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Anno 10 Numero 1

In questo editoriale del primo numero di Lunarfollie dovevamo parlare di scuola, di inizio di un nuovo anno. Dobbiamo invece parlare di strage e di morte. La realtà ha superato, alla fine, qualunque fantasia, anche la più malata. Niente oltre al silenzio e alla solidarietà può essere espresso alle migliaia di persone e alle loro famiglie colpite dalla cieca violenza degli attentati di New York e Washington. Tutti abbiamo provato sgomento e orrore. Ma a distanza di qualche giorno bisogna riuscire a riflettere a per non cadere nella facile trappola della violenza, che mai come oggi può portarci sulla soglia di una tragedia mondiale. I terribili attacchi agli Stati Uniti si possono leggere come il punto di rottura di un sistema, quello oggi dominante. Un sistema di cui gli Usa sono, nel bene e nel male, il simbolo ma che riguarda anche noi che siamo parte integrante del ricco occidente. Un sistema che presenta grandissime falle, forse maggiori di quelle dimostrate dai servizi segreti americani. Basti pensare ai disastri ambientali, all' esclusione delle masse nel Sud del mondo da una vita dignitosa, all’insicurezza globale. Le menti malate che hanno pensato, costruito, investito denaro

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e vite umane in un progetto così terribile e assurdo come quello degli attacchi kamikaze hanno trovato terreno fertile nella rabbia secolare di alcune frange di esclusi. Si profila uno scontro tra civiltà: il mondo Occidentale e quello Arabo-islamico. Un conflitto drammaticamente evidente e atteso. Ma bisogna anche fare attenzione; un atto terroristico resta un atto terroristico, seppure di dimensioni spaventose. E come tale va trattato, con l’azione comune e la solidarietà di tutte le nazioni del mondo perché il terrorismo è globalizzato, anche lui, e ne soffrono prima di tutti paesi che non si possono certo definire “occidentali”, come l’Algeria (con le sue migliaia di bambi-

Settembre 2001

ni sgozzati), l’Egitto, il Sudan, le Filippine. Dio ci salvi dalle dichiarazioni di guerra di cui molti hanno già voluto riempirsi la bocca e dalla «lotta del bene contro il maINDICE Violenza chiama ... Vendetta e ... La scuola riparte Terrorismo virus L’unica strada La mia scuola Il saluto del Preside Occasioni Oroscopo Movie Pianeta Musica Sport news Santiago Dalla biblioteca Lunardi 2001-2002 Veniamo da …

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REDAZIONE ALOISI VALERIA BAZOLI SARA BELLI MONICA BERLASSINI BARBARA BETTINI CHIARA BIANCHI IRENE CIOFFI ANGELO COELLI FEDERICA CRISTINI PAOLA FOLTMAN CRISTINA FRANZONI FABIO GRECO RAMONA GUERRESCHI SARA MARIANI ANDREA MARTINAZZOLI LINO MATTEI GIUSEPPE MACCARINELLI MONI MINO LAURA MORONI GIANCARLO NOVENTA ROSSELLA OLIVA FABIANA ONEDA SIMONE PASOLINI ELENA PASINETTI ELENA PEZZALI GIULIA SALERI M. ANNA SANDRINI MARIKA SANTIN VALENTINA SAVIOLI DENISE STABILE SILVIA TARANTINO LUCA TIRABOSCHI VELE. VALZELLI STEFANIA VANTADORI VALE. ZANARDELLI KATIA ZEGGAI MIRIAM ZUBINI SARA

4N 5B 3F 3F 5D 5H 4F 5L 3B 4B 4B 4B 5D 3F 5F 5F 5D 5C 5L 4L 3F 5C 3B 1O 4D 2E 5B 5F 3F 4B 5F 4H 5B

Lunarfollie viene pensato, prodotto, stampato e distribuito presso il CIC dell’ ITC LUNARDI, via Riccobelli 47 25125 Brescia, Italia. Tel. 030/2009508/9/0 Fax 030/390996 E-MAIL ciclun@master.cci.unibs.it

le» come dice il presidente Bush, una divisione manichea del mondo che – se accettata continuerà a generare violenza. Violenza che genera altra violenza. Perché, pur con il massimo rispetto per le vittime e la condanna assoluta e totale della disumana aggressione, questa tragedia non ci farà smettere di dissociarci dalla politica estera statunitense di questo secolo, dalle responsabilità della Cia in Nicaragua, Cile, Haiti, Panama, Brasile (solo per citarne alcuni), in Africa (pensiamo ai Grandi Laghi), in Medio Oriente (dove tra l’altro finanzia gruppi fondamentalisti tra cui lo stesso Bin Laden, addestrato e sostenuto dagli Usa per la guerra contro i Russi in Afghanistan) e prima ancora in Asia (Vietnam insegna). Responsabilità, condivise talvolta con governi locali, nella morte di centinaia di migliaia di persone. Anche loro civili, anche loro innocenti. Non c’è il bene da una parte e il male dall’atra, non è così semplice. Di fronte a questa spirale di odio noi studenti, dobbiamo continuare a sostenere quello che abbiamo sostenuto in questi anni: la linea della nonviolenza. La vera nonviolenza, che è ricerca attiva della giustizia, nel rispetto di ogni vita umana e che non può accettare ritorsioni e vendette. In un mondo dove tre quarti dell’umanità non ha abbastanza da mangiare la sicurezza è una chimera, anche sotto un ridicolo scudo stellare. Abbiamo bisogno non di terrorismo e guerra, ma di giustizia e pace La Redazione

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A ormai più di 15 giorni dall’attacco terroristico a New York e Washington, che ha portato sgomento ed orrore in tutto il mondo, la violenza ha prevalso sul buon senso: gli Stati Uniti hanno deciso di attaccare l’Afghanistan, principale paese indiziato per aver protetto per anni gruppi di fondamentalisti islamici, tra cui lo stesso Bin Laden. C’era da aspettarselo, questo colpo di sciabola è stato troppo forte per un gigante dai piedi d’argilla quale gli Stati Uniti. La violenza in questo caso non poteva che generare violenza. Mi sorge allora un dubbio: l’attacco all’Afghanistan servirà per fermare il terrorismo o sarà solo una sorta di vendetta per gli USA? Penso che per combattere il terrorismo, fenomeno anch’esso ormai globalizzato, la vendetta non serva a molto, bisogna invece che tutto il mondo si unisca per cercare di sradicare da menti “malate” l’idea di far terrore per ottenere ciò che si vuole, come diceva Gandhi: non è con la violenza che si fa fronte alla violenza. Elena 4 L


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Pubblichiamo volentieri questa riflessione del Presidente della FOCSIV (Federazione degli organismi di volontariato internazionale) ) che ci è sembrata “fuori dal coro” e proprio per questo particolarmente interessante

