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Giugno 2014

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• L’AGENDA DI GIUGNO • IL CALCIO STORICO • LA FEMME • ANGLE •


NOVITÀ


Sommario 4 6 8 10 12 13 14 16 20 21 22 23 24 25 27 29

N° 19 • GIUGNO 2014

sipario

giugno a teatro

Editoriale

di tommaso chimenti pellicole

1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10.

cosa fanno i nostri eroi?

Bisogna sempre contare fino a dieci, come

di caterina liverani interazioni

dice la mamma. Ma non è così facile come sembra.

angle

C’è chi si ferma prima, preso dall’impulso e

di emanuele giaconi tradizioni

dalla convinzione di sapere cos’è giusto. C’è chi se ne approfitta e arriva a cento fingen-

il calcio storico

do di non accorgersene.

di riccardo morandi

C’è chi perde il conto e ogni volta ricomincia

vibrazioni

da zero.

la femme

Perché proprio fino a dieci?

di dario russel domande

Da disadattata quale sono, ho sbirciato su Wikipedia cosa significhi ed è venuto fuori che il

vespa club firenze

dieci è un numero “idoneo” e “felice”; il cento

di eleonora ceccarelli eventi

è “potente” e “abbondante”; manco a dirsi, il numero zero è la “cardinalità dell’insieme

festambiente

vuoto”. Carino vero?

di alba parrini l’agenda di

18

giugno serie

Non sono andata oltre, è stato sufficientemen-

boxini

giugno da non perdere

di giustina terenzi piccole incursioni nel sottobosco locale

cultura matematica arrestatasi ad una quinta Liceo Linguistico. fare scelte o prendere decisioni che portino qualche frutto, è necessario agire nel momento in cui ci sono le condizioni mentali adatte.

i provinciali

niente è più come prima

E questa cosa, restando in ambiti statistici,

di pratosfera

avviene più o meno una volta ogni morte di

un sex symbol al mese

point of view

Papa.

di il moderatore

di andrea pacella

dopo giorno un mensile di arte e cultura in die-

la scena

rudd gullit

sergio larrain

palati fini

E invece sì.

l’importanza di chiamarsi in maniera decente palestra robur

porno

le cascine

di michele baldini matite

di leandro ferretti

parole

di gabriele ametrano

Perché le variabili per cui viene voglia di mandare tutto a monte sono tante e forse sempre di più. Ma poi conti fino a dieci. E vai avanti. Buona lettura.

amanti

di eleonora pacciani

cimila copie e distribuirlo gratuitamente per la testare questa filosofia.

di miriam lepore e giulia tibaldi basta stare tranquilli di simona santelli la zona d’ombra

Quindi converrete con me che costruire giorno

città non è esattamente l’ambito migliore dove

più ti amo, più ti nutro

30

suoni

di lespertone

N. 19 - Anno II - GIUGNO 2014 - Rivista Mensile - www.lungarnofirenze.it Editore Associazione Culturale Lungarno Via dell’Orto, 20 - 50124 Firenze P.I. 06286260481

Stampa Grafiche Martinelli - Firenze

Direttore Responsabile Marco Mannucci

Hanno collaborato: Tommaso Chimenti, Caterina Liverani, il moderatore, Lespertone, Miriam Lepore, Giulia Tibaldi, Leandro Ferretti, Simona Santelli, Gabriele Ametrano, Andrea Pacella, Alba Parrini, Eleonora Ceccarelli, Giustina Terenzi, Riccardo Morandi, Pratosfera, Eleonora Pacciani, Mariana Barbosa, Emanuele Giaconi, SoloMacello, Michele Baldini, Dario Russel.

Responsabile di redazione Leonardo Cianfanelli

te metafisico per i miei canoni e per la mia

La mia reinterpretazione da due lire è che per

nuove serie da non perdere

Iscrizione al Registro Stampa del Tribunale di Firenze n. 5892 del 21/09/2012

Direttore Editoriale Matilde Sereni

di Matilde Sereni

Distribuzione Ecopony Express - Firenze

Nessuna parte di questo periodico può essere riprodotta senza l’autorizzazione scritta dei proprietari. La direzione non si assume alcuna responsabilità per marchi, foto e slogan usati dagli inserzionisti, né per cambiamenti di date, luoghi e orari degli eventi segnalati. Scopri dove trovare Lungarno su www.lungarnofirenze.it Si ringrazia la Lira Srl e la famiglia Fattori per sostenere e credere in Lungarno.

in copertina: “Botânica” di Mariana Barbosa Mari Barbosa, brasiliana, laureata in Brasile in product design con un master in graphic design del Florence Institute of Design. Adora lavorare in ogni settore del design, che sia per prodotti, grafica, fotografia o illustrazione. I suoi lavori mostrano la passione per i colori e l’uso di pattern e texture, soprattutto nelle illustrazioni digitali. http://www.behance.net/mabarbosa


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sipario di tommaso chimenti

Giugno a teatro D a pochi giorni è finito lo spoglio elettorale, il vostro vicino di casa non è diventato consigliere comunale (ci sono sempre i soliti nomi sugli scranni che contano), i volantini ancora tappezzano marciapiedi e, un po’ sbertucciati, le mura attorno ai giardini. Dopo il 25 aprile e il Primo Maggio, ormai esautorato da qualsiasi velleità, l’ultima festa nazionale, il 2 giugno (in pochi sanno che cosa si festeggia. Si festeggia?), che cade anche di lunedì, fa cominciare bene il mese. Le stagioni al chiuso di velluti e colpi di tosse a mitraglia e polvere si sono concluse, al Teatro della Pergola è iniziato lo show laviano che ci condurrà per i prossimi tre anni in un Luna Park a metà strada tra Broadway e Hollywood (e forse questo agognava Firenze: di assomigliare a Roma). Chi si salva è perduto. A Firenze (verrà rinominata Fi-Renzi) arriva Maurizio Crozza e ne avrà da dire a dieci giorni dalla doppietta amministrative-europee. C’è sempre da ridere quando in Italia si entra nella cabina elettorale, dove entri ottimisti (povero Tonino Guerra) e se ne esce con la testa china. Al Mandela Forum (il 6 giugno) si riderà amaro mischiando pianti isterici e convulsioni da contorcersi gli addominali, per chi ancora li ha. Chi siamo? Siamo italiani. Dove abitiamo? Nel “Paese delle Meraviglie”. Un luogo affollato da

Briatori che urlano “Sei fuori!” a chicchessia passi loro sott’occhio, da premier con l’aria perenne da scout giocherelloni e bambineschi sputacchiferi, Montezemoli che vogliono cambiar l’Italia tra una cavialata e un trenino velocissimo, Napolitani immersi tra corazzieri dai piedi d’argilla, Marchionni con maglioncini sciatti e unti che giocano a guardie e ladri (!) con sindacati sempre più piccoli e indifesi, Padrini ai quali tutti, dico tutti, baciano le mani per raccogliere qualche briciola, o almeno una carezza. È lo Stivale bellezza, che cosa ti aspettavi? Crozza, sarà la regione di nascita, sembra il primo Grillo. Sarà il Vermentino fresco, sarà il pesto. Crozza non fa soltanto satira. Di tutt’altro tono, ma sempre di paese delle meraviglie si tratta, “Il ritorno di Casanova” nel cortile del Bargello, una finestra di pietra sull’oblò che guarda il cielo di Firenze (fino al 15 giugno). Sandro Lombardi e Federico Tiezzi, da anni “detengono” (ovviamente con l’appoggio ed il sostegno di Soprintendenza Polo Museale, Fondazione Teatro della Pergola, Museo Nazionale del Bargello) il privilegio di fare spettacoli in tale palcoscenico naturale, tra la scalinata ed il pozzo, immersi tra fregi e statue, nella bianca classicità. Un binomio consolidato e conservatore che, pare, vada bene a tutti, o almeno a quella Firenze di lazzi

e merletti. Il Casanova diretto dall’ex direttore dello Stabile della Toscana è quello di Schnitzler (l’autore di “Doppio sogno”) del 1918. Moltissimi hanno scritto di e sul Giacomo veneziano amatore per eccellenza, bulimico di femmine, per alcuni disperato, per altri gongolante nel suo ruolo ritagliatosi nella storia di affascinante, seducente, un po’ “maledetto”, inaffidabile lusingatore di potenti e di letti a baldacchino, fortunato e sfrontato. Qui il costante desiderio di sedurre si miscela all’inevitabile solitudine della vecchiaia. Lombardi, che in un recente passato si è messo anche i panni della Duse, vestirà quelli del maschio rubacuori che faceva sospirare damigelle e signore di mezza Europa. I poteri ed il fascino della finzione teatrale.

in alto: Maurizio Crozza, il 6 giugno al Mandela Forum foto: Enrico Vallin / Photomovie


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pellicole di caterina liverani

Cosa fanno i nostri eroi? P

arliamoci chiaro: l’iniziativa presa dalla fenomenale Ellen DeGeneres lo scorso 2 marzo, subito smascherata ahinoi poveri cinefili-sentimentali come mega marchettone a beneficio della Samsung, ovvero il selfie di gruppo scattato la notte degli Oscar dall’aitante Bradley Cooper che vedeva stringersi davanti all’obiettivo nientemeno che Brad Pitt, Angelina Jolie, Lupita Nyong’o insieme a suo fratello, Kevin Spacey, Julia Roberts, Maryl Streep, Jennifer Lawrence, Channing Tatum e Jared Leto, è stata un colpo di genio. Sfido chiunque a non aver verificato in prima persona che dal giorno dopo lo stesso termine “selfie” era finalmente chiaro anche ai più refrattari allo slang da social. Ormai è trascorso qualche mese, la stagione delle premiazioni si è conclusa e l’uscita di pellicole come Nymphomaniac, Grand Budapest Hotel, Alabama Monroe o A proposito di Davis hanno messo la giusta distanza tra noi irriducibili e la febbre che ci coglie ogni anno quando si appropinqua La Nostra Grande Notte. Ma cosa starà facendo quel gruppetto di persone che nei loro abiti da sera hanno sorriso divertiti e un po’ stupiti davanti ad un cellulare? L’industria di Hollywood non dorme mai e i protagonisti dello scatto che ha fatto crashare twitter non si sono certo seduti sugli allori di quella notte. Bradley Cooper, dopo una lunga gavetta fatta di ruoli secondari e celebri fidanzate, in due anni ha collezionato due nomination è attualmente impegnato sul prestigioso set di American Sniper sotto la direzione di Clint Eastwood sulle vicende di un cecchino dei Navy SEAL,

oltre ad essere tra i protagonisti del nuovo film di Camern Crowe; ma è nel drammatico Serena diretto dalla regista danese premio Oscar Susan Bier che lo vedremo presto sugli schermi. Ambientato nel Nord Carolina durante la Grande Depressione la pellicola vedrà per la terza volta Cooper al fianco di Jennifer Lawrence, che nella famigerata foto sorride nel suo Dior rosso fuoco. Ed eccezion fatta proprio per Serena, Jennifer sembra essere ostaggio dei blockbuster con le ultime due parti di Hungher Game, una in post produzione e l’altra attualmente in lavorazione e l’annunciato X-Men The Apocalypse. Cos’hanno in comune un western diretto da Tommy Lee Jones, l’adattamento cinematografico di un romanzo sci-fi a tema distopico, una storia di streghe targata Disney e il ruolo di Emmeline Pankhurst in un film sulle suffragette? Ma la presenza di Meryl Streep ovviamente! Veterana del gruppo Meryl si dimostra anche la più eccezionalmente versatile e c’è da scommettere che in questo ricco bouquet di storie che la vedranno protagonista ci scapperà un’altra nomination, la 19esima per la precisione. Un solo film in uscita, The normal heart prodotto dalla HBO per la tv, per Julia Roberts che ha scelto un profilo decisamente più basso rispetto alla sovraesposizione cui ci aveva abituati negli anni 90, al contrario del nerboruto Chaning Tatum che fa capolino alla sua

sinistra che vedremo nel dramma familiare Foxcatcher, nel fantascientifico Jupiter Ascending passando per la commedia al fianco di Jonah Hill 22 Jump Street, mentre Magic Mike XXL il sequel del film che lo ha catapultato nell’olimpo di Hollywood è ancora in pre-produzione. Fulcro dello scatto l’eccellente Kevin Spacey rimane al timone di House of cards, la serie tv che ha co-prodotto insieme a David Fincher, oltre a partecipare al sequel Horrible Bosses 2 insieme a Christoph Waltz ed è l’impegno, quello con la I maiuscola, il comune obbiettivo della coppia Brangelina con Brad coinvolto in uno dei progetti che Terence Malick ha nel suo prestigioso cantiere e nelle sale il prossimo autunno con Fury e Angelina di nuovo alla regia con l’ambizioso Umbroken sulla vita dell’atleta olimpico Louis Zamperini. Lupita Nyong’o la vera outsider della stagione appena conclusa, dopo l’apocalittico Non Stop pare proprio che sarà tra i protagonisti di Who shot the sheriff? Mentre nessuna notizia è ancora trapelata sul futuro cinematografico di Jared Leto che subito dopo aver ricevuto il suo meritatissimo Oscar ha ripreso il tour con i 30 Seconds to Mars. Amanti del Cinema e amici di Lungarno a noi non resta che goderci l’estate e aspettare, perché i nostri eroi stanno lavorando per noi, al prossimo #selfie!


l’esperto consiglia

il classicone

C

ome raccontare oggi al cinema un grande amore, di quelli che fanno tremare i polsi e ti entrano nelle ossa? Forse destrutturandone del tutto la cronologia e iniziando dal momento più difficile che si trova a vivere una coppia ormai consolidata. Questo ciò che accade in Alabama Monroe, Una storia d’amore in cui il regista Felix Van Groeningen si impegna con lo spettatore a raccontare ogni aspetto, bello o doloroso, della storia di Didier, musicista col mito dell’America ed Elise, artista tatuatrice, accompagnandola con splendidi brani bluegrass. Candidato belga agli ultimi Oscar, il film si è affermato in poche settimane attraverso un passaparola che ha messo d’accordo cinefili e appassionati di musica egualmente commossi dalla struggente vicenda raccontata. Da prima solo sullo sfondo, religione, etica e falsi miti entrano lentamente nella storia, prendendone le redini e rendendo il film un’esperienza brutale ma preziosa e ponendo una futura interessante pietra di paragone nel panorama della nuova cinematografia europea.

