si fa a botte di Supradyn compresse. Sa che alla Beyfin la benza costa meno, ma che dopo un tot ci lasci il motore. Sa, il pendolare, che ogni cosa è transitoria, e che la vita ricorda una provinciale in gennaio: un’erta scivolosa cosparsa di minacce, indomabile persino agli autisti della Lazzi. Ci si domanderà in base a quale disegno esistano stranezze tipo otarie e pendolari; conviene invece chiedersi se dopo l’Armageddon vivremo su treni in corsa, come nei kolossal coreani. Le bestie verranno aspirate in cielo, sepolte dalla terra o gelate negli oceani, e noi con loro; e i pendolari del mondo, rimasti al comando, sfrecceranno all’infinito in direzione futuro.

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Quella volta che sono nato in una biblioteca

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di GIACOMO ALBERTO VIERI

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on sto a scrivervi tutti i passaggi ma insomma all’Isola d’Elba io ci sono nato. Mica per davvero, però dopo, la volta quella vera, quando nasci senza piangere e nessuno che ti prenda in braccio, ti tolga del sangue di dosso. La volta muta e crudele, insomma. A Marina Di Campo c’è una biblioteca, è parte di una scuola media ed è un luogo mistico che sta aperto sempre, anche quando è chiuso, e proprio lì anni fa ho incontrato due mani, le mani di una donna, che parlavano lentamente e insomma la mia vita allora venne al mondo e non c’entra l’amore, oppure boh, ché l’amore c’entra sempre. Furono i tempi, quando sono nato, che in quella biblioteca scoprii Ada Negri e “Finestre Alte”, 17 novelle che sono piccoli e umidi occhi sulla vita di tante donne, e a casa ne tengo un’edizione Mondadori del ‘42 che ho salvato da tutti i disastri e i traslochi, le sfuriate, la gente che, da casa, andava e veniva. E anche da quando mi buttai fuori da solo, dalla mia casa. All’Isola d’Elba, un pomeriggio di settembre, dalle parti di Capoliveri, scoprii anche “Lessico Famigliare” di Natalia Ginzburg. Ricordo che avevo paura della felicità: stavo in piedi sulle cose di quei giorni come un ragazzino sull’Ataf senza biglietto. Se all’improvviso fosse salita a bordo, la felicità-controllore, io sarei scattato giù in fretta facendomi spazio fra corpi estranei. Natalia mi arrivò allo stomaco come una risata grassa, le sono riconoscente per avermi spifferato che comunque la macchina obliteratrice era fuori uso. Avevo una scusa per stare lì, all’erta nel mio dolore. Poco tempo fa, in un lembo vuoto di sassi e sabbia, fuori stagione, vicino a Cavo, lessi “L’economia delle cose” di Elena Varvello: quella sera presi il mal di gola, mandai un messaggio vocale di 8 minuti in cui per la metà dicevo una sola cosa: “credo che avrei potuto amarti meglio”, e poi cancellai quel numero dalla mia vita e comprai un cellulare senza connessione dati. Insomma, con questa roba volevo solo dire che la lettura, le Donne e l’Isola d’Elba sono tre paesi sublimi.

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di LUCA STARITA

“Realismo capitalista” DI MARK FISHER CONSIGLIATO DA SIMONE LISI Non so se leggere “Realismo capitalista” di Mark Fisher mi abbia cambiato. Nonostante sia stata una lettura coinvolgente e relativamente breve, non mi ha particolarmente segnato. La possibile spiegazione, forse, è che Mark Fisher in questo libro dice quello che qualsiasi cosmopolita adulto o bambino che sia sa, sa dentro di sé: siamo perennemente controllati. Mark Fisher scrive di questo Grande Altro che ci controlla, questo capitalismo visto come unico mondo possibile della contemporaneità; e non è individuato in qualcosa di definito, non è solo qualche potere economico o politico, è un’aria, un liquido impalpabile, immateriale, in cui chiunque è immerso e da cui nessuno può scappare. Il disfattismo e il piglio paranoico che guidano le parole di Fisher non mi hanno personalmente influenzato, penso che la Storia, quella con la S maiuscola, sia un essere talmente tanto grande, talmente al di sopra di qualsiasi pensiero umano, per natura sempre limitato, che a un certo punto la via d’uscita, l’alternativa che Fisher non sembra trovare, spunterà fuori con naturalezza. E questo è un pensiero che rivolgo anche ai tempi così potenzialmente bui che sembra si stiano diffondendo troppo velocemente: alla fine questa Storia si riprenderà le redini e sarà lei a guidare tutto verso una nuova umanità, così come sempre ha fatto. Simone Lisi mi ha indicato questo titolo perché la soluzione a questo snaturarsi continuo e questo annullamento individuale per il corretto funzionamento di questo Grande Altro Controllore lui, nel suo romanzo “Un’altra cena”, la trova nel ripiegarsi sulla vita privata con quelli che si possono definire, forse, i piccoli altri, quelli che quotidianamente ti regalano un senso e ti permettono, conseguentemente, di sentirti un essere che esiste. Finché ci sarà la possibilità di avere questi piccoli altri, penso non ci possa essere generalizzazione che tenga: non c’è atmosfera che possa solo opprimere, non c’è nessun Grande Altro così imbattibile.


