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Anno 6

Numero 1

L’estate anche quest’anno è finita e ha lasciato il posto ad un nuovo inizio. Potremmo quasi dire che passiamo da un inizio a un nuovo inizio e questa è la visione della storia che preferiamo perché ha dentro tutta la carica del nostro futuro. Siamo ripartiti fin dal primo giorno a pieni giri e questo è senza dubbio il segno di una scuola che vuole essere efficiente. Ci chiediamo però se questa efficienza è anche sinonimo di un servizio più adeguato alle necessità dei giovani d’oggi, cioè di ciascuno di noi, che dalla scuola a t te n d i a mo u na pa rte consistente della nostra fo r mazio ne cul tura le e professionale. Sono tante le novità che ci sono state annunciate da un governo che sembra sia intenzionato a cambiare r adi cal me nte l a scuol a italiana. Speriamo non siano ancora una volta promesse verbali a cui non seguono i fatti, perché ne va del futuro nostro e forse anche del nostro paese. La novità più rilevante che abbiamo trovato è stata la sperimentazione del Liceo tecnico che ha preso il via con tre classi prime. Non abbiamo capito bene che cosa ve ra me nte sia, ma certamente qualcuno saprà spiegarcelo. Vogliamo rivolgere il nostro

I.T.C. LUNARDI - BS

augurio a tutti. Ai nuovi delle classi prime un augurio tutto particolare visto che iniziano la loro avventura nella scuola superiore. C o me ogni a nno il Giornalino rivolge a tutti l’invito a collaborare nei ta nti mo d i possibili: partecipando alla redazione, facendo il corrispondente di classe, curando qualche rubrica, inviando messaggi, disegni, idee. Il Giornalino è “nostro” e vorremmo fosse veramente espressione del sentire comune. Aiutiamoci a renderlo sempre più vivo. Leggiamolo. Facciamolo leggere. Diventerà un amico e un

Ottobre 1997

compagno di viaggio. A tutti, e quindi anche agli insegnanti e al personale non docente, l’augurio di un a nno r icco , inte nso, sereno.

La Redazione

INDICE Le novità L’Esame di Stato Elezioni C.D.I. Grazie Prof. Antonia Abitare il corpo Videoludicamente... Manga Nation Finlandia Solidarietà Aiutiamoli Concerto U2 Il Liceo Lunardi Marcia per la pace

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LUNARFOLLIE SOTTO IL TENDONE DEL LUNARDI

Presentare tutte le novità di un Istituto grande come il nostro è quasi impossibile. Offriamo comunque alcune notizie che ci sembrano interessanti per tutti. Anzitutto quanti siamo? Tanti, raggiungiamo infatti la cifra di 1330 e se aggiungiamo insegnanti e personale non docente sfioriamo le 1500 persone. Siamo tanti quanti gli abitanti di un medio paese della nostra provincia. La parte del leone la fanno le ragazze che sono ben 908 mentre i maschi sono ridotti a 222. Il rapporto, con i resti, è di 1 a 4. La grande novità è poi il varo del liceo tecnico: tre classi

REDAZIONE BARONE SILVIA BONASSI ELEONORA BONDIOLI NADIA BORDOGNI LUCA BRAMI GABRIELE CLAUSER ELISA CRISTOFOLO FRANCA DEL MEDICO ELISABETTA FUSARI ROBERTA MARTINAZZOLI LINO MATTEI GIUSEPPE PALAMARA STEFANIA PODETTA ROBERTA SONCINA STEFANO TAGLIETTI MASS. ZANOTTI ELENA ZILIANI GIOVANNA

Lunarfollie viene pensato, prodotto, sta mpat o e distribuito presso il CIC dell’ ITC LUNARDI, via Riccobelli 47 25125 Brescia, Italia. Tel. 030/2009508/9/0 Fax 030/390996 E-MAIL ciclun@master.cci.unibs.it

prime hanno iniziato infatti questa nuova avventura. Gli insegnanti sono 121. Li conosciamo quasi tutti ma ve ne sono alcuni nuovi che vogliamo salutare anche dalle pagine del nostro giornalino. Sono: Ammirati Vito (Fisica) Girelli M arzio (St oria dell’arte) Greotti Sergio (Diritto)

Guccione

Loredana

(Tedesco)

Sfrappini

Maria Beatrice

(Scienze)

ovvero IL NUOVO CONSIGLIO DI PRESIDENZA Il celebre giocoliere: Giuseppe Colosio Il versatile equilibrista: Giulio Spagnoli Il valente prestigiatore: Diego Parzani L’abile contorsionista: Anna Maria Tomasoni

Spinelli Rosa (Tedesco) Tenchini M. Paola (Tedesco).

L’agile trapezista: Donatella Preti

Ci sono anche insegnanti che alla chetichella ci hanno lasciato o perché pensionati o perché trasferiti. Sono andati in pensione:

Si es ibiranno per l’intera stagione 1997/98.

Tonoli Gianfranco Tomba Eleonora Sozzi Regina Luisa Ghidoni Luciano Sono stati invece trasferiti ad altra scuola:

Fragalà Miriam Sassi Laura A ciascuno il nostro grazie per quanto hanno saputo trasmetterci, unito all’augurio c o rd i a l e d i u na b u o na continuazione nei nuovi ruoli in cui la vita li ha chiamati. Tra il personale non docente abbiamo avuto un ritiro, quello di Medeghini Maria e un pensiona mento, quello di Melzani Littia. Sono invece arrivate nuove persone e precisamente:

Maria Bambino Tobia Maurizio Ceramino Mario Anche a loro il nostro cordiale benvenuti.

Il giornalino attende contributi da tutti voi. Potete:  Venire in redazione  Fare i corrispondenti di classe  Inviarci articoli, temi, poesie, ecc...  Forni rci d i se g ni , fumetti, tutto ciò che vi pare interessante  Spedire messaggi anche via Internet Con il vostro contributo LUNARFOLLIE sa rà sempre più interessante.


LUNARFOLLIE

Negli ultimi giorni la nostra attenzione è stata completamente catalizzata dall’approvazione della nuova legge sulla maturità. Cosa ci riserva il futuro? Ai ritardatari che ancora non c o n o s c o n o l a r i f o r ma ricordiamo che il nostro nuovo esame prevede tre prove scritte che consisteranno nell’attestare la padronanza nell’uso della lingua italiana, la conoscenza di una materia specifica dell’indirizzo e il superamento di un nuovissimo questionario pluridisciplinare. La prova orale verterà sù un colloquio su tutte le materie studiate l’ultimo anno. La Commissione sarà composta da un Presidente esterno, da quattro docenti interni e da quattro esterni. Anche la votazione cambierà. Il voto verrà espresso in centesimi e non più in sessantesimi e terrà conto del curriculum . Le cose dovrebbero funzionare in questo modo. Le prove scritte conteranno per un massimo del 45%, il colloquio orale per un massimo del 35% e un 20% sarà rappresentato dal “credito scolastico”. Il Consiglio di classe infatti attribuirà ad ogni alunno, nello scrutinio finale degli ultimi tre anni, un “credito” spendibile alla maturità. Dette le novità, vi riportiamo i risultati di una piccola inchiesta fatta a caldo nel nostro Istituto.