I

n fondo siamo stati tutti timidi e introversi come Roberto (Jean-Louis Trintignant), studente fuorisede di legge a Roma, e ci sarebbe piaciuto che un tipo spregiudicato come Bruno (Vittorio Gassman) piombasse a stravolgere la monotonia di un ferragosto trascorso sui libri e a ricordarci che “è sempre il caso!”. È della vita che parla questo straordinario film che Dino Risi ha realizzato nel 1962, e non solo di quella di quegli anni così lontani, ma della nostra, con i ricordi delle vacanze da bambini, le città deserte durante l’estate, i film che non abbiamo capito, una sigaretta che non riusciamo a trovare e il primo amore. Riguardo sempre Il Sorpasso prima dell’inizio dell’estate, ma credo di averlo visto per intero solo la prima volta, perché per me l’amicizia on the road tra Roberto e Bruno prosegue su quella strada tra le rocce e il mare di Calafuria che molti di noi conoscono così bene e sulla quale, a bordo della Lancia Aurelia di uno sconosciuto un po’ spaccone ma simpatico, Roberto capisce di essere diventato un uomo.

VI PRESENTIAMO GLI ALBERI DI FOSSO BANDITO

vi presentiamo

gli alberi di fosso bandito

Partite notturne dei mondiali su megaschermo, musica dal vivo, attività per i piccoli, giri in giro in bicicletta Per la programmazione restate connessi:

www.fossobandito.com - seguici su Parco delle Cascine - Via Fosso Macinante, 2 - Firenze - Prenotazioni: 055 365500 - Preventivi: preventivi@fossobandito.com


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interazioni di emanuele giaconi

Angle C he creatura curiosa, questa che prende il nome, a Firenze, di ANGLE. Ideata da Piero Fragola (già metà del duo We Love - su BPitch Control Records di Berlino) e Thomas Pizzinga (già videomaker e fotografo), si tratta di una realtà audiovisiva in movimento che si immerge nel futuro per farcelo vivere nel presente. Abbiamo fatto, coi due geniacci sopracitati, una interessante chiacchierata a proposito di ANGLE e degli sviluppi odierni di certe tecnologie. Perché ormai il futuro è davvero qui e potrebbe anche avere le sembianze di una struttura autoportante isostatica su cui applicare il videomapping…

Quando si parla di progetti audiovisivi, si ha sempre la sensazione che, a dar loro vita, concorra forse più la parte tecnologica (verrebbe quasi da dire “robotica”…) che quella umana, perché sembra di parlare di concezioni che provengono dal futuro. Invece servono delle grandi menti che sappiano usare bene la tecnologia per piegarla ai propri voleri. Come vivono Piero Fragola e Thomas Pizzinga il rapporto con le strumentazioni audiovisive odierne?

Crediamo che parlare di tecnologia oggi non sia più un “Ritorno al Futuro”; semmai è chiaro a tutti che l’introduzione delle tecnologie nelle pratiche quotidiane ha radicalmente cambiato tutta la società del nostro tempo. Il connubio fra arte e tecnologia, cioè gli strumenti che servono a produrla, ha radici molto antiche: la stessa parola viene dal greco e significa “discorso sull’arte”. Quello che consentono gli strumenti attuali, sempre più sofisticati, è un grandissimo potenziale di elaborazione e di intervento sulle immagini e sui suoni. Noi siamo riusciti a creare un’esperienza artistica multidisciplinare proprio nella scoperta delle possibilità espressive di questi strumenti, interpretando le varie possibilità offerte dai software e dalle macchine in funzione delle varie idee che di volta in volta abbiamo progettato e poi realizzato. Tra tante fatiche, tempo e soprattutto grande passione, siamo riusciti ad ottenere infine stimolanti successi. ANGLE è il vostro progetto assieme, nato di recente. Parte dal mapping architetturale in 3D e, attraverso proiezioni, suoni sincronizzati ed effetti di movimenti tridimensionali, dà vita ad

un’esperienza innovativa coinvolgente. Come siete arrivati a creare ANGLE e, in sintesi, come funziona il vostro modo di lavorare? Il nostro sodalizio artistico e la nostra amicizia è nata in un contesto di studio: ci siamo conosciuti alla LABA (Libera Accademia di Belle Arti, Firenze), dove Piero Fragola è docente di Linguaggi e tecniche dell’audiovisivo e di Video Music e dove Thomas ha studiato Graphic Design, laureandosi proprio con una tesi sul progetto ANGLE. Piero è già autore di manifestazioni di videomapping e di progetti audiovisivi di portata internazionale, Thomas ha fatto esperienza come videomaker. Il live show di ANGLE, che in questa fase è intitolato TETRA01, prevede l’applicazione del videomapping 3D ad una struttura autoportante isostatica costruita da noi. Il videomapping 3D è una tecnica video applicata ad una data struttura (edificio oppure oggetto), che attraverso la proiezione video realizza una perfetta corrispondenza tra le sue forme e l’immagine in proiezione. Gli edifici e le strutture si animano con un effetto illusionistico molto credibile di movimenti tridimensionali. Gli effetti visivi, realizzati me-


live sooting proiettate sulla struttura, abbiamo utilizzato due differenti versioni della scultura Bulk dell’artista fiorentino Patrizio Travagli, presentato alla 54° Biennale di Venezia Esposizione d’Arte Internazionale del 2011, la 12° International Cairo Biennale, presso la Cairo Opera House, in Egitto, e la galleria White8 Gallery di Vienna. Abbiamo collaborato con il maestro Massimo Mori, che ha eseguito alcune figure dell’arte marziale Tai Chi. Alcune delle riprese dal vero sono state effettuate mediante un altro modellino in scala, realizzato mediante l’aiuto di Luca Cingolani, che ha collaborato anche nella realizzazione di alcuni video. Il video del brano “Over Me” è interpretato dalla ballerina Rachel Montague e alcuni brani del progetto, ancora inediti, sono interpretati dalla voce della giovane cantante lirica Costanza Benini. Inoltre, il vocalist del brano “Don’t Care” è il rapper statunitense Dre Love. Recentemente abbiamo coinvolto anche l’azienda TipTop di Los Angeles, tra i più rinomati produttori di sintetizzatori modulari di tipo Eurorack. Abbiamo realizzato un brano free download con la loro strumentazione accompagnato da un video che preve l’applicazione della tecnica del videomapping sul sistema TipTop Audio.

diante software di computer graphics, vengono combinati con un sonoro sincronizzato, per garantire un’immersione totale dello spettatore nell’evento. La scelta di un’architettura modulare isostatica per il live show crea un supporto di proiezione tridimensionale e serve per comodità e facilità di spostamento della struttura, che misura quattro metri e mezzo di larghezza per tre di altezza e che ad ogni live ricostruiamo assemblando tubi metallici e un telo ignifugo bianco cucito su misura. Come detto nell’introduzione, avete iniziato a collaborare partendo da una situazione particolare, essendo uno il professore dell’altro. Cosa avete trovato l’uno nell’altro per capire che l’alleanza poteva funzionare? Pensate di rimanere una formazione a due o i passaggi futuri potrebbero prevedere l’ausilio di altre persone? La creazione del progetto è stata frutto di un lunghissimo lavoro fatto in due, per cui per adesso siamo un duo affiatato, ma abbiamo anche coinvolto collaborazioni con altri artisti nel nostro progetto: tra le altre immagini di

La parte musicale di ANGLE propone Dubstep, Techno, accenni di House e voci che ricordano certo Soul. Credete che il vostro tipo di visuals richieda espressamente questi generi o è possibile sviluppare anche stili diversi, a seconda della fase del progetto? Per una performance di videomapping è indispensabile un sound che preveda un ritmo percussivo e irregolare; riteniamo che le grooves dubstep, dalle sonorità spezzate e complesse, siano al cuore del discorso sulla sincronizzazione audiovisiva del nostro progetto. Poi la vena creativa esplora anche sonorità derivate da techno e house, per creare un’atmosfera sonora immersiva con un linguaggio attuale, nel dialogo tra generi diversi e nella contaminazione di linguaggi ed espressioni. Alcuni brani di ANGLE contengono creazioni anche più melodiche e pop, ma nel live naturalmente si punta su qualcosa di tendenzialmente più ritmico. “TETRA 01” - come ci avete detto - è il vostro primo prodotto, ed è già stato presentato in una serie di importanti eventi (rammento la Notte Bianca di Firenze, il Club to Club a Torino, il Nextech al ViperClub sempre di Firenze o una serata al Cocoricò di Riccione, oltre che il Greentech Festival di Pisa). Dove avreste intenzione di portarlo, il vostro figlioccio, prima di presentare ulteriori creazioni? Vi piacerebbe anche essere accolti all’estero? Abbiamo proprio recentemente ricevuto un invito per il MIRA Festival di Barcellona e non vediamo l’ora di fare altre date in giro per il mondo! L’agilità della struttura smontabile e le dimensioni accettabili degli strumenti che usiamo durante il live ci permettono di esportare il nostro progetto praticamente ovunque

9

senza i costi titanici che eventi di questo tipo solitamente prevedono! Ho letto in una intervista l’idea di Piero riguardo al rapporto tra il mapping e l’architettura, idea che prevede di superare limiti e regole tramite uno spazio armonico e i visuals, che permettono di rivedere in chiave diversa edifici, strutture e lo spazio urbano in genere. È questo quello che ci riserva il futuro nell’Arte? Da Le Corbusier-Xenakis ad Amon Tobin per poi arrivare dove? Con il videomapping la proiezione fornisce qualcosa di impalpabile e vivo alla solidità statica degli edifici. La nostra idea era di dialogare con i possibili significati di questo linguaggio ibrido anche nel tentativo di costruire una sorta di narrazione visuale, e non semplici suggestioni. Abbiamo proposto come supporto di proiezione non uno schermo ma una grande struttura tridimensionale, proprio per evidenziare la portata simbolica delle invenzioni dell’architettura come forma di scrittura dello spazio, ma anche come apparato festivo effimero, erede di una tradizione antica che associava alla festa musicale una formula di arredo urbano. Non possiamo predire il futuro, ma parlare del presente significa spesso anticipare tendenze e gusti collettivi. Vista la mole di ricerche sulle pratiche di ibridazione del medium audiovisivo, siamo convinti che questo tipo di spettacoli continueranno a proliferare e ad attrarre un numero sempre maggiore di utenti affascinati dalle loro potenzialità espressive. È tempo di salutarci e quindi è il momento giusto per segnalare dove rintracciarvi e se ci sono già appuntamenti fissati in cui venire a scoprire ANGLE dal vivo. Grazie e a presto! Abbiamo altre date in Italia che saranno presto pubblicate sui nostri social network e sul nostro sito web. Stiamo inoltre ultimando due nuovi brani: Il primo a breve disponibile in free download che accompagnerà un video realizzato dagli allievi del dal corso di Video Design e Mapping dello IED di Firenze (Piero è uno dei docenti del corso), il secondo realizzato appositamente come sigla del festival internazionale, itinerante FeelReal; il brano accompagnerà anche la video-documentazione del primo evento svoltosi durante le festività pasquali in Valdichiana.


