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Anno 12 Numero 1

Un esperto in time management, tenendo un seminario ad un gruppo di studenti, usò un'illustrazione che rimase per sempre impressa nelle loro menti. Per colpire nel segno il suo uditorio di menti eccellenti, propose un quiz, poggiando sulla cattedra di fronte a sé un barattolo di vetro, di quelli solitamente usati per la conserva. Chinatosi sotto la cattedra, tirò fuori una decina di pietre, di forma irregolare, grandi circa un pugno, e con attenzione, una alla volta, le infilò nel barattolo. Quando il barattolo fu riempito completamente e nessun' altra pietra poteva essere aggiunta, chiese alla classe: "il barattolo è pieno?" Tutti risposero di si. "Davvero?" Si chinò di nuovo sotto il tavolo e tirò fuori un secchio di ghiaia. Versò la ghiaia agitando leggermente il barattolo, in modo che i sassolini scivolassero negli spazi tra le pietre. Chiese di nuovo: "Adesso il barattolo è pieno?" A questo punto, la classe aveva capito: "Probabilmente no" rispose uno. "Bene", replicò l'insegnante. Si chinò sotto il tavolo e prese un secchiello di sabbia, la versò nel barattolo, riempiendo tutto lo spazio rimasto libero. Di nuove chiese: "Il barattolo è pieno?". "No!", rispose in coro la classe. "Bene!", riprese l'insegnante. Tirata fuori una brocca d'acqua, la versò nel barattolo riempiendolo fino all'orlo.

I.T.C. LUNARDI - BS

"Qual è, dunque, la morale della storia?", chiese a questo punto. Una mano si levò all'istante: "La morale è che non importa quanto fitta d'impegni sia la tua agenda: se lavori sodo ci sarà sempre un buco per aggiungere qualcos'altro!". "No. Il punto non è questo. Questa illustrazione ci insegna: se non metti dentro prima le pietre, non ce le metterai mai più”. Quali sono le 'pietre' della tua vita?. I tuoi cari, l'aiuto al prossimo, una giusta causa, imparare e capire (che forse vuol dire studiare), aver tempo per far crescere te stesso, la tua salute, la persona della tua vita… Ricorda di mettere le 'pietre' prima, altrimenti non entreranno mai.

Ottobre 2003

Se ti esaurisci per le piccole cose - la ghiaia, la sabbia -, allora riempirai la tua vita con cose minori di cui ti preoccuperai non dando mai veramente 'quality time' alle cose grandi e importanti (le pietre). Questa sera, o domani mattina, quando rifletterai su questa storiella, chiediti: "Quali sono le 'pietre' nella mia vita?". Metti nel barattolo prima quelle". Abbiamo scelto come apertura del primo numero del nostro giornale questa storiella che ci è sembrata assai significativa. A tutti l’augurio di un buon anno ricco di amicizia e soddisfazioni scolastiche. La redazione


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LUNARFOLLIE

REDAZIONE AMARANTE SIMONA 5^I BACCAGLIONI ALE 5^C BELLI MONICA 5^ F BERLASSINI BARBARA 5^F BEZZI NOEMI 5^D BONETTI ROBERTA 5^B BUSI FRANCESCA 5^I CAPOZZI MARCO 4^G CASSAMALI ROBERTO 5^C CRISTINI CLAUDIA 5^B CRISTINI PAOLA 5^B FERRI MATTEO 4^G FRANCESCHINI M. 3^G GABUSI FRANCESCA 4^E GUERRA GIULIA 3^F LABELLINI LAURA 4^B MACCARINELLI M. 5^F MARCONI IVAN 2^B MARTINAZZOLI LINO MATTEI GIUSEPPE MODONESI SARA 5^I ORLINI LAURA 5^D PEZZALI GIULIA 5^F RAVANI MARITA 5^D ROMANI ANNA 5^I RONCHI DANIELA 5^D ROSSI FABIANA 3^G SANDRINI MARIKA 5^B SCINETTI LARA 4^G SCHIFINO LAURA 4^B SERRAMONDI LAURA 5^B STROFALDI ROBERTA 4^M TESTA ALESSANDRA 5^I TONNI STEFANO 5^D TRICOMI VALENTINA 5^D VALZELLI STEFANIA 5^F VERZELLETTI SIMONE 2^B VIVIANI LAURA 2^F VOLTOLINI GIADA 5^I YAN LIJIN 5^I ZECCHINI MONICA 4 ^G

Lunarfollie viene pensato, prodotto, stampato e distribuito presso il CIMP dell’ ITC LUNARDI, via Riccobelli 47 25125 Brescia, Italia. Tel. 030/2009508/9/0 Fax 030/390996 E-MAIL ciclun@master.cci.unibs.it

Eccoci qui, come ogni settembre, tornati sui banchi di scuola, con la libertà estiva rubata da un giorno all’altro e il peso di nuovi e vecchi impegni scolastici sulle spalle. Ma ormai è iniziata e rimboccarsi le maniche e iniziare il lavoro è sicuramente la cosa più saggia da fare! Così entriamo nelle nostre classi e, anche se un po’ tristi, affrontiamo le lezioni che ormai si susseguono con regolarità…ma questa regolarità quest’anno sembra non sia presente esattamente in tutto l’istituto, nella completezza dei suoi servizi e agevolazioni di cui tanto si vanta! Sì, perché al nostro rientro abbiamo trovato tante belle “sorpresine” ad attenderci! Come prima cosa ci hanno privato dell’unico posto dove ci potevamo rifocillare e svagare durante la mattinata: il tanto amato e assiduamente frequentato bar! No, dico, grazie per i distributori su ogni piano eh! Veramente piacevoli per chi se li ritrova fuori dalla classe e ad ogni cambio di ora si vede 200 persone accalcate davanti alle proprie porte trasformando l’idea di andare un attimo in bagno in un’utopia. Davvero carine! Mi domando come non avevano fatto a pensarci prima! Non sono un ingegnere, ma so che esistono le prolunghe e che i corridoi sono lunghi… spostarle almeno due metri dalle porte no?! Era un’idea… E visto che siamo in ar-

gomento: se la mente non m’inganna l’anno scorso abbiamo versato in stato obbligatorio (e sottolineo obbligatorio) un euro per migliorare le condizioni dei bagni, che, almeno in un’ala dell’istituto, sono ancora quelli della guerra del 15-18 e spesso sono ridotti all’inagibilità; a questo punto mi domando, visto che i bagni sono ancora nelle stesse condizioni di quando la scuola a giugno è finita (piccola parentesi: volevo approfittarne per dire a quelli che hanno strappato le prese della corrente nei bagni del secondo piano obbligando i bidelli a fare gli elettricisti e a togliere le porte, che sono stati davvero degli ignoranti… strappatele a casa vostra le prese! La gente non paga le tasse scolastiche per farsi prendere in giro da voi!), non è che quel famoso eurino è finito per il noleggio di quei magnifici distributori di cibi chimici?! Quel che si dice i misteri della vita! E non è finita qui perché in quell’ovone di Pasqua del Lunardi abbiamo anche trovato il nulla al posto della nostra palestra! Q u a n t e b e l l e s o rp r e s o n e quest’anno! Sono commossa, grazie mille! Voglio dire… la scuola è aperta fino a luglio inoltrato: farli d’estate certi lavori, no? Ma visto che Gesù Bambino è nato al freddo e al gelo, quest’inverno per solidarietà tutti anche noi al freddo e al gelo! Sarcasmo gratuito?! Direi piuttosto disagi gratuiti… Laura VB


