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Anno 6 Numero 2

I.T.C. LUNARDI - BS

ANNO DOPO ANNO Tu t te le vo l te ch e accostiamo l‟altro, scatta un problema di conoscenza e quindi di comunicazione. Il processo conoscitivo, che è basato sulla realizzazione di uno “scambio” tra soggetti è dunque di grande importanza nella attivazione dei processi i n t er p e rs o n a l i , n el l a trasmissione delle informazioni, nella crescita di una scuola abitata da persone consapevoli. La comunicazione però ha le sue esigenze, ha bisogno di strumenti idonei, di codici, di simboli, di parole, di gesti... Ora, uno dei fenomeni di comunicazione studentesca tra i più significativi degli ultimi anni è indubbiamente il giornalino. Il primo giornalino del Lunardi usciva, dopo una gestazione di qualche mese, nell‟aprile del 1993. Fin qui nulla di straordinario, perché nello stesso periodo si moltiplicavano i tentativi di dar vita a giornalini studenteschi riprendendo una tradizione che già era stata significativa in altri periodi storici. Lo straordinario - e qui certamente Lunarfollie si colloca in una posizione “eminente” - è che da allora questo strumento di co mu n ica zio n e è u sci to regolarmente con almeno 7 numeri l‟anno (ma ha toccato

anche quota dieci). Se teniamo conto della difficoltà che ha la scuola di creare aggregazione al di là del momento istituzionale, se ten ia mo co n to ch e è comunque luogo di passaggio per cui quando uno studente ha acquisito un po‟ di esperienza è arrivato in quinta, se teniamo conto che non è facile costruire e far funzionare ogni anno una redazione di studenti, se te n ia mo co n to d e lla “tiepidezza” con cui molti docenti guardano all‟iniziativa, non si può che essere orgogliosi di aver resistito così a lungo. Permetteteci quindi di sentirci orgogliosi di avere uno strumento di comunicazione come questo. Lunarfollie è

Novembre 1997 stato fedele a questa impostazione. Ha cercato di far crescere una comunicazione giovanile e studentesca che ha ancora bisogno di svilupparsi e di dilatarsi, perché non sempre nella scuola il giovane trova spazi adeguati e canali comunicativi in sintonia con le sue esigenze e adeguati alla sua età. Il giornalino, strumento modesto, vuole essere a suo modo voce di una generazione che cresce e che vuole esprimere il suo contributo a questa società . Abitare questo spazio di comunicazione deve diventare impegno di tutti. Sostenere questo strumento può essere un investimento formativo per ogni docente. Non dimentichiamo che vivere vuol dire comunicare e che comunicare bene, con chiarezza, vuol dire porre le premesse per vivere bene. G. M. INDICE Economia e Giustizia Nobel Antimine Messaggi Il rito magico Cara Antonia Musicalmente ... Fuochi d‟artificio Il grillo parlante Abitare il corpo Manga Nation Et voilà Theme Hospital Varie

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Aprire le nostre comunità locali ai problemi del mondo, promuovere l'idea di una cittadinanza eu ropea e planetaria, oltre che favorire la crescita della solidarietà e della cooperazione internazionale, è molto stimolante. Piacevole e comodo è poterlo fare nella familiarità della propria città. Molti di noi hanno partecipato al Forum "Per una Economia di Giustizia", riconosciuto dal Provveditorato quale corso di aggior nament o p er gl i insegnanti, che si è svolto il 7 e 8 Ottobre nella locale Camera di Commercio. REDAZIONE BARONE SILVIA BONASSI ELEONORA BONDIOLI NADIA BORDOGNI LUCA BRAMI GABRIELE CLAUSER ELISA COELLI FEDERICA CRISTOFOLO FRANCA DEL MEDICO ELISABETTA FUSARI ROBERTA LIPAROTI VALERIO MARTINAZZOLI LINO MATTEI GIUSEPPE PALAMARA STEFANIA PASOLINI ELENA PODETTA ROBERTA SONCINA STEFANO ZANOTTI ELENA ZILIANI GIOVANNA

Lunarfollie viene pensato, prodotto, sta mpat o e distribuito presso il CIC dell‟ ITC LUNARDI, via Riccobelli 47 25125 Brescia, Italia. Tel. 030/2009508/9/0 Fax 030/390996 E-MAIL Lunardi@master.cci.unibs.it

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Si è trattato di un'ottima opportunità per approfondire un tema estremamente attuale quale l'economia globale, nonché l‟ineguale distribuzione delle risorse e della ricchezza. Quest'occasione ha permesso di dare un significato più profondo al rafforzamento di quella parte della società civile internazionale, che sta operando concretamente per fronteggiare i grandi problemi del nostro tempo e promuovere la pace, lo sviluppo umano sostenibile, la giustizia sociale, i diritti umani e la democrazia. Il Forum è contenuto in un progetto più ambizioso, il cui scopo è sensibilizzare noi, popoli delle Nazioni Unite, preoccupati per la colpevole indifferenza che continua a circondare questa realtà. Chi vi ha preso parte ha sicuramente lasciato la sede dello svolgimento soddisfatto e compiaciuto per aver ascoltato i rappresentanti dei vari paesi, il cui intento era di raccontare la propria realtà, affinché si trovassero comuni e adeguate politiche nazionali e internazionali, capaci di affrontare le radici della loro sofferenza. Di grande impatto emotivo sono risultati alcuni discorsi, che hanno affrontato con grande giudizio e volontà di cambiamento la situazione attuale. E' necessario infatti adottare alternative nuove per creare più equilibrio tra Nord e Sud del mondo. S.B. 4^G

NOTIZIE UTILI

Ricordiamo a tutti che presso il CIMP (secondo piano, dove c’è l a re d az io ne del Giornalino) sono disponibili material i rig uardan ti l’orientamento (gli amici di quinta dovrebbero essere particolarmente interessati) e fascicoletti vari su temi quali il volontariato, il servizio civile, le biblioteche di Brescia, le iniziative di vari enti e associazion i rivolte ag l i studenti. Sono arrivati freschi freschi due v o l u m e t t i , f o rn i t i u n o dall’Informagiovani e l’altro dal l ’Assessorato Pubbl ica Istruzione del Comune. Li segnaliamo perché ci sembrano interessanti. Uno è sulle “Tecniche di autovalutazione” e contiene una serie di questionari e test; l’altro è sulle “Tecniche di ricerca del l avoro”, e sappiamo come sia oggi importante imparare a cercare un lavoro possibile. Chi è interessato può venire a consultarli.


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Il Comitato Nobel Norvegese ha deciso di attribuire il premio Nobel per la Pace 1997 alla Campagna Internazionale per la messa al bando delle mine (ICBL) e alla coordinatrice della Campagna, Jody Williams, per il lavoro svolto per l‟interdizione e l‟eliminazione delle mine antipersona. Attualmente sono più di 100 milioni le MAP disseminate su vaste aree in vari continenti. Questi ordigni uccidono e mutilano in modo indiscriminato e costituiscono una grave minaccia alle popolazioni civili e allo sviluppo socio-economico dei tanti paesi colpiti. Sono già più di 1000 le organizzazioni, grandi e piccole, a ffi li at e a l la Ca mp a g na Internazionale, e che formano una rete, attraverso cui è stato possibile esprimere e mediare la forte ondata di impegno popolare, che non ha avuto precedenti. Con l‟appoggio dei Governi di molti Stati piccoli e medi, che hanno assunto questo problema ed hanno preso provvedimenti per farvi fronte, questo lavoro è cresciuto fino a diventare esempio convincente di una effettiva politica di pace. Jody Williams e la sua nobile Campagna hanno iniziato un processo, che, in pochi anni, ha trasformato da utopia in realtà la messa al bando delle mine antiuomo. Ed è in gran parte frutto del loro importante lavoro la Convenzione di Ottawa del dicembre prossimo alla quale aderiranno ben 107 Stati (tra cui l‟Italia, in prima linea nella battaglia). Essi sottoscriveranno un accordo che prevede il di vi eto di uti li zzo o