di GIULIA FOCARDI

SIMONE GRAZIANO Il 24 marzo scorso, la Sala Vanni a Firenze ha ospitato l’annuale assemblea di MIdJ, l’associazione dei musicisti italiani di jazz che, da circa un anno, è presieduta da un fiorentino doc, pianista eccellente e personalità elegante e creativa del jazz italiano: Simone Graziano. Abbiamo incontrato Simone, tra i vari impegni come leader, come padre e come presidente di una delle realtà maggiormente rappresentative e estese del settore, per parlare del jazz italiano, toscano e non solo. Un anno di presidenza di MIdJ: cosa è cambiato in questo anno e in che direzione sta lavorando l’associazione? “Direi che è cambiato l’intero direttivo e il presidente, ma sostanzialmente ci siamo posti in una direttiva di continuità rispetto al lavoro svolto da Ada Montellanico nei suoi due mandati precedenti. La maggiore novità è L.O.V.E: i laboratori organizzati per la vitalità espressiva. Midj invita un

ospite, che si è distinto per la sua originalità artisico-compositiva, a portare la propria musica, raccontarla, provarla ed infine suonarla dal vivo con tutti coloro che si saranno preventivamente iscritti. Il progetto ha fatto tappa anche a Firenze il 12 aprile con Francesco Diodati e Alessandro Lanzoni, in Sala Vanni. L’iniziativa ha natura nazionale (i laboratori si terranno in tutte le regioni) e persegue l’obiettivo di alimentare lo spirito della comunità tramite la cosa che davvero lega tutti i musicisti: la musica stessa”. La Toscana è una regione felice, jazzisticamente parlando; tu cosa ne pensi? “Mi sento fortunato per esser nato cresciuto in un ambiente così ricco di stimoli e di musicisti eccelsi. Ma ciò non avviene a caso: in Toscana c’è una delle migliori scuole italiane per l’alta formazione ovvero Siena Jazz; ci sono realtà organizzative come il Musicus Concentus, Music Pool, Pisa Jazz, Empoli

jazz che producono più di 200 concerti l’anno; jazz club importanti come il Pinocchio, l’Ex Wide e Un Tubo. La verità? Son felice di non aver mai avuto il coraggio di andare a vivere a New York”. Qual è il segreto per riuscire ad essere un musicista impegnatissimo, un padre presente e il presidente di un’associazione nazionale in piena attività? “Dormire quattro ore per notte e… circondarmi solo di persone che amo!”.