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Il pianto di un bambino affamato rompe il silenzio della notte...la mamma si sveglia per collegare lo scaldalatte alla presa..ma questo aggeggio tanto pratico, stavolta proprio non funziona.Un’anziana signora si sveglia nel bel mezzo della notte e colta dall’insonnia non può nemmeno confortarsi con la luce della lampada. Una ragazza, proprio come noi, torna a casa dopo una serata in discoteca e sulla porta di casa cerca di centrare la serratura al buio..sì, perchè la luce non c’è.. E buio fu. Non spaventatevi, ciò che state per leggere non è l’inizio di un racconto apocalittico, ma solo una spiegazione a ciò che domenica 28/9 alle 3.30 circa è successo: il blackout che ha colpito Brescia, ma anche il resto dell’Italia. Forse l’orario in cui esso è scattato ha fatto in modo che un grande numero di persone non l’abbia avvertito, ma ha provocato grandi disagi e gravi danni. Comunque quello di domenica notte è il tilt di energia elettrica peggiore che l’Italia ricordi dal 1963 e si tratta del quarto grande black out nei paesi occidentali in due mesi, dopo quelli che hanno colpito il Nord degli Stati Uniti e il Canada, Londra e la Scandinavia. L’Italia resta tutt’ora un paese a rischio e i distacchi prolungati si presenteranno in un periodo clou per le famigli italiane: durante le

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LA VIGNETTA DI GIANNELLI Blackout politico-elettrico per il vignettista sulla prima pagina del Corriere della Sera feste di Natale, quando, si prevede, il consumo di energia elettrica sarà più alto. In Parlamento intanto si parla di emergenza nazionale e si sottolinea la fragilità del sistema, che è troppo dipendente da petrolio e dall’estero ma soprattutto si riconosce la necessità di nuovi impianti. Nonostante la mancanza temporanea di energia, in Governo si mantiene stabile l’alta tensione: ogni scusa è buona per addossarsi le colpe uno con l’altro: l’attuale

governo dice di aver pronosticato il blackout e aver già autorizzato la costruzione di numerose centrali, un numero molto maggiore rispetto quante ne prevedeva lo scorso governo. L’opposizione risponde dicendo che non si è fatto niente per evitarlo. Sicuramente non si riuscirà a trovare un giusto rimedio finchè non verrà fatta luce su quanto è successo: si ipotizza che l’interruzione di corrente sia stata dovuta ad un contatto, durante un


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temporale, fra un albero ed una linea di alta tensione fra la Francia e la Svizzera, paesi dai quali l’Italia riceve circa il 17% dell’energia . Intanto chi ne paga (in ogni senso) le conseguenze, sono gli italiani, visto che per un miglioramento delle reti elettriche è stato proposto dal presidente dell’Authority un aumento delle bollette. Questa proposta ha fatto insorgere le Associazioni dei consumatori, i quali chiedono i risarcimenti per i danni subiti. In ogni caso gli italiani, negli ultimi anni stanno diventando più sensibili al problema riguardante le fonti energetiche, coscienti della scarsità di esse e che dipendiamo troppo dall’estero. Questa emergenza ha già aperto una grande polemica per la scelta fatta nel referendum proposto nella seconda metà degli anni 80’

Luce che illumina la mia vita sei così splendente e così immensa... ... non ci lasciare MAI! dove la maggior parte degli italiani decisero di non voler attivare centrali nucleari in Italia e di disattivare quelle esistenti. Ora sembra che la riapertura di esse possa in parte porre rimedio a questa crisi energetica, ma siamo proprio sicuri che il nucleare sia l’unica soluzione possibile?! A s p e t t a n d o un’eventuale illuminazione delle autorità per fronteggiare questo problema, non ci r e s t a c h e sottolineare l’unica nota positiva del

blackout: per una volta in città siamo davvero riusciti a vedere le stelle.

Sara 5I

VECCHINA ROMANA A Roma, in piazza S. Eustachio, c’è una vecchina che tutte le notti dorme sotto l’arco di un portone chiuso. Di giorno vende rose ai turisti e tutte le sue cose stanno dentro due sacchetti di plastica. La vecchina è mia amica. Ci vediamo raramente, qualche volta a tarda notte o sul presto della mattina. Il mio albergo è lì vicino. L’ho incontrata e conosciuta una sera in un caffè. E’ sorda e senza denti, ma bisogna vedere come tiene le sue rose. Di solito è molto vestita. Per dormire in un portone largo un metro bisogna essere molto coperti. In testa porta un fazzoletto nero; è pulita e, alla sera, aggiusta un po’ i suoi stracci. Non sfigura. Quando le do dei soldi lei è contenta e io triste. Ma io dormo in un albergo e lei sotto l’arco di un portone. Un giorno le ho chiesto perchè. Mi ha risposto: “E’ la vita, vede che tribolare” e ha cambiato discorso. Un’altra volta mi ha detto “a casa ho degli ammalati”. In mezzo alla gente sopporta la sua condizione, la vive in un modo un po’ assorto, che non conosco. Ma io non dormo sotto un portone. Chi le passa vicino non s’accorge, non lo sa. Al pensiero di toccare casualmente la sua veste mi prende uno strano timore, come fosse una reliquia, il vestito di una santa. La mia vecchina è di poche parole ed è sola con le sue rose. Nessuno sa chi è, nemmeno nei caffè. E’ ancora possibile dormire tutte le notti, d’estate e d’inverno sotto l’arco di un portone? Stamattina la vecchina che conosco e che ogni notte di ogni stagione dorme sotto l’arco di un portone si è messa a piangere quando mi ha dato la mano. A me è sembrato che con lei piangesse tutta Roma, i cornicioni dei palazzi, le pietre del selciato, tutta piazza S. Eustachio. Mi ha detto che si era commossa ed io, che vorrei esserle amico, le sono talmente lontano che non ho capito il perchè. Il fatto è che lei veste di stracci e io no, che io dormo in un albergo a due passi dal suo portone. Quando mi ha preso la mano ho sentito che era più fredda del solito. Accanto aveva i suoi fiori che vende la sera, tanti grembiuli con i quali tenta di ripararsi e i sacchetti di plastica per le sue povere cose. Stamattina le lacrime della mia vecchina erano più importanti dei palazzi antichi, più struggenti delle fontane e delle piazze e la facevano più bella di tanta gente. Ho chiesto a Dio di non farla più piangere e sono andato via, ancora una volta, come un colpevole. A.M.