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progettazione delle MAP e la loro completa distruzione. La Williams ha co sì commentato: “Questo è un regalo per il mondo. I Governi, rispondendo alle richieste della società civile, hanno concordato un trattato serio che bandisce tutte le mine antipersona. E‟ un buon risultato, ma non è la partita finale. C‟è ancora molto lavoro da fare. Lavorando insieme, Governi, organismi non governativi, società civili e vittime, e accrescendo il nostro impegno, saremo davvero vittoriosi e potremo garantire una pace più sicura per milioni di persone innocenti”. N oi della reda zione desideriamo esprimere la speranza che il processo di Ottawa possa riscuotere un consenso sempre più vasto: come modello per analoghi processi futuri potrà assumere una importanza decisiva nello sforzo internazionale per il disarmo e per la pace. Il giornalino si è più volte interessato al probl ema, lanciando campagne anti mine. E‟ quindi particolarmente contento che il Nobel sia finalmente andato in questa d i r ez i o n e , c o n t r i b u e n d o signifi ca tiva mente a lla soluzione di questo grave problema. Chiunque sia interessato a ricevere materiale su questo problema può rivolgersi a padre M a r c e l l o S t o r g a t o d ei Missionari Saveriani - via Piamarta 9 Brescia - tel. 030/3753474 Lipa

A Tutti gli alunni di prima che compiono gli anni nel mese di novembre un grande AUGURI (Agli altri, se ricordate, gli auguri li abbiamo fatti lo scorso anno) 1A Arici Michela Cagna Pamela Sala Elena 1B Gandelli Sabrina 1C Bonzi Ilaria 1D Olivia Fabiana Peli Silvia 1E Salvi Alessandro Tognu Laura 1F Ianuzzelli Sara 1G Frigoli Valentina Gogna Paola Prandelli Fabio Sberna Alice 1H Agnelli Marco Di Fraia Mara Scalfi Matteo 1I Bimbasic Vesna Farina Marina 1M Perfetti Stefania Procuranti Angela Rosola Laura Soretti Emanuele Stefania Deborah 1N Colpani Marco Pedrali Michela


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PER LA 3^M CORSO ERICA Sono venuto ma non mi avete visto. Un grande saluto da vostro vecchio compagno Teddy PER ANDREA E GABRIELE 4^F Siete sempre i più fighi. Oh!, non montatevi la testa perché ci andate bene così! Speriamo che non abbiate la ragazza. Per ora vi salutiamo.. Ciao dalle vostre tre cats women P.S. Vogliamo conoscervi!!!!! PER CARLO LADUCA Dicono che l‟ignoranza non abbia confini e con te ne ho avuto la conferma. Dovresti sapere che non si gioca con i sentimenti altrui ma a quanto sembra non hai abbastanza cervello per capirlo. Ti odio per ciò che hai fatto a una persona a cui voglio un mondo di bene, e per questo vorrei che tu soffrissi almeno la metà di quanto ha sofferto lei. E non sono l‟unica. Le ‟79 A BARBARA 5^D Un salutone-one-one. Bacioni La tua cuginetta GHIII! Ringraziamo la 2^C per averci fatto passare u na gita stupenda. Grazie! Mone e Alby (2^L) PER MARCO 4^H Vorrei consigliarti di tagliare i capelli corti fess, oppure (e staresti meglio!…) lasciarli

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crescere come tre (o due?) anni fa. Ma lunghi fess, non come l‟anno scorso… stai bene anche così, ma, … 1 che ti vede scendere ogni giorno dalla corriera

“Prendilo tu questo frutto amaro” (tu sai perché). Ti vogliamo bene ma nel nostro cuore c‟è prima Tone! t.v.t.b. by Dana & Sara P.S. “W TONE”

PER ALICIA CLASSE 4^C Non smetterò mai di volerti bene. Sei grande, grazie di esistere. By Andrea 3^D

EMANUELE PELI 6 nei nostri sogni by Massk (1^….)

PER DAIA, RÒ, NADY & MAMY siete ancora più fuori di prima, siete troppo simpa, ovviamente anche la Elsy. Ciao v.v.b.f. by Batman P.S. Anche la Polcy e la Barzy!! PER FABIO D‟AURIA Ciao Fabio, volevamo dirti che sei bello fex e vogliamo conoscerti! Vieni in 2^I! By Consu Francy & Jennifer PER MAGDA GHIDONI 3^D Sei carina feß e vorrei conoscerti. By Stefan 4^C PER LE GNARE DELLA 2^F 30/10/97 ho brasato con tre miei amici, e sono venuto qui al Lunardi a dirvi che siete sempre le migliori compa di classe. Ciao by Pally, Alex, Andrea, Fabio MARCO REBOLDI 1^D: Ti amo fess. By Robiola (1^M Laura) PER CRY 2^M Stupida dove sei? Ci hai abbandonato da sole a cantare

CIAO 2^M, It is very cool and thanks for all and I love you. See you soon in Holland. ¤ you all. -xxx- + Lots of loves Titia P E R B O R R O M E O FRANCESCO 1^A Sei attizzante fex! I love you! By fan club Borro PER MARCO E GIORGIO 1^D Siete bellissimi!!! By tipa di 1^M PER IL MIO EUGENIO 5^G Tiratela di meno, bruttone! a.p. PER LA EX 2^A Ciao, anche se sono stata canata, non mi sono dimenticata di voi e sono venuta a trovarvi!!!! Vi vorrò sempre bene! Ciao =Taty ipc= PER CAPPOTTINO 4^B …ma cosa hai sugli occhi? Le fette di salame spesse 10 metri? Consiglio: gallina vecchia fa buon brodo. ciao PER M. TAGLIAPIETRA 2^M Sei strafigo By Sara & Silvia


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MARCO REBOLDI, GIORGIO CASARI, MICHELE RONG ONI E D ANI E LE FERRETTI: siete un quartetto magnifico. By xxx ‟83 ¤ (LUME)

PER CHIARA E LAURA 2^F Siete troppo forti. Vi vogliamo troppo bene. Salutateci Nicola, Marco R. e quella ranocchia di Andrea Salvi. Un bacione… Chiara e Miky 2^I

PER NICOLA 4^H L‟unico motivo per cui mi dispiace non venire a scuola è solo perché non ti vedo più… ‘80

PER DANI 4 M Sono contenta strafex per te!. Facciamo uno schema della situazione o forse è meglio che “te lo fai “ solo tu! TVB Annalisa

PER COLLA & FACCHINI 5^G Bravi ragazzi…è proprio vero, dovete fare i pizzaioli. M.P. (5^G) Siamo 13 ragazze stupende sull‟orlo di una crisi di nervi. Gli uomini della nostra vita si sono persi nella selva oscura; quindi se siete belli e disponibili potete chiamarci, suonarci, telefonarci o faxarci… insomma fate quello che volete, ma non mentre mangiamo il magnum. Per ulteriori informazioni 5^E. ciao P.S. Messaggio giusto ß scuola sbagliata. PER LONATI STEFANO 3^F Sei figo fex senza di te non posso vivere. By anonima 2^F SIMONE 3^L Sei carino fex fex. By Mary „83 Ciao! Siamo due ragazze di prima, che hanno deciso di far parte della redazione del giornalino della nostra scuola. Per noi è un‟occasione in più per divertirci e conoscere nuovi amici con i quali vivremo questa nuova esperienza. Se anche voi volete venire, la porta è aperta! Elena e Federica 1^L