10 eventi tradizioni di riccardo emanuele morandi giaconi

P

olvere, caldo, sudore, lotta, pugilato, giglio, gonfalone, calcianti, colori, corteo. Tutto insieme per Firenze pare forse troppo, ma è quello che Firenze vuole per il suo Santo Patrono, il 24 giugno. San Giovanni si celebra come i fiorentini amano e avrebbero sempre voluto fare: si celebra spiegando a tutti cosa sono gli abitanti di questa città. Un popolo di nobili e divertenti guasconi, dissacranti e cinici, che scherzano su tutto e con tutto. Un popolo che giocò a palla il 17 febbraio del 1530 in una Firenze sotto assedio dalle truppe imperiali di Carlo V, nella stessa piazza dove si gioca oggi. I fiorentini sono in due righe questi: gli stessi descritti da Mario Monicelli nel 1975. Forse un po’ altezzosi o chiusi, ma un po’ è normale: a forza di sentirsi dire “quanto siete simpatici con la vostra parlata toscana” (peraltro dare di toscano ad un fiorentino è un’offesa profondissima) oppure “come è bella Firenze” chiunque col passare del tempo inizierebbe a camminare a sei metri da terra. Ma torniamo al calcio storico fiorentino: il primo gioco con la palla, le squadre dei quartieri, la partita storica giocata sotto l’assedio francese per scherno, il regolamento, i colpi forti ma leali. Potete documentarvi su Wikipedia, che lì c’è tutto. Io proverò semplicemente a convincervi ad assistere ad una partita del calcio, magari la finale, e spiegarvi con le parole perché si ama questo gioco. Il calcio in costume è innanzitutto una rievocazione storica. Non prendetela come una semplice scazzottata: sarebbe come scambiare un film erotico d’autore per una ripresa con un

il Calcio Storico

cellulare di una intrattenitrice di un night club. Non sarebbe riduttivo, ma sarebbe proprio una bischerata. È una rievocazione dove il rispetto dei calcianti per Firenze è la cosa più importante. Dove ci si sente orgogliosi di vestire una casacca di una squadra: dove ci sono generazioni che lo giocano tutt’ora e dove generazioni di nobili fiorentini l’hanno giocato. È la celebrazione ultima della festa della nostra città, Firenze, la città delle città in quel momento. Non azzardatevi mai a paragonare questo gioco al Palio di Siena, o se lo pensate non ditelo mai. Un fiorentino non solo non ammetterebbe mai, giustamente, un paragone con un senese, ma qua chi lo gioca non è un fantino estratto: sono ragazzi che si allenano per mesi. A Siena la macchina organizzativa è impressionante, forte delle fondazioni e dei fondi, cosa che i ragazzi gigliati non hanno in quella misura. Questo gioco, in sostanza, è uno dei punti di arrivo del fiorentino che pratica sport di contatto quali boxe e lotta. È evidente che dobbiate sapere, nel caso in cui decideste di assistere a cotale rappresentazione, di cosa si tratta. Ma è normale: quante volte siete entrati in un museo di arte contemporanea in cerca di un trittico coptoortodosso? In Santa Croce ci si picchia, certo. E si picchia duro. Questo è lo spettacolo. Non abbiate paura, e mi sento di dirlo serenamente: questa rappresentazione è cultura. La mia è una frase che troverà sicuramente dei pareri diametralmente opposti: se si pensi che c’è chi, come si dice a Firenze, “buba” (ovvero borbotta, si arrabbia in maniera troppo

rancorosa) tutte le volte che si parla di questo argomento. “Non può essere cultura una semplice rissa da vietare”, dicono, “legalizzata e per la quale si occupa del suolo pubblico”. Io trovo che il costume sia anche cultura. Trovo che si parli di storia e tradizione per la nostra città. Capire una città è accrescersi culturalmente, e per capire Firenze bisognerebbe conoscere la sua storia, e vedere una partita. Capire da dove viene storicamente questo spettacolo, capire i quartieri. Capire addirittura che questo gioco si è tenuto per esibizione anche in città fuori da Firenze, negli Stati Uniti ad esempio o in Francia. Perché possiamo anche nasconderci dietro a discorsi più o meno giusti su “progresso e modernità”, ma le rievocazioni storiche sono parte di un bagaglio che l’appartenenza ad un luogo dà, e che va mantenuta vivo. Il 24 giugno tutti possono vivere un pezzetto di Firenze: se fossi un turista mi sentirei privilegiato nel potermi nutrire di questo pezzo della città. Concludo con l’esortazione ai calcianti a stare sempre attenti, che Dante vi guarda quando giocate dalla sua statua a lato della piazza. E Dante è il giudice più inflessibile della nostra storia, la storia di un popolo che di principi e santi ne ha avuti tanti ma ne ha anche fatti sparire, dietro una risata o un colpo da villano. Ma non abbiate paura, che oggi Fiorenza siete voi, ragazzi. State sempre attenti al comando e sentitevi privilegiati: la terra su cui voi giocate è la terra di Fiorenza. Evviva.

foto: © Ilaria Vangi 2013


12 vibrazioni di dario russel

La Femme L

a prima volta che ho ascoltato i La Femme ne sono rimasto subito affascinato: il loro sound mi è apparso come quello di un complesso beat anni ’60 filtrato attraverso il post punk e l’elettronica degli albori, un po’ come se i Velvet Underground avessero suonato coi Kraftwerk mantenendo tutta la loro carica misteriosa e psichedelica. Il risultato è un disco dalle molte anime: una nevrotica ed electro perfetta per le dancefloor, e una sognante ed onirica, dove taglienti chitarre surf squarciano cupi arpeggiatori anni ottanta mentre ritmi tribali sorreggono linee vocali affascinanti e misteriose, impreziosite dal fascino della lingua francese e di una voce femminile. Se li vedi in foto colpiscono per il loro stile, sfoggiando vestiti retrò, pettinature ossigenate e ciuffi anni ’30 à là Clash, mentre sul palco troneggiano, forti della loro formazione allargata (nove elementi) e della grazia delle loro front-women Clémence Quélennec e Clara Luciani. Il loro disco di esordio, “Psycho Tropical Berlin”, sta rappresentando un autentico caso internazionale, con testate del calibro del Sunday Times o di NME pronte a spendere parole di elogio incondizionato verso la musica Sacha, Marlon, Sam, Noè, Clémence, Clara, Jane, Marilou e Lucas. I La Femme nascono a Biarritz, un paesino di ventiseimila anime a cavallo tra la Francia, la Spagna ed i Pirenei, bagnato dall’Oceano Atlantico in uno dei suoi punti più spettacolari. Siamo riusciti a scambiarci due parole mentre si trovano in Messico, in attesa di vederli all’a-

zione in Italia per un tour che li porterà giovedì 5 Giugno al Glue di Firenze. Oggigiorno non è molto comune trovare band con una line up allargata come la vostra. Stando a Wikipedia, La Femme è una band di nove elementi. Come vi siete conosciuti? In effetti non è molto comune ma in tour siamo in sei e… ci siamo conosciuti fra i banchi di scuola! Biarritz, la vostra città, è un sposto splendido. Ha avuto una qualche influenza sulla vostra musica? Un po’ ma abbiamo scoperto più musica a Parigi, ad ogni modo Biarritz è un bellissimo posto per crescere! Vi sentite appartenenti alla scena musicale di qualche città? Non propriamente, ma ci piacerebbe dare vita ad una nostra scena musicale cittadina e trovare il nostro stile musicale distintivo. Cosa vi aspettate dall’Italia? Eccitati? Si!!! Siamo davvero eccitati all’idea di scoprire il vostro meraviglioso paese, bere espresso tutto il giorno, indossare splendidi completi in tre pezzi e innamorarsi delle donne italiane! In questo momento in Italia state ottenendo molta attenzione e a Firenze sembrano tutti piuttosto eccitati all’idea di vedere il vostro show: quale pensate possa essere la ragione del vostro successo? Non saprei… forse è perché siamo piuttosto diversi dal resto delle cose che stanno uscen-

do e perché proponiamo una cosa nuova. Ascoltando la vostra musica trovo molte influenze, dal freak-beat alla psichedelia al postpunk all’electro, mentre i vostri suoni più sintetici danno alle canzoni una patina moderna e contemporane. Siete d’accordo? Voi come descrivereste la vostra musica? Si siamo d’accordo, usiamo molti contrasti nella nostra musica e c’ispiriamo a tutto il ventesimo secolo: la vita, la storia, l’amore… Diteci qualcosa a proposito del vostro album “Psycho Tropical Berlin” a partire dal titolo: la città di Berlino è molto importante per voi? Perché gli avete dedicato il vostro primo album? È una bella città, ma soprattutto abbiamo usato Berlino per rendere l’idea della componente “fredda” della nostra musica: immagina di essere in un capannone a Berlino, musica elettronica ad alto volume mentre ascolti l’algido ma potente suono della cassa. C’è qualche altra band dalla scena francese che vorreste suggerire ai vostri fan italiani? Avete qualche side-project? Mustang, Juniore e Igor Dewe. Si abbiamo un sacco di altri progetti musicali ma non li definiamo “side-projects”. Grazie mille ragazzi, ci vediamo a Firenze, al vostro concerto per Klubb Lottarox! Grazie a te, è stato un piacere!


domande 13 di eleonora ceccarelli

Vespa Club Firenze I

ncontrare Sandro Puccini, presidente del Vespa Club Firenze, e Paolo Cosi è come farsi inondare da una carica di euforia e voglia di fare. L’associazione dopo anni di cattiva gestione che avevano portato ad allontanare molti soci, sta cominciando a rinascere con un cambio di presidenza alla base ed una nuova sede che si presta benissimo ai loro ritrovi, il Ristoro Aviazione. Quello che emerge è sicuramente la loro voglia di fare di questo Vespa Club Firenze qualcosa di diverso, qualcosa che coinvolga i partecipanti e le loro famiglie, una passione che unisca davvero. E per farlo, ecco che ti inventano quello che non è solo un raduno, ma qualcosa di più. Tutti pronti? Il 22 giugno si parte per il mare! Regola numero uno: avere un monomarcia 50 (no plastic scooter); regola numero due: abbigliamento marittimo obbligatorio; regola numero tre: pranzo a sacco libero (ognuno porta quello che vuole). Insomma la vera scampagnata per il mare stile anni ‘70! Alla fine sono solo 100 km ad andare e 100 km a tornare. La partenza è rigorosamente alle 8.30, ci sono quelle quattro/cinque ore di viaggio direzione Marina di Pisa, poi il pranzo e alle 15.30 tutti indietro. È una storia che tutti in qualche modo conosciamo, direttamente oppure solo tramite immagini. Fa parte del nostro immaginario collettivo, è un pezzo di storia italiana e

rievocarla sicuramente provoca dentro ognuno di noi una sensazione. La mitica Vespa, il Ciao e la Lambretta, motorizzarono i giovani e le famiglie dando la possibilità di muoversi in libertà. Le estati sembravano essere senza fine, ed i giovani avevano il futuro pienamente dalla loro parte, diventando i veri protagonisti di quegli anni. Questo salto nel passato porterà un effetto positivo, un ottimismo e una nuova energia. Perché forse è proprio quello che ci serve, provare a ritrovare il piacere della libertà, il piacere del muoversi lentamente ed il piacere del sogno di una giornata al mare. Questa iniziativa è alla sua prima edizione ed ha il patrocinio del Comune di Pisa, Cascina e Firenze. Ed è nata un po’ così, in un lunedì qualunque durante il ritrovo settimanale del Vespa Club Firenze, per idea di Paolo Cosi, uno dei soci più attivi. “Ciao Mare” ha lo scopo di diversificarsi dal classico raduno schematico, vuole coinvolgere anche i familiari e gli amici dei tesserati, infatti chiunque, rispettando le tre regole sopra indicate può partecipare. Traspare l’orgoglio di questo progetto che sta riscuotendo un successo inatteso, dalla re-

azione iniziale con un sorriso da parte delle persone, ed anche un po’ di scetticismo, fino alla voglia di volere partecipare e poter dire c’ero anche io! Sicuramente questo è un ottimo inizio! Allora ci vediamo al mare... io porto il secchiello!