Propongo che l’11 settembre sia proclamato il giorno della condivisione, prima che qualcuno lo proclami il giorno della vendetta. E’passata una settimana dall’attacco all’America. Proprio così titolavano le Tv d’oltre oceano: attacco all’America. Può essere tutto: un incidente di percorso, oppure la fine della storia, oppure qualcosa di inedito, una via di mezzo fra le due possibilità, o la somma di tutte e due. Le diagnosi e le previsioni le abbiamo lette. Non vedo altra ricetta che quella suggerita il primo giorno dell’attentato: pregare. Non perché ognuno di noi si debba trasformare in uomo o donna di chiesa, pregare è una scelta personale, ma perché la prospettiva di una guerra è terribile. La guerra sempre più colpisce i civili, gli inermi e salva i soldati, l’elite che è diventata (anche da noi) una professione, mentre prima era

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un servizio di leva. Contemporaneamente l’uomo, da persona è diventato risorsa economica, come il petrolio, il ferro, il frumento.Una guerra, dove conta più lo spettacolo dello scontro perché giocata sulla forza dei mezzi di diffusione, TV, radio, giornali, internet, telefoni, che sono di persuasione, di imposizione forzata e lo

dimostrano. Una guerra che non si basa più sulle scelte tradizionali, dove si cercava possibilmente di salvare la pelle, ma giocata sul disprezzo sempre più totale della vita propria e altrui. Cosa fare: per punire i colpevoli, in teoria, occorre un tribunale che giudica, altrimenti è giustizia sommaria, ma se c’è un tribunale passa del tempo, ci possono essere pareri diversi, non si può.

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“Tutto il mondo è stretto intorno all’America”. Non è così. La maggioranza del mondo, magari in silenzio, quasi in silenzio, purtroppo ha gioito. Non per la morte di tanta gente innocente, ma per la ferita inferta all’America, alla super potenza mondiale, al centro della ricchezza e della forza militare: le Torri Gemelle, il Pentagono. Coloro che non hanno nulla da perdere, che sono molto poveri - nel mondo cinque persone su sei - non hanno pianto insieme all’America. I Capi di Stato e di Governo, le persone più in vista, si sono detti dispiaciuti e hanno condannato l’attentato. Erano sinceri, o l’hanno fatto per convenienza, per paura, o perché godono dello stesso benessere di chi è stato colpito? I loro cittadini, i loro sudditi, quelli no, quelli hanno pensato: “piangiamo tanto noi, adesso piangano gli altri per una volta”. “Mai più il mondo sarà come prima”. E’ stato detto da tutti. Sono cambiati i parametri, finite le patrie, le solite istituzioni anche se ci sono ancora e chissà fino a quando. Odio e invidia sono i nuovi


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parametri a cui riferirsi. Occorre guardarsi intorno, trovare i rimedi, scoprire l’assassino. L’amore, con il suo contorno di condivisione e di compassione, è stretto in un angolo, sempre più stretto. Da una parte il diritto, dall’altra chi lo vuole abbattere e allora bisogna allearsi con Pechino, con Mosca. E piazza Tienanmen e la Cecenia? Viene avanti il nichilismo, la follia del nulla che chiamano Dio. Occorre una mobilitazione umanitaria, non una mobilitazione di guerra. “Certo che si suicidano” - ha detto il commentatore di una televisione americana - “se venissi dai loro paesi lo farei anch’io”. Dal 1983 al 2000 ci sono state 286 azioni suicide di guerra. Ce le siamo dimenticate o forse non le abbiamo nemmeno rilevate. Occorre subito la pace là dove c’è la guerra. Occorrono istituzioni stabili e forti a livello internazionale che gestiscano la pace, vedi Tribunale Mondiale, finora osteggiato da molti. Soprattutto occorre lo sviluppo dei paesi poveri. Occorre più cooperazione con i paesi

poveri. Il terrorismo è la sfida totale alla democrazia. C’è chi dice che quello non è terrorismo, ma che è l’unica arma disponibile per combattere la nostra democrazia che non fa quasi nulla per impedire che ogni giorno , ad esempio, 30 mila bambini muoiano di fame. Mi rimangono impresse nella mente due fotografie: la bandiera americana che sventola, con poche persone intorno, sopra un mucchio di rovine e lo scheletro delle due torri come canne d’organo, di quelle che si vedono nelle chiese gotiche. Penso che il quarto aereo sia caduto davvero per mano di un gruppo di eroi e il loro gesto ha salvato tante altre vite umane, mentre quello dei dirottatori suicidi ha spento molte vite umane. La scelta finale è stata identica, ma che differenza! Occorre pensare, perché sui mezzi di comunicazione l’andamento dei titoli in borsa sta già occupando più spazio del ricordo della tragedia e perché anche di noi non si debba dire: “Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, vi abbiamo cantato un lamento e non avete pianto”.

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Agostino Mantovani Anche quest’anno la scuola è ripartita. Abbiamo ripreso i nostri posti, salutato i compagni, aperto i libri. Sono tante le novità:nuovi locali nel sottotetto al terzo piano, lo scivolo perché anche gli andicappati possano facilmente andare in palestra ma soprattutto nuovi compagni e nuovi insegnanti. Ai primini giunga un saluto particolarissimo unito all’invito a far parte della redazione di Lunarfollie che è sempre aperta a nuovi contributi e a nuove collaborazioni. Un saluto anche ai nuovi insegnanti. Benvenuti sulla grande nave del Lunardi! Cercate di portare la freschezza della vostra esperienza e una nuova carica per crescere dentro la scuola dell’autonomia. A tutti l’augurio di buon lavoro. I gravi fatti internazionali devono insegnarci a non perdere tempo e a on disperdere energie ma a lavorare subito con convinzione. E’ nel nostro interesse prepararci bene alla vita.


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Il terrorismo non è un fenomeno nuovissimo anche se negli ultimi anni ha visto un crescendo preoccupante che ha raggiunto il suo culmine negli attentati terribili portati a segno negli USA. Conosciuto soprattutto nelle società sviluppate questo fenomeno è tanto più atroce e insopportabile in quanto fa risorgere la possibilità di una morte cieca la dove ci si sforza in mille modi di nascondere la morte e di evitare i rischi di conflitti cruenti grazie al diritto e alla negoziazione. Il riemergere di una violenza che va contro ogni regolazione pacifica dei rapporti sociali appare ancora più incomprensibile e scandalosa della stessa guerra. L’assurdità del terrorismo spiega le reazioni emotive esagerate che forse gli autori stessi cercano di creare. Reazioni giuste perché il terrorismo fa pesare sulle nostre società la minaccia di una violenza nuda e non permette alcuna possibilità di difesa. Tutto quindi si scarica sulla reazione che consegue all’attentato. Fenomeno assai complesso quello del terrorismo. Bisogna dunque, con pazienza e coraggio, delinearne i confini, stimare i valori sociali, politici e spirituali in causa, interrogarsi sui mezzi idonei a far fronte a questo dilagare della violenza senza però cadere vittime di una violenza estrema che consacrerebbe la vittoria del terrorismo e la sconfitta della democrazia. Il

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terrorismo ci costringe a riflettere a fondo sul sistema democratico e sulla sua reale capacità di gestire un mondo globalizzato e al contempo profondamente diviso.

