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Ottobre 2014

22

L’AGENDA DI OTTOBRE / MORRISSEY / STUDIO ++ / L’OROSCOPO


NOVITÀ


SOMMARIO

L’ultima linea di resistenza, è fare bene le cose. (Elio Petri)

sipario

4

OTTOBRE DI QUALITÀ di tommaso chimenti arte

5

IL LINGUAGGIO DEL RESPIRO di giovanni bartolozzi pellicole

6

NON SOLO VENEZIA di caterina liverani storie

8

GIANLUCA PANELLA di nikola tenevova perle

10

EDITORIALE di matilde sereni

L’IMPORTANZA DI CHIAMARSI MORRISSEY di dario russel bracaloni domande

12 LA MENTE E SI SUOI SPAZI di eleonora ceccarelli

Dall’ultima volta che ci siamo scritti, me ne sono successe un po’, di cose. Procedo con ordine. Due settimane fa mi hanno rubato il portafoglio, il che apre tutta una serie di sottodinamiche burocratiche che non vi starò a narrare, ma vi basti sapere che si concludono una mattina all’asl con talmente tante persone prima di me, che invece della nuova TSE alla fine ho chiesto un TSO. Il giorno dopo il furto ho incrinato lo schermo dell’iPhone, ed è stato il punto di non ritorno. Uno dopo l’altro sono scaduti il bollo del motorino, quello dell’auto, la revisione, e perché no, dopo dieci anni di onorata carriera anche la patente (che tanto era nel portafoglio, quindi pacchetto denuncia + rinnovo all inclusive). Si è intasata una tubatura di casa in seguito alla bomba d’acqua di venerdì 19 e, a coronare il tutto, il finesettimana è stato un susseguirsi di richieste su quali fossero i dieci ilbri che mi piaccionodipiùpiùpiù. Converrete con me che attendo ottobre con una certa ansia.

a quel paese

14 NEW YORK NEW YORK di alba parrini

16

l’agenda di OTTOBRE boxini

18

OTTOBRE da non perdere i provinciali

point of view

di pratosfera

di gilberto benni

20 CHITARRA AUMENTATA

DAVID LINCH

un sex symbol al mese

la zona d’ombra

di il moderatore

di michele baldini

22 PRINCE la scena

24 SARA MAUTONE

EX CATHEDRA just kids

FAMIGLIE E MUSEI di davide morena

Eppure la sera, dopo aver elencato le calamità passate e quelle probabilmente future, penso che tutto sommato queste non siano cose importanti. Sono noie, beghe, grattacapi, perdite di tempo e di soldi, ma non sono cose importanti. È importante vedere entrare nel tuo posto di lavoro un tizio con cui hai scambiato quattro parole dal vivo in appena due anni di consocenza, ed è importante sorridere quando ti porge un libro comprato apposta per te. È importante che una delle amiche screditate poche righe sopra nell’uscita da intellettualoide sulle catene dei libri, ti abbia suggerito di citare la cosa nell’editoriale, perché singifica che lo legge, l’editoriale. Ed è importante dare ascolto. È importante contribuire alla crescita di un locale che inaugura la quinta stagione. È importante un amico scorbutico che si confida con te. È importante rendersi conto delle proprie dipendenze. Ed è importante liberarsene. È importante fare bene le cose.

palestra robur

25 I’ PIAZZALE di leandro ferretti

27

stelle

di faolo pox

29 PAROLE

di gabriele ametrano

Iscrizione al Registro Stampa del Tribunale di Firenze n. 5892 del 21/09/2012 N. 22 - Anno III - OTTOBRE 2014 - Rivista Mensile - www.lungarnofirenze.it

Editore: A  ssociazione Culturale Lungarno Via dell’Orto, 20 - 50124 Firenze - P.I. 06286260481 Direttore Responsabile: Marco Mannucci Direttore Editoriale: Matilde Sereni

30 suoni

Responsabile di redazione: Leonardo Cianfanelli Stampa: Grafiche Martinelli - Firenze

di lespertone

Distribuzione: Ecopony Express - Firenze

in copertina: “Routine Quotidiana in colori d’autunno” di Marco Fabri

Pisano, classe ’88, inizia a familiarizzare con matite e gessetti fin da piccolissimo, la sua produzione negli anni del liceo è un guazzabuglio di disegni e schizzi che prendono ordine nei primi anni di Università, quando decide di risalire l’Arno e trasferirsi a Firenze. Non contento decide di spingersi fino alle rive dell’Oceano. Nell’anno passato a Porto apprende nuove tecniche e allarga i suoi orizzonti. Disegnatore da tutta una vita, “fotografo di architettura”, renderista a tempo perso, negli ultimi anni si è dedicato a investigare nuove forme di arti visuali. Pronto a tutto, è uno che si dà da fare.

Hanno collaborato: Tommaso Chimenti, Caterina Liverani, Emanuele Giaconi, Dario Russel Bracaloni, Davide Morena, Pratosfera, Eleonora Ceccarelli, Gilberto Benni, Alba Parrini, Leandro Ferretti, il moderatore, Michele Baldini, Giovanni Bartolozzi, Nikola Tenevova, Faolo Pox, Aldo Giannotti, Lespertone, Gabriele Ametrano, Marco Fabri. Nessuna parte di questo periodico può essere riprodotta senza l’autorizzazione scritta dei proprietari. La direzione non si assume alcuna responsabilità per marchi, foto e slogan usati dagli inserzionisti, né per cambiamenti di date, luoghi e orari degli eventi segnalati. Scopri dove trovare Lungarno su www.lungarnofirenze.it

Si ringrazia la Lira Srl e la famiglia Fattori per sostenere e credere in Lungarno.


4

SIPARIO

di tommaso chimenti

OTTOBRE DI QUALITÀ

il Tony Clifton Circus in “Missione Roosvelt”

F

ino a pochi anni fa ottobre era un mese morto a cavallo tra un’estate che se n’era già andata insieme all’abbronzatura ed un autunno che ancora non aveva fatto capolino. Il teatro, soprattutto quello al chiuso, è un po’ sinonimo di inverno. Appunto, fino a qualche tempo fa. Oggi due belle rassegne riempiono le serate d’ottobre con teatro internazionale di qualità, la ventisettesima “Intercity” del Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino e la dodicesima di “Contemporanea” a Prato. Aprite le finestre e fate entrate aria nuova, diversa. Al Teatro della Limonaia da ventisette anni si aprono i grandi finestroni che danno sul cortile dove la serra, il particolare, dà il nome al tutto, al generale. “Intercity” stavolta si concentra su un ventaglio di Paesi, Medio Oriente e Primavera Verde da una parte, Israele, Palestina e Algeria, drammaturgie nordiche da esplorare come Belgio e Danimarca, new entry come la Repubblica Ceca. In questo mix, che appare a prima vista molto eterogeneo se non senza un minimo comune denominatore, il fil rouge invece è l’alta qualità della proposta. Oltre ai progetti collaterali con le scuole, le mise en espace, le mostre, i laboratori e la musica, cinque sono gli appuntamenti di respiro europeo da cogliere. Le maschere con le testone gigantesche dei praghesi Spitfire in “Antiwords” (3 e 4), l’“Hamlet private” (4 e 5) danese con due attori per un solo spettatore (venti i fortunati), mezz’ora in balia delle domande amletiche, l’ultima cena, anzi le ultime parole famose proferite durante l’ultimo pasto nel belga “Last supper” (11 e 12), una vera cena dove verranno ripercorse gli ultimi piatti degustati da nobili personalità del passato, ed ancora il titolo chilometrico “Alla mia età mi nascondo ancora per fumare” (16, 17 e 18), per

la regia di Serena Sinigaglia, testo di una scrittrice algerina sotto pseudonimo, che racconta il dramma di alcune donne che si sono barricate dentro un bagno turco per sfuggire alla violenza degli uomini che là fuori bussano incessantemente per avere una di loro, una ragazza incinta che, per questa colpa, deve pagare. A “Contemporanea” il direttore con il sigaro, Edoardo Donatini, che regge l’urto negli anni e resiste alle triturazioni in atto al Metastasio e dintorni, ci consegna ogni anno un pacchetto che è una giusta miscela tra scoperte, soprattutto francesi, e suoi cavalli di battaglia sui quali ha puntato forte nel corso di queste ultime edizioni. Ritornano infatti Claudio Morganti e Katia Giuliani, come Codice Ivan e Tpo. Tra gli altri italiani importanti, le presenze di Tony Clifton Circus, Artefatti e Babilonia Teatri. L’atmosfera è quella del festival europeo con tanti spazi utilizzati, dall’ex chiesa di San Giovanni al Fabbricone, da Piazza delle Carceri al Fabbrichino, dal Teatro Magnolfi allo Spazio K. Un altro modo di vivere Prato, lontano, almeno per pochi giorni l’anno dall’immagine-stereotipo (purtroppo reale) di degrado ed immigrazione clandestina, di difficile convivenza sociale, di emergenza-integrazione. L’aficionada Katia Giuliani, artista contemporanea ed ideatrice di performance sempre stuzzicanti, con “Crash” (2, 3 e 4) mette gli spettatori nella condizione di liberarsi e distruggere gli oggetti intorno, in una sorta di catartica respirazione anticonsumistica. Gli Artefatti di Fabrizio Arcuri proseguono nella loro traslazione, ed amore incondizionato, per Tim Crouch e la sua contemporanea visione e scrittura originale su alcuni personaggi minori delle opere shakespeariane. “Io, Cinna” (l’1) è tutto da gustare per foraggiare e fomentare le in-

finite tangenti che il Bardo, dopo quattrocento anni, continua ancora ad elargire in abbondanza. Già in altri loro spettacoli recenti la religione ha fatto capolino, dalla bestemmia in “Made in Italy”, fino al bue ed all’asinello (ma con le teste tagliate e congelate in frigo) in “The end”. Tappa obbligatoria quindi questo “Jesus” (il 2); vedremo se la scrittura di Enrico Castellani riuscirà a chiarirci, una volta per tutte, se è stato Dio a creare l’uomo o se è stato l’uomo a inventarsi Dio. Infine, volete un consiglio amichevole? Non perdete la possibilità che i Clifton vi daranno con “Missione Roosevelt” (3 e 4), un’esperienza unica di sentirvi menomati per alcune ore, di capire, giocando, cosa vuol dire avere due ruote al posto delle gambe, vedere la città dal basso, percorrendola, solcandola senza lasciarsi fermare da ostacoli di alcun genere. Al Teatro di Rifredi, quest’anno il simbolo è un elefante, (“Non pensate all’elefante!”, spiega il linguista statunitense George Lakoff) apre con un vecchio successo riportato a nuova vita, soprattutto per coloro che non lo avevano potuto vedere, per anagrafe: “Carmela e Paolino”, scritta da quel Sinisterra, anche lui passato per la mannaia del Metastasio, digerito e poi sputato. Per otto anni durante i ‘90 con una grandissima tournée internazionale si può dire che “Carmela e Paolino” (dal 10 al 26) furono gli antesignani, come resistenza, dell’Ultimo Harem (a proposito: undicesima stagione!!!). Un cabaret scalcagnato, un varietà incerottato durante la guerra civile spagnola nell’originale e ambientato nel’44 in Italia dalla penna sempre generosa di Angelo Savelli.


