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GIAN BURRASCA

17 Febbraio 1907

CONCERTO DI CLAUDIO BAGLIONI

17 Febbraio 1979

Una ricorrenza strana questa, di quelle che amaramente incuriosiscono. Non fosse altro che Claudio Baglioni sia in questo mese la mente del Festival di Sanremo, non fosse altro che lo stesso cantautore si sia fatto carico ultimamente di un messaggio di accoglienza, non fosse altro che il suo primo tour della storia compie 40 anni e, per concludere, non fosse altro che la data fiorentina sia stata celebrata al Teatro Tenda. Il 17 febbraio 1979 il folto capelluto calcava per la prima volta un palco della nostra città nella storica area adesso propria dell’Obihall: una stagione importante, quella dei cosiddetti “tenda”, nati un po’ in tutta Italia in una specie di rinascita degli spazi di aggregazione per la musica. Sono passati 40 anni da quando un ragazzo chiamato “agonia” per via della sua sprizzante carica chiedeva “E tu come stai?”, e la domanda sembra adesso molto più attuale che durante quell’anno a cavallo fra le bombe, la violenza, i mondiali da vincere. Cambia l’interlocutore: un tempo una timida ragazza, adesso il nostro paese.

RONDINELLA MARZOCCO FIRENZE

26 Febbraio 1984

27 Febbraio 1921 10 Febbraio 1986

Si dice che i numeri siano la migliore e più alta astrazione dell’essere umano, perché le cifre rimangono in testa. Proprio per questo iniziamo a parlare, in questo box, con la matematica. Ventuno sono stati i colpi di arma da fuoco che hanno ucciso due fiorentini, a distanza di 65 anni. Diciassette per Lando Conti, già nostro sindaco, freddato lungo la via Faentina il 10 febbraio 1986 dalle Brigate Rosse. Quattro a bruciapelo per Spartaco Lavagnini, sindacalista assassinato dai fascisti nel suo ufficio il 27 febbraio 1921. Tentare in poche righe di non essere retorici è compito arduo, se si pensa quanta violenza possa generare la follia ideologica dell’essere umano: un percorso che, nonostante non ci tocchi adesso, non può essere nemmeno mai abbandonato. Tornare indietro con il ricordo, sfogliare, leggere e capire chi siano stati questi due fiorentini è l’unico antidoto verso la morte dell’anima che genera altra morte. Spartaco Lavagnini e Lando Conti caddero a difesa nostra in un febbraio, uccisi da una forza che mai più vorremmo vedere incarnata.

LA PRIMA PARTITA DI CALCIO STORICO

17 Febbraio 1530

"Agli diciassette (del febbraio 1530) i giovani, si per non intermettere l’antica usanza di giocare ogn’anno per carnovale, e si ancora per maggior vilipendio de’ nimici, fecero in sulla piazza di Santa Croce una partita a livrea, venticinque bianchi e venticinque verdi, giocando una vitella". Scriveva questo Benedetto Varchi, descrivendo la cronaca forse del giorno più importante della storia della nostra città. I fiorentini, allora repubblicani, assediati dalle truppe di Carlo V, impressero nella storia l’anima più forte di appartenenza a questo luogo: la stessa anima che fu poi ripresa, quasi mezzo millennio dopo da Mario Monicelli in “Amici miei”. Si mosse il coraggio, lo sberleffo, la sfrontata provocazione, ma soprattutto l’orgoglio di appartenenza che caratterizza l’essere cittadini fiorentini. 50 ragazzi, in quel 17 febbraio del 1530 hanno fatto quello che raramente è emulabile nel mondo. 50 ragazzi hanno fatto Firenze, con una palla in mano. Non se ne abbia San Giovanni, ma il patrono laico di Firenze va celebrato questo giorno.

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Febbraio

Non sempre gli eventi importanti per una città son vissuti nella stessa: la storia è piena di esempi, lo sappiamo tutti. Stavolta la storia di Firenze è legata alla Rondinella Marzocco, la seconda squadra calcistica fiorentina, che il 26 febbraio 1984 andava a incontrare per il campionato di Serie C1 il blasonato Bologna caduto in disgrazia. I felsinei appena venti anni prima erano campioni d’Italia, la Rondinella giocava alle Due Strade: ma non solo per questo quella vittoria in trasferta per 2-1 è rimasta scolpita nel cuore degli appassionati di calcio della nostra città. La Rondine, come la chiamano ancora tutti a Firenze, fece l’impresa, come nell’altro derby che ci raccontano spesso ovvero quello di Davide e Golia. Un pezzetto di Firenze, questi ragazzi in maglia biancorossa, troppo importante per non dedicare loro un plauso: se non siete convinti provate a passare al Torrino di Santa Rosa, prendetevi una birretta e chiedete. Altro che Sky e DAZN.

LANDO CONTI E SPARTACO LAVAGNINI

di RICCARDO MORANDI

In principio era Pinocchio, poi venne Gian Burrasca. Inutile girarci intorno, il personaggio di Vamba (ovvero il fiorentino Luigi Bertelli) è stato importante quanto l’avvento dei Sex Pistols all’interno della storia della musica contemporanea. Se il burattino di Carlo Collodi era strambamente lineare, e le sue storie piene di personaggi raffiguranti iconiche virtù o blasfeme caratteristiche, Giannino Stoppani è stato per tutti il primo vero eroe della nostra tarda infanzia. Celebrarlo, a distanza di anni, è un nostro dovere morale, visto che nacque proprio a Firenze, il 17 febbraio 1907 nelle pagine del “Giornalino della Domenica”. Gian Burrasca è la prima esibizione di rock nella pura essenza, è il padre di tutte le battaglie dei piccoli contro i grandi, è il motore della ribellione vestita da anima borghese. Vamba ha riportato l’anima della rivoluzione francese dentro una famiglia toscana a suon di scherzi e sberleffi. Non citarlo in questo mese carnevalesco sarebbe sbagliato, se non altro perché Rita Pavone, interpretandolo negli anni Sessanta in tv, ha trasposto la propria immagine di donna verso un discolo toscano.

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Lungarno n. 70  

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