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“Non siamo affatto d’accordo sulla riforma degli esami di maturità perché, essendo già iniziato l’anno scolastico, non fanno altro che fomentare l’agitazione degli studenti che non sono psicologicamente preparati. Portare all’esame in modo adeguato tutte le materie è troppo impegnativo “ (Quinta N)

“Non approvo questa riforma della maturità in quanto non precisa con chiarezza quello che gli studenti devono affrontare a giugno. Di conseguenza sia gli studenti che i professori non hanno nessu na idea di come organizzarsi e prepararsi agli esami. In sintesi: sono d’accordo con la riforma della maturità, ma lo Stato dovrebbe tener conto delle esigenze degli studenti dal momento che a giugno saremo noi ad affrontare l’esame”. “Io credo che la Riforma possa venire attuata, ma per l’anno scolastico 98/99, in quanto manca il tempo per organizzarla , per ch é la maturità non è solo l’esame di giugno. Iniziare a preparare la maturità a dicembre non è il massimo”.

Il 10 Ottobre saremo chiamati ad eleggere i nostri rappresentanti all’interno del Consiglio di Istituto. E’ un appuntamento molto importante perchè nel Consiglio di Istituto ve ngo no pre se le decisioni fondamentali riguardanti il funzionamento della scuola. Scegliere i candidati giusti (potremo esprimere due preferenze) è dunque fondamentale. Risulteranno eletti i quattro candidati della stessa lista più votati. Lista n.1 Motto: “Obiettivo Lunardi” Francesconi Francesco Tagliapietra Marco Alberti Andrea Agliata Alessandro Frerotti Sergio Maifredi Gabriele Inselvini Daniele Lista n.2 Motto: “No Sleepers” Locati Paolo Montagano Elio Grimaldi Michele Sandrini Nicola Guerzoni Michaela Ferlucci Michela D’Auria Fabio Gentili Manuel Solo due Donne??? (N.D.R.)


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GRAZIE PROF. ANTONIA Oggi 23 Settembre ti abbiamo salutato nella bella chiesa di S. Agata. C’erano molti prof del Lunardi, molti alunni ed ex a lu n n i , mo l t i a m ic i commossi per questo distacco avvenuto troppo presto e troppo in fretta. Antonia - ci ha detto il celebrante - deriva dal greco e significa fiore. Come un fiore è stata la tua presenza tra noi in questi anni. Come un fiore, ha sottolineato ancora il celebrante, di cultura, di bontà, di religiosità. A pensarci bene queste tre parole riassumono adeguatamente il messaggio di una vita tutta spesa nell’educazione e nella formazione delle giovani generazioni, cioè di noi, e questo per 35 anni. Grazie profe. Se siamo cresciuti nel sapere è grazie alle tue lezioni, se abbiamo scoperto che la bontà è virtù forte (e quindi dei forti) è anche per merito tuo e grazie anche per averci detto che il paradiso esiste. UN’EX ALUNNA Se cerco di tornare col pensi ero all’an no d ella maturità, mi pare di udire la voce della Prof. Rossi mettere in risalto nei versi de “L’Allegria” di Ungaretti “l’esultanza” che l’attimo, in quanto fuggitivo dà, attimo che soltanto l’amore più forte della stessa morte può strappare al tempo. Questa “Allegria”,

intesa come volontà e gioia di vivere “nonostante tutto” mi pare delineare in modo preciso la personalità della Prof. Rossi.

Di lei è difficile dimenticare gli occhi brillanti e indagatori, il sorriso, la disponibilità senza limiti, l’umanità e l’umiltà, mai priva però di una fierezza e di un determinismo ben dosati. Era persona di grandissima cultura, che trasmetteva ai suoi allievi in modo speciale, grazie al suo spirito giovanile, sempre al passo con i tempi. Era in grado di interessare e coinvolgere tutti, perché riusciva a conciliare impegno e tollera nza , ser ietà ed umorismo, così da rendere più vive e piacevoli le sue ore di lezione. Qualche tempo fa mi confidava di essersi accorta di un vero e proprio “ricambio

generazionale” nei giovani, e ciò l’aveva spinta a ricercare nuove alternative per catturare il loro i n t er e s s e i n m o d o p i ù avvincente. Dono naturale il suo, ma anche capacità di interpretare il suo tempo, di capire i giovani, così da far loro apprezzare la vita in tutte le sue sfaccettature. A volte può essere difficile pensare alle interrogazioni, ai compiti in classe in modo sereno, ma io ricordo che ogni volta che la Prof. Rossi entrava in aula, portava con sè, insieme al famoso “Pazzaglia”, un soffio di buon umore e di vitalità, come quando, soprattutto in inverno, fer ma sulla sogl ia, ironicamente ordinava: “Le finestre, chiudete quelle finestre!” o quando per “rinfrancarci” se ne usciva con qualche battuta allegra. Voglio ricordarla così: viva, dolce, gioiosa, corretta, umana. Perdendola, tutti coloro che le erano vi cini e l’ Istitu to “Lunardi”, in particolare, hanno perso qualcosa di unico: ma se si riuscirà a credere in ciò di cui era pienamente convinta, ossia che è necessario cercare di catturare il tempo per quello che ci può offrire di bene, di male, di gioia, di angoscia per condividerlo serenamente con quanti si attendono da noi conoscenza, aiuto, comprensione ed amicizia, sono certa che continueremo a sentirla fra noi e a gioire “nonostante tutto”. Laura Taddei


LUNARFOLLIE CARA PROF. ROSSI, abbiamo trascorso solamente un anno con Lei, ma è bastato per farci capire quanto teneva a noi. Certo sarebbe stato meglio passare più tempo con Lei, cercare di conoscerci meglio, instaurando magari un qualcosa di più che un semplice rapporto tra alunni e professore. La sua voglia di vivere, per quanto a bbiamo potut o constatare, era immensa: il suo sorriso sincero, la gentilezza che adottava con tutti, due cose che sono molto difficili da trovare in una singola persona. E sono soprattutto questi due dati che hanno reso Lei, professoressa, una delle professoresse più amate del “Lunardi”. Con grande affetto, La salutiamo per l’ultima volta con un forte abbraccio. La classe 5^D CARISSIMA PROF. ROSSI, è difficile esprimere quello che Lei è stata per noi. Il breve tempo trascorso con Lei ci ha p er m e s s o c o mu n q u e d i instaurare un sereno rapporto di lavoro. Quanto Lei ci ha dato resterà sempre con noi, perché dimenticare la Sua bontà e la Sua dolcezza vorrebbe dire dimenticare una parte, anche se

Giovedì 23 Ottobre alle ore 17 nella chiesa di S. Bernardino (Costalunga) verrà celebrata una S. Messa in suffragio della Prof.ssa Antonia Rossi.