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Intervista al preside A n c h e ques t ’a nno come di consuetudine, il preside ha gentilmente risposto ad alcune domande; nonostante i suoi mille impegni è riuscito a trovare del tempo da dedicarci. Come prima domanda ci è venuto spontaneo chiedergli:  Che modifiche state apportando alla palestra e al bar? “ Al posto della vecchia palestra verrà costruito un vero e proprio palazzetto in muratura che sarà pronto entro febbraio. Per quanto concerne il bar verranno apportate delle vere e proprie modifiche a livello igienico - sanitario stabilite dall’A.S.L., un’altra novità sarà la nuova gestione” Finalmente avremo una palestra che potrà esser considerata tale e un bar come si deve!  Che differenza c’è tra la figura del preside di una volta e quella di dirigente scolastico di adesso? “Fondamentalmente non c’è nessuna differenza sostanziale, come dirigente scolastico sono un funzionario con au-

tonomia decisionale in base ai criteri stabiliti dal Collegio docenti, mentre prima ero un semplice funzionario senza nessuna autonomia”  Che lavoro faceva prima di diventare preside? “Prima di tutto sono stato insegnante di lettere in una scuola media inferiore, poi sono stato sindaco di Sarezzo.”  Le manca il rapporto insegnanti – studenti? “No, mi trovo meglio a svolgere il lavoro che sto facendo adesso, anche perché ho sempre un contatto con i miei studenti”. Purtroppo queste sono le uniche domande a cui il Preside Mangiavini è riuscito a rispondere a causa del poco a tempo a sua disposizione. Speriamo di aver soddisfatto alcune curiosità su questa figura così misteriosa come il nostro preside. Alla prossima intervista…. Ale&Ale

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Esprimere oggi, quando ancora devono essere emanati i decreti attuativi, un giudizio sulla legge che passa sotto il nome di “Riforma Moratti” sarebbe, per chi vive dentro la scuola e ne conosce i meccanismi, un atto irresponsabile. Al momento è possibile, invece, dire solo per grandi linee se questa legge di Riforma della Scuola presenta una struttura in grado di proiettarsi nel futuro e di rispondere alle esigenze di formazione delle nuove generazioni. Rispetto all’impianto generale, allora, non posso non guardare con favore l’introduzione, sin dal ciclo primario, di due discipline (Informatica e Inglese) che costituiscono gli assi portanti dei settori produttivi e di scambio destinati a lungo ad essere centrali all’interno di tutte le società, come pure non posso non sottolineare la positività di una nuova tipologia di apprendimento diversa dall’apprendistato (l’alternanza scuola-lavoro) e l’idea del diritto di tutti a formarsi per almeno 12 anni e, comunque, fino al raggiungimento di una qualifica. Ma al di là dei grandi orizzonti, occorrerà verificare, poi, punto per punto, in che modo la “Riforma” troverà attuazione: bisognerà, in sostanza, vedere: se saranno effettuati gli investimenti necessari;


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se vi sarà una politica di opportuna formazione iniziale e continua del personale; se saranno concretamente realizzati gli interventi di orientamento contro la dispersione scolastica e che collocazione avranno gli attuali Istituti Tecnici, se cioè saranno inseriti o meno tra i licei. Naturalmente mi auguro che i decreti attuativi colgano fino in fondo le attese di un sistema di istruzioneformazione in cui i docenti possano trovare riconoscimento pieno della loro professionalità e gli studenti vedere nella scuola un luogo sempre più accogliente e in grado di favorire l’acquisizione delle competenze necessarie per rispondere alle sfide della società complessa. Donatella

La diminuzione nel numero degli alunni è evidente nelle

A CONFRONTO Classi

2002/03 2003/04

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Alunni stranieri Gli alunni stranieri, quasi tutti extracomunitari, stanno vistosamente aumentando anche nel nostro Istituto. Quest’anno sono 59. Li salutiamo e accogliamo con grande affetto e simpatia convinti come siamo che per noi sono una ricchezza che ci richiama a una convivenza più solidale. Ne pubblichiamo il nome e le provenienze con un messaggio a tutti: aiutiamoli a sentirsi a casa loro al Lunardi.

classi 2e e 5e, mentre è altresì evidente un aumento nelle classi 1e; entrambe le variazioni sono dovute all’alternanza nel numero di iscrizioni nelle classi prime che poi si riflette negli anni successivi. Importante è che, come si è verificato quest’anno, ci sia sempre un buon numero di new entry nelle classi prime.

ALUNNI E CLASSI 1 Sez A B C D E F G H I L M N O

M 5 10 3 4 3 3 11 2 12 4 2 9 0

Totali

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2 F 21 18 21 15 18 21 13 20 10 20 22 14 17

M 5 5 2 2 0 0 4 10 3 2 3 6 0

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F 19 10 18 16 0 24 19 13 16 26 19 14 0

M 4 4 5 0 0 2 2 4 6 6 5 6 0

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246 1219

4 F 17 13 19 15 0 18 18 21 18 21 24 18 0

M 0 4 3 2 2 6 7 9 0 4 6 3 0

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5 F 21 14 19 17 13 21 8 11 0 19 17 20 0

M 15 12 18 11 18 21 10 5 17 17 16 17 0

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Classe 1^ Amponsah J. GHANA Fu Cheng Jie CINA Landazuri Natalia Alejandra COLOMBIA Ansuaa Sabina GHANA

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El Qouatli Sofia MAROCCO Hamidi Meryem ALGERIA Jansz Charmain Delruksi SRI LANKA Ntsama Celestin CAMEROUN Zhao Dong CINA

Liu Chen Yang CINA Hu Aichai CINA Hu Huishuang CINA Kaur Amandeep INDIA Ye Xinrui CINA Petrichenko Yiulia UCRAINA DjuricMarija JUGOSLAVIA Figueiras Catherine SPAGNA Arsene Olga MOLDAVIA Liu Xiu Qing CINA Ivochkina Yevgeniya CECOSLOVACCHIA Da Luz Claudia Do Rosario Sousa CAPO VERDE Brudan Roxana Adriana ROMANIA Dumitru Paula ROMANIA Aryeetey Rebecca GHANA Teslea Veronica MOLDAVIA Vukosa Angela CROAZIA Classe 2^ Amores Zurita Jenny Carolina ECUADOR Divkovic Dalibor CROAZIA Khaliss Miriam MAROCCO Li Chuanyi CINA Petrovic Andrea JUGOSLAVIA Orelj Irina CROAZIA Protopop Diana MOLDAVIA Prunean Ana Maria ROMANIA Prunean Mihai Valeriu ROMANIA Amoo Hannah GHANA Muhic Mirela BOSNIA Grama Ioana Catalina ROMANIA Pablo Aura Jestani FILIPPINE Quinto Jenny FILIPPINE Classe 3^ Carvalho Aline Cristina BRASILE Iljazi Gentian ALBANIA Moolchand Kritee Kumari

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MAURITIUS Osei Sharon GHANA Pokuaa Doris GHANA Hoxhara Valmira ALBANIA Nujic Vesna CROAZIA Pavic' Bojana CROAZIA Daif Ghizlane MAROCCO Lapcic' Martina CROAZIA Nemeth Bianca ROMANIA Classe 4^ Singh Pinki INDIA Cosabic Maja BOSNIA Marnissi Imen MAROCCO Bozinovic Ivan CROAZIA Classe 5^ Kyeremeh Sandra GHANA Da Silva O. Marisa Filipa PORTOGALLO Gomes Da Silva Thiago BRASILE Yan Lijin CINA

Ci sono quattro domande che contano nella vita: Cos’è sacro, di cosa è fatto lo spirito, per cosa vale la pena vivere e per cosa vale la pena morire… La risposta ad ognuna è la stessa: solo l’amore.