PER ROBY E GIORGIO 4 E, E MARCO, ANDREAV. E ANDREA B. 4 H Siete davvero stramitici. Ci fate morire dalle risate quando la mattina fate la passerella per il cortile. Certo che dovreste insegnare al vostro amico Luca Fontana a fare meno lo scemotto, quando fa il fighettino diventa davvero insopportabile. Baci Chiara 2 F , Chiara e Miky 2 I Ehi tu che quest‟estate mi hai telefonato 10 volte per ch i ed er mi n o t i zi e su l l a Rosanna… Sei pregato di farti riconoscere, anche perché ho una bella notizia per te da darti Chiara 4 B ELIO, per un cucciolone come te, un messaggio da noi tre. Ci prendi fex!! Vieni a trovarci. Ti aspettiamo 1L PER IACOPO 1 L Sei molto, molto carino, quasi più del tuo fratello, e se avessi qualche anno in più saresti perfetto.... Un bacione Ct Woman 1 PER DIANA E FEDE Quest‟anno sarà stupendo perchè vi ho conosciuto meglio! Vi voglio bene fx. Roby

NON TUTTI SANNO CHE IN REALTA‟ ERANO PIU‟ DI 7 Infatti c‟erano: Il nano poeta Foscolo Il nano subacqueo Embolo Il nano ritardatario Eccolo Il nano coiffeur Boccolo Il nano della vendemmia Grappolo Il nano birraio Luppolo Il nano pisellone Smenzolo Il nano becchino Tumolo Il nano di Focault Pendolo Il nano mangia minestra Mestolo Il nano della strada Svincolo Il nano retto Angolo Il nano dispettoso Discolo I sette nani superdotati Smenzoli Il nano della F1 Cordolo Il nano Dionisi Mongolo La nana prostituta Zoccola Il nano omosessuale Checcolo Il nano del 2000 Giubilo Il nano del gioco Ciancolo Il nano montagnino Edolo Il nano meteorologico Nigolo Il nano rasta Ciondolo Il nano pasticcere Bombolo Il nano veneziano Gondolo Il nano scostumato Porcolo Il nano fumato Bottolo Il nano africano Bongolo Il nano rappresentativo Simbolo Il nano cannibale Magnalo Il nano fastidioso Sibilo Stefano


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Quante volte girando per le strade della mia città ho visto scritte sui muri, magari appena tinteggiati. Dopo un moto subitaneo che mi porta ad i mp r ecar e co nt r o l ‟ att o vandalico mi chiedo “ e se fosse una forma d‟arte?” magari la “ TEENAGER ART “? Trae chiaramente origine dalla “ Graffiti Art o arte rupestre “ nata alcune migliaia di anni fa in epoca preistorica. L‟uomo primitivo solo, piccino, di fronte all‟immensità del cielo notturno(non sapeva il povero se alla notte sarebbe con certezza seguito il giorno) ignaro dei fenomeni della natura, ansioso di procacciarsi il cibo per la sopravvivenza, GRAFFIAVA le pareti rocciose con segni che simbolizzavano in modo sintetico, ma riconoscibile il sorgere del sole, o un‟azione di caccia fortunata. Era un‟arte funzionale al RITO MAGICO e alla vita stessa: l‟immagine esorcizzava il male e favoriva il bene della comunità. Negli anni 80 alcuni giovani nati e cresciuti nella giungla non più preistorica, ma metropolitana riprendono la “Graffiti Art” che ri-nasce a New York e si propaga poi a Londra e in tutta Europa. E‟ un gesto di ribellione contro la mer ci fi ca zio ne della comunicazione. I Graffitisti riempiono i muri delle moderne caverne, le stazioni della metropolitana, di segni e di linee che diventano una specie di alfabeto atto a raccontare delle storie. E‟ un alfabeto che comprende lettere, ma anche

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figure e oggetti. Esso è svincolato dalla percezione visiva, è una convenzione astratta che si avvale della LINEA. Le linee sono di solito mol to marcat e, senza pentimenti, si spezzano, si arrotondano, si dirigono, sicure e spesse a formare pupazzi nevrotici gesticolanti, enormi lettere dell‟alfabeto, animali parlanti (con le parole che escono dalla bocca per rifugiarsi nella bianca nuvoletta dei fumetti). Le lettere, che sono leggibili nel significato, diventano esse stesse esperienza visiva e sono disegnate insieme a personaggi immateriali il cui ruolo è sminuito a semplice segno grafico. Insomma l‟uomo non è più importante della lettera M. I protagonisti di questa corr ent e art i st i ca so n o: Basquiat, Cutrone, Haring, Koor. Che cosa hanno fatto questi artisti? Han no r iem pit o

muri ,tavole, tele e fogli di segni coloratissimi, calibrando i pieni e i vuoti, cercando l‟equilibrio della composizione e l‟armonia dei contrasti cromatici. Sono questi elementi che rendono l‟immagine un‟opera d‟arte. Ma ahimè! Alcuni dei nostri ragazzi si sono impossessati delle bombolette spray e si sono scatenati in un‟orgia di lettere grasse che recitano messaggi solo personali relativi a un gruppo di amici o al quartiere di periferia. Hanno invaso il centro con scritte su nobili muri di palazzi settecenteschi, o di edifici appena ridipinti per valorizzare il decoro urbano. A questo punto mi sorge una domanda: Vuoi vedere che i ragazzi sentono le stesse paure dei nostri antenati preistorici e si servono di questi pseudograffiti, come di un RITO MAGICO per esorcizzare la solitudine, piaga sociale della realtà virtuale? Defensor Artis..


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Il 23 ottobre, nella suggestiva quiete della piccola chiesa di S. Rocchino abbiamo ricordatato, a un mese dalla sua scomparsa, la prof. Antonia Rossi. Erano presenti insegnanti, alunni e familiari e presiedeva don Mariotti ex docente della nostra scuola. In quella occasione un insegnante ha redatto questo ricordo che pubblichiamo

Cara Antonia, è impossibile ricordarti senza pensare al tuo viso sempre illuminato da un umanissimo sguardo ridente, spesso attraversato da un guizzo di ironia verso le cose del mondo che, con disincanto, vedevi scivolare nel fiume del quotidiano vivere. La tua presenza era segnata da una costante nota che usciva da un tocco lieve e dissolveva grigiori, o rendeva danzanti gli attimi sereni. Anche il tuo “laico” modo di dire “carpe diem” si tingeva d‟un colore scherzoso, perché il tuo pensiero, inquieto, volava oltre lo spazio circoscritto dell‟attimo fuggente: con la tua saggezza, un pò schiva, di lodi e consensi, ci hai insegnato che voler bene agli “umani” è una forza vitale che circola e rimbalza, come una linfa, da un‟esistenza all‟altra, portando armonia nel frastuono che ci stordisce, l‟armonia della grazia e del bello che hai con tanta passione sempre coltivato.