di GABRIELE GIUSTINI

To Believe

Titanic Rising

WEYES BLOOD

THE DREAM SYNDICATE

Ninja Tune

Sub Pop

Anti

Ho sempre associato i The Cinematic Orchestra alla lentezza. Un po’ per la loro musica, un po’ per l’intermezzo temporale tra un’uscita e un’altra. “Motion”, il debutto, è del 1999, “Every Day” del 2002 –siamo in tempi discografici umani – “Ma Fleur”, terzo album, è del 2007 e, già qui, avevamo capito che uscivano quando gli pareva. Giustamente. Ma col nuovo “To Believe”, la band principalmente di Jason Swinscoe sempre coadiuvato da Dominic Smith, se l’è presa decisamente comoda. Dodici anni son troppi, anche per il più innamorato degli innamorati. Bastano tuttavia un paio di minuti, il tempo della prima apertura, che dodici anni diventano pochi minuti e ritrovi l’amico di tanto tempo fa. Unici nel dare un senso a un genere, fondamentalmente il downbeat, durato il tempo di un aperitivo – è lì che erano finite le declinazioni più zuccherose del genere, fra lussuose compilation e negroni – i The Cinematic Orchestra se ne tornano con un lavoro incredibile dove trip hop, soul, jazz, archi e fiati convivono nelle sette tracce che lo compongono. Di queste sette, tutte molto buone, ce ne sono almeno (ALMENO) tre clamorose: i nove minuti ipnotici ‘Lessons’, la successiva ‘Wait for Now/Leave the World’ e la conclusiva ‘A Promise’, con glitch nascosti in stile Notwist. Impreziosiscono l’album le collaborazioni di Roots Manuva, Heidi Vogel, Moses Sumney, Tawiah e Grey Reverend.

Per la sempre più affollata gran categoria dischi che potrebbero finire sotto traccia, si segnala, e non dovreste farvi sfuggire, il nuovo album di Weyes Blood, “Titanic Rising”. In queste poche righe vi spieghiamo il perché. Composto da dieci brani, il disco è il quarto nella discografia di Weyes Blood, cioè il progetto della cantautrice Natalie Merin, è il primo su Sub Pop ed è il momento di raccogliere quanto sin qui seminato. Se a un primo ascolto, “Titanic Rising” può sembrare un lavoro piuttosto classico – motivo per cui avevamo affrontato alcune difficoltà iniziali – è con una seconda e terza possibilità che il disco cresce in maniera esponenziale. Sì, bisogna un po’ applicarsi, ma ne sarete ripagati. Tra folk mistico, atmosfere eteree, arrangiamenti complessi e stratificati, incontri tra Enya e Bob Seger - dice Natalie - e l’assurdo mondo raccontato già con l’ingegnoso scatto in copertina, “Titanic Rising” è un manifesto di pop moderno sostenuto dalla voce della cantautrice, formidabile nel passare dal falsetto a toni quasi baritonali. Una sorta di canto per parti teatrali o cinematografiche incastrato tra momenti in stile Aimee Mann e un cantautorato assolutamente personale e intenso. Brani consigliati, ‘Everyday’, ‘Something to Believe’, ‘Mirror Forever’ e ‘Movies’. Bravissima.

Dalla reunion del 2012 a oggi, The Dream Syndicate si sono fermati pochissimo a conferma che, questa seconda fase della loro carriera – la prima è tra il 1982 e il 1988 con quattro album – è più concreta e prolifica che mai. Steve Wynn, in solo e con Chris Cacavas, sta suonando moltissimo. Il precedente “How Did I Find Myself Here?” è uscito meno di due anni fa e, recentemente, la band ha partecipato a 3x4, eccellente compilation dedicata al Paisley Underground in cui loro, The Bangles, The Three O’Clock e Rain Parade si coverizzano a vicenda. E se “How Did I Find Myself Here?” aveva stupito per freschezza, voglia di raccontare e mettersi in gioco, il nuovo “These Times” è, se possibile, ancora meglio. Al tipico approccio psych della band, si affiancano qui trame ipnotiche kraut, echi notturni e desertici. E del soul. Dice Wynn che durante le registrazioni non ha fatto altro che ascoltare J Dilla, anche se onestamente può far strano veder associato J Dilla a The Dream Syndicate. La formazione è sempre quella vincente del ritorno ovvero, insieme al titolarissimo Wynn, abbiamo Jason Victor, Mark Walton, Dennis Duck e Chris Cacavas. C’è poi l’asso nella manica, o riserva di lusso per rimaner nel calcistico – tipo Robbiati – con la voce di Stephen McCarthy dei Long Ryders, in molte tracce, e Linda Pitmon (Filthy Friends, Arthur Buck, The Baseball Project). Brano preferito ‘The Whole World is Watching’, che è tipo un Bob Dylan in trip lysergic-krautrock.

