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Anno 13 Numero 2

I.T.C. LUNARDI - BS

to, prima o poi, spazzerà via tutto il cartone. (…) Be’, dissi, è figlia tua. e dell’America. Ma, parlando da decadente europeo, direi che occorrerebbe mettergli dentro qualcosa di solido. Non fumetti e canzonette. - E’ solo una brava, sana, normale adolescente. Disse Ann sulla difensiva. E’ normale, sessualmente, per lo meno. – Vuoi dire ch’è già andata a letto con quello spilungone che la porta al cine? E che ha reagito bene?” Siamo proprio così? Tu che ne pensi? La Redazione

Ci ha colpito questa pagina di Burgess e, andando contro corrente, la pubblichiamo invitando a reagire con le vostre opinioni. E’ tratta dal romanzo “Gli strumenti delle tenebre” in cui un vecchio zio incontra la nipotina, la osserva, la trova insostenibilmente lontana. “Udivo i suoi dentini intaccare la crosta ancora gelata. Che cosa posso dire di lei, tranne che il suo destino era segnato? Vuotamente graziosa come sua madre, con un corpicino sodo in un reggiseno Maideform. Indossava un abito fatto in serie, a corpicino aderente e gonna molto arricciata, perché non tutti i giovani, a quel tempo, portavano i blue jeans, e portava calze di lana verde sulle lunghe gambe americane. Ai piedini graziosi aveva un paio di ballerine nere tutte graffiate. I capelli biondi erano raccolti sulla nuca con un elastico e formavano una coda di cavallo. Aveva delicate orecchie rosa e un nasino graziosissimo, a patatina. Il suo cervello era arredato con tutta la paccottiglia che i pubblicitari convinti facevano passare per valori, comodità o stimolanti della vita americana. Una ragazza simpatica ma, per amor di Dio cosa le insegnano di questi tempi? La sua mitolo-

Novembre 2004

gia sono i cartoni animati della TV. Ha cominciato a leggere Il giovane Holden di Salinger ma non l’ha neppure finito, troppo astruso per lei. E’ difficile per uno della mia generazione parlare di Supermen o di Paperino… Leggono venti versi di Virgilio a scuola, in una pessima traduzione in prosa inglese. Ha visto un film su Elena di Troia. Il passato è morto e il mondo, al di fuori degli Stati Uniti, non esiste (…) Temo - dissi profeticamente - il grande vuoto. Lo puoi riempire, per un po’, con Walt Disney: ma un gran ven-

IN QUESTO NUMERO: Tutor Bush e Kerry 1 euro quanto vale? Il telefonino Bellezza e simpatia Teatro amico Immigrati Game Mania Messaggi Cavaliere errante Pace Ausiliari Oroscopo Noi giovani Arafat

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2 REDAZIONE Abbiatico Elisa 4C Addis Federica 3F Battaglia Monica 5F Bertolotti Enrico 1A Bianchini Sonia 4B Bodini Matteo 3B Cazzago Chioara 3B Daldoss Paola 3F David Sara 4G Franceschini Michela 4 G Gabusi Francesca 5E Gandini Marzio 3B Glisenti Lara 3F Grama Ioana 3H Guerra Giulia 4F Hamidi Meryem 2B Jarrera Federica 4B Laconi Cesare 4B Maiolo Paola 4G Mattei Giuseppe CIMP Martinazzoli Lino CIMP Mazzarella Silvia 5B Moretti Alice 2M Muhic’ Mirela 3F Osei Sharon 4B Pellini Lisa 4B Plodari Marta 4G Pitossi Michela 3B Portunato Mattia 2A Prunean Valerio 3D Quarenghi Silvia 3B Sheko Klotilda 4B Verzelletti Simone 2B Viviani Laura 3F Lunarfollie viene pensato, prodotto, stampato e distribuito presso il CIMP dell’ ITC LUNARDI, via Riccobelli 47 25125 Brescia, Italia. Tel. 030/2009508/9/0 Fax 030/390996 E-MAIL lunarfollie@lunardi.bs.it

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Sicuramente ognuno di voi, in questi ultimi mesi, avrà sentito parlare dei cambiamenti introdotti nella scuola dalla riforma Moratti. Una delle figure innovative immesse da questi decreti legislativi è quella del docente – tutor. Il tutor è un insegnante che, in costante rapporto con le famiglie, con il territorio e con gli altri docenti, svolge compiti di orientamento e di coordinamento delle attività educative e didattiche. L’attività tutoriale non comporta l’istituzione di una nuova “figura professionale”, ma si concretizza invece in una funzione che rientra nel “profilo professionale del docente”, arricchendone le competenze e gli aspetti relazionali. L’insegnante tutor concorre prioritariamente ad assicurare le finalità scolastiche e concentra su di sé competenze essenziali appartenenti, di fatto, ai compiti di ogni docente.

Queste competenze essenziali vengono affidate in ogni classe ad un docente che, comunque, continua a svolgere il suo compito principale che è quello di insegnante. La funzione tutoriale compete pertanto a tutti i docenti. Il ruolo di tutor viene deciso dal consiglio di classe e la persona viene scelta in base alla disponibilità, alla flessibilità dell’ orario e del tempo che trascorre con gli studenti. Solitamente viene scelto l’insegnate che, durante la settimana, o passa più ore con gli alunni. Il docente – tutor è una figura che sa osservare le dinamiche studentesche e individuare, attraverso l’atteggiamento dei ragazzi, le “fonti di disagio”. Ha il compito di capire le cause di questo comportamento e, attraverso un colloquio o altri strumenti, cercare di risolvere la situazione negativa che può nascere dal rapporto con gli insegnanti o con i


LUNARFOLLIE compagni di classe, o con amici o familiari. Il tutor, quindi, oltre che ad essere disponibile, deve impegnarsi nel costruire una relazione di fiducia con gli alunni in difficoltà, facendo sì che si aprano, confidando i propri problemi ed insieme, arrivino a superarli. Questa nuova figura si dovrà quindi occupare dei disagi personali e dev’essere una persona sensibile, cordiale, che ti faccia sentire a tuo agio e, soprattutto, che sappia ascoltare e che sappia in qualche modo aiutare l’alunno che si trova in una situazione difficile ad uscirne. Non dobbiamo scambiare la figura del tutor con quella del coordinatore di classe. Il tutor non lo sostituisce ma si affianca a lui nel senso che il coordinatore si occupa dei problemi scolastici o di natura prettamente didattica mentre i problemi al di fuori dell’ambito dell’insegnamento rientrano nel campo d’azione del docente – tutor. Per capire meglio che cosa è

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IL DOCENTE - TUTOR AL LUNARDI un tutor e che cosa fa, abbiamo intervistato la professoressa Laudati, insegnante di italiano e storia e tutor del triennio F. Ecco cosa ci ha detto: Che cosa fa il tutor? Quello del tutor è un incarico in più di cui si riveste un insegnante. Il suo compito principale è quello di osservare e cercare di capire quando in una classe c'è una situazione di disagio. E' quindi una figura di supporto, di sostegno che è in grado di individuare dei problemi. La base fondamentale di questo rapporto è la fiducia reciproca. Ovviamente ci deve essere anche da parte del ragazzo collaborazione, nel senso che deve riuscire a parlare e a confidarsi con il tutor, il quale da parte sua, con tatto e delicatezza, proverà a far aprire il ragazzo/ a in questione. Se la situazione è più complessa si passerà poi al colloquio con i genitori, nella speranza di volgere al buon fine la situazione. Viene scelto in base a criteri particolari? Il tutor viene scelto e approvato all'interno del consiglio di classe, generalmente in base alle ore di presenza in classe, alla disponibilità di tempo e inoltre deve essere disponibile al dialogo e sopratutto dotato di un certo tatto e molto attento. Come mai è stata introdotta questa nuova figura? E che scopi ha?

La figura del tutor esiste già nel biennio e da quest'anno è stata introdotta anche nel triennio, con il nome di "tutor di sezione". Il suo scopo principale è quello di individuare per tempo i casi che portano alla dispersione scolastica. In Italia sono circa 240000 i casi di dispersione nelle scuole superiori ogni anno. Che differenza c'è tra il tutor e il coordinatore di classe? Il coordinatore ha uno scopo puramente didattico, infatti coordina la classe con il resto degli insegnanti, ma solo per problemi di natura didattica, di classe. Il tutor invece ha uno scopo più preciso, perchè si occupa del disagio personale del singolo individuo. Lei che cosa ne pensa di quest'iniziativa? Mi sembra una cosa positiva anche se è ancora in fase di sperimentazione. Anche se comunque bisogna dire che una figura del genere c'è sempre stata, ma non era ufficializzata. Infatti in ogni classe c'è sempre stato quel professore più sensibile nel quale gli studenti vedevano una persona di fiducia con la quale parlare dei propri problemi. A mio parere, però, non bisogna fare confusione: l'insegnante rimane pur sempre l'insegnante anche se con una particolare funzione in più. Mirela & Laura


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Il 2 novembre si sono svolte le elezioni per scegliere il nuovo presidente USA e la “lotta” era fra George W. Bush e John Kerry. Si sono concluse (purtroppo, dico io) con la vittoria di George W. Bush. Egli si è largamente imposto su John Kerry nel voto popolare; ha infatti ottenuto 57.782.386 voti pari al 52 %, contro circa 54.176.428 di Kerry 48% . I grandi elettori invece sono 270 per Bush e 250 per Kerry. Per renderci conto che persona gli statunitensi abbiano rieletto, vorrei mettere a confronto il programma dell’uno e dell’altro. Kerry Sostituzione della coalizione alleata con una forza multilaterale guidata dalla Nato e dall’Onu. Addestramento della polizia irachena per la sicurezza e l’autonomia dell’Iraq. Convocazione di una conferenza internazionale tra America e Paesi alleati. Favorevole all’aborto. Contrario alla pena di morte tranne nel caso di terrorismo Favorevole alle unioni civili tra gay, ma non al matrimonio. Garanzie per i diritti degli omosessuali. Diritto di cittadinanza agli immigrati

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negli Usa da almeno 5 anni. Accuse a Bush di «non impiegare tutte le risorse disponibili nella lotta contro l’epidemia di Aids». Abolizione dei tagli voluti da Bush per le classi ricche. Estendere l’assistenza medica a 44 milioni di americani ora scoperti. Favorevole all’importazione di farmaci più economici. Favorevole alla ricerca etica sulle cellule staminali. Favorevole a ridiscutere l’adesione al Trattato di Kyoto. Riduzione delle emissioni di mercurio. Tutela degli standards di qualità di aria e acqua. Sanzioni sulle emissioni inquinanti delle industrie chimiche. Fondi per lo sviluppo di fonti energetiche alternative per il raggiungimento dell’autonomia energetica. Obblighi per le case automobilistiche a produrre auto che consumino meno. Potenziamento dell’intelligence. Maggiori controlli per porti, stazioni ferroviarie e aeroporti.