5 breve, della nostra vita. Nei nostri cuori ricordiamo e ricorderemo sempre ogni Suo atteggiamento e ogni Suo sorriso, le parole di conforto e quelle di rimprovero, anche se mai troppo dure. Ci ha insegnato ad affrontare le difficoltà ed il mondo sotto una luce di saggezza e di positività. Tutt o qu est o non ci abbandonerà mai. Non la dimenticheremo mai. Con affetto e commozione 5^D CARA PROF. ROSSI, è bastato un solo anno per imparare ad amarla ed ora sentiamo un vuoto dentro di noi. Le ore con Lei ci aiutavano a capire non solo la storia ma anche noi stessi. Siamo cresciuti e maturati anche grazie a Lei e non scorderemo mai la Sua dolcezza, il Suo amore e la Sua pazienza. Non eravamo una classe modello, ma Lei era sempre dalla nostra parte e mai

una volta ha alzato la voce. Ed ora siamo qui seduti su quegli stessi banchi che l’hanno vista insegnare per la prima volta, su quegli stessi banchi che ora conserveranno il Suo dolce ricordo per sempre. Con affetto 5^D CARA PROF. ROSSI, sicuramente è un po’ tardi per scrivere una lettera, ma la scriviamo col cuore, convinti che Lei la possa sentire. Quello che le vogliamo dire è un grazie sincero per la Sua dolcezza, per il tempo che ci ha dedicato e per la Sua infinita pazienza . Non vogliamo sembrare ipocriti o falsi, scrivendo cose che magari non pensiamo, quindi ci sembra il caso di concludere dicendo che la ricorderemo sempre con affetto e non dimenticheremo mai quello che ha fatto per noi. Le sue “piccole pesti” di 5^D


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Il “corpo”! Chi è costui? In un tempo, il tuo, nel quale viene esaltato il linguaggio inform at ic o, grazie alle immense potenzialità del computer, sembra fuori posto int er es s arc i d el c orp o, soprattutto per cercare di riscoprire il suo linguaggio. Eppure il corpo costituisce l'unica possibilità che hai per vivere questa tua esperienza umana ed è solo grazie al tuo corpo che tu puoi realizzare una relazione con l'altro: dire te stesso all'altro e accogliere la sua comunicazione, abitando ciascuno il proprio corpo. I l c orpo c ost it uisc e la manifestazione esteriore della tua int eriorità, dei tuoi sent i m ent i , del l e t ue esperienze, delle tue paure e conquiste, dei tuoi desideri e delle loro realizzazioni ... Allora, conoscere come "parla", come reagisce ai tuoi vissuti, come li accumula o li scarica, potrà costituire un cammino capace di condurti a far combaciare la tua immagine interiore a quella espressa dal tuo corpo. Amare se stessi è amare anche il proprio corpo. Questo richiede, anzitutto, di conoscerlo e accoglierlo, grande o piccolo, bello o meno, forte o debole, femminile o maschile. Star bene "nella propria pelle" è non solo il presupposto per esprimersi in modo pieno e sereno, ma anche per aprirsi agli altri. Amare il proprio corpo significa sapergli dedicare del tempo, curarlo. Esso è il luogo in cui mettono radice i nostri desideri: fame, sete, bisogno di calore, di sicurezza, di dono, di sessualità. E la soddisfazione

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di ciascuno di questi desideri è fonte di piacere. Insegnanti, educatori, genitori, ma anche tu, che stai vivendo la tua esperienza scolastica, abbiamo tutti bisogno di riscoprire il linguaggio racchiuso nel nostro corpo per attuare una comunicazione più vera, profonda e rispettosa con l'altro. Per raggiungere questi obiettivi il metodo migliore sarebbe quello di partecipare ad un corso specifico di ricerca per introdurti alle comprensione e lettura del linguaggio del corpo. E' una proposta che lancio ad un gruppo di desiderosi e volonterosi. In pratica si tratta di sollecitare ad una presa di coscienza del corpo  con tecniche di contrazione e di rilassamento  con l’individuazione dei significati e dei simboli propri del linguaggio del corpo e della comunicazione non verbale  con giochi e tecniche capaci di provocare regressioni mirate al recupero dei

significati originari del corpo. Ad ogni incontro saranno presi in considerazione uno o più segmenti del corpo: piedi, ginocchia, gambe, bacino, schiena, spalle, braccia, mani, collo, testa, petto. La proposta sarà vissuta in gruppo e in modo controllato. Nb: importante: non si tratta certo di un gruppo terapeutico. Le pagine di questo giornale della scuola "Lunarfollie" ospiterà ad ogni numero una riflessione sul linguaggio delle differenti parti del corpo. Questa analisi, un "pezzo" dopo l'altro, n on vu ol e ess er e u n a frantumazione della nostra persona, ma un rendere più facile la lettura delle differenti "parole" dette da ogni segmento del nostro corpo. Naturalmente, ogni “pezzo" è collegato agli altri e tutti insieme, nessuno escluso, formano la nostra unità e identità. Prof. Giancarlo Moroni


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A questo punto quasi tutti coloro che hanno acquistato (o preso in prestito) il giornalino si saranno accorti delle due nuove rubriche mensili che vi sono approdate. Dico “quasi tutti”, perché so per esperienza che quasi -se non- la maggior parte di voi che avete tra le mani questa decina di pagine stampate, dirige lo sguardo S O L O e d ESCLUSIVAMENTE alla pagina dedicata ai messaggi. Comunque parliamo di noi, NOI nel senso di NOI PAZZI A S S S E T A T I D I VIDEOGIOCHI... ...come tutti ben sapranno in questo pazzo mondo che non si stanca mai di girare su se stesso (chissà poi il perché), sono in circolazione decine e decine di macchine da gioco, distinte tra loro in molti aspetti, tra le quali ad esempio la gestione di poligoni su schermo, la varietà e/o la vastità del software, il costo della macchina (appunto) e del relativo software, e via dicendo... “ V ID E OL U D IC AM E NT E PARLANDO”, è LA rubrica che parla di videogiochi e quindi, dopo questa noiosa introduzione, immergiamoci nella nostra realtà alternativa ! Cominciamo con il mettere in chiaro una cosa: noi non siamo qui come qualcuno di voi si sarà messo in testa, per fare delle RECENSIONI di giochi che devono fare la loro comparsa nel mondo degli umani, bensì per constatare, con quella parte di mondo che vive tra realtà e fantasia, se le impressioni che i redattori delle varie riviste vogliono darci sono in realtà quelle che riscontriamo quando abbiamo