L’effetto terrorismo Una guerra classica presuppone una chiara identificazione del nemico e quindi anche dei combattenti, ci si riconosce per l’uniforme, la postazione e solo recentemente le popolazioni civili sono state coinvolte nei combattimenti con i bombardamenti e gli attacchi missilistici. Tutto questo scompare in un atto terroristico: cade all’improvviso sui viaggiatori di un aereo, su passanti di una strada, sugli uffici di un grande edificio in una parola sul cittadino qualsiasi. Arriva non si sa da dove né da chi. Le vittime sono realtà senza importanza agli occhi degli attentatori che intendono lanciare messaggi ai pubblici poteri. Questa “confusione” è parte integrante del fenomeno terroristi-

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co e genera una immensa paura perché sul momento nessuno sa di chi si tratti, contro quale bersaglio la violenza sia indirizzata, se si fermerà e se continuerà con una tattica sconosciuta. La confusione dei segni di riconoscimento sconvolge l’intero tessuto sociale. La pubblicità Il fenomeno terroristico ha bisogno della massima pubblicità e della massima messinscena che vengono immancabilmente garantite da stampa e TV. Il terrorismo deve fare impressione, suscitare emozioni violente, deve giocare sull’immagine e sull’immaginario, ha bisogno che si parli che si facciano pagine intere di giornali e ampi inserti fotografici. Per questo il terrorismo calcola i suoi attacchi perché avvengano in momenti (cambiamenti di governo, grandi assembramenti) o in punti particolarmente sensibili (aeroporti, treni TGV, torri simbolo, magazzini di lusso, ambasciate…) che colpiscono l’immaginazione delle persone. Così, proprio grazie ai media, vittime scelte o indiscriminate divengono messaggi potenti rivolti all’opinione pubblica. Scatenano la paura. Mai fine a sé stesso Il terrorismo non è mai fine a sé stesso. I suoi messaggi sono indirizzati ai poteri in carica, economici o politici. Il fenomeno quindi è squisitamente politico perché vuole instaurare un dominio. Questo aspetto è assai importante. Le organizzazioni t erroristi che sono degli


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“schermi”, dei “padrini” e questi (partiti politici, sette religiose) se ne servono o se ne sbarazzano un po come i padrini della mafia fanno con i loro complici. In fondo il terrorismo mira a indebolire gli stati di diritto, screditandoli. Si vuole dimostrare che questi stati sono incapaci di resistere alla violenza bruta. Si vuole certamente il successo di una certa causa o la liberazione di un prigioniero ma ciò che essenzialmente il terrorismo vuole è l’umiliazione e l’assoggettamento dello stato democratico. L’attentato agli USA, che voleva colpire al cuore questo grande Paese (pentagono, casa bianca) ne è la più chiara riprova. Insicurezza universale A ben vedere il terrorismo riaccende il terrore reciproco o la guerra di ciascuno contro tutti. Risveglia la parte peggiore di noi che considera l'uomo "lupo per l'altro uomo". La minaccia di morte diviene indeterminata: il portatore può essere un passante qualsiasi, un viaggiatore ingenuo, può arrivare in un negozio, su un marciapiede, su un autobus. Tutto questo risveglia in noi quella insicurezza universale rappresentata dalla presenza dell'altro conducendoci un po' alla legge della giungla. La possibilità di ricevere una morte violenta in ogni momento in ogni momento e senza ragione

rischia di provocare sfiducia in ogni uomo, A ben vedere la possibilità di violenza reciproca esiste sempre ed è su di essa che il terrorismo fonda le sue strategie. Oltre lo stato di diritto Obbligando lo stato di diritto a ricorrere a ricorrere a strumenti straordinari per sconfiggere questa violenza cioè a farsi poliziotto, inquisitore, sospettoso su tutto, restrittivo di alcune libertà il terrorismo vuole vuole mettere in ombra la figura rassicurante dello stato di diritto per lascia apparire la faccia nascosta: quella della repressione e della costrizione per la quale l'individuo è più un sospettato che un cittadino titolare di diritti. Con la minaccia indiscriminata che alla lunga risulta insopportabile il terrorismo risveglia nell'individuo il bisogno di sicurezza, e questo conduce a domandare allo Stato sempre più estese misure di polizia, persino inquisizioni, arresti, controlli rafforzati alle frontiere, persino ripristino della pena di morte. Il gioco subdolo del terrorismo su versante pubblicitario e teatrale tenta di ridare vigore all'opposizione (che normalmente non emerge) fra amico e nemico. Innalza lo spettro di un nemico onnipresente, minaccioso, inaccessibile. Lo Stato, normalmente pacifico è costretto a armarsi a preparare

LUNARFOLLIE ritorsioni, vendette, guerre per abbattere questo nemico invisibile e terribilmente minaccioso. Questo però è assai pericoloso perché alla lunga lo stato democratico, impotente, superato, inefficace prende la forma di nemico agli occhi dei cittadini terrorizzati. Da protettore, lo Stato di diritto è trasformato in potenza terribile e temuta. A questo punto il terrorismo ha veramente vinto. L’ingerenza umanitaria In un discorso ai militari e alla polizia Giovanni Paolo II ha detto: “La pace è un fondamentale diritto di ogni uomo che va continuamente promosso, tenendo conto che “ gli uomini in quanto peccatori sono e saranno sempre sotto la minaccia della guerra fino alla venuta del Cristo”(Lumen Gentium 78). Talora questo compito, come l’esperienza anche recente ha dimostrato, comporta iniziative concrete per disarmare l’aggressore. Intendo qui riferirmi alla cosiddetta “ingerenza umanitaria”, che rappresenta, dopo il fallimento degli sforzi della politica e degli strumenti di difesa non violenti, l’estremo tentativo a cui ricorrere per arrestare la mano dell’ingiusto aggressore.” A cura di Gima


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Tutti sappiamo cosa è successo in quel maledetto pomeriggio dell'11 settembre, le fiamme, la paura, le esplosioni, la morte, forse per una volta solo le immagini della tv possono descrivere l'ecatombe avvenuta in quei momenti. Cordoglio e dolore sono le uniche parole che riesco a trovare ripensando a quelle immagini, a quelle persone, piccoli puntini nelle fotografie, che si lanciavano dalle finestre delle Twin Tower per evitare una fine ancora più atroce. Ma lo stesso dolore lo provo per le decine di migliaia di persone morte in Iraq in questi 10 anni di embargo americano, per le vergognose violenze ai vietnamiti attuate dai marines americani, per i migliaia di desaparecido cileni uccisi da Pinocet (il cui golpe fu appoggiato dalla Cia). Credo che tutti ci troviamo d’accordo nel condannare questo attentato, ma allo stesso tempo mi sento di provare gli stessi sentimenti per tutti i popoli che hanno subito 100 anni di predominio statunitense, perché penso che non esistano morti più o meno importanti di altre, ogni morte, ogni assassinio, ogni genocidio va condannato! Ma la cosa che più dovrebbe spaventarci ora è il futuro. Cosa ci aspetta? Terribili venti di guerra soffiano già dalla Casa Bianca, ondate di razzismo e xenofobia rimbalzano in tutto il mondo contro qualsiasi persona che abbia anche solo i lineamenti del viso simili a quelli musulmani. Bush parla di punire i colpevoli dell'attentato, ed intanto la sua