Il 16 ottobre Giovanni Paolo II compie 25 anni di pontificato. Durante il suo servizio il mondo ha cambiato volto passando attraverso la caduta del muro di Berlino e il crollo delle Torri Gemelle. Lui ha attraversato questo quarto di secolo da grande protagonista, capace di scelte coraggiose e di gesti assolutamente straordinari. Non lo ha fermato neppure Ali Agca che gli ha sparato addosso in piazza San Pietro, anzi lui lo ha perdonato. Ci piace vedere quest’uomo come il guerriero della pace che ha saputo combattere anche contro la più grande potenza del mondo quando ha voluto giustificare la guerra preventiva all’Iraq.

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Nel suo pontificato ha declinato insieme eroismo e diplomazia. Atleta della fede e uomo dei dolori. Instancabile tessitore di strade di pace, sempre in guerra con il male che abit a nel cuore dell’uomo. Un papa che ha amato i giovani e lo ha fatto con forza e tenerezza, spronandoli lungo i sentieri dei grandi ideali della vita. Lo ricorderemo però soprattutto perché per ben 300 volte ci ha detto “non abbiate paura”, aiutandoci così ad essere coraggiosi protagonisti della grande avventura della vita. I giovani, anche noi giovani studenti diciamo “grazie Giovanni Paolo”.


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Qualche giorno fa, in una mattina caratterizzata da un tipico grigiore autunnale, durante la ricreazione ho avuto modo di fare una piacevole chiacchierata con un insolito gruppetto di persone, che ben presto riconoscerete per i corridoi e non vi sembreranno più solamente quattro delle tante facce da Lunardi. Anita, Anna, Dario e Pietro sono infatti le uniche persone c a n di d at e p e r l a rappresentanza degli studenti nel nostro istituto. Quando chiedo di presentarsi c’è chi mi dice che è il PR del gruppo, c’è chi mi fornisce risposte ad eventuali domande troppo indiscrete, chi decide di dare la dimostrazione pratica del proprio affetto per l’altro..o chi semplicemente ci tiene a precisare che è da un po’ di tempo che non il Lunardi non aveva r a p p r e s e n t a n z a femminile,sebbene per la maggior parte sia frequentato da signorine.. Ma quando arriva il momento serio i quattro cercano di rispondere al meglio alle mie domande e allora parte la nostra “intervista”.. -Siamo la “Solista”, così chiamata proprio perchè siamo gli unici candidati ed il

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nostro motto è “Finchè c’è lista c’è speranza”,perchè crediamo che finchè gli studenti hanno dei rappresentanti le loro idee possono essere portate in Consiglio ed essere valutate dai superiori. Cosa vi ha spinto a

candidarvi? Innanzitutto l’intesa che c’è fra noi, insieme ci troviamo bene,siamo un gruppo omogeneo e sicuramente questo è un presupposto molto importante per la buona riuscita del nostro compito,inoltre l’ interesse per il miglioramento della nostra scuola. A questo punto mi è venuto spontaneo chiedere come mai, secondo loro nessun altro si è candidato..disinteresse o puramente una scarsa voglia di impegnarsi concretamente?!

-Probabilmente per entrambi i motivi, o più semplicemente, qualcuno vorrebbe fare di più ma per qualche motivo, non riesce ad esporsi. -Fate riferimento a qualche gruppo politico in particolare? Crediamo che l’opinione politica non sia un aspetto strettamente necessario nelle questioni scolastiche. Non ci proponiamo comunque come lista apolitica,riteniamo infatti che in qualsiasi cosa si faccia bisogna sempre fare una scelta. Siamo sì un gruppo omogeneo, ma non siamo omologati, siamo persone, e come in ogni gruppo formato da tali, vige la pluralità di pensiero.In linea generale abbiamo le stesse idee ma molte volte abbiamo anche modi diversi di vedere le cose. -C’è qualcuno a cui fate particolare riferimento, che considerate un buon esempio per questo vostro compito? Sì, Angelo e Luca (due ex rappresentanti). -Come rappresentanti d’istituto quali saranno i vostri compiti principali? I rappresentanti d’istituto devono riuscire a interpretare i bisogni degli studenti e comunicarli ai docenti. Devono essere il filtro tra gli studenti e gli adulti della scuola. Possono partecipare al Consiglio d’Istituto per

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proporre idee, ascoltare idee di professori e presidenza per poi trasmetterle agli altri studenti ed infine, visto che abbiamo tutti diciotto anni potremmo anche votare per le questioni economiche che riguardano la scuola. -Cosa pensate riguardo i tanto discussi scioperi e la settimana di occupazione, che ormai è quasi un appuntamento fisso? Crediamo che se ci sono motivi validi per farli, sono buoni metodi per far sentire la nostra voce. Noi troviamo anche molto importanti le assemblee, perchè permettono agli studenti una maggiore informazione. -Quanto conta per voi la collaborazione con gli insegnanti e la presidenza? Molto.Anche perchè siamo sol in quattro. Determinazione e buona volontà non bastano.Ci vuole anche collaborazione.Ed è importante quella degli insegnanti ma soprattutto speriamo in una maggiore collaborazione da parte degli studenti, nei collettivi. Ultima domanda: - cosa ne pensate della nostra scuola? Siamo soddisfatti, è’ una bella scuola.Ha molto da offrire e se si riuscisse a sfruttare al meglio ciò di cui dispone sarebbe ancora migliore. Io ringrazio questi quattro ragazzi per aver sacrificato una ricreazione e averla dedicata alle mie domande..e intanto gli auguro un in bocca al lupo per questo loro nuovo compito.Buona fortuna ragazzi! Sara

- Dottore, la prego! Soffro moltissimo all'occhio destro quando bevo il caffè... che posso fare? - Ha provato a togliere il cucchiaino? - Cosa fa una sardina con l'accappatoio? - Si... acciuga... - Che cosa dice una mosca su un muretto? - MOSCAVALCO... Una cicogna vola su una città trasportando un vecchio di 75 anni. Dopo un po' il vecchio la guarda e le dice: - Ci siamo persi, vero? Ci sono tre eremiti su un monte che passano le giornate in meditazione, preghiera e contemplazione. Siedono con le gambe incrociate ai vertici di un immaginario triangolo equilatero. Dopo circa sei mesi dall'inizio della meditazione uno dei tre volge lo sguardo al cielo e fa: - Stasera è una bella serata! E riabbassa lo sguardo. Passati altri sei mesi il secondo fa: - Stasera è una bella serata... però c'è un po' di vento! E si rimette in contemplazione. Trascorsi di nuovo altri sei mesi, il terzo sbotta: - E no! A raga' se siamo venuti per fare casino, ce ne andiamo!! Una baby-sitter torna a casa dei datori di lavoro dopo esse-

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re stata una mattinata al parco. La madre del pargolo si avvicina di corsa alla carrozzina: - Bello di mamma sua! ...ma ...ma questo non è mio figlio!!! - Signora, mi ha ordinato lei di cambiarlo se si fosse sporcato! - Pietro, che ore sono? - Le quattro. - Pietro, che ore sono? - Le cinque. - Pietro, che ore sono? - Le sei. - Pietro, che ore... - A Franco...! L'ergastolo! C’hanno dato l'ergastolo! - Com'è chiamata dagli sportivi la Juventus? - "La Vecchia Signora". - Bravo! E il Milan? - "Il Diavolo". - Esatto! E l'Inter? - "Il Mezzo Minuto". - Scusa... e perché? - Perché è composta da trenta secondi! Un coniglio va dal droghiere: - Ce l'hai le carote? E il droghiere: - No. Il giorno seguente: - Ce l'hai le carote? - No! Il giorno dopo ancora: - Ce l'hai le carote? Il droghiere spazientito: - Ti ho già detto di no!!! E infine, il mattino successivo:


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- Ce l'hai le carote? - Senti... se entri un'altra volta a chiedere le carote prendo martello e chiodi e ti appendo al muro!!! Al ché il coniglio, il giorno successivo: - Ce l'hai i chiodi??? - No! - ...e le carote???