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(FINALMENTE!) tra le mani il gioco in questione... ...OK, penso di avervi già annoiato abbastanza e quindi direi che ora possiamo tuffarci nel nostro piccolo ma grande mondo. Questo mese voglio parlarvi del gioco che vanta un’ eccellente reputazione: con ben 12 premi vinti durante le varie manifestazioni, ha infatti la fama di essere il gioco più innovativo, più divertente e di conseguenza migliore di tutti i tempi: “TOMB RAIDER”. Noi giocatori vestiamo i panni di Lara Croft, che per essere il più concisi possibile è un Indiana Jones in gonnella; per chi non sapesse più neanche chi è Indiana Jones, beh vi informo che è una Lara Croft (appunto) in pantaloni (sto scherzando, ovvio: è un archeologo

di non modesta fama alla ricerca della gloria e di antiche reliquie). Il suo compito (che poi è il nostro) è quello di avventurarci in vari scenari, solitamente tombe precolombiane, greco-romane ed e gizie alla rice rca di un antichissimo manufatto dagli incredibili poteri. Il gioco, o il capolavoro, comunque lo si voglia chiamare, è un ADVENTURE PLATFORM 3D ESPLORATIVO con tutto quel che ne concerne, ovvero giorni e giorni passati davanti allo schermo ad esplorare ambienti poligonali TEXTURE MAPPATI alla ricerca di oggetti indispensabili per la sopra vvi ve nza della nost ra t ra spo si z i one d i gi ta le , ma soprattutto di una via d’uscita alla quale talvolta si può accedere soltanto tramite la risoluzione di enigmi di difficoltà variabile. Non crediate però che tutto questo basti a darvi un’idea precisa di cosa si tratti veramente quello di cui stiamo parlando; non vi ho ancora detto infatti della vastità delle 16 zone di gioco, a loro volta suddivise in 5 ambientazioni differenti; per non parlare poi dei nemici che incontrerete. Dovete sapere infatti che nel gioco R AR AM ENTE . .. M OLTO raramente... anzi MAI incontrerete persone disposte ad aiutarvi nell’ impresa anzi al contrario: più si procede nella storia e più i nemici (umani o animali che siano) si fanno cattivi e potenti. Il bello però è che oltre a passare il tempo dando ai nemici quello che effettivamente vogliono (la trasposizione dell’ anima verso un mondo migliore), oltre ad irritarvi perché non capite il funzionamento di un determinato enigma, oltre a passare ore ed ore incollati allo schermo alla ricerca dell’ uscita, dovete sapere che il gioco non è lineare e quindi vi capiterà spesso


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di passare più e più volte per uno stesso ambiente, oppure, (e questo capita più di frequente) vi accorgerete che per far accadere una certa cosa dovevate azionare una leva che magari non avevate visto per niente, aumentando di gran lunga la longevità del gioco (se sia bene o male poi lo deciderete voi). Passiamo ora all’ analisi dei vari giudizi apparsi sulle d i ve r se r i vi ste d i videogiochi per darvi un’ idea ancora più dettagliata del gioco che dovreste avere tra le mani (e spero per voi che lo abbiate) tra le vostre avide mani... ...Prima del voto finale il metodo di giudizio è composto da 3 parti fondamentali: GIOCO, GRAFICA, SONORO a loro volta divisi in sottogiudizi; noi però non siamo qui per riportare i voti come sono pubblicati, bensì per farne delle osservazioni. P e r qua nt o ri gua r da la GIOCABILITA’, c’è solo da dire che troviamo una pletora di azioni che Lara può fare e di conseguenza ci vorrà un po’ di tempo prima di imparare a farle tutte perfettamente, ma tutto sommato il 4 che gli hanno assegnato (in una scala da 1 a 5) è più che meritato. Sull’ ORIGINALITA’ e sulla LONGEVITA’ abbiamo già parlato abbastanza in precedenza e comunque come giudizio mi sembra più che giusto (3 per l’originalità e 4 per la longevità). Punto 2: GRAFICA; ragazzi non c’è che dire: TOMB RAIDER

LUNARFOLLIE vanta una grafica e degli effetti di luce davvero straordinari per un gioco del suo calibro e quindi penso che poteva meritarsi anche più del 4 che gli hanno appioppato per il primo aspetto e del 3 per il secondo; l’unica pecca che gli possiamo dare è la figura di Lara, in quanto non è disegnata splendidamente come gli scenari: pensate ad una favolosa ragazza dal seno molto prorompente ma soprattutto A PUNTA !!! (vabbè, nessuno è perfetto, però...). La presentazione, così come le scene d’intermezzo, è poligonale e realizzato d ivinamente. Ovviamente i pareri cambiano a seconda della persona ed infatti qui si riscontra il primo disaccordo: secondo il mio parere queste parti potevano essere realizzate a tutto schermo invece di avere le bande nere ai margini modello “film”, mentre per il mio socio la scelta degli sviluppatori del videogioco è stata più che giusta. S O N O R O : musica=2; saggia decisione: la musica è superba e più che suggestionante mentre si sta giocando; il difetto permane in due punti: 1_LUNGHEZZA DEI BRANI 2_RIPETIZIONE DEI BRANI Analizzando il punto primo: i brani sono veramente corti e questo fatto già di per sé è cosa negativa. Punto secondo: una volta che i brani finiscono NON si ripetono più per tutta la durata dello schema: aspetto MOOOLTO negativo che

influenza di gran lunga il voto finale. Questi 2 aspetti però hanno anche un effetto abbastanza positivo e cioè quello di trasmettere al giocatore la sensazione di essere

realmente all’ interno di una “catacomba” (musica infatti all’ interno non se ne trova). Gli effetti sono quasi sempre (ma rare volte non lo sono) pari alla realtà: voto 3. Sull’ atmosfera c’è qualcosina da dire: le musiche, mi ripeto, durante il gioco stimolano ve ra me nte il gi oc at ore immergendolo in un’ atmosfera che si rispecchia nel gioco stesso, ma, come dicevo

precedentemente, queste musiche prima o poi (più prima che poi comunque) se ne vanno per non tornare mai più, e anche se vengono sostituite da altre si passa ugualmente un lasso di tempo abbastanza lungo in compagnia dei soli effetti sonori.VOTO 3: a mio parere anche 4. VOTO TOTALE: 9 (da 1 a 10). Complessivamente un voto più che meritato; il finale lascerà qualcuno di voi a bocca aperta; inoltre il gioco in sé ha un’ atmosfera, una grafica ed una sfida che difficilmente un altro gioco può presentare. Bordogni Luca “KING”