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Tra gli album più significativi del 1997, oltre al grandissimo e attesissimo ritorno degli U2 con il discusso ma splendido POP, me ri t a no una se gna la zi one particolare “Ok computer” dei Radiohead e “Hurban Hymns” dei Verve. Si tratta di due tra le migliori espressioni del Pop Britannico degli anni „90 insieme ai Blur e agli Suede. Tutti gruppi capaci di proporre una musica dalla valenza artistica decisamente superiore rispetto al sound riciclato e monotono dei cugini Oasis, pur avendo una risonanza commerciale minore. “Ok computer” è il terzo lavoro della banda capitanata da Thom Yorke e rappresenta la definitiva consacrazione di un gruppo che aveva già raggiunto la sua maturità col precedente “The Bends”. Li abbiamo già apprezzati con le bellissime “Karma Police” e “Paranoid Android” ma il disco contiene altri ottimi pezzi quali “Let down”, guidata dalla chitarra avveniristica di Ed O‟Brien, “Exit music” in cui Yorke si tuffa in uno straziante, dolcissimo lamento o ancora “Climbing up the walls” con esplosione finale di basso e batteria. E‟ l‟album da ascoltare nei vostri solitari pomeriggi di pioggia fluttuando nelle galassie della vostra fantasia e se non vi convi nce a pri mo acchit o, riascoltatelo, non vi mollerà più. Con “Hurban Hymns” i Verve, al terzo lp, confermano quanto di buono avevano già offerto con “A Northern Soul”. E‟ un complesso che non godeva di grande notorietà in Italia fino a pochi mesi fa, quando è esploso con l‟ormai arcinota “Bitter Sweet Simphony”, traccia iniziale del disco. E‟ una canzone che grazie ad un arrangiamento a dir poco originale, ad una melodia caratterizzata da una ba se di a rc hi ed all‟interpretazione tesa e tagliente

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dello smilzo Richard Ashcroft si è aggiudicata il titolo di miglior pezzo dell‟estate. Il secondo singolo “Drugs don‟t work”, di cui va applaudito il testo, è uno dei migliori esempi di ballata pop degli ultimi anni. Inoltre fra i brani da sottolineare vanno inseriti “This time” e “The rolling people” dal suono più classico e immediato. “Hurban Hymns” proietta i Verve definitiva me nte nella sce na musicale di questo decennio come gruppo cardine. Valerio Liparoti Avendo letto in anteprima l‟articolo di quell‟incompetente, che gioca al critico musicale, pur non sapendo niente del BRIT-POP, volevamo dare un nostro parere. I gruppi che hanno fatto la storia del Brit pop e la stanno facendo tuttora possono piacere o meno ma tu, caro critico, non puoi parlare del B rit -pop e scludend o appositamente(!!!!) gruppi come TAKE THAT, EAST 17, BOYZONE, e anche SPICE GIRLS solo perché non piacciono a te. Fanno parte di questo genere come ne fanno parte i tuoi tanto amati VERVE o BLUR, gruppi che tu definisci di alto livello rispetto ai loro cugini OASIS. Allora: -1) Tu consideri gli Oasis brutta copia dei BEATLES; ricordati che, da sempre, un gruppo prende come riferimento il g ru p p o c h e a ma , p re n d e ispirazione dalla musica che ha sempre ascoltato e modella le sue canzoni su quelle dei suoi idoli, ma questo non vuol dire RICICLARE... Prova a informarti... All‟inizio della loro carriera, quando suonavano nei pub di Dublino, gli U2 facevano cover di artisti che amavano. Così è per gli OASIS che, pur prendendo come modello i

BEATLES, hanno creato con gli anni, un proprio stile che piace alla gente; se ci pensi bene ora, si sono distaccati dal genere BEATLES: se confronti “Don‟t look back in anger” con “Do you know what I mean”, noterai come non hanno assolutamente niente i n co mun e. La p r i ma spudorata mente ugual e a “Imagine”, oltretutto di JOHN LENNON neanche dei BEATLES, non ha niente a che fare con la seconda. Musica molto più orecchiabile e di contenuto migliore (come testi) rispetto ai BLUR che tu prendi come esempio. Ma, hai mai sentito le loro canzoni? Hai mai letto i loro testi? Cosa c‟è di artisticamente elevato?????? Perché i BLUR fanno Brit-pop mentre i TAKE THAT pop commerciale??? STAI SCHERZANDO!!!!! Una canzone come “Back for good” è, sotto ogni aspetto, 10 volte meglio di “Charmless man” o “Country house” ( per non dire “ Girls and Boys”... che contenuti ragazzi!!! MERAVIGLIOSI!!) Spi egaci se non è pop commerciale quello dei BLUR, perché Damon, il leader, è biondo, bono, occhi azzurri, scrive canzonette, non ha una gran voce e fa dei video insignificanti?! Non venirci a dire che i BLUR sono diversi, migliori di TAKE THAT o BOYZONE!! Ricordati, intanto, caro esperto, che i TAKE THAT detengono, con i BEATLES, il record di aver avuto 5 NEW ENTRI consecutive direttamente al primo posto in Gran Bretagna!!! Ci sarà un motivo...PENSACI. E non venirci a dire che i TAKE THAT non resteranno nella storia, perché ti abbiamo appena dato un valido motivo (oltre a tutti gli altri che tu, essendo espertissimo, non conosci


LUNARFOLLIE neanche). Hai mai ascoltato, tradotto le canzoni dei TAKE THAT o dei BOYZONE prima di parlare??? Allora fallo! Poi confrontali con testi come “Bitter sweet simphony” dei VERVE, o la suddetta “Girls and Boys” dei BLUR e vedrai, che i tuoi idoli sono a livelli ben peggiori! Riguardo ai RADIOHEAD, non possiamo dire niente perché non fanno Brit-pop, così anche per gli U2 ( che però non si sa perché chiamino il cd “pop” e il loro tour “pop mart tour” che intelligenza!) La musica è bella perché è bella e non per chi la canta! E se i ragazzi delle band ti stanno sulle scatole come persone, forse perché sono belli, non puoi dire che fanno schifo le loro canzoni...prima ascoltale. Se tutti dovessero ragionare come te, gli U2 non avrebbero molti fans, montati e superficiali come sono!!! Eppure, nonostante quello che si pensa di un gruppo, si può ascoltare la loro musica (vedi noi fans dei TAKE THAT: odiamo gli EAST 17, ma ci piacciono lo stesso le loro canzoni...). Caro LIPA, ti credi tanto esperto ma hai molto da imparare... E poi, chiudendo il discorso TAKE THAT, loro avrebbero potuto andare avanti se davvero fossero stati un gruppo di pop commerciale, invece si sono sciolti. Perché? Se f o s se ro st a t i u n p ro g e t t o commerciale avrebbero potuto fare tanti altri soldi...Invece no, perché sono delle persone, non degli oggetti su uno scaffale. Non hanno fatto cd a iosa per riempire le casse come dici tu...è vero hanno fatto un sacco di soldi, ci sono riusciti alla grande perché se lo meritavano..... UN SUCCESSO CHE TU NON OTTERRAI MAI C OME GIORNALISTA!!!! GOD SAVE THE MUSIC!!!! TONY & CHIARA

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Che cosa è l‟Amore? Se tanto desiderate una risposta, non perdete “Fuochi d‟artificio”, l‟ultima creazione di Leonardo Pieraccioni. Accento toscano, donne bellissime, animali “dalla bau alla zeta”, telefonino cellulare, un biondo naturale, un det enu t o a gl i a rr esti domiciliari...ecco gli ingredienti del film! Questa commedia, abilmente costruita, è ambientata in un paesino italiano, interpretata da attori “nostrani” e presenta una colonna sonora rigorosamente made in Italy, con pezzi di Jovanotti, Vasco e Samuele Bersani. L‟humor scaturisce da scene di vita quotidiana, senza il bisogno di ricorrere a volgarità o ad effetti speciali ( nonostante la presenza dell‟uomo ragno fulminato!).