ARTE

di giovanni bartolozzi

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IL LINGUAGGIO

Q

Breathing as a revolutionary message è l’installazione realizzata da Studio ++ (Fabio Ciaravella, Umberto Daina, Vincenzo Fiore) in Palazzo Vecchio, a cura di Pietro Gaglianò. Essa rientra nel quadro dei numerosi progetti presentati per l’estate fiorentina sotto la direzione artistica di Stefano Boeri che per quest’anno ha scelto di moltiplicare le iniziative artistiche e culturali, generando tuttavia una dispersione di contenuti in molteplici episodi frammentati. Il lavoro di Studio ++ si caratterizza per l’attenzione nei confronti dello spazio pubblico, dei suoi limiti e delle sue criticità, con uno sguardo sempre attento alla ricerca teorica, scientifica e tecnologica. Questa complessità del loro operare li contraddistingue e fa si che i loro progetti siano ricadute operative di riflessioni più ampie e in costante divenire. Nelle due precedenti edizioni dell’estate fiorentina, Studio ++ aveva realizzato il Terzo Giardino sulla riva di San Niccolò, restituendo alla città una delle sponde più suggestive dell’Arno con un progetto che sulla scia delle teorie di Gilles Clément, ribaltava la maniera di intendere il giardino per amplificarne le possibilità pubbliche di fruizione: lavorava per sottrazione, ovvero sottraeva la massiva vegetazione spontanea, caratteristica degli argini, per tracciare percorsi

pedonali ispirati al Giardino dei Semplici. Questo sintetico passo indietro è importante per comprendere la leggerezza del loro approccio e per ritracciarlo sotto altra veste in questo nuovo lavoro fiorentino. Il centro dell’opera risiede ancora una volta nell’investigazione della dimensione pubblica dello spazio, ma questa volta attivando un meccanismo di azione e partecipazione individuale e fisico del pubblico nell’opera. Studio ++ ha chiesto alla gente, agli abitanti, ai turisti, a tutti coloro che fanno esperienza dello spazio pubblico, di respirare con un megafono, per amplificare quella vibrazione ritmica che rende vivo ciascun individuo. Un suono silenzioso e perpetuo il respiro, intimo e personale, che attraverso il megafono stabilisce una simbiosi con lo spazio. Il megafono, strumento simbolo della propaganda politica, delle manifestazioni, geneticamente legato alla piazza, amplifica in quest’opera un semplice respiro e consente di restituire allo spazio pubblico quella lentezza, quella quiete e profondità che lo rendono autenticamente pubblico. Il lavoro è stato svolto a Firenze sulla base di una importante esperienza avviata lo scorso inverno a Boston, in una realtà sociale profondamente diversa dalla nostra. La sua ideazione deve molto al clima e al dibattito culturale attualmente

in corso tra il MIT e Harvard sul ruolo dell’arte pubblica nella città contemporanea. “Respirare nello spazio pubblico - scrivono gli Studio ++ -, farlo attraverso un megafono per creare un’attenzione ed un’immagine allo stesso tempo, è un dialogo circa il punto di partenza dal quale dovremmo ripartire per ricostruire significati e prospettive per una nuova, e forse più profonda, identità pubblica e qualità di vita.” Sono stati filmati 80 respiri nei luoghi più rappresentativi della città, presentati lo scorso 23 settembre attraverso una video installazione nel cortile della Dogana di Palazzo Vecchio, edificio rappresentativo della vita pubblica fiorentina, dove sette monitor riproducevano le riprese e inondavano di respiri l’intero spazio. Ulteriormente filtrato dalla telecamera di un iphone, il respiro ha generato a sua volta una seconda opera nel video, che ha celebrato le inquadrature, ma soprattutto la forza, spesso la prepotenza sonora e la libertà gestuale di quotidiani respiri. Con la semplicità di mettere in evidenza qualcosa che è latente, che esiste, che c’è ma non si sente - operazione riconoscibile nei loro progetti - Studio ++ invita a riflettere sull’inscindibile legame tra dimensione intima e collettiva, svelandone un linguaggio universale: breathing as a revolutionary message. http://www.fabbricanove.com


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PELLICOLE

di caterina liverani

NON SOLO VENEZIA

LA GEOGRAFIA DEI FESTIVAL

C

i troviamo in un periodo dell’anno quanto mai propizio, cari amanti del cinema e amici di Lungarno. Siamo pronti a tendere le nostre mani verso i biglietti appena staccati all’ingresso delle sale e ad appoggiare la nostre terga sulle poltrone imbottite per godere finalmente dei frutti di questa nuova stagione cinematografica. Non so voi, mai io sento sempre una scarica elettrica quando mi capita di imbattermi negli articoli che elencano i film che usciranno nell’annata che sta per partire e da malata di trailer mi scordo per un secondo della pellicola che ho pagato per vedere quando al cinema comincia la parte del “prossimamente su questi schermi”. Come sapete abbiamo fatto una piccola incursione a Venezia, ne potete leggere sul nostro blog Lungarno a Venezia, che è sempre un ottimo indicatore delle pellicole che stanno per arrivare nelle nostre sale ma, se si vuole avere un quadro più ampio per cominciare a preparare la lista di must see per i prossimi mesi, occorre ampliare lo sguardo anche ad altre interessanti manifestazioni che si sono svolte sul finire dell’estate. Il riconoscimento più ambito del Festival veneziano è andato ad un film svedese dal titolo bizzarro, Un piccione seduto su un ramo meditava sull’esistenza di Roy Andersson, che verrà distribuito dalla Lucky Red anche se ancora non

c’è una data stabilita per l’uscita, e c’è da sperare che anche altri titoli che in Laguna sono stati apprezzati possano essere visti nelle sale. Intanto durante questo mese direttamente dal Lido arriveranno nei cinema La Trattativa di Sabina Guzzanti, l’animazione di Boxtrolls, Perez con Luca Zingaretti e il protagonista della serie tv Gomorra Marco D’Amore, il bel documentario Io sto con la sposa e Il giovane favoloso di Mario Martone. Deauville, graziosa località di villeggiatura della bassa Normandia, dal 1975 accoglie nei primi di settembre un importante festival di cinema statunitense che, nell’edizione chiusasi lo scorso 14 settembre, ha ospitato delle anteprime attesissime anche in Italia come Magic in the moonlight di Woody Allen nelle nostre sale ad inizio dicembre, La spia, A most wanted man ultima grande interpretazione di Philip Seymour Hoffman in uscita il 30 ottobre, ed il romantico The disapperance of Eleanor Rigby che arriverà da noi a febbraio 2015. Il Toronto film Festival probabilmente il più potente motore commerciale cinematografico mondiale, dove da 37 anni debuttano le pellicole che nei mesi successivi sbancheranno i botteghini e inizieranno la corsa ai premi più prestigiosi, nella sua ultima edizione ha visto il trionfo di The imitation of game con Benedict Cumberbatch; intensa biografia del genio della

Reese Witherspoon in “Wild” di Jean Mark Vallè

matematica Alan Turing che durante la Seconda Guerra Mondiale decifrò complicati messaggi in codice, in uscita il 20 novembre. Nei festival e nelle rassegne che finora ci hanno portati dall’Italia alla Normandia fino al Canada, un ruolo importante negli ultimi anni è stato senza dubbio svolto dai social network dove a colpi di hashtag a pochi minuti da una proiezione è possibile capire se un film ha colpito favorevolmente i suoi primissimi spettatori. Proprio dal social più in voga in questi mesi, Insatagram, croce e delizia degli amanti dei selfie, del foodporn e delle sfide benefiche, abbiamo appreso dell’esistenza di una chicca a stelle e strisce di cui la stampa italiana ha parlato molto poco. Negli ultimi giorni d’agosto Reese Witherspoon ha postato la foto di uno splendido bosco circondato da montagne, con una didascalia che recitava The mountains are calling #WILDmovie #Telluride. Con l’intento di promuovere Wild diretto da Jean Mark Vallè (Dallas Buyers Club) che la vedrà protagonista in Italia dal 19 febbraio, la bella attrice premio Oscar per Walk the line, ci ha permesso di conoscere una mostra di cinema non competitiva che dal 1974 si tiene a Telluride, piccolo centro cittadino del Colorado un tempo miniera di argento, dove oltre che diversi titoli passati anche a Venezia, Toronto e Cannes, sono stati presentati gli ultimi documentari di Martin Scorsese e Wim Wenders.


L’ESPERTO CONSIGLIA

IL CLASSICONE

Lisa (Anna Paquin) è una liceale newyorkese di buona famiglia che durante un giro in centro alla ricerca di un cappello da cowboy finisce per trovarsi coinvolta nell’incidente in cui una donna perde la vita. Margaret (2011) seconda prova da regista dello sceneggiatore Kenneth Lonergan (Gangs of New york) e prodotto dagli scomparsi Sidney Pollack e Antony Minghella, vede un cast di prim’ordine (Matt Damon, Mark Ruffalo, Jean Reno tra gli altri) al servizio di una storia tanto affascinate quanto complessa sul traumatico processo di maturazione di una giovane donna alle prese con una faccenda più grande di lei. Riflettendo sul tema della responsabilità individuale, sui rischi che comporta assumerla e sulle conseguenze ancora più grandi che si corrono non assumendosela affatto Margaret rifiuta definizioni di genere limitandosi a raccontare superbamente la sua storia. Anna Paquin si dimostra ancora una volta un’interprete attenta e coraggiosa capace di incarnare innocenza e ambiguità e di bucare lo schermo con il suo fascino non convenzionale.

Negli anni 80, come ricorderanno i cinefili più grandicelli, eravamo decisamente più amichevoli con gli alieni rispetto a quanto successo nella successiva decade in Indipendence Day, e lo eravamo al punto da mandare loro nello spazio un espresso invito a farci una visitina. Più affascinante di E.T., più muscoloso degli ometti di Incontri ravvicinati del terzo tipo e meno minaccioso di Alien, l’extraterrestre di questo adorabile film del re dell’horror John Carpenter prodotto da Michael Douglas, è un giovanissimo Jeff Bridges arrivato sulla terra per consolare una giovane donna (la Karen Allen di I predatori dell’arca perduta) rimasta precocemente vedova. Fantascienza, commedia romantica e on the road sono presenti in parti uguali in Starman che consigliamo a tutti gli appassionati di film sugli alieni, ai feticisti degli effetti speciali vintage ma efficaci e a tutti i romanticoni.

MARGARET

STARMAN (1984)


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STORIE

di nikola tenevova

GIANLUCA PANELLA

Q

uest´anno ha vinto il terzo premio nella categoria Notizie generali di World Press Photo. Appena tornato da Gaza, sta già pianificando il ritorno in Sud Sudan per l´anno prossimo. Con il fotoreporter di guerra fiorentino abbiamo parlato delle gioie e tormenti della sua professione. Gianluca, tu sei stato nei Balcani, in Nordafrica, Sudan, Libano, Haiti, a Gaza...Qual è la tua motivazione per lavorare nelle zone di conflitto? Durante un conflitto le emozioni, i sentimenti, i comportamenti delle persone sono estremizzate al massimo. Non c´è tempo per tutte quelle ipocrisie che invece si trovano nella vita normale. Odio è odio e amore è amore. Quasi tutti i paletti della vita normale se ne vanno. A quel punto mi sembra che restino le cose più vere che mi interessano fotografare. Quest´anno hai vinto il prestigioso World Press Photo per il tuo reportage BlackOut che accentuava la crisi energetica a Gaza. Stai però lavorando su un altro progetto: Behind the lath meh (Dietro il passamontagna) sui militanti palestinesi. Come sta procedendo il lavoro e qual è il suo obiettivo? Non so quando un lavoro può considerarsi finito, però sicuramente sono arrivato a quel punto in cui il lavoro deve uscire e deve essere visto. Volevo far vedere il lato umano delle persone che sono spesso considerate terroristi. Il termine terrorista generalizza tanto il nemico, lo mitizza abbastanza, lo disumanizza. Cosa è un terrorista? É peggio di un criminale tradizionale, è qualcosa di superiore, spesso sembra che sia un

mostro a sei braccia. Io ero incuriosito da questo, volevo sapere che cosa c´è dietro. Durante la guerra del 2012 c´era un corteo per un funerale di un comandante di al-Qassam. C´era un combattente con mitragliatore con nastri di proiettili intorno al collo. Stavo fotografando questo personaggio e ho visto che avevala fede al dito. Se aveva la fede voleva dire che era marito, probabilmente era padre, sicuramente era un figlio, un fratello. Quindi il progetto vuole mostrare il lato umano dei combattenti della resistenza. Tutte le guerre di resistenza sono sempre state mescolate ai civili. Quindi il discorso di usare gli scudi umani come tattica di guerra è molto impreciso: Hamas è le persone. È dentro le famiglie, le famiglie lo sostengono. E se non è Hamas, è il Jihad Islamico, Al-Fatah o un altro gruppo. È ovvio che un terrorista, se lo vuoi chiamare così, ha una moglie. E se lui si nasconde nella casa di sua moglie, non la sta usando come scudo umano: quella è la sua casa, quella è la sua famiglia, però lui è ricercato come terrorista. Poi all´interno di questa realtà sicuramente si possono sviluppare le realtà più piccole interne, dove qualche persona che ha perso l´equilibrio decide di far saltare l´autobus a Tel Aviv. Quello può essere chiamato terrorismo. È però un estremismo che poi viene usato per chiamare terrorismo tutta un´altra situazione che il terrorismo non è. Ti sei mai trovato in una situazione in cui rischiavi la salute, per non dire la vita? Certo. Si pensa che rischiare la vita sia qualcosa di romantico, qualcosa che si percepisce immediatamente ma te ne rendi conto di più dopo. Per dire, a Gaza non c´è un posto sicuro dove stare.