Fondi al programma di polizia di quartiere. Sussidi per lo sviluppo pacifico di energia nucleare a Corea del Nord e Iran. Riduzione delle tasse per le piccole imprese. Tassazione delle aziende che si trasferiscono all’estero per i minori costi di produzione. Favorire un aumento del potere d’acquisto per le classi medie. Fondi per favorire l'accesso a fasce più ampie di studenti. Attenzione alla qualità dei docenti. Stanziamento di sussidi per gli Stati meno sviluppati. Bush Conferma del ruolo di primato degli Usa nella coalizione Missione Nato per l’addestramento delle forze di sicurezza irachene. Ruolo centrale della Nato nel controllo dei confini iracheni. Contrario all’aborto tranne nei casi di stupro e di rischio di morte per la madre. Favorevole alla pena di morte. Contrario ai matrimoni gay, propone un emendamento costituzionale che li vieti. Contrario a garanzie per gli omosessuali. Possibilità di arruolamento nell’esercito per i gay che non dichiarano


LUNARFOLLIE la propria identità sessuale. Veto sulla produzione per i paesi poveri di farmaci generici. Divieto di importare farmaci stranieri. Sussidi agli anziani a basso reddito per l’acquisto dei farmaci. Taglio dei fondi per la ricerca sulle cellule staminali embrionali. Contrario al Trattato di Kyoto. Imposizione di un tetto nazionale sulle emissioni industriali di mercurio, ma non su quelle di anidride carbonica. Favorevole allo sfruttamento petrolifero del Parco nazionale dell’Alaska, ora incontaminato. Fondi per la ricerca nel settore dell’energia a idrogeno. Concessione di permessi ai vecchi impianti industriali per il riammodernamento, senza pagare per i maggiori controlli ambientali. Proseguimento della linea del Patrioct Act: restrizioni alle libertà civili e aumento dei poteri di controllo della polizia. Lotta dura contro gli arsenali nucleari degli Staticanaglia. Taglio delle tasse e diminuzione delle spese federali per rilanciare l’economia. Appoggio alle aziende che trasferiscono la produzione all’estero. Sgravi e incentivi nelle zone più colpite dai licenziamenti. Sussidi ai distretti scolastici più poveri e agli studenti portatori di handicap. Particolare attenzione per la formazione della prima infanzia. Tagli per l’istruzione professionale e per la prevenzione degli abbandoni scolastici. Dopo questa illustrazione una domanda sorge spon-

5 tanea: in che modo Bush è riuscito a vincere? Gli occhi vanno puntati sulla sua campagna elettorale: Bush è un “radicale”, parola che sostituisce conservatore o cristiano evangelico. Infatti sul New York Times trovate la frase pronunciata da Viguerie, che ha avuto un ruolo chiave nella campagna elettorale di Bush: “Adesso arriva la rivoluzione. Se non facciamo la rivoluzione quando dovremmo farla?? Basta con le chiacchiere di unire il Paese. Chi ha votato in massa per Bush ha fatto con lui un patto. Adesso vogliamo i valori morali di cui Bush, in tutta la campagna elettorale, si è fatto sostenitore”. I valori sono, oltre quelli illustrati nel suo programma, l’eliminazione da tutte le scuole e università della teoria di Darwin, eliminazione della scienza quando contrasta con la religione, divieto di adozione fuori dalle regolari famiglie cristiane, preghiere cristiane in tutte le scuole, sussidi alle scuole private organizzate per l’insegnamento della Bibbia, censura rigorosa dei testi scolastici (di cui i giornali hanno dato noti-

zia il 6 novembre) e nomina dei giudici scegliendo rigorosamente tra i giuristi accettati dai cristiani evangelisti. Il giornale di New York ha condotto anche un’inchiesta fra coloro che non sono sostenitori della guerra in Iraq: “la prima cosa che mi ha attratto di Bush è il suo coraggio nel sostenere apertamente i nostri valori. E’ uno deciso, che non cambia idea e sostiene Dio. Mai pensato, neanche per un minuto, di votare Kerry. Non c’è Dio dalla sua parte”. Quindi la campagna di Bush disponeva di un sostegno finanziario molte volte superiore e, insieme con gli evangelisti, lo ha portato alla vittoria; Bush ha vinto quindi perché ha saputo diffondere il dubbio sulla moralità e l’integrità di Kerry e soprattutto perché gli evangelisti sono andati in massa a votare per lui. Invece Kerry ha espresso i suoi valori con mitezza e rispetto ed è stata questa la sua debolezza, probabilmente non ha tenuto conto del momento delicato in cui il Paese si trova e l’elettorato ha espresso fiducia nel candidato che gli offriva più garanzie di sicurezza interna e l’esaltazione di “valori” religiosi. C’e solo da sperare che questa vittoria non sia il proseguo di una linea apertamente guerrafondaia che ha coinvolto mezzo mondo, ma tenga conto delle aspettative di quanti vorrebbero che i conflitti cessassero e la via del dialogo cominciasse a farsi strada. Monica 5° F


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1 €? Chi sa quanto vale?! La BCE forse no… Prima di annunciare una notizia curiosa su quale sia il valore dell’Euro è bene fare una premessa sulla BCE. Probabilmente sentendo il telegiornale vi sarà capitato, qualche volta, di sentir parlare della Banca Centrale Europea. Essa è infatti l’istituzione comunitaria responsabile della moneta unica europea. Svolge sostanzialmente due funzioni: gestire la politica monetaria europea e il sistema dei pagamenti; garantire che la progressione annuale dei prezzi al consumo non sia superiore al 2%. La BCE cerca di farlo in due modi: innanzitutto controllando la massa monetaria. L'inflazione risulta infatti da un eccesso di massa monetaria rispetto all'offerta di beni e servizi; in secondo luogo, monitorando le tendenze dei prezzi e valutando il rischio che ne deriva per la stabilità dei prezzi nell'area dell'euro. I dodici Stati membri dell’Unione europea che hanno adottato la moneta unica sono: Belgio Germania Grecia Spagna Francia Irlanda Italia Lussemburgo Paesi Bassi Austria Portogallo Finlandia

Mentre Cipro, Danimarca, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Svezia e Regno Unito fanno parte dell’ UE ma per il momento non hanno introdotto la moneta unica. La Danimarca partecipa ai nuovi Accordi europei di cambio (AEC II); la corona danese è pertanto vincolata all’euro, ma senza un regime di cambio fisso. Dopo aver dato queste informazioni base vi potrete rendere conto meglio del perché, nonostante l’euro sia entrato nei nostri portafogli da un po’, molti si chiedano ancora quante lire ci vogliono per un euro. Vi basti sapere che secondo quanto reso noto da due associazioni che difendono gli interessi degli utenti e dei consumatori, Codacons e Abusbef, sia la Banca d'Italia che la Banca Centrale Europea non sanno che un euro vale 1936,27 lire e non...1940 lire! La notizia è stata resa pubblica quando le due associazioni sono entrate in possesso di un documento della Banca d'Italia nel quale, dopo una serie di descrizioni della nuova moneta, consigli per gli utenti e sulla compilazione degli assegni, vi è una tabella pratica di conversione e si apprende che il valore dell'euro in lire é, per l'appunto, la cifra suindicata. Non é da meno la Bce: se si visita il sito www.euro.ecb.int/it.html e cliccando sull'euroconvertitore inserito nella pagina euro, si scopre che anche per la Banca Centrale Europea un euro vale 1940 lire! La disinformazione praticata dai due organismi provoca, secondo le due associazioni, confusione nei cittadini che, a causa di questa gaffe, non riescono a determinare l'esatto valore in lire di un euro. Sara 4G


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Il telefonino tuttofare «E' multifunzione e ci rende approssimativi» Non solo telefonate. Orologio, sveglia, campanello di casa, calcolatrice, macchina fotografica: il cellulare è anche questo e molto altro. Christine Satchell dello Smart Internet Technology Research Centre di Sydney, in uno studio sull'impatto del telefonino sui comportamenti sociali e culturali, mostra come nell'uso effettivo degli utenti il telefonino sia ormai diventato multi-funzione. L'UOMO APPROSSIMATIVO - La ricerca mostra inoltre come l'inseparabile e onnipresente «mobile phone», sia entrato così invasivamente nelle nostre vite da modificare comportamenti e abitudini e tanto da renderci molto più approssimativi, preda di

una strana paura, la «fobia degli impegni precisi». Si tende infatti sempre più a fare programmi vaghi e imprecisi e ci si mette d’accordo poi attraverso brevi telefonate e, soprattutto, messaggini. Più approssimazione quindi e nuove regole sociali. Secondo la ricercatrice il telefonino cambia anche le regole di cortesia: «Data la disponibilità del cellulare, diventa un obbligo telefonare prima di arrivare a casa di un amico, magari da fuori del portone». Le implicazioni sono profonde: le interazioni faccia a faccia tendono sempre più ad essere mediate e precedute dall'interazine tecnologica. INDUSTRIA IN ALLARME E se l'avvento dell'uomo approssimativo e la progressiva incapacità di ricordare numeri di telefono, tutti salvati nella rubrica del telefonino, non sembrano agli scienziati fenomeni seriamente preoccupanti, c'è invece chi si allarma. Come ad esempio i fabbricanti di orologi da polso e l'industria delle cartoline d'auguri. I veloci sms stanno sostituendo, oltre al fedele orologio, anche l'invio di bigliettini e cartoline d'auguri, abitudine diffusa specialmente nei paesi anglosassoni. In Australia sono stati ben 12 milioni gli Sms inviati solo dal principale server Telstra, in occasione dell'ultimo Natale. Quest’anno ne sono previsti più del doppio. I piccoli uomini approssimativi crescono.

