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Luglio/Agosto 2014

20

• L’AGENDA DELL’ESTATE • MIKHAIL KARIKIS • JONATHAN WILSON • PRIMAVERA SOUND •


NOVITÀ


Sommario 4 5 6 9 10 12 14 20 21 22 23 25 26

N° 20 • LUGLIO/AGOSTO 2014

Editoriale

sipario

festival

di tommaso chimenti

Numero 20, numero doppio. Un po’ perché ad agosto a Firenze non c’è

arte

mikhail karikis

DAVVERO mai niente da fare (eccezion fatta per gli eventi segnalati in agenda, chiaramen-

di elena magini

te), un po’ perché così abbiamo la scusa per

pellicole

riposarci un mesetto e chiudere il secondo

suonala ancora, sam

anno di attività con la pace dei sensi.

di caterina liverani

Già perché ridendo e scherzando sono ormai due anni che questa banda di “raccatahi” tira

eventi

i mondiali

avanti la carretta. Ci si incontra più o meno una volta a settimana, ci si scrive almeno die-

di riccardo morandi

ci volte al giorno, si litiga a morte, ci si ama

vibrazioni

alla follia. Ciclicamente qualcuno minaccia di

jonathan wilson

abbandonare la nave, solo che poi non si capi-

di emanuele giaconi

sce mai chi debba essere il capitano, questo “ultimo” che la dovrebbe abbandonare. E allo-

festival

primavera sound

ra si riparte. Negli ultimi mesi in tanti ci hanno scritto per

di costanza baldini

l’agenda di

luglio e agosto un sex symbol al mese

17

boxini

luglio e agosto da non perdere

jose padilla

kubrik fotografo

di il moderatore

di andrea pacella

a quel paese

i provinciali

di alba parrini

di pratosfera

Lungarno è un “giornaletto”, una cosa “un po’ così”; qualcuno ci ha sostenuto finanziariagli allisciatori che “Lungarno è bellissimo, è splendido, è fantastico, lo leggo sempre... mi Beh insomma, ognuno a modo suo contribuisce, quindi grazie a tutti, di cuore. Per quanto possibile, il nostro unico intento è

la zona d’ombra

palestra robur

quello di essere uno strumento che aggreghi

di michele baldini

di leandro ferretti

E ora come ora siamo contenti perché, lascia-

la città del rock

la verità

e aiuti. tecelo dire, ci stiamo riuscendo.

cose nuove

chi cuce e scuce non perde tempo! di eleonora ceccarelli

Ci rivediamo a settembre, non perdiamoci di vista. Buona estate.

matite

alicia

di gabriel pacheco

suoni

di lespertone

27

parole

di gabriele ametrano

N. 20 - Anno II - LUGLIO/AGOSTO 2014 - Rivista Mensile - www.lungarnofirenze.it Editore Associazione Culturale Lungarno Via dell’Orto, 20 - 50124 Firenze P.I. 06286260481

Stampa Grafiche Martinelli - Firenze

Direttore Responsabile Marco Mannucci

Hanno collaborato: Tommaso Chimenti, Caterina Liverani, il moderatore, Lespertone, Elena Magini, Gabriele Ametrano, Andrea Pacella, Alba Parrini, Eleonora Ceccarelli, Costanza Baldini, Riccardo Morandi, Pratosfera, Gabriel Pacheco, Simone Vassallo, Emanuele Giaconi, David ‘Dr. Rose’ Pacifici, Leandro Ferretti, Michele Baldini.

Responsabile di redazione Leonardo Cianfanelli

ci hanno infamato e altri ancora dicono che

regalate una pagina gratis?”

niente è più come prima

miami bitch

farci i complimenti, notando le evoluzioni; altri

mente, qualcun altro moralmente; poi ci sono

point of view

Iscrizione al Registro Stampa del Tribunale di Firenze n. 5892 del 21/09/2012

Direttore Editoriale Matilde Sereni

di Matilde Sereni

Distribuzione Ecopony Express - Firenze

Nessuna parte di questo periodico può essere riprodotta senza l’autorizzazione scritta dei proprietari. La direzione non si assume alcuna responsabilità per marchi, foto e slogan usati dagli inserzionisti, né per cambiamenti di date, luoghi e orari degli eventi segnalati. Scopri dove trovare Lungarno su www.lungarnofirenze.it Si ringrazia la Lira Srl e la famiglia Fattori per sostenere e credere in Lungarno.

in copertina: “Lido Eden” di Simone Vassallo Simone Vassallo nasce nel 1981 a Firenze, città da cui non si sposterà mai per gravi motivi di pigrizia. In piena crisi mistica postadolescenziale e in cerca di vie per sconfiggere l’inettitudine da cui è gravemente afflitto, decide di ricominciare a fare le cose che gli piaceva fare da bambino. Così comincia a scarabocchiare qualcosina. Viene preso all’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Firenze, ma anche questa scuola gli viene presto a noia. Di lì a poco inizia a lavorare come grafico freelance, professione che tutt’ora svolge. Nel 2009 inizia una saltuaria ma spiritosa attività pittorica. Nel suo stile sono evidenti sia la totale incompetenza pittorica, sia la deformazione professionale che lo porta a stilizzare il più possibile le forme e ad usare pochi colori ma molto decisi. I suoi soggetti sono quasi sempre buffi personaggi, perché se si prendesse sul serio farebbe ridere. La sua timidezza lo porta a non voler mai esporre le proprie tavole. Simone Vassallo non parla sempre in terza persona.


4

sipario di tommaso chimenti

Festival D ’inverno tutti vogliono il caldo, poi arriva l’estate e tutti a parlare d’inverno. Non vi va mai bene niente, insoddisfatti e lamentosi. In una parola sola: fiorentini! Per i teatrofili l’estate è una stagione come un’altra: la sera si assiste ad uno spettacolo dal vivo. Se ti entra nel sangue, se hai imparato a fartelo scorrere sotto pelle, è come un virus, una malattia, non puoi più rinunciarci. E d’estate con il caldo e la voglia di fuga, le stagioni ufficiali chiuse, i teatri di velluti e vecchi merletti finalmente tappati, si cercano festival dove potersi sfogare, dove potersi vedere in una sola serata tre o addirittura quattro spettacoli, entrando e uscendo, con gesto woodyalleniano e vaginale, da uno spazio all’altro. Puro godimento, colmi di visioni, barbe lunghe (è la moda non la noia), taccuini, birra in mano e mille parole spese sul gesto, la tecnica, l’interpretazione, “era meglio prima”, o credevo fosse amore invece era un calesse. La Toscana poi è la terra dei festival. Allora mano al navigatore, polpastrelli sui piccoli tasti satellitari, sulle mappe virtuali, per perdersi tra viuzze di campagna e sterrato d’altri tempi, l’afa incombente, l’adipe ingombrante, l’ascella pezzata incipiente. È l’arte, bellezza. Te ne devi fare una ragione. Quindi nella nostra mappa, il nostro tour prevede un salto a Castiglioncello, di scogli e piazzetta, di ricordi di Mastroianni, Fellini, Sordi, passando per la cupa Volterra, ormai più famosa per i vampiri che per gli etruschi, spostandoci a Sansepolcro dove brillano ancora i colori di Piero della Francesca, inerpicandosi per la torrita San Gimignano, fino a concederci alle crete senesi di Monticchiello. Chi mi ama mi

segua. Costume, cappello, occhiali fashion, fotografate l’impossibile, bruciatevi di calore e colori. Ad “Armunia” a Castiglioncello (dal 2 al 6 luglio; armunia.eu), al Castello Pasquini, primo anno dopo la comunque positiva gestione Andrea Nanni. Si punta su prime nazionali, idea partita molti anni fa da Massimo Paganelli. I soliti nomi noti che gravitano nella località tirrenica dai Gogmagog con la supervisione di Virginio Liberti, il collettivo Fosca, il nuovo di Oscar De Summa da “Romeo e Giulietta” (speriamo ripercorra i fasti e le fortune della rivisitazione dell’“Amleto”), il maestro Claudio Morganti, il geniale artigiano della scena Roberto Abbiati, Roberto Latini, i caustici Quotidiana.com, la danza emozionale di Giulio D’Anna, Ventriglia e Garbuggino che si confrontano, dopo tanto teatro russo, con il Don Chisciotte, per finire con i Punta Corsara di Scampia. Dopo i bagni alle spiagge bianche targate Solvay da lasciarci la pelle e la salute, ecco le salutari colline ondulate giallo vestite e bruciate della provincia di Siena, terra di Papi e vinsanto, travertino e cipressi. A Monticchiello, (teatropovero.it), dal 25 luglio al 14 agosto, va in scena tutto un paese, trecento anime, che non si è lasciato morire e ha reagito con la memoria, portando in piazza disagi e nostalgie ma anche voglia di fare e di futuro. Quest’anno il Teatro Povero ci riporta al 7 aprile ‘44, davanti ai plotoni nazisti, che si fa parallelo del baratro e della crisi odierna. Finiscono i campionati del mondo di calcio e parte a San Gimignano “Orizzonti Verticali”, dal 16 al 20 luglio, alla seconda annata, guidati da Tuccio Guicciardini, che vedranno Virginio Gazzolo, Fulvio Cauteruccio, Krypton,

Atto Due, Teatropersona, Micha Von Hoecke e la novità Emma Dante (orizzontiverticali.net). Intanto a Sansepolcro continua la carica elettrica di “Kilowatt”, idea e progetto di Capotrave, leggasi Luca Ricci, basato sui “Visionari”, gruppo di cittadini che sceglie gli spettacoli attraverso la visione invernale di centinaia di filmati, e sui “Fiancheggiatori”, operatori teatrali che si confrontano con le compagnie la mattina dopo il debutto. Una bella formula che qualche anno fa gli è valso anche il Premio Ubu. Quest’anno, dal 19 al 26 luglio (kilowattfestival.it) ecco, tra gli altri, Valerio Malorni, vincitore dell’ultimo Premio In box, Balletto Civile, le Dionisi, Morganti, Carrozzeria Orfeo o Tindaro Granata. Ventotto sono le edizioni di “VolterraTeatro” (dal 21 al 27 luglio), una più emozionante dell’altra, con il regista Armando Punzo ed il suo teatro in carcere, con la Compagnia della Fortezza, a fare da traino, tra etruschi e contemporaneo, tra istanze di stabilità teatrale e parole antiche rivestite di nuovo. Il tema è “La ferita”, prendendo spunto dalla caduta di una parte della città antica che diventa metafora del disfacimento e della possibile caduta dell’uomo in ogni frangente della propria esistenza. “Santo Genet”, in carcere fino al 25, e al Teatro Persio Flacco, il 26, è il capofila imperdibile di quest’annata, al quale si sommano Mario Perrotta con “Pitùr”, Balletto Civile, Alessandro Bernardeschi, i Sacchi di Sabbia e Le Ariette. Come sempre da vivere in ogni suo angolo, respiro, fremito, anfratto. Per chi invece rimane a Firenze e dintorni, è l’occasione giusta per vedersi, e godersi il testo di Stefano Massini, ormai autorità drammaturgica che miete successi oltralpe, “Gioco di specchi”, un monologo a due voci, con l’ottimo Ciro Masella e il sempre bravo Marco Brinzi, tra Don Chisciotte e il fido Sancho, due facce della stessa medaglia. Prima sarà il 16 luglio a San Salvi, per poi far tappa il 17 all’Osservatorio di Arcetri, per chiudere il tour fiorentino nel parco di Villa Gerini, luogo collodiano e pinocchiesco, a Sesto Fiorentino alle pendici di Monte Morello (il quid per la pista dell’aeroporto di Peretola). Qui, tra le fresche frasche, nel verde, con le scenografiche e suggestive repliche anche a cavallo della mezzanotte, si potrà gustare il senso carnale delle parole di Cervantes alle quali Massini ha donato nuova linfa e introspezione. in alto: Operetta Burlesca al festival “Orizzonti Verticali” di San Gimignano