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macchina da guerra è già posizionata ai confini dell'Afghanistan, i suoi aerei pronti a bombardare, i suoi carri armati pronti a distruggere, i suoi soldati pronti ad uccidere. Ma chi subirà i bombardamenti, chi morirà sotto il fuoco dei mitra? I civili afgani, donne, uomini e bambini che già tutti i giorni devono fare i conti con fame, povertà e con un regime come quello dei talebani che da anni li sottomette. E così alla terribile strage di New York se ne aggiungeranno tante altre altrettanto terribili, aumentando solo l'odio e la rabbia tra i popoli del mondo benestante e quelli del mondo sfruttato. Ed intanto i potenti rimarranno comunque protetti e al sicuro, già perché come a New York durante gli attentati Bush era sul suo bell'aereo, credete forse che questo fantomatico Bin Laden durante gli eventuali attacchi americani non si rifugerà al sicuro? Si dice che in questa guerra i terroristi sono spinti dal credo religioso e gli americani dal senso di giustizia e dal patriottismo, ma credo proprio che i vertici del potere, di entrambe le parti, abbiano un unico credo: il denaro. Il giorno seguente la strage, un Romano Prodi fortemente provato diceva da Strasburgo che il mondo non sarebbe stato più quello di prima, ma io credo che la vera tragedia sia proprio il contrario: il mondo è ancora uguale. Siamo entrati nel terzo millennio con la speranza che parole come guerra, morte, carestia e povertà fossero cancellate dalla storia, ed invece dopo soli pochi mesi dal "giro di boa" tut-

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te le nostre illusioni si sono schiantate contro la pazzia dell'uomo come, permettetemi il paragone, un aereo contro un grattacielo. I colpevoli vanno puniti, ma con il sistema delle polizie e dei servizi segreti internazionali, non con la guerra, non con la morte di migliaia di innocenti (credo che ci siano già bastate quelle dell'11 settembre). L'unica vera strada possibile è la pace, perché la guerra porta solo morte odio e rancore tra i popoli. Questa non è una guerra di religione, di culture, facciamo tutto il possibile perché davvero non diventi così! Il 14 ottobre 2001 ci sarà la "Marcia della Pace" da Perugia ad Assisi, una manifestazione che ormai viene promossa da più di 10 anni. Come redazione del Lunarfollie crediamo che quest'anno questo evento si carichi ancora più di significato simbolico, unica possibile risposta ai venti di guerra che sempre più si fanno imminenti. Invitiamo tutti voi a parteciparvi ed ad urlare con tutta la voce che avete in gola l'unica parola che assicura a tutti i popoli un futuro migliore: PACE! Paco*


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EducAzione alla pace e ai Diritti Umani In questi giorni sono apparse alle finestre delle nostre aule coloratissime bandire con la scritta "PACE". Tutti siamo consapevoli che il momento che stiamo vivendo è particolarmente delicato. Proponiamo quindi di aderire all'iniziativa che qui di seguito descriviamo. le classi possono comunicare la loro adesione direttamente in Redazione Le motivazioni L'Onu ha proclamato il 2000 Anno Intemazionale per la Cultura della Pace e ha dichiarato il periodo 2001-2010 "Decennio Internazionale per una Cultura di Pace e Nonviolenza”. In precedenza l'Onu aveva proclamato il periodo 1995-2004 "Decennio per l'educazione ai Diritti Umani". Per rafforzare queste decisioni, il 13 settembre 1999, 1'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una "Dichiarazione" e un "Programma d'azione per una cultura di Pace" L'obiettivo è "mobilitare l'opinione pubblica a livello nazionale e internazionale per costruire e promuovere una cultura di pace, facendo leva sull'impegno individuale o sul coinvolgimento delle istituzioni e delle organizzazioni a tutti i livelli, da quello internazionale a quello locale. In ogni paese, città o quartiere la cultura della pace può essere affermata in molti modi diversi, lavorando per sradicare le profonde cause culturali della violenza

e della guerra, come la povertà, l'esclusione, l'ignoranza e lo sfruttamento." Il Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e la Tavola della Pace, raccogliendo 1'appello delle Nazioni Unite, propongono a tutte le scuole, ai Comuni, alle Province, alle Regioni e alle associazioni un progetto di educazione alla pace e ai diritti umani denominato "La mia scuola per la pace" da realizzare nell'anno scolastico 2001 -2002.

Obiettivi I1 progetto "La mia scuola per la pace" si propone di: 1. suscitare una vasta mobilitazione educativa in tutto il paese diretta principalmente a diffondere tra i giovani la cultura della pace e dei diritti umani e un maggiore impegno a loro soste-

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gno; 2. promuovere un ampio dibattito sul ruolo della scuola nella costruzione della pace e nella promozione dei diritti umani, in sintonia con i programmi dell'Onu, dell'Unesco e delllAlto Commissariato per i Dintti Umani; 3. coinvolgere il maggior numero di scuole di ogni ordine e grado, sollecitando l'avvio, nell'anno scolastico 20012002, di concrete attività di educazione alla pace e ai diritti umani; 4. raccogliere e valorizzare le esperienze più significative di educazione alla pace nelle scuole; 5. promuovere la collaborazione tra studenti, insegnanti, Enti Locali e associazioni per la diffusione della cultura della pace; 6. contribuire alla definizione dei nuovi curricoli scolastici nazionali (in modo che diano giusto rilievo all'educazione alla pace) 7. promuovere l'inserimento permanente dell'educazione alla pace e ai diritti umani nei programmi scolastici di tutte le scuole di ogni ordine e grado; 8. contribuire alla definizione di alcune linee guida per la preparazione dei Piani di Offerta Formativa; 9. estendere sul territorio nazionale la rete del2e strutture associative e istituzionali permanenti (presso i Comuni, le Province e le Regioni) per l'educazione e la promozione della pace e dei diritti umani.


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campagna nazionale di EducAzione alla pace e ai diritti umani

Progetto Promosso daI Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la pace e dalla Tavola della pace nell’ambito del Decennio delle Nazioni Unite per una Cultura di Pace e Nonviolenza per le Bambine e i Bambini del Mondo (2001 -2010), e del Decennio delle Nazioni Unite per l'educazione ai Diritti Umani (19952004). In applicazione del Protocollo d’Intesa sottoscritto dal Ministero della Pubblica Istruzione e dal Coordinamento Nazionale degli Enti locali per la Pace. Un progetto per sostituire la cultura della guerra con la cultura della pace, Ia cultura della competizione selvaggia con quella della cooperazione, I'esclusione con l’accoglienza, l’individualismo con la solidarietà, la separazione con la condivisione, l’arricchimento con la ridistribuzione, Ia sicurezza nazionale armata con la sicurezza comune. Per adesioni e informazioni: Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace, via della Viola 1 Perugia tel. 075/5722479 fax 075/5721234 E mail: mpace@krenet.it