NOMI STRANI Continua in questo numero l’elenco dei nomi più strani. Alcuni sono veramente ridicoli, ma pensate di avere un nome così… Peter Pan James Bondi John Preda Natale Motta Licia Persona Bianca Neve Re Umberto Primo Re Carlo Alberto Pozzobon Razdegan Dante Alighieri Michelangelo Buonarroti Marco Polo Carlo Magno Sandokan Porcu Leon Cino (amici di Maria de Filippi) Ester Nato Italo Americani Checca Catone Mori Remo Franco Bolli Maia Lino Panno Lino Creti Nino Sacco Dorina Inde Licato Speciale Sasso Lino Mara Nello Cocci Nella Cocco Lino Cacco Lino Bigo Lino Pepe Rina Como Dina Ciri Nunzio Nella Nebbia Perla Pace Lampa Dina Lampa Dario Schiaccia Tina Vacca Carlo Ollano Rosa Luca Gava


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L’aspetto fisico è importante. Come imparare a valorizzarsi. «Il prossimo che mi viene a raccontare la solita storia che l’aspetto fisico non conta se si è belli dentro, ecc. ecc., giuro, lo butto dalla finestra. Mi sono stufato di ’sta idiozia che viene detta a chi è brutto come me. Anzi, sai che ti dico? Per diventare più carino rinuncerei a qualcuno di quei miei pregi nascosti. Chi è disposto a fare questo scambio?». E va bene Luca, hai ragione, l’aspetto fisico è importante. A tutti fa piacere essere ammirati e raccogliere complimenti. Come a tutti fa piacere volgere lo sguardo verso ciò che è bello. L’esperienza insegna - inutile negarlo - che se hai una faccia gradevole gli altri sono più ben disposti nei tuoi confronti, più gentili e più desiderosi di scambiare quattro chiacchiere. È una questione di estetica. Prendi un quadro, per esempio: se ti piace, staresti a guardarlo per ore; se non ti piace, lo degni di uno sguardo giusto per sapere cos’hai di fronte e poi passi oltre. Questione di gusti Già, prendiamo un quadro. I girasoli o la notte stellata di Van Gogh per alcuni possono essere infinitamente più belli ed emozionanti della Venere del Botticelli. Oppure quella strana bagnante seduta di Picasso, o la testa di un uomo di Mirò, possono ispirare molto di più della Gioconda

di Leonardo da Vinci. Insomma, la bellezza è relativa. Un bel volto senza un difetto può apparire meno affascinante di un viso dominato da un naso importante o da zigomi pronunciati o da un dentino storto. Stessa cosa per il corpo: se ben «indossati», i chili in più possono piacere più di quei chili in meno delle modelle o delle sciapite veline; e se si hanno le gambe storte o il sedere basso, pazienza, basta nasconderli e mettere invece in risalto i pregi. Perché tutti abbiamo dei pregi. E dobbiamo stare attenti a non abbandonarli alle grinfie dei difetti e a farli affogare nel mare delle lacrime di disperazione di chi si crede irrimediabilmente brutto. Proviamo invece ad acciuffarli per i capelli, a metterli davanti a uno specchio e a truccarli per renderli ancora più belli e luminosi. Sempre meglio che

cercare di piacere agli altri inventandosi un ruolo un po’ scomodo. Come Gianni, per esempio «Sono piccolo, brutto e peloso - racconta Gianni -. Le ragazze le vedevo col binocolo e gli amici mi prendevano in giro. Per un po’ di tempo ho cercato di farmi accettare rendendomi utile: mi sono trasformato nell’autista della compagnia, sempre pronto ad andare a prendere o portare a casa qualcuno. Finché una fanciulla, forse impietosita, mi ha detto che mi stavano sfruttando, usando ecc. Ed era vero».«Io e quella ragazza, Lucia, siamo diventati molto amici - continua Gianni -. È stata lei ad aiutarmi a rendermi più gradevole agli altri, per esempio insegnandomi a curare di più l’aspetto, a indossare un colore anziché un altro. Mi ha fatto anche cambiare la montatura degli occhiali. Un po’ sono migliorato, certo, anche se ci vorrebbe un miracolo perché diventi carino. Ma ciò che mi ha fatto veramente bene è


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stato il suo interessamento. Anziché sottolineare i miei difetti, Lucia mi parlava dei miei pregi. E grazie a lei che mi voglio più bene e mi sento più sicuro». Più sicuro al punto che ora Gianni riesce anche a rendere più visibili alcune sue capacità che prima nascondeva. Ad esempio, sa suonare molto bene la chitarra e ha una passione per la musica: ebbene, adesso si porta sempre dietro la chitarra e invita gli amici ad ascoltare l’ultimo cd di un artista. Ha un nuovo ruolo, ma è se stesso. E piace di più. Quando si è troppo belli La storia di Gianni conferma una volta di più che la bellezza non ha valore se è fine a se stessa. È importante anche il contesto in cui si colloca. C’è chi pensa che un bel corpo e una bella faccia siano tutto. Silvia, per esempio, ha sofferto perché è troppo bella, «troppo» nel senso che si è concentrata soltanto su questo regalo che la natura le ha fatto e ha trascurato tutto il

9 resto. «Me la tiravo alla grande - racconta -. Camminavo dieci centimetri più in su delle altre, mi atteggiavo per farmi guardare. Ecco, mi facevo guardare e basta. Parlavo e facevo poco. Le ragazze mi detestavano e dopo un po’ anche i ragazzi si stancavano. Così cambiavo sempre compagnia, cercavo nuovi palcoscenici dove esibire la mia bellezza. Ma mi sentivo sola come un cane. Poi, finalmente, ho cominciato a darmi da fare. Ho organizzato cene a casa mia, mi sono resa più disponibile e ho cominciato a frequentare un’associazione di volontariato che mi ha fatto proprio sentire utile agli altri». Insomma, Silvia ha dirottato sugli altri un po’ di quella attenzione che prima dedicava esclusivamente alla sua bellezza. Prima era soltanto bella (e comunque non è poco) adesso è anche interessante, perché ha cambiato - proprio come un quadro - sfondo e cornice. Grassottella ed esigente Sandra, invece, è molto meno bella di Silvia: è piccolina, grassottella, lineamenti irregolari e gambe storte. Descritta così, sembrerebbe una ciofeca. E invece no. Sandra piace, eccome. Perché si crede bella. E questa sua consapevolezza la fa apparire tale. Non se la tira, anzi, parla tranquillamente dei suoi difetti e spesso si prende in giro da sola. Si cura molto, ha buon gusto nel vestire e ricorre a tutto l’armamentario che una donna ha a disposizione per apparire più bella. «Devo dire

che mia mamma mi ha aiutata molto - dice Sandra -. Mi ha insegnato a valorizzare i miei pregi e a mettere in ombra i difetti fisici: se ho le gambe storte, per esempio, non mi metto la minigonna; se ho dei begli occhi, invece, li trucco per farli risaltare. Non seguo la moda come una pecora: metto addosso solo quello che mi sta bene».Ciò che subito noti in Sandra è la luce dei suoi occhi, il suo modo di fare, la sua socialità, la sua disinvoltura nel portarsi a spasso. Tutti le vogliono bene. Da un po’ esce con uno strafigo che le ha presentato un’amica. «Non so quanto durerà - confida -. Mi sembra un po’ scemo, fa sempre scena muta, è distratto, non esiste. Io voglio un ragazzo brillante, energico, attivo, non una cozza come lui». Morale della favola: la necessità aguzza l’ingegno. Patrizia Spagnolo


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Quanti ragazzi vanno al cinema? Tanti… ma non tengono conto del fatto che, oltre ai film, c’è un altro modo per raccontare, interpretare e rappresentare un racconto, una storia, e risale a tanto tempo fa: il teatro. Molti di voi a sentire questa parola avranno rabbrividito non è così? E’ vero, non ha gli effetti speciali tipici dei film d'azione, o le inquadrature in primo piano di baci appassionati, ma ha il contatto con il pubblico e crea emozioni immediate dato che è recitato e rappresentato al momento. Al Lunardi una professoressa lo ha capito e ha voluto avvicinare i ragazzi a questa sua passione, riuscendoci benissimo: il suo nome è Matilde Pagani e passa il suo tempo libero a pensare alla migliore scenografia, alle battute del copione, ai costumi adatti per realizzare il suo sogno: mettere in scena spettacoli nei migliori teatri, e questo si è avverato. Sono tanti i ragazzi che oggi la seguono nei suoi progetti mettendoci impegno e passione e che passano la domenica a provare e riprovare (2 di questi ragazzi e ragazze siamo noi). Non vediamo l’ora che venga la domenica, per incontrarci con i nostri amici, per condividere la stessa passione, per conseguire lo stesso obiettivo; creare insieme qualcosa di vivo e donarlo a un pubblico che ci ripaga con la cosa più preziosa che possa esserci per tutti quelli che lavorano insieme nello spettacolo: un immenso scroscio d'applausi. Finito lo spettacolo siamo stanchi, ma soddisfatti e felici, e soprattutto impazienti di ripetere l’esperienza.