arte

di elena magini

5

Mikhail Karikis O spitato da Villa Romana, Children of Unquiet, è il risultato di un articolato progetto della durata di due anni, che ha visto Mikhail Karikis confrontarsi con la complessità del territorio della cosiddetta Valle del Diavolo. Caratterizzata dalla presenza di soffioni boraciferi, oggi la valle presenta un paesaggio post industriale dove elementi naturali e artificiali si fondono creando uno scenario singolare, in cui la presenza umana è quasi del tutto assente. Chiamato a proporre un intervento sonoro, l’artista inglese è stato affascinato dalla particolarità paesaggistica, culturale e sociale della zona, elementi che l’hanno portato a concepire il suo intervento come un corpus eterogeneo di opere, presentate per la prima volta in Italia in occasione della mostra. Larderello e le cittadine adiacenti sono state protagoniste dagli inizi del Novecento della prima esperienza al mondo di sfruttamento dell’energia geotermica per la produzione di elettricità. La forte espansione della centrale ha condotto ad un processo di intenso inurbamento, che ha portato allo sviluppo di un avveniristico piano urbanistico affidato all’architetto “umanista” Giovanni Michelucci. Il villaggio operaio - costruito come una sorta di “città utopica - è stato un modello di integrazione tra industria e progettazione residenziale, dove particolare rilievo era dato alla funzione civile e sociale dell’abitare. La progressiva automazione dei processi industriali ha condotto negli ultimi decenni ad un decremento dei posti di lavoro e al conseguente spopolamento delle cittadine, che solo in anni recenti stanno vivendo un procedimento inverso di recupero. Conscio della rilevanza che tali avvenimenti hanno avuto nello sviluppo dell’identità del territorio, Karikis ha scelto di lavorare a stretto contatto con la comunità locale: una serie di

laboratori svolti con le generazioni più giovani hanno dato luogo ad un lavoro composito in cui confluiscono un film, una serie fotografica che prende avvio dai disegni dei bambini e un gioco da tavolo, concepito come “attivatore di processi decisionali”. Fulcro del progetto è il film omonimo, che ha coinvolto più di quaranta bambini tra gli abitanti di Larderello e il coro di Voci Bianche della Società Guido Monaco di Prato, i quali hanno eseguito anche la colonna sonora del video, una campionatura della loro voci che riproducono i suoni legati alla geotermia. Differentemente da altri progetti dell’artista, dove la relazione tra identità individuale e collettiva viene raccontata attraverso la riproduzione dei suoni legati al contesto professionale che caratterizza la comunità (come ad esempio accade per gli ex minatori inglesi di SOunds of Beneath o per le pescatrici di perle coreane di SEA WOMEN, parte del ciclo WORK QUARTET, di cui anche Children of Unquiet fa parte), qui la funzione narrativa e speculativa dell’opera è affidata all’attività di negoziazione e reinvenzione degli spazi svolta dai bambini. Questi sono stati chiamati ad occupare le strutture abbandonate e a viverle attraverso modalità alternative, a ripercorrere i suoni della geotermia attraverso le proprie voci, incarnando in tal modo un potenziale immaginifico che può divenire paradigma di cambiamento per il futuro di questi luoghi, contraddicendo di fatto l’idea di migrazione forzata che contraddistingue la storia del territorio. Ampia rilevanza nel progetto è data alla dimensione sonora della geotermia, che costituisce una vera e propria specificità della zona; “la geotermia respira, la geotermia fruscia, la geotermia parla, la geotermia urla” si ascolta nel primo lavoro radiofonico condotto da Karikis a Larderello: la ricostruzione da parte dei bam-

Children of Unquiet di Mikhail Karikis

Villa Romana 3 luglio - 29 agosto 2014 bini dei suoni ad essa connessi costituisce al contempo un tentativo di riappropriazione dello spazio fisico e del vissuto industriale della valle. La varietà del progetto, in cui si alterna una dimensione sonora e ludica, rappresentativa e investigativa, risponde alla complessità del substrato culturale in cui l’artista si è trovato ad operare: la suggestione del paesaggio, la dialettica tra forze naturali e antropizzazione, il fallimento del sistema industriale che ha condotto all’abbandono della zona da parte della comunità locale sono tutti aspetti che vengono affrontati secondo una prospettiva al contempo critica e proiettiva. In Children of Unquiet si assiste ad una narrazione stratificata in cui convergono sia suggestioni poetiche che politiche: attraverso, l’abitare, il gioco e il canto i bambini vanno a ricreare un senso di comunità e di bene comune che la storia recente del territorio sembrava aver perduto. La mostra è organizzata da Villa Romana in collaborazione con Radio Papesse. Children of Unquiet è supportato da Arts Council England, Art Sheffield 2013, Toscanaincontemporanea 2013 - Regione Toscana, Comune di Pomarance. L’omonimo film è stato commissionato da Art Sheffield 2013. in alto: Mikhail Karikis - Children of Unquiet Still da video (2013-2014) http://www.villaromana.org


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pellicole di caterina liverani

Suonala ancora, Sam S edotta e mai abbandonata fin dalla più verde età dal cinema, temo di aver sempre prediletto le suggestioni visive a quelle sonore, trascorrendo gran parte degli anni in cui mi sono fatta le ossa da cinefila con un’idea piuttosto limitata dell’universo musicale al quale avrei potuto avere libero accesso. Per mia grande fortuna però l’amore per i film mi ha fatto incontrare pezzi e autori che mi sono entrati sotto la pelle e che mi hanno fatto amare ancora di più le pellicole alle quali le loro note erano prestate. Amanti del Cinema e amici di Lungarno ecco una breve playlist con la quale vi racconto alcune delle canzoni che, ascoltate per la prima volta in un film, sono andate ad abitare nel mio cuore e nel mio ipod. Un ragazzo con una vestaglia gialla e l’aria abbattuta aspetta la sua amata nella stanza di un hotel parigino e quando lei con i capelli cortissimi, uno stecchino fra i denti e un mazzo di margherite bussa alla porta, le note di Where do you go to my lovely del cantautore angloindiano Peter Sarstedt la accolgono in Hotel Chevalier, cortometraggio che il nostro adorato Wes Anderson ha creato per introdurre la storia del personaggio interpretato da Jason Schwartzman in Il treno per Darjeeling. La carriera di Ryan Gosling oscillava fra ottimi film indipendenti e qualche blockbuster fino a che è arrivato Drive di Nicholas Winding Refn ad indirizzarlo verso il ruolo, che gli calza come un guanto, di eroe bello e silenzioso. Fin dalla prima scena lo vediamo alla guida della sua macchina accompagnato da Nightcall di Kavinsky, una delle identità artistiche del musicista e attore francese Vincent Belorgey, che regala grande potenza a tutti gli opening credits.

Ho sempre adorato i film ambientati negli Stati Uniti durante gli anni 60 e uno dei miei preferiti è A walk on the moon: Pearl (Diane Lane) è sposata con un uomo buono e gentile dal quale si sente trascurata mentre è in vacanza con i bambini e la suocera. L’estate è quella del 1969 e nella notte in cui Neil Armstrong compie la prima passeggiata sulla luna, Pearl si concede un’avventura, sulle note morbide ed evocative di Today dei Jefferson Airplane. con Jerome (Viggo Mortensen) un hippie dal quale è terribilmente attratta. Celeste & Jessie Forever è una deliziosa commedia romantica americana uscita nel 2012; piccolo cult in patria da noi è passata inosservata scontando la maledizione del titolo italiano (“Separati Innamorati”) e la poca notorietà degli interpreti Rashida Jones e Andy Samberg. Storia di una giovane coppia che scopre che il solo modo per proteggere la sua unione è prendere strade diverse, il film è costellato di splendide canzoni tra cui Rescue Song di Mr Little Jeans. The Brown Bunny che, presentato a Cannes nel 2003 fece scandalo per l’esplicita scena erotica con cui si chiude, è in realtà un ritratto scarno e poetico di un viaggio attraverso gli Stati Uniti sulle tracce di un amore conclusosi tragicamente, che il suo autore ed interprete Vincent Gallo decise di fotografare attraverso un finestrino sporco, enfatizzando alcune sequenze con la struggente Milk an Honey del suo concittadino Jackson C. Frank.

È difficile trovare nella carriera di George Clooney un ruolo che somigli tanto all’idea che tutti abbiamo di lui, come quello che interpreta in Tra le nuvole. Jason Reitman da autore attento e sensibile decide di interrompere i dialoghi per tutta la sequenza in cui il protagonista si riunisce con la sua famiglia per il matrimonio della sorella, lasciando lo spettatore alle note di Help Yourself di Sad Brad Smith. Amo tutto di Revolutionary Road di Sam Mendes, dalla fotografia luminosa, alla scenografia curata nei minimi dettagli fino all’incredibile alchimia che hanno i due i protagonisti. C’è una sequenza che ogni volta mi fa davvero male per quanto è bella: April ha convinto Frank a ricominciare una vita a Parigi e lui ha appena dato ai suoi colleghi la notizia del loro trasferimento con fare arrogante, mentre lei di ritorno da alcune faccende burocratiche, cammina raggiante in un abito bianco, lungo un viale alberato inondato di luce, ignara di come i suoi piani falliranno. La canzone in sottofondo, Count every star dei The Ravens è terribilmente romantica e conferisce a quel momento, costruito su delle illusioni, un sapore amaro e sublime. Amici, spero che almeno una delle canzoni o dei film che vi ho suggerito possa rendere la vostra estate ancora più piacevole, A presto!


l’esperto consiglia

il classicone

Prisoners di Denis Villeneuve (2013) a sparizione di due bambine durante il Giorno del Ringraziamento getta le famiglie nella più cieca disperazione. Alex (Paul Dano), un ragazzo problematico che sostava col suo furgone proprio sul luogo della scomparsa, sembrerebbe essere il maggior indiziato, ma l’assenza di prove concrete e lo spuntare di altri sospettati fa sì che le indagini condotte scrupolosamente dal Detective Loki (Jacke Gyllenhaal) si complichino sempre di più con il trascorrere dei giorni. Prisoners del canadese Denis Villeneuve (La donna che canta) è una perfetta detective story che getta luce sui lati oscuri che accomunano l’animo dei giusti a quello dei malvagi, riuscendo a trascinare lo spettatore in una caccia all’uomo che sembra non avere fine. Un superbo cast, nel quale brilla Hugh Jackman nel ritratto di un uomo pronto a tutto pur di proteggere la sua famiglia, si muove sullo sfondo di un’America remota e brutale, dove la legge dell’uomo sfida quella di Dio.

L

5.000,00 €

650,00 €

La Piscina di Jacques Deray (1969) ean Paul (Alain Delon) e Marianne (Romy Shneider) trascorrono le loro vacanze amoreggiando a bordo piscina in una splendida villa della Costa Azzurra. La coppia parigina si gode un idillio che si interrompe con l’imprevisto arrivo di Harry, maturo playboy un tempo amante di Marianne e della sua conturbante figlia diciottenne Penelope (Jane Birkin). Difficile trovare tanta bellezza e tanto genuino sex-appeal nei film che si vedono oggi: sarà che Delon e Schneider si erano follemente amati per davvero pochi anni prima, o che Jane Birkin bellissima e androgina era un’impeccabile Lolita europea, ma La Piscina è uno di quei film (e sono meno di quanti si creda) a non essere invecchiato di un giorno, capace di catturare già dopo pochi minuti e di mantenere la tensione alta per tutta la sua durata. Preparate un tè freddo e accendete il ventilatore perché questo erotismo dal sapore un po’ retrò riesce ancora ad infiammare.

J

700,00 €

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non e chimica, e caffe


eventi

di riccardo morandi

I mondiali I

n tutte le cose che ci circondano dobbiamo fare dei distinguo in modo da poter giudicare, apprezzare, capire. Vivere come esseri pensanti, in definitiva. La forma ed il contesto sono uno degli elementi cardine. Sia nel miglior ristorante stellato, mangiando una tartare da 49 euro, che a casa, mangiando il contorno Fidus cotto nel microonde, ci nutriamo. Per il calcio ed i mondiali il discorso è lo stesso: in ogni caso vediamo degli atleti giocare uno sport, lo sport più famoso ed importante del mondo: ma è il contesto l’elemento di rottura, quello che cambia radicalmente lo spettacolo a cui assistiamo. La tesi da confutare è che il mondiale di calcio non sia calcio. È una tesi impossibile, ma spero che qualche riflessione possa portare a capire cosa sono i mondiali per il tifoso tipico, ovvero quello che il 21 novembre va a vedersi in notturna la propria squadra che gioca contro l’Atalanta con la cerata gialla di RediGomme. Cercheremo quindi di riassumere i punti salienti della manifestazione denominata “Campionato mondiale di calcio per nazioni”. MAXISCHERMI: nemmeno si insediasse un Pontefice, nemmeno sbarcassero gli alieni, nemmeno fosse nominato Riccardo Fogli ambasciatore dell’ ONU (che per carità, basta veramente il giusto, l’ha fatto anche Pelè). Il tifoso di squadre di club non capisce. Non capisce perché anche all’ Accademia della Crusca, nei caffè letterari ed in tutti gli uffici si blocchi qualunque attività e ci sia IL MAXISCHERMO. Perché non basta il TV a 55 pollici. Devi mettere per forza il proiettore, nel quale non vedi niente (complice il fatto che le partite non si giocano spesso di notte, ma questo è un altro discorso, come direbbe il buon Lucarelli) ma vegeti davanti, cercando di vedere fra l’ombra di un pioppo ed un cameriere che serve spritz, una giocata di un terzino nicaraguense di cui nemmeno il telecronista conosce l’esatta pronuncia del nome. Morale: Iran-Nigeria maxischermo. Finale Champions League: niente. MENU DA MONDIALE: niente vino e carne. Solo pizza, birra e patatine: le bottiglie da 66cl sui