http://www.vespaclubfirenze.net/ foto: Simone Borghini


14 eventi di alba parrini

Festambiente della piana

tre giorni di ecologia, intrattenimento e spettacoli

I

ncontro Fausto Ferruzza, Presidente di Legambiente Toscana, in un caldo e assolato mercoledì pomeriggio. Lo incontro nella sede regionale dell’Associazione, in una zona della città tra le più verdi e vivibili. In questo momento, i problemi legati all’ecologia e alla sostenibilità sembrano così lontani, ma basta buttare un occhio nella sede e si capisce che qui si fa sul serio. È in Toscana, da questa sede, che nel 1989 è nata l’idea di un festival nazionale a impatto zero, uno dei maggiori appuntamenti europei dedicati all’ecologia e alla solidarietà, che coinvolge 80.000 visitatori a edizione: Festambiente, organizzato, alle porte del Parco regionale della Maremma. Da questa esperienza di successo è nato due anni fa, il progetto “Festambiente Net”, che ha prodotto circa 40 edizioni locali del Festival in tutta Italia. Da quest’anno Fausto e il suo staff hanno preso una decisione controcorrente: organizzare un festival di ecologia nella “tana del lupo”, ovvero in quella Piana alle porte di Firenze spesso vista come luogo borderline meramente funzionale alle grandi città che la circondano. Coinvolgere i Fiorentini in una realtà che ha moltissimo da offrire, da un punto di vista gastronomico, culturale e ambientalistico. Stimolare una provocazione culturale che porti a considerare la Piana come una diversa proposta produttiva ed economica. Questi gli

obiettivi tutt’altro che banali dell’iniziativa che si svolgerà dal 6 all’8 giugno al parco di Villa Montalvo. “Festambiente è nata in Toscana perché qui da sempre c’è stata attenzione verso tutto quello che è green” mi spiega Ferruzza “ma certo, la pianura compresa tra Campi Bisenzio, Calenzano e Sesto Fiorentino è forse uno dei territori più difficili e complessi da un punto di vista dell’ecosostenibilità. Bisogna ragionare in termini di città metropolitana, e trasmettere il concetto che tra Firenze e la Piana esistano rapporti di interconnessione economici e infrastrutturali. La nostra idea è proporre una diversa visione, anche economica, del parco della Piana fiorentina, riscattandolo da quell’idea di area“pattumiera” della città”. In effetti, Fausto mi presenta un parco della Piana del tutto diverso da quello a cui siamo abituati: “da un po’ di tempo c’è un fermento che nasce dal basso, dai piccoli agricoltori che riscoprono metodi e tipologie di colture a filiera corta. La Piana ha tutte le carte in regola per diventare una destinazione di turismo verde. Negli stagni che vanno dall’Oasi di Focognano ai Renai, infatti, c’è già un’affezionata frequentazione di appassionati di bird watching da tutta Europa, che vengono qui per vedere specie rare come aironi, fenicotteri e cicogne. La Piana potrebbe quindi entrare di diritto all’interno dei network internazionali di turismo green.”

Il Festival si svilupperà sui tre giorni che vedranno momenti convegnistici, di conoscenza dei prodotti del parco agricolo e di intrattenimento. Durante le tre serate saranno presentate le produzioni locali a km zero, con degustazioni accompagnate da spiegazioni: il pane biologico prodotto con farine antiche e con lo studio sapiente dei metodi di panificazione di una volta, la birra artigianale e le coltivazioni di ortaggi di qualità. Il cartellone degli spettacoli è di tutto rispetto. Si parte con la serata del venerdì dedicata ai vincitori dei Rockcontest di Contro Radio: Violacida, Luca Guidi e Farewell to heart and home. Il sabato il palco sarà tutto per Paolo Hendel e il suo Carcarlo Pravettoni: si inizia il pomeriggio con la presentazione del libro “Come truffare il prossimo e vivere felici”, alla presenza di Sergio Staino, per finire poi in serata con uno spettacolo che promette scintille. La domenica gran finale con il progetto “Stazioni Lunari” con Cisco dei Modena City Ramblers, Francesco Magnelli e un ospite a sorpresa. Da non dimenticare anche le altre proposte culturali (i film del Clorofilla Film Festival, le mostre e le presentazioni di libri) oltre ai laboratori didattici e al villaggio ecologico dislocato all’interno del parco. http://www.festambiente.it


Giugno domenica 1

venerdì 6

•  I NCANTO FESTIVAL  Istituto Ernesto De Martino (Sesto F.no) ing. 5 euro •  CONCERTI DI PRIMAVERA  Palazzo Strozzi Sacrati (FI) ing. libero •  M &M Fosso Bandito(FI) ing. libero

•  M  AURIZIO CROZZA  Nelson Mandela Forum (FI) ing. 69/34,50 euro •  FIRENZE SHORT FILM FESTIVAL  Villa Strozzi (FI) ing. NP •  RE LEAR O IL PASSAGGIO DELLE GENERAZIONI (06-09/06)  Bargello (FI) ing. 15/12 euro •  ALBER’T’O  Fornace Pasquinucci (Empoli) ing. libero •  CUM + NECTARE  Antico Spedale del Bigallo (FI) ing. libero con tessera •  SECRET GARDEN  Scuderie Reali/Pagliere (FI) ing. NP •  BHAKTI FESTIVAL  Villa Vrindavana (San Casciano) ing. NP •  BRETELLA’S GANG BAND Fosso Bandito(FI) ing. libero

lunedì 2

•  F ESTIVAL DEL VIAGGIO (02-07/06) Varie Location (FI) ing. NP •  FINO ALLA FINE DEL MONDO  Spazio Alfieri (FI) ing. NP martedì 3

•  J AZZ AND EGGS  Giardino dell’Orticultura (FI) ing. libero •  DA COSA RINASCE COSA  Giardino dell’Orticultura (FI) ing. NP •  CAVALLI SI NASCE  Spazio Alfieri (FI) ing. NP •  Ligabue cover band Fosso Bandito(FI) ing. libero

sabato 7

•  T OTEM FESTIVAL  Rocca di Staggia Senese (SI) ing. 15/10 euro •  MAGGIO REGGAE  Villa Strozzi (FI) ing. libero •  OPERA MUSIC FESTIVAL  STADIO CHERSONI (PO) ing. 30 euro •  ASCOLTARE IL MONDO ARTIGIANO  Vecchio Conventino SAM (FI) ing. NP

mercoledì 4

•  F UMETTI IN GIARDINO (04/06-09/07) Giardino dell’Orticultura (FI) ing. NP •  CONCERTI IN CORTILE  Palazzo Strozzi (FI) ing. libero •  365. PAOLO FRESU, IL TEMPO DI UN VIAGGIO  Spazio Alfieri (FI) ing. NP •  ART GARDEN (04-30/06)  Giardino dell’Orticultura (FI) ing. libero

domenica 8

•  M  OSTRA VINTAGE  Giardino dell’Orticultura (FI) ing. libero •  CONCERTI DI PRIMAVERA  Palazzo Strozzi Sacrati (FI) ing. libero •  PAOLA GUADAGNO Fosso Bandito(FI) ing. libero

giovedì 5

•  K LUB LOTTAROX | LA FEMME + Celluloid jam  Glue Firenze - ing. libero •  PREMIO NEM | MARIO VARGAS LLOSA  Teatro Romano (Firesole) ing. libero •  DUEL (05/06-02/08)  Eduardo Secci Contemporary (FI) ing. libero •  SHIVA SHAKTI SOUND  Antico Spedale del Bigallo (FI) ing. libero con tessera •  LIBERFEST  Istituto Russell-Newton (Scandicci) ing. libero •  I PICCOLISSIMI MUSICI  Istituto degl’Innocenti (FI) ing. 5 euro

lunedì 9

•  T ROFEO OBIHALL  Teatro Obihall (FI) ing. 5 euro •  SACRI SPLENDORI (09/06-02/11) Palazzo Pitti (FI) ing. NP •  CAMPI ESTIVI ARTISTICI (09/06-18/07) Giardino dell’Orticultura (FI) ing. 120 euro •  SCOPRI IL SUONO! (09-14/06) Villa Strozzi (FI) ing. 200 euro

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martedì 10

•  R OBERTO CACCIAPAGLIA  Teatro Verdi (FI) ing. 34/20 euro •  NEGRAMARO TRIBUTE BAND Fosso Bandito(FI) ing. libero mercoledì 11

•  C ENA CON VISTA  Antico Spedale del Bigallo (FI) ing. libero con tessera •  CALAMAIO MISTICO  Loggiato degli Uffizi (FI) ing. libero •  CONCERTI IN CORTILE  Palazzo Strozzi (FI) ing. libero giovedì 12

•  P ERSIAN PELICAN/GIOVEDÌ AL QUADRATO  Cortile Palazzo Strozzi (FI) ing. libero •  PRATO-SARAJEVO ART INVASION  Varie Location (PO) ing. libero •  LAST MINUTE DIRTY BAND  Antico Spedale del Bigallo (FI) ing. libero con tessera •  IL PRINCIPE (12-17/06)  Bargello (FI) ing. 15/12 euro •  FESTIVAL DEGLI SCRITTORI (12-14/06)  Varie Location (FI) ing. NP •  MATERIAL PREVIEW  Stazione Leopolda (FI) ing. su invito •  ARS ANTIQUA ET ARS NOVA  Istituto degl’Innocenti (FI) ing. 5 euro venerdì 13

•  S MART-HUB VINTAGE PARTY  Smart-Hub (FI) ing. libero •  CHIANTI STAR FESTIVAL (13/06-20/07)  Varie Location (FI) in. NP •  TRIO DI CORDE  Giardino dell’Orticultura (FI) ing. libero •  ERA DELLE CADUTE (13-14/06) Teatro Era (Pontedera) ing. 10 euro •  ANTICONTEMPORANEO  Villa Romana (FI) ing. 18/12 euro •  ELETTROFANTI Fosso Bandito(FI) ing. libero sabato 14

•  C ALCIO STORICO (14-24/06) Piazza Santa Croce (FI) ing. NP


lunedì 16

•  P ATH METHENEY  Teatro Romano (Fiesole) ing. 38/36 euro •  MIRAMMENTO  Giardino dell’Orticultura (FI) ing. libero martedì 17

•  P ITTI IMMAGINE UOMO (17-20/06) Fortezza da Basso ing. NP •  PITTI W (17-20/06)  Fortezza da Basso ing. NP •  OPERA BESTIALE  Teatro Romano (Fiesole) ing. 5 euro mercoledì 18

sabato 21

•  M  TV AWARDS  Piazzale delle Cascine (FI) ing.libero •  LE FESTE DELLA MUSICA  Teatro Romano (Fiesole) ing. 10/7 euro •  GIORNATA ARCOBALENO  Giardino dell’Orticultura (FI) ing. libero domenica 22

•  R IVER TROPHY  Fiume Elsa (Castel Fiorentino) ing. 20 euro •  SUSANNA PARIGI  Bargello (FI) ing. 15/12 euro •  MAGGIO RAGGAE  Giardino dell’Orticultura (FI) ing. libero •  LURID | CENTRO DANZA TERSICORE  Teatro Dante (Campi Bisenzio) ing. NP •  PAOLA GUADAGNO Fosso Bandito(FI) ing. libero lunedì 23

•  C ONCERTI IN CORTILE  Palazzo Strozzi (FI) ing. libero •  JAZZASONIC  Circolo Arci (Il Girone) ing. 10 euro •  SARAH-JANE MORRIS  Bargello (FI) ing. 15/12 euro •  MICHELANGELO E IL NOVECENTO (18/06-20/10) Casa Buonarroti (FI) ing. 6,50/4,50 euro •  GINEVRA DI MARCO  Museo del Bargello (FI) ing. 15 euro

•  M  AREA FESTIVAL (24-29/06)  Bica del Palio (Fucecchio) ing. NP •  CENA + FUOCHI  Antico Spedale del Bigallo (FI) ing. libero con tessera •  MOMENTI MUSICALI  Scuola di musica di Fiesole (FI) ing. 10/7 euro •  BANANA SPLIT Fosso Bandito(FI) ing. libero mercoledì 25

•  A S IF TO NOTHING (27-28/06) Stazione Leopolda (FI) ing. 25/10 euro •  PINO MARINO  Biblioteca Comunale (Pratolino) ing. libero •  SABA  Bargello (FI) ing. 15/12 euro •  STEFANO BOLLANI/DE HOLANDA  Museo Pecci (PO) ing. 20/17 euro •  VINICIO CAPOSSELA  Buca del Palio (Fucecchio) ing. 15 euro •  THE ALLOPHONES Fosso Bandito(FI) ing. libero sabato 28

•  D AS KLAGENDE LIED  Teatro Romano (Fiesole) ing. 20/18 euro domenica 29

•  L A FERITA  Bargello (FI) ing. 15/12 euro •  JELLYMORE Fosso Bandito(FI) ing. libero lunedì 30

•  Q UARTETTO KLIMT  Teatro Romano (Fiesole) ing. NP •  ANTICONTEMPORANEO (30/06-15/07) Villa Romana (FI) ing. 18/12 euro

•  N  ATALIA GUTMAN  Teatro Romano (Fiesole) ing. 29/16 euro

FIRENZE OGGI • CO A SA C’È

FIRENZE OGGI • CO SA

•  A LEX BRITTI  Teatro Romano (Fiesole) ing. 35/20 euro •  MOTOCICLICA TELLACCI  Antico Spedale del Bigallo (FI) ing. libero con tessera •  RING  Istituto degl’Innocenti (FI) ing. 5 euro

martedì 24

venerdì 27

A C’È

giovedì 19

•  I L TITANO E LE SUE VOCI (23-24/06) Bargello (FI) ing. 15/12 euro •  LA TERRA, IL COLORE  Teatro Romano (Fiesole) ing. 15/12 euro

•  C ELEBRATIONN  Bargello (FI) ing. 15/12 euro •  PITTI IMMAGINE BIMBO (26-28/06) Fortezza da Basso ing. NP •  AMADOU & MARIAM  Teatro Romano (Fiesole) ing. 20/18 euro

FIRENZE OGGI • CO SA

•  L IFE & DANCE  Teatro Verdi (FI) ing. 17 euro •  CONCERTI DI PRIMAVERA  Palazzo Strozzi Sacrati (FI) ing. libero •  MUSIKALMENTE SAGGIO Fosso Bandito(FI) ing. libero

•  E RICA MOU  Bargello (FI) ing. 15/12 euro •  PICCOLE COSE (DOMESTICHE)  Antico Spedale del Bigallo (FI) ing. libero con tessera •  LO SBARCO SULLA LUNA Fosso Bandito(FI) ing. libero

giovedì 26

A C’È

domenica 15

venerdì 20

FIRENZE OGGI • CO SA

•  G IORNATA DELLA GIOCOLERIA  Giardino dell’Orticultura (FI) ing. libero •  UNA CORRISPONDENZA INEDITA  (14/06-21/07) Museo Marino Marini (FI) ing. 6/4 euro

PERCHÉ A FIRENZE NON C’È MAI NIENTE DA FARE...