Per i giornalisti ci sono questi tre, quattro edifici di cui sappiamo che non verranno bombardati, per il resto è tutta zona rossa. Nessuno sa quale edificio verrà bombardato, quindi può diventare rischioso anche un semplice giro in macchina. Edificio sbagliato, momento sbagliato, non te ne accorgi neanche. Ma è un po´come un incidente stradale. Pensa a quanto è alta la probabilità che una macchina ti venga addosso. In guerra è un pericolo molto simile, chiaramente le probabilità si alzano. Ci sono altri progetti su cui stai lavorando? E dove potremmo vedere la tua mostra Behind the lath meh? Magari diventasse una mostra! Mi piacerebbe portarla in giro. Vorrei anche che diventasse una mostra il BlackOut perché l´avevo pensata per una galleria. A parte questo ci sono due progetti a lungo termine per cui sto cercando i finanziamenti. Il primo sarebbe un reportage approfondito sullo squilibrio delle ricchezze che parte da un report di Oxfam sul fatto che un centinaio di persone nel mondo possiede l´equivalente di ciò che dovrebbe appartenere a 4 miliardi di individui. Il secondo è il Tanit Project: il mio progetto di vita che non ha delle scadenze. Tanit è la mia barca a vela su cui vorrei ripercorrere le rotte degli antichi Fenici, dedicandomi alla documentazione del Mediterraneo. Basandosi sul concetto di viaggio come segreto dell´evoluzione umana, Tanit Project sarebbe un contenitore di tanti altri progetti: si propone di mettere insieme gli individui attraverso un lavoro fotografico, giornalistico, antropologico, sociale e ambientale.


Campagna abbonamenti 2014 / 2015 Biglietteria Via della Pergola 24 Tel. 055.0763333 biglietteria@teatrodellapergola.com Lun > sab 9.30 > 18.30, domenica riposo I biglietti sono acquistabili anche presso il Circuito regionale Box Office

www.teatrodellapergola.com

24 ottobre / 2 novembre GABRIELE LAVIA

SEI PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE di Luigi Pirandello regia Gabriele Lavia


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PERLE

di dario russel bracaloni

L’IMPORTANZA DI CHIAMARSI MORRISSEY

Q

uando ho iniziato a scrivere queste parole su Steven Patrick Morrissey un senso di reverenza fantozziana quasi paralizzante mi ha bloccato. Personaggio troppo complesso, una carriera vastissima, una personalità enorme e sempre chiacchierata, difficile rapportarcisi. A salvarmi e sbloccarmi è però accorso un pensiero, banale ma perdurante, che mi si è fissato nella mente: se penso a Morrissey penso alla parola “passione”. E’ banale, perchè è forse fin troppo facile accostare una parola del genere ad un autore capace di liriche e melodie tanto potenti, cui è impossibile non appassionarsi; ma nonostante ciò questo pensiero permane e più entro in contatto l’opera e la vicenda del cinquantacinquenne mancuniano, più mi convinco che sia corretto. Ancora di più mi chiedo come non si possa parlare di passione, quando si parla di un figlio di emigranti irlandesi che nasce in una città ruvida come Manchester. E mi chiedo quanta passione occorra per sublimarsi dalle proprie origini modeste, trovare in James Dean ed Oscar Wilde i propri riferimenti culturali ed umani per farne uno stimolo, e diventare un simbolo della musica e della società inglesi del ventesimo e ventunesimo secolo. Morrissey è evidentemente un uomo che vive di passioni, se così non fosse difficilmente si spie-

gherebbe la costanza con cui da quattordicenne persisteva, pur non ricevendo mai risposta, nel mandare lettere su lettere di idolatria per i New York Dolls a Nick Kent, firma storica del New Musical Express alla metà dei ‘70s e grande cronista borderline del rock di quegli anni. Se Morrissey non fosse un uomo appassionato, non assisteremmo ad una rock-star di fama mondiale che annuncia la fine della collaborazione con una casa discografica o la dipartita di un musicista della sua band, attraverso le pagine di una fanzine (www.truetoyou.net) a lui dedicata e punto di riferimento per tutti i suoi apostoli. Molti suoi colleghi di pari fama difficilmente si affiderebbero ad una fanzine per comunicare le proprie vicende professionali al mondo. Ma Morrissey è diverso, è un uomo appassionato e lo dimostra ogni volta che si pronuncia in merito a questioni politiche, etiche o sociali, senza mai usare mezzi termini o mezze misure, sia che si tratti di sparare a zero sull’istituto della corona inglese o sui politici contemporanei, sia che si tratti di sostenere la sua grande passione animalista contro il consumo alimentare di carne, sin dai tempi di “Meat is Murder”. Al di là del personaggio perfino controverso nella sua estroversione, rimane la musica, figlia di ascolti incessanti di pop anni ‘60 e vigore new wave, come confermato dall’ultimo episodio

MORRISSEY 21 OTTOBRE 2014 Teatro ObiHall - Firenze

della sua lunga e fortunata carriera. “World Peace Is None of Your Business” è un disco moderno e sorprendente, scritto con classe ed arrangiato con gran mestiere, grazie anche ad un produttore di rango come Joe Chiccarelli. L’album è anticipato da quattro video promozionali in cui Morrissey recita spoken words i testi delle canzoni, per fare questo si affianca a Nancy Sinatra (per la title-track) e da un cameo di Pamela Anderson (“Earth is the Loneliest planet”). E’ un disco, il decimo da solista, che sapientemente alterna nel suo sviluppo registri diversi che se vogliamo riassumono le varie anime di Morrissey e della sua carriera: brani potenti, una sorta di traduzione anni 2000 degli Smiths, seguono ad episodi morbidi, ballate coinvolgenti ed appassionate, condite da chitarre classiche, organi e preziosi intarsi strumentali. Su tutto si staglia melodica e potente la voce del nostro eroe, fresca e cristallina nonostante i numerosi problemi di salute che hanno afflitto Morrissey negli ultimi anni, e nonostante i quali l’ex-Smith riparte in tour e torna in pista. Il 21 Ottobre potremo finalmente ascoltarlo a Firenze,io sarò sotto al palco e di certo potrò dire “big Morrissey strikes again”.


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DOMANDE

di eleonora ceccarelli

LA MENTE E SI SUOI SPAZI

I

l Festival della salute mentale 2014 si terrà a Firenze dal 28 settembre al 4 ottobre, date poco felici perché molto vicine all’uscita del nostro caro mensile, però è mio dovere specificare che ci saranno altri eventi distribuiti in tutto l’anno, per l’esattezza fino a marzo 2015, che potremo riuscire a seguire ed a cui ormai informatissimi non potremmo proprio mancare. Un esempio? rappresentazioni teatrali, poesia, laboratori per bambini e genitori, convegni, proiezioni ed incontri a giro per la città. E comunque già che se ne parli direi essere un ottimo inizio. Perché il primo obiettivo del festival è proprio quello di uscire allo scoperto. I numeri del circuito di persone coinvolte con le strutture che si occupano di salute mentale sono enormi, ma assolutamente invisibili. Nessuno ne sa niente. Quindi appurato il problema della salute mentale come un problema comunitario, rimane solo una domanda da porsi. Perché la comunità ne è tenuta fuori? Questo è stato il primo motivo che ha portato il “Coordinamento associazioni fiorentine per la salute mentale”, ed il suo presidente Gianni Gozzini, a far nascere questo Festival. Questa persona sorridente e distinta, coinvolta a livello personale come familiare di una perso-

na con tali problematiche, mi parla serenamente di ciò di cui tutti noi non dobbiamo avere paura. La diversità mentale. Quindi il primo passo è sicuramente far conoscere, far conoscere e far conoscere ancora un po’ di più. La comunità deve vedere questa parte rilevante di persone che abitano nella nostra città, capire che cosa fanno, come vivono e come possono essere reinserite all’interno della quotidianità. Un altro sorprendente obiettivo è quello di promuovere percorsi alternativi di recupero che, dopo la necessaria terapia farmacologica iniziale, prevedono terapie come il teatro, la danza, l’arte, ed ogni tipo di espressione e comunicazione per ritrovare un contatto con loro stessi. Il corpo diviene l’agente scopritore che percepisce, si esprime e si muove nell’ambiente e in relazione agli altri, esplora ruoli diversi da quelli giocati nel contesto quotidiano, arricchendo così la gamma di possibilità relazionali, trovando risposte a conflitti, problemi, superando difficoltà e momenti di crisi. Piccoli miracoli avvengono sul palco scenico, dove persone con problemi di relazione, contatto e comunicazione riescono a rapportarsi con altri in modo sereno e anche divertente. Allenamenti irreali di vita per riavvicinarsi alla vita reale.

Il Festival quest’anno ruota attorno al concetto di spazio, considerato come spazio da vivere, da abitare e da utilizzare nel tempo libero. Spazi cittadini da rendere usufruibili anche a chi ha difficoltà, perseguendo la strada che crede che tutto ciò sia profondamente riabilitativo e terapeutico. Un altro passo importante del Festival è quello di parlare, con l’aiuto di convegni ed incontri, di prevenzione. Importante per ogni genitore è l’ascolto dei propri figli adolescenti, aiutandoli a riconoscere i sintomi di “stati mentali a rischio” . Il Festival è alla sua terza edizione e nasce in collaborazione con la Regione Toscana, la Società della Salute, il Comune di Firenze e l’Azienda Sanitaria 10, con il massimo e totale appoggio di ogni componente. Impariamo a seguire questo Festival con serietà ed entusiasmo, perché quello che avviene in queste date è di un importanza unica, e merita tutta la nostra attenzione.

http://www.coordinamentofiorentinosalutementale.it/


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A QUEL PAESE

di alba parrini

NEW YORK NEW YORK

L

a domenica mattina, la coda alla Abyssinian Baptist Church ad Harlem inizia prestissimo. Persone provenienti da tutto il mondo si mettono diligentemente in fila per due lungo tutto l’isolato, per seguire la messa gospel che inizierà alle 11.30. Il turista italiano raggiunge la chiesa con le sue Hogan e l’iphone 5 appena comprato a Times Square. Dopo aver diligentemente cercato con gli occhi tutti i connazionali presenti nel raggio di 500 metri, inizia a snocciolare ad alta voce le sue competenze da guida turistica (poco importa se appena lette sulla lonely planet o su Tripadvisor), con buona pace del capannello di suoi simili che nel frattempo gli si è formato intorno, inevitabilmente attratti dall’idioma nostrano. Il nostro esemplare di “Turista Italico” inizia a dare consigli non richiesti sulle mete imperdibili che solo lui conosce: “Ah non puoi proprio perderti la vista dal Rockefeller Center... il panino Pastrami più buono è quello di Katz’s... se devi fare shopping, vai da Tiffany sulla Fitfh Avenue, ma prima non fare colazione ché ti fanno mangiare anche se non compri niente!”. Cercando di mimetizzarmi in un gruppo di olandesi, raggiungo anch’io la fine della coda, dopo una tappa obbligata alla International House of Pancakes. La fila è controllata da un uomo e una donna sulla quarantina, bellissimi, così tipicamente afroamericani che Beyoncè in confronto sembra tedesca. Lei, in vestito di pizzo e sandali con tacco a spillo, capelli tirati su e gli immancabili gioielli in oro giallo. Lui, in completo nero e camicia celeste con gemelli. L’eleganza e la formalità non sono un optional: vestirsi bene è un segno di rispetto verso Dio e verso la comunità. I due ci passano al setaccio quasi fossimo appestati. Anche il look del Turista Italico sfigura al loro cospetto. L’orologio sembra girare all’indietro ad Harlem, via via che si intravedono macchinoni tirati a lucido con dentro signore vestite a festa in colori pastello e acconciature elaboratissime. Se avete visto “il colore viola” sapete di cosa sto parlando. Il tempo si è fermato anche a Williamsburg, Brooklyn, un sobborgo abitato da ebrei Hassidici. Se vi trovate qui, è probabile che pensiate che si sia aperto un varco spazio-temporale. Questa comunità è arrivata a Williamsburg poco prima della seconda guerra mondiale, per sfuggire alle difficilissime condizioni in cui vivevano nel Lower East Side di Manhattan.