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Ci divertiamo, scherziamo, stiamo insieme, facciamo nuove amicizie e poi non trascuriamo i bei ragazzi che ci sono (che vi assicuriamo non sono pochi)!!! L’ esperienza è unica e invitiamo tutti a venire almeno una volta a vedere l’ambiente, l’atmosfera e vi assicuriamo che non ve ne vorrete più andare!!! Queste sono le domande che abbiamo posto a Matilde Pagani colei che si è prodigata insieme ad altri alla nascita e alla crescita di questa speciale attività che la nostra scuola ci offre. Se non capite qualche frase non preoccupatevi: non siete celebrolesi, é solo che M. P parla un "po'" difficile... Come mai si è avvicinata al teatro? E' una passione o anche una scelta fatta perché crede che sia un'attività educativa? La passione nasce in tempi molto lontani, fin da quando interpretai il ruolo della “Zingarella cieca” all’età di tre anni e calcai un palcoscenico fatto dei lunghi tavoli verdi dell’asilo In che modo può essere educativa e utile al mondo dei giovani? Fare teatro è tra le attività universalmente riconosciute quale strumento di crescita e di formazione non solo culturale dei giovani. E’ scuola di impegno e di responsabilità, di duro lavoro individuale e di gruppo, occasione di sano protagonismo e valida opportunità di arricchimento valoriale. Da quanto tempo si svolge questa iniziativa? All’ITC Lunardi l’attività teatrale inizia nel 1991 con lo spettacolo “Perché nulla sia immuta bile” interpretato da un’ottantina di studenti.

Com'è cominciata? E' stato difficile? Il gruppo teatrale è nato come articolazione del Progetto Giovani che negli anni novanta segnato positivamente la scuola italiana orientata a riconoscere spazi di crescita agli studenti nel rispetto delle problematiche e degli interessi giovanili. Riguardo all'organizzazione "Scuole in Rete" potrebbe spiegarci in cosa consiste e perché si è istituita? L’esperienza in rete nasce dalla volontà di garantire anche a studenti di altri istituti l’opportunità di fare teatro. Oggi l’esperienza vede la presenza di studenti provenienti dal Liceo Arnaldo, dall’Istituto Tartaglia, dal Liceo Gigli di Rovato, e anche da scuole medie come la Tovini. Perché ha chiamato questa compagnia "Il Cerchio di Gesso"? C'è un significato preciso che si nasconde dietro a questo nome? Com'è nato? Com'è diventata un'organizzazione grande e funzionante ? Cerchio di Gesso” denominazione della compagnia teatrale del Lunardi ed altri istituti in rete, è oggetto di molti significati legati alla storia di questo gruppo. Tra i principali ricordiamo che il cerchio è la figura geometrica in cui ogni punto è equidistante dal centro, così i ragazzi sono tutti importanti, non ci sono primi attori né prime donne, soltanto ragazzi che mirano insieme a conseguire un obiettivo comune; poi il gesso, che ci rimanda immediatamente alla scuola, da ultimo il Cerchio di Gesso è un’opera teatrale del grande Bertold Brecht, autore che propugna con i


LUNARFOLLIE suoi testi l’impegno civile di tutti gli uomini liberi. Quali sono gli spettacoli che avete messo in scena? E dove vi siete esibiti? Numerosi gli spettacoli portati sulla scena nel decennio 91/2000 tra questi il più importante è nella memoria di tutti “Ribelli per Amore” realizzato al Teatro Grande il 26 aprile del 1996 con la sponsorizzazione dell’Assessorato alla P.I. del Comune di Brescia. Dal 2000 l’attività teatrale dell’istituto si è aperta ad altre scuole realizzando l’esperienza in rete e producendo spettacoli di alto impegno culturale inscenati nei teatri più prestigiosi della città : “Oceano di silenzio” Teatro Grande 2000, “Oltre il muro del tempo” Palatenda 2001, “Sogno di una notte d’estate” Teatro grande 2002; “Ribelli per Amore” Teatro Sociale 2003, “Sogno di una notte d’estate” Teatro Sociale e Teatro del Vittoriale 2004. E' vero che ci sono dei dissapori tra i professori che sono favorevoli a quest'attività e quelli che non l'approvano? E perché ci sono queste discordanze riguardo ad un'iniziativa utile ed educativa come questa? L’attività teatrale è oggetto di ampi consensi da parte di molti operatori della scuola ma è innegabile che spesso essa sconta

11 i disagi relazionali, i ritardi in campo didattico, l’assenza di obiettivi formativi imprenscindibili dall’attività curricolare di cui soffrono alcuni. Avete vinto un premio come compagnia non professionista che si è tenuta al Vittoriale degli Italiani. Come sarà impiegato il premio in denaro vinto? Il premio conseguito al I Festival Gabriele d’Annunzio quale migliore compagnia teatrale scolastica per la Lombardia sarà versato a sostegno dell’attività di rete. E' stato difficile e impegnativo vincere questo concorso. Qual'è stato, secondo lei, il momento più critico? Inscenare uno spettacolo è sinonimo di duro lavoro e grande impegno. La partecipazione al concorso ne ha richiesto ancora di più dal momento che in concorso vi erano ben nove istituti della nostra provincia e regione. Il momento più difficile? Senza dubbio quello della sera del 4 giugno quando il cartellone del festival ci vedeva recitare “Sogno di una notte d’state” nell’anfiteatro all’aperto del Vittoriale degli Italiani e Giove Pluvio imperversava con fitta pioggia sugli scenari, sui costumi e anche sui nostri visi dove la pioggia si confondeva alle lacrime. La determinazione degli anziani del gruppo è stata determinante e ha trascinato tutti a recitare come se sopra di noi splendesse il più fulgido plenilunio .. e così è stato per il pubblico , e la giuria, che applaudivano calorosamente sotto gli ombrelli. Quale spettacolo metterete in scena quest'anno? Per l’anno 2005 si pensa alla scrittura teatrale

di un best seller di Alessandro Baricco. In quale periodo pensa si terrà lo spettacolo? E dove? Per la fine del mese d’aprile e lo inscenerà o al Teatro Grande o al Teatro Sociale delle nostra città. Consiglierebbe a qualcuno di iscriversi anche se fosse la sua prima esperienza e perché? Quali sono le motivazioni per cui dovrebbe parteciparvi? Far parte del Cerchio di Gesso è un’esperienza tanto bella ed interessante che il gruppo conta mediamente 170/180 giovani impegnati in ruoli diversi, dall’attore alla danzatrice, al figurante, allo strumentista, al tecnico luci, ecc. provenienti da istituti diversi della nostra città e provincia. Impegnare il proprio tempo libero per la realizzazione di un progetto che riserva ai giovani, e soltanto a loro, momenti indimenticabili e ineguagliabili di sano protagonismo giovanile. La giornata del giovane è così lunga se la paragono alla giornata dell’adulto! Voi giovani possedete il tempo... noi lo spendiamo affaticandoci nelle cose di ogni giorno. A voi è data la possibilità di non trascurare l’impegno e il diletto: si deve solo imparare a scegliere a non sprecare la propria giornata nella banalità delle cose che inevitabilmente ci accompagna. Come ci si sente ad aver creato un gruppo così ampio? Ad avere sempre più ragazzi che la seguono anche dopo il diploma? Dirigere “Il Cerchio di gesso” è motivo di soddisfazione e di gratificazione che non si misura con il tornaconto economico ma con l’arricchimento personale a livello culturale, valoriale ed affettivo. Alice Moretti Elisa Abbiatico


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Spesso parliamo di immigrati senza conoscere i numeri e le situazioni in cui vivono. In totale gli immigrati sono 2 milioni e 600mila. Il 60% si trova al nord. Sul lavoro subiscono il doppio degli incidenti rispetto agli italiani Il numero degli immigrati in Italia continua a crescere. In quattro anni, dal 2000 al 2004, quelli regolari sono raddoppiati raggiungendo quota 2 milioni e seicentomila, uno ogni 22 residenti del nostro Paese. Va tenuto conto che nel totale dei regolari, una fet t a consi stent e (704mila), è frutto della sanatoria del 2002. Se si sottrae questa cifra ne deriva che, negli ultimi quattro anni, il numero degli immigrati regolari è aumentato a un ritmo medio di 150mila ogni anno. Le cifre sono contenute nel rapporto annuale sull'immigrazione, giunto alla sua XIV edizione, messo a punto dalla Caritas e da Migrantes. La stima, «basata su criteri prudenziali», è composta dal numero delle persone registrate dal ministero dell'Interno (circa 2,2 milioni) più 400 mila minori, che aumentano al ritmo di 65 mila l'anno (35mila nuovi nati e 25mila come nuovi ingressi). Per la Caritas, se continuerà questo trend, fra dieci anni la popolazione immigrata sarà nuovamente raddoppiata. IL 60% AL NORD Il 60% degli immigrati si tro-