Con questa storia, che rilassa e diverte, Pieraccioni vuole inviarci un messaggio: a volte ci si strugge per capire che cos‟è l‟Amore e si vaga alla ricerca della donna o dell‟uomo ideale, per poi scoprire che è al proprio fianco e che l‟Amore è “quando ci si diverte con una persona, dimenticando i propri pensieri” come afferma lui stesso nel film. Ma è proprio così? E voi cosa ne pensate ? Giovanna Ziliani 5 L

Mi chiamo Diego e faccio parte di un gruppo di ragazzi che si chiama “La Notte”. Lo scopo della nostra compagnia è duplice: da una parte affrontare le p r o b l e ma t i ch e q u o t i d i a n e giovanili, con un occhio di riguardo alla notte, dall‟altra favorire la comunicazione tra i giovani per dare loro più risorse. Per questo è stata attivata una linea telefonica chiamata “Il Grillo Parlante” che da informazioni sulla scuola, sul lavoro, sul tempo libero, sui viaggi e su quant‟altro di interesse giovanile. Inoltre veng on o pro po st i o gn i Mercoledì dei dibattiti telefonici su vari temi. Sono in atto molte altre iniziative tra le quali un questionario sulle abitudini dei giovani nella notte, somministrato a 300 ragazzi e una rassegna stampa periodica su articoli che riguardano il mondo giovanile. Per quanto riguarda la scuola abbiamo deciso di entrare in contatto con i giornalini studenteschi perché sono le realtà più sensibili al discorso della comunicazione. La sede de “La Notte” è a Brescia in via Callegari 6/A. Telefono 2400424 dalle 16.00 alle 24.00 dal Lunedì al Venerdì. Siamo disponibili per qualsiasi chiarimento, su ggerimento, stimolo o proposta.


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I PIEDI I piedi, in genere, non godono di buona stima. I loro odori, i di fett i che spesso li caratterizzano sono per noi fonte di disagio. Allora li castighiamo chiudendoli nelle scarpe o sottoponendoli ad equilibrismi da capogiro. Eppure proprio nella ricerca di armonia tra mente, psiche e soma (corpo) anche i piedi acquistano un loro ruolo insostituibile. Se la mano rappresenta l'attività dell'uomo nelle sue svariate manifestazioni, il piede significa il modo di comportarsi nel concreto della vita e nella realtà della strada da percorrere. Il piede si appoggia al terreno quando l'uomo intraprende il suo cammino. Diventa, così, il simbolo del contatto con la realtà in una continua ricerca d‟equilibrio. La pianta del piede costituisce la mappa dei nostri desideri e bisogni interiori. La punta dice relazione alla mente. Il tallone dice relazione al corpo. La parte interna indi ca attenzione a noi stessi. La parte esterna indica attenzione all'altro. Di conseguenza, il modo stesso di camminare rivela il nostro rapporto con la realtà. I piedi, a contatto con il terreno, indicano il rapporto della persona con la realtà. "Avere i piedi per terra" equivale all'immagine di una persona che "sa dove è" e, di conseguenza, "chi è". Quando ha i piedi per terra, una persona ha "la sua posizione", cioè, è "qualcuno. In un senso più ampio, il "grounding" (= contatto col suolo) rappresenta il contatto dell'individuo con le

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realtà base della sua esistenza. Egli è radicato nella terra, identificato con il proprio corpo, consapevole della propria sessualità, teso verso il piacere. Queste qualità mancano nella persona che vive "tra le nuvole" o tutta nella testa, anziché nei piedi. Il "grounding" implica che una persona si "lasci scendere", che abbassi il suo centro di gravità, che si senta più vicina alla terra. Il risultato più immediato è di aumentare il suo senso di sicurezza. Sente la terra sotto di sé e i piedi che vi posano sopra. Quando una persona diventa molto carica o eccitata, tende ad alzarsi, a volare, o a decollare: avere la testa tra le nuvole. In questa condizione, nonostante un senso di eccitazione o di esaltazione, c'è sempre un elemento di angoscia e di pericolo: la paura di cedere. La direzione discendente, andare verso il basso, verso i piedi, è la via al piacere della liberazione o della scarica. Lasciarsi andare, significa "lasciarsi scendere", perché‚ inconsciamente noi ci teniamo su di c o n t i n u o . Abbiamo paura di cadere e di non riuscire e, perciò, di lasciarci andare e abbandonarci alle nostre sensazioni ed emozioni. Allora, pensare ai piedi ci pone immediatamente in rapporto alla loro attività. Infatti

* il piede che poggia per terra ha il compito di metterci a contatto con la realtà per impossessarcene, per "dominarla", mentre * il piede che, ritmicamente, si stacca da terra per poi, di seguito, appoggiarvisi, indica dinamismo, vita. Ma anche “presenza”, ci sono!: ne è testimone l‟ impronta che lascia sul terreno. I ritmi della vita condizioneranno quelli del m ovi m ent o: del n o str o "andare verso..." o del nostro "allontanarci da..." qualcuno o qualcosa, come per accoglierlo o rifiutarlo. Ci viene chiesto di abbandonare un equilibrio già conquistato o una sicurezza già raggiunta, per andare alla conquista di un nuovo equilibrio o di una nuova sicurezza che dovranno essere a loro volta abbandonati permettendoci, così, di fare un altro passo nella vita e "possedere" di seguito sempre nuove realtà. Prof. Giancarlo Moroni


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Ciao mangofili! Spero che l‟articolo del mese scorso sia stato all‟altezza dell‟obiettivo che si prefissava... a proposito; uno dei capolavori di RUMIKO TAKAHASHI, non si chiama DUT SPOT ma DUST SPURT (vi chiedo umilmente scusa per essermi documentato male!). Mi ha fato molto piacere sapere che c‟è gente (anche se poca) che legge la mia rubrica con interesse; vi ringrazio e spero diventiate sempre di più. O.K., passiamo velocemente oltre, lo spazio è tiranno e ho tante cose da dire, quindi, scusatemi se sarò telegrafico. Questo mese v o r r e i p r o p o r v i DRAGONBALL, opera del genio di AKIRA TORIYAMA, già autore di DR. SLUMP & AR AL E , at tu a l men t e in pubblicazione e dell‟imminente DRAGON QUEST. Anche quest‟opera d‟arte è edita dalla STAR COMICS (che detiene i diritti per la pubblicazione del maggior numero dei manga pubblicati in Italia) e quindi, per motivi di spazio, vi rimando al mese scorso per le cara tt er i sti ch e pu ra men te tecniche del volumetto (sono pressoché identiche). Scusate la brevità, ma la storia è complessa, allora... bando ai preamboli e cominciamo: “GOKU” è un ragazzino strano, molto strano, ha una forza so v r u ma n a , u n ‟ i n g en u i t à paragonabile ad un broccolo (deve toccare con mano per distinguere un ragazzo da una ragazza...) ed ha anche una CODA!?Un giorno come tanti altri GOKU incontra la fascinosa e geniale BULMA, che è giunta in quei luoghi

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serduti grazie al DRAGON RADAR da lei inventato. Quest‟oggetto è in grado di rintracciare le SFERE DEL DRAGO che, se riunite tutte e 7 (contrassegnate da un numero progressivo di stelle) sono in grado di evocare il DIO DRAGO che, a sua volta, esaudisce un qualsiasi desiderio. GOKU è in possesso della sfera n.4, un caro ricordo del suo defunto nonnino...”. Questo, bene o male, è il riassunto del primo episodio contenuto nel primo volume, da cui prende il via u na su ccessi o n e d i mirabolanti avventure in giro per il mondo, e caratterizzate da colpi di scena in grado di “smontare” e “ribaltare” tutte le supposizioni e opinioni che via, via, si fanno nel corso della storia. La saga è divisa in due parti, raccolte in un‟unica serie di pubblicazioni: DRAGONBALL che narra le avventure di GOKU “da piccolo” e DRAGONBALL Z che narra le avventure di GOKU “da grande”. Il genere del fumetto è inquadrabile nel “ co mi co / a r t i ma r zia l i co n