banconi dei supermercati spariscono. Quotatissime le birre nazionali, specie quella con Teomondo Scrofalo sull’etichetta. Possibile alternativa Coca-Cola, per gli astemi. Per la notturna è d’obbligo “aglio olio e peperoncino”, la classica pasta dell’ubriaco fuorisede alle due di notte. Utile anche come disintossicante la vaschetta di gelato fatto col il petrolio acquistata al supermercato. LOCATION/STADI: va molto di moda il mondiale nel posto esotico (Giappone, Sudafrica, Brasile): questo comporta vedere arene enormi (che dopo l’evento ospiteranno al massimo una parata militare) dove si gioca ad orari improponibili, caldo torrido e afa. Cose che per le competizioni di club sono cose giustamente impossibili. Senza calcolare che tutti siamo costretti o a fare le nottate oppure a guardarla in ufficio. Perché? Per “aiutare il calcio nel mondo”. Il calcio esiste da 150 anni: se negli U.S.A. giocano a baseball, vuole dire che a loro piace quello. E ci prendono peraltro anche in giro chiamandolo “soccer”. Lasciamoli in pace. QUELLI CONTRO: nel 1990 a Capalbio istituirono il “comune demondializzato”, dove si ritiravano le eminenze dell’intellighenzia italiana per uscire dal carrozzone mediatico di questo sport. Niente partite, niente calcio, nonostante ci fossero i campionanti del mondo in casa. Dopo abbiamo avuto venti anni di Berlusconi con “Forza Italia” ed ora un premier che va allo stadio con la maglia della Fiorentina. Applausi. TIFOSI DEI MONDIALI NEGLI STADI: tutto il mondo lo pensa e lo sa, ma diciamolo. Il pubblico inquadrato nelle partite non esiste. Non esiste una curva che si presenti in una competizione arruolando nell’ordine: pornostar, scemi che si dipingono la faccia dei colori della squadra, ciccioni con le bandiere di altre squadre, bambini che salutano il maxischermo. E soprattutto non si è mai visto una curva indossare per il 95% della sua componente la maglietta della nazionale, rigorosamente originale. I cori sono sublimi: siamo passati dal fantatisco “Alè-oò” del 1982 (da cui Claudio Baglioni da buon furbetto ha titolato un live) al “Po-po-po-po” del

9

2006 avendo come matrice unica la “OLA”, coreografia degna di Giochi Senza Frontiere. Sono ologrammi questi individui, rendiamocene conto: ma fanno bene alla signora Marisa di Somma Vesuviana che pensa la sua creatura, Genny, allo stadio con gli amici, proprio a fare la OLA. TIFOSI AL MAXISCHERMO ovvero “Non seguo il calcio, ma per i mondiali ci sento”. Eccoci. Una frase mitica, una sorta di mantra, che rimane ridicola trasponendola in altri contesti. Vi immaginate una frase tipo “Non mi piace la musica, ma guardo sempre Sanremo” oppure “Odio la politica, ma votare alle Europee mi entusiasma”. Croce e delizia dell’amante del calcio sono i personaggi protagonisti di questi perversi ragionamenti: sai che esistono, ma tenti di rimuoverli. Quando sul tuo motorino vai verso lo stadio a vedere la tua squadra di club li annulli, anzi un po’ li odi: sono quelli che ti dicono “ma dove vai, ma guardala in TV”. Oppure sono quelli de “ma il Sassuolo in che serie gioca?”. Tu speri e pensi che dopo ogni mondiale qualcuno si avvicini al calcio come te: non ti dico si ammali, ma quantomeno provi a vedersi una partita “normale”. La fauna è vastissima in ogni caso, e gli amanti del calcio provano a mescolarvisi, tentando approcci misti fra l’indignato e l’affascinato dal fatto che il gioco del calcio faccia presa. State attenti, amici tifosi a socializzare troppo. Siate sereni ed accondiscendenti, tifate ma restatevene in disparte: rischiate di sentire delle cose che potrebbero segnarvi, anche penalmente. “Tifo solo la nazionale, perché è una squadra pubblica, non privata”, la più bella che ho sentito. E ti immagini subito il concorso ministeriale per la nomina a commissario tecnico: vince Prandelli perché ha fatto un orale migliore rispetto a Del Neri, che si era portato l’interprete (cit.). Manco in Corea del Nord. Le restanti situzioni, bagni mediatici, sovraesposizioni, commissari tecnici improvvisati, sono conseguenze della manifestazione. I malati del gioco del pallone sono un po’ snob ma non troppo, state tranquilli: vivono una sorta di riabilitazione temporanea nei contesti in cui vengono spesso considerati, se va bene, dei “simpatici bischeri”. Basterebbe prendersi un po’ meno sul serio, come lo stiamo facendo noi parlando di una splendida festa dello sport, durante la quale si mettono anche le bandiere tricolori sui balconi. Invece che compare le birre ogni quattro anni e pensare che giochi ancora Walter Zenga, il lunedì mattina d’inverno aprite il giornale in fondo e leggetevi qualcosa. Il calcio si gioca ovunque, ed è un gioco. Il più bel gioco.


10 vibrazioni di emanuele giaconi

Jonathan Wilson J

onathan Wilson è uno di quelli che con la musica ci vive, ma non nel senso che ci fa i soldi - o meglio, ci fa anche i soldi (non credo moltissimi, comunque), ma non è questo il punto. Con la musica ci vive perché essa è per lui fidanzata, sorella, amante, forse pure mamma. La musica contorna il personaggio Wilson anche se lo si osserva con rapida occhiata, di sfuggita, da lontano. Capello scarruffato, barbetta incolta, camicia aperta, acido nel taschino (ipotesi mia), fascino da americano dall’aria scazzata. Nasce nel 1974 in North Carolina e ascolta subito suonare il padre musicista. Poi prova a diventare protagonista nel 1995: fonda i Muscardine, assieme al suo amico Benji Hughes, e la band attira la Sire Records (la label che lanciò Madonna e che ebbe nel roster gente del calibro di The Cure, Depeche Mode, Ice T), che permette ai Muscardine di realizzare due album in studio e uno live. Il disco di debutto, “The Ballad of Hope Nichols”, inizia a creare quella cerchia di fan di Jonathan Wilson che non potrà che aumentare quando il cantautore diventerà solista e anche produttore discografico. Ma prima c’è un’altra fase importante, nella sua vita. È un tipo senza fermezza, il nostro Wilson, che necessita di spostarsi chiusa l’esperienza coi Muscardine (è il 1999). Va dunque a fare il fricchettone in una comunità hippie in California, zona Los Angeles (posto che gli rimane nel cuore) e poi è la volta della Georgia e poi

Cavea del nuovo Teatro dell’Opera Jonathan Wilson 1 agosto 2014

di New York. Parlando di una delle due anime del caro Wilson, ad un certo punto questi impara, in un modo o in un altro, i rudimenti-base della produzione musicale e poi affina il tutto: eccolo nel suo studio in zona Laurel Canyon (colline di Hollywood, patria per eccellenza degli hippie losangelini) a produrre l’esordio dei Dawes. Dopo poco tempo è già il momento di cambiare: pur rimanendo a Los Angeles, i suoi Fivestar Studios li piazza dunque a Echo Park, dove produce Joshua Tillman dei Fleet Foxes, Will Oldham, ancora i Dawes e molti altri, sempre restando legato alla strumentazione analogica. Ma veniamo a ciò che ci interessa di più, ossia il Jonathan Wilson musicista solista che potremo gustarci alla Cavea di Firenze venerdì 1 Agosto. Tre album all’attivo, il primo è quel “Frankie Ray” del 2007 che interessò la Koch Records, che glielo stampò, anche se il disco con cui generalmente si dice che Wilson abbia fatto l’esordio da solista è “Gentle Spirit” del 2011, un disco apprezzato dalla critica e dal pubblico, coi suoi suoni schietti e sicuri, con le sue liriche introspettive cantate in modo caldo, con il suo mood generale che sa di sguardo al passato senza voler essere per forza nostalgico. Wilson prende il grande Rock psichedelico di fine ’60-inizio ’70 e lo fonde col Rythm n’ Blues, per poi smorzarlo con la propria via al Folk. Ma se nel 2011 sembra un genio solitario, quasi malinconico, nel 2013 si apre al mondo (anche a quello delle collaborazioni) e infila un disco corale frutto di

rapporti di lavoro e di amicizia che lo hanno arricchito sotto tutti gli aspetti, e quindi anche relativamente alla fase compositiva. In “Fanfare” (questo il nome del suo ultimo album, appunto del 2013), possiamo riconoscere tanti strumenti, tante rifiniture, il tentativo di riempire gli spazi vuoti (musicali o interiori). Aiutano l’hippie losangelino d’adozione artisti del calibro di David Crosby, Roy Harper, Graham Nash e molti altri. Se voleste cercare un paladino odierno che tenga in vita il sound della Summer of Love - aggiungendovi però dei pizzichi di modernità - credo dovreste rifarvi proprio a Jonathan Wilson. Ascoltatevelo floydiano in “Illusion” o lennoniano in “Future Vision” o (forse) drogato in “Desert Trip”. Alcuni lo criticano: un po’ patinato qui, un po’ tendente all’esercizio di stile là. Ciò che non si discute è il suo talento, la sua professionalità e la sua bravura anche nei giochetti citazionistici del Rock che fu. Sarà interessante ascoltarlo dal vivo, per provare a capire come sia riuscito a crearsi una propria dimensione attuale ai limiti dell’intellettualoide pur essendo così legato a una scena storico-musicale ormai chiusa - ma chiusa, ovviamente, se si guarda il calendario, non se si scruta nel cuore e nelle collezioni di dischi e di ricordi di molti.

http://songsofjonathanwilson.com/


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12 festival di costanza baldini

Primavera Sound P

erché ogni anno a fine maggio torni a Barcellona? La risposta a questa domanda per me sono sempre le stesse due parole: Primavera Sound. Per spiegarvi in cosa consiste questo straordinario festival e cosa lo rende speciale rispetto a tutti gli altri dovrei riuscire a farvi provare la sensazione di intravedere da lontano per la prima volta il gigantesco pannello fotovoltaico a strapiombo sul mare. Dovrei farvi assaggiare i tipici churros alle quattro di notte, dolci zuccherosissimi indispensabile bomba calorica per riuscire a sostenere le ultime ore di musica. Dovrei raccontarvi la meraviglia di vedere un’orda di hipster venuti da ogni parte d’Europa che sfoggiano i loro outfit più estremi. I primi con le camicie abbottonate fino in cima e la borsina Rough Trade probabilmente si sono visti qui. Dovrei raccontarvi delle corse disperate da un palco all’altro nel tentativo di sentire più musica possibile nella consapevolezza che questi gruppi non passeranno mai dalla mia città. In tutto sono undici palchi, sei grandi e altri cinque più raccolti. A questi si aggiunge l’Auditori Rockdelux mastodontica struttura dedicata a performance a cui si assiste seduti. Lì dentro ho visto uno dei concerti più belli della mia vita, quello di Sufjan Stevens nel 2011, ma questa è un’altra storia. Non c’è una strategia giusta al Primavera Sound, ogni anno si deve compilare religiosamente la propria timeline scegliendo con cura

i gruppi del cuore. Niente è giusto o sbagliato, ognuno ha il proprio stile. La mia tattica è sempre stata quella di entrare appena si aprono le porte e andarmene il più tardi possibile, scegliendo il giusto mix tra big e band di cui non ho mai sentito parlare. È un massacro, un tour de force in cui a malapena hai il tempo di mangiare e andare al bagno ma ogni anno ne vale maledettamente la pena. Al Primavera si viene non solo per i grandi nomi e per l’atmosfera, cosa sempre molto importante in un festival, ma soprattutto per l’immenso lavoro di talent scouting che gli organizzatori mettono in campo per scoprire nuovi artisti e rivelarli “vergini” alle nostre orecchie. Insomma qui c’è il futuro della musica. Moltissimi i grandi nomi in cartellone quest’anno Queens of the Stone Age, Nine Inch Nails, Caetano Veloso, The National, Peter Hook, persino i Television talmente immensi che si fa fatica a confessarlo, in effetti, sono stati un po’ mosci. Nel 2014 si è rafforzata l’apertura alla musica elettronica, mai come quest’anno i primaveristi hanno ballato sotto i palchi. Chvrches, Moderat, Disclosure, Holy Ghost!, Chromeo, Jagwar Ma, Majical Cloudz, Darkside protagonisti forse del live più spettacolare dell’anno, il deludente SBTRKT e la bolgia-concerto finale dei Cut Copy che mi hanno vista tornare a casa alle sei di mattina in condizioni fisiche pietose. Novità del 2014 la Boiler Room, una semisfera all’interno della quale si sono alternati dj

prestigiosi del calibro di Vatican Shadow, John Talabot e Jamie degli XX accompagnati da proiezioni video per creare un’esperienza immersiva a 360 gradi. È tutto bellissimo, peccato per me che non abbia avuto neanche il tempo di avvicinarmi alla magica bolla. Il concerto simbolo del 2014 è stato per me quello degli Arcade Fire. Lo vedo al fianco del mio migliore amico, due ore prima mi hanno rubato il cellulare, vengo da tre giorni di pioggia e freddo, attorno a me le persone scoppiano in lacrime, alcuni ragazzi spagnoli mi regalano quei bastoncini che si accendono e fanno le scintille. Io li bruciavo a Natale, mi sembra appropriato, il Primavera è il mio Christmas Time. Sul palco Régine Chassagne balla libera e felice, poi suona la batteria, poi canta. Una dea, una madre, una musicista, è lei il simbolo che sì, davvero tutto è possibile, basta volerlo. Poi la festa improvvisamente è già finita, sono all’aeroporto, torno a casa con qualche linea di udito in meno, la testa piena di suoni e facce, la voglia di ripartire. Una sete di musica che brucia e non si placherà mai. Sono fatta così.