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Finalmente dopo cinque anni sono riuscito ad approdare dall’altra parte. Devo ammettere che quando prendevo a prestito il giornalino (raramente lo acquistavo), mi fiondavo diretto alla rubrica dei messaggi per il semplice motivo che non c’erano quasi mai articoli o rubriche che mi interessassero da vicino o che, comunque, avessero qualche

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attinenza con i miei gusti. Poi, circa due settimane or sono, mi è capitata una grande occasione; non me la sono lasciata sfuggire ed ecco a voi MANGA NATION, una rubrica che spero sia una nuova presenza fissa all’interno del Lunarfollie e che tocca me, e altri come me, realmente da vicino. Dico così perché ho notato, nella vasta popolazione lunardiana, una discreta quantità di persone appartenenti alla fazione dei videogiocatori e/o dei fumettari. Per i videogiocatori è stata i d ea t a u n ’ a lt r a ru b r i ca , Videoludicamente parlando, che potete trovare ad un’altra pagina. Detto questo, spero di essere rimasto in compagnia di persone che non considerino i fu m et t i so l o c o m e u n passatempo per bambini, perché non lo sono assolutamente e spero di riuscir e a dimostrarvelo. Se non la pensate così, beh... andate a leggere un’altra pagina. Per noi affezionati alle pagine in bianco e nero, il fumetto non è certo un mistero (vi garantisco che la rima non era voluta!!!), ma sono certo che solo nella mia mente sia definito a chiari contorni cosa esattamente MANGA NATION vuole essere (il nome è rubato ad una trasmissione che andava in onda due anni fa su Odeon TV la Domenica alle 2 :30 del mattino). Cominciamo col chiarire il significato letterale di MANGA NATION: N AT I ON = ma st ia mo scherzando?! MANGA = Termine giapponese

che significa “giornalino a fu metti” o “ fu mett o” generalmente inteso per ragazzi. Dovete infatti sapere che in Giappone esiste una differenziazione tra fumetti per ragazzi e per ragazze; questi u ltimi son o gli SHOJO MANGA che trattano il tema dei sentimenti, molto più caro alle rappresentanti del sesso fem mi n i l e . N a t u ra l men t e esistono vari ibridi, ma li vedremo volta per volta. Passiamo ora alla rubrica: Come prima opera, mi preme molto segnalarvi il divertentissimo RANMA ½ di RUMIKO TAKAHASHI, già autrice di Lamù, la ragazza dello spazio (Urusey Yatsura); cara dolce Kyoko (Maison Ikkoku); Rumic world (attualmente in pu bbli cazio n e i n Italia); Inuyasha, di cui potete trovare u n ’ a n t ep r i ma su Ka p p a magazine n. 55 (Gennaio 1997); Ningyo e Dut Spot (sconosciuti al mercato italiano). Dunque, “Ranma è l’erede della scuola di lotta Saotome; Akane è l’erede della scuola di lotta Tendo; il loro fidanzamento è stato deciso dai rispettivi padri (ma Ranma ed Akane non sono assolu tamente d’accordo), inoltre su Ranma pesa una crudele maledizione: se si bagna dalla testa ai piedi con l’acqua fredda diventa... una ragazza!!” Qu esta è l’altisonante introduzione fatta da una voce fuori campo appena prima dell’inizio della sigla di testa della versione animata, che già vi lascia immaginare la pletora di avvenimenti esilaranti che si susseguiranno ad un ritmo


10 incessante. Provate solo ad immaginare cosa potrebbe accadere se un ragazzo (Ranma), diventato temporaneamente una ragazza, incontrasse per caso un altro r a g a zz o ( Ku n o ) e c h e quest’ultimo s’innamori a prima vista di lei (che in realtà è un lui!); in più, il padre di Ranma (Genma) diventa un panda gigante che comunica attraverso delle cartelle e delle mimiche spassosissime. Aggiungiamoci una continua entrata in scena di nuovi e strambi personaggi; un intreccio della trama a dir poco allucinante; una miriade d i si tu a zi o n i a l qu a n t o strampalate, del tipo: una gara di ginnastica ritmica marziale o di pattinaggio acrobatico da combattimento; molta ironia (anche se a volte un po’ sottile ed altre volte esplicitamente riferita a lla cu ltu ra giapponese); una caratterizzazione dei p er so na g g i qu a nt o m en o eccelsa, ognuno con la propria storia, i propri pregi, difetti, fobie, manie, passioni, amori, stile di combattimento e così via; ammiccamenti vari ed eventuali (Ranma, essendo un maschio, non ha il “pudore femminile” e quando diventa ragazza ne combina di cotte e di crude!), ed otterremo un mix esplosivo. Infatti Ranma è un manga di quel genere ibrido citato prima (mescola infatti: shojo, comico, avventura e arti marziali). Scendiamo ora in particolari più tecnici: l’unica pecca di Ranma (la versione a fumetti) è forse il disegno non troppo particolareggiato, ma che comunque riesce a rendere chiaramente cosa sta accadendo. Di qualità nettamente superiore

LUNARFOLLIE è il disegno della versione animata (che, personalmente, apprezzo di più). Ottimo giudizio per quanto riguarda la scelta dei caratteri del testo, leggibilissimi e con la totale assenza di errori di stampa (eccetto qualche raro caso). Altrettanto valida è la qualità della stampa stessa: totalmente esente da sbavature e da errori di impaginazione. La qualità della

carta scelta è ottima e l’inchiostro usato non resta sulle dita (come, purtroppo, ancora accade con certe pubblicazioni scadenti); naturalmente la rilegatura utilizza il metodo “a brossatura”. Ultima cosa da seg n a lar e , ma n o n p er importanza, e che la traduzione e l’adattamento (la cosiddetta “occidentalizzazione”) sono su perlativamente eseguite, lasciando il lettore privo di dubbi (chi ha letto manga “occidentalizzati a spanne” sa di

cosa sto parlando). La maggior parte degli avvenimenti che si susseguono durante la storia, solitamente si discostano dai due temi portanti (avete proprio letto bene, Ranma ha DUE temi portanti) e si gettano nel quotidiano, ma restano comunque in grado di interessare e coinvolgere il lettore. In definitiva, Ranma ½ è da considerarsi un “MUST” p er o g n i m a n g o fi l o (appassionato di manga) che si rispetti e non dovrebbe mancare di fare bella mostra di sé sulla vostra libreria. La versione a fumetti è composta da 40 volumi (circa) di 120 pagine al prezzo di Lit.3300 cadauno ed è ospitata nella testata q u i n d i c i n a l e NEVERLAND, edita dalla ST AR COMIC S; è attualmente in pubblicazione e (notare, notare) si legge all’OCCIDENTALE. La versione animata, invece, è composta da 54 videocassette contenenti 3 episodi l’una, edite dalla DYNAMIC ITALIA; il prezzo di ogni videocassetta si aggira tra le 30 e le 40 banconote da Lit.1000 è attualmente in pubblicazione. Per chi non sapesse dove si trovino queste misteriose “fumetterie specializzate”, io, a Brescia, ne conosco tre: Libreria Ferrata (quella in piazza Repubblica, nelle baracche di metallo), Imago (vicino alla Pallata, in via Battaglie) e la Libreria del fumetto (in via Marsala). Alla prossima!! Brami Gabriele “Miglio”