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VI PRESENTIAMO GLI ALBERI DI FOSSO BANDITO

Giugno da non perdere

vi presentiamo

gli alberi di fosso bandito

Fosso Bandito

Persian Pelican - Giovedì al quadrato

MTV Awards 2014

Partite notturne dei mondiali su megaschermo, musica dal vivo, attività per i piccoli, giri in giro in bicicletta Per laboxini programmazione connessi: Menzione speciale sui per ilrestate Fosso Bandito. Naturalmente www.fossobandito.com il boxino nasce prima della loro volontà di usare Lungarno per pubblicizzarsi. Nasce dal fatto che per anni sono passato in bici da quel posto e ho pensato “qui si che si potrebbe fare una roba ganza”. E c’è qualcuno che l’ha fatta davvero. Poi i gusti son gusti e di sicuro non accontenterà tutti (grazie al cielo). Ma intanto si mangia fino all’una e questa è una cosa ganza. Poi si mangia vegano, vegetariano, toscano, venusiano, marziano, renziano e tutte le varie correnti anche se io preferisco la pizza margherita nel super forno rotante che manco a casa di Goldrake. E poi venvia, siamo alle cascine, al nuovo teatro, sul fiume, nel verde, c’è la tramvia, ci vai in bici, se vuoi puoi andare in macchina e provare ancora una volta il brivido della rotonda di Ponte alla Vittoria... Lunga vita a Fosso Bandito. Bravi. seguici su

Parco delle Cascine - Via Fosso Macinante, 2 - Firenze - Prenotazioni: 055 365500 - Preventivi: preventivi@fossobandito.com

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Maurizio Crozza

Da diversi mesi ogni sera alle 19.35 chiamo mio padre e lo sfido alla “ghigliottina”, il gioco su Rai Uno. Ora tu, fighetto o indie che leggi, puoi anche fare la faccia schifata ma lo so che quando giri canale (sempre che tu abbia una televisione, il fighetto un LCD, l’indie un brionvega con l’antenna da cavalletta) e trovi questo gioco provi a indovinare la parola, ammettilo. Comunque dicevamo, lo chiamo e gli dico sempre “Amico caro...”. È l’incipit del tormentone di questa stagione televisiva, la super azzeccata imitazione del Senatore Razzi, che poi quando la guardi bestemmi perché pensi che Razzi esiste davvero e tu hai bestemmiato 6 mesi per un 21 a Sociolinguistica. Crozza ha colto i lati caratteristici, li ha estremizzati e ha inserito un personaggio strepitoso tra le sue già tante carte vincenti. Chapeau. E fatevi li cazzi vostri . 6 giugno - Madela Forum (Fi) ing. 69/34,50 euro

26-05-2014 9:42:52

Di questi giorni esattamente un anno fa la ciurma di Lungarno stava lavorando a Mars Attacks, il martedì sera dell’estate 2013 al Circolo Aurora. L’estate non è più la stessa, il Circolo Aurora non è più lo stesso e nemmeo Lungarno è più lo stesso. È migliorato, è cresciuto, si è allargato fino ad arrivare a Palazzo Strozzi. Infatti è proprio Lungarno che porterà Persian Pelican a suonare per Giovedì al Quadrato a Palazzo Strozzi. La prima puntata è andata molto bene, vediamo se la seconda bisserà il successo dell’esordio. Gli ingredienti ci sono tutti: il posto, l’organizzazione, l’orario e anche l’artista. Vi consiglio di arrivare a casa di cattivo umore e ascoltare “There is no forever for us” di Persian Pelican e poi scrivere a scrivi@lungarnofirenze.it la sensazione che avete addosso dopo quei 3 minuti. La mail migliore vincerà un piumino verde anni 90 modello bomber autografato dal nostro grafico (che ne è anche il proprietario). 12 giugno - Cortile di Palazo Strozzi (Fi) ing. libero Calcio Storico

Gira voce che il Direttore di Lungarno sia per i bianchi e contro tutti gli altri. Lo dico soprattutto ai Rossi, ai Verdi e agli Azzurri. dal 14 al 24 giugno - Piazza Santa Croce (Fi) ing. NP Pitti Immagine Uomo

Alex Britti

A 19 anni andai al Motorshow di Bologna perché potevi guardare i motori in mezzo a tantissime gnocche, un toccasana per le mie tempeste ormonali dell’epoca. C’era lo stand di RoxyBar dove Red Ronnie, simpatico come l’esplosione della coppa dell’olio, faceva il ganzo con Alex Britti con quell’aria da disadattato felice che vive per la sua chitarra. Red Ronnie si avvicinò al pubblico dicendo “Quando andremo in onda io chiederò “Che cosa volete sentire” e voi dovete dire “GELIDO” ok? Poi Alex alla fine ci attacchi “Solo una volta” e si va, ok?”. Era la prima volta che mi trovavo alle prese con le regole della TV e non mi piacque affatto. Luce rossa, si va in onda, Red Ronnie si avvicina proprio dov’ero io, mi mette il microfono davanti e dice “Allora ragazzi, cosa volete sentire?” e io “Solo una volta”. Ronnie il Rosso scartò il microfono sulla mia sinistra ma era palese che avrebbe voluto picchiarmelo sulla testa. 19 giugno - Teatro Romano (Fiesole) ing. 35/20 euro Saba

Opera Music Festival

Nonna - “ Ah si? E te vai a ballare la notte quella musica con i tamburi che mi paiono i cannibali?” Io - “No nonna, si va a ballare la Divina Commedia” N - “Te tu ti droghi. Oicchecentra Dante?” I - “E, a Prato fanno uno spettacolo dove i digei più famosi si ispirano alla Divina Commedia per fare la musica” N - “Ah, c’è anche Benigni? Quanto mi garba...” I - “No nonna, Benigni non c’è, ci sono i digei” N - “I digei? E che sono? Ma se non c’è Dante e non c’è Benigni unn’ è la Divina Commedia” I - “C’è la musica, ci sono le coreografia, le ballerine” N - “Quindi fammi capire, per ballà, bé e guardà du culi ci mettete di mezzo Dante?” Tutti in attesa di Opera Music Festival a Prato... venite? 7 giugno - Stadio Chersoni (Po) ing. 30 euro

Club Dogo / Emis Killa / Francesco Renga / Giorgia Marracash / Michele Bravi / Moreno / Noemi OZARK HENRY & FRANCESCO ROSSI / ROCCO HUNT DON JOE (FROM CLUB DOGO) / EMA STOKHOLMA & ANDREA DELOGU Proprio là dove noi ci abbiamo visto i Radiohead. 21 giugno - Piazzale delle Cascine (FI) ing.libero

Ciao ho la scarpa stringata senza calzino ma mi metto il fantasmino di quelli orrendi che fanno sembrare il piede un insaccato sudato. Ah ciao, io ho il pantalone con la risvolta e mi sono tatuato un’àncora anche se sono di Vercelli. NON SONO HIPSTER anche se ho la barba lunga, gli occhiali spessi e ho comprato una polaroid su ebay a 150€ perchè c’erano pure 3 ricariche di flash. No, no, il colletto della t-shirt non va bene, ci vuole quella larga un po’ slabbrata ma senza croci al collo. Si, arrivo in bici, ho comprato una molletta per il pantalone. Outfits. No, niente di bello a questo Pitti anzi io non ci vado... hai un invito? I Motel Connection hanno fatto il concerto verticale. Lavoro nella moda, odio le fashion blogger che poi hanno le mutande di cotone dell’oviesse. Si chiamano leggins, jeggins, lemmings, si lemmings. C’è Pitti facciamo un progetto? La shopper di Lungarno non va bene per Pitti, è troppo marcia. Non va bene per Santo Spirito, è troppo fashion. Non va bene per un panino del Poker, è troppo pulita. Hai visto il mio trench? Voglio una blusa. dal 17 al 20 giugno - Fortezza da Basso ing. NP

Poche volte la capacità di avvicinare uno sguardo a una voce riesce ad avvolgerti come quando lo fa Saba. Saba è calda come il the nel deserto, è sinuosa come una rotella di liquirizia, è bella. L’ho sentita per la prima volta a Roma, a un evento Italia-Somalia al quale andai con Sharif, un mio amico somalo perdutamente innamorato di lei. Mi ricordo che cantò solo con un microfono, senza strumenti, senza niente. E il brusio si appiattì come se la modulazione del suo canto avesse attivato a ritroso la rotella di un hi-fi. Sorrise a ogni brano, ringraziò, aveva una stola che la faceva apparire una super eroina del fascino. Esagero? No. 27 giugno - Bargello (FI) ing. 15/12 euro


giovedĂŹ 12 maggio dalle 19.30 / Palazzo Strozzi

MATITE DI LUCE Dai vita al tuo quadro luminoso usando la luce come fosse un pennello e trasforma la notte in una tela.


20

serie di giustina terenzi

Nuove serie da non perdere

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bbiamo visto anche l’ultima puntata della serie tv dell’anno ‘True Detective’. E adesso cari appassionati del piccolo schermo che si fa??? Siete in astinenza? Alla ricerca di nuove serie tv? Naturalmente. Difficile bissare il successo e la bellezza dell’avventura dei detectives Rust Cohle e Martin Hart che ci hanno letteralmente stregato con la caccia al serial killer nella paludosa Lousiana. Ma non tutto è perduto. Il 6 giugno infatti su Netflix ripartono le storie delle carcerate in arancione della serie ‘Orange is the new black’. Per chi fosse all’oscuro di questa serie tv (ma davvero??!) vi basti pensare che si tratta di una black comedy ambientata in un carcere femminile americano, ispirata ad una vicenda realmente accaduta, dove la bionda wasp Piper Chapman finisce dentro a causa di una valigia carica di soldi sporchi. Un passaggio traumatico e doloroso dall’ambiente upper class da cui proviene, che la porterà a conoscere un mondo davvero distante dal suo. Una storia personale che diviene corale, tra lacrime, risate e tonnellate di cinismo, per esplorare la realtà che si cela dietro le sbarre, ma anche per trattare temi scottanti ed attuali come razzismo, omofobia e violenza. In partenza due nuove serie dedicate al mondo dell’horror. La prima si intitola ‘Salem’, e, che ve lo dico a fare, si parla di streghe, tema non proprio originalissimo ma pur sempre affascinante e che non teme il passare del tempo. La seconda serie è ‘Penny Dreadful’ (per il canale via cavo Showtime). Un thriller fosco ambientato in epoca vittoriana. La serie prende il nome appunto dai Penny Dreadful, pubblicazioni settimanali brevi a basso costo ricche di racconti paurosi e sanguinosi, e precursori di quello che verrà chiamato “Pulp”. Nella serie, interpretata tra gli altri dalla bellissima Eva Green, si intrecciano le storie dei classici del genere, vampiri, la creatura di Frankestein e Dorian Grey. E ancora i vampiri (tema che non smette di riscuotere consensi) sono i protagonisti indiscussi di ‘The Strain’. In uscita per il periodo estivo su Fx, la serie è tratta dai fumetti di Guillermo del Toro assoldato anche come regista. I produttori parlano di ‘una storia epica con incredibili effetti speciali ed una recitazione notevole’. Complotti e inganni sono gli ingredienti principali di ‘Legends’, nuova serie tv marcata Tnt, che debutterà il 20 di agosto in America. Dagli stessi creatori di ‘24’, la vicenda avrà come protagonista principale l’ottimo Sean Bean, già nella saga de ‘Il Signore Degli Anelli’ e nella prima stagione de ‘Il Trono di Spade’, qui nei panni di un agente dell’FBI specializzato nell’assumere false identità, fino al giorno in cui un incontro misterioso lo costringerà a rivedere la propria. Già partiti nel mese di maggio ‘Gang Related’ per Fox, storie di gang nelle zone più malfamate della città di San Francisco, e ‘Fargo’; ispirata al cult dei fratelli Cohen la serie è adattata dagli stessi in dieci puntate. L’ambientazione rimane la stessa, un Montana freddo e perennemente innevato ma i protagonisti sono diversi. L’inetto assicuratore Lester Nygaard (interpretato da un impacciato Martin Freeman ) che viene incon-