in alto: Arcade Fire, foto di Dani Canto http://www.primaverasound.com/


Luglio martedì 1 •  R IDI CHE TI PASSA  Limonaia Villa Strozzi (FI) ing. 5 euro mercoledì 2 •  I GATTI MÈZZI  Anfiteatro delle Cascine (FI) ing. 10 euro + dp •  VINTAGE SELECTION (2-5/07) Stazione Leopolda (FI) ing. 5 euro •  SERATA MONTEVERDI  Tempio Etrusco-Romano (Fiesole) ing. 10/7 euro •  FRAC CHAMPAGNE/ARDENNE (1-31/07) Museo Marino Marini (FI) ing. libero •  OPEN BIGALLO  Antico Spedale del Bigallo (FI) ing. libero con tessera •  POLE STAR (02/07-29/07) F_AIR (FI) ing. libero •  ORCHESTRA SINFONICA GIOVANILE DELLA SVIZZERA ITALIANA  Piazza Signoria (FI) ing. libero •  E AGLES  Lucca Summer Festival (LU) ing. NP giovedì 3 •  B RUNORI SAS  Anfiteatro delle Cascine (FI) ing. 10 euro + dp •  FRIDA NERI  Giardino della Biblioteca Comunale (Pratolino) ing. libero •  BALAGAN CAFÈ  Giardino della Sinagoga di Firenze (FI) ing. libero •  L A STRADA DELLE LEGIONI  Libreria On The Road (FI) ing. libero •  VALDARNO JAZZ SUMMER FESTIVAL (03-29/07) Varie Location ing. NP •  BOLLICINE & BURLESQUE  Villa Medicea La Ferdinanda Artimino (PO) ing. 35 euro •  CHILDREN OF UNQUIET  Villa Romana (FI) ing. libero •  CUM+NECTARE  Antico Spedale del Bigallo (FI) ing. libero con tessera •  JAZZ NIGHT  Limonaia Villa Strozzi (FI) ing. libero venerdì 4 •  D ANIELE GATTI  Nuova Opera di Firenze (FI) ing. NP •  APERITIVO SONORO  Giardino dell’Orticultura (FI) ing. libero •  DESIGN WITH A VIEW (04-06/07) Comune di Fiesole (FI) ing. NP •  POS LIVE  Antico Spedale del Bigallo (FI) ing. libero con tessera

•  G OLDENGAYA  Limonaia Villa Strozzi (FI) ing. libero

•  E X-CSI  Piazza della Resistenza (Scandicci) ing. libero •  VOZ & VIOLAO  sabato 5 Giardino della Biblioteca Comunale (Vaglia) ing. libero •  PROSPETTIVA DIGITALE (5/07-05/10) Forte Belvedere/Giardino di Boboli (FI) ing. NP •  BALAGAN CAFÈ  Giardino della Sinagoga di Firenze (FI) ing. •  DJ FDM  libero Antico Spedale del Bigallo (FI) ing. libero con •  BASSA MUSICA  tessera Giardino dell’Orticultura (FI) ing. libero •  ANGELA GLAJCAR-MARCO TIRELLI•  ORQUESTRA OS VIOLINHOS  ROBERTO PIETROSANTI (5/7-7/8) Piazza Signoria (FI) ing. libero Eduardo Secci Contemporary (F) ing. libero •  JAZZ NIGHT  •  MATAHARI (05/07-08/08) Limonaia Villa Strozzi (FI) ing. libero Galleria Poggiali e Forconi (FI) ing. libero •  BUD SPENCER BLUES EXPLOSION  •  TANABATA (05/07-06/07) Mengo Music Fest (AR) ing. libero Limonaia Villa Strozzi (FI) ing. libero •  THE PRODIGY  domenica 6 Lucca Summer Festival (LU) ing. NP •  MARK LANEGAN  •  VICE IS NICE  Pistoia Blues Teatro Manzoni (PT) ing. 23 euro Anfiteatro delle Cascine (FI) ing. NP •  NEGRAMARO  •  SUNDAY ART VILLAGE  Pistoia Blues Piazza Duomo (PT) ing. 40/30 Giardino dell’Orticultura (FI) ing. libero euro lunedì 7 venerdì 11 •  MARTINI, GERI, VERNUCCIO TRIO  •  LO STATO SOCIALE  Circolo Arci (Il Girone) ing. 10 euro Piazza della Resistenza (Scandicci) ing. libero •  K AJALZONE  •  PER DOMENICO MODUGNO | BOBO Giardino dell’Orticultura (FI) ing. libero RONDELLI/GINEVRA DI MARCO  •  L AMPEDUSA IN FESTIVAL  Anfiteatro Museo Pecci (PO) ing. 15 euro Antico Spedale del Bigallo (FI) ing. libero con •  AROUND MIDNIGHT  tessera Teatro Puccini (FI) ing. 10 euro •  ORQUESTA INFANTO-JUVENIL DR. •  APERITIVO SONORO  MILTON DIAS  Giardino dell’Orticultura (FI) ing. libero Piazza Signoria (FI) ing. libero •  L A CLEMENZA DI TITO (11-12/07) •  AN EVENING OF GUITARS  Scuola di Musica di Fiesole (Fiesole) ing. Lucca Summer Festival (LU) ing. NP 22/17 euro martedì 8 •  MACHWEO / SHIGETO  Mengo Music Fest (AR) ing. libero •  ACID THEATER TRIO  •  EMMA  Giardino dell’Orticultura (FI) ing. libero Lucca Summer Festival (LU) ing. NP •  SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZESTATE •  ROBERT PLANT AND SENSATIONAL (08/07-11/07) SPACE SHIFTERS  Antico Spedale del Bigallo (FI) ing. 12/10 euro Pistoia Blues Piazza Duomo (PT) ing. 38/32 •  NORTH DUTCH YOUTH ORCHESTRA  euro Piazza Signoria (FI) ing. libero •  RIDI CHE TI PASSA  sabato 12 Limonaia Villa Strozzi (FI) ing. 5 euro •  NADA  Piazza della Resistenza (Scandicci) ing. libero mercoledì 9 •  SELDON - APERITIVO SONORO  •  COLLINE ALL STARS feat. GIANLUCA Giardino dell’Orticultura (FI) ing. libero PETRELLA  •  PERMACULTURA (12/07-13/07) Villa Medicea (Poggio a Caiano) ing. 8 euro Antico Spedale del Bigallo (FI) ing. libero con •  HAYDN JEUGD STRIJKORKEST  tessera Piazza Signoria (FI) ing. libero •  YLENIA MORGANTI E GLI AFTER FIRES  •  ANGELICHE VOCI E ARPE (09/07-10/07) Biblioteca Lazzerini (PO) ing. libero Grotta del Buontalenti (FI) ing. 10 euro •  JOVEN ORQUESTA DE CUENCA  Piazza Signoria (FI) ing. libero giovedì 10 •  LEMON NIGHT  •  MACHWEO/GIOVEDÌ AL QUADRATO  Limonaia Villa Strozzi (FI) ing. libero Cortile Palazzo Strozzi (FI) ing. libero

•  I CANI  Mengo Music Fest (AR) ing. libero •  BANDABARDÒ  Pistoia Blues Piazza Duomo (PT) ing. 13 euro domenica 13 •  M  ORCHEEBA  Pistoia Blues Piazza Duomo (PT) ing. 10 euro lunedì 14 •  A NTONIO DIODATO / OK COMPUTER  Teatro Romano di Fiesole (Fiesole) ing. 17 euro •  IL MUGELLO È UNA TRAPUNTA DI TERRA   Antico Spedale del Bigallo (FI) ing. libero con tessera •  JOVEN ORQUESTA PROMUSICA DE MALAGA  Piazza Signoria (FI) ing. libero •  JACK JOHNSON + BOMBINO  Pistoia Blues Piazza Duomo (PT) ing. 45/35 euro martedì 15 •  L EOPARDI SHOCK  Teatro Romano di Fiesole (Fiesole) ing. 15/12 euro •  FIERA ENOGASTRONOMICA YELP  Giardino dell’Orticultura (FI) ing. libero •  SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZESTATE (15/07-16/07) Antico Spedale del Bigallo (FI) ing. 12/10 euro •  ZICHRON YAAKOV YOUTH BAND  Piazza Signoria (FI) ing. libero •  IL BARBIERE DI SIVIGLIA (15/07-22/07) Opera di Firenze (FI) ing. 30 euro •  PASSAGGI DI TEMPO/ENZO DELLA ROSSA (15/07-01/08)  Limonaia Villa Strozzi (FI) ing. libero •  CHIC FEAT. NILE RODGERS  Lucca Summer Festival (LU) ing. NP •  THE LUMINEERS  Pistoia Blues Piazza Duomo (PT) ing. 30/25 euro mercoledì 16 •  L IGABUE  Stadio Artemio Franchi (FI) ing. NP •  AGROMISTICO 4TET MEETS  Circolo Arci (Il Girone) ing. NP •  L A SEMPLICITÀ INGANNA  Teatro Romano di Fiesole (Fiesole) ing. 15/12 euro •  HEIDI BROWNE  Chiesa di Bonistallo (Poggio a Caiano) ing. 5 euro •  HARMONIE CONCORDIA  Piazza Signoria (FI) ing. libero •  WORLD LEAGUE (16/07-20/07) Mandela Forum (FI) ing. 16/32 euro


A A I SIC EATRO RTE INEM VENT U •M •T •A •C •E •  B RAHMS E BEETHOVEN (16/07-19/07) Grotta del Buontalenti (FI) ing. 10 euro •  NATURA E STORIA A BELLOSGUARDO  Collina di Bellosguardo (FI) ing. 14 euro •  T WO PIECES IN ALTO MARE  Limonaia Villa Strozzi (FI) ing. libero •  SUZANNE VEGA+JOAN AS POLICE WOMAN  Pistoia Blues Piazza Duomo (PT) ing. 20 euro giovedì 17 •  E ELS  Teatro Romano di Fiesole (Fiesole) ing. 40/30 euro •  UNA TAZZA DI MARE DI MARE IN TEMPESTA (17-18/07) Sala del Basolato (Fiesole) ing. 10/8 euro •  CORTONA ON THE MOVE (17/07 28/09) Varie Location Cortona (AR) ing. NP •  BALAGAN CAFÈ  Giardino della Sinagoga di Firenze (FI) ing. libero •  TENEDLE  Giardino dell’Orticultura (FI) ing. libero •  ORCHESTRA DELLA TOSCANA   Villa Il Mulinaccio (Vaiano) ing. 8 euro •  TERJE NORDGARDEN   Antico Spedale del Bigallo (FI) ing. libero con tessera •  JAZZ NIGHT  Limonaia Villa Strozzi (FI) ing. libero •  LEVANTE /AVION TRAVEL  Arezzo Wave Love Festival (AR) ing. 14/12 euro •  ELISA  Lucca Summer Festival (LU) ing. NP •  ARCTIC MONKEYS+THE KILLS  Pistoia Blues Piazza Duomo (PT) ing. 36 euro venerdì 18 •  P AOLO FRESU QUINTET  Teatro Romano di Fiesole (Fiesole) ing. 26/22 euro •  APERITIVO SONORO  Giardino dell’Orticultura (FI) ing. libero •  NO LOVE  Giardino dell’Orticultura (FI) ing. libero •  PEDALA (18/07-19/07) Antico Spedale del Bigallo (FI) ing. libero con tessera •  NATURA E STORIA A BELLOSGUARDO  Collina di Bellosguardo (FI) ing. 14 euro •  DEJA VU- Limonaia Villa Strozzi (FI) ing. libero •  AMIR/EMIS KILLA/KARIMA  Arezzo Wave Love Festival (AR) ing. 14/12 euro •  PANARIELLO  Lucca Summer Festival (LU) ing. NP