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ORIZZONTALI: 46 1)scrisse l’infinito 8) la turbano le guerre 12) il bacio della Consoli 13)lo stato americano con Salem 14)il campionato di basket americano 15) Milano sulle targhe 17) invisibili geni che vigilano sui tesori nascosti 18)doppie in casa 19)un tipo di auto o persona intelligente 22) fa il miele 24) la fine dei pendii 25)il nome della vice 27)parte iniziale dell’atomo 28) era deserta quella di Crusoe 29) il gruppo di “one love” 31) società responsabilità limitata 32) è il luogo dove passiamo 5 o 6 ore al giorno tranne la domenica 34)vocali in pineta 35)il pianeta più vicino alla terra 36)nome di un supermercato 38) stanza a Londra 39) Monte Carlo 40) insieme alla bella 42) gruppo storico italiano 44) vorrebbe illuminarla Giorgia 45) non è lontano , ma… 46) il “verso” del leone 47) lo dicono gli sposi 48) di solito non si avvera mai

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VERTICALI: 1) la scuola che frequentiamo 2) l’isola del primo esilio di Napoleone 3) metà carota 4)Pisa sulle targhe 5)le iniziali della Mancini 6) squadra con Totti 7) prima persona singolare 8) si sconta in carcere 9) stato di una persona prossima alla morte 10) a volte li facciamo in classe 11) Ente Nazionale Idrocarburi 16)andare in Spagna 19) la si offre se un amico sta piangendo 20) la vogliamo raggiungere 21)profe che si occupa degli stage 22) malattia psicologica che fa dimagrire 23) nome del preside 26) serve per produrre ATP 30) lo utilizza il professore per spiegare qualcosa 32) le iniziali della Morace 33) sono famosi i suoi fiori 37) a volte si cerca quella d’uscita 39) la luna a New York 40) il nostro lo stanno ristrutturando 41) dispari in temere 42) religioso, devoto 43) organizzazioni non governative 45) Vicenza


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NOMI FAMOSI Come si chiama il più famoso barista egiziano? - NABIR AL BHAR Come si chiama il più famoso pizzaiolo cinese? - TAFO' KOIFUNGHI Come si chiama il più grande medico giapponese? - SE TEKURO TEMORJ Come si chiama il più bravo rosticciere tedesco? - OTTO PANTZER (Per gli amici: PANTZER OTTO) Come si chiama il più grande evasore giapponese? - ITASE NUPAKO Come si chiama il più grande ubriacone coreano? - CHAI UNGIN Come si chiama il più grande farmacista cinese? - CHAN ASPIRIN Come si chiama il più grande gay russo? ANDREJ KOIMASKJ Come si chiama il dormiglione cinese più famoso? - CHO UN SON… Come si chiama il più grande venditore giapponese di alcolici? - SON CHUK Come si chiama il ministro tedesco delle poste? FRANK BOLL Come si chiama il capo indiano più sportivo? - TORO SUDATO Come si chiama il più grande parcheggiatore d’auto arabo? - EMMOH ARO’ HAMETT Come si chiama il più grande tuffatore brasiliano? - CHIMAS PINTU Come si chiama il più famoso biologo bulgaro? - ANDREJ PERBOSKJ Come si chiama il più grande

campione di poker cinese? - CHON FULL Come si chiama il più agile ostacolista giapponese? CHIN CHAN PAI Come si chiama il più gentile autista d’autobus congolese? - TAKALASU CHENDUMA Come si chiama il più grande nuotatore tedesco? - OTTO WASKE SMS… DA RIDERE Mi sono resa conto che lo scherzo che ti ho fatto è stato un po' grosso. Ho capito che con te ho esagerato. Spero tu mi voglia perdonare. Con affetto, la Natura. Manda questo SMS a persone che ritieni intelligenti, se lo mandi a persone che non lo sono ti verrà un gran mal di pancia. Ora scusa ma devo andare in bagno. Mi hanno telefonato dallo studio dove avevi portato il cervello ad aggiustare. Tutto a posto, puoi andare a ritirarlo. E' incartato in un coriandolo! Domani è la giornata mondiale per la raccolta dei rifiuti. Fai del bene, salva l'ambiente: fatti trovare vicino al CASSONETTO!

LUNARFOLLIE Mi manchi, mi manchi, mi manchi, mi manchi, mi manchi... Ma che mira c'hai!!!? La polizia sta cercando una persona sexy, intelligente, affascinante, di bella presenza. Tu sei al sicuro... ma io dove mi nascondo? E' stata arrestata dopo 20 anni Heidi per spaccio e uso di stupefacenti. Finalmente sappiamo perché i monti le sorridevano e le caprette le facevano ciao... Ricordo che da ragazzo facevo i 100 metri in 8 secondi! Poi però mi hanno rubato il motorino... La vita è una cosa meravigliosa: senza saresti morto. Il letto è il posto più pericoloso del mondo: vi muore l'ottanta per cento della gente! Conoscenze: - COME TI CHIAMI? - e l'altro: - Dododododomenico...- - AH, SEI BALBUZIENTE? - - No! Mio padre è balbuziente e quello dell'anagrafe è un pirla!! Se la montagna viene verso di te e tu non sei Maometto... Corri!!! E' UNA FRANA!!!!!! So che stai male. So che ti manco. So che è dura senza di me. Perdonami se ti ho abbandonato per sempre. Con affetto, il tuo cervello.


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Ciao a tutti, un altro anno scolastico è iniziato ed eccoci ripiombate in questo inferno musicale e non solo… Ormai per tutti noi le vacanze rimangono un vago ricordo; l’estate purtroppo se ne è andata e, come ogni anno, trascina via con sé tutti i rituali tormentoni che l’hanno caratterizzata e li ripone nella parte più remota del nostro cervello. Basta un semplice cambio di stagione e un ritorno alla normalità ed ecco che, in un batter d’occhio, il “grande”Capitano Uncino con il suo passo avanti ondeggiando e un altro indietro bailando sparisce! Dj Francesco (figlio di Roby Facchinetti degli storici Pooh) ha appena debuttato e già tocca il fondo… ma può tentare una risalita.. dopo tutto, pensiamo a Jovanotti, che iniziò la sua brillante carriera con “ E’ qui la festa?”… Tra qualche mese chi si ricorderà più di quel Chihuahua impaziente di acchiappare quel “Gatto matto”?? Nessuno, o almeno così si spera, perché certe cose valgono la pena di essere dimenticate! Speriamo vivamente che la vostra mente offuschi il triste ricordo di Cesare Cremonini, che del “Latin-lover” ha ben poco, il poveretto è da ammirare: si impegna e tenta di fare il cantautore, ma proprio non riesce. Con l’arrivo del freddo tornano anche gli occhi di ghiaccio di Nek che ci propone una “nuova” canzone “ Alme-