sapevolmente proiettato in una spirale di sangue e violenza da un killer psicopatico e decisamente spietato interpretato da Billy Bob Thornton. Ancora una volta la provincia americana immortalata nella sua immobilità e in tutto il suo disadorno squallore fa da sfondo ad una storia grottesca, violenta al limite del tragicomico, entro la quale si muove un campionario umano non troppo distante in fondo da quello che potremmo incontrare sul nostro pianerottolo di casa. Una delle serie più attese dell’anno. Buona visione a tutti! in alto: il cast di “Orange is the new black”


piccole incursioni nel sottobosco locale

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La Scena Identificati in qualche modo. Francesco D’Elia da borghese, Wassilij Kropotkin in musica, nato e cresciuto a Firenze con sangue tarantino, classe 1982, avvocato da un anno, mi divido fra violino, tastiere e chitarra e Roma. Troppe cose e cause da fare e così poco tempo, attivo al momento con i King of the Opera e (poco) in solitario; in passato (e, spero, futuro) ho lavorato con Criminal Jokers, unePassante, Miranda, Bad Apple Sons. Amo Penderecki, Stooges, Venditti, Bulgakov, Kubrick, Michael Mann. Cos’è per te LA SCENA? La scena è, comunemente, una pluralità di persone con un fine comune, nella specie, il fare musica. L’essere o meno “parte” di essa, se così si può dire, è dato da una certa continuità nell’esercizio di questa attività. Nella pratica come funziona? Ci si incontra ai concerti di questo o di quello, in questo o in quel locale, qualche volta qualcuno fa presenza, ma ci si osserva, ci si annusa e, talvolta, come a me è capitato, ci si stima al punto che

non solo si suona insieme ma si diventa pure amici, pertanto mi ritengo davvero un privilegiato. Poi è vero, la scena fiorentina è frammentata ma a me la contaminazione piace. Perché credere ne LA SCENA? Non è questione di credere, è una questione politica. Scegli di impostare la vita culturale di una città sui birrini? Ecco, non ci siamo. Possibile che il concetto di musica dal vivo dia quasi fastidio? (EBBENE SÌ.) Per dire, oggi, venerdì 16 maggio, non mi risulta che ci sia un concerto stasera a Firenze, se non erro. Un po’ ridicolo, no? Il momento storico è difficile ma l’imprenditore deve rischiare, al pari di chi suona, perché può significare investire, in primis su se stessi (e anche per se stessi). Al rischio dei privati deve poi soccorrere l’Amministrazione: la musica dev’essere un patrimonio per tutti, dal Maggio musicale fino a chi, sinora, non ha messo il naso fuori dalla saletta prove. Teatri e spazi comunali in disuso ce ne sono, si può cominciare dando una pulita. E dopo, un’opportunità.

i provinciali di Pratosfera

Niente è più come prima

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ui in Provincia, quest’anno, abbiamo eletto il mese di giugno a mese del riposo e del godimento della nostra città. Negli ultimi 30 giorni abbiamo infatti assistito a talmente tante inaugurazioni, installazioni e a eventi mirabolanti che adesso ci ritroviamo con una città dal volto nuovo, spossati ma soddisfatti, e soprattutto pronti a vivere con calma la nuova movida pratese mentre ci riprendiamo dalla campagna elettorale e dall’elezione del nuovo sindaco. Quella che ci è capitata tra le mani è un’estate talmente piena di novità che sta facendo diventare popolare la cinica e divertita espressione “Ci vorrebbero le elezioni tutti gli anni”. Ma cerchiamo di andare con ordine. Già inaugurato in pompa magna due o tre volte, per far capire bene ai pratesi di cosa si tratta, Palazzo Pretorio è tornato ad essere il museo cittadino per eccellenza e merita una visita

lunga e accurata. Consigliato soprattutto il terzo piano, dal quale si gode una vista inedita del centro di Prato e delle sue meraviglie, compresa qualche ciminiera, ormai modernariato industriale. E poi, eccoci alle vere novità, nel centro storico di prato sono spuntate alcune opere d’arte contemporanea capaci di sorprendere anche i palati più fini. Compaiono all’improvviso, animando spazi finora dimenticati oppure arricchendone altri poco valorizzati, ma sempre, comunque, addolcendo la passeggiata. Che non fa certo male. Non ultimo il Bastione delle Forche, propaggine delle antiche mura cittadine che il tempo ha ridotto

a rudere ma che con qualche lavoretto qua e là sembra proprio tornato a disposizione, con tanto di murales giganti di sicuro effetto e progetto di “bar-restaurant” in terrazza sul Bisenzio. E poi, signori e signori, dopo lunga pena, il centro è tutto un rifiorir di locali nuovi per tutte le tasche e le esigenze, tanto che molti pratesi avrebbero già deciso di rinunciare alla Versilia per rimanere in città e non perdersi nemmeno un giorno di festa. Non avesse a sparire tutto prima di settembre.

http://www.pratosfera.com - foto: Mirko Lisella


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un sex symbol al mese di il moderatore

una non precisata (ma di certo illuminata) mente alle prese con la vera essenza della bellezza

Ruud Gullit

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l campionato è terminato, e diventa impresa ardua combattere quella nostalgia che ci rode durante i mesi estivi, quando si cerca di anestetizzare la smania di rivedere in campo i nostri beniamini cercando di scovare nuovi talenti durante le partite dell’imminente mondiale brasiliano. Terreno fertile quindi, per lasciarsi andare ai ricordi, ricordi neanche troppo sbiaditi dei bei tempi in cui durante l’estate sbarcavano in serie A campioni destinati ad entrare nella “Hall of fame” del calcio. E certamente nessuno toglierà mai un posto nella storia di questo sport al mitologico: Ruud Gullit Giocatore sontuoso, fiero, fisicamente indistruttibile quanto elegante nelle sue proporzioni pressoché perfette, con quelle gambe infinite che lo rendevano uno degli sportivi più coordinati che si siano mai visti. Un bollente animatore delle notti milanesi che con la sua simpatia contagiosa, contrapposta alla algidità aristocratica del divino Van Basten e alla riservatezza di Frank Rijkaard, ha sedotto migliaia di spettatori-spettatrici, tutti incantati dal suo volto sorridente, baffo e dreadlocks così inusuali per il campionato italiano, tutti simpatizzanti di quel Milan stellare di Arrigo Sacchi, e di quella nazionale olandese, con la maglia a rombi sfumati, che tanto ricordava l’arancia meccanica degli anni ‘70. Ricordandoci delle bancarelle dei mercati che in ogni dove sfoggiavano come best seller il cappello con le treccine attaccate, non posso far altro che chiudere con la perfetta descrizione che ne fece Vujadin Boskov (R.I.P.), che paragonò Gullit ad un “cervo che esce di foresta”, e se anche il cane del coach superstar Josè Mourinho porta il nome di questo calciatore, di certo non sarà un caso... http://unsexsymbolallasettimana.blogspot.it/

point of view di andrea pacella

Sergio Larrain

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pesso le cose più belle sono quelle più nascoste, e allo stesso modo alcuni dei fotografi più straordinari del ventesimo secolo sono anche tra i meno noti. È questo il caso di Sergio Larrain, il fotografo cileno scomparso nel 2012, che pur non essendo quasi mai assurto agli onori della fama è stato uno dei fotografi più apprezzati tra i propri colleghi, primo tra tutti Henri Cartier-Bresson che lo stimava a tal punto da volerlo con se in Magnum. Il suo modo di comporre le immagini è stato innovativo e fuori dalle regole del tempo, la sua visione pura e coinvolgente. Il suo libro Valparaiso, edito nel 1991 e oggi fuori catalogo, è considerato uno dei capolavori dell’editoria fotografica. Era uno di quei fotografi, come lo stesso Cartier-Bresson e come Winogrand, che puntava la sua Leica su ciò che del mondo, della vita lo emozionava. Nel 1982 Larrain scriveva a suo nipote, in una lettera, recentemente pubblicata: “Il gioco inizia quando si parte all’avventura, come un veliero dispiega le vele; […] vagare tutto il giorno per le strade, per posti sconosciuti, […] guardare, disegnare anche, e tornare a guardare, uscir fuori dal conosciuto, entrare nel mai visto, lasciarsi guidare dal piacere; di lì a poco troverai cose che ti susciteranno immagini, prendile come apparizioni”. Sulla valutazione delle proprie immagini era assolutamente rigoroso. Sempre nella stessa lettera ammoniva: “Quando sei sicuro che una foto non sia buona, cestinala! Prendi le migliori e ponile in una posizione più alta sul muro; bisogna ritrovarsi solo con le buone, salvare il mediocre fa sprofondare nella mediocrità, la psiche si fa carico di tutto ciò che non si elimina. […] Segui il tuo gusto e nulla più, non credere a ciò che non ti appartiene, la vita sei tu e la vita è quel che si sceglie; ciò che non sia di tuo gusto, scartalo, non ti serve, tu sei il tuo unico criterio, guarda comunque agli altri, apprenderai…”. Ma c’è un insegnamento più importante, tra quelli lasciati al nipote: “Non sforzarti mai a fotografare. Così facendo perderai la poesia, perderai il sentimento. È come forzare l’amore o l’amicizia. Non si può…”. a fianco: Sergio Larrain, London 1959 - http://it.leica-camera.com/


palati fini di miriam lepore e giulia tibaldi

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Più ti amo più ti nutro BAGUETTE AGLI ASPARAGI Ingredienti: un mazzettino di asparagi 1 baguette divisa in due 2 uova sode 1 cucchiaio di aceto di vino rosso aneto fresco senape olio d’oliva, sale e pepe, succo di limone Bolliamo le uova per circa 8 minuti e lasciamole raffreddare. Buttiamo in acqua bollente gli asparagi per qualche minuto, scoliamoli e facciamoli ripassare in olio. A parte tostiamo il pane, condiamolo con senape, olio, l’uovo sodo tagliato a fette, sale e pepe, aneto e qualche goccia di limone.

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l panino più grande che ho mangiato in vita mia me lo fece mia nonna. Ed è abbastanza logica come cosa. Mia nonna che mi chiamava “disgraìta” (disgraziata, ndt) se rifiutavo la seconda fettina panata, l’aggiunta di parmigiana o una bufala intera da ciucciare davanti alla tv. Ero una disgraìta perché rifiutavo il suo amore, un amore tutto sottoforma di cibo. Più ti amo più ti nutro. Una logica disarmante. C’è da ammetterlo. Eppure il panino più grande che ho mangiato in vita mia non era un panino zozzo (nel senso più amorevole del termine). Non c’era il sugo quasi violaceo tenuto a sobbollire per ore nella pentola, non c’erano le melanzane fritte o i sottoli, non c’era la frittata e neanche le cipolle Era grande e basta. Ma l’aggettivo grande non è sufficiente a spiegare il motivo per cui a 20 anni di distanza mi ricordo ancora quel momento. Faceva caldo, erano i primi giorni di agosto e ci preparavamo a partire. Ah certo

perché questa è un’altra unità di misura della nutrizione. Più sei lontano più ti nutro. Più vai lontano, più avrai bisogno di sostentamento. E se un tempo mia nonna era solita preparare importanti frittate di maccheroni per i suoi figli in partenza (partenza vuol dire anche un viaggio Roma-Firenze, sia chiaro), quel giorno mise il pane sul bordo del tavolo e tagliò in due il filone. Lo aprì scavando la mollica e riempiendo quel mezzo filone di copiose fette di mortadella. Io guardavo senza parlare. E fu allora che arrivò mio nonno. Lui, l’uomo della mia vita, con L’Unità sotto braccio. Prese qualche foglio di giornale separandolo dal resto e cominciò a piegarlo e ripiegarlo. Mi misero il mezzo filone in mano, e un cappello in testa, fatto coi fogli di giornale. “Ti abbiamo fatto un pranzo da vero muratore” mi dissero. Ed ero pronta a partire. http://www.underthetreemag.com

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basta stare tranquilli di simona santelli