sabato 19 •  L EMON NIGHT  Limonaia Villa Strozzi (FI) ing. libero •  M.D.P.O/PIERPAOLO CAPOVILLA  Arezzo Wave Love Festival (AR) ing. 14/12 euro domenica 20 •  P REMIO FIESOLE AI MAESTRI DEL CINEMA/GIUSEPPE TORNATORE  Teatro Romano di Fiesole (Fiesole) ing. LIBERO •  FLORENTINE SWINGSTERS  Giardino dell’Orticultura (FI) ing. libero •  TRATTIAMOCI BENE   Antico Spedale del Bigallo (FI) ing. libero con tessera •  TEES VALLEY YOUTH ORCHESTRA  Piazza Signoria (FI) ing. libero •  ELIO E LE STORIE TESE  Arezzo Wave Love Festival (AR) ing. 14/12 euro •  STEVE WONDER  Lucca Summer Festival (LU) ing. NP lunedì 21 •  T ANTO VALE VIVERE!  Antico Spedale del Bigallo (FI) ing. libero con tessera •  L ANDESJUGENDORCHESTER HAMBURG  Piazza Signoria (FI) ing. libero •  PIED PIPER FANTASY  Arezzo Wave Love Festival (AR) ing. 14/12 euro martedì 22 •  S AM AMIDON  Biblioteca delle Oblate (FI) ing. NP •  JAZZ & EGGS  Giardino dell’Orticultura (FI) ing. libero •  MAURO ERMANNO GIOVANARDI & SINFONICO HONOLULU  Villa Giamari (Montemurlo) ing. 5 euro •  CENA VEGETARIANA NORD DELL’INDIA  Antico Spedale del Bigallo (FI) ing. libero con tessera •  RIDI CHE TI PASSA  Limonaia Villa Strozzi (FI) ing. 5 euro mercoledì 23 •  F ESTA DELLA MUSICA (23-27/07) Parco Fucoli (Chianciano Terme) ing. libero •  BIGALLO ARTS  Antico Spedale del Bigallo (FI) ing. libero con tessera •  YANN TIERSEN  Piazza Duomo (Prato) ing. 15 euro •  YOUTH & MUSIC ORCHESTRA OF ANTWERP  Piazza Signoria (FI) ing. libero

PERCHÉ A FIRENZE NON C’È MAI NIENTE DA FARE... •  B ACKSTREET BOYS  Lucca Summer Festival (LU) ing. NP giovedì 24 •  C RISTINA DONÀ/TOMMY THE WHO  Teatro Romano di Fiesole (Fiesole) ing. 21/17 euro •  JACK SAVORETTI  Rocca di Carmignano (Prato) ing. 13 euro •  FESTIVAL AU DESERT  SANDRO JOYEUX/AHMED AG KAEDI  Le Murate Caffè Letterario (FI) ing. libero •  BALAGAN CAFÈ  Giardino della Sinagoga di Firenze (FI) ing. libero •  MELLOW MOOD/FESTA DELLA MUSICA  Parco Fucoli (Chianciano Terme) ing. libero •  SERVILLO-GIROTTO-MANGALAVITE TRIO  Anfiteatro Museo Pecci (Prato) ing. 8 euro •  FUNK OFF  Vie del centro storico (Poggio a Caiano) ing. libero •  SEGUGI INFERNALI DEL PURGATORIO   Antico Spedale del Bigallo (FI) ing. libero con tessera •  SARATOGA SPRINGS YOUTH ORCHESTRA  Auditorium Santo Stefano al Ponte (FI) ing. libero •  JAZZ NIGHT  Limonaia Villa Strozzi (FI) ing. libero •  ENZO AVITABILE & BLACK TARANTELLA  Lucca Summer Festival (LU) ing. NP venerdì 25 •  L E LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA/ FESTA DELLA MUSICA  Parco Fucoli (Chianciano Terme) ing. libero •  FESTIVAL AU DESERT  SAID TICHITI/OUM/AZALAI  Le Murate Caffè Letterario (FI) ing. libero •  APERITIVO SONORO  Giardino dell’Orticultura (FI) ing. libero •  APERITIVO IN CORTO   Antico Spedale del Bigallo (FI) ing. libero con tessera •  AUTOCOSTRUZIONE DI PANNELLI FOTOVOLTAICI (25/07-26/07) Antico Spedale del Bigallo (FI) ing. 50 euro •  AFTERHOURS  Piazza Duomo (Prato) ing. 15 euro •  THE LONERS  Limonaia Villa Strozzi (FI) ing. libero sabato 26 •  A SIAN DUB FUNDATION//FESTA DELLA MUSICA  Parco Fucoli (Chianciano Terme) ing. libero •  DAZZLE  Giardino dell’Orticultura (FI) ing. libero •  YOUTH ORCHESTRA of BUCKS COUNTY  Piazza Signoria (FI) ing. libero

•  D ANCE QUARTET (26/07-30/07) Opera di Firenze (FI) ing. 15 euro •  LEMON NIGHT  Limonaia Villa Strozzi (FI) ing. libero •  THE NATIONAL  Lucca Summer Festival (LU) ing. NP domenica 27 •  S TANDARD 2.0  Giardino dell’Orticultura (FI) ing. libero •  PUPI, MASCHERE E MOTRABBASSO   Antico Spedale del Bigallo (FI) ing. libero con tessera lunedì 28 •  P EPPERHEADS  Giardino dell’Orticultura (FI) ing. libero •  ACHILLE E PENTESILEA  Teatro Romano di Fiesole (Fiesole) ing. 17 euro •  OY  Biblioteca Lazzerini (Prato) ing. 5 euro •  DAHAGNA  Antico Spedale del Bigallo (FI) ing. libero con tessera •  SHIN CHIEN UNIVERSITY CHAMBER ORCHESTRA  Piazza Signoria (FI) ing. libero martedì 29 •  O RIENT EXPRESS  Teatro Romano di Fiesole (Fiesole) ing. 10/8 euro •  JOYFUL YOUTH PHILARMONIC ORCHESTRA  Auditorium Santo Stefano al Ponte (FI) ing. libero mercoledì 30 •  L OTTAROX / C U T  OffBar (FI) ing. libero •  EPICA  Anfiteatro delle Cascine (FI) ing. 10 euro + dp •  BOBO RONDELLI  Rocca di Carmignano (Prato) ing. 8 euro •  COCOMERO BRIACO PARTY  Antico Spedale del Bigallo (FI) ing. libero con tessera •  MACAO YOUTH SYMPHONY ORCHESTRA  Piazza Signoria (FI) ing. libero giovedì 31 •  B ALAGAN CAFÈ  Giardino della Sinagoga di Firenze (FI) ing. libero •  DAMN! ORGANO TRIO LIVE  Antico Spedale del Bigallo (FI) ing. libero con tessera •  VIOLINOS DO MODERNO  Piazza Signoria (FI) ing. libero •  JAZZ NIGHT  Limonaia Villa Strozzi (FI) ing. libero


Agosto domenica 10

•  P IPPO POLLINA & FRIENDS  Teatro Romano di Fiesole (Fiesole) ing. 35/25 euro domenica 3 •  T RASPARENZE TRASVERSALI  Giardino dell’Orticultura (FI) ing. libero lunedì 4 •  P ER UN PUGNO DI DOLLARI  Arena Campo di Marte (FI) ing. 5 euro •  FERNANDO GALASSI (04/08-29/08)  Limonaia Villa Strozzi (FI) ing. libero martedì 5 •  L ’UOMO CON LA MACCHINA DA PRESA  Limonaia Villa Strozzi (FI) ing. libero mercoledì 6

lunedì 11 •  P ER QUALCHE DOLLARO IN PIÙ  Arena Campo di Marte (FI) ing. 5 euro •  FESTAMBIENTE  Rispescia (GR) ing. 8 euro martedì 12 •  V IALE DEL TRAMONTO  Limonaia Villa Strozzi (FI) ing. libero •  FESTAMBIENTE  Rispescia (GR) ing. 8 euro

•  B ALAGAN CAFÈ  Giardino della Sinagoga di Firenze (FI) ing. libero •  L A ROSA DI BAGDAD  Limonaia Villa Strozzi (FI) ing. libero venerdì 8

•  M  USICA W FESTIVAL (13-17/08)  Castellina Marittima (PI) ing. libero •  FESTAMBIENTE  Rispescia (GR) ing. 8 euro

•  L A GRANDE BELLEZZA  Arena Campo di Marte (FI) ing. 5 euro •  L A DOLCE VITA  Arena Campo di Marte (FI) ing. 5 euro •  ALLEGRO MA NON TROPPO  Limonaia Villa Strozzi (FI) ing. libero •  FESTAMBIENTE  Rispescia (GR) ing. 8 euro

•  F ESTAMBIENTE  Rispescia (GR) ing. 8 euro sabato 16

venerdì 22 •  S IMONE CRISTICCHI  Sentieri Acustici, Bardalone (PT) ing. NP sabato 23

domenica 24

lunedì 25 •  E LBOW  Anfiteatro delle Cascine (FI) ing. 36 euro + dp martedì 26 •  L E LUCI DELLE CENTRALE ELETTRICA  Anfiteatro delle Cascine (FI) ing. 15 euro + dp •  IL CARICATORE  Limonaia Villa Strozzi (FI) ing. libero mercoledì 27

•  F ESTAMBIENTE  Rispescia (GR) ing. 8 euro lunedì 18

•  E FFETTO NOTTE  Limonaia Villa Strozzi (FI) ing. libero

•  B ALAGAN CAFÈ  Giardino della Sinagoga di Firenze (FI) ing. libero •  IL MIO VICINO TOTORO  Limonaia Villa Strozzi (FI) ing. libero venerdì 29 •  A ROUND MIDNIGHT  Teatro Puccini (FI) ing. 10 euro

A C’È

FIRENZE OGGI • CO SA

FIRENZE OGGI • CO SA

martedì 19

giovedì 28

A C’È

•  K AJALZONE  Giardino dell’Orticultura (FI) ing. libero •  FESTAMBIENTE  Rispescia (GR) ing. 8 euro

domenica 31

•  F ESTAMBIENTE  Rispescia (GR) ing. 8 euro

•  I L BUONO, IL BRUTTO E IL CATTIVO  Arena Campo di Marte (FI) ing. 5 euro

sabato 9

•  B ALAGAN CAFÈ  Giardino della Sinagoga di Firenze (FI) ing. libero •  L’ILLUSIONISTA  Limonaia Villa Strozzi (FI) ing. libero

giovedì 14

domenica 17

•  E LIO E LE STORIE TESE/FESTAMBIENTE  Rispescia (GR) ing. 8 euro •  L A BAND DEL BRASILIANO  Giardini P.zza Mercatale (Prato) ing. libero

giovedì 21

mercoledì 13

venerdì 15 giovedì 7

•  A NDREA FRANCHI  Giardini P.zza Mercatale (Prato) ing. libero

FIRENZE OGGI • CO SA

sabato 2

•  F ESTAMBIENTE  Rispescia (GR) ing. 8 euro

sabato 30

A C’È

•  J ONATHAN WILSON  Cavea Nuovo Teatro dell’Opera (FI) ing. 25 euro + dp •  BEIJING YOUTH ORCHESTRA  Piazza Signoria (FI) ing. libero •  ENZO E LE SUE EFFE  Limonaia Villa Strozzi (FI) ing. libero

mercoledì 20

A C’È

venerdì 1

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Luglio e Agosto da non perdere Vice is Nice

Apparte che a me viene in mente sempre e solo una Ferrari testarossa bianca che sfreccia per Miami ma detto questo abbiamo deciso. Io e Lespertone di Lugarno andremo alla festa vestiti da Sonny Crockett (io) e Rico Tabbs (lui) con tanto di fondina per la pistola su t-shirt versace, doppio petto bianco o beige e ci metteremo seduti dietro a due rayban a goccia a raccogliere tutta una serie di aneddoti, outfits, commenti delle fashionblogger vestite come cindy lauper dopo una centrifugata, e poi faremo una guida sul web “Quando MIAMI incontra VICE” scritta apposta per farci prendere a offese. Cerchiamo qualcuno che faccia Castillo. Scrivete a eventi@ lungarnofirenze.it – oggetto “CASTILLO” 6 luglio - Anfiteatro delle Cascine (Fi) ing. NP Ex CSI

Comunque i CSI non sono più i CCCP di una volta. Sai, Giovanni... Giovanni chi? Giovanni Lindo Ferretti, come chi? Ah ma lui non c’è. O però a Reggio si sono tipo ritrovati. Spara Juri. Si però Maroccolo. Si si, e anche i Litfiba. Hanno fatto una turnèe insieme. Io i CSI li ascotlavo prima di te. Eh, bei tempi. Un’erezione un’erezione un’erezione triste. O ma alla fine GLF tifa Reizinger e fa tutta una storia con i cavalli che non hai capito, una roba equestre. Equina. Equitalia? Ma no. Ko de mondo. 10 luglio - Piazza della Resistenza (Scandicci) ing. lib.