supercolpi esagerati oltre l‟umano” anche se nella sua seconda parte acquista un tono più serioso. Stessa cosa riguardo al disegno, all‟inizio è tondeggiante e approssimativo, ma si evolve via, via, fino ad assumere un aspetto “cattivo” e preciso (che NO N vu o l d ir e particolareggiato). A prima vista, la storia sembrerebbe ripetitiva, ma se prestate attenzione nel leggerla, vi accorgerete che non lo è. Per quanto riguarda il resto della storia, lo lascio scoprire a voi e passo al dirvi che se siete intenzionati ad acquistarlo dovete fare in fretta! Infatti è stata appena ultimata la sua pubblicazione ma lo potrete trovare nelle fantomatiche librerie specializzate del mese scorso, che, guardacaso, tengono gli arretrati e, al limite, ve li possono ordinare senza alcuna maggiorazione sul prezzo di copertina. La serie consta di 62 volumetti al prezzo di Lit. 3300 (tranne l‟ultimo che costa un po‟ di più) e si aggirano attorno alle 130 pagine (tranne l‟ultimo...), inoltre... SI LEGGE ALL‟ORIENTALE!! (su ogni volumetto è presente una breve spiegazione a riguardo, nonché, nei primi 4, delle utilissime freccette) Sono in commerci o anche d elle videocassette con avventure inedite (sono circa 20, edite dalla DYNAMIC ITALIA a Lit. 40000). Scusatemi per non aver descritto i personaggi ma ho finito lo spazio!! Alla prossima!!! Brami Gabriele “Miglio”


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Sedici giorni in Francia! Capita di rado la possibilità di compiere un‟esperienza simile. Due settimane passate in un Paese straniero, lontani dalla propria famiglia, inseriti in un ambiente che non è abituale. Il progetto di questo “scambio culturale”, a cui si è aggiunto un breve sog gi orn o n ella capi tale francese, è nato durante i primi mesi del precedente anno scolastico e, lentamente, si è concretizzato fino a realizzarsi durante i primi giorni di quest‟ottobre senza dubbio da ricordare. Le ragioni che hanno motivato questo “viaggio” penso siano tutte, o almeno in parte, simili a quelle che hanno dato vita ai diversi “scambi” che si effettuano nella nostra scuola ormai da anni: prima di tutto migliorare la lingua, visto che il nostro istituto dovrebbe formare “corrispondenti in lingue estere” poi, seco nd o i prog etti dell‟Unione Europea, entrare in contatto con una nuova cultura e, infine, scoprire un territorio nuovo. “Perché mi trovo qui? Cosa ci faccio in un Paese straniero, in una famiglia che non conosco e, per di più, dove nessuno mi capisce?”: Queste, in sintesi, le domande che mi tormentavano nei chilometri precedenti al mio arrivo nella cittadina di Niort. Dubbi comuni un po' a tutti coloro che hanno partecipato ad un‟esperienza simile, penso e che, comunque, si sono rivelati infondati. La mia famiglia francese, infatti, era espansiva e gentile. Il tempo trascorso a Prissè la Charrière, il paese di Peggy, la mia corrispondente, è stato così molto piacevole.

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Essendo una zona agricola ho anche potuto vivere esperienze collegate alla campagna che qui a Brescia, abitando in città, difficilmente avrei potuto compiere. Un Sabato mattina, per esempio, sono andata a vendemmiare. Era la prima volta che mi dedicavo alla raccolta dell‟uva ma, tutto sommato, mi hanno detto che me la sono cavata molto bene. Al ritorno ho potuto provare anche l‟emozione di salire sul rimorchio di un trattore carico di tini d‟uva. Ma il periodo trascorso a Prissè la Charrière non è stato solo un‟emozionante eperienza di agriturismo. In questi 12 giorni, infatti, ho potuto osservare tutte le abitudini della famiglia Forgeard e, in particolare, delle figlie, la mia corrispondente e sua sorella Valeria. Durante la setimana , si va a letto abbastanza presto, dalle 9 alle 10, mentre il Venerdì ed il Sabato sera si esce con gli amici, fr e q u en t a n d o so p r a t t u t t o discoteche, e si rientra verso le 3 o le 4 del mattino. A scuola si trascorrono parecchie ore al giorno ma, una volta a casa, si è praticamente liberi avendo molto poco da studiare. Il passatempo preferito è la televisione onnipresente e perennemente accesa. Per quanto rigurda il cibo, a parte i piatti tipici dei rispettivi paesi (pizza, spaghetti, creeps, e patè), quella francese è una cucina piuttosto simile alla nostra, infatti, ho mangiato veramente bene anche perché la mia mamma francese mi ha viziato molto. La prima escursione che abbiamo compiuto è stata la vista del parco naturale di

Marais Poitrin, denominata “Venezia verde” per la sua ricchezza di acque e canali. Alle spiegazioni di un tecnico sulla storia del luogo e sulla differenza fra Marais Mouillés e Marais Desséchés abbiamo aggiunto la visita ad un museo, “La Maison de Marais”, ed una gita sulle tipiche barchette d a l fo n d o p i a t t o ch e per cor r ono i ca nal i. Quest‟esperienza è stata veramente particolare anche se ho scoperto che quello, in raltà, non è un parco naturale, ma “artificiale”, perché è stato completamente sistemato dall‟u omo attraverso la costruzione di dighe ed opere di canalizzazione. Il Futuroscope, futuristico parco tecnologico, mi è rimasto veramente impresso nella memoria: immagini a 360 gradi, 580 terlevisori a formare un‟unica immagine, cinema dinamici, schermi di 700 metri quadrati...... Viaggio a Niort: primo co ntat t o con l‟ o cea n o. Abituata alla calma del piccolo Mar Adriatico, la vista dell‟Atlantico mi ha dato un senso di infinito difficile da cancellare. Durante questo scambio abbiamo trascorso 4 giorni, come ho già accennato, a Parigi, la maestosa capitale francese. by Roberta Togni 4^E


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GARDA CHE BELLO

Eccoci di ritorno da questa esperienza che ha permesso alla nostra classe, la II C e alla II L, di conoscere il paesaggio, l’economia, la storia, le tradizioni e tutte le bellezze che caratterizzano il nostro Lago di Garda e il territorio circostante. Ci siamo interessate soprattutto al parco dell’Alto Garda e l’abbiamo fatto per mezzo di camminate, visite, conferenze e lezioni che ci hanno occupato tutta la settimana. Il nostro itinerario ha previsto un’ escursione nella Valle delle Cartiere, una in Val di Bondo accompagnata dalla visita all’ Azienda Agricola “La Betulla”, una visita alle Limonaie del Prato della Fame, agli oliveti di Limone e al vivaio forestale di Prabione. Non sono mancate lezioni illustrative sul parco dell’Alto Garda e sull’economia antica. Il tutto è stato seguito da esperti come il geologo Conti, il Prof. Fava, l’architetto Tomaino, il Sig. Zanetti e numerose guardie ecologiche che ci hanno offerto preziose informazioni. Ora si tratta di rielaborare il materiale raccolto, di tradurlo e di presentare il nostro lavoro, ricco di suggestive fotografie alle scuole europee che sono im pegn at e n el p r og et t o Comenius-Amuleto sullo studio delle acque. Paola Galuppini