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va al Nord (1 milione 500mila, la Lombardia ne conta 606mila), il 30% al Centro (710mila; prevale il Lazio con 369mila presenze) e il resto nel Meridione (357mila, la prima regione è la Campania con 121mila). Gli immigrati rappresentano il 4,5% della popolazione complessiva: al Centro sono il 6,5%, al Nord il 6%, al Sud il 2%, nelle isole l'1,5%. I due terzi degli immigrati (66,1%) sono venuti in Italia per lavoro e circa un quarto (24,3%) per motivi di famiglia. I due motivi segnala il dossier assommano così il 90% delle presenze e «mostrano la fortissima tendenza all'inserimento stabile». La quota dei soggiorni per lavoro, a seguito della regolarizzazione, è aumentata di 10 punti percentuali. Infine, nell'ultimo anno, sono aumentati del 25% gli immigrati imprenditori. Il dossier 2004 rileva che nel 2003, «un anno di relativa chiusura», ci sono stati in Italia 107.500 ingressi per inserimento. Il dato non tiene conto dei 68 mila visti per lavoro stagionale ma di 19.500 visti per l'inserimento lavorativo, 18 mila per motivi di studio e 4 mila per motivi religiosi. GLI IRREGOLARI NON SONO DIMINUITI Sugli irregolari la Caritas non fornisce stime ma sottolinea che «non si può concludere che le sacche di irregolarità siano andate diminuendo». Questo ci sta a dire che norme

repressive servono a poco. INFORTUNI SUL LAVORO QUASI DOPPI CHE PER GLI ITALIANI Capitolo importante nel dossier è quello sul lavoro. La Caritas afferma che gli immigrati «sostengono» il nostro sistema produttivo nazionale. I casi di infortunio denunciati nel 2003 sono stati 106.930, di cui 129 mortali. Per i lavoratori immigrati si verifica un infortunio ogni 15 occupati, mentre per gli italiani 1 ogni 25. Un' assunzione ogni 6 è di un extracomunitario (era 1 ogni 10 nel 2000). Il 70% delle assunzioni è concentrato nel nord. I settori dove si è registrato il maggior numero di assunzioni sono quelli del lavoro domestico, delle costruzioni, seguiti da alberghi e ristoranti e poi agricoltura. Il mercato privilegia gli immigrati provenienti dall'Europa centro orientale (45%). A giugno 2004, 71.843 immigrati risultavano titolari d impresa, il 25% in più rispetto all'anno precedente. In media un' impresa ogni 50 (1 ogni 25 a Roma e 1 ogni 8 a Prato) appartiene ad un imprenditore straniero. Caritas-Migrantes


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Salve Lunardi. In vista di Santa Lucia e del le feste di Natale le uscite nel mondo dei video giochi sono aumentate. Sono usciti molti giochi attesi ve ne presentiamo alcuni. Hack//Quarantine è l'ultima parte del gdr-azione ambientato nel gioco online "The World". In questo capitolo l' infezione del virus informatico che ha infettato "The World" si espanderà anche al modo reale e per coprire le proprie responsabilità la società creatrice del gioco, deciderà di cancellare "The World", ma ciò provocherà la morte delle persone cadute misteriosamente in coma giocando. Kite ed i suoi amici dovranno scoprire i misteri di "The World" e salvare le vittime del coma, prima che sia troppo tardi. Analisi: In questo capitolo vengono mantenute praticamente identiche le caratteristiche dei precedenti, anche se il livello di difficoltà si alza in modo spaventoso. La trama, ricchissima di colpi di scena, è quasi impossibile da capire, per chi non ha giocato ai primi tre capitoli, perciò se non conoscete le serie di .Hack, è meglio se cercate i primi capitoli, che ormai saranno in vendita a prezzo

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ridotto. Come sempre nella confezione è incluso in omaggio il quarto ed ultimo episodio della serie animata .Hack// Liminality Star Ocean Till the End of Time è l'ultimo gioco dalla casa produttrice di Final Fantasy, la SquareEnix. In questo gioco ambientato nell anno 2894. Il protagonista, Fayt, figlio di una coppia di scienziati di fama mondiale sulle ricerche sulla Simbologia, una misteriosa arte magica incredibilmente potente, sta trascorrendo una tranquilla vacanza con i suoi genitori sul pianeta Hyda IV, quando una misteriosa astronave aliena attacca il pianeta. Fayt è costretto a separarsi dai suoi genitori, catturati dagli alieni e fugge dal pianeta

con una capsula di salvataggio. Dopo essere precipitato con la capsula su un pianeta sconosciuto, ed avere incontrato il misterioso Cliff, ha inizio l'avventura di Fayt, che lo porterà a viaggiare nell'universo per scoprire la verità sugli alieni Analisi: La grafica del gioco è piacevole, anche se non raggiunge gli apici, mentre le ambientazioni e gli scenari in computer-grafica sono tra i migliori creati dalla SquareEnix. I menu per la gestione degli oggetti e dei personaggi, sono un pò complicati, come in un buon GDR, mentre le battaglie in tempo reale sono corte ma frenetiche e ricche di adrenalina. Il gioco è impreziosito anche da una valanga di extra ottenibili durante il gioco, eseguendo particolari azioni in battaglia o raggiungendo determinati obbiettivi. L'unica pecca del gioco è che è completamente in inglese.


14 Silent Hill 4 The Room è l’ultimo capitolo della serie di Silent Hill. Il protagonista di questo capitolo: Henry, un tranquillo ragazzo sulla trentina, è andato a vivere da due anni al South Ashfield apartment e la sua vita scorre tranquilla fino a quando... Da qualche tempo Henry non riesce più a uscire dal suo monolocale grazie a delle catene che tengono chiusa la porta dall'interno, e in più ogni notte ricorre sempre lo stesso incubo... un giorno dopo essersi svegliato sente uno strano rumore provenire dal bagno, naturalmente si dovrà andare a controllare per vedere che nel bagno è crollato un pezzo di muro lasciando un apertura che conduce a strani mondi dove gli incubi di qualcuno sono diventati realtà... Analisi: Grafica realizzata molto bene, l'effetto prima persona nell'appartamento rende tutto molto più inquietante, i mostri variano ma i cani ci sono sempre! La longevità del gioco è abbastanza alta, la penalizza il fatto di dover rifare due volte gli stessi scenari... Per chi ha giocato agli altri Silent Hill ricorderà sicuramente l'infinito arsenale di armi da fuoco che si hanno a disposizione, ecco in Silent Hill 4 The room no! In generale è un bel gioco ma dopo averci giocato pochi di voi potranno andare in bagno tranquilli!

LUNARFOLLIE naggio che alla fine del gioco non sia morto! Chi se la sente di rimanere a dormire a scuola?

Obscure: prendete il Lunardi, fatelo la sera quando chiude e fate finta che voi siate rimasti chiusi dentro per indagare sulla misteriosa scomparsa di un vostro amico che si era fermato per allenarsi a basket! Ecco che vi salta fuori Obscure, quattro ragazzi (Josh, Stan, Shannon, Ashley) si trovano nella caffetteria della scuola per cercare di far LUCE sul mistero della scomparsa di Kenny... Preparatevi a trascorrere una notte che non dimenticherete tanto facilmente dato che la scuola è infestata da strane creature ( non sto parlando dei profe ) che temono la luce... quali sono i legami tra il preside, gli alunni scomparsi e i mostri? Miticamente mitica la colonna sonora dei Sum 41 e l'opzione multiplayer ( fino a 2 giocatori ) Da finire obbligatoriamente per ottenere il video di Still Waiting dei Sum 41 e i costumi alternativi di ogni perso-

WWE Day of Reckoning è l'ultima edizione del Wrestilng per GameCube. In questo gioco è possibile sciegliere circa 40 dei wrestler della stagione 2003-2004 sia di Smackdown, che di Raw ed affrontare incontri liberi, oppure, grazie all'editor, si possono creare i propri wrestler personali e partecipare alla modalità stagione, nella quale seguiremo, con degli incontri, la nostra creazione, dall'esordio, alla conquista del titolo mondiale, scopo del gioco. Analisi. la grafica è ottima e iWrestel sono ricreati alla perfezione. Peccato solo che la lista degli atleti è ridotta a soli 40 wrestler, e che con nessuno di questi possiamo affrontare una stagione. Inoltre anche l'editor dei personaggi non offre grandi scelte. Per finire WWE Day of Reckogning, resta il miglior gioco di wrestling per Game Cube, ma in quanto a stile e personaggi non può compertere con Smackdown Here Comes The Pain per Playstation 2 Grand Theft Auto: San Andreas è il quinto episodio della famosissima serie Grand Theft Auto. Questo capitolo promette di battere gli incredibili dati di vendita del suo predecessore Vice City. Principalmente la trama del


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gioco è quella classica della serie: voi siete un piccolo criminale ed il vostro compito e di diventare il signore del crimine, svolgendo molte missioni di difficoltà crescente, datevi dai vostri datori di lavoro. Ciò che ha fatto il successo della serie è la totale libertà: se uno non vuole fare una missione può girare per la città a piedi o in macchina ( rigorosamente rubata) e fare ciò che si vuole: fare incidenti, investire le persone, fare sparatorie, fuggire dalla polizia; sempre all'interno di enormi città. Il punto forte di San Andreas è che non saremo più in una sola città, ma potremo viaggiare in ben 3 città, ciascuna grande più o meno come Vice City, ed inoltre anche le campagne tra le due città, con tutti i piccoli paesini tra i campi di grano, saranno tranquillamente visitabili. Per creare il gioco la Rock Star ha trasferito un'intera porzione di stati uniti ed infatti le tre città sono pensatesul modello di vere città degli states. Basti pensare che la famosa scritta sulla collina di