THE CINEMATIC ORCHESTRA

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These Times


FLORENCE COCKTAIL WEEK

Aperture di primavera

V

di RAFFAELLA GALAMINI

ecchie botteghe e nuovi ristoranti per le aperture di primavera a Firenze. C’era una volta la Vetreria Migliorini, al 30 rosso di via del Proconsolo al 30 rosso. Oggi è rimasta solo l’insegna e al posto della bottega artigiana ha aperto un ristorante boutique. Il nome La Vetreria ricorda l’antica destinazione del locale, a creare l’atmosfera giusta pensano travi a vista e mattoni. Dietro il progetto il gruppo di imprenditori già proprietari del Fuoco Matto e di Bottega Conviviale. Particolare il menù, con alcune proposte anche in versione street food: tra le particolarità specialità della cucina romana come l’amatriciana, la carbonara e una cacio e pepe servita con un brodo fatto con sette tipi differenti di pepe. Tra i secondi carni alla brace, cotte con il metodo Finney o reverse searing: prima si scalda la carne e poi si termina la cottura a fuoco vivo. Tra le carni da mangiare il filetto di struzzo e il controfiletto di cavallo. Al Fusion bar&restaurant in vicolo dell’Oro ha aperto il nuovo Gin Bar Montefiore, in collaborazione con Plymouth. Gli amanti del celebre distillato potranno degustarlo in 4 cocktail. I drink al gin portano la firma di Sacha Mecocci e Cosimo Pieraccioli e vanno ad inserirsi nella proposta di un locale che ha sempre fatto tendenza. Basti pensare alla cucina Nikkei, con una selezione di maki sushi, sashimi e nigiri. Nuova vita anche per Caffè Italiano in via Isola delle Stinche. Il locale conta sempre sulla carismatica figura di Umberto Montano e sulla formula già ampiamente sperimentata al Mercato Centrale. Sotto allo stesso tetto quindi si ritrovano quattro grandi Maestri Artigiani del gusto o della ristorazione: Gionata d’Alessi per la carne; Sandro Soltani, per la selezione di vini e l’enoteca; Guglielmo Vuolo che, da Napoli, porta la sua pizza in città e Carmelo Pannocchietti di Arà è Sud. Infine, Coquinarius sbarca a Fiesole per un luogo d’incontro tra cucina toscana ed eccellenze vinicole. Il nuovo indirizzo di riferimento è in via Mantellini.

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La Florence Cocktail Week (FCW) cala il poker. La quarta edizione della kermesse dedicata alla miscelazione “made in Florence” si svolge dal 6 al 12 maggio. Alla manifestazione, ideata e organizzata da Paola Mencarelli e Lorenzo Nigro, aderiscono 30 locali fiorentini divisi tra Cocktail Bar - Bartender - Signature Cocktail, High Volume Bar e Bar d’Hotel. Ogni locale ha una cocktail list composta da: un Signature Cocktail (Twist sul Negroni), un RiEsco a Bere Italiano, un I Love Bitter ed un Green Drink, per consentire al bartender di dare prova del suo talento. La manifestazione quest’anno ha un’appendice toscana, in gara per la Tuscany Cocktail Week, una selezione dei migliori cocktail bar della Toscana. A partire dalla settimana precedente la manifestazione, i bar propongono ognuno la propria cocktail list. Tra gli appuntamenti da non perdere domenica 5 maggio Matteo di Ienno (head bartender Locale Firenze) e Federico Pasian (head bartender Quaglino’s London) per una cocktail list dedicata al Centenario del Negroni. Lunedì 6 maggio invece da The Student Hotel-OOO un evento dal titolo “Bar Milano” con i dodici migliori bartender della miscelazione milanese, mercoledì 8 tocca invece ai 12 bartender della Forte Cocktail Week Versilia. Mentre allo shaker di Locale mercoledì 8 maggio c’è Vasilis Kristizis dal The Clumsies, Atene - 7’ World’s 50 Best Bars. Giovedì 9 a Palazzo San Niccolò incursione della cuoca pop della Tv Luisanna Messeri tra Caterina de’ Medici e la tradizione liquoristica toscana. Sabato 11 maggio al Palagio di Parte Guelfa, la tavola rotonda per i 100 anni del Negroni, il cocktail ideato dal conte Camillo. Il gran finale domenica 12 maggio, con la seconda edizione di RiEsco a Bere Italiano, la prima edizione del contest finale della Tuscany Cocktail Week, l’immancabile contest Giovane Talento under 25 e la FCW Awards Ceremony. Il calendario completo su: www.facebook.com/ florencecocktailweek