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Il recente scambio culturale che ho effettuato con una classe di una scuola di Nurmijarvi (piccolo paese nel sud della Finlandia) è stato per me un’importante occasione per approfondire le mie conoscenze su un popolo che presenta sì differenze, ma anche analogie con il mio modello culturale. Ho potuto constatare ad esempio come in Finlandia si sia cercato di mantenere vivi gli aspetti più tipici del paese, attraverso la valorizzazione dell’ambiente, che è stato, fino al secolo scorso, l’unica fonte di sostentamento della popolazione, senza dover rinunciare allo sviluppo tecnologico e all’aumento del benessere. Nel mio breve soggiorno ho potuto constatare di persona come molte tradizioni finlandesi siano legati alla natura: per esempio quasi ogni famiglia possiede un cottage (detto mokki) nel centro-nord del paese (ricco di foreste e di laghi) dove, nei week-end, si reca per riposare o praticare molti sport come: caccia, pesca (se vera me nte regolamentate), birdwatching, canottaggio e tutti gli sport invernali in genere. In questo senso anche i Parchi Nazionali offrono la possibilità di praticare sports ed altre attività sempre nel rispetto della natura. La sauna è la tradizione finlandese più nota all’estero: serve ad aumentare e favorire la circolazione del sangue ed aiuta contro freddo e umidità. Per chi vuole avere come modello il metodo usato in passato, alla sauna fa seguire un bagno nell’acqua di un lago. I finlandesi, al contrario dei comuni stereotipi con cui vengono d i so l i t o ra p pr e se nt a t i ( gl aci al me nte f reddi ed insensibili), sono molto gentili, ospitali e amichevoli forse proprio

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perché, in mancanza di fitti contatti umani, tendono a valorizzare i pochi che vivono. Ci hanno infatti accolto con calore e cordialità, senza pregiudizi né preconcetti mostrandoci un pieno rispetto per l’uomo e per la sua intima personalità. Tale rispetto si rispecchia anche nei confronti dell’ambiente: nessun rifiuto nei prati, nei boschi, lungo le strade. I mari e buona parte dei laghi sono puliti, privi di ogni agente inquinante (in Italia questo è molto, molto raro!). Rispetto dunque per l’uomo, per la natura ma soprattutto rispetto per le regole e per tutto ciò che è stabilito da un organo superiore, sia negli adulti che nei giovani. L’ho potuto riscontrare e lo posso dimostrare riportando un esempio banale ma efficace: nella scuola era vietato fumare ed infatti non un alunno che accendesse una sigaretta, a differenza della nostra scuola in cui tutti si “barricano” nei bagni benché ci sia una legge che vieta il fumo nei locali pubblici. In Finlandia ogni regola è legge e va dunque rispettata. I ragazzi hanno evidenziato un grande senso di responsabilità anche in altre occasioni come ad esempio le feste. Un giovane, infatti, se consapevole di bere molti alcolici, non guida l’auto ma si fa accompagnare da qualcun altro, evitando così le nostre “stragi del sabato sera”. Ho potuto constatare alcune diversità anche nell’organizzazione scolastica: ogni professore ha una propria aula mentre gli alunni, che possono scegliere i corsi da fre que ntare (alc uni sono obbligatori), cambiano aula a seconda dell’orario. Essi non devono stare a scuola per un determinato numero di ore ma seguono solamente i corsi scelti. Così facendo le classi sono diverse a seconda del professore e della

materia da seguire. Le scuole finlandesi sono fornite di mensa e gli alunni possono usufruirne gratuitamente. E’ presente inoltre una sala adibita solo a luogo di ritrovo per gli alunni, in cui sono presenti i famosi armadietti “all’americana” che tutti noi, credo, conosciamo grazie ai films e telefilms americani. Quanto agli aspetti economicosociali occorre rilevare come negli ultimi anni la Finlandia abbia conosciuto un rapido sviluppo tecnologico che ha portato benessere ma anche disoccupazione, soprattutto nei giovani che, delusi, si dedicano all’alcolismo e all’uso di droghe. Lo stato sociale è comunque molto efficiente e tutela sia le madri (ansiose di avere una buona carriera lavorativa) sia gli anziani (che sono in aumento). Un altro aspetto di rilievo che si riscontra nella società finlandese è lo scarso valore attribuito alla religione (pochi sono praticanti) e la maggior incidenza di divorzi e separazioni nelle famiglie da cui anche i figli (generalmente due o tre) si allontanano all’età di diciannove anni circa. Il sentimento nazionale è molto forte ed è frequente veder sventolare la bandiera finlandese, soprattutto quando si celebrano le feste in onore dei caduti nelle guerre contro la Russia. E. Ravelli e S. Gazzoli (4M)


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INDOSSA LA SOLIDARIETÀ’ Voglio parlarvi di un’iniziativa un po’ particolare, vale a dire un mercatino dell’abbigliamento usato dal nome insolito, MANDACARU’. Ecco la sua “carta di identità”: Nome: Associazione Amici di Mandacarù (il mandacarù è una pianta grassa - tipo cactus brasiliana che simboleggia la r esi st en za a l l a si cci t à ) . Associazione di volontariato iscritta all’albo del comune di Brescia e riconosciuta dalla Regione Lombardia. Indirizzo: via Villa Glori 10/B Orario: solo il Sabato dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19. Prezzi: T-shirt da L.1000 a L.3000; maglie L.6000; gonne L.4000; jeans L.8000: Quota associativa L.1000 Perché l’usato? Per evitare gli sprechi: spesso i vestiti vengono gettati solo perché non sono più così di moda o perché si è cambiata taglia o perché si hanno gli armadi pieni. La nostra è dunque anzitutto una scelta ecologica. Il ricavato della vendita, al netto dei costi di luce, telefono e affitto, viene spedito in Brasile a una comunità di Crateus nello