Diodato / OK Computer

Allora, che siamo fan dei Radiohead si sa. Che poi OK Computer sia una sorta di reliquia sacra, pure. Però voglio mantenermi lontano dai convolgimenti emotivi per farvi una serie di domande. Chi è Diodato? Cioè, apprezzo queste operazioni quando tipo Max Gazzè ha fatto i Pink Floyd (serata stupenda qualche anno fa) o anche la cosa su Endrigo. Ma mettere insieme questi due mondi mi suona come se si facesse leggere Dante al cantante dei Pantera. Boh. Però son curioso. 14 luglio - Teatro Romano di Fiesole (Fiesole) ing. 17 euro

Ligabue

Ieri in macchina nel traffico ho sentito il pezzo di Ligabue su padre e madre. Non voglio criticare perchè l’argomento è intimo e sensibile ma alla fine quando ho sentito “Mia madre che prepara la cena / cantando sanremo / carezza la testa a mio padre / gli dice vedrai che ce la faremo” m’è presa una tristezza che mi sarei buttato di sotto al ponte. Poi stamattina ero con mia madre e la radio ha ripassato la canzone. Mia madre ha iniziato a seguire il testo così fedele che quando ho provato a parlare ha detto “SHHHHH”. E alla fine, proprio su questa frase ha detto “eh si, ce la faremo ce la faremo” e ha guardato fuori dal finestrino sentendosi Rossella O’Hara. 16 luglio - Stadio Artemio Franchi (Fi) ing. NP Eels Cortona on the move Artic Monkeys Ci sono 4 alternative per il 17 luglio. a) Prendere un mezzo a due ruote, salire al fresco, ascoltarsi gli EELS, pensare che il Teatro Romano di Fiesole è strepitoso, che l’Estate Fiesolana girachetirigira fa sempre una gran bella programmazione, poi tornare a casa b) Partire da Firenze alle 18, litigare in autostrada, arrivare a Pistoia, sentire quelli che ogni tanto per strada urlano “valeriooo”, andare a sentire gli artic monkeys e scoprire che non si ha più 20 anni, andare a fatica al parcheggio e tornare a casa confusi e felici c) Imboccare l’autostrada, andare a finestrini giù ascoltando Beach Boys, uscire a Foiano e procedere verso Cortona e lì assistere all’inaugurazione del miglior festival di fotografia di viaggio d’europa se non del mondo (non lo dico io ma il TIME) e poi bere e mangiare al Cacio Brillo e stare al fresco d) Fare lo schizofrenico, 6 pezzi a fiesole poi velicissimo a Pistoia, fine concerto e poi autostrada con 3 redbull e arrivare a Cortona schizzato come un castoro 17 luglio EELS - Teatro Romano di Fiesole (Fiesole) ing. 40/30 € CORTONA ON THE MOVE (17/07 28/09) - Varie Location Cortona (AR) ing. NP ARTIC MONKEYS – Pistoia Blues

Jonathan Wilson

Vorrei una città dove concerti come questo ce ne fossero una volta a settimana. Vorrei una città che un posto come la Cavea la usasse, la aprisse, la sfruttasse, la riempisse, la mettesse al centro della propria programmazione, veicolo di promozione, anche simbolo. Vorrei che la mia ragazza pensasse che sono come Jonathan Wilson. Ma poi vorrei anche proprio che non fossero episodici eventi come questo perchè io ve lo dico, questo concerto in questo posto è davvero una delle cose più belle dell’estate. Comunque il 1 agosto sarò già in ferie maremma bucaiola. 1 agosto Cavea Nuovo Teatro dell’Opera (Fi) ing. 25 euro + dp Musica W Festival

O si va Glastonbury? Dai che c’è il fango, ganzo. E al Coachella? Mi metto gli shorts e si fa le foto con Giovanni Ribisi. No ragazzi io quest’anno molto easy, vo aiPPrimavera che c’ho il pass pro. Si, belli tutti i festival, davvero. Ma MUSICA W è una perla. Ci sono stato nel 2010 con la mia ex ragazza maledetta lei che mi portò via di punto in bianco perchè avevo ordinato un panino con troppa cipolla e ruttavo parevo un bottino. Ma è quella la filosofia, è rilassata, non c’è uno stile, non c’è un’apparenza, non c’è che c’è la scena. Consigliatissimo dal 13 al 17 agosto  Castellina Marittima (Pi) ing. libero Le luci della centrale elettrica

Cristina Donà / Tommy The Who

Ecco, non me ne voglia Diodato ma questa è una cosa che già concepisco meglio. La Donà è brava, si sa. Ed è brava in quasi tutto. Tommy è un opera sopravvalutata – secondo me – ma sempre molto importante. Qui sono piacevolmente curioso e ci andrò di sicuro. E naturalmente alla fine mi piacerà di più Diodato e dovrò rimangiarmi tutto

Estati catartiche dal carburatore dell’esistenza, ti fondevi supina con lo spartiacque acido sotto la spina dorsale dell’anima. Catarifrangenti elettrostatici stimolavano il viadotto del silenzio. L’estate finiva e i Righeira passeggiavano cupi. L’estate finiva e Bruno Martino ascoltava i Righeira accavallando le gambe della sua solitudine. Grande era il parco ma i tigli depressi disegnavano radici paranoiche e le biciclette atomiche dispensavano catene emorragiche. La periferia della nostra età scartavetrata in tangenziale. Insomma, 26 agosto alle Cascine.

24 luglio  Teatro Romano di Fiesole (Fiesole) ing. 21/17 euro

26 agosto  Anfiteatro delle Cascine (Fi) ing. 15 euro + dp


giovedì 10 luglio dalle 19.30 / Palazzo Strozzi

CHE LUCE HA IL TUO CUORE? Scoprilo con il workshop “Tinkering” e costruisci una spilla che pulsa al ritmo del tuo cuore.


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un sex symbol al mese di il moderatore

una non precisata (ma di certo illuminata) mente alle prese con la vera essenza della bellezza

Juan José Padilla

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a Tauromachia era uno “spettacolo” diffuso in tempi antichi nei paesi mediterranei, principalmente nella civiltà minoica, poi ovviamente la civiltà fa il suo corso, l’umanità si evolve trovando un più nobile intrattenimento grazie ai social networks, ma fa sempre fatica ad abbandonare le sue tradizioni più ancestrali, presumibilmente per un incomprensibile processo di autosuggestione campanilistica. È così che in Spagna, e per quel che ne so anche in qualche sua propaggine sudamericana, è ancora diffusa la “Corrida”: una spassosa contrapposizione fra un Toro e un ominide agghindato come un incrocio fra Michael Jackson e Napoleone Bonaparte ricoperto da una colata di “foglia d’oro”. Il “mestiere” del torero è in questi paesi una occupazione assai esclusiva, nobilmente tramandata di padre in figlio, e si ricordano figure che hanno segnato il costume della Spagna come l’affascinante

Luis Dominguin, il quale ha pagato tutti i suoi oltraggi nei confronti del mondo animale concependo un figlio come Miguel Bosé. Ma non è di lui che vi voglio raccontare bensì di un suo contemporaneo erede - Juan José Padilla - che nella lotta contro il Toro ci ha rimesso un occhio e tutta la parte sinistra del volto, rimasta permanentemente paralizzata dopo l’attacco dell’animale. Vi sembrerà incredibile, ma nonostante questo incidente, il torero, dopo svariati mesi e innumerevoli operazioni, è tornato nell’arena, per una dimostrazione di celodurismo verso se stesso che ha commosso tutta la Spagna, lasciando in dote agli appassionati del genere “splatter” la sua faccia incornata in un video su “Youtube” che ha ormai superato un milione di visualizzazioni...

http://unsexsymbolallasettimana.blogspot.it/

Kubrik fotografo

I

l giorno del suo tredicesimo compleanno Stanley Kubrick riceve in dono dal padre la sua prima macchina fotografica, e si può dire che questo evento segni la svolta più importante della sua vita: seppur giovanissimo diviene un fotografo provetto ed esplora tutta New York a caccia di immagini da fissare con il suo obbiettivo, già dimostrando una ricerca spasmodica dell’inquadratura, ed un innato

point of view di andrea pacella

talento nel “fissare” il mondo attraverso le immagini. Una di queste foto viene notata: si tratta dell’immagine di un venditore di giornali affranto dalla morte di F. D. Roosevelt; la rivista “Look” la compra per 25 dollari. A diciassette anni viene assunto nello staff di “Look” come apprendista fotografo. “C’è un aforisma assai noto che dice che quando un regista muore diventa un fotografo. È un’osservazio-

ne acuta ma un po’ superficiale e di solito proviene da quel tipo di critici che si lamentano perché un film ha una fotografia troppo bella. Ad ogni modo ho iniziato come fotografo. Ho lavorato per la rivista Look dai diciassette ai ventuno anni. [...] Quell’esperienza per me ebbe un valore inestimabile, non solo perché imparai un sacco di cose sulla fotografia, ma anche perché mi fornì una rapida educazione su come andavano le cose nel mondo. [...] Mi divertivo tremendamente a quell’età, ma alla fine quegli abiti mi diventarono stretti, specialmente perché la mia massima ambizione era sempre stata quella di fare del cinema. I soggetti che Look mi assegnava erano in genere abbastanza stupidi. [...] Occasionalmente avevo l’opportunità di fare una storia interessante su qualche personaggio. Una di queste fu su Montgomery Clift, che era agli inizi della sua brillante carriera. La fotografia certamente mi fece compiere il primo passo verso il cinema. Per girare un film interamente da soli, come feci inizialmente io, si può non saperne molto di tutto il resto, però bisogna conoscere bene la fotografia”. tratto da “Kubrick” di Michel Ciment, 1999 http://it.leica-camera.com/


a quel paese di alba parrini

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Get your hands up, I’m in Miami bitch

PEACH MOJITO 1/2 pesche mature Il succo di mezzo lime 3/4 cucchiaini di zucchero di canna una decina di foglie di menta rum bianco soda fredda ghiaccio tritato Tritare le pesche nel mixer per ottenere una purea. Pestare lo zucchero e metà della menta, aggiungere il succo di lime e continuare a pestare. Aggiungere successivamente le restanti foglie di menta, la purea di pesche e il ghiaccio tritato. Riempire con una parte di rum e una parte di soda. Passare allo shaker e servire nel tumbler alto. Guarnire con spicchi di pesca e qualche fogliolina di menta.