È appena cominciato un nuovo anno scolastico, pieno di incognite sul nostro futuro. I recenti drammatici avvenimenti hanno coinvolto da vicino anche la nostra scuola; infatti, un gruppo di vostri compagni si trova attualmente a Severna Park, in scambio culturale, ed ha vissuto in prima persona tutte le notizie che a noi pervenivano tramite la televisione. Il loro ritorno sarà l’occasione per una riflessione collettiva su quanto accaduto e su cosa ci aspetta. La partenza per l’Argentina di un altro gruppo di nostri studenti, tuttavia, è testimonianza della volontà di “ripartire” che anima tutti i giovani. Questo sarà anche l’anno del rinnovo completo del Consiglio d’Istituto, si spera, sulla base delle nuove competenze, provenienti dalla riforma degli OO.CC. Un anno impegnativo, dunque! Sono certo che, con l’aiuto dei vostri insegnanti e delle vostre famiglie, saprete affrontarlo nel migliore dei modi, cogliendo quanto di positivo queste esperienze vi forniranno. Per parte mia, farò il possibile per mettere tutti nelle migliori condizioni per dare il meglio di sé. L’Istituto è percorso da un sentimento positivo fatto di equilibrio negli atteggiamenti di tutta la sua popolazione, di eccellente organizzazione amministrativa, di elevata qualità delle strutture e degli strumenti tecnologici, di efficiente competenza del corpo docente, di qualità delle iniziative extracurricolari. Mi auguro di saper fornire anch’io il mio piccolo contributo alla crescita collettiva. Buon lavoro a tutti! Fausto Mangiavini


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Con l’avvio del nuovo anno scolastico e la fine delle vacanze estive può capitare a qualcuno di aver voglia, magari con qualche amico, di visitare qualche mostra presente nella nostra città o in città vicine. Noi vi segnaliamo alcune opportunità che pensiamo siano da non perdere per quello che offrono a livello culturale ed estetico. BRESCIA Museo di Santa Giulia Via Musei 81/b – tutti i giorni tranne lunedì dalle 9 alle 19, venerdì fino alle 21, fino al 6 gennaio Bizantini, Croati, Carolingi. Alba e tramonto di regni e imperi. (Studenti lit. 5000 – per altre info tel. 800762811 o www. bizantinicroaticarolingi.it) Documenta l’appartenenza all’Europa di Carlo Magno della Croazia altomedievale. Bellissima, assolutamente da non perdere. Palazzo Martinengo Via Musei 30 – tutti i giorni tranne lunedì dalle 9 alle 19.30 – fino al 25 novembre Impressionismi in Europa. Non solo Francia. (Stud. Lit. 5000 – altre info tel. 030 297551) Come sapete (ve l’avranno detto i vostri professori di arte), gli impressionisti non erano soltanto Monet, ecc. – Merita una visita se non ve l’hanno ancora organizzata con la scuola. Emozionante per le sensazioni che comunica.

A Sarezzo (non proprio in città, ma a due passi) – Villa Usignolo Jacovitti in mostra – fino all’11 novembre Martedì-venerdì dalle 16 alle 19, sabato e domenica dalle 10 alle 19 Mostra antologica – non so se il nome vi dice qualcosa, forse siete troppo giovani www.chiocciolina.net MILANO Palazzo Reale P.zza Duomo Picasso. 200 capolavori dal 1898 al 1972. (lit. 8000) Finalmente una mostra completa sulle tante fasi di questo pittore straordinario. Fondazione Mazzotta Foro Buonaparte, 50 Omaggio a Picasso Sono opere ispirate a ricasso. Troverete ottimi Mirò e circa 100 opere grafiche di Picasso. Completa la mostra precedente (lit.10.000) Poldi Pezzoli Via Manzoni 12 Omaggio al Beato Angelico Il Beato Angelico fu un frate do-

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menicano vissuto a Firenze (1417) e morto a Roma (1455). Fu uno straordinario e poetico interprete della pittura del Masaccio e alla sua morte incarnò la punta più alta del Rinascimento fiorentino. Nella sua bottega, presso il convento di san Domenico a Fiesole si elaboravano affreschi, tavole, pale d’altare, codici miniati. E’ una piccola,preziosissima mostra. Tredici tavole di pittori contemporanei all’angelico commentano il capolavoro “Madonna dell’umiltà”. Chi ama veramente l’arte e vuole “giocare a fare scoperte e raffronti con la voglia di risolvere enigmi pittorici, ha qui una rara occasione QUALCOSA DI PIU’ ORIGINALE? Al Palazzetto S. Filippo, in via Bazoli a Brescia il 6 ottobre Airboard – appuntamento indoor di skateboard e bmx Evento sportivo - rampa di lancio half pipe indoor - e musicale insieme – intervengono Sottotono e Neffa (chi sono?) Programma: 18.30 apertura cancelli 19 inaugurazione con deejay music + drinks 20 presentazione e training atleti 20.30 Neffa 21.30 skateboard contest e bmx demo 22.30 Sottotono 23.45 conclusione il tutto per circa 20000 lit. per più info www.airboard.it


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Ariete Amore: rivali all’orizzonte… sfodera tutta la grinta che hai! Scuola: siamo solo all’inizio e già ti metti nei guai? Song: drops of jupiter (Train) Segno compatibile: capricorno

Bilancia Amore: l’amore non è bello se non è litigarello Scuola: bei voti in arrivo Song: it takes a fool to remane sane (the Ark) Segno compatibile: cancro

Toro Amore: periodo negativo. Occhio alle corna!!! Scuola: oh vecio guarda che l’estate è finita Song: ti prendo e ti porto via (Vasco Rossi) Segno compatibile: sagittario

Scorpione Amore: tra poco nascerà una tenera amicizia tra i banchi di scuola Scuola: voglia di studiare saltami addosso Song: wait in summer (addis black widow) Segno compatibile: toro

Gemelli Amore: massa di fans in arrivo?!? Mi sa tanto che stai sognando! Scuola: dacci dentro alla grande! Song: boyband (Velvet) Segno compatibile: vergine

Sagittario Amore: la pazienza è la virtù dei forti Scuola: un consiglio tra amici?!? Copia che è meglio Song: can get you out of my head (kylie Minogue)

Cancro Amore: datti alla pazza gioia...potrebbe nascere una vera love-story Scuola: è meglio cambiare scuola!!! Song: turn off the light (Nelly Furtado) Segno compatibile: bilancia Leone Amore: mettici più classe! Scuola: buoni voti all’orizzonte…non illuderti: sono solo prove d’ingresso Song: infinito (Raf) Segno compatibile: pesci Vergine Amore: se ti dai una mossa “forse” qualcuno lo trovi anche te Scuola: per il momento è un periodo proficuo…non sarà però sempre così Song: 3 parole (Valeria Rossi) Segno compatibile: leone

Capricorno Amore: warning! La persona che ti piace non ti merita Scuola: buoni risultati scolastici Song: Lady Marmalade (C. Aguilera, Lil*Kim, Maya & Pink) Segno compatibile : gemelli Acquario Amore: fatti avanti con la persona che ti piace Scuola: cerca di applicarti e avrai buone soddisfazioni Song: eternity (Robbie Williams) Segno compatibile: scorpione Pesci Amore: prendi un periodo di pausa Scuola: sarebbe meglio cambiare scuola (insieme al cancro!) Song: pop (*N sync) Segno compatibile : acquario By Sara, Ramo & Vale