Oggi Williamsburg è famoso prevalentemente di marmo scuro e lucido, con le incisioni dei per essere la nuova destinazione culto per gli nomi di chi ha perso la vita nell’attentato, resta artisti che sfuggono dagli affitti esorbitanti di gelida nonostante il sole di mezzogiorno. Sono Soho. La comunità ebraica ha reagito a questa questi due elementi, l’impetuosità dell’acqua e invasione arroccandosi ancora di più nelle prola freddezza del marmo, che ti fanno capire che prie tradizioni. Ed è così che girando per strada a New York tutto è veramente possibile, che la non si vede l’ombra di una macchina, le donne città resterà sempre lì per accogliere e consolasono vestite tutte con gonna sotto il ginocchio, re, qualunque cosa accada. camicia beige, scarpe nere senza tacco, gli uomini e i bambini sono tutti in kippah e riccioli neri. Siamo a una sola fermata di metro da Manhattan, e a pochi isolati dal distretto più hipster e multiculturale del Borough di Brooklyn: DUMBO. No, non sto parlando dell’elefantino! Dalla passeggiata che si trova Down Under the Manhattan Bridge Overpassage (DUMBO) si gode la vista forse più spettacolare e sconosciuta di tutto lo skyline della grande mela, e incredibile a dirsi è pure gratis. Qui, la sera, l’anima eterogenea di New York esplode. Mi ritrovo in un baracchino messicano a bere una birPANCAKES AI FRUTTI DI BOSCO ra prodotta nel birrificio locale (uno storico palazzo in mattoni Ingredienti rossi tipico dell’architettura di 450ml di latte parzialmente scremato “Brookolino”, il Brownstone) a 150g di zucchero semolato per i pancakes + a guardare un gruppo che balla gusto per la salsa tango argentino mentre il sole 2 uova scende dietro l’Empire State Bu1 cucchiaino di olio di semi ilding, sull’altra sponda dell’East 1 cucchiaino di estratto di vaniglia River. 250g di farina New York è tutto questo e molto, 1 e 1/2 cucchiaio di lievito moltissimo di più. Nel suo essere 500 grammi di frutti di bosco mille cose diverse, New York si ritrova unita. E questo sentimenIn un frullatore unire latte, zucchero, uova, olio e estratto to di unità e di appartenenza alla di vaniglia. Aggiungere anche la farina e il lievito. città ti lascia senza parole in un Mescolare il tutto fino a creare una pastella liscia e posto ben preciso di Manhattan, omogenea. Ground Zero. Tanto si è parlato Riscaldare una padella leggermente imburrata su e tanto si è visto in Europa, ma il sentimento americano è diverso fuoco medio alto. Versare circa 4 cucchiai di pastella da quello che abbiamo percepito per ciascun pancake. Cuocere finché saranno dorati da nel vecchio continente. Le due entrambi i lati e servirli caldi. fontane, in realtà sono cascate di A parte mettere i frutti di bosco in un pentolino con 1 marmo nero convergenti verso dito di acqua e lo zucchero a piacimento. Cuocere per 10 quello che era il centro delle torri minuti, se troppo liquido filtrare con un colino. Frullare gemelle, hanno una potenza che col minipimer e versare a caduta sulla torre di pancake. ti lascia senza fiato. La superficie


M1 Blues: JAMES THOMPSON G2 Fusion: Ba Band V3 Tribute Led Zeppelin: NORGE S4 Elettronic: Grabber Soul L6 Jazz no sense with live painting M7 Teatro:improvisti m8 LEs MANOUCHES BOHEMIENS G9 Indie: Allophones V10 INDIE: Ragazzi Scimmia S11 Rock:Dust n Bones L13 Jazz: Giovanni Benvenuti quartet M14 Teatro: Ivan periccioli M15 Elettronic: Cosmic Sumo Production G16 Hip Hop/ Funk: Dre Love & The Band V17 ‘50/’60 Apple Party S18 Blues: Davide Lipari L20 Jazz: Camilla Battaglia “Tomorrow 4tet M21 Teatro: improzac M22 Impro A pippo non piace la pizzica G23 LIVE MUSIC V24 ROCK COVER: Woopee Hookers S25 Trash Night: Sbanebio L27 Jazz: Eugenio Corsaro trio M28 Teatro: Renzoni M29 LIVE MUSIC G30 LIVE MUSIC V31 ‘60/’70: Last Minute Dirty Band

FREE ENTRANCE START AT 22

Borgo S.Frediano 17r, FIrenze

graphic by Agnese Banti

LIVE MUSIC OTTOBRE


OTTOBRE MERCOLEDì 1

 ESIDENT NIGHT R Tabasco Club (FI) ing. NP JAMES THOMPSON NOF Club (FI) ing. libero MIC ENSEMBLE Istitut Français (FI) ing. 10 € GIOVEDì 2

S ERGE PAUGAM Polo di Scienze Sociali (FI) ing. libero WEIRD Lost & Found (FI) ing. libero BA BAND NOF Club (FI) ing. libero BONE MAN Factory Club (FI) ing. 3 € con tessera VENERDì 3

 UANDO I CILIEGI ERANO ROSA 1 Q Teatro Reims (FI) ing. NP NORGE NOF Club (FI) ing. libero K ATE&PILLAR Lost & Found (FI) ing. libero STOKKA & MADBUDDY Factory Club (FI) ing. 8 € con tessera MANIACS PARTY Tabasco Club (FI) ing. NP FANTASTIC BRA Controsenso (PO) ing. libero con tessera SABATO 4

C OMEDY (04-05/10) Teatro del Romito (FI) ing. 12/9 € C+C=MAXIGROSS Tender Club (FI) ing. NP GRABBER SOUL NOF Club (FI) ing. libero SATURDAY FRIED FEVER Lost & Found (FI) ing. libero MUTE OPENING PARTY

Tabasco Club (FI) ing. NP S TARFUCKERS Factory Club (FI) ing. 3 € con tessera LA SPADA NELLA ROCCIA (0405/10) Teatro Obihall (FI) ing. 12/22 € GLUE in SWING Glue Firenze (FI) ing. libero con tessera DOMENICA 5

LUNedì 6

 OMORRA - LA SERIE G Cinema Stensen (FI) ing. 8 € NO SENSE w/ LIVE PAINTING NOF Club (FI) ing. libero MARTEdì 7

I MPROVISTI NOF Club (FI) ing. libero IO STO CON LA SPOSA Cinema Stensen (FI) ing. 7,50/6 € TAROCCH’ETÉ Eté Bistrò (FI) ing. libero MERCOLEdì 8

 AME R Tabasco Club (FI) ing. NP MANOUCHE NOF Club (FI) ing. libero GIOVEdì 9

I NTERNET FESTIVAL Varie Location (PI) ing. NP VINI PREGIATI E DA COLLEZIONE Stazione Leopolda (FI) ing. NP ALLOPHONES NOF Club (FI) ing. libero TRIO’ CLOCK Lost & Found (FI) ing. libero UN LONG DIMANCHE DE FINCAILLES Istitut Français (FI) ing. libero

VENERDÌ 10

 ER H Cinema Stensen (FI) ing. 6/4,50 € LE ASPEN CLUB - ISTITUTO ISIA | FLORENCE SHORT FILM FESTIVAL Glue Firenze (FI) ing. libero con tessera CARMELA E PAOLINO (10-26/10) Teatro di Rifredi (FI) ing. 14/12 € RAGAZZI SCIMMIA NOF Club (FI) ing. libero MIKE HUCKABY Tabasco Club (FI) ing. NP PIACERI PROLETARI Lost & Found (FI) ing. libero ELEPHANT STONE Tender Club (FI) ing. NP LEVOLKEN Controsenso (PO) ing. libero con tessera MAMAMIA Viper Theatre (FI) ing. NP SABATO 11

P URGATORIO, INFERNO E PARADISO (11-12/10) Teatro del Cestello (FI) ing. 17 € ORNAMENTS w/ opening TOPSY THE GREAT Glue Firenze (FI) ing. libero con tessera ORCHESTRA NAZIONALE JAZZ GIOVANI TALENTI Teatro Puccini (FI) ing. libero DUST & BONES NOF Club (FI) ing. libero OWN BOO Tender Club (FI) ing. NP SANTAVALVOLA NIGHT Factory Club (FI) ing. libero con tessera SATURDAY FRIED FEVER Lost & Found (FI) ing. libero ATOMIC Viper Theatre (FI) ing. NP CATCH WAY Tabasco Club (FI) ing. NP

DOMENICA 12

LUNedì 13

 OMORRA - LA SERIE G Cinema Stensen (FI) ing. 8 € GIOVANNI BENVENUTI QUARTET NOF Club (FI) ing. libero MARTEDÌ 14

I VAN PERICCIOLI NOF Club (FI) ing. libero DON MATTEO Teatro Obihall (FI) ing. NP TAROCCH’ETÉ Eté Bistrò (FI) ing. libero MERCOLedì 15

F LORENCE SHORT FILM FESTIVAL

Glue Firenze (FI) ing. libero con tessera

C OSMIC SUMO PRODUCTION NOF Club (FI) ing. libero

S OMNE

Tabasco Club (FI) ing. NP GIOVedì 16

L A GRANDE GUERRA

Istitut Français (FI) ing. libero

M  ANON - ROYAL OPERA HOUSE The Space Cinema (FI) in. NP

D  RE LOVE & THE BAND NOF Club (FI) ing. libero

M  IELELANDE

Lost & Found (FI) ing. libero

K  AISER CHIEFS

Viper Theatre (FI) ing. 25 €

F RANCO MENICAGLI

Palazzo Strozzi (FI) ing. libero

F IERA DI FIRENZE (16-19/10)

Fortezza da Basso (FI) ing. libero

M  ILKILO

Factory Club (FI) ing. 4 € con tessera


MUSICA TEATRO ARTE CINEMA EVENTI PERCHÉ A FIRENZE NON C’È MAI NIENTE DA FARE... VENERDÌ 17

DOMENICA 19

M  ARINA

Teatro del Cestello (FI) ing. 17 €

Cinema Stensen (FI) ing. 6/4,50 €

Q  UANDO I CILIEGI ERANO ROSA 2 Teatro Reims (FI) ing. NP

5 0’ 60’ APPLE PARTY NOF Club (FI) ing. libero

F UZZ ORCHESTRA

Controsenso (PO) ing. libero con tessera

G  IANNI SABATO

Tabasco Club (FI) ing. NP

LUNedì 20

V  ICTOR HUGO LETTO DA NICOLAS LORMEAU Istitut Français (FI) ing. libero

C AMILLA BATTAGLIA

NOF Club (FI) ing. libero MARTedì 21

L ATTEX+ EXTREME Fortezza da Basso (FI) ing. NP D  EATH CAFÉ

I MPROZAC

P ORTOFLAMINGO

T AROCCH’ETÉ Eté Bistrò (FI) ing. libero

Lost & Found (FI) ing. libero

Factory Club (FI) ing. 5 € con tessera

P EEWEES

Tender Club (FI) ing. NP

Z UMPA E BALLA

Viper Theatre (FI) ing. NP

O  KKYUNG LEE

Sala Vanni (FI) ing. 15/10 € SABATO 18

L A LOCANDIERA

Teatro le Laudi (FI) ing. 18/16 €

T RISOMIA 21

Nelson Mandela Forum (FI) ing. 12 €

T HE RUST AND THE FURY

Glue Firenze (FI) ing. libero con tessera

O  RCHESTRA DELLA TOSCANA Teatro Verdi (FI) ing. 16/20 €

D  AVIDE LIPARI

NOF Club (FI) ing. libero

G  IORNATA NAZIONALE DELLE FAMIGLIE AL MUSEO Varie location (FI) ing. NP

I L DISORDINE DELLE COSE Tender Club (FI) ing. NP

G  RANPROGETTO

Factory Club (FI) ing. libero con tessera

S ATURDAY FRIED FEVER Lost & Found (FI) ing. libero

T WIST & SHOUT

Viper Theatre (FI) ing. 8 €

O  BSERVE THE SONS OF ULSTER MARCHING TOWARD THE SOMME (24/10 - 2/11)