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stato del Ceara dove opera un “piccolo fratello”, padre Gerardo faber. I protagonisti qui sono i poveri senza terra (e la terra dovrebbe essere di tutti) del Sertao (il deserto del Nord Est del Brasile) che lottano per conquistarsi una casa sottraendo e poi riscattando ai latifondisti terreni assolutamente aridi e abbandonati, per l’occupazione dei quali rischiano qu otid ianam en te la vi ta. Sentiamo di dover lottare con loro contro una mentalità consumistica che impone a qualcuno di dover raggiungere sempre il meglio (il terreno migliore o il vestito più alla moda) a scapito di altri che restano a guardare. Con i soldi raccolti vorremmo simbolicamente restituire ciò ch e so t tra ia m o l or o i n manodopera sottopagata e in esaurimento di materie prime. Come funziona la raccolta? Molti nostri clienti e soci, ma anche molte persone che non conosciamo, ci danno i vestiti che loro smettono; un gruppo di volontari (quasi tutte donne) smistano gli indumenti, le scarpe, le borse, la biancheria eliminando ciò che è troppo usurato, macchiato o sporco e il resto viene prezzato e sistemato nel nostro capannone dove si può girare liberamente a fare i propri acquisti. Nel lavoro abbiamo coinvolto persone portatrici di handicap lievi, ex tossicodipendenti, ex senza fissa dimora. Per tutto questo ci pare di vivere un’esperienza di solidarietà, alla quale vi invitiamo a partecipare. Sara

Jostein Gaarder

"C'E' NESSUNO?" L'autore de "Il mondo di Sofia" che molti di noi hanno letto ha pubblicato un piccolo libro che non bisogna perdere. Protagonista è Joakim, otto anni, in attesa di un fratellino. E' rimasto solo in casa perché sua madre, colta dalle doglie è corsa in ospedale accompagnata dal padre. Joakim guarda fuori dalla finestra e si accorge che c'è un bambino appeso per i calzoni e a testa in giù a un albero del giardino. E' una strana creatura simile a un umano, ma non del tutto uguale. Viene da un altro mondo. I due si parlano, si raccontano, si interrogano sulle proprie origini finendo, quasi inavvertitamente per porsi i grandi interrogativi che riguardano la vita re il suo significato. Ne viene fuori la nascita della vita, l'evoluzione della specie, la concezione del tempo e dello spazio, l'esistenza di un dio creatore, la relatività della conoscenza,, la ricchezza della diversità, il valore dell'amicizia. Ma soprattutto ci viene offerto un messaggio speciale: dobbiamo sempre stupirci, non dare mai niente per scontato e saper guardare il mondo con occhi sempre nuovi. Edito da Salani il libretto ha 117 pagine e costa Lit. 16.000


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Morti, feriti, migliaia di senzatetto: questo è il disastroso risultato del terremoto che ha colpito catastroficamente nei giorni scorsi le zone di Assisi, Nocera-Gualdo Tadino, Foligno e Camerino. Naturale in questi momenti il desiderio di soccorso e al contempo la sensazione di impotenza che ci assale. Imp os sibile aiu tarla personalmente questa gente che quotidianamente si sta impegnando a convivere coi danni del sisma, ma esistono contributi che anche a distanza possono divenire preziosi.

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Innanzitutto la redazione ha pensato di devolvere l’intero ricavato di questo numero di “Lunarfollie” ai terremotati di queste zone, versandolo su uno specifico conto corrente attivato dalla P r oci vi l di B r esci a. Scontato quindi l’invito a ciascuno di voi ad acquistarne una copia. Un altro è anche l’appello che vi rivolgiamo: il Provveditore agli Studi di

Brescia Nino Santilli ha autorizzato la raccolta di materi al e di cancelleria in tutte le scuole bresciane, da inviare ai vostri colleghi studenti di Umbria e Marche. Conosciamo il vostro spirito di solidarietà: il ma t e r i al e scolastico che per vo i è superfluo o a cui pensate di poter rinunciare senza eccessivo sacrificio, verrà raccolto presso il “Cimp” al secondo piano, partendo da oggi, e poi spedito ai vostri coetanei che si cur ament e far anno prezioso tesoro di tutte le minime cose ricevute. Un modo utile ed intelligente per dare una benefica carica di fiducia ai sinistrati. Siate generosi!


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il consiglio del mese RICORDA CHE L’IMPORTANTE SEI TU CON I TUOI DESIDERI CON LA TUA VOGLIA DI VIVERE “E’ il giorno più bello della mia vita“. Ha concluso così Bono, leader del famosissimo complesso irlandese U2, il maxi concerto tenutosi a Reggio Emilia. Già dalle prime ore del giorno la cittadina emiliana si prepara a raddoppiare la sua popolazione. ... L’attesa si fa lunga. Ormai il grande giorno è arrivato. Certo, il caldo ferragostiano, così come il mix fra alcolici e spinelli, viaggiano nell’aria del concerto in attesa del grande evento del secolo ...” Eccoli! “ Gli U2 appaiono in volo. Sorvolano l’area del concerto a bordo di Boeing 727, riconoscibilissimo in quanto marchiato con il limone assunto ormai come simbolo del loro POP MART TOUR. I minuti passano, le ore si accorciano, il conto alla rovescia sta per smorzare questa interminabile “ odissea” che finisce quando, sulle note di “POP MUSIC“, gli “dei” salgono sul palco. Un boato si sprigiona dalle bocche e si dilaga immediatamente. Il grande evento è iniziato.

Neanche gli U2, già iscritti nella storia come la più grande band del mondo, hanno mai avuto un pubblico così numeroso. Sotto le “pupille giallastre“ di Bono, scalpitano più di 150.000 persone . E’ la prima volta nella storia che così tanta gente paga per accorrere ad un concerto. Lo spettacolo degli U2 è impressionante per il mix “ apocalittico “ di suoni e immagini. Così il più grande schermo del mondo proietta sparando a raffica immagini diverse a seconda delle canzoni. Canzoni che hanno fatto la storia della musica come “ One “, “ Miami “, “ Please “, “ Misterious Way “, “ With or Whitout you “, etc. A Reggio Emilia si fa pieno di musica. Lo show è incantevole. Lo spettacolo sarà ricordato nella storia. Una tempesta di luci, suoni, laser, urla, immagini, fanno del concerto il più grande concerto del mondo, un concerto da “ guinness dei primati “. ... E un giorno potrò dire: “C’ero anch’io“. (Stefano)