Ragazzi, vi siete accorti di quanto è ...”multietnico” il nostro istituto ? Certo, probabilmente avete sentito risuonare per i corridoi qualche nome dal suono insolito (“Ehi, Hutzhong, come ti è andata mate?”); magari avete avuto la fortuna di conoscere personalmente qualcuno di questi compagni nati fuori Italia. Si tratta di circa 20 dei 1200 studenti del Lunardi, compresi quelli nati all‟estero per “caso”, ma stabilmente residenti in Italia. Per curiosità abbiamo indagato sul loro luogo di nascita e così ci siamo accorti che i paesi piu ricorrenti sono europei, soprattutto ex Yugoslavia e Svizzera, ma c‟è anche chi proviene da altri continenti (Asia, America Latina). Ecco qua nomi, classe e luoghi di nascita (occhio alla pronuncia!!): Bachmayer Moritz 1B Vienna Austria Iveljic‟ Ivana 1C Tuzla ex Yugoslavia Bimbasic Vesna 1I Pancevo ex Yugoslavia Ferreira Ana Paula 1L Ntroi Brasile Uberti Monia 2I Bellinzona Svizzera Djuric Rodmila 2I Krguyac ex Yugoslavia Lu Hutzhong 2L Shanghai Cina Sarmento Silvia 2F Goiania Brasile Ozindo Jasmina 3C Zadar ex Yugoslavia Ravera Carla 3M Santiago Cile Kaselj Helena 3E Sarajevo ex Yugoslavia Sass Stefan 4C Monaco di Baviera Germania Carraro Luana 4D Asmara Eritrea Costantino Claudia 4F Schlieren Svizzera Chiapparini Cristina 4G Zurigo Svizzera

Morelli Oriana 5L Menziken Svizzera Catanescu Camelia 5M Bucarest Romania

TERREMOTO La campagna lanciata dal Giornalino in favore dei terremotati ha dato i seguenti risultati: tramite la vendita del giornalino sono state raccolte Lit. 105.000. Alcuni insegnanti, alcune classi e alcuni non docenti hanno portate offerte per complessive Lit. 315.000. Stante l‟esiguità della somma il giornalino ha deciso di mettere a disposizione quanto occorre per arrivare alla cifra di Lit. 1.000.000. Tale somma verrà destinata a un bi sogno pa r ti c ola r e su indicazione del preside dell‟ITC “V. Emanuele II” di Perugia prof. Luciano Lorenzetti. Vi comunicheremo appena possibile tale destinazione. Ci sia permesso un commento. I numeri si commentano da soli e dicono della poca generosità che siamo riusciti ad esprimere. C i r i ma n e u n ul t e r i o re rammarico: il nostro Preside non ha permesso che si usasse l‟interfono per avvisare tutte le classi di questa importante iniziativa di solidarietà. Ci siamo chiesti se l‟interfono debba servire solo per avvi sare dell‟incontro dei delegati e non anche per altri importanti comunicazioni, e questa ci pareva veramente importante. Potrebbe essere interessante quindi aprire una discussione (visto che la scuola è di tutti) su quale uso fare degli strumenti che sono a d i spo si z i o ne d e l l‟ Ist i t ut o. Attendiamo pareri ed eventuali chiarificazioni (anche, se lo vuole, dal sig. Preside).


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Questo mese prima di parlare dell’oggetto della rubrica vorrei fare un piccolo avviso alle persone che hanno g e n ti l m e n te d e c i so di concedermi una minima parte del loro tempo; l’avviso è questo: “maggiore descrizione del gioco, minore spazio alla critica”. Ora che ho comunicato le mie intenzioni possiamo anche, con una frase che diventerà di rito, immergerci nella nostra realtà alternativa. “INFLUENZA?”, “ATTACCHI CARDIACI?”, “FREQUENTI MAL DI TESTA?”, “PI ASTRINOPENI A?”, “TUMORI VARI?”, beh, sognatevele! Queste ormai sono reputate malattie da “poppanti” nell’ospedale + all’avanguardia del momento, il “THEME HOSPITAL”, e più p r ec i same nte i l vo stro ospedale. Qual c uno d i vo i , c on un’intelligenza molto spiccata si sarà già chiesto: “che ac c i der po l i si gni fic a il VOSTRO ospedale?”, ed io altrettanto spiccatamente gli r i sp o nd o : “i l VOS T RO ospedale”, già perché stavolta il paziente non siete voi, ma innumerevoli omini digitali che vi si presenteranno davanti facendovi partecipi delle loro più strambe malattie. Avete mai sentito parlare di afflizioni quali, e ne cito soltanto una porzione di una fetta incredibilmente grande, la “TESTA GONFIA” (meglio conosciuta tra noi videogiocatori come “CICOTTONE”), ovvero un

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tipo con una testa grossa il doppio del normale per la quale non immaginerete mai il dottore cosa farà: la farà sgonfi are co n un ago , dopodichè con una pompa collegata (tramite cosa poi non si sa) alla bocca del paziente comincerà a gonfiare... ”et voilà”... la testa ricresce come nuova. Non parliamo poi delle altre malattie come ad esempio “PERSONALITA’ TV”, “EMORROIDI FREDDE”, il cui solo nome la dice lunga. Per il resto poi il gioco è simile alle altre produzioni di giochi gestionali, ovvero il nostro compito è, prima di tutto, costruirci il nostro ospedale con le relative stanze: quelle adibite alle diagnosi, quelle per le cure, le stanze per il personale, le toilette, gli ambulatori e perfino le farmacie. Bisogna attrezzarle con i macchinari adatti: dovrete ad esempio piazzare le “ p o m p e speciali” nella stanza per la cura di indovinate un po’ che cosa? Ma non solo, ci sono poi anche le sedie nei corridoi, i

caloriferi e udite udite i distributori automatici (che tra l’altro non funzionano mai come dovrebbero!), le piante e via dicendo. E cosa non potrebbe mai mancare in un ospedale se non dottori ed infermiere? Esatto, dovrete assumere anche quelli. Il bello però è che la maggior parte di queste persone è leggermente, come dire... TOCCATA!!! e qui cito la descrizione di un’infermiera “HOBBY: DROGA GLI INSETTI CON IL DEODORANTE SPRAY, PRENDE RISCHI STUPIDI, S I D I S T R A E FACILMENTE”. Ditemi se questa non è l’apoteosi della stupidità! Ma soprattutto a che fine “dotare” certa gente di qualità quali “ADESCARE I VISITATORI AI MUSEI”, oppure di donargli la co nvi nzione di e sse re nientepopodimenoche “Gigi proiettile” o meglio, anzi peggio ancora, di creare un uomo delle pulizie che vomita quando sente dire la p a r o l a “S ASSAGH EG NO”?? ?... andate a chiederlo alla BULLFROG! Lo scopo di questo gioco assur d o è que l l o d i guadagnare soldi a palate curando i pazienti ed è CURANDO I PAZIENTI che man mano si progredirà nella carriera di gestore, e si presenteranno degenti con malattie sempre nuove e più strane del solito. L’avventura è caratterizzata


LUNARFOLLIE da missioni che per essere superate necessitano di una determinata “condizione”, che può essere ad esempio un numero di pazienti curati, una cospicua somma di denaro e via dicendo. Ma non basta, a rompervi le uova nel paniere ci saranno tre avversari, ovvero tre persone che come voi hanno avuto la brillante idea di “metter su” un ospedale proprio e, non c’è neanche da dirlo, dovrete batterli in tutto e per tutto se vorrete essere stimati dai malati di tutto il cyber-mondo. E’ bello pensare a quanto sia faticoso gestire un ospedale, anche se finto, perché in seguito se avrete costruito un buon edificio vedrete decine e decine di persone nei corridoi che si ag i tano p e r c hé stanno aspettando il loro turno, e per ammazzare il tempo magari si prendono anche una bibita al distributore (guasto), vomitando tutto sul pavimento e costringendovi a chiamare prima di tutto i tecnici che a ggi u st ino le macchine, ed in seguito gli uomini delle pulizie per r ipr i stinare la brillantezza del vostro stupendo corridoio. La cosa più spassosa però è quando vedete una strana cosa nera seduta immobile in corridoio alla quale magari all’inizio non fate caso e poi, incuriositi dalla sua presenza la osservate meglio. In quel momento mi piacerebbe vedere la vostra espressione quando scoprirete che non è niente di meno che la MORTE in persona con il suo mantellino nero e l’inconfodibile falce, che se ne resta lì immobile ad