NOF Club (FI) ing. libero

M  ORRISSEY

Teatro Obihall (FI) ing. 45/50 €

MERCOLedì 22

A  PIPPO NON PIACE LA PIZZICA

R  ICCARDO III (24-26/10)

Cenacolo di Andrea del Sarto (FI) ing. 10/5 €

D  INO ANGIOLETTI

Tabasco Club (FI) ing. NP GIOVedì 23

W  ESTFRONT 1918

Istitut Français (FI) ing. libero

L E SITUAZIONI

Lost & Found (FI) ing. libero

R  OCK CONTEST

Tender Club (FI) ing. libero VENERDÌ 24

I SOGNI SEGRETI DI WALTER MITTY

Cinema Stensen (FI) ing. 6/4,50 €

V  OCAZIONE (24-25/10)

Teatro della Pergola (FI) ing. 15/30 €

MARTedì 28

R  ENZONI

A  PIEDI NUDI NEL PARCO (24-26/10)

M  YRIAM REVAULT D’ALLONNES

Teatro le Laudi (FI) ing. 18/16 €

K  LUBB LOTTAROX presents SUMMER HEART Tender Club (FI) ing. 5 €

W  OOPEE HOOKERS

NOF Club (FI) ing. libero

NOF Club (FI) ing. libero Scienze della Formazione (FI) ing. libero

T AROCCH’ETÉ Eté Bistrò (FI) ing. libero MERCOLedì 29

C ALAFURIA DJSET

Controsenso (PO) ing. libero con tessera

S AMMY DEE

Tabasco Club (FI) ing. NP

GIOVedì 30

FRATELLI SLAG

N  APOLEONE IN FUGA INSEGUITO DAI CONIGLI (31/10 - 2/11)

I L GENERALE & MARK-ONE

T I HO SPOSATO PER ALLEGRIA

Lost & Found (FI) ing. libero Factory Club (FI) ing. libero con tessera

SABATO 25

C ASA DEL MIRTO

Glue Firenze (FI) ing. libero con tessera

T RASH NIGHT SBANEBIO NOF Club (FI) ing. libero

S ATURDAY FRIED FEVER Lost & Found (FI) ing. libero

V  IBRAVOID

Tender Club (FI) ing. NP

C ONTESSA & THE SQUIRES

Factory Club (FI) ing. libero con tessera DOMENICA 26

M  ARY POPPINS

Teatro Reims (FI) ing. NP

L ’ECCELLENZA, ET TRIONFO DEL PORCO

Cenacolo di Andrea del Sarto (FI) ing. 10/5 €

Teatro Cantiere Florida (FI) ing. 15/12 €

S EI PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE (24/10 - 02/11)

NOF Club (FI) ing. libero

Teatro Verdi (FI) ing. 22/39 €

NOF Club (FI) ing. libero

M  ESSE DE NOTRE DAME

E UGENIO CORSARO TRIO

LUNedì 27

I DUE FOSCARI - ROYAL OPERA HOUSE The Space Cinema (FI) in. NP

Teatro di Rifredi (FI) ing. 14/12 €

Teatro Dante (Campi Bisenzio) ing. 10/22 €

F RANCE ODEON

Cinema Odeon (FI) ing. NP

R  OCK CONTEST

Tender Club (FI) ing. NP

A  NASTACIA

Teatro Obihall (FI) ing. 39/69 € VENERdì 31

E ROUART - OPERE DI GILBERT EROUART (31/10 - 30/11) Teatro della Pergola (FI) ing. libero

L AST MINUTE DIRTY BAND NOF Club (FI) ing. libero

L A BELLA HALLOWEEN PARTY Tabasco Club (FI) ing. NP

T HE TRASURY OF MUSICK

Cenacolo di Andrea del Sarto (FI) ing. 10/5 €

Z AMBRA

Controsenso (PO) ing. libero con tessera

H  ALLOWEEN PARTY

Lost & Found (FI) ing. libero

H  ALLOWEEN PARTY

Factory Club (FI) ing. libero con tessera


OTTOBRE LUNEDÌ 6 e LUNEDÌ 13 GOMORRA - LA SERIE Cinema Stensen (FI) ing. 8 € Bella sta cosa che si possono vedere le serie al cinema. Quando giro tra i tavoli dell’aperitivo sento spesso la frase “ormai le serie sono meglio del cinema”, poi tutti diventano pazzi per True Detective, poi adesso parte anche la bambola di Gomorra che “non hai capito, una serie strepitosa, poi italiana…” e spunta sempre quello “si ma intanto in italia nessuno batterà mai Boris” e l’altra che dice “Boris… che spettacolo, quando lavoravo come assistente dell’assistente del galoppino dell’autista dell’aiuto regista mi ricordo che funzionava tutto come facevano vedere in Boris”. Bene, allora ok per tutte le serie al cinema. Però anche Castle, Grey’s Anatomy e pure Don Matteo. Perché io lo so che le guardate, non nascondetevi GIOVEDÌ 9 INTERNET FESTIVAL Varie Location (PI) ing. NP E ridedichiamo un boxino all’Internet Festival di Pisa perché sta crescendo e la formula pare essere buona. Ieri sulla tramvia tre ragazzi parlavano dell’Internet Festival di Pisa chiedendosi cosa c’era, se facevano vedere robe ganze, se ci fossero state delle persone famose (sentivo che parlano di gente famosa su ASK e pure di gente che a migliaia di follower in toscana e hanno 17 anni… boh). In disparte c’era il James Dean di Scandicci che non dava confidenza agli altri tre ma si vedeva chiaramente che ascoltava dietro le sue cuffie verdi smeraldo. A un certo punto lo interpellano “O Robe, si va a Pisa all’internet festival”. Lui si volta stranito alla Balotelli e dice “Si, ma solo se ci fanno vedè youporn” MERCOLEDÌ 15 KAISER CHIEFS Viper Theatre (FI) ing. 25 € Cari amici indie che andate a vedere i Kaiser Chiefs e poi dite che i talent fanno schifo che comunque non danno spazio a una serie di produzioni musicali indipendenti ma tutto dettato dalle major che sono in crisi e tutto il pippone della gavetta. Ecco, il cantante dei Kaiser Chiefs è giudice a The Voice UK, che è tipo quella roba in Italia delle poltrone che si girano dove ha vinto una suora e c’erano Piero UAH Pelù, la Carrà, J-Ax e Noemi paffutella che fa la Janis Joplin del mugello. Comunque insomma, volevo dirvelo. da GIOVEDÌ 16 a DOMENICA 19 FIERA DI FIRENZE Fortezza da Basso (FI) ing. Libero Dedico questo boxino alla Fiera di Firenze ma solo per un unico motivo (bugia, ce ne sono anche altri ma uno sopra tutti). Che ci sarà Sonia Peronaci. E se vi chiedete chi è Sonia Peronaci potete anche chiudere Lungarno e lasciarlo dove l’avete trovato. Un’altra possibilità… conoscete Giallozafferano? Ecco, lei è Giallozafferano. Praticamente è colei che negli ultimi cinque anni mi ha permesso di vivere nell’inganno cucinando ricettine furbette per cenette romantiche nelle quali ho sfoderato la parannanza (e non solo la panza) e ho fatto il Bastianich della situazione. Ho anche la app sull’ipad. Penso che la amo. La voglio incontrare, mi presenterò alla Fortezza con una bustina di dieci varietà diverse di biscotti presi dalle sue ricette, passeggeremo tra i padiglioni soffiandoci nuvolette di farina a forma di cuore, le porterò un branzino fresco incartato nel numero di settembre di Lungarno e le chiederò di fare col branzino una scena tipo quella del vaso con Ghost, lei riderà, ci ameremo al dente come lo spaghetto al vino che compare tra le sue ricette “semplici e veloci” e poi la porterò in pista a shekerarsi come un frappè quattrostagioni mentre quel fenomeno di Kyle Hall ci riscalderà a bagno maria. Se volete vi lascio Benedetta Parodi.

da non perdere VENERDÌ 17 OKKYUNG LEE Sala Vanni (FI) ing. 15/10 € A chi si lamenta che dice che scrivo solo boxini sulle cose famose degli amici ecco la smentita in diretta. Ho scelto a caso un evento dalla fornitissima agenda di Lungarno e sono stato attratto da questo nome che sembra una sparata a caso di Ruzzle (minchia vi ricordate Ruzzle????). Allora mi sono documentato e ho visto che lo fanno quei furbacchioni del Musicus Concentus che, da dietro questo nome da studio classico al liceo, offrono sempre ottime proposte musicali sperimentali e originali. Comunque mi sono documentato e la ragazza (all’inizio pensavo a un cinesino con la faccia di Jackie Chan) ci sa fare eccome oltre a vantare una serie di collaborazioni di livello clamoroso. VENERDÌ 24 I SOGNI SEGRETI DI WALTER MITTY Cinema Stensen (FI) ing. 6/4,50 € Eh si, doppio turno per lo Stensen questo mese. Ma anche questo è un pretesto. Nel senso che in realtà voglio parlarvi del mio nuovo amico Walter Mitty. Un giorno mi giravano i coglioni, c’era il sole fuori e forse era pure sabato. Allora mi sono messo su internet a cercare (naturalmente PAGANDO sia chiaro) un film da guardarmi che non mi facesse pensare. E ho notato questo film con Ben Stiller e una canzoncina bellina… mi sembrava la leggera commediola stupida. Da lì Walter Mitty è diventato il mio nuovo amico immaginario, lo interpello quando ho bisogno di un punto di vista, ci chiacchiero la sera a tavola, mi lascio aiutare nelle situazioni complicate e soprattutto stiamo già progettando la prossima vacanza insieme. Io lui e Carlo, l’altro amico immaginario che fa il meccanico e suona la tuba. Guardate sto film, commuovetevi e divertitevi, ascoltate l’ottima colonna sonora ma non portatemi via Walter. MARTEDÌ 21 MORRISSEY Teatro Obihall (FI) ing. 45/50 € Ho capito che non avrei mai sposato la mia ex fidanzata perché come marcia nunziale voleva Please Please Please… dei The Smiths. Che è un capolavoro per carità ma credo che in quel momento mi sarebbe presa una tristezza infinita, avrei pensato a tutti quelli che mi mancavano e avrei mollato tutti gli invitati per camminare con due mani in tasca sul lungomare. Si, ok, va bene, Morrissey non farà i successi dei The Smiths ma farà vedere un’altra volta i video con gli animali scannati e per 30 secondi saremo tutti vegetariani, almeno fino alla prossima grigliata in giardino. Comunque la prima volta che ho letto “I LOVE MOZ” sul muro della stazione di Bologna ho pensato che era uno che stava scrivendo “MOZZARELLA” ma era stato sorpreso da un vigilante e aveva lasciato incompiuta la sua opera e da lì il celebre “And in the darkened underpass I thought, Oh, God, my chance has come at last” GIOVEDÌ 30 ANASTACIA Teatro Obihall (FI) ing. 39/69 € La prima volta che ho visto una foto di Anastacia (Enastescia come dicono quelli che sono cresciuti sperando di fare i v-jay) ho pensato che fosse un promo per escort. Perché ha proprio quella faccia lì che usano nella creatività di un certo tipo di pubblicità che a me compare forse perché faccio spesso ricerce di questo tipo soprattutto quando devo fare qualche regalo alla redazione di Lungarno (al Direttore in primis). Questa bionda grintosa c’ha 46 anni e pare ne abbia 25, alla fine ha venduto 85 milioni di dischi, ha superato un numero incredibile di malattie, morbi e due cancri al seno. Non l’ho mai vista in concerto e penso di odiarla da quando una compagnia telefonica ha usato una sua hit come musichina d’attesa e alla fine mi ricordo che spaccai 3 telefoni e cambiai compagnia telefonica. Che però aveva Baglioni.