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SHRIEK Banale e prevedibile, troppo ricco di particolari comici che risultano spesso nauseanti. E’ una squallida imitazione di Scary Movie- stessa trama (Scream 1), stesse maschere e situazioni simili- in cui l’esagerazione di battute e azioni scontate rendono la visione pesante e noiosa. Decisamente sconsigliato! Speriamo che Scary Movie 2 cancelli al più presto questa delusione! Cristina Baronchelli 5F THE OTHERS Imprevedibile e avvincente, per niente scontato e con svariati colpi di scena. Buona interpretazione del personaggio principale da parte di Nicole Kidman, fredda e controllata ma anche dolce e nostalgica. Perfetta ambientazione, una grande casa inserita in una boscaglia lontana dal centro cittadino, un immenso giardino le cui foglie nascondono dei segreti e nebbia persistente su tutta la zona. Una madre vive da sola con i due figli perché il padre è partito per la guerra. E’ una donna forte, che deve reggere il peso della malattia dei figli, fotosensibili. In una casa in cui quindi regna l’oscurità, vige una regola: mai aprire una porta senza prima aver chiuso la precedente. La paura arriverà quando la madre si convincerà di convivere con dei fantasmi… o almeno questo è ciò che crede che siano. Rossella Noventa 5F


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La scuola è riiniziata e con lei, sono tornata anche io a parlarvi come sempre della mia adorata musica! Bentornati a tutti coloro che oramai mi seguono da tempo e un particolare benvenuto a tutti i “primini”…se siete saliti tutti possiamo partire anche questo mese verso il pianeta musica..sono parecchi i singoli che ho da segnalarvi: si intitola “When you’re looking like that” il nuovo dei Westlife, che per l’ennesima volta hanno fatto centro. Era da un po’ di tempo che non si facevano più sentire, ma da quest’estate ci sono anche loro, sto parlando dei 5ive con la loro elettronica “Let’s dance”. Anche se pur sempre bella “Mad about you” è oramai superata, ma niente panico, gli Hooverphonic hanno provveduto con un nuovo singolo, ancora migliore del primo, si intitola “Out of sign” e ve ne consiglio vivamente l’ascolto perché ne vale davvero la pena! Anche Eve, dopo il suo singolo di debutto “Who’s that girl?”, rifacimento di una canzone di Miss Ciccone (in arte Madonna), è ritornata sulla scena musicale con “Let me blow ya mind” avvalendosi della vocalist dei NoDoubt: Gwen Stefani. Il pezzo è molto carino e si ricorda facilmente, tanto che Eve si è aggiudicata un premio agli scorsi American Awards; nuovo singolo anche per la sensuale J.Lo, che si intitola “I’m real”. La parola “Bootylicious” non vi richiama nulla? Allora ve lo dico io…è il titolo dell’ultimo singolo delle Destiny’s Child che, anche se non proprio nuovissi-

mo, ancora molto passato sia in radio sia in televisione; e poi del resto, ti mette una carica e una voglia di muoverti che non può passare subito nel dimenticatoio…e se parliamo di ballare non posso non dirvi delle nuove uscite in ambito dance…leggete un po’ qua: Safri Duo con “Samb-a-dagio”, la bellissima “I can’t stop” dei Dejavu contaminata dalle sonorità House, che a me personalmente piace un casino, ma che sicuramente sarà già entrata anche nelle vostre orecchie…Lady con “ Dance to the music” campionamento di “Miami” del simpaticissimo Will Smith; ed infine Only Paradise con “You got the way”, che ha un po’ lo stile di Benjamin Diamon. Modjo dopo la ballatissima “Lady”, e “Chilling” si stacca dalle sonorità “danzerecce”, per abbracciare lo stile Pop, infatti, l’ultimo singolo “What I mean” è molto più da cantare che da ballare… Kylie Minogue dopo un po’ di tempo d’inattività è ritornata con “Can’t get you out of my head”…che sia rivolta a quel grande di Robbie Williams? Mah…a proposito di Robbie che ci stupisce sempre con i suoi stupendi lavori, c’è riuscito ancora una volta con “Eternity”… con questa canzone c’è davvero da sciogliersi…ha fatto bene a lasciare i Take That e a lanciarsi come solista…Complimentoni Robbie!E’ ritornato anche quell’ometto di Jamiroquai con la sua scatenatissima“Little L”, che ha un po’ il significato di “Piccolo Grande Amore” di Baglioni, anche se un po’ più elet-

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trica e grintosa!E’ proprio dolce “Sweet baby”, l’ultima song di Macy Gray, accompagnata tra l’altro da un video davvero bellino. Per i cosiddetti “rocchettari” c’è una nuova band da osannare, loro si chiamano Linkin Park e con il loro singolo di debutto “Play my skin”, hanno dimostrato di avere proprio le “palle” per entrare di diritto nel pineta del rock… continuate così… Per quanto riguarda gli artisti di casa nostra, ho invece da segnalarvi l’ingresso nel pianeta della musica di Tiziano Ferro, 21enne di Latina, che si è imposto meritatamente con “Xdono”, singolo uscito quest’estate, che però spacca ancora tutt’ora, grazie alla bellezza del testo e della musica, è molto orecchiabile e riflette un po’ le sonorità del 2step, usate anche dal bel Craig David…il ragazzo non scherza e sicuramente anche i suoi prossimi lavori avranno altrettanto successo.. Ma non vi siete mai chiesti da che Paese provengono i Planet Funk?Magari qualcuno di voi penserà che siano esteri…bhe si sbaglia di grosso, perché sono italianissimi e vengono da Napoli, dalla quale hanno sfornato “Inside of the people”, un po’ meno bello rispetto a “Chase the sun”, ma altrettanto orecchiabile e strana… Anche per sta volta il nostro viaggetto finisce qui… a..rileggermi al prossimo numero! Chiara 5^D


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Giunti, Salgado, Shopp ecc. Ma di sicuro chi fa più invidia, ed è già guardato a vista è il Chievo Vr. che con poco più di 6 miliardi ha allestito una squadra che per ora ha solo perso (?) proprio a Torino. Un po' più statiche le Romane, ma staremo a vedere!

Calcio Fianlmente (?) è ricominciata la stagione sportiva calcistica, lo sport di gran lunga più amato dagli italiani. Questa è stata l'ennesima estate di grandi spese da parte delle grandi del nord: la Juve, forse la squadra che ha speso di più, ma che certamente ne aveva più bisogno e ha messo a segno colpi importanti come Buffon, Nedved, Thuram e Salas; sacrificando Zidane, mister 160 mld, passato in estate al Real Madrid. Il Milan da parte sua non è stato da meno comprando nei saldi della Fiorentina (ndr. che per problemi di bilancio rischiava addirittura di non iscriversi !), Rui Costa, ma si è assicurata anche F.Inzaghi, Pirlo, Moreno e tanti altri. L'Inter l'acquisto migliore l'ha fatto nel recuperare il "fenomeno" ma che ha anche preso tra gli altri Toldo e scusate se è poco. Proprio Ronaldo, dopo l'esordio in Uefa, è atteso da un ben più impegnativo test in campionato, . Vale la pena spendere qualche parola sul Brescia, che si presenta ben messo con i volti nuovi, Guardiola, Bachini, Toni,