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no stavolta”…eppure a noi sembra di averla già sentita… non assomiglia vagamente a “Still Waiting” dei Sum41 ?! Mah…forse è solo una nostra impressione… Anche Neffa, il rapper reinventato con il suo nuovo genere commercializzato, ha deciso di stupirci e dopo aver conquistato il pubblico con “Prima di andare via” ci propone un nuovo album “ I Molteplici giorni di Giovanni” in uscita il 3 ottobre…da ascoltare solo se è l’ultimo cd rimasto sulla faccia della terra. E non possiamo dimenticarci di una stella di prima grandez-

za come Eros Ramazzotti, che ha intenerito tutti con la sua fallimentare storia d’amore con Michelle … e dopo la carinissima canzone “Un’emozione per sempre” dedicata alla sua bambina Aurora, continua ad emozionarci con il nuovo singolo “Un attimo di pace”, tratto dal suo album “9” . Continuiamo con una magnifi-

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ca voce del pop italiano, Giorgia, che dopo il grande successo riscosso dal singolo “ Gocce di memoria” ne ha già presentato un altro: “Tieni il tempo”, tratto dal nuovo album “ Ladra di vento”, uscito il 26 settembre. La ragazza non si accontenta: infatti a novembre partirà anche il suo nuovo tour. Una rivelazione dell’anno sono gli Evanescense,che hanno tentato L’ardua scalata del successo con il loro singolo “Bring me to life”. Sono un gruppo rock, senza dubbio. Ma rock epico, teatrale, dark. L’intreccio e il contrasto di voce angelica e chitarre primordiali generano chiaroscuri di grande impatto.Come è possibile resistergli?! Tra gli stranieri che hanno caratterizzato la nostra estate troviamo anche Sean Paul, il rapper giamaicano che con “Get busy” è volato alla numero 1 delle classifiche di tutto il mondo e da lì non si è schiodato per intere settimane.Ora fa il suo ritorno con “Like glue”,pezzo che uscirà fra qualche giorno e intanto si prepara a duettare con Beyonce Knowles in


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“Baby Boy”. Parlando di Beyonce non si può certo dimenticare la gettonatissima “Crazy in love” che ha visto anche la collaborazione di Jay-Z. A tenere compagnia a questi veterani della nostra inscalabile classifica estiva ci ha pensato Lumidee,la ragazza di Harlem, che ci ha fatto muovere con “Never leave you”, tratto dall’album Almost famous. In attesa di un suo nuovo singolo le radio continuano a passarci questo, molte volte in versione remix realizzato con Busta Rhymes e Fabolous. Se invece vogliamo lasciarci alle spalle le canzoncine canticchiate sotto l’ombrellone e dare uno sguardo al presente non possiamo fare a meno di segnalare tre ritorniresurrezione. Il primo è quello di Dido, che torna con una canzone a dir poco fantastica: “White flag”,singolo che ha anticipato l’uscita del suo nuovo album “Life for rent”. Altro ritorno storico è stato segnato da Lene Marlin, che probabilmente dopo qualche hit carina di quattro anni fa , come

“Unforgivable Sinner” e “Where I’m headed” era finita nel dimenticatoio. Ebbene:ripescatela, perché la ragazza norvegese è tornata con “You weren’t there” e con un’ ambizione: riconquistare le classifiche europee e statunitensi…ce la farà la nostra eroina dei ghiacci? You never know, ma intanto sentiamola nel suo ultimo lavoro, che a dire il vero non è poi molto diverso dal precedente.

Debutta da solista anche Lene, ex cantante degli Aqua, che sicuramente ricorderete per la famosa hit “Barbie girl”, dove cantava con la voce in falsetto come quella dei topini di Cenerentola. Probabilmente dopo aver interpretato quella canzone, la ragazza è caduta in una grave crisi d’identità e ancora convinta di essere la bambola di plastica, pubblica l’album “Play with me”.Sperando in una sua guarigione possiamo ascoltare il singolo “It’s your duty” , un mix di dance e pop che ricorda molto le canzoni del vecchio gruppo. Ad aiutarci a non cadere nella depressione di inizio anno ci

LUNARFOLLIE ha pensato Robbie Williams, cercando di allietarci con il singolo “Something Beautiful”, canzone che oltre ad essere molto orecchiabile trasmette anche grande energia. Se Robbie influisce positivamente sul vostro umore non dovete assolutamente perdervi la raccolta live dei suoi concerti estivi : “Live summer 2003”.Se invece non volete privarvi del piacere di vedere someone beautiful potrete ammirare il bel Robbie il 31/10 al Filaforum di Milano…noi vi abbiamo avvertito… Ritornano anche i Nickelback con “The long road”, i Metallica con “Frantic”.Segnaliamo anche “Numb”, nuovo singolo dei Linking Park, tratto dall’album “Meteora” e Eagle Eye Cherry che torna con “Sub rosa”. Da qualche settimana è disponibile il nuovo lavoro dei Muse, “Absolution” e quello degli Iron Maiden, “Dance of death”.Ricordiamo che il gruppo sarà in Italia per due concerti:uno il 27 ottobre al filaforum di Milano e l’altro si terrà il giorno dopo a Firenze. E musica chiama musica: novità anche per i Limp Bizkit che tornano con “Eat you a lie” dall’ album “Results may vary”e per i P.O.D che dall’album “Darkness” ne hanno tratto il singolo “Sleeping Awake. E’ inoltre nostro dovere ricordarvi che il 14/10 torneranno anche gli U2 con l’album “Go Home (Live from Same Castle)” E con questo è tutto.. Alla prossima,

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Eccoci di nuovo…ebbene sì! Dopo la tanto meritata pausa estiva siamo nuovamente tutti qua, dietro gli “adorati” banchi di scuola!A qualcuno è forse sfuggito un grido di dolore???Lo so, lo so…non è facile tornare alla routine quotidiana eppure è così che va il mondo…c’è chi scende e c’è chi sale, anche se in questo caso stiamo proprio precipitando! So che molti di noi saranno appena usciti dal tunnel dei libri assegnatici dai nostri cari insegnanti durante le vacanze estive…che magari non erano malvagi, ma solo il fatto che fossimo COSTRETTI a leggerli ce li rendeva automaticamente antipatici! Ecco perché sono qui in veste di mediatrice di pace per riconciliarvi con la lettura. Ecco qualche consiglio che potreste trovare interessante. Signori bambini Daniel Pennac Edito da: Universale Economica Feltrinelli :6,71 Euro Chi non ha mai sognato di diventare genitore dei propri genitori? Cosa succederebbe se vi svegliaste la mattina e trovaste vostra madre e vostro padre che vi arrivano sì e no alla vita? E’ esattamente ciò che accade a Igor, Joseph e Nouredine dopo aver svolto un tema dal titolo: Una mattina ti svegli e ti accorgi che, durante la notte, sei stato trasformato in adulto. In preda al panico

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ti precipiti in camera dei tuoi genitori. Loro sono stati trasformati in bambini. Racconta il seguito. La storia intera viene narrata dal padre di Igor,Pierre , morto di Aids a causa di una trasfusione. Più la narrazione procede più si capisce che Pierre non si limita semplicemente al ruolo di voce fuori campo. Egli è infatti un vero e proprio burattinaio che muove sapientemente i fili dell’intera vicenda e interagisce addirittura con i personaggi. Un romanzo che è quasi una favola, da leggere tutto d’un fiato e che alla fine si vorrebbe non aver concluso per poter restare ancora un po’ in compagnia dei personaggi. “…Credo solo negli atti, amore mio. Ai piccoli atti. Piccolissimi. Cazzuti. Quelli che fanno la felicità del giorno e del perimetro, niente di più. Quanto alle parole…Abbiamo parlato tanto io e la mia generazione, proprio tanto, lo vedi il risultato?”

