Un quartiere: raccontare Lunetta

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Avevano abitato sempre di fianco...

ma fino a quel giorno, non si erano mai conosciuti davvero.

Lei, una giovane donna che studiava scienze dell’educazione, e che dedicava il suo tempo libero al volontariato nel centro di aggregazione giovanile.

Lui, un ragazzotto di origine sudamericana che lavorava nel quartiere come postino e amava vagare al suo interno dopo il lavoro, possibilmente con una birra in mano.

Quando si incontrarono per caso, e cominciarono a parlare, un solo pensiero aleggiava nella loro testa...

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Il loro rapporto piano piano cominci0’ a prendere vita, diventando sempre piu’ profondo ed intimo...

Purtroppo pero’, il quartiere veniva ancora visto come un luogo pericoloso, e una strana delibera venne approvata, per controllare cio’ che gli abitanti facevano, invadendo quasi del tutto la loro sfera privata.

I cittadini vennero quindi obbligati a condividere le loro attivita’ quotidiane sui social media ogni fatidica ora del giorno, per permettere alle cosiddette autorita’ di valutare se il quartiere fosse ancora cio’ che era venti o trenta anni fa.

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...Proprio tutto!

Gli abitanti furono costretti a condividere quello che succedeva nel quartiere, dentro e fuori le loro case. Si doveva mostrare tutto della propria vita...

Si davano appuntamento nei posti meno affollati e meno sospetti, come il bagno della sede universitaria di quartiere...

Fu cosi’ che furono costretti a incontrarsi di nascosto per non dover rivelare la loro relazione in pubblico, inventandosi scuse con amici e parenti...

Oppure al centro di aggregazione giovanile, uno dei pochi luoghi sicuri e meno controllati.

Negli angoli bui e nascosti all’entrata delle palazzine...

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Lui, preso dall’angoscia e dall’ansia di non poterla vedere liberamente, un giorno comincio’ a vagare per le strade, cercando conforto nell’ambiente che lo circondava.

Sebbene il cielo azzurro lo rincuorasse ogni volta che vi posava occhio, dandogli speranza che... Alcuni luoghi gli fecero notare quanto il quartiere fosse ripetitivo nella sua struttura...

Un giorno sarebbe fuggito da quella prigione.

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Qualche tempo dopo pero’, comincio’ a notare che il quartiere stava cambiando in meglio, divenendo sempre piu’ colorato...

Era come se qualcuno volesse mandargli un messaggio di qualche tipo, attraverso quei dipinti che comparivano sui palazzi...

Giro’ in lungo e in largo, cercando in ogni pertugio, vicolo o piazza, i segnali che volevano trasmettere un solo messaggio, chiaro e limpido alle autorita’...

“lunetta e’ cambiata”.

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Quando si videro per l’ennesima volta di nascosto, lui aveva compreso cio’ che doveva fare. Le disse: “non possiamo continuare a incontrarci cosi’. Devo fare qualcosa.”

Fu cosi’ che organizzo’ una protesta pubblica contro l’amministrazione, reaLizzando assieme a molti altri un bellissimo graffito su un palazzo poco lontano dall’universita’.

Questo atto desto’ finalmente tutti gli altri abitanti, che successivamente andarono a protestare in comune, richimando l’attenzione dell’opinione pubblica.

Finalmente, dopo molti mesi di lotta contro i pregiudizi, la delibera venne annullata, facendo ritornare la felicita’ nelle case del quartiere. Specialmente in quella di anna e marco.

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QUESTO AUTUNNO, MI SONO PROPRIO DIVERTITA A ESPLORARE LUNETTA!

ALL’INIZIO MI SONO PERSA E TUTTO MI SEMBRAVA GRIGIO

I PALAZZI...

...I MURI IMBRATTATI...

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...MA POI HO INCONTRATO NUOVI AMICI,

CI SIAMO CONOSCIUTI,

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ABBIAMO GIOCATO INSIEME

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E CON LORO HO SCOPERTO CHE LUNETTA È RICCA DI NATURA

E DI FORME GEOMETRICHE

QUI C’È TUTTO QUELLO CHE MI PIACE!

ME L’HANNO DETTO ANCHE I MURI CHE LUNETTA ...

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