Violenza. Anno nuovo non significa quasi sempre vita nuova: chiuso il caso doping, si riapre il discorso violenza. Ma è ancora più grave se si pensa che ora dagli spalti siamo passati direttamente in campo. Ultimamente si sono messi in mostra Zago della Roma,al quale vanno 3 giornate di squalifica per il gesto meschino da prova TV, ma non sono da meno Davids, che si è beccato un'espulsione in Champions League e 2 giornate in campionato per rissa, non male per chi è fuori da 4 mesi. Montero, Savino & company sono stati puniti con pesanti squalifiche per lo stesso motivo. Francamente siamo un po' stufi! Parlando di campionato si può

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già fare un piccolo bilancio: lo strapotere delle "romane" sembra un po' incrinato, visto che in vetta troviamo Juve Inter e Milan, seguite dai "miracolosi" Chievo e Bologna e via via tutte le altre fino alla Lazio, la cui panchina è già saltata e da Zoff siamo passati a Zaccheroni, il cui esordio è stato abbastanza sfortunato (0-2 con il milan). Fare bilanci a questo punto della stagione fa sorridere, anche se appaiono un po' preoccupanti la situazione del Venezia, ancora a quota zero e della Roma ad un insolito meno 5 dalla vetta e in piena crisi attacco con Batigol fantasmino, compensato in parte da un meraviglioso Totti. Insomma Juve Inter e Milan aspettino a festeggiare, perchè il campionato è lungo... ma Roma e Lazio si sveglino presto se vogliono tentare l'aggancio,altrimenti con i presupposti che abbiamo avremo un campionato splendido, ma forse questione a tre...


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(dal 3 al 19 settembre 2001) Automobilismo Tra le vittorie ed i risultati del mondo delle corse si deve assolutamente parlare dell'ennesimo successo di Mic Schumacher, campione del mondo a bordo di una Ferrari in lutto, con il musetto nero e senza i blasonati sponsor, per quanto successo negli States. Ma come sappiamo "The show must go on". In sintesi ricordiamo i fatti più importanti della F1, dopo la vittoria di Schumi, abbiamo un Barrichello che vuole ottenere il secondo posto, contemporaneamente, lo strano Hakkinen che decide di fermarsi un anno per decidere della sua carriera ed una rinnovata paura per i piloti che ora temono di correre a Indianapolis per il tremendo incidente occorso ad Alex Zanardi che ha perso entrambe le gambe proprio sul circuito americano. Qualcuno parla di ritiro per Schumi, qualcuno minimizza, comunque tutti siamo rimasti colpiti da ciò che è successo e vale la pena meditare per questo ragazzo che in due decimi di secondo a 300 km/h si è giocato qualcosa di importante, certo non per colpa sua. F*F

L’ultima raccomandazione della mamma, ancora un bacetto e poi via, pronti per questa nuova avventura… in Argentina! Prima tappa: Buenos Aires. Una scappatella a sbirciare i luoghi più tipici di questa immensa e caotica città (tra cui “la Boca”, il quartiere italiano). Ma non è questa la nostra meta. Dopo altre 13 ore in pullman arriviamo a Santiago dell’Estero (finalmente!). E’ una giornata piovigginosa e ci mette tristezza, ma i ragazzi che ci aspettano a braccia aperte (compresi gli insegnanti, i collaboratori e Suor Saveria) sanno come fare per farci tornare il sorriso. Ed eccoli improvvisarsi cantori e ballerini mentre noi ci gustiamo una ricca colazione. Poi ognuno alle proprie famiglie ospitanti. Argentina, paese del terzo mondo. Ciò che subito cogliamo è la diversità dal nostro paese. Quel che abbiamo davanti agli occhi ci impietosisce e ci mette un po’ di paura, forse. Quel che vediamo ha però in sé un non so che di dignitoso, che aggiunto all’ospitalità e al calore delle famiglie ci rassicura e ci fa sentire a nostro agio. Così anche se dovevamo aspettare un po’ prima di una doccia calda o passare tra galline e papere prima di entrare in casa, la nostra esperienza ha avuto ottimi risultati! Nei giorni trascorsi abbiamo conosciuto un sacco di persone, tutte incuriosite dalla nostra presenza (alcuni ragazzi ci chiedevano anche gli autografi___ sta-

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vamo diventando famosi!). Tra le attività svolte, quella più significativa è stato quando abbiamo piantato un alberello, segno di un’amicizia che è nata e che va coltivata con passione perché cresca fino a diventare salda e duratura (e chi lo sradica più un bel alberone?). Abbiamo poi visitato le istituzioni civili della città. Ciò che più ci ha colpito è stato il Consiglio Consultivo dei giovani. Quest’ultimo, senza influenza politica, è una voce giovanile dei problemi sociali. (questo è un chiaro esempio per noi che abbiamo i mezzi ma non la voglia di metterci in gioco, mentre loro, pur avendo difficoltà finanziarie si impegnano con costanza e responsabilità). Raccontarvi tutto sarebbe un mattone, quindi mi accontento di avervi dato alcuni spunti di questa indimenticabile esperienza, che senza dubbio ha cambiato ognuno dei ragazzi partecipanti. Forse ora ci siamo fatti una vera idea della differenza tra Nord e Sud del mondo… magari faremo anche qualcosa per ridurla. In bocca al lupo! Katterpol

Lo scambio con l’Argentina è stato la prima esperienza con il Sud del mondo condotta con la formula di una rete di scuole bresciane. Oltre al Lunardi hanno partecipato il Calini sperimentale, il Gambara, l’Abba, il Tartagli e il Liceo Europeo di Cemmo. Erano 19 i ragazzi che hanno condotto questa straordinaria esperienza. Cinque sono del nostro Istituto.


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LETTERATURA CINEMA FUMETTO

All’insegna del giallo

NELLA TERZA DECADE DI OTTOBRE : VERRANNO TENUTI 3 INCONTRI RIVOLTI AGLI STUDENTI DELLE CLASSI SECONDE CHE GIA’ DA SETTEMBRE HANNO ADERITO ALL’INIZIATIVA “LETTERATURA-CINEMA -FUMETTO”, RENDENDOSI DISPONIBILI ALLA LETTURA DI “GIALLI” REPERITI IN BIBLIOTECA. IL 1° INCONTRO SARA’ CON: OLIMPIA AFFUSO, LAUREATA CON IL PROF. P. JEDLOWSKI CON LA TESI “LA DEVIANZA NEL FUMETTO D’AUTORE...” GLI ALTRI 2 INCONTRI AVVERRANNO CON IL PROF. DOLFO, CHE PROPORRA’ SPEZZONI DI FILM ISPIRATI AGLI AUTORI CONOSCIUTI DAGLI STUDENTI ATTRAVERSO LE OPERE E IN GENERE ALLA DETECTIVE STORY.

