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illustrazione di Marta Staulo

La Pizza

PIZZALAND, VIA IL PRATO 12R FIRENZE - FRANCESCO BIANCO - MASTRO PIZZAIOLO “Pizza pazza a pezzi per i pazzi della pizza! A PizzaLand, nella nuova patria fiorentina dell’All You Can Pizza, il maestro pizzaiolo Francesco Bianco ci sfata alcuni luoghi comuni e segna le prospettive di un nuovo modo di mangiare la pizza: servita al tavolo a spicchi, non stop, con gusti a sorpresa e cornicioni friendly.

di MARTA STAULO

“Pizzza!!! Piiiizzza... la piiiiizzaaaa!!!” è la citazione che la mia generazione si porta dietro dal film cult “Mamma Ho Perso L’Aereo” quando si trova davanti ad una pizza. Se Pizzaland fosse un film? “Dal momento che Pizzaland è un All You Can Pizza di sicuro la mia mente va ad un film legato alla mia infanzia con Bud Spencer e Terence Hill - di cui non ricordo il titolo - ma del quale non dimentico il vassoio estraibile che serviva cibo in continuazione”. Pizzaland trova spazio in un edificio rotondo, in una rotonda, circolare come la pizza che servite rigoro-samente a spicchi! Cosa altro resta imprescindibile per lo street food più amato al mondo? “Di sicuro qui a PizzaLand restano imprescindibili tre elementi: un buon forno a fiamma viva ad altissime tempe-rature, le materie prime - in primis la qualità del fiordilatte (km0 di Amozzaré, caseificio urbano in Piazza Tad-deo Gaddi) e del po-

modoro (pugliese) - ed infine un impasto ad alta idratazione (65%) e lunga maturazione (24h) che garantisca un’ottima digeribilità”. PizzaLand nasce per contrastare il dilagante fenomeno della pizza fredda a colazione, ma anche il delive-ry All You Can Eat mi sembra poco pratico. Quali altre figure dell’immaginario collettivo legate alla pizza volete abbattere? “Più che abbattere luoghi comuni, pensiamo che vada introdotto un nuovo concetto di pizza. La pizza va indiscu-tibilmente mangiata calda (ndr watch out amanti del delivery e della doggy bag!). Si racconta che nelle pizzerie di Napoli i primi posti ad essere occupati fossero quelli più vicini al forno, perché un lungo percorso del cameriere avrebbe potuto raffreddare e quindi corrompere la qualità della pizza”. Vediamo se tu ci puoi aiutare, che problemi ha chi non mangia il cornicione? “È un pugno al cuore vedere i cornicioni nei piatti! Queste persone di sicuro avranno avuto un trauma, per colpa di colleghi meno esperti, fatto di cornicioni gommosi, non digeribili, pericolo che non correrebbero qui a PizzaLand, dove il cornicione è volutamente in formato ridotto per permettere anche ai meno affamati di po-ter mangiare con tranquillità almeno due pizze!”.

DI TOMMASO CIUFFOLETTI

Quando fuori fa quel freddo che ti stringe alla base del collo, la nuca, giù per le spalle appena perlate di un sudore congelato. E sotto le coperte hai invece raggiunto quel soffice tepore di piuma d’oca e pigiama di cotone grosso. Anche i piedi sono caldi, dopo il dramma del primo infilarsi, quando quello che ora è un covo di calore corporeo era un gelido sarcofago. Quei lunghi secondi in cui spingi i piedi tra materasso e piumone, intonsi da settimane, in cui la casa è stata chiusa ad accumulare freddo, silenzio e ristagno d’umidità, sapendo del gelo che ti aspetta in fondo al letto, ma ripetendoti di avere pazienza e confidare che presto svanirà. E anche se quel brivido freddo ti schizza dritto su per le ossa fino a sentirtelo stringere in mezzo agli occhi, come una pinza che stringe il setto nasale, continui ad aver fiducia. Sempre più, sempre più, fino a quando poi arriva, lo riconosci. Come se il sangue riprendesse a scorrere, a farsi forza

Mattinata Freisa

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fino all’ultimo capillare, portando con sé il calore. E anzi, dopo un po’ ti fai spavaldo e da immobile che eri, dopo aver riscaldato una piccola zona intorno ai tuoi piedi immobili, inizi ad esplorare e conquistare al calore un raggio di letto sempre più ampio. Signore, ormai, del tuo riparo. Dormi finché arriva il giorno, dannazione.Perché ora si tratta di lasciare quell’oasi ormai conquistata. Ora, la Freisa di Giuseppe Mascarello è un vino che se vi capita di mangiare una pizza di quelle belle saporite, potrà darvi sincero piacere. Ma se una mattina come quella di cui prima, vi capita di aver lasciato una bottiglia di vino e un bicchiere a portata di braccio che sporge dal letto, l’augurio che posso farvi è che quella bottiglia sia proprio la Freisa di Mascarello. Fresca e intensa, dolce e con un bel caratterino. Un po’ ti scuote, un po’ ti coccola. A me è appena capitato ed è bellissimo. Oggi farò tutto con calma, leggerezza, amore. W la Freisa.

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Lungarno n. 70  

mensile gratuito di arte e cultura a Firenze

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