15 aspettare che un’operazione si concluda male. TROOOPPO GIUSTO!!! Le ultime 3 cose: 1- Cestini, termosifoni, piante e distributori automatici hanno funzioni ben definite e sta al l e vo stre me nti indovinarle. 2- I comandi sottoforma di icone sono molto semplici da individuare e di conseguenza da gestire. 3- Nella “stanza del personale” cercate di metterci almeno il biliardo, così i medici si divertiranno ma non si distrarranno dal loro compito. Il giornale consultato questa volta ha 5 voci: PRESENTAZIONE, GRAFICA, SONORO, G IO C A BI LIT A ’ e LONGEVITA’. Nella 1°, nella 4° e nella 5° voce ha ottenuto un punteggio pieno e mi sembra una scelta più che ragionevole. La presentazione è a dir poco splendida ed esilarante, in esatta coincidenza con tutto il resto del gioco; come già detto prima la giocabilità raggiunge livelli molto elevati grazie ad un metodo di controllo abbastanza semplice e chiaro fin dalle prime partite. Non posso dire molto sulla sua longevità perché purtroppo non ho fatto molte partite, ma penso che tutto quello che ho detto fino ad ora basti a far credere che anche quest’ultima voce sia ottima. Grafica e sonoro hanno o tte nuto un p unte g g i o all’incirca sugli 80-90 punti; beh, il sonoro è molto pulito e comprensibilissimo e la grafica è ben dettagliata seppur nella sua semplicità. Una vera

chicca poi è costituita da grafici e cartelle che illustreranno durante il corso della partita la situazione finanziaria, quanto manca per il completamento del livello e via dicendo e sono realizzati veramente bene ed in modo molto realistico e di facile apprendimento. Ragazzi mi raccomando: gestire un ospedale è una cosa seria, anche se alla fine qualcuno schiatta. Noi comunque, abbiamo provato a salvarlo. IN FONDO E’ SEMPRE UN GIOCO,NO? Bordogni Luca “KING”

I NUOVI ELETTI Il 10 ottobre sono stati i rappresntanti di noi studenti in Consiglio di Istituto. Questi i risultati: Montagano Elio 427 Locati Paolo 352 Grimaldi Michele 247 Francesconi Francesco 95 Ai neo eletti, che si ritrovano a rappresentare tu tti noi, l‟augurio di buon lavoro. In occasione delle elezioni abbiamo dato anche un ‟occh ia ta a come è composto il Consiglio di Istituto e abbiamo scoperto che su 19 membri ben 14 sono maschi. Gli studenti non ha nno nem m eno un rappresentante del gentil sesso e questo in una scuola ch e è p reva len temen te femminile. Stiamo ritornando a un nuovo “maschilismo” oppure si tratta solo di una svista degli elettori? A voi l‟ardua sentenza


16 DONNA, ... DONNE Qual è il ruolo della donna in Europa? Quali i suoi diritti? Nell‟Unio ne Eu rop ea la popolazione femminile è di 166 milioni, di cui circa 46 milioni impegnate in attività lavorative ed 8 milioni iscritte agli uffici di collocamento. Queste alcune delle cifre sul “sesso debole”, ma volendo aggiungerne altre, si può dire che l‟85% delle donne che lavorano rivestono un ruolo subordinato. Inoltre svolgono attività professionali tra le meno qualificate, subendo anche discriminazioni per quanto riguarda la parità professionale con gli uomini e le pari opportunità nella società. Viviamo nel benessere, in una società che si ritiene sviluppata e siamo alle porte del III millennio, eppure qu este disuguaglianze sono ancora presenti e talvolta evidenti. La Comunità Europea ha cercato di intervenire nel miglioramento della condizione femmi nile attraverso l‟applicazione di sei nuove nor mat iv e eu ro p ee, con l‟obiettivo di offrire una serie di garanzie per le donne che si ritengono vittime di una discriminazione basata sul sesso. Co sì , seco n d o qu est e normative, saranno prive di va li di tà l e d i sp o si zi o ni contenute nei contratti di lavoro, negli statuti e nei contratti collettivi che sono

LUNARFOLLIE contrarie al principio della parità di trattamento; inoltre ci sarà l‟obbligo, per il datore di lavoro, di informare le lavoratrici sui loro diritti nell‟impresa. Un‟altra conquista è stata quella relativa all‟onere della prova: onere che, in passato, ricadeva su chi presentava la denuncia di violata parità, mentre ora verrà ripartito tra lavoratrice e datore di lavoro. Ma tutti questi interventi previsti sulla carta, riusciranno a cambiare u na società tendenzialmente e tradizionalmente maschilista? Nadia Bondioli

CHIAMA L’AFRICA I più attenti tra noi si saranno accorti che è in corso da qualche me se una ca mpa gna d i sensibilizzazione e di solidarietà nei confronti del grande continente africano. Questa campagna si chiama “Chiama l‟Africa” e vede l‟adesione di tanti gruppi e associazioni della nostra città. Tra le iniziative promosse in novembre vogliamo segnalarne una di notevole interesse sul tema dei rifugiati che porta come titolo emblematico: ”Biglietto di sola andata?”. Si tratta di un Convegno che si terrà presso il salone del Centro Saveriano, in via Piamarta 9 (che possiede un ampio parcheggio interno) Sabato 8 novembre. Chi vuol approfondire i temi dell‟accoglienza e dell‟interculturalità non può l a sc i a r si sf u g g i r e q u e st o Convegno. L‟unico inghippo è che si tiene il mattino dalle 9.00 alle 12.30 e quindi o si brucia una mattinata di lezioni (ma non è bello nè consigliabile) o si fa la proposta all‟insegnante di lettere perché porti tutta la classe, e questa può essere una buona idea.

UNICEF: DALLA PARTE DEI BAMBINI Forse non tutti sanno che l‟UNICEF, il Fondo delle Nazioni Unite per l‟infanzia, fu creato nel 1946 dalle Nazioni Unite per aiutare i bambini europei vittime della seconda guerra mondiale. Nel 1956 il suo mandato fu esteso ai paesi in via di sviluppo. Nello stesso anno ha ricevuto il premio Nobel per la pace per il lavoro svolto in favore dei bambini. L‟UNICEF opera oggi in 149 paesi del mondo in cui vivono quasi due miliardi di bambini e ragazzi sotto i 15 anni di età. I principali ambiti di intervento sono i servizi sanitari per le madri e i bambini, le forniture di acqua e servizi igienici, l‟educazione scolastica ed extrascolastica, le emergenze dovute a conflitti armati e a calamità naturali. OBIETTIVI PER IL 2000 Il 2000 è alle porte e l‟UNICEF con l‟aiuto di tutti si propone: La riduzione di un terzo del tasso di mortalità tra i bambini al di sotto dei 5 anni di età La riduzione della metà dei tassi di mortalità materna La riduzione della metà della malnutrizione tra i bambini al di sotto dei 5 anni, sostegno dell‟allattamento al seno da parte di tutti gli ospedali e dei reparti maternità, e la riduzione a meno del 10% dei casi di neonati sotto peso. La vaccinazione di almeno il 90% dei neonati, l‟eliminazione della poliomielite, del tetano e dei casi di morbillo. L‟istruzione di base per tutti i bambini e il completamento delle scuole elementari per almeno l‟80% di loro La riduzione della metà della mortalità infantile da diarrea. La riduzione di un terzo della mortalità di bambini a causa di infezioni respiratorie acute. Acqua potabile e servizi igienici per tutte le famiglie. La protezione ai bambini che si trovano vittime di conflitti armati. L‟accettazione e l‟osservanza della C o n ve n z i o n e s u i d i ri t t i dell‟infanzia.


Novembre 1997