CON LA TUA VOGLIA DI ESSERE LIBERO CON LA TUA SETE D’AMICIZIA CON I TUOI SOGNI. RICORDA CHE

L’IMPORTANTE SEI TU MA RICORDA ANCHE CHE NON SEI NESSUNO SENZA GLI ALTRI


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L’anno scolastico è partito con la novità del Liceo Tecnico per le Attività Gestionali, una sperimentazione voluta dal Ministero della Pubblica Istruzione per testare la Riforma della Scuola e il Riordino dei Cicli. A sperimentare sono tre classi prime: la 1aG, 1aH e 1aN, in ordi ne ri gorosament e alfabetico - per non fare torto a nessuno! Sulla base delle impressioni del giugno e dell’estate scorsa, ho tentato di fare un identikit dell’alunno sperimentatore, ma non mi è stato facile. Facile è invece dir e che lo sp erimentator e è u na “sperimentatrice” (evviva le donne!). Anche in questo indirizzo nuovo, infatti, il nostro istituto mantiene la prevalenza femminile che ci caratterizza. Gli iscritti maschi però aumentano; lentamente, ma aumentano. Ad ogni modo, dicevo, non è semplice definire un profilo dell’alunno che sceglie un

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nuovo tipo di scuola. Si tratta di un super informato, che vuole tenersi al passo con i tempi? Oppure di un curioso, di un amante delle novità? Forse si tratta di uno spericolato?? Io spero che chi ha scelto, abbia preso una decisone motivata e convinta. A tutti questi ragazzi - come del resto a tutti gli altri - va il mio, anzi il nostro perché mi sento di accomunare tutti i coll eghi nel salu to, BENVENUTO! Agli alunni vorrei anche dire che la scuola è impegnata a dare una risposta positiva alle loro attese. Sarà banale, ma credo in ciò che dico ed è mia intenzione fare il possibile perché questo accada. Ci sono delle novità nel Liceo sotto l’aspetto didattico ed organizzativo e la nostra scuola è chiamata a prendere decisioni in proposito. Alcune sono già operative come, ad esempio, la d efi ni zi o n e d el qu a dr o settimanale con i carichi orari delle varie materie e l’utilizzo

dell’area di integrazione per interventi specifici, individuati dai Consigli di classe. Altre importanti decisioni devono ancora essere prese, come quella sulla spendibilità dei crediti formativi, sul recupero dei debiti, sul modo di intendere la modularità dell’insegna mento e l’eventuale superamento del gruppo-classe. Di certo noi abbiamo alcune idee in proposito: attendiamo di confrontarci con le altre scuole per attuarle concretamente e con un minimo di coordinamento. Del resto, se ci pensiamo bene, anche qu esta è u na sperimentazione importante per la scuola e per il nostro istituto. Dalla possibilità di prendere decisioni deriva certo un aumento di responsabilità, ma a n ch e u n a u men t o d i consapevolezza e anche una riflessione maggiore sul nostro ruolo e sugli interventi che siamo chiamati ad effettuare. S. G.

Quest'anno la Marcia per la pace assume un significato del tutto particolare per almeno due motivi: 1. perché si snoderà tra paesi colpiti dal terremoto che chiedono la solidarietà di tutti coloro che non si chiudono dentro un muro di insensibile egoismo; 2. perché affronterà un tema di grande urgenza e attualità che suona così: “per una economia di giustizia”. L'economia mondiale sta diventando sempre più ingiusta e insostenibile: uccide più celle bombe, semina guerre e tensioni, alimenta la povertà, la disoccupazione e l'esclusione sociale.


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L'abisso che separa una minoranza ricca e la maggioranza impoverita dell'umanità sta diventando sempre più profondo. Perchè cambino le logiche delle persone e dei popoli è stata promossa questa marcia a cui tutti sono invitati a partecipare. Negli ultimi cinquant'anni il mondo ha conosciuto uno sviluppo senza precedenti. La ricchezza pro capite è triplicata. Dovremmo stare tutti meglio. E invece... ogni tre secondi muore un bambino che non abbiamo saputo proteggere. Le disuguaglianze aumentano. In 102 paesi, oggi, si vive peggio di 15 anni fa. Oltre il 60% della popolazione mondiale è costretta a vivere con due dollari al giorno. L'ideologia mondiale che sta emergendo è fondata su una ideologia del mercato e della competizione senza regole che rischia di travolgere tutto e tutti, in una spirale verso il basso che riduce i salari e la protezione sociale, viola molti diritti umani, crea nuove povertà, provoca l'aumento della disoccupazione, distrugge le risorse e l'ambiente naturale, aumenta la diffusione dell'economia "sporca" e accentua la crisi della democrazia politica. Di fronte a questa grave realtà è urgente cambiare strada.

Una ricerca dell'Eurispes sullo stato d'animo degli studenti, alla vigilia dell'anno scolastico Scontenti e impauriti alla ripresa delle lezioni. La scuola? Dovere, fatica, ansia e paura. Ecco come vive l'esperienza dell'avvio delle lezioni circa la metà degli studenti italiani, secondo una ricerca dell'Eurispes. Ecco i risultati: il 42,2 per cento dei ragazzi si alza la mattina e varca il portone dell'istituto solo per senso del dovere, un altro 10,7 per cento è afflitto quotidianamente dalla fatica e per il 9,5 per cento la sola vista di un banco, e del viso del professore, provoca una crisi. L'universo degli scontenti (o dei terrorizzati) si contrappone - secondo l'indagine, su un campione di 2.514 alunni di 136 scuole di ogni ordine e grado - a un modesto 19,6 per cento che trova piacere nello studio e a un "esaltato" 4,6 per cento che si dichiara addirittira entusiasta. E ci sono delle differenze tra sessi. Sono i ragazzi a vivere peggio l'esperienza: solo al 15 per cento piace andare a scuola, contro il 23 delle ragazze. Quanto alla cause, la ricerca spiega che, per il 71,8 per cento dei casi, i motivi del "malessere" fanno parte integrante dell'attività scolastica.

Nell'ordine, i risultati ottenuti (36,2 per cento), il clima che si respira in classe (33,1), il rapporto con i compagni (23,7), infine il rapporto con gli insegnanti (3,8). Per un ragazzo su tre (27,8 per cento), però, la tensione ha origine da fattori extrascolastici: i rapporti con la famiglia (37,1), quelli con gli amici (35,2), gli affetti (19,1). Oltre all paura, c'è la scontentezza. Per gli allievi delle superiori, la scuola non approfondisce i programmi (37,6 per cento), e insegna cose non al passo con i tempi (per il 56 "poco" e per il 22,8 "per niente"), con metodi didattici "tradizionali" (69,5) e addirittura "superati" per il 9,8 per cento. Ma l'accusa più grave è quella di non valorizzare le capacità e l'intelligenza dei ragazzi: il 9,3 per cento sostiene una totale incapacità a questo riguardo, mentre il 33,5 ne attesta una parziale inadeguatezza. Critiche piovono inoltre sulla condizione degli edifici (50,3 per cento), sui laboratori scientifici (37,2), sulle palestre (33,5) e sulle dotazioni tecnologiche (29). (12 settembre 1997)


Ottobre 1997