probably the best Pub in Via Orti Oricellari 11 spine di Birre Artigianali a rotazione • Grande selezione di bottiglie da tutto il mondo • Live Music e Sports Room • Aperto tutte le sere dalle 17.00 alle 2.00

2 ott HAPPY HARPIE 8 ott SICK TIMES

(post rock)

(punk-hardcore Germania)

+ WACK & WASTED 9 ott PHILL REYNOLDS + FERRY PIE

(folk-blues)

(old chancon)

15 ott THREE LAKES 16 ott HATE&MERDA + LOIA

(punk-rock Germania)

(folk-blues) (post-hardcore)

release party

(black'n'roll)

25 ott THE NEW FLESH

(New wave, ex neon piss, Usa)

• VIA DEGLI ORTI ORICELLARI, 6r - FIRENZE •


20

I PROVINCIALI

di pratosfera

LA CHITARRA AUMENTATA

T

utto parte da una domanda: la chitarra può essere più di quello che è stata finora? Da questo dubbio parte la spinta a iniziare una nuova ricerca. È così che nasce l’idea della “chitarra aumentata” inizialmente ideata dal pratese Tommaso Rosati con l’assistenza di Marco Politano. “Testata” su Riccardo Onori (chitarrista di Jovanotti, tra le altre cose), che ha sposato subito l’idea. In breve, con l’ausilio di sensori e trattamenti digitali sul suono tradizionale della chitarra (o di qualsiasi altro strumento musicale a questo punto), si ha la possibilità di dar vita a nuove gestualità formate da un legame imprescindibile tra gesto e suono. “Il lavoro è sia hardware – racconta Tommaso – in cui vengono messi i sensori, collegati poi ad Arduino che fa da recettore. Arduino viene poi collegato al computer che, semplificando, fa tutto il resto. Da lì c’è tutta la parte software che è forse la parte più importante, quella in cui vengono ‘pilotati’ gli effetti sulla chitarra”.
Capiamoci: i suoni che vengo-

no fuori da questa invenzione possono essere innovativi, ma sono comunque suoni riproducibili anche da un controller, prendete ad esempio Jonny Greenwood, chitarrista dei Radiohead. La cosa straordinaria (e che Greenwood non fa) è che per riprodurli, basta fare solo un gesto con la mano. 
Collegare un gesto ad un risultato sonoro: “è questa la cosa più originale. Tu pensi ad un gesto e lo colleghi ad un determinato suono o effetto, è un lavoro per calibrare ogni movimento preciso ad un suono. Abbiamo provato tanto, e ci siamo accorti testando che alcune cose funzionavano di più di altre”. L’idea di Tommaso Rosati è diventata prima una tesi di laurea poi un marchio, “Guitar Più” e sta collaborando in stretto contatto con Onori e con la casa di chitarre milanesi Noah Guitars e a settembre a Prato è stato messo in piedi il primo concerto per “chitarra aumentata”. Il prossimo lavoro di Tommaso? “creare un sassofono aumentato”.

POINT OF VIEW

La “chitarra aumentata” di Tommaso Rosati

http://www.guitarpiu.it/

di gilberto benni

DAVID LYNCH

C

olgo l’occasione di parlare di Lynch come fotografo per consigliare a tutti voi di andare a vedere la mostra “David Lynch - The Factory Photographs” che è in corso di svolgimento al MAST di Bologna. Dici David Lynch e dici inquietudine, ambiguità, potere del sogno. O meglio, dell’incubo. Pellicole quasi sempre venate di irrazionalità sotterranea, tra eros, follia, derive oniriche, allucinazioni, racconti impossibili: un maestro nella costruzione di universi laterali, in cui la mente s’attorciglia lungo un flusso di immagini sinistre, seducenti come calamite. Questo è il cinema di Lynch. Inconfondibile. E questa è anche, in una maniera differente ma contigua, la sua fotografia. Un occhio attento ad atmosfere surreali, voyeuristiche, perverse o romanticamente dark, in linea con quel gusto che lo connota, sul grande schermo. Nessuna presenza umana, negli scorci fotografati, e tutta la potenza visiva affidata a questi

luoghi plumbei, decadenti, prepotentemente malinconici. Si attraverseranno così architetture industriali, disegnate da tagli arditi e ombre piene, ciminiere ancora attive e altre addormentate, vetri rotti, ambienti vuoti, spazi di memorie e di solitudine, scheletri di ferro, padiglioni imponenti e cortine di fumo, nebbia, vapore. Una fotografia cupa, con dentro tutta la poesia di un certo cinema noir, tra surrealtà e mistero. Che siano luoghi reali o soltanto proiezioni della mente, è un fatto inessenziale.

Anzi, nel dubbio sta il segreto che fa, di queste immagini, dei piccoli dispositivi di disorientamento e inabissamento. Dalla luce dello schermo a quella impressionata sulla carta, lungo pellicole inquiete. Ai confini della notte. http://it.leica-camera.com/


22

UN SEX SYMBOL AL MESE

di il moderatore

una non precisata (ma di certo illuminata) mente alle prese con la vera essenza della bellezza

PRINCE

S

i gira in vario modo intorno al concetto di “simbolo”. lo si prende alla larga, lo si intepreta soggettivamente, ma non c’è niente da discutere quando si parla di un uomo che si fece simbolo quando già lo era, perchè anche in questi dettagli sta il genio di una figura come quella di Prince Principe fin dalla nascita, in quel di Minneapolis, ha incendiato gli anni ‘80 con fiamme di erotico furore, grazie a una strabordante personalità che ha compensato i centimetri che la natura gli ha tolto. Mi riferisco esclusivamente alla statura, è chiaro. Caleidoscopicamente ispirato da tutte le sfumature del nero musicale, ha spalmato strati di patina sensuale su ogni sua creazione, riuscendo addirittura a comporre uno dei brani più sexy della musica black, pur senza utilizzare un giro di basso. Mi riferisco a “Kiss”, è ovvio. Ma ciò che lo rende unico, in questo suo essere costantemente sopra le righe, è il fatto che è sempre stato lontano anni luce dal machismo imperante nella musica nera contemporanea, soprattutto quella made in U.S.A., ma anzi ha spesso decorato la sua già minuta figura con completi viola e camicie smerlettate, per non parlare dei vertiginosi ma decisamente poco virili tacchi che ha più spesso utilizzato per riprendersi i centimetri che la natura gli ha tolto. Un metrosexual ante-litteram, un edonista scellerato, che è riuscito a pilotare il suo fiuto da talent-scout esclusivamente verso lidi femminili, facendosi ricambiare la consulenza artistica con prestazioni in natura all’altezza della sua fama. Per chi ha la memoria corta basterà ricordare Jill Jones e la sua, mitologica, “Mia Bocca”...

LA ZONA D’OMBRA

di michele baldini

antagonismi gratuiti

EX CATHEDRA

«M

e dispiace, ma io so’ io... e voi nun siete ‘n cazzo», vorrei fosse il mio epitaffio, invece è una riuscita (e micidiale) massima pronunciata da Alberto Sordi, ne Il Marchese del Grillo, diretto da un sempre tagliente Monicelli, e “capolettera” di questo caduco excursus sulla legittimità. Chi può dire e fare cose che altri non possono dire e fare allo stesso modo, non intaccandone sensibilità e libertà di pensiero? Dall’alto di quale titolo qualcuno può permettersi di esprimere pareri o sentenze con autorevolezza, riconosciuto da una “platea” in qualche modo ufficiale o dalla collettività in ciò che dice e fa? Ecco quindi la domanda inutile ma sofisticata: e gli intellettuali? Esistono ancora? Esistono cioè quegli “eletti” a osservare criticamente la società, a razionalizzarla e a far sì che i loro giudizi, le loro analisi possano essere prese “per buone”? Mi sono venute in mente le guide a cui il nostro paese si è affidato negli ultimi duecento anni, uomini “di lettere” che hanno introdotto nuovi punti di vista, nuovi modi di vedere le stesse faccende con occhi più lucidi (e cinici) o “arricchiti”, e in questo elenco sono spuntati i vari Carducci, D’Annunzio, Montale, Pasolini,

ecc. Uomini che si sono permessi di valutare il proprio oggi, porre degli obiettivi, definire contraddizioni e al tempo stesso rinnovare lingua e linguaggio. Uomini talvolta avversi alla classe dirigente, ma comunque “autorizzati” oltreché autorevoli. Uomini che non possiamo, permettetemi, paragonare a un Saviano qualsiasi. Una cara collaboratrice, Rachele (la ringrazio molto), mi ha segnalato un saggio di Romano Luperini, dal titolo Che cosa resta da fare a noi insegnanti di letteratura, che casca “a fagiuolo”, dal quale riprendo – per chiudere questo sconsolato e manchevole soliloquio – un estratto: «Per due

secoli gli intellettuali hanno fatto sentire la loro voce legittimati – ha scritto Pierre Bourdieu – da “un’autorità specifica fondata sulla appartenenza al mondo relativamente autonomo dell’arte, della letteratura e della scienza,e su tutti i valori associati a tale autonomia – disinteresse, competenza ecc.”. Una condizione di autonomia corporativa garantiva loro un universalismo di valori. L’indipendenza culturale e morale del loro specifico campo diventava ragione di autorità e di prestigio in ogni campo. Gli intellettuali funzionavano come indispensabili mediatori della formazione del senso». E adesso?


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LA SCENA piccole incursioni nel sottobosco locale

SARA MAUTONE Identificati in qualche modo. Sara Mautone, 23 anni, fotografa. Ma anche studentessa di biblioteconomia, e grande appassionata di musica. Dopo aver trascorso l’infanzia in un paesino sul mare cinque anni fa mi sono trasferita a Firenze per studiare e diventare manager di una qualche biblioteca, ma poi tra un esame di storia del libro e l’altro il mio hobby della fotografia di moda è diventato pian piano un lavoro a tempo pieno che mi ha portata a viaggiare molto, in particolare a Milano dove trascorro ormai la metà del mio tempo. Dimenticando le modelle e le biblioteche quasi tutto il mio (poco) tempo libero lo passo cercando nuova musica da ascoltare o andando a sentire i gruppi che mi piacciono. Vista la mia sconfinata passione dopo quattro anni di sola moda ho capito che mi sarebbe piaciuto iniziare un progetto anche nella musica, e così da Settembre curo una rubrica sulla rivista Rumore. Da circa quattro anni lavoro anche con un collettivo di Londra che si chiama “I scream factory”. Il tema è ovviamente il gelato e abbiamo esposto in location bellissime come il Victoria

JUST KIDS

and Albert Museum e più recentemente alla Hoxton Gallery a Shoreditch. Cos’è per te la scena? Attualmente il fulcro della mia piccola “scena” siamo io e la mia collega e amica Sarah Venturini, che, terminati i nostri impegni quotidiani e serali, ci incontriamo a mezzanotte e a volte rimaniamo sveglie fino alle 5 di mattina a parlare dei nostri progetti, a fare ricerca e capire quello

Perché credere ne la scena? Perché lo scambio di idee e l’aiuto reciproco sono gli unici modi per crescere davvero, sia a livello professionale che umano.

di davide morena

FAMIGLIE E MUSEI: IT’S COMPLICATED

N

che succede nel mondo dell’arte, della moda, della musica. Dalle riunioni notturne partono le idee, e poi attorno a noi ci sono molte persone che abbiamo conosciuto negli anni che ci aiutano a trasformarle in immagini. Dai negozi e brand che ci danno i vestiti (A.N.G.E.L.O, Boutique Nadine, Bjork, I visionari), alle truccatrici che lavorano con me agli shooting, ai locali che prestano gli spazi, tutti costituiscono tasselli fondamentali. Tanti rapporti di lavoro si sono poi evoluti in amicizia, e questo fa sì che nonostante io scatti spesso a Milano, ogni volta che posso organizzare un servizio qua a Firenze lo faccio più che volentieri perché so di avere collaboratori fidati, sempre pronti a darmi una mano. Poi ci sono gli amici che mi aiutano in maniera più indiretta ma altrettanto preziosa: quelli che mi parlano di cose che mi interessano e mi ispirano, quelli che mi consigliano un film che mi piace o il disco che ascolterò a ripetizione per i prossimi due mesi.