testi e illustrazione di MARTA STAULO

I TestarolI Todo Modo, via de’ Fossi 15r Todo Modo è una libreria indipendente (e tante altre cose) in via de’ Fossi, dove quando entri ti chiedono “Come stai?”. Abbiamo chiesto ai titolari Pietro e Maddalena di portarci come Hansel e Gretel nei boschi della Lunigiana sulle tracce dei testaroli, in fuga da una Firenze che sa di zuppa inglese, sognando librerie vista mare. I testaroli sono una ricetta che è parte della storia di una terra a voi molto cara (ndr la Lunigiana), su quale piatto credete andrebbe scritto un romanzo? “Sicuramente andrebbe scritto un racconto in cui si cucina nel bosco, la cucina di improvvisazione ed emergenza. Il testarolo lo portavano nel bosco e lo condivano con quello che trovavano, magari un fungaiolo inve-

stigatore che non trova solo funghi”. Qual è l'odore che vi ricorda quella terra? “L’odore è quello delle tante erbe dei prati che qui si usano per cucinare. L’erbazzone ad esempio, che è una torta salata di cui ogni famiglia custodisce una diversa versione, è fatta di tantissime piante eduli che si raccolgono camminando. La migliore mai assaggiata è quella della signora Mirella, fungaiola eccezionale, che abita a Fosdinovo, piccolo borgo della Lunigiana”. Ci hanno sempre detto che non si legge mentre si mangia. Da proprietari di una libreria con cucina, che abbinamento gastro-letterario consigliereste per pranzo e quale altro per cena? “Noi sapevamo ‘chi canta a tavola e fischia

Gli sciorni di Todo Modo

Tenere insieme la vicina di casa che viene a farsi il bicchiere di vino dopo pranzo, con la turista giapponese che acquista la ricercata copia del libro di design venezuelano. Avere al bar il pan di ramerino e una selezione di vini che vanno dalla Borgogna a San Giovanni delle Contee. Fare serate con presentazioni di libri di poesia polacca e il giorno dopo concerti di freakkettoni dell’Emilia profonda. E poi sigarette e Righeira, krumiri e riviste ricercate. Io non ci capisco nulla. Todo Modo è Firenze e il resto del mondo. E un luogo del genere andrebbe già celebrato come patrimonio dell’umanità. Esagero? Ovviamente no. Avete mai mangiato quei piattini della Sara? Avete mai visto l’antica arte del maestro di sala, messa in scena ogni sera da Davidone? Vi siete mai seduti ad un tavolo prendendo un libro a caso, per mettervi a leggere bevendo un calice di quel nettare degli Dei meglio noto come Sciornaia? Se non

a letto…’ quindi leggere va bene! Per pranzo abbineremmo un Vermentino dei Colli di Luni con acciughine marinate e ovviamente testarolo a seguire, leggendo Paolo Bertolani. A cena una bottiglia di Sciornaia e i pici col ragù. Si leggono le fiabe della Maremma ma anche di tutta l’Italia. Ovvio, la raccolta di Calvino”. Da attenti osservatori della città, sapreste dirci che sapore ha oggi Firenze? “Firenze ha un momento di caos pre-elettorale, forse è una zuppa inglese”. Via dalla Lunigiana e via da Firenze, in che parte del mondo rifondereste domani Todo Modo? “Ci piacerebbe molto essere al mare, ci piacerebbe un Todo Modo a Honolulu, uno a Livorno e uno a Otranto”.

di TOMMASO CIUFFOLETTI

avete fatto nessuna di queste cose, io vorrei solo abbracciarvi e consolarvi. Non temete. Pietro e Maddalena (e con loro Paolo, Tommaso e tutti gli altri) hanno creato Todo Modo in via dei Fossi, per permettere anche a voi di essere felici. Che l’impresa abbia un che di nobile, pare innegabile. Ma è mero contorno rispetto alla quantità di bella gioventù che si può trovare al suo interno. Tra silenzi scandinavi e ciaccole americane, romanismi e fiorentinume.  E dire che avrebbero potuto creare Todo Modo in un sobborgo di Nairobi o a Katmandu. Avrebbero potuto avere alla cassa un uomo con la testa di giaguaro e una statua di Pasqua a mescolare cocktail cubani. E invece no. E invece Todo Modo è a Firenze, in via dei Fossi. E ci trovi Borges che beve vino dopo pranzo con la tua vicina. E se sei fortunato e chiedi Sciornaia, forse, ti fanno sedere con loro.