15 Hollywood, è presente, anche se trasformata in Vinewood. Molto importante sarà anche prendersi cura del personaggio, dovrete farlo mangiare, ma non troppo ingrasserà, inoltre potrete mandarlo in palestra per sfoggiare degli enormi muscoli, ed addirittura potrete andare dal barbiere e sciegliere la capigliatura! Analisi: la grafica del gioco ha fatto passi avanti rispetto a Vice City, ma ciò che colpisce di più è l'enorme lavoro fatto dagli sviluppatori per rendere gli scenari realistici. Inoltre anche il sistema di danni alle macchine ed il comportamento dei pedoni sono migliorati.. Signori, ci troviamo di fronte a quello che forse è il miglior gioco del secolo! CODICI E TRUCCHI Silent Hill 4:

-Vestito da infermiera per Eileen: finite il gioco una volta e troverete il vestito nella camera 302. Eileen lo potrà usare soltanto nella partita successiva Obscure: -Bonus Extra: finite una volta il gioco -Modalità speciale: finite il gioco 1 volta -Vestiti alternativi: finite il gioco una volta, nella modalità extra troverete i vestiti dei personaggi sopravvissuti al gioco -Video musicali: completate una volta il gioco e andate nella sezione extra -Filmato the making of: completate una volta il gioco e andate nella sezione extra -Mazza Morgenstern: completate una volta il gioco e la troverete all'inizio sul tavolo nrlla modalità speciale Star Ocean Till the End of Time: -Costumi alternativi: completate almeno il 15% della raccolta dei trofei -Test Musicale: completate almeno il 30% della raccolta dei trofei -Livello di difficoltà Universe: completate almeno il 60% della raccolta dei trofei -Livello di difficoltà 4th dimension: completate almeno il 90% della raccolta dei trofei Berto & Portu

-Motosega: finite il gioco una volta a la troverete vicino alla macchina abbandonata nella foresta, la seconda volta che giocate


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A TUTTO L’ISTITUTO “Carissimi, vi giro questa mail per una bambina malata… non si chiedono soldi, ma solo di fare girare questa notizia nella speranza di contattare qualcuno che conosca il problema… Grazie. Mi chiamo Daniele Brandani e ho una figlia di 2 anni di età che si chiama Lucia. Nell’ottobre del 2001 abbiamo scoperto che Lucia ha il cancro; si tratta più precisamente di un “endocarcinoma surrenalico secernente”, una forma molto rara nei bambini. Purtroppo dopo due operazioni e la chemioterapia fatta non abbiamo avuto il minimo risultato e il tumore continua a crescere ad una velocità spaventosa. Forse tu conosci qualcuno che potrebbe darci aiuto per affrontare questo tumore, oppure un amico che ha già avuto questa esperienza. Se lo conosci digli di contattarci al più presto, non ci rimangano che poche settimane! Per favore fai circolare questa lettera. Grazie!” Daniele Brandani EDIZIONI BORA S.N.C. Via Iacopo di Paolo,42 40128 Bologna CELL. 348 711 2595 FAX 051 347 394 (nel fax specifica PER LUCIA BRANDANI) STIAMO PARLANDO DI UNA VITA (per farti inviare questa mail contatta Gatti Laura di 1^P) Grazie per la vostra attenzione.

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PER ALCUNI RAGA DI 2^ G Luca, Massimiliano, Marcello e Daniele S. siete dei gran fighi. By anonima

Ciao Paola sai che ti voglio ogni giorno + bene. Mi rendi gioioso ogni risveglio. Tuo Vezzosi 3^L PER USAI DI 1^ L Sei troppo figo… By prova a indovinare PER DANIEL Ti vediamo tutti i giorni scendere le scale e tutti i giorni aspettiamo solo quello… sei stupendo!! By le raga di 1^ I PER SERVALLI ANDREA DI 3^A Mi piaci un casino, non so perché, ma hai qualcosa di speciale. Vorrei conoscerti, ma sono timida. Un giorno che vuoi vieni in 1^ N e chiedi di Michela. A presto!!!!! TVB by Michela

PER MATTEO 4^ B Grazie per le lunghe chiacchierate… grazie per la tua costante presenza…. Per la tua simpatia, per il tuo modo di essere. Grazie per il messaggio di quest’estate! Voglio dirti che ti voglio bene! Hanno ragione le persone che dicono che sei un ragazzo dolce e simpatico! Mi raccomando, guarda di farcela quest’anno!!! Un bacio By una persona che si era affezionata a te…. PER STEFANO 1^ L Stefano sei l’unica ragione per cui vivo! TVB By anonima PER GIUSY ANZA 1^N Giusy sei troppo fashion By le tue best friends PER MASSIMILIANO LA PAGLIA 3^ H Sei sempre più bello… anzi di più! Sei sempre nel mio cuore. Ciao By Kia PER FABIO ANNI 5^ E Fabio sei bellissimo! Peccato


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che il prossimo anno non ci sarai più! Ci mancherai!!!! By Vale e Silvia PER LA DEA DI 2^ A (FRANCESCA TEDOLDI) Nella botte piccola c’è il vino buono! E con questo dico tutto! By anonimi strafighi PER MARTA, SIMONE, ANDREA, ALICE, ALESSANDRA E DENISE 3^ D Questi due anni passati insieme sono stati bellissimi. Ovviamente c’è stato qualche li-

17 tigio ma sempre superato! Per Marta Non voglio vederti piangere! Per Andrea Ti ringrazio per tutte le volte che hai ascoltato i miei sfoghi e per tutte le volte che mi hai dato consigli su quella persona. Per Simone A te posso solo dire che ti voglio bene! Ah qualcosa c’è! Non voglio averti in classe l’anno prossimo, tu dovrai essere in quarta come tutta la ex 2^ D. Per Alice Forse non ti ho conosciuta fino in fondo ma mi sono affezionata, ringrazio anche te per tutto! Per Alessandra Ascoltarti e parlare con te è sempre stato un piacere e ricordati che se ti serva qualcosa io ci sono! Per Denise Grazie anche a te per avermi aiutato in questi due anni e per essermi vicina anche se non sono più con voi! Vi auguro un buon anno scola-

stico… mi piacerebbe essere con voi!!! Un bacione grosso, vi voglio un casino di bene By Annina LA SCUOLA La scuola, cara vecchia prigione, dove si gridava la propria ragione regge il tempo immobile. Si accalcano pensieri date, parole e risate. Zitti guardavamo incapaci di capire quei volti severi, irrigiditi. Dentro piangeva il tempo solchi profondi intagliava il vento tra umide mura. Era l’età dei passi incerti dentro castelli fatati dove entravano violenti inattesi, cavalli imbizzarriti. L’erba sui muri ondeggia ancora Come allora sapori di primavere lontane richiami spasmodici d’anime nell’aria disadorne. By xxx’87 DEDICATO AGLI AMORI NON CORRISPOSTI Volevo raccontarti i miei pensieri, ma le parole non bastavano… Nella solitudine del mio letto mi contorcevo dal dolore… ero travolta dalla passione… la sponda dove approderò è un’oscurità da cui non si può tornare indietro… solo tu puoi trasformare la sofferenza in amore, il sospiro in sussurro… fidati di me! Ti abbraccio dolce e impetuosa Come il vento… Pur di starti accanto


18 Sono disposta a svanire nel nulla… Arrivo subito, se vuoi vedermi… Ti stringo forte, se ti senti solo… Non l’ hai ancora capito? Le mie braccia possono proteggerti fidati di me. Dedicata a un ragazzo M. M. By xxx ‘87 X STEFANO 2^F Non ti sopportiamo +!sei logorroico!! By “le tue care compagne di classe!!” X SIMONE 2^B Sarai bello quanto vuoi ma non asta tirare x il c**o la gente.. By illusion X SIMONE 2^B Sei uno stronzo, nn ti fai + sentire…nn si fa cosi By “una tipa di 2^(tu sai ki)” X SIMONE Sei stato uno stronzo..mi hai illuso di amarmi e invece erano tutte bugie… ti ho detto e ti ripeto che nn ti odio perché l’odio x te è sprecato… ti ho voluto tanto bene e sei un comunista di m***a senza un po’ di personalità… By “da tu sai chi!) X ERICA 1^P Ciao bellissima…grazie di esistere, sei la mia bestfriend.. ti voglio un mondo di bene, e tu lo sai! Grazie dei tuoi consigli…tv1kdb By Laura

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Dedicata a Cervantes Dopo tanto pensare Partire è l’attimo Di energia pura Che attraversa il silenzio Del primo mattino Quando tutti dormono. Il sonno degli altri è un destino, Cavaliere errante, Quando parti e quando torni. Errare vuol dire non più fermarsi, Ma per chi vive Nell’immobile morte Vuol dire solo sbagliare. Nel primo mattino La pura linea del cielo Si accende lentamente E disegna le torri e i minareti Le nobili case e i campanili silenziosi. L’Africa non è lontana Per chi di partire ha deciso. Là in alto, illuminato dal sole Tra il giogo dei mondi Immobile ti attende Roncisvalle.