A

vete presente quella sensazione che arriva verso fine giugno, quando dall’essere dei rispettabilissimi cittadini ci si ritrova, nostro malgrado, in shorts e ciabatte, a guidare con il finestrino abbassato e la musica a un volume molesto? E la radio trasmette solo canzoncine che, tradotte, recitano più o meno “ehi baby, muoviti muoviti sul dance floor”? Ecco, prendete quella sensazione lì, aggiungeteci qualche grado centigrado, tanto sole, tante palme, e sicuramente anche tanti soldi, non dimenticate una buona dose di tamarraggine, ed avrete ottenuto Miami Beach. A Miami il tempo è sospeso in un’eterna estate, non sembra nemmeno di essere negli Stati Uniti. La maggior parte della popolazione parla spagnolo (qualcuno soltanto spagnolo!), l’orologio e lo stress non esistono. Se vuoi fare le cose come a New York, non hai proprio capito niente: siamo ai Carabi, anche se c’è il dollaro! Ocean drive è l’apoteosi dello spirito creolo di Miami: un lungo viale larghissimo da cartolina. Qui tutto è gigantesco: le palme, che fanno a gara in altezza con gli hotel in stile liberty, la spiaggia, che bianchissima si staglia oltre il Lummus Park, la professionalità delle Drag Queen che la sera si esibiscono in veri e propri

live show da far concorrenza alle star made in USA… e i sederi delle ragazze. Il motto della passeggiata più famosa della East Coast è: curvy è bello. Non coprire le tue rotondità, anzi, fasciale, strizzale e muovile al ritmo dei club che si susseguono uno dietro l’altro. A South Beach è vietato essere astemi, anche i cocktail sono sproporzionati: mi è capitato di vedere una coppa grande come la testa di un cameriere, con immerse dentro due birre corona. Cocktail dai nomi e dalle composizioni più assurde, a partire dalle infinite variazioni sul tema del mojito. Fra l’altro Hemingway aveva casa qui vicino, alle Isole Keys, e qualcuno dice che il mojito venisse proprio da qui (ma io non ci voglio credere!).a Ok, se leggete le guide turistiche c’è tanto altro da fare a Miami. Esistono anche quartieri architettonicamente rilevanti: Coral Gables, il quartiere delle ville con giardini all’italiana e accesso diretto dalla laguna, little Havana, la zona degli immigrati cubani, e il distretto Art Decò, la versione locale dello stile nouveau che qui è detta Tropical Deco, spiritosa e vivace, con motivi di fenicotteri, raggi di sole e decorazioni navali. Ma siete proprio sicuri che non preferiate rimanere a Ocean Drive sorseggiando un bell’aperitivo con vista sul turchese dell’Oceano Atlantico?

i provinciali di Pratosfera

Niente è più come prima

V

i siete mai domandati quale è il motivo per cui ascoltiamo la musica? Rilassarsi, motivarsi, cercare una via di fuga, farsi compagnia, solo per citarne alcuni. La musica è una costante compagna che scandisce i momenti della nostra vita. E tutti abbiamo tanti ricordi che sono legati molto probabilmente ad una canzone. Questa introduzione per segnalarvi quello che è uno dei più longevi e significativi festival musicali che si svolgono nella piana nel mese di luglio: Il Festival delle Colline, arrivato alla sua 35° edizione, che per l’appunto quest’anno s’intitola “Ascolto musica perché”. Il Festival delle colline, per quei pochi che ancora non sapessero di che stiamo parlando, riunisce quasi tutti i comuni della Provincia di Prato e propone concerti sparsi in suggestive location (perché dire “splendide cornici” è la cosa più brutta che si possa leggere): basti pensare alla rocca di Carmignano, la Villa Medicea di Poggio a Caiano. In più, ha percorso i tempi

sui grandi successi di molti artisti ospitati negli ultimi dieci anni (alcuni nomi: Stefano Bollani, Kaki King, Puppini Sisters, Fatoumata Diawara). È uno di quei pochi festival in cui si potrebbe andare a colpo sicuro senza nemmeno conoscere l’artista in questione, convinti di tornare a casa la sera con questo pensiero in testa: “cosa mi sarei perso se non fossi andato”. I prezzi dei biglietti sono popolari, quando non ad ingresso gratuito. E allora ecco il programma della 35° edizione: 9 luglio “Colline All Stars” feat. Gianluca Petrella, Villa Medicea di Poggio a Caiano; 15 luglio Heidi Browne alla chiesa di Bonistallo a Poggio a Caiano; giovedì 17 l’Orchestra della Toscana in concerto alla Villa il Mulinaccio a Vaiano; 22 luglio Mauro Ermanno Giovanardi & Sinfonico Honolulu alla Villa Giamari a Montemurlo; 24 luglio Trio Peppe Servillo - Girotto - Mangalavite all’Anfiteatro Pecci di Prato; 24 luglio Funk Off per le vie del paese a Poggio a

Caiano; 28 luglio Oy alla Biblioteca Lazzerini di Prato; 30 luglio Bobo Rondelli con un inedito spettacolo dedicato a Piero Ciampi alla Rocca di Carmignano. Tutte le info su www.festivaldellecolline.com. www.pratosfera.com


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la zona d’ombra di michele baldini

antagonismi gratuiti

La verità

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i piace pensare che chi si appassiona alle cose (solo in rarissimi casi le chiamerei “competenze”) si ponga prima o poi anche la domanda «cos’è la verità?». Non per dare una risposta visto che in piena epoca di relativismo si accetta per buono quasi ogni punto di vista sulla faccenda, o almeno basta argomentare un po’. Quanto perché ho sempre ritenuto improbabile riuscire a superare qualsiasi tipo di problema senza trovare soluzioni perlomeno logiche, coerenti, inattaccabili. Ho

detto relativismo, ma forse è meglio parlare di “opinionismo”. Sì perché oltre al cosiddetto “microblogging”, cioè gente che sui social network parla più o meno a vanvera di tutto quello che le passa per la testa, si sono negli ultimi tempi diffusi anche commenti che pretendono di allegare all’opinione pura (per esempio il classicone «Piove, Governo Ladro» et similia) anche dati statistici, numeri e percentuali recuperati da fonti online di dubbia verificabilità. Non leggo più - complice la vecchiaia che avanza - i commenti di stato di amici facebook che esordiscono con «vi do un dato», proseguendo con fiumi di parole di jalissiana memoria e link a blog vari di pseudo giornalismo o di complottismo fai-da-te propagandati spesso come testi sacri del qui e ora. Pregiudizio? Accettazione passiva del sistema? Può darsi. Ad ogni modo scusate, ma che palle. Slogan contrap-

posti e popolari tipo “sono i fatti che contano” e “le parole sono importanti” vanno bene ma vorrei chiosare con due domande aperte: 1 - possiamo smettere di citare e strumentalizzare a caso i vari Berlinguer, De André e Pasolini che stanno secondo me facendo capriole nella tomba per tutte le cazzate che sono state dette su di loro su facebook? Erano nell’ordine un politico, un cantautore e uno scrittore-regista, evitiamo per cortesia di mettere loro in bocca parole che non hanno mai detto e pensieri che non hanno mai espresso a proposito dei più svariati ambiti, dalla politica al bricolage. 2 - Possiamo cercare - va bene anche wikipedia - il significato e l’origine delle parole opinione (δόξα) e conoscenza razionale o dianoia (διάνοια)?

palestra robur di leandro ferretti lezioni di ginnastica culturale per fiorentini

La Città del Rock

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orse ci siamo. Ogni città qualche guaio ha diceva il gallo cantastorie del Robin Hood disneyano, e uno dei guai di Firenze è da tempo quello di non avere specifiche location per l’offerta della musica dal vivo. Cascine, Stadio, Velodromo,

Scuderie di Porta Romana, Anfiteatro, Piazzale Michelangelo, Santa Croce, Repubblica, Cavea del Teatro dell’Opera: dal 1979, anno in cui con Patti Smith si riapre l’offerta stabile di grande musica dal vivo all’aperto, i concerti hanno peregrinato ai quattro angoli della città

tra splendori (come dimenticare le tre storiche esibizioni dei Radiohead) e dolorose rinunce, non solo i pluricitati Stones del 1982 ma anche i tanti nomi lasciati andare per la mancanza di un luogo sul quale fare programmazione anticipata. Ora forse ci siamo, con il collocarsi a bersaglio del tassello dell’Ippodromo delle Mulina, finalmente destinato alla riqualificazione. Ecco che si forma un triangolo allungato che ha il suo vertice nel Teatro dell’Opera e si allunga a formare la base tra Anfiteatro e Ippodromo. Un sistema in grado di ospitare concerti grandi, medi e piccoli in maniera più o meno stabile. Soprattutto, un sistema che consentirà una programmazione a medio termine, con la scelta nel tempo debito degli artisti e l’avvio di quel meccanismo economico che fa dell’industria della musica dal vivo un importante generatore d’indotto. L’estate 2014 è utile per tracciare questo triangolo. Quelle che verranno saranno l’occasione per dare a Firenze un motivo di attrattività in più. Buon solleone.


cose nuove di eleonora ceccarelli

Chi cuce e scuce non perde tempo!

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omana, psicologa e diplomata in una scuola di sartoria ci racconta una nuova formula di vivere ed inventarsi un attività. Cercando di trovare una idea, navigando in rete e scovando luoghi è riuscita a far iniziare questa avventura, “Merenda in sartoria”. Ci troviamo in Oltrarno, che è sempre una certezza, in un fondo carinissimo. Entro e trovo macchine da cucire, colori, stoffe e fili. Ma non solo, dietro c’è un delizioso salottino con poltrone, caffè, thè, biscotti, libri e riviste, con un atmosfera amichevole e rilassata. Sembra quasi di stare a Parigi... L’idea è questa. L’attrezzatura è a disposizione, si può creare, trasformare, riciclare. Romana mette non solo i mezzi ma anche il suo sapere, per rendere ognuno di noi artefice del proprio pezzo, e libero di confezionare abiti o eseguire riparazioni. Oppure, se non ve la sentite proprio, potete sempre chiedere a lei di farlo per voi! Insomma è una sartoria a tutti gli effetti, ma la novità è che se si ha voglia di imparare puoi fare tutto da solo con l’aiuto di chi è del mestiere. Oltre a questo ci sono laboratori di uncinetto, maglieria e ricamo. Il salottino è un accessorio che crea convivialità e trasforma l’atmosfera in qualcosa di più, creando relazioni. Già perché questo è lo scopo. Recuperare abiti è sicuramente un punto di forza, ma il fatto che non sia tutto unidirezionale è fantastico. Fa riscoprire il piacere di farcela da soli e fa circolare il sapere, c’è uno scambio. Rifletto proprio sull’importanza delle relazioni e dei saperi, perché devo far aggiustare qualcosa ad un altro, se ho chi mi lo insegna e mi guida? Secondo me non c’è alcun dubbio. Adesso non ho più scuse, tra l’altro sarà aperto tutta l’estate e li dentro c’è anche un bel freschino. L’inaugurazione è stata un momento di energia pura e le persone ed il quartiere hanno risposto molto bene, mostrando interesse da parte di tutte le fasce d’età. Questo sarà un luogo tutto da scoprire e da seguire, perché all’interno verranno fatte anche mostre e vernissage di vario tipo, e come sottolinea Romana, sarà uno spazio multifunzionale pronto ad accogliere le necessità dell’utenza. Penso a tutte le volte che avevo in mente l’immagine precisa di un modello di borsa, di gonna o di abito, che poi non sono riuscita a trovare in nessun negozio. Penso a tutte le volte che avrei voluto cucirmi quel tubino nero, oppure farmi quella semplice borsa di tela, e a tutte le volte invece che sono finita per andarmele a comprare. Penso anche che spesso molto vestiti che non indosso più si meriterebbero un restyling di tutto rispetto invece di starsene li chiusi in un armadio. Ok. Ci sono. Forse questa è la volta buona. https://www.facebook.com/merendainsartoria

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alicia - gabriel pacheco


26 suoni di Lespertone

MARCELO MACHADO TROPICÁLIA

BRIAN JONESTOWN MASSACRE Revelation

Mr Bongo

A Recordings

C’è stato un lasso di tempo, diciamo fino agli inizi del duemila, durante il quale la musica brasiliana mi procurava un fastidioso prurito. Non l’ascoltavo, ma mi urtava i nervi ugualmente. Lo so, è stupido. Quell’immaginario di tette, culi e divertimento. All’epoca ero già depresso e figuriamoci se volevo che la mia mente volasse verso qualche spiaggia di Rio a fare trenini e a visionare tanga. Non so per quale motivo, ma associavo la musica brasiliana a squallidi ultimi dell’anno e a gioie forzate. Ovviamente sbagliavo. Altrettanto ovviamente, quel poco che avevo ascoltato, era una sorta di peggio di. E che c’era dell’altro, molto altro. Un ex-collega e amico ferratissimo in materia, prima, un paio di pellicole cinematografiche, dopo, mi vennero in soccorso. Quanto alle pellicole, la prima delle due fu “City of God”, 2002 mi pare, mentre l’altra fu “Le avventure acquatiche di Steve Zissou”. E se il primo menzionato può avere un senso, perché appunto ambientato nella favela di Ciudade de deus, magari per il secondo il legame può sembrare artificioso. Ma ve lo riassumo con nome e cognome, Seu Jorge. Attore in entrambi film, ma anche musicista. Infatti nel film di Wes Anderson interpreta un fuochista un po’ naïf alle prese con cover di David Bowie, in portoghese. Da quel momento vidi tutto sotto un’altra prospettiva, con l’aiuto dell’ex-collega. Gli Os Mutantes, Caetano Veloso, Gilberto Gil, Tom Zè. I Sepultura, mh no loro non c’entrano. Li ritroviamo tutti in “Tropicália”, docufilm diretto da Marcelo Machado che, come suggerisce il titolo dello stesso, racconta cos’è il Tropicalismo e cosa sia accaduto dal punto di vista culturale, sociale e politico in Brasile tra il ’67 ed il ’69. Chi lo vide al Cinema Odeon di Firenze a fine 2012, avrà sicuramente dei bei ricordi. Perché è raro appassionarsi così tanto ad una pellicola ed al coraggio dei suoi interpreti. Erano tempi di dittatura in Brasile, tutti conoscerete il ’68. Questi, per questi si intende i Tropicalisti, univano tradizione brasiliana e, se non per un accostamento musicale diretto, una chiara attitudine rock. Ma rock voleva dire anche Stati Uniti. E quindi cattivoni, il capitalismo, l’imperialismo e quelle robe lì. In pratica il Tropicalismo aveva (ovviamente) contro la dittatura del paese, ma anche il movimento studentesco dei duri e puri. Ma come testimoniano i protagonisti del film, appunto Caetano Veloso, Gilberto Gil, Tom Zé, Arnaldo e Sérgio Dias (Os Mutantes) – fra interviste, repertorio, spezzoni live piuttosto rari, qualche mese di carcere, l’esilio di alcuni di loro, qualche fumettone ed un’atmosfera (a tratti ingenuamente) hippie – l’utopia di “Tropicália” arriva dritta allo stomaco e Machado, che in quegli anni ha avuto una parte importante della sua formazione, racconta con passione l’impatto che il movimento ha avuto sulla popolazione, sulla vitalità culturale e sull’attività politica del paese. Ma musicalmente, che facevano i tropicalisti? Come scrivevamo poche righe sopra la loro era una miscela della tradizione brasiliana, col rock ed il folk. Un qualcosa che poi influenzerà, e non poco, anche David Byrne, per esempio. Se siete appassionati di musica brasiliana, molto probabilmente lo avrete già visto. Ma per la prima volta ve lo potrete mettere in scaffale, alla M di Machado, Marcelo. Se invece non siete amanti di musica brasiliana, male. Non fate come me che ho perso pure troppo tempo. Fate vostro “Tropicália” e comincerete ad ascoltare tanta altra musica che non pensavate esistesse.