L’importanza di chiamarsi in maniera decente

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amona D’Erba rifletteva ancora e ancora una volta sulla scelta dei suoi genitori di chiamarla Ramona. Un nome che già in età scolare aveva cominciato a dare i suoi problemi (il campo semantico legato al mondo del plein air era stato da subito evidente ai più), e allora giù via di Rametta D’Erba, Ramona D’Albero, Ramona D’Erbona. Ramina, Tressette e Scala Quaranta. Ed erano solo alcuni esempi. La demenzialità dei bambini fra i 7 e i 10 anni richiede la stessa pazienza di Tata Lucia nella puntata che le è costata la lettera di accuse dei pediatri italiani al Garante per la protezione dell’infanzia e dell’adolescenza, quando ha lasciato un infante in preda a una crisi isterica da solo al buio davanti alle telecamere sperando che imparasse ad addormentarsi come una persona normale. Se li ricordava così, i suoi coetanei: durante l’intervallo, intenti a sbeffeggiarla fra un morso al panino al salame e l’altro, che poi correvano a sfidarsi alle loro spade virtuali, e le femmine invece organizzavano tornei di gioco dell’elastico o campana e nei momenti di maggior concentrazione, BBBU! qualcuno di questi nanetti briciolosi e sudati veniva alle sue spalle e niente, equilibrio addio. Ramona, Ramona, cogli l’erbattona! Cioè, veramente. Non erano simpatici. Era una questione personale ma soprattutto stilistica. Era un CAZZORIDI ancora prima che lei fosse a conoscenza di una precisa terminologia atta a disprezzare e prendere le assolute distanze da colui che davanti a te è intento nell’atto di farsi una grassa risata chiaramente a sproposito. Gli anni passarono. Ancora un po’ troppo piccola per andarsene a spasso da sola e decidere con chi passare i pomeriggi lenti e assolati, Ramona era costretta a vedersela con i suoi simili più prossimi. I bambini erano divisi in piccoli gruppi recintati: c’erano quelli di via Gronchi, quelli dei palazzi blu, quelli dei palazzi marroni. E c’erano quelli del suo

palazzo, che erano, sfiga delle sfighe, tutti maschi. Così i problemi legati al nome non solo non svanirono ma si trasformarono, assumendo i classici connotati softcore tipici dell’età prepuberale. In pratica si passava da dare la caccia alle lucertole o appiccare fuochi mettendo le lumache sulla graticola a sempre più frequenti esplorazioni dietro la siepe, dove erano nascosti tesori di inestimabile valore: stralci di giornaletti porno. Ilona, Moana, Selen, Genna, Savanna riempivano gli occhi e i pensieri dei suoi compagni nelle ore in libertà vigilata, a pochi passi dagli occhi a dire il vero non troppo attenti delle loro mamme, disposte in cerchio a spettegolare su tutto e tutti. A volte le loro voci si abbassavano, facendo intuire un alto tasso di lirismo proibito nelle loro chiacchiere. Ovunque il sesso, catto-decantato, sognato, sembrava farla da padrone. C’erano le margherite, c’era il tepore delle tre, c’erano i pornazzi dietro la siepe. C’era che a scuola si erano studiati i vari apparati: da lì a chiamare Ramona - ORMONA! - il passo fu molto breve. Insomma, non era esattamente quello che può definirsi uno spasso. Ma Ramona era una bambina intelligente, quell’anno in prima media le era stato assegnato un prof. di educazione artistica che si chiamava Angelo Barbaro e la dicotomia la affascinava tantissimo. Ma questa sua sensibilità poetica non la risollevava dall’essere chiamata Ormona, anzi ci fu un episodio che suggellò definitivamente il suo status di femmina sfigata. Giacomino poverino era nato con una grave malformazione alle gambe. Viveva sulla sedia a rotelle, per di più al 5° piano del palazzo, che era senza ascensore. I genitori lavoravano tanto o comunque sembravano essere sempre molto indaffarati. La sua nonnina negli anni sempre più secca non ce la faceva a badare a lui e il fratellino piccolo, una vera canaglia. Per questo Giacomino si vedeva di rado, ma quando c’era era il protagonista indiscusso. Venivano comprati nuovi giornaletti,

fatti visionare con cura. Ramona chiaramente non partecipava a quei rendez-vous, diventati veramente troppo maschilisti. Si offriva però volentieri di spingere la carrozzina durante la prima parte di quelle miserabili ore d’aria infiocchettate come se fosse una festa. Se non fosse che uno di quei pomeriggi indossava una canottiera rosa fucsia, senza maniche. Cominciava ad avere una leggera peluria sotto le ascelle, ma non credeva fosse grave. ERRORE. Appena Giacomino la vide comincio a urlare, sbellicandosi dalle risate:- Amici Ramona è Mariangela!! Aaaaaahh…. Ramona è la figlia di Fantozzi aaaaaaaahhhh- Non se ne usciva. Ramona Fantozzona. Ramona Ormona. Ramona D’Erba rifletteva ancora e ancora una volta sulla scelta dei suoi genitori di chiamarla Ramona. Il padre, effettivamente, si chiamava Gusmano, che, insomma. La madre Maria, di cognome Bini, che però una volta sposata era diventata Maria D’Erba. D’Erba Maria. Storie di saghe familiari. La sua vita sembrava un lungo SALUTAMI-L-ANO. MISS K L’URINA. Sospirò, in attesa. Dolce. Si toccò delicatamente la pancia, accarezzandone la rotondità piena e tesa. Sorrise. Spicchi di sole entravano dalle finestre socchiuse. Quel promontorio sgranava tutta la stampa di una maglietta già sdrucita: - Chissà come sarà… quando sarai. - sussurò. Un attimo dopo si cacciò le mani le braccia le dita dentro la maglietta, in profondità, ravanando le membra, il tutto durò comunque meno di 3 secondi. Dalla T-shirt ormai svuotata spuntò un cuscino. Se lo mise di fronte, a braccia leggermente spiegate, e guardandolo intensamente disse: - ti piacerebbe chiamarti Gentile Sonnino? -

http://parolesantels.blogspot.it/ foto: “Rome, 1982” - courtesy of Charles Traub Damiani


la zona d’ombra di michele baldini

antagonismi gratuiti

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Porno

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ono un sostenitore della Pornografia ufficiale e fatta da professionisti e contrario al freelance. Credo che la Pornografia sia un genere, con codici e regole non manipolabili, che trasmetta utilità, come l’eccitazione, l’auto-soddisfacimento, il gusto. Rispettare certi cliché significa evocare certe utilità. Il non rispetto equivale al gratuito e al brutto. Per questo detesto la cialtronaggine che molti video porno esibiscono. La questione riguarda il concetto di stile. Secondo Gianni Vattimo la lezione estetica medievale introduce due elementi: l’opera e il simbolo, in cui sono rintracciabili la presenza divina. Tutto ciò che esiste in natura o si produce artificialmente deve essere ricondotto a Dio, quindi al bello e al bene sommi. E se dall’Umanesimo la commistione di stili è sempre stata considerata sinonimo di originalità, vorrei umilmente riconsiderarne “in questo momento storico” la portata. Alla rarità della bellezza, si è sostituita un’estetica dell’abuso. Io, dalla mia inutile anagrafe post-moderna, provo il desiderio di più

correttezza, di più – posso dire? – bellezza. Vedo su facebook foto di cani, feste di laurea, ecc. di infima qualità accostate a didascalie in cui la grammatica e la sintassi sono utopia. Vedo volgari video pornografici in cui il dettaglio sconfina nella ginecologia e in cui gli attori hanno la silhouette di un barbapapà. È orribile quando le immagini (e descrizioni annesse) dovrebbero alludere, nell’ordine, all’amore per gli animali, alla soddisfazione per un traguardo importante della propria vita, alla passione erotica. Abuso. Mi sento aggredito e frustrato da onde anomale di bruttezza che ambisce a trasmettere contenuti positivi. La stessa sensazione mi si è ripresentata durante la campagna elettorale appena trascorsa. E mi domando, senza risposta, come si possa dar credito a chi intende governare senza rispettare alcun codice estetico che, mai come in politica, in qualsiasi democrazia degna di questo nome, dovrebbe alludere ad un’opera e ad un simbolo, se non divini, profondamente umani.

palestra robur di leandro ferretti lezioni di ginnastica culturale per fiorentini

Le Cascine

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ittorio Alfieri ci andava a fare le sgommate in carrozza, seminando il terrore tra i villici della zona. Una volta era campagna di quella vera, poi è stato un porto di esotismo e modernità, poi quasi nulla per molti anni. Il Parco delle Cascine lo volle Cosimo I per andarci a caccia, oltre che per le coltivazioni. All’epoca la programmazione dei weekend era piuttosto semplice per i pochissimi che se li potevano permettere, bastava passare di poco l’attuale piazza Vittorio Veneto. I più festosi Lorena resero il parco maggiormente ciarliero, più dedito all’intrattenimento sebbene ancora privato. Fu la sora Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone, ad aprire le Cascine al popolo tutto. Che vi trovò le belle cose che i Lorena vi avevano costruito, dalla Palazzina Reale alle fagianiere alias Pavoniere alla curiosa piramide detta Diacciaja, usata come frigidaire (una simile è nel giardino di Boboli), alla fonte di Narciso che aveva ispirato versi a Shelley. Non c’era ancora invece il monumento a quell’indiano che nel 1870 si fece venire un accidente al

Grand Hotel e fu arso alla confluenza di Arno e Mugnone come i riti indù prescrivono, in quella punta estrema di Firenze che guarda l’infinito. Negli ultimi trent’anni le Cascine avevano smesso di divertire, di notte oscuro ricettacolo di traffici erotici e guazzabuglio di comunità fo-

restiere alcoliche di giorno. Ora si investe e si spera che quel gran lembo di verde che dorme lungo il corso dell’Arno possa tornare come nei giorni eroici dell’Epoca Bella quando pullulava di velocipedi e giovanotti in braghettone che rincorrevano i primi palloni. Dall’Indiano al futuro.

foto: Michele De Simone


altRi eVenti - Musica 17 luglio - ore 21.30 Fiesole, Teatro Romano P.R.G.

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26 giugno - ore 21.30 Fiesole, Teatro Romano

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Music Pool - Vivere Jazz Fondazione Fabbrica Europa Suona francese 2014

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anteprima Festival au Désert/presenze d’Africa

28 giugno - ore 21.30 Fiesole, Teatro Romano Coro e Orchestra Desiderio da Settignano evento speciale per i 25 anni di attività

Das KlagenDe lieD

(IL CANTO DEL LAMENTO)

fResu Quintet Paolo ANNI 30

30 giugno - ore 21.30 Fiesole, Teatro Romano

biglietteria del Teatro Romano via Portigiani 3, Fiesole tel. 055 5961293 (ore 10/18.30)

16 giugno - ore 21.30 Fiesole, Teatro Romano

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Musica 18 luglio - ore 21.30 Fiesole, Teatro Romano Music Pool - Vivere Jazz

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Teatro Solare - Alchimie ROBERTO ABBIATI

una taZZa Di MaRe in teMPesta

altRi eVenti - Musica

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17 e 18 luglio ore 19.30, 20.15, 21, 21.45, 22.30 Fiesole, Sala del Basolato

cineMa 20 luglio - ore 18 Fiesole, Teatro Romano

NEM - Nuovi Eventi Musicali

Do ut Des

PRENDI vALORI O DAI vALORE?* * alla cassa potrai ottenere un biglietto pagando 15 euro o prendendone 5: a te la scelta

in collaborazione con Fondazione Sistema Toscana e Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani PREMIO FIESOLE AI MAESTRI DEL CINEMA

giusePPe toRnatoRe

UNITY

Musica

Musica

2 luglio - ore 21 Fiesole, Area Archeologica, Tempio Etrusco Romano

24 luglio - ore 21.30 Fiesole, Teatro Romano

Scuola di Musica di Fiesole

NEM – Nuovi Eventi Musicali CRISTINA DONÀ

17 giugno - ore 19 merenda ore 18 Fiesole, Teatro Romano Scuola di Musica di Fiesole

seRata MonteVeRDi

oPeRa Bestiale

Musica

altRi eVenti - Musica

11 e 12 luglio - ore 21.30 Fiesole, Teatro Romano

19 giugno - ore 21.30 Fiesole, Teatro Romano P.R.G.

