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LE NUOVE RIPRESE di CATERINA LIVERANI

di CATERINA LIVERANI

C’

è un luogo a circa 35 km da Firenze che vanta un rapporto unico con il cinema. Dalle sue stanze sono passati Pier Paolo Pasolini, i Taviani, Carlo Vanzina, Matteo Garrone, Alberto Sordi, Salma Hayek e altri. Si tratta del Castello di Sammezzano che, edificato nel 1605 dalla famiglia Ximenes D’Aragona in puro stile eclettico orientalista, è stato teatro di decine di produzioni cinematografiche, televisive, pubblicitarie e musicali. Situato nel comune di Reggello con intorno 65 ettari di parco il Castello, visto per l’ultima volta sul grande schermo ne Il racconto dei racconti (2015) di Matteo Garrone, è chiuso al pubblico e versa in condizioni di abbandono catastrofiche. La sua storia nel mondo del cinema come location scelta per ricreare scenari esotici, iniziata negli anni ‘70 e animata da produzioni di alterno valore autoriale (il Castello non è stato solo il set di pellicole tra cui Goodmorning Babilonia dei fratelli Taviani e campagne internazionali come quella per la fragranza Alien di Tierry Mugler, ma ha ospitato la realizzazione di videoclip di Pupo, Amedeo Minghi e Mietta, Dolcenera) è proceduta di pari passo con le vicende patrimoniali. Privilegiata struttura recettiva e di ristorazione dagli anni ‘70 ai ’90, viene acquistato da una società italo ingle-

se circa 20 anni fa. La ristrutturazione però non ha mai preso il via. Finito nelle pastoie della burocrazia il Castello di Sammezzano si sta deteriorando. L’ultima apertura pubblica è stata nel 2015, mentre l’anno successivo il castello si aggiudica la vittoria del concorso indetto dal FAI per i luoghi del cuore, ma finché non saranno chiarite le questioni inerenti alla proprietà i fondi non verranno più erogati. Il Movimento Save Sammezzano (www. savesammezzano.com) è impegnato quotidianamente sui social a diffondere le notizie che riguardano il Castello e a mantenere aperto un canale di comunicazione con chiunque voglia saperne di più delle iniziative di carattere civico ed istituzionale passate e future. E c’è poi chi, come Carlo Menicatti, al Castello ha dedicato una tesi di laurea consultabile sul sito della Regione Toscana. Con un ultimo documentario uscito nel 1989 (Il paesaggio ritrovato di Massimo Becattini e Giovanni M. Rossi) la storia della dimora oggi deve tornare, con urgenza, ad essere soggetto di indagine, non solo giornalistica, ma anche da parte della cinematografia del reale. “Ora come ora non c’è niente che possiamo fare per Sammezzano, se non continuare a parlarne, non farlo cadere nell’oblio. Le persone devono sapere che esiste.” conferma Francesco Esposito di Save Sammezzano. 11

È stato in una gelida mattina dello scorso 4 gennaio che Firenze ha ufficialmente accolto la prima troupe che in questo nuovo anno l’ha scelta come set per delle riprese. Netflix colpisce ancora, si è trattato infatti di alcune scene della terza stagione della serie tv spagnola La casa di carta che si sono svolte in piazza Duomo e al Piazzale Michelangelo. Davanti alla macchina da presa Pedro Alonso (Berlino) e Álvaro Morte (Il Professore). Ma non solo su Firenze si riversa la scelta di ambientare grandi storie; la casa di produzione Svoypocherk si appresta infatti a girare in Versilia, più precisamente a Forte dei Marmi, alcune scene di un film dedicato alla figura del ballerino Rudolf Nureyev, mentre a Greve in Chianti negli ultimi giorni dell’anno sono partite le riprese del nuovo film in costume di Lorenzo Raveggi, La dama e l’ermellino. Le riprese più attese (le selezioni per le comparse hanno registrato più di 600 candidati) sono sicuramente quelle del nuovo Pinocchio per la regia di Matteo Garrone. La location, scelta dopo moltissimi sopralluoghi, è la Tenuta La Fratta di Sinalunga in provincia di Siena dove saranno ricreate la casa e la bottega da falegname di Mastro Geppetto, interpretato da Roberto Benigni. Gino Bartali, Caterina Bueno, Carlo Cassola e il console tedesco Gerhard Wolf sono solo alcuni dei protagonisti dei documentari le cui riprese sono in programma in Toscana per il 2019. La produzione più curiosa? Looking for Negroni, in cui il regista Federico Micali indagherà la storia del cocktail nato in via dei Tornabuoni.

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