on è mai stato un rapporto facile, ma a vedere i dati degli ultimi anni sembra che la liaison tra famiglie con bambini e museo sia destinata a finire. In Italia, le famiglie con figli dedicano solo una piccolissima parte del proprio reddito al tempo libero e all’istruzione, in gran parte assorbita da sport, cinema, giornali, giocattoli e pay-tv. Se si escludono le visite organizzate dalla scuola, dunque, la presenza dei bambini al museo sarebbe pressoché nulla. Eppure il museo dovrebbe essere il luogo della condivisione del sapere, soprattutto per chi vive gli anni della propria formazione culturale, estetica e spirituale. Cioè i bambini. Ma forse non è solo colpa della crisi e dei gusti dei genitori: qui anche l’offerta sembra avere la sua parte di colpe. Infatti solo un museo su quattro ha predisposto percorsi specificamente pensati per i bambini. In soldoni, se pure una famiglia decide di andare al museo, rischia di non passare una giornata memorabile. Che fare? Un’idea ce l’ha avuta Elisa Rosa, curatrice di www.kidsarttourism.com, che ha cucito i fili della fitta rete di contatti creata negli anni con strutture museali di tutta Italia e ha dato vita alla Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo, che avrà luogo quest’anno domenica 12 ottobre. L’idea di KidsArtTourism è nata proprio a Firenze – ci racconta Elisa - ad una visita guidata coi bambini che feci a Palazzo Vecchio, dove il Mus.e gestisce un’offerta didattica che non ha eguali in Italia. Il rapporto con Palazzo Vecchio si è consolidato e si è esteso ad altri importanti musei d’Italia, portando alla nascita di questo progetto. L’adesione dei musei sono arrivati subito numerosi ed entusiasti, e già la prima edizione ha visto la partecipazione di circa 350 luoghi museali. L’invito ai musei da parte del F@Mu è semplice: offrire un servizio specifico per bambini e partecipare così a un grande evento che spalanchi le porte

dei musei alle famiglie. Organizzare attività per le famiglie sta diventando una prassi piuttosto comune - prosegue Elisa - nei musei grandi come in quelli piccoli. La nostra esperienza si è concretizzata inoltre nella stesura di un vero e proprio Manifesto dei Musei a misura di bambino, che sarà presentato proprio il 12 ottobre in occasione della Giornata. A Firenze non si è fatta attendere l’adesione di Fondazione Palazzo Strozzi, Museo Ferragamo, Museo Galileo, Museo di Storia Naturale, MAF e altri, che già offrono periodicamente ai bambini esperienze mirate. In attesa di qualche gradita new entry, godiamoci insieme questa splendida Giornata tra ingressi gratuiti o ridotti, laboratori e visite guidate, rigorosamente a misura di bambino! http://www.firenzekids.it


PALESTRA ROBUR

di leandro ferretti

lezioni di ginnastica culturale per fiorentini

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I’ PIAZZALE

S

i va a i’Piazzale ! Ed era subito festa. Odore di domeniche pomeriggio invernali, o sabati sera con le attese rivolte all’insù, dove si sperava di trovare l’avventura appoggiata a una delle balaustre. Si va a i’Piazzale ! Ed era subi-

Una veduta del Piazzale Michelangelo

to preoccupazione per il parcheggio, perché al Piazzale ci venivano un po’ tutti, soprattutto da fuori Firenze. I’Piazzale è la grande invenzione di Giuseppe Poggi, il progettista di quasi tutti i viali di Firenze (oggi si dispiacerebbe a vederli

contumeliati per i frequenti ingorghi del traffico). Il Poggi, che era anche uomo di marketing, ci aveva visto lungo nel far solcare le colline verso San Miniato da una lunga strada che si asserpentava fino a sotto la storica chiesa per poi discendere armonica verso l’Arno. Ricavare un grande spazio panoramico fu una grande intuizione, perché da lì Firenze appariva bellissima e un po’ di sbieco, con lo sguardo che asseconda il corso dell’Arno. Era il 1869: qualche anno dopo apparve come un birillo la copia del David, che sancì l’intitolazione in una festa di luminarie a Michelangelo. Siccome a salire viene sete il Poggi mise lì anche La Loggia, un edificio di gusto rinascimentale destinato (ancora oggi) ad ospitare un caffè. Da allora i’Piazzale è sogno di bambini, romanticheria di fidanzati, sosta di esausti turisti: ma soprattutto, è l’idea di una Firenze migliore, come tutte le cose che si vedono dall’alto.


STELLE

di faolo pox - disegni di aldo giannotti

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Settembre con il broncio. Sei stato come la domenica mattina quando ti svegli da solo dopo un sabato andato male, senza caffè in casa i biscotti mosci nel sacchetto restato aperto, sigarette finite...Ma ottobre no. Per chi sarà stato paziente e non negativo o sbrigativo, ottobre sarà raggiante. Tu ariete sorridi sempre a costo di sembrare un po’ scemo. Farai la scelta giusta al lavoro, socializzerai meglio la sera senza sembrare un allupato annoiato in cerca di un passatempo, a metà mese qualcuno si accorgerà di te...o te di lui. Magari un dentista. Smalto

Ciao Toro, ho visto che hai un’altalena nuova di zecca. Ganza. No no, è meglio che tu ci vada da solo. Perché se ci carichi anche tutti i colleghi di lavoro non vorrei che la struttura cedesse. Eh sì, le catene non reggono. neanche se ci monti con il tuo partner. Vacci da solo dai, oscilla tra le tensioni e il relax, brinda con i tuoi bicchieri mezzi pieni o mezzi vuoti, fatti i selfie e mandateli via mail. Mentre sei lì che volteggi vedrai che le idee si faranno più limpide e da qui a fine mese il quadro ti sara più chiaro. Ma quando metti i piedi per terra, per favore, fermati. Pendolo

Rispondi alle mie domande: l’ultima volta che hai dovuto affrontare un problema cos’hai fatto? Sei andato sfrontato incontro alla sorte o sei sgusciato via con una serie di finte che manco Rui Costa? Ecco, se avrai risposto onestamente potrai acchiappare il mio consiglio: siediti e affronta le cose con razionalità e logica. Sarà più facile di quello che pensi. Se invece non avrai risposto onestamente a quest’ora avrai abbandonato la lettura del tuo oroscopo dicendo che lo scrive un coglione. Che poi è anche vero. Olio di gomito

Non sarebbe onesto basare l’oroscopo su casi concreti. Poi si sa, l’oroscopo dice e non dice, offre spunti, poi c’azzecca perché uno ci vuole anche un po’ leggere quello che serve, no? Sì, ci sono grandi professionisti e veri impostori, c’è chi si improvvisa e chi ha studiato, poi ci sono le mode, i voli pindarici, un po’ come te cancro che accetti le diversità, provi sempre a capire gli altri e a prendere il bello dalle persone. Ma insomma, sarebbe poco professionale dirti “cosa devi fare”. Alla luce di questa premessa illuminata, CHIUDI ‘STA CAZZO DI STORIA, NON FUNZIONA PIÙ! Decisionismo

C’è chi legge il suo oroscopo e basta, c’è chi legge tutti i segni, c’è chi legge il suo segno, poi quello del partner agognato, poi quello dell’ex sperando che sia un campo di battaglia con morti e feriti. Allora a tutti voi vi dico che dovete e potete solo rosicare. Perché se a settembre il leone si guardava intorno, a ottobre il ruggito del re della foresta si fa sentire in tutte le costellazioni. Bello, fiero, attraente, sensuale, indipendente, capace, il leone di ottobre va avanti per la sua strada a schiena dritta. L’unica cosa che potete fare è sperare di non incontrarne uno. Non perché sarà pericoloso l’incontro, ma perché sarà impossibile non restarne travolti. E il Leone si sa, quando ha il controllo non pensa ad altro se non a sé. Bulldozer

Cocciuto. Rigido. Mamma mia quanto rigido... Dai alla fine hai festeggiato bene il compleanno... No? Ah già, non avevi voglia di festeggiare. Cioè poi alla fine sì ma lì per lì non ce l’avevi, dimmi la verità. Quindi adesso sei cocciuto, rigido e pure irritabile. In pratica hai ragione te e non esiste alcuna possibilità di dialogo. Ok, questo sarà il tuo ottobre. Tutti intorno a te sbaglieranno il modo di rapportarsi a te. Insomma, nervosismo a bomba. Ma io credo che tutto dipenda solo ed unicamente da un fattore. Un fattore solo che puoi combattere, assecondare, risolvere o eliminare. E tutto tornerà come prima. E resterai solo cocciuto. Lucidità

Sono fiero di te bilancia. Se hai fatto un po’ di autocritica, il tuo settembre lento dovrebbe averti dato la carica per un ottobre frizzantino. Eh sì, perché le bilance single avranno incontri determinanti, anzi (senti che bomba questa) fluidi. Quelle accoppiate si sveglieranno e lo guarderanno come l’uomo della vita. I bilanci single si sentiranno così interessanti che non tireranno nemmeno in dentro la pancia. Quelli accoppiati non vedranno l’ora di mettersi il pigiama e guardare la TV sul divano. Alla fine è questo il bello della vita, no? Ma l’importante è chiudere una porta, lasciare tutto fuori e trovare caldo dentro. Plaid

Divertiti Scorpione, togliti gli sfizi, levati i sassolini dalle scarpe, assapora le tue curiosità. Sai perché? Perché da novembre ci sarà il punto di svolta. Sì, quello che tutti gli oroscopi dicono “arriverà un momento in cui...” Ecco, arriverà a novembre. I single troveranno il partner. Gli accoppiati si stringeranno fino a fondersi. Oppure sarà una svolta a lavoro, un finanziamento a fondo perduto, un capello che rispunta nella pelata, una lotteria di paese dove vincerai una tv Mivar. Non lo so, ma a ottobre sfogati e fai tutto quello che faresti prima di cambiare vita. (Mivar non ha pagato per questo oroscopo). Pirotecnica

Ciao, non so che dirti. È tutto così normale che manco mi viene voglia di elencare i “vedrai che”. Vedrai che le cose si sistemeranno, vedrai che l’amore porterà i suoi frutti... Ma questo lo sai. Dai parliamoci seriamente, non ho niente da dirti. Ah no, una cosa c’è. Dovresti mettere via un’idea ricorrente, forse una storia andata male, un lavoro nel quale senti di non esserti espresso. Ecco forse ottobre può esserti utile come slancio per metterla via una volta del tutto. Togliti di dosso la curiosità del “chissà come potrebbe essere”. Non sarà. Ed è bene, credimi. Game Over

Sette frasi per un autunno sereno 1) il fatto che tu potresti tradire il tuo partner non significa che lui lo stia facendo 2) dato che cambi mille volte idea, dai retta a me, tienitele per te, tutte 3) quello che hai è meglio di quello che non hai 4) i soldi finiscono 5) anche la pazienza 6) anche l’amore 7) sì, ma mica tutto insieme cazzo Vademecum

Ti sei gasato, e questo sarebbe stato un bene se avessi dirottato le energie dentro uno dei tuoi tanti progetti. Invece ti sei sentito invincibile e ti sei infilato in altre questioni, hai detto altri sì invece di qualche bel no a petto largo. Ottobre secondo me sarà la tua ultima possibilità e poi saranno tutti cazzi tuoi, o ti fermi, ti rilassi e lasci la corda lenta per tutto il resto, o sara un’altra stagione di battibecchi, nervosismi e tensioni che dovresti risparmiarti. Come i soldi. Yoga

Permalosi. Però ho colpito nel segno mi sa. Lo sapete anche voi che ultimamente non siete stati proprio simpatici. Il vostro atteggiamento è frutto delle importanti scelte che dovete prendere e la gente intorno non vi capisce. Strano. In effetti avete atteso tanto una risposta che adesso che sta arrivando sarebbe anormale non essere tesi. Però è sempre meglio esprimersi per quello che si è rispetto a recitare parti che non si padroneggiano. Retroscena