LETTURE CONSIGLIATE NARRATIVA - SAGGI - FUMETTI Agatha Christie La serie infernale Agatha Christie I sette quadranti Chandler Raymond Il lungo addio Chanler Raymond La sorellina

Favari Pietro Le nuvole parlanti Barbieri Daniele I linguaggi del fumetto

DYLAN DOG Partita con la morte JULIA Gli occhi dell’abisso


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CLASSI PRIME CL SEZ SP. MAS. FEM. TOT 1 A ERI 2 23 25 1 B PNI 5 22 27 1 C ERI 4 22 26 1 D PNI 5 21 26 1 E ERI 7 22 29 1 F ERI 4 18 22 1 G LAG 8 17 25 1 H LAG 7 22 29 1 I ERI 7 19 26 1 L ERI 4 21 25 1 M ERI 6 20 26 1 N LAG 7 14 21 1 O ERI 1 23 24 1 P LAG 9 13 22 76 277 353 TOT

CLASSI SECONDE CL SEZ SP. MAS. FEM. TOT 2 A ERI 3 16 19 2 B PNI 5 16 21 2 C ERI 2 16 18 2 D PNI 2 19 21 2 E ERI 3 18 21 2 F ERI 3 14 17 2 G PNI 8 14 22 2 H LAG 6 16 22 2 I ERI 4 19 23 2 L ERI 1 17 18 2 M ERI 8 11 19 2 N LAG 5 13 18 2 O ERI 2 13 15 2 P ERI 2 21 23 TOT 54 223 277

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58 Classi 249 Maschi 1034 Femmine 150 Docenti 42 Non Docenti

CLASSI TERZE CL SEZ SP. MAS. FEM. TOT 3 A ERI 4 19 23 3 B UNI 4 16 20 3 C ERI 7 21 28 3 D UNI 1 18 19 3 E ERI 3 18 21 3 F ERI 3 23 26 3 G UNI 3 17 20 3 H C.M 5 11 16 3 I ERI 3 27 30 3 L ERI 5 19 24 3 M ERI 5 24 29 3 N TUR 9 18 27 52 231 TOT 283


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TOTALE CLASSI ERICA PNI 33

15 58

ALUNNI MAS. FEM. 249

1034 1283

CLASSI QUARTE CL SEZ SP. MAS. FEM. TOT 4 ERI 2 14 16 A 4 B UNI 4 12 16 4 C ERI 8 15 23 4 D UNI 4 19 23 4 E UNI 6 14 20 4 F ERI 0 26 26 4 H CM 4 17 21 4 L ERI 2 18 20 4 M ERI 4 16 20 4 N TUR 0 21 21 TOT 34 172 206

ISCRITTI Classi

Sez.

Iscritti

14

353

13

277

10

283

8

206

7

164

CLASSI QUINTE CL SEZ SP. MAS. FEM. TOT 5 A ERI 3 18 21 5 B UNI 3 13 16 5 C ERI 3 17 20 5 D UNI 3 20 23 5 E UNI 4 15 19 5 F UNI 6 17 23 5 L ERI 5 13 18 5 M ERI 6 18 24 TOT 33 131 164


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Comune 1°

Classe 2° 3° 4°

Agnosine 6 4 Azzano Mella 0 1 Bagnolo Mella 3 1 Barbariga 3 2 Bedizzole 5 0 Berlingo 2 0 Bione 0 2 Borgosatollo 8 8 Botticino 4 7 Bovezzo 5 4 Brescia 117 106 Caino 0 1 Calcinato 0 6 Calcio 1 0 Calvagese della Riviera 0 0 Capriano Del Colle 2 1 Capriolo 1 0 Carpenedolo 1 0 Castegnato 9 2 Castel Mella 9 8 Castenedolo 5 4 Cazzago San Martino 2 1 Cellatica 5 3 Collebeato 3 0 Concesio 12 15 Corzano 0 0 Dello 0 2 Edolo 1 0 Erbusco 1 0 Flero 6 7 Gardone Val Trompia 0 3 Gavardo 0 0 Ghedi 1 0 Gussago 14 5 Leno 0 0 Lograto 0 2 Lonato 2 0 Longhena 1 2 Lumezzane 3 2

1 5 0 3 1 1 2 5 13 8 98 2 2 0 0 9 0 0 4 3 5 2 1 4 7 0 9 0 0 6 0 2 0 8 0 2 1 1 0

2 1 0 0 1 0 1 2 10 7 58 2 1 0 0 3 0 0 2 5 0 2 5 3 6 0 0 0 0 3 0 1 0 4 1 1 0 2 5

Totale

1 1 2 2 0 0 0 3 4 2 48 1 0 0 1 1 0 1 1 6 0 2 3 4 5 2 1 0 0 7 0 0 0 11 0 1 0 1 1

14 8 6 10 7 3 5 26 38 26 427 6 9 1 1 16 1 2 18 31 14 9 17 14 45 2 12 1 1 29 3 3 1 42 1 6 3 7 11


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Comune 1° Maclodio Mairano Mantova Marcheno Mazzano Monticelli Brusati Montichiari Montirone Nave Nuvolento Nuvolera Offlaga Ome Orzinuovi Ospitaletto Paderno Franciacorta Passirano Polaveno Polpenazze Del Garda Pompiano Poncarale Prevalle Provaglio D'Iseo Quinzano D'oglio Remedello Rezzato Rodengo-Saiano Roncadelle Rovato Salò San Paolo San Zeno Naviglio Sarezzo Serle Torbole Casaglia Travagliato Trenzano Villa Carcina Visano Totali complessivi

Classe 2° 3° 4°

0 0 0 1 0 2 4 3 3 1 0 0 0 1 0 0 5 0 0 0 15 5 11 2 5 2 0 0 0 0 3 5 3 1 0 3 2 2 1 3 10 2 3 15 3 1 6 0 0 2 0 1 0 0 2 0 1 3 0 0 0 0 1 0 0 1 0 0 0 0 8 4 10 8 4 2 3 2 1 3 5 4 3 0 1 0 1 0 2 0 0 0 0 1 0 5 2 2 4 1 5 3 0 4 2 8 4 2 1 3 5 1 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 1 0 0 13 5 10 10 6 6 3 2 2 2 7 3 6 7 3 2 0 1 1 1 1 0 0 0 0 0 0 0 3 0 1 0 1 2 2 2 2 1 0 0 0 1 0 0 1 3 2 3 3 1 4 5 5 0 5 2 1 0 0 0 5 2 3 4 0 0 1 0 0 1 353 277 283 206 164

Totale 1 13 1 5 38 2 12 11 33 9 3 4 1 1 34 11 13 3 1 14 14 18 6 1 1 44 15 26 5 1 3 6 5 2 12 19 3 14 2 1283

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Il mondo ha bisogno di pace e di giustizia, Di garantire a tutti l’accesso ai diritti umani fondamentali e di gestire Il bene pubblico globale attraverso istituzioni internazionali democratiche

Marcia per la pace

Perugia—Assisi Cibo, acqua e lavoro per tutti Domenica 14 ottobre 2001 Una marcia Per cambiare le priorità della politica e dell’uso delle risorse Per rimettere al centro le persone, i popoli e i loro diritti Per rispondere alla domanda d’aiuto e di giustizia di miliardi di persone Per promuovere la globalizzazione dei diritti umani, della democrazia e della solidarietà Per promuovere il bene comune globale Per costruire una nuova Europa aperta, solidale, strumento di pace nel mondo Per costruire una nuova Onu e un nuovo ordine internazionale, pacifico e democratico

Una marcia per noi giovani studenti Alla riscoperta del valore della solidarietà e della condivisione

Settembre 2001  

Anno 10 n.1

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