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Un maggio all’insegna del ghosting e dell’originalità. Vi incontreranno ma non vi riconosceranno perché sarete vestiti da: controllore della tramvia, kebabbaro, di tendenzissima anche il venditore di rose e commesso wind. Vi si riconoscerà solo dalla lunghezza dei vocali: “ehm… aspetta eh, che volevo dire?”.

Care Bilance inizia il periodo in cui tutti vi temono per questa benedetta prova costume che ormai è alle porte, ah invece per quanto riguarda il segno zodiacale, con tutti i dolci che vi mangiate pure le zanzare c’hanno paura a pinzarvi. Questo mese occhio al fascino dei Leoni, occhio nel senso di evitare.

Ordinerete un cheeseburger in un posto qualsiasi, specificherete “senza cetriolino”. Lo addenterete e zac! Croccante e acida la fetta di cetriolino si presenterà alle vostre papille gustative. Tori, tutto il resto dell’anno avreste montato una tragedia su questo fatto del cetriolino, a maggio no.

Scorpie che organizzano le vacanze: prima fissare la meta, poi fare la lista delle cose da mettere in valigia, comunque quest’estate il panta rigorosamente pitone. Scorpii che sanno già che non faranno nulla, fatevi un bel pacchetto ingressi alla piscina del Poggetto, regala sorprese, ma ci vuole la cuffia.

Gemelli da parte di padre zona viale Aleardi. Il progetto del compost in giardino prende piede, potete decidere se compostare anche persone fastidiose; tra i primi candidati: dirimpettai e anziana del palazzo accanto. Per un terriccio più azotato potete compostare le scarpe da corsa della vostra coinquilina.

Sagittari zona Cure che aspettano la tipa con le cuffie alla fermata del bus, anche questo mese nessuna speranza: non vi calcolerà fino a luglio, che comunque sarà tardi perché poi andrete in ferie. Sagittarie con le extension, occhio che col caldo la colla si scioglie e vi strappa pure i capelli veri.

Cancri dell’Oltrarno, progressi nel tempo impiegato a scegliere i gusti del gelato, anche se ancora non avete superato la Vergine. Cancri che stanno insieme a Leoni, a maggio cedetegli il telecomando se non volete trascinare avanti la cosa. Cancri che stavano con le Bilancia stop appostamenti sotto casa.

Spese pazze per quanto riguarda il 15 del mese giorno in cui spenderete tutto da Zara, finirete i fondi e tirerete a campare fino al 31. Benissimo il campo amoroso, i vostri partner ricominceranno a rispondervi, anche se per ora si rimane alla risposta standard del pollice alzato, ma insomma si fanno progressi.

Se il Cancro continua a non darvi il telecomando siete autorizzati a tenere in sottofondo lo zoo di 105 anche la notte, finché non cede. Per i Leoni di porta a Prato sarà un mese di grandi richieste di amicizia su facebook, e chi lo sa cosa non si cela dietro a un Omar che scrive “Grazie per l’amicizia”.

Ma io non lo so! Questi Acquarii zona Ponte alle Mosse si sono ripresi alla grandissima! Appello accorato a tutto lo zodiaco, se incontrate un Acquario che vi domanda se siete fidanzati, voi dite “sì” e questo vi risponde “non sono mica geloso” siete tutti pregati di ridere: sono in fase di ripresa, diamogli una mano.

Vergine, il pensiero preponderante di questo caldo mese maggiolino sarà: che ci metto nel tapperware per domani? Ci metterai fagiolini verdi e carote, per mantenervi leggeri a pranzo, salvo poi, una volta tornate a casa alle sette, scofanarvi di scamorza. A correre inizierete un lunedì, anno da definire.

Pesci dei Lungarni, avere le pinne, il boccaglio e la maschera, per nuotare contro corrente, non vi servirà a una mazza. A maggio la cosa migliore che potete fare è mollare la muta e tutto il resto, imbracciare il materassino e piazzarvi in mezzo alla piscina del vostro amico-con-piscina, che tutti ne hanno uno.

OROSCOPO di LAVINIA FERRONE www.lallucevago.com

illustrazioni di FRANCESCA ARFILLI 34


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