Il mio amore per i The Brian Jonestown Massacre nasce dalla visione di un documentario che si chiama Dig! – in cui si racconta la rivalità tra loro e i The Dandy Warhols, cercatevelo su Youtube – e da un loro live al Primavera quando ero giovane e andavo per festival. Pazzeschi e lisergici il giusto necessario. “Revelation” è il loro nuovo album, quattordicesimo mi pare. Niente di nuovo, ci mancherebbe, ma nessuno come loro è bravo nel mescolare psychedelia bollitissima e pop. SHARON VAN ETTEN Are We There Jagjaguwar

Dopo essere stato sgridato per l’assenza di fanciulle nel precedente capitolo di Suoni, prendo sotto braccio i rimproveri e ci metto meno di un secondo a trovare un disco bellissimo, ovvero il quarto disco di Sharon Van Etten, sfuggitomi non si sa per quale motivo. “Are We There” vive di folk e pop alternativo, sempre intenso e a fuoco. C’è un brano che più di altri racconta mood ed emozioni del disco, si chiama ‘Tarifa’ ed ovviamente ci sono i fiati. BOB MOULD Beauty & Ruin Merge

Avevamo lasciato il nostro eroe Bob Mould (Hüsker Dü, Sugar, lo sapete vero?) con l’ottimo “Silver Age”, era il 2012. Lo ritroviamo con “Beauty & Ruin” nel medesimo punto in cui lo avevamo lasciato. Ovvero in un periodo molto felice della sua carriera solista, nonostante la scomparsa del padre di un paio di anni fa. Brani immediati, ritornelli che ti entrano in un secondo e quel senso di piacevolezza che ogni disco rock dovrebbe avere. Dovrebbe. Per togliere il condizionale citofonare Bob.

Drop out Tim Hollier Message to a harlequin (1968) Tim Hollier è uno dei più oscuri e dimenticati folk singer psichedelici inglesi attivi alla fine dei Sixties. Nato a Brighton nel 1947 già all’età di 13 anni forma il suo primo gruppo. Verso la metà degli anni Sessanta arriva a Londra e grazie al produttore Napier-Bell ottiene un contratto con la United Artists inglese, all’epoca in cerca di artisti nuovi e sperimentali. Nell’ottobre 1968 esce il suo primo meraviglioso album “Message To A Arlequin”: un disco strepitoso, unico e impegnativo intriso di pop e folk psichedelico dominato dalla incredibile voce di Hollier. Nell’album spiccano i brani come Jimmy e In Silence. Il disco sarà un flop commerciale e così anche gli altri due dischi che usciranno successivamente su Fontana e Philips. Hollier abbandonerà la carriera artistica nel 1973 e diventerà produttore discografico. David “Dr. Rose” Pacifici


parole 27 di gabriele ametrano

LA MANO

di Henning Mankell Marsilio - pp. 137 Ama la musica lirica, avrebbe voluto fare il fotoreporter ed ha problemi con l’alcool. Ma in tutto ciò Kurt Wallander è un commissario della polizia svedese. Un uomo con la divisa che, alcune volte, dimentica di essere un ufficiale dello Stato. Wallander è il personaggio della serie letteraria che Henning Mankell ha inventato nel 1991, quando in libreria apparì il primo “Assassino senza volto”. Il successo arrivò quasi subito: il tempo di far comprendere al lettore che l’indagine dei casi dipendeva da un uomo normale, uno che assomiglia sfacciatamente a tutti noi. Già, perché Wallander ha un lavoro che ama ma detesta allo stesso tempo, una figlia e un divorzio alle spalle, alcuni collaboratori fidati, un padre che non ha mai accettato la sua professione. Negli oltre dieci episodi che Mankell la Svezia si svela nella sua composta follia. Un paese ordinato, puntuale e socialmente stabile ma dietro questo telo di un colore bianco candido si nascondono omicidi efferati, a volte fuori ragione. “La mano” è un romanzo fuoriserie, l’ultimo che appartiene al percorso letterario del commissario e pubblicato quando già Wallander aveva salutato i suoi lettori. Uno scheletro sbuca dal giardino della casa in cui si è appena trasferito ma non è facile capire quelle ossa a chi appartengano e perché sono lì, proprio nel terreno della casa tanto agognata. Un ritrovamento che porterà ad un’indagine nella neve e nel freddo della provincia di Ystad. Mankell riesce in ogni storia ad appassionare: che sia un tomo di seicento pagine, che sia un libro di poche centinaia di pagine, si rimane attaccati alle pagine come se non avessimo altro a cui pensare. Dalla finzione si passa alla realtà, ai cenni di una storia che l’autore ha ritrovato e approfondito chissà come, ispirato da chissà quale curiosità in un ping pong ipnotico di realtà e gioco letterario. E a quaranta gradi all’ombra, sotto un sole cocente nella riviera, esiste una sola certezza leggendo Mankell: la temperatura svedese rinfrescherà anche le menti più bollite.

ENRICO BERLINGUER Una vita migliore Electa - pp. 304 “Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell’uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita”. Basterebbe questa frase per capire chi era Enrico Berlinguer. Oggi ne parlano tutti: forse troppo, forse troppo a sproposito, citandolo e tirandolo in ballo anche indebitamente. E allora tra i tanti abusi e le strumentalizzazioni è sempre meglio andarci a chiarire le idee. La collana Sorbonne di Clichy ci regala un ritratto senza sfumature, netto come solo la storia di un uomo sa fare. Biografia, fotografie, frasi e testi che immortalano l’uomo con la sinistra alzata. Sono passati trenta anni da quando quello sguardo profondo e sincero ci ha lasciati. Da quel 7 giugno 1984 tutto è cambiato ma una certezza è rimasta dalle sue parole: il solo scopo di una vita è combattere secondo giustizia della società.

Letture digitali IL MUGELLO È UNA TRAPUNTA DI TERRA

IL LAMENTO DEL PREPUZIO

di Simona Baldanzi

Guanda - ebook

di Shalom Auslander

Editori Laterza - ebook Da Barbiana a Monte Sole sono centoventi chilometri e più di cinquanta anni di storia. Camminare a piedi nel Mugello, tra la forza delle parole di Don Milani e il fiore sulla tomba di Dossetti, è stata l’ultima avventura di Simona Baldanzi. Un’esperienza fisica che le ha fatto venire le vesciche ai piedi. Ma in quel sudore c’era la storia e gente di “trapunta di terra” che nessuno vuole più ascoltare sebbene tanto ha da insegnare. Perché il futuro è incerto ma il passato lo dobbiamo conoscere.

Esiste un Dio crudele e vendicativo? Forse si ma per conoscerlo bisogna essere nati nella città di New York, in una comunità di ebrei ortodossi e essere convinti che quel Dio ha “personalmente” un conto in sospeso con voi. Auslander queste caratteristiche le ha tutte, compreso un forte senso di inadeguatezza quando guarda sotto la sua cintura. Una romanzo di “deformazione” che non lascia scampo a risate amare. Perché che lo vogliamo o no, siamo tutti figli di una irrazionale ossessione.

ESERCIZI DI STILE/gabrieleametrano.com


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parole 31 di gabriele ametrano

LA MANO

di Henning Mankell Marsilio - pp. 137 Ama la musica lirica, avrebbe voluto fare il fotoreporter ed ha problemi con l’alcool. Ma in tutto ciò Kurt Wallander è un commissario della polizia svedese. Un uomo con la divisa che, alcune volte, dimentica di essere un ufficiale dello Stato. Wallander è il personaggio della serie letteraria che Henning Mankell ha inventato nel 1991, quando in libreria apparì il primo “Assassino senza volto”. Il successo arrivò quasi subito: il tempo di far comprendere al lettore che l’indagine dei casi dipendeva da un uomo normale, uno che assomiglia sfacciatamente a tutti noi. Già, perché Wallander ha un lavoro che ama ma detesta allo stesso tempo, una figlia e un divorzio alle spalle, alcuni collaboratori fidati, un padre che non ha mai accettato la sua professione. Negli oltre dieci episodi che Mankell la Svezia si svela nella sua composta follia. Un paese ordinato, puntuale e socialmente stabile ma dietro questo telo di un colore bianco candido si nascondono omicidi efferati, a volte fuori ragione. “La mano” è un romanzo fuoriserie, l’ultimo che appartiene al percorso letterario del commissario e pubblicato quando già Wallander aveva salutato i suoi lettori. Uno scheletro sbuca dal giardino della casa in cui si è appena trasferito ma non è facile capire quelle ossa a chi appartengano e perché sono lì, proprio nel terreno della casa tanto agognata. Un ritrovamento che porterà ad un’indagine nella neve e nel freddo della provincia di Ystad. Mankell riesce in ogni storia ad appassionare: che sia un tomo di seicento pagine, che sia un libro di poche centinaia di pagine, si rimane attaccati alle pagine come se non avessimo altro a cui pensare. Dalla finzione si passa alla realtà, ai cenni di una storia che l’autore ha ritrovato e approfondito chissà come, ispirato da chissà quale curiosità in un ping pong ipnotico di realtà e gioco letterario. E a quaranta gradi all’ombra, sotto un sole cocente nella riviera, esiste una sola certezza leggendo Mankell: la temperatura svedese rinfrescherà anche le menti più bollite.

ENRICO BERLINGUER Una vita migliore Electa - pp. 304 “Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell’uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita”. Basterebbe questa frase per capire chi era Enrico Berlinguer. Oggi ne parlano tutti: forse troppo, forse troppo a sproposito, citandolo e tirandolo in ballo anche indebitamente. E allora tra i tanti abusi e le strumentalizzazioni è sempre meglio andarci a chiarire le idee. La collana Sorbonne di Clichy ci regala un ritratto senza sfumature, netto come solo la storia di un uomo sa fare. Biografia, fotografie, frasi e testi che immortalano l’uomo con la sinistra alzata. Sono passati trenta anni da quando quello sguardo profondo e sincero ci ha lasciati. Da quel 7 giugno 1984 tutto è cambiato ma una certezza è rimasta dalle sue parole: il solo scopo di una vita è combattere secondo giustizia della società.

Letture digitali IL MUGELLO È UNA TRAPUNTA DI TERRA

IL LAMENTO DEL PREPUZIO

di Simona Baldanzi

Guanda - ebook

di Shalom Auslander

Editori Laterza - ebook Esiste un Dio crudele e vendicativo? Forse si ma per conoscerlo bisogna essere nati nella Da Barbiana a Monte Sole sono centoventi città di New York, in una comunità di ebrei chilometri e più di cinquanta anni di storia. ortodossi e essere convinti che quel Dio ha Camminare a piedi nel Mugello, tra la forza “personalmente” un conto in sospeso con delle parole di Don Milani e il fiore sulla tomvoi. Auslander queste caratteristiche le ha ba di Dossetti, è stata l’ultima avventura di tutte, compreso un forte senso di inadeguaSimona Baldanzi. Un’esperienza fisica che tezza quando guarda sotto la sua cintura. le ha fatto venire le vesciche ai piedi. Ma in Una romanzo di “deformazione” che non quel sudore c’era la storia e gente di “traVia Alaman n i 7r, 50123 Fi re nze (SM N) T. 055 2382749 pesc he riasan pietro. it lascia scampo a risate amare. Perché che punta di terra” che nessuno vuole più ascollo vogliamo o no, siamo tutti figli di una irratare sebbene tanto ha da insegnare. Perché zionale ossessione. il futuro è incerto ma il passato lo dobbiamo conoscere. ESERCIZI DI STILE/gabrieleametrano.com


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