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“E i sentimenti?” domandava Tatiana. “Sensazioni che hanno preso la parola.” “E’ bello da sentire. Viva l’amore…” “L’amore , amore mio, è un’insieme di piccoli atti che raccontano in silenzio una storia precaria…” Pag.91 IN BREVE: Cartoline dalla terra di nessunoAidan Chambers Edito da: Fabbri Editori Euro: 14.50 Il diciassettenne Jacob è inglese, ma si trova Amsterdam in onore della commemorazione del cinquantenario della battaglia di Arnhem in cui combattè suo nonno. Un libro che tratta grandi temi quali l’eutanasia, l’amore e la guerra.Vincitore della Carnegie Medal nel 1999. La ragazza che voleva di piùLisa Cody Edito da I canguri Feltrinelli Euro:16,00 Birdie Walker Astuta, forte e affascinante, ex moglie di Jack: Idolo delle folle. Birdie, abituata a muoversi nel rarefatto ed esotico mondo delle pop-star, sa che non è tutto oro quello che luccica. Così usa l’arma dell’esperienza per liberarsi dei discografici che le stanno alle calcagna alla ricerca di materiale inedito del suo defunto marito. Per chi vuole sapere tutto sullo show-biz. Anna 5^I


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Non è certamente un momento felice per il calcio. L’estate che si è appena conclusa ha riservato agli appassionati di questo sport solo pagine di cronaca, di vicende giudiziarie, di incredibili sceneggiate che non hanno certo contribuito a migliorarne l’immagine. A questo proposito sarebbe interessante mettersi nei panni del tifoso della strada e raccogliere le sue impressioni su quanto è avvenuto. La torrida estate 2003 è stata quasi totalmente incentrata sul caso Catania e sulla pressante richiesta dei dirigenti e dei tifosi etnei di volere a tutti i costi la riammissione in serie B. La giustizia sportiva ha però dimostrato di avere le idee ben poco chiare, escludendo dapprima il Catania per poi riammetterlo in un secondo tempo insieme ad altre tre squadre: un tipico compromesso all’italiana che ha finito per accontentare qualcuno e scontentare molti. In seguito a questa decisione c’è stata la vibrante protesta dei presidenti di B con la minaccia, poi mantenuta, di non giocare: alla fine così a rimetterci è stato il tifoso, vittima di una situazione che ha cancellato le già poche certezze sulle quali si basa il sistema calcio. Altri episodi negativi nell’estate calcistica vanno riscontrati nelle false fideius-

sioni presentate da Roma, Napoli e Spal. Questo è un’altro fatto che dovrebbe far riflettere i grandi Paperoni del calcio perché andando avanti di questo passo tutto il sistema rischia di esplodere. E’ ovvio che l’analisi di questa situazione non può essere completata solo con questi aspetti: noi tutti non possiamo dimenticare i molteplici episodi di violenza negli stadi, sempre frequenti e destinati purtroppo a non cessare. Gli incidenti dello scorso 20 settembre ad Avellino, culminati con la morte di Sergio Ercolano, dovrebbero farci riflettere; è impensabile andare ne-

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gli stadi con il pericolo di rischiare la pelle solo per le intemperanze dei teppisti più scatenati. In Italia esistono già regole sulla sicurezza negli stadi ma sembra che ciò non sia sufficiente. E questo fa pensare ai livelli ai quali è giunto il calcio in Italia, come afferma il presidente della Repubblica Ciampi: “Non bisogna mai stancarsi di fare appello alla sensibilità dei veri sportivi per stanare il teppismo dai campi di gioco. Il tifo – continua – è una cosa normale, abbandonarsi alla violenza è un’altra cosa, porta lutti e costituisce reato”. E’ dunque necessario, da parte degli stessi protagonisti, ritrovare tutti insieme un po’ di moderazione e buon senso per non correre il rischio di alimentare ancor di più la violenza che purtroppo si è sostituita troppo spesso, negli ultimi anni, allo spettacolo sportivo. Roberto, V C


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Il mondo è un divenire. Il divenire è divenire nel tempo, è temporalità. Il tempo è un fanciullo che gioca. Il gioco è leggero, la legge invece è pesante. C’è in riva al mare un fanciullo che gioca. Immagine di leggerezza, di innocenza di corporeità festante. Questa immagine così normale e quotidiana ha qualcosa di divino. Il fanciullo che “gioca” il mondo mostra un aspetto sovrumano. Scorgere, in ciò che è possibile vedere ogni giorno e che ognuno può ricordare di sé, un tratto che rovescia il quotidiano e che gli da un valore di permanenza che appartiene al fondo delle cose semplici, quelle che semplicemente accadono come splende il sole, il mare rumoreggia, cade la pioggia. Nella semplicità del puro accadere – un fanciullo gioca in riva al mare –la realtà si solleva diventando unica, piena, “divina”. E’ Nietzsche che fa emergere il fanciullo che è in ognuno di noi: “Innocenza è il fanciullo e oblio, un nuovo inizio, un gioco, una ruota ruotante da sola, un primo moto, un sacro dire di si”. “Nell’uomo autentico si na-

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sconde un bambino: che vuol giocare. Orsù donne, scopriteli il bambino nell’uomo”. Ma un mattino egli si destò ancor prima dell’aurora, rimase a lungo meditabondo sul suo giaciglio e infine disse al suo cuore: “Come mai mi sono talmente spaventato io sogno da ridestarmi? Non mi si è forse avvicinato un fanciullo che portava uno specchio? Oh Zarathustra – mi ha detto il fanciullo – guardati allo specchio”. “Giocavano in riva al mare ecco, venne l’onda e trascinò via nel suo fondo i loro giochi: e ora piangono. Ma la stessa onda deve loro portare nuovi trastulli e nuove variegate conchiglie rovesciare ai loro piedi!” “Ecco che di nuovo sentii parlare senza voce: “Bisogna ancora che tu diventi un fanciullo e senza vergogna. Su di te

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pesa ancora l’orgoglio della giovinezza, sei diventato giovane tardi: ma chi vuol diventare un fanciullo, deve superare anche la giovinezza”. Un nuovo inizio, è forse questa, tra tutte le qualità del fanciullo la chiave di volta. Giuma