C’è sempre un passaggio Se vuoi andare lontano E raccogliere grosse conchiglie Da portare all’orecchio Per ascoltare dell’Oceano il canto. Il vento soffia E fischia di lato e di fronte Solo alle spalle non lo senti, propizio. Il vento si leva Gioca con la terra La pioggia e il sole. E tu continui avanti, pura energia che si muove. Solitudine e silenzio: l’amore non c’è più? E’ svanito il sogno? O forse chi tutto ha dato E’ in cammino Per l’amore che ci aspetta Oltre il calcolo degli anni Dei mesi e dei giorni. Questa notte c’è luna piena. Una luce lontana accende Voglia di casa e desiderio di cuore Sulla desolata terra in pianto; Alla corte del tuo re riposta nel fodero è la spada E il calice colmo, perenne trabocca: c’è pane caldo per tutti. A cosa serve una casa, Con il fuoco acceso, Per chi immobile muore? M.N.


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“Ausiliari” Pace. Una parola che si declina in tanti modi sul pentagramma dando origine ad innumerevoli canzoni del passato e del presente. Anche al giorno d’oggi, infatti, le radio trasmettono canzoni di aspra condanna nei confronti della guerra e delle drammatiche conseguenze che essa provoca. Eccone alcuni esempi:

bie, zombie Zombie, the Cranberries

“Imagine there's no Heaven, It's easy if you try No Hell below us, Above us, only sky Imagine all the people, Sharing all the world”…

“Io chiedo come puo’ un uomo, uccidere un suo fratello eppure siamo a milioni, in polvere qui nel vento.”… Auschwitz, Francesco Guccini

Immagina che non ci sia il Paradiso, è facile se ci provi Senza Inferno sotto di noi, sopra di noi, solo il cielo Immagina che tutte le persone, condividano tutto il mondo… Imagine, John Lennon

“Yes, 'n' how many deaths will it take till he knows, That too many people have died? The answer, my friend, is blowin' in the wind, The answer is blowin' in the wind.”…

“With their tanks and their bombs and their bombs and their guns In your head, in your head, they are dyin’ In your head, in your head zombie zombie zombie”…

“e se gli sparo in fronte o nel cuore, soltanto il tempo avrà per morire ma il tempo a me resterà per vedere, vedere gli occhi di un uomo che muore” La Guerra di Piero, Fabrizio De Andrè

Sì, e quanti morti porterà prima che lui sappia che troppe persone sono morte? La risposta, amico mio, è riposta nel vento, la risposta e riposta nel vento… Blowing in the wind, Bob Dylan a cura di Fede&Paola 3F

Con i loro carri-armati e le loro bombe e le loro bombe e le loro pistole Nella tua testa, nella tua testa stanno morendo Nella tua testa, nella tua testa zombie, zom-

Chi sono gli AUSILIARI? Sono quelle persone che noi studenti erroneamente definiamo “BIDELLI”, ovvero coloro che devono occuparsi della pulizia, dell’ordine delle nostre classi e delle strutture scolastiche che quotidianamente usiamo quali servizi igienici, palestra, laboratori informatici ecc. Bisogna sottolineare che all’interno del nostro istituto, non tutti SI IMPEGNANO nel giusto modo per fare in modo che studenti e professori possano vivere in un ambiente pulito e ordinato. Ci sono però tra loro alcuni, a nostro parere straordinari, che svolgono i loro compiti, conoscono bene il loro lavoro e lo portano a termine sempre nel migliore dei modi . Alcuni studenti si sono potuti rendere conto di ciò, poiché hanno avuto l’occasione e la fortuna di stare accanto a loro e vederli “all’opera”. Sono persone davvero speciali, non soltanto perché fanno il loro dovere, ma perché spesso è capitato che si siano comportati da “amici”, sempre pronti ad ascoltare un nostro problema e a dare consigli su come risolverlo. In più di un’occasione si sono dimostrati più comprensivi e vicini di alcuni insegnanti, ci sanno capire, consigliare, e a volte anche aiutare. Molte delle giornate grigie, divenute tali per un brutto voto o un qualsiasi altro problema, grazie a loro si sono trasformate in momenti educativamente positivi. A questi preziosi e umili signori UN GRAZIE DI CUORE Laconi Osei 4 B


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Ariete Venere sarà nel vostro segno già dal primo giorno di Novembre: si preannuncia un periodo molto entusiasmante, soprattutto per l’amore. Riuscirete ad esaudire i vostri desideri con l’aiuto di favorevoli circostanze e splendide occasioni. Con Marte amico da metà mese godrete di una forma strepitosa e avrete la carica giusta per affrontare al meglio ogni situazione, anche la più difficile. Tenderete a mostrare il lato migliore della vostra personalità, il che vi farà ottenere grandi riscontri e l’altrui ammirazione. Incontro:Leone Scontro:Pesci Toro Di bene in meglio, mentre i primi giorni di Novembre passano tranquilli si sta preparando una situazione planetaria veramente interessante che inizierà dal giorno 13. Un mese nettamente a vostro favore, con particolare riguardo all’amore dove potreste mettere a segno un colpo importante, raggiungere una conquista desiderata o ritrovare serenità in un rapporto già esistente. Chi ha mostrato pazienza fino ad adesso, potrà vedere ricompensati i suoi sforzi. Nelle attività scolastiche farete conoscenze utili e vi potrete giovare di una maggiore capacità creativa sorretta da una buona determinazione. Incontro:Vergine Scontro: Gemelli Gemelli Sarà l’inverno o sarà qualche altra cosa ma tenderete ad essere

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veleranno capace e efficiente. Meno favorita la situazione in amore, dove si può essere attratti da qualche storia impulsiva che si può rivelare deludente, per le vostre aspettative o per la sua breve durata. Proverete delle attrazioni improvvise che non sempre avranno un seguito. In cont r o: Ge mel l i Scontro: Capricorno

un po’ disattenti e svogliati nei vostri compiti. Sarete molto sensibili a quello che sentirete, sia alle sensazioni che ai discorsi che vi arrivano dall’esterno e questi ultimi possono alquanto condizionarvi, se non ostacolarvi. Poco stimolante la situazione scolastica fino al 20, mentre in amore vi mancherà una dose di chiarezza e sarete pronti a trovare spunti di critica che potrebbero innervosire il pater. Qualche buona opportunità o qualche incontro piacevole faranno ritrovare il sorriso e la voglia di amare a chi è da solo e vorrebbe tanto fidanzarsi… Incontro: Cancro Scontro: Toro

Leone Novembre vi richiederà un certo impegno, soprattutto per quello che riguarda la scuola dove bisognerà sudare e non aspettarsi troppo dalla fortuna o dall’aiuto degli altri. L’amore potrebbe tendere un po’ al nero, ma non esagerate con i vostri pensieri cupi o con delle paure che non sono molto motivate. In amore non date molto spazio al vostro spirito critico a meno che non vogliate starvene deliberatamente per conto vostro… poche probabilità di relazioni interessanti per chi è single, ma non disperate, e approfittate di questo mese per vedere dentro di voi e prepararvi al meglio per le relazioni future. Incontri: Ariete Scontro: Scorpione

Cancro Sarete pizzicati da Urano e Giove in posizione contraria che vi sproneranno a un maggiore dinamismo e vi renderanno più presenti. Avrete bisogno di qualcuno o qualcosa che vi distragga dal vostro mondo interiore, dai vostri pensieri e dai vostri sogni a occhi aperti. Se ne avvantaggeranno la vita pratica e lo studio, che vi ri-

Vergine Mese abbastanza simile al precedente questo di Novembre perciò per voi valgono gli inviti a non essere troppo critici a non cercare di stuzzicare troppo le reazioni di chi vi è vicino.sarete probabilmente un po’ suscettibili, ma non è il caso di prendersela con chi vi vuole bene o andarsi a rinchiudere per questo in


LUNARFOLLIE un eremo inaccessibile. Evitate di prendere le cose troppo sul serio e accettate la compagnia di chi vuole aiutarvi a non ingigantire troppo le cose. In realtà non c’è niente che vada particolarmente male, ma forse in questo momento desiderate qualcosa di più, in tutti i campi. Pazientate ancora un pochino e vi rifarete alla grande!!! Incontri: Toro Scontri: Sagittario Bilancia Il giorno 6 termina la lunga opposizione di Venere al vostro segno, per cui per quanto riguarda l’amore e i divertimenti noterete un sensibile miglioramento e le vostre storie tenderanno a diventare giorno dopo giorno più importanti. Avvertire una gran voglia di darvi da fare per le cose che vi prendono di più, per cui non è il momento di lasciarsi troppo andare a pigrizia e indecisioni. Avrete una buona intuizione che si rivelerà vincente nello studio e nel campo delle amicizie, ma anche sul fronte del cuore e delle gratificazioni personali. Incontri: Scorpione Scontri: Acquario Scorpione Avanti a tutta forza! Com’è bello il vostro cielo, illuminato dalla piacevole presenza di Venere! Quando il pianeta dell’amore si combina favorevolmente con quello degli incontri e quello del benessere e delle conoscenze non si può chiedere nulla di più e questa situazione ora riguarda voi. Avrete molto di buono da raccogliere, sia in amore sia in campo scolastico. Conoscerete sicuramente una persona speciale, se già non l’avete incontrata, e insieme riempirete la vostra vita di nuove sensazioni e piacevoli promesse. Se invece non vi interessa