PAROLE

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di gabriele ametrano

ELOGIO ALLA LENTEZZA di Lamberto Maffei Il Mulino - pp. 146

Mentre cammini tra un appuntamento e un altro prendi il cellulare in mano. Apri Facebook, controlli le notifiche, rispondi ad una conversazione, dai uno sguardo agli eventi. Nel frattempo lo smartphone vibra. WhatsApp ti avvisa che qualcuno ti sta cercando. Rispondi e un’altra conversazione si avvia. E a twitter non pensi? Un tweet veloce, una risposta ironica a qualche amico scemo e via. Pochi passi ancora e sarai arrivato all’appuntamento. Drin, il telefono squilla. Altro cliente, altro amico, altra relazione. È questa la vita che facciamo, quasi 24 ore al giorno. Perché siamo social, siamo friendly, siamo fast and furious. Fondamentalmente siamo stressati. Ci troviamo quotidianamente in un tornado di input e non facciamo in tempo ad assorbire una notizia o acquisire informazioni che le stesse cambiano. Ma soprattutto ci cambiano. Viaggiamo con mezzi super veloci per far prima, corriamo ad ogni evento gustandoci solo i primi cinque minuti (poi bisogna andare anche altrove), facciamo tardi e dormiamo poco. La nostra non è una vita, siamo centometristi che non trovano ragione al traguardo e continuano dritti verso chissà dove. Continuiamo a dirci “take it easy” ma non ci concediamo la solitudine e la semplicità neanche alla toilette. “Elogio alla lentezza” forse è un rimedio. Non è il primo né sarà l’ultimo saggio che esplora il mondo attuale e la sua frenetica esistenza ma certamente propone una lettura che arriva dritta ai nostri neuroni. Non a caso è proprio il neurologo Lamberto Maffei a scriverne e dirlo a chiare lettere: il nostro cervello non è una macchina da combattimento, ha bisogno di riflessione e pensiero lento. Centocinquanta pagine per dimostrare che il carico di lavoro cui sottoponiamo il nostro intelletto è decisamente eccessivo e lo mette a dura prova fino quasi a farlo “svalvolare”. Ora, io a spiegarvi un saggio in poche battute sicuramente neanche ci provo, ma sappiate che in libreria troverete un rimedio al vostro affanno. Perché è bene vivere il nostro tempo ma diamoci una calmata.

MONNEZZA AMORE MIO di Thomas Milian Rizzoli - pp 288

Maschietti confessiamolo: avremmo tutti voluto diventare poliziotti. Ma non di quelli noiosi, super seri, con la divisa. Noi saremmo diventati come il Maresciallo Giraldi, quel “Nico” ex ladro poi redento alla lotta contro il crimine. Qualcuno di noi c’è riuscito, altri invece hanno continuato a sognare vedendo le sue interpretazioni al cinema. Un tempo avrebbe esordito con “Permette che me presento? Maresciallo Giraldi dei Cenciaroli castigatore dei pipparoli”. Oggi invece Thomas Milian si presenta con “Monnezza amore mio”, in libreria per Rizzoli. Una biografia in cui ci racconta l’adolescenza cubana, la morte del padre e il successo sul grande schermo negli anni ’70. Un mito che ci regala la sua intimità e il ricordo degli anni passati, con un po’ di nostalgia e qualche punto di narrazione vicino alla favola. Non aspettatevi un libro alla “Open” di Agassi (difficile trovare un confronto con tale capolavoro) ma se volete ancora sentire lo schiocco di un paio di “sganassoni” non lasciatevelo sfuggire.

Letture digitali LUI È TORNATO di Timus Vernes

LA BAMBINA PUGILE OVVERO LA PRECISIONE DELL’AMORE

Bompiani

di Chandra Livia Candiani Einaudi

In tempo risalite politiche, ascese folgoranti e comici politicanti ci mancherebbe solo che Hitler tornasse. Fortunatamente Timus Vernes è un ottimo narratore e non un profeta. “Lui è tornato” (Bompiani) è comunque la parodia dei giorni nostri, di un’epoca in cui tutto è possibile e l’opinione pubblica ha scordato la Storia. Dato alle stampe nel 2012, questo bestseller ha venduto milioni di copie in tutto il mondo. Oggi torna su Lungarno: il libro e non l’imbianchino.

Momento di poesia anche per i più rigidi cuori e le pelli meno sensibili. Lasciatevi andare a questa splendida silloge: versi che vi graffieranno il cuore nella loro semplicità. “La bambina pugile ovvero la precisione dell’amore” di Chandra Livia Candiani è uno scrigno di perle. Potete metterle al collo per abbellire i vostri pensieri o chiuderle nella mano sentendo quale consistenza può avere la bellezza. I duri, come sempre, piangeranno da soli nella propria stanza. ESERCIZI DI STILE / gabrieleametrano.com


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SUONI

di lespertone

GOAT COMMUNE Rocket Recordings

Niente. Mi ero quasi promesso di non scriverne nuovamente, visto che avevamo già approfondito il loro debutto “World Music”. Ma, per tutta una serie di questioni che tenterò di esporvi poche righe qua sotto, anche il nuovo disco dei Goat, “Commune”, merita qualche attenzione in più. Per i più distratti, i Goat sono una sorta di band, collettivo, comune o insieme di persone proveniente da Korpolombolo, paesino situato nel nord della Svezia che sicuramente tutti voi conoscerete. E saprete anche che questa cittadella è avvolta da un qualcosa di misterioso e magico legato a riti voodoo. Aggiungete poi una buona dose di Funkadelic e Parliament o comunque di George Clinton ed avrete appunto “World Music”. Scritta così, pare una formula piuttosto semplice e banalotta. In realtà quel disco, uscito nel 2012, è stata una bella boccata di ossigeno e novità - si può scrivere novità in ambito musicale nel 2014, con riferimenti comunque ben in evidenza? - in un ambiente soffocato da termini quale indie, alternative, postfolk, pre-war folk e altre infinite soluzioni. In pratica “World Music” non aveva un genere con cui andare a braccetto, per fortuna. Tutta queste energia, follia e àura leggendaria è stata poi documentata da “Live Ballroom Ritual”, ovvero una generosa testimonianza di come si svolge il rituale dal vivo dei Goat. Strano fare subito un live se si ha solo un disco all’attivo. Ma vuoi perché non si butta via nulla, vuoi perché realmente i concerti dei Goat ci vengono descritti fra l’esoterico, lo scraniato ed il pazzesco, forse è giusto così. Con così tanta attesa - anche perché “World Music” finì in molte playlist di fine anno - e con un genere così personale e facilmente identificabile, questo nuovo “Commune” quindi parte già con qualche punto di penalizzazione di cui tener conto. Anche perché i rischi sono due: ripetere la stessa formula/giochino del debutto e passar per quelli poco coraggiosi, cambiar qualcosa imboccando la strada sbagliata. Coraggiosi ma poco lungimiranti. Ad un primo ascolto parrebbe prevalere l’opzione numero uno. Ma non mi vergogno certo del mio lato ossessivo compulsivo quando si tratta di ascoltare dischi e, arrivato tipo alla decima volta, scopro un equilibrio tra i due punti inizialmente sfuggitomi. L’inizio della nuova trance collettiva è affidata al triangolo di ‘Talk to God’, un paio di tintinnii che segnano l’inizio del rituale. Dopo un paio di minuti ci siamo dentro fino al collo. Danze selvagge, ritmi tribali, incubi e maschere inquietanti. Sembra realmente il proseguimento di “World Music”. Le chitarre sono acide e ben ancorate nei ’70 ma già nella seconda ‘Words’ il suono si prosciuga un po’, per quanto possa essere reso scarno il suono di un collettivo di musicisti. “Commune” continua a svilupparsi fra afrobeat nigeriano, funk, cenni kraut e psych in quantità. L’esempio perfetto dell’incontro di tutto ciò è in ‘Goatslaves’, forse il momento più riuscito di “Commune”. Nuovi tintinni, trance terminata. Si è ovviamente un po’ attenuato, e non poteva essere altrimenti, l’effetto sorpresa. Ma “Commune”, oltre a essere un album eccellente, continua ad affascinarci per quella sua atmosfera lisergica associata spesso e volentieri all’esoterismo cinematografico. Se poi ci fosse la possibilità di partecipare ad una di queste sedute vedendoli dal vivo, tanto meglio.

ALT-J THIS IS ALL YOURS Infectious Secondo album per gli inglesi Alt-J, alle prese con il tentativo di confermarsi dopo l’incredibile “An Awesome Wave”, album che si è acchiappato il Mercury Prize. Niente paura, nessun tentativo di paraculaggine all’orizzonte con i suoni (inclassificabili) della band ancora intatti. Qualche riferimento per schiarirvi le idee? Vengono in mente i suoni di Canterbury, ma anche Why?, The Beta Band e forse Sigur Rós. Sicuramente la definizione meno azzeccate è quella di next Radiohead (ciao Pitchfork) THE VASELINES V FOR VASELINES Rosary Music I The Vaselines, oltre ad essere scozzesi e quindi a piacerci solo per questo, sono uno dei gruppi più sottovalutati di sempre. Per questo ci piacciono ancora di più. In pochi sanno scrivere pezzi pop sporchi come Eugene e Frances. Dopo che il mondo si è accorto di loro grazie alle cover dei Nirvana in “Unplugged in New York”, ovviamente si sono fermati per una ventina d’anni. Nel 2009 un bellissimo best of e nel 2010 “Sex With An X”. Oggi il nuovo “V for Vaselines”. Indovinate, sempre bello. Artisti Vari MASTER MIX: RED HOT + ARTHUR RUSSELL Yep Roc Per una volta facciamo uno strappo alla regola e vi presentiamo una compila. Si tratta di un tributo e la figura a cui è dedicato è Arthur Russell, ecco il perché dello strappo alla regola. Violoncellista, compositore e tanto altro, sconfitto dall’AIDS nel ’92, è stato uno dei personaggi fondamentali della pop(ular) music. Gli rendono omaggio, ognuno in base alla propria sensibilità ed al proprio sound, Hot Chip, Sufjan Stevens, Phosphorescent, Devendra Banhart, Glen Hansard, José González (bellissimo il suo pezzo) e tanti altri.

Drop out And So Your Life Is Ruined “S/T” “Raccontami le tue paure, sono sicuro che metà sono le mie”. Amici e amiche, qui si torna a suonare&cantare/gridare del buon Emo in casa nostra, in compagnia degli And So Your Life Is Ruined, nome tragicissimo e inglese per una band che viene però della riviera romagnola e che, con questo esordio, strappa sorrisi a denti stretti che sanno di ricordi, insuccessi, speranze in parte cadute nel vuoto, in parte ancora vive. Sei canzoni che attingono a piene mani dalla commistione tra Math/Post-Rock melodico e Emo - d’Oltreoceano ma anche nostrano - risalente alla seconda metà degli anni ’90, qui remiscelato in bello stile, con chitarre dritte che guidano un sound dalle tinte calde, accompagnato da cori Pop che strizzano l’occhio anche a chi non è solito ascoltare questo genere. Il disco esce per tre etichette: l’italiana V4V, l’inglese neonata Lonely Voyage Records e la francese madrina di altre gustose Emo band Voice of The Unheard. In conclusione, i consigli per l’utilizzo: resistere nella lotta contro le emo-lacrimucce, carezzare spesso il santino dei fratelli Kinsella, segnarsi il nome degli ASYLIR per tenerli sempre con Emanuele Giaconi sé d’ora in avanti.


SCATTA UN SELFIE, VINCI UNA LEICA Continua il contest “My point of you” organizzato da Lungarno in collaborazione con Leica Store Firenze. Partecipare è semplice. Scatta un selfie insieme a questa pagina del giornale e invialo con un messaggio privato alla pagina facebook di Leica Store Firenze con il tuo nome e cognome in modo da poter essere ricontattato. Ogni mese una giuria composta da Leica Store Firenze e Lungarno sceglierà la foto del mese. Le 5 foto del mese parteciperanno all’estrazione finale. All’autore dello scatto selezionato verrà regalata una Leica D-Lux 6 Edition 100. Tutte le foto pervenute verranno pubblicate in una gallery sulla pagina facebook di Leica Store Firenze e Lungarno. Per maggiori dettagli leggi il regolamento su www.lungarnofirenze.it/leica

LEICA STORE FIRENZE - Vicolo dell’ Oro 12/14 R, 50123 Firenze - Tel.: +39 055 286053 - Fax: +39 055 2646788 - info@leicastore-firenze.com

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Lungarno n. 22  

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