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Come ogni anno, al nuovo palafiera di Brescia si è tenuta la festa annuale del Centro Aiuti Per l’Etiopia.Forse non tutti sanno che a Brescia sono almeno un centinaio i bambini di colore, adottati da famiglie di gran cuore e a tutti loro è stata dedicata una giornata di gioco e di conoscenza. Per i bambini sono stati allestiti dei giochi gonfiabili poi ad alternanza animazione, danze, pesche e una mostra con le foto del paese da dove proviene questa gente, quasi nessuno dei bambini la ricorda, ma quella è la loro terra d’origine. Anche gli scout ci sono venuti incontro per aiutarci ad organizzare questa manifestazione. Ma questa giornata non è nata solo con lo scopo di far incontrare i bambini etiopi e farli giocare, ma anche di far conoscere a nuove persone come migliorare la vita di bambini meno fortunati di noi, dar loro una casa, cibo, e soprattutto tanto affetto, tramite l’adozione, anche a distanza. Ci sono state diverse conferenze che trattavano di argomenti come “adozione giuridica” o “sensibilizzazione dell’opinione pubblica”; hanno partecipato psicologi e personaggi che danno una forte spinta alla nascita di esperienze di questo tipo o presiedono centri d’aiuto o cattolici, tra queste persone ricordiamo il nostro mitico professor Mattei. Può sembrare forse troppo

forte partire con l’idea di adozione e soprattutto impraticabile per ragazzi come noi, ma si può sempre dare una mano.Secondo me associamo l’idea di missionarietà a una cosa troppo lontana da noi, il missionario è colui che lascia tutto e va a vivere in mezzo alle persone che hanno bisogno, lasciatemelo dire ci vogliono le palle e una bella vocazione per fare una scelta del genere, il missionario può essere ciascuno di noi, il missionario è colui che aiuta chi ha bisogno e di gente che ne ha bisogno ce n’è tanta e più vicina di quanto immaginiamo e non e vero chi i giovani sono svantaggiati, possiamo benissimo fare qualcosa anche noi. Già solo nel Lunardi c’è una possibilità di aiutare questi bambini per chi ne fosse interessato, c’è l’adozione a distanza, costa 13 Euro e su una classe di più di venti alunni il costo mensile è ridotto a meno di un euro a testa. Quello che per noi e un caffè per questi bambini può

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essere il pranzo, la colazione e la cena…pensateci (per le classi che fossero interessate, si può contattare me in 3^F o la professoressa Rizzi). Il punto debole della manifestazione è stato proprio questo, persone ce n’erano tante, ma quasi tutte venute per i loro bambini, ed erano veramente poche le persone “estranee”, venute per conoscere e dare un contributo. Aiutateci a dare a questi bambini una vita migliore, per noi spesso è poco, per loro a volte significa sopravvivere. Giulia 3^F


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E’ polemica tra chi considera sia giusto che un bene tanto importante come l’acqua sia pubblico o, al contrario, privato. Sbagliato, a mio avviso, non è considerare l’acqua un bene pubblico piuttosto che privato. Sbagliato, invece, è dare al termine “privato” oppure al termine “pubblico” il significato restrittivo, totalizzante, assolutista in quanto tale, che rende sempre gli effetti estremi parossistici e dannosi. Affermo questo perché, sia la scelta di considerare l’acqua bene pubblico piuttosto che privato può essere giusta o sbagliata, a seconda di come viene realizzata. Messa nei termini più radicali, sembra addirittura che al bene pubblico in quanto tale non si possa attribuire un valore venale, perché portatore di una valore “superiore”, talmente grande da non potersi quantificare, talmente importante da sfuggire a qualsiasi logica di mercato, anche la più equa, socialmente intesa. Su questa strada si collocano le degenerazioni della “res nullius”, della cosa pubblica che, in quanto tale, è di tutti e proprio per questo non viene considerata. La burocrazia e non solo quella del nostro paese, è farcita di queste degenerazioni. Non sono ovviamente d’accordo su questa impostazione, così come non sono d’accordo che qualsiasi bene pubblico, dall’acqua al patrimonio cul-

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turale, possa essere considerato una merce qualsiasi, magari una merce priva di ragioni etico sociali. Tra l’altro se volessimo ben considerare, prescindendo dall’acqua, ogni merce, sia essa un barile di petrolio, o una tonnellata di grano, o un ettaro di terreno, o una casa, o un chilogrammo di patate, per quanto “materiale” possa essere, poco o tanto ha, o può avere sempre anche una ragione sociale e quindi morale. Quando ciò non viene evidenziato o considerato è perché si introducono criteri e logiche superficiali o magari aberranti che non tengono conto che ogni bene, qualsiasi esso sia, è al servizio dell’uomo. La regola è assoluta, estrema, radicale ed è l’unica che pure in queste posizioni, produce effetti positivi, a differenza di ogni altro estremismo. Se, per esempio, si utilizza l’automobile per andare a duecento all’ora e per provocare incidenti, non è detto che sia sbagliato usare l’automobile, semmai è sbagliato il modo di guidarla. Non sono la privatizzazione o la pubblicizzazione portate avanti, qui come in altri paesi

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del mondo, che provocano dei danni, ma è il modo con cui si procede eventualmente a privatizzare o a pubblicizzare che spesso e volentieri è egoista, sbagliato, addirittura bestiale. Pubblico e privato sono due condizioni che, se adottate il più possibile insieme, in equilibrio, possono esprimere invece il massimo degli aspetti positivi che l’uno e l’altro contengono. Guai, anche solo concettualmente, a distruggere l’uno solo per privilegiare l’altro. La storia è piena di danni che popoli e nazioni hanno dovuto subire quando ciò è avvenuto. Proviamo a suggerire, a collaborare per costruire, magari prima che si verifichino fenomeni patologici dell’uno o dell’altro modo di procedere, un rapporto virtuoso tra pubblico e privato. Sarà anche un modo, non sembri esagerato, di valorizzare la democrazia e la giustizia. Servirà a fare del bene a tutti, senza escludere nessuno, alle singole persone, ai poveri soprattutto, ma anche ai ricchi e alle pubbliche amministrazioni.


INVITO A TUTTI GLI STUDENTI DELLE SUPERIORI

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UNIVERSITÀ POPOLARE “ASTOLFO LUNARDI” COMUNITÀ E SCUOLA UFFICIO DIOCESANO PER LA PASTORALE DELLA SCUOLA con l’adesione di Movimento Studenti Azione Cattolica (M.S.A.C.), Opera per l’Educazione Cristiana (O.E.C.) e Associazione studentesca “Piergiorgio Frassati”

per la Giornata diocesana della Scuola propongono un incontro aperto agli studenti delle superiori

“Lo sviluppo sostenibile: interessa la scuola?” DOMENICA 26 OTTOBRE 2003 dalle 9.00 alle 14.30 Appuntamento alle 9.00 a CASA SAN FILIPPO (Via Ferrando, 1 – Brescia – zona Oltremella). INTERVENTO DI DON GABRIELE SCALMANA, responsabile dell’Ufficio diocesano per la Pastorale del creato. E poi, a seguire, CONFRONTO IN GRUPPI E DIBATTITO con la partecipazione anche di alcuni insegnanti che si sono occupati nella scuola di questi temi. Alle 12.00 S. MESSA presieduta da don Gianpietro Prandelli, Direttore Ufficio diocesano per la Pastorale della Scuola. PRANZO offerto dagli organizzatori.

NECESSARIO CONFERMARE LA PRESENZA, ENTRO IL 22 OTTOBRE, CHIAMANDO COMUNITÀ E SCUOLA (030/46781) oppure inviando e-mail a info@comunitaescuola.it

Ottobre 2003  

Anno 12 n.1

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