BRitti aleX 2014 TOUR

Musica 21 giugno - ore 21.30 Fiesole, Teatro Romano Scuola di Musica di Fiesole FESTA DELLA MUSICA I

PReMio aBBiati PeR la scuola altRi eVenti - teatRo

23 giugno - ore 21.30 Fiesole, Teatro Romano Chille de la balanza

la teRRa, il coloRe stoRie fiesolane Musica

25 giugno 2014 - ore 21.30 Fiesole, Teatro Romano NEM - Nuovi Eventi Musicali PREMIO NEM/MUSICA 2014

natalia gutMan

Musica

altRi eVenti - DanZa 28 luglio - ore 21.30 Fiesole, Teatro Romano

Scuola di Musica di Fiesole

Compagnia Emox Balletto FRANCESCO MARIOTTINI

la cleMenZa Di tito

acHille e Pentesilea Compagnia Duende

altRi eVenti - Musica

BoleRo

14 luglio - ore 21.30 Fiesole, Teatro Romano

altRi eVenti - Musica

NEM - Nuovi Eventi Musicali ANTONIO DIODATO

martedì 29 luglio - ore 21.30 Fiesole, Teatro Romano

oK coMPuteR RaDioH eaD

Associazione Musicae TAKE FOUR GUITAR QUARTET

oRient eXPRess

teatRo

altRi eVenti - Musica

15 luglio - ore 21.30 Fiesole, Teatro Romano

2 agosto - ore 21.30 Fiesole, Teatro Romano

Teatro Solare - Alchimie TEATRO DELLA CADUTA

leoPaRDi sHocK

P.R.G.

STORIA INTIMA DEL NOSTRO TEMPO

teatRo 16 luglio - ore 21.30 Fiesole, Teatro Romano Teatro Solare - Alchimie MARTA CUSCUNÀ

la seMPlicitÀ ingannata

toMMY/tHe wHo

PiPPo Pollina & fRienDs

a.it

lan ieso

f ate t s e w. i su ww seguic


amanti - eleonora pacciani


parole 29 di gabriele ametrano

MARTINI EDEN

a cura di Carolina Cutolo Nutrimenti - pp. 110 Nove parti di gin Tanqueray, una parte di vermouth Noilly Prat e una scorzetta di limone. Truman Capote lo chiamava la pallottola d’argento, gli altri lo chiamano Martini. E non è semplicemente un cocktail: il Martini è un mito, un sapore inconfondibile d’arti tempi, è una variante alla saggezza e un ricettacolo di aneddoti e credenze. Alcuni lo definirebbero una religione. Questa miscela più o meno secca è ovunque: nei film, nelle serie televisive, nei libri e nel sangue dei loro autori. Ernest Hemingway ne inventò almeno due varianti dry, molto dry. Dashiell Hammett ne glorificò la musicalità mentre Dorothy Parker esaltò la sua efficacia: “adoro farmi un Martini, massimo due, al terzo finisco sotto il tavolo, al quarto sotto il mio ospite” disse ammiccando al suo invitato. Dalla prima del Novecento il cocktail Martini è giunto fino ad oggi avvolto nella sua misteriosa aura e il suo aristocratico status symbol. Tanto amato che sei scrittori hanno voluto misurare le parole col gin e il vermouth. “Martini Eden” è la raccolta di racconti nati sicuramente sorseggiando un Martini. Filippo Bologna, Gianfranco Calligarich, Sapo Matteucci, Massimo Morasso, Filippo Tuena e Carolina Cutolo hanno versato in questa pubblicazione un bel po’ di creatività, un misurino di amusement letterario e una scorza di sano cinismo. Ogni racconto pone la coppa di Martini in rapporto con se stesso, l’altro, il mondo circostante, mantenendo in bilico realtà e geniale visione fino alla vertigine intellettuale a cui il lettore deve aggrapparsi per non perdere il senso. Una raccolta alcolica geniale, motivata e divertente che fa tornare una coppetta alcolica servita oggi con disinvoltura (a volte fin troppa) al suo rito, ai suoi significati reconditi, alle sue ripercussioni inaspettate. Perché, come un giorno disse Cole Porter,“hanno scoperto che la fonte della giovinezza è una mistura di gin e vermouth”. Per capire se tutto ciò sia vero bisogna sorseggiare un Martini ma prima leggete che è meglio.

VITE SEGRETE DEI GRANDI SCRITTORI di Robert Schnakenberg Electa - pp. 304 Lo sapevate che Oscar Wilde aveva denti fetidi e anneriti? Sapevate anche che l’autrice di Piccole Donne aveva un piccolo problemino con l’oppio e che Sartre amava dilettarsi con la mescalina? Beh, se siete già al corrente di tutte queste cose allora “Le vite segrete dei grandi scrittori” potete evitare di leggerlo. Nel caso contrario questo volumone di poco più di 300 pagine diventerà per voi un rifugio di pettegolezzi e un perfetto compagno di lettura. Robert Schnakenberg ha il gusto del retroscena e ha voluto scovare dietro alcuni grandi nomi della letteratura il vero senso della loro esistenza. Perché scrivere è stato per alcuni conseguenza di una vita tutt’altro che noiosa. Joyce, Fitzgerald, Whitman, TolStoj, Salinger e tanti altri sono schedati, analizzati e poi messi a nudo per le loro stranezze. Insomma, in queste pagine troverete racconti strani ma veri di adulteri, drogati e malati di sesso. Poi, dopo tutto ciò, li considererete anche grandi scrittori.

Letture digitali IL GIALLO DI PONTE VECCHIO

STORIA DI UN CORPO

di Letizia Triches

di Daniel Pennac

Newton Compton Editori - ebook

Feltrinelli - ebook

Un quadro, il restauratore Giuliano Neri, un assassino di prostitute e di sottofondo i colori del Rosso Fiorentino. Siamo a Firenze e ieri come oggi l’arte muove i passi della città. Una realistica indagine che va di pari passo con l’atmosfera del Mostro ma con la quale (fortunatamente) non ha niente a che fare. Scritto con maestria, le pagine di questa indagine rubano realtà alla fantasia. E dopo la lettura tutti a capire quale quadro della mostra “Pontormo e Rosso Fiorentino” di Palazzo Strozzi ha dato l’idea all’autrice.

Pennac cambia scrittura, cambia soggetti, cambia la sua letteratura. Questo è il diario di un genitore defunto, ritrovato dopo la sua dipartita. Ma non facciamoci ingannare: non sono pagine sentimentali e strappalacrime. Anno dopo anno vi racconterà del corpo di un uomo, in tutte le sue trasformazioni, le sue tendenze, i suoi malori e la sua forma. Siamo di fronte ad un capolavoro e ad alcuni di voi verrà la pelle d’oca, tanto per rimanere in tema.

http://www.gabrieleametrano.com/wp/


30 suoni di Lespertone

YANN TIERSEN ∞ (Infinity) Mute Alla fine non è certo colpa del povero Tiersen. Si presume che gli sia stato chiesto di musicare un film, che gli sia arrivata la sceneggiatura sotto mano, che gli fosse stata raccontata l’ambientazione e che lui abbia consegnato il lavoro. Tutto qua. Se poi quel film, stiamo parlando ovviamente del “Favoloso Mondo di Amélie” con Audrey Tautou protagonista, è stato praticamente visto da tutti, da un certo punto di vista, per lui, sarà stato certamente un bene. Dall’altro, Yann Tiersen, chi quello di Amélie? Ecco, Yann Tiersen non è quello di Amélie. O non solo. Questo “∞ (Infinity)” è il suo ottavo album e lui è un compositore e polistrumentista francese. Fra l’altro, apriamo parentesi, i danni che ha fatto Amélie sono stati (almeno) catastrofici. Agli inizi degli anni duemila era tutta una frangetta e bimbe svampite. Sui social credo di avere almeno un centinaio di Audrey Tautou amiche. Più o meno gli stessi danni causati nell’immaginario femminile (e di conseguenza anche in quello maschile) da robe tipo Sex and The City. Che poi magari una pensa che davvero la vita funzioni in quel modo lì. Eh, no. Ma parliamo di musica, che per quel che riguarda cinema e serie tv, su questa prestigiosa rivista, ci sono delle lespertone molto più ferrate di me. Senza dover arrivare alla fine di questa recensione, già vi anticipo che il nuovo disco di Tiersen è magnifico. E non ci si annoia un secondo, cosa da tener sempre di conto quando ci si approccia ad un certo tipo di musica, chiamiamola cinematica. “Infinity” è stato registrato nel mezzo del nulla. Quindi lontano anni luce dalla Montmartre raccontata nel film e dagli oltre due milioni di abitanti di Parigi. Le prime registrazioni sono state effettuate a Reykjavik e sono state poi terminate sull’Isola di Ouessant, in Bretagna. Cosa buffa, su quell’isola ci sono 888 abitanti, al 2012. Non proprio due milioni. La vita di Tiersen in quelle settimane era girare col camper, in bicicletta (sua passione) e con un portatile sempre in zaino. Dai brani del disco emerge come meglio non potrebbe emergere tutto il bucolico respirato da Yann. Ma non un bucolico frou frou e leggerino, ma un bel bucolico sostanzioso. Un bucolico rock. Non solo, ma anche il linguaggio – faroese, islandese, inglese, bretone – dona ulteriore fascino e corpo al disco. Proprio il cantato, unito ad un nuovo ritorno di fiamma del suono giocattoloso e noise degli esordi, è ciò che rende “Infinity” uno dei lavori più riusciti di Tiersen. Le atmosfere, rette da archi che raccontano al meglio i paesaggi in cui è nato il lavoro, sono quelle a lui care da sempre. Ci sono degli strumenti giocattolo, l’elettronica e le chitarre. Oh, sì, le chitarre. Quelle che abbiamo ritrovato anche nelle musiche di Teardo, per capirci meglio. Sembra tutto molto complicato e caotico, ma “Infinity” è il disco più accessibile e squisitamente pop, senza perdere un briciolo di spessore, scritto da Yann Tiersen. Basta poco per innamorarsi di questo lavoro. L’apertura tempestosa noise a mò di prologo di ‘∞’, per esempio. O il primo singolo ‘A Midsummer Evening’ dove in poco più di quattro minuti sono riassunte tutte le cose più belle del disco. Ma. Ma. Il bello. Il più bello, arriva in fondo. Dove Aidan Moffat, che tutti voi ovviamente saprete essere la voce più bella di tutti i tempi, nonché quella degli Arab Strap, mette il suo accento scazzato celtico nella bellissima e conclusiva ‘Meteorites’. Una roba strappalacrime e irresistibile, se avete un cuore. Ed io so che lo avete. Anche Yann Tiersen ce l’ha, ed ha fatto un gran disco.

THE ANTLERS Familiars Transgressive

Ormai lo saprete ho un debole per i fiati. Quindi se il nuovo disco dei The Antlers si apre con un brano come ‘Palace’, caschiamo nel posto giusto al momento giusto. Ma è tutto giusto, “Familiars”. Fra echi del Buckley giovane e alternative-pop ultra sofisticato. Quasi ai livelli del magnifico “Hospice”, loro terzo album uscito nel 2009. Quasi, perché seppur di poco – che ‘Palace’ è davvero molto bella – ma qui manca una ‘Two’. SWANS To be kind Mute

Nato provando alcuni brani dal vivo e completando gli altri in studio, “To be Kind” è il nuovo album degli Swans, ovvero la dolce creatura di Michael Gira. Come per il precedente “The Seer”, anche questa volta bisogna prender permesso a lavoro perché il disco dura due ore buone. Due ore in puro stile Gira, claustrofobiche, dal blues malato a tratti evocativo ed apocalittico. Inarrivabile, una volta di più. HUNDRED WATERS The Moon Rang Like a Bell !K7

La sorpresa del mese si chiama Hundred Waters, quartetto proveniente da Gainesville in Florida democraticamente composta da due fanciulle e due fanciulli. “The Moon Rang Like a Bell” è il loro secondo lavoro ed elabora con personalità quella che un tempo, neanche troppo lontano, si chiamava folktronica. Ma se vi piace la Bjork di Vespertine, il Fourt Tet più morbido e qualche glitch glaciale, qui ci sono note per le vostre orecchie.

Chi più ne ha più ne metal KILLER BE KILLLED S/T (Nuclear Blast) La sindrome dei super-gruppi ce la siamo fatta passare da molto tempo: dall’uscita dei Nailbomb vent’anni fa (anche quello con Max Cavalera) ci è toccato ascoltare umiliazioni come Audioslave e Superjoint Ritual e abbiamo deciso che non era il caso di proseguire. Killer Be Killed, oltre al Bob Marley del Metal di cui sopra, comprende Greg Puciato di The Dillinger Escape Plan, Troy Sanders dei Mastodon e Dave Elitch, ex-Mars Volta, e non si può definire un fallimento, me ancora meno un capolavoro. Se certamente di montagna si può parlare, sarebbe forse ingeneroso definire Killer Be Killed un topolino, ma rimane quel dubbio che si fa vivo tutte le volte che un disco del genere bussa alle porte dei negozi: loro si sono certamente divertiti a farlo, ma a noi che importa? Una dozzina scarsa di brani di metal moderno, sbatacchiati fra thrash, hardcore e la cifra unica dei Mastodon. Mettetelo in macchina, alzate e guidate svelto: funzionerà. Provate a trovarci la profondità che si richiede ai grandi album e rimarrete a bocca asciutta.  http://solomacello.blogspot.it/


Via Alaman n i 7r, 50123 Fi re nze (SM N) T. 055 2382749 pesc he riasan pietro. it


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