21 l’amore vi impegnerete con successo negli studi. Incontri: Bilancia .Scontri: Leone Sagittario Una bella sferzata di energia vi farà vivere appieno questo mese di Novembre, favorevole per molte cose e soprattutto in amore. Il cielo vi vuole particolarmente bene e mostra uno splendido aspetto tra Giove e Venere che favorisce l’armonia e l’intesa con la persona amata, ma da una mano anche a chi ne sta cercando una da amare… Forse sarà solo un’avventura ma avrà comunque un buon effetto. State attenti a non essere troppo generosi e espansivi con chi non merita tanto. Eccellente la forma fisica e favorito anche lo studio e l’impegno intellettuale soprattutto dal 7 al 21 del mese. Incontri: Acquario Scontri: Vergine Capricorno Saranno le cose di tutti i giorni a darvi le emozioni più importanti durante questo mese, anche perché con la fine della lunga opposizione di Saturno vi sentirete meglio e più disposti a darvi da fare e ad apprezzare quello che succede intorno a voi. Saprete trovare una giusta soluzione ad alcune situazioni che andavano sistemate. In amore tutto procederà come già avviato nel mese scorso e sono in vista preoccupazioni solo per chi sente che il suo rapporto è arrivato a un punto critico. Gioie dai vostri animali domestici: non trascurateli!!! Incontri: Pesci Scontri: Cancro Acquario Novembre sarà un mese vario che vi permetterà di sperimentare diverse sensazioni e porterà sotto la vostra

attenzione gli argomenti più disparati. Nella seconda quindicina sarete un po’ più insofferenti tra le pareti domestiche e quindi state attenti a non fare qualche danno… volontariamente o involontariamente. Tranquillità in amore fino al 18 dopodiché Marte tenderà a rendere più passionali o esigenti soprattutto per le nate nella prima decade. Per i sigle poche occasioni di riguardo, ma non è da escludersi un’attrazione improvvisa da vivere come appare. Incontri: Sagittario Scontri: Bilancia Pesci Questo mese non sarà proprio rose e fiori. È probabile che dovrete darvi non poco da fare per ottenere qualcosa di buono, visto che non potrete contare molto sugli aiuti planetari. In particolare potrebbero essere la scuola e la famiglia ad essere un po’ pesanti, proprio perché saranno le limitazioni a innervosirvi e a mondarvi fuori dai gangheri. In amore bisognerà evitare l’impazienza, che può portarvi ad agire impulsivamente per cercare di cambiare le situazioni. Vi converrà, invece, stare un po’ tranquilli, senza però troppi eccessi malinconici: anche la salute si gioverà di un atteggiamento prudente e razionale. Incontri: Capricorno Scontri: Ariete Silvia 3B


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Noi giovani, sentiamo spesso parlare di noi. Ci intervistano, ci scrivono, ci disegnano… Si cerca di capire la nostra identità, i nostri pensieri, le nostre emozioni. Il perché è forse invidia, la voglia di immergersi nel passato. La necessità dei nostri padri di rivivere in noi il mito dell’eterna giovinezza. “I giovani sono liberi e liquidi come l’acqua”, questa è una frase di Eugenio Scalari, giornalista del corriere della sera. Non tiene conto però che a volte quest’acqua viene imbottigliata ed etichettata. Non voglio dire che i giovani sono sempre vittima, tutt’altro, ma purtroppo, viviamo in una società che non guarda l’umanità delle persone, le reputa solo oggetti di consumo, stereotipando informazione, abbigliamento e perfino idee. Logico che gli adulti si sforzino di capire noi giovani, si illudano di comunicare con noi attraverso le idee che ci rappresentano…E poi si rendono conto che non è così. Dei giovani si dice che non abbiamo voglia di crescere, che non si assumono le proprie responsabilità, che vogliono rimanere eterni bambini. Ma è proprio tutto vero? Siamo davve-

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ro così? Vediamo con i nostri occhi che nessuno è uguale ad un altro. I giovani non sono tutti uguali. Siamo un’adolescenza multiculturale, multiidealista, multireligiosa e multicolorata. Si, oggigiorno se ne vedono proprio di tutti i colori. Non si può identificare tutto nel solo stereotipo della non identità. Un’identità ce l’abbiamo, la nostra, propria di ogni individuo. Viviamo in un mondo dove vige la legge del più forte e poi rappresentiamo i giovani come persone “flaccide”, frivole ed immature? Prego, accendiamo la luce e rendiamoci conto di quello che ci sta intorno. Forse la non identità esiste anche nel mondo adulto. Persone che non vogliono invecchiare e si aggrappano ad ideali giovanili. Le generazioni tendono a non distinguersi più, o meglio non vogliono distinguersi. “tutti più giovani, tutti più belli”. Può esistere la globalizzazione dell’età? I problemi del mondo sono tanti, e non dipendono dai giovani d’oggi. Abbiamo ricchi sempre più ricchi e poveri

sempre più poveri senza la possibilità di riscattarsi. Vediamo guerre insensate che non riusciamo a capire, lottiamo per la pace sperando in un mondo migliore. Il mondo che abbiamo non è stato costruito da noi, ma è frutto delle scelte e della vita di chi c’è stato prima. Bisognerebbe che ognuno pensasse a giudicare e cambiare se stesso prima di scaricare la colpa di tutto sugli altri. Forse si riuscirebbe a comunicare… Forse il mondo avrebbe la possibilità di sopravvivere.

Giulia 4 F


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Yasser Arafat (Il Cairo, Egitto, 4 agosto 1929 - Parigi, Francia, 11 novembre 2004), è stato un combattente, uomo politico e statista, figura di spicco del panorama politico mondiale. Ha ricoperto fino alla morte - avvenuta l'11 novembre 2004 - la carica di presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese (ANP). G r a vemente ammalato, Arafat aveva lasciato il suo quartier generale alla Muqata di Ramallah (Cisgiordania) per essere ricoverato in un ospedale militare alla periferia di Parigi. Il 4 novembre un repentino aggravamento lo aveva fatto precipitare in uno stato di coma. Dopo pochi giorni la morte. BIOGRAFIA Primo di sette fratelli, figlio di un mercante, era salito nel 1969 alla guida dell'OLP (l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina), diventando capo di Al Fatha (o Al Fatah), l'ala oltranzista e maggiore fazione interna dell'OLP. La data ed il luogo della sua nascita sono sempre rimasti controversi. Da notare che nella sua biografia ufficiale, Alan Hart, conferma come il suo nome completo alla nascita, risulta come Mohammed Adbel Rahman Abdel Raouf Arafat Al Qudua Al Husseini. LA GIOVINEZZA Arafat ha trascorso la maggior parte della sua giovinezza al Cairo. Mentre studia all'univer-

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sità del Cairo - dove consegue la laurea in ingegneria civile - aderisce alla Fratellanza Mussulmana e all'Unione degli Studenti Palestinesi, della quale diviene presidente dal 1952 al 1956. Mentre al Cairo sviluppa una stretta relazione con Haj AlHusseini, conosciuto come il Mufti di Gerusalemme. Nel 1956 presta servizio nell'esercito egiziano durante la crisi di Suez. LA PALESTINA Negli anni '80 Arafat riceve assistenza da Saddam Hussein, allora presidente dell'Iraq, assistenza che gli permette di riorganizzare il gruppo dirigente dell'OLP fortemente ridottosi dopo la guerra civile libanese. La nuova struttura dirigenziale viene utilizzata durante la Prima Intifada (guerra delle pietre), iniziata nel dicembre 1987. Il 5 novembre 1988 l'OLP proclama la creazione dello stato della Palestina - sia pure con un governo palestinese in esilio - nei termini della Risoluzione n. 181 dell'ONU. Il 13 dicembre 1988, Arafat dichiara di accettare la Risoluzione n. 242 promettendo il riconoscimento dello stato di Israele e la rinuncia al terrorismo. Il 2 aprile 1989 Arafat è eletto dal Consiglio Centrale Palestinese (che governa l'OLP) presidente dello stato Palestinese. Il 13 dicembre dello stesso anno il governo USA propone la formazione di due separate entità statali: Israele, entro i confini fissati precedentemente al 1967 (Guerra dei sei giorni), e Palestina, composta

da Cisgiordania e striscia di Gaza LA GUERRA DEL GOLFO (1991) Questo evento mette in moto un processo politico di grande importanza. Nel 1991 nella Conferenza di Madrid, Israele apre per la prima volta negoziati diretti con l'OLP. Nello stesso anno, con l'esplosione della Guerra del Golfo, le relazioni con Saddam Hussein diventano il maggior problema di Arafat. L'OLP rimarrà tuttavia il solo stato arabo a schierarsi dalla parte dell'Iraq subendo quindi il boicottaggio degli USA che cercano di bloccare le trattative tra palestinesi e israeliani. LA VITA PRIVATA Nel 1990 si sono svolte le nozze tra Arafat e Suha Tawil, nata nel 1963, una palestinese di religione cristiana-ortodossa, che allora lavorava per la sede tunisina dell'OLP. Dalla loro unione nasce nel 1995 la figlia Zahwa. Il ruolo ricoperto dalla donna nelle vicende palestinesi e il suo soggiorno a Parigi negli ultimi anni hanno sollevato diverse polemiche. Polemiche che si sono puntualmente ripresentate in occasione della morte di Arafat. Il ruolo ricoperto dalla donna nelle vicende palestinesi e il suo soggiorno a Parigi negli ultimi anni hanno sollevato diverse polemiche. Polemiche che si sono puntualmente ripresentate in occasione della morte di Arafat. Si spegne l'11 novembre 2004 all'Ospedale Militare "Percy de Clamart" di Parigi in seguito ad una misteriosa malattia. Viene seppellito a Ramallah, acclamato da una folla immensa di suoi seguaci. A cura di Anastasia e Josephine (1B)


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LA BIBLIOTECA INFORMA 1 dicembre 2004 - 31 marzo 2005

Concorso letterario 3° Edizione 2004/2005

unlunardidiparole

Il bando di concorso sarà disponibile in biblioteca a partire dal 1° dicembre.

Novembre 2004  

Anno 13 n.2

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